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Pablo Trincia racconta le storie dell’Heritage Lab Italgas

Torino, 7 giu. (askanews) – In occasione di Archivissima, il festival dedicato alla promozione dei patrimoni conservati negli archivi, all’Heritage Lab Italgas di Torino il protagonista Pablo Trincia. Il giornalista e autore televisivo, dopo un’accurata e approfondita ricerca, ha accompagnato il pubblico tra le storie racchiuse nell’Archivio Storico Italgas.

“Il meraviglioso archivio di Italgas nasconde delle vere e proprie piccole perle. Il progetto molto stimolante: si tratta di andare a cercare delle storie dove non penseresti di trovarle: per esempio, in un verbale di un consiglio di amministrazione di centocinquanta anni fa. stato interessante, una bella operazione da cui ho imparato molto”.

Durante il suo intervento, Trincia ha proposto una riflessione sul ruolo degli archivi come strumenti per leggere il presente e come incubatori di futuri possibili.

“Gli archivi sono il mio lavoro: ogni volta che ricostruisco una storia, mi sento un animale da archivio. Sono ci che rendono viva una storia e ti permettono di capire le dinamiche sociali o anche il linguaggio di una determinata epoca. Ma bisogna avere gli occhi per vederli, per guardarli. Non si pu essere superficiali, occorre avere tanta curiosit. Anche perch in un archivio come questo, cos denso di numeri e di dati amministrativi, trovare storie complesso. Ma una bella operazione, molto sfidante”.

Ancora Trincia: “Mi hanno colpito in particolare le storie di due impiegate, una degli anni Trenta e una di fine anni Quaranta, perch ci ho visto umanit, sofferenza, speranza. Sono due storie che ho intercettato in pochissime righe, ma quelle persone mi davvero sembrato di vederle”.

Italgas, societ leader in Europa nella distribuzione del gas, celebra cos il valore di Heritage Lab, luogo di incontro fisico e virtuale e laboratorio di digitalizzazione che permette all’azienda di perpetuare il grande patrimonio storico del suo archivio e di condividerlo con la comunit e il territorio.

Migliaia al corteo per Gaza: qui l’Italia che non tace. Stop massacro

Roma, 7 giu. (askanews) – Migliaia di persone, oltre 300mila secondo gli organizzatori, alla manifestazione per Gaza a Roma promossa da Pd, Avs e M5S. Imponente il piano di sicurezza messo in campo. Un corteo pacifico partito da piazza Vittorio e arrivato in piazza San Giovanni, con gli interventi dei leader delle forze politiche che hanno promosso la mobilitazione, che hanno parlato di una piazza “molto unitaria e inclusiva”, accusando il governo di restare in silenzio davanti all’orrore a Gaza.

Elly Schlein e Giuseppe Conte: “Questa un’altra Italia – ha detto la segretaria del Pd – un’Italia che non tace come fa il governo Meloni, un’Italia che invece vuole la pace”. “Questa la piazza dell’umanit contro uno sterminio sistematico che va avanti da 20 mesi con tanti governi, a partire da quello italiano, che stanno facendo finta di non vedere e ancora oggi balbettano” ha aggiunto Conte.

Fratoianni e Bonelli: “A Roma oggi una enorme manifestazione, un’oceanica risposta di popolo”. “Siamo qui in piazza perch vogliamo trasformare l’Italia in un presidio di umanit contro l’orrore di Gaza”.

In piazza, tra grandi bandiere palestinesi, delle forze politiche organizzatrici del corteo e della pace, slogan come “Palestina libera”, striscioni con scritto “Stop al genocidio di Gaza” e “Basta massacro” e dei finti bambini morti avvolti in lenzuola bianche, anche Klaus Davi con una bandiera arcobaleno con la stella di David e una bandiera israeliana.

M.O., Conte: non antisemitismo ma umanità, Italia dica stop a genocidio

Roma, 7 giu. (askanews) – “Questo governo è una vergogna nazionale con la sua complicità: non si chiama antisemitismo si chiama umanità, che va oltre la politica, ci batteremo insieme perchè l’Italia rialzi la testa e insieme all’Ue dica stop al genocidio, Palestina libera”. Così Giuseppe Conte, leader M5s, conclude il suo intervento dal palco della manifestazione per Gaza a piazza San Giovanni respingendo le accuse di antisemitismo per aver difeso i palestinesi.

“L’attacco terroristico del 7 ottobre è stato orribile, manifestammo subito solidarietà alla comunità ebraica per gli ostaggi trattenuti da Hamas, ma feci un chiarimento: attenzione, il diritto alla reazione c’è, però nessuno può riconoscere al governo israeliano il diritto di calpestare il diritto internazionale umanitario, nessuna licenza di uccidere e da allora ci accusano di antisemitismo accusa che noi respingiamo con forza”, ha concluso.

Nazionale di calcio, lunedì la Moldova poi la decisione su Spalletti

Roma, 7 giu. (askanews) – La delusione del ko contro la Norvegia apre dubbi sul futuro di Luciano Spalletti alla guida della Nazionale italiana di calcio. Fino al match di lunedì contro la Moldova la concentrazione sarà tutta sulla conquista dei primi 3 punti nel girone di qualificazione al Mondiale. Poi si penserà al futuro. Martedì il presidente della Figc Gabriele Gravina incontrerà Luciano Spalletti. Nel caso in cui ci fosse un cambiamento e una seperazione dal Ct Spalletti, i primi nomi sarebbero quelli di Ranieri e Pioli per il ruolo di allenatore della Nazionale.

