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Leonargo, lanciata JV con Bae (Gb) e Jaie (Giappone) sul caccia Gcap

Roma, 20 giu. (askanews) – Lancio ufficiale oggi per la nuova joint-venture Edgewing nell’ambito della cooperazione internazionale Global Combat Air Programme (Gcap) che unisce Bae Systems, per il Regno Unito, Leonardo, per l’Italia, e Japan Aircraft Industrial Enhancement Co. Ltd., per il Giappone, sullo sviluppo di un velivolo da combattimento di nuova generazione.

Secondo quanto riporta un comunicato, i tre partner industriali del Gcap detengono, ciascuno, una quota pari al 33,3% nella JV, unendo le rispettive competenze e consolidando un asset strategico per l’industria aerospaziale e della difesa a livello internazionale.

La società avrà un ruolo centrale nel raggiungimento degli ambiziosi obiettivi del programma — tra cui l’entrata in servizio nel 2035 — e stabilirà un nuovo punto di riferimento nella collaborazione industriale trilaterale tra Europa e Asia.

Marco Zoff sarà il primo Amministratore Delegato di Edgewing. Già Managing Director della Divisione Velivoli di Leonardo, Zoff porterà con sé una consolidata esperienza di leadership nella cooperazione aerospaziale internazionale e nell’innovazione tecnologica.

“Siamo estremamente orgogliosi di lanciare Edgewing nel cuore del Global Combat Air Programme, unendo le competenze di Regno Unito, Italia e Giappone – ha commentato Zoff -. Non ci limiteremo a sviluppare un sistema da combattimento di nuova generazione, ma vogliamo stabilire un nuovo standard globale in termini di partnership, innovazione e fiducia reciproca. Insieme supereremo i limiti attuali, promuoveremo agilità, rafforzeremo le supply chain delle singole nazioni e contribuiremo alla sicurezza e alla prosperità delle nuove generazioni”.

Secondo Masami Oka, Chief Executive della Gcap International Government Organisation (Gigo) il lancio di Edgewing è “un passo importante nello sviluppo congiunto di un programma realmente internazionale: una collaborazione efficace e paritaria tra il GIGO e Edgewing sarà fondamentale per il successo del GCAP. Sono fiducioso che insieme potremo dar vita a un nuovo modello di cooperazione, capace di promuovere l’integrazione internazionale, la fiducia reciproca e un impegno condiviso verso il futuro”.

La società avrà sedi operative e team congiunti in ciascuno dei Paesi partner, mentre la sede centrale sarà situata nel Regno Unito, garantendo, così, il massimo allineamento e una stretta collaborazione con il Gigo.

Il Gcap rappresenta un programma di importanza strategica per la sicurezza e la prosperità economica di ciascuna nazione coinvolta, e contribuirà a sviluppare filiere resilienti attraverso un efficace trasferimento di conoscenze e tecnologie, volte a garantire capacità sovrane in ambito combat air per le generazioni future. (fonte immagine: Leonardo).

Schlein: sul dl sicurezza avevamo ragione, metalmeccanici denunciati

Roma, 20 giu. (askanews) – “Abbiamo già la dimostrazione, a pochi giorni dall’approvazione del dl sicurezza, che avevamo ragione. Siamo di fronte a un governo che nell’incapacità di dare risposte al paese, sul terreno economico e sociale, sceglie di punire chi si lamenta”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando al convegno ‘Giustizia secondo Costituzione’ organizzato dai democratici. “Durante lo sciopero dei metalmeccanici a Bologna – ha spiegato – scattano le denunce per effetto del dl sicurezza. Diamo ai metalmeccanici in sciopero piena solidarietà”.

“Questa – ha aggiunto – è una precisa tecnica, ed è anche tanto vecchia. Lo dico al governo e alla presidente del Consiglio Meloni. Nell’incapacità di governare il paese” si cerca “il nemico, con una lista lunga di nemici. Ne hanno bisogno per oscurare” la mancanza di risultati.

Bei, ok ministri a aumento tetto finanziamenti 2025 a 100 mld, record

Roma, 20 giu. (askanews) – Il Consiglio dei Governatori della Banca europea degli investimenti (Bei), composto dai ministri delle Finanze dell’Unione Europea, ha approvato oggi a Lussemburgo, dove è in corso l’Ecofin, il tetto di finanziamenti per il 2025. Lo riporta un comunicato del gruppo Bei, ricordando che i Cda di Bei e del Fondo Europeo per gli Investimenti (Fei) avevano già dato il via libera all’inizio della settimana all’aumento dei finanziamenti destinati alla sicurezza e difesa, alle reti energetiche e al nuovo programma TechEU per rafforzare la leadership tecnologica dell’Europa.

Sono stati inoltre approvati progetti strategici, tra cui il sostegno all’economia ucraina e la costruzione di una base militare in Lituania.

‘Il consenso unanime dei nostri azionisti, i 27 Stati membri, alle nostre proposte di finanziamenti record per difesa, sicurezza energetica e leadership tecnologica conferma il ruolo centrale del Gruppo BEI nel sostenere le priorità strategiche dell’Europa’, ha dichiarato la Presidente dela Bei, Nadia Calviño. ‘In un mondo segnato da trasformazioni profonde e simultanee su scala globale, l’Unione Europea si distingue per chiarezza di visione, fiducia e stabilità’.

L’introduzione del nuovo massimale di finanziamento del Gruppo Bei per il 2025 (100 miliardi di euro) fa seguito a una revisione intermedia del Piano di attività dell’organizzazione che prevede, tra l’altro, un aumento del 3,5% dei finanziamenti complessivi per il settore europeo della sicurezza e della difesa, stanziamenti record per oltre 11 miliardi di euro a favore di reti elettriche e stoccaggio dell’elettricità in Europa, e un più ampio sostegno per l’innovazione tecnologica e industriale nell’UE.

Questo mentre sempre la Bei, prosegue il comunicato, si appresta ad avviare il più grande programma di finanziamento dell’UE mai esistito a favore dell’innovazione e della leadership tecnologica, con l’obiettivo di attrarre talenti, capitali e investimenti in Europa. TechEU metterà a disposizione 70 miliardi di euro in equity e quasi-equity, prestiti e garanzie del Gruppo BEI nel periodo 2025-2027, con l’obiettivo di catalizzare capitali privati e attivare investimenti per almeno 250 miliardi di euro.

Il programma integra la “Strategia per startup e scaleup” della Commissione Europea, offrendo sostegno a progetti ad alto rischio e imprese innovative lungo tutto il loro percorso di investimento.

TechEU offre un sostegno rafforzato nei seguenti ambiti: supercalcolo, intelligenza artificiale, infrastrutture digitali, materie prime critiche, industrie verdi (ad esempio l’energia eolica offshore), sanità, tecnologie per la sicurezza e la difesa, robotica e materiali avanzati. Si rivolgerà alle imprese innovative in ogni fase dello sviluppo, dall’idea di partenza alla quotazione in borsa.

In linea con il Patto per l’industria pulita dell’UE, il Consiglio di amministrazione della Bei ha inoltre approvato la prima serie di strumenti nel quadro di TechEU a sostegno della leadership europea nell’ambito delle tecnologie pulite: tra questi, troviamo anche il potenziamento delle garanzie incrociate per la produzione di energia eolica e tre nuovi strumenti che favoriscono la competitività dell’Europa.

È stato introdotto pacchetto di controgaranzie da 1,5 miliardi di euro, prosegue il comunicato, da veicolare attraverso gli intermediari finanziari, destinato ai produttori di componenti della rete elettrica: l’obiettivo è permettere un approvvigionamento sostenibile, offrendo alle imprese maggiore certezza affinché possano incrementare la produzione di reti elettriche in Europa. Saranno così agevolate l’integrazione delle energie rinnovabili nella rete e la disponibilità di energia a prezzi accessibili per imprese e famiglie dell’UE.

Al fine di contribuire a garantire la prevedibilità e l’accessibilità dei costi energetici per le imprese e accelerare gli investimenti nell’energia verde, la BEI e la Commissione europea avvieranno un programma pilota da 500 milioni di euro volto a favorire l’adozione di un maggior numero di accordi aziendali di compravendita di energia elettrica (in inglese PPAs – Power Purchase Agreements). La BEI, tramite banche partner, fornirà una controgaranzia su parte dei contratti stipulati da imprese di medie e grandi dimensioni ad alto consumo energetico per l’acquisto a lungo termine di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili.

La Bei e la Commissione lanceranno inoltre CleantechEU, si legge, un programma di garanzia da 250 milioni di euro che metterà a disposizione liquidità e capitale circolante per le piccole e medie imprese altamente innovative impegnate nello sviluppo di tecnologie verdi. Saranno stanziati ulteriori 1,5 miliardi di euro per un programma della BEI, il Wind Package, a favore dei produttori europei di turbine eoliche e relativi componenti.

Il Ministro delle Finanze ceco Zbynek Stanjura assumerà la presidenza del Consiglio dei governatori per un anno con decorrenza immediata. ‘La BEI svolge un ruolo fondamentale nel sostenere le priorità europee, dalla difesa alla sicurezza energetica fino all’edilizia agevolata’, ha affermato il Ministro delle Finanze ceco Zbynek Stanjura. ‘Sono felice di assumere la presidenza del Consiglio dei governatori. Non vedo l’ora di lavorare fianco a fianco con la Presidente Calviño e gli altri ministri delle finanze dell’UE per sostenere la BEI nel momento in cui si appresta a moltiplicare i propri sforzi per contribuire ad affrontare le numerose sfide che attendono l’Europa’.

‘Senza ombra di dubbio, la BEI ha dimostrato la sua capacità non solo di sostenere gli obiettivi europei in un contesto geopolitico sempre più complesso, ma anche di assumere efficacemente le crescenti responsabilità ad essa affidate per il sostegno a sicurezza e difesa, transizioni verde e digitale, e crescita economica dell’Europa; il tutto salvaguardando la posizione operativa e finanziaria della Banca’, ha dichiarato il Ministro delle Finanze bulgaro Temenužka Petkova, che ha presieduto il Consiglio dei governatori negli ultimi 12 mesi. ‘Desidero esprimere il mio apprezzamento alla Presidente Calviño e all’istituzione, e formulare i miei migliori auguri al nuovo presidente, lo stimato collega Zbynek Stanjura.’

Il Consiglio dei governatori ha dato il benvenuto anche a Katja Pluto, nuova presidente del Comitato di verifica, che subentra a Nuno Gracias Fernandes. Il Comitato ha inoltre presentato la propria relazione annuale. Sicurezza energetica, difesa e partenariati globali Questa settimana, prima della seduta del Consiglio dei governatori, si sono tenuti i Consigli di amministrazione della BEI e del FEI, nell’ambito dei quali sono state approvate nuove operazioni per un totale di 12,8 miliardi di euro per sostenere la difesa, competitività, sicurezza energetica e partenariati globali dell’Europa.

Tra le approvazioni, riporta ancora il comunicato, figurano il pacchetto relativo al Patto per l’industria pulita e il sostegno allo sviluppo della base militare di Rudninkai in Lituania, ad uso dell’esercito tedesco. Si tratta di un progetto chiave ai fini di una migliore operatività dell’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (Nato) e della sicurezza nella regione.

Il Consiglio di amministrazione della Bei ha inoltre dato il via libera anche a ulteriori operazioni, come i tre impianti solari fotovoltaici in Romania, le infrastrutture idriche in Irlanda e nei Paesi Bassi, le reti elettriche in Germania e le strutture educative in Finlandia. Nel quadro del potenziamento dei partenariati globali europei, la BEI promuoverà la produzione di energia rinnovabile in Colombia, il trasporto sostenibile per vie navigabili in Nigeria, e i servizi igienico-sanitari in Tanzania.

Il Consiglio di amministrazione del Fei ha approvato un’operazione di garanzia con l’agenzia nazionale della Germania per il credito all’esportazione allo scopo di rafforzare il sostegno alle imprese tedesche che esportano in Ucraina. Ha inoltre avviato due operazioni di garanzia con banche ucraine per migliorare l’accesso ai finanziamenti per oltre 1.500 imprese del Paese. Le approvazioni fanno seguito alla prima firma, avvenuta nel mese di maggio con l’agenzia danese per il credito all’esportazione, relativa alla prestazione di una garanzia paneuropea per le imprese che esportano in Ucraina. Via libera del FEI, infine, a investimenti in quattro fondi infrastrutturali che sosterranno centri dati ex novo, investimenti nel wireless e nella fibra ottica, la decarbonizzazione del settore marittimo, la mobilità sostenibile e gli alloggi per studenti. (fonte immagine: European Union).

Giustizia, Schlein: da destra forzature clamorose su separazione carriere

Roma, 20 giu. (askanews) – La maggioranza sta operando una “forzatura clamorosa” sulla separazione delle carriere e, in generale, è “difficile” sulla giustizia “trovare un vero dialogo con questa maggioranza. E non perché sia mancata la nostra disponibilità”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando al convegno ‘Giustizia secondo Costituzione’ organizzato dai democratici.

“La loro visione del mondo è populismo, panpenalismo, giustizia sbilanciata forte con i deboli e debole con i forti… Ipergarantisti soltanto con gli amici e con i criminali che hanno il colletto bianco”.

Capgemini si fa trovare pronta per novit sull’Accessibility Act

Milano, 19 giu. (askanews) – Dal 28 giugno 2025, lo European Accessibility Act estender in tutta Europa gli standard per l’accessibilit digitale, imponendo che prodotti e servizi siano fruibili da tutti, senza barriere. In Italia, la normativa si affianca alla Legge Stanca e al D.Lgs 82/2022, gi attivi per garantire inclusione digitale. Le aziende dovranno adottare un approccio olistico, che includa usabilit, robustezza e coerenza su tutto l’ecosistema digitale.

Capgemini in prima linea su questo fronte: impegnata a rendere accessibili i propri strumenti interni e supporta i clienti nella progettazione di esperienze digitali inclusive, trasformando l’accessibilit in un vantaggio competitivo. “Aiutiamo le aziende a costruire un ecosistema accessibile e adattivo, non solo conforme, ma progettato per essere inclusivo fin dall’inizio”, afferma Alfredo Politano, Chief Accessibility Officer di Capgemini Italia. L’obiettivo rendere l’accessibilit una pratica continua, integrata nella cultura aziendale e monitorata nel tempo, non un intervento una tantum.

AIL, a Roma la conferenza “Dalla ricerca alla Cura”

Roma, 20 giu. (askanews) – In occasione della Giornata Nazionale per la lotta contro Leucemie, Linfomi e Mieloma, l’Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma ha organizzato la conferenza “Dalla Ricerca alla Cura: ricerca scientifica, innovazione terapeutica e assistenza ai pazienti”.

Giuseppe Toro, Presidente Nazionale AIL, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Siamo davanti a risultati importanti che lasciano ben sperare. Un tempo la diagnosi di leucemia era una sorta di condanna a morte. Oggi, invece, oltre il 70% delle patologie leucemiche vengono curate. Naturalmente tanto c’ ancora da fare, ma giornate come quella di oggi servono per sensibilizzare l’opinione pubblica, per aiutare e sostenere i nostri ricercatori”.

