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Festival del Podcasting, “Multiformat: dall’audio al video ai social”

Milano, 2 ott. (askanews) – Alla decima edizione del Festival del Podcasting, dove Askanews è media partner, si parla anche dell’evoluzione di questa forma comunicativa: l’audio permette all’utente il multitasking, cioè fare altre cose mentre ascolta, ma oggi il podcast si declina in molti format, includendo il video e i contenuti social. Lo spiega Megan Davies, direttrice generale internazionale di Acast, la più grande azienda indipendente di podcast al mondo: “Ci sono momenti in cui siamo senza schermo, se sto cucinando o guidando la macchina, ma il pubblico cambia fluidamente fra audio e video, magari ascolta ma se l’host dice qualcosa che attira l’attenzione magari ci torna dopo per guardare la versione video”.

“Oggi vediamo che il podcast è un po’ tutto – prosegue Davies – il pubblico ha già deciso e non gli importa del formato, la decisione dipende dal momento, dal mindset di chi ascolta, dall’occasione e questo è un buon modo anche di far crescere il pubblico dei podcast: su YouTube, Spotify, social media e anche ancora in audio”.

Vela, J/70 Cup e Campionato italiano chiudono la stagione a Porto Cervo

Roma, 2 ott. (askanews) – A conclusione di una stagione sportiva intensa e ricca di eventi, lo Yacht Club Costa Smeralda accoglie la flotta J/70 per l’ultimo appuntamento del calendario sportivo 2026. Dal 2 al 4 ottobre, le acque di Porto Cervo ospiteranno infatti la tappa conclusiva della J/70 Cup, valida anche come Campionato Italiano della classe, organizzata dallo YCCS in collaborazione con la J/70 Italian Class. L’evento segna il ritorno della classe J/70 a Porto Cervo, dove nel 2017 si è disputato un partecipatissimo Campionato Mondiale, con oltre 160 equipaggi provenienti da tutto il mondo. Sono diciassette gli equipaggi provenienti da sette nazioni che si presenteranno sulla linea di partenza in Costa Smeralda. Tra i protagonisti attesi figurano J-Curve del socio YCCS Mauro Roversi, leader della classifica generale del circuito, Tenzor Team di Andrey Pushkin, vincitore della tappa di Lerici, il campione italiano in carica Cyclone di Yann Ingliesi, T-One di Manfredo Toninelli, Swish di Steven Proud e Jeniale CAIM di Massimo Rama, attualmente seconda nella classifica Corinthian. All’evento prende parte anche un secondo team dello YCCS, composto quasi interamente da under 25, che vede a bordo Cesare Barabino, atleta del programma Young Azzurra, alla tattica e alla randa.

Durante le 3 giornate di regate a bastone – che si svolgeranno sullo specchio d’acqua antistante Porto Cervo – sarà possibile disputare fino ad un massimo totale di 8 prove. A seguito della quinta prova entrerà uno scarto che consentirà ai team di non conteggiare il risultato peggiore della serie. Il segnale di avviso della prima prova è previsto domani, 2 ottobre, alle ore 13:00 dando il via a un fine settimana di competizioni in mare. Le previsioni meteo anticipano vento proveniente dai quadranti orientali tra gli 8-10 nodi, con raffiche fino a 15.

Formula1, Vasseur: "Alla Ferrari servono stabilità e serenità"

Roma, 2 ott. (askanews) – “Stabilità, serenità e unità”. Sono le parole scelte da Fred Vasseur per descrivere la situazione della Ferrari e rispondere alle voci sul suo futuro. Il team principal del Cavallino, nella conferenza stampa Fia a Sepang, ha ribadito la necessità di riportare il focus sul lavoro della squadra dopo i giorni di indiscrezioni e il comunicato di sostegno diffuso da Maranello. “Quando vedi il rumore e tutte le voci sulla stampa durante la settimana, penso che come squadra dobbiamo lavorare in serenità”, ha spiegato Vasseur, sottolineando che “la grande questione che abbiamo oggi è la stabilità, la serenità all’interno del team, il focus che dobbiamo avere”.

Vasseur ha detto di aspettarsi la pressione legata al suo ruolo, ma ha difeso gli uomini della Ferrari dalle critiche personali. “Quando assumi questo ruolo, conosci i lati positivi e negativi del lavoro. Mi aspettavo qualcosa del genere”, ha detto. “Quando vinciamo, vinciamo come squadra, ma quando siamo in difficoltà, sono lì per difenderli tutti”. Il team principal ha poi richiamato all’unità anche dopo le recenti parole di Lewis Hamilton sulla leadership tecnica: “Penso che sarebbe un errore puntare il dito contro qualcuno o qualcosa. Nei momenti buoni vinciamo come squadra, in quelli difficili soffriamo come squadra. Sarebbe un enorme errore iniziare a non essere uniti”.

Il manager francese ha quindi escluso tensioni con i vertici della Ferrari. “Sinceramente, il rapporto che ho con i miei capi, Benedetto e John, è ottimo. Siamo in contatto quotidiano e non posso assolutamente lamentarmi dell’organizzazione”, ha detto riferendosi all’amministratore delegato Benedetto Vigna e al presidente John Elkann. La volontà di rafforzare la struttura tecnica, ha aggiunto, non rappresenta un segnale di insoddisfazione: “Vuoi sempre di più, vuoi fare di più, vuoi reclutare di più. Ma questo vale per me e per tutti sulla griglia”.

Sul piano sportivo, Vasseur ha ammesso le difficoltà delle ultime gare e indicato nel degrado degli pneumatici uno dei temi centrali del weekend di Sepang. “Stiamo faticando nelle ultime gare, ma speriamo di tornare presto con gli sviluppi e ritrovare il passo”, ha spiegato. Dopo il fine settimana complicato di Baku, in Malesia “sarà una storia completamente diversa, dominata dal degrado”, con la necessità di concentrarsi “molto di più sul passo gara”. L’obiettivo della Ferrari, ha concluso, resta quello dichiarato dall’inizio della stagione: “Vogliamo ottenere di più, vogliamo vincere di più, vogliamo vincere il campionato”.

Spazi da non perdere, Palazzo Amati a Taranto

Roma, 2 ott. (askanews) – Nel cuore della Città Vecchia di Taranto, c’è una targa all’ingresso di Palazzo Amati che riassume lo spirito di una nuova stagione: “Qui si costruisce il futuro insieme con il sud”. L’edificio storico, a lungo rimasto inutilizzato, apre ufficialmente una nuova pagina con l’avvio del progetto “Ketos – Centro Euromediterraneo del Mare e dei Cetacei”.

L’iniziativa, promossa dal Comune di Taranto e dalla Fondazione con il Sud, vede la Jonian Dolphin Conservation nel ruolo di capofila alla guida di una rete composta da 15 partner del territorio e del Terzo Settore. L’obiettivo è ambizioso: consolidare un ecosistema permanente in cui ricerca scientifica, formazione, tutela dell’ambiente e coesione sociale si intrecciano per offrire nuove opportunità di sviluppo sostenibile.

Con l’allestimento del primo piano e l’imminente ristrutturazione del secondo, Palazzo Amati si propone come un punto di riferimento per l’intero bacino del Mediterraneo. Il centro ospiterà percorsi museali interattivi, attività di divulgazione e progetti di citizen science, affiancati da aree di coworking, residenze di studio ed eventi dedicati alla Blue Economy.

Tra gli snodi centrali del programma figura anche il supporto al San Paolo Dolphin Refuge, la struttura pensata per diventare il primo rifugio permanente del Mediterraneo destinato all’accoglienza di cetacei provenienti da contesti di cattività.

Accanto alla valenza scientifica, il progetto punta sulla dimensione comunitaria e sull’inclusione. Attraverso percorsi educativi e spazi d’aggregazione rivolti a studenti, giovani e persone in condizioni di fragilità, Ketos mira a rafforzare il tessuto sociale dell’Isola Madre, facendo della tutela del mare e del patrimonio culturale una leva concreta di crescita, cittadinanza attiva e riscatto territoriale.

Centrosinistra, Schlein alza la voce: uno non vale uno, abbiamo il doppio dei voti

Roma, 2 ott. (askanews) – Elly Schlein stavolta alza i toni, una reazione insolita da parte della leader Pd da sempre convinta che gli elettori di centrosinistra siano stufi di polemiche politiciste e risse tra alleati. La segretaria si presenta in direzione consapevole che il clima si è fatto pesante, che in vista delle elezioni il gioco si fa duro, e stavolta sceglie di replicare con durezza a Giuseppe Conte, il leader M5s che da settimane la punzecchia e la sfida su temi divisivi come l’Ucraina. “Voglio essere chiara”, ripete più volte e quasi sempre è rivolta all’alleato-rivale.

Innanzitutto ribatte alla frecciata sul Pd che ancora non sarebbe pronto a discutere del programma: “Leggo sui giornali ricostruzioni fantasiose, vorrei chiarie un punto: noi siamo pronti. Possiamo partire anche subito. Basta che siamo tutti e basta che non partiamo da soli”. La leader Pd non cita esplicitamente i veti M5s contro Matteo Renzi ma afferma: “Mi spiego meglio: il programma va affinato insieme a tutta l’alleanza progressista che già governa insieme nei territori”. Un’alleanza che, appunto, va da M5s fino ai centristi.

Non solo, di lavorare al programma “è ciò che io ho proposto agli alleati a novembre dell’anno scorso, 2025, dopo le regionali”. Se ancora non è partito un tavolo è perché “legittimamente c’è chi ha annunciato un proprio percorso (cioè Conte, ndr) che si è concluso solo a settembre di quest’anno”. Quindi, quello che è stato vissuto come l’ultimo ‘sgarbo’, il rilancio dell’ipotesi di un “terzo nome” fatto ieri dal leader M5s: “Vorrei esser ancora più chiara: in qualsiasi altro paese europeo non ci sarebbe stata questa discussione, perché è normale che guidi il partito che prende un voto in più. Non è egemonia, è democrazia”. I Cinque stelle non lo accettano, però, e allora “se c’è qualcuno che non riconosce questo principio democratico noi siamo disponibili e pronti anche alle primarie”. E le primarie “le faremo e le vinceremo insieme”, assicura, replicando ai tanti nel Pd che temono invece una sconfitta nei gazebo.

La leader Pd quindi ricorda a tutti – agli alleati come ai compagni di partito – che è in gioco la vittoria alle politiche e che nel 2022 Giorgia Meloni vinse solo per le divisioni del fronte progressista: “Abbiamo davanti mesi che decideranno il futuro non solo dell’Italia ma dell’Europa e abbiamo il dovere di affrontarli con senso di responsabilità, con serietà e quell’unità che abbiamo costruito insieme”. Dunque, ripete con una frase che è al tempo stesso una promessa e un avvertimento, “non faremo mai più alla destra il favore di dividerci, questo è un impegno chiaro che prendiamo con i nostri elettori. Nel 2022 le forze di alternativa si sono presentate divise, consegnarono così una maggioranza parlamentare a chi nel paese era minoranza”. Ovviamente, precisa, non basta costruire un “cartello elettorale”, ma “un’alleanza strategica”, “un progetto che esprime una visione programmatica di valori”.

E a proposito di valori, sull’Ucraina non ci si può limitare a ribadire ciascuno le proprie posizioni senza se e senza ma. “In politica estera è molto più quello che ci ha visto uniti con le altre forze di opposizione che quello che ancora ci divide”. E i temi su cui ancora non c’è intesa li “affronteremo e sono sicura che troveremo una sintesi alta”. Nello specifico, “abbiamo sempre sostenuto e continueremo a sostenere il popolo ucraino che subisce un’aggressione criminale da parte della Russia e siamo convinti che l’Europa debba rendere più chiaro il proprio impegno per una soluzione diplomatica e negoziale”.

Quindi, l’allarme finale sugli “attacchi” contro il Pd da “una parte dell’establishment” che non vuole un leader progressista a palazzo Chigi e preferirebbe le larghe intese. Parla di un “progetto costante di delegittimazione” del Pd, denuncia che “c’è qualcuno che tifa il pareggio e che pensa sempre che sarebbero meglio le larghe intese e allora forse sarebbe meglio un leader disponibile alle larghe intese. Ecco, mi dispiace deludervi, ma l’impegno che abbiamo preso con i nostri elettori è chiaro: noi andremo al governo solo vincendo le elezioni con la nostra alleanza progressista, che vi piaccia o non vi piaccia”.

Il Pd continuerà ad essere testardamente unitario, ma c’è un limite a tutto: “Generosi sì, ingenui no”. Perché al tavolo del programma non è vero che “uno vale uno” perché “siamo saldamente il primo partito di opposizione: ce lo siamo guadagnati con la fatica, con il sudore, con l’impegno a convincere le persone, una per una. Persone che ci hanno consegnato il doppio dei voti delle altre forze”.

Presidenziali in Brasile, domenica si vota: Lula è davanti a Bolsonaro

Roma, 2 ott. (askanews) – Lula per la conferma o Bolsonaro Junior per dare seguito alla presidenza del padre, Jair Bolsonaro. La contesa elettorale al primo turno delle presidenziali in Brasile vedrà, presumibilmente, il passaggio al secondo turno dei due principali candidati alla presidenza, con poca speranza per gli altri.

Domenica 4 ottobre in Brasile si voterà per il primo turno delle elezioni presidenziali. Il voto nel gigante sudamericano è molto atteso, tanto che il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che osserverà le elezioni “molto da vicino”. Funzionari francesi e tedeschi sono volati in Brasile per avere informazioni in merito a possibili interferenze statunitensi sul processo elettorale.

La tensione in vista del voto di domenica in Brasile è alta. L’ultimo dibattito pubblico prima delle elezioni di questa domenica, infatti, è stato annullato, ha riferito l’emittente brasiliana Globo Tv. L’attuale presidente, e candidato in vantaggio secondo i sondaggi, Luiz Inacio Lula da Silva, ha deciso di non partecipare all’evento, proseguendo nella sua strategia politica di evitare un confronto diretto con il suo principale avversario, Flavio Bolsonaro.

Lula, giustificando la propria decisione, ha ribadito la propria strategia politica. “Non si può mettere a dibattere qualcuno che ha il 49% (nei sondaggi, ndr) con qualcuno che ha l’1%”, ha detto il presidente brasiliano. Dopo aver appreso la decisione dell’attuale presidente, anche Bolsonaro ha deciso di disertare l’appuntamento televisivo. Decisione che ha indotto, in seguito, l’emittente brasiliana ad annullare l’evento. “Il mio unico avversario in questa campagna elettorale è Lula”, ha sostenuto Bolsonaro. “È lui quello con cui voglio confrontarmi in un dibattito”, ha specificato il principale contendente del presidente brasiliano.

Secondo quanto riferito dal comunicato della televisione brasiliana, Globo Tv ha annullato il dibattito dopo aver ricevuto all’ultimo minuto delle sentenze del tribunale che hanno modificato le regole del dibattito precedentemente concordate, comprese le restrizioni sul riferimento ai candidati assenti.

“Lula e Bolsonaro verrebbero massacrati dagli altri candidati. Non c’è più un vero dibattito su idee e progetti. È una rissa, c’è mancanza di rispetto”, ha dichiarato Carlos Melo, professore di scienze politiche all’università Insper di San Paolo, all’Associated Press. “Bolsonaro ha provocato Lula per convincerlo ad andare al dibattito, dove si sarebbe trovato in quattro contro di lui. Alla fine, Bolsonaro ha capito che anche per lui poteva essere un male”, ha specificato il professore brasiliano, aggiungendo che “partecipare ai dibattiti è diventato parte di un calcolo in Brasile. Per chi ha maggiori possibilità di arrivare al ballottaggio, mancare un dibattito importante significa evitare di inciampare e perdere terreno”.

