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Visionarie 2026: Ancora più eretiche: donne tra cinema, tv e racconto

Roma, 13 gen. (askanews) – Venerdì 30 e sabato 31 gennaio 2026 a Palazzo Merulana a Roma torna “Visionarie – donne tra cinema, tv e racconto”, il progetto ideato e diretto da Giuliana Aliberti, che da sette anni è un punto di riferimento per il dialogo tra le voci femminili dell’audiovisivo e della narrazione contemporanea. Due giornate di incontri, testimonianze, scambi e visioni che celebrano la presenza femminile nei linguaggi creativi, tra cinema, televisione, scrittura e pensiero critico.

Dopo l’edizione 2025 dedicata alle “Eretiche”, Visionarie 2026 rilancia con più forza: Ancora più eretiche è il titolo di quest’anno, un’affermazione di coraggio e un invito a disobbedire, a riscrivere, a trasformare. È un inno a tutte le donne che rivendicano il diritto all’immaginazione, alla parola, alla complessità. Donne che rompono gli schemi, che producono senso, che generano mondi possibili.

Il programma comincia, la mattina di venerdì 30 gennaio, con i saluti istituzionali e con una lunga e articolata sessione dedicata a un tema centrale: l’impegno dell’Audiovisivo verso il percorso per la parità di genere. Un confronto diretto e concreto tra istituzioni, associazioni, imprese, professioniste e professionisti del settore, per discutere criticità, strumenti, strategie e buone pratiche.

Il primo panel, focalizzato su gender gap, parità salariale e certificazione di genere, vedrà la partecipazione di Chiara Gribaudo, promotrice della legge sulle pari opportunità per le donne che lavorano, insieme a Giulia Minoli (Una Nessuna Centomila), Valeria Manieri (Le Contemporanee), e l’assessore alle attività produttive e pari opportunità di Roma Capitale Monica Lucarelli.

A seguire, una tavola rotonda tra rappresentanti di spicco delle aziende del settore audiovisivo: Maria Pia Ammirati (Rai Fiction), Luisa Cotta Ramosino (Netflix), Nicole Morganti (Amazon Studios), Chiara Sbarigia (APA), Alessandro Usai (ANICA), Stefania Ippoliti (Toscana Film Commission), e le produttrici e produttori Francesca Andreoli, Benedetta Caponi, Gloria Giorgianni e Riccardo Tozzi. Un’occasione preziosa per riflettere sulla parità di genere nei processi produttivi e decisionali, e sulle sfide ancora aperte.

Alle associazioni e ai festival è dedicato uno spazio particolare durante il quale prenderanno la parola Graziella Bildesheim (European Women’s Audiovisual Network), Emanuela Piovano (ANAC), Maria Iovine (Centautori), Francesca Massaro (WGI), Gaia Tridente (MIA), Camilla Toschi (Festival Internazionale Cinema e Donne di Firenze), Fabia Bettini (Alice nella Città), Annamaria Granatello (Premio Solinas).

La mattinata si conclude con un workshop esplicativo riservato alle aziende dell’audiovisivo sulla “Certificazione di parità di genere”, la premialità e gli sgravi fiscali per le Aziende virtuose, a cura di Enrico Gambardella (Winning Women Institute, istituto per il rilascio delle certificazioni di genere). Coordina l’intera mattinata Giuliana Aliberti.

Il pomeriggio si accende con uno degli appuntamenti più attesi e radicali del programma: “Da Anaïs Nin alle Ragazze del Porno”, un panel provocatorio e coraggioso che esplora la sessualità e il desiderio attraverso uno sguardo femminile, libero e non convenzionale. Dalla scrittura alla regia, dalle pratiche di intimacy coordination al porno etico e femminista, l’incontro attraversa corpi, linguaggi e immaginari. Interverranno Barbara Alberti, Nadia Fusini, Giuliana Gamba, Serena Guarracino, Lidia Ravviso, Mia Benedetta, Sarah Silvagni, Anna Negri, Monica Stambrini e Serena Guarracino del collettivo KinkyGirls. Coordina la giornalista e scrittrice Antonella Matranga.

La seconda giornata, sabato 31 gennaio, si apre con un incontro di grande intensità: Il cinema delle donne come resistenza oltre il silenzio. Un panel poetico e politico che unisce registe, produttrici, storiche e attiviste per raccontare resistenza, cinema e letteratura. Interverranno, tra le altre, Benedetta Caponi, che presenterà una clip dal film La voce di Hind Rajab, Graziella Bildesheim, Monica Maurer, la regista palestinese Najwa Najjar, Paola Caridi, Wilma Labate e Milena Fiore. Coordina la giornalista Gabriella Gallozzi. In questa occasione verrà consegnato il Premio Karama al regista Ezzaldeen Shalh, fondatore del Gaza International Festival for Women’s Cinema.

A concludere le due giornate sarà una novità che si aggiunge al tradizionale Premio Millennial Visionaria: il Premio Maestre Visionarie, un riconoscimento pensato per onorare quelle donne che, con coerenza, coraggio e immaginazione, hanno cambiato – e continuano a cambiare – il volto della cultura italiana. Il premio sarà consegnato alla grande regista Liliana Cavani, con la proiezione di due sue opere giovanili realizzate dalla Cineteca Nazionale – Centro Sperimentale di Cinematografia.

L’incontro sarà l’occasione per festeggiare la “Maestra Visionaria” Cavani insieme a molte delle registe che in questi anni hanno attraversato Visionarie: Sonia Bergamasco, Carolina Cavalli, Eleonora Danco, Antonietta De Lillo, Anna Di Francisca, Irene Dionisio, Flaminia Graziadei, Emanuela Giordano, Maria Iovine, Wilma Labate, Laura Luchetti, Francesca Mazzoleni, Anna Negri, Costanza Quatriglio, Paola Randi, Marta Savina, Fabiana Sargentini, Adele Tulli, Margherita Vicario e tante altre. Con loro anche docenti e allieve del Centro Sperimentale di Cinematografia e della Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté, in un ideale passaggio di testimone tra generazioni.

Programma definitivo a breve consultabile sul sito https://www.donnevisionarie.com/

Cinema, boom Zalone: "Buen Camino" primo incasso italiano di sempre

Roma, 13 gen. (askanews) – La commedia “Buen Camino” con Checco Zalone segna un nuovo record. In sole tre settimane di programmazione, con un incasso complessivo di 65.689.125 di euro e 8.157.202 spettatori, il film diretto da Gennaro Nunziante sorpassa “Quo Vado?” (65.365.736 euro) e diventa il film italiano con il maggiore incasso di sempre al box office italiano, preceduto soltanto da “Avatar” (68.600.000 euro).

L’inarrestabile ascesa di “Buen Camino” consolida Zalone e Nunziante come protagonisti assoluti della commedia italiana contemporanea e consacra il film non solo come un successo senza precedenti, ma come un evento cinematografico, capace di riportare in sala spettatori di ogni età, dal Nord al Sud del Paese. Il film ha costruito i suoi primati giorno dopo giorno, fin dal debutto nei cinema, con un impatto unico sul mercato cinematografico nazionale. A Natale, l’esordio record con un incasso di 5.671.922 di euro, il miglior risultato di sempre in Italia per un film nel giorno del 25 dicembre. Con una quota del 78,8%, “Buen Camino” traina l’intero mercato cinematografico italiano sopra i 7 milioni di euro complessivi nella giornata di Natale, un livello che non si raggiungeva dal 2011.

Il 26 dicembre il film sfiora gli 8 milioni di euro portando il totale dei primi due giorni di programmazione a quasi 14 milioni e segnando uno dei migliori risultati di sempre per il giorno di Santo Stefano, davanti anche a titoli internazionali come “Avatar – Fuoco e Cenere”. Il primo gennaio il film incassa oltre 5 milioni di euro, portando il totale a più di 41 milioni e superando i 5 milioni di spettatori.

Nella seconda settimana di programmazione, il film supera i 53 milioni di euro e sorpassa i precedenti successi di Zalone, diventando il terzo film con il maggiore incasso di sempre nella storia del cinema italiano, dopo “Avatar” e “Quo Vado?”. In meno di 20 giorni di programmazione supera i 65 milioni di euro complessivi e diventa il film italiano con il maggiore incasso di sempre al box office italiano, battendo il record di “Quo Vado?”.

Scuola, aperte le iscrizioni alle prime classi per l’anno 2026-27

Milano, 13 gen. (askanews) – Da oggi e fino al 14 febbraio 2026 sono aperte le iscrizioni alle prime classi per l’anno scolastico 2026/2027.

Le domande per il I e il II ciclo di istruzione potranno essere presentate online, attraverso la piattaforma Unica. La modalità online è prevista anche per le iscrizioni ai percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP) e alle scuole paritarie che, su base volontaria, aderiscono alla modalità telematica.

L’accesso alla piattaforma Unica avviene tramite credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta di Identità Elettronica), CNS (Carta Nazionale dei Servizi) o eIDAS (electronic IDentification Authentication and Signature).

Restano invece cartacee, e devono pertanto essere presentate direttamente presso le segreterie delle istituzioni scolastiche, le domande di iscrizione alla Scuola dell’infanzia, alle scuole della Valle d’Aosta, di Trento e di Bolzano, nonché quelle relative a specifici percorsi indicati annualmente nella nota del Ministero dell’Istruzione e del Merito.

All’interno della piattaforma Unica sono disponibili informazioni dettagliate sugli istituti (“Cerca la tua scuola”) e specifiche sezioni dedicate all’orientamento, pensate per accompagnare le famiglie e gli studenti della Scuola secondaria di I grado nella scelta del percorso formativo e professionale successivo. Tra queste: “Il tuo percorso”, “E-Portfolio”, “Docente tutor”, “Guida alla scelta”, “Statistiche su istruzione e lavoro” e, a partire da quest’anno, “What’s Next: l’orientamento nel Metaverso”, un innovativo servizio digitale.

Per l’anno scolastico 2026/2027 è possibile accedere alle importanti opportunità offerte dalla filiera formativa tecnologico-professionale presentando domanda d’iscrizione alle prime classi dei percorsi di 4 anni degli istituti tecnici e professionali e ai percorsi innovativi del Liceo del Made in Italy.

Le iscrizioni alle prime classi per l’anno scolastico 2026-2027 interessano 1.342.504 studenti e le relative famiglie.

Trump annuncia nuovi dazi per chi commercia con l’Iran, la Cina protesta

Roma, 13 gen. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump prova a stringere il cappio attorno all’Iran. Il capo della Casa bianca ha annunciato via social l’introduzione immediata di nuovi dazi del 25 per cento contro tutti i Paesi che intrattengono rapporti commerciali con l’Iran, definendo la misura “finale e conclusiva”. Una mossa che ha mandato su tutte le furie la Cina, che ha reagito annunciando che “salvaguarderà con determinazione i propri diritti e interessi legittimi”.

Il provvedimento, di portata globale, è destinato a colpire in particolare le grandi economie con forti legami energetici e commerciali con Teheran, a partire da Cina e India, ma anche Turchia, Emirati arabi uniti e Unione europea. Trump ha collegato esplicitamente la decisione alla repressione delle proteste antigovernative in Iran, nel cui contesto, secondo l’ong Iran Human Rights, sarebbero morte oltre 600 persone e sarebbe stato imposto un blackout quasi totale di internet. Il presidente statunitense ha inoltre evocato la possibilità di un intervento militare.

Pechino ha reagito con durezza. La portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning, intervenendo alla quotidiana conferenza stampa a Pechino, ha ribadito la “ferma opposizione” della Cina alle guerre tariffarie, avvertendo che Pechino “salvaguarderà con determinazione i propri diritti e interessi legittimi”. Mao ha anche condannato le minacce americane di ricorrere alla forza contro l’Iran, affermando che la Cina auspica che tutte le parti facciano di più per favorire la pace e la stabilità in Medio Oriente e ribadendo la contrarietà a misure coercitive e a pressioni che possano aggravare le tensioni regionali, nel rispetto del diritto internazionale. La portavoce ha aggiunto che la Cina sta monitorando attentamente la situazione in Iran e adotterà tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza dei cittadini cinesi.

Sulla stessa linea l’ambasciata cinese a Washington, che in una dichiarazione al Washington Post ha definito i nuovi dazi una forma di “coercizione” e “pressione”. Il portavoce Liu Pengyu ha affermato che la Cina si oppone con decisione a “sanzioni unilaterali illegittime e all’applicazione extraterritoriale della giurisdizione” e che adotterà contromisure per tutelare i propri interessi.

La posta in gioco è rilevante. La Cina è il principale partner commerciale dell’Iran, con circa il 30 per cento del commercio estero totale, anche se nei primi undici mesi del 2025 il commercio ufficiale tra Cina e Iran è diminuito del 24 per cento, segnale di un rallentamento già in atto proprio a causa delle sanzioni Usa.

Sul cruciale fronte energetico, la Cina è il primo importatore mondiale di petrolio: compra oltre l’80 per cento del greggio iraniano esportato via mare. Secondo i dati 2025 della società di analisi Kpler, la Cina ha acquistato in media 1,38 milioni di barili al giorno di petrolio iraniano lo scorso anno, pari a circa il 13,4 per cento delle importazioni marittime totali di greggio del Paese.

Negli ultimi anni la Cina ha fatto ampio ricorso all’acquisto di petrolio da Paesi sottoposti a sanzioni occidentali, in particolare Iran, Russia e Venezuela, per ridurre il costo complessivo della bolletta energetica, risparmiando miliardi di dollari. Pechino è oggi anche il maggiore acquirente di greggio venezuelano e uno dei principali importatori di petrolio russo.

I principali compratori cinesi di petrolio iraniano sono le raffinerie indipendenti, note come teapots, concentrate soprattutto nella provincia dello Shandong. Questi operatori, che rappresentano circa un quarto della capacità di raffinazione cinese, sono attratti dallo sconto applicato al greggio iraniano rispetto ai barili non sanzionati. Operando spesso con margini ridotti e penalizzati da una domanda interna debole, le teapots utilizzano il petrolio iraniano come leva per contenere i costi.

