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Morta a 100 anni Maria Sole Agnelli, sorella dell’Avvocato

Milano, 26 dic. (askanews) – E’ morta a 100 anni Maria Sole Agnelli, figlia di Edoardo Agnelli e Virginia Bourbon del Monte e sorella di Clara, Susanna, Gianni, Giorgio, Cristiana e Umberto Agnelli. Aveva cinque figli. Nel corso della sua vita è stata sindaco di Campello sul Clitunno per 10 anni e a lungo presidente della Fondazione Agnelli.

Maria Sole Agnelli era nata a Villar Perosa (TO) il 9 agosto 1925. Dalle prime nozze con Ranieri Campello della Spina aveva avuto quattro figli (Virginia, Argenta, Cintia e Bernardino), mentre dal secondo matrimonio con Pio Teodorani Fabbri era nato Eduardo. Dal 1960 al 1970 era stata Sindaca del comune umbro di Campello sul Clitunno. Per 14 anni, fino al 2018, è stata Presidente della Fondazione Agnelli, guidando e sostenendo progetti nel campo dell’istruzione, della cultura e della ricerca a favore della scuola italiana. È stata inoltre proprietaria di diversi cavalli da competizione, che hanno conseguito diversi successi, come la medaglia d’argento di equitazione individuale ai giochi olimpici di Monaco nel 72.

Natale, Confcooperative: 1 italiano su 2 pronto a riciclare i regali

Milano, 26 dic. (askanews) – I regali poco graditi che, siano di Natale o siano stati messi da parte durante l’anno, hanno trasformato gli italiani in “riciclatori seriali”. Una vecchia abitudine che si è trasformata in una tendenza che va consolidandosi sempre di più negli ultimi anni. Poco meno di un italiano su due, 28 milioni di cittadini, sono pronti a riciclare un regalo non apprezzato: una vera e propria “contro spesa”, con un risparmio di 3,7 miliardi di euro per quanti ricicleranno i regali. Un valore 300 milioni più dell’anno scorso e 400 più del Natale pre pandemia. È quanto emerge da una ricerca del Centro Studi di Confcooperative.

Il riciclo ha forme e modalità diverse. Tra le principali troviamo che 5 su 10 ricicleranno i doni ricevuti queste festività o che conservano durante l’anno per utilizzarli al momento opportuno (55% donne e 45% uomini); ci sono addirittura quelli che guadagnano dalla vendita del regalo ricevuto attraverso la vendita sulle piattaforme online e sui social network, parliamo di 3 riciclatori su 10 (58% uomini, 42% donne). Gli altri scambieranno i doni ricevuti nei negozi di acquisto per trasformarli in buoni da spendere o prendere altri oggetti da regalare a loro volta (60% donne 40% uomini).

Ucraina, Zelensky: presto incontro con Trump, decisioni prima del 2026

Milano, 26 dic. (askanews) – “Abbiamo concordato un incontro al più alto livello con il presidente Trump nel prossimo futuro. Molto potrà essere deciso prima dell’anno nuovo”. Lo ha scritto su X il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, dopo gli ultimi aggiornamenti ricevuti dal capo negoziatore ucraino Rustem Umerov che gli ha riferito sui suoi ultimi contatti con la parte americana. “Non stiamo perdendo nemmeno un giorno”, ha sottolineato il presidente ucraino nel suo post.

I Modà tornano sul palco per l’Estate 2026 in giro per l’Italia

Milano, 26 dic. (askanews) – Il Natale dei Modà è pieno di sorprese per i loro Romantici e dopo la pubblicazione del singolo con Bianca Atzei “Ti amo ma non posso dirlo” arriva l’annuncio di un nuovo tour, prodotto e distribuito da Vivo Concerti, che prenderà il via alla vigilia della prossima estate, il 20 giugno 2026, per poi proseguire tra giugno e luglio in giro per l’Italia.

Il tour, da sempre il momento in cui i Modà danno il meglio di sé, partirà il 20 giugno (data Zero) dal Parco della Pace di Servigliano (FM) per poi fare tappa alla Reggia di Caserta (25 giugno) prima di approdare all’Allianz Stadium di Torino (30 giugno), arrivare alla Fiera del Levante di Bari (10 luglio), spostarsi al Teatro del Castello di Roccella Jonica (RC) il 22 luglio e chiudersi al Velodromo di Palermo il 24 luglio.

I biglietti per questi nuovi appuntamenti saranno in vendita online dalle ore 17.00 di oggi e nei rivenditori abituali dalle ore 11.00 di mercoledì 24 dicembre, in tempo per diventare un perfetto regalo di Natale. Maggiori info su vivoconcerti.com. L’organizzatore declina ogni responsabilità in caso di acquisto di biglietti fuori dai circuiti di biglietteria autorizzati non presenti nei nostri comunicati ufficiali.

Questo il calendario: Sabato 20 giugno 2026 Servigliano (FM), Parco della Pace Data zero Giovedì 25 giugno 2026 Caserta, Reggia Di Caserta Martedì 30 giugno 2026 Torino, Allianz Stadium Venerdì 10 luglio 2026 Bari, Fiera del Levante Mercoledì 22 luglio 2026 Roccella Jonica (RC), Teatro al Castello Venerdì 24 luglio 2026 Palermo, Velodromo

A condividere il palco con i Modà ci sarà Bianca Atzei, a conferma del rapporto profondo tra la band milanese e l’artista sarda che pubblicano oggi l’inedita “Ti amo ma non posso dirlo”, (https://wmi.lnk.to/tiamomanonpossodirlo).

Del brano è disponibile anche il video ufficiale visibile su https://youtu.be/ialGkNQSpRs?si=8_zLw8H_l1w1Du8N diretto da Matteo Alberti e Fabrizio De Matteis e prodotto da Double Vision Film.

Questo nuovo brano e l’annuncio del nuovo tour arrivano a sorpresa alla fine di un anno molto importante per i MODA’ un anno che li ha visti tornare allo Stadio di San Siro a Milano, al Festival di Sanremo (con l’inedita “Non ti dimentico”, entrata ormai ufficialmente tra le canzoni più amate dai fan), pubblicare un nuovo album “8 canzoni” e intraprendere un tour nei palazzetti che ha portato a quota 150 mila il numero di persone che quest’anno hanno visto live i MODA’.

“Ti amo ma non posso dirlo”, scritta da Kekko Silvestre e Bianca Atzei e pubblicata da Atlantic Records Italy/Warner Music Italia, è il racconto di un rapporto che si trasforma da una sincera amicizia ad un amore profondo. La voce di Bianca si unisce a quella di Kekko, con cui condivide non solo una grande potenza ma anche una capacità di interpretare l’amore come pochi altri artisti italiani oggi. È così che “Ti amo ma non posso dirlo” diventa la canzone perfetta per i tanti amici che negli anni scoprono di provare sentimenti molto più profondi per la persona che hanno accanto, con cui sfogano le difficoltà e festeggiano le conquiste perché d’altronde, come si dice spesso, la persona amata è, deve essere, anche la migliore amica.

“Ti amo ma non posso dirlo è una canzone d’amore che al contrario dalle classiche canzoni d’amore, quelle che magari che raccontano storie finite, qui si parla di una storia che non è mai cominciata: la storia di due migliori amici che sono innamorati l’uno dell’altro ma non hanno il coraggio di dirselo perché hanno paura di rovinare il loro rapporto” racconta KEKKO SILVESTRE che aggiunge parlando della Atzei: “Bianca ed io siamo molto amici ed avevamo voglia di tornare a fare qualcosa insieme. Sono più che orgoglioso e felice di averla avuta con noi in questo progetto tanto che non credo ci fermeremo qui perché tra noi c’è una grande alchimia, nella scrittura, nel lavoro, abbiamo gusti musicali simili. Voglio bene a Bianca ed è giusto che la musica torni al centro della sua vita”.

A fare eco alle parole di Kekko quelle di Bianca: “Qualche mese fa Kekko mi ha preso per mano e mi ha portato in studio standomi molto vicino in un momento particolare della mia vita. Abbiamo iniziato a scrivere insieme, ad ascoltare provini, melodie. Da lì è nata “Ti amo ma non posso dirlo”, una canzone che mi ha toccato il cuore completamente. Era da tantissimo tempo che un brano non mi toccava corde così profonde, intime, in modo così intenso e forse ne avevo bisogno in un momento di blocco personale. Sono grata di questo regalo”.

Borsa, Unimpresa: investitori esteri hanno oltre il 50% di Piazza Affari

Milano, 26 dic. (askanews) – Piazza Affari accelera e sale il peso degli azionisti stranieri. Nel 2025 il valore complessivo delle società quotate raggiunge 808 miliardi di euro, con un balzo di 151 miliardi in un solo anno (+23%) rispetto ai 657 miliardi del 2024. Una crescita robusta, che certifica la forza del listino italiano e che, al contempo, segna anche un cambiamento strutturale negli assetti proprietari: gli investitori esteri superano stabilmente la soglia del 50% del capitale, arrivando al 50,8%, contro il 48,6% dell’anno precedente. È quanto emerge da una analisi del Centro studi di Unimpresa, che prende in considerazione il valore delle azioni detenute dalle varie categorie di soci e azionisti, da giugno 2024 a giugno 2025.

In valore assoluto, le partecipazioni estere passano da 319 a 411 miliardi di euro, con un aumento di 91 miliardi (+28,6%), consolidando la loro posizione di azionisti di riferimento di Piazza Affari.

A differenza del passato recente, rileva Unimpresa, “non sono più gli azionisti italiani a detenere la maggioranza del capitale delle società quotate, a conferma di una ritrovata attrattività dell’Italia sui mercati finanziari internazionali. La componente domestica cresce in valore, ma perde peso relativo. Le famiglie aumentano le partecipazioni da 74,8 a 89,8 miliardi di euro(+20,1%), mantenendo però una quota stabile attorno all’11%. Le imprese salgono da 117,3 a 127,5 miliardi (+8,7%), ma vedono ridursi la propria incidenza dal 17,9% al 15,8%, segno che l’espansione del mercato è trainata soprattutto da capitali esteri e istituzionali”.

Usa attaccano l’Isis in Nigeria, Trump: uccidono i cristiani

Milano, 26 dic. (askanews) – Gli Stati Uniti attaccano l’Isis in Nigeria, in uno scenario di collaborazione con il governo locale. L’annuncio su Truth da parte del presidente statunitense, Donald Trump: “Gli Stati Uniti hanno sferrato un attacco potente e letale contro la feccia terroristica dell’ISIS nel nord-ovest della Nigeria, che ha preso di mira e ucciso brutalmente, principalmente, cristiani innocenti, a livelli che non si vedevano da molti anni, e persino da secoli”, ha scritto l’inquilino della Casa Bianca.

A stretto giro la conferma da parte del governo di Abuja: “Le autorità nigeriane continuano a collaborare in modo strutturato con i partner internazionali nella lotta contro la persistente minaccia del terrorismo e dell’estremismo violento”, si legge in una nota postata dal ministero degli Esteri su X.

La Nigeria, in occasione dell’attacco Usa nel nord ovest del Paese, ha quindi ribadito che “tutti gli sforzi antiterrorismo sono guidati dalla priorità di proteggere la vita dei civili, salvaguardare l’unità nazionale e difendere i diritti e la dignità di tutti i cittadini, indipendentemente dalla fede o dall’etnia”.

Trump nel suo post ha ricordato di aver “avvertito questi terroristi che se non avessero smesso di massacrare i cristiani, avrebbero pagato un prezzo altissimo, e stasera è successo. Il Dipartimento della Guerra ha eseguito numerosi attacchi perfetti, come solo gli Stati Uniti sono in grado di fare”, ha aggiunto. Versione confermata dal numero uno del Pentagono: “Il Presidente è stato chiaro: l’uccisione di cristiani innocenti in Nigeria (e altrove) deve finire. Il Pentagono è sempre pronto, come ha scoperto stasera l’Isis, proprio a Natale. Altro seguirà…”, ha detto il segretario di Stato alla Difesa degli Usa, Pete Hegseth.

Ceruti e il paradosso del nostro tempo: forti eppure fragili

L’articolo di Mauro Ceruti, pubblicato il 14 dicembre su LEco di Bergamo nella rubrica “Agorà”, affronta con rara chiarezza uno dei nodi decisivi del nostro tempo: il paradosso di un’umanità mai così potente e mai così esposta al rischio della propria autodistruzione. Forti eppure così fragili nel nostro unico destino non è soltanto un titolo efficace, ma una sintesi rigorosa della condizione storica in cui siamo immersi.

La fine dellillusione del dominio

Ceruti colloca l’inizio del XXI secolo sotto il segno dell’Antropocene, l’epoca in cui l’impatto umano sulla Terra diventa decisivo per il futuro della specie. Ma proprio questa centralità segna il crollo di un’illusione: quella di un progresso lineare, fondato sul controllo tecnico della natura e sulla presunta autosufficienza delle società avanzate.

Pandemie, crisi ecologica, ritorno della guerra in Europa e minaccia nucleare mostrano come la potenza accumulata si trasformi in vulnerabilità sistemica. Non esistono più crisi isolate: tutto è connesso, tutto si propaga.

 

Regressioni identitarie e semplificazioni pericolose

Alla scoperta di questa fragilità strutturale, osserva Ceruti, non segue automaticamente una presa di coscienza collettiva. Al contrario, si diffondono risposte difensive: nazionalismi, fondamentalismi, identitarismi chiusi, negazionismi scientifici. È la tentazione di rifugiarsi in spiegazioni semplici, mentre la realtà chiede pensiero complesso.

Qui emerge uno dei nuclei più forti della riflessione cerutiana: senza una cultura della complessità, la democrazia stessa rischia di impoverirsi, perché incapace di governare fenomeni globali che non si lasciano ridurre a slogan.

 

Interdipendenza come destino e come scelta

Il punto di approdo dell’articolo è netto: l’interdipendenza non è un’opzione ideologica, ma una condizione storica irreversibile. Riconoscerla significa assumere una responsabilità nuova verso l’umanità nel suo insieme e verso il pianeta.

Non a caso Ceruti richiama il magistero di Papa Francesco, che ha saputo tradurre tale consapevolezza in un linguaggio etico e politico accessibile: fraternità, cura della casa comune, pace come costruzione paziente. In questo orizzonte, l’affermazione “nessuno si salva da solo” non è uno slogan, ma una diagnosi realistica.

 

Una riflessione che interpella la politica e la cultura

L’intervento ospitato da LEco di Bergamo si impone così come una bussola per il dibattito pubblico. Non offre soluzioni immediate, ma indica il terreno su cui esse possono nascere: una rinnovata coscienza umanistica, capace di tenere insieme sapere scientifico, responsabilità politica e visione morale.

È una lezione che merita ascolto e continuità, perché parla non solo del nostro presente, ma della possibilità stessa di un futuro condiviso.

Quando la politica smarrisce l’umano

Una nuova stagione politica, spogliata dalle attuali ipocrisie, nullità e spettacolarità nelle quali ormai è totalmente incarcerata l’azione politica sia nazionale che mondiale, non può che ripartire dai valori semplici, ma sempre validi, di quell’umanesimo che s’inserisce in una visione cristiana della realtà terrena, secondo la quale siamo attori della costruzione di un mondo nuovo fondato sulla giustizia, sulla fratellanza, sul senso di comunità e, dunque, di solidarietà.

La politica, anzi l’azione politica e di governo, va sempre analizzata da un punto di vista non meramente materiale – pur riconoscendo che è innegabile la validità dell’organizzazione di una società più giusta dal punto di vista della redistribuzione delle risorse economiche – ma anche riferita a valori di riferimento che costituiscono quello che possiamo definire umanesimo cristiano.

Economia senza valori e disgregazione sociale

Del resto, basta guardare lo scenario politico mondiale attuale per rendersene conto in maniera obiettiva: l’economia completamente distaccata dai valori di quell’umanesimo cristiano cui si fa riferimento non produce altro che disuguaglianze, indigenza, guerre con morti e distruzioni che sono il segno dell’imbarbarimento di questa società.

Il grido di dolore della Striscia di Gaza, del popolo ucraino, ma anche di tutte quelle famiglie russe – costrette al silenzio dallo zar – che piangono un proprio congiunto in guerre fratricide che non hanno altro scopo se non quello di affermare una supremazia sterile, mostra il disprezzo per la vita umana, per ogni persona umana quale creazione divina.

Nichilismo come prassi politica

Allora, se viviamo in questo tempo in cui il nichilismo è ormai diventato la prassi dei governi di qualsiasi colore politico – ammesso che esista ancora una reale differenza tra destra e sinistra – occorre non restare a guardare inerti questo sfacelo mondiale, come se la nostra semplice e piccola testimonianza fosse incapace di produrre frutti integri, cioè non marci.

Occorre invece, come già scritto in altre occasioni, saper andare controcorrente, perché se si guarda bene al fondo di questa società mondiale il percorso non è in solitaria: sotto la cenere cova un fuoco ideale basato sulla necessità di mettere insieme tutte le energie ideali per costruire nella concretezza un mondo nuovo.

La lezione di Moro e la responsabilità personale

Aldo Moro ha insegnato a tutti che bisogna vivere il tempo che ci è stato assegnato; ossia, non bisogna rassegnarsi all’impotenza, alla convinzione di essere nullità rispetto ai grandi della terra.

