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La Consulta: il divieto del terzo mandato è un principio fondamentale

Roma, 15 mag. (askanews) – Il divieto del terzo mandato consecutivo per i presidenti di giunta regionale è un principio fondamentale che vincola i legislatori regionali, a far data dall’adozione delle prime leggi in materia elettorale successive alla sua entrata in vigore. Lo ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza numero 64, depositata oggi e che prende in considerazione la legge della Regione Campania sul tema.

Con questa sentenza, spiega un comunicato della Consulta, “è stata dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’articolo 1 della legge della Regione Campania numero 16 del 2024, per violazione dell’articolo 122, primo comma, della Costituzione, in relazione al parametro interposto di cui all’articolo 2, comma 1, lettera f, della legge numero 165 del 2004, recante il cosiddetto divieto del terzo mandato consecutivo del Presidente della Giunta regionale eletto a suffragio universale e diretto”.

La Corte costituzionale ha quindi affermato “che tale divieto è per le Regioni a statuto ordinario un principio fondamentale della materia elettorale ai sensi dell’articolo 122, primo comma, della Costituzione. Esso costituisce l’espressione di una scelta discrezionale del legislatore volta a bilanciare contrapposti principi e a fungere da ‘temperamento di sistema’ rispetto all’elezione diretta del vertice monocratico, cui fa da ‘ponderato contraltare'”.

Flashmob di Amnesty davanti a Farnesina: “Stop al genocidio a Gaza”

Roma, 15 mag. (askanews) – Una carrozzina da cui si srotola un lungo panno rosso, a simboleggiare la lunga scia di sangue lasciata dalle vittime innocenti della guerra a Gaza, poi una mano che si alza per dire “basta”, davanti allo striscione “Stop al genocidio”. DI fronte alla Farnesina a Roma si volto il flashmob organizzato da Amnesty International nel Giorno della Nakba (“la Catastrofe”), in memoria dello sfollamento forzato di oltre 800.000 palestinesi avvenuto nel 1948 con la creazione dello stato di Israele.

“Oggi la maggior parte della popolazione della Striscia di Gaza composta da discendenti di chi sopravvisse alla Nakba, costretti da decenni a vivere in esilio, senza il diritto al ritorno e soggetti a continue violenze e trasferimenti forzati”, scrive Amnesty spiegando le ragioni della manifestazione.

“I recenti annunci di Israele di intensificare le operazioni militari e occupare la Striscia di Gaza stanno ulteriormente aggravando questa ingiustizia storica. Chiediamo giustizia, dignit e lo stop al genocidio nella Striscia di Gaza”.

Fra gli striscioni mostrati dagli attivisti si legge “Stop arming Israel (Basta armare Israele)”, “Fermate le armi”.

Alla protesta hanno partecipato ActionAid, Anpi, AOI, Arci, Articolo21, AssopacePalestina, Cospe, Cred, Defence for Children International Italia, Donne in nero, Greenpeace Italia, Sbilanciamoci, Terres des Hommes.

Colloqui a Istanbul, Zelensky: da Mosca finta delegazione. La replica: clown

Roma, 15 mag. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha messo in dubbio la serietà delle intenzioni di Mosca in vista dei colloqui di pace previsti a Istanbul, criticando duramente il livello della delegazione russa, definita “finta”. A stretto giro è arrivata la risposta russa, con la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova, che ha definito Zelensky un “clown” e un “fallito”.

“Non conosciamo ancora ufficialmente il livello della delegazione russa, ma da quello che vediamo, sembra qualcosa di finto”, ha dichiarato Zelensky ai giornalisti appena atterrato ad Ankara per incontrare il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. “Tutti sappiamo chi prende davvero le decisioni in Russia”, ha aggiunto, sottolineando che la parte ucraina impegnata in Turchia è di massimo livello, inclusi lui stesso e il ministro degli Esteri Andrii Sybiha.

La delegazione russa, secondo quanto comunicato dal Cremlino, è guidata da Vladimir Medinsky, consigliere del presidente Vladimir Putin e già capo negoziatore nei colloqui del 2022. Medinsky è affiancato dal vice ministro degli Esteri Mikhail Galuzin, dal capo della Direzione principale dello Stato maggiore russo Igor Kostyukov e dal vice ministro della Difesa Alexander Fomin.

Le parole di Zelensky hanno provocato una violenta reazione da parte russa. “Chi usa la parola “finto”? Un clown? Un fallito? Una persona con una formazione sconosciuta, che parla di uomini con titoli accademici, meriti e comprovata professionalità? E osa definirli “finti”? Ma chi crede di essere?”, ha dichiarato Maria Zakharova in un briefing con la stampa.

TikTok nel mirino della Ue: manca archivio su annunci pubblicità

Roma, 15 mag. (askanews) – La Commissione europea ha inviato una comunicazione a TikTok avvertendola che secondo un suo esame preliminare viola gli obblighi previsti dalle nuove normative sui servizi digitali in merito alla pubblicazione di una di un archivio sugli annunci pubblicitari. Con un comunicato, l’esecutivo comunitario spiega che questo archivio serve “per ricercatori e società civile per individuare truffe, campagne di minacce ibride, operazioni di informazione coordinate e pubblicità false, anche nell’ambito delle elezioni”.

Secondo Bruxelles, il social network non fornisce le informazioni richieste sul contenuto degli annunci, sugli utenti destinatari e su chi ha pagato le inserzioni.

Ora TikTok potrà esaminare il fascicolo della Commissione e rispondere ai rilievi preliminari. Bruxelles precisa che questa procedura può comportare “una multa fino al 6% del fatturato mondiale” e che può imporre ulteriori sanzioni per costringere la società cinese a conformarsi alle sue regole.

Stablecoin, Cipollone (Bce): Ue prima a normare e poi resta indietro

Roma, 15 mag. (askanews) – E’ deludente che anche sulle Stablecoin, per l’ennesima volta, l’Unione europea arrivi prima a emanare regole, ma poi si ritrovi indietro rispetto ad altri sulle concrete iniziative di mercato. È lo sfogo di Piero Cipollone, componente del comitato esecutivo della Bce, dove è responsabile dei sistemi di pagamento, durante una tavola rotonda organizzata a Parigi.

Quasi un “lapsus freudiano”, considerando che da mesi le autorità della Unione europea martellano con allarmismi sui rischi che deriverebbero dalle stablecoin.

Ma su questo “le preoccupazioni sulle Stablecoin non denominate in euro sono dovute al fatto che non vogliamo sostituzione di valuta. Non siamo preoccupati di per sé dalle Stablecoin – ha chiarito Cipollone – siamo preoccupati sul se alcune Stablecoin sostituissero soluzioni europee, perché perderemo la sovranità anche nell’ambito all’ingrosso” sui pagamenti.

Cipollone ha anche insinuato che le Stablecoin in dollari, combinate con l’eventuale accesso agli strumenti della Federal Reserve diventino una forma “ibrida” di valuta digitale della banca centrale (Cbdc). “C’è una possibilità che gli Usa consentiranno alle Stablecoin di depositare fondi dei clienti alla Fed, che sarebbe un dollaro digitale ibrido”, ha sostenuto.

Al momento però, è la Bce che sta procedendo con un progetto per la creazione di una valuta digitale, l’euro digitale appunto. Negli Stati Uniti l’amministrazione Trump ha drasticamente vietato alla Fed e alle altre agenzie federali di lavorare alla creazione di valute digitali di banca centrale, vietandone l’uso sul territorio Usa ritenendole un pericolo per i consumatori.

Washington punta piuttosto sullo sviluppo di Criptoasset e Stablecoin, che sono di natura privata. E si stanno moltiplicando le iniziative in questo ambito, ma quasi esclusivamente negli Usa.

Qui lo sfogo di Cipollone. “Sono un po’ deluso del fatto che, ancora una volta, abbiamo avuto la legislazione per primi e siamo di nuovo indietro, rispetto a altri, sulle iniziative” concrete.

Papa: i giovani sono sfidati da modelli relazionali individualisti

Città del Vaticano, 15 mag. (askanews) – Il mondo giovanile, e quello dell’educazione oggi ha degli “ostacoli” evidenti da affrontare. Lo ha ricordato oggi Papa Leone incontrando in udienza in Vaticano i membri della congregazione dei Fratelli delle scuole cristiane che hanno nel loro carisma proprio quello dell’educazione.

“Pensiamo all’isolamento – ha detto Papa Prevost – che provocano dilaganti modelli relazionali sempre più improntati a superficialità, individualismo e instabilità affettiva; alla diffusione di schemi di pensiero indeboliti dal relativismo; al prevalere di ritmi e stili di vita in cui non c’è abbastanza posto per l’ascolto, la riflessione e il dialogo, a scuola, in famiglia, a volte tra gli stessi coetanei, con la solitudine che ne deriva”, ha concluso.

Meloni: America’s Cup per prima volta in Italia,sarà ad altezza sfida

Roma, 15 mag. (askanews) – “Sono orgogliosa di annunciare che l’America’s Cup si disputerà, per la prima volta nella storia, in Italia”. Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Sarà Napoli la città che ospiterà nel 2027 la trentottesima edizione del torneo velico più famoso e prestigioso al mondo, un evento globale che coinvolge milioni di appassionati e rappresenta una sintesi unica tra tradizione, innovazione tecnologica, eccellenza ingegneristica e spirito competitivo – aggiunge la premier -. Ringrazio il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, Sport e Salute e tutti coloro che hanno lavorato, con passione e determinazione, per raggiungere questo grande risultato”.

“La scelta del capoluogo partenopeo contribuirà a rafforzare il rinnovato protagonismo del Sud – sottolinea -, che in questi anni ha saputo riscoprire il suo dinamismo e il suo orgoglio, registrando una crescita del PIL e dell’occupazione superiore alla media nazionale” e “l’organizzazione dell’America’s Cup a Napoli consentirà, inoltre, di accelerare l’imponente piano di riqualificazione e rigenerazione avviato dal Governo per trasformare l’area di Bagnoli in un moderno polo turistico, balneare e commerciale”.

“La scelta dell’Italia è una scelta che ci inorgoglisce, perché è un riconoscimento all’identità stessa della nostra Nazione. Senza il mare, infatti, noi non saremmo ciò che siamo. Il mare è storia, identità, cultura ma anche un pezzo insostituibile del nostro sistema produttivo ed economico, grazie alla posizione di leadership che ricopriamo nella nautica, nella cantieristica, nell’industria armatoriale, nella crocieristica e in tanti altri ambiti connessi alla blue economy. Non vediamo l’ora di accogliere l’America’s Cup. L’Italia sarà all’altezza di questa sfida, e dimostrerà ancora una volta al mondo di cosa è capace”, conclude Meloni.

Vela, la Coppa America si disputerà a Napoli nel 2027

Roma, 15 mag. (askanews) – “Sono orgogliosa di annunciare che l`America`s Cup si disputerà, per la prima volta nella storia, in Italia”. Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Sarà Napoli la città che ospiterà nel 2027 la trentottesima edizione del torneo velico più famoso e prestigioso al mondo, un evento globale che coinvolge milioni di appassionati e rappresenta una sintesi unica tra tradizione, innovazione tecnologica, eccellenza ingegneristica e spirito competitivo – aggiunge la premier -. Ringrazio il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, il Ministro dell`Economia Giancarlo Giorgetti, il Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, Sport e Salute e tutti coloro che hanno lavorato, con passione e determinazione, per raggiungere questo grande risultato”.

“La scelta del capoluogo partenopeo contribuirà a rafforzare il rinnovato protagonismo del Sud – sottolinea -, che in questi anni ha saputo riscoprire il suo dinamismo e il suo orgoglio, registrando una crescita del PIL e dell`occupazione superiore alla media nazionale” e “l`organizzazione dell`America`s Cup a Napoli consentirà, inoltre, di accelerare l`imponente piano di riqualificazione e rigenerazione avviato dal Governo per trasformare l`area di Bagnoli in un moderno polo turistico, balneare e commerciale”.

“La scelta dell`Italia è una scelta che ci inorgoglisce, perché è un riconoscimento all`identità stessa della nostra Nazione. Senza il mare, infatti, noi non saremmo ciò che siamo. Il mare è storia, identità, cultura ma anche un pezzo insostituibile del nostro sistema produttivo ed economico, grazie alla posizione di leadership che ricopriamo nella nautica, nella cantieristica, nell`industria armatoriale, nella crocieristica e in tanti altri ambiti connessi alla blue economy. Non vediamo l’ora di accogliere l`America`s Cup. L’Italia sarà all’altezza di questa sfida, e dimostrerà ancora una volta al mondo di cosa è capace”, conclude Meloni.

Dunque la 38a America’s Cup Louis Vuitton si svolgerà a Napoli nel 2027. Team New Zealand ha scelto la località italiana per la prossima edizione della più antica competizione sportiva internazionale ancora esistente. La lotta per la “vecchia brocca” si svolgerà sotto l’attento sguardo del Vesuvio con le gare che si svolgeranno nelle acque tra Castel dell’Ovo e Posillipo. Dopo l’annuncio del team neozelandese che non avrebbe difeso il trofeo nel proprio Paese – cosa già successa anche nell’ultima edizione disputata a Barcellona nel 2024 -, la candidatura di Napoli ha vinto la concorrenza di altre realtà come Cagliari e Atene. L’importante investimento è un’opportunità strategica per Napoli perché permetterebbe di accelerare il programma di riqualificazione ambientale dell’area urbana di Bagnoli dove dovrebbero sorgere le basi dei team.

Almeno 74 uccisi in raid israeliani su Gaza

Roma, 15 mag. (askanews) – È salito ad almeno 74 il numero dei morti nei raid aerei israeliani sulla Striscia di Gaza effettuati nella scorsa notte: è quanto riporta la rete satellitare araba Al Jazeera citando fonti sanitarie palestinesi. Il bilancio precedente era di almeno 43 morti; i bombardamenti hanno colpito Gaza City, Deir al Balah e Rafah, mentre almeno 57 persone sono morte nei raid effettuati su un quartiere residenziale di Khan Younis. Secondo i dati diffusi dal Ministero della sanità del Territorio costiero dal 18 marzo ad oggi il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza è di 2.700 morti e 7.800 feriti.

Stellantis, produzione Maserati GT e GC passa da Mirafiori a Modena

Milano, 15 mag. (askanews) – Maserati GranTurismo e GranCabrio saranno realizzate a Modena, mentre a Mirafiori aumenterà la produzione grazie all’arrivo della Fiat 500 Ibrida con inizio produzione indicata a novembre. Lo rende noto Stellantis.

Le Maserati GranTurismo e GranCabrio verranno prodotte, entro la fine del 2025, nello storico stabilimento di viale Ciro Menotti, cuore pulsante della Casa del Tridente ed eccellenza nella Motor Valley.

Parallelamente allo spostamento dell’attuale produzione di GranTurismo e GranCabrio, partirà a Torino la produzione della nuova 500 Ibrida, che garantirà continuità operativa alle Carrozzerie di Mirafiori e le sue persone.

La maggior parte degli addetti impegnati sulla linea della Maserati sarà riallocata sulla produzione della versione ibrida della 500. Altri invece saranno riassegnati nell’ambito delle altre attività esistenti nel comprensorio di Mirafiori, dove proseguono la produzione meccanica del nuovo cambio Edct e dei cambi C514 nonchè quelle legate alla Circular Economy che, grazie a piani operativi in crescita, consentirà anche di dare stabilità occupazionale del comprensorio.

