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Analisi sociologiche e valori cristiani rimossi

Ricerca empirica e mutamento delle convinzioni aiutano a comprendere la crisi dell’Occidente, segnata dall’indebolimento dei riferimenti cristiani e dalla difficoltà di leggere i segni del tempo presente.

Il valore delle ricerche e il limite dei numeri

Le analisi sociologiche, sostenute da ricerche sul campo e da un uso accorto dei dati statistici, ci aiutano da sempre a rivedere — quando non a smontare — opinioni personali e pregiudizi costruiti nel tempo. A condizione, però, di non lasciarsi ubriacare dai numeri.

Se ben utilizzate, esse consentono di vivere pienamente l’attualità e di riflettere non solo sul presente, ma anche su ciò che ci attende. Nella convinzione che, se la storia è maestra di vita, essa va sempre misurata dentro un preciso contesto sociale. Le ricerche, inoltre, servono a costruire il futuro, non a ricostruire il passato, come ha più volte ricordato Sergio Mattarella.

Mutamento, buon senso e lettura dei tempi

Alcuni valori di fondo accompagnano l’uomo da secoli e non possono essere smarriti. Tuttavia, il mutamento delle opinioni e delle convinzioni nel corso della storia è un processo di buon senso, che nulla ha a che vedere con l’incoerenza o con il trasformismo — quest’ultimo spesso identificato, nella sua accezione negativa, come adattamento opportunistico al proprio tornaconto.

Si tratta piuttosto di saper leggere i segni dei tempi e di calibrare su di essi attese, valori e azione politica. Evitando, per quanto possibile, convinzioni individuali e desideri spesso immersi in un clima ideologico che guarda più al passato che al presente. Un atteggiamento che rischia di far dimenticare una necessità ormai evidente: quella di procedere, con decisione, verso gli Stati Uniti d’Europa.

Linsegnamento della concretezza

A questo proposito, resta attuale l’insegnamento di Luigi Sturzo. Profondo conoscitore della storia, Sturzo non ne fu mai prigioniero: la considerava irripetibile e, proprio per questo, invitava alla concretezza.

Se si vuole incidere sulla prassi politica per promuovere cambiamenti orientati al bene comune, occorre partire dalla realtà concreta. Essere pratici significa osservare la società così com’è, senza rifugiarsi in astrazioni o immaginazioni che, pur talvolta utili, devono sempre poggiare su basi sociologiche e culturali solide.

La tesi di Emmanuel Todd: una crisi di valori

Sto terminando la lettura di un volume che merita attenzione: La sconfitta dellOccidente di Emmanuel Todd. L’autore, pur dichiarandosi agnostico, individua nella perdita dei valori cristiani — in particolare di matrice protestante — una delle cause profonde della crisi dell’Occidente.

Secondo Todd, tali valori hanno storicamente permeato il tessuto culturale, sociale, politico ed economico europeo. La loro progressiva scomparsa starebbe conducendo, nelle sue parole, a una forma di “suicidio assistito dell’Europa”. Una tesi discutibile, ma fondata su analisi articolate e meritevole di ulteriore riflessione.

Il fraintendimento contemporaneo del valore della pace

A margine, sorprende il recente intervento di Angelo Panebianco sul tema della pace. In un editoriale del 28 aprile sul Corriere della Sera, egli ha espresso un giudizio severo verso i pacifisti italiani, accusandoli di nascondere “degenerazioni ideologiche” e atteggiamenti rinunciatari.

Una lettura che appare sbrigativa, soprattutto se riferita a un valore — la pace — che rappresenta oggi uno dei cardini della cristianità contemporanea. Un valore certamente complesso, talvolta frainteso anche all’interno della stessa tradizione ecclesiale, ma che non può essere liquidato con categorie riduttive o polemiche.