I sondaggisti prevedono un testa a testa tra i due principali candidati: Lula per il centro-sinistra e Bolsonaro per il centro-destra. In uno scenario di primo turno, secondo un sondaggio Datafolha ripreso da Globo, Lula otterrebbe il 42% dei voti, seguito da Bolsonaro (38%), Augusto Cury (4%), Ronaldo Caiado e Renan Santos al 3%.

Lo stesso sondaggio, ipotizzando un possibile testa a testa tra Lula e Bolsonaro, riferisce che l’attuale presidente brasiliano potrebbe guadagnarsi il suo quarto mandato non consecutivo, risultando in vantaggio 48% a 45% su Bolsonaro al secondo turno.

Durante tutta la campagna elettorale, Lula ha messo in guardia contro le interferenze straniere nelle elezioni, compresi i nuovi dazi imposti da Washington. La sua presidenza è stata caratterizzata da tensioni con Trump, la cui amministrazione ha introdotto una serie di dazi sui prodotti brasiliani. Il rapporto teso e in continua evoluzione di Lula con Trump contrasta nettamente con quello della famiglia Bolsonaro, che ha cercato di ingraziarsi il presidente statunitense con visite alla Casa Bianca. Proprio per questo, il presidente Trump ha sottolineato che osserverà le prossime elezioni “molto da vicino”.

“Il Brasile è un Paese molto importante. Il popolo brasiliano è fantastico. Queste elezioni sono molto importanti”, ha dichiarato giovedì Trump prima di recarsi in Texas e Oklahoma, senza esprimere però il proprio sostegno ad alcun candidato.

“Lula ritiene che, dato il buon rapporto con la Cina, soprattutto in ambito commerciale, mantenere questa indipendenza (dagli Stati Uniti, ndr) sia cruciale”, ha affermato a Reuters Leonardo Barreto, cofondatore della società di consulenza Think Policy, aggiungendo che il clan Bolsonaro ha sfruttato i propri legami con Washington per riequilibrare il campo di gioco elettorale. Secondo Barreto, i Bolsonaro “percepiscono gli americani come una sorta di polizza assicurativa, nel senso che, in caso di problemi, gli americani sarebbero pronti a intervenire”.

L’attenzione di Washington sulle elezioni brasiliane è stata al centro di una visita in Brasile di una delegazione francese e tedesca, durante la quale funzionari dell’intelligence brasiliana hanno informato i rappresentanti europei sulle presunte interferenze statunitensi e russe in vista delle elezioni, secondo fonti e documenti visionati da Reuters.

Stando al resoconto degli incontri redatto da uno dei partecipanti, i funzionari dell’ABIN, l’agenzia di intelligence brasiliana, “hanno confermato l’esistenza di interferenze sia da parte degli Stati Uniti sia della Russia”. Secondo il resoconto, i funzionari dell’ABIN hanno affermato che la presunta interferenza statunitense spaziava “dalla guerra legale all’interferenza apertamente riconosciuta”. Non hanno invece fornito dettagli sulla presunta interferenza russa.

Le elezioni di domenica, tuttavia, non vedranno solamente il primo turno presidenziale, ma il popolo brasiliano dovrà anche scegliere alcuni governatori, l’intera Camera dei Deputati e le assemblee legislative statali. Oltre ad esprimere due voti separati per il Senato, dato che i due terzi di quest’ultima camera dovranno essere rinnovati. Questo intreccio elettorale, secondo quanto espresso dalla ricercatrice Mariana Llanos, determinerà “non solo chi occuperà la presidenza, ma anche la composizione delle istituzioni con cui il prossimo presidente governerà”. “Il Congresso è sempre stato frammentato. In parte, ciò riflette il sistema elettorale brasiliano: mentre la presidenza è una competizione unica a livello nazionale, i deputati vengono eletti con un sistema proporzionale in collegi statali, dove molti partiti si contendono i seggi. La politica parlamentare è strutturata attorno a una gamma molto più ampia di partiti e interessi regionali. Ciò significa che, mentre le elezioni presidenziali potrebbero essere fortemente polarizzate tra il Partito dei Lavoratori (PT) di Lula e il Partito Liberale (PL) di Bolsonaro, il governo dopo le elezioni si svolgerà in un’arena politica molto più frammentata e caratterizzata da negoziati”, ha spiegato la ricercatrice.

Le elezioni generali brasiliane di domenica si terranno dalle 8 (le 13 in Italia) alle 17 (le 22 italiane) ora locale.

Formula1, Leclerc davanti nelle seconde libere a Sepang

Roma, 2 ott. (askanews) – Charles Leclerc chiude al comando le seconde prove libere del Gran Premio del Bahrain disputate a Sepang, in Malesia, sessione che ha fornito indicazioni più interessanti rispetto alle prime libere, pur in condizioni ancora difficili da decifrare. Il ferrarista ha fermato il cronometro in 1’37″528, precedendo la Red Bull di Isack Hadjar e la McLaren di Lando Norris. Quarto Max Verstappen, autore del miglior tempo nelle FP1, davanti all’altra Ferrari di Lewis Hamilton. Settima la Mercedes di George Russell, ottava quella del leader del Mondiale Kimi Antonelli.

Nella prima sessione era stato infatti Verstappen a dettare il ritmo in 1’37″520, davanti a Russell e Hadjar. Quarto Leclerc, quinto Antonelli e sesto Hamilton, mentre le McLaren di Oscar Piastri e Norris erano rimaste attardate, rispettivamente undicesima e dodicesima. Una situazione resa poco indicativa dalla pista molto sporca e dalla scarsa aderenza, condizioni che hanno condizionato il lavoro di tutte le squadre.

Nelle FP2 la Ferrari ha mostrato un passo più consistente, con Leclerc capace di portarsi davanti nella simulazione di qualifica. Hamilton ha chiuso quinto in 1’38″577, mentre Antonelli si è fermato all’ottavo posto. Per la Mercedes è stata una giornata dedicata anche alla valutazione degli importanti aggiornamenti portati a Sepang, con una W17 profondamente rivista nella gestione dei flussi e nel fondo.

La McLaren ha invece mostrato segnali diversi rispetto alle FP1: Norris è salito fino al terzo posto, mentre Piastri ha chiuso più indietro dopo essere stato tra i primi nelle fasi iniziali della sessione. Il lavoro delle monoposto è stato condizionato anche dal meteo, con un’elevata possibilità di pioggia e una pista che ha continuato a offrire poco grip. Nel finale si è fermata l’Audi di Gabriel Bortoleto, provocando una fase di neutralizzazione.

Particolare attenzione è stata dedicata anche al passo gara: Verstappen ha completato diversi giri con gomma media, mentre Ferrari ha iniziato la propria simulazione di gara nella parte conclusiva della sessione. I tempi sul passo sono apparsi comunque difficili da confrontare, considerando i diversi programmi seguiti dai team e l’evoluzione delle condizioni della pista.

Dopo le prime due sessioni, dunque, il quadro resta aperto: Verstappen era stato il riferimento nelle FP1, Leclerc ha risposto nelle FP2, mentre Red Bull, Ferrari, Mercedes e McLaren hanno alternato momenti di competitività. Sabato mattina alle 6.30 italiane sono in programma le terze prove libere, ultimo appuntamento prima delle qualifiche.

Rome Business School celebra la laurea di oltre 3000 studenti

Roma, 2 ott. (askanews) – Rome Business School parte di Planeta Formaciòn Universidades, un network internazionale di 22 istituzioni educative creato da De Agostini e dal Grupo Planeta, ha celebra la Graduation Ceremony 2026 al Palazzo dello Sport di Roma, dove si è concluso il percorso di studi di 3504 studenti di 148 diverse nazionalità, davanti a un pubblico di famiglie, aziende e università partner internazionali per un totale di oltre 5.000 partecipanti considerando professori e famigliari.

Tra gli ospiti d’onore, Silvio Ursini, Executive Vice President del Gruppo Bulgari e a capo della divisione Hotels & Resorts, è stato il Patron della cerimonia di quest’anno.

Ursini si aggiunge alla lista dei Patron delle ultime edizioni, che negli anni ha visto susseguirsi, tra gli altri, Nicola Drago (Executive Vice Chairman del Gruppo De Agostini, 2025), Nico Losito (Vice President IBM Technology Italia, 2024) e Giovanni Ravasio (VP Cloud Applications Italia e Iberia di Oracle, 2023).

Tra i momenti più significativi, la consegna dei riconoscimenti, con cui Rome Business School ha celebrato l’eccellenza di studenti, docenti e aziende che si sono distinti nel corso dell’anno. Il Graduation Patron Impact Award è stato consegnato a Silvio Ursini mentre tra i premi alla docenza, l’Online Teaching Excellence Award è andato al professor Andrea Ciceri, Program Director dell’International Online Master in Neuromarketing and Customer Experience; l’On Campus Teaching Excellence Award è stato assegnato al professor Federico Coccia, dell’International Master in Marketing and Sales; e il Program Director Recognition Award è andato alla professoressa Silvia Bellucci, Program Director dell’International Master in Data Science.

Quest’anno, il RBS4Entrepreneurship Award è andato a SKYA, una startup che utilizza l’intelligenza artificiale conversazionale per automatizzare lo screening dei candidati nei processi di selezione del personale, nata proprio dal programma RBS4Entrepreneurship. A chiudere la lista dei premiati, il Talent Partner Award, assegnato all’azienda che ha reclutato il maggior numero di studenti di Rome Business School nel corso dell’anno, è andato a Deloitte; a ritirare il riconoscimento è stato Fabrizio Del Gobbo, Employer Branding Manager dell’azienda.

Difesa, conclusa la 21esima edizione del Nato Cax Forum

Roma, 2 ott. (askanews) – Si è conclusa a Roma la 21 edizione del Nato Cax Forum, l’appuntamento internazionale che fa leva sulle tecnologie digitali e l’intelligenza artificiale per migliorare la preparazione operativa della nato in scenari multidominio. Oltre 400 partecipanti da 28 nazioni si sono confrontati su esperienze, innovazioni e prospettive future.

Le nuove piattaforme di simulazione si stanno evolvendo da semplici strumenti di addestramento a veri ambienti dinamici dove sperimentare capacità, testare decisioni e prepararsi a scenari complessi. obiettivo fondamentale è il paradigma del “provare prima di fare”, per identificare criticità prima di affrontare situazioni reali.

Fabio Massimo Castaldo: “L’intelligenza artificiale supporta la creazione di scenari e l’analisi degli esiti, ma sempre mantenendo il controllo umano e garantendo la trasparenza delle decisioni grazie all’intelligenza artificiale trasparente

G. W. Kent Davis, Callian: “Il forum ha approfondito inoltre temi cruciali come l’interoperabilità tra sistemi adottati dai paesi alleati e lo sviluppo di standard condivisi. Tecnologie di realtà estesa e digital twin ampliano la capacità di formazione, riducendo tempi e risorse”.

La Nato conferma così la sua leadership nell’innovazione tecnologica per la difesa, ponendo la simulazione e l’intelligenza artificiale al servizio della prontezza operativa, senza dimenticare il ruolo insostituibile dell’uomo nelle decisioni più delicate.

Il caro energia frena la competitività dell’industria del cemento

Roma, 2 ott. (askanews) – Il caro energia e l’aumento dei costi legati alla CO mettono a rischio la competitività dell’industria del cemento. Ad agosto il prezzo dell’elettricità in Italia è aumentato del 65% rispetto al 2025, superando di oltre il 40% i valori di Germania, Francia e Spagna.

È il quadro tracciato da Federbeton alla conferenza ANCE “Città nel futuro 2030-2050” a Roma, svolta alla presenza del vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, dove la filiera ha chiesto interventi urgenti per sostenere gli investimenti della decarbonizzazione.

“Dobbiamo rimanere competitivi alla luce dell’evoluzione delle normative europee. L’intera filiera industriale sta già investendo in sostenibilità e decarbonizzazione, ma è evidente che questi sforzi richiedano un quadro normativo chiaro e adeguati finanziamenti di supporto, specialmente a fronte di capex oggi particolarmente onerosi” ha dichiarato Stefano Gallini, Presidente di Federbeton.

Per proteggere la produzione nazionale dalla concorrenza extra-UE, la federazione punta sulla continuità di strumenti come Energy Release e Interconnector, oltre al rilancio dei combustibili alternativi e della cattura della CO .

“I prossimi passi consistono nel continuare a rafforzare il dialogo sia con la Commissione europea sia con le autorità italiane, ma anche nel proseguire con gli investimenti per cogliere opportunità già concrete, come l’impiego dei combustibili alternativi nei cementifici. Oggi disponiamo di strumenti come il CBAM, che potrebbero contribuire a garantire un contesto competitivo più equo. Ovviamente devono funzionare ed essere accompagnati da controlli efficaci; per questo manteniamo un dialogo aperto sia con le Dogane sia con i vari Ministeri. Infine, chiediamo che i proventi delle aste ETS vengano per buona parte reinvestiti nell’industria, a sostegno di progetti di decarbonizzazione” ha aggiunto Gallini.

La tenuta del settore resta infatti decisiva non solo per l’industria manifatturiera, ma per la realizzazione delle infrastrutture strategiche del Paese.

Centrosinistra, Schlein alza voce: uno non vale uno, abbiamo doppio dei voti

Roma, 2 ott. (askanews) – Elly Schlein stavolta alza i toni, una reazione insolita da parte della leader Pd da sempre convinta che gli elettori di centrosinistra siano stufi di polemiche politiciste e risse tra alleati. La segretaria si presenta in direzione consapevole che il clima si è fatto pesante, che in vista delle elezioni il gioco si fa duro, e stavolta sceglie di replicare con durezza a Giuseppe Conte, il leader M5s che da settimane la punzecchia e la sfida su temi divisivi come l’Ucraina. “Voglio essere chiara”, ripete più volte e quasi sempre è rivolta all’alleato-rivale.

Innanzitutto ribatte alla frecciata sul Pd che ancora non sarebbe pronto a discutere del programma: “Leggo sui giornali ricostruzioni fantasiose, vorrei chiarie un punto: noi siamo pronti. Possiamo partire anche subito. Basta che siamo tutti e basta che non partiamo da soli”. La leader Pd non cita esplicitamente i veti M5s contro Matteo Renzi ma afferma: “Mi spiego meglio: il programma va affinato insieme a tutta l’alleanza progressista che già governa insieme nei territori”. Un’alleanza che, appunto, va da M5s fino ai centristi.

Non solo, di lavorare al programma “è ciò che io ho proposto agli alleati a novembre dell’anno scorso, 2025, dopo le regionali”. Se ancora non è partito un tavolo è perché “legittimamente c’è chi ha annunciato un proprio percorso (cioè Conte, ndr) che si è concluso solo a settembre di quest’anno”. Quindi, quello che è stato vissuto come l’ultimo ‘sgarbo’, il rilancio dell’ipotesi di un “terzo nome” fatto ieri dal leader M5s: “Vorrei esser ancora più chiara: in qualsiasi altro paese europeo non ci sarebbe stata questa discussione, perché è normale che guidi il partito che prende un voto in più. Non è egemonia, è democrazia”. I Cinque stelle non lo accettano, però, e allora “se c’è qualcuno che non riconosce questo principio democratico noi siamo disponibili e pronti anche alle primarie”. E le primarie “le faremo e le vinceremo insieme”, assicura, replicando ai tanti nel Pd che temono invece una sconfitta nei gazebo.