Le grandi compagnie petrolifere statali cinesi, secondo trader ed esperti riportati dall’agenzia di stampa Reuters, hanno invece evitato di acquistare greggio iraniano dal 2018-2019. Il petrolio Iranian Light viene venduto in Cina con uno sconto compreso tra 8 e 10 dollari al barile rispetto al Brent. Ciò consente ai raffinatori cinesi di risparmiare rispetto a importazioni alternative non sanzionate, come quelle dall’Oman.

Gli sconti si sono ampliati anche per l’accumulo di scorte: l’Iran dispone attualmente di una quantità record di petrolio in stoccaggi terrestri e offshore, pari a circa 50 giorni di produzione, mentre le importazioni cinesi sono diminuite a causa delle sanzioni e dei timori legati a possibili azioni militari statunitensi.

Le sanzioni Usa stanno comunque avendo un impatto crescente. Dopo il ripristino delle misure restrittive nel 2018, l’amministrazione Trump ha introdotto nuovi pacchetti sanzionatori contro il commercio petrolifero iraniano, inclusi provvedimenti contro tre raffinerie indipendenti cinesi. Questo ha spinto diversi operatori di medie dimensioni a ridurre gli acquisti per il timore di essere inseriti nelle blacklist statunitensi.

L’annuncio di Trump arriva in un contesto di tensioni commerciali già elevate. Lo scorso anno il presidente Usa aveva imposto dazi “reciproci” del 25 per cento contro l’India, aggiungendo una penalità analoga per l’acquisto di petrolio russo. Nello stesso periodo, nonostante un’intesa tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping per allentare alcune barriere commerciali, la tariffa media statunitense sulle importazioni cinesi è rimasta al 47,5 per cento, secondo il Peterson Institute for International Economics.

Per quanto riguarda l’Iran, nello specifico, secondo quanto ha scritto oggi il New York Times, Trump sta seguendo una strategia doppia, oltre a esercitare la pressione commerciale. Da un lato valuta la possibilità di un intervento militare, tanto che il Pentagono avrebbe già presentato alla Casa bianca una serie di piani, dall’altro intende perseguire la via diplomatica. Ieri il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha confermato che un incontro con l’inviato speciale degli Stati uniti Steve Witkoff potrebbe avere luogo, nonostante le proteste di massa in corso nel Paese. In un’intervista ad Al Jazeera, Araghchi ha affermato che “i contatti con Witkoff hanno preceduto e seguito le proteste e continuano tuttora”, aggiungendo che “alcune idee sono state discusse con Washington e al momento le stiamo esaminando”.

Il capo della diplomazia iraniana ha inoltre espresso la disponibilità di Teheran a negoziare sul programma nucleare, a condizione che non vi siano minacce contro il Paese. Allo stesso tempo, ha detto, le autorità iraniane nutrono dubbi sulla reale volontà dell’amministrazione statunitense di avviare negoziati “costruttivi e onesti”.

Araghchi ha poi sostenuto che vi sono forze che cercano di trascinare Washington in una guerra con Teheran a beneficio di Israele. “Se Washington volesse tornare a uno scenario militare, come ha fatto in passato, siamo pronti”, ha avvertito, aggiungendo che “la nostra preparazione militare è significativa e più ampia rispetto all’ultima guerra”.

Addio al gelo: temperature in aumento, massime fino a 18°C

Milano, 13 gen. (askanews) – Gennaio si traveste da Novembre e torna l’Autunno, dopo una rigida fase invernale. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma un deciso aumento delle temperature, sia minime sia massime, in queste ore.

Tutto merito (o demerito, per gli amanti del freddo) dell’anticiclone subtropicale che tornerà a farci visita nelle prossime ore e nei prossimi giorni: dimentichiamoci le forti gelate degli ultimi giorni, dai -7°C in Pianura Padana del lunedì passeremo diffusamente ai +5° di minima anche al Nord, con massime fino a 7-10°C. In pratica, questa settimana vedrà il ritorno dell’Autunno con molte nubi al Centro-Nord, sole prevalente al Sud con temperature così previste: Nord 5°/10°, Centro 7°/15°, Sud 9°/18°.

Oltre all’aumento termico avremo anche un aumento della nuvolosità che risulterà compatta al Nord e sulle regioni centrali tirreniche: si prevedono locali fenomeni più probabili su Liguria, Alta Toscana e Lombardia, ma si tratterà di deboli ed isolate piogge.

Il vento, che ha soffiato in modo disastroso soprattutto al Sud, tenderà ad attenuarsi e favorirà la formazione di qualche banco di nebbia nei fondovalle: sembrerà Autunno, anche per l’arrivo di una perturbazione mite atlantica nel prossimo weekend.

E il freddo dove andrà? Il gelo rimarrà confinato tra Ucraina e Russia, mentre anche alle alte latitudini scorreranno correnti meno rigide: ad Oslo, ad esempio, passeremo dai -10C° attuali a +2/+3°C.

Per trovare un’altra fase invernale dovremo probabilmente aspettare la fine del mese (25 gennaio) anche se, ovviamente, per queste previsioni a lunga scadenza servono mille conferme: al momento possiamo solo affermare, con certezza, bentornato Autunno.

La Cina: dazi Usa a chi commercia con l’Iran? Ci opponiamo fermamente

Roma, 13 gen. (askanews) – La Cina ha condannato oggi la decisione del presidente Usa Donald Trump di imporre dei dazi ulteriori del 25% per i paesi che intrattengano rapporti commerciali con l’Iran.

La portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning, nella quotidiana conferenza stampa a Pechino, commentando le parole del presidente di Trump, ha ribadito la “ferma opposizione” della Cina “alle guerre tariffarie” e ha avvertito che “salvaguarderà con fermezza i propri diritti e interessi legittimi”.

Mao Ning ha anche condannato le minacce americane di attacco nei confronti dell’Iran e ha detto che Pechino spera che tutte le parti “facciano di più per favorire la pace e la stabilità in Medio Oriente”, ribadendo la propria contrarietà a “misure coercitive e a pressioni che possano aggravare le tensioni regionali”, richiamando “la necessità di un approccio responsabile basato sul rispetto del diritto internazionale”.

La portavoce cinese ha anche affermato che Pechino sta”monitorando da vicino l’andamento della situazione in Iran e faremo tutto il necessario per proteggere la sicurezza dei cittadini cinesi”.

Trentini e Burlò sono tornati in Italia

Roma, 13 gen. (askanews) – L’aereo italiano con a bordo Alberto Trentini e Mario Burlò è atterrato all’aeroporto di Ciampino.

I due cittadini italiani sono stati liberati ieri dal regime venezuelano. Ad accoglierli la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

“Hai abbracciato mamma? È stata tanto in pensiero lo sai, vero?”: con queste parole, con un “bentornato” e chiedendo come stesse, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha salutato Alberto Trentini all’interno dell’aeroporto di Ciampino, al suo rientro in Italia dopo la
detenzione nelle carceri venezuelane.

Poi la premier ha salutato anche Mario Burlò con un altro “bentornato”, intrattenendosi brevemente, insieme al ministro degli Esteri Antonio Tajani. Infine si è congedata salutando tutti e dicendo “non vi voglio disturbare perché avete del tempo da recuperare”.

E’ stata “una gioia immensa nel toccare la mia bella Italia”. Lo ha detto Mario Burlò al telefono con Tg2 Italia-Europa dopo il suo arrivo a Ciampino.

“E’ stato difficile, ho perso 30 chili, ma non importa, l’importante è essere tornati, abbracciare i miei ragazzi”, ha detto l’imprenditore, ringraziando governo e ambasciatore per l’azione.

“Ho superato questi giorni pensando ai miei ragazzi, ai miei amici, i quali sapevano conoscendomi che erano accuse folli, infondate”, ha continuato.

“Sono stato sequestrato, come altri stranieri”, ha detto ancora, segnalando che nelle prigioni venezuelane ci sono “94 stranieri di 34 nazionalità differenti”. Burlò ha segnalato di non aver subito “violenze fisiche”, ma “psicologiche sì”, ricordando di aver potuto sentire i suoi figli solo dopo 11 mesi.

India–Stati Uniti, un’alleanza sotto pressione

Una crisi regionale e una mediazione controversa

La scorsa primavera – come si ricorderà – due potenze nucleari asiatiche, India e Pakistan, sono entrate in rotta di collisione e per alcuni giorni i cieli sopra quei paesi hanno assistito ad uno scontro alquanto cruento. La sua conclusione è intervenuta in seguito ad una mediazione promossa e condotta da Donald Trump. Almeno, questa è la versione fornita dal presidente americano, ai tempi in piena ricerca del Nobel per la Pace.

A New Delhi corre voce che, a causa di quell’auto-attribuzione di un merito che invece Narendra Modi, il premier nazionalista indù, ritiene dovuto alla reazione indiana e alla forza della sua aviazione militare, il rapporto fra i due leader si sia deteriorato.

Probabilmente le non secondarie conseguenze che si sono registrate nei mesi successivi non hanno quello screzio quale unica motivazione, anche se la postura da uomo forte di entrambi i leader può lasciarlo credere.

Il nodo dei dazi e il fattore russo

Certamente molto di più hanno inciso i dazi. Lo “strumento preferito” di Trump ha creato un solco profondo nelle relazioni degli Stati Uniti con l’India, oggi la nazione più popolosa del mondo e fra quelle in maggior sviluppo economico (al di là delle enormi sacche di povertà e miseria tuttora presenti).

Aver raddoppiato i dazi sulle esportazioni indiane con la motivazione punitiva legata all’acquisto di petrolio che New Delhi prosegue con Mosca e, contemporaneamente, averli diminuiti alla Cina dopo i primi fuochi d’artificio intorno a percentuali abnormi – che avevano provocato una dura risposta da parte di Pechino – ha fatto infuriare Modi.

Il ritorno diplomatico in Cina

Che ha così deciso di partecipare alla Conferenza dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) dello scorso settembre, tenutasi a Tianjin. Era dal 2018 che non si recava in Cina e, anzi, fra il 2020 e il 2021 vi erano stati scontri fra gli eserciti dei due paesi nella regione himalayana del Ladakh, sulla quale Pechino nutre rivendicazioni territoriali.

Modi si è successivamente ben guardato dal partecipare all’imponente parata celebrativa dell’ottantesimo anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale – quella della famosa foto con Putin e il dittatore nordcoreano Kim Jong-un in ossequiosa conversazione con Xi Jinping, in mezzo a loro e vestito alla Mao Zedong e non all’occidentale come invece gli altri due – ma non si è sottratto a un bilaterale con Xi inteso ad attenuare i dissidi, nella comune consapevolezza che questo XXI secolo debba essere il “secolo dell’Asia”.

Competizione strategica e dossier irrisolti

In realtà, e i due leader lo sanno bene, il confronto per la superiorità in Asia è in pieno svolgimento e non sarà affatto semplice diminuirne l’intensità. I dossier aperti sono molteplici: dal transito concorrenziale per New Delhi della Belt and Road Initiative all’esplicito sostegno cinese al Pakistan, confermato anche durante la crisi dello scorso maggio.

Sino alla partecipazione indiana al Quad, l’organizzazione di cooperazione informale per la sicurezza con Stati Uniti, Giappone e Australia, che ha quale suo obiettivo proprio il contenimento dell’avanzata cinese nel Pacifico.

Un’alleanza necessaria ma fragile

Questioni spesse, non facilmente superabili. Anzi, proprio per la loro strategicità diventa molto improbabile immaginare, oggi, il loro superamento.

La novità, però, è la politica aggressiva della Casa Bianca nei confronti dei propri amici, anche di quegli alleati – come appunto l’India – che sono indispensabili per contrastare le ambizioni globali di Pechino. Con il suo viaggio in Cina, Modi ha certamente voluto inviare un messaggio forte a Trump. Non definitivo, però. I margini per un nuovo miglioramento delle relazioni fra Washington e New Delhi restano ampi.

Il secolo asiatico e l’incognita Trump

L’India nazionalista di Modi vuole ardentemente proporsi come superpotenza regionale. Non può tollerare un predominio cinese, tanto meno nell’area oceanica indiana. Gli Stati Uniti, per parte loro, non intendono perdere l’egemonia nel Pacifico garantita dalla VII Flotta (e pure dalla V). Dunque gli interessi strategici sono comuni.

Solo l’imprevedibilità di Trump e il suo atteggiamento arrogante, da signore feudale che ha a che fare con meri vassalli – assolutamente inaccettabile per l’orgogliosa e super-popolosa India – potrebbe affossare una collaborazione cresciuta nel tempo, soprattutto in questo secolo. Che, questo il presidente americano non vuole senz’altro riconoscere, sarà comunque il “secolo asiatico”.

Il centro è nella morsa ma può crescere

Verso il voto, tra schieramenti già definiti

Le elezioni politiche nazionali si avvicinano. Si voterà, salvo sconvolgimenti che non sono però all’ordine del giorno, fra circa 15 mesi. E, di conseguenza, ci si attrezza per capire quale sarà il profilo politico, culturale e soprattutto programmatico delle rispettive coalizioni.

Ora, e per fermarsi a quella che nel passato si chiamava “politica di centro”, meglio definita come progetto per un “centro di governo, democratico e riformista”, si deve prendere atto di quello che concretamente emerge dalla dialettica politica italiana. E, se vogliamo essere anche intellettualmente onesti, non possiamo non evidenziare alcuni dati di fatto, oggettivi.

La sinistra e il centro sotto la tenda

La coalizione di sinistra e progressista, ad esempio, è sempre più chiara e netta nel declinare il suo progetto politico. Sappiamo, ormai, chi sono i veri azionisti politici dell’alleanza – e cioè Schlein, Conte, il trio Fratoianni/Bonelli/Salis, Landini, con l’aggiunta delle note associazioni di categoria, soprattutto in questi tempi di dibattito sul referendum costituzionale sulla giustizia – e, di conseguenza, emerge in modo altrettanto chiaro la cifra politica di quel campo.

Ovvero, parliamo di una coalizione che fa del massimalismo, dell’estremismo e del radicalismo la sua essenza di fondo. Con tanti saluti, come ovvio, rispetto a tutto ciò che è anche solo lontanamente riconducibile al Centro o alla politica di centro.

Spiace dirlo, ma dobbiamo dare atto a quello che tempo fa l’autorevole dirigente ex comunista Goffredo Bettini aveva già previsto e pianificato. E cioè, per il Centro nella coalizione di sinistra e progressista c’è spazio solo sotto una “tenda”. E così è stato, piaccia o non piaccia alle mille sigle e agli innumerevoli aspiranti al seggio parlamentare dei vari protagonisti “centrini”.