M.O., Conte: in piazza italiani che non accettano balbettii Meloni

Milano, 7 giu. (askanews) – “Noi non siamo complici. Siamo e saremo sempre dalla parte giusta. Stop genocidio a Gaza!”. Lo scrive sui social il presidente del M5s Giuseppe Conte, che parlando a margine della manifestazione per Gaza spiega: “È la piazza degli italiani che non accettano sia calpestato il diritto umanitario, e che la convenienza politica non possa spingersi come sta facendo il governo a fornire copertura politica e militare alla condotta criminale del governo Netanyahu. Una piazza che condanna l’ipocrisia di un governo che balbetta, ora che il clima internazionale sta cambiando. Ora che sono 16mila i bambini trucidati, diventano inaccettabili? È il balbettio di un goveno complice, e i cittadini dicono non siamo complici, stop al genocidio”.

Ucraina, la proposta di Lula all’ Onu: costituire un gruppo di Paesi mediatori trovare una soluzione

Roma, 7 giu. (askanews) – Il presidente del Brasile Luiz Inacio Lula da Silva ha lanciato oggi un appello alle Nazioni Unite affinché costituiscano un gruppo di Paesi incaricato di cercare una soluzione al conflitto tra Russia e Ucraina. Lo riferisce riferisce l’agenzia di stampa France Presse.

L’iniziativa, annunciata da Lula durante una conferenza stampa in occasione di una visita in Francia, segue le dichiarazioni del presidente francese Emmanuel Macron, che questa settimana ha affermato che il Brasile ha “un ruolo molto importante da svolgere” nella risoluzione del conflitto.

“Le Nazioni unite possono tornare a essere protagoniste in questa vicenda”, ha affermato Lula, definendo il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, “una brava persona”. Secondo Lula, il capo dell’Onu dovrebbe “proporre un gruppo di amici” da presentare al presidente ucraino Volodymyr Zelensky e al leader russo Vladimir Putin, affinché possano “parlare con entrambi, ascoltare le loro rispettive verità e poi costruire un’alternativa”. Cioè, Lula propone “la creazione di una commissione composta da paesi che non sono coinvolti nella guerra per dialogare con Zelensky e con Putin”.

Il leader brasiliano ha fatto notare che nessuna delle parti coinvolte “otterrà tutto ciò che vuole, ma entrambe potranno ottenere ciò che è possibile”.

Russia e Ucraina hanno avviato un processo negoziale a Istanbul, in Turchia, con la mediazione di Ankara e degli Stati uniti. Tuttavia, questo processo al momento ha portato solo ad accordi limitati di scambi di prigionieri, ma non a una tregua, come chiede Kiev, o a una regolazione complessiva del conflitto, come vorrebbe Mosca.

Sostenibilit, Caffi (GBC Italia): normativa leva di innovazione

Roma, 7 giu. – Nel percorso verso un ambiente costruito pi sostenibile, GBC Italia ribadisce l’importanza di mantenere saldi i principi guida che stanno alla base di ogni strategia di conversione ecologica: “Decarbonizzazione, circolarit e benessere sono la bussola che orienta ogni progetto verso un reale cambiamento.” A ricordarlo Marco Caffi, Direttore di GBC Italia, ospite della rubrica Road To Forum promossa da GBC Italia per anticipare le storie, i protagonisti e i temi di sostenibilit che troveranno spazio nell’evento Green Building Forum Italia.

Nel settore delle costruzioni, guardare alla sostenibilit significa abbracciare una prospettiva integrata e lungimirante, in grado di coniugare efficacia normativa e innovazione concreta. Marco Caffi, Direttore di GBC Italia, spiega come i tre pilastri strategici – decarbonizzazione, circolarit e benessere – rappresentino il faro operativo che ogni professionista dovrebbe seguire, soprattutto in un contesto regolatorio sempre pi articolato.

“Per noi di GBC Italia imprescindibile far riferimento costante a tre pilastri strategici: la decarbonizzazione dell’ambiente costruito, la circolarit dei materiali e il benessere degli occupanti, sia all’interno degli spazi chiusi, sia in connessione con l’ambiente esterno.”

La proliferazione di regole e direttive pu infatti facilmente disorientare chi opera nel settore. Avere chiari questi punti di riferimento permette invece di tradurre gli obblighi normativi in strumenti concreti per realizzare interventi all’avanguardia e realmente sostenibili, ottenendo al contempo risultati misurabili che diano un apporto concreto al benessere delle persone.

“Quando progettiamo, costruiamo o gestiamo un edificio, partire da questi tre assi significa trasformare la normativa da vincolo in leva di innovazione: cos ogni decisione – dalla scelta dei materiali alle tecniche esecutive – contribuisce a ridurre le emissioni, a ottimizzare l’uso delle risorse e a migliorare la qualit della vita di chi utilizza lo spazio.”

Decarbonizzare l’edilizia, spiega il Direttore, vuol dire intervenire su processi, impianti e soluzioni tecnologiche per abbattere le emissioni legate a produzione e manutenzione degli edifici. Garantire la circolarit significa invece adottare modelli costruttivi che favoriscano il riciclo e il riuso, riducendo al minimo lo spreco di materie prime. Lo sforzo di progettare ambienti confortevoli non finalizzato solo a creare spazi salubri, ma anche e esoprattutto favorire la salute fisica e mentale degli occupanti.

“Solo integrando decarbonizzazione, economia circolare e focus sul comfort possiamo rispondere in modo efficace alle sfide climatiche e sociali. un approccio olistico che coinvolge l’intera filiera: dai progettisti ai fornitori, fino ai gestori degli edifici.”

La visione del Direttore Caffi sar una delle direttrici principali dell’evento Green Building Forum Italia, in programma il 25 ottobre e che metter al centro l’uomo nella catena di valore dell’ambiente costruito. L’evento porter a Milano a professionisti, imprese e istituzioni, dando loro l’opportunit di confrontarsi su strategie condivise e di avviare collaborazioni finalizzate a rendere sostenibile l’intero ciclo di vita degli edifici.

