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Il Papa: viviamo in tempi segnati da troppe fratture

Assisi, 20 nov. (askanews) – “Viviamo un tempo segnato da fratture, nei contesti nazionali e internazionali: si diffondono spesso messaggi e linguaggi intonati a ostilità e violenza; la corsa all’efficienza lascia indietro i più fragili; l’onnipotenza tecnologica comprime la libertà; la solitudine consuma la speranza, mentre numerose incertezze pesano come incognite sul nostro futuro”. Così Papa Leone nel suo discorso rivolto ai Vescovi italiani incontrati nella basilica di Santa Maria de Angeli.

“Eppure, la Parola e lo Spirito ci esortano ancora ad essere artigiani di amicizia, di fraternità, di relazioni autentiche nelle nostre comunità, – ha aggiunto il Papa nel suo intervento a porte chiuse all’interno della basilica – dove, senza reticenze e timori, dobbiamo ascoltare e armonizzare le tensioni, sviluppando una cultura dell’incontro e diventando, così, profezia di pace per il mondo”.

Roma, a Palazzo Barberini la grande mostra Bernini e i Barberini



Roma, 20 nov. (askanews) – Dopo lo straordinario successo di Caravaggio 2025, dal 12 febbraio al 14 giugno 2026 le Gallerie Nazionali di Arte Antica presenteranno nelle sale di Palazzo Barberini la grande mostra Bernini e i Barberini, a cura di Andrea Bacchi e Maurizia Cicconi: un’indagine sul rapporto speciale tra Gian Lorenzo Bernini e Maffeo Barberini, suo primo e più decisivo committente, eletto pontefice nel 1623 con il nome di Urbano VIII.

La mostra sarà realizzata con il sostegno del Main Partner Intesa Sanpaolo e con il patrocinio della Fabbrica di San Pietro in Vaticano, e offrirà un’occasione inedita per ripensare la nascita del Barocco attraverso la lente privilegiata del dialogo personale e intellettuale tra Bernini e papa Urbano VIII, figure chiave nell’affermazione del linguaggio artistico del loro tempo. L’esposizione si colloca in coincidenza con il quattrocentesimo anniversario della consacrazione della nuova Basilica di San Pietro (1626), uno dei momenti più alti del Barocco romano e dell’attività berniniana.

Fulcro dell’esposizione è l’indagine del ruolo di Maffeo Barberini come vero scopritore di Gian Lorenzo Bernini, riconoscimento già evidenziato da studiosi come Cesare D’Onofrio, Francis Haskell e Irving Lavin e determinante per la maturazione del linguaggio berniniano e per le grandi imprese monumentali realizzate in San Pietro durante il pontificato di Urbano VIII.

In un dibattito ancora aperto sulle origini del Barocco – tra chi lo colloca intorno al 1600, con Carracci e Caravaggio, e chi lo vede affermarsi pienamente negli anni Trenta del Seicento con Bernini, Pietro da Cortona e Borromini – la mostra mette a fuoco proprio la centralità del rapporto tra l’artista e il cardinale Barberini, poi divenuto papa, come chiave interpretativa di quella svolta epocale. L’iniziativa si inserisce inoltre in continuità con le recenti esposizioni di Palazzo Barberini dedicate ai Barberini e al loro contesto artistico, L’immagine sovrana (2023) e Caravaggio 2025, che hanno già esplorato il ruolo decisivo di Maffeo nella cultura figurativa della Roma del Seicento.

Grazie al contributo dei principali studiosi italiani e stranieri e a opere in prestito da musei e collezioni private – molte delle quali esposte per la prima volta in Italia, la mostra intende restituire tutta la complessità di questo snodo storico-artistico di primaria importanza.

Il percorso della mostra, che si articola in sei sezioni, ognuna dedicata a un aspetto cruciale del rapporto tra Bernini e i Barberini, segue la carriera di Bernini dagli esordi alla piena maturità, documentando il passaggio dal tardo manierismo paterno a un linguaggio personale di travolgente potenza espressiva.

Opere fondamentali come il San Sebastiano del Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid e il Putto con drago del Getty Museum testimoniano il momento in cui la scultura barocca nasce davvero, mentre prestiti eccezionali quali Le Quattro Stagioni dalla collezione Aldobrandini permetteranno di approfondire il confronto tra il padre Pietro Bernini, anch’esso scultore e artista, e il figlio Gian Lorenzo.

La mostra riporterà inoltre per la prima volta a Palazzo Barberini la galleria dei ritratti degli antenati Barberini, capolavori in marmo scolpiti da Bernini, da Giuliano Finelli e da Francesco Mochi, oggi dispersi in collezioni pubbliche e private. Un’attenzione particolare sarà dedicata all’immagine e alla memoria di Urbano VIII, con busti in marmo e bronzo accostati a uno dei pochissimi dipinti attribuiti con certezza a Gian Lorenzo.

Un’altra parte del percorso esplora il Bernini pittore, incoraggiato da Maffeo Barberini a cimentarsi anche in questo ambito, dove – accanto a tele presentate per la prima volta in pubblico – l’unico importante dipinto ‘pubblico’ di Bernini sarà esposto a confronto con il suo pendant di Andrea Sacchi (entrambe le opere sono un prestito eccezionale della National Gallery di Londra).

Disegni, incisioni e modelli permetteranno poi di approfondire il ruolo dell’artista nei grandi cantieri di San Pietro, dal Baldacchino alla rimodellazione della crociera fino al monumento funebre di Urbano VIII, cuore simbolico del pontificato e della stagione berniniana.

L’esposizione si chiude con uno sguardo più ampio sul gusto barberiniano, promosso dalle Apes Urbanae, secondo la straordinaria definizione data da Leone Allacci alla lora cerchia. Il tutto filtrato attraverso l’occhio e la personalità di Bernini in dialogo con altri artisti dell’epoca, tra cui Guido Reni, e busti raramente esposti, come quelli di Thomas Baker dal Victoria and Albert Museum e di Costanza Bonarelli dal Museo Nazionale del Bargello, oltre a capolavori di Alessandro Algardi e Francois Duquesnoy.

Bernini e i Barberini sarà accompagnata da un catalogo edito da Allemandi, con saggi dei curatori e di autorevoli specialisti (e scheda analitiche di tutte le opere esposte), che offrirà al pubblico una lettura aggiornata, approfondita ma anche appassionante di una fase chiave nella nascita del barocco. Bernini e i Barberini beneficerà del supporto di Coopculture come partner tecnico.

Si ringraziano i singoli prestatori che rendono possibile la mostra e i musei pubblici e privati tra cui: Albertina (Vienna); J. Paul Getty Museum (Los Angeles); Musée du Louvre (Parigi); Museo Nazionale del Bargello (Firenze); Museo Thyssen-Bornemisza (Madrid); Musei Vaticani (Città del Vaticano); National Gallery (Londra); National Gallery (Washington); The Morgan Library (New York); Victoria and Albert Museum (Londra).

Biglietti in prevendita dal 4 dicembre 2025.

La "desertificazione commerciale" secondo Confcommercio

Bologna, 19 nov. (askanews) – La chiusura dei negozi di prossimità fa crollare il valore degli immobili fino al 16%, con un differenziale che può arrivare al 39% rispetto a un’abitazione in un quartiere ricco di attività commerciali. E’ quanto emerge dall’indagine sulla desertificazione commerciale realizzata da Confcommercio in collaborazione con Swg, presentata a Bologna in occasione dell’iniziativa nazionale “inCittà – Spazi che cambiano, economie urbane che crescono”.

Gli italiani vogliono vivere in quartieri con più negozi di prossimità, luoghi che costituiscono il principale elemento della qualità della vita urbana insieme agli spazi verdi. I negozi rappresentano attivatori di socialità per il 64% degli italiani, garanzia di cura e pulizia degli spazi pubblici per il 62% e presidi di sicurezza per il 60%.

Il desiderio di avere più negozi sotto casa, per 2 italiani su 3, deriva dall’esigenza di avere più opportunità di scelta e ridurre gli spostamenti. Negli ultimi 10 anni gli italiani hanno percepito sempre più chiaramente le chiusure di attività economiche di quartiere, in particolare negozi di articoli sportivi, librerie e giocattoli (55%), abbigliamento, profumerie e gioiellerie (49%), arredamento e ferramenta (46%), alimentari (45%).

Un fenomeno che, secondo l’indagine, genera per la stragrande maggioranza degli italiani un senso di tristezza e contribuisce al calo della qualità della vita.

Ex Ilva, a Genova secondo giorno di blocchi stradali e proteste dei lavoratori

Genova, 20 nov. (askanews) – A Genova proseguono le proteste dei lavoratori dello stabilimento ex Ilva di Cornigliano che da ieri occupano la fabbrica e bloccano il traffico con i mezzi da lavoro e bancali di legno in fiamme in piazza Savio, snodo centrale per la viabilità nel ponente genovese, dopo la rottura del tavolo tra sindacati e governo.

Questa mattina, dopo aver trascorso la notte nelle tende montate in mezzo alla carreggiata, i lavoratori hanno dato vita ad un corteo all’interno dello stabilimento continuando ad oltranza il blocco della circolazione stradale in piazza Savio, che ieri ha paralizzato il traffico in città e nel nodo autostradale di Genova.

Lunghe code e disagi si stanno registrando anche oggi nel ponente cittadino e sulle autostrade A7, A12 e A10, mentre lavoratori e sindacati aspettano una convocazione da parte del governo per parlare del futuro dello stabilimento genovese.

Ad esprimere la propria solidarietà ai lavoratori in sciopero anche il presidente della Regione Liguria Marco Bucci e la sindaca di Genova Silvia Salis, che ieri hanno incontrato sindacalisti e operai al presidio permanente in piazza Savio chiedendo un intervento del governo ed in particolare del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.

Formula1, Hamilton a Elkann: "Concentrato anche quando dormo"

Roma, 20 nov. (askanews) – Lewis Hamilton ha risposto con decisione alle parole di John Elkann, che qualche giorno fa aveva invitato lui e Charles Leclerc a “guidare di più e parlare di meno”. Il sette volte campione del mondo non ha preso le critiche sul personale e ha chiarito il suo approccio:

“Mi sveglio pensando a questo, vado a dormire pensando a questo, e ci penso mentre dormo”, ha spiegato Hamilton, sottolineando quanto la concentrazione sul lavoro e sulla squadra sia totale, quasi continua. Il pilota inglese ha aggiunto che conosce bene le intenzioni del presidente Ferrari: “Ci sentiamo più volte a settimana, si tratta di unire la squadra e siamo tutti davvero uniti”.

Il 2025, per Hamilton, è stato un anno intenso, tra sessioni in fabbrica e lavoro costante sulla macchina, più di quanto abbia mai fatto in carriera. Descrive la sua esperienza in Ferrari come una vera e propria scalata: ci sono stati passi avanti, ma anche momenti di difficoltà che richiedono pazienza. “So che quando faremo le cose per bene, sarà fantastico”, ha aggiunto con fiducia.

Anche Leclerc ha reagito alle parole di Elkann, sottolineando che le osservazioni del presidente sono una spinta a dare il massimo e non un attacco personale. In questo contesto, Hamilton conferma il suo impegno totale: non sente di aver sbagliato nel modo in cui lavora, ma ammette che forse dovrebbe imparare a staccare un po’ la spina. Nonostante le difficoltà e le sfide della stagione, il pilota resta concentrato e determinato a dare il massimo per la Ferrari.

Turismo a Natale, la Carinzia tra feste, laghi e monti innevati

Milano, 20 nov. (askanews) – Tra citt illuminate a festa, laghi quieti e montagne innevate, la Carinzia si presenta come una meta per l’Avvento. In questo periodo, infatti, possibile scoprire tre diverse atmosfere: la tranquillit in riva ai laghi, l’atmosfera festosa nelle citt e la freschezza dell’aria delle montagne nella loro veste invernale. Per il periodo che precede il Natale, la Carinzia vuole proporre luoghi speciali, con l’obiettivo di creare un’esperienza unica, che ha una parte importante nei mercatini di Natale, tipici e apprezzati dai viaggiatori. Per esempio nel contesto innevato del Sentiero dell’Avvento del Katschberg, oppure nella citt di Velden con una grande corona dell’Avvento galleggiante, o ancora alla stazione ferroviaria di Mallnitz-Obervellach.

Insomma, il messaggio che la Carinzia vuole veicolare che non si tratta solo di guardare e di stupirsi, ma anche di annusare, ascoltare, toccare e assaggiare, per vivere questa zona dell’Austria con tutti i sensi.

FellinIAna arriva a Parigi: l’eredità visionaria del grande regista italiano

Dopo il successo della tappa romana di luglio, Accademia Italiana, in partnership con ECV Ecole de création Visuel, porta in Europa l’immaginario felliniano con FellinIAna goes to Paris, tre giornate di formazione e attività creative che dal 19 al 21 novembre coinvolgeranno studentesse, studenti e docenti presso il campus Buffon. L’iniziativa rientra nel più ampio progetto GRAND TOUR AFAM (coordinamento scientifico Fabio Mongelli e coordinamento per la parte internazionale Genny Di Bert) un progetto internazionale per la promozione della cultura e creatività italiana, coordinato da RUFA – Rome University of Fine Arts – che coinvolge 14 istituzioni AFAM (alta formazione artistica, musicale e coreutica), 2 istituzioni pubbliche (CNR e Sapienza Università di Roma), Comune di Rimini, Confindustria – Giovani Imprenditori e MAECI. L’evento è in partnership anche con Accademia Teatro alla Scala, con la partecipazione di Istituto Modartech e con il patrocinio dellIstituto Italiano di Cultura di Parigi, che sostiene il valore culturale e internazionale dell’iniziativa promuovendo il dialogo tra la creatività italiana e il contesto artistico francese.

Il progetto FellinIAna, già presentato a Roma lo scorso 4 luglio con la mostra di 15 progetti realizzati da studentesse e studenti di Accademia Italiana – tra abiti, bozzetti, gioielli, fotografie e cortometraggi – nasce come omaggio contemporaneo all’estetica, alla poetica e alla forza visionaria e sognante di Federico Fellini, capace ancora oggi di ispirare generazioni di creativi in tutto il mondo. L’esposizione e la pubblicazione ufficiale FellinIAna: Roma, le donne e il sogno” edita da Gangemi Editore, verranno presentati nella tappa parigina, segnando un importante momento del percorso internazionale del progetto.

FellinIAna goes to Paris si inserisce in un più ampio contesto formativo di respiro europeo: Accademia Italiana ed ECV – entrambe realtà del network internazionale AD Education, che conta 19 scuole, 70 campus e oltre 35.000 studenti tra Francia, Italia, Spagna e Germania – collaboreranno per una tre giorni di immersione artistica e progettuale dedicata all’eredità felliniana. Un’occasione unica di contaminazione creativa e scambio culturale tra giovani designer, grafici, art director e professionisti del futuro.

Nei tre giorni parigini, dal 19 al 21 novembre, FellinIAna goes to Paris proporrà un programma intenso che unirà formazione, sperimentazione e collaborazione internazionale. Il 19 si partirà con l’accoglienza degli studenti di Accademia Italiana ed ECV con un primo momento di team building, per poi entrare nel vivo il 20, con una serie di lecture dedicate al rapporto tra Fellini, il Made in Italy e limmaginario contemporaneo – con gli interventi del Prof. Simone Fattori, di Alessandra Carta Direttrice creativa dell’Istituto Modartech e della Prof.ssa Francesca Pedroni di Accademia Teatro alla Scala. Completa la seconda giornata il workshop creativo Fellini Reloaded, che vedrà gli studenti italiani e francesi lavorare in gruppi misti e interdisciplinari, guidati dai docenti Chiara Ruberti, Ilenia Alesse, Simone Fattori, a immaginare come il Maestro Fellini avrebbe potuto raccontare il presente in un film contemporaneo. Il 21 infine vengono esposti gli esiti del workshop e viene presentata la mostra FellinIAna: Roma, le donne, il sogno con interventi di Fabio Mongelli Direttore del progetto Grand Tour AFAM, RUFA, Filippo Pernisco Direttore Accademico, Accademia Italiana, Didier Clain Program Coordinator, International Graphic Design di ECV Paris, Nathalie Winkelmann Coordinatore Accademico, Design di  ECV Paris e di tutti i docenti di Accademia Italiana coinvolti progetto FellinIAna.

Attraverso questa iniziativa, Accademia Italiana rinnova il proprio impegno nel valorizzare il talento dei giovani creativi e nel promuovere un dialogo internazionale che affondi le radici nella grande tradizione culturale italiana. Un ponte ideale tra Roma e Parigi, nel segno di Fellini, del suo sguardo sul mondo e della sua capacità di trasformare il reale in visione.

Il Museo della Moda a Napoli, il gioiello che ha conquistato Vogue

Napoli, 20 nov. (askanews) – Merletti e abiti alla moda, manichini sospesi e haute couture che ha fatto la storia. Vogue Italia lo ha descritto come “una gemma da conoscere, con un laboratorio di restauro che salva i capolavori di un tempo”. Il Museo della Moda – Fondazione Mondragone, in un antico palazzo tardo-barocco, ha una posizione strategica poich situato all’interno dei Quartieri Spagnoli. Oltre a un respiro internazionale che parte del DNA di Napoli come ci spiega la presidente della Fondazione e avvocato Maria D’Elia.

“I nostri locali vengono utilizzati anche da artisti stranieri, perch io parto da un concetto di condivisione, esiste una politica di condivisione dei saperi, della storia e quindi il museo, specialmente poi un museo pubblico, ha l’obbligo di mettere a disposizione i propri spazi per la conoscenza, per creare dei luoghi dove gli artisti si sentono a casa, anche all’estero”, dichiara D’Elia.

Gli stranieri vengono e vogliono vedere i quartieri spagnoli, vogliono essere ospitati nelle case dei quartieri spagnoli perch c’ tutta una storia, una storia che affonda le sue radici proprio nella internazionalit di Napoli, la storia di Spagna, Francia e Inghilterra, ci dice D’Elia.

E mentre si festeggiano i 2500 anni dalla nascita del capoluogo partenopeo, il Museo della Moda ospita la mostra gli “Occhi sulla citt”, curata da Cynthia Penna, direttore artistico dell’Associazione Culturale Art 1307 di Napoli e Los Angeles.

