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Rosmini, la persona e il fondamento dei diritti

A ottant’anni dalla Costituente, l’Institut International d’Etudes Europeennes “A. Rosmini” promuove a Bolzano, il 25 settembre prossimo, un confronto sul fondamento della persona tra diritti, dignità, libertà e costituzionalismo contemporaneo.

A ottant’anni dall’avvio dei lavori dell’Assemblea Costituente, tornare alla Costituzione può significare qualcosa di diverso dalla celebrazione di una ricorrenza. Può voler dire tornare alla domanda che precede le norme e, in qualche modo, le fonda: che cosa significa mettere la persona al centro dellordinamento?

È attorno a questo interrogativo che si svolgerà venerdì 25 settembre, alle 18.30, nella Sala conferenze dell’Antico Municipio di Bolzano, l’incontro «Persona e diritto nel pensiero rosminiano. Riflessioni nell80° anniversario dellAssemblea Costituente», promosso dall’Institut International d’Etudes Europeennes “A. Rosmini”.

 

La domanda che precede i diritti

Il punto è tutt’altro che accademico. Dietro le discussioni contemporanee sulla dignità, sull’autodeterminazione, sui diritti inviolabili e sui cosiddetti nuovi diritti ritorna infatti una questione antica: la persona possiede diritti perché lo Stato glieli attribuisce oppure esistono diritti che l’ordinamento deve riconoscere perché appartengono alla persona in quanto tale?

La differenza investe direttamente la concezione della libertà e, insieme, il ruolo del legislatore e delle Corti. Se infatti ogni diritto deriva esclusivamente dalla volontà individuale successivamente accolta dall’ordinamento, diventa inevitabile domandarsi quale sia il limite dell’autodeterminazione e fino a che punto la giurisprudenza costituzionale possa accompagnare l’evoluzione sociale senza assumere essa stessa una funzione sostanzialmente legislativa.

 

Rosmini e la Costituente

È precisamente su questo terreno che Antonio Rosmini può tornare a parlare al nostro tempo. Il diritto, nella prospettiva rosminiana, non si esaurisce nella norma posta dall’autorità, ma rinvia al rapporto più profondo tra persona, diritto e giustizia.

Danilo Castellano affronterà il problema della persona nell’Assemblea Costituente, dove la reazione al totalitarismo e la ricerca dei fondamenti della nuova Repubblica fecero emergere concezioni non sempre coincidenti. Rudi Di Marco esaminerà invece la persona nella giurisprudenza della Corte costituzionale, soffermandosi sui diritti inviolabili, sulla dignità e sull’autodeterminazione.

Padre Ludovico Maria Gadaleta proporrà una lettura dell’attualità del pensiero costituzionale rosminiano, mentre Miguel Ayuso metterà a confronto costituzionalismo e personalismo, interrogandosi sulle differenti concezioni dell’uomo e della libertà che possono celarsi dietro la medesima parola: persona.

 

Una Costituzione vive nellidea delluomo

L’incontro, presieduto da Giovanni Cordini, direttore dell’Institut “A. Rosmini”, con i saluti di Suor Benedetta Lisci, sen. Ivo Tarolli e on. Alessandro Urzì, assume così un significato che supera l’occasione celebrativa.

La Costituente appartiene alla storia, ma la domanda che accompagnò la costruzione della Repubblica rimane aperta. Perché una Costituzione non consiste soltanto nell’insieme delle norme che contiene: presuppone necessariamente unidea delluomo, della sua libertà e della sua dignità.

Ed è forse proprio qui che Rosmini conserva una sorprendente attualità. La sfida del costituzionalismo contemporaneo è garantire nuovi spazi di libertà senza dissolvere il significato della persona, riconoscere i diritti senza separare il diritto dalla giustizia. A ottant’anni dalla Costituente, tornare alle fondamenta significa anche avere il coraggio di riproporre questa domanda.

Lincontro è a ingresso libero. Per informazioni e modalità di partecipazione è possibile contattare l’organizzazione all’indirizzo benedetta.lisci@gmail.com o al numero 340 3871270.