Home GiornaleBrics al centro: un vertice all'insegna dell'equilibrio

Brics al centro: un vertice all’insegna dell’equilibrio

A Nuova Delhi le divergenze non impediscono l'unità sugli obiettivi comuni dei Brics e il rafforzamento di infrastrutture di connessione fra i Paesi membri.

A incidere sui risultati del vertice Brics di Nuova Delhi sono stati principalmente due fattori: il livello delle presenze e il metodo e la mole di lavoro e incontri preparatori, coordinati dalla presidenza di turno indiana del formato che comprende quasi la metà della popolazione mondiale.

Ieri, al termine della prima giornata del Vertice fra gli 11 Stati membri a pieno titolo (Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa, Egitto, Etiopia, Iran, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Indonesia), è stata adottata all’unanimità una Dichiarazione Finale. Mentre oggi il Vertice si concluderà con il formato allargato ai 10 Paesi partner (Bielorussia, Bolivia, Kazakistan, Cuba, Malesia, Nigeria, Thailandia, Uganda, Uzbekistan e Vietnam). Non sono all’ordine del giorno nuovi ingressi in entrambi i gruppi.

 

Nuova Delhi, la forza di un vertice preparato

Gli attuali Paesi membri a pieno titolo erano tutti rappresentati dai rispettivi capi di Stato e di governo tranne che in due casi: il Brasile, che ha inviato il ministro degli Esteri in sostituzione del presidente Lula, impegnato nella campagna elettorale del prossimo 4 ottobre alla ricerca di un quarto mandato; e l’Arabia Saudita, che ha preferito una delegazione composta da diplomatici per mantenere una posizione più defilata, giustificata anche dalle tensioni e dalla sua delicata posizione nel quadrante mediorientale.

La Dichiarazione di Nuova Delhi celebra il ventesimo anniversario dei Brics, confermandone le linee guida. Rilancia il ruolo dei Brics come piattaforma del Sud globale che agisce con equilibrio e gradualità per costruire insieme a tutti un nuovo multilateralismo, adeguato alla nuova realtà globale.

 

Più voce al Sud globale

I Brics sono per una riforma complessiva dell’Onu e del Consiglio di Sicurezza, che aumenti la rappresentanza dei Paesi emergenti, con implicito sostegno alle aspirazioni di India e Brasile a un ruolo maggiore nel Consiglio di Sicurezza. E sono per una riforma del Fondo Monetario, con una richiesta di riallocazione delle quote più equa.

Vi è anche una condanna esplicita delle sanzioni unilaterali, definite contrarie al diritto internazionale e con impatti negativi su diritti umani, sviluppo, salute e sicurezza alimentare. Viene espresso il sostegno all’ingresso di Etiopia e Iran nell’Omc.

 

Il silenzio sullUcraina, le parole sul Medio Oriente

Rispetto alle principali crisi internazionali in corso, la Dichiarazione non menziona lUcraina e si limita a un richiamo generale alla risoluzione pacifica delle dispute internazionali tramite il dialogo. Questa assenza esplicita è politicamente significativa: riflette la difficoltà di trovare una posizione comune tra Russia e gli altri membri e conferma la scelta di concentrare il testo su principi generali piuttosto che su condanne specifiche.

Molto più dettagliata è la posizione espressa sull’escalation in Medio Oriente (denominato Asia occidentale). Si sottolinea la necessità di garantire il flusso regolare del commercio globale, delle catene di approvvigionamento e dell’energia. La condanna degli attacchi a infrastrutture energetiche è espressa senza mai citare gli Stati Uniti.

Sul conflitto israelo-palestinese i Brics chiedono il mantenimento del cessate il fuoco a Gaza, con accesso umanitario pieno e senza ostacoli, e l’attuazione della soluzione a due Stati. Sostengono l’adesione piena della Palestina all’Onu e la sua adeguata rappresentanza nelle istituzioni finanziarie multilaterali. Richiedono l’impegno per il pieno rispetto di sovranità, indipendenza, unità e integrità territoriale per Siria e Libano. E lanciano un appello per il Sudan per un cessate il fuoco immediato e permanente e per una soluzione pacifica tramite dialogo, secondo il principio «soluzioni africane ai problemi africani».

 

Brics Connect, una rete per il Sud globale

Nelle relazioni al loro interno i Brics proseguono sulla linea del rafforzamento delle connessioni (Brics Connect). Su tre livelli: fisico (infrastrutture, strade, ferrovie); digitale-finanziario (New Development Bank, la banca Brics per gli investimenti, piattaforme di pagamento digitale in valute locali ma senza alcuna enfasi sulla dedollarizzazione, intelligenza artificiale, standardizzazione); e umano (circuiti comuni per il lavoro, l’occupazione, l’istruzione, la ricerca, la cultura, lo sport, il turismo, etc.).

Con un’architettura inclusiva ma non vincolante, la Dichiarazione di Nuova Delhi è riuscita a trovare il giusto punto di equilibrio che, da un lato, assicura il consenso dei Paesi membri, talora con posizioni divergenti, e, dall’altro, mantiene aperto il dialogo con l’Occidente.

Una opportunità da cogliere. Il prossimo anno la presidenza dei Brics ritorna alla Cina: ci sono i presupposti perché ogni parte compia dei passi in avanti per il superamento dei conflitti e per ristabilire un po’ di armonia al posto dell’attuale caos globale.