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Il Papa scrive al Meeting di Rimini: basta idolatria del profitto

Roma, 21 ago. (askanews) – Superare “i muri di diffidenza che contrappongono le religioni e le culture”, è l’invito che Papa Leone XIV ha rivolto ai partecipanti al 46esimo Meeting per l’amicizia tra i popoli, che si svolge a Rimini da domani, 22 agosto, al 27 agosto. “Il Santo Padre – si legge nel messaggio a firma del segretario di Stato, card. Pietro Parolin – ha apprezzato che una delle mostre caratterizzanti il Meeting di quest’anno sia dedicata alla testimonianza dei martiri di Algeria. In essi risplende la vocazione della Chiesa ad abitare il deserto in profonda comunione con l’intera umanità, superando i muri di diffidenza che contrappongono le religioni e le culture, nell’imitazione integrale del movimento di incarnazione e di donazione del Figlio di Dio. È questa via di presenza e di semplicità, di conoscenza e di ‘dialogo della vita’ la vera strada della missione. Non un’auto-esibizione – ha aggiunto il Papa – nella contrapposizione delle identità, ma il dono di sé fino al martirio di chi adora giorno e notte, nella gioia e fra le tribolazioni, Gesù solo come Signore”.

“Per servire il Dio vivente va abbandonata l’idolatria del profitto che ha pesantemente compromesso la giustizia, la libertà di incontro e di scambio, la partecipazione di tutti al bene comune e infine la pace”, si legge anche.

“La pace non è un’utopia spirituale: è una via umile, fatta di gesti quotidiani, che intreccia pazienza e coraggio, ascolto e azione. E che chiede oggi, più che mai, la nostra presenza vigile e generativa”. Così sempre il Papa nel messaggio. “Là dove i responsabili delle Istituzioni statali e internazionali sembrano non riuscire a far prevalere il diritto, la mediazione e il dialogo – osserva – le comunità religiose e la società civile devono osare la profezia. Significa lasciarsi sospingere nel deserto e vedere fin d’ora ciò che può nascere dalle macerie e da tanto, troppo dolore innocente”.

Eros Ramazzotti esce con Il mio giorno preferito (Mi día preferido)

Milano, 21 ago. (askanews) – A distanza di tre anni dal più recente lavoro discografico e dopo aver annunciato il viaggio musicale “Una storia importante World tour”, Eros Ramazzotti pubblica domani venerdì 22 agosto il nuovo singolo Il mio giorno preferito (Mi día preferido) su tutte le piattaforme digitali e in rotazione radiofonica in Italia e nel mondo per Columbia Records/Sony Music Italy su licenza Eventim Live International.

Scritto da Eros Ramazzotti, Edoardo D’Erme, Tommaso Paradiso, CanovA, Antonio Cirigliano e prodotto da CanovA – in versione italiana e spagnola – Il mio giorno preferito è un brano pop dallo spirito contemporaneo che conferma ancora una volta la capacità di Eros di rinnovarsi. Tra solitudine e desiderio di evasione, Il mio giorno preferito è una rinascita affettiva che trasforma l’ordinario in qualcosa di speciale parlando al cuore senza perdere contatto con il presente.

Il videoclip, fuori domani alle ore 19 (CEST) con la regia di Giacomo Triglia, è un mosaico di volti, gesti e sguardi che raccontano la musica di Eros attraverso un intreccio di emozioni diverse vissute mentre il ritmo scorre in cuffia. Ognuno è immerso nel proprio silenzio e nella propria storia, eppure parte di un respiro comune.

In occasione dell’uscita del nuovo singolo, Eros Ramazzotti ha lanciato un contest mondiale esclusivo, attraverso il pre save del brano, che permetterà al vincitore di partecipare al World Tour Gala Première previsto il 17 ottobre allo Ziggo Dome di Amsterdam.

La straordinaria risposta del pubblico non lascia dubbi: con oltre 80 milioni di dischi venduti e 5 miliardi di ascolti globali, Eros Ramazzotti continua a stupire con la forza e l’energia di oltre 40 anni di successi internazionali.

“Una storia importante World tour” inizierà a febbraio 2026 (prodotto e distribuito da Friends & Partners-Eventim e RadioRama) e sarà anticipato dal doppio appuntamento del 17 e 18 ottobre 2025 allo Ziggo Dome di Amsterdam per l’esclusivo e unico World tour gala première. Il tour, diviso in 4 leg, toccherà 30 Paesi tra Europa intera, Nord America-Canada e America Latina decretando anche l’attesissimo ritorno di Eros Ramazzotti negli stadi italiani. I biglietti sono disponibili su www.ramazzotti.com e www.friendsandpartners.it.

A Giove il Green Music Festival con Maurizio Mastrini e Alessandro Haber

Roma, 21 ago. (askanews) – Sabato 23 agosto alle ore 18, nel suggestivo scenario del 1° Festival dei Teatri di Paglia, immersi nella bellezza naturale di Giove (Terni), il Festival Internazionale Green Music offrirà agli appassionati una serata indimenticabile con un recital concerto dove arte, storia, amore e musica si intrecciano in una tessitura densa di emozioni. Protagonisti di questa magica esperienza saranno il celebre attore Alessandro Haber, voce recitante dall’inconfondibile forza evocativa e il Maestro Maurizio Mastrini, pianista e compositore visionario e poliedrico, accompagnato dal raffinato Mastrini Quartet.

Sul palco, parole antiche e musica contemporanea si fondono in un viaggio che tocca il cuore e scuote la mente. Le lettere d’amore di grandi personaggi storici – da Napoleone e Giuseppina, a Ugo Foscolo e Antonietta Fagnani Arese, da Franz Liszt e Marie d’Agoult e altri nomi illustri della cultura europea, avranno voce grazie all’interpretazione intensa di Haber, mentre il pianoforte di Mastrini, con brani tratti dal suo poetico progetto GHOST, ne sottolineerà l’anima nascosta. Uno spettacolo che è immersione totale nell’intimità dei sentimenti umani dove le parole scritte nei secoli scorsi, intrise di passione, dolore, desiderio e speranza, rivivranno sul palco con una forza che supera qualunque cosa.

La musica, con le sue armonie delicate e struggenti, ne sarà la voce invisibile, l’eco che vibra nei nostri cuori, in un dialogo sospeso nel tempo, dove ogni lettera letta non è solo testimonianza, ma ponte tra passato e presente, tra storia ed anima. Una serata che invita alla riflessione, ma anche all’abbandono emotivo, in cui si celebra la bellezza della parola scritta e la sua eterna alleanza con la musica. Un appuntamento imperdibile, per lasciarsi attraversare dalla potenza dell’amore e dalla verità delle emozioni, perché ci sono lettere che non smettono mai di parlare e note che sanno ancora farci sognare, come dichiara Maurizio Mastrini: “Ci conosciamo da tanto e ci stimiamo da sempre. Haber ama molto la musica e sono affascinato dalla sua figura. Coniugare la sua voce alla musica e alle lettere d’amore di personaggi storici di tutti i tempi, mi è sembrato da subito, molto bello. Mia cara amatissima, l’intercalare con cui queste lettere incominciano, dà il titolo allo spettacolo, dove l’Amore e i sentimenti sono protagonisti”.

Lettere scritte a mano, dove rimane impresso qualcosa di noi, tangibile; una traccia che ci distingue, che rende immortali i sentimenti, le persone. Parole che sono sopravvissute al tempo che ritrovano nell’interpretazione di Haber, la loro voce: “Io reciterò, racconterò, dirò, emetterò dei suoni attraverso lettere bellissime, scritte da Goethe, Cesare Pavese, Frida Kahlo, Sartre, Italo Calvino, Hemingway naturalmente accompagnate da Maurizio col suo pianoforte a dare risalto alle parole. E’ bello leggere lettere d’amore perché sono diventate desuete. I messaggini con cui crediamo di averle sostituite sono fittizi, sono e non sono, tranne qualche eccezione. Carta e penna non si usano più ed è un peccato perché il corpo vive, si confonde e trasmette energia alla penna che poi trascrive sulla carta bianca quelle parole che sono il tuo pensiero, i tuoi sentimenti”.

“Essere accompagnato col pianoforte di Maurizio Mastrini che è un’artista puro – conclude Alessandro Haber – è un privilegio: ci piace giocare con le parole, le note e speriamo di far giocare anche i presenti con uno spettacolo armonioso, poetico ed emozionante. Le emozioni vanno distribuite, vanno raccontate. In un momento così difficile per il mondo, l’Amore va raccontato e la Musica, potrebbe salvarci”.

Sgombero del Leoncavallo, la domanda corre su X: ora Casapound?

Roma, 21 ago. (askanews) – Anche oggi “No”. E’ quanto si legge sull’ormai storico account sul social X che si chiama: “Hanno sgomberato la sede di CasaPound?”, e che quasi quotidianamente tuitta la risposta alla domanda. Nella bio si spiega che vengono postati “Aggiornamenti quotidiani sullo stabile infestato dalle tartarughe in via Napoleone III a Roma”, il palazzo occupato appunto da Casapound. Oggi ci sono più repost del solito, ovviamente sullo sgombero del Leoncavallo. Perfino il post di Elio Vito, con la non originale ma interessante domanda retorica: “A Milano è stato sgomberato lo storico centro sociale del Leoncavallo. Adesso toccherà a Casapound, vero?”.

A Napoli "Lo Cunto de li Cunti-390 anni di Magia"

Roma, 21 ago. (askanews) – La scena culturale del Sud Italia si anima con “Lo cunto de li Cunti – 390 Anni di Magia”, un progetto itinerante finanziato dal Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo e prodotto dalla Società di Produzione Best Live srl.

L’iniziativa celebra Giambattista Basile, riconosciuto come il “padre delle fiabe moderne”, in occasione dei 450 anni dalla sua nascita e dei 390 anni dalla prima pubblicazione del suo capolavoro, Lo Cunto de li Cunti. L’obiettivo è duplice: onorare l’eredità di Basile e valorizzare il patrimonio culturale e paesaggistico del Meridione, trasformando i luoghi d’ispirazione delle sue fiabe in veri e propri palcoscenici.

In programma anche Reading Letterari affidati ad artisti di fama nazionale in luoghi significativi di Napoli e Giugliano. Triplice appuntamento nel mese di settembre: il 5 alle ore 16 si terrà un Convegno su Giambattista Basile presso la Biblioteca Nazionale di Napoli; seguirà alle ore 17 il reading di Milvia Marigliano, accompagnata dalla violinista Isabella Parmiciano. L’indomani, 6 settembre alle ore 20.30, presso la Villa Pignatelli di Napoli Geppy Gleijeses sarà il protagonista di un reading, accompagnato da Vittorio Cataldi al violino.

Cuore del progetto è lo Spettacolo Itinerante intitolato “La Vera Storia di Cenerentola”, un libero adattamento teatrale de “La Gatta Cenerentola” di Giambattista Basile. Il testo e la regia sono a cura di Domenico Basile e la compagnia include Consiglia Aprovidolo, Teresa Barretta, Paola Cacace, Enrico Disegni, Giuseppe Fedele e Giulia Piscitelli, l’impianto scenico è a cura di Laura Iermano.

Questa performance itinerante, suddivisa in quattro storie brevi, si svolge in location diverse all’interno di Palazzi storici o borghi. Il 30 agosto a Benevento all’interno del Festival Benevento Città Spettacolo, il 7 settembre a Bracigliano (SA) (inserito nel Parco Letterario), il 13 settembre a Villaricca (NA) (all’interno di Città Metropolitana) e infine il 27 settembre a Santa Maria Capua Vetere (CE) nell’ambito delle giornate di valorizzazione del patrimonio archeologico.

Domenico Basile ha esplorato la fiaba originale ponendosi interrogativi sulla vera identità di Cenerentola (“La giovane descritta dai fratelli Grimm o ancora prima da Charles Perrault o la Zezolla della Gatta Cenerentola del Basile?”). Lo spettacolo indaga i punti di vista dei protagonisti e “lo spettatore deciderà quale di quei racconti sarà il più veritiero”.

Eventi collaterali nel progetto includono visita con interventi artistici alle sale del Museo Capodimonte dedicate alla pittura del Seicento, un concerto di musica barocca, il convengo “Il ruolo delle donne nelle fiabe del Basile”, esperienze gastronomiche ispirate alle fiabe. Il progetto è concepito per essere accessibile e inclusivo, con costi contenuti o accesso gratuito ed un forte coinvolgimento delle comunità locali.

La rassegna si chiude il 19 settembre alle ore 20 con l’ultimo reading a cura di Ippolita Baldini e Lucianna De Falco a Giugliano nel Palazzo Baronale, a cui segue alle ore 21 il Concerto dell’Accademia Reale Baroque ensemble – diretta da Giovanni Borrelli nella Ex Chiesa delle Concezioniste a Giugliano.

“Con ‘Lo cunto de li Cunti – 390 Anni di Magia’, celebriamo Giambattista Basile e il patrimonio culturale del Sud Italia”, dichiara il direttore artistico. Basile fu il primo a trascrivere le fiabe tramandate oralmente, fondando un genere letterario che influenzò figure come Perrault e i fratelli Grimm. Le sue narrazioni, ambientate in borghi e palazzi del Sud Italia, rivivranno attraverso un’esperienza immersiva di arte, teatro, musica e gastronomia, proiettando il pubblico nella cultura seicentesca in chiave contemporanea. La magia delle fiabe non è mai stata così vicina.

Meeting Rimini, da Draghi a Meloni: economia, pace e il futuro della Ue

Rimini, 21 ago. (askanews) – (Di Paolo Tomassone) Si apre domani la 46esima edizione del Meeting di Rimini dal titolo “Nei luoghi deserti costruiremo con mattoni nuovi”. Sei giorni di confronto che affronteranno le più grandi sfide del nostro tempo: dalla pace internazionale al futuro dell’Europa, dalle politiche economiche alle questioni sociali.

L’edizione 2025 si distingue per il richiamo alla pace e alla giustizia. Il Meeting accoglie l’appello di Papa Leone XIV per una giornata di digiuno e preghiera il 22 agosto, data che coincide con l’apertura alle 12 del convegno “Madri per la pace” con testimonianze dirette dal conflitto israelo-palestinese. Il tema della pace attraverserà tutta la kermesse di Comunione e liberazione, con le testimonianze dei sopravvissuti di Hiroshima e Nagasaki, premi Nobel per la Pace 2024, e approfondimenti sulla presenza cristiana in aree di conflitto come Siria, Sud Sudan e Ucraina.

Un altro tema centrale sarà il futuro dell’Europa, oggi più che mai cruciale. Ne parleranno domani Mario Draghi, che torna al Meeting dopo la partecipazione del 2022 all’indomani dalla sua elezione a presidente del Consiglio. L’ex premier presenterà la sua visione sui nuovi orizzonti europei in continuità con il rapporto da lui scritto sulla competitività commissionato per conto dell’Ue. Martedì 26 agosto interverrà la presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola su “Nuovi mattoni per l’Europa”, mentre sabato 23 agosto il commissario Ue Raffaele Fitto parlerà di “Coesione e sviluppo per un’Europa unita”. Del futuro continentale discuteranno anche Enrico Letta e parlamentari di tutte le principali famiglie politiche europee.

