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Ue, Salvini: minaccia non viene da Russia ma da invasione islamica

Milano, 9 giu. (askanews) – “Per i nostri figli la minaccia non arriva da Est, da improbabili carri armati sovietici, ma arriva da Sud, è l’invasione di clandestini in prevalenza islamici, finanziata e organizzata nel silenzio di Bruxelles”. Lo ha affermato il vice premier e segretario della Lega Matteo Salvini, intervenendo sul palco dell’evento organizzato in Francia dai Patrioti.

“Nessun debito europeo per comprare altri armi come dice Macron, nessun fantomatico esercito europeo per fomentare altre guerre. Ogni sforzo va indirizzato per la pace e la fine dei conflitti. Nuove minacce e nuove sanzioni allontanano la fine delle guerre: tutti ascoltino le parole di pace e saggezza del papa”, ha ribadito Salvini.

IA, la visione di CNE: pu essere soluzione, serve pi formazione

Milano, 9 giu. (askanews) – La Confederazione Nazionale Esercenti ha organizzato degli incontri strategici e informativi presieduti dalla presidente nazionale Mary Modaffari in varie regioni d’Italia incontrando imprenditori e lavoratori per discutere di intelligenza artificiale, per confrontarsi sull’impatto che la stessa avr sulla gestione delle aziende e sulla manodopera. Da un lato la IA pu essere considerata integrazione dell’intelligenza umana, in grado dunque di aumentare la produttivit affiancando il lavoratore nell’esecuzione di compiti e mansioni, collaborando con essi e velocizzando le loro attivit. Dall’ altro invece potrebbe avere un effetto negativo di sostituzione nei confronti delle risorse umane, con un impatto a oggi non calcolabile sull’occupazione.

La presidente Modaffari si soffermata su una terza visione che rappresenta il punto di vista posto dalla Confederazione che ritiene che l’intelligenza artificiale possa invece essere la soluzione per alcune criticit aziendali, soprattutto in relazione alle mansioni pi ripetitive e alienanti. In tal modo si offrirebbe l’opportunit all’individuo di concentrarsi su altri aspetti del lavoro nei quali mostrare il proprio potenziale e dare spazio alla creativit.

Secondo la CNE l’impatto che l’implementazione dell’intelligenza artificiale potrebbe avere nel contesto economico italiano e soprattutto nelle aziende pu essere considerato uno strumento complementare all’attivit lavorativa e deve essere vista come uno strumento che possa affiancare le imprese in un mondo di produzione e commercio globalizzato. Per questo importante sostenere la formazione, per ampliare le competenze professionali anche in tema di IA, sia per i lavoratori gi in organico, sia per quelli del futuro. Secondo la Confederazione l’implementazione di nuove tecnologie deve avvenire con un’analisi costi-benefici, per questo CNE, anche in collaborazione con Federimprese Europa, ha creato un dipartimento specifico composto da professionisti del settore che possa dare le giuste indicazioni alle imprese organizzando giornate di orientamento per formare ed informare imprenditori, manager e lavoratori.

Wpp, l’amministratore delegato Mark Read lascia a fine anno

Roma, 9 giu. (askanews) – La multinazionale della pubblicità britannica Wpp ha annunciato che l’amministratore delegato Mark Read lascerà il gruppo a fine anno. “Dopo trent’anni nella società, di cui 7 quale amministratore delegato, Mark ha deciso che era il momento giusto di passare il testimone a un nuovo leader e la ricerca di un successore è in corso”, recita un comunicato di Wpp.

L’annuncio giunge dopo rinnovati indebolimenti del titolo in Borsa, che a metà seduta a Londra segna un meno 1,65% a 549,60 sterline. Le quotazioni hanno iniziato a seguire un percorso discendente a partire dallo scorso dicembre, dopo che avevano brevemente superato le 900 sterline.

Secondo il financial Times Wpp lo scorso anno ha perso il primato mondiale quale prima agenzia pubblicitaria per ricavi, a favore del gruppo francese Publicis. Nel frattempo le due maggiori rivali statunitensi, Omnicom e Ipg hanno avviato un piano di fusione.

Il tutto mentre il settore pubblicitario si ritrova a dover gestire il crescente utilizzo dell’intelligenza artificiale, che promette di offrire procedure più rapide e meno costose rispetto a un segmento in cui creatività e lavoro hanno un rilievo consistente, la stessa Wpp conta circa 100.000 collaboratori nel mondo.

Peraltro Read aveva spinto per l’adozione di modelli di IA, con la piattaforma Vpp Open e lo scorso gennaio, ricorda il quotidiano, in una intervista aveva parlato della necessità di ristrutturare e ripristinare le reti di attività per adattarsi a queste nuove tecnologie. (Fonte immagine: WPP).

Tennis, Sinner, Vagnozzi: "Questa finale ti renderà più forte"

Roma, 9 giu. (askanews) – “Fa male, ma sono queste le partite che ti forgiano e definiscono chi sei”. Simone Vagnozzi, coach di Jannik Sinner insieme a Darren Cahill, affida al suo profilo Instagram un messaggio per l’azzurro, reduce dalla sconfitta nella finale del Roland Garros 2025 contro Carlos Alcaraz. “Chi ti vive tutti i giorni sa cosa c’è dietro ogni colpo, ogni scatto, ogni salto, ogni pugno: una dedizione totale. Ieri hai mostrato al mondo non solo il tuo tennis, ma anche un cuore e una resilienza da numero uno. Il Paese è fiero di te, e io lo sono ancora di più. Essere al tuo fianco non è solo un onore, ma una responsabilità che porto con fierezza”. Vagnozzi chiude con i complimenti ad Alcaraz e il suo team, i ringraziamenti al suo “allievo” e un messaggio in vista del futuro: “Questa storica partita ti renderà ancora più forte”.

Vitrectomia mininvasiva: tecnologia sempre pi all’avanguardia

Torino, 9 giu. (askanews) – Le innovazioni della chirurgia oculare procedono sempre pi spedite: il moderno approccio alla chirurgia della cataratta e vitreo-retinica garantisce al paziente un recupero sempre pi veloce, grazie alla presenza di strumentazioni mininvasive. Un esempio di ci fornito da quanto accade presso la Clinica Sedes Sapientiae di Torino. Qui il dottor Alberto Bellone, esperto medico oculista specializzato in vitrectomia mininvasiva, spiega qual l’impatto di nuove tecnologie come il nuovo EVA NEXUS: “Le innovazioni nella chirurgia della cataratta e vitreo-retinica sono a carico della miniaturizzazione degli strumenti. Abbiamo strumentazioni che si sono sempre pi rimpicciolite e sono sempre pi performanti. Con il nuovo EVA NEXUS di Dorc abbiamo migliorato le prestazioni della macchina precedente e con l’arrivo dell’intelligenza artificiale possiamo gestire in tempo reale le dinamiche dei fluidi all’interno della macchina. Questo ci ha permesso di rendere ancora pi efficiente ed efficace l’utilizzo della macchina. I benefici per il paziente sono tempi di recupero funzionale molto pi rapidi, che permettono una ripresa delle proprie attivit in tempi brevi. La vitrectomia un intervento che si esegue da cinquant’anni circa, ma in passato necessitava di un ricovero e la ripresa poteva durare mesi. Adesso i pazienti vengono operati in day surgery, vengono dimessi alcune ore dopo l’intervento e il recupero risulta essere veloce e rapido”.

La tecnologia sempre pi performante e intuitiva, spingendo verso una simbiosi stretta con il chirurgo grazie anche al supporto dei tecnici specializzati.

“Alcuni pazienti sottoposti a vitrectomia riferiscono di avere avuto meno fastidio durante questa operazione rispetto ad un intervento di cataratta” – prosegue il Dott. Bellone – “Questo fa s che i pazienti tendano a minimizzare l’intervento, ma io ripeto che considerato il pi difficile che si pu effettuare, poich si va a sovvertire tutto quello che la cavit vitreale, asportando il vitreo con strumentazioni mininvasive e ripristinando la superficie della retina. Questa chirurgia mininvasiva rappresenta lo stato dell’arte della chirurgia moderna della patologia maculare, che si approccia con la vitrectomia mininvasiva da 27G, che io eseguo ormai da dieci anni. Non tornerei mai a diametri pi ampi. Presso la clinica Sedes Sapientiae abbiamo la fortuna di avere a disposizione da un anno lo strumento EVA NEXUS, che ci permette di seguire interventi in tempi rapidissimi con un recupero molto veloce”.

Oltre a trattare patologie, la vitrectomia mininvasiva apre nuove prospettive. In combinazione con la chirurgia della cataratta e lenti intraoculari, pu essere usata per rimuovere opacit vitreali, mirando a una migliore qualit visiva complessiva.

In collaborazione con Clinica Sedes Sapientiae

PwC, presentata la rinnovata sede di Treviso

Treviso, 9 giu. (askanews) – La sede di PwC a Treviso diventa ancora pi bella, ampia e funzionale. Rinnovata la struttura di Villa Pavan, con gli uffici dedicati a oltre 150 professionisti adesso non solo nella Barchessa, ma ospitati da una villa ora interamente a disposizione.

Nel complesso risalente al 1825, un nuovo progetto che ha preservato e valorizzato l’impianto architettonico originario, in cui anche il parco diventer una vera e propria sala riunioni a cielo aperto.

Il tutto per testimoniare la volont di PwC di puntare su questo territorio e rafforzare il legame con la citt, come spiega Andrea Toselli, Presidente e Amministratore Delegato di PwC Italia: “Siamo a Treviso da 30 anni, una delle storiche sedi sulle 24 in Italia. Aver ampliato le nostre strutture qui la dimostrazione che continuiamo ad investire, ad assumere e a far crescere le persone che lavorano con noi. La possibilit di avere edifici e uffici cos belli un fattore in pi per diventare il fulcro di una realt sociale e socievole presente sul territorio”.

Spazi che diventano luogo ideale per il progetto di crescita pensato da PwC, tra contaminazione di competenze, dialogo e innovazione. Passi in avanti sottolineati da Filippo Zagagnin, Partner PwC Italia. “Da piazza Crispi allo spostamento alla Barchessa di venti anni fa, cambiata la nostra dimensione su Treviso. Cos come cambiata la nostra visione: all’inizio, qui PwC forniva solo servizi di revisione, mentre ora anche tutti i servizi fiscali, legali e di consulenza, tutti in questa struttura. Qui si creato un nuovo spazio che noi abbiamo definito “Agor professionale” per gli incroci fra persone di et e competenze diverse”.

Senza dubbio, il tessuto economico e sociale delle imprese del Nord Est non da sottovalutare, come confermato dall’evento Top500 Treviso. Per settori chiave come manifattura e servizi alle imprese, le stime PwC indicano un potenziale aumento dei margini tra il 6% e il 19%.

Tra gli interventi all’inaugurazione, anche quelli di Luca Antonini, vice presidente della Corte Costituzionale, del sindaco di Treviso Mario Conte e di don Paolo Magoga, direttore dell’Ufficio Diocesano di Pastorale Sociale del Lavoro.

Il Cremlino: la Nato non è strumento di stabilità ma di scontro

Roma, 9 giu. (askanews) – La Nato non è uno strumento per mantenere la stabilità e la sicurezza nel continente, ma è stata creata per il confronto, ha dichiarato oggi il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

“Questa (la Nato) non è uno strumento per mantenere la stabilità e la sicurezza nel continente. È uno strumento creato per il confronto e ha mantenuto la sua essenza velata fino ad ora, ora sta mostrando la sua essenza nella realtà”, ha detto Peskov ai giornalisti.

L’Alleanza atlantica, dopo aver lasciato cadere tutte le maschere, sta ora dimostrando la sua essenza di strumento di aggressione e scontro, ha insistito il portavoce della presidenza russa.Alla domanda se la Russia schiererà i suoi missili nelle regioni del mondo più vulnerabili dal punto di vista della sicurezza dopo la fine della moratoria, Peskov ha risposto che la Russia dovrà rispondere alle azioni aggressive della Nato.

“In un modo o nell’altro, la Russia dovrà reagire a tali azioni espansionistiche e aggressive da parte della Nato e dei paesi membri della Nato, nuovi membri della Nato, a noi ben noti, che si trovano in prossimità dei nostri confini. E, naturalmente, a un certo punto, quando nulla limiterà le nostre azioni, conserveremo questa libertà d’azione per noi stessi”, ha detto.

