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La Commissione Ue risponde alle minacce di Trump su embargo contro la Spagna: pronti a reagire

Bruxelles, 4 mar. (askanews) – La Commissione europea è solidale con tutti gli Stati membri dell’Ue, ed è “pronta ad agire”, se necessario, con gli strumenti della sua politica commerciale, per difendere gli interessi dell’unione. Lo afferma il portavoce per il Commercio della Commissione, Olof Gill, in una nota oggi a Bruxelles, in risposta alle minacce di embargo commerciale contro la Spagna del presidente americano Donald Trump. “Gli scambi commerciali tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti – Ricorda Gill nella nota – sono profondamente integrati e reciprocamente vantaggiosi. Salvaguardare queste relazioni, soprattutto in un momento di crisi globale, è più importante che mai, ed è chiaramente nell’interesse di entrambe le parti”.

“L’Ue e gli Stati Uniti – continua il portavoce – hanno concluso un importante accordo commerciale lo scorso anno. La Commissione europea si aspetta che gli Stati Uniti rispettino pienamente gli impegni assunti nella nostra ‘dichiarazione congiunta’”.

“La Commissione – sottolinea Gill – garantirà la piena tutela degli interessi dell’Unione europea. Siamo pienamente solidali con tutti gli Stati membri e tutti i suoi cittadini e, attraverso la nostra politica commerciale comune, siamo pronti ad agire, se necessario, per salvaguardare gli interessi dell’Ue”.

“Continueremo a sostenere relazioni commerciali transatlantiche stabili, prevedibili e reciprocamente vantaggiose, a vantaggio di tutti”, conclude il portavoce.

Iran, Sanchez a Trump: non si può reagire all’illegalità con un’altra, così iniziano i disastri dell’umanità

Roma, 4 mar. (askanews) – “La posizione del governo spagnolo si riassume in tre parole: no alla guerra”: lo ha dichiarato il premier spagnolo Pedro Sanchez in un breve discorso tenuto il giorno dopo le dure critiche della Casa Bianca alla decisione di Madrid di non concedere l’uso delle proprie basi alle forze statunitensi. “Siano contrari alla violazione del diritto internazionale, a rassegnarsi al fatto che il mondo può risolvere i propri problemi solo con le bombe, a ripetere gli errori del passato”, ha proseguito.

Sanchez ha infine chiesto a Stati Uniti ed Israele la fine immediata delle ostilità “prima che sia troppo tardi”: “Non si può reagire ad un’illegalità con un’altra, così hanno inizio i più gravi disastri dell’umanità”, ha concluso.

Fisco, Confetra ricorre al Tar contro la tassa di 2 euro sui pacchi

Roma, 4 mar. (askanews) – La Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica ha deciso di impugnare dinanzi al TAR i provvedimenti che hanno dato attuazione al contributo di 2 euro applicato ai pacchi in importazione di valore fino a 150 euro.

“Una decisione assunta a tutela del comparto e del corretto funzionamento del mercato, alla luce degli effetti già prodotti dalla misura”, spiega in una nota il presidente di Confetra Carlo De Ruvo. “I dati parlano chiaro a Malpensa si è perso oltre il 50% del traffico import e-commerce e, dato recente, fino a pochi giorni fa sono stati cancellati 81 voli all cargo rispetto a quelli programmati”.

“L’introduzione di un contributo non armonizzato a livello unionale – prosegue – determina significative distorsioni nei traffici e nella concorrenza, con lo spostamento dei flussi logistici verso altri Paesi membri caratterizzati da regimi differenti. Per questo abbiamo ritenuto necessario ricorrere al TAR: se non avessimo proceduto sarebbero scaduti i termini per l’impugnativa. Si tratta di una decisione assunta con senso di responsabilità: purtroppo i tempi della politica non sono quelli delle imprese”.

Secondo Confetra “nonostante il confronto costante con il Ministero dell’Economia e delle Finanze sul contributo, al momento non sono stati apportati i correttivi auspicati e annunciati”.

“L’incertezza sui tempi – aggiunge il Presidente – rischia di produrre effetti immediati e penalizzanti per gli operatori e per il mercato, rendendo necessario un intervento rapido e definitivo”.

La Confederazione spiega inoltre che “il periodo transitorio concesso dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per la sospensione del pagamento del contributo e dei relativi adempimenti amministrativi è scaduto il 28 febbraio”.

“In assenza di un intervento normativo tempestivo – prosegue De Ruvo – il settore resta esposto a rilevanti incertezze operative e regolatorie, oltre ai danni già prodotti in termini di perdita di traffico. Apprezziamo l’Ordine del Giorno accolto dal Governo in sede parlamentare nel corso della conversione del decreto Milleproroghe, che lo impegna a valutare l’opportunità di sospendere l’applicazione della disposizione nel primo provvedimento utile. Qualora il Governo adotti, come auspicabile, un provvedimento normativo di sospensione o rinvio della disposizione, in coerenza con la normativa europea e volto ad assicurare condizioni omogenee tra gli Stati membri, il venir meno delle ragioni del contenzioso rappresenterebbe un naturale presupposto per superare l’attuale fase, nel comune interesse di certezza del diritto e stabilità del sistema”.

Iran, Schlein: Meloni difenda multilateralismo, è interesse Italia

Milano, 4 mar. (askanews) – “Il mondo che conoscevamo non tornerà più ma da chi governa l’Italia, che ha contribuito a creare le istituzioni internazioanli, mi aspetto che difenda l’impianto multilaterale, altrimenti c’è solo la legge del più ricco e del più forte e noi non siamo nè l’uno nè l’altro”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein, ospite di Agorà su Raitre.

Alla domanda se abbia sentito la presidente del Consiglio, Schlein ha risposto: “In questi momenti bisogna parlarsi, pur in posizioni non coincidenti. Ho sentito sabato Tajani, sono venuti lui e Crosetto in commissione Esteri, è chiaro che per noi non è sufficiente. È uno snodo talmente cruciale per il futuro del mondo e del Paese che chiediamo a Meloni di venire a dare una valutazione politica su quello che sta accadendo perchè qui sta saltando tutto”.

Australia, almeno 2 giorni di lavoro da remoto a settimana per legge

Roma, 4 mar. (askanews) – In arrivo l’obbligo per legge di assicurare ai lavoratori dipendenti in Australia la facoltà di almeno due giorni a settimana di lavoro da remoto, in “smart working”. Uno dei principali Stati del continente, Victoria, dove si trova Melbourne in cui hanno sede alcune delle maggiori aziende multinazionali presenti nel Paese, ha annunciato l’intenzione di approvare una legge in tal senso.

L’obbligo scatterà dal primo settembre, relativamente alle professioni in cui è praticabile e per le aziende più grandi, ha annunciato la premier dello Stato, Giacinta Allan, laburista. Le imprese più piccole avranno più tempo per adeguarsi.

“Il lavoro da casa funziona per le famiglie perché fa risparmiare tempo e denaro e consente a un maggior numero di genitori di lavorare”, ha spiegato Allan su X. “Proteggeremo il vostro diritto di lavorare da casa”.

L’annuncio è giunto in vista delle elezioni locali che si terranno il prossimo novembre e fa parte di un pacchetto di provvedimenti che la premier porta avanti a tutela del lavoro da remoto.

A questi propositi si oppone il partito liberale, che sostiene come il lavoro da remoto sia “insostenibile”, riporta il Financial Times, in particolare nel settore pubblico, dove vuole imporre l’obbligo di cinque giorni di presenza in ufficio a settimana. Questa linea, rileva il quotidiano, si è però scontrata con una forte impopolarità presso l’opinione pubblica, in particolare lavoratori.

Indipendentemente dagli obblighi di legge, già oggi in Australia la maggior parte delle grandi aziende offre accordi flessibili sul lavoro da remoto ai dipendenti. (fonte immagine: Parliament of Victoria)

Milano Cortina 2026, la resilienza di Marta Bassino ispira con Lilly

Milano, 4 mar. (askanews) – Se sei campionessa mondiale di sci in due discipline subire ad ottobre un’infortunio che ti costringerà a vivere da spettatrice le Olimpiadi che si terranno da lì a quattro mesi sulle nevi di casa è un colpo difficile da superare, ma Marta Bassino ce la sta facendo e Lilly, casa farmaceutica sponsor dei Giochi olimpici e paralimpici di Milano Cortina, per dimostrare la propria vicinanza all’atleta e celebrare il valore del “non fermarsi mai”, nello sport come nella ricerca scientifica, le ha dedicato un’installazione allestita in piazza dei Mercanti che ripercorre, con un video corale, la carriera di Marta attraverso le voci delle persone a lei più vicine.

“Questo video – ha detto la sciatrice Marta Bassino – mi ha tirato fuori di nuovo tante emozioni. Sto facendo fisioterapia, riabilitazione, stiamo lavorando tanto e sta andando tutto bene, ci vorrà ancora un attimino di pazienza, di lavoro, prima di provare a rimettere gli sci comunque indicativamente teniamo aprile per provare appunto a rimettere gli sci e vedere come va. Con la ricerca comunque si va per tentativi, anche nel nostro sport succede la stessa cosa, per cercare il setup giusto, cercare la linea migliore, cercare appunto il feeling perfetto che ci fa performare al meglio”.

Un paio di sci bianchi, come una tela passata di mano in mano tra le persone care a Marta, raccolgono poi messaggi di incoraggiamento che saranno poi integrati da quelli digitali dei tifosi di passaggio.

“Abbiamo deciso di interpretare questa nostra partecipazione ai Giochi – ha detto Benedetta Bitozzi, Director Communication Advocacy & Policy di Lilly Italy Hub – facendo quello che sappiamo fare meglio: raccontare la scienza, far capire quanto la salute è importante, parlando di prevenzione e parlando di come proprio la medicina faccia leva sul fatto che fare dei tentativi e non fermarsi mai porta dei risultati ed è lo stesso alla fine nel mondo dello sport”.

Il progresso nasce infatti quando il limite diventa una sfida e così una storia di resilienza individuale si trasforma in esperienza collettiva, capace di coinvolgere la comunità e raccontare il valore del sostegno.

Mps, il Comitato nomine esclude l’Ad Lovaglio dalla lista del Cda

Milano, 4 mar. (askanews) – Colpo di scena a Banca Monte dei Paschi di Siena. L’amministratore delegato, Luigi Lovaglio, non compare tra i nomi che il Comitato nomine del Monte proporrà al Cda odierno della banca, per il rinnovo del consiglio in programma con l’assemblea del 15 aprile. Lo confermano fonti finanziarie dopo alcune anticipazioni di stampa.

La scelta del Comitato nomine di Mps – formato da Domenico Lombardi (presidente), Alessandro Caltagirone (figlio di Francesco Gaetano), Paola De Martini, Renato Sala, Francesca Paramico Renzulli – sarebbe maturata dopo giorni di confronti tesi.

Lovaglio, alla guida del Monte dal 2022, artefice del rilancio dell’istituto e dell’operazione di aggregazione con Mediobanca presentata al mercato solo la scorsa settimana, è indagato dalla Procura di Milano proprio sulla scalata a Piazzetta Cuccia, insieme a Francesco Gaetano Caltagirone e al numero uno di Delfin Francesco Milleri.

Oggi il Cda di Mps varerà la lista di 20 nomi che dovrà essere approvata con almeno 10 voti su 14. Tra i nominativi indicati lo scorso 20 febbraio nel “listone” comparivano i nomi di Corrado Passera, ex Ceo di Intesa e Poste, di Fabrizio Palermo, AD di Acea ed ex di Cdp, e di Carlo Vivaldi, ex manager di UniCredit.

A Piazza Affari il titolo Mps ha aperto in forte calo, che si è accentuato con il passare dei minuti al meno 4,59%, mentre l’indice di riferimento (Ftse-Mib +0,20%) tenta una stabilizzazione dopo le cadute delle precedenti sessioni legate alla guerra in Iran. In pesante flessione anche Mediobanca, con un meno 4,12%.

Bimbo morto dopo il trapianto di cuore, oggi i funerali di Domenico a Nola. Attesa Meloni

Roma, 4 mar. (askanews) – Oggi a Nola i funerali di Domenico Caliendo, il bambino di 2 anni morto all’ospedale Monaldi di Napoli dopo il trapianto di un cuore danneggiato. Il piccolo è deceduto lo scorso 21 febbraio ma la salma è stata riconsegnata ai familiari solo ieri sera, dopo l’autopsia.

Ai funerali è attesa anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Molto probabilmente”, si apprende da fonti di Palazzo Chigi, la premier sarà oggi pomeriggio al duomo di Nola dove si terranno le esequie.

Alle 15, presso la Cattedrale di Santa Maria Assunta in Cielo, in Piazza Duomo, si svolgerà il funerale di Domenico. Il feretro giungerà alle ore 11 alla Cattedrale di Santa Maria Assunta in Cielo, dove sarà allestita la camera ardente per consentire a quanti vorranno di rivolgere un ultimo saluto al piccolo Domenico. Inoltre, oggi alle 15, in contemporanea con i funerali del bimbo, sarà celebrata una Santa Messa all’ospedale
Monaldi. Ne dà notizia l’Azienda Ospedaliera dei Colli. “Con questo momento di raccoglimento e preghiera – si spiega in una nota – l’intera comunità dell’Azienda Ospedaliera dei Colli desidera stringersi, con rispetto e partecipazione, al dolore della
famiglia, condividendo un lutto che ha profondamente colpito operatori sanitari, professionisti e personale. La scelta di celebrare la funzione nello stesso orario delle esequie nasce dalla volontà di essere vicini alla famiglia nella preghiera. L’iniziativa vuole anche lanciare un segnale di unità e responsabilità: nel rispetto del dolore dei familiari e della comunità, l’Azienda rinnova la fiducia nel lavoro degli organi competenti e ribadisce l’auspicio che si possa fare piena e tempestiva chiarezza su quanto accaduto”.

