Roma, 1 ott. (askanews) – È ancora Federica Venturelli a sbloccare il medagliere dell’Italia. Come accaduto al Mondiale in Ruanda quando conquistò il bronzo, la 20enne cremonese si supera e conquista la medaglia d’oro nella cronometro femmile Under 23 agli Europei di ciclismo in Francia. Una prova dominata dall’azzurra, che ha chiuso i 24 km del percorso da Loriol-sur-Drome a Etoile-sur-Rhone in 34’17″12 alla media di 42 km/h. Sbaragliata la concorrenza della finlandese Ahtosalo e della belga Vierstraete, precedute rispettivamente di 48 e 51 secondi al traguardo. Male la slovacca Chladonova, favorita ma solo nona. Tredicesima l’altra azzurra Francesca Pellegrini. Per Venturelli si tratta del secondo oro a cronometro in carriera agli Europei dopo quello tra le juniores nel 2023 a Drenthe. Ma non finisce qui per Federica, che insegue la medaglia anche nella prova in linea e nella staffetta mista di giovedì.
Tennis, Berrettini fuori all’esordio con Mannarino
Roma, 1 ott. (askanews) – È già finito il Masters 1000 di Shanghai per Matteo Berrettini. Il romano perde all’esordio, battuto in due set da Adrian Mannarino con il punteggio di 7-5, 7-6(5) in un’ora e 52 minuti di gioco. Un risultato con tanti meriti per il tennista francese, in grande spolvero su tutti i fondamentali.
Per Berrettini, tornato in campo dopo due mesi e mezzo di stop, si chiude lo swing asiatico con una sola vittoria (quella contro Munar a Tokyo) e tre sconfitte. Matteo tornerà in campo dal 13 ottobre, all’Atp 250 di Stoccolma. La prima tappa del finale di stagione sul cemento europeo indoor: Matteo attualmente è alternate sia a Basilea (fuori di sette posti) che a Vienna, mentre a Parigi dovrebbe passare dalle qualificazioni.
L’Inps diventa membro del Comitato di Coordinamento di Issa
Roma, 1 ott. (askanews) – Alla luce della complessità delle questioni attinenti al sistema previdenziale, al fine di assolvere pienamente ai suoi compiti istituzionali, assume rilevanza strategica la recente approvazione della candidatura Inps, nella persona del direttore generale Valeria Vittimberga, a membro del Comitato di Coordinamento del Network Europeo di Issa, l’Associazione Internazionale di Sicurezza Sociale, nata nel dopoguerra sotto l’egida dell’organizzazione Internazionale del Lavoro (Ilo).
La designazione, riporta un comunicato, avvenuta lo scorso 28 settembre, subito dopo l’adesione dell’Istituto all’Associazione, testimonia il riconoscimento di questo ruolo a livello internazionale, non solo per il numero e la varietà delle prestazioni erogate, ma anche per la qualità dei suoi servizi e la capacità innovativa.
La nuova nomina rappresenta per l’Istituto un’opportunità da cogliere avendo come obiettivo il miglioramento continuo dei propri servizi agli utenti, anche condividendo le esperienze e le best practices a livello internazionale. Questo mentre l’Istituto, negli anni, ha visto aumentare significativamente la rilevanza della propria dimensione internazionale, prosegue il comunicato, in quanto ente chiamato ad applicare, in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, la normativa europea sul coordinamento della sicurezza sociale (funzionale al Mercato Unico e alla libertà di movimento) e gli accordi internazionali con Paesi extra-UE nelle materie di competenza.
D’altra parte, l’opportunità di finanziare progetti di innovazione o iniziative di formazione del personale con risorse comunitarie ha costituito una forte spinta al rafforzamento delle relazioni dell’INPS con gli enti omologhi di altri Stati Membri della UE, al fine di creare consorzi per la partecipazione ai bandi della Commissione e dell’Autorità europea del Lavoro (ELA).
In concreto, per il triennio 2025-28 l’Inps potrà concorrere a definire le iniziative del Network Europeo di Issa, composto da oltre 109 enti di sicurezza sociale di 46 Stati europei, accompagnandole verso il rafforzamento della capacità amministrativa e tecnologica di risposta ai bisogni dei cittadini.
L’Inps è pronto a “mettere a disposizione la propria capacità di innovazione, sia di processo che tecnologica, assieme alla sua peculiare esperienza di maggior ente previdenziale europeo, chiamato dal Legislatore a tenere assieme raccolta di contributi, erogazione di pensioni e di prestazioni di invalidità – ha commentato Vittimberga -. Una pluralità di dimensioni che confluiscono in un modello di Welfare che suscita grande attenzione a livello internazionale”. (fonte immagine: Inps).
Banca d’Inghilterra, Bailey: sbagliato opporsi a priori a stablecoin
Roma, 1 ott. (askanews) – Il governatore della Banca d’Inghilterra, Andrew Bailey apre alla possibilità di un uso più diffuso delle stablecoin come mezzo di pagamento, ma in una lettera inviata al Financial Times avverte che in un parere che verrà emanato nei prossimi mesi, l’istituzione raccomanderà che quelle che hanno un ampio utilizzo nel Regno Unito “abbiano accesso a conti della Bank of England per rafforzare il loro status di moneta”.
Secondo il banchiere centrale britannico, questo “sarà un elemento centrale per creare un quadro normativo sviluppato sulle stablecoin, che assicuri che il Regno Unito possa beneficiarne mantenendo un sistema finanziario stabile”.
Nella missiva, Bailey afferma che anche sulla moneta deve essere possibile l’innovazione. “Sarebbe quindi sbagliato opporsi a priori alle stablecoin. Di sicuro io non sono per questa linea, dato che riconosco il loro potenziale nel guidare l’innovazione sui sistemi dei pagamenti sia interni, sia tra frontiere. Le questioni pratiche tuttavia sono rilevanti ed è cruciale che queste stablecoin soddisfino le condizioni che rendono possibile la fiducia del pubblico”.
E al momento, secondo il banchiere centrale britannico, vi sono diversi aspetti su cui non si può dire che sia così. In particolare per gli attivi sottostanti che garantiscono, o dovrebbero garantire, le stablecoin, che dovrebbero essere privi di rischio. Ma anche le salvaguardie rispetto ai rischi operativi, ad esempio le tutele da possibili Cyber attacchi alle piattaforme che li gestiscono. Inoltre vi sono opacità nelle piattaforme che le distribuiscono.
Su un altro aspetto, il fatto che ad oggi l’erogazione di moneta e prestiti viene effettuata parallelamente a quella della raccolta di depositi, con il meccanismo della cosidetta riserva frazionaria, secondo Bailey è possibile che in futuro le stablecoin consentano di modificare questa architettura, con la finanza non bancaria che si potrebbe fare maggiormente carico dell’offerta di credito in un quadro in cui banche e stablecoin coesisterebbero.
“Ma è importante valutare attentamente le implicazioni di un simile cambiamento prima di procedere”. E in questa ottica nei prossimi mesi la Boe pubblicherà un suo parere sulle regole che andrebbero applicate “alle stablecoin utilizzate come moneta”.
Ue, la premier Frederiksen: in Danimarca abbiamo mandato per abbattere i droni che violano lo spazio aereo
Roma, 1 ott. (askanews) – La primo ministro danese Mette Frederiksen ha dichiarato oggi di essere “favorevole” all’abbattimento dei droni che violano lo spazio aereo nazionale.
“In generale, sono favorevole. In Danimarca esiste un mandato per cercare di eliminarli. Naturalmente, bisogna farlo nel modo giusto”, ha detto Frederiksen ai giornalisti.
Inoltre, la leader danese ha rappresentato durante il Forum sulla competitività europea, che, in merito alla difesa europea, gli Stati membri dovrebbero “abbandonare la nostra prospettiva nazionale, che ci porta a parlare di sicurezza in Europa, e guardare al modello attuale. Con la guerra ibrida in corso, e considerare la guerra in Ucraina, non come una guerra in un Paese europeo, l’Ucraina, ma come un tentativo russo di minacciare tutti noi”.
“Spero che tutti ora si rendano conto che esiste una guerra ibrida, e un giorno sarà la Polonia, l’altro la Danimarca, e la prossima settimana probabilmente assisteremo a sabotaggi o vedremo droni volare”, ha proseguito Frederiksen.
“Quindi, la vedo da una prospettiva europea. C’è solo un paese disposto a minacciarci, ed è la Russia, e quindi abbiamo bisogno di una risposta molto forte”, ha specificato la leader danese.
Flotilla, Conte: Meloni è nervosa, è pugno nello stomaco per lei
Roma, 1 ott. (askanews) – “C’è motivo di forte preoccupazione, questa è un’iniziativa che non ci sarebbe stata se avessimo avuto governi, a partire dal nostro, che facevano valere il diritto internazionale” creando “pressioni giuste su Israele per interrompere il genocidio” in Palestina. Lo ha detto il leader M5s Giuseppe Conte parlando con i giornalisti in Calabria.
“Capisco che Meloni sia molto nervosa e che insulti i connazionali, questa iniziativa è un pugno nello stomaco per chi ha voltato la faccia dall’altra parte come ha fatto il governo” ha concluso Conte.
STC: dal 2014 nel Mediterraneo morti o dispersi oltre 32.700 migranti
Milano, 1 ott. (askanews) – Dal 2014 oltre 32.700 persone risultano morte o disperse nel Mediterraneo[1], cercando di raggiungere l’Europa in mancanza di vie regolari e sicure. Solo quest’anno la traversata di una delle rotte più pericolose al mondo è costata la vita a più di 1.200 persone migranti, che hanno perso la vita tra le onde. Tra loro, molti sono bambini, bambine e adolescenti, come troppo spesso ci ricordano le cronache dei giornali. Lo afferma Save the Children, l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro, a pochi giorni dall’anniversario del drammatico naufragio del 3 ottobre 2013 davanti alle coste di Lampedusa, in cui morirono 368 persone.
“Le persone in fuga da un contesto sempre più caratterizzato da guerre, persecuzioni, violazioni dei diritti umani, povertà estrema, fame, crisi umanitarie non esitano a rischiare la propria vita in traversate estremamente pericolose” sottolinea l’organizzazione, aggiungendo che per questo “continuiamo a chiedere l’apertura di canali regolari e sicuri verso l’Europa che garantiscano il rispetto dei diritti umani e al contempo l’attivazione di un sistema coordinato e strutturato di ricerca e soccorso in mare per salvare le persone in pericolo, agendo nel rispetto dei principi internazionali e dando prova di quella solidarietà che è valore fondante dell’Unione Europea, garantendo che il salvataggio si concluda in un porto sicuro, sulla terraferma”.