Inoltre, Mirafiori manterrà comunque un legame forte con il marchio del Tridente poichè nel complesso di Mirafiori continueranno ad essere realizzate le attività di lastratura e verniciatura di Maserati GranTurismo e Gran Cabrio.

Modena è uno degli impianti più avanzati del Paese, fiore all’occhiello per la produzione delle auto super sportive con la Halo Car MC20, equipaggiata dal motore V6 Maserati Nettuno, la sua versione cabrio MC20 Cielo e la nuovissima GT2 Stradale. La flessibilità e la tecnologia all’avanguardia di questo sito sono anche dimostrate dalla recente apertura delle nuove delle Officine Fuoriserie Maserati per le personalizzazioni con una innovativa linea di verniciatura dedicata.

“Torino e Modena rappresentano due punti di riferimento di eccellenza dell’impronta industriale del Paese e sono tra i pilastri del piano di Stellantis per l’Italia”.

Newlat: ricavi I trim -3,9%, utile 28,9 mln. Valuta Ipo NewPrinces

Milano, 15 mag. (askanews) – Newlat chiude il primo trimestre con ricavi pari a 672,7 milioni di euro (-3,9%), in un contesto di prezzi di vendita in calo, più che bilanciati da una marcata riduzione dei costi delle materie prime (-6%).

L’Ebitda adjusted è pari 54,8 milioni (+30,5%) con un margine in aumento all’8,2% rispetto al 6% del primo trimestre 2024, a parità di perimetro di consolidamento. L’Ebit consolidato è di 28,9 milioni (+392%). L’utile netto è di 13,5 milioni, rispetto a una perdita di -2,3 milioni nel primo trimestre 2024, a parità di perimetro di consolidamento. L’underlying Free Cash Flow è pari a 45 milioni.

La Pfn consolidata è pari -302 milioni, in miglioramento rispetto ai 346,2 milioni al 31 dicembre 2024.

La società ha raggiunto importanti traguardi nell’integrazione operativa completa di Princes Limited. Nel corso del 2025 è stata portata a termine con successo una riorganizzazione complessiva degli asset di Newlat Food sotto Princes Italia, controllata al 100% da Princes Limited.

Il Cda sta valutando diverse opzioni strategiche per Princes Limited fra cui una possibile Ipo a Londra con la quotazione di una parte significativa del Gruppo NewPrinces. “Il CdA sta attualmente analizzando la struttura ottimale dell’operazione, i requisiti patrimoniali, il perimetro e la sede della potenziale quotazione”. Una possibile IPO potrebbe rappresentare un’opportunità concreta per valorizzare pienamente il potenziale di crescita del business Food & Drinks e consentire all’attività di reperire risorse finanziarie aggiuntive per accelerare la propria strategia di crescita per linee esterne.

“Al momento non è stata presa alcuna decisione e non vi è alcuna certezza che tale operazione o modifiche abbiano effettivamente luogo” afferma il gruppo in una nota.

Il nuovo modello organizzativo sta già generando significative sinergie industriali e un miglioramento della redditività. Sono state definite due principali business unit: la Divisione Milk & Dairy, con ricavi annui pari a circa 350 milioni; il nuovo segmento Food & Drinks, che ha registrato ricavi consolidati per circa 2,45 miliardi nel 2024. Sulla base delle acquisizioni attualmente in corso, il Gruppo prevede che il segmento Food & Drinks possa raggiungere i 3 miliardi di ricavi entro la fine del 2025.

Riguardo al 2025 “considerando il breve lasso di tempo storicamente coperto dal portafoglio ordini del Gruppo e le difficoltà ed incertezze della attuale situazione economica globale non risulta agevole formulare previsioni sull’andamento del prossimo esercizio, che appare comunque molto positivo. La società continuerà a prestare particolare attenzione al controllo dei costi ed alla gestione finanziaria nonché al processo di integrazione delle attività all’interno del Gruppo Princes al fine di massimizzare la generazione di free cash flow da destinare sia alla crescita organica per via esterna che alla remunerazione degli azionisti”.

Il gruppo ricorda che il 13 maggio ha confermato di essere entrata in una trattiva esclusiva per l’acquisto dello stabilimento di Santa Vittoria d’Alba (CN), attualmente controllato dal gruppo Diageo. Lo stabilimento è specializzato nella produzione di un’ampia gamma di bevande alcoliche, prodotti ready-to-drink, nonché soluzioni a basso o nullo contenuto alcolico.

Iveco: utile I trim. -45% a 84 mln, avanti con spin-off Difesa

Milano, 15 mag. (askanews) – Iveco chiude il I trimestre con ricavi pari a 3,026 milliardi di euro in calo del 10,1% anno su anno e un utile netto adjusted di 84 milioni di euro (-45,1%).

Riguardo le attività Difesa (Idv), il Cda ha deciso di procedere con la separazione del business Defence tramite uno spin-off con l’obiettivo di completare l’operazione entro il 2025, mentre esplora manifestazioni preliminari di interesse da parte di potenziali acquirenti strategici. Secondo indiscrezioni stampa il gruppo avrebbe ricevuto un’offerta da Leonardo e Rheinmetall per 1,5 miliardi di euro e dalla società di difesa spagnola Indra per un importo pari a circa la metà.

I ricavi delle Attività Industriali sono stati pari a 2,96 miliardi di euro (-9,7%), con i migliori prezzi che hanno parzialmente compensato i minori volumi in Truck e Powertrain e un impatto negativo dei tassi di cambio.

L’Ebit adjusted è stato pari a 152 milioni di euro rispetto (-34,7%) con un margine del 5% (6,9% nel primo trimestre 2024). L’Ebit adjusted delle Attività Industriali è stato pari a 117 milioni di euro (-12%), con migliori prezzi e azioni di contenimento delle spese generali, amministrative e di vendita che hanno parzialmente compensato minori volumi e mix. Il margine Ebit adjusted delle Attività Industriali è stato pari al 4% (6,1% nel primo trimestre 2024), con miglioramenti del margine in Bus e Defence.

Il Free cash flow delle Attività Industriali è stato negativo per 794 milioni di euro (-436 milioni nel I trim. 2024) per effetto di un maggiore assorbimento del capitale di funzionamento dovuto ai minori livelli di vendite e di produzione di Truck e Powertrain.

La Liquidità è stata pari a 4,71 miliardi di euro al 31 marzo 2025 (5,474 miliardi al 31 dicembre 2024), inclusi 1,9 miliardi di euro di linee di credito disponibili.

Per il 2025 Iveco prevede un Ebit adjusted tra 980 e 1,03 miliardi di euro, ricavi stabili rispetto al 2024, Ebit adjusted fra 850 e 900 milioni e un free cash flow fra 400 e 450 milioni.

A livello di business unit Iveco, i ricavi dei Truck sono diminuiti a 1,96 miliardi (-16,2%), l’Ebit a 58 milioni (-62%) pari a un margine del 3% (-350 punti base). A pesare il calo in Europa del mercato dei veicoli commerciali (-15%). I ricavi dei Bus sono aumentati del 15,5% a 478 milioni, l’Ebit a 26 milioni (+23,8%) pari a un margine del 5,4% (+30 pb).I ricavi Defence sono aumentati del 30,5% a 278 milioni, l’Ebit adj a 36 milioni (+63,6%), pari a un margine del 12,9% (+260 pb).

In calo i ricavi Powertrain a 784 milioni (-19,1%), l’Ebit adj a 43 milioni (-28,3%) con un margine del 5,5% (-70 pb). La divisione servizi finanziari ha registrato un calo dei ricavi a 114 milioni (-21,4%), una crescita dell’Ebit adj a 35 milioni (+9,3%), un patrimonio netto di 806 milioni (-3,5%) e finanziamenti per 427 milioni (-8%).

“Nel primo trimestre abbiamo fatto ciò che andava fatto, con tempestività e con rigore. Con un solido portafoglio ordini, agilità operativa, un modello di business diversificato e partnership strategiche consolidate, abbiamo gettato basi solide per la crescita futura. Le nostre prospettive per l’intero anno rimangono intatte e la liquidità è solida: siamo fiduciosi che le nostre azioni nel primo trimestre abbiano gettato le basi per un secondo semestre più forte e un anno di successo”, ha detto il Ceo Olof Persson.

Vespucci, due monete per celebrare il tour 2023-2025

Roma, 15 mag. (askanews) – Un innovativo capolavoro artistico per un epico viaggio. Così la Collezione Numismatica 2025 emessa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e coniata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato festeggia la conclusione del viaggio intorno al mondo dell’Amerigo Vespucci, la nave scuola più antica e famosa del mondo, attraverso due monete che si integrano l’una all’interno dell’altra, creando una composizione armonica. Il veliero della Marina Militare, varato nel 1931, è il simbolo della tradizione marinara italiana e svolge attività di addestramento per gli allievi ufficiali dell’Accademia Navale.

Le monete sono state presentate a Napoli a bordo di nave Amerigo Vespucci, alla presenza di rappresentanti dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e della Marina Militare. Presente anche l’artista Emanuele Ferretti dello Studio Incisione della Zecca di Stato, autore delle monete celebrative. L’inedita composizione è realizzata grazie alla “connessione” di due monete: una, dal valore nominale di 10 euro, è a forma di ciambella, ed è concepita per accogliere il conio da 2 euro al suo interno. Grazie a questo “incastro” si uniscono le due mappe presenti sul rovescio, creando un continuum della cartina dell’Europa con il planisfero, in modo da rendere l’idea del Tour Mondiale della prestigiosa Nave Scuola Italiana.

Una particolarità della moneta da 10 euro sono le tacche presenti sul bordo: i 253 denti rappresentano il numero di membri presenti sulla nave durante il Tour Mondiale, in luogo delle 264 che, tradizionalmente, costituiscono l’equipaggio dell’Amerigo Vespucci.

Queste due monete riprendono il tema lanciato dall’emissione dello scorso anno, dalla quale l’artista incisore della Zecca dello Stato, Emanuele Ferretti, ha ripreso la figura della Nave, rappresentata nella medesima angolazione.

DESCRIZIONE TECNICA

2 euro versione Fdc (coin card e rotolino 25 monete) e versione Proof

Sul dritto della moneta: Dritto: Al centro, la raffigurazione della Nave Scuola Amerigo Vespucci che, a vele spiegate, solca le onde del mare. Ad arco, sulla sinistra andando a capo, la scritta “Amerigo Vespucci Tour Mondiale 2023-2025”; In basso sulla sinistra, “2025”, millesimo di coniazione della moneta e “RI”, acronimo della Repubblica Italiana; a destra, “R”, identificativo della Zecca di Roma; in esergo “E. FERRETTI”, firma dell’autore; nel giro, le dodici stelle dell’Unione Europea.

10 euro proof (ciambella) in nickel brass

Sul dritto della moneta: Rappresentazione grafica della bussola con i punti cardinali che contornano il foro che caratterizza la moneta, mentre nel giro i gradi. Ad arco, in alto, la scritta “REPUBBLICA ITALIANA” e, in basso, la scritta “NON CHI COMINCIA MA QUEL CHE PERSEVERA”, motto della Nave Scuola.

Sul rovescio della moneta: Rappresentazione del globo terrestre con paralleli e meridiani. In alto ed in basso le date “2023” e “2025”, rispettivamente, anno di inizio e conclusione del tour mondiale, e, sempre in basso, “R”, identificativo della Zecca di Roma. Sulla destra “10 EURO”, valore nominale della moneta e “2025”, anno di emissione della stessa. In basso, sulla destra, “E.FERRETTI”, firma dell’autore.

Equitazione, Rodrigo Pessoa alla SIR la Farnesina

Roma, 15 mag. (askanews) – Leggenda del salto ostacoli mondiale, una carriera segnata da successi internazionali – con oltre 70 vittorie nei Grand Prix – tecnica raffinata e un legame profondo con i cavalli con cui ha gareggiato: il campione brasiliano Rodrigo Pessoa terrà due giorni di lezione presso la Società Ippica Romana, meglio conosciuta come la Farnesina.

Lunedì 19 e martedì 20 maggio, nei giorni che precedono il 92° CSIO di Roma – Piazza di Siena, dieci binomi suddivisi in due riprese dalle ore 15 alle ore 18 potranno vivere un’opportunità formativa e di condivisione unica in un luogo storico nel centro di Roma, la Farnesina, punto di riferimento nel mondo agonistico e culturale, dove si sono formati nomi illustri dell’equitazione del nostro Paese, tra cui i fratelli d’Inzeo, Graziano Mancinelli e molti altri campioni olimpici.

Un doppio imperdibile appuntamento per cavalieri e appassionati aperto anche agli spettatori che, su prenotazione, potranno assistere alle lezioni di un’eccellenza equestre, considerata tra i più talentuosi della sua generazione.

Dopo un importante intervento di ristrutturazione e ammodernamento delle sue strutture, inaugurato nel dicembre 2023, la Farnesina si conferma un centro all’avanguardia per la formazione e la pratica sportiva.

Nato, Rutte: prima dell’Aia vedremo molti paesi raggiungere il 2%

Bruxelles, 15 mag. (askanews) – “Noi dobbiamo assicurarci si spendere abbastanza soldi per rendere la Nato sicura”. Lo ha affermato il segretario generale della Nato Mark Rutte da Antalya. “Il dibattito sarà sullo spendere di più. La buona notizia è che suppongo che prima dell’Aia vedremo molti paesi raggiungere il 2%, ma ci sono ancora otto paesi che non hanno raggiunto il 2%. Ora sembra che faremo molta strada nel portare l’intera Alleanza al 2%. Ciò creerà, per così dire, la piattaforma di lancio per il vertice, ma poi ovviamente dovremo fare molto, molto di più”.

Leone XIV e la parabola dei talenti

Cosa hanno in comune le prime dichiarazioni del nuovo Pontefice Robert Francis Prevost, quelle di Mattarella e Draghi e la parabola dei talenti?

Partendo dall’ultimo, Draghi afferma: “Stiamo assistendo a grandi rotture istituzionali, lo shock politico degli Stati Uniti è enorme. A questo corrisponde un completo cambiamento di rotta in paesi come la Germania e una nuova determinazione della Commissione ad affrontare le barriere e la burocrazia. E abbiamo l’inizio di un piano d’azione, fornito dalle recenti relazioni. I loro consigli politici sono diventati oggi, se possibile, ancora più urgenti”. Tralasciando il fatto che parla della propria relazione in terza persona, come Napoleone e un poco lucido Diego Armando Maradona prima di lui, afferma un punto vero: l’urgenza. Sergio Mattarella cita la Turandot di Puccini “Il Nessun dorma che abbiamo ascoltato poc’anzi potrebbe applicarsi alla nostra Unione”. Papa Leone XIV ha spiegato di aver scelto questo nome come richiamo alla Rerum Novarum di Leone XIII, quando la Chiesa mise le fondamenta della propria dottrina sociale, in contrasto al marxismo imperante e proprio per non lasciare ai marxisti il terreno sociale e gli operai in tempi di rivoluzione industriale. Oggi, ricorda Prevost, il mondo deve fare i conti con l’intelligenza artificiale.

Tutti e tre questi elementi suonano come sveglie all’Unione europea.

