Home Blog Pagina 255

Conflitto Israele-Iran, la Cina si propone come mediatrice

Roma, 18 giu. (askanews) – La Cina si propone come possibile mediatrice per una de-escalation del conflitto tra Israele e Iran, anche se al momento non sembra esservi interesse, quanto meno da parte israeliana, a fermare l’operazione “Rising Lion”.

La Cina, che ha cominciato a evacuare i propri cittadini dai due paesi, ha lanciato diversi appelli per un cessate il fuoco. Ma ha fatto di più. Il presidente Xi Jinping è intervenuto direttamente ieri, durante la sua visita in Kazakistan dove ha partecipato al summit Cina-Asia centrale. “La Cina è pronta a collaborare con tutti per svolgere un ruolo costruttivo nel ristabilire pace e stabilità in Medio Oriente”, ha detto il numero uno di Pechino.

Nel fine settimana, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha parlato telefonicamente con i suoi omologhi iraniano e israeliano, Abbas Araghchi e Gideon Sa’ar. Il capo della diplomazia cinese ha condannato l’attacco israeliano come una violazione “inaccettabile” del diritto internazionale, ma ha anche detto che Pechino è pronta a svolgere un ruolo “costruttivo” nell’aiutare le due parti a risolvere le loro divergenze.

L’Iran è parte dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (SCO), il gruppo di sicurezza incentrato su Pechino e Mosca. Anche questo raggruppamento ha espresso una condanna secca dei raid israeliani e ha chiesto una soluzione “pacifica, politica e diplomatica” del conflitto mediorientale.

Il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun, nella quotidiana conferenza stampa di ieri a Pechino, ha detto che la Cina “è profondamente preoccupata per l’escalation del conflitto tra Iran e Israele e ne deplora fermamente l’aggravarsi”.Guo ha nuovamente invitato tutte le parti a “prendere immediatamente misure per abbassare la tensione e prevenire un’ulteriore destabilizzazione della regione”. Ha sottolineato che “la cessazione delle ostilità è l’imperativo più urgente e che il dialogo negoziato è l’unica via per raggiungere una pace duratura”. La Cina – ha concluso – “è disposta a mantenere contatti stretti con tutte le parti e a svolgere un ruolo costruttivo nel contribuire all’alleggerimento delle tensioni”.

La Cina è il principale sbocco del greggio iraniano e i due Paesi hanno stabilito quasi un decennio fa una “partnership strategica globale”. Ma Pechino è anche il secondo partner commerciale di Israele e sua principale fonte di importazioni, avendo instaurato otto anni fa una “partnership globale innovativa”.

D’altro canto, una destabilizzazione nella regione mediorientale ha un effetto diretto anche per l’export cinese. Gli attacchi dei ribelli Houthi yemeniti, legati all’Iran, hanno già avuto un impatto significativo sulle esportazioni cinesi. Incidenti analoghi nel Golfo – come attacchi a petroliere o un blocco dello Stretto di Hormuz – potrebbero colpire ancor più duramente gli interessi commerciali di Pechino.

Il Papa: la chiesa ha il cuore straziato dai gridi di guerra

Città del Vaticano, 18 giu. (askanews) – La chiesa “ha il cuore straziato dai gridi di guerra”, che si stanno levando nel mondo. Lo ha detto Papa Leone al termine dell’udienza generale in piazza San Pietro.

“Il cuore della Chiesa è straziato per le grida che si levano dai luoghi di guerra, in particolare dall’Ucraina, dall’Iran, da Israele, da Gaza”, ha detto Papa Leone nel suo nuovo appello alla pace venuto al termine dell’udienza generale di oggi.

“Non dobbiamo abituarci alla guerra, anzi bisogna respingere come una tentazione il fascino degli armamenti potenti e sofisticati”, ha messo in guardia, aggiungendo che “in realtà poiché nella guerra odierna si fa uso di armi scientifiche di ogni genere, la sua atrocità, minaccia di condurre i combattenti ad una barbarie di gran lunga superiore a quella dei tempi passati”.

“Pertanto in nome della dignità umana e del diritto internazionale – ha concluso – ripeto ai responsabili ciò che soleva dire Papa Francesco: ‘la guerra è sempre una sconfitta’. E con Pio XII: ‘nulla è perduto con la pace, tutto può essere perduto con la guerra’”.

Civita Mostre e Musei e Thid rafforzano dialogo culturale Italia-Cina

Milano, 18 giu. (askanews) – Si è tenuta oggi, presso il Re International Center for Digital Creativity situato nello Shougang Industrial Heritage Park di Pechino, la cerimonia ufficiale di firma del Memorandum of Understanding tra Civita Mostre e Musei e il Tsinghua Heritage Institute for Digitization (Thid), istituto statale affiliato alla prestigiosa Tsinghua University, specializzato nell’integrazione tra cultura e tecnologia, con competenze che spaziano dalla digitalizzazione del patrimonio culturale, fino alla conservazione, valorizzazione, progettazione, fruizione dei beni culturali e alla curatela di mostre immersive, un vero e proprio centro di eccellenza in Cina.

L’iniziativa, intitolata “Inauguration of China-Italy Digital Heritage Cooperation”, ha visto la partecipazione di numerose autorità cinesi e italiane, tra cui Liu Yuzhu, già Direttore Generale dell’Amministrazione Nazionale del Patrimonio Culturale della Cina, Elisa Messina, Addetta culturale dell’Ambasciata d’Italia in Cina, i vertici di Tsinghua Holdings e Shougang Group, il Vice Sindaco della Città di Palermo, Pietro Cannella, il Direttore della Galleria d’Arte Moderna Empedocle Restivo, Maria Francesca Martinez Tagliavia. Presenti anche importanti rappresentanti del mondo accademico e istituzionale, come il Prof. Fulvio Rinaudo, Presidente del Cipa.

Il Memorandum, sottoscritto da Renata Sansone, Chief Operating Officer di Civita Mostre e Musei, e da He Yan, Presidente di Thid, definisce l’avvio di una partnership strategica tra le due realtà per lo sviluppo congiunto di progetti culturali in Italia e in Cina. La firma dell’accordo rappresenta un passo importante e sancisce il rafforzamento di un dialogo già avviato tra le due realtà: Civita sta collaborando alla realizzazione dell’Immersive Digital Experience per il Parco Archeologico di Yuanmingyuan, attualmente in fase di realizzazione. Questo nuovo Memorandum apre a un orizzonte più ampio di cooperazione, con l’obiettivo di sviluppare iniziative congiunte nei settori della cultura, dell’innovazione digitale, della formazione e della museografia nei due Paesi.

“Con Thid condividiamo una visione comune: mettere la tecnologia al servizio della valorizzazione del patrimonio culturale. Questo Memorandum è il primo passo per costruire un ponte strutturale tra Italia e Cina nel campo dell’innovazione applicata al mondo dei beni culturali. La cultura non ha confini, ma ha bisogno di alleanze lungimiranti per continuare a parlare al futuro”, ha dichiarato Renata Sansone a margine della firma.

Guerra Israele-Iran. Teheran: non accetteremo resa incondizionata chiesta da Trump. Gli aggiornamenti

Roma, 18 giu. (askanews) – Conflitto Israele-Iran: continuano le ondate di attacchi. Nel mirino di Tel Aviv gli impianti nucleari. Mentre i consiglieri di Trump si dividono sulla possibile partecipazione degli Stati Uniti all’operazione israeliana, Teheran avverte: non accetteremo la resa incondizionata. Gli aggiornamenti:

12:35 Se gli Usa dovessero attaccare l’Iran, saranno ricambiati con un “danno irreparabile”. L’ha detto la guida suprema ayatollah Ali Khamenei in un discorso televisivo alla nazione. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale IRNA. “Chiunque conosca l`Iran, il suo popolo e la sua storia non si rivolgerebbe mai a questa nazione con toni minacciosi, poiché l`Iran non si arrenderà” ha affermato Khamenei. “Gli americani sappiano che qualsiasi intervento militare da parte loro sarà senza dubbio ricambiato con un danno irreparabile”, ha continuato il capo del regime iraniano. Khamenei ha elogiato il comportamento del popolo iraniano di fronte all’aggressione: “Il popolo iraniano si oppone fermamente alla guerra imposta, così come si opporrà con altrettanta fermezza alla pace imposta; questa nazione non si sottometterà mai a imposizioni di alcuno”.

12:25 Le Forze di difesa israeliane (IDF) hanno dichiarato oggi di aver “colpito cinque elicotteri
d`attacco AH-1 iraniani”. “Gli elicotteri si trovavano presso l`aeroporto di Kermanshah, e la loro missione era tentare di colpire i nostri velivoli”, si legge in una nota.

12:20 L’Iran ha avvertito oggi che qualsiasi intervento statunitense nel conflitto tra la repubblica islamica e Israele potrebbe essere “la ricetta per una guerra totale nella regione”. La posizione di Teheran è stata espressa dal ministero degli Esteri iraniano, secondo quanto riportato dal New York
Times. Teheran ha precisato che l’Iran rimane aperto a una soluzione negoziata. “La diplomazia non finisce mai”, si legge. Mentre i combattimenti continuano, “la nostra diplomazia è al lavoro”, ha
precisato il ministero.

11:58 L’Italia sta cercando di far uscire gli italiani che lo vogliano da Israele, dopo averlo fatto
dall’Iran, dove sta anche riducendo il numero dei funzionari pubblici presenti. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenendo all’evento di presentazione della Relazione
annuale Consap a Montecitorio. “Stiamo vedendo come poter far uscire da Israele, come abbiamo
fatto dall’Iran, gli italiani che vogliono farlo. Non si può fare un’evacuazione, ma cerchiamo di accompagnarli fuori dal territorio israeliano per far in modo di poterli far imbarcare su qualche aereo in Giordania o in Egitto”, ha detto Tajani.

11:43 L`Agenzia internazionale per l`energia atomica (AIEA) ha dichiarato di aver ricevuto informazioni secondo cui due impianti di produzione di centrifughe in Iran, l`officina TESA di Karaj e il Centro di Ricerca di Teheran, sono stati colpiti da attacchi israeliani. Lo riferisce l’agenzia di stampa Reuters.

11:36 “Il cuore della Chiesa è straziato per le grida che si levano dai luoghi di guerra, in particolare dall’Ucraina, dall’Iran, da Israele, da Gaza”, ha detto Papa Leone nel suo nuovo appello alla pace venuto al termine dell’udienza generale di oggi.

11:32 L`esercito israeliano ha confermato oggi che uno dei suoi droni in attività in Iran è stato abbattuto da un missile terra-aria.

11:05 L’Iran “non accetterà” la resa incondizionata richiesta dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump nel contesto del conflitto con Israele, ha dichiarato oggi l’ambasciatore iraniano in Francia, Mohammad Amin-Nejad. Ieri, Trump ha chiesto la “resa incondizionata” dell’Iran, affermando che la pazienza degli Stati Uniti “si sta esaurendo”. “Il popolo iraniano è unito di fronte all’aggressione”, ha dichiarato Amin-Nejad all’emittente BFMTV. Gli attacchi alle strutture militari iraniane non influiranno sulle capacità difensive della Repubblica Islamica, ha aggiunto l’ambasciatore.

10:47  Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha inviato una lettera al Consiglio di Sicurezza
delle Nazioni Unite affermando che l’Iran ha un “piano strategico” per eliminare il suo Paese e che Israele è determinato a difendersi.

10:13 L’Iran ha affermato oggi che cinque presunti “agenti dell`intelligence israeliana Mossad” sono stati arrestati con l`accusa di aver danneggiato l`immagine del Paese online.

10:03 Le Forze aeree israeliane hanno lanciato nuovi attacchi contro Teheran. Lo segnala  Haaretz.

09:20 L’Iran ha lanciato più di 400 missili e centinaia di droni verso Israele da venerdì scorso, secondo quanto riferito dall’ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.

08:57 L’Iran ha affermato oggi di aver abbattuto un drone israeliano, mostrando anche delle immagini attraverso la sua televisione di stato IRIB. “Il drone ultramoderno Hermes del regime sionista è stato abbattuto dalle difese aeree dell`esercito nelle zone orientali di Isfahan”, ha affermato IRIB.

08:20 I Corpi dei Guardiani della Rivoluzione iraniana (IGRC) hanno affermato oggi di aver lanciato missili ipersonici contro Israele. L`esercito iraniano ha utilizzato “missili Fattah-1”, missili
balistici ipersonici a gittata intermedia presentati nel 2023, ha dichiarato IGRC, che ha rivendicato un controllo totale dei cieli israeliani.

07:040 Il conflitto tra Iran e Israele rappresenta una minaccia per la regione e per il mondo, poiché i raid prendono di mira strutture nucleari e la minaccia nucleare è ormai concreta. Lo ha dichiarato mercoledì la portavoce del Ministro degli Esteri russo Maria Zakharova.

07:20 Human Rights Activists ha valutato oggi che gli attacchi israeliani avrebbero provocato finora almeno 585 morti e 1.326 feriti in Iran. Lo riferisce l’agenzia di stampa Ap.

07:06 Non c`è accordo tra i consiglieri più stretti del presidente statunitense Donald Trump sulla possibile partecipazione degli Stati uniti all`operazione israeliana contro l`Iran e le sue strutture nucleari. Lo ha riferito martedì l`emittente CBS News. Ieri il portale Axios ha riferito, citando funzionari statunitensi, che Trump sta considerando seriamente la possibilità di entrare nel conflitto in Medio Oriente e colpire le infrastrutture nucleari iraniane, in particolare il sito
sotterraneo di arricchimento dell`uranio a Fordow.

07:03 Più di 50 caccia israeliani hanno bersagliato diversi obiettivi in Iran, tra i quali un impianto
che produce centrifughe per l`arricchimento dell`uranio. Lo hanno reso noto le Forze di difesa israeliane (IDF).

Guerra Israele-Iran. Teheran: non accetteremo resa incondizionata chiesta da Trump. Gli aggiornamenti

Roma, 18 giu. (askanews) – Settimo giorno del conflitto Israele-Iran. Continuano le ondate di attacchi. Nel mirino di Tel Aviv gli impianti nucleari. Mentre i consiglieri di Trump si dividono sulla possibile partecipazione degli Stati Uniti all’operazione israeliana, Teheran avverte: non accetteremo la resa incondizionata. Gli aggiornamenti:

11:05 L’Iran “non accetterà” la resa incondizionata richiesta dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump nel contesto del conflitto con Israele, ha dichiarato oggi l’ambasciatore iraniano in Francia, Mohammad Amin-Nejad. Ieri, Trump ha chiesto la “resa incondizionata” dell’Iran, affermando che la pazienza degli Stati Uniti “si sta esaurendo”. “Il popolo iraniano è unito di fronte all’aggressione”, ha dichiarato Amin-Nejad all’emittente BFMTV. Gli attacchi alle strutture militari iraniane non influiranno sulle capacità difensive della Repubblica Islamica, ha aggiunto l’ambasciatore.

Meloni: l’Iran non può essere una potenza nucleare. La premier difende Trump ma "Putin non può fare mediatore"

Kananaskis (Canada), 18 giu. (askanews) – La situazione in Iran può cambiare e anche per Gaza è il momento giusto per il cessate il fuoco. Appare moderatamente ottimista la premier Giorgia Meloni al termine del G7, “importante e complesso”, in Canada. Un summit segnato dalla crisi Israele-Iran e dal ruolo di Donald Trump, partito in anticipo ieri sera, protagonista di una ‘lite’ a distanza con Emmanuel Macron e che, secondo fonti canadesi, si sarebbe opposto a una dichiarazione congiunta sull’Ucraina. Una ricostruzione, secondo lei, non vera: “Non era prevista – ha assicurato – una dichiarazione sull’Ucraina, ieri sera Carney ha condiviso con i leader, anche Trump, i punti principali della sua relazione anche sull’Ucraina e siamo stati tutti d’accordo”.