Nel 2025 sono giunte in Italia via mare 50.098 persone rifugiate e migranti, di cui 9.156 minori stranieri non accompagnati, con un’incidenza percentuale del 18% sul totale degli arrivi contro l’11% dell’anno scorsi. I minori stranieri non accompagnati sono tra i gruppi più vulnerabili, bambini, bambine e adolescenti soli che affrontano sfide e situazioni molto complesse per i quali un’immediata accoglienza in un luogo sicuro e l’attivazione di misure di protezione e tutela sono fondamentali.
“Le politiche securitarie e il rafforzamento dei confini europei stanno rendendo sempre più precario e pericoloso il viaggio dei minori stranieri non accompagnati. Le misure restrittive adottate da UE e Stati membri in materia di accesso e asilo hanno un impatto gravemente negativo sui minorenni e sulle persone vulnerabili” ha dichiarato Giorgia D’Errico, Direttrice Relazioni Istituzionali di Save the Children, aggiungendo che “le frontiere europee sono diventate luoghi di violenza e violazioni dei diritti umani, dove i respingimenti illegali, anche di minori, sono ormai una pratica diffusa. È inaccettabile che gli interessi nazionali prevalgano sulla tutela dei diritti dell’infanzia. Occorre garantire percorsi di accoglienza e inclusione adeguati ai bisogni specifici dei minorenni, nel pieno rispetto del loro superiore interesse”.
Anche quest’anno Save the Children, “stabilmente presente a Lampedusa per fornire una risposta immediata ai bisogni delle famiglie con bambini e dei minori soli che arrivano sull’isola”, partecipa alle attività organizzate dal Comitato 3 ottobre con laboratori rivolti a studenti italiani e stranieri e con la presenza di una rappresentanza di ragazzi e ragazze del Movimento giovani dell’organizzazione e della redazione di Change the Future, che racconteranno le giornate sui loro canali social.
Carabinieri sequestrano 21 opere di Dalì in mostra a Parma: "false"
Milano, 1 ott. (askanews) – Questa mattina i carabinieri del Nucleo Tutela patrimonio culturale (Tpc) di Roma hanno eseguito un decreto di sequestro emesso dal Gip della Capitale, su richiesta dei magistrati del dipartimento Criminalità diffusa e grave della Procura romana, di 21 opere “attribuite falsamente” al celebre artista spagnolo Salvador Dalì, esposte in una mostra a Parma.
Il provvedimento, che ha riguardato arazzi, disegni, incisioni e oggettistica varia “presumibilmente non autentici”, è stato adottato dopo che i militari del Nucleo TPC avevano notato alcune anomalie nelle opere che erano esposte, all’epoca dei fatti, presso un altro noto museo di Roma nel corso della mostra con lo stesso titolo.
In una nota, l’Arma ha precisato che gli approfondimenti investigativi sono scattati dalla segnalazione della “Fundaciòn Gala – Salvador Dalì”, ente che gestisce e difende la proprietà intellettuale dell’artista in Spagna e in qualsiasi altro Paese, che evidenziava elementi critici circa l’autenticità delle opere.
Il governo spagnolo alla Flotilla: non proseguire verso Gaza, la nostra nave di soccorso non vi seguirà
Roma, 1 ott. (askanews) – Il governo spagnolo ha chiesto alla flottiglia in navigazione verso Gaza di non entrare nella zona di esclusione delimitata da Israele per non “mettere in grave rischio la propria sicurezza”: è quanto si legge in un comunicato della Moncloa. “La missione della flottiglia è encomiabile e legittima, ma la vita degli equipaggi deve venire prima di tutto”, si legge nella nota.
Madrid ha inoltre reso noto che la nave di salvataggio marittimo invita nella zona si trova nel raggio operativo per poter operare se necessario, ma che l’unità non entrerà nella zona di esclusione.
Il governo federale in shutdown, a rischio migliaia di posti di lavoro e programmi statali
Roma, 1 ott. (askanews) – Sette anni dopo, il governo federale degli Stati Uniti è di nuovo in “shutdown” dopo la bocciatura al Congresso delle ultime proposte di Repubblicani e Democratici per prorogare i finanziamenti.
Dalla mezzanotte (le sei in Italia) l’Amministrazione si trova senza una legge di bilancio: l’ultima volta era stato nel corso del primo mandato di Donald Trump, nel 2017-2018, per un periodo record di 35 giorni prima che venisse trovato un accordo.
Accordo che anche in questo caso sembra destinato prima o poi ad arrivare: lo “shutdown” infatti ha delle gravi ricadute pratiche sia a livello collettivo – conseguenze su tutti i programmi con finanziamenti federali, come la sanità – che di funzionari pubblici.
Se infatti il personale essenziale viene comunque mantenuto, potrebbe però trovarsi a lavorare senza stipendio; per tutti gli altri, si va dalle ferie forzate al licenziamento, come peraltro minacciato dallo stesso Trump nei confronti dei dipendenti Democratici.
Persino le forze armate – anche se senza tagli al personale – continuerebbero ad operare senza stipendio; gli unici dipendenti federali sicuri dello stipendio sono i membri del Congresso, il cui salario viene garantito dalla Costituzione.
Al di là della questione finanziaria, quella politica sta nel chi verrà considerato responsabile dell’attuale situazione: la Casa Bianca ha più volte sottolineato come sia stato il partito Democratico a non voler raggiungere un accordo; dall’altra parte, il Gop viene accusato di aver presentato un diktat che avrebbe portato a dei tagli insostenibili della spesa sociale.
Per questo motivo è probabile che alla fine le parti raggiungano un compromesso: almeno, le Borse sembrano scommettere su questo scenario dato che all’apertura i mercati asiatici – i primi a reagire alla notizia – non hanno registrato alcun significativo calo.
Il governo federale in shutdown, a rischio migliaia di posti di lavoro e programmi statali
Roma, 1 ott. (askanews) – Sette anni dopo, il governo federale degli Stati Uniti è di nuovo in “shutdown” dopo la bocciatura al Congresso delle ultime proposte di Repubblicani e Democratici per prorogare i finanziamenti.
Dalla mezzanotte (le sei in Italia) l’Amministrazione si trova senza una legge di bilancio: l’ultima volta era stato nel corso del primo mandato di Donald Trump, nel 2017-2018, per un periodo record di 35 giorni prima che venisse trovato un accordo.
Accordo che anche in questo caso sembra destinato prima o poi ad arrivare: lo “shutdown” infatti ha delle gravi ricadute pratiche sia a livello collettivo – conseguenze su tutti i programmi con finanziamenti federali, come la sanità – che di funzionari pubblici.
Se infatti il personale essenziale viene comunque mantenuto, potrebbe però trovarsi a lavorare senza stipendio; per tutti gli altri, si va dalle ferie forzate al licenziamento, come peraltro minacciato dallo stesso Trump nei confronti dei dipendenti Democratici.
Persino le forze armate – anche se senza tagli al personale – continuerebbero ad operare senza stipendio; gli unici dipendenti federali sicuri dello stipendio sono i membri del Congresso, il cui salario viene garantito dalla Costituzione.
Al di là della questione finanziaria, quella politica sta nel chi verrà considerato responsabile dell’attuale situazione: la Casa Bianca ha più volte sottolineato come sia stato il partito Democratico a non voler raggiungere un accordo; dall’altra parte, il Gop viene accusato di aver presentato un diktat che avrebbe portato a dei tagli insostenibili della spesa sociale.
Per questo motivo è probabile che alla fine le parti raggiungano un compromesso: almeno, le Borse sembrano scommettere su questo scenario dato che all’apertura i mercati asiatici – i primi a reagire alla notizia – non hanno registrato alcun significativo calo.
Velivolo dell’Aeronautica è precipitato al Circeo: morti i due militari a bordo
Roma, 1 ott. (askanews) – Un velivolo dell’Aeronautica militare è precipitato questa mattina all’interno del Parco Nazionale del Circeo: sono morti i due militari a bordo. Nella mattinata di oggi, un velivolo T-260B del 70esimo Stormo di Latina, in volo nell’ambito di una missione addestrativa, è precipitato al suolo, per cause al momento non note, in un’area nei pressi del Parco Nazionale del Circeo, ha spiegato l’Aeronautica militare in una nota. Sul posto sono intervenute immediatamente le squadre di soccorso che hanno ritrovato in fiamme l’aereo, un T-260B del 70rsimo stormo di Latina. L’aereo è stato ritrovato dai soccorritori mentre era ancora in fiamme e, al suo interno, sono stati rinvenuti i corpi dei due militari. “Esprimo profondo cordoglio per l’incidente occorso a un velivolo dell’Aeronautica Militare nei pressi del Parco Nazionale del Circeo. La mia vicinanza e quella del Governo alle famiglie delle vittime, all’Aeronautica Militare e a tutta la Difesa”. Lo scrive sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
(nella foto d’archivio dal sito dell’Aeronautica militare il 70esimo Stormo di Latina)
Mattarella: inclusione anziani è sfida contemporanea per società solidale. Pieno riconoscimento a caregiver
Roma, 1 ott. (askanews) – “L’inclusione appropriata delle persone anziane, spesso monofamiliari, è una delle sfide contemporanee per una società solidale che non li ritenga beneficiari passivi ma motori di trasmissione di saperi ed esperienze, affinchè le comunità abbiano radici”. E’ quanto afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata internazionale delle persone anziane.
“L’allungamento delle attese di vita della popolazione è uno dei fenomeni più significativi del nostro tempo e sta trasformando profondamente l’identità delle nostre società, gli equilibri sociali ed economici, con ripercussioni su produzione, consumi, mercato del lavoro e, in particolare, sui sistemi di welfare. Le proiezioni demografiche indicano che entro il 2050 le persone di età pari o superiore a 60 anni nel mondo supereranno i 2 miliardi: uno scenario che sollecita attenzione alle ripercussioni su produzione, consumi, mercato del lavoro, sui sistemi di welfare”, osserva il Capo dello Stato. “Occorre saperne trarre conseguenze sul terreno della partecipazione alla vita lavorativa, culturale, civica, per generazioni che possono continuare a contribuirvi in modo significativo”, conclude. “Un ruolo cruciale nella vita delle persone anziane – ha aggiunto Mattarella – è svolto dai caregiver, professionisti e familiari, che con dedizione le accompagnano nelle difficoltà quotidiane, prevenendo l’isolamento e favorendone la permanenza nel contesto sociale e familiare. Il loro contributo, spesso silenzioso e decisivo, merita pieno riconoscimento e sostegno”.
