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Sanremo, Lillo: Pucci? Io l’avrei fatto il Festival, ma web è feroce

Sanremo, 25 feb. (askanews) – “Io probabilmente al posto suo l’avrei fatto (Sanremo), però è insindacabile, ognuno è libero, avrà avuto i suoi motivi, di sicuro posso dire che il web a volte è feroce e ti fa barcollare quando senti certe reazioni. Ripeto, lo avrei fatto al posto suo, ma sono io, ognuno è libero di fare ciò che vuole”: cosi Lillo, rispondendo a margine della conferenza stampa di Sanremo, a chi gli chiedeva di commentare su Andrea Pucci, il comico che doveva essere come lui co-conduttore ma ha deciso di tirarsi indietro dopo le minacce ricevute.

Assalto alla Cgil, niente divieto di espatrio per Roberto Fiore

Roma, 25 feb. (askanews) – Potrà andare all’estero il leader di Forza Nuova, Roberto Fiore. I giudici della I sezione della corte d’appello di Roma hanno respinto la richiesta della misura cautelare del divieto di espatrio avanzata dal pg Francesco Scavo nei confronti di Fiore e del vicesegretario di Fn, Luca Castellini. Oggi il rappresentante dell’accusa ha anche sollecitato la conferma delle condanne di primo grado nel filone principale sull’assalto alla Cgil del 9 ottobre del 2021.

Fiore in udienza ha spiegato: “Ho letto l’informativa della Digos e si tratta di una discriminazione nei miei confronti per l’attività politica che svolgo. Una discriminazione legata forse anche ad una denuncia che ho presentato a novembre in cui accuso sette appartenenti della Digos di calunnia. Non ci sono elementi su una mia volontà di fuga dall’Italia”.

Secondo la corte “non esistono elementi attuali” su una possibile fuga all’estero di Fiore e Castellini. In primo grado Fiore ha preso 8 anni e 6 mesi di pena; così l’ex Nar Luigi Aronica; 8 anni e 7 mesi li ha avuti, invece, Giuliano Castellino. A vario titolo si contestano i reati di devastazione aggravata in concorso, quello, sempre in concorso, di resistenza a pubblico ufficiale pluriaggravata, istigazione a delinquere.

A Roma una grande mostra su Agnès Varda, fotografa e regista

Roma, 25 feb. (askanews) – C’è Giulietta Masina fotografata a Parigi nel 1956 sul manifesto della mostra “Agnès Varda. Qui e là, tra Parigi e Roma”, a Villa Medici fino al 25 maggio. Si tratta della prima retrospettiva dedicata alla grande artista e regista, che mette in dialogo l’opera della fotografa con quella della cineasta, attraverso un insieme di 130 stampe originali, estratti di film, pubblicazioni, documenti, manifesti, foto di scena.

Le immagini scattate da Varda ci portano nella Parigi del dopoguerra e, in particolare, nel cortile-atelier di rue Daguerre, luogo di vita, creazione e sperimentazione della regista per quasi sette decenni. Quel cortile, condiviso più tardi con il suo compagno, il regista Jacques Demy, diventò il cuore pulsante del suo universo.

Le fotografie e gli estratti di film in mostra mettono in risalto lo sguardo anticonvenzionale che l’artista rivolge alle strade della capitale e ai suoi abitanti. Attraverso opere come “Cléo dalle 5 alle 7” o “Daguerréotypes” è evidente il suo interesse per le donne e per le vite marginali.

Agli anni parigini fanno eco quelli dei suoi viaggi in Italia, da Venezia a Roma, nel 1959 e nel 1963. All’epoca Agnès Varda era conosciuta come fotografa teatrale e realizzava reportage per la stampa. Nel maggio 1963, la rivista francese “Réalités” le commissionò un ritratto di Luchino Visconti, appena insignito della Palma d’oro per “Il Gattopardo”. E siccome nello stesso periodo Jean-Luc Godard girava “Il disprezzo” negli studi Titanus, Varda ci ha regalato le immagini del suo amico mentre dirige Brigitte Bardot, Jack Palance e Michel Piccoli.

Sanremo, show Leo Gassmann in sala stampa con l’inedito “Oltre”

Sanremo, 25 feb. (askanews) – Piccolo showcase di Leo Gassmann in sala stampa all’Ariston. Il cantante, in gara tra i 30 big al Festival di Sanremo, si è esibito presentando il nuovo brano inedito “Oltre”, contenuto nell’album “Vita vera Paradiso”, in uscita il 10 aprile. Insieme a lui i due musicisti, “i miei migliori amici”, Matteo Costanza e Giuseppe Taccini.

Sanremo, Leo Gassmann e il messaggio della mamma: sei stato immenso

Sanremo, 25 feb. (askanews) – “Mamma mi dà sempre dei consigli, oggi mi ha mandato un messaggio, mi manda sempre messaggi un po’ da guru…. ‘Leo ieri sei stato immenso lo ha detto anche papà che sei bravissimo e che la canzone è bello, stai facendo quello che ami… E altre cose, insomma la mamma è sempre la mamma”. Così Leo Gassmann dopo aver raccontato l’emozione della prima serata del Festival di Sanremo. Si esibisce con “Naturale”.

Trump avverte l’Iran: preferisco la pace, non escludo la guerra

Roma, 25 feb. (askanews) – Preferisce un accordo diplomatico, ma lascia aperte tutte le porte, compresa quella che porta a un attacco militare. In un lunghissimo discorso sullo Stato dell’Unione, in cui ha sostanzialmente tenuto fuori la sua politica estera, Donald Trump ha deciso di lanciare un messaggio sibillino a Teheran. “Non abbiamo sentito quelle parole segrete: ‘Non costruiremo mai un’arma nucleare'”, ha detto il presidente, andando dritto al cuore della questione in discussione in questi giorni a Ginevra. L’obiettivo di Washington insomma è chiaro e non è mai cambiato: gli Usa non consentiranno a quello che considerano il più grande sponsor mondiale del terrorismo di possedere un’arma nucleare. Tanto più che Teheran, secondo Trump, sta già sviluppando missili che possono minacciare l’Europa e le basi americane all’estero e sta lavorando per costruire missili che presto raggiungeranno gli Stati uniti d’America.

Prima del suo discorso sullo Stato dell’Unione, quando ha ordinato di radunare un’imponente forza militare in Medio Oriente, Trump ha fatto ben poco per spiegare al pubblico americano perché potrebbe guidare gli Stati Uniti verso la loro azione più aggressiva contro la Repubblica Islamica dalla rivoluzione del 1979. Ma nella notte italiana, ha indicato il sostegno di Teheran ai gruppi militanti, l’uccisione di manifestanti e i programmi missilistici e nucleari del Paese come minacce per la regione e gli Stati Uniti. “Il regime e i suoi assassini non hanno diffuso altro che terrorismo, morte e odio”, ha spiegato il presidente, accusando l’Iran di avere riavviato il suo programma nucleare, di lavorare alla costruzione di missili che “presto” sarebbero stati in grado di raggiungere gli Stati Uniti e di essere responsabile degli attentati lungo le strade che hanno ucciso militari e civili statunitensi.

Accuse che sono state respinte al mittente dalla Repubblica islamica. Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf, ha invitato il tycoon repubblicano a non prendere “decisioni sbagliate in base a informazioni false”. “Se gli Stati Uniti sceglieranno una via diplomatica che rispetti la dignità nazionale e gli interessi dell’Iran, Teheran si impegnerà in modo costruttivo al tavolo dei negoziati”. Se invece, ha aggiunto, gli Stati Uniti ripeteranno “gli errori del passato con inganni, bugie, analisi errate o attacchi durante i negoziati”, questo scatenerebbe “una risposta decisa” da parte di Teheran, ha detto incontrando a Teheran imprenditori, membri della Camera di Commercio e commercianti.

Di certo, ogni speranza di evitare una guerra è legata al momento ai colloqui che riprenderanno domani a Ginevra. Trump – riferisce l’agenzia Reuters – ha ripetutamente espresso frustrazione per l’incapacità dei negoziatori di raggiungere un’intesa. L’Iran continua a ribadire che che la sua ricerca nucleare è destinata alla produzione di energia civile. Gli Usa e i loro principali alleati dubitano, e non poco. “Ciò che si afferma sul programma nucleare iraniano, sul missile balistico intercontinentale iraniano e sul numero di persone uccise nei disordini di gennaio non è altro che la ripetizione di una serie di grandi bugie”, ha dichiarato ancora oggi il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei in un post su X. Il segretario di Stato Marco Rubio, da parte sua, ha tenuto un briefing sull’Iran poche ore prima del discorso per la “Gang of Eight” del Congresso, composta dai leader del Senato e della Camera dei Rappresentanti e dalle commissioni di intelligence delle due Camere. In quella occasione è emersa tutta la preoccupazione dei democratici statunitensi. “Innanzitutto, se vogliono fare qualcosa in Iran – e chi diavolo sa cosa – dovrebbero renderlo pubblico e discuterne con il pubblico, non tenerlo segreto. Quando si conducono queste operazioni militari in segreto, si verificano sempre guerre più lunghe, tragedie, maggiori spese ed errori”, ha dichiarato il leader democratico del Senato Chuck Schumer.

Una preoccupazione che sembra sempre più condivisa dai cittadini. Secondo gli ultimi sondaggi, gli americani sono diffidenti nei confronti dei conflitti stranieri. Un’indagine Reuters/Ipsos di gennaio ha mostrato che il 69% degli americani concordava con l’affermazione che gli Usa avrebbero dovuto usare le forze armate solo di fronte a una minaccia diretta e imminente, mentre il 18% non era d’accordo e il resto si è detto incerto o non ha risposto alla domanda. E forse nel tentativo di rassicurare l’elettorato, Trump ha ribadito di preferire la pace, elencando una serie di conflitti mondiali che si attribuisce il merito di avere risolto o attenuato. “Come presidente, farò la pace ovunque potrò, ma non esiterò mai ad affrontare le minacce all’America ovunque sarà necessario”, ha affermato il presidente, con parole che niente affatto rassicuranti per Teheran.

Trump avverte l’Iran: preferisco la pace, non escludo la guerra

Roma, 25 feb. (askanews) – Preferisce un accordo diplomatico, ma lascia aperte tutte le porte, compresa quella che porta a un attacco militare. In un lunghissimo discorso sullo Stato dell’Unione, in cui ha sostanzialmente tenuto fuori la sua politica estera, Donald Trump ha deciso di lanciare un messaggio sibillino a Teheran. “Non abbiamo sentito quelle parole segrete: ‘Non costruiremo mai un’arma nucleare'”, ha detto il presidente, andando dritto al cuore della questione in discussione in questi giorni a Ginevra. L’obiettivo di Washington insomma è chiaro e non è mai cambiato: gli Usa non consentiranno a quello che considerano il più grande sponsor mondiale del terrorismo di possedere un’arma nucleare. Tanto più che Teheran, secondo Trump, sta già sviluppando missili che possono minacciare l’Europa e le basi americane all’estero e sta lavorando per costruire missili che presto raggiungeranno gli Stati uniti d’America.

Prima del suo discorso sullo Stato dell’Unione, quando ha ordinato di radunare un’imponente forza militare in Medio Oriente, Trump ha fatto ben poco per spiegare al pubblico americano perché potrebbe guidare gli Stati Uniti verso la loro azione più aggressiva contro la Repubblica Islamica dalla rivoluzione del 1979. Ma nella notte italiana, ha indicato il sostegno di Teheran ai gruppi militanti, l’uccisione di manifestanti e i programmi missilistici e nucleari del Paese come minacce per la regione e gli Stati Uniti. “Il regime e i suoi assassini non hanno diffuso altro che terrorismo, morte e odio”, ha spiegato il presidente, accusando l’Iran di avere riavviato il suo programma nucleare, di lavorare alla costruzione di missili che “presto” sarebbero stati in grado di raggiungere gli Stati Uniti e di essere responsabile degli attentati lungo le strade che hanno ucciso militari e civili statunitensi.

Accuse che sono state respinte al mittente dalla Repubblica islamica. Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf, ha invitato il tycoon repubblicano a non prendere “decisioni sbagliate in base a informazioni false”. “Se gli Stati Uniti sceglieranno una via diplomatica che rispetti la dignità nazionale e gli interessi dell’Iran, Teheran si impegnerà in modo costruttivo al tavolo dei negoziati”. Se invece, ha aggiunto, gli Stati Uniti ripeteranno “gli errori del passato con inganni, bugie, analisi errate o attacchi durante i negoziati”, questo scatenerebbe “una risposta decisa” da parte di Teheran, ha detto incontrando a Teheran imprenditori, membri della Camera di Commercio e commercianti.

Di certo, ogni speranza di evitare una guerra è legata al momento ai colloqui che riprenderanno domani a Ginevra. Trump – riferisce l’agenzia Reuters – ha ripetutamente espresso frustrazione per l’incapacità dei negoziatori di raggiungere un’intesa. L’Iran continua a ribadire che che la sua ricerca nucleare è destinata alla produzione di energia civile. Gli Usa e i loro principali alleati dubitano, e non poco. “Ciò che si afferma sul programma nucleare iraniano, sul missile balistico intercontinentale iraniano e sul numero di persone uccise nei disordini di gennaio non è altro che la ripetizione di una serie di grandi bugie”, ha dichiarato ancora oggi il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei in un post su X.

Il segretario di Stato Marco Rubio, da parte sua, ha tenuto un briefing sull’Iran poche ore prima del discorso per la “Gang of Eight” del Congresso, composta dai leader del Senato e della Camera dei Rappresentanti e dalle commissioni di intelligence delle due Camere. In quella occasione è emersa tutta la preoccupazione dei democratici statunitensi. “Innanzitutto, se vogliono fare qualcosa in Iran – e chi diavolo sa cosa – dovrebbero renderlo pubblico e discuterne con il pubblico, non tenerlo segreto. Quando si conducono queste operazioni militari in segreto, si verificano sempre guerre più lunghe, tragedie, maggiori spese ed errori”, ha dichiarato il leader democratico del Senato Chuck Schumer.

Una preoccupazione che sembra sempre più condivisa dai cittadini. Secondo gli ultimi sondaggi, gli americani sono diffidenti nei confronti dei conflitti stranieri. Un’indagine Reuters/Ipsos di gennaio ha mostrato che il 69% degli americani concordava con l’affermazione che gli Usa avrebbero dovuto usare le forze armate solo di fronte a una minaccia diretta e imminente, mentre il 18% non era d’accordo e il resto si è detto incerto o non ha risposto alla domanda. E forse nel tentativo di rassicurare l’elettorato, Trump ha ribadito di preferire la pace, elencando una serie di conflitti mondiali che si attribuisce il merito di avere risolto o attenuato. “Come presidente, farò la pace ovunque potrò, ma non esiterò mai ad affrontare le minacce all’America ovunque sarà necessario”, ha affermato il presidente, con parole che niente affatto rassicuranti per Teheran.

Incidente mortale a Fincantieri di Monfalcone, sindacati: domani sciopero

Roma, 25 feb. (askanews) – “Questa mattina, nel corso di attività manutentive su un tetto di un capannone nel cantiere di Monfalcone di Fincantieri, un giovane lavoratore di una ditta specializzata di lavori in quota è precipitato a terra ed ha perso la vita. Nell’esprimere cordoglio e vicinanza alla famiglia del lavoratore e attendendo le risultanze delle verifiche e indagini degli organi competenti, siamo, ancora una volta, a denunciare una morte che certamente ha dei responsabili e delle responsabilità”. Ad affermarlo sono Fim, Fiom e Uilm annunciando uno sciopero di due ore, nella giornata di domani, in tutti gli stabilimenti del gruppo.

Secondo i sindacati “non è più accettabile che nel nostro Paese gli infortuni mortali continuino a verificarsi senza che nulla cambi. Serve volontà politica per affrontare questa piaga. Sono necessari investimenti, in particolare sulla formazione. Serve aver riscontro della formazione sulla sicurezza fatta dalle aziende degli appalti. Serve cambiare la cultura della sicurezza considerata ancora troppo spesso esclusivamente un costo aziendale. Basta, basta, basta morire lavorando. Oltre a Monfalcone dove chiaramente i lavoratori si sono immediatamente fermati in sciopero, sono proclamate 2 ore di sciopero in assemblea anche negli altri cantieri e allargandole anche alle aziende in appalto”.

Sanremo, Tommaso Paradiso: la prima volta. Sono molto emozionato

Sanremo, 25 feb. (askanews) – Tommaso Paradiso debutta all’Ariston in gara al 76° Festival di Sanremo con il brano “I romantici”, Il primo. Questo è il primo Sanremo. Per me Sanremo rappresenta la storia in qualche modo non solo della musica italiana ma proprio del paese, Sono molto emozionato. Sì. Devo dire di sì.

La sua canzone è un abbraccio, scritta pensando a tutte le persone a cui vuole bene e dedicata a chi ama. Il brano, scritto da Tommaso Paradiso e Davide Petrella e prodotto da Simonetta,

“I Romantici è una canzone che una dedica d’amore, l’ho scritta appunto come se fosse una lettera e poi ci ho messo la musica”.

Per il cantautore romano è un momento di grandi novità: a fine 2025 ha pubblicato il nuovo album “Casa Paradiso”, uscito per Columbia Records/Sony Music Italy. Il disco è stato anticipato dai singoli “Lasciamene un po’” e “Forse” che ha conquistato il primo posto della classifica Earone, brano più ascoltato in radio e tv. Parallelamente, Paradiso ha annunciato il tour “Tommaso Paradiso Palasport 2026”, prodotto da Live Nation, che ad aprile di quest’anno lo porterà nei palazzetti di tutta Italia.

Tennis, Cobolli e Bellucci agli ottavi di Acapulco

Roma, 25 feb. (askanews) – Flavio Cobolli e Mattia Bellucci hanno raggiunto gli ottavi di finale del torneo Atp 500 di Acapulco, in Messico. Cobolli, n.20 del mondo, ha sconfitto in due set il ventenne messicano Rodrigo Pacheco Mendez, in tabellone grazie a una wild card, per 7-6, 7-6.

Bellucci (n.110) ha ottenuto la sua prima vittoria nel circuito nel 2026 battendo per 7-6, 6-3 l’australiano Rinky Hijikata (n.115). Al prossimo turno, il romano affronterà il ceco Dalibor Svrcina (n.123), mentre Bellucci affronterà lo spagnolo Alejandro Davidovich Fokina (n.14), testa di serie numero 4 del torneo.

Valditara: gli studenti dovranno lasciare l’aula come l’hanno trovata

Milano, 25 feb. (askanews) – “Ho emanato una nota per promuovere la cura e la pulizia degli ambienti scolastici, invitando i dirigenti e il personale a sensibilizzare gli alunni a stabilire pratiche quotidiane da seguire negli istituti, in coerenza con le nuove linee guida per l’insegnamento della educazione civica. Per esempio, al termine delle lezioni, gli studenti dovranno lasciare l’aula nelle stesse condizioni in cui a loro è stata consegnata all’inizio della giornata”. Lo ha annunciato il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, in merito al decreto, firmato da lui oggi, che stanzia 30 milioni di euro “per la realizzazione di progetti didattici per promuovere la cultura e il rispetto dei parchi cittadini e dei beni scolastici da parte degli studenti”.

“Responsabilizzare gli studenti sull’uso corretto di beni pubblici è importante per sviluppare una cultura del rispetto verso beni che sono della comunità” ha rimarcato Valditara, evidenziando che “vivere e studiare in ambienti didattici puliti e ordinati, prendersi cura del patrimonio della scuola è un importante esercizio di convivenza civile”.