Dalla Rerum Novarum alla fondazione del Partito Popoalre Italiano passarono 28 anni: tre decenni di meditazioni, anche scontri, fra diverse sensibilità in seno al mondo cattolico. Un tempo lungo che oggi, né l’Italia, né l’Europa e tantomeno i modi e i tempi della politica consentono. Da quel PPI nacque un movimento capace di cambiare l’intera Europa.

Serve ricordare la lezione della parabola dei talenti: “Venuto infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; per paura andai a nascondere il tuo talento sotterra; ecco qui il tuo”.

Mai come oggi, anche sulla spinta dei nuovi stimoli che verranno da Leone XIV, è necessario, per chiunque si rifaccia alla cultura cattolica e alla dottrina sociale della Chiesa, di fare i conti con la necessità di una nuova presenza nello scenario politico italiano. Come all’epoca la questione operaia, oggi l’aggregazione di soggetti diversi deve avvenire sulle sfide etiche e sociali poste dall’ingresso dell’intelligenza artificiale nella vita di tutti i giorni. Abbiamo più volte ricordato quanto la forza del popolarismo sia non nell’applicare dogmi ideologici ma nel pragmatismo di un sistema di valori che si pone come metodo per interpretare la realtà. Quelli che Aldo Moro chiamava i “tempi nuovi” sono gia’ il vissuto quotidiano di imprese, famiglie, studenti. Siamo in tempo, ma non ancora per molto.

Siamo cittadini europei: rafforzare l’Unione non è un’utopia

Un mondo che cambia, troppo in fretta

Ci troviamo in un momento della storia in cui è diventato impossibile illudersi che le cose andranno a posto da sole. La neutralità, l’indifferenza, l’attesa – sentimenti che ci hanno attraversato – non sono più opzioni. Perché il mondo intorno a noi cambia a una velocità vertiginosa, e spesso non nella direzione giusta.

La fragilità della pace e il peso delle crisi

Guardiamo al quadro globale. Le guerre non sono più un’eccezione, ma una costante. Dall’Ucraina alla Palestina, i conflitti ci ricordano quanto fragile sia la pace e quanto sia pericoloso pensare che la democrazia e i diritti siano acquisiti una volta per tutte.

Le crisi ambientali, che un tempo erano un capitolo dei libri di scienze, ora sono parte della nostra quotidianità: frane, alluvioni, siccità, incendi. E poi la disuguaglianza crescente, la concentrazione della ricchezza, l’indebolimento del lavoro come strumento di dignità e progresso.

L’Europa può (e deve) fare di più

In questo contesto complesso, l’Europa, l’unico faro possibile, potrebbe fare di più e divenire un modello. Tocca a noi. Ripartiamo dai principi fondanti: pace, libertà, diritti, coesione – nulla di scontato, ma riferimenti per altri.

Per troppi cittadini europei, e in particolare per gli italiani, l’Europa appare lontana, tecnocratica, spesso afona di fronte ai drammi reali della vita quotidiana.

L’ascesa delle destre, il disagio delle democrazie

In questo vuoto, avanzano le destre. Non è un fenomeno marginale: è un’ondata che attraversa la Francia, l’Olanda, l’Ungheria, la Germania, forse la Romania, l’Italia stessa.

E non è solo un ritorno a ideologie autoritarie – è la risposta semplificata e identitaria a problemi complessi che la politica democratica ha faticato a risolvere. Si sfruttano le paure, si alimentano rancori, si costruiscono muri culturali e materiali.

L’Italia al bivio

Soffermiamoci al nostro Paese. In Italia il disagio sociale non è più un fenomeno delle periferie estreme. È diventato strutturale.

Siamo un Paese dove lavorare non basta più per vivere con dignità. Dove le donne, lo dimostrano le tante statistiche, fanno figli solo se hanno un lavoro, un nido, un welfare. E poiché spesso non li hanno, non li fanno. La natalità crolla, ma non si affrontano le cause.

E quando si taglia il welfare o si scaricano sui Comuni i costi dei servizi, si colpisce proprio quella domanda di futuro che dovrebbe essere al centro della politica. La povertà è in aumento, e non è solo economica. È anche educativa, sanitaria, culturale.

Abbiamo una sanità pubblica che rischia di non essere più tale, si riduce la prevenzione e curarsi diventa sempre più un privilegio. Abbiamo una scuola che vive di eroismo quotidiano di insegnanti malpagati e lasciati soli. E abbiamo un’università che forma talenti che poi sono costretti a emigrare, portando altrove sapere e creatività.

Tutto questo in un Paese che ha una delle più alte pressioni fiscali d’Europa. Paghiamo tanto, e riceviamo poco. Le famiglie, i giovani, i lavoratori, i pensionati: tutti vedono le promesse disattese.

Quale modello?

E allora nasce una domanda: perché? Perché in altri Paesi il fisco restituisce servizi efficienti, infrastrutture moderne, un welfare che funziona, e da noi no?

La risposta non può essere solo nazionale. È una questione di modello. Serve un cambiamento di paradigma. Serve una spinta politica forte per ripensare l’Europa come uno spazio concreto di cittadinanza e non come libero mercato o un insieme di regole contabili.

Per un’Europa federale

È tempo di diventare cittadini europei. Non solo per difendere i diritti acquisiti, ma per viverli. Noi di Europa Forum ne abbiamo fatto consapevolmente una scelta. Vogliamo un’Europa federale. È nel nostro genoma.

Un’Europa che non sia solo un’unione economica o monetaria, ma una comunità politica vera, con istituzioni democratiche forti, capaci di garantire uguaglianza, giustizia sociale, mobilità, servizi comuni.

Un’Europa in cui il cittadino italiano non si senta un parente povero del cittadino tedesco o olandese. Un’Europa che giochi la sua partita politica. Il federalismo europeo non è un sogno romantico: è una strategia di sopravvivenza democratica in un mondo che si sta polarizzando.

È l’unica risposta alla crisi degli Stati nazionali, che da soli non possono affrontare le sfide globali: né il cambiamento climatico, né la gestione dei flussi migratori, né la transizione energetica, né tantomeno il governo delle grandi piattaforme digitali o delle diseguaglianze economiche.

Una spinta dal basso

Ma questa Europa federale non può nascere solo dall’alto. Non basta aspettare una riforma dei Trattati.

Serve una domanda dal basso, una spinta popolare, una pressione organizzata dei cittadini che rivendichi standard comuni minimi: scuola pubblica gratuita e di qualità, sanità universale, mobilità giovanile, diritti del lavoro armonizzati, giustizia fiscale.

Sogno o progetto?

Sogno o son desto? Se sognare significa rivendicare un’Europa più giusta, più vicina, più democratica, allora sì: sogno. Ma non mi basta sognare. Dobbiamo costruire le condizioni perché questo sogno diventi realtà.

E la prima condizione è la partecipazione. Nessuna Europa sarà davvero federale e sociale se i cittadini non si riappropriano della politica, se non ritrovano fiducia nel cambiamento possibile, se non pretendono che il proprio voto conti davvero.

Per questo, oggi, da questo incontro, dobbiamo rilanciare un messaggio chiaro: il federalismo europeo non è un’utopia. È una necessità, soprattutto per un Paese come il nostro.

E la cittadinanza europea non deve restare sulla carta: deve diventare carne viva, quotidianità, garanzia di diritti e opportunità reali.

Siamo cittadini europei. Pretendiamolo.

Quando le parole mentono: Pasquino, la democrazia e la sua caricatura

Ci sono tutte le parole della politica nel prezioso libro del Prof. Gianfranco Pasquino, emerito all’Università di Bologna e socio dell’Accademia dei Lincei: rivisitate e aggiornate rispetto alla precedente edizione del 2000. Da “antipolitica” a “ulivo”, il frasario ricorrente nelle esternazioni e nei siparietti televisivi delle giaculatorie mandate a memoria, ma anche nelle stanze e aule nobili delle istituzioni ascoltate in questo quarto di secolo, viene descritto utilizzando gli stilemi linguistici sopravvissuti alla vera alternanza del politicamente corretto: quella della parola, sovente ridotta a mero e vuoto flatus vocis.

Il lessico che fu: balneari e convergenze

Ai tempi della famigerata Prima Repubblica, quando le alleanze non reggevano più, si faceva ricorso ai “governi ponte”, ai “governi balneari”, “di transizione” e a quelli per “il disbrigo degli affari correnti”: termini oggi desueti, al pari di “compromesso storico”, “convergenze parallele”, “manuale Cencelli”, “equilibri più avanzati”, “politica dei due forni”, “strategia dell’attenzione”, di fatto spariti dal dizionario oggi prevalente e sostituiti da mappe concettuali adatte ai tempi. Il vero rinnovamento da tutti auspicato finisce in un gioco di parole nuove.

Allora nessuno si ispirava apertamente a Max Weber, infatti non si parlava di beruf o competenza, ma la scaltrezza delle argomentazioni era affinata nei congressi di partito; qualche calibro da novanta emergeva lo stesso per attitudine e vocazione, si formavano parvenze di idee e di pensiero.

Tra ideologie svanite e nuovi miti

La società non era liquida, complessa, trasparente e neppure mucillaginosa come la descrive oggi Giuseppe De Rita: il radicamento e i conflitti erano


prevalentemente ideologici, come il senso di appartenenza. Nessun cattolico o comunista o liberale si sarebbe mai sognato di riciclarsi cadendo sulla via di Damasco (e neppure su quella di Roma).

Il sistema elettorale era rigorosamente proporzionale e il partito di centro sceglieva quei tre o quattro satelliti che gli consentivano una continuità camuffata da discontinuità.

In genere – mi riferisco ai capipopolo – era gente che sapeva il fatto suo, anche se più portata a gestire l’esistente che a programmare il futuro. Ne è prova il debito pubblico spaventoso ereditato che tramanderemo, considerato il nuovo poi sopravvenuto e quello che avanza, omnia saecula saeculorum.

Etica, doveri e gratitudine perduti

L’insegnamento prevalente messo in circolazione era quello dei diritti da conquistare, non quello dei doveri da imparare. Di buoni esempi non ne abbiamo avuti molti: c’è stato un crescendo di rivendicazioni e l’etica prevalente è da sempre quella di superarsi a vicenda. Quanto alla gratitudine – o mores o tempora – alla fine ci è rimasta solo quella del giorno prima. Anche questa pessima tradizione si è rinsaldata ed esce indenne dai richiami dell’etica, del buon senso e della ragione.

La diagnosi di Pasquino: una democrazia debole

Ora che abbiamo cambiato secolo, millennio e classe politica, mentre le ideologie sono state travolte insieme agli ideali, molti problemi sono rimasti, altri solo cambiati e ne sono arrivati di nuovi in quantità incommensurabile.

La competenza e la sagacia del Prof. Pasquino prendono le misure alla politica dell’oggi e alla fin fine dimostrano – con esempi e analisi scaltrite e circostanziate – che le differenze tra il dire e il fare rimangono, e forse sono amplificate e dissonanti rispetto alla capacità di leggere e interpretare i bisogni della gente.

La “fuffa” resta intatta e si conserva bene, come già in esordio di questa aggiornata edizione l’autore ben evidenzia, paventando subito il pericolo che persuasione e imbonimento siano la premessa di una ricorrente manipolazione sociale.

Tra realismo e impegno civile

Leggendo questo libro che mette a nudo i molti difetti e le poche virtù di una politica definita “pasticciata e pasticciona” e di una “democrazia di qualità molto bassa e sicuramente insoddisfacente”, nessuno si aspetta di trovare parole che non si ascoltano mai: umiltà, dedizione, etica, coraggio, considerazione, umanità, responsabilità, competenza…

Termini abbandonati e inusuali che esprimono l’assenza di corrispettivi sentimenti di interpretazione dei bisogni individuali e collettivi.

Non indulge a retorica il Prof. Pasquino e non si dichiara neutrale: desidera una democrazia maggioritaria e bipolare, ribadisce il dovere di votare, non giustifica l’astensione elettorale, il disimpegno e l’indifferenza, perché politica vuol dire partecipazione, passione ed emozioni. Così come non si rassegna a una classe politica composta da burocrati e carrieristi.

Tutto questo è suffragato da un’analisi erudita e scientifica, perché bisogna sottrarsi alla tirannia delle parole: la vera cultura si nutre di riflessione, pacatezza, temperanza.

Tra coerenza e vanità intellettuale

Come il Prof. Pasquino sa, ci sono in giro anche esempi da imitare, in genere silenti e nascosti: sono le persone rette che conquistano l’adesione dei cittadini, poiché esprimono coerenza tra idee e azioni.

Ma ci sono anche molti “dottor sottile”, depositari di una eredità culturale autoreferenziale, che cercano cavilli, puntualizzano, si compiacciono di elaborazioni semantiche sempre più ardite. Costoro ricordano i monsignori presi di mira da Voltaire: persone molto più impegnate a gareggiare nel distinguersi tra di loro che nell’assomigliare a Cristo.

E questa metafora valga anche in senso laico, per chi si atteggia ad essere l’ultimo defensor fidei.

Un provvedimento storico, approvato la legge della Cisl. Vince il riformismo

Lo possiamo definire, pur senza enfasi, un provvedimento storico per il mondo del lavoro, per le imprese e per l’intero Paese.

L’approvazione definitiva al Senato della cosiddetta “legge Sbarra” – come l’ha chiamata la Cisl – cioè l’applicazione dell’articolo 46 della Costituzione, inerente la partecipazione dei lavoratori alla vita delle imprese, segna una straordinaria vittoria per la cultura riformista del nostro Paese.

Una legge nata per volontà della Cisl, lo storico “sindacato bianco”, grazie a una mobilitazione durata due anni nel Paese e fra i lavoratori italiani.

Certo, è una legge che rappresenta anche una svolta culturale oltreché normativa. E questo perché, per la prima volta, il legislatore riconosce la partecipazione non solo come opzione astratta ma, al contrario, come motore concreto capace di rilanciare i salari, la produttività, la sicurezza e il benessere lavorativo, la legalità e la giustizia sociale.

Un modello di contrattazione dal basso

Al contempo, si valorizza la contrattazione come leva fondamentale per gli accordi partecipativi costruiti dal basso, nei luoghi di lavoro, e incoraggiati da incentivi economici alimentati dal fondo dedicato alla partecipazione, dotato dal Parlamento di 71 milioni.

Un modello inclusivo, quindi, che non esclude nessuna impresa e che rafforza la coesione, la corresponsabilità, la formazione e il dialogo. Valori indispensabili per affrontare le sfide dell’economia globale e della transizione produttiva.

Certo, adesso la legge – di straordinaria importanza politica, culturale e sociale – va applicata. Sarà necessario, come ha sostenuto giustamente la Cisl, vigilare affinché diventi un’opportunità reale in ogni azienda del nostro Paese.

Chi ha votato sì, chi ha detto no

Ma ci sono due elementi che non possono essere sottovalutati all’indomani dell’approvazione di questa legge. E cioè: chi l’ha approvata e chi non l’ha approvata. Hanno detto sì i partiti della maggioranza di governo e i partiti centristi di Calenda e anche quello di Renzi, anche se fa parte del cosiddetto “campo largo”.