Michele Cavo, Professore di Ematologia Alma Mater Studiorum, ha dichiarato: “In questo periodo storico, ogni anno raggiungiamo nuovi traguardi e terapie sempre pi efficaci e sempre meno impattanti sulla qualit di vita dei pazienti”.

Negli ultimi anni l’innovazione scientifica e terapeutica ha contribuito a migliorare l’efficacia delle cure generando degli impatti positivi anche sulla qualit di vita dei pazienti. Importante in tal senso l’impegno di AIL che, nell’ultimo anno, ha finanziato 157 progetti di ricerca scientifica.

“Ora abbiamo la possibilit di utilizzare farmaci che ci permettono di eliminare la malattia, anzi in maniera pi profonda rispetto al passato. Attualmente, inoltre, stiamo rivolgendo maggiore attenzione alla qualit di vita dei pazienti”, afferma Francesco Di Raimondo, Vicepresidente SIE.

In uno scenario nazionale nel quale circa 500.000 persone convivono con un tumore del sangue, AIL ha illustrato quanto l’impegno nella ricerca sia di fondamentale importanza per aumentare le possibilit di guarigione e per garantire supporto ed una buona qualit di vita ai pazienti.

Oltre la metà degli annegamenti in piscina riguarda i bambini, campagna Iss-Regioni

Roma, 20 giu. (askanews) – Più di metà degli annegamenti delle piscine riguarda i bambini fino a 12 anni, e in generale delle circa 330 persone che muoiono in media ogni anno per questo motivo il 12% ha meno di 18 anni. Lo sottolinea il secondo rapporto in via di pubblicazione dell’Osservatorio per lo sviluppo di una strategia nazionale di prevenzione degli annegamenti e incidenti in acque di balneazione. In occasione della sua prossima pubblicazione, e in previsione delle vacanze estive, periodo durante il quale si registra il picco di incidenti, l’Istituto lancia insieme a 9 Regioni un video con i consigli per i genitori, che in molti casi commettono errori nella sorveglianza basandosi su false convinzioni. “Instaurare un corretto rapporto con l’acqua è fondamentale per la crescita dei nostri bambini, e con alcune attenzioni si possono ridurre i rischi che inevitabilmente sono connessi a questo elemento afferma Andrea Piccioli, Direttore Generale dell’Istituto Superiore di Sanità – Uno speciale ringraziamento va alle Regioni perché insieme a loro possiamo aumentare la diffusione di questa campagna e promuovere una prevenzione più efficace”.

Il rapporto raccoglie dati di diversa provenienza, tra cui i database dell’ISTAT e un’indagine condotta dall’ISS attraverso l’analisi degli articoli sugli incidenti da annegamento sui diversi media nazionali. Ecco i dati principali.

GLI ANNEGAMENTI NEI BAMBINI – In Italia muoiono ogni anno per annegamento in media circa 328 persone, di tutte le età. Nei 5 anni dal 2017 al 2021 (dati Istat), sono morte per annegamento 1642 persone. Di queste, il 12.5% (ovvero 206) aveva un’età dagli 0 ai 19 anni. Si tratta di circa 41 decessi ogni anno che riguardano bambini o ragazzi adolescenti, con i maschi che rappresentano un cospicuo 81% di tutte le mortalità per annegamento in età pediatrica. Il tasso di mortalità è di 0,4/100.000 abitanti. I casi aumentano con l’aumentare dell’età, anche se non in maniera lineare (la fascia di età 1-4 anni presenta più casi di quella 5-9 anni), fino ad arrivare agli adolescenti, che da soli coprono il 53.4% di tutti gli annegamenti da 0 a 19 anni. Nella quasi totalità dei casi, il bambino – che non sa nuotare – annega perché sfuggito all’attenzione dei genitori, cade in acqua o finisce, giocando in acqua, nell’acqua fonda. Anche le piscine domestiche hanno contribuito a elevare il numero di incidenti e di annegamenti, e il 53% degli annegati nelle piscine sono bambini fino a 9 anni. “L’acqua, anche quando e’ una pozza d’acqua o “uno stagno”, esercita un’attrazione fatale su qualsiasi bambino – spiega Fulvio Ferrara, che ha curato il rapporto -. Nelle piscinette gonfiabili il rischio che un bambino piccolo, che ha da poco cominciato a camminare, si rovesci dentro è molto elevato. Dobbiamo ricordare qui che un bambino caduto in acqua, scomparirà dalla vista entro 20 secondi”.

GLI ERRORI E LE FALSE CREDENZE – Negli articoli è frequente la locuzione “il bambino/a è “sfuggito/a” al genitore, che lo ha perso di vista per pochi istanti. Una delle cause più comuni di annegamento infantile e’ proprio la mancata o inadeguata supervisione da parte degli adulti. In uno studio riportato nel rapporto questi ammettevano, mentre sorvegliavano il loro bambino vicino all’acqua, di aver parlato con altri (38%), di dover sorvegliare un altro bambino, di essere occupati a leggere (18%), di mangiare (17%) e/o di parlare al telefono (11%).

Tra i genitori di bambini tra 0 e 12 anni quasi la metà (48%) credeva erroneamente che avrebbero sentito rumori e schizzi o piangere il loro bambino, se si fosse trovato in difficoltà in acqua. Inoltre il 56% credeva che un bagnino, se presente, fosse la persona principale responsabile della supervisione del proprio bambino, e il 32% ha riferito di lasciare il proprio bambino completamente incustodito in una piscina per 2 minuti o più.

I CONSIGLI PER LIMITARE GLI INCIDENTI, LA CAMPAGNA DI ISS E REGIONI – Durante la stagione estiva, è perciò fondamentale, per chi va al mare, al lago o in piscina seguire alcuni consigli per prevenire gli annegamenti. I principali sono stati raccolti in un video, realizzato in collaborazione con Friuli Venezia Giulia, Liguria, Molise, Piemonte, Sardegna, Toscana, Umbria, Veneto e Sicilia in cui un pesciolino chiamato Salvo spiega ai genitori cosa fare per prevenire gli incidenti. Il video sarà diffuso sui canali social dell’Istituto e delle Regioni che hanno aderito, ed è a disposizione di chiunque voglia diffonderlo ulteriormente.

Ecco i consigli principali: – immergersi preferibilmente in acque sorvegliate dove è presente personale qualificato in grado di intervenire in caso di emergenza. – Evitare di immergersi in caso di mare mosso o in prossimità di specchi d’acqua dove sono presenti correnti di ritorno. È essenziale essere consapevoli delle condizioni del mare prima di immergersi. – Osservare attentamente la segnaletica e seguire le indicazioni dei sorveglianti. Questo può aiutare a identificare zone pericolose e comportamenti da evitare. – Sorvegliare sempre in maniera continuata i bambini in acqua o in prossimità di un qualsiasi specchio d’acqua soprattutto nelle piscine domestiche o private – Educare i bambini all’acquaticità fin da piccoli. Insegnare loro a nuotare e a comportarsi in acqua in modo sicuro può ridurre in maniera significativa il rischio di incidenti. – Evitare di tuffarsi in acqua repentinamente dopo aver mangiato o dopo un’esposizione prolungata al sole. – Evitare tuffi da scogliere o in zone non protette e prestare attenzione a immergersi solo in acque di profondità adeguata.

A Vedano al Lambro connessione ultraveloce grazie a Open Fiber

Milano, 19 giu. (askanews) – La rete internet per cittadini, imprese e pubblica amministrazione rivoluzionata da Open Fiber a Vedano al Lambro. Il principale operatore italiano di fibra ottica FTTH e tra i leader in Europa, ha consegnato un’infrastruttura a banda ultra larga, l’unica capace di garantire velocit fino a 2.5 Gigabit al secondo, al comune della provincia di Monza e Brianza.

Con il progetto “100% Fibra Vera” ecco una collaborazione tra Comune e azienda per ridurre al minimo i tempi di attivazione per gli utenti, come accaduto per Flavio Riboldi, cliente connesso Open Fiber di Vedano al Lambro che ha beneficiato alla grande di questa novit: “Rispetto a prima, il grande vantaggio che non ho pi interruzioni di linea. Che ora va molto pi veloce, ci permette di guardare la tv in streaming senza problemi. Anche l’esperienza dei miei figli migliorata immensamente: uno ama caricare video su YouTube e lo fa con facilit, l’altro ha la possibilit di lavorare da casa a differenza di quanto accadeva prima. Tutto questo stato possibile in pochi giorni, dalla richiesta all’installazione che stata davvero immediata”.

A pochi passi dall’autodromo di Monza, la velocit non sar pi un problema per quanto riguarda internet. La fibra ottica come un’autostrada digitale che evita ingorghi di traffico dati e permette l’utilizzo contemporaneo di diversi dispositivi, come sottolinea Stefano Massimino, delivery di area di Open Fiber: “Il principale obiettivo di Open Fiber quello di abbattere il digital divide, attualmente presente fra le grandi citt e i piccoli comuni. Vedano al Lambro un comune che fa parte del progetto ‘100% Fibra Vera’ dove abbiamo realizzato un’infrastruttura innovativa e sostenibile per consentire a cittadini e imprese una connessione stabile e ultraveloce”.

Gianluigi Saviano, sales account area Nord-Ovest per Open Fiber, ha invece presentato le azioni concrete dell’azienda sul territorio: “Dal punto di vista commerciale sul comune di Vedano al Lambro abbiamo dato vita a due iniziative: una di marketing, con presidi fissi e sensibilizzazione della popolazione locale e un’altra sui voucher spendibili in buoni carburante o su piattaforme digitali dedicati al cliente finale”.

Il tutto nel rispetto degli obiettivi italiani e dell’Unione Europea per il progressivo spegnimento delle linee in rame a favore della fibra ottica.

Art Basel, Senatore e Sassolino protagonisti ad Unlimited

Basilea, 20 giu. (askanews) – Art Basel a Basilea è la fiera d’arte contemporanea più importante, e la sezione Unlimited, dedicata alle opere di grandi dimensioni, è una dei luoghi chiave dell’intero evento, simbolo e polso della situazione. E due artisti italiani sono protagonisti di alcuni dei lavori più interessanti, a partire da Marinella Senatore che con una delle sue più celebri luminarie fa proprio da porta d’ingresso nell’esposizione.

“Quando è stato il momento di scegliere tra le opere più monumentali che avevo – ha detto l’artista ad askanews – la scelta è ricaduta su questo lavoro perché forma una specie di piazza, e se ci pensiamo, è quello che veramente originariamente le luminarie erano in realtà: architetture effimere che costruivano degli spazi temporanei per l’assemblea, l’incontro dei cittadini, ed è anche celebrativa al tempo stesso. Per me è un’idea un po’ contemporanea di monumento”.

L’opera di Senatore – “We Rise by Lifting Others – è stata portata ad Art Basel dalla Galleria Mazzoleni, che da anni sostiene e promuove il suo lavoro. E italiane sono anche le tre gallerie – Continua, Repetto e Galleria dello Scudo – che hanno presentato ad Unlimited un nuovo lavoro di Arcangelo Sassolino.

“Il contesto richiede dei lavori con una certa dimensione, semplicemente, lo dice già il nome. Perciò – ci ha spiegato Sassolino – ci siamo fatti produrre questa lastra di 5 metri per 2 metri e mezzo, che al momento sembra il massimo che possono fare di un vetro temperato. E ci abbiamo appoggiato sopra questa pietra da circa una tonnellata. E la povera lastra è lì che prova a farcela”.

Il titolo del lavoro di Sassolino è “Everyday Life”, è stato concepito espressamente per Art Basel Unlimited e venduto subito nelle prime ore di apertura.

Cinema, Festa di Roma: Paola Cortellesi presiederà la giuria

Roma, 20 giu. (askanews) – Paola Cortellesi presiederà la giuria del Concorso Progressive Cinema, la sezione competitiva della Festa del Cinema di Roma, nell’edizione numero XX che si terrà dal 15 al 26 ottobre. Lo ha annunciato il presidente della Fondazione Cinema per Roma, Salvatore Nastasi, su proposta della direttrice artistica, Paola Malanga.

L’attrice, regista e sceneggiatrice torna alla Festa del Cinema dopo lo straordinario successo di “C’è ancora domani”, pluripremiato film che ha segnato il suo esordio alla regia nel 2023: il titolo si è aggiudicato il Premio speciale della giuria, il Premio del pubblico e la Menzione Speciale Miglior Opera Prima BNL BNP Paribas, divenendo poi uno dei maggiori successi di pubblico dell’intera storia del cinema italiano.

“Sono onorata di essere stata chiamata a presiedere la giuria della Festa del Cinema di Roma – ha dichiarato Paola Cortellesi – un festival che negli anni ha saputo costruire un’identità forte e coinvolgente, diventando un punto di riferimento per il cinema italiano e internazionale e a cui mi lega una profonda gratitudine. Ringrazio il presidente della Fondazione Cinema per Roma, Salvatore Nastasi, e la direttrice artistica, Paola Malanga, per la fiducia e per questo invito che accolgo con senso di responsabilità e grande entusiasmo”.

“Inauguriamo la ventesima edizione della Festa del Cinema di Roma con un annuncio che ci rende molto orgogliosi – ha detto Salvatore Nastasi – Paola Cortellesi sarà una presidente di giuria autorevole e competente e la ringrazio di cuore per aver accettato il nostro invito”.

“Dopo Marjane Satrapi, Gael García Bernal e Pablo Trapero, il Concorso della Festa del Cinema vedrà un altro straordinario presidente di giuria come Paola Cortellesi – ha spiegato Paola Malanga – è per noi motivo di grande soddisfazione accoglierla nuovamente alla Festa dopo aver ospitato, come film di apertura, C’è ancora domani, il suo folgorante esordio alla regia, diventato anche un successo internazionale, accolto con entusiasmo in tutto il mondo. Paola Cortellesi è un’artista di grande sensibilità e di eccezionale talento: siamo certi che il suo sguardo attento, profondo, innovativo, costituisca una splendida garanzia per tutti i film che comporranno il Concorso di questa ventesima edizione”.

Savona: chi investe in cripto come Pinocchio crede nei miracoli

Milano, 20 giu. (askanews) – Quella delle criptovalute è “una faglia tellurica sottostante al territorio monetario e finanziario tradizionale, con possibili sbocchi dalle proporzioni imperscrutabili. Il rischio è riemerso sotto la spinta dell’illusione di facili guadagni così ben descritta da Carlo Collodi nel ‘Campo dei miracoli’ di Pinocchio e ha trovato alimento nel successo conseguito da quelli che hanno sfruttato l’occasione offerta dallo sviluppo delle tecnologie informatiche”. Lo ha sottolineato Paolo Savona, presidente della Consob, nel suo discorso al mercato riunito in Piazza Affari.