Ogni persona umana ha un proprio compito da portare avanti in questa vita terrena e bisogna assolverlo con coraggio, con fiducia nel futuro, con responsabilità, nella consapevolezza di fare ognuno la propria parte per arrivare all’obiettivo finale di un ordine mondiale basato sulla collaborazione e sulla solidarietà, anche materiale, tra tutti gli Stati.

In questo senso, dunque, è anche fuori luogo parlare di ricomposizione dell’area cattolica secondo vecchi schemi ormai superati dalla storia.

Progetto e ideali

È invece opportuno parlare e adoperarsi per la costruzione di un progetto politico che faccia riferimento a questi ideali richiamati.

Ma il progetto politico nasce prima di qualsiasi presenza politica organizzata, altrimenti si rischia, come sempre, l’evanescenza politica, lo scadere al livello delle attuali forze politiche in campo che – mi sia consentita la battuta – non sono né carne né pesce.

Il vuoto di comando nel mondo globale

La politica estera, come tutti sanno, sarà sempre di più la leva decisiva che caratterizza il profilo politico dei governi da un lato e, soprattutto, per cercare di ridare un assetto geopolitico definitivo e chiaro a livello mondiale dall’altro.

Ora, c’è un nodo politico di fondo che continua ad essere irrisolto quando si parla di geopolitica mondiale e, soprattutto, quando si affronta anche il tema dell’efficacia o dell’efficienza degli organismi sovranazionali che possono dare un contributo decisivo e determinante per cercare di azzerare storici conflitti bellici da un lato e ridare un assetto “normale” – per usare un ossimoro – all’intero scacchiere internazionale.

 

Chi governa davvero il disordine globale

Detto con parole semplici, chi oggi, oltre all’interventismo del Presidente americano, ha le carte in regola, l’autorevolezza, la forza e soprattutto la capacità per “mettere ordine” nell’attuale polveriera a livello mondiale? Esiste un ruolo specifico delle Nazioni Unite? Quali sono gli organismi internazionali – di natura politica o di altro genere – che possono giocare un ruolo politicamente incisivo e determinante e che riescano anche, e soprattutto, a sfidare il “potere potente” dei vari Stati?

In particolare di quelli che, per la loro forza economica, finanziaria, produttiva e quantitativa, già occupano un ruolo decisivo nello scacchiere mondiale? Penso, per fare solo qualche esempio, alla Cina, all’India, alla Russia, al Pakistan o alla Turchia e a molti altri Paesi che da tempo sono protagonisti nello scenario internazionale.

 

Il ruolo incompiuto dellUnione Europea

Questo è, oggi, il vero nodo politico che attraversa la politica estera. Certo, in questo quadro non possiamo dimenticare il ruolo e il progetto dell’Unione Europea che, malgrado abbia strutturali difficoltà a competere sui temi legati ai macronumeri economici, può e deve indubbiamente giocare un ruolo politico meno frammentato e segmentato.

Un tema vecchio e persino antico che è esploso in tutta la sua gravità negli ultimi tempi dove, purtroppo, è emerso anche un deficit di autorevolezza e di credibilità politica del vecchio continente. Un deficit politico che ha contribuito, inesorabilmente, ad aggravare la situazione sul versante mondiale.

 

La crisi degli organismi sovranazionali

Per questa serie di motivi, almeno credo, il tema del cosiddetto potere decisionale sul versante internazionale è destinato a restare al centro del dibattito politico. A livello nazionale dei singoli Stati, a livello europeo e sul fronte internazionale.

E sin quando non si risolve questo nodo, sempre più intricato, complesso e drammatico, ogni crisi in un angolo del pianeta è destinata ad aggravarsi e a rendere fragile ed incerta l’intera architettura mondiale. Certo, è un problema anche di autorevolezza e di credibilità della classe dirigente ma anche, e soprattutto, della perdita di fiducia e di ruolo degli organismi sovranazionali.

La “nuova barbarie” e la colpa rimossa della Russia

Questa nota prende le mosse dall’articolo di Francesco Caprio pubblicato su AsiaNews il 20 dicembre 2025, leggibile qui, riguardante l’ultimo libro dello scrittore russo Viktor Erofeev, La nuova barbarie. Un romanzo di fantasia sulla colpa della Russia. Al centro del volume vi è una domanda radicale: perché la Russia fatica a riconoscere la propria colpa? Non solo quella legata alla guerra in Ucraina, ma una colpa più profonda, storica e psicologica, che attraversa la coscienza collettiva e condiziona il rapporto con il potere, con la violenza e con la verità.

Chi è Viktor Erofeev

Viktor Erofeev è una delle figure più rilevanti della letteratura russa post-sovietica. Appartenente alla generazione postmodernista, vive a Berlino dal 2022, dopo aver preso apertamente le distanze dalla politica del Cremlino, già criticata fin dall’annessione della Crimea. Figlio di un interprete di Stalin poi divenuto diplomatico a Parigi, Erofeev è cresciuto tra Urss ed Europa occidentale, maturando la convinzione che l’Europa fosse la sua “stanza libera”, lo spazio della critica e dell’autonomia intellettuale. La sua scrittura nasce da questa tensione: fedeltà alla cultura russa e, insieme, rifiuto di ogni autoassoluzione

nazionale.

La tazza rotta e il rifiuto della responsabilità

Il nucleo simbolico del libro è una parabola familiare: la tazza della nonna che cade e si rompe. Nessuno dice mai “ho rotto una tazza”; si dice invece “si è rotta la tazza”. In questa forma impersonale Erofeev individua un tratto profondo della psicologia russa: la colpa viene spostata, dissolta, attribuita agli oggetti o alle circostanze. Assumerla apertamente è troppo rischioso, perché in una società segnata dalla sproporzione tra colpa e punizione, un errore può trasformarsi in una condanna totale.

La rimozione della colpa diventa così una strategia di sopravvivenza collettiva, che però produce irresponsabilità sistemica e prepara il terreno alla violenza.

Storia, potere e silenzi istituzionali

Questa dinamica non resta confinata alla sfera privata. Nessuno – osserva Erofeev – si è mai assunto la responsabilità del crollo dell’Unione Sovietica, delle scelte economiche fallimentari, delle guerre che hanno segnato la storia recente della Russia, dall’Afghanistan all’Ucraina. Anche la Chiesa ortodossa non ha mai chiesto perdono per la collaborazione con il regime sovietico, mentre oggi legittima simbolicamente il potere politico, moltiplicando chiese vuote e benedicendo una guerra che consuma vite e coscienze.

Il rifiuto della colpa diventa così una categoria politica: il potere non sbaglia mai; se qualcosa va in frantumi, “è successo da solo”.

La barbarie come questione europea

È qui che la riflessione di Erofeev va oltre il caso russo. La “nuova barbarie” non è un ritorno arcaico, ma un esito moderno di una civiltà che ha smarrito il senso della responsabilità. La Russia, secondo lo scrittore, ha inaugurato questa stagione, ma non ne ha l’esclusiva. La rimozione della colpa, la delega permanente, il disprezzo per la vita umana come costo collaterale del potere sono tentazioni che attraversano anche le società occidentali.

Per questo La nuova barbarie interpella direttamente l’Europa. Non come giudice esterno, ma come spazio politico e morale chiamato a non imitare ciò che condanna. Senza la capacità di dire “abbiamo sbagliato”, senza una cultura della responsabilità, anche le democrazie rischiano di scivolare in forme nuove di barbarie, meno appariscenti ma non meno distruttive.

Erofeev non decreta la fine della Russia ma ne rileva la difficoltà strutturale: se nessuno si assumerà la colpa dei disastri compiuti, il Paese resterà una pagina bianca su cui scrivere sempre lo stesso romanzo, cambiando solo i nomi dei personaggi. È una lezione che riguarda tutti, perché la barbarie non nasce dall’assenza di civiltà, ma dal rifiuto di riconoscere le responsabilità che sono alla base della barbarie stessa.

Gli Usa attaccano la Nigeria, Trump: sono dell’Isis, uccidono cristiani

Milano, 26 dic. (askanews) – “Stasera, su mia indicazione in qualità di Comandante in Capo, gli Stati Uniti hanno sferrato un attacco potente e letale contro la feccia terroristica dell’ISIS nel nord-ovest della Nigeria, che ha preso di mira e ucciso brutalmente, principalmente, cristiani innocenti, a livelli che non si vedevano da molti anni, e persino da secoli”. Lo ha scritto su Truth il presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump nel corso della notte europea.

“Avevo già avvertito questi terroristi che se non avessero smesso di massacrare i cristiani, avrebbero pagato un prezzo altissimo, e stasera è successo. Il Dipartimento della Guerra ha eseguito numerosi attacchi perfetti, come solo gli Stati Uniti sono in grado di fare”, ha aggiunto il presidente statunitense.

Trump ha poi ribadito che “sotto la mia guida, il nostro Paese non permetterà al terrorismo islamico radicale di prosperare. Che Dio benedica le nostre forze armate e buon Natale a tutti, compresi i terroristi morti, che saranno molti di più se continueranno a massacrare i cristiani”, ha concluso.

Lo scandalo di Betlemme

Il Natale ritorna alla stessa data, ma non arriva mai nello stesso modo. Quest’anno entra in un tempo che corre, che teme il futuro e che spesso dimentica di guardare in alto. Eppure la natività ripete da sempre una verità sorprendente: Dio non sceglie la forza, ma la debolezza. Non irrompe nel rumore, ma nel silenzio. Non entra nei palazzi, ma nelle periferie. Forse per questo, ogni 25 dicembre, non celebriamo un ricordo antico: celebriamo un modo nuovo di guardare la vita, la fragilità e il futuro. Il Catechismo lo afferma con chiarezza: “la Chiesa celebra ogni anno i misteri della salvezza perché essi diventino presenti nella nostra vita” (CCC 1163).

Il Natale, nella sua forma più essenziale, sposta l’attenzione da ciò che appare grande a ciò che sembra insignificante. Ed è proprio questo rovesciamento a renderlo sorprendentemente vicino al nostro presente. In un’epoca che misura tutto in termini di prestazione e visibilità, la mangiatoia diventa un simbolo controcorrente: invita a riconoscere valore dove il mondo vede marginalità.

C’è poi un paradosso ancora più radicale, che percorre tutto il Vangelo: Paolo parlerà dello “scandalo della croce”, ma forse esiste anche uno “scandalo della notte di Betlemme”. Perché in fondo è meno arduo immaginare un Dio che muore per l’uomo, di quanto lo sia pensare a un Dio che sceglie di diventare uomo, confondendosi con la sua stessa creatura. La croce rivela l’amore che si dona fino alla fine; la nascita rivela l’amore che si abbassa fino all’inizio.

A questa notte si accompagna anche un’ospitalità mancata: “non c’era posto per loro”. È un dettaglio evangelico che risuona oggi, nelle nostre città affollate ma spesso incapaci di accogliere. Betlemme diventa allora una metafora delle periferie sociali ed esistenziali, luoghi da cui non ci aspettiamo nulla e nei quali, invece, può nascere ciò che salva.

E poi c’è il silenzio. Il Natale avviene di notte, quasi di nascosto, come se il sacro preferisse la discrezione alla teatralità. Nel frastuono che abita i nostri giorni, la notte di Betlemme propone un’altra misura: quella dell’ascolto. È nel silenzio, infatti, che il futuro si orienta, che una promessa può essere avvertita prima ancora di essere compresa.

Per questo il Natale non è un semplice anniversario. È una lente attraverso cui leggere noi stessi. Mette in discussione le nostre priorità, ridisegna il centro, riapre alla speranza.

Ricorda che ogni inizio — anche il più fragile — custodisce una forza capace di attraversare il tempo.

È così che Dio entra: non nella potenza, ma nella discrezione di una presenza offerta.

E forse il Natale ci dice questo: che la luce può nascere anche dove non la attendiamo, e che la salvezza spesso passa per vie silenziose.

Come quella notte a Betlemme, dove Dio sceglie ciò che il mondo non guarda.

Ucraina, la Russia vuole modifiche sostanziali all’ultimo piano di pace Usa

Roma, 24 dic. (askanews) – La Russia desidera ottenere modifiche sostanziali all’ultimo piano di pace proposto dagli Stati Uniti per mettere fine alla guerra in Ucraina, in particolare un rafforzamento delle restrizioni sulle capacità militari ucraine. Lo ha riferito l’agenzia Bloomberg, citando una fonte vicina al Cremlino. Mosca considera il piano in 20 punti elaborato da Washington e Kiev come una base di discussione, ma ritiene che non soddisfi diverse richieste russe.

Vladimir Putin non si è ancora espresso pubblicamente su queste proposte, frutto di diverse settimane di negoziati che hanno coinvolto funzionari statunitensi, ucraini e russi. Il Cremlino ha tuttavia indicato che i contatti con Washington proseguiranno prossimamente.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha riconosciuto che permangono contrasti con gli Stati Uniti sulle questioni territoriali e sulla gestione della centrale nucleare di Zaporizhzhia, occupata dalla Russia. Ha però affermato che i colloqui sono “nettamente progrediti” verso la finalizzazione dei documenti. La Russia non ha ufficialmente approvato il piano in 20 punti, ma eviterebbe un rifiuto frontale per non irritare Donald Trump, che questa settimana ha giudicato che le discussioni stiano procedendo “correttamente”, pur riconoscendo che un accordo prima di Natale appare fuori portata.

Tra le richieste russe figurano garanzie contro una futura estensione della Nato verso est, lo status di neutralità dell’Ucraina, limiti alle dimensioni e all’armamento delle sue forze nel dopoguerra, nonché chiarimenti sulla revoca delle sanzioni occidentali e sui beni russi congelati. Mosca chiede inoltre concessioni territoriali nell’est della regione di Donetsk, una richiesta respinta da Kiev, che teme una nuova offensiva russa.

Secondo Zelensky, la Russia avrebbe evocato un possibile ritiro da alcune regioni ucraine, chiedendo in cambio un ritiro ucraino da aree ancora controllate a Donetsk, che gli Stati Uniti starebbero valutando di trasformare in una zona demilitarizzata. Il presidente ucraino ha inoltre promesso di organizzare un’elezione presidenziale “il prima possibile” dopo un eventuale cessate-il-fuoco, che entrerebbe in vigore con la firma di un accordo di pace e sarebbe supervisionato da mediatori internazionali.

Sea-Watch: naufragato barcone partito dalla Libia con 116 persone, un solo sopravvisuto

Roma, 24 dic. (askanews) – Un altro naufragio ha provocato la morte di 116 persone. Lo ha reso noto su X l’ong tedesca Sea- Watch, attiva nel soccorso marittimo nel Mar Mediterraneo per salvare migranti e rifugiati.

“116 persone sono morte in un altro naufragio nel 2025. L’unica persona sopravvissuta è stata salvata da un pescatore tunisino”, si legge nel post, Erano partite giovedì scorso, noi le stavamo cercando con Seabird. Oggi Alarm Phone ha confermato il naufragio”, recita l’ultimo post. Alarm Phone mette a disposizione un numero di telefono al quale migranti e navi delle ong che li soccorrono possono rivolgersi per segnalare una situazione di emergenza.

L’imbarcazione era salpata da Zuwarah, in Libia, la sera del 18 dicembre, spiega Alarm Phone il 20 dicembre: “Purtroppo, la loro sorte rimane finora sconosciuta e le autorità non hanno condiviso alcuna informazione. Insieme alle loro famiglie, siamo molto preoccupati per loro!”. “La sera del 21 dicembre, abbiamo ricevuto informazioni secondo cui alcuni pescatori tunisini avevano trovato un unico sopravvissuto su una barca di legno. L’uomo avrebbe dichiarato di essere partito da Zuwara due giorni prima e di essere l’unico sopravvissuto”, spiega ancora Alarm Phone che sottolinea di non aver avuto aiuti o informazioni sia dalla guardia costiera italiana che da quella libica.

Il 23 dicembre Sea Watch aveva interrotto le ricerche con l’elicottero a causa del maltempo: “Per #Seabird sono gli ultimi giorni di volo prima del maltempo. Abbiamo saputo di questa imbarcazione in legno dispersa nel Mediterraneo, partita lo scorso giovedì con quasi 100 persone a bordo. Siamo in volo per cercare le loro tracce. I nostri pensieri vanno alle loro famiglie”.

(Nella foto lo screenshot di un video ricevuto da Alarm Phone e pubblicato on line in cui i pescatori trovano il sopravvissuto)

Sea-Watch: naufragato barcone partito dalla Libia con 116 persone, un solo sopravvisuto

Roma, 24 dic. (askanews) – Un altro naufragio ha provocato la morte di 116 persone. Lo ha reso noto su X l’ong tedesca Sea- Watch, attiva nel soccorso marittimo nel Mar Mediterraneo per salvare migranti e rifugiati.

“116 persone sono morte in un altro naufragio nel 2025. L’unica persona sopravvissuta è stata salvata da un pescatore tunisino”, si legge nel post, Erano partite giovedì scorso, noi le stavamo cercando con Seabird. Oggi Alarm Phone ha confermato il naufragio”, recita l’ultimo post. Alarm Phone mette a disposizione un numero di telefono al quale migranti e navi delle ong che li soccorrono possono rivolgersi per segnalare una situazione di emergenza.

