Home GiornaleTrump vuole spezzare l’Europa?

Trump vuole spezzare l’Europa?

Dalla crisi di Ceuta allo scontro con Sánchez, nell’attuale politica americana s’indovinano i tratti di una strategia più ampia: dividere l’Europa per trattare separatamente con Stati più deboli.

Ceuta, il Marocco e il messaggio alla Spagna

Può anche essere che i ragazzi che le autorità marocchine hanno lasciato liberi di “invadere” Ceuta siano stati la inumana risposta di Rabat al recente incontro del governo spagnolo con quello algerino, una sorta di ritorsione o di messaggio intimidatorio inviato a Madrid sulla pelle di giovani disperati, senza alcuna pietà di loro. Certi regimi non tengono in alcun valore la vita umana, eccezion fatta per quella dei detentori del potere.

Potrebbe però anche essere vera la tesi di chi sostiene che l’iniziativa attuata, palesemente ostile nei confronti dell’esecutivo spagnolo e in particolare del suo capo, Pedro Sanchez,  sia stata in una qualche misura voluta dal sovrano del Marocco per manifestare concreta vicinanza di pensiero e interessi a Donald Trump: come si ricorderà il focoso presidente americano ha di recente dichiarato pubblicamente, alla sua maniera, di ritenere niente meno che “pessimo” il socialista alla guida della Moncloa, reo di averne più volte contestato scelte politiche e pensieri espressi.

 

La Spagna come primo bersaglio

Una cosa però è certa: Trump vuole sabotare l’UE e ha individuato proprio nel paese iberico e nel suo attuale governo il primo avversario da abbattere nel vecchio continente. In linea con le inequivocabili – per quanto irragionevoli – parole contenute nel documento sulla “Strategia di Sicurezza Nazionale” USA pubblicato lo scorso dicembre a proposito di un’Europa a rischio di “cancellazione della sua civiltà” in seguito a politiche migratorie ree di “aver trasformato il continente e creato tensioni, di aver censurato la libertà d’espressione e represso l’opposizione politica, di aver fatto crollare i tassi di natalità e aver portato a una perdita delle identità nazionali”: un atto d’accusa che avverte gli europei del pericolo di divenire in alcuni stati addirittura a maggioranza di popolazione non europea. Concludendo e avvertendo: “gli Stati Uniti incoraggiano i loro alleati politici in Europa a promuovere questa rinascita dello spirito, e la crescente influenza dei partiti patriottici europei è in effetti motivo di grande ottimismo”. Partiti fra i quali, naturalmente, non c’è il PSOE.

 

Lobiettivo: indebolire lUnione

Nel suo confusionario approccio alla politica internazionale The Donald oltre ad avviare guerre dicendo d’essere un uomo di pace e ad assestare duri colpi – peraltro non sempre ben eseguiti – a quel multilateralismo che pure ha portato grandi vantaggi all’America ha un’idea ben chiara nella sua testa, questa più di altre: ed è che la UE debba in un qualche modo crollare, finire, scomparire. Se non formalmente, almeno nei fatti. Economici, sociali, militari.

 

Dividere lEuropa per trattare con i singoli Stati

Demolire l’integrazione europea per poi trattare come il gatto col topo ogni singolo stato vincendo facile ogni possibile trattativa commerciale, e politica. Come piace a lui. Forte con i deboli. La questione migratoria è per lui il grimaldello col quale entrare nei corridoi di Bruxelles e avviare l’opera di demolizione.