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Terna: con Tyrrhenian Link record posa cavo elettrico sottomarino

Roma, 29 dic. (askanews) – Per la prima volta a livello mondiale, un cavo di potenza in corrente continua ad alta tensione stato installato a una profondit di 2.150 metri. A farlo stata Terna, la societ che gestisce la rete elettrica di trasmissione nazionale, che ha stabilito cos un nuovo record con la posa del primo tratto del Ramo Ovest del Tyrrhenian Link, l’elettrodotto sottomarino che collegher Sicilia e Sardegna.

Giuseppina Di Foggia, Ad e Dg Terna: “Oggi abbiamo scritto una pagina di storia dell’ingegneria. Il Tyrrhenian Link ha raggiunto i 2,150 m di profondit, un record mondiale per un cavo elettrico sottomarino e questo risultato dimostra l’abilit di Terna nell’affrontare sfide tecnologiche ed implementare soluzioni inedite”.

Nei prossimi mesi il medesimo record di profondit sar raggiunto nella seconda tratta del Ramo Ovest.

Il progetto Tyrrhenian Link comprende inoltre il Ramo Est, che collegher la Campania alla Sicilia. In questo tratto, la posa del primo dei due cavi si conclusa a maggio, mentre all’inizio di dicembre stata avviata l’installazione del secondo. Il Tyrrhenian Link rappresenta l’opera pi importante di Terna con una lunghezza complessiva di circa 970 km, un investimento totale di 3,7 miliardi di euro. Il progetto un tassello fondamentale per il sistema elettrico italiano: aumenter la capacit di scambio elettrico tra le isole e la penisola favorendo in questo modo l’integrazione del mercato elettrico nazionale, garantendo cos maggiore stabilit e sicurezza al sistema di Sardegna, Sicilia e Campania, ma al sistema tutto, contribuendo anche al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione previsti dal Piano nazionale integrato energia e clima (Pniec).

Giuseppina Di Foggia, Ad e Dg Terna : “Il Tyrrhenian Link, migliorer stabilit, sicurezza e adeguatezza del sistema elettrico e entro l’inizio del prossimo anno completeremo la posa del primo cavo del Ramo ovest. A maggio avevamo concluso la posa del primo cavo della tratta Est fra Sicilia e Campania, il collegamento sottomarino pi lungo mai realizzato da Terna”.

L’anno che verrà: gli eventi di politica internazionale 2026

Roma, 29 dic. (askanews) – Salvo un cessate il fuoco che al momento sembra incontrare troppi ostacoli, a febbraio la guerra in Ucraina compierà quattro anni, mentre a novembre i democratici americani sperano di riconquistare a novembre il controllo della Camera o del Senato, per arginare l’iperpresidenzialismo di Donald Trump. Il 2026 si annuncia anno inquieto, di molte incognite e numerosi importanti eventi già in calendario. I principali, di seguito.

Il primo GENNAIO la Bulgaria entra nell’eurozona, dopo avere soddisfatto i criteri di convergenza ma con una situazione politica interna instabile, con sette elezioni in tre anni e mezzo. Elezioni legislative anticipate sono previste per il 2026, in coincidenza con le presidenziali (il presidente Radev, figura di stabilità, non è rielegibile).

A FEBBRAIO scade il New START, ultimo trattato per il controllo delle armi nucleari tra USA e Russia, aumentando il rischio di una nuova corsa agli armamenti. Sia Mosca che Washington hanno segnalato la disponibilità a negoziare una proroga, ma per il momento non vi sono passi concreti a indicare un accordo in tal senso.

Sempre a FEBBRAIO cade il quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina, da vedere se con una tregua finalmente raggiunta o con la guerra sempre in corso.

A MARZO la Cina adotta il suo 15esimo piano quinquennale, documento che definisce le priorità economiche e tecnologiche. Il Piano traccia le linee guida strategiche del Partito Comunista per i prossimi cinque anni, con un approccio che mira a conciliare crescita economica, stabilità sociale e sicurezza nazionale. L’obiettivo è consolidare il ruolo guida del Partito in tutti gli ambiti.

In APRILE Donald Trump è atteso in Cina per un vertice bilaterale con il presidente Xi Jinping, sullo sfondo di tensioni commerciali e tecnologiche, che si riflettono direttamente sulla questione di Taiwan.

L’UNGHERIA va alle urne e l’esito del voto avrà concrete ricadute sulle politiche Ue. Dopo quattordici anni di potere ininterrotto, per la prima volta, il partito Fidesz del premier Viktor Orban è superato nei sondaggi da Tisza, un nuovo movimento di destra pro-europeo guidato da Péter Magyar. L’esito del voto appare al momento molto incerto.

A MAGGIO vota la Colombia appuntamento che assume particolare rilievo non solo per le implicazioni sul fronte interno ma per le relazioni con Stati Uniti e Venezuela.

Nel mese di GIUGNO la Francia ospiterà il G7.

A LUGLIO in Turchia ci sarà il vertice della Nato, cruciale per la risposta al conflitto in Ucraina che a quel punto potrebbe essere arrivata a una tregua.

A SETTEMBRE si terranno nella Federazione Russa le elezioni legislative, in genere considerate una formalità ma che tale non saranno se in un contesto post-bellico. Le difficoltà dell’economia in particolare potranno pesare sul voto e sull’affluenza, al di là del controllo sui procedimenti elettorali.

Si voterà anche in Svezia, dove è prevista un’avanzata dei partiti euroscettici. Mentre le elezioni regionali in Germania (Sassonia-Anhalt, Berlino, Meclemburgo) sarannno un importante test per il cancelliere Merz e la coalizione di governo.

A OTTOBRE il presidente brasiliano Lula Da Silva cercherà un quarto mandato, con la destra divisa tra i sostenitori dell’ex presidente Flavio Bolsonaro e altri candidati.

A NOVEMBRE le elezioni più attese, quelle di midterm negli USA. Dopo la vittoria alle presidenziali del 2024, Donald Trump ha ereditato un Congresso diviso: una maggioranza risicata alla Camera e un Senato con 53 repubblicani su 100. Le elezioni di midterm vedono in palio tutti i 435 seggi della Camera, un terzo del Senato e 36 governatorati. La tednenza storica è che il partito del presidente perda terreno a metà mandato.

A DICEMBRE gli Stati Uniti ospiteranno il vertice del G20.

Ucraina, Putin: forze ucraine retrocedono su tutto il fronte

Roma, 29 dic. (askanews) – “Le unità delle Forze armate ucraine si stanno ritirando ovunque, lungo l’intera linea di contatto”: lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, nel corso di una riunione con i vertici militari.

Putin ha inoltre sottolineato la necessità di garantire la sicurezza degli oblast di frontiera: “Si tratta di un compito molto importante, poiché garantisce la sicurezza delle regioni di confine della Russia e nel 2026 sarà sicuramente necessario continuare questo lavoro”, ha concluso.

Zelensky delinea la road map dei negoziati fino al vertice con i "russi"

Roma, 29 dic. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un lungo scritto sul proprio canale Telegram, ha rappresentato la road map dei prossimi giorni di negoziati, annunciando che “se tutto procederà passo dopo passo, ci sarà già un incontro, in un formato o in un altro, con i ‘russi'”.

“Nei prossimi giorni vogliamo un incontro a livello dei consiglieri per la sicurezza nazionale. Rustem Umerov ha già preso contatto con tutti i consiglieri, americani ed europei. E penso che questo incontro si terrà in Ucraina”, ha scritto Zelensky.

In seguito, ha proseguito il leader ucraino, si prevede “un incontro a livello dei leader europei, dapprima con l’Ucraina in una composizione ampia: la ‘Coalizione dei volenterosi plus'”. Di questo incontro Zelensky ne ha già parlato sia con il presidente francese Emmanuel Macron, sia con il presidente statunitense Donald Trump.

“In questo incontro concorderemo i documenti a livello dei leader. E poi prepareremo un incontro con il Presidente Trump e con i leader europei”, ha chiarito Zelensky, aggiungendo che “tutti siamo seriamente intenzionati a fare in modo che questi incontri si svolgano a gennaio. E dopo di ciò, se tutto procederà passo dopo passo, ci sarà già un incontro, in un formato o in un altro, con i ‘russi'”. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky oggi, in un lungo scritto sul proprio canale Telegram, ha affermato la propria volontà di sottoporre a Referendum il piano di pace di 20 punti delineato con gli Stati Uniti e i partner europei, nonostante l’ostilità russa a questa opzione.

Il piano in 20 punti debba essere approvato tramite referendum”, ha scritto Zelensky, sottolineando che questa “sarebbe la firma storicamente più forte che conferisce forza a questo documento, e vorremmo davvero farlo”.

“Naturalmente, non tutti hanno un atteggiamento positivo verso questa idea, perché porta inevitabilmente a una manifestazione di volontà aperta non di una sola persona, non di 450 persone, ma di milioni di persone”, ha sottolineato Zelensky, evidenziando che “l’atteggiamento dei russi nei confronti del referendum non è positivo, perché un referendum richiede un’infrastruttura di sicurezza. Ciò significa che è necessario un cessate il fuoco, e i russi non vogliono concederci un cessate il fuoco per il numero di giorni necessari a svolgere il referendum. Si tratta di 60 giorni. È una questione molto complessa, e la Russia vuole continuare a fare pressione su di noi prolungando la guerra, con missili, artiglieria e così via. Per questo stiamo lottando”.Per il leader ucraino “è molto importante che questa sia l’espressione della volontà del popolo ucraino, che la nazione ucraina accetti questa pace e sostenga questo piano. Per questo il referendum è uno strumento potente. Gli ucraini, che hanno sofferto più di tutti in questa guerra, devono essere felici della fine della guerra e del formato di questo accordo. Questo è ciò che si intende per pace giusta”.

Basket, la Fip al Trapani: "Lesa immagine del basket italiano"

Roma, 29 dic. (askanews) – Il braccio di ferro tra Federbasket e Trapani Sharks entra in una fase ancora più tesa. Dopo le parole durissime pronunciate ieri dal direttore sportivo Valeriano D’Orta al termine della sconfitta casalinga contro Varese – con la minaccia di una possibile mancata presentazione a Bologna nel prossimo turno, sullo sfondo della vicenda dei mancati pagamenti e della penalizzazione in classifica – è arrivata la risposta ufficiale della Fip.

La Federazione Italiana Pallacanestro ha convocato d’urgenza un Consiglio federale straordinario, al termine del quale ha diffuso un comunicato dai toni molto fermi. Nel testo, il Consiglio ha ribadito la correttezza dell’operato federale nella gestione della vicenda, respingendo con decisione qualsiasi accusa di “volontà persecutoria” e sottolineando come l’azione della Fip sia stata esclusivamente finalizzata al rispetto delle regole di partecipazione al massimo campionato.

Allo stesso tempo, la Federazione ha giudicato il comportamento della società Trapani Shark “gravemente lesivo dell’immagine dell’intero movimento”, conferendo all’unanimità al presidente federale un ampio mandato per valutare e intraprendere ogni iniziativa utile alla tutela della credibilità del sistema, comprese eventuali azioni di carattere legale.

Nel comunicato viene inoltre chiamata in causa la Lega Basket Serie A, invitata ad assumere tutte le decisioni di natura endoassociativa necessarie per evitare che la credibilità del campionato venga ulteriormente compromessa. La crisi tra Trapani e le istituzioni del basket italiano, dunque, non accenna a rientrare e rischia di avere ripercussioni immediate sul regolare svolgimento del campionato.

BSF e Ripartiamo APS: missione umanitaria in Thailandia

Roma, 29 dic. – La prima missione umanitaria realizzata da BSF in collaborazione con Ripartiamo APS non stata solo un viaggio, ma un incontro di sguardi, sorrisi ed emozioni. L’iniziativa ha portato aiuto sul campo e ha restituito ai partecipanti consapevolezza, senso di responsabilit e il desiderio autentico di continuare a fare del bene.