Del resto, non c’è tema, argomento, proposta o dibattito che non registri il protagonismo degli esponenti della sinistra estremista, massimalista, radicale e populista. Per il resto, appunto, c’è spazio solo in tribuna. O meglio, al massimo si può aspirare a un “diritto di tribuna”.

Il centrodestra e il peso della leadership

Sul versante del centrodestra, malgrado esista un partito dichiaratamente centrista e riformista come Forza Italia, è indubbio che la forza, il carisma e il peso politico di Giorgia Meloni siano talmente forti ed evidenti che qualunque altro apporto risulta certamente importante, ma del tutto ininfluente ai fini del progetto politico complessivo della coalizione.

Anche perché l’elettorato centrista di quell’area, come ormai ci dicono quasi tutti i sondaggisti, tende sempre più a riconoscersi nel partito della Premier

Una scommessa ancora aperta

Per queste ragioni, semplici ma persino oggettive, chi nel 2027 vorrà riproporre un polo autenticamente centrista e riformista dovrà recuperare sino in fondo la scommessa lanciata nel lontano 1994 da Franco Marini, Mino Martinazzoli, Gerardo Bianco e molti altri leader e dirigenti del Ppi delle origini.

Fu il progetto del “Patto per l’Italia” con Mario Segni a contribuire a dare uno scossone a un bipolarismo che già allora si presentava con connotati troppo estremisti, massimalisti e radicali.

E se ci sarà un progetto politico che andrà davvero in quella direzione, non potrà non essere preso in seria considerazione da tutti coloro che ancora credono e scommettono sulla “politica di centro” nella democrazia italiana.

Il rebus dell’occupazione in Italia

Quelli che sostengono essere aumentata e gli altri che sostengono d’essere diminuita. Che cosa? L’occupazione.

A sentire le notizie televisive e a leggere i quotidiani sembra che la cosa sia molto ingarbugliata. E non si sa a chi dar credito. Al Governo? O all’opposizione? Per rendere semplice il problema, svolgo la seguente riflessione:

Il nesso logico: lavoro e produzione

Se aumenta l’occupazione, questa necessariamente accrescerà la produzione; se c’è più lavoro, c’è anche maggiore quantità di merci o di servizi. È evidente che se aumentano tanto i prodotti lavorati quanto i servizi resi, accresce pure il Prodotto Interno Lordo, il cosiddetto PIL.

Se invece, per contro, l’occupazione diminuisce, conseguentemente si accorcia la ricchezza prodotta, sia essa materiale, immateriale o sotto forma di servizi.

Oltre la disputa politica

Per ovviare alla disputa ormai sterile tra chi sta al governo e chi gli si oppone — e quindi tra chi sostiene la tesi dell’aumento occupazionale e chi invece vede solo precarietà — basta riferirsi ai dati economici e chiedersi qual è il loro andamento.

Quindi è semplice. Come sta andando il PIL in Italia in questi ultimi tempi? Lo dicono gli indici registrati in quest’ultimo anno e, se vogliamo, può essere indicato nella Finanziaria 2026 come andamento previsionale.

I dati reali…cosa dicono?

Purtroppo, le stime reali del PIL nazionale nell’ultimo anno sono state avare, tra le più basse d’Europa (intorno allo 0,4%-0,5%). Insomma, la ricchezza non ci sorride. Per il prossimo anno, ma è una previsione, ci sarebbe un leggero aumento. Poi, però, si vedrà se corrisponderà o meno ai dati reali.

Se c’è un aumento dell’occupazione, deve essere del tutto irrisorio, perché lo testimonia l’andamento della bilancia economica nazionale. In aggiunta, potrebbe anche esserci numericamente un aumento dei contratti, ma il monte ore complessivo del lavoro in Italia è rimasto al palo.

Se sbaglio, correggetemi.

Alto Adige: oltre le identità, il malessere

Oltre il disagio identitario

Esiste – è vero – un problema che riguarda il disagio degli italiani in Alto Adige: dall’uso della lingua, al tema della casa, a quello del lavoro fino all’inclusione “vera”, un termine che qui si usa come un mantra ma che in realtà spesso è solo un mero flatus vocis. Ma esiste anche – qui e altrove – un disagio di tutti, oltre il gruppo linguistico di appartenenza.

La politica sta dibattendo cause ed effetti, il focus è diventato virale ma le responsabilità del malessere collettivo vanno forse cercate in primis proprio nel gap che separa istituzioni e cittadini. È innanzitutto un problema di rappresentatività: ascoltando e intercettando la voce della gente si ha la sensazione che anche qui si replichi la frattura che si percepisce a livello sociale generale tra paese legale e paese reale.

La casa come cartina di tornasole

Il tema della casa è emblematico: l’affitto di un modesto appartamento equivale ormai a uno stipendio medio, non parliamo di una pensione, che lo rende irraggiungibile. L’acquisto di un’abitazione in condominio è proibitivo, i prezzi sono alle stelle e fuori portata: si parla di centinaia di migliaia di euro, fino a oltre il milione.

Mi spiega un sindaco: «è il libero mercato». Vero, ma la politica ha anche una funzione di controllo e di calmiere, di giustizia sociale. Qualche anno fa si incentivava il turismo delle seconde case, adesso nemmeno i nativi del posto, in particolare le giovani coppie, trovano casa a costi umanamente sostenibili. Venire a vivere qui era una scelta di vita, ora diventa un’utopia.

Costo della vita e fuga dei giovani

La spesa alimentare e dei prodotti domestici sale vorticosamente: Bolzano è la città più cara d’Italia ma anche nelle località delle valli, da un giorno all’altro, entrando in un supermercato si ha sempre la sgradita sorpresa di rialzi ingiustificabili.

Quanto al lavoro, avrà un significato il fatto che negli ultimi cinque anni molti giovani altoatesini siano emigrati all’estero: il brain drain è compensato solo dal brain gain di immigrati prevalentemente occupati in strutture alberghiere. È un problema sociale ed economico ma anche di mutamento dell’identità collettiva: si va perdendo a poco a poco quel genius loci che rendeva unica e tutelata la tradizione culturale del posto, un valore incommensurabile.

Politica miope e disagio sociale

Molte scelte politiche sembrano dettate più da demagogia che da buon senso e lungimiranza. I Rapporti CENSIS e ISTAT, che raccontano i flussi demografici presenti e futuri, la loro sostenibilità antropologica e culturale, l’evoluzione o l’involuzione della società, gli egoismi emergenti, il rancore collettivo, gli interessi commerciali che sgretolano i valori umani, dovrebbero essere letti e studiati anche da queste parti.

Microcriminalità, traffico di droga, violenza gratuita e di genere, anche tra giovani e giovanissimi, producono un senso di insicurezza e un disagio sociale profondo. Ormai è un trend pervasivo e quasi inarrestabile, facilitato dall’uso disinvolto delle armi e dall’incontrollato utilizzo delle tecnologie che alimentano reati sottotraccia. Solo grazie alle forze dell’ordine questo mercimonio di violenza è controllato e combattuto.

Sicurezza e responsabilità collettiva

In questi giorni in Italia sono accaduti due fatti di gravità inaudita, solo gli ultimi di una lunga deriva: una giovane è stata strangolata e forse abusata a Milano; un capotreno pugnalato e ucciso a Bologna. Entrambi per mano di persone irregolari, presenti sul territorio nazionale nonostante precedenti reati e provvedimenti di espulsione.

Sono soggetti tollerati dall’indifferenza sociale, clandestini, spesso privi di documenti di riconoscimento ma sovente provvisti di numerosi alias: espulsi con un cognome rientrano con false generalità. Arrestati e condannati per omicidio non scontano la pena per intero perché qualcuno confida nella loro redenzione.

Solidarietà e pragmatismo

Il tema della sicurezza sociale è in cima all’agenda delle priorità. Di fronte a questi reati sorprende che si decida di ospitare nei centri di accoglienza tutti i senza fissa dimora senza procedere alla loro identificazione. Sono decisioni da prendere cum grano salis, perché si riverberano sulla sicurezza di tutti, alimentando un disagio percepibile.

La solidarietà sociale e le scelte umanitarie sono valori da realizzare, ma sempre con sostenibile pragmatismo.

Iran, il Pentagono presenta a Trump varie ipotesi di attacco (NYT)

Roma, 13 gen. (askanews) – Il Pentagono ha presentato al presidente degli Stati uniti Donald Trump un’ampia gamma di opzioni per un possibile attacco contro l’Iran, inclusa l’ipotesi di colpire parti del programma nucleare di Teheran. Lo ha riferito nella notte il New York Times, citando una fonte americana di alto livello.

Secondo la fonte, le opzioni al momento considerate più probabili sarebbero tuttavia interventi mirati, come un cyberattacco o un’azione contro l’apparato di sicurezza interno iraniano, accusato di reprimere con la forza le proteste nel Paese. Qualsiasi operazione di questo tipo, ha aggiunto il funzionario, sarebbe “a pochi giorni di distanza”.

La stessa fonte ha precisato che Trump, mentre valuta le opzioni militari, sta parallelamente esplorando anche canali diplomatici.

Il presidente dovrebbe ricevere nelle prossime ore un briefing dettagliato sulle possibili azioni militari.

Il figlio dello Scià: abbiamo un piano per il dopo-ayatollah in Iran

Roma, 13 gen. (askanews) – Il principe Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo Scià di Persia, afferma di avere già un piano per prendere le redini dell’Iran in caso di caduta del regime degli ayatollah. Lo afferma in una intervista pubblicata oggi dal Corriere della sera, nella quale sostiene che non ci sarà alcun vuoto di potere.

“Abbiamo già un piano, non ci sarà il vuoto. Ci siamo preparati per anni a questo momento”, afferma Pahlavi, spiegando che il progetto, denominato Iran Prosperity Project, prevede una prima fase di emergenza per garantire nei primi 180 giorni la continuità dei servizi e della sicurezza. Secondo il figlio dell’ultimo scià, seguirà una fase di stabilizzazione per far funzionare il Paese, assicurare i servizi essenziali, ripristinare la fiducia economica e mantenere una governance di base. In una fase successiva, aggiunge, partiranno un processo costituzionale e le elezioni nazionali.

Pahlavi sottolinea infine che la scelta sulla forma dello Stato dovrà spettare ai cittadini iraniani. “Voglio che gli iraniani abbiano il diritto di scegliere liberamente tra monarchia e repubblica”, dice.

Il Premier della Groenlandia: lavoreremo con la Nato per aumentare la difesa

Roma, 13 gen. (askanews) – La Groenlandia lavorerà allo sviluppo della difesa dell’isola in stretta cooperazione con la Nato. Lo ha dichiarato il primo ministro groenlandese Jens-Frederik Nielsen.

“La Groenlandia fa parte del Regno di Danimarca ed è membro della Nato attraverso il Regno. Pertanto il governo groenlandese lavorerà affinché lo sviluppo della difesa in Groenlandia e nelle aree circostanti avvenga in stretta cooperazione con la Nato, in dialogo con i nostri alleati, compresi gli Stati uniti, e in collaborazione con la Danimarca”, ha scritto Nielsen sui social media.

La dichiarazione arriva dopo le tensioni diplomatiche seguite all’annuncio, nel dicembre 2025, della nomina da parte del presidente degli Stati uniti Donald Trump del governatore della Louisiana Jeff Landry come suo inviato speciale per la Groenlandia. Landry ha successivamente confermato l’intenzione di Washington di rendere l’isola parte del territorio statunitense.

Il ministro degli Esteri danese Lars Lokke Rasmussen ha reagito esprimendo “estrema indignazione” per le affermazioni dell’inviato speciale statunitense e annunciando la convocazione dell’ambasciatore degli Stati uniti a Copenaghen per chiedere chiarimenti. In una dichiarazione congiunta, i primi ministri di Danimarca e Groenlandia, Mette Frederiksen e Jens-Frederik Nielsen, hanno messo in guardia Washington da qualsiasi tentativo di appropriarsi dell’isola, sottolineando l’attesa di rispetto per l’integrità territoriale condivisa.

Trump ha più volte affermato che la Groenlandia dovrebbe entrare a far parte degli Stati uniti, citando la sua importanza strategica per la sicurezza nazionale e per la difesa del cosiddetto “mondo libero”, anche in relazione a Cina e Russia. L’ex primo ministro groenlandese Mute Egede ha ribadito che l’isola non è in vendita.

Trump consentirà al Messico di continuare a fornire petrolio a Cuba

Roma, 13 gen. (askanews) – Il presidente degli Stati uniti Donald Trump potrebbe valutare il blocco delle forniture di petrolio dal Messico a Cuba come leva di pressione nei confronti dell’Avana. Lo ha dichiarato il segretario all’Energia statunitense Chris Wright.

Intervenendo a Fox News, Wright ha affermato che, qualora Trump decidesse di adottare questa misura, la sua attuazione sarebbe semplice.

Nella stessa giornata, CBS News aveva riferito che Washington consente attualmente al Messico di rifornire Cuba di petrolio, nonostante le dichiarazioni di Trump secondo cui nessuna fornitura energetica, indipendentemente dalla provenienza, dovrebbe raggiungere l’isola caraibica.

Secondo l’emittente statunitense, che cita lo stesso Wright e un altro funzionario dell’amministrazione, l’attuale linea di Washington è consentire al Messico di proseguire le forniture di greggio a Cuba.

Stando al network, gli Stati uniti non puntano a un cambio di regime sull’isola, ma a negoziare una transizione che superi l’attuale sistema politico cubano.

In precedenza, la presidente messicana Claudia Sheinbaum aveva dichiarato di aver avuto un colloquio con Trump nel quale sono stati affrontati i temi della sicurezza e della lotta al narcotraffico. Interrogata sull’eventuale discussione della questione cubana, Sheinbaum ha risposto negativamente.

Attacchi russi nella notte contro Kiev e Kharkiv

Roma, 13 gen. (askanews) – Le sirene antiaeree sono tornate a risuonare a Kiev nella notte, dopo che la Russia ha lanciato un attacco con missili balistici contro la capitale ucraina. Lo hanno riferito le autorità locali.