La leader Pd quindi ricorda a tutti – agli alleati come ai compagni di partito – che è in gioco la vittoria alle politiche e che nel 2022 Giorgia Meloni vinse solo per le divisioni del fronte progressista: “Abbiamo davanti mesi che decideranno il futuro non solo dell’Italia ma dell’Europa e abbiamo il dovere di affrontarli con senso di responsabilità, con serietà e quell’unità che abbiamo costruito insieme”. Dunque, ripete con una frase che è al tempo stesso una promessa e un avvertimento, “non faremo mai più alla destra il favore di dividerci, questo è un impegno chiaro che prendiamo con i nostri elettori. Nel 2022 le forze di alternativa si sono presentate divise, consegnarono così una maggioranza parlamentare a chi nel paese era minoranza”. Ovviamente, precisa, non basta costruire un “cartello elettorale”, ma “un’alleanza strategica”, “un progetto che esprime una visione programmatica di valori”.

E a proposito di valori, sull’Ucraina non ci si può limitare a ribadire ciascuno le proprie posizioni senza se e senza ma. “In politica estera è molto più quello che ci ha visto uniti con le altre forze di opposizione che quello che ancora ci divide”. E i temi su cui ancora non c’è intesa li “affronteremo e sono sicura che troveremo una sintesi alta”. Nello specifico, “abbiamo sempre sostenuto e continueremo a sostenere il popolo ucraino che subisce un’aggressione criminale da parte della Russia e siamo convinti che l’Europa debba rendere più chiaro il proprio impegno per una soluzione diplomatica e negoziale”.

Quindi, l’allarme finale sugli “attacchi” contro il Pd da “una parte dell’establishment” che non vuole un leader progressista a palazzo Chigi e preferirebbe le larghe intese. Parla di un “progetto costante di delegittimazione” del Pd, denuncia che “c’è qualcuno che tifa il pareggio e che pensa sempre che sarebbero meglio le larghe intese e allora forse sarebbe meglio un leader disponibile alle larghe intese. Ecco, mi dispiace deludervi, ma l’impegno che abbiamo preso con i nostri elettori è chiaro: noi andremo al governo solo vincendo le elezioni con la nostra alleanza progressista, che vi piaccia o non vi piaccia”.

Il Pd continuerà ad essere testardamente unitario, ma c’è un limite a tutto: “Generosi sì, ingenui no”. Perché al tavolo del programma non è vero che “uno vale uno” perché “siamo saldamente il primo partito di opposizione: ce lo siamo guadagnati con la fatica, con il sudore, con l’impegno a convincere le persone, una per una. Persone che ci hanno consegnato il doppio dei voti delle altre forze”.

Festival del Podcasting, “Siamo 18,5 milioni di ascoltatori in Italia”

Milano, 2 ott. (askanews) – Quanto tempo dedicano gli italiani ai podcast? E qual è il profilo dell’ascoltatore più assiduo? Ne abbiamo parlato al Festival del Podcasting a Milano con Giorgio Pedrazzini, customer success manager in NielsenIQ, che ha presentato la nuova ricerca NielsenIQ, commissionata da Audible, sui trend di consumo dei podcast nel nostro Paese: “Da tanti anni, ormai da nove, ci occupiamo di monitorare lo stato di salute dei podcast in Italia, misuriamo le abitudini, i trend di ascolto e quest’anno abbiamo visto come tutti gli anni ormai lo possiamo confermare un incremento degli ascoltatori – ha spiegato Pedrazzini – Siamo arrivati a 18 milioni e mezzo, vuol dire mezzo milione di persone in più che hanno ascoltato almeno una volta un podcast negli ultimi dodici mesi”.

“È una crescita importante – ha prosegutio – soprattutto se pensiamo che siamo partiti nel 2018 quando gli ascoltatori erano poco più di 10 milioni, quindi un 80 % non è una crescita indifferente vuol dire che i podcast sono qualcosa che è entrato nelle nostre case, è entrato tanto ovviamente durante la pandemia quando eravamo tutti bloccati in casa ma è qualcosa che poi è rimasto. E visto che parliamo di casa, si ascolta tanto a casa, è il luogo di ascolto elettivo si ascolta anche in macchina ma tendenzialmente l’ascolto avviene al ritorno dal lavoro. Devo dire che una delle funzioni che viene attribuita maggiormente ai podcast è proprio questa, di poter ascoltare mentre si fa altro, quindi mi immagino che persone che sono tornate al lavoro fanno qualcosa, cucinano, fanno qualche lavoro domestico e intanto ascoltano un podcast. È da tanto che vediamo che l’ascolto è tendenzialmente legato al multitasking, questa è una delle prime caratteristiche che viene riconosciuta. Altra cosa che piace ed è il primo motivo di ascolto è il fatto che si possono approfondire i temi di proprio interesse, quindi si ascolta volentieri qualcosa che ci piace, che ci interessa, perché lo possiamo approfondire, perché possiamo scegliere noi che cosa ascoltare”.

Fiaba di Diana Lola Posani entra in Platea Palazzo Galeano

Lodi, 2 ott. (askanews) – Il 30 settembre 2026, Diana Lola Posani ha presenta Fiaba, performance per sola voce che ha portato Fivefold Tuning fuori dalla vetrina di Platea Palazzo Galeano alla Piarda Ferrari, area verde affacciata sull’Adda poco distante dal centro storico di Lodi.

Curata da Giovanna Manzotti, Fivefold Tuning è una programmazione pensata come un unico piano sequenza: cinque interventi che da marzo 2026 a gennaio 2027 entrano progressivamente in relazione all’interno dell’ambiente definito da senza soluzione di continuità, l’opera architettonica e installativa di Liliana Moro che costituisce l’asse portante dell’intero progetto. La curatrice e l’artista hanno raccontato ad askanews la performance e come si inserisce nel progetto.

Giovanna Manzotti: “Con la performance intitolata Fiaba di Diana Lola Posani, la programmazione di Platea Palazzo Galeano esce dagli spazi della vetrina per approdare in un’area poco distante, lungo la iParda Ferrari. È una zona che l’artista ha scelto personalmente proprio per la sua caratteristica, una zona liminale dove la città nel contesto urbano comincia a lasciare spazio alla vegetazione e all’acqua”. La Piarda Ferrari – termine che indica tradizionalmente uno spazio destinato all’approdo e alla navigazione – è una zona che digrada verso il fiume Adda attraverso una successione di alberi, prati e gradoni. Diana Lola Posani: “Abbiamo scelto questo luogo perché in qualche modo ispirata anche all’opera di Liliana Moro ho pensato all’acqua e al fiume come un elemento quasi archetipico. Volevo ricreare una sorta di apparizione fiabesca. La scelta della notte e della posizione era un ricercare una forma di apparizione, perché mi interessava andare a toccare il tema della paura dell’ombra, però in un modo che fosse personale in quanto attivato dal mio corpo, ma al tempo stesso il più possibile neutrale e universale come può essere una fiaba”.

La curatrice sul lavoro performativo dell’artista: “Diana Lola Posani utilizza come elemento principale della sua pratica la voce, che diventa quasi un elemento scultoreo che attraverso dei vocalizzi plasma proprio una dimensione spaziale, fisica e sonora”. E prosegue la performer sul suo stesso approccio: “Quello che faccio è costruire delle circostanze atmosferiche per cui certi stati psicofisici si possono manifestare e all’interno di quegli stati trovo dei suoni, come in questo caso sono dei suoni in particolare utilizzati nell’ipnosi non verbale che riprendono suoni di animali che aggrediscono e di prede. Quindi sono dei suoni legati alla paura ma che servono per superare la paura. Questo ribaltamento l’ho trovato molto interessante e ho utilizzato questo linguaggio che di solito viene utilizzato come linguaggio di cura, come linguaggio di espressione personale. È una performance che più che nascere da un concetto che poi viene incarnato nel corpo, nasce dal corpo e poi viene in qualche modo sintetizzata”. Realizzata interamente senza l’utilizzo di strumenti di amplificazione, la performance è il risultato di un lungo periodo di training fisico e vocale che restituisce la nuda presenza della voce nel suo farsi materia e nel suo rapporto con il paesaggio fluviale. La coreografia segue la naturale conformazione della piarda.

Giovanna Manzotti spiega come la performance entra nella vetrina: “All’interno dello spazio di Platea Palazzo Galeano la performance verrà restituita come una traccia audio che l’artista ha scelto di far fruire ai passanti per circa dieci minuti in un orario mattutino tra le 7 e le 7.20 del mattino proprio per restituire quasi questa dimensione liminale che c’è tra l’alba e l’inizio del giorno”. Il suono entrerà così a far parte della stratificazione del palinsesto espositivo stabilendo nuove relazioni con le opere già presenti. I suoi vocalizzi aggiungono un elemento sonoro al fluire dell’acqua nell’installazione di Liliana Moro; riportano il passante lungo l’Adda, la cui natura ha ispirato gli scatti di diverse specie vegetali di Lorena Bucur in Resto poco, torno presto e sembrano infine provenire dal corpo strisciante di Guastafeste, la scultura di Federica Balconi. Inteso come materia scultorea, il suono modifica ancora una volta lo spazio e la percezione dell’insieme destinati a trasformarsi con ogni nuovo intervento.

Fivefold Tuning è realizzato con il contributo della Fondazione Comunitaria della Provincia di Lodi. Il progetto Platea Palazzo Galeano – nato nel 2020 per promuovere l’arte contemporanea sul territorio e le giovani generazioni di artisti – è realizzato con il patrocinio del Comune di Lodi. Main partner sono Ferrari Giovanni Industria Casearia Spa e Consorzio di Tutela del Formaggio Grana Padano e sostenitori sono FaseModus Architettura, gli amici di Platea. Il progetto grafico è a cura di Carolina Incerti.

Monaco-Italia, Mattarella accolto dai principi Alberto II e Charlène

Roma, 2 ott. (askanews) – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è in visita di Stato nel Principato di Monaco, su invito del principe Alberto II. Si tratta della prima visita di Stato di un capo dello Stato italiano nel Principato.

All’arrivo al Palazzo dei Principi, residenza ufficiale della famiglia Grimaldi, il presidente Mattarella è stato accolto nel cortile d’onore dal principe Alberto II e dalla principessa Charlène. Dopo la cerimonia di benvenuto, con gli onori militari, l’esecuzione degli inni nazionali, e la presentazione delle Delegazioni ufficiali, il capo dello Stato si intratterrà a colloquio con il Principe nel Salone di Famiglia.

La giornata proseguirà all’Opéra di Monte Carlo, dove il presidente della Repubblica e la signora Laura, assieme al principe e alla principessa di Monaco, assisteranno allo spettacolo lirico della mezzosoprano Cecilia Bartoli. Al termine del concerto, si terrà nella Sala del Trono del Palazzo dei Principi il pranzo ufficiale, offerto dal principe Alberto II in onore del presidente Mattarella.

Nella mattinata di domani, il capo dello Stato incontrerà il personale dell’Ambasciata d’Italia e una rappresentanza della collettività italiana nel Principato di Monaco.

A seguire, Mattarella e il principe Alberto II visiteranno il Museo Oceanografico, una delle più importanti isti¡tuzioni scientifiche e museali dedicate alla ricerca marina a livello internazionale. Al termine della visita sono previste dichiarazioni alla stampa. Il presidente successivamente farà rientro a Roma.

Le occasioni di incontro tra Mattarella e il principe Alberto II sono state, negli anni, diverse: si sono ritrovati in contesti multilaterali, come nel febbraio 2026, nei giorni precedenti l’avvio dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina, durante la presentazione dei membri del Comitato Olimpico Internazionale; si sono, inoltre, incontrati in occasione dell’inaugurazione della mostra “Barocco Globale – Il mondo a Roma nel secolo di Bernini”, il 2 aprile 2025, presso le Scuderie del Quirinale.

Laura Pausini: “Ho imparato che non posso piacere a tutti”

Mantova, 2 ott. (askanews) – “In questi anni, diciamoci la verità, ne ho viste e sentite di tutti i colori su di me e quindi mi sono ritrovata a dover decidere come affrontare i miei istinti, anche perché oggi ho capito che come parli sbagli e fai male a qualcuno, specialmente puoi fare male a te stesso” Laura Pausini è tornata a casa e parla a cuore aperto al suo pubblico da Mantova che ha ospitato la data zero dell’undicesimo tour mondiale Io Canto/Yo Canto World Tour 2026/2027.

“Questo momento storico è fatto di grandi cambiamenti tra le persone e tra i rapporti umani. Noi in realtà siamo i primi che dobbiamo capire chi siamo e cosa vogliamo da noi. Per questo negli ultimi tempi ho imparato che non devo per forza a piacere a tutti no? Non devo per forza farmi rispettare da tutti e che non devo per forza rispondere a tutti.

“Bisogna avere il coraggio di lasciare spazio, di lasciare andare. Usare il silenzio è in alcune situazioni è opportuno, o meglio ancora, più che il silenzio, la musica. E poi avere il coraggio di mettersi davanti a uno specchio. Ti guardi e ti dici: tu non sei nato per essere la persona giusta nella vita di tutti. Sei nato per non diventare la persona sbagliata nella tua” ha detto Laura Pausini accolta da un fortissimo applauso dei fan.

Orsini: pronti a sostenere Meloni su infrazione al Patto di stabilità

Roma, 2 ott. (askanews) – “Ci vuole il coraggio di dire ‘facciamo infrazione'”. E “dobbiamo dire la verità noi sosteniamo il presidente del Consiglio, il governo e le forze politiche che ci stanno, che dicano noi vogliamo salvaguardare l’industria del Paese, che fa il welfare dell’83%, a discapito di fare infrazione sia sulla difesa dai prodotti cinesi, sia sull’energia, perché l’energia c’è qualcuno che ci sta rubando dei soldi che si chiama Ets. Se questo verrà fatto noi ci saremo e faremo in modo che tante Confindustrie europee verranno al nostro fianco”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, in occasione della conferenza “Industria Marche 2026 – Il coraggio di cambiare”, organizzato da Confindustria Marche ad Ancona.

“Io sostengo il presidente del Consiglio (Giorgia Meloni) nel fare infrazione”, ha detto ancora Orsini, che rivolgendosi alla platea ha chiesto: “Voi volete chiudere o stare vivi?”.

Centrosinistra, Schlein: è democrazia che guidi chi prende più voti

Roma, 2 ott. (askanews) – “Vorrei esser ancora più chiara: in qualsiasi altro Paese europeo non ci sarebbe stata questa discussione, perché è normale che guidi il partito che prende un voto in più. Non è egemonia, è democrazia”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando alla direzione del partito.

“Poi se c’è qualcuno che non riconosce questo principio democratico noi siamo disponibili e pronti anche alle primarie e le faremo e vinceremo insieme. Avendo poi cura di rappresentare tutti e quelle diverse sensibilità”.

Sicilia, l’ex vicepresidente indagato per corruzione: chiesto l’arresto

Milano, 2 ott. (askanews) – L’ex vicepresidente della Regione siciliana Gaetano Armao è indagato dalla Procura di Palermo per corruzione. Per lui i pm hanno chiesto l’arresto in carcere. Armao, marito dell’ex capo di Gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi, sarà interrogato nei prossimi giorni.

Questa mattina la polizia ha effettuato perquisizioni nell’abitazione e negli studi professionali del politico disposte dalla Procura del capoluogo siciliano. Armao, avvocato amministrativista ed ex assessore regionale all’Economia, fino allo scorso agosto ha ricoperto, su nomina della giunta Schifani, l’incarico di presidente della Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali di competenza della Regione siciliana. Il governatore Renato Schifani lo aveva inoltre scelto come consulente per i rapporti con l’Europa e con il governo nazionale.

L’inchiesta, condotta dalla Squadra mobile di Palermo, coinvolge complessivamente nove persone. La procura chiesto l’arresto per tutti.