“Dobbiamo guardare al futuro lasciandoci guidare dai principi fondamentali della Costituzione per costruire comunità in cui ogni persona possa continuare a sviluppare pienamente il proprio potenziale, indipendentemente dall’età, vivendo con dignità”, conclude il Capo dello Stato.
Hamas: il piano di pace di Trump per Gaza verrà "valutato positivamente"
Roma, 1 ott. (askanews) – Il piano per Gaza dell’Amministrazione Trump “crea un’ingiustizia e favorisce una parte” ma “verrà valutato positivamente”: è quanto riporta il quotidiano saudita Asharq Al-Awsat citando fonti di Hamas. Le fonti non specificano la tempistica della risposta dell’organizzazione palestinese, che dovrebbe tuttavia arrivare entro 48 ore; alcuni punti tuttavia avranno bisogno di ulteriori discussioni, come la scadenza per la consegna degli ostaggi che andranno prima localizzati.
A quanto riporta il quotidiano sia la dirigenza politica all’interno della Striscia che quella all’estero avrebbero sottolineato la necessità di una riposta positiva per far cessare la guerra – un approccio che avrebbe avuto il via libera dell’ala militare di Hamas.
Tennis, Sinner vince l’Atp Pechino: "Grazie alle persone che mi circondano"
Roma, 1 ott. (askanews) – Due anni dopo l’ultima volta, Jannik Sinner torna a vincere l’Atp 500 di Pechino. L’azzurro ha conquistato il titolo nella capitale cinese grazie al successo sullo statunitense Learner Tien con un doppio 6-2 in poco più di un’ora di gioco. Una finale senza difficoltà per Sinner, dominante dall’inizio alla fine contro un giocatore che ha pagato tensione e stanchezza alla prima finale nel circuito maggiore. Per il n. 2 al mondo (che accorcia in classifica su Alcaraz) è il 21° titolo Atp in carriera, il terzo del 2025 e il primo Atp 500 da Halle 2024.
“Questo è un posto speciale per me – Le parole di Jannik Sinner durante la premiazione per il successo a Pechino. “Inizio da Learner. So che alle tue spalle c’è un grande team: in tutta la stagione hai dimostrato il tuo grande talento. Ti auguro il meglio per il resto dell’anno e per la tua carriera. Spero di poter condividere con te altri momenti in carriera. Grazie al mio team. Non è al completo qui, ma spero che gli altri stiano seguendo da casa. Grazie alle persone che mi circondano: cerchiamo di migliorare e spingere. Vediamo come sarà il finale di stagione, ma sono contento di condividere questo con voi”. E “grazie a tutti coloro che lavorano nel torneo: ci fate sentire a casa, sono sempre contento di tornare qui. Il sostegno è stato incredibile sin dal primo giorno, speriamo di rivederci l’anno prossimo”.
Tennis, Sinner vince l’Atp Pechino: Tien battuto in due set
Roma, 1 ott. (askanews) – Due anni dopo l’ultima volta, Jannik Sinner torna a vincere l’Atp 500 di Pechino. L’azzurro ha conquistato il titolo nella capitale cinese grazie al successo sullo statunitense Learner Tien con un doppio 6-2 in poco più di un’ora di gioco. Una finale senza difficoltà per Sinner, dominante dall’inizio alla fine contro un giocatore che ha pagato tensione e stanchezza alla prima finale nel circuito maggiore. Per il n. 2 al mondo (che accorcia in classifica su Alcaraz) è il 21° titolo Atp in carriera, il terzo del 2025 e il primo Atp 500 da Halle 2024
Tennis, Sinner: "Pechino è un posto speciale per me"
Roma, 1 ott. (askanews) – “Questo è un posto speciale per me – Le parole di Jannik Sinner durante la premiazione per il successo a Pechino. “Inizio da Learner. So che alle tue spalle c’è un grande team: in tutta la stagione hai dimostrato il tuo grande talento. Ti auguro il meglio per il resto dell’anno e per la tua carriera. Spero di poter condividere con te altri momenti in carriera. Grazie al mio team. Non è al completo qui, ma spero che gli altri stiano seguendo da casa. Grazie alle persone che mi circondano: cerchiamo di migliorare e spingere. Vediamo come sarà il finale di stagione, ma sono contento di condividere questo con voi. Grazie a tutti coloro che lavorano nel torneo: ci fate sentire a casa, sono sempre contento di tornare qui. Il sostegno è stato incredibile sin dal primo giorno, speriamo di rivederci l’anno prossimo”
Nameless Festival torna anche con la Winter Edition
Milano, 1 ott. (askanews) – Musica al centro, emozioni e connessioni umane: dopo il successo dell’edizione 2025, che con oltre 90mila presenze ha confermato il grande impatto dell’evento a livello culturale, economico e sociale, Nameless Festival, che si terrà dal 30 maggio al 1° giugno nella nuova venue del “Bione” di Lecco, svela le prime novità del 2026.
Come già annunciato in precedenza, l’anno prossimo l’appuntamento con il Festival sarà doppio: sabato 14 e domenica 15 febbraio a Barzio (LC) si terrà Nameless Winter Edition. Un’idea nata dalla volontà di offrire un’esperienza più intima, immersiva e focalizzata sulle radici elettroniche del Festival. L’edizione invernale prevederà una selezione artistica pensata per un pubblico attento ai suoni più attuali ma con uno sguardo sempre rivolto alla giusta atmosfera, con l’obiettivo di creare connessioni con la community e un rapporto sempre più stretto con chi segue il Festival da anni e ne ha plasmato il DNA. Ad inaugurare la line up è il dj di fama mondiale Axwell.
Nameless Festival, inoltre, si prepara ad ampliare i propri confini per il nuovo anno: ad anticipare l’edizione 2026 sarà la Lake Como Music Week, uno speciale evento diffuso che si terrà dal 26 maggio al 1° giugno. Una settimana di attività, side events, showcase e talks dislocati sul territorio della città di Lecco e non solo, il tutto organizzato in un contesto e paesaggio unico e famoso nel mondo: quello del Lago di Como. Un’iniziativa che è il frutto di una visione chiara: offrire un’esperienza musicale autentica, contemporanea e inclusiva, capace di rappresentare le diverse anime del Festival e mantenere allo stesso tempo un equilibrio tra innovazione e coerenza artistica. Unico costante punto fermo rimane il desiderio di regalare al pubblico, da sempre vero valore aggiunto del Festival, l’esperienza più completa, soddisfacente ed entusiasmante possibile.
Un nuovo ulteriore capitolo della storia di Nameless Festival, che dimostra quanto l’evento sia sempre in continua evoluzione e mai uguale a se stesso, seppur fortemente legato ai luoghi in cui è nato, che ha sempre cercato di valorizzare al meglio. A parlare, in tal senso, sono i numeri: l’ultima edizione ha avuto una ricaduta sul territorio pari a 11 milioni di euro e ha confermato come il Festival sia un volano per tutta l’economia locale e un potente strumento di promozione turistica. A tal proposito, nel 2023 Nameless Festival ha permesso al Comune di Annone di Brianza (LC) di essere inserito all’interno della Top10 delle mete di tendenza per gli italiani in vacanza stilata da Airbnb. Quest’anno, invece, Nameless Srl si è posizionata nella Top20 della classifica “Leader della Crescita 2025” stilata da II Sole 24 Ore e Statista e ha conquistato la prima posizione tra le aziende operanti nel settore degli eventi dal vivo.
Nameless Festival ha dimostrato, nel corso del tempo, di saper crescere costantemente, sia dal punto di vista dei numeri che della qualità dell’offerta. A parlare, in tal senso, è il pubblico: l’87% dei partecipanti all’edizione 2025, infatti ha dichiarato di essere intenzionato ad acquistare un ticket per l’edizione successiva; il 75%, invece, ha affermato di voler comprare il pacchetto per partecipare sia all’edizione 2026 di Nameless Festival che a Nameless Winter Edition. Un evento capace di richiamare pubblico eterogeneo di uomini (51%) e donne (49%) e un target estremamente giovane (il 37% dei partecipanti ha un’età compresa tra i 21 e i 25 anni e il 33 % tra i 26 e i 30), a dimostrazione di quanto il Festival sia in grado di stare al passo con i tempi con un’offerta musicale sempre attuale e diversificata, capace al contempo di soddisfare tutti i gusti musicali e rimanere fedele a se stesso.
Online anche l’aftermovie 2025, il racconto entusiasmante di un’edizione che ha registrato oltre 90mila presenze in 3 giorni e con cui il Festival ha consolidato la propria importanza a livello nazionale e internazionale, dimostrando ancora una volta di saper offrire al pubblico un’esperienza sempre più appagante.
Eurozona, attività manifatturiero in lieve contrazione a settembre
Roma, 1 ott. (askanews) – L’attività del settore manifatturiero è tornata a contrarsi a settembre per l’insieme dei Paesi dell’area euro, secondo l’indagine (Hcbo Pmi) di S&P Global: l’indice è sceso a 49,8 punti, da 50,7 di agosto, tenendo conto che la soglia di neutralità è pari a 50 punti.
Secondo quanto riporta un comunicato, la contrazione è stata provocata da un calo degli afflussi di nuovi ordini e da un aumento del tasso di perdita di posti di lavoro. I volumi produttivi hanno continuato ad espandersi, anche se il ritmo di crescita è rallentato notevolmente rispetto al massimo di quasi tre anni e mezzo di agosto.
L’indice Pmi sul manifatturiero della Spagna è sceso ai minimi da 3 mesi (51,5 punti), sulla Germania a 49,5 punti, sull’Italia a 49 punti e sulla Francia a 48, punti.
Secondo Cyrus de la Rubia, capo economista della Hamburg Commercial Bank “manca un segnale chiaro che le cose stiano per prendere velocità a breve termine. Durante la primavera e l’estate gli ordini in entrata sono leggermente calati per poi rimanere in stagnazione. Di conseguenza, a settembre le aziende hanno continuato a ridurre il personale e le giacenze”.
Ma “la stagnazione osservata nel settore manifatturiero può anche essere vista con un’ottica positiva. Considerando gli ostacoli causati dai dazi statunitensi, l’incertezza politica in Francia e Spagna (dove entrambi i governi sono in difficoltà), l’inizio difficile della Germania con la sua nuova amministrazione e le tensioni geopolitiche in senso lato, il settore manifatturiero europeo sta reggendo sorprendentemente bene – aggiunge – mostrando resilienza”.
