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D’Alema al summit in Cina, "contro di me accuse assurde"

Milano, 6 set. (askanews) – “Assurde le accuse contro di me per la presenza in Cina, il problema è piuttosto l’assenza dell’Europa… I cinesi, ogni dieci anni, celebrano la loro Liberazione con una parata militare alla quale invitano sempre i governi di tutto il mondo. Questa volta gli europei non c’erano e proprio questa, a mio avviso, è stata la scelta sbagliata”. Lo afferma Massimo D’Alema in una intervista a La Stampa in cui ribatte alle polemiche sulla propria presenza a Pechino in occasione della parata militare cinese. E rovescia le accuse: “In un Paese normale se c’è una personalità non più impegnata direttamente nell’agone politico che ha un buon rapporto con un partner ineludibile come la Cina dovrebbe essere considerato un fatto positivo per il Paese”. Perché “siamo dentro una crisi del vecchio ordine mondiale, abbiamo bisogno di costruirne uno nuovo che non abbia egemonie di alcun tipo e perciò non possiamo permetterci di fare un errore: schiacciare una grande potenza come la Cina e metterla alla guida di un grande blocco anti-occidentale. Errore madornale: se pensi di isolare il resto del mondo, finisci per isolarti”.

“Stiamo vivendo – è l’analisi dell’ex premier e ministro degli Esteri – la fine dell’egemonia occidentale, che è una delle cause del caos del mondo e dobbiamo costruire un nuovo ordine, che non sia l’egemonia di qualcun altro, cosa non desiderabile. Ma sia un ordine multilaterale, sostenibile, di coesistenza tra mondi diversi. Qui da noi invece, siamo più impegnati a difendere in modo fazioso un mondo che non c’è più, anziché ragionare su come stare in quello che c’è. Quello vero. Quello di oggi”.

All’osservazione che Xi si è presentato alla parata con la giacca rivoluzionaria di Mao, che una volta disse: ‘Il potere politico nasce dalla canna del fucile’, D’Alema risponde: “La Cina non bombarda nessuno, non ha una storia di aggressività e una volta Xi ha detto che le Muraglie le fai quando non vuoi essere invaso, non quando vuoi invadere. La Cina è aggressiva sul piano economico e su questo piano dobbiamo trovare un accordo equilibrato che salvaguardi i nostri interessi, ma sul piano geopolitico la Cina rappresenta un elemento di stabilità”, conclude.

Gaza, Cgil: oggi manifestazioni in tutta Italia "Fermiamo la barbarie"

Roma, 6 set. (askanews) – “Per chiedere la fine della barbarie in corso a Gaza e affinché il Governo italiano assuma una posizione chiara e coerente a sostegno della pace, della giustizia e del diritto internazionale, la Cgil promuove per oggi, 6 settembre, una giornata nazionale di mobilitazione con manifestazioni in numerose piazze italiane”. Lo comunica la Cgil in una nota, aggiungendo che “l’iniziativa intende esprimere pieno sostegno all’azione umanitaria e nonviolenta promossa dalla Global Sumud Flotilla”. “Non possiamo più accettare – afferma la Confederazione – che vengano uccisi impunemente bambini, donne, operatori umanitari, sanitari e giornalisti e che continui la distruzione delle infrastrutture civili rimaste, a partire da ospedali e scuole”.

Aperta camera ardente di Giorgio Armani: decine in coda

Milano, 6 set. (askanews) – stato accolto da un composto applauso l’arrivo del feretro di Giorgio Armani alla camera ardente aperta all’Armani/Teatro in via Bergognone a Milano alle 9, dove decine di persone fin dalle prime ore si sono messe in coda per l’ultimo saluto. Tra i primi ad arrivare prima dell’apertura, per l’ultimo omaggio al celebre stilista, il presidente di Stellantis, John Elkann con la moglie Lavinia Borromeo, il sindaco di Milano, Beppe Sala, l’allenatore dell’Olimpia Milano Ettore Messina.

Dipendenti e cittadini comuni, divisi in due file distinte, possono rendergli omaggio fino alle 18.

Mattarella: Europa area di pace, come possibile sia considerata nemico?

Cernobbio (Co), 6 set. (askanews) – “L’Unione Europea si è affermata come un’area di pace e di cooperazione capace di proiettare i suoi valori oltre i suoi confini, determinando stabilità, benessere, crescita, fiducia. Non ha mai scatenato un conflitto, non ha mai avviato uno scontro commerciale. Al contrario, ha agevolato intese e dispiegato missioni di pace”. Lo ha sottolineato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel videomessaggio all’apertura della seconda giornata di lavori del forum Ambrosetti a Cernobbio (Como).

L’Europa, ha detto il Capo dello Stato, “ha contribuito a elevare standard di vita, criteri di difesa del pianeta. Ha promosso incontri e dialoghi e ha alimentato libertà nei rapporti internazionali, eguaglianza di diritti tra popoli e Stati: condizioni e causa di progresso. Si pone, quindi, anzitutto, una domanda, prima di ogni altra. Come è possibile, su queste basi, che l’Europa oggi venga considerata da alcuni un ostacolo, un avversario se non un nemico?”, si è chiesto Mattarella. “Quali sono le ragioni, gli interessi di fondo, i principi sui quali si basa la convivenza civile e i traguardi raggiunti dai popoli europei che qualcuno considera disvalori?”.

Secondo il Presiente della Repubblica, “è soltanto affrontando con lucidità interrogativi di questa natura che potremo trovare risposte esaurienti, utili a illuminare le scelte che siamo chiamati a compiere, pena la irrilevanza e la regressione rispetto ai risultati sin qui raggiunti”.

Il disastro delle leadership occidentali: come ricostruire un progetto politico?

Il disastro compiuto dalle leadership occidentali negli ultimi due decenni ha proporzioni bibliche. Ciò che vediamo in questi ultimi anni ne è la conseguenza diretta.

La Cina e lillusione della globalizzazione

Pensiamo in primo luogo alla Cina. Nel dicembre 2001, la Cina viene ammessa nel WTO (l’Organizzazione Mondiale del Commercio). Grande opportunità per la Cina e grande problema per l’Occidente: nessuna vera ed esigibile regola di reciprocità viene posta alla base di questo ingresso.

Nel frattempo, l’Occidente a guida americana scommette tutto sulla globalizzazione, ad ogni livello. Non si pone il problema del “governo globale” del processo: anzi, assiste senza batter ciglio al progressivo sgretolarsi delle Istituzioni multilaterali e allo sfarinarsi del Diritto Internazionale. Pensa che il “mercato” si auto regolerà.

E deregolamenta la crescita delle tecnologie digitali in maniera così forte da creare le basi per le grandi concentrazioni oligopoliste che oggi dominano il pianeta.

Il gioco viene accolto dalla Cina con grande entusiasmo. Mentre gli Stati Occidentali (ed in modo particolare l’Europa, con la normativa in tema di “aiuti di Stato”) teorizzano e praticano il ritiro dei poteri pubblici dal mercato – anche in settori strategici – essa rafforza la sua idea di turbo-capitalismo a guida e a sostegno finanziario statale.

Le leadership americane ed europee hanno pensato – soprattutto con l’era Clinton e con la suggestione della “Terza Via” di Tony Blair (triste vederlo oggi protagonista del folle progetto della “nuova Gaza”, depurata dai palestinesi) – che liberalizzare il mercato globale portasse alla “democratizzazione” del Mondo e della Cina in particolare. Pensiero diffuso, ma purtroppo del tutto infondato.

Oggi la Cina – proprio rafforzando la sua natura di regime autoritario, controllato dal Partito Unico – è diventata una potenza economica e geopolitica globale.

Il summit dello SCO e lisolamento occidentale

Il summit dello Sco (Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai) ha riunito in questi giorni decine di Paesi, che rappresentano quasi la metà del PIL mondiale, uniti attorno all’idea di un “nuovo ordine mondiale” alternativo a quello a guida occidentale.

Spiccava – oltre ovviamente a quella di Putin, il nuovo Zar imperialista di Mosca – la presenza di molti tra i peggiori e più liberticidi despoti del pianeta. E quella del leader indiano, speriamo non definitivamente aggregato a quel patto, ma spinto a Pechino a seguito della folle politica dei dazi del governo americano, come bene ha scritto su HF Gianni Vernetti.

A fronte di questa iniziativa, l’America vive la sua stagione peggiore di involuzione democratica sul piano interno e di isolamento sul piano internazionale.

E l’Europa, nella sua ormai altalenante ma acclarata solitudine rispetto all’America di Trump, fatica a trovare la propria unità ed il proprio slancio anche sulle scelte di minore importanza. Non parliamo poi su quelle strategiche, come ha detto lucidamente Mario Draghi al Meeting di

Rimini qualche giorno fa.

 

Le Afriche” dimenticate

Pensiamo in secondo luogo all’Africa, o meglio “alle Afriche”.

Un continente in rapida trasformazione, da qualche tempo completamente abbandonato dall’Occidente, salvo le maldestre presenze francesi e le ormai decrescenti iniziative di cooperazione allo sviluppo di alcuni Paesi Europei (quelle americane, Trump le ha cancellate in uno dei suoi primi atti esecutivi).

Il FMI a guida occidentale, da parte sua, ha imposto regole finanziarie stringenti ai Paesi Africani che avevano iniziato un loro percorso di sviluppo. Con la conseguenza che oggi molti di essi, per assolvere ai doveri del servizio al debito (attualmente in larga parte dovuto a fondi globali privati e non a Stati Nazionali: questione che rende oltremodo difficile perseguire la strada del “condono del debito” da sempre evocata dai Pontefici) sono costretti a ridurre drasticamente gli investimenti pubblici in sanità e formazione.

Nel frattempo, Cina, Russia e Paesi Arabi del Golfo stanno realizzando una nuova, massiccia forma di neo-colonizzazione politica ed economica nelle Afriche, anche con forme di presenza militare indiretta a sostegno dei regimi dittatoriali che presidiano, a nome loro, le risorse naturali più strategiche.

Un suicidio per l’Occidente e soprattutto per l’Europa, alla luce delle dinamiche demografiche del continente africano ma anche delle prospettive economiche e geopolitiche di lungo periodo.

Il “Piano Mattei”, varato dal Governo Meloni, pur positivo, è in questo senso nulla più di una goccia nel mare delle necessità ed è oltretutto pensato in ottica essenzialmente di interesse energetico e di breve periodo.

Una prospettiva euro-africana per lEuropa

Ed invece, se l’Europa volesse e potesse ragionare in una prospettiva strutturale di lungo periodo, visti i nuovi scenari globali che si stanno consolidando, dovrebbe considerare strategica la prospettiva “Euro-Africana”, quanto meno al pari della storica prospettiva “Euro-Atlantica” e certamente più di quella “Euro-Asiatica”.

La prima, che è stata, per nostra fortuna, l’architrave della nostra moderna storia democratica e del nostro sviluppo sociale ed economico, pare oggi resa molto precaria dalla trasformazione del “sogno americano” nell’incubo dell’America First, interpretata da un “trumpismo” che temo sopravviverà allo stesso Trump.

La seconda – simboleggiata dall’incontro a Pratica di Mare del 28 maggio 2002 tra Berlusconi, Bush e i leader della Nato con Vladimir Putin – abbiamo visto che fine ha fatto. Al di là del dramma ucraino, mezza Europa Orientale rischia di essere sotto scacco del nuovo imperialismo russo e delle sue strategie di guerra ibrida e di ostile penetrazione politica.

Certo, ogni prospettiva – pena il declino irreversibile dell’Europa e l’archiviazione delle sue ambizioni di essere libera e di esercitare un ruolo di attore globale, non di satellite di altri – richiede un rapido e radicale salto di qualità nei processi di integrazione politica, finanziaria, economica e militare del Vecchio Continente. Altro che “ritorno alla vecchia CEE” come va cinciando Salvini.

Una nuova proposta politica al centro

I segnali sono pessimi. Sia nei Governi europei, sia in molte forze politiche (non solo a destra, ahimè) incapaci di leggere i fenomeni che accadono, sia nelle opinioni pubbliche, sempre più indotte a seguire le suggestioni nazionaliste e populiste.

Ma questa è la battaglia prioritaria che dobbiamo combattere, perché è quella che dà senso, ormai, a tutto il resto. Alla nostra sicurezza democratica, come a quella economica e sociale.

Leggo sul Domani d’Italia la lucida riflessione di Marco Follini (ripresa dalla Voce del Popolo), dal titolo “Un pezzo di Paese senza rappresentanza”.

Ecco, proprio sul terreno della politica estera e della visione internazionale si può intravvedere lo spazio per una nuova proposta politica che dia voce alla nostra cultura politica. Ma per colmare il deficit di Rappresentanza di cui scrive giustamente Marco, più ancora che di congetture sulle riforme elettorali, abbiamo bisogno di generosità e coraggio politico. Oltretutto, le prime, oggi, non dipendono certo da noi, mentre la generosità ed il coraggio politico sì.

Piantiamola di dare credito alle tante micro iniziative costruite in “franchising” da altri; di accreditare ambigue presenze “civiche” che avrebbero il ruolo di una sorta di “legione straniera” per coprire al centro il Campo Largo; di ritenerci ognuno il perno aggregatore del tutto. Oggi nessuno è in grado di farlo.

Questo stallo sostanziale, del resto, spiana solo la strada per l’espansione al centro (elettoralmente, non certo nei contenuti) della Destra al Governo.

Le vicende a cui si assiste, poi, in vista delle prossime elezioni regionali sono, in tal senso, del tutto allucinanti.

O riteniamo che la cultura politica del Centro di ispirazione popolare sia condannata a rifugiarsi nell’ambito della testimonianza culturale, oppure decidiamoci a dare vita ad una sorta di federazione strutturata di soggetti politici nazionali e locali che abbia però la sua autonomia costituiva, il suo profilo politico, la sua “proposta al Paese”.

Ormai i riformisti sono senza casa: serve un’alternativa al bipopulismo

Gentile Direttore,

durante questa estate di preparazione alle prossime elezioni regionali è emerso finalmente cosa significa essere testardamente unitari: diventare grillini ad honorem.

Il PD nelle mani di Conte

Se infatti un tempo gli ex comunisti avevano paura di morire democristiani, ormai si sono completamente abbandonati all’idea di accogliere come loro il programma pentastellato. Durante le scorse settimane, pur di chiudere le alleanze con Conte, l’on. Schlein ha accettato tutto.

Nelle Marche, il leader grillino ha dismesso i panni dell’avvocato, per divenire il gup del popolo e assolvere il candidato del PD Ricci da “l’onta” di aver ricevuto un avviso di garanzia.

In Toscana, il riformista Giani si è visto imporre dalla senatrice Taverna una serie di No a riforme appena approvate dalla sua giunta e alle grandi opere pubbliche.

In Campania, dopo che se ne sono detti di tutti i colori, il governatore De Luca, gli anti De Luca e il presidente Fico hanno siglato l’alleanza degli opposti, come si suol dire: è finito tutto a tarallucci e vino.

In Calabria, nonostante la pletora di candidati governatori all’altezza del ruolo presenti in casa democratica, sono andati con il cappello in mano a Strasburgo per supplicare il padre del reddito di cittadinanza di scendere in campo. Il risultato della supplica è vedere, tra i candidati nella lista civica del candidato progressista, personalità che hanno espresso la propria lontananza dalla coraggiosa resistenza del popolo ucraino e la vicinanza ai vili ideali di certi terroristi nostrani.