“Io ho iniziato una politica completamente nuova, ho adottato un criterio partecipativo, importantissimo perch il museo aperto al pubblico ed divenuto un luogo dove si crea, si discute, una sorta di bottega dei saperi. Coniugando il passato con il presente, un luogo dove i giovani vengono per formarsi, per acquisire notizie su quella che la storia del Made in Italy in generale e anche per creare il nuovo, per fare formazione, per fare scuola”. Lo dichiara la presidente della Fondazione che ha creato un laboratorio di restauro sulla moda contemporanea, dedicato al ripristino e alla conservazione degli abiti e dei tessuti del Secolo scorso.

I droni e i loro piloti: la formula Bureau Veritas

Roma, 20 nov. (askanews) – Droni: ombre ma anche luci. In un momento in cui con il conflitto in Ucraina e con quello in Medio Oriente sono diventati triste oggetto di attenzione quotidiana, allo stesso tempo emerge con forza la chiave di utilizzo civile dei droni quali strumenti in grado di garantire la sicurezza e la prevenzione di incidenti, anche a diretta salvaguardia dei tecnici e degli addetti a manutenzione e controlli.

A collocarsi in una posizione di avanguardia in queste attivit Nexta, societ del gruppo Bureau Veritas, che ha messo a punto e collaudato le metodologie di utilizzo dei droni, specie nelle attivit marine offshore e negli impianti di oil & gas.

In questi campi i droni (o, pi formalmente, UAS – Unmanned Aerial Systems) stanno diventando elementi cruciali per monitoraggi, ispezioni e raccolta dati in ambienti difficili da raggiungere, con minori rischi specie per gli operatori e i tecnici nonch costi comparativi ridotti rispetto ai metodi tradizionali.

I droni “annusano” dal cielo l’aria sopra gli stabilimenti e i depositi, mappando e quantificando eventuali fughe tossiche o rischi di incendi o esplosioni. Il loro uso, oltre che ridurre i tempi di ispezione con un elevato livello di precisione del risultato, ha un impatto diretto sulla riduzione dei rischi cui sono sottoposti gli operatori, grazie a una riduzione della loro esposizione alle sorgenti emissive.

Nexta ha avviato misurazioni top-down di queste emissioni fuggitive, riducendo l’esposizione degli operatori alle sorgenti emissive. Sempre droni, di dimensioni inferiori dotati di telecamere e sensori, sono utilizzati all’interno di strutture chiuse. In quest’ottica, il gruppo Bureau Veritas ha sviluppato AGS 3D (Augmented Surveyor 3D), una soluzione tecnologica avanzata che potenzia le capacit di monitoraggio e ispezione usando droni, LiDAR e AI per generare modelli 3D atti a rilevare anomalie su asset offshore.

In questo contesto di mercato in evoluzione, emersa l’esigenza di garantire che le competenze dei piloti di droni siano adeguatamente riconosciute e valorizzate.

CEPAS, Societ di Bureau Veritas in Italia, certifica i Piloti di Droni. Tale riconoscimento di Terza Parte, oltre a valorizzare l’offerta dei servizi, ne tutela la domanda, offrendo una garanzia preventiva di competenza del professionista e di qualit delle prestazioni offerte.

Mattarella: c’è fragilità dietro la rabbia dei ragazzi, vanno ascoltati

Roma, 20 nov. (askanews) – “Anche nel nostro Paese persistono situazioni di abbandono e marginalità che non possiamo permettere si consumino nel silenzio e nell’indifferenza. Troppi ragazzi nascondono la propria fragilità dietro la rabbia, il mutismo o lo schermo di un computer, in un contesto che li osserva senza comprenderli davvero”. E’ quanto scrive il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della Giornata dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

“È necessario un impegno concreto, quotidiano e condiviso per restituire ai più giovani fiducia, tutela e reali opportunità di crescita, rendendo effettivi i principi costituzionali che proteggono l’infanzia e ne promuovono lo sviluppo umano e sociale. La sofferenza di un bambino è la sconfitta di un’intera comunità mentre ogni volta che un giovane cresce ascoltato, accolto, rispettato, la collettività si rinnova e ritrova, nella sua voce, la speranza del futuro”, dice ancora il presidente.

“Ascoltare i bambini, riconoscere i loro bisogni, proteggere i loro diritti: questo è l’impegno che la Giornata odierna sollecita a mantenere quotidianamente. Richiamo a riconoscere il valore delle loro parole, delle loro esperienze, delle loro necessità come parte integrante della vita della nostra comunità”, ha anche affermato Mattarella.

“Le bambine e i bambini sono portatori di diritti fondamentali, e milioni di essi oggi ne sono privati. Sono vittime di violenza, tratta e sfruttamento, vengono spesso ridotti in condizioni di schiavitù, oggetto di persecuzione e di rapimenti per farne bambini-soldati. Oggi, mentre i conflitti si moltiplicano, le crisi umanitarie e le disuguaglianze si aggravano, sono i più piccoli a pagare il prezzo più alto”, così il presidente.

Trump firma per la pubblicazione degli Epstein Files (ma la divulgazione non è sicura)

Roma, 20 nov. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato di aver firmato un disegno di legge che obbliga la sua amministrazione a pubblicare i documenti sul defunto predatore sessuale Jeffrey Epstein.

Trump, che in precedenza si era opposto alla legge ma che ha fatto marcia indietro dopo che sembrava essere in dirittura d’arrivo al Congresso, ha affermato sulla sua piattaforma Truth Social di aver “APPENA FIRMATO IL DISEGNO DI LEGGE PER LA PUBBLICAZIONE DEI DOCUMENTI DI EPSTEIN”.

Non è tuttavia chiaro quando e se i “files” verranno pubblicati in quanto la loro divulgazione potrebbe essere stoppata dal fatto che ci sono inchieste in corso.

Mons. Paglia: “C’è bisogno di creatività sul piano della cultura politica”

Il crescente astensionismo elettorale è sempre più preoccupante, se vogliamo continuare a salvaguardare e rafforzare la qualità della nostra democrazia. Quale può essere la ricetta concreta per iniziare ad invertire la rotta

Sono d’accordo che l’astensionismo elettorale sia preoccupante. Purtroppo mi pare che troppo poco se ne preoccupino sia i partiti sia l’opinione pubblica. Non ci si rende conto che percentuali così basse di votanti mettano a rischio la stessa credibilità della democrazia. Il motivo dell’astensionismo? Direi che abita nel cuore stesso dell’attuale cosiddetta “politica”. Mi riferisco all’assenza di visione e quindi all’assenza di passione. Anche perché i partiti sono sempre più “personali” e poco animati da sogni, da visioni per cui valga la pena impegnarsi e impegnare. Basti vedere i dibattiti politici: sono ormai scontati e banali. Si sa già prima di iniziare come si svolgono: quel che conta è opporsi sempre all’altro in una polarizzazione triste e inutile. Si fa davvero fatica a trovare luoghi e spazi ove si dibatta – anche vivacemente – per trovare qual è il bene comune di tutti, che dovrebbe essere lo scopo di ogni dibattito soprattutto politico. 

La crisi dei partiti certamente non aiuta ad incrementare la partecipazione politica dei cittadini italiani. Intravede all’orizzonte il superamento dei partiti personali e il ritorno a partiti radicati nella società, con un progetto politico chiaro e con classi dirigenti democraticamente selezionate?

Credo sia necessario promuovere ovunque dibattiti che favoriscano una nuova cultura politica che disegni il futuro del Paese (o delle regioni e città) che si vuole e per il quale vale la pena spendersi. Non parlo, ovviamente, di appiattimenti. Ciascuno deve proporre le sue visioni ma in vista di raggiungerne una che accomuni i diversi. L’esempio più calzante è quanto è avvenuto nella scrittura della Costituzione Italiana nell’Assemblea Costituente. Partiti diversi per ispirazione, per storia e per cultura si sono confrontati anche duramente per raggiungere la visione di un Paese che fosse per tutti e non solo per una parte. A mio avviso dovremmo recuperare uno spirito analogo a quello del primo dopoguerra, visto che siamo di fronte ad un passaggio d’epoca delicatissimo. 

Quale può essere il concreto contributo che possono dare i cattolici italiani per rinnovare la politica e, al contempo, rilanciare la partecipazione politica ed elettorale?

Credo sia anzitutto da augurare quanto avvenne poco prima della scrittura della Costituzione, ossia all’iniziativa di alcuni intellettuali cattolici i quali di fronte al dramma provocato dai totalitarismi nazisti e fascisti, come anche dalla seconda guerra mondiale, sentirono l’obbligo di radunarsi per immaginare il Paese che avrebbero dovuto ricostituire. Mi riferisco al Codice di Camaldoli. Oggi ci troviamo di fronte ad un tempo analogo: i cattolici (assieme a uomini e donne di buona volontà) debbono immaginare quale Paese vogliamo, quale Europa desideriamo e proporlo con creatività e audacia al mondo cattolico. C’è bisogno che i cattolici abbandonino una autoreferenzialità che li porta a litigi interni (conservatori e progressisti) e suscitino un nuovo interesse per la società italiana perché sia più solidale e più fraterna. È in questa prospettiva che si può sostenere che l’assenza dalla vita politica e dalla partecipazione alle elezioni è tra le colpe di omissione.

La radicalizzazione del conflitto politico non è certamente la strada più utile e più credibile per ridare autorevolezza e credibilità alla politica e alla democrazia. ‘La politica di centro’, molto cara alla tradizione democratico cristiana e alla storia del cattolicesimo politico italiano, può ancora giocare un ruolo nell’attuale contesto politico italiano?

Purtroppo la polarizzazione della politica è una sorta di patologia che non favorisce una visione larga del bene comune della società. È verosimile che l’assenza dal dibattito politico della grande maggioranza che compone la parte centrale della società (che non corrisponde al cosiddetto “centro” politico) non favorisce la partecipazione, come ho già accennato prima. C’è bisogno di creatività sul piano della cultura politica che promuova una nuova passione. Non credo che oggi ci siano le condizioni per tornare all’unico partito cattolico. Senza dubbio però i cattolici sono chiamati a riscoprire la loro responsabilità per favorire la crescita di un Paese che sia per tutti e particolarmente per le parti più deboli della società. È una responsabilità che deve essere compresa dai credenti. Il Vangelo infatti chiede di essere lievito di una nuova società che si più giusta e più fraterna. Alla creatività dei credenti è affidata la responsabilità di trovare le forme per l’azione politica.

Alice ed Ellen, la grazia dell’estraneità

Eleganza, distanza, meraviglia

Non conosceremo mai i motivi più profondi della scelta di Alice e Ellen Kessler del suicidio assistito. Sicuramente ha influito il peso degli anni. E magari la sensazione sempre più forte, da parte loro, della fine di un mondo.

Le Gemelle sono state percepite da gran parte degli italiani e delle italiane, credo, come artiste, e bellezze, “esotiche”, per quanto l’aggettivo faccia più immediatamente pensare, che so, ai Paesi tropicali che al cuore del Vecchio continente.

Il segreto della loro fortuna, forse, accanto al talento e all’avvenenza, è stato proprio il loro porsi come “straniere”, o “estranee”. Parte dell’Italietta proprio in quanto a essa estranee.

L’alterità che affascina e inquieta

Da alcune e alcuni, probabilmente, la loro “alterità” è stata vissuta come “perturbante”, per dirla con Freud: l’estraneo che ridesta un angolino del nostro cuore; lo straniero che risuona con lo straniero che abita in noi, suscitando un misto di ammirazione e inquietudine.

Bellezze “altre”

Dal canto mio, tuttavia, pur cogliendone il fascino, le sentivo lontane, soprattutto lontane. Bellezze “altre”, da contemplare e con le quali sorridere, ma non tali da promuovere fantasie o desideri. Guardandole danzare o cantare, suscitavano in me stupore, meraviglia – per dirla con il compianto filosofo Enrico Berti, e con Aristotele, naturalmente, “in principio era la meraviglia” –, solo che quello stupore restava tale, senza trasformarsi in desiderio o in un senso di complicità. Trasformandosi però, questo sì, in simpatia.

Mfe: utile nove mesi balza a 243 milioni (+153%)

Milano, 20 nov. (askanews) – Il gruppo Mfe-Mediaset chiude i primi nove mesi del 2025 con un balzo dell’utile netto a 243,1 milioni dai 96,2 milioni del 2024 (+152,7%). I ricavi consolidati, come da attese, scendono a 1,939 miliardi dai 2,004 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente, mentre la generazione di cassa caratteristica (free cash flow) si è mantenuta elevata e pari a 348,9 milioni (+9,4%).

In un contesto internazionale ancora fortemente instabile, la raccolta pubblicitaria del gruppo nel terzo trimestre – periodo stagionalmente meno rilevante per il mercato – ha mostrato una tenuta complessiva. In particolare in Italia, il dato progressivo si conferma superiore all’esercizio precedente (+1,4%) e all’andamento del mercato che risulta ancora in flessione, mentre in Spagna la raccolta pubblicitaria lorda è scesa a 494,4 milioni dai 535,8 milioni dello stesso periodo del 2024.

“Nonostante il mercato tv in Spagna resti molto complicato e l’impatto dei conti di ProSiebenSat.1 – su cui abbiamo appena iniziato a lavorare -, Mfe continua a crescere, andando oltre le previsioni”, ha sottolineato il Ceo Pier Silvio Berlusconi. “Anche dopo il terzo trimestre, storicamente il più debole dell’anno, grazie alla nostra attenzione gestionale e alla strategia crossmediale, chiudiamo i nove mesi con un utile in aumento e una generazione di cassa migliorata di circa il 10% – ha spiegato -. Sono segnali concreti della forza di una Mfe sempre più internazionale. Dopo Italia e Spagna, siamo certi che il lavoro avviato in Germania porterà ulteriore solidità e, nel tempo, creerà valore per tutti gli azionisti”.

A parità di perimetro di consolidamento, il gruppo Mfe conferma l’obiettivo annuale di mantenimento di un risultato operativo, un risultato netto e una generazione di cassa caratteristica consolidati decisamente positivi, la cui entità dipenderà principalmente dall’andamento economico generale degli ultimi mesi dell’anno. I risultati economici e finanziari nei prossimi trimestri, sottolinea Mfe, saranno fortemente condizionati da fattori non confrontabili e straordinari legati all’acquisizione e al consolidamento integrale di Prosieben. Dall’ultimo trimestre 2025, infatti, verranno consolidati line by line i risultati economico finanziari del gruppo tedesco di cui Mfe detiene il 75,67%.

Anche doveri nella giornata dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

Letta inforcando gli occhiali della cronaca quotidiana, la ricorrenza della Giornata mondiale dei Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza – voluta dall’ONU con la solenne Convenzione del 1989 – evoca più inquietanti interrogativi che certezze e ricorda, più di ogni altra consacrazione giuridica di principi etici a tutela dei minori, quanto si stia dilatando nella società di questo tempo il gap tra affermazioni di principio e realtà, tra teoria e pratica.

Diritti proclamati, realtà tradita

Non è certo un’occasione da bypassare con rassegnata indifferenza, se mai impone una riflessione necessaria sulla mancata realizzazione di molti diritti conclamati e sul suo correlato speculare: l’assenza nei dibattiti, nei convegni, nei documenti ufficiali, nel confronto politico istituzionale e persino nelle piazze di un tema troppo a lungo dimenticato. Quello dei doveri che riguarda coloro che per natura o vocazione si occupano della condizione minorile – dalla famiglia, alla scuola, al mondo dell’associazionismo – ma anche dei bambini e degli adolescenti stessi, adultizzati e resi protagonisti di fatti di cronaca che li vede attori di episodi di violenza fisica o simbolica, in un crescendo statisticamente allarmante che spesso fa il paio con un uso disinvolto e fuori controllo delle tecnologie. 

Infanzie spezzate dalle guerre

Secondo il rapporto pubblicato dall’Unicef (2024), più di 473 milioni di minorenni, cioè quasi uno su cinque, vivono in aree direttamente colpite da guerre e conflitti violenti (la maggior parte, più di 180 milioni, si trovano in Africa). È il dato più alto mai registrato dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e sottolinea l’aggravarsi di una crisi umanitaria ormai globale e intergenerazionale. Alle endemiche condizioni di malnutrizione, malattie, deprivazioni di ogni tipo dei cosiddetti “Paesi del Terzo Mondo”, le guerre in atto da anni stanno infliggendo ai bambini e agli adolescenti una condizione esistenziale tragica: in Medio Oriente e in Ucraina in particolare dove le vittime della belligeranza in atto sono al 90% civili e tra questi i più indifesi e sacrificati alla follia dell’uso massiccio dei missili e dei droni sono minori. Ci si chiede come i diritti della Dichiarazione Onu del 1989 conclamati a livello universale siano in questi contesti cancellati dalla totale assenza di doveri da parte di quegli Stati che adottano la strategia della devastazione dei contesti di vita e della distruzione di massa. Anche se ci fosse stato un solo bambino ucciso, uno solo, sarebbe stato un inaccettabile crimine di guerra. Gli stessi Governi che sottoscrivono i trattati sui diritti dei minori si macchiano di nefandezze inaccettabili.

Le cifre che fanno orrore

La Società italiana di Pediatria in questi giorni denuncia dati drammatici. Come ricorda un recente documento dell’European Academy of Paediatrics (Eap) 2025, i bambini sono vittime in molti contesti ad altissima criticità. In Ucraina, secondo i dati delle Nazioni Unite di settembre 2025, dal febbraio 2022 sono stati registrati 3.018 casi di bambini vittime del conflitto di cui 733 uccisi e 2.285 feriti, oltre 19000 di cui si conoscono le generalità sono stati deportati dalla Federazione russa, il 70% non ha accesso a beni e servizi essenziali, tra cui cibo, abbigliamento adeguato, riscaldamento nelle abitazioni e istruzione. Secondo Save The Children da ottobre 2023 a Gaza si contano 20 mila bambini uccisi sotto i bombardamenti mentre le conseguenze non riguardano solo i morti ma anche decine di migliaia di feriti, mutilati e malnutriti, in una striscia devastata dove scuole e ospedali sono stati distrutti e la carestia mette a rischio soprattutto i bambini sotto i cinque anni. In entrambi i contesti di guerra decine di migliaia di minorenni rimasti soli, orfani con danni psicologici incalcolabili derivanti da un’infanzia rubata e con conseguenze che lasceranno segni indelebili nei sopravvissuti.

In Sudan, più di 14 milioni di minori hanno urgente bisogno di aiuti, tra fame, malattie e violenze sessuali diffuse; in Afghanistan, 3,5 milioni di bambini soffrono di malnutrizione acuta; nella Repubblica Democratica del Congo milioni di minori rischiano il reclutamento forzato e la tratta. 