Domenico Caliendo,  due anni e mezzo, è morto il 21 febbraio dopo il trapianto di un cuore danneggiato eseguito il 23 dicembre all’ospedale Monaldi di Napoli con un organo prelevato a Bolzano.

Medio Oriente in fiamme, dalla guerra in Iran ai raid di Israele in Libano, tutti gli aggiornamenti

Roma, 4 mar. (askanews) – Il conflitto in Medio Oriente si allarga. Mentre Teheran annuncia la nuova Guida Suprema, il figlio di Ali Khamenei, Mojtaba, le forze israeliane lanciano una nuova ondata di attacchi sull’Iran e sul Libano, colpita anche Beirut. I Guardiani della Rivoluzione attaccano obiettivi Usa nel Golfo e annunciano: abbiamo il “controllo totale” sullo Stretto di Hormuz.

Di seguito gli aggiornamenti

07:10 I Guardiani della Rivoluzione hanno il “controllo totale” sullo Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato un alto funzionario delle forze navali dei pasdaran, citato dai media iraniani. Secondo il funzionario, più di 10 navi sarebbero state colpite per aver ignorato il “divieto di transito” diffuso nei giorni scorsi dai Guardiani della rivoluzione.

07:06 Almeno quattro persone sono morte in un attacco messo a segno dalle forze israeliane che ha distrutto un edificio residenziale nella città di Baalbek, nell’est del Libano. Lo ha riferito l’agenzia di stampa libanese Nna, precisando che sono ancora in corso le ricerche tra le macerie.

00:30 Un giornalista dell’Afp ha udito una forte esplosione nella capitale libanese Beirut poco dopo la mezzanotte di mercoledì, mentre Israele e Hezbollah si scambiano attacchi e lanci di razzi.

00:22 Le Idf affermano di aver avviato una “vasta ondata di attacchi” in tutto l’Iran, con attacchi mirati a siti di lancio, sistemi di difesa “e altre infrastrutture del regime terroristico iraniano”.

00:05 Una stazione della CIA nella capitale saudita è stata colpita da un attacco con drone. Lo riporta il Washington Post. Gli attacchi a Riyadh giungono mentre l’Iran amplia le rappresaglie in tutto il Medio Oriente in seguito alla campagna di bombardamenti tra Stati Uniti e Israele

L’Europa smarrita davanti alla crisi iraniana

Forse non è stata sottolineata con la necessaria nettezza, e diciamo pure con la dovuta enfasi, la gravità del bombardamento iraniano alla base militare britannica allocata a Cipro, paese membro dell’Unione Europea. Non è stato un attacco diretto all’Europa ma è stato pur sempre un attacco al suolo europeo. Non è un dettaglio.

Fra l’altro, proprio l’isola mediterranea detiene in questo semestre la presidenza dell’Unione. Non si sa se l’attacco iraniano ha voluto avere anche un significato simbolico, ma l’impressione che ne deriva non può essere derubricata alla mera casualità. Anche perché Cipro è legata a Israele da un patto di difesa comune (che ha pure con la Grecia).

UnEuropa colpita ma senza voce

Si imporrebbe dunque una presa di posizione politica univoca da parte di Bruxelles, che per di più viene colpita pesantemente sul piano economico: forte acquirente di gas e petrolio, inevitabilmente destinati a costare di più, e molto di più se la guerra nel Medio Oriente non dovesse concludersi a breve e addirittura dovesse regionalizzarsi, come già pare.

E invece il balbettio imbarazzato a fronte di una decisione unilaterale – neppure comunicata con un minimo di anticipo se non a qualche isolato governo ma non alla UE in quanto tale – dell’alleato (ormai quasi “ex alleato”) statunitense, testimonia una volta di più la sua intrinseca debolezza politica. Che rimarrà tale – è ormai fin noioso doverlo ribadire ogni volta – se l’Unione non farà progressi significativi nella definizione istituzionale di una effettiva politica estera e di difesa comuni.

Le iniziative dei singoli governi

Tant’è che la scontata e timida comunicazione del Consiglio Europeo sull’esigenza che vengano rispettate le “leggi internazionali, compresa la Carta delle Nazioni Unite” è scivolata come acqua fresca sulle rocce.

Mentre hanno maggiormente sollecitato attenzioni, anche oltre oceano, le dichiarazioni di Macron circa l’impegno della Francia volto a rafforzare una così definita “dissuasione nucleare avanzata” in collaborazione con la Germania che dovrebbe oltrepassare i confini nazionali estendendosi ad alcuni altri paesi europei, inclusa la Gran Bretagna.

E così pure l’incontro del Cancelliere Merz con il Presidente Trump a Washington ha fornito l’idea (se poi sarà anche qualcosa di più lo si vedrà) di un minimo di presenza europea non completamente sottomessa all’unilateralismo americano: ancor più in quanto espressione di un governo ancora vicino agli USA (e a Israele), anche se sconcertato dal pensiero MAGA (come Merz ha detto chiaramente a Monaco poche settimane fa) e dalla erratica politica trumpiana.

Per non dire del rifiuto esplicito della Spagna guidata da Pedro Sanchez all’utilizzo delle basi statunitensi in Andalucia per i raid contro l’Iran.

LItalia nel limbo europeo

Come si vede, interventi di singoli governi, di singoli paesi. Peraltro non in grado di influenzare concretamente le scelte della Casa Bianca, che anzi – è il caso della Francia e della Spagna – ne profetizza una prossima fragorosa caduta elettorale o che addirittura – è il caso della Germania – si sta attivando per porre le basi di una futura sconfitta del partito dell’attuale Cancelliere in favore di una formazione radicale dell’estrema destra.

In tutto questo, l’Italia è nel limbo. Non integrata sino in fondo nell’Unione, causa i flirt del governo meloniano con quello ungherese antieuropeista e con i leader di estrema destra sparsi in diversi paesi. Non affidabile completamente per i leader di Francia e Germania (anche Merz, pur in buoni rapporti con Meloni nutre dubbi sulle possibili simpatie per Alternative fur Deutschland di frange non marginali della maggioranza al potere oggi a Roma).

Non considerata così come immaginato, e declamato, dall’amico americano: generoso nei complimenti a parole (con l’immancabile sottofondo sessista) ma poi avaro nelle informazioni riservate. Come si è visto in questa circostanza, che poi noi abbiamo arricchito con l’imbarazzante vicenda Crosetto (il Ministro della Difesa, non uno qualunque).

E così, per quelli che contano, pur in un’Europa che conta poco, noi siamo sempre i soliti. L’Italietta.

Quando la forza non basta: crisi globale e solitudine del potere

La tentazione della forza

Siamo immersi in una crisi senza precedenti. Anche il ricorso agli strumenti della guerra, voluto dal Presidente degli Stati Uniti, mostra la radicale novità e la gravità della situazione. Anche questa volta si è pensato che la superiorità militare — le più grandi portaerei del mondo, la potenza navale, la tecnologia bellica — potesse bastare a risolvere una crisi politica e storica. Ma questa convinzione si è rivelata illusoria.

Non è con la sola forza che si governa un equilibrio internazionale così fragile.

La solitudine politica di Trump

Siamo dinanzi a una solitudine politica che riguarda lo stesso Trump. Una solitudine esterna, per l’isolamento diplomatico e la difficoltà di costruire alleanze stabili, ma anche interna, per una perdita di consenso che attraversa ampi settori della società americana.

Questa solitudine si è manifestata con particolare evidenza nelle scelte compiute in Medio Oriente, nel rapporto con Israele e nel sostegno a un’azione militare di enorme portata. Il punto di svolta drammatico è stato raggiunto con l’uccisione della guida suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, in un’operazione condotta con il coinvolgimento degli Stati Uniti e di Israele. Un fatto di gravità eccezionale, che ha scosso l’intero equilibrio della regione e ha reso ancora più difficile qualsiasi prospettiva di composizione pacifica.

Questo evento si inserisce in un contesto già segnato da tensioni profonde, da escalation reciproche e da un clima di crescente radicalizzazione.

Una politica fondata sulla durezza

La questione principale è che, una volta rieletto, il presidente americano ha proseguito lungo una linea già emersa in campagna elettorale: una politica improntata alla durezza, alla chiusura verso gli stranieri, verso i più disperati, verso chi cerca semplicemente un luogo in cui vivere e sopravvivere.

Questo atteggiamento interno si è riflesso anche nei rapporti internazionali.

Anche nel confronto con il Venezuela di Nicolás Maduro, teoricamente più semplice, si sono registrate difficoltà concrete e tensioni che hanno dimostrato quanto sia complesso imporre dall’esterno soluzioni politiche durature.

Si è così affermata una logica fondata sulla competizione aggressiva, sulla ricerca dell’influenza e del dominio — nei mercati energetici, nelle rotte strategiche, negli equilibri regionali — giustificata in nome della sicurezza nazionale. Ma la legge del più forte non produce stabilità: produce reazioni, irrigidimenti, nuove ostilità.

Non a caso, anche moltissimi Stati arabi hanno manifestato riserve crescenti. Non accettano che uno di loro possa essere colpito e ridimensionato attraverso un’azione di guerra, lasciando ad altri la gestione delle conseguenze e delle ricchezze della regione. L’idea di una soluzione unilaterale appare sempre più impraticabile.

LEuropa tra cautela e debolezza

In Europa, Paesi come Francia e Germania hanno mantenuto un atteggiamento dialettico e critico nei confronti dell’azione americana. Hanno cercato di non rompere il rapporto, ma neppure di accettare integralmente una linea comunicativa aggressiva e una strategia fondata sull’unilateralismo.

Anche l’Italia si è trovata in difficoltà. Tradizionalmente incline a cercare il sostegno e l’appoggio degli Stati Uniti, non è riuscita a esprimere un ruolo autonomo e significativo.

Il Presidente del Consiglio e i ministri maggiormente coinvolti — in particolare quelli della Difesa e degli Esteri — hanno mostrato un atteggiamento modesto, se non negativo. Un atteggiamento timido, paventoso, incapace di incidere realmente nella dinamica europea e internazionale. Invece di contribuire a una funzione di mediazione e di equilibrio, si sono limitati a seguire, aggravando la percezione di irrilevanza politica dell’Italia nel contesto europeo.

La complessità della società iraniana

Nel frattempo, all’interno dell’Iran, si sono sviluppate proteste significative: studenti, giovani, donne hanno manifestato contro il regime, denunciando restrizioni, violenze e limitazioni delle libertà fondamentali. Anche questo elemento dimostra quanto sia complessa la realtà di quel Paese e quanto sia pericoloso semplificarla in uno schema puramente militare.

Rimane così l’impressione di un’Europa indebolita, incapace di proporre con forza una via alternativa e di affermare un’autonomia politica credibile.

La voce morale della Chiesa

In questo quadro complesso, resta una speranza nell’atteggiamento della Chiesa romana e nella voce di Papa Leone XIV, come soggetto morale e autorevole sulla scena internazionale. Una voce che richiama alla responsabilità, al dialogo, alla consapevolezza che nei tempi nuovi non è possibile agire con prepotenza e unilateralismo.

È necessario saper dialogare e contribuire a una soluzione condivisa. Senza questo, il rischio è di trovarci di fronte a conflitti più ampi, a divisioni più profonde e a difficoltà ancora maggiori.

  1. B. Questo articolo, per desiderio dell’autore, su “Globalist” e “Il Domani d’Italia”. Titolo e impaginazione sono diversi.

Rosmini e Manzoni, un’amicizia che attraversa due secoli

Nel marzo 2026 l’amicizia tra Alessandro Manzoni e Antonio Rosmini compie duecento anni.

Per questo la Casa Natale di Antonio Rosmini (Rovereto, TN) e il Centro Internazionale di Studi Rosminiani (Stresa) aprono le celebrazioni con un convegno dal titolo “Rosmini e Manzoni: un’amicizia lunga 200 anni”, che si terrà venerdì 13 marzo 2026 alle ore 18.30 presso la Sala degli Specchi della Casa Natale di Antonio Rosmini a Rovereto (ingresso da Corso Rosmini 30).

Obiettivo di questo primo incontro è ricostruire l’ambiente e il contesto in cui i due grandi amici si incontrarono, rifacendosi all’ampio carteggio tra loro e alle testimonianze di amici – Nicolò Tommaseo, Giacomo Mellerio, Teresa Manzoni Stampa, Stefano Stampa, Ruggero Bonghi – che assistettero alla nascita di un sodalizio profondo e duraturo, nonostante la differenza di età e di idee.

Lincontro a Milano

La reciproca conoscenza tra Manzoni e Rosmini avviene nel marzo 1826 a casa di Manzoni, in via Morone 1.

Rosmini, novello sacerdote di appena ventotto anni, lascia l’amata Rovereto per recarsi a Milano. Intende dedicarsi a nuovi studi e sceglie un ambiente di più vasta cultura e di più ampio respiro. Qui darà alle stampe la Filosofia della politica e il Saggio sull’unità dell’educazione, e comincerà a stendere il Nuovo Saggio e la Costituzione secondo la giustizia sociale.

Prima di partire si consiglia con il cugino Carlo Rosmini, storico della città di Milano, circa la sistemazione: prenderà una casa in affitto accanto all’Ambrosiana fino al termine dell’estate.

