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Sindacati “amici” del Governo? Una frase di Donzelli chiama in causa la CISL

Le parole del capogruppo di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, spingono a riflettere sull’autonomia sindacale. Se oltre alla CGIL neppure la UIL è amica del Governo, che cosa dovrebbero pensare i lavoratori della CISL?

Una frase che pesa

Ieri, nel corso della trasmissione Cinque Minuti di Bruno Vespa, il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Giovanni Donzelli, nel confronto con l’esponente del Movimento 5 Stelle Luca Pirondini, ha affermato che le misure del Governo sul modello salariale, alternative al salario minimo legale, avrebbero raccolto il consenso di tutte le organizzazioni sindacali ad eccezione della CGIL, «compresa la UIL, che non è certo amica del Governo».

Una frase che merita qualche riflessione.

 

Il nodo dellautonomia sindacale

Se infatti la UIL viene esplicitamente esclusa dal novero degli “amici del Governo”, la domanda sorge spontanea: gli altri sindacati che hanno condiviso quelle stesse misure dovrebbero forse essere considerati tali?

Naturalmente sarebbe una conclusione sbagliata. Il sindacato non dovrebbe essere amico né nemico di alcun Governo. Dovrebbe semplicemente essere autonomo e giudicare i provvedimenti nel merito, nell’interesse delle lavoratrici e dei lavoratori.

Se un autorevole esponente della maggioranza lascia intendere che la UIL non è “amica” del Governo, mentre altri sindacati sembrerebbero esserlo, ci aspettiamo una pronta e chiara precisazione in particolare da parte della CISL.

 

Una percezione pericolosa

E ciò non per alimentare polemiche, ma per difendere appunto un principio fondamentale: l’autonomia sindacale non può essere oggetto di interpretazioni politiche.

Il rischio, altrimenti, è quello di rafforzare una percezione già diffusa nell’opinione pubblica: che esistano organizzazioni più vicine al Governo di turno e altre più indipendenti. Una rappresentazione che non fa bene né al sindacato né al confronto democratico.

La storia della CISL, come quella della UIL e della CGIL, è fondata sull’autonomia dai governi e dai partiti. Proprio per questo sarebbe utile che la stessa CISL ricordasse con chiarezza che il dialogo con le istituzioni non equivale alla vicinanza politica e che la condivisione di alcuni provvedimenti non trasforma nessuno in un “amico” dell’Esecutivo.

 

La domanda a Daniela Fumarola

Certo, le parole di Donzelli possono essere state infelici o semplicemente formulate male; ma quando non vengono smentite da chi ne sarebbe indirettamente coinvolto, finiscono inevitabilmente per alimentare interrogativi, dubbi o sospetti.

Dunque, se la UIL non è “amica del Governo”, come ha certificato a modo suo Donzelli, sarebbe interessante sapere se la CISL ritiene di esserlo. Per storia e tradizione, nulla autorizza a crederlo. Proprio per questo, allora, sarebbe opportuno ascoltarla direttamente dalla Segretaria Generale, Daniela Fumarola.