In collaborazione con GBC Italia

M.O., Schlein: governo Italia agisca, basta parole. Fermare massacro

Roma, 7 giu. (askanews) – “Questa è un’Italia che non tace ma che vuole manifestare per la pace, per i diritti di due popoli e due Stati a vedersi riconosciuti e vivere, convivere pacificamente in sicurezza. Quindi è il successo di una manifestazione che da subito è stata convocata da tre forze politiche su una piattaforma molto chiara e molto sentita nella società italiana. La richiesta forte di un cessate il fuoco, di liberare tutti gli ostaggi ancora nelle mani dei terroristi di Hamas, la richiesta di un riconoscimento dello Stato di Palestina”. Lo ha sottolineato la segretaria dem Elly Schlein a margine della manifestazione di Pd, M5S e Avs a Roma per Gaza e il Medio Oriente.

“Del resto – ha proseguito – l’hanno già fatto la Spagna, l’Irlanda, la Norvegia si appresta a farlo anche la Francia. Questa piazza chiede questo, chiede al governo italiano all’Unione Europea e alla comunità internazionale di agire. Non è il tempo delle parole, ma delle azioni concrete e di riuscire a fermare questo massacro e riuscire a fermare il governo di estrema destra di Netanyahu”.

Corteo per Gaza, Bonelli: stop orrori, fermiamo criminale Netanyahu

Roma, 7 giu. (askanews) – “Siamo qui in piazza perch vogliamo trasformare l’Italia in un presidio di umanit contro l’orrore di Gaza e per dire basta all’ipocrisia del governo Meloni che chiude gli occhi davanti a questi orrori, basta accordi militari ed economici, fermiamo il criminale Netanyahu”.

Cos Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, in piazza a Roma al corteo per Gaza organizzato da Pd, M5s e Avs a cui hanno preso parte migliaia di persone.

M.O., Fratoianni: in piazza chi non vuole essere complice genocidio Gaza

Roma, 7 giu. (askanews) – “È una manifestazione oceanica che travolge tutte le accuse strumentali, quelle più infami, come la presunta ambiguità sull’antisemitismo che abbiamo sentito in questi giorni. Travolge l’infamia di queste accuse in un’enorme emozione e l’emozione è una grande leva della politica”. Lo ha sottolineato il leader di Avs Nicola Fratoianni, a margine della manifestazione per Gaza a Roma.

“Oggi in questa piazza – ha proseguito – c’è l’emozione potente dell’indignazione di chi non si rassegna di chi non è disposto a essere complice di fronte al genocidio allo sterminio, alla pulizia etnica, alle catacombe dell’umanità e del diritto internazionale e della democrazia, anche e soprattutto della nostra. Ecco questo dice questa meravigliosa e straordinaria manifestazione”.

Al via a Roma il corteo Pd-M5s-Avs per Gaza

Roma, 7 giu. (askanews) – Al via poco dopo le 14 da piazza Vittorio a Roma, il corteo della manifestazione indetta da Pd, M5s e Avs per Gaza. Dietro allo striscione di apertura “Stop al massacro. Basta complicit”, i leader dei tre partiti: la segretaria dem Elly Schlein, Giuseppe Conte (M5s), Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra.

In piazza, le bandiere dei tre partiti che hanno portato a Roma da tutta Italia i loro militanti. Tante le bandiere della Palestina con la scritta “Free Palestine”. Il corteo percorrer via Emanuele Filiberto per raggiungere piazza San Giovanni, allestita con un palco per gli interventi.

Tra i presenti il presidente dei senatori Pd Francesco Boccia, gli europarlamentari Nicola Zingaretti e Stefano Bonaccini, i senatori Filippo Sensi e Antonio Misiani, il resposnabile Esteri del partito Beppe Provenzano, i deputati Marco Furfaro, Piero de Luca e anche l’ex parlamentare Emanuele Fiano, che ieri era all’iniziativa a Milano al teatro dei Parenti organizzata da Matteo Renzi e Carlo Calenda (l’altra piazza per Gaza dell’opposizione). Per M5s, presenti tra gli altri Roberto Fico e Paola Taverna. Per Avs Nichi Vendola, il presidente dei senatori Beppe de Cristofaro, i deputati Piccolotti, Grimaldi, Zanella, Magni e Mari.

Corteo per Gaza, Fratoianni: diciamo al governo stop complicit

Roma, 7 giu. (askanews) – “Una enorme manifestazione, un’oceanica risposta di popolo, la risposta dell’indignazione, dell’Italia migliore, di chi chiede al governo di non trascinare il nostro Paese nell’infamia della storia”. Cos Nicola Fratoianni di Alleanza verdi e sinistra alla testa del corteo per Gaza partito da piazza Vittorio a Roma, accanto agli altri leader promotori della manifestazione di Pd e M5S.

“Chiediamo – ha aggiunto – il riconoscimento dello Stato Palestinese, sanzioni e sospensione dell’accordo Ue-Israele, il non rinnovo del protocollo militare, occorrono misure concrete per fermare lo sterminio, l’ecatombe davanti ai nostri occhi a Gaza. L’Italia migliore oggi dice a Meloni: basta complicit, ipocrisia e codardia” ha concluso Fratoianni.

Corteo per Gaza, Schlein: enorme risposta popolare di partecipazione

Roma, 7 giu. (askanews) – “Un’enorme risposta di partecipazione oggi a Roma per dire basta al massacro dei palestinesi, ai crimini del governo di estrema destra di Netanyahu, questa un’Italia che non tace come fa il governo Meloni, un’Italia che invece vuole la pace, il cessate il fuoco immediato, la liberazione degli ostaggi, gli aiuti umanitari e il riconoscimento dello Stato di Palestina, una grande risposta popolare, questa l’Italia che vogliamo”.

Cos la segretaria del Pd Elly Schlein in piazza a Roma al corteo per Gaza promosso da Pd, M5s e Avs, con migliaia di persone, accanto agli altri leader alla testa della manifestazione che arriver a piazza San Giovanni.