Rosmini parte da Rovereto verso la fine di febbraio del 1826 portando con sé Nicolò Tommaseo, il segretario Maurizio Moschini e il fedele domestico Giacomo Antonio Bisoffi.

La nascita di un sodalizio

A Milano conduce una vita di studio intenso, come emerge dai diari e dalle lettere. Si è imposto un programma di studio quotidiano che intende seguire pedissequamente.

Alessandro Manzoni gode già di una buona fama come scrittore, poeta e letterato; per questo Carlo Rosmini gli dà da leggere il volumetto Dell’Educazione Cristiana, scritto dal cugino Antonio.

L’opera risulta molto gradita a Manzoni e nel marzo 1826, complice Nicolò Tommaseo, avviene l’incontro.

«Nel 1826 don Alessandro Manzoni conobbe di persona, me indegno e non necessario presentatore, l’abate Rosmini», ricorderà Tommaseo.

L’amicizia tra i due è subito viva e cordiale. Manzoni non era facile a nuovi incontri, ma sapeva essere affabile con coloro che ammetteva nella sua casa. Dallo studio al primo piano, dove era solito incontrare le persone di cultura, Rosmini viene presto invitato nella sala di conversazione, dove entravano soltanto i fidatissimi: gli amici più cari e più intimi.

Il carteggio e gli incontri sul lago Maggiore

Il carteggio dal 1826 al 1855 documenta questa storia di confidenze, di affetto, di comuni preghiere e di compartecipazione ai reciproci dolori, con un continuo scambio di attenzioni, consigli e suggerimenti.

Frequenti sono anche gli incontri tra Manzoni e Rosmini sul lago Maggiore: il primo soggiorna a Lesa presso la villa del figliastro Stefano Stampa, il secondo a Stresa, nella villa donatagli da Madama Anna Maria Bolongaro. La strada che divideva le due proprietà era percorribile a cavallo, in carrozza, o anche a piedi in pochi minuti.

Ruggero Bonghi, nella sua opera Le Stresiane, riporta i vivaci dialoghi tra il filosofo e il letterato all’ombra della magnolia, oppure ai margini di una impegnativa partita a scacchi.

Lamicizia oltre la morte

Anche Teresa Borri Stampa, seconda moglie di Manzoni, imparerà ad amare e apprezzare Rosmini. Ne prenderà apertamente le difese contro chi tentava di infangarne la memoria e l’opera, anche dopo la sua morte.

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Il programma del convegno

Introduce e modera

Padre Mario Pangallo

Intervengono

Padre Ludovico Maria Gadaleta: «L’amico del cuore»: Giacomo Mellerio

Prof.ssa Donatella Martinelli: Rosmini a Casa Manzoni: antefatti di un incontro memorabile

Dott.ssa Jone Riva: Carissimo e Veneratissimo Manzoni” – “Carissimo e Pregiatissimo Signor Abate”

Introduce e modera la serata padre Mario Pangallo, direttore della Biblioteca della Casa Natale.

La pace come strategia: perché il disarmo nucleare conviene all’Europa

C’è qualcosa di profondamente contraddittorio nel nostro tempo. Abbiamo costruito strumenti capaci di distruggere il pianeta più volte, e nello stesso momento discutiamo di transizione ecologica, di sicurezza energetica, di bene comune. È come se l’umanità camminasse su due strade opposte: una porta all’accumulo della paura, l’altra alla ricerca di un futuro condiviso. La questione nucleare è il simbolo perfetto di questa ambivalenza. Per decenni abbiamo accettato l’idea che la pace dipendesse dall’equilibrio del terrore. La deterrenza come fondamento dell’ordine mondiale. Una stabilità sospesa, fragile, fondata sulla minaccia reciproca. Ma possiamo davvero chiamarla pace? Papa Francesco, nell’enciclica Fratelli tutti, scrive parole che suonano come un giudizio storico prima ancora che morale: «Non possiamo più pensare alla guerra come soluzione.»

 

Il realismo che manca

Parlare di disarmo nucleare oggi sembra ingenuo. Le potenze si riarmano. Gli arsenali si modernizzano. Le tensioni aumentano. Stati Uniti, Russia e Cina ragionano in termini di deterrenza credibile, capacità di secondo colpo, equilibrio multipolare. Eppure proprio qui sta il nodo: la deterrenza non produce fiducia, produce sospensione del conflitto. Non costruisce comunità internazionale, costruisce equilibri provvisori.

La proposta di convertire progressivamente il materiale fissile militare in combustibile civile non è un sogno pacifista. È una strategia graduale, verificabile, concreta. Un processo che potrebbe essere inserito nel quadro del Trattato di non proliferazione nucleare, sotto il controllo dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica e con il coordinamento dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.

Non si tratta di smantellare tutto domani. Si tratta di iniziare.

 

Dal rischio della minaccia alla produzione energetica 

Tecnicamente è possibile. L’uranio altamente arricchito può essere “diluito” per uso civile. Il plutonio può essere trasformato in combustibile MOX. Esistono precedenti storici concreti.

Ogni testata smantellata non sarebbe solo un’arma in meno, ma una fonte di energia in più. È un cambio di paradigma simbolico potente: ciò che nasce per distruggere può essere convertito per alimentare.

È un gesto politico prima ancora che industriale.

 

Perché l’Europa dovrebbe guidare questo processo 

L’Europa vive una condizione ambivalente: potenza economica, fragilità strategica. Dipendenza energetica, frammentazione politica, necessità di autonomia. Proprio per questo potrebbe trovare nel disarmo energetico una propria identità geopolitica. Non la potenza muscolare. Non l’equilibrio delle minacce. Ma la costruzione di regole condivise.Un’iniziativa europea per la riconversione del materiale nucleare militare avrebbe tre effetti:

  1. Rafforzerebbe la sicurezza energetica.
  2. Offrirebbe una leadership morale credibile.
  3. Creerebbe uno spazio di cooperazione selettiva tra potenze rivali.

Nel mondo multipolare, chi sa costruire interdipendenze positive esercita un potere diverso, ma non minore.

 

Le resistenze, reali e profonde 

Non bisogna essere ingenui. Gli arsenali nucleari sono simboli di sovranità, strumenti di negoziazione, leve di potere. Nessuna grande potenza li abbandonerà per slancio etico. Ci saranno obiezioni: squilibri strategici, mancanza di fiducia, rischi di proliferazione, costi elevati. Ma ogni processo storico significativo nasce in mezzo allo scetticismo. Anche l’integrazione europea sembrava fragile e improbabile. Eppure ha cambiato il continente. La domanda vera non è se il disarmo sia facile. La domanda è se l’attuale equilibrio sia sostenibile nel lungo periodo.

 

Bene Comune e Governance sulla Sicurezza 

Sicurezza militare, sicurezza energetica, sicurezza climatica: non sono compartimenti stagni. Continuare a investire nella modernizzazione degli arsenali mentre si parla di sostenibilità è una contraddizione che prima o poi presenterà il conto.

Convertire progressivamente le testate in energia civile significa affermare un principio: la sicurezza non si difende solo con la forza, ma anche con la cooperazione strutturata.

 

Un’identità per il nostro tempo 

Il XXI secolo sarà segnato da competizione tra potenze, questo è realistico dirlo. Ma può essere anche il secolo in cui alcune infrastrutture della paura vengono trasformate in infrastrutture di vita.

Immaginare che una parte dell’energia che illumina le città europee provenga da materiale un tempo destinato alla distruzione totale avrebbe un valore simbolico immenso. Sarebbe la dimostrazione che la politica può ancora orientare la storia.

La pace non è assenza di conflitto. È organizzazione della convivenza. E forse il primo passo non è eliminare tutte le armi, ma iniziare a trasformarle.

Iran, media: eletto il successore di Khamenei, è suo figlio

Milano, 4 mar. (askanews) – Il figlio del leader iraniano Ali Khamenei, Mojtaba, è stato eletto Guida Suprema dell’Iran, secondo quanto riportato dall’emittente in esilio Iran International. La notizia è ripresa da Haaretz.

Ha 56 anni ed è un religioso sciita, ma non ha mai ricoperto una carica governativa.

L’organizzazione ha sede a Londra e scrive su X che la nomina è stata effettuata dal Consiglio degli esperti, ma sotto la forte pressione della Guardia Rivoluzionaria.

Iran, Rubio: Usa scateneranno attacchi nelle prossime ore e giorni

Milano, 3 mar. (askanews) – Gli Stati Uniti d’America sono “in anticipo sui tempi” nella loro operazione contro l’Iran e “scateneranno attacchi” contro il Paese “nelle prossime ore e nei prossimi giorni”, ha dichiarato ai giornalisti il Segretario di Stato Marco Rubio.

“Cominceremo davvero a percepire un cambiamento nella portata e nell’intensità di questi attacchi, perché, francamente, le due forze aeree più potenti del mondo stanno smantellando questo regime terroristico, lo stanno neutralizzando e gli stanno togliendo la capacità di minacciare i vicini o di nascondersi dietro una zona di immunità che consente loro di sviluppare le loro ambizioni nucleari”, ha detto Rubio.

Rubio ha chiarito che gli Stati Uniti d’America non hanno attaccato l’Iran perché Israele avrebbe fatto lo stesso, ma perché il presidente Trump “ha preso una decisione”.

“E la decisione che ha preso è stata che all’Iran non sarebbe stato permesso di nascondersi dietro il suo programma di missili balistici, che all’Iran non sarebbe stato permesso di nascondersi dietro la sua capacità di condurre questi attacchi”, ha detto.

Rubio ha incoraggiato gli americani in Medio Oriente che desiderano assistenza per uscire a contattare l’amministrazione.

“Dobbiamo poterti chiamare, dobbiamo poterti raggiungere”, ha detto Rubio. “Dobbiamo sapere dove alloggi, così possiamo fornirti queste informazioni e coordinarci di conseguenza”.

Iran, Schlein: governo lavori per cessate il fuoco

Roma, 3 mar. (askanews) – Di fronte a quello che sta accadendo in Medio Oriente “purtroppo la preoccupazione è tanta, per questo chiediamo al governo ogni sforzo per fare cessare questi attacchi militari e per far cessare il fuoco, tornare alla via negoziale e riportare a casa in sicurezza quanto prima i nostri connazionali che sono bloccati”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando al Tg5.

“Mettiamo subito in chiaro una cosa – ha precisato – Khamenei era un dittatore sanguinario che non ci mancherà. Al contempo ci preoccupano queste azioni militari unilaterali che violano il diritto internazionale e che scavalcano ogni sede multilaterale. Perché se sparisce il diritto internazionale vale solo la legge del più forte e questo è un precedente pericoloso. Quindi noi ci aspettiamo che il nostro governo, in linea con la storia del nostro paese, eserciti un ruolo per difendere il diritto internazionale e le sedi multilaterali dove si dialoga tra popoli e stati e si cerca di evitare l’uso della forza e degli eserciti per risolvere le controversie. Un po’ come chiede la nostra Costituzione”.

Macron: la responsabilità principale è dell’Iran, ma attacchi Usa-Israele violano diritto internazionale

Roma, 3 mar. (askanews) – “L’Iran ha la responsabilità principale di questa situazione”, poiché ha “sviluppato un pericoloso programma nucleare e capacità missilistiche balistiche senza precedenti, e ha armato e finanziato gruppi terroristici nei paesi vicini”: lo ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron, in un discorso televisivo al Paese sulla situazione in Medio Oriente.

Macron ha poi sottolineato come sia stato il governo iraniano “a dare ancora una volta, lo scorso gennaio, l’ordine di sparare sul proprio popolo”, riferendosi alle migliaia di morti durante le proteste.

Ma, gli attacchi israelo-americani contro l’Iran sono stati condotti “in violazione del diritto internazionale”, ha dichiarato il presidente francese. “Con Germania e Regno Unito, abbiamo chiaramente affermato che è auspicabile una cessazione degli attacchi il prima possibile e che una pace duratura nella regione sarà raggiunta solo attraverso la ripresa dei negoziati diplomatici”, ha aggiunto il capo dello Stato francese, sottolineando come debba essere il popolo iraniano a “decidere liberamente il proprio destino”.

Macron ha infine definito una eventuale operazione terrestre israeliana in Libano “una pericolosa escalation e un errore strategico”, ricordando che “oggi lo Stretto di Hormuz è di fatto chiuso, ed è attraverso questo stretto che transita circa il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiali. Anche il Canale di Suez e il Mar Rosso sono sotto pressione e minacciati. Stiamo cercando di costruire una coalizione per mettere in comune le risorse, comprese quelle militari, per riprendere e garantire il traffico su queste rotte marittime, essenziali per l’economia globale”.

Macron ha quindi confermato di aver dato l’ordine di inviare la portaerei “Charles de Gaulle” nel Mediterraneo, citando le conseguenze del conflitto in Medio Oriente sul commercio internazionale.

Flash mob “Stand for life”, rischiano morte anche minori detenuti Iran

Roma, 3 mar. (askanews) – Al flash mob “Stand for Life”, che si è tenuto davanti a Montecitorio, esponenti del movimento Donna Vita Libertà e di altre organizzazioni internazionali, tra cui Amnesty International, hanno chiesto lo stop delle esecuzioni in Iran e il patrocinio politico ai prigionieri politici a rischio di pena di morte. A sostenerli c’erano numerosissimi parlamentari dell’opposizione, soprattutto del Partito democratico, di Alleanza Verdi e Sinistra, del Movimento Cinque Stelle e di +Europa, come Riccardo Magi:

“In realtà è ancora più necessario tenere alta l’attenzione sulle condizioni delle persone che vengono represse dal regime. Questa iniziativa dei ‘Martedì contro le esecuzioni’ diventa ancora più importante. Il mercoledì si tengono le esecuzioni in Iran degli oppositori del regime, sono più di 500 le persone che solo nel 2026 sono state condannate a morte e uccise, sono decine di migliaia le persone uccise dopo l’ultima ondata di protesta”, ha affermato Magi, aggiungendo che “queste organizzazioni chiedono un atto simbolico ma importante, quello di ‘adottare’ degli oppositori del regime”.