La politica italiana sarà protagonista con la presenza di ben 13 ministri. A chiudere mercoledì 27 agosto sarà la premier Giorgia Meloni, per la prima volta al Meeting da presidente del Consiglio (era già stata alla fiera di Rimini come leader di Fratelli d’Italia). I vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, leader rispettivamente di Forza Italia e Lega, interverranno domenica 24 agosto Tajani su “La presenza della comunità cristiana in Siria” e Salvini martedì 26 su infrastrutture e trasporti. Completeranno la delegazione governativa i ministri Giorgetti, Valditara, Urso, Piantedosi, Abodi, Lollobrigida, Pichetto Fratin, Schillaci, Giuli, Locatelli e Foti.

Le questioni economiche e sociali avranno spazio privilegiato. Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, spiega alla vigilia del Meeting: “Per una difesa del welfare universalistico possono essere decisivi i corpi intermedi e realtà non profit, fondamentali nel garantire coesione sociale. Sarebbe l’inizio di un capitalismo riformato”. Sabato 23 agosto si terrà “Corpi intermedi e sviluppo economico” con il ministro Urso, mentre domenica 24 “Dall’accoglienza al lavoro” vedrà confrontarsi Piantedosi e il presidente dell’Emilia-Romagna De Pascale. A Rimini anche diversi altri governatori delle Regioni, a partire dal presidente della Conferenza delle Regioni Fedriga, per confrontarsi sull’autonomia e sui temi attuali.

Di particolare rilievo la presenza a Rimini del Patriarca Ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo per i 1700 anni dal Concilio di Nicea, come quella del presidente della Cei, card. Matteo Zuppi, e monsignor Erik Varden, vescovo di Trondheim.

“Abbiamo scelto questo titolo per invitare a incontrare persone che hanno affrontato situazioni difficili senza rassegnarsi, prendendo l’iniziativa e cambiando in meglio ciò che era possibile cambiare”, spiega Bernhard Scholz, presidente della Fondazione Meeting. “Sarà un’edizione capace di trasmettere un messaggio forte: è possibile intraprendere qualcosa di nuovo anche quando le condizioni sono avverse”.

Mediobanca: i soci bocciano l’Ops su Banca Generali, offerta ritirata

Milano, 21 ago. (askanews) – L’Assemblea degli azionisti di Mediobanca, riunitasi in data odierna con la presenza del 78% del capitale, ha respinto la proposta del Consiglio in merito all’autorizzazione per l’offerta pubblica di scambio su Banca Generali. I favorevoli pari al 35% del capitale sociale, rappresentato per il 25% da investitori istituzionali e per il 10% da investitori privati; mentre i contrari sono stati pari al 10% del capitale sociale, sostanzialmente il Gruppo Caltagirone. Tra gli astenuti, pari al 32% del capitale sociale, di cui il 20% Delfin, 5% Casse Previdenziali italiane (Enasarco, Enpam, Forense), 3% investitori istituzionali (Amundi, Anima, Tages), 2% Edizione Holding, 2% Unicredit.

“Mediobanca, preso atto dell’esito dell’Assemblea, dichiara decaduta l’offerta su Banca Generali”, sottolinea nella nota al termine dell’assemblea Piazzetta Cuccia. “Desidero ringraziare tutti coloro che in questi anni hanno creduto e sostenuto il processo di forte crescita e trasformazione di Mediobanca e che hanno supportato l’operazione Banca Generali come ulteriore e definitivo tassello nella creazione di un Wealth Manager di respiro internazionale”, ha dichiarato il ceo di Mediobanca, Alberto Nagel.

L’offerta di Mediobanca su Banca Generali è “un’opportunità mancata per effetto del voto espresso, in particolare, da azionisti che, anche nell’attività di engagement, hanno manifestato un evidente conflitto di interesse, anteponendo quello relativo ad altre situazioni/asset italiani a quello di azionisti di Mediobanca”. Lo ha detto il ceo di Mediobanca, Alberto Nagel, dopo l’esito dell’assemblea che ha negato l’autorizzazione per l’ops su Banca Generali annunciata ad aprile da Piazzetta Cuccia. “Continueremo ad essere concentrati sull’esecuzione del nostro Piano ‘One Brand – One Culture’ convinti della superiore generazione di valore rispetto all’alternativa rappresentata dall’offerta di MPS”. Lo ha detto il ceo di Mediobanca, Alberto Nagel, dopo che i soci hanno negato l’autorizzazione all’ops su Banca Generali.

Lo storico centro sociale Leoncavallo è stato sgomberato a Milano

Milano, 21 ago. (askanews) – Le forze dell’ordine hanno sgomberato lo storico spazio pubblico autogestito Leoncavallo in via Watteau a Milano. Nel 50esimo anno di vita del centro, sembra dunque arrivata al capolinea anche l’occupazione dell’immobile della famiglia Cabassi, per cui nei mesi scorsi il ministero dell’Interno era stato condannato a risarcire tre milioni ai proprietari dell’area industriale nel popolare quartiere Greco, in virtù del mancato sgombero atteso dal 2003.

Sui social i militanti del centro hanno lanciato un appello spiegando: “Ci stanno sgomberando! Accorrete numerosi in via Watteau”. Da quanto è possibile apprendere, l’ufficiale giudiziario, sarebbe entrato nel centro intorno alle 9 scortato dalla polizia, senza trovare resistenza. Fondato nel 1975 al Casoretto, era rimasto in via Leoncavallo dal 1994 al 1989 quando fu sgomberato al termine di scontri durissimi, poi si era spostato in uno stabile di via Salomone, e quindi in via Watteau.

“Decenni di illegalità tollerata, e più volte sostenuta, dalla sinistra: ora finalmente si cambia. La legge è uguale per tutti: afuera!”. Così sui social il leader della Lega, Matteo Salvini.

“Oggi, per la città di Milano, è stata scritta la parola fine ad una triste pagina della sua storia recente. Dopo ben 50 anni di occupazioni abusive e 133 tentativi di sgombero ci voleva un Governo di centrodestra per riportare la legalità. Lo sgombero del centro sociale abusivo iniziato questa mattina all’alba, rappresenta un segnale forte per tutti coloro che pensano che violare la legge e occupare sia un diritto. Adesso è importante proseguire su questa strada e far sgomberare al più presto anche il Cantiere. La giornata di oggi per Salis e i suoi compagni fautori delle occupazioni abusive sarà una vera e propria giornata di lutto”. E’ quanto ha dichiarato in una nota l’assessore alla Sicurezza di Regione Lombardia, Romano La Russa.

L’ex ministro Pecoraro Scanio a Miami Beach per #pizzaunesco

Roma, 21 ago. (askanews) – L’ex ministro e presidente della Fondazione UniVerde Alfonso Pecoraro Scanio, promotore della Campagna Pizza UNESCO, annuncia per oggi pomeriggio l’iniziativa “Aperipizza a Miami Beach”, nata per celebrare e rilanciare nel mondo l’arte del pizzaiolo napoletano, riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio immateriale dell’umanità e la comunità accogliente di Miami Beach. L’evento non sarà soltanto un omaggio a una grande tradizione italiana, ma si collegherà anche alla candidatura di Kristen Rosen Gonzalez a sindaca di Miami Beach, con cui si condivide una visione fondata su ecologia, inclusione, solidarietà e lotta contro ogni forma di discriminazione. “Ho apprezzato come per esempio ci si prodiga per tutelare sulle spiagge di Miami la riproduzione delle tartarughe marine come stiamo facendo in Italia e nel mediterraneo”.

“Questa iniziativa – dichiara Pecoraro Scanio – assume un valore simbolico importante proprio a Miami Beach, città internazionale e multiculturale. Sarà anche un’occasione per coinvolgere la comunità italiana del territorio, promuovendo al tempo stesso un messaggio globale: lavorare ovunque per una transizione ecologica e digitale giusta, capace di unire inclusione, solidarietà e rispetto delle diversità. Dalla biodiversità naturale a quella culturale, fino alle grandi tradizioni popolari come la pizza napoletana”.

Per Pecoraro Scanio, l’aperipizza vuole ricordare che la tutela delle tradizioni e l’autenticità del cibo rispetto al fakefood deve andare di pari passo con l’innovazione e con il rispetto per l’ambiente. “Solo così – afferma – possiamo costruire un futuro più giusto, sostenibile e solidale per tutti i popoli”.

L’evento sarà dunque non soltanto una festa intorno a un simbolo italiano amato in tutto il mondo, ma anche un’occasione di impegno civile e culturale, per rafforzare i legami tra comunità diverse e rilanciare la battaglia per un modello di sviluppo inclusivo ed equo.

Aldo Moro, Papa Francesco e le sfide della democrazia moderna

Leredità di Moro e lattualità del dialogo

Non posso nascondere che Aldo Moro, con il suo comportamento e con i suoi pacati insegnamenti, ha fatto costantemente compagnia alle mie valutazioni politiche e all’interpretazione della democrazia moderna. Ho sempre fatto mio, in particolare, un suo passaggio lungimirante e profetico, esternato a Benevento nel corso di uno degli ultimi suoi discorsi. Parole, per quei tempi, scandalose, che ho fuso e messe insieme a un paio di espressioni e metafore più recenti di Papa Francesco.

Sono però certo che Giorgia Meloni ed Elly Schlein ignorino quanto sto per dire.

Aldo Moro non credeva alla distinzione, guerrafondaia e filonazista, fra amici e nemici. Era incredulo sugli inevitabili conflitti fra supposti diversi. Anticipando di moltissimi anni la filosofia dell’incontro e del dialogo che respira la “Rete di Trieste”, credeva di più in una sana – seppur complessa – dialettica costruttiva. Ed era convinto che il confronto e il parlarsi fra le diversità politiche e fra gli stessi opposti – nel suo contesto, fra democristiani e comunisti – portassero a un fecondo e utile scambio di valori, benefico ad entrambi i partiti oltre che al bene comune di tutto il Paese: “…quale che sia la posizione nella quale ci si confronta, qualche cosa rimane di noi negli altri, e degli altri da noi…” (Benevento, 18 novembre 1977).

Il magistero di Papa Francesco

Papa Francesco, ricorrendo spesso all’espressione “costruire ponti e non muri” e ricordandoci di non dimenticare mai che alla fine siamo Fratelli tutti, ha anche frequentemente avvertito che il particolare momento storico che viviamo ci deve trovare tutti e inevitabilmente “…sulla stessa barca”.

Moniti fondamentali che sollecitano sforzi comuni tesi all’inclusione, alla collaborazione e all’incontro con tutto ciò che ci sembra lontano e diverso. Bergoglio mette da parte le separazioni, gli odi e le identità chiuse, specie quelle di razza. E scarta, mi viene da pensare, anche quei sovranismi patriottici autonomi, sino agli stessi “exit” da isolamento, che hanno fatto ridere tutta quell’Europa che sogniamo unita politicamente e federata.

 

Valori cristiani e rivoluzione politica

A queste sollecitazioni – due fondamentali valori cristiani, eguaglianza e fraternità, traslocati nella democrazia politica moderna – si aggiunge la lezione della Rivoluzione francese, che coniugava libertà, eguaglianza e fraternità.

Un gruppo di studiosi, politologi e sociologi, mi ha spinto a riflettere su tre punti che spesso ho annotato nei miei appunti controcorrente su questo blog plurale.

Tre riflessioni controcorrente

La prima: i profondi mutamenti che viviamo necessitano una seria ritaratura delle storiche categorie di Destra e Sinistra. A cui si deve aggiungere quel Centro politico tanto atteso e desiderato ancora oggi, specie da una certa élite cattolica con seguito sociale ridotto e disperso. Tutto questo mi ha spinto a valutare di buon occhio un bipolarismo maggioritario – se non un bipartitismo – tanto detestato in nome di un sacrosanto pluralismo. Ma oggi il pluralismo è finto, perché appoggiato sul solo volto del leader, su partiti e partitini personali, non su valori di fondo realmente condivisi.

La seconda: occorre mettere da parte – altro scandalo – comunismo e fascismo, collocandoli nelle mani di piccoli gruppi nostalgici. Restano vivi, caso mai, solo nei comportamenti e nel linguaggio, come aveva previsto per il fascismo Umberto Eco col suo Ur-Fascismo, ma non più nelle istituzioni.

La terza: è necessario valutare bene la china che ha preso la società, segnata dal rimescolamento delle classi sociali, dalla ridefinizione del lavoro, dalla scomparsa della classe operaia e dei ceti medi, e dal silenzioso avvento di un neo-capitalismo geopolitico digitale e finanziario, tutto gestito “da remoto” e nelle sole mani dell’1% dei super-ricchi del mondo.

 

Le sfide del futuro

Se queste sono le sfide che abbiamo davanti – il cambiamento climatico incontrollato, i robot e il digitale che affondano l’operaio di una volta, le povertà in aumento che alimentano migrazioni e spostamenti di massa (forse provvidenziali, con il calo delle nascite), il risveglio tragico di imperi e di proprietà territoriali, le nuove tirannie che circolano sotto il velo di democrazie apparenti – allora il parlarsi e il dialogare fra supposti diversi, l’incontrarsi fra lontani per trovare insieme le migliori soluzioni, non appartiene tanto e solo all’utopia cristiana del “siamo tutti fratelli”.

È piuttosto il buon senso e la ragionevolezza che devono guidarci nella società di oggi e nei tempi che verranno. Se non siamo nostalgici o ubriachi del passato, dobbiamo scrutare con attenzione il futuro, soprattutto quello che attende i nostri figli e nipoti.

La politica estera della Dc, un metodo che non tramonta

Lautorevolezza della classe dirigente

Uno dei grandi meriti della “lezione” democristiana è stata indubbiamente la sua politica estera. Un dato di fatto più che un’opinione. Una politica estera che nel corso degli anni ha garantito all’Italia di essere considerato come un paese affidabile e serio perché interprete di una strategia e di un pensiero che hanno conservato una coerenza per tutta la sua presenza nella politica italiana, cioè per quasi cinquant’anni. E questa coerenza poggiava, sostanzialmente, su tre grandi tasselli che non sono mai stati messi realmente in discussione. Da tutto il partito, e quindi dalle varie sensibilità culturali presenti al suo interno.

Innanzitutto l’autorevolezza della classe dirigente che interpretava, di volta in volta, il progetto politico della Dc in materia di politica estera. Una classe dirigente riconosciuta a livello europeo come sul versante internazionale. Una classe dirigente che non si limitava a giocare un ruolo nazionale ma che sapeva essere un interlocutore nella soluzione dei grandi nodi che attraversavano la politica internazionale. Da qui l’autorevolezza del nostro paese e, soprattutto, la riconosciuta capacità di quella classe dirigente di essere punto di riferimento nei confronti degli altri grandi leader europei e mondiali.

La coerenza del progetto politico

In secondo luogo la coerenza del progetto politico di fondo. Non solo della Dc, come ovvio, ma anche e soprattutto dei partiti che costituivano i vari governi che si sono succeduti nel corso della sua lunga esperienza cinquantennale. L’europeismo e l’atlantismo non erano variabili indipendenti ai fini della costruzione delle alleanze e della collocazione concreta del nostro paese nello scacchiere internazionale. Erano i due fari che illuminavano l’intera strategia della Democrazia Cristiana.

