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Un nuovo Portnoy, "Capolavoro comico e più fedele a Roth"

Milano, 3 giu. (askanews) – È stato il romanzo che ha dato la fama a Philip Roth ma, in un certo senso, anche quello che lo ha perseguitato per tutta la vita, quasi stringendolo in una gabbia. Oggi, 56 anni dopo la prima edizione e sette dopo la morte di Roth, “Portnoy’s Complaint” torna con una nuova traduzione italiana che cancella il “Lamento” e lascia soltanto “Portnoy”. Abbiamo incontrato Matteo Codignola che per Adelphi ha curato la nuova versione.

“L’illusione di avere un occhio vergine su queste cose è ridicola – ha detto lo scrittore ad askanews – però il libro aveva bisogno di essere un po’ guardato come se non fosse successo niente, di essere un po’ scrostato da tutto quello che inevitabilmente gli si era depositato sopra in 60 anni di vita, una vita molto intensa poi. Quindi l’unico modo secondo me era a tentare di far finta di non conoscerlo, di dargli una veste, una forma, che parlasse oggi al lettore di oggi, non molto più di questo”. Codignola è un intellettuale brillante e gioca un po’ a nascondersi, ma il suo lavoro, oltre che per rinfrescare la lingua di Roth, è stato focalizzato anche sul restituire al romanzo la sua dimensione più profonda, quella legata al comico letterario. “Soprattutto in Italia – ha aggiunto il traduttore – c’è una specie di diffidenza atavica nei confronti del comico, gli italiani hanno uno strano rapporto con quello che fa ridere, che fa ridere volontariamente, perché poi c’è un comico volontario che è tutto un altro. Quindi ho cercato di tirare un po’ fuori quello che il libro ha, non me lo sono inventato io”.

Ovviamente in molti ci siamo chiesti perché rinunciare a quel “Lamento” nel titolo, che per il lettore italiano è parte essenziale della stessa esperienza del romanzo. “Roth aveva un rapporto complicato in questo libro, non amichevole diciamo – ha concluso Matteo Codignola -. Diceva che c’era qualcosa che lo irritava nel titolo italiano, perché si era tradotto con lamento il termine complaint, che in inglese denota sia qualcosa di giudiziario, sia qualcosa di psichiatrico, sia qualcosa di legato alla lirica del Seicento per un amore perduto, non corrisposto e così via. E poi il termine ha anche un significato come in italiano, ma è accessorio. E allora forse lasciare solo il nome mi è sembrato una scelta sensata”.

Così come sensato è continuare a leggere Roth, per la sua forza drammatica, per la sua lucidità, per la consapevolezza del futile e la profondità shakeaspeariana del suo cuore di scrittore. Per tutte le sue contraddizioni, le stesse che rendono indimenticabile un personaggio come Alexander Portnoy. (Leonardo Merlini)

2 giugno, i testimonial della Difesa: “A servizio dei cittadini”

Roma, 3 giu. (askanews) – I testimonial della Difesa raccontano l’importanza della Festa del 2 giugno. Le voci del Ten. Col. Carla Brocolini, Comandante Gruppo Aerei Aviazione Esercito, del Tenente Vascello Alessandro Veri della Marina Militare, del Maggiore Michele Sciannelli, Pilota Aeronautica Militare, del Capitano Carabinieri Alice Candelli, Comandante Nucleo Operativo Roma Montesacro, di Danila Altobelli, Dirigente civile presso Ministero Difesa, di Eugenia Sepe, Primo dirigente Polizia di Stato, di Carmela Finestra, Dirigente di Polizia Penitenziaria e di Debora Diodati, vicepresidente nazionale Croce Rossa italiana.

Alex Britti: sono arrapato di tutti i generi di musica

Roma, 3 giu. (askanews) – “Io sono arrapato da tutti i generi di musica. Poi ovviamente mi piace il blues e vengo da lì, però ascolto jazz, l’elettronica, la dance. Mi piace pensare che esiste la musica bella e la musica brutta, cioè quella suonata male e quella suonata bella. Però non c’è musica che non si può abbinare. Ma mi è sempre piaciuto sfidarmi e saper suonare qualsiasi genere”. Lo ha detto Alex Britti in un incontro con la stampa in vista del concerto del 22 giugno alle Terme di Caracalla.

“Chi mi piacerebbe avere ospite al concerto di Caracalla? Renato Zero. Sono stato ospite anno fa al suo concerto del Circo Massimo, da ragazzo ho consumato tutti i suoi dischi. Anche se per colpa o merito di Bennato ho cominciato a studiare la chitarra”, ha aggiunto Britti.

A poche settimane dall’uscita a sorpresa solo in streaming del primo Feat.Pop di OGGI SONO IO insieme a Marco Mengoni, Alex Britti svela ora il secondo capitolo del suo nuovo progetto: è in esclusiva rotazione radiofonica e sarà disponibile anche in digitale dal 13 giugno una speciale reinterpretazione di SOLO UNA VOLTA FEAT. CLEMENTINO storico brano (certificato platino) che ha segnato il suo secondo debutto nel 1998 e che vede adesso la partecipazione di Clementino, tra i più apprezzati esponenti del rap italiano e re del freestyle partenopeo.

Insieme, Alex Britti e Clementino danno nuova vita a un pezzo indimenticabile, prodotto da loro e coprodotto con il producer napoletano LDO per It.Pop e distribuito da ADA/Warner, trasformandolo in un incontro tra generazioni e linguaggi musicali, in una chiave originale che conserva intatta l’anima della canzone. Il risultato è un brano intenso e moderno, capace di evocare le stesse emozioni che lo hanno reso un classico della musica italiana. Un singolo che ha segnato un’epoca, un inno all’amore e alla passione che ha conquistato il cuore di milioni di persone. La chitarra e la voce di Alex Britti, unite alle barre e all’intensità interpretativa di Clementino, danno un nuovo slancio a questa melodia senza tempo.

Alex Britti dichiara: “Clemente è un artista che stimo profondamente, la sua voce è unica e potente e sono entusiasta di averlo coinvolto in questo progetto. ‘Solo una volta’ è il mio secondo esordio e ora secondo Feat.Pop è un brano solare, divertente, leggero a cui sono molto legato e sono sicuro che questa nuova versione saprà stupire il pubblico. Feat.pop è un modo di celebrare It.Pop reinterpretando i brani del mio primo album con dei featuring speciali insieme ad artisti e amici con cui ho da sempre una gran voglia di mettermi a suonare”.

La release prima radiofonica e poi in digitale di SOLO UNA VOLTA FEAT. CLEMENTINO anticipa il concerto evento Feat.Pop, in programma il 22 giugno a Roma nella straordinaria cornice delle Terme di Caracalla. Uno show irripetibile con la partecipazione di grandi ospiti pensato per celebrare It.Pop, l’album cult che ha lanciato Alex Britti nel panorama musicale italiano.

Tra gli ospiti ci sarà lo stesso Clementino, oltre ad altri amici che condivideranno il palco per un live all’insegna della musica, delle emozioni e delle collaborazioni inedite. Le Terme di Caracalla, con il loro fascino monumentale, faranno da scenario mozzafiato a questo evento speciale, che sarà anche l’occasione perfetta per ascoltare dal vivo proprio i nuovi featuring del progetto Feat.Pop.

Inoltre saranno imperdibili anche i tanti appuntamenti live che porteranno Alex in giro per l’Italia con un’unica tappa in Svizzera durante tutta l’estate. Il tour Alex Britti Live 2025 toccherà ancora Porto Torres (SS), Casalbordino (CH), Treviolo (BG), Mirano (VE), Capurso (BA), Pieve di Cento (BO), Beinasco (TO), Savona, Baia Domizia (CE), Crotone, Santa Maria di Castellabate (SA), Verona, Sirolo (AN), Asiago (VI), Delianuova (RC), Noto (SR), Riccione (RN), Vico del Gargano (FG), Berchidda (SS), San Sepolcro (AR) e numerose altre tappe ancora in via di definizione.

Alex Britti accoglierà il pubblico in un’atmosfera magica portando sul palco i brani di It.Pop e il meglio del suo repertorio, alternando i grandi classici ai più recenti: Gelido, Da Piccolo, Solo una volta, La vasca, Oggi sono io, 7000 caffè, fino a Tutti come te, Nuda, Supereroi e Uomini. La sua straordinaria capacità di unire blues, rock e cantautorato italiano renderà tutti i suoi live un’esperienza musicale indimenticabile.

Il tour è organizzato da Friends&Partners e prodotto da Just1 e Hook, i biglietti sono in vendita sul sito di Ticketone e nei punti vendita autorizzati. Radio Subasio è la Radio Ufficiale dell’evento Feat.Pop alle Terme di Caracalla.

Ail, a Sabaudia l’incontro sulla Leucemia Linfatica Cronica

Roma, 3 giu. (askanews) – La Leucemia Linfatica Cronica attualmente tra i tumori ematologici pi diffusi in Italia ed, in generale, nei paesi occidentali tra gli adulti. Nel mondo ogni anno questa patologia colpisce circa 5 persone ogni 100.000, rappresentando circa il 30 per cento di tutti i casi di leucemia.

Antonella Ferrari, Direttore dell’Ematologia di Frosinone, ha dichiarato: “La Leucemia Linfatica Cronica una malattia che ha avuto negli ultimi 10 anni uno sviluppo sotto il punto di vista dei trattamenti enorme, per cui si passato da avere un farmaco a disposizione, neanche tanto efficace, ad avere a disposizione una serie di farmaci che hanno permesso ai pazienti con alcune caratteristiche di avere un’aspettativa di vita esattamente identica alle persone che non hanno questa patologia”.

Alessandro Pulsoni, Direttore dell’Ematologia di Latina, ha invece rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Stiamo vivendo un periodo direi addirittura entusiasmante per la qualit e la quantit di nuovi approcci terapeutici che si propongono, non soltanto nella Leucemia Linfatica Cronica, ma anche in tutte le malattie del sangue. La Leucemia Linfatica Cronica, fino a non pi di 3 o 5 anni fa, si curava esclusivamente con la chemioterapia. Ad oggi, invece, le nuove linee guida praticamente escludono la chemioterapia nelle forme di trattamento di questa malattia. Abbiamo una serie di trattamenti innovativi per via orale, ovvero delle compresse che, anche se non sono del tutto esenti da effetti collaterali, rappresentano un cambiamento radicale rispetto al passato”.

Per approfondire le tematiche legate alla presa in cura ed alle evoluzioni terapeutiche e scientifiche relative alla Leucemia Linfatica Cronica, l’AIL (Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma) ha organizzato a Sabaudia, presso l’Hotel Oasi di Kufra, un incontro tra medici, pazienti e caregiver.

“Uno dei bisogni di cui abbiamo discusso durante il corso della riunione riguarda il supporto psicologico da prestare alle persone con Leucemia Linfatica Cronica, perch questa una patologica particolare” – afferma Felice Bombaci, Gruppo AIL Pazienti – “Si tratta appunto di una leucemia, ma spesso si dice che nel 30% dei casi non occorre fare nulla, che bisogna stare tranquilli perch ci sar tempo per cominciare le terapie. L’altro tema fondamentale, invece, quello del rapporto medico-paziente, specialista e medico di medicina generale”.

Grazie all’evento organizzato dall’AIL, i pazienti hanno avuto la possibilit di rivolgere domande ai clinici presenti ottenendo delle informazioni preziose circa la gestione della patologia.

Il Cremlino: improbabile un incontro a tre Putin-Trump-Zelensky

Roma, 3 giu. (askanews) – Il presidente russo Vladimir Putin, il presidente statunitense Donald Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky probabilmente non si incontreranno nel prossimo futuro. Lo ha dichiarato oggi il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

Un incontro “è improbabile nel prossimo futuro, perché il presidente Putin ha più volte sottolineato la sua disponibilità a contatti al massimo livello, rimarcando che tali contatti dovrebbero essere il frutto di quegli accordi che saranno già elaborati a livello tecnico e a livello di esperti. Pertanto, il presidente Putin supporta questi contatti, ma ritiene che debbano essere ben preparati”, ha spiegato Peskov ai giornalisti.

