Home Blog Pagina 298

Stalling diventa Starlink, galassia Musk elogia Meloni per sbaglio

Roma, 19 ago. (askanews) – “Starlink” anziché “Stalling”. Una erre e una kappa al posto giusto, l’assonanza tra le due parole, ed ecco che la riflessione della premier Giorgia Meloni a proposito dello “stallo sul campo di battaglia” in Ucraina, diventa per Andrea Stroppa, l’uomo di Musk in Italia, un elogio della presidente del Consiglio, nel corso del vertice a Washington con Trump, Zelensky e i leader europei, ai satelliti di SpaceX.

Tutto parte dal post su X dell’account SMX che pubblica uno spezzone dell’intervento di Meloni alla Casa Bianca al tavolo del vertice sull’Ucraina. La premier, rivolgendosi al presidente Usa, dice chiaramente: “So, something is changing, something has changed, thanks to you, thanks also to the stalling in the battlefield, which was achieved with the bravery of ukrainians and the unity that we all provided to Ukraine”. Traduzione ufficiale sul sito di palazzo Chigi: “Quindi, qualcosa sta cambiando, qualcosa è cambiato, grazie a te (riferito al presidente Usa che le stava accanto, ndr), grazie anche alla situazione di stallo sul campo di battaglia, ottenuta con il coraggio degli ucraini e con l’unità che tutti noi abbiamo fornito all’Ucraina”. Parole che nella trascrizione dell’utente americano, che nella bio si dichiara un appassionato di Tesla e di razzi, diventano: “Thanks also to the Starlinks in the Battlefield”. Tanto che SMx commenta: “Italy’s Prime Minister Giorgia Meloni expressed deep gratitude to Elon Musk’s Starlink for its crucial role on the battlefield in Ukraine”, ovvero “Il primo ministro italiano Giorgia Meloni ha espresso profonda gratitudine a Starlink di Elon Musk per il suo ruolo cruciale sul campo di battaglia in Ucraina”.

Passa poco e il post col presunto elogio di Meloni e Musk viene rilanciato da Stroppa: “Brava Giorgia Meloni – commenta – a ricordare l’importanza di Starlink e l’impegno di Elon Musk in Ucraina”. Lo scambio non sfugge allo stesso Musk che lascia un commento con la bandiera Usa accanto a quella italiana e a un cuore. Qualche utente fa notare che la presidente del Consiglio dice “stalling” e non Starlink ma il post di Stroppa viaggia già verso le 44mila visualizzazioni e i commenti sono per lo più entusiasti. Meloni però non ha fatto il minimo accenno a Starlink come si evince appunto dalla citata trascrizione del suo intervento (in inglese e in italiano) sul sito del governo.

Stalling diventa Starlink, la galassia Musk elogia Meloni per sbaglio

Roma, 19 ago. (askanews) – “Starlink” anziché “Stalling”. Una erre e una kappa al posto giusto, l’assonanza tra le due parole, ed ecco che la riflessione della premier Giorgia Meloni a proposito dello “stallo sul campo di battaglia” in Ucraina, diventa per Andrea Stroppa, l’uomo di Musk in Italia, un elogio della presidente del Consiglio, nel corso del vertice a Washington con Trump, Zelensky e i leader europei, ai satelliti di SpaceX.

Tutto parte dal post su X dell’account SMX che pubblica uno spezzone dell’intervento di Meloni alla Casa Bianca al tavolo del vertice sull’Ucraina. La premier, rivolgendosi al presidente Usa, dice chiaramente: “So, something is changing, something has changed, thanks to you, thanks also to the stalling in the battlefield, which was achieved with the bravery of ukrainians and the unity that we all provided to Ukraine”. Traduzione ufficiale sul sito di palazzo Chigi: “Quindi, qualcosa sta cambiando, qualcosa è cambiato, grazie a te (riferito al presidente Usa che le stava accanto, ndr), grazie anche alla situazione di stallo sul campo di battaglia, ottenuta con il coraggio degli ucraini e con l’unità che tutti noi abbiamo fornito all’Ucraina”. Parole che nella trascrizione dell’utente americano, che nella bio si dichiara un appassionato di Tesla e di razzi, diventano: “Thanks also to the Starlinks in the Battlefield”. Tanto che SMx commenta: “Italy’s Prime Minister Giorgia Meloni expressed deep gratitude to Elon Musk’s Starlink for its crucial role on the battlefield in Ukraine”, ovvero “Il primo ministro italiano Giorgia Meloni ha espresso profonda gratitudine a Starlink di Elon Musk per il suo ruolo cruciale sul campo di battaglia in Ucraina”.

Passa poco e il post col presunto elogio di Meloni e Musk viene rilanciato da Stroppa: “Brava Giorgia Meloni – commenta – a ricordare l’importanza di Starlink e l’impegno di Elon Musk in Ucraina”. Lo scambio non sfugge allo stesso Musk che lascia un commento con la bandiera Usa accanto a quella italiana e a un cuore. Qualche utente fa notare che la presidente del Consiglio dice “stalling” e non Starlink ma il post di Stroppa viaggia già verso le 44mila visualizzazioni e i commenti sono per lo più entusiasti. Meloni però non ha fatto il minimo accenno a Starlink come si evince appunto dalla citata trascrizione del suo intervento (in inglese e in italiano) sul sito del governo.

Card. Reina: «De Gasperi testimone di fede e statista profetico»

Il ricordo di un grande statista cristiano

Carissimi fratelli e sorelle,

anche quest’anno ci ritroviamo insieme per celebrare l’Eucarestia nel giorno in cui si ricorda la nascita al Cielo del Servo di Dio Alcide De Gasperi. Desidero anzitutto ringraziare la Fondazione De Gasperi per avermi invitato a presiedere questa liturgia e rivolgo un cordiale saluto alle gentili autorità presenti e a quanti si adoperano con dedizione per approfondire e diffondere il pensiero e la testimonianza cristiana di questo grande statista, la cui visione politica risulta estremamente attuale e meritevole di essere recuperata nella sua forza e nella sua spinta profetica.

Si è da poco concluso l’anno degasperiano in occasione del 70° anniversario della morte di Alcide che ha avuto nella chiusura della fase diocesana del processo di beatificazione uno dei momenti più alti. Questo evento si colloca significativamente all’interno del Giubileo della Speranza nel quale siamo ancora immersi e che fa da cornice a quanto oggi stiamo per vivere.

De Gasperi: una missione affidata da Dio

Le Letture proclamate ci offrono uno specchio attraverso il quale leggere il significato profondo della sua missione. La prima lettura racconta la vocazione e la missione del giovane Gedeone. […]

Questa pagina della Scrittura si rivela provvidenziale mentre ricordiamo Alcide De Gasperi. Anche lui, nella sua vita, ha percorso le tappe di Gedeone. […] Sicuramente, ha sperimentato che la forza del credente e del politico non è opera umana ma viene dal Signore.

Gli anni del deserto e la forza del Vangelo

Negli anni bui e interiormente faticosi del lavoro presso la Biblioteca Apostolica, De Gasperi matura lentamente gli ideali che animeranno il suo agire politico. Quel periodo di deserto esistenziale e spirituale gli permette di interiorizzare la convinzione che il cristianesimo non può essere relegato solo alla sfera privata, ma deve innervare la scelta collettiva di un popolo. […]

La sua visione non era soltanto politica, ma spirituale: costruire una nazione a partire dal Vangelo e con la forza del Vangelo.

Una sfida attuale per l’Europa e per il mondo

Ritengo che questa intuizione sia di estremo interesse e di straordinaria attualità per il nostro tempo e nel contesto di quanto sta avvenendo in Europa e nel mondo intero. […]

Il sogno di De Gasperi, così come quello di Schumann, Adenauer e tanti altri, era quello di un’Europa che si strutturava attorno alla fede nel Dio di Gesù Cristo. […] Sono queste le solide fondamenta che in passato l’hanno resa grande e che oggi potrebbero farle conoscere una nuova stagione — difficile ma carica di possibilità — di progresso umano e valoriale.

La “radicalità” evangelica di De Gasperi

Il Vangelo ci mette davanti questa radicalità, più volte affermata da Gesù: «In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei Cieli…». […]

Alcide ha compreso che la costruzione della città degli uomini, se vuole essere riflesso di quella divina, richiede una oblatività assoluta, libera e liberante. De Gasperi è stato innanzitutto un credente: la sua fede ha plasmato la sua visione politica e la sua opera di governo.

La pace come “fraterna collaborazione dei popoli liberi”

L’attuale congiuntura internazionale, pesantemente segnata da una recrudescenza dei conflitti, impone a noi tutti una decisa assunzione di responsabilità. E qui sovviene il pensiero dello statista, laddove, nel Discorso alla Conferenza di pace di Parigi (10 agosto 1946), disse: «Grava su di voi la responsabilità di dare al mondo una pace che corrisponda all’indipendenza e alla fraterna collaborazione dei popoli liberi».

Questi motivi, fratelli e sorelle, ci portano a invocare il Signore affinché conceda al nostro tempo uomini e donne come Alcide De Gasperi, desiderosi di affrontare con coraggio le difficoltà e le sfide del contesto storico nel quale siamo immersi, per gettare ancora il seme del Regno nell’attesa di frutti copiosi.

Amen

Baldassare Card. Reina

Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma

Seconda vittima del botulino in Sardegna, morta una 62enne

Milano, 19 ago. (askanews) – C’è una seconda vittima per l’intossicazione da botulino avvenuta nel corso della “Fiesta latina” che si era svolta nel luglio scorso a Monserrato (Cagliari). Si tratta della 62enne Valeria Sollai che era ricoverata al Policlinico universitario di Monserrato. Lo scrive l’Unione Sarda. L’8 agosto all’ospedale Businco di Cagliari era morta la 38enne Roberta Pitzalis. L’unico indagato nell’inchiesta coordinata dalla Procura di Cagliari è il titolare del chiosco dove le vittime avevano consumato i prodotti con il guacamole contaminati.

Tommy Cash torna con "OK" il nuovo singolo in italiano

Milano, 19 ago. (askanews) – Dopo aver conquistato il pubblico e le classifiche di tutto il mondo con la hit “Espresso macchiato” che ha conquistato il podio dell’Eurovision Song Contest 2025 e in Italia ha raggiunto #1 della classifica Viral 50 di Spotify e la TOP 50 dell’Airplay radiofonico Tommy Cash torna con “OK” (Epic / Sony Music) il nuovo singolo in italiano in uscita venerdì 22 agosto e da ora in pre-save. L’artista estone lo aveva spoilerato sul palco del Red Valley Festival ad Olbia lo scorso 13 agosto; è interamente in italiano e conferma ancora una volta, sempre attraverso il suo sguardo ironico e dissacrante, l’amore e il legame che Tommy Cash ha instaurato con il Bel Paese. Costruito su un concept lirico originale, “OK” è una sorta di abbecedario dove ogni lettera dell’alfabeto diventa simbolo di moda e cultura.

