Home GiornalePozzolo, storia di manovre sbagliate

Pozzolo, storia di manovre sbagliate

Il trasformismo permanente e la debolezza della selezione politica finiscono ancora una volta per produrre figure improvvisate, oscillanti tra propaganda, personalismi e ricerca di sopravvivenza parlamentare.

Lirruenza del nuovo”

Pozzolo è finito fuori strada con la sua Mercedes il cui stemma a mirino ha perso la rotta rovinando in un fossato. È accaduto dalle parti di Biella e non perché si sia rotta una parte del motore, una biella che ne ha compromesso l’efficienza. Sembra che il nostro intraprendente parlamentare si fosse messo in viaggio con un tempaccio e, a causa dell’acquaplaning, abbia avuto quindi un incidente.

Per quanto si legge, e se si è ben compreso, sembra che fosse un po’ alticcio, superando la soglia di sobrietà che richiederebbe almeno chi rappresenta l’istituzione parlamentare. Questa volta si è trattato di qualcosa in più del cambiare corsia e partito approdando di recente a Futuro d’Italia, una scelta con ogni probabilità utile ad assicurarsi personalmente un futuro in vista delle prossime elezioni.

Accade spesso così. Le nuove formazioni politiche raccolgono dagli altri partiti coloro che non avrebbero più spazio per riconfermarsi; migrano perché non hanno propriamente brillato con le loro gesta lì da dove provengono. Pozzolo è stato espulso dalla Meloni e adesso ha trovato, da ultimo, accoglienza dove si è detto.

Così l’esordio del “nuovo” mette sovente sul tavolo carte sgualcite o tarlate e questo non consola. Il buon Pozzolo già si era distinto in passato per aver inavvertitamente ferito, con la sua fida pistola, un uomo della scorta dell’allora sottosegretario alla Giustizia, Delmastro.

 

Uno stile a cui guardare

“Sei un pistola” è un modo di dire dalle parti del Nord del nostro Paese per indicare una persona non proprio avveduta nei comportamenti. Si legge che il nostro deputato, in qualche modo, pare contraddirsi quando dichiara nel corso di un’intervista a “Un giorno da pecora” che non gradisce i fuochi d’artificio preferendo il botto dello champagne.

Qualche monello potrebbe pensare che ami invece ogni artificio di posizionamento pur di continuare la militanza politica. Eppure, nell’entusiasmo per la nuova collocazione, intanto ha fatto un botto con la sua auto e, di conseguenza, per l’intanto sembra che gli abbiano ritirato la patente, ma non quella di guida quale referente regionale del partito di Vannacci in Piemonte. Chissà se Cavour ne sarebbe felice.

 

Una casacca per ogni stagione

Cambiare direzione di marcia sembra per Pozzolo un esercizio alla sua portata: da AN alla Lega, per poi correre con FdI e ora Futuro d’Italia. Nulla da dire su una certa maestria nel veleggiare tra i partiti in campo.

Per dirla tutta circa le sue felici intuizioni, Pozzolo ci dice di essere rimasto folgorato dall’incontro con il generale della Folgore Vannacci, vedendo in lui un De Gaulle dei giorni nostri.

Quando si hanno convincimenti di questo genere occorre forse un po’ di misura ed essere accorti a non inciampare, cadendo culturalmente in un pozzo. Si dovrebbe scavare un po’ meglio e di più nella storia prima di attribuire certe patenti non ritirabili. Per carità, la verità sta nel pozzo così come la luna: non si deve essere un pozzo di scienza per osservare un pizzico di maggiore cautela.

 

Lurgenza della riforma della legge elettorale

Il Sommo Poeta scriveva che “Nel dritto mezzo del campo maligno / vaneggia un pozzo assai largo e profondo…”. Qualche cattivello dedito alla lettura del testo, colorendolo di altro, potrebbe riscrivere “Vaneggia o Vannaccia”, ma insomma ci vuole prudenza prima di fare acquaplaning, scivolando da un’onda all’altra in cerca di un approdo sicuro lungo il mare del “nuovo” che avanza.

Giustino Fortunato insegnava come “nulla sia più misterioso della selezione della classe dirigente”. Anche con Pozzolo il mistero continua.

Per l’intanto sia concesso al popolo la possibilità di scegliere i propri rappresentanti, evitando di far precipitare la democrazia in un pozzolo.