Sull’Iran, per Meloni oggi l’Iran “non può essere una potenza nucleare”; è “una minaccia reale” non solo per Israele, che “ha diritto a difendersi”; è “la principale fonte di instabilità” e fin qui le negoziazioni sul nucleare, ospitate anche dall’Italia, non hanno dato frutti. Però “penso che sia possibile oggi uno scenario diverso in cui si arriva a delle negoziazioni e si arriva all’obiettivo che tutti condividiamo, che è la rinuncia da parte dell’Iran a essere una potenza nucleare”. La chiave, per lei, è comunque il negoziato e non (su questo è d’accordo) un cambio di regime per via militare. “Io – argomenta – ho sempre pensato che lo scenario migliore fosse quello di un oppresso popolo iraniano che riesce a rovesciare il regime. Dopodiché si deve fare il pane con la farina che si ha, cioè si deve operare nello scenario nel quale si opera per cui l’obiettivo è quello di impedire che l’Iran sia una potenza nucleare”. Un obiettivo che va raggiunto “con la negoziazione. Fino a ieri non si è riusciti, è possibile che oggi cambi lo scenario e noi dobbiamo guardare all’obiettivo, non a quella che è la nostra idea perfetta per ottenere quell’obiettivo”. Sicuramente, per lei, non è Putin a poter trattare: “Affidare a una nazione in guerra la mediazione su un’altra guerra non mi sembrerebbe proprio l’opzione migliore da prendere in considerazione. Ma non è un’opzione sul campo anche dalle parole che ho ascoltato personalmente in questi giorni”. Se poi gli Usa interverranno nel conflitto e chiederanno le basi italiane, “decideremo”.

Meloni è anche convinta che “sia un momento nel quale si può arrivare a un cessate il fuoco a Gaza. Ho condiviso questo mio sentimento con tutte le persone con le quali ho parlato in questi giorni e con tutte le persone che erano al vertice e ho trovato convergenza”. Per lei, come ha detto più volte, è “fondamentale” il ruolo dei Paesi arabi, in particolare di quelli del golfo.

Al centro dei lavori anche la questione Ucraina: oggi ospite del summit è stato il presidente Volodymyr Zelensky, arrivato in Canada a poche ore da un nuovo massiccio attacco russo. “Al presidente Zelensky ho portato la solidarietà del popolo italiano per i brutali attacchi che abbiamo visto anche nella notte di ieri. Ogni volta che si cerca di fare qualche passo in avanti la Russia provoca con attacchi di questo genere, con attacchi sulla popolazione civile”. Per la premier fino a oggi c’è stata “un’ampia disponibilità da parte dell’Ucraina e zero disponibilità da parte della Russia” a un percorso di pace e occorre “portare anche la Russia seriamente a un tavolo delle trattative”, sostenendo l’Ucraina e esercitando “pressioni” in particolare con le sanzioni.

A margine dei lavori c’è stato anche un incontro fra Trump e la presidente della Commissione Ursula von der Leyen sui dazi. C’è “una negoziazione in corso”, ha sottolineato Meloni, e “lo scenario è parecchio cambiato”, grazie anche all’Italia che ha favorito la costruzione di un dialogo “costante, franco ma sicuramente sereno e aperto. Non voglio dirvi che sono ottimista ma penso che bisogna continuare a lavorare e che alla fine una soluzione si troverà”.

Museo Tinguely: un anniversario, macchine d’artista e treni fantasma

Basilea, 18 giu. (askanews) – Un artista innovatore che ha creato macchine impossibili e ha offerto al mondo dell’arte una serie di intuizioni che poi sono state sviluppate nei decenni successivi. Basilea per Jean Tinguely, nato 100 anni fa in Svizzera, stata a lungo casa e qui sorge il Museo Tinguely, che celebra il suo lavoro e propone mostre temporanee. “Il museo – ha spiegato ad askanews Isabelle Beilfuss, responsabile della comunicazione del museo – stato fondato nel 1996 e possiede la pi grande collezione al mondo di opere di Tinguely: abbiamo circa 150 sculture e pi di duemila opere su carta. Quindi da un lato il nostro obiettivo sicuramente quello di conservare le opere e presentare tutta la carriera di Tinguely. D’altra parte cerchiamo anche di proiettare il suo lavoro nel futuro, mostrando come le sue idee artistiche sono ancora molto rilevanti, attuali e sono sempre di ispirazione per gli artisti contemporanei”.

La collezione permanente porta il visitatore a seguire tutto il percorso di Tinguely dagli anni Cinquanta fino agli ultimi lavori: un viaggio fantastico e sonoro, venato di colore e invenzione con anche la possibilit di entrare dentro una delle pi grandi installazioni. Per il centenario, poi, il museo ha organizzato celebrazioni ed eventi, tra questi la costruzione di un Ghost Train ispirato a quello che Tinguely aveva progettato per l’inaugurazione del Centre Pompidou a Parigi e realizzato a Basilea da Rebecca Moss e Augustin Rebetez.

Il Museo Tinguely poi tra i protagonisti della programmazione cittadina intorno ad Art Basel, periodo nel quale Basilea diventa letteralmente il centro del mondo dell’arte. “La settimana di Art Basel – ha aggiunto Isabelle Beilfuss – importante per tutti i musei di Basilea e per questo abbiamo presentato una delle mostre pi importanti del nostro programma 2025. Siamo infatti molto felici di ospitare l’artista franco-svizzero Julian Charrire e siamo ovviamente qui per accogliere tutto il pubblico dell’arte che sar in citt in questa settimana”.

Al via la Maturità: al tema Pasolini, Tomasi di Lampedusa e Borsellino

Roma, 18 giu. (askanews) – Al via oggi l’esame di Maturità per 524.415 studenti. Si parte con il tema di Italiano, uguale in tutti gli indirizzi.

Alle ore 8:30 il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha rilasciato le chiavi digitali per aprire il plico telematico contenente le 7 tracce scelte per la prima prova scritta.

LE TRACCE – Secondo le indiscrezioni, circolate on line già pochi minuti dopo l’inizio del tema, gli autori scelti per le due tracce della tipologia A (Analisi del testo) sono Pier Paolo Pasolini (la poesia “Appendice I” tratta dall’opera “Dal Diario (1943-1944”) e Giuseppe Tomasi di Lampedusa (un brano da “Il Gattopardo”); per la tipologia B (Analisi e produzione di un testo argomentativo) gli anni Trenta e il New Deal con un testo dello storico britannico Piers Brendon (“Gli anni trenta. Il decennio che sconvolse il mondo”), un articolo sul tema del “Rispetto” parola dell’anno Treccani del giornalista Riccardo Maccioni; un testo sull’impatto ambientale del filosofo e saggista Telmo Pievani (“Un quarto d’era (geologica) di celebrità”); per la tipologia C (per Riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità) un testo del giudice antimafia Paolo Borsellino (“I giovani, la mia speranza”); Anna Meldolesi e Chiara lalli (con un testo “L’indignazione è il motore del mondo social. Ma serve a qualcosa”).

COME FUNZIONA IL PRIMO SCRITTO – Per il tema di Italiano gli studenti possono scegliere una delle 7 tracce proposte, raggruppate in tre tipologie (A: Analisi e interpretazione di un testo letterario italiano; B: Analisi e produzione di un testo argomentativo; C: Riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità), riferite a vari ambiti (letterario, storico, filosofico, artistico, scientifico, economico, sociale). La durata massima del tema è 6 ore.

Ripartire dal centro, con coraggio

La crisi della rappresentanza e il ritorno del centro

Cari Amici,

da più parti si sente proporre l’ipotesi di una ricostruzione della Democrazia Cristiana, sono diversi i movimenti che rivendicano una pretesa continuità giuridica con il partito che ha rappresentato l’unità dei cattolici in politica. Sono nate anche iniziative diverse sempre ispirate al progetto di un partito di ispirazione cristiana.

L’astensionismo elettorale, vicino al 50%, non può non porre il problema di una attuale insufficienza dell’offerta politica: è probabile che molti elettori si astengano dal partecipare al confronto elettorale, non sapendo a favore di chi poter esprimere né un voto di adesione né un voto di protesta.

Il dibattito politico, radicalizzato tra maggioranza e opposizione, si è ormai ridotto a un confronto rissoso, dove i ragionamenti sono sopraffatti dagli slogan e la faziosità delle argomentazioni non consente a tanti potenziali elettori di poter effettuare una scelta consapevole e condivisa.

Il confronto tra coalizioni e l’illusione del bipartitismo

C’è da chiedersi se il tendenziale e mai raggiunto bipartitismo, con la consequenziale logica dell’alternanza, possa garantire nel nostro Paese i risultati dei sistemi democratici di matrice britannica.

La tradizione inglese, e sino a qualche anno fa anche quella americana, si basava su un elettorato moderato intermedio che garantiva l’alternanza al governo; questo sistema assicurava il “congelamento” delle ali estreme, sicché per ottenere il successo elettorale i partiti dovevano intercettare l’elettorato moderato, presentando i candidati più vicini a questo settore intermedio.

Nel nostro Paese questo utile risultato, che dovrebbe garantire un governo essenzialmente moderato, non si è verificato giacché le coalizioni di destra e di sinistra determinano una logica inversa rispetto a quella che nei sistemi anglosassoni garantiscono compagini di governo di tipo moderato.

Le ali estreme premiate, il centro penalizzato

Infatti, le coalizioni lungi dal “congelare” le ali estreme, finiscono per esaltarle, in quanto i partiti all’interno delle coalizioni sono in realtà in concorrenza tra loro sul piano elettorale, il che fa sì che i partiti più moderati temono di essere scavalcati rispettivamente a destra o a sinistra; insomma, le ali estreme che nel sistema inglese tendono ad essere ininfluenti, nel nostro sistema invece, risultano determinanti.

Naturalmente su questo incide anche il sistema elettorale, infatti la democrazia dell’alternanza di tipo britannico si basa su di un sistema di collegi uninominali dove sono proprio i candidati più moderati ad attrarre l’elettorato intermedio, al contrario nel nostro sistema tutti i rappresentanti dei partiti della coalizione, quindi anche quelli più estremisti, hanno titolo ad essere proporzionalmente rappresentati.

Serve una nuova casa politica

Ora, abbandonata l’ipotesi di un bipartitismo italiano e valutata la carenza di offerta politica costituita dalle coalizioni, potrebbe riproporsi la costituzione di un solido partito di centro nell’ambito del quale poter avviare un dibattito interno capace di rifuggire dalle sclerotizzazioni sloganistiche, che invece rappresentano la triste realtà del confronto politico attuale.

Anche all’interno dei partiti attuali non sembra esserci un confronto democratico e un corrispondente dibattito, essendo la nuova logica partitica tutta incentrata su dei leaders, sostanziali padroni dei rispettivi partiti.

Anche all’interno delle coalizioni il dibattito tra i partiti aderenti non appare costruttivo giacché, come si è detto, il confronto rimane finalizzato ad un immediato vantaggio elettorale più che al miglior governo del Paese.

La Democrazia Cristiana funzionava diversamente: al suo interno militavano componenti di destra e di sinistra, ma comunque tutto era finalizzato al successo del partito nel suo insieme unitario, cosa questa che coincideva con la ricerca del bene comune nell’azione di governo.

Un confronto fondato sui valori

Come si è detto è di tutta evidenza la differenza tra un dibattito che si svolga all’interno di uno stesso partito rispetto al confronto tra partiti diversi ancorché accomunati nella stessa coalizione.

In questa fase storica è fondamentale poter affrontare i tanti problemi che si affacciano in questo mondo così travagliato nell’ambito di un dibattito che può essere costruttivo solo tra quanti condividono fondamentali valori etici e sociali, dove non contino destra e sinistra ma la ricerca di soluzioni ragionevoli in linea con i sentimenti e le volontà di tutti i potenziali elettori.

Sono queste le motivazioni che possono essere poste a base della ricostruzione di un partito di ispirazione cristiana, capace di recuperare un ruolo di centro, all’interno del quale il dibattito possa essere finalizzato a quei necessari compromessi che sono il frutto della buona politica.

Una proposta concreta

Si può pensare ad una convention di tutti i partiti e movimenti di ispirazione cristiana per arrivare gradualmente alla configurazione di un soggetto politico unitario capace di rivolgersi anche a quella parte di elettorato che oggi si astiene a fronte di proposte politiche spesso demagogiche e comunque orientate soprattutto a combattere l’avversario anziché essere propositive sui tanti temi che affollano non solo l’attualità ma anche l’immediato futuro.

Va combattuto l’imbarbarimento della nostra società, vanno riproposti i valori fondanti della comunità e va data una casa comune ai tanti movimenti che in ambito cattolico sono pronti a mobilitarsi, ma che nella attuale situazione finiscono per avere rilevanza solo locale.

Credo che in questa contingenza sociale e politica vada rinnovato l’appello “ai liberi e ai forti”.

Povertà, astensionismo elettorale e fragilità democratica

I numeri impietosi della povertà assoluta

L’Italia sta affrontando una crisi economica e sociale senza precedenti, con livelli di povertà che continuano a crescere. Secondo il Report statistico 2025 di Caritas Italiana, il 9,7% della popolazione vive in condizioni di povertà assoluta, pari a 5,6 milioni di persone. Il fenomeno colpisce in particolare il Mezzogiorno, dove la fragilità economica si traduce in una crescente esclusione sociale e politica.

Astensionismo e marginalità elettorale

La crisi economica ha avuto un impatto diretto sulla partecipazione elettorale. Il Sud Italia registra i tassi di astensionismo più alti del Paese, con una partecipazione al voto ben al di sotto della media nazionale.

La mancanza di fiducia nelle istituzioni e le difficoltà economiche spingono sempre più cittadini, soprattutto appartenenti ai ceti medio-bassi, a non recarsi alle urne.

Negli ultimi vent’anni, l’Italia ha perso 10 milioni di elettori, con il Sud che si configura sempre più come una “periferia elettorale”. Il tasso di affluenza nazionale, pari al 94% alle elezioni politiche del 1948 e ancora superiore al 91% nel 1992, ha iniziato a calare dello 0,5% all’anno tra il 1992 e il 2006, con un’accelerazione tra il 2006 e il 2018, quando il calo medio è stato dell’1%; tra il 2018 e il 2022 si è registrata una diminuzione di nove punti percentuali.

Salari stagnanti e “working poor”

Un altro fattore che alimenta l’esclusione sociale è la stagnazione dei salari. Tra il 2019 e il 2024, le retribuzioni reali in Italia sono diminuite del 4,4%, mentre dal 2008 al 2024 la perdita complessiva del potere d’acquisto è stata dell’8,7%.

Il fenomeno dei “working poor” è in crescita: il 30% degli occupati fatica ad arrivare a fine mese. Questo porta a una condizione di vulnerabilità che si riflette anche nella partecipazione politica e sociale.

Inclusione a metà: limiti dell’ADI

Nel 2024, il governo ha introdotto l’Assegno di Inclusione (ADI), sostituendo il Reddito di Cittadinanza. Tuttavia, la nuova misura non garantisce una piena copertura dei destinatari, lasciando fuori molte famiglie in difficoltà.

L’ADI è condizionato a requisiti stringenti e percorsi di attivazione sociale e lavorativa, ma non riesce a rispondere alle esigenze di chi vive in condizioni di estrema povertà.

Questo ha ampliato il divario sociale, aumentando il numero di persone escluse dai circuiti di sostegno.

Un’alternativa popolare e strutturale

Di fronte a una crisi così profonda, l’Italia ha bisogno di un intervento strutturale che non si limiti a un mero assistenzialismo populista, ma che punti a rendere il popolo davvero libero.

Non servono misure che generino dipendenza dallo Stato, ma politiche capaci di emancipare le persone attraverso il lavoro, l’istruzione e la partecipazione.

È necessario un modello che garantisca un salario dignitoso, investa sulla formazione, sulla creazione di impresa e su un welfare attivo, affinché chi è in difficoltà possa ritrovare autonomia e speranza.