Conosciuto come visual artist capace di creare e interpretare le tendenze globali in chiave originale e umoristica, Tommy Cash si è fatto conoscere in tutto il mondo per il suo immaginario stravagante e ironico.

Dopo aver conquistato la scena estone, il suo successo ha rapidamente raggiunto anche gli altri paesi portandolo ad esibirsi in giro per gli Stati Uniti e l’Europa, calcando i palchi dei più grandi festival come Glastonbury, Sziget e Roskilde, davanti a un pubblico di decine di migliaia di persone.

Tommy Cash ha collaborato con artisti del calibro di Charli XCX, Diplo, Bones, Boys Noize, Quebonafide, A.G. Cook. Ha lavorato anche insieme a figure nel mondo della moda, come Rick Owens, Maison Margiela e Adidas.

Con Espresso Macchiato, l’artista ha rappresentato l’Estonia all’ultimo Eurovision Song Contest classificandosi terzo.

Sold out il concerto S.O.S. PALESTINA! a Firenze voluto da Piero Pelù

Milano, 19 ago. (askanews) – Sono sold out i biglietti per S.O.S. PALESTINA! il grande concerto nato dalla volontà di Piero Pelù per raccogliere fondi per aiutare Medici senza Frontiere nelle attività di soccorso della popolazione palestinese.

Alla chiamata alle arti di Pelù hanno subito risposto artisti e amici che hanno accolto l’invito a salire sul palco dell’Anfiteatro delle Cascine Ernesto De Pascale di Firenze il prossimo 18 settembre. Oltre a Piero Pelù accompagnato da Antonio Aiazzi, Gianni Maroccolo e i Bandidos, si alterneranno sul palco gli Afterhours, la Bandabardo’, Emma Nolde, i Fast animals and slow kids, Ginevra di Marco e I tre allegri ragazzi morti.

A questi nomi se ne aggiungeranno altri nel corso delle prossime settimane, tutti uniti da un unico scopo: aiutare le vittime del genocidio in atto in Palestina.

Queste le parole di Piero Pelù, artista da sempre coinvolto in attività sociali a tutela dei dimenticati del mondo e delle vittime delle guerre e dell’ambiente: “In Palestina è in atto un vero e proprio massacro/genocidio di popolazione civile che ha una lunghissima e controversa storia alle spalle. Ancora oggi, in questo preciso momento il governo israeliano sionista di Netanyahu prosegue il suo impunito e megalomane massacro di bambini, donne, uomini, medici, giornalisti, operatori umanitari. La Palestina va aiutata con la massima urgenza e dalla mia rabbia e frustrazione per quello che vedo attraverso alcune pagine di informazione indipendente è scaturita l’idea di “S.O.S. PALESTINA!”, nata per raccogliere fondi per MEDICI SENZA FRONTIERE che nelle terre di Palestina (Gaza e Cisgiordania) aiuta la popolazione civile da tanti anni. Voglio ringraziare con tutto il cuore gli artisti generosi che hanno risposto subito alla mia chiamata. Oltre a quelli già annunciati se ne aggiungeranno altri nelle prossime settimane. Un altro enorme ringraziamento va a Zerocalcare per averci regalato questo splendido manifesto.

Ringrazio anche il mio management TEG (nella persona di Valentina Parigi) e Le Nozze di Figaro (nella persona di Alessandro Bellucci), la media partner Controradio, About e la Direzione di Fondazione Accademia dei Perseveranti e del Teatrodante Carlo Monni di Campi Bisenzio che dal primo momento hanno non solo accolto questa mia urgenza ma condiviso e collaborato al progetto con la stessa forza e volontà. Un ringraziamento anche ad Assoconcerti che contribuirà con una donazione. Anche chi non potrà fisicamente venire a Firenze potrà acquistare il biglietto per mandare un aiuto concreto a Medici senza Frontiere e dunque alla popolazione palestinese.

Grazie, vi aspettiamo numerosi in presenza e/o ovunque sarete. Musicalmente vi garantiamo che sarà una serata indimenticabile!”

Il ricavato della vendita dei biglietti – al netto come sempre dei costi vivi dell’evento – andrà al 100% a Medici senza Frontiere. Tutti gli artisti parteciperanno a titolo gratuito, senza quindi percepire compenso.

La locandina dell’evento curata da ZEROCALCARE.

Tajani: per il vertice con Putin meglio Ginevra, a Roma c’è il problema della Cpi

Roma, 19 ago. (askanews) – “Ginevra potrebbe essere la sede giusta, Italia è favorevole” ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani ai microfoni dei giornalisti commentando la possibilità ai prossimi incontro al vertice alla ricerca di una soluzione per porre fine alla guerra, con la partecipazone dei presidenti russo Vladimir PUtin e ucraino Volodymyr Zelensky.

“Roma sarebbe stata anche una sede ideale, voluta da americani, ucraini e anche dagli altri, ma c’è il problema della Corte Penale internazionale, quindi sarebbe stato più complicato. Credo che la sede di Ginevra possa essere la sede migliore, l’Italia è favorevole, lo dirò anche oggi al ministro Cassis” ha aggiunto Tajani.

Due morti dopo scariche col taser in poche ore, Piantedosi: polemiche infondate

Milano, 19 ago. (askanews) – “Il profondo cordoglio per il decesso di due persone, dopo che era stato usato su di loro il Taser, non deve essere strumentalizzato al solo fine di portare avanti l’ennesima campagna di antipatia verso i tutori dell’ordine. L’autorità giudiziaria farà accertamenti e valutazioni ma nulla può mettere in discussione professionalità, equilibrio e impegno delle forze di polizia. Nei due casi specifici, si tratta di Carabinieri intervenuti in altrettante situazioni estremamente difficili e rischiose. E non dobbiamo portare loro rispetto solo quando sono loro stessi a rimanere vittime di queste situazioni. Chi, in maniera ideologica, critica l’utilizzo del taser deve tener presente che si tratta di uno strumento imprescindibile che viene fornito agli agenti proprio per evitare l’utilizzo di armi da sparo. Le regole di ingaggio prevedono che venga usato soltanto quando ci si trova di fronte a soggetti violenti e aggressivi che rappresentano un concreto pericolo per i presenti. La sicurezza dei cittadini è il primo obiettivo che deve essere perseguito. E dalle prime ricostruzioni è esattamente la situazione in cui si sono ritrovati i carabinieri intervenuti. Dunque, vanno respinte, perché del tutto pretestuose, pregiudiziali ed infondate, le polemiche contro le forze di polizia a cui va tutta la gratitudine e il completo sostegno del nostro Governo”. Lo dichiara in una nota il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.

Attacchi russi a raffica in Ucraina mentre a Washington si parlava di fine guerra

Roma, 19 ago. (askanews) – Nella notte tra il 18 e il 19 agosto, alla Casa Bianca si discuteva di possibili mediazioni per la pace, 186 scontri di combattimento sono stati registrati, riferisce lo Stato maggiore delle forze armate ucraine.

La Russia ha lanciato due attacchi missilistici e 78 raid aerei sul territorio ucraino, utilizzando quattro missili e sganciando 162 bombe aeree guidate. Vieppiù, le forze russe hanno utilizzato 5.489 droni d’attacco e condotto 5.350 bombardamenti su posizioni ucraine e aree popolate, di cui 86 con sistemi missilistici a lancio multiplo, secondo il resoconto dello Stato maggiore ucraino. Gli attacchi aerei russi hanno preso di mira, in particolare, le aree di Hirky (regione di Sumy), Poliushkyne e Karabany (regione di Chernihiv), Prymorske e Novoandriivka (regione di Zaporizhzhia) e Antonivka (regione di Kherson).

Inoltre, nei settori settentrionale di Slobozhanshchyna e Kursk si sono verificati sette scontri. Mosca ha lanciato 15 attacchi aerei, sganciato 18 bombe guidate ed effettuato 198 attacchi di artiglieria, di cui otto con MLRS.

Tajani: Putin non ha vinto, ieri è stata una giornata positiva

Roma, 19 ago. (askanews) – “Putin non è vincitore, in tre anni non ha raggiunto la conquista dell’Ucraina che voleva in tre giorni. Si parla con lui per cercare una pace giusta, non mortificante per l’Ucraina”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervistato dal Giornale.

Quella di ieri a Washington, dove si è svolto il vertice internazionale alla Casa Bianca con il faccia a faccia fra il presidente statunitense Donald Trump e quello ucraino Volodymyr Zelensky e con le riunioni alle quali hanno partecipato i leader europei, per il capo della diplomazia italiana “è stata una giornata positiva, un’altra tessera importante per la costruzione del mosaico della pace. Soprattutto, perché tutti si sono ritrovati d’accordo su principio di garantire la sicurezza all’Ucraina e questo rafforza la posizione di Zelensky nella trattativa con Putin”.

Ucraina, L. Fontana: fiducia in passi avanti sulla via della pace

Roma, 19 ago. (askanews) – “Confido in passi avanti sulla via della pace e, alla luce delle recenti interlocuzioni, auspico che questo obiettivo possa finalmente diventare realtà”. Lo dichiara in una nota il presidente della Camera, Lorenzo Fontana.

“Guardiamo con speranza alla fine del conflitto in Ucraina. È un momento decisivo e ne seguo gli sviluppi con massima attenzione. Siamo pronti – conclude – a mettere in campo ogni iniziativa utile anche sul versante della diplomazia parlamentare”.

Ucraina, Tajani: rafforzato Zelensky, poi sui confini tratterà lui

Roma, 19 ago. (askanews) – Nel corso delle riunioni che si sono svolte ieri alla Casa Bianca con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, quello ucraino, Volodymyr Zelensky, e i leader europei, “nella sostanza è stata accolta la proposta italiana di garantire, attraverso un sistema di mutuo soccorso in caso di attacco esterno, l’indipendenza dell’Ucraina”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervistato dal Giornale.

“Puntiamo – ha spiegato il vicepremier – sulla sicurezza di Kiev, che è la nostra sicurezza. I paesi amici dell’Ucraina, anche gli Usa, dovranno intervenire in sua difesa in caso di attacco. Sarebbe positivo che Putin dicesse di sì”.

Smentiti quindi i timori di un disimpegno degli Usa? “Sì, abbiamo detto – ha risposto Tajani – che sono tutti d’accordo. Sui confini, poi, tratterà Zelensky ma questo gli darà forza quando incontrerà Putin e spero che avvenga quanto prima. Bisogna continuare il cammino verso la pace”.

Ucraina, Tajani: Putin non ha vinto, ieri giornata positiva

Roma, 19 ago. (askanews) – “Putin non è vincitore, in tre anni non ha raggiunto la conquista dell’Ucraina che voleva in tre giorni. Si parla con lui per cercare una pace giusta, non mortificante per l’Ucraina”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervistato dal Giornale.

