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Dazi, Tajani: l’Italia pensa ad un rinvio delle contromisure Ue, dobbiamo negoziare

Bruxelles, 7 apr. (askanews) – “L’Italia pensa che si possa lavorare anche a una dilazione della reazione da parte dell’Unione Europea” ai dazi Usa. “Magari si può pensare a un rinvio al 30 aprile vediamo se si può rinviare di qualche settimana”. Lo ha detto oggi a Lussemburgo il ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando alla stampa al suo arrivo al Consiglio Esteri dell’Ue nella formazione dei ministri del commercio internazionale. Il rinvio a cui si riferisce Tajani è quello della pubblicazione, da parte della Commissione europea, delle liste di prodotti americani che saranno sottoposti a contro-dazi all’importazione nell’Ue come misura di ritorsione per i dazi americani del 25% su acciaio e alluminio europei, decisi il 12 marzo scorso. Due diverse lista dovrebbe essere approvata mercoledì prossimo, 9 aprile, per entrare in vigore il 15 aprile. L’approvazione è prevista nel comitato Ue competente per gli strumenti di difesa commerciale, in cui le proposte della Commissione possono essere respinte dagli Stati membri solo a maggioranza qualificata.

Il ministro ha ricordato che le misure di ritorsione riguarderanno “una lista congelata” di prodotti americani da colpire con i contro-dazi. “Noi comunque – ha assicurato – lavoreremo perché la lista non sia perniciosa per le nostre imprese”, considerando la contro-reazione che potrebbe provocare da parte degli Stati Uniti, con nuovi dazi su altri prodotti europei (come Donald Trump ha già minacciato di fare contro i vini dell’Ue).

“Noi – ha puntualizzato Tajani – non prenderemo nessun atteggiamento in contrasto con l’Ue, ma daremo i nostro contributo di equilibrio e di assoluta contrarietà a una guerra dei dazi” con gli Usa.

“Credo si debba lavorare – ha insistito – per evitare una guerra commerciale che sarebbe esiziale per le imprese europee e americane. Dobbiamo trattare con gli Stati Uniti, e lo deve fare – ha sottolineato il ministro – l’Unione europea unita. L’Italia sostiene il commissario Ue Maros Sefcovic”, responsabile per il commercio internazionale, che sta trattando con gli americani.

Per Tajani, “l’ideale sarebbe zero dazi – zero dazi” da una parte e dall’altra. “Una linea intermedia potrebbe essere una riduzione dei dati al 10% da parte americana”. In ogni caso “va condotta una trattativa con la schiena dritta, con un’Europa unita”.

“Ci vuole grande misura, grande equilibrio, grande serietà”, bisogna evitare reazioni scomposte”, ha insistito il ministro.

“Adesso cominceremo con la lista della Commissione; andiamo avanti, ma la cosa più importante è parlare” ciao trattare, con gli americani, anche se “è chiaro” che questo va fatto “senza chinare il capo”, ha concluso Tajani rispondendo a un giornalista spagnolo nella sua lingua.

Nel segno dei "Corpi", al via l’8 aprile il Festival delle Scienze di Roma

Roma, 7 apr. (askanews) – ‘Corpi’ è il tema dell’edizione speciale del Festival delle Scienze di Roma – in programma da martedì 8 a domenica 13 aprile all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone – che festeggia i suoi venti anni: corpi umani – con i loro tratti, le loro forme e funzionalità, i loro mutamenti e adattamenti, in quanto risultato di una lunga evoluzione biologica e culturale – ma anche corpi animali e vegetali, corpi microscopici come virus e batteri, corpi celesti, lontani, magici e infiniti e, grazie al progresso tecnologico, corpi ibridi, come quelli con protesi o congegni impiantabili, e corpi meccanici, come quelli di robot e automi.

Scienziati di fama internazionale, giornalisti e intellettuali, dibatteranno e rifletteranno sul tema di questa edizione con quell’approccio multidisciplinare e trasversale che caratterizza il Festival, attraverso cinque aree tematiche: Corpi Complessi, Corpi Originali, Corpi Responsabili, Corpi Plastici e Corpi Inquieti. Più di 100 ospiti tra conferenze, laboratori, mostre, spettacoli ed eventi per famiglie. Tra gli ospiti attesi: Silvia Kuna Ballero, Silvia Bencivelli, Cristiana Collu, Francesca Marzia Esposito, Mirko Daniel Garasic, Papik Genovesi, Vera Gheno, Caterina Guzzanti, Chiara Lalli, Francesco Lancia, Daniel Lieberman, Vittorio Lingiardi, Alberto Mantovani, Giacomo Moro Mauretto, David Quammen, Sandra Savaglio, Virgilio Sieni, Walter Siti, Pablo Trincia, Licia Troisi, Nadeesha Uyangoda, Semir Zeki.

Inaugura il Festival martedì 8 aprile alle 11 in Sala Petrassi, dopo i saluti istituzionali, l’immunologo Alberto Mantovani, Professore Emerito di Patologia Generale in Humanitas University, Direttore Scientifico dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas, Presidente di Fondazione Humanitas per la Ricerca, nell’incontro dedicato alle scuole ‘Corpi: capirli e curarli’, con la giornalista scientifica Silvia Bencivelli, autrice di ‘Tre colpi di genio e una pessima idea. Ascesa e caduta di uno scienziato squinternato’ (Bollati Boringhieri), in un dialogo sulle frontiere della ricerca.

Dalle ore 14 alle ore 17 in Studio 2 “Il Corpo Tattile”, laboratorio rivolto a danzatori e a persone cieche e ipovedenti, a cura del coreografo Virgilio Sieni, che propone un programma di riflessioni e pratiche sui temi della tattilità e dello spazio inclusivo e si concentrerà sul tratto in cui il gesto nasce grazie a forme di ascolto dello spazio e dell’intorno, esplorando come ciò che ci comprende costituisca un piano di ricerca su cui soffermarsi.

Alle 19 in Sala Petrassi il saggista e divulgatore scientifico statunitense David Quammen, autore del libro Il cuore selvaggio della natura (Adelphi), sarà protagonista dell’evento “Corpi nella natura”, nel quale discuterà dell’importanza di riconnettere l’uomo con gli altri corpi della natura e la salvaguardia della biodiversità del pianeta. Modera l’incontro Marco Cattaneo, direttore di “Le Scienze” e “National Geographic Italia”.

Diversi gli spettacoli in programma al Festival. Dopo ‘Danza cieca’, ‘Secondo lei’, primo spettacolo scritto e diretto da Caterina Guzzanti che dopo un anno di tour di successo in giro per i teatri italiani fa tappa a Roma con due serate, un delicato flusso di pensiero dal punto di vista femminile sulle dinamiche nascoste che regolano i rapporti di coppia, con Federico Vigorito; il reading-spettacolo “Corpo, umano” con Vittorio Lingiardi, saggista, psichiatra e psicoanalista, che riporta con sensibilità al centro della scena gli organi che compongono il corpo – dal fegato al cervello, dagli occhi al cuore – con la voce della scienza e del mito, dell’arte e della letteratura. Voce recitante di Federica Fracassi; la lectio di Daniela Lucangeli, professoressa di Psicologia dello sviluppo e dell’Educazione all’Università di Padova, ‘Tu chiamale se vuoi…’, una guida alla scoperta del nostro sentire profondo, un viaggio per scoprire quanto psyché, corpo, cuore e memorie siano profondamente connessi.

Anche quest’anno non manca il contributo del Festival dedicato alla ricerca e alla formazione: pensato per i più piccoli, il ricco programma educational propone attività dedicate alle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado. Nel fine settimana Francesca De Luca, terrà la pratica yoga ‘Onora il tuo tempio’, dedicata agli adulti, e una dedicata ai bambini durante la quale i bambini e i loro genitori verranno coinvolti in giochi alla scoperta del respiro, degli asana e della meditazione. Tra le attività organizzate per gli adulti ‘Astronomia & mindfulness: noi e l’Universo’ a cura di Davide Perna, INAF, un seminario di astronomia al quale si affianca una pratica di consapevolezza del corpo e del respiro.

Sei le mostre e gli exhibit interattivi in programma al Festival. La mostra “Obiettivo scienza” a cura di CNR, “La rivoluzione in un quanto” a cura di INFN, la mostra di tavole illustrate “INAF Sketchtour, dove la ricerca prende corpo” a cura di INAF, la mostra interattiva “One health. Un pianeta, una salute” ideata da Fondazione Zoé-Zambon Open Education e progettata da Pleiadi, il percorso “Officina immunitaria. Come il sistema immunitario ci riconosce, difende e definisce”, a cura di Humanitas University, e “Anatomia virtuale: immergersi nel corpo umano” a cura della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e Accurate.

Tre gli eventi di Planetario di Roma Capitale la conferenza-spettacolo sui buchi neri “Una ciambella col buco (nero). Storia delle fotografie del secolo” con Mariafelicia De Laurentis (INFN, Università di Napoli) e la conferenza-spettacolo “Tutta la verità su Il Problema dei tre corpi, stabilità, risonanze, caos” con Ettore Perozzi. Introduzione narrativa e programmazione del Planetario a cura degli astronomi Stefano Giovanardi, Gabriele Catanzaro, Gianluca Masi.

Oltre agli incontri in Auditorium, ci saranno eventi, laboratori e conferenze organizzati in collaborazione con Istituzione Sistema Biblioteche Centri Culturali di Roma Capitale e Explora-il Museo dei Bambini di Roma. Come per la scorsa edizione, ISPRA propone una passeggiata geologica, “Le pietre ornamentali della Basilica di San Paolo fuori le mura”, guidate da Marco Pantaloni e Fabiana Console.

Radio3 Scienza torna in diretta dall’Auditorium con due puntate speciali (sabato 12 aprile dalle 15:00 alle 16:00; domenica 13 aprile dalle 10:45 alle 11:50), per raccontare i protagonisti del Festival. Conduce Marco Motta, regia di Marco Pompi, in redazione Francesca Buoninconti, Paolo Conte e Roberta Fulci.

Prodotto dalla Fondazione Musica per Roma, con la partnership progettuale di Codice Edizioni, il Festival delle Scienze di Roma è promosso da Roma Capitale-Assessorato alla Cultura, realizzato con INAF-Istituto Nazionale di Astrofisica e INFN-Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, con i partner scientifici , CMCC-Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, CNR-Consiglio Nazionale delle Ricerche, ENEA-Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, ESA-Agenzia Spaziale Europea, Fondazione Bioparco di Roma, GARR-la rete nazionale dell’istruzione e della ricerca, GSSI-Gran Sasso Science Institute, Humanitas University, Human Technopole, IIT-Istituto Italiano di Tecnologia, INGV-Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ISPRA-Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Museo Galileo-Istituto e Museo di Storia della Scienza, Planetario di Roma Capitale. Con la partecipazione di Explora-il Museo dei Bambini di Roma, Istituzione Sistema Biblioteche Centri Culturali di Roma Capitale. Partner della manifestazione sono Amgen, Assobiotec-Federchimica. Partner culturali Fondazione Agnelli, Fondazione Zoé-Zambon Open Education, Policlinico Universitario Fondazione Agostino Gemelli e Università Cattolica del Sacro Cuore. Confermata la media partnership con Radio3 Scienza.

Il Festival delle Scienze di Roma è entrato 20 anni fa nella cornice dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, un luogo dedicato alla musica e a tutte le sue connessioni con l’arte, il teatro e la letteratura, diventando uno degli appuntamenti più importanti della cultura scientifica. Sotto la direzione di Codice Edizioni il Festival delle Scienze di Roma nel corso di questi anni ha ospitato alcune tra le voci più rilevanti della scienza e della contemporaneità come Noam Chomsky, Sylvia Earle, Jane Goodall, Margherita Hack, Ian McEwan, Rita Levi Montalcini, Giorgio Parisi, Patti Smith.

Cinema, ai David sfida Parthenope-Berlinguer: 15 candidature a testa

Roma, 7 apr. (askanews) – Sarà una sfida tra “Parthenope” di Paolo Sorrentino e “Berlinguer – La grande ambizione” di Andrea Segre, con 15 candidature a testa, la 70esima edizione dei David di Donatello, i principali premi del cinema italiano. Seguono, con 14 candidature, “L’arte della gioia” di Valeria Golino e “Vermiglio” di Maura Delpero. Nove candidature per “Gloria!”, esordio di Margherita Vicario e otto per “Familia” di Francesco Costabile.

La cerimonia di premiazione si terrà il 7 maggio in prima serata, in diretta su Rai 1 dal Teatro 5 di Cinecittà, e sarà condotta da Elena Sofia Ricci e Mika.

“Per la prima volta ci sono tre registe candidate come miglior film e regista”, ha sottolineato la presidente e direttrice artistica dei David Piera Detassis. Oltre a Golino e Delpero, infatti, per la miglior regia è candidata anche Francesca Comencini con “Il tempo che ci vuole”.

“La titolerei ‘l’arte di crescere’ questa edizione – ha detto ancora Detassis – si racconta la gioventù, l’infanzia, l’arte di sopportare bullismo, ferite di guerra, misoginia e ci sono anche tante storie di donne, di giovani donne che vogliono essere libere”.

“Un David – ha aggiunto – attento alla giovinezza e a coinvolgere i giovani, ma che vuole essere attento e celebrare anche il passato in questa edizione numero 70”.

Israele ha raso al suolo enormi distese di terra nella Striscia di Gaza per creare "kill zone"

Roma, 7 apr. (askanews) – L’esercito israeliano ha raso al suolo e ha ordinato alle truppe di trasformare l’area in una “kill zone”, dove chiunque entri diventa un bersaglio. E’ quanto hanno riferito all’organizzazione di veterani israeliani Breaking the Silence gli stessi militari che hanno eseguito il piano, quattro dei quali sono poi stati intervistati dal Guardian.

I soldati hanno raccontato di aver ricevuto l’ordine di distruggere case, fabbriche e terreni agricoli per circa un chilometro all’interno del perimetro di Gaza per creare una “zona cuscinetto”, descritta da un militare come simile a Hiroshima.