(Fonte: Quotidiano di Sicilia)

Centrosinistra, Schlein: mesi decisivi, serve responsabilità e unità

Roma, 2 ott. (askanews) – “Questa direzione arriva in un passaggio che non esito a definire decisivo. Per il nostro partito, per tutto il centrosinistra, per il paese. Abbiamo davanti mesi che decideranno il futuro non solo dell’Italia ma dell’Europa e abbiamo il dovere di affrontarli con senso di responsabilità, con serietà e quell’unità che abbiamo costruito insieme e che è stata la nostra grande forza”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein aprendo i lavori della direzione del partito.

Asili nido, giungla delle rette: da 80 a 645 euro al mese, gratis solo a Mantova

Roma, 2 ott. (askanews) – La disponibilità di posti e i costi degli asili nido sono un nodo ancora irrisolto del Paese. Il costo dei servizi per la prima infanzia continua a rappresentare una voce significativa per molte famiglie, con delle evidenti disparità territoriali che si aggiungono a quelle già esistenti nella disponibilità e nell’accessibilità dei servizi. E’ quanto rileva uno studio della Uil, che per rendere omogenei e confrontabili i dati ha adottato come parametro di riferimento un bambino all’asilo nido comunale a tempo pieno, considerando, dove previsto separatamente, anche il costo della refezione calcolato su 20 pasti mensili.

Dal report emerge un “dato sconfortante”, dice la Uil. Per le famiglie campionate, l’asilo nido è gratuito solo nel comune di Mantova. Negli altri casi, invece, non solo i servizi per la prima infanzia non sono gratuiti, ma prevedono costi decisamente differenti tra un comune e l’altro. Per i nuclei familiari con un figlio e un Isee fino a 15mila euro si passa dagli 80 euro mensili di Catanzaro ai 460 euro di Chieti. Per le famiglie con un figlio e un Isee fino a 25mila euro si passa dai 100 euro mensili di Catanzaro ai 550 euro di retta del comune di Imperia.

Questi divari territoriali sono resi ancora più complessi dalle differenze nei costi, inglobati o aggiunti alla retta, del servizio mensa. Addizionando anche questa variabile, infatti, le città più virtuose, per i nuclei familiari con un figlio e un Isee fino a 15mila euro, sono Mantova e Messina, con una spesa mensile complessiva di 60 euro, seguite da Catanzaro, con una spesa complessiva di 80 euro, Ragusa con una spesa di 110 euro e Trapani con 111 euro. Le cinque città più care, sempre considerando la combinazione tra retta e costo del servizio mensa, sono Belluno con 553 euro mensili, Prato con 504 euro, Biella con 491 euro, Cuneo con 488 euro e Pistoia con 487 euro. La stessa iniquità si registra anche per i nuclei familiari con un figlio e con un Isee fino a 25mila euro. Si confermano tra le città più virtuose Messina, con una spesa mensile complessiva tra retta e mensa di 80 euro, Catanzaro con 100 euro, Mantova con 102 euro e Ragusa, con 170 euro, seguita da Agrigento con una spesa mensile di 200 euro.

Le città più care sono Udine, con un costo mensile di mensa e nido di 645 euro, Sondrio con 641 euro, Pistoia con 640 euro, Torino con 618 euro e, infine, Varese con ben 605 euro. “È necessario mantenere alta l’attenzione sui servizi educativi per la prima infanzia – commenta il segretario confederale della Uil, Santo Biondo – perché incidono sulle opportunità di crescita delle bambine e dei bambini e sul contrasto alle disuguaglianze fin dai primi anni di vita. Allo stesso tempo, rappresentano una condizione importante per sostenere sia la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro sia l’occupazione femminile”.

L’inflazione media nell’area euro ha raggiuntio il 3,8% a settembre

Roma, 2 ott. (askanews) – Accelera al 3,8% a settembre l’inflazione nell’area euro su base tendenziale, dal 3,2% di agosto. In Italia l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) sale al 4,1%, dal 3,2% di agosto, mentre a settembre 2025 il tasso tendenziale era all’1,7%.

Lo rende noto Eurostat, nella stima flash. Su base mensile i prezzi dell’area euro registrano un +0,6%, mentre in Italia l’aumento è del 2,0%.

L’energia ha il tasso tendenziale più alto, al 18,8% (14,3% ad agosto). Seguono i servizi al 3,2% (3,0% ad agosto), gli alimentari, alcol e tabacco all’1,4% (1,1% ad agosto) e i beni industriali non energetici all’1,1% (1,2% ad agosto). L’inflazione di fondo, al netto di energia, alimentari, alcol e tabacco, è al 2,5% (2,4% ad agosto).

Il livello riportato da Eurostat è ben superiore al 2% fissato come obiettivo dalla Bce, che a fine mesa avrà un nuovo direttorio per le decisioni sui tassi di interesse.

Alla Festa Unità tedesca con Wadephul, Lotito, Fertitta e Montezemolo

Roma, 2 ott. (askanews) – Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul, in visita ufficiale in Italia, è stato l’ospite d’onore della Festa dell’Unità tedesca a Villa Almone, residenza dell’ambasciatore tedesco Thomas Bagger a Roma. Tra le varie autorità presenti, il ministro per gli Affari Europei, Tommaso Foti, il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso, il deputato di Forza Italia Claudio Lotito, Luca Cordero di Montezemolo, l’ambasciatore americano in Italia Tilman J. Fertitta, la deputata di Italia Viva Maria Elena Boschi, i deputati Fdi Giulio Tremonti e Giangiacomo Calovini e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri.

Il ricevimento del primo ottobre è stata inoltre l’occasione per celebrare il 75esimo anniversario della ripresa delle relazioni diplomatiche tra Italia e Germania. Maniche arrotolate, il ministro Wadephul, che nel pomeriggio aveva incontrato alla Farnesina l’omologo Antonio Tajani e che sarà oggi in Vaticano per parlare di Ucraina con l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, ha presieduto alla piantumazione di una quercia, simbolo di stabilità, assieme a Giangiacomo Calovini, presidente del gruppo interparlamentare di amicizia Italia-Germania.

“Oggi nel giardino della residenza abbiamo piantumato una quercia, questo è il primo dei 75 alberi che saranno messi a dimora in tutta italia. Un albero per ogni anno della ripresa delle relazioni tra Italia e Germania”, ha affermato l’ambasciatore Bagger.

Gabrielli, da Zaccagnini a Conte per fare più largo il campo largo

Franco Gabrielli merita certamente rispetto. Ha servito lo Stato in incarichi delicatissimi, dalla Protezione civile alla Polizia, ai servizi segreti, conquistando un prestigio che non dovrebbe essere sprecato. Invece la sua intervista sul Corriere della Sera di oggi lascia l’amaro in bocca.

Nella lunga conversazione con Aldo Cazzullo annuncia il suo impegno politico accanto a Ernesto Maria Ruffini. Non chiede incarichi – dice – bensì vuole contribuire alla costruzione di «una nuova idea di Paese». E soprattutto indica l’obiettivo: rendere più largo il centrosinistra. Benissimo. Ma largo verso dove? E, prima ancora, costruito intorno a che cosa?

 

L’oriundo della politica

Qui emerge forse il limite dell’«oriundo della politica». Che significa? Gabrielli la politica l’ha praticata da giovane, nella Democrazia cristiana, coltivando le speranza suscitate da Zaccagnini. Oggi vi ritorna portandosi dietro il linguaggio dell’uomo di Stato: equilibrio, concretezza, complessità, rifiuto delle semplificazioni.

Sono qualità preziose. Ma la politica domanda anche un’altra cosa: individuare i punti di dissenso e farne oggetto di attento giudizio.

E qui sta il punto. Una coalizione non si allarga semplicemente aggiungendo qualcuno. La si può allargare davvero se la si organizza secondo un disegno più adeguato, se necessario cambiando la logica che la anima; e per cambiarla occorrono critica e autocritica, per usare una formula antica. Occorre dire cosa non ha funzionato (o non funziona) e soprattutto quale indirizzo debba essere corretto. È precisamente questo passaggio che nell’intervista manca.

 

Il macigno dei Cinque Stelle

Gabrielli gira attorno al problema senza affrontarlo. Arriva persino a vezzeggiare Calenda, dopo aver sostanzialmente ghigliottinato l’ipotesi di un centro autonomo, per rinviare tuttavia alle primarie il compito di ridefinire l’equilibrio complessivo della coalizione. Ma le primarie servono a scegliere una leadership, non possono aggredire e risolvere le contraddizioni politiche.

La questione vera è un’altra: il Pd di Elly Schlein ha costruito in questi anni un rapporto privilegiato, ancorché dialettico, con il Movimento 5 Stelle. È questa scelta che dovrebbe essere sottoposta a verifica da chi, come Gabrielli, sostiene di voler allargare il campo e riportarvi una sana cultura riformista come cemento della governabilità.

Il problema non è Conte come persona. È il peso politico e culturale del populismo, esplicito o strisciante, dentro la coalizione. È la continua rimasticatura di argomenti e parole d’ordine che spesso sembrano incapaci di misurarsi proprio con quella complessità della società italiana alla quale Gabrielli, giustamente, si richiama.

Il centrosinistra diventa così difficilmente digeribile per una parte dell’elettorato che pure non si riconosce nella destra. E la definizione stessa di centrosinistra appare ormai problematica dal momento che in essa convivono e si alimentano tutti gli idola tribus della sinistra vecchia e nuova.

 

L’Ucraina smaschera la contraddizione

È soprattutto il finale dell’intervista a rendere evidente il problema. Cazzullo domanda dell’Ucraina e Gabrielli risponde, senza esitazioni: è giusto continuare a sostenere Kiev anche militarmente, perché possa difendersi; la pace deve fermare la guerra, non premiare l’aggressione. Parole chiare. Ma Giuseppe Conte sostiene una linea diversa e continua a contestare l’invio di armi alla martoriata Ucraina. Non è una sfumatura bensì una divergenza che investe la sicurezza nazionale ed europea, nonché la credibilità dell’Italia nel panorama internazionale.

E allora la domanda che Gabrielli non pone diventa inevitabile: su che cosa dovrebbe fondarsi l’alleanza?insomma, non basta invocare le primarie e neppure aggiungere Ruffini, Gabrielli o qualche altro riformista alla coalizione lasciandone immutato l’asse politico. Se si vuole davvero allargare il centrosinistra bisogna avere il coraggio di discuterne l’indirizzo.

Gabrielli, che nella vita pubblica ha mostrato più volte rigore e senso dello Stato, questa volta si ferma un passo prima. Vuole correggere il centrosinistra – ma poi è questa la definizione corretta? – senza mettere in discussione ciò che lo rende inaffidabile e quindi inservibile agli occhi di una fetta importante di pubblica opinione .

Per questo la sua intervista, pur ricca di osservazioni condivisibili e di buone intenzioni, finisce per assomigliare a una classica occasione mancata.

Nell’eurozona a settembre l’inflazione è salita al 3,8% sull’anno

Roma, 2 ott. (askanews) – Accelera al 3,8% a settembre l’inflazione nell’area euro su base tendenziale, dal 3,2% di agosto. In Italia l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) sale al 4,1%, dal 3,2% di agosto, mentre a settembre 2025 il tasso tendenziale era all’1,7%.

Lo rende noto Eurostat, nella stima flash. Su base mensile i prezzi dell’area euro registrano un +0,6%, mentre in Italia l’aumento è del 2,0%.

L’energia ha il tasso tendenziale più alto, al 18,8% (14,3% ad agosto). Seguono i servizi al 3,2% (3,0% ad agosto), gli alimentari, alcol e tabacco all’1,4% (1,1% ad agosto) e i beni industriali non energetici all’1,1% (1,2% ad agosto). L’inflazione di fondo, al netto di energia, alimentari, alcol e tabacco, è al 2,5% (2,4% ad agosto).

OpenAI ha allontanato 3 ricercatori critici sulla sicurezza dell’Ia

Roma, 2 ott. (askanews) – OpenAI ha allontanato tre ricercatori che lavoravano sulla sicurezza dell’Intelligenza artificiale, accusandoli di avere violato le regole interne sulla gestione di informazioni sensibili. Secondo il Wall Street Journal, si tratta di Tomek Korbak, Jasmine Wang e Mikita Balesni.

“Ci siamo separati da tre persone per violazione delle nostre politiche sull’accesso e sulla gestione delle informazioni sensibili dell’azienda”, ha dichiarato un portavoce di OpenAI. Un’indagine interna avrebbe accertato che i tre avevano gestito informazioni riservate al di fuori delle procedure previste, “violando la fiducia indispensabile al nostro lavoro”.

Secondo il Wall Street Journal, almeno una delle violazioni contestate riguarderebbe informazioni condivise con un’organizzazione esterna che si occupa di valutare la sicurezza dei modelli di Ia. OpenAI non ha reso pubblico il nome del gruppo né la natura precisa dei dati coinvolti.

I tre ricercatori avevano espresso pubblicamente posizioni critiche sulla velocità con cui procede lo sviluppo dell’Intelligenza artificiale e avevano sostenuto sui social altri ricercatori che chiedono maggiori precauzioni nella corsa ai modelli più avanzati.

Korbak aveva inoltre collaborato con organizzazioni esterne impegnate nella valutazione della sicurezza dell’Ia. Il suo nome era stato associato anche ai rapporti con Metr, uno degli organismi coinvolti nell’analisi dell’incidente di luglio nel quale strumenti sperimentali di OpenAI avevano compromesso sistemi della piattaforma Hugging Face.

L’allontanamento dei tre ricercatori arriva mentre cresce all’interno dell’industria dell’Ia il confronto tra chi chiede di rallentare lo sviluppo dei sistemi più potenti per rafforzarne le garanzie di sicurezza e chi ritiene invece necessario mantenere elevato il ritmo dell’innovazione.

OpenAI ha affermato nelle ultime settimane di avere rafforzato i propri controlli sui comportamenti inattesi dei modelli e di voler aumentare il ricorso a valutazioni indipendenti esterne.

Fa ancora caldo

Milano, 2 ott. (askanews) – L’avvio del mese di ottobre si inserisce in un contesto di diffuse anomalie termiche positive sul bacino del Mediterraneo.

Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma che la presenza continua di una struttura anticiclonica di matrice subtropicale manterrà le temperature massime su valori compresi tra 26 e 28°C su diverse regioni italiane, configurando un quadro termico con scarti fino a +3-4°C oltre le medie climatologiche del periodo.

La persistenza dell’alta pressione è favorita da una complessa dinamica su scala europea e globale. In ambito atlantico, la formazione di una profonda circolazione depressionaria tra le Isole Britanniche e l’Islanda, è stata responsabile delle precipitazioni di forte intensità che hanno interessato la Francia meridionale e la Spagna orientale.

Tale assetto sinottico, contribuisce indirettamente al richiamo di aria calda verso l’Europa meridionale. Contestualmente, c’è da considerare anche la temperatura superficiale del Mar Mediterraneo, che registra valori fino a 26°C in particolare su Tirreno centrale e occidentale.

Nella giornata di venerdì si osserverà una nuvolosità sparsa al Nord e lungo la fascia tirrenica, con locali piovaschi sulle Alpi occidentali e in Sardegna.

Nel corso del fine settimana prevarranno condizioni di stabilità atmosferica e tempo in gran parte soleggiato su quasi tutto il Paese; temporanei addensamenti interesseranno il Nord-Ovest e la Sicilia, dove nelle ore pomeridiane saranno possibili isolati rovesci.

I modelli numerici evidenziano la persistenza del campo di alta pressione per i prossimi giorni, ipotizzando un eventuale cambio di circolazione non prima della metà della prossima settimana.