Molte situazioni simili riguardano altri Stati, come Armenia, Afghanistan, Haiti, Myanmar. Sono dati drammatici ai quali non si può restare indifferenti: è una strage degli innocenti che rimuove l’idea stessa di civiltà ed evoca le fasi più buie della storia dell’umanità.

Le nuove devastazioni dell’Occidente ricco

Ma nel mondo evoluto e digitalizzato, nelle democrazie occidentali a cominciare dall’Italia si stanno incancrenendo piaghe di altro tipo, non meno deprecabili. Sfruttamento della prostituzione minorile, diffusione di droghe e armi tra i giovanissimi, disgregazione delle famiglie che si riverberano sui figli, uso generalizzato e senza controlli della rete dove si mietono più vittime che sui campi di battaglia, pedopornografia, sexting e revenge prorn: il virtuale si sovrappone al reale generando violenze fisiche e simboliche. Il pressapochismo globalizzato dell’enfasi delle tecnologie e degli apparati mascherato come evoluzione sotto l’egida della libertà sta ribaltando valori come la dignità, il rispetto, l’innocenza dell’infanzia, la delicatezza esistenziale dell’adolescenza: tutto in nome di interessi commerciali che inondano come tsunami la vita sociale, familiare e individuale delle giovani generazioni. 

L’I.A. è uno strumento tendenzialmente innovativo se utilizzato con competenza e responsabilità: diventa una bomba atomica se messo nelle mani di delinquenti senza scrupoli (basti ricordare le recenti alterazioni somatiche utilizzate come strumento di “sostituzione di persona”: un reato gravissimo rispetto al quale la legalità resta un passo indietro rispetto alla fraudolenza).

Adolescenti che chiedono aiuto all’I.A.

Secondo un sondaggio inedito sul rapporto tra adolescenti e Intelligenza artificiale dal quale emerge anche la funzione di conforto emotivo degli strumenti dell’IA, contenuto nella XVI edizione dell’Atlante dell’Infanzia a rischio in Italia, dal titolo “Senza filtri”, diffuso da Save the Children, il 41,8% dei ragazzi e delle ragazze tra i 15 e i 19 anni afferma di essersi rivolto a strumenti di Intelligenza artificiale per chiedere aiuto in momenti in cui si sentiva triste, solo/a o ansioso/a. Una percentuale simile, oltre il 42%, per chiedere consigli su scelte importanti da fare (relazioni, sentimenti, scuola, lavoro). Il 92,5% degli adolescenti ascoltati utilizza strumenti di IA, contro il 46,7% degli adulti. Il 30,9% – quasi un/a ragazzo/a su tre – tutti i giorni o quasi, il 43,3% qualche volta a settimana, solo il 7,5% non la utilizza mai. Se in classe – di fronte ad un impegno scolastico – un adolescente risolve un problema o scrive un tema usando ChatGpt vuol dire che stiamo a poco a poco sostituendo le facoltà mentali e l’intelligenza naturale con gli algoritmi e l’intelligenza artificiale. 

Recentemente ho scritto un articolo per la Rivista AdolescenzE sul tema della necessità di adeguare le competenze del Garante dell’infanzia e dell’adolescenza alle sfide dell’I.A. ma non ho avuto riscontri di iniziative: eppure il tema è fondamentale perché sposterebbe il “da farsi” dall’ambito giudiziario a quello della supervisione e dell’indirizzo pedagogico. La politica non ascolta questo tipo di richiami e la burocrazia non si adatta alle urgenze epocali e contingenti. Trovo riprovevole questa disattenzione.

Famiglia, responsabilità e violenza minorile

Quando il disagio di un figlio non trova ascolto e interlocuzione con i propri genitori ma nell’I.A. vuol dire che la famiglia si riduce ad un dato statistico per le rilevazioni dei censimenti. Le responsabilità dei genitori sono enormi anche di fronte alla violenza dilagante agìta da giovani e giovanissimi. In America Latina le baby gang (es. Mara Salvatrucha e Mara 18) tengono sotto scacco le forze dell’ordine: qui non siamo ancora così organizzati ma se un minore infraquattordicenne uccide un coetaneo a coltellate senza un motivo, per una parola, uno sguardo, se i ragazzini e le ragazzine si aggregano per compiere atti delinquenziale di una efferatezza che fa inorridire, vuol dire che la famiglia ha perso il controllo educativo dei figli. Qui ci sono responsabilità da evidenziare e doveri naturali e legali da riscoprire. La violenza tra minori è il fatto emergente della condizione giovanile oggi, con un target di età tra i protagonisti che si abbassa vertiginosamente. Quindi per favore non perdiamoci nella rincorsa ad aggiungere diritti a quelli esistenti: se mai la società, la scuola e la famiglia si adoperino con meno buonismo e indulgenza nello stigmatizzare e correggere – nei modi e nei limiti che la legge riconosce per recuperare e rieducare– la violenza, anche se compiuta da un ragazzino di 14 anni.

Dovere, la parola rimossa

Fiaccolate postume e palloncini liberati al cielo, applausi ai funerali sono inutili rituali e coreografie che seguono omicidi, stupri, rapine, comportamenti riprovevoli individuali o di gruppo che siano.

Abbiamo perso il concetto della vita come valore assoluto e supremo: troppi diritti hanno portato spesso a molti rovesci. 

Riscopriamo e diffondiamo il sentimento del dovere come atto di dignità e rispetto di sé e degli altri.

Questione sociale, la lezione di Donat-Cattin e Marini

Una questione che non è mai scomparsa

La questione sociale in Italia esiste di nuovo. Ad essere sinceri, non è mai scomparsa. I dati e i numeri lo evidenziano e, purtroppo, anche le concrete condizioni di vita di ampi settori della pubblica opinione lo confermano. Ma, al di là della burocratica presa d’atto di questa sempre nuova emergenza, il nodo di fondo è come dare una risposta politica a questa situazione. E, su questo versante, le risposte sono sostanzialmente sempre e solo tre.

I ricchi che difendono i poveri

Ci sono coloro che si limitano a fotografare la situazione. Denunciano, attaccano, si scontrano con i presunti responsabili di questa emergenza — di norma sono sempre i soliti nemici politici — e si limitano, appunto, a declinare un comportamento testimoniale e, al tempo stesso, dissacratorio. Sono i cosiddetti opinionisti da salotto, i conduttori dei talk televisivi, i commentatori con contratti da favola stipulati con i rispettivi editori. Insomma: i ricchi, quelli veri però, che difendono i poveri. Verrebbe da dire: patetici e anche ridicoli.

Populisti, assistenzialisti e la politica delle mance

La seconda categoria sono coloro — di norma i populisti, i massimalisti e gli estremisti — che pensano di risolvere i problemi innescati dalla questione sociale attraverso gli strumenti, logori e diversamente clientelari, dell’assistenzialismo e del pauperismo. Lo abbiamo anche sperimentato recentemente con i populisti dei 5 Stelle quando erano al governo del Paese. Bonus, sussidi, regalie varie, sintetizzati dall’ormai famoso e celebre “reddito di cittadinanza”, che si può estendere, sempre secondo il verbo populista e demagogico, anche nelle singole regioni.

Si tratta di un modello politico e culturale — o subculturale — che non risolve affatto i problemi dei ceti popolari e dei ceti meno abbienti ma, semplicemente, li tampona momentaneamente attraverso la “politica delle mance”: gratuite, senza controlli e deresponsabilizzanti. Radicalmente incompatibile con qualsiasi cultura dello sviluppo, della crescita e, soprattutto, con una vera e credibile politica di redistribuzione della ricchezza socialmente avanzata.

La via maestra della sinistra sociale cristiana

Infine, e resta questa la strategia più seria e credibile per affrontare i problemi della questione sociale, c’è il metodo scelto e praticato storicamente dalla sinistra sociale di ispirazione cristiana. Cioè da uomini e donne della sinistra sociale della Dc, e da alcuni partiti succeduti alla Dc, che legavano la questione sociale alla necessità di elaborare un progetto politico capace di aggredire alla radice i problemi derivanti da quella piaga.

Si trattava di far sì — per dirla con una felice espressione del leader storico di questo filone di pensiero, Carlo Donat-Cattin — che “l’istanza sociale diventi Stato”, da un lato, e che, dall’altro, “la politica sociale diventi un elemento costitutivo della politica di sviluppo e di crescita per l’intero Paese”. L’esatto contrario della ricetta populista e massimalista legata esclusivamente alla stanca ed inerziale riproposizione dell’assistenzialismo pauperista: una risposta che non risolve, ma semplicemente sposta i problemi più avanti, a danno dell’erario pubblico e delle future generazioni.

Un’eredità che resta un faro

Per queste ragioni, semplici ma oggettive, la ricetta della sinistra sociale della Dc — di Carlo Donat-Cattin, di Franco Marini, di Guido Bodrato, di Sandro Fontana, di Ermanno Gorrieri e di molti altri uomini e donne di quella tradizione — continua a essere un faro che illumina l’iniziativa politica di chi vuole affrontare il dramma della questione sociale con le armi della politica.

Non con la deriva populista, demagogica e qualunquista.

NASA: 3I Atlas è una cometa e non colpirà la Terra né altri pianeti

Milano, 19 nov. (askanews) – L’oggetto interstellare 3I/ATLAS, è una cometa e non una nave spaziale aliena come qualcuno aveva sostenuto, e non si avvicinerà alla Terra né a nessun altro pianeta del Sistema Solare. Lo ha dichiarato Nicky Fox, amministratrice associata della Direzione delle Missioni Scientifiche della NASA. “Tutto nel nostro Sistema Solare andrà bene”, ha detto Fox durante un briefing.

Shawn Domagal-Goldman, direttore ad interim della Divisione di Astrofisica della NASA, ha spiegato che quando le comete evaporano rilasciano gas e polvere, e ogni getto di materiale agisce come un piccolo motore a razzo che spinge la cometa nella direzione opposta. Lo scienziato ha aggiunto che queste piccole spinte spesso causano lievi cambiamenti nell’orbita di una cometa, e che questo caso in particolare è monitorato con attenzione.

Fonte immagnine: NASA

Nvidia, risultati record nel terzo trimestre: fatturato 57 mld Usd

Milano, 19 nov. (askanews) – Risultati da record per Nvidia: il colosso dei semiconduttori ha registrato un fatturato record per il terzo trimestre fiscale, terminato il 26 ottobre 2025: 57 miliardi di dollari, in aumento del 22% rispetto al trimestre precedente e del 62% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il segmento “Data Center” ha contribuito in maniera decisiva, con ricavi pari a 51,2 miliardi Usd, +25% rispetto al trimestre precedente e +66% su base annua.

Nei primi nove mesi dell’anno fiscale 2026, NVIDIA ha restituito 37 miliardi di dollari agli azionisti sotto forma di azioni riacquistate e dividendi in contanti. Alla fine del terzo trimestre, la società aveva ancora 62,2 miliardi di dollari di capitale residuo autorizzato al riacquisto di azioni.

I margini lordi sono molto elevati: 73,4% (GAAP) e 73,6% (non-GAAP), mentre l’utile per azione diluita (EPS) sia GAAP che non-GAAP è stato 1,30 Usd.

Banche, venerdì Italia rischia avvio infrazione Ue su uso golden power

Bruxelles, 19 nov. (askanews) – E’ possibile che venerdì a Bruxelles la Commissione avvii la procedura comunitaria d’infrazione contro l’Italia per l’uso del “golden power” da parte del governo, allo scopo di bloccare l’Ops (offerta pubblica di scambio) di Unicredit su Banco Bpm.

E’ quanto si apprende, tenendo presente il fatto che la messa in mora dell’Italia, primo stadio della procedura d’infrazione, era attesa da tempo, e che venerdì è previsto che la Commissione pubblichi il pacchetto mensile delle procedure d’infrazione.

Delle indagini sul caso, nel quadro del negoziato nella procedura cosiddetta “pilot”, che precede e cerca di prevenire le procedure d’infrazione formali, si occupano in particolare la direzione della commissaria ai Servizi finanziari Maria Luís Albuquerque, portoghese, e la direzione della Concorrenza, sotto la vicepresidente esecutiva Teresa Ribera.

Al Consiglio Ecofin di ottobre a Lussemburgo, Albuquerque si era espressa in modo piuttosto netto, affermando che la Commissione avrebbe usato gli strumenti a sua disposizione “riguardo a qualsiasi cosa che ostacoli la creazione del mercato unico dei servizi finanziari”.

In una “valutazione preliminare” inviata al governo italiano del 14 luglio scorso ai sensi dell’Art.21 del regolamento Ue sulle concentrazioni, e firmata dalla vicepresidente Ribera, si afferma che il decreto con cui è stato deciso di utilizzare il “golden power” contro l’operazione Unicredit-Banco Bpm “limita la libera circolazione dei capitali” e “incide sulla competenza esclusiva della Bce” sulla vigilanza bancaria in quanto “unica autorità ai sensi del diritto dell’Unione con il potere di imporre requisiti prudenziali”. (fonte immagine: European Union 2025).

Minori, Carfagna (Nm): pdl per Registro orfani crimini domestici

Roma, 19 nov. (askanews) – “Questa proposta di legge si propone di istituire un registro nazionale degli orfani di crimini domestici centralizzato ufficiale capace di mettere a disposizione dati aggiornati verificabili e condivisi da tutte le amministrazioni competenti a gestire questo fenomeno In modo tale da orientare le politiche pubbliche a sostegno degli orfani e da monitorare l’effettiva attuazione e attivazione degli strumenti di sostegno”. Cos la segretaria di Noi Moderati, Mara Carfagna, a margine di una conferenza stampa alla Camera dei deputati.

“Ricordiamo che gli orfani di femminicidio sono bambini speciali, rimasti orfani di madre, uccisa dal padre che spesso si suicia o spesso viene giustamente messo in carcere. Sono bambini che spesso vengono affidati ai nonni o agli zii, o in caso di assenza di riferimenti familiari ai servizi sociali. Questa proposta di legge si propone di attivare, nell’immediato dell’evento delittuoso”, ha sottolineato.

“Ad oggi ci sono dei sostegni economici, psicologici e legali previsti dalla normativa vigente, a cui ho contributo, ma accade spesso che i fondi pubblici ma anche privati a disposizioni di questi orfani rimangano nelle casse dello Stato o delle fondazioni perch non esiste un elenco ufficiale di quanti siano gli orfani e dove si trovino. Questa legge interviene per colmare questa lacuna e per trasformare questi diritti potenziali in tutele effettive accessibili a tutti”, ha detto ancora Carfagna ricordando che una recente stima di un osservatorio indipendente ha parlato di circa 3.500 orfani di crimini domestici attualmente in Italia.

Alla conferenza stampa hanno preso parte anche Daniela Ferolla, presidente della Fondazione ‘Le Stelle di Marisa’, e Benedetta Durini, responsabile Scientifica della stessa Fondazione.

Meloni al Colle tiene il punto su Garofani. Poi detta linea: caso chiuso

Roma, 19 nov. (askanews) – Confermare la linea espressa dai vertici del suo partito, anzi farla ufficialmente propria. Ma allo stesso tempo provare a chiudere uno scontro istituzionale senza precedenti da quando è a palazzo Chigi che, diversamente, avrebbe rischiato di avere conseguenze difficilmente gestibili. Come recitava un vecchio slogan pubblicitario, una telefonata allunga la vita. In questo caso aiuta ad abbassare il livello della tensione. E quella chiamata, che magari il Quirinale si aspettava già ieri sera, Giorgia Meloni l’ha fatta questa mattina, prima di ripartire da Mestre, per programmare quel colloquio con Sergio Mattarella che infatti si è tenuto appena è rientrata Roma.

Venti minuti circa di faccia a faccia non facile che però a sera, in nome del “bene della nazione”, spingono, sia da una parte che dall’altra, a dichiarare “chiuso” il caso nato dalle frasi del consigliere del presidente della Repubblica, Francesco Saverio Garofani, riportate dal quotidiano ‘La Verità’ sotto il titolo ‘Il piano del Colle per fermare la Meloni’, per le quali il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami aveva chiesto quelle spiegazioni che avevano innescato la dura reazione del Quirinale.

Davanti a Mattarella, Giorgia Meloni – come ha fatto sapere palazzo Chigi – ha sostanzialmente ribadito la linea adottata ieri dal partito subito dopo la deflagrazione dello scontro, provando a inquadrare la questione su due piani distinti. Da una parte ha tenuto il punto sul “rammarico per le parole istituzionalmente e politicamente inopportune” di Garofani che, a suo giudizio, il “diretto interessato” avrebbe dovuto “chiarire, per chiudere immediatamente la questione”, dall’altra ha ribadito “la sintonia istituzionale che esiste tra Palazzo Chigi e il Quirinale, mai venuta meno fin dall’insediamento di questo governo e della quale nessuno ha mai dubitato”.

Per tutta la giornata, di fatto, il consigliere di Mattarella, colui ha il delicato compito di segretario del Consiglio supremo di difesa, è però rimasto nel mirino dei meloniani. Al punto da far circolare voci di richieste di dimissioni che però la premier non ha mai avanzato. Lo stesso colloquio riportato dal Corriere della Sera, in cui Garofani spiegava che le sue erano solo “chiacchiere tra amici”, venivano definite sempre da Bignami come una sostanziale “conferma” dei “contenuti dei virgolettati che avevamo chiesto di smentire”. Parole emblematiche dell’intenzione del partito di non voler silenziare del tutto la faccenda.

Ma a sera è lo stesso capogruppo alla Camera, insieme al collega del Senato Lucio Malan, a firmare una nota in cui si spiega che dopo il colloquio di oggi al Quirinale “Fratelli d’Italia ritiene la questione chiusa e non reputa di aggiungere altro”. A consigliare di mandare in archivio lo scontro, c’è anche la pubblicazione su alcuni siti del testo di una mail anonima ricevuta da diversi giornali nei giorni scorsi che nei contenuti è sostanzialmente identica allo stesso articolo oggetto del contendere.

Alla fine, su input della premier, si è deciso di correggere ulteriormente il tiro, in nome di una attenzione alla concordia istituzionale che lo stesso capo dello Stato aveva messo in primo piano durante il colloquio con Giorgia Meloni. “E’ interesse di tutti”, il mood che trapela da Fratelli d’Italia.