Ai soldati è stato “dato l’ordine di annientare deliberatamente, metodicamente e sistematicamente tutto ciò che si trovava all’interno del perimetro designato, compresi interi quartieri residenziali, edifici pubblici, istituti scolastici, moschee e cimiteri, con pochissime eccezioni”, si legge nel rapporto ‘Il Perimetro” di Breaking the Silence, in cui si sottolinea che “i luoghi dove le persone avevano vissuto, coltivato e avviato l’industria sono stati trasformati in una vasta landa desolata, una striscia di terra sradicata nella sua interezza”. La zona si estende lungo la frontiera con Israele, dalla costa mediterranea a nord fino all’angolo sud-orientale vicino all’Egitto e, stando al rapporto, rappresenta poco più del 15% della Striscia di Gaza, completamente off-limits per i residenti palestinesi, e il 35% dell’intera terra agricola della Striscia.

Uno dei soldati che ha parlato con Breaking the Silence ha raccontato che alla sua unità era stato ordinato di sparare a vista a chiunque entrasse nell’area, perché l’idea era che non esistevano “civili” e che chiunque fosse entrato nel perimetro sarebbe stato considerato un “terrorista”.

Il Papa ha donato e inviato quattro ambulanze in Ucraina

Città del Vaticano, 7 apr. (askanews) – Papa Francesco ha deciso di inviare nuovamente il suo Elemosiniere, in Ucraina per donare 4 ambulanze, dotate di ogni strumento medico necessario per salvare vite umane, che saranno destinate alle zone di guerra. Il card. Konrad Krajewski, coadiuvato da altri 3 autisti venuti dall’Ucraina, “sarà nel Paese anche per stare con la gente così provata dal conflitto, per pregare con loro ed essere espressione di prossimità del Papa”. Un comunicato dell’Elemosineria, ricorda che si tratta della decima missione in Ucraina per il cardinale, “che nasce nel pieno del Giubileo della Speranza. Nella Bolla di indizione dell’Anno Santo, Spes non Confundit, il Pontefice scrive che ‘Il primo segno di speranza si traduca in pace per il mondo, che ancora una volta si trova immerso nella tragedia della guerra… L’esigenza della pace interpella tutti e impone di perseguire progetti concreti’. Il dono delle 4 ambulanze – si conclude – diventa così segno della speranza giubilare ancorata a Cristo”.

Metalmeccanici, i sindacati proclamano altre 8 ore di sciopero nazionale

Roma, 7 apr. (askanews) – I sindacati dei metameccanici annunciano altre 8 ore sciopero nazionale dopo quello del 28 marzo a sostegno del rinnovo del Contratto di lavoro.

“Nonostante la buona riuscita dello sciopero nazionale unitario dei metalmeccanici del 28 marzo scorso – spiegano Fim, Fiom e Uilm -, la posizione di Federmeccanica e Assistal è rimasta ferma nella assoluta indisponibilità a riprendere il confronto, superati ormai gli otto mesi dalla scadenza del contratto”. “La decisione di Federmeccanica e Assistal di impedire la ripartenza della trattativa attraverso la conferma della loro ‘contropiattaforma’ – proseguono i segretari generali di Fim, Fiom e Uilm, Ferdinando Uiliano, Michele De Palma e Rocco Palombella – è una scelta inaccettabile, perché di fatto azzera le richieste salariali e normative, non rispettando le regole condivise nell’ultimo rinnovo del Ccnl. E’ necessario negoziare a partire dalla piattaforma sindacale presentata e questo risulta ancora più urgente alla luce della situazione delle lavoratrici e dei lavoratori e dell’industria. Il comportamento di Federmeccanica e Assistal mina le relazioni industriali e sindacali, e questo avrà dirette conseguenze a tutti i livelli”.

“I recenti dazi Usa e il complesso contesto economico e industriale del Paese – proseguono – rendono sempre più urgente l’assunzione di responsabilità da parte di Federmeccanica e Assistal per riprendere il negoziato e rimettere al centro il ruolo della contrattazione. La piattaforma sindacale è in continuità con il rinnovo di febbraio 2021, che prevedeva a fronte delle trasformazioni in atto gli strumenti contrattuali innovativi a garanzia dell’industria, dell’occupazione, degli aumenti salariali. Il comportamento di Federmeccanica e Assistal sembra invece orientato al ridimensionamento salariale e delle norme contrattuali, con un atteggiamento di delegittimazione del sindacato”.

“Per tali ragioni – concludono -, dichiariamo almeno 8 ore di sciopero nazionale da organizzare in tutti i territori con la massima estensione, articolazione ed efficacia nei confronti delle aziende e rafforzando il blocco degli straordinari e delle flessibilità, nonchè quegli aspetti normativi che necessitano di un parere positivo delle RSU o delle organizzazioni sindacali, fatta eccezione per gli ammortizzatori sociali”.

Dazi, Schlein: Meloni smetta di far finta di niente, serve bagno di umiltà

Roma, 7 apr. (askanews) – “Mentre Giorgia Meloni spera che le cose si risolvano da sole, l’economia italiana sta subendo colpi micidiali per le decisioni del suo amico Trump, come dimostra l’ulteriore tonfo di oggi della Borsa di Milano e delle altre piazze mondiali. Gli altri governi europei, a partire da quello spagnolo di Sanchez, stanno mettendo in campo misure forti per proteggere e sostenere imprese e lavoratori, Meloni invece fa solo appelli alla calma”. Così la segretaria del Pd. Elly Schlein.

“Serve urgentemente un bagno di umiltà e di realtà da parte del governo, sono in gioco decine di migliaia di posti lavoro: sostenga un negoziato europeo per interrompere l’applicazione dei dazi e predisponga un piano per sostenere i settori dell’economia italiana più colpiti, perché l’incertezza in queste settimane ha già fatto danni enormi mentre lei usava ancora il condizionale per non urtare Trump. Ora basta fare finta di niente”, aggiunge.

Raid di Israele a Gaza, morti e feriti. L’Idf colpisce tenda di giornalisti a Khan Yunis, morto un reporter

Roma, 7 apr. (askanews) – Almeno diciassette persone sono state uccise in nuovi raid israeliani su Gaza. Lo hanno indicato fonti sanitarie palestinesi. Lo Stato ebraico ha colpito le tende fuori da due importanti ospedali nella Striscia di Gaza durante la notte, uccidendo almeno due persone tra cui un reporter locale e ferendone altre nove, tra cui sei giornalisti: lo hanno affermato i medici sul posto.

Altre quindici persone sono state uccise in distinti attacchi in tutto il territorio, secondo le strutture sanitarie. Non è stato possibile identificare in modo indipendente queste cifre. Un attacco a una tenda dei giornalisti fuori dall’ospedale Nasser a Khan Younis intorno alle 2 del mattino le ha fatto prendere fuoco ed è costato la vita a Yousef al Faqawi, un reporter dell’emittente televisiva Palestine Today, e a un altro uomo. Sei reporter sono invece rimasti feriti in quell’attacco.

L’esercito israeliano ha sostenuto di aver colpito un terrorista di Hamas, senza fornire ulteriori informazioni. Le Idf (Forze di Difesa israeliane) affermano di cercare di evitare di danneggiare i civili e puntano il dito contro il movimento integralista islamico palestinese – profondamente radicato nelle aree residenziali – per queste vittime.

Israele ha anche colpito le tende ai lati dell’Ospedale dei martiri di al Aqsa nella città di Deir al-Balah, ferendo tre persone, secondo l’ospedale. L’ospedale Nasser ha segnalato di aver ricevuto altri tredici corpi, tra cui sei donne e quattro bambini, a seguito di distinti attacchi durante la notte. L’ospedale di al Aqsa ha infine affermato che due persone sono state uccise e tre ferite in un attacco contro un’abitazione a Deir al-Balah.

Dazi, Trump: nn sono preoccupato, i governi stranieri dovranno pagare "un sacco di soldi" per avere taglio

Roma, 7 apr. (askanews) – Le borse crollano ma il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non arretra sui dazi, anzi. Trump ha affermato che i governi stranieri dovranno pagare “un sacco di soldi” per rimuovere i dazi ingenti che ha definito “medicine”. Parlando con i giornalisti, Trump ha dichiarato di non essere preoccupato per le perdite che hanno già spazzato via trilioni di dollari di valore dai mercati azionari di tutto il mondo. “Non voglio che nulla scenda. Ma a volte devi prendere medicine per risolvere qualcosa”, ha detto di ritorno da un weekend di golf in Florida. Trump ha affermato di avere parlato con i leader di Europa e Asia durante il weekend, che sperano di convincerlo ad abbassare i dazi fino del 50%. “Stanno venendo al tavolo. Vogliono parlare, ma non si parla se non ci pagano un sacco di soldi ogni anno”, ha detto.

Trump, inoltre, ha detto che la Cina ha fatto naufragare l’accordo proposto con gli Stati Uniti per la vendita del social network TikTok a causa dei nuovi dazi imposti da Washington. “Se avessi concesso loro un piccolo taglio ai dazi, avrebbero approvato l’accordo in 15 minuti”, ha detto Trump ai giornalisti a bordo dell’aereo presidenziale, l’Air Force One. “Questo dimostra il potere delle tariffe, non è vero?” Una legge approvata nel 2024 dal Congresso degli Stati Uniti impone alla cinese ByteDance di cedere il controllo di TikTok, per evitare di essere bandita negli Stati Uniti. Poco dopo essere tornato alla Casa Bianca a fine gennaio, Donald Trump ha prorogato la scadenza di 75 giorni, fino al 5 aprile. Poi l’ha prolungata di nuovo per 75 giorni venerdì, due giorni dopo aver annunciato una serie di dazi su tutte le importazioni statunitensi, tra cui quello del 34% sui prodotti cinesi. La vendita della filiale americana di TikTok necessita del via libera di ByteDance e delle autorità cinesi, non ancora arrivato.

Dazi, crollano le borse asiatiche: Hong Kong chiude -13,22. Borse europee in profondo rosso, Milano giù

Roma, 7 apr. (askanews) – Crollano le borse asiatiche per effetto dei dazi imposti dagli Usa, in particolare quelle cinesi alla ripresa degli scambi dopo la chiusura per festività. L’Hang Seng di Hong Kong che in chiusura segna il minimo mai registrato dalla crisi finanziaria del 1997 con -13,22%. Male anche Shanghai in ribasso del 6,84% e Tokyo che lascia sul terreno il 6,46%. Non si salva neanche Seoul, con il Kospi che perde il 5,06%. E con il tonfo delle piazze asiatiche – e dopo il crollo di Wall Street venerdì – per i mercati europei si è aperta un’altra giornata di passione. La guerra commerciale innescata dai dazi dell’amministrazione americana – Donald Trump ha detto che sono “una cura” per i mali dell’economia Usa – e il timore di una recessione globale soffiano venti di panico sui mercati finanziari. Nel Vecchio Continente a metà mattina il Dax di Francoforte cede il 6,41%, complice anche la produzione industriale tedesca che a febbraio è scesa dell’1,3% rispetto al mese precedente, oltre le attese. Il Ftse100 a Londra perde il 5,09% e il Cac40 il 5,74%. Le vendite colpiscono anche Amsterdam (-5,95%) e Madrid (-6%). A Milano il Ftse Mib cede il 5,96% a 32.585,66 mentre l’All Share il 5,84%.

A Piazza Affari le vendite non risparmiano nessuno dei titoli del listino principale. Tonfo degli industriali con Leonardo (-9,41% a 36,58 euro) che scivola in fondo al Ftse Mib tallonato da Iveco (-7,8%) e Interpump (-7,53%). I timori di una recessione zavorrano anche le banche con Mps che arretra del 7,33%, seguita da Popolare di Sondrio (-7,24%), Intesa Sanpaolo (-7,12%), Bpm (-6,99%) e Unicredit (-6,44%). Male anche il lusso con Brunello Cucinelli (-7,07%) e Moncler (-7,03%).

Questa mattina anche lo spread tra i Btp italiani e i Bund tedeschi è balzato a 129 punti base, con un rendimento per i primi che si attesta al 3,74%.

Borse europee in profondo rosso: Milano -6% con Leonardo e le banche

Milano, 7 apr. (askanews) – Si è aperta un’altra giornata di passione sui mercati europei, dopo il crollo di Wall Street venerdì e il tonfo delle piazze asiatiche con l’Hang Seng di Hong Kong che in chiusura ha lasciato sul terreno il 13,22%. La guerra commerciale innescata dai dazi dell’amministrazione americana – Donald Trump ha detto che sono “una cura” per i mali dell’economia Usa – e il timore di una recessione globale soffiano venti di panico sui mercati finanziari. Nel Vecchio Continente a metà mattina il Dax di Francoforte cede il 6,41%, complice anche la produzione industriale tedesca che a febbraio è scesa dell’1,3% rispetto al mese precedente, oltre le attese. Il Ftse100 a Londra perde il 5,09% e il Cac40 il 5,74%. Le vendite colpiscono anche Amsterdam (-5,95%) e Madrid (-6%). A Milano il Ftse Mib cede il 5,96% a 32.585,66 mentre l’All Share il 5,84%.

A Piazza Affari le vendite non risparmiano nessuno dei titoli del listino principale. Tonfo degli industriali con Leonardo (-9,41% a 36,58 euro) che scivola in fondo al Ftse Mib tallonato da Iveco (-7,8%) e Interpump (-7,53%). I timori di una recessione zavorrano anche le banche con Mps che arretra del 7,33%, seguita da Popolare di Sondrio (-7,24%), Intesa Sanpaolo (-7,12%), Bpm (-6,99%) e Unicredit (-6,44%). Male anche il lusso con Brunello Cucinelli (-7,07%) e Moncler (-7,03%).

Questa mattina anche lo spread tra i Btp italiani e i Bund tedeschi è balzato a 129 punti base, con un rendimento per i primi che si attesta al 3,74%.