Per BSF, fare impresa significa anche prendersi cura delle persone. La missione stata vissuta da una squadra in grado di unire competenze professionali, cuore e senso di responsabilit. Hanno partecipato Roberta Taschetti, Membro del Consiglio di Amministrazione, Carlo Rosario, Medico, Specialista e Progettista Gare, Cinzia Russo, Responsabile dell’Area Amministrazione, Finanze e Controllo, e Calogero Garzia, Coordinatore Tecnico e Supervisore delle Squadre Operative – Area Bonifiche e Manutenzioni.

Questi professionisti – segnala il video comunicato stampa – “hanno scelto di mettersi in gioco e hanno rappresentato al meglio i valori umani di BSF, dimostrando come l’impegno verso gli altri possa essere parte integrante della cultura aziendale”.

Autostrade, da gennaio pedaggi +1,5% con adeguamento tariffe

Roma, 29 dic. (askanews) – Dal primo gennaio 2026, per tutte le società concessionarie autostradali per le quali è in corso la procedura di aggiornamento dei relativi Piani Economico – Finanziari, sulla rete a pedaggio gestita, è previsto un adeguamento tariffario dell’1,5%, pari all’indice di inflazione programmata per l’anno 2026. Ciò è quanto stabilito, a seguito delle decisioni della Corte Costituzionale e della Autorità di regolazione dei trasporti. Lo riferisce il ministero di Infrastrutture e trasporti, spiegando con un comunicato che si tratta di decisioni su cui lo stesso dicastero non può più intervenire.

“La sentenza contraria della Corte Costituzionale ha vanificato lo sforzo del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e dello stesso governo di congelare le tariffe fino a definizione dei nuovi pef regolatori – afferma il Mit -. L’Art ha poi determinato che l’adeguamento tariffario all’inflazione sarà del 1,5%”.Per le società Concessioni del Tirreno p.A. (Tronco A10 e A12), Ivrea-Torino-Piacenza p.A. (Tronco A5 e A21) e Strada dei Parchi p.A., in vigenza di periodo regolatorio, non sono previste variazioni tariffarie a carico dell’utenza, precisa il Mit, in linea con i rispettivi Atti convenzionali vigenti. Una variazione pari all’1,925% è riconosciuta alla concessionaria Salerno-Pompei-Napoli S.p.A.

Infine, è riconosciuto un adeguamento tariffario pari all’1,46% per la società Autostrada del Brennero p.A., con concessione scaduta, per la quale è in corso il riaffidamento della medesima.

Autostrade, da gennaio i pedaggi aumenteranno dell’1,5%

Roma, 29 dic. (askanews) – Dal primo gennaio 2026, per tutte le società concessionarie autostradali per le quali è in corso la procedura di aggiornamento dei relativi Piani Economico – Finanziari, sulla rete a pedaggio gestita, è previsto un adeguamento tariffario dell’1,5%, pari all’indice di inflazione programmata per l’anno 2026. Ciò è quanto stabilito, a seguito delle decisioni della Corte Costituzionale e della Autorità di regolazione dei trasporti. Lo riferisce il ministero di Infrastrutture e trasporti, spiegando con un comunicato che si tratta di decisioni su cui lo stesso dicastero non può più intervenire.

“La sentenza contraria della Corte Costituzionale ha vanificato lo sforzo del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e dello stesso governo di congelare le tariffe fino a definizione dei nuovi pef regolatori – afferma il Mit -. L’Art ha poi determinato che l’adeguamento tariffario all’inflazione sarà del 1,5%”.

Per le società Concessioni del Tirreno p.A. (Tronco A10 e A12), Ivrea-Torino-Piacenza p.A. (Tronco A5 e A21) e Strada dei Parchi p.A., in vigenza di periodo regolatorio, non sono previste variazioni tariffarie a carico dell’utenza, precisa il Mit, in linea con i rispettivi Atti convenzionali vigenti. Una variazione pari all’1,925% è riconosciuta alla concessionaria Salerno-Pompei-Napoli S.p.A.

Infine, è riconosciuto un adeguamento tariffario pari all’1,46% per la società Autostrada del Brennero p.A., con concessione scaduta, per la quale è in corso il riaffidamento della medesima.

Basket, Trapani, "Valutiamo di non giocare a Bologna"

Roma, 29 dic. (askanews) – Si aggrava ulteriormente la crisi in casa Trapani. Dopo la sconfitta interna contro Varese, in sala stampa si è presentato il direttore sportivo Valeriano d’Orta, che ha letto un duro comunicato ufficiale senza possibilità di replica, annunciando la volontà della società di valutare seriamente la non partecipazione alla trasferta di Bologna del prossimo 4 gennaio, valida per il 14° turno di campionato.

Una presa di posizione che arriva in un contesto già delicatissimo: Trapani sconta infatti un -5 in classifica per inadempienze amministrative e ha già accumulato 100.000 euro di multa per essere da due giornate senza il numero minimo di contratti professionistici, dopo la partenza di Allen. A complicare ulteriormente la situazione c’è il blocco dei tesseramenti, legato a un lodo pendente, che impedisce al club di mandare in panchina come capo allenatore il tecnico in seconda Alex Latini.

Nel comunicato, d’Orta parla apertamente di “palese ingiustizia e atto persecutorio” da parte di Legabasket e Federazione Italiana Pallacanestro, accusate di compromettere “irreparabilmente la competitività e l’equità dell’intero campionato”. Secondo il club, la reiterata decisione di non consentire a Latini di sedere in panchina, unita a sanzioni ritenute sproporzionate, rappresenta “non un ostacolo operativo ma un vero e proprio attentato all’immagine e alla sopravvivenza del club”, nonostante la “piena regolarità sostanziale documentata” e l’assoluzione federale del presidente Antonini sul tema dei crediti fiscali.

Trapani denuncia inoltre un “doppio standard inaccettabile”, citando precedenti come Cantù nel 2019 e Brescia nel 2020, quando – secondo la società – la Fip avrebbe favorito soluzioni flessibili per evitare il collasso del sistema. Un clima definito di “totale incertezza, arbitrarietà e mancanza di dialogo”, che avrebbe portato anche molti giocatori a manifestare la volontà di lasciare il club.

Da qui l’annuncio più pesante: la valutazione concreta di non presentarsi a Bologna. Una scelta che la società definisce “estrema ma necessaria”, non un capriccio, bensì “un atto di protesta” per denunciare pubblicamente quanto sta accadendo e sollecitare un confronto istituzionale con gli organi competenti, nella convinzione che “dialogo e rispetto reciproco” siano fondamentali per tutelare l’equità del sistema sportivo.

Freddo intenso a Capodanno, ma sarà una toccata e fuga. Poi maltempo

Roma, 29 dic. (askanews) – Mentre l’anno volge al termine, l’inverno vero e proprio si è fatto attendere sul nostro Paese. A parte qualche sporadico e breve episodio localizzato, le temperature restano miti. Qualcosa di più freddo sembra profilarsi all’orizzonte con la fine del 2025, ma per il momento non si prevedono ancora cambiamenti meteorologici drastici. Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, conferma che con l’avvicinamento a Capodanno assisteremo a un cambiamento generale nel quadro europeo e nazionale, con l’arrivo di aria più fredda. Tuttavia, non si prevedono fenomeni di particolare rilevanza o un’irruzione gelida di grande portata.

Tra il pomeriggio di martedì 30 e la giornata mercoledì 31 dicembre, l’Italia verrà raggiunta da una colata d’aria fredda di origine artico-continentale che farà crollare le temperature, in particolar modo sul versante adriatico e al Centro-Sud, con i venti di Tramontana e Grecale in deciso, ma temporaneo rinforzo.

Non si prevedono precipitazioni degne di nota. Il sole sarà ancora protagonista su buona parte del Paese. Qualche pioggia bagnerà temporaneamente l’estremo Sud e le aree interne di Abruzzo e Molise, con nevicate fino a quote collinari. Ma sarà un normalissimo mordi e fuggi.

La settimana risulterà comunque abbastanza dinamica, infatti giovedì 1 gennaio le correnti ruoteranno dai quadranti meridionali con il ritorno di nubi e locali rovesci sulla fascia tirrenica, in particolare tra Liguria di levante, Toscana e Lazio, andrà meglio altrove. Le temperature, dopo una notte di Capodanno e una mattinata gelida, tenderanno ad aumentare nuovamente.

Questo peggioramento sarà molto probabilmente l’inizio di una fase di maltempo più duratura che potrebbe tenerci compagnia almeno fino all’Epifania, con venti sostenuti da Sud-Ovest e piogge e rovesci abbondanti su molte regioni, con le aree tirreniche sempre in in prima linea.

Doveva arrivare il gelo e invece dagli ultimi aggiornamenti parrebbe voler cambiare strada e puntare altri stati, tutti fuorché l’Italia. Ma in questa estrema dinamicità le sorprese sono comunque dietro l’angolo, e per gli amanti del freddo e della neve non resta che incrociare le dita e sperare in un cambio dell’ultimo minuto.

Ucraina, alle 15 Cdm. In titolo decreto resta parola ‘militari’

Roma, 29 dic. (askanews) – Il decreto Ucraina è al primo punto dell’ordine del giorno del Consiglio dei ministri che si terrà oggi alle 15.

Il provvedimento reca “disposizioni urgenti per la proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell’Ucraina, per il rinnovo dei permessi di soggiorno in possesso di cittadini ucraini, nonché per la sicurezza dei giornalisti freelance”.

Dunque, nell’intestazione del decreto resta l’uso dell’aggettivo ‘militari’.

Zelensky svela le richieste ucraine: garanzie di sicurezza per 50 anni

Roma, 29 dic. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivelato che gli Stati Uniti hanno proposto per l’Ucraina garanzie di sicurezza per 15 anni e che lui ha chiesto un impegno su 50 anni, per scoraggiare future aggressioni russe. L’annuncio segue l’incontro di ieri sera tra Zelensky e il presidente statunitense in Florida, dove Donald Trump ha dichiarato che “Ucraina e Russia sono più vicine che mai a un accordo”.

Tuttavia, il Cremlino ha ribadito oggi la posizione massimalista rispetto alla questione territoriali: “Se Kiev vuole la pace, deve ritirare le truppe dal Donbass”, ha avvertito il portavoce Dmitri Peskov, aggiungendo che, in mancanza di un accordo, l’Ucraina perderà ulteriori territori.

Peskov ha in realtà alzato la posta. Ha infatti confermato che “si parla del ritiro delle forze del regime ucraino dal Donbass”, senza escludere che la richiesta possa estendersi alle regioni di Zaporizhzhia e Kherson, attualmente parzialmente occupate dalla Russia. “Se Kiev non firmerà un accordo, la situazione peggiorerà”, ha detto, citando indirettamente le parole di Trump secondo cui “l’Ucraina potrebbe perdere altri territori nei prossimi mesi”. Il Cremlino ha evitato di commentare ipotesi su zone economiche speciali nel Donbass o sul futuro della centrale nucleare di Zaporizhzhia, liquidando il tema come “inopportuno”.

I negoziati su cui sia Donald Trump che le parti russa e ucraina mostrano ottimismo, restano bloccati su tre questioni chiave: i territori occupati dalla Russia, lo status legale di questi territori nel dopoguerra e la presenza di truppe straniere per monitorare il cessate-il-fuoco.

Il presidente ucraino, in un messaggio ai giornalisti, ha ribadito che “senza garanzie di sicurezza realistiche, questa guerra non finirà”. Secondo Zelensky, il piano presentato agli Usa e articolato in 20 punti deve essere approvato con un referendum nazionale, ma per organizzare una consultazione generale servirebbe un cessate il fuoco di 60 giorni, ha detto. Ad oggi, il presidente Putin ha ipotizzato una breve tregua in caso di elezioni presidenziali.

Zelensky ha anche rivelato che, in base al piano presentato, le garanzie dovranno essere ratificate dal Congresso Usa e dai parlamenti degli altri Paesi coinvolti.Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato un vertice a Parigi all’inizio di gennaio per definire i contributi concreti degli alleati al piano di sicurezza.Peskov ha invece confermato che Putin e Trump si consulteranno “a breve”, ma nessun dialogo diretto è previsto con Zelenskyy.