Secondo Savona, “il governo della vicenda non può essere affidato alla cura degli interessi privati organizzati o regolandone i relativi servizi con decisioni insufficienti, ma necessita di una cosciente cooperazione tra Stati. Le prospettive di una tale azione congiunta internazionale sembrano allontanarsi a seguito degli ordini esecutivi del 23 gennaio e del 6 marzo scorso del Presidente Trump che proibisce la nascita del dollaro digitale e candida Bitcoin e altre quattro monete “virtuali” a svolgere un ruolo di riserva internazionale della moneta statunitense, ponendo gli Stati Uniti al centro operativo mondiale degli strumenti virtuali”.

Per il numero uno della Consob, al suo ultimo intervento in Piazza Affari, “l’orientamento statunitense è solo l’ultimo atto di una legittimazione delle crypto avvenuta nel tempo in vario modo, dal considerarle cespiti tassabili, all’autorizzarne la negoziazione tramite prestazioni di servizi di trading riconosciuti o regolandone aspetti specifici, tutte scelte prive di una visione complessiva del problema interno e internazionale da affrontare. È stato autorevolmente ammesso che questo riconoscimento crea uno sconvolgimento del sistema monetario internazionale che, con gli aumenti tariffari annunciati dagli Stati Uniti, altera anche il funzionamento del mercato dei cambi, preludio al ritorno di una loro sistematica manipolazione da parte degli Stati, allontanando ancor più l’economia globale da una condizione di mercato competitivo”.

Savona: golden power da perfezionare, coordinare con regole europee

Milano, 20 giu. (askanews) – “L’interazione tra le regole del gioco di mercato e societarie stabilite dal Tuf e le norme sul golden power presenta aspetti che richiedono di essere perfezionati e coordinati con le regole dei trattati europei”. Lo ha detto il presidente della Consob, Paolo Savona, nel corso del suo intervento all’incontro annuale con il mercato finanziario.

“In Italia – ha sottolineato – aumentano le richieste di tali interventi rivolte al Governo, affrontando le incertezze applicative di una normativa ufficialmente introdotta come extra-ordinem, diventata multi-purpose, sotto la spinta della nuova fase geopolitica di una caduta di dialogo tra Stati”.

Il rapporto tra obiettivi di sicurezza dello Stato, di libera competizione e di proiezione internazionale dell’economia è all’attenzione anche dell’Europa – ha spiegato Savona -, dove oggi è in discussione la revisione del Regolamento su come vagliare un meccanismo rafforzato e armonizzato per prevenire e affrontare i rischi per la sicurezza derivanti dagli investimenti esteri diretti e indiretti”.

Confindustria è preoccupata per i dazi e "l’ennesima guerra"

Roma, 20 giu. (askanews) – “Un altro shock” per l’industria italiana. Lo scenario, già complesso, è aggravato dall’aumento del prezzo del petrolio a causa del conflitto Israele-Iran. Ma secondo l’indagine “Congiuntura Flash” di Confindustria di Giugno 2025 “l’industria italiana ha tenuto all’ inizio del secondo trimestre e gli indicatori sono migliorati per i servizi”.

Tuttavia “i dazi sull’export e l’incertezza stanno deteriorando la fiducia, brutto segnale per i consumi e gli investimenti. Positivo, invece, è il proseguire del taglio dei tassi nell’Eurozona. Risale il costo dell’energia – si legge -. Il prezzo del petrolio, che da inizio 2025 era in calo per le attese indebolite sulla domanda globale determinate dai dazi, è bruscamente risalito sulla scia della guerra Israele-Iran. Anche il prezzo del gas in Europa (Ttf) è rincarato”.

Nel frattempo in Italia il credito è in recupero prosegue Confindustria. “Il credito per le famiglie italiane è in aumento sempre più robusto (+1,3% annuo in aprile, da +1,1% a marzo), mentre quello per le imprese continua a registrare una variazione annua negativa (-0,8%, da -1,1%) anche se la dinamica degli ultimi mesi è tornata positiva. Il taglio dei tassi si è tradotto in un ribasso del costo del credito (3,8%, da 5,3% un anno prima)”.

Gli investimenti hanno sorpreso in positivo nel 1° trimestre (+1,6%), con tutte le componenti in aumento (costruzioni, impianti-macchinari, ricerca) ma secondo l’indagine per il secondo trimestre “gli indicatori sono deboli: a maggio, aumenta poco la fiducia delle imprese, su valori bassi; l’incertezza è elevata; gli ordini di beni strumentali sono negativi; le attese di nuovi ordini calano per il secondo mese”.

Ad aprile l’occupazione è rimasta stabile ma a maggio la fiducia delle famiglie è scesa per il terzo mese consecutivo, si legge, e lascia presagire la frenata della propensione al consumo. Difatti, le vendite al dettaglio crescono poco (+0,5% in aprile, +0,2% acquisito nel 2° trimestre) e le immatricolazioni di auto sono, di nuovo, in lieve flessione (-0,1% annuo a maggio).

La premier Meloni: in Africa si gioca il nostro futuro

Roma, 20 giu. (askanews) – “Crediamo che l’Africa sia un continente in cui si gioca il nostro futuro: rafforzare l’Africa significa anche rafforzare l’Europa e costruire insieme le condizioni per una stabilità comune”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, aprendo a Villa Doria Pamphilj il Vertice “The Mattei Plan for Africa and the Global Gateway: A common effort with the African Continent”.

Il summit è co-presieduto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dalla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen.

Lepore (MSDesk): portiamo imprese italiane verso il mercato saudita

Milano, 20 giu. (askanews) – “Essere presenti anche quest’anno con una delegazione MS Desk – Italian Saudi Business Chamber a questo importante appuntamento organizzato da SACE conferma il nostro impegno concreto nel sostenere le imprese italiane nei percorsi di internazionalizzazione, in particolare verso un mercato dinamico e in forte espansione come quello saudita”. Lo ha detto l’avvocato Giuseppe Lepore, presidente di MS Desk Italy.

“Il Regno dell’Arabia Saudita, grazie anche al piano di sviluppo ‘Vision 2030’ – ha proseguito Lepore – rappresenta oggi uno dei principali hub strategici per chi vuole investire in innovazione, infrastrutture e sostenibilit. Le opportunit per le aziende italiane sono molteplici e concrete: il nostro compito, come MS Desk – Italian Saudi Business Chamber, quello di accompagnarle con competenza, visione e presenza diretta sul territorio. La nostra attivit non si limita alla consulenza legale: lavoriamo al fianco delle imprese in una logica integrata, offrendo un supporto strategico su pi livelli – giuridico, commerciale e istituzionale. In questo contesto, il dialogo con le controparti locali e la comprensione delle dinamiche culturali e normative sono elementi centrali per garantire progetti solidi e sostenibili nel lungo periodo. Credo fortemente nella costruzione di ponti tra l’Italia e il mondo arabo. Come studio legale, ma soprattutto come professionisti impegnati sul campo, ci poniamo l’obiettivo di essere interlocutori affidabili e presenti per tutte quelle realt italiane che vogliono crescere a livello internazionale, cogliendo le grandi potenzialit offerte da mercati in evoluzione come quello saudita”.

Metalmeccanici in piazza, bloccate tangenziale Bologna e porto Ancona

Roma, 20 giu. (askanews) – Metalmeccanici in piazza oggi, con manifestazioni in diverse parti d’Italia per chiedere la riapertura delle trattative sul rinnovo del contratto. Secondo la Fiom Cgil i lavoratori sono entrati sulla tangenziale a Bologna e nel Porto di Ancona, al grido di “senza il contratto il paese si blocca”.

Il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, durante una manifestazione a Mestre ha spiegato le motivazioni della protesta. “I metalmeccanici scendono in piazza non contro qualcuno, ma per rinnovare il contratto. Un anno è passato e Federmeccanica ha deciso di non trattare e questo per noi è inammissibile – ha detto -. Oggi gli chiediamo, dopo 40 ore di sciopero, di riaprire la trattativa”.

Trattativa “significa sedersi e discutere per un contratto che riguarda 2 milioni di lavoratori. L’industria va salvaguardata e per salvaguardare l’industria bisogna rinnovare i contratti”. Serve che “i lavoratori abbiano quella quantità economica necessaria per garantire una vita normale e per far ripartire i consumi. E’ assurdo quello che sta avvenendo in questi mesi – ha detto Palombella – un’assenza della politica e di Federmeccanica nel riaprire la trattativa”.

Secondo la Fiom iniziative significative si stanno svolgendo in diverse località, e queste azioni di protesta evidenziano la forte partecipazione dei lavoratori e il messaggio chiaro che intendono trasmettere: il paese si ferma se Federmeccanica, Assital e Unionmeccanica non riaprono le trattative per il rinnovo del Contratto nazionale dei metalmeccanici.

I lavoratori chiedono un aumento certo del salario, la riduzione dell’orario di lavoro e maggiori certezze per le lavoratrici e i lavoratori precari. Nelle prossime ore, sono previste ulteriori iniziative in tutta Italia, a dimostrazione che la mobilitazione dei metalmeccanici è solo all’inizio e che la richiesta di un contratto equo e giusto è più forte che mai.

Meloni: in Africa si gioca il nostro futuro

Roma, 20 giu. (askanews) – “Crediamo che l’Africa sia un continente in cui si gioca il nostro futuro: rafforzare l’Africa significa anche rafforzare l’Europa e costruire insieme le condizioni per una stabilità comune”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, aprendo a Villa Doria Pamphilj il Vertice “The Mattei Plan for Africa and the Global Gateway: A common effort with the African Continent”.

Il summit è co-presieduto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dalla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen.

Guerra Israele-Iran, Aiea: no a bombe Usa su Fordow. Gli aggiornamenti

Roma, 20 giu. (askanews) – Continua la guerra avviata da Israele contro l’Iran. Di seguito, gli aggiornamenti sul terreno e nella sfera della diplomazia.

-11:01 Cinque ospedali iraniani hanno subito danni la scorsa settimana a seguito di attacchi israeliani nelle vicinanze. Lo ha dichiarato il responsabile dei servizi di emergenza iraniani alla Tv di Stato. Secondo i servizi di emergenza, anche i pazienti degli ospedali in questione hanno subito le conseguenze di questi attacchi.

-11:00 Il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) Rafael Grossi ha dichiarato alla CNN di sperare che gli Stati uniti non facciano uso di bombe “bunker buster” contro l’impianto di arricchimento dell’uranio di Fordow in Iran. “Spero che ciò non accada. Spero che si possa tornare a una soluzione diplomatica perché, sapete, alla fine dei conti, certo, le strutture fisiche possono essere distrutte, ma non si può distruggere la conoscenza, non si possono distruggere i progressi tecnologici realizzati nel Paese”, ha detto il diplomatico. “Quindi crediamo – e continuiamo a ritenere importante – trovare un modo per tornare al tavolo diplomatico”, ha continuato.

-10:59 Secondo Human Rights Activists News Agency, gli attacchi aerei israeliani avrebbero causato 639 morti in Iran, inclusi alti ufficiali militari e scienziati nucleari. Secondo Reuters almeno una ventina di civili israeliani sarebbero stati uccisi dai missili iraniani, ma l’agenzia precisa di non aver potuto verificare in modo indipendente queste cifre.

-10:58 Donald Trump ha rinviato di due settimane la decisione finale su un possibile intervento militare statunitense contro i siti nucleari iraniani. Secondo fonti interne alla Casa Bianca, il timore principale che frena il presidente americano è quello di trasformare l’Iran in una “nuova Libia”, con il rischio di destabilizzare ulteriormente il Medio Oriente e ripetere gli errori degli interventi statunitensi del passato.

“Non vuole che l’Iran si trasformi in un’altra Libia,” ha dichiarato una fonte vicina all’amministrazione. “Quel precedente pesa molto su di lui.”

Tra Iran e Israele nuovi attacchi missilistici, l’Europa tenta la via diplomatica

Roma, 20 giu. (askanews) – La guerra nei cieli tra Israele e Iran è entrata oggi nella seconda settimana con una nuova ondata di attacchi missilistici, ma anche una rinnovata attività diplomatica europea che mira a spingere Teheran verso una soluzione negoziata. Il presidente Usa Donald Trump ha dichiarato che ogni decisione su un eventuale coinvolgimento diretto degli Stati Uniti sarà presa entro due settimane, definendo indirettamente una cornice temporale per un negoziato.

Secondo Human Rights Activists News Agency, gli attacchi aerei israeliani avrebbero causato 639 morti in Iran, inclusi alti ufficiali militari e scienziati nucleari. Secondo Reuters almeno una ventina di civili israeliani sarebbero stati uccisi dai missili iraniani, ma l’agenzia precisa di non aver potuto verificare in modo indipendente queste cifre.

I ministri degli Esteri di Regno Unito, Francia e Germania, insieme all’Alto rappresentante UE per la politica estera, si incontrano oggi a Ginevra con il ministro iraniano Abbas Araqchi, nel tentativo di de-escalation.

“Ora è il momento di fermare le gravi immagini che arrivano dal Medio Oriente. Un’escalation regionale non gioverebbe a nessuno”, ha commentato il ministro britannico David Lammy.

Il capo della diplomazia iraniana ha però escluso negoziati con gli Usa finchè continuano gli attacchi israeliani. Nel frattempo, il segretario di Stato USA Marco Rubio ha incontrato Lammy e ha tenuto colloqui con i colleghi di Australia, Francia e Italia. Ieri sera il ministro degli Esteri Tajani lo ha sentito al telefono e ha parlato anche con l’omologo iraniano. Al capo della diplomazia di Teheran, Abbas Araghchi, Tajani ha confermato la contrarietà italiana al fatto che l’Iran si doti dell’arma atomica, e ha ripetuto l’impegno del governo italiano per arrivare rapidamente a una de-escalation che porti alla fine degli scontri militari Iran-Israele.

Il presidente russo Vladimir Putin e il presidente cinese Xi Jinping hanno avuto una lunga conversazione telefonica, condannando Israele e chiedendo la de-escalation del conflitto, ha riferito il Cremlino.

Istat: ad aprile costruzioni +2,4% su mese e +3,9% su anno

Roma, 20 giu. (askanews) – Ad aprile 2025 la produzione nelle costruzioni in Italia è aumentata del 2,4% rispetto al mese precedente: è la stima comunicata dall’Istat, secondo cui nel confronto su base annua la produzione nel settore è salita del 3,9%, ma se corretta per gli effetti di calendario allora risulta salita del 5,9%.

Nel trimestre febbraio-aprile 2025, la produzione nelle costruzioni è aumentata dell’1,7% nel confronto con il trimestre precedente.

“Dopo la flessione registrata nei due mesi precedenti, ad aprile 2025 l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni registra una crescita congiunturale, raggiungendo il livello più alto da marzo 2008 – rileva l’Istat -. Anche su base trimestrale la dinamica congiunturale è positiva, sebbene in rallentamento. Su base tendenziale, l’indice corretto per gli effetti di calendario conferma la fase di espansione avviata ad inizio 2025”.

