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La delegazione italiana della Flotilla salpa da Siracusa (con loro anche la nave di Emergency)

Milano, 11 set. (askanews) – La Life Support, la nave di Emergency, è in partenza dal porto di Siracusa insieme alla delegazione italiana della Global Sumud Flotilla. La nave di ricerca e soccorso dell’Ong fondata da Gino Strada sarà l’ultima a partire delle barche italiane dirette a Gaza, avrà il ruolo di nave osservatrice e offrirà supporto medico e logistico alle navi che dovessero averne necessità.

Emergency insieme alla flotta italiana si incontrerà poi con la delegazione internazionale, composta da tutte le barche partite dalla Spagna e dalla Tunisia e lungo la rotta anche con quelle partite dalla Grecia. La Life Support offrirà assistenza sanitaria ai partecipanti in caso di necessità, garantirà assistenza per riparare attrezzature tecniche danneggiate e contribuirà al rifornimento di acqua e viveri alle barche della flotta.

“Emergency ha deciso di aderire a questa iniziativa promossa dalla società civile perché ha visto direttamente le condizioni della popolazione nella Striscia – dichiara Anabel Montes Mier, capomissione della Life Support di Emergency -. Lo staff, che lavora nella Striscia in due centri sanitari nel governatorato di Khan Younis riporta una situazione gravissima, mai vista prima. Di fronte al silenzio e all’inazione dei governi, l’ampia partecipazione dei cittadini alle manifestazioni a sostegno di questa cordata umanitaria è segno di una volontà di pace e giustizia che condividiamo e vogliamo sostenere”. La Life Support, nave di ricerca e soccorso di Emergency, è operativa dal dicembre 2022 e da allora ad oggi ha soccorso un totale di 3.001 persone con 36 missioni nel Mediterraneo Centrale. Per la Flotilla partirà domani chiudendo la delegazione italiana con un equipaggio di 29 persone formato da medici, infermieri, logisti, mediatori culturali, soccorritori e marittimi.

Emergency è a Gaza da agosto 2024 e attualmente lavora nella sua clinica nella località di al-Qarara, nel governatorato di Khan Younis. Qui offre primo soccorso, assistenza medico-chirurgica di base per adulti e bambini, attività ambulatoriali di salute riproduttiva e follow up infermieristico post-operatorio, stabilizzazione di emergenze medico-chirurgiche e trasferimento presso strutture ospedaliere.

Nella clinica dall’apertura, a gennaio 2025, a fine luglio ha visitato in media 241 persone al giorno con picchi anche di 400. Su un totale di oltre 23 mila visite effettuate nello stesso periodo, oltre la metà sono state su minori.

Prosegue inoltre il lavoro dell’Ong per offrire assistenza sanitaria di base alla popolazione nella clinica di medicina di base allestita dall’associazione locale CFTA (Culture & Free Thought Association) ad al-Mawasi. Dall’inizio delle attività, a novembre 2024, a fine luglio, in questo presidio sanitario ha effettuato oltre 19 mila visite. Qui i pazienti possono ricevere cure di base, farmaci e le medicazioni necessarie in seguito a interventi chirurgici.

Pink Floyd Legend al Teatro Arcimboldi Milano, il 22 settembre

Roma, 11 set. (askanews) – Mancano pochi biglietti per il tutto esaurito dei Pink Floyd Legend al TAM Teatro Arcimboldi Milano il 22 settembre 2025 con The Wall, lo spettacolo ispirato al leggendario concept album dei Pink Floyd: una vera e propria opera rock dal vivo, in cui musica, teatro e immagini si intrecciano per dare vita a un’intensa esperienza multisensoriale.

Con oltre 150.000 spettatori negli ultimi cinque anni, i Pink Floyd Legend – Fabio Castaldi (voce e basso), Alessandro Errichetti (voce e chitarre), Simone Temporali (voce e tastiere) ed Emanuele Esposito (batteria) – sono riconosciuti da pubblico e critica come la formazione più rappresentativa del panorama floydiano, grazie alla qualità, all’intensità e alla fedeltà delle loro interpretazioni. Ad affiancarli anche Daphne Nisi Mete e Giorgia Zaccagni alle voci, Manfredi Roberti al basso, l’ensemble vocale Anonima Armonisti ai cori e, per l’occasione, una rappresentanza dei giovanissimi performer del Musical Weekend, preparati dal team di professionisti di Pianeta Cipriani.

Sotto la regia di Fabio Castaldi, sul palco prenderà vita la costruzione – e la distruzione – in tempo reale del leggendario muro, elemento centrale della narrazione, accompagnata dagli effetti speciali curati da MassimilianoBianchi, dalle grandi strutture gonfiabili realizzate da Fly In e dalle proiezioni in video mapping firmate Plasmedia (gli stessi artefici delle installazioni sul Castello Aragonese di Taranto per la mostra Hipgnosis Studio: Pink Floyd and Beyond). A completare l’impatto visivo contribuiscono la scenografia di Alessandra Traina, i costumi di Vanessa Mantellassi e il make-up e hair styling supervisionati da Lara Crisci, il tutto realizzato appositamente e ispirato fedelmente ai tour originali dei Pink Floyd e di quelli più recenti di Roger Waters.

Ogni tour dei Pink Floyd Legend, firmato Menti Associate, è un evento imperdibile: da Atom Heart Mother con coro e orchestra a The Dark Side of the Moon – 50th Anniversary Tour, da Live at Pompeii con strumenti vintage originali all’evento per i 40 anni di Animals, con una spettacolare riproduzione della Battersea Power Station in mapping 3D. SHINE Pink Floyd Moon, l’opera rock di Micha van Hoecke, ha visto i Legend esibirsi insieme a Raffaele Paganini e ai danzatori della Compagnia Daniele Cipriani. Negli anni la band ha ospitato sul palco musicisti e collaboratori dei Pink Floyd come Guy Pratt, Ron Geesin (con cui si sono esibiti davanti a più di 3000 spettatori alla Cavea del Parco della Musica di Roma), Gary Wallis, Durga McBroom, Claudia Fontaine e Harry Waters, con il quale hanno eseguito The Final Cut in un evento speciale dedicato agli 80 anni dello Sbarco di Anzio. L’attesissima messa in scena di The Wall rappresenta un ulteriore tassello nella straordinaria carriera della band: una produzione spettacolare che trasporterà il pubblico dentro l’universo narrativo e musicale del capolavoro floydiano.

Online il video di "Dai che fai", il nuovo singolo di Bresh

Milano, 11 set. (askanews) – È online il video di “Dai che fai”, il nuovo singolo di Bresh da domani in radio, estratto dall’album “Mediterraneo”, certificato ORO (FIMI/NIQ), che dopo il debutto al primo posto della classifica Fimi/NIQ, è da 13 settimane consecutive in TOP10 degli Album più venduti in Italia.

Una produzione dalle atmosfere leggere e contemporanee, unita a un testo immediato e incisivo scritto insieme a Calcutta e a un giro di chitarra che rimane subito in testa, sono tutti gli elementi che rendono “Dai che fai” (prodotto da Roy Lenzo) un brano capace di trasportare immediatamente l’ascoltatore tra i vicoli della sua Genova. Il video diretto da Simone Mariano, è la perfetta rappresentazione visiva delle atmosfere e delle sensazioni che si provano ascoltando il brano, con immagini precise che si ricollegano a un periodo temporale immediatamente riconoscibile, sia nel testo del brano sia nelle scene del video (“Fuori dalla mia scuola, suonava il Motorola / I caschi sempre in mano, la musica dal cell”).

La spensieratezza che si percepisce dal video, ricco di risate, mare, amici e primi segnali d’amore, è legata a un velo di nostalgia che rappresenta perfettamente quella sensazione da fine estate, fatta di ricordi, qualche rimpianto, e voglia di divertirsi.

A partire da fine ottobre, Bresh sarà per la prima volta protagonista di un tour nei palasport: dopo la data zero a Jesolo, il tour proseguirà a Roma, due date sold out a Milano, e per finire a Bologna.

Con questo tour, Bresh si conferma come una delle voci più interessanti e in crescita del panorama musicale italiano. Attraverso il suo stile che unisce il rap al cantautorato, con un linguaggio sempre diretto e dalla forte espressività visiva, Bresh si prepara a regalare al pubblico uno show che mostrerà, ancora una volta, il suo entusiasmo e la sua energia sul palco.

I biglietti sono disponibili in prevendita. Per info: www.livenation.it

Questi gli appuntamenti nei palasport: Sabato 25 ottobre – Jesolo, Palazzo del Turismo (data zero) Sabato 1° novembre – Roma, Palazzo dello Sport Giovedì 6 novembre – Milano, Unipol Forum (SOLD OUT) Venerdì 7 novembre – Milano, Unipol Forum (SOLD OUT) Domenica 9 novembre – Bologna, Unipol Arena L’album “Mediterraneo” è composto da 16 brani che vanno ad attingere da quell’immaginario legato al viaggio, al mare e alla Liguria che spesso torna nella scrittura e nella poetica di Bresh.

Un legame profondo e duraturo, già presente nei brani, contenuti nell’album, “Umore Marea” (il nuovo singolo attualmente in radio) e “La Tana del Granchio” (certificato PLATINO, posizionato per cinque settimane consecutive nella Top 10 della classifica FIMI/NIQ dei singoli più venduti e rimasto stabile per sei settimane nella TOP 10 delle classifiche Top 50 Italia di Spotify e italiana di Shazam).

L’album, che vede Shune alla produzione e che arriva a tre anni di distanza da “ORO BLU” (doppio Platino), è disponibile nelle versioni Digitale, CD, LP (rosso e bianco) e doppio LP (blu + trasparente).

Le foto delle cover sono di Sam Gregg. L’artwork è di Marco Giacobbe e Matteo Bonato.

Nuove sorprese per Renato Zero: ecco la tracklist di L’ORAZERO

Milano, 11 set. (askanews) – A pochi giorni dal suo compleanno -che cadrà il 30 settembre, e dopo aver regalato ai fan ben tre annunci in un solo colpo, per Renato Zero è tempo di nuove sorprese.

Attraverso i propri canali social l’artista svela oggi l’artwork e i 19 titoli che compongono la tracklist del nuovo album di inediti L’ORAZERO, in uscita il 3 ottobre per Tattica, e disponibile per il pre-order e il pre-save dal 15 settembre: una nuova pagina della sua ricchissima produzione artistica e della ultracinquantennale carriera musicale che ha segnato la storia della musica italiana.

“Un viaggio in 19 differenti mondi, ognuno dei quali ha le proprie radici, regole, bisogni, contraddizioni, utopie e modi diversi di rappresentarsi. Io giro sempre con un biglietto in tasca da punzonare; faccio male?” -le parole di Zero per introdurre il nuovo progetto. L’album è anticipato dal nuovo singolo SENZA, disponibile da domani -12 settembre- in radio e su tutte le piattaforme digitali.

1. Aspettando l’alba

2. Lasciati amare

3. Più musica

4. Voglio regalarti un avvenire

5. Il rifugio

6. Ti meriti di più

7. Tempo

8. Se t’innamorerai

9. Su per giù

10. L’anima canta

11. Senza

12. Vorrei piacerti

13. Riprendiamoci il mondo

14. Nel regno del sogno

15. Ascoltati

16. Il battito del mondo

17. Ancora nuovi giorni

18. Che sia amore

19. Pace

Renato Zero non smette mai di rinnovare il suo legame con l’amato pubblico e, a poco più di un anno dalla sua ultima avventura live, si prepara a riabbracciarlo dal vivo con L’ORAZERO IN TOUR. La nuova tournée, prodotta da Tattica, lo porterà sui palchi delle principali città italiane a partire da gennaio 2026, con biglietti disponibili dal 18 settembre su renatozero.com e vivaticket.com.

Presentata Supercoppa Hockey 2025: a Roma sport, social e green

Roma, 11 set. (askanews) – È stata presentata a Roma, presso la Sala Giunta del Coni, la Supercoppa Italiana di Hockey su Prato 2025, femminile, maschile e parahockey, le cui gare si disputeranno presso l’impianto da hockey del Tre Fontane di Roma il 13 settembre. La Supercoppa – si legge in una nota – sarà il fulcro agonistico di una tre giorni di attività (12, 13 e 14 settembre) con un programma che prevede anche un Torneo Under 12 maschile e femminile, partite della categoria Master e attività social e Green per vivere giornate di sport all’insegna di valori come condivisione e inclusione.

La tre giorni è organizzata con il supporto della Regione Lazio che ha inserito il progetto tra i “Grandi Eventi 2025” e con i patrocini del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, del Comitato Italiano Paralimpico, di Sport e Salute SpA, del Comune di Roma. Presente anche il patrocinio del ministero per l’Ambiente e la Sicurezza Energetica in virtù dell’attenzione alla sostenibilità da parte degli organizzatori che si sono posti l’obiettivo di realizzare un evento in linea con le indicazioni del Ministero Sport e Giovani – Dipartimento Sport sugli eventi sportivi.

Presenti ai lavori, moderati da giornalista Marcel Vulpis, il presidente Fih Sergio Mignardi, il presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Marco Giunio De Sanctis, il presidente del Coni Lazio, Alessandro Cochi, il Consigliere di Sport e Salute Spa, Fabio Caiazzo, la Vice Presidente V Commissione Sport della Regione Lazio, Edy Palazzi, la presidente dell’Assemblea Capitolina, Svetlana Celli, l’assessore allo sport e grandi eventi del IX Municipio, Patrizio Chiarappa; presenti anche il Vice Presidente della Federazione Italiana Hockey, Carlo Corsi, la Consigliere Federale FIH, Martina Marchiori e il Presidente dell’Associazione Nazionale Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia (sezione Roma), Pierpaolo Giuliani.

“La Fih”, ha sottolineato il presidente federale Mignardi, “presta grande attenzione agli aspetti educativi e sta cercando di orientarsi verso il valore sociale dello sport, per creare un modello per i giovani. In questa logica abbiamo istituito anche la Supercoppa di Parahockey, di cui si gioca la prima edizione. Eventi come questo aiutano a farsi conoscere, a unire, a promuovere e a fare rete. Saranno 3 giorni intensi e molto belli e dobbiamo dire grazie alle istituzioni presenti, che ci hanno sostenuto ne continuano a farlo”.

L’Europarlamento invita i Paesi Ue a riconoscere lo Stato di Palestina

Strasburgo, 11 set. (askanews) – La plenaria del Parlamento europeo ha adottato, oggi a Strasburgo, per la prima volta una risoluzione sulla situazione nella Striscia di Gaza (dal titolo ‘Gaza al punto di rottura: azione dell’Ue per contrastare la carestia, necessità urgente di liberare gli ostaggi e di procedere verso una soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati’).