La Russia controlla attualmente un quinto del territorio ucraino, inclusa la Crimea annessa nel 2014, il 90% del Donbass, il 75 per cento delle regioni di Zaporizhzhia e Kherson, e porzioni di Kharkiv, Sumy, Mykolaiv e Dnipropetrovsk. Secondo molti analisti, anche vicini al Cremlino, Putin sarebbe pronto a restituire i territori fuori dal Donbass e dalle oblast di Zaporizhzhia e Kherson, ma non vi è possibilità di compromesso sulle quattro regioni dichiarate parte integrante della Federazione russa.

Saldi, Confesercenti: al via il 2/01, già 2 milioni hanno comprato in presaldo

Roma, 29 dic. (askanews) – Il conto alla rovescia per i saldi entra nel vivo: le vendite di fine stagione invernali prenderanno il via il 2 gennaio in Valle d’Aosta e sabato 3 gennaio nel resto d’Italia, con l’eccezione delle Province autonome di Trento e di Bolzano, dove vigono regole differenti. Di fatto, però, gli sconti sono già iniziati: secondo le stime Confesercenti, quasi 2 milioni hanno già acquistato in offerta durante i “pre-saldi” iniziati subito dopo Natale.

Lo stima Confesercenti sulla base di un sondaggio Ipsos condotto sui consumatori in vista dei saldi invernali 2026, il primo evento promozionale dell’anno e tra i maggiori per dimensioni, con un fatturato stimabile quest’anno in circa 6 miliardi di euro.

Le vendite anticipate, però, ne stanno diluendo l’impatto. Tra il 26 dicembre e l’avvio formale dei saldi invernali si sta infatti consolidando un periodo promozionale “di fatto”, soprattutto nella moda: offerte e ribassi compaiono in anticipo, spesso attraverso formule riservate alla propria clientela che invitano a partecipare a “saldi privati”, “pre-saldi”, “winter pre-sale” e “exclusive sales”. Molte etichette, ma la sostanza è la stessa: offerte promozionali che anticipano la data ufficiale di avvio dei saldi.

“Una dinamica in contrasto con molte normative regionali, che vietano promozioni nei 30 o 45 giorni precedenti alle vendite fine stagione, e che rende meno leggibile il quadro degli sconti: il trimestre novembre-gennaio si è trasformato in una stagione di promozione continua, sotto la spinta degli outlet e del canale online, con i negozi ‘trascinati’ dentro la competizione promozionale per non perdere flussi e clientela. In questo contesto, gli acquisti di Natale – in particolare nella moda – risultano sempre più schiacciati e compressi tra due “morse”: da un lato il Black Friday, che anticipa una parte della domanda; dall’altro i saldi anticipati e le formule di pre-saldo, che intercettano la spesa residua”.

Due pressioni che agiscono spesso al di fuori delle regole e finiscono per erodere gli acquisti tradizionali del periodo natalizio. A questo si è aggiunto il maltempo dei giorni pre-natalizi, che ha reso più difficili gli acquisti dell’ultima settimana, penalizzando il last minute, fondamentale nei negozi di prossimità.

Per Confesercenti, in questo quadro “è decisivo riportare al centro trasparenza e concorrenza leale: prezzi e sconti devono essere chiari, verificabili e comparabili, soprattutto nel digitale e nelle iniziative ‘a platea selezionata’. È fondamentale anche il pieno rispetto delle regole sugli annunci di riduzione di prezzo, a partire dal ‘prezzo precedente’, che per legge è il più basso praticato nei 30 giorni antecedenti. Il rischio è che i saldi perdano la loro funzione e si trasformino in un mero episodio di un periodo promozionale continuo, con effetti di confusione per i consumatori e difficoltà per le imprese che rispettano le regole. Bisogna, in generale, rivedere le regole sulle promozioni, perché assicurino concorrenza leale e pluralismo distributivo”.

Terminate le riprese "Anime fragili", nuovo film con Luca Barbareschi

Roma, 29 dic. (askanews) – Sono terminate a Roma le riprese di “Anime fragili”, il nuovo film diretto da Fabio Resinaro e interpretato da Luca Barbareschi, che torna sul set con un’opera intensa e profondamente umana.

Prodotto da Bartlebyfilm con Rai Cinema in collaborazione con Eliseo Entertainment, il film è stato girato tra Roma e Santa Marinella e le riprese hanno avuto una durata di quattro settimane.

“Anime Fragili” racconta l’incontro tra un celebre direttore d’orchestra settantenne, ormai impossibilitato a suonare per un grave problema di salute, e Carlos, un immigrato venezuelano più giovane, costretto ad accettare il ruolo di badante per necessità economica. Il musicista, padre difficile e ingombrante, ha da sempre rapporti conflittuali con le due figlie; la più giovane ha sacrificato la propria vita per accudirlo, finché un incidente banale lo rende completamente dipendente dagli altri proprio mentre lei decide di allontanarsi per salvare il suo matrimonio.

La convivenza tra i due uomini è inizialmente fredda e complicata. Entrambi però sono attraversati da profonde fratture familiari e da un rapporto problematico con i figli. In questo terreno comune, fatto di fragilità e responsabilità mancate, finiranno per riconoscersi l’uno nello specchio dell’altro, trovando inaspettatamente un punto di contatto.

Nel cast anche: Fernando Arze Echalar, Marina Cappellini, Anna Favella, Pablo Scapigliati, Josefina Torino, Riccardo Gamba.

La Cina lancia le esercitazioni "Missione Giustizia", Taiwan nel mirino

Roma, 29 dic. (askanews) – La Cina ha lanciato esercitazioni militari denominate “Missione Giustizia 2025”, con manovre a fuoco reale intorno a Taiwan per simulare il blocco dei principali porti, oltre ad attacchi a obiettivi marittimi e operazioni per respingere “interferenze esterne”.

Secondo il portavoce del comando orientale dell’Esercito Popolare di Liberazione (PLA), il colonnello Shi Yi, l’operazione intende essere un “severo monito contro le forze separatiste dell’indipendendentismo di Taiwan e le interferenze straniere”. Il portavoce ha definito le manovre e quindi lo scenario militare prefigurato, un’azione “legittima e necessaria” per difendere la sovranità e l’unità nazionale.Come riporta il Guardian, Taiwan ha risposto con durezza, condannando le manovre e accusando Pechino di minacciare la sicurezza regionale e i diritti dei pescatori locali.

Il ministero della Difesa di Taipei ha dichiarato di aver schierato forze appropriate per contrastare l’esercitazione, ribadendo che “difendere democrazia e libertà non è una provocazione”.

Treccani: Papa Leone XIV personaggio dell’anno 2025

Roma, 29 dic. (askanews) – Papa Leone XIV è stato scelto come “Personaggio dell’anno 2025” dall’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani per aver improntato il pontificato a valori fondamentali dell’esperienza cristiana, come sobrietà, misura e ascolto, espressione ideale di “una chiesa povera per i poveri”.

“Parsimonioso di presenza e di parole”, come ricorda il Libro dell’anno Treccani 2025, Leone XIV ha scelto di sfumare la propria figura, ridurne la rumorosità, bilanciare posizioni e udienze, sottraendosi con pazienza ai tentativi di collocarlo a destra o a sinistra, tanto sul piano politico quanto su quello teologico.

Leone XIV, primo papa statunitense, primo missionario in senso moderno e primo figlio dell’ordine cui appartenne Martin Lutero, sta applicando la capacità di governo maturata durante la lunga missione in Perù, e si trova ora, da pontefice, a operare in un mondo in cui potenze che ambiscono a tornare “nuovamente grandi” hanno bisogno che altri si rimpiccioliscano nella coscienza dei propri diritti.

In questo scenario segnato da inedite e interconnesse sfide globali, il nuovo Papa è chiamato a stabilire l’ordine delle priorità di un’agenda complessa, tra nodi da sciogliere o da tagliare, in un percorso fatto di scelte selettive, risposte misurate e rinvii ponderati, che non promette consenso facile né immediato a un pontificato impegnato a promuovere una pace “disarmata e disarmante”.

Agcom: filtro anti-spoofing ha bloccato 49 mln di chiamate in 11 gg

Roma, 29 dic. (askanews) – Nei primi 11 giorni dall’entrata in vigore il nuovo filtro “anti-spoofing” che prende di mira anche per le chiamate da numeri mobili ha bloccate circa 49,3 milioni di chiamate illecite da numerazioni mobili italiane, 4,1 mln al giorno, pari a circa il 56% del totale delle chiamate da rete mobile con numero italiano (88,3 mln circa). Lo riporta l’Agcom, ricordando con un comunicato che dal 19 novembre il filtro è operativo grazie alla collaborazione tra gli operatori che instradano il traffico dalle direttrici internazionali e gli operatori di rete mobile. Blocca le chiamate provenienti dall’estero che utilizzano numerazioni italiane mobili contraffatte (spoofing).

In questo modo, prosegue l’autorità con un comunicato, si completa la misura avviata il 19 agosto, quando è stato introdotto il blocco delle chiamate internazionali con numeri fissi italiani. I dati raccolti nel primo periodo di applicazione confermano l’efficacia dell’intervento: tra il 19 e il 30 novembre sono state bloccate circa 49,3 milioni di chiamate illecite da numerazioni mobili italiane, 4,1 mln al giorno, pari a circa il 56% del totale delle chiamate da rete mobile con numero italiano (88,3 mln circa).

Le chiamate con numero mobile italiano passano da una media giornaliera di circa 26,8 mln, dal 1° al 18 novembre, a una media giornaliera di 7,4 mln chiamate dal 19 novembre al 30 novembre. Parallelamente le chiamate con numero estero passano da una media giornaliera di 6,6 mln (19% del totale), prima del 19 novembre, a 23,8 mln (74% del totale), dopo il 19 novembre. Le chiamate provenienti dall’estero con numerazione di rete fissa bloccate sono circa 10 milioni.

L’analisi dinamica dei dati sopra riportati evidenzia con chiarezza l’impatto del filtro. Nei giorni immediatamente successivi all’attivazione del blocco sui numeri mobili, il numero di chiamate con CLI di rete mobile italiano provenienti dall’estero si è ridotto drasticamente.

Dall’analisi del traffico internazionale emerge, inoltre, che la diminuzione di tentativi di chiamate provenienti da numeri mobili italiani contraffatti si è accompagnata a uno spostamento delle attività illegali di teleselling verso numerazioni con prefisso estero, dice ancora l’Agcom. Ciò rappresenta un chiaro segnale di ripiego da parte delle attività illecite, che, non potendo aggirare il blocco, tentano di utilizzare numerazioni non filtrate, sebbene facilmente riconoscibili dagli utenti.

Si conferma, inoltre, l’efficacia del filtro relativo alle chiamate internazionali da numeri fissi italiani, introdotto il 19 agosto. La percentuale di chiamate bloccate si è stabilizzata su valori di circa il 2% del totale, registrando una netta riduzione rispetto alla fase iniziale, quando era stato rilevato un picco prossimo al 9%.

I residui casi di spoofing con numerazioni italiane, opportunamente segnalati all’Autorità, sono attualmente oggetto di vigilanza per l’individuazione dei soggetti responsabili, i quali non possono più nascondersi dietro l’irrintracciabilità derivante dall’utilizzo di un operatore estero.

Il Cremlino: pace molto più vicina, presto nuova telefonata Putin-Trump

Roma, 29 dic. (askanews) – Il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha annunciato che Vladimir Putin e Donald Trump terranno a breve un nuovo colloquio telefonico.

Secondo Peskov, la Russia condivide la valutazione del presidente americano sul fatto che la pace in Ucraina sia oggi “molto più vicina”.

Peskov ha poi dichiarato che, per porre fine alle ostilità, l’Ucraina deve ritirare le proprie forze armate “al di fuori dei confini amministrativi del Donbass”.

“Certamente, si tratta del ritiro delle forze del regime di Kiev dal Donbass, oltre i suoi confini amministrativi”, ha affermato Peskov in risposta ai giornalisti, confermando la linea massimalista del Cremlino sulla questione territoriale.