Navi e droni israeliani circondano la Flotilla che continua la missione verso Gaza
Roma, 1 ott. (askanews) – Dopo essere entrata nella “zona ad alto rischio”, a meno di 150 miglia nautiche da Gaza, la Global Sumud Flotilla (GSF) ha riferito di aver avuto il suo “primo incontro” con navi della Marina israeliana, che hanno circondato la “barca di testa della flotta per circa sei minuti” disattivandone a distanza i sistemi di comunicazione.
“Abbiamo avuto una notte insonne, abbiamo avuto una visita dall’Iof (Forze occupazione israele, ndr) – racconta un attivista tedesco in un video postato su X – sono venuti con una grande nave militare e altri motoscafi più piccoli, sono venuti molto vicini alle nostre imbarcazioni e a tratti hanno paralizzato i nostri sistemi di comunicazione e poi se ne sono andati. Ora è spuntato il sole e ci dirigiamo a Gaza!”.
“É stata una notte turbolenta, ma tiriamo dritti verso Gaza. Delle navi ci hanno circondato, tutta la flotilla, era notte, non si capiva. L’unica cosa che potevamo sentire era la radio e le barche che si tenevano in comunicazione. Quella principale, la Alma, è stata circondata, ci sono stati dei danni, assieme alla seconda barca che avremmo dovuto seguire, la Sirius, ma poi hanno fatto delle valutazioni e siamo ripartiti. Stiamo andando avanti”: così Barbara Schiavulli, giornalista di guerra e direttrice di Radio Bullets, racconta in un video postato sul profilo Instagram della Global Sumud Flotilla, la nottata dopo l’ingresso nell’area ad alto rischio, a meno di 150 miglia nautiche da Gaza.
“Ovviamente le navi militari, adesso con il sole, come vedono noi, le vedremo anche noi, è questione di poco tempo”, ha aggiunto la giornalista e scrittrice, che aggiunge di “essere rimasta senza telefono e quindi le mie comunicazioni saranno molto più brevi”.
(in foto frame delle immagini trasmesse in diretta dalla Flotilla in navigazione)
Oltre Greta: servono nuovi attivisti e soprattutto una nuova politica sull’ambiente
Una volta c’era Greta Thunberg, la ragazza che con un cartello in mano davanti al Parlamento di Stoccolma trasformò un tema tecnico e scientifico in un movimento di massa. Quel gesto solitario, nato nel 2018, aveva il merito di riportare la questione climatica nel cuore del dibattito pubblico e di smuovere governi e imprese. I “Friday for Future” sembravano allora un formidabile strumento intergenerazionale per contrastare il riscaldamento globale.
La critica di Abravanel
Oggi quella stagione appare lontana. Come osserva Roger Abravanel in un articolo apparso ieri sul Corriere della Sera (“Salvare il pianeta dagli ambientalisti”), Greta e il movimento che la circonda hanno imboccato un’altra strada. La battaglia per la sopravvivenza del pianeta si è trasformata in un’arena ideologica, dove ambientalismo, anticapitalismo, colonialismo e persino antisionismo finiscono per confondersi. Così, da piattaforma universale, i Fridays for Future si sono ridotti a megafono di una agenda politica di estrema sinistra, con il rischio di allontanare molti cittadini. Non è un caso che i giovani tedeschi del movimento si siano dissociati dalla loro fondatrice.
Dall’utopia al pragmatismo
Per Abravanel, l’errore è evidente: trasformare la questione climatica in un “totem” ideologico non solo indebolisce la causa, ma favorisce gli avversari.
Il punto, allora, è tornare a un ambientalismo che non rinunci all’urgenza della sfida climatica, ma la liberi dal peso delle ideologie. È il senso di un passaggio incisivo dell’articolo: «Abbiamo bisogno di una nuova generazione di attivisti che non cerchino solo occasioni di protesta contro il fossile, il capitalismo, Israele, ma suggeriscano soluzioni informate e pragmatiche». Non sit-in rituali o flotillas mediatiche, dunque, ma un lavoro paziente di proposta: come aumentare le energie rinnovabili senza gravare sui costi sociali, come adattare città e territori a un pianeta che non rispetterà l’obiettivo di +1,5 gradi.
Il ruolo della politica
Qui si innesta una considerazione decisiva. Non basta che gli attivisti cambino passo: occorre che la politica esca dalle semplificazioni, ritrovi serietà e capacità di guida. La transizione climatica è al tempo stesso ambientale, sociale ed economica. Senza politiche pragmatiche e lungimiranti, capaci di attrarre investimenti e accompagnare le trasformazioni industriali, non ci sarà alcuna possibilità di successo. Serve un equilibrio nuovo, che respinga sia il negazionismo sia l’estremismo.
In questo senso la riflessione di Abravanel è lucidissima: non basta denunciare i limiti della “Greta ideologica”, bisogna aprire la strada a un ambientalismo adulto, maturo, pragmatico. E, parallelamente, a una politica che sappia affrontare la sfida più grande del nostro tempo con realismo e responsabilità.
Fallita l’opa di Putin, la Moldavia resta in Europa
Precedute e accompagnate da un clima di tensione e di attesa per l’esito del voto, si sono svolte in Moldavia le elezioni per il rinnovo del Parlamento nazionale. Ad urne chiuse il Partito d’azione e solidarietà guidato dalla Presidente del governo uscente Maia Sandu ha ottenuto il 50,03 % dei voti doppiando il Blocco patriottico filorusso di Igor Dodon, fermatosi al 24,26 %. Secondo le prime proiezioni il PAS otterrebbe 53 seggi, mentre le opposizioni 48, con il Blocco Patriottico a 27 seggi e Alternativa a 9. Il Partidul Nostru avrà 6 seggi, come Democratia Acasa. In teoria, in un Parlamento di 101 seggi, il partito filoeuropeista disporrebbe di una maggioranza in grado di formare un nuovo governo orientato a mantenere la Moldavia ancorata all’Europa.
Brogli, hacker e proteste
Le votazioni si sono svolte in un clima condizionato da tentativi di brogli e da attacchi hacker. Ad urne ancora aperte, il leader filorusso Dodon — già Presidente fino all’elezione di Maia Sandu nel 2021 — aizzava i suoi a organizzare una manifestazione di protesta per il giorno successivo, allo scopo di invalidare il voto e chiedere nuove elezioni.
Il pressing di Putin su queste votazioni è stato massiccio e disinvolto, con emissari e finanziatori inviati a condizionare il voto in un Paese di poco meno di due milioni e mezzo di abitanti e con un’economia fragile, ma che il risultato ha mostrato tenacemente orientata verso l’integrazione europea. Alla vigilia del voto le autorità giudiziarie avevano scoperto un giro di 600 mila euro provenienti da Mosca, destinati a rafforzare il fronte filoputiniano.
Continuità filoeuropea
La capitale Chisinau dovrebbe quindi ospitare un governo di continuità, deciso a recidere i legami che un tempo soggiogavano il Paese all’URSS fino al 1991. Un esito opposto a quanto auspicato da Putin, che avrebbe voluto una Moldavia satellite della Russia, utile ad aprire un corridoio verso l’Ucraina da Odessa e dalla Transnistria, fino alla Romania. Anche ipotizzando la necessità di includere il Blocco alternativo (BeA), filoeuropeista e conservatore, Sandu dovrebbe riuscire a formare un governo stabile, orientato all’Europa e al libero mercato.
Il voto è stato accolto con favore a Bruxelles. Kaja Kallas, alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, ha dichiarato: «Il voto della Moldavia è un chiaro sì a un futuro europeo. Nonostante i massicci sforzi della Russia per diffondere disinformazione e comprare voti, nessuna forza può fermare un popolo impegnato per la libertà. Siamo al fianco della Moldavia nel suo percorso verso l’Ue».
La strategia russa
Le mire espansionistiche di Putin non conoscono tregua. L’operazione Zapad 2025 e i sorvoli militari nei cieli dei Paesi Ue e NATO confermano il vero obiettivo: l’espansione verso l’Europa. Come osserva Paolo Mieli in un editoriale sul Corriere della Sera, l’Europa sta dimostrando una sorprendente capacità di resilienza, malgrado resti diffuso un atteggiamento negazionista che minimizza rischi ed evidenze.
Le parole di Lavrov, che evoca «conseguenze» in caso di abbattimento di aerei russi oltre frontiera, suonano paradossali: come se i sorvoli nei cieli esteri, la presenza di petroliere camuffate per ospitare droni e la devastazione dell’Ucraina fossero tollerabili. Una sfrontatezza che il mondo libero non può più permettersi di ignorare.
Il Centro e l’offerta politica
Il voto nelle Marche ci trasmette alcune indicazioni politiche – precise e puntuali – che fanno riflettere. Almeno per chi non procede con le categorie del pregiudizio ideologico e del preconcetto personale. E, per fermarsi ad una di queste riflessioni – ovvero, dov’è e chi vota oggi il Centro – l’analisi è semplice e persin disarmante.
Il “campo largo” e il voto centrista
La coalizione di centrodestra ha stravinto, com’era nelle previsioni del resto. Mentre il cosiddetto campo largo, “testardamente unitario” come ripete la segretaria del Pd Schlein, ha miseramente fallito. E questa volta, va pur detto, era realmente un campo largo, anzi larghissimo.
La cosiddetta “casa riformista”, l’operazione costruita da Renzi e Bettini, ha ottenuto nelle Marche un modesto 1,9%. Nell’alleanza dell’attuale sinistra – che ricorda molto l’antico “Fronte popolare” del 1948 e la “gioiosa macchina da guerra” occhettiana del 1994 – il voto centrista, moderato e di governo è sostanzialmente esterno ed estraneo.
Forza Italia cresce nel centrodestra
Sul versante opposto, la situazione è diversa. Al di là del populismo sovranista ed anti europeo della Lega di Salvini, non si può negare che Forza Italia cresca, nelle Marche come in Val d’Aosta. E il prossimo voto calabrese, secondo i sondaggi, lo confermerà in misura maggiore. In queste aree la coalizione è percepita come meno estremista e radicale. La controprova arriva proprio dal voto centrista: a volte tutto appare più semplice di quanto sembri.
Il nodo dell’astensionismo
Un elettore su due non ha votato. Un dato oggettivo che non si può né ignorare né sottovalutare. Proprio questo massiccio astensionismo spiega l’assenza di un’offerta politica specifica, adeguata e pertinente di un progetto centrista e di governo.
Non basteranno le concessioni di qualche parlamentare con il “diritto di tribuna”, né le prediche astratte dei Ruffini di turno. Su questo versante l’iniziativa di Calenda appare oggi la via più credibile per rappresentare autenticamente un Centro politico, culturale e programmatico. E proprio il voto nelle Marche lo ha ancora una volta confermato in modo chiaro ed esaustivo.