L’imbarcazione era salpata da Zuwarah, in Libia, la sera del 18 dicembre, spiega Alarm Phone il 20 dicembre: “Purtroppo, la loro sorte rimane finora sconosciuta e le autorità non hanno condiviso alcuna informazione. Insieme alle loro famiglie, siamo molto preoccupati per loro!”. “La sera del 21 dicembre, abbiamo ricevuto informazioni secondo cui alcuni pescatori tunisini avevano trovato un unico sopravvissuto su una barca di legno. L’uomo avrebbe dichiarato di essere partito da Zuwara due giorni prima e di essere l’unico sopravvissuto”, spiega ancora Alarm Phone che sottolinea di non aver avuto aiuti o informazioni sia dalla guardia costiera italiana che da quella libica.

Il 23 dicembre Sea Watch aveva interrotto le ricerche con l’elicottero a causa del maltempo: “Per #Seabird sono gli ultimi giorni di volo prima del maltempo. Abbiamo saputo di questa imbarcazione in legno dispersa nel Mediterraneo, partita lo scorso giovedì con quasi 100 persone a bordo. Siamo in volo per cercare le loro tracce. I nostri pensieri vanno alle loro famiglie”.

(Nella foto lo screenshot di un video ricevuto da Alarm Phone e pubblicato on line in cui i pescatori trovano il sopravvissuto)

Vortice polare a Natale: tanta neve, vento e piogge battenti. Allerta rossa in Emilia Romagna

Roma, 24 dic. (askanews) – La vasta area depressionaria che insiste sul Mediterraneo occidentale continua a determinare instabilità diffusa sul nostro Paese.

A seguito dell’allerta rossa valutata per la giornata di domani in alcune zone dell’Emilia-Romagna, il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, presiederà oggi, presso la sede di Via Vitorchiano a Roma, l’Unità di crisi del Dipartimento della Protezione civile per fare il punto – insieme alle strutture operative e alle Regioni interessate – sull’evoluzione del maltempo, sulle criticità in atto e sulle azioni di prevenzione adottate dalle strutture territoriali di protezione civile, in contatto con le quali il Dipartimento continuerà a seguire l’evolversi della situazione. In particolare, è allerta rossa nell’area della pianura bolognese per rischio di piene “sugli affluenti in destra Reno con alimentazione collinare”, a comunicarlo è la Protezione Civile dell’Emilia Romagna precisando che l’allerta massima riguarda le aree pianeggianti delle province di Bologna, Ferrara e Ravenna.

“Per giovedì 25 dicembre sono previste precipitazioni diffuse e persistenti, soprattutto sul settore centrale della regione, che potranno generare diffusi fenomeni franosi, ruscellamento lungo i versanti e innalzamenti dei livelli idrometrici nei corsi d’acqua con superamenti della soglia 2”, avverte la protezione civile regionale precisando che “il codice colore rosso della zona della pianura bolognese è relativo ai superamenti della soglia 3 sugli affluenti in destra Reno con alimentazione collinare”. “Sui settori appenninici e collinari emiliani i fenomeni saranno nevosi a partire da quote attorno ai 300/400 metri, con accumuli di 5-15 cm sulle zone collinari e di ulteriori 20-30 cm sulle zone montuose – si legge anocra nel bolettino della protezione Civile dell’Emilia Romagna -. Lungo la fascia costiera sono inoltre previsti venti di burrasca moderata (62-74 km/h) da nord-est, con rinforzi o raffiche di intensità superiore, con mare agitato, localizzati fenomeni di erosione dei litorali, delle dune e degli argini invernali, nonché ingressioni marine che possono interessare gli stabilimenti balneari. Saranno possibili inoltre esondazioni di fiumi e canali alla foce, per le difficoltà di deflusso delle piene in mare”.

L’Arpal ha emesso anche un’allerta gialla per neve nei versanti padani di ponente della Liguria dalle 6 alle 24 di domani. Dalla serata di oggi è infatti attesa una progressiva discesa dello zero termico. Nella giornata di domani le precipitazioni risulteranno più insistenti sui versanti padani di ponente, con quota neve in calo fino a circa 400 metri. Fenomeni simili sono previsti anche nei versanti padani di levante, ma con intensità e persistenza inferiori. Le nevicate fino a quote medio-basse potranno determinare criticità sulla viabilità, soprattutto su fondovalle e nei tratti autostradali dei versanti padani di ponente, con maggiore probabilità nella fascia oraria compresa tra le 12 e le 24 di domani. I venti settentrionali risulteranno forti e in rinforzo, con condizioni di burrasca o burrasca forte in particolare sul ponente e sul centro-ponente.

In generale, sarà un Bianco Natale in montagna: tanta neve oltre i 600-700 metri al Nord e sull’Appennino Tosco-Emiliano, oltre i 1000-1200 metri sul resto della dorsale. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma un Santo Natale diverso: sarà “bianco”, ventoso e meno caldo rispetto a quelli di stampo autunnale degli ultimi 5 anni.

Quest’anno, dunque, il 25 dicembre sarà diverso con un “Bianco Natale sulle Alpi e sugli Appennini”; fino al mattino le regioni raggiunte dalle maggiori precipitazioni saranno quelle di Nord-Ovest e quelle della fascia tirrenica; nel corso del pomeriggio avremo ancora ombrelli aperti al Centro-Nord e neve sulle Alpi di Nord-Ovest e sull’Appennino settentrionale, con solo qualche fenomeno isolato all’estremo Sud.

L’offensiva Usa contro l’Europa a difesa dei tecno-oligarchi. L’Ue condanna le restrizioni ai visti

Roma, 24 dic. (askanews) – Nessuno tocchi gli affari di Elon Musk e degli altri tecno-oligarchi americani: questo il messaggio arrivato dall’amministrazione Usa, dopo che ieri ha emesso divieti di concessione dei visti nei confronti di cinque esponenti europei, tra i quali l’ex commissario Ue Thierry Breton. Il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha chiarito immediatamente che quella lista non è esaustiva e Washington è pronta ad allungarla ulteriormente.

“Per troppo tempo ideologi in Europa hanno guidato sforzi organizzati per costringere le piattaforme americane a punire punti di vista statunitensi che non condividono”, ha dichiarato Rubio (ovviamente su X). “L’amministrazione Trump non tollererà più questi atti di censura extraterritoriale”.

Il Dipartimento di Stato, ha aggiunto, “adotterà misure per vietare l’ingresso negli Stati uniti a figure di primo piano del complesso industriale globale della censura” ed è “pronto e disponibile ad ampliare l’elenco” qualora altri non facciano marcia indietro.

Le misure annunciate sono sanzioni legate ai visti e non prevedono, al momento, provvedimenti finanziari sul modello Magnitsky. “Il messaggio è chiaro: se passi la tua carriera a fomentare la censura del discorso americano, non sei il benvenuto sul suolo degli Stati uniti”, ha spiegato la sottosegretaria di Stato Sarah B. Rogers in una serie di dichiarazioni.

La sottosegretaria ha confermato l’inclusione di Breton tra i soggetti colpiti dalle sanzioni. “Abbiamo sanzionato Thierry Breton, uno dei principali artefici del Digital Services Act”, ha dichiarato Rogers su X. Secondo il Dipartimento di Stato, nell’agosto 2024, mentre ricopriva l’incarico di commissario europeo per il Mercato interno e i Servizi digitali, Breton avrebbe utilizzato il Dsa per “minacciare” Elon Musk in vista di una sua intervista in diretta con il presidente Trump. “Prima dell’intervista, Breton ha ricordato in modo esplicito a Musk gli obblighi legali di X e l’esistenza di ‘procedimenti formali’ in corso per presunte violazioni relative a contenuti illegali e disinformazione”, ha affermato Rogers.L’esponente dell’Amministrazione Trump ha inoltre segnalato Imran Ahmed, indicato come collaboratore chiave di iniziative volte a “strumentalizzare il governo contro cittadini americani”. Secondo la sottosegretaria, l’organizzazione da lui guidata, il Center for Countering Digital Hate, avrebbe promosso il cosiddetto rapporto sulla “disinformation dozen”, che sollecitava l’esclusione dalle piattaforme di dodici cittadini americani contrari ai vaccini, “incluso l’attuale segretario alla Sanità” Usa, Robert F. Kennedy. Rogers ha aggiunto che documenti interni trapelati mostrerebbero come tra le priorità del gruppo figurassero obiettivi come “eliminare X di Elon Musk” e “innescare azioni regolatorie dell’Unione europea e del Regno unito”.

Un altro nome citato è quello di Clare Melford, alla guida del Global Disinformation Index, un’organizzazione con sede nel Regno unito che monitora siti web per presunti contenuti di “disinformazione” e “incitamento all’odio”. Secondo Rogers, l’organizzazione avrebbe utilizzato fondi dei contribuenti statunitensi per incoraggiare la censura e il boicottaggio di voci e media americani, aderendo anche al codice di buone pratiche dell’Unione europea sulla disinformazione.

Sanzioni sono state annunciate anche contro Anna-Lena von Hodenberg, fondatrice e leader di HateAid, un’organizzazione tedesca nata dopo le elezioni federali del 2017. Rogers ha affermato che HateAid opera come “segnalatore fidato” ai sensi del Digital Services Act, svolgendo di fatto un ruolo di filtro e rimozione dei contenuti. Nella stessa cornice rientra Josephine Ballon, co-leader dell’organizzazione, accusata di segnalare “contenuti sgraditi” in tutta Europa nell’ambito del Dsa e di ricoprire incarichi consultivi in organismi tedeschi legati all’applicazione della normativa sui servizi digitali.

Rogers ha precisato che nessuno dei soggetti sanzionati è attualmente un funzionario in carica dell’Unione europea o del Regno unito, ma ha avvertito che “funzionari di governi stranieri stanno prendendo di mira attivamente gli Stati uniti”. Insomma, ha detto ancora la sottosegretaria, “la lista di oggi è illustrativa, non esaustiva”, richiamando le parole di Rubio: “Siamo pronti e disponibili ad ampliarla”.

La Commissione europea ha condannato oggi con fermezza la decisione degli Stati uniti di imporre restrizioni di viaggio a cinque cittadini europei, tra i quali l’ex commissario europeo Thierry Breton.

In una nota, Bruxelles sottolinea che “la libertà di espressione è un diritto fondamentale in Europa e un valore condiviso con gli Stati uniti in tutto il mondo democratico”. La Commissione ribadisce inoltre che “l’Unione europea è un mercato unico aperto e basato su regole, con il diritto sovrano di regolamentare le attività economiche in linea con i propri valori democratici e con gli impegni internazionali”. Secondo l’esecutivo Ue, “le nostre regole digitali garantiscono un ambiente sicuro, equo e condizioni di concorrenza paritarie per tutte le aziende, applicate in modo corretto e senza discriminazioni”.

La Commissione fa sapere di aver “chiesto chiarimenti alle autorità degli Stati uniti” e di restare impegnata nel dialogo. “Se necessario – conclude la nota – risponderemo in modo rapido e deciso per difendere la nostra autonomia regolatoria da misure ingiustificate”.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha bollato le restrizioni dei visti adottate dagli Stati uniti contro Thierry Breton e altri quattro cittadini europei come “atti di intimidazione”: “Queste misure costituiscono atti di intimidazione e di coercizione volti a minare la sovranità digitale europea”, ha scritto Macron su X, sottolineando che “le normative digitali dell’Unione europea sono state adottate attraverso un processo democratico e sovrano dal Parlamento europeo e dal Consiglio”.

"Abracadabra – La Notte dei Miracoli", a Roma tornano magia e stupore

Roma, 24 dic. (askanews) – Cosa può rendere il Natale a Roma ancora più speciale? La risposta arriva con un evento esclusivo e irresistibile: dal 26 dicembre 2025 all’11 gennaio 2026, il prestigioso Teatro Ghione, in via delle Fornaci, apre le sue porte per il nono anno consecutivo al celebre e amatissimo spettacolo, capace di conquistare adulti e bambini, appassionati di magia e famiglie in cerca di un momento davvero memorabile. In un’atmosfera che unisce meraviglia, teatralità e illusionismo di altissimo livello, “Abracadabra – La Notte dei Miracoli” propone un cast internazionale di campioni della magia, artisti che hanno fatto della meraviglia il loro linguaggio. Sarà presente anche Antonio Casanova in qualità di ospite speciale (il 26 dicembre alle ore 20:30, il 6 gennaio, il 10 e 11 gennaio 2026).

Ecco tutti i protagonisti: Artem Shchukin: (Russia): campione del mondo di magia 2025 e 2022, interprete che fonde teatro, pantomima, musica e illusione in un unico atto scenico; presenza di prestigio internazionale che si è esibito anche ad America’s Got Talent.

Maxim (Italia): campione italiano di magia 2019, interprete di una magia elegante e ricercata che unisce tradizione ed estetica contemporanea; ha calcato palchi internazionali con successo e ha lasciato a bocca aperta migliaia di illusionisti agli ultimi mondiali di magia 2025.

Beryl Trupin (Mauritius): maga-illusionista franco-mauriziana, campionessa di Francia, salita alla ribalta con performance internazionali grazie il suo stile visuale, elegante e dotato di grande fascino scenico.

Rémi Lasvènes (Francia): artista francese che con la sua “magie nouvelle” e il linguaggio clownesco riesce a trasformare la percezione dello stupore; perfetto per emozionare anche i più piccoli.

The Phobias (Italia): trio clown, horror-magic, finalisti a “Tu Si Que Vales” e protagonisti ad America’s Got Talent 2025 con performance che fondono paura, meraviglia e ironia; un tocco diverso, sorprendente e deciso.

Jaime Figueroa (Spagna): primo premio per la Magia Comica al congresso Latino Americano Flasoma di Montevideo. ventriloquo, mago e attore spagnolo che ha saputo unire comicità e illusionismo in uno stile originale, raffinato e adatto a tutta la famiglia.

Mago Lupis & Laura de Paulis (Italia): un duo brillante e raffinato che condurrà l’intero spettacolo fondendo magia, comicità e gag; Lupis, campione italiano di magia 2014, è noto nel panorama italiano per uno stile unico dal ritmo travolgente.

Disguido (Italia): sono gli ideatori e creatori di ABRACADABRA La Notte dei Miracoli, duo di artisti internazionali, campioni europei di comedy magic e vincitori del Mandrake d’Or, l’Oscar della Magia. Presenteranno un numero originale di trasformismo con cappelli dedicato al cinema, un momento che unisce magia, teatro e comicità visuale.

E un’altra sorpresa riguarda un ospite speciale: SPECIAL GUEST – ANTONIO CASANOVA Esclusivamente alla prima del 26 dicembre alle ore 20:30, il 6 gennaio e gli ultimi due giorni, il 10 e 11 gennaio 2026, sarà presente Antonio Casanova in qualità di ospite speciale. Artista amatissimo dal pubblico televisivo e volto storico di Striscia la Notizia, Antonio Casanova offrirà un intervento esclusivo riservato a queste date, accompagnando simbolicamente l’apertura e la chiusura della “scatola magica” di Abracadabra con la prima e l’ultima rappresentazione del festival. Il tutto proprio nell’anno del centenario della scomparsa di Harry Houdini, icona mondiale e mito dell’escapologia. Un regalo speciale che Casanova ha voluto dedicare al pubblico di Abracadabra. La sua presenza come guest arricchisce ulteriormente il cast artistico internazionale di altissimo livello presente per tutta la durata del festival.

LA MAGIA CHE FA BENE Come ogni anno, l’incanto del teatro non si fermerà al sipario: una parte del ricavato sarà devoluta ad Antas Onlus e alla Fondazione Telethon, a favore della ricerca sulla sindrome di Phelan Mc Dermid, trasformando anche quest’anno il pubblico in protagonista di un gesto concreto di solidarietà. Perché la magia più grande non è quella che fa sparire un oggettoà ma quella che fa apparire un sorriso dove serve davvero.

PREMIAZIONE – La Bacchetta Magica d’Oro Anche quest’anno Abracadabra – La Notte dei Miracoli non sarà soltanto uno spettacolo, ma anche un momento di celebrazione dell’eccellenza artistica: per il secondo anno consecutivo verrà conferito agli artisti il Premio Abracadabra, rappresentato da una bacchetta magica d’oro, simbolo di prestigio, riconoscenza e valore professionale. Un omaggio all’abilità, destrezza, dedizione, ricerca scenica e poetica che ciascun artista porta sul palco e condivide con il pubblico.

Inoltre, come da tradizione, sarà assegnata anche la Bacchetta Magica d’Onore, destinata a un personaggio di spicco nel panorama magico internazionale che si è distinto per influenze artistiche, carriera, innovazione e contributo culturale alla magia. La cerimonia di premiazione avverrà la sera della prima, il 26 dicembre, in un momento solenne ed emozionante che unirà l’intera compagnia, gli ospiti e il pubblico presente.

Allerta rossa per il maltempo in Emilia Romagna: fiumi a rischio piena

Milano, 24 dic. (askanews) – E’ allerta rossa nell’area della pianura bolognese per rischio di piene “sugli affluenti in destra Reno con alimentazione collinare”. A comunicarlo è la Protezione Civile dell’Emilia Romagna precisando che l’allerta massima riguarda le aree pianeggianti delle province di Bologna, Ferrara e Ravenna.

“Per giovedì 25 dicembre sono previste precipitazioni diffuse e persistenti, soprattutto sul settore centrale della regione, che potranno generare diffusi fenomeni franosi, ruscellamento lungo i versanti e innalzamenti dei livelli idrometrici nei corsi d’acqua con superamenti della soglia 2”, avverte la protezione civile regionale precisando che “il codice colore rosso della zona della pianura bolognese è relativo ai superamenti della soglia 3 sugli affluenti in destra Reno con alimentazione collinare”.