“Restate in luoghi sicuri. I russi stanno attaccando la capitale con missili balistici”, ha scritto su Telegram il capo dell’amministrazione militare di Kiev, Timur Tkachenko. Il sindaco della città, Vitali Klitschko, ha reso noto che le unità della difesa aerea sono state attivate per cercare di respingere l’offensiva.

Kiev non è stata l’unico obiettivo degli attacchi notturni. Anche la periferia di Kharkiv, la seconda città dell’Ucraina situata nel nord-est del Paese, è stata colpita.

L’attacco russo con missili e droni contro la periferia di Kharkiv ha causato almeno quattro morti e sei feriti. Lo hanno riferito il 13 gennaio le autorità regionali ucraine.

Secondo quanto comunicato dall’amministrazione locale, l’attacco ha colpito aree residenziali alla periferia della città, la seconda più grande dell’Ucraina.

Sanremo, Pausini: il Festival è il mio destino e la mia paura

Milano, 12 gen. (askanews) – “Sanremo è il mio destino. Il mio sorriso. La mia tentazione. La mia paura”. Commenta così Laura Pausini l’annuncio della sua presenza sul palco del Festival come conduttrice insieme a Carlo Conti. “A Sanremo sono nata artisticamente nel 1993 e quest’anno torno orgogliosa e commossa perché con tutto l’onore e la gioia del mondo condurrò con Carlo Conti la 76esima edizione del Festival – ha detto in una nota – Le prime volte non si scordano mai e come quando si dà il primo bacio mi sento emozionata. Ho passato tutti gli anni della mia vita vedendo Sanremo e mai avrei pensato di trovarmi ora in questo ruolo. Ringrazio Carlo, la stima che provo per lui da sempre è diventata anche fiducia, è riuscito a sbloccare la mia paura nell’immaginarmi conduttrice”. “Non vedo l’ora di divertirmi e commuovermi con lui al mio fianco – conclude l’artista – Farò davvero tutto il possibile per essere all’altezza di questo palcoscenico che rimane il più importante per me”.

Calcio, Genoa-Cagliari 3-0, rossoblù travolgenti

Roma, 12 gen. (askanews) – Il Genoa torna a vincere a Marassi e lo fa con un netto 3-0 contro il Cagliari, agganciando i sardi a quota 19 punti in classifica. Decisive le reti di Colombo nel primo tempo e quelle di Frendrup e Ostigard nella ripresa, arrivate nel giro di due minuti e capaci di chiudere definitivamente il match.

La squadra rossoblù parte forte e passa in vantaggio già al 7′: Malinovskyi imbuca in profondità, Colombo si libera della marcatura e batte Caprile di sinistro, confermando il suo ottimo momento di forma. Il Cagliari prova a reagire con Palestra, Adopo ed Esposito, ma trova sulla sua strada un attento Leali, protagonista di almeno tre interventi decisivi, compresa una punizione di Esposito e una conclusione ravvicinata di Luvumbo.

Nella ripresa il Genoa controlla e colpisce. Al 75′ Frendrup trova il primo gol stagionale in campionato con un sinistro potente da fuori area, deviato da Prati e imparabile per Caprile. Passano appena due minuti e arriva il tris: difesa del Cagliari in affanno, Martin pennella un pallone che Ostigard gira di testa in rete, con il Var che conferma la regolarità del gol.

Nel finale il Cagliari non riesce a riaprire la partita, mentre Marassi accompagna con i cori il ritorno al successo interno del Genoa, che non vinceva in casa dal 29 novembre. Una serata convincente per la squadra di Gilardino, solida dietro e cinica davanti, che ritrova entusiasmo e punti pesanti nella corsa salvezza.

Calcio, risultati serie A, Genoa scatto salvezza

Roma, 12 gen. (askanews) – Questo il riepilogo dei risultati e la classifica di serie A dopo Genoa-Cagliari 3-0

Ventesima giornata: Como-Bologna 1-1, Udinese-Pisa 2-2, Roma-Sassuolo 2-0, Atalanta-Torino 2-0, Lecce-Parma 1-2, Fiorentina-Milan 1-1, Verona-Lazio 0-1, Inter-Napoli 2-2, Genoa-Cagliari 3-0, ore 20.45 Juventus-Cremonese.

Classifica: Inter 43, Milan 40, Roma, Napoli 39, Juventus 36, Como 34, Atalanta 31, Lazio 28, Bologna 27, Udinese 26, Sassuolo, Torino 23, Cremonese 22, Parma 21, Cagliari, Genoa 19, Lecce 17, Fiorentina 14, Verona, Pisa 13.

Recuperi: mercoledì 14 gennaio ore 18.30 Napoli-Parma, ore 20.45 Inter-Lecce, giovedì 15 gennaio ore 18.30 Verona-Bologna, ore 20.45 Como-Milan.

Ventunesima giornata: venerdì 16 gennaio ore 20.45 Pisa-Atalanta, sabato 17 gennaio ore 15 Udinese-Inter, ore 18 Napoli-Sassuolo, ore 20.45 Cagliari-Juventus, domenica 18 gennaio ore 12.30 Parma-Genoa, ore 15 Bologna-Fiorentina, ore 18 Torino-Roma, ore 20.45 Milan-Lecce, lunedì 18 gennaio ore 18.30 Cremonese-Verona, lunedì 19 gennaio ore 20.45 Lazio-Como.

Sanremo, Rai: Laura Pausini condurrà con Conti 76ma edizione Festival

Milano, 12 gen. (askanews) – Sarà Laura Pausini, l’artista italiana più premiata nel mondo, a condurre con il direttore artistico Carlo Conti le cinque serate del Festival di Sanremo, in onda in diretta su Rai 1, RaiPlay e Rai Radio2 dal 24 al 28 febbraio. Laura Pausini tornerà a calcare il palcoscenico del Teatro Ariston, per la prima volta nella veste più prestigiosa, dopo le partecipazioni di inizio carriera, nel 1993 e 1994, e sei presenze in qualità di superospite, tra il 2001 e il 2022.

“Ringrazio Laura per aver accettato subito con entusiasmo il mio invito – sottolinea Carlo Conti – È un grande onore e una gioia condividere la conduzione del festival con un’artista ed una donna così forte, così carismatica e divertente come Laura. Con noi poi si alterneranno ogni sera vari co-conduttori e co-conduttrici con i quali animeremo il palco dell’Ariston”.

Iran, Khamenei: i politici Usa ricorrono a "inganni" e "mercenari"

Roma, 12 gen. (askanews) – La guida suprema dell’Iran Ali Khamenei ha denunciato “inganni” e l’uso di “mercenari” interni da parte degli Stati uniti, commentando le proteste che hanno attraversato il paese e che, secondo le organizzazioni per i diritti umani e i governi occidentali, sarebbero state represse nel sangue.

In un messaggio diffuso dall’ambasciata iraniana in Italia, Khamenei ha commentato manifestazioni pro-regime che si sono tenute oggi, affermando che tale mobilitazione ha “annullato i piani dei nemici stranieri che dovevano essere messi in atto tramite mercenari interni”, definendo quella odierna una “giornata storica” per il Paese. “Grande e nobile nazione dell’Iran, oggi avete compiuto una grande impresa”, si legge nel messaggio, che elogia la “ferma determinazione” dei partecipanti alle manifestazioni pro-regime.

Rivolgendosi direttamente alla popolazione, Khamenei ha sostenuto che il popolo iraniano avrebbe inviato “un avvertimento ai politici americani affinché pongano fine ai loro inganni e non facciano affidamento su mercenari traditori”.

Secondo la guida suprema, “il popolo iraniano è forte e potente, consapevole e capace di riconoscere il nemico, ed è sempre presente sulla scena”.

La Casa bianca: Trump preferisce trattare con l’Iran, ma non teme l’uso della forza

Roma, 12 gen. (askanews) – Il presidente degli Stati uniti Donald Trump privilegia la via diplomatica nei rapporti con l’Iran, ma non esclude il ricorso alla forza militare se lo riterrà necessario. Lo ha dichiarato oggi la portavoce della Casa Bianca,Karoline Leavitt.

“Il presidente Trump ha sempre affermato che la diplomazia è la prima opzione. Lo è sempre stata e lo sarà sempre. Tuttavia, non teme di usare la forza letale e la potenza militare degli Stati uniti quando lo ritiene necessario. E nessuno lo sa meglio del regime iraniano”, ha detto Leavitt in un’intervista a Fox News.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha confermato che un incontro con l’inviato speciale degli Stati uniti Steve Witkoff potrebbe avere luogo nonostante le proteste di massa in corso nel Paese. In un’intervista ad Al Jazeera, Araghchi ha affermato che “i miei contatti con Witkoff hanno preceduto e seguito le proteste e continuano tuttora”, aggiungendo che “alcune idee sono state discusse con Washington e al momento le stiamo esaminando”.

Il capo della diplomazia iraniana ha inoltre espresso la disponibilità di Teheran a negoziare sul programma nucleare, a condizione che non vi siano minacce contro il Paese. Allo stesso tempo, ha detto, le autorità iraniane nutrono dubbi sulla reale volontà dell’amministrazione statunitense di avviare negoziati “costruttivi e onesti”. “Quando saranno pronti, esamineremo la questione”, ha dichiarato.

Araghchi ha poi sostenuto che vi sono forze che cercano di trascinare Washington in una guerra con Teheran a beneficio di Israele. “Se Washington volesse tornare a uno scenario militare, come ha fatto in passato, siamo pronti”, ha avvertito, aggiungendo che “la nostra preparazione militare è significativa e più ampia rispetto all’ultima guerra”.

Il governo fissa il Referendum per il 22 e 23 marzo (ma c’è rischio ricorso)

Roma, 12 gen. (askanews) – Il referendum sulla riforma della magistratura che prevede anche la separazione delle carriere, si terrà nel fine settimana del 22-23 marzo. Lo ha stabilito oggi il Consiglio dei ministri che ha anche accorpato, nello stesso weekend le elezioni suppletive per i collegi lasciati vacanti in Veneto da Alberto Stefani e Massimo Bitonci. Ma sulla decisione dell’esecutivo pende il rischio di un ricorso da parte del Comitato dei 15 volenterosi.

Sulla scelta della data, secondo quanto si apprende, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, nel corso del Cdm ha ricordato che il governo era tenuto “ad adempiere ad un obbligo di legge”, fissato in 60 giorni dalla comunicazione dell’ordinanza dell’Ufficio centrale per il referendum presso la Corte di Cassazione, che scadeva il 17 gennaio prossimo.

Subito dopo la decisione del Cdm di fissare le urne per il 22-23 marzo, è arrivata la ferma posizione Comitato promotore della raccolta di firme popolari per un referendum costituzionale sulla stessa riforma, che per voce dell’avvocato Carlo Guglielmi, ha annunciato che sono pronti a rispondere anche con le carte bollate. “Dato che purtroppo nel governo non c’è cultura istituzionale ce ne dovremo fare carico noi. Informeremo domani il presidente della Repubblica e i Comitati Promotori Parlamentari delle nostre iniziative a tutela della legalità repubblicana in tutte le sedi giudiziarie che la Costituzione prevede”, ha spiegato Guglielmi.

Sul tema è intervenuta anche Rosy Bindi, dirigente del Comitato per il No al referendum sulla giustizia, che ha detto di “non preoccuparsi” della data fissata dal governo per la consultazione popolare. “In ogni caso riusciremo a convincere gli italiani della pericolosità di questa riforma”, ha detto l’ex presidente della Commissione parlamentare Antimafia che ha posto l’accento su un altro aspetto: “la scelta fatta dal Consiglio dei ministri è rispettosa delle regole?”.

Intanto a Firenze oggi è stato presentato il Comitato “La Sinistra che vota Sì” al referendum, organizzato da Stefano Ceccanti, vicepresidente di Libertà Eguale ed ex parlamentare Pd. “La riforma è a vantaggio dell’autonomia dei giudici rispetto ai pubblici ministeri. Soprattutto nelle indagini preliminari, era il grande schema che aveva Vassalli. Non c’entra il rapporto con la politica, non cambia il rapporto con la politica”, ha spiegato Ceccanti.

Calcio, Arbitri, il presidente Zappi squalificato per 13 mesi

Roma, 12 gen. (askanews) – Tredici mesi di inibizione: il Tribunale Federale Nazionale ha accolto in pieno la richiesta della Procura Figc rispetto alla sanzione da comminare al Presidente dell’Aia Antonio Zappi. Le accuse portate avanti dalla Procura guidata da Giuseppe Chiné riguardano le presunte pressioni che il presidente avrebbe esercitato sugli ex designatori della Serie C Ciampi e della Serie D Pizzi in occasione dell’ultima tornata di nomine dei cosiddetti Organi Tecnici, la prima gestita dal Comitato Nazionale neo-eletto a seguito delle elezioni svoltesi poco più di un anno fa, il 14 dicembre 2024. Chiné ha raccolto l’esposto di un associato AIA – che poi ha smentito di averlo mai presentato denunciando un furto di identità – ma contenente elementi che hanno trovato riscontri e che la Procura ha ritenuto sufficienti a procedere: chat e mail che riguardavano appunto il turnover previsto dal nuovo Comitato per le guide tecniche degli arbitri: cosicché Ciampi da designatore della C sarebbe entrato a far parte della Commissione di A e B come uno dei vice di Rocchi, lasciando il posto a Orsato, mentre Pizzi avrebbe lasciato il vertice della D a Braschi per entrare proprio nuova commissione di C diretta dell’ex arbitro internazionale. Ma essendo i contratti biennali e ancora validi, per completare il puzzle sarebbero state necessarie le dimissioni dei due dirigenti. Concordate in funzione della ricollocazione, sostiene Zappi, forzate violando i doveri di lealtà, probità e correttezza (art. 4 del Codice di Giustizia Sportiva), secondo Chiné.

Strage di Crans Montana, l’ambasciatore italiano: l’indagine si sta allargando

Roma, 12 gen. (askanews) – L’indagine sull’incendio in un locale nella località svizzera di Crans-Montana, in cui sono morte decine di giovani tra i quali diversi italiani, si è già allargata, oltre che ai due proprietari del locale già indagati, alle autorità comunali della città elvetica e potrebbe estendersi “anche oltre”. Lo ha confermato ai microfoni della trasmissione Dentro la Notizia, condotta da Gianluigi Nuzzi su Canale 5 l’ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado, dopo che ha incontrato la procuratrice generale del cantone Vallese Béatrice Pilloud.