M.O., Macron chiede il rapido rilascio dei francesi sulla nave Madleen

Roma, 9 giu. (askanews) – Il presidente francese Emmanuel Macron ha chiesto che i sei cittadini francesi a bordo della nave umanitaria Madleen della Freedom Flottilla Coalition, diretta a Gaza e fermata da Israele, tornino “il prima possibile”. Lo riferisce l’Eliseo. A bordo si trovano anche l’eurodeputata Rima Hassan e l’attivista Greta Thunberg.

“Non appena la nave è stata abbordata, abbiamo chiesto di poter esercitare la nostra protezione consolare su di loro” e di “visitarli” non appena avessero raggiunto il territorio israeliano, “al fine di accertare la loro situazione e agevolare il loro rapido rientro in Francia”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot in un comunicato stampa.

M.O., Flottiglia: nave abbordata, equipaggio rapito da forze israeliane

Ministero Esteri israeliano: passeggeri torneranno nei loro Paesi Roma, 9 giu. (askanews) – Il ministero degli Esteri israeliano ha pubblicato una foto di Greta Thunberg questa mattina presto, mentre riceve un panino da un soldato israeliano, e ha scritto che è “attualmente in viaggio verso Israele, sana e salva e di buon umore”, dopo che le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno intercettato gli attivisti a bordo della nave umanitaria Madleen della Freedom Flottilla Coalition diretta a Gaza.

Il ministero ha anche pubblicato su X che i passeggeri di quello che ha definito lo “yacht da selfie” sono sani e salvi. “Sono stati forniti loro panini e acqua. Lo spettacolo è finito”, ha scritto il ministero.

Il ministro della Difesa israeliano Katz ha ordinato alle Idf di mostrare il filmato del 7 ottobre ai partecipanti alla flottiglia diretta a Gaza, che ora sono in rotta verso il porto della città costiera meridionale israeliana di Ashdod dopo che l’esercito ha preso il controllo della loro nave.

“È giusto che l’antisemita Greta (Thunberg) e i suoi amici sostenitori di Hamas vedano esattamente chi è l’organizzazione terroristica Hamas, quella che sono venuti a sostenere e per conto della quale agiscono, e le atrocità che ha commesso contro donne, anziani e bambini, e contro cui Israele sta lottando per difendersi”, ha affermato Katz in una dichiarazione.

Premio Amnesty 2025: vince "Onda alta" di Dargen D’Amico

Milano, 9 giu. (askanews) – È il brano “Onda alta” di Dargen D’Amico a vincere il 23° Premio Amnesty International Italia per la sezione Big. Il riconoscimento è promosso da Amnesty International Italia, insieme all’associazione Voci per la Libertà, per premiare il miglior brano sui diritti umani pubblicato nell’anno precedente da un artista o gruppo di spicco della musica italiana.

Il premio si inserisce nel calendario delle attività di Amnesty International Italia, che quest’anno celebra 50 anni di impegno nella difesa dei diritti umani.

“Onda alta” (scritto da Cheope / D’Amico / Roberts / Marletta / Fazio) affronta con delicatezza e intensità il dramma delle migrazioni via mare, dando voce a chi si trova costretto a lasciare la propria terra e affrontare viaggi pericolosi e disperati per raggiungere l’Europa. Il pezzo mescola pop ed elettronica con un testo profondo e toccante, che mette al centro non solo il rischio fisico del viaggio, ma anche le ingiustizie e le disuguaglianze sociali che spingono molte persone a partire.

Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, ha spiegato così le motivazioni del Premio: “Il brano racconta, in maniera suggestiva ed emozionante, i viaggi che tante persone sono costrette a intraprendere per raggiungere luoghi sicuri. In un momento storico in cui si invocano e praticano le chiusure delle frontiere e si mettono a rischio vite umane rimandandole in paesi assai poco sicuri, ‘Onda alta’ rimette al centro l’essere umano e i pericoli che è costretto a correre chi non ha più quasi nulla da perdere, perché quasi tutto ha già perso. Questo brano, meritevolmente, cerca di spostare l’attenzione dai confini, dai limiti e dalla paura alla necessità di superare i pregiudizi e le differenze per permettere a ogni persona di vivere in un mondo sicuro e, certamente, migliore”.

In occasione del premio ricevuto per questo brano — un riconoscimento importante non solo dal punto di vista artistico, ma anche per il messaggio sociale che porta — Dargen D’Amico ha sottolineato ancora una volta il valore della solidarietà e il bisogno di guardare oltre l’individualismo: “La società concentra tutto nelle mani di pochi. I film di rivalsa sociale non sono mai corali. Se l’individualismo è oggi valore assoluto, il coraggio è rappresentato da chi trasforma la propria volontà in solidarietà. Se c’è un premio, dovrebbe andare alle vittime dei sacrifici, e se le vittime dei sacrifici non possono ritirarlo, dovrebbe ritirarlo chi ogni giorno è sul campo nel tentativo di alleviare le sofferenze del prossimo” ha dichiarato.

Sono intanto stati resi noti i semifinalisti della sezione emergenti del Premio, che si confronteranno il 18 e 19 luglio a Rovigo nell’ambito della 28ª edizione del festival ‘Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty’.

Venerdì 18 luglio si esibiranno: Andrea Kabo, da Milano, con “100 Anime”; Lady Sox, da Pisa, con “Senza ragione”; Manuela Zero, da Napoli, con “Le carezze di Giulio”; Stona, da Alessandria, con “Puntine”.

Sabato 19 luglio sarà la volta di: Giovanni Segreti Bruno, da Roma, con “Notre Drame”; Manù Squillante, da Salerno, con “Vizi e virtù”; Margine, da Pesaro, con “Io Capitano”; Samsara, da Bologna con “Destini diversi”.

I cinque migliori si contenderanno il titolo in finale domenica 20 luglio. La tre giorni di Rovigo ospiterà inoltre artisti, talk e varie iniziative nell’ambito della ‘Settimana dei diritti umani’, un ampio evento multidisciplinare volto a promuovere i diritti umani attraverso arte e cultura. Il programma, che verrà annunciato nelle prossime settimane, partirà lunedì 14 luglio e proporrà numerosi appuntamenti gratuiti, sia pomeridiani che serali.

In lizza per la sezione Big del Premio Amnesty di quest’anno c’erano anche Arisa con “Canta ancora”, Assalti Frontali feat. Luca D’Aversa con “Il mio nome è Lala”, Martina Attili con “Eva e Adamo”, BigMama con “La rabbia non ti basta”, Vasco Brondi con “Un segno di vita”, Ghali con “Casa mia”, Paolo Jannacci e Stefano Massini con “L’uomo nel lampo”, Fiorella Mannoia con “Disobbedire” e Piero Pelù con “Scacciamali”.

Bce, Elderson: lo Stato di diritto aiuta investimenti e crescita

Roma, 9 giu. (askanews) – L’Unione europea è al tempo stesso “una creatura e un garante dello Stato di diritto. E’ un polo di certezza del diritto, solidità delle istituzioni e tutela dei diritti fondamentali”. Lo ha affermato Frank Elderson, componente del Comitato esecutivo della Bce e vicepresidente del ramo di Vigilanza bancaria, nel suo intervento oggi a Roma alla Corte costituzionale.

Ederson ha ricordato che lo Stato di diritto è di importanza primaria anche per banche centrali e autorità di vigilanza. “Per noi è una condizione necessaria per attuare i nostri mandati su stabilità dei prezzi e stabilità finanziaria. E dipendiamo e contiamo sulle istituzioni il cui compito è specificatamente focalizzato nel preservare lo stato di diritto, tra cui soprattutto voi, i magistrati”.

L’esponente della Bce ha rilevato che la stessa istituzione di Francoforte gioca un ruolo nel salvaguardare e difendere lo stato di diritto. “Nei limiti delle nostre competenze – ha proseguito – potete contare su di noi”.

“E tutti noi, nello svolgere i nostri compiti, e noi svolgeremo il nostro tanto quanto siamo certi che i tribunali svolgeranno il loro, porteremo non solo alla tutela, ma anche al miglioramento della qualità e della portata dello Stato di diritto”.

Secondo Ederson “rafforzando ulteriormente lo Stato di diritto incoraggeremo gli investimenti, sosterremo la crescita economica e miglioreremo il ruolo internazionale dell’euro. E facendolo renderemo più solide le fondamenta per libertà, pace e prosperità”. (fonte immagine: ECB 2025).

Tennis, Sinner sicuro del n. 1 Atp fino a Wimbledon

Roma, 9 giu. (askanews) – Nonostante la sconfitta in finale al Roland Garros, Jannik Sinner può guardare con un sorriso la classifica mondiale, che lo vede sempre più leader. L’azzurro è sicuro di rimanere in vetta al ranking anche dopo la fine di Wimbledon, lunedì 14 luglio, dove toccherà a quel punto le 58 settimane da n.1 del mondo, eguagliando così Jim Courier, 12mo per tempo di permanenza in vetta alla classifica tra i 29 giocatori che ci siano arrivati almeno una volta dal 1973. Sinner inizia oggi la 53esima settimana da numero uno del mondo (come Novak Djokovic tra il 2011 e il 2012), guadagnando 500 punti su Carlos Alcaraz. L’italiano è a quota 10880 punti, 2030 in più dello spagnolo, che ha vinto sulla terra rossa francese riconfermando i 2000 punti del 2024, mentre Jannik ha fatto un passo in più rispetto alla semifinale dello scorso anno.

Il Roland Garros ha certificato anche lo status di top player di Lorenzo Musetti, che ha guadagnato un’altra posizione in classifica, è numero 6 questa settimana, distante appena 70 punti dall’ingresso in Top 5. Se riuscirà a confermare o migliorare i due ottimi risultati raggiunti sull’erba l’anno scorso, finale al Queen’s e semifinale a Wimbledon, l’Italia potrebbe presto vantare per la prima volta due giocatori tra i primi cinque del mondo.

Nella prima settimana del Roland Garros, Matteo Gigante ha dato spettacolo battendo Stefanos Tsitsipas, uscito dalla Top 20 per la prima volta dal 2018. Ha firmato così la sua prima vittoria contro un Top 20 e il miglior risultato in un torneo ATP: non aveva infatti mai vinto due partite di fila nel circuito ATP. Grazie al terzo turno raggiunto a Parigi, il mancino ha guadagnato 37 posizioni in classifica e raggiunto il nuovo best ranking al numero 130. Nella top 50 Oltre a Sinner e Musetti anche Flavio Cobolli (nr. 25, +1), Matteo Berrettini (28, +2), Matteo Arnaldi (41, -5), Lorenzo Sonego (45, -1) e Luciano Darderi (48, -3). Questa la top ten mondiale:

1 (=0) Jannik Sinner (ITA) 10.880 punti, 2 (=0) Carlos Alcaraz (ESP) 8.850, 3 (=0) Alexander Zverev (GER) 6.385, 4 (+1) Jack Draper (GBR) 4.800, 5 (+1) Novak Djokovic (SRB) 4.630, 6 (+1) Lorenzo Musetti (ITA) 4.560, 7 (-3) Taylor Fritz (USA) 4.485, 8 (+4) Tommy Paul (USA) 3.510, 9 (+1) Holger Rune (DEN) 3.440, 10 (-1) Alex de Minaur (AUS) 3.285

La7, ascolti maggio 2025: terza rete (dopo Rai1 e Canale5) con 6,3%

Roma, 9 giu. (askanews) – Ancora eccellenti ascolti per La7, in crescita da nove mesi consecutivi. A maggio nel mese Auditel (4/31) con il 6,3% (+3%) e 1,2 milioni (+2%) è, infatti, al terzo posto nella fascia 20.00/22.30 dietro solo a Rai 1 e Canale 5, posizione che tiene saldamente per il quinto mese consecutivo. Se si considera la fascia standard (20.30/22.30) La7 con il 6% e 1,1 milioni, è al quarto posto ad un soffio da Italia1 (6,1).

La Tv del Gruppo Cairo Communication, nel totale giorno (7:00/2:00), realizza il 4,4% (+8%).