Adr, l’aeroporto di Roma Fiumicino confermato migliore in Europa

Roma, 20 giu. (askanews) – L’aeroporto di Roma Fiumicino è il migliore d’Europa per la settima volta dal 2018 nella categoria degli scali oltre i 40 milioni di passeggeri. Lo ha decretato ieri sera ad Atene l’associazione internazionale di categori, la Airport Council International – Aci Europe, secondo quanto riporta un comunicato di Adr nel corso della sua 35ª Assemblea generale, in cui, ogni anno, vengono premiati con il “Best Airport Award” gli scali che si sono distinti per l’eccellenza del personale, per la trasformazione digitale, l’innovazione tecnologica e la ecosostenibilità delle infrastrutture aeroportuali.

Le valutazioni sono state svolte da una giuria indipendente composta da 8 rappresentanti istituzionali del settore dell’aviazione europea tra cui la Commissione Europea, Eurocontrol, Itf, Ecac, Sesar Ju e altri.

La continua ricerca dell’eccellenza operativa; l’impegno nella transizione green, con l’inaugurazione lo scorso gennaio del più grande impianto fotovoltaico in autoconsumo in uno scalo europeo; una gestione dei processi aeroportuali basata sui dati; un consolidamento nelle relazioni con gli stakeholder istituzionali: sono queste le motivazioni, citate dalla giuria, si legge.

Roma Fiumicino è gestito da Adr, società del gruppo Mundys, recentemente salito all’8° posto nella Top 10 dei migliori aeroporti del mondo, stilata dall’organizzazione Skytrax. Il nuovo primato continentale va a consolidare la leadership del “Leonardo da Vinci” come miglior scalo per la qualità dei servizi offerti ai passeggeri, assegnato lo scorso marzo e ininterrottamente dal 2017 da ACI World a seguito dei livelli di soddisfazione dei passeggeri registrati nell’ambito del programma di survey “Airport Service Quality” condotto in oltre 350 aeroporti in tutto il mondo.

A testimonianza della continua capacità di attrazione della Capitale, nei primi 5 mesi dell’anno l’hub di Fiumicino ha registrato un nuovo incremento del traffico passeggeri del 7% rispetto allo stesso periodo del 2024.

“Con la vittoria di quest’anno, consolidiamo un primato europeo che per noi significa continuare a mantenere quei livelli di eccellenza che ci posizionano ormai anche a livello mondiale”, ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Aeroporti di Roma Marco Troncone. “È doveroso ringraziare in primo luogo le nostre persone: una squadra quasi raddoppiata negli ultimi dodici anni che, con la sua capacità e dedizione, è la vera artefice di questa vittoria. Un ringraziamento sentito va anche ad Enac, ad Enav, alle Forze dell’Ordine, all’intera comunità aeroportuale e ai nostri passeggeri”.

“Registriamo una forte crescita del traffico verso il nostro Paese che rende il futuro promettente”, prosegue Troncone “ma che, allo stesso tempo, evidenzia sfide crescenti per il mantenimento dei livelli di capacità e qualità necessari per cogliere in pieno e tempestivamente l’opportunità. Per questo, siamo pronti a far partire il nuovo Piano di sviluppo aeroportuale da 9 miliardi di euro, un grande stimolo per la competitività e la crescita economica del nostro Paese, per continuare a interpretare un ruolo da protagonisti nel settore a livello europeo e mondiale”.

Bce: Italia e Spagna trainano crescita occupati eurozona I trim

Roma, 20 giu. (askanews) – Nel primo trimestre di quest’anno, Spagna e Italia hanno trainato la crescita dell’occupazione generale di tutta l’area euro, salita dello 0,3%. Lo rileva la Banca centrale europea nel suo ultimo bollettino economico. L’andamento generale “cela tendenze divergenti tra i paesi dell’area dell’euro. Tra i principali membri, l’occupazione è stata trainata soprattutto da Italia e Spagna”, si legge.

Al contempo, il tasso di disoccupazione è stato pari al 6,2 per cento ad aprile, rimanendo sostanzialmente stabile dalla metà del 2024. La domanda di lavoro è diminuita ulteriormente e il tasso di posti vacanti è sceso al 2,4 per cento nel primo trimestre del 2025, aggiunge la Bce, ossia 0,1 punti percentuali al di sotto del livello osservato nel trimestre precedente.

Bce: decisioni tassi saranno basate su dati e prese volta per volta

Roma, 20 giu. (askanews) – “Soprattutto nelle attuali condizioni caratterizzate da eccezionale incertezza, l’orientamento di politica monetaria adeguato sarà definito seguendo un approccio guidato dai dati, in base al quale le decisioni vengono adottate di volta in volta a ogni riunione”. Lo ribadisce la Banca centrale europea nel suo ultimo Bollettino economico, con una formula leggermente più prudente di quella utilizzata dalla presidente Christine Lagarde nella conferenza stampa a seguito del Consiglio direttivo di inizio mese, in cui aveva lanciato segnali abbastanza espliciti di pausa nella manovra di tagli ai tassi di interesse.

Rispondendo ad una domanda, Lagarde aveva infatti affermato che con l’ultimo taglio deciso ai tassi il direttorio riteneva di essere “in una buona posizione per navigare le condizioni di incertezza che attraverseremo”. Questa formula, letta da mercati e analisti come un chiaro segnale sull’orientamento a non modificare i tassi alla prossima riunione di luglio, non era stata inserita nella comunicazione formale del Consiglio, né è presente oggi nel Bollettino economico.

Può trattarsi di una scelta deliberata del banchieri centrali, per lasciarsi la massima libertà di azione nelle decisioni pur fornendo ai mercati delle indicazioni.

Il documento di oggi ribadisce invece che le decisioni sui riferimento del costo del danaro “saranno basate sulla valutazione delle prospettive di inflazione, considerati i nuovi dati economici e finanziari, la dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria. Il Consiglio direttivo non intende vincolarsi a un particolare percorso dei tassi”.

Il tutto mentre, secondo la Bce, i rischi per la crescita economica restano orientati verso un possibile indebolimento, mentre le prospettive di inflazione sono più incerte del consueto, sebbene ora la dinamica dei prezzi sia sostanzialmente allineata all’obiettivo del 2%.

Mattarella: sempre più grave condizione profughi e rifugiati, fare di più

Roma, 20 giu. (askanews) – “La condizione dei rifugiati e dei profughi da un numero crescente di conflitti armati, tensioni regionali e gravi crisi umanitarie, indotte anche dall’impatto crescente di eventi climatici estremi, diviene sempre più grave. È una realtà che interpella le nostre coscienze e ci chiama a fare di più per chi si trova in condizione di fragilità e bisogno per affermare l’inviolabilità della dignità di ogni persona”. La sollecitazione arriva dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato ha ammonito: “Non è solo questione umanitaria: è responsabilità giuridica e morale comune”.

“Nella Giornata Mondiale del Rifugiato – ha aggiunto – si rinnova il dovere di ricordare che la tutela della persona, in ogni sua condizione, è principio fondativo della Repubblica Italiana, cuore dell’ordinamento europeo e pilastro del diritto internazionale. L’Italia, anche per la sua collocazione geografica, si trova in prima persona a rispondere a questa sfida globale e ad affrontare le ragioni profonde di questi fenomeni”.

“Si misurano in questo ambito le insufficienze dell’ordinamento internazionale che non riesce ad assolvere pienamente – ha osservato ancora Mattarella – al compito di protezione di queste condizioni di fragilità, specie in questa fase di indebolimento e lacerazione delle relazioni fra gli Stati”.

“La visione della Repubblica Italiana, fondata sulla cooperazione multilaterale e sul dialogo, appare ancora più preziosa, con l’attivo coinvolgimento delle forze della società civile, per un approccio condiviso in grado di offrire risposte rapide, concrete ed efficaci”, ha concluso.

“Mai fermi”, il nuovo libro di Alessandro Benetton: 8 lezioni di vita

Milano, 20 giu. (askanews) – La storia, i successi, le difficolt, i valori degli altri come ispirazione per la propria carriera, vita, visione. l’idea da cui scaturito “Mai fermi. Otto punti fissi per la tua traiettoria”, il nuovo libro di Alessandro Benetton, edito da Mondadori.

“Nasce dopo la storia di ‘La traiettoria’, il mio primo libro, in cui qualcuno mi aveva convinto che ci fossero delle cose che potessero essere di ispirazione per gli altri nella mia vita, cosa che non credevo; ha finito per essere cos ed stato quasi spontaneo condividere un altro pensiero che avevo, cio quello che si pu imparare molto dalla vita degli altri. Ci vuole empatia, ci vuole modestia ma anche la volont e la capacit di pensare in grande”, ha spiegato l’autore, presidente di Edizione e vicepresidente di Mundys.

Fra i “mentori” citati Andy Warhol, l’architetto giapponese Tadao Ando, la stilista Emilie Floge e Michael Schumacher. “L’ho conosciuto da giovane mi sono rimaste impresse tante cose dalla sua determinazione alla sua complicit, al suo essere anche contaminante nei confronti degli altri – ha detto parlando del pilota – la determinazione assoluta su tutto anche all’inizio della sua relazione con quella che diventer sua moglie, Corinna”.

Poi ancora i surfisti Kelly Slater e Bethany Hamilton, il banchiere Amadeo Giannini, fondatore di Bank of America, con una lunga storia di successi e riscatti contro le avversit. “A me piaciuto mettere in evidenza la sua capacit di pensare in maniera olistica al proprio mestiere – ha precisato Benetton – pensare che quello che lui faceva aveva un impatto nella vita degli altri e tenere quella come barra e come traiettoria”.

Poi alcune lezioni pi personali, di famiglia: “Ci sono tanti episodi che riguardano la vita pi personale ancora, coi miei figli, il fatto di essermi occupato da molto vicino di loro mi ha permesso di mettere in giusta prospettiva tutti gli altri grandi impegni che avevo in un momento di profondo cambiamento della mia vita”.

UniCredit, Orcel su Ops Bpm: se non risolviamo, ci ritiriamo

Roma, 20 giu. (askanews) – Sul risiko bancario e l’offerta per banco Bpm “abbiamo fatto e continuiamo a fare tutto, ma se non riusciremo a risolvere, come probabile, ci ritireremo. Il nostro ricorso al Tar è un fatto di tutela giuridica, per il nostro Cda e la nostra società”. Lo afferma l’amministratore delegato di UniCredit, Andrea Orcel in un’intervista a La Repubblica.

In questo modo a Bpm, su cui UniCredit ha lanciato una offerta pubblica di scambio (Ops) “resterà Credit agricole come azionista di riferimento col 20% o forse di più. Il Banco Bpm dovrà dimostrare le promesse che ha fatto remunerare i suoi azionisti come sarebbero stati remunerati nel caso in cui sarebbe stato ci sarebbe stata l’operazione”.

Secondo il manager è giusto dire no quando si distrugge valore per portare a casa un’operazione. Come su Mps “sì perché in quel momento potevamo da una parte creare molto più valore loro da soli, e dall’altra non vi erano condizioni per un ritorno adeguato”. Da allora, riconosce tuttavia Orcel, il valore di Mps è raddoppiato (+100%), ma quello di Unicredit – rileva – “si è moltiplicato per cinque”.

“Unicredit continuerà a eseguire con disciplina la propria strategia e a sovraperformare il settore. Non si basa su fusioni e acquisizioni, bensì su un piano di continua trasformazione che porteremo a termine”, prosegue.

Gli viene chiesto se abbia incontrato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. “Per quanto riguarda la posizione del governo non vedo un problema di sicurezza. Le prescrizioni devono essere ben definite – è la risposta sibillina di Orcel -per far sì che possano essere eseguite senza intercorrere nel rischio di pagare miliardi di sanzioni”.

Ma in generale, interpellato sui rilievi provenienti proprio dal Mef “in realtà non c’è nessun problema di sicurezza – puntualizza – siamo una banca italiana che è diventata paneuropea”.

Su Commerzbank, invece rileva che “ci porterebbe due mercati in cui vogliamo investire e, come Banco Bpm, i suoi clienti sono Pmi e ‘affluent’, con poche sovrapposizioni con la nostra banca tedesca. È un’operazione informativa che creerebbe valore a noi, Commerzbank e alla Germania”. Infine, per quanto riguarda la partecipazione su Generali, “abbiamo agito da un punto di vista finanziario e ora ridurremo la quota nei tempi e nei modi opportuni”, ribadisce il manager al quotidiano.

Venezia e le epidemie nella storia, una mostra in Fondazione Cini

Milano, 20 giu. (askanews) – Raccontare le epidemie attraverso i documenti della storia veneziana e una installazione dello studio camerAnebbia, oltre che con le applicazioni di intelligenza artificiale ai dati storici di Venice Long Data. Alla Fondazione Giorgio Cini sull’Isola di San Giorgio, nella Biblioteca della Longhena, apre al pubblico la mostra “Venezia e le epidemie”, che si inserisce nel percorso tematico “Democrazia e pandemie” della Fondazione.

“Stiamo vivendo un periodo dove i cambiamenti di leadership e geopolitiche sono giganteschi – ha detto ad askanews il presidente della Fondazione Cini, Gianfelice Rocca – e quindi dobbiamo ancora capire le nuove leadership come si comporteranno a livello globale. La pandemia è un problema contemporaneamente locale e globale e Venezia ci insegna delle storie molto importanti”.

In mostra libri e documenti, trattati e disposizioni che ripercorrono le scelte della Serenissima, città globale del suo tempo, nel fronteggiare le pestilenze ricorrenti nel passato. Ma lo sguardo, dopo il Covid, non può che essere anche al nostro presente. “La Fondazione Cini – ha aggiunto il presidente – si pone sul fronte della ricerca in un’epoca di grandissimi cambiamenti. Non pensa di avere delle ricette, non è, l’ho detto anche in altre situazioni, un faro che illumina il futuro quando è così complesso, ma è una lanterna che illumina la situazione del presente per consentire il dialogo fra persone di buona volontà, ma che rappresentano culture di grande diversità”.

L’installazione di camerAnebbia permette ai visitatori di entrare fisicamente dentro la storia i documenti e, oltre che spettacolare, è anche un’occasione per riflettere sulla centralità dell’azione degli uomini, e quindi dell’umanesimo, anche e soprattutto a fronte di situazioni eccezionali. “Noi pensiamo che è proprio questo ruolo di ritrovare l’uomo nella sua profonda umanità – ha concluso Gianfelice Rocca – che rappresenta l’elemento innovativo in un’epoca in cui si pensa che la scienza possa costruire il nostro futuro e la nostra cultura”.

La mostra “Venezia e le epidemie”, curata da Egidio Ivetic, è aperta al pubblico fino al 19 dicembre 2025.

La Voce del Popolo | Da Paese leader a soggetto capriccioso

Il mondo ha perso il suo principio ordinatore. E cioè, gli Stati Uniti d’America. Un Paese che ha fatto i suoi errori e dato luogo a certe sue esagerazioni, certo. Ma che non aveva mai smarrito il senso della sua leadership globale. Né al tempo della guerra fredda né subito dopo. Ora, invece, la presidenza Trump trasforma il primato geopolitico americano in una sorta di happening.