Parlando del decreto, il ministro ha sottolineato che “si tratta di un’azione di grande valore sociale che le scuole possono realizzare nell’ambito delle attività di educazione civica, da svolgere anche in collaborazione con gli enti locali, con associazioni e fondazioni. Inoltre – ha concluso – gli spazi pubblici, una volta riqualificati, potranno essere trasformati in veri e propri ambienti didattici all’aperto”.

Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha firmato un decreto che stanzia 30 milioni di euro per la realizzazione di progetti didattici per promuovere la cura e il rispetto dei parchi e dei beni scolastici da parte degli studenti.

“Si tratta di un’azione di grande valore sociale, che le scuole possono realizzare nell’ambito delle attività di educazione civica da svolgere anche in collaborazione con enti locali, associazioni e fondazioni. Inoltre, gli spazi pubblici, una volta riqualificati, potranno essere trasformati in veri e propri ambienti didattici all’aperto”, ha dichiarato il Ministro Valditara.

Il ministro ha, inoltre, emanato una nota per promuovere la cura e la pulizia degli ambienti scolastici, invitando i dirigenti e il personale a sensibilizzare gli alunni e a stabilire pratiche quotidiane da seguire negli istituti, in coerenza con le nuove Linee guida per l’insegnamento dell’Educazione civica e con lo Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria. Per esempio, al termine delle lezioni, gli studenti dovranno lasciare l’aula nelle stesse condizioni in cui è stata a loro consegnata all’inizio della giornata.

“Responsabilizzare gli studenti sull’uso corretto di beni pubblici è importante per sviluppare una cultura del rispetto verso beni che sono della comunità. Vivere e studiare in ambienti didattici puliti e ordinati, prendersi cura del patrimonio della scuola è un importante esercizio di convivenza civile”, ha aggiunto il ministro.

Smart working, Istat: quasi triplicato lavoro da remoto rispetto pre-pandemia

Roma, 25 feb. (askanews) – Lo smart working da necessità è diventato un nuovo stile di vita. Rispetto al periodo pre-pandemia il lavoro da remoto è quasi triplicato. In Italia, nel 2023, il 13,8% degli occupati ha svolto almeno un giorno di lavoro in modalità agile. Erano il 15,1% nel 2021, ma soltanto il 4,8% nel 2019. E’ la fotografia scattata da un report dell’Istat.

Lazio e Lombardia guidano la graduatoria dello smart working. A Milano lavora da remoto il 38,3% degli occupati, mentre a Roma la quota sfiora il 30%.

Lo smart working è più diffuso tra le donne (15,2% contro il 12,7% degli uomini). Per tutti, il lavoro da remoto resta sinonimo di flessibilità e migliore conciliazione tra lavoro e famiglia.

Secondo il Censimento permanente del 2023, poco meno di 3,4 milioni di occupati (il 13,8% del totale) hanno sperimentato una qualche forma di lavoro da remoto nelle quattro settimane precedenti la data della rilevazione (primo ottobre 2023). Più nel dettaglio, circa 1.436mila (5,9%) hanno svolto la propria attività da casa almeno la metà dei giorni lavorativi, mentre i restanti 1.933mila (7,9%) hanno adottato tale modalità in misura più limitata.

Il lavoro flessibile raggiunge il suo apice durante la pandemia e nella fase immediatamente successiva. Nel 2021 hanno lavorato anche solo alcuni giorni da casa 3.577.984 persone, con una incidenza pari al 15,1% del totale degli occupati (23.632.617). Si tratta – rileva l’Istat – di un risultato difficilmente ipotizzabile prima dell’emergenza sanitaria: nel 2018 e nel 2019, in base ai dati dell’Indagine Istat sulle Forze di Lavoro, la quota di smart workers e telelavoristi era appena del 4,8%. Nel 2022 e nel 2023 si assiste ad una sorta di stabilizzazione del fenomeno: in entrambe le edizioni del Censimento permanente gli occupati da remoto si attestano al 13,8%.

Nonostante le nuove modalità di organizzazione del lavoro abbiano avuto un forte slancio durante il lockdown e si siano cristallizzate nel corso del tempo, nel nostro Paese la percentuale di occupati che utilizzano il lavoro a distanza resta comunque inferiore a quella della maggior parte degli altri Paesi europei.

Secondo una statistica diffusa da Eurostat sugli occupati che, nel 2023, hanno svolto almeno la metà dei giorni di lavoro in smart working (“usually working from home”), l’Italia, con il 5,9%, è ben al di sotto della media Ue che è pari al 9,1% (Figura 2). In testa alla graduatoria, con valori più elevati del 20%, ci sono la Finlandia (22,2%) e l’Irlanda (21,8%), seguite da Svezia e Belgio che si collocano rispettivamente al 15,3% e 14,6%. Sopra la media Ue anche Germania e Francia con incidenze superiori al 10%.

Più alto è il titolo di studio, maggiore è la quota di quanti lavorano almeno qualche giorno da casa: tra i laureati, il 29% ha sperimentato una forma di lavoro a distanza.

I Servizi dell’informazione e comunicazione e le Attività finanziarie e assicurative sono i settori di attività in cui è più alta la quota di smart workers (rispettivamente il 60,2% e il 43,7%).

Il lavoro da remoto riguarda soprattutto le professioni altamente qualificate (30,2%), che permettono di organizzare tempi e modalità di lavoro in modo più autonomo.

L’Istat: quasi triplicato il lavoro da remoto rispetto al pre-pandemia

Roma, 25 feb. (askanews) – Lo smart working da necessità è diventato un nuovo stile di vita. Rispetto al periodo pre-pandemia il lavoro da remoto è quasi triplicato. In Italia, nel 2023, il 13,8% degli occupati ha svolto almeno un giorno di lavoro in modalità agile. Erano il 15,1% nel 2021, ma soltanto il 4,8% nel 2019. E’ la fotografia scattata da un report dell’Istat.

Lazio e Lombardia guidano la graduatoria dello smart working. A Milano lavora da remoto il 38,3% degli occupati, mentre a Roma la quota sfiora il 30%.

Lo smart working è più diffuso tra le donne (15,2% contro il 12,7% degli uomini). Per tutti, il lavoro da remoto resta sinonimo di flessibilità e migliore conciliazione tra lavoro e famiglia.

Lavoro, per le imprese difficili da coprire 46 contratti su 100

Roma, 25 feb. (askanews) – Le imprese italiane, in 46 casi su 100, fanno fatica a coprire le posizioni lavorative ricercate. Parallelamente, si allarga il bacino dei giovani potenzialmente impiegabili. In gran parte si tratta di studenti che non hanno ancora concluso il percorso di studi ma, nell’area degli “inattivi”, in aumento del 4% su base annua, figurano anche molti giovani che per vari motivi non riescono ad accedere alle opportunità occupazionali. È quanto emerge dal secondo Report di Cnel e Unioncamere, in collaborazione con Istat, il cui obiettivo è analizzare in modo sistematico le dinamiche del mercato del lavoro.

In particolare, il Report approfondisce il disallineamento tra competenze disponibili e fabbisogni occupazionali delle imprese sulla base dei dati Excelsior del ministero del Lavoro e di Unioncamere, affiancando all’analisi della domanda di lavoro focus specifici sulle caratteristiche dell’offerta di fonte Istat. Il focus di questa edizione riguarda la condizione dei giovani nel mercato del lavoro.

“I dati di questo Report indicano chiaramente una sfida cruciale e non più rimandabile: far incontrare i fabbisogni delle imprese, oggi alla ricerca di profili per quasi la metà delle assunzioni previste, con il capitale umano custodito nei serbatoi di potenziale inespresso del Paese, come i nostri giovani, le donne e gli anziani”, ha detto il presidente del Cnel, Renato Brunetta.

“Grazie alla preziosa collaborazione con Unioncamere e Istat – ha aggiunto Brunetta – mettiamo a disposizione del decisore pubblico e delle parti sociali un solido strumento di orientamento. Attraverso una lettura attenta dei dati e interventi mirati abbiamo l’opportunità di affrontare i divari territoriali, anagrafici e di genere, rilanciando la competitività del nostro tessuto produttivo e costruendo le basi per un ingresso qualificato, inclusivo e di qualità nel mondo del lavoro”.

Per il presidente di Unioncamere, Andrea Prete, “individuare le azioni più efficaci per agevolare l’ingresso nel mondo del lavoro dei giovani e trattenere i talenti è essenziale per assicurare competitività alle nostre imprese e crescita economica diffusa. I giovani sono un patrimonio prezioso che dobbiamo riuscire ad attrarre e valorizzare, offrendo loro una occupazione solida e soddisfacente”.

Sanremo, anche il topo giornalista Geronimo Stilton segue il Festival

Sanremo, 25 feb. (askanews) – Sanremo non solo città della musica, ma anche la “città” dell’informazione che in occasione del Festival della canzone torna a popolarsi di giornalisti, fotografi e operatori dell’informazione radio, tv e web. Al 76° Festival di Sanremo sono 1492 le persone accreditate tra la Sala Stampa dell’Ariston Roof e la Sala “Lucio Dalla” al Palafiori, ma c’è anche in giornalista speciale: Geronimo Stilton.

Elisabetta Dami, creatrice del topo giornalista, ha incontrato gli studenti delle scuole della città dei fiori e insieme a suo “figlio”, letterariamente parlando, ha girato per le strade di Sanremo portando allegria, sorrisi e felicità.

A Sanremo Miss Italia contro Ditonellapiaga: quel brano lede la dignità delle ragazze

Sanremo, 25 feb. (askanews) – Il Concorso Miss Italia attacca Ditonellapiaga e contesta “l’uso indebito della denominazione ‘Miss Italia’” da parte dell’artista che “l’ha utilizzata quale titolo di un proprio brano musicale, nonché dell’album in cui esso è inserito. Il testo della canzone, inoltre, contiene espressioni e giudizi ritenuti lesivi della dignità e dell’onore delle ragazze che partecipano al Concorso”, si legge in una nota.

“Tale condotta – sottolinea – risulta gravemente pregiudizievole dei diritti esclusivi connessi alla denominazione ‘Miss Italia’, nonché dell’immagine e della reputazione del Concorso e delle sue partecipanti. Per tali ragioni, il Concorso Miss Italia ha conferito mandato agli Avvocati Prof. Avv. Pieremilio Sammarco e Vincenzo Larocca affinché intraprendano le più opportune azioni giudiziarie volte a inibire l’ulteriore utilizzo della denominazione ‘Miss Italia’ e a ottenere il risarcimento dei danni subiti e subendi”.

“Nessuno ha insultato nessuno. Il testo è inedito, parla di me e del rapporto con la perfezione. Non ho detto che le ragazze che vi partecipano sono disperate, ma che stanno male. Non ho mai detto che Miss Italia è una disperata, il testo parla di nascondere la disperazione con il trucco”. Ditonellapiaga ribatte così alla nota di Miss Italia che la accusa di “uso indebito” nel suo brano e che “contiene espressioni e giudizi ritenuti lesivi della dignità e dell’onore delle ragazze che partecipano al Concorso”.

“Ora basta perché mi sono anche agitata e non ho le sinapsi che funzionano. Penso di aver detto tutto”, ha aggiunto Ditonellapiaga, durante la prima conferenza stampa di giornata al Festival di Sanremo. “Nel brano parlo di me”. “Credo che l’interpretazione del testo sia erroneo. Non so neanche se abbiano sentito la canzone perché il brano è inedito. A prescindere da questo sono questioni legali e non conosco il legalese. Il senso del disco – ha concluso l’artista – è il rapporto con i canoni e la bellezza, speravo in un po’ di ironia, questo è il mio spirito”.

Mattarella: Benedetto Croce intellettuale di primo piano nella cultura mondiale

Roma, 25 feb. (askanews) – “Benedetto Croce, intellettuale di primo piano del panorama culturale mondiale e figura politica italiana di grande rilievo, è stato un maestro, le cui ricerche hanno abbracciato molteplici discipline del sapere umanistico, dall’arte alla filosofia, dalla critica letteraria alla storiografia, tramandando un’inesauribile fonte di conoscenza”. Lo dichiara il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del 160° anniversario della nascita di Benedetto Croce.

“Per Croce – continua Mattarella – la componente culturale era elemento imprescindibile per l’arricchimento della società e un bene da tutelare e diffondere per il progresso collettivo. La “religione della libertà”, evidenziata nella sua “Storia d’Europa nel secolo decimonono” ispirò tutta la sua azione. Senatore del Regno d’Italia, fu Ministro della Pubblica Istruzione, promuovendo provvedimenti volti a garantire la qualità del sistema scolastico e a salvaguardia del patrimonio artistico e paesaggistico del Paese. Nel 1925 – sottolinea il presidente – fu autore del Manifesto degli scrittori, professionisti e pubblicisti che si opposero al Manifesto degli intellettuali del fascismo: Croce condusse una tenace azione di contrasto all’ideologia fascista, opponendosi, anche al Senato, alle leggi liberticide del regime. Protagonista nel processo di transizione istituzionale – conclude Mattarella – fu Ministro senza portafoglio nei Governi Badoglio e Bonomi, per essere, successivamente, eletto all’Assemblea Costituente della Repubblica, apportando un prezioso contributo al processo di rinascita di un’Italia attraversata dai drammi del conflitto bellico mondiale, e partecipando alla costruzione di un ordinamento democratico avanzato, basato sul rispetto delle libertà fondamentali. Nel 160° anniversario della sua nascita, la Repubblica rende omaggio alla sua figura”.

Sanremo, Mauro Repetto: sempre stato il numero due, lo facevo benissimo

Sanremo, 25 feb. (askanews) – Dopo il successo di “Alla ricerca dell’Uomo Ragno”, Mauro Repetto è impegnato nel suo nuovo spettacolo in giro per l’Italia “Ho trovato Spider Woman”, ospite del Villaggio del Festival di Sanremo, ai microfoni di askanews ha raccontato il passaggio dall’eroe maschile di ieri alla supereroina contemporanea, capace di tessere nuove storie ed emozioni. Un tema che Repetto affronta con il suo stile inconfondibile: spontaneo, ironico, musicale e capace di parlare a più generazioni.

“Guarda veramente ci tenevo a dire come la nostra generazione deve essere attenta a quello che dicono le donne, deve essere capace di essere all’altezza delle donne, non dobbiamo mai darvi per scontate perché il rischio della generazione precedente o anche di quando ero adolescente è di mettersi in pantofola a volte di non ascoltarvi e invece che chance che voi ci date parlandoci perché ci fate migliorare e noi dobbiamo essere alla vostra altezza.

Mauro Repetto con gli 883 non ha mai partecipato al Festival di Sanremo, Max Pezzali che è super ospite per cinque serate dal Palco della Costa ha dichiarato che dopo l’ultimo Sanremo aveva pensato di mollare la musica.

“Io ho partecipato come autore per la canzone Fiorello a Sanremo mentre Max anche come interprete. Io penso che la verità stia nel fatto che quando tu puoi dettare leggi con la tua personalità hai la possibilità di essere sempre puro, come in fondo lo è Max adesso sulla nave. Quando invece ti fai un po’ fagocitare dal sistema sei meno puro e rischi di essere espulso dalla giostra. Quindi chiaramente Max adesso ha la possibilità di essere l’immensa pop star che è. Nel passato forse ha avuto come tutti dei momenti di difficoltà proprio perché l’ingranaggio, il mostro dell’entertainment può far male, quindi sono contento per lui ora abbia la possibilità di dettare legge con la sua immensa genialità. Io sono sempre stato un numero 2 fortissimo, nel senso che non ho mai avuto paura di essere un The Shadow, non ho mai avuto paura di essere quello che spingeva le truppe, organizzava le truppe e creava la possibilità di arrivare a un sogno. Chiaramente erano due ruoli in cui c’era un frontman, un leader e lo faceva benissimo era Max Petzari e c’era un numero due, era Mauro Repetto ed era un biondino che lo faceva benissimo”.

L’Anticiclone scalderà l’Italia fino a 9 gradi oltre la norma

Milano, 25 feb. (askanews) – Sono passati appena due mesi dal Natale, ma l’Inverno sembra già arrivato al capolinea. Fino a marzo il tempo si manterrà stabile e soleggiato da Nord a Sud, con un vero e proprio anticipo di Primavera, disturbato solo da locali nubi basse sulle coste e banchi di nebbia in Val Padana.

Ma la vera, allarmante notizia di questi giorni arriva dall’alta quota: Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, pone infatti l’accento su un’anomalia termica spaventosa per le nostre montagne: “Lo zero termico salirà e stazionerà sui 3000-3200 metri di quota, con temperature massime che toccheranno i 15 gradi a 1000 metri. A fine febbraio, in pieno inverno meteorologico, l’altezza media dello zero termico dovrebbe aggirarsi tra i 1300 e i 1500 metri. In pratica siamo al doppio del normale, su valori che un tempo sarebbero stati considerati tipici dell’inizio dell’estate” Questa enorme differenza porta la firma inequivocabile dei Cambiamenti Climatici, che ci consegnano inverni sempre più corti e miti, con zeri termici “schizzati” verso l’alto che accelerano drammaticamente la fusione dei ghiacciai e aumentano il pericolo valanghe.

Le ripercussioni di questo caldo anomalo sono immediate e molto pericolose: il bollettino valanghe segnala su tutte le Alpi un pericolo marcato o forte (livello 3 o 4 su una scala da 1 a 5). Con temperature così elevate, la neve si inumidisce e diventa instabile molto prima del tempo, generando le temibili “valanghe primaverili” (o di fusione).

La dinamica è subdola e implacabile: l’acqua di fusione penetra all’interno del manto nevoso e distrugge i legami tra i cristalli, riducendo drasticamente la coesione (la “colla” che tiene insieme la neve). Quando quest’acqua raggiunge uno strato scivoloso (come una vecchia crosta di ghiaccio) o direttamente il terreno, fa da lubrificante: la massa di neve soprastante perde aderenza e scivola a valle. Spesso queste valanghe partono da un singolo punto (come un sasso scaldato dal sole) e si allargano scendendo, assumendo una tipica forma a “pera” o a goccia. Alla luce di questa situazione, l’appello per i prossimi giorni è perentorio: il fuoripista è assolutamente vietato. È una questione di responsabilità, non solo per la propria sicurezza, ma soprattutto per la vita dei soccorritori che spesso, per imprudenze altrui, si trovano a operare in situazioni estreme.

Dal punto di vista meteo, non ci resta che aspettare la seconda settimana di marzo quando non è escluso un cambiamento repentino; al momento resteremo sotto l’Anticiclone Africano con temperature fino a 9 gradi superiori alle medie del periodo sia nelle minime sia nelle massime, soprattutto al Centro-Nord con alcune città padane “baciate” da anomali ma piacevoli 20 gradi.

Sanremo, 9,6 milioni di spettatori e share del 58% nella prima serata

Sanremo, 25 feb. (askanews) – Sono stati 9 milioni e 600mila di spettatori, pari al 58% di share, i telespettatori che, nella media, hanno seguito la prima serata del Festival di Sanremo, condotto da Carlo Conti e accompagnato da Laura Pausini e Can Yaman.

L’anno scorso i telespettatori nella media della prima serata furono 12 milioni e 630mila, pari al 65,3% di share.

Con il 58% di share, la prima serata di Carlo Conti ha incassato il quarto miglior risultato in termini di share dal 1997 (quando fu Mike Buongiorno a condurre), (dopo il 2025, 2024 e 2023) quando fu il 58,74%.

Generali partner della 76esima edizione del Festival di Sanremo

Sanremo, 25 feb. (askanews) – Il “Balconcino Generali” è ormai uno dei punti di riferimento di Sanremo per raccontare la kermesse canora da un’inedita prospettiva.