Durante il flash mob – che si inserisce nella campagna “Martedì del no alle esecuzioni”, promossa da associazioni di attiviste e attivisti iraniani all’estero – sono stati letti i nomi dei prigionieri politici. Parisa Nazari, attivista dell’organizzazione Donna Vita Libertà:

“Siamo qui per chiedere ai parlamentari di dare il loro sostegno ai prigionieri politici, temiamo che i rumori della guerra possa soffocare la loro voce, è già successo in altri momenti del genere, che molti prigionieri politici vengono condannati a morte e le esecuzioni sono di massa. Sappiamo che già prima dell’attacco militare molte persone, anche minorenni, arrestate durante le manifestazioni, sono state condannate a morte”, ha denunciato.

Nonostante l’escalation bellica e la morte della Guida Suprema della Repubblica Islamica, Ali Khamenei, la macchina repressiva del regime non intende arrestarsi. Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia:

“Lo abbiamo già visto nel 2025, ma è una tradizione purtroppo delle autorità iraniane. Quando sono attaccate se la prendono al proprio interno con persone ritenute spie, collaborazionisti, collusi e altro ancora. Risultato è che vengono messe a morte persone che non c’entrano nulla. Era già successo nel 2025 durante i cosiddetti 12 giorni di guerra con Israele”.

Meloni: le pari opportunità battaglia meritocratica, non servono quote rosa o favori

Roma, 3 mar. (askanews) – Garantire “le pari opportunità e una società autenticamente meritocratica è una battaglia che dobbiamo ancora vincere” e “non potremo farlo davvero fin quando saremo costretti a credere che le donne abbiano bisogno di quote o di meccanismi di favore”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo all’evento ‘1946-2026 Voto alle donne. La democrazia italiana compie ottant’anni’ in corso presso l’Accademia della Scherma – Casa delle Armi del Parco del Foro Italico, a Roma.

“Io penso – ha aggiunto – che la vera libertà rimanga potersi guadagnare sul campo la propria posizione e non aspettare che quella posizione venga concessa. Anche qui ho sempre pensato che il compito dello Stato non sia stabilire a tavolino quante donne debbano ricoprire determinate posizioni in ogni ambito perché lo Stato non può giocare la partita al posto delle persone, quello che però lo Stato deve riuscire a fare è garantire che la partita non sia truccata, che non ci sia cioè una metà campo in piano e un’altra in salita, metà pista libera e metà pista piena di ostacoli per citare lo sport”.

Non arrendetevi ai pregiudizi perché chi ne ha fondamentalmente è un debole. Non ascoltate chi tenterà di minimizzarvi perché chi lo fa in fondo vi teme, verrete spesso sottovalutate, potete usarlo come se fosse un vantaggio ma soprattutto non credete mai ai limiti che gli altri hanno deciso per voi perché gli unici limiti nella vostra vita siete voi a deciderli, non aspettate che vi sia concesso perché ve lo potete guadagnare senza dover dire grazie a nessuno, siate chi siete fino in fondo, siate libere. Come scriveva Virginia Woolf ‘non c’è cancello, nessuna serratura, nessun bullone che potete regolare sulla libertà della mia mente'” ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, chiudendo il suo intervento.

Trump: stiamo andando benissimo, l’Iran non ha più nulla, noi possiamo continuare a bombardare per sempre

Roma, 3 mar. (askanews) – Nell’incertezza dei reali obbiettivi strategici della sua Amministrazione in Iran, Donald Trump batte sul tasto dell’ottimismo militare: le operazioni “stanno andando benissimo” e Teheran “non ha più una marina o un’aviazione” – anzi è “a corto di rampe di lancio missilistiche” mentre Washington “può continuare a bombardare per sempre”; dunque “troppo tardi per trattare”.

La Casa Bianca ha quindi sorvolato sugli avvertimenti dei giorni scorsi relativi alla carenza di munizioni per una campagna militare troppo sostenuta, non solo da parte delle forze statunitensi ma anche e soprattutto di quelle degli alleati del Golfo, finiti nel mirino dei missili iraniani.

La strategia di Teheran infatti appare chiara: mirare a una guerra di logoramento dai costi economici e militari insostenibili in un teatro di guerra lontano, complesso e contro un Paese esteso e popolato; per non parlare di un regime che appare comunque ben radicato e la cui sopravvivenza non dipende dai singoli individui ai vertici.

In questo senso anche Israele ha chiaro il suo obbiettivo: un cambio di regime che renda definitivo il ridimensionamento di Teheran in quanto minaccia militare o terroristica; di qui il bombardamento effettuato a Qom dove è stato colpito l’edificio in cui era in corso la riunione del Consiglio degli Esperti incaricato di nominare formalmente il successore di Ali Khamenei come Guida Suprema.

Secondo fonti iraniane non vi sarebbero state vittime, mentre altri parlano di almeno tre morti: il messaggio tuttavia appare chiaro, nessuna leadership iraniana, presente o futura, può dirsi al sicuro dagli attacchi israeliani. Il tempo però stringe e neanche lo Stato ebraico può permettersi una campagna militare troppo lunga e dispendiosa. La questione quindi è fino a che punto possono continuare le operazioni soprattutto alla luce del potenziale disastro economico di una chiusura totale dello Stretto di Hormuz e degli hub finanziari del Golfo, le cui difese aeree non sono illimitate: insomma, una corsa a chi finirà i missili per primo.

In tutto ciò Trump ha cambiato idea più volte sul “regime change”, sulla necessità di un attacco preventivo – l’ultima versione è che sia stata la Casa Bianca a forzare la mano di Israele, e non viceversa come aveva affermato ieri il Segretario di Stato Marco Rubio – sull’opportunità o meno di riaprire le tratative e sulla pericolosità degli arsenali iraniani anche dopo la presunta “obliterazione” degli impianti nucleari del giugno scorso.

Di qui che il voto previsto domani in Senato sui poteri di guerra del presidente in Iran non abbia un esito scontato: non è escluso che oltre ai Democratici anche qualche Repubblicano decida che gli obbiettivi della Casa Bianca siano troppo vaghi e i costi troppo alti.

Iran, Tajani: “Una quarantina le richieste di rientro da Teheran”

Roma, 3 mar. (askanews) – Le richieste di rientro da Teheran non sono moltissime, si parla di circa quaranta persone, ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, al termine della riunione con l’Unità di crisi della Farnesina.

“Ci sono richieste da Teheran, non sono tantissimi quelli che vogliono partire: direi che siamo attorno alla quarantina, oltre al personale che opera nella nostra rappresentanza diplomatica. Vediamo di farli partire nella massima sicurezza, perché lì c’è ancora più rischio, come a Tel Aviv. Stiamo lavorando per organizzare spostamenti nella massima sicurezza possibile, per evitare rischi di qualunque tipo”, ha specificato Tajani.

In merito all’Iran, Tajani ha detto che “se dovesse peggiorare la situazione dobbiamo fare in modo che non ci siano rischi per i nostri connazionali”, “sia per quelli che vogliono partire sia per quelli che restano, magari perché hanno famiglia lì”.

A Roma allarme bomba in via della Scrofa, evacuato personale Fdi

Roma, 3 mar. (askanews) – A Roma è scattato un allarme bomba in via della Scrofa, dove ci sono la sede di Fratelli d’Italia e la redazione del Secolo d’Italia.

Sul posto è intervenuta la Polizia e il personale è stato fatto evacuare dal palazzo. La strada è stata bloccata per le verifiche necessarie, poi l’allarme è rientrato.

A quanto si apprende da fonti delle forze dell’ordine a far scattare l’allarme sarebbe stata una segnalazione anonima. Poco prima gli artificieri erano dovuti intervenire, sempre nella Capitale, per un trolley abbandonato a largo Chigi davanti alla vetrina di un negozio di abbigliamento, che si trova nello stesso palazzo sede di alcuni uffici della presidenza del Consiglio.

Titoli Stato, adesioni Btp Valore ad oltre 10,2 mld dopo due giorni

Roma, 3 mar. (askanews) – Superano i 10,2 miliardi di euro le adesioni al nuovo Btp Valore al termine del secondo giorno di collocamento.

Secondo i dati diffusi da Borsa Italiana, il nuovo titolo riservato ai risparmiatori ha raccolto oggi circa 4,19 miliardi di euro, con oltre 134mila contratti sottoscritti, che si aggiungono ai 6,04 miliardi di euro raccolti ieri.

Il collocamento proseguirà fino a venerdì 6 marzo alle ore 13, salvo chiusura anticipata. Il nuovo Btp Valore ha una durata di 6 anni e cedole trimestrali crescenti nel tempo, secondo un meccanismo “step-up” (2+2+2 anni), e un premio finale extra dello 0,8%.

La serie dei tassi cedolari minimi garantiti è: 1°-2° anno 2,5%; 3°-4° anno 2,8%; 5°-6° anno 3,5%. Al termine del collocamento verranno annunciati i tassi cedolari definitivi che potranno essere confermati o rivisti al rialzo, in base alle condizioni di mercato.

Calcio, Rocchi: "Il Var verrà usato di più con le nuove regole"

Roma, 3 mar. (askanews) – “Le novità regolamentari che arriveranno vanno in una direzione in cui il Var viene probabilmente usato di più su determinati casi”. Queste le parole del designatore arbitrale di A e B Gianluca Rocchi durante la puntata di ‘Open Var’ su Dazn, parlando dell’utilizzo della tecnologia in campo. “Il concetto del chiaro ed evidente errore nasce perché il Var deve avere un minimo impatto sulla gara col massimo beneficio”. “La problematica vera è lo sviluppo che ha avuto la tecnologia – le parole dagli studi di Dazn – e questa è una riflessione che dobbiamo fare a fine stagione, come faranno in tante altre competizioni, perché c’è chi dice che lo stiamo utilizzando troppo e chi sostiene che dovremmo usarlo di più. Dopo otto anni di utilizzo, possiamo sempre partire come eravamo otto anni fa? Secondo me no, perché le persone non si aspettano che io dica che il Var non può intervenire nonostante ci fosse un calcio di rigore. Il Var verrà probabilmente usato di più su determinati casi – in alcuni casi secondo me anche giustamente -, ma in altri c’è da fare una riflessione a stagione conclusa”. Poi il riferimento al caso Kalulu-Bastoni: “Nuove regole sul secondo giallo? Credo sia giusto. Il secondo giallo oggi di fatto decide una partita, specialmente se accade nei minuti iniziali. Le statistiche dicono che in dieci uomini si fatica a rimanere in partita e vincere. Un’altra buona novità riguarda il conteggio sulle riprese del gioco, strumento importante dato a disposizione degli arbitri”.

Poi Rocchi ha analizzato gli episodi della 27ª giornata di Serie A: “Calhanoglu-Ekuban in Inter-Genoa? La decisione è presa bene in campo e così tutto è più semplice. Controllano i parametri del DOGSO, qui potrebbe essercene al massimo uno, ma gli altri no. La decisione è assolutamente corretta. Gol Pavlovic? Hanno fatto un doppio controllo. Il primo, sul fuorigioco, è semplice perché la macchina aiuta, sul secondo è più difficile. Ma nessun dubbio e problema, il gol è stato convalidato correttamente. Blocco Valenti su Caprile? Ci abbiamo lavorato sopra, partendo da Milan-Parma. Ribadisco la bontà del gol: il giocatore che si mette fermo sulla linea di porta, non commette fallo. Se uno sta fermo davanti al portiere non possiamo intervenire e anzi ci sono campionati in cui lì si mettono in cinque. E quello è già un atteggiamento molto più pericoloso. Ma se sto fermo in una zona del campo, non posso essere punito. Ho spiegato ai ragazzi di essere proattivi e fare prevenzione, tanto che in un primo episodio non fischia niente. Poi però viene fatta una leggera spinta sul portiere del Cagliari e lì interveniamo. Espulsione Pinamonti? Una gran bella decisione. Grave fallo di gioco, l’arbitro vede bene perché è nella posizione migliore. In questi casi ai ragazzi chiedo coraggio, avremmo fatto l’espulsione anche con l’On Field Review, ma la forza e la credibilità dell’arbitro, agli occhi di giocatori, allenatori e ai nostri, passa anche dalle decisioni sul campo”.

Attivista Donna Vita Libertà: “Iran grande prigione, stop esecuzioni”

Roma, 3 mar. (askanews) – “Ci hanno chiesto dall’Iran di parlare dei prigionieri politici. Noi questo flash mob lo abbiamo organizzato quando ancora non c’era l’attacco militare. Pensiamo sia ancora più importante in questo momento parlare di loro. Sappiamo che nel carcere di Evin c’è una situazione tragica sappiamo che i prigionieri politici vengono detenuti soprattutto nel carcere di Evin, ma ci sono tantissimi altri istituti di detenzione. L’Iran è una grande prigione”: così Parisa Nazari, esponente del movimento “Donna Vita Libertà”, tra le organizzatrici del flash mob “Stand for Life”, che si è tenuto davanti a Montecitorio per chiedere lo stop delle esecuzioni in Iran e il patrocinio politico ai prigionieri politici a rischio di pena di morte.