Cornado ha confermato che “l’indagine si è già allargata dall’amministrazione comunale e potrebbe estendersi anche oltre all’amministrazione comunale” e ha riferito che la procuratrice ha assicurato che “sarà un’indagine che lei condurrà a tutto campo, se necessario”.

Sui tempi dell’inchiesta, Cornado ha detto di aver chiesto che il processo “possa essere svolto il più rapidamente possibile”, ma la procuratrice ha detto che l’indagine “richiederà del tempo perché è una tragedia di immani proporzioni”, portando come esempio i casi delle sciagure del Montarone e del crollo del Ponte Morandi, perché “anche in quei casi le indagini e il processo hanno richiesto del tempo”.

La procuratrice non ha confermato al diplomatico se, effettivamente, vi è stato da parte suo un diniego alla costituzione come parte civile del comune di Crans-Montana, il che suggerirebbe la presenza dell’istituzione sotto altra veste nel futuro processo, ma – ha segnalato l’ambasciatore – dichiarazioni sui giornali elvetici parlano proprio di questa circostanza.

Infine, l’ambasciatore ha confermato che gli addeti di polizia italiani presso la sede diplomatica sono in contatto con la Procura della Repubblica di Roma in merito ad attività di rogatoria internazionale.

Calcio, Real Madrid esonera Xabi Alonso, Arbeloa nuovo allenatore

Roma, 12 gen. (askanews) – Clamoroso da Madrid. Xabi Alonso non è più il tecnico dei blancos. Lo ha annunciato con un comunicato la società madridista. “Il Real Madrid CF annuncia che, di comune accordo tra il club e Xabi Alonso, è stato deciso di porre fine al suo mandato come allenatore della prima squadra – è scritto in una nota – Xabi Alonso avrà sempre l’affetto e l’ammirazione di tutti i tifosi del Madrid perché è una leggenda del Real Madrid e ha sempre rappresentato i valori del nostro club. Il Real Madrid sarà sempre la sua casa. Il nostro club ringrazia Xabi Alonso e tutto il suo team tecnico per il lavoro e la dedizione dimostrati in questo periodo e augura loro la migliore fortuna in questa nuova fase della loro vita”. Contestualmente all’annuncio dell’esonero dunque il club di Perez svela il nome del nuovo allenatore: “Il Real Madrid annuncia che Álvaro Arbeloa è il nuovo allenatore della prima squadra. Álvaro Arbeloa è l’allenatore del Castilla da giugno 2025 e ha trascorso l’intera carriera da allenatore nel settore giovanile del Real Madrid dal 2020”.

Andrea Bianconi da Barbara Davis a Houston con "Zipping Zap"

Milano, 12 gen. (askanews) – La Galleria Barbara Davis di Houston presenta la mostra “Andrea Bianconi: Zipping Zap”, che riunisce nuove opere dell’artista italiano, tra installazioni, disegni e sculture, e approfondisce i temi del ritmo, del movimento e della direzione, elementi centrali nella sua ricerca. Al centro del progetto espositivo vi è la ripetizione di un impulso mentale e visivo che guida lo spettatore in un’esperienza immersiva, in cui il disegno si trasforma in un linguaggio dinamico e in continua evoluzione.

Fulcro dell’esposizione è una installazione site-specific composta da 34 tele trasparenti disegnate a mano, sospese nello spazio della galleria. Le opere creano un labirinto attraversabile, leggero e fluttuante, che invita il pubblico a muoversi tra segni, ritmo e percezione, trasformando il disegno in una vera e propria architettura.

Accanto all’installazione, la mostra presenta una nuova serie di sculture in alluminio, nelle quali Bianconi rielabora il motivo ricorrente della freccia come simbolo di direzione, scelta e trasformazione. Un segno che diventa metafora del percorso umano, proiettato verso il futuro e allo stesso tempo radicato nelle decisioni del passato.

Con “Zipping Zap”, Andrea Bianconi, artista brillante e capace di un pensiero autonomo, propone una riflessione sul divenire e sull’azione, offrendo una visione aperta e positiva in cui intuizione, consapevolezza e movimento si intrecciano, invitando il pubblico a interrogarsi sul concetto di direzione, nello spazio e nella vita.

Austria, Aiea lancia "guerra nucleare" contro la zanzara-tigre

Roma, 12 gen. (askanews) – L’Agenzia internazionale per l’energia atomica e la città di Graz hanno deciso di usare le maniere forti contro un nemico fastidioso e difficile da sconfiggere: la zanzara-tigre asiatica. Aiea e città austriaca hanno annunciato oggi i primi risultati di uno studio sull’uso di maschi sterili di zanzara-tigre asiatiche (Aedes albopictus), nell’ambito di una valutazione per un possibile impiego futuro della “Tecnica dell’insetto sterile”, un metodo per diminuire il numero di questi fastidiosi insetti che stanno colonizzando l’Europa attraverso l’uso di maschi sterilizzati mediante radiazioni.

La zanzara-tigre asiatica è stata individuata per la prima volta in Austria nel 2012 e da allora si è diffusa in tutte le province del Paese. Negli ultimi anni Graz ha registrato densità particolarmente elevate dell’insetto e, in risposta all’aumento delle segnalazioni di disagio e al crescente rischio di arbovirosi in Europa, l’amministrazione cittadina ha chiesto il supporto dell’Aiea, per avviare uno studio di marcatura, rilascio e ricattura.

Lo studio prevede il rilascio e la successiva ricattura di un numero noto di zanzare maschio sterili, marcate con polveri colorate, in un’area definita, al fine di analizzare la popolazione locale e valutare la fattibilità tecnica e l’accettazione pubblica dell’applicazione della “Tecnica dell’insetto sterile”, una tecnologia di origine nucleare utilizzata per la gestione delle popolazioni di insetti nocivi.

Nel corso di sette settimane tra agosto e settembre, oltre 800mila zanzare maschio sterili sono state rilasciate in un’area di circa 15 ettari di orti urbani nella zona sud della città. Gli insetti sono stati prodotti presso il laboratorio per il controllo dei parassiti del Centro congiunto Fao-Aiea delle tecniche nucleari per l’alimentazione e l’agricoltura e sterilizzati mediante radiazioni in modo che l’accoppiamento con le femmine selvatiche non produca discendenti.

Le popolazioni di zanzare-tigre stanno crescendo rapidamente in Europa e nel mondo a causa dei cambiamenti climatici, dell’urbanizzazione e dell’intensificazione del commercio internazionale. Temperature più elevate e variazioni nelle precipitazioni creano condizioni favorevoli alla riproduzione, consentendo a specie un tempo limitate alle regioni tropicali di insediarsi in aree temperate, con un conseguente aumento dei rischi per la salute pubblica legati a malattie come chikungunya, dengue e virus Zika.

L’analisi delle zanzare ricatturate, condotta congiuntamente dalla città di Graz e dall’Aiea, ha fornito dati scientifici chiave sulla dimensione della popolazione selvatica, sulla distanza di dispersione dei maschi sterili, sulla loro sopravvivenza in condizioni naturali e sulla competitività negli accoppiamenti.

“I risultati preliminari ci forniscono la base per determinare come applicare al meglio la Tecnica dell’insetto sterile a Graz”, ha dichiarato Hanano Yamada, entomologa del Centro congiunto Fao-Aiea. “Queste informazioni sono essenziali per stabilire la scala, la frequenza e l’estensione geografica dei futuri rilasci”.

I primi dati mostrano che i maschi sterili rilasciati sono stati altamente efficaci. E’ stata osservata una sterilità di circa il 70 per cento delle uova e il numero di zanzare femmina catturate nelle trappole è diminuito nel corso dello studio rispetto a un’area vicina non trattata. I risultati indicano che i maschi sterili riescono a competere con quelli selvatici e che il loro rilascio può ridurre in modo significativo le popolazioni di zanzare in contesti urbani ad alta densità.

Sulla base di questi risultati, la città di Graz e l’Aiea stanno preparando raccomandazioni sui prossimi passi in vista della stagione delle zanzare del 2026.

Ong: 648 morti accertati per la repressione delle proteste in Iran

Roma, 12 gen. (askanews) – Almeno 648 manifestanti, tra cui nove minori, sarebbero stati uccisi in Iran nei primi sedici giorni della nuova ondata di proteste antigovernative. E’ il bilancio diffuso da Iran Human Rights, che avverte del rischio di esecuzioni di massa e chiede una risposta immediata della comunità internazionale.

Secondo l’organizzazione, migliaia di persone sono rimaste ferite e il numero degli arresti supererebbe le 10.000 unità. Il dato dei morti include esclusivamente i casi verificati direttamente o attraverso almeno due fonti indipendenti e potrebbe quindi essere ampiamente sottostimato.

Iran Human Rights segnala inoltre che informazioni non verificati parlano di diverse centinaia di vittime e, secondo alcune stime, di oltre 6.000 morti. Tuttavia, a causa del blackout quasi totale di internet in vigore dall’8 gennaio e delle severe restrizioni all’accesso alle informazioni, risulta estremamente difficile confermare in modo indipendente tali cifre.

L’organizzazione per i diritti umani segnala anche il rischio imminente di esecuzioni. In particolare, fonti vicine alla famiglia di Erfan Soltani, 26 anni, arrestato l’8 gennaio a Fardis, nella provincia di Alborz, riferiscono che il giovane sarebbe stato condannato a morte e che l’esecuzione sarebbe prevista per il 14 gennaio. Secondo le stesse fonti, Soltani non avrebbe avuto accesso a un avvocato né sarebbe stato sottoposto a un processo regolare.

Le proteste sono iniziate il 28 dicembre 2025 nel bazar di Teheran per il peggioramento delle condizioni economiche e si sono rapidamente estese a tutto il Paese, raggiungendo tutte le 31 province e circa 120 città prima dell’oscuramento della rete. Secondo Iran Human Rights, le forze di sicurezza hanno utilizzato armi militari contro i manifestanti, in alcuni casi sparando alla testa o alla parte superiore del corpo da distanza ravvicinata.

I media statali iraniani hanno riferito che almeno 121 membri delle forze armate, di polizia e dell’apparato giudiziario sarebbero stati uccisi durante le proteste, un dato che, secondo le stesse fonti, non includerebbe Teheran.

Il blackout di internet, che secondo NetBlocks riguarda circa il 99 per cento della rete nazionale, ha ulteriormente alimentato i timori di uccisioni di massa e dell’emissione di numerose condanne a morte. L’ultima interruzione di portata simile risale al novembre 2019, quando centinaia di manifestanti furono uccisi in pochi giorni.

Referendum, Barbera: la riforma garantisce toghe da correnti

Firenze, 12 gen. (askanews) – La riforma della giustizia che sarà sottoposta a referendum “garantisce di più sia i giudici sia i pubblici ministeri e da cosa li garantisce di più? Dalle correnti! E’ il governo che può soffocare l’indipendenza dei magistrati? Sono le correnti”. Lo ha detto il presidente emerito della Corte Costituzionale Augusto Barbera intervenendo a Firenze a un’iniziativa di LibertàEguale a favore del Sì al referendum sulla riforma della giustizia.

Iran, Macron: condanno la violenza di Stato di Teheran

Roma, 12 gen. (askanews) – Il presidente francese Emmanuel Macron ha condannato la “violenza di Stato” in Iran contro i manifestanti che chiedono il rispetto dei propri diritti.

In un messaggio pubblicato su X, Macron ha affermato: “Condanno la violenza di Stato che colpisce indiscriminatamente donne e uomini iraniani che chiedono con coraggio il rispetto dei loro diritti”.

“Il rispetto delle libertà fondamentali è un’esigenza universale e siamo al fianco di coloro che le difendono”, ha aggiunto.

Referendum, Barbera: non si vota né per né contro Meloni

 

 

Firenze , 12 gen. (askanews) – “Nel prossimo referendum non si vota né a favore del governo Meloni né contro, ci saranno altre occasioni per poter giudicare quel governo e le altre occasioni saranno le elezioni politiche del prossimo anno”. Lo ha detto Augusto Barbera presidente emerito della Corte Costituzionale intervenendo a Firenze a un evento organizzato da Libertà Eguale Toscana dal titolo “La sinistra che vota sì” al referendum sulla riforma della giustizia.

All’evento alla Palazzina reale di Santa Maria Novella sono presenti tra gli altri Enzo Bianco, Anna Paola Concia, Marilisa D’Amico, Benedetto Della Vedova, Claudia Mancina, Tommaso Nannicini, Raffaella Paita, Giovanni Pellegrino, Claudio Petruccioli e Cesare Salvi, le conclusioni saranno affidate a Stefano Ceccanti vice presidente di Libertà Eguale.

 

Fed, gli ex presidenti difendono Powell: "Attacco all’indipendenza"

Roma, 12 gen. (askanews) – L’iniziativa del Dipartimento di Giustizia Usa contro il presidente della Federal Reserve Jerome Powell rappresenta “un tentativo senza precedenti di attacco per minare l’indipendenza” della banca centrale Usa. E in questo modo la politica monetaria negli Stati Uniti rischia di assomigliare a quella dei paesi in via di sviluppo. Lo affermano una lunga lista di ex presidenti della Federal Reserve, ex segretari di Stato al Tesoro e ex consiglieri economici della Casa Bianca, in maniera bipartisan prevalentemente di campo democratico, ma non solo, in un documento firmato a seguito delle vicende rivelate nel corso della notte dallo stesso Powell.

Tra i firmatari compaiono Ben Bernanke, ex presidente Fed; Jared Bernstein, ex consigliere di Joe Biden; Jason Furman, ex concigliere di Barack Obama; Timothy Geithner segretario al Tesoro di Obama e presidente della Fed di New York; Alan Greenspan, storico ex presidente Fed, sotto le presidenze Reagan, Bush, Clintone George W. Bush; Glenn Hubbard, ex concigliere di George W. Bush; Jacob J. Lew, ex segretario al Tesoro sotto Obama; Gregory Mankiw, ex consigliere di George W. Bush; Henry M. Paulson, ex segretario al Tesoro sotto George W. Bush; Kenneth Rogoff, ex capo economista del Fmi; Christina Romer, ex consiglera di Obama; Robert E. Rubin, segretario al Tesoro durante la presidenza Clinton e Janet Yellen, ex presidente della Fed e segretario al Tesoro.