C’è sempre una certa prepotenza, aumentata in dosi massicce. Ma non c’è più quel pensiero globale, quella responsabilità diffusa che induceva gli inquilini della Casa Bianca, quale che fosse il loro partito, a farsi carico di un equilibrio più grande di loro. Così, il paese leader diventa un soggetto politico capriccioso, lunatico e imprevedibile. Ansioso di non assumere nessuna responsabilità. Intento a esercitare la sua guida nei modi più bizzarri. Disattento a ogni eco, a ogni domanda, a ogni sospetto che la sua conduzione degli affari globali ingenera presso altri popoli e altri paesi.

È per questo che ogni crisi può deflagrare. Dato che l’ordine americano, se possiamo chiamarlo così, aveva certe sue arbitrarietà e prepotenze. Ma poi si faceva carico della ricerca (almeno la ricerca) di un equilibrio tra i torti e le ragioni, e tra i mille interessi in conflitto.

Ora, invece, l’America dei nostri giorni viene decifrata scrutando segnali di fumo. Tra i quali non sappiamo più riconoscere il nostro destino.

È paradossale che questa crisi della leadership a stelle e strisce avvenga in presenza del primo Pontefice nato in quel territorio. Paradossale, ma anche forse consolatorio per quanti cercano una luce nel buio di questi giorni.

Fonte: La Voce del Popolo – 19 giugno 2025

Articolo qui riproposto per gentile concessione del direttore del settimanale della Diocesi di Brescia.

La declinazione al futuro del popolarismo: una riflessione necessaria

Le premesse politiche e culturali

Nel dibattito sul futuro della cultura politica del Popolarismo in Italia, sviluppatosi sul Domaniditalia anche dopo il documento firmato da Fioroni e D’Ubaldo, sono emersi alcuni punti importanti di discussione. Provo a dire al riguardo la mia opinione.

Parto dai due punti che ritengo i più facili.

Primo. Una rinnovata presenza del Popolarismo in Italia non può nascere dalla aspirazione ad esercitare un ruolo di “moderazione” della Destra al potere, sulla scorta del motto: seguiamo il vento, ma da moderati.

Questa Destra può modernizzarsi; contenere più che nel passato le sue pulsioni più estremiste; contare su una leadership di indubbia capacità e scaltrezza come quella della Presidente Meloni. Tuttavia rimane intrinsecamente alternativa ai valori della nostra tradizione culturale e politica. Non è dunque in questo Campo che il Popolarismo può pensare di riorganizzarsi, se non accettando un suo irreversibile mutamento genetico.

Secondo. Il Popolarismo può rigenerarsi se si pensa ed agisce come soggetto politico autonomo. Dotato cioè di una sua specifica soggettività, che esista in quanto tale, a prescindere dai suoi eventuali alleati. Del resto, per allearsi occorre esistere.

Alcuni amici auspicano, partendo da questo principio, una presenza nazionale elettoralmente “a sé stante”. Ipotesi che può essere considerata, certo, però ove ne avesse ragionevolmente la forza e ove i sistemi elettorali ed il quadro politico lo consentissero. In questo momento, queste condizioni in Italia non mi paiono sussistere.

A meno di non voler fare solo “testimonianza”, si pone dunque la necessità di “abitare” un campo comunque coalizionale.

Osservo peraltro, con riferimento ai sistemi elettorali, che la questione delle alleanze (come emerge dalla storia delle esperienze popolari italiane, compresa quella della DC) varrebbe in ogni caso, prima o dopo il voto degli elettori che sia: Degasperi e Moro, per tutti, lo hanno indicato con chiarezza e talvolta con sofferta difficoltà. Della serie: il proporzionale puro non esime le forze politiche dalla necessità di dichiarare con sincera trasparenza programmi, visioni e potenziali alleati compatibili. Questo, al di là dei sistemi elettorali, fa parte integrante della Politica ed è cifra innata nella ricerca di un consenso consapevole e responsabile, non effimero e di breve momento.

L’autonomia dei Popolari e la questione del PD

Ci sono poi altri punti meno facili sui quali riflettere.

Primo. I Popolari hanno sempre testimoniato una “cultura della coalizione”, appunto. Ma essa non può certo tradursi nell’essere satelliti etero diretti da altri. Al di là dei rapporti di forza del momento, questo esige il riconoscimento e l’esercizio della dignità di soggetto politico autonomo. Una rinnovata presenza Popolare non può essere dunque una sorta di listarella vagamente civica, che faccia da semplice corollario, per puri fini elettorali, ai “Partiti” che invece abbiano la pretesa di costituire il “cuore politico” di una coalizione.

Secondo. La questione del PD e della sua natura originariamente ispirata ad una rappresentanza anche del filone popolare. Al riguardo, è inutile recriminare sul passato. Molti degli amici che oggi rivendicano uno spazio politico popolare autonomo, hanno condiviso, al tempo, la costruzione del PD.

Personalmente non ho mai condiviso la “reductio ad unum” delle culture politiche riformatrici del nostro Paese. Ho creduto e continuo a credere (col massimo rispetto di chi ha fatto questa scelta) che sia stato un errore. E non solo per la tradizione del Popolarismo.

Oggi il PD comunque esiste, anche con la sua componente minoritaria di origine popolare: ne va preso atto.

La ragione politica oggi prioritaria (sconfiggere questa Destra; ridare anima e forza alla Democrazia; costruire in prospettiva nuovi scenari di rappresentanza politica) richiede che i Popolari che non sono nel PD non fondino le proprie aspettative sulle congetture di scissione di quel partito, che peraltro non si scorgono all’orizzonte, se non limitatamente a qualche singola persona, ma si occupino di organizzare la “loro” presenza.

“Et et”, come si diceva un tempo. Chi è nel PD ed intende restarci, lavori per un nuovo bilanciamento riformista del suo partito. Chi non lo è lavori per costruire una nuova soggettività politica autonoma, rivolgendosi soprattutto a quella metà e più di italiani che non votano o votano a Destra perché non ritengono credibile la proposta di “questa” opposizione.

Terzo. Avere contezza dei tempi, delle fasi e delle componenti del percorso. Inutile e fuorviante, a mio parere, dividersi tra chi crede alla necessità di una urgente iniziativa politica e chi pensa invece che occorra ricostruire prima una rete di presenze sociali e comunitarie. Servono tutte e due le cose. La Politica, ci hanno insegnato i nostri Maestri, non prevede salti, ma processi ispirati – al tempo stesso – ad una visione di lungo periodo e ad una coraggiosa gestione del tempo che si vive, con gli strumenti e gli spazi che esso offre.

Quarto. Affrontare con laicità e – appunto – realismo, le prossime elezioni politiche nazionali. Ciò significa prendere atto che lo spazio politico ed elettorale potenziale per un “centro” che concorra a costruire una credibile alternativa a questa Destra non può esaurirsi oggi nello stretto perimetro del Popolarismo di ispirazione cristiana. Quest’ultimo deve essere certo riconoscibile (mettendo finalmente a fattor comune le molte esperienze locali e le molte start-up nazionali che lo propugnano) ma deve essere disponibile a partecipare alla costruzione di un’area politico-elettorale culturalmente plurale con altri interlocutori che condividano il medesimo posizionamento.

La sfida sarà, da un lato, la coesione e la credibile visibilità di un soggetto popolare e, dall’altro, la capacità di superare da parte di tutti la tendenza alla autoreferenzialità; la pretesa di leadership iper-personalizzate; la ricerca di specifiche “benedizioni” da parte del PD, col quale occorre invece un rapporto “adulto”.

Le sfide dei tempi e dei processi politici

Aggiungo: va evitato nel frattempo che nelle Regioni chiamate al voto prima delle elezioni politiche ci siano alleanze locali con la Destra. Anche laddove il PD, come in alcune realtà, dimostra freddezza se non ostilità al rapporto con le varie formazioni di ispirazione popolare. Dove non ci sono le condizioni di una alleanza, meglio piuttosto correre da soli, ma senza compromettere il futuro del progetto nazionale con accordi a Destra. La credibilità del progetto, in tal caso, verrebbe fortemente compromessa.

Quinto. Il Campo Largo così come sta venendo avanti. Non c’è dubbio che esiste un problema politico e programmatico al riguardo, non risolvibile con la troppo banale – benché per certi versi comprensibile – valutazione di tipo puramente matematico. Questo problema può essere in effetti assai grave soprattutto se il PD intende costruire il “cuore politico” della coalizione con le componenti più radicali o ambigue (come il M5S), senza porsi il problema del suo bilanciamento complessivo, sia in termini politici che programmatici, interni ed internazionali. E se, conseguentemente, ricerca al Centro satelliti di comodo, meglio se camuffati nel vago civismo e spezzettati e non “alleati politici” veri. Ovvio che su questo terreno molto dipende da noi, dalla nostra chiarezza politica e dal nostro “ubi consistam”.

Le prospettive per una nuova visione dei Popolari

Vedo, infine, due questioni di “sistema” sulle quali occorre in ogni caso una riflessione più approfondita.

La prima riguarda la necessità di pensare ad una “forma partito” innovativa e capace di rapportarsi alla condizione del nostro tempo. Nessuna nostalgia dei vecchi tempi può sostituire questo sforzo di innovazione, che deve esplorare a fondo le ragioni del distacco crescente tra cittadini e politica, nonché proporre strumenti di coinvolgimento dei singoli e delle componenti comunitarie assolutamente inediti. Lavoro faticoso ma non impossibile.

La seconda questione riguarda la “visione” Popolare. Non possiamo accontentarci di esibire la nostra importante storia o richiamarci ai principi primi della Dottrina Sociale della Chiesa. Il tempo che viviamo mette sotto stress tutte le “radici” storiche per come esse si sono incarnate nelle epoche precedenti, anche più vicine a noi. Queste radici possono evitare il rischio di isterilirsi in cimeli da museo solo se si ha il coraggio e la capacità di reinterpretarle nei paradigmi di oggi.

Perfino Papa Prevost, scegliendo il nome di Leone ed evocando così la “Rerum Novarum”, ha parlato della sfida centrale dell’Intelligenza Artificiale.

A maggior ragione, dunque, i Popolari, chiamati al loro compito sul piano di una laicità responsabile, non possono esimersi dal definire la propria idea originale sulle “cose nuove” del loro tempo, trovando così il loro spazio peculiare e creativo tra la crisi del pensiero tradizionale del “progressismo” – che fatica oggi a capire e a comunicare al popolo verso dove intende progredire – e le risposte pasticciate e demagogiche di una Destra che vuole “conservare”, ma fatica in realtà a capire cosa conservare e per questo agita ovunque la paura di un futuro che non sa immaginare.

In questo senso, i Popolari hanno ancora un senso nella politica se non sono per nulla “moderati”, ma esigenti ed inquieti costruttori di una nuova idea di società: in Italia, in Europa e nel contesto del disordine internazionale.

La politica estera non nasce dalla piazza

La politica estera, da sempre, è lo spartiacque decisivo che conferma, o meno, la credibilità di un Paese a livello europeo ed internazionale. E, soprattutto, è la leva decisiva che qualifica una coalizione o una alleanza politica e di governo di un Paese. Per non parlare, come ovvio e persino scontato ricordare, che sulla politica estera si gioca anche e soprattutto la postura e l’autorevolezza di una classe dirigente sul versante nazionale.

Ora, siamo tutti perfettamente consapevoli che viviamo in una stagione dominata da molteplici turbolenze e che vede mettere in progressiva e persino radicale discussione i postulati essenziali su cui si era poggiata la nostra tradizionale politica estera. A cominciare dalla poca tensione e cultura europeista presenti in molte forze politiche – soprattutto quelle di marca populista e demagogica come i 5 Stelle e la Lega di Salvini e nei partiti estremisti ed ideologici come quello del trio Fratoianni/Bonelli/Salis – e, soprattutto, con la crescente distanza nei confronti dei cosiddetti “valori occidentali”. Elemento, questo, sistematicamente rispedito al mittente dal “nuovo corso” del PD della Schlein.

Ed è proprio di fronte a questo scenario che si moltiplicano i dubbi e le perplessità sul futuro della nostra politica estera. Perché se l’attuale Ministro degli Esteri e la Presidente del Consiglio su questo versante riscuotono un sostanziale consenso a livello europeo ed internazionale, c’è da essere seriamente preoccupati di fronte all’organizzazione di manifestazioni di piazza che vengono promosse da alcune forze politiche della sinistra populista, ideologica e massimalista e supportate dal solito stuolo editoriale, giornalistico e televisivo.

Iniziative che, al di là della propaganda e delle solite parole d’ordine, hanno alcuni nemici chiari e ben definiti. Dalla radicale ostilità nei confronti degli Stati Uniti d’America, che si è ulteriormente rafforzata con l’elezione di Donald Trump, alla sostanziale criminalizzazione di Israele. Che va oltre l’odio comprensibile nei confronti del suo attuale governo. Dal poco se non nullo entusiasmo delle scelte politiche che sono state intraprese dai vari Paesi europei sul capitolo della difesa comune del Vecchio Continente, alla misteriosa simpatia – pur se non direttamente esplicitata – nei confronti del dittatore russo. Dal silenzio, sempre più imbarazzante, sulla spietata dittatura teocratica iraniana, alle perplessità sull’appoggio finanziario alla “resistenza” ucraina.

E, del resto, la manifestazione che si svolgerà domani a Roma raccoglie molte di queste sollecitazioni e di altre ancora che provengono dal vasto mondo associazionistico che appoggia concretamente queste formazioni politicamente estremiste e massimaliste.

Ora, ed è questo il punto politico di fondo, che si tratti di una sensibilità politica radicalmente alternativa rispetto a quella che è stata perseguita per 50 anni nella Prima Repubblica grazie al ruolo decisivo e determinante della Democrazia Cristiana non c’è alcun dubbio. Politica che è stata proseguita anche per molto tempo durante la cosiddetta Seconda Repubblica. Ma il dato che preoccupa, e che inquieta, è se queste forze politiche dovessero un domani approdare al Governo.

Per dirla in termini più chiari: quale sarebbe il progetto di politica estera che sarebbe concretamente perseguito? Quali sarebbero i Paesi con cui ci si allea a livello internazionale? Quale sarebbe lo scudo internazionale a cui aggrapparsi in un contesto mondiale dominato dai rapporti di forza e da Paesi dittatoriali ed imperiali che fanno dell’investimento negli armamenti il loro “core business”? E infine, ma non per ordine di importanza, la politica estera di un Paese come l’Italia nasce sempre e comunque solo attraverso il ricorso alla piazza?

Sono domande, queste, che richiedono una riflessione e, soprattutto, una risposta politica concreta e rassicurante. Perché tutto si può fare in un Paese democratico, tranne essere incerti, balbettanti, pericolosi o inquietanti sul versante della costruzione della politica estera. È sempre stato così e sarà sempre così.