Hanno votato no il partito populista per eccellenza dei 5 Stelle, quello della sinistra estremista e ideologica del trio Fratoianni/Bonelli/Salis, mentre il PD della Schlein si è astenuto. Ecco, questo provvedimento ha confermato – per chi non l’avesse ancora capito, e in modo persino plateale – qual è il profilo politico, culturale e programmatico dell’attuale sinistra italiana.

Una coalizione che, a differenza dell’antico centro-sinistra, evidenzia una radicale mancanza di cultura di governo e, soprattutto, un accento fortemente massimalista e radicale. La battaglia condotta da quasi tutta la sinistra – il PD è stato quasi obbligato ad astenersi solo per non scontentare eccessivamente la componente riformista interna – contro questo provvedimento certifica lo spostamento definitivo di questa alleanza su posizioni massimaliste e radicali. 

Due modelli sindacali a confronto

In secondo luogo, la legge sulla partecipazione dei lavoratori alla vita delle imprese segna la distanza profonda tra un sindacato autenticamente riformista, plurale e rappresentativo della volontà dei lavoratori, e un sindacato – la CGIL – che vive questa stagione all’insegna di una secca militanza politica e partitica, supportando di fatto la costruzione della futura alleanza progressista e sinistra alternativa al centrodestra.

Cioè svolge un ruolo esclusivamente politico, se non addirittura partitico, con scarsa attenzione a tutto ciò che è riconducibile al ruolo e alla missione di un sindacato.

Una legge per la cultura di governo

Per queste ragioni – semplici ma oggettive – l’applicazione e il voto dell’articolo 46 della Costituzione non possono passare inosservati per chi crede ancora in una cultura riformista, democratica, sociale e autenticamente di governo.

Comunque sia, e al di là di qualsiasi valutazione, dobbiamo soltanto fare un solo e grande ringraziamento. Alla Cisl.

Ucraina, Putin non parteciperà ai negoziati di Istanbul

Roma, 14 mag. (askanews) – La delegazione russa che parteciperà domani ai colloqui diretti con l’Ucraina a Istanbul sarà guidata dal consigliere presidenziale Vladimir Medinsky: lo ha annunciato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

Della delegazione faranno parte il viceministro degli Esteri Mikhail Galuzin, il viceministro della Difesa Alexander Fomin e il capo di stato maggiore Igor Kostyukov. Confermata quindi l’assenza del capo della diplomazia, Sergey Lavrov, e dello stesso presidente Vladimir Putin.

Cittadinanza, proiettato logo referendum su Palazzo Chigi

Roma, 14 mag. (askanews) – Il simbolo del referendum cittadinanza è stato proiettato sulla facciata di Palazzo Chigi questa sera durante un flash mob del comitato promotore del referendum cittadinanza in piazza Colonna per rompere il muro del silenzio sul voto dell’8 e 9 giugno. Presenti i presidenti del comitato promotore Riccardo Magi e Deepika Salhan, la coordinatrice della campagna Antonella Soldo, la tesoriera di +Europa Carla Taibi e Antonio Liguori di ActionAid.

“Visto che Giorgia Meloni anche oggi al premier time ha rifiutato di dire qualcosa sull’appuntamento referendario e che continua l’oscuramento mediatico sul voto dell’8-9 giugno siamo riusciti a far dire a Palazzo Chigi qualcosa sul referendum, a garantire un po’ di informazione, quello che la presidente del Consiglio e tutto il governo, smentendo se stessi, non ha ancora voluto fare. Continueremo questa battaglia perché crediamo che sia una lotta di democrazia, di stato di diritto e di riforme che sono essenziali e urgenti per il nostro Paese”, ha detto il segretario di +Europa, Riccardo Magi e presidente del comitato promotore del referendum sulla cittadinanza.

Ue, verso incontro Meloni-Merz sabato a Roma

Roma, 14 mag. (askanews) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni dovrebbe incontrare sabato pomeriggio a Palazzo Chigi il cancelliere tedesco Friedrich Merz, a Roma per la cerimonia di intronizzazione di papa Leone XIV. E’ quanto si apprende da fonti di governo, anche se l’appuntamento non è stato ancora confermato ufficialmente.

I due, come comunicato da Palazzo Chigi, si sono sentiti telefonicamente lo scorso 9 maggio per “uno scambio sui principali temi internazionali e europei, a partire dal rilancio della competitività europea – e in particolare del settore automobilistico – e dalla gestione del fenomeno migratorio”. Anche oggi, parlando alla Camera, la premier ha sottolineato che “con l’avvio del mandato del cancelliere Merz, abbiamo già iniziato a confrontarci su come Italia e Germania, le due principali potenze manifatturiere d’Europa, possano insieme dare un contributo concreto al rilancio della nostra base industriale, in primis del settore dell’auto. È un dialogo già avviato, rispetto al quale sono molto fiduciosa”.

Meloni, nel fine settimana, dovrebbe vedere anche il nuovo primo ministro canadese Mark Carney.

Calcio, ultima giornata di A, la Lega: "Date? Aspettiamo"

Roma, 14 mag. (askanews) – Il tema della data dell’ultima giornata di campionato di serie A al centro dell’Assemblea di Lega svoltasi a Roma poco prima della finale di Coppa Italia. Restano un ventaglio di ipotesi, con giovedì 22 maggio quella più accreditata per l’atto finale che vede in ballo scudetto e salvezza. Probabilmente, al momento non c’è accordo. Per cui si aspetta. “Partite in contemporanea? Al momento il Consiglio ha deciso di non cambiare niente. Ad oggi le partite si giocheranno o sabato 24 o domenica 25 maggio. Vediamo come va il prossimo turno ed eventualmente il prossimo Consiglio deciderà se confermare o meno la decisione di giocare in queste date. Ad oggi la cosa è stata già esaminata e si è deciso di confermare, poi se il Consiglio deciderà di cambiare la decisione la cambieremo. Inter e Napoli d’accordo? È inevitabile, è una decisione del Consiglio”, le parole del numero uno della Lega Ezio Simonelli.

Il Governo ottiene la fiducia sul dl Albania, avanti con i centri rimpatrio

Roma, 14 mag. (askanews) – Governo avanti tutta sui centri per migranti in Albania, sotto la giurisdizione italiana. L’aula della Camera ha approvato (con 192 voti a favore, 111 contrari e 4 astenuti) la fiducia posta dal governo sul provvedimento che modifica il protocollo, firmato tra la premier Giorgia Meloni e l’omologo Edi Rama ormai un anno e mezzo fa.

Il decreto estende la platea agli stranieri, già in Italia, colpiti da provvedimenti di trattenimento (non solo quindi per extracomunitari richiedenti asilo intercettati in acque internazionali). Il trasferimento in Albania sarà possibile senza che venga meno il trattenimento e senza che sia richiesta una nuova convalida.

Venerdì la premier Giorgia Meloni sarà a Tirana al vertice della Comunità Politica Europea (EPC) e non è escluso che possa visitare le strutture di Schengjin e Gjader che per la premier sono un “modello innovativo” che raccoglie “sempre più consenso” in Europa. Ma che sinora non hanno funzionato, con costi ingenti, una ‘spola’ nella acque dell’Adriatico che ha messo in imbarazzo l’esecutivo e uno scontro con i magistrati senza precedenti.

L’andirivieni di questi mesi, di navi militari con a bordo extracomunitari “a seguito di operazioni di soccorso”, in seguito alla mancata convalida da parte dei giudici dei trattenimenti nonostante il decreto legge con cui il governo ha stilato per legge la lista dei paesi considerati sicuri (su cui è atteso entro l’estate il verdetto della Corte di giustizia europea), ha convinto il governo ad ampliare la sfera d’azione del protocollo. D’altronde era stata la stessa premier a dicembre del 2024 ad affermare alla kermesse di Fratelli d’Italia dal palco di Atreju: “i centri funzioneranno, funzioneranno. Dovessi passarci ogni notte da qui alla fine del governo italiano, funzioneranno”.

In sede di esame degli emendamenti in commissione Affari costituzionali, sono state approvate alcune proposte presentate dalla relatrice Sara Kelany (Fdi) che vanno ulteriormente in questa direzione. Se il migrante, trasferito nei centri in Albania, dovesse presentare domanda di protezione, cambiando quindi il suo status giuridico, non sarà riportato in Italia se vi siano “fondati motivi per ritenere che la domanda di protezione internazionale sia stata presentata al solo scopo di ritardare o impedire l’esecuzione del respingimento o dell’espulsione”.

In caso poi di mancata convalida del trattenimento in presenza di una domanda di asilo di cui si sospetta che sia stata presentata a scopo dilatorio, si prevede la possibilità di emanare un nuovo provvedimento di trattenimento per un altro dei motivi previsti dalla legge e quando il provvedimento è adottato immediatamente o, comunque, non oltre 48 ore dalla comunicazione della mancata convalida, il richiedente asilo resta nel centro fino alla decisione sulla convalida. Viene inoltre estesa l’applicazione della procedura accelerata di esame delle domande di asilo alla frontiera.

Tra le novità introdotte nell’iter parlamentare anche la proroga al 31 dicembre 2026 delle deroghe ad alcune disposizioni di legge per l’individuazione, l’acquisizione o l’ampliamento dei Cpr e la cessione a Tirana a titolo gratuito “due motovedette della classe 400 Cavallari in dotazione al corpo delle capitanerie di porto-Guardia Costiera”.

Il centrodestra ha difeso l’operazione ritenendo i centri in Albania parte “fondamentale” dell’azione messa in piedi dal governo “contro l’immigrazione illegale” e per incrementare i rimpatri, nel solco del nuovo Patto europeo per la migrazione e l’asilo.

Di “vero abisso del diritto, in violazione della Costituzione”, ha parlato la deputata democratica Rachele Scarpa, annunciando il voto contrario del Pd. “Calcolatrice alla mano, dall’inizio della mastodontica operazione, ottobre 2024, sono state portate in Albania: 16 persone a ottobre, 9 a novembre e 49 a gennaio poi tornate in Italia. In sette mesi di attività sono transitate 157 persone in tutto. Di cosa parliamo? Restano agli atti solo le dichiarazioni trionfalistiche, gli spauracchi sui giudici comunisti, la foto delle persone ammanettate, le ridicole percentuali sui rimpatri. Il risultato finale è un buco nero che tutto risucchia e fagocita insieme al miliardo di euro dei contribuenti italiani anche i diritti delle persone”.

Dopo il via libera al provvedimento, atteso per domani mattina, il testo passerà all’esame del Senato per l’ok definitivo. Poi, sarà la cronaca a dire se i centri “funzioneranno” e come funzioneranno.

Dal 3 al 6 luglio torna Videocittà, festival della Visione Digitale

Roma, 14 mag. (askanews) – Dal 3 al 6 luglio torna per la sua VIII edizione Videocittà, il Festival della Visione e della Cultura Digitale, ideato da Francesco Rutelli e con la direzione creativa di Francesco Dobrovich. Con un giorno in più di programmazione rispetto alle edizioni precedenti, l’area di archeologia industriale più estesa d’Europa, il Gazometro di Roma, diventa ancora una volta un polo di innovazione culturale e si prepara ad accogliere quattro giorni di maestose installazioni, videoarte, video mapping, esperienze immersive, music audiovisual shows, talk e AV experiences, guardando già ai linguaggi di domani.

Videocittà è un osservatorio aperto che promuove l’eccellenza dell’audiovisivo e della comunicazione digitale, dando visibilità alle forme più avanzate di produzione e creatività. Dal 2018, il festival ha ampliato la sua portata internazionale, accogliendo oltre 550 artisti, tra cui Premi Oscar e vincitori del Leone d’Oro e d’Argento alla Biennale di Venezia. Videocittà è anche un laboratorio per talenti emergenti, molti dei quali, partendo da prime italiane, hanno raggiunto una fama internazionale.

L’edizione 2025 celebra l’800° anniversario del Cantico delle Creature di San Francesco e si concentra sul Sole come simbolo di vita, luce, energia. Un tema che si riflette nel lavoro degli artisti coinvolti che esplorano il rapporto tra sostenibilità, ambiente e innovazione digitale.

Con oltre 22.000 presenze nel 2024 e un aumento del 150% nelle vendite dei biglietti nelle ultime edizioni, l’edizione 2025 ha già registrato il sold out dei ‘full pass early bird’. L’evento accoglierà un pubblico sempre più vasto, senza limiti d’età.

Con Eni come Main Partner, il sostegno di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e con il supporto della Regione Lazio e la media partnership di Rai, l’edizione 2025 conclude la quadrilogia sul rapporto tra uomo e natura, dopo l’elemento lunare (2022), la Terra (2023) e la Galassia (2024).

L’attrazione principale del Festival sarà, come di consueto, la grande installazione site specific che avvolgerà il Gazometro G4. Per l’edizione 2025, l’intervento sul monumento simbolo della Roma Contemporanea avrà come titolo Solar e sarà affidata all’artista romano, di fama internazionale, Quayola. Con Solar, il Gazometro si accende di una luce nuova e potente, celebrando il Sole come fonte primaria di vita, energia e trasformazione. Realizzata da Eni, curata da Videocittà in collaborazione con The Bentway Toronto, con la produzione esecutiva di Eventi Italiani, Solar è ispirata al fenomeno ottico dei raggi crepuscolari, e riproduce un ciclo infinito di albe e tramonti digitali: la luce diventa materia viva, scolpisce il buio e modella lo spazio.

Eni, anche quest’anno, aprirà dunque le porte del Complesso del Gazometro Ostiense, sede del Distretto di Innovazione Tecnologica ROAD e della Scuola di Impresa Joule.

Tra le novità, quest’anno i visitatori potranno scegliere una fascia oraria per visitare l’installazione con l’obbligo di presentarsi 15 minuti prima. I biglietti Plus e Plus Backstage offrono accesso illimitato e salta fila. (I dettagli su biglietti e abbonamenti su videocittà.com)

I MUSIC AUDIO VISUAL SHOWS, curati da Michele Lotti, coinvolgono artisti il cui linguaggio è strettamente legato all’audiovisivo: un’alternanza di ospiti affermati e nuove promesse internazionali e nazionali, confermano anche nel 2025 la visione innovativa di Videocittà.

Per l’opening di giovedì 3 luglio, in scena l’anteprima italiana di Onirica () live dei fuse*, che tornano al festival dopo l’installazione site specific luna somnium del 2022. In questa occasione, presentano una performance che esplora la percezione del corpo nel regno dei sogni, generata in tempo reale tramite l’interazione tra performer e intelligenza artificiale.

Venerdì 4 luglio, okgiorgio porta uno show che ha conquistato i club europei, seguito dal ritorno di Max Cooper, uno dei più acclamati artisti multimediali, che presenterà il suo nuovo album On Being. Ci sarà anche l’attesissimo dj-set della bassista dei Maneskin Victoria De Angelis con i contributi audiovisivi curati da Videocittà, frutto della scoperta di una connessione intrinseca tra il groove del suo basso e la batteria dei club.

Sabato 5 luglio, l’imperdibile live di Caribou con il nuovo album Honey, seguito dall’artista internazionale Ela Minus, che ha incantato Coachella, Primavera Sound e Estéreo Picnic. Ascendant Vierge, duo francese d’avanguardia, si esibirà per la prima volta in Italia, mentre Camoufly, tra i volti più promettenti dell’elettronica, proporrà le sue originali produzioni.