Corteo per Gaza, Conte: la piazza dell’umanit contro lo sterminio

Roma, 7 giu. (askanews) – “Questa la piazza dell’umanit contro uno sterminio sistematico che va avanti da 20 mesi con tanti governi, a partire da quello italiano, che stanno facendo finta di non vedere e ancora oggi balbettano. Ci sono misure concrete nella nostra mozione unitaria da cui parte questa iniziativa. La presenza di tantissimi oggi il segno che l’opinione pubblica e gli italiani non ci stanno pi: stop a questo sterminio”.

Cos il leader del M5s Giuseppe Conte a Roma alla manifestazione per Gaza promossa con Pd e Avs.

MotoGP, Marquez vince la sprint ad Aragon

Roma, 7 giu. (askanews) – La MotoGP 2025 resta una questione della famiglia Marquez e della Ducati: Marc (team ufficiale) ha vinto la Sprint di Aragon davanti al fratello Alex (Gresini) allungando ancora in classifica generale: ora l’otto volte iridato ha 27 punti di vantaggio sul fratello. Il poker di Borgo Panigale è stato completato dal podio di Fermin Aldeguer (Gresini) e dal quarto posto di Franco Morbidelli (VR46). Male Pecco Bagnaia, che partito quarto in griglia è andato via via scivolando fino a chiudere dodicesimo, tra scarso feeling con la moto e guida imprecisa.

In Colorado da Dante a Leonardo è boom per la cultura italiana

Denver, 7 giu. (askanews) – (di Cristina Giuliano) In Colorado, noto per i suoi magnifici paesaggi di montagne, fiumi e pianure, esiste un vivace mosaico della cultura e della lingua italiana che askanews ha potuto sperimentare sin dal volo Roma-Denver (da un mese inaugurato da United Airlines) dove a bordo numerosi assistenti di volo parlano italiano essendo discendenti con varie origini che spaziano dalla Sicilia alla Sardegna. E una volta a Denver, iconica metropoli americana la cui fondazione risale all’epoca del Vecchio West, la presenza italiana si sente in maniera significativa.

Molte sono le associazioni e confraternite delle quali il giornale “Andiamo!” ( andiamocolorado.com , mensile e punto di riferimento per la comunità italoamericana locale ) parla e racconta oltre a fornire un utile calendario fittissimo delle attività.

Va detto che un’anima neolatina è già nel nome e nel motto dello stato: “Nil Sine Numine”, in latino, ovvero “Nulla senza la Provvidenza” è la frase che appare sul nastro del sigillo dello Stato, con chiara eco virgiliana. E da Virgilio a Dante il passo è breve: “La Società Dante Alighieri di Denver” è una delle numerose associazioni attive, che promuove corsi di lingua e che domenica 13 luglio terrà “un’anteprima esclusiva del futuro Leonardo da Vinci Museum of North America, la cui apertura è prevista a Pueblo, in Colorado, alla fine del 2025. Questo museo, prima e unica istituzione permanente del suo genere negli Usa, nasce dalla collaborazione con il prestigioso Museo Leonardo da Vinci di Firenze e Artisans of Florence. Esporrà autentiche repliche a grandezza naturale delle invenzioni di Leonardo, meticolosamente realizzate da artigiani italiani con materiali fedeli al Rinascimento” fa sapere la stessa Dante Alighieri della “Mile-High City”.

Del museo esiste attualmente un sito ( davincisteam.org ): “Con una sede già assicurata, stiamo lavorando per aprire alla fine del 2025” si conferma. Servirà tra l’altro per arricchire le opportunità educative, offrendo programmi STEAM all’avanguardia per studenti di tutte le età; stimolare l’economia locale, concentrandosi in particolar modo sul turismo da fuori dallo Stato; oltre ad aumentare il profilo culturale di Pueblo sulla scena nazionale e internazionale.

Secondo “The Pueblo Chieftain”, pubblicazione locale, “il museo potrebbe aprire i battenti entro la fine dell’autunno, lungo lo storico Arkansas Riverwalk. Sarà ospitato all’interno dell’ex Pro Bull Riders Sport Performance Center al 310 di Central Main St., e sono previsti anche altri progetti per un caffè all’aperto di 110 metri quadrati”.

“Penso che contribuirà a far conoscere Pueblo”, ha dichiarato il sindaco Heather Graham in un’intervista al “Colorado Sun”. “Diventeremo una meta turistica. Ed è proprio sul lungofiume. È di enorme importanza per la nostra economia qui a Pueblo”. Sempre secondo la pubblicazione è il presidente del Southern Colorado Science Center “Joe Arrigo, l’uomo che diede inizio a tutto”. Arrigo ha creato l’organizzazione no-profit Pueblo STEAM Works e ha riunito un consiglio di cittadini locali appassionati di scienza. L’organizzazione, creata il 21 febbraio 2023, cambiò nome in Southern Colorado Science Center e ora opera come Leonardo da Vinci Museum of North America, scrive il giornale che documenta fotograficamente anche lo stoccaggio al PuebloPlex – nell’attesa dell’apertura – di alcune opere che verranno esposte. Il PuebloPlex è un ente locale e il nuovo nome dato alle unità costruite dall’esercito americano nel 1942, che in passato avevano destinazione militare.

Quanto al futuro centro espositivo, che porta il nome del genio universale ed esponente del Rinascimento italiano, sta inoltre lavorando – “a stretto contatto con il prestigioso Museo Leonardo da Vinci di Firenze e con Artisans of Florence” – a un Memo of Understanding (MOU) con la Colorado State University Pueblo (CSU Pueblo). “Una volta finalizzato questo accordo – si aggiunge – il museo rafforzerà ulteriormente i suoi legami con la comunità attraverso l’esposizione di una selezione delle macchine di Leonardo da Vinci nel campus della CSU Pueblo, evidenziando questa innovativa collaborazione; oltre ad offrire agli studenti della CSU Pueblo un’esperienza pratica nella gestione del museo e nell’istruzione STEAM e la collaborazione con il Dipartimento di Scienze dello Sport della CSU Pueblo”.