“In questo momento tantissime persone arrestate decine di migliaia, durante le ultime manifestazioni sono in attesa di giudizio. C’è un giudice che si chiama ‘Giudice di morte’ che emette sentenze in pochi minuti e la maggior parte sono sentenze di morte. Sappiamo che ci sono dei minorenni e anche alcuni di loro rischiano la pena di morte”, ha aggiunto Nazari.

Al flash mob – promosso da associazioni di attiviste e attivisti iraniani all’estero insieme a organizzazioni internazionali impegnate contro la pena di morte, si inserisce nella campagna “Martedì del no alle esecuzioni” – hanno partecipato diversi esponenti dell’opposizione, che hanno tenuto in mano i cartelli con i volti dei prigionieri politici, molti dei quali giovanissimi: Laura Boldrini (Pd), Peppe Provenzano (Pd), Lia Quartapelle (Pd), Riccardo Magi (+Europa), Chiara Braga (Pd), Angelo Bonelli (Avs) e Nicola Fratoianni (Avs), Susanna Camusso (Pd), Luana Zanella (Avs), Marta Bonafoni (Pd), Marco Grimaldi (Avs), Elisabetta Piccolotti (Avs), Elisa Pirro (5Stelle).

Le associazioni promotrici chiedono ai governi europei di attivarsi con urgenza per l’annullamento delle accuse, la liberazione dei detenuti e l’abolizione della pena di morte. Ribadiscono inoltre che il necessario e auspicato passaggio dalla dittatura alla democrazia in Iran dovrà avvenire senza ulteriori spargimenti di sangue e senza il sacrificio di altre vite civili, attraverso strumenti democratici e con la partecipazione diretta della società civile iraniana.

Iran, Amnesty: per detenuti “c’è un nastro trasportatore della morte”

Roma, 3 mar. (askanews) – “Dopo il massacro senza precedenti dell’8 e 9 gennaio con almeno 7.000, ma magari sarà un numero a cinque cifre, con persone uccise in strada e con le carceri che si sono riempite di ddecine di migliaia di persone arrestate in piazza e con un dato di 2.500 impiccagioni negli ultimi 14 mesi, dato fornitoci dalle ong iraniane, lo scenario che ci si prospetta è terrificante: c’è un nastro trasportatore della morte, pronto a mandare al patibolo tantissime persone. Sono almeno 100 le persone di cui conosciamo nome, cognome, luogo in cui sono stati condannati e ‘reato’ per cui sono stati condannati, pronti per essere impiccati”: lo ha affermato Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, durante il flash mob “Stand for Life”, che si è tenuto davanti Montecitorio per chiedere lo stop delle esecuzioni in Iran e il patrocinio politico ai prigionieri politici a rischio di pena di morte.

Al flash mob – promosso da associazioni di attiviste e attivisti iraniani all’estero insieme a organizzazioni internazionali impegnate contro la pena di morte, si inserisce nella campagna “Martedì del no alle esecuzioni” – hanno partecipato diversi esponenti dell’opposizione, che hanno tenuto in mano i cartelli con i volti dei prigionieri politici, molti dei quali giovanissimi: Laura Boldrini (Pd), Peppe Provenzano (Pd), Lia Quartapelle (Pd), Riccardo Magi (+Europa), Chiara Braga (Pd), Angelo Bonelli (Avs) e Nicola Fratoianni (Avs), Susanna Camusso (Pd), Luana Zanella (Avs), Marta Bonafoni (Pd), Marco Grimaldi (Avs), Elisabetta Piccolotti (Avs), Elisa Pirro (5Stelle).

Nel malfamato carcere di Evin, ha ricordato Noury, è detenuta anche la Premio Nobel per la Pace 2023, l’attivista iraniana Narges Mohammadi, attualmente in condizioni di salute critiche a causa della prolungata detenzione.

Le associazioni promotrici chiedono ai governi europei di attivarsi con urgenza per l’annullamento delle accuse, la liberazione dei detenuti e l’abolizione della pena di morte. Ribadiscono inoltre che il necessario e auspicato passaggio dalla dittatura alla democrazia in Iran dovrà avvenire senza ulteriori spargimenti di sangue e senza il sacrificio di altre vite civili, attraverso strumenti democratici e con la partecipazione diretta della società civile iraniana.

Tajani: “Entro stasera 2.500 italiani torneranno dai Paesi del Golfo”

Roma, 3 mar. (askanews) – “Stanno rientrando tra i 2.300 e i 2.500 italiani dall’area del Golfo, compresa l’Arabia Saudita” ha dichiarato, a margine della riunione all’Unità di Crisi della Farnesina il ministro degli Esteri Antonio Tajani, sottolineando che “stiamo utilizzando tutti gli aeroporti aperti e tutti i voli possibili” per permettere ai cittadini italiani di rientrare in Italia, soprattutto le persone più anziane.

“Ci sono dei charter da Riyad, da Mascate, da Abu Dhabi e da Dubai. Stiamo cercando di far partire il maggior numero possibile di italiani, soprattutto coloro che ne hanno più bisogno: anziani, giovani e malati”, ha rappresentato Tajani.

“Credo che entro stasera in tutto il Golfo saranno partite 2.500 persone”, ha ribadito il ministro degli Esteri.

“Continueremo domani”, ha spiegato Tajani, “ci saranno spostamenti dal Bahrein e dal Qatar verso Riyad, spostamenti da Dubai verso l’Oman. Stiamo studiando tutti i modi possibili perché ci possa essere anche qualche volo straordinario, e anche per alleggerire la situazione nelle Maldive, che è un’altra situazione molto complicata: non è zona di guerra, ma ci sono tantissimi italiani”.

Tajani convoca ambasciatore Iran: solidarietà a Cipro, non coinvolto

Roma, 3 mar. (askanews) – Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in merito alla convocazione dell’ambasciatore iraniano in Italia, ha affermato che “aveva chiesto lui un incontro già”, ma poi “dopo quello che è successo a Cipro, credo si debba dire all’Iran di fare attenzione: Cipro non è coinvolta in alcun modo nelle vicende belliche. È un Paese che non fa parte della Nato, ma è membro dell’Unione Europea, quindi la solidarietà europea va manifestata”.

“L’Italia non partecipa ad alcuna operazione bellica”, ha sostenuto ancora Tajani, ribadendo che l’Italia è “contraria a qualsiasi realizzazione di arma atomica e all’uso e incremento di missili, eventualmente anche contro l’Europa”. Tajani ha inoltre affermato che l’Italia rimane aperta al dialogo, anche con l’Iran e per questo l’ambasciata è aperta. “Continuiamo a tenere aperta l’ambasciata e a parlare, ma diciamo, e diremo, anche basta con le reazioni che rischiano solo di peggiorare la situazione, basta con attacchi a Paesi che non c’entrano nulla come sono gli Emirati e com’è Cipro”, ha concluso il ministro.

Da Mattarella un messaggio di fiducia: non rassegnarsi ad un mondo di chi si impone

Roma, 3 mar. (askanews) – Un nuovo conflitto si è aperto in Medioriente, sempre più vicino, con il suo carico di preoccupazioni e conseguenze per il nostro paese. Sergio Mattarella prova a lanciare un messaggio di fiducia per rassicurare e incoraggiare gli italiani chiarendo anche da che parte della storia il nostro paese tradizionalmente si colloca. L’occasione è la consegna delle onorificenze conferite motu proprio, il 31 gennaio scorso, a cittadine e cittadini che si sono distinti per il loro impegno nel sociale, manifestato attraverso l’uso etico e responsabile dei social network, l’attività sportiva come mezzo di inclusione, l’arte come strumento di integrazione sociale, l’assistenza e il supporto ai detenuti, le attività solidali e di volontariato, per aver costruito un modello di imprenditoria etica, per l’impegno elargito nella tutela del bene della salute, anche al di là dei confini nazionali, per il coraggio e l’eroismo dimostrato, oltre i propri doveri professionali, per essersi resi esempi di cittadinanza attiva.

Un modello positivo, secondo il capo dello Stato, da contrapporre a quello negativo che finisce col produrre i conflitti. “La guerra è tornata a spargere sangue nel mondo, in tante sue parti, anche non lontano dalla nostra Italia – osserva -. A tutti i livelli, a partire dalla vita quotidiana, fino a quella della dimensione della vita internazionale, si confrontano due modi contrapposti di pensare: c’è quello di preoccuparsi soltanto dei propri interessi, imponendosi sugli altri” dice senza alcun riferimento all’attualità ma è facile intravedere quanto accade in Iran con l’attacco di Usa e Israele che ha ulteriormente destabilizzato tutta l’area del Medio Oriente e fino a lambire il nostro Mediterraneo da un lato, e l’aggressione russa all’Ucraina. Il Presidente della Repubblica ha spesso criticato e denunciato i rischi di questa politica di potenza che scavalca il multilateralismo in nome degli interessi del più forte.

Ma c’è un altro modo per stare nel mondo, assicura Mattarella, “quello di condividere invece difficoltà e opportunità, per cercare di conseguire successi insieme. Non dobbiamo rassegnarci, né pensare che siano derive inevitabili. Al contrario, occorre aver fiducia. Perché la premura per gli altri, il senso di comunità, la capacità di affrontare difficoltà, che a taluno appaiono insormontabili, sono più forti delle circostanze e degli eventi negativi. E l’Italia di queste doti ne ha grande abbondanza”.

Il capo dello Stato elogia quindi la grande generosità degli italiani e la solidarietà che viene dimostrata ogni giorno nella società: “I gesti, i comportamenti di solidarietà, la scelta di non ignorare le esigenze degli altri fanno crescere la vita della società – assicura -. Rendono, inoltre, anche più forti le istituzioni. Si tratta di gesti e comportamenti di persone che non sono chiuse nel proprio io, che si assumono la responsabilità che le situazioni reclamano”.

“Particolarmente in questo nostro tempo – è l’invito del Presidente al paese – è necessario rifuggire, abbattere i muri della paura, dell’indifferenza, della rassegnazione. È necessario vincere la tentazione dell’isolamento. Si vive in una comunità, non in un anonimo insieme di individui che si ignorano vicenda, indifferenti gli uni agli altri”. E le storie raccontate oggi al Quirinale, gli esempi di solidarietà, coraggio civile, superamento delle difficoltà, forza d’animo nell’affrontare eventi imprevisti “trasmettono fiducia e speranza in un tempo in cui abbiamo grande bisogno di fiducia e di speranza”.

Cinema, il docufilm "Agnus Dei" arriva in sala dal 21 al 24 aprile

Roma, 3 mar. (askanews) – Presentato in anteprima mondiale alla 82esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia all’interno della sezione Biennale College Cinema, dal 21 al 24 aprile arriva al cinema “Agnus Dei”, documentario di Massimiliano Camaiti, con la distribuzione di Kinèa Distribuzioni, realtà indipendente dedicata alla valorizzazione del cinema del reale e del documentario d’autore.

Tra i principali festival a cui ha partecipato, la selezione al Fipadoc di Biarritz, dove ha ricevuto il Premio Michel Mitrani come miglior opera prima, la partecipazione ad Alice nella Città e al Tertio Millennio Film Fest. Vincendo il Doc/it professional award 2025, “Agnus Dei” è stato inoltre eletto miglior documentario dell’anno dall’Associazione Documentaristi Italiani. Già venduto in Svizzera, Brasile e Giappone, il documentario è in shortlist per la cinquina ai Premi David di Donatello.

“Agnus Dei” osserva una tradizione plurisecolare che ogni anno lega due agnelli appena nati a una monaca del Monastero di Santa Cecilia a Roma. La donna nutre e cresce gli animali con un’attenzione materna. La presenza degli animali ha però uno scopo preciso: con la loro lana le stesse monache tesseranno una sciarpa per il Pontefice, il pallium. È il 2025 e mentre il rito si compie il Papa si ammala improvvisamente.

Con un linguaggio cinematografico essenziale, attento al silenzio e al tempo che scorre, Massimiliano Camaiti costruisce un’opera contemplativa che invita lo spettatore a rallentare, osservare e interrogarsi sul significato del sacrificio, della fede e della continuità.

A debuttare nelle sale con il film di Camaiti è anche Kinèa Distribuzioni, che inaugura il percorso theatrical di una realtà attiva nella valorizzazione del documentario indipendente.

Massimiliano Camaiti ha detto: “Sono convinto che quando si è girato un film piccolo e indipendente come ‘Agnus Dei’ bisogna uscire dagli ingranaggi della distribuzione classica. Sono meccanismi troppo pesanti che il film non riuscirebbe a sopportare. Bisogna essere flessibili, molto intraprendenti. Una società giovane come Kinèa Distribuzioni risponde a questa necessità”.

La Commissione d’inchiesta: la morte del manager Mps David Rossi è omicidio. Il mistero dell’uomo nel vicolo

Roma, 3 mar. (askanews) – Le perizie a firma Manghi e Gregori Manghi mostrano “come David Rossi sia stato vittima di un’azione con l’intervento di soggetti terzi, escludendo quindi definitivamente che si sia trattato di un evento suicidiario, quanto invece di un omicidio”. E’ quanto si legge nella relazione intermedia sull’attività svolta dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte del manager di Mps David Rossi, presieduta dal deputato Gianluca Vinci (Fdi). La relazione è stata approvata all’unanimità.

Ecco perché per la Commissione si tratta di omicidio “La rottura dell’orologio e le specifiche lesioni al polso e al gomito sinistro sono coerenti con una dinamica di forte trazione e afferramento nel tentativo di sostenere e contrastare la caduta del soggetto” e con l’intenzione “di farlo rientrare” si legge nelle conclusioni della relazione intermedia della Commissione di inchiesta sulla morte di David Rossi approvata stamane. Rossi, che era capo della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena, la sera del 6 marzo 2013, venne trovato morto sulla strada su cui si affacciava il suo ufficio in Rocca Salimbeni, a Siena.