Domenica 6 luglio, il festival si concluderà con Dardust in Urban Impressionism, un’esperienza AV curata da Videocittà, in cui la musica del noto compositore e produttore incontra le architetture digitali di Franz Rosati. Dopo il successo di marzo alla Nuvola, Dardust ripropone questo show che trasforma la musica in visione.

Durante il tramonto, inoltre, in collaborazione con CAM Sugar, sarà presentato il Cam Sugar soundsystem – Tropicale djset con Lorenzo Morresi, un progetto che unisce dance, calypso, mambo, samba, sonorità elettroniche, jazz e funk.

Ed ancora nei quattro giorni, un programma di sperimentazione e scoperta di nuovi talenti con Noémi Büchi, Canzonieri (premiere AV), Arrsalendo (premiere AV), Francesca Heart & Cielofuturo (premiere AV), Andrea Santicchia (premiere AV), Michele Di Martino (premiere AV), LUZAI, Touchy Toy Collective, Livia Ribichini, BI DISC, l’Electro Organic Orchestra, Jorrdan (premiere italiana), Bromo (in collaborazione con l’Ambasciata di Spagna in Italia), in scena anche Québec Showcase co-presentato da Videocittà e MUTEK con il supporto del Conseil des arts et des lettres du Québec con il collettivo Myriam Bleau & Nien Tzu Weng, Mesocosm, Seulement.

Presso la Terrazza G3, prenderà forma la rassegna dedicata alla VIDEOARTE curata da Damiana Leoni e Rä di Martino. Ad inaugurare, giovedì 3 luglio, è l’artista cinese LuYang per la prima volta a Roma con le sue tecnologie avanguardistiche che calano i visitatori nel suo mondo materiale simil-videogame tramite video, scultura, luce e suono. Una miscela tra estetica delle anime giapponesi, esplorazioni scientifiche reali e di finzione, iconografia religiosa e immaginari umoristici del mondo contemporaneo, emerge nel suo ultimo lavoro intitolato DOKU – Digital Descending. Si prosegue venerdì 4 luglio con Lawrence Lek, artista londinese di origini cinesi e malesi, noto soprattutto per aver promosso il concetto di Sinofuturismo, con installazioni che esplorano temi spirituali ed esistenziali attraverso la lente della fantascienza. Vincitore del premio Frieze Artist 2024, è stato nominato dal Time come una delle 100 persone più influenti nel campo dell’intelligenza artificiale. Sabato 5 luglio è la volta di Federica Di Pietrantonio, vincitrice dei Videocittà Awards 2024 per la categoria Videoarte.

Per le ESPERIENZE VIRTUAL REALITY, curate da Anna Lea Antolini, il numero di visori aumenta a oltre 100 in questa ottava edizione, distribuiti nelle aree dedicate per avventure virtuali. In prima nazionale, Ayahuasca – Kosmic Journey di Jan Kounen, un’esperienza unica che, grazie alla tecnologia interattiva, porta ogni fruitore nel mondo delle visioni stimolate dall’omonima bevanda. L’opera è distribuita da Diversion, che presenta per la prima volta a Roma il suo VR cinema Diversion. L’artista francese Adelin Schweitzer, in collaborazione con The Deletere Group, presenta #Alphaloop_VR, una performance interattiva ispirata alle teorie sullo sciamanesimo cibernetico. Sempre dalla Francia il giovane artista Jonathan Pepe, Residente XR del programma Farnese-Medici 2024, con il progetto Fisheye. Torna anche la partnership con Rai Cinema, che offre il salotto VR con NEBULA di Omar Rashid, AURORA di Luca Michele, e Re-Image CABIRIA di Mattia Arrigoni, che reinterpreta il capolavoro muto di Giovanni Pastrone. Inoltre, IMPERSIVE presenta tre titoli tratti dalla sua produzione: Saudi Dakar, Ocean Luna Rossa e Prada Dubai Mode, diretti da Guido Geminiani.

Il 3 luglio il main stage ospiterà un evento di grande rilievo, il primo di una serie di appuntamenti dedicati all’intelligenza artificiale: la proiezione di “ENO”, il primo documentario generativo su Brian Eno, figura centrale della musica e della cultura digitale contemporanea. Ideato e diretto da Gary Hustwit, il film sfrutta l’intelligenza artificiale per offrire ogni volta una versione diversa e unica, componendo un ritratto in continua evoluzione del celebre musicista e innovatore.

A seguire, uno spazio di approfondimento sulle sfide e le potenzialità dell’AI, con l’intervento di Simone Arcagni, che inaugurerà ufficialmente il Festival con L’intelligenza artificiale tra i miti di ieri e di oggi, e con l’appuntamento “ARTE SETTIMA_Come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare l’AI”.

Si conferma centrale, all’interno del programma, lo spazio dedicato ai TALK, che quest’anno si arricchisce con la rassegna moderata da Nicolas Ballario, voce autorevole nel raccontare l’arte contemporanea applicata ai media. Un momento di confronto brillante e trasversale sull’evoluzione del linguaggio digitale, in cui si intrecciano le riflessioni taglienti di comici e content creator con gli spunti analitici del mondo accademico. Un’indagine sulla comunicazione contemporanea, tra ironia, critica sociale e costruzione di nuove narrazioni collettive.

Tra gli ospiti, alcune delle voci più incisive e riconoscibili della scena contemporanea: Luca Ravenna, con il suo umorismo sottile e generazionale; Caterina Guzzanti, maestra della satira d’autore; Coolman Coffeedan, artista e creator internazionale dalla comicità visionaria; Francesco De Carlo, che coniuga stand-up e critica sociale in un racconto lucido del nostro presente; e Fabio Celenza noto per i suoi doppiaggi surreali di politici e celebrità internazionali.

Tra i talk tematici spicca “Best of Cose Belle” di Karim Bartoletti, presentato da ADCI (Art Directors Club Italia), che celebra l’estro creativo della pubblicità contemporanea. Con “Lighting Design, Visual, Digital Culture”, realizzato in collaborazione con il Master in Light Design de La Sapienza, si esplorano le connessioni tra luce, spazio e cultura digitale, con uno studio progettuale firmato dagli studenti stessi e il panel “Creatività Aumentata: l’Arte incontra l’AI” presentato da One More Pictures, che indaga come l’AI stia ridefinendo i confini dell’arte e della creatività.

“Il Miglior Internet di Sempre” non è solo un titolo provocatorio, ma anche un’EXHIBITION curata dal Team Comunicazione di Videocittà, che presenta il meglio della creatività digitale contemporanea, celebrando l’evoluzione dei linguaggi digitali come strumenti capaci di raccontare il presente e anticipare tendenze future.

L’esposizione, dinamica e immersiva, avrà luogo sul Main Stage durante i cambi di palco, trasformando le pause tra gli eventi in spazi stimolanti e ispirazionali.

In mostra, opere di alcuni dei content creator più influenti e originali, che mescolano arte, ironia, attivismo, cultura pop e storytelling visivo.

Tra gli artisti coinvolti: l’estetica irriverente di Demi Jenkins, i mondi digitali di Nina Nayko, l’umorismo surreale di Travis Scotti, il fenomeno virale Retirement House, l’ironia estetica di Angelica Hicks, la follia poetica di Pupetti Tutti Matti, l’abilità di Jacob Grégoire, l’energia di Peachyskaterr e la creatività di Daniel Coffman.

A Videocittà verrà presentata in anteprima la prima versione di CO-VISION, progetto ideato da Videocittà, diretto da Guido Pietro Airoldi e curato da Anna Lea Antolini, co-finanziato da Europa Creativa. Un’installazione AV/TALK che unisce arte digitale, scienza e narrazione sul Pinus pinea, simbolo naturale e culturale di Roma. Coinvolti Simone Arcagni, Lorenza Liguori, Vincenzo Pizzi, e Delfina Stella.

A completare il progetto, tre talk tematici di grande rilievo: “Pinus pinea dal punto di vista botanico” con Gian Marco Mapelli, esperto di ecologia forestale e biodiversità; “Il Pinus pinea nella storia dell’arte”con Cristina Giopp, storica dell’arte e curatrice di importanti mostre internazionali; e “Il Pinus pinea nella letteratura italiana” con Edoardo Prati, scrittore e critico letterario, che con il suo approccio unico esplora la connessione tra natura e parola nella tradizione letteraria. (Photo Credit: Margherita Landi)

Blue Economy, Messina (Messina Line): Obiettivo net zero

Roma, 14 mag. (askanews) – “Come realt del trasporto marittimo siamo coinvolti nei processi di decarbonizzazione. Il settore marittimo emette una quota di CO2 minore del 3%. Nel lungo raggio e corto raggio, specificit del nostro Paese, stiamo implementando combustibili a basso tenore di zolfo e con gas liquefatto, che di transizione per arrivare al Net Zero, ma ci vuole tempo. I progetti ci sono, fare la nave non difficile per abbiamo bisogno di infrastrutture. Sono contento dei dati sulla blue economy sostenibile e del lavoro avviato dal governo con l’intergruppo parlamentare. Necessaria una sburocratizzazione. Non chiediamo soldi pubblici. Per chiediamo con determinazione la semplificazione, perch abbiamo una regolamentazione plurima: locale, nazionale, europea e internazionale. Sensato che le istituzioni intervengano perch noi il nostro lo facciamo, attraverso una contrattazione collettiva e di secondo livello molto consolidata, tanti investimenti, formazione e siamo i primi a volere la sicurezza nei luoghi di lavoro”. Lo ha detto Stefano Messina – Vice presidente esecutivo Messina Line a Largo Chigi, il format in onda su Urania Tv.

Meloni alla Camera, scontro con Schlein e Conte (E c’è Magi fantasma)

Roma, 14 mag. (askanews) – Tra il ‘fantasma’ Riccardo Magi e gli scontri con Giuseppe Conte ed Elly Schlein, il premier question time alla Camera è stato più animato di quello della scorsa settimana in Senato. All’inizio della seduta il governo è schierato al completo, a parte i due vicepremier: Antonio Tajani è in Turchia per la riunione dei ministri degli Esteri dei Paesi membri della Nato, Matteo Salvini è avvistato prima al Foro Italiaco agli Internazionali di tennis, poi a Palazzo Brancaccio all’evento organizzato dalla comunità romena in Italia.

Avs, con Angelo Bonelli (con vicino Marco Grimaldi in kefiah), chiede di spiegare la posizione del governo su Gaza. “Non abbiamo condiviso diverse scelte” di Israele, risponde Meloni, “non condividiamo le recenti proposte del governo israeliano e non abbiamo mancato di dirlo ai nostri interlocutori”, ma “siamo consapevoli” che “non è stata Israele a iniziare le ostilità”. Il governo, aggiunge, “continua a impegnarsi” per la “cessazione delle ostilità” e la stabilizzazione dell’area e per questo non intende “richiamare l’ambasciatore italiano in Israele”. Bonelli nella replica si dice “inorridito” e “indignato” per l'”ipocrisia” della premier, che “non ha avuto il coraggio di condannare i fatti criminali che stanno accadendo”.

Mentre Magi (+Europa) viene espulso perchè vestito da fantasma in segno di protesta contro l’invito della maggioranza all’astensione ai referendum dell’8 e 9 giugno, l’atmosfera si fa particolarmente calda quando interviene Giuseppe Conte. Il leader M5s le chiede spiegazioni sugli impegni del governo nell’aumento delle spese nella difesa. La presidente del Consiglio ironizza dicendosi “molto affascinata da questa sua recente passione antimilitarista che nessuno ha avuto modo di apprezzare quando era premier”, ad esempio quando “ha sottoscritto in pieno Covid e con un fondo sanitario che al tempo aveva 18 miliardi di euro, meno di quanti ce ne siano oggi, un aumento delle spese militari che al tempo valeva circa 15 miliardi di euro”. Ma quello forse era “uno dei tanti altri Giuseppi che abbiamo visto in questi anni”. Perchè la differenza tra lei e Conte, accusa, è che c’è “chi si muove per tornaconto e chi si muove per convinzione, chi mente perché è comodo farlo e chi non mente anche quando può essere scomodo farlo”. Da parte sua il governo continuerà “a mantenere gli impegni, non solo gli impegni nostri, anche gli impegni vostri, perché siete stati voi a mettere la firma sull’aumento delle spese della difesa per portarle al 2% del prodotto interno lordo” a fronte di “centinaia di miliardi di euro” bruciati con il superbonus. Meloni “ha tradito” gli italiani “senza un mandato” e ora “la butta in caciara” con atteggiamenti “fanciulleschi” la replica dell’ex premier. Che sul superbonus rispedisce le accuse al mittente: “Voi di Fdi avete fatto a gara per estenderlo e metà dei ministri presenti ne hanno approfittato”. Nella replica, poi, Conte chiede all’Aula di alzarsi per un momento di silenzio per le vittime di Gaza. “Rimane seduta presidente”, nota il pentastellato, subito apostrofato come “sciacallo” dai banchi di Fdi.

Durissimo anche il confronto, sulla sanità, con Schlein. La segretaria Pd accusa il governo di volere “smantellare la sanità” e la premier replica parlando di “menzogne”. “La sanità pubblica è al collasso”, attaccato la Dem. Ribatte la Meloni: “E’ difficile confrontarsi con qualcuno che per fare propaganda è costretto a mentire”. Per la leader Pd “curarsi è diventato un lusso, siamo la Repubblica delle liste d’attesa. Mentre tra i vostri c’è chi guadagna – vero? – con le sue cliniche private”. “Siete stati al governo 10 anni, non avete mai scritto e messo in campo un piano sanitario nazionale. Oggi che siete dall’opposizione ci venite a spiegare quanto sia importante la sanità”, alza la voce Meloni, che accusa l’opposizione di fare “macumbe” sperando che “le cose vadano male in Italia” per poter “risalire nei sondaggi”. Meloni accusa in particolare il Pd di avere introdotto la pratica dei “medici a gettone”, un fenomeno “odioso” che “siamo stati noi a fermare”. Così come “ci siamo occupati di mettere noi un limite all’intramoenia”. “Le do una notizia: i gettonisti ci sono ancora! E se ci sono è perché quando lei era al governo con Berlusconi – e io ero ancora all’università – l’avete messo voi un tetto alle assunzioni del personale che oggi sta svuotando i reparti, per cui la gente non si riesce più a curare. Si vergogni di stare ancora all’opposizione del governo”, la replica della leader Dem.

Tra gli altri temi affrontati, quello della competivitità (su cui c’è un “dialogo” avviato con il nuovo cancelliere tedesco Merz per il “rilancio della nostra base industriale, in primis del settore dell’auto”); del caro energia, una “priorità” dell’esecutivo – assicura – che lavora a una “soluzione strutturale” e conferma l’impegno per “garantire un’energia pulita, sicura e a basso costo” con il nucleare; il rapporto “senza pregiudizi e senza favoritismi” con Stellantis; i conti pubblici che giudica positivi. Su questo tema (sollevato da Maria Elena Boschi di Italia viva) si scorge però una linea non granitica dell’esecutivo. Quando la premier afferma che “lo spread è sotto i 100 punti base, il che significa che i titoli di Stato italiani sono considerati più sicuri dei titoli di Stato tedeschi” nel video della diretta della Camera si vede il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, seduto accanto a lei, scuotere più volte la testa, a manifestare di non essere pienamente d’accordo.