I Popolari di Centro non possono restare spettatori del declino, né accettare di essere schiacciati da un bipolarismo che ha fallito, alimentando solo divisioni e sterili contrapposizioni. Serve una rete dei “liberi e forti”. Dobbiamo “seminare” (citazione Marco Follini) “pensando da grande partito” (citazione Lucio D’Ubaldo).

I poveri nelle parole di Papa Leone

Le parole di Papa Leone XIV risuonano con forza: “Non distogliere lo sguardo dai poveri che sono al centro del Vangelo e sono i destinatari privilegiati dell’annuncio della Buona Novella”.

La povertà non è solo una questione economica, ma un problema che mina la coesione sociale e la partecipazione democratica.

La parabola della Rete di Trieste

Una consapevolezza nuova nel mondo cattolico

La cosiddetta “Rete di Trieste”, nata all’indomani dell’ultima edizione delle “Settimane sociali dei cattolici” aveva innescato, e giustamente, una discreta attenzione da parte di quello che un tempo si chiamava mondo cattolico. O area cattolica, per dirla con padre Sorge. Un’attenzione dovuta al fatto che serpeggia da tempo nei cattolici italiani una ritrovata consapevolezza attorno alla necessità di rilanciare, o riscoprire, le ragioni di un impegno politico diretto. Certo, nel pieno rispetto del pluralismo politico ed elettorale che caratterizza l’universo dei credenti nel nostro paese ma, al contempo, convinti che senza una partecipazione più significativa nelle dinamiche concrete della politica contemporanea si corre il serio rischio di limitarsi a contemplare, o commentare, ciò che capita nella società senza riuscire ad incidere in alcun modo nelle scelte che si fanno a livello azionale come a livello locale. Ecco, la Rete doveva servire anche e soprattutto come stimolo ad intraprendere questo salto di qualità. Fatta prevalentemente di amministratori locali con il compito preciso di ridare cittadinanza attiva alla cultura del cattolicesimo democratico, popolare e sociale nel nostro paese.

Un primo bilancio e tre riflessioni

Ora, dopo quasi un anno dalle Settimane sociali di Trieste, si può già tracciare un primo discreto bilancio al netto dell’impegno dei promotori della Rete e dei relativi partecipanti nelle diverse regioni. Al riguardo, si impongono almeno tre riflessioni.

Innanzitutto si ha la netta sensazione, al di là delle buone intenzioni e delle dichiarazioni di principio, che la Rete sia sostanzialmente il prolungamento dell’esperienza di una corrente del Pd. Fatto in sè non affatto negativo ma che, come è facile dedurre, riduce e limita in modo secco l’efficacia, la rappresentatività e il radicamento stesso di questa esperienza associativa.

In secondo luogo la scelta dei responsabili e del coordinamento nazionale. Certo, è una fase sperimentale ed organizzativistica e quindi è inutile soffermarsi ulteriormente. Ma, più che il “sorteggio”, che poi sorteggio forse non è, si poteva individuare un altro metodo probabilmente più consono e più adeguato per dare autorevolezza, peso e reale rappresentatività ad un coordinamento politico nazionale.

Una missione ancora da chiarire

In ultimo, e questo è indubbiamente l’aspetto politicamente più rilevante, qual è il vero progetto politico e la vera ‘mission’ di una “Rete” nazionale degli amministratori locali composta da cattolici presenti nelle più variegate amministrazioni del territorio? Quali sono le infrastrutture culturali, e quindi politiche, su cui devono correre l’originalità e la specificità di una Rete che coltiva grandi ambizioni ma che rischia, pur senza responsabilità alcuna, di diventare uno strumento di ordinaria amministrazione, puramente burocratico e protocollare? Forse anche la CEI, o qualche suo epilogo, dovrebbe manifestare e prestare maggior attenzione ad uno strumento, certamente laico e plurale, ma comunque sia importante per rilanciare la partecipazione e, al contempo, un maggiore protagonismo politico, culturale, sociale ed istituzionale dei cattolici stessi.

Napoleone postumo. L’Europa, la sconfitta, la memoria

Una data da ricordare, malgrado tutto

Di tutte le commemorazioni esistenti, poche sono riconducibili a una sconfitta. Nonostante ciò, vi sono disfatte che vale la pena di essere ricordate. Il 18 giugno (1815) è l’anniversario della Battaglia di Waterloo; rappresenta non soltanto la definitiva sconfitta di Napoleone Bonaparte ma, probabilmente, anche la sconfitta dei repubblicani europei.

Fu quella l’opportunità mancata di realizzare un’Europa unita, progetto inviso ai grandi imperi europei. Un atteggiamento aristocratico e nazionalistico che contribuì in seguito allo scoppio della Prima guerra mondiale.

L’accusa di guerra, il sogno dell’unità

Contro Napoleone vi era l’accusa di essere un guerrafondaio, e di voler realizzare un continente a guida francese. Sull’ultimo giudizio (considerato l’attuale assetto europeo, in cui i singoli Paesi fanno a gara per condurre i giochi), si rileva che ancora oggi non abbiamo una politica comunitaria e un centralismo necessario all’unità.

Sul primo punto, a cui Napoleone è stato condannato ormai da tempo, vi è da considerare che la Francia era già in guerra da prima che Bonaparte salisse al potere. Quand’egli divenne Primo console, la Francia era in guerra con Austria e Gran Bretagna, imperi che vedevano nella Francia un nemico ideologico oltre che commerciale.

Divenuto console, Bonaparte realizzò il primo Concordato (1801) con la Chiesa cattolica; costituì la struttura burocratico-organizzativa civile pressoché identica ancor oggi in Francia; istituì il Codice civile (napoleonico), il primo codice civile moderno; fondò la Banca di Francia; istituì per i reduci di guerra posti riservati nella pubblica amministrazione; realizzò opere civili in tutto il suo impero.

In particolare, sul Codice civile, era considerato talmente bello che il celebre scrittore Stendhal ogni mattina ne leggeva un paio di pagine per iniziare bene la giornata.

Il blocco continentale e l’inevitabilità dello scontro

Oggi discutiamo ancora di dazi e blocchi commerciali con troppa disinvoltura. Val la pena ricordare che, quando la Gran Bretagna bloccò le merci francesi, Napoleone, in risposta, fece altrettanto.

Il Portogallo continuò ad accogliere navi con merci (ed armi) inglesi, spingendo Bonaparte a occupare il Portogallo militarmente per ragioni di sicurezza. L’escalation fu inevitabile.

La mancanza di un’alternativa diplomatica al Blocco continentale del 1806 condurrà alle guerre che seguirono in epoca napoleonica, ed al tramonto di un’idea germinale di Europa unita.

Napoleone, prima della sconfitta a Waterloo, si premunì di realizzare in Italia, nelle regioni a lui soggette, importanti innovazioni, che vale la pena ricordare oltre alle spoliazioni: l’introduzione di un primo tricolore; la separazione dei poteri tra Stato e Chiesa; la costruzione di strade ed altre opere pubbliche, tra cui la fondazione, a Pisa, della Scuola Normale Superiore nel 1810, ancora oggi Università di eccellenza nel nostro Paese.

Il piccolo còrso e la lunga memoria

In Italia non c’è una strada dedicata alla celebre battaglia: tanto pudore fino ad oggi è forse dovuto al fatto che la nostra memoria collettiva, alimentata da sentimenti comuni, quei pochi che sono rimasti, considera Waterloo una sconfitta non soltanto francese.

Forse le repubbliche, allora come oggi, sognano grandi uomini ma poi si affidano a uomini piccoli, che disastri ne fanno, benché si notino solo nel lungo periodo.

Forse a noi, dopo tutto, basta stare tranquilli e le emozioni le preferiamo provenienti dalla finzione, sia tratta da un libro o da una serie tv.

Forse Napoleone, l’orco, il genio, il generale, il costruttore o, in una parola sola, l’imperatore dei rivoluzionari, nacque postumo. Nemmeno i suoi nemici ebbero il coraggio di condannarlo a morte, quando ormai non era più nulla, almeno politicamente.

Napoleone, l’imperatore non della Francia (legato a un territorio, sia questo nazione o Europa) ma dei francesi. L’idea che sono i popoli e non i trattati a fare la storia.

La reazione dei potenti fu subitanea. Meglio esiliarlo e lasciarlo spegnere, lentamente, come una candela.

Ma è stata la loro memoria a sparire, poiché quella del “piccolo corso” è ancor oggi viva nella mente e, perché no, nelle speranze di milioni di piccoli rivoluzionari a riposo, in attesa, un giorno, di risvegliarsi.

Onorare l’onorificenza, l’impegno del Grande Ufficiale Nicola Barone

L’amicizia che mi lega a Nicola Barone ha guadagnato una nuova medaglietta ricordo. Lo dico con una punta d’ironia, perché “medaglietta” è termine troppo modesto per raccontare quanto è accaduto: la cerimonia ufficiale in Campidoglio, nella Sala della Protomoteca, in cui il Presidente della Repubblica, per il tramite del Prefetto di Roma, ha conferito le onorificenze al merito della Repubblica Italiana a personalità del mondo civile, professionale e istituzionale.

Confesso: avevo accolto l’invito con un certo scetticismo, temendo un rito troppo carico di formalismi. Invece mi sono ricreduto. Certo, l’appuntamento alle 12.30 in una calda giornata di giugno non aiutava, ma la bellezza scenografica di Piazza del Campidoglio – a mio avviso, la più bella del mondo – ripagava ogni sforzo. L’ascesa per la cordonata michelangiolesca e poi per la scala del Vignola richiedeva passo lento e cuore allenato. Ma una volta dentro, accolti con garbo e precisione dai funzionari della Prefettura, si respirava un clima di solennità composta, ravvivata dall’inno nazionale che ha aperto la cerimonia.

Il prefetto Lamberto Giannini ha pronunciato parole asciutte ma sentite: le onorificenze – ha detto – attestano il valore di un impegno civico e professionale di alto livello. Parole che nel caso di Nicola trovavano piena conferma. Emozionato, com’era giusto che fosse, ha ricevuto il titolo di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, coronamento di un percorso che unisce rigore, dedizione e spirito di servizio.

Non solo in ambito aziendale – dove ha legato il suo nome alla TIM e oggi presiede TIM San Marino – ma anche nel volontariato e nella Fondazione Marconi, cui ha offerto contributi preziosi. Qualche mese fa, lo ricordiamo, il suo libro-intervista “Una vita da Presidente”, scritto con il giornalista Santo Strati, è stato presentato in un incontro pubblico al quale partecipò anche l’amministratore delegato Pietro Labriola, segno di un riconoscimento condiviso.

Il 9 giugno è stato un giorno speciale, che Nicola ha vissuto con la sobrietà e l’entusiasmo di sempre. Ora, come so bene, già guarda avanti: perché onorare un’onorificenza significa anche darle seguito con gesti coerenti, capaci di ispirare altri nel segno di una cittadinanza attiva, generosa e leale.

Meloni vede "spiragli" su Iran e difende Trump: nessun contrasto

Kananaskis (Canada), 18 giu. (askanews) – La situazione in Iran può cambiare e anche per Gaza è il momento giusto per il cessate il fuoco. Appare moderatamente ottimista la premier Giorgia Meloni al termine del G7, “importante e complesso”, in Canada. Un summit segnato dalla crisi Israele-Iran e dal ruolo di Donald Trump, partito in anticipo ieri sera, protagonista di una ‘lite’ a distanza con Emmanuel Macron e che, secondo fonti canadesi, si sarebbe opposto a una dichiarazione congiunta sull’Ucraina. Una ricostruzione, secondo lei, non vera: “Non era prevista – ha assicurato – una dichiarazione sull’Ucraina, ieri sera Carney ha condiviso con i leader, anche Trump, i punti principali della sua relazione anche sull’Ucraina e siamo stati tutti d’accordo”.

Sull’Iran, per Meloni oggi l’Iran “non può essere una potenza nucleare”; è “una minaccia reale” non solo per Israele, che “ha diritto a difendersi”; è “la principale fonte di instabilità” e fin qui le negoziazioni sul nucleare, ospitate anche dall’Italia, non hanno dato frutti. Però “penso che sia possibile oggi uno scenario diverso in cui si arriva a delle negoziazioni e si arriva all’obiettivo che tutti condividiamo, che è la rinuncia da parte dell’Iran a essere una potenza nucleare”. La chiave, per lei, è comunque il negoziato e non (su questo è d’accordo) un cambio di regime per via militare. “Io – argomenta – ho sempre pensato che lo scenario migliore fosse quello di un oppresso popolo iraniano che riesce a rovesciare il regime. Dopodiché si deve fare il pane con la farina che si ha, cioè si deve operare nello scenario nel quale si opera per cui l’obiettivo è quello di impedire che l’Iran sia una potenza nucleare”. Un obiettivo che va raggiunto “con la negoziazione. Fino a ieri non si è riusciti, è possibile che oggi cambi lo scenario e noi dobbiamo guardare all’obiettivo, non a quella che è la nostra idea perfetta per ottenere quell’obiettivo”. Sicuramente, per lei, non è Putin a poter trattare: “Affidare a una nazione in guerra la mediazione su un’altra guerra non mi sembrerebbe proprio l’opzione migliore da prendere in considerazione. Ma non è un’opzione sul campo anche dalle parole che ho ascoltato personalmente in questi giorni”. Se poi gli Usa interverranno nel conflitto e chiederanno le basi italiane, “decideremo”.

Meloni è anche convinta che “sia un momento nel quale si può arrivare a un cessate il fuoco a Gaza. Ho condiviso questo mio sentimento con tutte le persone con le quali ho parlato in questi giorni e con tutte le persone che erano al vertice e ho trovato convergenza”. Per lei, come ha detto più volte, è “fondamentale” il ruolo dei Paesi arabi, in particolare di quelli del golfo.

Al centro dei lavori anche la questione Ucraina: oggi ospite del summit è stato il presidente Volodymyr Zelensky, arrivato in Canada a poche ore da un nuovo massiccio attacco russo. “Al presidente Zelensky ho portato la solidarietà del popolo italiano per i brutali attacchi che abbiamo visto anche nella notte di ieri. Ogni volta che si cerca di fare qualche passo in avanti la Russia provoca con attacchi di questo genere, con attacchi sulla popolazione civile”. Per la premier fino a oggi c’è stata “un’ampia disponibilità da parte dell’Ucraina e zero disponibilità da parte della Russia” a un percorso di pace e occorre “portare anche la Russia seriamente a un tavolo delle trattative”, sostenendo l’Ucraina e esercitando “pressioni” in particolare con le sanzioni.

A margine dei lavori c’è stato anche un incontro fra Trump e la presidente della Commissione Ursula von der Leyen sui dazi. C’è “una negoziazione in corso”, ha sottolineato Meloni, e “lo scenario è parecchio cambiato”, grazie anche all’Italia che ha favorito la costruzione di un dialogo “costante, franco ma sicuramente sereno e aperto. Non voglio dirvi che sono ottimista ma penso che bisogna continuare a lavorare e che alla fine una soluzione si troverà”.

Europei di scherma: Italia oro fioretto donne, Sciabola d’argento

Roma, 17 giu. (askanews) – Il trionfo del Dream Team del fioretto femminile, l’argento che splende con la squadra di sciabola maschile. Due medaglie e tante emozioni per la scherma italiana nella quarta giornata dei Campionati Europei Genova 2025. Le fiorettiste, Arianna Errigo, Martina Batini, Anna Cristino e Alice Volpi battono in finale la Francia e regalano all’Italia la seconda medaglia d’oro della kermesse continentale in casa, in una giornata bellissima anche per il secondo posto degli sciabolatori Luca Curatoli, Michele Gallo, Matteo Neri e Pietro Torre, che cedono solo nell’ultimo atto all’Ungheria. La delegazione azzurra vola così a quota nove medaglie, quando mancano ancora due giorni al termine dell’Europeo in Liguria.