Metaverso relazionale e scenari futuristici

Verso una nuova psicologia del profondo digitale

I miei studi e approfondimenti in materia di psicologia sociale delle reti neurali artificiali e di digital humans, in previsione di seminari accademici, ci aprono a una serie di osservazioni.

L’avvento delle tecnologie avanzate correlate alle reti neurali artificiali ad impatto sociale sta rapidamente evidenziando come mondi centrali della società stiano entrando nella fase evolutiva della propria natura. Algoritmi empatici, metaverso relazionale e neuro-roboetica disegnano nuove scienze come la promptologia sociale oppure una nuova psicologia del profondo digitale.

Il metaverso relazionale supera il rapporto con le AI di diverso genere, crea nuove opportunità di inclusione sociale ed innovazione permanente per tutte le generazioni e per tutte le età. È l’alba di una nuova istologia della creatività umana.

Tecnologie emergenti e reti di inclusione

L’introduzione di tecnologie avanzate nel sistema sociale – per esempio in economia sociale, nel terzo settore, nella ricerca scientifica civica e di quarta missione della conoscenza, nelle politiche pubbliche e nell’advocacy – amplia e rende la società del sapere più sostenibile e responsiva alle esigenze della modernità.

La predittività algoritmica rappresenta una frontiera previsionale, una risposta tempestiva ai cambiamenti significativi dello sviluppo umano della persona.

La formazione di una generazione di “inno-humans” non è solo la promozione dell’alfabetizzazione digitale, ma è conseguire un’avveniristica consapevolezza della psicologia del deep learning, di quella autentica psicologia sociale della profonda interfaccia umano-rete neurale artificiale.

Nuove reti si creano, si reinventano, si plasmano: sono le reti di inclusione digitale.

Il metaverso relazionale come nuovo spazio sociale

Mentre l’intelligenza artificiale va verso il tramonto della sua esistenza collettiva, il metaverso relazionale diventa il “nuovo spazio di interazione sociale e di inclusione”, quel “meta-horizon” – sistema planetario di mondi sognati, immaginati e pensati ma mai realizzati.

Lo scenario è quello di utilizzare questo “pluriverse” per creare spazi virtuali di partecipazione attiva al living sociale, con education, games, supporto di ogni tipo, etc.

Entrare nella relazionalità metaversica è offrire spazi sociali, economici e psicologici per “psico-connettersi” al virtuale, all’immersivo e all’aumentato.

Algoretica, etica e centralità della persona

Tra le reti neurali artificiali e il machine learning, le tecnologie emergenti possono collocarsi per essere utilizzate nello sviluppo di soluzioni personalizzate per quella dimensione sociale che necessita di supporto.

La psicologia sociale delle reti neurali artificiali alla base del metaverso ha un potenziale enorme nell’integrare l’inclusione, la partecipazione e la sostenibilità.

L’intelligenza artificiale e la realtà virtuale possono realmente abbattere barriere geografiche, fisiche e sociali, creando spazi dove l’interazione tra persone è possibile, inclusiva e arricchente.

Il futuro di questa trasformazione dipende dalla capacità di coniugare innovazione ed etica, assicurando che le tecnologie siano sempre al servizio del benessere delle persone e della comunità.

La tecnologia deve rimanere un mezzo e non un fine. Algoretica e centralità della persona rimangono al centro, un meta digital interface human model da analizzare, studiare ed esplorare.

Sempre che il futuro non ci richieda di rispettare la parte etico-sensibile delle reti neurali artificiali sociali. Saremo in presenza di “altro non umano”?

Cinema e audiovisivo per nuova Fondazione Roma Lazio Film Commission

Roma, 20 giu. (askanews) – Inaugurata a Roma la nuova Fondazione Film Commission di Roma e del Lazio, un percorso di profonda riforma strutturale con l’obiettivo di diventare il polo del cinema e dell’audiovisivo di Roma e del Lazio, punto di riferimento per tutto il settore. Numerose personalità presenti alla serata, in rappresentanza delle Istituzioni, del mondo della cultura, del cinema e dello spettacolo.

Il rinnovamento della Fondazione parte dal nuovo Consiglio di Amministrazione, appena nominato dai Soci Regione Lazio e Roma Capitale, che vede la Presidente Maria Giuseppina Troccoli, Christian Uva come Vicepresidente, e Lorenza Lei con il ruolo di Amministratore Delegato.

La nuova governance – si legge in un comunicato – punta a rafforzare il ruolo centrale di Roma Lazio Film Commission nello sviluppo del cinema e dell’audiovisivo nel territorio, sostenendo le imprese locali, promuovendo la crescita professionale degli operatori e favorendo nuove opportunità a livello nazionale e internazionale, con una strategia innovativa e di lungo periodo che vuole raccogliere nuove importanti sfide. La Fondazione lavorerà sui principali asset del settore cine-audiovisivo. Sul lato Industry, per rispondere alle esigenze della produzione e della distribuzione, attivando percorsi di sostegno sia a livello di contributi sia a livello di assistenza tecnico-organizzativa. In quest’ottica si colloca l’apertura di sportelli territoriali nel Lazio, per favorire uno sviluppo più diffuso e capillare del settore, con un approccio integrato più efficiente e innovativo, che mira a facilitare il lavoro delle produzioni, anche grazie a una guida alla produzione intelligente e una guida alle location film friendly.

Altro asset fondamentale è la Formazione, per cui Roma Lazio Film Commission assume un ruolo chiave, proponendo programmi educativi, workshop, masterclass, attività dedicate ai nuovi talenti della TV. Interventi pensati per sviluppare competenze, stimolare la creatività e favorire l’ingresso di giovani professionisti nel mercato, contribuendo così a costruire un sistema più forte e competitivo. Con queste finalità, la Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté, con corsi gratuiti per le principali professionalità del cinema, progetto di eccellenza finanziato con il Fondo Sociale Europeo, diventerà parte integrante della Fondazione.

Di strategica importanza, per avere un settore forte e competitivo, è il coinvolgimento dell’intero comparto, dalle professionalità più specializzate alle meno conosciute, con particolare attenzione alle maestranze e ai lavoratori del settore, agenti, casting director, location manager, che saranno coinvolti attivamente in diverse attività, perché la Fondazione intende diventare una piattaforma condivisa per raccogliere e affrontare le sfide del futuro, con l’obiettivo di favorire un sistema più coeso, innovativo e aperto alle opportunità. Crescere insieme vuol dire sostenere lo sviluppo economico, culturale e sociale di Roma e del Lazio con uno sguardo aperto e internazionale. L’impegno è promuovere e sostenere le coproduzioni internazionali anche attraverso la presenza nei principali mercati e festival di settore, per mostrare le potenzialità del territorio e creare nuove opportunità di crescita e innovazione per tutte le figure professionali coinvolte, con un impegno che vedrà la Fondazione in prima linea per attrarre nuovi progetti, investimenti e collaborazioni. Roma Lazio Film Commission: un polo del cinema e dell’audiovisivo per inquadrare insieme nuovi orizzonti.

I numeri dell’Audiovisivo del Lazio – Fondi regionali Per il 2025 sono previsti interventi che riguardano investimenti per la promozione della cultura cinematografica e audiovisiva, sostegno alla produzione cinematografica ed audiovisiva, scrittura di progetti di sceneggiatura, promozione dell’esercizio cinematografico, per oltre 9 milioni di euro, di cui 3 milioni destinati per il 2025 alla Fondazione Roma Lazio Film Commission.

– Fondi PR-FESR Lazio 2021-2027 La programmazione 2021-2027 ha tra le finalità il sostegno al sistema delle imprese, con una particolare attenzione alla filiera del cinema e dell’audiovisivo. L’intervento “Lazio Cinema International”, individuato come progetto strategico, sostiene, tra l’altro, la produzione di Opere Audiovisive internazionali per rafforzare e migliorare la competitività delle imprese di produzione cinematografica e il relativo indotto, con particolare attenzione ai territori. Le risorse FESR 2021-2027 stanziate per questo intervento sono pari a 10 milioni di euro annui, con la pubblicazione di due edizioni annuali di un avviso pubblico.

– Fondi FSE+ 2021-2027 Un ulteriore settore di intervento riguarda le scuole di formazione, in particolare: la Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté e l’Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini. Per tali Scuole di alta formazione, gestite dalla Direzione Regionale Istruzione, Formazione e Politiche per l’occupazione e finalizzate alla valorizzazione e al potenziamento di specifiche figure professionali – legate a settori considerati rilevanti per l’economia regionale quali cultura, audiovisivo, cinema e spettacolo – sono programmate risorse FSE+ con un risultato atteso di numerosi progetti, percorsi formativi, azioni di sistema e tirocini.

1° POSTO in Italia per imprese attive nel settore e 2° POSTO in Europa per investimenti a favore di cinema e audiovisivo.

2.400 imprese attive del Lazio nel settore audiovisivo.

13.000 addetti nel Lazio nel settore della “produzione di film, video e programmi televisivi”.

70,6 milioni di euro tra 2016 e 2023 per il cofinanziamento delle coproduzioni internazionali, attraverso il bando Lazio Cinema International.

215 opere cofinanziate dal bando tra 2016 e 2024 (film, serie TV, documentari, film di animazione).

357 premi e 474 nomination raccolti dai film cofinanziati da Lazio Cinema International in Festival nazionali e internazionali.

261 case di produzione straniere coinvolte nelle coproduzioni, in rappresentanza di 38 Paesi.

(Crediti foto Raffaele Marino).

Ue, Dombrovskis conferma asimmetria in regole deficit e spese difesa

Roma, 19 giu. (askanews) – Il commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis ha conferma la presenza di un problema di asimmetria, nelle regole del Patto di stabilità e di crescita, sulle procedure per deficit eccessivo e l’eventuale ricorso alla clausola nazionale di sospensione del Patto stesso per aumentare le spese in difesa. In pratica, le regole penalizzano i Paesi che devono uscire da procedure per deficit eccessivo già in corso.

Oggi a mettere in rilevo il problema è stato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, parlando della necessità di “aggiornare” le regole che altrimenti rischiano di apparire “stupide e senza senso”.

“Abbiamo avuto questa discussione all’eurogruppo di oggi e ho avuto anche discussioni bilaterali con il ministro Giorgetti. Effettivamente è una situazione che stiamo fronteggiando – ha confermato Dombrovskis – in base alle regole le condizioni per aprire le procedure per deficit eccessivo e per chiuderle non sono necessariamente simmetriche”.

Sulla decisione se aprire una procedura (Edp) “possiamo tenere conto di fattori rilevanti e circostanze eccezionali e possiamo anche tenere conto dell’attivazione della clausola nazionale di sospensione del Patto. E lo abbiamo fatto in alcuni casi nel pacchetto di primavera. Mentre per chiudere una procedura Edp la regolamentazione è molto chiara e molto stretta: può essere fatto solo quando il deficit è portato sotto il valore di riferimento del 3% del Pil e quando la Commissione europea preveda che resti sotto questo valore guardando avanti”. Le regole “dicono esplicitamente che i fattori rilevanti non devono essere presi in considerazione”, ha detto.

“Questo è il quadro regolamentare con cui operiamo e i legislatori, quando lo hanno approvato, avevano previsto questa asimmetria nelle regole”, ha sottolineato l’eurocommissario.

Ciò detto, “ovviamente esaminiamo questa situazione. Ma è opportuno far notare che anche per i Paesi in procedura per deficit eccessivo è possibile prendere in considerazione la flessibilità offerta dalla clausola nazionale sospensione del Patto”, nel senso che possono di avere la deviazione prevista e autorizzata sulla dinamica di spesa: “è qualcosa che si può fare”.

Si può fare ma con delle conseguenze, ha spiegato Dombrovskis: “Anche i paesi in deficit e eccessivo possono usare questa clausola, e possono avere questi 1,5 punti di Pil di flessibilità eccezionale. Ne terremo conto quando valuteremo la traiettoria correttiva. Quello che cambierebbe, a livello pratico, è la data di uscita dalla procedura per deficit eccessivo. Perché se i Paesi usano questa clausola, il deficit sarà più alto e l’uscita dalla procedura sarà più avanti. Questo cambierebbe a livello pratico”. In pratica la procedura Edp durerà di più, ripetto a quanto accadrebbe se i Paesi in questione non facessero ricorso alla clausola.

“Ma in termini di applicazione, la clausola può essere utilizzata anche per i paesi in procedura Edp”, ha ribadito Dombrovskis.

Euro digitale, Dombrovskis: servono progressi, cercare compromessi

Roma, 19 giu. (askanews) – La Commissione europea preme affinché il Parlamento Ue raggiunga un accordo sulla legislazione necessaria alla creazione di un euro digitale. “I tempi turbolenti che viviamo richiedono progressi su questo tema, affinché l’euro digitale sia un pilastro importante della nostra autonomia strategica”, ha affermato il commissario europeo all’economia, Valdis Dombrovskis nella conferenza stampa al termine dell’Eurogruppo.

Sull’euro digitale “oggi abbiamo avuto una discussione positiva per andare avanti. Tra i ministri c’è una ampio consenso sul fatto che rappresenta una opportunità importante per la nostra valuta per entrare nell’era digitale e per trarre vantaggio delle opportunità che offre. Gli Stati stanno discutendo tutte le proposte chiave. Vogliamo identificare urgentemente un terreno di approdo e per arrivare a conclusione del processo legislativo servono compromessi sulle questioni rimaste aperte. La Commissione ue – ha detto Dombrovskis – è pronta a dare tutto al supporto tecnico necessario”.

Eurogruppo, Donohoe si candida a un nuovo mandato da presidente

Roma, 19 giu. (askanews) – Il presidente uscente dell’eurogruppo, l’irlandese Paschal Donohoe ha formalizzato la sua candidatura per un nuovo mandato. Lo ha annunciato lo stesso Donohoe nella conferenza stampa al termine della riunione di oggi in Lussemburgo.

“Sulla presidenza dell’eurogruppo, come sapete il mio termine finirà il 12 luglio. Il processo di elezione richiede dei candidati e abbiamo lanciato oggi il processo, che sarà affrontato al prossimo eurogruppo il 7 luglio. Ho reso pubblico il mio intento di continuare il lavoro”, ha detto.

Fi ‘chiude discorso’ sul terzo mandato. Torna la sfida tra Lega e Fdi per il Veneto

Roma, 19 giu. (askanews) – La trattativa – e lo sostengono fonti dei tre diversi partiti di maggioranza – ci sarebbe stata sul serio. Ma i tentativi di trovare la quadra per sbloccare la possibilità di un terzo mandato per i governatori, addirittura da varare in tempo per far candidare Luca Zaia in Veneto in autunno, si sarebbe arenata un paio di giorni fa. Di certo, il susseguirsi delle dichiarazioni pubbliche di giornata sembra far calare il sipario sulle chance di sbloccare un’intesa su quello che rischia di essere un delicatissimo giro di boa per l’intero esecutivo: ovvero la scelta dei candidati per le prossime Regionali, con la Lega che non vuole perdere terreno nelle sue storiche roccaforti e Fratelli d’Italia che, da primo partito, ambisce a governare una delle grandi Regioni del Nord. Il tutto ben prima della scadenza di martedì, data in cui i salviniani avrebbero potuto presentare un emendamento al ddl sul numero dei consiglieri, ossia lo strumento parlamentare individuato per far ‘viaggiare’, appunto, l’eventuale accordo.