Blue economy, Petrucci (FdI): mare ha potenziale economico

Roma, 14 mag. (askanews) – “Il mare offre molto, non dobbiamo vederlo come un confine ma come un collegamento tra Europa e Africa e abbiamo esigenza di raggruppare tutte le forze politiche per creare un momento di condivisione finalizzato a una corretta regolamentazione per creare un driver di sviluppo. A questo obiettivo lavorer l’intergruppo parlamentare dedicato alla blue economy”, lo ha detto la senatrice Simona Petrucci, intervenuta a Largo Chigi, il format in onda su Urania Tv. “L’intergruppo ha tra i suoi obiettivi la tutela ambientale, lo sviluppo delle risorse del sottosuolo marino, la formazione rivolta ai futuri operatori del mare, tutto il sistema della portualit. Il primo step sar tra qualche mese, quando avremo materiale su queste tematiche cos da essere di supporto al grande lavoro del ministro Musumeci. Fino ad oggi il mare era solo qualcosa da tutelare, ma adesso diventato protagonista dell’economia, il governo ha deciso di metterlo al centro dello sviluppo economico, abbiamo stimato un potenziale economico di circa 300 mld di euro”.

Pinelli: Investiamo in progetti per tutto il Mediterraneo_

Roma, 14 mag. (askanews) -“L’eolico offshore rappresenta una asset class strategica per accelerare la transizione energetica e rafforzare l’indipendenza energetica dell’Italia. Il progetto che stiamo sviluppando lungo le coste calabresi produrr 1.300 gigawattora di energia all’anno, una quantit paragonabile a quella di un piccolo reattore nucleare, generando al contempo occupazione e benefici significativi per il territorio”. A dichiararlo Giovanni Pinelli, Senior Director Energy di Green Arrow Capital, intervenuto a Largo Chigi, il format in onda su Urania Tv. “Dal punto di vista normativo – ha aggiunto – il sistema di incentivazione previsto dalla tariffa FER 2 rappresenta un importante motore di sviluppo: 185 euro per MWh sono un livello di remunerazione in grado di attrarre investimenti. Tuttavia, la soglia prevista di 3,8 GW risulta ampiamente insufficiente rispetto al reale fabbisogno. Basti pensare che Terna ha gi ricevuto richieste di connessione per oltre 3.600 turbine, pari a una potenza complessiva di 65 GW”. Green Arrow Capital prevede un investimento di 1,5 miliardi di euro di capitali privati per la realizzazione dell’impianto, con un impatto economico stimato in 4,5 miliardi di euro di valore condiviso per l’area interessata. “I porti coinvolti nella catena logistica e industriale per l’assemblaggio delle turbine – ha concluso Pinelli – possono diventare veri e propri hub produttivi per tutto il Mediterraneo. Si tratta di una filiera che potr contare su trasporti via mare, creando occupazione qualificata e contribuendo in maniera concreta alla crescita del PIL italiano”.

Mattarella-Draghi allarme all’Ue: "Nessun dorma", con i dazi punto di rottura

Coimbra, 14 mag. (askanews) – “Nessun dorma”. Con il titolo dell’aria della Turandot di Puccini Sergio Mattarella si rivolge all’Unione europea per sollecitare una risposta “urgente” alle tante crisi che la attraversano, “stare fermi non è più un’opzione”, vale per la difesa, per la competitività, per l’energia, per le nuove tecnologie.

Il Presidente della Repubblica ne ha parlato concludendo i lavori del XVIII simposio Cotec a Coimbra in Portogallo, poco prima era intervenuto l’ex premier Mario Draghi con il quale il capo dello Stato è arrivato ieri da Roma. Ieri Mattarella ha ricevuto, con il re di Spagna Felipe VI, un dottorato honoris causa dalla prestigiosa e antichissima università di Coimbra.

Oggi l’ultimo intervento dei lavori del simposio dedicato alla competitività dell’Europa, è stata affidata, prima che ai tre fondatori, capi di Stato e reali di Italia, Spagna e Portogallo, proprio all’ex premier, autore del rapporto per la commissione. I toni di Draghi sono stati altrettanto forti nel disegnare il quadro geopolitico ed economico dell’Unione europea all’indomani dei dazi decisi dall’amministrazione Usa. “E’ azzardato credere che i nostri scambi commerciali con gli Stati Uniti torneranno alla normalità dopo una rottura unilaterale così grave delle relazioni, o che i nuovi mercati cresceranno abbastanza rapidamente da colmare il vuoto lasciato dagli Stati Uniti. Se l’Europa vuole davvero ridurre la sua dipendenza dalla crescita statunitense, dovrà produrla da sé”.

Draghi ha ribadito che molte delle crisi attuali erano ampiamente annunciate, dall’energia alla difesa l’Ue si è mossa in ritardo sottovalutando la minaccia russa. L’ex premier va ripetendo da mesi che l’Europa deve muoversi autonomamente e più rapidamente, “ma gli eventi recenti – ha aggiunto oggi – rappresentano un punto di rottura, la delegittimiazione del WTO ha minato l’ordine multilaterale in un modo difficilmente reversibile”. Tutto questo pensando che più di 30 milioni di posti di lavoro sono sostenuti dalle esportazioni ci espone in particolare verso gli Usa, nostro maggiore mercato di esportazione. L’analisi di Draghi torna a battere sulla politica macroeconomica restrittiva applicata negli anni 2000 che ha ridotto drasticamente gli investimenti pubblici e represso la crescita dei salari, deprimendo di conseguenza la domanda interna. Ecco perchè per Draghi l’unica ricetta possibile per uscire da questo circolo vizioso sono gli investimenti. “L’emissione di debito comune dell’UE per finanziare la spesa comune è una componente fondamentale della tabella di marcia politica” e questo vale in “particolare per la difesa”, per fare in modo “che in Europa si spenda di più e che ciò contribuisca all’efficacia operativa e a una crescita economica più elevata rispetto a quanto avverrebbe altrimenti”.

La difesa è il tema che poco dopo svilupperà anche il capo dello Stato e che mostra “le conseguenze dell’inazione e delle ingiustificate ritrosie a procedere lungo il cammino dell’integrazione. Gli Stati membri ne discutono da oltre settant’anni”, è l’amara constatazione e “oggi siamo in ritardo, in rincorsa rispetto agli eventi e dobbiamo, di conseguenza, avvertirne l’urgenza”. La sintonia con Draghi riecheggia quando Mattarella fa notare che “i rischi dell’immobilismo sono ben identificati nel Rapporto Draghi come in quello Letta, sul futuro del mercato interno” perciò “occorre mettere in campo misure efficaci e allo stesso tempo ambiziose”. Quello che Mattarella invoca anche grazie alle riflessioni rilanciate oggi è “un’Europa rinnovata, più competitiva, più resiliente, più presente nello scacchiere internazionale. È una sfida epocale per il nostro continente, tanto più urgente se raffrontata a recenti evoluzioni negli equilibri mondiali”.

Altro nervo scoperto dell’Ue e citato in entrambi i discorsi è quello dell’energie e delle materie prime che vedono l’Europa in affanno e spesso divisa al suo interno: “ostaggio di interessi acquisiti radicati”, denuncia Draghi. E ancora: “la cooperazione per lo sviluppo di nuove tecnologie. Anche in quest’ambito l’Europa non può rischiare di restare al palo” avverte Mattarella sottolineando che “la mole degli investimenti e la robustezza dei meccanismi necessari a impiantare e tutelare solide industrie nascenti esigono cooperazioni su scala continentale”.

E’ una sfida impegnativa, ammette il capo dello Stato, che conclude il suo discorso con un messaggio di speranza: “senza sottovalutare la gravità della situazione, abbiamo il dovere – oltre che molte buone ragioni – di restare ottimisti. L’Unione si erge su solide fondamenta” e soprattutto dobbiamo “essere orgogliosi di questa ‘eccezionalità europea’” fatta di solidarietà, democrazia, diritti. Di nuovo in sintonia con Mattarella anche Draghi ha concluso il suo intervento ricordando: “I nostri padri fondatori ci hanno lasciato in eredità un’Europa di cui dobbiamo essere orgogliosi. Mentre valutiamo le debolezze dell’Europa attuale, dobbiamo cercare incessantemente la speranza nel suo futuro”.

Nato, Cavo Dragone: l’Alleanza sta diventando sempre più forte

Bruxelles, 14 mag. (askanews) – “L’Alleanza è forte e sta diventando sempre più forte” e la minaccia scaturita dalla guerra in Ucraina “ci ha reso ancora più uniti, se ne avessimo avuto bisogno”. Così l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della Nato, rispondendo a una domanda di askanews.

“La risposta alla minaccia è stata unica. Non c’è stata alcuna differenza nel modo in cui (ciascuno) ha reagito all’aggressione della Russia all’Ucraina. E probabilmente questo è stato un fattore collante, per ottenere la coesione a questo livello, che è davvero ottima”, ha spiegato Cavo Dragone. “E la coesione è il fulcro centrale dell’Alleanza. Quindi, intendo dire, le 32 nazioni si sono mosse davvero, davvero in perfetta sintonia. E penso che in futuro, perché non dobbiamo abbassare la guardia, anche se, grazie a Dio, un giorno ci sarà la pace in quella parte del mondo, non dovremo abbassare la nostra attenzione e la nostra guardia perché, ci sarà molto altro da fare. E la nostra responsabilità non è solo per oggi, ma per domani, per le generazioni future. Quindi dobbiamo essere in forma, pronti, e stiamo lavorando per mantenerci a quel livello, il che significa continuare a lavorare per il futuro”.

“Ma vi dico una cosa, la maturità, la forza e la volontà dell’Alleanza sono davvero forti. E penso che in qualche modo la guerra in Ucraina ci abbia aiutato a raggiungere questo buon movimento in avanti”, ha aggiunto.

Blue economy, Giorgi (Ispra): Eolico offshore fondamentale

Roma, 14 mag. (askanews) – “Ispra sta dando un contributo importante agli operatori che stanno investendo nella produzione di energia rinnovabile offshore, per costruire un processo virtuoso di tutela e protezione delle aree interessate, senza per questo ostacolare le iniziative di sviluppo. Questa la nuova concezione della transizione blue, resa possibile anche dalle nuove tecnologie di monitoraggio e studio delle coste e dei fondali marini”, lo ha detto Giordano Giorgi, Direttore del Centro nazionale coste di Ispra, intervenuto a Largo Chigi, il format in onda su Urania Tv. “Nel settore marittimo l’elettrificazione delle banchine un tema fondamentale, perch la qualit dell’aria risente molto delle emissioni delle navi con i motori accesi nei porti. Per la loro alimentazione l’eolico offshore rappresenta una soluzione strategica, che richiede per anche un adeguamento delle banchine per il montaggio delle pale e per il loro trasporto in mare. I porti italiani in parte alimentati dagli impianti di eolico offshore potrebbero dare dei risultati importanti sia in termini di sviluppo sia di un sostanziale miglioramento dell’impatto ambientale”.

Ciclismo, Pedersen vince anche la quinta tappa a Matera

Roma, 14 mag. (askanews) – Non c’è due senza tre. Mads Pedersen vince anche la quinta tappa del Giro d’Italia, la Ceglie Messapica-Matera di 151km. Sul traguardo precede di un soffio Edoardo Zambanini, autore di un clamoroso scatto negli ultimi metri, e Tom Pidcock. Ancora una volta è stato decisivo il lavoro del compagno di squadra Vacek negli ultimi chilometri. Il danese festeggia così il rinnovo a vita con la Lidl-Trek ufficializzato prima della frazione. “Non ero affatto sicuro di aver vinto – le parole del danese all’arrivo – Gli ultimi 20 km sono stati incredibilmente duri. Ho sofferto tantissimo. Dopo l’ultima salita ero un po’ attardato. Ero ancora nel gruppo che si giocava la vittoria, ma ho dovuto spendere tante energie per rientrare sulla ruota di Vacek. Per fortuna ne avevo ancora abbastanza per lo sprint finale. Vincere con la Maglia Rosa è pazzesco. È molto più di quanto abbia mai sognato. Che Giro che stiamo facendo, e che squadra ho attorno a me! Domani si va a Napoli, lì ho già vinto. Ogni giorno proviamo a vincere il più possibile. Ci riproveremo”.

Cannes, focus, conferenze e incontri all’Italian Pavilion

Roma, 14 mag. (askanews) – Focus, presentazioni, conferenze stampa. Con un cartellone ricco di iniziative al Festival di Cannes, l’Italian Pavilion è pronto ad accogliere la comunità internazionale dell’audiovisivo che fino al 24 maggio si ritrova sulla Croisette per celebrare il cinema. Progettato, allestito e gestito da Cinecittà, grazie alla collaborazione tra la Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura (DGCA-MIC) e l’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, l’Italian Pavilion è lo spazio professionale che per tutta la durata della kermesse diventa luogo strategico di presentazione della nostra produzione cinematografica, ed è articolato in due location cardine del Festival: l’Hotel Barrière Le Majestic presso il Salon Marta, dove saranno ospitati incontri business, conferenze e attività stampa dei film italiani, e il Marché Du Film con un’area comune per appuntamenti e stand dedicati ai venditori, allo spazio Riviera A6-C1.

Queste le società ospitate quest’anno: 102 Distribution, Coccinelle Film Sales, DM Communication, Fandango Sales, Filmexport Group, K+, Minerva Pictures, Nexo Studios, One More Pictures, PiperFilm, Rai Cinema International Distribution, Rewind Film, The Family, The Open Reel, True Colours, TVCO. Immancabile, anche per questa edizione, la versione digitale della Casa del cinema italiano all’estero che avrà la sua pagina web italianpavilion.it sulla piattaforma ufficiale del Marché, dove oltre al calendario delle attività in programma al Majestic sarà possibile consultare il catalogo delle proiezioni dei film italiani al Festival e al Mercato.

Diversi gli appuntamentamenti che presenteranno agli addetti ai lavori e alla stampa importanti novità, come la presentazione internazionale dell’Italian Global Series Festival, il nuovo festival dedicato alle serie che si terrà in estate tra Rimini e Riccione. Nell’ambito delle iniziative per l’internazionalizzazione, organizzate dall’ufficio Progetti Speciali DGCA-MiC/Cinecittà, sono previsti incontri finalizzati a rafforzare le collaborazioni con i partner e a pianificare attività a sostegno di produttori e venditori italiani per il secondo semestre del 2025.

In cartellone la presentazione della seconda edizione di Scenari Transalpini, realizzata in collaborazione con CNC, Ambasciata di Francia e MIA, e sessioni di networking con gli operatori dei Paesi Baltici (Estonia, Lettonia, Lituania) per organizzare un focus a Venezia, nonché la partecipazione di una delegazione italiana al Tallinn Film Festival, ma anche un incontro con VIPO per rafforzare il dialogo e promuovere nuove coproduzioni con il Giappone (dopo l’accordo siglato a luglio scorso, sono già 5 infatti i film in sviluppo) oltre ad appuntamenti con CCIDAHK (Hong Kong), BFI, Unifrance, Unijapan, e soprattutto i paesi dell’America Latina con cui definire una nuova strategia condivisa per sostenere le coproduzioni con l’Italia, in vista del prossimo bando che sostituirà quello di Ibermedia e che sarà presentato a breve.