LENS: nasce a Milano la community europea di chirurgia robotica
Milano, 30 set. (askanews) – A Milano ha preso il via LENS, la nuova community europea di chirurgia robotica ideata da Medtronic. Un progetto che unisce oltre 60 chirurghi specialisti in urologia, ginecologia e chirurgia generale, provenienti da tutta Europa, per condividere esperienze, innovazione e formazione continua sull’utilizzo della piattaforma Hugo RAS, il sistema robotico per la chirurgia mininvasiva gi adottato in oltre trenta Paesi. Abbiamo parlato con Manuel Abate, Senior Business Director Surgical Italy:
“Il LENS un’iniziativa che parte da Milano e si svilupper a livello internazionale con l’obiettivo di riunire utilizzatori ed esperti della chirurgia robotica mininvasiva per creare un momento di networking e condivisione. In questi giorni abbiamo condiviso lo stato dell’arte, abbiamo analizzato i progressi fatti e abbiamo, attraverso un interscambio con i nostri operatori, condiviso, capito e sviluppato quelle che sono le idee per il prossimo futuro”.
LENS – acronimo di Learn, Engage, Network, Support – molto pi di un forum: un ecosistema in continua espansione, destinato a diventare punto di riferimento per i professionisti del settore che nei due giorni di forum si sono confrontati sugli usi e il futuro della robotica in medicina. poi intervenuto Bernando Rocco Universit Cattolica – Policlinico Gemelli Roma:
“Abbiamo avuto occasione di confrontarci su tante tematiche importanti: di tecnica, di costi, di gestione, di organizzazione di sale operatorie. fondamentale che gli esperti che utilizzano questo tipo di tecnologia abbiano il modo di mettere sul tavolo gli elementi importanti anche per lo sviluppo di queste tecnologie per tutto l’ecosistema che gira intorno al mondo della robotica e neurologia”.
Infine intervenuta Francesca Ciccarese Chirurgia Policlinico San Marco Zingonia:
“Per il chirurgo un comfort che non da meno rispetto a quello che pu essere per il paziente. Spesso il chirurgo non viene preso in considerazione in quanto il suo dovere operare e portare a termine il massimo dei modi di intervento. Chiaramente con la robotica il comfort determinato dalla robotica d uno step in pi rispetto a quello che pu essere anche l’abilit chirurgica”.
Dopo Milano, il progetto proseguir in Spagna e in altri Paesi europei, per poi crescere a livello globale. Medtronic conferma cos il proprio ruolo pionieristico nella chirurgia robotica: non solo sviluppando soluzioni tecnologiche avanzate, ma costruendo una vera e propria rete globale di professionisti uniti dall’obiettivo comune di migliorare la qualit delle cure per i pazienti.
Il Papa: spero che Hamas accetti il piano Usa per Gaza. No violenza contro la Flotilla, rispettare le persone
Roma, 30 set. (askanews) – “E’ importante il cessate-il-fuoco, la liberazione degli ostaggi. Ci sono elementi (nel piano) che sono molto interessanti. Spero che Hamas accetti nel tempo stabilito”, lo ha detto Papa Leone parlando con i giornalisti a Castel Gandolfo, prima di fare rientro questa sera in Vaticano.
Papa Leone ha commentato anche la situazione della Global Sumud Flotilla in avvicinamento a Gaza: “E’ molto difficile. Si nota il desiderio di rispondere a una vera emergenza umanitaria. Ma ci sono tanti elementi. Da tutte le parti stanno dicendo ‘speriamo non ci sia violenza e che siano rispettate le persone’. Quello è molto importante”. Il Papa Leone lasciando Castel Gandolfo, ha anche commentato le parole del Segretario Usa Pete Hegseth che ha presentato il nuovo Dipartimento della Guerra (ex Dipartimento della Difesa) difesa Usa che si è detto pronto alla guerra: “Questa forma di parlare è preoccupante perché mostra come ogni volta un aumento di tensioni. Questo vocabolario nel cambiare dal ministro della difesa in ministro della guerra. Speriamo sia solo un modo di parlare. Certo, hai uno stile di governo che vuole mostrare la forza per impressionare. Speriamo però che non ci sia la guerra, bisogna lavorare per la pace”.
Chiusa l’era del wokismo, negli Usa nasce il nuovo Dipartimento della Guerra (ecco i suoi obiettivi)
Roma, 30 set. (askanews) – Il segretario della Guerra degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha presentato oggi – di fronte ai più alti ufficiali dell’esercito americano – le nuove linee guida del Pentagono e del rinnovato Dipartimento della Guerra.
Dal palco della base militare di Quantico, in Virginia, Hegseth ha dichiarato ufficialmente chiusa l’era del wokismo nelle Forze Armate, aprendo una nuova fase. “Da questo momento in poi”, ha affermato, “l’unica missione del Pentagono è la guerra”.
Un messaggio condiviso anche dal presidente Donald Trump, che ha sottolineato come il cambio di denominazione – da Dipartimento della Difesa a Dipartimento della Guerra – rappresenti molto più di una semplice operazione di rebranding: è un cambio di rotta strategico.
L’ERA DEL DIPARTIMENTO DELLA DIFESA È FINITA Il segretario della Guerra degli Stati uniti Pete Hegseth, ha delineato oggi, davanti ai massimi comandanti militari dell’esercito Usa presso la base militare di Quantico, la nuova era del Dipartimento della Guerra, sottolineando come l’epoca del Dipartimento della Difesa sia finita e che ora l’unica missione del Pentagono è quella di prepararsi a vincere le guerre.
“Benvenuti al Dipartimento della Guerra, perché l’era del Dipartimento della Difesa è finita” ha affermato il segretario, che ha criticato le scelte delle passate Amministrazioni, dichiarando che “l’esercito è stato costretto da politici stolti e sconsiderati a concentrarsi sulle cose sbagliate”, per poi aggiungere che “questo discorso riguarda la riparazione di decenni di errori, alcuni evidenti e altri nascosti”.
“Come ha dichiarato il Presidente”, ha proseguito Hegseth definendo gli obiettivi del Pentagono, “eliminare i detriti, rimuovere le distrazioni”.
Per tali ragioni, Hegseth, ha annunciato che il Pentagono abbandonerà il suo recente approccio “woke”, riconoscendo di aver perso la “strada” negli ultimi anni. “Abbiamo perso la via. Siamo diventati il Dipartimento woke, ma ora non più”, ha detto Hegseth nel suo discorso agli alti ufficiali militari statunitensi.
“Non più ragazzi in vestiti (da donna, ndr). Basta con l’adorazione del cambiamento climatico, basta con le questioni di genere. Come abbiamo già detto, e diciamo di nuovo: noi abbiamo finito con questa merda”, ha precisato il segretario.
OBIETTIVO DEL PENTAGONO È VINCERE LE GUERRE Definendo i nuovi obiettivi del Pentagono, il segretario della Guerra Pete Hegseth ha proclamato che “l’unica missione del Pentagono è la guerra, quella di prepararsi alla vittoria”. “Se i nostri nemici sceglieranno in maniera stolta di sfidarci; saranno schiacciati dalla violenza, dalla precisione e ferocia del Dipartimento di Guerra”, ha dichiarato dal palco Hegseth.
Questo cambio di approccio è stato ritenuto necessario da Hegseth poiché il segretario della Guerra ritiene che le uniche persone che meritano la pace sono quelle disposte a lottare per ottenerla e preservarla.
“Le uniche persone che meritano veramente la pace sono quelle disposte a fare la guerra per difenderla. Ecco perché il pacifismo è così ingenuo e pericoloso. Ignora la natura umana e ignora la storia umana. O proteggi il tuo popolo e la tua sovranità, o sarai sottomesso a qualcosa o qualcuno. È una verità antica come il mondo”, ha osservato Hegseth.
In merito alla nuova prospettiva del Pentagono, il Segretario è stato chiaro: “Se le parole che sto pronunciando oggi ti spezzano il cuore, allora dovresti fare la cosa giusta e dimetterti”.
Dello stesso avviso è stato il presidente degli Usa Donald Trump affermando che il “cambio di nome (del Dipartimento della Difesa in dipartimento della Guerra) riflette molto più di un semplice cambiamento di branding. È davvero una riaffermazione storica del nostro scopo, della nostra identità e del nostro orgoglio”.
NUOVI STANDARD FISICI PER ESERCITO DI ÉLITE In merito ai nuovi standard previsti per il rinnovamento del corpo militare statunitense, il segretario della Guerra statunitense Pete Hegseth ha illustrato che le sue nuove politiche non mirano a impedire alle donne di prestare servizio nell’esercito.
“Non si tratta di impedire alle donne di prestare servizio”, ha dichiarato il segretario, “apprezziamo molto l’impatto delle truppe femminili. I nostri ufficiali e sottufficiali sono in assoluto i migliori al mondo. Ma quando si tratta di qualsiasi lavoro che richieda potenza fisica per essere eseguito in combattimento, questi standard fisici devono essere elevati e neutri rispetto al genere”.
“Se le donne possono farcela, ottimo. Altrimenti, tant’è. Se questo significa che nessuna donna sarà qualificata per alcuni lavori di combattimento, così sia. Non è questa l’intenzione, ma potrebbe essere il risultato”, ha osservato il segretario. “Significherà anche che gli uomini deboli non saranno qualificati perché non stiamo giocando. Questo è il combattimento. È una questione di vita o di morte”, ha specificato Hegseth.
“Francamente, è stancante osservare le formazioni di combattimento, o qualsiasi altra formazione, e vedere truppe obese”, ha detto il segretario della Guerra. “Allo stesso modo, è del tutto inaccettabile vedere generali e ammiragli obesi nei corridoi del Pentagono”. “È una brutta figura”, ha precisato. Delineando i nuovi codici di condotta e allenamento, Hegseth ha affermato che le truppe dovranno soddisfare i requisiti di altezza e peso e sottoporsi a test di idoneità fisica due volte all’anno, aggiungendo che tutte le truppe dovranno svolgere attività fisica ogni giorno di servizio.
L’IMPEGNO DI TRUMP IN FAVORE DELLE FORZE ARMATE Nel suo intervento dalla base militare di Quantico, il presidente Trump ha rappresentato alla platea il suo impegno a spendere oltre 1.000 miliardi di dollari per le forze armate statunitensi.
“Mi sono impegnato a spendere oltre 1.000 miliardi di dollari per le nostre forze armate nel 2026, la cifra più alta nella storia del nostro Paese”.
“Non saremo politicamente corretti quando si tratterà di difendere la libertà americana, e saremo una macchina da guerra e da vittoria”, ha proseguito il presidente Trump.