Quella di ieri a Washington, dove si è svolto il vertice internazionale alla Casa Bianca con il faccia a faccia fra il presidente statunitense Donald Trump e quello ucraino Volodymyr Zelensky e con le riunioni alle quali hanno partecipato i leader europei, per il capo della diplomazia italiana “è stata una giornata positiva, un’altra tessera importante per la costruzione del mosaico della pace. Soprattutto, perché tutti si sono ritrovati d’accordo su principio di garantire la sicurezza all’Ucraina e questo rafforza la posizione di Zelensky nella trattativa con Putin”.

Trump preme per summit Zelensky-Putin, Macron il più scettico

Roma, 19 ago. (askanews) – Donald Trump, al termine dei colloqui con i leader di Ucraina e Unione Europea, ha dichiarato di stare preparando un incontro diretto tra Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin. Il presidente degli Stati Uniti ha chiamato il capo del Cremlino durante le consultazioni di ieri sera con il leader ucraino e gli europei, cosa confermata da Mosca, dove però i massimi vertici non si sbilanciano sull’accelerazione che Trump tenta di dare al processo: il consigliere presidenziale Jury Ushakov si è limitato a dire che Putin e Trump hanno discusso della possibilità di “elevare il livello” dei negoziati diretti, per affrontare anche la spinosissima questione territoriale. Su questo punto il cancelliere tedesco Friedrich Merz è stato tagliente: quello che vuole Mosca è “come chiedere agli Usa di cedere la Florida”.

“Abbiamo discusso delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina, che saranno fornite dai Paesi europei in coordinamento con gli Stati Uniti. Ho chiamato il presidente Putin e ho iniziato i preparativi per un incontro tra il presidente Putin e il presidente Zelensky. Dopo di questo si terrà un incontro trilaterale con loro e me”, ha scritto Trump sul suo social Truth Social.

Merz ha dichiarato che l’incontro tra Putin e Zelensky è previsto nelle prossime due settimane. Tuttavia, ha espresso dubbi sul fatto che Putin “abbia abbastanza coraggio” per incontrare Zelensky e ieri durante la parte aperta dei colloqui con Trump ha ribadito la richiesta di un cessate-il-fuoco prima di passare al confronto ai massimi vertici allargato alla parte russa.

Il corrispondente di Axios, Barak Ravid, ha scritto, citando una fonte, che la Casa Bianca spera di organizzare l’incontro entro la fine di agosto.

Zelensky stesso ha affermato che è stata la Russia a proporre a Trump di tenere prima un bilaterale e poi un trilaterale a livello di capi di Stato. Il presidente ucraino ha dichiarato di essere pronto a incontrare Putin senza alcuna condizione: “Perché se iniziamo a pretendere un cessate il fuoco preliminare, la Russia inizierà a porre cento altre condizioni”.

Il leader ucraino ieri sera ha ringraziato numerose volte Trump per gli sforzi messi in campo (memore delle accuse ricevute lo scorso febbraio in mondovisione di non avere mai detto ‘grazie’ durante i colloqui alla Casa Bianca), lasciando agli europei le sottolineature scettiche sulla possibilità che Putin si adegui alla trama tessuta dal presidente Usa. Ricordando la “necessità di fermare i massacri, la necessità di una tregua”, il presidente francese Emmanuel Macron ha detto che “i fatti parlano da soli: “oggi, in realtà, la Russia sta continuando la guerra, la sta intensificando (…) la nostra esperienza negli ultimi quindici anni con il signor (Vladimir) Putin, nel suo approccio, è che ogni volta che pensa di poter vincere con la guerra, non negozia la pace. Questa è la realtà”.

Il segretario di stato americano Marco Rubio guiderà un gruppo di consiglieri per la sicurezza nazionale e funzionari della Nato per sviluppare garanzie di sicurezza per l’Ucraina, secondo fonti del Wall Street Journal. Nei piani americani, che prevedono che l’Europa sia in prima linea per le garanzie di sicurezza, quattro componenti sono centrali: presenza militare, difesa aerea, armi e monitoraggio della cessazione delle ostilità, si legge nell’articolo del quotidiano.

Pippo Baudo e la morte di un Paese

Un modo democristiano, il suo, di gestire lo spettacolo oltre la capacità di saper essere paludato quando occorre e di indicare una direzione di marcia alla bisogna. Ha scoperto talenti e non si è accontentato di ciò che passava il convento per quieto vivere e per rimanere saldo al posto di comando.

Quando è stato necessario, ha mandato quel paese il potere nella persona di Enrico Manca, Presidente della RAI, che lo accusava di essere il facitore di programmi nazional popolari.

Il vero interprete del popolo

A Manca è mancata la percezione che proprio la persona di Pippo Baudo era nazional popolare, cioè formidabile interprete dei sentimenti e della sensibilità di una società che cambiava e che lui accompagnava al cambiamento con la scorta di un portato culturale di tutto rispetto.

Pippo Baudo non si accontentava dell’audience ma passo dopo passo inseriva nei suoi format, alla maniera di Alberto Manzi, passaggi sempre più impegnativi di interviste e riflessioni in modo di far crescere la qualità dell’ascolto e dell’ascoltatore.

Un educatore più che un intrattenitore

Non ha agito per strappi ma progressivamente, portando un gradino dopo l’altro la società ad assumere uno stile e una sostanza sempre di una qualità e un livello superiore. Esigeva, costruendolo, un ascoltatore pretenzioso e critico con cui confrontarsi pur nel tempo di svago.

Si sbaglia se si pensa che Baudo sia stato solo il grande artista in grado di intercettare l’umore degli Italiani assecondandoli con spettacoli cuciti su perfetta misura. Non è stato mai ruffiano e neppure ha strizzato l’occhio a ciò che è facile perché tanto va bene anche così.

Pippo Baudo, assai di più, è stato un “educatore” che ha condotto un paese facendo maturare una sensibilità che sembrava un tempo impensabile, usando azzardatamente e magistralmente l’arte dello spettacolo, che sembrerebbe invece la meno adatta per un’impresa del genere.

Un progetto di società evoluta

Baudo ha cambiato il paese avendo in mente un progetto di società evoluta e più attenta a temi oltre il mero fine ricreativo.

Non ha soltanto presentato un prodotto. Ha condotto una nazione nel senso di marcia di una emancipazione che non producesse resistenze. Con il cavallo di Troia della sua abilità è entrato nella guardia degli spettatori televisivi senza che fossero più in grado di opporre resistenza.

La sua è stata una azione politica non da poco a cui dovremmo inchinarci per sagacia e per gratitudine ed alla quale tutti dovremmo dargli gran merito.

Il segno indelebile di un’epoca

Dicono che abbia inventato il ruolo di “Intrattenitore”. In effetti ha tenuto ed ottenuto l’attenzione del pubblico attraverso programmi “leggeri” curati in ogni dettaglio, tanto da divenire pregevoli.

Da ultimo, non ha mai avuto bisogno di chiudere un suo show dicendo quell’orribile frase oggi di gran voga tra una reclame ed un’altra che recita: “solo una pausa di pochi secondi, restate con noi”.

L’Italia è restata automaticamente con Pippo Baudo. Quelli di oggi, del suo mestiere, non lo dimentichino se non vogliamo mandare il paese a marcia indietro.

Il monito di Carmelo Bene

Sia di monito la provocazione, al tempo, di Carmelo Bene quando diceva che il nostro “è un paese così povero di testa che per essere geni non ci vuole nulla, basta nascere”. Che i responsabili della comunicazione, dei media e dello show ne tengano sempre conto e che lavorino nel loro campo per smentirlo.

De Gasperi è la Dc e la Dc era il Paese

Ricordare Alcide De Gasperi non significa solo approfondire il magistero politico, culturale ed istituzionale di un grande leader, nonché statista, del nostro paese. Un leader che ha segnato l’evoluzione dell’Italia democratica post-fascista e che ha saputo, attraverso la sua concreta azione politica e di governo, mantenere salda la guida del paese sventando il pericolo degli “opposti estremismi” ideologici e profondamente antidemocratici che in quella fase storica erano ben presenti e ancora radicati nella politica italiana.E solo una guida saldamente democratica, autenticamente riformista e schiettamente costituzionale ha saputo far sì che il sistema Italia non deragliasse incrociando avventure sostanzialmente incompatibili con la cornice democratica e liberale che il paese aveva scelto dopo la lunga parentesi autoritaria e dittatoriale.

La Democrazia Cristiana come progetto di società

Ma tutto ciò fu possibile grazie al magistero politico ed istituzionale del leader trentino e, soprattutto, al ruolo che la Democrazia Cristiana ha saputo declinare in quella delicata fase storica e poi negli anni successivi. Un partito che, grazie alla sua autorevole e qualificata classe dirigente, tra cui svettava appunto Alcide De Gasperi, ha saputo interpretare e farsi carico delle domande, delle esigenze e delle istanze che salivano dalla società italiana e che richiedevano una precisa risposta politica e di governo.

Una risposta che quel partito, “il partito italiano” per eccellenza, per dirla con lo storico cattolico Agostino Giovagnoli, ha saputo offrire attraverso un altrettanto preciso e pertinente progetto di governo. Un progetto che in quegli anni, e per molto tempo, si poteva tranquillamente definire come un “progetto di società”: ovvero, un modello di sviluppo dell’intero paese.

L’intreccio tra partito e leader

La capacità della Dc di sapere riflettere ciò che in quel particolare momento era la società italiana e, soprattutto, come farsi carico di quelle domande, è stato il vero segreto di un grande partito popolare, democratico, interclassista, riformista e di ispirazione cristiana. Sono due elementi strettamente intrecciati e che non si possono disgiungere: non si capirebbe il magistero di governo di Alcide De Gasperi senza il ruolo e la funzione specifici della Democrazia Cristiana.

Come, al contempo, sarebbe incomprensibile capire la missione della Dc senza l’azione di De Gasperi e dei suoi principali collaboratori. Anche perché, ed è bene sottolinearlo, De Gasperi non è mai stato un “uomo solo al comando” o un capo incontrastato. Era un leader politico e, al contempo, un qualificato uomo di governo. Certo, contribuì a “ricostruire” l’Italia, ma senza arroganza, senza presunzione e senza prepotenza: sempre rispettando i principi e la procedura democratica e costituzionale.

Un’eredità inscindibile

Un legame, quindi, quello fra la funzione politica e culturale della Dc e il magistero istituzionale di Alcide De Gasperi, che non si può dividere o segmentare quando si vuole ricostruire il periodo storico che ha visto proprio De Gasperi protagonista assoluto nella ricostruzione materiale del nostro paese.

Ecco perché è utile e necessario, quando si studiano le dinamiche di quella fase storica, non separare il ruolo di Alcide De Gasperi dall’iniziativa politica della Democrazia Cristiana. Come, purtroppo, qualche narrazione ideologica interessata ha cercato – e cerca tuttora – di fare nel rileggere il periodo storico della “ricostruzione” politica, economica, produttiva e sociale del nostro paese.

Baietti: “Per rifondare l’Onu e l’Europa serve tornare a Leone XIII”

La crisi internazionale, segnata dalle improvvisazioni della politica americana e dall’incapacità dell’Europa di trovare una via autonoma, obbliga a ripensare gli assetti globali. È il filo conduttore del saggio di Stefano Baietti, che propone una svolta radicale: rifondare l’Onu e avviare la Federazione europea a partire dal nucleo dei tre Paesi “carolingi” – Francia, Germania e Italia.