Scuola, Meloni ai maturandi: tutta l’Italia fa il tifo per voi

Roma, 17 giu. (askanews) – “Ciao a tutti gli amici di Skuola.net, questa è una notte speciale. Lo so bene, perché la notte prima degli esami non si dimentica mai. È un mix di emozione, tensione, attesa. C’è chi ripassa l’ultima volta, chi non riesce a dormire, chi cerca di tenere a bada l’ansia. È normale: domani affronterete una prova importante”. Lo scrive la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un messaggio per i maturandi inviato a Skuola.net.

“L’esame di maturità – prosegue la premier – è una tappa significativa del vostro percorso. Serve a misurare le conoscenze, certo, ma anche a mettervi alla prova. E in fondo è questo il suo vero valore: dimostrare a voi stessi quanto siete cresciuti, quanto siete pronti ad affrontare il futuro. So che non è stato un cammino semplice. Avete attraversato anni complessi, segnati dalla pandemia e da grandi cambiamenti. Ma proprio per questo, il traguardo che state raggiungendo vale ancora di più. Domani non sarete soli. Con voi ci saranno la vostra storia, la vostra personalità, il vostro coraggio. Fate del vostro meglio, con serietà e passione. L’Italia ha bisogno di giovani determinati, capaci di affrontare le sfide e costruire il domani. E ricordate: tutta l’Italia fa il tifo per voi. E io, da Presidente del Consiglio, sono orgogliosa di voi. In bocca al lupo, e forza!”.

Prodi (CGIE) a Mattarella: spaiamento per legge su cittadinanza

Milano, 17 giu. (askanews) – “In tanti vogliono farci credere che la democrazia e la partecipazione siano ormai parole in via d’estinzione, che dobbiamo rassegnarci ad un mondo individualista e condannato alla sterilità di differenze che non trovano forme di dialogo. Che la Politica, intesa come arte di organizzare la speranza, sia morta. Ma qui davanti a Lei ci sono i sessantatré Consiglieri della quinta consiliatura del CGIE, impegnati in un percorso di lavoro collegiale, determinati a dimostrare che è possibile sentirsi parte di una comunità nazionale, quale che sia il proprio indirizzo di residenza o il proprio orientamento politico. Nei prossimi giorni offriremo al Paese la sintesi del lavoro delle comunità italiane nel mondo su tre temi che abbiamo identificato come prioritari: legge di cittadinanza, messa in sicurezza del voto all’estero, incentivi di rientro in Italia. Sono grandi temi di attualità, attorno ai quali si condensano tensioni e attese, e che gli italiani nel mondo vogliono affrontare da protagonisti”. Lo ha detto, nel corso dell’incontro al Quirinale con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la egretaria generale del CGIE Maria Chiara Prodi. L’incontro con il Capo dello Stato è avvenuto nell’ambito dell’Assemblea del Consiglio Generale degli italiani all’estero, in corso a Roma.

“Gli italiani all’estero sono ormai più del dieci per cento della popolazione nazionale: la nostra più ferrea determinazione deve poter contare sull’applicazione completa delle nostre leggi istitutive, giustamente prese a modello da altri paesi per il pieno coinvolgimento delle proprie diaspore. Abbiamo bisogno dei mezzi operativi, strategici e programmatori perché la scommessa della partecipazione e della democrazia si possa vincere. Abbiamo bisogno che il principio di sussidiarietà, inscritto in Costituzione, si rafforzi grazie ad uno sguardo rinnovato, in cui creatività dei cittadini, capacità della rappresentanza, volontà dello Stato e innovazione tecnologica possano incontarsi per dare risposte ai bisogni concreti dei connazionali in emigrazione, che chiedono servizi, chiedono di non essere soli nell’accompagnare i propri figli, tramite la trasmissione della lingua e della cultura, verso la piena partecipazione alla comunità civile cui appartengono di diritto, chiedono modalità concrete per dare un proprio contributo, al di là della retorica”.

La segretaria generale ha poi parlato della legge sulla cittadinanza “le cui modalità radicali e repentine hanno interrotto il percorso condiviso di riflessione che stavamo portando avanti, sintetizzato nell’espressione ‘cittadinanza consapevole’. Se la necessità di una riforma era sentita, lo spaesamento che oggi attraversano le comunità è grande. Su un piano generale, esso riflette il bisogno di comprensione riguardo la visione d’insieme di questo provvedimento, che stenta a superare un argomentario legato a contingenze e ribalta la prospettiva sulle doppie cittadinanze, storicamente vissute come un valore. Su un piano personale, esso riflette l’urgenza di valutare l’impatto di questo cambiamento nella propria vita, in quella dei propri cari: la molteplicità di casistiche introdotte dalla legge non lo facilita, sollevando anzi molti dubbi sull’uguaglianza del cittadino di fronte alla legge. Nei prossimi giorni, nel contesto più alto del nostro Consiglio, l’Assemblea Plenaria, trasformeremo l’ampia consultazione della base in pareri che, lo ricordo, sono obbligatori e richiedono ragioni esplicite e motivate in caso non vengano seguiti. Lo faremo con un atteggiamento sempre costruttivo, nel rispetto delle prerogative di ciascuno, ma anche col dovere di riferire a Lei e agli interlocutori istituzionali che incontreremo che questo provvedimento è stato vissuto come una ferita profonda da italiani all’estero e italodiscendenti, come uno scollamento, una frattura. Poche cose toccano nel profondo come il senso di appartenza. In fondo milioni di persone si stanno chiedendo: dall’Italia, io e i miei figli, siamo accolti o rifiutati?”.

Le misure Ue per agevolare permessi e sviluppo industria difesa

Bruxelles, 17 giu. (askanews) – Maggior chiarezza normativa e autorizzazioni molto più rapide, con uno “sportello unico” e un meccanismo di silenzio-assenso di 60 giorni; compatibilità con i criteri di sostenibilità degli investimenti; “certezza del diritto” nell’attuazione delle normative ambientali, confermando che gli Stati membri possono stabilire deroghe ed eccezioni per ragioni di “sicurezza pubblica, interesse pubblico prevalente e crisi” anche riguardo alla “prontezza” nel settore della difesa; esenzioni più generalizzate rispetto ai divieti di uso per le sostanze chimiche pericolose usate per esplosivi e munizioni; trattamento più favorevole, da parte dell’antitrust comunitario, per le fusioni e gli aiuti di Stato nel campo della difesa.

Sono, in estrema sintesi, gli elementi salienti del pacchetto “Omnibus per la difesa” che ha proposto oggi a Strasburgo la Commissione europea, e che è stato illustrato in una conferenza stampa dalla vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen (Sovranità tecnologica, Sicurezza e Democrazia) e dai commissari Valdis Dombrovskis (Economia) e Andrius Kubilius (Difesa e Spazio).

“La cosa più importante – ha detto Kubilius – sono le autorizzazioni rapide; la lungaggine nelle procedure per l’ottenimento delle autorizzazioni nazionali è la principale lamentela, sia delle forze armate che dei fornitori”, che è emersa durante le consultazioni che la Commissione ha avuto prima di presentare la proposta, che include sette atti legislativi.

Sui permessi, ha spiegato, che per l’industria della difesa vi sarà “un punto di contatto unico per Stato membro, con tempo di risposta di 60 giorni, e il silenzio equivale all’approvazione”. Vi sarà anche “una gestione prioritaria di tutti i ricorsi legali” in questo settore.

“L’obiettivo – ha indicato il commissario -, “è chiaro: nessun progetto critico dovrebbe rimanere bloccato per anni a causa della mancanza di chiarezza normativa. Dovrà ricevere un sì o un no entro 60 giorni”.

Riguardo ai finanziamenti, Kubilius ha affermato: “Basta con le controversie sui criteri Esg (gli standard etici ambientali, sociale e di governance utilizzati dagli investitori per valutare la sostenibilità e l’impatto sociale di un’azienda, ndr): la difesa è compatibile con i criteri di sostenibilità, come qualsiasi altro settore. E basta – ha aggiunto il commissario – con le polemiche su cosa siano considerate armi ‘controverse’ in questo contesto. Stabiliremo un elenco chiaro di armi proibite (quelle vietate dai trattati internazionali ndr). Gli investitori sapranno cosa evitare se vogliono soddisfare i criteri Esg. Vogliamo sbloccare capitali per la sicurezza e la pace: il finanziamento della difesa non può più essere considerato controverso”.

“Nell’attuazione del diritto acquisito ambientale, senza riaprirlo – ha continuato Kubilius -, vogliamo confermare che le ragioni di ‘sicurezza pubblica, interesse pubblico prevalente e crisi’ (che possono essere evocati dalle autorità nazionali degli Stati membri per giustificare deroghe, eccezioni e misure d”emergenza, ndr) includono la prontezza alla difesa. Non si tratta di una nuova legislazione, ma solo di una nuova certezza del diritto”. Inoltre, “vogliamo che la nostra legislazione in materia di sostanze chimiche tenga conto della prontezza alla difesa, che ha bisogno delle sostanze chimiche per esplosivi e munizioni. Vogliamo mantenere la discrezionalità degli Stati membri nell’utilizzare le esenzioni” in questo campo “e vogliamo semplificare tutto questo con un approccio non solo caso per caso”: le esenzioni, che oggi vanno specificate ogni volta per quantità e per azienda, saranno valide “ma per l’industria della difesa in generale” in tutto lo Stato membro interessato.

Infine, ha indicato ancora il commissario, “vogliamo che le nostre norme sulla concorrenza non ostacolino la nostra prontezza alla difesa. Per questo, forniamo delle linee guida chiare su come tratteremo le fusioni e gli aiuti di Stato nel settore della difesa”.

Da notare che durante la conferenza stampa sia la vicepresidente esecutiva che i due commissari hanno menzionato dei rapporti d’intelligence allarmisti sulle intenzioni attribuite alla Russia, nei prossimi tre-cinque anni di attaccare altri paesi europei dopo l’aggressione alla Russia, e la necessità di rispondere a questa minaccia aumentando fortemente la deterrenza da parte dell’Europa nei confronti di Mosca.

“Il nostro panorama della sicurezza – ha osservato Virkkunen – è cambiato radicalmente. Le minacce che affrontiamo sono più ampie e globali, e spaziano da potenti reti criminali organizzate e dal terrorismo a minacce ibride alimentate da disinformazione, paura e sabotaggi alle nostre infrastrutture critiche, spesso da parte di attori statali stranieri ostili”, che “minacciano direttamente il nostro stile di vita e la nostra capacità di scegliere il nostro futuro attraverso processi democratici”.

“Secondo le valutazioni delle minacce effettuate da diversi servizi segreti dell’Ue – ha riferito la vicepresidente esecutiva responsabile della Sicurezza -, la Russia avrà la capacità di mettere alla prova le capacità militari e l’unità dell’Europa entro i prossimi tre-cinque anni. Ciò impone l’immediato incremento degli sforzi per ristabilire la prontezza e la deterrenza in materia di difesa entro il 2030. In questo contesto – ha osservato Virkkunen -, la prontezza in materia di difesa dovrebbe essere intesa come la capacità degli Stati membri e dell’industria della difesa dell’Unione di anticipare, prevenire e rispondere alle crisi legate alla difesa”.

“Oggi la nostra Unione non è in guerra. Tuttavia, con una guerra ad alta intensità che infuria ai nostri confini e le persistenti minacce e la postura aggressiva della Russia, non siamo più nemmeno in pace”, ha osservato, da parte sua, Dombrovskis, riferendo poi anche lui che “secondo diversi servizi segreti dell’Ue, la capacità della macchina bellica russa di produrre materiale militare è aumentata enormemente negli ultimi anni. Di conseguenza, la Russia avrebbe le capacità militari per lanciare un attacco contro gli Stati membri dell’Ue e della Nato entro i prossimi tre-cinque anni”.

“Non stiamo cercando – ha precisato il commissario all’Economia – di essere allarmisti. Dobbiamo semplicemente agire in base a come è il mondo, non a come vorremmo che fosse. Quindi ora dobbiamo rispondere alle minacce che stiamo affrontando con la massima urgenza. Cosa significa questo, in pratica? Sappiamo tutti che la debolezza incoraggia l’aggressione, mentre la forza la scoraggia. Pertanto – ha concluso Dombrovskis -, dobbiamo intensificare gli sforzi per ripristinare le capacità difensive dell’Europa entro il 2030, al fine di fornire una deterrenza credibile all’aggressione russa”.

Kubilius, infine, ha ricordato come “per la prima volta in una generazione, il rischio di un attacco convenzionale su larga scala in Europa è rientrato nel calcolo strategico. E – ha rilevato – la nostra preparazione in materia di difesa e deterrenza non è sufficiente: al momento, in termini di capacità attuali, siamo molto indietro rispetto a quanto necessario per i piani di difesa della Nato”.

“Dobbiamo capire che il nostro modo di pensare, fino ad ora, prevede solo due categorie: tempo di pace o tempo di guerra. È anche così che sono strutturati i nostri regolamenti. È un approccio sbagliato. Dobbiamo riconoscere – ha sottolineato Kubilius – una verità semplice ma fondamentale: quando la pace totale non può più essere data per scontata, abbiamo bisogno di prontezza difensiva, per scoraggiare l’aggressione e prevenire la guerra. La prontezza difensiva richiede anche regolamenti diversi da quelli del tempo di pace. Quando i servizi segreti avvertono che un’aggressione è possibile – ha concluso il commissario -, la prontezza a difendere la pace diventa una priorità”.

Terzo mandato, Lega chiede extra time. Stop Fi, si attendono leader

Roma, 17 giu. (askanews) – In apparenza, una richiesta poco più che burocratica: spostare di una settimana il termine per gli emendamenti al ddl per l’adeguamento del numero di consiglieri e assessori regionali all’esame della commissione Affari costituzionali del Senato. In realtà una mossa politica, anche perché ad avanzarla è stata la Lega e perché quello è il provvedimento individuato come possibile veicolo parlamentare per approvare in extremis, ossia prima della tornata d’autunno, quel terzo mandato per i governatori che rimetterebbe in pista Luca Zaia per il Veneto (oltre che Vincenzo De Luca in Campania). E’ una partita che va avanti a piccoli passi e dopo l’apertura di due settimane fa di Fratelli d’Italia, ufficializzata da Giovanni Donzelli, ancora non sembra chiaro lo sbocco di questa corsa contro il tempo, così come restano le reciproche diffidenze tra le forze di maggioranza. Anche per questo, non potrà che essere un vertice tra i leader a mettere la parola definitiva. Si terrà al rientro di Giorgia Meloni dal G7 del Canada: potrebbe essere già giovedì, ma non è escluso che si arrivi all’inizio della settimana prossima.

Per ora, i partiti piazzano le rispettive mosse su due terreni. Da una parte c’è quello delle dichiarazioni ufficiali: la Lega continua a proclamarsi a favore, Fdi dice di aspettare una proposta e Forza Italia ribadisce il suo no. Lo ha fatto ancora oggi con il segretario Antonio Tajani. “La Lega può presentare l’emendamento che vuole, noi non lo votiamo”, ha detto perentoriamente. La convinzione negli altri soci di maggioranza, tuttavia, è che sia un modo per alzare la posta in cambio di altre eventuali compensazioni: la candidatura a sindaco di Verona per Flavio Tosi o la promessa di avere un proprio nome per Milano. D’altra parte, si osserva, anche nel partito azzurro c’è un’ala più trattativista, una frangia convinta che premiare chi ha fatto bene sul territorio non sia una cattiva idea.

L’altro campo di gioco è, appunto, quello parlamentare. Era stato inizialmente fissato per oggi il termine per la presentazione degli emendamenti al provvedimento sui consiglieri e assessori regionali su cui c’è anche l’accordo delle opposizioni, tanto da essere in sede redigente, quindi con tempi di approvazione più rapidi. La Lega ha però chiesto sette giorni in più, senza esplicitare tuttavia che sarebbero necessari proprio a elaborare quell’emendamento attraverso cui veicolare il terzo mandato. Tanto è bastato, tuttavia, a scatenare l’ira delle opposizioni. “Il nostro no al terzo mandato per le cariche monocratiche è e resta netto”, “è veramente inaccettabile che per questi giochetti della maggioranza si faccia l’ennesima forzatura parlamentare, presentando emendamenti che nulla hanno a che fare con il merito del provvedimento che si sta discutendo”, afferma il capogruppo dem, Francesco Boccia. “Se vanno avanti su questa proposta presenteremo migliaia di proposte di modifica”, fanno sapere fonti dem.