Okta accelera sull’Italia e scommette sul futuro dell’IAM

Milano, 3 giu. (askanews) – In un momento storico in cui la sicurezza informatica al centro delle priorit aziendali, la gestione dell’identit digitale si conferma un pilastro strategico per ogni organizzazione. In questo contesto, Okta ha scelto di investire sul mercato italiano, dove ha gi conquistato oltre 140 clienti in meno di un anno. Per approfondire l’evoluzione del settore, abbiamo incontrato Giovanni Natalino, Country Manager di Okta Italia, in occasione dell’Identity Summit di Milano: “Abbiamo recentemente aperto la nostra sede locale e stiamo rafforzando il team con nuove risorse sia sul fronte commerciale sia su quello tecnico. L’obiettivo chiaro: vogliamo dare un’impronta forte a un tema che, fino a poco tempo fa, veniva spesso sottovalutato, ma che oggi diventato centrale in qualsiasi strategia di cybersecurity. L’Italia un mercato industriale maturo, e intendiamo supportarlo con investimenti all’altezza del suo potenziale”.

Per le aziende italiane la trasformazione dell’Identity and Access Management rappresenta una sfida e un’opportunit strategica, tra crescente complessit tecnica e la domanda di soluzioni avanzate per omnicanalit, e-commerce e digitalizzazione. Okta si posiziona come soluzione “verticale” in tema di Identity and Access Management grazie a due piattaforme complementari che coprono sia enterprise IT e interazione con i consumatori per esperienze digitali complesse: “La nostra piattaforma storica Okta si evoluta negli ultimi dieci anni per gestire governance e Privileged Access Management, mentre con l’acquisizione di Auth0, copriamo i casi d’uso esterno come e-commerce e gestione degli utenti. Noi ci concentriamo esclusivamente su IAM, supportando pi di 7.000 integrazioni e adattandoci a diverse strategie multicloud”.

Una specializzazione che vuole fare la differenza in un mercato sempre pi competitivo in cui Okta determinata a giocare un ruolo da protagonista anche in Italia.

Olanda, Wilders ritira il suo partito dalla coalizione di governo

Roma, 3 giu. (askanews) – Il leader dell’estrema destra olandese, Geert Wilders, ha annunciato martedì che il suo partito PVV (Partito per la Libertà) lascerà la coalizione di governo, provocando di fatto la caduta del governo di destra.

“Nessuna firma sotto i nostri piani per l’asilo. Il PVV lascia la coalizione”, ha scritto Wilders in un post su X.

La decisione arriva dopo che, secondo Wilders, i partner di coalizione si sarebbero rifiutati di sostenere le sue proposte per fermare l’immigrazione legata alle procedure di richiesta d’asilo, un punto che il leader del PVV aveva indicato come non negoziabile.

La mossa potrebbe aprire la strada a nuove elezioni nei Paesi Bassi.

Taormina Film Festival, Jesse Williams svelerà "Hotel Costiera"

Roma, 3 giu. (askanews) – Verranno svelate in anteprima alla 71esima edizione del Taormina Film Festival le prime immagini della nuova serie Original italiana di Prime Video, “Hotel Costiera”, con uno screening esclusivo introdotto dal protagonista ed executive producer Jesse Williams (Your Place Or Mine, Only Murders In The Building, Broadway’s Take Me Out). I primi minuti del primo episodio del light action drama saranno mostrati nel Teatro Antico di Taormina e qui Jesse Williams racconterà le prime curiosità della serie girata in inglese in Italia e diretta dal premio Emmy Adam Bernstein e da Giacomo Martelli.

Tiziana Rocca, direttrice artistica del Taormina Film Festival, ha dichiarato: “Siamo felici e onorati di accogliere Jesse Williams al Taormina Film Festival, un artista di grande talento e sensibilità, capace di affascinare il pubblico sia sul piccolo che sul grande schermo. La sua presenza conferma ancora una volta la vocazione internazionale del festival e il suo ruolo centrale nel dialogo tra cinema, serialità e grandi protagonisti dello spettacolo. La presentazione esclusiva delle prime immagini di ‘Hotel Costiera’ nella magica cornice del Teatro Antico sarà un momento particolarmente suggestivo di questa edizione”.

La nuova serie Original italiana diretta dal premio Emmy Adam Bernstein, e co-prodotta da Amazon MGM Studios e Luca Bernabei per Lux Vide, società del gruppo Fremantle, debutterà quest’anno in esclusiva su Prime Video in Italia, Francia, Spagna, Portogallo e nei Paesi di lingua inglese – Gran Bretagna, Irlanda, Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda. Accanto al protagonista Jesse Williams, nel cast anche Maria Chiara Giannetta, Jordan Alexandra, Antonio Gerardi, Sam Haygarth, Tommaso Ragno, Amanda Campana, Pierpaolo Spollon, Alejandra Onieva e Jean-Hugues Anglade.

“Hotel Costiera” racconta la storia di Daniel De Luca (Jesse Williams), un ex marine di origini italiane che torna nel Paese della sua infanzia per lavorare come problem solver in uno dei più lussuosi hotel del mondo, sulla spettacolare costa di Positano. Oltre a risolvere i problemi dei facoltosi ospiti dell’albergo, Daniel è anche sulle tracce di Alice, una delle figlie del proprietario, scomparsa un mese prima. Daniel deve fare tutto il possibile per riportarla a casa, ma affrontare coloro che hanno rapito la ragazza sarà una sfida più grande di qualsiasi problema Daniel abbia mai affrontato.

Inflazione eurozona rallenta all’1,9%, torna sotto obiettivo Bce

Roma, 3 giu. (askanews) – Nuovo calmieramento dell’inflazione media nell’area euro, che all’1,9% su base annua a maggio si è riportata al di sotto dell’obiettivo di medio termine della Bce (2%). Lo riporta a Eurostat con la stima preliminare, ricordando che ad aprile l’inflazione si era attestata al 2,2%.

Il dato giunge a due giorni dal Consiglio direttivo della Bce, domani e giovedì, da cui è atteso un nuovo taglio dei tassi di interesse di riferimento per l’area euro pari a 0,25 punti percentuali.

-15 giorni alla Maturità: le novità e come funziona l’esame

Roma, 3 giu. (askanews) – Mancano 15 giorni all’esame di Maturità 2025. Ultime due settimane di studio e preparazione per gli oltre 500.000 studenti che sosterranno la prova finale delle scuole superiori. Si parte il 18 giugno con il tema di Italiano, poi di seguito il secondo scritto e gli orali, prima delle meritate vacanze.

LE NOVITA’ SULL’AMMISSIONE: PCTO E VOTO IN CONDOTTA – Le novità della Maturità 2025 riguardano l’ammissione. Da questo anno scolastico, infatti, costituisce requisito per l’ammissione all’esame lo svolgimento dei Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO – l’ex alternanza scuola-lavoro – e/o delle attività assimilabili). Inoltre peserà la valutazione del comportamento: qualora il candidato abbia riportato, in sede di scrutinio finale, una valutazione inferiore a sei decimi in condotta non sarà ammesso all’esame; se invece, la valutazione del comportamento sarà pari a sei decimi, in sede di colloquio discuterà un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale fondata sul rispetto dei principi costituzionali.

LE DATE – La prima prova scritta (l’elaborato di Italiano, uguale in tutti gli indirizzi) è in programma mercoledì 18 giugno 2025 alle ore 8:30; la seconda prova scritta (anch’essa di carattere nazionale) si svolgerà giovedì 19 giugno alle ore 8:30; gli orali inizieranno nei giorni successivi (ad eccezione del sabato), secondo un calendario stabilito dalle commissioni d’esame di ogni scuola. Previsto anche un calendario “di emergenza” con le prove suppletive.

LA PRIMA PROVA DI ITALIANO – Per il tema di Italiano gli studenti potranno scegliere tra 7 tracce, raggruppate in tre tipologie (A: Analisi e interpretazione di un testo letterario italiano; B: Analisi e produzione di un testo argomentativo; C: Riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità), riferite a vari ambiti (letterario, storico, filosofico, artistico, scientifico, economico, sociale). Le tracce sono inviate alle scuole dal Ministero in un plico telematico: il MIM rilascerà le chiavi digitali per aprirlo la mattina stessa dell’esame. La durata massima del tema è 6 ore. LA SECONDA PROVA: LATINO E MATEMATICA – Le materie del secondo scritto – già stabilite dal Ministero a gennaio – prevedono Latino al Liceo Classico, Matematica allo Scientifico e Lingua e cultura straniera 1 al Linguistico. Per il Latino si affrontano la traduzione di un testo e 3 quesiti a risposta aperta (comprensione/interpretazione del brano; analisi stilistica e/o linguistica; approfondimento e riflessioni personali); per Matematica la prova consiste nella risoluzione di uno dei due problemi proposti e nella risposta a quattro quesiti degli otto indicati. Anche per questa prova il MIM invia alle scuole plico telematico e chiavi. La durata massima è 6 ore.

IL COLLOQUIO – Nel colloquio verranno valutate le competenze disciplinari e trasversali acquisite dallo studente. Non sono previste tesine o elaborati: i commissari d’esame (6: tre interni e tre esterni) dovranno valorizzare i temi principali di ciascuna materia promuovendo un dialogo inter e multidisciplinare, partendo dall’analisi di un materiale scelto dalla commissione (un testo, un documento, un progetto o un problema). Il candidato deve poi presentare – mediante breve relazione o elaborato multimediale – le esperienze svolte nell’ambito dei PCTO (l’ex alternanza scuola-lavoro), successivamente si passerà alle domande di Educazione civica. Prova ulteriore per lo studente che arriverà con una valutazione del comportamento pari a sei decimi: dovrà discutere anche un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale fondata sul rispetto dei principi costituzionali. La durata dei colloqui è variabile ma in media 45/60 minuti.

IL PUNTEGGIO E IL VOTO FINALE – Per superare l’esame è necessario raggiungere almeno 60 centesimi. Ogni studente arriverà all’esame già con un “credito base” di massimo 40 punti, stabilito dal consiglio di classe in sede di scrutinio finale su una valutazione del percorso di studi dell’ultimo triennio (rispettivamente 12, 13, 15 il punteggio massimo per ogni anno). I rimanenti 60 punti sono attribuiti sulla base delle tre prove d’esame, con un massimo di 20 punti ciascuna. La commissione potrà attribuire anche un punteggio integrativo fino a un massimo di 5 punti (per i candidati che abbiano conseguito un credito scolastico di almeno 30 punti e un risultato complessivo nelle prove di esame pari almeno a 50 punti) e la lode agli studenti che abbiano raggiunto il punteggio massimo di 100 (con voto unanime della commissione e senza aver utilizzato il “bonus” dei 5 punti).

Carlo Felice Trossi, un dandy inquieto della velocit al MAUTO

Torino, 3 giu. (askanews) – Un uomo del Novecento italiano, figura della modernit e della ricerca della velocit. Il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino dedica una mostra a Carlo Felice Trossi, pilota e aviatore, progettista e costruttore di automobili e barche.

“Il Museo Nazionale dell’Automobile – ha detto ad askanews Lorenza Bravetta, direttrice del MAUTO di Torino – con questa mostra intende chiaramente celebrare la figura di Carlo Felice Trossi, visionario, pilota, progettista, costruttore di automobili, di barche, ma anche dirigente, tra i primi a presiedere la Ferrari ma soprattutto un dandy votato alla modernit, alla velocit, all’eleganza, alla bellezza, quindi una figura straordinaria. Di uomini e donne straordinari il museo si occupa attraverso delle storie, storie che racconta partire dall’automobile, ma mettendo l’automobile al centro di una riflessione che si occupa diciamo di moderno e contemporaneo in senso lato”.

La mostra, curata da Giordano Bruno Guerri, affascinante, parla di auto e motori, ma anche di costume, di una societ che cambiava, di un modello di eroe moderno, forse discutibile, forse irripetibile. Qualcuno che port per primo, per esempio, un cronografo sopra il polsino. “Questo lavoro sull’archivio di Trossi – ci ha detto Maurizio Cilli, direttore artistico della mostra – mi porta a pensare che questa esperienza un po’ come far nascere una leggenda. In realt fra i conoscitori di questo campo della motoristica, della nautica, Trossi gi molto famoso, per Lucio Dalla la canzone la scrive per Nuvolari, non per Trossi. Secondo me Trossi era un pilota diverso, un pilota che amava la velocit l’uomo al volante di Marinetti, ma lui, in fondo, vincere non era la cosa pi importante. La cosa pi importante era avere un approccio alla gara stiloso”.