L’idea nasce da un richiamo forte a papa Leone XIII. Baietti vede in lui non soltanto l’autore della Rerum novarum, ma un vero pensatore politico, capace di offrire criteri universali per il dialogo tra i popoli. Non a caso, la Chiesa dell’Ottocento collaborò, seppur in modo riservato, alla nascita del diritto internazionale con le Conferenze dell’Aia del 1899 e del 1907.

Al centro del saggio vi è la denuncia della ormai conclamata debolezza del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, in pratica controllato proprio da quelle potenze che negli ultimi decenni hanno promosso guerre e minacciato i vicini. Per Baietti, questo organismo va ripensato: occorre aprirlo a Paesi realmente democratici, immaginando persino un ruolo per il Vaticano come garante morale e simbolico della pace.

Un secondo pilastro è l’Europa. Contro l’azzardo protezionista di Donald Trump e la frammentazione degli Stati membri, Baietti rilancia l’ipotesi di una “federazione carolingia”: un’integrazione immediata in nove settori strategici – energia, trasporti, finanza, sicurezza, università, sanità e altri ancora. Non una semplice unione economica, ma una nuova “religione civile” per dare all’Europa un’anima e una missione.

La tesi, ardita ma ben argomentata, è che solo un’Europa coesa e un’Onu rifondata possano garantire un equilibrio stabile nel XXI secolo. E che la visione di Leone XIII, con la sua forza profetica, resti la bussola per orientare politica ed economia verso la giustizia e la pace.

👉 Il testo integrale del saggio di Stefano Baietti è disponibile [a questo link] in formato pdf.

Dopo Washington resta l’invito di Gromyko: Russia e Ue si parlino

Sul più importante giornale italiano, il Corriere della Sera, di ieri 18 agosto 2025, è stata pubblicata una intervista, a firma di Marco Imarisio, ad Aleksej Gromyko, direttore dell’istituto d’Europa (IE) dell’Accademia Russa delle Scienze (RAS), sulle ripercussioni del vertice del 15 agosto scorso in Alaska fra i presidenti di Stati Uniti e Russia, sulle relazioni fra Russia e Unione Europea.

Gromyko è figlio d’arte nel campo diplomatico, è nipote dello storico ministro degli esteri dell’Unione Sovietica, Andrej Gromyko. Aleksej Gromyko è una persona che conosce ed ama l’Europa. Esperto di politica internazionale, dirige il centro studi sull’Europa, l’IE, della RAS, che pubblica analisi rigorose e indipendenti sui principali Paesi europei. Cosa che anche chi scrive, ha potuto verificare di persona, di recente, realizzando uno studio di presentazione sull’ultimo Rapporto dell’IE-RAS (https://www.agendadomani.it/?p=16369 ) sull’Italia.

Per questo si può considerare uno dei più autorevoli esponenti dell’ala più dialogante del potere russo. Nel 2022 non venne riconfermato nel comitato scientifico presso il Consiglio di sicurezza russo, dopo aver sottoscritto un documento che esprimeva «estrema preoccupazione» per il conflitto in Ucraina. 

Anche per queste ragioni, merita attenzione la sua analisi, anche nei suoi aspetti di critica ad alcune scelte dell’Ue, ma svolte nella convinzione che «una discussione rispettosa è la via più efficace per riavvicinare parti molto distanti tra loro».

Una posizione che non può lasciare indifferenti, soprattutto quella parte della classe dirigente italiana che in qualche modo continua ad ispirarsi a grandi maestri della diplomazia e del dialogo come Alcide De Gasperi, Aldo Moro, Amintore Fanfani, Enrico Mattei, Giulio Andreotti.

In questa intervista Gromyko ricorda all’Ue che senza il ritorno al dialogo, che implica anche l’ascolto delle ragioni della controparte, non si possono trovare soluzioni durature. Perché, avverte, il senso del vertice di Anchorage è stato proprio quello del «ritorno degli Usa a un  dialogo ponderato con la Russia, volto a normalizzare i rapporti». Ma, a giudizio di Gromyko vanno normalizzati i rapporti non solo tra Russia e Ucraina, ma anche quelli tra Russia, Usa e Nato. 

Pensare solo a come infliggere una sconfitta – osserva – è un surrogato della diplomazia che umilia la grande tradizione diplomatica europea.

Quasi una risposta indiretta al tenore di certi  appelli che attraversano la nostra opinione pubblica, come quello ad esempio, su La Stampa, un altro importante quotidiano italiano, del 17 agosto 2025, di Bill Emmott, ex direttore di The Economist, secondo cui «Prima di ogni altra cosa, l’Europa deve dimostrare di voler danneggiare la Russia».

La vera diplomazia, che propone Gromiko, «è un atteggiamento di rispetto verso la controparte e il riconoscimento a questa del diritto ai propri interessi, è la volontà di fermare le guerre anziché prolungarle». 

In questo senso il direttore dell’IE, seppur a malincuore è costretto a rilevare che «l’Europa in questi mesi ha dato uno spettacolo misero, cercando non di svolgere un certo ruolo nella soluzione della crisi ucraina, ma solo di trovare un modo per far sì che la Russia ne esca parte perdente». La sua dura conclusione: «uno sbaglio pericoloso, un’illusione nella migliore delle ipotesi. Non è diplomazia, ma un suo surrogato».

Tuttavia, proprio perché sono critiche formulate non per alimentare una sterile polemica o per ragioni di propaganda, ma scaturite da una profonda conoscenza dei meccanismi  che regolano le relazioni internazionali, e in uno spirito di dialogo, credo sia importante in Italia e nell’Ue confrontarsi con altrettanta lealtà e franchezza, con queste opinioni di Gromyko. Anche per scongiurare il rischio di auto escludersi, come Ue, dai tavoli che contano per una nuova architettura  di sicurezza in Europa e per una nuova governance globale. E il vertice multilaterale di ieri alla Casa Bianca, tra sette leader europei, fra cui la presidente del Consiglio italiana, Meloni, e i presidenti di Ucraina e Stati Uniti, Zelensky e Trump, può costituire una opportunità per un cambio di approccio.

Quelle espresse da Aleksej Gromyko nell’intervista al Corriere della Sera, come osserva il prof. Marco Ricceri, segretario Generale dell’Eurispes (del cui Comitato Scientifico è membro lo studioso russo), vanno considerate come “riflessioni importanti sul ruolo fondamentale della diplomazia e sulla posizione dell’Ue”.

Trump: al via preparativi per incontro Putin-Zelensky. Dopo, trilaterale con me

Roma, 19 ago. (askanews) – “Al termine degli incontri” di oggi “ho chiamato il Presidente Putin e ho avviato i preparativi per un incontro, in una sede da definire, tra il Presidente Putin e il Presidente Zelensky. Dopo tale incontro, avremo un Trilat, a cui parteciperanno i due Presidenti, più me”. Lo scrive su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Oggi, scrive il presidente Usa, “ho avuto un incontro molto proficuo con ospiti illustri, il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il Presidente francese Emmanuel Macron, il Presidente finlandese Alexander Stubb, il Primo Ministro italiano Giorgia Meloni, il Primo Ministro britannico Keir Starmer, il Cancelliere della Repubblica Federale di Germania Friedrich Merz, la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e il Segretario Generale della Nato Mark Rutte, alla Casa Bianca, che si è concluso con un ulteriore incontro nello Studio Ovale”.

“Durante l’incontro – sottolinea Trump – abbiamo discusso delle Garanzie di Sicurezza per l’Ucraina, che sarebbero state fornite dai vari Paesi europei, in coordinamento con gli Stati Uniti d’America. Tutti sono molto soddisfatti della possibilità di una PACE tra Russia e Ucraina. Al termine degli incontri, ho chiamato il Presidente Putin e ho avviato i preparativi per un incontro, in una sede da definire, tra il Presidente Putin e il Presidente Zelenskyy. Dopo tale incontro, avremo un Trilat, a cui parteciperanno i due Presidenti, più me”.

“Ancora una volta – scrive Trump sul suo social media -, si è trattato di un ottimo passo iniziale per una guerra che dura da quasi quattro anni. Il vicepresidente J.D. Vance, il Segretario di Stato Marco Rubio e l’inviato speciale Steve Witkoff stanno coordinando le operazioni con Russia e Ucraina. Grazie per l’attenzione!”, conclude il presidente Usa.

Tennis, Sinner: "Ho giocato per rispetto del pubblico"

Roma, 18 ago. (askanews) – “Ciao a tutti. Di solito parto parlando dell’avversario, ma oggi è giusto partire con il pubblico”. Così Jannik Sinner nel momento della premiazione spiega il suo ritiro. “Da ieri non mi sentivo bene. Speravo di migliorare nel corso della notte, ma invece sono peggiorato. Mi dispiace tanto perché molti di voi il lunedì lavorano o hanno altro da fare e invece sono venuti qui”. “Ovviamente, congratulazioni ad Alcaraz – continua – Non è il modo in cui avresti voluto vincere, ma stai giocando una stagione pazzesca, ti auguro il meglio per gli Us Open e il resto della tua annata. Un grazie al mio team per spingermi e comprendermi ogni giorno. Grazie per il sostegno e per aver capito la situazione. Mi dispiace deludervi, ma a volte capitano queste situazioni e bisogna saperle accettare. È stato uno dei tornei più caldi che io abbia mai giocato. Grazie per il sostegno e alle persone che sono venute. Un grazie anche agli arbitri e alle persone che lavorano dietro le quinte. Ci rivediamo l’anno prossimo… sperando di essere in una condizione migliore”.

Tennis, Alcaraz: "Sinner campione, tornerai più forte di prima"

Roma, 18 ago. (askanews) – Dopo Sinner, queste le parole del nuovo campione di Cincinnati Alcaraz: “Non è così che avrei voluto vincere, mi dispiace. Comprendo come tu ti possa sentire. Non posso dire nulla che tu non sappia. Sei un grandissimo campione. Ritornerai ancora più forte come sempre hai fatto, è così che fanno i grandi campioni come te. Continuo con il mio team: questo è un torneo che dura tanto, circa una settimana e mezza, ma mi sento molto bene sul campo. Lavoriamo bene ed è per questo che devo ringraziarvi. A tutte le persone che rendono possibile questo torneo. I cambiamenti che sono stati fatti nell’ultimo anno sono splendidi. Ci sentiamo più comodi, riusciamo a passare bene il tempo tra una partita e l’altra. Grazie per il lavoro che fate ogni giorno, ogni anno. È stata una gioia far parte di questo torneo”.