Ottimi i risultati sui target pregiati, dove la Rete diretta Andrea Salerno è seconda (20.00/22.30) dietro solo a Rai1, sia nella CSE alta con il 13% di share, che sui laureati con il 14,7% di share, target quest’ultimo sul quale raggiunge il secondo posto anche nella giornata (07.00/02.00) con il 10,5% di share.

Lato digitale, in crescita i podcast su tutte le piattaforme, pari a 985mila (+111%). Sui social network sono 8,4 milioni i follower dei profili La7 e dei suoi programmi (+13%), mentre le interazioni social sono 4,2 milioni (+33%).

Calcio, Chivu saluta il Parma: "Una pagina che porterò nel cuore"

Roma, 9 giu. (askanews) – E’ il giorno di Christian Chivu all’Inter. Prima dell’ufficializzazione Chivu ha salutato così i tifosi del Parma, condotto alla salvezza nell’ultima stagione, con un messaggio su Instagram: “Ringrazio club, staff, giocatori e tifosi per aver creduto in me e nel nostro progetto. Insieme abbiamo superato ostacoli e scritto una pagina che porterò sempre nel cuore. Grazie Parma!”. Stamattina Chivu è stato in sede a Parma per risolvere il contratto. Oggi pomeriggio il primo allenamento ad Appiano Gentile con i nerazzurri.

Dazi, FT: a maggio peggior crollo export Cina in Usa da oltre 5 anni

Roma, 9 giu. (askanews) – Misurate in dollari, le esportazioni della Cina verso gli Stati Uniti hanno accusato un tracollo del 34% a maggio, il calo più pesante dall’inizio delle restrizioni imposte dai governi a motivo del Covid. Lo riporta il Financial Times, che afferma di avere effettuato delle elaborazioni basate sui dati forniti dalle autorità, secondo cui si tratta della contrazione più pesante dal febbraio del 2020.

Il dato riflette gli effetti del braccio di ferro innescato dai nuovi dazi commerciali imposti dall’amministrazione Trump. Il tutto mentre oggi a Londra si incontrano le delegazioni di Stati Uniti e Cina proprio per cercare una possibile soluzione negoziale su questo capitolo.

Per gli Usa sono presenti il segretario al commercio Howard Lutnick e il rappresentante commerciale Jamieson Greer, assieme al segretario di Stato al Tesoro Scott Bessent. A guidare la delegazione di Pechino il vicepremier He Lifeng, membro del Politburo del Partito comunista cinese (Pcc), e importante collaboratore del presidente Xi Jinping.

Bergamo, con la GAMeC anche Cattelan pensa come una montagna

Bergamo, 9 giu. (askanews) – Dal 7 giugno 2025 la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo presenta il quarto ciclo di Il Biennale delle Orobie – Pensare come una montagna, il programma che coinvolge le comunit del territorio grazie alla partecipazione di artiste e artisti internazionali.

Il direttore della GAMeC di Bergamo e direttore artistico del progetto lo ha raccontato ad Askanews: “Inauguriamo il quarto ciclo di Pensare come una montagna, il programma biennale che GAMeC sta sviluppando da un anno a questa parte. un ciclo molto ricco che mette al centro il tema dei cicli naturali e dei cicli della storia. Lo ritroviamo in tutti i progetti che abbiamo portato avanti come idea, come visione, attraverso linguaggi diversi.

Sicuramente caratterizza la mostra di Maurizio Cattelan Seasons distribuita in quattro diversi spazi della citt di Bergamo Palazzo della Ragione, in Piazza Vecchia, accoglie November (2023); alla GAMeC, in via San Tomaso, sono esposte Empire (2025), e No (2021); la scultura Bones (2025) e allestita nel vicino Ex Oratorio di San Lupo, mentre One (2025) – installazione site-specific prodotta in collaborazione con il Comune di Bergamo – si erge nella storica Rotonda dei Mille, nel cuore di Bergamo Bassa .

Lo ritroviamo nell’installazione Magnitudo di Francesco Pedrini nel bosco di Roncobello che ci invita a osservare il cielo, ad ascoltare il cielo e le sue trasformazioni, i suoi movimenti circolari.

Lo ritroviamo nella danza che Cecilia Bengolea ha immaginato per il lanificio e canapificio nazionale di Villa d’Alme , Spin and Break Free. una danza che si riferisce anche a quella circolarit del telaio del lino e della canapa che all’interno di questa azienda storica della bergamasca viene lavorato.

In GAMeC invece presentiamo la mostra Mountain Forgets You di EX Andrea Cassi e Michele Versaci: una mostra che anticipa attraverso progetti, disegni, modelli quello che sar il percorso di avvicinamento verso la realizzazione del Bivacco Frattini, una struttura che abbiamo immaginato come sede esterna della GAMeC che dovremmo essere in grado di installare pi o meno entro la fine dell’estate. una mostra che ha un contributo visivo e sonoro molto importante, il progetto Thermocene realizzato da Giorgio Ferrero e Rodolfo Mongitore. un film girato sulle Alpi Piemontesi dove EX ha gi realizzato due bivacchi che possono essere in qualche modo immaginati come precedente del Bivacco Frattini.

Il tema dei cicli naturali lo ritroviamo all’interno del progetto di Julius von Bismarck per le miniere di Dossena. L’artista ha realizzato insieme ad alcuni collaboratori un sistema di linee orizzontali parallele che simula dal punto di vista visivo l’incisione storica, l’incisione settecentesca, l’incisione romantica. Uno spazio tridimensionale diventa appiattito attraverso questo sistema di linee. Siamo dentro la montagna: l’idea anche di penetrare la montagna per cercare di coglierne il pensiero che un po’ l’origine di tutto il nostro percorso”.

L’europeizzazione della destra è un obiettivo strategico. Parola di Fabbrini

Sergio Fabbrini, sul Sole 24 Ore di ieri, ripropone con lucidità un tema decisivo: l’Italia non può permettersi una destra dimezzata, atlantista nella forma e sovranista nella sostanza. Il Paese ha bisogno di una politica estera coerente con le sue scelte storiche e costituzionali, non di un equilibrio instabile tra nostalgie identitarie e adesioni tattiche.

 

Una sfida che riguarda tutti

Fabbrini osserva che “il governo Meloni ha dimostrato affidabilità nel rispetto delle regole fiscali e nel sostegno all’Ucraina”. Tuttavia, questi risultati non bastano a definire una linea duratura: “Sono conquiste tattiche, non ancora l’esito di una strategia fondata sull’interesse nazionale europeo dell’Italia”. In altri termini: l’allineamento non è strutturale, ma precario, soggetto al compromesso tra le diverse anime della maggioranza.

Alla lunga questa contraddizione mina la credibilità del Paese. L’integrazione europea richiede scelte di campo nette, visioni lunghe, leadership consapevoli. “Siamo un Paese piccolo in un mondo grande”, ricorda Fabbrini, e l’unica via per non essere irrilevanti è diventare pienamente europei.

Il precedente storico del Pci

Nell’articolo viene presentato un parallelismo illuminante con la parabola del PCI: “La transizione della sinistra comunista verso la socialdemocrazia europea è stata lunga, difficile, ma alla fine costruttiva”. Uomini come Giorgio Napolitano furono protagonisti di quel passaggio, pagando prezzi politici ma aprendo il sistema democratico italiano all’Europa.

Oggi la destra è chiamata a una prova simile. Ma – si chiede l’editorialista – “chi sarà il Napolitano della destra?”, ovvero chi potrà gestire il passaggio da un nazionalismo di difesa a un europeismo di proposta? Giorgia Meloni, pur avendo rafforzato il suo profilo internazionale, non ha chiarito la sua visione dell’Europa: “Ha criticato l’Europa di Ventotene, ma qual è l’Europa che ha in mente?”.

 

Il contributo di un centro flessibile nel confronto e saldo nei principi

In effetti, la risposta non può venire da una spinta tutta interna alla destra, senza alcuna pressione esterna. La prospettiva evocata da Fabbrini esige, al contrario, un profondo cambiamento. E qui, sull’asse di un confronto rigoroso e costruttivo, può valere l’azione di un “centro” radicato nei valori democratici e nel disegno europeistico, in grado di esercitare un ruolo di stimolo e riequilibrio. Un centro flessibile nell’arte del dialogo ma  intransigente sulla “linea”, ovvero saldo nei principi.

Solo un centro così, ad oggi ancora labile nei suoi contorni ideali e programmatici, potrà contribuire al necessario  “taglio delle ali” per battere le derive populiste e antieuropee, non con l’arma della vuota discriminazione ideologica, ma con la forza della coerenza e della proposta. Questo (forse) aiuterà la destra a liberarsi dal suo retaggio di ambiguità; e così, auspicabilmente, l’intero sistema politico potrà evolvere e maturare, riconoscendo nell’Europa non un vincolo, bensì un destino da leggere con passione e intelligenza.

L’Europa di Schuman e il mondo che ci attende

All’indomani della Seconda guerra mondiale, i leader europei si trovarono davanti a una situazione inedita: un continente in macerie, ferito nel profondo dall’orrore del conflitto, diviso tra Est e Ovest, percorso da odi pronti a riaccendersi. Come trarre lezione da una tale catastrofe? Quali iniziative intraprendere per voltare pagina?

Dalle macerie della guerra al sogno europeo

Fu allora che l’immaginazione di Jean Monnet incontrò l’esperienza e il coraggio di Robert Schuman. Ne scaturì la storica Dichiarazione del 9 maggio 1950, fondamento ideale e operativo della futura Unione Europea.

“La pace mondiale non potrà essere salvaguardata senza sforzi creativi all’altezza dei pericoli che la minacciano. Il contributo di un’Europa organizzata e viva è indispensabile al mantenimento di relazioni pacifiche”.

Così si apriva quel testo destinato a cambiare il corso della storia, con un’intuizione al tempo stesso modesta e rivoluzionaria.

Una costruzione imperfetta, ma solida

Il “Metodo Schuman” guida da 75 anni il cammino dell’Unione: tra conquiste e limiti, tra successi storici e frustrazioni democratiche. Nonostante i difetti — l’architettura istituzionale complessa, la distanza dai cittadini, le carenze comunicative — l’Europa ha saputo costruire un modello unico di cooperazione tra popoli e Stati.

Essa rimane, malgrado tutto, un riferimento mondiale per la democrazia, i diritti umani, il rispetto della persona e la fiducia nel diritto come strumento di regolazione. Un modello liberale, aperto, equo, comunitario.

Le sfide del presente e la responsabilità europea

Ma il mondo intorno è cambiato. La guerra di aggressione della Russia, la sfida cinese, il populismo d’oltreoceano, le disuguaglianze globali e l’accelerazione scientifica e tecnologica hanno generato un’instabilità che l’Europa non può ignorare.

Proprio l’Europa, anche se incerta, possiede risorse uniche per contribuire alla costruzione di un nuovo ordine mondiale. Non può più pensare solo a sé stessa. È tempo che parli al mondo con un linguaggio di speranza, fondato su ciò che ha già dimostrato di saper fare: unire, includere, costruire pace.

Raccogliere il testimone di Schuman

C’è bisogno di nuovi leader capaci di raccogliere il testimone di Schuman. Uomini e donne in grado di dare forma a un’Europa orgogliosa di sé, che non si limiti a dare l’esempio, ma sappia inventare strumenti nuovi, capaci di associare culture, identità, storie diverse. Un’Europa che rifiuti ripiegamenti e nazionalismi, che condivida la prosperità e si apra a una competizione giusta e sostenibile.

Questa è la vera domanda del 9 maggio 2025, celebrato ormai su tutti i continenti: l’Europa avrà il coraggio di farsi ancora guida? La risposta non è scritta, ma la storia la attende.

Jean-Dominique Giuliani è il Presidente della Fondazione Schuman.

Tradotto in italiano dalla redazione, larticolo è qui riproposto con altro titolo e altra impaginazione.

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La forza di un progetto politico resiste a ogni tentativo di delegittimazione

Quando leggo commenti ed opinioni sugli attacchi politici e personali all’attuale governo – cosa del tutto legittima e scontata in un sistema democratico e in qualsiasi fase storica – non possiamo e non dobbiamo dimenticare il “trattamento” che ha subito la Democrazia Cristiana e, con essa, i suoi principali leader e statisti, nella lunga, ricca e feconda esperienza politica e di governo.