Caro bollette, Cacciola (Ond): 40% delle pmi ridotto i servizi

Roma, 7 apr. – “Il caro energia non solo un problema di bollette pi alte. una minaccia esistenziale per molte pmi, che rischiano di chiudere o di ridimensionare drasticamente la loro attivit. Non possiamo permetterlo. Aumentano i costi di produzione, si riducono i profitti, cala la domanda interna, le banche stringono i cordoni e si fermano gli investimenti. Un circuito che va assolutamente interrotto. Con l’aumento del 65% dei costi energetici, il 40% delle piccole e media imprese ha ridotto i servizi mentre il 70% delle imprese ha dovuto aumentare i prezzi di beni e servizi offerti. Per non parlare delle riduzioni del personale. Le imprese stanno cercando di ridurre i consumi, di rinegoziare i contratti, di gestire al meglio la liquidit. Ma, a medio-lungo termine, servono investimenti in efficienza energetica, in fonti rinnovabili, in innovazione. La loro resilienza non pu essere infinita”. Lo ha affermato Francesco Cacciola, presidente dell’Osservatorio nazionale sul debito con banche e finanziarie, nel corso della tavola rotonda “Il caro energia registra nuovi sovraindebitamenti di famiglie e imprese”, che si svolto al Senato.

“Abbiamo denunciato pi volte i problemi del ‘caro energia’ – ha dichiarato il senatore Luigi Nave (M5s), ma il governo non ha fatto nulla. Ecco alcune soluzioni: il disaccoppiamento dei costi tra energia prodotta da fonti rinnovabili e quella prodotta con il gas, tassare gli extra profitti per dare ristoro alle famiglie in difficolt, tassare le societ che producono inquinamento acquistando i sussidi ambientali dannosi. Da 24 mesi in Italia cala la produttivit, non ci sono politiche attive del lavoro efficaci, mancano politiche assistenziali incisive. Ci stiamo avviando verso un declino molto pericoloso e a farne le spese sono, come al solito, i pi deboli”.

La crisi energetica colpisce duro anche le famiglie, come sottolineato da Elvira Carpentieri, presidente del Centro studi sulla crisi economica delle famiglie italiane: “L’Autorit di Regolazione per Energia Reti e Ambiente ha comunicato che, nel primo trimestre del 2025, la bolletta elettrica per il cliente tipo vulnerabile aumentata del 18,2% rispetto al trimestre precedente oltre ad un aumento del 12,4% del valore della materia prima gas per i clienti vulnerabili serviti in regime di tutela. Oltre due milioni di italiani si trovano in una condizione di povert energetica e le previsioni sono negative: nel 2025, il costo dell’elettricit per le famiglie potrebbe aumentare del 15% e quello del gas del 14%. Il legame tra caro energia e indebitamento intuitivo: se una famiglia deve spendere di pi per luce e gas, ha meno risorse per tutto il resto. E, se il reddito non basta, l’unica alternativa tagliare altre spese o indebitarsi. Non solo un problema economico, ma anche sociale e psicologico. Le famiglie indebitate vivono in una condizione di stress costante, con ripercussioni sulla salute, sulle relazioni familiari, sul rendimento scolastico dei figli”. Dati confermati anche da Sandro Martorano, presidente dell’Istituto nazionale economico: “Recentemente abbiamo pubblicato un rapporto che evidenzia un dato allarmante: oltre il 40% delle famiglie italiane ha registrato un incremento dell’indebitamento per far fronte alle bollette, mentre il 35% delle piccole e medie imprese ha dovuto ridurre la produzione o ricorrere al credito bancario per sostenere i costi energetici. Questo fenomeno rischia di aggravare la gi fragile tenuta del tessuto economico, generando un effetto domino su occupazione, consumi e investimenti”. Per i professionisti intervenuto Marco Cuchel, presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti: “Aumentano le procedure da sovraindebitamento e la crisi energetica ha creato difficolt ulteriori a famiglie e imprese. L’aumento dell’inflazione ha poi generato un effetto a catena che ha peggiorato le cose. Dobbiamo avere un tetto massimo dei prezzi a livello europeo e puntare all’autonomia energetica se vogliamo iniziare a dare un sollievo reale agli italiani. Noi commercialisti svolgiamo un ruolo cruciale nell’assistere i debitori nel percorso di risanamento finanziario, offrendo consulenza specializzata e guidando attraverso le procedure previste dalla normativa vigente”.

Gli aspetti legislativi del caro energia sono stati evidenziati da Amedeo Di Pietro, presidente dell’Osservatorio Nazionale sul Diritto: “Il diritto all’energia considerato essenziale, e il legislatore ha introdotto misure di sostegno come il bonus sociale per le famiglie in difficolt economica ricordando sempre che il Codice del Consumo (D.lgs. 206/2005) impone obblighi di trasparenza e correttezza nelle forniture di energia, limitando pratiche commerciali scorrette. Ci sono diversi strumenti che possono aiutare famiglie e imprese in difficolt come la Legge n. 3/2012che ha introdotto strumenti per la gestione del sovraindebitamento, tra cui il Piano del consumatore: consente alle famiglie di ristrutturare il proprio debito con il consenso del giudice, l’accordo di composizione della crisi applicabile alle imprese che possono negoziare con i creditori, la liquidazione del patrimonio, una forma di esdebitazione per chi non riesce a soddisfare i debiti e la Riforma della Crisi d’Impresa (D.lgs. 14/2019) ha reso pi accessibili queste procedure, favorendo la ristrutturazione del debito”. L’importanza della comunicazione e della corretta informazione sul caro energia stata sottolineata dal produttore televisivo Gennaro Coppola: “La tv, con la sua ampia diffusione e la capacit di coinvolgere emotivamente il pubblico, pu contribuire significativamente alla sensibilizzazione su questo tema. essenziale adottare un linguaggio semplice e accessibile, evitando tecnicismi che potrebbero rendere l’informazione inaccessibile a una larga parte della popolazione. Una comunicazione televisiva efficace pu generare un impatto concreto nella societ, riducendo lo stigma che spesso accompagna il sovraindebitamento e promuovendo una cultura della prevenzione finanziaria. fondamentale trasmettere il messaggio che l’indebitamento non una colpa, ma una situazione che pu essere affrontata con gli strumenti adeguati”.

Al termine dell’iniziativa si svolta la cerimonia per il riconoscimento del Premio “Campania Felix”, consegnato dal consigliere dell’Associazione Stampa Campana Giornalisti Flegrei, Luigi Borrone, al senatore Luigi Nave “per la dedizione nel promuovere iniziative legislative e progetti volti a sostenere la crescita economica della Campania; a Elvira Carpentieri “per l’impegno costante e la professionalit dimostrata nell’aiutare le famiglie in difficolt economica e a Francesco Cacciola “per la competenza nell’assistere le imprese in situazioni di sovraindebitamento, offrendo soluzioni legali efficaci per rinegoziare i debiti con banche e istituti finanziari”.

Centrosinistra, Conte: alleanze su programmi senza ambiguità

Roma, 7 apr. (askanews) – “Tutte le precedenti manifestazioni del M5S erano solo con gente nostra, del Movimento. Questa volta no, si sono attivate rete e associazioni, e sono venuti tanti cittadini autonomi che non rispondono a nessuno, attirati da una piattaforma incentrata sul no al riarmo”. Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle, è tornato con queste parole a commentare, intervistato dal Fatto quotidiano, la manifestazione contro il riarmo che si è svolta sabato scorso a Roma. “Per noi del Movimento – ha spiegato – questa manifestazione è una tap- pa fondamentale, perché abbiamo portato in piazza tanta società civile, aprendo ad altre forze sociali e politiche. E questo è stato possibile grazie alla Costituente dell’anno scorso, in cui ci siamo dati una collocazione politica stabile e chiara nel campo progressista, da indipendenti, con una piattaforma di valori ben precisi”.

Alla domanda sulle distanze che separano il M5S da alcuni potenziali alleati di centrosinistra in materia di politica estera, l’ex premier ha affermato che una coalizione si costruisce “con chi ci sta su un programma di governo con obiettivi chiari e precisi, senza nessuna ambiguità. Partendo dal no a questo piano Von der Leyen e continuando con un salario minimo legale e un piano per la sanità pubblica”.

La prossima tappa dell’iniziativa politica del M5S è la mozione parlamentare contro il riarmo europeo. E a Matteo Salvini, che ha fatto notare che al congresso della Lega è intervenuto Elon Musk, mentre al corteo dei 5 stelle c’era la tik-toker Rita De Crescenzo, Conte ha replicato: “Lui è solo un paggetto dei poteri forti: ha sempre votato con Meloni i provvedimenti bellicisti e ha firmato con lei la condanna del Paese con il patto di stabilità europeo”. Conte non crede al no della Lega al piano di riarmo: “Lo aspettiamo – ha commentato – al varco della nostra mozione contro il riarmo alla Camera”. Se è per questo, dovrete aspettare anche il Pd… “Con il corteo – ha concluso il leader del M5S – abbiamo dimostrato la forza delle nostre idee. Non lavoriamo per mettere in difficoltà strumentalmente altri partiti”.

Vincenzo de Bellis: dazi pesano anche sull’arte, abbassare IVA

Milano, 7 apr. (askanews) – “Usciamo da una settimana in cui sono stati annunciati a livello globale dei dazi che penalizzeranno tutto il sistema economico e il sistema commerciale, anche quello dell’arte. Vedremo come andr a finire, ma restando nel panorama italiano si dovrebbe sicuramente trovare una le soluzioni per abbassare l’IVA sull’arte, cos come stato fatto in alcuni grandi Paesi europei come la Francia e la Germania, rendendo gli artisti e le gallerie del nostro Paese pi competitive sia a livello nazionale che a livello internazionale. Si dovrebbe anche agevolare la il flusso di sostegno privato nel pubblico come avviene per esempio nel mondo anglosassone”. Lo ha detto Vincenzo de Bellis, direttore Fiere e piattaforme espositive di Art Basel nonch noto curatore di contemporaneo, a margine di un convegno organizzato da Banca Generali per la Milano Art Week.

Il mistero dell’interpretazione, Thomas Schutte e la figura umana

Venezia, 7 apr. (askanews) – Inclassificabile, mutevole, ironico e inquieto. Sono quattro aggettivi che spesso capita di trovare associati al lavoro di Thomas Schutte, artista tedesco cui Punta della Dogana a Venezia dedica la prima grande retrospettiva in Italia, intitolata “Genealogies”. Un viaggio che in fondo ha a che fare con le domande fondamentali sull’umano, ma che prende spesso forme inattese e stranianti. E la mostra si muove lungo due filoni intrecciati.

“Il primo percorso – ha detto ad askanews Camille Morineau, co-curatrice della mostra – riguarda la scultura. Abbiamo 50 pezzi dalla collezione di Francois Pinault che sono davvero il centro della mostra. La maggior parte di loro sono veri capolavori ed erano stati esposti prima. E poi il secondo percorso, che un dialogo con la scultura, e riguarda il disegno. E la maggior parte di queste opere non sono mai state viste, come quella alle mie spalle che una serie di dipinti su grandi striscioni. un secondo filone narrativo che va dagli anni ’70 a oggi ed universo che si muove in parallelo rispetto a quello della scultura”.

La mostra veneziana vuole mettere in evidenza come la produzione su carta di Schutte sia centrale anche nel lavoro, pi noto al grande pubblico, delle sculture, che pur nella loro imponenza, restano degli esempi chiari di non-monumentalit e di non-retorica: i corpi sono indefinibili, proteiformi, forse ibridi, le gambe affondano nel fango e l’identit un’illusione. “Non si capisce come interpretare queste figure umane – ha aggiunto Jean-Marie Gallais, curatore della Pinault Collection e co-curatore della mostra – e c’ un collegamento con la storia dell’arte. Fin dall’inizio dell’umanit, rappresentiamo corpi umani, rappresentiamo gli altri. E la mostra piena di domande affascinanti su come possiamo rappresentare qualcun altro”.

Domande che, come giusto che sia, non diventano mai risposte, ma prendono tante possibili diverse strade, fino a convincerci che il punto di tutta la mostra la nostra partecipazione a un mistero, probabilmente quello del nostro stesso essere umani. “Non un mistero la realizzazione – ha aggiunto Gallais – questa molto visibile. Si vedono tutte le tracce degli utensili, si vede a volte una certa struttura: si vedono i materiali che usa: acciaio, bronzo, vetro, ma anche argilla. E si vedono molte tracce della fabbricazione. Ma il mistero nell’interpretazione e questa rimane aperta”.

Tra tante suggestioni possibili, tra le quali anche una sorta di tassonomia delle forme dell’immaginario di Thomas Schutte, ce ne una che invece riguarda la storia espositiva recente di Punta della Dogana, come se un sottilissimo filo legasse in modo invisibile, ma presente, le grandi mostre che sono state ospitate qui e che in questo caso pu prendere la forma di echi dell’esposizione di Damien Hirst del 2017 cos come di quella del 2024 di Pierre Huyghe. Entrambe, a nostro avviso, indimenticabili.

Dazi, Ciriani: risposta da Ue ma Meloni si attiverà come Italia

Roma, 7 apr. (askanews) – “La prima cosa da dire è che i dazi sono una scelta sbagliata, che danneggia l’economia non solo italiana, ma anche quella statunitense e dell’intero siste- ma occidentale. Detto ciò, pur sapendo che i dazi colpiscono in modo particolare un grande Paese esportatore come l’Italia – benché gli Usa rappresentino solo il 10% delle nostre esportazioni – direi che lo slogan giusto è: ‘keep calm’ (in inglese ‘state calmi’, ndr) e continuiamo a ragionare di politica. Evitiamo reazioni istintive. Una guerra commerciale rischia di innescare effetti inflattivi o conseguenze peggiori dei dazi stessi”. Lo ha detto il ministro per i rapporti col Parlamento, Luca Ciriani (FdI), intervistato dalla Stampa.