Influenza, 950.000 nuovi casi: "Picco a breve. Variante K prevalente"

Roma, 29 dic. (askanews) – L’incidenza totale delle infezioni respiratorie acute nella comunità, nella settimana dal 15 al 21 dicembre, è stata pari a 17,1 casi per 1.000 assistiti (vs 14,7 nel bollettino precedente), in aumento rispetto alla settimana precedente come atteso per il periodo. Sono stati stimati circa 950mila nuovi casi, con un totale dall’inizio della sorveglianza di circa 5,8 milioni di casi. L’incidenza più elevata si osserva, come di consueto, nella fascia di età 0-4 anni, con circa 50 casi per 1.000 assistiti. Lo afferma il rapporto della sorveglianza RespiVirNet, pubblicato oggi e da quest’anno in forma interattiva, dell’Istituto superiore di Sanit, che ha anche pubblicato una Faq sui principali dubbi (“Influenza e altri virus respiratori, cosa sapere”, consultabile sul suo sito).

“I dati ci mostrano che ci stiamo avvicinando al picco dei casi, che verosimilmente verrà toccato nelle prossime settimane, in cui ci aspetta una circolazione sostenuta dei virus respiratori come atteso per il periodo”, commenta Anna Teresa Palamara, che dirige il dipartimento di Malattie Infettive dell’Iss: “Purtroppo, come segnalato da alcune Regioni, anche quest’anno all’aumento del numero di casi corrisponde un aumento nel numero di accessi al pronto soccorso e ospedalizzazioni soprattutto per le persone più anziane. Soprattutto in questi giorni in cui le occasioni di incontro e di convivialità possono favorire la trasmissione dei virus respiratori, ricordiamo che alcune semplici precauzioni sono utili a ridurre il rischio di contagio. Dall’areazione dei locali al lavaggio delle mani alla cosiddetta ‘etichetta respiratoria’, che sono riportate anche nella Faq sull’influenza e gli altri virus respiratori che abbiamo pubblicato oggi”.

Nella settimana sia nella comunità che nel flusso ospedaliero si registra un alto tasso di positività per influenza (31,5% e 46,2% rispettivamente vs 36% e 40,4%).

Per quanto riguarda la caratterizzazione dei virus influenzali, nella comunità e nel flusso ospedaliero la percentuale di virus A(H3N2) risulta ampiamente maggiore rispetto ai virus A(H1N1)pdm09. Ad oggi nessun campione è risultato essere positivo per influenza di tipo A “non sottotipizzabile” come influenza stagionale, che potrebbe essere indicativo della circolazione di ceppi aviari. Le analisi di sequenziamento in corso dall’inizio della sorveglianza evidenziano che tra i ceppi di virus influenzale A H3N2 attualmente circolanti in Italia il subclade K è nettamente prevalente, mentre tra i ceppi H1N1 pdm09, tutti i ceppi si raggruppano esclusivamente nel subclade D.3.1 nell’ambito del più ampio clade 5a.2a.1 al quale appartengono anche i ceppi vaccinali, In particolare l’intensità è molto alta in Veneto, provincia di Bolzano, Marche e Campania, alta in Sicilia, Piemonte, Emilia Romagna, Lazio e Abruzzo, media in Val d’Aosta, Lombardia, Toscana e Puglia e bassa in tutte le altre. Si ricorda che il cambiamento nella definizione di caso da ILI ad ARI rende difficile confrontare l’incidenza settimanale con quella delle stagioni precedenti, così come con le soglie di intensità, calcolate sulla base dei dati relativi alle sindromi simil-influenzali delle ultime stagioni.

Durante la settimana sono stati segnalati, attraverso il portale RespiVirNet, 3.744 campioni clinici ricevuti dai diversi laboratori afferenti alla rete. Dalle analisi effettuate 1654 (44,2%) sono risultati positivi al virus influenzale, 120 (3,2%) sono risultati positivi per VRS, 80 (2,1%) per SARS-CoV-2 e i rimanenti sono risultati positivi per altri virus respiratori: 199 (5,3%) Rhinovirus, 83 (2,2%) Coronavirus umani diversi da SARS-CoV-2, 56 (1,5%) Adenovirus, 38 (1,0%) virus Parainfluenzali, 10 Bocavirus e 8 Metapneumovirus.

I dati della sorveglianza degli accessi al pronto soccorso riferiti da alcune regioni (Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Lazio, Abruzzo e Sicilia), aggiornati alla settimana 50 del 2025 (8-14 dicembre), evidenziano un aumento sia degli accessi sia delle ospedalizzazioni per sindromi respiratorie rispetto alla stessa settimana della stagione precedente.

È record film di Natale: 27 milioni euro per "Buen Camino" di Zalone

Roma, 29 dic. (askanews) – “Buen Camino” conferma il suo primato per le festività natalizie: nei suoi primi quattro giorni di programmazione nei cinema italiani con 27 milioni di euro (26.921.300 di euro), una media di 34.847 euro in 771 cinema, 3.316.838 spettatori e una quota di mercato pari al 71,4%.

Un record assoluto per la commedia con Checco Zalone diretta da Gennaro Nunziante nelle sale da giovedì 25 dicembre: si tratta della migliore apertura di sempre per un film di Natale.

Il film distribuito da Medusa Film traina il mercato cinematografico che cresce del 256,5% rispetto al weekend della settimana precedente e dell’87% rispetto allo stesso weekend del 2024.

Un successo che coinvolge tutte le regioni, dal Nord al Sud, e che si rafforza anche nel raffronto con i due film precedenti di Checco Zalone. “Quo Vado” aveva aperto a 22.792.000 di euro e “Tolo Tolo” a 30.251.903 ma il confronto va letto alla luce di un dato importante: entrambi quei film erano usciti a Capodanno, storicamente il giorno più forte dell’anno per il box office italiano, e “Tolo Tolo” aveva beneficiato di un giorno in più rispetto a “Buen Camino” (il primo gennaio 2020 era un mercoledì).

“Buen Camino” è prodotto da Marco Cohen, Benedetto Habib, Fabrizio Donvito, Daniel Campos Pavoncelli ed è una produzione Indiana Production con Medusa Film in collaborazione con MZL e in collaborazione con Netflix realizzata da Indiana Production, una società Vuelta.

Vacanze, Confcommercio: a Capodanno 6 mln di viaggiatori, spesa 410 euro

Roma, 29 dic. (askanews) – A Capodanno sono previsti 6 milioni di viaggiatori. L’80% resterà in Italia, di cui il 20% nella propria regione. Il viaggio è stato pianificato nel dettaglio e la metà degli italiani ha optato per concedersi qualche giorno di vacanza in più, facendo almeno 3-4 pernottamenti. Un milione e 300 mila italiani, in sostanza 1 viaggiatore su 5, ha scelto una destinazione estera, con Francia, Spagna e Germania e Regno Unito in testa alle preferenze europee. Lo rileva un’indagine Confcommercio-Confturismo.

Come per Natale, le località di montagna, le città d’arte e le località balneari sono le mete più ambite. Trentino Alto Adige, Toscana e Campania sono le regioni più gettonate per il Capodanno 2025 italiano. Spesa media stimata 410 euro a persona.

Il classico e Samor: la ricerca di una continuit trasgressiva

Milano, 29 dic. (askanews) – Due momenti della storia dell’arte che si guardano e, ciascuno nel suo modo, danno forma a dei significanti. La Pinacoteca Ambrosiana di Milano ospita la mostra di Nicola Samor “Classical Collapse”, incursioni dei lavori dell’artista accanto alle opere rinascimentali custodite dal museo.

“Non credo che le opere abbiano alcunch da dirsi – ha spiegato Samor ad askanews – ma si possono costruire delle vicinanze, in questo caso forzate, senza chiedere per altro autorizzazione a coloro che gi popolano questi luoghi, per cercare qualche cosa che chiamerei piuttosto una sorta di continuit trasgressiva. Come poi lo sempre stata nella storia delle forme, ogniqualvolta qualcuno cerca di misurarsi con un capitale preesistente. Da una parte c’ una cura e dall’altra c’ una sorta di collera, di movimento che tende a scuotere di dosso dei segni che si sono accumulati nel tempo”.

Esempio di questa vicinanza complessa quella tra ii grande cartone della Scuola di Atene di Raffaello e il dipinto fantasmatico che Samor ha realizzato appositamente per questa sala dell’Ambrosiana: partendo da scenari simili, si sviluppano per opere molto diverse, ciascuna figlia del tempo.

“C’ una continuit tra l’arte rinascimentale rappresentata in Ambrosiana e quella che la proposta molto sapiente di Nicolas Samor – ha aggiunto il direttore del museo milanese, Alberto Rocca -. C’ una forma che muta, ma rimane: questo il grande senso di ci che si vede in questa mostra. L’Ambrosiana non nuova a mostre di arte contemporanea, proprio perch crede in questo continuo sviluppo dell’intuizione che l’uomo ha nel contemplare la propria vita e nel produrre bellezza”.

La mostra un unico progetto, ma si sviluppa su due sedi, alla parte milanese se ne aggiunge una ospitata dal Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli, entrambe unite dalla riflessione di Samor sul confronto con la classicit nei suoi diversi momenti. “Il classico – ha concluso l’artista – sembra un’idea creata per collassare in un certo senso, per essere rimessa in discussione recuperata, ritrovata, in una sorta di punto fermo mentale, un’oasi mentale pi che in uno stato delle cose”.

E in quest’oasi si pu sentire che, nonostante l’assunzione a canone e la storicizzazione delle opere, nulla pacificato, e l’arte resta, per fortuna, in gran parte ancora un mistero. Che forse serve pi vivere anzich decifrare.

Visco…sa: la destra non ha più paura del Grande Fratello fiscale

Una norma passata sotto silenzio

È passata del tutto inosservata – salvo pochi e scarni accenni sulla stampa specializzata – la norma contenuta nel Bilancio di previsione per l’anno 2026 che introduce, a partire dal 2028, una ritenuta dello 0,50% e, dal 2029, una ritenuta dell’1% sui corrispettivi per le prestazioni di servizi e le cessioni di beni effettuate nell’esercizio di imprese da soggetti che, al momento di ricevere il pagamento, non abbiano aderito alla proposta di concordato preventivo biennale o non si trovino in regime di adempimento collaborativo.

In sostanza, all’atto del pagamento di fatture relative a transazioni tra imprese, dovrà essere operata una ritenuta di acconto dell’1% sul valore complessivo della transazione, al netto dell’Iva.

La logica della misura

La misura ha carattere strutturale e persegue un duplice obiettivo. Da un lato, spingere i contribuenti ad avvalersi del concordato preventivo biennale per non essere assoggettati a questo ulteriore adempimento; dall’altro, accrescere la disponibilità di dati utili a prevenire l’evasione dell’Iva e delle imposte dirette.

Si tratta, dunque, di un intervento che rafforza la tracciabilità delle operazioni economiche e che, per portata e finalità, si inserisce pienamente nel solco degli strumenti di contrasto all’evasione.

Una clamorosa inversione politica

Quel che sorprende è che un governo nato all’insegna della semplificazione e del rifiuto di ogni innovazione legata alla digitalizzazione dei dati fiscali finisca per ripiegare su adempimenti che, se fossero stati introdotti dall’ex ministro Vincenzo Visco, avrebbero con ogni probabilità scatenato proteste di piazza da parte delle forze di destra.

Quando venne introdotta la fatturazione elettronica, la destra scese in piazza gridando “No alla fatturazione elettronica”, accusata di rafforzare i poteri del cosiddetto Grande Fratello fiscale. Addirittura, nel programma elettorale di Fratelli d’Italia era prevista l’abrogazione dello split payment, che impone alle pubbliche amministrazioni di versare direttamente all’erario l’Iva sulle fatture dei fornitori.

Il lascito (rimosso) delle riforme Visco

Eppure, proprio la fatturazione elettronica e lo split payment – misure riconducibili all’impostazione di Visco – hanno contribuito in modo significativo ad accrescere il gettito Iva. Resta vero che l’evasione fiscale, stimata ancora oggi tra i 90 e i 100 miliardi di euro, non è stata scalfita in modo decisivo, soprattutto sul fronte delle imposte dirette (Irpef e Ires).