La risoluzione, approvata con 305 voti favorevoli, 151 contrari e 122 astensioni, è stata in parte modificata e ‘annacquata’ (nei confronti delle accuse a Israele), rispetto alla proposta originaria presentata dai Socialisti e Democratici, Verdi e Liberali di Renew, da diversi emendamenti, presentati soprattutto dal Ppe. Ma resta comunque una presa di posizione più chiara e incisiva, rispetto a quanto si è visto finora da parte della Commissione e soprattutto del Consiglio Ue e degli Stati membri su questo tema. In particolare, l’Europarlamento invita gli Stati membri a riconoscere la Palestina.

Il Parlamento europeo ‘esprime preoccupazione per la catastrofica situazione umanitaria’ nella Striscia di Gaza e sollecita ‘un’azione urgente’ da parte dell’Ue, ‘condanna con forza il blocco degli aiuti umanitari a Gaza da parte del governo israeliano, che ha provocato una carestia nel Nord di Gaza’, chiede ‘un cessate il fuoco immediato e permanente’ e l’apertura di ‘tutti i valichi di frontiera pertinenti’ per consentire l’ingresso degli aiuti.

La risoluzione sollecita il ripristino con urgenza del mandato e dei finanziamenti dell’Unrwa, l’agenzia Onu creata per assistere i profughi palestinesi, ma sottoponendola a controlli rigorosi per rendere conto del proprio operato. Il Parlamento europeo si dice poi ‘fermamente contrario’ all’attuale sistema di distribuzione degli aiuti a Gaza.

Gli eurodeputati si dicono ‘particolarmente allarmati’ dai rapporti relativi alle gravi carenze alimentari e alla malnutrizione dovute alla restrizione degli aiuti, chiedono accesso pieno, sicuro e senza ostacoli da parte della popolazione di Gaza a cibo, acqua, forniture mediche e riparo, nonché il ripristino immediato delle infrastrutture vitali, e sollecitano tutte le parti a rispettare i propri obblighi umanitari ai sensi del diritto internazionale.

La risoluzione chiede il rilascio immediato e incondizionato di tutti gli ostaggi israeliani detenuti a Gaza, e invita l’Ue e gli Stati membri ad avvalersi della loro influenza diplomatica per esercitare pressioni su Hamas affinché accetti questa soluzione. Vengono anche condannati nei termini più duri i ‘crimini barbari’ di Hamas contro Israele, e richieste sanzioni concrete contro il gruppo terroristico, riaffermando l’impegno per la sicurezza di Israele e il suo ‘inalienabile diritto all’autodifesa’, nel rispetto del diritto internazionale, e riconoscendo che Israele resta un partner strategico dell’Ue nella lotta al terrorismo nella regione.

La risoluzione sottolinea, tuttavia, che questo diritto ‘non può giustificare un’azione militare indiscriminata a Gaza e nella regione’, ed esprime preoccupazione per le continue operazioni militari nella Striscia di Gaza, che si sono tradotte in sofferenze insopportabili per la popolazione civile, denunciando allo stesso tempo l’uso di civili come scudi umani da parte di Hamas.

Il Parlamento europeo sostiene la decisione, annunciata ieri dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, di sospendere il sostegno bilaterale dell’Ue a Israele e di sospendere parzialmente l’Accordo Ue-Israele in materia commerciale. Chiede, inoltre, indagini complete su ‘tutti i crimini di guerra e sulle violazioni del diritto internazionale, e chiamare ‘tutti i responsabili’ a rispondere delle proprie azioni. Quest’ultima frase è il risultato di un emendamento del Ppe (il numero 10) che ha modificato il testo originario, in cui venivano chiamate specificamente ‘le autorità politiche e militari israeliane’ a rispondere delle loro azioni. Nel paragrafo 22, la risoluzione ‘sostiene appieno le sanzioni dell’Ue contro coloni e attivisti israeliani violenti in Cisgiordania occupata e a Gerusalemme Est’, e invita l’Ue ‘a seguire le decisioni di diversi Stati membri e del Regno Unito di comminate sanzioni’ contro i ministri israeliani Bezalel Smotrich e Itamar Ben-Gvir.

Il Parlamento europeo invita poi le istituzioni e i paesi dell’Ue a compiere passi diplomatici per garantire l’impegno verso la soluzione dei due Stati, con progressi politici concreti verso la sua realizzazione, in vista dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite di settembre. Gli eurodeputati sottolineano inoltre la necessità di una completa smilitarizzazione a Gaza e dell’esclusione di Hamas dal governo, chiedendo il ritorno di un’Autorità nazionale palestinese riformata come unico organo di governo.

Secondo il Parlamento europeo, la creazione di uno Stato di Palestina è ‘uno strumento fondamentale per promuovere la pace e rafforzare la sicurezza dello Stato di Israele’, e che costituisce il percorso più efficace verso la normalizzazione regionale. Gli eurodeputati invitano quindi gli Stati membri ‘a valutare la possibilità di riconoscere lo Stato di Palestina nell’intento di realizzare la soluzione dei due Stati’.

Tra le modifiche rilevanti del testo originario della proposta di risoluzione c’è stata la soppressione, a seguito del voto dell’Aula, della parola ‘genocidio’ dal paragrafo 22. Dal testo originario (il Parlamento europeo ‘sostiene un ampliamento delle sanzioni e chiede misure restrittive mirate dell’Ue, tra cui il congelamento dei beni e il divieto di visto tramite il regime globale di sanzioni dell’Ue in materia di diritti umani, da applicarsi alle persone ed entità estremiste direttamente coinvolte nell’occupazione illegale dei territori palestinesi, nonché in gravi violazioni del diritto internazionale, inclusi i ministri estremisti che chiedono apertamente azioni di genocidio o agiscono contro la soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati’) sono state cancellate le parole ‘azioni di genocidio’.

E’ rimasto comunque, nella risoluzione, il riferimento al ‘procedimento ancora pendente nei riguardi di Israele da parte della Corte internazionale di Giustizia riguardo all’applicazione della Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio nella Striscia di Gaza (Sudafrica contro Israele), avviato il 29 dicembre 2023’ (Considerando H).

Un emendamento del Ppe (il numero 8), approvato dalla maggioranza dell’Aula con 290 voti contro 271 e 22 astenuti, ha cancellato la dalla proposta originaria di risoluzione la frase: ‘Condanna senza mezzi termini la continua escalation della guerra a Gaza, imputabile alle operazioni militari israeliane, che si è tradotta in ricadute umanitarie devastanti e sofferenze inaccettabili per la popolazione civile’, sostituendola con un’affermazione molto più blanda nei riguardi di Israele: ‘Esprime preoccupazione per le continue operazioni militari nella Striscia di Gaza, che si sono tradotte in sofferenze insopportabili per la popolazione civile’.

Altri due emendamenti del Ppe hanno tolto dal testo alcune forti critiche alla Commissione e al Consiglio europeo per la mancata incisività della loro azione riguardo alla situazione a Gaza. L’emendamento numero 13 (approvato con 312 voti contro 270 e 17 astensioni) ha soppresso la ‘viva condanna’ che il testo originario proponeva per ‘il fatto che la Commissione e il Consiglio europeo non abbiano reagito con l’urgenza richiesta dalla gravità della situazione catastrofica a Gaza’.

L’emendamento 14, infine, ha cancellato la frase con cui si invitavano la Commissione e il Consiglio europeo ‘a riflettere sulle profonde conseguenze per l’immagine internazionale dell’Ue derivanti dall’assenza di una risposta oggettiva alla situazione catastrofica nella Striscia di Gaza e dalla percezione di un approccio basato su due pesi e due misure nell’azione diplomatica dell’Ue’, e si insisteva ‘sul fatto che una tale situazione sta annientando la credibilità dell’Ue non solo agli occhi del Sud del mondo ma anche agli occhi dei nostri cittadini’.

Tv, arriva "Mountainhead" con Steve Carell e Jason Schwartzman

Roma, 11 set. (askanews) – Arriva in prima tv in esclusiva su Sky Cinema il film targato HBO candidato ai prossimi Emmy Awards nella categoria Miglior film per la televisione, “Mountainhead”, il primo lungometraggio scritto e diretto da Jesse Armstrong, in onda venerdì 12 settembre alle 21:15 su Sky Cinema Uno, in streaming solo su NOW e disponibile on demand. Su Sky il film sarà disponibile on demand anche in 4K.

Firmato da Jesse Armstrong, il creatore di “Succession” e vincitore di sette Emmy Awards, è un’irriverente e acuta satira sul potere, che racconta come un gruppo di amici miliardari, boss delle tech, si trovano ad affrontare una crisi internazionale crescente. Il film è il debutto alla regia di Armstrong, che firma anche la sceneggiatura e la produzione esecutiva. Nel cast Steve Carell nel ruolo di Randall, Jason Schwartzman in quello di Souper (Hugo Van Yalk), mentre Cory Michael Smith è Venis e Ramy Youssef è Jeff.

Attraverso una tensione crescente e colpi di scena inaspettati, “Mountainhead” affronta con sguardo tagliente l’ipocrisia e il cinismo della Silicon Valley e delle sue élite.

“Mountainhead” racconta la vicenda di un gruppo di miliardari della tecnologia che si riuniscono sullo sfondo di una crisi internazionale in costante evoluzione. Legati da un’amicizia nata anni prima all’interno della stessa fucina tecnologica, Randall (Steve Carell), Hugo (Jason Schwartzman), Venis (Cory Michael Smith) e Jeff (Ramy Youssef) sono amici di lunga data e rivali, tra gli uomini più ricchi del Pianeta.

Quando Hugo accoglie “i Brewsters” nella sua lussuosa tenuta per un fine settimana tra uomini altamente selezionati, il loro idillio esclusivo viene interrotto da notizie di violenti disordini in tutto il mondo, causati proprio dai nuovi strumenti di intelligenza artificiale generativa sviluppati da Venis. Con le nazioni sull’orlo del collasso politico ed economico, questi titani iniziano a pianificare la gestione della crisi a proprio vantaggio alzando sempre di più la posta in gioco e mettendo a rischio non solo le loro fortune e le loro amicizie, anche il futuro stesso dell’umanità.

La polizia acquisisce un video con il killer dell’attivista Charlie Kirk

New York, 11 set. (askanews) – Il Commissario del Dipartimento di Pubblica Sicurezza dello Utah, Beau Mason, ha dichiarato in una conferenza stampa, terminata da pochi minuti, di essere in possesso di un video dell’attentatore di Charlie Kirk, l’influencer conservatore assassinato mercoledì nel cortile della Utah Valley University durante un evento pubblico.

Mason, ha dichiarato che il sospettato ha l’apparenza di uno studente del college ed è arrivato nel campus intorno a mezzogiorno, poi è salito sul tetto di uno degli edifici attorno al cortile e ha sparato il colpo mortale con un fucile ad alta potenza abbandonato poi nel bosco dove l’attentatore si è rifugiato. Il video non è stato reso pubblico poichè gli investigatori stanno lavorando all’identificazione del sospetto, mentre continuano la caccia all’uomo.

Charlie Kirk, figura prominente tra i giovani sostenitori di Donald Trump, lascia la moglie e due figli piccoli. Oggi il vicepresidente JD Vance e la moglie visiteranno la famiglia in Utah.

11 settembre: Capodanno in Etiopia con nuova diga che parla italiano

Il Capodanno etiope, noto come Enkutatash (che significa “dono di gioielli” in amarico) , è una festa profondamente radicata nella cultura e nelle tradizioni dell’Etiopia. Si celebra l’11 settembre (o il 12 settembre negli anni bisestili del calendario gregoriano). Vediamo perché ciò succede. L’Etiopia, il più grande Paese cristiano in Africa, e il terzo Paese cristiano dei Brics, insieme a Brasile e Russia, segue un calendario proprio (calendario copto), composto da 13 mesi: 12 mesi di 30 giorni e un tredicesimo mese di 5 giorni (6 negli anni bisestili) .

Rispetto al calendario gregoriano, il calendario etiope è in ritardo di circa 7 anni e 113 giorni. Per cui l’11 settembre 2025 corrisponde al 1° Meskerem 2018 nel calendario etiope. Come il calendario giuliano e come il calendario lunare cinese, il calendario etiope è più legato ai ritmi della natura. Il capodanno, l’Enkutatash, infatti, segna la fine della stagione delle piogge e l’inizio della bella stagione. Il paesaggio si colora di fiori gialli chiamati Adey Abeba, simbolo di rinascita.

La festa affonda le radici nella storia della Regina di Saba, che, di ritorno dal re Salomone a Gerusalemme, fu accolta con doni di gioielli (“enku”) dai suoi sudditi.

L’Etiopia, dopo la sua adesione ai Brics, nel 2024, sta attraversando una fase di trasformazioni significative sotto il profilo politico, economico e sociale. Nonostante i progressi in settori come le energie rinnovabili e lo sviluppo infrastrutturale, il paese deve affrontare sfide complesse legate ai conflitti interni, alle tensioni regionali per la gestione delle risorse idriche e alla transizione verso un’economia sostenibile.

L’Etiopia è una repubblica federale su base etnica, composta da undici stati regionali (Tigray, Afar, Amhara, Oromia, Somali, Benishangul-Gumuz, Regione delle nazioni, Nazionalità e popoli del Sud, Gambela e Harar) e due municipalità indipendenti (Addis Abeba e Dire Dawa) a cui è stato riconosciuto un particolare status di autonomia. La popolazione etiopica è composta da più di 70 gruppi etnici che parlano oltre 200 tra lingue e dialetti. Tra i gruppi maggiori vi sono gli oromo e i somali, che parlano lingue cuscitiche, dell’Africa orientale, mentre gli amhara e i gruppi che parlano tigrino sono linguisticamente semiti. Almeno la metà della popolazione parla l’amarico come prima o seconda lingua.

Il Paese è segnato da profondi conflitti etnici e da instabilità, come il conflitto nel Tigray e le tensioni con le milizie Amhara. Dopo l’accordo di Pretoria (2022), che ha formalmente concluso la guerra tra il governo federale e il Fronte di Liberazione del Popolo del Tigray (TPLF), le tensioni si sono spostate verso la regione Amhara. Le milizie Fano, legate al nazionalismo Amhara, si oppongono al governo centrale, accusandolo di favorire gli interessi Oromo e di aver tradito le rivendicazioni territoriali Amhara (come il Western Tigray).

Il Prosperity Party (PP) del premier Abiy Ahmed fatica a mantenere l’unità nazionale, mentre le élite regionali contestano la centralizzazione del potere.