Fa eccezione la Puglia, dove Decaro si è guadagnato l’investitura pur ingoiando il rospo del ritorno in campo dell’ex presidente della Regione e leader morale di AVS, Nichi Vendola.

Populismo e paure democratiche

Appare evidente ormai come il campo largo non sia altro che un movimento 5 Stelle allargato, dove, nonostante il tentativo di costruire tende riformiste, il programma è stato copiato dagli slogan grillini. Forse anche il leader della coalizione sarà importato dallo stesso movimento. In poche parole, in questo campo largo non c’è spazio per i riformisti e i centristi che non vogliono abbandonarsi al contismo e al populismo.

Né regge la logica di dire: bisogna fare di tutto per impedire che la Presidente Meloni prenda i pieni poteri. Intanto perché, al contrario di altri esempi occidentali, a partire dagli Stati Uniti trumpiani, in questi tre anni il nostro Paese non ha intrapreso alcuna deriva da democratura.

È un vizio di certi gruppi accusare l’avversario di turno di essere un futuro dittatore. Il primo a ricevere questa accusa fu De Gasperi per la famosa legge truffa che, oggi, a confronto con più recenti leggi elettorali, sembra il trionfo del diritto e della democrazia. Poi bene o male ci sono passati tutti i leader del secondo Novecento italiano tra cui: Andreotti, Craxi, Berlusconi e per finire Renzi.

Bisogna stare attenti a gridare al lupo, al lupo, quando il lupo non c’è, perché si perde di credibilità. Gli allarmi democratici rischiano di divenire mera e quotidiana propaganda. E se un vero dittatore si dovesse palesare, speriamo non accadrà mai, nessuno farebbe più attenzione alle preoccupazioni per la democrazia.

Una terza via è possibile

Inoltre, se ci fosse l’esigenza di costruire un’alleanza il più larga possibile per non far vincere qualcuno, non si imporrebbe l’ideale e il programma di una specifica e limitata parte politica. Al contrario, si cercherebbe il compromesso, per far ritrovare più persone possibile dietro a quelle idee e quelle proposte. Oggi, però, il pensiero dei riformisti o dei cattolici viene tranquillamente trascurato dalle opposizioni, al contrario di quanto sembra fare la maggioranza.

Molte discussioni ci sono state in seguito al discorso della Presidente del Consiglio al Meeting di Rimini. Alcuni commentatori si sono stupiti dell’affetto riversato da un pubblico di provenienza cattolica nei confronti di una esponente politica post-missina. A me tutto ciò non ha sorpreso. Abbiamo due leader, una si è presentata a Rimini e ha accolto alcune proposte di quel mondo, l’altra non ha mai rivolto nemmeno una parola di attenzione alle istanze di quell’ambiente, anzi in alcuni casi l’ha apertamente osteggiato.

Mi chiedo, allora, in una narrativa della quotidianità politica così polarizzata, ci possiamo veramente meravigliare se una parte significativa dei cattolici preferisce Giorgia Meloni ad Elly Schlein? E piuttosto che sbalordirsi, non sarebbe stato più opportuno far partire delle iniziative per parlare a questa parte del popolo italiano? È veramente così marginale da poterlo trascurare e lasciare ad altri?

Cosa ci resta da fare? Dobbiamo decidere se morire grillini o vannacciani? Esiste una terza strada, un’alternativa? Nell’attuale contesto e con la presente legge elettorale, sì. Con due coalizioni così polarizzate e vicine in termini di numeri, a giudicare dai recenti sondaggi, basta un gruppo indipendente che riesca a superare lo sbarramento per far saltare il banco dei due poli e impedire ad entrambi di avere la maggioranza per governare.

So che sembra impossibile; eppure, è così perché due coalizioni che non raggiungono il cinquanta per cento e che si spartiscono a metà i collegi uninominali non possono diventare maggioranza. Bastano allora pochi granelli di sabbia per scardinare il sistema bipopulista. Bisogna solo crederci, iniziare ad unire le forze, senza essere troppo schizzinosi, ma soprattutto avere delle idee in mente su come rimettere in carreggiata il nostro Paese e l’Europa.

A proposito di questo, a Rimini, qualcun altro ha parlato delineando un’agenda chiara e netta, una proposta utile per risvegliare l’Europa. Questa persona ha già dimostrato di avere le doti e le competenze per essere il Presidente del Consiglio di un governo di Grande Coalizione. Non perdiamo tempo!

Barche verso Gaza: il coraggio civile contro il silenzio

Il conflitto israelo-palestinese è giunto ad un punto di assoluta intollerabilità in termini civili e culturali. A Gaza la disumanità regna sovrana e la morte non risparmia nessuno, per età, professione o funzione svolta. Medici, giornalisti, diplomatici, religiosi, ormai l’esercito israeliano spara su tutto e su tutti. Prima si uccide e poi con un comunicato si “qualifica” l’accaduto come un errore o una necessità dettata dalla presunta presenza o vicinanza di terroristi; ma intanto prima si uccide e poi si tenta di giustificare l’uccisione con una modalità che è diventata ormai sempre più irritante ed offensiva per l’intelligenza di chi ascolta.

Netanyahu e la responsabilità del massacro

Su Netanyahu grava la responsabilità del massacro di un popolo; lo possiamo chiamare genocidio, sterminio o come altro si voglia, ma la sostanza non cambia. Israele sta eliminando non singole persone (ad esempio, i terroristi di Hamas), ma un’intera comunità con una propria storia, religione e cultura. Netanyahu porta su di sé la gravissima colpa per il crescente odio nel mondo nei confronti del popolo israeliano, anche se sono sempre meno gli israeliani che approvano le scellerate politiche governative. Non vanno mai confuse le responsabilità di una classe dirigente con quelle di un intero popolo.

 

LEuropa e il rischio Accademia della Crusca

Di fronte a questa aggressione totale l’Europa non può trasformarsi in una succursale dell’Accademia della Crusca, intenta a disquisire sulle parole più appropriate da utilizzare per definire il massacro di Gaza e dei suoi abitanti. Come se oggi il problema fosse quello di non urtare la suscettibilità degli aggressori, anziché fermare l’aggressione. Oggi è necessario riconoscere il diritto alla vita ed alla dignità personale di chi vive nei territori occupati e bombardati quotidianamente. È necessario per la pace in tutta l’area medio-orientale – in Palestina come in Israele – e per le tensioni che questo conflitto sta creando nel resto del mondo. La pace è soprattutto la grande occasione che deve essere restituita alle giovani generazioni che dal loro primo vagito hanno visto e conosciuto soltanto la guerra per la sola “colpa” di essere nati nel posto sbagliato.

La società civile si mette in gioco

La “Global Flotilla” che si sta dirigendo verso le coste palestinesi avrà pure un significato simbolico e non risolutivo del problema umanitario, ma è comunque il segnale di una società civile (civile non solo a parole) che si mette in gioco anche a rischio della propria incolumità personale. Per questi motivi meritano grande rispetto ed apprezzamento, mentre risultano stucchevoli ed irricevibili i commenti di rappresentanti delle istituzioni ispirati da un becero ed inutile benaltrismo.

No all’entropia digitale: la Relazione come spazio di libertà e rigenerazione

La forza di internet è la forza della riduzione di tutto ad un unico linguaggio, portale del mondo, che tutto destruttura e rende indifferenziato; sicché livellando ogni differenza rende inutile, sorpassata, ogni intermediazione in quanto non c’è più da distinguere nulla, né perciò da decifrare nulla.

Nella Commedia dell’unico linguaggio globale non c’è bisogno di Virgilio né di guide (leader o non leader che siano), ognuno è subito auto-introdotto ovunque, ognuno può contemporaneamente essere dappertutto e in nessun luogo.

La tecnologia ignora chi siamo

Un viaggio oggi nei paesaggi dei gironi danteschi non ha bisogno né di mete né di senso, la tecnologia che ce lo permette ignora chi siamo, non si spiega e non ci “sposa” (resta celibe); ma nemmeno ci chiede – come nelle Relazioni – chissà quali significati e trasformazioni, bensì ci rende entropici come lei. Provvede lei ad ingaggiarci, noi non dobbiamo più diventare nulla perché veniamo immantinentemente resi tecnocompatibili con tutto.

“La progressiva trasformazione di Internet in un unico ipertesto percorribile con browsers sempre più amichevoli accentua la sensazione di un accesso sempre più disintermediato all’informazione elettronica, ma il fenomeno è più generalizzato e non riguarda solo il campo delle risorse liberamente disponibili in rete. Anche nell’ambito dell’informazione elettronica le più nuove fra le nuove tecnologie sembrano aver portato ad una situazione in cui un utente finale può acquisire le conoscenze di base necessarie per il recupero dell’informazione”.

“È una situazione che sembra far apparire antichi anche quei campi di intervento che ci eravamo abituati a considerare come i più avanzati nella nostra professionalità, come l’intermediazione e la user education” (Gabriele Gatti, Macchine Celibi? Accumulo o distribuzione dellinformazione fra tecnologie e professionalità. Seminario “Il Presente Rinnovato”, Bologna, Febbraio 1997).

Così la tecnologia non ci “sposa”, non ha bisogno di sapere da dove veniamo e dove sogniamo di andare, nasce fine a se stessa, perciò inutile e perciò “utile” alla reiterazione all’infinito di noi stessi, senza diventare e senza generare più nulla. Parafrasando un libro di Eco del 1961 (che per quei tempi additava il potere della tv), la tecnologia ci dice “voi siete Dio, restate immoti”. Di contro se le macchine sono “celibi” noi siamo scapoli. Bisogna rimanere “scapoli”, come i pretendenti in un’opera su vetro di Duchamp (1923), dove la sposa è indecifrabile.

Il celibato infecondo e il turismo spirituale

Magatti e Giaccardi individuano nello Spirito la forza della liberazione contro l’assimilazione, il ritornare nel profondo del processo trasformativo di ciascuno e nella rigenerazione del sé, un sé che trova nella Relazione l’inaspettato del riconoscersi e dello stupore che ogni Incontro suscita. Per Giaccardi e Magatti l’apertura al trascendente che il lavoro spirituale produce ha forza creativa e perciò liberante, come ogni espressione “artigiana” che de-coincide con ciò che magari anche funziona ma lo re-inventa, così evitando ogni trappola omologativa.

In questo si trova un riscontro forte in un celebre discorso di Giuseppe Dossetti all’Archiginnasio di Bologna del 1986: il disorientamento del “concepire la vita come una raccolta di esperienze, esperienze personali o sociali, o anche esperienze spirituali”. C’è il grande rischio di fare del dilettantismo, del turismo spirituale, cioè di restare sempre in un celibato timido o egoista, comunque sempre sterile. A un certo punto bisogna porre fine alle esperienze, scegliere e sposarsi, con una decisione forte e definitiva”.

Il libro 

  1. Giaccardi-M. Magatti, Macchine celibi. Meccanizzare l’umano o umanizzare il mondo?, il Mulino, 2025.

Puglia, intesa nel campo largo. Decaro in pista: scusate i pettegolezzi…

Roma, 5 set. (askanews) – “Scusate per i pettegolezzi, per i retroscena…”. Antonio Decaro sale sul palco della festa dell’Unità di Bisceglie insieme alla segretaria Pd Elly Schlein ed esordisce così parlando alla platea. Le polemiche delle ultime settimane hanno segnato i militanti, l’incertezza sulla sua candidatura stava creando tensioni nel Pd e nel ‘campo largo’, ma già la scelta di salire sul palco insieme alla leader democratica fa capire a tutti che ormai la decisione è presa: “Io da oggi ho la responsabilità di guidare un nuovo progetto politico per questa regione. Da oggi parlerò solo di questo progetto politico. Della Puglia, dei pugliesi…”.

Nemmeno un accenno a Nichi Vendola, che Decaro non vorrebbe candidato al consiglio regionale, come non ha voluto Michele Emiliano. Avs non ha sentito ragioni, Nichi è in pista. Tanto che subito dopo le parole di Decaro arriva alle agenzie la sua dichiarazione: “Ringrazio Antonio Decaro per aver scelto di mettersi al servizio della nostra regione”. Ma – appunto – nessun passo indietro: “La mia disponibilità a candidarmi nella lista di Avs con spirito di servizio non ha altro obiettivo che questo: sostenere l’alleanza progressista, sostenere Decaro”.

La Schlein prende la parola subito dopo l’ex sindaco di Bari: “Grazie Antonio. Grazie di esserti ancora una volta messo a disposizione della nostra gente, della nostra coalizione progressista, unita e compatta, che deve battere le destre”. La leader Pd assicura: “Sarà una sfida appassionante al tuo fianco, con la coalizione progressista. Uniti e compatti noi vinceremo”.

Quindi, aggiunge: “Voglio anche ringraziare chi ha messo le condizioni per poter arrivare qui: Michele Emiliano. Voglio ringraziarlo per il lavoro svolto in questi anni e per la disponibilità a fare un passo di lato”. Un omaggio dovuto, anche se le voci delle ultime ore non sono del tutto rassicuranti: secondo un parlamentare Pd il presidente uscente non avrebbe preso bene di essere, alla fine, l’unico ‘ex presidente’ escluso dalla corsa elettorale e non sarebbe da escludere un suo ripensamento. Emiliano potrebbe scegliere di correre con una lista civica a lui collegata, riaprendo una discussione che la Schlein sperava di avere chiuso.

Si vedrà nei prossimi giorni, il candidato presidente intanto incassa anche il sostegno di Giuseppe Conte: “Le parole di Decaro sono una buona notizia. Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, i leader di Avs, invitano tutti ad andare oltre: “Ringraziamo Antonio Decaro che con la sua scelta consente a tutta la coalizione di concentrarsi sui bisogni della Puglia e dei pugliesi. Ora, tutti insieme al lavoro per vincere le elezioni e battere la destra”.

Cucinotta ricorda Armani: “Qui a Venezia il primo red carpet con lui”

Venezia, 5 set. (askanews) – “Per me Venezia un ricordo di Giorgio Armani, perch la mia prima volta qui stata proprio con lui, che mi ha accompagnato sul red carpet e mi ha vestita e mi stato vicino perch non era facile, Massimo (Troisi, ndr) non c’era pi ed ero emotivamente molto scossa”: lo ha raccontato Maria Grazia Cucinotta alla Mostra di Venezia in occasione della presentazione del film “The Sound of Flames”, diretto a quattro mani dalla regista cinese Ye Yiyun e l’italiano Giuseppe Ferlito, di cui madrina.

“Mi stringeva la mano e poi mi sempre stato vicino nelle occasioni pi belle della mia vita: dagli Oscar, alla prima di James Bond, a tutte le altre prime, al mio matrimonio. stato un percorso di 20 anni e lui mi ha sempre fatto splendere con estrema eleganza”, ha aggiunto l’attrice, sottolineando che Giorgio Armani lascia “Giorgio Armani, il suo nome in giro per il mondo, lascia tutto quello che il Made in Italy, noi siamo Made in Italy anche grazie a lui, fieri di essere italiani”.