Per il presidente della commissione Affari costituzionali di palazzo Madama, il meloniano Alberto Balboni, il tema non è comunque quello della omogeneità della materia. Un eventuale emendamento, dice, sarebbe “compatibile”. Semmai, aggiunge, il tema è un altro: “Si può anche ragionare di terzo mandato, ci sono dei pro e dei contro, ma allora bisogna mettere mano anche a dei contrappesi come maggiori poteri alle assemblee”.

Entro una settimana, dunque, i partiti di maggioranza dovrebbero ufficialmente scoprire le loro carte. Anche perché le altre ipotetiche vie per raggiungere lo stesso risultato sembrano ancora meno praticabili: poco tempo per un ddl ad hoc, nessun carattere di necessità e urgenza per un decreto, mentre per uno slittamento della tornata elettorale alla prossima primavera servirebbe l’accordo di tutti i presidenti di Regione e quello della Toscana si è già detto indisponibile.

Dl cittadinanza, Mattarella: spaesamento tra gli italiani all’estero, valutare riconsiderazioni

Roma, 17 giu. (askanews) – Il decreto legge sulla riforma della cittadinanza ha creato “attenzione” e anche “spaesamento” tra gli italiani all’estero e sarà “utile” seguire il dibattito che si svolgerà nel Consiglio generale degli italiani all’estero, anche in vista di qualche “riconsiderazione”. Lo ha detto il capo dello Stato Sergio Mattarella incontrando al Quirinale il Cgie.

“Il tema del decreto legge recante la recente riforma sulla cittadinanza ha suscitato attenzione e dibattito nelle comunità degli italiani: ‘spaesamento’ lo ha definito, poco fa, la segretaria generale”.

Ha sottolineato il presidente: “Sarà certamente utile – e da seguire con attenzione – la riflessione che si aprirà sul tema nel vostro Consiglio in questa sessione, per favorire una meditata considerazione – ed eventualmente riconsiderazione – dei temi che si sono aperti”.

Tennis, per Sinner esordio con vittoria ad Halle

Roma, 17 giu. (askanews) -Jannik Sinner batte Yannick Hanfmann 7-5, 6-3 in un’ora e mezza di gioco e si qualifica per il 2° turno ad Halle. A nove giorni dalla finale persa a Parigi con Alcaraz, il n°1 del mondo riparte con una vittoria convincente contro il 138 del ranking, autore di una partita al limite della perfezione. Due break sono bastati a Jannik (ottimo con la prima di servizio con 10 ace) per assicurarsi il 2° turno con Bublik: cinque i precedenti, con l’azzurro avanti 4-1

Desertificazione, Ventura (Oice): prevenzione e infrastrutture

Roma, 17 giu. – In occasione della Giornata Mondiale per la Lotta alla Desertificazione e alla Siccit, Francesco Ventura, consigliere OICE con delega all’Ambiente, ha lanciato un appello chiaro: “La desertificazione e la siccit non sono pi fenomeni lontani o sporadici: sono emergenze sempre pi frequenti, che mettono a dura prova territori, economie e comunit in ogni parte del mondo, Italia compresa. Questa giornata mondiale ci offre l’opportunit di riflettere, ma soprattutto di agire”.

Ventura ha sottolineato come il settore rappresentato da OICE – l’associazione delle organizzazioni di ingegneria, architettura e consulenza tecnico-economica – disponga delle competenze tecniche e progettuali per affrontare queste sfide in modo sistemico e sostenibile: “Dall’ingegneria ambientale alla pianificazione territoriale, dalla gestione delle risorse idriche alla progettazione di infrastrutture resilienti, le nostre societ sono pronte a mettere al servizio del Paese soluzioni innovative e integrate”.

“Serve una visione a lungo termine”, ha aggiunto Ventura, “basata su prevenzione, adattamento e rigenerazione. Solo attraverso la sinergia tra pubblico e privato, ricerca e impresa, potremo contrastare efficacemente il degrado del suolo e garantire un futuro pi sicuro e sostenibile alle generazioni che verranno”.

Mattarella: su dl cittadinanza valutare riconsiderazioni

Roma, 17 giu. (askanews) – Il decreto legge sulla riforma della cittadinanza ha creato “attenzione” e anche “spaesamento” tra gli italiani all’estero e sarà “utile” seguire il dibattito che si svoglerà nel Consiglio generale degli italiani all’estero, anche in vista di qualche “riconsiderazione”. Lo ha detto il capo dello Stato Sergio Mattarella incontrando al Quirinale il Cgie.

“Il tema del decreto legge recante la recente riforma sulla cittadinanza ha suscitato attenzione e dibattito nelle comunità degli italiani: ‘spaesamento’ lo ha definito, poco fa, la segretaria generale”.

Ha sottolineato il presidente: “Sarà certamente utile – e da seguire con attenzione – la riflessione che si aprirà sul tema nel vostro Consiglio in questa sessione, per favorire una meditata considerazione – ed eventualmente riconsiderazione – dei temi che si sono aperti”.

Osservatorio Polimi su Intelligenza artificiale affidabile

Cremosano, 17 giu. (askanews) – Il 12 luglio 2024 stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea l’AI Act, il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale. Si tratta di un passo fondamentale che conferma il ruolo guida dell’Europa nel promuovere una Trustworthy AI un’intelligenza artificiale affidabile con l’obiettivo di garantire un’adozione della tecnologia consapevole e governata su scala globale. Per le aziende, questa prospettiva comporta nuove sfide in termini di processi, competenze e tecnologie. in questo contesto che si inserisce l’evento sull’intelligenza artificiale affidabile, organizzato dall’Osservatorio Startup Thinking del Politecnico di Milano e ospitato dal Gruppo Enercom, partner storico dell’Osservatorio. Abbiamo parlato con Alessandra Luksch, Direttrice Osservatorio Startup Thinking – Politecnico di Milano:

“Il tema di oggi l’intelligenza artificiale, un paradigma tecnologico che sta cambiando in modo radicale il nostro modo di vivere e di lavorare. Per dare qualche numero, in Italia si investe pi di un miliardo e due di euro nelle tecnologie per l’innovazione digitale, con un incremento del 58% rispetto all’anno precedente. Un ruolo importante hanno le startup, ne vedremo circa una decina in questo appuntamento, focalizzate sul tema dell’intelligenza artificiale affidabile, Transworthy”.

Presentati i risultati della ricerca dedicata alle tecnologie emergenti e alle innovazioni pi promettenti per il mercato. Secondo questa ricerca, il 28% delle grandi aziende italiane ha gi adottato misure concrete per la compliance AI, mentre il 52% dichiara di non aver ancora compreso pienamente il quadro normativo. La ricerca, condotta su 113 startup in 19 Paesi, rivela che il settore ha raccolto complessivamente 773 milioni di dollari di finanziamenti, con una media di 12,9 milioni per startup. L’Europa con 43 startup e 88,2 milioni di finanziamento si posiziona seconda dopo il Nord America, dimostrando un ecosistema in crescita ma ancora distante dai 578 milioni raccolti oltreoceano. poi intervenuto Donato Stanca, AD Gei e Responsabile progetto NexTown – Gruppo Enercom:

Per il Gruppo Enercom l’innovazione da sempre una leva strategica per lo sviluppo del settore energetico. Un settore che per molto tempo rimasto stabile, ma che negli ultimi anni ha vissuto profondi cambiamenti: dall’evoluzione del contesto globale alla necessit di un efficientamento energetico, fino alla transizione dalle fonti tradizionali a quelle green. Come Gruppo siamo consapevoli che l’intelligenza artificiale non pi solo una prospettiva futura: gi parte integrante del nostro presente e sar sempre pi centrale nel nostro domani. Per questo, riteniamo fondamentale accelerare l’adozione di soluzioni innovative. Ospitare un evento come questo per noi motivo di grande con la presenza di tante imprese italiane impegnate nell’innovazione come Gruppo Enercom, non solo perch valorizza il nostro territorio, ma perch rappresenta un punto d’incontro fondamentale tra mondo imprenditoriale e accademico, necessario per affrontare le sfide future, anche dal punto di vista ambientale.

Sul territorio, ad esempio, sono presenti impianti a biogas che andranno convertiti in biometano, ma ci richiede anche un’innovazione delle reti che saranno chiamate a riceverlo. quindi essenziale il connubio tra imprese e universit, per costruire insieme un ecosistema energetico davvero sostenibile, capace di garantire sviluppo, rispetto ambientale e qualit della vita per le future generazioni. .

Mattarella: migrazione italiana parte essenziale nostra identità

Roma, 17 giu. (askanews) – “La storia della migrazione italiana è parte essenziale della nostra identità nazionale”. Lo ha detto il capo dello Stato Sergio Mattarella incontrando al Quirinale il Consiglio generale degli italiani all’estero.

“Dalle grandi migrazioni successive all’Unità d’Italia, alle numerose partenze nel secondo dopoguerra, – ha sottolineato il presidente – generazioni di italiani hanno trovato destini migliori al di fuori del nostro Paese, sostenendone, in modo determinante, la ripresa e lo sviluppo con le consistenti rimesse finanziarie del secolo scorso”.

“Il loro apporto – ha aggiunto – da una prospettiva più ampia si è anche tradotto nel dar vita a preziosi legami fra l’Italia e i Paesi di accoglienza, legami alimentati dal rispetto e dall’ammirazione per quanto essi hanno saputo realizzare, e, inoltre, nel diffondere le molteplici espressioni della cultura del nostro Paese”.

Per Mattarella “le collettività italiane hanno saputo rendere ‘prossima’ l’Italia a tutte le latitudini – come ha voluto sottolineare la dottoressa Prodi -. Anche nei luoghi più remoti sono stati ambasciatori autentici della italofonia. Si tratta di elemento rilevante nella politica internazionale della Repubblica, affermando valori come il dialogo, la laboriosità, l’accoglienza, la pace”.

Desertificazione, Paparella (Remtech): Serve azione condivisa

Roma, 17 giu. – In occasione della Giornata Mondiale per la Lotta alla Desertificazione e alla Siccit, Silvia Paparella, General Manager di RemTech Expo, ha sottolineato l’urgenza di una responsabilit collettiva nella tutela del territorio: “La Giornata Mondiale contro la Desertificazione e la Siccit ci richiama con urgenza alla responsabilit condivisa verso la tutela del nostro territorio. Oggi pi che mai, il cambiamento climatico, l’uso non sostenibile delle risorse naturali e l’abbandono di vaste aree agricole stanno accelerando fenomeni di degrado del suolo che compromettono la sicurezza alimentare, l’equilibrio degli ecosistemi e la resilienza delle comunit.” Paparella ha ribadito l’impegno di RemTech Expo nel campo dell’innovazione e della sostenibilit ambientale, evidenziando il ruolo strategico della rigenerazione dei suoli, della prevenzione del rischio idrogeologico e della gestione integrata delle risorse idriche. “Crediamo nella necessit di un’azione coordinata tra istituzioni, imprese, enti scientifici e cittadini per affrontare queste sfide con strumenti concreti, tecnologie avanzate e politiche lungimiranti.” “Questa giornata rappresenta un’occasione preziosa per rinnovare il nostro impegno”, ha concluso, “promuovere la cultura della prevenzione e costruire insieme un futuro in cui l’acqua, il suolo e l’ambiente siano risorse protette e valorizzate per le generazioni presenti e future.”

Mattarella: voto italiani all’estero concorre a energia società

Roma, 17 giu. (askanews) – “La partecipazione al voto da parte dei nostri connazionali all’estero – espressione di ‘cittadinanza attiva’ – concorre all’energia che fa vivere la nostra società democratica”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella incontrando al Quirinale il Consiglio generale degli italiani all’estero.

“Allo stesso modo – ha aggiunto – vi contribuisce la scelta dei componenti di organismi quali i Comitati degli italiani all’estero e dello stesso Cgie, che rafforzano la concezione di una democrazia libera e aperta a tutti i cittadini, ovunque essi abbiano scelto di vivere”.

Ricerca, governo battuto alla Camera su mozione Iv, Fdi: ci siamo sbagliati

Roma, 17 giu. (askanews) – L’aula della Camera ha approvato con 253 sì, 4 no e un astenuto la mozione a prima firma della presidente dei deputati Iv Maria Elena Boschi sulle politiche per attrarre i ricercatori in Italia su cui il governo aveva espresso parere negativo. Un risultato clamoroso se non fosse dovuto a una ‘distrazione’ dell’intera maggioranza di centrodestra che anziché votare contro, come indicato dall’esecutivo, ha votato a favore.

“Volevo congratularmi con i colleghi di Italia Viva perché sono riusciti a mandare sotto il governo che aveva dato parere contrario”, ha commentato immediatamente prendendo la parola Elena Bonetti di Azione.

“Avevamo percepito che il parere fosse favorevole – ha spiegato Gianluca Vinci (Fdi) intervenendo in Aula – nel caso in cui invece fosse contrario chiaramente il voto, anche se già espresso, era da intendersi contrario e non a favore della mozione”.

Il vicepresidente della Camera di turno Fabio Rampelli ha spiegato dopo “la verifica di rito” che “il parere annunciato era contrario da parte del governo, abbiamo fatto la verifica, non sto andando a memoria”.

“Sulla proposta di Italia Viva per attrarre talenti e riportare cervelli in fuga anche la maggioranza si schiera contro Meloni! Il Governo va sotto sulla nostra mozione. Finalmente qualcuno capisce che anziché sprecare soldi per i migranti in Albania servono soldi per tenere i giovani in Italia. Opposizione 1 – Governo 0. Adesso che farà Meloni?”, esulta sui social la presidente dei deputati di Italia Viva Maria Elena Boschi.

“Saranno le temperature, saranno i tanti temi che la dividono, oggi in Aula la maggioranza è allo sbando e approva una mozione dell’opposizione sui ricercatori europei e extraeuropei. Interessante il merito che contraddice tante chiusure del governo nella gestione della ricerca sull’onda trumpista. Ma è il metodo che colpisce: non conoscono i provvedimenti e si limitano a spingere i pulsanti senza mai chiedersi cosa stanno votando. Ecco il progetto della destra: un Parlamento passa carte che non distingue e non disturba”, commenta in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei deputati.

Ricerca Piepoli: 74% dei laziali soddisfatto della qualit della vita

Roma, 17 giu. (askanews) – La qualit della vita nella regione Lazio soddisfa il 74% dei cittadini, in particolare chi risiede nelle province di Viterbo (82%) e di Roma (73%) e i ragazzi dai 18 ai 34 anni (78%). Un peggioramento nel tempo avvertito da coloro che, invece, vivono nei grandi comuni (-45%) e dagli over 55 (-45%). Per quanto riguarda le smart city il 71% degli intervistati teme l’esclusione digitale e il 61% segnala il rischio di un controllo eccessivo. quanto emerge dalla ricerca dell’Istituto Piepoli “Lazio 2025 tra smart city e vivibilit”, che ha analizzato la qualit della vita percepita dai cittadini della regione Lazio, con particolare attenzione agli effetti dei grandi eventi del 2025, come il Giubileo, sulla vivibilit urbana e sulla fruizione dei servizi pubblici. I numeri sono stati presentati in Senato in un convegno organizzato da diverse associazioni di consumatori.