Quegli attacchi alla Dc e la diversità rispetto alloggi

Non lo possiamo dimenticare perché la sinistra, che all’epoca individuava nella Dc l’obiettivo politico da abbattere in tutti i modi e con qualsiasi mezzo a disposizione – il Pci, innanzitutto, ma con il Pci tutti i gruppi dell’estremismo della sinistra extraparlamentare – trovava proprio in quel partito una roccaforte democratica e con un progetto politico che non era affatto facile da scalfire.

La sinistra e la prassi della criminalizzazione

Certo, le stagioni politiche scorrono rapidamente e non possiamo tracciare confronti che sarebbero del tutto impropri ed inadeguati. Ma, almeno attorno a un elemento, possiamo indicare un punto fermo. Ieri, come oggi, campeggia nella sinistra l’obiettivo di criminalizzare politicamente l’avversario/nemico politico. È un’antica prassi che rientra a pieno titolo nell’identità della sinistra italiana, seppur nelle sue multiformi e diverse espressioni.

Ma il dato politico, culturale e forse anche etico che separa la violenta contestazione di ieri dai cortei di oggi contro la maggioranza di governo è uno solo, anche se declinabile in più elementi: la Dc era un partito con una spiccata e profonda identità democratica. Aveva una classe dirigente di straordinaria levatura e spessore, al di là della violenta ed aggressiva criminalizzazione che ha dovuto subire dall’intero mondo comunista per quasi 50 anni. È sufficiente citare il “trattamento” riservato a uno su tutti, Carlo Donat-Cattin, per rendersene conto.

 

Un partito radicato, credibile, di governo

La Dc aveva un radicamento sociale e popolare che non poteva essere scalfito dalle parole d’ordine che le venivano scagliate contro in tutte le piazze italiane. Aveva un progetto politico, e di governo, che rifletteva il modo d’essere, le istanze, i bisogni, le attese e le domande di ampi ceti popolari, del ceto medio e di una vasta fascia di “popolo” che la portava ad essere una forza politica popolare, di massa, democratica, interclassista e realmente di governo.

Ed è proprio di fronte a questa considerazione, peraltro oggettiva e facilmente riscontrabile, che si può arrivare alla persin banale conclusione che la contestazione, anche la più violenta, è meno – o per nulla – credibile di fronte alla solidità di un progetto politico. E, ripeto, di governo. La Dc, anche se eravamo in tutt’altra stagione storica, aveva quelle caratteristiche politiche che le impedivano, anche di fronte alle ripetute, reiterate ed insistenti contestazioni politiche – anche e soprattutto violente nelle mille piazze italiane – di essere emarginata, ridicolizzata o sconfitta.

Una lezione che vale per l’oggi

Certo, ci sono stati alti e bassi legati alle singole politiche di quel partito, ma la sua sconfitta non è mai passata attraverso la criminalizzazione politica messa in campo per svariati anni dalla sinistra italiana. Ed ha potuto resistere per quasi 50 anni per questa forza politica intrinseca ed oggettiva.

Ecco perché – e la lezione vale anche per l’oggi e vale, forse, per sempre – quando c’è un partito con una vera e riconosciuta classe dirigente e con un progetto politico credibile e radicato in un segmento di popolo, possibilmente maggioritario, non c’è criminalizzazione politica che possa averla vinta. Ma, morale della favola, quelle caratteristiche politiche occorre averle e possederle e, possibilmente, saperle declinare concretamente e credibilmente.

Genova è pronta a salutare la Vespucci: onore alla Marina Militare

Domani 10 giugno Genova ospiterà, presso Ponte Parodi, la cerimonia per la Giornata della Marina Militare Italiana, ricorrenza che commemora l’impresa di Premuda del 1918, quando i MAS 15 e 21, al comando di Luigi Rizzo, affondarono la corazzata austriaca Santo Stefano. Ma quest’anno la celebrazione avrà un valore aggiunto: coinciderà con l’arrivo e la conclusione del Tour Mondiale 2023-2025 della nave scuola Amerigo Vespucci.

Il ritorno della nave più amata

Dopo due anni di navigazione, 50mila miglia nautiche percorse, il passaggio di Capo Horn (5 aprile 2024) e la visita a 53 porti in 32 Paesi dei cinque continenti, la Vespucci torna in patria. Guidata dal Capitano di Vascello Giuseppe Lai, la nave-simbolo della Marina è stata ambasciatrice dell’Italia nel mondo, portando con sé un messaggio di cultura, bellezza e competenza.

Con le sue linee eleganti e la bandiera tricolore al vento, è riconosciuta ovunque come la nave più bella del mondo, simbolo galleggiante della marineria e dell’identità italiana.

Cerimonia solenne con Mattarella

Alla cerimonia parteciperà il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accolto dal Ministro della Difesa Guido Crosetto e da numerose autorità civili e militari. Al suo arrivo, Mattarella riceverà il saluto alla voce e passerà in rassegna lo schieramento navale: saranno presenti le unità Trieste, Vulcano, San Giusto, Morosini, Diciotti, Cavour, Margottini, Chioggia, Tedeschi e il sommergibile Scirè.

Due i momenti spettacolari previsti: il sorvolo delle Frecce Tricolori e quello di una formazione aerea composta da F35B e AV8B dell’Aviazione Navale. Genova sarà dunque il teatro di una giornata di festa, memoria e orgoglio nazionale, in cui la tradizione e il futuro della Marina Militare si daranno idealmente la mano, nel nome dell’Italia e della sua vocazione al mare.

Tennis, Sinner: ho dato tutto, ma non dormirò bene stasera

Roma, 8 giu. (askanews) – “Complimenti a Carlos, un’altra battaglia stupenda e una prestazione eccezionale. Una vittoria meritata. E’ più facile giocare che parlare in questo momento”. Jannik Sinner commenta così, con un sorriso logicamente tirato, la finale persa contro Carlos Alcaraz. “Grazie al mio team di avermi messo nelle condizioni di poter giocare una partita simile, abbiamo dato tutto – continua – Pochi mesi fa avremmo firmato per essere qui, è stato un torneo straordinario, anche se ora è molto difficile questa sconfitta. Grazie a tutti, è un privilegio per noi giocare in questo posto speciale, è comunque un trofeo eccezionale. Non dormirò molto bene stasera, ma va bene così. Ci vediamo nel 2026”

Referendum, alle 19 affluenza è stata al 16,16% (definitivo)

Roma, 8 giu. (askanews) – Alle 19 per i cinque referendum abrogativi su lavoro e cittadinanza si sono recati alle urne il 16,16% degli aventi diritto, secondo i dati forniti al Viminale dai 61.591 aperti in tutta Italia dalle 7 di stamani. La Regione dove fino alle 19 si è votato di più è stata la Toscana, con un’affluenza al 22,1%. . Quella dove si è votata di meno la Calabria, con una presenza alle urne che si è fermata al 10,1%. I seggi restano aperti stasera fino alle 23. Per riaprire domani dalle 7 alle 15.La consultazione referendaria è annullata se alle urne non partecipa il 50% più uno degli elettori aventi diritto.

Nel dettaglio, l’affluenza registrata alle 19 in 4 quesiti su 5 (reintegro nel posto di lavoro per i licenziati senza giusta causa, limiti alle indennità per i licenziamenti, tutela per contratti a termine e abbreviazione degli anni in Italia per ottenere la cittadinanzai, ha votato il 16,16% degli elettori. Mentre per il quesito sulla responsabilità per gli infortuni sul lavoro l’affluenza è stata leggermente più alta: il 16,17%.

Tor

Sinner ko dopo cinque set e cinque ore, Alcaraz vince anche il Roland Garros

Roma, 8 giu. (askanews) -Sfuma sul più bello il sogno di Jannik Sinner al Roland Garros: in una finale epica trionfa lo spagnolo Carlos Alcaraz, che si impone al super tie-break in rimonta con i parziali di 4-6, 6-7, 6-4, 7-6, 7-6 dopo oltre 5 ore e mezza di spettacolare lotta e annullando anche 3 match point. L’Italia dovrà così attendere per conquistare un titolo Slam che nel singolare maschile manca dal 1976 Una battaglia durata oltre cinque ore e mezza con Sinner che ha avuto anche tre match point sprecati nel quarto. Sinner impeccabile nel primo parziale.

Si decide al decimo gioco: regalo di Carlos che sbaglia una palla agevole per il 15-15, poi gran risposta di Jannik che costringe all’errore il rivale (30-30). Il terzo errore vale set point (30-40): va a segno Sinner. E’ dell’azzurro il 1° set con il punteggio di 6-4 in 63′ di gioco: salito di livello clamorosamente dopo il break subito nel 5° gioco, Jannik ha strappato due volte il servizio allo spagnolo. Nel secondo parziale pazzesco livello di Sinnernel tie-break, vinto 7-4 giocando divinamente. Sale il livello di Sinner nel momento che conta e 2° set vinto dopo oltre un’ora di lotta. Terzo set ad appannaggio di Alcaraz che chiude 6-4. Un dritto fantascientifico di Carlos gli vale tre set point (0-40): subito a segno con la volée lo spagnolo, che torna in partita. Esplode il pubblico, che vuole fortemente una partita. Si gioca da tre ore, Alcaraz ora sembra salito con l’azzurro un po’ in difficoltà dal punto di vista fisico. Sinner potrebbe chiudere al quarto set ma Carlos Alcaraz riapre la partita: vince 7-3 il tie-break per la gioia dello Chatrier giocando un tie-break perfetto (anche 2 ace) e trascina Sinner al quinto dopo avergli annullato anche tre match point consecutivi nel nono game.

Il quinto set è una battaglia con Alcaraz autore di colpi spettacolari e Sinner che si difende anche da un evidente gap fisico. Sinner va sotto di un break al primo gioco. Carlitos sale 0-30. Un errore di stanchezza di Jannik concede due palle break (15-40): alla seconda lo spagnolo va a segno con la palla corta. Forse anche un accenno di crampi per Sinner. Si arriva fino al 5-4 con Alcaraz che serve per il match. L’azzurro sale in cattedra: 0-30.

Il 15-40 vincente con una controsmorzata che ha subito per tutto il match. Dopo 5h4′ tutto pari tra i due combattenti: 5-5 al quinto set. Sinner illude sul 30-0, Alcaraz arriva ai vantaggi ma l’azzurro va 6-5. Alcaraz risponde da par suo: 6-6 e supertiebreak. Alcaraz parte forte: 6-0. Sinner in rottura prolungata fino a cedere il set (10-2 il parziale) e la vittoria

Referendum, alle 19 l’ affluenza media è al 15,6%

Roma, 8 giu. (askanews) – Alle 19 per i cinque referendum abrogativi su lavoro e cittadinanza si sono recati alle urne il 15,6% degli aventi diritto, secondo i dati forniti dal Viminale relativi a oltre 52 mila seggi su 61.591 aperti in tutta Italia dalle 7. La Regione dove fino alle 19 si è votato di più è stata la Toscana, con un’affluenza di poco superiore al 22%. . Quella dove si è votata di meno la Calabria, con una presenza alle urne che ha lievemente in media superato il 10%. I seggi restano aperti stasera fino alle 23. Per riaprire domani dalle 7 alle 15. La consultazione referendaria è annullata se alle urne non partecipa il 50% più uno degli elettori aventi diritto.

Mediatamente alle 19 per il quesito sul reintegro nel posto di lavoro per i licenzuati senza giusta causa ha votato il 15,7% degli elettori, per i tre quesiti sulla abbreviazione degli anni in Italia per ottenere la cittadinanza, sui limiti alle indennità per i licenziamenti e sulla tutela per contratti a termine il 15,6%, per quello sulla responsabilità sugli infortuni sul lavoro il 15,5%.