Già nel 2017-2018, Visco aveva avanzato l’ipotesi di una ritenuta di acconto generalizzata sui redditi derivanti da transazioni tra imprese. All’epoca, quella proposta apparve “eversiva” e venne rapidamente accantonata.

Dal documento al flusso

Oggi, a distanza di anni, il Ministero dell’Economia riscopre quella stessa logica, seppure in forma attenuata: una ritenuta inizialmente limitata all’1%, ma strutturale e dunque destinata, verosimilmente dopo le elezioni del 2027, a essere incrementata.

La lotta all’evasione compie così un salto di qualità: l’attenzione si sposta dal documento (la fattura) al flusso (il bonifico). È la tracciabilità sistematica di milioni di movimenti finanziari che prende forma, materializzando proprio quel Grande Fratello fiscale a lungo demonizzato dalla destra.

Meloni, il presepe e l’identità nazionale

Per il Natale era consuetudine che i vertici delle istituzioni pubbliche, ai vari livelli, rivolgessero agli italiani gli auguri di buone feste utilizzando i canali televisivi. Era un uso tipico della Prima Repubblica, caduto miseramente nel travagliato periodo della Seconda e mai più ripreso nella Terza che stiamo attraversando.

La premier Meloni, nel tentativo di recuperare anche tradizioni di carattere istituzionale, ha scelto per il Natale appena trascorso il proprio profilo Facebook per rivolgersi agli italiani e formulare gli auguri, pur collocandosi in una sede simbolicamente istituzionale. Per quanti restano più affezionati alle forme classiche della comunicazione istituzionale – televisione e comunicati ufficiali – c’è poco da rimpiangere: questo modello di governo di destra, anzi questi modelli di governo, primo fra tutti quello incarnato da Donald Trump, prediligono infatti i social media per comunicare direttamente alla Nazione risultati e idee di governo.

Il presepe come scelta identitaria

La premier Meloni si è presentata in veste natalizia davanti al presepe allestito nella sede del Governo, realizzato nello stile più classico, quello napoletano di fine Settecento. I personaggi raffigurano l’idea di un piccolo borgo di campagna, ciascuno intento al proprio mestiere, ad eccezione dei pastori e dei tre protagonisti della Natività – Maria, Giuseppe e il Bambinello.

Il primo messaggio trasmesso è stato quello di una rivendicazione dell’identità nazionale, legata al presepe francescano – dunque inequivocabilmente italiano – e al mantenimento dell’immagine simbolica del Natale nelle famiglie. Sono rimasti, di fatto, sullo sfondo i simboli del Natale di matrice celtica: Babbo Natale con le renne, l’abete addobbato con nastri e sfere colorate. Eppure il nostro Paese, da decenni, è multietnico, multiculturale e anche multiconfessionale; basterebbe ricordare l’elenco delle confessioni religiose riconosciute dallo Stato.

Tradizione italiana, vocazione universale

È indubbio che il presepe sia universalmente attribuito alla cultura medievale italiana, con san Francesco quale indiscusso iniziatore. Conoscere questo aspetto della tradizione natalizia italiana è importante per chiunque, cittadino o meno di questo Paese. Vale sia per coloro che lo hanno progressivamente dimenticato a favore di tradizioni provenienti da altri contesti culturali, spesso segnate da una forte valenza consumistica, sia per coloro che lo apprendono oggi perché vivono e lavorano in Italia.

Allo stesso modo, è opportuno ricordare che la cultura cristiano-cattolica, cui il presepe appartiene, è per sua natura ecumenica e riconosce nella diversità dell’altro non un nemico, ma un fratello. Ne discende che il premier di un Paese complesso come il nostro rappresenta anche quei “fratelli” che non lo sono nella fede, ma lo sono sul terreno della storia, perché condividono con noi la vita civile.

Un saluto esplicito anche agli italiani di tutte le confessioni religiose non sarebbe stato fuori luogo; eppure, nel breve discorso pronunciato, questo riferimento è mancato.

 

I valori evocati e la realtà sociale

In questo presepe tutto italiano e rivolto implicitamente ai cattolici, la premier Meloni ha riconosciuto l’insieme dei valori della solidarietà come elementi identitari della “nostra” comunità, valori da conservare e custodire senza timore, per convinzione autentica e non per semplice moda. Le condizioni oggettive di difficoltà in cui versano le famiglie italiane – in un secondo anno di crescita zero, con la riduzione dei consumi per contenere il costo della vita, con il lavoro “degno” che appare sempre più fuori dall’orizzonte delle possibilità per i giovani, e con l’inflazione che erode i pochi risparmi – sono però rimaste sullo sfondo, come assorbite dall’effetto rassicurante dell’elenco dei “buoni valori” che la premier ha invitato a coltivare con convinzione natalizia.

Nessun italiano, per cultura e indole comune, viene meno a valori quali la dignità, la responsabilità, l’accoglienza delle fragilità, la ricerca della pace e della concordia. Tuttavia la nostra “panza” resta un po’ vuota e il nostro cenone di Natale è stato dignitoso, ma non fastoso. Per qualcuno, nemmeno questo.

 

Uno sguardo che manca

Mentre l’abbiamo guardata sorridente e rassicurante augurare buon Natale, ci siamo chiesti se davvero ci stesse vedendo, con occhi sinceri. Perché no: non stiamo bene, e nascondere i problemi – come la polvere sotto il tappeto – non li farà scomparire.

Forse sarebbe stato utile prendere esempio dal re Carlo III, che nel suo discorso natalizio ha detto ai suoi sudditi, con onestà, come stanno le cose. E di questo, gli sono stati grati.

Autoanalisi politica e psicoterapia, tra archeologia e teleologia

Già a inizio anni Ottanta, a proposito del Pci, Alberto Ronchey parlava di una sorta di “autoanalisi di gruppo”. In seguito il fenomeno si è esteso e ora coinvolge, quantomeno, gran parte degli eredi della sinistra e del centro.

La metafora è assai calzante, in quanto in percorsi del genere sono molto sottolineatiil passato e il presente, proprio come nel lavoro psicoterapico e, in particolare, psicoanalitico (infatti, diversamente da quel che sembra suggerire l’immaginario popolare, nella stanza d’analisi aleggiano molto il presente, il “qui e ora”, e il passato acquista rilievo soprattutto nella misura in cui risulta ancora attuale). Nell’un caso come nell’altro, invece, resta piuttosto in ombra la dimensione del futuro. I tentativi volti a immaginarlo o a delinearlo sono piuttosto opachi; non acquisiscono quell’importanza che forse meriterebbero.

Del resto, uno dei motivi di contrasto tra Alfred Adler, padre della Psicologia individuale, e Sigmund Freud ruotava intorno a una maggior apertura del primo al versante temporale del futuro. Come dire: la psicoterapia non può prescindere da esso.

Analogamente, nelle “ricostruzioni” individuali o collettive dei percorsi delle aree politiche, occorrerebbe porre il futuro al centro. Anche perché a motivare ricerche e riflessioni di tal tipo è proprio l’apertura di orizzonti inediti.

O, come magistralmente direbbe Paul Ricœur sia a proposito dei singoli che dei gruppi, andrebbe perseguita la giusta proporzione tra archeologia e teleologia (Ricœur, del resto, su concetti simili fondava anche la distinzione tra morale ed etica: la morale intesa come il momento deontologico della norma, l’etica concepita in senso teleologico per la presenza del telos, del fine della buona vita, «un orizzonte popolato dai nostri progetti di vita, le nostre anticipazioni della felicità, le nostre utopie, in breve tutte le figure mobili di ciò che consideriamo segni di una vita compiuta»).

Biblicamente, potremmo anche indicare l’aspetto teleologico come quello della “promessa”.

Gianni Sabàto: la democrazia chiede responsabilità, non rassegnazione.

Un testo che nasce da unurgenza reale

CattolicItaliani. Democrazia Organizzata, di Gianni Sabàto, è un quaderno politico-culturale che nasce da una constatazione condivisibile: la crisi della democrazia rappresentativa non è soltanto un problema di regole o di leadership, ma prima ancora di partecipazione, visione e cultura politica. L’astensionismo crescente, la personalizzazione dei partiti, la fragilità dei corpi intermedi pongono una domanda che il mondo cattolico non può eludere.

Il testo si colloca esplicitamente dentro questo interrogativo e lo fa senza indulgere né alla nostalgia del “partito cattolico”, né a scorciatoie identitarie. Il riferimento alle parole di mons. Vincenzo Paglia – più volte richiamate – chiarisce l’orizzonte: non un soggetto confessionale, ma una responsabilità storica dei cattolici nella costruzione del bene comune.

 

Democrazia come comunità, non come tecnica

Uno dei meriti del volume è l’insistenza sul carattere qualitativo della democrazia. Sabàto rifiuta una visione riduttiva, procedurale o meramente maggioritaria, contrapponendole una concezione “organizzata” della vita democratica, fondata sulla partecipazione consapevole, sulla mediazione e sulla responsabilità.

In questa chiave si inserisce la riflessione sulla mancata attuazione dell’articolo 49 della Costituzione e sulla natura ambigua dei partiti contemporanei, spesso ridotti ad associazioni private dominate da leadership personali. La critica non è ideologica, ma civile: senza democrazia interna e senza radicamento sociale, i partiti smarriscono la loro funzione costituzionale.

La cifra del laicato e la virtù dellamicizia

Il riferimento alla Christifideles laici e alla Lumen gentium non è ornamentale. Il laicato, per l’autore, non è una categoria residuale ma il luogo proprio dell’azione cristiana nella storia. Da qui il richiamo alla responsabilità, anche politica, come dimensione non opzionale.

Originale – e per certi versi controcorrente – è la centralità attribuita alla virtù dell’amicizia, riletta attraverso Aelredo di Rievaulx e la tradizione umanistica. L’amicizia diventa categoria civile: genera fiducia, dialogo, senso del limite. In un tempo segnato da polarizzazione e ipocrisia, è un richiamo che merita attenzione.

Tra denuncia e proposta

Il testo non nasconde una vena polemica verso il “politicante”, figura contrapposta al “politico d’onore”, guidato da imparzialità e senso del servizio. Talvolta il tono si fa severo, ma resta coerente con l’impianto morale dell’opera: la politica, se separata dalletica, perde dignità e credibilità.

Nel complesso, CattolicItaliani. Democrazia Organizzata è un quaderno denso, talora ridondante, ma animato da una tensione civile autentica. Non offre ricette immediate, né scorciatoie organizzative. Offre però qualcosa di più raro: una cornice culturale e ideale entro cui ripensare il ruolo dei cattolici italiani nella democrazia del nostro tempo.

Un contributo che, pur con i limiti del pamphlet, invita a non sottrarsi alla storia. E già questo, oggi, non è poco.

Il link per accedere al pdf del quaderno

M.O., Houthi: mossa aggressiva il riconoscimento del Somaliland di Israele

Roma, 28 dic. (askanews) – Il leader del gruppo yemenita Houthi, Abdulmalik Badr al-Din al-Houthi, ha definito “una mossa aggressiva” la decisione di Israele di riconoscere la regione automona del Somaliland, affermando che tale misura “mira a dividere i paesi della regione, nell’ambito di un piano che non si limita alla Somalia, ma il cui obiettivo dichiarato è quello di cambiare il Medio Oriente”.

In un discorso riportato dall’emittente al Masirah, il leader Houthi ha sostenuto che Israele “mira, con questa mossa, a trasformare la regione del Somaliland in un punto d’appoggio per attività ostili contro la Somalia, i paesi africani, lo Yemen e gli Stati arabi”. Attività che “minacciano la sicurezza del Mar Rosso e del Golfo di Aden”.