Tennis, Coco Gauff in semifinale a Roma

Roma, 14 mag. (askanews) – Una vittoria di un’importanza capitale quella conquistata da Coco Gauff nei quarti di finale degli Internazionali BNL d’Italia 2025 di Roma. La statunitense, infatti, si è imposta in 6-4 7-6(5) contro Mirra Andreeva, issandosi 4-0 nei testa a testa contro la giovane russa, che nel complesso le ha strappato un solo set su otto disponibili negli scontri diretti. In semifinale, dove torna per la terza occasione – dopo il 2021 e il 2024 – incontrerà la vincente del match tra la n° 1 del mondo, la bielorussa Sabalenka, e la cinese Qinwen Zheng.Nell’altra semifinale si affronteranno domani Jasmine Paolini (n. 5 Wta) e la ventitreenne americana Peyton Stearns, n. 42 del ranking Wta

Meloni: siamo critici sulle scelte di Israele ma è stata Hamas a iniziare

Roma, 14 mag. (askanews) – “Non abbiamo condiviso diverse scelte (di Israele, ndr), non condividiamo le recenti proposte del governo israeliano e non abbiamo mancato di dirlo ai nostri interlocutori. Consapevoli come siamo però che non è stata Israele a iniziare le ostilità e che c’era un disegno, come ho detto varie volte, alla base dei disumani attacchi di Hamas, e della crudeltà rivolta contro gli ostaggi”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni durante il question time alla Camera, rispondendo all’interrogazione di Avs su Gaza.

Il piano di Hamas, ha aggiunto, “era un disegno che puntava all’isolamento e questo non può non farci riflettere su quanto sarebbe pericoloso assecondare il disegno dei terroristi che non si sono fatti scrupoli a sacrificare la vita sia di israeliani che di palestinesi pur di perseguire i propri scopi”.

Ai Campi Flegrei in corso un nuovo sciame sismico

Napoli, 14 mag. (askanews) – Un nuovo sciame sismico è in corso nell’area dei Campi Flegrei dalle 14.23. A comunicarlo è l’Osservatorio Vesuviano che rende noto che, al momento, sono stati rilevati in via preliminare 24 terremoti.

La prima nuova scossa di magnitudo 3.1 si era verificata alle 12.23 ad una profondità di 2 chilometri.

“In considerazione di quanto sopra esposto l’Amministrazione Comunale insieme alla Protezione Civile del comune di Pozzuoli segue da vicino l’evolversi dello sciame sismico in atto e fornirà successivi aggiornamenti fino a conclusione del fenomeno” scrive in una nota il comune di Pozzuoli. Entro 3/6 ore seguirà ulteriore aggiornamento in funzione dell’evoluzione del fenomeno.

Gaza, almeno 80 i morti nei raid aerei israeliani

Roma, 14 mag. (askanews) – È salito ad almeno 80 il numero dei morti nei raid aerei israeliani sulla Striscia di Gaza, iniziati all’alba: è quanto riporta la rete satellitare Al Jazeera, citando fonti palestinesi.

Nel nord della Striscia di Gaza i morti sono almeno 59, mentre secondo fonti sanitarie palestinesi fra le vittime vi sono almeno 22 bambini. Al Jazeera ha riportato anche una dichiarazione di Hamas, che ha accusato il governo israeliano di “voler accelerare una escalation dell’aggressione e del massacro dei civili”, una tattica che tuttavia “non porterà alcuna forma di vittoria”.

Da quando Israele ha ripreso i bombardamenti il 18 marzo, 2.799 persone sono state uccise nella Striscia di Gaza, mentre oltre 7.800 sono rimaste ferite, secondo le statistiche del ministero della Salute di Gaza. I morti dall’inizio del conflitto, nell’ottobre 2023, sono almeno 52.928 e i feriti 119.846.

Nato, ministri Esteri ad Antalya: focus su spese Difesa e Ucraina

Antalya, 14 mag. (askanews) – I ministri degli Esteri dei Paesi membri della Nato si riuniscono questa sera e domani ad Antalya, in Turchia, per confermare la solidità delle relazioni transatlantiche e il fermo sostegno all’Ucraina di fronte all’aggressione russa. Alla ministeriale, una riunione informale durante la quale dunque non sarà presa alcuna decisione, parteciperà anche il ministro Antonio Tajani, che arriverà questa sera nella città turca per partecipare alla cena offerta dal padrone di casa, Hakan Fidan.

Ai colleghi della Nato Tajani ribadirà l’impegno italiano in favore dell’unità dell’Occidente e per un maggiore investimento nel settore della Difesa. “È chiaro che l’Europa dovrà fare di più per garantire la propria sicurezza”, ha detto il titolare della Farnesina, alla vigilia della sua partenza, ad Affaritaliani.it. “L’Italia è pronta ad annunciare il raggiungimento dell’obiettivo del 2%” del Pil per la Difesa (una cifra pari a circa 45 miliardi di euro).

Non è un mistero, d’altra parte, che la Nato chiederà ulteriori aumenti ai Paesi membri e il governo italiano, ha spiegato Tajani, farà “tutto ciò che è possibile” per rafforzare le garanzie di sicurezza per i propri cittadini nei prossimi anni.

La questione certamente non è nuova. E secondo indiscrezioni rilanciate da Bloomberg, gli alleati avrebbero persino già iniziato a lavorare su un progetto per aumentare in maniera significativa i bilanci della difesa dei singoli Stati. Un modo, questo, anche per andare incontro alle pressanti richieste del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che auspica investimenti pari al 5% del Prodotto interno lordo nazionale. L’intenzione, in particolare, sarebbe quella di raggiungere l’obiettivo entro il 2032.

Il tema sarà dibattuto già al vertice Nato previsto all’Aja a giugno. Ma il segretario generale della Nato, Mark Rutte, sottoporrà la questione all’attenzione dei ministri degli Esteri già oggi e domani. Nella proposta di Rutte, l’obiettivo del 5% verrebbe raggiunto attraverso un percorso di crescita della spesa che, partendo dalla soglia del 2% del Pil, si articolerebbe in due parti distinte: un aumento fino al 3,5% della spesa in senso stretto, e un 1,5% in spese per la sicurezza, i cui criteri però andranno negoziati.

Durante le discussioni in Turchia, Tajani ribadirà inoltre la necessità per la Nato di guardare al fianco Sud dell’Alleanza. E sull’Ucraina, che ad Antalya sarà rappresentata dal ministro degli Esteri Andriy Sybiha, confermerà la posizione italiana: difesa del diritto internazionale, necessità di una pace giusta, sostegno agli sforzi americani per un cessare il fuoco che possa poi portare a un vero accordo per la fine delle ostilità.

Washington sarà rappresentata dal segretario di Stato Marco Rubio, con cui Tajani potrebbe anche avere occasione di discutere a margine dei lavori. E’ possibile inoltre che il titolare della Farnesina, Rubio e i colleghi di Regno Unito, Francia e Germania, David Lammy, Jean-Noël Barrot e Johann Wadephul, si riuniscano in formato ristretto, al termine della riunione informale del Consiglio Nord Atlantico di domani mattina.

Di certo, gli americani in queste ore guarderanno con interesse anche in direzione di Istanbul, dove domani è atteso Volodymyr Zelensky. Il presidente ucraino spera in un incontro con Vladimir Putin, che però non ha lasciato trapelare le sue intenzioni ed ha definito “deficienti” i leader europei che hanno minacciato nuove sanzioni contro Mosca. A Istanbul ci sarà Rubio, come annunciato da Trump, mentre non è chiaro chi rappresenterà la Russia: potrebbe trattarsi del ministro degli Esteri Sergey Lavrov. Secondo quanto annunciato dal Cremlino, la formazione russa sarà comunque resa nota domani stesso, non appena Putin avrà preso la sua decisione.

(di Corrado Accaputo)

Danza, all’Ara Pacis a Roma "Pax" con Sergio Bernal e Paz de Manuel

Roma, 14 mag. (askanews) – Il 17 maggio il Museo dell’Ara Pacis a Roma ospita “Pax”, una serata dedicata alla pace, tema più che mai attuale in questi giorni. Una produzione Daniele Cipriani Entertainment, che rientra nella programmazione della Notte dei Musei ed è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali,e organizzata da Zètema Progetto Cultura.

In un luogo simbolo del valore universale della pace, la performance vuole rievocare in qualche maniera, riti antichi in cui la religiosità si esplicava anche attraverso la danza e il canto. Uno spettacolo (con tre repliche, ore 20,30-22-23,15) che potremmo quasi definire una preghiera, in cui la gloria della Roma imperiale, scolpita nel marmo, si capovolgerà anche nel nome, trasmutandosi idealmente in un “Amor” cosmico, scolpito nell’etere dal canto e dalla danza.

Protagonista d’eccezione, il bailaor madrileno Sergio Bernal, stella internazionale, già primo ballerino del Ballet Nacional de Espana e oggi direttore della Sergio Bernal Dance Company che ha recentemente compiuto una tournée di successo in Italia. La stella internazionale spagnola, particolarmente sensibile alle architetture dell’ “Urbe”, ritorna a Roma per interpretare, proprio davanti a un monumento in cui l’arte della scultura romana vede il suo apice, un assolo ispirato a una delle sculture più emblematiche di Auguste Rodin: Il Pensatore.

In questa coreografia, Bernal dona movimento e vita a una figura che rappresenta la profondità del pensiero umano, la tensione tra ragione e sentimento, tra materia e spirito. In un’epoca attraversata da conflitti e incertezze come il presente, Il Pensatore si fa gesto coreografico di riflessione e speranza: un corpo in ascolto del silenzio e della coscienza, alla ricerca di equilibrio e armonia.

Accanto a lui, creando un dialogo intimo tra corpo e voce, tra danza e musica dell’anima, ci sarà la cantaora andalusa Paz de Manuel. Il nome stesso di questa interprete sensibile e potente del flamenco contemporaneo inneggia alla pace che si vuole evocare durante la serata.

Secondo Daniele Cipriani, ideatore dell’evento, “il Museo dell’Ara Pacis, luogo consacrato alla pax augustea e simbolo della volontà di concordia tra i popoli, ospita così una performance che non è solo spettacolo, ma soprattutto messaggio. Pax è un invito a riconoscere, nella bellezza dell’arte, una possibilità di incontro tra i popoli. Che la luce che filtra dalle vetrate dell’Ara Pacis rendendola simile a un faro nel buio della notte sul Lungotevere, possa accendere la speranza di cui parlava sempre Papa Francesco, quella la luce interiore che – potenzialmente – brilla in ogni essere umano e che – potenzialmente – è capace di condurre verso una nuova Pax universale. L’augurio è che la Notte dei Musei possa preannunciare un’Aurora della Pace”.

Merz presenta il suo piano: la Germania deve tornare potente

Roma, 14 mag. (askanews) – “Vaste programme” quello del nuovo cancelliere tedesco Friedrich Merz, quello squadernato oggi di fronte alla seduta plenaria del Bundestag, la camera bassa del parlamento tedesco, a Berlino: una Germania militarmente potente, economicamente rinata.

Il discorso del nuovo cancelliere tedesco, che riporta al governo una Grosse Koalition senza l’estrema destra Afd e con componenti la Cdu/Csu di Merz e il Partito socialdemocratico (Spd), viene in un momento particolare e gravido di possibili conseguenze per l’Europa: siamo alla vigilia dell’inizio di negoziati in Turchia per la pace in Ucraina, che potrebbe vedere addirittura degli incontri al vertice tra il presidente russo Vladimir Putin, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il presidente Usa Donald Trump. Un eventuale formato in cui fa molto rumore l’assenza dell’Europa, di cui la Germania è un azionista di maggioranza.

Merz, nel suo esordio parlamentare da cancelliere, ha subito messo in guardia dal pericolo: una pace tra Russia e Ucraina non può essere “una pace dettata” da Mosca a Kiev.

Nel fine settimana, a Kiev, assieme ad altri alleati europei (Francia, Regno unito, Polonia) il cancelliere ha sottoscritto la proposta a Putin di un cessate il fuoco incondizionato per 30 giorni per evitare un inasprimento massiccio delle sanzioni. Minaccia, al momento, caduta nel vuoto, anche a fronte di una plastica mancanza di unità tra gli stessi europei e alla volontà di Trump di procedere nella spinta per la pace in Ucraina senza dare troppo ascolto ai tradizionali partner del Vecchio Continente.

“Il nostro sostegno all’Ucraina resta uno sforzo comune di europei, americani e altri amici e alleati”, ha affermato Merz “Nessuna pace dettata e nessuna sottomissione a fatti compiuti militarmente contro la volontà dell’Ucraina è tollerabile”, ha detto ancora Merz, affermando che farà pressione anche con Washington per sostenere questa posizione. “Chi pensa che la Russia si accontenterà di una vittoria sull’Ucraina o dell’annessione di una parte del paese si sbaglia” ha avvertito ancora il cancelliere tedesco.

La minaccia russa, dal suo punto di vista, fa da supporto all’esigenza che la Germania si doti dell'”esercito convenzionale più potente al mondo”. Centinaia di miliardi di euro di investimenti del governo, insomma, per rompere il tabù nato con la sconfitta nella Seconda guerra mondiale e rafforzare militarmente la Germania.

Il rafforzamento della Bundeswehr rappresenterà la “priorità assoluta” del governo di Berlino, a dire di Merz con la benedizione anche degli altri alleati europei. “Questa è l’aspettativa del paese più popoloso e potente d’Europa. E’ ciò che attendono anche i nostri amici e partner. Anzi, praticamente lo esigono da noi”, ha spiegato il cancelliere tedesco.

Ma, per essere un paese militarmente potente, la Germania deve tornare a essere economicamente all’avanguardia. Deve tornare, insomma, a essere “la locomotiva economica ammirata dal mondo”, ha detto ancora Merz. Da due anni consecutivi la Germania è in recessione e alcuni punti forti del proprio apparato produttivo, a partire dall’ammirata industria automobilistica, stanno vivendo una crisi profonda.

Pnrr, Fitto a Giorgetti: scadenza è 2026, impossibile rinvio

Bruxelles, 14 mag. (askanews) – Il vicepresidente esecutivo per la Coesione e le Riforme della Commissione europea, Raffaele Fitto, e il commissario agli Affari economici, Valdis Dombrovskis, hanno risposto negativamente oggi a Bruxelles, alla richiesta del ministro italiano dell’Economia e Finanze, Giancarlo Giorgetti di estendere la scadenza del Pnrr oltre il 2026, “per aumentare il margine di bilancio a disposizione degli Stati membri al fine di rispondere all’esigenza di aumentare la spesa per la difesa”.

Giorgetti ne aveva parlato ieri a Bruxelles, durante la discussione al Consiglio Ecofin sul nuovo fondo “Safe” da 150 miliardi di euro che sarà destinato a prestiti agli Stati membri per aumentare le capacità di difesa.

“Quando abbiamo discusso il piano Rearm Europe in seno alla Commissione – ha riferito Dombrovskis, rispondendo a una domanda durante una conferenza stampa oggi a Bruxelles – abbiamo valutato diverse possibilità, compresa quella di utilizzare anche il fondo Rrf (lo ‘Strumento per la ripresa e la resilienza’, che finanzia i Pnrr dei diversi paesi membri, ndr). Ma alla fine abbiamo deciso di non ricorrere a questa opzione”.