“Vogliamo combattere, vogliamo vincere e vogliamo combattere il meno possibile. Dovete contare su persone come me per tenervi fuori dalle guerre, perché non vogliamo entrarci”, ha aggiunto Trump, precisando che “molte delle guerre di cui vi ho appena parlato, avremmo potuto affrontarle e risolverle in modo diverso”, riferendosi al conflitto in Ucraina, ma anche ad altre guerre che il presidente si vanta di aver risolto.
Ucraina, l’allarme di Zelensky: "Situazione critica" nella centrale nucleare di Zaporizhzhia
Roma, 30 set. (askanews) – “Situazione critica” alla centrale nucleare di Zaporizhzhia. Ad affermarlo è il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sul proprio canale Telegram.
“A causa dei bombardamenti russi, la centrale è stata disconnessa dalla rete elettrica. Attualmente è alimentata solo da generatori diesel. Si tratta di una condizione estremamente pericolosa. I generatori, come la centrale stessa, non sono progettati per funzionare così a lungo in questo regime. Abbiamo già ricevuto informazioni secondo cui uno dei generatori è fuori uso”, ha dichiarato Zelensky.
“Sono proprio i russi, con i loro attacchi, a impedire la riparazione delle linee elettriche e il ripristino della sicurezza di base”, ha proseguito il leader ucraino.
Questa situazione, ha aggiunto Zelensky, “è una minaccia per tutti, senza eccezioni. Nessun altro terrorista al mondo ha mai osato fare con una centrale nucleare ciò che la Russia sta facendo oggi”.
Calabria, Meloni dedica il libro al “patriota Thomas, non mollare”
Lamezia Terme, 30 set. (askanews) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni intervenuta sul palco a Lamezia Terme dove il centrodestra ha chiuso la campagna elettorale per la riconferma di Roberto Occhiuto.
Quando un giovane sostenitore di Fratelli d’Italia ha chiesto alla premier una dedica sul suo libro “Io sono Giorgia”, Meloni si ingionocchiata, ha preso il volume, e ha scritto “Al patriota Thomas, non mollare. Giorgia Meloni”.
Calabria, Meloni con Salvini e Tajani lanciano volata a Occhiuto: vinciamo
Lamezia Terme, 30 set. (askanews) – Sull’onda lunga del successo elettorale nelle Marche, i leader del centrodestra si sono ritrovati a Lamezia Terme per il comizio a sostegno del candidato presidente per la Regione Calabria, Roberto Occhiuto, che andrà al voto il prossimo 5 e 6 ottobre. Sul palco la premier, Giorgia Meloni, i due vice, Antonio Tajani e Matteo Salvini, il leader di Nm, Maurizio Lupi, con Antonio De Poli dell’Udc e Laura Castelli, di Sud chiama Nord, tutti uniti per lanciare la volata al presidente uscente.
La premier, dal palco lungo Corso Numistrano, nel cuore di Lamezia, è tornata a parlare delle Marche e della campagna elettorale fatta dalle opposizioni. “I cittadini sono più intelligenti di come li fa la sinistra. Guardano al lavoro, ai risultati, alla concretezza di chi li governa e non si fanno ammaliare dagli slogan, non si fanno trattare da stupidi come li tratta chi gli dice ‘vota Pd nelle Marche’ e avrai lo Stato in Palestina…’. I cittadini non sono stupidi. I marchigiani hanno capito quanto fosse disperata quella mossa” e “il cinismo di chi sfrutta le tragedie per raggranellare qualche voto”.
Meloni si è poi detta “orgogliosa della squadra con cui governiamo questa Regione e il Paese. Dopo 31 anni siamo ancora qui a combattere una battaglia comune, per vincere insieme come abbiamo vinto ieri nelle Marche, anche ribattezzate Ohio, dove i cittadini hanno riconfermato Acquaroli”.
La premier ha voluto anche ricordre come il suo sia “il quarto governo su 68 più longevo e tra poche settimane diventeremo il terzo e i primi tre saranno tre governi di centrodestra. Ed è naturale che solo il centrodestra possa dare stabilità” perché “noi non stiamo insieme per sconfiggere gli altri o perché detestiamo gli altri”, ma “perché abbiamo una visione del mondo. Non ci muove la rabbia ci muove l’amore”, ha sottolineato Meloni che sull’aereo per arrivare in Calabria si è trovata insieme con Tajani, la segretaria del Pd, Schlein e i due leader di Avs, Bonelli e Fratoianni.
Anche il ministro degli Esteri è voluto tornare sulla vittoria di ieri nelle Marche. “Il primo tempo è finito 1-0, ora stiamo facendo il secondo tempo, vinceremo due a zero. Chiediamo voti per Roberto Occhiuto perché ha governato bene la Calabria, perché Roberto ha trasformato la Calabria. Ha avuto sempre la grande capacità di dialogare con il governo nazionale, non creando un contrasto tra la Regione e Roma ma cercando di ottenere da Roma tutti gli strumenti utili per sviluppare la Calabria”, ha aggiunto il ministro degli Esteri.
Certo di vincere, anzi di stravincere in Calabria, il leader della Lega, Matteo Salvini “Se nei prossimi giorni darete il vostro contributo, noi non vinciamo… noi stravinciamo le Regionali. Le stravinciamo. Vogliamo vincere con 20 punti di vantaggio, con la Lega al suo massimo storico in doppia cifra per continuare a fare quello che stiamo facendo: 22 miliardi di euro sul territorio, lavoro, sicurezza, il Ponte sullo Stretto, strade, ferrovie e alta velocità”.
Convinto del successo elettorale domenica e lunedì prossimi anche Lupi. “Dopo il buon risultato, quasi il 2% nelle Marche, in Calabria noi crediamo come Noi Moderati di dare un contributo decisivo, credo che supereremo abbondantemente il 5% e questo dimostra che c’è bisogno di più centro nel centro-destra”, ha detto il leader di Nm.
Da parte sua, Occhiuto ha ammesso che “molte delle cose che abbiamo realizzato non avremmo potuto realizzarle senza il sostegno e l’amicizia di Giorgia Meloni, Antonio Tajani, Matteo Salvini. Non abbiamo avuto la bacchetta magica, nessuno ce l’ha, ma in quattro anni abbiamo fatto molto di più che nei decenni precedenti. La Calabria era immobile, ferma, se ne parlava solo male e in quattro anni abbiamo costruito una Calabria finalmente orgogliosa, di cui si comincia a parlare bene e abbiamo messo mano a riforme importanti”.
Al termine del suo intervento dal palco, dopo il selfie con tutti gli altri leader, la presidente del Consiglio ha trovato il tempo di accontentare la richiesta di un sostenitore di Fratelli d’Italia che gli ha chiesto una dedica sul suo libro “Io sono Giorgia”. Meloni si è inginocchiata, ha preso il volume, e ha scritto “Al patriota Thomas, non mollare. Giorgia Meloni”.
Meloni: il piano di Trump apre una speranza per Gaza. L’equilibrio è fragile, la Flotilla si fermi
Roma, 30 set. (askanews) – “Con il piano di pace per il Medio Oriente proposto dal Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si è finalmente aperta una speranza di accordo per porre fine alla guerra e alla sofferenza della popolazione civile palestinese e stabilizzare la regione. Questa speranza poggia su un equilibrio fragile, che in molti sarebbero felici di poter far saltare. Temo che un pretesto possa essere dato proprio dal tentativo della Flotilla di forzare il blocco navale israeliano. Anche per questo ritengo che la Flotilla dovrebbe fermarsi ora e accettare una delle diverse proposte avanzate per la consegna, in sicurezza, degli aiuti”. Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
“Ogni altra scelta – aggiunge – rischia di trasformarsi in un pretesto per impedire la pace, alimentare il conflitto e colpire così soprattutto quella popolazione di Gaza alla quale si dice di voler portare sollievo. È il tempo della serietà e della responsabilità”.
Denatalit Lazio, Possemato: servono strumenti strutturali
Roma, 30 set. (askanews) – “Nel Lazio le nascite sono crollate del 27% in dieci anni, e l’et media della prima maternit supera i 32 anni. Davanti a una crisi strutturale come questa, servono politiche familiari che non siano bonus spot, ma strumenti economici e culturali continui”. Lo ha dichiarato Donatella Possemato, presidente dell’Osservatorio Vita e Natalit (ONV), in audizione nella VII Commissione consiliare permanente “Sanit, politiche sociali, integrazione sociosanitaria e welfare” del Consiglio regionale del Lazio, durante l’esame della proposta di legge n. 207/2025 su famiglia e natalit.
Tra i punti condivisi, ONV valuta positivamente l’estensione dei benefici ai nascituri fin dal concepimento. ” un passo avanti – ha detto Possemato – ma va accompagnato da sportelli di prevenzione per infertilit e disturbi alimentari, diagnosi prenatali gratuite, e supporto psicologico lungo tutto il percorso materno-infantile.” Possemato ha rilanciato la proposta di un “Codice fiscale della famiglia”: “Solo se trattiamo la famiglia come un soggetto economico – ha affermato – potremo costruire politiche efficaci. Proponiamo un rating familiare, gestito tramite CAF e patronati, che generi credito fiscale da tutte le spese documentate, inclusi beni per la prima infanzia e spese sanitarie.” Per favorire le nuove famiglie, l’ONV propone il coinvolgimento attivo del sistema bancario, con prestiti a tasso agevolato e accesso garantito alla casa. “Non basta dire ai giovani di fare figli: bisogna creare le condizioni materiali e culturali per farlo.”L’Osservatorio chiede anche interventi strutturati per madri fragili, famiglie numerose e genitori separati, inclusi voucher, pacchi nascita tramite bandi pubblici, e sostegno alle spese scolastiche. “Un bonus da mille euro finisce in dieci giorni – ha detto – servono strumenti duraturi, come forniture gratuite di latte, pannolini, libri e beni essenziali.” Infine, ONV sottolinea l’importanza del fattore culturale. “Serve un nuovo immaginario positivo della famiglia. Proponiamo campagne social, cortometraggi, progetti nelle scuole e nei media per far tornare la genitorialit una scelta desiderabile, non un ostacolo.”