“In controtendenza col sentire comune, i dati dimostrano che i cittadini del Lazio hanno una percezione positiva sulla vivibilit delle citt della regione – ha commentato Carla Ciocci di UGCons -. Emerge che la transizione in corso deve essere sostenuta da una comunicazione efficace e centrata sui cittadini, per prevenire le paure, evitare i rallentamenti e rendere questo processo di cambiamento fruibile e utile rispetto alla vita quotidiana di ogni giorno. Noi, come associazione di consumatori, puntiamo sulla comunicazione e sul nostro ruolo di informatori dell’utenza e auspichiamo che questo primo passaggio sia un punto per dare slancio alla nostra azione quotidiana”.

I maggiori livelli di soddisfazione sono legati alla vita sociale (61%) e all’ambiente (60%). Anche i servizi pubblici, quali scuole e servizi educativi, sanitari e amministrativi, ottengono un livello di gradimento medio-alto (60%). Sicurezza (55%) e mobilit (50%) sono, invece, le aree che raccolgono un consenso mediamente pi basso. “Questa stata una giornata molto importante – ha aggiunto Riccardo Corbucci presidente commissione Roma Capitale, Statuto e innovazione tecnologica – perch il report che abbiamo discusso fotografa un dato in controtendenza, il fatto che nella Regione Lazio e nel Comune di Roma c’ una consapevolezza da parte dei cittadini che si stanno facendo tantissimi sforzi negli ultimi anni per rendere queste citt smart, sostenibili e vicine ai problemi delle persone. Ovviamente si pu fare molto di pi stiamo lavorando perch l’experience dei cittadini sia sempre pi attiva e proattiva e ci sia anche una partecipazione, a Roma Capitale abbiamo anche costituito una consulta smart city per fare questo crediamo che insieme alla Regione Lazio Roma Capitale possa far diventare Roma il traino di questo sviluppo”.

I grandi eventi sono considerati come un’opportunit di crescita, di sviluppo turistico (43%) e infrastrutturale (37%). Allo stesso tempo, per, generano anche preoccupazioni concrete per l’impatto sulla qualit della vita quotidiana, specialmente in termini di mobilit (49%), vivibilit urbana (34%) e costi (31%). “Siamo molto soddisfatti dei dati dell’istituto Piepoli – ha concluso Lorenzo Marinone, consigliere PD di Roma Capitale e delegato del sindaco per le Politiche Giovanili – certificano il lavoro che sta facendo l’aministrazione capitolina, in particolare nel coinvolgimento dei giovani. Fin da quando ci siamo insediati abbiamo cercato di creare una rete col mondo dell’associazionismo e con quello universitario per cercare di rendere pi accessibile la vita dei giovani romani, dei turisti e degli studenti fuori sede, includendoli nella vita pubblica. Sempre sul target giovanile vediamo in questo studio come i grandi eventi influiscano positivamente nella citt. In questi giorni c’ stata la chiusura un importante ciclo gratuito di eventi fatto per la citt, coinvolgendo artisti nazionali e internazionali proprio per restituire qualcosa a Roma. I giovani apprezzano il tentativo di questa amministrazione di lavorare in maniera congiunta”.

Dreher: la birra cambia look, rispettando la tradizione

Taranto, 17 giu. – Dreher, annuncia un ambizioso rilancio che parte dal Sud Italia, la sua terra d’origine. Heineken Italia ha svelato un piano di rinnovamento graduale che mira a riportare Dreher al centro dell’attenzione, con una nuova immagine e una serie di iniziative pensate per coinvolgere vecchi e nuovi consumatori. Il primo passo di questa trasformazione il restyling grafico delle sue referenze principali, Dreher L’Originale e Dreher Radler. La nuova veste punta a valorizzare l’heritage del brand, mantenendo vivi i suoi simboli storici: il sole, i colori vivaci e il celebre cameriere.

Ilaria Zaminga, External Communication Manager Heineken Italia, ha dichiarato: “Noi produciamo in Italia da 50 anni, dal 1974, e siamo partiti proprio da questo birrificio di Massafra che un fiore all’occhiello del nostro gruppo. Dreher una birra iconica, unica, dal gusto particolare, apprezzato in tutta Italia con una personalit goliardica, solare. una birra che ha fatto la storia in Italia anche per le sue campagne di comunicazione iconiche. Oggi torniamo con un’immagine rinnovata e con numerose novit”.

La vera novit l’edizione limitata “L’Adorata”, un omaggio al Sud Italia. Disponibile esclusivamente per quest’anno e solo nel Sud.

Michela Filippi, Marketing Director Heineken Italia, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Stiamo parlando di un restyling della nostra iconica marca Dreher. Un restyling che per parte dall’eredit, dalla tradizione di questa marca che, soprattutto nel Sud Italia, ha con i consumatori un forte legame e rappresenta l’espressione pi pura di quei valori della solarit, dell’accoglienza, dell’essere goliardici, che si sposano perfettamente con la birra, con l’estate e con i caratteri di noi italiani”.

Dreher, inoltre, punta a coinvolgere il pubblico con eventi e attivit sul territorio. L’estate sar animata tra le spiagge pugliesi all’insegna di giochi, degustazioni e momenti di pura allegria.

“Porteremo in alcune localit del Sud Italia il ‘Portaci da Bere On Tour’: una serie di eventi per celebrare l’animo goliardico di Dreher animando alcune spiagge e lungomari pugliesi con momenti di degustazione, ironia e spensieratezza in pieno stile Dreher”, ha aggiunto Michela Filippi.

Questo rilancio non solo un tributo al passato, ma anche un passo verso il futuro. Dreher pronta a conquistare una nuova generazione, sempre con il sorriso e un brindisi alla mano.

Alt governo a nuovo regolamento Ue su rimpatri: indispensabili modifiche

Roma, 17 giu. (askanews) – Il governo italiano ritiene “indispensabile” modificare la proposta di regolamento presentata dalla Commissione europea per istituire un sistema comune europeo di rimpatrio di cittadini di paesi terzi presenti illegalmente sul territorio dell’UE. Il documento dovrebbe sostituire la cosiddetta direttiva rimpatri attualmente in vigore ed è stato discusso oggi in commissione Politiche dell’Ue del Senato dove la prossima settimana sarà votato un parere.

Le perplessità dell’esecutivo sono contenute nella relazione trasmessa al Parlamento dove viene sottolineato che “alcuni aspetti del testo” proposto dalla Commissione europea “potrebbero comportare un aggravio procedurale tale da compromettere l’obiettivo stesso del regolamento, ossia il miglioramento dell’efficienza del sistema dei rimpatri”. Pertanto, “in considerazione dei gravosi adempimenti imposti dall’attuazione del Patto su migrazione asilo e dell’esistenza di un sistema nazionale di rimpatri comunque in grado di operare con buon efficienza il governo ritiene che l’urgenza di perfezionare la proposta in esame sia subordinata al superamento delle criticità per le quali si ritiene indispensabile un intervento di modifica”.

“In primo luogo – rileva il governo – in merito all’ordine di rimpatrio europeo e mutuo riconoscimento delle decisioni di rimpatrio, il meccanismo proposto potrebbe ostacolare l’esecuzione delle decisioni, limitando la discrezionalità dello Stato membro per quanto riguarda per esempio la durata del divieto di reingresso”. Inoltre, “in merito alla decorrenza del termine per il ricorso, l’obbligo di attendere fino a 14 giorni prima dell’esecuzione del rimpatrio, anche in assenza di una sospensiva rischia di compromettere l’immediatezza dell’esecuzione e di alterare l’attuale disciplina nazionale che consente l’esecuzione salvo esplicita sospensiva”.

E ancora, per quanto riguarda l’indicazione del paese di rimpatrio nella decisione, il governo italiano “ritiene più opportuno indicare il paese terzo di destinazione solo nella fase esecutiva per evitare impatti sul principio di non respingimento”. Infine, il governo ritiene che “l’obbligo di prevedere strutture di assistenza per il rimpatrio e la reintegrazione, pur ispirato finalità positive, possa comportare oneri organizzativi e amministrativi significativi”.

“Per quanto riguarda il rispetto del principio di sussidiarietà – secondo il governo – prevenire e combattere l’immigrazione illegale e assicurare il rimpatrio di chi è privo del diritto di soggiorno sono obiettivi comuni degli Stati membri da coordinare a livello dell’Unione. La nuova procedura dovrebbe essere quindi disciplinata dalle stesse norme quale che sia lo Stato membro in cui sono applicate per garantire un approccio unificato e parità di trattamento dei cittadini di paesi terzi senza diritto di soggiorno, nonché chiarezza e certezza del diritto per gli interessati”.

Tuttavia, “il governo ritiene che il principio di proporzionalità non possa ritenersi soddisfatto, se valutato alla luce della ricerca del giusto equilibrio tra un trattamento equo dei cittadini di paesi terzi e la garanzia che il sistema comune per il rimpatrio non venga eluso da chi cerca di evitare il proprio allontanamento dall’Unione Europea. Qualora infatti la proposta di regolamento dovesse essere approvata nell’attuale formulazione, potrebbe per alcuni aspetti esecutivi, determinare un aggravio procedurale tale da incidere negativamente sul perseguimento dell’obiettivo di armonizzare e semplificare le procedure di rimpatri”.

Ucraina, Zelensky al G7: pronti a negoziati e cessate il fuoco

Banff (Canada), 17 giu. (askanews) – “Noi siamo pronti per i negoziati di pace e un cessate il fuoco incondizionato, è molto importante, ma per questo abbiamo bisogno di pressione” sulla Russia. Lo ha detto il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky, all’inizio dell’incontro con il primo ministro del Canada Mark Carney, a margine del G7. “Parlerò con il primo ministro di sanzioni addizionali”, ha aggiunto ringraziando Carney “per il supporto incrollabile del Canada”. “Noi ucraini, le nostre
famiglie, davvero abbiamo avuto una notte molto difficile, uno degli attacchi più forti da quando è iniziata questa guerra: 440 droni iraniani Shahed e 32 missili, inclusi quelli balistici. Durante il volo ero in contatto con tutti i ministri e con il capo della Difesa aerea: è stato un grande attacco sulle
infrastrutture civili e la popolazioni, le case, eccetera. Per ora le informazioni non sono complete ma abbiamo 138 feriti e 12 uccisi: è una grande tragedia per noi”, ha detto il presidente ucraino   Zelensky, arrivando al summit G7.

Fine vita, non c’è testo maggioranza. No opposizioni a comitato etico

Roma, 17 giu. (askanews) – Restano ampie le distanze fra maggioranza e opposizioni sul ddl fine vita. Nel comitato ristretto delle commissioni Giustizia e Affari costituzionali del Senato si sono confrontate le proposte del centrodestra, che non ha depositato un testo con le sue proposte ma le ha esposte a voce nel corso della riunione, ha parlato genericamente, per bocca della presidente leghista della commissione Giustizia Giulia Bongiorno, che ha lasciato anzitempo il consesso, di “passi avanti” e della “centralità” che per l’area governativa assume la questione dell’istituzione di un comitato etico “di altissimo profilo”.

Il no della minoranza si articola su tre filoni principali. “Primo: il comitato etico – spiega ai cronisti Alfredo Bazoli del Pd – abbiamo chiesto che sia un comitato di valutazione clinica dislocato sul territorio e non centralizzato. Secondo: le cure palliative non possono essere un trattamento sanitario obbligatorio. Terzo: il servizio sanitario nazionale deve avere un ruolo, altrimenti diventa una privatizzazione, un servizio riservato a chi ha i soldi oppure alle varie associazioni, questo farà inevitabilmente nascere un mercato. Lo dice la Corte costituzionale che ci dev’essere un ruolo del Ssn”.

Ilaria Cucchi di AVS stigmatizza il fatto che anche oggi “la destra si è presentata senza un testo, lasciando così i malati e le loro famiglie ancora nell’incertezza più assoluta”. Avs ribadisce che “una legge nazionale sul fine vita deve avere come faro la possibilità di scelta dei malati che si trovano in condizioni di sofferenza irreversibile”, e “qualsiasi procedura deve essere fatta dal Servizio Sanitario nazionale e non dai privati, perché solo il pubblico può tutelare la dignità e la libertà di tutti i cittadini, e che non c’è nessuna contrapposizione tra cure palliative e fine vita”.

“La destra – accusa Cucchi – ha un’idea del fine vita ideologico, come dimostra la proposta di nominare un Comitato Etico con decreto del presidente del Consiglio dei ministri. Secondo la destra questo Comitato, di nomina governativa e non di esperti o medici, dovrebbe decidere proprio della vita o della morte di una persona. La proposta della destra viola i diritti fondamentali delle persone, privandole della possibilità di decidere come vivere con dignità fino all’ultimo istante delegando la decisione ad un organismo burocratico, e sotto il controllo del governo. Privare i cittadini della possibilità di decidere come vivere con dignità fino all’ultimo istante è da Stato etico e religioso e non da paese democratico”, conclude la parlamentare rossoverde.

Musica, oltre in 200 in fila per la moneta dedicata a Renato Zero

Roma, 17 giu. (askanews) – Dopo la ressa per la moneta dedicata alla nave scuola Vespucci di inizio maggio, anche questa mattina una folla numerosa si è radunata di fronte al negozio della Zecca di Stato di Piazza Verdi a Roma per acquistare la moneta dedicata ad una delle canzoni più celebri di Renato Zero, Il Cielo, emessa dal Mef e coniata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Neanche l’afa di metà giugno ha fermato oltre 200 tra appassionati numismatici e sorcini che da stamattina alle 5 si sono messi in fila di fronte al negozio in maniera ordinata. I commessi del negozio hanno raccontato che qualcuno ha anche dormito in auto per garantirsi il posto in fila. La moneta ha una tiratura di 10 mila pezzi e da stamattina è sold out sul sito ipzs.it, si potrà ancora acquistare in negozio.

La moneta in argento rodiato 925‰, finitura Fior di Conio, dal valore nominale di 5 euro, è coniata presso le Officine della Zecca dello Stato. L’effetto ottenuto tramite la rodiatura richiama l’aspetto di un disco in vinile, sul quale è riportato in microincisione l’intero testo della canzone.

Un altro tocco artistico dell’incisore, sul rovescio, è la veduta azzurra del cielo sopra l’isola di Ventotene, dove Renato Zero racconta di aver avuto l’ispirazione per scrivere la canzone. Un’isola che da giovane frequentava spesso e, per questo, rappresentata sullo sfondo del mare sovrastato dalla sagoma stilizzata del cantautore.

DESCRIZIONE TECNICA

Sul dritto della moneta: Rappresentazione di un disco in vinile che riporta, al centro, il testo della canzone “IL CIELO”, composta dal cantautore Renato Zero. In cerchio, la scritta “REPUBBLICA ITALIANA”; in basso, la firma dell’autore “PETRASSI”.

Sul rovescio della moneta: Come sfondo la veduta del cielo e del mare che hanno ispirato l’artista. Nel giro, in alto, la scritta “IL CIELO”, titolo della canzone celebrata; al centro l’immagine stilizzata ed accennata di “Renato Zero” in una delle sue pose iconiche; a sinistra “5 EURO”, valore nominale; a destra “2025”, anno di emissione della moneta e “R”, identificativo della Zecca di Roma. Moneta rodiata con elementi colorati.

GroundUp Music Festival, in Italia il festival ideato da Snarky Puppy

Roma, 17 giu. (askanews) – I prossimi 26, 27 e 28 giugno arriverà per la prima volta in Italia il GroundUp Music Festival, prestigioso evento nato quasi dieci anni fa a Miami dalla visione artistica di Michael League, fondatore e leader degli Snarky Puppy e definito dal New York Times come “uno dei dieci migliori eventi musicali del decennio”.

Per la sua prima, attesissima edizione europea, il festival ha scelto la cittadina di Alberobello (BA), tesoro architettonico di pietra e sito UNESCO, celebre in tutto il mondo per i suoi trulli. È proprio il comune pugliese a supportare attivamente il GroundUp, contribuendo con entusiasmo al debutto del festival oltreoceano.