Inoltre, vi è l’annosa questione della ricerca di uno sbocco al mare per l’Etiopia, che alimenta tensioni con paesi vicini come l’Eritrea, Gibuti e la Somalia.

Quest’anno il Capodanno etiope ha coinciso con l’inaugurazione della Grand Ethiopian Renaissance Dam (GERD), la grande diga etiope della rinascita, una imponente diga sul Nilo con una capacità di 5.000 MW, equivalente a quella di tre centrali nucleari di medie dimensioni, che ha provocato tensioni con Sudan ed Egitto, Paesi a valle del corso del principale fiume africano. L’Egitto e il Sudan chiedono garanzie, perché considerano la diga una minaccia esistenziale, poiché ridurrebbe il flusso d’acqua vitale per l’agricoltura e la sopravvivenza delle loro popolazioni. L’Egitto dipende per il 97% dal Nilo per le sue risorse idriche. ln ogni caso si tratta del più grande progetto idroelettrico mai realizzato in Africa,  progettato e realizzato dal gruppo  italiano Webuild per il quale la Gerd “segna l’inizio di una nuova era per il Paese, proiettandolo al centro della transizione verde del continente“.

Non sono state costruite solo la diga e la centrale idroelettrica – nota il gruppo costruttore – ma anche scuole, ospedali, impianti sportivi, strade e ponti: un intero ecosistema a supporto dello sviluppo che resterà al Paese e alla popolazione etiope. “È la sintesi di quanto previsto dal Piano Mattei del governo Meloni: coinvolgere le imprese italiane su grandi progetti funzionali alla crescita dei paesi africani apportando ingegneria, capacità e competenza per risolvere problemi infrastrutturali e affrontare insieme il futuro“.

Altro aspetto interessantissimo della Gerd consiste nel fatto la che la sua costruzione è stata interamente finanziata dal governo e dalla popolazione etiope attraverso l’emissione e l’acquisizione di bond, senza il sostegno delle banche multilaterali e quindi senza cadere nella trappola del debito internazionale  e dell’usura.

L’Etiopia è a un bivio: da un lato, cerca di affermarsi come potenza regionale attraverso progetti come la Gerd e l’adesione ai Brics; dall’altro, deve affrontare conflitti interni, tensioni regionali e sfide economiche. La transizione verso le energie rinnovabili e l’elettrificazione dei trasporti è promettente ma, in un Paese dove quasi la metà della popolazione non è ancora allacciata alla rete elettrica, richiede investimenti infrastrutturali e politiche inclusive. Il futuro del Paese dipenderà dalla capacità di bilanciare sviluppo e stabilità. Intanto, buon 2018 del calendario etiope, felice anno nuovo!

Flotilla, a Siracusa partenza degli italiani: "Siamo la meglio umanità"

Roma, 11 set. (askanews) – La Global Sumud Flotilla sta per salpare. Dopo il primo gruppo di barche in procinto di partire dal porto di Sidi Bou Said, a 20 chilometri da Tunisi, il Global Movement to Gaza si prepara alla partenza imminente della flotta italiana da Siracusa.

“A bordo di queste barche – dicono i responsabili in procinto di partire – ci sono persone rappresentanti della politica, rappresentanti di Ong, ci sono medici, infermieri, giornalisti, giovani volontari attivisti. Ci sono madri, padri, fratelli. Lo spettro di queste persone è la meglio umanità”.

“Partiamo sapendo che potremmo essere attaccati da droni – aggiungono i partecipanti alla ‘missione’ – o che potremmo essere intercettati sui mari internazionali dalla marina israeliana. Su quelle barche saremo alcune centinaia ma su quelle barche dovremmo essere milioni, ci siete tutti voi. Gaza sta morendo ogni giorno: hanno ammazzato giornalisti, bambini”.

Appalti, Mazzetti (FI): Il Codice Appalti Italia ha anticipato norme europee

Roma, 11 set. (askanews) – Sono molto soddisfatta e orgogliosa, da parlamentare italiana, di questo testo europeo sul quale lavoriamo da un anno, perch con il Codice Appalti – nato con il governo Draghi e concluso a inizio mandato del governo Meloni, grazie all’ottimo lavoro fatto dal compianto presidente del Consiglio di Stato On. Franco Frattini – l’Italia aveva gi anticipato tutto questo emanando dei principi fondamentali seguiti in parte dall’Europa. Da relatrice del provvedimento ho seguito l’intero percorso legislativo e oggi constato che i principi al centro del dibattito europeo sono gi nel nostro Codice. Ancora una volta, gli italiani superano un traguardo decisivo per economia, ambiente e sociale , ha detto l’On. Erica Mazzetti, responsabile Lavori pubblici di Forza Italia, a Largo Chigi, format Urania tv.

L’apertura al mercato, contestata da opposizioni e alcune parti sociali, si rivelata giusta: l’Europa ci ha seguito e i risultati gi si vedono, sebbene il Pnrr richieda procedure digitali e semplificate. Sul piano sociale, potremmo usare i canoni minimi sociali per l’edilizia residenziale pubblica, emergenza nazionale e a livello europeo, ma anche per la sicurezza sul lavoro e la premialit per tutti coloro che rispettano questi parametri, non come imposizioni ideologiche – l’opposto di ci che ventila la sinistra -; il tutto in seguito all’approvazione del provvedimento che dovrebbe vedere la conclusione dell’iter nel 2026; gi ad aprile avevo proposto degli emendamenti poi presentati da nostri parlamentari italiani del PPE”. “Fondamentale – aggiunge Mazzetti – anche la digitalizzazione: un principio del nostro codice appalti, pi facile da applicare per le grandi imprese e i grandi enti, pi difficile per Pmi e piccoli Comuni, che vanno supportati con formazione degli addetti e utilizzando anche i tecnici delle nostre grandi stazioni appaltanti come Anas, FS, Italfer”.

“Saranno fondamentali la semplificazione, la spinta verso la digitalizzazione delle procedure, il taglio alla burocrazia inutile e la valorizzazione della competitivit e soprattutto della libert d’impresa , ha concluso.

Bce, Lagarde: su tassi restiamo in buona posizione, ma non vincolati

Roma, 11 set. (askanews) – Alla Bce sui tassi di interesse “continuiamo ad essere in una buona posizione”, ma questo non significa che le decisioni future siano predeterminate: verranno prese “volta per volta sulla base dei dati”. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo.

Secondo Lagarde la posizione resta buona (per aspettare e vedere) “perché l’inflazione è dove vogliamo che stia: 2-2,1%. Perché le prospettive di medio termine sono in linea con il nostro obiettivo (2%). E l’economia interna mostra resilienza mentre i rischi sono più bilanciati”.

“Ma non sto dicendo che continueremo ad essere in una buona posizione e che siamo su un percorso predeterminato. No – ha puntualizzato – perché decidiamo volta per volta e in base ai dati”. (fonte immagine: ECB).

La Russa censura il linguaggio usato dal M5S durante l’informativa di Tajani

Roma, 11 set. (askanews) – Una condanna “politica” del linguaggio “inaccettabile” utilizzato in aula: questa, secondo quanto si apprende da fonti di palazzo Madama, la posizione espressa dal presidente del Senato, Ignazio La Russa, nel corso della conferenza dei capigruppo, durata circa un’ora, che lui stesso aveva convocato in seguito allo scontro divampato stamattina in aula nel corso dell’informativa del ministro degli Esteri Antonio Tajani. A dare il via alla bagarre era stata l’accusa lanciata all’indirizzo del ministro dalla senatrice Alessandra Majorino del M5S: “(…) lei si comporta come uno di quegli influencer prezzolati dal Governo israeliano per coprire la verità”.

Non ci sarà la convocazione di un giurì per una eventuale iniziativa disciplinare sull’episodio: non spetta al presidente, spiegano al Senato. In ogni caso, La Russa ha sollecitato i rappresentanti dei gruppi sulla necessità di avere in assemblea “un linguaggio che sia rispettoso di tutti”, un tema sul quale si è registrata “concordia unanime”.

La Bce conferma i tassi di interesse per l’area euro al 2%

Roma, 11 set. (askanews) – La Banca centrale europea ha confermato, come ampiamente atteso, i livelli dei tassi di interesse per l’area euro. Il tasso sui depositi, che resta il principale riferimento per il costo del denaro, resta quindi al 2%. Il tasso sulle principali operazioni resta al 2,15%, mentre il tasso sulle operazioni marginali a 2,40%.

“L’inflazione si attesta attualmente intorno all’obiettivo di medio termine del 2% e la valutazione delle prospettive di inflazione condotta dal Consiglio direttivo resta pressoché invariata”, recita un comunicartio diffuso al termine del direttorio.

La Banca centrale europea ha ritoccato marginalmente al rialzo le sue previsioni di inflazione per l’area euro. Ora per quest’anno si attende un 2,1 percento, cui dovrebbe seguire un 1,7 percento nel 2026 e 1,9 percento nel 2027. Lo scorso giugno la Bce prevedeva inflazione al 2% quest’anno, all’1,6% il prossimo e al 2% del 2027.

L’ambasciatore Gb negli Usa Peter Mandelson rimosso per legami con Epstein

Roma, 11 set. (askanews) – L’ambasciatore britannico negli Stati Uniti, Peter Mandelson, è stato rimosso con effetto immediato a causa dei suoi legami con il finanziere americano e criminale sessuale Jeffrey Epstein. Lo ha annunciato il Foreign Office, sottolineando che la decisione è stata presa “per rispetto delle vittime dei crimini di Epstein” e a pochi giorni dalla visita di Stato del presidente Donald Trump nel Regno Unito.

Il dicastero ha precisato che nuove email rivelate questa settimana mostrano come “la profondità e l’ampiezza delle relazioni di Peter Mandelson con Jeffrey Epstein siano sensibilmente diverse da quanto noto al momento della sua nomina”.

Mandelson, 71 anni, veterano del Partito laburista ed ex esponente di spicco dei governi di Tony Blair e Gordon Brown, era stato nominato ambasciatore a Washington tra polemiche. La portata delle sue interazioni con Epstein – secondo il Foreign Office – è risultata incompatibile con il ruolo diplomatico di primo piano.

M.O., in capigruppo La Russa censura linguaggio usato da M5S in aula

Roma, 11 set. (askanews) – Una condanna “politica” del linguaggio “inaccettabile” utilizzato in aula: questa, secondo quanto si apprende da fonti di palazzo Madama, la posizione espressa dal presidente del Senato, Ignazio La Russa, nel corso della conferenza dei capigruppo, durata circa un’ora, che lui stesso aveva convocato in seguito allo scontro divampato stamattina in aula nel corso dell’informativa del ministro degli Esteri Antonio Tajani. A dare il via alla bagarre era stata l’accusa lanciata all’indirizzo del ministro dalla senatrice Alessandra Majorino del M5S: “(…) lei si comporta come uno di quegli influencer prezzolati dal Governo israeliano per coprire la verità”.

Non ci sarà la convocazione di un giurì per una eventuale iniziativa disciplinare sull’episodio: non spetta al presidente, spiegano al Senato. In ogni caso, La Russa ha sollecitato i rappresentanti dei gruppi sulla necessità di avere in assemblea “un linguaggio che sia rispettoso di tutti”, un tema sul quale si è registrata “concordia unanime”.

Motor Valley, DSV svela il nuovo hub logistico da 100 milioni euro

Fiorano Modenese, 11 set. (askanews) – La filiera dell’automotive in Emilia-Romagna fortissima. Tra Modena e Bologna si concentrano non solo i prestigiosi marchi del Made in Italy (da Ferrari alla Maserati, fino alla Dallara) ma anche la ricca filiera dei subfornitori che ne costituiscono un unicum mondiale. Tante competenze e tante imprese, si traducono in una grande mole di movimentazione. Per questo la creazione da parte di DSV di un polo logistico nel cuore della Motor Valley emiliana una buona notizia in due sensi: verso le imprese e verso l’ambiente.

“E’ un progetto complesso – spiega Davide Uracchi, Managing Director, DSV Contract Logistics Italia – che prevede l’integrazione di flussi, l’efficientamento dei flussi operativi, la riduzione dei camion dalle strade e la riduzione dell’emissione di Co2 sul territorio. E’ un progetto in cui alla fine vincono tutti, non c’ come nelle competizioni sportive uno che vince o uno che perde”.

Un investimento da 100 milioni di euro per un polo che si estende su 100mila metri quadrati, concentrando in tre asset logistici interconnessi attivit prima distribuite su dieci magazzini distinti. DSV Proximity, questo il nome del nuovo hub inaugurato a Fiorano Modenese, aumenta del 15% la superficie operativa disponibile e taglia del 45% i tempi delle operazioni.

“Lavoriamo per molti clienti del settore automotive – ricorda Maciej Walenda, CEO Europe, DSV Contract Logistics -. Questo evento un esempio spettacolare per creare non solo magazzino ma anche un servizio a livello pi alto non solo per servizio ma anche per la complessivit”.

I benefici ambientali sono concreti: 45,7% di chilometri in meno percorsi ogni giorno dai mezzi pesanti, un terzo di camion in meno sulle strade. Il tutto candidato alla certificazione BREEAM “Very Good”, uno dei pi alti standard internazionali per l’edilizia sostenibile. “Abbiamo beneficiato di una riduzione dell’impatto ambientale e di una riqualificazione del territorio – aggiunge Uracchi – per cui di questo vado particolarmente fiero ed orgoglioso”.

La rigenerazione di un’area industriale dismessa – l’ex ceramica Ricchetti – rappresenta un modello virtuoso di sviluppo sostenibile. Non solo si restituisce vita a spazi abbandonati, ma si ottimizza l’intera catena logistica riducendo drasticamente l’impatto del trasporto merci. Un’operazione di brownfield che trasforma un problema territoriale in opportunit di sviluppo. Lo spiega Valentino Chiarparin, Country Manager GSE Italia. “E’ un immobile che veramente riporta a nuova vita un sito che era completamente dismesso o comunque con immobili ormai desueti. Questo tipo di riciclo del materiale proveniente dalla demolizione, dalla frantumazione degli edifici esistenti, permette di riuscire ad evitare una grandissima componente di traffico sulle strade e soprattutto riuscire a riconvertire con del materiale in sito quello che un immobile gi precedentemente utilizzato”.

DSV prevede l’impiego di nuovi operatori specializzati e la creazione di ulteriori posti di lavoro nell’indotto modenese.