“Non accetteremo che nessuna parte della Somalia diventi un punto d’appoggio per il nemico israeliano a scapito della sovranità della Somalia, della sicurezza del suo popolo o della stabilità della regione e del Mar Rosso”, ha proseguito il leader Houthi, sottolineando che il gruppo yemenita adotterà ogni possibile misura “per sostenere la Somalia, anche quella di considerare qualsiasi presenza israeliana nella regione del Somaliland come un obiettivo militare legittimo per le nostre forze armate, in quanto rappresenta un’aggressione contro la Somalia e lo Yemen e una minaccia alla sicurezza regionale”.

Ucraina, ottimismo e nodi irrisolti all’incontro tra Trump e Zelensky

Roma, 29 dic. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che Ucraina e Russia sono “più vicine che mai” a un accordo di pace, dicendosi certo che i leader dei due Paesi vogliono arrivare a un intesa, ma senza alimentare aspettative su una firma imminente, tanto da dichiarare che “tra qualche settimana, lo sapremo in un modo o nell’altro” se si arriverà a un accordo.

Dopo l’incontro “eccellente” avuto con l’omologo ucraino Volodymyr Zelensky nella sua tenuta a Mar-a-Lago, in Florida, e il colloquio telefonico “molto proficuo” con il presidente russo Vladimir Putin, Trump ha ammesso he rimangono “una o due questioni spinose” da risolvere. Innanzitutto quella riguardante la regione orientale ucraina del Donbass, “certamente, uno dei problemi più grossi”, ha detto Trump, dopo che il Cremlino ha dichiarato che per “la fine definitiva del conflitto serve una decisione politica coraggiosa e responsabile da parte di Kiev”, mentre Zelensky ha ribadito di voler indire un referendum su un’eventuale cessione di una “terra che non appartiene a una sola persona”.

Anche Zelensky ha riferito di “un grande incontro” con Trump, con cui ha discusso “tutti gli aspetti” del piano di pace in 20 punti, ribadendo che è completo “al 90%” e affermando che Stati Uniti e Ucraina hanno raggiunto un accordo “al 100%” sulle garanzie di sicurezza e sulla dimensione militare, definite “una pietra miliare fondamentale per raggiungere una pace duratura”. Tuttavia, ha poi aggiunto che i team negoziali di Ucraina e Stati Uniti si incontreranno “già la prossima settimana” per “definire tutte le questioni discusse”.

La stessa presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, ha riferito di “nuovi progressi” registrati nell’incontro in Florida, a cui hanno partecipato in videochiamata anche i leader europei per circa un’ora, sottolineando che “l’Europa è pronta a continuare a collaborare con l’Ucraina e gli Stati Uniti per consolidare questi progressi” e che è “fondamentale avere garanzie di sicurezza ferree fin dal primo giorno”.

Nonostante le dichiarazioni, Trump non ha voluto alimentare aspettative su un accordo imminente, soprattutto quando è stato sollecitato dalla stampa su possibili scadenze fissate da Washington a riguardo. “Sapete qual è la mia scadenza? Porre fine alla guerra”, ha detto prima di ricevere Zelensky, riconoscendo la “difficoltà” delle trattative. Dopo l’incontro ha quindi ammesso che un accordo “potrebbe non arrivare”, precisando: “Tra qualche settimana, lo sapremo in un modo o nell’altro”.

Calcio, risultati e classifica di Serie A: l’Inter torna in testa

Roma, 28 dic. (askanews) – Questi i risultati del campionato di serie A dopo Atalanta-Inter 0-1

Diciassettesima giornata: Parma-Fiorentina 1-0, Lecce-Como 0-3, Torino-Cagliari 1-2, Udinese-Lazio 1-1, Pisa-Juventus 0-2, Milan-Verona 3-0, Cremonese-Napoli 0-2, Bologna-Sassuolo 1-1, Atalanta-Inter 0-1, lunedì 29 dicembre ore 20.45 Roma-Genoa.

Classifica: Inter 36, Milan 35, Napoli 34, Juventus 32, Roma 30, Como 28, Bologna 26, Lazio 24, Atalanta, Udinese, Sassuolo 22, Cremonese, Torino 21, Cagliari 19, Parma, Lecce 17, Genoa 14, Verona 12, Pisa 11, Fiorentina 9

Diciottesima giornata: venerdì 2 gennaio ore 20.45 Cagliari-Milan, sabato 3 gennaio ore 12.30 Como-Udinese, ore 15 Genoa-Pisa, Sassuolo-Parma, ore 18 Juventus-Lecce, ore 20.45 Atalanta-Roma, domenica 4 gennaio ore 12.30 Lazio-Napoli, ore 15 Fiorentina-Cremonese, ore 18 Verona-Torino, ore 20.45 Inter-Bologna.

Recuperi: mercoledì 14 gennaio ore 18.30 Napoli-Parma, ore 20.45 Inter-Lecce, giovedì 15 gennaio ore 18.30 Verona-Bologna, ore 20.45 Como-Milan.

Fdi chiede informativa Piantedosi e Tajani su Hannoun, Pd: irresponsabili

Roma, 28 dic. (askanews) – “Fdi chiede un’informativa urgente al ministro Piantedosi per riferire di una faccenda dai contorni sconcertanti”. Lo ha annunciato Sara Kelany in aula alla Camera ricordando che Hannoun è stato “arrestato per reati gravissimi: terrorismo, eversione, l’ordinanza dice che questo soggetto sarebbe organico ad Hamas e che l’avrebbe foraggiata con milioni di euro”. In apertura di seduta alla Camera per iniziare il dibatitto sulla legge di bilancio Fdi porta il caso degli arresti per terrorismo a Genova.

“Fdi da anni segnala la pericolosità di questo soggetto – ricorda la deputata – osannato e coccolato da esponenti di Pd, Avs e Cinque stelle, dalla deputata Sscari che ha fatto con lui diverse missioni estere, la deputata ha invitato alla Camera uno stretto collaboratore di Hannoun che emerge nelle intercvettazioni, un atteggiamento vergognoso che abbiamo stigmatizzato ma le sinistre si sono trincerate in un imbarazzante silenzio. Abbiamo chiesto di prendere le distanze da questi sogetti, che non sono mai arrivate. Dovrebbe scusarsi con gli italiani chi ha blandito quest’uomo. Per questo chiediamo al ministro dell’Interno di rifere i contorni dell’indagine e di come questa possa toccare la sicurezza dei cittadini che per noi resta bene imprescindibile”.

Rincara Giovanni Donzelli che chiede anche un’informativa del ministro degli Esteri Antonio Tajani in quanto: “l’Italia ha una credibilità nel mondo grazie al governo Meloni mentre altri andavano nelle piazze con i pro Pal perciò chiedo che Tajani venga in aula a dirci quanto per colpa delle opposizioni si sono complicate le relazioni internazionali e quanto la loro sciaguirata irresponsabilità ha danneggiato il percorso di pace andando a braccetto con chi inneggiava Hamas danneggiando il popolo palestinese”.

Ne nasce una bagarre in aula perchè i deputati delle opposizioni giudicano “irresponsabile” da parte della maggioranza attaccare in questo modo proprio alla vigilia dell’esame della legge di bilancio e se la prende con il vicepresidente Fabio Rampelli che ha dato spazio a Donzelli: “Grave precedente quello consentito dal presidente di turno Rampelli di consentire l’intervento del deputato Donzelli e l’attacco alle opposizioni. Se questa è la prassi, l’Aula così sarà ingovernabile. Se la destra ha deciso di andare all’esercizio provvisorio lo dica”, denuncia il vicepresidente di AVS Marco Grimaldi.

“Un comportamento inaccettabile e irresponsabile da parte del partito di maggioranza relativa”, ha aggiunto Federico Fornaro del Pd -. Se avete deciso di andare all’esercizio provvisorio abbiate la decenza di dirlo. C’è una responsabilità chiara del governo che è in ritardo sulla manovra e come primo atto cosa fa? Si scarica una vicenda grave sulle opposizioni? Il presidente non doveva consentirlo nell’interesse delle istituzioni che vanno sopra gli interessi del singolo gruppo”.

Calcio, risultati e classifica di Serie A: Bologna a 26 punti

Roma, 28 dic. (askanews) – Questi i risultati del campionato di serie A dopo Bologna-Sassuolo 1-1

Diciassettesima giornata: Parma-Fiorentina 1-0, Lecce-Como 0-3, Torino-Cagliari 1-2, Udinese-Lazio 1-1, Pisa-Juventus 0-2, Milan-Verona 3-0, Cremonese-Napoli 0-2, Bologna-Sassuolo 1-1, ore 20.45 Atalanta-Inter, lunedì 29 dicembre ore 20.45 Roma-Genoa.

Classifica: Milan 35, Napoli 34, Inter 33, Juventus 32, Roma 30, Como 28, Bologna 26, Lazio 24, Atalanta, Udinese, Sassuolo 22, Cremonese, Torino 21, Cagliari 19, Parma, Lecce 17, Genoa 14, Verona 12, Pisa 11, Fiorentina 9

Diciottesima giornata: venerdì 2 gennaio ore 20.45 Cagliari-Milan, sabato 3 gennaio ore 12.30 Como-Udinese, ore 15 Genoa-Pisa, Sassuolo-Parma, ore 18 Juventus-Lecce, ore 20.45 Atalanta-Roma, domenica 4 gennaio ore 12.30 Lazio-Napoli, ore 15 Fiorentina-Cremonese, ore 18 Verona-Torino, ore 20.45 Inter-Bologna.

Recuperi: mercoledì 14 gennaio ore 18.30 Napoli-Parma, ore 20.45 Inter-Lecce, giovedì 15 gennaio ore 18.30 Verona-Bologna, ore 20.45 Como-Milan.

Schlein: No alla riforma Nordio, raccogliamo le firme per il referendum

Roma, 28 dic. (askanews) – “Serve anche la tua firma contro la riforma Nordio! 15 cittadini hanno avviato la raccolta firme contro la riforma Nordio, devono raccogliere 500mila firme per il referendum. Firma anche tu per dire NO alla volontà del governo Meloni di assoggettare la giustizia e la magistratura al potere di chi governa”. Così sui social la segretaria del Pd, Elly Schlein, lancia un appello alla mobilitazione per il referendum contro la riforma costituzionale sulla separazione delle carriere.

“Perché non è una riforma che aiuterà i cittadini ad avere una giustizia più efficiente ed equa, come ha già ammesso lo stesso Nordio, ma è il tentativo della destra di indebolire l’indipendenza della magistratura e porsi al di sopra della legge. Per firmare bastano pochissimi minuti, e diciamo NO per difendere un principio fondamentale della democrazia”, conclude.

Terrorismo, Bonelli: no ambiguità, ma non rimuovere lo sterminio dei palestinesi

Roma, 28 dic. (askanews) – “Alleanza Verdi e Sinistra è favorevole all’informativa del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e al confronto in Aula. Se vi sono inchieste giudiziarie in corso, è giusto che la magistratura faccia piena chiarezza, ma una cosa deve essere chiara: noi non abbiamo nulla di cui vergognarci e non dobbiamo chiedere scusa a nessuno”. Così nel suo intervento in aula Angelo Bonelli, parlamentare di AVS, nella richiesta di informativa al Ministro Piantedosi sull’operazione antiterrorismo a Genova “Rivendichiamo di aver sostenuto un sentimento popolare contro lo sterminio del popolo palestinese, una tragedia che la destra tenta di rimuovere dal dibattito pubblico. Nei Territori occupati l’occupazione illegale delle colonie in Cisgiordania continua con la distruzione delle sorgenti d’acqua, delle case, degli ulivi e delle terre palestinesi: una realtà in cui la vita di un palestinese vale meno di qualsiasi bene materiale. È una vergogna. Abbiamo sempre condannato senza ambiguità l’attacco terroristico del 7 ottobre, che è nemico della causa palestinese e di ogni prospettiva di pace. Il terrorismo mina la democrazia e allontana qualsiasi soluzione. Chiediamo che la magistratura accerti eventuali responsabilità, ma ricordiamo che, secondo inchieste giornalistiche internazionali, tra il 2012 e il 2018 il governo guidato da Benjamin Netanyahu ha consentito flussi per oltre un miliardo di dollari ad Hamas per indebolire l’Autorità nazionale palestinese. Questo, però, non fa scandalo. Noi non rinneghiamo nulla: difendiamo il diritto alla vita del popolo palestinese e denunciamo il silenzio di chi non ha fermato il commercio di armi né sospeso gli accordi di cooperazione economica con uno Stato che sta compiendo crimini gravissimi. Un silenzio imbarazzante davanti alla storia”, ha concluso Bonelli.