Due fari che contrastavano radicalmente, va pur detto, con il progetto del più grande partito di opposizione che era rappresentato dal Partito Comunista Italiano. Ma si trattava di un progetto, quello della Dc, che non era statico o immobile ma era sempre il frutto di una elaborazione politica e culturale che doveva fare i conti con l’evoluzione concreta dello scenario europeo ed internazionale.

 

Dialogo senza pregiudiziali

In terzo luogo, e forse questo era l’aspetto più innovativo ed originale, la politica estera della Dc non aveva pregiudiziali politiche e, men che meno, di natura personale. E questo perché si trattava di un partito che da un lato coltivava un serio e proficuo dialogo e confronto con tutti i paesi – e quindi, di conseguenza, anche con i paesi dell’area mediterranea e i paesi arabi – e, dall’altro, cercava sempre di giocare un ruolo politico protagonistico pur senza mettere in discussione i caposaldi essenziali che

orientavano concretamente il suo progetto politico di fondo.

 

Un metodo che resta attuale

Ecco perché quando si parla di politica estera nel nostro paese – e oggi è quantomai centrale nel dibattito politico a livello nazionale come, e soprattutto, sul versante internazionale – non si può non parlare della Democrazia Cristiana. Non per una regressione nostalgica, ma perché il comportamento, l’azione e la strategia della Dc su questo versante erano caratterizzati da un solo elemento: la coerenza di un progetto politico.

Ed è l’elemento che dovrebbe caratterizzare sempre una maggioranza di governo e un’opposizione seria e responsabile. Si potrebbe dire, senza coltivare rimpianti fuori luogo e fuori tempo, che si tratta di un passato che non tramonta. Almeno sotto il profilo del metodo di governo.

Israele, il centrista Gantz al governo? Urge contenere la destra radicale

La notizia è cominciata a circolare a tarda sera. La scelta di Benny Gantz garantirebbe una maggioranza più solida a sostegno di un accordo per la tregua e lo scambio degli ostaggi con Hamas.

Un nuovo slancio diplomatico

Negli ultimi giorni è venuto a configurarsi un possibile cambio di scenario politico-diplomatico: Hamas ha accettato una proposta di cessate il fuoco di 60 giorni, che prevede il rilascio parziale degli ostaggi ancora vivi, l’arrivo di aiuti umanitari e l’avvio di negoziati per la definitiva pace. Sebbene al momento il governo israeliano non abbia dato una risposta ufficiale, questa apertura rappresenta una finestra di opportunità, mentre familiari degli ostaggi e buona parte dell’opinione pubblica israeliana spingono per porre fine al conflitto.

La destra per lo scontro ad oltranza

Tutto ciò avviene in un contesto interno di grandi divisioni: i ministri di estrema destra Itamar Ben Gvir e Bezalel Smotrich si oppongono strenuamente a una tregua e insistono su una strategia militare volta all’occupazione della Striscia di Gaza. Smotrich ha persino dichiarato che si dimetterà se Netanyahu dovesse accettare una tregua, mentre Ben Gvir, già uscito dal governo durante un precedente cessate il fuoco e poi rientrato, continua a spingere per uno scontro militare senza compromessi.

Nel frattempo, il ministero della Difesa ha approvato un piano per nuovi insediamenti in Cisgiordania: la destra esulta e parla di affossamento della soluzione dei “due popoli e due stati”.

Il ruolo di Gantz

Il possibile ritorno di Gantz rappresenterebbe un segnale politico forte: offrirebbe a Netanyahu una risorsa moderata per bilanciare le pressioni più radicali all’interno della coalizione e rafforzare quindi la prospettiva di una svolta diplomatica. Il partito di Gantz, pur ridotto in termini di numeri (oggi conta circa sette seggi alla Knesset), mantiene un prestigio politico che, insieme alla ripresa di consenso pubblico, potrebbe essere decisivo.

Un momento cruciale per la pace

Questo scenario offre una rara luce di speranza in un conflitto segnato da oltre 62.000 vittime palestinesi — tra cui molte donne e bambini — e un’opinione pubblica israeliana sempre più sfiduciata rispetto agli esiti della guerra. I mediatori regionali e internazionali si muovono con prudenza, mentre l’opzione Gantz – se concretizzata – potrebbe costituire la svolta verso una netta cesura politica e non solo militare.

In alternativa, l’occupazione della Striscia, su cui anche il governo italiano in queste ore ha espresso viva contrarietà, non farebbe che accentuare l’isolamento di Israele agli occhi della pubblica opinione occidentale. Con altri lutti, inevitabilmente.

Digiuno, preghiera, perdono: Leone XIV chiama i fedeli alla speranza

“Quante relazioni si spezzano, quante storie si complicano, quante parole non dette restano sospese. Eppure, il Vangelo ci mostra che c’è sempre un modo per continuare ad amare, anche quando tutto sembra irrimediabilmente compromesso.”

Le parole di Papa Leone XIV risuonano come un invito delicato ma fermo: guardare le fratture della vita con occhi che scelgono la speranza. Silenzi che pesano, ferite che sembrano senza rimedio, gesti mancati che lasciano vuoti profondi. Eppure, anche nel cuore più infranto, il perdono può fiorire.

“Perdonare — ha spiegato — non significa ignorare il male, ma impedire che il rancore decida il futuro.” Come Gesù, che nell’Ultima Cena lava i piedi di chi lo tradirà, il perdono è un dono libero, un gesto che trasforma la ferita in possibilità di rinascita.

Il Papa estende il suo sguardo al mondo intero. In un tempo segnato da conflitti e lacrime, ha auspicato il cessate il fuoco e l’accordo tra le parti, e ha lanciato un appello urgente:

“Invito tutti a vivere la giornata del 22 agosto in digiuno e in preghiera, supplicando il Signore che ci conceda pace e giustizia, e che asciughi le lacrime di chi soffre a causa dei conflitti armati. Maria, Regina della Pace, interceda perché i popoli trovino la via della pace.”

Digiuno e preghiera diventano così gesto poetico: silenzio che parla, astinenza che apre lo spazio al divino, supplica che porta con sé il respiro del mondo intero. Non è rituale vuoto, ma seme gettato in terreni aridi, luce che illumina le ombre, eco di un amore che non si arrende.

Domani, 22 agosto, milioni di cuori batteranno insieme, offrendo il loro silenzio come ponte tra le ferite. E mentre le mani si uniscono in preghiera, il mondo intero può sentire che la pace, pur fragile, è possibile. Perché l’ultima parola non appartiene mai al rancore o alla violenza, ma a quell’amore silenzioso che sa ricomporre, rigenerare e fiorire anche dove tutto sembrava perduto.

Malore al Colosseo, muore la guida turistica Giovanna Maria Giammarino

Una tragedia si è consumata martedì pomeriggio all’interno del Colosseo. Giovanna Maria Giammarino, 56 anni, esperta guida turistica, è stata colpita da un malore improvviso mentre illustrava al proprio gruppo i reperti del primo anello dell’anfiteatro.

Un turista medico ha tentato invano di rianimarla utilizzando il defibrillatore presente in loco, in attesa dei soccorsi del 118. Per oltre quaranta minuti gli operatori hanno cercato di strapparla alla morte, senza riuscirci. La scena, avvenuta davanti a decine di visitatori, ha lasciato sgomento e dolore.

La morte improvvisa di Giovanna Maria Giammarino non può e non deve cadere nel silenzio.

Non è soltanto una dolorosa perdita personale e professionale, ma un campanello d’allarme per tutti noi. Le guide turistiche svolgono un lavoro prezioso e al tempo stesso durissimo: giornate intere sotto il sole cocente, temperature proibitive, orari faticosi, responsabilità costanti verso i turisti.

Chi vive questo mestiere conosce bene il peso fisico ed emotivo che comporta. Ed è proprio per questo che la tragedia di Giovanna Maria deve trasformarsi in una presa di coscienza collettiva: non possiamo lasciare che simili episodi si ripetano nell’indifferenza generale.

Auspico che il ministro del Turismo, Daniela Santanchè, apra al più presto un tavolo con le rappresentanze delle guide e con i maggiori tour operator, affinché si possano individuare misure concrete a tutela di chi ogni giorno dedica la propria energia e passione a far conoscere il nostro immenso patrimonio culturale.

Solo così potremo onorare davvero la memoria di Giovanna Maria Giammarino, trasformando il dolore in un impegno reale per il futuro della professione.

Calabria, Tridico: pronto a candidarmi, la nostra terra merita futuro

Roma, 20 ago. (askanews) – Pasquale Tridico, eurodeputato del Movimento 5 stelle ed ex presidente dell’Inps, ha sciolto la riserva ed ha annunciato la sua disponibilità a candidarsi per la coalizione progressista alla presidenza della Regione Calabria. Questa mattina era stato il leader M5S Giuseppe Conte a confermare che l’ipotesi della candidatura di Tridico era da considerarsi concreta e non fittizia.

“Amiche e amici della mia terra, cari calabresi, cara Calabria. La mia storia – ha scritto l’economista in un post su Facebook – inizia qui, tra queste montagne, questo mare e fra voi che mi avete insegnato i valori della fatica, della solidarietà e del sogno. Ho avuto la fortuna di studiare, viaggiare, lavorare e crescere anche lontano, ma la Calabria è da sempre la mia radice più profonda e oggi la mia più grande responsabilità. Oggi sento forte il dovere di restituire alla mia terra ciò che mi ha dato: la forza di credere che nulla è impossibile, se lo si affronta insieme la speranza”.

“Per questo ho deciso – ha aggiunto il parlamentare europeo – di dare la mia disponibilità al presidente Giuseppe Conte, alla comunità del M5S, a tutte le forze progressiste e a tutti i cittadini calabresi, per una mia candidatura alla Presidenza della Regione, perché questa terra merita sanità pubblica che funzioni, lavoro vero per i giovani, legalità, welfare, investimenti, sviluppo e dignità. La Calabria merita un futuro in cui restare non sia una condanna, ma una scelta di vita. La Calabria non è periferia: è cuore pulsante del Mediterraneo. Non è terra da abbandonare: è terra da far rinascere”.

“Il futuro si costruisce. E io sono pronto a costruirlo con voi. È il tempo del coraggio. È il tempo della Calabria, la nostra terra, per riportarla a testa alta laddove merita di stare”, ha concluso Tridico.

Dazi, Sony aumenta di 50 dollari il prezzo della Playstation in Usa

Roma, 20 ago. (askanews) – Sony aumenta di 50 dollari i prezzi di tutti i modelli della sua console Playstation in Usa a partire da domani per effetto dei dazi imposti dall’amministrazione Trump.

“Come molte aziende globali, continuiamo a navigare in un contesto economico difficile – dichiara in una nota la vicepresidente Global Marketing di Sony, Isabelle Tomatis – di conseguenza, abbiamo preso la difficile decisione di aumentare il prezzo di vendita consigliato per le console PlayStation 5 negli Stati Uniti a partire dal 21 agosto”.

Sony precisa che “i prezzi di vendita consigliati per gli accessori per PlayStation 5 rimangono invariati e non abbiamo altre variazioni di prezzo da annunciare per altri mercati”.

Il prezzo di vendita consigliato aggiornato passa da 499,99 a 549,99 dollari per la Playstation 5; da 459,99 a 499,99 dollari per la PlayStation 5 Digital Edition; da 699,99 a 749,99 dollari per la PlayStation 5 Pro.

Gli Usa sanzionano 4 giudici della Cpi per il mandato d’arresto a Netanyahu



New York, 20 ago. (askanews) – Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha imposto sanzioni a quattro giudici della Corte Penale Internazionale (Cpi) per il loro ruolo nelle indagini sulle azioni delle forze armate statunitensi in Afghanistan e per aver emesso mandati di arresto per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e contro l’ex ministro della difesa Yoav Gallant.

I giudici presi di mira dalle sanzioni sono Kimberly Prost, Nicolas Yann Guillou, Nazhat Shameem Khan e Mame Mandiaye Niang. Prost è stata sanzionata per le indagini in Afghanistan, mentre Guillou per i mandati di arresto delle due alte cariche di Israele. Tutti i giudici sono finiti nel mirino Usa per le indagini in corso da parte della Corte Penale su presunti crimini di guerra e contro l’umanità commessi da funzionari israeliani e americani. Gli Stati Uniti non sono membri della CPI e non ne riconoscono l’autorità.

Schlein: Schillaci non faccia foglia di fico, si opponga a tagli sanità

Roma, 20 ago. (askanews) – “Al ministro Schillaci che ha azzerato la commissione che lui stesso aveva nominato, beccandosi pure gli strali di Salvini e degli ambienti antiscientifici, facciamo una domanda semplice: perché non alza la testa anche quando il governo taglia le risorse per la sanità pubblica? Visto che si è ravveduto su quelle nomine indegne, ora inizi coi fatti a difendere il servizio sanitario nazionale chiedendo i fondi necessari a farlo funzionare e non accetti di fare la foglia di fico di un governo che non crede né alla sanità pubblica, né pare troppo convinto sulla scienza”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein ricordando “assunzioni di medici e infermieri ancora bloccate, liste di attesa che si allungano sempre di più e il rapporto tra spesa sanitaria e PIL ai minimi storici degli ultimi 15 anni. Questo governo – conclude – si occupa di sanità solo per provare a nominare gli amici no vax nelle commissioni che si occupano di vaccini”.

Esce per Castelvecchi raccolta di saggi su Howard Phillips Lovecraft

Milano, 20 ago. (askanews) – In occasione del 135esimo anniversario della nascita di Howard Phillips Lovecraft, Castelvecchi è in libreria con “Yog-Sothothery” una raccolta di saggi curata dal giornalista Salvatore Santangelo, dedicata alla rivisitazione del grande autore della letteratura weird.

L’opera include il saggio di Adriano Monti Buzzetti Colella, che esplora i luoghi di New York frequentati da Lovecraft: si passa dall’architettura georgiana della St. Paul Chapel a Brooklyn alla storica Flatbush Dutch Reformed Church, evidenziando come questi spazi abbiano ispirato racconti come “Il segugio” e “L’orrore a Red Hook”.

Il viaggio continua con Pietro Guarriello, che analizza “Alle montagne della follia”, mostrando come i dettagli scientifici del racconto poggino su ricerche reali e studi sull’Antartide. La collana include anche il saggio di Virginia Como, che affronta le incongruenze nelle trasposizioni televisive delle opere lovecraftiane e come queste siano spesso compresse e distorte dall’approccio Woke.

Salvatore Santangelo, nella nota introduttiva, evidenzia come “Yog-Sothothery” prenda il nome dal Guardiano della Soglia, una divinità che rappresenta il confine tra il reale e l’incubo. Questa antologia invita i lettori a varcare quella soglia, esaminando le origini e l’eredità degli orrori lovecraftiani, definiti da Santangelo come parte del “Cthulhucene”, l’era che celebra il maestoso e inquietante universo di Lovecraft.