Seconda Edizione dell’Accademia Trapianto di Polmone

Roma, 19 nov. (askanews) – Una due giorni per affrontare temi di carattere tecnico ma soprattutto per alimentare una rete territoriale che possa essere al fianco dei pazienti. A Padova, per il secondo anno consecutivo, l’Accademia Trapianto di Polmone ha organizzato un corso che, promosso dalla SITO, la Societ Italiana per il Trapianto d’Organo e Tessuti, rivolto, fra gli altri, a pneumologi, chirurghi, anestesisti-rianimatori, internisti e fisioterapisti che si pone l’obiettivo di intercettare le esigenze delle persone trapiantate non costringendole a viaggi lunghi e costosi: “I Centri trapianti -spiega il professor Marco Schiavon, associato di Chirurgia Toracica presso l’Universit patavina- non sono in tutte le Regioni e per eseguire un intervento necessario spostarsi anche di migliaia di chilometri dalla propria residenza. Un disagio che spesso viene acuito nel periodo della convalescenza. I pazienti, all’insorgere di qualsiasi dubbio, hanno il diritto di poter ottenere risposte sul proprio territorio da una rete di specialisti preparati e aggiornati”.

Il corso si propone come un’occasione formativa d’eccellenza per approfondire le pi avanzate conoscenze in ambito trapiantologico. Dopo il successo della prima edizione, che ha visto la partecipazione di numerosi professionisti provenienti da tutta Italia, la seconda edizione si conferma un appuntamento imprescindibile per favorire l’aggiornamento scientifico, garantire elevati standard di assistenza sanitaria e migliorare i risultati clinici per i pazienti: “Il Trapianto di Polmone -afferma il dottor David Bennet, dirigente medico di Pneumologia presso l’Ospedale di Siena- rappresenta una terapia salvavita per pazienti affetti da gravi patologie polmonari, come la fibrosi cistica, la broncopneumopatia cronica ostruttiva, la fibrosi polmonare idiopatica e l’ipertensione polmonare, per le quali non esistono alternative terapeutiche. Da qui, l’importanza di riconoscere in tempo se ci sono i presupposti per ricorrere a un trapianto”.

La rete che l’Accademia vuole costruire ha dunque un duplice obiettivo: accompagnare sul territorio i pazienti nella convalescenza ma, anche e soprattutto, intervenire rapidamente laddove si pu effettuare il trapianto: “Le segnalazioni ai Centri -sottolinea Schiavon- spesso non arrivano o, nel migliore dei casi, arrivano in ritardo, quando intervenire diventa decisamente pi complicato. Se riusciamo a formare specialisti sul territorio cui affidarsi, questo significa, diciamocelo con chiarezza, salvare vite umane”. “Fra il 6 e l’8 per cento delle persone in attesa di trapianto – aggiunge il dottor Bennet- muoiono prima dell’intervento per l’aggravamento della patologia di cui soffrono o per la mancanza di donatori. Un dato che il sintomo di un’emergenza ormai non pi rinviabile: ridurre i tempi della diagnosi”.

Da qui l’idea del corso: il percorso trapiantologico richiede, del resto, un’approfondita valutazione dei candidati, una gestione intraoperatoria meticolosa e un monitoraggio post-trapianto accurato. Le complicanze principali, come il rigetto acuto e cronico, le infezioni e gli effetti avversi da farmaci immunosoppressori, necessitano di un approccio integrato e aggiornato. Il corso offre, proprio per questo motivo, una panoramica completa su tutte le fasi del trapianto polmonare, dalla selezione dei donatori e riceventi alla gestione delle principali complicanze chirurgiche, immunologiche e infettive. Particolare attenzione sar dedicata ai pi recenti protocolli diagnostico-terapeutici e ai risultati delle ricerche pi innovative.

Libri, “Il coraggio di scegliere” di Davide Banzato

Roma, 19 nov. – “Il coraggio, la scelta e il saper scegliere, la paura e come superarla, il discernere il meglio per dare un senso pieno alla nostra vita: queste sono le sfide pi difficili, oscure e al tempo stesso luminose, dell’esistenza di tutti noi. In un’epoca segnata da incertezze e smarrimenti, questi sono i temi che sant’Agostino ci aiuter ad affrontare”. Davide Banzato, nel suo ultimo libro, “Il coraggio di scegliere. Il mio viaggio con Sant’Agostino”, riflette sul tema della scelta.

Scegliere non mai facile, soprattutto quando la vita ci mette di fronte a dilemmi complessi, situazioni spigolose, zone grigie dove il confine tra bene e male si fa sottile. Quando la tempesta ci travolge, servono discernimento, libert interiore e una forza nuova per non restare paralizzati dalla paura. Come vincere i timori pi profondi? Come optare per il massimo bene possibile quando le alternative sembrano tutte imperfette? Come non restare schiacciati dall’ansia, dal panico, da relazioni nocive? Come riuscire a essere liberi? In questo libro, Davide Banzato non ci offre risposte preconfezionate, ma spunti per avviare una ricerca personale e spirituale autentica. Con la sua voce limpida e diretta ci guida in un percorso intenso, ricco di sfide ma anche di rivelazioni, intrecciando il proprio vissuto a quello di un compagno di viaggio d’eccezione: sant’Agostino. Un uomo dalle mille sfaccettature, che ha vissuto profonde contraddizioni e che – proprio per via della sua inquietudine e dei suoi errori – diventato per don Davide punto di riferimento nei momenti pi delicati; un animo inquieto e appassionato, alla costante ricerca di verit e amore autentico, capace di parlare al cuore di tutti grazie a riflessioni che risuonano nel nostro tempo, come quella sulla guerra giusta , e di spronarci a non temere il dubbio, a non fuggire il turbamento, ad avere il coraggio di cambiare. Queste pagine non raccolgono lezioni n rigidi insegnamenti, ma ci donano preziose chiavi di lettura per orientarci nel presente e costruire la nostra libert, senza paura di scegliere ogni giorno chi vogliamo essere.

Davide Banzato, nato a Padova nel 1981, nominato Missionario della Misericordia da papa Francesco, a servizio dei giovani nel disagio presso la comunit Nuovi Orizzonti, fondata da Chiara Amirante, in missioni in Italia e all’estero. Scrive per varie testate giornalistiche, conduce il programma “I viaggi del cuore” su Canale 5 e rubriche radiofoniche. Ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il premio Moige nel 2024 e il premio giornalistico Buone Notizie , edizione speciale In Giubileo , nel 2025. autore dei bestseller Tutto ma prete mai (2021) e Cerca il tuo orizzonte. Rialzarsi e ripartire oggi (2023) con papa Francesco, entrambi pubblicati da Piemme, e del libro per ragazzi Un pezzo di Cielo solo per te (ElectaJunior 2024).

Restare, partire, tornare – Il roadshow, prima tappa a Macerata

Roma, 19 nov. (askanews) – Il 21 novembre il Teatro Lauro Rossi di Macerata apre le porte alla prima tappa di ‘Restare, Partire, Tornare – il roadshow’, un viaggio in sette appuntamenti nell’area del cratere sismico del 2016 per incontrare i giovani che vogliono essere protagonisti del futuro dei propri territori.

L’iniziativa fa parte del progetto ‘Ripartiamo Insieme – area del Cratere 2016’, promosso dal Commissario di Governo per la Ricostruzione e Riparazione Sisma 2016 insieme al Ministro per lo sport e i giovani, attraverso il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale, e nasce in continuit con il Festival della Restanza e della Tornanza che lo scorso giugno ha posto le basi per un nuovo protagonismo giovanile nelle aree interne dell’Appennino centrale.

‘Ci sono due scommesse che ci stanno a cuore: ricostruire le case e contrastare lo spopolamento’, dichiara Guido Castelli, Commissario Straordinario per la Ricostruzione e Riparazione Sisma 2016. ‘In entrambi i casi fondamentale il ruolo dei giovani e delle comunit. Dal Festival della Restanza e della Tornanza dello scorso giugno a questo roadshow, la nostra missione di riparazione sociale ed economica si fa sempre pi concreta. Vogliamo che fare impresa nel cratere non sia vista come una scelta eroica, ma come un’opportunit reale anche per chi vuole innovare. I dati ci danno ragione: tra il 2022 e il 2024 i nuovi posti di lavoro nell’area del cratere sono aumentati del 12,4%. La ricostruzione finalmente sbloccata, i progetti di NextAppennino, i bandi per l’autoimprenditorialit giovanile che stiamo preparando: tutto questo non retorica, metodo. strategia. una visione di rilancio economico che permette ai giovani di non andar via e alle imprese di tornare ad essere fiorenti. Il resto viene da s.’

‘Restare, Partire, Tornare’ non solo un percorso di riflessione, ma un’opportunit concreta per i giovani tra i 18 e i 35 anni di scoprire strumenti, storie e reti per costruire il proprio futuro professionale senza lasciare le proprie radici. Ogni tappa alterna talk ispirazionali con imprenditori e content creator di successo, workshop partecipativi e momenti di networking, in un format che unisce contenuti di qualit e un’atmosfera coinvolgente.

‘Macerata una citt che vive dell’energia della sua Universit e della sua Accademia, e che da sempre forma eccellenze’, sottolinea Francesca D’Alessandro, Vicesindaco di Macerata. ‘L’Universit non fuori dal centro, ma dentro il cuore della citt: studenti e docenti animano le piazze, sostengono le attivit produttive, costruiscono insieme a noi il tessuto culturale ed economico. Ospitare ‘Restare, Partire, Tornare’ al Teatro Lauro Rossi significa riconoscere che qui non si formano solo professionisti che poi devono andare altrove: qui si possono costruire imprese vere, competitive, innovative. Vogliamo che i nostri giovani capiscano che Macerata non solo un luogo dove studiare, ma dove fare impresa, dove trasformare competenze in progetti concreti. Rafforzare queste reti di collaborazione tra formazione, territorio e imprenditorialit la chiave per un futuro che non sia solo promesso, ma costruito giorno per giorno.’

La giornata al Teatro Lauro Rossi, condotta da Marco Carrara, giornalista e conduttore televisivo, prender il via alle ore 16:00 con un warm-up creativo per rompere il ghiaccio e introdurre la modalit partecipativa che caratterizza l’intero evento. L’apertura sar accompagnata da un’esibizione live che dar il ritmo alla giornata. Seguiranno i saluti istituzionali del Commissario Straordinario per la Ricostruzione, che inaugurer ufficialmente il roadshow sottolineando il valore dell’iniziativa per il territorio e per le nuove generazioni. ‘Voci in scena’: dal talento al progetto concreto Il cuore pulsante dell’evento sono i talk ispirazionali: non lezioni frontali, ma racconti veri di chi ha scelto di scrivere il proprio futuro partendo dai propri luoghi. Sono storie di esperienze personali diventate successi imprenditoriali, nate dalla capacit di mettersi in gioco e trasformare un’intuizione in realt concreta. Persone che hanno fatto delle proprie soft skills – la creativit, la resilienza, la capacit di fare rete – il motore del cambiamento, costruendo progetti solidi e scegliendo consapevolmente di restare e investire nel territorio.

Sul palco del Teatro Lauro Rossi saliranno quattro voci che incarnano modi diversi di stare al mondo e di fare impresa: Cesare Cat filosofo, performer e scrittore. La sua storia dimostra che cultura e pensiero critico non hanno bisogno delle grandi citt per fiorire: anzi, possono trovare terreno ancora pi fertile nei territori dell’Appennino, dove il radicamento diventa scelta di valore, non limite geografico. Cesare racconta come si possa costruire una vita intellettuale intensa e connessa partendo da dove si , trasformando la ‘restanza’ in una forma di resistenza creativa e produttiva. Giulia Cimarelli ha fatto della passione per il cibo una professione. Content creator e fondatrice del progetto ‘Me piace magn’, Giulia ha capito che raccontare il territorio attraverso le sue tradizioni culinarie – con ironia, autenticit e un linguaggio contemporaneo – poteva diventare non solo un modo per costruire una community, ma un vero e proprio lavoro. La sua la storia di chi ha saputo leggere i trend digitali senza perdere il legame genuino con le proprie radici, trasformando Instagram in una vetrina per l’identit locale.

Jacopo Corona ha scelto un settore antico – quello della panificazione artigianale – e lo ha riletto con occhi nuovi. Founder del microbiscottificio Frolla e Presidente di CNA Panificatori Ancona, Jacopo ha trasformato un’impresa artigianale in un modello di inclusione lavorativa: oggi il suo team conta 35 persone con disabilit che lavorano in tutte le fasi produttive, dimostrando che qualit artigianale e impatto sociale possono crescere insieme. La sua storia dimostra che l’innovazione non richiede sempre qualcosa di completamente nuovo: a volte basta saper guardare ci che gi c’ – un biscotto, una tradizione – e dargli un significato pi profondo. Niccol Cipriani ha fondato Rif Lab, una delle realt pi interessanti dell’economia circolare e della rigenerazione tessile in Italia. Niccol ha dimostrato che sostenibilit e business non solo possono convivere, ma devono farlo. La sua una storia di innovazione radicale: ha preso un’industria tradizionale come quella tessile e l’ha ribaltata, creando un modello che valorizza gli scarti, riduce gli sprechi e compete sul mercato nazionale e internazionale senza perdere l’attenzione al territorio e alla comunit. Quattro percorsi diversi, quattro settori differenti, ma un denominatore comune che li tiene insieme: la capacit di leggere il proprio contesto come un’opportunit e non come un vincolo. Tutti hanno saputo valorizzare competenze trasversali – dalla comunicazione alla visione strategica, dalla capacit di innovare a quella di fare rete – per costruire progetti che generano valore economico, certo, ma anche sociale e culturale. Per s e per la propria comunit.

A suggellare gli interventi, la partecipazione di Angelo Mellone, Direttore Intrattenimento Day Time della Rai, porta sul palco lo speech ‘Vorrei ma posso’, un racconto sincero e senza filtri del suo percorso professionale. Giornalista, scrittore, musicista, docente universitario: Angelo incarna la figura del professionista eclettico che ha saputo costruire una carriera nei media nazionali senza dimenticare le proprie origini. Nato a Taranto e trasferitosi a Roma per studiare, il suo un esempio di come si possa raggiungere i vertici del sistema televisivo italiano mantenendo un legame profondo con il Sud e con i territori. Nel suo intervento affronta con ironia e lucidit il tema degli ostacoli apparenti, delle scelte difficili e di come trasformare i ‘non posso’ in opportunit concrete, dimostrando che la gavetta, il talento e la capacit di reinventarsi continuamente sono le chiavi per costruire un percorso professionale solido e gratificante.

Al termine degli interventi, i partecipanti saranno coinvolti in una SWOT Analysis collettiva realizzata con strumenti digitali interattivi. L’obiettivo mappare insieme punti di forza, debolezze, opportunit e criticit del contesto giovanile e del tessuto socio-economico locale, trasformando l’evento in un momento di co-progettazione e ascolto attivo.

Non un convegno in cui si ascolta passivamente: uno spazio in cui le idee dei giovani vengono raccolte, valorizzate e possono diventare il punto di partenza per azioni concrete sul territorio.

‘Restare, Partire, Tornare’ si rivolge a chi crede che i territori dell’Appennino centrale non siano solo luoghi da cui partire, ma spazi di opportunit dove costruire progetti innovativi e sostenibili. A chi vuole scoprire come trasformare le proprie competenze in un’attivit imprenditoriale. A chi pronto a mettersi in gioco e a chi cerca ispirazione, strumenti e connessioni per dare forma alle proprie idee.

Schlein: primarie per candidato premier? Se si faranno sarò disponibile

Roma, 19 nov. (askanews) – Elly Schlein è “disponibile” a partecipare alle primarie di coalizione, se il centrosinistra sceglierà questo metodo per decidere il candidato premier. La segretaria Pd lo ha detto in una video-intervista per la festa de ‘L’Espresso’. “Io sono disponibile a qualsiasi modalità individueremo insieme alle altre forze alleate”.

“Forze alleate – precisa – che già stanno insieme in tutte le regionali che abbiamo affrontato in questo autunno, ed è la prima volta che succede nel centro-sinistra da 20 anni, di aver fatto la stessa coalizione progressista in tutte le regioni al voto. Ora, chiaramente, dobbiamo continuare a fare passi avanti. Li abbiamo fatti con il pacchetto di emendamenti condivisi alla manovra e non ho dubbi che affronteremo insieme anche questa questione, individuando le modalità migliori”.

E quindi, a proposito delle primarie, “appunto, dipenderà se decideremo insieme alle altre forze alleate di darci questo metodo, io naturalmente sarò disponibile”.

MIBA, in Fiera Milano quattro manifestazioni sul mondo del building

Rho, 19 nov. (askanews) – Il mondo del costruito sta cambiando e il mercato, nonostante la fine degli incentivi, si trova di fronte a nuove possibilit di incremento. Un dato particolarmente significativo: il bilancio delle imprese che operano nel settore cresciuto di pi del 60%, arrivando a un valore di 288 miliardi, dal 2019 al 2024.

Nel contesto di questo cambiamento, emergono la necessit di nuove strategie che sappiano rispondere alle richieste di una domanda abitativa in crescita, dove mancano ancora oltre 250mila nuove unit residenziali, e di un’innovazione tecnologica e sostenibile. E in questo scenario Fiera Milano presenta l’edizione 2025 di MIBA – Milan International Building Alliance, l’evento che vede svolgersi in contemporanea quattro manifestazioni che insieme coprono l’intera filiera del costruito: MADE expo, Smart Building Expo, Sicurezza e GEE – Global Elevator Exhibition.

” proprio una piattaforma – ha spiegato ad askanews Paola Sarco, amministratore delegato di MADE Eventi e responsabile di MIBA per Fiera Milano – che mette al centro l’integrazione tra tutti gli attori della filiera delle quattro manifestazioni: oltre 1300 espositori che si incontrano in questi quattro giorni per animare i corridoi di manifestazione cercando di mettere in mostra il meglio della loro produzione da 44 Paesi, quindi una fiera che veramente internazionale e dall’altra parte per una vera piattaforma culturale in cui grazie alla collaborazione con molti partner riusciamo a creare pi di 120 eventi in manifestazione”.

I temi quindi sono l’edilizia e l’architettura, la mobilit verticale e orizzontale, l’integrazione tecnologica degli edifici e la sostenibilit e, con grande rilevanza, anche la sicurezza, a tutti i livelli, del costruito. “Per quanto riguarda il mercato della sicurezza – ha aggiunto Andrea Monteleone, presidente di Anie Sicurezza – stiamo vivendo in qualche modo una transizione epocale, sono tutta una serie di leggi direttive europee piuttosto che regolamenti europei che si stanno esplicando in questo periodo e la necessit per il mercato di adeguarsi, evolvere, crescere, imparare e in qualche modo sviluppare quelle che sono nuove competenze di fondamentale importanza. La fiera Sicurezza il punto che abbiamo voluto far diventare il riferimento per tutta la filiera di mercato e per tutti i clienti, tale per cui sia chiaro il messaggio di cambiamento in atto”.