Gli auguri di Giorgia Meloni per la festa dei nonni

Milano, 2 ott. (askanews) – “Ci sono persone che ci accompagnano per tutta la vita. Anche quando non ci sono più. Sono nelle parole che usiamo, nei gesti che ripetiamo a volte senza accorgercene, nei ricordi che tornano alla mente nei momenti più importanti. Restano in quello che ci hanno insegnato con il loro amore, il loro esempio e i loro racconti. I nonni sono questo: parte fondamentale delle nostre radici, della nostra storia e di ciò che siamo diventati. A tutti i nonni d’Italia, a quelli che abbiamo ancora la fortuna di poter abbracciare e a quelli che continuiamo a sentire accanto a noi, per sempre. Buona Festa dei Nonni”. Lo scrive sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in occasione della Festa dei Nonni, postando una foto di lei, della sorella Arianna e della figlia insieme alla nonna.

GAMeC presenta le mille lacrime di Selma Selman

Bergamo 2 ott. (askanews) – “Mi sono messa a nudo, vedete me in tutta la mostra, ma allo stesso tempo ho creato uno spazio in cui possiamo comunicare” così Selma Selman in conferenza stampa durante la presentazione della mostra 1000 Tears, mille lacrime, ma anche mille occhi. Dal 1 ottobre 2026 al 24 gennaio 2027 , la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo presenta nello Spazio Zero 1000 Tears, la prima mostra personale dell’artista Selma Selman in un’istituzione italiana. Nata nel 1991 a Bihac, in Bosnia Erzegovina – Selman ha costruito gran parte della propria ricerca a partire dalla storia della sua famiglia e della propria comunità: attraverso linguaggi differenti dalla pittura al film, dalla performance alle pratiche di ricerca esamina come le strutture sociali, economiche, politiche e culturali determinino quali corpi, storie, esperienze e forme di lavoro possano essere riconosciuti oppure rimossi. Nel progetto espositivo la genealogia femminile, la storia rom e la capacità di reinventare continuamente il proprio racconto diventano strumenti per opporsi ai processi di cancellazione, produrre narrazioni alternative e immaginare modi nuovi di abitare il mondo. Una visione che trova espressione anche al di fuori della sua pratica artistica, nel progetto Get the Heck to School , fondato dall’artista nel 2017 per favorire l’accesso all’istruzione delle ragazze rom nella sua città natale.

Il direttore della GAMeC, Lorenzo Giusti, ha introdotto a askanews la mostra: “Inauguriamo oggi la mostra di Selma Selman alla GAMeC, una mostra che ha come fulcro, come elemento germinante, una vecchia fotografia di famiglia che ritrae Selma quando aveva due anni insieme alle donne della sua famiglia, donne che stavano affrontando in quel momento il conflitto, quindi la guerra in Bosnia Erzegovina che è al centro di tutto il percorso espositivo. Da quella fotografia sono generati dei nuovi disegni che dialogano con alcuni lavori recenti, pitture in particolare che sono state realizzate su dei supporti anomali: dei cofani di macchina o altri oggetti di scarto. È un riferimento all’attività di famiglia che si basava proprio sulla vendita di questi oggetti di scarto e la loro valorizzazione in qualche modo. Già questa scelta ci ha raccontato è una scelta di chi può avere uno sguardo artistico come il suo. E non ci sono soltanto pittura e disegno, c’è anche un monolite, un totem al centro della sala dove è proiettato un video che fa riferimento a una memoria specifica: un passaggio della madre su questo ponte con Selma in braccio e un gesto della madre che copre gli occhi alla figlia, impedendole di vedere i tanti corpi morti attorno a loro. Questi traumi, queste memorie, questi ricordi entrano all’interno della mostra e portano, ovviamente, una visione che è anche conflittuale al proprio interno e questo conflitto è anche presente nelle 140 lettere a Omer che abbiamo deciso di pubblicare per quest’occasione”. Letters to Omer è un progetto che Selman sviluppa dal 2021 attraverso una serie di lettere destinate a un interlocutore immaginario.

Conclude Giusti: “Nel video Crossing the Blue Bridge Selma riattraversa quel ponte, lo fa correndo. E questa è anche una forma di liberazione, in qualche modo un modo per rielaborare quel trauma e per tornare a osservare con speranza il proprio contesto di origine, il proprio paese e se stessa più grande, dopo un percorso lungo di crescita fatto di viaggi, incontri e trasformazioni della propria identità. Questa è anche una mostra che parla di memorie, traumi e sofferenze, ma anche una mostra che porta attraverso lo sguardo un’immagine di speranza”. Nella sequenza di Crossing the Blue Bridge proposta in loop il volto dell’artista rimane costantemente celato allo sguardo: una figura di spalle mentre corre verso qualcosa che non può essere visto e da cui, al tempo stesso, sembra fuggire: il visibile convive con l’evocato.

La mostra è parte di una serie di iniziative realizzate con il supporto del Club GAMeC – l’associazione degli amici del museo che dal 2005 sostiene le attività della Galleria, volte a promuovere la ricerca artistica contemporanea in tutte le sue forme. Il programma Pedagogia della Speranza, di cui la mostra fa parte, si sviluppa sotto la direzione artistica di Lorenzo Giusti , attraverso un processo di co-progettazione che vede coinvolti il Dipartimento Educativo della GAMeC , guidato da Sara Tonelli con Rachele Bellini , e il team curatoriale formato da Sara Fumagalli, Valentina Gervasoni e Irene Guandalini.

L’ora buona per tracciare qualche regola in più

Si può comprendere un certo senso di scampato pericolo dopo le elezioni suppletive di Reggio Calabria. Infatti la “sfida” di Vannacci al centrodestra è andata così così. E ora tutti (non solo i “governativi”) possono tirare un piccolo sospiro di sollievo. A patto, però, che quel sospiro sia davvero piccolo e non illuda nessuno di essere venuti a capo di un problema che rischiamo invece di trascinarci ancora a lungo.

Il tema, infatti, parafrasando Gaber, non è il “Vannacci in sé”. Piuttosto il Vannacci che è in noi. E cioè l’attitudine di gran parte del circo politico di affrontarsi a colpi di demagogia, coltivando l’estremismo delle parole e delle promesse e senza mai concedere il più piccolo spazio alla reciproca comprensione.

È quello il terreno su cui un bullo come il “generale” trova linfa per le sue scorribande. Portando alle conseguenze più estreme (e più inaccettabili) il gioco delle opposte faziosità.

Il fatto è che c’è nel Paese una corrente di sfiducia che corrode le nostre istituzioni e i nostri costumi. E a furia di vedere all’opera una classe dirigente che si dà sempre sulla voce e non trova mai un attimo di calma per riflettere e soppesare le cose con un minimo di reciproca ponderatezza, va a finire che ogni forma di estremismo viene sdoganata e di fatto legittimata.

È tempo, insomma, di tracciare (e rispettare) qualche regola in più nella nostra vita pubblica. Tanto più in un momento in cui l’intelligenza artificiale fa sembrare intelligente ogni artificio. Cosa che non è, ovviamente.

Fonte: La Vice del Popolo – Giovedì 1 ottobre 2026

[Testo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia]

Francia, la piazza si radicalizza e Le Pen può ergersi a paladina dell’ordine

Le ragioni del disagio

La rabbia dei licei francesi nasce da problemi concreti: insegnanti assenti e non sostituiti, classi sovraffollate, edifici deteriorati. Nelle periferie parigine, racconta Le Monde, gli studenti denunciano soprattutto la distanza dalle opportunità offerte ai coetanei della capitale. È una domanda di uguaglianza e riconoscimento che merita ascolto.

La mobilitazione, estesasi alle università, è però accompagnata da incendi, aggressioni al personale scolastico e scontri con la polizia. Anche l’operato delle forze dell’ordine richiede verifiche: tre indagini dell’IGPN riguardano il ferimento di liceali durante i blocchi. La gravità delle violenze impone di accertare le responsabilità senza confondere l’intera protesta con i suoi episodi più distruttivi.

Il rischio della radicalizzazione

La vicenda porta alla luce una radicalizzazione della società francese, nella quale il disagio alimenta la contrapposizione e la mediazione perde terreno. Il governo accusa La France insoumise di esasperare le tensioni; il suo leader, Jean-Luc Mélenchon, denuncia la repressione e invita i suoi militanti a interporsi. Le accuse politiche, naturalmente, non costituiscono una prova delle responsabilità negli scontri.

Resta tuttavia il problema dell’effetto prodotto da questa posizione. Mélenchon può mobilitare i suoi sostenitori, ma rischia di spingere altri cittadini verso chi promette sicurezza. Marine Le Pen può così ergersi a difesa dell’ordine, raccogliendo il consenso di quanti guardano alle immagini delle violenze con paura e chiedono anzitutto protezione.

Non è un automatismo elettorale. È però una dinamica che la sinistra dovrebbe considerare: quando la difesa delle rivendicazioni non si accompagna a una condanna inequivocabile delle violenze, la destra nazionalista trova uno spazio favorevole. Il governo, intanto, ha ritirato i nuovi contributi previsti per alcuni percorsi post-diploma e annunciato incontri con le rappresentanze scolastiche. L’apertura dovrà produrre risposte concrete.

 

Il “rischio Francia” si proietta sull’Europa

La posta delle presidenziali del 2027 supera i confini francesi. Una vittoria della destra nazionalista ed euroscettica potrebbe indebolire la coesione dell’Unione e rendere più difficile assumere decisioni comuni.

Per questo la crisi merita attenzione europea. La Francia ha bisogno di ricomporre le proprie fratture, evitando che la domanda di cambiamento – contro squilibri e fratture sociali –  e quella di sicurezza diventino inconciliabili. Ebbene, se la politica democratica rinuncia a tenerle insieme, lascia alla destra nazionalista la possibilità di presentarsi come l’unica risposta all’inquietudine – e infine al disordine.

Tutto questo in una fase segnata dalla necessità di riordino della finanza pubblica, con gli attuali parametri pericolosamente fuori controllo. Mentre il governo annuncia una manovra lacrime e sangue, la piazza da’ sfogo alla ribellione. Per ora degli studenti.

Trump e Xi ridisegnano il mondo: l’ombra di Taiwan dietro i due panda

L’ipotesi di un nuovo G3

Il cerimonioso incontro fra Trump e Xi Jinping a Washington della scorsa settimana avrebbe prodotto, si è detto, solo due panda donati allo zoo di Atlanta. Naturalmente, c’è molto di più. Il cosa non è al momento dato saperlo, ma potrebbe trattarsi di questioni assai rilevanti.

Carlo Bastasin, docente al Brookings Institution di Washington, a In mezz’ora con Monica Maggioni ha ipotizzato con una certa convinzione che i prossimi due vertici, già calendarizzati nel corrente anno, condurranno a un trilaterale con Putin – forse già a Miami il prossimo dicembre, a margine del G20 – il cui obiettivo sarà, sostanzialmente, formalizzare il superamento del vecchio ordine mondiale multilaterale, per sostituirlo con uno nuovo imperniato su Stati Uniti, Cina e Russia.

Una sorta di G3 che poi – Bastasin questo però non lo ha detto – sarebbe in realtà un G2+1, posta la subordinazione ormai nei fatti di Mosca a Pechino. Un’occasione che l’enigmatico leader cinese e il glaciale zar post-sovietico non si lascerebbero sfuggire, ben consapevoli che sarà difficile in futuro poter contare su una presidenza americana

tanto accomodante nei loro confronti.

 

Taiwan al centro della partita

Se questa suggestione – oggi dobbiamo considerarla tale – si trasformasse in qualcosa di concreto, il futuro di Taiwan diverrebbe uno degli argomenti di massimo interesse geopolitico, più di quanto non sia già ora. Lo confermano le forti preoccupazioni dei partner americani nell’area, a cominciare dal Giappone.

Alcuni vedono in una sorta di scambio Cuba-Taiwan il possibile e immorale risultato che potrebbe alla fine suggellare un accordo fra le due potenze. Un’affermazione netta del dominio USA sul continente americano, già imposta a Pechino con gli accordi a Panama che hanno marginalizzato l’offensiva cinese sul Canale e già recapitata a Mosca con l’operazione Venezuela a inizio anno. E, in parallelo, il riconoscimento di una certa predominanza cinese nella propria area geografica marittima.

Altri, seguendo lo stesso filone di analisi senza però ipotizzare uno scambio esplicito, considerano possibile un’operazione Taiwan, prevista inizialmente per il 2027 ma ora proiettata verso il 2028, anno elettorale sia negli Stati Uniti sia nell’ex Formosa. E pure l’anno nel quale Xi Jinping dovrebbe ottenere dal Partito Comunista Cinese un quarto mandato al potere. Ne ha scritto su Foreign Affairs Jonathan Czin, anch’egli del Brookings Institution.

Vi sarebbero diverse ragioni al riguardo. Fra queste potrebbe pesare la volontà di Xi di legare la propria eredità politica a quello che Pechino considera un obiettivo storico: la riunificazione di Taiwan alla Madre Patria.

 

La carta del Kuomintang

V’è poi la speranza che lo storico partito nazionalista taiwanese, il Kuomintang, da anni all’opposizione e più possibilista circa il raggiungimento di un accordo di lunga durata con Pechino, possa finalmente tornare a vincere le elezioni. Un’ipotesi esplorata lo scorso aprile nel corso degli incontri che la presidente del partito, Cheng Li-wun, assai più disponibile al dialogo con la Cina continentale rispetto alla media dell’opinione pubblica taiwanese, ha avuto a Pechino, invitata dallo stesso Xi.

Ma ci sono pure ragioni di ordine interno a proiettare al 2028 il possibile momento della verità, soprattutto nel caso di una nuova vittoria elettorale del Democratic Progressive Party e del presidente taiwanese Lai Ching-te. Per quel tempo Xi Jinping avrà potuto rimpiazzare – anche sfruttando la nomina dei nuovi vertici del partito dopo il XXI Congresso – le molte alte cariche militari che ha epurato nell’ultimo anno in nome della lotta alla corruzione.

 

La lezione del 2022

Ci sono poi ragioni di ordine esterno. La principale riguarda proprio gli Stati Uniti. A tal proposito Czin osserva quanto sia stata importante la lezione appresa dai cinesi dopo la dura risposta di Pechino alla visita che l’allora speaker della Camera dei Rappresentanti, Nancy Pelosi, fece a Taipei nell’agosto del 2022: gli Stati Uniti non intervennero militarmente a fronte delle manovre potenzialmente assai aggressive poste in essere dalla Cina intorno all’isola. E c’era Biden alla Casa Bianca, non certo un presidente incline alle posizioni di Pechino.

E qui entra in gioco Trump, un presidente che pare voler intendere il suo motto Make America Great Again in termini assoluti sul continente americano, ma in termini relativi altrove, e soprattutto interessato a dialogare e trovare accordi con i regimi piuttosto che con le nazioni democratiche dell’Occidente, che Xi ritiene infatti in declino.

La guerra intrapresa dal tycoon contro l’Iran ha offerto ai cinesi l’occasione per raccogliere utili informazioni su alcune debolezze della potenza a stelle e strisce. Limiti politici e limiti militari: diminuita capacità di influenza sulle nazioni arabe alleate ma anche, addirittura, su Israele; stock di munizioni che richiederanno anni per essere ricostituiti; vulnerabilità delle basi d’oltremare e della stessa logistica navale. Problemi che l’Amministrazione Trump lascerà in eredità a quella successiva, qualunque essa sarà.

 

 Oltre i panda, Taiwan

Quindi, ecco la conclusione: USA meno pronti di ieri a difendere Taiwan. Nonostante la linea ufficiale di Washington non sia cambiata, le esternazioni trumpiane tese a compiacere Xi – sia nella prima visita a Pechino, sia nell’incontro di Washington – hanno generato ansia e preoccupazione a Taipei.