Vertice per l’Ucraina. Zelensky: pronto al trilaterale con Trump e Putin (Aggiornamenti)

Roma, 18 ago. (askanews) – Per la pace in Ucraina sono stati fatti “progressi sostanziali sotto molti aspetti. E credo che” oggi “ci sia la possibilità che ne possa scaturire qualcosa” perché “l’incontro di oggi è molto importante. Abbiamo i sette leader europei più influenti e li incontreremo subito dopo questo incontro. E grazie mille per essere qui”. Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump in un breve punto stampa nello Studio ovale della Casa bianca insieme al presidente ucraino Voldymyr Zelensky prima del loro incontro bilaterale.

-21:12 “Le questioni territoriali saranno discusse nel vertice trilaterale” con Vladimir Putin e Donald Trump: lo ha ribadito il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, prima dei colloqui multilaterali alla Casa Bianca con Trump e i leader europei.

– 21:02 Trump: buoni incontri, parlerò con Putin per arrivare a trilaterale

-21:01 Al via multilaterale Trump-Zelensky-leader Ue

-20:49 Mosca: dispiegare truppe Paesi Nato incita a ostilità

-20:14 Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che la questione delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina è ancora in discussione tra Stati Uniti e alleati della NATO, ma ha promesso che Kiev riceverà “una protezione molto buona, una sicurezza molto solida”. Lo ha detto durante il punto stampa congiunto con il leader ucraino Volodymyr Zelensky prima del loro incontro bilaterale alla Casa Bianca.

– 20:02 Trump: meraviglioso che Putin sia venuto negli Usa.

-20:00 Zelensky riceve complimenti da Trump per il vestito.

– 20:00 Trump: chiamerò Putin dopo incontri di oggi.

– 19:43 Zelensky: riarmo Ucraina fa parte garanzie di sicurezza

– 19:36 Zelensky: “Per elezioni democratiche serve sicurezza”.

– 19:27 Zelensky: guerra deve finire, pronto per trilaterale con Trump-Putin.

Gli aggiornamenti -21:30 Ho sempre avuto un ottimo rapporto con lui, credo che anche il Presidente Putin voglia trovare una soluzione. E lo scopriremo tra un certo periodo di tempo, non molto lontano da ora”, diciamo che tra “una o due settimane, sapremo se risolveremo la questione o se questa orribile lotta continuerà. Faremo del nostro meglio per porvi fine. E credo che ci siano due parti disposte a collaborare, e di solito questa è una buona notizia, due parti disposte a collaborare che vogliono raggiungere un accordo. E cammineremo insieme, ci incontreremo e vedremo se è possibile”, anche se “potrebbe anche non essere possibile”. Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump in apertura del vertice multilaterale alla Casa Bianca con il presidente ucraino Zelensky e gli altri leader europei.

-21:30 “Può contare sull’Italia, siamo dalla parte dell’Ucraina e sosteniamo tutti i suoi sforzi verso la pace. Parleremo di diversi temi importanti, le garanzie di sicurezza, come garantire che non succeda ancora una volta, sono una pre-condizione di qualsiasi tipo di pace”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nel corso dell’incontro alla Casa Bianca tra Trump, Zelensky e i leader europei.

-21:29 “Non riesco a immaginare che un vertice trilaterale” fra Putin, Zelensky e Trump “possa tenersi senza un cessate il fuoco”: lo ha affermato il Cancelliere tedesco Friedrich Merz nel corso dei colloqui multilaterali in corso alla Casa Bianca.

– 21:24 Ucraina, Trump: non credo ci saranno future aggressioni.

– 21:14 Ucraina, von der Leyen: ogni bimbo deve poter tornare a casa.

– 21:14 Rutte: Trump su garanzie di sicurezza “è davvero svolta”.

Ucraina, Meloni: garanzie sicurezza precondizione per pace

Roma, 18 ago. (askanews) – “Può contare sull’Italia, siamo dalla parte dell’Ucraina e sosteniamo tutti i suoi sforzi verso la pace. Parleremo di diversi temi importanti, le garanzie di sicurezza, come garantire che non succeda ancora una volta, sono una pre-condizione di qualsiasi tipo di pace”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nel corso dell’incontro alla Casa Bianca tra Trump, Zelensky e i leader europei.

“Sono lieta – ha ribadito Meloni – che la discussione inizi da una proposta italiana sull’articolo 5, siamo sempre pronti a portare le nostre proposte per la pace e il dialogo. Dobbiamo costruire insieme, garantire insieme e difendere la sicurezza delle nostre nazioni”.

Tennis, Sinner si ritira a Cincinnati: titolo ad Alcaraz

Roma, 18 ago. (askanews) – Epilogo a sorpresa nella finale di Cincinnati tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. Sotto 5-0 nel primo set Sinner si è ritirato lasciando il successo all’avversario. Altoatesino in difficoltà sin dall’inizio: Lo spagnolo sente benissimo la palla in risposta, profondo e aggressivo. Sinner un po’ in difficoltà, break a 0. (1-0 Alcaraz). Nel secondo parziale Sinner inizia meglio di dritto che di rovescio. Arriva ai vantaggi, ma senza palla break, sul servizio di Alcaraz. Lo spagnolo conferma il break (2-0). Il terzo è un game da dimenticare per Sinner. Un doppio fallo, un errore di dritto e una comoda volée messa in rete. Salva le prime due palle break (prima vincente, servizio e dritto) ma Alcaraz tira fuori una super risposta sulla terza e trova il doppio break. Sinner in rottura libera al quarto gioco: Alcaraz trova il primo ace. Nonostante manchi un po’ la prima (42% di prime in campo) riesce a tenere lontano Sinner nei propri game di battuta, e tiene a 15 il quarto gioco. 4-0 in 17 minuti. Jannik appare in difficoltà, non solo dal punto di vista del gioco. Anche fisicamente sembra soffrire a tratti, e si trova sotto 5-0. Male al servizio, in affanno nello scambio, chiama anche il medical timeout al cambio campo. Sotto 5-0, in palese difficoltà, Sinner si ritira. “Mi sento troppo male”, queste le sue parole. Problema dovuto ovviamente al caldo eccessivo.

Ucraina, Meloni: se vogliamo la pace dobbiamo stare uniti

Roma, 18 ago. (askanews) – “Grazie Donald per averci ospitato, credo che sia un giorno importante, una nuova fase dopo oltre tre anni in cui non abbiamo visto alcun segnale da parte russa di volontà al dialogo. Qualcosa sta cambiando, qualcosa è cambiato grazie a lei, Presidente, ma anche sul campo di battaglia con il coraggio dell’Ucraina e con l’unità che tutti noi abbiamo dato all’Ucraina”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nel corso dell’incontro alla Casa Bianca tra Trump, Zelensky e i leader europei.

“Bisogna ricordare che se noi vogliamo raggiungere la pace e garantire la giustizia dobbiamo farlo stando uniti ed è per questo che ritengo sia un giorno molto positivo”, ha aggiunto.

Zelensky (in giacca e camicia) vede Meloni-Starmer-Rutte

Roma, 18 ago. (askanews) – Incontro all’ambasciata ucraina di Washington tra alcuni leader europei e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in vista del vertice con il presidente Usa Donald Trump alla Casa Bianca. All’incontro – secondo quanto riporta un breve video diffuso da Palazzo Chigi – hanno preso parte, tra gli altri, la presidente del consiglio Giorgia Meloni, la presidente della commissione europea Ursula Von der Leyen, il presidente della Finlandia Alexander Stubb, il premier britannico Keir Starmer, il segretario generale della Nato Mark Rutte.

Il presidente Zelensky, forse in vista del successivo bilaterale con Trump, si presentato indossando una camicia e una giacca neri, anche se quest’ultima di taglio molto sportivo.

Andrea Roncato: Baudo grande uomo di spettacolo e persona perbene

Roma, 18 ago. (askanews) – “Un grande uomo di spettacolo e una persona perbene, un amico vero indipendentemente dal fatto che lui era una grande star, me lo ricordo come colonna sonora della mia carriera”. Cos Andrea Roncato, attore, ha ricordato Pippo Baudo alla Camera ardente al Teatro delle Vittorie, a Roma.

Ucraina, Meloni: Italia a fianco Kiev, sostiene sforzi pace Trump

Roma, 18 ago. (askanews) – “L’Italia c’è come c’è sempre stata in questi tre anni e mezzo. Noi siamo al fianco dell’Ucraina, sosteniamo gli sforzi di pace del presidente degli Stati Uniti Trump. Siamo stati chiamati per il nostro contributo di proposte di diplomazia e siamo contenti che sulle garanzie di sicurezza si parta da una proposta che è stata italiana, che è quella di costruire garanzie di sicurezza efficaci ispirate all’articolo 5 del trattato di Washington. Su questo bisogna costruire, bisogna lavorare, il lavoro che faremo oggi sarà da questo punto di vista un lavoro importante”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni durante un punto stampa a Washington dove si trova per il Vertice Trump-Zelensky con i Leader Ue.

Ucraina, Meloni: giorno importante, spiragli dialogo dopo tre anni

Roma, 18 ago. (askanews) – “E’ una giornata importante, dopo tre anni e mezzo in cui noi abbiamo avuto una Russia che non dava alcun segnale di dialogo, che pretendeva la capitolazione di Kiev, oggi finalmente si aprono degli spiragli di dialogo”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni durante un punto stampa a Washington dove si trova per il Vertice Trump-Zelensky con i Leader Ue.

“Perché si aprono spiragli di dialogo? Perché c’è una situazione di stallo sul campo costruita chiaramente dal coraggio degli ucraini, ma anche dal sostegno unito che che l’Occidente ha garantito in questi anni alla nazione aggredita. Ce lo dobbiamo ricordare perché l’unità dell’Occidente dal mio punto di vista è anche lo strumento che abbiamo per costruire pace e garantire giustizia”, ha aggiunto.

Ucraina, Meloni: non ci sono soluzioni facili, esplorarle tutte

Roma, 18 ago. (askanews) – “Non ci sono soluzioni facili quando si tratta di fermare una guerra, di costruire la pace. Io penso che dobbiamo esplorare tutte le soluzioni possibili per garantire pace, per garantire giustizia, per garantire la sicurezza delle nostre nazioni e l’Italia porta tutto il contributo di idee e di proposte che ha già dimostrato di saper garantire in questi mesi”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni durante un punto stampa a Washington dove si trova per il Vertice Trump-Zelensky con i Leader Ue.

Il Festival delle Storie nella Valle di Comino dal 25 al 31 agosto

Roma, 18 ago. (askanews) – C’è una valle, nel cuore nascosto d’Italia, dove la letteratura non è solo parola scritta, ma corpo vivo, rito collettivo, chiamata al racconto. È la Valle di Comino, una terra che non ha bisogno di scenografie, perché è essa stessa teatro, confine, mappa del pensiero. È qui che dal 25 al 31 agosto 2025 torna il Festival delle Storie, un viaggio itinerante che attraversa sette borghi – Atina, Settefrati, Alvito, Castello di Alvito, Gallinaro, San Donato, Picinisco – seguendo ogni giorno una carta alchemica. Non un tema, ma un simbolo: una visione.