Dinanzi a questo risveglio culturale, Michel Houellebecq afferma: “L’evoluzione del mondo moderno ha reso ancor più presenti le fobie lovecraftiane”. Questa crescita di interesse rappresenta una redenzione per un autore che alla sua morte visse in miseria e solitudine, ma la cui voce continua a risuonare nel tempo.

Nel volume anche contributi di Miska Ruggeri, Paolo Mariani e Angelo Clementi.

Sala Umberto di Roma, presentata la nuova stagione teatrale

Roma, 20 ago. (askanews) – Un cartellone di opere teatrali distinte per genere e stile, autori classici e contemporanei, con uno spazio dedicato alla riflessione sull’universo femminile, uno sulla commedia brillante di matrice partenopea, un percorso di quattro classici di splendida manifattura e tanti bei nomi per un pubblico di giovani e diversamente giovani. E’ la stagione della Sala Umberto, a Roma, presentata dal suo direttore Alessandro Longobardi.

Anche in questa stagione ampio spazio all’universo femminile, già dalla apertura, con il testo di Suzie Miller, “Prima facie”, traducibile in “A prima vista”. Si tratta di un testo vincitore nel 2022 del Laurence Olivier Award a Londra e vari altri premi nel mondo; messo in scena in 37 paesi, ad oggi, ha generato ovunque dibattiti sul tema della Giustizia e il suo approccio verso le vittime di reati sessuali; Daniele Finzi Pasca dirige Melissa Vettore nel ruolo di un’avvocata penalista, Tessa, che dopo un evento sconvolgente rivede la sua percezione del sistema giudiziario. Tema di grande attualità sul quale verrà organizzato un convegno con le associazioni impegnate sull’argomento.

Segue Secondo Lei, scritto diretto e interpretato da Caterina Guzzanti, che indaga le dinamiche nascoste nei rapporti di coppia viste dal punto di vista femminile, ove i protagonisti, tra cui Federico Vigorito, vorrebbero solo essere accettati ma si ritrovano a combattere in un pantano di aspettative tradite.

Chiude la terna “Non si fa così” di Audrey Schebat, ancora sulle relazioni di coppia. Una lunga notte per lasciarsi o amarsi di nuovo e reinventare il proprio destino. Rabbia e umorismo si alternano nel confronto tra i due sessi. La quotidianità può diventare una trappola per le nostre anime. Lucrezia Lante della Rovere e Arcangelo Iannace sono i protagonisti diretti da Francesco Zecca.

Manteniamo un forte legame con grandi interpreti della tradizione partenopea della commedia come Peppe Barra, Carlo Buccirosso, Lalla Esposito, Biagio Izzo, Adriano Falivene, Antonio Milo, Elisabetta Mirra, Tosca D’Aquino, che vedremo in: Bubù Babà Bebè. Assolo per due di Rodolfo De Angelis, un girotondo di testi e musica senza respiro per rivivere uno spirito del secolo passato, con Peppe Barra e Lalla Esposito diretti da Lamberto Lambertini.

Qualcosa è andato storto, il nuovo spettacolo di Carlo Buccirosso tutto da scrivere. Il nuovo spettacolo di Biagio Izzo che consolida il suo rapporto con gli autori Maia, Sinopoli e i fratelli Toni e Augusto Fornari, quest’ultimo anche regista di Finché non ci separi. Ed ancora: Jucature, scritto dal grande autore Pau Miró, racconta Storie di 4 amabili personaggi falliti, giocatori di carte impegnati tra di loro in discorsi stralunati, con Antonio Milo, Adriano Falivene, diretti da Enrico Ianniello. E Cena con sorpresa, che vede Simone Montedoro e Toni Fornari, impegnati oltre a Tosca e la giovane promettente Elisabetta Mirra, diretti da Toni Fornari.

Chiude la stagione un testo che compie vent’anni dal suo primo debutto sul palcoscenico della Sala Umberto Minchia signor Tenente, scritto diretto e interpretato da Antonio Grosso insieme ad altri nove attori. Si tratta il tema della mafia in modo originale ed ironico senza ma sottovalutare una delle piaghe italiane.

Sala Umberto, inoltre, produce e ospita il nuovo lavoro di Tindaro Granata, in scena affiancato da Lucia Lavia, che insieme al regista Andrea Chiodi si dedica ad uno dei testi classici più fortunati di Molière, “Il malato immaginario”, adattato e tradotto da Angela Dematté con un cast eccellente, in coproduzione con il CTB e il LAC;

Il teatro ospita nella sezione Classici:

– L’IMPORTANZA DI CHIAMARSI ERNESTO di Oscar Wilde nell’edizione diretta da GEPPY GLEIJESES con LUCIA POLI, GIORGIO LUPANO, MARIA ALBERTA NAVELLO, LUIGI TABITA. – DON GIOVANNI da Moliere, Da Ponte, Mozart. Progetto adattato diretto e interpretato da ARTURO CIRILLO insieme a 5 attori. Il libretto di Lorenzo Da Ponte è una delle Opere più belle per poesia, musicalità e più alte dal punto di vista linguistico della letteratura italiana. – IMPROVVISAMENTE L’ESTATE SCORSA di Tennessee Williams nella traduzione di Monica Capuani e diretto da un sorprendente giovane regista STEFANO CORDELLA che riprende l’opera più poetica di Williams e dirige 5 attori tra cui LAURA MARINONI, LEDA KREIDER in stato di grazia, gestendo questo testo pieno di simboli e metafore in modo magistrale dove, l’esperienza da psicologo di Cordella, gioca nettamente a favore e dona allo spettacolo una lettura che rapisce letteralmente il pubblico.

Nella sezione storie contemporanee, si guarda gli autori di drammaturgia contemporanea italiana e non, come: Betta Fiorito, Alessandro Haber, Franco Bertini, Lucia Franchi e Luca Ricci, Edoardo Erba, Joe Simpson, David Creig.

Dopo lo strepitoso successo ottenuto in questa stagione, torna PAOLA MINACCIONI in ELENA LA MATTA di Elisabetta Fiorito con due musicisti in scena, regia di GIANCARLO NICOLETTI, il quale, dirige il nuovo spettacolo: VOLEVO ESSERE MARLON BRANDO tratto dall’autobiografia di ALESSANDRO HABER che sarà protagonista di questo racconto intenso e travolgente.

Altra novità il testo di Franco Bertini UBI MAIOR che vede ENRICO MARIA LAMANNA dirigere LEO GASSMANN al suo debutto teatrale insieme a sua madre SABRINA KNAFLITZ; curiosità, entrambe nel testo mantengono i ruoli di madre e figlio. È la storia di un giovane campione olimpico, determinato e dedito allo sport e alla sua famiglia, che si trova improvvisamente ad un bivio. Suo padre sull’orlo di una crisi di nervi e di identità, sua madre custode di un segreto e un criminale. Questi sono gli elementi di una narrazione rocambolesca. Imperdibile.

A gennaio il testo di Lucia Marchi e Luca Ricci LE VOLPI, con tre eccellenti attori: MANUELA MANDRACCHIA, GIORGIO COLANGELI e FEDERICA OMBRATO, protagonisti di una tipica vicenda italiana che ci permette di osservare le dinamiche di potere, di corruzione e della relativa autoassoluzione.

In febbraio il testo di Edoardo Erba PIRANDELLO PULP, un thriller psicologico, divertente, intelligente e coinvolgente. Interpretato da MASSIMO DAPPORTO e FABIO TROIANO diretti da GIOELE DIX.

Per chi ama la montagna TOCCANDO IL VUOTO, tratto dal romanzo di Joe Simpson adattato dallo scozzese Greig, tradotto da Monica Capuani con la regia di SILVIO PERONI impegnato nella direzione di LODO GUENZI, ELEONORA GIOVANARDI, GIOVANNI ANZALDO e MATTEO GATTA; da una storia vera, mentre un gruppo di amici alpinisti è in cordata, qualcosa succede e una drastica decisione deve essere presa immediatamente, lasciando lo spettatore con il fiato sospeso.

Funerali di Pippo Baudo cominciati a Militello val di Catania

Roma, 20 ago. (askanews) – Sono cominciati alle ore 16 i funerali di Pippo Baudo nella chiesa di Militello Val di Catania. Oltre a tante persone comuni, presenti tra gli altri il presidente del Senato Ignazio La Russa, il ministro del Made in Italy Adolfo Urso, il sottosegretario di Stato al ministero della cultura Gianmarco Mazzi, il presidente della Regione Renato Schifani e una dozzina di sindaci in fascia tricolore tra cui Enzo Trantino di Catania. E ancora il cantante Al Bano, la showgirl Lorella Cuccarini, il conduttore Alberto Matano, il cantante Gigi D’Alessio, il regista televisivo Michele Guardì. Il feretro è arrivato ieri intorno a mezzanotte accolto dagli applausi. In migliaia alla camera ardente aperta dalle 9 di stamani per essere chiusa alle 13. La cerimonia funebre è officiata dal vescovo di Caltagirone, Calogero Peri, assieme al parroco, padre Giuseppe Luparello, a Giulio Albanese, padre spirituale di Baudo, venuto da Roma, e ad altri 14 sacerdoti dei paesi vicini. L’omelia è affidata a Giulio Albanese. I canti sono al coro polifonico Maris Stella, al quale nel 1998 Baudo regalò il pianoforte sul quale aveva imparato a suonare da ragazzino. Ieri sera hanno provato i brani scelti: «Eccomi all’ingresso», «Se tu mi accogli, all’offertorio»; «Panis Angelicus», «Ave Verum» e «Ave Maris Stella» di Nino Rota alla comunione; «Maria Mamma Nostra» alla fine. «È l’inno tradizionale della Madonna della Stella, la patrona principale di Militello. Anche le letture sono già state scelte ieri. Dal libro della Sapienza, il brano che dice: «Agli occhi degli stolti parve che morisse, la loro fine fu ritenuta una sciagura, la loro partenza da noi una rovina, ma essi sono nella pace». E il Vangelo è quello secondo Matteo sulle beatitudini: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli».

Ravenna lancia Footprints: progetto Ue anti-overtourism

Ravenna, 20 ago. (askanews) – Chi va in vacanza a Ravenna per il mare difficilmente visita il museo dove sono custodite opere di Klimt, Banksy e Cattelan. Chi invece viene per i mosaici bizantini o vedere la tomba del Sommo Poeta, raramente scopre le escursioni naturalistiche per osservare fenicotteri e aironi. La seconda citt d’Italia per estensione, dopo Roma, ha un problema: troppa ricchezza, troppo frammentata. La soluzione? Footprints, 5 milioni di euro dall’Europa per inventare il turismo del futuro.

“Ravenna una citt che di turismo ha sempre vissuto – spiega l’assessore alla Cultura, Fabio Sbaraglia – e con il turismo ha sempre lavorato. Crediamo che viviamo tempi in cui anche il turismo avrebbe bisogno di incontrare l’innovazione e di misurarsi con le sfide del nostro tempo che sono quelle della sostenibilit ambientale. Abbiamo cercato di fare un investimento importante immaginando un modo nuovo di vivere la citt anche da turisti, condividendo responsabilit, obiettivi e provando a improntare un’esperienza di visita che contempli un impegno verso la sostenibilit quotidiana”.

Il progetto gi avviato ed entrer nel vivo nei prossimi tre anni. “Welcome hub” in tutto il territorio, dalla citt d’arte al mare, corridoi urbani digitali che collegano le attrazioni incentivando la mobilit sostenibile.

“La sfida ambiziosa – ricorda Sbaraglia – quella di trasformare il turista e il visitatore in un cittadino temporaneo della citt e quindi mantenere tutta quella responsabilit sul territorio che ha a che fare con la gestione dei rifiuti, ma anche scelte consapevoli di come spostarsi da un luogo all’altro. Noi vorremmo incentivarlo attraverso un progetto qualificato di coinvolgimento, strutturando modalit accattivanti per tenere alta questa collaborazione e questa responsabilit”.

Una strategia per contrastare l’overtourism, coinvolgendo anche gli operatori locali in un sistema di monitoraggio digitale.

“Una delle sfide del nostro tempo – conclude l’assessore – costruire processi turistici sempre pi responsabili, che contrastino la cultura del turismo ‘mordi e fuggi’. Provare a trasformare l’esperienza di visita in un’esperienza di vita in un territorio significa innescare modalit virtuose di partecipazione attiva alla vita di un territorio, non limitarsi ad una cultura estrattiva, ma vivere un territorio, approfondirlo e trovare una relazione diretta tra l’ambiente e quello che cerchiamo”.

Israele approva mega insediamento che isola la Cisgiordania. Smotrich: stop ai 2 Stati

Roma, 20 ago. (askanews) – Il controverso progetto dell’insediamento E1 (East 1), che prevede la costruzione di circa 3.400 unità abitative tra Gerusalemme e l’insediamento di Ma’ale Adumim in Cisgiordania, ha ricevuto l’approvazione definitiva dall’Alto Comitato di Pianificazione dell’Amministrazione Civile, un dipartimento del Ministero della Difesa israeliano. Lo rende noto il Times of Israel.

Il Ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, che ha anche un ruolo nel Ministero della Difesa, ha definito la decisione “storica”, aggiungendo che si tratta di “un passo significativo che cancella praticamente l’illusione dei due Stati e consolida la presa del popolo ebraico sul cuore della Terra di Israele. Lo Stato palestinese viene cancellato dal tavolo non con slogan, ma con i fatti – ha sottolineato Smotrich. Ogni insediamento, ogni quartiere, ogni unità abitativa è un altro chiodo nella bara di questa pericolosa idea”. Smotrich, ricorda il quotidiano israeliano, aveva dato il proprio via libera al piano dell’insediamento E1 la scorsa settimana. “Con il pretesto della guerra, Smotrich e la sua minoranza di amici messianici stanno creando un insediamento illusorio che dovremo abbandonare in caso di accordo”, afferma l’organizzazione Peace Now che si batte contro il movimento per gli insediamenti, aggiungendo che miliardi di shekel potrebbero andare sprecati. “Il solo scopo dell’insediamento in E1 è sabotare una soluzione politica” della questione mediorientale, ha sottolineato l’organizzazione.

Calabria, Conte: noi lineari e trasparenti, Tridico candidato vero

Roma, 20 ago. (askanews) – Il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, prende posizione sul tema delle candidature alla presidenza della Regione Calabria. “In questi giorni – scrive su Facebook l’ex premier – ho letto alcune indiscrezioni di stampa: riferiscono che in Calabria la disponibilità alla candidatura di Pasquale Tridico sarebbe fittizia. Voglio essere chiaro: questo non è il mio personale modo di agire né quello del M5S, che quando siede ai tavoli di coalizione opera in modo lineare e trasparente. Confermo quindi che il M5S mette a disposizione dell’intera coalizione anche la candidatura di Pasquale Tridico, una personalità ampiamente apprezzata che, in una logica di servizio, offriamo come una preziosa risorsa ai cittadini calabresi”.

“Insieme a lui, come già anticipato ai tavoli di coalizione, ci sono le candidature – parimenti autorevoli – di Vittoria Baldino e Anna Laura Orrico. Da qui si partirà con le altre forze di colazione per scegliere insieme – oltre al programma migliore – anche la candidatura ritenuta più adatta ad interpretarne le necessità di cambiamento”, rivendica il leader M5S.