In mostra dieci veicoli: tra questi, la Alfa Romeo 8C 2300 Zagato, con la quale Trossi arriv secondo alla sua prima Mille Miglia nel 1932, e la celebre Monaco Trossi che, con il suo design e il motore radiale a 16 cilindri montato anteriormente, ricorda un piccolo velivolo senza ali. Forse qui, in questo tentativo di creare qualcosa di nuovo, c’ il senso di una vera inquietudine, per quanto venata di edonismo.

Welfare, Meloni: il governo lavora a nuovo modello, persona al centro

Milano, 3 giu. (askanews) – “Il Governo continuerà a lavorare per costruire quel nuovo modello di protezione sociale che i cittadini meritano e si aspettano da tempo. Un welfare che sappia essere all’altezza dei cambiamenti demografici, sociali ed economici del nostro tempo e che metta sempre la persona, i suoi bisogni e le sue esigenze al centro di tutto”. Lo scrive la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un messaggio inviato al Presidente dell’Inps Gabriele Fava, in occasione dell’evento pubblico di presentazione del progetto “INPS per i Giovani”.

“É un dovere e una priorità della Pubblica Amministrazione, attraverso tutte le sue articolazioni – sottolinea Meloni – trovare le modalità più adatte e gli strumenti più efficaci per comunicare con le giovani generazioni. Sfida tutt’altro che facile che l’INPS, colonna portante del welfare nazionale, ha avuto la lungimiranza di cogliere, all’interno di una strategia più ampia che punta a personalizzare sempre di più le prestazioni per rispondere meglio ai bisogni concreti – vecchi e nuovi – degli italiani. Di tutti gli italiani, di ogni generazione. Le esigenze dei cittadini stanno cambiando, ed è compito della Pubblica Amministrazione immaginare e costruire risposte sempre più su misura. Ciò vale anche e soprattutto per i più giovani, anche quando si parla di previdenza. Tema cruciale a cui non si deve pensare solo quando ci si avvicina alla pensione, ma fin dal primo passo nel mondo del lavoro, perché è un diritto che va costruito giorno dopo giorno. Ecco perché è fondamentale che i giovani conoscano i principi del sistema previdenziale e comprendano come questi possano influire sul loro futuro, avendo in questo modo gli strumenti per fare scelte ragionate e consapevoli”.

“Ringrazio, per questo, l’INPS per tutte le iniziative che sta portando avanti in questo senso, anche in sinergia con diversi Ministeri, come ad esempio le attività promosse nelle scuole o le azioni specificatamente rivolte ai giovani che studiano e lavorano all’estero. Il progetto ‘INPS per i Giovani’ non è solo un passo avanti in questo cammino, ma rappresenta anche un modo efficace per far conoscere agli under 35 cosa fa l’Istituto nel suo complesso e qual è la gamma di servizi e opportunità che offre. Desidero, dunque, ringraziare ancora una volta l’INPS, il Presidente Fava, il Direttore Generale Vittimberga e tutti coloro che hanno lavorato a questa importante iniziativa, che seguiremo nella sua concreta attuazione”, conclude Meloni.

L’Istat: ad aprile la disoccupazione cala al 5,9%, per giovani al 19,2%

Roma, 3 giu. (askanews) – Ad aprile il tasso di disoccupazione scende al 5,9% (-0,2 punti), quello giovanile al 19,2% (-1,2 punti). E’ la stima provvisoria diffusa dall’Istat.

Il calo delle persone in cerca di lavoro (-3,1%, pari a -48mila unità) riguarda entrambe le componenti di genere e tutte le classi d’età ad eccezione dei 25-34enni, tra i quali il numero di disoccupati è sostanzialmente stabile.

Similmente, la crescita degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+0,3%, pari a +39mila unità) coinvolge uomini, donne e tutte le classi d’età tranne i 25-34enni, per i quali il numero di inattivi è in calo. Il tasso di inattività sale al 33,2% (+0,1 punti).

Ferma l’occupazione, su base mensile, ad aprile. La stabilità degli occupati è sintesi dell’aumento tra le donne, tra i 25-34enni e gli ultra 50enni, tra i dipendenti a termine e gli autonomi e della diminuzione tra gli uomini, nelle altre classi d’età e tra i dipendenti permanenti. Il tasso di occupazione è stabile al 62,7%. Su base annua il numero di occupati supera quello di aprile 2024 dell’1,2% (+282mila unità); l’aumento riguarda gli uomini, le donne, i 25-34enni e gli ultra 50-enni, a fronte di una diminuzione per i 15-24enni e i 35-49enni. Il tasso di occupazione, in un anno, sale di 0,5 punti percentuali.

Sempre ad aprile il numero di occupati, pari a 24 milioni 200mila, è stabile rispetto al mese precedente. Aumentano gli autonomi (5 milioni 182mila) e i dipendenti a termine (2 milioni 652mila), mentre diminuiscono i dipendenti permanenti (16 milioni 366mila).

Ocse: in Italia per spese su clima e difesa servono riforme rilevanti

Roma, 3 giu. (askanews) – Per mantenere una traiettoria di risanamento dei conti pubblici, in un contesto di pressioni sulle spese per le politiche sul clima e sulla difesa, l’Italia deve operare “riforme rilevanti”. E per creare margini a favore degli investimenti pubblici, deve aumentare la tassazione su case e immobili e ridurre l’evasione fiscale; mentre a dispetto delle pressioni demografiche deve contenere la spesa pensionistica. Lo raccomanda l’Ocse nel capitolo dedicato alla Penisola nell’ultimo Economic Outlook.

“Per assicurare che il debito pubblico sia su una traiettoria prudente e contenere le spese per interessi, sarà necessario realizzare il percorso pianificato sul risanamento dei conti pubblici”, si legge.

L’Ocse raccomanda anche di realizzare in maniera “tempestiva ed efficace” gli esborsi del Pnrr, per rafforzare la domanda sul breve termine e migliorare il clima di investimenti sul più lungo periodo.

All’Italia l’ente parigino suggerisce anche di “semplificare le procedure di autorizzazione per le energie rinnovabili e per le associate reti di trasmissione elettrica, questo – si legge – ridurrebbe la dipendenza sul gas naturale e ridurrebbe i costi dell’energia accelerando l’elettrificazione”.

Nello studio viene anche raccomandato di migliorare i programmi di formazione e apprendistato nella scuola, sia allo scopo di sostenere la creazione di qualifiche adatte al mercato del lavoro, sia per migliorare la propensione dei giovani e restare in Italia piuttosto che andare in cerca di opportunità all’estero.

Secondo l’Ocse, il tasso di partecipazione al mercato del lavoro da parte delle donne si può aumentare migliorando i servizi per l’infanzia. Infine “espandere l’accesso a programmi di aggiornamento e formazione per gli adulti nel corso delle loro vite lavorative aiuterà a affrontare le sfide demografiche e le necessità del mercato del lavoro”. (fonte immagine: OECD).

La Cina agli Usa e agli alleati: basta con la politica dei blocchi

Roma, 3 giu. (askanews) – La Cina ha chiesto che gli Stati uniti e i suoi alleati regionali la smettano di fomentare una “politica dei blocchi” contro Pechino, dopo che Usa, Giappone, Australia e Filippine hanno pubblicato una dichiarazione congiunta, alla fine dello Shangri-La Dialogue, in cui hanno espresso grave preoccupazioni per le azioni coercitive di Pechino nel Mar cinese meridionale e orientale.

Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian, nella quotidiana conferenza stampa a Pechino, ha affermato che gli Usa e alleato amplificano lo spettro della cosiddetta “minaccia cinese”, sfruttando le questioni relative al Mar cinese orientale e al Mar cinese meridionale “per istigare la contrapposizione fra i Paesi della regione”. La Cina esprime su questo punto “profonda insoddisfazione e ferma opposizione, e ha già presentato formali rappresentanze”. Praticare “la politica dei blocchi e fomentare il conflitto fra schieramenti è un retaggio della mentalità della Guerra fredda, va contro i trend dei tempi, non è accolto favorevolmente dai Paesi della regione, non risolve i problemi e mai riuscirà a spaventare la Cina”, ha detto ancora Lin, aggiungendo che “la determinazione della Cina a difendere la propria sovranità territoriale e i propri diritti marittimi è incrollabile”.

Il portavoce ha inoltre invitato “gli Usa e i loro alleati a cessare di diffamare e screditare la Cina sulle questioni marittime, a smettere di capovolgere la realtà e addossare alla Cina le proprie colpe, a interrompere l’assemblaggio di circoli a esclusione, e a non ostacolare o sabotare gli sforzi compiuti dalle parti interessate per risolvere le controversie attraverso il dialogo e la consultazione, in vista della salvaguardia della pace e della stabilità nella regione”.

Strage al punto distribuzione aiuti a Gaza, IDF: abbiamo sparato a sospetti

Roma, 3 giu. (askanews) – Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno dichiarato oggi in un comunicato di aver sparato “a qualche singolo sospetto che si era avvicinato alle truppe” durante lo spostamento dei palestinesi lungo i percorsi designati verso i siti di distribuzione degli aiuti nella parte meridionale della Striscia di Gaza. Lo riferisce Haaretz, facendo riferimento all’uccisione di 24 palestinesi in attesa di ricevere aiuti umanitari, secondo un dato fornito dalle autorità di Gaza.

Secondo l’esercito, i sospetti si sono poi allontanati dai percorsi indicati.

“L’IDF è a conoscenza delle notizie sui feriti, e i dettagli dell’incidente sono oggetto di accertamenti”, si legge nel comunicato, che aggiunge come l’esercito consenta alla Gaza Humanitarian Foundation, che distribuisce gli aiuti, “di operare in modo indipendente per permettere la distribuzione degli aiuti ai residenti di Gaza, e non ad Hamas”.

“Le truppe dell’IDF non impediscono ai civili di Gaza di raggiungere i siti di distribuzione degli aiuti umanitari. I colpi di avvertimento sono stati sparati a circa mezzo chilometro di distanza dal sito di distribuzione, verso alcuni sospetti che si erano avvicinati alle truppe in modo tale da rappresentare una minaccia per esse”, ha aggiunto l’esercito.

Gaza, 24 i palestinesi uccisi a un punto di distribuzione aiuti

Roma, 3 giu. (askanews) – S’aggrava il bilancio della strage di palestinesi avvenuta stamani a un punto di distribuzione di aiuti umanitari. Le vittime, uccise da fuoco israeliano, sono 24, secondo quanto riporta Haaretz, citando autorità sanitarie di Gaza. Decine di persone sono rimaste ferite.

Le vittime attendevano la distribuzione di aiuti umanitari nella zona di Muwasi, a Rafah, nella parte meridionale della Striscia di Gaza, quando sono state investite dagli spari delle Forze di difesa israeliane. L’incidente ha sconvolto i residenti locali e gli attivisti, che lo descrivono come “un altro massacro” di civili indifesi. Si tratta di uno degli episodi più mortali dall’inizio della distribuzione di aiuti nella parte meridionale della Striscia di Gaza.

Il segretario generale delle Nazioni unite Antonio Guterres ha chiesto un'”indagine immediata e indipendente” sui palestinesi uccisi nei punti di distribuzione degli aiuti a Gaza. “E’ inaccettabile che i palestinesi mettano a rischio la propria vita per procurarsi del cibo”, ha affermato Guterres, aggiungendo che Israele ha l’obbligo, secondo il diritto internazionale, di agevolare l’assistenza umanitaria.

Ocse lima ancora stime crescita Italia, Pil 2025 +0,6%, 2026 +0,7%

Roma, 3 giu. (askanews) – L’Ocse ha nuovamente ritoccato al ribasso le previsioni di crescita economica sull’Italia, dopo i tagli che aveva già operato lo scorso marzo a riflesso dei nuovi dazi commerciali Usa. Ora per quest’anno l’organizzazione parigina stima una espansione del Pil limitata allo 0,6%, cui dovrebbe seguire un più 0,7% nel 2026.

I dati sono contenuti nell’ultimo Economic Outlook, in un parziale aggiornamento dello scorso 17 marzo l’ente parigino aveva tagliato le previsioni sull’Italia al più 0,7% di crescita quest’anno al più 0,9% per il 2026. Le previsioni di crescita globale sono state a loro volta limate, al 2,9% sia per quest’anno che per il prossimo.

Al tempo stesso l’Organizzaizone per la cooperazione e lo sviluppo economico riporta progressi migliori del previsto dell’Italia sul risanamento dei conti pubblici, in particolare sul deficit del 2024 calato 3,4% del Pil, dal 7,2% del 2023, 0,4 punti percentuali al di sotto di quanto preventivato dallo stesso governo. Quest’anno il disavanzo dovrebbe calare al 3,1% del Pil e nel 2026 al 2,8%, riportandosi quindi al di sotto della soglia del 3% stabilita dal patto di stabilità e di crescita della Ue.