Alla domanda se sia possibile un negoziato diretto dell’Italia con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Ciriani ha risposto spiegando che “una risposta formale in termini di dazi può arrivare solo dalla Commissione Ue, e noi ci confronteremo lì. Ma nulla impedisce all’Italia di muoversi politicamente per evitare una guerra commerciale. Perché non dovremmo fare politica nell’interesse del nostro Paese? Non vedo perché la presidente Meloni non debba attivarsi anche su un piano bilaterale. Il piano Ue e quello politi co nazionale non si escludono: vogliamo evitare i dazi, e per questo la politica è lo strumento privilegiato”.

In ogni caso, a giudizio dell’esponente governativo, “non basta parlare di dazi e di Trump, c’è la necessità di svegliare l’Ue dal suo sonno”. Quanto all’ipotesi di una risposta, caldeggiata da Francia e Germania, che colpisca le “Big Tech Usa”, per Ciriani è “prematuro definire la nostra posizione. L’obiettivo resta tutelare l’interesse nazionale, politico ed economico. Decideremo assieme alle categorie. L’approccio sarà quello di evitare reazioni impulsive. Prima proveremo tutte le strade politiche e diplomatiche. Solo se queste non funzioneranno, valuteremo altro. Al momento, al tavolo europeo, stiamo lavorando per difendere gli interessi italiani. Quelli vengono prima”, ha concluso il ministro.

La classifica di serie A, la Juve aggancia il Bologna

Roma, 7 apr. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Roma-Juventus 1-1

Genoa-Udinese 1-0, Monza-Como 1-3, Parma-Inter 2-2, Milan-Fiorentina 2-2, Lecce-Venezia 1-1, Empoli-Cagliari 0-0, Torino-Verona 1-1, Atalanta-Lazio 0-1, Roma-Juventus 1-1, lunedì 7 aprile ore 20.45 Bologna-Napoli.

Classifica: Inter 68, Napoli 64, Atalanta 58, Bologna 56, Juventus, Lazio 55, Roma, Fiorentina 52, Milan 48, Udinese, Torino 40, Genoa 38, Como 33, Verona 31, Cagliari 30, Parma 27, Lecce 26, Empoli 24, Venezia 21, Monza 15.

32ª Giornata Venerdì 11 aprile ore 20.45 Udinese-Milan; sabato 12 aprile ore 15 Venezia-Monza, ore 18 Inter-Cagliari, ore 20.45 Juventus-Lecce, Domenica 13 aprile ore 12.30 Atalanta-Bologna, ore 15 Fiorentina-Parma, Hellas Verona-Genoa, ore 18 Como-Torino, ore 20,45 Lazio-Roma, lunedì 14 aprile ore 20.45 Napoli-Empoli.

Genova,sondaggio Tecnè:centrosinistra con Salis la strappa al primo turno

Roma, 7 apr. (askanews) – La vicepresidente del Coni Silvia Salis, candidata civica alla testa di un ritrovato campo largo Pd-Cinque Stelle-Avs-liste civiche alcune delle quali con candidati centristi espressione di Italia Viva e Azione può strappare al primo turno il governo del Comune di Genova al centrodestra, guidato dal vicesindaco uscente della giunta Bucci Pietro Piciocchi alla testa di una coalizione Fdi-Lega-Forza Italia Noi Moderati e civici di area dell’ex sindaco e oggi Governatore della Liguria Marco Bucci. Lo rileva un sondaggio Tecnè per l’emittente genovese Primo Canale che assegna a Salis al primo turno delle Comunali in programma domenica 25 e lunedì 26 maggio il 52% di consensi, contro il 46,5% ottenuto da Picciocchi e il 3,5% a vantaggio di altri candidati.

La vittoria di Salis al primo turno è una previsione inedita, conseguenza di un marcato trend in crescita a suo favore misurato dal sondaggio Tecnè rispetto a Febbraio, quando furono formalizzate le due candidature. Il primo sondaggio condotto allora dalla stessa Tecnè sempre per Primo Canale prevedeva già allora Salis in vantaggio su Picciocchi ma con necessità di ballottaggio l’8 e il 9 giugno fra loro due per l’assegnazione della vittoria finale: 49,5% della candidata del campo largo contro 46,3% del candidato del centrodestra. Associato nella corsa dopo quella rilevazione in ticket da candidata vicesindaca dalla parlamentare di Noi Moderati Ilaria Cavo, coordinatrice del movimento che fa riferimento all’ex Governatore ligure Giovanni Toti. Ad altri candidati indipendenti invece il primo sondaggio Tecnè di Febbraio assegnava il 4,2%.

La rilevazione attuale, resa nota a Genova nel fine settimana, sembra allo stato dunque attestare in meno di due mesi una crescita di consenso per Salis del 2,5%, a fronte di un calo di Picciocchi dell’1,8% e di altri possibili candidati autonomi dello 0,7%.

La guerra la fanno i pacifisti: a Bruxelles

È stato il fine settimana dei pacifisti filo-trumpiani e filo-putiniani. Poi, in mezzo a loro ci sarà stato pure qualche pacifista vero, senz’altro. Ma la sostanza delle cose dette nella manifestazione pentastellata a Roma e nel congresso leghista a Firenze è di natura tutta politica e richiama assonanze filo russe già all’opera durante il governo giallo-verde. Una simmetria casuale nella tempistica, ma certo non nei contenuti.

Sia Conte sia Salvini stanno spregiudicatamente utilizzando il tema “Pace” a fini elettorali: desideroso il primo di sorpassare nei sondaggi Forza Italia, e il secondo di accorciare il gap che lo separa dal Pd. Operazione che, nel breve, mostra tutte le sue potenzialità di riuscita. L’obiettivo un po’ più di lungo periodo è però assai più ambizioso. E punta in alto.

Rafforzato dalla rielezione alla segreteria di un partito che, nonostante i mugugni ben percepibili in Lombardia e Veneto, e pure in Friuli e Piemonte, si è dimostrato incapace di ribellarsi al suo completo stravolgimento perpetrato in questi anni dal suo capo, Matteo Salvini sarà ancora più baldanzoso nel sostenere all’interno del Governo la sua linea anti-europeista e sovranista. Con il chiaro intento di mettere in difficoltà Giorgia Meloni e di sottrarre consensi nazionalisti a Fratelli d’Italia. Non solo. L’obiettivo è ancora più ambizioso: divenire lui il riferimento italiano di Donald Trump, scommettendo su quella che in molti ritengono essere la strategia del tycoon, ovvero avvicinare la Russia distogliendola dalla Cina al prezzo di un minor ruolo dell’Europa, vista in ogni caso come singole nazioni e mai come Unione. Ovvio che la Presidente del Consiglio dovrà inventarsi qualcosa, prima o poi. Ma certamente l’incombenza governativa le crea delle difficoltà che non aveva quando urlava solitaria contro l’esecutivo Draghi.

Una posizione di rendita che oggi ha Elly Schlein. La quale, non avendo su di sé il peso del governare, può illudersi di cavalcare una linea ambigua, europeista ma con dei limiti, per un riarmo europeo ma non nazionale, realista ma pacifista…e si potrebbe proseguire. Un insieme di contraddizioni dettato dalla necessità di mantenere un simulacro di alleanza dell’opposizione nonostante l’attacco alzo-zero che la coppia Conte-Travaglio ha con durezza attivato utilizzando, proprio come Salvini, il pacifismo opportunista associato al sostegno di fatto alla scelta imperialista di Putin, e pure ad una qual certa ambiguità nel giudizio su quanto sta facendo il presidente americano.

Dopo questo week end giallo-verde appare chiaro chi è alla guida di posizioni nemiche dell’europeismo incompatibili dunque con quelle di quanti ritengono – per consolidata cultura politica o per una più recente acquisita consapevolezza – che solo uniti gli europei possono far fronte con risolutezza alle sfide di questa nuova fase politica mondiale. Tocca ora a questi ultimi, sia al governo sia all’opposizione, rispondere con una forte e consequenziale iniziativa politica.

L’inazione sarebbe una inaccettabile manifestazione di impotenza. Non perdonabile.

Populismi in combutta, serve un’alleanza centrista e riformista

Non ci si può rassegnare agli ‘opposti populismi’. Che poi, detto tra di noi, sfociano puntualmente negli ‘opposti estremismi’. Entrambi gli orizzonti segnano la caduta di credibilità della politica, la perdita progressiva della qualità della democrazia e, in ultimo, anche la crisi delle stesse istituzioni democratiche. E proprio in questi ultimi giorni abbiamo avuto la plastica dimostrazione, per chi non lo sapesse ancora, che c’è una perfetta convergenza politica, culturale, programmatica e forse anche etico/moralistica fra i due opposti populismi che, guarda caso, sono uniti nell’esito finale. Parliamo del populismo triviale della Lega salviniana e di quello giustizialista, manettaro, tardo pacifista, qualunquista e squisitamente anti politico dei 5 Stelle. A cui si aggiungono, come da copione, gli estremisti del trio Fratoianni/Bonelli/Salis e, con il cuore, la segretaria del Pd Schlein. Tutti rigorosamente e scientificamente anti europeisti e tutti riconducibili ad un pacifismo di facciata che ripropone, mutatis mutandis, la vecchia ed antica esperienza dei cosiddetti “partigiani della pace” di sovietica memoria.

Ora, si tratta di capire sino a quando chi non si riconosce in questa spiccata e cristallina deriva populista e demagogica assisterà passivamente a questo scenario politicamente sempre più decadente. E mi riferisco, nello specifico, all’unico partito seriamente centrista ed europeista della maggioranza di governo, cioè Forza Italia, oltre alla stessa Presidente del Consiglio e a tutti i centristi, europeisti, riformisti e con una cultura di governo del cosiddetto ‘campo largo’. Com’è possibile, detto con altre parole, non mettere in discussione un assetto che potrebbe riproporre una sorta di cronica difficoltà e sbandamento esponendo lo stesso nostro paese ad esiti imprevedibili sotto il versante della concreta governabilità da un lato e di una seria e non velleitaria collocazione nello scacchiere europeo ed internazionale dall’altro?

Non si tratta, cioè, di continuare a sognare o a vagheggiare un “grande centro”. Molto più semplicemente, si tratta di prendere atto che ormai cresce e si manifesta quasi platealmente una seria, concreta e tangibile convergenza politica tra settori politici che sino a qualche tempo fa, e per svariate motivazioni, erano collocati su fronti opposti se non addirittura alternativi. Fuor di metafora, cosa entrano i cosiddetti ‘centristi’ – se non per continuare a pietire una manciata di seggi parlamentari gentilmente concessi dall’azionista di maggioranza del Pd – con uno schieramento formato dai populisti di Conte, dagli estremisti di Fratoianni/Bonelli/Salis e dall’ala movimentista e radicale rappresentata dalla Schlein?

Certo, a Renzi serve qualche parlamentare – che si contano in una sola mano – e questa è la ragione, come tutti sanno, della momentanea fedeltà acritica alla Schlein e addirittura ai 5 Stelle. Stesso discorso, ripeto, per i cosiddetti cattolici centristi del Pd dove, però, il numero totale dei seggi è superiore per ovvie ragioni. Ma chi guida politicamente quella coalizione, com’è ovvio ed evidente, guarda in un’altra direzione. E la conferma, peraltro scontata, l’ha fornita ancora una volta la manifestazione organizzata a Roma dai 5 Stelle e da tutto ciò che ruota attorno a quell’universo politico.

Per queste ragioni, semplici ma oggettive, il capitolo di una alleanza politica coerente, per non dire centrista, europeista e riformista, prima o poi si staglia all’orizzonte. E questo non per rispondere ad una esigenza politologica ma perchè quasi lo impongono le condizioni politiche generali. Ragioni nazionali, europee ed internazionali. E continuare a non prenderne atto significa nascondere la testa sotto la sabbia. Ma non credo che oggi riproporre la “politica dello struzzo” sia la strada migliore per ridare credibilità alla politica, autorevolezza alle istituzioni e, soprattutto, efficacia all’azione di governo. Veramente verrebbe da dire, recuperando un vecchio slogan, “se non ora quando”?

Con Trump uno Zollverein alla rovescia

L’inasprimento selvaggio dei dazi, varato in questi giorni da Donald Trump, ha innescato una sequela di risposte: immediate e di pari peso da parte di alcuni  paesi, attendiste e concilianti da parte di altri, tra cui l’Italia.

 

Cinquant’anni di sviluppo e crescita per le due sponde dellAtlantico non consentono alcun dileggio dellEuropa

L’America first, che avanza brutalmente nell’idea di un riscatto con cui vuole colmare decenni di “parassitismo” economico, commerciale e militare – iperbole mediatica con cui il presidente Trump ci ha etichettato – ha messo sul piatto le sue carte vagheggiando una nuova età dell’oro.

C’è, al fondo di tanta questione, una visione travisata del rapporto cinquantennale che l’Europa ha intessuto con gli Stati Uniti.

Intanto non può negarsi l’effetto positivo che sul percorso di una integrazione commerciale ha proiettato quell’unico grande mercato che il continente europeo ha saputo costruire e allargare ai paesi dell’ex cortina di ferro, che ambivano ad integrarsi all’interno di un modello di libero scambio di merci e persone, dentro la cornice normativa e monetaria dell’Unione Europea, anche se l’euro non è ancora la moneta di tutti i paesi aderenti.

Ed è indubbio che quella connessione commerciale ha consentito condizioni di sviluppo e di crescita economica nella reciprocità di politiche di impronta liberista, senza dubbio molto più a vantaggio degli States, mentre da noi si è via via persa quella visione umanista e solidarista che animò i promotori.

 

LAmerica first, un boomerang a cielo aperto per gli States

Eppure, nel inscenato trionfalismo di queste misure, mentre assistiamo disorientati al tanto virulento ed imprevedibile sconvolgimento dei mercati di tutto il mondo, emergono chiari segnali, dal tonfo delle borse delle capitali della finanza, che non faranno dormire sonni tranquilli al tycoon, sul reale impatto di questi provvedimenti che, più che tradursi in crescita economica negli States, saranno facile causa di una incipiente fase recessiva, mandando in frantumi il sogno della nuova età dell’oro.