Contemporaneamente prosegue l’attività della Società Dante Alighieri di Denver che promuove la conoscenza della cultura italiana attraverso lo studio della lingua, della letteratura, della storia, della musica e dell’arte italiana, oltre ad offrire utilissimi corsi di cucina italiana. “Dalla sua fondazione nel 1985, la Società ha assegnato oltre 400.000 dollari in borse di studio accademiche e musicali a numerosi studenti universitari americani nell’area metropolitana di Denver e nel Colorado nord-orientale” si legge. A riprova di quanto si stia facendo per rafforzare le radici di questa comunità, a 8 ore di fuso orario dall’Italia, eppure ancora fortemente legata al nostro Paese.

Si ringrazia per il supporto Brand USA (www.visittheusa.com) e Visit Denver (www.visitdenver.com).

M.O., Conte: piazza dell’umanità contro sterminio sistematico a Gaza

Roma, 7 giu. (askanews) – “Questa è la piazza dell’umanità contro lo sterminio sistematico che va avanti da venti mesi con tanti governi a partire da quello italiano che fanno finta di non vedere o balbettano”. Lo ha detto Giuseppe Conte, leader M5s, alla partenza del corteo della manifestazione per Gaza a Roma.

“Ci sono misure concrete e sono tutte nella nostra mozione unitaria da cui parte questa iniziativa – ha aggiunto – E la presenza di tanti cittadini oggi è il segno che l’opinione pubblica, i cittadini italiani non ci stanno più: stop a questo sterminio”.

Manifestazione per Gaza, Orlando: spero cresca mobilitazione e sdegno

Roma, 7 giu. (askanews) – Da questa manifestazione mi aspetto che “cresca la mobilitazione, lo sdegno e la condanna nei confronti dell’attivit criminale del governo Netanyahu che

ha approfittato del silenzio complice del governo italiano, dell’Europa e degli Usa”. Cos l’europarlamentare ed ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando, in piazza a Roma alla manifestazione per Gaza in partenza da piazza Vittorio.

“La reazione al 7 ottobre non pu essere un genocidio – ha aggiunto – ora basta. Occorre liberare il popolo di Israele da quest’ondata antisemista; il pi grande nemico del popolo israeliano nel mondo Netanyahu che sta infliggendo una serie di stati d’animo e rabbia nei confronti del popolo ebraico”.

M.O., a Roma il corteo Pd-M5s-Avs per Gaza, leader in piazza

Roma, 7 giu. (askanews) – E’ partito intorno alle 14 il corteo della manifestazione per Gaza, indetta da Pd, M5s e Avs, a Roma. Dietro allo striscione di apertura “Stop al massacro. Basta complicità”, i leader dei tre partiti: la segretaria dem Elly Schlein, il presidente Cinque Stelle Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli di Alleanza verdi e sinistra.

In piazza, le bandiere dei tre partiti che hanno portato a Roma da tutta Italia i loro militanti. Tante le bandiere della Palestina con la scritta “Free Palestine”. Secondo i promotori, al corteo, a cui hanno aderito decine di organizzazioni e associazioni, dovrebbero partecipare almeno 50mila persone. Imponente il piano di sicurezza organizzato dalla Questura della Capitale, chiamato a vigilare sui tanti obiettivi sensibili e a prevenire eventuali blitz violenti delle frange più radicali.

Il corteo si è mosso da piazza Vittorio per raggiungere piazza San Giovanni, allestita con un palco per gli interventi. Una manifestazione a tratti silenziosa e a tratti si sente intonare “Bella ciao”, “Free free Palestine”, “Palestina libera”. E anche “maledetti assassini, non si toccano i bambini”. Tante le bandiere della pace.

Brevi flash mob ai lati del corteo. Giovani palestinesi, Fronte comunista e Udap, collettivo militante, stendono uno striscione rosso: “Basta complicità con il genocidio! Italia fuori dalle guerre!”. A leggere un testo al megafono una giovane italo-palestinese: “Contro il siatema coloniale imperialista dell’entità sionista”, spiega commossa e puntualizzando di non aver aderito alla piattaforma Pd-M5s-Avs.

A Roma la manifestazione per Gaza: “Stop al massacro”

Roma, 7 giu. (askanews) – Uno striscione con scritto “Gaza, Stop al massacro” e i cori “Palestina libera”: migliaia di persone in piazza Vittorio a Roma alla manifestazione pro Palestina organizzata da Pd, Avs e M5S.

Tante le bandiere arcobaleno, oltre a quelle delle forze politiche e palestinesi. Ingente il dispositivo di sicurezza. Il corteo arriver in piazza San Giovanni, percorrendo via

Emanuele Filiberto. Attese 50mila persone.

Manifestazione per Gaza, Ricciardi (M5S): qui contro la disumanit

Roma, 7 giu. (askanews) – “Siamo qui per chi vuole manifestare per l’umanit contro la disumanit, quello che sta accadendo oggi a Gaza uno scempio, una vergogna che la nostra epoca si porter dietro per sempre, la risposta di questa piazza molto importante”.

Cos Riccardo Ricciardi (M5S) in piazza Vittorio a Roma prima della partenza del corteo per Gaza.

A Roma il corteo per il cessate il fuoco a Gaza. In piazza i leader di Pd-M5s-Avs

Roma, 7 giu. (askanews) – E’ partito poco dopo le 14 il corteo della manifestazione indetta da Pd, M5s e Avs per Gaza, a Roma. Dietro allo striscione di apertura “Stop al massacro. Basta complicità” ci sono i leader dei tre partiti: la segretaria dem Elly Schlein, il presidente Cinque Stelle Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli di Alleanza verdi e sinistra.

In piazza, le bandiere dei tre partiti che hanno portato a Roma da tutta Italia i loro militanti. Tante le bandiere della Palestina con la scritta “Free Palestine”. Secondo i promotori, al corteo, a cui hanno aderito decine di organizzazioni e associazioni, dovrebbero partecipare almeno 50mila persone.