“Questa è una grande opportunità per una terra e una comunità spesso trascurate e tutti gli esponenti del M5S – conclude Conte – hanno ben chiara l’opportunità che si ha oggi di voltare pagina.

Cast stellare per Power Hits Estate 2025 di Rtl 102.5 a Verona

Milano, 20 ago. (askanews) – Il Power Hits Estate di RTL 102.5, l’evento musicale più atteso dell’estate italiana, sta arrivando! Lunedì 1° settembre, all’Arena di Verona, il grande show della prima radiovisione d’Italia porterà sul palco tutte le canzoni che hanno dominato l’airplay radiofonico per decretare il Power Hit dell’estate 2025. La nona edizione di Power Hits Estate ha registrato il tutto esaurito, confermando il successo straordinario e l’incredibile richiamo dell’evento, ormai uno dei principali appuntamenti musicali d’Italia.

Sul palco tutti gli artisti più amati e le canzoni più suonate dalla radio italiane durante la stagione estiva. La line up completa: Alfa, Anna, Annalisa, Blanco, Boomdabash, Bresh, Carl Brave, Clara, Coez, Dardust, Elodie, Fabio Rovazzi, Fabri Fibra, Fedez, Francesco Gabbani, Fuckyourclique, Gabry Ponte, Gaia, Gigi d’Alessio, Levante, Loredana Bertè, Lucio Corsi, Noemi, Orietta Berti, Rkomi, Rocco Hunt, Rose Villain, Sal da Vinci, Salmo, Sarah Toscano, Sayf, Serena Brancale, Tananai, The Kolors, Tredici Pietro, e tante altre sorprese!

Ma non finisce qui, sul palco dell’Arena di Verona non mancheranno grandi sorprese, con tanti altri grandissimi artisti.

L’edizione 2025 di Power Hits Estate di RTL 102.5, la nona consecutiva dall’Arena di Verona, sarà presentata da Paola Di Benedetto e Matteo Campese, volti ormai noti sul palco dell’Anfiteatro veronese.

Anche quest’anno si rinnova la collaborazione fra RTL 102.5 ed EarOne, la società che pubblica in tempo reale i dati sui brani più trasmessi dalle emittenti Radio e Tv in Italia, per la realizzazione delle classifiche di Power Hits Estate. A partire dalle 12.00 di lunedì 23 giugno 2025, verranno lanciate due classifiche: quella settimanale, che decreta il brano primo classificato di ogni settimana, e quella generale, che decreta il power hit dell’estate 2025, ovvero la canzone vincitrice del premio RTL 102.5 Power Hits Estate 2025. Realizzate in collaborazione con EarOne, le classifiche si baseranno sui voti espressi dagli ascoltatori, ponderati con i dati sull’airplay radiofonico rilevati da EarOne, che considera un campione rappresentativo di oltre 150 emittenti radiofoniche, tra cui radio nazionali, regionali e locali. Gli ascoltatori di RTL 102.5 potranno esprimere la loro preferenza sulle canzoni in classifica e le votazioni saranno registrate tramite la piattaforma RTL 102.5 Play. Per partecipare, è necessario essere registrati alla Community MyPlay. Ogni utente potrà esprimere un voto al giorno, valido per entrambe le classifiche attive in quel momento. Per quanto riguarda la classifica settimanale, i voti espressi nella settimana corrente contribuiranno a formare la classifica per quella settimana durante la votazione.

Il 1° settembre 2025 verrà proclamato il power hit dell’estate 2025, ovvero la canzone vincitrice del premio RTL 102.5 Power Hits Estate 2025, durante il grande show live della prima radiovisione d’Italia, in diretta dall’Arena di Verona.

Oltre al premio RTL 102.5 Power Hits Estate 2025, durante la serata saranno assegnati anche i seguenti riconoscimenti, direttamente dalle associazioni FIMI, PMI E SIAE: il premio RTL 102.5 Power Hits Estate 2025 – FIMI, al singolo italiano più venduto nel periodo dal 20 giugno 2025 al 28 agosto 2025 (dati Gfk); il premio RTL 102.5 Power Hits Estate 2025 – PMI, al singolo indipendente più trasmesso dalle radio nel periodo dal 23 giugno 2025 al 29 agosto 2025; il premio RTL 102.5 Power Hits Estate 2025 – SIAE, al brano più eseguito in tutti gli eventi musicali in Italia, dal 23 giugno 2025 al 29 agosto 2025; il premio RTL 102.5 Power Hits Top Album 2025, all’album più venduto nel periodo 30 agosto 2024 al 28 agosto 2025 (dati Gfk).

Per il nono anno consecutivo, sarà nuovamente l’Arena di Verona a ospitare l’evento Power Hits Estate di RTL 102.5. Con la sua storia e la sua incomparabile bellezza, l’Arena, che ha visto esibirsi i più grandi artisti del mondo, si conferma il luogo perfetto per il grande spettacolo della prima radiovisione italiana. Il Power Hits Estate rappresenta il culmine e la conclusione dell’estate italiana. Lo spettacolo, che riunisce le hit più popolari dell’estate e gli artisti di maggior successo, sarà l’occasione per salutare la stagione estiva con una serata ricca di musica, emozione e tanto divertimento.

L’hashtag ufficiale di RTL 102.5 Power Hits Estate 2025 è #RTL1025phe25

Nubifragi al Centro-Nord e caldo estremo al Sud

Milano, 20 ago. (askanews) – Dopo due settimane di anticiclone africano, l’atmosfera sulla Penisola è carica di calore e umidità, con il rischio concreto di nubifragi e fenomeni violenti. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma che le prossime ore saranno caratterizzate da temporali molto intensi e colpi di vento. “Come spesso accade in epoca di riscaldamento globale, alle fasi di caldo estremo seguono rovesci distruttivi. Il calore latente e l’elevata quantità di acqua precipitabile accumulata durante le ondate anticicloniche portano a fenomeni improvvisi e pericolosi” spiega. Il rischio maggiore riguarderà inizialmente il Nord-Ovest e la Toscana, per estendersi poi al Nord-Est e tra Umbria e Marche. Al contrario, da Roma in giù l’anticiclone Caronte continuerà a dominare, con sole e afa in intensificazione. Nella mattinata di mercoledì tra Piemonte, Lombardia e Liguria potrebbero svilupparsi supercelle, temporali in grado di generare tornado e accumuli di pioggia superiori ai 100 litri per metro quadrato. Dal pomeriggio i fenomeni si sposteranno verso Nord-Est e Toscana. Resta alto anche il rischio di downburst, violente correnti discensionali che al suolo si trasformano in raffiche radiali con velocità oltre i 100 chilometri orari. Secondo i meteorologi, la “burrasca di fine estate” potrebbe colpire dapprima il Nord e successivamente parte del Centro. Giovedì 21 agosto il maltempo interesserà tutto il Centro-Nord, mentre il Sud sarà ancora sotto l’influsso dell’anticiclone: attese temperature fino a 39 gradi in Puglia e 38 gradi tra Calabria e Sicilia. Prudenza massima è raccomandata sia per i rischi legati alle precipitazioni sia per quelli legati alle ondate di calore: fino a venerdì, avvertono gli esperti, il tempo resterà estremo da Nord a Sud.

Treno merci urta regionale, 3 feriti. Bloccata la linea del Brennero

Milano, 20 ago. (askanews) – La circolazione ferroviaria sulla linea del Brennero è attualmente sospesa tra Trento e Mezzocorona a seguito di un incidente avvenuto questa mattina, attorno alle ore 8.30. Lo comunica in una nota la provincia autonoma di Trento, spiegando che la dinamica è in corso di accertamento. Secondo le prime ricostruzioni, durante le operazioni di manovra, un convoglio merci ha causato la collisione con il treno regionale fermo nella zona di via Lavisotto, in prossimità del cavalcavia di via Maccani. L’impatto ha provocato lo svio della motrice del treno passeggeri, che al momento dell’urto si trovava in sosta.

Tre persone sono rimaste ferite in maniera non grave. Sul posto sono intervenuti i tecnici di Rete ferroviaria italiana (Rfi), la Polizia ferroviaria, Trentino Emergenza e il Corpo permanente dei Vigili del fuoco di Trento. I passeggeri coinvolti hanno potuto proseguire il viaggio con autobus sostitutivi. Rfi è al lavoro per ripristinare la piena funzionalità della linea. Rete ferroviaria italiana fa sapere che al momento sono possibili ritardi e cancellazioni sia per i treni regionali sia per quelli ad alta velocità; è stato attivato un servizio sostitutivo con autobus e potenziata l’assistenza ai viaggiatori.

La Polonia alla 24esima Triennale, il riposo come forma di cura

Milano, 20 ago. (askanews) – Ristabilire il comfort nella logica della cura, per affrontare quel senso di esaurimento che spesso accompagna la vita nel XXI Secolo. La partecipazione della Polonia alla 24esima Esposizione internazionale della Triennale di Milano, dedicata al tema delle disuguaglianze, si espressa nel progetto “Una breve vacanza”.

“Nel nostro padiglione – ci ha detto la curatrice Katarzyna Roj – ci siamo chiesti chi abbia il diritto al riposo, perch sappiamo che riposare la cosa pi lussuosa al mondo in questo momento e l’accesso al riposo assolutamente non equo. Parliamo di guerre, di disuguaglianze, di migrazioni di massa, di battaglie delle donne per la loro libert riproduttiva. Oggi le persone sono veramente e profondamente stanche”.

In un’atmosfera accogliente e soffusa i visitatori possono rilassarsi circondati da suoni, odori e visualizzazioni riflettendo sull’igiene, ma anche sul modo in cui, grazie alla lezione della storia, possiamo immaginare un futuro rigenerativo.”Parliamo anche di questa stanchezza globale, planetaria – ha aggiunto la curatrice – e dobbiamo ammettere che questa non colpisce solo gli esseri umani, perch il nostro ambiente devastato, le nostre risorse sono esaurite, quindi la rigenerazione non solo un tema per le persone, ma la condizione con cui tutti ci dobbiamo confrontare. Per questo abbiamo immaginato una stanza per riposare e abbiamo creato delle situazioni di riposo, non una semplice esposizione”.

Tra i progetti del padiglione polacco anche una performance della compositrice Antonina Nowacka, che ha fuso voce, risonanze ambientali e texture elettroniche in un paesaggio sonoro ipnotico nel giardino della Triennale.

Gaia annulla una data: "Il mio corpo fa brutti scherzi"

Milano, 20 ago. (askanews) – “Il mio corpo ha deciso di fare brutti scherzi” con queste parola Gaia ha annunciato con una storia su Instagram un breve stop del suo tour estivo per motivi di salute. La giovane cantante ha spiegato che la data prevista a Gonnesa in Sardegna per oggi, mercoledì 20 agosto, è stata annullata senza dare ulteriori dettagli. Pur con rammarico, Gaia ha scelto di fermarsi, nonostante tenesse molto a questo conceto. Poi, ha voluto rassicurare i fan: “Prometto che tornerò prestissimo per recuperare come si deve”. Al momento risultano confermate le ultime tre date del tour estivo, Gaia dovrebbe salire sul palco venerdì 22 agosto a Palmi (Reggio Calabria) in piazza 1º maggio. Il 23 agosto, invece, dovrebbe fare tappa a Padula (Salerno) presso la Certosa di San Lorenzo. Per concludere il tour è attesa il 13 settembre a Cuneo nel corso dell’evento Connessioni Festival.

Lagarde (Bce): verso un rallentamento della crescita, effetto dazi

Roma, 20 ago. (askanews) – “Si prevede un rallentamento della crescita nel terzo trimestre con l’attenuazione del frontloading. Il recente accordo commerciale tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti impone dazi più elevati sui beni dell’area dell’euro rispetto al regime tariffario statunitense prima di aprile”. Lo ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, nel suo intervento all’International Business Council del World Economic Forum in corso a Ginevra. “L’accordo commerciale – ha spiegato – stabilisce una tariffa media effettiva stimata tra il 12% e il 16% per le importazioni statunitensi di beni dell’area dell’euro. Questa tariffa media effettiva è leggermente superiore, ma comunque vicina, alle ipotesi utilizzate nelle nostre proiezioni di base dello scorso giugno”. Lagarde ha poi sottolineato che l’esito dell’accordo commerciale “è ben al di sotto dello scenario severo di dazi statunitensi superiori al 20% sui beni dell’area dell’euro previsto nelle proiezioni di giugno. Allo stesso tempo, persiste l’incertezza, poiché i dazi specifici per settore su prodotti farmaceutici e semiconduttori rimangono poco chiari”. Inoltre ha assicurato: “lo staff della Bce terrà conto delle implicazioni dell’accordo commerciale Ue-Usa per l’economia dell’area dell’euro nelle prossime proiezioni di settembre, che guideranno le nostre decisioni nei prossimi mesi”. Infine, la numero uno della Bce ha osservato: “sebbene gli Stati Uniti siano – e rimarranno – un importante partner commerciale, l’Europa dovrebbe anche puntare ad approfondire i propri legami commerciali con altre giurisdizioni, sfruttando i punti di forza della sua economia orientata all’export”.

Trump: Netanyahu "è un eroe di guerra, e lo sono anch’io"

Roma, 20 ago. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito il premier israeliano Benjamin Netanyahu e se stesso come “eroi di guerra”. Nel corso del programma radiofonico di Mark Levin, andato in onda durante la notte italiana, Trump ha definito come “eroe di guerra” il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu poiché “abbiamo lavorato insieme”. “(Netanyahu, ndr) è un eroe di guerra. Credo di esserlo anch’io”, ha detto Trump. “A nessuno importa. Ma lo sono anch’io. Voglio dire, ho mandato io quegli aerei”, riferendosi con tutta probabilità all’attacco contro gli impianti nucleari sotterranei dell’Iran nel giugno scorso.

Ucraina, Crosetto: articolo 5 deterrenza superiore ai Volenterosi

Roma, 20 ago. (askanews) – “E’ molto positivo ciò che è accaduto a Washington. Intanto perché a tutti, anche agli americani, è sempre più chiara la realtà sul campo. E poi perché gli europei si sono coordinati, hanno costruito una linea comune e deciso di percorrerla tutti assieme. Non mi sembra poco”. Lo afferma il ministro della Difesa Guido Crosetto commentando, in un’intervista a Repubblica, i risultati del vertice di lunedì alla Casa Bianca tra il presidente Usa Donald Trump, quello ucraino Volodymyr Zelensky, i leader dei pricipali Paesi europei e il segretario generale della Nato Mark Rutte.

“La linea – spiega il ministro – è quella di garantire la sicurezza dell’Ucraina. Non era un impegno scontato, soprattutto da parte degli Stati Uniti. Ora si fa sempre più strada l’ipotesi di Meloni su un meccanismo basato sull’articolo 5. È una delle possibili soluzioni e non è incompatibile con quella dei Volenterosi. Si possono realizzare entrambe”. Il meccanismo, ha proseguito Crosetto, si basa su “un impegno di sicurezza che si assumerebbero le nazioni. L’idea di Meloni, discussa anche ieri, è che possa essere la Nato, come alleanza difensiva, ad assicurare a un Paese esterno come l’Ucraina la sua protezione. In alternativa, potrebbero impegnarsi a farlo singole nazioni. Si sceglierà il meccanismo migliore. Di certo, con la Nato, si garantirebbe una deterrenza superiore”.