Stando alle prime stime di questa aggressiva offensiva commerciale  si prevede per l’Europa una riduzione del tasso di crescita del Pil di almeno uno 0,3%. Per l’Italia e la Germania, data la stretta connessione commerciale per via di un un solido indotto, soprattutto nel campo dell’ automotive, la riduzione si spingerebbe quasi ad un 0,4%.

Secondo diversi autorevoli commentatori, queste crociate commerciali sono un boomerang per Trump che rischia di scivolare, di grosso, su quegli stessi provvedimenti che anziché portare occupazione e produzione susciteranno conflitti e ecciteranno i nazionalismi latenti finendo per azzoppare pesantemente l’economia americana, a cominciare dal settore automobilistico che dipende molto dalla componentistica europea e di altri paesi.

Immaginabile soprattutto l’effetto dirompente in tutto il settore manifatturiero, con forti riduzioni di commesse e di volumi di affari e consistente compromissione del mantenimento dei posti di lavoro e della qualità di vita della classe media ed operaia: proprio quei ceti che sono stati i più convinti sostenitori della dottrina Trump.

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L’Asian Film Festival, un ponte di amicizia con l’Estremo Oriente

La XXII edizione dell’Asian Film Festival che si terrà a Roma dall’8 al 16 aprile al Cinema Farnese, cade in una fase in cui l’Italia, insieme ad altri Paesi europei, è impegnata a scavalcare possibili nuovi muri che potrebbero alzarsi in un risorgente clima di guerre commerciali, ed a rafforzare il proprio soft power in una direzione di Mediterraneo allargato che ormai implica una proiezione internazionale dell’Italia nell’area Iora (i Paesi rivieraschi dell’oceano indiano) e dell’indopacifico.

Mai come quest’anno, quindi, risulta interessante e preziosa questa rassegna che propone una selezione di 36 film in anteprima italiana o internazionale.del cinema asiatico, dedicata in particolare ad alcuni fra i più  affascinanti Paesi dell’Estremo Oriente.

Il programma del Festival, diretto da Antonio Termenini, è caratterizzato da cinque giornate tematiche dedicate rispettivamente alle cinematografie nazionali di Corea del Sud, Giappone, Indonesia, Thailandia e Vietnam, con una selezione di opere e con incontri con autori e produttori. Ben tre di questi Paesi appartengono ai Brics, Thailandia e Vietnam come Paesi Partners, mentre l’Indonesia dallo scorso gennaio è diventata membro a pieno titolo del Coordinamento Brics.

Di particolare rilievo il fatto che questa edizione dell’Asian Film Festival è realizzata con il contributo di tre Rappresentanze diplomatiche nel nostro Paese, quelle di Thailandia, Vietnam e per la prima volta quella dell’Indonesia in una virtuosa collaborazione con il ministero degli Esteri e gli enti locali, Regione Lazio e comune di Roma.

Il Festival aprirà i battenti domani, martedì 8 aprile 2025, alle ore 18.00. Sono 19 i film in Concorso, 7 fuori Concorso e 10 nella sezione Newcomers, dedicata ai registi emergenti. Tutti i film sono in lingua originale con sottotitoli in italiano. Tra i titoli in concorso spicca Yohanna, che narra l’incontro di una giovane suora con il mondo sotterraneo del lavoro minorile nell’isola di Sumba, all’interno dell’Indonesian Day all’Asian Film Festival, giovedì 10 aprile.
Presidente della giuria principale del Festival è Giulio Base, direttore del Torino Film Festival, che assegnerà cinque premi: miglior film, miglior regia, miglior attore, miglior attrice e miglior film originale. Mentre studenti di UNINT, Università degli Studi internazionali di Roma e di RUFA, Rome University of Fine Arts, assegneranno il premio rispettivamente al miglior film della sezione Newcomers e al miglior cortometraggio tra gli otto selezionati.

La classifica di serie A, Lazio rilancia ambizioni Champions

Roma, 6 apr. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Atalanta-Lazio 0-1

Genoa-Udinese 1-0, Monza-Como 1-3, Parma-Inter 2-2, Milan-Fiorentina 2-2, Lecce-Venezia 1-1, Empoli-Cagliari 0-0, Torino-Verona 1-1, Atalanta-Lazio 0-1, ore 20.45 Roma-Juventus, lunedì 7 aprile ore 20.45 Bologna-Napoli.

Classifica: Inter 68, Napoli 64, Atalanta 58, Bologna 56, Juventus, Lazio 55, Roma, Fiorentina 52, Milan 48, Udinese, Torino 40, Genoa 38, Como 33, Verona 31, Cagliari 30, Parma 27, Lecce 26, Empoli 24, Venezia 21, Monza 15.

32ª Giornata Venerdì 11 aprile ore 20.45 Udinese-Milan; sabato 12 aprile ore 15 Venezia-Monza, ore 18 Inter-Cagliari, ore 20.45 Juventus-Lecce, Domenica 13 aprile ore 12.30 Atalanta-Bologna, ore 15 Fiorentina-Parma, Hellas Verona-Genoa, ore 18 Como-Torino, ore 20,45 Lazio-Roma, lunedì 14 aprile ore 20.45 Napoli-Empoli.

Ucraina, Macron: azioni forti contro la Russia se rifiuta la pace

Roma, 6 apr. (askanews) – “In questo giorno di lutto nazionale in Ucraina, il mio pensiero va ai bambini e a tutte le vittime civili degli attacchi mortali perpetrati dalla Russia, come quello di Kryvyi Rih”. E’ quanto scrive su X il presidente francese Emmanuel Macron.

“Sempre ieri sera, numerosi attacchi russi hanno preso di mira zone residenziali di Kiev e di diverse altre città ucraine – dice – mentre l’Ucraina ha accettato circa un mese fa la proposta del presidente Trump per un cessate il fuoco completo e incondizionato di 30 giorni, e stiamo lavorando con tutti i nostri partner per garantire la pace, la Russia continua la guerra con rinnovata intensità, senza alcun riguardo per i civili. Questi attacchi della Russia devono cessare. E’ necessario un cessate il fuoco il prima possibile. E azioni forti se la Russia continua a cercare di guadagnare tempo e rifiutare la pace. Per quanto tempo la Russia ignorerà le proposte di pace degli Stati Uniti e dell’Ucraina, continuando a uccidere bambini e civili?”.

A Bologna "una piazza per l’Europa" (con video messaggio di Prodi)

Roma, 6 apr. (askanews) – Con l’Inno alla gioia, eseguito dagli allievi del conservatorio, è iniziata a Bologna la manifestazione “Una piazza per l’Europa” voluta dal sindaco Matteo Lepore e dalla sindaca di Firenze Sara Funaro. Una manifestazione ispirata a quella del 15 marzo a Piazza del popolo a Roma, promossa dal giornalista di Repubblica Michele Serra.

“Abbiamo bisogno dell’Europa – ha detto l’ex premier Romano Prodi in un videomessaggio – per questo sono con voi. Il mondo sta cambiando e anche quella che veniva definita la più grande democrazia del pianeta, non è più democrazia. Solo noi europei abbiamo il senso, difficile ma forte, della democrazia. Adesso però dobbiamo aver fretta perché il mondo cambia così velocemente e noi andiamo adagio. Noi abbiamo quasi il senso della stanchezza”.

“Lo spirito di Ventotene – ha aggiunto – non è quello della stanchezza, ma quello di capire il futuro, andare avanti anche nei momenti difficilissimi. Pensate nel ’41 cos’era l’Italia e quali novità c’erano nella testa di chi ha scritto il manifesto. Ecco, oggi cerchiamo anche noi di capire il futuro e correre verso il futuro, perché c’è fretta e non c’è più tempo”.

“La nostra Europa – ha detto Funaro – non è quella dei muri o che lascia morire le persone in mare, che fa dell’identità un’arma per dividere e non per unire, l’Europa siamo noi, tutti insieme, se dobbiamo rispondere con forza, la forza deve nascere dai governi ed essere condivisa. La nostra Europa non è quella che abbandona i giovani, è quella della pace, dell’identità comune e del lavoro dignitoso, è in nome di questa Europa che a Firenze abbiamo deciso di dare lo Ius Scholae simbolico, che speriamo sia solo un primo passo, a chi ci ha contestando rispondo con orgoglio: sono felice di avere la mia faccia accanto a quella di tutti i ragazzi e le ragazze, il nostro Paese è più avanti”.

Salvini segretario Lega fino al 29: ora il Viminale per tornare primi

Firenze, 6 apr. (askanews) – Tornare al Viminale, “parlandone con l’amica Giorgia ma senza litigare e senza smanie”. Tornare primo partito della coalizione, “ma non a scapito dei nostri alleati” bensì rivolgendosi a chi si astiene. Acclamato segretario dal congresso della Lega, Matteo Salvini lancia la sua sfida. Anche se in versione soft, stemperando in toni unitari le richieste fatte avanzare il giorno prima dalle assise leghiste. Nessun accenno alla questione Regionali, nè per i candidati nè per il terzo mandato, nessuna risposta o critica a Forza Italia, con cui si punzecchia da settimane. Anzi: “Questo governo ha l’obiettivo di arrivare al 2027 e se gli elettori saranno d’accordo e se non ci arresteranno prima, magari arrivare anche al 2032. Non ci faranno mai litigare nel centrodestra, anche se ci stanno provando da due anni e mezzo”.

Toni che avevano contraddistinto anche il video messaggio inviato da Giorgia Meloni: poca enfasi, nessun accenno al tema Viminale, ma l’assicurazione che le tre riforme bandiera del centrodestra verranno tutte approvate: il premierato, quella della giustizia, l’Autonomia, perchè “sono nel programma e noi rispettiamo gli impegni”. Frase ripetuta più volte, nei due anni e mezzo di governo, e che non suscita particolari entusiasmi nella platea. Salvini conferma: “Premierato e autonomia vanno avanti insieme”. Più che per Meloni, la sala si scalda per Marine Le Pen, che a sorpresa si collega da Parigi per paragonare le battaglie dei Patrioti a quelle di Martin Luther King. Salvini segue e rilancia, citando Nelson Mandela.

Certo però la questione Viminale c’è: da tempo Salvini è convinto che solo da ministro dell’Interno potrà rilanciare le percentuali della Lega e sperare così nell’altro obiettivo, inscritto nel nome del partito: Lega primo partito della coalizione e Salvini premier. Con un solo altro tentativo a disposizione, quello delle prossime elezioni. Perchè questo mandato, ha fatto intendere, sarà l’ultimo: “Al prossimo congresso sarò qui da delegato, e qui in sala c’è chi sarà il prossimo segretario”. Anche se “non so chi”.

Alle assise previste nel 2029 dunque Salvini non correrà da segretario. E al momento non potrà farlo neanche Roberto Vannacci, che pure oggi ha ricevuto sul palco – direttamente dalle mani del segretario – la sua prima tessera della Lega. Passaggio che dovrebbe portare alla cooptazione come vice segretario, ma che non potrà preludere alla possibilità che sia Vannacci a raccogliere il testimone di Salvini: lo statuto – modificato ieri per portare a 4 i vice segretari azzerando anche il requisito di anzianità di militanza – prevede infatti che il segretario sia iscritto da almeno 7 anni. Per Vannacci, dunque, non se ne parla fino al 2032. “Da oggi andiamo avanti insieme”, ha comunque assicurato il generale, che anche in queste occasione ha avuto l’omaggio di molti militanti, secondo solo a Salvini nelle richieste di un selfie.

Per il resto, nessun guizzo particolare. I contenuti sono quelli classici della Lega e dei Patrioti: difesa dei confini, lotta all’immigrazione clandestina e alla “invasione islamica”: “Finchè la confessione islamica non firma una intesa con lo Stato, credo sia nostro dovere non riconoscere alcuno spazio a chi non riconosce la supremazia del diritto”. E soprattutto l’attacco all’Unione Europea: “Ci vorrebbe la motosega di Milei”, dice dal palco in un tripudio di applausi, dopo aver insistito sulla coerenza e la continuità dell’anti-europeismo leghista, a partire da Umberto Bossi e passando per Roberto Maroni. “È a Bruxelles il problema delle imprese, il mega-dazio”. E allora piuttosto che immaginare contro-dazi (“Chi pensa a guerre comerciali è contro l’industria”), la Commissione Ue dovrebbe “azzerare green deal e regolamenti” e sospendere il patto di stabilità “per investire in scuola, sanità e lavoro, non per comprare i missili”. Argomentazioni coerenti con la cooptazione di Vannacci e che confermano – se ce ne fosse bisogno – che la strada scelta da Salvini è quella sovranista e di destra, con buona pace di chi ancora insiste sulla “questione settentrionale” come ha fatto ieri Luca Zaia. “Solo essendo sovranisti in Europa si può essere autonomisti in Italia”, è stata la sintesi del generale.

Salvini segretario della Lega fino al 29: ora il Viminale per tornare primi

Firenze, 6 apr. (askanews) – Tornare al Viminale, “parlandone con l’amica Giorgia ma senza litigare e senza smanie”. Tornare primo partito della coalizione, “ma non a scapito dei nostri alleati” bensì rivolgendosi a chi si astiene. Acclamato segretario dal congresso della Lega, Matteo Salvini lancia la sua sfida. Anche se in versione soft, stemperando in toni unitari le richieste fatte avanzare il giorno prima dalle assise leghiste. Nessun accenno alla questione Regionali, nè per i candidati nè per il terzo mandato, nessuna risposta o critica a Forza Italia, con cui si punzecchia da settimane. Anzi: “Questo governo ha l’obiettivo di arrivare al 2027 e se gli elettori saranno d’accordo e se non ci arresteranno prima, magari arrivare anche al 2032. Non ci faranno mai litigare nel centrodestra, anche se ci stanno provando da due anni e mezzo”.