Per tre giorni, il centro storico si trasformerà in un palcoscenico a cielo aperto, con concerti e masterclass distribuiti in tre location raggiungibili a piedi. Una formula, fedele allo spirito che ha reso unica l’edizione di Miami fin dalla sua nascita, che offrirà un’atmosfera vibrante di musica dal vivo ed esperienze interattive, accompagnata da una line-up di artisti di caratura internazionale, che riflette pienamente l’eccellenza, la contaminazione e la ricerca che da sempre distinguono il GroundUP.

A guidare il programma saranno proprio gli Snarky Puppy, che si esibiranno tutte e tre le sere, ognuna con un ospite italiano: il talentuoso bassista Federico Malaman, la straordinaria pianista Francesca Tandoi e un chitarrista crossover come Adriano Viterbini, virtuosi immersi in molti progetti e collaborazioni che con gli Snarky condividono il gusto dell’avventura e del continuo scambio artistico e umano.

Al GroundUp Music Festival vedremo e ascolteremo Cécile Mclorin Salvant, straordinaria voce vincitrice di tre Grammy Awards e di molti altri riconoscimenti, il duo artistico e di vita formato dal Griot africano Bassekou Kouyate e dalla cantante Amy Sacko, lo spagnolo Israel Fernandez, uno dei cantanti di flamenco più famosi della sua generazione, Kinga Glyk, giovanissima bassista polacca, astro nascente del jazz europeo, la stella del desert blues Bombino, il songrwriting intenso e poliedrico della cantante e chitarrista statunitense Becca Stevens, un duo come quello di Jake & Abe, già protagonisti del sound di un artista pluripremiato come Meshell Ndegeocello (della cui band fanno entrambi parte, Banda Magda, creatura musicale della cantante greca Magda Giannikou, la radice tradizionale pugliese del Canzoniere Grecanico Salentino, la voce della messicana Fuensanta, l’intreccio tra tradizione, classica e energia rock degli ungheresi Söndörgö e la creatività pervasiva della salentina Carolina Bubbico & Corolla, con la partecipazione speciale della cantante e percussionista Rachele Andrioli.

IL Main Stage – è il palco principale situato nella Villa Donnaloja, la villa comunale di Alberobello; sarà il cuore del festival, con tre concerti al giorno. Ogni sera dalle 20.30, ci sarà un’esibizione degli Snarky Puppy, la super band americana guidata da Michael League, 5 volte vincitori di Grammy Award, ed altri due spettacoli selezionati da una vasta area di artisti provenienti da tutto il mondo.

Trullo sovrano, alias il Secondo palco, accoglierà dalle 18 i concerti pre-serata di alcuni straordinari artisti internazionali e, la mattina dalle 11, parte delle masterclass.

Il Centro Culturale La Conceria accoglierà invece le masterclass del pomeriggio, a partire dalle 14.

Sono disponibili in vendita su Ticketone e Ticketmaster i biglietti per i singoli palchi e serate; in quantità limitata anche, gli abbonamenti VIP, che offrono l’accesso a tutti gli eventi e attività per tutti i tre giorni.

Tennis, battaglia Cobolli: vittoria dopo tre ore su Fonseca ad Halle

Roma, 17 giu. (askanews) – Una vittoria da applausi: è quella di Flavio Cobolli all’esordio dell’Atp 500 di Halle. Il tennista romano ha superato al primo turno il talento brasiliano Joao Fonseca al termine di una splendida partita durata quasi tre ore, conclusa con il punteggio di 5-7, 7-6, 7-6. Una bellissima rimonta di Flavio Cobolli che ha espresso un tennis di altissimo livello, giocando al meglio tutti i punti importanti della partita. Alla quarta vittoria in carriera sull’erba, Cobolli attende al secondo turno Humbert o Shapovalov.

Ue propone il rilancio delle cartolarizzazioni: più facili e meno costose

Roma, 17 giu. (askanews) – La Commissione europea ha presentato un pacchetto di proposte con l’obiettivo di rilanciare le cartolarizzazioni di prestiti bancari, semplificando le relative procedure e rendendole meno costose.

Queste operazioni consentono alle banche di “riconfezionare” dei crediti in titoli, per poterli poi rivendere sul mercato, svincolando così capitale da impiegare nell’economia reale. Tuttavia nella Ue il mercato è praticamente fermo da anni, retaggio della pessima reputazione di questi titoli a seguito della crisi subprime negli Usa.

La proposta di Bruxelles intende operare a vari livelli, tra cui sulla normativa specifica riguardante le cartolarizzazioni; sui requisiti patrimoniali e di rating e inoltre, spiega la Commissione con un comunicato, si vuole fare leva sui sulle regole dei tassi di copertura di liquidità correlati a queste operazioni.

Un elemento rilevante per l’Italia è nel fatto che l’abbasamento dei requisiti di rating, assieme all’ammorbidimento dei parametri sulla “due diligence”, punta a favorire le cartolarizzazioni anche di prestiti concessi alle Pmi. Peraltro su queste ultime vigeva un requisito di omogeneità che ora verrebbe a sua volta attenuato, includendo nel pacchetto cartolarizzabile anche una quota di prestiti a grandi imprese. Infine, queste operazioni potranno essere eseguite anche da banche medie, non sono dalle banche più grandi.

Il tutto mentre l’Ue si trova nell’esigenza di rastrellare capitali per finanziare tutta una serie di iniziative, che vanno dalle transizioni digitali e sull’energia, all’aumento delle spese su armamenti e difesa, per cui si rende necessario un maggiore ricorso ai mercati.

Le cartolarizzazioni restano frenate dai gravi danni reputazionali dovuti al loro ampio uso prima della crisi dei mutui subprime negli Usa. Nel primo decennio del 2000 tramite queste procedure vennero messi in circolazione titoli emessi da banche spesso con livelli di rating elevati, dai quali i titoli stessi beneficiavano, ma che avevano come sottostante prestiti con scarsi o inesistenti livelli di garanzie di rimborso.

Un ulteriore elemento di revisione è rappresentato da una maggiore proporzionalità al rischio (risk sensitivity) dell’attivo sottostante delle procedute di cartolarizzazione, secondo i propositi della Ue puntando anche a preservare la stabilità finanziaria. Le proposte sono state presentate dalla commissaria Ue ai servizi finanziari, Maria Luis Albuquerque.

MioDottore Awards 2025, premiati i medici pi apprezzati

Roma, 17 giu. (askanews) – MioDottore, piattaforma per la prenotazione online di visite mediche e parte del gruppo Docplanner, ha celebrato i 43 medici italiani pi apprezzati sulla stessa piattaforma per il loro impegno, la qualit professionale e la vicinanza ai pazienti. La premiazione ha rappresentato un’occasione per riconoscere e valorizzare l’eccellenza della professione medica. L’evento MioDottore Awards 2025, che parte del ciclo di incontri Let’s Talk, ha premiato non solo la competenza clinica, ma anche empatia, dedizione e capacit di ascolto, nell’ottica di una sanit pi sostenibile, umana e innovativa.

Lombardia e Campania guidano la classifica delle regioni con il maggior numero di premiati, seguite da Sicilia e Lazio, Toscana e, a pari merito, Emilia-Romagna, Piemonte e Sardegna. Il Sud si conferma l’area con la maggiore rappresentanza, accogliendo il 51% dei medici premiati. A livello provinciale emergono alcune realt di spicco: Roma si attesta capitale della sanit d’eccellenza, seguita da Milano, Napoli e Palermo.

Il processo di selezione dei MioDottore Awards si articola in tre fasi: si parte con la valutazione delle opinioni lasciate dai pazienti, in un secondo momento, sono gli stessi professionisti a esprimere una valutazione, basata su criteri di esperienza, preparazione e competenza clinica. Infine, la fase conclusiva prende in considerazione il numero complessivo di recensioni positive, i voti ricevuti dai colleghi e l’attivit svolta dal medico all’interno della sezione “Chiedi al Dottore”, dove vengono offerte risposte utili ai dubbi degli utenti. Un altro elemento emerso dal premio la continuit: quattordici medici sono infatti riusciti a mantenere il primo posto nella propria categoria di specializzazione.

Per Luca Puccioni, CEO di MioDottore, i premi “sono un’occasione per restituire valore al lavoro quotidiano dei medici e sottolineare l’importanza di un approccio alla salute fatto di empatia, ascolto e innovazione.Fiducia e costanza sono elementi centrali nel percorso di cura. proprio da relazioni solide come queste che pu nascere una sanit pi vicina alle persone e capace di evolversi”.

MAXXI ospita rassegna cinematografica ispirata alla mostra "Stadi"

Roma, 17 giu. (askanews) – Da mercoledì 18 giugno a martedì 22 luglio, Fondazione Cinema per Roma e MAXXI realizzeranno una rassegna cinematografica che si svolgerà in occasione della mostra “Stadi. Architettura e mito”, in programma al Museo nazionale delle arti del XXI secolo fino al prossimo 26 ottobre.

Il ciclo – che si terrà presso l’Auditorium del Museo alle ore 21 nell’ambito di Estate al MAXXI 2025 – sarà composto da cinque film in cui gli stadi svolgono un ruolo di primo piano nella narrazione come luoghi simbolo di passioni condivise, riti collettivi, non esclusivamente sportivi, spazi unici dove la vita quotidiana e l’eccezionalità si incontrano.

La rassegna sarà inaugurata, mercoledì 18 giugno, dalla proiezione di “U.S. Palmese”, commedia sportivo-romantica dei Manetti Bros. presentata in anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2024. Il film è ambientato a Palmi, dove caratteri, sport, amore, affetti, difetti, ripicche e dispetti collidono e finiscono per rimescolarsi e trovare un equilibrio. A introdurre la proiezione ci sarà il regista Antonio Manetti.

Giovedì 3 luglio, il pubblico potrà assistere a “Bohemian Rhapsody” di Bryan Singer, successo globale premiato con quattro Oscar e due Golden Globe. Il regista newyorkese racconta, tra biografia e leggenda, la vita di Freddie Mercury, leader e frontman dei Queen, interpretato da un grande Rami Malek: lo fa anche attraverso i suoi celebri concerti e la straordinaria esibizione nello stadio di Wembley durante il Live Aid, svoltosi quarant’anni fa, nel luglio del 1985.

Giovedì 10 luglio sarà proiettato “Crazy for Football – Matti per il calcio” di Volfango De Biasi, con Sergio Castellitto nel ruolo di Saverio Lulli, psichiatra che preferisce incontrare i suoi pazienti sul campo di calcio: il medico è infatti convinto che questo sport serva come terapia per aiutarli a stare meglio. Lulli decide così di organizzare il primo mondiale di calcio a cinque per squadre formate da pazienti psichiatrici.

Giovedì 17 luglio, sarà la volta di “Ogni maledetta domenica – Any Given Sunday” di Oliver Stone che porta sul grande schermo la più entusiasmante partita di football americano mai presentata al cinema. Il protagonista è Al Pacino nei panni di Tony D’Amato, tormentato allenatore della squadra degli Sharks, alle prese con una vera e propria guerra di spogliatoio e con la nuova proprietaria (Cameron Diaz).

La rassegna si chiuderà martedì 22 luglio con la proiezione de “Il campione” di Leonardo D’Agostini che firma un racconto di formazione partendo dall’incontro fra due mondi opposti: quello di Christian Ferro (interpretato da Andrea Carpenzano), giovane rockstar del calcio tutta genio e sregolatezza, e Valerio Fioretti (Stefano Accorsi), professore che viene assegnato al giovane goleador quando, dopo l’ennesima bravata, il presidente del club decide che è arrivato il momento di impartirgli un po’ di disciplina, attraverso una tappa fondamentale per un ragazzo della sua età, l’esame di maturità.

I biglietti per la proiezione di U.S. Palmese, introdotta dal regista Antonio Manetti, si possono acquistare (al costo di 3,5 euro) presso la biglietteria del MAXXI o su www.maxxi.archeoares.it.

Tutte le altre proiezioni sono a ingresso libero fino a esaurimento posti; posti individuali riservati e gratuiti per i titolari della card myMAXXI scrivendo a mymaxxi@fondazionemaxxi.it, entro il giorno prima dell’evento.

Iran, Tajani: “Fondamentale che Teheran non abbia l’atomica”

Roma, 17 giu. (askanews) – “Mi sembra fondamentale per la soluzione del conflitto e della crisi” che l’Iran non abbia la bomba atomica. “Tutto verte su quello: l’atomica e la minaccia a Israele”. Cos il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, rispondendo a margine di un evento alla Camera dei deputati.

“Sono state le Nazioni Unite a denunciare il superamento della linea rossa da parte di Teheran, il rapporto dell’Aiea, guidata dalla Raffaele Grossi molto chiaro: se fosse andata avanti avrebbero costruito l’atomica in tempi rapidi e questo sarebbe stato pericolosissimo per lo Stato di Israele”, ha spiegato il vicepremier.

“Mi auguro che ci sia una de-escalation che si possa riaprire un negoziato, abbiamo lavorato sempre su quello. In questi giorni l’Italia ha lavorato sempre su quello. Mi pare che il testo scritto dal G7, compresa la premier Meloni, va in questa direzione. Lavoriamo per la pace e la stabilit, ma la pace non pu essere garantita se c’ un Paese che ha la bomba atomica e pensa di usarla contro un altro Paese”, ha aggiunto.

Ue propone rilancio cartolarizzazioni: più facili e meno costose

Roma, 17 giu. (askanews) – La Commissione europea ha presentato un pacchetto di proposte con l’obiettivo di rilanciare le cartolarizzazioni di prestiti bancari, semplificando le relative procedure e rendendole meno costose.

Queste operazioni consentono alle banche di “riconfezionare” dei crediti in titoli, per poterli poi rivendere sul mercato, svincolando così capitale da impiegare nell’economia reale. Tuttavia nella Ue il mercato è praticamente fermo da anni, retaggio della pessima reputazione di questi titoli a seguito della crisi subprime negli Usa.

La proposta di Bruxelles intende operare a vari livelli, tra cui sulla normativa specifica riguardante le cartolarizzazioni; sui requisiti patrimoniali e di rating e inoltre, spiega la Commissione con un comunicato, si vuole fare leva sui sulle regole dei tassi di copertura di liquidità correlati a queste operazioni.

Un elemento rilevante per l’Italia è nel fatto che l’abbasamento dei requisiti di rating, assieme all’ammorbidimento dei parametri sulla “due diligence”, punta a favorire le cartolarizzazioni anche di prestiti concessi alle Pmi. Peraltro su queste ultime vigeva un requisito di omogeneità che ora verrebbe a sua volta attenuato, includendo nel pacchetto cartolarizzabile anche una quota di prestiti a grandi imprese. Infine, queste operazioni potranno essere eseguite anche da banche medie, non sono dalle banche più grandi.

Il tutto mentre l’Ue si trova nell’esigenza di rastrellare capitali per finanziare tutta una serie di iniziative, che vanno dalle transizioni digitali e sull’energia, all’aumento delle spese su armamenti e difesa, per cui si rende necessario un maggiore ricorso ai mercati.

Le cartolarizzazioni restano frenate dai gravi danni reputazionali dovuti al loro ampio uso prima della crisi dei mutui subprime negli Usa. Nel primo decennio del 2000 tramite queste procedure vennero messi in circolazione titoli emessi da banche spesso con livelli di rating elevati, dai quali i titoli stessi beneficiavano, ma che avevano come sottostante prestiti con scarsi o inesistenti livelli di garanzie di rimborso.

Un ulteriore elemento di revisione è rappresentato da una maggiore proporzionalità al rischio (risk sensitivity) dell’attivo sottostante delle procedute di cartolarizzazione, secondo i propositi della Ue puntando anche a preservare la stabilità finanziaria. Le proposte sono state presentate dalla commissaria Ue ai servizi finanziari, Maria Luis Albuquerque.(fonte immagine: European Union).

Terzo mandato, Tajani: Lega presenti emendamento, noi non lo votiamo

Roma, 17 giu. (askanews) – “La Lega pu presentare l’emendamento che vuole, noi non lo votiamo”. Cos il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, rispondendo a margine di un evento alla Camera dei deputati, a proposito della possibilit da parte del Carroccio di presentare un emendamento al ddl sull’adeguamento del numero di consiglieri e assessori regionali, all’esame della commissione Affari costituzionali del Senato.