Disgelo Usa-Bielorussia: "grande intesa" per rilascio prigionieri politici

Roma, 11 set. (askanews) – Alexander Lukashenko ha ricevuto a Minsk l’inviato del presidente statunitense, John Cole, che ha proposto una “grande intesa” sul rilascio dei prigionieri politici. “Non siamo favorevoli al fatto che queste persone si trovino nelle colonie penali. Se Donald è interessato, possiamo illustrargli i casi di ciascuno e, se vorrà accoglierli, possiamo provare a elaborare una grande intesa”, ha dichiarato il capo dello Stato bielorusso, secondo le immagini diffuse dal suo servizio stampa.

Nelle stesse ore l’ambasciata americana a Vilnius ha confermato la liberazione di 52 prigionieri politici di diverse nazionalità, ora diretti in Lituania. Tra questi figurano l’ex candidato presidenziale Nikolaj Statkevic, il filosofo Vladimir Matskevic e la cittadina lituana Alena Romanauskene.

Durante l’incontro, Cole ha annunciato che gli Stati Uniti revocheranno le sanzioni contro la compagnia aerea Belavia e stanno valutando la riapertura della propria ambasciata a Minsk, chiusa dal 2008.

L’episodio si inserisce in un processo di progressivo riavvicinamento: già a giugno, in occasione della visita a Minsk del rappresentante speciale di Trump, Keith Kellogg, erano stati liberati altri 14 prigionieri, incluso l’oppositore Sergej Tichanovskij, marito della leader in esilio Svetlana Tichanovskaja.

La svolta è stata rafforzata dalla telefonata del 15 agosto tra Donald Trump e Lukashenko – la prima in oltre 30 anni – durante la quale il presidente americano ha definito il leader bielorusso un “presidente altamente rispettato”, rompendo con la linea di non riconoscimento adottata dall’Occidente dal 2020. Un contatto nel giorno in cui Trump riceveva il presidente russo Vlaidmir Putin in Alaska, che segna un possibile “punto di svolta” nei rapporti con Minsk, a lungo congelati dopo la repressione del 2020.

Secondo diversi osservatori, Lukashenko cerca margini diplomatici per evitare la totale dipendenza da Mosca, sfruttando l’interesse di Trump a ottenere risultati rapidi sul piano internazionale. Per Washington, il dossier dei prigionieri politici diventa così terreno di cooperazione a basso costo con Minsk, sullo sfondo del nodo più importante delle relazioni Bielorussia-Russia e del ruolo di Minsk nella guerra in Ucraina.

Bce conferma i tassi di interesse per l’area euro al 2%

Roma, 11 set. (askanews) – La Banca centrale europea ha confermato, come ampiamente atteso, i livelli dei tassi di interesse per l’area euro. Il tasso sui depositi, che resta il principale riferimento per il costo del denaro, resta quindi al 2%. Il tasso sulle principali operazioni resta al 2,15%, mentre il tasso sulle operazioni marginali a 2,40%.

“L’inflazione si attesta attualmente intorno all’obiettivo di medio termine del 2% e la valutazione delle prospettive di inflazione condotta dal Consiglio direttivo resta pressoché invariata”, recita un comunicartio diffuso al termine del direttorio.

L’Europa indipendente: obiettivo strategico nel quadro di un nuovo patto costituzionale

Di fronte al baratro evocato da Mattarella l’Europa deve assumere misure eccezionali. È una spinta decisiva per avanzare sul terreno dell’integrazione, unico rimedio al tarlo del burocratismo che molti denunciano da anni, in modo strumentale, al solo scopo di gettare fango sulle istituzioni comunitarie. Ieri Ursula von der Leyn ha fatto un discorso impegnativo, forse il migliore della sua lunga presidenza. Ha detto con chiarezza che l’Europa deve ambire a un livello più alto di unità, per costruire solide condizioni di indipendenza. Finora, in verità, non lo si era mai affermato con tale forza e concretezza: l’obiettivo strategico consiste pertanto nel compiere il salto verso un’Europa davvero indipendente, con tutto ciò che ne consegue in termini di scelte oculate nel campo delle nuove tecnologie, dei servizi ad alto valore aggiunto e, necessariamente, della politica militare.

Nei giorni scorsi, su una mozione all’esame del Parlamento di Strasburgo sull’ingresso dell’Ucraina in Europa in tempi più ravvicinati, Lega e Movimento Cinque Stelle hanno votato contro, mentre si sono espressi a favore Fratelli d’Italia, Forza Italia e Partito democratico. Kiev, per i nostri populisti, può attendere, È uno dei vari episodi da cui si può ricavare la conferma di come l’antieuropeismo si accompagni a una tendenza assai pericolosa a compiacere lo zar del Cremlino, sottovalutando la minaccia del neo-imperialismo russo. C’è un problema di credibilità della politica estera italiana a cui provvedere in tempi medio-brevi con un profondo riordino delle alleanze politiche. Impossibile nascondersi che nel bipolarismo si annidano pesanti contraddizioni, frutto del distorto e ambiguo passaggio dalla prima alla seconda repubblica (per usare una terminologia poco corretta ma facilmente comprensibile).

Se vogliamo un’Europa indipendente, e quindi se stimiamo onorevole e corretto l’indirizzo della Von der Leyen, abbiamo la necessità di stringere un nuovo “patto costituzionale” a sostegno di questa strategia. Nessuno deve rinunciare alle proprie identità, ma i “responsabili” della maggioranza e della opposizione devono almeno convergere, in via di principio, sul comune ancoraggio a un futuro di più Europa. Naturalmente, chi muove dalla tradizione (democristiana) di De Gasperi e degli altri Padri fondatori, oggi può rivendicare il diritto a una riproposizione aggiornata dell’europeismo come orizzonte di una politica di libertà e solidarietà, con impegni sempre più stringenti. Serve presidiare e sostenere il grande processo di rilancio dell’Europa. È soprattutto qui l’identità, ma anche la coscienza del momento storico, a cui il cattolicesimo politico è chiamato a riferirsi. Non può mancare questa voce.

Pistola con matricola abrasa in hotel, arrestato il trapper Baby Gang

Milano, 11 set. (askanews) – Il trapper “Baby Gang”, nome d’arte per Zaccaria Mouhib Zaccaria, è stato arrestato in flagranza di reato per detenzione di arma clandestina e ricettazione. I carabinieri lo hanno sorpreso in possesso di una pistola con matricola abrasa.

Il trapper è stato fermato a Milano dai militari dell’Arma di Lecco, supportati dall’Arma del capoluogo meneghino, mentre si trovava in un albergo. Nella sua abitazione di Calolziocorte, nel Lecchese, sono state ritrovate altre due pistole clandestine nascoste in un vano. In casa, al momento della perquisizione, c’era un uomo la cui posizione è ora al vaglio degli investigatori.

L’indagine che ha portato all’arresto del trapper era scattata nel gennaio 2024, prende le mosse dall’arresto di un uomo, trovato in possesso di droga e di un fucile mitragliatore d’assalto di derivazione AK47, risultato di fabbricazione ex cecoslovacca, perfettamente funzionante, con il relativo munizionamento.

Gli investigatori dei carabinieri di Lecco sono riusciti a ricostruire come l’arma sia la stessa utilizzata durante le riprese di alcuni video musicali di Baby Gang e di Simba La Rue al secolo SAIDA Mohamed Lamine cl. 2002, anche lui indagato nel medesimo procedimento e attualmente detenuto.

A Venezia minacce con rottweiler e percosse a due turisti "ebrei": 2 denunce

Venezia, 11 set. (askanews) – Un nuovo episodio di aggressione a turisti israeliani. A Venezia una coppia, lui americano e lei israeliana, ha denunciato di essere stata bloccata lungo Strada Nuova da un gruppo di persone di origine nordafricana, che li avevano identificati come “ebrei”, probabilmente per il loro abbigliamento.

“Palestina libera” sarebbe stato gridato all’indirizzo della coppia. Uno degli aggressori avrebbe aizzato il proprio cane rottweiler contro la coppia, un altro avrebbe schiaffeggiato il turista americano. Contro la coppia anche una bottiglia di vetro. Identificati, gli aggressori sono stati denunciati con l’ipotesi del reato di minaccia aggravata dall’istigazione o dalla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.

L’uomo che ha colpito il turista è stato denunciato anche per percosse e raggiunto dall’ordine del questore di non tornare a Venezia per due anni. Per un altro c’è un provvedimento di espulsione.

Difesa, Gen. Conserva: policrisi globale con sfide interconnesse

Milano, 11 set. (askanews) – Viviamo un momento particolare di “policrisi globale” e “interconnessione di sfide”. Lo ha detto, senza giri di parole, con riferimento anche a quanto accaduto nella notte tra martedì e mercoledì al confine orientale della Nato, il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica militare, generale Antonio Conserva, nell’audizione alla Commissione Difesa della Camera dei Deputati sulle linee generali dell’incarico ricoperto. Il generale ha fatto riferimento a un “livello di minaccia inimmaginabile fino a qualche anno fa”, ha sottolineato la necessità di un investimento costante nella Difesa per garantire un futuro di pace, ma ha anche notato, che anche una volta risolta la crisi ucraina, la Russia rimarrebbe non soltanto potentemente armata, ma anche con un’industria significativamente riconvertita alla guerra.

“Come appare evidente – ha detto Conserva – dalla realtà che stiamo vivendo, ci troviamo di fronte a uno scenario di policrisi globale, un’interconnessione di sfide che spaziano dai conflitti regionali ad alta intensità, come quello in corso ai confini dell’Europa tra Russia e Ucraina, senza tralasciare quanto sta accadendo in Medio Oriente, al terrorismo internazionale che, sebbene mutato, continua a rappresentare una minaccia diffusa. A ciò si aggiungono le sempre più pressanti guerre ibride che sfumano il confine tra pace e conflitto”.

In un contesto di questo genere, “caratterizzato dalla proliferazione di tecnologie avanzate, accessibile a un numero crescente di attori, dallo sviluppo di missili ipersonici in grado di volare a velocità tali da rendere quasi impossibile l’intercettazione con i sistemi attuali, dai droni autonomi e dagli sciami di droni che possono saturare le difese aeree con costi e rischi minimi per l’aggressore, dalle ormai consuete minacce cibernetiche, lo spazio aereo, e in senso ancora più ampio la dimensione aerospaziale, hanno acquisito una centralità strategica, divenendo di fatto una piattaforma abilitante indispensabile per ogni tipo di operazione, militare e civile”.

Il nuovo Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica ha poi fatto una riflessione sulla “guerra in Ucraina” che “ha testimoniato chiaramente queste nuove dimensioni della minaccia” ha detto Conserva. “Le centinaia di vettori lanciati ogni notte, tra droni, missili balistici, ipersonici e da crociera, nonché l’incremento di produzione di armamento russi, coerentemente con la transizione verso un sistema di economia di guerra, mostrano una realtà ed un livello di minaccia inimmaginabili fino a qualche anno fa”, ha aggiunto.

E proprio alla luce di quanto accaduto sul confine orientale della Nato, si ha bisogno, tra le altre cose di “droni difensivi”, poiché se “il drone offensivo costa poco, il drone difensivo costa altrettanto poco per essere efficace”, ma evita di usare velivoli più “costosi” e “pregiati” che dovrebbero essere utilizzati per la difesa contro minacce ad alto costo, secondo il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica militare. “I nostri velivoli più capaci si devono occupare delle minacce più elevate tecnologicamente”, ha spiegato il generale.

“I droni difensivi potrebbero essere la soluzione” dice il generale. Serve anche “una rete interconnessa di sensori e quindi lì stiamo investendo. Siamo pronti oggi? Siamo pronti utilizzando mezzi costosi, quindi li intercettiamo con i nostri velivoli più pregiati, però è chiaro che noi dobbiamo trovare soluzioni di costo efficaci: i nostri velivoli più capaci si devono occupare delle minacce più elevate tecnologicamente, quindi missili da crociera, missili balistici, missili ipersonici, è come dire che se la difesa ad alto costo si occupa di minacce ad alto costo, per le minacce a basso costo dobbiamo trovare strumenti difensivi. Le nostre industrie, sia quelle grandi sia quelle piccole, sono molto attive in questo settore, quindi si tratta ora di mettere a sistema tutto ciò che viene prodotto in Italia per trovare un sistema efficace”, aggiunge.

In Ucraina “noi ci auguriamo che la pace trionfi nel più breve tempo possibile, ma dopo che la pace avrà eventualmente trionfato in Ucraina il problema non è risolto, anzi la Russia avrà forze e capacità esuberanti rispetto alle nostre, quindi dobbiamo stare molto attenti”. Il generale ha spiegato che “per poter essere vincenti e per poter assicurare delle capacità reali per rispondere a nuove minacce nel contesto europeo servono le risorse”, ha dichiarato. “Queste minacce tre anni e mezzo fa potevano essere immaginabili ma non nell’entità, la trasformazione in un’industria bellica del comparto industriale russo è veramente preoccupante”.

“Noi veniamo da un periodo in cui il budget della difesa era la metà della Francia, della Germania e della Gran Bretagna” ma ora “dobbiamo spendere di più altrimenti non saremo rilevanti”, ha detto sottolineando che “si viene marginalizzati” nei “grandi tavoli” se non si ha un portafoglio consono agli investimenti necessari.

“Scorte spesso sottovalutate”, secondo il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica militare. “Nella categoria ci sono anche i pezzi di ricambio”, ha detto assicurando che senza un “livello adeguato di scorte” è impossibile operare. Il generale ha inoltre fatto riferimento alla necessità di investire nelle infrastrutture aeronautiche. Poi sullo spazio aereo, ha notato che “tutto parte dalla sorveglianza” e la necessità “di dominare il cyber space” che deve essere “cyber resilient”.

E se il settore cyber è da potenziare, ci sono anche “le skill del personale, le competenze: sicuramente ci stiamo investendo, sicuramente c’è un mondo privato che offre stipendi più alti dei nostri, questo non importa, per i giovani può essere un percorso da fare nelle forze armate per accrescere il proprio know-how, ci saranno sicuramente delle indennità che cercheranno di compensare queste capacità”.

Ma il generale non ha evitato di menzionare anche la questione del personale, citata più volte nel suo intervento. Anche in chiave di attrattiva della carriera militare e di benessere di chi presta servizio. “Personale, alloggi sicuramente un punto cruciale per il benessere personale, è molto difficile costruire alloggi nel posto in cui servono e ci vuole tanto tempo, il problema dell’eventuale soluzione dell’indennità ha un effetto immediato di beneficio immediato, diffuso su tutto il territorio nazionale, ovviamente è complementare al patrimonio alloggiativo che la difesa ha e che sta continuando a ristrutturare e potenziare. Quindi sono due misure, ma avviene in quasi tutti i paesi del mondo, c’è il doppio binario: c’è l’indennità per chi non riesce ad avere l’alloggio e chi invece ha l’alloggio di servizio ovviamente non beneficia dell’indennità. È un sistema più equilibrato anche per garantire a tutti l’alloggio: perché l’alloggio di servizio ha sempre come criterio la priorità dell’incarico, più l’incarico è rilevante per la prontezza operativa a tutti i livelli, dal sotto ufficiale all’ufficiale, più è interconnesso con la prontezza operativa e più è elevata la priorità” ha detto.