In un tempo in cui tutto brucia e tutto si dimentica, il festival prova a salvare ciò che conta: le storie che ci tengono vivi. Ogni piazza è un laboratorio. Ogni incontro è un gesto che ricuce. Ogni parola è un tentativo di restare umani.

Ma il Festival delle Storie non è solo un evento: è l’espressione di una comunità di lettori, forse la più autentica e resistente d’Italia. In questi borghi non si consuma letteratura, la si abita. Le persone leggono perché hanno bisogno di parole, come si ha bisogno dell’aria, della pioggia, del pane. Ogni agosto, il festival diventa un rito del villaggio, una festa del racconto, una scommessa sulla bellezza.

I protagonisti dell’edizione 2025 non sono solo autori e ospiti – Nicola Gratteri, Maurizio De Giovanni, Andrea Crisanti, Antonio Moresco, Agnese Pini, Andrea Tornielli, Matteo Porru, Antonio Preziosi, Roberto De Ponti, Francesco Repice – ma sono anche i lettori: contadini, medici, artigiani, studenti, anziani, bambini. Tutti portano con sé una domanda, un libro, una storia. E tutti si siedono, ascoltano, parlano. La letteratura qui è una cosa che si fa insieme.

Ogni giorno una carta alchemica guida il cammino: La Notte dell’Oro, Il Sale della Terra, Il Cuore Alchemico, Il Leone Verde, Il Mercurio, La Pietra Filosofale, L’Uroboros. Ogni simbolo è una mappa del presente, un modo per orientarsi nel disordine.

“Ci hanno insegnato che il racconto è evasione – spiega il direttore artistico Vittorio Macioce – ma qui il racconto è resistenza. È il modo più puro per abitare il tempo. È l’unica alchimia che ci è rimasta.”

Il Festival delle Storie è questo: un atto poetico, una piccola utopia, un luogo dove il futuro viene prima immaginato e poi scritto. In fondo, non c’è rivoluzione più grande che leggere insieme.

Ucraina, Trump: so ciò che sto facendo e non ho bisogno di consigli

New York, 18 ago. (askanews) – “So esattamente cosa sto facendo e non ho bisogno dei consigli di persone che hanno lavorato su tutti questi conflitti per anni e non sono mai state in grado di fare nulla per fermarli”. Così il presidente Trump, ha risposto su Truth Social ad un editoriale del Wall Street Journal che lo accusa di aver ceduto a Putin. Trump ha rincarato la dose sugli esperti di politica internazionale che hanno lavorato sui conflitti definendoli “persone “STUPIDE”, prive di buon senso, intelligenza o comprensione, che non fanno che rendere l’attuale disastro R/U (Russia/Ucraina) più difficile da RISOLVERE”. Trump ha ribadito che “nonostante tutte le critiche superficiali e molto invidiose, ce la farò ? ce la faccio sempre!!!”.

Flavio Insinna: memoria per non far “morire” i grandi come Baudo

Roma, 18 ago. (askanews) – Flavio Insinna, attore e conduttore televisivo, rendendo omaggio a Pippo Baudo nella Camera ardente nel Teatro delle Vittorie, ha ribadito l’importanza della memoria, del ricordo per non far “morire” e non andare via i grandi della storia della Tv, come appunto Baudo, Carr Frizzi. Poi ha raccontato un episodio personale, quando a una serata di beneficenza ha diviso il camerino con Pippo Baudo: “Mi ha fatto una lezione incredibile della storia e della societ d’Italia e della televisione. Speravo che non smettesse e che non ci chiamassero per andare in scena”. “Era capace di arrivare a tutti” ha concluso commosso Insinna.

Vianello e l’ultimo incontro con Baudo: sul palco tornava solito Pippo

Roma, 18 ago. (askanews) – Edoardo Vianello ha reso omaggio a Pippo Baudo, nella Camera ardente nel Teatro delle Vittorie. Il cantante ha ricordato l’ultima volta che si sono incontrati, nel 2021. “Abbiamo fatto una manifestazione a Bologna, lui era abbastanza malandato per una volta sul palco si trasformato, tornava il solito Pippo, per era molto affaticato”, ha detto.

Fiorello ricorda la televisione di Pippo Baudo: “Meravigliosa”

Roma, 18 ago. (askanews) – Rosario Fiorello ha reso omaggio alla salma di Pippo Baudo al Teatro delle Vittorie a Roma, incontrando i cronisti ha voluto ricordare la grandezza del presentatore e del contributo che ha dato alla storia delle televisione. “Oggi quella televisione con le pause lunghe i pezzi da 10 minuti, dei monologhi non pi pensabile ma era meravigliora. Invece io mi lo sono goduto, era meraviglioso. Sto parlando per me, era una grandissima televisione. La televisione degli anni 60, era fatta di perfezione, di motaggi perfetti, di balletti provati allo sfimimento, tu vedevi un prodotto veramente bellissimo, stupendo, Baudo ha unito a quella perfezione e il fatto umano. Il fattore dell’imprevisto, il fattore dell’umanit che Baudo ha inserito nella perfezione dei grandi variet che a questo punto speriamo di tornare a fare. Magari non sar pi di moda, magari si cambieranno canale. Non vorrei che si perdisse quello che Baudo ha fatto”.

Addio a Pippo Baudo, la Camera ardente al Teatro delle Vittorie

Roma, 18 ago. (askanews) – A Roma in tanti hanno voluto dare l’ultimo saluto a Pippo Baudo, nella camera ardente allestita al Teatro delle Vittorie il luogo che ha visto protagonista il conduttore televisivo di tante pagine della storia della televisione italiana. Proprio quelle immagini scorrono proiettate dietro il feretro mentre la folla passa per dire addio, tanti cittadini e persone comuni oltre a decine di personalit del mondo dello spettacolo, ma anche della politica. Fra queste il ministro degli Esteri Tajani, e poi amici colleghi e amori di una vita, da Katia Ricciarelli a Mara Venier, da Fiorello a Carlo Conti, da Massimo Lopez fino a Lino Banfi.

La camera ardente rester aperta fino alle 20 di questa sera, per poi riaprire domani mattina alle 9 per dare tempo a tutti quelli che vogliono rendere omaggio allo storico conduttore, scomparso a 89 anni, di accedere al Teatro.

I funerali si terranno nel suo paese d’origine Militello in Val di Catania, il 20 agosto, alle ore 16 nella Chiesa di Santa Maria della Stella.

La Casa Bianca verifica l’abbigliamento di Zelensky per l’incontro con Trump

Roma, 18 ago. (askanews) – Secondo quanto riferito all’agenzia statunitense Axios da due fonti, la Casa Bianca ha chiesto ai funzionari ucraini se il presidente Volodymyr Zelensky indosserà un abito durante l’incontro odierno con il presidente Donald Trump nello Studio Ovale.

Le fonti ascoltate da Axios hanno affermato che Zelensky si presenterà alla Casa Bianca indossando la stessa giacca nera utilizzata nel corso del vertice NATO nei Paesi Bassi a giugno. “Sarà un ‘abito elegante’, ma non un abito completo”, hanno riferito le fonti ad Axios.

Calcio, per Lukaku infortunio serio: tre mesi di stop

Roma, 18 ago. (askanews) – Infortunio serio per Romelu Lukaku. Il belga, che era uscito anzitempo nell’ultima amichevole del Napoli contro l’Olympiacos, ha rimediato una lesione di alto grado al retto femorale della coscia sinistra e ha bisogno ora di un’ulteriore consulenza chirurgica per capire meglio l’entità dello stop e i tempi di recupero ma si teme per il giocatore un probabile stop di almemo 3 mesi. Il Napoli ora tornerà sul mercato per trovare un nuovo attaccante e c’è la possibilità che Lukaku non venga inserito nelle liste ufficiali, in particolare quella Champions, in attesa di un suo completo recupero.

Zelensky: dalla Russia attacchi cinici in vista dei colloqui

Roma, 18 ago. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato che la Russia ha condotto attacchi “cinici” contro l’Ucraina, compreso un impianto petrolifero azerbaigiano, in vista dei suoi colloqui programmati a Washington con Donald Trump.

“Questo è un attacco russo dimostrativo e cinico. Sanno che oggi si terrà un incontro a Washington per discutere la fine del conflitto”, ha scritto su X, pubblicando immagini delle infrastrutture dopo gli attacchi.

“Putin commetterà ostentati omicidi per mantenere la pressione sull’Ucraina e sull’Europa, oltre che per minare gli sforzi diplomatici. È proprio per questo che chiediamo aiuto per porre fine a questi massacri”, ha aggiunto il presidente ucraino.

E’ in arrivo la bufera di fine agosto

Roma, 18 ago. (askanews) – Mentre l’uragano Erin passeggia per l’Atlantico, sull’Italia l’estate si prepara a crollare. L’inizio di settimana sarà ancora all’insegna del caldo e del sole, con qualche temporale pomeridiano tipico del periodo. Ma non bisogna farsi ingannare: la svolta è dietro l’angolo, e porterà con sé un brusco peggioramento delle condizioni meteo.

Federico Brescia, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, conferma una svolta imminente nella nuova settimana, in particolare da mercoledì 20, quando un’intensa perturbazione farà ingresso sul nostro Paese portando un generale calo termico. Ma andiamo in ordine e vediamo cosa accadrà.

Nella giornata di lunedì 18 il tempo risulterà piuttosto instabile al Sud dove correnti più fresche da Nord-Est continueranno a favorire la formazione di numerosi nuclei temporaleschi, specie nelle ore pomeridiane sui rilievi. Andrà meglio invece al Centro-Nord, sebbene con locale instabilità sui monti.

Da martedì 19 ecco i primi segnali di un netto cambiamento alle porte. Già dal pomeriggio scoppieranno i primi temporali sulle Alpi, mentre dalla sera-notte potrebbero entrare in gioco anche le aree del Centro-Ponente ligure, con le classiche precipitazioni prefrontali.

La vera svolta però arriverà tra mercoledì 20 e giovedì 21. L’ingresso di un fronte perturbato colmo di aria decisamente più fresca provocherà una forte ondata di maltempo su tutto il Centro-Nord. Le regioni più colpite saranno la Liguria, la Lombardia, il Veneto, il Friuli e la Toscana. Attenzione perchè dopo tanti giorni così caldi e con tutto questo calore accumulato al suolo i fenomeni risulteranno piuttosto violenti. Potrebbero verificarsi grandinate o, ancora peggio, le famigerate alluvioni lampo. Come ci dimostra anche la cronaca recente, queste temibili macchine atmosferiche possono scaricare fino a 150 mm di pioggia in pochissime ore. Si tratta di una quantità d’acqua che, in molte città del Centro Nord, di solito scende in quasi due mesi alla fine dell’estate. Infine, un fattore da considerare nelle prossime settimane e mesi è la temperatura già fin troppo elevata dei nostri mari. Il calore accumulato può fornire l’energia necessaria a sviluppare celle temporalesche particolarmente violente.