“Sui settori appenninici e collinari emiliani i fenomeni saranno nevosi a partire da quote attorno ai 300/400 metri, con accumuli di 5-15 cm sulle zone collinari e di ulteriori 20-30 cm sulle zone montuose – si legge ancora nel bollettino della protezione Civile dell’Emilia Romagna -. Lungo la fascia costiera sono inoltre previsti venti di burrasca moderata (62-74 km/h) da nord-est, con rinforzi o raffiche di intensità superiore, con mare agitato, localizzati fenomeni di erosione dei litorali, delle dune e degli argini invernali, nonché ingressioni marine che possono interessare gli stabilimenti balneari. Saranno possibili inoltre esondazioni di fiumi e canali alla foce, per le difficoltà di deflusso delle piene in mare”.

"Il Natale del Signore è il Natale della Pace", il primo augurio di Papa Leone XIV

Roma, 24 dic. (askanews) – “Il Natale del Signore è il Natale della Pace”. E’ il testo del biglietto di auguri firmato da Papa Leone nel suo primo Natale da pontefice. Il cartoncino, a cura della Prefettura della Casa pontificia, è stato diffuso dai media vaticani. Prevost porge i suoi auguri nella Natività del Signore e nel Giubileo della speranza.

La frase scelta è tratta dal Sermone 26 del primo Papa a portare il suo nome, san Leone Magno. L’immagine di copertina riprende un mosaico realizzato dall’artista italiano Alberto Salietti (1892- 1961) per l’appartamento pontificio nel 1955.

Il Pontefice si appresta a celebrare i riti del Natale a partire da questa sera, 24 dicembre, quando alle ore 22 presiederà nella Basilica Vaticana la Messa della Notte per la solennità del Natale del Signore. L’indomani, 25 dicembre, la celebrazione della Messa del giorno a San Pietro, alle 10, a cui seguirà la Benedizione “Urbi et Orbi” alle 12, dalla Loggia centrale della Basilica. Il 26 dicembre, Santo Stefano, primo martire della Chiesa, il Papa reciterà la preghiera dell’Angelus in Piazza San Pietro così come domenica 28 dicembre. In conclusione del 2025, mercoledì 31 dicembre, solennità di Maria santissima Madre di Dio, il Papa terrà l’udienza generale e nel pomeriggio alle 17 i Primi Vespri e il Te Deum in ringraziamento per l’anno trascorso.

Il primo gennaio 2026, nella Basilica di San Pietro, alle 10, la Messa per la 59.ma Giornata mondiale della Pace. Per l’occasione, Leone XIV ha scritto un messaggio sul tema: “La pace sia con tutti voi. Verso una pace disarmata e disarmante” nel quale si ritrova una forte denuncia contro la corsa al riarmo in atto nel mondo, i dati infatti riferiscono di un aumento del 9,4% nel 2024 delle spese militari.

Il 4 gennaio 2026, domenica, l’Angelus in Piazza San Pietro e il 6, Epifania del Signore, alle ore 9.30 la Messa e la chiusura della Porta Santa con la conclusione del Giubileo 2025 dedicato alla speranza. Domenica 11 gennaio è la festa del Battesimo del Signore, il Papa in Cappella Sistina celebrerà la Messa e impartirà il sacramento ad alcuni bambini.

Nel calendario delle celebrazioni papali, Leone XIV ha introdotto di nuovo la Messa del giorno di Natale che invece i suoi predecessori Papa Francesco e Papa Benedetto XIV non hanno mai celebrato. L’ultima volta infatti risale a San Giovanni Paolo II, il 25 dicembre 1994.

Macron: le restrizioni Usa dei visti contro Breton e altri cittadini europei sono atti d’intimidazione

Roma, 24 dic. (askanews) – Il presidente francese Emmanuel Macron ha condannato le misure di restrizione dei visti adottate dagli Stati uniti contro Thierry Breton e altri quattro cittadini europei, definendole “atti d’intimidazione e coercizione”.

“Queste misure costituiscono atti di intimidazione e di coercizione volti a minare la sovranità digitale europea”, ha scritto Macron su X, sottolineando che “le normative digitali dell’Unione europea sono state adottate attraverso un processo democratico e sovrano dal Parlamento europeo e dal Consiglio”.

Secondo il capo dell’Eliseo, tali regole “si applicano all’interno dell’Europa per garantire una concorrenza leale tra le piattaforme, senza prendere di mira alcun paese terzo, e per assicurare che ciò che è illegale offline lo sia anche online”. Macron ha aggiunto che “le regole che disciplinano lo spazio digitale dell’Unione europea non possono essere determinate al di fuori dell’Europa”.

“Insieme alla Commissione europea e ai nostri partner europei – ha concluso – continueremo a difendere la nostra sovranità digitale e la nostra autonomia regolatoria”.

Il decreto Ucraina in Consiglio dei ministri lunedì, "l’accordo politico è chiuso"

Roma, 24 dic. (askanews) – “Lunedì” prossimo, 29 dicembre, “ci sarà un decreto, sul quale abbiamo già un accordo politico chiuso, che continua a sostenere l’Ucraina come abbiamo sempre fatto nella difesa antiaerea e delle infrastrutture energetiche”. A precisarlo il sottosegretario alla presidenza del consiglio Giovanbattista Fazzolari, ad alcuni giornali, dopo le prese di posizione della Lega di Matteo Salvini.

Nel 2026, tuttavia, “gli aiuti civili saranno molto più consistenti” e nel testo “ci sarà un’enfatizzazione di questo impegno, un richiamo formale”, assicura sul ‘Messaggero’ il sottosegretario Alfredo Mantovano.

“Quel decreto è già stato scritto da tempo”, sottolinea Fazzolari, il quale tiene a puntualizzare che “Mosca ha subìto una sconfitta storica in Ucraina e non si riprenderà più perché da che nel 2022 era una superpotenza ormai è ridotta a poco più di un Paese del Terzo mondo. Se tutti fossimo più attenti a raccontare che cosa sta succedendo al fronte, com’è è veramente la situazione e come il sostegno occidentale è stato incredibilmente coeso faremmo una ottima cosa e metteremo un po’ più di pressione alla Russia invece di occuparci di raccontare che in Italia ci sono frotte di filo-russi al governo”.

Fazzolari insiste: “Nel decreto non c’è nulla di innovativo: l’Italia aiuterà l’Ucraina in tutte le forme anche militari soprattutto a protezione della popolazione civile. Durerà almeno un anno”.

Meloni su X: auguri a tutti gli italiani, con noi rivoluzione del presepe

Roma, 24 dic. (askanews) – “Un augurio sincero a tutti gli italiani”. A rivolgerlo su X la premier Giorgia Meloni, in un video con alle sue spalle l’albero ma “soprattutto” il presepe, “simbolo” di “identità” che “più di tutti ci ricorda cosa sia il santo Natale”.

“Voglio rivolgere un augurio sincero a tutti gli italiani, a chi vive il natale in famiglia, a chi lo celebra lavorando, a chi è sereno, a chi porta nel cuore una preoccupazione, a chi festeggia e a chi cerca un momento di pace e voglio farlo ancora una volta di fronte” al presepe, ha affermato la premier. “Anni fa vi ho detto prendiamo il pastorello e facciamo la rivoluzione del presepe. Lo penso ancora”, ha detto Meloni, secondo la quale “il presepe non impone nulla a nessuno, il presepe racconta una storia custodisce dei valori. Rende più profonde le radici e una nazione che conosce le sue radici è una nazione che non ha paura del confronto né del futuro”.

“Che si creda o no questo simbolo parla di dignità, di responsabilità, di rispetto della vita, di attenzione ai fragili sono valori che hanno plasmato la nostra comunità, che meritano di essere custoditi e non messi da parte per moda o per timore, siate orgogliosi della vostra identità, del messaggio univerale di amore, di pace che porta con sé. E che questo Natale possa regalare a ciscuno un po’ di luce, calma e forza, che possa essere un tempo per ritrovarsi, guardare avanti con fiducia senza dimenticare chi ha bisogno di aiuto e soprattutto senza dimenticare chi siamo, buona vigilia e buon santo Natale a tutti”, ha concluso.

Camorra, arrestato super latitante: era tra i 100 più pericolosi

Milano, 24 dic. (askanews) – Dopo due anni di latitanza è finita la fuga di Ciro Andolfi, 49 anni, ritenuto vicino al clan camorristico Andolfi/Cuccaro e inserito nell’elenco dei “primi 100” latitanti più pericolosi del Ministero dell’Interno. L’uomo è stato arrestato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli nel quartiere Barra, nella zona orientale del capoluogo, al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia.

Andolfi era destinatario di un provvedimento di esecuzione di pene concorrenti emesso dalla Procura generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Napoli e deve scontare una pena residua di 8 anni, 3 mesi e 10 giorni di reclusione per associazione di tipo mafioso, estorsione in concorso aggravata dal metodo mafioso e corruzione.

L’arresto è scattato nel corso di un imponente blitz condotto dai militari del Comando provinciale dei Carabinieri di Napoli, con l’impiego di assetti operativi specializzati e il supporto di operazioni tecniche. Secondo quanto riferito dagli investigatori, il latitante si nascondeva all’interno di un ingegnoso rifugio in muratura ricavato in un appartamento sottoposto a perquisizione.

Ritenuto intraneo al clan Andolfi/Cuccaro, operante nell’area orientale della città e in particolare nel quartiere Barra, Andolfi era ricercato dal 2022. La sua cattura rappresenta un nuovo colpo alle organizzazioni camorristiche attive sul territorio napoletano.

Meta, Antitrust impone stop esclusione chatbot Ai concorrenti da WhatsApp

Roma, 24 dic. (askanews) – L’Antitrust ha imposto a Meta la sospensione delle condizioni che escludono i Chatbot Ai concorrenti da WhatsApp. Il provvedimento è stato adottato nei confronti di Meta Platforms Inc., Meta Platforms Ireland Limited, WhatsApp Ireland Limited e Facebook Italy. L’istruttoria, ricorda l’Authority, era stata avviata a luglio 2025 per “presunto abuso di posizione dominante” in violazione dell’articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, “perché la società ha integrato il servizio Meta AI nell’app di messaggistica WhatsApp, in posizione preminente rispetto ai servizi dei concorrenti”.

Il procedimento è stato ampliato poi il 25 novembre scorso, con contestuale avvio del sub-procedimento cautelare, in merito all’applicazione delle nuove condizioni contrattuali previste dai WhatsApp Business Solution Terms, introdotte il 15 ottobre e la cui piena efficacia si dispiegherà entro il 15 gennaio 2026. Queste condizioni contrattuali escludono del tutto dalla piattaforma WhatsApp le imprese concorrenti di Meta AI nel mercato dei servizi di Chatbot Ai. Per l’Autorità “sussistano i requisiti necessari per l’adozione della misura cautelare in relazione agli effetti della condotta sul territorio italiano”.

Immediata la replica da parte di Meta per la quale il provvedimento è “infondato” e contro cui presenterà ricorso. La società ha spiegato che il fraintendimento deriva dal fatto di considerare WhatsApp alla stregua di un app store, cosa che non è.

“La decisione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è infondata. L’emergere di chatbot di intelligenza artificiale sulle nostre Business Api ha messo sotto pressione i nostri sistemi, che non erano stati progettati per supportare questo tipo di utilizzo”, ha precisato un portavoce di Meta.

“L’Autorità italiana parte dal presupposto che WhatsApp sia, in qualche modo, un app store di fatto. I canali di accesso al mercato per le aziende di Ia sono gli app store, i loro siti web e le partnership di settore, non la piattaforma WhatsApp Business. Faremo ricorso”, ha aggiunto il portavoce Meta.

Secondo l’Antitrust, invece, “la condotta di Meta sembra avere natura abusiva, perché suscettibile di limitare la produzione, gli sbocchi o lo sviluppo tecnico nel mercato dei servizi di Chatbot AI, a danno dei consumatori”. Inoltre, il comportamento di Meta “può arrecare un danno grave e irreparabile, durante il tempo necessario per lo svolgimento dell’istruttoria, alle dinamiche competitive nel mercato interessato, pregiudicandone la contendibilità”. L’Autorità italiana è in coordinamento con la Commissione europea “per assicurare che la condotta di Meta venga affrontata nella maniera più efficace”.

Zelensky ha illustrato l’ultima versione del piano di pace, previsto accordo di non aggressione con Mosca

Roma, 24 dic. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha illustrato oggi per la prima volta i 20 punti dell’ultima versione del piano di pace per l’Ucraina, definendoli una proposta complessiva per porre fine alla guerra e avviare una fase di sicurezza, ricostruzione e integrazione europea.

Secondo quanto riferito da Zelensky ai giornalisti, il piano si apre con la conferma della piena sovranità dell’Ucraina e prevede un accordo di non aggressione tra Russia e Ucraina, accompagnato da un sistema di monitoraggio lungo la linea di contatto. Sono previste garanzie di sicurezza internazionali e il mantenimento delle Forze armate ucraine a un livello di 800.000 unità in tempo di pace.

Zelensky ha spiegato che Stati uniti, Nato ed Europa dovrebbero fornire a Kiev garanzie di sicurezza sul modello dell’articolo 5 dell’Alleanza atlantica. In caso di una nuova invasione russa, scatterebbe una risposta militare e il ripristino automatico delle sanzioni. Parallelamente, la Russia dovrebbe sancire in modo vincolante, anche nella propria legislazione, una politica di non aggressione verso l’Ucraina e l’Europa.

Il piano prevede inoltre l’adesione dell’Ucraina all’Unione europea entro una data definita, che Kiev intende fissare formalmente, e un pacchetto di sviluppo globale da stabilire attraverso un accordo separato sugli investimenti. Per la ricostruzione verrebbero creati più fondi dedicati, con l’obiettivo di raccogliere fino a 800 miliardi di dollari.

Sul piano economico, l’Ucraina accelererebbe la conclusione di un accordo di libero scambio con gli Stati uniti. È confermato anche lo status di Paese non nucleare.

Russia e Ucraina si impegnerebbero a non modificare le intese con l’uso della forza. Mosca, inoltre, non dovrebbe ostacolare l’uso commerciale del fiume Dnipro e del Mar Nero da parte dell’Ucraina, mentre la penisola di Kinburn verrebbe smilitarizzata.

Tra i punti centrali figurano lo scambio di tutti i prigionieri “tutti per tutti”, il ritorno dei civili, dei bambini e dei detenuti politici.

L’intesa, ha spiegato Zelensky, sarebbe giuridicamente vincolante e la sua attuazione verrebbe monitorata da un Consiglio per la pace guidato dal presidente statunitense Donald Trump. Una volta che tutte le parti avranno accettato il documento, entrerebbe immediatamente in vigore un cessate il fuoco completo. Il presidente ucraino ha dichiarato inoltre che la nuova versione del piano degli Stati Uniti per porre fine alla guerra con la Russia non richiede all’Ucraina di rinunciare formalmente all’adesione alla Nato, una richiesta fondamentale di Mosca. “E’ la Nato che deve decidere se accogliere o meno l’Ucraina come membro. E la nostra decisione è stata presa. Abbiamo abbandonato la proposta di modificare la Costituzione ucraina per includere una clausola che stabilisca che il Paese non aderirà alla Nato”, ha dichiarato Zelensky, riferendosi a una precedente versione redatta dagli Stati Uniti che richiedeva a Kiev di assumere un impegno giuridicamente vincolante a non aderire all’Alleanza.

Zelensky inoltre ha dichiarato di aspettarsi una risposta dalla Russia mercoledì in merito all’ultima versione del piano statunitense per porre fine alla guerra in Ucraina, negoziato da settimane tra Kiev e Washington.

“Avremo una reazione dai russi dopo che gli americani avranno parlato con loro”, ha dichiarato Zelensky ai giornalisti, in dichiarazioni rilasciate mercoledì.

La guerra dei panda, Pechino a Taiwan: non li regali al Giappone

Roma, 24 dic. (askanews) – Le tensioni tra Cina e Taiwan rischiano di crescere ulteriormente a causa dei…panda. Il portavoce dell’Ufficio per gli Affari di Taiwan del Consiglio di Stato (governo) cinese, Peng Qing’en, ha chiarito che se Taipei tentasse di fornire un panda gigante al Giappone, in sostituzione di quello che Tokyo dovrà presto restituire, questo provocherebbe inevitabilmente l’ira del popolo cinese.

“Qualsiasi tentativo delle forze separatiste favorevoli all’indipendenza di Taiwan di utilizzare i panda giganti come tributo al Giappone susciterà inevitabilmente l’indignazione dei compatrioti su entrambe le sponde dello Stretto”, ha affermato Peng nel corso di un briefing, commentando le notizie su contatti tra zoo giapponesi e lo zoo di Taipei per un possibile scambio di panda.

Le dichiarazioni arrivano mentre gli ultimi due panda giganti rimasti in Giappone, i gemelli Xiao Xiao e Lei Lei, ospitati allo zoo di Ueno a Tokyo, faranno ritorno in Cina a gennaio, in vista della scadenza del contratto di prestito prevista per febbraio. L’ultimo giorno di visita per il pubblico allo zoo è fissato al 25 gennaio.