E appunto nel mondo descritto da Conserva, “dove la logistica ha la sua importanza, perché non parliamo solo di operativi, parliamo di logistica, dove la formazione ha la sua priorità è chiaro che l’indennità di alloggio, l’indennità di affitto consente di dare a tutte le fasce delle specialità e dei gradi delle forze armate questo aiuto”.

(di Cristina Giuliano)

Mattarella a Collegio Nobili Capodistria:Ue qui si rafforza e supera preconcetti

Capodistria, 11 set. (askanews) – “In luoghi come questo si irrobustisce l’Europa e si abbattono i preconcetti, per essere persone consapevoli e aperte al mondo”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso dell’inaugurazione del restaurato Collegio dei nobili a Capodistria insieme alla presidente slovena Nataša Pirc Musar.

Il capo dello Stato ha sottolineato il valore della collaborazione tra i due paesi simboleggiato dal restaura da parte del governo sloveno di questa edificio che risale a 400 anni fa e che ospita una scuola elementare e un ginnasio e dove si insegna la lingua italiana .

“Sarà un capitolo fondamentale delle vostre vite – ha detto Mattarella rivolto agli studenti raccolti nella palestra per assistere alla cerimonia – proseguirà restituendo alla società il valore delle esperienze e delle amicizie che vivrete. È una pagina importante perché al vostro impegno corrisponde quello della cooperazione dei nostri Governi, delle nostre due Repubbliche, arricchite dalla presenza della cultura delle rispettive minoranze linguistiche”.

“Quanto fa la Slovenia per l’insegnamento in lingua italiana, così come il costante sostegno da parte dell’Italia, anche cooperando con l’Unione Italiana e gli organi della Comunità italiana, in proficua collaborazione con le autorità slovene, rappresentano una pratica apprezzabile”, ha concluso.

Migranti, Meloni: calo drastico sbarchi, il fenomeno si può governare

Roma, 11 set. (askanews) – “Il calo drastico degli sbarchi e la sensibile diminuzione delle morti in marte è la prova che il fenomeno può essere governato” andando “oltre un approccio ideologico”, mettendo “al primo posto la legalità”, combattendo la “mafia del mare” e creando “un modello di sviluppo per affrontare le cause profonde della migrazione”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni intervenendo al Coast Guard Global Summit 2025 in occasione del 160/esimo anniversario dalla fondazione del Corpo delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera, in corso al Centro congressi La Nuvola.

Il traffico di migranti e un’attività illegale, ha aggiunto, “tra le più redditizie al mondo, i rapporti Onu certificano che ha eguagliato il traffico droga”, una “intollerabile forma di schiavitù”, che nel 2024 ha portato alla morte di “9 mila persone”, che dobbiamo “combattere con ogni mezzo. Le alternative sono rassegnarci o agire” anche “immaginando insieme soluzione innovative”.

Bce, Consiglio direttivo in corso, attesa conferma tassi al 2%

Roma, 11 set. (askanews) – Riflettori dei mercati puntati sul direttorio della Banca centrale europea, riunito da ieri a Francoforte. Alle 14 e 15 verranno pubblicate le decisioni sui tassi di interesse, per cui le attese prevalenti sono sul mantenimento dei livelli attuali: 2% sul principale riferimento del costo del danaro nell’area euro (che resta il tasso sui depositi delle banche presso la stessa Bce).

L’istituzione monetaria aggiornerà anche le sue previsioni su crescita economica e inflazione. Generalmente gli analisti si attendono marginali ritocchi, a riflesso del rafforzamento dell’euro e dei livelli previsti dall’accordo politico sui dazi commerciali tra Ue e Usa. A tarda mattina la valuta condivisa si lima a 1,1688 dollari.

Alle 14 e 45 la presidente Christine Lagarde terrà la consueta conferenza stampa esplicativa. L’attesa dominante è che ribadisca che al livello attuale dei tassi la Bce si trova “in una buona posizione” per attendere e soppesare gli sviluppi futuri dell’economia.

Una posizione di cautela che, secondo alcuni osservatori, serve anche a tutelarsi dal rischio di eventuali mortificanti cambi di rotta se il quadro, altamente incerto, dovesse repentinamente evolversi in maniera imprevista, con una risalita delle pressioni inflazionistiche. Nello scenario opposto, riavviare i tagli dei tassi sarebbe molto meno imbarazzante.

Oltre agli aspetti monetarie e conomici, Lagarde potrebbe ricevere domande sulla sua madrepatria Francia, dopo la sfiducia al governo Bayrou. Già in passato i rialzi dei tassi erano stati oggetto di interrogativi alla presidente sul possibile ricorso agli strumenti anticrisi della Bce. Lagarde aveva escluso queste ipotesi ed è probabile che ribadisca questa posizione. Al 3,48% oggi, sulla scadenza decennale, i rendimenti dei titoli di Stato francesi sono lontani da livelli da poter ritenere allarmistici. (fonte immagine: ECB 2025).

Italia-Slovenia, Mattarella a Capodistria per inaugurare collegio dei nobili

Capodistria, 11 set. (askanews) – La seconda tappa della visita ufficiale del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in Slovenia si svolge a Capodistria per l’inaugurazione del restaurato Collegio dei Nobili insieme alla presidente slovena Nataša Pirc Musar. In mattinata il capo dello Stato ha incontrato il personale dell’ambasciata d’Italia a Lubiana e altri rappresentanti delle Istituzioni italiane e della collettivita’ italiana a Lubiana. A loro ha ribadito il valore della presenza italiana in Slovenia per rafforzare i legami tra i due paesi.

"Una boccata d’aria": il figlio di George Orwell a Trento

Roma, 11 set. (askanews) – Lunedì 22 settembre alle 17:30 l’auditorium del dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento ospiterà Richard Blair (figlio di George Orwell e patron della Orwell Foundation) e Jeremy Wikeley (Communications Manager della Orwell Foundation) in un incontro aperto alla cittadinanza che avrà come principale argomento l’attualità di Orwell e del romanzo Coming up for Air, la cui traduzione (a cura di Andrea Binelli) è di recente uscita per Feltrinelli col titolo Una boccata d’aria.

Martedì 23 settembre, in aula 6, alle 10, si terrà una tavola rotonda aperta solo a studenti e dottorandi che ruoterà attorno alla figura autoriale oggi dal punto di vista delle istituzioni culturali come la Orwell Foundation, del mondo universitario, dell’editoria mainstream e, ovviamente, delle lettrici e dei lettori. A Blair e Wikeley si aggiungeranno Anita Pietra, responsabile della collana Universale Economica di Feltrinelli e le/i docenti del dottorato. Entrambi gli incontri saranno moderati da Andrea Binelli.

Turismo, Bankitalia: nel II trim spesa stranieri in Italia +5,6%

Roma, 11 set. (askanews) – Nel complesso del secondo trimestre del 2025 è proseguita la crescita dei flussi turistici in entrata e in uscita in Italia, grazie soprattutto ai viaggi per vacanze. L’aumento della spesa degli stranieri in Italia (5,6 per cento) è ascrivibile a quello del numero di turisti e, in misura minore, della spesa media; l’incremento della spesa all’estero (5,9 per cento) è invece dovuto pressoché interamente al maggior numero di viaggiatori. Lo riporta la Banca d’Italia nella sua indagine campionaria sul turismo internazionale, che secondo quanto riporta un comunicato ha come obiettivo primario di acquisire informazioni per la compilazione sia della voce “Viaggi” (che include i beni e i servizi acquistati da persone fisiche in paesi in cui non sono residenti, in relazione a viaggi in tali paesi), sia della voce “Trasporti internazionali di passeggeri” della bilancia dei pagamenti dell’Italia.

Secondo l’analisi, nel periodo in esame la crescita delle entrate ha riguardato sia i viaggiatori provenienti dai paesi extra-Ue sia quelli appartenenti alla Ue. Per contro, le uscite hanno registrato un incremento nelle destinazioni europee significativamente maggiore di quello nei paesi esterni alla Ue (rispettivamente, il 9,5 contro il 2,5 per cento.

L’indagine di Bankitalia è basata su interviste e conteggi di viaggiatori residenti e non residenti in transito alle frontiere italiane (valichi stradali e ferroviari, porti e aeroporti internazionali) e viene integrata con l’utilizzo di dati amministrativi, ove disponibili, e, dalla fine del 2020, con dati di telefonia mobile.

Grazie all’ampia gamma di dati analitici aggiuntivi rispetto alle esigenze della bilancia dei pagamenti, l’indagine sul turismo costituisce una ricca base informativa per gli operatori del settore e per la ricerca; i dati sono disponibili in questo sito sia in forma aggregata sia a livello di microdati.

Per quanto riguarda la bilancia dei pagamenti turistica, lo scorso giugno l’Italia ha registrato un surplus di 3,6 miliardi di euro, in crescita rispetto allo stesso mese del 2024; le entrate turistiche (6,5 miliardi) sono aumentate del 6,5 per cento, le uscite (2,9 miliardi) del 4,4 per cento.

Chi era Charlie Kirk, l’influencer di Trump ucciso da un cecchino

Roma, 11 set. (askanews) – L’uccisione di Charlie Kirk, 31 anni, attivista conservatore vicino a Donald Trump, ha riacceso i timori per l’escalation della violenza politica negli Stati Uniti. Kirk, spesso definito “l’influencer di Trump” per la sua capacità di mobilitare il voto giovanile repubblicano, è stato colpito a morte ieri durante un dibattito alla Utah Valley University, in un attentato che il governatore dello Utah, Spencer Cox, ha definito “un assassinio politico”.

Secondo la ricostruzione delle autorità, il leader di Turning Point USA è stato raggiunto da un unico colpo di fucile sparato da un tetto mentre rispondeva alle domande del pubblico. Migliaia di studenti sono fuggiti in preda al panico, mentre il presunto attentatore, vestito di scuro, è riuscito a dileguarsi. Due persone fermate in un primo momento sono state rilasciate. Nelle ore successive l’Fbi, insieme alle forze federali e locali, ha avviato una vasta caccia all’uomo, parlando di “più scene del crimine attive”.

Un video pubblicato sui social media e dal Washington Post mostra una persona che corre sul tetto di un edificio con vista sul cortile della Utah Valley University, immediatamente dopo l’uccisione dell’attivista.

La morte di Kirk, figura chiave e volto mediatico del conservatorismo trumpiano, ha scatenato reazioni bipartisan. Trump lo ha definito “martire della verità e della libertà”, ordinando le bandiere a mezz’asta e puntando il dito contro la retorica della “sinistra radicale”. Condanna unanime è arrivata anche da esponenti democratici: il governatore della California, Gavin Newsom, ha definito “disgustoso e vile” l’attacco, mentre l’ex deputata Gabrielle Giffords, sopravvissuta a un attentato, ha espresso cordoglio alla famiglia.

Il contesto dell’omicidio non fa che alimentare un dibattito già acceso: negli ultimi anni, episodi di violenza legati alla politica hanno colpito trasversalmente le diverse aree ideologiche del Paese, da aggressioni a parlamentari fino all’assalto al Congresso del 6 gennaio. La sicurezza degli eventi pubblici e il clima di crescente radicalizzazione sono ora al centro delle preoccupazioni delle autorità.

Utah Valley University resterà chiusa fino a lunedì, mentre la comunità studentesca resta sotto shock. Secondo il Dipartimento di Pubblica Sicurezza, circa 3mila persone erano presenti all’evento.

Camilleri, il 14 settembre evento all’Auditorium Parco della Musica

Roma, 11 set. (askanews) – Domenica 14 settembre, alle ore 18, la Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma accoglierà un evento speciale dedicato ad Andrea Camilleri: “Andrea Camilleri, nascita di una leggenda. Dalle prime poesie al primo Montalbano”. Una serata per rendere omaggio al grande scrittore attraverso parole, musica e immagini nell’anno del Centenario.

“Andrea Calogero Camilleri nasce il 6 settembre 1925, esattamente 100 anni fa, a Porto Empedocle, la futura Vigàta dei suoi romanzi. A differenza del vicino capoluogo Agrigento, la Girgenti che Pirandello definì ‘moribonda cittaduzza’ Porto Empedocle è un centro attivo e vivace. ‘Il fatto che, nello spazio di una trentina di chilometri – dirà Camilleri – siano nati due grandissimi scrittori come Pirandello e Sciascia – e un ‘caso’ come Camilleri – è, per l’appunto, un caso”. Con queste prime parole aprirà la serata Luigi Lo Cascio, in un racconto a più voci di dodici ex allievi dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, oggi tra gli attori più rappresentativi del panorama italiano: Alessandra Acciai, Paolo Briguglia, Tosca D’Aquino, Fabrizio Gifuni, Sabina Guzzanti, Luigi Lo Cascio, Laura Marinoni, Massimo Popolizio, Pino Quartullo, Galatea Ranzi, Alvia Reale e Sergio Rubini.

Con loro, sul palco, la cantautrice siciliana Eleonora Bordonaro che accompagnerà la narrazione con brani musicali ispirati alla cultura e alle atmosfere della Sicilia, terra natale dello scrittore. L’esperienza sarà arricchita dalla proiezione di materiali video originali, a cura dell’Archivio Storico dell’Istituto Luce e Fanpage. I testi proposti sono di Andrea Camilleri e Antonio Franchini, con la direzione artistica di Felice Laudadio.

L’iniziativa è promossa dal Comitato nazionale Camilleri 100 e dal Fondo Andrea Camilleri, in collaborazione con Fondazione Musica per Roma e SIAE. Ecco qualche ricordo di alcuni degli attori che saranno presenti alla serata: “Quando entrava in aula percepivi la sua umanità fenomenale, non era interessato a far pesare il suo sapere. Era straordinariamente interessato a confrontarsi con le nuove generazioni, a capire come interpretassero la scena. Mi ha insegnato a non prendermi sul serio. La sua risata era una festa”, così Alessio Boni.