La commissione parlamentare nel documento approvato, in riferimento alle ferite agli arti di Rossi, spiega che “escludendo che tali danni siano stati prodotti dall’impatto al suolo, sia per la tipologia delle lesioni riscontrate, che non sono compatibili con un solo impatto della cassa al suolo ma invece abbiano necessitato di più azioni ripetute, sia per gli esiti della perizia sul video della caduta, dove viene rinvenuto l’orologio in volo e quindi accertato come questo non fosse più al polso di David Rossi al momento della caduta ma invece già separato, con la cassa d’acciaio caduta qualche istante prima e il cinturino invece qualche istante dopo David Rossi”.

Insomma – si sottolinea – “sulla base di tale perizia, dunque, è stato chiarito definitivamente come non possa essersi trattato di suicidio e che le ferite al polso siano state formate da uno o più soggetti terzi, escludendo quindi, in forza di questo nuovo dirimente elemento, tutte le precedenti ipotesi avanzate negli anni circa una possibile causazione delle stesse a seguito dell’impatto al suolo”. Più avanti si aggiunge: “In merito agli istanti precedenti la morte di David Rossi, le risultanze tecniche e scientifiche della prima perizia del tenente colonnello Adolfo Gregori in forza ai Ris di Roma e di Robbi Manghi, medico legale, in merito alle lesioni sul polso di David Rossi ricostruiscono uno scenario chiaro, nel quale David Rossi, prima di precipitare, si trovava sospeso all’esterno della finestra del proprio ufficio, trattenuto per entrambi i polsi e negli ultimi istanti solo per il braccio sinistro, con mani di terzi che stringono il polso”.

Il manager viene “sospeso all’esterno della finestra, trattenuto per il braccio sinistro, con, almeno nell’ultima fase, due mani che stringono il polso. La rottura dell’orologio e le specifiche lesioni al polso e al gomito sinistro sono coerenti con una dinamica di forte trazione e afferramento nel tentativo di sostenere o contrastare la caduta del soggetto, escludendo che tali danni siano stati prodotti dall’impatto al suolo”.

La Commissione d’inchiesta sul caso David Rossi spiega: “La prima perizia a firma Gregori Manghi e la seconda a firma Manghi, unitamente ai chiarimenti dati in audizione dagli stessi consulenti nelle sedute del 9 dicembre 2025 e del 24 febbraio 2026, mostrano quindi come David Rossi sia stato vittima di una azione con l’intervento di terzi soggetti, escludendo quindi definitivamente che si sia trattato di un evento suicidario, quanto invece di un omicidio”.

Perché “la prima perizia infatti accerta un forte tentativo di trattenere, sospendere il corpo per il polso sinistro sull’orologio e sul braccio destro con delle ecchimosi dette vibici, da parte di soggetti terzi, mentre la seconda perizia sul volto chiarisce come David Rossi abbia subito lesioni al volto appena prima della caduta, in posizione genuflessa, incompatibili con una volontà autolesiva”. Ma rimane “da individuare con certezza il movente di un tale accadimento. David Rossi, nella sua qualità di responsabile delle comunicazioni esterne e istituzionali del Monte dei Paschi di Siena, era però anche responsabile di tutta l’attività di raccolta pubblicitaria, pubblicità istituzionale e delle sponsorizzazioni, esprimeva a tal proposito le valutazioni preliminari da sottoporre al Consiglio di Mps per l’erogazione del relativo denaro, per importi di circa 50 milioni di euro l’anno”. La Commissione d’inchiesta sulla morte di David Rossi non ha concluso il suo lavoro, con la relazione intermedia che è stata depositata nelle ultime ore. In un passo del documento si spiega che “risultano inoltre tutt’ora in corso da parte del tenente colonnello Gregori le operazioni di verifica di corrispondenza dell’altezza della persona comparsa nelle immagini del vicolo pochi minuti dopo la caduta di David Rossi, come ricavata da perizia dei RIS della precedente Commissione e quella della persona indicata da alcuni auditi nell’attuale Commissione”. Quello dell’uomo nel vicolo, sotto Rocca Salimbeni, è uno dei misteri della vicenda, per cui da anni, osservatori, cronisti e reportage si sono concentrati. Anche alimentando ipotesi poco percorribili per gli inquirenti. Per questo “risulta inoltre attualmente in fase di preparazione il fascicolo da inviare alla Procura della Repubblica di Roma per contrasto tra le dichiarazioni di alcuni auditi della presente Commissione”.

Un altro inquietante particolare emerge dalla relazione della Commissione: se fosse stato tempestivamente soccorso, si sarebbe salvato. “Un dato di estrema rilevanza, emerso dall’esame istologico dei polmoni, riguarda l’agonia di David Rossi e le sue possibilità di sopravvivenza se soccorso tempestivamente. Le analisi microscopiche hanno mostrato una massiva aspirazione di sangue nei polmoni, definita ‘sommersione interna’, confermando che Rossi ha respirato per circa 20 minuti dopo la caduta, cercando disperatamente aria”. Alla domanda se un soccorso tempestivo avrebbe potuto salvarlo, la risposta dei medici legali è stata affermativa, sottolineando che la lesività cranica non era immediatamente letale: ‘Un paziente di questo genere (…) se intubato rapidamente arriva vivo in ospedale e ha buone possibilità di sopravvivere'”.

Milano, al via la fase operativa di ‘SheLeads: Donne Protagoniste d’Impresa’

Roma, 3 mar. (askanews) – Al via a Milano la fase operativa di “SheLeads: Donne Protagoniste d’Impresa”, l’iniziativa promossa dal Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale e sostenuta da Visa Foundation per supportare la crescita dell’imprenditorialità femminile e lo sviluppo delle competenze digitali nel territorio metropolitano milanese, nell’ambito del più ampio impegno di Visa per contribuire alla legacy dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026.

Presentata oggi a Palazzo Isimbardi, sede della Città Metropolitana di Milano, il progetto segna il passaggio dal lancio nazionale all’attivazione concreta sul territorio, coinvolgendo istituzioni locali, partner dell’iniziativa e le future protagoniste dell’ecosistema imprenditoriale locale.

L’incontro, moderato dalla giornalista Irene Soave del Corriere della Sera, ha visto gli interventi di: Diana De Marchi, Consigliera delegata alle Politiche sociali, del lavoro e pari opportunità della Città Metropolitana di Milano; Martina Lascialfari, Direttrice Generale del Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale; Valeria Pigozzo, Head of Milano Cortina Olympic and Paralympic Games Program, Visa; Martina Caironi, Legacy Specialist, Fondazione Milano Cortina 2026

“Ospitare SheLeads per Città Metropolitana di Milano significa dare continuità a un impegno concreto che l’Ente porta avanti da anni attraverso politiche attive del lavoro orientate a formazione, inclusione ed empowerment femminile. Strumenti come il Piano EMERGO, i percorsi del programma GOL e le misure di riqualificazione e aggiornamento delle competenze digitali, mettono al centro l’accompagnamento personalizzato e il sostegno all’occupabilità”, ha affermato Diana de Marchi. “In questo quadro, SheLeads si integra pienamente con le politiche pubbliche già attive, ampliando l’accesso delle donne a competenze strategiche e favorendo percorsi di autonomia professionale nei settori innovativi. Può diventare un vero moltiplicatore di impatto per il territorio, migliorando la qualità del lavoro femminile e sostenendo quel cambiamento culturale imprescindibile per uno sviluppo realmente equo e sostenibile della nostra area metropolitana”.

“SheLeads è pienamente in linea con la mission del Fondo per la Repubblica Digitale di promuovere le competenze digitali come leva di inclusione, autonomia e sviluppo per tutta la popolazione. per il rafforzamento dell’imprenditorialità femminile mediante percorsi di formazione digitale sul territorio milanese”, ha commentato Martina Lascialfari. “Il progetto – interamente sostenuto da Visa Foundation da cui l’Impresa sociale ha ricevuto un grant – mira al rafforzamento dell’imprenditoria femminile sul territorio milanese mediante la realizzazione di percorsi di formazione digitale e educazione finanziaria rivolte a donne imprenditrici o aspiranti tali. L’iniziativa si affianca alle altre azioni messe in campo dal Fondo aperte a tutto il territorio nazionale, tra cui il canale di cofinanziamento, strumento che promuove l’attivazione di collaborazioni strategiche tra organizzazioni filantropiche, enti privati e Terzo Settore per realizzare iniziative volte alla crescita di competenze digitali e allo sviluppo economico e sociale delle comunità. Ringraziamo Visa Foundation per averci coinvolto nella realizzazione del progetto e la Città Metropolitana di Milano per l’ospitalità e per aver accolto questa prima tappa del percorso, che rappresenta la concreta attivazione dell’iniziativa sul territorio”.

“Con SheLeads, rinnoviamo l’impegno di Visa Foundation nell’offrire un supporto concreto alle imprenditrici, fornendo loro le competenze digitali e le conoscenze finanziarie necessarie per crescere e competere nell’economia odierna”, ha dichiarato Valeria Pigozzo. “Questa iniziativa riflette la strategia di Visa a sostegno delle piccole imprese in Italia, con particolare attenzione a Milano, città chiave dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026. Investendo nelle competenze e nel potenziale di cinquanta imprese guidate da donne, contribuiamo a rafforzare il tessuto economico locale e a costruire un’eredità positiva e duratura per le comunità, che andrà ben oltre i Giochi”.

“È un grande onore essere una delle voci di un progetto capace di far convergere imprenditoria, talento femminile, nuove competenze e innovazione digitale. L’impegno di Visa, unito al forte legame con gli stakeholder territoriali, rende questa iniziativa profondamente attuale e di stimolo per il mercato del lavoro, lanciando un segnale di fiducia per il futuro. È emozionante testimoniare come un progetto nato dalla spinta dello sport possa diventare parte integrante della legacy che i Giochi di Milano Cortina 2026 lasceranno al nostro Paese”, ha dichiarato Martina Caironi.

Un progetto per lo sviluppo locale

“SheLeads” nasce dall’analisi delle principali barriere che ancora limitano la piena partecipazione delle donne all’economia digitale e imprenditoriale in Italia. Secondo dati Unioncamere 2025, in Lombardia – regione che ha ospitato i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 e che si prepara ad accogliere i Giochi Paralimpici di Milano Cortina 2026 – le imprese guidate da donne rappresentano il 19,9% del totale , con una forte concentrazione nelle province di Milano, Brescia e Bergamo. In questo contesto, il progetto si propone di colmare il divario digitale e imprenditoriale, rafforzando il tessuto economico locale attraverso l’empowerment delle piccole e medie imprese a guida femminile. L’obiettivo è formare 50 donne imprenditrici o aspiranti tali entro settembre 2026, offrendo:

– Un percorso formativo online su competenze digitali e imprenditoriali, tra cui Digital Readiness, Business Model & Value Proposition, Digital Marketing Essentials, Financial Literacy ed E-Commerce.

– Tre eventi di networking a Milano per favorire la creazione di relazioni professionali e il confronto con stakeholder istituzionali, accademici e imprenditoriali, oltre a laboratori pratici e sessioni di role modeling pensati per stimolare la partecipazione attiva e trasferire strumenti concreti di sviluppo aziendale e conciliazione vita-lavoro.

Chi può partecipare

Potranno prendere parte all’iniziativa: – Imprenditrici titolari di ditte individuali o in possesso di partita IVA; – Fondatrici e/o socie amministratrici di imprese (di qualsiasi forma giuridica) con sede in Italia e fino a 10 dipendenti; – Aspiranti imprenditrici. Le partecipanti devono risiedere, avere il domicilio o esercitare la propria attività in maniera continuativa nell’area metropolitana di Milano. Grande riscontro e ultimi giorni per candidarsi

Il progetto ha già ricevuto un riscontro più che positivo, con manifestazioni di interesse già tre volte superiori ai posti disponibili. La conferenza stampa ha rilanciato l’iniziativa sul territorio, ricordando che le iscrizioni – da completare tramite il form online – resteranno aperte fino al 6 marzo 2026. Per saperne di più: www.fondorepubblicadigitale.it/she-leads/

Salmo torna dal vivo in Europa, 9 date nelle principali città

Milano, 3 mar. (askanews) – Anche il 2026 sarà un anno a tutto live per Salmo. A pochi mesi dalla traversata live in Europa con cui ha chiuso il 2025, e in attesa di vederlo tra i protagonisti della stagione estiva dei concerti italiani, Salmo annuncia oggi il ritorno dal vivo sui palchi delle principali città del continente, con le 9 date -prodotte da Vivo Concerti- del TOUR EUROPEO 2026 in programma nel mese di novembre.

Salmo porterà tutta la sua energia live: il 16 novembre a Brussels @ La Madeleine, il 19 novembre ad Amsterdam @ Melkweg, il 21 novembre a Malmö @ Moriska Paviljongen, il 22 novembre a Amburgo @ Mojo Club, il 24 novembre a Madrid @ La Riviera, il 25 novembre a Barcellona @ Sala Razzmatazz, il 27 novembre a Marsiglia @ Espace Julien, il 29 novembre a Parigi @ Cabaret Sauvage, il 30 novembre a Londra @ Electric Ballroom.

I biglietti saranno disponibili su www.vivoconcerti.com a partire dalle ore 14:00 di mercoledì 4 marzo. L’organizzatore declina ogni responsabilità in caso di acquisto di biglietti fuori dai circuiti di biglietteria autorizzati non presenti nei comunicati ufficiali.