Il film narra il viaggio interiore di Meng Ran, un affermato poeta cinese che, durante un viaggio in treno, rievoca i ricordi dell’infanzia e della giovinezza vissuta nel periodo conclusivo della Rivoluzione Culturale.

Maria Grazia Cucinotta considerata un’icona del cinema italiano in Cina, dove ha preso parte a numerosi progetti e che meglio di ogni altro artista rappresenta il legame e fusione tra le due rispettive arti cinematografiche.

Quando la tecnologia da perfezionare, missione fallita per il robot

Berlino, 5 set. (askanews) – Quando la tecnologia da perfezionare. A Ifa 2025, la fiera tech di Berlino specializzata in soluzioni domestiche, sono tanti gli stand che mettono in mostra un futuro fatto di robot tuttofare che potrebbero renderci la vita pi semplice. Ma non tutto va sempre per il verso giusto: come nel caso di questo robot simile a uno Stormtrooper di Star Wars preposto a smistare la biancheria. In un caso la mano robotica rischia di far cadere il cesto, in un altro va a vuoto, una terza volta il robot inizia a disporre la biancheria sul cesto in bilico. Subito l’intervento degli addetti per riprogrammarlo. Robot immobile e una missione fallita che fa quasi tenerezza.

La commissione Ue multa Google per 2,5 mld: distorta concorrenza

Roma, 5 set. (askanews) – La commissione europea ha inflitto a Google una multa di 2,95 miliardi di euro per aver violato le norme Antitrust dell’Ue distorcendo la concorrenza nel settore delle tecnologie pubblicitarie. Lo ha fatto favorendo i propri servizi di tecnologia pubblicitaria display online a scapito dei fornitori concorrenti di servizi di tecnologia pubblicitaria, degli inserzionisti e degli editori online.

La commissione ha ordinato a Google di porre fine a queste pratiche di auto-preferenza e di attuare misure per porre fine ai suoi conflitti di interesse intrinseci lungo la catena di fornitura dell’adtech. Google ha ora 60 giorni di tempo per informare la commissione su come intende procedere.

“La decisione odierna dimostra che Google ha abusato della sua posizione dominante nell’adtech, danneggiando editori, inserzionisti e consumatori – ha detto Teresa Ribera, vicepresidente esecutiva dell’Ue per una Transizione pulita, giusta e competitiva – questo comportamento è illegale secondo le norme Antitrust dell’Ue. Google deve ora proporre una soluzione seria per risolvere i suoi conflitti di interesse e, se non ci riuscirà, non esiteremo a imporre misure rigorose. I mercati digitali esistono per servire le persone e devono essere fondati sulla fiducia e sull’equità. E quando i mercati falliscono, le istituzioni pubbliche devono agire per impedire agli attori dominanti di abusare del loro potere. La vera libertà significa parità di condizioni, dove tutti competono ad armi pari e i cittadini hanno un autentico diritto di scelta”.

L’indagine della commissione ha rilevato che Google detiene una posizione dominante nel mercato dei server pubblicitari per editori con il suo servizio “Dfp” e nel mercato degli strumenti per l’acquisto programmatico di annunci per l’open web con i suoi servizi “Google Ads” e “DV360”. Entrambi i mercati si estendono all’intero spazio economico europeo.

In particolare, la commissione ha rilevato che, almeno tra il 2014 e oggi, Google ha abusato di queste posizioni dominanti in violazione dell’articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Bruxelles ha concluso che queste condotte miravano a conferire intenzionalmente un vantaggio competitivo e potrebbero aver precluso l’accesso agli ad exchange concorrenti.

La commissione ha ordinato a Google di porre fine a queste pratiche e di attuare misure per porre fine ai suoi conflitti di interesselungo la filiera dell’adtech. Google ha ora 60 giorni di tempo per informare la commissione delle misure che intende proporre a tal fine. Una volta ricevute, la commissione le valuterà per verificare se eliminano i conflitti di interesse. In caso contrario, fatto salvo il diritto di Google di essere ascoltata, la commissione procederà a imporre un rimedio appropriato. La commissione ha già espresso il suo parere preliminare secondo cui solo la cessione da parte di Google di una parte dei suoi servizi risolverebbe la situazione di conflitti di interessi, ma desidera prima ascoltare e valutare la proposta di Google.

"Love at first sight" di Jacopo Reale vince il Reply AI Film Festival

Roma, 5 set. (askanews) – A Venezia il linguaggio del cinema ha incontrato le potenzialità dell’intelligenza artificiale grazie alla seconda edizione del Reply AI Film Festival, la competizione internazionale ideata da Reply aperta a tutti i creativi che hanno realizzato un cortometraggio con il supporto di nuove tecnologie e strumenti di intelligenza artificiale.

Dopo un’attenta selezione tra oltre 2500 cortometraggi provenienti da 67 paesi, sono stati decretati i vincitori dell’edizione 2025 nel corso di una coinvolgente cerimonia di premiazione che si è svolta il 4 settembre presso la lounge Priceless di Mastercard all’Hotel Excelsior del Lido di Venezia, in contemporanea con l’82esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia.

Guidata dal regista Gabriele Muccino, la giuria internazionale – composta, tra gli altri, da Rob Minkoff, Caleb & Shelby Ward, Denise Negri, Dave Clark, Charlie Fink, Filippo Rizzante, Caroline Ingeborn, Paolo Moroni e Guillem Martinez Roura – ha assegnato tre premi principali ai cortometraggi che si sono distinti per originalità, qualità della produzione e uso consapevole dell’AI in tutte le fasi del processo creativo, dalla scrittura alla post-produzione.

“Love at First Sight” di Jacopo Reale è il cortometraggio vincitore di quest’edizione del Reply AI Film Festival. “Vincere con Love at First Sight non è solo un grande onore, ma anche uno stimolo a continuare a esplorare le possibilità visive e soprattutto narrative che l’AI apre. Il film ruota intorno all’atto dell’osservazione, domandandosi come le emozioni possano nascere da un’illusione. L’AI mi porta a distillare le storie nella loro essenza, dando ritmo e significato a immagini che non esistono in senso tradizionale, e che tuttavia possono evocare emozioni profonde”, ha dichiarato Reale.

“L’AI sta raggiungendo un punto incredibilmente complesso, davvero uno tsunami che cambierà completamente il mondo. Sono rimasto colpito dal realismo di alcuni corti, ma ciò che ci ha davvero guidati è l’emozione: l’ago della bilancia si sposta quando qualcosa ti smuove davvero. Se qualcosa ti emoziona, è il segno di una voce che ti parla in un modo in cui altre non lo fanno. Complimenti a tutti i creatori: siete stati sublimi, e come regista sono rimasto senza parole”, ha osservato Gabriele Muccino.

Il secondo premio è andato a “The Cinema That Never Was” di Mark Wachholz. “The Cinema That Never Was è la mia lettera d’amore ai sogni perduti del cinema. L’AI è diventata la mia compagna di scavo nell’immaginazione, aiutandomi a esplorare un vasto archivio di film, con storie mai raccontate e idee mai realizzate che, a volte, ci restano addosso più di quelle arrivate sullo schermo. Il futuro del cinema non è l’automazione, ma l’amplificazione della visione. Per questo sono grato a Reply AIFF, che mi ha permesso di riportare alla luce frammenti di quei film mai girati”, ha raccontato Wachholz.

Il terzo classificato è “Un Rêve Liquide” di Andrea Lommatzsch. “Lavoro con l’AI da anni e ho assistito alla sua evoluzione fino a diventare uno strumento in grado di aprire possibilità che oggi non possiamo nemmeno immaginare. Per me, l’AI è diventata una vera opportunità per creare e fare cinema. La storia del mio cortometraggio era viveva già dentro di me, e l’AI mi ha dato la possibilità di darle vita”, ha commentato Lommatzsch.

Oltre ai premi principali, sono stati conferiti anche due riconoscimenti speciali: il Lexus Visionary Award, destinato alla produzione più visionaria e innovativa che meglio ha saputo integrare tecnologia, design e intuizione del futuro, che è stato conquistato da Instinct (Marcello Junior Costa), e l’AI for Good Award, promosso in collaborazione con l’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (ITU), destinato al miglior cortometraggio che mette in evidenza gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (SDGs), assegnato a Clown (Shanshan Jiang).

“Sono onorato che Instinct sia stato selezionato come finalista all’AIFF. Questo progetto presenta esclusivamente immagini generate con l’AI, eppure è scritto e montato come un film tradizionale, a dimostrazione di come questi nuovi strumenti possano servire la narrazione classica in qualunque modo scegliamo. La Gen-AI rende il cinema più democratico: chiunque, ovunque, ora può raccontare le proprie storie. Spero che i filmmaker continuino a usarla in modo responsabile, per spingere la creatività in avanti e dare voce a sempre più persone”, ha osservato Marcello Junior Costa.

“Partecipare al Reply AIFF è stata per me un’esperienza profondamente significativa. Il mio film, Clown, è incentrato su una talentuosa clown che perde gradualmente il senso di sé mentre cerca di compiacere il pubblico. L’uso dell’AI non solo ha arricchito la narrazione, ma ha anche mostrato come la tecnologia possa ampliare l’espressione artistica oltre i mezzi tradizionali. Per me, l’AI non è una sostituta, ma una collaboratrice, e guardo con fiducia a un futuro in cui continuerà ad ampliare le possibilità creative”, ha spiegato Shanshan Jiang.

I vincitori sono stati selezionati per aver interpretato al meglio il tema dell’edizione – “Generation of Emotions” – esplorando come l’intelligenza artificiale possa generare emozioni autentiche e coinvolgenti attraverso il linguaggio cinematografico.

“Questa edizione del Reply AI Film Festival conferma come l’intelligenza artificiale, se usata con consapevolezza, possa diventare un vero alleato della creatività. I cortometraggi premiati dimostrano che la tecnologia non sostituisce la sensibilità artistica, ma la amplifica, offrendo ai giovani talenti nuove possibilità di sperimentare linguaggi, emozioni e visioni innovative”, ha dichiarato Filippo Rizzante, CTO di Reply. “Il Festival rappresenta un laboratorio unico in cui il cinema incontra l’AI, stimolando un dialogo che apre scenari sempre più ricchi e accessibili per l’industria creativa”, ha concluso.

La Ue ha multato Google per 2,5 miliardi

Roma, 5 set. (askanews) – La Commissione europea ha inflitto a Google una multa di 2,95 miliardi di euro per aver violato le norme Antitrust dell’Ue distorcendo la concorrenza nel settore delle tecnologie pubblicitarie. Lo ha fatto favorendo i propri servizi di tecnologia pubblicitaria display online a scapito dei fornitori concorrenti di servizi di tecnologia pubblicitaria, degli inserzionisti e degli editori online.

La commissione ha ordinato a Google di porre fine a queste pratiche di auto-preferenza e di attuare misure per porre fine ai suoi conflitti di interesse intrinseci lungo la catena di fornitura dell’adtech. Google ha ora 60 giorni di tempo per informare la commissione su come intende procedere.

Venezia 82, Leoncino d’oro a "The Voice Of Hind Rajab"

Roma, 5 set. (askanews) – Leoncino d’Oro della 82esima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia al film “The Voice Of Hind Rajab” di Kaouther Ben Hania.

Nella penultima giornata del festival si è svolta all’Hotel Excelsior la cerimonia di premiazione del Leoncino d’Oro istituito da AGISCUOLA e promosso da A.G.I.S., A.N.E.C. e Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola promosso da MIC e MIM. La Giuria, composta da giovani studenti e studentesse, uno per Regione, rappresentanti della scuola italiana, ha assegnato il premio con la seguente motivazione: “Un film che non si limita a raccontare una storia, ma che la vive, la respira. Un’opera che ci rende inevitabilmente testimoni consapevoli e impotenti difronte alla straziante rappresentazione dell’inutile scorrere del tempo. L’utilizzo di voci e immagini autentiche, condensate in scene di realismo tagliente, rendono l’immediatezza e la sincerità del sentimento vissuto, che non è solo un elemento narrativo, ma un riverbero emotivo che ci scava dentro, restituendo tutto il peso dell’esperienza che ci viene mostrata. Una magistrale interpretazione degli attori che si mettono a servizio della realtà, rendendo il legame con la recitazione indistinguibile. Una pretesa di umanità, un urlo necessario che desta le coscienze assopite”.

Presenti alla cerimonia Lucia Borgonzoni, Sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura, Alberto Barbera, Direttore della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, Andrea Del Mercato, Direttore Generale La Biennale, Mauro Antonelli, Capo Segreteria Tecnica del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Pierro, Direttore Generale della Comunicazione e delle Relazioni Istituzionali del MIM, Luigi Lonigro, Presidente Unione Editori e Distributori Cinematografici.

Sono intervenuti all’evento Vincenzo Mannino, Consigliere del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Piera Detassis, Presidente e Direttore Artistico Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello, Mario Lorini, Presidente ANEC e Vicepresidente AGIS, Simone Gialdini, Direttore Generale ANEC, Bruno Zambardino, Direzione generale Cinema e audiovisivo del MIC e Stefania Radoccia, Vicepresidente dell’UNICEF Italia.

Alla sua 37esima edizione, il Leoncino è diventato nel tempo uno dei premi collaterali più rilevanti e significativi della Mostra del Cinema, perché ad assegnarlo sono i giovani studenti e studentesse delle scuole secondarie di II grado rappresentanti dei migliaia di giovani partecipanti alle Giurie territoriali del David Giovani sparse in tutta Italia e dei progetti CIPS promossi nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola promosso da MIC e MIM.

A seguito dell’accordo con il Comitato Italiano per l’UNICEF, inoltre, la Giuria ha assegnato anche la Segnalazione Cinema For UNICEF a “The Voice Of Hind Rajab” di Kaouther Ben Hania con la seguente motivazione: “Per aver saputo trasformare la straziante verità nella voce di una bambina, che si fa grido di dolore di ogni infanzia tradita, di ogni innocenza rubata e massacrata dall’abominio di questa guerra. Per averci costretto a guardare oltre lo schermo, misurando in quel silenzio assordante il vero confine della nostra umanità e intimandoci di agire, perché ogni giorno di silenzio è un giorno in più di sofferenza”.

In Gb David Lammy nominato vicepremier dopo le dimissioni di Rayner

Roma, 5 set. (askanews) – Il ministro degli Esteri britannico David Lammy è stato nominato vicepremier dopo le dimissioni di Angela Rayner. Lo riporta l’emittente Sky News.

Stamane Rayner si era dimessa dall’incarico di Segretario per l’Edilizia Abitativa e dal ruolo di vice segretario del Partito Laburista dopo che un’indagine ha accertato il mancato pagamento di parte delle tasse su una sua proprietà.

Il ministro degli Interni britannico Yvette Cooper è stato nominato nuovo Ministro degli Esteri britannico, mentre il Ministro della Giustizia Shabana Mahmood diventerà il nuovo Ministro degli Interni, aggiunge l’emittente.

L’Egitto: "Lo sfollamento di massa dei palestinesi è la linea rossa"

Roma, 5 set. (askanews) – L’Egitto ha affermato che non tollererà lo sfollamento di massa dei palestinesi e ribadisce l’accusa che Israele stia commettendo un genocidio.

“Lo sfollamento non è un’opzione ed è una linea rossa per l’Egitto e non permetteremo che accada”, ha dichiarato il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty ai giornalisti a Nicosia.