Toni che avevano contraddistinto anche il video messaggio inviato da Giorgia Meloni: poca enfasi, nessun accenno al tema Viminale, ma l’assicurazione che le tre riforme bandiera del centrodestra verranno tutte approvate: il premierato, quella della giustizia, l’Autonomia, perchè “sono nel programma e noi rispettiamo gli impegni”. Frase ripetuta più volte, nei due anni e mezzo di governo, e che non suscita particolari entusiasmi nella platea. Salvini conferma: “Premierato e autonomia vanno avanti insieme”. Più che per Meloni, la sala si scalda per Marine Le Pen, che a sorpresa si collega da Parigi per paragonare le battaglie dei Patrioti a quelle di Martin Luther King. Salvini segue e rilancia, citando Nelson Mandela.

Certo però la questione Viminale c’è: da tempo Salvini è convinto che solo da ministro dell’Interno potrà rilanciare le percentuali della Lega e sperare così nell’altro obiettivo, inscritto nel nome del partito: Lega primo partito della coalizione e Salvini premier. Con un solo altro tentativo a disposizione, quello delle prossime elezioni. Perchè questo mandato, ha fatto intendere, sarà l’ultimo: “Al prossimo congresso sarò qui da delegato, e qui in sala c’è chi sarà il prossimo segretario”. Anche se “non so chi”.

Alle assise previste nel 2029 dunque Salvini non correrà da segretario. E al momento non potrà farlo neanche Roberto Vannacci, che pure oggi ha ricevuto sul palco – direttamente dalle mani del segretario – la sua prima tessera della Lega. Passaggio che dovrebbe portare alla cooptazione come vice segretario, ma che non potrà preludere alla possibilità che sia Vannacci a raccogliere il testimone di Salvini: lo statuto – modificato ieri per portare a 4 i vice segretari azzerando anche il requisito di anzianità di militanza – prevede infatti che il segretario sia iscritto da almeno 7 anni. Per Vannacci, dunque, non se ne parla fino al 2032. “Da oggi andiamo avanti insieme”, ha comunque assicurato il generale, che anche in queste occasione ha avuto l’omaggio di molti militanti, secondo solo a Salvini nelle richieste di un selfie.

Per il resto, nessun guizzo particolare. I contenuti sono quelli classici della Lega e dei Patrioti: difesa dei confini, lotta all’immigrazione clandestina e alla “invasione islamica”: “Finchè la confessione islamica non firma una intesa con lo Stato, credo sia nostro dovere non riconoscere alcuno spazio a chi non riconosce la supremazia del diritto”. E soprattutto l’attacco all’Unione Europea: “Ci vorrebbe la motosega di Milei”, dice dal palco in un tripudio di applausi, dopo aver insistito sulla coerenza e la continuità dell’anti-europeismo leghista, a partire da Umberto Bossi e passando per Roberto Maroni. “È a Bruxelles il problema delle imprese, il mega-dazio”. E allora piuttosto che immaginare contro-dazi (“Chi pensa a guerre comerciali è contro l’industria”), la Commissione Ue dovrebbe “azzerare green deal e regolamenti” e sospendere il patto di stabilità “per investire in scuola, sanità e lavoro, non per comprare i missili”. Argomentazioni coerenti con la cooptazione di Vannacci e che confermano – se ce ne fosse bisogno – che la strada scelta da Salvini è quella sovranista e di destra, con buona pace di chi ancora insiste sulla “questione settentrionale” come ha fatto ieri Luca Zaia. “Solo essendo sovranisti in Europa si può essere autonomisti in Italia”, è stata la sintesi del generale.

Francia, manifestazione RN a Parigi: "Non mi arrendo", dice Le Pen

Roma, 6 apr. (askanews) – “Non mi arrendo”. Lo ha detto la leader dell’ultradestra francese, Marine Le Pen, parlando a Parigi in occasione della manifestazione organizzata a suo sostegno a Parigi da Rassemblement national.

Riconosciuta colpevole lunedì scorso di appropriazione indebita di fondi pubblici e condannata a cinque anni di ineleggibilità con applicazione immediata – una decisione contro cui ha fatto appello – la deputata del RN ha ringraziato i suoi sostenitori per “l’incredibile risveglio popolare a favore della democrazia e del diritto”.

“È impossibile per me nascondere la mia emozione nel vedervi qui e al nostro fianco in tutti i nostri dipartimenti”, ha sottolineato, “Grazie per essere qui a difendere ciò che questa decisione ha calpestato e a cui tengo sopra ogni altra cosa: il mio popolo, il mio Paese e il mio onore. Che tutti siano rassicurati: non mi arrendo”.

“Tanti avrebbero rinunciato al nostro posto. Ma noi siamo ancora qui!”, ha dichiarato da piazza Vauban la deputata del RN.

Le Pen ha denunciato “il gioco perverso” delle “persecuzioni degli oppositori, della criminalizzazione degli avversari, la volontà di rovinare i partiti di opposizione con un unico obiettivo: mantenere il potere mentre si porta il paese verso il caos”. “Ecco quindi che bisognerebbe eliminarmi dalla vita democratica (…) in nome di una presunta turbativa all’ordine pubblico democratico, un concetto puramente inventato per l’occasione”, ha attaccato Le Pen davanti ai suoi sostenitori, affermando che questa “decisione politica” ha “violato lo stato di diritto ma
anche lo stato democratico”.

La Casa Bianca: oltre 50 Paesi hanno chiesto agli Usa di negoziare sui dazi

Roma, 6 apr. (askanews) – Più di 50 Paesi hanno contattato l’amministrazione statunitense per avviare negoziati con l’obiettivo di risolvere la questione dei dazi commerciali imposti dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Lo ha dichiarato la Casa Bianca.

“Più di 50 Paesi stanno cercando di negoziare con il presidente su questo status”, ha detto Kevin Hassett, direttore del Consiglio Economico Nazionale della Casa Bianca, in un’intervista con ABC commentando i dazi che gli Stati Uniti stanno introducendo.

Mercoledì scorso Trump ha annunciato l’introduzione di dazi reciproci sulle importazioni da altri Paesi che, secondo lui, “approfittano” degli Stati Uniti. Viene imposto un dazio minimo del 10 per cento su tutte le importazioni a partire dal 5 aprile, con tariffe più alte per i Paesi con cui gli Stati Uniti hanno i maggiori deficit commerciali a partire dal 9 aprile. Sebbene questi dazi siano chiamati reciproci, non lo saranno del tutto, poiché gli Stati Uniti addebiteranno circa la metà di ciò che le altre nazioni addebitano.

Alcuni beni, tra cui articoli in acciaio e alluminio, automobili e parti di automobili, rame, prodotti farmaceutici, semiconduttori e articoli in legno, lingotti d’oro, energia e altri minerali non disponibili negli Stati Uniti, non saranno soggetti ai dazi reciproci.

Maltempo, la Protezione Civile: venti forti in arrivo al Sud

Roma, 6 apr. (askanews) – La discesa di un nucleo freddo attraverso l’area balcanica, associato a correnti settentrionali, ha determinato una significativa intensificazione della ventilazione sulle regioni nord-orientali e sul centro peninsulare in estensione, nel corso della giornata di oggi, sulle regioni meridionali.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un nuovo avviso di condizioni meteorologiche avverse che integra ed estende il precedente. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento (www.protezionecivile.gov.it).

L’avviso prevede dal pomeriggio di oggi, domenica 6 aprile, venti forti dai quadranti settentrionali, con raffiche di burrasca, su Campania, Basilicata, Calabria e Puglia. Possibili mareggiate lungo le coste esposte.

Bardella: "Volevano zittire una voce, hanno risvegliato la Francia"

Roma, 6 apr. (askanews) – “Volevano zittire una voce, ma hanno risvegliato il popolo della Francia”. Lo ha sottolineato il presidente del Rassemblement national, Jordan Bardella, in apertura della manifestazione di sostegno a Parigi per Marine Le Pen. La decisione “scandalosa” della magistratura, che punta a “eliminare” Le Pen dalla corsa all’Eliseo, è un “attacco diretto alla democrazia” oltre che “una ferita per milioni di francesi patrioti”, ha accusato Bardella, che ha rivendicato la presenza di “10mila” persone in piazza Vauban.

“La Storia ci ha dato appuntamento qui”, ha aggiunto, mentre i sostenitori del partito della fiamma hanno scandito lo slogan “Siamo a casa nostra”. “Spetta a noi difendere fino in fondo il nostro onore e la nostra innocenza”, ha aggiunto Bardella, “Non si tratterà mai per noi di gettare discredito su tutti i giudici. Mai il nostro movimento metterà in discussione la separazione dei poteri o l’indipendenza della magistratura, che sono le garanzie dello Stato di diritto. Mai eserciteremo costrizione o pressione sulla democrazia. Tuttavia, ci indigniamo sempre di fronte alle pressioni esercitate da alcune organizzazioni contro la volontà popolare”.

Bardella, da piazza Vauban, ha poi puntato il dito contro il Sindacato della magistratura.

Formula1, Ferrari delusa e fiduciosa: "Il gap si può colmare"

Roma, 6 apr. (askanews) – “Dire che siamo dietro di due-tre decimi in qualifica e in gara è un quadro preciso. E il quadro di questa gara è anche quello generale, dobbiamo lavorare partendo da qui”, dice il team principal Frederic Vasseur dopo il GP di Suzuka, misurando la distanza in tempi e non nei 76 punti che già la separano dalla McLaren nel Mondiale costruttori (ma sono anche 40 quelli di distanza dalla Mercedes e 26 dalla Red Bull). “Aggiornamenti arriveranno presto, ma prima di portarli e di alzare il livello delle prestazioni dobbiamo sistemare sulla macchina i problemi di bilanciamento delle ultime gare – il commento di Vasseur al microfono di Sky a fine gara -. Quando avremo sistemato questo avrà senso fare un passo in avanti. Sicuramente porteremo delle novità ma lo faranno anche gli altri, per cui non aspettiamoci che in un giorno si ribalti tutto. Cerchiamo di sfruttare al meglio questa macchina perché abbiamo ancora potenzialità da estrarre: sarà questa la sfida delle prossime due gare”. Se la delusione non impedisce a Charles Leclerc di guardare oltre il risultato, l’analisi parte proprio dalla mortificazione del risultato: “Le sensazioni sono migliorate, il feeling è stato migliore, e soprattutto ho le idee chiare su quello che voglio fare per le prossime gare. Ma questo non mi fa sorridere – va dritto al punto il monegasco -, perché fa male vedere che quando facciamo tutto perfetto finiamo al quarto posto. Di più non ne avevamo a livello di passo, ce l’abbiamo messa tutta, come squadra non potevamo fare meglio, e ancora ci mancano due-tre decimi dalla McLaren e dalla Red Bull, gli stessi che ci mancano in qualifica”.

La classifica di serie A, Lecce a quota 26 punti

Roma, 6 apr. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Lecce-Venezia 1-1

Genoa-Udinese 1-0, Monza-Como 1-3, Parma-Inter 2-2, Milan-Fiorentina 2-2, Lecce-Venezia 1-1, ore 15 Empoli-Cagliari, Torino-Verona, ore 18 Atalanta-Lazio, ore 20.45 Roma-Juventus, lunedì 7 aprile ore 20.45 Bologna-Napoli.

Classifica: Inter 68, Napoli 64, Atalanta 58, Bologna 56, Juventus 55, Roma, Lazio, Fiorentina 52, Milan 48, Udinese 40, Torino, Genoa 38, Como 33, Verona 30, Cagliari 29, Parma 27, Lecce 26, Empoli 23, Venezia 21, Monza 15.

32ª Giornata Venerdì 11 aprile ore 20.45 Udinese-Milan; sabato 12 aprile ore 15 Venezia-Monza, ore 18 Inter-Cagliari, ore 20.45 Juventus-Lecce, Domenica 13 aprile ore 12.30 Atalanta-Bologna, ore 15 Fiorentina-Parma, Hellas Verona-Genoa, ore 18 Como-Torino, ore 20,45 Lazio-Roma, lunedì 14 aprile ore 20.45 Napoli-Empoli.

Tennis, SuperCobolli vince il primo titolo Atp

Roma, 6 apr. (askanews) – Uno straordinario Flavio Cobolli conquista l’Atp 250 di Bucarest. L’azzurro batte con il punteggio di 6-4, 6-4 l’argentino Baez e vince il suo primo titolo Atp! Nel freddo di Bucarest, dove le temperature si sono avvicinate a zero gradi, il romano ha vinto un match che ha gestito alla grande dal primo momento. Cobolli, che prima di iniziare questo torneo veniva da 8 sconfitte consecutive, regala così all’Italia il 100° titolo in singolare a livello Atp. Queste le prime parole di Flavio Cobolli dopo la vittoria contro Baez: “Sono davvero felice, è un sogno che si realizza, ho sempre sognato di vincere un titolo Atp ed è il mio miglior risultato di sempre. Venivo da un momento difficile, ma qualcosa è cambiato nelle ultime settimane. Oggi contro Baez non era per niente facile, è stata molto dura. E’ una grande vittoria”.

Magi: faremo un referendum per abrogare il Dl sicurezza

Firenze, 6 apr. (askanews) – “Depositeremo immediatamente richesta di referendum abrogativo e inizieremo la raccolta firme per abrogare il DL Sicurezza. Un decreto certamente incostituzionale per la palese mancanza dei requisiti di necessità e urgenza. Un intervento per decreto legge in materia penale all’insegna del populismo penale che non ha precedenti per ampiezza e portata ottusamente e irragionevolmente repressiva”. Lo annuncia il segretario di +Europa, Riccardo Magi.

“Dalle madri detenute con i propri figli, alle aggravanti strampalate, al blocco stradale, alla sanzione penale per resistenza passiva, al divieto sulla cannabis light. Un colpo letale al ruolo e alla dignità del Parlamento che per mesi ha discusso il disegno di legge che il governo ha ora copiato con pochissime modifiche nel decreto emanato dal Consiglio dei ministri venerdì scorso. Confidiamo in un sussulto di intransigenza del parlamento e siamo certi che il Presidente della Repubblica indichi all’esecutivo le enormi criticità che questo intervento normativo presenta nel merito e nel metodo sotto il profilo della garanzie costituzionali. Ma – conclude Magi – siamo pronti a depositare nei prossimi giorni la richiesta di referendum abrogativo in Cassazione”.

