Home GiornaleSvezia al voto, dal centro una sfida alla politica dei due blocchi

Svezia al voto, dal centro una sfida alla politica dei due blocchi

Il Centerpartiet propone una maggioranza senza le ali estreme. Una suggestione che interpella soprattutto i Democratici Cristiani, finora alleati con i Democratici Svedesi.

La Svezia va oggi alle urne per rinnovare i 349 seggi del Riksdag. Il sistema elettorale è proporzionale, con una soglia di sbarramento nazionale del 4 per cento: una regola che favorisce la rappresentanza delle diverse culture politiche e rende decisiva, dopo il voto, la costruzione delle maggioranze. I sondaggi annunciano una competizione serratissima tra i due blocchi.

Ma proprio dentro questa apparente riproposizione dello scontro tra destra e sinistra si intravede una possibilità diversa. Larea di centro è divisa. Da una parte il Centerpartiet, C, formazione liberal-verde di antica origine agraria; dall’altra i Democratici Cristiani, KD. Due partiti che un tempo appartenevano allo stesso campo politico e che oggi si trovano su fronti opposti.

La ragione della separazione ha un nome: Democratici Svedesi. I cristiano-democratici hanno scelto di partecipare dal 2022 al governo di Ulf Kristersson, sostenuto esternamente dalla destra nazionalista di Jimmie Åkesson. In caso di vittoria del blocco di destra, questa volta gli SD potrebbero entrare direttamente nel governo.

Il Centerpartiet ha fatto la scelta opposta. Ha rifiutato l’alleanza con gli SD e oggi si presenta agli elettori con una proposta che merita attenzione: superare la logica dei due blocchi attraverso una forte maggioranza di centro”, sottraendo la formazione del governo al condizionamento delle ali estreme. C indica nei Socialdemocratici e nello stesso Centerpartiet il nucleo di questa possibile convergenza, aprendola alle altre forze disponibili a collaborare nel grande spazio intermedio. L’obiettivo dichiarato è escludere dall’influenza sul governo tanto i Democratici Svedesi a destra quanto il Vänsterpartiet, la Sinistra, sul versante opposto.

In pratica, tagliare le ali. E provare a costruire nella parte centrale del sistema una maggioranza capace di oltrepassare le vecchie appartenenze.

La proposta interpella in particolare i Democratici Cristiani. Il loro progressivo spostamento a destra li ha portati ad accettare un rapporto sempre più stretto con gli SD, fino alla prospettiva di sedere insieme nello stesso governo. Eppure KD appartiene al Partito Popolare Europeo e conserva una cultura politica che dovrebbe renderlo sensibile alla ricerca di equilibri più larghi.

Per questo, dopo il voto, i democristiani potrebbero avere una scelta da compiere: consolidare lasse con la destra nazionalista oppure prendere sul serio la proposta del Centro.

La Svezia potrebbe allora offrire all’Europa qualcosa di più interessante dell’ennesima vittoria della destra o della sinistra: il tentativo di dimostrare che tra i due blocchi esiste ancora uno spazio politico capace di diventare maggioranza.