Luigi Lo Cascio ricorda: “La sua conoscenza del teatro europeo, la sua passione per Beckett, la innestava nel terreno fertile della sua provenienza siciliana e nella corda pazza dei siciliani. Lui, per noi allievi attori, era un gigante, un colosso della narrazione. Gli piaceva sedersi e mettersi a parlare con le persone, non voleva mai accelerare la conversazione: parlare con lui era come sedersi in un bar e chiacchierare”.

“Ho avuto solo qualche incontro con Camilleri ai tempi dell’Accademia, anche se non sono stata sua allieva, e poi per un saggio su Majakovskij. Il ricordo più pregnante sono i suoi lunghi racconti al tavolino del bar, circondato da ragazzi ammaliati che pendevano dalla sua voce e dalle sue parole. Tra questi un mio compagno di corso, un giovane Antonio Manzini, che ne ha fatto davvero tesoro! Chapeau!”, ci racconta l’attrice Galatea Ranzi.

“Ascoltarlo a lezione o nelle pause mentre sceglieva con cura le parole più esatte e sorprendenti produceva in tutti noi allievi una forma di incatenamento. Ma non filosofeggiava, aveva imparato dal teatro ad essere molto concreto” è il ricordo di Fabrizio Gifuni.

Tennis, Berrettini fissa il rientro: "Ci vediamo in Cina"

Roma, 11 set. (askanews) – Non gioca una partita ufficiale dal 30 giugno scorso, quando venne subito eliminato a Wimbledon dal polacco Majchrzak (numero 62 del mondo). Matteo Berrettini è caduto tante volte, ma ha sempre provato a rialzarsi. Dopo aver saltato in fila i tornei di Gstaad, Kitzbuhel, Toronto, Cincinnati e gli US Open, qualcuno si immaginava che potesse essere già concluso il suo 2025. Ma qualcosa è cambiato. L’azzurro, infatti, tornerà in campo al Lynk & Co Hangzhou Open, in Cina, in programma tra il 17 e il 23 settembre. Parliamo di un ATP 250, ma un buon modo di riprovare le sensazioni del campo. L’annuncio sui socal: “Ci vediamo a Hangzhou”

Berrettini sarà anche l’ottava testa di serie dopo la cancellazione di Kachanov dal seeding. Tra i big, in campo, vedremo i russi Andrey Rublev e Daniil Medvedev oltre al kazako Alexander Bublik. Dentro anche Cilic, che riuscì l’anno scorso a conquistare il torneo cinese partendo come n° 777 del mondo. Il tennista con il ranking più basso di sempre a vincere un torneo del circuito maggiore.

Christian Greco: continuiamo a escludere dall’accesso alla cultura

Venezia, 11 set. (askanews) – “Anche al Museo Egizio in un ultimo survey abbiamo visto che il 70 % della nostra popolazione adulta ha un titolo di studio equivalente a una laurea magistrale o superiore. Questo da un lato importantissimo, dall’altro significa anche che continuiamo a escludere parti della popolazione a volte anche semplicemente la localizzazione di un museo che si trova in centro citt e che quindi davanti a quella soglia invisibile che viene vista quasi come insormontabile”. Lo ha detto ad askanews il direttore del Museo Egizio di Torino, Christian Greco, parlando dell’accesso reale alla cultura nel nostro Paese.

“Ecco quindi gli esempi, anche qui si moltiplicano – ha aggiunto Greco – mi viene in mente uno per tutti il Victoria&Albert Museum che adesso ha aperto una seconda sede: uscire dai luoghi storici e andare anche a radicarsi, a fare un po’ da cerniere in quelle parti della societ che pi lontane si sentono dal museo. C’ ancora tantissimo da fare, noi ormai da dieci anni facciamo questa attivit costante del museo fuori dal museo, insieme a Compagnia di San Paolo degli snodi culturali, andiamo in quei luoghi in cui coloro i quali li vivono non si sentono partecipi della vita culturale per cercare di dire con forza appunto che il museo di tutti”.

Ue, von der Leyen: tempo di una “nuova Europa”

Roma, 10 set. (askanews) – In una mattinata difficile, mentre Varsavia affrontava la violazione del proprio spazio aereo da parte di 19 droni russi, la presidente Ursula von der Leyen, durante il primo discorso sullo stato dell’Unione del suo secondo mandato, ha indicato le priorit della Commissione europea al Parlamento riunito a Strasburgo.

Utilizzando parole chiare e nette, von der Leyen ha spiegato ai parlamentari riuniti che l’Unione europea “non pu vivere di nostalgia”, in quanto il contesto internazionale radicalmente mutato negli ultimi tempi e ha esposto la necessit per l’Unione europea di “non attendere che passi la tempesta”, bens di agire concretamente in un agone internazionale che vede le grandi potenze avere nei confronti dell’Unione “un atteggiamento ambiguo o apertamente ostile”.

In questo nuovo scenario globale, von der Leyen ha investito il Parlamento e la Commissione di un impegno che la presidente ritiene necessario, ossia fare nascere “una nuova Europa”; un’Europa indipendente dove libert, sicurezza e diritto possano continuare a segnare il cammino comunitario.

Facendo un appello all’unit e ribadendo il sostegno europeo all’Ucraina, il discorso della presidente von der Leyen si articolato su diversi punti nodali. In primo luogo, von der Leyen ha annunciato una partnership con Kiev per implementare la produzione di nuovi droni e, ancora, la continuazione della pressione nei confronti di Mosca con un nuovo pacchetto di sanzioni volto a colpire la “flotta ombra” a sostegno del Cremlino.

von der Leyen ha poi richiamato il governo israeliano a prendersi le proprie responsabilit per quanto avviene a Gaza, e ha annunciato la sospensione degli accordi commerciali bilaterali con Israele e la promozione di sanzioni nei confronti dei ministri con posizioni pi estreme.

Von der Leyen si soffermata inoltre sull’accordo commerciale sottoscritto con il presidente statunitense Donald Trump, evidenziando le ragioni per cui si preferito seguire la via della stabilit nelle relazioni con il principale partner europeo.

Dallo spazio Esperienza Europa di Roma, intitolato a David Sassoli, il Capo della Rappresentanza della Commissione europea in Italia, Claudio Casini, ha commentato ai microfoni di Askanews il discorso della presidente: “Oggi si tenuto il discorso della presidente Ursula von der Leyen, un discorso importante, che sempre importante, ma lo specialmente in questo momento in cui c’ una situazione geopolitica molto complessa, come sappiamo, confermata anche dagli attacchi di questa notte. Quindi la presidente ha impostato il discorso sul fatto che l’Unione europea ha bisogno di essere pi indipendente, pi autonoma e che in una lotta anche per la propria sopravvivenza”.

Il discorso di von der Leyen portava con s molte aspettative. Con toni accesi e combattivi, la presidente ha illustrato, dunque, al Parlamento l’impegno della Commissione affinch Bruxelles possa essere ancora un simbolo di pace, diritto e progresso.

Separazione carriere, Ciriani: possibile referendum a primavera 2026

Roma, 11 set. (askanews) – “La priorità numero uno” alla ripresa dei lavori parlamentari “è la terza lettura della riforma della giustizia, la separazione delle carriere, inizieremo martedì pensiamo di concludere giovedì, al massimo venerdì”, “non è una riforma contro la magistratura, sono convinto che un pezzo di magistratura agisca con finalità politiche e questo è sotto gli occhi di tutti”, “è una riforma che serve a dare un processo più giusto, a cancellare le correnti politico-partitiche all’interno della magistratura che sono un cancro”. Lo ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani intervistato ad Agorà su Rai3

“Si potrà fare il referendum a primavera del ’26, è una previsione che mantengo, se riusciamo entro la fine dell’anno facciamo la quarta lettura in Senato, sennò i primi mesi dell’anno prossimo…sarà il popolo sovrano a decidere” ha concluso.

Economia e cultura, a Venezia incontri per avvicinare i due mondi

Venezia, 11 set. (askanews) – Pensare la cultura anche dal punto di vista dell’economia e del management. La Fondazione Musei Civici di Venezia ha promosso un ciclo di conferenze che ragionano proprio su questi aspetti. “Abbiamo pensato due anni fa – ha spiegato ad askanews il segretario organizzativo della Fondazione, Mattia Agnetti – di avviare questo ciclo di incontri intorno al management della cultura perch pensiamo che la cultura debba essere condivisa, anche da chi la gestisce, da chi la promuove e quindi nel settore museale importante parlare non solo delle collezioni scientifiche, delle collezioni d’arte antiche, moderne e contemporanea che sono il cuore e rimangono il cuore, ma anche di come queste vengono gestite e valorizzate e quindi il ciclo di incontri si propone proprio di coinvolgere dei professionisti e degli specialisti e di affrontare queste tematiche da diverse osservazioni e diversi punti di vista”.

Protagonisti dell’ultimo incontro la docente della Bocconi Paola Dubini e il direttore del Museo Egizio di Torino, Christian Greco, che insieme hanno scritto il libro “La cultura di tutti”, che ragiona sulla reale possibilit per le persone di accedere ai luoghi e alle manifestazioni culturali. Anche partendo da considerazioni di natura economica.

“Quello che sta diventando via via pi evidente ed sempre pi condiviso – ha detto Paola Dubini – il fatto che in realt tutte le attivit e quindi anche le attivit culturali presentano un’espressione di natura economica e la cosa che rilevante non tanto tenere separata la dimensione economica dalla dimensione sociale, culturale, artistica, storica a seconda dei casi, ma piuttosto sviluppare davvero un management che sia al servizio della cultura e delle arti”.

E continuare a immaginare che cultura e mercato siano mondi separati, in fondo, finirebbe per ridurre le possibilit per istituzioni come i musei di svolgere in pieno la propria funzione anche sociale. “Nulla pu nascere senza ricerca – ha aggiunto Christian Greco – un museo non esiste senza ricerca, dalla ricerca derivano i contenuti, le pubblicazioni, la valorizzazione della collezione e la ricerca oggi in un museo deve essere considerata su due livelli, c’ una ricerca verticale quindi il museo che ho l’onore e l’onere di dirigere far sempre ricerca in archeologia e filologia, in papirologia, in archiometria in storia dell’arte, ma al contempo il museo non una societ sospesa, inserito nella societ e quindi dobbiamo fare ricerca sociologica, antropologica, filologica, di sostenibilit economica all’interno della societ in cui noi siamo inseriti”.

Pensare il fare cultura come una parte del mondo in cui viviamo anche il punto di partenza degli incontri organizzati dalla Fondazione Musei Civici, con l’intento di allargare ulteriormente la platea dei fruitori di cultura, coinvolgendo persone che, fino a oggi, sono rimaste ai margini.

Meloni: memoria 11 settembre rafforza azione contro terrorismo

Roma, 11 set. (askanews) – “L’11 settembre 2001 fu una data che non solo colpì il cuore del popolo statunitense ma dell’intero Occidente. Sono trascorsi 24 anni da quel feroce attentato terroristico e oggi come allora il mio pensiero è rivolto alle migliaia di vittime innocenti, insieme alla vicinanza che, con tutto il Governo italiano, desidero esprimere alle famiglie, nel segno della profonda amicizia che lega Italia e Stati Uniti. Una memoria che rafforza la nostra azione quotidiana nel combattere il fondamentalismo islamico e ogni minaccia terroristica e ci esorta a proteggere e custodire sempre quei valori di libertà e democrazia, propri della nostra Costituzione. L’Italia non dimentica”. Lo scrive su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Il “Più uno” di Ruffini alza il sipario sul bisogno di buona politica

Dove è finita oggi la politica? In un mare di discredito, in una palude di utopie e ideologismi spesso a buon mercato. È tempo di rivendicare una funzione alta della politica come “arte del possibile”, i cui capisaldi sono il riconoscimento della propria collocazione all’interno di una «comunità di destino» e l’elaborazione di «un patto che ci lega» (il costituzionalismo democratico).

Negli ultimi anni, assistiamo a una domanda crescente di “buona politica” declinata in varie forme: volumi, seminari, appelli pubblici, corsi di formazione, Summer School (valide per tutte le stagioni). Segno di un rinnovato interesse della cittadinanza democratica a una partecipazione politica più attiva e consapevole.

La proposta di Ruffini

In questi casi una difficoltà, come sappiamo, è riuscire a incanalare correttamente tali istanze. Un tentativo è quello proposto da Ernesto Maria Ruffini, già direttore dell’Agenzia delle Entrate, figlio di Attilio Ruffini che è stato una personalità di spicco nel panorama politico della Democrazia Cristiana. L’iniziativa proposta è quella dei comitati civici “Più Uno” che dal giugno scorso stanno nascendo in tutta Italia, per incentivare una maggiore partecipazione politica “dal basso”.

Nella serata del 9 settembre scorso, si è tenuta la presentazione di tale iniziativa presso la chiesa del Carmine, una location del movimento dei Focolari molto suggestiva nel centro di Roma (dietro palazzo Valentini). A presiedere l’incontro è stata Rita Padovano, animatrice di Europa Forum, un think tank di area cattolico democratica che da un paio d’anni organizza incontri di tale livello.

Tre parole chiave

L’intervento di Ruffini è stato asciutto ed essenziale. Da brillante oratore, ha saputo toccare le corde giuste nel numeroso pubblico presente. In tre parole: democrazia, solidarietà, partecipazione.

Chi scrive sta affrontando un libro del sociologo e politologo tedesco Claus Offe, in cui si ritrovano alcuni degli spunti proposti da Ruffini: la politica dovrebbe servire a dare speranza, altrimenti non è molto utile; occorre costruire una narrazione convincente (narrative) sul progetto che si vuole proporre ai cittadini; è necessaria una responsabilità civile, cioè la capacità di rendere conto delle proprie azioni, documentando il loro impatto sull’opinione pubblica (accountability). La preoccupazione non dovrebbe essere il consenso elettorale né il successo personale, ma riuscire a coinvolgere le persone, generare reti comuni, far sentire la bellezza di appartenere a una comunità.

Il dibattito e le prospettive

A seguire c’è stato un dibattito attento e partecipato, aperto alle esperienze dei partecipanti, provenienti dai settori più vari della società civile. Verso la conclusione dell’incontro si è tornati al punto di partenza, ovvero ai costituendi comitati civici. Bene l’appello a voler costruire un’alleanza contro i sovranismi e i populismi, per contrastare la polarizzazione politica che divide ogni giorno di più il nostro Paese.

A giudizio di chi scrive sarebbe stato opportuno – anche in quella sede – fornire qualche indicazione operativa aggiuntiva. Un “Più uno” rispetto a una dialettica che il movimento (se assumerà la forma di un movimento) andrà a definire con le forze politiche attualmente in campo. Evidenziamo questo aspetto non tanto per esprimere una critica, quanto perché l’orizzonte temporale da qui alle prossime elezioni non è particolarmente ampio.