E secondo l’Ocse il debito pubblico della Penisola inizierà a limarsi rispetto al Pil già da quest’anno, al 135% a fronte del 135,3% del 2024, e proseguierà su questo sentiero anche nel 2026 con un 134,5%. Nel frattempo è atteso un nuovo calo del tasso di disoccupazione, al 6,1% quest’anno, a fronte del 6,5% cui era calato nel 2024, ed è previsto che si mantenga allo stesso valore anche nel 2025.

Nel capitolo sull’Italia contenuto nel rapporto, l’Ocse stima che le esportazioni siano destinate a ristagnare quest’anno a causa dell’inasprimento delle politiche commerciali, in particolare per i dazi una domanda “a rilento” nei mercati chiave in Europa. Su queste attese prevalgono i rischi di indebolimento.

Secondo l’Ocse, poi, gli investimenti possono essere sostenuti da una accelerazione nell’attuazione del Pnrr, che dovrebbe anche incoraggiare maggiore occupazione sul medio termine. Per sostenere gli standard sui livelli di vita più a lungo termine, lo studio raccomanda all’Italia di migliorare le opportunità di formazione per giovani ma anche per i lavoratori più anziani, in modo da migliorare le capacità professionali e adattarle alle richieste del mercato del lavoro.

Polonia, Trump sulla vittoria di Nawrocki: ha vinto il mio alleato

Roma, 3 giu. (askanews) – Il presidente degli Stati uniti Donald Trump oggi ha fatto le sue congratulazioni al candidato dell’opposizione polacca Karol Nawrocki per la vittoria alle elezioni presidenziali in Polonia, definendolo suo “alleato”.

“IL LEALE ALLEATO DI TRUMP VINCE IN POLONIA, SCONVOLGENDO TUTTA L’EUROPA. Congratulazioni Polonia, avete scelto un VINCITORE!”, ha scritto il presidente USA su Truth Social.

Anche il segretario di Stato statunitense Marco Rubio ha esteso le sue congratulazioni a Nawrocki, sottolineando il potenziale rafforzamento delle relazioni tra Stati Uniti e Polonia. “Congratulazioni al presidente eletto Karol Nawrocki per una vittoria meritata, mentre inizia un nuovo capitolo in Polonia. Insieme, Stati uniti e Polonia creeranno l’alleanza più ambiziosa della nostra storia condivisa su difesa, energia e commercio”, ha scritto Rubio su X.

In Giappone Ishiba potrebbe ricorrere a elezioni anticipate

Roma, 3 giu. (askanews) – Il primo ministro giapponese Shigeru Ishiba potrebbe sciogliere la Camera dei Rappresentanti e indire elezioni anticipate se il principale partito di opposizione dovesse presentare una mozione di sfiducia. Lo ha riferito all’agenzia di stampa Kyodo una fonte vicina alla leadership del governo.

Ishiba, che è a capo di un governo minoranza nella camera bassa, potrebbe adottare questa mossa prima che la mozione di sfiducia venga messa ai voti nell’emiciclo, ha spiegato la fonte. Se una simile mozione venisse presentata e approvata, il primo ministro sarebbe obbligato a sciogliere la Camera dei Rappresentanti e l’intero gabinetto dovrebbe dimettersi entro 10 giorni.

Ishiba, che è anche presidente del Partito Liberaldemocratico, ha detto ai suoi collaboratori che “lo scioglimento della Camera dei Rappresentanti si avvicinerà nel momento in cui verrà presentata una sfiducia” da parte del Partito costituzionale democratico del Giappone, ha aggiunto la fonte.

Il segretario generale del partito di Ishiba, Hiroshi Moriyama, ha già condiviso l’idea con altri dirigenti del partito, ha affermato la fonte.

Se la Camera bassa venisse sciolta, potrebbe emergere la possibilità di tenere contemporaneamente le elezioni per la Camera dei Rappresentanti e per la Camera dei Consiglieri. Le elezioni per la camera alta sono previste per questa estate, mentre quelle per la camera bassa possono essere indette in qualsiasi momento prima della scadenza del mandato quadriennale degli attuali membri, nell’autunno del 2028.

La fonte ha però precisato che alcuni esponenti del governo sono cauti riguardo a un possibile scioglimento della camera bassa in un periodo in cui il Giappone si trova ad affrontare sfide crescenti come l’inflazione, inclusi gli elevati prezzi del riso, e il regime dei dazi statunitensei sotto la presidenza di Donald Trump.

Indire elezioni generali creerebbe un vuoto politico e potrebbe spingere molti elettori a reagire con forza contro la coalizione di governo, ha aggiunto la fonte.

Sudcorea al voto per eleggere il presidente, favorito il candidato progressista

Roma, 3 giu. (askanews) – I sudcoreani si recano oggi al voto per scegliere un nuovo presidente. Opposti tra un candidato progressista – favorito dai sondaggi – deciso a punire le forze responsabili del tentativo d’imposizione della legge marziale dell’ex presidente Yoon Su-yeol e un conservatore.

Le elezioni si tengono esattamente sei mesi dopo che Yoon ha decretato la legge marziale in un annuncio a sorpresa, che ha dovuto ritirare in poche ore. Questi eventi hanno portato all’incriminazione, all’impeachment e alla destituzione definitiva dell’ex presidente.

Cinque ore dopo l’apertura dei seggi, alle 6 del mattino locali, il 18,3 per cento, ovvero circa 8,1 milioni, dei 44,39 milioni di elettori aventi diritto aveva già espresso il proprio voto in 14.295 seggi elettorali, secondo la Commissione Nazionale Elettorale (Nec).

L’interesse degli elettori per queste elezioni appare elevato: il 34,74 per cento degli iscritti ha già votato nelle votazioni anticipate di giovedì e venerdì, la seconda percentuale più alta dal 2014, anno d’introduzione del voto anticipato.

Lee Jae-myung, il candidato progressista del Partito democratico (PD), ha fatto campagna promettendo di sconfiggere le “forze insurrezionali” guidate da Yoon. Kim Moon-soo, il candidato del conservatore Partito del potere del popolo (PPP), ha sfruttato i numerosi processi in corso contro Lee e il suo stile di leadership aggressivo per promettere un futuro libero dalla “dittatura”.

Lo scrutinio dei voti inizierà poco dopo la chiusura dei seggi. Secondo la NEC, un vincitore è atteso intorno alla mezzanotte locale, anche se il conteggio dei voti sarà probabilmente completato nel mattino di mercoledì (nella notte in Italia). Poiché l’elezione si svolge in anticipo per sostituire Yoon, il nuovo presidente assumerà immediatamente l’incarico senza alcun periodo di transizione.

La cerimonia d’inaugurazione avrà verosimilmente luogo poche ore dopo presso l’Assemblea Nazionale, anche se i dettagli saranno confermati una volta designato il presidente eletto.

In totale, cinque candidati si contendono la massima carica politica dopo che due si sono ritirati durante la campagna.

Oltre a Lee e Kim, concorrono Lee Jun-seok del Nuovo partito riformista, Kwon Young-guk del Partito democratico del lavoro e Song Jin-ho, indipendente.

I sondaggi condotti prima del blocco di tutte le rilevazioni nazionali della scorsa settimana mostravano Lee del Partito Democratico con un vantaggio confortevole di circa 10 punti percentuali su Kim, sebbene il margine fosse diminuito rispetto ai periodi precedenti.

Il sostegno per Lee si attestava intorno al 40 percento, seguito da un 30 e qualcosa per Kim e circa un 10 percento per Lee Jun-seok.

Sia Lee sia Kim hanno fatto della crescita economica la loro promessa principale di campagna, ponendo l’accento sullo sviluppo dell’industria dell’intelligenza artificiale.

Sulle questioni di sicurezza, Lee ha promesso di perseguire una diplomazia “pragmatica” in risposta al mutato ordine globale, mentre Kim ha sottolineato la necessità di costruire un deterrente contro le minacce nucleari della Corea del Nord.

Entrambi sono concordi sulla necessità di rivedere la Costituzione per sostituire l’attuale mandato presidenziale unico di cinque anni con un sistema di mandato quadriennale rinnovabile una volta.

Kim si è impegnato a ridurre il proprio mandato a tre anni per allineare la durata della presidenza a quella dei membri dell’Assemblea Nazionale a partire dal 2028.

Lee, invece, ha proposto di indire un referendum sulle modifiche costituzionali e di applicare i cambiamenti a partire dal 2030.

Zelensky: l’Ucraina invitata al vertice Nato dell’Aia

Roma, 3 giu. (askanews) – L’Ucraina è stata invitata al vertice della Nato all’Aia, che si terrà dal 24 al 25 giugno. Lo ha dichiarato oggi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

“Abbiamo avuto un incontro con il segretario generale della NATO. Siamo stati invitati al vertice della Nato. Penso che questo sia importante. Ora il ministro degli Esteri Andrii Sybiha parlerà con i suoi omologhi dell’infrastruttura e di quali potranno essere i risultati di questo vertice all’Aia”, ha detto Zelensky ai giornalisti lunedì.

Il New York Times ha riportato la scorsa settimana, citando funzionari e diplomatici europei, che al vertice della NATO di giugno all’Aia potrebbe non svolgersi un incontro del Consiglio Nato-Ucraina, interrompendo la tradizione biennale in favore dell’unità alleata. Non è ancora chiaro se Zelensky sarà invitato alla cena inaugurale principale, anche se potrebbe partecipare a un forum parallelo sull’industria della difesa della Nato.

Tennis, Sinner batte Rublev e vola ai quarti

Roma, 3 giu. (askanews) – Jannik Sinner si qualifica per il 2° anno consecutivo ai quarti del Roland Garros, l’11^ a livello Slam! Altra prova di forza con Andrey Rublev, 17 del seeding, battuto 6-1, 6-3, 6-4 in due ore di gioco. Dopo due set da robot, Jannik è sceso leggermente di livello ma ha salvato l’unica palla break concessa nel 3° parziale. Ora ai quarti ci sarà Sascha Bublik, con cui ha vinto 3 dei 4 precedenti. Negli altri quarti oggi in campo Musetti-Tiafoe e Alcaraz-Paul; domani Sinner-Bublik e Zverev-Djokovic

“Sono molto contento, conosco bene Rublev e ci siamo affrontati tante volte contro. Negli Slam una partita può cambiare molto rapidamente, sono felice di averla chiusa in tre set. E’ speciale giocare a Parigi. Ho cambiato qualcosa nella risposta appena prima del torneo, volevo avere un po’ più di ritmo contro le prime dei rivali. Cerchiamo sempre di migliorare e provare qualcosa, oggi è stata una buona prestazione, vediamo come andrà. Dentro di me c’è una tempesta, ma cerchi di non mostrare nulla ai tuoi avversari. Osservo sempre i rivali e cerco di capirli. All’inizio della carriera spesso mostravo le mie emozioni”.

Centristi (Milano) e sinistre (Roma) parlano di pace. Serve l’unità della nazione

“La pace non è un ideale per anime ingenue” − ha detto ieri il Presidente Mattarella nel suo intervento davanti al corpo diplomatico riunito al Quirinale per il concerto che tradizionalmente precede il ricevimento per la festa della Repubblica – “la pace è esperienza che statisti lungimiranti hanno saputo pazientemente costruire”. Le parole del Presidente sono state pronunciate all’interno di un intervento politico fortemente preoccupato per la “disumanità” a cui stiamo assistendo a Gaza.

Due iniziative, un dilemma

Le parole del Presidente sembrano precedere la settimana del doppio appuntamento proprio per Gaza, quello del 7 Giugno promosso da PD, 5S e Avs e prima quello del 6 Giugno promosso da Azione e Italia Viva a Milano. I riformisti del PD partecipano a entrambe le manifestazioni. Ma questo cosa significa? Riportare entrambe nell’alveo di un interesse comune dell’opposizione? Oppure, come già è stato scritto, convergere sulla pace da due punti di vista politici, di cui uno prova ad attestare l’autonomia dell’area di centro?

In entrambi i casi, prima che tutte le manifestazioni avvengano, le parole del Presidente suonano come una sveglia: la politica estera adesso richiede il nostro impegno per la pace, che può e deve essere “disarmata e disarmante” come ha detto Papa Leone, ma non può essere “ingenua” e, soprattutto, deve essere giusta.