Secondo Peng, i panda inviati dalla Cina a Taiwan nel 2009 erano “un dono al popolo taiwanese” e rappresentavano “una tappa importante nello sviluppo pacifico delle relazioni attraverso lo Stretto”. I commenti di alcuni politici giapponesi su un possibile trasferimento degli animali sono stati definiti dal portavoce come “assurdità degne di sciocchi assonnati”.

I panda giganti sono considerati un simbolo della Cina e la cosiddetta “diplomazia del panda” ha trasformato l’animale in un emblema nazionale non ufficiale. Secondo le fonti storiche, il primo dono di Stato di panda risale al 685, quando l’imperatrice cinese Wu – fondatrice della dinastia Zhou – inviò due esemplari all’imperatore giapponese Tenmu.

La Cina ha intensificato la diplomazia dei panda a partire dalla metà degli anni Cinquanta, donando o concedendo in prestito gli animali per rafforzare i legami internazionali. Tra il 1957 e il 1982 Pechino ha regalato 23 panda a nove Paesi. Dal 1994, i panda vengono concessi in prestito per programmi di ricerca, restando di proprietà cinese insieme alla loro eventuale prole.

Natale, Confcommercio: non solo cibo, 2 italiani su 3 faranno donazioni

Roma, 24 dic. (askanews) – Natale è sinonimo di festa e, oltre ai tradizionali doni sotto l’albero, gli italiani in questo periodo sosterranno altre voci di spesa, in alcuni casi praticamente “obbligatorie”. In particolare, il 73,1% sosterrà la spesa maggiore per cibi e bevande per pranzi e cene, il 9,2% per acquistare accessori per le feste, il 9% per decorazioni natalizie per la casa, l’8,7% per eventi e intrattenimenti vari. Lo rileva un’idagine di Confcommercio che evidenzia come tra le voci del budget natalizio ci sia pure la solidarietà.

Secondo l’Associazione, 3 italiani su 4 rinnoveranno gli addobbi natalizi con una spesa media di 50 euro, ma il 21,7% spenderà una cifra superiore a questa; tra gli eventi più frequentati dagli italiani nel periodo natalizio, svettano i mercatini di Natale (54%), seguiti da eventi gastronomici (18,4%), concerti e spettacoli natalizi (18%), rappresentazioni del Presepe vivente (13,9%).

Ma per molti italiani Natale significa anche manifestare solidarietà e vicinanza a chi è meno fortunato: infatti il 9,1% parteciperà ad iniziative ed eventi di beneficenza e quasi 2 italiani su 3 faranno donazioni – in particolare al Sud, fra le donne e nella fascia di età 35-44 anni – per un importo medio di 27 euro (nel 2024 erano 26), “segno di una generosità prudente, più orientata alla partecipazione simbolica che a un impegno economico rilevante, ma comunque diffusa”, sottolinea Confcommercio.

La dialettica è la regola delle coalizioni

Il conflitto come normalità

Forse sarebbe il caso di non dannarsi troppo l’anima per i litigi che hanno appena attraversato la maggioranza in occasione del varo della legge finanziaria. Infatti la dialettica è la regola delle coalizioni. E ne è anche − entro certi limiti − il sale.

Finora s’era litigato più a sinistra che a destra. Facendo pensare che, sotto l’egida della Meloni, l’ordine regnasse sovrano. Ma la realtà è che nei governi di coalizione si bisticcia quasi sempre. Alcuni lo danno a vedere, altri sono più capaci di mascherarlo.

 

Disordine o pluralismo

Ma anche risalendo indietro nel tempo, fino agli anni di Berlusconi, la regola resta quella. Si chiama disordine per chi non l’ama. Si chiama pluralismo per chi l’apprezza.

Bisognerebbe semmai darsi una regola a proposito di questo galateo di coalizione. E stabilire, possibilmente insieme, che sulla politica estera sarebbe il caso di non dividersi. E che sui temi economici e sociali invece sarebbe il caso, invece, di valorizzare il confronto anche ai tavoli di

maggioranza.

Governare la dialettica

Certo, magari senza strafare. Ma neppure illudendosi che partiti diversi possano marciare allineati al modo della falange macedone.

L’errore forse è proprio nel manico. E cioè nell’idea che si tramanda da un governo all’altro e da una coalizione all’altra secondo cui c’è un solo Napoleone e tutto il resto è intendenza. Tentazione che afferra prima o poi tutti gli inquilini di Palazzo Chigi. Salvo scoprire, strada facendo, che le cose sono quasi sempre assai più complicate di così.

Fonte: La Voce del Popolo – 23 dicembre 2025

[Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia]

Dopo l’Occidente, la sfida europea nella riflessione di Michele Marchi

Nell’editoriale pubblicato oggi su lAltravoce, Michele Marchi propone una riflessione esigente sul destino dell’Occidente e sul ruolo che l’Europa è chiamata a giocare in una fase di profonda discontinuità storica.

Un Occidente che non è più scontato

L’editoriale muove da una constatazione netta: l’Occidente euro-atlantico, così come si è strutturato nel Novecento attorno alla centralità americana e alla democrazia liberale, non è più un dato ovvio né un orizzonte indiscusso. Le trasformazioni geopolitiche, il ritorno delle potenze autoritarie e, soprattutto, l’irruzione del populismo hanno incrinato un equilibrio che per decenni era parso stabile.

Non si tratta, tuttavia, di un semplice declino esterno. Il nodo più problematico è interno alle democrazie occidentali: la crescente difficoltà di produrre consenso attraverso istituzioni rappresentative credibili, capaci di decidere senza rinunciare al pluralismo. È qui che la crisi dell’Occidente si intreccia con una crisi più profonda della democrazia liberale come forma di governo.

Sieyès, Krastev e la crisi della rappresentanza

È in questo passaggio che il riferimento di Marchi a Emmanuel-Joseph Sieyès assume un significato decisivo. Il teorico della Rivoluzione francese aveva chiarito che la nazione non coincide mai con una parte che pretende di incarnarla. La rappresentanza non è una distorsione della sovranità popolare, ma la sua condizione di possibilità. Alla tesi di  Sieyès si rifà

Ivan Krastev.. Per il politologo bulgaro, il populismo nasce quando la rappresentanza viene delegittimata come artificio elitario e sostituita dall’illusione di un rapporto diretto tra leader e “vero popolo”. In quel momento la democrazia cessa di essere un sistema di regole condivise e si trasforma in una competizione identitaria permanente.

Il populismo, dunque, non mette in discussione la sovranità popolare in quanto tale, ma contesta l’idea stessa che la politica richieda mediazione, competenza e responsabilità istituzionale. È, in questo senso, una patologia della rappresentanza.

Leadership, mondi vitali e responsabilità dei cristiani

Da qui discende la tesi centrale dell’editoriale: la risposta europea non può essere affidata né a un tecnicismo senz’anima né a un sovranismo di ritorno. Occorrono nuove leadership nazionali solide, capaci di reggere il confronto democratico interno e, insieme, di collocarsi in una visione europea condivisa.

Ma tali leadership non nascono per decreto. Esse presuppongono l’esistenza di culture politiche e civili capaci di alimentare senso, responsabilità e visione. In questo quadro, allargando l’analisi di Marchi, anche i “mondi vitali” cristiani sono chiamati in causa. Non come riserva identitaria o confessionale, ma come tradizione storica che ha contribuito in modo decisivo alla costruzione della democrazia rappresentativa europea, alla cultura della mediazione e al primato delle istituzioni.

Per i cristiani impegnati nella vita pubblica, la sfida è tornare a pensarsi come fattore di ricomposizione, di educazione alla responsabilità e di contrasto alle semplificazioni populiste, non come minoranza nostalgica o testimonianza marginale.

Ripensare lOccidente

Ripensare l’Occidente, allora, significa sottrarlo alla deriva che lo svuota dall’interno. L’Europa è chiamata a dimostrare che libertà, rappresentanza e decisione possono ancora stare insieme. Il prossimo quarto di secolo sarà decisivo, e lo sarà soprattutto sul terreno della leadership politica e della capacità dei suoi mondi vitali – a partire da quelli cristiani – di rigenerare la democrazia liberale.

La zona d’ombra che avvolge i Centri sociali

Non fare di tutta lerba un fascio

Non possiamo fare di tutta l’erba un fascio. Nello specifico, non possiamo confondere il profilo e la storia dei singoli centri sociali nel nostro paese. Certo, molte realtà che sono disseminate in Italia contengono un barlume di violenza al proprio interno. Ma è indubbio che molti centri sociali svolgono anche e soprattutto un ruolo culturale, associativo, di reale volontariato e di sincera integrazione nel proprio singolo territorio o area di riferimento.

Ma è altrettanto indubbio, per non essere ipocriti, che ci sono centri sociali semplicemente pericolosi. E non solo per l’occupazione abusiva dei locali in cui bivaccano ma anche, e soprattutto, per l’attività che dispiegano concretamente.

Il caso Askatasuna

Tra questi rientra a pieno titolo il centro sociale di cui oggi si dibatte in Italia, ovvero Askatasuna. Un centro sociale che, purtroppo, in questi ultimi anni si è particolarmente distinto e caratterizzato anche e soprattutto per la sua attività violenta.

Dalla Val Susa con la Tav all’attacco violento a diversi centri nevralgici e produttivi di Torino e del Piemonte, dalla partecipazione diretta a manifestazioni violente in giro per l’Italia all’attacco diretto e criminale contro le Forze dell’Ordine.

Un tema rimosso dal dibattito pubblico

Detto questo, c’è però un aspetto non secondario che continua a non essere analizzato ed indagato con la dovuta attenzione. Non solo da parte di chi, giustamente, ne denuncia l’estrema pericolosità ma anche e soprattutto da parte di coloro che ne appoggiano le gesta.

E a Torino, come ben sappiamo, sono tanti e sono trasversali. A livello politico come sul versante giornalistico, dal fronte accademico a molte realtà cosiddette progressiste e di sinistra.

La domanda decisiva: chi paga

Detto con altre parole, però, chi finanzia concretamente l’attività – forse anche quelle violente e di addestramento militare o di guerriglia urbana nel fronteggiare le Forze dell’Ordine – dei centri sociali che non si limitano a svolgere un ruolo culturale, associativo e di volontariato sociale?

E questo perché quando si parla di realtà come Askatasuna non si può non affrontare anche questa dimensione. Spostarsi in Italia, addestrarsi forse militarmente, pianificare le azioni contro il “nemico” e una serie di attività in capo a questo specifico centro sociale richiedono anche ingenti mezzi finanziari.

Seguire il flusso delle risorse

Ecco perché attorno al pianeta Askatasuna non esiste solo la violenza – manifesta, plateale e visibile anche da un marziano –, la propaganda violenta e l’attacco alle Forze dell’Ordine e la devastazione di settori ben individuati nella città, ma va affrontato anche il tema del finanziamento concreto a questa realtà.

Forse è arrivato il momento, oltre alle coperture politiche, giornalistiche, sindacali, culturali ed accademiche, di approfondire il capitolo – delicato ma decisivo – di chi li finanzia. Un tema, questo, che merita adesso di essere sviscerato ed approfondito. Perché, di norma, da chi finanzia una realtà sociale – qualunque essa sia – si comprende anche chi appoggia e condivide sul versante politico, sociale, culturale e mediatico la suddetta realtà.

Age-Runners: la genesi della leadership multigenerazionale

Una transizione generazionale non lineare

Nell’attuale contesto sociale globale segnato da una transizione complessa e non lineare delle generazioni, il concetto di leadership multigenerazionale acquista una centralità strategica, non solo sul piano delle politiche pubbliche, ma anche nei modelli organizzativi del sociale organizzato, del terzo settore, delle imprese, delle istituzioni del sapere e delle istituzioni. In questo scenario, emerge un nuovo attiv-attore sociale: gli “age-runners”, una generazione mixata e mobile che attraversa soglie anagrafiche, culturali e cognitive, superando le barriere fra tutte le età, tra innovazione e tradizione.

Dalla successione alla costruzione condivisa

La leadership intergenerazionale non può più essere intesa come semplice passaggio del testimone tra una dimensione giovane ed una persona anziana, bensì come costruzione dinamica di reti orizzontali e verticali di collaborazione, in cui la diversità-pluralità generazionale diventa risorsa per generare innovazione sociale, resilienza e sostenibilità. È la genesi della leadership multigenerazionale.

Chi sono gli age-runners

Gli age-runners rappresentano la manifestazione concreta di un nuovo modello umano: persone capaci di “correre” lungo le traiettorie di più fasi del vivere, dell’apprendere e dell’insegnare simultaneamente, connettendo la longevità attiva trasversale con il long life learning digitale, l’esperienza con la creatività. Essi agiscono come ponti tra generazioni e contesti, incarnando la pluri-appartenenza temporale e culturale, fondamento di una leadership adattiva, trasformativa e relazionale.

La sociologia dellumanità”

Come ci ricorda Barbara Calabrese, docente di sociologia generale presso la Sapienza Università di Roma, siamo in presenza della “sociologia dell’umanità”. Il paradigma age-runner richiede un ripensamento anche delle teorie sociologiche della generazione, delle leadership trasformative e della psicologia evolutiva del profondo, integrando dimensioni come l’ageing, l’intelligenza emotiva intergenerazionale e le competenze trasversali digitali.

Una leadership ecosistemica

È certamente la luce che necessita per uscire da quelle che lo psicoanalista junghiano Aldo Carotenuto chiamava i “sotterranei dell’anima”. È nella dimensione meta-generazionale che prende forma una leadership non gerarchica ma ecosistemica, che valorizza il contributo delle diverse età in modo circolare, e non sequenziale ma autenticamente multigenerazionale.

Oro e argento a nuovi massimi storici, ma anche il rame è da record

Roma, 23 dic. (askanews) – Oro e argento a nuovi massimi storici all’antivigilia della chiusura natalizia dei mercati. L’oncia d’oro oggi durante le contrattazioni spot ha segnato un picco a 4.530 dollari, successivamente consolida i guadagni con un più 1,16% a 4.521 dollari. Nel frattempo l’argento ha mostrato rialzi anche più sostenuti, superiori al 4% a 71,47 dollari l’oncia.

E intanto anche il rame, non un metallo prezioso ma con molteplici usi industriali che lo rendono indispensabile, ha segnato nuovi massimi storici, superando per la prima volta la soglia dei 12.000 dollari la tonnellata, tra timori di possibili penurie su scala globale.

Il tutto in una seduta in cui il dollaro perde terreno con l’euro brevemente salito sopra soglia di 1,18 sul biglietto verde, sui massimi dallo scorso settembre.

Crosetto dalle truppe italiane in Bulgaria lancia “Strategia Istrice”

Novo Selo (Bulgaria), 23 dic. (askanews) – Il calore delle truppe entusiaste per il suo arrivo e l’orgoglio di essere italiani, non soltanto nel suo discorso ma anche nella stretta di mano a ogni singolo militare. Il ministro della Difesa Guido Crosetto, ieri in Libano, domani a Sarajevo, venuto anche in Bulgaria, a Novo Selo a portare gli auguri di Natale alle donne e agli uomini che passeranno queste festivit lontano da casa, facendo il proprio dovere.

Un discorso molto sentito peraltro, che ha descritto la grande differenza che pu fare un contingente italiano all’estero, grazie non solo alla professionalit, ma anche all’umanit e alla capacit di comunicare degli italiani. Di farsi partecipi.

Il tutto mentre il mondo sta cambiando sempre pi velocemente, le sfide si moltiplicano. Ieri ancora una volta i rapporti dell’intelligence statunitense hanno avvertito che il presidente russo Vladimir Putin intende conquistare tutta l’Ucraina e rivendicare parti dell’Europa che appartenevano all’ex impero sovietico. “Noi non siamo pronti ad affrontare la follia di nessuno e quindi non saremmo pronti se quello che dice l’intelligence americana si verificasse perch non siamo pronti ad avere una guerra in casa, non lo siamo per mentalit, non lo siamo perch abbiamo disinvestito in difesa negli ultimi 40 anni, non lo siamo per mille motivi, quindi non lo siamo” ha detto Crosetto, rispondendo in conferenza stampa a Novo Selo in Bulgaria, a una domanda di askanews sulle recenti indiscrezioni trapelate dalla Intelligence Usa.

Poi in merito alla “Strategia dell’istrice” spesso citata dal ministro, Crosetto ha aggiunto: “C’ un animale piccolo che fa paura a quelli grandi, perch chiunque si avvicina si fa male, allora un paese piccolo come il nostro deve adottare una strategia e l’Europa da questo punto di vista, essendo impreparata, pu adottare solo quella strategia, cio quella di far paura perch se qualcuno prova a toccarla si fa male. la stessa cosa, la stessa strategia che ha usato Israele e per cui sopravvissuto in questi anni ed quella cui dovremmo abituarci. Dissuadere chiunque voglia in qualche modo farci male perch se ci tocca si fa male lui per prima”, ha aggiunto il ministro.

Di fronte a un futuro nel quale sempre pi c’ la Nato ma l’Europa dovr iniziare a difendersi da sola. Giunto il momento, come per quei figli che prima o poi devono lasciare il nido.