“Lo sfollamento significa la liquidazione e la fine della causa palestinese e non esiste alcuna base legale, morale o etica per deportare le persone dalla loro patria”, ha affermato.

“Ciò che sta accadendo sul campo va ben oltre l’immaginazione. Lì è in atto un genocidio, uccisioni di massa di civili, fame artificiale creata dagli israeliani”, ha sottolineato Abdelatty.

Fondazione PwC e JTI: “Servono piani concreti per sostenibilit”

Milano, 5 sett. (askanews) – La sostenibilit fra percezione e realt. su questo tema che si svolta a Milano la presentazione del nuovo studio di Fondazione PwC Italia, JTI Italia e Arel riguardante l’indagine “L’evoluzione della sostenibilit tra cultura, percezione e pratiche”.

L’analisi svolta ha avuto un campione rappresentativo di oltre mille italiani, esplorandone pratiche quotidiane, opinioni e aspettative, ponendo un grande e significativo accento su un divario che significativo tra consapevolezza e azione.

A spingere per la conduzione di uno studio di questo tipo stata JTI Italia, come spiegato da Adriana Valle, Corporate Affairs & Communication Director di JTI Italia: “Per noi di JTI stato estremamente importante partecipare a questa ricerca. Si tratta di uno studio che aiuta a fotografare meglio la progettualit di JTI in materia di sostenibilit, ma ci aiuta anche a sensibilizzare su questo tema”.

Fondamentale, come spiegato da Giovanni Andrea Toselli, Presidente e Amministratore Delegato di PwC Italia, condurre ricerche del genere per dare una miglior chiave di lettura allo sviluppo sociale ed economico odierno: “Credo che la cosa pi interessante sia il fatto che il termine sostenibilit venga correlato soprattutto al cambiamento climatico. Io preferisco il termine ESG perch pi rotondo ed ha pi impatto sulle attivit umane, evidenziando di conseguenza quali benefici possono scaturire dall’adozione di determinate politiche”

Dai lavori svolti, peraltro, emerge un forte divario tra consapevolezza e azione nella sostenibilit. Alcuni dati sono eloquenti: il 51% considera la sostenibilit importante, ma solo il 36% ne conosce la definizione e meno della met agisce in modo sostenibile quotidianamente. E chiaramente, in questi numeri importante l’impatto giocato dalle aziende italiane, come sottolineato ancora da Valle: “Per JTI la sostenibilit un concetto trasversale che non si limita alla tutela dell’ambiente, ma riguarda anche la sfera economica e sociale. Le aziende possono essere di grande aiuto sul tema, non solo perch sono un attore sociale chiamato a contribuire, ma anche perch possono essere un partner formidabile per le istituzioni pubbliche”.

In questo scenario, il report analizza il percorso intrapreso da JTI Italia nello sviluppo di un approccio integrato alla sostenibilit, attraverso collaborazioni con enti del terzo settore e istituzioni per realizzare iniziative concrete sotto il profilo ambientale, sociale ed economico.

Gli agenti anti-immigrati Usa hanno arrestato 450 persone in una fabbrica Hyundai

New York, 05 set. (askanews) – Le autorità federali per l’immigrazione, assieme ad agenti dell’Fbi e della polizia dello stato della Georgia hanno fatto irruzione, giovedì sera, in uno stabilimento Hyundai di costruzione veicoli elettrici, arrestando più di 450 “immigrati clandestini” secondo le forze dell’ordine impegnate in un’operazione di repressione degli illegali sul suolo statunitense. L’impianto Hyundai, che ha iniziato a produrre veicoli elettrici lo scorso anno, impiega circa 1.200 dipendenti.

Il portavoce del ministero degli esteri della Corea del Sud ha espresso “preoccupazione e rammarico” per i raid che hanno preso di mira l’azienda, spiegando che “le attività economiche delle nostre aziende che investono negli Stati Uniti e i diritti e gli interessi dei nostri cittadini non devono essere violati ingiustamente”.

Lego e la Formula 1, a Monza spazi di gioco e condivisione

Monza, 5 set (askanews) – Il circus della Formula 1 e i mattoncini Lego: una collaborazione che prosegue, continuando a svilupparsi, e che vuole offrire a tutti un’esperienza di gioco e di condivisione in occasione dei weekend di gare del Mondiale 2025. ” una partnership che ci sta dando moltissime soddisfazioni – ha detto ad askanews Davide Cajani, direttore marketing di Lego Italia – che nasce da prodotti per ogni et”.

Il progetto prevede spazi di gioco e di incontro, sia nelle aree dei circuiti sia nelle citt, per unire l’adrenalina della corsa alla creativit della costruzione. E il Gran Premio d’Italia una grande vetrina, che vede Lego presente al circuito, ma anche nel centro storico di Monza. “Noi cerchiamo di sfruttare Monza – ha aggiunto Cavani – che uno dei momenti clou di questa partnership e saremo presenti all’interno del circuito, nella fanzone, ci sar il Lego Pit Shop, di fatto un chiosco dove possibile acquistare tutti i prodotti Lego della Formula 1 e un’area proprio per vivere quella che l’esperienza Lego. Invece in questa location stupenda abbiamo alcune chicche, tra cui alcuni giochi e la macchina che viene direttamente da Miami, che la riproduzione della Formula 1 Ferrari in scala 1:1, che quella che stata proprio guidata dai due piloti durante il Grand Prix di Miami”.

In quell’occasione dieci auto F1 in Lego a grandezza naturale e completamente funzionanti hanno sfilato in pista, mentre oggi sono i bambini, i ragazzi e le famiglie i protagonisti principali dell’esperienza: a loro Lego vuole offrire spazi di creativit per avvicinarsi ancora di pi al grande e velocissimo mondo delle corse.

Formula1, Hamilton e Leclerc al comando nelle libere a Monza

Roma, 5 set. (askanews) – Lewis Hamilton, Charles Leclerc e la Ferrari accendono l’entusiasmo dei tifosi e il weekend di Monza. L’inglese e il monegasco si sono subito messi al comando della prima sessione di prove libere. Terzo tempo per la Williams di Carlos Sainz, quarto per la Red Bull di Max Verstappen, che questo fine settimana monta una nuova power unit. Quinto il nostro Kimi Antonelli con la Mercedes, che deve registrare un problema di affidabilità sulla macchina di George Russell, fermatosi in pista con un calo di potenza a un minuto dalla fine delle prove. Sesto tempo per la McLaren di Lando Norris. Sessione con alcune presenze di giovani, come spesso accade nelle FP1 delle gare della seconda parte della stagione. Paul Aron ha preso il posto di Franco Colapinto sull’Alpine, mentre Alex Dunne ha rimpiazzato Oscar Piastri sulla McLaren, chiudendo 16°.

Sick Luke, esce il nuovo album "Dopamina" (con figlio in copertina)

Roma, 5 set. (askanews) – É uscito “Dopamina”, il nuovo producer album di Sick Luke per Carosello Records, che racconta un nuovo capitolo della vita e della carriera del produttore discografico italiano, all’anagrafe Luca Antonio Barker.

Un album tra i più attesi della stagione, composto da 13 tracce con le collaborazioni inedite con Alfa, Blanco, Capo Plaza, Duke Montana, Ele A, Glocky, Lazza, nayt, Piccolo, Rose Villain, Sayf, Side Baby, Simba La Rue, Tedua, thasup, Tony Effe, Venerus e il collega internazionale Clams Casino (già collaboratore di The Weeknd, Kid Laroi, A$AP Rocky).

Il producer multiplatino aveva dato alcune anticipazioni durante l’apertura dei concerti di Drake a Milano.

“Da quando sono diventato padre, sento la dopamina al massimo. Per me la dopamina è data dalla famiglia, dalla musica, dalla palestra. Sono queste le cose che oggi mi danno gratificazione nella vita. Questo concetto è centrale nel nuovo disco, tanto che ho voluto mettere me e mio figlio Teseo in copertina, rivedendo in noi anche il rapporto che ho avuto con mio padre e con mio nonno”, racconta Sick Luke. “In questi anni ho pensato molto a quale direzione intraprendere per far evolvere nuovamente il mio sound. Ho scavato, smontato e ricostruito tutto: i colori, le armonie, i contrasti. Ne è uscito un disco di cui sono fiero e che punta a continuare ad ispirare anche gli altri”.

Tra giovani promesse del futuro e hit maker conclamati, la rosa dei 18 nomi scelti da Sick Luke per accompagnare il suo nuovo sound, quello racchiuso in “Dopamina”, è capace di coinvolgere artisti tra i più significativi del momento al fianco di alcune scommesse che guardano al futuro della musica. Un’attenta selezione di voci e personalità che, combinate alle minuziose produzioni di Sick Luke, spaziano tra le più diverse atmosfere della musica contemporanea.

Il nuovo progetto del producer multiplatino, che a inizio settimana ha aperto i concerti di Drake, arriva a 3 anni di distanza dal successo di “X2”, sua prima opera da producer-artista che fu il manifesto musicale di quel periodo, divenendo uno tra gli album più venduti del 2022 con molteplici certificazioni FIMI/GfK (5 dischi di platino e 7 dischi d’oro) e oltre 350 milioni di ascolti complessivi.

Sick Luke, uno dei più apprezzati producer dei nostri tempi, continua a cimentarsi in episodiche collaborazioni con il mondo del cinema e della moda e firma produzioni per i più rilevanti nomi rap e pop del momento, dalla trap-star argentina Duki sino al remix di “Espresso Macchiato” di Tommy Cash con Tony Effe e ancora Lazza, Simba La Rue, Tony Boy, Tedua, Capo Plaza, Bresh, solo per citarne alcuni.

“Dopamina” è uscito il 5 settembre in tutti gli store digitali e nei seguenti formati fisici: Vinile nero standard; Vinile nero autografato (in esclusiva su Amazon); Vinile speciale space splatter; Vinile speciale space splatter autografato (in esclusiva su Amazon; CD standard; CD autografato (in esclusiva su Amazon).

Fondazione Culturale PENSARE oltre istituisce il primo Bravo! Award

Roma, 5 set. (askanews) – Domani, sabato 6 settembre, la Fondazione Culturale PENSARE oltre consegnerà il primo Bravo! Award, riconoscimento istituito per premiare grandi Maestri d’Arte e di Bellezza che hanno scelto di donare la propria sapienza ed esperienza professionale alla formazione di nuovi talenti.

Per l’edizione 2025 a ricevere il premio sarà Giuseppe Picone, étoile internazionale e direttore della Compagnia di Ballo del Teatro San Carlo di Napoli. “Abbiamo scelto di conferire il primo Bravo! Award al Maestro Giuseppe Picone per lo straordinario impegno nell’Arte, nell’educazione e nella formazione verso il Fare Bene per Fare il Bello” ha dichiarato Elisabetta Armiato, già étoile de La Scala di Milano e Presidente della Fondazione che promuove il nuovo modello educativo Bravo! di Maestri d’Arte, al centro di un recente protocollo di intesa siglato con il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara per l’introduzione delle botteghe d’arte nelle scuole italiane. Infatti “come i grandi Maestri d’Arte del Rinascimento – ha spiegato la Armiato – Giuseppe Picone ha donato con dedizione e competenza il suo sapere e la sua esperienza per trasmettere passione e coraggio alle nuove generazioni, ispirando così la cultura verso una civiltà più consapevole, etica e capace”.

La cerimonia di consegna si terrà ad Agrigento, nel suggestivo Teatro dell’Efebo della Valle dei Tempi, nel corso del Festival Internazionale della Danza e delle Danze condotto da Maria Pia Liotta, ideatrice e regista della kermesse, e dal noto volto Rai Beppe Convertini. Tra gli ospiti del Festival, Alma Manera, Giusy Versace, Raffaele Paganini, Simona Ventura con Giovanni Terzi e la direttrice di Rai Isoradio Alessandra Ferraro.

W la maestra, libro di Chiara Patarino con illustrazioni di Paola Formica

Roma, 5 set. (askanews) – TS Edizioni pubblica, anche in edizione e-book, un nuovo libro della Collana “Gli Aquiloni – Grandi autori per piccoli lettori”: W la maestra, di Chiara Patarino, con illustrazioni di Paola Formica, libro ad alta leggibilità.

“Mercoledì è giorno di ‘gioca-indovinelli’ nella terza C, ma non è una lezione come tutte le altre! Maestra Franci entra in classe con i suoi vestiti colorati e le maniche svolazzanti, pronta a trasformare ogni parola in gioco, ogni fiorellino in scienza e ogni piccola scoperta in magia. Tra vocali che sbocciano come margherite e pianeti che gravitano nel cortile, la scuola diventa un luogo incantato dove tutto può succedere. Quando un’orda di millepiedi si arrampica sulle pareti, i ‘Moschettieri’ Clara, Luigi, Ginevra e Luka – il nuovo arrivato dal cuore coraggioso – partono in missione con Tonio il bidello. E se, nel buio dello scantinato, si scoprisse un nido di… scoiattoli? Nocciolina e Pinolino, simpatici trovatelli, sembrano aver perduto Mamma Scoiattolo. Bisognerà avventurarsi nel bosco per ricomporre la famiglia dispersa”.

Con lo stile frizzante di Chiara Patarino e le illustrazioni vivaci di Paola Formica, ecco una storia per celebrare tutte le maestre e raccontare l’importanza del rispetto, dell’amicizia, dell’imparare insieme: tra un indovinello e un racconto avvincente, si impara a guardare il mondo con occhi nuovi, a scoprire il valore del «noi» e a credere che anche un semplice mercoledì possa illuminare la vita.

“Gli Aquiloni, grandi autori per piccoli lettori” è una collana narrativa di libri per bambini firmati dai più accreditati autori per l’infanzia del panorama italiano e internazionale e racconta emozioni, avventure, misteri e mondi fantastici in una collana di racconti a misura di bambino accompagnati dalle tavole a colori di famosi illustratori per un primo approccio alle questioni importanti del “diventare grandi”. Grandi firme di ieri e di oggi raccontano storie emozionanti, curiose, fiabesche, storie che, sulle ali della fantasia, aiutano i piccoli a vivere meglio la loro realtà. Oltre al rigore dei contenuti, la collana si caratterizza per l’attenzione alla qualità dell’illustrazione e per l’impegno educativo attento alle problematiche sociali.

Il testo è stato impaginato con TestMe, una font “libera”, work in progress, basata sui principi del Design for All e sulle ricerche nell’ambito della dislessia a cura dei professori Luciano Perondi e Leonardo Romei.

Il digitale come minimo comun denominatore del cambiamento

Roma, 5 set. – Un player che sappia integrare competenze d’eccellenza in e-commerce, marketing, tecnologia e design orientate all’innovazione digitale. Nasce con questo intento Orvian, un gruppo che mette insieme diverse importanti realt del settore. Nato dalla fusione di Fifth Beat con Magilla Company, Web Al Chilo e Eurostep l’azienda ha un team di 140 professionisti, sedi a Milano, Roma, Bologna, Brescia, Treviso e Tirana e oltre 300 clienti: “L’obiettivo che ci siamo prefissati -spiega il CeoRaffaele Boiano- quello di creare un’unica realt in grado di generare valore e contenuti in modo integrato e coerente, forti di una cultura condivisa, un metodo solido e una visione comune sul futuro del digitale. Intendiamo insomma evitare la frammentazione del settore e offrire un unico interlocutore”.