Trump: gli Usa sono diventati le vere Nazioni Unite

Roma, 28 dic. (askanews) – Gli Stati Uniti stanno sostituendo le Nazioni Unite nelle iniziative di mediazione, visto che questa organizzazione non offre alcun aiuto nel mantenimento della pace. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

“Sono lieto di annunciare che i combattimenti scoppiati tra Thailandia e Cambogia cesseranno momentaneamente e torneranno a vivere in PACE, come previsto dal trattato originale recentemente concordato…forse gli Stati Uniti sono diventati le VERE Nazioni Unite, che hanno fornito ben poca assistenza”, ha scritto Trump sul social Truth. Secondo Trump, l’Onu non ha aiutato a risolvere alcun conflitto, incluso quello tra Russia e Ucraina.

“Le Nazioni Unite devono iniziare a diventare attive e coinvolte nella PACE MONDIALE!”, ha concluso Trump.

Calcio, Serie A risultati, il Napoli è secondo

Roma, 28 dic. (askanews) – Questi i risultati del campionato di serie A dopo Cremonese-Napoli 0-2

Diciassettesima giornata: Parma-Fiorentina 1-0, Lecce-Como 0-3, Torino-Cagliari 1-2, Udinese-Lazio 1-1, Pisa-Juventus 0-2, Milan-Verona 3-0, Cremonese-Napoli 0-2, ore 18 Bologna-Sassuolo, ore 20.45 Atalanta-Inter, lunedì 29 dicembre ore 20.45 Roma-Genoa.

Classifica: MIlan 35, Napoli 34, Inter 33, Juventus 32, Roma 30, Como 28, Bologna 25, Lazio 24, Atalanta, Udinese 22, Sassuolo, Cremonese, Torino 21, Cagliari 19, Parma, Lecce 17, Genoa 14, Verona 12, Pisa 11, Fiorentina 9

Diciottesima giornata: venerdì 2 gennaio ore 20.45 Cagliari-Milan, sabato 3 gennaio ore 12.30 Como-Udinese, ore 15 Genoa-Pisa, Sassuolo-Parma, ore 18 Juventus-Lecce, ore 20.45 Atalanta-Roma, domenica 4 gennaio ore 12.30 Lazio-Napoli, ore 15 Fiorentina-Cremonese, ore 18 Verona-Torino, ore 20.45 Inter-Bologna.

Recuperi: mercoledì 14 gennaio ore 18.30 Napoli-Parma, ore 20.45 Inter-Lecce, giovedì 15 gennaio ore 18.30 Verona-Bologna, ore 20.45 Como-Milan.

Calcio, Cremonese-Napoli 0-2, doppietta di Hojlund

Roma, 28 dic. (askanews) – Il Napoli sfata il tabù trasferte e vince 2-0 a Cremona con una doppietta di Rasmus Hojlund. Una doppietta dell’ex Manchester United vale i tre punti per Conte, contro una Cremonese che resta comunque in partita fino alla fine. Conte torna a vincere in campionato dopo il k.o. di Udine, Nicola si ferma di nuovo contro una big in casa. La Cremonese gioca con grande aggressività, ma è il Napoli che prova a fare la partita, uscendo da dietro e andando in verticale da Hojlund appena possibile. Ed è proprio il centravanti danese, senza dubbio tra i migliori in campo, a trovare il gol del vantaggio dopo appena dodici minuti di partita. Su un tiro da fuori di Spinazzola, la palla viene deviata e finisce proprio in zona Hojlund: l’ex Manchester United è lesto nel controllare e appoggiare a rete, a porta sguarnita. Una rete da attaccante vero, da rapace, che gli vale la decima partecipazione al gol. La Cremonese resta in corsa: Bianchetti, su sviluppo di corner, va vicino al gol; Payero fa la lotta a centrocampo e va anche alla conclusione, murata dalla retroguardia di casa. A un passo dal 45′, arriva anche il 2-0. E la firma è del solito Hojlund, che quando riceve in area di rigore non sbaglia mai: sponda di McTominay e il danese, ancora col destro, come in occasione del primo gol, gira in rete. Doppietta per lui e raddoppio per il Napoli. Hojlund si conferma il migliore sfiorando anche la tripletta un paio di volte. McTominay da fuori impegna Audero, che si distende e dice di no. Dall’altro lato Vardy e compagni si vedono poco o niente. O, per meglio dire, pur alzando il baricentro non riescono mai a rendersi pericolosi. Anche perché la squadra di Conte si mette in gestione: del risultato, del pallone e dello spazio. E lo fa bene fino al 90′.

In Aula alla Camera la discussione sulla Manovra (è presente Giorgetti)

Roma, 28 dic. (askanews) – Al via in Aula alla Camera dei deputati la seduta con all’ordine del giorno l’esame della manovra. Dopo gli interventi in corso sull’ordine dei lavori, inizierà l’illustrazione del testo da parte dei relatori cui seguirà la discussione generale. Il testo è stato licenziato dalla Commissione bilancio senza modifiche.

Presente tra i banchi del governo il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Sul provvedimento, approvato in prima lettura dal Senato, è attesa la richiesta di fiducia da parte del governo.

Zelensky è in Florida per incontrare Trump a Palm Beach

Roma, 28 dic. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è atterrato a Miami, poche ore prima dell’incontro con Donald Trump, previsto alle 19 ora italiana nella residenza di Palm Beach del presidente americano. Lo riferiscono i media ucraini, corredando la notizia con un video. Dopo questo incontro è prevista una telefonata tra i leader europei e i presidenti di Ucraina e Stati Uniti. Il portavoce del presidente ucraino, Serhii Nikiforov, ha indicato ai giornalisti al seguito che “l’elenco definitivo dei partecipanti è ancora in fase di definizione”.

Terrorismo, Fdi alla Camera chiede informativa urgente a Piantedosi su Hannoun

Roma, 28 dic. (askanews) – “Fdi chiede un’informativa urgente al ministro Piantedosi per riferire di una faccenda dai contorni sconcertanti”. Lo ha annunciato Sara Kelany in aula alla Camera ricordando che Hannoun è stato “arrestato per reati gravissimi: terrorismo, eversione, l’ordinanza dice che questo soggetto sarebbe organico ad Hamas e che l’avrebbe foraggiata con milioni di euro”.

“Fdi da anni segnala la pericolosità di questo soggetto – ricorda la deputata – osannato e coccolato da esponenti di Pd, Avs e Cinque stelle, dalla deputata Sscari che ha fatto con lui diverse missioni estere, la deputata ha invitato alla Camera uno stretto collaboratore di Hannoun che emerge nelle intercvettazioni, un atteggiamento vergognoso che abbiamo stigmatizzato ma le sinistre si sono trincerate in un imbarazzante silenzio. Abbiamo chiesto di prendere le distanze da questi sogetti, che non sono mai arrivate. Dovrebbe scusarsi con gli italiani chi ha blandito quest’uomo. Per questo chiediamo al ministro dell’Interno di rifere i contorni dell’indagine e di come questa possa toccare la sicurezza dei cittadini che per noi resta bene imprescindibile”.

Giustizia, Conte: no alla riforma Nordio, mettiamo una firma contro la casta

Roma, 28 dic. (askanews) – “Dobbiamo dare un segnale contro la riforma Nordio che non serve alla giustizia ma solo a proteggere la casta dei politici e renderla ancora più intoccabile. Servono 500mila firme: sono tante in così poco tempo, ma sta a noi partecipare”. E’ l’appello lanciato da Giuseppe Conte, leader M5s, sui social per raccogliere le firme per il referendum confermativo della riforma costituzionale sulla separazione delle carriere.

“Nei commenti vi lascio il link a cui firmare: 2 minuti del vostro tempo per dire che non ci stiamo a questa riforma, ai tentativi di accelerare i tempi del referendum per non permettere al fronte del No di informare i cittadini e crescere mentre i tanti media in mano alla propaganda del Governo continuano a diffondere notizie false sui contenuti e sulle conseguenze di questa riforma – spiega Conte -. Al Ministro Nordio è scappata in due occasioni la verità su questa legge: non serve a migliorare la giustizia, serve a far stare più tranquilli e riparati governi e politici di ogni schieramento rispetto alle inchieste e all’operato della giustizia. Partecipiamo, firmiamo, votiamo”.

Calcio, Gasperini: "Dovbyk out, si parla troppo di mercato"

Roma, 28 dic. (askanews) – La Roma, reduce dalla sconfitta contro la Juventus, si prepara a tornare in campo nel posticipo della 17ª giornata di Serie A contro il Genoa di Daniele De Rossi, domani sera allo Stadio Olimpico. Alla vigilia della sfida cruciale per la rincorsa al quarto posto, il tecnico Gian Piero Gasperini ha presentato il match nella conferenza stampa tenuta oggi alle 13:30 al Centro Sportivo “Fulvio Bernardini” di Trigoria.

Gasperini ha spiegato come sia andata la settimana di lavoro e fatto il punto sugli infortuni: “Abbiamo potuto lavorare, pur con qualche situazione influenzale che circola in questo momento. Per il resto siamo quelli lì. La difficoltà più grande resta quella legata a Hermoso, che dobbiamo ancora valutare per domani. Ha questa forma di pubalgia, diciamo così, e dobbiamo capire se potrà giocare o meno”. Sul fronte attacco, il tecnico ha confermato che Dovbyk non sarà convocato perché non è ancora pronto ed è fuori per un problema che lo tiene fermo da tempo.

Nel corso della conferenza, Gasperini ha parlato anche della questione mercato, sottolineando come il protrarsi delle trattative possa influenzare l’attenzione dei calciatori: “Non voglio tornare a luglio e agosto, quando abbiamo già evitato di parlare di mercato. Domani dobbiamo giocare contro il Genoa, una partita tosta”.

Gasperini ha voluto inoltre ricordare il rapporto con il Genoa, club dove ha vissuto otto anni bellissimi, mettendo in luce la capacità della società ligure di valorizzare giovani e giocatori importanti e l’attaccamento dei tifosi rossoblù.

Infine, il tecnico giallorosso ha chiarito che, nonostante le difficoltà e le assenze, l’atteggiamento della squadra non è mai mancato: “Anche la partita con la Juventus lo ha dimostrato, sia nel primo tempo sia nel finale di gara, quando la squadra ha comunque provato a recuperare il risultato. A livello di atteggiamento e di comportamento, fino adesso la Roma è sempre stata al top”.

Calcio, Serie A risultati, il Milan torna in testa

Roma, 28 dic. (askanews) – Questi i risultati del campionato di serie A dopo Milan-Verona 3-0

Diciassettesima giornata: Parma-Fiorentina 1-0, Lecce-Como 0-3, Torino-Cagliari 1-2, Udinese-Lazio 1-1, Pisa-Juventus 0-2, Milan-Verona 3-0, ore 15 Cremonese-Napoli, ore 18 Bologna-Sassuolo, ore 20.45 Atalanta-Inter, lunedì 29 dicembre ore 20.45 Roma-Genoa.

Classifica: MIlan 35, Inter 33, Juventus 32, Napoli 31, Roma 30, Como 28, Bologna 25, Lazio 24, Atalanta, Udinese 22, Sassuolo, Cremonese, Torino 21, Cagliari 19, Parma, Lecce 17, Genoa 14, Verona 12, Pisa 11, Fiorentina 9

Diciottesima giornata: venerdì 2 gennaio ore 20.45 Cagliari-Milan, sabato 3 gennaio ore 12.30 Como-Udinese, ore 15 Genoa-Pisa, Sassuolo-Parma, ore 18 Juventus-Lecce, ore 20.45 Atalanta-Roma, domenica 4 gennaio ore 12.30 Lazio-Napoli, ore 15 Fiorentina-Cremonese, ore 18 Verona-Torino, ore 20.45 Inter-Bologna.