La costruzione di una pace giusta

Questa costruzione di pace richiede lo spazio e il tempo ponderato da statisti lungimiranti che si incontrano a metà strada: e in Europa, aggiungiamo noi.

Tempi Nuovi vorrebbe non porsi soltanto la questione della “partecipazione” agli eventi, ma quella della possibile “iniziativa” urgente e lungimirante che ci faccia uscire dalla contrapposizione tra maggioranza e opposizione.

Linedito come via duscita

Cosa ne sarà delle due iniziative il giorno dopo? Sul tavolo, il diritto umanitario nei confronti dei cittadini di Gaza, ma anche la questione politica di quel 7 Ottobre, e anche l’antisemitismo di ritorno da combattere. Tutti temi che, se uniti a quelli dell’occupazione dei territori nel conflitto tra Ucraina e Russia, possono dividere tutti o mettere d’accordo i soliti, che è poi la stessa cosa.

E se provassimo a mettere d’accordo non soltanto i soliti? O a non restare divisi in modo solito? Ci vuole pazienza, tessitura, rinuncia agli interessi di parte. Ci vuole l’inedito, ovvero quello che sanno tirar fuori, appunto, gli statisti.

Fabrizia Abbate

Portavoce nazionale di “Tempi Nuovi”

“Mio padre voleva chiamarmi Lia”. Cecilia De Gasperi nei colloqui con Sangiorgi

Una casa affacciata sul cupolone di San Pietro, una madre silenziosa e operosa, quattro figlie, una sorella, una tata e un padre che non voleva tende alle finestre: così si apre il lungo racconto di Cecilia De Gasperi, figlia di Alcide, raccolto da Giuseppe Sangiorgi. È un ritratto familiare ricco di aneddoti, episodi inediti e confidenze che illuminano da vicino la figura dello statista: l’uomo, il marito, il padre e il credente.

Dal tinello di Sella, dove annotava i soggiorni estivi con ironia classica (“anabasi” e “catabasi”), alle stanze romane del nascondiglio durante l’occupazione nazista, De Gasperi emerge come uomo essenziale, nutrito dalla fede e dal senso della responsabilità. Mai un commento astioso, neppure contro Guareschi che lo accusò ingiustamente. Mai una concessione al potere come privilegio, ma sempre come servizio.

Accanto a lui, la moglie Francesca: colta, poliglotta, instancabile, protagonista discreta e indispensabile della sua vita. E poi le figlie, ciascuna con il proprio destino: Maria Romana, Lucia, Lia e Paola. Testimoni silenziose ma attente, complici affettuose di un padre che insegnava le costellazioni con la carta bucata, che leggeva Esiodo in greco e che si commuoveva davanti ai nipotini.

È attraverso questi ricordi che Alcide De Gasperi rivela la sua verità più profonda: un’esistenza fondata sull’essenziale, lontana dai clamori, radicata nella preghiera e nella responsabilità. Una vita coerente fino all’ultimo gesto, con la parola “Gesù” sussurrata come saluto estremo.

  • Per leggere il testo integrale delle memorie raccolte da Giuseppe Sangiorgi, clicca qui.

Gaza, Europa, Italia: il discorso di Mattarella e il compito dei partiti

La netta e articolata presa di posizione del Presidente Mattarella sulla tragica situazione del conflitto israelo-palestinese toglie quasi ogni margine di distanza tra le due manifestazioni previste a Milano e a Roma contro l’iniziativa del governo Netanyahu, e lascia il governo Meloni praticamente nudo nella sua inaccettabile inerzia.

Mattarella, come supremo rappresentante dell’unità nazionale, ha parlato di fronte all’intero corpo diplomatico internazionale accreditato, in occasione della festa della Repubblica. Dunque un’occasione dal forte significato istituzionale.

 

Il diritto umanitario violato

In primo luogo ha denunciato “il dramma in atto nella Striscia di Gaza e l’inaccettabile rifiuto di applicare le norme del diritto umanitario”. Ha perentoriamente richiesto un cessate il fuoco e l’accessibilità “dei territori della Striscia all’azione degli organismi internazionali, rendendo possibile la ripresa di piena assistenza umanitaria alle persone…Che venga ridotta alla fame un’intera popolazione, dai bambini agli anziani, è disumano”.

La vibrante denuncia è stata preceduta dalla ferma condanna del “sanguinario attacco di Hamas contro vittime israeliane inermi, con ostaggi odiosamente rapiti e ancora trattenuti e che vanno immediatamente liberati”.

Due popoli, due diritti, una prospettiva

Il Presidente è poi intervenuto non ripetendo le generiche formule dei due Stati, ma andando alla radice storica del problema: ovvero la coesistenza del diritto di due popoli (quello israeliano e quello palestinese) alla certezza del proprio territorio e della propria sicurezza.

“È grave l’erosione di territori attribuiti all’Autorità nazionale palestinese…i palestinesi hanno diritto al loro focolare entro confini certi. Questa prospettiva e la sicurezza di Israele, elementi imprescindibili, appaiono gravemente minacciati dalla semina di sofferenza e di rancore prodotta da quanto sta accadendo. Vi si aggiunge l’alta preoccupazione per le manifestazioni di antisemitismo che si riaffacciano nel mondo”.

Il fallimento di Netanyahu e la deriva dei coloni

Un intervento assai complesso e penetrante quello di Sergio Mattarella, cosciente della storia faticosa ed anche violenta che ha portato nel corso del secolo XX alla nascita dello Stato di Israele.

Una lotta di decenni per costruire il proprio spazio di diritto, a lungo animata da figure eccezionali di ispirazione sionista socialdemocratica e/o comunque democratica. Una lotta condotta con azioni di violenza armata e poi con vere e proprie guerre, contro i Paesi arabi circostanti, oltrechè contro il popolo palestinese che condivideva fisicamente gli stessi territori. Se questa lotta e tutta questa storia ha da tempo maturato il pieno diritto al rispetto, al dialogo e all’amicizia, si dovrà però convenire che da alcuni anni i governi di Benjamin Netanyhau hanno del tutto contraddetto tutti gli equilibri costruiti con sforzi immani dall’ONU e dalla comunità internazionale. Il massacro del 7 ottobre 2023 non è in alcun modo giustificabile e deve essere condannato senza riserve.

Tuttavia non si può non sottolineare come da alcuni anni il popolo palestinese fosse sottoposto alla violenza senza limiti dei nuovi coloni che si sono insediati con le armi in pugno, rubando le terre assegnate al popolo palestinese. Continue ondate pianificate di nuovi insediamenti che hanno perduto da tempo l’ispirazione comunitaria e operosa dei kibbutz, per divenire vere e proprie operazioni immobiliari, con investimenti in nuove piccole città. Netanyahu non solo non è stato in grado di difendere il suo paese dalla reazione violenta di Hamas contro questi coloni, ma ne ha sostenuto con determinazione l’iniziativa come se la Palestina fosse un nuovo Far West. E soprattutto perché aveva bisogno dei loro voti per galleggiare alla guida del Paese, dopo aver fallito più tentativi di riformare lo Stato e la giustizia per sfuggire alle pesanti accuse di corruzione grave istruite dalla magistratura.

 

Il solco di Aldo Moro

Il discorso di Mattarella si colloca a pieno titolo nella migliore tradizione politica rappresentata da Aldo Moro, il quale, con i governi di centro-sinistra, si adoperò a lungo con iniziative multilaterali e bilaterali.

La sua visione: “al conflitto arabo-israeliano non c’è soluzione militare ma politica”, con piena attuazione delle risoluzioni ONU a partire da quella del 1967.

Moro lo ribadì nel 1970 al Senato, ma anche nel 1967 come capo del governo, e in incontri internazionali assieme a Fanfani.

Il vuoto del governo, il dovere dei partiti

Il Presidente della Repubblica, in una fase assai grave delle relazioni internazionali, è costretto a riempire il vuoto più totale del governo Meloni che si rifugia sotto le ali di un atlantismo di facciata, privo di sostanza e senso politico.

Un governo che si è costantemente astenuto all’ONU nel 2023-2024, incapace di prendere posizione per il cessate il fuoco, il riconoscimento della Palestina, la condanna dell’occupazione dei territori.

Tempo scaduto per le ambiguità

Da settimane anche l’Europa si muove, con Francia, Regno Unito e Germania in campo. Le due manifestazioni di Milano e Roma del 6 e 7 giugno, promosse da forze alternative alla destra, appaiono oggi meno distanti.

Il Capo dello Stato ha indicato un orizzonte: ora tocca ai partiti. Serve un governo nuovo, non incollato per convenienza elettorale, ma fondato su una visione comune. Un progetto credibile di politica estera, europea e nazionale, in cui il contributo dei cattolici democratici è indispensabile.

I problemi urgono. Un po’ di tempo c’è, ma non molto.

Come si diventa santi? La risposta del diritto canonico

Dalle meraviglie del pensiero e della indagine storica nasce l’ultima fatica editoriale di Maria Francesca Carnea, filosofa, scrittrice appassionata della ricerca e della verità. La narrazione del tema della santità e delle procedure di canonizzazione, lungo il cammino della storia, non si discosta dall’innamoramento legato alla salus animarum, permettendo l’immersione in un viaggio estremamente affascinante.

Il saggio, impreziosito dalla Prefazione del Rev.do Padre Prof. Marcelo Santos das Neves, O. P., esperto canonista, percorre l’evoluzione storica della dottrina della Chiesa, cammino ricercato che interpella la Chiesa universale e i papi che si sono succeduti nel determinato impegno di salvaguardare la santità, uno dei grandi sistemi di significato cui il cristianesimo attinge nel corso di tutta la sua storia, e le procedure per definirne giusta ed equa attribuzione.

La riflessione incentrata sulla relazione tra diritto e santità colloca il diritto canonico quale elemento regolatore essenziale che, armonizzando la tradizione con le esigenze contemporanee della missione ecclesiale, riafferma il ruolo della Chiesa nel mantenere viva la fiamma della fede e della carità. Nell’ottica, quindi, di un sano rapporto, la legge della Chiesa non può prescindere dal  fondamentale principio della salus animarum: la legge suprema della Chiesa, rende l’ordinamento canonico realmente di un genere suo proprio rispetto agli ordinamenti civili, perché non è chiuso nei confini dell’esistenza umana e di una giustizia legale, anzi li trascende e li sovrasta, indicando l’orizzonte della vita eterna.

Si individua, così, un percorso che ha caratterizzato le diverse fasi di evoluzione, di impostazione della ricerca agiografica nei primi secoli della Chiesa, distinguendo la canonizzazione in occidente, e in ambito bizantino. Emerge nel percorso storico l’autorità del pontefice che avoca a se il riconoscimento dei nuovi culti; Papa Urbano VIII, che fu regolatore del sistema procedurale e giuridico delle canonizzazioni; i bollandisti con cui l’agiografia cambiò definitivamente; Papa Gregorio XIII che approvò il primo Martirologio Romano, per arrivare alla prima riforma della curia romana, con Papa Sisto V, allo sviluppo del processo di canonizzazione, indi alla regolamentazione della devozione popolare. Un percorso ricco di interesse, che testimonia attenzione, scrupolo, cui la Chiesa, nel corso della storia, ha saputo e con continuità dare attenzione. Si trattiene, così, “il prezioso patrimonio spirituale rappresentato dal grano dorato della santità”.

La scheda di Amazon:

SANTITÀ E PROCEDURE DI CANONIZZAZIONE

Referendum, Landini: da Meloni atto irresponsabile, paura del voto

Milano, 2 giu. (askanews) – “Io credo che sia un atto un po’ irresponsabile e che nei fatti assume un significato, perchè vuol dire non cambiare assolutamente nulla e avere paura di andare a votare e difendere le proprie idee, perchè questo è un tentativo per non rendere valido in qualche modo il referendum”. Lo ha detto il leader della Cgil, Maurizio Landini, a margine della tappa della campagna referendaria a Canosa di Puglia, commentando le parole della premier Giorgia Meloni che oggi ha spiegato che ai referendum delll’8-9 giugno andrà a votare ma non ritirerà la scheda.