“Purtroppo viviamo in un mondo in cui le minacce non si sostituiscono, si sovrappongono, per cui l’abbiamo visto, quello che vediamo in Ucraina: una guerra tradizionale fatta addirittura in trincee, sembra quella della prima guerra mondiale. Poi l’abbiamo vista in Israele: una guerra combattuta con satelliti che intercettano missili che vanno sempre pi veloci e a questo si aggiunge la guerra ibrida. Ma non ce n’ una che sostituisce un’altra, una somma di attacchi che alcuni attori, alcuni paesi utilizzano, quella ibrida quella che non si vede e che si pu combattere tutti i giorni senza scatenare una reazione da parte degli altri. Sono le centinaia di attacchi hacker, migliaia; a oggi sono 1800 che abbiamo subito in Italia, alcuni molto gravi”.

E poi se gli si chiede del 2026, Crosetto scherza e sorride. “Mi devo sforzare di vederlo bene – ha detto – ogni giorno devo sforzarmi di essere ottimista perch devo cercare di costruire un mondo migliore per i miei figli e anche per i vostri”.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio di Gualtiero Benatelli

Immagini askanews

Calcio, la Commissione: per la Lazio mercato sbloccato

Roma, 23 dic. (askanews) – La Commissione indipendente che vigila sui conti delle squadre di Serie A si è riunita oggi per fare le ultime valutazioni sullo stato finanziario del club (tutti quelli professionistici in realtà, basket compreso). E secondo le prime indiscrezioni rilanciate da Gazzetta.it è emerso che la Lazio ha rispettato i parametri richiesti e potrà quindi operare liberamente sul mercato, senza alcuna limitazione. Così come il Como, che ha sistemato una situazione difficile con un aumento di capitale. Sono soltanto due i club che non hanno l’indicatore Costo del lavoro allargato fratto ricavi inferiore allo 0,8: Napoli e Pisa. Nessuno spettro di mercato bloccato comunque, non previsto per la finestra di gennaio. I due club “fermati” dalla Commissione potranno operare soltanto a saldo zero, dunque per ogni giocatore acquistato deve esserci un’uscita equivalente. Una situazione non facile soprattutto per il Napoli, in particolare in vista del mercato di giugno dove – in quel caso sì – è possibile essere sanzionati con il blocco di mercato se non si rispetterà l’indicatore che nel frattempo diventerà ancora più restrittivo, ovvero 0,7.

Covid, la Consulta: infondate le questioni di legittimità, obbligo vaccino e green pass non violarono diritti

Roma, 23 dic. (askanews) – Sono infondate le questioni di legittimità costituzionali, sollevate dal tribunale ordinario di Catania, in merito ad alcune norme varate per fronteggiare l’emergenza Covid. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale, con la sentenza numero 199, depositata oggi, che ha messo sotto la lente di ingrandimento alcune norme del decreto-legge 21 settembre 2021, numero 127 (Misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l’estensione dell’ambito applicativo della certificazione verde COVID-19 e il rafforzamento del sistema di screening) e del decreto-legge 7 gennaio 2022, numero 1 (Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza COVID-19, in particolare nei luoghi di lavoro, nelle scuole e negli istituti della formazione superiore).

“La prima disposizione – spiega una nota della Consulta – ha stabilito che, nel periodo dal 15 ottobre al 31 dicembre 2021, per accedere ai luoghi di lavoro, il personale del settore pubblico dovesse possedere ed esibire una certificazione da vaccinazione, guarigione o test (cosiddetto green pass base) e che, in mancanza, il lavoratore fosse considerato assente ingiustificato senza diritto alla retribuzione né altro compenso o emolumento. La seconda disposizione, a far data dalla sua entrata in vigore e fino al 15 giugno 2022, ha sancito l’obbligo vaccinale per gli ultracinquantenni, disponendo che, a decorrere dal 15 febbraio 2022, i lavoratori destinatari di tale obbligo, ai fini dell’accesso al luogo di lavoro, dovessero possedere ed esibire una certificazione di vaccinazione o guarigione (cosiddetto green pass rafforzato) e che, in caso di mancato possesso della suddetta certificazione, fossero considerati assenti ingiustificati senza diritto alla retribuzione né altro compenso o emolumento”.

Per la Corte, in primo luogo, l’obbligo vaccinale disposto nei confronti dei soggetti ultracinquantenni “risponde a una valutazione non irragionevole delle evidenze scientifiche che individuavano nei primi i soggetti più esposti alla malattia severa” e rappresenta una misura “non sproporzionatamente preordinata a tutelare la salute pubblica, in quanto rivolta a proteggere i soggetti più fragili, a contenere il carico ospedaliero, oltre che, pur sempre, a ridurre la circolazione del virus”.

Per altro profilo, la Consulta “ha escluso la violazione” dell’articolo 32, primo comma, della Costituzione, rimarcando che “le evidenze scientifiche disponibili al momento di entrata in vigore dell’obbligo vaccinale confermano [à] l’efficacia della vaccinazione anti COVID-19 come misura di prevenzione fondamentale per contenere la diffusione dell’infezione” e che, secondo le conclusioni dell’AIFA e dell’ISS sulla sicurezza dei vaccini anti COVID -19, “la maggior parte delle reazioni avverse ai vaccini sono non gravi e con esito in risoluzione completa”, mentre “le reazioni avverse gravi hanno una frequenza da rara a molto rara e non configurano un rischio tale da superare i benefici della vaccinazione”.

Quanto alla necessità per il lavoratore non vaccinato o non guarito di “sottoporsi ogni due giorni al tampone”, per ottenere il green pass base per accedere al luogo di lavoro, la Corte ha escluso che la stessa sia lesiva della dignità personale in quanto “non implica alcun apprezzamento negativo della persona che vi è sottoposta” e “non appare in grado di provocare sofferenze fisiche significative”.

La Corte ha poi affermato che le conseguenze del mancato adempimento agli obblighi previsti dalle disposizioni impugnate ai fini dell’accesso ai luoghi di lavoro non ledono né il diritto al lavoro e alla retribuzione (articoli 4 e 36 della Costituzione), né il diritto alla dignità personale (articolo 2 della Costituzione), né il principio di ragionevolezza e proporzionalità (articolo 3 della Costituzione), in quanto sono comunque “frutto di una scelta individuale” e perché l’inosservanza dei suddetti obblighi “assume una rilevanza ‘meramente sinallagmatica’ sul piano delle condizioni nascenti dal contratto di lavoro, nel senso che il loro inadempimento rende la prestazione non conforme alle regole del rapporto, giustificando così la preclusione a svolgere l’attività lavorativa e la conseguente privazione della retribuzione e di ogni altro compenso o emolumento” (le stesse considerazioni valgono ad escludere la dedotta violazione dell’articolo 32, secondo comma, della Costituzione)”.

Da ultimo, la mancata erogazione dell’assegno alimentare in favore del lavoratore inadempiente non determina alcuna disparità di trattamento rispetto al lavoratore sospeso dal servizio a seguito di sottoposizione a procedimento penale o disciplinare. In questi ultimi casi, infatti, prosegue la Consulta, il riconoscimento dell’assegno alimentare si giustifica “alla luce della necessità di assicurare al lavoratore un sostegno quando la temporanea impossibilità della prestazione sia determinata da una rinuncia unilaterale del datore di lavoro ad avvalersene [à]”, mentre diverso è il caso in cui, per il fatto di non aver adempiuto ai suddetti obblighi, “è il lavoratore che decide di sottrarsi unilateralmente alle condizioni di sicurezza che rendono la sua prestazione lavorativa, nei termini anzidetti, legittimamente esercitabile”.

Calcio, Gattuso: "Il chiodo fisso è andare al Mondiale"

Roma, 23 dic. (askanews) – Rino Gattuso si racconta a sei mesi dal suo insediamento sulla panchina della Nazionale. In una lunga intervista rilasciata a Vivo Azzurro TV, il ct azzurro ha ripercorso l’inizio della sua avventura alla guida dell’Italia, soffermandosi anche sui play-off di marzo che metteranno in palio il pass per i Mondiali.

“Quando mi è stato proposto di diventare commissario tecnico ho detto subito di sì, senza pensare ai pro e ai contro”, ha spiegato Gattuso. “Sono orgoglioso di rappresentare il mio Paese. Mi sento un privilegiato: allenare la Nazionale italiana è qualcosa che milioni di persone sognerebbero. Ho una grande responsabilità, ma convivo con la pressione da tutta la vita”. Il ct ha ricordato anche i sacrifici della sua giovinezza, quando a dodici anni lasciò casa per inseguire il sogno del calcio: “Sapevo che tornare indietro avrebbe significato fallire. È da allora che vivo con questo peso sulle spalle”.

Il bilancio dei primi sei mesi parla di sei partite, cinque vittorie e una sola sconfitta. Un percorso che ha permesso all’Italia di rialzarsi dopo la pesante caduta di Oslo contro la Norvegia. “Sapevo che non sarebbe stato facile, ma nelle sei partite disputate – tranne l’ultimo secondo tempo, dove abbiamo sbagliato – i giocatori hanno dato tutto”, ha sottolineato Gattuso. “Ho visto atteggiamenti molto positivi, una mentalità giusta e un forte senso di appartenenza. Il gruppo sta cercando di dare tutto quello che ha e penso che questo si percepisca”.

Ora però l’attenzione è rivolta ai play-off di marzo: prima la semifinale contro l’Irlanda del Nord, poi l’eventuale finale con la vincente tra Galles e Bosnia. “Non dobbiamo ripetere l’errore di quattro anni fa con la Macedonia del Nord”, ha ammonito il ct. “Nel calcio moderno non esistono partite facili. L’importante è saper reagire alle difficoltà e mantenere continuità per novanta minuti. Ci giocheremo qualcosa di fondamentale e tutta la nazione ci sta aspettando”.

Il ritorno al Mondiale, che manca all’Italia dal 2014, resta l’ossessione dichiarata di Gattuso: “Il chiodo fisso è tornare ai Mondiali, dove per tanti anni siamo stati protagonisti. Dobbiamo volerlo a tutti i costi, senza vedere fantasmi alla prima difficoltà”.

Nonostante l’importanza della posta in palio, Gattuso predica calma e concentrazione sul presente. “Devo vivere alla giornata. Oggi sono una persona diversa rispetto al passato. Il mio compito è dare tranquillità, sbagliare il meno possibile e fare le scelte giuste. Se pensassi già ora alla partita di marzo, rischierei di arrivarci senza lucidità”.

Da qui alla primavera, il ct seguirà con attenzione tutti i calciatori convocabili, girando l’Italia e mantenendo un contatto costante con il gruppo. “Parlo spesso con i ragazzi, non solo con i veterani. Mi piace confrontarmi con loro e restare vicino alla squadra”.

Gattuso ha infine sottolineato lo spirito di sacrificio mostrato dai suoi giocatori, pur in un contesto in cui gli italiani in Serie A sono sempre meno: “Abbiamo calciatori forti. In questi mesi ho apprezzato molto i sacrifici fatti, anche da chi è rimasto con noi nonostante problemi fisici. Un gruppo vero non si costruisce in tre o quattro giorni”.

Lavoratori cinema a Babbo Natale: portaci un vero contratto di lavoro

Roma, 23 dic. (askanews) – “Caro Babbo Natale, siamo le lavoratrici e i lavoratori del cinema, siamo quelle persone strane che vedi aggirarsi per i set a orari improbabili, cariche di cavi, proiettori, lenti, monitor, stativi, trucco e costumi, nutrite a caffè, cestini e speranza (…). Quest’anno non ti chiediamo un nuovo kit di lenti o un furgone più spazioso. Vorremmo un rinnovo vero del nostro CCNL, legalizzato e blindato, che ci tuteli davvero. Regole scritte nero su bianco che non siano interpretative come una sceneggiatura di Lynch e nemmeno una visione futuristica e fantascientifica alla Nolan. Orari umani, sicurezza sul lavoro e un reddito dignitoso”: così in una lettera inviata a Babbo Natale, accompagnata da un disegno fatto a mano (china su carta) di Viviana Lo Russo, il comitato organizzativo #SiamoaiTitolidiCoda dei lavoratori e lavoratrici del cineaudiovisivo, rilancia le sue richieste per migliorare le condizioni di lavoro del settore in crisi e non solo.

“Sappiamo che sei un esperto di logistica e turni massacranti in una sola notte, quindi, se c’è qualcuno che può capirci, quello sei proprio tu – prosegue la missiva – Solo che noi la ‘notte magica’ la facciamo circa duecento volte l’anno, quando lavoriamo, e senza renne volanti che ci riportino a casa in orario. Anche quest’anno siamo stati bravi. Abbiamo ricordato a tutti che dietro ogni fotogramma ci sono schiene che si spezzano e vite private messe in pausa, Non siamo solo ‘l’ultima riga dei titoli di coda’ che nessuno legge mai perché scatta l’anteprima del prossimo episodio”.

Il comitato #SiamoAiTitoliDiCoda ricorda inoltre a Babbo Natale di essere “realisti”, perché “l’unità totale è un miraggio, mettere d’accordo tutti quanti nel nostro settore è più difficile che far volare la tua slitta senza magia. Però ti chiediamo di far capire ai nostri colleghi che senza la migliore partecipazione siamo solo spettatori del nostro destino”.

Infine, “un ultimo desiderio, forse il più ambizioso: per favore, liberaci dalle pessime brame della politica. Questa prepotenza di controllo sta devastando l’animo stesso del nostro lavoro, trasformando la creatività in una catena di montaggio. Vogliamo tornare a servire l’arte e il racconto con una intelligenza artigianale creativa, per un’industria dove a contare siano il talento, la visione e la passione, non l’appartenenza o la convenienza politica. Vogliamo ricostruire una cultura di pace e non favorire un futuro bellico. Facci questi regali, in cambio, promettiamo di lasciarti un catering decente e di non farti firmare il contratto l’ultimo giorno di lavoro”.

Associazioni, Mattonai: spavento immotivato per proroga norme Iva

Roma, 23 dic. (askanews) – Il commercialista Luca Mattonai commenta la proroga delle norme sull’Iva per il terzo settore e le associazioni sportive dilettantistiche, segnalando come il cambiamento atteso ha provocato inizialmente preoccupazione ma allo stesso tempo come “in sostanza non sia cambiato nulla”. “C’ stato molto spavento, forse immotivato”, aggiunge il fiscalista. “Ma avere la partita Iva per le associazioni potrebbe avere dei vantaggi”, spiega poi Mattoni.

Fed, Bessent: rivedere obiettivo 2% inflazione, meglio una forchetta

New York, 23 dic. (askanews) – Il Segretario del Tesoro Scott Bessent ha appoggiato l’idea di riconsiderare l’obiettivo di inflazione del 2% della Federal Reserve una volta che gli Stati Uniti avranno riportato in modo sostenibile l’aumento dei prezzi a quel livello.

“Una volta tornati al 2%, cosa che credo sia a portata di mano, potremo discutere: non sarebbe più intelligente avere un intervallo?”, ha dichiarato Bessent in un’intervista al podcast All-In.

Bessent valuterebbe il passaggio ad un range tra l’1,5% e il 2,5% o tra l’1% e il 3%, ma ha chiarito che “c’è una discussione molto approfondita” poichè modificare l’obiettivo in un momento in cui l’inflazione è superiore a tale livello rischierebbe di dare l’impressione che “quando si è al di sopra di un certo livello, si tenderà sempre a ritoccare al rialzo”.

L’intervista è stata registrata dopo la pubblicazione del cosiddetto indice dei prezzi PCE, che su base annunale è aumentato del 2,8%.

Ue lancia misure in aiuto delle aziende che riciclano la plastica

Roma, 23 dic. (askanews) – La Commissione europea ha annunciato una serie di interventi mirati sul settore del riciclaggio della plastica, in cui l’attività è drasticamente frenata negli ultimi anni nella Unione europea risentendo di condizioni di concorrenza non paritetiche rispetto ai produttori esteri. L’iniziativa si inserisce in un quadro più ampio dei piani per l’economia circolare, su cui Bruxelles intende lanciare una proposta (Circular Economy Act) nel prossimo anno, con l’obiettivo di migliorare il funzionamento del mercato unico per il riutilizzo delle materie prime.

Secondo la commissione Ue, a riflesso di prezzi del petrolio più bassi e capacità produttive in eccesso in paesi non Ue, la crescita delle capacità di riciclo delle plastiche è caduta negli ultimi anni dal 17% del 2021, al 10% nel 2022 al 6% del 2023. “Ne risulta che ora un quantità rilevante di capacità è ferma mentre le imprese di riciclaggio di plastiche rischiano bancarotte. Per la fine di quest’anno – dice la Ue in un documento allegato ad un comunicato stampa – le capacità di riciclaggio saranno diminuite di 1 milione di tonnellate, equivalente all’intera capacità di riciclaggio della Francia”.

Tutto questo sta minando la capacità del settore di fare leva sull’accresciuta domanda di plastiche e materiali riciclati, incoraggiata dalle regole della stessa Ue su imballaggi e packaging e sulla riciclabilità dei veicoli, che richiedono un crescente utilizzo di plastiche e prodotti riciclati.

L’obiettivo di questi interventi è sostenere il settore al tempo stesso gettare le basi per un approccio più sistemico verso l’economia circolare, spiega la Commissione Ue.

Allo scopo di favorire una concorrenza più leale tra plastiche riciclate nella Ue e plastiche importate, la Commissione intende creare dei codici separati per le plastiche di primo uso e quelle riciclate. Questo si aggiunge a interventi volti a semplificare i quadri normativi e a dare maggiore uniformità alle regole all’interno dell’Unione, anche in riferimento alle bottiglie in plastica per bevande e alle plastiche per l’imballaggio di alimentari.