Il dialogo e l’integrazione con la tecnologia sono un altro aspetto centrale per arrivare a una visione di un futuro possibile. E di questo si occupa la fiera SBE-Smart Building Expo. “Vorrei che emergesse una visione strategica del nostro Paese – ci ha spiegato Luca Baldin, project manager della fiera – dove la doppia transizione energetica e digitale del patrimonio edilizio costituir sicuramente nel prossimo futuro uno degli asset importanti dal punto di vista industriale e sociale. Abbiamo 25 anni di intenso lavoro per decarbonizzare 12 milioni di edifici e le nuove tecnologie ci aiuteranno tantissimo da questo punto di vista e sono quelle di cui parliamo a Smart Building Expo”.

Con il suo approccio molteplice, MIBA ambisce a essere una piattaforma strategica per mostrare le soluzioni e le tecnologie capaci di rispondere alle sfide attuali e future, facendo incontrare domanda e offerta e alimentando il dibattito sulle trasformazioni in atto.

A Roma la XVIII edizione del Congresso Nazionale SIHTA

Roma, 19 nov. (askanews) – Si tenuta a Roma la XVIII edizione del Congresso Nazionale della Societ Italiana di Health Technology Assessment (SIHTA) dedicata al futuro e alla nuova era dell’HTA. Al centro dell’evento la trasformazione digitale e le implicazioni che essa pu comportare in ambito sanitario alla luce dell’inizio della fase operativa del Regolamento europeo HTA.

Giandomenico Nollo, Presidente SIHTA, ha dichiarato: “Adesso abbiamo un regolamento europeo che impone agli Stati membri di affrontare l’innovazione con un percorso di HTA e questo un cambiamento importante, vuol dire che bisogna riattrezzarsi cambiando i modelli di decisione. Sar necessario far passare i programmi nazionali, programmi regionali per prendere in mano il percorso HTA per arrivare poi all’implementazione”.

Il domani della sanit, in particolare, si snoda attorno a sfide cruciali, come l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi, l’adozione di una data governance e lo sviluppo di nuovi modelli organizzativi abilitati dal digitale.

Felicia Pelagalli, Direttore Culture, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “A volte pensiamo che avere tanti dati, quindi i big data, o avere degli algoritmi buoni sia sufficiente per avere conoscenza, in realt i dati vanno ascoltati ma poi vanno anche interpretati. Le correlazioni che intercorrono tra i dati ci offrono conoscenza”.

Durante il convegno della SIHTA si discusso dunque del ruolo dell’innovazione tecnologica, non solo in termini clinici, ma anche sul piano dell’organizzazione sanitaria affinch questa possa essere basata sulle migliori evidenze scientifiche, su una corretta allocazione delle risorse, su scelte razionali e sulla considerazione delle esigenze di tutti gli stakeholder coinvolti nel sistema.

Eros Ramazzotti duetta con Alicia Keys e sogna Lady Gaga

Milano, 19 nov. (askanews) – Aurora intervista Eros, padre e figlia per raccontare tutta le novità che riguardano Eros Ramazzotti. Un album e un tour mondiale che prevede anche il ritorno negli stadi. A distanza di tre anni dall’ultimo progetto discografico, Eros Ramazzotti inaugura un nuovo capitolo della sua straordinaria carriera a quarant’anni dall’ indimenticabile performance di “Una storia importante” al Festival di Sanremo: il 21 novembre esce in tutto il mondo “Una Storia Importante”/”Una Historia Importante”, il nuovo album – in versione italiana e spagnola – per Friends Partners S.p.A./ Eventim Live International distribuito da Sony Music Entertainment. Durante la presentazione del suo nuovo progetto discografico tenutasi presso Ca’ del Bosco, Ramazzotti incalzato da Aurora ha riflettuto sul panorama musicale contemporaneo, sulla sua storia musicale, ma soprattutto sulle collaborazioni che impreziosiscono il suo album ricco di featuring prestigiosi. Per Ramazzotti la dimensione live è quella più importante ma ha espresso preoccupazione per la direzione attuale della musica, dove spesso il talento viene messo in ombra dalle nuove tecnologie e l’uso diffuso dell’autotune, invocando un ritorno ai valori della performance autentica: “Purtroppo oggi si usa molto l’autotune e tanta gente non capisce la differenza tra chi non lo usa e chi no”. Ha aggiunto che “sarebbe il caso di ritornare un po’ al passato dove comunque uno lo giudichi anche per come canta”; poi ha ribadito la centralità del pop nella musica attuale: “Il pop che comunque per me non morirà mai”. “Se tu vai a un concerto di Lady Gaga capisci che tutto il resto è poca roba è poca roba” ha aggiunto dicendo che “sogno di duettare con lei e per farlo mi metterei in ginocchio sui ceci”. Il nuovo album disponibile in versione italiana e spagnola vede la partecipazione di numerosi artisti, con cui l’Artista ha ricantato brani storici, si parte con Alicia Keys, Andrea Bocelli, Carín León, Elisa, Giorgia, Jovanotti, Kany García, Lali, Max Pezzali e Ultimo.

A partire da venerdì 21 novembre sarà in rotazione radiofonica in oltre 30 paesi “L’aurora” / “La Aurora” reinterpretata con Alicia Keys, 17 volte vincitrice ai GRAMMY® Awards, cantautrice, musicista, produttrice, fondatrice di Keys Soulcare, autrice bestseller del New York Times, produttrice cinematografica/televisiva e teatrale di Broadway, imprenditrice e una voce potente nel mondo dell’attivismo. In questa nuova versione prodotta da Alicia Keys, le voci dei due artisti si fondono in un dialogo autentico, capace di donare a uno dei brani più preziosi e intimi del repertorio di Ramazzotti una nuova luce. La star internazionale si è connessa con la conferenza stampa e ha ricordato la giornata caldissima e senza condizionatore in cui hanno registrato il brano. Alicia ha scherzato con Eros sul fatto che lui non sappia bene l’inglese: “abbiamo comunicato con gli occhi”. Particolarmente calorosi sono stati i commenti su Max Pezzali, alla sua prima collaborazione: “Max è una persona bellissima. È difficile trovare un difetto”. Sui colleghi più giovani, l’artista ha riservato un affettuoso titolo a Ultimo: “Il mio figlio è artistico”. Ha lodato i giovani artisti che riescono a mantenere una forte identità in un contesto difficile: “Sono persone che hanno un’identità forte nella musica, soprattutto in questo momento dove identità non ce n’è in generale”. Ha voluto ricordare l’amicizia e lo straordinario rapporto che lo lega con Elisa, Giorgia e Jovanotti. Dopo il successo del World Tour Gala Première con 30.000 spettatori ad Amsterdam, UNA STORIA IMPORTANTE WORLD TOUR / UNA HISTORIA IMPORTANTE WORLD TOUR, il tour prodotto da RadioRama e distribuito da Friends & Partners ed Eventim Live International, il 14 febbraio 2026 debutterà da Parigi e toccherà 30 Paesi tra Europa intera, Nord America- Canada e America Latina. Dal 6 giugno 2026 anche l’attesissimo ritorno di Eros Ramazzotti negli stadi italiani.

Bignami-Malan: per FdI questione chiusa, rinnoviamo stima a Mattarella

Roma, 19 nov. (askanews) – “Dopo il colloquio di oggi tra il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che hanno avuto modo di confrontarsi sulle notizie di stampa riguardanti le dichiarazioni del consigliere Garofani, Fratelli d’Italia ritiene la questione chiusa e non reputa di aggiungere altro. Rinnoviamo la stima nel Presidente Mattarella e l’apprezzamento per la sintonia istituzionale tra il Quirinale e Palazzo Chigi”. Lo dichiarano in una nota congiunta i capigruppo di Fratelli d’Italia al Senato e alla Camera, Lucio Malan e Galeazzo Bignami.

Colloquio Mattarella-Meloni, per il Quirinale il caso è chiuso

Roma, 19 nov. (askanews) – Venti minuti di colloquio al Quirinale tra Sergio Mattarella e Giorgia Meloni chiudono il “caso Garofani”. Almeno questa è la linea del Colle dopo una giornata, quella di ieri, di altissima tensione e accuse da parte di Fratelli d’Italia nei confronti del consigliere per la Difesa Francesco Garofani le cui frasi, carpite in un contesto conviviale, sono diventate la base di una tesi giornalistica del quotidiano La Verità: le trame del Colle contro Meloni.

La reazione di ieri era stata dura ed esplicita: “ridicola” era stata giudicata dal Quirinale la teoria del complotto e “stupore” era stato espresso per la dichiarazione del capogruppo di Fdi, Galeazzo Bignami, che le aveva dato credito. La durezza della nota non ha però arrestato la polemica e tutto il partito della premier ha continuato a chiedere la smentita del consigliere di Mattarella. Poi questa mattina Giorgia Meloni ha chiesto un incontro al capo dello Stato per chiarire la cosa in un faccia a faccia che con ogni probabilità sarà stato piuttosto teso.

Per il Quirinale però il fatto che la premier abbia chiamato, si sia scusata e si sia detta dispiaciuta assicurando di non dubitare della correttezza del presidente, tantomeno che stia organizzando un complotto ai suoi danni, è sufficiente per considerare il “caso chiuso”. Questa la ragione per cui al termine non è stato diffuso alcun comunicato da parte del Colle.

Ma il caso sembra meno chiuso dal lato di Fdi. Gli strali del partito di maggioranza e della stessa leader si sono concentrati nuovamente su Garofani, tanto che fonti di palazzo Chigi hanno fatto sapere che resta “il rammarico per le parole istituzionalmente e politicamente inopportune pronunciate in un contesto pubblico dal Consigliere Francesco Saverio Garofani e riportate ieri da un noto quotidiano italiano” pur confermando anche che “è intenzione del Presidente del Consiglio, con la sua visita al Capo dello Stato, rimarcare che non esiste alcuno scontro istituzionale”.

Non è piaciuta probabilmente l’intervista che Garofani ha rilasciato oggi sul Corsera in cui ha detto di essere “molto amareggiato, per me e per i miei familiari. Ma quel che soprattutto fa male è l’impressione di essere stato utilizzato per attaccare il presidente” attraverso una “chiacchierata in libertà, tra amici”. In ogni caso Garofani ha assicurato di avere ricevuto la solidarietà del capo dello Stato: “È stato affettuosissimo – ha spiegato Garofani – mi ha detto ‘stai sereno, non te la prendere'”. “Non mi pare proprio che quell’intervista sia stata una smentita. Conferma i contenuti dei virgolettati che avevamo chiesto di smentire”, ha osservato Bignami.

Quanto agli alleati di Meloni sia la Lega che Forza Italia si sono tenuti a debita distanza dalla querelle. Oggi però Antonio Tajani ha voluto ribadire la sua stima per il capo dello Stato: “Mi pare che si sia conclusa questa vicenda. Oggi il presidente del Consiglio ha parlato con il presidente della Repubblica, quindi non credo che ci siano da aggiungere altre cose. Poi nessuno sinceramente aveva mai messo in discussione la correttezza del capo dello Stato”. Matteo Salvini sceglie il silenzio e il suo capogruppo Riccardo Molinari si limita a un “Chiedete a Fratelli d’Italia”.

Resta sullo sfondo l’interrogativo sulle ragioni che hanno spinto Fdi ad alzare il polverone, per Matteo Renzi la spiegazione è una sola: “Giorgia Meloni vuole tutto, anche il Quirinale. Non le basta Palazzo Chigi, vuole il Colle più alto. E inizia la sua campagna elettorale mettendo nel mirino anche un galantuomo come Sergio Mattarella”. E quelli sulle modalità che hanno portato alla pubblicazione di pezzi di conversazione del consigliere del Colle. In serata La Stampa ha pubblicato la mail che sarebbe stata ricevuta da diversi giornali (anche Il Giornale di oggi lo ha riferito) che conteneva l’articolo preconfezionato, e interamente pubblicato da La Verità, ma firmato da un presunto Mario Rossi, un nome di fantasia che non appartiene ad alcun giornalista.

Bcc Iccrea amplia l’accesso al lavoro agile

Roma, 19 nov. (askanews) – Il Gruppo BCC Iccrea e la delegazione dindacale di Gruppo hanno raggiunto una nuova ipotesi di accordo, che dovrà essere sottoposto all’Assemblea dei lavoratori, volto ad estendere la possibilità di accesso al lavoro agile per il personale della Capogruppo BCC Banca Iccrea e delle Società del Perimetro Diretto.

L’intesa, riporta un comunicato, nata nell’ambito del percorso di confronto avviato negli anni precedenti, conferma integralmente quanto previsto nel verbale del 10 dicembre 2022. Alla luce dell’evoluzione organizzativa, dell’ingresso di nuovi lavoratori e dell’incremento delle richieste legate a situazioni prioritarie, il Gruppo BCC Iccrea e la Delegazione Sindacale di Gruppo hanno definito nuove e più ampie misure per favorire un miglior equilibrio tra vita privata e professionale.

Il nuovo accordo prevede: fino a 5 giorni settimanali di lavoro agile per il personale con disabilità grave accertata ai sensi della legge 104/1992; fino a 3 giorni settimanali per genitori di figli con disabilità grave, personale con disabilità certificata ai sensi della legge 68/1999 e lavoratori con esigenze familiari complesse; fino a 2 giorni settimanali per caregiver ai sensi della normativa vigente, genitori con figli fino a 12 anni e personale residente a oltre 50 km dal luogo di lavoro; 1 giorno settimanale per il restante personale non rientrante nelle categorie prioritarie.

Inoltre, si legge, nell’ottica di promozione della parità di genere e di sostegno alla genitorialità, l’accordo introduce ulteriori tutele per le lavoratrici in gravidanza e per i neogenitori, con la possibilità di svolgere attività lavorativa in modalità agile in misura aggiuntiva rispetto alle previsioni generali.

Il Gruppo BCC Iccrea conferma così il proprio impegno nel promuovere soluzioni organizzative moderne e coerenti con i valori ESG, favorendo un clima aziendale positivo e attento alle esigenze delle persone.

Gli Epstein Files sono sul tavolo di Trump per la firma

New York, 19 nov. (askanews) – Un disegno di legge che obbliga il Dipartimento di Giustizia a pubblicare i suoi documenti sul molestatore sessuale Jeffrey Epstein è stato ufficialmente approvato dal Senato questa mattina, dopo che ieri era passato alla Camera dei rappresentanti USA. Ora il disegno verrà inviato al Presidente Donald Trump per la firma.

Il disegno di legge renderebbe pubblici i documenti non classificati relativi al defunto finanziere pedofilo Epstein e alla sua complice Ghislaine Maxwell, che sta scontando la pena in un carcere del Texas.

I legami con il finanziere hanno fatto tremare tante personalità pubbliche, dall’ex principe Andrea della casata Winsor, all’ex presidente americano Clinton, all’ex presidente di Harvard Summers, e persino l’attuale presidente che ha negato di conoscere i crimini di Epstein e si è opposto per mesi alla pubblicazione dei documenti.

Libri, esce "Le parole che indosso" di Silvia Berri

Roma, 19 nov. (askanews) – “A voi che cercate spazio in un mondo che a volte vi chiede di essere meno, io dico: siate libere. Libere di scegliere, di cambiare, di sognare in grande, anche quando nessuno ci crede”. Un racconto autentico e ispirazionale, tra retroscena della vita personale e professionale della sua autrice, sfide, lezioni apprese e momenti decisivi che hanno segnato la sua storia di successo: è “Le parole che indosso”, libro d’esordio della manager, imprenditrice digitale e brand ambassador per marchi di beauty, moda e lifestyle, seguita quotidianamente da 500.000 follower su Instagram, Silvia Berri.

In uscita oggi, mercoledì 19 novembre, ed edito da Roi Edizioni (€19.90 | 142pp), il volume è diviso in 12 capitoli, ciascuno dei quali affronta, appunto, un diverso capitolo della vita di Silvia Berri, raccontando particolari e dettagli che, spesso, nemmeno chi la segue da più tempo conosce: da quel sabato sera in cui, esausta ad accudire Ludovica e Beatrice, le sue bambine gemelle di due anni, realizza come fosse giunto il momento di “spiccare il volo”, dando priorità alla propria libertà, indipendenza economica e la volontà di essere una mamma forte ed emancipata per le sue figlie, alle considerazioni finali, in cui tornano le figlie e il senso di orgoglio che prova nei loro confronti, due giovani donne cresciute forti e libere, all’augurio dedicato a tutti i lettori “non abbiate paura di cadere. Fatelo, se serve. Sbagliate, inciampate, cambiate idea. Piangete. Ma poi asciugatevi le lacrime con fierezza e ripartite. Con passi nuovi, anche incerti, ma vostri”.

Nel mezzo la passione per la moda, ispirata dall’eleganza sobria della madre e della nonna, e i giorni da modella, dopo la lunga riabilitazione a seguito di un brutto incidente in motorino; la capacità di accogliere i cambiamenti in cui, nel “lungo, imprevedibile viaggio in treno” che definisce la sua vita, si è imbattuta e l’inizio del lavoro al CEI – Comitato Elettrotecnico Italiano, dove “sarei potuta crescere professionalmente e dove avrei potuto imparare da ingegneri coltissimi”; l’amore ritrovato con “l’uomo dei suoi sogni”, l’importanza degli amici di sempre e l’apertura, con uno di loro, di “quel ristorante (che) era diventato per me, fin da subito, un rifugio in cui stavo rinascendo. Era casa”.

I primi giorni sui social come @Sparklingsilvia, mamma approdata sui social per “tenere d’occhio” le figlie, dove pubblicava momenti di vita, viaggi, outfit e scatti della Milano della moda che l’ha formata, attirando l’interesse inaspettato (anche degli amici delle figlie) verso la sua vita da manager, e l’aumento costante del numero dei follower fino al @Silviaberri di oggi, profilo con cui diventa un vero e proprio punto di riferimento, in cui l’etica viene sempre prima dell’estetica, tra svolgimento di lavori solo ben regolamentati, lo studio costante delle regolamentazioni riservate agli influencer e l’attenzione riservata a brand e prodotti artigianali italiani. Ruolo che si è ampliato anche nell’ambito sociale e istituzionale, anche grazie alla collaborazione con la Polizia di Stato, che l’ha onorata del titolo di “poliziotto ad honorem” per la diffusione dei valori di legalità e solidarietà.