In sostanza, aggiunge Crosetto, sarebbe la Nato a difendere l’Ucraina senza che Kiev aderisca, “con ciò che prevede l’articolo 5, e cioè la difesa aerea, navale e terrestre dell’alleanza”.

Secondo il ministro della Difesa Putin potrebbe accettare questo schema “perché l’Ucraina non entrerebbe nella Nato, con tutto ciò che comporta esserne membro. La Nato interverrebbe solo per difendere da un’aggressione. E poi, per molte altre ragioni. Non ultima quella che in Russia sia ciò che resta di opinione pubblica, sia gli oligarchi ed il mondo produttivo, premono per eliminare le sanzioni e riaprire rapporti. Poi, perché otterrebbe uno spazio politico e di influenza superiore. Almeno formalmente, tratta da pari con gli Stati Uniti recuperando un ruolo da superpotenza, riacquisendo influenza nel vecchio continente e comprando tempo. Non dimentichiamo che nei calcoli russi quella Ucraina doveva essere una guerra lampo”.

Sull’idea di Francia e Regno Unito, che vorrebbero inviare truppe di volenterosi sul terreno sostenendo che l’articolo 5 potrebbe non bastare, Crosetto sottolinea: “Vediamo” prima “le condizioni della tregua. Una di queste, se i russi accetteranno l’articolo 5, potrebbe essere quella di non avere truppe di altri paesi, per di più europei, in Ucraina. Per noi, qualcosa che riprenda l’articolo 5 pare una protezione adeguata. E non permette ai russi di dire: mandate truppe ai confini, state provocando di nuovo”.

In ogni caso, “quando ci saranno tutte le condizioni, decideremo” come Italia “cosa fare. Ad oggi la proposta sul campo che ha più peso è quella di Meloni. La partecipazione dell’Italia al tavolo di Washington non era scontata. E penso sia più un riconoscimento a Giorgia, che al Paese”.

Sanità, Matteo Bassetti: "Minacciato di morte, brutto clima politico"

Roma, 20 ago. (askanews) – Matteo Bassetti è infettivologo al San Martino di Genova. Dai tempi del Covid viene preso di mira dal mondo dei no-vax. È stato minacciato più volte, l’ultima un paio di giorni fa. “Lunedì sera – racconta in una intervista a Repubblica – ho aperto la mail prima di andare a letto e mi sono trovato due mail con minacce pesanti: ‘Siamo dei nazifascisti di destra vera, ti uccideremo presto, sei uno sporco comunista, vaccinatore infame’. Cose così. A me danno del comunista, mi vien da ridere”.

Per Bassetti, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha fatto bene revocare il Nitag. “Certo, del resto ha ascoltato il grido di dolore della comunità medica e scientifica. È un ex rettore, un medico e un uomo di alto livello scientifico e culturale. Adesso va sostenuto”, aggiunge l’infettivologo.

“Quando la politica sceglie un tecnico al ministero alla Salute – aggiunge Bassetti – è perché ritiene che ci debba stare un tecnico, con pregi e difetti. Se questa figura deve essere governata dai partiti, allora tanto vale mandarci direttamente un politico. E adesso l’attacco al ministro è un attacco a tutto il mondo sanitario. Non si capisce a cosa serva, se non a scimmiottare quello che sta succedendo negli Usa”.

Una levata di scudi per il ministro della Salute così “non l’avevo mai vista. Non c’è nemmeno una voce dissenziente, tra società scientifiche e Ordini. Per forza – conclude – sui vaccini non si può dire: io sto da una parte, io sto dall’altra. Non è tifo calcistico. Uno che mette in dubbio le vaccinazioni è come se scegliesse di bere l’acqua del pozzo invece di quella potabile”.

Il Papa: pace disarmata e disarmante per Ucraina e Medio Oriente

Roma, 20 ago. (askanews) – Pace per Ucraina e Medio Oriente, pace per “tutto il mondo”. A chiederla con forza è Papa Leone, nei saluti in lingua polacca durante l’udienza generale del mercoledi in Aula Paolo VI. “Saluto cordialmente i polacchi presenti a Roma e quelli in pellegrinaggi al Santuario della Madonna di Jasna Góra. Vi chiedo – ha detto il Pontefice – di includere nelle vostre intenzioni la supplica per il dono della pace – disarmata e disarmante – per tutto il mondo, in particolare per l’Ucraina e il Medio Oriente”.

In Ucraina 175 attacchi russi nelle ultime 24 ore

Roma, 20 ago. (askanews) – Nelle ultime 24 ore si sono registrati 175 attacchi russi sul territorio ucraino. E’ quanto si legge nella nota mattutina dello Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine. Le forze russe sono state attive sui fronti di Pokrovsk, Lyman e Novopavlivka, dove 111 attacchi sono stati respinti dall’esercito ucraino. L’esercito russo “ha lanciato quattro missili e 82 attacchi aerei contro le posizioni delle unità e degli insediamenti ucraini, utilizzando dieci missili e sganciando 153 bombe aeree guidate”. Inoltre, sempre Mosca “ha effettuato 5.611 attacchi, di cui 66 con sistemi di lancio multipli, e ha utilizzato 5.610 droni kamikaze”, prosegue la nota. Le aree maggiormente colpite sono gli “insediamenti di Gremyach nella regione di Chernihiv; Nova Sloboda, Chernatske nella regione di Sumy; Kostyantynivka, Dobropillya, Ivanopillya nella regione di Donetsk; Bilogirya, Prymorske nella regione di Zaporizhia; e Odradokamyanka nella regione di Kherson”, aggiunge l’esercito ucraino.

Schillaci sotto assedio? Non per I democristiani di S. Lorenzo fuori le Mura.

Ieri mattina, nella Basilica di San Lorenzo fuori le Mura, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha partecipato alla tradizionale messa in suffragio di Alcide De Gasperi. Il portamento schivo e il volto serio, quasi contratto, non sono passati inosservati ai democristiani presenti. Al termine della cerimonia religiosa, davanti alla lapide realizzata nell’atrio da Giacomo Manzù per la tomba dello statista trentino, qualcuno gli si è avvicinato per un doveroso atto di solidarietà nel pieno della tempesta politica che lo ha investito in queste ore.

Il logoramento interno

La decisione di sciogliere il Nitag ha innescato un attacco senza precedenti. Fratelli d’Italia e Lega hanno alzato il tiro, contestando il merito e il metodo dell’operato del ministro. Lollobrigida ha ironizzato sul “consenso anche tra le opposizioni”, Salvini ha evocato la necessità del pluralismo, tanto per coprire le posizioni No-Vax. Persino i capigruppo di Camera e Senato, Bignami e Malan, si sono schierati contro di lui. Schillaci si trova dunque in una posizione di isolamento, circondato da critiche che ne minano la credibilità.

Forza Italia in bilico

A difenderlo è rimasta solo Forza Italia. Antonio Tajani ha espresso sostegno, ma resta da capire fino a che punto il partito azzurro sia disposto ad andare avanti, rischiando di arrivare allo scontro con Palazzo Chigi. La Premier ha dato segni di fastidio ma resta incerta sulle decisioni da prendere. D’altronde nella maggioranza serpeggia un sospetto: se il ministro uscisse indenne da questa vicenda, potrebbe rilanciare in vista della legge di bilancio, chiedendo più risorse per la sanità.

Dimissioni sullo sfondo

Non è da escludere, dunque, che la crisi porti a un passo indietro del ministro. Le dimissioni, pur non imminenti, restano un’ipotesi sul tavolo. La pressione politica aumenta di ora in ora, e la revoca del Nitag è diventata il pretesto per un braccio di ferro più ampio. Allo stesso tempo, si ragiona già sui possibili successori, con il nome di Marcello Gemmato in prima fila, anche se non mancano detrattori pronti a contestarne la nomina.

L’orgoglio del medico

Tuttavia, chi conosce Schillaci non lo immagina disposto a cedere facilmente. Le radici meridionali di famiglia lo fanno orgoglioso, all’occorrenza, nel difendere la dignità del suo lavoro di medico prima ancora che di politico. La tensione è palpabile, ma la sensazione è che voglia resistere, almeno finché non sarà costretto da fatti concreti, come un taglio alle risorse per la sanità o un commissariamento di fatto del suo dicastero. Intanto i democristiani ieri lo hanno incoraggiato.

I dubbi sulla tenda riformista. Lettera aperta a Renzi

Gentile Senatore Renzi,

mi permetto di scrivere questa lettera aperta, gentilmente ospitata sulle pagine de Il Domani d’Italia, per consentirle di chiarire alcuni dubbi e di rispondere ad alcune domande relative al suo progetto di tenda riformista. L’annuncio è stato ripetuto più volte nel corso di questi mesi; tuttavia, il disegno di questa nuova proposta politica rimane ancora vago. Fino ad oggi ciò che sappiamo è che si tratta della volontà di costruire, con chi ci sta oltre a Italia Viva, un soggetto di ispirazione riformista alleato del campo largo e che bilanci al centro il programma della coalizione alternativa alla destra. Se l’obiettivo risulta chiaro (in parte anche condivisibile, almeno finché ci sarà una legge elettorale maggioritaria), emergono molte perplessità e numerosi dubbi sulle modalità con le quali raggiungerlo. Esistono almeno tre punti che fanno emergere delle domande a cui spero lei voglia rispondere: il programma, la leadership e l’esistenza stessa del campo largo.

  1. Il programma

Ad oggi i vari riformisti, sparsi in numerosi partiti, alcuni nel PD, in IV, in Azione e in altre formazioni minori, hanno posizioni politiche e programmatiche molto distanti dai tre partiti che formano l’alleanza di sinistra: il PD di Schlein, il M5S e AVS. Differenze che non riguardano questioni secondarie ma argomenti di importanza strategica come il lavoro, la politica estera, la giustizia, la sicurezza, l’energia. Nel mese di giugno sia il referendum sia le manifestazioni per la pace in Terra Santa hanno fornito chiaramente un’idea di quanto sia profonda la distanza tra le due proposte politiche. Inoltre, la manifestazione romana per Gaza ha chiarito come né Il PD, né il M5S, né AVS siano disposti a compiere dei passi per avvicinare le loro posizioni a quelle dei centristi e dei riformisti. Se questa modalità di gestione della scrittura del programma fosse confermata, mi chiedo, quale rappresentanza avrebbero le idee riformiste in questa alleanza? Se si vuole costruire una tenda riformista che deve stare per forza all’interno del campo largo, i futuri deputati e senatori di questa lista dovranno appoggiare tutte le proposte della sinistra radicale oppure esistono delle linee rosse che se valicate renderanno impossibile per questa tenda partecipare all’alleanza di centro sinistra? Potrebbe essere una linea rossa l’abolizione del Jobs Act? Il sostegno alla martoriata popolazione Ucraina? La presenza dell’Italia nell’alleanza atlantica? La negazione del diritto di Israele di esistere? L’introduzione di una nuova patrimoniale? Nuove aberranti leggi giustizialiste in stile Bonafede?

  1. La leadership

In una recente intervista al Corriere ha ricordato che la leadership della futura alleanza andrà o al partito che otterrà maggior voti o andrà decisa attraverso le primarie. Principio chiaro e altamente democratico ma un fantasma aleggia su questa logica: Giuseppe Conte. Lei, senatore Renzi, giustamente si vanta di esser stato protagonista della transizione tra il Conte II e il governo di Mario Draghi, una mossa eccellente di cui l’Italia ne ha beneficiato. Oggi però è chiaro anche ai muri che il leader cinque stelle desidera tornare a Palazzo Chigi, costi quel che costi. Cosa farebbe la tenda riformista, accetterebbe di ritornare ad una leadership che lei, con fatica, ha contribuito ad archiviare tempo fa? Cosa farebbe la tenda riformista se il leader grillino dovesse ricattare il campo largo dicendo: parteciperemo all’alleanza solo nel caso in cui il candidato premier è Giuseppe Conte? Oppure se Conte dovesse vincere le primarie o il M5S risultare primo partito della coalizione?

  1. L’esistenza del campo largo

Sempre il leader grillino l’ha detto chiaramente: i 5Stelle non sono disponibili ad una alleanza strutturale con il PD. Se si prende per vero ciò, perché insistere nel costruire un’alternativa al governo Meloni su un’alleanza che comprende i 5 Stelle? Se loro non ne vogliono far parte, tanto di guadagnato, sarà più facile costruire una coalizione di centro sinistra, nel vero senso del termine. Sono sicuro che molti elettori grillini accetterebbero di votare una coalizione senza 5 Stelle, turandosi il naso.

In conclusione, senatore, non ritiene che piuttosto che costruire una tenda riformista obbligatoriamente alleata al campo largo, a prescindere da programmi e leadership, sia urgente dar vita ad una federazione dove tutti i centristi (cattolico democratico, liberaldemocratici, socialdemocratici…) all’opposizione della destra possano trovare il loro spazio e la loro dignità? Un soggetto politico che non ponga veti all’alleanza con la sinistra ma che non sia obbligata a partecipare ad una coalizione di governo se il programma dovesse rappresentare solo le istanze del campo largo o se la leadership di questa coalizione dovesse essere la riproposizione di un film di grande insuccesso, già visto negli anni passati?

Cordiali saluti

Macron respinge Netanyahu: la Francia non accetta lezioni di antisemitismo

La polemica fra Israele e Francia segna un punto delicato della diplomazia internazionale. Al centro vi è la decisione annunciata da Emmanuel Macron di riconoscere lo Stato palestinese, passo che il presidente francese intende formalizzare a settembre in occasione dell’Assemblea Generale dell’ONU. A scatenare la reazione di Gerusalemme è stata la convinzione che tale scelta equivalga a incoraggiare nuove ondate di antisemitismo.

Benjamin Netanyahu, con toni aspri e polemici, ha parlato di “appeasement” e di un gesto che “getta benzina sul fuoco antisemita”. Una posizione che non solo contesta la legittimità del riconoscimento, ma mette in discussione la capacità della Francia di garantire la sicurezza dei propri cittadini di fede ebraica.

La replica dell’Eliseo

La risposta della presidenza francese non si è fatta attendere. In una nota ufficiale, l’Eliseo ha definito “sbagliata, indegna e abietta” l’analisi del capo del governo israeliano. “L’idea secondo cui la decisione francese spiegherebbe l’aumento delle violenze antisemite in Francia non rimarrà senza risposta”, si legge nel comunicato, che ribadisce come “la Repubblica protegge e proteggerà sempre i suoi connazionali di fede ebraica”.

A corredo di queste parole, l’Eliseo ha insistito sulla necessità di affrontare la fase attuale con “serietà e responsabilità, non con confusione e manipolazione”. Parole nette che confermano la volontà francese di distinguere la questione della sicurezza interna, che rimane prioritaria, da quella della diplomazia internazionale, orientata a rilanciare il processo di pace.