Il Qatar: il piano di pace Usa per Gaza trasmesso ad Hamas. Trump: se lo rifiuta, la pagherà cara
Roma, 30 set. (askanews) – Il primo ministro del Qatar Mohammed al Thani in un’intervista all’emittente televisiva qatariota “Al Jazeera” ha dichiarato di aver “trasmesso il piano di Trump alla delegazione negoziale di Hamas”. L’emiro ha affermato che, insieme all’Egitto, hanno “chiarito ad Hamas il nostro obiettivo principale: porre fine alla guerra. Hamas ha agito responsabilmente e ha promesso di studiare il piano”. Al-Thani ha, inoltre, aggiunto: “Dobbiamo proseguire sulla strada attuale e renderla efficace e vincente”. Il presidente statunitense Donald Trump dal canto suo ha dichiarato che concederà ad Hamas “tre o quattro giorni” per rispondere alla sua proposta di cessate il fuoco a Gaza, che prevede il disarmo totale del movimento palestinese e la sua esclusione da futuri ruoli di governo. Il presidente statunitense Donald Trump ha avvertito che Hamas subirà “conseguenze gravi” e la pagherà cara se non accetterà il piano di pace per Gaza che prevede il disarmo totale del movimento.
Stati Uniti e Israele non sono inclini ad accettare dei cambiamenti importanti nel piano di pace per
mettere fine alla guerra nella Striscia di Gaza: è quanto riporta la rete televisiva israeliana Channel 12, citando fonti dei due governi. Washington e Tel Aviv si è detta disponibile a negoziare dei
dettagli tecnici, come ad esempio la tempistica del ritiro dell’esercito israeliano o le modalità del disarmo di Hamas – ma non dei cambiamenti radicali.
Spuntano bandiere Free Palestine vicino a comizio del centrodestra
Milano, 30 set. (askanews) – Le bandiere Free Palestine sopra, e sotto in piazza quelle dei partiti del centrodestra. Al comizio elettorale a Lamezia Terme a sostegno di Roberto Occhiuto, candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Calabria, sono spuntate sui balconi della piazza le bandiere palestinesi.
Calabria, Salvini: vogliamo vincere con 20 punti di differenza
Lamezia Terme, 30 set. (askanews) – “Vogliamo vincere con 20 punti di vantaggio, con la Lega al suo massimo storico in doppia cifra per continuare a fare quello che stiamo facendo, portando 22 miliardi di euro sul territorio, lavoro, sicurezza, il Ponte sullo Stretto, strade, ferrovie con l’alta velocit dal Nord al Sud della Calabria. Non vedo l’ora che arrivi domenica per il voto”.
Cos il leader della Lega, Matteo Salvini, a margine del comizio elettorale a Lamezia Terme a sostegno di Roberto Occhiuto, candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Calabria.
Flotilla, Lupi (Nm): avanti contro buonsenso vuol dire sbagliare
Roma, 30 set. (askanews) – “Ci vuole coraggio, ma il coraggio non quello di andare avanti, ci vuole il coraggio della responsabilit. Qualcuno diceva che il meglio il nemico del bene, se come abbiamo visto lo scopo non era umanitario, ma lo scopo della Flottiglia era di sensibilizzare legittimamente l’opinione pubblica, ognuno fa le sue scelte, mi sembra che il risultato ci sia stato. Andare avanti contro qualsiasi gesto di buonsenso vuol dire sbagliare e far diventare negativo anche un’iniziativa che pu essere positiva”.
Cos il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi, a margine del comizio elettorale a Lamezia Terme a sostegno di Roberto Occhiuto, candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Calabria.
“L’ideologia sempre una verit giusta ma che poi impazzisce – ha proseguito Lupi – qui siamo di fronte a un ennesimo rischio di strumentalizzazione di far s che una cosa buona, una manifestazione di solidariet e di sensibilit, diventi secondo noi una cosa negativa, quindi si risponda positivamente, si fa sempre in tempo, all’appello del presidente de Mattarella”.
Cresce in Italia il Kiwi Sungold, Zespri investe ancora sul Lazio
Roma, 25 set. (askanews) – Nuovi investimenti nella produzione di kiwi SunGold Zespri nel Lazio, che consolideranno il primato della regione nella produzione italiana. Lo annuncia, a pochi giorni dall’inizio della raccolta, Zespri, leader mondiale nel settore dei kiwi, che da gennaio 2025 ha iniziato a impiantare altri 300 ettari in Italia e ha organizzato una due giorni a Cisterna di Latina alla scoperta di questo frutto.
Emanuele De Santis, Zespri Marketing Manager Italy & Med. Countries: “Il distretto del kiwi nel Lazio il distretto pi importante in termini di produzione in Italia e noi siamo qui per mostrare cosa c’ dietro la qualit e il gusto dei nostri prodotti”.
Il kiwi giallo Sungold sempre pi presente nella dieta degli italiani grazie al suo gusto dolce, rinfrescante e all’alto contenuto di vitamina C, mentre il kiwi verde diventato il primo frutto fresco in assoluto a ricevere un claim salutistico autorizzato dalla Commissione Europea.
“Oggi siamo venuti a scoprire come avverr la raccolta nei nostri frutteti. Il kiwi SunGold un kiwi che in Italia sta crescendo molto in termini di penetrazione e su cui Zespri sta puntando particolarmente anche con investimenti di marketing e comunicazione”.
La raccolta dei kiwi SunGold infatti ai nastri di partenza e durer circa 20-30 giorni. E’ eseguita interamente a mano, come tutta la coltivazione di questa pianta generosa ma delicata. E se il Lazio la regione pi produttiva in Italia, l’Italia stessa secondo player mondiale dopo la Nuova Zelanda e primo in Europa.
Mariarosaria Mazzeo, Zespri Orchard Programmes Regional Manager: “Siamo nel distretto di Latina dove la maggior parte del Sungold viene prodotto a livello nazionale”.
“Attualmente le prospettive per il Sungold sono molto positive, per quest’anno di raccolta abbiamo una previsione di aumenti nazionali del volumi di circa il 20%”.
“Zespri punta ad aumentare la produzione nel Lazio per valorizzare ancora di pi il suo brand con un aumento degli ettari impiantati nel prossimo anno”.
Una produzione attenta anche alla sostenibilit, tanto che proprio a partire da quest’anno, tutti i kiwi Zespri saranno dotati di un nuovo bollino compostabile, innovazione assoluta nel campo dell’ortofrutta.
.Sedute di yoga, colazioni del benessere, degustazioni e visite alle aziende agricole diventano cos un modo nuovo per comunicare un prodotto, il Kiwi SunGold, che sta incontrando sempre di pi il favore dei consumatori.
Emanuele De Santis, Zespri Marketing Manager Italy & Med. Countries: “Nelle ultime 2 stagioni abbiamo avuto una crescita importante, quindi abbiamo avvicinato oltre 1 milione di nuovi consumatori alla marca”.
Migranti, Meloni: politici, burocrati e giudici non mi fermeranno
Roma, 30 set. (askanews) – Sui migranti “se qualcuno vuole fermarci si sbaglia di grosso: non c’è politico, burocrate, giudice che può impedirmi di fare quello che gli italiani hanno chiesto: fermare l’immigrazione illegale. Ci metteranno i bastoni tra le ruote e li salteremo con soluzioni nuove e diverse”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un comizio a Lamezia Terme a sostegno del candidato governatore Roberto Occhiuto.
Nei confronti delle migrazioni, ha detto ancora, “solo la sinistra italiana propone porti aperti, anche in Europa ci è arrivata qualche sinistra. Ci sono rimasti solo loro, come il soldato giapponese” ma del resto “quando per anni hai fatto guadagni con il business dell’accoglienza non vuoi che finisca”.
Meloni: parole odio possono portare violenza, storia già vissuta
Roma, 30 set. (askanews) – “Odio e violenza sembrano avere troppo spesso il sopravvento, si moltiplica la schiera di chi cerca di avvelenare il dibattito ma serve responsabilità perché con le parole non si scherza e possono diventare brodo di coltura per frange violente, una storia che l’Italia ha già attraversato e non permetteremo che torni. Per noi” chi sta dall’altra parte è “un avversario ma mai un nemico da abbattere, questo è un privilegio che lasciamo agli altri. La maggioranza silenziosa è più forte delle minoranze rumorose. E la maggioranza ci chiede di andare avanti”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un comizio a Lamezia Terme a sostegno del candidato governatore Roberto Occhiuto.
Meloni: solo i cittadini ci possono mandare a casa
Roma, 30 set. (askanews) – “Roberto Occhiuto ci ha chiamato qua prima del tempo” con le sue dimissioni ma “è una scelta che comprendo e condivido e che racconta qualcosa di come siamo fatti, di cosa c’è nel nostro Dna in cui c’è sempre il fatto che sono i cittadini a dover dire se si fidano di noi, che ci mettono in sella e sono gli unici che ci possono mandare a casa. Finché abbiamo il consenso il resto si affronta a testa alta”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un comizio a Lamezia Terme a sostegno del candidato governatore Roberto Occhiuto.
Tennis, Alcaraz vince a Tokyo ma rinuncia a Shanghai
Roma, 30 set. (askanews) – E sono otto in questo 2025. A Tokyo Carlos Alcaraz non domina (fatta eccezione ai quarti contro Nakashima) durante il torneo 500, concede qualcosa nel percorso ma alla fine il titolo è suo: sconfitto in finale un acciaccato Taylor Fritz con il risultato di 6-4 6-4 in un’ora e 33 minuti di gioco. È il sesto tennista dal 2000 a conquistare almeno otto trofei in una sola stagione: come lui i Fab Four (Roger Federer, Rafa Nadal, Novak Djokovic e Andy Murray) e Jannik Sinner. E proprio con l’azzurro continua la sfida (a distanza) per la vetta del ranking.
Carlos Alcaraz non giocherà il Masters 1000 di Shanghai. Il numero 1 al mondo, dopo la vittoria del titolo all’Atp 500 di Tokyo, ha annunciato il suo forfait in una storia su Instagram: “Sono deluso dal dover annunciare il mio ritiro dal torneo di Shanghai di quest’anno. Sono alle prese con alcuni problemi fisici e dopo aver discusso con la mia squadra crediamo che la decisione migliore sia quella di riposare. Non vedo l’ora di giocare di nuovo davanti al pubblico di Shanghai: spero di tornare presto di vedere i miei fan cinesi l’anno prossimo!”. Il numero 1 al mondo dovrà recuperare dal problema alla caviglia avuto durante la sfida d’esordio a Tokyo contro Baez lo scorso 25 settembre.
Mattarella: tra Italia e Azerbaigian massima collaborazione e amicizia
Roma, 30 set. (askanews) – “I nostri due paesi dimostrano come è possibile sviluppare la collaborazione, abbracciare sempre più settori, per far crescere insieme il benessere dei nostri paesi: sono lietissimo di essere qui e grato al presidente Ilham Aliyev di avermi invitato per la seconda volta e ribadirgli l’apprezzamento per il suo ruolo e il suo impegno in sede internazionale”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al termine del colloquio con il presidente dell’Azerbaigian in occasione della visita ufficiale a Baku.