E ancora la nascita di “Silvia Incontra”, format itinerante che permette alla community di incontrarla dal vivo e conoscere le aziende del Made in Italy con cui collabora, nato nel primo anno di pandemia per riprendere il contatto fisico con la sua community, di cui sentiva la mancanza, e il capitolo dedicato al fratello Alberto, avvocato del lavoro, etico e meticoloso, venuto a mancare nel 2024 e che “non era solo uno zio: era un esempio, un compagno di giochi, un maestro silenzioso. Loro lo guardavano come si guarda un eroe. Lo ascoltavano ammirate perché ogni volta dalle sue parole c’era sempre tanto da imparare. Raccontava i fatti in una maniera così avvincente che tutte e tre saremmo volute essere l’avvocato di quelle cause disperate. Ogni volta, lui cercava di incarnare le ingiustizie inferte ai suoi clienti e le rimetteva in scena come un vero attore. Ogni volta ci sembrava di rivivere i rapimenti dei lavoratori presi in ostaggio affinché le aziende pagassero i riscatti o le vite difficili di donne madri e operaie. Mettersi al servizio significava per lui condividere le sofferenze di chi era stato meno fortunato”.

L’autrice presenta il libro a Milano lunedì 24 novembre alla Mondadori Duomo (ore 18.30) e il 13 dicembre in via Tortona, nel corso dell’evento del ciclo “Silvia Incontra”; le due presentazioni sono moderate, rispettivamente dalle giornaliste del Corriere della Sera Michela Proietti e Rossella Burattino.

“Il carattere è il tuo destino”, come le ha sempre ripetuto la mamma, e anche “vivi e lascia vivere”, credendo solo nella reciprocità dei rapporti e relegando quelli più tossici nei “cassetti scomodi” della vita. In Le Parole Che Indosso, Silvia Berri celebra la forza dell’indipendenza femminile e il valore della libertà: quella di scegliere, di cambiare strada, di sbagliare e di reinventarsi. Il suo stile – inconfondibile, elegante e ricercato – diventa metafora di una vita vissuta con intensità, passione e consapevolezza.

L’oro dei Faraoni a Roma: parla l’architetto delle luci Francesco Murano

Roma, 19 nov. (askanews) – “Nella mia carriera ho illuminato finora oltre 250 mostre. L’ultima, la pi recente, quella che ho appena finito la mostra “I tesori dei faraoni”, una mostra splendida e splendente davvero, perch ha dei reperti d’oro di infinita bellezza”. Lo dice Francesco Murano, architetto delle luci che ha lavorato alla grande esibizione montata a Roma alle Scuderie del Quirinale in congiunzione con il Museo Egizio del Cairo, e che ci racconta il rapporto fra la luce e l’oro dei sarcofagi e dei monili.

La mostra “ha come caratteristica principale quella di voler richiamare l’attenzione sulle varie dinastie che si sono succedute in epoca egizia e quindi di far vedere come questo passaggio ha significato la produzione di opere meravigliose” spiega Murano. “L’oro fa parte di quei materiali che si chiamano fototropici, cio che si nutrono di luce. In generale tutti i metalli si nutrono di luce, quindi vivono di luce e non solo, ma come tutti i materiali riflettenti, l’oro deve essere illuminato in modo che crei riflessi al contrario dei dipinti. Quindi in questo caso stato particolare cura mia e di Domenico Arnaldi che il mio assistente, evitare che l’oro non venga illuminato e in pi illuminare soltanto l’oro lasciando per contrasto i fondi perch in questo caso diventava l’oro stesso fonte di luce. Questo valso sia per i sarcofagi che sono stati illuminati dall’esterno, sia invece per i vari monili che invece sono stati illuminati dall’interno delle teche. Abbiamo usato dei sagomatorini piccoli miniature a led che in Italia non erano ancora arrivati, li abbiamo importati direttamente noi. e questi sagomatorini ci hanno permesso di usare delle luci concentrate sui monili” spiega Munaro.

La mostra ha segnato gi un record di affluenza; a tre settimane dall’inaugurazione, sono gi stati venduti oltre 98.700 biglietti, con un’impennata delle richieste nei fine settimana. Per questo da sabato 16 novembre, l’apertura nei weekend e nei giorni festivi stata anticipata alle 9, un’ora prima rispetto all’orario consueto delle 10, fino al 3 maggio 2026.

Piatti Unici, il cibo per sensibilizzare sulle malattie rare

Roma, 19 nov. (askanews) – Unire il tema delle malattie rare e delle disabilit con quello della nutrizione creando un parallelismo tra il cibo, come unione di pi ingredienti, e la cura, come approccio multidisciplinare: questo l’obiettivo del nuovo progetto del Centro di Coordinamento Malattie Rare della Campania con il supporto di UNIAMO, Federazione Italiana Malattie Rare, e realizzato grazie al contributo non condizionante di Chiesi Global Rare Diseases. L’evento ha visto la realizzazione di quattro piatti preparati dallo chef Luca Pappagallo, ciascuno dei quali stato affiancato dall’intervento di un esperto per raccontare, attraverso la preparazione della pietanza, un aspetto cruciale della gestione di queste malattie.

Giuseppe Limongelli, Direttore Centro di Coordinamento Malattie Rare Regione Campania, ha dichiarato: “L’Italia ha uno dei sistemi legislativi pi avanzati. Il nostro ordinamento vanta una legge, la n175 del 2021, una legge quadro sulle malattie rare, abbiamo anche un piano nazionale, il secondo piano nazionale Malattie Rare, abbiamo un CoNaMr, un Comitato Nazionale Malattie Rare, che lavora proprio per attuare il piano, e abbiamo recentemente avuto l’applicazione di nuovi LEA. C’ veramente tanto lavoro da fare, lo stiamo facendo, lo stiamo portando avanti, proprio per cercare di attuare percorsi sempre pi omogenei, ma allo stesso tempo che possano rispondere ai bisogni, anche personalizzati”.

Il progetto si configura come un modo per sensibilizzare su un tema delicato, andando a trattare tutte le sfide e le dinamiche che ruotano attorno sia alla persona con malattia rara, sia alla famiglia che alle reti di supporto.

Annalisa Scopinaro, Presidente UNIAMO (Federazione Italiana Malattie Rare), ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Le associazioni dei pazienti chiedono una presa in carico che sia olistica, cio qualcosa che dalla diagnosi accompagni in un percorso di presa in cura all’interno dei centri ospedalieri e faccia raggiungere pi velocemente terapie con l’aiuto della ricerca. Chiaramente in questo percorso abbiamo delle difficolt che sono, tra le varie, quelle della transizione e della diagnosi che ancora troppo lenta”.

L’esperienza stata immortalata in un mini-documentario e le ricette presentate, insieme a ricette ideate per persone con esigenze nutrizionali specifiche, sono state raccolte in un ricettario speciale. Creato grazie all’aiuto di un nutrizionista, ogni piatto della raccolta ha raccontato un percorso di vita autentico, da cui prende il nome “Piatti unici”, formando cos non solo un ricettario, ma uno spazio di condivisione e rappresentazione, che invita a cucinare con cura, rispetto e creativit.

A Roma al via la prima edizione de "Le Giornate del cinema kazako"

Roma, 19 nov. (askanews) – La prima edizione delle Giornate di Cinema Kazako porta a Roma uno sguardo diretto sulla cinematografia del Kazakistan, un Paese importante nello scenario dell’Asia centrale e forte di una tradizione culturale che merita di essere conosciuta anche dal pubblico italiano. Nonostante un settore in rapida crescita e una produzione sempre più varia, il cinema kazako rimane infatti quasi del tutto inesplorato nel nostro Paese. Da qui nasce l’idea di una rassegna che non si limita a proiettare film, ma che intende creare un vero ponte culturale e professionale tra Italia e Kazakistan.

Organizzate da Varant Film in collaborazione con KazakhFilm Studio e con il supporto dell’Ambasciata della Repubblica del Kazakistan in Italia, le Giornate di Cinema Kazako si svolgeranno il 24, 25 e 26 novembre alla Casa del Cinema, nella Sala Cinecittà. Tre pomeriggi, dalle 16.30 alle 20.

Ogni giornata sarà dedicata a un film e sarà introdotta da un momento di confronto: un panel, una conversazione o un breve forum che aiuti a contestualizzare l’opera, il suo linguaggio e il periodo storico o sociale a cui si riferisce. La formula è semplice ma efficace: raccontare il Kazakistan attraverso il suo cinema, e il suo cinema attraverso le persone che lo fanno. Al termine di ogni proiezione, una sessione di domande e risposte permetterà al pubblico di dialogare direttamente con talent kazaki e italiani.

Il programma attraversa tre titoli molto diversi tra loro, capaci di restituire la varietà del panorama kazako contemporaneo. “Ancora una volta” (2025) è una storia di formazione moderna che usa il meccanismo del tempo che si ripete per mettere un giovane di fronte alle proprie responsabilità e alle proprie radici. “La strada verso la madre” (2016) segue invece un’intera famiglia attraverso decenni tumultuosi della storia kazaka, mettendo al centro l’amore materno come forza che resiste a ogni tempesta. Con “I mille giovani eroi” (2012) si torna poi nel XVIII secolo, in un racconto epico che celebra il coraggio e l’identità nazionale attraverso la storia di un gruppo di giovani guerrieri.

Questa prima edizione vuole essere soprattutto un’occasione di incontro. Non solo tra pubblico e film, ma tra professionisti delle due industrie cinematografiche, favorendo scambi, idee e possibili collaborazioni. La rassegna punta a coinvolgere la diaspora kazaka presente a Roma – in particolare gli studenti – e gli appassionati di cinema curiosi di scoprire nuovi mondi narrativi.

A sottolineare lo spirito dell’iniziativa sono le parole dei fondatori di Varant Film, Yeva Varenitsina e Jacopo Olmo Antinori, che firmano la rassegna come produttori: “Siamo lieti di presentare la prima edizione delle Giornate di Cinema Kazako, un evento di tre giorni ideato da Varant Film in collaborazione con KazakhFilm Studio per promuovere la conoscenza della cultura e della società del Kazakhstan presso il pubblico italiano. Il Kazakhstan è un Paese vibrante, con un tessuto sociale dinamico e un futuro ricco di prospettive. Questo è particolarmente vero per i settori del cinema, dell’audiovisivo e dell’intrattenimento. Crediamo che la collaborazione tra i nostri due Paesi possa portare a risultati significativi, e siamo felici di essere pionieri in questo campo, contribuendo a valorizzare un potenziale ancora del tutto inesplorato. Non vediamo l’ora di accogliere alla rassegna il maggior numero possibile di persone, siano essi rappresentanti dell’industria o semplici cinefili curiosi, nella speranza che questo possa essere il primo passo verso uno scambio culturale ed economico quanto mai proficuo tra Italia e Kazakhstan”.

Il Parlamento spagnolo accusa Meta di spiare gli utenti con un meccanismo segreto

Roma, 19 nov. (askanews) – Il Parlamento spagnolo aprirà un’indagine contro il gigante tecnologico Meta per sospetta violazione della privacy degli utenti dei social network Facebook e Instagram. Lo ha annunciato il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, aggiungendo che l’indagine è stata avviata in seguito a uno studio internazionale che ha scoperto che Meta utilizza un meccanismo nascosto per monitorare l’attività degli utenti con sistemi operativi Android.

“In Spagna, la legge è al di sopra di qualsiasi algoritmo o piattaforma tecnologica. Chi viola i nostri diritti ne subirà le conseguenze”, ha dichiarato Sanchez intervenendo alla conferenza Metafuturo, presso l’Ateneo di Madrid, secondo quanto riporta El Mundo.

L’azienda, guidata da Mark Zuckerberg e proprietaria di Instagram, WhatsApp e Facebook, sarà indagata dalla Commissione per gli affari economici e la trasformazione digitale del parlamento spagnolo, a seguito di un’inchiesta internazionale condotta da Spagna, Belgio e Paesi Bassi, secondo cui Meta ha utilizzato per quasi un anno un meccanismo nascosto per tracciare l’attività web degli utenti Android.

Sanchez ha poi annunciato un’offensiva normativa senza precedenti per porre fine a quello che ha definito un “territorio senza legge” sui social media. Con un messaggio diretto e incisivo, scrive ancora El Mundo, il primo ministro spagnolo, ha affermato che è necessario porre un freno all'”impunità” delle Big Tech, che ha accusato di agire come se fossero “al di sopra del bene e del male”.

L’obiettivo del governo è combattere la disinformazione, l’incitamento all’odio, le violazioni della privacy e la mancanza di protezione dei minori sulle piattaforme digitali.

Il governo prevede di approvare un pacchetto “ambizioso” di misure nella prima metà del 2026, che includerà nuove leggi e regolamenti volti a rafforzare il controllo sulle aziende proprietarie dei social network. Secondo Sanchez, queste piattaforme sono ormai simili a “uno Stato fallito che dobbiamo rifondare”, il che richiede un intervento deciso.

Nasce a Roma bocal, al via con "Preziosa" di Boillot e Klausner

Roma, 19 nov. (askanews) – Nasce a Roma bocal, il nuovo spazio non profit dei Pieux Établissements de la France à Rome (Pii Stabilimenti della Francia a Roma) dedicato all’arte contemporanea. L’istituzione francese in Italia, amministrata da Fra Renaud Escande e già attivamente impegnata nella promozione e nel sostegno della ricerca artistica, amplia così il proprio raggio d’azione. Sotto la direzione artistica di Isabella Vitale, storica dell’arte e curatrice, bocal si configura come un luogo di confronto, sperimentazione e dialogo, aperto ad artiste e artisti della scena francese e internazionale. Le autrici e gli autori invitati svilupperanno progetti e opere site-specific, concepiti in relazione diretta con gli spazi dell’istituzione.

Come dichiara Fra Renaud Escande: “Forse vi sorprenderà sapere che credo fermamente che l’arte non abbia storia! Le forme e gli stili certamente ne hanno una, ma l’esperienza che mi coinvolge di fronte a un’opera d’arte può soltanto aprire lo spazio a una presenza assolutamente contemporanea. È questo rapporto contemporaneo con l’arte che ci ha spinti a fare dei Pii Stabilimenti, questa vecchia e imponente istituzione, un luogo di accoglienza per la creazione. E così continuare ciò che i miei predecessori più antichi avevano iniziato. L’idea di bocal ha cominciato a germogliare quando scoprii che, tra i palazzi appartenenti ai Pii Stabilimenti, esisteva in via del Vantaggio un atelier d’artista, voluto nel XIX secolo da Jean-Baptiste Wicar per accogliere a Roma giovani creativi provenienti dal Nord della Francia. Questa galleria era stata pensata innanzitutto per loro, per presentare e mostrare ai romani il lavoro straordinario che questi giovani artisti avevano realizzato durante la loro residenza.” bocal inaugura la sua attività con la mostra Preziosa, dal 20 novembre 2025 al 20 febbraio 2026, doppia personale di Alix Boillot e Mercedes Klausner a cura di Isabella Vitale: un’esplorazione del tema dell’acqua come elemento vitale e simbolico, principio generatore e trasformativo che unisce le due ricerche artistiche in un dialogo fluido e sensibile.

Il nome bocal – che evoca un contenitore trasparente, aperto alla visione e alla scoperta – riflette la vocazione del nuovo spazio: accogliere e rendere visibili le esperienze artistiche realizzate su commissione dei Pii stabilimenti della Francia a Roma e, al contempo, stimolare nuove collaborazioni e progetti nell’ambito dell’arte contemporanea. In questo contesto si inserisce, ad esempio, Giravolte (2025) di Alix Baillot, opera realizzata grazie al sostegno e al finanziamento dell’istituzione, e nata dall’utilizzo delle monete raccolte dalla Fontana di Trevi – l’equivalente di una giornata media (3.835 euro) – in collaborazione con Caritas Roma. Le migliaia di monete sono state fuse per creare un ex-voto collettivo dando la forma della sfera intesa come atomo, goccia, perla, nucleo, arancia, astro. Ogni punto di questo volume riflette un’immagine unica di ciò che la circonda. Entrata a far parte della loro collezione, l’opera è installata sul pozzo al centro del chiostro del Palazzo di San Luigi dei Francesi, mentre un suo prototipo è attualmente esposto a Villa Medici nell’ambito della mostra Luoghi Sacri Condivisi, cui i Pii Stabilimenti della Francia a Roma partecipano come partner insieme ad altre istituzioni. Per l’occasione, l’opera è stata inserita nel percorso espositivo.

Alcuni dei lavori di Preziosa sono il risultato dei periodi di ricerca che le due artiste, Alix Boillot e Mercedes Klausner, hanno trascorso a Roma: esperienze che hanno dato origine a nuove riflessioni e sviluppi formali successivamente approfonditi all’interno della mostra. Nel caso di Alix Boillot, il video che documenta la performance Grace, realizzata nel 2023 durante la sua borsa di studio all’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, testimonia la relazione tra corpo, voce e trasformazione, elementi centrali nella sua pratica performativa. L’artista presenta inoltre l’opera L’Éternité (collier), al tempo stesso oggetto e soggetto della performa nce L’Éternité (1), che sarà visibile il 21 novembre alle ore 15.30 nell’ambito della Fiera Arte in Nuvola. In questa azione, interpretata dalla performer Maria Piera Fusi, il canto si trasforma in gesto catartico: le lacrime, simbolo di emozione e purificazione, si cristallizzano dando vita alla collana che la performer indossa, in un continuo scambio tra materia e sentimento.

La ricerca di Mercedes Klausner si concentra invece sull’immagine dell’Acquedotto Felice e sulla memoria dei graffiti incisi nel 1973 su un frammento d’intonaco proveniente dalle baracche costruite lungo e all’interno dei suoi archi, demolite l’anno precedente. L’opera La maison de l’aqueduc, concepita presso lo Studio Wicar (in via del Vantaggio) durante la residenza dell’artista nel 2024 come vincitrice del Premio Wicar, promosso dallo Spazio municipale d’arte contemporanea della città di Lille – l’Espace le Carré, rielabora questi segni come testimonianza di una “città nella città”, stratificazione poetica di storie individuali e collettive. Attraverso le opere di Boillot e Klausner, l’acqua diviene metafora della vita stessa: scorre, si trasforma, unisce e separa, conservando in sé una dimensione preziosa e irripetibile. Con Preziosa, bocal inaugura così la propria attività come un osservatorio sensibile sulla contemporaneità, luogo di incontro tra linguaggi, esperienze e visioni che, come l’acqua, si rinnovano incessantemente.