A far precipitare gli eventi è in realtà un’affermazione del capogruppo dei meloniani alla Camera che, di fatto, sbarra la strada a una ipotesi di riforma della cittadinanza. Ovvero, la proposta di legge che – secondo i rumors – Forza Italia avrebbe messo sul piatto della bilancia per ammorbidire il suo no al terzo mandato. “Non la condividiamo, non fa parte del programma, non riteniamo si possa andare avanti”, dice Galeazzo Bignami. Passa meno di un’ora ed è il presidente dei deputati azzurri, Paolo Barelli, a decretare la “fine della discussione” sull’extra time per i governatori, ricordando che non fa parte del programma di governo, a differenza dell’impegno a “favorire l’inclusione dei migranti regolari”. Un tema caro al partito di Antonio Tajani perché strizza l’occhio all’elettorato cattolico e risponde in parte a certe sollecitazioni arrivate dal mondo della Chiesa.

Non meno rapidamente arriva a sua volta la presa di posizione della Lega, affidata al responsabile degli Enti locali, Stefano Locatelli, in cui si prende atto “con rammarico” del niet di Forza Italia, si definiscono “irricevibili scambi con cittadinanza facile o ius scholae”, ma soprattutto si invitano gli alleati a individuare “al più presto i candidati migliori”.

Ed è esattamente questo il punto. Al voto in autunno, oltre alle Marche in cui Fdi punta al bis dell’uscente Francesco Acquaroli, vanno anche Campania e Puglia (dove un via libera al terzo mandato avrebbe riaperto la partita anche per Vincenzo De Luca e Michele Emiliano, due personalità piuttosto ingombranti per il Pd), ma anche Toscana (che sarebbe stata rivendicata da Fi insieme a Verona per Flavio Tosi e a Milano) e soprattutto Veneto.

Una ricandidatura del ‘Doge’ avrebbe garantito alla Lega di mantenere un proprio esponente in quella Regione senza nemmeno aprire la ‘sfida’ con i meloniani, magari dirottando gli interessi del primo partito della coalizione sulla Lombardia dove il voto è previsto però nel 2028. “A questo punto – ammette però un alto esponente di Fdi – si rimette tutto in gioco. Noi abbiamo fatto tutto il possibile per Zaia, nessuno può dire il contrario”. I nomi dei papabili circolano da tempo e sono quelli di Luca De Carlo, Elena Donazzan e Raffaele Speranzon, anche se non si esclude nemmeno un profilo più ‘civico’. Matteo Salvini però non intende mollare, e vorrebbe vedere in quel ruolo il suo fedelissimo Alberto Stefani.

Il rischio di tensione nella maggioranza resta a questo punto altissimo, ma più esponenti di spicco del partito meloniano ci tengono a spiegare che sebbene la strada sia ora “molto stretta”, l’ipotesi – magari anche per allontanare le voci sul fatto che l’apertura fosse tutta un bluff – “non è ancora definitivamente tramontata”. Almeno, si sottolinea, non lo sarà fino a quando non ne avranno parlato i leader di maggioranza, cosa che potrebbe avvenire domani a margine del Consiglio dei ministri, o al più tardi lunedì. “Finché non ne discutono loro non è detta l’ultima parola”, si sottolinea.

Open arms, Salvini: i giudici confermano che difendere l’Italia non è reato

Roma, 19 giu. (askanews) – “I giudici hanno confermato che difendere l’Italia non è reato, rilevando l’ostinazione e l’arroganza di Open arms che ha fatto di tutto per venire in Italia, scartando tutte le altre alternative che erano più logiche e naturali”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini, commentando la sentenza del tribunale di Palermo.

“La soddisfazione per la decisione dei giudici di Palermo – aggiunge – non cancella l’amarezza per un processo lungo e che è costato migliaia di euro ai contribuenti italiani: è il risultato dell’odio politico della sinistra contro di me”.

Tennis, Cobolli avanza ai quarti ad Halle

Roma, 19 giu. (askanews) – Flavio Cobolli è ai quarti di finale dell’Atp 500 di Halle. L’azzurro ha battuto il canadese Denis Shapovalov (numero 31 del ranking Atp) con il punteggio di 7-6, 4-6, 7-6 in due ore e 33 minuti di gioco. Una partita molto equilibrata, in cui Cobolli ha fatto la differenza nei momenti decisivi (in particolare nel tiebreak dell’ultimo set). Cobolli, che raggiunge per la terza volta in stagione un quarto di finale a livello Atp, attende il vincente tra Zverev e Sonego (con la possibilità, dunque, di una sfida tutta italiana).

Tennis, Bolelli-Vavassori in finale ad Halle

Roma, 19 giu. (askanews) – Simone Bolelli e Andrea Vavassori sono in finale all’Atp 500 di Halle per il terzo anno consecutivo. Dopo la finale del 2023 e il trionfo nel 2024, la coppia azzurra giocherà ancora per il titolo sull’erba tedesca grazie alla netta vittoria in semifinale sulla coppia canadese formata da Felix Auger-Aliassime e Denis Shapovalov. Un doppio 6-2 in appena 49 minuti, un’autentica prova di forza di Bole e Wave che hanno vinto 10 delle ultime 11 partite giocate ad Halle. Gli azzurri torneranno in campo domenica, ore 12.30, per la finalissima e per confermare il titolo conquistato un anno fa. Da stabilire ancora contro chi: venerdì ci sarà il quarto di finale tra Doumbia/Reboul e Cabral/Miedler, chi vince sfiderà sabato in semifinale i n. 1 del seeding Krawietz/Puetz.

Calcio, Mbappé ricoverato per una gastroenterite acuta

Roma, 19 giu. (askanews) – Kylian Mbappé è stato colpito da una gastroenterite acuta ed è attualmente ricoverato in ospedale a Miami per vari accertamenti e cure. Ad annunciarlo è stato il Real Madrid attraverso una nota ufficiale del club. Il francese – assente nel match d’esordio nel torneo contro l’Al-Hilal di Simone Inzaghi – avrebbe iniziato a sentirsi male dopo l’allenamento di lunedì scorso, cioè quarantotto ore prima della partita contro l’Al-Hilal, spiega Marca. Da allora non solo non ha potuto allenarsi – prosegue il giornale spagnolo da sempre vicinissimo agli ambienti Real -, ma a malapena è riuscito a uscire dalla propria stanza. In questo scenario il Real Madrid ha seguito rigorosamente il protocollo di isolamento.

Calcio, serie A, Sassuolo-Napoli primo anticipo il 23 agosto

Roma, 19 giu. (askanews) – Sono ufficiali gli anticipi e i posticipi delle prime tre giornate del prossimo campionato di Serie A. Si parte sabato 23 agosto alle 18.30 con Genoa-Lecce e Sassuolo-Napoli. Di seguito l’elenco di tutte le partite con i rispettivi orari:

1^ GIORNATA (23-25 AGOSTO 2025) GENOA-LECCE, sabato 23 agosto alle 18.30 SASSUOLO-NAPOLI, sabato 23 agosto alle 18.30 MILAN-CREMONESE, sabato 23 agosto alle 20.45 ROMA-BOLOGNA, sabato 23 agosto alle 20.45 CAGLIARI-FIORENTINA, domenica 24 agosto alle 18.30 COMO-LAZIO, domenica 24 agosto alle 18.30 ATALANTA-PISA, domenica 24 agosto alle 20.45 JUVENTUS-PARMA, domenica 24 agosto alle 20.45 UDINESE-VERONA, lunedì 25 agosto alle 18.30 INTER-TORINO, lunedì 25 agosto alle 20.45

2^ GIORNATA (29-31 AGOSTO 2025) CREMONESE-SASSUOLO, venerdì 29 agosto alle 18.30 LECCE-MILAN, venerdì 29 agosto alle 20.45 BOLOGNA-COMO, sabato 30 agosto alle 18.30 PARMA-ATALANTA, sabato 30 agosto alle 18.30 NAPOLI-CAGLIARI, sabato 30 agosto alle 20.45 PISA-ROMA, sabato 30 agosto alle 20.45 GENOA-JUVENTUS, domenica 31 agosto alle 18.30 TORINO-FIORENTINA, domenica 31 agosto alle 18.30 INTER-UDINESE, domenica 31 agosto alle 20.45 LAZIO-VERONA, domenica 31 agosto alle 20.45

3^ GIORNATA (13-15 SETTEMBRE 2025) CAGLIARI-PARMA, sabato 13 settembre alle 15 JUVENTUS-INTER, sabato 13 settembre alle 18 FIORENTINA-NAPOLI, sabato 13 settembre alle 20.45 ROMA-TORINO, domenica 14 settembre alle 12.30 ATALANTA-LECCE, domenica 14 settembre alle 15 PISA-UDINESE, domenica 14 settembre alle 15 SASSUOLO-LAZIO, domenica 14 settemnre alle 18 MILAN-BOLOGNA, domenica 14 settembre alle 20.45 VERONA-CREMONESE, lunedì 15 settembre alle 18.30 COMO-GENOA, lunedì 15 settembre alle 20.45

Tennis, Rafa Nadal è Marchese di Llevant di Maiorca

Roma, 19 giu. (askanews) – Il tennista Rafael Nadal, la nuotatrice paralimpica Teresa Perales, la cantante Luz Casal, la fotografa Cristina García Rodero, il biochimico Carlos López Orin e l’ex capo della Casa Reale, Jaime Alfonsín, sono le prime figure a cui il Re di Spagna ha concesso un titolo nobiliare, il primo dalla sua proclamazione nel 2014. Come annunciato al Palazzo della Zarzuela, Filippo VI ha voluto sottolineare che “le loro rispettive carriere sono esempi di eccellenza, sia al servizio della Corona che nei campi del pensiero, della cultura, della scienza, delle arti e dello sport. Sono motivo di orgoglio per la Spagna e un riferimento permanente per i valori che dovrebbero ispirare la nostra società, riflessi sia nel discorso di proclamazione di Sua Maestà il Re davanti alle Cortes Generali il 19 giugno 2014, sia nei principi di servizio, impegno e dovere che egli infonde nel suo regno” I titoli conferiti sono Marchese di Alfonsín, Grande di Spagna, ed ereditario a Jaime Alfonsín, che è stato capo della Casa Reale dal 2014 al 2024 e in precedenza, dal 1995, capo dell’ufficio del Principe delle Asturie.

Marchese di Llevant di Maiorca, al tennista Rafael Nadal Parera, ereditario; Marchesa di Perales, anch’esso ereditario, alla campionessa paralimpica di nuoto, Teresa Perales Fernández; il titolo poetico di Marchesa della Luce e della Pace, anch’esso ereditario, alla cantante Luz Casal Paz; Marchese di Castillo de Lerés, a vita, al biochimico Carlos López Otín; e, infine, il titolo di Marchesa della Valle di Alcudia, ereditario, alla fotografa Cristina García Rodero. La concessione di titoli è un potere del detentore della Corona, sebbene Filippo VI non abbia esercitato tale diritto fino a questo giovedì, in occasione della chiusura delle commemorazioni che si sono svolte nell’ultimo anno per il decimo anniversario della proclamazione. Negli ultimi anni, il Re si è limitato a firmare, dopo l’approvazione del Ministero della Giustizia, le successioni ai titoli esistenti, oltre ad aver revocato, nel 2015, a sua sorella, l’Infanta Cristina, il titolo di Duchessa di Palma, che Re Juan Carlos le aveva concesso nel 1997 in occasione delle sue nozze con Iñaki Urdangarin.

Attualmente, 2.199 persone in Spagna condividono i 2.672 titoli nobiliari validi. Alcuni sono secolari, come i Duchi di Alba, Medinaceli, Osuna e Medina Sidonia, altri sono più recenti, come i Marchesati di Fuster e Grisolía, concessi da Re Juan Carlos I nel 2014 agli scienziati Valentín Fuster e Santiago Grisolía. Durante i suoi 38 anni di regno, Juan Carlos I ha conferito 54 titoli che riconoscono i meriti di artisti, scienziati, politici e imprenditori, tra cui Salvador Dalí, Josep Tarradellas, Juan Antonio Samaranch, José Manuel Lara, Mario Vargas Llosa e Vicente del Bosque.

Ue, Giorgetti: su spese difesa aggiornare regole stupide e senza senso

Roma, 19 giu. (askanews) – Nell’Unione europea “è fondamentale trovare una soluzione” per aggiornare le regole sulle spese in difesa, che “nell’emergenza che stiamo vivendo” rischiano di apparire “stupide e senza senso”. Lo ha affermato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nel corso dell’Eurogruppo in Lussemburgo.

“L’Italia ribadisce il suo impegno per l’efficiente attuazione dell’ambizioso Piano Strutturale di Bilancio a Medio Termine e ricordiamo che la nostra posizione di bilancio è migliorata nel 2024”, ha spiegato Giorgetti, secondo quanto riporta una nota. “Si confermano prospettive favorevoli per l’economia italiana, con risultati preliminari più positivi del previsto per il primo trimestre del 2025, in un contesto di elevata incertezza. Tutto ciò – ha detto – ha prodotto il miglioramento delle prospettive del debito italiano, creando slancio e fiducia” ha aggiunto.

Giorgetti ha rimarcato che “l’Italia si impegna a uscire tempestivamente dalla procedura d’infrazione. Tuttavia, registriamo un problema che dobbiamo risolvere. Le raccomandazioni invitano gli Stati membri ad aumentare la spesa per la difesa. Il problema – ha rimarcato il ministro – è che questi aumenti vengono trattati in modo asimmetrico: gli Stati membri al di fuori della Procedura per deficit eccessivo (Pde) possono utilizzare la flessibilità della clausola nazionale di salvaguardia (Nec) ed evitare una Pde anche con disavanzi superiori al 3%, mentre gli Stati membri già in Pde non possono utilizzare la stessa flessibilità e uscire dalla procedura se il loro disavanzo è superiore al 3% a causa della spesa per la difesa”.

In altre parole significa che “accettare l’invito ad aumentare la spesa per la difesa impedirebbe per sempre la nostra uscita dalla procedura d’infrazione”. Quindi “è fondamentale trovare una soluzione per aggiornare queste regole all’emergenza che stiamo vivendo – ha detto Giorgetti – per evitare che sembrino stupide e senza senso”.

Trump ha firmato una proroga di 90 giorni per TikTok

New York, 19 giu. (askanews) – Il presidente Donald Trump ha annunciato su Truth social di aver firmato un nuovo ordine esecutivo per prorogare di 90 giorni il termine previsto per la chiusura di TikTok negli Stati Uniti. “Ho appena firmato l’ordine esecutivo che estende il termine per la chiusura di TikTok di 90 giorni (17 settembre 2025). Grazie per l’attenzione!”, ha scritto il presidente nel suo post.