“Questa è la 76° edizione del Festival, ma è la 4° edizione in cui siamo presenti. Siamo presenti, da un punto particolare, il Balconcino Generali della nostra agenzia che è proprio prospiciente sulla piazza dove si affaccia l’Ariston. Con Sanremo condividiamo tantissimi valori: la passione, la tradizione ma anche la capacità di innovare e di parlare a tutte le generazioni” racconta Gabriele Tedesco Responsabile Vendite Generali Italia

Un palinsesto ricco di attività e novità, per una narrazione a 360° per clienti e agenti. “Intanto è un racconto dal Balconcino tutto al femminile con tre voci radiofoniche davvero importanti Ema Stokholma, Carolina Rey e Manola Moshlehi. Racconteranno anche la vicinanza al territorio, perchè la vera novità è che noi abbiamo raccontato quello che succede da venti balconcini, uno per ogni regione d’Italia e siamo arrivati qui dopo una lunga maratona, per far vivere la magia del Festival anche a chi non è a Sanremo, perchè è un racconto diffuso” spiega Arianna Nardi Responsabile Marketing di Generali Italia.

Generali parteciperà anche alla trasmissione di sei episodi di branded podcast Rai condotti da Emma Galeotti, dedicati ai professionisti che lavorano dietro le quinte del Festival di Sanremo.

“Questo balconcino rappresenta un po’ una metafora di tutti i balconcini d’Italia dove siamo presenti e questo è simbolo del radicamento che abbiamo nelle piazze, nelle comunità d’Italia perché il nostro mestiere è vivere la comunità con oltre 20.000 agenti, consulenti, impiegati amministrativi che ogni giorno lavorano accanto ai nostri clienti. Partner di vita significa questo e per noi è un grande valore” continua Gabriele Tedesco.

Anche quest’anno #BalconcinoGenerali sarà presente al FantaSanremo per sfidarsi e divertirsi durante i giorni dell’esibizione dei cantanti. “Per noi è un motivo in più per costruire questo punto di riferimento, questo punto, “The place to be”, da cui succedono tante cose, abbiamo modo di vedere tante storie di persone da cui è bello esserci” conclude Arianna Nardi.

La mostra Eau di Ana Silva alla GAMeC di Bergamo

Bergamo, 25 feb. (askanews) – Dal 25 febbraio 2026 la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo presenta nello Spazio Zero, Eau, la prima mostra personale in un’istituzione italiana dell’artista angolana-portoghese Ana Silva.

Per la produzione dei suoi lavori, Silva affida in una prima fase i soggetti da lei ideati e disegnati a ricamatori angolani in Angola solo agli uomini è consentito utilizzare la macchina da cucire – per poi ultimare lei stessa le opere, aggiungendo a mano decorazioni, glitter e paillettes. Nei lavori realizzati fra il 2021 e il 2023 visibili nella seconda sala della mostra l’artista utilizza borse di plastica intrecciata accumulate e dimenticate. Ana Silva trasforma quelli che sono diventati rifiuti di un sistema globale di produzione e consumo accelerato, recuperandoli e risemantizzandoli attraverso la pratica del ricamo: rallenta il tempo industriale e introduce una temporalità manuale, ripetitiva e corporea. Nella prima sala i lavori realizzati fra il 2024 e il 2026 su teli di filiselina e crinolina. Attraverso il linguaggio del ricamo tradizionalmente associato alla cura, alla memoria e alla resistenza l’artista denuncia in questi lavori la carenza di acqua e rende visibile una realtà in cui questa non rappresenta un diritto, ma un privilegio. Ogni punto testimonia silenziosamente un bisogno fondamentale negato, sottolineando il contrasto tra il gesto delicato del ricamo e la drammaticità del tema di una delle crisi più gravi del nostro tempo: l’accesso all’acqua.

Il direttore della GAMeC Lorenzo Giusti ha raccontato ad askanews la mostra e la programmazione della galleria per il 2026: “Inauguriamo oggi la mostra di Ana Silva che per GAMeC è una sorta di progetto ponte tra il programma biennale 2024-2025 Pensare come una montagna e l’attività annuale del 2026 Pedagogica della Speranza. È una mostra che scaturisce da un processo di delega in cui l’artista ha coinvolto una rete di ricamatrici non professioniste bergamasche per la realizzazione di un grande pannello che uno degli elementi della mostra. Solitamente lei si affida a ricamatori e ricamatrici in varie parti del mondo, l’Angola, che è il suo Paese di nascita, il Portogallo dove risiede ma anche il Brasile. La mostra di Ana Silva rimarrà visibile alla GAMeC fino a settembre del 2026, dopo di che arriverà la mostra di Selma Selman, un’artista bosniaca di origine rom che ha aperto una scuola per donne rom: di nuovo, quindi, torniamo sull’idea di riferire ad artiste e artisti che hanno attivato processi educativi o che sperimentano processi di apprendimento attraverso la propria attività. Il programma di quest’anno quindi avrà una serie di mostre che andranno a sostegno in realtà di una ossatura centrale che è il public program. Realizzeremo numerose conferenze, incontri e laboratori, anche un laboratorio permanente in Palazzo della Ragione a Bergamo Alta, ispirati dal pensiero di Paulo Freire. L’idea è che i processi di apprendimento ed educativi possano essere condivisi e non un semplice trapasso di nozione da un elemento A o un elemento B. Fosbury Architecture, questo collettivo di designer e architetti italiani, stanno realizzando un display all’interno del Palazzo della Ragione nella sala delle Capriate Dove solitamente torniamo sull’idea di riferire ad artiste e artisti che hanno attivato processi educativi o che sperimentano processi di apprendimento attraverso la propria attività. Il programma di quest’anno quindi avrà una serie di mostre che andranno a sostegno in realtà di una ossatura centrale che è il public program. Realizzeremo numerose conferenze, incontri e laboratori, anche un laboratorio permanente in Palazzo della Ragione a Bergamo Alta, ispirati dal pensiero di Paulo Freire. L’idea è che i processi di apprendimento ed educativi possano essere condivisi e non un semplice trapasso di nozione da un elemento A o un elemento B. Fosbury Architecture, questo collettivo di designer e architetti italiani, stanno realizzando un display all’interno del Palazzo della Ragione nella sala delle Capriate. Dove solitamente realizziamo mostre più tradizionali, quest’anno permetteremo a tutto il pubblico passante di confrontarsi con una serie di attività laboratoriali che stimolano sui tre assi attorno a cui abbiamo costruito questo programma: il tema di come l’intelligenza artificiale e nuove tecnologie stanno trasformando i nostri processi di apprendimento; l’idea di riferire a parti della società che solitamente sono estromesse dalla condivisione di esperienze di carattere educativo o che possono insegnare qualcosa secondo la prospettiva di Freire; gli artisti, cioè la possibilità di, attraverso i linguaggi dell’arte, condividere esperienze di tipo pedagogica ed educativa”.

Il programma Pedagogica della Speranza è il frutto di una costante coprogettazione tra Sara Tonelli e Rachele Bellini del Dipartimento Educativo e il team curatoriale composto da Sara Fumagalli, Valentina Gervasoni e Irene Guandalini. Attraverso un articolato calendario di attività nel corso del 2026 GAMeC coinvolgerà attivamente pubblici diversi, rafforzando il ruolo dell’istituzione come spazio di dialogo, partecipazione e responsabilità collettiva.

La politica non è un’impresa solitaria: il richiamo del Papa ci deve spronare

Le parole rivolte giorni fa da Papa Leone XIV ai giovani del Progetto Policoro meritano di essere raccolte con serietà. Non si tratta di un’esortazione generica, ma di un’indicazione precisa per il tempo che viviamo: la politica non può ridursi a competizione individuale né a palcoscenico per leader solitari.

Il Santo Padre ha ricordato che «il lavoro, l’economia, la politica e la comunicazione non si sostengono sul genio di leader solitari, ma su esperti di relazioni sociali». È un richiamo che interpella soprattutto i giovani, spesso spettatori disillusi di una scena pubblica gridata e autoreferenziale.

Restituire credibilità all’impegno politico

Se vogliamo che le nuove generazioni tornino a credere nella politica, dobbiamo anzitutto restituirle credibilità. Ciò significa indicare esempi concreti di servizio e responsabilità: figure come Aldo Moro, Tina Anselmi, Giorgio La Pira e Luigi Sturzo – altri se ne potrebbero aggiungere – non appartengono alla nostalgia, ma a una tradizione civile capace di parlare ancora al presente. Ne sono particolarmente convinto visto che apprezzo e condivido l’appello lanciato di recente a favore di un nuovo “campo delle idee” come formula implicante la riconquista di un autentico spirito democratico: il “campo degasperiano”. 

La politica è stata, per queste personalità, luogo di dedizione e non di affermazione personale. De Gasperi per questo ha pagato anche con il carcere. Sono  testimonianze che possono riaccendere la fiducia.

Una nuova grammatica del dialogo

Il Papa invita a non cedere alla cultura della competizione permanente. La vita democratica richiede invece capacità di relazione, ascolto e costruzione comunitaria. Serve una nuova modalità di dialogo pubblico: meno slogan, più confronto; meno appartenenze gridate, più responsabilità condivise.

Quando cresce la vita comunitaria — ricorda Leone XIV — si creano le condizioni perché germogli la vita sociale. È un principio semplice, ma rivoluzionario nel clima di polarizzazione che attraversa le nostre società.

Educare alla politica: una strategia necessaria

Non basta invocare l’impegno dei giovani: occorre accompagnarlo. La crisi della partecipazione nasce anche da una carenza formativa. Per questo è urgente promuovere percorsi strutturati di educazione civica e politica che uniscano conoscenza delle istituzioni, dottrina sociale, economia civile e pratica amministrativa.

Servono scuole di formazione, esperienze di servizio nei territori, luoghi in cui apprendere che governare significa prendersi cura della comunità.

Nessun giovane “in panchina”

Il Santo Padre ha ricordato che «nessun giovane può essere lasciato in panchina». È una responsabilità che interpella istituzioni, associazioni e comunità civili. Se sapremo offrire esempi credibili, spazi di partecipazione e percorsi formativi adeguati, molti giovani torneranno a considerare la politica non come un’arena ostile, ma come una forma esigente di servizio. Non servono nuovi protagonismi solitari. Serve una generazione capace di lavorare insieme per il bene comune.

Referendum e responsabilità civica

In un referendum così delicato non è possibile astenersi: non è ammessa alcuna forma di indifferenza o di diserzione. Occorre prendere posizione e assumersi la responsabilità di una scelta.

Importantissimi studiosi — costituzionalisti, processualisti, penalisti, filosofi e teorici del diritto e della politica, avvocati, magistrati, intellettuali — tutti autorevolissimi, si sono schierati a sostegno delle ragioni del NO e del SÌ. Nel dibattito sulla stampa leggiamo interventi di altissimo livello, testi pensosi a sostegno delle rispettive opzioni di voto. Tra essi vi sono molti amici e persone che stimo umanamente e professionalmente.

Come orientarsi allora?

Un dibattito acceso ma prezioso

Come spesso accade nelle campagne elettorali combattute, alcune tesi risultano forzate, alcuni ragionamenti appaiono deboli; in certi passaggi i toni sono sopra le righe e taluni slogan fuori luogo o di cattivo gusto. Tuttavia, un dibattito ricco resta un bene prezioso, un segno di fermento democratico positivo.

Ciò vale a maggior ragione perché il passaggio parlamentare è stato costretto e umiliato dagli ordini di maggioranza, che hanno impedito un confronto approfondito e serio, svilendo le ragioni del parlamentarismo e tradendo l’idea della Costituzione come legge della concordia.

Come scegliere allora?

Una posta in gioco che non è tecnica

Dobbiamo essere consapevoli che la posta in gioco è estremamente seria. Le implicazioni della riforma sono profondissime: non si tratta di un intervento tecnico per addetti ai lavori nelle aule dei tribunali, come furbescamente si vorrebbe far credere, ma di una riforma che tocca principi costitutivi del nostro ordinamento giuridico.

Sintetizzando — e rinviando ai numerosi contributi specialistici per considerazioni più giuridiche — mi sembra che si confrontino due diversi atteggiamenti.

Le ragioni di chi sostiene la riforma

Da un lato, per coloro che sono in buona fede — non certo per chi coltiva spiriti di vendetta verso i giudici e vede la riforma come regolazione dei conti — e al netto di posizioni ideologiche o corporative, prevale l’argomento delle buone intenzioni: la convinzione di poter migliorare il “sistema giustizia” con una riforma attesa da anni.

Si ritiene che essa ponga finalmente un argine all’invadenza di alcuni giudici o, peggio, dei pubblici ministeri e che realizzi una parificazione tra difesa e accusa. Parificazione che, in verità, appare problematica e non necessariamente auspicabile, stante il carattere giurisdizionale del PM e il suo essere parte imparziale nel processo penale.

Le preoccupazioni per l’equilibrio tra i poteri

Dall’altro lato, al netto di posizioni corporative o ideologiche, prevale un atteggiamento di preoccupazione per una riforma presentata come meramente tecnica ma che meramente tecnica non è e non può essere. Essa è squisitamente politica, incidendo in un punto delicatissimo del nostro impianto istituzionale: l’equilibrio tra i poteri, in particolare nel rapporto tra potere giudiziario ed esecutivo.

È il punto nel quale il diritto individua un limite all’invadenza della politica, che altrimenti potrebbe cedere alla tentazione di mostrare il suo volto demoniaco.

Da qui la preoccupazione di mettere in discussione il quadro costituzionale progettato dai Costituenti, che hanno posto tra i principi fondamentali l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, con il Consiglio Superiore della Magistratura quale necessario corollario.

Le criticità irrisolte e il contesto politico

La preoccupazione è alimentata anche da dichiarazioni di esponenti politici di maggioranza che hanno ammesso che la riforma oggetto del referendum non incide sulle vere criticità e priorità del sistema giustizia. Anzi, è affermazione diffusa che nessuna di tali criticità troverà soluzione.

Se si riflette, infine, sul contesto politico generale e internazionale, nel quale alcune forze politiche mostrano scarsa simpatia per le istituzioni di controllo e di garanzia — spesso considerate un intralcio al “fare” del potere esecutivo — e nel quale il richiamo ai principi costituzionali è inteso in senso retorico più che normativo, quella preoccupazione diventa ancora più acuta.

Occorre innanzitutto evitare danni peggiori. Servono saggezza e prudenza, precauzione e responsabilità per non indebolire le fondamenta su cui poggia la nostra Casa comune. Occorre, dunque, bocciare questa riforma esprimendo, come io farò, un convinto NO.

 

Mario Sirimarco

Professore di Filosofia del diritto

Dipartimento di Giurisprudenza

Università di Teramo

Riforma costituzionale, la scelta dei democristiani non pentiti

Ci sono amici dell’area DC e popolare convinti nella scelta del SÌ al prossimo referendum costituzionale tra i quali, in molti di loro, sembra prevalere una sorta di volontà di rivincita dopo le tante violenze subite dal nostro partito storico nella “stagione di Mani Pulite”, insieme alla difesa, pur condivisibile, del principio della separazione delle carriere tra magistratura giudicante e magistratura inquirente.

Inutile evidenziare che esiste un limite non superabile nel perseguire tale principio, se e quando si corra il rischio di mettere in discussione, con la separazione delle carriere nella magistratura, la ben più decisiva divisione dei tre poteri dello Stato di diritto, fondamento della nostra Repubblica sancito dalla Costituzione.

Il rischio di alterare l’equilibrio dei poteri dello Stato

Di fronte a tale atteggiamento credo sarebbe opportuno evidenziare il contesto politico-istituzionale in cui si sta muovendo il governo di centrodestra a guida del trio Meloni-Salvini-Tajani. Obiettivo strategico della destra è l’avvento del premierato da perseguire con una legge elettorale annunciata, che sembra l’effettiva realizzazione della “legge truffa”, dato che intende attribuire un premio di maggioranza alla lista o alla coalizione che abbia ottenuto tra il 40 e il 45% dei consensi, ben al di sotto di ciò che la DC degasperiana proponeva nel 1953 (premio di maggioranza alla lista o coalizione che avesse ottenuto almeno il 51% dei consensi elettorali).

Premierato, legge elettorale e concentrazione del potere

Una legge elettorale, tra l’altro, senza preferenze, che consente ai capipartito, come già avviene, di “nominare” i propri rappresentanti in Parlamento grazie alla posizione di lista stabilita direttamente da loro.

Di qui, un Presidente eletto dal popolo, con un Parlamento espressione diretta del Capo, che nominerà un Governo e una Corte costituzionale in linea con l’esecutivo. Insomma, il perfetto superamento di quel check and balance che è alla base dello Stato di diritto. È una strada che, a imitazione di quanto sta accadendo drammaticamente negli Stati Uniti, porta a trasformare la democrazia dei diritti e delle libertà in un’autocrazia illiberale e autoritaria.

Difendere la Costituzione antifascista: la scelta del NO

Possibile che gli amici di area DC e popolare orientati a votare per il SÌ non si rendano conto di ciò che stiamo rischiando con il voto referendario costituzionale del prossimo marzo? Possibile che si comportino come quei “sordi che non vogliono sentire” e quei ciechi che non possono vedere?

«La stanno buttando in politica», gridano a destra. E che credevano? Stravolgono sette articoli della Costituzione e vorrebbero far apparire quella legge un’elementare questione tecnica? NO, siamo consapevoli del tentativo di modificare la nostra Costituzione democratica, repubblicana e antifascista e ci opporremo votando NO.

Fedeltà alla tradizione costituzionale dei cattolici democratici

A qualche saccente amico che contestava questa mia connotazione antifascista della nostra Costituzione vorrei ricordare non solo quanto la Carta evidenzia nelle norme transitorie e finali sul fascismo, ma anche chi quella Carta l’ha scritta: esponenti delle migliori tradizioni democratiche, popolari, comuniste e socialiste dell’antifascismo e della Resistenza — De Gasperi, Togliatti, Nenni, Saragat, La Malfa, Ruini — redatta in un italiano impeccabile dal grande letterato e latinista, il padovano resistente Concetto Marchesi, e firmata da Luigi Einaudi, Umberto Terracini e Giuseppe Grassi.

Noi “DC non pentiti” vogliamo restare fedeli alla Carta dei nostri padri fondatori — De Gasperi, Dossetti, Moro, Fanfani, La Pira, Gonella, Mortati — e intendiamo difenderla, impegnandoci ad attuarla insieme a quanti condividono questo progetto. Voteremo NO, pertanto, al prossimo referendum costituzionale per impedire l’avvio di una deriva pericolosissima per la nostra democrazia.

Adolescenze connesse e solitudini in rete

La vita in flusso

I ragazzi di oggi abitano un ambiente più di quanto usino uno strumento. Lo smartphone non è soltanto un oggetto: è il luogo in cui si costruiscono appartenenza, riconoscimento ed esclusione. Si scrolla il feed, ma spesso si scrolla anche l’angoscia. In quel movimento ripetuto del pollice c’è una micropratica di regolazione emotiva: non sentire il vuoto, non restare fuori, non perdere il proprio turno nel “branco” digitale.

La connessione permanente, però, produce una vicinanza fragile: moltiplica i contatti e assottiglia i legami. Le parole si comprimono, gli affetti si abbreviano in sigle, la presenza si misura in visualizzazioni. Non è solo un cambiamento di linguaggio: è una mutazione della relazione. L’io, esposto senza tregua, finisce per cercare conferme rapide più che un riconoscimento profondo.