Recuperi: mercoledì 14 gennaio ore 18.30 Napoli-Parma, ore 20.45 Inter-Lecce, giovedì 15 gennaio ore 18.30 Verona-Bologna, ore 20.45 Como-Milan.

Calcio, Milan-Verona 3-0, rete di Pulisic e doppietta di Nkunku

Roma, 28 dic. (askanews) – Dopo il pareggio col Sassuolo e la sconfitta in Supercoppa, la squadra di Allegri ritrova la vittoria con un super Nkunku e si prende provvisoriamente la vetta in attesa di Atalanta-Inter. Primo tempo difficile per il Milan: Loftus-Cheek ci prova dalla distanza, Nkunku non arriva sull’assist di Rabiot. Prima dell’intervallo segna Pulisic dagli sviluppi di corner. A inizio ripresa Nkunku si sblocca in campionato con una doppietta: rigore e tap-in in cinque minuti

Zelensky: dipende dai partner se saranno prese decisioni

Roma, 28 dic. (askanews) – “Se saranno prese decisioni, dipende dai nostri partner”. Lo ha scritto sui social il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che ha sottolineato che quelli attuali “sono alcuni dei giorni diplomatici più intensi dell’anno e molte decisioni possono essere prese entro il Capodanno: stiamo facendo tutto il possibile affinché questo accada”.

Decisioni che possono essere prese “da coloro che aiutano l’Ucraina e da chi esercita pressione sulla Russia affinché i russi sentano le conseguenze della loro stessa aggressione”, ha aggiunto Zelensky, “Solo in questa settimana hanno lanciato oltre 2.100 droni d’attacco, circa 800 bombe guidate e 94 missili di vario tipo. Tutto contro il nostro popolo, contro la vita e contro tutto ciò che ne garantisce la normalità, soprattutto contro la nostra infrastruttura energetica”. “Le nostre squadre di riparazione, gli operatori energetici e i soccorritori del Servizio Statale di Emergenza dell’Ucraina lavorano letteralmente 24 ore su 24, 7 giorni su 7 per proteggere la vita e ripristinare l’erogazione di energia”, ha aggiunto Zelensky, “Ma è altrettanto importante che funzionino le sanzioni contro la Russia, tutte le forme di pressione politica per l’aggressione, la fornitura di missili per la difesa aerea all’Ucraina e che tutti noi finalizziamo i formati delle iniziative che porteranno alla fine di questa guerra e garantiranno la sicurezza”.

“È proprio di questi passi che parleremo oggi con i partner”, ha concluso il presidente ucraino, “Grazie a tutti coloro che stanno aiutando”.

Schlein: il governo ha riformato la Corte dei Conti perchè vuole le mani libere

Roma, 28 dic. (askanews) – “La riforma della Corte dei Conti è un’altra prova del disegno di un governo che si ritiene al di sopra della legge. Il silenzio assenso e il tetto massimo di sanzione per un funzionario che viola la legge, insieme all’abolizione dell’abuso d’ufficio, crea una sacca d’impunità pericolosa”. Lo dichiara la segretaria del Pd Elly Schlein. “Del resto – sottolinea Schlein in una nota – l’ha detto chiaro e tondo Giorgia Meloni dopo che la Corte dei Conti ha bloccato il pessimo progetto del Ponte sul stretto di Messina: questo governo vuole le mani libere per fare tutto ciò che ritiene coi soldi degli italiani, rifiuta ogni forma di controllo, rifiuta ogni risposta che non sia ‘sì signora’. Per loro – conclude la segretaria del Pd – chi prende un voto in più alle elezioni non deve essere sottoposto al controllo di legalità. La separazione dei poteri è un principio fondamentale della democrazia, che vuole che ad ogni potere, specialmente di governo, corrisponda un limite adeguato a garanzia di tutti. È questo principio ad essere messo sotto attacco dalle riforme del governo Meloni”.

Faraone: Hamas ruba allo stesso popolo palestinese

Roma, 28 dic. (askanews) – “Quella italiana su Hamas è un’indagine vera, complessa, seria. Parla di soldi raccolti in Italia e che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbero finiti a sostenere Hamas”. Lo scrive sui social Davide Faraone, vicepresidente di Italia Viva.

“Denaro che potrebbe essere transitato sotto il paravento della beneficenza, sfruttando la buona fede di cittadini convinti di aiutare il popolo palestinese. Ed è proprio questo – sottolinea – l’aspetto più intollerabile. Perché se gli investigatori avranno ragione, non saremmo davanti solo a simpatizzanti, ma a qualcuno che avrebbe sottratto risorse destinate all’assistenza umanitaria per alimentare un’organizzazione terroristica. Ed è qui che il quadro diventa ancora più osceno: Hamas usa due volte il suo popolo. Prima trasformando i civili in scudi umani. Poi rubando i fondi che dovrebbero garantire cura, cibo, istruzione, speranza. Vediamo come evolveranno le indagini. Ma una cosa va detta senza giri di parole – sottolinea Faraone – se dietro iniziative apparentemente solidali si nascondesse un meccanismo che alimenta il terrorismo, allora saremmo davanti a un fatto gravissimo”. “Per questo vanno fatti i complimenti, senza esitazioni e senza ambivalenze, alla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Genova per l’operazione avviata per smantellare un pericoloso sistema di finanziamento dall’Italia che avrebbe alimentato orrori compiuti contro il popolo israeliano. Qui non c’è nulla da relativizzare”, conclude.

Addio a Brigitte Bardot, Macron: piangiamo un leggenda del secolo

Roma, 28 dic. (askanews) – Emmanuel Macron ha voluto rendere omaggio a Brigitte Bardot dopo aver appreso la notizia della morte dell’attrice, icona del cinema francese. Il presidente francese ha sottolineato che la nazione piange “una leggenda del secolo”.

“I suoi film, la sua voce, la sua gloria abbagliante, le sue iniziali, i suoi dolori, la sua passione generosa per gli animali, il suo volto divenuto Marianne: Brigitte Bardot incarnava una vita di libertà”, ha scritto Macron su X.

“Un’esistenza francese, uno splendore universale. Ci ha toccati. Piangiamo una leggenda del secolo”, ha concluso il presidente francese.

Cenone di Capodanno, sarà di 2 miliardi la spesa totale

Roma, 28 dic. (askanews) – Secondo l’indagine che Facile.it ha commissionato all’istituto di ricerca EMG Different, quest’anno gli italiani metteranno a budget per il cenone di Capodanno oltre 2 miliardi di euro, vale a dire 49 euro a testa, valore in calo del 32% rispetto al 2024.

A fare il cenone saranno oltre 28,5 milioni di individui (il 73% degli italiani con età compresa fra i 18 ed i 74 anni). La percentuale arriva a sfiorare il 90% (86% per la precisione) se si isola il solo campione dei residenti nel Meridione e nelle Isole. Quest’anno, dunque, si spenderanno, in media, 49 euro pro capite, ma suddividendo il campione su base anagrafica e territoriale emergono delle differenze. A mettere a budget l’importo maggiore saranno i 55-64enni e i residenti del Sud e della Isole, con una spesa media di 59 euro; sotto la media nazionale la cifra prevista dai 25-34enni (42 euro), dagli abitanti del Nord Ovest (41 euro) e del Nord Est (40 euro).

Il 14% di chi ha risposto all’indagine, percentuale equivalente a 2,2 milioni di italiani, ha dichiarato che il budget per il cenone di Capodanno sarà inferiore rispetto a quello impiegato nel 2024. Le motivazioni principali sono di natura economica: il 58% dei rispondenti ha dichiarato che sono aumentate altre spese e quindi preferisce tagliare questi costi, mentre il 41% ha ammesso di trovarsi in un periodo di difficoltà economica.

Consumi ridotti anche a causa dell’aumento generale dei prezzi e, in particolare, del caro-alimenti. Va infatti evidenziato che, negli ultimi 5 anni, il costo degli alimentari è aumentato in media del 25% (Dati Consumerismo). Se da un lato c’è chi spenderà di meno, dall’altro un rispondente su quattro (25%) ha ammesso che spenderà di più. In totale si tratta di 4.000.000 di individui con picchi percentuali più alti tra gli abitanti del Centro Italia, dove la percentuale arriva al 30,7%, e tra i rispondenti con un’età compresa tra i 35-54 anni (32,5%).

In Myanmar da oggi elezioni sotto l’insegna dei militari

Roma, 28 dic. (askanews) – Il Myanmar va alle urne da oggi per la prima tornata delle elezioni generali organizzate dalla giunta militare, nel tentativo di ristabilire una parvenza di stabilità politica sotto il proprio controllo e di porre fine a cinque anni senza un parlamento eletto.

Si tratta del primo voto nazionale da quando l’esercito ha preso il potere nel febbraio 2021, rovesciando il governo civile guidato da Aung San Suu Kyi. Le elezioni si svolgeranno in 102 dei 330 distretti del Paese; una seconda tornata è prevista per l’11 gennaio e una terza per il 25 gennaio. Il risultato finale dovrebbe essere annunciato entro la fine di gennaio, secondo la Commissione elettorale dell’Unione.

Il parlamento bicamerale del Myanmar conta 664 seggi: il 75 per cento è teoricamente eletto, mentre il restante 25 per cento sarà nominato direttamente dal capo delle forze armate, Min Aung Hlaing. Il voto non si terrà nelle aree interessate dalla guerra civile. In parallelo sono previste elezioni per le assemblee locali.

La vittoria è data per scontata al partito sostenuto dai militari, l’Union Solidarity and Development Party. Il suo presidente per la regione di Yangon, Khin Maung Soe, ha dichiarato che l’obiettivo è costruire uno Stato federale e democratico, sottolineando che la priorità resta il ripristino della pace e della stabilità come base per lo sviluppo economico.

In totale sei partiti partecipano alla competizione a livello nazionale, affiancati da 51 formazioni regionali. Assente la National League for Democracy, il partito di Aung San Suu Kyi, che aveva vinto le elezioni del 2020 ed è stato sciolto dopo il colpo di Stato. La giunta aveva giustificato la presa del potere denunciando presunti brogli elettorali, accuse mai dimostrate.

Dal 2021 il regime affronta proteste diffuse, isolamento diplomatico e una resistenza armata coordinata con gruppi etnici. Sul piano economico, il Paese è colpito da un’inflazione superiore al 20 per cento e, secondo la Banca mondiale, il Pil reale dovrebbe contrarsi del 2 per cento nell’anno fiscale in corso, prima di una possibile ripresa legata alla ricostruzione post-sisma e agli investimenti pubblici.

Per la giunta, le elezioni rappresentano l’avvio di una seconda fase di una democrazia guidata dai militari, come previsto dalla Costituzione del 2008. Secondo diversi analisti, il vero obiettivo del voto è ottenere una maggiore legittimazione internazionale, in particolare presso partner come Cina e Russia, dimostrando l’avanzamento della roadmap politica promessa dal regime.

Il voto inizierà alle 6 del mattino ora locale. Potranno votare tutti i cittadini dai 18 anni in su. La prima sessione del nuovo parlamento, chiamata a eleggere presidente e vicepresidenti, dovrà tenersi entro 90 giorni dalla fine delle elezioni, come stabilito dalla Costituzione.

Lavrov: Europa e Ue principale ostacolo alla pace in Ucraina

Roma, 28 dic. (askanews) – Mosca porterà avanti il suo “impegno con i negoziatori americani per elaborare accordi duraturi che affrontino le cause profonde del conflitto” in Ucraina. Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, che ha concedsso un’intervista all’agenzia di stampa statale Tass in cui ha duramente criticato gli europei.

“Dopo il cambio di amministrazione negli Stati Uniti, l’Europa e l’Unione europea sono diventate il principale ostacolo alla pace”, ha affermato, aggiungendo che gli europei “non nascondono le loro intenzioni di preparare una guerra contro la Russia”. Secondo Lavrov, “l’ambizione dei leader europei li acceca letteralmente: non solo non si interessano degli ucraini, ma sembrano anche non interessarsi della propria popolazione”.