E’ possibile che in seguito a questo intenso peggioramento l’alta pressione provi a rialzare la testa ma molte dinamiche nel medio-lungo termine saranno determinate dall’evoluzione dell’uragano Erin, un mostro che dopo aver fatto l’inchino a tutta la costa Est degli USA si dirigerà verso l’Europa, influenzando le dinamiche meteorologiche del Vecchio Continente.

NEL DETTAGLIO Lunedì 18. Al Nord: sole prevalente, qualche temporale sulle Alpi piemontesi, meno caldo. Al Centro: temporali su zone interne; sole altrove. Al Sud: temporali sulle zone montuose; soleggiato altrove.

Martedì 19. Al Nord: sole; temporali più presenti sulle Alpi, in pianura al Nordovest entro sera. Al Centro: sole; occasionali temporali sulle zone montuose. Al Sud: prevalenza di sole ovunque.

Mercoledì 20. Al Nord: forti temporali e calo termico, specie a ovest. Al Centro: peggiora un po’ in Toscana con temporali. Al Sud: caldo e cielo poco nuvoloso.

TENDENZA: ancora maltempo giovedì, migliora venerdì. Temperature in graduale diminuzione.

Trump e Zelensky si incontrano alle 19, con i leader Ue alle 21

Roma, 18 ago. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, alle 13:00 di Washngton (le 19:00 in Italia) accoglierà il presidente Volodymyr Zelensky alla Casa Bianca, prima di dare avvio a un bilaterale nello Studio Ovale previsto alle 19:15 italiane.

Alle 20:15 italiane, il presidente statunitense accoglierà i leader europei e seguirà alle 20:30 italiane la tradizionale foto di famiglia e alle 21:00 italiane l’incontro multilaterale con i leader europei nella East Room. Gli orari sono stati forniti dalla Casa Bianca nell’agenda presidenziale.

Oggi la camera ardente per Pippo Baudo al teatro Delle Vittorie

Roma, 18 ago. (askanews) – Il feretro di Pippo Baudo, scomparso sabato sera all’età di 89 anni, è arrivato al Teatro delle Vittorie, a Roma, dove è stata allestita la camera ardente che aprirà alle 10 per l’ultimo saluto da parte del pubblico. La Rai ha scelto uno dei luoghi che lo hanno visto tante volte protagonista. La camera ardente sarà aperta dalle 10 fino alle 20 e dalle 9 fino alle 12 di martedì 19 agosto. La salma poi verrà trasferita in Sicilia, dove mercoledì 20 agosto alle ore 16 si terranno i funerali, a Militello Val di Catania, nella Chiesa di Santa Maria della Stella.

L’Europa da Trump assieme a Zelensky

Roma, 18 ago. (askanews) – Stasera alle 19:00 italiane il presidente degli Stati Uniti Donald Trump accoglierà alla Casa Bianca Volodymyr Zelensky, per un bilaterale che sarà seguito alle 21:00 da una ” riunione multilaterale” con i leader europei: lo ha confermato la Casa Bianca tramite l’agenda presidenziale. Consultazioni cruciali, che vedono il capo dello Stato ucraino accompagnato negli Usa da un battaglione di leader europei: il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il premier Gb Keir Starmer, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, oltre alla presidente della Commisisone europea Ursula von der Leyen, il presidente finlandese Alexander Stubb e il segretario generale della NATO Mark Rutte.

L’Europa cerca così di fare quadrato attorno a Zelensky e reclama plasticamente un posto al tavolo dei negoziati che fanno seguito al vertice in Alaska tra Trump e il presidente russo Vladimir Putin. L’obiettivo è evitare che il leader ucraino sia messo nell’angolo con condizioni per lui inaccettabili, evitare quindi nuove fratture con la Casa Bianca e ricondurre gli Stati Uniti su una linea più vicina a quella europea.

L’appuntamento a Washington cade in un momento delicatissimo: appena tre giorni fa, in Alaska, Trump ha avuto un faccia a faccia con Vladimir Putin, dal quale è uscito con posizioni apparentemente molto convergenti con quelle del Cremlino. Il presidente Usa ha escluso la restituzione della Crimea all’Ucraina e l’ingresso di Kiev nella NATO, e non chiede più l’immediato cessate il fuoco.

Secondo varie ricostruzioni giornalistiche, Putin avrebbe proposto a Trump un piano di pace che prevede la cessione del Donbass e la conservazione da parte russa dei territori già occupati. Una proposta giudicata irricevibile a Kiev, dove la Costituzione vieta la cessione di territori nazionali. Il vertice odierno alla Casa Bianca, quindi, si annuncia cruciale non solo per il futuro della guerra in Ucraina, ma anche per le relazioni Usa-Europa e per testare le effettive capacità di leadership europea.

Nella notte Trump ha fatto sapere che Zelensky “può mettere fine alla guerra con la Russia quasi immediatamente se lo vuole, oppure può continuare a combattere” e ha messo in chiaro sul suo social Truth: “Niente da fare per recuperare la Crimea che Obama ha dato (dodici anni fa, senza che fosse sparato un solo colpo) e NIENTE INGRESSO DELL’UCRAINA NELLA NATO”.

La tensione è aggravata anche dall’intensificarsi dei bombardamenti russi: nelle ultime 24 ore almeno otto civili sono stati uccisi e 35 feriti in diverse regioni ucraine, da Kharkiv a Zaporizhzhia fino a Donetsk e Kherson.

Sanità, alle Cinque Terre il Parco nazionale sfrutta turismo per finanziare le ambulanze

La Spezia, 18 ago. (askanews) – Alle Cinque Terre il Parco nazionale prova a far finanziare dal turismo l’assistenza sanitaria sul territorio. 360mila euro frutto di proventi della “Cinque Terre card” che viene venduta dal Parco ai turisti di ogni parte del mondo che affollano le Cinque Terre per fruire in modo integrato dei servizi offerto sono stati destinati all’acquisto di ambulanze, assunzione di personle e, più in generale, sostegno all’assistenza sanitaria pubblica alle Cinque Terre garantita in primo soccorso da organizzazioni di volontariato.

I finanziamenti del Parco sono stati destinati ai diversi progetti, secondo un protocollo su questo fondamentale settore sottoscritto e presentato dal Presidente del Parco Lorenzo Viviani, i sindaci delle Cinque Terre Francesco Sassarini, Marco Fenelli e Fabrizia Pecunia, il sindaco di Levanto Luca Del Bello, il direttore del Parco Patrizio Scarpellini, il direttore di ASL5 Paolo Cavagnaro e il consigliere regionale della Commissione Sanità di Regione Liguria, Gianmarco Medusei.

Il protocollo, di natura sperimentale, è nato come misura straordinaria per colmare un vuoto operativo e rispondere in tempi rapidi a bisogni urgenti delle comunità locali, in stretta sinergia con gli enti coinvolti. I progetti interessano i Comuni di Riomaggiore, Vernazza e Monterosso al mare, in risposta alle crescenti esigenze di servizi sanitari di prossimità e pronto intervento, emergenze determinate anche da fattori come l’invecchiamento della popolazione, il calo demografico, la dispersione territoriale e l’aumento delle necessità legate alla presenza turistica.

Dopo la valutazione tecnica favorevole di ASL5, che ne ha verificato coerenza e conformità alle direttive sanitarie, i progetti proposti dai Comuni per sostenere gli enti del terzo settore operanti nel territorio dell’area protetta, hanno ottenuto il via libera al sostegno economico del Parco: 360mila euro complessivi suddivisi tra i Comuni di Riomaggiore, Monterosso e Vernazza (120mila euro ciascuno).

Questi fondi si aggiungono ai 2,4 milioni di euro già assegnati dal Parco nel 2025 ai Comuni del comprensorio per progetti di pubblica utilità, tutela ambientale e servizi alla comunità, e al contributo straordinario di 50mila euro destinato al Comune di Levanto per l’acquisto di una nuova ambulanza.

Le nuove proposte progettuali riguardano il potenziamento di servizi sanitari esistenti, completamento di iniziative già avviate, sostituzione e aggiornamento di mezzi e dotazioni per garantire maggiore tempestività, sicurezza e adeguatezza degli interventi. “Il benessere e la sicurezza delle nostre comunità – ha sottolineato

” Questa iniziativa consolida la scelta strategica del nostro Parco – sottolinea il presidente Lorenzo Viviani – di essere parte integrante della tutela del territorio, a partire dal sostegno a chi lo abita e lo mantiene vivo ogni giorno. Di fronte a un’emergenza reale, come Parco abbiamo scelto di andare oltre le nostre competenze ordinarie, mettendoci in ascolto della comunità e lavorando fianco a fianco con gli altri enti per trovare soluzioni concrete. L’auspicio è che questa prima fase di sperimentazione diventi un modello per orientare le scelte future.”

I sindaci dei Comuni coinvolti hanno illustrato nel dettaglio gli interventi previsti nei rispettivi territori, mentre i rappresentanti di ASL5 hanno evidenziato il valore del modello integrato come esempio virtuoso di collaborazione interistituzionale, capace di coniugare efficacia operativa e prossimità ai cittadini. Valga per tutti che la pubblica assistrenza di Riomaggiore, da anni praticamente ferma, ha già potuto ora assumere due persone e nei primissimi giorni di attivazione del protocollo ha effettuato 20 interventi di primo soccorso, di cui 4 in codice rosso

Di Giovan Paolo: “De Gasperi e Dossetti, i due volti della Ricostruzione”

La storia politica italiana del dopoguerra è spesso narrata attraverso contrapposizioni nette, quasi caricaturali. Tra queste, nessuna è forse più emblematica e culturalmente “ferita” di quella tra Alcide De Gasperi e Giuseppe Dossetti. Ma siamo sicuri che la dicotomia tra lo statista concreto e il professore utopico, tra il politico del compromesso e l’ideologo puro, renda giustizia alla complessità del loro rapporto e, soprattutto, alla loro comune meta?

Il saggio di Roberto Di Giovan Paolo – proposto qui in allegato – si propone di superare tale lettura pamphlettistica, rileggendo il cammino dei due leader non come uno scontro, ma come un dialogo a distanza tra due “Alter Ego” della nascente Repubblica. Figure che, pur partendo da retroterra generazionali e culturali differenti – l’uno erede della tradizione popolare prefascista, l’altro forgiato nel crogiuolo della Resistenza – condivisero i momenti fondativi della nazione: dalla Costituente alle grandi riforme, fino alla cruciale scelta atlantica.

La divergenza non fu sul fine – la ricostruzione morale e materiale di un’Italia uscita dall’abisso della dittatura – ma sul metodo e sulla visione. Da un lato, De Gasperi, con il suo realismo da “Cancelliere”, vedeva il partito come strumento per la conquista del consenso e il Parlamento come luogo sovrano della discussione. Dall’altro, Dossetti, con la sua idea di una “reformatio” della società, concepiva il partito come laboratorio permanente di elaborazione culturale, un “movimento” capace di contendere l’egemonia ideologica al PCI non solo nelle urne, ma nel cuore del Paese.