L’economia della prestazione

Dentro le piattaforme agisce una vera economia dell’attenzione: tutto è progettato per trattenere, stimolare, eccitare. Il risultato è una socializzazione algoritmica che premia l’impatto, la posa e la performatività. Il corpo diventa un manichino, l’identità un montaggio, l’autostima un indicatore oscillante regolato da like, reazioni e silenzi.

Qui la FOMO (la paura di essere tagliati fuori) non è una moda lessicale, ma una forma sociale dell’ansia: il timore di restare fuori dal flusso mentre gli altri, apparentemente, vivono meglio. Così si interiorizzano modelli irrealistici di bellezza, successo e felicità, e il sé concreto appare sempre insufficiente. L’attenzione si frammenta, il tempo si sincopa, il pensiero perde durata.

Quando le parole feriscono

In questo scenario, anche la violenza cambia forma. Il cyberbullismo non ha bisogno della presenza fisica per colpire: agisce nella continuità del dispositivo, invade la notte, raggiunge la stanza, isola. Un messaggio, una chat o un commento possono diventare ferite persistenti, perché lo schermo non si chiude davvero mai.

Per questo, il problema non è demonizzare la tecnologia, ma riconoscere il deficit relazionale del sistema adulto. Troppi genitori oscillano tra delega e controllo, tra narcisismo educativo e rinuncia alla propria funzione. “Ci penserà la scuola”, “deciderà lo specialista”: intanto, si svuota l’arte dell’accompagnamento.

Le priorità che educano

Da tempo assistiamo a una contraddizione evidente: si invocano sicurezza e controllo, ma si indeboliscono i luoghi che generano legame, pensiero critico e tenuta emotiva. Si moltiplicano apparati e retoriche emergenziali, mentre restano fragili la scuola, la prevenzione, la salute mentale e i servizi territoriali. Eppure è proprio lì che si gioca la capacità di intervenire per tempo e di leggere il disagio prima che esploda. Una società rende visibile il proprio modello di convivenza attraverso ciò che finanzia con continuità: se non investiamo nelle mediazioni sociali, finiremo per amministrare fratture. E, in parte, ne stiamo già pagando il prezzo.

Stato Unione, Trump difende l’anno alla Casa bianca: "Età dell’oro"

Roma, 25 feb. (askanews) – Nel primo discorso sullo stato dell’Unione del suo secondo mandato, il presidente degli Stati uniti Donald Trump ha descritto un’America in crescita, sicura e “vincente”, sostenendo che “l’età dell’oro dell’America è su di noi”, mentre deve fronteggiare un calo nei sondaggi e crescenti critiche sulle politiche economiche e migratorie.

L’intervento, durato quasi due ore, ha offerto poche novità sul piano legislativo. Trump ha invece tracciato un quadro fortemente positivo dell’economia e ha attaccato i democratici per l’attenzione al costo della vita, rilanciando al contempo proposte di legge contro presunti brogli elettorali su larga scala, accuse più volte smentite. Il presidente ha inoltre criticato come “totalmente sbagliata” una recente sentenza della Corte suprema che ha colpito la sua politica sui dazi, annunciando l’intenzione di introdurre una soluzione “ancora più forte”.

Nel discorso, Trump ha promesso di proseguire la campagna di deportazioni di massa e ha ribadito che l’Iran “non avrà mai un’arma nucleare”. Ha inoltre annunciato che il vicepresidente JD Vance guiderà una “guerra contro le frodi”, sostenendo – senza fornire prove – che l’eliminazione delle frodi consentirebbe addirittura il pareggio di bilancio.

Il tono dell’intervento ha oscillato tra descrizioni enfatiche dei successi economici e della politica estera statunitense e attacchi diretti agli avversari politici. A un certo punto Trump ha detto dei democratici: “Queste persone sono pazze”. Durante uno scambio acceso, la deputata democratica del Minnesota Ilhan Omar ha gridato al presidente “Hai ucciso americani!”, ricevendo come risposta “Dovresti vergognarti”.

Il clima teso si è riflesso anche nell’aula: decine di parlamentari democratici hanno disertato la seduta, altri hanno lasciato l’emiciclo durante il discorso. Il deputato afroamericano democratico del Texas Al Green è stato accompagnato fuori dopo aver mostrato un cartello con la scritta “Black people aren’t apes!” (“I neri non sono scimmie!”), in risposta al video razzista diffuso sui social del presidente nelle settimane precedenti, che mostrava gli Obama sotto le fattezze di scimmie.

Nonostante le preoccupazioni crescenti per le ricadute elettorali dell’agenda presidenziale, i repubblicani – dopo mesi di sostegno compatto – restano in larga parte allineati con Trump, con dissensi limitati e perlopiù simbolici.

Nel tentativo di dare al discorso un tono spettacolare, in linea con il suo passato televisivo, Trump ha intervallato le parti politiche con premi e ospiti a sorpresa che hanno suscitato applausi bipartisan. Tra questi il veterano centenario della guerra di Corea Royce Williams, pilota della marina, insignito della Medal of Honor dalla first lady Melania Trump, e il sottufficiale dell’esercito Eric Slover, coinvolto nell’operazione statunitense che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro.

Momenti emotivi hanno incluso la riunione familiare tra Alejandra Marquez e lo zio Enrique, ex prigioniero politico in Venezuela liberato e portato a Washington. “Alejandra, sono lieto di informarti che non solo tuo zio è stato rilasciato, ma è qui stasera”, ha detto Trump. Il presidente ha inoltre premiato il soccorritore della guardia costiera Scott Ruskan, accreditato del salvataggio di 165 persone durante le inondazioni in Texas dell’estate scorsa, e ha fatto entrare a sorpresa la nazionale maschile statunitense di hockey su ghiaccio, fresca di oro olimpico, annunciando che il portiere Connor Hellebuyck riceverà la Presidential Medal of Freedom.

Farnesina, Tajani e l’Arma ricordano Attanasio, Iacovacci e Milambo

Roma, 24 feb. (askanews) – “Con questa targa vogliamo onorare la memoria dell’Ambasciatore Attanasio, del Carabiniere Iacovacci e di Mustapha Milambo, insieme a tutti i caduti del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale”. Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani alla cerimonia di deposizione di una colonna d’alloro per l’inaugurazione della Targa commemorativa per i caduti all’estero, presso la Farnesina.

La cerimonia si è svolta in occasione del quinto anniversario dall’attentato in Repubblica Democratica del Congo dove persero la vita l’Ambasciatore Luca Attanasio, il Carabiniere scelto Vittorio Iacovacci e l’autista del Programma Alimentare Mondiale, Mustapha Milambo.

“Oggi, per ricordare questi giovani servitori dello Stato, abbiamo deciso di inaugurare nella sede della Farnesina un’opera che entra a far parte della collezione del Ministero e che raffigura uno squarcio; – ha annunciato Tajani – lo squarcio che provoca la morte e il dolore quando si perde una vita umana. Ma chi ha dato la vita per la Patria lascia un’eredità morale che non si esaurisce nel tempo”.

Oltre al Ministro Tajani, alla cerimonia commemorativa presso la Farnesina è intervenuto anche il Generale dell’Arma dei Carabinieri Salvatore Luongo il quale ha dichiarato: “In questo momento, mentre siamo qui riuniti, sono 631 i militari impegnati nella tutela delle rappresentanze diplomatiche e consolari nel mondo. Molti di loro operano in teatri ad alto rischio. Conosciamo bene il peso di queste missioni: sappiamo quanto sia difficile quel lavoro. Dietro ogni carabiniere c’è una famiglia lontana, un progetto di vita. Ce l’aveva anche Vittorio Iacovacci, che sarebbe dovuto rientrare in Italia poche settimane dopo l’agguato e stava programmando il suo futuro. Ma chi indossa la nostra uniforme accetta ogni giorno di mettere la propria incolumità in secondo piano rispetto al dovere: un dovere che nasce dal giuramento prestato, un giuramento che orienta il nostro comportamento all’onore e alla disciplina”.

“Questa targa che oggi inauguriamo, dedicata ai caduti all’estero, è un segno importantissimo. Ogni volta che un funzionario della Farnesina poserà lo sguardo su di essa, riconoscerà il volto di colleghi che hanno creduto fino in fondo nella propria missione e potrà trarre motivo di orgoglio per il lavoro che la diplomazia svolge ogni giorno, anche là dove il mondo non guarda”, ha sottolineato il Generale.

“A Luca Attanasio, a Vittorio Iacovacci e a Mustapha Milambo va il saluto dell’Arma dei Carabinieri e il rispetto di uno Stato che riconosce il valore di chi cade mentre serve la propria Patria all’estero”, ha concluso Luongo.

La prima serata del Festival di Sanremo 2026

Sanremo, 24 feb. (askanews) – Prima serata del Festival di Sanremo 2026, un Festival, condotto da Carlo Conti e Laura Pausini, definito “baudiano”, nel segno dello storico conduttore della kermesse musicale, scomparso lo scorso agosto. Omaggio anche al maestro Peppe Vessicchio. Super ospite della prima serata Tiziano Ferro. Co-conduttore speciale della serata l’attore turco Can Yaman, che incontra Kabir Bedi nel nome di Sandokan . Trenta i big in gara, trenta le canzoni con una cinquina finale (in parte) a sorpresa: Arisa, Fulminacci, Serena Brancale, Ditonellapiaga, Fedez e Masini.

Cosa è successo, ecco la serata minuto per minuto

20:42 inizia dal Teatro Ariston la diretta Rai 1 del Festival di Sanremo 2026, e accompagnata dallo storico slogan “Perché Sanremo è Sanremo”,  a dare il benvenuto la voce di Pippo Baudo, un omaggio. “Benvenuti al Festival di Sanremo”, dice la voce dello storico conduttore della kermesse, scomparso recentemente.

20:44 Il conduttore Carlo Conti apre la 76esima edizione del Festival di Sanremo mentre gli spettatori intonano il coro “Pippo Pippo”. “Questo è il primo Festival senza Pippo Baudo”, ha detto il conduttore Carlo Conti. “Era doveroso iniziare con un omaggio a
Pippo Baudo”. “Un’edizione importante – ha aggiunto ancora Conti -. L’Ariston ancora una volta abbraccia la musica italiana e i conduttori del Festival di Sanremo”.

20:45 Sul palco Olly, vincitore del Festival lo scorso anno. “É bello ripartire da dove eravamo rimasti”, ha detto Carlo Conti all’inizio della prima serata del Festival, lanciando l’esibizione di Olly, che sul palco ha cantato “Balorda Nostalgia” con il pubblico del Teatro Ariston che lo seguiva.  “Grazie Carlo, che bello!” ha detto dopo aver cantato Olly. “Grazie a questo bellissimo teatro, pubblico, Orchestra e alla band”. “Oggettivamente era il mio sogno fin da piccolo e mi ha dato una grande mano a realizzare tante cose, magari un giorno torneremo”.

20:51 “Questa è casa sua, dal 1983. E anche in questo caso la voglio far presentare da Pippo Baudo”. Così Carlo Conti ha lanciato il video con cui lo storico conduttore scomparso lo scorso agosto presentava 43 anni fa Laura Pausini. Abito lungo di velluto nero a sirena con scollatura a cuore e collier scintillante, la cantante sarà al fianco di Conti in tutte le serate del Festival.

20:52 Entra la conduttrice Laura Pausini: “Sono felice”, dice e ricorda un aneddoto: “Chiesi a Pippo consiglio per accettare la conduzione e lui mi disse ‘vai sei pronta’”. Poi Pausini fa il suo primo annuncio a Sanremo, il primo concorrente

20:54 Inizia la gara con Ditonellapiaga. Gonna cortissima a palloncino con strascico e t-shirt sotto con un corpetto di pizzo e con scritto il titolo della canzone “Che Fastidio!”; Ditonellapiaga ha acceso l’Ariston, prima a esibirsi tra i big di questo Festival, accompagnata sul palco dai ballerini, che hanno regalato punti per il Fantasanremo.

20:58 secondo cantante in gara Michele Bravi, alla sua terza partecipazione, con la canzone “Prima o poi”.

21:00 Per l’edizione 2026 del Festival di Sanremo arriva il FantaSanremo live. Ditonellapiaga, prima big in gara, ha fatto già incassare i punti (60) a chi ha l’artista
nella squadra. Nell’app di FantaSanremo – che ha fatto scatenare il pubblico riscuotendo un grande successo – si può seguire in tempo reale il punteggio di ogni artista. Non tocca il microfono per i primi 30 secondi, indumento rosso, indossa anelli: Michele Bravi totalizza 25 punti. L’artista, con il brano “Prima o poi”, si è presentato sul palco dell’Ariston elegante con un completo over, e ha riscosso gli applausi del pubblico per la sua interpretazione.

21:08 Terzo cantante in gara, Sayf, rapper e cantautore per la prima volta a Sanremo, con la canzone “Tu mi piaci tanto”. Al suo debutto a Sanremo, il rapper Sayf, è arrivato con doppiopetto marrone a righe con cravatta a tono, dred, anelli (validi per il Fantasanremo) ma nessun altro gioiello dopo le notizie uscite che paventavano possibili
polemiche per “pubblicità occulta” (in stile Tony Effe) visti quelli indossati sul carpet di Eni, da migliaia di euro. “Tu mi piaci tanto”, il brano che ha portato in gara è stato
molto applaudito in sala. Dopo aver cantato il giovane cantante ha salutato i genitori “Ciao mamma, ciao papà”.

21.14 Quarto cantante in gara Mara Sattei con la canzone “Le cose che non sai di me”. E’ la sua seconda volta, la prima nel 2023. Sto tremando, grazie a tutti”: così Mara Sattei ha concluso la sua esibizione, dopo aver ricevuto i fiori da Laura Pausini. L’artista, in gara tra i big del Festival, con indosso un vestito principesco nero a cuore ma drappeggiato, corto davanti e strascico, ha interpretato il brano “Le cose che non sai di me”.

21.20. Quinto cantante Dargen D’Amico con il brano “AI AI”. Preceduto da una risata del
pubblico perché entrato in scena prima di essere chiamato, Dargen D’Amico si è presentato con un completo con giacca in stile kimono e stoffa che richiama il parquet spinato, oltre agli immancabili occhialoni. Per accompagnare il suo brano, “AI AI”, sullo sfondo immagini futuristiche e colorate, anche la sua, modificata con l’intelligenza artificiale.

21:25 Omaggio a Peppe Vessicchio. Con una sequenza video di immagini e dei conduttori nella storia del Festival di Sanremo, l’Ariston ha reso omaggio al maestro Peppe Vessicchio. “E’ stato un simbolo per Sanremo e ci ha lasciato troppo presto”, ha detto Carlo Conti, lanciando il video in cui da Pippo Baudo a Raffaella Carrà, da Mike Buongiorno a Fabio Fazio, da Gianni Morandi fino a Carlo Conti hanno pronunciato la storica frase: “Dirige l’orchestra il Maestro Peppe Vessicchio”. Standing ovation all’Ariston e in sala stampa per l’omaggio a Peppe Vessicchio. “È arrivato nelle nostre case con la forza del suo talento ma è stato anche un uomo, un padre, un amico e un marito meraviglioso” ha detto Laura Pausini. Durante la prima serata del Festival di Sanremo, Carlo Conti ha ricordato anche Ornella Vanoni, scomparsa lo scorso novembre e che sarà omaggiata domani sera con la sua nipote Camilla Ardenzi, che interpreterà
“Eternità”.

21:20 “Dirigerai per sempre questa orchestra, Maestro”: è l’omaggio su X del profilo ufficiale del Festival di Sanremo a Peppe Vessicchio.

21:28 entra il co-conduttore della serata Can Yaman, volto del nuovo Sandokan che presenta la sesta cantante in gara Arisa. Elegante in completo nero con collana nera, camicia con gli ultimi bottoni sbottonati e giacca scintillante, Can Yaman è entrato sulle note di “Sandokan” all’Ariston, co-conduttore della prima serata. Dopo aver scherzato sulla sua abbronzatura, Carlo Conti e Laura Pausini si sono lasciati coinvolgere dal modello e attore che ha chiesto di provare a seguirlo in un brano. “Sono arrivato come un cucciolo” in turco, ha provato a ripetere cantando Laura Pausini, andando dietro a quello che diceva Yaman.

21:31 Canta Arisa, sesta concorrente, scintillante in gara a Sanremo con “Magica favola”, la cantante si presenta all’Ariston con un abito sottoveste bianco ricamato di strass che contrasta con i suoi capelli corvini. Nelle mani molti anelli e orecchini a stella, ma nessuna collana. Voce cristallina, Arisa è stata accolta da numerosi applausi sul ritornello, uscendo il pubblico ha scandito il suo nome. Ha salutato la mamma prima di scendere dal palco.

21:43 Settimo concorrente Luchè con “Labirinto”, al suo debutto al Festival di Sanremo. Occhiali da sole, camicia bianca, cravatta e giacca-giubbotto nero; così è arrivato sul palco dell’Ariston Luchè, presentato da Can Yaman. Il rapper napoletano ha cantato “Labirinto”, canzone d’amore che racconta un addio e alla fine della sua esibizione ha ringraziato il pubblico. La sua performance ha regalato 25 punti al FantaSanremo tra gli
occhiali, la presentazione del co-conduttore, gli anelli e il papillon indossato dal direttore d’orchestra.

21:58 Sul palco Gianna Pratesi , 105 anni, una delle donne che per la prima volta votò al referendum per la Repubblica. Che dice ai giovani “Vogliatevi bene”, e saluta con un “Viva Sanremo”. “Il 2 giugno del 1946 andarono a votare per la prima volta le donne. Una di queste era Gianna Pratesi”: così Carlo Conti ha introdotto l’ospite d’onore della
prima serata del Festival di Sanremo. Di Chiavari, 106 anni il prossimo marzo, sul voto tra monarchia e repubblica, dice: “Eravamo sicuri in casa mia, tutti di sinistra…”. “Leggo ogni giorno tre giornali”, ha detto Gianna Pratesi. “I giovani – ha aggiunto – non dovrebbero essere severi con gli altri, dovrebbero capire come è la vita, non arrabbiarsi, bisogna volersi bene”. E’ stata poi Laura Pausini a consegnare i fiori di Sanremo alla
ultracentenaria, ringraziando anche Paola Cortellesi per il suo film “C’è ancora domani” che si chiude con la conquista del voto alle donne nel ’46. Ma l’omaggio alla Repubblica costa un refuso,  un errore nella grafica a Sanremo: “Il 54 per cento della Repupplica”, invece di “Repubblica” si è letto alle spalle della signora Gianna Pratesi, l’ospite
speciale della prima serata, intervistata sul referendum del 1946 che sancì la vittoria della Repubblica sulla monarchia. Un omaggio voluto da Carlo Conti per gli 80 anni della Repubblica italiana

22.01 Tommaso Paradiso sul palco, ottavo concorrente in gara  con la canzone “I romantici”. Laura Pausini ha presentato Tommaso Paradiso, al suo debutto all’Ariston, che ha cantato “I Romantici”. Paradiso ha indossato una giacca lunga beige sopra pantaloni neri, la mano con una fasciatura, dopo un piccolo incidente, è valsa comunque punti al FantaSanremo come “guanto”.

22:06 Elettra Lamborghini con “Voilà”, nono campione in gara. Elettra Lamborghini versione disco fa ballare l’Ariston. Il palco del Teatro si trasforma in una vera e propria discoteca con ballerini che danzano intorno alla Lamborghini, che sfoggia un vestito doppio, sotto trasparente tempestato di strass, sopra un abito seta nero ricamato in oro,
aperto davanti e con coda dietro.