“E come dire che si va a messa poi non si va in chiesa, mi sembra una cosa uguale – ha sottolineato Landini -, credo che sia una cosa che un po’ sorprende perchè di fatto vuol dire non andare a votare, questa è la sostanza. Soprattutto nel giorno in cui si celebra la festa della Repubblica, e la Repubblica è stata sancita da un referendum nel nostro paese, in cui votarono per la prima volte le donne e venne eletta l’assemblea costituente, la trovo un po’ sorprendente e sicuramente paradossale perchè è come dire vado al supermercato ma non faccio la spesa, vado al cinema ma non entro in sala, vado al seggio e non voto”.

“L’obiettivo nostro è invece raggiungere il quorum”, ha concluso Landini.

Piazza Affari chiude debole (-0,27%): giù le auto, corre petrolio

Milano, 2 giu. (askanews) – Chiusura debole per Piazza Affari, in linea con l’andamento delle Borse europee, che aprono il mese di giugno all’insegna dell’incertezza dopo i guadagni di maggio. Gli indici del Vecchio Continente hanno ridotto sul finale le perdite di giornata dopo la notizia che il presidente Usa Trump e il cinese Xi si incontreranno “molto presto”. A Milano il Ftse Mib ha ceduto lo 0,26% scendendo sotto i 40mila punti, a 39.984 punti, a Parigi il Cac40 lo 0,2%, a Francoforte il Dax lo 0,3%.

Le nuove tensioni sul fronte della guerra commerciale hanno pesato sulle performance odierne dei mercati, alla luce anche del’annuncio di Trump di un raddoppio dei dazi al 50% su acciaio e alluminio a partire dal 4 giugno, che ha pesato in particolare sul settore auto. Questa mattina Pechino aveva dichiarato che le accuse di Trump, secondo cui la Cina avrebbe violato l’accordo di de-escalation raggiunto nei negoziati di Ginevra, erano “prive di fondamento” e aveva sottolineato che avrebbe adottato misure se gli Stati Uniti avessero continuato a intraprendere azioni che “danneggiano gli interessi della Cina”.

A Piazza Affari, tra i titoli principali, maglia nera a Stellantis (-4,96%) e Iveco (-3,9%), con il mercato che teme che i recenti sviluppi possano portare a dazi più severi sul comparto auto. In controtendenza, il settore oil spinto dall’aumento dei prezzi del petrolio dopo che l’OPEC+ ha annunciato un aumento dell’offerta, ma inferiore a quanto il mercato temesse: Tenaris +4,98%, Saipem +2,29%, Eni +1,53%. In luce anche Italgas (+2,87%).

L’Ucraina da Istanbul: Mosca continua a rifiutare il cessate il fuoco

Roma, 2 giu. (askanews) – “La parte russa continua a rifiutare un cessate il fuoco senza condizioni”. Lo ha detto la delegazione ucraina al termine dei colloqui con la controparte russa tenuti oggi a Istanbul, in Turchia, e durati poco più di un’ora, rimarcando: “Per noi il cessate il fuoco è la base per qualsiasi diplomazia”.

L’incontro tra le delegazioni di Russia e Ucraina, tenutosi oggi nella città turca di Istanbul, è stato “eccellente”. Lo ha dichiarato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. “Le delegazioni russo-ucraine si sono incontrate oggi a Istanbul. È stato un incontro eccellente. Lo scambio di prigionieri riguarda più di mille persone. Oltre a questo scambio di prigionieri, esiste un accordo tra Russia e Ucraina per lo scambio di corpi. Anche queste cifre sono molto elevate”, ha dichiarato il presidente turco in un discorso alla nazione dopo la riunione del Consiglio dei Ministri.

Tennis, Impresa Boisson, la n.361 Wta elimina Pegula (n.3)

Roma, 2 giu. (askanews) – Continua il sogno di Lois Boisson (WTA 361) al Roland Garros. Per la prima volta in campo sul centrale, la ventiduenne francese non ha tremato e negli ottavi di finale ha regolato in rimonta la più forte ed esperta Jessica Pegula (WTA 3) con il punteggio di 3-6 6-4 6-4. Dopo una frazione d’apertura in cui la statunitense ha fatto la differenza nel finale, la beniamina di casa è stata brava a non scoraggiarsi nella seconda dopo il primo break dell’avversaria. In quel momento ha posto le basi per il suo successo, dando vita ad un terzo set equilibrato e terminato dopo due game (nono e decimo) interminabili. Boisson dovrà ora vedersela con il talento di Mirra Andreeva (6), che dal canto suo ha piegato per 6-3 7-5 l’australiana Darja Kasatkina (17).

Stellantis: Sebastien Jacquet nominato Chief Quality Officer

Milano, 2 giu. (askanews) – Stellantis ha annunciato la nomina di Sebastien Jacquet a Chief Quality Officer, con effetto immediato. Jacquet succede ad Antonio Filosa, nuovo Ceo dell’azienda.

Jacquet, che in precedenza ha ricoperto il ruolo di Deputy Chief Engineering and Technology Officer e di Head of Cross Car Line and Project Engineering, vanta quasi 25 anni di esperienza nei settori della qualità, dell’ingegneria e della tecnologia automobilistica, della ricerca e sviluppo e della gestione di progetti. Sebastien, sottolinea Stellantis, ha svolto un ruolo fondamentale nel lancio di STLA Medium, la prima piattaforma multi-energia dell’azienda.

2 giugno, Brocolini (Esercito): con uniforme indossiamo valori Paese

Roma, 2 giu. (askanews) – “Essere qui il 2 giugno è un orgoglio sia da cittadino che da militare perché poter servire la collettività in uniforme significa ripercorrere i valori dell’Esercito e di tutta la Difesa: professionalità, dovere, senso del servizio, rispetto delle regole. Essere qui oggi significa poter celebrare chi ha creato il nostro Paese ma anche chi continua a farlo ogni giorno, perché gli uomini e le donne dell’Esercito sono impegnati tutti i giorni a servizio dell’Italia, sia all’estero – circa 4.200 in venti missioni differenti – sia in Italia, con 6800 uomini a servizio dei cittadini per la loro sicurezza e il loro benessere”. Lo ha sottolineato il Comandante di gruppo aerei dell’Aviazione dell’Esercito, Carla Brocolini.

“Ci sono varie attività, tipo il supporto alle forze di polizia – precisa il comandante Brocolini – ma anche l’intervento in casi di calamità naturali ed emergenziali, ricordiamo il Covid e le alluvioni in Emilia Romagna. Ed ancora: il disinnesco di ordigni esplosivi e ritrovamenti bellici del secondo conflitto mondiale, o la campagna antincendio boschiva ad opera dell’aviazione dell’Esercito, la specialità di cui mi onoro di far parte. Noi ci prepariamo e siamo pronti sempre al servizio della collettività”, conclude.

2 giugno, Veri (Marina Militare): lavoriamo in ogni angolo del Globo

Roma, 2 giu. (askanews) – “Per noi la Festa del 2 giugno è un grande onore e una emozione particolare festeggiare la Repubblica. Noi, per 365 giorni all’anno, lavoriamo per la difesa e la sicurezza della Repubblica e per i suoi cittadini. Quale componente marittima della Difesa abbiamo operato nel corso degli ultimi anni, soprattutto nel 2024, in tutti e quattro i quadranti del globo, dal Golfo di Guinea al Mare del Nord, dall’Artico al Mediterraneo, fino a Mar Rosso e Indo-pacifico, senza dimenticare il tour mondiale della nave Vespucci, dopo circa due anni fuori dal contesto nazionale”. Lo ha sottolineato il Tenente di Vascello Alessandro Veri, della Marina Militare, nel corso della Rivista Militare del 2 giugno ai Fori Imperiali.

2 giugno, Diodati (Croce Rossa): difendiamo valori fondanti Repubblica

Roma, 2 giu. (askanews) – “Per noi oggi è fondamentale essere qui, motivo di orgoglio ma anche grande responsabilità. Difendere la Repubblica significa difendere, tutelare e proteggere i valori fondanti, che sono la dignità umana, l’inclusione, il diritto alla salute”. Lo ha detto ad askanews Debora Diodati, vicepresidente nazionale della Croce Rossa italiana, in occasione della Rivista Militare ai Fori Imperiali per la festa del 2 giugno.

“Oggi essere qui significa servire il Pese – ha aggiunto – che è ciò che facciamo ogni giorno. Con i nostri volontari e volontarie, con il Corpo militare volontario e il Corpo delle infermiere volontarie siamo presenti ogni giorno sul territorio per portare aiuto alle persone che hanno bisogno”.

2 giugno, Mattarella: le forze armate concorrono a sicurezza e diritti

Roma, 2 giu. (askanews) – La grande partecipazione popolare all festa della Repubblica, è un “tangibile segno di gratitudine per l’impegno profuso quotidianamente a servizio della Repubblica, in Patria e all’estero a favore dell’intera comunità internazionale. Un impegno del quale avvertiamo più che mai l’importanza per concorrere al perseguimento delle condizioni di sicurezza collettiva e sviluppo dei diritti umani, necessarie a garantire una vita dignitosa e una pacifica convivenza tra i popoli”. E’ quanto scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al ministro della Difesa, Guido Crosetto. “La invito, signor Ministro, a far giungere il mio apprezzamento a tutte le donne e gli uomini della Difesa che, con dedizione e professionalità, hanno contribuito al successo dell’odierna celebrazione”, conclude il presidente della Repubblica.

2 giugno, Mattarella: impegno forze armate concorre a sicurezza e a diritti umani

Roma, 2 giu. (askanews) – “A margine della tradizionale rassegna militare, che ha accompagnato la celebrazione del settantanovesimo anniversario della nascita della Repubblica, desidero esprimerLe il mio apprezzamento per l’immagine offerta dai reparti impegnati nella manifestazione”. E’ quanto scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al ministro della Difesa, Guido Crosetto, dopo la parata sui via dei Fori imperiali per la Festa della Repubblica.

“La cornice di via dei Fori Imperiali – prosegue Mattarella – ha sottolineato l’importante anniversario con una significativa partecipazione popolare che ha espresso altresì un tributo di caloroso affetto alle Forze Armate, tangibile segno di gratitudine per l’impegno profuso quotidianamente a servizio della Repubblica, in Patria e all’estero a favore dell’intera comunità internazionale”.

“Un impegno del quale – sottolinea il Capo dello Stato – avvertiamo più che mai l’importanza per concorrere al perseguimento delle condizioni di sicurezza collettiva e sviluppo dei diritti umani, necessarie a garantire una vita dignitosa e una pacifica convivenza tra i popoli”.

“La invito, signor Ministro, a far giungere il mio apprezzamento a tutte le donne e gli uomini della Difesa che, con dedizione e professionalità, hanno contribuito al successo dell’odierna celebrazione”, conclude il presidente della Repubblica.

2 giugno, Scianelli (Aeronautica): difendiamo cieli 365 giorni l’anno

Roma, 2 giu. (askanews) – “La festa del 2 giugno è una occasione per dimostrare quello che l’Aeronautica Militare compie 365 giorni all’anno, ovvero la difesa dei cieli italiani, dell’Alleanza Atlantica, il trasporto sanitario d’urgenza, la ricerca e soccorso in caso di emergenza e calamità e anche la sorveglianza con gli aerei a pilotaggio remoto”. Lo ha detto ad askanews il maggiore Michele Sciannelli, pilota dell’Aeronautica Militare, in occasione della festa del 2 giugno per la Rivista Militare ai Fori Imperiali.

Meloni: vado a votare e non ritiro la scheda al referendum. Le reazioni dell’opposizione

Roma, 2 giu. (askanews) – “Vado a votare, non ritiro la scheda, è una delle opzioni”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha risposto a margine della parata per la Festa del 2 giugno a chi gli chiedeva se andrà a votare per i referendum abrogativi dell’8 e 9 giugno.

“Mancava solo la Presidente del Consiglio, e la lista dei sabotatori del referendum è completa: prima il Presidente del Senato, poi i ministri, ora anche la premier.” Così in una nota Angelo Bonelli, parlamentare di AVS e co-portavoce di Europa Verde, a una settimana dal voto sui 5 referendum dell’8 e 9 giugno.

“Giorgia Meloni dice che andrà a votare ma non ritirerà le schede: una dichiarazione furba ma falsa perché non si può andare a votare non ritirando le schede di alcun referendum. Un invito di fatto all’astensione quindi, che fa impallidire soprattutto perché fatto durante la cerimonia del 2 giugno, quando gli italiani con un referendum scelsero al Repubblica. I cittadini sono liberi di andare a votare e i leader politici di dare le proprie indicazioni, ma che la premier mandi messaggi confusi che invitano alla non partecipazione al voto è agghiacciante: è evidente ormai che Meloni e tutta la sua maggioranza temono il voto. Nel giorno in cui si celebra la repubblica nata dal referendum, il nostro invito è di andare a votare e votare Si al referendum sulla cittadinanza”. Lo afferma il segretario di Più Europa Riccardo Magi, presidente del comitato promotore del referendum sulla cittadinanza.