Il corteo si è mosso da piazza Vittorio, lungo via Emanuele Filiberto per raggiungere piazza San Giovanni, allestita con un palco per gli interventi.

Tra i presenti per il Pd il responsabile Organizzazione Igor Taruffi, il presidente dei senatori Francesco Boccia, gli europarlamentari Nicola Zingaretti e Stefano Bonaccini, i senatori Filippo Sensi e Antonio Misiani, il resposnabile Esteri del partito Beppe Provenzano, i deputati Marco Furfaro, Piero de Luca e anche l’ex parlamentare Emanuele Fiano, che ieri era all’iniziativa a Milano al teatro dei Parenti organizzata da Matteo Renzi e Carlo Calenda (l’altra piazza per Gaza dell’opposizione).

Per M5s ci sono tra gli altri Roberto Fico e Paola Taverna. Per Avs Nichi Vendola, il presidente dei senatori Beppe de Cristofaro, i deputati Piccolotti, Grimaldi, Zanella, Magni e Mari.

In piazza sono già migliaia le persone presenti, tra cui la comunità palestinese, accanto ai diversi parlamentari dell’opposizione ed esponenti della società civile. Tante le bandiere dei tre partiti promotori oltre a quelle della Palestina, gli slogan più cantati sono “Palestina libera” e “Free free Palestine”.

Imponente il piano di sicurezza organizzato dalla questura della Capitale, chiamato a vigilare sui tanti obiettivi sensibili e a prevenire eventuali blitz violenti delle frange più radicali.

Corteo per Gaza, Piccolotti(Avs): qui per stop genocidio in Palestina

Roma, 7 giu. (askanews) – “Siamo qui per chiedere la fine del genocidio in Palestina, la fine dello sterminio in cui anche la fame usata come arma. Per noi il centro della richiesta politica due popoli e due Stati che convivano in pace e nel rispetto del diritto internazionale, Netanyahu ha violato tutte le norme, ha compiuto tanti crimini di guerra, necessario che la comunit internazionale lo fermi”.

Cos Elisabetta Piccolotti (Avs) in piazza a Roma alla manifestazione per Gaza.

M.O., al via il corteo Pd-M5s-Avs per Gaza a Roma

Roma, 7 giu. (askanews) – E’ partito poco dopo le 14 il corteo della manifestazione indetta da Pd, M5s e Avs per Gaza, a Roma. Dietro allo striscione di apertura “Stop al massacro. Basta complicità” ci sono i leader dei tre partiti: la segretaria dem Elly Schlein, il presidente Cinque Stelle Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli di Alleanza verdi e sinistra.

In piazza, le bandiere dei tre partiti che hanno portato a Roma da tutta Italia i loro militanti. Tante le bandiere della Palestina con la scritta “Free Palestine”.

Il corteo si sta muovendo da piazza Vittorio, percorrerà via Emanuele Filiberto per raggiungere piazza San Giovanni, allestita con un palco per gli interventi.

Tra i presenti per il Pd il responsabile Organizzazione Igor Taruffi, il presidente dei senatori Francesco Boccia, gli europarlamentari Nicola Zingaretti e Stefano Bonaccini, i senatori Filippo Sensi e Antonio Misiani, il resposnabile Esteri del partito Beppe Provenzano, i deputati Marco Furfaro, Piero de Luca e anche l’ex parlamentare Emanuele Fiano, che ieri era all’iniziativa a Milano al teatro dei Parenti organizzata da Matteo Renzi e Carlo Calenda (l’altra piazza per Gaza dell’opposizione).

Per M5s ci sono tra gli altri Roberto Fico e Paola Taverna. Per Avs Nichi Vendola, il presidente dei senatori Beppe de Cristofaro, i deputati Piccolotti, Grimaldi, Zanella, Magni e Mari.

Lotito: la Nazionale? Mancare un altro Mondiale dramma sportivo"

Roma, 7 giu. (askanews) – “Ho visto la partita di ieri con il telefonino, non compete a me esprimere giudizi. Gravina e Spalletti? Non conosco le dinamiche interne, il risultato testimonia una qualità di gioco che non corrisponde ai fasti del passato”. Così il presidente della Lazio, Claudio al Teatro Regio, sede del Festival della Serie A. All’uscita il numero uno della Lazio parla della debacle Nazionale: “La storia esprimerà i giudizi, mancare un altro Mondiale sarebbe un dramma sportivo e per tutto l’indotto che ne consegue. Per la credibilità del sistema, la qualità: un tempo eravamo ambiti a livello mondiale. Nel momento in cui naufraga un progetto crea un danno a tutto. Io sono il presidente della Lazio, se la squadra va male è colpa mia. Fatevi una domanda e datevi una risposta… Io mi pongo un interrogativo sul fatto che certi risultati si ripetano in modo sistematico e perché non si ripetano più. Ricetta? La mia fa parte del mio personale modo di agire, legata alla valorizzazione del merito. Se il merito tradisce, in forma automatica uno dovrebbe assumere una posizione chiara nell’interesse collettivo altrimenti resta lì a vita”.

Corteo per Gaza, Klaus Davi: spero fuori antisemitismo anche su palco

Roma, 7 giu. (askanews) – Alla manifestazione per Gaza a Roma promossa da AVS, M5S e Pd e in partenza da piazza Vittorio, anche Klaus Davi, giornalista, massmediologo e scrittore, con in mano due bandiere, quella di Israele e quella arcobaleno della pace.

“Sono qui a titolo personale, io penso che quando la gente va in piazza un fatto positivo, si manifesta per un ideale di pace – ha detto Davi – sono tre forze democratiche, hanno garantito il contrasto all’antisemitismo e spero che accada cos anche sul palco, una testimonianza che Israele una grande democrazia dove c’ un’opposizione molto vitale”.