Padel, Errani dal Roland Garros al Major di Roma: "Non vedo l’ora"

Roma, 8 giu. (askanews) – Meno di un mese dopo gli Internazionali di tennis, il Foro Italico torna protagonista con il BNL Italy Major Premier Padel, secondo Major stagionale dopo Doha. E alle stelle della ‘pala’ – ricorda una nota – si aggiungerà la due volte campionessa in doppio al Roland Garros Sara Errani, wild card per il main draw femminile. Dopo aver trionfato proprio stamattina in coppia con Jasmine Paolini e aver fatto lo stesso nel misto con Andrea Vavassori, Errani – campionessa anche al Foro Italico con Paolini – giocherà a Roma in coppia con Giulia Dal Pozzo. “Dopo aver conquistato due titoli Slam a Parigi non vedo l’ora di arrivare a Roma, dove proveremo a conquistarne un altro, questa volta nel padel – le sue parole -. Stasera ho il volo e inizierò subito ad allenarmi, cercando di recuperare al meglio le energie”. Le azzurre debutteranno contro Bellver/Rodriguez, con le ex n.1 Sainz e Llaguno potenziali avversarie al secondo turno.

Nel tabellone maschile, al via 48 coppie: Coello/Tapia (n.1) attendono Leygue/Moya o i fratelli Deus; i campioni in carica Chingotto/Galan se la vedranno con i vincitori di Valdes/Collado e una coppia proveniente dalle qualificazioni. Possibile derby italiano tra Cremona/Graziotti e Iacovino/Di Giovanni.

Tra le donne saranno 40 le coppie in gara. Sanchez/Josemaria guidano il seeding e puntano al bis romano dopo il titolo a Buenos Aires. Nella parte bassa, Triay – vincitrice nel 2023 – forma la testa di serie n.2 con Brea. Tra i primi turni, un derby azzurro: Casali/Gallardo contro Marchetti/Las Heras.

Israele minaccia la nave della Freedom Flotilla con gli aiuti (e Greta Thunberg): non arriverete a Gaza

Roma, 8 giu. (askanews) – Il ministro della difesa israeliano Israel Katz ha minacciato oggi la nave che, con a bordo anche l’attivista Greta Thunberg, sta cercando di raggiungere Gaza, affermando che questa “non raggiungerà” la Striscia. Lo riferisce Haaretz.

“All’antisemita Greta Thunberg e ai suoi amici, io lo dico chiaramente: ‘Tornate indietro, perché voi non raggiungerete Gaza’” ha affermato il ministro israeliano.

La nave “Madleen”, che fa parte della Freedom Flotilla Coalition, è salpata da Catania il primo giugno con un carico di aiuti per rompere il blocco israeliano su Gaza. Katz ha dichiarato di aver dato ordine alle Forze di difesa israeliane d’impedire alla nave di raggiungere la Striscia di Gaza.

Tra i 12 attivisti a bordo si trovano, oltre a Thunberg, l’attivista brasiliano Thiago Avila e Rima Hassan, membro francese-palestinese del Parlamento Europeo.

“Ho ordinato alle IDF d’intervenire affinché la Madleen non arrivi a Gaza”, ha affermato Katz in un comunicato.

“Lo Stato di Israele – ha proseguito – non permetterà a nessuno di violare il blocco navale su Gaza, il cui scopo primario è impedire il trasferimento di armi ad Hamas, un’organizzazione terrorista omicida che detiene i nostri ostaggi e commette crimini di guerra”.

Calcio, Spalletti annuncia: "Gravina mi ha comunicato l’esonero"

Roma, 8 giu. (askanews) – Luciano Spalletti ha annunciato in conferenza stampa alla vigilia di Italia-Moldavia di essere stato esonerato da ct della Nazionale: “Gravina mi ha comunicato che sarò sollevato dall’incarico di ct dopo la gara di Reggio Emilia. Risolveremo il contratto. Mi dispiace perché non avevo intenzione di mollare ma mi assumo la responsabilità. Vincere e convincere domani sera sarebbe perfetto per aiutare chi mi sostituirà”. “Ieri sera siamo stati un bel po’ con il presidente. E mi ha comunicato che sarò sollevato dall’incarico di ct della Nazionale. Personalmente mi è dispiaciuto, io non avevo nessuna intenzione di mollare. Io sono abituato a fare sempre il mio lavoro, però poi esonero è, per cui devo prenderne atto. Avendo questo buonissimo rapporto con lui, bisogna che prenda atto di tutto, dai risultati alla disponibilità nei miei confronti. Qualche brutto risultato è venuto fuori, io ho provato a servire la patria, senza invidie e gelosie. Cercando di trovare il meglio: fino a domani sera alleno e riscuoto, da dopodomani non più. Certi risultati non sono venuti fuori, io sono convinto di avere a che fare con dei ragazzi forti. Vincere e convincere domani sera sarebbe importante per aprire nel miglior modo possibile il ciclo di chi verrà a sostituirmi. Io ho visto molti calciatori sotto tono, per le loro possibilità”. Prosegue il ct: “Sapevo che c’erano difficoltà e che sarei dovuto diventare un corpo unico con i calciatori ma non ci sono riusciti. L’altra sera siete stati anche troppo gentili per le cose che avete scritto. Potevate dire di peggio. Non sono soddisfatto dei risultati, ho creato problemi al movimento ma ero convinto di poter fare diversamente. Sono deluso di me stesso”.

Tennis, Errani: "Parigi il campo più importante del mondo"

Roma, 8 giu. (askanews) – E’ una Sara Errani visibilmente commossa quella che si rivolge al pubblico di Parigi dopo la vittoria in doppio con Jasmine Paolini al Roland Garros: “Per me è davvero tanto difficile, innanzitutto complimenti alle nostre avversarie – le sue parole – Grazie a tutti per essere qui, per me questo è il campo più importante al mondo, qui ho i miei ricordi più preziosi. Grazie ad Amelie Mauresmo, ci sentiamo sempre a proprio agio nonostante i giorni lontano da casa. Grazie a Jasmine per la sua energia positiva, sono felice di dividere questa gioia con lei. Siamo fortunate ad avere nella nostra vita un team come il nostro. Vincere uno Slam è eccezionale, un grazie anche alla mia famiglia e al tifo che c’è stato qua a Parigi. Vedremo cosa ci proporrà il futuro”. Sara Errani solo qualche giorno fa aveva trionfato a Parigi anche nel doppio misto con Andrea Vavassori.

Tennis, Paolini: "Grazie al pubblico italiano, pazzeschi"

Roma, 8 giu. (askanews) – “Complimenti alle nostre avversarie, hanno giocato un gran torneo. Esprimendosi così faranno altre finali. Un grazie al nostro team, siamo insieme da 20 giorni e ci divertiamo sempre. Grazie ad Amelie Mauresmo e all’organizzazione, giocare qui è stupendo”. Così Jasmine Paolini al termine del match trionfale con il quale ha vinto il torneo di doppio femminile in coppia con Sara Errani. “Grazie al pubblico italiano, siete pazzeschi e grazie per essere qua – continua – Sono felicissima, lo scorso anno avevo perso in finale e stavolta invece ce l’abbiamo fatta. Grazie a Sara, sei una grande campionessa e una persona ancor migliore della giocatrice che sei. Mi hai migliorata, per me sei una leggenda e un’ispirazione”

Colombia, attentato al candidato alla presidenza: Uribe sottoposto a intervento. Arrestato un 15enne

Milano, 8 giu. (askanews) – Miguel Uribe, senatore di 39 anni candidato alle prossime elezioni presidenziali in Colombia, è stato ferito colpi d’arma da fuoco durante in comizio a Bogotà ed è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico.

Ieri sera Uribe è stato colpito da colpi d’arma da fuoco durante un comizio a Bogotà. Successivamente, secondo quanto riportato da Bluradio citando fonti vicine alla vicenda, Uribe è stato ricoverato in ospedale in condizioni gravissime. “Ha subito il primo intervento chirurgico. Questi sono momenti e ore cruciali”, ha detto il sindaco di Bogotà, Carlos Fernando Galan ai giornalisti.

Galan ha anche riferito che il presunto autore dell’aggressione è stato arrestato. Il quotidiano Tiempo ha scritto che si tratta di un quindicenne, che si è avvicinato fino a un metro e mezzo dal senatore e ha sparato circa sei volte alla schiena di Uribe. Si stanno cercando anche eventuali complici.

Calcio, Gravina: "Norvegia ko inaccettabile. Spalletti? Non so"

Roma, 8 giu. (askanews) – “Luciano Spalletti è straordinario, un animo nobile che sta cercando in tutti i modi di portare avanti un progetto straordinario: gli attacchi che sta subendo sono immeritati e lo dico con la morte del cuore. E’ la persona più bella che ho incontrato nel calcio. E’ un signore”. Così il presidente della Figc, Gabriele Gravina, al festival del calcio a Parma, torna sul crollo azzurro in Norvegia nel primo match di qualificazione mondiale. “. L’ho trovato molto combattivo, ha indossato la sua armatura di chi crede nei valori del calcio, è molto ferito, rappresenta il suo ruolo come un servizio all’Italia. Se lui ha responsabilità, se le ho io non siamo stati bravi a far capire a questi ragazzi l’orgoglio di rappresentare la maglia azzurra. Dobbiamo affrontare i momenti critici alzando la testa e dobbiamo rialzarci subito” continua Gravina. Il presidente federale però non esclude nulla per il futuro: “Con Luciano stiamo parlando e dobbiamo trovare la migliore soluzione per un rilancio che parte da domani sera. Non c’è un appuntamento fissato, c’è un continuo contatto con Luciano, siamo stati insieme fino a tardi, gli scenari sono diversi, lui è molto responsabile e gli faccio i complimenti, rispettiamo il nostro ct, e poi vediamo cosa verrà fuori”. “Lasciare io? Sono convinto e lo sono quasi il 99% degli addetti ai lavori, dei delegati che mi ha dato fiducia solo qualche mese fa: quindi non capisco, non vedo diciamo possibilità di mollare in un momento così delicato” Così il presidente della Figc, Gabriele Gravina, sempre da Parma. “Alcuni attacchi li ritengo emblema di un immobilismo, sono strumentali e inutili, studiati a mirati” ha aggiunto.

Tennis, Errani-Paolini trionfano al Roland Garros

Roma, 8 giu. (askanews) – Sara Errani e Jasmine Paolini vincono il Roland Garros e conquistano il primo titolo Slam in doppio. 6-4, 2-6, 6-1 il punteggio contro la serba Krunic e la kazaka Danilina. Le azzurre iniziano bene, ma hanno un momento di sbandamento nel secondo set con un doppio break incassato grazie alla potenza dei colpi di Danilina e al gioco a rete di Krunic. Nel momento decisivo però riemergono e dominano l’ultimo parziale. “Complimenti alle nostre avversarie, hanno giocato un gran torneo. Esprimendosi così faranno altre finali. Un grazie al nostro team, siamo insieme da 20 giorni e ci divertiamo sempre. Grazie ad Amelie Mauresmo e all’organizzazione, giocare qui è stupendo”. Così Jasmine Paolini al termine del match trionfale con il quale ha vinto il torneo di doppio femminile in coppia con Sara Errani. “Grazie al pubblico italiano, siete pazzeschi e grazie per essere qua – continua – Sono felicissima, lo scorso anno avevo perso in finale e stavolta invece ce l’abbiamo fatta. Grazie a Sara, sei una grande campionessa e una persona ancor migliore della giocatrice che sei. Mi hai migliorata, per me sei una leggenda e un’ispirazione”. E’ una Sara Errani visibilmente commossa quella che si rivolge al pubblico di Parigi dopo la vittoria in doppio con Jasmine Paolini al Roland Garros: “Per me è davvero tanto difficile, innanzitutto complimenti alle nostre avversarie – le sue parole – Grazie a tutti per essere qui, per me questo è il campo più importante al mondo, qui ho i miei ricordi più preziosi. Grazie ad Amelie Mauresmo, ci sentiamo sempre a proprio agio nonostante i giorni lontano da casa. Grazie a Jasmine per la sua energia positiva, sono felice di dividere questa gioia con lei. Siamo fortunate ad avere nella nostra vita un team come il nostro. Vincere uno Slam è eccezionale, un grazie anche alla mia famiglia e al tifo che c’è stato qua a Parigi. Vedremo cosa ci proporrà il futuro”. Sara Errani solo qualche giorno fa aveva trionfato a Parigi anche nel doppio misto con Andrea Vavassori.