In attesa dei live, è sempre più vicina la release dell’album “Hellvisback 10 years later”. In uscita il 3 aprile per Sony Music Italy, il nuovo progetto di Salmo -che è ad un tempo celebrazione del suo disco culto del 2016 e nuovo grande snodo del suo percorso artistico- è stato anticipato dai singoli “10 AD” e “CRACKERS”, che hanno acceso la scintilla iniziale e alimentato l’attesa tra i fan.

Ringo Starr annuncia il nuovo album "Long Long Road"

Milano, 3 mar. (askanews) – Ringo Starr pubblica “It’s Been Too Long”, con le fantastiche voci di Molly Tuttle e Sarah Jarosz, martedì 3 marzo 2026. Si tratta del primo singolo tratto dal suo prossimo album Long Long Road, scritto e prodotto in collaborazione con T Bone Burnett. L’album, composto da 10 brani, include anche collaborazioni con Billy Strings, Sheryl Crow e St Vincent ed è l’attesissimo seguito di Look Up, album che ha scalato le classifiche lo scorso anno.

“Sono fortunato ad avere T Bone nella mia vita in questo momento e a lavorare con lui su questi dischi”, ha dichiarato Ringo. “Dopo aver realizzato l’ultimo disco, che adoro ascoltare, questo è venuto fuori quasi per caso. Mi piace dire che a volte faccio le mosse giuste, come quando puoi andare a destra o a sinistra in qualsiasi momento, e una delle mosse giuste è stata quella di collaborare con T Bone per Look Up, e ora per questo, che ho chiamato Long Long Road, perché ho percorso una strada molto lunga”.

Come suggerisce il titolo, e proprio come il percorso personale di Ringo, Long Long Road affonda le sue radici nella musica country e americana, evolvendosi poi in qualcosa di più ampio, creando un mosaico sonoro dell’eredità musicale e delle influenze di Starr, tra cui Carl Perkins. “Ho registrato due canzoni di Carl Perkins con i Beatles, e sia T Bone che io ne volevamo una in questo disco”, ha spiegato Ringo, “e lui ha trovato questo bellissimo brano che non avevo mai sentito prima, ‘I Don’t See Me In Your Eyes Anymore'”.

Registrato a Nashville e Los Angeles, questo disco vede il ritorno di molti dei musicisti di Look Up, compresa la band principale (che T Bone chiama affettuosamente The Texans, dal nome della band con cui Ringo suonava a Liverpool nel 1959) con Paul Franklin, David Mansfield, Dennis Crouch, Daniel Tashian, Rory Hoffman, Patrick Warren e Colin Linden.

“Ho sempre amato il modo di suonare e cantare di Ringo”, ha dichiarato T Bone. “Poi una sera eravamo insieme a una lettura di poesie e lui mi ha detto: ‘Perché non scrivi una canzone per me? Così gli ho scritto una canzone in stile Gene Autry, perché ho sempre considerato Ringo un artista texano: il suo modo di suonare mi ricordava la musica del Texas. Ringo Starr è un artista di altissimo livello e volevo circondarlo di questi giovani maestri, apportando un po’ di quella straordinaria energia giovanile che si respira a Nashville in entrambi questi dischi”.

La loro prima collaborazione, Look Up, pubblicata il 10 gennaio 2025, ha riscosso un successo travolgente e un grande consenso. È stato il primo disco country di Ringo in 50 anni e gli è valso la sua prima Top 10 nella classifica Billboard dei migliori album venduti di tutti i generi, oltre a fargli conquistare molte altre posizioni nelle classifiche Billboard. Nel Regno Unito l’album ha raggiunto un traguardo significativo nella sua carriera, facendogli ottenere il suo primo album solista al primo posto nella classifica ufficiale country. Nel febbraio 2025 Starr ha debuttato al Grand Ole Opry dopo essere stato invitato da Emmylou Harris durante la prima delle sue due serate al leggendario Ryman, registrate per uno speciale di 2 ore ancora in streaming su CBS/Paramount Plus.

10 canzoni, 6 scritte o co-scritte da T Bone Burnett, due co-scritte da Ringo e Bruce Sugar, una scritta da Ringo Starr, Mark Hudson e Gary Burr e una da Bernie Benjamin e George David Weiss e registrata da Carl Perkins.

L’album è stato prodotto da T Bone Burnett e co-prodotto da Daniel Tashian e Bruce Sugar

Disponibile in digitale, CD, LP standard, LP Limited Edition in vinile colorato “Ultraviolet Dream”

Wide flip e laptop foldable: i device Huawei che non vedremo in Italia

Barcellona, 3 mar. (askanews) – Un notebook pieghevole con un ampio display flessibile che si apre come un libro, uno smartphone trifold ultrasottile pensato per trasformarsi in un mini tablet e un telefono a conchiglia con apertura laterale e schermo in formato wide. Al Mobile World Congress di Barcellona Huawei mostra alcune delle sue soluzioni piu innovative.

Tra queste, il MateBook X-Fold, un notebook con grande display pieghevole pensato per la produttività in mobilità, con tastiera magnetica o anche con tastera touch toccando lo schermo con le dita ; il Mate XTs, smartphone trifold super sottile che amplia la superficie di visualizzazione senza rinunciare alla compattezza; e il Pura X, un wide flip con apertura orizzontale che punta su un uso piu flessibile dello schermo anche da chiuso.

Tutti e tre i dispositivi si basano su HarmonyOS, il sistema operativo proprietario di Huawei. Prodotti innovativi, già presenti in Cina ma che, almeno per ora, non sono destinati al mercato italiano.

Iran, Tajani: evitare prenotazioni se non si è certi di partire

Roma, 3 mar. (askanews) -“Bisogna però evitare di fare confusione, perché alcuni si prenotano su pullman, per esempio da Dubai verso l’Oman, e poi quando il pullman parte non si presentano. Questo rischia di creare confusione”, ha osservato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, durante il suo punto stampa prima della riunione con l’Unità di crisi della Farnesina.

“Quindi bisogna evitare, se non si è certi di partire o se lo si fa solo per scrupolo, per garantirsi un’opzione in più. Ecco, evitare di farlo, perché poi si impedisce magari ad altri, che vogliono davvero partire, di farlo, perché il pullman è completo e invece magari parte con poltrone vuote”, ha specificato Tajani.

Iran, Tajani: non siamo in guerra, ci preoccupiamo dei concittadini

Roma, 3 mar. (askanews) – “Noi non siamo in guerra con nessuno, lo dice la nostra Costituzione. Ci preoccupiamo soltanto di proteggere i nostri cittadini e i nostri militari”, ha precisato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando ai giornalisti prima di entrare all’Unità di Crisi della Farnesina.

Tornando sulle richieste di aiuti “logistici” da parte dei paesi

del Golfo, come rappresentato ieri dal ministro dell Difesa Guido Crosetto in Senato, Tajani ha riferito che “naturalmente verranno fatti tutti i passaggi necessari”, ma l’obiettivo primario rimanere “quello di difendere i 70.000 cittadini italiani che vivono nell’area del Golfo”.

F1: Hamilton, "Questo è l’anno del Cavallo di Fuoco"

Roma, 3 mar. (askanews) – Nella settimana che apre il Mondiale di Formula 1 con il GP d’Australia in programma domenica 8 marzo, Lewis Hamilton affida al Corriere della Sera pensieri e ambizioni in rosso Scuderia Ferrari. “Il mio traguardo l’anno scorso era vincere il Mondiale con la Ferrari, non ci sono riuscito. Ciò non significa che non possa arrivarci: bisogna guardarsi dentro e osservare le persone che ti circondano, dai collaboratori alla famiglia, restare motivati e porsi delle domande scomode”.

Il sette volte campione del mondo richiama anche il calendario cinese: “Questo è l’anno del Cavallo di Fuoco. Rappresenta la libertà, il desiderio di sgombrare la mente dalla pressione e riportare al centro i valori fondamentali”.

Sul rapporto con il compagno di squadra Charles Leclerc: “La Ferrari è una sola e lui è un grande pilota”. Poi uno sguardo al futuro tecnico: “Da 14 mesi lavoro sulla monoposto 2026, al simulatore e con gli ingegneri. Rispetto alla precedente che ho trovato già progettata, e potevo cambiare davvero poco, in questa macchina c’è un po’ del mio Dna”.

Hamilton è anche coproduttore del film F1, con Brad Pitt protagonista e quattro nomination agli Oscar. “È stato un viaggio iniziato quattro anni fa con una chiamata del regista Joe Kosinski. Leggendo la prima bozza ho pensato: ‘Oh my God, questo è stile Hollywood mischiato a Fast & Furious’. Così mi sono messo a educare tutti sulla F1, dagli autori agli attori”.

Il pilota non potrà essere alla serata degli Oscar perché impegnato in Cina. “Nel film ho voluto mettere una donna a capo dell’aerodinamica, per mandare un messaggio. Sa quante ragazze hanno scritto per chiedere come si diventa ingegnere di F1? E nel cast ho inserito anche un meccanico nero. Se non vedi, non credi sia possibile”.

Infine i riferimenti ideali: “Ayrton Senna aveva una visione molto più ampia rispetto al resto dei piloti. In pochi oggi parlano di sostenibilità, diritti dei minori, razzismo: con la visibilità che abbiamo potremmo dare un grande aiuto”. Tra le sue fonti di ispirazione anche Nelson Mandela e Muhammad Ali: “Mandela è il mio eroe insieme a Ali, Superman e Senna”

Pallanuoto, Maurizio Mirarchi nuovo ct del Setterosa

Roma, 3 mar. (askanews) – Il Setterosa cambia guida tecnica. Il presidente Paolo Barelli, in accordo con consiglio federale e dirigenti di riferimento, nomina Maurizio Mirarchi commissario tecnico della nazionale femminile di pallanuoto allenata negli ultimi cinque anni da Carlo Silipo. Maurizio Mirarchi, che lascia il posto di assistente tecnico della nazionale maschile a Goran Volarevic, sarà assistito da Marco Manzetti che prende il posto di Mino Di Cecca. “Silipo e Di Cecca – cui vanno i ringraziamenti della federazione per impegno e professionalità profusi nel corso degli anni è scritto in una nota della federazione – restano a disposizione del settore tecnico dopo aver guidato la squadra alla conquista del bronzo agli europei di Spalato 2022 e ai mondiali di Fukuoka 2023 e aver ottenuto il quarto posto ai mondiali di Budapest 2022 e agli europei di Eindhoven 2024 e Funchal 2026 che hanno seguito il sesto posto alle Olimpiadi di Parigi 2024 e il settimo ai mondiali di Singapore 2025”. Il primo impegno di Mirarchi con il Setterosa è la prima fase della World Cup in programma a Rotterdam dal 1° al 6 maggio. Le azzurre sono nel girone insieme all’Olanda campione d’Europa, alla Grecia (che l’ha battuta nella fase a gironi e nella finale per il bronzo agli europei di Funchal) e all’Australia argento olimpico. “È un onore ricevere questo incarico – sottolinea Mirarchi – Ringrazio il presidente Paolo Barelli e la Federazione Italiana Nuoto per la fiducia; voglio anche ringraziare il presidente della Pallanuoto Trieste Enrico Samer con il quale ho condiviso questa scelta. Un saluto a chi mi ha preceduto, Carlo Silipo, che in passato ha portato ottimi risultati. Adesso si parte con un nuovo percorso. La mia responsabilità è chiara: costruire una nazionale competitiva e orgogliosa di rappresentare l’Italia”.

Tennis, a Indian Wells per Sinner esordio con Duckworth o qualificato

Roma, 3 mar. (askanews) – Il Masters 1000 di Indian Wells inizierà per Jannik Sinner contro James Duckworth o un qualificato. È questo l’esito del sorteggio del torneo statunitense, il primo Masters 1000 della stagione. Testa di serie numero 2 del torneo, Sinner entrerà in gioco al secondo turno. Dalla sua parte del tabellone ci sono Ben Shelton (potenziale avversario ai quarti), Sascha Zverev e Lorenzo Musetti (uno dei due possibile rivale in semifinale, il carrarino entrerà in scena contro l’ungherese Fucsovics o un qualificato). Nella parte alta, invece, riflettori su Carlos Alcaraz e Novak Djokovic che possono incrociarsi in semifinale. Un sorteggio con qualche insidia per lo spagnolo che già nel match d’esordio potrebbe sfidare Grigor Dimitrov. Sono sette gli italiani al via: come Sinner e Musetti, anche Flavio Cobolli e Luciano Darderi debutteranno al secondo turno. Il romano, campione ad Acapulco, attende Altmaier o Kecmanovic mentre l’italoargentino, vincitore a Santiago, esordirà con un qualificato. Al primo turno, infine, sono in programma Berrettini-Mannarino (chi vince affronterà Zverev), Bellucci-Diallo e Arnaldi con un qualificato.

Iran, P.Chigi: massimo impegno governo per sicurezza connazionali

Roma, 3 mar. (askanews) – “Massimo impegno dell’esecutivo” per la sicurezza dei cittadini italiani presenti nelle aree coinvolte dagli sviluppi della crisi in Medio Oriente. E’ quanto emerso al termine di una delle due riunioni presiedute oggi a Palazzo Chigi dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, con il vicepresidente e Ministro degli Esteri Antonio Tajani, il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, e i sottosegretari alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari.