L’analisi del loro carteggio e dei documenti programmatici dell’epoca rivela un dialogo profondo, rispettoso, ma irriducibile. Un confronto che si interruppe bruscamente con l’addio di Dossetti alla politica nel 1951, lasciando De Gasperi tragicamente solo al comando, privo del suo “pungolo” critico proprio mentre iniziava la lotta per la sua successione e la burocratizzazione della DC.

Ripercorrere oggi questa dialettica mancata non è un mero esercizio storiografico. Significa interrogarsi su un’eredità perduta: l’idea di una democrazia partecipativa, sorretta da partiti come luoghi di formazione delle élite e di elaborazione corale. Una riflessione cruciale per comprendere la crisi attuale della politica, il crollo dei partiti di massa e il ritorno al comando di élite ristrette, in un’eco preoccupante della storia pre-repubblicana. Forse, al Paese serviva tanto il padre nobile quanto il figlio profetico.

Link per leggere il saggio

Un nuovo centro nasce solo con la reintroduzione della proporzionale

Seguo con interesse gli articoli di Giorgio Merlo e, in particolare, il suo ultimo apparso ieri, 17 agosto, su Il Domani d’Italia: “La DC non rinasce più ma un nuovo PPI forse sì”.

Avendo seguito da vicino le vicende post-democristiane – a partire dalla raccolta di firme per l’autoconvocazione del Consiglio nazionale nel 2012, dopo la sentenza della Cassazione che dichiarò la DC mai giuridicamente sciolta – non posso che condividere la sua osservazione: “l’esperienza storica della DC appartiene ormai agli archivi”. Ma, aggiunge Merlo, resta aperta la possibilità di dar vita a un nuovo progetto popolare, laico e riformista, fedele alle radici cattolico-sociali.

Europa e radici popolari

Alla vigilia delle ultime elezioni europee scrivevo, sempre su queste pagine, che l’unità di una lista popolare si sarebbe potuta costruire a partire dai programmi dei due principali schieramenti di centro: da un lato il Partito Democratico con Renew Europe, dall’altro la CDU, forza guida del PPE. Quest’ultima rimane ispirata ai principi del solidarismo cristiano e della sussidiarietà, in continuità con la tradizione di Adenauer, De Gasperi, Monnet e Schuman.

L’ostacolo di Forza Italia

Un’alleanza con i partiti del PPE era, ed è, la prospettiva più naturale, considerando la chiusura netta della CDU alle destre estremiste e la politica europea avviata da Merkel e proseguita da Ursula von der Leyen. L’ostacolo resta Forza Italia, che conserva un diritto di veto come principale rappresentante italiano nel PPE. Fu l’impegno di Sandro Fontana e don Gianni Baget Bozzo a convincere Berlusconi a quell’adesione; oggi il contesto è molto diverso e la linea di Antonio Tajani appare saldamente ancorata alla coalizione guidata da Fratelli d’Italia e Lega.

La necessità di una legge proporzionale

Ecco perché l’ipotesi di un nuovo soggetto politico di centro richiede un passo preliminare: l’adozione di una legge elettorale proporzionale. Solo così sarà possibile superare l’attuale forzatura maggioritaria che obbliga a schierarsi a destra o a sinistra.

Una sfida per le prossime settimane

Nelle prossime settimane avremo l’occasione di verificarlo concretamente. Il movimento di Iniziativa popolare promuoverà infatti la raccolta delle 50.000 firme necessarie a due proposte di legge: la prima per il ritorno al proporzionale con preferenza, la seconda per introdurre il cancellierato, alternativa al presidenzialismo voluto dal governo Meloni.

Sarà questa la condizione indispensabile per avviare un serio percorso di ricomposizione politica nell’area cattolica e popolare.

Alaska, il vero orgoglio della missionarietà ortodossa russa

[…] L’Alaska è la terra dove “è iniziata la diffusione della fede ortodossa nel Nuovo Mondo”, ha ricordato il protoierej Nikolaj Balašov, consigliere del patriarca di Mosca Kirill (Gundjaev), e in cui “molti abitanti nativi della regione conservano tuttora le tradizioni ortodosse”, tanto che qui vi sono molti più ortodossi che in tutti gli altri Stati dell’Unione. Si tratta quindi a buon diritto di una parte significativa del “mondo russo”, espressione della missione della Santa Russia nel mondo intero.

La missionarietà, in senso specifico di diffusione del Vangelo in altre terre, è una caratteristica importante della storia della Chiesa russa, anche se non al livello delle missioni universali della cattolicità. I russi sono figli del cristianesimo bizantino, reinterpretato come il Vangelo del “popolo nuovo” del nascente Stato di Kiev, devastato due secoli dopo il Battesimo dalle orde tataro-mongole che non hanno imposto una nuova religione, lasciando sopravvivere l’Ortodossia russa in stato di passivo controllo da parte dei Khan. Con la rinascita della Moscovia, i santi russi hanno evangelizzato i popoli del nord nei territori europei fino agli Urali, e solo con le progressive conquiste asiatiche sono stati assoggettati i tanti popoli della Siberia, senza peraltro convertirli direttamente alla fede ortodossa. Gli abitanti di importanti regioni come la Calmucchia, Tuva e la Buriazia, di prevalente etnia mongola, sono in maggioranza fedeli alle tradizioni del buddismo, ed è ammesso perfino lo sciamanesimo come religione ufficiale.

Non sono mancati i tentativi di imporre la religione ortodossa con decisioni dall’alto e con l’arrivo dei missionari, ma di fatto gli ortodossi in Siberia sono per lo più i discendenti dei russi trasferiti nelle terre asiatiche per lavori forzati, confino e punizioni, o comunque per organizzare le difficili produzioni legate ai ricchi materiali energetici e ai minerali preziosi. 

L’unica vera “missione straniera” dell’Ortodossia russa è stata realizzata in Giappone, dove esiste una Chiesa “figlia” di quella moscovita, che non raccoglie certo una grande percentuale della popolazione locale. L’Alaska costituisce invece il vero orgoglio della missionarietà ortodossa russa, in una terra allo stesso tempo considerata come propria e come straniera, ai confini del mondo e al di sopra di tutte le altre.

Padre Balašov ha ricordato i grandi santi evangelizzatori come German Alaskinskij (“dell’Alaska”), che nella prima metà dell’Ottocento organizzò una missione nell’isola eschimese di Kodiak, presso la riva meridionale dell’Alaska, battezzando molti abitanti locali “aleutini”, tanto da essere venerato dai russi come il “santo patrono dell’America”. Ancor più famoso è il santo metropolita Innokentij (Venjaminov) anch’egli ricordato col titolo “dell’Alaska”, che dalla sede moscovita si recò nelle terre asiatiche diventando vescovo di Kamčatka, Jacuzia, Primorje e America del Nord, sostenendo con la sua autorità spirituale il generale e governatore della Siberia orientale, il conte Nikolaj Murav’ev-Amurskij, nella conquista dei territori dell’Estremo Oriente e nella fondazione di Blagoveščensk, la prima grande città russa ai confini con la Cina. Nel 1864 egli benedisse la cattedrale dell’Annunciazione nella nuova città della Kamčatka, consacrando quindi tutti questi territori alla Madre di Dio secondo la variante russa dell’Ortodossia, e fu quindi richiamato trionfalmente come metropolita di Mosca, allora il capo di tutta la Chiesa russa. 

Innokentij fu uno dei pochi santi russi ad essere canonizzato in piena epoca sovietica nel 1977, per una circostanza di particolare convergenza politico-ecclesiastica: pochi anni prima era stata istituita la Chiesa ortodossa d’America per iniziativa del grande teologo russo Aleksandr Šmeman, esprimendo una speciale “missione ortodossa” del patriarcato di Mosca nel sostenere la “lotta mondiale per la pace” del regime sovietico di Leonid Brežnev, e la figura di Innokentij d’Alaska funse da immagine simbolica di questa unione universale dei mondi.

[…]

Per leggere l’articolo in versione originale

https://www.asianews.it/notizie-it/-Alaska:-lincontro-fra-Trump-e-Putin-nella-terra-di-missione-della-Russia-universale-63694.html

Ucraina, palazzo Chigi: pace assicuri sovranità e sicurezza Kiev

Roma, 17 ago. (askanews) – Alla vigilia della partenza per gli Stati Uniti, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha partecipato nel pomeriggio a una nuova video-conferenza della Coalizione dei Volenterosi, che ha permesso un coordinamento in vista dell’incontro di domani a Washington. È quanto si legge nella nota ufficiale diffusa da palazzo Chigi.

Nel corso della discussione è stata ribadita l’importanza di continuare a lavorare con gli Stati Uniti per porre fine al conflitto e raggiungere una pace che assicuri la sovranità e la sicurezza dell’Ucraina, che dovrà essere coinvolta in ogni decisione relativa al suo futuro. La discussione ha inoltre confermato la necessità di mantenere la pressione collettiva sulla Russia e di solide e credibili garanzie di sicurezza.

Rubio: leader Ue difenderanno Zelensky da bullismo Trump? Sciocchezze

Roma, 17 ago. (askanews) – Il segretario di Stato degli Usa, Marco Rubio, ha respinto l’ipotesi secondo cui i leader europei stiano recandosi alla Casa Bianca in vista del summit di domani per impedire che il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky venga “maltrattato”. Ne dà notizia il sito del network satellitare statunitense Cnn.

“È una narrativa mediatica davvero stupida – ha affermato – quella secondo cui domani verranno qui perché Trump costringerà Zelensky a firmare un accordo sfavorevole. Abbiamo lavorato con queste persone per settimane, per settimane su questa questione. Domani verranno qui perché hanno scelto di venire qui domani. Li abbiamo invitati a venire”, ha detto Rubio intervenendo al programma della CBS “Face the Nation”.

Rispondendo a chi gli ha ricordato la riunione di febbraio nello Studio Ovale, quanto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il vicepresidente JD Vance hanno rimproverato Zelensky per una presunta mancanza di gratitudine, Rubio ha detto: “Sapete quanti incontri abbiamo avuto da allora? Abbiamo avuto un incontro con Putin e una dozzina con Zelensky”.

Ucraina, Macron: Putin non vuole la pace, vuole la resa di Kiev

Roma, 17 ago. (askanews) – “Non credo che il presidente Putin voglia la pace” ma “penso che voglia la resa dell’Ucraina”. Lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, in una dichiarazione alla stampa al termine del vertice dei Volenterosi, aggiungendo che, al contrario, il presidente americano Donald Trump “vuole la pace”.

“C’è un solo stato che propone una pace che equivarrebbe a una capitolazione ed è la Russia” ma “se oggi siamo deboli con la Russia stiamo preparando i conflitti di domani” ha proseguito Macron.

“Non possiamo schierarci dalla parte della legge del più forte” ha aggiunto “sarebbe un nuovo ordine internazionale, che non è più un ordine basato sul diritto”.

“Noi vogliamo la pace, una pace solida e duratura, preceduta dalla restituzione dei prigionieri e degli innocenti, e che rispetti la sovranità e l’integrità territoriale di tutti i Paesi” ha sottolineato il Presidente francese.