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Libertà e caso

Contro ogni visione meccanica dell’esistenza, il caso appare come apertura, occasione e possibilità. Anche nella politica, l’imprevisto può diventare il luogo concreto della libertà e della creazione del nuovo.

Capita di sentirsi in balia del caso; di eventi rispetto ai quali non abbiamo alcun controllo. Eppure è proprio nella casualità che si annidano la libertà e la possibilità.

Se il filosofo Martin Heidegger scorge il massimo della libertà proprio nella necessità e nel destino, io mi ritrovo con il compianto Salvatore Veca che citava Marx, a proposito di Epicuro: “infelicità è vivere nella necessità; ma non è necessario vivere nella necessità”.

Il caso è un guizzo, un’occasione, un invito. È esso a caratterizzare gli incontri, quelli veri.

Si tratta, in definitiva, della dimensione creativa, originale, inedita. Non tutto è riducibile alla ripetizione di una sorta di copione. Non tutto è riproposizione del già visto, del già vissuto.

Il caso è come uno squarcio rispetto alla stanca trama del non-senso. È un po’ così anche in politica: l’imprevisto, l’imponderabile possono essere alleati e promotori della libertà. Lì è l’evento.