22:13 decima concorrente Patty Pravo, a Sanremo per la sua undicesima volta con “Opera”. Si è presentata sul palco in lungo, abito nero in velluto con maniche nere trasparenti piene di lustrini, acclamata dal pubblico che in coro l’ha incitata con “Patty, Patty”. È la prima che prende una penalità al FantaSanremo perché non ha sceso la scalinata.

22:20 Samurai Jay con Ossessione è l’11esimo cantante in gara. Samurai Jay scende la scalinata dell’Ariston ballando e mostra la sua energia contagiosa. Sfoggia il suo nuovo look con le treccine del suo colore naturale attaccate alla testa, in abito scuro con una spilla al posto della cravatta. Sul palco con lui sulle note latino-caraibiche di “Ossessione” un gruppo di ballerini trainati dai fiati dell’orchestra. Sorriso contagioso e freschezza per questo giovane esordiente che alla fine dell’esibizione, ha chiesto da
dove si esce e Laura Pausini lo ha accompagnato fuori.

22.30 è il momento del super ospite Tiziano Ferro con un medley di successi  e il nuovo brano “Sono un grande”. Tiziano Ferro infiamma l’Ariston da superospite nella prima serata del Festival di Sanremo. “Solo tu Carlo potevi farmi spegnere queste candeline così. 25 anni questo signore ha creduto in me e mi ha fatto cantare questa canzone”, ha detto Ferro riferendosi al compleanno di Perdono. Poi il saluto di Laura Pausini che si è inginocchiata: “Bentornato a casa”, ha detto la cantante. E Tiziano Ferro ha risposto: “Il prossimo anno lo facciamo io e te, se Carlo se ne va…”. Standing ovation per l’artista di Latina. Tutto l’Ariston in piedi al termine della sua esibizione. Total black, giacca ricamata di perline, l’artista si è esibito in un medley composto da “Ti scatterò una foto”, “La differenza tra me e te”, “Lo stadio” e “Perdono”. Ferro ha riproposto una versione live di Xdono a 25 anni dalla prima volta, a Domenica In, e per la prima volta dal vivo il nuovo singolo, “Sono un grande”.”Questo è il modo per prendermi il mio posto nella società della body positivity e della mind positivity e di imparare a dirsi ‘sono un grande’ come dovrebbe essere sempre stato”, aveva spiegato in un’intervista al Tg3.

22.45 Raf è il 12esimo cantante con “Ora e per sempre”. Alla sua quinta partecipazione Raf è tornato a Sanremo con il brano “Ora e per sempre”. “È uno dei simboli della musica italiana”, lo ha introdotto Laura Pausini; ha scelto un look elegante, total black.
Il pubblico l’ha accolto calorosamente e applaudito dopo la sua esibizione.

22.58 tredicesimo cantante in gara J-Ax con “Italia starter pack”. E’ la sua prima volta in gara come solista. Versione country per l’artista che interpreta il brano “Italia starter pack”. E il Teatro balla.

23:00  Gaffe di Carlo Conti che lanciando il collegamento con Piazza Colombo, dove c’è l’altro palco di Sanremo 2026: il Suzuki Stage. Ha sbaglia il titolo del brano di Gaia, invece che “Chiamo io chiami tu”, ha detto “Chiamo io chiama lui”. In precedenza aveva chiamato la signora Gianna Pratesi, 105 anni, Anna. Nonostante le piccole incertezze Carlo Conti mantiene un ritmo serrato ed è perfettamente in orario con la scaletta.

23:05 Cambio d’abito per Laura Pausini, in grigio ghiaccio, tutto ricamato e senza spalline, con sopra mantello trasparente pieno di lustrini, in stile Elsa di “Frozen”. “Mi sento una farfalla” ha detto la co-conduttrice, scherzando poi sulla sua “Z”, parlando di “geolocalizzazione”. Poi ha salutato in spagnolo gli italiani nel mondo e chiamato
Conti “Carlos Cuentas”. È arrivata anche la prima gaffe: “Me lo avete messo in mano”, ha detto, riferendosi al microfono, chiedendo scusa alla mamma: “Finora sono stata brava”.

23.10 quattordicesimo cantante in gara Fulminacci, con Stupida fortuna. In completo grigio over, con cravatta prugna, è la sua seconda volta a Sanremo dopo la partecipazione nel 2021.

23.17 Levante è la 15esima cantante in gara con Sei Tu. Un tripudio di brillantini.
Levante ha portato il brano “Sei tu” a Sanremo, con un tubino scintillante con scollatura a cuore, longuette. Un’esibizione intensa e commossa la sua. Carlo Conti ha approfittato delle origini siciliane di Levante per mandare un messaggio di vicinanza alle popolazioni colpite dal maltempo in Sicilia, in particolare dalla frana a Niscemi.

23:25 Fedez & Masini con “Male necessario”, 16esimi big in gara. Fedez & Masini, la coppia più attesa di questa edizione del Festival, dopo che lo scorso anno si erano esibiti insieme nella serata delle cover con “Bella stronza”, quest’anno sono in gara con “Male necessario”. Entrambi vestiti di scuro, hanno conquistato il pubblico con un brano ben
costruito e intenso che mescola le rime di Fedez alla melodia di Masini, che confluiscono in un ritornello potente. Sono stati acclamati sul pubblico al grido di “bravi, bravi”; uscendo si è vista la camicia di Fedez aperta sulla schiena da cui si vedevano i suoi tatuaggi.

23:28 Ermal Meta, con “Stella stellina è il 17esimo cantante in gara, alla sua settima partecipazione, che conta anche una vittoria nel 2018 con Fabrizio Moro. Camicia di seta con scritto “Amal” sul colletto sotto la giacca lunga a righe. Così Ermal Meta si è presentato sul palco dell’Ariston per cantare “Stella stellina”. Il cantante ha voluto far cucire sui suoi abiti nomi di bambine palestinesi, scritti di suo pugno. Ogni sera avrà un nome diverso. Sui social racconta: “La protagonista di Stella stellina è una bambina senza nome, ma forse ha tutti i nomi. Aysha, Amal, Layla, Nour, Hind, che importa, forse niente, forse tutto. Figlie di nessuno, figlie di tutti”. Il brano è la storia di una bambina palestinese senza nome la cui vita è stata stroncata dalla guerra. E che i fiori siano per fare festa e non sulle tombe dei bambini, che non c’entrano niente”. Così Carlo Conti dopo il brano di Ermal Meta “Stella Stellina”, dedicato a una bambina palestinese morta durante la guerra. Il cantante si è esibito con il nome “Amal” scritto sul colletto della camicia e ogni sera, ha detto, avrà un nome diverso, per ricordare le tante vittime innocenti. Conti commosso ha aggiunto: “I bambini non c’entrano niente”.

23:40 Conti si collega con la nave Costa Toscana per presentare Max Pezzali, che canta un medley di successi. Max Pezzali fa ballare e cantare tutti, protagonista di Max Forever – The Party Boat a Sanremo, con un medley di alcuni suoi come Sei un mito, La regola dell’Amico ha concluso con Disco inferno. Si collegherà anche le prossime serate per dare vita una vera residency a bordo di Costa Toscana che diventa per l’occasione La nave della Musica. Max Pezzali ospite d’eccezione del “palco sul mare” con   performance
live a tema, diverse ogni sera per atmosfera e mood musicale, sempre scandite dal susseguirsi delle hit che uniscono intere generazioni.

23:45 Serena Brancale 18esima con Sei qui con me. Abito bianco lungo, lineare, quasi
da sposa, con scollo all’americana per Serena Brancale. Diretta dalla sorella Nicole ha cantato “Qui con me”, brano dedicato alla madre scomparsa. Un’interpretazione sentita e intensa, applauditissima dalla sala stampa, oltre che dal pubblico. E alla fine si è commossa anche l’artista, ringraziando la sorella.

23.52 Kabir Bedi e Can Yaman insieme per un omaggio a Sandokan.  All’Ariston è arrivato il Sandokan Kabir Bedi, che, come annunciato da Carlo Conti, si è incontrato
con il Sandokan di oggi, Can Yaman. Sono passati ben 50 anni, dal primo sceneggiato andato in onda il 6 gennaio 1976, Raiuno. Un incontro con uno scambio di battute, e un Rvm del momento iconico di Sandokan/Kabir Bedi Sandokan/Can Yaman e la tigre. Un incontro culminato in un abbraccio finale tra i due Sandokan. “Congratulazioni per il successo del tuo Sandokan, sono felice per te, hai recitato molto bene”, ha detto Kabir Bedi al modello e attore turco. E si è anche complimentato con Conti per quello che fatto alla tv italiana. “In un momento in cui ci sono le guerre è importante vedere questi gesti d’amore” ha detto poi Laura Pausini, riferendosi alla mano baciata da Yaman a Bedi, in segno di rispetto. “La nuova storia è diversa ma vederlo è stata un’esperienza piacevole, la sceneggiatura è creativa, è stato affascinante vedere come hanno cambiato le storie di tutti personaggi, ogni generazione vuole raccontare le storie classiche a modo suo, io ho preferito la storia d’amore del mio Sandokan, ma l’ho trovato comunque interessante” ha detto ancora Kabir Bedi. E Yaman ha aggiunto: “Sono venuto per Sandokan in Italia, poi la produzione è slittata a lungo quindi mi sono ben preparato guardando la serie originale”. “Essere Sandokan è una responsabilità, siamo fortunati a interpretarlo, è un personaggio importante nella cultura italiana, da Salgari, e tu sei un degno successore sicuramente. La gente non ci ammira solo per l’interpretazione ma per tutto quello che Sandokan rappresenta” ha affermato l’attore indiano. Nel terzo Sandokan ci sarà Carlo Conti, ha poi scherzato Pausini:”Carlocan”, mentre appariva l’immagine di Conti in versione tigre della Malesia con l’IA.

00:04 Nayt, 19esimo cantante con “Prima che”, al suo debutto a Sanremo. Debutto sul palco dell’Ariston per Nayt “Prima che”. Tra gli artisti più apprezzati e introspettivi della sua generazione si è esibito con un abito nero con giacca col collo alla coreana e una catena d’oro attaccata agli alamari. Nayt, tra i beniamini della Gen Z, unisce l’urban e il
cantautorato, superando i confini di entrambi i generi, anche grazie a una scrittura diretta e sincera che lo caratterizza e con cui riesce a dare voce alla profondità, all’inquietudine e alle contraddizioni dell’essere umano.

00:08 Ventesima cantante in gara Malika Ayane con “Animali notturni”. Malika Ayane si è presentata in nero con scollatura a V e spacco davanti, accompagnata da un chitarrista sul palco.  È la sua sesta partecipazione a Sanremo e ha portato “Animali notturni”, molto applaudita dal pubblico con un pezzo ritmato ed elegante.

00:14 Eddie Brock con “Avvoltoi” è 21esimo. Da Tik Tok all’Ariston, Eddie Brock sorprende e si candida a essere l’underdog dei questa edizione del Festival. Eddie Brock, nome d’arte di Edoardo Iaschi, cantautore romano classe 1997 è salito per la prima volta sul palco del Teatro Ariston e fino a pochi mesi fa era uno sconosciuto ai più. Smocking in velluto, con camicia e cravattino slacciato, ha convinto la sala stampa che applaude alla sua esibizione. Il suo singolo più celebre, diventato virale sui social, “Non è mica te” lo ha portato all’Ariston.

00:17 Sal da Vinci il 22esimo cantante in gara con Per sempre sì, accompagnato però al suo ingresso dal pubblico che ha cantato il suo successo Rossetto e caffé. Balla il pubblico dell’Ariston sulle note del brano “Per sempre sì” di Sal Da Vinci. Ovazione in
sala stampa e all’Ariston. Il cantante napoletano ha ballato anche con il pubblico in platea. Al termine della sua esibizione, ha concluso: “Questo festival lo dedico a una persona speciale scomparsa pochi giorni fa e che ha fatto parlare la mia melodia: Vincenzo D’Agostino”, il paroliere di Gigi d’Alessio e dello stesso Sal Da Vinci. Braccialetto azzurro, standing ovation parziale, inchino con mano sul cuore, canta sulle scale: totale 75 punti. Sal Da Vince sbanca anche sul FantaSanremo e schizza in vetta alla classifica tra i big.

00:32 Enrico Nigiotti, “Ogni volta che non so volare, è il 23esimo cantante. Laura Pausini con il terzo cambio d’abito, vestito blu notte scintillante con spalle scoperte, ha
introdotto Enrico Nigiotti. Con un grande orologio con le lancette che vanno avanti veloci alle spalle, ha cantato “Ogni volta che non so volare”; Nigiotti, in total black, e alla sua quarta partecipazione a Sanremo, ha raccontato un amore che accoglie le fragilità e dà forza nei momenti di difficoltà.

00:40 Tredici Pietro con “Uomo che cade” è il 24esimo cantante, inizio con inconveniente tecnico ma poi la canzona prende il largo. Rapper e cantautore, è salito per la prima volta in gara alla 76 edizione del Festival di Sanremo con il brano Uomo che cade. Inizia la performance ma è costretto subito a fermarsi per un problema al
microfono. Sono intervenuti i tecnici della Rai che gli hanno consegnato un nuovo microfono e ha ricominciato daccapo il suo brano ed è andato tutto liscio. Uscendo ha detto “Forza Bologna”. I problemi tecnici ‘costano’ una penalità di 20 punti a Tredici Pietro che al FantaSanremo va in rosso a -5.

00:42 “Cantare ‘Sono un grande’ dal palco di Sanremo. Non era nei piani, che bello stupirsi. Cosa significa questo brano lo sapete. Abbiate il coraggio di riconoscere il vostro valore. SIAMO GRANDI! Grazie di cuore”. Lo scrive Tiziano Ferro, superospite della prima serata del Festival di Sanremo, su X.

00:45 Chiello con “Ti penso sempre” è il 25esimo cantante sul palco del Festival di Sanremo. È arrivato saltando Chiello, giacca nera damascata con bottoni dorati, capelli spettinati e ancora con i tacchi, come sulla passerella del blu carpet. Sul palco, con un cambio sulla scaletta che prevedeva le Bambole di pezza, ha portato “Ti penso sempre”.

00:55 la band Bambole di pezza con “Resta con me” sul palco dell’Ariston , 26esime in gara. Per la prima volta sul palco dell’Ariston arriva una rock band tutta al femminile, le Bambole di Pezza cantano “Resta con me” dirette dal Maestro Enrico Melozzi. Per questa ballad rock portano e suonano sul palco chitarre, batteria e basso. Un brano sulla sorellanza all’insegna del girl power. Vestite tutte in nero ma con stili diversi tra abiti lunghi, shorts e minigonne, sono diverse tra loro, ma unite dalla musica. Laura consegnando i fiori ha urlato: “Il rock è donna!”. In conferenza stampa dalla sala Lucio Dalla nel pomeriggio replicando a chi chiedeva se avesse ancora senso parlare di femminismo sono state chiare e nette. “Per noi è importante portare avanti la battaglia delle pari opportunità, è ancora un problema nel nostro Paese e siamo contente di portare questa quota rosa al Festival e di essere la prima band femminile a salire su questo palco. Il nostro obiettivo è anche fare rete tra donne e cambiare il panorama main stream dei generi, speriamo che le chitarre di questo pezzo possano aumentare in futuro e che torni sempre di più il rock…”.

01:02 Maria Antonietta & Colombre con “La felicità e basta” sono i 27esimi in gara. Abito bianco corto con le margherite sulle maniche e stivali abbinati lei, in nero lui con
t-shirt: Maria Antonietta e Colombre hanno presentato “La felicità e basta”. Sul palco, lei con omnichord, lui con la chitarra, una melodia orecchiabile, un brano ironico e spensierato. Si sono divertiti sul palco, ballando, complici. I due fanno coppia anche nella vita.

01:05 vincitore delle Nuove Proposte nel 2020 in gara per la terza volta Leo Gassmann con “Naturale”, 28esimo cantante in gara. Camicia bianca e pantaloni neri, Leo Gassmann ha cantato “Naturale” sul palco dell’Ariston. L’artista ha “sbancato” al Fantasanremo, tra le altre cose scendendo in platea, cantando sulle scale ed esibendosi dopo l’una di notte. Aveva superato di poco le Bambole di pezza, poi è stato rivisto l’inchino al “Var” e ha totalizzato 80 punti come la band al femminile.

01:10 Il 29esimo in gara è Francesco Renga con “Il meglio di me”, vincitore del Festival nel 2005 con “Angelo”. Uno dei veterani al Festival di Sanremo (11 le sue partecipazioni) incanta l’Ariston con la ballad intitolata “Il meglio di me”. L’artista è il penultimo big in gara che si è esibito al Festival di Sanremo.

01:15  Giovani e amici, LDA e AKA 7EVEN chiudono la prima serata del Festival di Sanremo e portano la Napoli sotterranea, l’amore e il ritmo con “Poesie clandestine”.
Luca d’Alessio in arte LDA entra e consegna un fiore a Laura Pausini. “Ripuliti” nel look, dopo qualche eccesso del passato, si mostrano con il volto dei bravi ragazzi con la loro vitalità accompagnati da ballerini e percussioni. Ma soprattutto la loro esibizione, l’ultima di trenta, sbanca al FantaSanremo, con ben 125, unici artisti in gara sopra i 100 punti.

01:30 Arisa, Fulminacci, Serena Brancale, Ditonellapiaga, Fedez e Masini. Sono i big più votati nella classifica provvisoria della prima serata, secondo la giuria della sala stampa, tv e web. Sono le cinque prime canzoni in testa, senza mostrare la posizione di ognuna. La cinquina è stata annunciata da Carlo Conti alla fine della serata, insieme a Laura Pausini e a Can Yaman. Sorpresa per la cinquina della prima serata: è fuori Sal Da Vinci che aveva riscosso applausi sia in sala stampa che in Teatro.

La prima serata del Festival di Sanremo 2026

Sanremo, 24 feb. (askanews) – Prima serata del Festival di Sanremo 2026, un Festival, condotto da Carlo Conti e Laura Pausini, definito “baudiano”, nel segno dello storico conduttore della kermesse musicale, scomparso lo scorso agosto. Non mancherà anche l’omaggio a Peppe Vessicchio. Super ospite della prima serata Tiziano Ferro. Co-conduttore speciale della serata l’attore turco Can Yaman.

Tutti gli aggiornamenti

20:42 inizia dal Teatro Ariston la diretta Rai 1 del Festival di Sanremo 2026, e accompagnata dallo storico slogan “Perché Sanremo è Sanremo”,  a dare il benvenuto la voce di Pippo Baudo, un omaggio. “Benvenuti al Festival di Sanremo”, dice la voce dello storico conduttore della kermesse, scomparso recentemente.

20:44 Il conduttore Carlo Conti apre la 76esima edizione del Festival di Sanremo mentre gli spettatori intonano il coro “Pippo Pippo”. “Questo è il primo Festival senza Pippo Baudo”, ha detto il conduttore Carlo Conti. “Era doveroso iniziare con un omaggio a
Pippo Baudo”. “Un’edizione importante – ha aggiunto ancora Conti -. L’Ariston ancora una volta abbraccia la musica italiana e i conduttori del Festival di Sanremo”.

L.elettorale, verso tavolo di maggioranza domani per chiudere testo

Roma, 24 feb. (askanews) – Non è ancora detto che possa essere quella decisiva. Di certo, è quello che spera Fratelli d’Italia. Per domani sarebbe infatti prevista una riunione di maggioranza per provare a chiudere sul testo di riforma della legge elettorale. Gli sherpa dei partiti, con il mandato politico dei leader, si dovrebbero vedere per sciogliere gli ultimi nodi. L’obiettivo dei meloniani è quello di depositare il testo in settimana, anche perché il timing fissato da tempo a via della Scrofa è quello di un primo via libera entro l’estate. “Speriamo che prima della pausa estiva si possa fare una legge elettorale che consenta di governare per cinque anni a chi vince le elezioni”, spiega il deputato Francesco Filini. Ma gli alleati chiedono prima delle ‘garanzie’.

