Un giornale controcorrente
Il Domani d’Italia, una voce libera e piccola ma importante per il futuro dei cattolici in politica. E adesso parlo anche de “Il Domani d’Italia”. E non per assecondare una deriva agiografica. Ma per una ragione specifica e definita. E cioè, Il Domani continua a svolgere e a declinare quotidianamente un ruolo importante per due ragioni di fondo. Che non possono essere smentite e che, del resto, sono sotto gli occhi di tutti.
La prima ragione è persin oggettiva in quanto pubblica e percepibile da tutti. Il Domani è un organo di informazione politico, culturale e programmatico. Un giornale che va controcorrente perchè non si limita a giudicare, a denigrare o, peggio ancora, ad insultare o a criminalizzare politicamente le ragioni altrui. Deriva, questa, che oggi è molto presente e gettonata sia a destra che a sinistra e dai relativi megatoni giornalistici e televisivi perchè il confronto, appunto, non avviene più attraverso tesi ed argomenti ma solo e soltanto con lo strumento della demolizione pregiudiziale – politica e personale – dell’avversario che diventa un nemico da annientare e da distruggere. Lo potremmo definire, visto che è un tema attuale, “il metodo Report” di Ranucci.
Detto con altre parole, sul Domani i temi si dibattono, si confrontano e si approfondiscono. E questa, del resto, l’antica scuola del cattolicesimo politico italiano. Sia nella sua versione giornalistica che in quella politica e culturale. Non si antepongono mai giudizi personali al merito delle questioni che erano e restano centrali per garantire e salvaguardare la qualità del dibattito e ce contrano bollico.
Una delle poche voci del cattolicesimo politico
In secondo luogo, ed è la ragione principale, Il Domani d’Italia è una delle pochissime voci a livello nazionale – peraltro autorevoli e storiche – del cattolicesimo politico italiano. Una voce che rispecchia, del resto, la varietà e la pluralità che caratterizzano il panorama del cattolicesimo politico: nella sua versione democratica, popolare e sociale. Ma la vera specificità ed originalità del Domani resta quella di non ridursi a giocare un ruolo marginale, subalterno e del tutto periferico rispetto al tema dell’impegno, del ruolo e della funzione dei cattolici in politica.
Una specificità che porta a denunciare, laicamente e sempre con un rigoroso rispetto di tutte le posizioni in campo, i comportamenti e le scelte concrete che sono solo funzionali ad una sostanziale irrilevanza dei cattolici nella vita pubblica e democratica del nostro paese. Una voce, quella del Domani, che contribuisce quindi – attraverso una quotidiana elaborazione politica, culturale e programmatica – a qualificare il ruolo dei cattolici nella cittadella politica italiana.
La continuità di una tradizione
Anche e soprattutto attraverso la rilettura del magistero politico, culturale, sociale e civile dei grandi leader e statisti del cattolicesimo democratico, popolare e sociale del passato. Perché al Domani si resta dell’opinione che il passato continua ad essere una fonte di esempio, e anche di apprendimento, per aggiornare e delineare un progetto politico di presenza e di impegno dei cattolici nella società contemporanea.
Una voce, libera e democratica quindi, che non si rassegna ad applaudire il ruolo dell’esperienza dei “cattolici indipendenti di sinistra” da un lato o ad applaudire il ruolo di mera testimonianza, virtuale ed astratto, nel campo variegato e composito dell’attuale destra italiana dall’altro. Ecco perché “II Domani d’Italia” è importante e forse anche decisivo nell’attuale fase politica italiana. Una voce piccola ma, come recita la miglior tradizione cattolico democratica, sono sempre “le piccole minoranze profetiche di choc a guidare la storia”. E la tradizione, la storia, il pensiero e la cultura del cattolicesimo democratico, popolare e sociale sono anche i figli e la conseguenza di quel richiamo culturale e di metodo. E “Il Domani d’Italia” cerca, senza autocompiacimento, auto esaltazione e sempre con molta umiltà, di garantire la continuità della miglior tradizione del cattolicesimo politico italiano.