Referendum, alle 12.00 l’affluenza è al 7,3%

Milano, 8 giu. (askanews) – E’ pari al 7,37% l’affluenza al referendum registrata alle 12.00 di domenica 8 giugno. Stando ai dati diffusi sul portale Eligendo del Viminale (con 59.430 sezioni scrutinate su 61.591) le percentuale più alte si sono registrate in Emilia Romagna (10,93%) e Toscana (10,31%), quelle più basse in Sicilia (4,55%) e Calabria (4,41%).

Invece, è pari all”11,88% l’affluenza ai ballottaggi delle elezioni amministrative registrato alle ore
12.00 sul portale Eligendo del Viminale. Una percentuale inferiore rispetto al 14,05% fatto segnare allo stesso orario il 25 maggio scorso in occasione del primo turno.

(foto d’archivio)

Il Papa: aprire vie di conciliazione dovunque c’è guerra

Roma, 8 giu. (askanews) – “Invochiamo dallo Spirito Santo il dono della pace. Anzitutto la pace nei cuori: solo un cuore pacifico può diffondere pace, in famiglia, nella società, nelle relazioni internazionali. Lo Spirito di Cristo risorto apra vie di riconciliazione dovunque c’è guerra; illumini i governanti e dia loro il coraggio di compiere gesti di distensione e di dialogo”. Lo ha detto Papa Leone XIV prima di recitare la preghiera del Regina Caeli al termine della Celebrazione Eucaristica in occasione del Giubileo dei Movimenti, delle Associazioni e delle Nuove Comunità.

Scontri con la polizia a Los Angeles dopo i raid anti-migranti. Trump invia la Guardia nazionale

Roma, 8 giu. (askanews) – Il presidente Usa Donald Trump ha ordinato a 2.000 membri della Guardia nazionale per sedare le proteste contro la polizia anti-immigrazione (ICE) e il suo raid a Los Angeles. Lo riferisce il New York Times, segnalando che si tratta di un atto raro: il presidente ha aggirato l’autorità del governo dello Stato, il democratico Gavin Newsom, utilizzando una legge solitamente non applicata.

E’ la prima volta dal 1965 che un presidente attiva la Guardia nazionale di uno stato senza una richiesta del governatore di quello stato, secondo Elizabeth Goitein, direttore senior del Liberty and National Security Program presso il Brennan Center for Justice, un’organizzazione indipendente di legge e politica, interpellata dal NYT. L’ultima volta è stata quando il presidente Lyndon B. Johnson inviò truppe in Alabama per proteggere i manifestanti per i diritti civili.

Newsom ha criticato l’azione del presidente. “Questa mossa è volutamente infiammatoria e non farà che aumentare le tensioni”, ha detto Newsom, aggiungendo che “questa è una scelta sbagliata e eroderà la fiducia del pubblico”.

La direttiva di Trump con cui ha mobilitato la Guardia nazionale recita: “La misura in cui le proteste o gli atti di violenza inibiscono direttamente l’esecuzione delle leggi, costituiscono una forma di ribellione contro l’autorità del governo degli Stati Uniti”.

Karoline Leavitt, la portavoce della Casa Bianca, ha dichiarato che Trump ha schierato la Guardia nazionale in risposta alla “folla violenta” che avrebbe attaccato le forze dell’anti-immigrazione.

Venerdì e sabato in California si sono verificate proteste per opporsi alle incursioni dei federali anti-immigrazione sui luoghi di lavoro. Sebbene alcune manifestazioni siano state indisciplinate, le autorità locali della contea di Los Angeles non hanno segnalato di avere bisogno di assistenza federale.

Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha detto in un post su X che il Pentagono sta “mobilitando la Guardia Nazionale IMMEDIATAMENTE”. La direttiva di Trump autorizza inoltre il segretario alla Difesa a “impiegare qualsiasi altro membro delle forze armate regolari, se necessario, per aumentare e sostenere la protezione delle funzioni e delle proprietà federali in qualsiasi numero determinato appropriato a sua discrezione”. Nel post di Hegseth su X, ha detto che i marines in servizio attivo erano “in allerta” a Camp Pendleton, a circa 100 miglia a sud di Los Angeles, e potevano anche essere mobilitati.

Trump oggi, inoltre, ha lodato oggi la Guardia nazionale, che lui ha incaricato di sedare le proteste a Los Angeles contro gli agenti federali anti-immigrazione (ICE), che stanno mettendo in pratica con metodi piuttosto spicci il suo ordine di espulsione di immigrati irregolari. Trump, con un post su Truth Social, ha annunciato che vieterà le maschere nelle proteste.

“Ottimo lavoro della Guardia Nazionale a Los Angeles dopo due giorni di violenza, scontri e disordini. Abbiamo un Governatore incompetente (Newsom) e un Sindaco (Bass) che (…) non sono stati in grado di affrontare il compito” ha scritto Trump. Inoltre, da ora in poi, NON SARÀ PERMESSO INDOSSARE MASCHERINE alle proteste. Cosa avranno da nascondere, e perché??? Di nuovo, grazie alla Guardia Nazionale per il lavoro ben fatto!” ha concluso il presidente.

Gaza, ancora spari sulla folla ai centri di distribuzione del cibo: morti e feriti

Roma, 8 giu. (askanews) – Le autorità palestinesi di Gaza, che è controllata da Hamas, hanno annunciato oggi che cinque palestinesi sono stati uccisi e decine di altri feriti da colpi d’arma da fuoco israeliani nei pressi di siti di distribuzione di aiuti.

Funzionari sanitari hanno riferito che quattro persone sono state uccise e circa 70 ferite da colpi israeliani nei pressi di un centro di aiuti a Rafah, secondo Al Jazeera.

Un’altra fonte medica dell’ospedale Al-Awda ha dichiarato che una persona è stata uccisa e diversi altri feriti da colpi israeliani nei pressi di un centro di distribuzione nel corridoio di Netzarim, nella parte centrale di Gaza.

Ucraina, la Russia allarga il fronte e lancia un’offensiva a Dipropetrovsk

Roma, 8 giu. (askanews) – L’esercito russo ha annunciato oggi di aver lanciato un’offensiva nella regione ucraina di Dnipropetrovsk, confinante con quella di Donetsk. Lo riferisce l’agenzia di stampa France Presse.

“Le unità della 90ma divisione corazzata (à) hanno raggiunto il confine occidentale della Repubblica Popolare di Donetsk e continuano a condurre l’offensiva sul territorio della regione di Dnipropetrovsk”, ha comunicato l’esercito russo su Telegram. Mosca ha inoltre annunciato la conquista di un nuovo piccolo villaggio nella regione di Donetsk, Zarya.

L’avanzata nella regione di Dnipropetrovsk è un fatto inedito e uno smacco per le forze ucraine.

L’attacco avviene mentre Mosca e Kiev si accusano a vicenda di ostacolare uno scambio di prigionieri previsto per questo fine settimana, unico risultato concreto dei colloqui diretti tenuti all’inizio della settimana, a più di tre anni dall’inizio dell’invasione russa nel febbraio 2022.

Femminicidi, il Papa: è la volontà di dominio che sfocia spesso in violenza

Milano, 8 giu. (askanews) – Lo Spirito Santo “trasforma anche quei pericoli più nascosti che inquinano le nostre relazioni, come i fraintendimenti, i pregiudizi, le strumentalizzazioni. Penso anche – con molto dolore – a quando una relazione viene infestata dalla volontà di dominare sull’altro, un atteggiamento che spesso sfocia nella violenza, come purtroppo dimostrano i numerosi e recenti casi di femminicidio”. Lo ha detto Papa Leone XIV nell’omelia pronunciata in piazza San Pietro nel corso della Messa per la celebrazione della Pentecoste in occasione del Giubileo dei Movimenti, delle Associazioni e delle Comunità.

“Lo Spirito Santo, invece, fa maturare in noi i frutti che ci aiutano a vivere relazioni vere e buone: amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé – ha sottolineato ancora il Santo Padre -. In questo modo, lo Spirito allarga le frontiere dei nostri rapporti con gli altri e ci apre alla gioia della fraternità”.

Roma, i corpi una donna e una neonata trovati a Villa Pamphili. Attesa per gli esiti dell’autopsia

Milano, 8 giu. (askanews) – Tragica scoperta a Roma: i cadaveri di una neonata di circa sei mesi e di una donna sono stati ritrovati a Villa Pamphili. Il corpo della piccola era nascosto in un cespuglio, mentre il cadavere della donna era avvolto in un sacco nero.

L’allarme è stato lanciato da alcuni passanti nel tardo pomeriggio di ieri. Sul posto sono intervenuti gli esperti della polizia scientifica, il medico legale e il pm Antonio Verdi, che ha aperto un fascicolo di indagine per far luce sul caso. Sono attesi gli esiti dell’autopsia per accertare le cause della morte e dell’esame del dna per arrivare all’identificazione, mentre si cerca anche tra le perosne scomparse.

Referendum, urne aperte fino a domani alle 15

Roma, 8 giu. (askanews) – Urne aperte da questa mattina alle 7 sino alle 23 e domani dalle ore 7 alle 15. La parola sui referendum, dopo settimane di scontro politico, passa agli elettori. Il voto referendario coincide, dove ci sono, con i ballottaggi delle elezioni amministrative. Al voto possono partecipare i fuori sede per motivi di studio, lavoro o cure mediche, che hanno presentato domanda entro i termini. Gli italiani all’estero hanno già votato per corrispondenza.

Cinque sono i quesiti su cui ci si dovrà esprimere, ‘armati’ di tessera elettorale e documento di identità. I quesiti riguardano ambiti importanti della vita sociale e civile: la disciplina dei licenziamenti illegittimi (scheda verde chiaro), norme sui licenziamenti e relative indennità nelle piccole imprese (arancione), contratti a termine (grigia), sicurezza negli appalti (rosso rubino) e, infine, il quesito sui requisiti per ottenere la cittadinanza (gialla). L’elettore, ricorda il Viminale, potrà esprimere il proprio voto tracciando un segno sul “Si” o sul “No”, accanto al quesito riportato sulla scheda. Chi vota sì chiede di abrogare la norma, chi vota no chiede di mantenerla. Cruciale è il quorum (del 50 per cento più uno degli aventi diritto) senza il raggiungimento del quale l’esito sarà comunque negativo.

Istruzione e povertà culturale: un divario che frena l’Italia

Platone e la centralità del sapere

Nel libro VI delle Leggi (765d-766), Platone affida a un personaggio fittizio, l’Ateniese, una dichiarazione che conserva intatta la sua forza profetica:

«Nel nostro Stato, la carica di gran lunga più importante sarà questa: il ministro dell’istruzione. […] Il primo punto, pertanto, sarà questo: eleggere a quella carica il migliore tra tutti i cittadini».

Un’esortazione che torna d’attualità di fronte ai dati diffusi dall’INVALSI e rielaborati dalla Fondazione Agnelli sui divari di apprendimento presenti nel nostro Paese.

Un sistema diseguale e squilibrato

Secondo la Fondazione Agnelli, il nostro sistema educativo nazionale è tutt’altro che equo. L’Italia è il paese europeo con i più gravi divari territoriali di apprendimento, in particolare nella scuola secondaria di secondo grado.

Nel caso della matematica, il divario tra la macro area Nord-Est e il Sud-Isole raggiunge i 24 punti: come se gli studenti meridionali avessero frequentato due anni di scuola in meno.

Le regioni del Sud mostrano una concentrazione preoccupante di studenti al di sotto del livello 3, soglia minima di competenze adeguate in italiano e matematica.

La Calabria in fondo a tutte le classifiche

Il quadro si fa ancora più grave se si osservano i dati riferiti alla Calabria. Già ultima per reddito pro capite, disoccupazione giovanile, infrastrutture e livelli di assistenza, la Regione è anche fanalino di coda per risultati scolastici.

In italiano, Veneto e Lombardia raggiungono punteggi di 206; la Calabria si ferma a 186. In matematica, il Veneto segna 210, la Calabria solo 181: una distanza di 30 punti che fotografa un’emergenza.

Sul fronte della lettura, il 24% degli adulti calabresi ha letto almeno un libro nell’ultimo anno, contro una media nazionale del 41,4%.

Un paese spaccato sul piano culturale

Il divario tra Nord e Sud non riguarda solo l’economia, ma anche l’accesso alla cultura. Nel Sud e nelle Isole vive circa un terzo della popolazione italiana, ma si vende meno di un quinto dei libri distribuiti nel Paese (19%).