Si tratta del terzo ordine firmato dall’inizio del suo mandato, in attesa di un’intesa con la casa madre cinese ByteDance sulla protezione dei dati degli utenti americani.

Trump non può però annullare la legge che mette al bando TikTok, approvata sotto l’amministrazione Biden e convalidata dalla Corte Suprema pochi giorni prima del suo insediamento. L’unica opzione resta la sospensione temporanea in attesa di una soluzione politica o diplomatica.

Ilaria Cucchi: confermata la responsabilit della scala gerarchica

Roma, 19 giu. (askanews) – “La sentenza di oggi estremamente importante, soprattutto considerato il momento storico che stiamo attraversando. Si ha sempre la sensazione di questo senso di impunit da parte di determinate categorie di persone: oggi in quest’aula stata confermata la sentenza di primo grado riguardo ai reati commessi dalla cosiddetta scala gerarchica successivamente all’uccisione di mio fratello, Stefano Cucchi. Oggi una giornata molto importante e credo non solo per Ilaria Cucchi e la sua famiglia”.

Cos ha detto la senatrice di Avs, Ilaria Cucchi, dopo la sentenza d’appello per la vicenda dei depistaggi riguardo il caso del fratello Stefano Cucchi.

I giudici della II corte d’appello del tribunale di Roma hanno deciso la prescrizione delle accuse per il generale dei carabinieri Alessandro Casarsa e gli ufficiali dell’Arma, Francesco Cavallo e Luciano Soligo. Sono stati invece assolti Massimiliano Colombo Labriola e Tiziano Testarmata, che erano stati condannati in primo grado a un anno e nove mesi. Ridotta la pena a 10 mesi per Francesco Di Sano. Con la sentenza stata poi confermata la condanna a un anno e tre mesi per Lorenzo Sabatino, gi a capo del nucleo investigativo dei carabinieri. Ribadita anche la pena per Luca De Cianni a due anni e mezzo. Le accuse contestate, a vario titolo e a seconda delle posizioni, vanno dal falso, al favoreggiamento, all’omessa denuncia e calunnia.

Secondo quanto contestato dagli inquirenti i militari cercarono di intralciare le indagini e rallentare l’accertamento di ci che avvenne nella caserma dove Cucchi era stato portato per il fotosegnalamento dopo il fermo del giovane per spaccio di sostanze stupefacenti.

Parte domenica charter per italiani che vogliono rientrare da Israele

Roma, 19 giu. (askanews) – L’Unitá di Crisi e le sedi diplomatiche italiane stanno lavorando con intensità per “facilitare le partenze dei connazionali da Iran e Israele, fornendo informazioni più precise sui documenti necessari e vie d’uscita possibili. “Ma non è un’evacuazione, è una partenza assistita”, ha precisato ai giornalisti il capo dell’Unità di crisi della Farnesina, Nicola Minasi. Una situazione del tutto simile si è presentata dopo il 7 ottobre, ha precisato.

Per domenica sera 22 giugno è stato organizzato un volo da Sharm el Skeikh, in Egitto, del costo di 500 euro; a bordo 150 posti e già 146 persone hanno manifestato interesse. Il volo, organizzato su richiesta dello stesso ministro degli Esteri Antonio Tajani, dovrebbe arrivare lunedì mattina verso le 4 a Verona. Per chi vuole prenotarsi, un notabene da tenere in considerazione: se si manifesta interesse a partire, una volta acquistato biglietto non è più rimborsabile.

Quanto all’Iran, un primo convoglio è partito martedì da Teheran per l’Azerbaigian e un volo da Baku è arrivato ieri a Fiumicino.

“Stiamo lavorando per i prossimi giorni. Dopo un secondo convoglio se non ci sono altre richieste ci fermeremo, perchè richieste in calo, non è chiaro se per difficoltà di comunicazione o altro”, ha aggiunto.

Le vie di uscita per l’Iran sono da Turchia, Azerbaigian, Armenia e anche Turkmenistan.

In ogni caso la Farnesina invita a registrarsi su “Dove siamo nel mondo” e “Viaggiamo sicuri”. Ed è stata attivata anche la mail assistenza.iran@esteri.it

L’Unità di crisi ricorda che gli italiani residenti in Iran sono 500 circa e un migliaio quelli “temporanei”. Un 200 circa hanno chiesto assistenza, gran parte sarebbe già partita dai grandi centri abitati per mettersi al sicuro o per raggiungere altri paesi.

Le sedi diplomatiche hanno il compito di “facilitare i movimenti dei connazionali, ma la responsabilità resta dei singoli viaggiatori” .

L’AI consente alle PMI di raddoppiare la crescita del fatturato

Roma, 19 giu. (askanews) – “L’impresa dell’IA. Come le PMI italiane possono diventare pi competitive grazie all’intelligenza artificiale” il titolo del convegno tenutosi alla Camera dei Deputati, promosso dall’On. Alberto Gusmeroli e organizzato dall’Istituto per la Competitivit I-Com in collaborazione con TeamSystem, che hanno presentato uno studio che approfondisce il ruolo strategico dell’Intelligenza Artificiale nel sistema produttivo italiano, in particolare, nelle PMI. L’impiego dell’AI potrebbe portare a ricavi aggiuntivi miliardari, ma servono le giuste condizioni. Abbiamo parlato con Daniele Lombardo Group Marketing, Institutional Relations and Communication Director TeamSystem:

“La vera sfida come raggiungerle le nostre PMI, perch sicuramente bisogna fare un’operazione su larga scala. C’ un tema sicuramente di competenze e quindi di cultura digitale per far s che gli imprenditori intraprendano questo percorso e c’ un tema sistemico di creare queste condizioni, su cui il decisore pubblico ha un ruolo fondamentale dal punto di vista abilitante. Bisogna per le piccole e medie imprese scegliere strumenti semplici, accessibili, che non abbiano tanta burocrazia nell’accedere eventualmente a degli incentivi, in modo tale che possano effettivamente avere accesso alle piattaforme con un po’ di sostegno dal punto di vista del pubblico e poi per con l’impegno anche degli imprenditori a trasformare le loro aziende”.

Un evento che accende i riflettori su come accompagnare le piccole e medie imprese italiane in un percorso di innovazione concreto, accessibile e sostenibile. poi intervenuto l’On. Alberto Luigi Gusmeroli Presidente Commissione Attivit produttive, commercio e turismo Camera dei Depurati:

“L’intelligenza artificiale una grande rivoluzione, come tutte le grandi rivoluzioni bisogna coglierne l’aspetto innovativo, l’aspetto rivoluzionario, ovviamente gestendo le eventuali criticit. Il mondo delle piccole e medie imprese pu migliorarsi notevolmente a livello di competitivit, a livello di progresso dei sistemi produttivi, pu essere insieme al fatto che gi di per s le piccole e medie imprese sono delle eccellenze nel mondo, aiutarsi, farsi aiutare dall’intelligenza artificiale pu fargli competere ancora di pi nel mondo”.

Per le PMI i tempi sono ancora lenti e non si potranno raggiungere gli obiettivi fissati per il 2030. Ma in che modo si pu accelerare l’adozione dell’AI? Cos ha risposto Stefano Da Empoli Presidente I-Com:

“A nostro avviso indispensabile un forte stimolo da parte delle istituzioni, c’ bisogno naturalmente del contributo da parte di tutti, incluse di associazioni, delle imprese, ma senza incentivi, senza lavorare anche attraverso l’intervento dello Stato sulle competenze, che a nostro avviso il fattore forse mancante principale, non riusciremo a raggiungere quegli obiettivi e neanche ad avvicinarci quindi crediamo sia indispensabile davvero dare uno shock positivo al sistema perch questo interesse diventi sempre maggiore”.

Un’evoluzione che inaugura l’era dell’Agentic AI. intervenuto anche Mario Nobile Direttore Generale AgID:

“L’agente cosa fa? Parla in linguaggio naturale, riesce a parlare pi lingue, riesce ad avvicinare i disabili perch pu usare degli strumenti di inclusione, automaticamente io posso cedergli la mia identit digitale e lui fa le attivit che io devo fare. L’agente AI o intelligenza artificiale ad agenti sia per la pubblica amministrazione che per le piccole e medie imprese pu cambiare i processi, non un prodotto da comprare dallo scaffale ma un prodotto da inserire nei processi cambiandoli per dare migliori servizi”.

E, poi, la proposta di legge presentata alla Camera dei Deputati per i voucher, i software che integrano l’AI e la formazione. Infine intervenuto On. Federico Mollicone Presidente Commissione Cultura, scienza e istruzione Camera dei Deputati:

“Ho presentato questa proposta di legge proprio perch credo che sia, come prevede anche il rapporto di Icom, che sia strategico per le piccole e medie imprese incentivare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi e vedendo che siamo anche lontani dal 13,5% a livello europeo e su questo il governo sta facendo molto investendo un miliardo il che ci mette nella testa a livello europeo dei paesi che investono di pi in intelligenza artificiale. Crediamo che non bisogna essere luddisti digitali ma gestire l’intelligenza artificiale in maniera etica e responsabile per lo sviluppo delle imprese”.

L’AI offre opportunit straordinarie per le PMI, che per si muovono ancora lentamente. Le sfide da affrontare sono tante, legate alla transizione digitale e alla formazione di competenze specialistiche, ma la strada imboccata quella giusta.

“Business responsabile”, iliad presenta Report sostenibilit 2024

Milano, 19 giu. (askanews) – Iliad ha presentato il suo Report di sostenibilit per l’anno 2024, nel segno di “impegno verso un business sempre pi responsabile nei confronti dell’ambiente e delle future generazioni”. Dopo un primo bilancio di sostenibilit pubblicato nel 2023, in questo secondo Report iliad ha integrato la precedente analisi di materialit con quella di doppia materialit condotta a livello europeo dal gruppo, in linea con la nuova direttiva CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) vista come opportunit per ridefinire le modalit di misurazione dei risultati ESG. “Essere responsabili, per iliad – ha commentato l’amministratore delegato Benedetto Levi – significa costruire un futuro in cui l’accesso al digitale sia inclusivo, la nostra impronta ambientale sempre pi ridotta e il nostro modello di business trasparente ed etico”.

Entrando nello specifico del Report, per quanto riguarda l’ambiente iliad ha proseguito l’impegno per ridurre l’impronta delle proprie attivit sull’ambiente e per contribuire alla transizione energetica del Paese e oltre a riconoscimenti ottenuti e accordi internazionali siglati ha emesso un green bond da 500 milioni di euro per finanziare progetti conformi ai criteri di investimento verde definiti nel suo Green Financing Framework. Per quanto riguarda le persone il gruppo ha ribadito l’impegno a essere vicino alle esigenze degli utenti e dei propri dipendenti, per garantire un ambiente di lavoro positivo e trasparente, con attenzione forte alle tematiche di diversit, equit e inclusione. Per il terzo anno consecutivo, inoltre, iliad stata riconosciuta tra gli Italy’s Best Employers, prima tra gli operatori telefonici nella categoria “Internet, IT e telecomunicazioni”.

Per quanto infine riguarda la societ iliad si impegnata nel contrasto alle pratiche distorsive che penalizzano i consumatori e ostacolano l’innovazione, ha sostenuto la diffusione delle materie STEM tra i bambini e ha sviluppato progetti di orientamento a studi e lavoro per i giovani universitari.

Cucchi, prescrizione per il generale Casarsa e altri ufficiali

Roma, 19 giu. (askanews) – Prescrizione delle accuse per il generale dei carabinieri Alessandro Casarsa e gli ufficiali dell’Arma, Francesco Cavallo e Luciano Soligo. Lo hanno deciso i giudici della II corte d’appello del tribunale di Roma nell’ambito del processo riguardo i depistaggi seguiti al pestaggio e alla morte di Stefano Cucchi, il geometra di 31 anni, arrestato il 15 ottobre del 2009 e deceduto sette giorni dopo all’ospedale Sandro Pertini.

Sono stati invece assolti Massimiliano Colombo Labriola e Tiziano Testarmata, che erano stati condannati in primo grado a un anno e nove mesi. Ridotta invece la pena a 10 mesi per Francesco Di Sano. Con la sentenza è stata poi confermata la condanna a un anno e tre mesi per Lorenzo Sabatino, già a capo del nucleo investigativo dei carabinieri. Ribadita anche la pena per Luca De Cianni a due anni e mezzo. Le accuse contestate, a vario titolo e a seconda delle posizioni, vanno dal falso, al favoreggiamento, all’omessa denuncia e calunnia.

Secondo quanto contestato dagli inquirenti i militari cercarono di intralciare le indagini e rallentare l’accertamento di ciò che avvenne nella caserma dove Cucchi era stato portato per il fotosegnalamento dopo il fermo del giovane per spaccio di sostanze stupefacenti.

“La sentenza di oggi sia estremamente importante, soprattutto considerato il momento storico che stiamo attraversando. Si ha sempre la sensazione di questo senso di impunità da parte di determinate categorie di persone: oggi in quest’aula è stata confermata la sentenza di primo grado riguardo ai reati commessi dalla cosiddetta scala gerarchica successivamente all’uccisione di mio fratello, Stefano Cucchi. Oggi è una giornata molto importante e credo non solo per Ilaria Cucchi e la sua famiglia”. Così ha detto la senatrice di Avs, Ilaria Cucchi, dopo la sentenza d’appello per la vicenda dei depistaggi riguardo il caso del fratello Stefano.

Fmi: eurozona resiliente, disoccupazione minima, ma più integrazione

Roma, 19 giu. (askanews) – Economia resiliente, disoccupazione ai minimi storici, inflazione ampiamente in linea con gli obiettivi della banca centrale e sistema finanziario stabile. È un quadro complessivamente positivo quello che emerge dal rapporto degli ispettori del Fondo monetario internazionale, al termine della missione annuale nell’area euro. Ma ovviamente ci sono anche i problemi: crescita economiche a rilento, così come la produttività, rapido invecchiamento della popolazione mentre Eurolandia deve fronteggiare diverse sfide, dalle tensioni sui dazi commerciali alle necessità di aumento delle spese in difesa.

La ricetta proposta dai tecnici dell’Fmi continua a essere basata sul rafforzamento dell’integrazione. Secondo l’istituzione di Washington bisogna rafforzare il mercato unico europeo, in modo da sostenere investimenti, innovazione e produttività. E un mercato europeo più integrato passa anche da politiche comuni su energia, connettività e difesa, anche sfruttando il bilancio pluriennale della Ue.

Secondo il Fmi, i Paesi Ue devono anche portare avanti dei piani di aggiustamento dei conti favorevoli alla crescita, adattati sulle specifiche esigenze dei singoli Stati, per preservare la sostenibilità di bilancio e gestire le pressioni sulla spesa nel lungo periodo, associate con demografia e sicurezza.