Contemporaneamente la Commissione ha lanciato una consultazione pubblica per valutare i risultati della direttiva sulle plastiche monouso: tutte le parti interessate potranno fornire riscontri fino al prossimo 17 marzo.

Bruxelles rileva che nonostante tutta la spinta per l’economia circolare nel 2012 il 12,2% dei materiali utilizzati nella unione derivavano da riciclaggio o riuso, a fronte di un 11,2% nel 2015: progressi che la stessa Commissione definisce “modesti”.

“L’Europa deve rimuovere gli ostacoli all’economia circolare”, afferma la commissione, che ribadisce l’obiettivo di diventare leader globale dell’economia circolare per il 2030.

Performer Cup-Italy Pass, al via quarta stagione su Rai Italia

Roma, 23 dic. (askanews) – Torna Performer Cup-Italy Pass, il primo campionato dedicato alle Arti Scenico-Sportive organizzato dalla FIPASS (Federazione Internazionale Performer Arti Scenico-Sportive). Al timone del prestigioso talent, Valentina Spampinato e il coreografo di fama internazionale Garrison Rochelle, con la collaborazione di Fabiola Cimminella e Noemi Sole. Il programma andrà in onda su Rai Italia e su Rai Play dal 23 al 29 dicembre. Mentre l’ultima attesissima puntata sarà il 31 dicembre.

Sei le squadre pronte ad aggiudicarsi l’ambito titolo: Sicilia, Calabria, Lazio, Liguria, Toscana e Resto d’Italia. A giudicare le performance degli artisti in gara tre giudici fissi: Raffaele Paganini, Giulia Luzi e Stefano Orfei, affiancati da alcuni ospiti speciali. Tra questi l’indimenticato Maestro Beppe Vessicchio, storica presenza fissa della trasmissione. “Con la scomparsa del Maestro Beppe Vessicchio perdiamo una guida capace di unire tecnica e anima. Ha insegnato a generazioni di artisti che il talento va coltivato con studio, rispetto e dedizione: lo stesso principio su cui si fonda il progetto Performer Cup”, spiega Valentina Spampinato.

E aggiunge: “Con lui va via un pilastro fondamentale della nostra grande famiglia. Performer Cup farà tesoro dei suoi insegnamenti cercando di far risuonare all’infinito i suoi doni che con tanto amore hanno messo radici nei cuori della gente che ha avuto la fortuna (come me) di viverlo”. Le curatissime perfomance degli atleti-artisti in gara afferiranno a discipline come canto, ballo, arti circensi-acrobatiche e musical.

Performer Cup Italy sarà disponibile in Italia su Rai Play alle 13.30, alle 12 su Rai Italia per Europa e Africa. Alle 7.30 del mattino (orario di New York) su Rai Italia per il Nord America, alle 4.30 del mattino (orario di Los Angeles). Alle 9.30 del mattino, sempre su Rai Italia, per Argentina e Brasile, alle 6.30 per il Messico. Per Asia e Australia, invece, la puntata del 24 dicembre sarà trasmessa su Rai Italia alle 9 del mattino (Australia-Sidney) e alle 6 del mattino (Cina-Pechino).

Calcio, gli arbitri: Atalanta-Inter a La Penna

Roma, 23 dic. (askanews) – Designati gli arbitri per la 17esima giornata del campionato di serie A. Questo il programma ed i direttori di gara scelti dall’Aia:

Sabato 27 dicembre ore 12.30 Parma-Fiorentina: Guida di Torre Annunziata. Ore 15.00 Lecce-Como: Marchetti di Ostia Lido, Torino-Cagliari: Doveri di Roma. Ore 18.00 Udinese-Lazio: Colombo di Como. Ore 20.45 Pisa-Juventus: Maresca di Napoli.

Domenica 28 dicembre ore 12.30 Milan-Verona: Fabbri di Ravenna. Ore 15.00 Cremonese-Napoli: Mariani di Aprilia. Ore 18.00 Bologna-Sassuolo: Sacchi di Macerata. Ore 20.45 Atalanta-Inter: La Penna di Roma.

Lunedì 29 dicembre ore 20.45 Roma-Genoa: Di Bello di Brindisi.

Nuovo direttore sportivo alla Juve: sarà Marco Ottolini

Roma, 23 dic. (askanews) – La Juventus avrà al più presto un nuovo direttore sportivo, la scelta del club bianconero è caduta su un cavallo di ritorno come Marco Ottolini. Già passato dalla Vecchia Signora come ‘semplice’ scout prima e poi come responsabile dei giocatori in prestito altrove, torna alla Juve dopo 3 anni e qualche mese da direttore sportivo del Genoa, esperienza in cui ha costruito prima la rosa per l’immediato ritorno in Serie A e poi per le salvezze successive. Adesso lo aspetta la Torino bianconera.

Manovra, Conte: quando si occuperanno di stipendi e taglio tasse?

Roma, 23 dic. (askanews) – “Pensavano di farla franca, calpestando i diritti dei lavoratori sottopagati senza che nessuno se ne accorgesse. Invece no: li abbiamo contrastati con forza e ora Meloni e soci ritirano dalla manovra la vergognosa norma che avrebbe impedito a queste persone di ottenere gli arretrati sul loro stipendio, nonostante una sentenza favorevole del tribunale, basata sul principio della giusta retribuzione dell’art. 36 della Costituzione”. Lo ha scritto sui suoi canali social il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte.

“Li abbiamo dovuti fermare – ha aggiunto l’ex premier – su questa norma squallida, su aumento del tetto del contante a 10mila euro, sui condoni, sulla tentata ‘truffa’ dello Stato ai cittadini sul riscatto della laurea, sull’ulteriore mazzata sulle finestre mobili per andare in pensione”.

“Ma quando – ha concluso Conte – si occuperanno seriamente di stipendi, taglio delle tasse, boom della cassa integrazione e imprese anziché infilare oscenità a destra e a manca?”

Libri, esce Performance: innovazioni e rivoluzioni nel ciclismo

Roma, 23 dic. (askanews) – Qualcuno ha rubato il significato di “performance”. L’ha ridotta a numeri. Watt, grammi, secondi, classifiche. Ma la parola viene dal latino per-formare: dare forma. Non misurare. Creare.

Performance è diventata sinonimo di successo quantificabile, intrisa di quella cultura anglosassone che misura tutto e immagina meno. La vera performance va oltre i marginal gains, oltre l’ottimizzazione di quello che esiste già, oltre la riduzione dell’uomo a insieme di metriche, oltre alle scelte misurabili e quantificabili, oltre la replicabilità.

Romolo Stanco – architetto, designer, specializzato in fisica dei materiali metallici avanzati, fondatore di TOOT Engineering e TRED Bikes – porta nel ciclismo l’esperienza maturata nel motorsport, nell’industrial design, nel biomedicale e nell’architettura. Progettare quello che non esiste. Farlo con un’etica che parte dall’elemento primario: l’uomo, la donna, l’atleta nella sua sfida unica e personale che non può essere raccontata da numeri, quantità e risultati.

Stanco cerca di restituire a questa parola la sua anima originale raccontando una terza via: quella dell’innovazione radicale attraverso il racconto di dieci “invisibili indispensabili”: geni che hanno dato forma al futuro dello sport dall’ombra, lontano dai riflettori: figure che hanno spostato i limiti della performance progettando intorno all’uomo, non adattando l’uomo al prodotto.

Graeme Obree costruisce in garage la bici con cui batte il record dell’ora. Mike Burrows viene ostracizzato dall’industria per le sue visioni. Rory Byrne, il chimico dell’aria, ridisegna la Formula 1 intorno a Michael Schumacher. Pierre Terblanche sfida Ducati dall’interno. Jan-Willem van Schip viene preso di mira dall’UCI per la sua voglia di sperimentare. Kevin Czinger rivoluziona la produzione automobilistica e poi finisce a costruire droni militari.

Eroi e non eroi. Figure che lottano contro un sistema che preferisce la tradizione all’innovazione. Per loro “performance” non è un risultato da misurare ma un atto creativo che mette al centro l’atleta – con la sua passione, le sue ambizioni, la sua unicità – non il prodotto, non il numero.

Dalle storie emergono i principi del Performance Manifesto: linee guida che ridefiniscono cosa significhi progettare per la prestazione, guardando alle regole come “perimetro della sfida”, non come gabbia. Con prefazione di Franco Bortuzzo (storico caposervizio Rai, vent’anni tra Formula 1 e ciclismo), Performance Manifesto è un atto di ribellione. Una rivincita della qualità sulla quantità.

Il libro, pubblicato in doppia lingua italiano/inglese, è stato anticipato da un’edizione limitata di 81 copie con copertina completata a mano (esaurita) e accompagnato da una seconda edizione limitata di 50 copie in spagnolo. Disponibile nelle librerie, online, in diversi velodromi, in Land of Performance e su www.officinegutenberg.it.

Progettare performance è rispetto. Fiducia nell’unico. Sfida a limiti che hanno le ore contate.

Natale, i The Sun al concerto nella memoria di Giovanni Paolo II

Roma, 23 dic. (askanews) – Mercoledì 24 dicembre su Rai1 nuovo importante appuntamento televisivo per i The Sun che proprio nella serata della vigilia di Natale saranno tra gli artisti di “Nella Memoria di Giovanni Paolo II Giubileo 2025: Da Giovanni Paolo II a Papa Leone XIV – Fari di Speranza” insieme a Hauser, Simone Cristicchi, Amara, Mario Biondi, Gaetano Curreri, Serena Autieri, Piccolo Coro Kol Rinà, Le voci della venerabile cappella musicale liberiana, accompagnati dall’orchestra del Conservatorio di Musica Tchaikovsky diretta dal Maestro Filippo Arlia.

Il programma andrà in onda dalla Basilica Papale Santa Maria Maggiore di Roma, luogo sacro dove venne celebrata la prima messa della vigilia di Natale in Occidente e condurrà gli spettatori in un viaggio attraverso “luoghi di passato, di presente e di futuro”, che riflettono il messaggio giubilare da Giovanni Paolo II, passando per Papa Francesco e arrivando a Papa Leone XIV e l’idea universale di rigenerazione, esplorando come speranza, etica e responsabilità verso il prossimo e l’ambiente in cui viviamo possano costruire un mondo e un domani migliore.

Per i THE SUN il 2025 è stato un anno ricco di impegni, con tanti live in Italia e all’estero e l’uscita a fine novembre del nuovo album “FUOCO DENTRO” su etichetta LA GLORIA. Il disco è uno slancio che riscalda, una luce che brilla nel buio in cui brani come “Sono vivo grazie a te” e “Mille vite così” accendono un desiderio di vita vera, autentica, attraverso elementi tra loro interconnessi come spiritualità, sentimento, scelte concrete e gesti quotidiani. L’album è caratterizzato da un intreccio armonico di sonorità rock, folk e pop dal respiro internazionale ed elementi radicati nel cantautorato italiano, fatto di ricerca melodica, cura del testo e narrazione personale che si apre alla riflessione collettiva.

La Manovra 2026, ecco le modifiche: dal Tfr alla tassa sui pacchi, dalle pensioni all’Isee prima casa

Roma, 23 dic. (askanews) – Via libera del Senato alla legge di bilancio 2026 da circa 22 miliardi di euro. Una manovra, ha rivendicato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti improntata alla prudenza e che dovrebbe portare l’Italia ad uscire dalla procedura di deficit eccessivo già nel 2026, con un anno di anticipo rispetto all’obiettivo concordato con Bruxelles.

L’approvazione in prima lettura è arrivata con il voto di fiducia al termine di un percorso non privo di inciampi nel corso dell’esame in Commissione che ha cambiato profondamente il testo approvato in Consiglio dei ministri con al centro la riduzione dal 35% al 33% del terzo scaglione Irpef per i redditi fino 50mila euro, il rifinanziamento del fondo sanitario, il prelievo dal settore bancario e la nuova pace fiscale in 54 rate.

Non sono mancati i momenti di forte tensione in maggioranza a Palazzo Madama culminati con lo stop della Lega alle misure sulle pensioni in materia di riscatto della laurea e di finestre pensionistiche, ritirate dal governo. Marcia indietro anche sugli emendamenti di FdI che puntavano a reintrodurre la vendita della cannabis light e ad alzare la soglia del contante a 10mila euro. Stop in extremis pure alla riapertura del condono edilizio del 2003, allo scudo per le imprese con lavoratori sottopagati, all’allentamento dei vincoli sulle “sliding doors” tra authority ed aziende vigilate.

Profondamente rivisto il pacchetto per le imprese, oggetto di un emendamento omnibus presentato dal governo. Particolarmente travagliato anche l’iter della norma sull’oro della Banca d’Italia approvata alla terza formulazione dopo una trattativa con la Banca Centrale Europea. Precisato che appartiene al “Popolo Italiano” (maiuscolo nel testo della norma ndr.).

La manovra passa ora “blindata” alla Camera che dovrà approvarla senza modifiche per evitare una terza lettura che rischierebbe di portare all’esercizio provvisorio. L’Aula di Montecitorio dovrebbe iniziare l’esame domenica per chiudere il 30 dicembre.

Di seguito le principali modifiche approvato nel corso dell’esame in Senato.

RISERVE AUREE BANKITALIA SONO DEL POPOLO ITALIANO Nel rispetto del Trattato Ue si stabilisce che le riserve auree gestite e detenute dalla banca d’Italia, come iscritte nel bilancio di quest’ultima, appartengono al popolo italiano.

CEDOLARE AFFITTI BREVI AL 21% ANCHE CON PIATTAFORME la cedolare secca sugli affitti brevi resta al 21% sul primo immobile affittato anche se si utilizzano piattaforme online. Sale al 26% per il secondo immobile. Dal terzo immobile l’affitto diventa diventa attività d’impresa.

STRETTA SU DEDUCIBILITA’ PERDITE BANCHE Arrivano 605 milioni in due anni dalla stretta sulla deducibilità fiscale delle perdite accumulate dalle banche. La norma riduce la percentuale di compensazione del maggiore imponibile derivante dalla mancata deduzione per svalutazione crediti con perdite ed ecceddenze ACE dal 45% al 35% nel 2026 e dal 54% al 42% nel 2027. La relazione tecnica prevede un gettito di 305 milioni di euro nel 2026 e 300 in più nel 2027.

SU IRAP BANCHE FRANCHIGIA 90MILA EURO. ESCLUSE SIM e SGR Arriva una franchigia di 90mila euro sull’aumento di due punti percentuali dell’Irap per banche ed assicurazioni oltre all’esclusione dalla maggiorazione di Sim, SGR, Sicav e holding industriali. La nuova disposizione riduce il gettito dell’aumento Irap a 962 milioni nel 2026 (-190 milioni) a 1069 milioni nel 2027 (-269 milioni) e a 1058 milioni nel 2028 (-277 milioni).

SOGLIA DETASSAZIONE DIVIDENDI SCENDE AL 5% La soglia per accedere al regime di esclusione della tassazione di dividendi derivanti da partecipazioni, inizialmente prevista al 10%, viene ridotta ad una misura non inferiore al 5 per cento o ad un importo non inferiore a 500 mila euro.

A BILANCIO DELLO STATO 2,5 MILIARDI DA FONDO COESIONE Previsto il versamento al bilancio dello Stato di somme del Fondo per lo sviluppo e la coesione iscritte nel conto residui del Ministero dell’economia per un importo di 1.532 milioni per il 2026 e di 1.000 milioni per il 2027. Arriva anche la riduzione complessiva di 500 milioni di euro del FSC per il triennio 2026-2028.

A BILANCIO DELLO STATO 7 MILIARDI DA PNRR Disposto il riversamento al bilancio dello Stato di somme giacenti sui conti di tesoreria istituiti per la gestione del PNRR, per 5.943 milioni di euro nel 2026, 1.000 milioni di euro nel 2027 e 159 milioni di euro nel 2028. Questi importi restano acquisiti all’erario.

TAGLIATI FONDI PER PENSIONI PRECOCI E LAVORI USURANTI Arrivano tagli al fondo per l’accesso al pensionamento anticipato dei lavoratori precoci, quelli che hanno almeno 12 mesi di contribuzione prima del compimento del diciannovesimo anno di età. L’autorizzazione di spesa viene ridotta di 20 milioni di euro nel 2027, di 60 milioni nel 2028 e di 90 milioni a decorrere dal 2029. Prevista una ulteriore riduzione di 140 milioni nel 2033 e di 190 milioni dal 2034. Arriva un taglio di 40 milioni a decorrere dal 2033 anche al fondo per il pensionamento anticipato dei lavoratori impegnati in attività usuranti. La dotazione del fondo, attualmente pari a 233 milioni di euro, scende quindi dal 2033 a 193 milioni di euro.

TFR A FONDO ANCHE PER AZIENDE SALITE A 40 DIPENDENTI L’obbligo di versare il Tfr al fondo complementare scatta dal 2026 anche per le imprese che abbiano superato i 50 dipendenti dopo la loro costituzione. In via transitoria per il biennio 2026-2027 l’obbligo è limitato ai datori di lavoro con un numero di dipendenti non inferiore a 60. Dal 2032 è invece prevista l’estensione dell’obbligo del versamento per le aziende con un numero di dipendenti non inferiore a 40.

STOP CUMULO FONDO PER PENSIONE ANTICIPATA Salta la possibilità di cumulare la rendita dei fondi complementari per raggiungere la soglia minima dell’assegno pensionistico accedere alla pensione anticipata di vecchiaia con almeno 20 anni di contributi. La norma consente un risparmio sulla spesa crescente da 12,6 milioni nel 2026 a 130,8 milioni nel 2035.