"maledetta rabbia" è il nuovo singolo di blanco

Milano, 17 giu. (askanews) – Dopo l’enorme successo di “Piangere a 90” – affermatosi in pochi giorni come il più grande ritorno discografico dell’anno raggiungendo il #1 posto in classifica FIMI/GfK, in classifica radio ufficiale Earone e sulle piattaforme di streaming – “Maledetta rabbia” è il nuovo singolo di Blanco, da venerdì 20 giugno su tutte le piattaforme digitali e in rotazione radiofonica per EMI Records Italy (Universal Music Italy) accompagnato dal videoclip su YouTube.

Con “Maledetta rabbia” Blanco mantiene intatta la sua carica istintiva e torna a esplorare sonorità più dirette, dinamiche e trascinanti, muovendosi in equilibrio tra energie estive e tempeste interiori: un’esplosione di vulnerabilità cantata con la voce graffiata di chi sente ancora il peso degli errori commessi e della fine di un rapporto. Prodotto da Michelangelo, il nuovo singolo conferma la capacità di BLANCO di evolvere senza snaturarsi, di alternare momenti di intimità brutale a melodie catchy, in un continuo gioco di contrasti e montagne russe emotive.

Il videoclip, realizzato dal collettivo Broga’s, a tutti gli effetti il sequel di “Piangere a 90”, è un’odissea psichedelica tra paranoie e visioni surreali. Lo switch improvviso di atmosfere – dal bianco e nero si passa alle immagini a colori, dall’ispirazione toccante derivata da Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders si passa a quella più eccentrica e schizofrenica basata su Paura e delirio a Las Vegas di Terry Gilliam – riflette al cento per cento il cambio di sound tra le due canzoni.

Il ritorno di Blanco – con la direzione artistica di Stefano Clessi (Eclectic Music Group) – si arricchisce con “Maledetta rabbia” di un nuovo importante tassello, a ribadire quanto per Blanco ogni brano sia un pezzo di pelle lasciato in musica: diverso ma sempre autentico.

Al via a Roma la Settimana del Cinema Cinese in Italia 2025

Roma, 17 giu. (askanews) – È in arrivo dal 23 al 27 giugno la Settimana del Cinema Cinese in Italia. Un appuntamento con la cinematografia cinese contemporanea che si svolgerà a Roma presso la Sala Anica, con una selezione di 9 film che spaziano per tematiche e genere offrendo al pubblico uno sguardo autentico sul cinema cinese dell’ultimo biennio.

La rassegna prende il via lunedì 23 giugno alle 18 con “Big World” per la regia di Yang Lina, un racconto toccante sull’emancipazione di Liu Chunhe, un giovane affetto da paralisi cerebrale che rompe coraggiosamente le catene del corpo e della mente cercando la propria strada nel mondo.

A seguire, alle 20.30 il documentario “Hotline Beijing” di Xu Jieqin, girato a Pechino, ci mostra come la capitale cinese – una metropoli con oltre 20 milioni di abitanti – gestisca in modo efficiente più di 60.000 chiamate di reclamo al giorno. Il film è prodotto da China Media Group.

Il 24 giugno, alle 18 sarà la volta di “Article 20” di Zhang Yimou, uno dei più celebri registi cinesi contemporanei. Il film riflette sul tema della giustizia, della responsabilità e del coraggio. Il pubblico ministero Han Ming viene coinvolto in un caso difficile e ambiguo, in cui quello che appare come il ferimento intenzionale di alcune persone potrebbe essere in realtà un’istanza di legittima difesa.

A seguire, alle 21, il documentario “Shenzhou 13” di Zhu Yiran, ambientato in una stazione spaziale e che racconta la vita degli astronauti a bordo del Tiangong con immagini in 8K girate direttamente nello spazio dagli astronauti della missione Shenzhou-13. Si tratta del primo documentario cinese girato nello spazio che offre un’esperienza immersiva inedita, sullo straordinario percorso semestrale della prima missione spaziale di lunga durata cinese. Il film è prodotto da China Media Group.

Mercoledì 25 giugno, alle 18 verrà proiettato “Endless Journey” di Dai Mo, protagonista Zhang Yi. Il commissario dell’unità investigativa Cheng Bing coordina la “Squadra Tre” nelle indagini su un crimine efferato, ma durante l’operazione un sospettato perde la vita accidentalmente, causando l’incriminazione e la detenzione di Cheng Bing. Dopo il rilascio, persiste tenacemente nell’inseguire i criminali ancora latitanti, ma ora nelle vesti di semplice cittadino.

Il 26 giugno alle 18, arriva “Viva La Vida” per la regia di Han Yan, una storia d’amore profonda e toccante tra due giovani malati terminali, che trovano nella reciproca compagnia la forza per affrontare la vita. Alle 20.30 seguirà “The Dumpling Queen” per la regia di Wai-keung Lau, film ispirato a una storia vera, che racconta la storia di Zang Jianhe e la sua straordinaria ascesa. Nella Cina degli anni ’70, tra sacrifici e resilienza, una madre single che fonda una delle più grandi aziende alimentari di Hong Kong.

La rassegna si chiude venerdì 27 giugno con due titoli di grande impatto emotivo: alle 18, la commedia “Yolo” per la regia di Jia Ling, scritto da Sun Jibin, con Jia Ling nel ruolo principale. Du Leying, giovane donna, vive reclusa in casa da anni, ma l’incontro con l’allenatore di pugilato Hao Kun la motiverà ad affrontare una serie di sfide, trasformando la sua esistenza in un percorso coinvolgente; alle 20.30, “Her Story” scritto e diretto da Shao Yihui, esplora il legame tra due donne segnate dal passato che, incontrandosi, trovano un’inaspettata alleanza e una nuova possibilità. Wang Tiemei, una madre single, perde il lavoro e si trasferisce, facendo amicizia con la vicina Xiaoye. Il loro legame cresce, confrontandosi con traumi passati e sfide presenti.

La rassegna è organizzata dall’Amministrazione Statale Cinese del Film, con organizzatore esecutivo del Canale Cinematografico Cinese e co-organizzatore del Centro Programmi in Lingue Europee e Latinoamericane del China Media Group, in collaborazione con ANICA – Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche e Audiovisive e Digitali.

Tutte le proiezioni saranno in lingua originale sottotitolate in italiano e inglese. L’accesso è gratuito fino ad esaurimento posti presso la Sala ANICA viale Regina Margherita 286.

Calcio, il ceo dell’Al-Hilal: "Inzaghi aveva deciso di venire qui"

Roma, 17 giu. (askanews) – Esteve Calzada, ceo dell’Al-Hilal, è intervenuto a Bbc news e ha parlato – tra le altre cose – del mercato saudita e dell’arrivo di Simone Inzaghi, che a quanto pare già era stato stabilito ben prima della finale di Champions League persa rovinosamente dall’Inter per 5-0. «È stata una sessione di calciomercato davvero strana, è durata pochissimo. Non volevamo prendere una decisione pensando al Mondiale per club, perché poi ti resta per i successivi due o tre anni. Per quanto rispetti Ronaldo come giocatore di grande valore, come tutti sappiamo, è certamente del tutto controintuitivo portare con sé il giocatore più rappresentativo del proprio avversario numero uno” ha detto. “Abbiamo cercato di vedere se potevamo rinforzare la squadra. Ma alcuni giocatori avevano l’atteggiamento di chi è già in vacanza, altri a volte chiedevano troppi soldi, e siamo consapevoli che la nostra squadra è estremamente competitiva. Dopo il torneo, affronteremo la tradizionale sessione di calciomercato con grandi ambizioni, per vedere se riusciremo a rinforzare ulteriormente la squadra.»

Su Osimhen e Nunez come obiettivi: «Stiamo prendendo di mira i giocatori più forti. Siamo molto ambiziosi, ma dobbiamo anche confrontarci con la volontà del giocatore stesso e la transazione deve funzionare in entrambi i sensi. L’unica cosa che abbiamo cercato di ricordare ai giocatori e agli agenti è che sì siamo sauditi ma qui non stampiamo banconote! Il mio ruolo come ceo è quello di assicurarmi che il club venga gestito in modo efficiente, in modo da avere il budget più ampio possibile per avere giocatori importanti, ma non a qualsiasi costo. Ecco perché a volte abbandoniamo sostanzialmente le trattative, perché vogliamo che i giocatori siano davvero desiderosi di venire e non siano solo alla ricerca dei soldi.»

Su Inzaghi: «Stava giocando una partita importante e ci ha chiesto di tenere la cosa da parte fino a dopo la finale, era stato già deciso ma non ha firmato prima della finale solo perché per rispetto ci ha chiesto di aspettare, il che è sicuramente giusto. In questa stagione siamo arrivati ??secondi, un risultato al di sotto delle aspettative. E molto semplicemente ciò che ci aspettiamo dal nuovo allenatore è che ci aiuti a vincere di nuovo e a ristabilire la gerarchia.»

C’è l’ok finale della Camera: il decreto Irpef è legge. Tre aliquote per gli acconti 2025

Roma, 17 giu. (askanews) – Via libera della Camera dei deputati al decreto acconti Irpef, in seconda lettura nello stesso testo approvato dal Senato, con 153 voti favorevoli, nessun voto contrario e 101 astenuti tra le opposizioni. Il provvedimento, in scadenza il 22 giugno, diventa quindi legge.

Il decreto, composto da un solo articolo, corregge una contraddizione emersa con la stabilizzazione del regime Irpef a tre aliquote stabilendo che questo va applicato anche agli acconti dovuti nel 2025.

La norma previgente prevedeva infatti che le tre aliquote fossero operanti per il solo anno di imposta 2024 e che quindi per la determinazione degli acconti dovuti per il periodo d’imposta 2024 e 2025 si doveva assumere il precedente regime a quattro aliquote. Il decreto elimina il riferimento al 2025 consentendo l’applicazione del nuovo regime agli acconti dovuti quest’anno. Gli oneri per le casse dello Stato vengono valutati in 245,5 milioni di euro per il 2025.

"Centri Commerciali" è il nuovo singolo di Dargen D’Amico

Milano, 17 giu. (askanews) – Sarà in radio e in digitale a partire da venerdì 20 giugno “Centri Commerciali”, il nuovo singolo di Dargen D’Amico per Island Records e già disponibile in presave.

In “Centri Commerciali”, prodotto da Vago XVII, Dargen gioca con rime e incastri su una base ipnotica, esplorando il tema delle relazioni al tempo dei social “la trappola dei giorni nostri, che abbiamo fatto passi da giganti, nel senso che siamo sempre più distanti”.

Recentemente il suo brano “Onda alta” ha vinto il 23° Premio Amnesty International Italia nella sezione Big. Il riconoscimento promosso da Amnesty International Italia, insieme all’associazione Voci per la Libertà che premia il miglior brano sui diritti umani, pubblicato nell’anno precedente da un artista. Dargen ha ringraziato con questo messaggio: “La società concentra tutto nelle mani di pochi. I film di rivalsa sociale non sono mai corali. Se l’individualismo è oggi valore assoluto, il coraggio è rappresentato da chi trasforma la propria volontà in solidarietà. Se c’è un premio, dovrebbe andare alle vittime dei sacrifici, e se le vittime dei sacrifici non possono ritirarlo, dovrebbe ritirarlo chi ogni giorno è sul campo nel tentativo di alleviare le sofferenze del prossimo”.

Fuori il video di "Veramente", il nuovo singolo di sangiovanni

Milano, 17 giu. (askanews) – È da ora disponibile il videoclip ufficiale di veramente (Sugar Music), il nuovo singolo di sangiovanni, disponibile su tutte le piattaforme digitali e in rotazione radiofonica.

Il video – per la regia di Renato Lambo – è girato a Venezia e restituisce la leggerezza e l’energia del brano: sangiovanni attraversa gli scorci romantici della città su una gondola prima di tuffarsi in mare, correre sulla spiaggia insieme al suo cane e condividere dei momenti autentici con i suoi amici in un’atmosfera rilassata e solare. Un racconto visivo di un’estate all’insegna della spensieratezza, che riflette il tono caldo della canzone.

veramente è il secondo brano che segna il nuovo capitolo nel percorso artistico di sangiovanni, presentato in anteprima sul palco del Mi Ami Festival. Nato durante un viaggio a Tenerife, il pezzo traduce in musica le vibrazioni calde dell’isola, fondendo sonorità urban con ritmi tropicali e percussioni tribali. Scritto insieme ad Alessandro La Cava, Marco Spaggiari e Rocco Giovannoni, si apre con chitarre leggere che lasciano spazio a un beat incalzante e a un ritornello travolgente. Il testo è una confessione sincera, che affronta desideri e mancanze con intensità e delicatezza, sostenuta da una scrittura diretta e da cori energici. veramente è un brano che parla di libertà, identità e della forza di seguire il proprio ritmo.

Il nuovo singolo arriva dopo luci allo xeno, brano pubblicato ad aprile e che ha segnato il ritorno ufficiale di sangiovanni sulla scena musicale. La canzone, presentata durante un’intima live session con i suoi fan, ha conquistato il pubblico grazie alla combinazione di sonorità elettro-pop e dance con un testo profondo e riflessivo.

Cantautore veneto, sangiovanni fonde il pop contemporaneo con influenze urban e melodie leggere, trasformando la sua scrittura diretta in un racconto autentico delle emozioni. Con uno stile immediato e riconoscibile, riesce a unire freschezza e profondità, dando voce a una generazione in bilico tra sogni e fragilità.

Tv, "Angela Megastar": arriva il docu-reality sul fenomeno social

Roma, 17 giu. (askanews) – Dal 20 giugno alle 21:30 su Real Time per la prima volta in tv arriva “Angela Megastar – Ci penso io!”, un docu-reality dedicato a uno dei fenomeni che hanno conquistato i social, disponibile anche on demand su Discovery+. Protagonista Angela Lin, la commerciante cinese più famosa d’Italia diventata una star con oltre 370mila followers e 80 milioni di visualizzazioni grazie ai video pubblicati su TikTok in cui mostrava l’attività e il rapporto abituale con le clienti nel suo celebre Megastore, nel quartiere Ostiense di Roma costruito in 40 anni di lavoro.

Angela Megastar, in Italia dal 1984, è membro attivo dell’Associazione delle Donne Cinesi d’Oltremare a Roma, coltiva la sua passione per il canto, la danza e la cura di sé, è una padrona di casa molto attenta e soprattutto è una madre dal pugno di ferro. Al centro dei tre episodi del docu-reality c’è infatti il complicato rapporto tra Angela e suo figlio Alessandro: nato e cresciuto a Roma, ha 30 anni e ha un accento e un cuore romano al 100%, sempre con la battuta pronta, ma con meno voglia di lavorare e più voglia di godersi la vita rispetto alla madre, donna dalla mentalità tradizionale, ancorata prima di tutto al valore del lavoro come mezzo per raggiungere la stabilità economica. Un conflitto madre-figlio che è la perfetta rappresentazione del cambio dei tempi e di un gap culturale che ora proveranno a colmare. Alessandro ormai è grande e Angela, che sogna per lui un matrimonio tradizionale cinese, vuole che prenda in mano le redini dell’azienda, lasciandola così libera di dedicarsi completamente alle sue passioni.

Madre e figlio si ritrovano però uniti nella gestione del loro megastore fronteggiando le esigenze di ogni tipo di clientela, selfie con cui accontentare i fan e iniziative a cui partecipare…. Nulla però che possa fermare la risolutezza di Angela Megastar, che riuscirà a barcamenarsi tra le mille peripezie, grazie alla sua forza e spirito d’iniziativa.

Nel corso dei tre episodi, verrà inoltre esplorata anche la vita della comunità cinese-romana, di cui Angela è un’esponente attivissima. “Angela Megastar” è realizzato da Stand By Me per Warner Bros. Discovery.