“Domani sarà una giornata importante per la cultura azera e italiana e un segno importante di come si intende la collaborazione e l’amicizia tra paesi e tra Azerbaigian e Italia è al massimo grado”, ha aggiunto il capo dello Stato ricordando l’appuntamento che domani lo condurrà insieme al presidente Aliyev ad inaugurare un campus dell’Università Italo-Azerbaigiana di Baku nata dalla collaborazione tra l’Università ADA – Azerbaigian Diplomatic Academy – e alcuni Atenei italiani.
Nel colloquio “abbiamo parlato dell’esigenza di sviluppare la collaborazione con l’Ue e l’Italia si sta adoperando in questa direzione, già c’è una interlocuzione autorevole e ampia con molti paesi europei e con l’Unione speriamo cresca”, ha proseguito il capo dello Stato ribadendo la “grande amicizia” e l’intesa piena che si sviluppa da anni tra Roma e Baku, fin dal 2018 quando in occasione della sua prima visita in Azerbaigian Mattarella e Aliyev lavorarono insieme per realizzare il Tap.
“Sette anni fa abbiamo inaugurato insieme un grande impianto industriale, ed è significativo che accanto alla collaborazione energetica e a quella industriale domani mostreremo che anche sul piano culturale, dell’istruzione e dell’università c’è un rapporto crescente di amicizia tra i nostri paesi”, ha concluso.
Il villaggio olimpico pronto, ecco le camere degli atleti
Milano, 30 set. (askanews) – 1700 posti letto per gli atleti olimpici, ma anche spazi comuni, aule studi, cucine in condivisione e terrazze. E’ stato presentato a Milano il Villaggio Olimpico dei Giochi di Milano e Cortina. Uno spazio che, una volta terminate le olimpiadi invernali, si trasformer nel pi grande studentato in edilizia convenzionata in Italia. Il Villaggio il primo tassello del progetto di rigenerazione urbana nell’ex scalo di Porta Romana, che da storico snodo ferroviario si trasforma in un nuovo quartiere sostenibile e intergenerazionale, progettato per accogliere 1.700 studenti, 2.000 residenti tra edilizia libera, convenzionata e pubblica, 6.000 lavoratori e con oltre 20 spazi per attivit commerciali e servizi di prossimit al piano terra del nuovo complesso.
“Questa opera stata realizzata al 100% con imprese e fornitori italiani ed un esempio di collaborazione tra pubblico e privato”, ha detto il fondatore e Ceo di Coima Manfredi Catella.
Nel corso della presentazione sono stati svelati per la prima volta gli spazi interni che ospiteranno gli atleti. Le camere da letto, singole e doppie, le cucine e alcune aule, ancora vuote ma che presto saranno animate dall comunit olimpica da tutto il mondo e subito dopo dagli studenti delle universit milanesi. Le iscrizioni sono gi aperte.
Il segretario dell’Onu Guterres invita tutte le parti ad accettare il piano di Trump per Gaza
Roma, 30 set. (askanews) – Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha invitato oggi “tutte le parti” ad accettare e attuare il piano per Gaza presentato il giorno prima dal presidente degli Stati Uniti, ha dichiarato il suo portavoce in una nota.
“E’ ora fondamentale che tutte le parti si impegnino a rispettare questo accordo e la sua attuazione”, ha aggiunto, accogliendo con favore il piano di Donald Trump e “l’importante ruolo dei Paesi arabi e musulmani” nel suo raggiungimento.
Caso Almasri, la giunta della Camera dice no al processo per Nordio, Piantedosi, Mantovano
Roma, 30 set. (askanews) – La Giunta per le autorizzazioni di Montecitorio ha respinto con 13 voti a 6 la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dei ministri Nordio e Piantedosi e del sottosegretario Mantovano indagati a vario titolo nella vicenda Almasri. È stata respinta infatti la relazione di Federico Gianassi (Pd) che aveva proposto invece di accoglierla. È stato quindi nominato relatore Pietro Pittalis, deputato di Forza Italia, che interverrà in aula il 9 ottobre quando è già fissato il voto sulla vicenda.
Almasri, no Giunta Camera a processo per Nordio, Piantedosi, Mantovano
Roma, 30 set. (askanews) – La Giunta per le autorizzazioni di Montecitorio ha respinto con 13 voti a 6 la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dei ministri Nordio e Piantedosi e del sottosegretario Mantovano indagati a vario titolo nella vicenda Almasri. È stata respinta infatti la relazione di Federico Gianassi (Pd) che aveva proposto invece di accoglierla. È stato quindi nominato relatore Pietro Pittalis, deputato di Forza Italia, che interverrà in aula il 9 ottobre quando è già fissato il voto sullaávicenda.
Un cittadino su 2 non versa un euro di Irpef
Roma, 30 set. (askanews) – Nel 2024 (dati Mef-Agenzia Entrate) su una popolazione di circa 59 milioni di cittadini residenti sono stati 42,5 milioni “quanti hanno presentato una dichiarazione dei redditi ma versare almeno 1 euro di IRPEF, però, solo 33.540.428 residenti, vale a dire poco più della metà degli italiani” E’ quanto emerge dalla dodicesima edizione dell’Osservatorio sulle entrate fiscali, a cura del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, presentata alla Camera dei Deputati insieme a CIDA, sostenitrice della ricerca, in occasione del convegno “Il difficile finanziamento del welfare italiano”.
Nel dettaglio, da 0 a 7.500 euro lordi si collocano 7.288.399 soggetti, il 17,12% del totale, che pagano in media 26 euro di IRPEF l’anno (19 se rapportati ai cittadini) “e sono pertanto pressoché a carico dell’intera collettività”.
Nella fascia subito superiore, quella dei contribuenti che dichiarano redditi tra i 7.500 e i 15.000 euro lordi l’anno sono 7.696.479: in questo caso, al netto del TIR, l’IRPEF media annua pagata per contribuente è di 296 euro (214 euro per abitante), a fronte – a titolo esemplificativo – di una spesa sanitaria pro capite pari di circa 2.222 euro.
Tra 15.000 e 20.000 euro di reddito lordo dichiarato si trovano circa 5 milioni di contribuenti, che pagano un’imposta media annua di 1.817 euro, che si riduce a 1.311 euro per singolo abitante; seguono da 20.001 a 29.000 euro 9,7 milioni di contribuenti, con un’imposta media di 3.750 euro che scende a 2.706 se rapportata al totale abitanti.
Seguono quindi i redditi tra 29.001 e 35mila euro, fascia in cui si collocano 4.359.429 contribuenti pari a 6.041.664 abitanti: questi contribuenti, il 10,24%, pagano un’imposta media di 6.254 euro l’anno, 4.512 euro per abitante, e versano complessivamente il 13,16% delle imposte.
Sommando tutte le fasce di reddito fino a 29mila euro, sottolinea lo studio, si evidenzia dunque che il 72,59% dei contribuenti italiani versa soltanto il 23,13% di tutta l’IRPEF.
Trump: se non mi danno il Nobel per la Pace sarà un insulto per gli Usa
Roma, 30 set. (askanews) – Il presidente Donald Trump ha detto che sarebbe un “insulto” per gli Stati Uniti se non ricevesse il Premio Nobel per la Pace per avere – come spesso ripete – risolto numerose guerre.
“Vincere il Premio Nobel? Assolutamente no. Lo daranno a qualcuno che non ha fatto un bel niente – ha detto Trump incontrando i vertici militari presso la base di Quantico, in Virginia – Lo daranno a qualcuno che ha scritto un libro sulla mente di Donald Trump e su cosa è servito per risolvere le guerre… il Premio Nobel andrà a uno scrittore. No, vedremo cosa succederà, ma sarebbe un grave insulto al nostro Paese. Vi dico, non lo voglio io, voglio che lo riceva il Paese”.
La nave "Alpino" della Marina alla Flotilla: a 150 miglia da Gaza ci fermiamo
Roma, 30 set. (askanews) – Alle ore 16:30 circa, in Italia, (14.30 zulu) Nave Alpino della Marina Militare, raggiunta una distanza di circa 180 miglia nautiche dalle coste di Gaza, diramerà un avviso ufficiale a tutte le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla. Nello specifico sarà comunicato che, in assenza di variazioni di rotta e velocità, alle ore 02:00 AM circa in Italia (00.00 Zulu) di domani primo ottobre, la Flotilla raggiungerà verosimilmente il limite delle 150 miglia nautiche dalle coste di Gaza. Nave Alpino, come comunicato più volte nei giorni scorsi, non oltrepasserà tale limite, come da disposizioni ricevute anche per non pregiudicare in alcun modo le garanzie di sicurezza delle persone imbarcate. La Fregata della Marina Militare sarà disponibile ad accogliere ogni persona che manifesti la volontà di trasferirsi a bordo, nel rispetto delle procedure di sicurezza e delle normative internazionali. Un ultimo avviso sarà diramato domani primo ottobre, al raggiungimento delle 150 miglia nautiche dalle coste di Gaza, dove la nave militare si fermerà e rimarrà a disposizione per eventuali interventi di assistenza e soccorso.
Usa, Hegseth: "Inaccettabile vedere generali obesi nei corridoi del Pentagono"
Roma, 30 set. (askanews) – Pete Hegseth, il segretario della guerra – stante il nuovo nome al dipartimento della Difesa divenuto dipartimento della guerra con l’amministrazione Trump – nel corso del suo discorso agli alti ufficiali dell’esercito statunitense nella base militare di Quantico, ha parlato di come le forze armate americane dovranno apportare cambiamenti culturali e nuovi standard al proprio interno, criticando il personale militare “grasso”.
“Francamente, è stancante osservare le formazioni di combattimento, o qualsiasi altra formazione, e vedere truppe obese”, ha detto il segretario della Guerra. “Allo stesso modo, è del tutto inaccettabile vedere generali e ammiragli obesi nei corridoi del Pentagono”.
“È una brutta figura”, ha affermato. Delineando i nuovi codici di condotta e allenamento, Hegseth ha affermato che le truppe dovranno soddisfare i requisiti di altezza e peso e sottoporsi a test di idoneità fisica due volte all’anno, aggiungendo che tutte le truppe dovranno svolgere attività fisica ogni giorno di servizio. “La maggior parte delle unità lo fa già, ma lo stiamo codificando”, ha precisato.

















