“Giorgia Meloni non deve prendere in giro gli italiani, proprio sui referendum di domenica prossima e proprio nel giorno del 2 giugno. Andare al seggio e non ritirare la scheda equivale a stare a casa. Chi fa questo, come lei ha annunciato, è computato tra i non votanti come chi sta a casa. È un modo di astenersi e di sabotare il raggiungimento del quorum che ai fini numerici è identico a un’astensione classica. Si tratta di una scelta legittima, ma deve essere raccontata per quel che è: un invito all’astensione. Se viene presentata come un’alternativa “partecipativa” all’astensione, è un imbroglio. E una Presidente del Consiglio non dovrebbe mai ricorrere all’inganno. Se lo fa, mostra scarso senso e rispetto delle istituzioni. Le parole di Meloni, dopo quelle altrettanto gravi di La Russa, sono un motivo in più per andare alle urne l’8 e il 9 giugno”. Lo ha affermato in una nota il senatore del Partito Democratico, Dario Parrini.

Indigna ma non stupisce che Meloni non ritirerà la scheda e quindi non voterà al referendum dell’8 e 9 giugno in cui si sceglie se aumentare i diritti e le tutele dei lavoratori contro precarietà, incidenti sul lavoro, licenziamenti. In fondo in quasi 30 anni di politica non ha fatto nulla per tutelare chi lavora e si spacca la schiena ogni giorno, i ragazzi precari che non hanno la fortuna di aver fatto carriera in politica. È vergognoso che questo messaggio di astensione rispetto a una scelta importante arrivi da un Presidente del Consiglio il 2 giugno, giorno simbolo di un Paese che sceglie la Repubblica, della prima volta per le donne ammesse a un voto nazionale. Invito i nostri ragazzi a recuperare la storia di Teresa Mattei, che proprio in quel 2 giugno del 1946 fu la più giovane eletta all’assemblea Costituente e che si battè perché all’articolo 3 della Costituzione fosse inserita la libertà e l’uguaglianza ‘di fatto’ per i cittadini, non a chiacchiere. Non sono liberi e uguali ‘di fatto’ i lavoratori che non possono difendersi da licenziamenti, precariato, incidenti sul lavoro. Viva l’impegno e la partecipazione per migliorare le cose, viva il 2 giugno, viva la Repubblica”. Così in un post su “X” il leader del M5S, Giuseppe Conte.

I quattro atti unici live nell’estate 2025 di Vasco Brondi

Milano, 2 giu. (askanews) – Vasco Brondi torna in concerto nell’estate 2025 con quattro atti unici, quattro appuntamenti diversi tra loro, che escono dal concetto classico di tour. Quattro eventi concepiti come gesti compiuti, ognuno con un proprio titolo, un proprio immaginario, un proprio respiro.

Tra luglio e agosto, in quattro scenari diversi – una scalinata cittadina, un lago di montagna, un anfiteatro tra le colline, un chiostro vicino al mare – Vasco proporrà forme sempre nuove di incontro tra musica, parole, letture e visioni. Ogni evento sarà il frutto di un’intuizione, di un’urgenza, di una connessione profonda con il tempo e lo spazio che lo ospitano.

Un solo concerto elettrico, tra le stelle e le cose luminose. Un omaggio a Tondelli sulla riviera a 80 anni dalla sua nascita e a 40 anni dall’uscita di Rimini. Un rituale d’altura per ascoltare la voce degli alberi. Una preghiera laica per tempi incerti, tra pianoforte, poesie e chitarre distorte. Questi sono gli eventi in programma:

5 luglio, Peccioli (Pisa) – Anfiteatro Fonte Mazzola – Festival de Il Post COSTELLAZIONI E ALTRE COSE LUMINOSE Concerto elettrico con inediti Un unico concerto elettrico quest’anno, nell’anfiteatro di Peccioli, tra le colline toscane e i suoi boschi. Dopo la data milanese in cui “Costellazioni” era tornato a brillare, sono arrivati centinaia di messaggi che chiedevano di risuonarlo. Questa è l’occasione.?Oltre a Costellazioni, ci saranno canzoni precedenti e successive e, forse, anche brani nuovi ancora in cantiere. Canzoni che potrebbero non arrivare mai a essere registrate e vivere soltanto per quella sera, in quell’atto unico. Con Vasco Brondi: Federico Dragogna (chitarra) Gabriele Lazzarotti (basso), Andrea Faccioli (chitarre), Daniela Savoldi (violoncello), Angelo Trabace (pianoforte) e Niccolò Fornabaio (percussioni/batteria). In collaborazione con Il Post, all’interno del calendario di 11lune.

29 luglio, Rimini – Corte degli Agostiniani – Percuotere la mente RIMINI COME HOLLYWOOD Tondelli sull’East Coast italiana tra canzoni e letture Un viaggio tra i luoghi reali e immaginari della costa adriatica, raccontati da Pier Vittorio Tondelli nel romanzo Rimini e nei testi di Un weekend postmoderno. Le sue parole si intrecciano con le canzoni che da anni nascono da quella stessa luce e da quel mare, in un racconto a più voci dove la musica e la letteratura diventano mappa emotiva del paesaggio.

3 agosto, Pontedilegno (BS), Passo del Tonale – Lago Valbiolo – Valbiolo Festival ASCOLTARE GLI ALBERI Canzoni e letture per montagne, esseri umani e altri animali Un concerto a 2000 metri, un omaggio ai boschi e alla montagna. Come racconta Gary Snyder, gli Ainu usavano l’arte per ringraziare la Terra dei suoi doni. Questo atto unico è una celebrazione e una preghiera di gratitudine: per il lago, per gli alberi, per gli animali, per ciò che ci sostiene e ci trascende. Una veglia poetica tra suoni, parole e silenzi. Con Vasco Brondi: Andrea Faccioli (chitarre), Daniela Savoldi (violoncello), Angelo Trabace (pianoforte) e Niccolò Fornabaio (percussioni/batteria).

5 agosto, L’Aquila – Scalinata di San Bernardino – I Cantieri dell’Immaginario TALISMANI PER TEMPI INCERTI Canzoni, poesie, letture e riflessioni per voce, pianoforte, violoncello, percussioni e chitarre distorte In tempi incerti, l’arte diventa anticorpo, le canzoni risvegliano, la filosofia protegge, la letteratura consola. Questo concerto mescola composizioni originali con altre musiche amate e testi che sono tornati alla memoria come presenze necessarie. Un’occasione per ritrovarsi oltre gli schermi, tra strumenti acustici e distorsioni elettriche, nella forma di una sonata collettiva e visionaria. Con Vasco Brondi: Andrea Faccioli (chitarre), Daniela Savoldi (violoncello), Angelo Trabace (pianoforte) e Niccolò Fornabaio (percussioni/batteria).

2 giugno, Altobelli (Personale civile Difesa): siamo unica famiglia

Roma, 2 giu. (askanews) – “Il 2 giugno è una ricorrenza molto importante e come personale civile ci affianchiamo alle Forze armate a difesa di tutta la cittadinanza per garantire sicurezza e difesa della cittadinanza. Ci sentiamo parte di una famiglia, una grande famiglia, che è il ministero della Difesa, che ha una doppia anima, militare e civile”. Lo ha detto ad askanews Danila Altobelli, dirigente civile presso il ministero della Difesa, durante la parata militare del 2 Giugno.

“Siamo circa 17 mila uomini e donne appartenenti al personale civile che operano non soltanto negli enti centrali – solamente 2500 di noi operano centralmente – ha aggiunto – tutti gli altri operano in tutti i 1037 enti della difesa dislocati sul territorio nazionale”.

In Polonia ha perso l’Europa, un colpo per il premier Tusk

La Polonia ha scelto, ma l’Europa non può rallegrarsene. Anzi! La vittoria di Karol Nawrocki alle presidenziali segna una svolta netta a destra, con un profilo ideologico che ricorda sempre più da vicino quello dell’Ungheria di Orbán. Storico di formazione, già presidente dell’Istituto della Memoria Nazionale, Nawrocki si è fatto conoscere per le sue posizioni anticomuniste radicali, ma soprattutto per una visione ultraconservatrice della società e delle istituzioni. Vicino ai settori più duri di Diritto e Giustizia (PIS), Nawrocki ha saputo incanalare il malcontento anti-Bruxelles e il disagio sociale legato alle tensioni economiche, costruendo una campagna aggressiva e identitaria, centrata su patria e sicurezza.

Il suo successo è una sconfitta, seppur di misura, per Rafał Trzaskowski, sindaco di Varsavia e figura di punta di Piattaforma Civica, il partito europeista guidato dal premier Donald Tusk (figura di spicco, per altro, del PPE). È difficile non leggere in questo risultato un colpo diretto alla fragile alleanza di governo, che già faticava a contenere l’opposizione nazional-populista. Lo stesso Jaroslaw Walesa, figlio di Lech e deputato anche lui di Piattaforma civica, lo ha detto con chiarezza al Corriere della Sera stamattina, quando ancora non si conosceva l’esito del voto. Alla domanda su cosa potesse significare il successo di Nawrocki, così rispondeva: “Significa che a breve la nostra coalizione di governo crolla, e ci saranno probabilmente elezioni anticipate. Si può ipotizzare una sorte di terremoto politico, con restyling o scomparsa di vecchi partiti e la nascita di nuove formazioni. Significa che ci trasformiamo nell’Ungheria, che ci allontaniamo dalla Ue, nel senso che non ne saremo più uno degli attori principali. Una prospettiva plumbea per la stessa Unione”.

È un allarme che non può restare inascoltato. Con Nawrocki al potere, si prospettano nuove tensioni con la Commissione europea, passi indietro su diritti civili, indipendenza della magistratura, libertà dei media. E forse, elezioni anticipate che potrebbero riconsegnare il potere esecutivo alla destra radicale. In gioco non c’è solo il destino della Polonia, ma il futuro dell’intero progetto europeo nell’Europa centro-orientale. La speranza è che, come a volte accade, i fatti possano smentire le previsioni più cupe. Ma il verdetto delle urne parla chiaro: L’Europa ha perso.

 

 

 

 

 

 

 

2 giugno, Sepe (Polizia): nostro servizio di prossimità al cittadino

Roma, 2 giu. (askanews) – “La Festa del 2 giugno è un momento importante in cui siamo presenti per raccontare la nostra storia al servizio del Paese. Oggi siamo presenti con un settore comandato da un dirigente superiore donna. È molto presente la componente femminile. Abbiamo una prima compagnia di funzionari in cui più della metà dei colleghi che prenderanno servizio dalla metà di giugno su tutto il territorio nazionale è composto da donne”. Lo ha detto ad askanews Eugenia Sepe, primo dirigente della Polizia di Stato, presente alla parata del 2 giugno sui Fori Imperiali.

“Successivamente ci sono due compagnie di allievi vice ispettori che all’inizio del prossimo anno raggiungeranno le sedi di servizio – ha aggiunto – e infine una rassegna dei nostri mezzi in dotazione, che utilizziamo per svolgere il nostro servizio sul territorio. Un servizio dedicato al cittadino, che è rappresentato dalla prossimità e vicinanza con le persone, elemento fondamentale per aiutare chi si trova in difficoltà”.

2 giugno, Mattarella: con referendum Italia scelse libertà e pace

Milano, 2 giu. (askanews) – “Settantanove anni or sono, il popolo italiano decretava, con il suo voto, la nascita della Repubblica, al culmine di un lungo percorso iniziato con la guerra di Liberazione. Con il referendum del 2 giugno 1946, gli italiani scelsero di proseguire in un cammino verso la affermazione di valori di libertà, democrazia e pace, trasfusi nella Costituzione che di lì a poco avrebbe visto la luce. Valori sui quali si fonda la nostra comunità civile e ai quali si rivolgono tutte le istituzioni chiamate ad operare in favore della collettività. Valori alla base dell’azione delle Forze Armate, con il loro contributo alla cornice di sicurezza in Italia e nel contesto internazionale. La Repubblica è grata per il loro impegno alle donne e agli uomini delle Forze Armate, per i preziosi compiti ai quali, con abnegazione, assolvono in Patria e all’estero in una realtà che presenta crescenti minacce che sollecitano la solidarietà e la cooperazione in sede europea e atlantica. L’Italia è fermamente schierata a sostegno di quanti operano affinché prevalgano i principi del diritto internazionale contro ogni aggressione e prevaricazione. Ed è nel ricordo di tutti coloro che hanno perso la vita nell’affermare tali valori che rivolgo un pensiero commosso ai caduti e alle loro famiglie. In questo giorno in cui si celebra la Festa della Repubblica giunga a tutti gli appartenenti alle Forze Armate l’augurio più fervido. Viva le Forze Armate, viva la Repubblica”. Questo il testo inviato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano, in occasione della Festa della Repubblica.