“La riunione – informa una nota di Palazzo Chigi – si è focalizzata sugli ultimi sviluppi della crisi, con particolare attenzione alle misure per assistere e garantire la sicurezza dei cittadini italiani presenti nelle aree coinvolte, ribadendo il massimo impegno dell’esecutivo”.

Siderurgico e CBAM, come cambia il mercato dell’acciaio

Roma, 3 mar. (askanews) – Le trasformazioni che stanno attraversando il settore dell’acciaio non riguardano solo l’andamento dei mercati, ma anche il quadro normativo che regola gli scambi internazionali. Decisioni europee su quote di importazione e dazi stanno già modificando l’equilibrio tra domanda e offerta, imponendo alle aziende una pianificazione sempre più attenta delle forniture e delle strategie di approvvigionamento. Ne abbiamo parlato con Greta Gatti, amministratore delegato di Steel Spa:

“Ci saranno delle modifiche a partire dalla metà del 2026, in cui sono state ridotte le quote di importazione del 50%, e un aumento dei dazi a partire dal 25% al 50%. Questo sicuramente comporterà una riduzione del materiale importato”.

Accanto alle misure di salvaguardia, dal 2026 entrerà in vigore anche il CBAM, la nuova normativa europea che regola l’importazione di acciaio extra UE e che richiederà un’autorizzazione specifica per poter sdoganare i materiali coinvolti, un requisito che Steel ha già ottenuto per garantire continuità operativa ai propri clienti.

“Dal 1° gennaio 2026 è entrata in vigore la normativa CBAM per le emissioni di CO2 sul materiale importato dai paesi extra UE, – prosegue Greta Gatti – ci sarà la parte di compensazione sul costo della materia prima che non è ancora ben determinata dalla normativa europea. Steel Spa ha iniziato a effettuare le dichiarazioni trimestrali CBAM dall’ultimo trimestre del 2023”.

Adeguarsi al CBAM richiede competenze specifiche e aggiornamento continuo: per questo Steel Spa è in grado di offrire alle imprese un supporto operativo concreto: “Abbiamo internamente una struttura che consente di seguire tutte le nuove normative europee correlate al CBAM e un ufficio esterno che ci aiuta nella consultazione e nella compilazione delle dichiarazioni. Steel Spa può dare informazioni al cliente sulla nuova normativa e sui nuovi aggiornamenti e sulla compilazione e sui pagamenti dei nuovi certificati CO2 che verranno emessi” afferma l’amministratore delegato.

Mentre le aziende si attrezzano per affrontare i nuovi obblighi normativi, all’orizzonte si profilano anche cambiamenti sul fronte dei prezzi: “Nel 2026 ci aspettiamo un aumento dei prezzi in tutti i settori siderurgici: negli ultimi due anni c’è stato un calo importante sul prezzo dell’acciaio, quindi prevediamo comunque un aumento graduale che dovrà soprattutto realizzarsi dal secondo semestre del 2026”.

Tajani: 3.000 italiani alle Maldive aspettano di essere imbarcati

Roma, 3 mar. (askanews) – Stiamo vedendo di far partire l’ambasciata di Colombo, Sri Lanka, per andare nelle Maldive a sostenere il nostro lavoro in un’area dove ci sono comunque tanti italiani: “Sono circa 3.000 quelli che stanno aspettando di essere imbarcati”. “Stiamo favorendo anche la presenza di voli charter che possano incrementare le partenze per andare direttamente verso l’Italia”, ha sottolineato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando ai giornalisti prima di entrare in riunione con l’unità di crisi.

“E’ un lavoro complicato e stiamo cercando in tutti i modi anche di dare risposte ai nostri connazionali”, ha sostenuto ancora Tajani, specificando l’aiuto che sta promuovendo l’India nei nostri confronti.

“L’India sta aiutando la nostra ambasciata a Nuova Delhi, così come a Colombo, perché non tutti i medicinali richiesti dagli italiani sono disponibili nel Paese” lo stesso vale per altri beni necessari, ha specificato Tajani.

Display 3D, gaming e AI: i concept di Lenovo al Mwc

Barcellona, 2 mar. (askanews) – Dai portatili modulari ai display tridimensionali senza occhiali, fino a una console portatile pieghevole e a un compagno da scrivania sempre attivo in qualità di assistente AI. Al Mobile World Congress Lenovo presenta una serie di concept che esplorano nuovi modi di usare schermi, computer, gioco e intelligenza artificiale. Come ha spiegato Alessandro De Lio, PCSD Leader Lenovo Italy, illustrando i diversi prototipi, a partire dal ThinkBook Modular Ai Pc display: “In pratica si tratta di un device che oltre ad avere uno schermo normale ha un secondo screen, che può essere messo al posto della tastiera. La tastiera è staccabile, bluetooth. La seconda cosa che posso fare è prendere lo schermo, metterlo nella parte back del device e quindi avrò la possibilità di condividere quello che vedo nello schermo principale anche con una persona seduta in fronte a me”, ha spiegato.

Sempre a proposito di display, ecco lo Yoga Book Pro 3D: “Lo schermo, senza aver bisogno di occhialini, vi permette di avere una visione tridimensionale e grazie a una tecnologia molto avanzata, molto evoluta, riconosce la posizione della persona che sta guardando lo schermo e lavorando in maniera software mi dà un senso di profondità”.

C’è poi il mondo del gaming, con una console portatile che cambia forma, la Legion Go Fold Concept: “Abbiamo un oggetto che ci permette di raddoppiare la dimensione dello schermo e quindi di poter giocare con uno schermo veramente unico come mai visto prima all’interno del mondo delle console portatili. Un altro esempio di quanto Lenovo innovi tutto quello che è lo screen pieghevole o srotolabile”.

Infine l’assistente personale, Lenovo AI Workmate Concept. “Ci spostiamo da una AI all’interno degli applicativi per avere qualcosa invece che lavora in maniera completamente diversa – ha sottolineato De Lio – Da qui l’introduzione di Lenovo e Motorola Kira, un’Ai agentico che ci permette di utilizzare dal nostro smartwatch, fino al PC passando per i tablet o per gli indossabili, e avere un’Ai agentica più produttiva, più personale e con un livello di privacy estrema. Ecco che avrà la capacità di leggere il contesto, esattamente come fa questo Proof of Concept, e quindi dare delle risposte molto più legate a quello che sto vivendo proprio nel momento in cui utilizzo i miei oggetti”.

Sono tutti concept, idee che potrebbero arrivare sul mercato oppure restare prototipi. Ma Lenovo ha già dimostrato, più di una volta, di saper trasformare le sperimentazioni in prodotti reali.

Tajani: “Task force Unità di crisi in Oman per gli italiani bloccati”

Roma, 3 mar. (askanews) – “È arrivata ed è già operativa la task force che abbiamo inviato da Roma la notte scorsa. È già operativa all’aeroporto di Mascate e alla frontiera tra Oman ed Emirati Arabi Uniti. Si tratta della task force dell’Unità di crisi – con diplomatici, funzionari Farnesina, due Carabinieri, due Finanzieri e un funzionario della Protezione Civile – per facilitare passaggio da Emirati a Oman, a Mascate, che è l’aeroporto aperto”: così il ministro degli Esteri parlando con i giornalisti a margine di un evento al Cnr a Roma.

“Perché Carabinieri e Finanzieri? Perché c’è già qualche tentativo di frode che vogliamo scongiurare”, ha messo in guardia.

“Poi stiamo aiutando le partenze dal Bahrein e dal Qatar verso Riad, perché l’aeroporto è aperto e ci sono voli in partenza per l’Italia”, ha sottolineato. “Stiamo lavorando anche per assistere i passeggeri italiani bloccati alle Maldive, stiamo favorendo l’arrivo di aerei che possono poi riportarli in Italia”, ha concluso.

Solo nel Golfo ci sono “70.000” italiani, “un’intera città”, ha osservato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, rappresentando che il ministero si sta muovendo per assicurare che tutti coloro che vogliono tornare in Italia possano farlo in sicurezza. Proprio per questo si è deciso di inviare “carabinieri e finanzieri” per evitare attività illecite di “bagarinaggio”.

Oltre alla situazione del Golfo, il ministro Tajani ha sottolineato che la guerra in Iran interessa anche il rientro in patria di tutti gli italiani presenti nel sud-est asiatico ed in India e Maldive, ma assicura che l’Italia farà di tutto per farli rientrare in sicurezza, una task force “lavora ventiquattro ore su ventiquattro” per questo.

Iran, Salvini: Cdm in settimana, Meloni riferirà a Camere

Milano, 3 mar. (askanews) – Sull’Iran “abbiamo un Consiglio dei ministri dedicato questa settimana” e alle opposizioni che chiedono la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Parlamento Matteo Salvini dice: “Lo farà”. Parlando a Cinisello Balsamo il vice premier e segretario della Lega si rivolge alle opposizioni: “Ieri c’erano il ministro degli Esteri e il ministro della Difesa, l’appello che faccio alle opposizioni è di lavorare tutti insieme. Una guerra non è mai una buona notizia e aumentano il conto della luce, del gas e della benzina, i problemi aumentano e non c’è bisogno di chi fa solo polemiche”.

Dunque, ha rivendicato Salvini, “stiamo sul pezzo, cerchiamo di stare attenti a quello che succede in Iran ma anche a quello che succede in Italia, a Milano, a Roma, perché le famiglie hanno bisogno qui. Se i prezzi aumentano dobbiamo essere pronti a intervenire”.

Iran, Urso: preoccupati dalle conseguenze sul costo dell’energia

Roma, 3 mar. (askanews) – “Il governo sta valutando l’impatto che può avere il nuovo conflitto che dall’Iran viene propagato. Siamo preoccupati delle conseguenze che si possono avere sul costo dell’energia, a prescindere da approvvigionamento energetico che credo sia garantito”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nella conferenza stampa seguita al terzo forum Italia-Francia.

Secondo Urso, “il problema non è l’approvvigionamento quanto il costo dell’energia che potrebbe crescere ulteriormente”.

Il ministro ha poi aggiunto: “è necessario a breve un confronto tra il governo e il sistema produttivo del nostro Paese per supportare il sistema produttivo in questa fase così difficile”. “I tempi del conflitto avranno conseguenze – ha aggiunto – sul sistema energetico e produttivo, tanto più che alcuni Paesi coinvolti sono investitori in Italia e destinatari dei nostri prodotti”.

Inoltre, quanto sta accadendo “deve indirizzarci ancora di più in sede europea verso l’autonomia strategica, a partire da quella energetica”, ha concluso Urso.

Ddl antisemitismo, Segre: spero convergenza più ampia possibile

Roma, 3 mar. (askanews) – “Proprio in questi giorni, sulla spinta sia dei dati e delle analisi del CDEC, sia delle risultanze della Commissione anti-discriminazioni del Senato, anche la politica si è mossa per rafforzare i presidi e le azioni educative e formative a tutti i livelli, da parte dello Stato nelle sue varie articolazioni, nella scuola e nell’università, nella società in genere. Mi riferisco alla proposta di legge contro l’antisemitismo che proprio oggi, dopo un impegnativo lavoro nella commissione affari costituzionali, approda in discussione in Senato. Rinnovo il mio auspicio che si possa realizzare ‘una convergenza trasversale, la più ampia possibile’ nell’adozione di nuove norme che permettano di fronteggiare con maggiore efficacia l’ondata di antisemitismo che abbiamo davanti”. Lo scrive la senatrice a vita Liliana Segre, in un messaggio inviato in occasione della presentazione del “Rapporto sull’antisemitismo in Italia 2025” del CDEC.

“Una convergenza – aggiunge – che, al di là degli schieramenti e delle collocazioni parlamentari, abbia il respiro che dicevo poc’anzi: vedere nell’antisemitismo un nemico di tutti. Come nemica di tutti è ogni forma di razzismo, di discriminazione, di persecuzione di persone, di idee, di fedi. Perché il motto ‘Mai più’ non può ridursi a una invocazione retoricamente vuota, ma deve essere uno sprone alle coscienze, alla vigilanza, all’azione”.

L.elettorale, La Russa: contro pdl centrodestra chi spera in pareggi

Roma, 3 mar. (askanews) – “Tutto si può cambiare. Ma l’unica cosa che io apprezzo in questa legge è che vuol dire che comanda il popolo italiano. Chi ha un voto in più vince, chi ha un voto in meno perde. Chi è contrario a questa legge? Chi spera nei pareggi”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, dopo essere passato per un saluto in sala Koch dove è in corso la riunione del gruppo di Fdi dedicato proprio alla proposta di legge elettorale presentata dal centrodestra.

“Mi auguro che anche il centrosinistra speri di vincere e non di pareggiare”, ha aggiunto

Mattarella: Italia ricca di solidarietà, rende più forti istituzioni

Roma, 3 mar. (askanews) – “Il nostro paese è ricco di solidarietà, ci sono centinaia di migliaia di persone che donano tempo e impegno anche altri che hanno affrontato situazioni di emergenza con comportamenti generosi e operano con impegno costante. I gesti, i comportamenti di solidarietà, la scelta di non ignorare le esigenze degli altri fanno vincere la vita della società e rendono più forti anche le istituzioni”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la cerimonia di consegna al Quirinale delle onorificenze Omri.

Il capo dello Stato ha ringraziato i premiati sottolineando come i comportamenti di queste persone contribuiscono “a rendere più positiva e nobile la vita della società. Sono storie di umanità, di solidarietà, di condivisione, di coraggio civile, di superamento delle difficolta, capacità e forza d’animo di affrontare eventi imprevisti talvolta sconvolgenti ed esserne più forti” e che danno “aiuto e sostegno per chi ne ha bisogno”. Tutto questo “trasmette fiducia e speranza”.