Parigi non si piega

La Francia, dunque, non arretra. Al contrario, rivendica la decisione di Macron come un gesto coerente con la prospettiva di una “pace giusta e duratura” fondata sulla soluzione dei due Stati. In questo quadro, va sottolineata la capacità di Parigi di tenere botta non solo contro le accuse di Netanyahu, ma anche di fronte alle pressioni di Washington. Donald Trump ha già bollato il riconoscimento della Palestina come una scelta “imprudente e dannosa”, ma l’Eliseo ha confermato la sua autonomia, rimarcando che la ricerca della pace non può essere subordinata alle convenienze tattiche delle grandi potenze.

Questa fermezza rende evidente la volontà francese di assumere un ruolo guida in Europa, in continuità con altri Paesi come la Spagna, e di spingere l’Unione a uscire dall’immobilismo.

La fermezza di Macron e il ruolo dell’Italia

Per queste ragioni la linea francese merita di essere sostenuta. La fermezza con cui Macron respinge accuse gravi e infondate è un segnale politico di rilievo. Non solo riafferma il dovere dello Stato di tutelare i propri cittadini ebrei, ma rivendica anche il diritto e la responsabilità di Parigi di contribuire al disegno di una pace stabile in Medio Oriente.

Confondere queste due dimensioni – la sicurezza interna e la scelta diplomatica – è, come ha affermato l’Eliseo, un’operazione di manipolazione politica che non giova a nessuno. È piuttosto la chiarezza, unita al coraggio delle decisioni, che oggi deve guidare i leader europei. La Francia ha mostrato la strada: spetta ora all’Italia dimostrare altrettanta coerenza, superando le esitazioni del governo Meloni e schierandosi senza ambiguità a favore di una pace fondata sul riconoscimento reciproco.

Land for Peace. Quando la terra diventa moneta di scambio per la pace

«Land for Peace» – terra in cambio di pace. Questo slogan, nato in Medio Oriente dopo la guerra dei Sei Giorni del 1967, è tornato a risuonare, in forme nuove e inquietanti, nel contesto della guerra in Ucraina. A distanza di decenni e migliaia di chilometri, la logica sottostante – cedere territori occupati o contesi in cambio della cessazione di un conflitto – si ripropone, con tutte le sue implicazioni etiche, strategiche e geopolitiche. Dopo la guerra del 1967, Israele occupò diversi territori: la Cisgiordania, Gerusalemme Est, le alture del Golan, la Striscia di Gaza e il Sinai. La Risoluzione 242 dell’ONU lanciò ufficialmente la formula “Land for Peace”. Israele avrebbe dovuto ritirarsi dai territori occupati in cambio del riconoscimento da parte degli Stati arabi e di una pace duratura. Il paradigma sembrava semplice, ma si scontrò con realtà complesse, identità nazionali, rifugiati, sicurezza, insediamenti, confini. E infatti, decenni dopo, il conflitto resta in gran parte irrisolto.Tuttavia, alcuni esempi concreti esistono. Nel 1979 Israele restituì il Sinai all’Egitto, in cambio di un trattato di pace. Ma in Palestina, l’idea di “terra in cambio di pace” si è infranta contro l’espansione degli insediamenti israeliani, la debolezza politica interna dei due fronti, e il continuo deteriorarsi delle condizioni umanitarie. 

Anche la guerra in Ucraina ha visto emergere – in forma più implicita, ma altrettanto centrale – una logica simile. La Russia, fin dall’inizio dell’invasione nel 2022, ha giustificato la propria aggressione con motivazioni storiche, culturali e strategiche, ma l’elemento territoriale è rimasto al centro, Crimea, Donbass, Zaporizhzhia, Kherson. Oggi, mentre si moltiplicano gli appelli internazionali per un cessate il fuoco e si discutono ipotetici tavoli di pace, una delle condizioni non dette – ma ben comprese – da parte di Mosca è proprio questa. Il riconoscimento del controllo russo su parte dei territori ucraini. In altre parole, la guerra potrebbe finire se l’Ucraina accettasse di cedere territori. Terra in cambio di pace, ancora una volta. Nonostante le differenze sostanziali – Israele fu un Paese aggredito nel 1967, mentre la Russia è l’aggressore in Ucraina – in entrambi i casi la pace viene subordinata a una ridefinizione dei confini territoriali. Ma con quali conseguenze? Nel caso palestinese, la cessione o mancata restituzione di territori, ha generato instabilità cronica. 

Nel caso ucraino, l’eventuale accettazione di una pace territoriale rischia di creare un pericoloso precedente internazionale, dove la forza armata viene premiata con vantaggi geopolitici. C’è poi una questione morale, può uno Stato democratico come l’Ucraina, invaso e bombardato, essere costretto a cedere parte della sua sovranità per placare l’aggressore? E chi garantirebbe che una simile “pace” sia duratura e non solo una tregua temporanea? Lo slogan «Land for Peace» può sembrare una soluzione pragmatica, ma è anche profondamente ambiguo. Rappresenta il tentativo di risolvere conflitti asimmetrici con compromessi territoriali, ma spesso ignora le radici storiche, identitarie ed etiche degli scontri. Nel 1967, come oggi, la terra è molto più di un bene geografico. È simbolo, identità, sovranità. Scambiarla per la pace può sembrare un atto di realismo politico, ma spesso rischia di trasformarsi in un’illusione. 

Il vertice di Washington ha rappresentato un passaggio cruciale nella diplomazia internazionale attorno al conflitto in Ucraina. Accanto al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, erano presenti alcuni tra i principali leader europei, segnale di un’Europa che, pur tra le sue differenze, cerca di parlare con una voce unitaria di fronte alla guerra. Il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il primo ministro britannico Keir Starmer, la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni e il presidente finlandese Alexander Stubb. A questi si sono uniti Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, e Mark Rutte, segretario generale della NATO. Insieme, hanno ribadito l’importanza di sostenere l’Ucraina non solo sul piano militare, ma anche politico e diplomatico, discutendo garanzie di sicurezza condivise, un possibile cessate il fuoco monitorato, e – per la prima volta in modo ufficiale – la possibilità di colloqui diretti tra Zelensky e Vladimir Putin. In questo contesto, l’idea – esplicita o implicita – di “terra in cambio di pace” torna a farsi strada. Ma proprio questo vertice ci ricorda che ogni compromesso territoriale ha senso solo se inserito in una prospettiva realistica di pace duratura, e non come imposizione unilaterale o risultato della forza. 

La pace non può essere costruita sacrificando il diritto internazionale o la dignità dei popoli. Una pace vera non nasce dal silenzio delle armi imposto, ma dalla volontà condivisa di superare le ingiustizie, riconoscere le ferite, e costruire un domani in cui la sovranità, l’identità e la vita umana non siano moneta di scambio, ma fondamento stesso dell’ordine internazionale.

Arte sui balconi a Bari, "Il mattino ha Lory in bocca"

Roma, 19 ago. (askanews) – Otto giorni di arte sui balconi e di performance ed eventi in strada offerti gratuitamente alla città, con sessanta artisti coinvolti: si annuncia variegata e piena di sorprese la quarta edizione della mostra-festa “Il mattino ha Lory in bocca”, ideata nel 2022 e curata anno dopo anno da Francesco Paolo Del Re. Dal 24 al 31 agosto 2025, l’incrocio tra via Dalmazia e via Spalato a Bari, alle spalle della pinacoteca, viene abitato e vivificato da una vera e propria festa d’arte dedicata al quartiere Madonnella e ai suoi abitanti. Realizzata con il supporto organizzativo di Loredana Savino (la “Lory” evocata dal titolo della mostra) e di Matteo De Napoli che su via Dalmazia abitano e sono collezionisti d’arte, “Il mattino ha Lory in bocca” si inaugura domenica 24 agosto a partire dalle ore 19 ed è visitabile liberamente da chiunque passi per strada a qualsiasi ora del giorno e della notte. L’iniziativa ha il patrocinio dell’Assessorato allo Sviluppo locale e alla Blue economy del Comune di Bari.

Gli artisti protagonisti della mostra e degli eventi serali sono sessanta: Natascia Abbattista, Marco Affaitati, Dana Kamel Al Sheikh, Pier Alfeo, Alice e Ahad, Mariantonietta Bagliato, Gianmaria Battafarano, Michele Bellini, Angelo Bellobono, Ado Brandimarte, Angela Capotorto, Valeria Carrieri, Pierluca Cetera, Guido Corazziari, Daniela Corbascio, Giulia Cotterli, Roberta Cotterli, Giorgio Cuscito, Sabino de Nichilo, Stefania Fabrizi, Francesco Rocco Ferruccio, Luciana Galli, Francesco Paolo Gassi, Simona Anna Gentile, Axel Gouala, Mon Jelly, Ferencz Kilian, Silvana Kuhtz e Poesia in Azione, Paolo Laudisa, Biagio Lieti, Ivana Pia Lorusso, Giuseppe Losapio, Francesco Malizia, Rita Mandolini, Rosaria Lucia Marrone, Iula A Marzulli, Barbara Mazzetta, Pierpaolo Miccolis, Antonio Milano, Ezia Mitolo, Dario Molinaro, Rosy Moretta, Mario Nardulli, ‘Ndrame (Annarita Gaudiomonte), Cristiano Pallara, Alessandro Passaro, Stefania Pellegrini, Patrizia Piarulli, Nunzia Picciallo, Fabrizio Riccardi, Michela Rondinone, Giuseppe Rossetti, Massimo Ruiu, Andrea Rupolo, Ester Santovito, Loredana Savino, Elisabetta Sbiroli, Danilo Sciorilli, Francesca Speranza, Donato Trovato, Claudio Zorzi.

Anche quest’anno la proposta è duplice, giocata su due piani spesso intersecantesi: una mostra collettiva di arte da guardare con il naso all’insù, per non lasciarsi sfuggire neanche una delle opere – grandi e piccole – esposte sui balconi e fatte sventolare giù dalle ringhiere e lungo le facciate dei palazzi, e un serrato calendario di appuntamenti serali, che invitano il pubblico a radunarsi e a lasciarsi stupire da incantesimi e malie che appaiono e scompaiono per il tempo di una performance, di un happening artistico, di un lampo di teatro urbano, di un guizzo di danza, di una lettura di poesia, di un laboratorio o di un gioco, di un momento di pittura en plein air o di costruzione condivisa di un’opera d’arte collettiva.

“Una grande giostra di eventi senza palco e senza sipario – spiega il curatore Francesco Paolo Del Re – coinvolge direttamente in prima persona sia chi a Madonnella abita e offre il proprio balcone per ospitare l’intervento degli artisti, sia il pubblico che non manca di onorare questo appuntamento ormai fisso dell’estate barese, sia i semplici passanti capitati per caso tra un dipinto e una scultura volante. Si trovano tutti insieme a vivere l’esperienza condivisa di una mostra che diventa una festa. In questa sfacciata occasione di abitare artisticamente le facciate dei condomini si ritrova, opera dopo opera, evento dopo evento, una comunità più salda e più solidale, fatta di persone diverse che partecipano con gioia e curiosità, ciascuna a modo proprio, alla costruzione di un grande monumento effimero fatto di meraviglia, stupore, momenti di riflessione e impulsi di impegno civile e sociale. Un ritmato susseguirsi di incontri, di scambi, di momenti di partecipazione collettiva e di conoscenza reciproca vede protagonisti in primis i cittadini del quartiere e poi, in mezzo a loro e adottati da loro, i tantissimi artisti che espongono, portando a Bari le loro opere da varie parti dell’Italia e dall’estero”.

Sono multiformi e inaspettati gli interventi artistici sospesi sui palazzi e agganciati ai balconi, con la leggerezza del bucato steso ad asciugare. “Il modo festoso di inventarci gli spazi per una mostra dove spazi espositivi non ci sono – prosegue Del Re – è il nostro antidoto scherzosamente ribelle alla guerra, alle violenze e alla prevaricazione. È un esperimento pacifico di riappropriazione e di liberazione di una città che amiamo. Cerchiamo di contribuire alla sua polifonia con la nostra pluralità. Gli artisti sono invitati a pensare le loro opere in maniera site specific, per adattarsi al particolare contesto espositivo stradale che non è neutro come quello di una mostra allestita dentro una galleria o nelle sale di un museo, ma carico di rumore di fondo e disturbo visivo: una sfida che viene accettata non cercando di sovrastare e sovvertire con le opere il paesaggio urbano o entrando in conflitto con esso, ma sintonizzandosi con il contesto e facendolo entrare nei singoli interventi artistici, in uno scambio reciproco che è la cifra distintiva e peculiare della visione curatoriale che sottende la mostra. Così, sotto il cielo di Bari, in un quartiere multiculturale che combatte i rischi della gentrificazione e di un turismo distratto, si stagliano le visioni e le provocazioni di artisti che parlano ciascuno con linguaggi e poetiche differenti. Dipinti, fotografie, sculture volanti o appollaiate, opere tessili, dispositivi sonori, video, opere fluttuanti, opere in fieri che verranno create dal pubblico, pitture invisibili che diventano visibili, installazioni e interventi effimeri trasformano la mostra in un grande caleidoscopio di arte pubblica. Si scopre, alla fine di questa esperienza, che l’arte è un pretesto per ritrovarsi in strada e stare insieme e che la festa abbraccia l’intera comunità all’insegna di una rinnovata emozione, di un desiderio di bellezza che si fa accoglienza, mescolando l’allegria alla serietà e il gioco al rispetto dell’altro. Per guardare con occhi nuovi e sognanti gli spazi consueti che quotidianamente abitiamo e le architetture note della città e innamorarsi nuovamente e infinitamente della polis e dei valori che la animano”.

E’ morta la bambina di 6 anni arrivata a Lampedusa su un barcone

Roma, 19 ago. (askanews) – Una bimba di sei anni della Guinea è morta all’ospedale dei Bambini di Palermo, dove era ricoverata da alcuni giorni in gravi condizioni in seguito allo sbarco a Lampedusa, dove era arrivata insieme alla madre a bordo di un barcone. Dopo la traversata di cinque giorni, senza cibo, erano arrivati in condizioni estreme a Lampedusa l’8 agosto. La bimba era stata trasportata all’ospedale di Palermo. Ma non ce l’ha fatta e oggi è stata dichiarata la sua morte cerebrale. La mamma è assistita dagli operatori di Medici Senza Frontiere.

L’Onu: la fame a Gaza è dovuta al blocco degli aiuti israeliano

Roma, 19 ago. (askanews) – “Il rischio di fame è ovunque a Gaza” ed “è il risultato diretto della politica del governo israeliano di bloccare gli aiuti umanitari”. Lo ha detto oggi il portavoce del Commissario Onu per i diritti umani, Thameen al-Kheetan.

In un comunicato, il portavoce ha affermato che “nelle ultime settimane le autorità israeliane hanno solo consentito l’ingresso di aiuti in quantità ben al di sotto di quella richiesta per evitare una fame diffusa”.