Qui, peraltro, ormai da anni ci si sta attrezzando per garantirsi un’autonoma capacità difensiva, attraverso la famosa Strategia del Porcospino e un’educazione della popolazione alla resilienza, capace di reggere l’urto di un possibile attacco e di un eventuale blocco navale dell’isola.

Oltre i due panda, ci avvisano gli analisti del Brookings, potrebbe esserci Taiwan, dunque.

Maritain, le vie della pace: costruire ogni giorno la civitas pacificationis

I due Discorsi all’Unesco

In presenza di un deteriorarsi di quella che papa Francesco ha chiamato la «terza guerra mondiale a pezzi», può risultare opportuno rileggere i due Discorsi sulla pace che il filosofo Jacques Maritain tenne all’Unesco: uno nel 1947, all’indomani della fine della seconda guerra mondiale, e l’altro nel 1966, all’indomani della chiusura del Concilio ecumenico Vaticano II.

Il primo apparve come volume con il titolo La voie de la paix, poi ripubblicato con altro titolo, che esplicitava l’indicazione che vi era contenuta: Le possibilità di cooperazione in un mondo diviso, e inserito nel volume Il filosofo nella società. Il secondo fu pubblicato nel volume di Incontri di culture all’Unesco, con il titolo Les conditions spirituelles du progrès et de la paix, poi ripubblicato tra gli “scritti di filosofia cristiana” di Approches sans entraves come riflessione su Il ruolo dello spirituale nei confronti del progresso e della pace (Maritain aveva corretto il titolo originario).

Si tratta di due brevi testi che però, nella loro essenzialità, richiamano alcune indicazioni che, tipiche della riflessione di Maritain, risultano di rilevante interesse per la pace, in quanto insistono sulle possibilità di cooperazione pratica e sul compito proprio dello spirituale. Sono tematiche che, peraltro, Maritain aveva già affrontato o affronterà in modo più articolato in opere come Principi di una politica umanista del 1944 e L’uomo e lo Stato del 1951.

 

La pace bisogna guadagnarsela

Questi due Discorsi, per la sede in cui sono stati fatti, acquistano ulteriore significato, mostrando in particolare che la pace si costruisce e che “vincere la pace”, come già aveva sostenuto nel 1945 in Cristianesimo e democrazia (che, come inedito, risale al 1942), è anche più difficile che vincere la guerra.

Se la pace autentica occorre “guadagnarsela”, “meritarsela”, si rende necessario battere tutte le strade che possono portare ad essa e concepirla non come la sola sospensione della guerra, cioè una condizione tranquilla e rassicurante, ma come una indefessa costruzione a livello operativo e teorico, individuale e sociale.

Per questo ho intitolato Vie della pace il volume in cui ho riunito i due Discorsi maritainiani e che è di prossima pubblicazione presso l’editore Castelvecchi di Roma. D’altra parte, lo stesso Maritain aveva declinato al plurale l’originaria intitolazione del primo Discorso (La via della pace) quando, successivamente, fin dal nuovo titolo aveva identificato la pace con le possibilità di cooperazione, considerate tanto più necessarie in quanto in presenza di un mondo diviso. Non solo: il plurale torna pure nel secondo Discorso quando Maritain precisa che il ruolo dello spirituale si attua in un triplice modo: come educazione, ispirazione e cultura.

 

Le cinque vie indicate da Maritain

Il plurale delle vie della pace appare evidente anche da quanto il Filosofo scrisse in altre occasioni. In primo luogo, a proposito del “dialogo” come collaborazione in campo pratico sotto il segno dell’amicizia civile, e come confronto sul piano teorico all’insegna della giustizia intellettuale.

Inoltre, sul piano dei “valori moderni” come disideologizzazione; sul piano della “società politica mondiale” come unificazione del mondo; sul piano dell’educazione come “risveglio umano” in senso individuale e sociale; sul piano dei “piccoli gruppi” come impegno per la verità tra azione e contemplazione.

Ecco, dunque, le cinque vie indicate direttamente o indirettamente da Maritain e che ho denominato rispettivamente: la via dialogica, la via assiologica, la via politologica, la via pedagogica e la via prassiologica.

Sono vie diverse, ma accomunate da una idea fondamentale: che identifica la pace con il progetto storico concreto dell’umanesimo integrale, come «promozione di tutto l’uomo e di tutti gli uomini», per usare il linguaggio di Paolo VI, il quale nella Populorum progressio, sulla scia dell’umanesimo integrale di Maritain, addita l’«umanesimo plenario» finalizzato allo “sviluppo dei popoli”, considerato il nuovo nome della pace.

L’umanesimo eroico e la città fraterna

In questa prospettiva, Maritain aveva additato la necessità di un umanesimo eroico, cioè un eroismo della quotidianità, finalizzato alla “città fraterna”, «la quale − aveva pure puntualizzato nel relativo discorso intitolato Che cosa è l’uomo (poi nel volume Pour la justice del 1945) − non comporta la speranza che tutti gli uomini saranno un giorno perfetti sulla terra e si ameranno fraternamente, sibbene la speranza che lo stato esistenziale della vita umana e le strutture della civiltà si avvicineranno sempre più alla perfezione, la cui misura è la giustizia e l’amicizia».

Dunque, non un paradiso in terra, ma una tensione sempre più impegnata e impegnativa per rendere la società più umana o, come dirà Avishai Margalit, almeno “decente”; insomma, non il mondo migliore, ma un mondo migliore è quello a cui si può pervenire, se si lavora a creare le condizioni sociali, economiche, politiche, morali e spirituali della pace.

 

Costruire la civitas pacificationis

A tal fine, ecco la lezione che mi sembra provenire dall’impostazione maritainiana, specialmente dai due Discorsi all’Unesco : non bisogna stancarsi di ricercare nuove vie della pace e di impegnarsi per la sua costruzione.

Giorno per giorno, si contribuisce alla edificazione della civitas pacis, anzi della civitas pacificationis, dato il carattere dinamico e concreto che le è proprio, cioè “pacificazione”: sia per arrivare alla pace dopo una guerra, sia per mantenere la pace in modo da non arrivare ad un’altra guerra.

Si vis pacem, para civitatem, si direbbe oggi per indicare l’effettiva volontà di pace.

Italgas: accordo per acquisire 22,5% di Floene per 120 mln

Milano, 2 ott. (askanews) – Italgas ha firmato un accordo vincolante con le giapponesi Marubeni e Toho Gas per acquisire una partecipazione del 22,5% in Floene, principale operatore della distribuzione del gas in Portogallo. Il valore dell’operazione, in termini di equity value, è di circa 120 milioni di euro.

L’accordo prevede l’acquisto del 100% di Meet Europe Natural Gas, società che detiene il 22,5% del capitale di Floene. Con il perfezionamento dell’operazione Italgas assumerebbe un ruolo industriale nella società attraverso il controllo congiunto.

L’acquisizione rientra nella strategia di crescita attraverso operazioni di M&A prevista dal Piano strategico 2026-2032 di Italgas, presentato lo scorso giugno.

“L’operazione permetterebbe di generare un rilevante valore industriale, producendo benefici per i clienti, le comunità locali e tutti gli stakeholder, favorendo lo sviluppo nel lungo termine del settore della distribuzione del gas in Portogallo”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Italgas, Paolo Gallo.

Grazie all’acquisizione, ha aggiunto Gallo, “sarebbe possibile combinare la presenza fortemente radicata a livello locale di Floene con la comprovata esperienza di Italgas nella digitalizzazione delle reti, nell’innovazione e nell’efficienza operativa”.

Il perfezionamento dell’operazione è subordinato ad alcune condizioni, tra cui l’ottenimento delle necessarie autorizzazioni da parte delle autorità competenti.

Floene serve circa 1,1 milioni di utenti attivi nei segmenti residenziale e industriale e gestisce una rete di circa 14mila chilometri. La società detiene cinque concessioni per la distribuzione del gas in aree strategiche del Portogallo, tra cui l’area metropolitana di Lisbona, e opera inoltre attraverso un sistema di licenze in altre aree del Paese.

Padel, al Fip Gold di Perugia brillano i big del ranking mondiale

Roma, 1 ott. (askanews) – È iniziato alla Padel Arena il Fip Gold Mediolanum Padel Cup di Perugia, uno degli appuntamenti di punta della Federazione Internazionale Padel nonché terzo torneo più importante disputato in Italia dopo il Major di Roma e il P1 di Milano. Nel tabellone maschile – si legge in una nota – sono subito entrati in scena alcuni dei principali protagonisti del circuito mondiale, con l’esordio dei numeri 1 del seeding Lucas Bergamini e Jairo Bautista e il successo di Javi Garrido e Juani De Pascual nel match più atteso della giornata contro Lucho Capra e Maxi Sanchez.

Bergamini, brasiliano numero 19 del Fip Ranking, e Bautista, spagnolo numero 23, hanno superato in due set Lorenzo Di Giovanni e Giuseppe Fino (6-3 6-4). Vittoria netta anche per Garrido e De Pascual: le teste di serie numero 6, al primo torneo in coppia, hanno battuto 6-3 6-1 gli argentini Lucho Capra e Maxi Sanchez, quest’ultimo già numero 1 del mondo, conquistando l’accesso agli ottavi di finale.

Buona prova anche per due giovani della NextGen italiana, Noa Bonnefoy e Michele Brambilla, ventenni e vincitori a luglio della medaglia d’oro al Fisu World University Championship Padel. Gli azzurri hanno impegnato fino al tie-break del secondo set gli spagnoli Alex Arroyo e Jose Jimenez, rispettivamente numero 28 e 29 del mondo e teste di serie numero 4 (6-2 7-6 il risultato finale). Ha iniziato bene il torneo anche Javi Barahona, vincitore del Fip Silver di Perugia nel 2025, che insieme a Maxi Sanchez Blasco ha superato 6-3 6-4 Patiniotis/Garcia. Avanti anche Javi Garcia, altro vincitore dell’edizione 2025, quest’anno in coppia con Alex Ruiz.

Venerdì, a partire dalle 12, sarà invece il turno delle principali protagoniste del tabellone femminile. Tra le più attese ci sono le azzurre Carolina Orsi, Giulia Dal Pozzo e Carlotta Casali, tutte protagoniste delle recenti medaglie conquistate dalla Nazionale tra Mondiali, Europei e Giochi del Mediterraneo. Orsi giocherà insieme alla ex numero uno mondiale Patty Llaguno contro Giuditta Beltrami e Michela Zaccagnini. Dal Pozzo sarà in coppia con Nuria Rodriguez contro Francesca Scrinzi e Vittoria Giraldi. In campo – conclude la nota – anche Carlotta Casali insieme a Nerea Guerra, contro Deborah Cruciani e Micaela Moroni.

Winding Refn: il cinema è umanità, IA e social ci stanno distruggendo

Roma, 1 ott. (askanews) – Nicolas Winding Refn, il visionario regista danese di “Drive”, è arrivato a Roma per presentare il suo nuovo film “Her Private Hell”, uscito nelle sale (dall’1 ottobre con Mubi) italiane dopo essere passato all’ultimo Festival di Cannes.

Un film che si muove tra horror e fantascienza, neon, violenza e una nebbia misteriosa che pervade una metropoli futuristica, dove un’attrice (Sophie Thatcher) in cerca di suo padre intreccia il suo destino con quello di un soldato americano che deve salvare la figlia (Charles Melton).

Quello di Refn è un mondo artificiale e ipnotico con un’estetica visiva potente, un film che ha diviso la critica: “Non volevo mandare un messaggio – ha spiegato il regista – io creo esperienze per le persone; ovviamente amo i colori, il caos, il sesso, la violenza e tutti questi temi che sono nel film ma dentro c’è soprattutto la storia di una ragazza alla ricerca di suo padre, che in quel viaggio crea il padre perfetto. In questo racconto è forte il tema del rapporto padre-figlia”.

Refn ha parlato più volte di un importante intervento cardiaco a cui ha dovuto sottoporsi che gli ha cambiato la prospettiva: “Ho quasi sperimentato uno stato di pre-morte e poi sono riuscito a tornare. Questo non ha influito sul mio modo di fare cinema ma è cambiata la mia idea del tempo e di quanto sia prezioso; ho capito che se vuoi creare un’esperienza, devi assicurarti che sia un’esperienza degna per il pubblico perché devi rispettare il fatto che ti dedichi del tempo”.

Spicca la colonna sonora di Pino Donaggio, storico collaboratore di Brian De Palma, che accompagna le visioni del film. “Devo dire che la sua musica è il vero sangue del mio inferno privato – ha detto Refn – senza la sua musica non ci sarebbe film”.

E sul suo ritorno al cinema a 10 anni da “The Neon Demon” ha dichiarato di aver messo da parte, almeno nel prossimo futuro, l’esperienza con la tv.

“Il cinema è uno degli ultimi luoghi in cui si vivono esperienze collettive, dobbiamo proteggerlo, preservarlo, perché altrimenti perderemo gran parte della nostra umanità. Ci sono così tante cose nella tecnologia che ci stanno facendo a pezzi, l’intelligenza artificiale, l’algoritmo, la solitudine… I social media ci dividono sempre di più, anziché unirci. E se perdiamo anche il cinema allora perdiamo gran parte della nostra umanità. Per me il cinema è vita”.

Il regista incontra a Roma il pubblico in sala per accompagnare l’uscita; l’1 ottobre alle 19.15 al Nuovo Cinema Aquila alle 20.30 all’UCI Cinema Porte di Roma e al The Space Cinema Parco de Medici con Q and A al termine della proiezione; il 2 ottobre, alle 11.00 alla Multisala Lux, alle 19.00 al Cinema Troisi e alle 21.00 al Cinema Quattro Fontane.

Wadephul a Roma, con Foti e Fertitta per Festa Unitá tedesca

Roma, 1 ott. (askanews) – “Oggi nel giardino della residenza abbiamo piantumato una quercia, questo è il primo dei 75 alberi che saranno messi a dimora in tutta italia. Un albero per ogni anno della ripresa delle relazioni tra Italia e Germania”: lo ha affermato il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul, ospite d’onore della Festa dell’Unità tedesca in corso a Villa Almone, residenza dell’ambasciatore tedesco a Roma, in occasione del 75esimo anniversario della ripresa delle relazioni diplomatiche tra Italia e Germania.

“Negli ultimi 75 anni i nostri paesi sono diventati un centro di forza europeo. Questo è un albero che metaforicamente Adenauer e de Gasperi piantarono allora insieme”, ha aggiunto, augurando che fra altri 75 anni quella quercia sarà ancora più grande e forte.

“Ogni giorno ci impegniamo per una Germania forte e affidabile in Europa che dimostri stabilità contro le crisi che affliggono il mondo. A tal fine occorre stabilità politica ma anche una base economica stabile. Germania e Italia in questo ambito continuano a svolgere un ruolo guida” in questo senso.

A Villa Almone, tra le varie autorità presenti, il ministro per gli Affari Europei, Tommaso Foti, il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso, il deputato di Forza Italia Claudio Lotito, Luca Cordero di Montezemolo, l’ambasciatore americano in Italia Tilman J. Fertitta, la deputata di Italia Viva Maria Elena Boschi, i deputati Fdi Giulio Tremonti e Giangiacomo Calovini e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri.

Calcio, Mancini: "Contro la Francia per vincere"

Roma, 1 ott. (askanews) – Dopo la vittoria in Turchia, l’Italia si prepara al terzo impegno di Nations League. Venerdì alle 20.45 gli Azzurri saranno di scena allo Stade de France contro la Francia di Zinedine Zidane. Alla vigilia della sfida, il Ct Roberto Mancini ha parlato a Sky Sport, sottolineando la volontà della Nazionale di giocare senza timori reverenziali.