La questione del centro

Altra questione, di non minore importanza, è la collocazione politica. Naturalmente si sta parlando del centro, che però è presidiato da tempo da alcuni soggetti politici con cui si dovrà necessariamente dialogare. Come pure, non appare impensabile sondare il terreno con quell’area riformista presente a sinistra che potrebbe condividere molte delle istanze proposte dai costituendi comitati civici.

Israele sfida il diritto internazionale

La notizia sferza la politica mondiale. Un raid israeliano ha colpito la capitale del Qatar, Doha, prendendo di mira alcuni vertici di Hamas. Non è stato un semplice episodio militare, ma l’ennesima dimostrazione di una strategia che da tempo mette la forza al di sopra del diritto. Israele ha scelto di colpire non in un territorio di conflitto aperto, bensì nel Qatar, nel cuore di uno Stato ritenuto solido, alleato storico degli Stati Uniti e cardine nei mercati energetici e finanziari mondiali.

 

Un atto politico oltre i confini

Un atto che travalica i confini militari per farsi messaggio politico. Ovvero, nessun luogo è intoccabile, nessuna sovranità è garantita. Secondo fonti internazionali, i vertici di Hamas erano riuniti a Doha per discutere un’ipotesi di cessate il fuoco. L’attacco ha colpito quindi non soltanto uomini armati o leader di un movimento, ma ha soprattutto interrotto un fragile nonché imprevedibile processo di mediazione.

Doha, da luogo di dialogo a bersaglio

La capitale trasformata da luogo di dialogo a bersaglio è stata violentemente trasformata in teatro di guerra. La reazione è stata immediata. Il Qatar ha condannato l’operazione come una flagrante violazione della propria sovranità. António Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, ha parlato di “escalation inaccettabile”. La Lega araba e i vari governi della regione hanno espresso solidarietà a Doha, denunciando un gesto che crea un precedente dirompente per la stabilità dell’intera area.

Israele ha rivendicato apertamente la responsabilità dell’operazione, confermando la natura deliberata dell’attacco militare. Non un atto di difesa, ma una scelta politica consapevole che ribadisce la volontà di imporsi con la forza, anche al prezzo di incrinare il già fragile equilibrio internazionale.

 

Il primato della forza sul diritto

È la stessa logica che, negli ultimi anni, ha spinto Israele ad agire oltre i confini, mettendo in discussione la legalità internazionale e riducendo lo spazio della diplomazia a mero esercizio retorico. Dietro le dichiarazioni e le strategie purtroppo resta il costo umano. I cittadini di Doha hanno sperimentato la vulnerabilità di una città che si pensava al riparo dalla guerra.

Questo è il volto reale della crisi: uomini, donne e bambini costretti a subire le conseguenze di decisioni che privilegiano la forza sugli strumenti della pace. Dal punto di vista politico, Doha sotto le bombe è il segno di un passaggio critico, laddove il messaggio è inequivocabile: la forza si è imposta sul diritto, la diplomazia è stata marginalizzata e la violenza rischia di consolidarsi come nuova normalità.

Un avvertimento al mondo arabo e alla comunità internazionale

Non si tratta soltanto di Hamas, ma di un avvertimento rivolto a tutto il mondo arabo e, più in generale, alla comunità internazionale. È come se Israele avesse scelto deliberatamente di anteporre la dimostrazione di forza a ogni altra considerazione, compreso il diritto internazionale e le regole minime della convivenza tra Stati.

Il significato politico è evidente. Il capo del governo israeliano ha voluto mostrare la capacità di colpire ovunque, anche in uno spazio considerato sicuro e protetto da alleanze strategiche. In questo modo ha trasmesso un messaggio che va oltre lo scontro con Hamas, investendo l’intero mondo arabo e la comunità internazionale.

 

La normalizzazione della guerra

Con l’ammissione piena della responsabilità dell’operazione, Israele ha reso chiaro che l’azione non è stata frutto di circostanze occasionali, ma una scelta deliberata che afferma la spregiudicata supremazia della forza rispetto al quadro normativo e diplomatico. Se la comunità internazionale non troverà il coraggio di rispondere con decisione politica e strumenti efficaci, la normalizzazione della guerra rischia di diventare la cifra dominante dei prossimi anni.

L’attacco segna quindi un passaggio critico. Rivela come la forza abbia assunto una posizione di primato sul diritto e come persino gli Stati più stabili possano ritrovarsi esposti. Senza un impegno politico concreto capace di invertire questa tendenza, la spirale della violenza rischia di consolidarsi come la nuova e fisiologica normalità internazionale. In questo scenario, le parole di Papa Prévost risuonano con forza: “Là dove la potenza divora la giustizia, non c’è futuro, ma solo macerie di umanità”.

Fame di futuro: l’Europa vista dai giovani

Inizio subito col dire che, a seguito del discorso appena pronunciato dalla Presidente Von der Leyen, le materie di riflessione sono naturalmente molteplici e tutte di indubbia rilevanza. La Presidente ha appena citato l’importanza di vivere in un’Europa libera e indipendente, la centralità dei numerosi focolai di guerra attivi e il fatto che sia inverosimile prescindere dal fatto che il mondo odierno non fa sconti.

Ognuno di questi elementi, e ognuno degli obiettivi delineati dalla Presidente, ha un denominatore comune: il futuro. Un futuro che non può essere concepito come un orizzonte lontano e indefinito, ma come una traiettoria concreta da costruire oggi, passo dopo passo, con visione e responsabilità. La vera domanda, dunque, è: chi sarà protagonista di questo futuro europeo?

Noi, giovani europei

La risposta è evidente: saremo noi. Saremo noi giovani europei, che crediamo fortemente nell’Europa, nell’Unione e nei principi e valori che la fondano. Ma la nostra voce non può essere semplicemente evocata come retorica.


Noi non vogliamo essere spettatori di decisioni già scritte; vogliamo essere co-autori di questo progetto politico che chiamiamo Unione Europea.

Parlare di orizzonte intergenerazionale non significa evocare uno slogan accattivante, ma significa disegnare istituzioni, politiche e scelte capaci di resistere al tempo, capaci di integrare l’esperienza delle generazioni precedenti con la spinta ideale di quelle future.

Un orizzonte intergenerazionale

Intergenerazionalità significa che i sacrifici, i risultati e le conquiste non sono mai di una sola generazione, ma di tutte. È in questa prospettiva che realtà come UT OMNES, un gruppo di giovani ambiziosi impegnati nella cittadinanza attiva, testimoniano ogni giorno come un orizzonte intergenerazionale pieno di progresso e sviluppo sia possibile, muovendosi nel solco di principi quali il forte credere nell’Europa, nella solidarietà e nell’unità.

Il punto è proprio questo: oggi l’Europa affronta sfide senza precedenti, dalla difesa comune alla transizione verde, dalla gestione dei flussi migratori alla digitalizzazione. Nessuna di queste sfide potrà essere affrontata con una prospettiva ristretta al presente. Se pensiamo solo in termini di breve periodo, l’Europa non costruirà futuro; costruirà solo emergenze.

Chiedere di più

E allora il nostro compito, come giovani, è chiedere di più. Chiedere che le politiche europee guardino a dieci, venti, cinquanta anni da oggi. Che il NextGenerationEU non resti un piano straordinario legato a una pandemia, ma diventi un paradigma permanente di investimento nelle nuove generazioni. Che la cittadinanza europea non sia un concetto giuridico astratto, ma un’identità vissuta, che includa diritti, opportunità e responsabilità condivise.

Essere europeisti oggi non significa essere ciechi di fronte alle difficoltà. Significa avere il coraggio di dire che l’Unione, per restare fedele a sé stessa, deve essere più audace, più giusta e più inclusiva. Significa ricordare che l’Europa non nasce per gestire solo l’esistente, ma per superare le divisioni, per trasformare conflitti in comunità.

Fame di futuro

Noi giovani europei non abbiamo nostalgia di un passato che non abbiamo vissuto. Abbiamo piuttosto fame di futuro. Vogliamo un’Europa che non ci dica solo cosa siamo, ma ci indichi cosa possiamo diventare insieme. Un’Europa capace di essere non solo spazio geografico o istituzionale, ma un orizzonte intergenerazionale, che unisce ciò che è stato con ciò che sarà.

E allora permettetemi un’ultima considerazione: non chiedeteci di credere nell’Europa. Dateci un’Europa che creda in noi.

Solo così, tra venti o trent’anni, potremo dire che i valori evocati nei discorsi e nelle aule accademiche non sono rimasti parole, ma si sono incarnati nella vita di milioni di cittadini europei. Solo così potremo dire che il futuro dell’Unione è stato davvero costruito con una prospettiva autentica, solida e intergenerazionale.

Galli della Loggia: finita la Dc, in Europa avanza la rivoluzione anticristiana

L’Italia ha bisogno di nuove idee, di nuove donne e nuovi uomini capaci di aprirle le vie del futuro. E a tale impresa non può mancare l’apporto dei cattolici impegnati in politica. Questa la convinzione espressa nel libro (edito da Studium) Dopo la fine. Il declino pubblico del cattolicesimo in Italia, di Ernesto Galli della Loggia, professore emerito di Storia contemporanea ed editorialista del Corriere della Sera. Un laico di cultura liberale e riformista che però si riconosce appartenente alla tradizione cristiano-cattolica.

Dopo la fine della Dc

L’incontro tra laici e cattolici nel nostro Paese, sottolinea l’Autore in questa raccolta di scritti e riflessioni che vanno dal 1988 al 2022, è sempre più difficile e sempre meno produttivo appunto “dopo la fine” della Democrazia cristiana e dei partiti che hanno governato l’Italia per 50 anni al termine della Seconda guerra mondiale.

A finire non è stata solo l’esperienza italiana della Dc. Bisogna fare i conti più in generale anche con il “dopo la fine” della cristianità, che Galli della Loggia intende come “quella tipica forma di regime civile e religioso durato per  secoli nei Paesi del nostro Continente, a partire dalla loro conversione al Vangelo”.

Autoreferenzialità e rivoluzione anticristiana

Se da un lato, sostiene Galli della Loggia, la Chiesa e il mondo cattolico non riescono a liberarsi dall’autoreferenzialità, facendo fatica a stabilire rapporti realmente paritari con chi è fuori da quel mondo; dall’altro è in atto in Europa un’autentica “rivoluzione anticristiana”, che si manifesta non solo con la tendenza a derubricare la religione a fatto privato, ma anche attraverso sempre più numerosi e gravi casi di autentica intolleranza.

Nel primo senso emblematico è il no all’inserimento delle radici cristiano-giudaiche nella Costituzione europea. Radici in qualche modo tardivamente riscoperte in occasione dell’incendio di Notre-Dame: cattedrale, è stato scritto, “in cui abita l’anima dell’Europa”. Nel secondo senso va ricordato quando fu impedito a Papa Benedetto XVI di visitare l’Università La Sapienza di Roma.

In gioco, conclude l’Autore, c’è la libertà religiosa e quindi ogni libertà. E di questo un vero liberale non può non occuparsi e preoccuparsi.

Usa,ucciso attivista conservatore Charlie Kirk. Arrestato presunto killer

Milano, 10 set. (askanews) – E’ stato il presidente Donald Trump ad annunciare la morte dell’attivista conservatore, Charlie Kirk, vittima di una sparatoria durante un evento alla Utah valley university. “Il grande, e persino leggendario, Charlie Kirk, è morto”, ha scritto Trump su Truth. “Nessuno ha capito o ha avuto a cuore i giovani americani più di Charlie – prosegue il presidente Usa – Era amato e ammirato da tutti, soprattutto da me, e ora non è più con noi. Le mie condoglianze e quelle di Melania alla sua splendida moglie Erika e alla sua famiglia. Charlie, ti vogliamo bene!”

Kirk aveva 31 anni, sposato con due figli, ed era un attivista politico conservatore e co-fondatore di Turning Point Usa. Kirk si recava spesso nei campus universitari, tenendo discorsi e rispondendo alle domande del pubblico in scambi che spesso diventavano video virali. La partecipazione all’evento alla Utah valley university è stata la prima di un tour autunnale di 14 città, l’American Comeback Tour, che prevedeva il caratteristico “Prove me wrong table” (Dimostrami che mi sbaglio) di Kirk, a cui invitava coloro che non erano d’accordo con lui a discutere di una questione.

A poche ore dalla sparatoria l’Fbi ha annunciato di aver condotto in carcere un sospettato. “Il responsabile della terribile sparatoria di oggi che ha causato la morte di Charlie Kirk è ora in carcere – ha scritto su X il direttore dell’Fbi Kash Patel – Ringraziamo le autorità locali e statali dello Utah per la collaborazione con l’Fbi”. Nella conferenza stampa, convocata di lì a poco, le autorità hanno detto che ritengono ci sia una sola “persona coinvolta” nell’omicidio di Kirk. “Al momento non ci sono informazioni che ci portino a credere che ci sia una seconda persona coinvolta”, ha detto il governatore dello Utah, Spencer Cox. Tuttavia, gli investigatori stanno “cercando attivamente” persone che potrebbero avere maggiori informazioni sulla sparatoria, ha aggiunto precisando che le autorità hanno “una persona di interesse in custodia che viene interrogata in queste ore”. Il governatore Cox, nel corso della conferenza stampa, ha anche detto che considera l’uccisione di Kirk “un assassinio politico”.

Al momento della sparatoria Kirk stava rispondendo a una domanda quando si è udito uno scoppio. In un video girato da alcuni presenti, si vede la folla urlare mentre Kirk si ritrae sulla sedia e sembra portarsi le mani al collo. Il presidente Trump ha disposto le bandiere a mezz’asta in onore di un grande patriota”.

(foto tratta dal profilo Facebook ufficiale di Charlie Kirk)

Usa, ucciso l’attivita conservatore Charlie Kirk, killer in fuga

Milano, 10 set. (askanews) – E’ stato il presidente Donald Trump ad annunciare la morte dell’attivista conservatore, Charlie Kirk, vittima di una sparatoria durante un evento alla Utah valley university. “Il grande, e persino leggendario, Charlie Kirk, è morto”, ha scritto Trump su Truth. “Nessuno ha capito o ha avuto a cuore i giovani americani più di Charlie – prosegue il presidente Usa – Era amato e ammirato da tutti, soprattutto da me, e ora non è più con noi. Le mie condoglianze e quelle di Melania alla sua splendida moglie Erika e alla sua famiglia. Charlie, ti vogliamo bene!”