A Parigi imponente dispositivo di polizia per le manifestazioni pro e contro Le Pen

Roma, 6 apr. (askanews) – In occasione della manifestazione del RN e della contro-manifestazione di una parte della sinistra francese, la prefettura di polizia di Parigi ha dispiegato un dispositivo di sicurezza nelle vicinanze dei due cortei, “per garantire la libertà di espressione di ciascuno”.

Dopo la condanna di Marine Le Pen due anni prima delle elezioni presidenziali, il Rassemblement National ha chiamato a raccolta i suoi sostenitori. In risposta, una parte della sinistra ha deciso, su invito della segretaria nazionale degli Ecologisti Marine Tondelier, di fare una contro-manifestazione nella capitale. Il blocco centrale, invece, è invitato a Saint-Denis da Gabriel Attal.

“Le forze dell’ordine interverranno in caso di danni e disturbo dell’ordine pubblico”, ha precisato la prefettura di polizia a Le Figaro, aggiungendo che “le forze dell’ordine saranno vigili nelle vicinanze, come su tutto l’agglomerato parigina”. Secondo una fonte della polizia, circa 8mila persone sono attese al raduno del RN. “Dovrebbero esserci undici squadre di intervento parigine. Prevediamo un pre-filtraggio prima dell’arrivo al raduno del RN, e poi un secondo filtraggio un po’ più ampio con principalmente sorveglianza e controlli”, ha indicato una fonte della polizia. Prima di aggiungere: “Non abbiamo ricevuto grosse segnalazioni, ma il rischio zero non esiste. Siamo particolarmente vigili riguardo ai movimenti di estrema destra e agli attivisti di estrema sinistra che potrebbero intervenire”.

Il prefetto di polizia di Parigi, Laurent Nunez, ha comunque assicurato questa mattina su BFMTV che non ci sono “timori particolari” riguardo a possibili disordini. Il raduno di sostegno a Marine Le Pen dovrebbe iniziare alle 15 in piazza Vauban, nel settimo arrondissement di Parigi, davanti al Dome des Invalides. Per quanto riguarda il raduno della sinistra, questo dovrebbe svolgersi nello stesso momento, in Place de la Republique a Parigi.

Il congresso della Lega acclama Salvini segretario, in carica fino al 2029

Firenze, 6 apr. (askanews) – “Io penso che si possa acclamare segretario della Lega Salvini premier Matteo Salvini”. Il presidente del congresso della Lega Giancarlo Giorgetti ha sancito così – tra gli applausi della sala – la riconferma di Salvini allla guida del partito.

Come primo atto da segretario rinnovato, Salvini ha poi accolto tutte le mozioni presentate al congresso.

Savini resterà in carica per 4 anni, fino al 2029. E ha lasciato intendere che al prossimo congresso non si ricandiderà alla guida del partito.

Ucraina, Zelensky denuncia: attacchi aerei russi in aumento

Roma, 6 apr. (askanews) – Il numero di attacchi aerei russi contro l’Ucraina è “in aumento”. Lo ha denunciato sui social network il presidente Volodymyr Zelensky, dopo un’altra notte di attacchi. “È così che la Russia rivela le sue vere intenzioni: continuare a seminare terrore finché il mondo glielo permetterà”, ha aggiunto.

Ha detto che le forze russe hanno lanciato “più di 1.460 bombe aeree guidate, quasi 670 droni d’attacco e più di 30 missili” nell’ultima settimana contro l’Ucraina. “La pressione sulla Russia è ancora insufficiente e gli attacchi russi quotidiani contro l’Ucraina lo dimostrano”, ha dichiarato, mentre Kiev ha chiesto maggiori sanzioni economiche contro Mosca.

L’Ucraina ha riferito di un “attacco massiccio” da parte della Russia sul suo territorio, che ha causato almeno un morto e tre feriti nella capitale, oltre a un’altra vittima nel sud del Paese.

Salvini: controdazi raddoppierebbero problemi per le imprese, ma il vero danno è Bruxelles

Firenze, 6 apr. (askanews) – “Non è nostro interesse litigare con gli Usa. I controdazi raddoppierebbero i problemi per le aziende italiane ed europee. Chi parla di guerra commerciale è nemico dell’industria europea. Qui non ci sono trumpiani, ci sono italiani che ragionano”. Lo ha detto Matteo Salvini, al congresso conclusivo della Lega. “Come Trump coi suoi ordini esecutivi, chi ha a cuore gli interessi dell’Europa azzera e cancella il green deal, i regolamenti tutti… È a Bruxelles il problema delle nostre imprese, è lì che bisogna usare la motosega di Milei, sfoltire, sfoltire…”. “Lo può decidere domani la Commissione UE e poi vai a trattare alla pari con Trump e con gli altri”, ha aggiunto.

Lega, a sorpresa collegamento di Le Pen: a rischio la libertà in Europa

Firenze, 6 apr. (askanews) – Nel giorno delle manifestazioni di piazza in Francia per protestare contro la sentenza che esclude Marine Le Pen dalle prossime presidenziali francesi, la leader del Rassemblement Nationale si collega a sorpresa con il congresso della Lega, per un breve scambio di battute con Matteo Salvini: “Sai benissimo quello che sto vivendo perchè l’hai vissuto anche te, gli attacchi della giustizia contro i dirigenti che protegggono la sovranità del Paese”, dice Le Pen al leader leghista, riferendosi al processo Open Arms. La sentenza della magistratura francese “scrive la parola fine a tutti i principi dello stato di diritto, i francesi non potranno scegliere, non potranno votare per un candidato che loro vogliono alla guida del Paese visto che era favorita. Ma non cederemo mai, utilizzeremo tutti gli strumenti giuridici per poterci presentare a queste elezioni presidenziali”, assicura Le Pen.

E Salvini osserva: “È singolare che in Francia e a Bruxelles danno lezioni di democrazia quelli che stanno sottraendo democrazia: in Romania, con l’esclusione di un candidato, in Germania, riconvocando un Parlamento decaduto, ma possono solo ritardare il cambiamento, non fermarlo”. Le Pen ovviamente concorda: “È la libertà di tutti i nostri popoli ad essere messa in discussione. La nostra sarà una lotta pacifica, democratica e l’esempio viene da Martin Luther King. Noi sovranisti non siamo cittadini di serie B”.

Il Papa: fratelli malati in questo momento condivido molto questa ‘scuola’

Città del Vaticano, 6 apr. (askanews) – “Con voi, carissimi fratelli e sorelle malati, in questo momento della mia vita condivido molto: l’esperienza dell’infermità, di sentirci deboli, di dipendere dagli altri in tante cose, di aver bisogno di sostegno”. Papa Francesco ha fatto un breve cenno alla sua attuale situazione di infermità e convalescenza dopo un lungo periodo ospedaliero, rivolgendosi stamane ai malati nella sua omelia (letta da mons. Rino Fisichella) in occasione della messa in Piazza San Pietro per il Giubileo degli ammalati e del mondo della sanità. Messa che non ha potuto presiedere perché ancora in convalescenza “protetta” a Casa Santa Marta in Vaticano.

Una situazione, quella dell’infermità fisica, ha aggiunto il Papa “non sempre facile, che però è una scuola in cui impariamo ogni giorno ad amare e a lasciarci amare, senza pretendere e senza respingere, senza rimpiangere e senza disperare, grati a Dio e ai fratelli per il bene che riceviamo, abbandonati e fiduciosi per quello che ancora deve Venire”.

“La camera dell’ospedale e il letto dell’infermità possono essere luoghi in cui sentire la voce del Signore”, ha concluso Francesco.

Meloni: no allarmismi sui dazi, pronti a negoziare e a sostenere imprese

Firenze, 6 apr. (askanews) – “Affronteremo anche il tema dei dazi, con determinazione e pragmatismo, senza allarmismi. Non abbiamo condiviso ovviamente la scelta degli Stati Uniti, ma siamo pronti a mettere in campo tutti gli strumenti – negoziali ed economici – necessari per sostenere le nostre imprese e i nostri settori che dovessero risultare penalizzati”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un video messaggio registrato inviato al congresso della Lega di Firenze.

“E torneremo a chiedere con forza all’Europa – ha proseguito Meloni – di rivedere con forza le normative ideologiche del Green Deal e l’eccesso di regolamentazione in ogni settore, che oggi costituiscono dei veri e propri dazi interni che finirebbero per sommarsi in modo insensato a quelli esterni. Ne avremmo felicemente fatto a meno, ovviamente, però io sono convinta che gli italiani si sentano rassicurati dal fatto che alla guida dell’Italia ci sia questo Governo in questo momento. Nessuno di noi è perfetto, abbiamo sbagliato molte volte e sbaglieremo ancora, però i cittadini sanno che su di noi potranno sempre contare perché l’unica cosa che ci interessa è fare l’interesse dell’Italia e degli italiani”.

Formula1, Verstappen vince a Suzuka

Roma, 6 apr. (askanews) – Max Verstappen fa festa a Suzuka per il quarto anno consecutivo. L’olandese mette mette in fila le McLaren di questo momento e comandare dal primo all’ultimo dei 53 giri del GP del Giappone è tanta roba. Una gestione di gara da primo della classe, per Verstappen, su una macchina potenzialmente inferiore alle altre due. Norris viene domato sin dalla partenza e termina secondo non senza prima aver sentito il fiato sul collo del compagno di squadra Piastri nel finale di gara, ma difende comunque la leadership del campionato piloti con un solo punto di vantaggio. In mezzo qualche scintilla con il quattro volte iridato, entrambi protagonisti di un corpo a corpo in uscita dalla pit lane dopo il cambio gomme. Quarto posto per la Ferrari con Charles Leclerc, seppur tanto staccato dal podio. Bravo comunque il monegasco a difendersi dalle Mercedes. Russell precede uno scatenato Kimi Antonelli (6°), che alla sua prima volta sul circuito di Suzuka a 18 anni e 7 mesi si regala anche dieci giri in testa e il giro veloce, battendo il record di giovinezza di Verstappen. Non rende invece la strategia alternativa dell’altra Rossa di Lewis Hamilton: partito con mescola di gomme più dura, nella seconda parte di gara con le medie non si accende e non va oltre il settimo posto finale. Niente punti per il padrone di casa Tsunoda, 12° al suo esordio in Red Bull.

Governo, Meloni alla Lega: avanti su premierato, giustizia, Autonomia

Firenze, 6 apr. (askanews) – “Andremo avanti pancia a terra fino a fine legislatura per dare col premierato un sistema politico stabile, per liberare con la riforma della giustozia la magistratura dalle correnti politiczzate, per garantire con Autonomia differenziata gli stessi liveli di prestazione e a tutti i cittadini indipendentemente da dove vivono”. Lo ha detto Giorgia Meloni, in un video messaggio al congresso della Lega in corso a Firenze. “Continueremo a difendere i confini, non arretreremo di un millimetro sulla sicurezza”, ha aggiunto la presidente del Consiglio.

“La nostra coesione e compattezza ci hanno permesso di avere una visione di sviluppo per il Paese, di mettere in cantiere le grandi riforme che servono da anni e che sono nel nostro programma che intendiamo rispettare punto per punto. Perchè è questo che ci differenzia dalla sinistra: condividiamo la stessa visiione e rispettiamo gli impegni con i cittadini”, ha rivendicato Meloni.

Lega, Vannacci: grazie Matteo, da oggi andiamo avanti insieme

Firenze, 6 apr. (askanews) – “Ringrazio Matteo, da oggi andiamo avanti insieme”. L’eurodeputato Roberto Vannacci saluta così i lsegretario della Lega dal palco del congresso di Firenze, dove ha appena ricevuto dallo stesso Salvini la tessera della Lega. “Ringrazio gli entusiasti che ci danno coraggio, ringrazio i critici perchè la critica è il concime del progresso, e ringrazio anche i perplessi perchè tutto ciò che non ci uccide ci rende più forti”, aggiunge Vannacci.

Che elogia il partito in cui è entrato oggi ufficialmente: “La Lega è l’unico partito sovranista in grado di incidere. Lotta, cade, si sporca, tira in porta e ogni tanto fa gol, come ha fatto con l’approvazione deldecreto sicurezza. La Lega non si limita a stare sugli spalti, ma incide nelle istituzioni”.

Il Papa benedice i presidenti in piazza San Pietro e rigrazia per le preghiere

Città del Vaticano, 6 apr. (askanews) – Apparizione a sorpresa di Papa Francesco in piazza San Pietro per il Giubileo degli ammalati e del personle sanitario. Il Pontefice ha anche rivolto un saluto alle tante persone presenti che lo hanno accolto con un grande applauso. “Buona domenica a tutti e grazie tante”, ha detto salutando le tante delegazioni che rappresentano il mondo sanitario. Il Papa ha voluto “salutare con affetto” i tanti pellegrini presenti e li ha voluti “ringraziare di cuore per le preghiere elevate per lui per la sua salute” nei giorni del ricovero in ospedale e quelli della sua convalescenza. Parole pronunciate nelle diverse lingue da alcuni lettori. Il Papa, sempre attraverso i lettori, ha voluto “impartire la benedizione apostolica”.

La classifica di serie A, Fiorentina aggancia la Lazio

Roma, 6 apr. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Milan-Fiorentina 2-2

Genoa-Udinese 1-0, Monza-Como 1-3, Parma-Inter 2-2, Milan-Fiorentina 2-2, domenica 6 aprile ore 12.30 Lecce-Venezia, ore 15 Empoli-Cagliari, Torino-Verona, ore 18 Atalanta-Lazio, ore 20.45 Roma-Juventus, lunedì 7 aprile ore 20.45 Bologna-Napoli.

Classifica: Inter 68, Napoli 64, Atalanta 58, Bologna 56, Juventus 55, Roma, Lazio, Fiorentina 52, Milan 48, Udinese 40, Torino, Genoa 38, Como 33, Verona 30, Cagliari 29, Parma 27, Lecce 25, Empoli 23, Venezia 20, Monza 15.