“L’indipendenza della Federal Reserve e la percezione del pubblico di questa indipendenza sono cruciali per le performance economiche, incluso il raggiungimento degli obiettivi che il congresso ha fissato alla Fieldes stabilità dei prezzi, massima popolazione e moderazione dei tassi sul lungo termine – scrivono – incriminazione presidente Fero Powell è un tentativo senza precedenti di utilizzare attacchi persecutori per minare questa indipendenza. Questa è come viene condotta la politica monetaria in mercati emergenti con economie deboli, con ricadute molto negative in termini di inflazione e di funzionamento più in generale delle economie. Non c’è spazio per questo negli Stati Uniti il cui principale interesse lo stato di diritto che alla base del nostro successo economico”.

Basket, Ufficiale, Trapani esclusa dal campionato

Roma, 12 gen. (askanews) – La Federbasket e la Lega basket hanno deciso di escludere Trapani dal campionato di serie A. Trapani chiude quindi qui la sua stagione, mentre la classifica della Serie A di basket subisce modifiche sostanziali e il numero delle squadre retrocesse passa da due e una sola.

“Il mondo della pallacanestro – è scritto nella nota congiunta Fip Lba – non può accettare che soggetti affiliati e massimi rappresentanti di Club prestigiosi, espressione di piazze importanti come Trapani, mettano a repentaglio la credibilità di un movimento sano che dà lustro al nostro sport in ambito interno ed internazionale. Fair play, parità competitiva, lealtà, correttezza e probità rappresentano valori fondamentali, e fondanti, sia per la FIP sia per la LBA, imprescindibili nella partecipazione a qualsiasi evento o manifestazione sportiva organizzati sotto l’egida della Federazione e della componente di vertice del nostro sport”.

Cambia così la classifica alla fine del girone di andata, valida per determinare le otto qualificate alla Coppa Italia di febbraio a Torino: Virtus Bologna, Brescia 24; Olimpia Milano*, Venezia 20, Tortona 18; Trieste 14; Udine, Napoli*, Cremona, Trento 12; Varese, Sassari 10; Reggio Emilia 8; Treviso, Cantù 6 (*= Milano e Napoli). Esce così Trento dal quadro della Final Eight, mentre le ultime due qualificate sono Udine e Napoli, in ordine da stabilire in base al risultato del posticipo di oggi Napoli-Milano (ore 18.45). Con l’esclusione dal campionato arriva come da regolamento l’ammenda di 600mila euro.

Mara Sattei annuncia l’uscita di "Che me ne faccio del tempo"

Milano, 12 gen. (askanews) – Con lo sguardo già rivolto al palco del Teatro Ariston e dopo mesi di lavoro intenso tra studio e scrittura, Mara Sattei ha annunciato ufficialmente, durante la puntata di Amici, l’uscita del suo nuovo e attesissimo progetto discografico “Che me ne faccio del tempo” (Epic Records Italy/Sony Music Italy), fuori venerdì 13 febbraio e disponibile da venerdì 27 febbraio anche nel formato fisico (pre-order disponibile al link: MaraSattei.lnk.to/CMNFDT).

“Che me ne faccio del tempo” è un progetto intimo e stratificato, che mette al centro il tempo come spazio emotivo, scelta quotidiana, atto di presenza. Un tempo che non va rincorso né riempito a forza, ma ascoltato, abitato, lasciato accadere. Un tempo che diventa materia narrativa e sonora, capace di dare valore anche alle pause, ai silenzi, alle cose che restano quando tutto si ferma.

Un disco che non ha fretta, che chiede attenzione e nasce per essere attraversato più volte. Per questo l’album uscirà in digitale il 13 febbraio, mentre il 27 febbraio nel formato fisico, con una differenza significativa: conterrà più brani rispetto al digitale. Un gesto consapevole e quasi romantico, un modo per ringraziare chi sceglie di fermarsi, dedicare tempo all’ascolto e vivere il disco come esperienza completa.

L’album sarà disponibile in fisico nei seguenti formati:

Formato CD – disponibile nelle versioni standard e CD autografato Formato doppio vinile – disponibile nelle versioni standard e autografato

“Che me ne faccio del tempo” arriva prima della partecipazione dell’artista alla 76ª edizione del Festival di Sanremo, in gara con il brano “Le cose che non sai di me”, già disponibile in pre-save, che si inserisce in un momento di forte definizione del suo percorso artistico, confermandola come una delle cantautrici più riconoscibili e trasversali della scena musicale italiana contemporanea.

Governo della Groenlandia: gli Usa non ci avranno in alcun modo

Roma, 12 gen. (askanews) – Il governo della Groenlandia non soddisferà “in alcun modo” il desiderio espresso dagli Stati uniti di “prendere possesso” del territorio e ha annunciato l’intenzione di intensificare gli sforzi affinché la difesa dell’isola rientri pienamente nel quadro della Nato. Lo riferisce l’agenzia di stampa France Presse.

In una nota diffusa oggi, l’esecutivo della Groenlandia ha affermato che “gli Stati uniti hanno nuovamente ribadito il loro desiderio di prendere possesso della Groenlandia”, sottolineando che il governo “non può in alcun modo accettarlo”.

Il comunicato precisa inoltre che il governo groenlandese “intensificherà i propri sforzi affinché la difesa della Groenlandia sia assicurata nel quadro della Nato”, di cui il territorio fa parte attraverso il Regno di Danimarca.

Regista iraniano Ali Asgari atteso in Italia: è bloccato a Teheran

Roma, 12 gen. (askanews) – Atteso in Italia per la promozione del film “Divine comedy”, in uscita al cinema il 15 gennaio, il regista iraniano Ali Asgari non potrà arrivare oggi nel nostro paese, per la cancellazione del suo volo da Teheran. Lo rende noto Teodora Film.

Nella drammatica situazione in corso in Iran, il governo degli ayatollah ha anche bloccato internet e le linee telefoniche, per cui Asgari risulta irraggiungibile da diversi giorni, spiega la Casa di distribuzione cinematografica. Tramite un messaggio recapitato a uno dei coproduttori sappiamo in ogni caso che sta bene e in salute, aggiunge.

Regista dissidente e fortemente critico con il regime, autore di film girati in patria illegalmente, già per “Kafka a Teheran” Asgari non poté raggiungere l’Italia per la sospensione del passaporto da parte del governo. Teodora Film e Zoe Films, che ha coprodotto il film per l’Italia, non possono che esprimere una piena solidarietà ad Ali e al popolo iraniano, che sta pagando un prezzo altissimo in questi giorni di proteste.

Nella speranza che il ripristino delle comunicazioni permetta ad Asgari di collegarsi a distanza e offrire al pubblico la sua testimonianza, le anteprime e le proiezioni speciali previste nel corso della settimana restano confermate. a partire da quella di martedì 13 a Bologna al Modernissimo, che inaugura la retrospettiva dedicata al regista dalla Cineteca di Bologna. In questa occasione interverranno per presentare il film i coproduttori italiani Giorgio Giampà e Lorenzo Cioffi. Mercoledì 14 gennaio, a Roma, saranno invece Nanni Moretti e Shervin Haravi a introdurre il film al pubblico per l’anteprima del Nuovo Sacher delle 20.30. Avvocata e attivista per i diritti umani italo-iraniana, Shervin Haravi interverrà anche per le anteprime di giovedì 15 a Napoli a CasaCinema e di domenica 18 all’Astra di Firenze. Tra le altre proiezioni in programma: a venerdì 16 a Torino (Cinema Romano) e sabato 17 a Milano (Anteo Palazzo del cinema, Cinema Ariosto e Cinema Beltrade).

Il film racconta la storia di Bahram, un regista quarantenne i cui film non hanno mai ricevuto il permesso per essere proiettati in Iran. Dopo l’ennesimo rifiuto da parte del Ministero della Cultura, decide di lanciarsi in una sfida: accompagnato in Vespa da Sadaf, la sua produttrice dalla lingua tagliente, intraprende una missione clandestina per presentare finalmente il film al pubblico iraniano, eludendo la censura, l’assurda burocrazia del paese e i suoi stessi dubbi.

Metsola vieta ai diplomatici dell’Iran l’ingresso alle sedi dell’Europarlamento

Roma, 12 gen. (askanews) – La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha annunciato il divieto di accesso a tutte le sedi dell’Europarlamento per il personale diplomatico e per qualsiasi altro rappresentante della Iran.

“Ho deciso di vietare l’accesso a tutti i locali del Parlamento europeo a tutto il personale diplomatico e a qualsiasi altro rappresentante della Repubblica islamica dell’Iran”, ha scritto la presidente su X. Metsola ha affermato che “non può essere ‘business as usual'”, spiegando di aver preso la decisione mentre “il coraggioso popolo iraniano continua a difendere i propri diritti e la propria libertà”.

La presidente ha aggiunto che il Parlamento europeo “non contribuirà a legittimare un regime che si è mantenuto attraverso tortura, repressione e omicidi”.

Auto, passi avanti Ue-Cina per superare dazi sulle elettriche

Roma, 12 gen. (askanews) – La Commissione europea ha pubblicato oggi un documento di orientamento (“Guidance”) sulla presentazione di offerte di impegno sui prezzi nel contesto dei dazi anti-sovvenzioni in vigore sui veicoli elettrici a batteria provenienti dalla Cina. Il documento di orientamento fornisce agli esportatori di veicoli elettrici cinesi a batterie delle indicazioni generali su come presentare i loro impegni volontari per accettare un prezzo minimo all’importazione nell’Ue per evitare i dazi anti-sovvenzioni, garantendo condizioni di mercato più eque.

Le possibili offerte di impegno, oltre al prezzo minimo all’importazione, possono coprire anche altri aspetti, in particolare i canali di vendita, le compensazioni incrociate e gli investimenti futuri nell’Ue. “Ogni offerta di impegno sui prezzi è soggetta agli stessi criteri giuridici e la Commissione europea condurrà ogni valutazione in modo obiettivo ed equo, nel rispetto del principio di non discriminazione e in conformità con le norme della Wto”, l’Organizzazione mondiale del Commercio, precisa l’Esecutivo europeo in una nota.

La Commissione europea aveva concluso il 29 ottobre 2024, un’inchiesta anti-sovvenzioni relativa alle importazioni di veicoli elettrici a batteria dalla Cina, accertando l’esistenza di sovvenzioni e da parte di Pechino e imponendo dei dazi compensativi definitivi compresi tra il 7,8% e il 35,3%.

“Parallelamente, e in uno spirito di dialogo, la Commissione e la Cina – riferisce la nota – hanno esplorato soluzioni alternative, compatibili con le norme della Wto, che sarebbero efficaci nell’affrontare i problemi individuati dall’indagine. La pubblicazione del documento di orientamento fa seguito alle discussioni tra la Commissione e il Ministero del Commercio cinese che hanno avuto luogo durante l’indagine”, spiega la nota di Bruxelles.

Il ministero del Commercio cinese ha commentato in termini molto positivi il documento di Bruxelles, e ancor più lo ha fatto la Camera di commercio della Cina nella Ue.

Il portavoce per il Commercio della Commissione, Olof Gill, durante il briefing quotidiano per la stampa dell’Esecutivo comunitario, oggi a Bruxelles, ha però reinquadrato la vicenda, sostanzialmente smentendo le interpretazioni di stampa, basate sulle reazioni cinesi, sul fatto che si fosse già di fronte a un accordo.

Gill, tuttavia, non ha escluso che proprio a questo risultato, ovvero una sorta di intesa con gli importatori sostitutiva dei dazi, si possa arrivare, alla fine, se proseguirà positivamente la collaborazione avviata in questo settore con le autorità di Pechino e verranno restaurate le condizioni di concorrenza equa (“level playing field”).

Il portavoce ha precisato, innanzitutto, che il “vademecum” della Commissione pubblicato oggi, e indirizzato al Ministero del Commercio cinese, fa seguito all’unico impegno di prezzo, per un solo modello di auto elettrica, che è stato presentato in dicembre da un importatore dalla Cina.

“Sia chiaro: questo documento – ha detto Gill – fornisce solo indicazioni, niente di più. Ricordo che all’inizio di dicembre scorso la Commissione ha avviato un’indagine di riesame intermedio per valutare un’offerta di impegno sui prezzi e, pertanto, abbiamo ritenuto che fosse giunto il momento di pubblicare queste ulteriori indicazioni, in modo che eventuali ulteriori offerte di impegno abbiano un quadro molto chiaro entro cui devono essere strutturate. Quindi, ripeto, questo è un documento di orientamento, niente di più”.

“Ci siamo confrontati con il Ministero del Commercio cinese su questa questione e continueremo a farlo”, ha continuato il portavoce. Che poi ha spiegato: “Abbiamo detto fin dall’inizio, come Commissione europea, come autorità investigativa in questo caso, che siamo disposti a valutare alternative ai dazi anti-sovvenzioni che abbiamo istituito. Ricordo che abbiamo istituito tali dazi perché, dopo un’indagine scrupolosa e dettagliata, abbiamo scoperto che i veicoli elettrici a batteria cinesi destinati all’esportazione nell’Ue beneficiavano di una serie di sussidi ingiusti e, secondo la normativa Wto, illegali. Pertanto, abbiamo concluso la nostra indagine, istituendo i sussidi per ripristinare la parità di condizioni (‘level playing field’, ndr), niente di più. Questo è ciò che cerchiamo: equità e parità di condizioni”.

“Il mercato europeo – ha aggiunto Gill – è aperto ai veicoli elettrici provenienti da tutto il mondo, a condizione che siano arrivati qui in base a quelle condizioni di parità. All’inizio di dicembre scorso, abbiamo ricevuto un’offerta, un’offerta da un’azienda su un modello specifico per un impegno sul prezzo”, e quest’offerta “la stiamo valutando ora. Siamo disposti a valutare anche altre offerte, come abbiamo sempre detto. Il documento che abbiamo fornito oggi fornisce indicazioni su come ciò dovrebbe avvenire. Ma per riassumere il significato di queste indicazioni”, gli importatori, ha puntualizzato il portavoce, “devono affrontare adeguatamente il vantaggio competitivo sleale conferito ai veicoli elettrici cinesi esportati nell’Ue, e devono dimostrare che ciò può essere fattibile. Se queste condizioni sono soddisfatte, allora possiamo valutare seriamente gli impegni sul prezzo”. Ma per ora “stiamo parlando di questa questione specifica. Abbiamo emanato delle linee guida specifiche, e questo è tutto”.