Federer entra nella Hall of Fame del tennis

Roma, 19 nov. (askanews) – Ennesimo riconoscimento per Roger Federer, che entra a far parte della Hall of Fame del tennis. A darne l’annuncio l’organizzazione con sede in Rhode Island, che premierà il Maestro di Basilea il prossimo agosto. “E’ un grande riconoscimento per la carriera, è un onore essere al fianco di tanti campioni”, ha detto il 20 volte vincitore di uno Slam

Roger Federer entra nella Hall of Fame del tennis. A dare l’annuncio la stessa organizzazione con sede a Newport negli Stati Uniti. Il 44enne svizzero, che è stato insignito al suo primo anno di eleggibilità, sarà premiato il prossimo fine agosto nella città del Rhode Island. “È un immenso onore essere inserito nell’International Tennis Hall of Fame e poter essere al fianco di tanti grandi campioni – ha detto Federer, 20 titoli Slam vinti, l’ultimo in Australia nel 2018 -. Nel corso della mia carriera, ho sempre apprezzato la storia del tennis e l’esempio di chi mi ha preceduto. È stato davvero speciale ricevere la notizia dalla federtennis svizzera. E’ un grande riconoscimento per la mia carriera. Non vedo l’ora di essere a Newport il prossimo agosto”.

La fragilit che non si rompe, Elisabetta Di Maggio alla GAM Torino

Torino, 19 nov. (askanews) – C’ una anomalia affascinante nel lavoro di Elisabetta Di Maggio, l’artista veneziana che da anni indaga le relazioni, i circuiti e le trame della nostra esistenza: le sue opere hanno una resistenza e una forza che sembra in contrasto con la fragilit dei materiali che usa, e la bellezza di questa anomalia che la “percepiamo”, ma non la “sentiamo”, perch poi l’opera completa e compiuta in s. La GAM di Torino le dedica oggi una mostra antologica, curata da Chiara Bertola e Fabio Cafagna e significativamente intitolata “Frangibile”.

“Frangibile – ha spiegato l’artista ad askanews – non debole, perch potrebbe essere confuso, e non solo frangibilit dei materiali, io uso tanti materiali che sono materiali molto fragili, diciamo cos, per non si tratta solo dei materiali, anche la frangibilit di un pensiero, la frangibilit di una relazione, e frangibile per me la ricerca del punto di equilibrio e dello stare in equilibrio in relazione al fuori di me. E lo faccio appunto attraverso l’uso di di materiali che stresso, senso che li porto fino a un punto di rottura ipotetico che per non si rompe”.

Pareti di carta velina, saponi intagliati, mosaici di vetro, porcellane sottilissime, elementi vegetali, francobolli sovrapposti: le opere hanno spesso una carica magnetica che va al di l dell’oggetto come tale e, come dice lei stessa, e si inserisce nel flusso del “continuo universale”. La mostra torinese, poi, anche un percorso dentro tutta la carriera dell’artista.

” un po’ come ripercorrere tutto il tempo che trascorso – ha aggiunto Elisabetta Di Maggio – che sono trent’anni, quindi un’emozione forte, che per penso che alla fine abbia una coerenza e questo importante per me”.

Articolata in sei stanze della GAM, “Frangibile” parte della Terza Risonanza del museo e resta aperta al pubblico fino al 1 marzo 2026.

Cdp compie 175 anni: lancia Valore territorio per idee innovative

Roma, 19 nov. (askanews) – La Cassa depositi e prestiti compie 175 anni. Nata il 18 novembre 1850 sotto il Parlamento del Regno di Sardegna, da allora ha attraversato la trasformazione dell’Italia, da paese prevalentemente agricolo a economia moderna basata sull’industria e sui servizi sostenendo con i suoi finanziamenti imprese e istituzioni. Basti pensare al ruolo ricoperto nella nascita di enti come l’Imi e l’Iri negli anni delle due guerre mondiali. Dal 2003 poi Cdp diventata una societ per azioni trasformandosi in uno dei principali operatori di mercato nazionali ed internazionali ottenendo nel 2006 dalla Banca centrale europea il riconoscimento di “Istituzione finanziaria e monetaria”: nei suoi 175 anni di attivit, Cdp ha fatto in modo che il risparmio postale degli italiani che raccoglie garantisse gli investimenti in infrastrutture, il sostegno alle imprese, dalle startup alle grandi partecipazioni strategiche insieme allo sviluppo di progetti di cooperazione internazionale.

Per l’anniversario della sua fondazione, Cassa Depositi e Prestiti ha presentato il libro dal titolo “Famiglie e risparmio, come cambiano le scelte finanziarie degli italiani”, occasione per fare il punto sul ruolo strategico di Cassa in una delle sue attivit fondative, la custodia del risparmio grazie alla quale Cdp guarda al futuro e ai progetti di lungo termine da finanziare, tra cui la ricerca. Infatti Cassa e Fondazione Cdp hanno lanciato l’iniziativa “Valore per il Territorio” per premiare le migliori proposte innovative in ambito universitario in grado di generare un impatto positivo.

Giovanni Gorno Tempini, presidente di Cassa Depositi e Prestiti: “L’iniziativa che abbiamo lanciato oggi un premio per i giovani che studiano, che ricercano che fanno conoscenza, e l’occasione il compleanno della Cassa e i 175 anni che oggi ricorrono e che in questo evento, questa mattina abbiamo voluto ricordare, presentando un libro che un libro sul risparmio, un libro scientifico, ma anche mirato a una diffusione pi ampia per mostrare il valore che il risparmio ha avuto nel corso dei decenni da dove arriva quanto chi lo gestisce nelle famiglie, sono solo le famiglie o anche le imprese che sono protagoniste del concetto di risparmio”.

AMR, da Pfizer una nuova opzione clinica per infezioni gravi

Roma, 19 nov. (askanews) – Il dibattito sull’antimicrobico-resistenza sempre pi centrale per l’impatto sulla sanit pubblica, con importanti implicazioni dal punto di vista clinico, ma anche per la ricaduta economica che questa problematica comporta a causa dei costi aggiuntivi richiesti per l’impiego di farmaci e procedure pi onerose, per l’allungamento delle degenze in ospedale e per eventuali invalidit. Secondo l’OMS, infatti, la resistenza antimicrobica aumentata, tra il 2018 ed il 2023, di oltre il 40% attestandosi come una delle sfide sanitarie pi importanti per il futuro.

Matteo Bassetti, Professore Ordinario di Malattie Infettive all’Universit degli Studi di Genova, ha dichiarato: “La mortalit per infezioni da batteri resistenti nel 1990 era intorno al 10-12%, la mortalit in prospettiva nel 2050 sar doppia, quindi una delle poche malattie per le quali anzich andare avanti, stiamo andando indietro. Noi nei tumori progrediamo, cos come nelle malattie cardiovascolari, nelle malattie respiratorie, purtroppo invece nelle infezioni da batteri resistenti le cose stanno andando sempre peggio”.

A Roma, durante una conferenza stampa, Pfizer ha presentato Emblaveo, una nuova opzione terapeutica che nasce con l’obiettivo di rispondere ad un quadro generale critico, offrendo una soluzione efficace laddove molti antibiotici tradizionali non funzionano pi.

Barbara Capaccetti, Direttore Medico di Pfizer in Italia, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “L’impegno di Pfizer sicuramente consolidato da anni ed oggi festeggiamo e celebriamo una nuova opzione di trattamento, un vero e proprio salvavita per pazienti con infezioni gravi. Sappiamo che l’antibiotico resistenza una vera emergenza sanitaria, sicuramente l’Italia non brilla da questo punto di vista, dobbiamo fare tanto”.

“Oggi avere una chance in pi per trattare un’infezione cos grave, che ha circa il 30% di mortalit, molto importante. Questo farmaco sicuramente si dimostrato gi negli studi clinici capace di dimezzare questa mortalit e quindi avremo una chance in pi per curare i nostri pazienti”, afferma Marco Falcone, Professore Ordinario di Malattie Infettive Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana.

La presentazione di Emblaveo ha rappresentato dunque l’occasione per fare il punto sull’antimicrobico-resistenza in Italia, evidenziando in un contesto complesso l’impegno di case farmaceutiche come Pfizer su una sfida cardine per il futuro sanitario del Paese.

Festival Cultura Americana, Fare impresa e ricerca negli Usa

Roma, 19 nov. (askanews) – Presso la sede del Centro Studi Americani, a Roma, sono intervenuti ospiti d’eccellenza come Davide Allegra – Advocacy & Business Services Manager, American Chamber of Commerce in Italy, Clara Andreoletti, AD ENI Next, Erica Di Giovancarlo, Direttrice Coordinatrice Rete USA – Italian Trade Agency, Paolo Gaudenzi, Consigliere per la Cooperazione Scientifica presso il Consolato Generale d’Italia a Boston, Matteo Lai, CEO e fondatore di Empatica, Giorgio Resta, Prorettore pro-tempore delegato al coordinamento delle attività di internazionalizzazione, Università degli Studi Roma Tre e Alessandro Vespignani, Direttore fondatore del Northeastern Network Science Institute. Ha moderato Gianni Todini, Direttore Askanews.

In un mondo in continuo cambiamento come bisogna adattarsi a livello lavorativo e sociale per affrontare le sfide del futuro? Questa è la domanda a cui cercano di rispondere tante realtà imprenditoriali differenti, in Italia e negli Usa, confrontandosi in un dialogo che arricchisce di spunti e di esperienze.

Paolo Gaudenzi afferma che “l’impostazione di lavoro che hanno al Consolato Generale d’Italia a Boston risiede nel fatto di aver immaginato scienza, tecnologia e business come tre elementi strettamente collegati tra loro. La scienza attraverso lo strumento tecnologico dona un servizio alla Comunità, producendo benessere”.

L’esperienza progettuale “Eni Next” viene raccontata da Clara Andreoletti direttamente da Boston, indicando come vi sia “un dialogo continuo che gli scienziati hanno con i professori, sebbene gli scienziati siano molto formati e come si sia così arrivati alla creazione di nuove energie pulite sul mercato”. Matteo Lai riporta l’idea di un rapporto più stretto tra tecnologie e persone e di come, nel contesto di Empatica, azienda di cui è fondatore, siano riusciti a sviluppare strumenti innovativi in diversi ambiti.

“La condivisione e il fare insieme” sono le fondamenta da cui partire secondo Erica Di Giovancarlo. “Il Sistema Italia, ricomprendente il Ministero degli Affari Esteri, ICE, SACE, SIMEST Cassa Depositi e Prestiti, Camere di Commercio, agisce insieme proprio per dare massima assistenza alle aziende italiane in modo che possano inserirsi nei mercati esteri”. Davide Allegra introduce la realtà di “American Chamber of Commerce”. Specialmente per quanto riguarda la cooperazione segnala “l’area della rappresentanza degli interessi guardando al piano transatlantico in cui aziende sia dal lato americano che italiano si riuniscono sei o sette volte in maniera ibrida per produrre alla fine dei lavori un paper dove evidenziano le prospettive e le problematiche”.

Il punto di vista universitario viene trattato da Giorgio Resta. “L’idea che il sistema dell’istruzione americano insegna l’idea di dover cambiare il mondo, il think out of the box, che, in giurisprudenza ad esempio, si differenzia dal nostro sistema basato sul conoscere e applicare le regole piuttosto che ripensarle”.

Alessandro Vespignani punta il dito sul problema del “Brain Drain”, in italiano i “cervelli in fuga”, affermando che “il problema non è perché le persone vanno via dal Paese, ma perché mancano le opportunità”. Riprendendo poi il discorso del “think out of the box”, afferma come “negli Stati Uniti il fare impresa è cultura, mentre in Italia ancora non abbiamo sanato il problema delle due culture, in cui la cultura umanistica continua ad essere considerata superiore a quella scientifica e quindi imprenditoriale”.

Tumore della vescica, rimborsata prima target therapy in Italia

Milano, 19 nov. (askanews) – A Milano la conferenza stampa, “Tumore della vescica: l’era della medicina personalizzata”, un incontro fra esperti del settore per discutere degli sviluppi della malattia e di come fronteggiarla.

Per il quinto tumore pi frequentemente diagnosticato in Italia, il quarto per il sesso maschile, la novit riguarda il fatto che ora in Italia rimborsato erdafitinib, la prima terapia per il trattamento di pazienti adulti con carcinoma uroteliale non resecabile o metastatico che presentino alterazioni genetiche del fattore di crescita dei fibroblasti.

Parliamo di una monoterapia da assumere per via orale una volta al giorno, sviluppata da Johnson & Johnson. Una novit assoluta sottolineata da Alessandra Baldini, Direttrice medica Johnson & Johnson Innovative Medicine Italia: ” una grande rivoluzione, la prima target therapy per questo tipo di pazienti, che si unisce ai farmaci che abbiamo approvato nel 2003 per il tumore al polmone e nel 2025 per il tumore della prostata. Il nostro impegno continuare a portare innovazione, abbiamo 94 asset di sviluppo. Solo nell’oncoematologia, abbiamo 35 asset che sono in fase di sviluppo e di sottomissione alle autorit regolatorie”.

II farmaco rappresenta la prima terapia di medicina di precisione per il carcinoma uroteliale e ha dimostrato un aumento della sopravvivenza rispetto alla chemioterapia. Un aiuto fondamentale per le oltre 300mila persone in Italia colpite dal tumore della vescica, di cui 31.000 nuovi casi stimati nel 2024, come spiega Fabio Calabr, Direttore dell’Oncologia Medica dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma: “Per la prima volta, dopo tanti anni, finalmente abbiamo un trattamento target molecolare e quindi di grande precisione, per una popolazione ampia e indirizzato al carcinoma metastatico”.

Nell’incontro per discutere di questa malattia oncologica, presenti non solo i rappresentanti dei pazienti fra cui la volontaria Laura Magenta di APS Associazione PaLINUro – Pazienti Liberi dalle Neoplasie Uroteliali, ma anche esperti del settore come Patrizia Giannatempo, Oncologo Medico I.R.C.C.S Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

Governo, Calenda: folle mettere in discussione correttezza Mattarella

Roma, 19 nov. (askanews) – “Penso che folle mettere in discussione la correttezza della Presidenza della Repubblica”.

Cos il leader di Azione, Carlo Calenda, rispondendo a una domanda di un cronista davanti a Montecitorio.

Folle “perch non ha mai dato adito a qualsiasi forma di dubbio da parte di chiunque, ma soprattutto perch il momento quello che : che immagine diamo se la Presidenza del Consiglio o comunque persone vicine alla Presidenza del Consiglio attaccano la Presidenza della Repubblica in un momento cos drammatico per tutti”, ha sottolineato Calenda.

“Quello che mi permetto di suggerire a Giorgia Meloni di chiudere questo incidente, di chiamare il Presidente della Repubblica e poi di ricompattarci tutti in un momento in cui davvero la libert dell’Europa e la stessa esistenza dell’Europa minacciata”, ha aggiunto.

Lo scontro di cui parla Calenda parte da un articolo di Maurizio Belpietro su La Verit, che ipotizza una manovra da parte della pi alta istituzione della Repubblica per indebolire il governo.

A generare lo scontro istituzionale, la richiesta del capogruppo alla Camera di Fdi, Galeazzo Bignami, di una smentita. “Confidiamo che queste ricostruzioni siano smentite senza indugio in ossequio al rispetto che si deve per l’importante ruolo ricoperto, dovendone diversamente dedurne la fondatezza”, le parole di Bignami.

Il Quirinale ha reagito con una dura nota: “Al Quirinale si registra stupore per la dichiarazione del capogruppo alla Camera del partito di maggioranza relativa che sembra dar credito a un ennesimo attacco alla Presidenza della Repubblica costruito sconfinando nel ridicolo”.

Cimone: primo certificato Erg di sostenibilit dell’Appennino

Modena, 19 nov. (askanews) – L’Appennino emiliano fa un passo storico verso il futuro: il Consorzio Cimone si assicurato il primo certificato di sostenibilit ESG per una stazione sciistica del centro-Italia. Si tratta di un modello virtuoso di sicurezza, efficienza e sostenibilit che garantisce una gestione trasparente del territorio, con attenzione all’ambiente e agli aspetti sociali. Come ha ricordato durante la presentazione a Modena la societ di consulenza Arb. “Arrivare a un percorso di certificazione come quello di openSIroad – ha spiegato la presidente Ada Rosa Balzan – consente di avere una comunicazione trasparente perch il Consorzio si misurato e ha visto quelle che sono le sue performance, non solo ambientali, ma anche un presidio sociale, una governance trasparente su questi temi e come contribuiscono ai 17 temi delle Nazioni Unite”.

Presente anche l’assessore regionale al Turismo, Roberta Frisoni, che ha rimarcato l’importanza del lavoro strategico per lo sviluppo della montagna, dagli impianti alle strutture ricettive, condotto in sinergia con il ministero. Un impegno che ha permesso al Consorzio di chiudere in positivo l’ultima stagione e di guardare avanti con un Piano di investimenti al 2030. “La certificazione stata veramente una cosa importantissima – ha ricordato il presidente del Consorzio Cimone, Luciano Magnani – perch vuol dire che anche noi crediamo nel territorio e cerchiamo di mantenerlo sempre pi ‘green’. Farei la firma per avere una stagione come quella dell’anno scorso perch andata bene, e credo che riusciremo a ottenere certi risultati proprio per gli investimenti che abbiamo fatto”.

Il Piano di investimenti Cimone 2030 punta sull’ammodernamento delle piste. Grazie ai nuovi impianti di innevamento avanzati, la stazione pu essere resa sciabile in sole 48 ore, prolungando la stagione. “Vogliamo essere la stazione di riferimento dell’Appennino settentrionale – ha spiegato il presidente della Societ Zerolupi, Giuliano Grani -. Un’altra nostra caratteristica che riusciamo a contare i prezzi a un 30/40% in meno rispetto alle maggiori stazioni delle Alpi. Una famiglia pu venire a sciare da noi spendendo la met rispetto ad altri posti. E’ una soddisfazione vedere tanta gente che pu venire a sciare con meno possibilit”.