2 giugno, Finestra (Polizia Penitenziaria): noi al servizio del Paese

Roma, 2 giu. (askanews) – “Oggi è una grande emozione essere qui presenti alla Parata. La Polizia Penitenziaria è al servizio del Paese perché il nostro lavoro è ispirato ai più alti principi di legalità, di umanità, di rispetto della dignità umana, che sono proprio i pilastri fondamentali dell’architettura democratica della Nazione. È un corpo in piena evoluzione che non dimentica però la sua radice, i suoi compiti istituzionali. Uomini e donne che ogni giorno svolgono un lavoro silente con grande dedizione e resilienza ai disagi quotidiani e che assicurano sicurezza sia all’interno degli Istituti che all’esterno”. Lo dice ad askanews Carmela Finestra, dirigente di Polizia Penitenziaria, corpo presente alla Parata del 2 giugno, ai Fori Imperiali.

“Un corpo – prosegue – che si sta modernizzando puntando alla formazione qualificata, alla specializzazione. In particolare abbiamo recentemente istituito un reparto altamente specializzato, il Gruppo di Intervento Operativo, che opera alle dirette dipendenze del Capo Dipartimento, chiamato a intervenire in caso di emergenze penitenziarie che non sono altrimenti fronteggiabili. C’è poi l’istituzione di una nuova figura, la figura del negoziatore, per mediare ed evitare che ci sia una fase di escalation, per trovare una soluzione a tutela dell’incolumità degli operatori e delle persone recluse. Un Corpo unico – conclude la dirigente – oggi sempre più presente tra le strade e nelle piazze, vicino ai cittadini”.

2 giugno, Cap. Candelli (Carabinieri): ogni giorno tuteliamo sicurezza

Roma, 2 giu. (askanews) – “Il 2 giugno è la festa nazionale per eccellenza, il simbolo della coesione tra tutte le componenti dello Stato che operano quotidianamente per la salvaguardia della sicurezza pubblica in Patria e all’estero con grande senso del dovere e professionalità”. Lo dice ad askanews il Capitano dei Carabinieri Alice Candelli, comandante Nucleo Operativo Roma Montesacro, testimonial per la Festa del 2 giugno.

“In particolare il sistema difesa si compone di svariate figure istituzionali – prosegue – che quotidianamente si impegnano per poter garantire il benessere della collettività. Abbiamo circa 7 mila uomini impiegati in Patria a concorso con le varie forze di polizia per poter tutelare la sicurezza pubblica, e circa 7.200 uomini impiegati all’estero in teatri operativi che spaziano dall’Africa al Medio Oriente al confine europeo orientale per poter tutelare la pace”.

Meloni: essere italiani vuol dire appartenere a qualcosa di grande

Milano, 2 giu. (askanews) – “Il 2 giugno celebriamo la nascita della nostra Repubblica. Un giorno che ci ricorda chi siamo: un popolo fiero, capace di rialzarsi dopo le prove più dure, tenendo saldi i valori della libertà, dell’unità e dell’identità nazionale. Celebrare l’Italia oggi significa onorare chi ha dato la vita per difenderla, e chi ogni giorno la serve con coraggio, dedizione e silenzioso orgoglio. Essere italiani vuol dire appartenere a qualcosa di grande, che va difeso, amato, trasmesso. Buon 2 giugno a tutti. Viva l’Italia!”. Lo ha scritto in un post su “X” la premier Giorgia Meloni in occasione della Festa della Repubblica che si celebra il 2 giugno.

Negli Usa molotov contro manifestanti pro Israele: 8 feriti

Milano, 2 giu. (askanews) – Sono almeno otto persone le persone rimaste ferite a Boulder in Colorado (Stati Uniti) nell’attacco compiuto nel pomeriggio del 1 giugno contro una manifestazione della comunità ebraica a sostegno degli ostaggi detenuti da Hamas a Gaza. A colpire con una molotov sembra essere stato un solo uomo che è stato arrestato dalla polizia. Lo riferisce la Cnn che mostra anche un video del sospettato, un uomo caucasico di mezza età a torso nudo che prima di agire insulta i manifestanti.

Tra gli otto feriti ci sono quattro donne e quattro uomini, di età compresa tra i 52 e gli 88 anni, che sono stati trasportati in diversi ospedali dell’area metropolitana di Denver.

Il realismo della pace: da Milano può partire un’altra storia

L’adesione dei cattolici democratici di Tempi Nuovi alla manifestazione Due popoli, due Stati, un destino, che – insieme ad Azione e altre sigle che stanno aderendo – Italia Viva ha promosso per venerdì 6 giugno al Teatro Parenti di Milano, rappresenta un elemento qualificante da salutare con soddisfazione.

Essa, infatti, contribuisce a portare ulteriore valore aggiunto a un’iniziativa nata al fine di profilare una lettura adeguata e idonea del dramma di Gaza e, più in generale, della tragica complessità innescatasi in Medio Oriente dopo il pogrom del 7 ottobre.

 

Né slogan, né tifoserie

L’opinione pubblica chiede giustamente la fine delle ostilità, dei lutti e dei drammi, e le forze politiche e sociali hanno il compito di dare voce a questo sentimento, aggiungendo ad esso un approccio finalizzato a fornire chiavi e soluzioni, e non solo l’urlo degli slogan piuttosto facili.

Ancora una volta, infatti, di fronte a un dramma del nostro tempo, rischiamo che la politica cada vittima della doppia dimensione di questi anni: l’immediata polarizzazione da un lato, che porta alla dinamica della tifoseria, e la conseguente sterilità dall’altro. È così che la politica diventa nei fatti improduttiva e viene sostanzialmente percepita inutile, perdendo per strada la sua essenza.

 

Gaza e lafonia italiana

Lo vediamo anche davanti al dramma di Gaza. La nostra politica rischia di schierarsi e spaccarsi tra i tifosi di Israele e quelli della Palestina, dimenticandosi di entrare nel merito di analisi che dovrebbero essere più raffinate dell’urlo e dello slogan.

E quando questo avviene, ci si avvia su una china che ci porta all’emarginazione. Lo abbiamo visto con il governo italiano, dapprima espressione di uno stabile e ostentato asse della destra globale dentro il quale si è giocata anche la visita di Giorgia Meloni in Israele con relativi abbracci a “Bibi”, e successivamente scavalcato a sinistra anche da Trump, al punto da costringere il ministro Tajani a funambolici esercizi in Parlamento che producono nei fatti l’afonia dell’Italia su un tema così sensibile e importante.

Al punto da non riuscire a profferire una parola contro l’ipotesi avanzata da Trump di deportare un milione di “gazawi” in Libia, circostanza che farebbe esplodere la già precaria polveriera libica con ripercussioni sulla nostra stessa sicurezza nazionale.

 

Oltre la propaganda

E lo vediamo con pezzi dell’opposizione, che abbracciano una lettura faziosa della Storia schierandosi apoditticamente sotto lo slogan “Free Palestine”, dimenticandosi di richiedere l’espunzione di Hamas dalla Storia e confondendo in un unico crogiolo il governo di destra israeliano con tutto il popolo e la società di Israele, o addirittura con tutti coloro che professano la religione ebraica.

 

Riprendere la lezione dei costruttori

Dentro questa dinamica di polarizzazione, avere chi ancora alza la bandiera consegnataci da La Pira dell’esigenza di costruire la pace tra i figli di Abramo è un elemento di speranza, ma anche di lavoro politico.

Un lavoro che parla all’oggi, guardando al dramma mediorientale con l’esigenza di riprendere la lezione di Moro, Fanfani e Andreotti sul tema.

Ma che parla anche all’Italia di domani, che vorremmo non fosse percorsa dai brividi di una politica tanto declamatoria quanto inconcludente, bensì animata da quella che De Gasperi ci insegnava dicendo che “politica vuol dire realizzare”.

E in questo, da Milano può partire qualcosa.

 

Sen. Enrico Borghi

Vice Presidente Italia Viva

Il centro è una strada in salita: serve direzione, non solo movimento

Qualcosa si muove al Centro? Pare di sì. Però, per chiarezza e onestà intellettuale, dobbiamo anche aggiungere che lo diciamo da circa 10 anni. Ora, e al di là di qualsiasi polemica pretestuosa o strumentale, si tratta di mettere in fila i vari tasselli di una filiera il più possibile coerente ed oggettiva. Sappiamo che la strada è in salita e non ci sono scorciatoie.

 

La sinistra massimalista ha una guida

In primo luogo esiste oggi una coalizione – quella che unisce le 100 sfumature di rosso – che ha una salda, coerente e lungimirante guida politica, culturale e programmatica. Si tratta della coalizione guidata da Schlein, Conte, Fratoianni/Bonelli/Salis e sotto la supervisione del segretario della CGIL Landini. Una guida che, ed è persin inutile ricordarlo, certifica la presenza di una coalizione di sinistra, progressista e massimalista. È altrettanto evidente ricordare, come ormai sottolineano tutti gli osservatori più obiettivi e meno ideologizzati, che il tradizionale centro-sinistra è semplicemente estraneo rispetto a questo nuovo ed inedito progetto politico. Che, guarda caso, prescinde radicalmente da tutto ciò che è riconducibile anche solo lontanamente alla cultura, alla tradizione e alla prassi di orientamento centrista.

 

Il movimentismo del fu terzo polo”

In secondo luogo il movimentismo del fu “terzo polo”. Credo che, al riguardo, tutti sappiamo tutto. Almeno tutti conosciamo le tonnellate di insulti, di invettive e di ogni sorta di contumelie che si sono rovesciati addosso negli anni scorsi i capi dei due partiti personali: Italia Viva e Azione. Ma, al di là di questo fatto di cronaca – che comunque non si può rimuovere con un colpo di spugna – è indubbio che o l’attuale coalizione di sinistra e progressista cambia natura, profilo, identità e programma oppure il centro-sinistra da quelle parti non potrà decollare. Tertium non datur. Neanche con le più spericolate operazioni trasformistiche che si ridurrebbero, come da copione, alle collaudatissime e scontatissime sistemazioni di potere di natura puramente personale.

 

Il ruolo di Forza Italia

In terzo luogo, e nel campo alternativo alla sinistra, il ruolo di Forza Italia – unico partito dichiaratamente centrista nell’attuale geografia politica italiana – oltre a rafforzare e consolidare quel profilo centrista, riformista, europeista e di governo, deve essere in grado di saper condizionare l’evoluzione della coalizione di cui fa parte. E questo perché la radicalizzazione del conflitto politico – che è, oggi, l’obiettivo e il vero cemento ideologico della coalizione di sinistra e progressista – non può diventare la regola e la costante del nostro sistema politico. E questo per la semplice ragione che la polarizzazione ideologica da un lato e la radicalizzazione della lotta politica dall’altro sono incompatibili con il principio e la regola della democrazia dell’alternanza.

 

Un centro dinamico” o solo opportunista?

Ecco perché, e alla luce di questa cornice politica oggettiva, forse però sono anche mature oggi le condizioni per far emergere, seppur da versanti diversi e da fronti apparentemente alternativi, una vera e credibile “politica di centro”. Quella “politica di centro” che, secondo la miglior tradizione democratico-cristiana, veniva semplicemente chiamata “centro dinamico”. Ma, per non farsi facili illusioni e al di là dei vari opportunismi e trasformismi di giornata, saranno solo e soltanto i concreti comportamenti politici a dirci se quella “politica di centro” può, o meno, decollare in vista delle prossime elezioni politiche. Se, al contrario, prevarranno solo le furbizie e la mera ricerca di qualche seggio parlamentare gentilmente offerto dagli azionisti principali delle singole coalizioni, il Centro sarà ancora una volta sacrificato sull’altare delle convenienze. Personali e per i “propri cari”, per dirla con una felice e sempre attuale espressione di Giulio Andreotti.