L’impalcatura ormai è definita: un impianto proporzionale con premio di maggioranza da attribuire a chi supera il 40% che consiste in 70 deputati alla Camera e 35 senatori a palazzo Madama (‘pacchetti’ di seggi che vengono scomputati da quelli totali da assegnare appunto su base proporzionale), con una soglia massima del 60% dei seggi.

Ci sono però alcuni punti su cui bisogna ancora mettersi d’accordo: uno di questi è la presenza o meno delle preferenze. Per Fdi è anche una questione di principio: Giorgia Meloni, d’altra parte, si è sempre dichiarata a favore. Negli alleati, soprattutto nella Lega, le perplessità sono però molte. Per provare a superarle, il partito della premier ha messo in campo l’ipotesi di un sistema che preveda sì le preferenze ma con capilista bloccati, che per partiti di media grandezza significa nella sostanza che il controllo sui seggi più ‘sicuri’ resta comunque nelle mani del segretario. E, tuttavia, questo resta un nodo spinoso. Raccontano che siano bastati i boatos cominciati a circolare in Transatlantico in queste ore a gettare nel panico i parlamentari. Questo, tradotto, vuol dire rischio di sorprese in occasione delle votazioni segrete.

Molto tecnica, ma rilevante quando si parla di legge elettorale, è anche la definizione dei collegi: va deciso se inserirla nel testo o prevedere una delega al governo. C’è poi da sciogliere il nodo del ballottaggio: Forza Italia e Lega non sono persuase del meccanismo che lo prevede qualora non venisse raggiunta la soglia del 40%. Altra questione, decisamente molto politica, è come ‘distribuire’ il premio di maggioranza tra i diversi partiti. Gli alleati vorrebbero definire già da ora il criterio per le quote, Fdi è più prudente.

Al tavolo che si dovrebbe tenere di domani gli emissari dei vari partiti (Giovanni Donzelli per Fdi, Stefano Benigni e Alessandro Battilocchio per Fi e Roberto Calderoli e Andrea Paganella della Lega) dovrebbero arrivare con in mano le simulazioni e gli approfondimento fatti con i rispettivi tecnici, ai quali si sta lavorando anche nelle ultime ore.

A Milano la decima edizione di Book Pride: ospiti, speranza, poesia

Milano, 24 feb. (askanews) – È stato presentato a Milano il programma della X edizione di Book Pride, la Fiera Nazionale dell’editoria indipendente organizzata dal Salone Internazionale del Libro di Torino, che si terrà a Milano dal 20 al 22 marzo presso il Superstudio Maxi (Via Moncucco 35, Milano – Metropolitana Linea M2 Famagosta). Un fine settimana dedicato ai libri e alle storie che interrogano il nostro tempo e aprono scenari futuri: Book Pride si conferma evento centrale per l’editoria indipendente italiana, promuovendone con orgoglio l’eccellenza, la pluralità e lo slancio culturale.

‘La speranza è la cosa con le piume’, questo il tema dell’edizione 2026: un’immagine semplice e potentissima affidata da Emily Dickinson alla poesia nel 1861. Una speranza che non nega il dolore ma lo attraversa; che non promette salvezza ma invita alla responsabilità. Dopo l’omaggio a Ursula K. Le Guin nella scorsa edizione, Book Pride sceglie ancora una volta di camminare con la parola delle donne, affidando il proprio titolo a una voce che ha saputo trasformare solitudine e silenzio in forza radicale.

Con il coordinamento editoriale di Francesca Mancini e la confermata curatela di Marco Amerighi e Laura Pezzino, il programma dell’edizione 2026 viene ancora una volta affidato a un team capace di coniugare continuità e sguardo innovativo. Tornano inoltre le sezioni speciali Book Young e YA, Book Comics e Book Sport, curate rispettivamente da Valentina De Poli e Federico Vergari.

Tra gli ospiti stranieri la scrittrice catalana Clara Usón con Le belve (Sellerio Editore), romanzo che attraversa la stagione del terrorismo basco; la giornalista e narratrice spagnola Gemma Ruiz Palà, autrice di Le nostre madri (Voland), una prospettiva femminile dell’oppressione franchista, vincitore del premio Sant Jordi; la scrittrice inglese Claire Lynch con Una questione di famiglia (Fazi Editore), intensa riflessione sui legami e sulle fratture generazionali, già venduto in undici paesi prima dell’uscita; e la giornalista londinese Phoebe Greenwood che con Avvoltoi (Edizioni E/O) porta una satira feroce sul reportage di guerra ambientato a Gaza.

Dall’Irlanda arriveranno lo scrittore, poeta e traduttore William Wall, autore di L’albero della libertà (Aboca edizioni), un romanzo che ripercorre l’intensa era dei troubles irlandesi attraverso gli occhi di un padre e di un figlio; e la scrittrice pluripremiata Nicole Flattery che con Niente di speciale (La nave di Teseo) racconta la controcultura newyorkese attraverso la storia della dattilografa di Andy Warhol nell’America del ’66. Saranno presenti anche lo scrittore e drammaturgo svizzero Lukas Bärfuss, autore di Il cartone di mio padre (L’orma editore), una riflessione narrativa su ciò che trasmettiamo e riceviamo, sull’eredità familiare scritta da un autore che per anni ha vissuto di espedienti senza fissa dimora; e lo scrittore e filosofo tedesco Steffen Kopetzky, che presenterà Sacrificio di Regina. Larisa Rejsner (Edizioni Settecolori), un romanzo che racconta le gesta della scrittrice rivoluzionaria che ha ispirato Il Dottor Zivago.

Dalla narrativa europea alla riflessione politica e culturale dell’area mediterranea: lo scrittore palestinese Aysar al Saifi dialogherà con la giornalista Martina Stefanoni sulle memorie della prigionia e sulla narrazione del conflitto a partire dai loro rispettivi libri Foglie di gelso e Unspeakable (Prospero editore), mentre il giornalista nordafricano Yassin Adnan, autore di Hot Maroc (Del Vecchio Editore) porta per la prima volta in Italia un romanzo sul volto mutevole del Marocco: su Marrakech e gli effetti della ruralizzazione, sull’università e il suo movimento studentesco, sugli internet café e gli hacker, sulla politica e il giornalismo tra satira e potere. La dimensione internazionale della poesia sarà rappresentata dalla presenza del poeta marocchino Mohammed Bennis, tra le voci più autorevoli della scena poetica araba contemporanea, che dialogherà sul ruolo della poesia come spazio di libertà e responsabilità culturale a partire dal suo volume Tra noi, aria (Casa Editrice emuse).

Tra le voci italiane, attesissimo l’incontro con Daniele Mencarelli, autore di Quattro presunti familiari (Sellerio editore), ci condurrà in una storia nera intrisa di violenza e nostalgia per il potere. Christian Raimo, insieme a Walter Siti, presenterà il suo nuovo romanzo, L’invenzione del colore (La nave di Teseo), un racconto che intreccia memoria privata e storia collettiva, formazione sentimentale e immaginario cinematografico. Mentre Romana Petri con il suo Distanza di sicurezza (Neri Pozza) ci porterà in un romanzo che racconta la fine di una relazione da due punti di vista. Con i giornalisti Francesco Costa e Luciana Grasso si discuterà del futuro dei progressisti americani nell’era post-Trump. Il giornalista Luca Sofri porterà sul palco il suo libro Playlist (Altrecose), trasformando una straordinaria raccolta di oltre tremila canzoni in un viaggio dal vivo tra ascolti condivisi, storie, aneddoti e riflessioni, per riscoprire il piacere di scegliere e vivere la musica attraverso le parole. La giornalista Clara Mazzoleni modera un dialogo sul fenomeno della cosiddetta ‘Veneto Wave’ che racconta il Veneto profondo tra provincia e smarrimento contemporaneo, insieme al regista dell’acclamato Le città di pianura Francesco Sossai e alla scrittrice Giulia Scomazzon – autrice del recente 8.6 gradi di separazione (Edizioni Nottetempo) – in un confronto tra cinema e letteratura (in collaborazione con MUBI). I giornalisti Francesco Zaffarano e Silvia Bombino portano sul palco di Book Pride il podcast Ossigeno: una rassegna di notizie costruttive nata per contrastare la news fatigue (in collaborazione con Chora e Will Media).

Si parlerà di giornalismo d’inchiesta e memoria civile con la nuova edizione di Operazione Massacro di Rodolfo Walsh (Edizioni Sur), presentata dalla giornalista Annalisa Camilli. Con la poeta Laura Pugno e la scrittrice e narratologa Marina Pierri esploreremo la ‘solastalgia’: la nostalgia di un paesaggio che muta sotto i nostri occhi. Una mappa tra letteratura, audiovisivo e gaming che va da Borne, Pluribus a The Last of Us, per orientarsi tra rovine future, spazi perduti e la ricerca di un nuovo abitare.

Un dialogo intenso e visionario sarà quello tra il fotografo Ferdinando Scianna e la scrittrice Nadia Terranova che, a partire dalle loro più recenti pubblicazioni e in vista della prima edizione del festival Logos a Palermo, intreccia fotografia e letteratura per interrogare la Sicilia e il Mediterraneo come radice, orizzonte e promessa di futuro.

Grande spazio anche ai femminismi contemporanei: la pensatrice femminista Lea Melandri, con Preistorie (Prospero editore), ripercorrerà attraverso fatti di cronaca la storia delle relazioni tra pubblico e privato. L’esperta in Gender studies e attivista femminista Irene Facheris – autrice di Tutti gli uomini (possono cambiare le cose) edito da Tlon – in un confronto sul maschile contemporaneo e la filosofa Silvia Grasso – autrice de Le differenze che stiamo attraversando (Mimesis Edizioni) – in dialogo con la scrittrice Carolina Capria. Le scrittrici Daria Bignardi e Chiara Alessi, autrice di La sedia del sadico. Il design sul corpo delle donne (Editori Laterza), dialogheranno sull’esperienza solitaria di abitare un corpo di donna, tra sguardi che lo giudicano e spazi che lo disciplinano: un confronto su desiderio, lavoro e rappresentazione, per mettere in discussione modelli ereditati.

Book Pride renderà omaggio a Ornella Vanoni con l’incontro Senza fine: ricordando Ornella Vanoni: il cantautore Pacifico in dialogo con la giornalista musicale Giulia Cavaliere ripercorreranno il sodalizio umano e artistico con l’icona della musica italiana, dalle canzoni scritte insieme, come Imparare ad amarsi, al libro-confessione Vincente o perdente (La nave di Teseo), in un racconto intimo fatto di fragilità, ironia, malinconia e amore.

Nel centenario del Nobel a Grazia Deledda e a cinquant’anni dalla morte di Agatha Christie, la fiera proporrà uno sguardo rinnovato su queste autrici che hanno attraversato il canone e continuano a parlare al presente. L’opera dell’autrice di Canne al vento sarà ripercorsa da Gerardo Masuccio, direttore editoriale di Utopia, le scrittrici e content creator Ilenia Zodiaco e Veronica Giuffré, e Laura Vallieri, autrice del libro Grazia Deledda. Cuore indomabile (Edizioni Ares). Mentre l’opera della più geniale maestra della suspense sarà narrata dalla scrittrice Rosa Teruzzi, Melania Guarda Ceccoli, autrice di In Inghilterra con Agatha Christie (Perrone Editore); le due ne raccontano le opere e ripercorrono le orme in dialogo con la giornalista Marta Perego. Con Cara Agatha. Dieci lettere alla regina del giallo, Vanessa Roghi condurrà il pubblico in un viaggio narrativo e critico nell’universo di Agatha Christie, tra biografia, storia letteraria e mistero. Un podcast che esplorerà la nascita del giallo moderno e l’eredità culturale della sua autrice più iconica, intrecciando indagine, memoria e racconto (RaiPlay).

Torna anche quest’anno Cantiere Esordi, uno degli appuntamenti più identitari di Book Pride: uno spazio dedicato alle scrittrici e agli scrittori appena approdati nel mondo della letteratura. Un luogo in cui raccontare cosa significa pubblicare il primo libro, affrontare il passaggio dall’intimità della scrittura alla dimensione pubblica e superare timidezze e resistenze. Con la partecipazione di giovani autrici e autori selezionati insieme a case editrici indipendenti, il panel offrirà un confronto generazionale sul senso dell’esordire oggi. Le protagoniste di questa edizione: Giusi Sardella (Fazi Editore), Ilaria Camilletti (Accento edizioni) Laura Nicchiarelli (66thand2nd), Marta Cristofanini (Racconti Edizioni), Nicole Trevisan (Fandango Editore) e Alessandra Castellazzi (Edizioni E/O).

A Book Pride anche due incontri live firmati VD News che vedranno svilupparsi temi intergenerazionali e scottanti problematiche del presente. Durante MyGen: Generazioni a confronto, tre ospiti di età diverse dialogheranno a partire da domande casuali pescate da un’ampolla di vetro; un format che alterna ironia e dati di realtà. Mentre l’episodio dal vivo de La botta, dedicato al tema delle sostanze, proverà a rispondere con l’aiuto di figure esperte alle domande più semplici e più controverse sulle sostanze che provocano gli ‘stati di trance’ (in collaborazione con OnePodcast).

Non mancano gli appuntamenti legati all’innovazione della letteratura e del giornalismo: con 2026, rivoluzione Substack vedremo come questa piattaforma sta trasformando il panorama, sempre più autrici e autori si uniscono alla community per condividere il proprio pensiero. Dal boom dei contenuti a pagamento, con 5 milioni di abbonati nel 2025, alle sfide poste dall’intelligenza artificiale, Andrea Girolami (Scrolling Infinito), Mafe De Baggis (Koselig) e Ilenia Zodiaco (Inside Books) condivideranno analisi, retroscena e prospettive di quello che è stato definito il fenomeno del 2026.

Sempre più rilevante è anche il tema delle politiche sostenibili, che a Book Pride verrà sviluppato affrontando, con l’attivista e consulente Tommaso Goisis; l’esperto di rigenerazione urbana Matteo Brambilla; le giornaliste Diletta Sereni e Valentina Lovato, la complessa questione della ciclabilità della città di Milano.

In occasione della X edizione di Book Pride debutta ‘Acrobate’, uno spazio di incontri dedicato alle scrittrici che hanno compiuto un gesto insieme estetico e politico: come acrobate del linguaggio, hanno attraversato i punti di massima tensione tra memoria e oblio, trauma e forma, identità e dissoluzione, mettendo alla prova la lingua non per cercare stabilità, ma per creare cambiamenti. La giornalista e scrittrice Nadeesha Uyangoda racconterà l’universo letterario di Toni Morrison; lo scrittore Marco Missiroli entrerà nell’opera di Ágota Kristóf; e la regista e attrice Daria Deflorian proporrà una lettura da Atti umani della premio Nobel Han Kang. Infine, un viaggio nell’universo di Gertrude Stein e della ‘generazione perduta’, raccontato da Annalisa Camilli, per riscoprire la scrittrice che diede voce a un’intera epoca e che, dal suo salotto parigino, divenne il fulcro creativo di artisti e autori come Ernest Hemingway, Ezra Pound e Pablo Picasso, segnando in modo indelebile la storia del modernismo del Novecento.

Book Pride dedicherà alla parola poetica un ciclo di incontri dal titolo ‘Portami dove sono già stata’, verso di Anna Toscano, recentemente scomparsa, alla quale questa edizione rende omaggio. Proprio a Toscano sarà dedicato un reading speciale con la partecipazione del marito e poeta Gianni Montieri e di alcune voci amiche – Chiara Alessi, Federica Antonacci, Giorgia Antonelli, Marco Cassini, Mario De Santis, Federica Fracassi, Ilaria Gaspari, Francesca Genti, Chiara Lagani, Viviana Nicodemo, Chiara Palumbo, Antiniska Pozzi, Laila Pozzo, Marco Rossari, Marta Santomauro, Diletta Sereni, Anna Stefi, Italo Testa, Mary B. Tolusso -, in un momento di ricordo collettivo che intreccia memoria e presenza. In occasione della Giornata Mondiale della poesia, il 21 marzo, si terrà lo spettacolo letterario Poete del giornalista Leonardo Merlini, che porterà in scena le voci di Sylvia Plath, Patrizia Cavalli, Louise Glück, Mariangela Gualtieri e della stessa Dickinson, componendo un attraversamento scenico tra Novecento e contemporaneità. Figura ispiratrice dell’edizione 2026 è Emily Dickinson, alla quale saranno riservati due appuntamenti speciali: uno a cura della scrittrice e critica letteraria Sara De Simone, dedicato alle espressioni della felicità della poeta, e un secondo incontro con la studiosa Benedetta Centovalli, che proporrà un reading commentato a partire dai testi dickinsoniani.

Nell’ambito di Book Pride si inserisce anche ‘Fare Versi’, il nuovo festival di poesia ideato e promosso da Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori con la Casa della Poesia di Milano, in programma dal 19 al 21 marzo 2026 negli spazi della Fondazione e nel quartiere di Villapizzone. L’iniziativa propone incontri, reading, dialoghi tra poesia e musica in diversi luoghi del quartiere. Il festival nasce infatti con una chiara vocazione: trasformare la poesia in strumento di partecipazione e relazione rafforzando il legame tra istituzione, comunità locale e pubblico. Interverranno, tra gli altri, anche Maurizio Cucchi, Milo De Angelis, Tiziano Scarpa e Marco Cassini.

Referendum, Fazzolari: mai paragonato chi vota ‘no’ a Putin

Roma, 24 feb. (askanews) – “Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari, non ha mai paragonato a Putin tutti coloro che votano ‘no’ al referendum, come erroneamente sostenuto da alcuni esponenti dell’opposizione”. Così in una nota diffusa dall’ufficio stampa dello stesso Fazzolari.

“Durante una chiacchierata informale a margine di un’iniziativa sui quattro anni di resistenza ucraina, gli è stato chiesto se Putin voterebbe ‘no’ al referendum. A una domanda evidentemente bizzarra, il sottosegretario ha risposto con una battuta: ‘In Russia non c’è separazione delle carriere, quindi probabilmente voterebbe no'”, aggiunge.

“Spiace constatare che quella battuta sia stata travisata in: ‘Fazzolari paragona a Putin chi vota No al referendum’, e che una polemica surreale e infondata abbia finito per distogliere l’attenzione dall’anniversario che si cercava di celebrare in modo trasversale e unitario”, sottolinea la nota.

Ue, Berrigan:Savings and Investments Union cruciale per competitività

Roma, 24 feb. (askanews) – Mobilitare il risparmio europeo verso gli investimenti in infrastrutture e nel capitale delle imprese in modo da aumentare la competitivtà del sistema economico dell’Unione. E’ l’obiettivo del pacchetto di interventi della Savings and Investments Union (Siu) che, insieme all’unione bancaria e a quella del mercato dei capitale, dovrà ridisegnare il settore finanziario europeo.

Per promuovere l’iniziativa ed incontrare gli stakeholders coinvolti nella riforma, è in visita in Italia il direttore generale della Stabilità finanziaria e dell’Unione dei mercati dei capitali della Commissione europea, John Berrigan. Che a margine di una delle riunioni con le istituzioni finanziarie italiane, spiega il senso della riforma.