Secondo i dati Istat, solo il 20% delle aziende con pi di 10 addetti dispone di canali di vendita online, mentre appena il 52% ha investito in tecnologie digitali. Un dato che evidenzia un ritardo tutto italiano reso pi complesso da un quadro macroeconomico incerto: “Se oggi un’azienda -sottolinea Boiano- vuole essere competitiva e vuole differenziarsi dai competitor, deve fare investimenti ma in un quadro di scarsa sicurezza su futuro si stenta a farlo, si tira un po’ a campare. Si tende cio a mantenere la propria liquidit, ma cos facendo ci si assume il rischio di rimanere indietro e di perdere significative quote di mercato. Un rischio concreto e significativo”.

Una situazione insomma da affrontare puntando sul digitale che il minimo comun denominatore del cambiamento: “Il digitale -afferma Boiano- permette di far cose impensabili solo pochi anni fa. Pensate a un Comune, qualsiasi Comune del mondo, che, le faccio un esempio, oggi pu applicare un sensore ai bidoni della spazzatura facendo sapere se pieno o vuoto. Una notizia che consente di risparmiare benzina, evitare il traffico, ottimizzare i processi. Questo il valore che crea il digitale e lo pu fare in qualsiasi settore, dalla moda alla siderurgia. Occuparsi di questo il futuro perch offre efficienza e di questo abbiamo estremo bisogno per resistere sul mercato. E Orvian nasce proprio per essere un punto di riferimento per crescere e innovarsi”.

(Servizio pubbliredazionale)

"Piazza San Marco", fuori il nuovo singolo di Annalisa con Mengoni

Roma, 5 set. (askanews) – L’atmosfera notturna di una Venezia misteriosa è la cornice del video di “Piazza San Marco”, il nuovo singolo di Annalisa, uscito oggi, che vede per la prima volta la collaborazione con Marco Mengoni: un incontro artistico che unisce due delle voci più amate e iconiche del panorama musicale italiano in un intenso viaggio emotivo.

Per la regia di Nicolò Bassetto e la produzione di Borotalco.tv, i due protagonisti camminano per la città attraversando i moli, i ponti, Palazzo Ducale e la scalinata del Bovolo, fino ad arrivare al centro del cuore del brano e della città, Piazza San Marco. Insieme a loro una luce simbolica, una sorta di guida, metafora del rapporto prezioso che li lega.

“Piazza San Marco”, scritta da Annalisa con Davide Simonetta, Alessandro Raina e Marco Mengoni, è una ballad in bianco e nero, un racconto cinematografico in cui i protagonisti si confidano trovando supporto una nell’altro. Un connubio vocale e narrativo sorprendete, sullo sfondo maestoso di uno dei luoghi più iconici del mondo.

La cover della canzone è un quadro intenso in cui il concetto di conforto è centrale e rappresentato dalle mani dei due protagonisti che si tendono una verso l’altra, come in un continuo confronto e supporto, e come loro stessi cantano: quando la notte finisce “la tua mano è ancora nella mia”.

Il brano sarà contenuto nel nuovo album di Annalisa “Ma io sono fuoco” in uscita nell’autunno 2025 e segue il suo nuovo percorso discografico iniziato a maggio con il singolo “Maschio” (certificato Oro) che si è mantenuto stabile nella Top 10 della classifica FIMI per settimane, facendole raggiungere il record come donna italiana con il maggior numero di ingressi nella Top 10 della classifica FIMI e tra le tre artiste femminili più ascoltate su Spotify.

Commissione Ue: avanti con le sanzioni per spingere Mosca alle trattative di pace

Roma, 5 set. (askanews) – Nel corso del punto stampa odierno, la portavoce capo della Commissione, Paula Pinho, ha commentato gli esiti della riunione dei Volenterosi di ieri a Parigi cui ha partecipato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Uno dei temi di cui si è discusso maggiormente sono state le sanzioni. “Abbiamo visto che le sanzioni sono efficaci e continueremo, pertanto, a fare pressione sull’economia di guerra russa, ad aumentare i costi per la Russia derivanti dal mancato coinvolgimento nei colloqui di pace e, alla fine, a portare il presidente Putin al tavolo delle trattative”, ha dichiarato la portavoce. In merito al ruolo della Cina nell’elusione delle sanzioni da parte di Mosca, la portavoce ha rappresentato ai giornalisti che l’Ue sta “anche esaminando l’elusione delle sanzioni e, in questo senso, abbiamo sollevato questo argomento, in particolare quando la presidente von der Leyen era in Cina. È un argomento di cui si discute e che fa parte della discussione generale sulle sanzioni”.

Esce "Pellegrino dell’infinito": raccolta canzoni ispirate ad Acutis

Roma, 5 set. (askanews) – In occasione della canonizzazione di Carlo Acutis che si terrà domenica 7 settembre – La Gloria, casa discografica cristiana, pubblica in tutte le piattaforme digitali “PELLEGRINO DELL’INFINITO”, una raccolta di canzoni ispirate alla figura e al pensiero del giovane santo.

Il progetto alterna brani che presentano Carlo Acutis (Non io ma Dio, Ctrl+D, Così mi hai voluto), brani sull’importanza della preghiera personale (A tua immagine, Vertigine dentro), sulla presa di coscienza che ciascuno di noi è importante, unico ed amato da Dio (Sono speciale, Come un Prodigio), sulla devozione a Maria (Complice a Cana), sulla centralità dell’Eucarestia (E ti doni a me), sul rapporto con la morte (Qui), sull’uso a fin di bene della tecnologia (Amore in loop), sulla tutela della vita (La vita è un dono, Siamo noi), sulla chiamata alla santità che è per tutti (Santi insieme).

L’album vede principalmente canzoni interpretate da Kantiere Kairòs, Debora Vezzani, Marco Mammoli e Fraternità, il gruppo musicale della community di ragazzi cattolici più grande d’Italia ed include una collaborazione con Dajana (in “Complice a Cana”) e due brani inediti: “A Tua immagine”, il debutto discografico di Serena Lambertucci, in duetto con Debora Vezzani e “Vertigine dentro (Nel silenzio)”, brano intimo del Kantiere Kairòs dedicato alla preghiera personale, incluso nel concept album dedicato all’adorazione eucaristica “Davanti a Te”, uscito lo scorso giugno.

“PELLEGRINO DELL’INFINITO” esce dopo spettacolo “Tutti Santi!”, andato in scena ad Assisi il 29 marzo scorso, patrocinato dal Comune di Assisi e dalla Regione Umbria, con la conduzione di Safiria Leccese, nel quale si è presentato il pensiero sulla vita e sulla fede del giovane Beato attraverso le esibizioni musicali di alcuni dei più conosciuti e apprezzati artisti di musica cristiana italiani, e il cui centro è stata l’adorazione eucaristica condotta da Mons. Domenico Sorrentino, Vescovo di Assisi (la serata verrà trasmessa in differita da Radio Vaticana nei giorni antecedenti alla canonizzazione).

Stefano Sollima scava nelle indagini sul caso del Mostro di Firenze

Venezia, 5 set. (askanews) – Otto duplici omicidi. Diciassette anni di terrore. Sempre la stessa arma. Con la serie “Il Mostro”, presentata in anteprima alla Mostra di Venezia, Stefano Sollima si addentra in una delle pi lunghe e complesse indagini italiane, quella sul primo e pi brutale serial killer della storia italiana: il Mostro di Firenze.

La serie composta da quattro episodi, ritorna alle origini del caso, a partire dalla prima indagine, e sar su Netflix dal 22 ottobre. “E’ un tema gigantesco, proprio per la sua complessit, anche per la quantit di tesi che sono uscite nel corso degli anni. – ha detto il regista – Ormai sono circa 20 anni che si dibatte su chi possa essere il mostro di Firenze ed un caso praticamente irrisolto, non c’ un unico colpevole per tutti i sedici omicidi”.

Questa storia stata ricostruita sulla base dei procedimenti e delle indagini ancora in corso e parte dalla pista sarda. Perch nel corso del tempo e delle indagini i mostri possibili sono stati molti. Sollima ha spiegato: “Quella che volevo raccontare io era la pista sarda, che la prima indagine, anche per l’intreccio straordinario che c’ tra i personaggi di quella pista. Mi sembrava bello chiudere con qualcosa che fa dire allo spettatore: ah! E capisci che tutta la storia che hai raccontato prima di quello che tu immagini sia”.

Credito, Fimaa: necessario valorizzare il ruolo dei mediatori

Roma, 5 set. (askanews) – Consentire alle società di mediazione creditizia di accedere alle banche dati creditizie, e di consultare il plafond del Fondo di Garanzia per le Pmi gestito da Mediocredito Centrale. Sono due delle proposte che ha avanzato Fimaa Italia rispondendo alla consultazione pubblica promossa dal ministero dell’Economia sullo schema di decreto legislativo che recepirà la Direttiva Ue 2023/2225, sui contratti di credito ai consumatori.

“I mediatori creditizi – sottolinea Angelo Spiezia, coordinatore della Consulta Nazionale della Mediazione Creditizia di Fimaa Italia, – stanno assumendo un ruolo sempre più centrale in un mercato che vede diminuire progressivamente la presenza delle filiali bancarie. Nella maggior parte dei casi sono il primo soggetto a cui si rivolge il consumatore o l’impresa che intende chiedere un finanziamento. Per poter svolgere pienamente questa funzione di interlocutori autorevoli, devono essere messi nella condizione di operare con strumenti adeguati, a partire dall’accesso alle banche dati creditizie e alla consultazione del Fondo di Garanzia per le Pmi. In questo modo possono contribuire a semplificare le istruttorie, aumentare la trasparenza e garantire una maggiore tutela dei consumatori e delle imprese”.

Nel caso delle banche dati creditizie, gli unici soggetti autorizzati a accedervi, in base all’attuale normativa, sono i finanziatori. Questa limitazione finisce quindi con ostacolare l’efficienza delle istruttorie. Oltretutto, avviene di frequente che il cliente scopra solo in sede di verifica bancaria di aver ricevuto delle segnalazioni negative. L’intervento delle società di mediazione creditizia semplificherebbe le procedure di finanziamento. Allo stesso tempo, Fimaa propone di adottare adeguati presidi di sicurezza e vigilanza, per migliorare la qualità del servizio e tutelare il consumatore.

La Federazione ha inoltre suggerito di consentire alle società di mediazione creditizia di consultare, in sola lettura, il plafond del Fondo di Garanzia per le pmi gestito da Mediocredito Centrale. Tale possibilità, secondo Fimaa, favorirebbe la trasparenza, ridurrebbe i tempi istruttori e migliorerebbe l’efficienza del sistema creditizio. Nel proprio contributo, Fimaa ha inoltre evidenziato alcune aree che necessitano di revisione e miglioramento. In particolare, ha sottolineato l’importanza di garantire un corretto equilibrio nei rapporti tra l’Organismo di Vigilanza e le società di mediazione creditizia, proponendo che queste ultime siano informate preventivamente in caso di indagini sui propri collaboratori e che sia assicurato un contraddittorio tra le parti prima dell’adozione di eventuali provvedimenti. Sul fronte dei requisiti di professionalità per assumere ruoli direttivi all’interno di società di mediazione creditizia, Fimaa ha espresso apprezzamento per l’ampliamento delle modalità di acquisizione dell’esperienza. Lo schema di decreto consente infatti di accedere a questi ruoli anche a chi abbia operato come agente o collaboratore a contatto con il pubblico, per un periodo di almeno tre anni.

Gaza, Conte: è genocidio. Rompere muro complicità attorno a Israele

Roma, 5 set. (askanews) – “Non dimentichiamo anche che oltre che essere politici siamo dei comuni cittadini e dei cittadini che hanno deciso anche di dare un piccolo contributo delle tasche loro: ci siamo tagliati gli stipendi noi parlamentari, noi consiglieri regionali e quindi abbiamo messo a disposizione un milione di euro, ma è stata tutta la comunità a furor di votazione unanime”: lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, in un video pubblicato sui suoi canali social nel quale compare assieme a Stefano Rebora di Music for peace, l’organizzazione che ha coordinato la raccolta degli aiuti umanitari da imbarcare sui navigli della Global Sumud Flotilla diretti a Gaza. Nel video, Rebora ringrazia l’ex premier e il M5S “per la scelta di supportare i progetti di Music for Peace e soprattutto l’intervento in Palestina, in particolare a Gaza, che è una terra martoriata; Gaza, che è una terra dove nessuno può capire veramente cosa stia succedendo”.

Conte ha rivendicato il fatto che il Movimento “sin dalla prima ora ha denunciato quel che sta accadendo a Gaza, un sistematico sterminio che nel tempo è diventato un vero proprio genocidio; e non possiamo usare un’altra parola. Abbiamo spinto e invocato anche con atti formali l’adozione da parte del governo italiano e delle istituzioni europee di atti conseguenti concreti: quindi totale embargo delle armi, sanzioni economiche e finanziarie nei confronti di Netanyahu e dei suoi sodali criminali; poi ancora riconoscimento dello Stato di Palestina, che avrebbe un alto valore simbolico, ma anche politico”.

“Ci siamo – ha detto ancora il leader stellato – e ci saremmo a tutti i livelli. Un nostro parlamentare, il senatore Croatti, si imbarcherà con voi; ci siamo, comunque potete sempre contare su di noi. In questo momento bisogna rompere quell’assedio che è stato costituito da parte dell’esercito, dell’IDF, intorno alla striscia di Gaza. E dobbiamo anche rompere – ha concluspo Conte – quel muro di silenzio e di omertà e anche di copertura politica e quindi complicità politica e militare che i governi stanno continuando a dare a Israele”.

Tv, arriva la terza stagione di ‘The Walking Dead: Daryl Dixon’

Roma, 5 set. (askanews) – La terza stagione di “The Walking Dead: Daryl Dixon” fa il suo debutto in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW lunedì 8 settembre. Prosegue, quindi, con due nuovi episodi a settimana, la storia del guerriero solitario più amato dell’apocalisse. Daryl, interpretato dal carismatico Norman Reedus, nei nuovi episodi continua il suo viaggio insieme a Carol (Melissa McBride) verso casa e verso le persone che amano. Ogni tentativo di ritrovare la strada maestra è però vano e li conduce sempre più lontano, attraverso terre remote in condizioni mutevoli e sconosciute. Davanti ai loro occhi solo il susseguirsi dei diversi effetti dell’apocalisse dei Vaganti.

“The Walking Dead: Daryl Dixon” è prodotta dai produttori esecutivi Gimple, Zabel, Reedus, McBride, Nicotero, Brian Bockrath, Angela Kang, Jason Richman, Dan Percival e Steve Squillante. E come annunciato nei mesi scorsi, durante il San Diego Comic-Con, la serie è stata rinnovata per una quarta e ultima stagione, le cui riprese sono in corso in Spagna.

Tutte le stagioni di “The Walking Dead”, la saga televisiva post-apocalittica che ha ridefinito il genere, esplorando temi come la sopravvivenza, i legami umani e la resilienza in un mondo sconvolto da un’epidemia zombie, sono disponibile su Sky e NOW insieme alle prime due stagioni di “The Walking Dead: Daryl Dixon” e agli altri spin-off della serie, “The Walking Dead: Dead City” e “The Walking Dead: The Ones Who Live”.