"No allo smartphone fino a 13 anni d’età"

Roma, 19 nov. (askanews) – I bambini dormono meno, si muovono meno, parlano meno. E sono più ansiosi e soli. È il prezzo invisibile della vita digitale che entra troppo presto nelle case e nei giochi. E gli studi più recenti mostrano quanto questo “prezzo” sia concreto già dalla prima infanzia: 30 minuti in più al giorno di uso dei dispositivi digitali possono raddoppiare il rischio di ritardo del linguaggio nei bambini sotto i 2 anni; ogni ora aggiuntiva di schermi riduce il sonno di circa 15 minuti nei bambini tra 3 e 5 anni; oltre 50 minuti al giorno di schermi si associano a un maggior rischio di ipertensione pediatrica. E già tra i 3 e i 6 anni a quello di sovrappeso.

La Società Italiana di Pediatria (SIP) torna a parlare di bambini e digitale con dati aggiornati e raccomandazioni più stringenti: ogni anno guadagnato senza digitale è un investimento sulla salute mentale, emotiva, cognitiva e relazionale dei bambini. I nuovi dati e le nuove raccomandazioni, elaborate dalla Commissione sulle Dipendenze Digitali SIP, vengono presentate oggi, 19 novembre 2025, al Senato agli Stati Generali della Pediatria 2025 dedicati al tema “Il bambino digitale”, in occasione della Giornata Mondiale del Bambino e dell’Adolescente. L’iniziativa, promossa dal Senatore Marco Meloni, riunisce istituzioni, pediatri, psicologi, rappresentanti dei media e delle piattaforme digitali per riflettere su opportunità e rischi della crescita nell’era del digitale e dell’intelligenza artificiale.

UNA NUOVA REVISIONE DELLA LETTERATURA – Dopo le prime raccomandazioni del 2018 e del 2019, la SIP ha condotto una nuova revisione sistematica della letteratura internazionale, analizzando oltre 6.800 studi, di cui 78 inclusi nell’analisi finale. Il lavoro aggiorna le evidenze sugli effetti dell’uso di smartphone, tablet, videogiochi, social media sulla salute fisica, cognitiva, mentale e relazionale dei minori. “L’esperienza della pandemia da COVID-19 ha aumentato in modo significativo l’esposizione dei minori agli schermi – spiega il Presidente SIP Rino Agostiniani – con un tempo medio giornaliero cresciuto di 4-6 ore, raddoppiato rispetto ai livelli pre-pandemici. Questo cambiamento ha reso ancora più necessario un aggiornamento delle precedenti raccomandazioni.” LE NUOVE INDICAZIONI – Elaborate da pediatri, psicologi ed esperti, le nuove raccomandazioni, frutto della nuova revisione della letteratura, delineano un percorso educativo condiviso per famiglie, scuole e professionisti, per accompagnare bambini e adolescenti verso un uso equilibrato e rispettoso dei tempi di sviluppo: – evitare l’accesso non supervisionato a Internet prima dei 13 anni per i rischi legati all’esposizione a contenuti inappropriati; – Rinviare l’introduzione dello smartphone personale almeno fino ai 13 anni per prevenire conseguenze sullo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale; – Ritardare il più possibile l’uso dei social media, anche se consentiti per legge; – Evitare l’uso dei dispositivi durante i pasti e prima di andare a dormire; – Incentivare attività all’aperto, sport, lettura e gioco creativo; – Mantenere supervisione, dialogo e strumenti di controllo costanti in tutte le fasce d’età.

È importante inoltre promuovere a scuola l’educazione digitale consapevole, mentre i pediatri dovrebbero valutare regolarmente le abitudini digitali dei bambini e fornire consulenza preventiva alle famiglie. Confermate le raccomandazioni già emanate nel 2018: niente dispositivi sotto i due anni, limitarli a meno di un’ora al giorno tra i 2 e i 5 anni e a meno di due ore dopo i 5 anni, sotto il controllo dell’adulto.

IL CERVELLO DEI RAGAZZI HA BISOGNO DI TEMPO, NON DI SCHERMI – “L’età pediatrica è una fase di straordinaria vulnerabilità e crescita: il cervello continua a formarsi e a riorganizzarsi per tutta l’infanzia e l’adolescenza”, precisa Agostiniani: “Una stimolazione digitale precoce e prolungata può alterare attenzione, apprendimento e regolazione emotiva. Posticipare l’accesso autonomo a Internet e l’età del primo smartphone almeno fino ai 13 anni è un investimento in salute, equilibrio e relazioni. Dobbiamo restituire ai bambini tempo per annoiarsi, per muoversi, per giocare e per dormire. La presenza e l’esempio degli adulti restano la prima forma di prevenzione digitale”.

MENO SCHERMI, PIÙ ESPERIENZE REALI – “Nei bambini sotto i 13 anni l’eccesso di schermi è associato a ritardi del linguaggio, calo dell’attenzione e peggioramento del sonno. Negli adolescenti vediamo crescere ansia, isolamento, dipendenza dai social e perdita di autostima”, spiega Elena Bozzola, coordinatrice della Commissione Dipendenze Digitali SIP: “Ogni ora passata davanti a uno schermo è un’ora sottratta al gioco, allo sport, alla creatività. Non serve demonizzare la tecnologia, ma insegnare a usarla con misura e consapevolezza. Più esperienze reali, meno digitale non supervisionato: è questa la vera sfida educativa di oggi”.

I RISCHI SECONDO LA LETTERATURA – La revisione SIP conferma che l’eccesso di tempo davanti agli schermi influisce su più aspetti della salute: obesità e rischio cardiovascolare, sviluppo cognitivo, sonno, salute mentale, dipendenze digitali, vista, cyberbullismo e sessualità online.

– Obesità. Secondo alcuni studi, sotto i 13 anni, anche un’esposizione superiore a un’ora al giorno può essere un fattore di rischio, mentre oltre due ore al giorno di schermo aumentano del 67% il rischio di sovrappeso o obesità negli adolescenti rispetto ai coetanei con esposizione inferiore, anche per effetto della sedentarietà e del marketing alimentare digitale. – Sviluppo cognitivo. L’esposizione precoce ai dispositivi digitali può interferire con i processi di apprendimento e linguaggio. Gli studi di neuroimaging mostrano modifiche nelle aree cerebrali legate all’attenzione e alla comprensione. – Sonno. L’89% degli adolescenti dorme con il cellulare in camera, favorendo deprivazione cronica di sonno. – Salute mentale. Un uso intensivo dei dispositivi è correlato ad ansia, sintomi depressivi e minore autostima. Le adolescenti risultano più vulnerabili agli effetti della comparazione sociale e al “Fear of Missing Out”. – Dipendenze digitali. La prevalenza dell’Internet Gaming Disorder varia dall’1,7% al 10,7%; l’uso problematico dello smartphone riguarda fino al 20% dei giovani, con alterazioni cerebrali simili a quelle osservate nelle dipendenze da nicotina. – Salute visiva. Aumentano i casi di affaticamento visivo, secchezza oculare e miopia precoce, aggravati dalla scarsa esposizione alla luce naturale. – Cyberbullismo e violenza online. In aumento anche tra i più piccoli (+26% tra 10 e 13 anni).Le vittime presentano un rischio triplo di ideazione suicidaria. L’esposizione a contenuti violenti o sessualmente espliciti aumenta aggressività e disagio emotivo. – Sessualità online e pornografia. L’esposizione precoce alla pornografia online è in aumento e si associa a comportamenti sessuali a rischio.

PROTEGGERE CORPO E MENTE, FAVORIRE ESPERIENZE “REALI” – Le raccomandazioni SIP si rifanno ai principi guida della SIP: posticipare l’esposizione digitale, proteggere corpo e mente, promuovere esperienze reali e preservare la centralità dell’adulto. La tecnologia è uno strumento straordinario, ma deve entrare nella vita dei ragazzi al momento giusto, quando hanno la maturità per gestirla. Accompagnarli in questo percorso è una responsabilità condivisa tra famiglie, scuola e pediatri.

Schengen militare: roadmap Ue per la mobilità veloce di soldati e mezzi

Roma, 19 nov. (askanews) – La Commissione europea, rappresentata dai commissari Henna Virkkunen, Andrius Kubilius, Apostolos Tzitzikostas e dall’Alta rappresentante Kaja Kallas, ha presentato oggi l’ultimo pacchetto sulla Difesa, illustrando alla stampa la nuova roadmap per la mobilità militare dell’UE.

Il pacchetto mira a creare entro il 2027 un vero e proprio spazio europeo di mobilità militare. L’obiettivo, hanno spiegato i commissari, è quello di istituire uno “Schengen militare” in grado di rendere più rapido, sicuro e coordinato il movimento di truppe e attrezzature in tutta Europa, tanto in tempo di pace quanto in situazioni di crisi.

La commissaria per la Sovranità Tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia Virkkunen, presentando il pacchetto in conferenza stampa, ha indicato che “la mobilità militare è una priorità assoluta per rafforzare la difesa dell’Europa”, ribadendo che l'”obiettivo è creare uno Schengen militare, in cui le truppe e le attrezzature europee possano muoversi rapidamente e in sicurezza attraverso le nostre frontiere”.

Nel corso del suo intervento, l’Alta rappresentante Kallas, dopo aver stigmatizzato la Russia per il sabotaggio subito dalla Polonia lunedì scorso, ha sottolineato come le infrastrutture critiche europee “hanno bisogno di maggiore protezione” e “la rapidità degli spostamenti delle forze militari europee è essenziale per la difesa dell’Europa”. Pertanto, ha affermato Kallas in conferenza stampa, “dobbiamo garantire che le forze possano trovarsi nel posto giusto al momento giusto”.

La diplomatica europea ha evidenziato come non sia più sostenibile un sistema in cui alcuni paesi richiedono “un preavviso di 45 giorni prima che le truppe di altri Paesi possano attraversare il loro territorio per esercitazioni”. In questo momento e in futuro, ha rappresentato Kallas, “più velocemente possiamo muovere le forze, più forte sarà la nostra deterrenza e difesa”.

Kallas, in merito al finanziamento di questo progetto, ha espresso che “la proposta della Commissione per il prossimo quadro finanziario pluriennale prevede 177 miliardi di euro di investimenti per infrastrutture di trasporto a duplice uso. Questo si affianca all’impegno della spesa pari all’1,5% del PIL per investimenti legati alla sicurezza assunto dagli alleati della NATO”. “Investire nelle infrastrutture è cruciale”, ha ribadito Kallas.

“Se un ponte non può sostenere un carro armato da 60 tonnellate, abbiamo un problema”, ha evidenziato Kallas in conferenza stampa, aggiungendo che “se una pista è troppo corta per un aereo da trasporto, non possiamo rifornire le nostre truppe”.

“La mobilità militare dell’UE non duplica gli sforzi della NATO, al contrario: sostiene i piani di difesa della NATO”, ha chiarito, inoltre, la diplomatica europea.

Infine, Kallas ha rimarcato che, come indicato nel Libro Bianco, Bruxelles vuole “estendere i corridoi di mobilità militare fino all’Ucraina”, poiché “ciò costituirebbe una garanzia di sicurezza, significando che potremmo fornire un supporto più rapido, se necessario”. “La mobilità militare è una polizza assicurativa fondamentale per la sicurezza europea”, ha aggiunto Kallas, concludendo dicendo che “si spera di non doverla mai utilizzare a pieno regime, ma averla pronta garantisce una deterrenza e una difesa più credibili”.

Il commissario ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas, nel corso del suo intervento, ha rappresentato che la Commissione ha inviduato quattro corridoi e cinquecento hotspots che andranno rafforzati e rinnovati.

“Conosciamo i punti critici, conosciamo le lacune, conosciamo le poste in gioco, e ora siamo pronti ad agire”, ha affermato Tzitzikostas. “Nella maggior parte dei casi stiamo potenziando infrastrutture esistenti, sia per uso militare che civile – e questo è molto importante. Ciò significa allargare tunnel, rinforzare ponti, potenziare binari ferroviari, ampliare la capacità di porti e aeroporti” ha specificato il commissario nel corso del suo intervento.

“Stimiamo che la realizzazione dei 500 hotspots richiederà circa 100 miliardi di euro. Dobbiamo quindi iniziare a investire adesso. Con l’aiuto di SAFE, il programma Security Action for Europe, gli Stati membri possono già finanziare progetti di mobilità militare. Possono anche utilizzare i fondi della politica di coesione”, ha dichiarato alla sala stampa il commissario ai Trasporti.

Infine, il commissario alla Difesa Kubilius si è concentrato sulla tabella di marcia per la trasformazione dell’industria della difesa continentale, specificando che l’Unione europea ha bisogno di una “trasformazione dei nostri processi industriali di difesa, dallo sviluppo alla produzione e agli appalti; e serve una trasformazione nel rapporto tra industria, governo e forze armate”.

La Commissione è pronta a sostenere nuovi investimenti nelle imprese della difesa e, pertanto, propone “di lanciare un fondo da 1 miliardo di dollari focalizzato sulla difesa, insieme alla Banca Europea per gli Investimenti, riproducendo l’esperienza positiva di iniziative simili avviate nei Paesi Baltici”, ha sottolineato il commissario alla Difesa.

Passando rapidamente in rassegna le novità introdotte, Kubilius ha concluso dicendo che “la trasformazione della difesa è fondamentale ed è l’unico modo per ottenere ecosistemi europei della difesa più solidi, che garantiscano una prontezza credibile e siano in grado di dissuadere e prepararsi alle guerre di domani”.

Nello specifico, il pacchetto presentato oggi promuove l’eliminazione degli ostacoli normativi, introducendo le prime norme armonizzate a livello dell’UE sulla mobilità militare e stabilisce, altresì, norme e procedure chiare per i movimenti militari transfrontalieri, con un tempo massimo di trattamento di tre giorni e formalità doganali semplificate.

Oltre ad un quadro normativo più snello, la Commissione ha annunciato un nuovo sistema europeo di risposta rafforzata alla mobilità militare (EMERS) per procedure accelerate e accesso prioritario alle infrastrutture, a sostegno delle forze armate che agiscono nel contesto dell’UE o della NATO.

Il pacchetto, inoltre, aggiorna i principali corridoi di mobilità militare dell’UE alle norme sul duplice uso e protegge le infrastrutture strategiche con un nuovo pacchetto di strumenti per la resilienza. Investimenti mirati rafforzeranno la cibersicurezza, la sicurezza energetica e la prontezza sia in caso di pace che di crisi, afferma la Commissione.

Infine, la Commissione ha previsto di migliorare la preparazione, la solidarietà e la disponibilità di capacità di mobilità militare per gli Stati membri introducendo una riserva di solidarietà e la possibilità di creare un sistema di informazione digitale sulla mobilità militare e di rafforzare la governance e il coordinamento, grazie a un nuovo gruppo per il trasporto della mobilità militare e a un comitato rafforzato della rete transeuropea di trasporto TEN-T che guideranno l’attuazione e monitoreranno la prontezza, con il sostegno dei coordinatori nazionali del trasporto militare transfrontaliero in ciascuno Stato membro.

Manovra, Avs porta in piazza amministratori: stop tagli, a rischio tenuta sociale

Roma, 19 nov. (askanews) – Anche Avs mette in campo i suoi amministratori locali e lo fa sulla manovra varata dal governo Meloni che è all’esame del Senato e su cui l’Anci ha lanciato un allarme durante le audizioni. “Basta taglia agli enti locali”, la finanziaria è “contro i servizi essenziali”, gli slogan della manifestazione che si è svolta a Roma, tra bandiere e fasce tricolore.

“Oggi Avs è in piazza con amministratori e amministratrici per denunciare una legge di bilancio che taglia le risorse agli enti locali, significa la scuola, l’assistenza per i più fragili, significa indebolire la vita di milioni italiani e italiane”, ha detto Nicola Fratoianni. Cui si è agganciato Angelo Bonelli sottolineando in particolare il tema del cambiamento climatico: “la manovra economica di Meloni non affronta le priorità dell’Italia e degli italiani, prevede tagli ai servizi sociali, non investe nella scuola e nella sanità pubblica, in una situazione di crisi climatica di fronte a un governo negazionista che pensa al condono edilizio, al ponte sullo Stretto di Messina, un’opera illegittima che sottrae 14 miliardi di euro al Sud e alla difesa del suolo”.

Gli amministratori locali di Alleanza Verdi e sinistra “sono 625, prevalentemente piccoli Comuni, e sono in crescita – ha puntualizzato il responsabile degli enti locali del partito Enrico Panini – sono soprattutto consiglieri, alcuni assessori e 12 sindaci. Oggi ne aspettiamo 150 ma non tutti hanno potuto ottenere la giornata libera come tre consiglieri di Bolzano che lavorano a scuola e a cui il dirigente scolastico non ha consentito di prendere le ferie”. In piazza Capranica ne arriva un centinaio. Ciò che è “significativo – evidenzia Panini – è che oggi è la prima volta che sul tema della Finanziaria una forza politica organizza una manifestazione”.

Sotto accusa le “scelte del governo che mettono in discussione la tenuta sociale e quindi la difesa della democrazia”, aggiunge. La lista è lunga: “il fondo per gli affitti e la morosità incolpevole, la spesa corrente che copre sia retribuzioni che servizi essenziali”, e poi i ritardi nel rimborso delle spese da parte dello Stato che “rasenta il miliardo”, tagli a leggi “già finanziate”.

Ad aprire gli interventi il senatore Tito Magni che sta seguendo il dossier a Palazzo Madama e che parla di manovra “senza visione” e senza “alcuna idea di politica industriale”, che “anticipa il rientro” dell’Italia nei vincoli europei “facendo la manovra di impatto più basso mai visto” mentre “le esigenze del paese richiedono esattamente di fare il contrario”.

Governo, Bignami (FdI): Garofani conferma quanto chiedevamo smentire

Roma, 19 nov. (askanews) -“Non mi pare proprio che quell’intervista sia stata una smentita. Conferma i contenuti dei virgolettati che avevamo chiesto smentire, provocando una reazione scomposta del Pd. I fatti sono questi”. Lo dice a Montecitorio il capogruppo Fdi alla Camera Giangaleazzo Bignami commentando il colloquio con il Corriere della Sera del consigliere del Quirinale sulla Difesa Francesco Saverio Garofani, poco dopo la conclusione al Colle del chiarimento in proposito fra la premier Giorgia Meloni e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Colloquio su cui “non mi pare aver visto al termine volare piatti fuori dal Quirinale ma non ero presente, essendo qui con voi”, risponde Bignami alla domanda se a suo giudizio l’incontro fra i due presidenti abbia chiuso la tensione fra Quirinale e Fdi.