L’indice di povertà culturale si riflette nel basso numero di lettori, nella scarsa diffusione delle biblioteche e in un’offerta formativa penalizzata. È una questione nazionale, non un problema locale.

 

Irto (PD): la cultura come questione politica

In questo scenario, si distingue il richiamo del senatore Nicola Irto, segretario regionale del PD, che ha posto con fermezza il tema della povertà culturale all’attenzione del governo.

Non si tratta di rivendicazioni regionalistiche, ma di assumere l’equità dell’istruzione come condizione essenziale per qualunque seria riforma, inclusa l’autonomia differenziata.

Solo così si potrà onorare davvero l’insegnamento di Platone e restituire all’istruzione la funzione alta di guida della comunità.

 Giappone sotto le 700mila nascite: un allarme che parla anche all’Italia

Nel 2024 il Giappone ha registrato appena 686.061 nascite. È la prima volta, dal 1899, che il numero annuo di nuovi nati scende sotto le 700mila unità. Il calo, pari al 5,7% rispetto al 2023, è arrivato con ben 14 anni d’anticipo rispetto alle previsioni ufficiali. Il National Institute of Population and Social Security Research stimava infatti di toccare questa soglia solo nel 2038.

Non si tratta solo di un dato simbolico: il declino demografico accelera, aggrava la crisi del welfare, svuota le campagne, mette sotto pressione la produttività e alimenta un senso diffuso di incertezza sul futuro.

Meno nascite, più decessi: la popolazione si restringe

A peggiorare il quadro contribuisce il continuo aumento dei decessi. Nel 2024, il Giappone ha contato 1.605.298 morti, il 1,9% in più rispetto all’anno precedente. Il saldo naturale della popolazione, ossia la differenza tra nascite e decessi, ha raggiunto il record negativo di -919.237 unità. Un vuoto demografico che nessun rimbalzo congiunturale può più colmare.

 

Il matrimonio non basta a invertire la rotta

Un lieve segnale positivo è arrivato dal numero dei matrimoni, saliti nel 2024 a 485.063, con un +2,2% sull’anno precedente. Ma anche questo dato, pur in ripresa rispetto alla flessione causata dalla pandemia, resta tra i più bassi del dopoguerra. Per il secondo anno consecutivo i matrimoni sono rimasti sotto quota 500mila.

E lItalia? Un ammonimento da ascoltare

Questi numeri, pur riferiti al Giappone, parlano anche a noi. L’Italia condivide molti tratti con il modello giapponese: un invecchiamento rapido, un calo delle nascite strutturale, un crescente squilibrio tra generazioni. Le politiche annunciate restano timide, frammentate, incapaci di incidere sulle cause profonde del declino demografico.

Serve un cambio di paradigma: non bastano gli incentivi economici, se non si costruisce un contesto favorevole a chi vuole mettere al mondo figli. Le crisi di natalità non si affrontano con spot, ma con scelte lunghe. Prima che anche per noi, come per il Giappone, diventi semplicemente troppo tardi.

Pentecoste, il primo respiro di una Chiesa in cammino

La solennità di Pentecoste, che quest’anno la Chiesa celebra l’8 giugno 2025, rappresenta il culmine del tempo pasquale e la sorgente di ogni rinnovamento cristiano. Sarà anche la prima Pentecoste di Papa Leone XIV, a soli 31 giorni dalla sua elezione.

Una solennità che segna un inizio

Un passaggio che invita a leggere il presente con occhi spirituali. Come se il soffio che inaugurò la missione della Chiesa potesse oggi accompagnare i primi passi di un nuovo ministero petrino.

Pentecoste è un’origine che continua: un invito a lasciarsi sorprendere da ciò che è vivo e in movimento. È la festa di un vento che non si lascia afferrare e di un fuoco che non brucia, ma accende.

Cinquanta giorni dopo la Pasqua ebraica – che ricordava il passaggio del Mar Rosso e la liberazione dalla schiavitù d’Egitto –, Israele celebrava Shavuot, la festa del dono della Legge: dalla liberazione alla rivelazione. Il cristianesimo eredita e trasfigura quella data: a Gerusalemme, cinquanta giorni dopo la Risurrezione, non è più la pietra a custodire l’alleanza, ma il cuore.

La Chiesa nasce nella diversità

Il racconto degli Atti è essenziale ma potente: un fragore, un vento, lingue di fuoco. Uomini impauriti trovano voce. La Chiesa nasce lì, non da un progetto, ma da una presenza. Pietro non parla ai discepoli, ma alla folla. La missione nasce in uscita. Non per uniformare, ma per riconciliare le differenze.

Nel tempo, la Pentecoste ha ispirato simboli: petali rossi caduti dal soffitto, colombe calate dall’alto, tamburi a evocare il vento. Gesti che oggi si sono attenuati, ma che ricordano il desiderio della fede di diventare visibile, concreta, espressa.

Lo stile dello Spirito

Che significato ha questa Pentecoste come prima solennità del pontificato? Non serve caricarla di simbolismi. Ma è naturale, per chi crede, affidare allo Spirito il cammino di chi guida. Non per avere risposte immediate, ma per custodire uno stile: ascolto, verità, apertura.

Non è il Papa a dare senso alla Pentecoste, semmai se ne lascia ispirare. E proprio in questi primi passi, Leone XIV ha indicato la direzione: una “Chiesa unita, segno di unità e di comunione, che diventi fermento per un mondo riconciliato”.

Un tempo che può diventare Spirito

Pentecoste non chiude la Pasqua, ma la apre al mondo. È la festa della parola dopo il silenzio, della missione dopo l’attesa. È ciò che rende la Chiesa più di un’istituzione: la fa corpo vivo, in cammino.

In un tempo segnato da incertezze e cambiamenti, Pentecoste invita a non temere ciò che è nuovo, ma a riconoscere che il rinnovamento autentico nasce non dalla rottura, ma dall’ascolto di ciò che unisce.

L’inizio di un pontificato si inserisce in una storia lunga. Può essere l’occasione per rinnovare, senza strappi, la missione di una Chiesa attenta al proprio tempo.

Pentecoste, in fondo, non appartiene solo al calendario liturgico. È ogni stagione in cui qualcosa si apre, si muove, si rigenera. Ogni tempo – se lo si sa leggere – può diventare tempo dello Spirito.

Don Primo Mazzolari, il prete contadino che sfidò il fascismo

«Un prete lungo e tutto ossa, col viso scavato, con gli occhi pallidi sotto la fronte alta a picco come una roccia, senza labbra e senza capelli». Un prete che incanta la gente con i suoi sermoni e che parla come un santo: «Le donne piangono nell’ascoltarlo; gli uomini abbandonano l’osteria per andare in chiesa».

Un ritratto letterario e umano

Questa è la descrizione, sublimata letterariamente, di don Primo Mazzolari che Grazia Deledda tratteggia nel suo romanzo Annalena Bilsini, pubblicato nel 1927 e ambientato a Cicognara, nel Cremonese, paese dove a lungo Mazzolari stesso servì come parroco.

Le parole di Deledda sono ora richiamate dallo storico Giorgio Vecchio nel primo volume di una nuova biografia di Mazzolari (Don Primo Mazzolari. Una biografia, I, 1890-1932, Brescia, Morcelliana, 2025, pagine 288, euro 25), che consente di seguire passo dopo passo i primi quarantadue anni di vita di don Primo: dal 1890, quando nacque a Boschetto, nella campagna padana, da una famiglia contadina, al momento dell’addio alla parrocchia di Cicognara, nel 1932. Quarantadue anni cruciali anche per la storia d’Italia.

 

Gli anni della formazione tra natura, libri e inquietudini

Grazie a una magistrale padronanza degli scritti del prete di Boschetto e del suo imponente lascito archivistico, nonché grazie alla capacità di confrontarsi apertamente con la letteratura critica, Vecchio ci restituisce un ritratto a tutto tondo di Mazzolari, ponendo in evidenza non solo i tratti luminosi della sua figura, ma anche le inquietudini e i tormenti, che lo affannarono fin dalla fanciullezza.

Dall’analisi condotta da Vecchio, Mazzolari appare come un bambino e poi come un giovane uomo serio e riflessivo, incline più alla lettura che ai giochi e ai divertimenti, con un sincero attaccamento alla terra e ai suoi valori. Al rispetto della natura si accompagna in lui il riconoscimento dell’importanza del lavoro e della fatica: «Sono un prete: ma sotto, senza sforzo, potete scorgervi il contadino. Se mi guardate in faccia, mi riconoscete subito per uno dei vostri; se mi stringete la mano, non v’ingannate».

La prima svolta nell’esistenza di Mazzolari avviene con l’ingresso, a partire dal 1902, nel seminario di Cremona. Qui fa incontri che lo segneranno profondamente: il compagno di studi Annibale Carletti, il vescovo Geremia Bonomelli, molto attento alla questione sociale, e il padre barnabita Pietro Gazzola, emarginato a causa delle accuse di modernismo.

Al di là di questi incontri decisivi e illuminanti, sono — quelli del seminario — anni di solitudine e di insofferenza verso le regole, segnati dal dissidio interiore tra il cuore e la ragione.

Dal fronte alla parrocchia: il seme del pacifismo

Dopo l’ordinazione, nell’agosto 1912, Mazzolari viene assegnato alla parrocchia di Spinadesco, un paesino alla confluenza tra l’Adda e il Po; l’anno successivo viene quindi richiamato come insegnante di lettere nel seminario di Cremona.

In questo periodo Mazzolari si lega a Eligio Cacciaguerra, fondatore della Lega democratica cristiana italiana, e, anche grazie alla sua mediazione, riesce a costruire una fitta rete di amicizie, molte delle quali femminili: da Marianna Montale, sorella di Eugenio, a Sofia Rebuschini, da Antonietta Giacomelli a Carla Cadorna, figlia del generale Luigi, fino a Teresa Mattei. Con loro discute di fede e religiosità, ma anche del ruolo delle donne in una società in piena trasformazione.

I venti di guerra, però, soffiano sempre più impetuosi. Dall’iniziale neutralismo, evidentemente influenzato dal giudizio di Benedetto XV sull’«inutile strage», Mazzolari si sposta nel campo dell’interventismo democratico: il conflitto è da lui considerato un dovere patriottico, un passo necessario per il completamento del processo di unificazione; tutte le rivendicazioni nazionalistiche e imperialistiche sono invece rifiutate.

Sulla base di queste convinzioni, che sono il frutto della sua formazione risorgimentale, decide di arruolarsi. Presto, però, subentra il disincanto, su cui incide sia la tragica morte del fratello minore Giuseppe (“Peppino”), durante la quarta battaglia dell’Isonzo, sia l’esacerbarsi del conflitto. Una violenza che don Primo può osservare direttamente, avendo richiesto di essere inviato al fronte, a seguito dell’esercito italiano.

È qui, nelle trincee, dinanzi ai corpi straziati dei soldati rimasti insepolti, che si forma quel pacifismo destinato ad affermarsi come uno dei tratti essenziali del suo pensiero: «Vogliamo che la libertà regni sovrana tra i popoli grandi e piccoli. Vogliamo che nessuno abusi della forza, sia essa d’armi o di ricchezza. Vogliamo l’amore tra i popoli, non l’odio: la pace nella giustizia, non la guerra», proclama in un’omelia del luglio 1918.

Contro la dittatura, fedele alla coscienza

Alla fine della guerra, diviene parroco di Cicognara. In più occasioni invoca una pace giusta, senza atteggiamenti vendicativi verso gli sconfitti. Netta, poi, è la sua condanna della violenza squadristica dei fascisti: parla di «ribollimenti barbarici» e di paganesimo che avanza, nonché di forza del «bastone».

Quando Mussolini prende il potere, arriva a sostenere che, se non fosse cristiano, si farebbe «carbonaro per ridare alla patria la libertà», come scrive in una lettera nel novembre 1922.

Tra i numerosi atti di ostilità verso il regime vi è anche, tre anni più tardi, il rifiuto di intonare il Te Deum, dopo lo sventato attentato a Mussolini da parte di Tito Zaniboni.