Il commissario ha spiegato che la decisione negativa è stata presa sostanzialmente per tre ragioni: avrebbe richiesto una modifica sostanziale del regolamento del fondo Rrf; avrebbe richiesto diverse nuove decisioni all’unanimità; e infine, la “chiave di distribuzione” dei fondi prevista originariamente non sarebbe stata appropriata. “Quindi – ha concluso Dombrovskis – abbiamo deciso invece di adottare un nuovo strumento di prestito europeo: il ‘Safe'”, stabilito con il regolamento “Security Action for Europe”.

Fitto, da parte sua, ha riferito di aver ricordato ieri, durante il Consiglio Ecofin, che per il fondo Rrf “la scadenza è il prossimo anno”, e, ha sottolineato “è impossibile cambiarla. Ma – ha aggiunto – abbiamo dato molte opportunità per organizzare i piani nei prossimi mesi: per esempio si può ricorrere all’art. 21 del Regolamento per fare altre revisioni” dei Pnrr nei diversi Stati membri; “e poi c’è la possibilità di spostare dei progetti dal fondo Rrf ai fondi di Coesione”, ha concluso il vicepresidente esecutivo della Commissione.

Tv, arriva il docufilm "Israele e Palestina-Storia di un conflitto"

Roma, 14 mag. (askanews) – Prodotto dalla pluripremiata documentarista Norma Percy per BBC, il docufilm “Israele e Palestina – Storia di un conflitto” sarà disponibile in esclusiva su History Channel a partire da domenica 18 maggio, ogni domenica alle 21:30 e in streaming su NOW.

In tre episodi, ripercorre vent’anni fondamentali della storia recente del Medio Oriente; partendo dall’attentato suicida del 19 agosto 2003 a Gerusalemme, attraverso testimonianze esclusive, materiali d’archivio e analisi politiche, la serie offre una ricostruzione puntuale e rigorosa degli eventi che hanno segnato la traiettoria del conflitto israelo-palestinese.

Norma Percy raccoglie le testimonianze dirette di figure chiave della politica e della diplomazia internazionale. Tra gli altri, Hillary Clinton, Segretario di Stato Usa durante l’amministrazione Obama, racconta dall’interno gli sforzi per rilanciare i negoziati. John Kerry, anch’egli Segretario di Stato, analizza i limiti della diplomazia americana e i momenti di svolta mancati. Condoleezza Rice, ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale e poi Segretario di Stato con George W. Bush, descrive le pressioni esercitate sull’amministrazione Sharon nei primi anni Duemila. L’ex primo ministro britannico Tony Blair, Rappresentante del Quartetto per il Medio Oriente, riflette sulle sue interlocuzioni con Hamas e sul difficile equilibrio tra diplomazia e sicurezza.

La narrazione si arricchisce con le voci dei protagonisti israeliani e palestinesi. Ehud Olmert, primo ministro israeliano dal 2006 al 2009, racconta il suo tentativo concreto di accordo finale con i palestinesi. Ariel Sharon, attraverso un’intervista d’archivio, spiega le ragioni della scelta unilaterale di ritirarsi da Gaza. Benjamin Netanyahu, presente lungo tutto l’arco della narrazione, emerge come figura centrale nella ridefinizione della politica di sicurezza di Israele. Sul fronte palestinese, la serie propone contributi esclusivi di Saeb Erekat, storico capo negoziatore dell’Autorità Nazionale Palestinese, di Salam Fayyad, ex primo ministro moderato e tecnocrate, e di Mahmoud Abbas, leader dell’ANP. A loro si affiancano anche i leader di Hamas Khaled Meshaal e soprattutto Ismail Haniyeh, intervistato poche settimane prima della sua morte nel luglio 2024 e che afferma: “Noi di Hamas non siamo ostili agli ebrei perché sono ebrei. Siamo ostili agli occupanti della nostra terra che hanno sfollato il nostro popolo. Hamas non si oppone alla creazione di uno stato palestinese in Cisgiordania e a Gaza sulla base dei confini del 1967. Quando Netanyahu ha mostrato questa mappa alle Nazioni Unite, stava dicendo al mondo che lo stato di Palestina non esiste”.

L’ultimo episodio si concentra sull’impatto dell’amministrazione Trump, sul riconoscimento unilaterale di Gerusalemme come capitale israeliana e sull’effetto domino che ciò ha avuto sulle relazioni con la leadership palestinese.

Il docufilm non prende posizione, non cerca colpevoli né eroi, ma offre allo spettatore strumenti per comprendere uno dei conflitti più lunghi, complessi e divisivi della nostra epoca, dimostrando come diplomazia, politica interna, ideologia e interessi strategici abbiano ripetutamente ostacolato ogni concreta possibilità di pace.

Bce, avviata revisione procedure valutazione rischi banche (Srep)

Roma, 14 mag. (askanews) – La vigilanza bancaria della Bce avviato una revisione della sua procedura annuale di valutazione dei rischi sulle banche (Srep o Supervisory Review and Evaluation Process), con l’obiettivo di renderla più efficiente e efficace. L’iniziativa sembra inserisrsi viene nell’ambito dei propositi delle istituzioni della Unione europea di alleggerire la sempre più crescente burocrazia comunitaria.

Con un comunicato, la Bce afferma di voler ridurre “le complessità ritenute non necessarie” dei quadri regolamentari. “In futuro – si legge – le decisioni derivanti dal (ciclo) Srep saranno più chiare, più strategiche, con l’obiettivo di focalizzarsi sui rischi chiave e facilitare il dialogo tra banche e autorità di vigilanza”.

In questo ambito già questa estate, con il prossimo ciclo Srep le banche riceveranno una bozza di decisioni in un nuovo formato e con nuovi contenuti. (fonte immagine: ECB).

Ue, Mattarella: situazione grave ma restiamo ottimisti, fondamenta solide

Coimbra, 14 mag. (askanews) – “È una sfida impegnativa, eppure, senza sottovalutare la gravità della situazione, abbiamo il dovere – oltre che molte buone ragioni – di restare ottimisti. L’Unione si erge su solide fondamenta: un’economia di mercato aperta alla concorrenza e agli scambi internazionali; un sistema di banche centrali indipendente; un quadro giuridico stabile e affidabile; una concezione di Stato di diritto saldamente ancorata a una convinta tradizione democratica; politiche di redistribuzione attive ispirate al principio di solidarietà”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, concludendo il XVIII simposio Cotec a Coimbra dedicato alla competitività europea.

“Occorre essere orgogliosi di questa ‘eccezionalità europea’ e progredire su tali presupposti – è l’invito del capo dello Stato -. Confido che Portogallo, Spagna e Italia sapranno fornire il necessario impulso per affrontare con successo queste grandi sfide del nostro tempo. È questa una responsabilità davanti alla quale non possiamo sottrarci”.

Difesa Ue, Mattarella: in ritardo, il piano della Commissione primo fondamentale passo

Coimbra, 14 mag. (askanews) – “Oggi siamo in ritardo, in rincorsa rispetto agli eventi e dobbiamo, di conseguenza, avvertirne l’urgenza. Le iniziative avviate in materia dalla Commissione europea sono un primo fondamentale passo e testimoniano piena consapevolezza della posta in gioco. Sono anche una dimostrazione di concretezza, volendo porre a fattor comune strumenti e vantaggi di scala propri di un ordinamento sovranazionale che già in passato ha dimostrato capacità di adattamento a diversi shock esogeni”. Lo ha sottolineato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, concludendo il XVIII simposio Cotec a Coimbra.

La Difesa comune europea è uno dei temi la cui “attualità ed urgenza ben esemplifica le conseguenze dell’inazione e delle ingiustificate ritrosie a procedere lungo il cammino dell’integrazione. Gli Stati membri ne discutono da oltre settant’anni. Da quando a Parigi, nel maggio 1952 fu firmato il Trattato che istituiva la Comunità Europea di Difesa. Questa veniva rilanciata, in forme diverse e meno ambiziose, tra il ’98 e il 2000. Non è difficile immaginare – osserva il capo dello Stato – quale sarebbe oggi la condizione dell’Unione, di fronte al mutato contesto geopolitico, se avessimo scelto a suo tempo di compiere quel salto di qualità politico nel processo di integrazione”.

“Il nostro Simposio ha il merito di lanciare ‘Un appello all’azione’ di grande attualità: è infatti urgente, direi prioritario, che l’Europa agisca, perché stare fermi non è più un’opzione”, ha ribadito il presidente della Repubblica.

“I rischi dell’immobilismo sono ben identificati nel Rapporto Draghi come in quello Letta, sul futuro del mercato interno: le ipotetiche conseguenze per l’Europa, ad esempio in termini di arretramento nelle condizioni materiali di benessere diffuso o di un allontanamento irreversibile dalla frontiera tecnologica, ne accrescerebbero anche le vulnerabilità sui piani strategico e geopolitico, riducendone la capacità di contrastare le attuali perturbazioni dell’ordine internazionale. Scongiurare tali rischi è fondamentale – avverte il capo dello Stato -. A questo fine occorre mettere in campo misure efficaci e allo stesso tempo ambiziose”.

“Progredire senza indugi e con efficacia sulla competitività è largamente considerata condizione indispensabile all’ulteriore approfondimento del progetto d’integrazione continentale, al rilancio strategico dell’Unione Europea e alla preservazione di un’economia prospera per i suoi Stati membri e i suoi cittadini” ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“Oggi abbiamo avuto la possibilità di ascoltare spunti di grande rilevanza e interesse da parte di Mario Draghi, il cui rapporto sul futuro della competitività europea sta già contribuendo a orientare le politiche della Commissione Europea per la nuova Europa degli anni a venire”, ha ricordato.

"Pronto come va" è il nuovo singolo dei The Kolors

Milano, 14 mag. (askanews) – Dopo gli spoiler virali della scorsa settimana, ecco The Kolors e il loro nuovo singolo: “Pronto come va” (Warner Music Italy) sarà disponibile da venerdì 16 maggio in radio e su tutte le piattaforme digitali.

«”Pronto come va” è venuta fuori in un momento di nostalgia mentre eravamo in studio» – ha detto Stash sulla genesi della canzone – «Pensavamo alla bellezza di un gesto ormai dimenticato che fino a qualche anno fa rappresentava una vera e propria dedica: la compilation d’amore. Ricordavamo le sensazioni che si provavano in macchina mentre si ascoltavano da un cd, o ancor prima da musicassetta, le canzoni che cercavano in qualche modo di raccontare il sentimento per qualcuno…», mentre sul sound del pezzo ha aggiunto: «Quel tipo di ricordo, che nel nostro caso si riferisce agli inizi degli anni ’10, ci ha guidati anche nella scelta dei suoni. Abbiamo cercato di raccontare con sincerità la nostra epoca delle compilation, in una direzione parecchio “pharrelliana”».

Il nuovo brano è stato anticipato dallo spoiler fatto dalla band in occasione delle registrazioni del videoclip ufficiale, durante le quali The Kolors sono apparsi a sorpresa in alcuni matrimoni a Napoli, facendo irruzione nelle sale ricevimenti e stupendo tutti i presenti con dei live esclusivi e totalmente inaspettati, eseguendo per la prima il nuovo brano davanti agli sposi e ai loro invitati.

E da luglio, in un’estate in cui The Kolors saranno ancora una volta protagonisti con la loro musica, Stash e soci sono pronti a tornare dal vivo in Italia con il tour “Summer 2025”, dopo il grande successo della tournée europea, che in primavera li ha visti trionfare a suon di sold out in città come Londra, Parigi e Berlino.

Ecco il calendario di “Summer 2025”, prodotto e organizzato da Friends & Partners e Color Sound:

11 luglio 2025: Firenze – Anfiteatro delle Cascine

27 luglio 2025: Este (PD) – Castello Carrarese

2 agosto 2025: L’Aquila – Scalinata di San Bernardino

9 agosto 2025: Marina di Modica (RG) – Auditorium Mediterraneo

12 agosto 2025: Santa Maria di Castellabate (SA) – Villa Matarazzo

19 agosto 2025: Castelnuovo di Garfagnana (LU) – Fortezza di Mont’Alfonso

9 settembre 2025: Sesto San Giovanni (MI) – Kozel Carroponte

16 settembre 2025: Roma – Cavea | Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone

I biglietti per “The Kolors Summer 2025” sono disponibili su www.ticketone.it e in tutti i circuiti di vendita abituali. Info su www.friendsandpartners.it e su http://www.colorsound.com.

Mattarella: da Cotec appello all’azione Ue, stare fermi non è opzione

Coimbra, 14 mag. (askanews) – “Il nostro Simposio ha il merito di lanciare ‘Un appello all’azione’ di grande attualità: è infatti urgente, direi prioritario, che l’Europa agisca, perché stare fermi non è più un’opzione”. Lo ha ribadito il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, prendendo la parola al vertice Cotec Europa in corso a Coimbra che si intitola appunto “A Call to Action”.

“I rischi dell’immobilismo sono ben identificati nel Rapporto Draghi come in quello Letta, sul futuro del mercato interno: le ipotetiche conseguenze per l’Europa, ad esempio in termini di arretramento nelle condizioni materiali di benessere diffuso o di un allontanamento irreversibile dalla frontiera tecnologica, ne accrescerebbero anche le vulnerabilità sui piani strategico e geopolitico, riducendone la capacità di contrastare le attuali perturbazioni dell’ordine internazionale. Scongiurare tali rischi è fondamentale – avverte il capo dello Stato -. A questo fine occorre mettere in campo misure efficaci e allo stesso tempo ambiziose”.

Ue, Draghi: eredità di cui essere orgogliosi, cercare speranza nel futuro

Coimbra, 14 mag. (askanews) – “I nostri padri fondatori ci hanno lasciato in eredità un’Europa di cui dobbiamo essere orgogliosi. Mentre valutiamo le debolezze dell’Europa attuale, dobbiamo cercare incessantemente la speranza nel suo futuro”. Lo ha detto l’ex premier Mario Draghi intervenendo in conclusione del vertice Cotec a Coimbra, a cui partecipa il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“Quando in passato l’UE ha compiuto un salto di qualità verso una maggiore integrazione, sono stati tipicamente presenti tre fattori. In primo luogo, una crisi che dimostra senza ombra di dubbio che il sistema precedente è diventato insostenibile. In secondo luogo, un forte shock politico che sconvolge l’ordine istituzionale. E in terzo luogo, un piano d’azione già esistente che tutte le parti possono sottoscrivere”, ha osservato Draghi, secondo il quale questa fase storica presenta tutti e tre questi fattori.

Il modello di crescita e di difesa sono in crisi, ci sono profonde fratture istituzionali come “lo shock politico proveniente dagli Stati Uniti che è enorme – ha spiegato -. A ciò si aggiunge un cambiamento di rotta radicale in paesi come la Germania e una nuova determinazione della Commissione a superare gli ostacoli e la burocrazia. Abbiamo però avviato un piano d’azione che contiene consigli politici che sono oggi ancora più urgenti, se possibile. Investiremo nuovamente in Europa, in modo massiccio e responsabile. Affronteremo gli interessi acquisiti che attualmente ostacolano il nostro cammino verso un futuro basato sull’innovazione piuttosto che sui privilegi. E proteggeremo e preserveremo la nostra libertà”.