Referendum, domenica e lunedì si vota. I cinque quesiti

Roma, 7 giu. (askanews) – Urne aperte domenica mattina dalle 7 sino alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15. La parola sui referendum, dopo settimane di scontro politico, passa agli elettori. Il voto referendario coincide, dove ci sono, con i ballottaggi delle elezioni amministrative.

I quesiti riguardano ambiti importanti della vita sociale e civile: la disciplina dei licenziamenti illegittimi (scheda verde chiaro), norme sui licenziamenti e relative indennità nelle piccole imprese (arancione), contratti a termine (grigia), sicurezza negli appalti (rosso rubino) e, infine, il quesito sui requisiti per ottenere la cittadinanza (gialla).

L’elettore, ricorda il Viminale, potrà esprimere il proprio voto tracciando un segno sul “Si” o sul “No”, accanto al quesito riportato sulla scheda. Chi vota sì chiede di abrogare la norma, chi vota no chiede di mantenerla. Cruciale è il quorum (del 50 per cento più uno degli aventi dirittto) senza il raggiungimento del quale l’esito sarà comunque negativo.

IL PRIMO QUESITO punta all’abrogazione della norma del jobs act, varato dal governo Renzi, che ha limitato, nelle imprese con più di 15 dipendenti, il diritto al reintegro per i lavoratori licenziati senza giusta causa. Si reintroduce la possibilità di tornare al proprio posto di lavoro oltre alla previsione del risarcimento.

IL SECONDO QUESITO riguarda le imprese fino a quindici dipendenti dove con le norme attuali il licenziamento illegittimo è punito solo con l’obbligo di un indennizzo economico non superiore a sei mensilità. Se dovessero prevalere i ‘sì’ verrebbe restituita ai giudici la discrezionalità di indicare un indennizzo superiore.

IL TERZO QUESITO è sui contratti a termine. Con le norme attuali un datore di lavoro può assumere con contratto a termine anche senza indicare una causale specifica. Con la vittoria dei sì verrebbe ripristinato il principio della necessità di una motivazione precisa per il contratto non a tempo indeterminato.

IL QUARTO QUESITO riguarda la sicurezza negli appalti. Se la norma in questione fosse abrogata, il committente verrebbe chiamato alla responsabilità solidale, e cioè a garantire che l’indennizzo riconosciuto per gli incidenti sul lavoro sia comunque erogato, se l’impresa appaltatrice non lo fa.

IL QUINTO QUESITO è sull’accesso alla cittadinanza italiana per gli stranieri non appartenenti all’Unione Europea e che sono regolarmente in Italia. La normativa attuale prevede un periodo minimo di 10 anni di residenza legale continuativa. Il referendum chiede di dimezzare questo lasso di tempo, ossia cinque anni. Resterebbero confermati gli altri requisiti: la dimostrazione di un reddito sufficiente per il sostentamento, la conoscenza della lingua italiana a livello B1, l’assenza di condanne penali e di motivi di ostatività per la sicurezza della Repubblica. Secondo alcuni calcoli, questa modifica interesserebbe tra 1 milione e 800mila e 2,5 milioni di persone, tra cui in particolare ragazzi e ragazze nati o cresciuti in Italia.

Domenica e lunedì sfide ballottaggi: a Matera e Taranto duello tra poli

Roma, 7 giu. (askanews) – Sfida al balloggio a Matera e Taranto, capoluoghi di provincia, ma anche a Cernusco sul Naviglio, Saronno e Lamezia Terme come in altre città con più di 15mila abitanti – in tutto sono tredici – nelle quali al primo turno di elezioni amministrative, il 25 e 26 maggio, nessun candidato sindaco ha raccolto la metà più uno dei voti necessari per essere eletti. Domenica e lunedì, in concomitanza con il referendum su lavoro e cittadinanza, si terrà il secondo turno con i seggi aperti domenica dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15.

Una partita importante per il centrosinistra che punta a rafforzare le vittorie conquistate al primo turno a Genova – dove un’alleanza larga è riuscita a portare sulla poltrona di primo cittadino, strappandola al centrodestra, l’ex atleta olimpica Silvia Salis – e a Ravenna, dove certamente l’impresa era più agevole e i progressisti hanno vinto con Alessandro Barattoni. Gli occhi sono ora puntati su Matera e su Taranto dove il centrosinistra è uscito in vantaggio dal primo turno.

A Matera il candidato di centrosinistra Roberto Cifarelli ha raccolto il 43,5% dei voti, mentre Antonio Nicoletti, sostenuto dal centrodestra, ha ottenuto il 37% dei consensi. C’è una particolarità: le liste a sostegno di Cifarelli hanno avuto il 52,4% dei voti e avranno dunque la maggioranza dei seggi nel Consiglio comunale anche in caso di vittoria di Nicoletti il quale, se fosse eletto sindaco, si troverebbe ‘azzoppato’ avendo una maggioranza in Consiglio diversa da quella che lo ha candidato.

Nessuna trattativa con gli altri tre candidati alla carica di primo cittadino, due dei quali del campo del centrosinistra: uno era l’uscente Domenico Bennardi del Movimento 5 Stelle, l’altro Vincenzo Santochirico di Progetto Comune. L’ex sindaco Bennardi ha tenuto il punto: “Faremo opposizione e vigileremo su tante cose. Questo resta il nostro compito centrale”. Se, dunque, i Cinquestelle hanno detto da subito che non avrebbero dato indicazioni di voto ai loro elettori, è stato, invece, ufficializzato l’apparentamento tra Cifarelli e Democrazia materana che al primo turno, con il candidato Luca Prisco, aveva ottenuto il 4,3%.

L’altro capoluogo di provincia al ballottaggio è Taranto, dove il centrodestra si è diviso e la sfida è ora tra Piero Bitetti, espressione del movimento civico Con di Michele Emiliano e sostenuto dagli altri partiti di centrosinistra, e Francesco Tacente (26,14%) che ha guidato una coalizione formata da movimenti civici, alcuni con candidati vicini all’ex sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, e sostenuto anche da Udc e Lega (senza il proprio simbolo ma con la lista Prima Taranto).