Justin Bieber torna con la seconda parte "Swag II"

Roma, 5 set. (askanews) – A poche settimane dal suo ultimo progetto di successo, la pop star Justin Bieber, cantautore multiplatino e volto di un’intera generazione, dopo l’annuncio a sorpresa a poche ore dall’uscita, torna oggi con il suo nuovo album “SWAG II”, prosecuzione dell’opera pubblicata lo scorso 11 luglio “SWAG”. “SWAG II”, ottavo album dell’artista, è disponibile su tutte le piattaforme digitali, “SWAG” è disponibile anche per il preorder in formato CD e doppio LP sullo Shop Universal.

Con “SWAG II”, Justin Bieber prosegue il suo slancio artistico in un corpus di 23 brani audaci, amplificando l’energia, la creatività e l’impatto culturale del suo predecessore, uscito lo scorso 11 luglio. Il nuovo album, scritto e prodotto anche dall’artista stesso, include collaborazioni con Carter Lang, Dylan Wiggins, Dijon, mk.gee, Daniel Chetrit, Eddie Benjamin, Mike Will, Camper e altri, ed è un approfondimento dei temi già anticipati in “SWAG”, nello specifico la sua nuova vita da marito e padre e la sua profonda e fortissima fede.

“SWAG II” arriva dopo meno di due mesi dall’uscita del prequel “SWAG”, che ha debuttato al secondo posto della classifica Billboard 200 e ha piazzato ben 16 delle 21 tracce nella classifica Billboard Hot 100, diventando l’album più ascoltato a livello globale nel giorno di rilascio. L’album ha sorpassato i 200 milioni di stream nella sola settimana di uscita, risultato migliore della carriera dell’artista, e si è posizionato al primo posto delle classifiche Billboard Top Streaming, Top Pop e Top R&B Album, diventando così il decimo progetto di Justin Bieber a ottenere un posto in Top 5 nella Billboard 200. Ha inoltre raggiunto la prima posizione delle classifiche Spotify e Apple Music in più di 100 Paesi. Il singolo estratto “Daisies”, che ad oggi conta quasi 240 milioni di stream su Spotify, è diventato subito una hit, arrivando al primo posto delle classifiche Billboard Streaming Songs, Spotify U.S. e Spotify Global Song e Apple Music Top 100 Global, rimanendo stabile sul primo gradino del podio fino ad oggi.

“SWAG” è stato il grandioso ritorno alla musica di Justin Bieber dopo quattro anni dal suo ultimo album “Justice”, successo planetario certificato disco di platino in Italia e contenente hit come “Peaches” feat. Daniel Caesar & Giveon” (doppio disco di platino in Italia), “Ghost” (disco di platino in Italia), “Holy” feat. Chance The Rapper, “Lonely” feat. Benny Blanco, “Anyone” e “Hold on”, tutte certificate disco d’oro in Italia.

Fuori a sorpresa "Swag II", la seconda parte del nuovo Justin Bieber

Roma, 5 set. (askanews) – A poche settimane dal suo ultimo progetto di successo, la pop star e cantautore multiplatino Justin Bieber, dopo l’annuncio a sorpresa a poche ore dall’uscita, torna oggi con il suo nuovo album “Swag II”, prosecuzione dell’opera pubblicata lo scorso 11 luglio “Swag”. “Swag II”, ottavo album dell’artista, è disponibile su tutte le piattaforme digitali, “Swag” è disponibile anche per il preorder in formato CD e doppio LP sullo Shop Universal.

Con “Swag II”, Justin Bieber prosegue il suo slancio artistico in un corpus di 23 brani audaci, amplificando l’energia, la creatività e l’impatto culturale del suo predecessore, uscito lo scorso 11 luglio. Il nuovo album, scritto e prodotto anche dall’artista stesso, include collaborazioni con Carter Lang, Dylan Wiggins, Dijon, mk.gee, Daniel Chetrit, Eddie Benjamin, Mike Will, Camper e altri, ed è un approfondimento dei temi già anticipati in “Swag”, nello specifico la sua nuova vita da marito e padre e la sua profonda e fortissima fede.

“Swag II” arriva dopo meno di due mesi dall’uscita del prequel “Swag”, che ha debuttato al secondo posto della classifica Billboard 200 e ha piazzato ben 16 delle 21 tracce nella classifica Billboard Hot 100, diventando l’album più ascoltato a livello globale nel giorno di rilascio. L’album ha sorpassato i 200 milioni di stream nella sola settimana di uscita, risultato migliore della carriera dell’artista, e si è posizionato al primo posto delle classifiche Billboard Top Streaming, Top Pop e Top R&B Album, diventando così il decimo progetto di Justin Bieber a ottenere un posto in Top 5 nella Billboard 200. Ha inoltre raggiunto la prima posizione delle classifiche Spotify e Apple Music in più di 100 Paesi. Il singolo estratto “Daisies”, che ad oggi conta quasi 240 milioni di stream su Spotify, è diventato subito una hit, arrivando al primo posto delle classifiche Billboard Streaming Songs, Spotify U.S. e Spotify Global Song e Apple Music Top 100 Global, rimanendo stabile sul primo gradino del podio fino ad oggi.

“Swag” è stato il grandioso ritorno alla musica di Justin Bieber dopo quattro anni dal suo ultimo album “Justice”, successo planetario certificato disco di platino in Italia e contenente hit come “Peaches” feat. Daniel Caesar & Giveon” (doppio disco di platino in Italia), “Ghost” (disco di platino in Italia), “Holy” feat. Chance The Rapper, “Lonely” feat. Benny Blanco, “Anyone” e “Hold on”, tutte certificate disco d’oro in Italia.

Justin Bieber è uno degli artisti più famosi e riconosciuti al mondo, con alle spalle una carriera di quasi vent’anni che lo ha portato dai video amatoriali su YouTube ai palchi più importanti, fra cui quello dei Grammy Awards nel 2022 e al festival Rolling Loud nel 2023. Solo in Italia il suo catalogo musicale ha ottenuto 15 dischi d’oro e 56 dischi di platino, grazie anche a brani oramai pietre miliari del pop internazionale quali “Love Yourself”, “Sorry”, “What Do You Mean?” e “Let Me Love You”, tutti singoli detentori di sei dischi di platino ciascuno. Con oltre 86 miliardi di stream totali, più di 150 milioni di album venduti tra copie fisiche e digitali, 10 vittorie ai Billboard Music Awards, 7 vittorie agli American Music Awards, 9 vittorie agli MTV Europe Music Awards e 18 Teen Choice Awards, Justin Bieber si è imposto come uno dei nomi più amati e riconosciuti degli anni Duemila. Nel corso della sua carriera artistica ha dimostrato di saper spaziare abilmente tra vari generi musicali e di potersi rivolgere a un pubblico vastissimo, grazie a testi che si sono evoluti con lui e a una sperimentazione costante. Il ritorno alla musica nel 2025 segna l’inizio di un nuovo capitolo ed è al contempo l’ennesima conferma di una carriera monumentale.

Al via Ifa 2025, tecnologia da tutto il mondo alla fiera di Berlino

Berlino, 5 set. (askanews) – Al via IFA 2025, la fiera tech di Berlino, uno degli eventi pi attesi dell’anno per il mondo dell’innovazione. Dal 5 al 9 settembre oltre 1.900 espositori provenienti da 49 paesi presenteranno i loro ultimi prodotti e le tecnologie del futuro con un occhio di riguardo per i prodotti per le case del futuro, dagli elettrodomestici con Ai alle pi diverse soluzioni di smart home. Attesi 215.000 visitatori alla fiera che compie 101 anni cambiando nome al suo acronimo: da Internationale Funkausstellung a “Innovation for all”.

Moni Ovadia all’Ostia Antica Festival in "Lettere dall’Universo"

Roma, 5 set. (askanews) – L’Ostia Antica Festival presenta sabato 13 settembre al Teatro Romano di Ostia Antica Moni Ovadia & Cinetic Quintet in “Lettere dall’Universo”, musica e testo di Marco Turriziani, lettere aperte dall’universo che parlano d’amore, di amicizia, storie sospese tra il surreale e l’iperrealismo.

Musica, parole e immagini si fondono nello spettacolo “Lettere dall’Universo” con Moni Ovadia. Un viaggio emozionante tra surreale e iperrealismo, dove musica, parole e immagini si intrecciano per raccontare storie di vita, amicizia, amore e inquietudine esistenziale.

“Lettere dall’Universo” è il nuovo progetto che vede protagonista Moni Ovadia, attore e interprete di rara intensità, capace di trasportare il pubblico in un universo fatto di emozioni profonde e riflessioni autentiche. “Lettere dall’Universo” sono un racconto di storie sospese tra sogno e realtà, attraversate da una straordinaria capacità evocativa. Ad accompagnare le parole dell’artista, la musica originale composta da Marco Turriziani eseguita magistralmente dal Cinetic Quintet: Claudia Agostini, pianoforte, Mauro De Vita, fagotto, Sandro Pippa, percussioni, Marco Turriziani, contrabbasso, chitarra, voce, Salvatore Zambataro, fisarmonica, clarinetto.

L’incontro artistico tra Moni Ovadia e Marco Turriziani nasce da una comune passione per la poesia e il racconto, che si nutrono tanto di riferimenti all’attualità quanto di fantasia e surreale. Entrambi condividono la bellezza di un linguaggio poetico capace di attraversare il reale con un occhio rivolto all’immaginazione. La musica di Turriziani riflette una ricerca profonda che spazia dalla tradizione italiana dei grandi compositori fino all’universalità di un linguaggio musicale colto, capace di parlare a ogni cultura e tempo. “Lettere dall’Universo” non è solo uno spettacolo, ma un’esperienza immersiva che celebra la vita in tutta la sua fragilità e forza.

Il Papa: il Mediterraneo non sia una tomba

Città del Vaticano, 5 set. (askanews) – “Il ‘Mare nostrum’ può e deve essere luogo di incontro, crocevia di fraternità culla di vita e non tomba di morti. Auguro che queste esperienze promosse dalle Chiese in Italia possano continuare come semi di speranza”. Lo ha detto stamane Papa Leone ricevendo in Vaticano gli aderenti al Consiglio dei giovani del Mediterraneo, promosso dalla Conferenza episcopale italiana.

“Siete una dimostrazione che il dialogo è possibile, – ha quindi aggiunto – che le differenze sono fonte di ricchezza e non motivo di contrapposizione, che l’altro è sempre un fratello e mai un estraneo o peggio un nemico”.

Hamas ha pubblicato un video con 2 ostaggi israeliani

Roma, 5 set. (askanews) – Hamas ha pubblicato questa mattina un video che mostra due ostaggi israeliani uno dei quali è Guy Gilboa-Dalal. Lo riportano i media ebraici.

Gilboa-Dalal appare nel filmato all’interno di un’auto e afferma di essere stato tenuto prigioniero per 22 mesi, il che potrebbe indicare che il video è stato girato di recente.

La famiglia del secondo ostaggio ha chiesto che non venga identificato, secondo l’Hostages and Missing Families Forum. Le famiglie non hanno dato il consenso alla pubblicazione del video.

Gilboa-Dalal è stato visto l’ultima volta in un video a febbraio, durante un cessate il fuoco, quando Hamas lo ha costretto, insieme a un altro prigioniero, Evyatar David, ad assistere al rilascio di altri ostaggi.

Il mistero delle vongole scomparse sulla costa romagnola

Roma, 5 set. (askanews) – E’ allarme sulla costa emiliano romagnola dove per cause ancora da accertare le vongole sono letteralmente scomparse, con i pescatori che si sono trovati nelle reti solo tonnellate di gusci vuoti. A denunciarlo è la Coldiretti Pesca, raccogliendo la preoccupazione degli operatori della zona. Una situazione gravissima dinanzi alla quale serve attivare urgenti misure di sostegno per evitare il collasso definitivo di un settore strategico dal punto di vista economico e turistico.

Il fenomeno della moria delle vongole va, infatti, ad aggiungersi ai gravissimi danni causati al comparto dal granchio blu. Dalla primavera del 2023, la produzione di vongole sia nel Veneto che in Emilia Romagna è stata quasi del tutto cancellata dagli attacchi del granchio blu e la stessa sorte è stata riservata agli allevamenti di cozze, in particolare quelli della pregiata Scardovari Dop, gravemente danneggiati. In Veneto 103 draghe idrauliche sono ferme da ottobre 2024, senza aver avuto aiuti sostanziali. Oltre a misure immediate per far fronte alle pesanti perdite economiche subite, Coldiretti Pesca ritiene necessario fare luce sulla causa del fenomeno della moria, il quale potrebbe essere addebitabile al massiccio afflusso di acqua dolce proveniente da fiumi e altri corsi d’acqua a causa delle recenti ondate di maltempo.

L’ennesimo colpo a un settore, quello dell’acquacoltura, che è uno dei fiori all’occhiello della pesca Made in Italy con un valore della produzione di circa mezzo miliardo di euro. Un comparto che potrebbe acquisire un’importanza sempre maggiore considerato che nel 2022 a livello mondiale, per la prima volta nella storia, l’acquacoltura ha superato la pesca di cattura come principale settore di produzione di animali acquatici, secondo l’ultimo rapporto pubblicato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao).

"SempreVerde – 40 anni di Teatro", al via il 14 settembre

Roma, 5 set. (askanews) – Il 14 settembre al Teatro Verde di Roma prende il via “SempreVerde – 40 anni di Teatro”, progetto vincitore del dell’Avviso Pubblico “Roma Creativa 365 – Cultura tutto l’anno” promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura con la collaborazione di Zètema Progetto Cultura. Fino al 21 settembre, laboratori, spettacoli, letture, burattini, musica e performance – tutto a ingresso gratuito – animeranno tutti gli spazi dello storico teatro in un programma pensato per bambini e famiglie. Ogni giornata sarà dedicata a una decade della storia del Teatro Verde, che rappresenta un presidio culturale della Capitale e un punto di riferimento nazionale per il teatro ragazzi. Un impegno che in occasione della 40ª stagione si arricchisce anche grazie al contributo della Fondazione Roma, a sostegno di una sempre maggiore accessibilità e accoglienza del pubblico.

Domenica 14 settembre, alle ore 10, la festa inizierà con “Prepariamo insieme la festa Sempreverde”: murales con Lorenzo Terranera, filastrocche e rime con Massimiliano Maiucchi, burattini e figure con Diego Di Vella, Agnese Desideri e Valerio Bucci, lanterne con Alessandra Ricci, circo con il trio Chien Barbu Mal Rasè. Il pomeriggio si concluderà con letture, clownerie e lo spettacolo Papero Alfredo della Compagnia TGTP di Jesi.

Venerdì 19 settembre (ore 15-19) letture a voce alta, burattini e cantastorie con Gianni Silano, Roberto Tufo, Matilde Biciocchi, Veronica Toscanelli, Francesco Gragnani, fino allo spettacolo Pinocchio della Compagnia Teatro del Drago di Ravenna.

La stessa mattina, alle ore 12 in Campidoglio (Sala del Carroccio), oltre alla presentazione delle attività del progetto SempreVerde previste per il 2026 (gratuite e dedicate alle scuole), si terrà la conferenza stampa di presentazione della 40ª stagione del Teatro Verde, la rassegna nazionale “Oltre la scena” – Targa d’Argento della Presidenza della Repubblica Italiana – e del volume “Per filo e per sogno – quarant’anni di Teatro Verde” (Edizioni Anicia).