CONTINUITA’ ADI MA PRIMO MESE RINNOVO TAGLIATO AL 50% Stop alla sospensione di un mese dell’erogazione dell’assegno di inclusione in caso di rinnovo del beneficio ma arriva la riduzione del cinquanta per cento dell’importo della prima mensilità di rinnovo rispetto al beneficio mensile dell’assegno di inclusione spettante.

TASSA DI 2 EURO SUI PACCHI SOTTO 150 EURO Arriva la tassa di 2 euro sui pacchi di valore non superiore a 150 euro provenienti da paesi extra-Ue. La norma, si legge nella relazione tecnica, riguarderà circa 327 milioni di spedizioni e porterà un gettito di 122,5 milioni nel 2026 e 245 milioni a regime dal 2027 in poi.

RITENUTA DI ACCONTO 1% SU FATTURE TRA IMPRESE Istituita una ritenuta d’acconto per le fatture tra imprese. Per il 2028 la ritenuta viene introdotta con un’aliquota ridotta dello 0,5% che poi sale all’1% dal 2029. Il gettito della misura viene calcolato in 734,5 milioni di euro che poi salgono a 1.469 a decorrere dal 2029 quando l’aliquota sale all’1%.

RADDOPPIA ALIQUOTA TOBIN TAX Raddoppiano le aliquote dell’imposta sulle transazioni finanziarie, la cosiddetta Tobin Tax. La norma porta la tassazione sul trasferimento di proprietà di azioni e di altri strumenti finanziari partecipativi dallo 0,1% allo 0,2% se la cessione avviene su mercati regolamentati e dallo 0,2 allo 0,4% negli altri casi. Sale dallo 0,02% allo 0,04% l’aliquota sulle negoziazioni ad alta frequenza. Previsto un maggiore gettito di 337,3 milioni a decorrere dal 2026.

SALE AL 12,5% TASSAZIONE PREMI INFORTUNI RC AUTO Per i contratti RC auto stipulati o rinnovati a decorrere dal 1 gennaio 2026 sale dal 2,5 al 12,5 per cento la tassazione sui premi per infortunio al conducente e dal 10 al 12,5 per cento quella sui premi per assistenza stradale.

AUMENTA DAL 18% AL 21% ALIQUOTA SU PARTECIPAZIONI Aumenta l’aliquota dell’imposta sostitutiva per la rideterminazione del costo fiscale delle partecipazioni, dal 18 al 21 per cento.

CREDITO IMPOSTA AGGIUNTIVO PER ZES UNICA Entra in manovra un contributo aggiuntivo sotto forma di credito d’imposta per gli investimenti realizzati entro il 15 novembre 2025 nella ZES unica Mezzogiorno, riconoscendo per il 2026 un’integrazione pari al 14,6189% dell’importo già richiesto.

FONDO 1,3 MLD PER TRANSIZIONE 4.0 Viene incrementato di 1,3 miliardi di euro nel 2026 il fondo per Industria 4.0, limitatamente agli investimenti effettuati prima del 31 dicembre 2025. Il limite di spesa passa quindi da 2,2 miliardi di euro a 3,5 miliardi di euro.

ACCONTO ASSICURAZIONI SUL CONTRIBUTO AL SSN Introdotto un meccanismo di versamento da parte delle assicurazioni di un acconto pari all’85% dell’importo versato nell’anno precedente del contributo al Servizio Sanitario sui premi delle assicurazioni dei veicoli e dei natanti.

PER IL PIANO CASA 200 MLN Arriva una dotazione di 200 milioni di euro per finanziare il piano casa nel biennio 2026-2027.

NIENTE ARRETRATI PER I LAVORATORI SOTTOPAGATI Il datore di lavoro non può essere condannato al pagamento di differenze retributive o contributive per il periodo precedente il deposito del ricorso per violazione dell’articolo 36 della Costituzione se ha applicato “lo standard retributivo previsto dal contratto collettivo”. In caso ci condanna del datore di lavoro per violazione di questo articolo quindi non sono dovuti gli arretrati.

DETASSAZIONE AUMENTI ANCHE PER 2024 E FINO 33MILA EURO Per i contratti rinnovati dal 2024 arriva una tassazione agevolata al 5%, sugli incrementi retribuitivi corrisposti dal 1 gennaio 2026. La platea dei beneficiari viene estesa dai redditi fino a 28mila euro e portata a 33mila.

ALZATO DI 140 MLN TETTO SPESA FARMACEUTICA Alzato di altri 140 milioni di euro dal 2026 il tetto per la spesa farmaceutica per acquisti diretti (+0,1 punti) dopo l’aumento di 0,2 punti stabilito nel testo base della legge di bilancio. Per coprire l’intervento viene ridotto il Fondo per i farmaci innovativi che quindi a decorrere dal 2026 è ridotto da 1.300 milioni di euro annui a 1.160 milioni di euro annui.

NUOVI PROGETTI PER AMPLIARE PRODUZIONE ARMI Per potenziare la produzione di armamenti e sistemi d’arma, il Ministro della difesaindividua le attività, le aree, le opere e i progetti infrastrutturali destinati alla realizzazione, all’ampliamento, alla riconversione, alla gestione e allo sviluppo delle capacità industriali della difesa, riconosciuti come strategici per la difesa nazionale.

TAGLIO FONDO CINEMA 90 MLN NEL 2026, 200 MLN DAL 2027 Arriva un taglio del Fondo per il cinema e l’audiovisivo di 90 milioni nel 2026 e di 200 milioni a decorrere dal 2027. La dotazione del Fondo passa quindi da 700 a 610 milioni l’anno prossimo e da 700 a 500 milioni a decorrere dal 2027.

TAGLIO DI 10 MLN NEL 2026 ALLA RAI Prevista una riduzione di 10 milioni di euro per il 2026, delle entrate versate a titolo di canone di abbonamento e destinate alla RAI che “dovrà far fronte con misure di razionalizzazione dei costi di funzionamento e di gestione”.

PER CONI E SPORT&SALUTE 40 MLN IN PIU’ Arrivano 40 milioni di euro in più per CONI e Sport e Salute. In particolare vengono stanziati 30 milioni annui aggiuntivi a decorrere dal 2026, a Sport e salute Spa, e 10 milioni annui aggiuntivi a decorrere dal 2027, al CONI.

SOGLIA ESENZIONE ISEE PRIMA CASA 200MILA EURO IN GRANDI CITTA’ La soglia di esenzione ai fini Isee del valore della prima casa viene innalzata a 91.500 euro per tutti a viene ulteriormente aumentata a 200.000 euro per i nuclei familiari residenti nei comuni capoluogo delle città metropolitane. La soglia viene ulteriormente incrementata di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo.

ALTRI 2 MLN A FONDO MOROSI INCOLPEVOLI Incrementato lo stanziamento del fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027.

FUNZIONARI MEF IN CDA SOCIETA’ PARTECIPATE Introdotta la facoltà di autorizzare i dipendenti del Ministero dell’economia e delle finanze a fare parte degli organi di amministrazione e di controllo di società partecipate, anche indirettamente, dallo Stato.

INTERESSI ROTTAMAZIONE QUINQUIES RIDOTTI AL 3% Il tasso di interesse per le rate della nuova rottamazione, la cosidetta quinques, passa dal 4 per cento annuo al 3 per cento annuo.

RIAPRE TERMINE PER DOMANDE RESPINTE AL FIR Riapre il termine per accedere al Fondo di Indennizzo dei Risparmiatori in per chi aveva presentato domanda entro il 18 giugno 2020 ma se l’era vista respinta anche parzialmente per carenze documentali e procedurali. Previsto un tetto massimo di spesa per l’erogazione degli indennizzi e per gli oneri di gestione di 80 milioni di euro per il 2026 in termini di competenza.

FONDO DA 20 MLN PER ACQUISTO LIBRI SCOLASTICI Arriva un fondo da 20 milioni di euro l’anno da ripartire tra i comuni per l’erogazione di contributi da destinare ai nuclei familiari con ISEE fino a 30.000 euro per contribuire alle spese per l’acquisto di libri scolastici, anche digitali, destinati alla scuola secondaria di secondo grado.

CONTRIBUTO DI 1.500 EURO PER RETTE SCUOLE PARITARIE Introdotto un contributo fino a 1.500 euro per gli studenti che frequentano una scuola paritaria secondaria di I grado o il primo biennio di una scuola paritaria di II grado, appartenenti a famiglie con reddito ISEE non superiore a euro 30.000. Il contributo è riconosciuto nel limite di spesa di 20 milioni di euro per l’anno 2026.

FONDO 7 MLN ALLE SCUOLE PER INIZIATIVE CONTRO VIOLENZA DONNE Arriva un fondo da ripartire tra i comuni, con una dotazione di 7 milioni di euro annui per il 2026 e il 2027 in favore delle scuole secondarie di primo e secondo grado per incentivare e sostenere in tutto il territorio nazionale attività educative in materia di contrasto della violenza contro le donne.

40 MLN PER POLIZZE ASSICURATIVE FORZE ORDINE Arrivano 40 10 milioni per ciascuno degli anni 2026, 2027, 2028 e 2029, per un totale di 40 milioni di euro, da destinare alla stipula di apposite polizze assicurative per la tutela legale e la copertura delle responsabilità civile verso terzi a favore del personale delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, per eventi dannosi non dolosi causati a terzi nello svolgimento del servizio.

NUOVO CONCORSO WIN FOR ITALIA TEAM Arriva “Win For Italia Team” un nuovo gioco numerico a totalizzatore nell’ambito di quelli “Win for Life”. Il concorso avrà un montepremi pari al 65% della raccolta e la la quota di prelievo erariale derivante dalla raccolta, “al netto della quota spettante alle regioni a statuto speciale, è riassegnata al capitolo, iscritto nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, per il finanziamento del Comitato Olimpico Nazionale Italiano”.

Nel corso dell’esame in Commissione è stato approvato un pacchetto di 63 emendamenti sugli enti locali concordato tra maggioranza e opposizione. Tra le misure approvate, un allentamento dei vincoli sull’indebitamento delle province che potranno contrarre mutui non solo per edilizia scolastica e strade. Cade anche il divieto si spesa in relazioni pubbliche, convegni e mostre.

Rinviato di tre mesi, al 31 luglio, il termine per l’approvazione tariffa Tari. Prorogata poi l’autorizzazione a rinegoziare i mutui contratti dagli enti locali. Arriva anche una semplificazione dei rimborsi delle obbligazioni emesse dagli enti locali e la possibilità di iscrizione all’albo dei segretari comunali anche dei borsisti idonei non vincitori del bando 2024.

Con un’altra norma approvata viene introdotto uno riscadenzamento da 10 fino a 20 anni dei tempi per la restituzione delle anticipazioni concesse ai comuni in dissesto. Arriva anche più flessibilità per gli avanzi liberi degli enti locali che potranno essere usati anche per spese correnti ed investimenti oltre che per l’estinzione di prestiti.

Un altro emendamento approvato stabilisce che fino a fine 2028 non si applica il blocco dei trasferimenti dovuti agli enti locali in caso di mancata presentazione nei termini di legge dei documenti contabili alla Banca dati delle pubbliche amministrazioni (BDAP) e dei questionari per la determinazione dei fabbisogni standard.

Riassegnati poi i residui 2023-24 del Fondo per contenziosi relativi a calamità allo stesso fondo a valere sul 2026. Contestualmente viene abbassata dal 50 al 40 per cento la soglia delle spese per risarcimenti rispetto alla spesa corrente necessaria per accedere al fondo. Viene prorogata di 12 mesi della possibilità di conferire incarichi ai segretari comunali iscritti nella fascia iniziale di accesso in carriera.

Via libera alla proroga anche per il 2025-2026 delle cinque regioni individuate per la determinazione dei fabbisogni sanitari standard nel 2024 e alla proroga di due anni fino al 2027 degli incarichi dei consulenti della cabina di regia della crisi idrica. Arriva poi la regolarizzazione del personale a tempo determinato assunto da almeno tre anni negli Uffici speciali per la ricostruzione di regioni ed enti locali.

Claudio Guerrini, tra la conduzione de "Il Vitti" su Rai1 e il nuovo libro

Roma, 23 dic. (askanews) – Quello che si sta per concludere, per il conduttore Claudio Guerrini, è un anno ricco di soddisfazioni da un punto di vista professionale. Oggi, martedì 23 dicembre, in seconda serata su Rai1, andrà in onda “I Vitti”. Di recente, inoltre, è uscito per PiEmme il libro Ti cercherò per sempre.

A proposito del suo ritorno su Rai1, Claudio Guerrini dichiara: “La riconferma alla conduzione de ‘Il Vitti’, la serata di premiazione dedicata all’immensa Monica nazionale, è stata una delle più belle notizie di questo 2025. Con la mia collega Angela Tuccia abbiamo premiato artisti straordinari, da Loretta Goggi, che si è commossa nel rivedersi in una sua storica imitazione della Vitti, a Enrico Montesano, che ha ricordato di aver condiviso un set con Monica in un film di Mario Monicelli, da Iva Zanicchi, che ha fatto uno dei suoi irresistibili show prendendomi in giro dal primo all’ultimo minuto. Ma anche Noemi, Chiara Francini, Marisa Laurito, Paolo Ruffini, Paola Minaccioni, Ilenia Pastorelli e tanti altri protagonisti dello spettacolo nostrano hanno contribuito a rendere coinvolgente e speciale un evento già di per sé prestigioso. Devo ammettere che, pur dopo tanti anni e tante esperienze tra radio e tv, firmare come conduttore un programma di mamma Rai1 è un’esperienza davvero speciale. Monica Vitti era anche una delle attrici preferite di mio padre, e questo particolare mi fa immaginare cose bellissime”.

A proposito della sua ultima fatica letteraria, Guerrini ha dichiarato: “Il 25 novembre scorso è uscito il mio secondo libro ‘Ti cercherò per sempre’, edizioni PiEmme del gruppo Mondadori. E’ il risultato del lavoro di un intero anno, anche perché, tra tutti i miei impegni, l’unico momento per concentrarmi sulla scrittura era quello notturno. E’ la storia dei 25 anni straordinari della ‘Fondazione Francesca Rava’, una Fondazione che nasce da un evento tragico, la morte di Francesca, una ragazza piena di vita e in carriera, che la sorella Mariavittoria riesce a trasformare in un mare di amore da donare ai bambini disagiati di mezzo mondo. Preparando, lanciando e seguendo in prima persona per un quarto di secolo la Fondazione che oggi è uno dei fiori all’occhiello del mondo solidale italiano e internazionale. E’ un racconto commovente (mi è scesa più di qualche lacrima anche scrivendolo), delicato, profondo, prezioso e spero interessante per tutti i lettori che vorranno acquistarlo. Naturalmente tutti i diritti d’autore vanno alla Fondazione stessa, e quindi il mio invito alla lettura è ancora più convinto”.

Un periodo d’oro, per Guerrini, che guarda con entusiasmo al prossimo anno: “Il mio 2025 lo definirei ‘vivace’. Forse faccio troppe cose, forse non le faccio tutte benissimo, ma l’impegno e la passione sono i miei spiriti guida morali, materiali e caratteriali da sempre. Il ‘Guerrini e Lanfranchi Show’ su RDS e RDS Tv ha raggiunto quasi un milione di contatti al giorno, i nostri momenti ‘Cabaret’ continuano a fare numeri enormi sui social, le conduzioni su Rai2 di ‘Love Game’, del ‘Jazz&Blues Festival’ e del ‘Premio Bindi’ hanno scandito buona parte della mia estate televisiva, insieme alle serate di ‘RDS Summer Festival’ in onda su Tv8 e Sky Uno. In più ho girato l’Italia come dj, suonando la mia musica e facendo ballare migliaia di persone in tante piazze italiane. Dire che mi sono annoiato sarebbe disonesto. Dire che mi auguro di confermare e ampliare queste bellissime esperienze è la pura verità. Dai lontani tempi della mia brufolosa adolescenza ho sempre sognato di vivere comunicando, raccontando, divertendo e coinvolgendo il prossimo. Ogni mio impegno lavorativo è un piccolo-grande tassello che compone il puzzle della mia sfera passionale e professionale. Temo mi dovrete sopportare anche nel 2026. Sempre se non vi dispiace, naturalmente…”.

Manovra, Calenda: punti condivisibili ma mancano visione e strategia

Roma, 23 dic. (askanews) – “No, no ma figuriamoci”. Cos Carlo Calenda, leader di Azione, rispondendo in Senato a una domanda sulla possibilit di togliere al governo il problema Lega. “Noi siamo per la costruzione di un’area liberale e indipendente dai due poli ed quello che faremo ed quello di cui c’ bisogno perch non possiamo andare avanti con coalizioni di governo che non riescono a governare, perch governare non vuol dire sedere sui banchi del governo, significa esprimere un cambiamento per l’Italia”, ha aggiunto.

“Questa manovra costruita essenzialmente per uscire dalla procedura di infrazione ed un obiettivo condivisibile” ha aggiunto Calenda che per ha voluto evidenziare alcune gravi criticit. “Su Enel il governo ha fatto una cosa allucinante: gli abbiamo dato la concessione per la distribuzione, rinnovata senza gara e il costo di questa cosa verr pagata dagli italiani con un tasso di remunerazione come se fosse un investimento”.