“Sicuramente sarà una grande partita, perché giochiamo contro una grande squadra, piena di giocatori straordinari. Però ci teniamo a fare bella figura, cercheremo di provarci”, ha detto Mancini.

L’obiettivo, però, non sarà soltanto limitare i danni. “Quando affronti squadre così forti non giochi mai per non vincere, chiaro che giocheremo per vincere sempre. Questa deve essere la nostra mentalità, sapendo che tutto può accadere in una partita”, ha spiegato il Ct.

Mancini ha poi fatto il punto sulla condizione della squadra dopo la gara di Bursa e sulle possibili scelte di formazione. “Qualcuno, valutiamo domani con l’ultimo allenamento, per vedere come hanno recuperato dalla partita di Bursa. Non abbiamo molti dubbi, ma domani vedremo”, ha aggiunto.

Ancora da definire anche il centravanti. Alla domanda sulla possibile scelta tra Pio Esposito e Moise Kean, il Ct ha risposto lasciando aperta anche l’ipotesi Scamacca: “O Scamacca. Cambieremo meno rispetto a Bursa”.

Possibile novità anche in mezzo al campo, con Sandro Tonali candidato a giocare da regista. “Può essere”, ha risposto Mancini, senza però sciogliere definitivamente il dubbio.

Acqua, Vincenzi (ANBI): raccontare bellezza territori

Roma, 1 ott. (askanews) – “Noi come Anbi con Obiettivo Acqua insieme a Fondazione Univerde vogliamo raccontare la bellezza dei territori che è prodotta dall’acqua, l’acqua irrigua che circola, che preleviamo e cerchiamo di distribuire in 120 mila km di canali producendo ambiente, economia, benessere. Con questo spirito vogliamo raccontare quanto è importante continuare con la pratica irrigua che a livello agricolo come modello italiano e nel sud Europa ci permette di mantenere una straordinaria biodiversità ambientale e agricola che è unica al mondo e che dobbiamo preservare”.

Lo ha dichiarato Francesco Vincenzi, presidente ANBI, inaugurando l’esposizione “Acqua, biodiversità e paesaggio. Un viaggio attraverso le Aree Protette d’Italia” nell’ambito dell’EuroMediterranean Water Forum a Roma.

Meloni a von der Leyen: tener conto di inflazione in valutazione regole spesa

Roma, 1 ott. (askanews) – “Siamo consapevoli dei rischi connessi alla modifica di regole di bilancio introdotte di recente, volte a perseguire un obiettivo che tutti condividiamo: la sostenibilità del debito. Siamo altresì pienamente consapevoli degli impegni assunti dall’Italia nell’ambito della procedura per i disavanzi eccessivi in corso e della necessità di rispettare il percorso correttivo della spesa netta. Riteniamo tuttavia che il quadro di bilancio consenta alla Commissione europea di tenere conto” della crescita dell’inflazione “nel valutare, ex ante, il rispetto della regola di spesa in sede di esame dei prossimi Documenti programmatici di bilancio”. Lo scrive la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nella lettera inviata alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen per chiedere una maggiore flessibilità a causa della crescente inflazione.

“Ritengo che si tratti di una questione urgente, non più rinviabile, che dovrebbe essere discussa dai Ministri delle Finanze nella prossima riunione dell’ECOFIN”, conclude.

Carburanti, anche Tamoil vara misure per contenere i prezzi

Roma, 1 ott. (askanews) – Tamoil Italia S.p.A., società appartenente al gruppo internazionale Oilinvest, ha deciso di adottare una serie di misure volte a mitigare il prezzo dei carburanti commercializzati presso la propria rete di distributori a marchio.

L’iniziativa, recita un comunicato, si inserisce nel contesto delle attuali condizioni straordinarie determinate dalla situazione internazionale che continua a influenzare i mercati energetici e il settore dei trasporti, con significative ripercussioni sul potere di acquisto delle famiglie e sui costi sostenuti dagli operatori economici.

Accogliendo gli appelli provenienti dalle istituzioni e dalle associazioni dei consumatori, Tamoil Italia intende contribuire concretamente a sostenere la mobilità dei cittadini attraverso l’attuazione di interventi finalizzati al contenimento dei prezzi dei carburanti.

Le misure adottate, si legge, sono state concepite per generare benefici sia per i consumatori finali sia per la sostenibilità economica delle attività connesse alla rete distributiva. L’iniziativa resterà in vigore fino al 31 ottobre 2026.

“Tamoil conferma la propria volontà di operare come partner responsabile al servizio del Paese, dei propri clienti e degli operatori della rete, contribuendo, per quanto possibile, ad attenuare gli effetti delle attuali tensioni internazionali sul mercato dei carburanti”, afferma la società.

Tentato attacco alla base Raf, arrestato 27enne con cittadinanza gb-iraniana

Roma, 1 ott. (askanews) – La polizia antiterrorismo britannica ha annunciato l’arresto di un 27enne con doppia nazionalità britannica e iraniana, con l’accusa di preparare atti terroristici, nell’ambito delle indagini sull’incidente alla base della RAF di Fairford. Secondo quanto riportato dalla Bbc, l’uomo è stato arrestato a Westminster, Londra, mentre un secondo uomo, un cittadino britannico di 26 anni, è stato interrogato, e sono stati perquisiti due immobili della zona.

Cinque ventenni, arrestati domenica scorsa nei pressi della base aerea, rimangono in stato di libertà vigilata. Sono tutti cittadini britannici residenti a Londra: quattro vivono a Westminster e uno a Camden.

Carburanti, convocata domattina la Energy Task Force dell’Ue

Roma, 1 ott. (askanews) – La crisi dei prezzi dell’energia resta sotto i riflettori nell’Unione europea: è stata convocata per domani mattina presto, alle 8 e 30, una riunione della Energy Union Task Force, che include rappresentanti della Commissione europea e dei paesi membri della Ue. Lo riferiscono fonti comunitarie, secondo cui in agenda è prevista “una discussione della situazione attuale”.

Uno sviluppo che sembra confermare precedenti indiscrezioni di stampa in merito a “colloqui di crisi” – così erano stati definiti dal Financial Times – sull’ipotesi di far ricorso alle scorte strategiche.

Secondo il quotidiano, che cita fonti anonime, Washington avrebbe messo pressioni sui paesi europei per far ricorso alle loro riserve, avvertendo che altrimenti gli Usa potrebbero bloccare le forniture di diesel.

Questo mentre il presidente Usa, Donald Trump, è a sua volta sotto forti pressioni per cercare di abbassare i prezzi dei carburanti ai distributori, in vista delle elezioni di medio termine.

In realtà, la polemica riguarderebbe la decisione assunta in sede di Agenzia Internazionale per l’energia già nei mesi scorsi, a marzo, in risposta al primo shock dei prezzi innescato dal conflitto con l’Iran, che ha bloccato le forniture dallo stretto di Hormuz.

In particolare, secondo il segretario di Stato statunitense all’energia, Chris Wright, mentre gli Usa e il Giappone hanno onorato i loro impegni sul rilascio delle scorte, diversi paesi europei avrebbero sbloccato solo una frazione di petrolio e raffinati su cui si erano impegnati.

Ad ogni modo, non tutti negli Stati Uniti sarebbero favorevoli a uno stop delle esportazioni di diesel. In particolare varie aziende del settore avrebbero avvertito l’amministrazione Trump che una mossa del genere danneggerebbe la loro reputazione quali fornitori e potrebbe avere un effetto boomerang.

Domani, intanto, non sono previste riunioni del comitato direttivo (governing board) dell’Aie su eventuali decisioni o raccomandazioni di rilascio delle scorte strategiche di petrolio. Lo puntualizzano dall’Ahgenzia interpellati sulla questione.

L. elettorale, tra scranni pieni e vedette per maggioranza sollievo dopo tensione

Roma, 1 ott. (askanews) – Sono le 13.27 quando il presidente della Camera Lorenzo Fontana proclama il risultato del voto a scrutinio segreto sulle pregiudiziali alla legge elettorale. E la maggioranza può tirare un sospiro di sollievo. Dopo giorni di tensioni, retroscena, ministri “precettati”, avvertimenti (“se si va sotto si va a casa”, la linea di Meloni e Fdi) il risultato è migliore delle previsioni: 229 no contro 151 sì. Con il corollario di ‘vedette’ e occhi puntati sulle fessure delle pulsantiere per ‘scovare’ eventuali franchi tiratori (in caso di sorprese che non sono arrivate).

All’avvio del dibattito, un’ora e mezzo prima del voto, ministri, viceministri, sottosegretari e deputati fanno la spola tra l’aula e il Transatlantico. Poco dopo le 13, quando Lorenzo Fontana entra a presiedere, l’emiciclo è strapieno. A quel punto i banchi del governo sono al gran completo. Assente la premier Giorgia Meloni al salone della Nautica di Genova e il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini che è alla seconda edizione della conferenza ‘Citta del futuro 2030-2035’ (e che comunque è senatore).

Pienone tra gli scranni, con leader, capigruppo e deputati fino all’ultimo dei peones. Il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli è in piedi in cima ai banchi del partito e parla fitto al telefono, poi dirà “stiamo organizzando Atreju”. Seduta tra i colleghi di Forza Italia l’ex compagna di Silvio Berlusconi, di nero vestita, Marta Fascina. Mentre in Transatlantico gironzolano alcuni ex parlamentari come Mario Landolfi e Antonio Razzi.

Ranghi serratissimi anche tra le file delle opposizioni. La segretaria Elly Schlein quando comincia il dibattito è seduta al suo posto. In aula dall’inizio pure i leader di Avs Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli e Riccardo Magi di +Europa. Il presidente Giuseppe Conte arriva poco prima del ‘clou’. In Futuro nazionale, l’opposizione a destra del centrodestra, sono tutti seduti e al dunque mancherà all’appello solo l’ex Fdi Emanuele Pozzolo.

Durante l’intervento sulle pregiudiziali è il dem Gianni Cuperlo a evocare il rischio di un’aula ‘militarizzata’: “Avete vedette per controllare la postura delle dita che voteranno nel voto segreto, non vi fidate neppure dei vostri parlamentari”. Ironico Roberto Giachetti di Iv: “Ringrazio la presidente del Consiglio Meloni che ha preteso uno schieramento così vasto del governo con ministri, viceministri, sottosegretari, ho visto il ministro dell’Economia, dell’Ambiente, del Turismo, delle Pari opportunità, della Giustizia e addirittura il viceministro degli Esteri, che sono qui presenti per ascoltare me”. Il vannacciano Edoardo Ziello sottolinea: “Queste aule così affollate non si vedono mai quando dobbiamo parlare dei problemi degli italiani ma quando c’è in ballo la poltrona su cui alcuni fantasmi di Montecitorio sono imbullonati, vedo l’onorevole Brambilla, manca invece l’onorevole Angelucci della Lega”.

Pochi brusii in aula rispetto ad altre occasioni. Al momento del voto sulle pregiudiziali, dalle tribune gli occhi sono puntati sulle ‘vedette’ e le dita all’insù di chi, in particolare tra le file di Fdi, non inserisce tutta la mano nella fessura della pulsantiera ideata per proteggere il voto segreto. Forse per rendere ‘visibile’ il proprio sì. Non si curano di essere eventualmente additati come franchi tiratori i leghisti e gli azzurri che, come i deputati delle opposizioni, infilano tutta la mano. Alcuni fedelissimi della premier si posizionano negli scranni più alti del settore di Fratelli d’Italia: Donzelli, Francesco Filini, Sara Kelany e Augusta Montaruli che si sporge in avanti verso i banchi sotto di lei. Con Fontana che richiama all’ordine chi si alza in piedi: “colleghi, cortesemente, rimanete seduti!”.

Tabulati alla mano, gli assenti sono complessivamente 17 e si contano, nei partiti, sulle dita di una mano. Di parlamentari di Fdi manca solo Roberto Traversi; cinque assenti sono della Lega (Antonio Angelucci, Stefano Candiani, Virginio Caparvi, Giulio Centenaro non partecipano al voto, mentre Dario Giagoni risulta in missione). Di Forza Italia il ministro Gilberto Pichetto Fratin (anche lui in missione) e Rita Della Chiesa. Infine, Franco Tirelli per Noi moderati. L’organizzazione delle truppe, oggi, ha funzionato. Prossimo appuntamento il voto segreto dell’8 ottobre sul voto finale sulla legge elettorale.

Al Salone Nautico il caso di Salis giù dal palco. Polemica, poi Meloni chiama sindaca

Genova, 1 ott. (askanews) – La visita della presidente del Consiglio Giorgia Meloni al Salone Nautico di Genova apre un caso politico-diplomatico. Al momento del taglio del nastro, infatti, sul palco oltre alla premier salgono il il presidente della Regione Liguria Marco Bucci (di centrodestra) ed il presidente di Confindustria Nautica Piero Formenti ma non la sindaca (di centrosinistra) Silvia Salis. “Non è stata invitata dal cerimoniale”, la prima spiegazione che emerge.

Subito, dal centrosinistra, si alza la polemica. “Uno schiaffo a Genova, non a te. Temono il confronto, cuccioli”, scrive su X rivolgendosi a Salis il senatore Pd Filippo Sensi. “Un’offesa ai cittadini e alla città”, dicono il Dem Andrea Orlando e il capogruppo M5s al Senato Luca Pirondini.

“Se l’obiettivo, come si vocifera, e spero che non sia così, era quello di levarmi attenzione, non credo sia stato raggiunto”, commenta amareggiata Salis. Che poi ricorda: “Io rappresento la città di Genova non voglio fare polemica, vorrei solo ricordare che noi siamo in prestito alle istituzioni, non sono nostre, gli incarichi che abbiamo li serviamo, non servono a noi, noi rappresentiamo le istituzioni per le quali siamo state votate. E’ stato un peccato ovviamente non essere sul palco, però quello che voglio trasferirvi è il senso di servizio verso il nostro incarico, non sono incarichi personali e non vanno personalizzati in nessun modo”.

Mentre la polemica monta, arrivano le spiegazioni e le prese di distanza. “Io non ne so assolutamente nulla, mi hanno chiamato sul palco e sono salito”, garantisce Bucci mentre Palazzo Chigi assicura che Meloni è rimasta “sorpresa” e “dispiaciuta” per la mancata presenza della sindaca sul palco. Nel corso della cerimonia, Meloni – sottolineano fonti della Presidenza del Consiglio – ha infatti chiesto al presidente di Confindustria Nautica, Piero Formenti, il motivo dell’assenza di Salis, apprendendo in quel momento che si era trattato di un errore dell’organizzazione del Salone.

Lo stesso Formenti esprime “un po’ di fastidio” per “queste polemiche strumentali, che non so da dove arrivino, ma non mi interessano”. “Il centrosinistra deve sapere che il Salone Nautico di Genova è la casa della sindaca Salis e lei è non solo benvenuta ma partecipe perché ci ha aiutato a fare un grande Salone, ed è sempre stata presente quando abbiamo avuto bisogno”, prosegue, rivelando di provenire da “una famiglia storicamente di sinistra, socialista”.

Dall’organizzazione del Salone Nautico precisano, intanto, che “il cerimoniale dell’inaugurazione del 66mo Salone Nautico Internazionale non prevedeva la partecipazione al taglio del nastro né del presidente di Regione Liguria, Marco Bucci, né della sindaca di Genova, Silvia Salis. Si chiarisce inoltre che la Presidenza del Consiglio è completamente estraneaß all’accaduto”.