Sabato 20 settembre il Teatro Verde sarà aperto dalle 10 alle 20 con laboratori di collage e burattini, il Teatro dei piedi di Laura Kibel, letture e performance. Nel pomeriggio le Mamme narranti di Andrea Satta, le vignette e favole illustrate da Fabio Magnasciutti, i Cartoni Animali di Roberto Capone, attività con Veronica Olmi, Giacomo Salberini, Fernanda Pessolano, Luca Staiano, Amedeo D’Amicis, fino allo spettacolo Il Miracolo della Mula della Compagnia Fontemaggiore di Perugia.

Domenica 21 settembre gran finale (ore 10-20) con attività di canto, laboratori di animali fantastici, marionette, circo e danza clown. In scena Lo scrigno dei sogni della Compagnia I Guardiani dell’Oca, Claudio Ciannarella con le sue acrobazie, Gianluigi Capone con il Circo in Valigia, fino alla conclusione con I vestiti dell’Imperatore della Compagnia Teatro Verde di Roma.

IL PROGETTO SEMPREVERDE Il programma di settembre costituisce la prima parte del progetto SempreVerde, un percorso biennale che rafforzerà il legame tra teatro, comunità e territorio, con particolare attenzione all’accessibilità culturale e all’inclusione. Il progetto proseguirà nel 2026 (marzo-maggio) e alla fine avrà coinvolto oltre 8.000 bambini, ragazzi, famiglie e insegnanti in un’esperienza che celebra il teatro come luogo di incontro, crescita e cittadinanza attiva, confermando il Teatro Verde come presidio culturale vitale della città di Roma.

Il progetto realizzato dal Teatro Verde di Roma con la direzione artistica di Veronica Olmi è promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura ed è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

In classe senza smartphone, 5 consigli degli esperti per abituarsi

Roma, 5 set. (askanews) – Inizia il nuovo anno scolastico con una novità importante per i ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado, regolata da una circolare del ministero dell’istruzione e del merito: il divieto di utilizzo di smartphone durante lo svolgimento dell’attività didattica e più in generale in orario scolastico.

Dagli esperti del Centro nazionale dipendenze e doping dell’Istituto superiore di sanità arrivano alcuni consigli per non farsi trovare impreparati e gestire al meglio un attaccamento al telefono che in alcuni casi può diventare un vero e proprio utilizzo problematico dello stesso.

“L’uso problematico dello smartphone (Smartphone Addiction), colpisce a livello mondiale oltre il 25 per cento degli adolescenti, con effetti negativi su sonno, concentrazione e relazioni – sottolinea Adele Minutillo, del Centro nazionale dipendenze e doping dell’Iss – con piccoli passi si può affrontare il problema. L’obiettivo non è eliminare l’uso dello smartphone, ma imparare a gestirlo con consapevolezza”.

I cinque consigli degli esperti Iss per un utilizzo consapevole dello smartphone che aiuta a non perdere momenti importanti. Un primo passo per gestire l’uso problematico dello smartphone è riconoscere i segnali d’allarme, come il bisogno continuo di controllare il telefono o l’incapacità di disconnettersi.

Inizia da prima e a piccoli passi il digital detox Stabilisci una “zona smartphone free” a casa condivisa con la famiglia, come la camera da letto o il tavolo da pranzo, per favorire momenti di qualità e disconnettersi gradualmente. Inizia con piccoli passi, ad esempio 30 minuti di pausa digitale al giorno, usando il tempo per altre attività che ti piacciono.

Dormi un numero sufficiente di ore, questo aiuta la memoria e rende meno scontrosi. Dormire bene e a sufficienza favorisce l’apprendimento e la memorizzazione a lungo termine e anche la gestione delle emozioni. Per questo il consiglio è che tutta la famiglia (anche i genitori) tenga i dispositivi elettronici fuori dalla camera da letto o comunque spenti almeno un’ora o due prima di andare a letto. E’ importante anche limitare o eliminare del tutto l’assunzione di caffè o bevande energetiche con caffeina.

Disattiva le notifiche nei momenti importanti. “Durante lo studio, lo sport, i pasti o quando sei con amici e famiglia, disattiva le notifiche, metti il telefono in modalità silenziosa o attiva la modalità ‘Non disturbare’. Le notifiche continue riducono la concentrazione e ti spingono a controllare lo smartphone anche quando non è necessario. Imparare a creare spazi senza distrazioni digitali ti aiuta a essere più presente e produttivo. Stabilisci un tempo massimo giornaliero per l’uso dei social e delle app di intrattenimento. Per aiutarti puoi usare le funzioni integrate negli smartphone che danno informazioni sul tempo di utilizzo e impostano limiti se necessario”.

"Uragani", esce il nuovo singolo di Clara

Roma, 5 set. (askanews) – Esce oggi, su tutte le piattaforme digitali, “Uragani”, il nuovo singolo di Clara per Warner Music Italy. Il brano ha fatto il suo debutto in radio lo scorso venerdì 15 agosto e continua a scalare le classifiche Airplay.

“Uragani” è un brano scritto da Clara, Alessandro La Cava e Federica Abbate e prodotto da Merk & Kremont, in cui la cantante parla con disarmante onestà e innegabile rabbia di un rapporto in cui ci si attrae tanto quanto ci si distrugge, dove è impossibile trovare un equilibrio fra il desiderio malato di stare insieme e il bisogno di libertà, portando quindi a una rottura necessaria. L’atmosfera sonora del singolo è cupa come le emozioni che traspaiono dal testo, senza però rinunciare a una forte vena dance che rende il brano travolgente e irresistibile.

“Uragani esce in un momento particolare della mia vita, di cambiamento e consapevolezza. Appena l’ho registrata in studio ho capito che volevo farla uscire, racconta un messaggio di libertà d’essere se stessi e di non far influenzare le proprie decisioni da nessuno che per me è fondamentale”.

Dopo un’estate da protagonista grazie al suo summer tour e al singolo in collaborazione con Fedez “Scelte Stupide”, uscito lo scorso 2 maggio e certificato disco d’oro, Clara torna con un brano da solista che sottolinea la sua anima più profonda e ritmata, delineando in maniera ancora più decisa la direzione artistica intrapresa dalla cantante. Il 2025 è un anno ricco di musica live per Clara, che il prossimo autunno si esibirà per la prima volta in due dei club che hanno fatto la storia della musica, il 28 novembre all’Orion di Roma e il 30 novembre al Fabrique di Milano.

Un week-end di pieno sole

Roma, 5 set. (askanews) – Una bella appendice di vacanze estive a settembre. Il tempo sarà bello e via via più caldo fino a martedì prossimo. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de ilMeteo.it, conferma la presenza dell’anticiclone fino ai primi giorni della prossima settimana con condizioni pienamente soleggiate quasi ovunque. Solo nelle prossime ore, saranno possibili temporali sparsi sulle Alpi, sulle Prealpi e localmente sulle pianure adiacenti; questi rovesci saranno in graduale spostamento da ovest verso est.

La giornata del venerdì vedrà dunque qualche temporale al mattino ancora tra Lombardia e Triveneto, in particolare a ridosso dei rilievi; dal pomeriggio l’instabilità interesserà al più l’estremo Nord-Est, ancora una volta soprattutto le montagne ma a tratti anche le vicine pianure. Eliminata questa fase a tratti perturbata, che interesserà solo l’estremo settore settentrionale del nostro Paese, avremo un lungo periodo di sole pieno e di condizioni ideali per andare al mare e in montagna; a differenza dei mesi più caldi dell’Estate, si starà bene anche in città, a visitare le nostre località d’arte o i borghi più belli d’Italia.

Un weekend da vivere come un prosieguo delle vacanze con la possibilità di rivivere momenti piacevoli e nostalgici dei mesi scorsi durante questo scorcio meteo decisamente ottimale. Il bel tempo sarà accompagnato da temperature gradevoli fino a sabato, poi domenica inizierà a fare caldo in Sardegna (punte di 37-38°C nelle zone interne e condizioni di afa lungo le coste) ed in seguito anche sul “continente”.

Tra lunedì e martedì saremo interessati da quella che viene definita un’onda mobile calda: in pratica un’onda mobile calda è un anticiclone apparente che precede un fronte atlantico in arrivo con piogge sparse. Da mercoledì in poi arriveranno dei temporali, localmente intensi, che colpiranno il Nord, la Sardegna, il Lazio e la Toscana con qualche acquazzone non escluso entro giovedì sul settore tirrenico meridionale. Questa perturbazione, seppur intensa, correrà via veloce tant’è che che l’alta pressione tornerà a proteggere l’Italia nei giorni successivi.

Nel dettaglio Venerdì 5. Al Nord: nubi sparse, qualche rovescio al Nordest. Al Centro: bel tempo. Al Sud: bel tempo.

Sabato 6. Al Nord: bel tempo. Al Centro: soleggiato, più caldo. Al Sud: sole prevalente.

Domenica 7. Al Nord: bel tempo, più caldo. Al Centro: soleggiato, più caldo. Al Sud: soleggiato.

Tendenza: onda mobile calda con temperature in aumento, intensa perturbazione da mercoledì.

Putin: le truppe straniere in Ucraina sarebbero un obiettivo legittimo

Roma, 5 set. (askanews) – Il messaggio ai Volenterosi del presidente russo Vladimir Putin è stato lanciato oggi forte e chiaro dal Forum economico orientale di Vladivostok: se verranno dispiegate truppe straniere nel territorio ucraino prima di un accordo di pace “duratura”, saranno considerate “obiettivo legittimo da eliminare”. E, se invece arriveranno dopo l’accordo, saranno “inutili”, perché “nessuno deve dubitare che la Russia rispetta gli accordi”.

Le affermazioni di Putin sono arrivate all’indomani del vertice di Parigi della Coalizione dei Volenterosi, nell’ambito della quale 26 Paesi si sono detti disponibili a inviare truppe in Ucraina dopo un accordo di cessate il fuoco.

“Per quanto riguarda i possibili contingenti militari in Ucraina, questa è una delle principali modalità per includere l’Ucraina nella Nato; pertanto, se dovessero comparire delle truppe lì, soprattutto adesso, durante i combattimenti, partiamo dal presupposto che saranno obiettivi legittimi da eliminare”, ha detto il capo del Cremlino. Ha aggiunto inoltre che, se si dovesse raggiungere un accordo di pace duraturo, la presenza di tali forze militari straniere in Ucraina non avrebbe alcun senso.

I Volenterosi hanno inquadrato la possibilità di un’invio di truppe in Ucraina come “garanzia di sicurezza” per Kiev. Ma Putin, su questo punto, è netto: “Se verranno raggiunti degli accordi, nessuno dubiti che la Russia li attuerà pienamente. E rispetteremo quelle garanzie di sicurezza che, naturalmente, dovranno essere elaborate sia per la Russia che per l’Ucraina”. Putin ha aggiunto che, finora, nessuno ha sollevato seriamente con la Russia la questione delle garanzie di sicurezza e ha sottolineato che, “anche se ogni Paese ha il diritto di scegliere come garantire la propria sicurezza, questioni di questo tipo non si risolvono senza tener conto della sicurezza della Russia stessa. Esiste una regola generale, espressa e registrata in documenti europei: la sicurezza di un Paese non può essere garantita a spese della sicurezza di un altro”.

La Russia, insomma, vede nella possibilità delle forze dei Volenterosi in Ucraina come un modo per far entrare la Nato non dalla porta, ma dalla finestra. In questo senso, Putin ha ribadito le coordinate russe rispetto all’Ucraina del futuro: possibile ingresso di Kiev nell’Unione europea, ma no a un’adesione alla Nato. “In effetti, l’Ucraina si è posta, e continua a porsi, l’obiettivo di aderire all’Ue. E ripeto, è una scelta legittima dell’Ucraina decidere come strutturare le proprie relazioni internazionali, come garantire i propri interessi economici e con chi formare alleanze”, ha affermato il presidente russo, precisando che invece un accesso alla Nato influirebbe direttamente sulla sicurezza russa.

Putin, comunque, di è detto disponibile a incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ma a Mosca, prospettiva questa che Kiev esclude. “Se qualcuno vuole davvero incontrarci siamo pronti. Il posto migliore per questo è la capitale della Russia, la città eroica Mosca”, ha detto Putin, definendo invece “eccessiva” la controproposta di organizza l’incontro nella capitale ucraina.

Il presidente ucraino, dal canto suo, intervenendo al Forum Ambrosetti, ha definito “importante avere un incontro bilaterale o trilaterale con Putin, noi siamo ovviamente disponibili a qualsiasi incontro con Putin, ma non crediamo che sia pronto veramente a porre fine al conflitto: sono solo parole e nessuno si fida delle sue parole”.

Per quanto riguarda invece un nuovo colloquio telefonico con il presidente Usa Donald Trump, che da Washington il leader americano ritiene “vicino”, Putin ha detto: “(Trump) sa che io sono aperto a questi colloqui. E anche lui lo è”. Ha inolre chiarito che, con il leader americano, c’è un reciproco affidamento a sentirsi ogni volta che sia necessario.

"Cuore rotto", esce il nuovo singolo di Tiziano Ferro

Roma, 5 set. (askanews) – Esce “Cuore rotto”, il nuovo singolo che segna l’atteso ritorno di Tiziano Ferro. È online su YouTube anche il video ufficiale del brano che vede dietro la macchina da presa Cosimo Alemà, regista tra i più apprezzati in Italia, e la produzione di Borotalco Tv.

Il brano, scritto da Tiziano Ferro e prodotto da Marz, Zef e Marco Sonzini, segna anche il debutto della nuova squadra che accompagna il nuovo viaggio artistico di Ferro. Accanto a lui, infatti, Paola Zukar e la sua Big Picture Management e l’etichetta discografica Sugar Music, collaborazione che si aggiunge al rinnovo editoriale con Sugar Music Publishing (“Lavorare con un nuovo team mi ha dato l’opportunità di guardare con occhi nuovi a quello che faccio, è stata l’occasione per cambiare alcuni aspetti del lavoro ed innamorarmi nuovamente del mestiere della musica”).

Annunciando l’uscita del brano Tiziano Ferro aveva raccontato: “Ho scritto «Cuore Rotto» un giorno in cui gli amici mi avevano convinto ad andare via da Los Angeles per staccare un po’ la testa da tutto quello che stava accadendo. Sono salito nella mia camera di hotel con l’idea di scendere pochi minuti dopo per andare a cena ma nel silenzio di quella stanza vuota sono stato assalito da quello che sarebbe poi diventato il primo provino di «Cuore Rotto». Il testo e la musica mi sono venuti fuori di getto e non ho potuto fare altro che annullare tutti gli impegni e rimanere lì a scrivere. Sentivo che altrimenti avrei perso quel momento e non avrei mai saputo ritrovare quelle parole. Tornato a casa ho raggiunto Marco Sonzini in studio e abbiamo lavorato al primo demo di «Cuore Rotto»”.

Parole che confermano l’urgenza espressiva che guida la produzione artistica di Ferro fin dai suoi esordi, un modo per guardare il dolore, la gioia o tutto il caleidoscopio di emozioni che pervadono la sua vita con un filtro artistico, unico ed originale, che gli permette di comprendere e di raccontare meglio quelle emozioni.