Il momento di maggior attrito si verifica, però, nell’agosto 1931, allorché tre colpi di rivoltella vengono sparati da un gruppo di fascisti locali contro don Primo, che dall’attacco esce illeso e nient’affatto fiaccato nello spirito.

Anche in queste circostanze difficili, Mazzolari rimane fedele a due princìpi che gli derivano da un’attenta rimeditazione del concilio tridentino: la centralità della cura delle anime e la rivendicazione del ruolo del prete nella società.

Don Primo Mazzolari — come mostra lo studio di Giorgio Vecchio, di cui attendiamo ora il secondo volume — diviene così un modello esemplare di rettitudine morale e civile di fronte al giogo della dittatura.

Per gli abbonati all’Osservatore Romano

https://www.osservatoreromano.va/it/news/2025-06/quo-130/vogliamo-che-nessuno-abusi-della-forza-sia-essa-d-armi-o-di-ric.html

La piazza pro-Gaza di Pd-M5S-Avs: siamo 300mila. "E’ l’Italia che non tace"

Roma, 7 giu. (askanews) – “L’Italia che non tace” si è riunita a Roma sotto il ‘cappello’ della manifestazione organizzata da Pd-M5S-Avs per pretendere lo stop del “massacro a Gaza”. “Siamo oltre 300mila, una folla oceanica”, hanno esultato i leader che si sono scagliati contro le “complicità e le ipocrisie del governo Meloni” che, insieme agli “Stati Uniti di Trump”, sostiene i “crimini di Netanyahu”: “come fanno a dormire la notte?”, l’affondo. Dalla segretaria dem Elly Schlein, il presidente Cinque Stelle Giuseppe Conte e Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi e sinistra è arrivato, forte, anche un appello all’unità delle opposizioni, accolto dai presenti con il grido: “unità, unità, unità”.

“Noi restiamo testardamente unitari, anche le ultime amministrative hanno dimostrato che uniti si vince”, dirà Schlein. “A noi piace mescolare le bandiere per una giusta causa”, ha esordito Conte. Due le note finali: quella suonata dalla tromba di Paolo Fresu che incanta con ‘Bella ciao’ e poi i quattro leader, abbracciati, che hanno invitato ad andare “tutti” a “votare” ai referendum.

“Come dice l’Onu, è in corso nell’escalation di Gaza una vera e propria pulizia etnica. Non lo dobbiamo accettare, dobbiamo alzare la nostra voce”, ha affermato Schlein elencando le ragioni della protesta (riconoscimento dello Stato di Palestina, cessate il fuoco immediato, liberazione di tutti gli ostaggi israeliani ancora nelle mani di Hamas, aiuti umanitari per la popolazione palestinese, sanzioni al governo di estrema destra di Israele, embargo totale di armi, la fine delle occupazioni illegali e delle violenze dei coloni in Cisgiordania). “Questa è una piazza unita, inclusiva, aperta”, ha aggiunto.

La parola “genocidio” viene pronunciata più volte da Conte, Fratoianni e Bonelli. “Oggi sono in piazza gli italiani che non accettano il balbettio” di un governo che è una “vergogna nazionale “con la sua complicità. Non si chiama antisemitismo si chiama umanità”, ha detto Conte rivendicando la netta condanna del 7 ottobre.

“Io dico a Matteo Salvini che è andato a Tel Aviv a stringere le mani sporche di sangue di Netanyahu: sei la vergogna di Italia”, ha urlato Bonelli commuovendosi al ricordo di un bimbo di sei anni palestinese mutilato di una gamba. E Fratoianni: “Tante volte ho ascoltato qualcuno che diceva che le emozioni non sono categorie della politica. Non sono d’accordo. Le emozioni sono una straordinaria leva che trasforma il mondo. In questa piazza c’è l’emozione dell’indignazione, un’Italia che non si lascia trascinare nella menzogna da un governo codardo e ipocrita, che è incapace in questi 600 giorni di pronunciare una parola di verità. Un’Italia che ha tenuto la schiena dritta, che ha messo una bandiera palestinese alla finestra, questa Italia restituisce dignità”.

Numerose le bandiere dei tre partiti che hanno messo in campo le loro energie con pullman da tutto il Paese, tante quelle della pace e della Palestina. Tante kefiah al collo. Cartelli e slogan: “Fuori i sionisti dal Pd”, “I bambini devono inseguire i propri sogni non scappare dalle bombe” e “Cari giornalisti, non è una guerra ma un genocidio”. Un’immagine ritrae Netanyahu che si bacia con Hitler. Un corteo partecipato, da piazza Vittorio lungo via Emanuele Filiberto con migliaia di persone di tutte le età, diverse associazioni della società civile, l’Anpi, esponenti della comunità palestinese. Folta la pattuglia dei parlamentari dei tre partiti. I dem sono tantissimi (dal governatore De Luca al sindaco di Roma, oltre ai capigruppo Boccia e Braga. Ci sono anche i riformisti, da Lorenzo Guerini a Stefano Bonaccini). Cinquanta i parlamentari M5S più i gruppi territoriali. Schierato quasi al completo Avs.

Sui numeri la Questura di Roma non si è sbilanciata ma ha confermato la partecipazione rilevando la “saturazione degli spazi disponibili” in piazza San Giovanni dove era stato allestito il palco per gli interventi e l’assenza di “criticità sul profilo dell’ordine pubblico”.

Toccanti le testimonianze dal palco del giornalista palestinese Abubaker Abed (“fare il giornalista a Gaza è una sentenza di condanna a morte”, ha detto in un video collegamento raccontando di aver subito minacce dall’esercito israeliano che lo ha accusato di essere un membro di Hamas e costretto a scappare, “benché non abbia mai preso un’arma in mano”) e del giovane israeliano che ha rifiutato il servizio militare Iddo Elam arrivato da Tel Aviv.

Papa: la pace tornerà se non saremo più predatori

Roma, 7 giu. (askanews) – “In un mondo lacerato e senza pace lo Spirito Santo ci educa a camminare insieme. La terra riposerà, la giustizia si affermerà, i poveri gioiranno, la pace tornerà se non ci muoveremo più come predatori, ma come pellegrini”. Lo ha detto Papa Leone XIV durante la Veglia di Pentecoste in Piazza San Pietro, in occasione del Giubileo dei Movimenti, delle Associazioni e delle Comunità.

“Non più ognuno per sè ma armonizzando i nostri passi ai passi altrui. Non consumando il mondo con voracità, ma coltivandolo e custodendolo, come ci insegna l’Enciclica Laudato si'”, ha aggiunto.

Referendum, Malan (FdI): sinistra usa Gaza per propaganda vietata

Roma, 7 giu. (askanews) – “Come avevamo ampiamente sospettato, la manifestazione della sinistra su Gaza era uno strumento per fare campagna sui referendum nel giorno di pausa di riflessione”. Lo dichiara il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Lucio Malan.

“L’hanno fatto innanzitutto in modo implicito – dice – attaccando in maniera strumentale e ingiusta il governo italiano, che ha fatto tutto il possibile per giungere a un cessate il fuoco in quella tormentata a terra. L’ha fatto esplicitamente l’ex segretario del Partito democratico Pierluigi Bersani sfoggiando durante le interviste il cappellino per il Sì, e soprattutto l’hanno fatto i leader al gran completo con l’appello al voto alla fine del comizio”.

“Ciò è innanzitutto palesemente contrario alla legge che vieta nel giorno precedente la consultazione, qualsiasi riunione di propaganda, diretta o indiretta. E rivela la squallida strumentalità di aver scelto proprio la giornata di oggi per manifestare”, conclude Malan.

Pablo Trincia racconta le storie dell’Heritage Lab Italgas

Torino, 7 giu. (askanews) – In occasione di Archivissima, il festival dedicato alla promozione dei patrimoni conservati negli archivi, all’Heritage Lab Italgas di Torino il protagonista Pablo Trincia. Il giornalista e autore televisivo, dopo un’accurata e approfondita ricerca, ha accompagnato il pubblico tra le storie racchiuse nell’Archivio Storico Italgas.

“Il meraviglioso archivio di Italgas nasconde delle vere e proprie piccole perle. Il progetto molto stimolante: si tratta di andare a cercare delle storie dove non penseresti di trovarle: per esempio, in un verbale di un consiglio di amministrazione di centocinquanta anni fa. stato interessante, una bella operazione da cui ho imparato molto”.

Durante il suo intervento, Trincia ha proposto una riflessione sul ruolo degli archivi come strumenti per leggere il presente e come incubatori di futuri possibili.

“Gli archivi sono il mio lavoro: ogni volta che ricostruisco una storia, mi sento un animale da archivio. Sono ci che rendono viva una storia e ti permettono di capire le dinamiche sociali o anche il linguaggio di una determinata epoca. Ma bisogna avere gli occhi per vederli, per guardarli. Non si pu essere superficiali, occorre avere tanta curiosit. Anche perch in un archivio come questo, cos denso di numeri e di dati amministrativi, trovare storie complesso. Ma una bella operazione, molto sfidante”.

Ancora Trincia: “Mi hanno colpito in particolare le storie di due impiegate, una degli anni Trenta e una di fine anni Quaranta, perch ci ho visto umanit, sofferenza, speranza. Sono due storie che ho intercettato in pochissime righe, ma quelle persone mi davvero sembrato di vederle”.

Italgas, societ leader in Europa nella distribuzione del gas, celebra cos il valore di Heritage Lab, luogo di incontro fisico e virtuale e laboratorio di digitalizzazione che permette all’azienda di perpetuare il grande patrimonio storico del suo archivio e di condividerlo con la comunit e il territorio.

Migliaia al corteo per Gaza: qui l’Italia che non tace. Stop massacro

Roma, 7 giu. (askanews) – Migliaia di persone, oltre 300mila secondo gli organizzatori, alla manifestazione per Gaza a Roma promossa da Pd, Avs e M5S. Imponente il piano di sicurezza messo in campo. Un corteo pacifico partito da piazza Vittorio e arrivato in piazza San Giovanni, con gli interventi dei leader delle forze politiche che hanno promosso la mobilitazione, che hanno parlato di una piazza “molto unitaria e inclusiva”, accusando il governo di restare in silenzio davanti all’orrore a Gaza.

Elly Schlein e Giuseppe Conte: “Questa un’altra Italia – ha detto la segretaria del Pd – un’Italia che non tace come fa il governo Meloni, un’Italia che invece vuole la pace”. “Questa la piazza dell’umanit contro uno sterminio sistematico che va avanti da 20 mesi con tanti governi, a partire da quello italiano, che stanno facendo finta di non vedere e ancora oggi balbettano” ha aggiunto Conte.

Fratoianni e Bonelli: “A Roma oggi una enorme manifestazione, un’oceanica risposta di popolo”. “Siamo qui in piazza perch vogliamo trasformare l’Italia in un presidio di umanit contro l’orrore di Gaza”.

In piazza, tra grandi bandiere palestinesi, delle forze politiche organizzatrici del corteo e della pace, slogan come “Palestina libera”, striscioni con scritto “Stop al genocidio di Gaza” e “Basta massacro” e dei finti bambini morti avvolti in lenzuola bianche, anche Klaus Davi con una bandiera arcobaleno con la stella di David e una bandiera israeliana.

M.O., Conte: non antisemitismo ma umanità, Italia dica stop a genocidio

Roma, 7 giu. (askanews) – “Questo governo è una vergogna nazionale con la sua complicità: non si chiama antisemitismo si chiama umanità, che va oltre la politica, ci batteremo insieme perchè l’Italia rialzi la testa e insieme all’Ue dica stop al genocidio, Palestina libera”. Così Giuseppe Conte, leader M5s, conclude il suo intervento dal palco della manifestazione per Gaza a piazza San Giovanni respingendo le accuse di antisemitismo per aver difeso i palestinesi.

“L’attacco terroristico del 7 ottobre è stato orribile, manifestammo subito solidarietà alla comunità ebraica per gli ostaggi trattenuti da Hamas, ma feci un chiarimento: attenzione, il diritto alla reazione c’è, però nessuno può riconoscere al governo israeliano il diritto di calpestare il diritto internazionale umanitario, nessuna licenza di uccidere e da allora ci accusano di antisemitismo accusa che noi respingiamo con forza”, ha concluso.