Alla fine è Meloni, rientrata a Roma, a telefonare alla sindaca per cercare di chiudere il caso. La premier ha espresso “il proprio dispiacere per quanto accaduto”. Salis – hanno riferito fonti del Comune – si è detta dispiaciuta per lo sgarbo istituzionale subito dalla città, ha sottolineato che restano da chiarire le responsabilità per l’accaduto, il motivo per il cui il presidente della Regione Liguria Marco Bucci era presente ed ha ringraziato la premier per la telefonata.

Putin: il mondo è a un momento cruciale. Dobbiamo evitare gli scenari più catastrofici

Roma, 1 ott. (askanews) – “Il mondo è giunto a un momento decisivo e cruciale del suo sviluppo. E non è affatto una questione che riguarda solo la politica. La politica, come sempre, nasce da cambiamenti profondi”: lo ha affermato il presidente russo, Vladimir Putin, nel corso della sessione plenaria del 23° incontro annuale del Club di discussione internazionale Valdai.

I cambiamenti sono in atto in ogni ambito: dalla tecnologia alla struttura sociale, dal clima alla medicina, dalle questioni militari alla bioetica, dal futuro dell’energia ai mutamenti demografici, fino alla digitalizzazione universale, all’intelligenza artificiale e a modelli di sviluppo economico completamente nuovi, ha proseguito Putin.

“L’elenco potrebbe continuare a lungo. Nel loro insieme, questi fattori creano le condizioni per una trasformazione qualitativa. Non siamo ancora in grado di valutare in modo univoco o completo tutte le circostanze che la accompagnano e le relative conseguenze”, ha aggiunto Putin.

E prima o poi, tutti nel mondo dovranno trovare un accordo sui principi di un nuovo ordine mondiale: “Le tendenze allarmanti a cui assistiamo sulla scena internazionale ci impongono di riflettere – innanzitutto, e prima ancora di pensare a come organizzare l’interazione globale in modo più saggio, efficace ed equo per il futuro (sebbene tutto ciò sia, ovviamente, di estrema importanza) – su come preservare la pace e la sicurezza globali proprio ora, in un momento in cui molte norme giuridiche precedenti sono state accantonate e quelle nuove devono ancora emergere”.

Dobbiamo evitare – ha avvertito Putin – gli scenari più catastrofici e adottare misure concrete per impedire che l’umanità precipiti sull’orlo dell’estinzione.

“Cosa bisogna fare per evitare gli scenari più catastrofici? La responsabilità per il nostro futuro comune non è affatto uno slogan astratto; è un insieme di azioni concrete, il cui obiettivo è impedire all’umanità di scivolare sull’orlo dell’estinzione ed evitare l’irreparabile”.

Le persone devono comprendere i rischi emergenti ed essere preparate ad affrontarli, ha spiegato Putin.

“È nostra responsabilità anche aiutare le persone a comprendere questi rischi e a prepararsi ad affrontarli. In modo che individui e famiglie non siano lasciati soli ad affrontare le sfide in materia di sicurezza, il mercato del lavoro in continua evoluzione, lo spazio digitale e così via”, ha sottolineato Putin.

In particolare, riguardo all’intelligenza artificiale, il presidente russo ha ricordato che il mondo deve ancora imparare a vivere e lavorare con l’intelligenza artificiale.

“I cambiamenti globali stanno creando moltissimi nuovi dilemmi che prima semplicemente non esistevano. L’esempio più lampante è la questione dell’intelligenza artificiale, qualcosa con cui dobbiamo ancora imparare a convivere e a lavorare. In che modo il suo rapido sviluppo influenzerà il livello intellettuale dell’umanità stessa, così come il suo patrimonio spirituale e culturale?”, ha affermato Putin.

Il totalitarismo digitale sarà un esempio altrettanto tetro, senza sbocco e disumano del passato totalitario quanto quelli visti in precedenza, ha aggiunto il presidente russo.

Salis: peccato mancato invito su palco a Salone nautico di Genova

Genova, 1 ott. (askanews) – “Se l’obiettivo, come si vocifera, e spero che non sia così, era quello di levarmi attenzione, non credo sia stato raggiunto”. Lo ha detto la sindaca di Genova Silvia Salis, parlando con i giornalisti, al termine della cerimonia di inaugurazione del Salone Nautico di Genova, del mancato invito a salire sul palco insieme alla premier Giorgia Meloni, al presidente della Regione Marco Bucci e al presidente di Confindustria Nautica Piero Formenti.

“Io rappresento la città di Genova – ha aggiunto Salis – non voglio fare polemica, vorrei solo ricordare che noi siamo in prestito alle istituzioni, non sono nostre, gli incarichi che abbiamo li serviamo, non servono a noi, noi rappresentiamo le istituzioni per le quali siamo state votate. E’ stato un peccato ovviamente non essere sul palco, però quello che voglio trasferirvi è il senso di servizio verso il nostro incarico, non sono incarichi personali e non vanno personalizzati in nessun modo”.

Draghi: i legislatori nazionali ed europei devono assumersi la piena responsabilità della crescita

Roma, 1 ott. (askanews) – “Perché la costituzione duri, i legislatori a livello nazionale ed europeo devono ora assumersi la piena responsabilità della crescita come obiettivo dell’Unione. Se lo faranno, metteranno l’Europa sulla strada del rinnovamento”. Lo ha detto l’ex presidente della Bce Mario Draghi alla decima edizione della Karl Brunner Distinguished Lecture al Politecnico federale di Zurigo.

“Una generazione fa l’Europa si è data una costituzione monetaria che ha retto a ogni crisi da allora. Poggia su una banca centrale indipendente con una chiara priorità per la stabilità dei prezzi e sulla disciplina di bilancio. Quel quadro resta quello giusto”, ha aggiunto. “La condizione di Brunner vale ancora: una banca centrale può mantenere stabile la moneta solo se i governi tengono sotto controllo il debito. Ciò che è cambiato è come questa condizione può essere soddisfatta. Un quadro fiscale da solo non può soddisfarla quando la crescita è debole”, ha detto. “Più l’integrazione va avanti – ha spiegato – più saldamente la crescita può restare sopra i tassi di interesse, e meglio la banca centrale sarà isolata dalle pressioni politiche. Crescita e indipendenza si rafforzano allora a vicenda”.

“Di fronte a shock inflazionistici, la politica monetaria non può farsi carico della crescita oggi, ma può fare in modo che il percorso dei tassi di politica monetaria non sia più alto di quanto richieda la stabilizzazione dell’inflazione a medio termine. Questo è coerente con il mettere al primo posto la stabilità dei prezzi”. Lo ha detto l’ex presidente della Bce e x presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi alla Karl Brunner Distinguished Lecture al Politecnico federale di Zurigo.

“Le stime indicano che l’aumento dei tassi a breve termine attesi dalla fine dello scorso anno ridurrà la crescita tra 1,1 e 1,3 punti percentuali in totale nel 2026-2028. Queste stime precedono l’ulteriore rialzo dei tassi attesi da metà agosto”, ha spiegato. “È importante, soprattutto in un momento in cui i fattori globali hanno un ruolo maggiore nello spingere al rialzo i rendimenti in Europa, assicurare che il percorso atteso dei tassi di politica monetaria rifletta le intenzioni della banca centrale, e non l’incertezza su come risponderà”, ha sottolineato.

Genova, Salis: speravo che Meloni facesse una visita più ampia

Genova, 1 ott. (askanews) – “Con la presidente del Consiglio ci eravamo già incontrate alle Olimpiadi di Parigi, quando ero vicepresidente vicario del Coni nel 2024. Non ho avuto di parlarle oggi perché è arrivata che ero già seduta ed è andata via che ero sempre seduta. Avrei avuto piacere che questa fosse una visita più ampia, legata ai temi della città, avrei avuto piacere di scambiare qualche parola con lei proprio sui temi e le urgenze di una città cruciale come Genova, con un porto così importante per il Mediterraneo”. Lo ha detto la sindaca di Genova Silvia Salis, parlando con i giornalisti, al termine della cerimonia di inaugurazione del Salone Nautico di Genova, della visita della premier Giorgia Meloni.

Pet Carpet: Marocco, Italia e USA trionfano

Roma, 1 ott. (askanews) – Cala il sipario sulla IX edizione del Pet Carpet Film Festival, la kermesse cinematografica internazionale e solidale dedicata al legame tra umani e animali. Aperta dalle note solenni della Fanfara a Cavallo dell’Arma dei Carabinieri, che ha incantato la platea con un emozionante repertorio musicale e con la dolcissima testimonial a quattro zampe Briciola, la manifestazione è stata caratterizzata dall’omaggio a San Francesco d’Assisi, in occasione delle celebrazioni per gli 800 anni dalla sua scomparsa. Un grande successo per un’edizione speciale, ospitata nella cornice della Casa del Cinema, che ha visto salire sul palco una conduzione corale e inedita, autentico riflesso dello spirito francescano di umiltà, fratellanza e vicinanza agli ultimi. Accanto alla giornalista Federica Rinaudo, fondatrice e direttrice artistica, sono, infatti, intervenuti: Fra Antonio D’Errico, frate missionario e digital creator della Fraternità Francescana “Pellegrini della Misericordia”; l’ex clochard Francesco insieme al suo inseparabile cane Tommaso; il giovanissimo mago Super Ale, portavoce del passaggio generazionale e custode di un messaggio di rispetto e amore per la natura. Durante la manifestazione, organizzata dall’associazione Pet Carpet e sotto la regia di Massimiliano Vado, affiancato dal suo fedele cane Renato, è stato presentato in anteprima nazionale il cortometraggio “Senza di me”, realizzato dalla Fnovi (Federazione Nazionale degli Ordini dei Veterinari Italiani) e dedicato al ruolo fondamentale e spesso invisibile dei medici veterinari. Fondamentale durante le tre giornate di festival, realizzate con il sostegno di PetStore Conad e Vitakraft, la presenza delle istituzioni e delle forze dell’ordine che, oltre a patrocinare l’evento, sono state parte attiva con dimostrazioni e attività dedicate alla sicurezza e al soccorso a due e quattro zampe: l’Arma dei Carabinieri, la Polizia di Stato, i Vigili del Fuoco, la Croce Rossa Italiana, l’Anas (Gruppo FS Italiane). Nel corso delle serate le storie piene di emozioni e di amore incondizionato hanno conquistato il pubblico, che con profonda attenzione ha seguito sul grande schermo le proiezioni dei 15 cortometraggi arrivati in finale su circa 600 corti giunti da ogni parte del mondo. Compito arduo quello della giuria, presieduta dalla cantautrice Grazia Di Michele e composta da esperti del settore, giornalisti e volti noti della cultura e dello spettacolo, tra cui: Alda D’Eusanio, opinionista Tv; Bruno Frustaci, produttore della Sunshine; Crisula Stafida, attrice; Lucia Macale, presidente Imago Film; Claudio Rossi Massimi, regista; i cantautori Stefano Borgia e Paolo Audino; il regista Donato Leoni; Daniela Mulas, consigliera Fnovi; Francesca Bastone, giornalista e inviata del programma “Dalla parte degli animali”; Donatella Pandimiglio, attrice e cantante; Emanuele Vezzoli, attore; la coppia di attori e creator digitali The Coniugi (al secolo Simone Gallo e Alina Person). Tra i premiati per la stampa: Tg 2 costume e società, Tgr Lazio, Rai News 24, Tg 5, il programma “Forum”, il programma “Dalla parte degli animali”. A ricevere il premio “Una vita a 4 zampe” la conduttrice Licia Colò e il prestigiatore Silvan, premiati dal presidente onorario Enzo Salvi, visibilmente commosso dopo la dedica per la sua amata Peggy, volata recentemente sul ponte dell’arcobaleno. Per il film il premio a “Cose che accadono sulla terra”.

I corti vincitori di questa edizione:

Cinepet: “La legge del mercato” di Alessandro Panza

Docupet: “L’amore è fatto di piccoli gesti” di Alice Regazzo e Andrea Girardi

Mondopet: “Cenerentola 2.0” di Sabrina Tesei

Scuola: “Gli Appeningers”, cartone realizzato dalla scuola Pupilli di Grottazzolina (Fermo)

Animation Pet: “Irreplaceable” di Samantha Reyna (USA)

Menzioni speciali: Selene Tola per “Giuliano” e Lidia Cera per “Momo il gatto libraio”

Miglior corto in assoluto: “Maroccane” di Doroti Polito, che con il suo Cecio ha raccontato uno spaccato dell’emergenza in Marocco.

Migranti, ok Consiglio Ue: via libera alle nuove norme sui rimpatri, tra cui gli hub extra-Ue

Roma, 1 ott. (askanews) – Oggi il Consiglio dell’Unione europea ha dato il via libera definitivo alle nuove norme sui rimpatri, che consentiranno agli Stati membri di “trasferire le persone prive del diritto di soggiorno nell’Ue, e nei cui confronti sia stato emesso un provvedimento di rimpatrio, in hub per i rimpatri istituiti in paesi terzi”.

Nel comunicato diffuso dall’Ue si precisa che le nuove norme, che entreranno in vigore nelle prossime settimane, “integrano il patto sulla migrazione e l’asilo e contribuiranno alla sua efficace attuazione”.

“Le norme forniscono agli Stati membri ulteriori strumenti per attuare i rimpatri e offrono loro la possibilità di istituire centri di rimpatrio in paesi extra-Ue. Tutte le misure relative ai rimpatri devono essere attuate nel pieno rispetto dei diritti fondamentali”, si rimarca nella nota.

“Circa due persone su tre destinatarie di ordine di lasciare l’Ue di fatto non partono. Le norme riviste sui rimpatri, adottate oggi, aiuteranno gli Stati membri a eseguire i rimpatri in modo rapido ed efficace. Questo è fondamentale per garantire un approccio comune alla gestione della migrazione nell’ambito del Patto sulla migrazione e l’asilo”, ha commentato il ministro irlandese della Giustizia, degli Interni e della Migrazione, Jim O’Callaghan, il cui paese detiene la presidenza di turno del Consiglio. Le nuove norme impongono ai cittadini di paesi terzi che non hanno il diritto di rimanere nell’Ue di lasciare lo Stato membro interessato e di collaborare con le autorità, pena sanzioni, quali la riduzione di benefici e indennità, il diniego di incentivi per il rimpatrio volontario, multe o anche sanzioni penali, se previste dalla legislazione nazionale.

Le norme prevedono quindi un Ordine europeo di rimpatrio, un modulo comune in cui gli Stati membri dovranno inserire gli elementi chiave della decisione di rimpatrio, che consentirà agli Stati membri di conoscere le decisioni adottate da altri.

Sono quindi previste misure speciali per i cittadini di paesi terzi che rappresentano un rischio per la sicurezza. Ad esempio, gli Stati membri possono imporre un divieto di ingresso a tempo indeterminato, qualora questo sia giustificato e proporzionato al rischio per la sicurezza, oppure trattenere i cittadini di paesi terzi per un periodo superiore a 24 mesi.

Le norme consentono poi agli Stati membri di trasferire le persone prive del diritto di soggiorno nell’Ue, e nei cui confronti sia stato emesso un ordine di rimpatrio, verso centri di rimpatrio istituiti in paesi terzi. “Questo richiede la definizione di un accordo o di un’intesa con il paese terzo in questione” e “tali accordi o intese potranno essere conclusi solo con paesi terzi che rispettino gli standard internazionali in materia di diritti umani e i principi del diritto internazionale, compreso il principio di non respingimento”.

“I minori non accompagnati sono esclusi da tali accordi o intese”, ha precisato l’Ue.

Le norme devono ora essere pubblicate sulla Gazzetta ufficiale dell’Ue ed entreranno in vigore il giorno successivo.

“Alcune disposizioni, come quelle relative agli hub di rimpatrio, si applicheranno immediatamente. Altre disposizioni, che richiedono attività preparatorie, verranno applicate un anno dopo l’entrata in vigore”.