“Ho sempre raccontato la mia vita attraverso la musica, sia i momenti belli che quelli più difficili, cercando però di dare sempre alle mie canzoni uno sguardo positivo verso il futuro, anche laddove il dolore era il protagonista”.

Anche questa volta Tiziano canta se stesso per raccontare le storie di tanti e il risultato è un brano catartico, potente, dove il battito sottolinea il testo e ne esalta il significato.

“Cuore rotto – aggiunge Ferro – è una di quelle canzoni che non scrivi, che non decidi di scrivere. Sono quelle canzoni che si scrivono un po’ da sole, tu stai lì seduto, le accogli e lasci loro fare quello che devono fare, cioè, raccontare un pezzo di storia. Cuore rotto non sono io adesso, Cuore rotto non sono io nel futuro, Cuore rotto ero io nel momento in cui l’ho scritta. La caratteristica di queste canzoni è che sono delle vere e proprie radiografie, è l’autenticità massima.

Come autore il mio dovere nei confronti di chi mi ha ascoltato per tutti questi anni è soprattutto quello di mantenere l’onesta, la trasparenza, che mi ha guidato in questi anni nei confronti di quello che uno vive, di quello che uno è. Potevo prendere questa canzone, utilizzarla come una bellissima opportunità di psicanalisi per sfogarmi e buttarla via oppure condividerla, sperando potesse essere utile ad altre persone che si sono trovate o si trovano in una situazione del genere”

È ora il momento di guardare al futuro e su questo Ferro aggiunge: “In questi due anni nei quali non ci siamo sentiti, non mi sono esposto molto, stavo tentando di capire cosa volessi fare. Portare un pezzo di resoconto di questi due anni alle persone che mi seguono (e farlo in maniera abbastanza brutale come in questa canzone) penso sia la maniera migliore per dire che sto tornando e arriverà un anno molto, molto speciale, pieno di grandi emozioni, che sicuramente ci porteranno a scrivere un altro bellissimo capitolo”.

Il video del brano è un tassello importante di questo ritorno, un video dove la distruzione è la metafora di un viaggio interiore dove per costruire un nuovo sè prima bisogna distruggere tutto quello che ti ha fatto male, comprenderlo, accettarlo, allontanarlo e guardare oltre.

Quello che accade in quella casa è questo viaggio. Inizia con un uomo che entra in un luogo che raccoglie tutto quello che lo ferisce e solo dopo aver distrutto tutto riesce a fermarsi, seduto ad un pianoforte, e sorridere pensando al futuro che lo aspetta.

Un pezzo di Paese senza rappresentanza

S’è fatto un gran discutere, in questo ultimo squarcio d’estate, sul destino politico dei cattolici. In bilico tra gli applausi generosamente offerti a Meloni dal meeting di Rimini e i mugugni indirizzati dai cattolici democratici al Pd versione Schlein. Come a dire che il destino degli uni e degli altri sembra racchiuso nella loro reciproca marginalità. Sia che facciano il tifo, sia che si riducano al lamento.

Dopo la Dc: la dispersione dei cattolici

Temo che in tutto questo ci sia qualcosa di fatale. La fine dell’esperienza democristiana infatti ha coinciso con la frammentazione del cattolicesimo impegnato nella sfera politica. Cosa che ha liberato tante energie, si dirà. Ma che a questo punto ha chiuso un’epoca che non andrebbe più evocata con tanta (peraltro inutile) disinvoltura.

Il centro senza bandiere

Altra cosa invece − simile, ma forse non del tutto − è quella che riguarda il destino del centro. Che magari avrebbe potuto guadagnarsi un destino migliore. Ma che allora avrebbe dovuto tenersi strette le proprie bandiere. E invece, una volta preso atto dell’inesorabilità della radicalizzazione politica, ci si è illusi di poterne trarre un piccolo beneficio giocando per così dire sui margini. E cioè finendo nella marginalità.

Resta il fatto che una politica così sbilanciata da un lato verso destra e dall’altro verso sinistra lascia privo di rappresentanza un bel pezzo di paese. Che non merita di finire fuori gioco. Tanto più che i due giochi altrui non sembrano destare tutto l’entusiasmo con cui celebrano i loro (provvisori?) trionfi.

Come a dire, insomma, che il dilemma del centro non è affatto risolto, ma forse non è neppure irrisolvibile.

Fonte: La Voce del Popolo – 4 settembre 2025

Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore nonché del direttore del settimanale della diocesi di Brescia.

Scuola, i primi inciampi della legge 106: i docenti malati rischiano la sede

Aspettavamo al varco applicativo la legge 18 luglio 2025 n.° 106, di cui si è già illustrata la ratio di tutela dei lavoratori affetti da malattie oncologiche, croniche e invalidanti ed ecco che un problema emerge per i docenti che intendono avvalersene, a partire dall’inizio del nuovo anno scolastico.

 

Il nodo della sede scolastica

La legge prevede – oltre ai 24 mesi anche frazionabili di assenza (non retribuita e senza contributi figurativi, riscattabili a totale carico dell’interessato) per patologie oncologiche, immunodepressive, croniche e invalidanti in concomitanza al possesso del 75% di invalidità certificata – anche la conservazione del posto per i soggetti richiedenti.

Ad inizio anno scolastico vengono invece segnalati casi di docenti che si trovano in queste condizioni di patologie certificate e di invalidità, oltre che titolari di legge 104/92, che – in taluni casi senza preavviso e senza il loro consenso – vengono assegnati – senza prendervi servizio – ad altra sede, spesso più disagiata e lontana dal domicilio e senza alcuna spiegazione, se non un eventuale motivo di organizzazione interna, a discrezione del dirigente scolastico.

 

I diritti sanciti dalla legge 104

La conservazione del posto e della sede di servizio è invece – per queste categorie di lavoratori che la legge 106/2025 intende tutelare – un diritto soggettivo inalienabile: tanto è vero che questi docenti sono esclusi dalle graduatorie di istituto dei perdenti posto.

Ciò vale sia per i titolari di legge 104/92 ex art. 3 comma 3 ma anche per chi è in possesso dei requisiti previsti dall’art. 3 comma 1 se accompagnati da un’invalidità superiore ai 2/3 e questo in base alla previsione normativa dell’art. 21 della medesima legge 104/1992, con tutte le tutele previste, ivi compresa l’esclusione dalla graduatoria interna per l’individuazione dei perdenti posto e la non-trasferibilità del soggetto.

Il rischio di una tutela svuotata

Le variazioni di sede disposte d’ufficio con modalità difformi all’art. 21/legge 104 sono provvedimenti lesivi dello spirito della legge 106 che – prevedendo che i due anni di assenza per grave patologia sono frazionabili – non solo depone per la conservazione del posto di lavoro ma anche della sede lavorativa.

Pare ovvio pensare che la tutela di questo diritto soggettivo preceda qualsiasi motivazione discrezionale di una diversa organizzazione scolastica interna.

Trattasi di un principio irrinunciabile sotto il profilo della tutela del diritto alla conservazione del posto, rafforzato dal senso più logico rinvenibile nella legge 106/2025: quello di garantire la flessibilità della fruizione dei due anni di assenza conservando la situazione lavorativa pregressa.

Insomma: è proprio sempre vero purtroppo ciò che scrisse Dante Alighieri: “Le leggi son, ma chi pon mano ad esse?”. Ed è altrettanto vero che spesso la burocrazia – specie quella della Pubblica Amministrazione – frappone ostacoli alla piena realizzazione di una tutela ispirata a un principio di civiltà giuridica.

Stiamo parlando di invalidi, malati cronici, immunodepressi e oncologici: quando la legge 106 si esprime per una conservazione del posto di lavoro nell’arco di due anni frazionabili di assenza, si riferisce all’accezione più estensiva del termine, che comprende non il ‘posto’ in senso astratto ma anche la sede lavorativa effettiva.

Altrimenti un lavoratore che necessita di periodi che la legge 106 gli riconosce per curarsi rischia – rientrando tra un periodo e l’altro – di essere ‘sballottato’ in sedi diverse.

E questo – oltre che illogico – è profondamente ingiusto, persino punitivo a priori.

Vedi Napoli e poi muori: la politica ridotta a scacchiera

Tutti sappiamo che i partiti, purtroppo, sono diventati o dei cartelli elettorali oppure, e ancora peggio, semplici strumenti nelle mani di una sola persona. Partiti come, ad esempio, Italia viva o la Lega di Salvini o i populisti dei 5 stelle, non sono nient’altro che giocattoli a disposizione del proprio capo. Mentre sul fronte dei cartelli elettorali c’è una vasta mole di esempi su cui non vale neanche la pena di soffermarsi.

Ipocrisie e contraddizioni

Ora, però, c’è un dato che supera tutti gli altri per l’ipocrisia – o lo squallore, dipende dai punti di vista – che lo circonda. È il cosiddetto “modello campano”. Ovvero parliamo di un partito che tutti i santi giorni predica ed impartisce lezioni a chicchessia sul rispetto della democrazia, sulla trasparenza, sulla devozione ai principi e ai valori della Costituzione e, al contempo, insulta a destra e a manca tutti coloro che secondo loro violerebbero le basilari regole democratiche.

Ma il “modello campano” insegna che non solo quel partito, il Pd, viola persin platealmente le basilari regole democratiche che dovrebbero presiedere anche un partito personale o un cartello elettorale ma, addirittura, si pretende che proprio quel modello sia di esempio per tanti.

 

Un partito nelle mani dei cacicchi”

Dunque, per ricapitolare, si tratta di un modello che prevede il ruolo determinante di un “cacicco” o di un “sultano” che decide senza appello chi deve guidare il suo partito in quel territorio; che la successione dinastica non è affatto incompatibile con la selezione democratica del personale dirigente di un partito; che quel modello specifico non può essere messo in discussione da chicchessia a livello nazionale; che un iscritto ad un partito, sempre il Pd come ovvio, può tranquillamente organizzare e promuovere liste concorrenti e competitive con il Pd stesso in barba a qualsiasi regola statutaria che impedisce e addirittura sanziona con la sospensione dal partito quel gesto; e, dulcis in fundo, che tutte le prediche sulle primarie, la selezione democratica della classe dirigente e simili corbellerie sono e restano semplici invocazioni ad uso e consumo dei “gonzi” che devono ripetere la favola che “siamo il partito della partecipazione democratica e della trasparenza” contro tutti coloro che la democrazia la negano alla radice e che lavorano, come ovvio e scontato, anche per un “regime illiberale, dispotico e profondamente antidemocratico”.

Silenzio, sarebbe meglio

È del tutto evidente che non sappiamo se il “modello campano” del Pd sarà esteso a tutta Italia o se si limita ad alcune regioni. Lo vedremo. Quello, però, che non possiamo non rilevare – al di là della piena libertà del Pd di fare e disfare tutto ciò che vuole senza alcun rispetto dei più elementari principi democratici che dovrebbero caratterizzare la vita interna dei partiti – è che d’ora in poi la Schlein e compagni dovrebbero semplicemente evitare di continuare ad impartire lezioni di democrazia, di trasparenza, di rispetto delle regole democratiche e costituzionali quando si parla di partiti e della loro concreta organizzazione politica nel nostro Paese.

Tutti sappiamo che, storicamente, la sinistra italiana pensa di avere il monopolio del pensiero e della prassi democratica. Non a caso è dal secondo dopoguerra che la filiera Pci/Pds/Ds/Pd denuncia l’imminente pericolo della crisi della democrazia e dell’avvento, altrettanto probabile, di “un regime illiberale, dispotico ed autoritario”.

Ma, per restare ai temi concreti e reali e non a quelli virtuali o fantasiosi, e di fronte alla selezione della classe dirigente del partito della Campania, forse sarebbe il caso che d’ora in poi quando si parla dell’organizzazione democratica dei partiti, il Pd della Schlein praticasse la virtù del silenzio e del rispetto delle altrui esperienze. E questo perché la prassi delle scuse pubbliche o della vergogna non sono articoli o norme contemplati da nessun Statuto o regolamento di partito.

Porsche sperimenta la ricarica a induzione: debutto sulla nuova Cayenne

Porsche è pronta a far debuttare la tecnologia di ricarica a induzione per le auto elettriche. Un annuncio che segna una svolta nel settore automotive, perché introduce per la prima volta un sistema wireless di serie pensato per semplificare la vita agli automobilisti. La soluzione, chiamata One Box, consiste in una piastra installata nel pavimento del parcheggio, capace di ricaricare l’auto senza bisogno di cavi.

La Cayenne come apripista

La nuova generazione elettrica della Cayenne, che sarà presentata entro la fine dell’anno, sarà la prima vettura Porsche ordinabile con questa tecnologia come optional. Si tratta di un modello iconico per la casa di Stoccarda, scelto non a caso per inaugurare una novità destinata a incidere profondamente sul rapporto fra l’utente e l’auto elettrica. Non più connettori e prese, ma un semplice gesto: parcheggiare sopra la piastra.

Il mercato dal 2026

Secondo i piani di Porsche, dal 2026 la piastra sarà acquistabile separatamente nei Centri Porsche o online attraverso il Porsche Shop. L’azienda punta così a offrire una soluzione standardizzata e accessibile, capace di accompagnare la crescita della propria gamma elettrica. Una scelta che guarda al futuro della mobilità premium, coniugando prestazioni sportive e innovazione sostenibile.

Il prototipo a Monaco

All’Iaa Mobility di Monaco, vetrina internazionale della mobilità, la tecnologia sarà mostrata su un prototipo con verniciatura fluorescente. Una scelta scenografica che sottolinea il carattere pionieristico dell’iniziativa e, al tempo stesso, la volontà di comunicare con forza un messaggio: la transizione elettrica non è solo necessità ambientale, ma anche terreno di sperimentazione estetica e culturale.

Un tassello della strategia elettrica

Con questo passo, Porsche conferma il proprio impegno nel settore elettrico. Dopo la Taycan, che ha rappresentato il primo grande salto verso l’elettrificazione della gamma, ora il marchio sceglie la strada della comodità d’uso, consapevole che il futuro della mobilità si gioca non solo sulla potenza delle batterie, ma anche sull’esperienza quotidiana di ricarica.

La ricarica a induzione diventa così simbolo di una nuova fase: meno visibile, più integrata, pensata per un automobilista che non rinuncia alle emozioni di guida ma pretende soluzioni facili, sicure ed efficienti.

Basket, Pozzecco: "Questa sera abbiamo giocato per Armani"

Roma, 4 set. (askanews) – Dopo la vittoria netta contro Cipro, coach Gianmarco Pozzecco ha voluto dedicare un momento per ricordare con affetto Giorgio Armani: “Ho avuto la fortuna di vivere all’estero e il Signor Armani è sempre stato un vero vanto. Oggi avevamo il dovere di giocare per lui, un motivo di orgoglio per tutti gli italiani”. Sguardo rivolto però anche agli ottavi e al percorso affrontato: “Dobbiamo essere orgogliosi, eravamo consapevoli della difficoltà del girone. Lo dico con serenità: mi fido di questi ragazzi, siamo competitivi. Non so come andrà, ma sono sicuro che daranno tutto quello che hanno, come hanno sempre fatto”