Insomma, ha ribadito Gill replicando alle insistenze dei giornalisti “abbiamo pubblicato queste linee guida perché a dicembre è arrivata la prima offerta significativa di un impegno sui prezzi” che, “per essere chiari, riguarda un solo modello. Si tratta quindi di una parte piuttosto ristretta della gamma complessiva di esportazioni di veicoli elettrici a batteria dalla Cina all’Ue. Ma ciò nonostante, è la prima offerta di impegno significativa che abbiamo ricevuto. Quindi è assolutamente positiva. Ora la stiamo valutando, la stiamo analizzando per valutarne i meriti”.

Ora, ha chiarito il portavoce, “abbiamo deciso di pubblicare queste linee guida aggiuntive più dettagliate nel caso in cui dovessero arrivare altre offerte. Finora non ne sono arrivate. Se arriveranno, saremo lieti di esaminarle, di valutarle in dettaglio. E se soddisfano i requisiti che ho menzionato, allora sì – ha ammesso Gill -, potrebbero potenzialmente sostituire i dazi anti-sovvenzioni che abbiamo introdotto a seguito della nostra indagine dettagliata e basata sui fatti. Ma – ha concluso il portavoce rivolto ai giornalisti – calmiamoci un poco: per ora si tratta di linee guida, niente di più”.

Venezuela, Machado chiede al Papa di intercedere per i prigionieri

Roma, 12 gen. (askanews) – La leader dell’opposizione venzuelana Maria Corina Machado ha chiesto a Papa Leone XIV di intervenire per la liberazione dei prigionieri politici e per favorire una transizione democratica a Caracas. Lo rende noto una nota.

L’incontro si è svolto oggi in Vaticano, dove il Pontefice ha ricevuto in udienza privata la premio Nobel per la Pace 2025. Nel corso del colloquio, Machado ha sollecitato un impegno della Santa Sede per la liberazione di oltre mille detenuti politici e per l’avvio senza ritardi del processo di transizione alla democrazia nel Paese sudamericano. “Oggi ho avuto la benedizione e l’onore di poter incontrare Sua Santità e di esprimergli il nostro ringraziamento per l’attenzione che dedica a quanto accade nel nostro Paese. Gli ho anche trasmesso la forza del popolo venezuelano, che resta saldo e in preghiera per la libertà del Venezuela, e gli ho chiesto di intercedere per tutti i venezuelani che restano sequestrati e scomparsi”, ha dichiarato Machado.

Machado ha parlato anche della dimensione spirituale della lotta portata avanti per anni dai venezuelani, affermando che, grazie all’accompagnamento della Chiesa e a quella che ha definito una pressione senza precedenti del governo degli Stati uniti, la sconfitta del “male” nel Paese sarebbe ora più vicina.

Dopo l’incontro con il Papa, Machado ha avuto anche un colloquio con Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede ed ex nunzio apostolico in Venezuela tra il 2009 e il 2013.

Lavoro, l’Inail: nei primi 11 mesi del 2025 infortuni +1,5%, decessi +1%

Roma, 12 gen. (askanews) – Nei primi 11 mesi del 2025 le denunce di infortunio pervenute complessivamente all’Inail, comprese quelle relative a studenti, sono state 550.948 in aumento dell’1,5% rispetto alle 543.039 di gennaio-novembre 2024. I casi mortali denunciati sono stati rispettivamente 1.010 contro 1.000, in aumento dell’1%.

Il confronto con i primi undici mesi del 2024 evidenzia per la modalità in occasione di lavoro un aumento degli infortuni (+0,4%) e dei decessi (+1%); per la componente in itinere si registra un incremento delle denunce di infortunio (+3%) e dei casi mortali (+3,4%). Tenuto conto dei dati sul mercato del lavoro rilevati mensilmente dall’Istat nei vari anni, con ultimo aggiornamento novembre 2025, e rapportato il numero degli infortuni denunciati in occasione di lavoro (al netto degli studenti) a quello degli occupati (dati provvisori), si evidenzia un’incidenza infortunistica che passa dalle 1.848 denunce di infortunio in occasione di lavoro ogni 100mila occupati Istat di novembre 2019 alle 1.594 del 2025, con un calo del 13,7%. Rispetto a novembre 2024 la riduzione è dello 0,4% (da 1.600 a 1.594). In aumento del 10,6% le patologie di origine professionale denunciate, pari a 90.288. Le denunce di infortunio in occasione di lavoro (al netto degli studenti) presentate all’Inail nei primi 11 mesi del 2025 sono state 385.435, in aumento dello 0,4% rispetto alle 384.027 del pari periodo 2024; in riduzione dell’1,9% rispetto al 2023; del 24,9% sul 2022; del 2,8% sul 2021; del 6,8% sul 2020; del 9,7% sul 2019, anno che precede la crisi pandemica. L’incidenza delle denunce di infortunio in occasione di lavoro sul totale delle denunce presentate (al netto degli studenti) è passata dall’82,6% del 2019 all’80,8% del 2025 (è stata dell’81,2% nel 2024). L’aumento delle denunce di infortunio che emerge dal confronto tra il 2024 e il 2025 è legata solo alla componente femminile, che registra un +2% (da 121.535 a 123.919 casi) contro un -0,4% di quella maschile (da 262.492 a 261.516). In flessione le denunce dei lavoratori italiani (-0,6%) al contrario di quelle degli stranieri (+3,5%). L’incidenza delle denunce di infortunio mortale in occasione di lavoro sul totale dei decessi denunciati (al netto degli studenti) è rimasta stabile al 72,8% nel 2019 e nel 2025 (è stata del 73,2% nel 2024). L’aumento rilevato nel confronto dei periodi gennaio-novembre 2024 e 2025 è legato solo alla componente maschile, le cui denunce mortali in occasione di lavoro sono passate da 678 a 693, in calo quella femminile (da 44 a 36). Aumentano le denunce dei lavoratori stranieri (da 164 a 171), stabili quelle degli italiani (558 in entrambi i periodi).

Gli infortuni in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro (al netto degli studenti), denunciati all’Inail entro il mese di novembre 2025 sono stati 91.463, in aumento del 3% rispetto agli 88.806 del 2024; del 6,8% rispetto al 2023; del 12,8% sul 2022; del 30,7% sul 2021; del 63,2% sul 2020; dell’1,6% rispetto al 2019. L’incremento delle denunce di infortunio che emerge dal confronto tra il 2024 e il 2025 è legata sia alla componente femminile, che registra un +3,4% (da 42.484 a 43.943 casi) che a quella maschile con un +2,6% (da 46.322 a 47.520). Aumentano le denunce dei lavoratori stranieri (+6,1%) e quelle degli italiani (+2,2%). Le denunce di infortuni in itinere con esito mortale (al netto degli studenti), pur nella provvisorietà dei numeri, sono state 273, nove in più rispetto al 2024 (264). L’incidenza di questa tipologia di denunce sul complesso degli infortuni mortali (al netto degli studenti) è rimasta stabile al 27,2% nel 2019 e nel 2025 (è stata del 26,8% nel 2024). Le denunce mortali in itinere delle lavoratrici sono aumentate da 28 a 44; quelle dei lavoratori sono scese da 236 a 229. In crescita le denunce dei lavoratori stranieri (da 44 a 62), in calo quelle degli italiani (da 220 a 211).

Le denunce di infortunio degli studenti di ogni ordine e grado presentate all’Inail sono state 74.050, in aumento del 5,5% rispetto alle 70.206 del 2024. Delle oltre 74mila denunce di infortunio, 1.741 hanno riguardato studenti coinvolti nei percorsi di formazione scuola-lavoro, in riduzione del 7,2% rispetto al 2024. L’incidenza degli infortuni occorsi a studenti rappresenta il 13,4% del totale delle denunce registrate nel 2025. Il 42% interessa le studentesse (+5,7% l’incremento tra il 2024 e il 2025), il 58% gli studenti (+5,3%). Tre infortuni su quattro riguardano studenti under 15 anni, un quarto quelli dai 15 anni in poi. I casi mortali sono stati 8 contro i 14 del 2024.

Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nei primi 11 mesi sono state 90.288 (8.617 in più rispetto allo stesso periodo del 2024 in aumento del 10,6%). La crescita è del 34,6% sul 2023; del 62% sul 2022; del 77,7% sul 2021; del 120,6% sul 2020; del 59,6% sul 2019.

Tornatore lavora a un film su Giannini, fondatore Bank of America

Roma, 12 gen. (askanews) – Rai Cinema e Kavac Film annunciano il nuovo film del Premio Oscar Giuseppe Tornatore, The first dollar (Il primo dollaro) dedicato alla figura di Amadeo Peter Giannini, fondatore della Bank of Italy – poi divenuta Bank of America – e protagonista di una delle storie più straordinarie del Novecento.

Il regista Giuseppe Tornatore sta ultimando in queste settimane la scrittura della sceneggiatura, rende noto Rai Cinema in un comunicato, sottolineando che il film sarà girato interamente in inglese con un cast di attori italiani e internazionali.

Amadeo Peter Giannini, figlio di emigrati liguri, nato in California nel 1870, ha dimostrato come sia possibile costruire un’impresa destinata a cambiare la storia, restando fedeli a un’idea profondamente umana di progresso. Seppe rivoluzionare il sistema bancario mettendo il credito al servizio delle persone comuni: immigrati, lavoratori, donne, famiglie fino a quel momento escluse. Amava ripetere che non si può diventare mai così grandi da dimenticarsi della gente comune, un principio che ha guidato ogni sua scelta.

La sua vita attraversò diversi momenti simbolici della storia americana e mondiale: la ricostruzione di San Francisco dopo il terremoto del 1906, quando riaprì la banca tra le macerie per restituire fiducia a una città ferita; il sostegno decisivo alla nascita della grande industria cinematografica, finanziando opere di Charlie Chaplin, Walt Disney e Frank Capra; la costruzione del Golden Gate. Finanziò inoltre sia il New Deal che il piano Marshall e contribuì alla ricostruzione dell’Europa e dell’Italia nel secondo dopoguerra.

“Ho accolto con entusiasmo la proposta dei produttori di riprendere in mano un progetto a cui avevo lavorato qualche anno fa: la storia di Amadeo Peter Giannini, l’italiano che rivoluzionò il sistema bancario americano – ha commentato Tornatore – Una vicenda quasi leggendaria che sembra nata proprio per essere raccontata dal cinema. Sono felice di intraprendere questa nuova avventura al fianco di Simone Gattoni, Marco Bellocchio e Paolo Del Brocco”.

“Affidare questo racconto a Giuseppe Tornatore significa puntare su uno sguardo capace di unire memoria, emozione e respiro epico, restituendo la coerenza morale di un uomo che ha dimostrato come il successo economico possa andare di pari passo con la responsabilità sociale”, ha affermato Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema.

Per Simone Gattoni, produttore per Kavac Film, “portare in sala questa opera è un atto che contribuisce a conservare la memoria, ma che rappresenta anche un messaggio per il presente: la storia di un italo-americano che ha cambiato il mondo senza mai perdere di vista le persone, guardando a un capitalismo etico”.

The first dollar (Il primo dollaro), è un progetto di grande respiro, con la collaborazione del Centro Studi Amadeo Giannini, che ha già attratto l’attenzione e l’interesse di importanti società internazionali con le quali sono in corso approfondimenti.

L’Ue emana un vademecum per le case cinesi per evitare dazi sulle auto elettriche

Bruxelles, 12 gen. (askanews) – La Commissione europea ha pubblicato oggi un documento di orientamento (“Guidance”) sulla presentazione di offerte di impegno sui prezzi nel contesto dei dazi anti-sovvenzioni in vigore sui veicoli elettrici a batteria provenienti dalla Cina.

Il documento di orientamento fornisce agli esportatori di veicoli elettrici cinesi a batterie delle indicazioni generali su come presentare i loro impegni volontari per accettare un prezzo minimo all’importazione nell’Ue per evitare i dazi anti-sovvenzioni, garantendo condizioni di mercato più eque.

Le possibili offerte di impegno, oltre al prezzo minimo all’importazione, possono coprire anche altri aspetti, in particolare i canali di vendita, le compensazioni incrociate e gli investimenti futuri nell’Ue.

“Ogni offerta di impegno sui prezzi è soggetta agli stessi criteri giuridici e la Commissione europea condurrà ogni valutazione in modo obiettivo ed equo, nel rispetto del principio di non discriminazione e in conformità con le norme della Wto”, l’Organizzazione mondiale del Commercio, precisa l’Esecutivo europeo in una nota.

La Commissione europea aveva concluso il 29 ottobre 2024, un’inchiesta anti-sovvenzioni relativa alle importazioni di veicoli elettrici a batteria dalla Cina, accertando l’esistenza di sovvenzioni e da parte di Pechino e imponendo dei dazi compensativi definitivi compresi tra il 7,8% e il 35,3%.

“Parallelamente, e in uno spirito di dialogo, la Commissione e la Cina – riferisce la nota – hanno esplorato soluzioni alternative, compatibili con le norme della Wto, che sarebbero efficaci nell’affrontare i problemi individuati dall’indagine. La pubblicazione del documento di orientamento fa seguito alle discussioni tra la Commissione e il Ministero del Commercio cinese che hanno avuto luogo durante l’indagine”, spiega la nota di Bruxelles.

Groenlandia, cosa può fare (in teoria) l’Ue per difenderla da Trump

Roma, 12 gen. (askanews) – L’insistenza del presidente americano Donald Trump e della sua amministrazione sulla necessità per gli Stati Uniti di ottenere il controllo della Groenlandia, giustificate con ragioni di sicurezza nazionale, hanno aperto un nuovo fronte di tensione transatlantica.