Al-Kheetan ha quindi rimarcato che “raggiungere le scarse scorte disponibili può essere un’impresa mortale”, precisando che dal 27 maggio scorso, quando nell’enclave palestinese ha iniziato a operare la Gaza Humanitarian Foundation (Ghf), al 17 agosto, “abbiamo documentato che 1.857 palestinesi sono stati uccisi mentre cercavano cibo”. Di questi, “1.021 sono stati uccisi nelle vicinanze dei siti della Ghf e 836 lungo il percorso dei camion di rifornimento”.

“La maggior parte di queste uccisioni sembra essere stata commessa dall’esercito israeliano”, ha concluso.

Ritrovati i 2 detenuti evasi da un buco a Poggioreale

Napoli, 19 ago. (askanews) – Sono entrambi stati catturati, in mattinata a distanza di poco tempo l’uno dall’altro, i due detenuti evasi nel corso della notte dal carcere di Poggioreale a Napoli. La polizia penitenziaria ha prima rintracciato il siriano 23enne Elokla Mohmed Kazem, e poi l’altro evaso, l’algerino 32enne Souki Mahrez. I due detenuti erano fuggiti attraverso un foro praticato nel muro della struttura carceraria e poi si sono calati a terra con una corda.

I due detenuti evasi dal carcere di Poggioreale sono stati ripresi grazie a un’operazione investigativa condotta dal Nic della polizia penitenziaria di Roma e dal Nir Campania e con l’ausilio del personale di polizia penitenziaria in servizio nel penitenziario napoletano. Restano ancora da chiarire le dinamiche che hanno portato all’evasione. “Questa operazione è la dimostrazione concreta dell’eccellenza e della professionalità delle donne e degli uomini del corpo di polizia penitenziaria. Ancora una volta – ha detto il segretario generale del Sinappe, Roberto Santini – si conferma la loro efficienza ed efficacia nel perseguire l’obiettivo primario: garantire la sicurezza e ristabilire la legalità”.

Calcio, appello dell’Assoallenatori: "Israele deve fermarsi"

Roma, 19 ago. (askanews) – Un’azione non solo simbolica, una scelta necessaria, che risponde a un imperativo morale, condivisa da tutto il gruppo dirigente dell’Aiac. Dopo un primo passaggio all’interno del Consiglio di Presidenza, convocato da Renzo Ulivieri, Il Consiglio Direttivo Nazionale dell’Assoallenatori ha deliberato unanimemente di inviare una lettera-appello al Presidente della Figc, Gravina e a tutte le componenti federali, perché il calcio italiano si mobiliti, nel proprio ambito, in favore del popolo palestinese, mettendo sul tavolo la richiesta, da inoltrare a Uefa e Fifa, di sospensione temporanea di Israele dalle competizioni internazionali.

“I valori di umanità, che sostengono quelli dello sport, ci impongono di contrastare azioni di sopraffazione dalle conseguenze terribili” ha spiegato Ulivieri. “Si può solo pensare a giocare, voltando la testa dall’altra parte. Noi crediamo che non sia giusto” gli ha fatto eco il vicepresidente Camolese. “Troppi morti senza colpa. Tra loro anche tanti sportivi. Un motivo in più per cercare azioni di contrasto internazionale anche nel nostro settore” ha aggiunto il vicepresidente Vossi. “Il mondo è in fiamme. Molti popoli soffrono come quello palestinese. L’indifferenza non è ammissibile» ha concluso il vice presidente Perondi.

Versione deluxe dell’ottavo album dei Maroon 5 "Love is Like"

Milano, 19 ago. (askanews) – I Maroon 5 hanno pubblicato venerdì il loro ottavo album in studio, “Love is Like”, che è arrivato accompagnato anche da un’edizione deluxe contenente 3 brani aggiuntivi, tra cui la collaborazione con il dj e producer Marshmello nel brano “Closer”

“Love is Like” è un album senza skip, da ascoltare tutto d’un fiato e in cui ogni brano può diventare l’ennesima hit del gruppo.

I Maroon 5 hanno dato il via alla loro nuova Era con con il primo singolo “Priceless”, una collaborazione con LISA delle Blackpink, che ha riunito due popstar globali le cui voci sono conosciute e amate da generazioni di fan. Il brano, accolta dalla testata Billboard come ‘un momento importante di crossover pop’, ha raggiunto le primissime posizioni nella classifica radio in Italia. Negli USA, invece, la canzone ha raggiunto il quarto posto nella classifica radio Hot AC, regalando ai Maroon 5 la loro ventottesima Top10, secondi solo a Taylor Swift nella storia della medesima classifica. L’elegante video musicale del brano è stato diretto da Aerin Moreno.

È seguito poi il magnetico secondo singolo “All Night”, accompagnato da un vivace video musicale ispirato agli anni ’80 in cui Behati Prinsloo, moglie di Levine, ha preso il posto del marito al centro del palco, supportata dall’intera band, compreso Adam al sassofono. Il brano, attualmente in rotazione radiofonica nel nostro Paese, è già tra i più trasmessi. Infine, prima della release dell’album, è stato pubblicato anche il brano “California”, una tracia intima e nostalgica caratterizzaa da calde sonorità acustiche e una produzione raffinata.

Infine, il nuovo singolo uscito insieme al disco è “Love Is Like”, che vede la partecipazione della leggenda dell’hip hop Lil Wayne. Il nuovo singolo è un inno dinamico e ad alta energia, impreziosito dal flow distintivo di Lil Wayne. Il brano è accompagnato da un video musicale giocoso diretto da Aerin Moreno (Tate McRae, Tyla) che segue la band in una giornata frenetica per le strade di New York City.

Per promuovere il nuovo album, la band intraprenderà un tour negli Stati Uniti che avrà inizio questo autunno. Il tour, prodotto e organizzato da Live Nation, prevede 23 date e toccherà le principali città da costa a costa, tra cui un concerto nella loro città natale al Kia Forum di Los Angeles e una tappa all’iconico Madison Square Garden di New York City, prima di concludersi il 25 novembre a Detroit, Michigan.

Tajani: Italia favorevole "riunione a due e poi a tre a Ginevra"

Roma, 19 ago. (askanews) – “Ribadisco la posizione italiana a favore di un eventuale riunione a due e poi a tre a Ginevra”. Lo ha dichiarato, durante il punto stampa a Berna, il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Quello che è “fondamentale” per l’Italia, ha proseguito il ministro, è che questo tipo di incontri si svolgano “in Europa”. “Si era parlato di Roma”, ha precisato Tajani, ma “c’è una questione che riguarda il mandato di cattura internazionale da parte della corte penale per Putin” che rendeva la scelta di Roma “complicata”. Ciononostante, Roma e l’Italia restano disponibili “per incontri di pace”.

“Tra le lingue ufficiali della Svizzera c’è anche l’italiano”, ha voluto evidenziare Tajani, sottolineando che in questa scelta c’è comunuque “un pizzico di italianità”.

Ucraina, La Russa: speranze pace duratura non sono più una chimera

Roma, 19 ago. (askanews) – “Le speranze per una pace giusta e duratura non sono più una chimera”. Lo ha scritto sui suoi canali social il presidente del Senato, Ignazio La Russa.

“Senza l’eroica volontà degli ucraini, con l’aiuto dell’Occidente, di resistere all’aggressione russa – ha aggiunto – non ci sarebbero mai state concrete possibilità di accordi per far cessare la guerra ma solo la resa e la pace dei cimiteri”.

“L’Italia – ha concluso La Russa – è con Giorgia Meloni assieme ai Paesi europei per difendere il diritto alla inviolabilità di ogni confine nazionale contro ogni aggressione”.

Formula1, Vasseur: "Hamilton troppo critico con se stesso"

Roma, 19 ago. (askanews) – In attesa del Gran Premio d’Olanda, che riporterà in pista la Formula 1, la situazione in casa Ferrari continua a far discutere. Al centro dell’attenzione c’è Lewis Hamilton, che nella sua prima stagione a Maranello sta faticando a trovare la forma desiderata, arrivando a definire la sua ultima prestazione in Ungheria come “inutile”. Il team principal della Rossa, Frédéric Vasseur, ha fornito una spiegazione approfondita alla rivista Auto Motor und Sport, evidenziando due aspetti chiave: l’adattamento al nuovo ambiente e la severità di Hamilton verso sé stesso. “Abbiamo ingenuamente sottovalutato il cambiamento di ambiente”, ha ammesso Vasseur. Hamilton, infatti, è stato legato a un unico “ambiente motoristico” per 18 anni, prima con la McLaren e poi con la Mercedes. Passare a una scuderia con una cultura diversa come la Ferrari è un salto molto più grande di quanto si potesse immaginare. Vasseur ha sottolineato che, a differenza di piloti come Carlos Sainz che cambiano squadra frequentemente, Hamilton ha avuto bisogno di più tempo per adattarsi. “Ha avuto bisogno di quattro o cinque gare per prendere il controllo della situazione”, ha spiegato il team principal, aggiungendo che dal GP del Canada le cose sono migliorate. Inoltre, ha specificato che spesso la differenza tra un risultato eccellente e uno deludente è questione di millesimi, e Hamilton è stato particolarmente sfortunato in alcune circostanze recenti. Un altro fattore cruciale, secondo Vasseur, è la personalità di Hamilton. Il pilota è estremamente autocritico e tende a esagerare i suoi giudizi, sia sulla vettura che su sé stesso. “È sempre esagerato”, ha detto Vasseur, descrivendolo come “troppo severo” e con l’obiettivo di ottenere il massimo da tutti, inclusa la squadra. Questo atteggiamento, sebbene sia indice di un forte desiderio di eccellenza, può peggiorare le cose, soprattutto quando i commenti arrivano alla stampa. Vasseur ha spiegato che, una volta rientrato nel garage, Hamilton si è già “calmato” e analizza la situazione con maggiore lucidità. “È fatto così. Per me non è un dramma”, ha commentato Vasseur, paragonando Hamilton all’ex pilota Nico Hülkenberg, un altro perfezionista che esigeva molto dal team, ma anche da sé stesso. Hamilton non ha ancora conquistato un podio in una gara principale con la Ferrari, a differenza di Leclerc che ne ha già ottenuti cinque. Vasseur ha minimizzato le differenze di prestazione tra i due, definendole legate a dettagli, non a problemi strutturali della vettura. “Risolviamo i problemi passo dopo passo. Non sono enormi, sembrano solo tali”, ha spiegato il team principal. Una minima imperfezione, come un problema ai freni, può costare mezzo decimo, una differenza che può compromettere l’intero weekend, ad esempio impedendo di accedere alla Q3. Secondo Vasseur, a volte Hamilton “esagera i problemi che vede nella sua auto”, causando una reazione eccessiva da parte della squadra.

Il 28-29 agosto sorteggi Champions, Europa, Conference League

Roma, 19 ago. (askanews) – Fissati per il 28 e il 29 agosto i sorteggi di Champions, Europa e Conference League. La location scelta per le estrazioni è, come di consueto, il Principato di Monaco: a Montecarlo, il 28 agosto alle ore 18 è in programma il sorteggio della fase campionato della Champions League, il giorno successivo, alle 13, quello per Europa e Conference, per la prima volta in un unico show. Le due coppe principali prevedono un girone unico da 36 squadre, divise in 4 fasce, mentre per la Conference le fasce sono 6. Per quanto riguarda la prima coppa continentale, verrà estratto un club e il software genererà le otto avversarie. Leggermente diverso, invece, il sorteggio per l’Europa e la Conference League: per la prima volta sarà svolto in un unico evento e, soprattutto, sarà completamente digitale (niente sfere “fisiche”, dunque). Il calendario della Champions, con date e orari delle partite, sarà comunicato il 30 agosto, mentre quello delle altre due competizioni sarà svelato entro il 31 agosto.

Dalla stagione scorsa le coppe europee hanno abbandonato la classica fase a gironi, abbracciano la “fase campionato”, un girone unico da 36 squadre divise in 4 fasce. In questa prima fase ogni squadra disputa 8 partite (6 per la Conference) contro squadre diverse, 4 in casa e 4 in trasferta: le prime 8 passano direttamente agli ottavi, le squadre piazzate tra il 9° e il 24° posto giocano i playoff e le ultime 12 sono eliminate. Chi esce dalla Champions non scende in Europa League, e così via. La fase campionato della Champions prenderà il via il 16 settembre, quella dell’Europa League il 24 mentre la Conference partirà ufficialmente il 2 ottobre.

Musica sulle Bocche, il 20 agosto il Festival con Avion Travel

Roma, 19 ago. (askanews) – Mercoledì 20 agosto alle 21:30, alla Foce del Coghinas – presso l’Imbarcadero – il festival Musica sulle Bocche accoglie una delle formazioni più raffinate della musica d’autore italiana: gli Avion Travel, in concerto con il loro Opplà Tour.

Immersi in uno dei paesaggi più evocativi del nord Sardegna, tra l’acqua del fiume e il profilo delle dune al tramonto, il gruppo guidato da Peppe Servillo porterà in scena un viaggio musicale intimo e teatrale, fatto di canzoni che hanno accompagnato la loro lunga storia e altre meno note, custodite con cura dai fan di sempre.

La Piccola Orchestra nata a Caserta nel 1980 ha attraversato decenni di musica italiana con eleganza e coerenza, lasciando un segno profondo grazie a una poetica che unisce suoni colti e popolari, parola e melodia, ironia e malinconia. L’attuale formazione – con Peppe D’Argenzio al sax, Flavio D’Ancona e Duilio Galioto alle tastiere, Ferruccio Spinetti al contrabbasso e Mimì Ciaramella alla batteria – continua a offrire una visione musicale raffinata e sincera, capace di emozionare senza mai forzare l’ascolto.

Il concerto prende il nome da uno degli album più significativi della loro discografia. Ma non si tratta di una celebrazione nostalgica: come affermano loro stessi, è una festa, un atto vitale che rinnova il legame con il pubblico attraverso il repertorio più profondo e affettivo. Sogno biondo, Orlando curioso, Aria di te e Sentimento (con cui vinsero Sanremo nel 2000) tornano a vivere nella dimensione scenica dove ogni brano si trasforma in racconto.

Inserito nel cartellone della XXV edizione del festival diretto da Enzo Favata, questo appuntamento rappresenta perfettamente lo spirito di Musica sulle Bocche: unire musica e paesaggio, valorizzare la relazione tra artista e contesto, cercando nell’esperienza dal vivo un’occasione di ascolto autentico. La Foce del Coghinas, con la sua luce, i suoi silenzi e i suoi spazi sospesi, offre il luogo ideale per accogliere una narrazione musicale che si muove tra ricordo e desiderio, tra radici e futuro.

Un evento che conferma gli Avion Travel tra i migliori rappresentanti di un linguaggio musicale e poetico che si distingue per rigore, grazia e identità. Il loro ritorno sui palchi è un’occasione per ascoltare storie in forma di canzone, tra riflessione e leggerezza, con quello stile inconfondibile che li rende da sempre un caso a parte nella scena musicale del nostro paese.

L’ingresso al concerto è di €25,00; i biglietti sono acquistabili in loco o in prevendita sul circuito Ciaotickets.com. Un evento in collaborazione con: il Comune di Valledoria, la Camera di Commercio di Sassari, la Fondazione Sardegna e la Regione Autonoma della Sardegna.