Kirk aveva 31 anni ed era un attivista politico conservatore e co-fondatore di Turning Point Usa. Kirk si recava spesso nei campus universitari, tenendo discorsi e rispondendo alle domande del pubblico in scambi che spesso diventavano video virali. La partecipazione all’evento alla Utah valley university è stata la prima di un tour autunnale di 14 città, l’American Comeback Tour, che prevedeva il caratteristico “Prove me wrong table” (Dimostrami che mi sbaglio) di Kirk, a cui invitava coloro che non erano d’accordo con lui a discutere di una questione.

Al momento della sparatoria Kirk stava rispondendo a una domanda quando si è udito uno scoppio. In un video girato da alcuni presenti, si vede la folla urlare mentre Kirk si ritrae sulla sedia e sembra portarsi le mani al collo.

L’attentatore di Kirk, secondo i media americani, non sarebbe stato ancora catturato, sebbene inizialmente l’università avesse detto che la polizia aveva arrestato un uomo. La polizia sta ancora cercando il sospettato e l’arma utilizzata per uccidere Kirk. Nel frattempo il campus è stato chiuso, ha fatto sapere sui social l’università, spiegando che la polizia sta evacuando il campus. L’attentatore avrebbe sparato da un edificio del campus a circa 200 metri da Kirk.

(foto tratta dal profilo Facebook ufficiale di Charlie Kirk)

Usa, l’attivista Charlie Kirk è morto: l’annuncio su Truth di Trump

Milano, 10 set. (askanews) – Il presidente Donald Trump ha annunciato mercoledì che l’attivista conservatore Charlie Kirk è morto dopo essere stato colpito a morte durante un evento nello Utah.

“Il grande, e persino leggendario, Charlie Kirk, è morto”, ha scritto Trump su Truth.

“Nessuno ha capito o ha colto il cuore dei giovani negli Stati Uniti d’America meglio di Charlie – prosegue il presidente Usa – Era amato e ammirato da tutti, soprattutto da me, e ora non è più con noi. Le mie condoglianze e quelle di Melania alla sua splendida moglie Erika e alla sua famiglia. Charlie, ti vogliamo bene!”

Droni russi in Polonia, Mattarella evoca rischio baratro come nel ’14

Lubiana, 10 set. (askanews) – La situazione in Ucraina e Medioriente è allarmante, fa pensare al baratro in cui sprofondò l’Europa nel 1914 quando a furia di provocazioni si scatenò la prima guerra mondiale. Sergio Mattarella esprime tutta la sua preoccupazione per i recenti attacchi dei droni russi in Polonia e di Israele contro il Qatar e ancora una volta fa ricorso alla storia e invoca il protagonismo dell’Unione europea e dell’Onu.

Il Presidente della Repubblica è in Slovenia per una visita ufficiale, un’occasione per rafforzare l’amicizia tra i due Paesi e rilanciare la collaborazione economica ma anche culturale. Italia e Slovenia, dice, “sono un esempio di come la collaborazione” può superare anche le vecchie ferite del passato. L’opera di ricucitura tessuta in questi anni per superare le atrocità della seconda guerra mondiale con la vergogna delle foibe ha portato i due Paesi a rilanciare l’amicizia e la reciproca cura delle minoranze presenti in Italia e Slovenia.

Ma la conferenza stampa dei due capi di Stato, Mattarella e Natasa Pirc Musar, non poteva che essere monopolizzata dagli ultimi fatti internazionali, i droni russi che hanno colpito la Polonia e l’attacco israeliano in Qatar per colpire i funzionari di Hamas. “E’ inaccettabile che si violi la sovranità di un paese, al di là del contenuto e della portata dei due episodi quel che crea allarme è che ci si muove su un crinale che può scivolare in un baratro di volenza incontrollata”, avverte il Presidente della Repubblica. “Quanto avvenuto in Polonia è gravissimo – ha osservato il capo dello Stato -, la Nato lo interpreta come un’aggressione, ricordo che non è la prima volta che avviene in paesi confinanti con la Russia” e uguale preoccupazione viene espressa anche per quanto avvenuto in Qatar.

Mattarella allora ricorre alla storia: “Quando ero ragazzo ho letto uno dei primi libri di storia sullo scoppio della Prima Guerra Mondiale, sul luglio 1914, che forse nessuno voleva far scoppiare, ma l’imprudenza dei comportamenti – come spesso è avvenuto nella storia – provoca conseguenze poi non scientemente volute, ma ugualmente provocate dai comportamenti che si mettono in campo. Per questo è di gravissima responsabilità quel che avviene. E quanto avvenne in Ucraina sta accentuando queste prospettive gravi. Le dichiarazioni frequenti, anche odierne, che vengono dal Cremlino, minacciose nei confronti di Paesi europei sono un elemento che induce all’allarme”. Dello stesso avviso anche la presidente slovena.

La via d’uscita da questa spirale di violenza è solo una, il dialogo e la collaborazione, per questo Mattarella auspica un protagonismo maggiore dell’Unione europea e un rilancio dell’azione delle Nazioni Unite perchè “al di là dei singoli episodi, comunque gravi, il rischio estremamente alto è che, senza rendersene conto, si scivoli, non in un allargamento, in un conflitto di dimensioni inimmaginabili e incontrollato”.

Con la presidente slovena Mattarella ha anche rinnovato l’appello ad accelerare l’allargamento dell’Unione europea, i Paesi dei Balcani occidentali attendono da troppo tempo, ricorda, sono 12 anni, dall’ingresso della Croazia che il processo si è arrestato mentre proprio adesso, con questo clima turbolento, accogliere questi paesi nell’Unione sarebbe una garanzia di sicurezza e difesa per l’intero continente, spiega: “Questo è un tassello importante che l’Unione europea deve affrontare per svolgere il ruolo che sta cercando di svolgere”.

Domani la visita proseguirà a Capodistria per inaugurare, insieme alla Presidente Pirc Musar, il rinnovato Collegio dei Nobili, recentemente restaurato, e sede della Scuola elementare Pier Paolo Vergerio il Vecchio e del Ginnasio Gian Rinaldo Carli di Capodistria, scuole con lingua di insegnamento italiana. Quindi al Palazzo Gravisi Buttorai, sede della Comunità autogestita della nazionalità italiana di Capodistria, dove il Presidente Mattarella incontrerà, insieme alla Presidente della Repubblica di Slovenia, gli esponenti della comunità italiana. Ultimo impegno prima di far rientro a Roma, a Palazzo Pretorio, dove i due Capi di Stato parteciperanno alla Riunione solenne del Consiglio comunale di Capodistria nell’Aula consiliare.

Esce "L’Eleganza del Mango" il nuovo album di Gio Evan

Milano, 10 set. (askanews) – Il 19 settembre esce “L’Eleganza del Mango” (LOVASSAI SRL), il nuovo album del poliedrico artista Gio Evan, disponibile in digitale e in formato vinile. È attivo il Pre-save.

Distribuito da ADA Music, il nuovo romanzo musicale di Gio Evan è un viaggio sonoro e narrativo che oltrepassa i confini della semplice discografia, intrecciando poesia e canzone in un unico flusso. Con “L’eleganza del mango” l’artista conferma la sua vocazione di “pensa-autore”, capace di unire scrittura, filosofia ed emozione in un linguaggio accessibile ma mai banale. Le tracce alternano ballate intime e momenti più ritmici e luminosi, componendo un percorso che restituisce immagini vivide ed emozioni immediate.

«Il protagonista, spaesato e stremato al suolo di un luogo non conosciuto, si ritrova davanti a un fuoco domato da un’antica entità – racconta Gio Evan – Sarà questa a guidarlo verso la saggezza ultima; quella che permette di farsi vento, fiume, animale, silenzio. Ogni cosa».

Sono disponibili i biglietti per il nuovo tour teatrale scritto e diretto da Gio Evan dal titolo “L’affine del mondo”, i biglietti sono disponibili su Ticketone.it e nei punti vendita abituali.

Lo spettacolo, prodotto da Friends & Partners, racconta la storia di un mondo costruito dall’affinità e dalla connessione tra esseri umani. “L’affine del mondo” mescola poesia, fisica quantistica, musica e comicità per riflettere sull’importanza dell’ascolto e dell’armonia, proponendo un nuovo modo di concepire la vita e le relazioni.

Di seguito le date del tour “L’affine del mondo” 28 ottobre al Teatro San Domenico di Crema – SOLD OUT 29 ottobre al Teatro Nuovo Giovanni da Udine di Udine 30 ottobre al Teatro Comunale di Belluno 31 ottobre al Teatro Santa Chiara di Trento 6 novembre all’Auditorium Conciliazione di Roma 8 novembre al Nuovo Teatro Carisport di Cesena 9 novembre al Teatro Arcimboldi di Milano 10 novembre al Teatro Verdi di Firenze 11 novembre al Teatro Moderno di Grosseto 17 novembre al Teatro Filarmonico di Verona 18 novembre al Teatro Colosseo di Torino 25 novembre al Teatro Duse di Bologna – SOLD OUT 26 novembre al Teatro Ivo Chiesa di Genova 29 novembre al Teatro La Fenice di Senigallia (Ancona) 30 novembre al Teatro Massimo di Pescara 4 dicembre al Teatro PalaUnical di Mantova 9 dicembre al Teatro Acacia di Napoli 10 dicembre al Teatroteam di Bari 11 dicembre al Teatro Garden di Rende (Cosenza) 12 dicembre al Teatro Metropolitan di Catania 13 dicembre al Teatro Golden di Palermo

TIM partner di Rome Future Week, con offerta AI gratis per i clienti

Roma, 10 set. (askanews) – TIM partner della Rome Future Week 2025, la manifestazione giunta alla sua terza edizione, che quest’anno si svolge dal 15 al 21 settembre: una settimana di incontri, eventi e iniziative dedicate all’innovazione, alla cultura e alla sostenibilit. Il tema di quest’anno “Mutazioni” e racconta il modo in cui il futuro si trasforma. Un filo conduttore che riflette anche il percorso di TIM, che accompagna la trasformazione digitale dell’Italia con infrastrutture, servizi e iniziative che rendono l’innovazione accessibile e inclusiva.

Durante la settimana in alcuni punti vendita TIM esperti e divulgatori tecnologici terranno i micro-workshop ‘AI in 15 minuti: capire, provare, usare’ per far toccare con mano le potenzialit e gli utilizzi di Perplexity, una delle piattaforme di intelligenza artificiale generativa pi avanzate al mondo che TIM, per prima in Italia, offre gratuitamente a propri clienti consumer, per un anno, nella sua versione Pro.

Maria Enrica Danese, Direttrice Corporate Communication & Sustainability TIM , ha spiegato: “Siamo contenti di essere qua e abbiamo scelto un approccio pragmatico, stiamo offrendo l’AI ai nostri clienti e la portiamo nei nostri negozi con dei workshop dedicati al suo utilizzo, perch utilizzare l’INtelligenza Artificiale una grandissima opportunit, ci vuole spirito critico per farlo, bisogna saper fare le domande giuste per andare nella giusta direzione, e quindi utilizzarla e non farsi utilizzare”.

Questa offerta di TIM ai propri clienti rientra in una partnership con Perplexity, che uno dei pi grandi player del mondo nell’Intelligenza Artificiale. “Offriamo questa applicazione ai nostri clienti, gratis, per un anno, perch siamo sicuri che c’ un’accelerazione fortissima in questo senso e che quindi un player come TIM debba essere al centro di questa accelerazione e debba facilitarla ulteriormente, contribuendo ulteriormente a consolidare il rapporto con i propri clienti” ha concluso Danese.

Usa, Ellison detronizza Musk: ora è l’uomo più ricco del mondo

New York, 10 set. (askanews) – Larry Ellison, 81 anni, co-fondatore della società di cloud computing e software Oracle e ora suo presidente e direttore tecnico è diventato per la prima volta l’uomo più ricco del mondo, ponendo fine al dominio, di quasi un anno, del fondatore di Tesla, Elon Musk.

Il patrimonio di Ellison è salito di 101 miliardi di dollari, mercoledì dopo che Oracle ha pubblicato risultati trimestrali superiori alle aspettative e ha dichiarato che ci sarà ulteriore crescita nei prossimi 4 anni, portando le azioni della società a guadagnare oltre il 40% sul mercato di Wall Street.

Ellison ha ora un patrimonio totale a 393 miliardi di dollari e supera quello di Musk fermo a 385 miliardi di dollari, secondo il Bloomberg billionaires index.

Ue, Mattarella: accelerare allargamento anche per sicurezza interna

Lubiana, 10 set. (askanews) – L’allargamento dell’Unione europea va accelerato il più possibile perchè i paesi che aderiranno sono fondamentali anche per la sicurezza strategica del Continenti. Lo ha sottolineato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al termine dell’incontro al Lubiana con la presidente slovena Nataša Pirc Musar.

“Alcuni paesi dei Balcani occidentali attendono da molti anni, alcuni da un 20ennio – ha ricordato il capo dello Stato -, l’ultimo paese ammesso nell’Ue è stato la Croazia 12 anni fa: una pausa ingiustificata nell’allargamento che va accelerato il più possibile per completare l’Europa. Questi paesi sono fondamentali per l’autonomia strategica, la difesa, la sicurezza interna, la lotta al terrorismo e ai trafficanti di esseri umani che lucrano in modo ignobile sull’immigrazione irregolare. Questo è un tassello importante che l’Ue deve affrontare per svolgere il ruolo che deve in questo contesto difficile, complesso e travagliato di crisi ai suoi confini a Nord come a Sud”.

Polonia, Mattarella: contiamo molto su Ue ed Onu per frenare minacce

Lubiana, 10 set. (askanews) – Mentre si accentuano “le dichiarazioni minacciose del Cremlino verso i paesi europei noi contiamo molto su quanto può fare l’Ue e Onu, restituendo il peso che le Nazioni Unite hanno avuto in altri momenti perché vi sia un freno: il rischio estremante alto è che si scivoli in un conflitto di dimensioni incontrollate”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, rispondendo alle domande dei giornalisti al termine dell’incontro a Lubiana con la presidente slovena Nataša Pirc Musar.

“Quanto avvenuto in Polonia è gravissimo – ha osservato il capo dello Stato -, la Nato lo interpreta come un’aggressione, ricordo che non è la prima volta che avviene in paesi confinanti con la Russia, aggiungo che provoca uguale preoccupazione quanto avvenuto in Qatar”.

Mattarella ricorda che anche all’epoca della prima guerra mondiale “nessuno voleva far scoppiare” un conflitto di quelle dimensioni ma “l’imprudenza dei comportamenti provca conseguenze non scientemente volute, e questa è una gravissima responsabilità”.