Il territorio artico, geograficamente collocato nell’emisfero occidentale sui cui Trump rivendica il diritto di una zona di influenza esclusiva, è dotato di ampia autonomia, che ha prodotto una sorta di paradosso. Fa infatti parte del Regno di Danimarca, non dell’Unione europea (tecnicamente è territorio d’oltremare associato all’Ue, da cui riceve finanziamenti). La Groenlandia riceve finanziamenti dall’Ue per lo sviluppo sostenibile e ha firmato accordi che rafforzano la cooperazione con l’Ue.

Allo stesso tempo, tramite la Danimarca, che è anche Stato membro Ue, rientra nelle garanzie Nato. Una situazione che di fronte all’escalation verbale trumpiana pone Bruxelles e gli alleati europei in una posizione a dir poco delicata. Secondo diversi analisti, l’Europa dispone di margini di manovra, tuttavia non esiste una strategia univoca. Le opzioni in discussione spaziano dalla diplomazia alla deterrenza militare, oltre a strumenti economici e investimenti diretti. Finora, i leader europei hanno ribadito il principio di sovranità e il diritto della Groenlandia e della Danimarca a decidere del proprio futuro. Resta però aperta la questione centrale: come dissuadere concretamente l’amministrazione Trump da possibili mosse unilaterali.

Le “linee rosse” secondo il think tank Bruegel

In un’analisi pubblicata l’8 gennaio, il think tank Bruegel invita l’Unione europea a evitare tre errori commessi nei negoziati commerciali con Washington. Innanzitutto non bisogna sottovalutare le minacce di Trump. Il secondo è evitare concessioni sostanziali in cambio di promesse procedurali, come negoziati o consultazioni non vincolanti. Il terzo è non considerare nessun accordo come definitivo, data l’imprevedibilità dell’amministrazione Usa.

Secondo Bruegel, concessioni su temi come l’accesso statunitense alle risorse minerarie o l’espansione della presenza militare Usa sull’isola rischierebbero di alimentare addirittura ulteriori richieste.

Diplomazia e sicurezza artica

Sul piano diplomatico Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia hanno avviato contatti, mentre inviati danesi e groenlandesi intensificano il dialogo con il Congresso americano. Copenaghen vuole ribadire direttamente agli americani che l’accordo di difesa Usa-Danimarca del 1951, aggiornato nel 2004, consente già un’ampia presenza militare statunitense sull’isola.

In ambito Nato, secondo fonti diplomatiche, è allo studio un rafforzamento della sicurezza artica attraverso maggiori investimenti, nuove esercitazioni e il dispiegamento di mezzi, sul modello delle missioni “Baltic Sentry” ed “Eastern Sentry”. Questa mobilitazione aumentata sulla frontiera artica permetterebbe di affrontare le preoccupazioni di Washington senza mettere in discussione la sovranità danese e groenlandese.

Le leve economiche Ue

In teoria, l’Unione europea dispone di strumenti di pressione economica significativi. Tra questi figura l’anti-coercion instrument, il cosiddetto “bazooka commerciale”, che permetterebbe di colpire beni, servizi e investimenti statunitensi. Tuttavia, secondo molti osservatori l’effettiva credibilità di tale minaccia appare limitata, data la dipendenza europea da tecnologie e servizi Usa, oltre alla volontà di molti governi di preservare il sostegno americano sull’Ucraina. In sostanza, l’uso delle sanzioni viene considerato al momento un’ipotesi remota.

Investire sulla Groenlandia

Un’altra opzione riguarda il rafforzamento del legame economico tra Ue e Groenlandia. L’isola dipende in larga misura dai trasferimenti danesi, circa 4 miliardi di corone l’anno, che coprono una quota rilevante della spesa pubblica. Una bozza di proposta della Commissione europea, circolata nei mesi scorsi, suggerisce di raddoppiare l’impegno finanziario dell’Ue, affiancando il contributo di Copenaghen. L’obiettivo sarebbe offrire un’alternativa credibile alle promesse di investimenti miliardari avanzate da Trump.

L’ipotesi militare europea

La proposta più controversa è quella avanzata da Bruegel: attivare la capacità di dispiegamento rapido dell’Ue e inviare truppe europee in Groenlandia, previo accordo con Danimarca e autorità locali, come segnale politico di difesa dell’integrità territoriale. Secondo il recente report, una simile mossa renderebbe estremamente costosa, sul piano politico e simbolico, qualsiasi iniziativa militare statunitense.

Alcuni governi europei si sono detti pronti a valutare forme di deterrenza. Berlino ha parlato di un piano che includa una dimensione europea, mentre la Francia ha evocato in passato l’ipotesi di un proprio contingente. Secondo diversi analisti, un’azione del genere potrebbe incidere sui calcoli di Washington, senza arrivare a uno scontro armato diretto.

Bresh per la prima volta live in Europa: Parigi, Londra e Barcellona

Milano, 12 gen. (askanews) – Dopo un 2025 che l’ha consacrato come uno degli artisti più apprezzati, con la pubblicazione dell’album “Mediterraneo” (certificato Platino) e le incredibili date nei palasport del “Mediterraneo Tour”, Bresh è pronto a conquistare anche il 2026! Per la prima volta, infatti, sarà protagonista di 3 date in Europa: il 12 aprile al Café De La Danse a Parigi, il 14 aprile alla Scala di Londra e il 15 aprile al Razzmatazz di Barcellona. A luglio, invece, sarà il momento di Mare Mostrum: quattro imperdibili date al Porto Antico di Genova, che vedranno l’artista tornare a esibirsi live nella sua città. E dopo il già annunciato sold out delle prime due date (1° e 3 luglio), registra il tutto esaurito anche l’appuntamento previsto per il 4 luglio! I biglietti per la data del 5 luglio sono disponibili in prevendita su www.livenation.it.

RTL 102.5 è radio partner di Mare Nostrum.

L’album “Mediterraneo” (platino) è composto da 16 brani che vanno ad attingere da quell’immaginario legato al viaggio, al mare e alla Liguria che spesso torna nella scrittura e nella poetica di Bresh.

L’album, che vede Shune alla produzione e che arriva a tre anni di distanza da “ORO BLU” (doppio PLATINO), è disponibile nelle versioni Digitale, CD, LP (rosso e bianco) e doppio LP (blu + trasparente).

Le foto delle cover sono di Sam Gregg. L’artwork è di Marco Giacobbe e Matteo Bonato.

Crans Montana, 9 ricoverati al Niguarda sono ancora in condizioni critiche

Milano, 12 gen. (askanews) – “Questa mattina ho fatto un giro insieme ai due primari dei due reparti. Ci sono due o tre situazioni molto migliorate. Ci sono sicuramente due persone che probabilmente nei prossimi giorni trasferiremo in altri ospedali. C’è un ragazzo di questo gruppo di giovani che è quello che si trova sicuramente nelle condizioni migliori che si muove, si sposta, ma comunque ha bisogno di tutta una serie di medicazioni continue, quindi possiamo dire che è fuori pericolo, ma non possiamo certo dire che il problema è risolto. Poi gli altri nove sono particolarmente critici con diversi livelli di criticità”. Lo ha detto l’assesore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, a proposito dei 12 feriti del rogo di Capodanno a Crans Montana ricoverati all’ospedale milanese di Niguarda. “Sarà un periodo molto lungo che dovranno trascorrere in rianimazione e poi al centro ustioni. Non siamo pessimisti su nessuno di loro, ma la lotta è estremamente dura” ha aggiunto.

Per il titolare del locale di Crans-Montana 3 mesi di custodia cautelare

Roma, 12 gen. (askanews) – Il Tribunale delle misure coercitive del cantone Vallese ha ordinato la custodia cautelare per una durata iniziale di 3 mesi nei confronti di Jacques Moretti, il proprietario del Le Constellation a Crans Montana. È quanto si legge in un comunicato. Il locale nell’esclusiva stazione sciistica in Svizzera è stato teatro della strage di Capodanno, costata la vita ad almeno 40 persone sei delle quali di nazionalità italiana. Il Tribunale delle misure coercitive menziona l’esistenza di un rischio di fuga dell’imputato. La custodia cautelare potrà comunque essere revocata a determinate condizioni.

Il Tribunale ha precisato che sarà disposto a revocare la custodia cautelare “a fronte di varie misure richieste in via sussidiaria dal pubblico ministero, tra cui in particolare il versamento di cauzioni”. Il Tribunale ha infatti ritenuto che tali misure “appaiono adeguate a contrastare il rischio di fuga”.

Visto che “la determinazione delle cauzioni richiede un’istruttoria accurata, nel frattempo deve prevalere la privazione della libertà”, ha chiarito il comunicato. Il Tribunale ha ricordato che le cosiddette misure sostitutive “devono obbligatoriamente essere disposte in luogo della custodia cautelare”, se consentono di raggiungere lo stesso risultato della misura. Ha sottolineato inoltre che l’imputato è presunto innocente.

Papa Leone XIV ha ricevuto in Vaticano Maria Corina Machado

Roma, 12 gen. (askanews) – Papa Leone XIV ha ricevuto questa mattina in udienza in Vaticano la politica e attivista venezuelana María Corina Machado, Nobel per la Pace 2025. Lo riferisce il Bollettino Vaticano. Il Papa ha ricevuto anche in udienza Matteo Rossi e Lorenzo Bugli, Capitani Reggenti della Repubblica di San Marino e Seguito; mons. Mario Enrico Delpini, Arcivescovo Metropolita di Milano; Davide Prosperi, Presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione; il card. Rolandas Makrickas, Arciprete della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore; monsignor Jain Mendez, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l’Organizzazione Mondiale del Turismo; Philippe Lazzarini, Commissario Generale dell'”United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees” (UNRWA); Fr. Pascal Ahodegnon, Priore Generale dell’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio (Fatebenefratelli); membri della “Comissão Episcopal Pastoral para Ação Missionaria e Cooperação Intereclesial” (Brasile).

Nasce "VariAzione", nuovo concorso per cortometraggi di Women in Film

Roma, 12 gen. (askanews) – Dopo l’annuncio durante l’ultima edizione dell’evento “Cambiamo Copione! L’industria audiovisiva per una cultura libera dalla violenza di genere”, Women in Film, Television & Media Italia lancia “VariAzione”, un nuovo concorso dedicato ai cortometraggi e pensato come un’esperienza creativa e collettiva capace di incentivare il cambiamento culturale attraverso il linguaggio audiovisivo.

Per la prima edizione del concorso, il tema di azione scelto è “Guardare”, inteso come atto fisico, simbolico ed emotivo. Le persone partecipanti potranno esplorare liberamente il concetto in tutte le sue declinazioni – interiori, sociali, personali – attraverso qualsiasi genere (fiction, documentario, animazione) e tecnica espressiva. È ammesso anche l’uso dell’Intelligenza Artificiale, purché dichiarato in fase di iscrizione.

“VariAzione” vuole invitare le persone a confrontarsi su un tema di azione. Ogni partecipante è chiamato a interrogarsi su chi compie l’azione, in che modo, per quale motivo e con quali conseguenze. Obiettivo del concorso è la costruzione, anno dopo anno, di un’antologia di sguardi, capace di riflettere la molteplicità delle interpretazioni umane di una stessa azione.

In ogni edizione di “VariAzione” il tema di azione sarà identico per tutti, così come una serie di elementi obbligatori che dovranno comparire nei cortometraggi: una linea di dialogo, una location, un oggetto e un personaggio. Questi vincoli condivisi costituiscono la struttura comune entro cui sviluppare interpretazioni libere e personali.

La partecipazione al concorso è gratuita e aperta a tutte le persone. I cortometraggi dovranno essere inediti, con una durata compresa tra 3 e 6 minuti, titoli inclusi. Le iscrizioni sono aperte da oggi 12 gennaio fino al 31 Luglio 2026. La premiazione si terrà a novembre 2026, durante la quarta edizione di “Cambiamo Copione!”.

Le opere saranno valutate da una giuria composta da professioniste e professionisti di primo piano del settore audiovisivo e culturale, presieduta da Manuela Pincitore, Consigliera di WIFTMI, Creative Producer e Story Editor. La giuria sarà composta da: Viola Calia, Development Executive presso The Apartment; Ivan Cotroneo, scrittore, sceneggiatore e regista; Antonietta De Lillo, regista, sceneggiatrice e produttrice, socia fondatrice WIFTMI; Annamaria Granatello, Presidente e Direttrice del Premio Solinas; Carlo Griseri, giornalista e critico cinematografico, curatore di Cinemaitaliano.info; Stefania Memeo, Responsabile cinema, serie e fiction di RaiPlay; Francesca Staasch, regista, sceneggiatrice e docente presso NABA Nuova Accademia di Belle Arti.

L’iniziativa conta sulla media partnership con Rai Cinema Channel, che consentirà la pubblicazione dei cortometraggi premiati sulla sua piattaforma. Grazie alla collaborazione con LED Leader Esercenti Donne (programma di mentoring promosso da ANEC), i corti potranno beneficiare di una serata dedicata in una sala cinematografica romana.

Partner di diffusione dell’iniziativa sono il Premio Solinas e Marechiarofilm.

Per consultare il regolamento e scaricare il modulo di iscrizione basta collegarsi alla pagina dedicata al concorso sul sito www.wiftmitalia.it.

Venezuela, Meloni: gioia per Trentini e Burlò, la loro liberazione frutto di un lavoro discreto ma efficace

Roma, 12 gen. (askanews) – “Alberto Trentini e Mario Burlò sono liberi e torneranno a casa. È una notizia che ci riempie di gioia che si somma alla felicità che abbiamo provato nelle scorse ore per la liberazione di altri nostri connazionali. Trentini e Burlò riabbracceranno presto le loro famiglie che in questi mesi hanno sofferto molto a cui ovviamente rinnoviamo il nostro affetto”. Lo dice la premier Giorgia Meloni in un videomessaggio.

“Questo risultato – prosegue – è il frutto del lavoro discreto ma efficace portato avanti in questi mesi non solo dal governo ma dalla rete diplomatica, dall’intelligence. E io voglio ringraziare tutti i servitori dello Stato che a vario livello hanno dato il loro contributo per raggiungere questo obiettivo”. “Continueremo a lavorare senza sosta – conclude Meloni – affinché la costruttiva collaborazione instaurata con le autorità di Caracas possa produrre ulteriori sviluppi positivi e allo stesso modo l’Italia non si stancherà di sostenere il legittimo desiderio del popolo venezuelano di libertà, pace e democrazia”.