“L’Siu fa parte di una riforma molto più ampia disegnata dai rapporti Letta e Draghi – ricorda – quello che stiamo cercando di fare con l’Siu è rendere più semplice e più efficiente l’afflusso di finanziamenti per gli investimenti in Europa. Ma è solo una parte della riforma, anche altri settori devono essere riformati, ma è un tema chiave identificato dai due rapporti. E penso sia cruciale per spingere la competitività europea e migliorare la stabilità finanziaria”.

Un intervento, prosegue Berrigan, che deve andare di pari passo con la rimozione delle barriere che ancora esistono nel mercato interno.

“Ci sono degli studi – dice – che hanno mostrato che queste barriere esistono nel mercato unico e che sono equivalenti a dei dazi molto elevati all’interno dell’Unione. Quindi ovviamente nella misura in cui saremo in grado di rimuoverli ridurremo i costi e miglioreremo l’efficienze. E questo è fondamentale per migliorare la competitività dell’economia”.

E parlando di dazi è inevitabile un riferimento agli Stati Uniti. “Ai mercati finanziari non piace mai l’incertezza – afferma – e in questo senso penso sia inevitabile che questo contesto non sia ottimale. Finora abbiamo visto un grande impatto? Direi probabilmente no. Ma più si trascineranno queste incertezze più aumenterà il rischio invece di vederlo”.

Barrigan vede invece un quadro decisamente più rassicurante sul settore bancario italiano: “Quello che si è visto in Italia – sottolinea – è che c’è stato un sensibile e costante miglioramento della resilienza del settore bancario negli anni a partire dalla crisi finanziaria di 15 anni fa. Dopo quella crisi i crediti deteriorati, che erano su un livello molto elevato in Italia, sono stati ridotti in modo considerevole ad un livello molto vicino alla media europea. Il consiglio che darei al sistema bancario italiano è semplicemente di continuare così sulla strada che hanno intrapreso. Stanno migliorando le loro performance e la loro resilienza e questa è una buona premessa per il futuro”.

Bimbo Napoli, AO: elemento determinante chi inserì ghiaccio secco

Napoli, 24 feb. (askanews) – “L’Azienda apprende che i Nas di Trento stanno conducendo un’inchiesta su quanto accaduto nella sala operatoria dell’ospedale di Bolzano, al fine di accertare chi abbia inserito il ghiaccio secco nel contenitore per il trasporto dell’organo, elemento determinante nella causazione del danno e al quale sono ascrivibili le conseguenze successive”. È quanto si legge in una nota dell’Azienda ospedaliera dei Colli, alla quale afferisce l’ospedale Monaldi di Napoli.

“Con riferimento all’utilizzo di ghiaccio non idoneo – prosegue la nota in merito al trapianto di cuore del piccolo Domenico deceduto lo scorso sabato a Napoli – si ribadisce quanto già ampiamente riportato e quanto emerge dall’Audit: ‘Viene richiesto al personale di sala di integrare il ghiaccio. Il personale locale chiede se sia necessario ghiaccio sterile o non sterile; l’équipe di espianto riferisce di aver considerato tale distinzione non rilevante ai fini della conservazione’. La Direzione generale ribadisce la propria piena fiducia nella magistratura, con la quale ha collaborato sin dall’inizio per fare chiarezza e individuare eventuali responsabilità in relazione a questo evento drammatico”, conclude la nota dell’Azienda ospedaliera dei Colli.

Azerbaigian, memoria e giustizia nel ricordo del massacro di Khojaly

Roma, 24 feb. (askanews) – Vogliamo giustizia, non vendetta. Siamo pronti alla riconciliazione, ma non possiamo dimenticare. Nel trentaquattresimo anniversario della tragedia di Khojaly, l’Ambasciata della Repubblica dell’Azerbaigian in Italia ha ricordato il massacro avvenuto nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 1992 nella località azerbaigiana durante la prima guerra del Karabakh, quando 613 civili, di cui 63 bambini, persero la vita negli scontri con le truppe armene.

In occasione della ricorrenza, l’Ambasciata della Repubblica dell’Azerbaigian in Italia ha organizzato due momenti di riflessione e confronto dedicati alle vittime della tragedia. Il primo, la sera del 22 febbraio, ha visto il Coro della Cappella Musicale Costantina insieme al Coro UniMarconi, con la direzione del Maestro Paolo de Matthaeis, esibirsi in un Requiem nella Chiesa di San Giuseppe in Via Nomentana, concerto organizzato insieme all’Ambasciata dell’Azerbaigian presso la Santa Sede e al Centro culturale in Italia. Il 23 febbraio, su iniziativa del Senatore Raffaele De Rosa, la Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro del Senato italiano ha ospitato la conferenza “Khojaly 34 anni dopo: memoria e giustizia sulla via della riconciliazione”, moderata dal senatore Sergio Divina e durante la quale sono intervenuti il Senatore Marco Scurria, presidente del Gruppo di amicizia Unione parlamentare Italia – Azerbaigian e il Professore Antonello Fulco Biagini.

Un momento che ha voluto commemorare “una delle pagine più gravi e oscure del conflitto che abbiamo vissuto per oltre trent’anni”, ha sottolineato l’ambasciatore azerbaigiano in Italia Rashad Aslanov: “È importante parlare di questa tragedia per prevenire il ripetersi di simili atti in futuro e per assicurare che questi crimini siano portati davanti alla giustizia. Posso dire che oggi alcune delle persone che hanno partecipato a questo genocidio sono state chiamate a rispondere delle proprie azioni, e speriamo che tutti coloro che sono stati responsabili di questi crimini contro l’umanità possano essere consegnati alla giustizia”.

L’accordo di pace siglato a Washington tra Baku e Yerevan, grazie anche all’intervento del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, come è stato ricordato, apre un nuovo capitolo per la regione, che guarda con rinnovato ottimismo a un percorso di stabilità, crescita e sviluppo.

Garante privacy ad Amazon: stop alla schedatura dei lavoratori

Milano, 24 feb. (askanews) – Il Garante per la protezione dei dati personali ha vietato, in via d’urgenza e con effetto immediato, ad Amazon Italia Logistica srl, il trattamento di dati personali di oltre 1.800 lavoratori impiegati presso lo stabilimento di Passo Corese (Rieti). Lo ha annunciato in una nota lo stesso ufficio del Garante, spiegando che il divieto “riguarda informazioni raccolte, in modo sistematico, per tutta la durata del rapporto di lavoro e conservate fino a 10 anni dalla sua cessazione, attraverso una piattaforma collegata con il sistema di rilevazione delle presenze, accessibile a numerosi manager”.

Le informazioni, “annotate sulla piattaforma a seguito di colloqui con i lavoratori subito dopo il loro rientro da un periodo di assenza, fanno riferimento a specifiche patologie sofferte (sindrome di Chron, ernia del disco, portatore di pacemaker), alla adesione agli scioperi e alla partecipazione alle attività sindacali (anche con riferimento a utilizzi ritenuti impropri delle assenze), nonché a dati personali di tipo familiare e privato (padre malato terminale, sorella con tumore al cervello, separazioni coniugali)”. Tutto ciò in violazione della normativa che vieta al datore di lavoro di trattare dati non rilevanti ai fini della valutazione dell’attitudine professionale del dipendente. Amazon Italia Logistica, inoltre, “dovrà interrompere il trattamento dei dati raccolti attraverso quattro telecamere posizionate in prossimità di bagni e aree ristoro riservati ai lavoratori”.

Con lo stesso provvedimento, il Garante ha infine vietato ad Amazon il trattamento dei dati utilizzati in modo illecito tramite la medesima piattaforma, nel caso sia utilizzata negli altri centri logistici della società in Italia con modalità analoghe a quanto accertato.

L’intervento odierno “trae origine dai risultati delle ispezioni svolte dal Garante, dal 9 al 12 febbraio 2026, presso lo stabilimento di Passo Corese, in collaborazione con l’Ispettorato nazionale del lavoro e il Nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche della Guardia di finanza. L’istruttoria prosegue per l’accertamento dei restanti profili al vaglio dell’Autorità”.

Sanremo Fuori Palco – 24 febbraio

Roma, 24 feb. (askanews) – Grande attesa all’Ariston per la prima serata del Festival di Sanremo 2026. Folla già dalla mattinata fuori dal teatro con la speranza di vedere arrivare artisti, conduttori e ospiti. “Sono qui per mio figlio, vuole Chiello, Nayt, io spero di vedere Raf”.

Carlo Conti sarà affiancato sul palco da Laura Pausini e in questa prima serata dall’attore e modello turco Can Yaman, il nuovo Sandokan della tv che incontrerà il suo predecessore: “Dopo 50 anni ci sarà il confronto tra i due Sandokan, perché ci sarà anche Kabir Bedi”, ha svelato. Tra i big in gara, Tommaso Paradiso ha parlato della sua emozione per il debutto all’Ariston. “Emozioni contrastanti, c’è l’agitazione ma poi quando canti stai bene, dobbiamo sperare nel meglio”. Al Villaggio del Festival a Villa Ormond, intanto, Enrico Nigiotti ha raccontato: “Sono una persona super-empatica e con le emozioni sono sempre molto altalenante, a volte sei super carico a volte c’è un po’ di ansia quindi è solo una questione un po’ mentale di un certo punto staccare un attimo e dire ‘ah devo comunque andare a cantare'”.

Mentre LDA e Aka 7even hanno detto: “Sul palco portiamo la nostra amicizia, la nostra fratellanza, la realtà l’uno per l’altro. e poi cerchiamo di portare a casa una buona esibizione”.

Protesta dei giornalisti a Sanremo, Fnsi: è ora di cambiare musica

Sanremo, 24 feb. (askanews) – La Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi) ha portato a Sanremo la protesta per il mancato rinnovo del contratto dei giornalisti e delle giornaliste, scaduto da 10 anni. “10 anni senza contratto, è ora di cambiare musica”, si legge sui cartelli esposti di fronte all’Ariston.

“Abbiamo la necessità di rinnovare il contratto, di rinnovarlo sia per la parte economica sia per la parte normativa. Oggi c’è l’intelligenza artificiale ma il nostro contratto non ne parla e questo non va bene”, ha spiegato la segretaria generale Fnsi, Alessandra Costante presenta al flash mob.

“Abbiamo i giornalisti autonomi, freelance, collaboratori coordinati e continuativi che vivono con stipendi da fame. Un co.co.co guadagna circa 11.000 euro all’anno lordi, una partita IVA 17.000 euro all’anno. La qualità dell’informazione così non ci può essere, ma senza qualità l’informazione muore. Senza qualità l’informazione è destinata a diventare il regno del copy and pull e questo non lo vogliamo”, ha aggiunto.

“Abbiamo un problema enorme di considerazione, la gente ci considera casta, noi non siamo casta, siamo lavoratori come tutti gli altri, a volte facciamo fatica ad arrivare a fine mese – ha sottolineato Costante – soprattutto i lavoratori autonomi, le partite Iva e i collaboratori coordinati e continuativi eppure siamo qua a raccontare il palcoscenico dorato di Sanremo dietro le quinte, davanti ci siamo noi con la nostra protesta”.

Fnsi in una nota ha spiegato che “gli editori della Fieg continuano ad opporre un muro di no alle richieste di adeguamento salariale avanzate dai giornalisti, attestandosi su cifre irricevibili (150 euro lordi in 3 anni) oppure chiedendo il ritocco di alcuni istituti contrattuali (come ferie o permessi straordinari, per fare alcuni esempi). La Fnsi ritiene che dopo 10 anni di mancato rinnovo contrattuale, gli editori debbano prima di tutto ristorare la perdita salariale dovuta all’incidenza di una inflazione che ha eroso il 20% degli stipendi dei giornalisti”.

La segretaria Costante ha aggiunto che si sta pensando ad altre due giornate di sciopero a marzo e ad aprile. “Stiamo faticando a trovare una data unitaria per la categoria e mettere tutti d’accordo, la protesta deve aver una voce sola”.

Equitazione, Fise celebra i 100 anni dalla fondazione

Milano, 24 feb. (askanews) – La Federazione Italiana Sport Equestri ha celebrato oggi, martedì 24 febbraio, al Salone d’Onore del CONI il centenario dalla sua fondazione. Ospiti d’eccezione per una giornata particolare come quella vissuta dagli sport equestri italiani in cui il Presidente della FISE, Marco Di Paola ha fatto gli onori di casa, sono stati il Presidente del CONI, Luciano Bonfiglio, il Presidente del CIP, Marco Giunio De Sanctis, il Presidente di Sport e Salute, Marco Mezzaroma, il Presidente della Fondazione Milano Cortina, Giovanni Malagò e l’AD di Sport e Salute, Diego Nepi Molineris.

È stato proprio Marco Di Paola, insieme ai vertici dello sport italiano a consegnare alcuni riconoscimenti al merito sportivo a Mauro Checcoli, (Oro individuale e a squadre nel Concorso Completo ai Giochi Olimpici di Tokyo 1964); Vittorio Orlandi (Bronzo a squadre ai Giochi Olimpici di Monaco 1972 nel salto ostacoli); Euro Federico Roman, (Oro Individuale e Argento a squadre nel Concorso Completo ai Giochi Olimpici di Mosca 1980); Mauro Roman e Marina Sciocchetti (Argento a squadre nel Concorso Completo ai Giochi Olimpici di Mosca 1980 – Assente Anna Casagrande); Sara Morganti (Due medaglie di Bronzo paralimpiche a Tokyo 2020, un Argento e un Bronzo a Parigi 2024); App. Sc. Q.S Carabinieri Stefano Brecciaroli, atleta azzurro simbolo del Concorso Completo e punto di riferimento della Nazionale per oltre due decenni. Con cinque partecipazioni ai Giochi Olimpici (Atene, Pechino, Londra, Rio de Janeiro, Tokyo) e Lalla Novo, per la grande carriera sportiva e manageriale, contraddistinta da elevata professionalità, spirito di servizio e profondo attaccamento ai valori degli sport equestri. Consegnati anche alcuni riconoscimenti ad alcune società sportive per l’impegno e il contributo offerto nella crescita degli sport equestri (Centro Ippico Genovese (Ex Società Ippica Genovese), SIR – La Farnesina Ssd Arl, Roma Polo Club Ssd Arl, Roma Pony Club Ssd Arl, Società Milanese per la Caccia a Cavallo, Scuola Padovana di Equitazione).

Poco prima della premiazione il Presidente federale, Marco Di Paola, insieme al Segretario Generale, Simone Perillo, al Direttore Sportivo, Francesco Girardi e al Direttore Tecnico dell’Area Formazione e dei Progetti Speciali, ha presentato l’attività del 2026. Dal punto di vista sportivo, l’appuntamento più importante è certamente quello con i Campionati del Mondo di Aachen, in Germania, primo step di qualifica per i Giochi di Los Angeles 2028. Grande attenzione anche i bilanci federali. Simone Perillo ha testimoniato la crescita di una Federazione che punta lo sguardo verso il futuro con ricavi previsti pari a 31 milioni di euro, così come da bilancio preventivo approvato proprio nell’ultima riunione del Consiglio federale di ieri, lunedì 23 febbraio. In occasione della conferenza annuale 2026, la Federazione ha annunciato i risultati del questionario Esg (Environmental, Social and Governance) di Sport e Salute relativi all’anno 2025: la FISE ha ottenuto, infatti, il prestigioso Rating A+, con un punteggio di 66,85. Per il 2026, la sfida della Fise è ambiziosa: migliorare ulteriormente i propri standard di sostenibilità e consolidare un modello di gestione che metta al centro la trasparenza e l’efficienza, con l’obiettivo di generare un impatto sociale e ambientale positivo e misurabile per l’intero settore equestre.

Sanremo, Rossi (Rai): ingerenze politiche? Non ce ne sono

Sanremo, 24 feb. (askanews) – Ci sono state ingerenze politiche sul caso Pucci a Sanremo? “No, non ci sono”: così l’amministratore delegato della Rai, Gianpaolo Rossi, risponde alle domande dei giornalisti, nella giornata in cui anche Carlo Conti e il presidente del Senato, Ignazio La Russa hanno chiuso il caso.

“Sanremo – ha sottolineato – è un racconto del nostro paese, è uno specchio, è un’immagine viva di tutti gli aspetti, sociali, culturali ed economici dell’Italia. È del tutto normale che nel dibattito mediatico il mondo della politica e della cultura – ha ribadito – si intersechino con Sanremo e con il Festival. È uno dei momenti di aggregazione per l’Italia, non c’è né da scandalizzarsi né da polemizzare. Fa parte del dibattito molto spesso ingigantito dai media ma rientra nel valore del valore che il Festival di Sanremo ha”.

Sanremo, la scaletta: apre Olly, Ferro alle 22.30, i due Sandokan tardi

Sanremo, 24 feb. (askanews) – La Rai ha pubblicato sul sito del Festival di Sanremo la scaletta della prima serata. Subito in apertura si esibisce Olly con il brano “Balorda nostalgia”. Un Festival, come è stato detto più volte nel segno di Pippo Baudo. Presenti, in prima fila, i due figli: Tiziana e Alessandro.

Intorno alle 21.30 è in programma l’omaggio a Peppe Vessicchio; poi è il momento del co-conduttore della serata Can Yaman che presenterà Arisa.

Alle 22.00, è il momento celebrativo degli 80 anni della Repubblica, con la partecipazione di Gianna Pratesi, 106 anni il prossimo marzo, che votò il 2 giugno 1946 nel referendum aperto per la prima volta alle donne.

A metà serata, momento clou sarà l’esibizione di Tiziano Ferro, superospite, che canterà un medley dei suoi più grandi successi e poi il nuovo brano “Sono un grande”. Dopo i collegamenti con l’Arena Suzuki con Gaia e la Costa Crociere con Max Pezzali, momento atteso sarà l’incontro tra i due Sandokan Kabir Bedi e Can Yaman.

Stanotte il discorso di Trump a un’America scontenta

New York, 24 feb. (askanews) – Un discorso lungo. Per vantarsi dei risultati raggiunti dall’inizio del suo secondo mandato e per parlare a un’America sempre piu’ scontenta. E’ quello che alle tre di notte italiane terra’ il presidente americano. In vista delle elezioni di meta’ mandato di novembre in cui in gioco c’e’ il controllo del Congresso, ora in mano al partito repubblicano, Donald Trump si presenta al discorso sullo stato dell’Unione con i sondaggi che non stanno dalla sua parte.

Per CNN il 36% approva il suo operato, in calo dal 48% dello scorso febbraio. Stando a NPR/PBS News/Marist, il 55% degli americani adulti pensa che il paese stia andando nella direzione sbagliata, il 13% in piu’ dello stesso periodo dell’inizio della sua prima presidenza. Secondo una rilevazione di Reuters/Ipsos, sei americani su 10, inclusa una buona fetta di repubblicani, credono che Trump sia diventato sempre piu’ imprevedibile con l’avanzare dell’eta’. Inoltre, per Washington Post/ABC/Ipsos, il 64% dei cittadini Usa lo boccia sui dazi contro il 34% che lo promuove.