32ª Giornata Venerdì 11 aprile ore 20.45 Udinese-Milan; sabato 12 aprile ore 15 Venezia-Monza, ore 18 Inter-Cagliari, ore 20.45 Juventus-Lecce, Domenica 13 aprile ore 12.30 Atalanta-Bologna, ore 15 Fiorentina-Parma, Hellas Verona-Genoa, ore 18 Como-Torino, ore 20,45 Lazio-Roma, lunedì 14 aprile ore 20.45 Napoli-Empoli.

Né Conte, né Salvini: l’Italia di mezzo cerca voce e rappresentanza

La piazza dei 5 Stelle e il congresso della Lega offrono uno spaccato degli opposti populismi che gravano sul Paese. Da un lato, assistiamo al pacifismo demagogico sbandierato da Giuseppe Conte, stigmatizzato con lucidità da Pina Picierno (Pd). “Raccontare un’Europa matrigna che soffia sul fuoco della guerra, di un’Europa che affama, che si appresta a finanziare 27 eserciti nazionali, ignorare i massacri di Putin in Ucraina significa utilizzare ancora una volta il populismo come cifra. Non possiamo permettercelo perché le sfide che abbiamo davanti meritano serietà e attenzione”, ha giustamente ammonito la vicepresidente del Parlamento Europeo. Un approccio che ignora la complessità dello scenario internazionale e le responsabilità di chi aggredisce, proponendo una neutralità illusoria e pericolosa.

Dall’altro lato, non meno allarmante è l’antieuropeismo che continua a serpeggiare nel partito di Salvini. Enrico Borghi ne mette in luce la narrazione distopica e contraddittoria: “Al congresso della Lega – spiega l’esponente di Italia Viva – Musk annuncia ‘uccisioni di massa’ nell’UE (esattamente da chi, per quale motivo, quando?), smentisce Trump e gli stessi leghisti da sempre contrari al libero scambio”. Un cortocircuito logico e politico che si accompagna a dichiarazioni divisive e a un clima di costante tensione interna al governo. La critica di Borghi evidenzia la superficialità e la strumentalizzazione di temi complessi per raccogliere consenso a buon mercato, spostando decisamente a destra l’asse della maggioranza di governo.

In questo scenario polarizzato, tra un pacifismo ingenuo che rischia di consegnare l’Ucraina al suo aggressore e un antiuropeismo sterile che mina la credibilità internazionale dell’Italia, esiste un’Italia di mezzo. Un’Italia fatta di cittadini che riconoscono la necessità di un’Europa unita e forte, capace di difendere i propri valori e di giocare un ruolo attivo nella promozione della pace e della stabilità globale. Un’Italia dunque che non si riconosce nelle semplificazioni populiste, comprende la complessità delle sfide geopolitiche e ambisce a una proiezione non equivoca sullo scenario internazionale.

Questa Italia di mezzo, oggi lontana dall’essere adeguatamente rappresentata, aspira a una politica estera seria e responsabile, ancorata ai valori fondamentali della democrazia e del rispetto del diritto internazionale. In definitiva, un’Italia che ha bisogno di una coalizione originale, tutta da inventare, che superi le vecchie contrapposizioni politiche e immunizzi il “sistema Paese” dal virus populista. Bisogna insomma costruire una maggioranza solida e credibile, in grado di affrontare le sfide del presente con serietà, competenza e una visione chiara del futuro del Paese in un contesto globale in rapida evoluzione.

"Il partigiano che divenne imperatore", in libreria la vera storia di Ilio Barontini

Roma, 5 apr. (askanews) – E’ in libreria per Laterza “Il partigiano che divenne imperatore” nuovo lavoro del giornalista e scrittore spezzino Marco Ferrari, già autore, fra l’altro, di “Mare verticale, dalle Cinque Terre a Bocca di Magra”; “L’incredibile storia di António Salazar, il dittatore che morì due volte”; “Ahi, Sudamerica! Oriundi, tango e fútbol”; “Alla rivoluzione sulla Due Cavalli, con ritorno a Lisbona 50 anni dopo”.

Il nuovo libro di Ferrari racconta una storia vera e dimenticata in cui si respira l’odore acre del Novecento ma che potrebbe uscire dalle pagine di Graham Greene. Siamo nel 1938, Ilio Barontini, comunista livornese, ha combattuto nella guerra di Spagna tanto da diventare l’eroe della battaglia di Guadalajara, dove le brigate internazionali sconfissero i fascisti. A Parigi viene scelto dai servizi segreti francesi e britannici per una missione rischiosissima: organizzare le forze partigiane abissine che devono resistere alla conquista fascista. Dopo molti colloqui con il segretario del Negus, le autorità francesi e i dirigenti del Partito Comunista, raggiunge le zone sotto il controllo della resistenza attraversando Egitto e Sudan con le credenziali di Hailé Selassié trascritte su fazzoletti di seta per sfuggire al controllo nemico.

Nell’estate del ’39 venne raggiunto da Anton Ukmar, ex ferroviere sloveno di Gorizia conosciuto in Spagna, da Bruno Rolla, comunista spezzino, dal colonnello Paul Robert Monnier del Deuxième Bureau, il servizio di informazioni militari, e dal segretario del Negus Lorenzo Talzar. Mussolini aveva conquistato con l’uso dell’iprite i villaggi e le città più importanti, la ferrovia Addis Abeba-Gibuti e le principali vie di comunicazione, ma una parte considerevole del territorio era ancora in mano agli Arbegnuoc, i patrioti etiopi.

Barontini formò un esercito di oltre 250 mila uomini composto da piccole formazioni mobili e venne nominato dal Negus vice-imperatore di Abissinia. Dotato dello scettro imperiale, il comunista di Livorno tenne a bada i vari Ras, portò a termine missioni importanti e pubblicò un giornale bilingue, “La voce degli Abissini”, tanto da diventare una leggenda. La missione terminò nel giugno 1940, quando i tre amici intrapresero la via del ritorno tra malattie e assalti di predoni. Si ritrovarono miracolosamente vivi a Khartum dove scattarono l’unica fotografia che li ritrae tutti e tre insieme.

Marco Ferrari, giornalista e scrittore spezzino, per AU del territorio era ancora in mano agli Arbegnuoc, i patrioti etiopi. Barontini formò un esercito di oltre 250 mila uomini composto da piccole formazioni mobili e venne nominato dal Negus vice-imperatore di Abissinia. Dotato dello scettro imperiale, il comunista di Livorno tenne a bada i vari Ras, portò a termine missioni importanti e pubblicò un giornale bilingue, “La voce degli Abissini”, tanto da diventare una leggenda. La missione terminò nel giugno 1940, quando i tre amici intrapresero la via del ritorno tra malattie e assalti di predoni. Si ritrovarono miracolosamente vivi a Khartum dove scattarono l’unica fotografia che li ritrae tutti e tre insieme.

ornalista e scrittore spezzino, per AU del territorio era ancora in mano agli Arbegnuoc, i patrioti etiopi. Barontini formò un esercito di oltre 250 mila uomini composto da piccole formazioni mobili e venne nominato dal Negus vice-imperatore di Abissinia. Dotato dello scettro imperiale, il comunista di Livorno tenne a bada i vari Ras, portò a termine missioni importanti e pubblicò un giornale bilingue, “La voce degli Abissini”, tanto da diventare una leggenda. La missione terminò nel giugno 1940, quando i tre amici intrapresero la via del ritorno tra malattie e assalti di predoni. Si ritrovarono miracolosamente vivi a Khartum dove scattarono l’unica fotografia che li ritrae tutti e tre insieme. Bocca di Magra; L’incredibile storia di António Salazar, il dittatore che morì due volte; Ahi, Sudamerica! Oriundi, tango e fútbol; Alla rivoluzione sulla Due Cavalli. con Ritorno a Lisbona 50 anni dopo.

Un fantasma si aggira per l’Europa e per l’Africa. È il fantasma di un uomo che guida le Brigate internazionali in Spagna, e poi attraversa i deserti del Sudan. Un fantasma che diventa imperatore d’Etiopia per conto di Hailé Selassié e guida i partigiani abissini contro i fascisti italiani. Un fantasma che ha un nome, Ilio Barontini, e questa è la sua storia.

Questo libro racconta una storia vera e dimenticata. Una storia in cui si respira l’odore acre del Novecento ma che potrebbe uscire dalle pagine di Graham Greene. Siamo nel 1938, Ilio Barontini, comunista livornese, ha combattuto nella guerra di Spagna tanto da diventare l’eroe della battaglia di Guadalajara, dove le brigate internazionali sconfissero i fascisti. A Parigi viene scelto dai servizi segreti francesi e britannici per una missione rischiosissima: organizzare le forze partigiane abissine che devono resistere alla conquista fascista. Dopo molti colloqui con il segretario del Negus, le autorità francesi e i dirigenti del Partito Comunista, raggiunge le zone sotto il controllo della resistenza attraversando Egitto e Sudan con le credenziali di Hailé Selassié trascritte su fazzoletti di seta per sfuggire al controllo nemico. Nell’estate del ’39 venne raggiunto da Anton Ukmar, ex ferroviere sloveno di Gorizia conosciuto in Spagna, da Bruno Rolla, comunista spezzino, dal colonnello Paul Robert Monnier del Deuxième Bureau, il servizio di informazioni militari, e dal segretario del Negus Lorenzo Talzar. Mussolini aveva conquistato con l’uso dell’iprite i villaggi e le città più importanti, la ferrovia Addis Abeba-Gibuti e le principali vie di comunicazione, ma una parte considerevole del territorio era ancora in mano agli Arbegnuoc, i patrioti etiopi.

Barontini formò un esercito di oltre 250 mila uomini composto da piccole formazioni mobili e venne nominato dal Negus vice-imperatore di Abissinia. Dotato dello scettro imperiale, il comunista di Livorno tenne a bada i vari Ras, portò a termine missioni importanti e pubblicò un giornale bilingue, “La voce degli Abissini”, tanto da diventare una leggenda. La missione terminò nel giugno 1940, quando i tre amici intrapresero la via del ritorno tra malattie e assalti di predoni. Si ritrovarono miracolosamente vivi a Khartum dove scattarono l’unica fotografia che li ritrae tutti e tre insieme

Risposta a Trump, l’Italia sia punta di diamante dell’Europa.

Foto di TheAndrasBarta da Pixabay
Foto di TheAndrasBarta da Pixabay

Liberation day per noi è la Festa del 25 aprile, istituita da De Gasperi per ricordare la Liberazione dell’Italia dai nazifascisti; Trump festeggia la liberazione da chi? Dagli alleati, amici da decenni per condivisione di valori e di scelte di collaborazione e collocazione internazionale, in politiche di difesa della cultura e della democrazia occidentali.

E adesso, senza punto di domanda. Osserviamo e ascoltiamo pacatamente lo scombussolamento che ci circonda. Purtroppo invece di osservare e ascoltare, ci sentiamo sommersi da urla e affermazioni aggressive, unilaterali come conviene in stile social. “Intanto parlo io e ho certamente ragione”. Gli ignoranti e  sprovveduti ovviamente abboccano e danno ragione a chi più urla, usa slogan facili da ripetere, che intanto sviano l’attenzione dalla grave situazione di contesto, che ci riguarda in ogni ambito della nostra vita quotidiana, qualsiasi sia la nostra personale condizione: pensionato, lavoratore, minore, immigrato, manager, politico… la piazza del 15 marzo, chiunque sia stato il convocante, aveva qualcosa da dire a tutti: è meglio affrontare un futuro non solo incerto ma anche con una guerra mai prevedibile – e infatti imprevista, si fa par dire, essendo stati inascoltati gli allarmi – ai nostri confini, oppure insieme, tutti cittadini della patria comune europea? È una domanda cui bisogna rispondere per costruire il futuro sia con pace sicura, sia con sviluppo in crescita.

Tutti i numeri europei – popolazione, ricchezza, welfare e spese militari – c pongono in alcuni settori più competitivi di USA e di Russia. Purtroppo per oltre 70 anni le classi politiche di tutte le nazioni europee si sono adagiate sulle certezze procurate dalle condizioni pacifiche postbelliche, guardando alla tempistica delle loro campagne elettorali invece che elaborare strategie per raggiungere una vera integrazione europea. Nemmeno si sono preoccupate delle regole per cui Orbán può sempre esprimere un veto, mentre approfitta dei vantaggi di essere nella Ue. Invece che su tutto questo, il dibattito ha occupato giornali e telegiornali con una sterile polemica sul Manifesto di Ventotene! È stato il frutto – ovviamente datato rispetto alle vicende vissute allora – del pensiero di uomini in esilio, vittime di un regime dittatoriale, che sognavano una patria che non avesse più confini interni da difendere con le guerre. Il testo è datato ma il sogno è incredibilmente attuale. Servono statisti per pensare in grande e lontano.

L’Italia potrebbe tornare a giocare un ruolo degno di Paese fondatore. Il Primo ministro italiano chieda alla Von der Leyen di prendere in mano la situazione e di guidare i cosiddetti volonterosi in modo che anche verso gli USA si tratti ad armi pari, evitando di minacciare ritorsioni di cui non si possono prevedere i risultati (come dicono, negativi per tutti) e affiancati anche nel trattare con Putin. Così costruirebbe ponti! Come ci manca David Sassoli!

Se l’Europa non conta siamo vassalli di altri. Altri che ci considerano e ci insultano come parassiti. Quando uomini politici in carica di altri Stati si sono permessi di insultare colleghi con tanta supponenza secondo il codice di buona educazione di Vance, vice presidente degli Usa?! I dazi minacciati sono arrivati e Trump, sulla sua lavagna, non ha fatto l’elenco dei singoli Stati europei da ‘punire’, ma ha identificato ‘European Union’ (senza distinzione di amici…).

Mariapia Garavaglia è Presidente dell’Associazione nazionale Partigiani Cristiani (ANPC). Il testo è la prima parte della newsletter da lei recentemente inviata.