All’appuntamento annuale a camere riunite, Trump si presenta con sfide sia in casa, sia all’estero. Eletto per il suo focus sull’America First con la promesse di abbassare i prezzi, l’inquilino della Casa Bianca deve rispondere a quegli americani che faticano ad arrivare a fine mese. Cantare vittoria sul fronte inflazione senza considerare il costo del fare la spesa per tanti americani, rischia di alienare non solo la Federal Reserve, che contro l’inflazione sta ancora combattendo, ma anche una buona fetta del paese. Sul fronte economico, a parte il cosiddetto One Big Beautiful Bill approvato l’estate scorsa, mancano nuove idee ad affiancare quelle populiste come il tetto alle commissioni imposte dalle carte di credito o un sito per comprare farmaci meno cari. Nemmeno la sua politica sull’immigrazione convince molti dopo tanta violenza, si pensi a Minneapolis, sfociate nell’uccisione di due connazionali da parte di agenti federali. Per Trump la soluzione più facile per ora sembra puntare il dito, come sempre, contro il predecessore Joe Biden.Il discorso arriva dopo la bocciatura da parte della Corte Suprema dei cosiddetti dazi ‘reciproci’ da lui imposti e che ha scatenato confusione tra i partner commerciali, Ue inclusa. L’evento a cui si stima si sintonizzeranno 30 milioni di persone (quasi un elettore su tre delle prossime Midterms) cade inoltre nel giorno del quarto anniversaio dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, una guerra che in campagna elettorale aveva promesso di far finire nel giro di pochi giorni. Il discorso arriva alla vigilia del terzo round di negoziati sul nucleare iraniano previsti a Ginevra, in Svizzera, e per questo potrebbe essere usato per ‘vendere’ ai concittadini i suoi piani su Teheran, potenzialmente i piu’ aggressivi dalla rivoluzione del 1979. Per un presidente che aveva promesso di porre fine alle guerre “forever” come quelle in Iraq e Afghanistan, è in ballo una svolta non da poco. E dopo tanto lamentare la mancata consegna del premio Nobel per la pace, anche Gaza resta un fronte problematico nonostante i toni ottimisti usati la settimana scorsa al lancio del Board of Peace.

Gli adviser di Trump sperano che dal podio della Camera, Trump segua il testo del discorso. Tuttavia, e’ probabile che parli anche a braccio, con la possibilità di gaffe e critiche. I social media sono pronti a cavalcare passaggi degni di nota. Intanto alcuni democratici boicotteranno l’intervento per andare a una manifestazione sul National Mall. Ci sara’ molto da discutere in un’America che restera’ divisa, non unita, dopo il discorso sullo stato dell’unione candidato a superare per durata quello dello scorso anno: era stato di circa un’ora e quaranta minuti, il più lungo almeno dal 1964.

Sanremo, LDA e AKA 7EVEN: portiamo all’Ariston la nostra amicizia

Sanremo, 24 feb. (askanews) – Per la prima volta insieme sul palco dell’Ariston, LDA e AKA 7EVEN saranno in gara alla 76esima edizione del Festival di Sanremo con il brano “Poesie Clandestine”. Un momento che rappresenta il punto di partenza dei due artisti, un percorso condiviso che li unisce in un unico progetto: esce il 6 marzo l’omonimo album, in digitale e in formato CD e CD autografato. “Sul palco portiamo la nostra amicizia, la nostra fratellanza, la realtà l’uno per l’altro, e poi cerchiamo di portare a casa una buona esibizione”.

Il progetto nasce tra le mura di casa, in modo spontaneo e naturale. “Poesie Clandestine” è un album che parla d’amore, con sonorità che affondano le radici nella musica napoletana e nel cantautorato italiano, aprendosi a influenze più moderne. Un percorso creativo vissuto con leggerezza e autenticità, capace di portare in superficie anche le emozioni più intime. Raccontano così il loro rapporto con l’amore.

“Io ho un rapporto bellissimo, onestamente sì, sono fidanzato. Ieri ho letto una lettera che mi è arrivata in camera da parte sua. Se ci penso piango di nuovo. Quindi è stata la lettera più bella che ho ricevuto in vita mia”, dice LDA.

“Io sono fidanzato e sono felicissimo perché era da un po’, ho vissuto per un paio di anni da solo, quindi single, e ero un po’ contrario all’amore prima che arrivasse lei. Allontanavo qualsiasi persona, perché non mi sentivo né a mio agio, né protetto e attaccabile in un certo senso. Con lei, con la mia attuale ragazza ho ritrovato e ho scoperto delle sensazioni incredibili che forse non ho mai vissuto prima”, racconta AKA 7EVEN.

LDA è figlio d’arte, Gigi d’Alessio è prima padre che artista per lui: “È contento è un veterano ne ha fatte di tutti i colori ma guarda ti dico è tanto contento, mi ha mandato un bel messaggio perché sa bene che io sono un po’ in ansia per questo però lui se la sta vivendo come un padre, non come Gigi d’Alessio perché poi per me io non lo riesco proprio a vedere come cantante. Sembra un assurdo a tutti quanti, ma io pure quando lo vedo sul palco io penso, sta lavorando, però per me non è mai Gigi d’Alessio, per me è Luigi, quindi mi dà tanti consigli da padre perché poi l’artista può piacere non piacere quelli sono gusti però io posso dire che è un padre professionista”.

È proprio questa amicizia di lunga data ad averli portati oggi a essere in gara insieme alla 76esima edizione del Festival di Sanremo con l’omonimo brano “Poesie Clandestine”, trasformando un percorso condiviso in un progetto artistico comune.

Scritto da Luca D’Alessio (LDA), Luca Marzano (AKA 7EVEN), Alessandro Caiazza e Vito Petrozzino, e prodotto da Noya, il brano “parla di un amore carnale, un amore viscerale”, un amore intenso ma al tempo stesso fuggitivo: un legame che non riesce mai a trovare una forma stabile, pur venendo vissuto con assoluta pienezza. Durante la serata delle cover, gli artisti condivideranno il palco del Teatro Ariston con Tullio De Piscopo. Insieme porteranno una rilettura speciale di “Andamento Lento”.

Stanotte il discorso di Trump a un’America scontenta

New York, 24 feb. (askanews) – Un discorso lungo. Per vantarsi dei risultati raggiunti dall’inizio del suo secondo mandato e per parlare a un’America sempre piu’ scontenta. E’ quello che alle tre di notte italiane terra’ il presidente americano. In vista delle elezioni di meta’ mandato di novembre in cui in gioco c’e’ il controllo del Congresso, ora in mano al partito repubblicano, Donald Trump si presenta al discorso sullo stato dell’Unione con i sondaggi che non stanno dalla sua parte.

Per CNN il 36% approva il suo operato, in calo dal 48% dello scorso febbraio. Stando a NPR/PBS News/Marist, il 55% degli americani adulti pensa che il paese stia andando nella direzione sbagliata, il 13% in piu’ dello stesso periodo dell’inizio della sua prima presidenza. Secondo una rilevazione di Reuters/Ipsos, sei americani su 10, inclusa una buona fetta di repubblicani, credono che Trump sia diventato sempre piu’ imprevedibile con l’avanzare dell’eta’. Inoltre, per Washington Post/ABC/Ipsos, il 64% dei cittadini Usa lo boccia sui dazi contro il 34% che lo promuove.

All’appuntamento annuale a camere riunite, Trump si presenta con sfide sia in casa, sia all’estero. Eletto per il suo focus sull’America First con la promesse di abbassare i prezzi, l’inquilino della Casa Bianca deve rispondere a quegli americani che faticano ad arrivare a fine mese. Cantare vittoria sul fronte inflazione senza considerare il costo del fare la spesa per tanti americani, rischia di alienare non solo la Federal Reserve, che contro l’inflazione sta ancora combattendo, ma anche una buona fetta del paese. Sul fronte economico, a parte il cosiddetto One Big Beautiful Bill approvato l’estate scorsa, mancano nuove idee ad affiancare quelle populiste come il tetto alle commissioni imposte dalle carte di credito o un sito per comprare farmaci meno cari. Nemmeno la sua politica sull’immigrazione convince molti dopo tanta violenza, si pensi a Minneapolis, sfociate nell’uccisione di due connazionali da parte di agenti federali. Per Trump la soluzione più facile per ora sembra puntare il dito, come sempre, contro il predecessore Joe Biden.

Il discorso arriva dopo la bocciatura da parte della Corte Suprema dei cosiddetti dazi ‘reciproci’ da lui imposti e che ha scatenato confusione tra i partner commerciali, Ue inclusa. L’evento a cui si stima si sintonizzeranno 30 milioni di persone (quasi un elettore su tre delle prossime Midterms) cade inoltre nel giorno del quarto anniversaio dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, una guerra che in campagna elettorale aveva promesso di far finire nel giro di pochi giorni. Il discorso arriva alla vigilia del terzo round di negoziati sul nucleare iraniano previsti a Ginevra, in Svizzera, e per questo potrebbe essere usato per ‘vendere’ ai concittadini i suoi piani su Teheran, potenzialmente i piu’ aggressivi dalla rivoluzione del 1979. Per un presidente che aveva promesso di porre fine alle guerre “forever” come quelle in Iraq e Afghanistan, è in ballo una svolta non da poco. E dopo tanto lamentare la mancata consegna del premio Nobel per la pace, anche Gaza resta un fronte problematico nonostante i toni ottimisti usati la settimana scorsa al lancio del Board of Peace.

Gli adviser di Trump sperano che dal podio della Camera, Trump segua il testo del discorso. Tuttavia, e’ probabile che parli anche a braccio, con la possibilità di gaffe e critiche. I social media sono pronti a cavalcare passaggi degni di nota. Intanto alcuni democratici boicotteranno l’intervento per andare a una manifestazione sul National Mall. Ci sara’ molto da discutere in un’America che restera’ divisa, non unita, dopo il discorso sullo stato dell’unione candidato a superare per durata quello dello scorso anno: era stato di circa un’ora e quaranta minuti, il più lungo almeno dal 1964.

Tommaso Paradiso: Eurovision? Troppo, per me è già tanto Sanremo

Sanremo, 24 feb. (askanews) – “L’Eurovision? Non mi interessa… non so, non l’ho mai visto. Già stare a Sanremo è tanto per me, è un onore avere attenzione, non mi fraintendete ma io sono proprio nato non dalla televisione, io sono nato dai live, dal 2009 con i Thegiornalisti, avevamo anche una band prima che si chiamava i Cosmoradio, io suonavo da quando ho 18 anni in tutte le bettole d’Italia e poi sono arrivato al grande pubblico dalla gavetta vera e non ho mai fatto televisione”.

Così Tommaso Paradiso, parlando a poche ore dal via al 76esimo Festival, da Il Club dei Romantici a Sanremo, location ideata e realizzata dal brand insieme al cantante che per la prima volta partecipa al più importante evento musicale italiano proprio con il brano “I Romantici”.

“Anche quando vada Fazio, ad esempio, io già mi agito per dire, perché la televisione io non la so fare, non l’ho mai fatta, quindi l’Eurovision mi sembra proprio troppo per me, io faccio il tour, vado nei palazzetti e c’è la gente che viene a sentire i miei concerti”.

“Io sono uno che ai concerti si spoglia, sudo come un pazzo… Io sono uno che piace proprio il live dei concerti, dove posso esprimere. Io, per dirvi, non so se qualcuno di voi è mai venuto ai miei concerti, facciamo due ore di scaletta, si inizia in un modo, poi entri in contatto con il pubblico, cioè è tutto una cosa, è un’onda che parte piano piano piano e poi cresce, esplode nel finale. Invece qua fai tre minuti e trenta e già stai alla fine del concerto, quindi è tutta una cosa molto strana per me”.

Colosimo: l’ordine di "dossierare" è partito dalla Direzione nazionale antimafia

Roma, 24 feb. (askanews) – “L’approvazione della relazione di maggioranza mette dei punti fissi e racconta di un attacco alle istituzioni partito dalla Direzione nazionale antimafia, all’epoca guidata da Federico Cafiero De Raho, per dossierare – questo è il termine giornalistico usato – Abbiamo letto 66mila pagine abbiamo svolto due anni di audizione e abbiamo messo insieme tutti e soltanto, sottolineo soltanto, i fatti che sono emersi fatti preoccupanti che richiedevano che il parlamento conoscesse questa questione approfonditamente come fatto nella relazione”. Lo ha detto la presidente della commissione parlamentare antimafia, Chiara Colosimo, in merito alla relazione approvata oggi sul caso dossieraggi.

Galleria Vittorio Emanuele II di Milano ospiterà il "Vogue World"

Milano, 24 feb. (askanews) – Dopo New York, Londra, Parigi e Los Angeles, “Vogue World” arriva a Milano. Sarà la Galleria Vittorio Emanuele II a ospitare, il prossimo 22 settembre, la quinta edizione del grande evento internazionale organizzato da Vogue ogni anno in una delle capitali mondiali della moda.

A svelare la location è stata la Chief Content Officer di Condé Nast e Global Editorial Director di Vogue, Anna Wintour, insieme al Sindaco di Milano Giuseppe Sala, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta oggi a Palazzo Marino. “Vogue World Milano 2026” celebrerà la creatività italiana, la moda in quanto cultura e industria, senza dimenticare sostenibilità e tecnologia.

“Vogue World è un evento straordinario, ospitato solo dalle più grandi capitali del mondo della moda – ha spiegato il Sindaco Sala -. È un onore per Milano accogliere questo importante appuntamento. Non si tratta solo di dare lustro alla nostra città e al settore della moda, in cui Milano è un punto di riferimento indiscusso a livello internazionale. Questo evento avrà anche un impatto sociale rilevante. Vogue, infatti, si è impegnata a sostenere con un contributo economico di almeno due milioni di euro iniziative culturali e sociali nella nostra città, a beneficio di tutta la comunità. Ringrazio Anna Wintour e l’intera famiglia di Vogue e Condé Nast per la fiducia riposta in Milano e nelle sue qualità. Non vi deluderemo”.

Alla conferenza sono intervenuti Alessandro Di Michele (direttore creativo di Valentino), Lorenzo Bertelli (Group Chief Marketing Officer e Group Head of Corporate Social Responsibility di Prada), l’étoile Roberto Bolle e Francesca Ragazzi (Head of Editorial content di Vogue Italia). Hanno preso parte all’incontro la campionessa olimpica Arianna Fontana e gli assessori Alessia Cappello (Sviluppo economico), Emmanuel Conte (Demanio) e Tommaso Sacchi (Cultura).

Vannacci: il governo attuale non ha posizioni chiare di destra

Milano, 24 feb. (askanews) – “Il governo di oggi sicuramente non ha delle posizioni chiare di destra, su questo non ci sono dubbi”. Lo ha affermato oggi a Bruxelles, il generale Roberto Vannacci, eurodeputato eletto con la Lega, da cui è recentemente uscito per fondare il nuovo partito di estrema destra “Futuro Nazionale”.

Alla richiesta di precisare i punti su cui ci sono differenze di posizione marcate rispetto a quelle dell’attuale maggioranza di centro destra in Italia, il fondatore di “Futuro Nazionale” ha risposto: “La posizione per esempio sull’Ucraina è sicuramente una posizione che ci divide. E’ sicuramente una posizione che non tiene conto della realtà dei fatti. La posizione per esempio sul femminicidio è una posizione che ci divide, perché da che mondo è mondo un reato non è più o meno grave a seconda del sesso, del colore della pelle o del censo della persona che lo commette e che lo subisce”.

“Sull’immigrazione – ha continuato Vannacci – abbiamo una stessa posizione ma vorremmo risultati diversi. Noi dobbiamo bloccare l’ingresso in massa dell’immigrazione clandestina e dobbiamo attuare il rimpatrio di chi è entrato illegalmente nella nostra nazione”.

Insomma, ha sottolineato l’eurodeputato, il governo italiano di oggi “sicuramente non ha delle posizioni chiare di destra, su questo non ci sono dubbi. Basta pensare che un esponente del governo vuole portare avanti lo ‘Ius scholae’, che sicuramente non si inquadra in quella che è la posizione di una destra pura, una destra vera”.

Lo “Ius scholae” è il diritto di acquisire la cittadinanza per minori stranieri nati o arrivati da bambini in Italia, che abbiano completato un ciclo di studi nel Paese. Il ministro degli Esteri e leader di Forza Italia, Antonio Tajani, lo ha proposto come alternativa preferibile allo “Ius soli” (il diritto di cittadinanza acquisito in base alla nascita nel Paese), ma non ha avuto l’appoggio degli altri due partiti della maggioranza.

“Basti pensare – ha aggiunto il fondatore di ‘Futuro Nazionale’ – che alcuni esponenti del Partito popolare europeo, esponenti italiani, quindi esponenti di Forza Italia, hanno votato la settimana scorsa la risoluzione sulla donna, secondo cui i trans devono essere considerati donne a tutti gli effetti. Quindi – ha insistito -, ci sono sicuramente delle posizioni all’interno di questa coalizione di destra che non rispecchiano le posizioni di una destra vera”. Invece, ha rivendicato Vannacci, “‘Futuro Nazionale è destra pura, orgogliosa e fiera di fare la destra”.

La famiglia di Bud Spencer omaggia l’attore Da Michele

Roma, 24 feb. – La famiglia del grande Bud Spencer rende omaggio al “gigante buono” del cinema arricchendo con i fagioli una pizza, simbolo di Napoli nel mondo, a l’Antica Pizzeria Da Michele. Due famiglie che si incontrano per celebrare un’iniziativa speciale per i mesi di febbraio e marzo, attiva nelle sedi de l’Antica Pizzeria Da Michele Aversa, Pompei, Salerno e Caserta, dedicata a Bud Spencer. Un omaggio che unisce il piatto simbolo di Napoli al “gigante buono” più amato del cinema.

Per i mesi di febbraio e marzo, i clienti delle sedi campane del brand si stanno immergendo in un’esperienza culinaria ispirata ai celebri film di Carlo Pedersoli. Il centro di questa esperienza è il Pizzone alla Bud Spencer, con i fagioli Bud Power preparati secondo la ricetta originale, salsiccia e fior di latte di Agerola. Ancora, Fagioli e Salsiccia in terrina, un classico intramontabile accompagnato da pizza bianca e la Birra di Bud Spencer per brindare con lo spirito del leggendario attore.

La scelta di dedicare un menù a Bud Spencer rappresenta un vero e proprio riconoscimento identitario che si è ulteriormente concretizzato in una visita della famiglia Pedersoli nella sede storica della pizzeria a Napoli, in via Sersale, e in una festa dal titolo “Futtetenne” a l’Antica Pizzeria Da Michele Pompei, che ha visto la presenza del figlio di Bud Spencer, Giuseppe, e dei nipoti, Alessandro e Carlo.

Gli amministratori de L’Antica Pizzeria Da Michele in the World, Alessandro Condurro e Francesco De Luca, dichiarano: “Bud Spencer non è stato solo un attore, ma un ambasciatore globale della napoletanità. Rappresenta quella forza generosa, quel carisma autentico e quella gioia di vivere che cerchiamo di trasmettere ogni giorno con la nostra pizza nel mondo. Per un brand storico come il nostro, celebrare Bud Spencer significa onorare un simbolo culturale che, proprio come la nostra margherita, è diventato un’icona pop capace di unire generazioni diverse sotto il segno dell’autenticità e del sorriso”.

Giuseppe Pedersoli, figlio di Bud Spencer, aggiunge: “‘Futtetenne’ per mio padre non era un messaggio di superficialità ma un invito a vivere la vita con uno spirito positivo, cercando di valorizzare al massimo i lati buoni dell’esistenza, senza rancori, gelosie o inutili cattiverie neppure verso chi ti ha fatto un torto. In questo senso sposava a pieno le qualità dei veri napoletani capaci di godere al massimo delle cose semplici: il buon cibo, l’amicizia, una bella canzone e la convivialità famigliare”.

Il menù dedicato a Bud Spencer è disponibile fino a fine marzo. Ogni martedì di marzo, nelle sedi de l’Antica Pizzeria Da Michele Caserta, Aversa, Salerno e Pompei si celebra la ‘serata Bud Spencer’, con una terrina di fagioli e salsicce offerta per ogni tavolo, giochi a tema e quiz dedicati all’attore.