Bitetti al primo turno ha ottenuto il 37,39% senza poter contare sul sostegno del Movimento Cinque Stelle che ha candidato come sindaco la giornalista Annagrazia Angolano e che ha raggiunto il 10,9%. Pur senza apparentamento ufficiale Angolano ha dato indicazione di voto per il candidato Dem. Sul fronte opposto, quello del centrodestra, Tacente potrà contare sull’apparentamento ufficiale del candidato di Fratelli d’Italia e di Forza Italia Luca Lazzaro che ha raccolto il 19,4% di voti al primo turno.

Particolare, infine, il caso di Bisegna, piccolo centro montano all’interno del Parco nazionale d’Abruzzo che conta appena 216 abitanti, dove i due candidati locali Maurizio Conte e Donato Buccini hanno pareggiato nel vero senso del termine: hanno ottenuto 83 voti a testa e quindi sarà il ballottaggio a decidere chi tra i due diventerà sindaco.

MotoGp, Marc Marquez in pole position ad Aragon

Roma, 7 giu. (askanews) – Pole position stratosferica per Marc Marquez ad Aragon per il Gp di Spagna: l’otto volte iridato chiude in 1.45.704, mettendosi alle spalle il fratello Alex, staccato di oltre due decimi. Terza posizione per un ottimo Franco Morbidelli, che precede il connazionale Francesco Bagnaia. Quinto Pedro Acosta, dietro di lui Brad Binder. A partire dalla prima posizione nella Sprint di oggi e nella gara di domani sarà dunque Marc Marquez, che ha anche stabilito un nuovo record della pista, migliorando un primato che già gli apparteneva.

I raid israeliani a Gaza colpiscono ancora le tende degli sfollati, morti e feriti tra le famiglie rifugiate

Roma, 7 giu. (askanews) – Sono oltre 20 le persone uccise nella Striscia di Gaza da bombardamenti israeliani condotti nella mattinata di oggi. Lo ha riferito l’emittente Al Jazeera, citando fonti ospedaliere di Gaza.

Almeno 22 persone sono state uccise in varie zone della Striscia, scrive l’emittente qatarina.

Tra i morti ci sarebbero 12 civili, mentre altri 40 sono rimasti feriti in seguito ai bombardamenti israeliani contro tende che ospitavano sfollati nei pressi della città di Khan Younis, nel sud dell’enclave.

Altre sette persone sono state uccise in un attacco israeliano contro un edificio residenziale a Gaza City, dove erano accolti rifugiati, ha aggiunto.

Ucraina, massiccio attacco russo contro la città di Kharkiv

Roma, 7 giu. (askanews) – Notte terribile a Kharkiv, la seconda città dell’Ucraina. La Russia ha bombardato in maniera massiccia il centro abitato nelle prime ore di oggi, secondo quanto ha dichiarato il sindaco, continuando la striscia di attacchi aerei più vasti dall’inizio della guerra, dopo la sorprendente operazione condotta dall’intelligence di Kiev che ha colpito violentemente le basi aeree russe.

La città nord-orientale di Kharkiv – situata a circa 30 chilometri dal confine con la Russia – è stata scossa sabato da “almeno 40 esplosioni”, che hanno provocato almeno tre morti e più di una dozzina di feriti, secondo quanto riferito in un post su Telegram dal sindaco Igor Terekhov.

“Kharkiv sta subendo l’attacco più potente dall’inizio della guerra su vasta scala”, ha dichiarato Terekhov. “Il nemico colpisce simultaneamente con missili, droni e bombe aeree guidate. Questo è un vero e proprio terrorismo contro la pacifica Kharkiv”.

Un’altra persona è stata uccisa in un attacco che ha colpito un’abitazione nel distretto di Kyivskyi, a nord della città, ha aggiunto.

Ieri, in un’apparente risposta all’audace attacco ucraino, la Russia aveva lanciato un’ondata di droni e missili balistici su vaste zone dell’Ucraina, uccidendo almeno sei persone e ferendone decine di altre.

Referendum, "voto sì, no, vado al mare". Le posizioni dei partiti

Roma, 7 giu. (askanews) – ‘Voto sì, voto no, vado al mare, vado al seggio ma non ritiro la scheda’. Il dibattito pubblico sui referendum dell’8 e 9 giugno, su cui i cittadini sono chiamati ad esprimersi (quattro sul lavoro, uno sui requisiti per ottenere la cittadinanza), è stato investito da polemiche, non solo sui contenuti ma pure e soprattutto sull’effettivo esercizio del voto e sulla partecipazione, dopo che la maggioranza, dalla premier Giorgia Meloni in giù, ha invitato gli italiani a non recarsi alle urne, puntando sul non raggiungimento del quorum (del 50% più uno degli aventi diritto al voto).

“Andrò al seggio perché sono il premier ed è giusto dare un segnale di rispetto per le urne e il referendum” ma “non ritirerò la scheda. Non condivido i contenuti e quando non si condividono c’è anche l’opzione astensione. Non votare è un mio diritto”, ha ribadito Meloni, facendo notare che in passato anche la sinistra aveva rivolto appelli simili.

“Avrà il mio rispetto chi vota, chi si astiene, chi fa campagna elettorale, chi starà a casa. Non do indicazioni di stile, etica e democrazia. Io non condivido nessuno dei quesiti” e “ritengo che il più pericoloso sia quello sulla cittadinanza” quindi “da pragmatico ritengo che il modo migliore perché non si approvi quella norma sia che non si raggiunga il quorum”, sono state le parole del vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini che ha annunciato prima che sarebbe stato con i suoi figli e qualche giorno fa che non avrebbe ritirato la scheda essendo “all’estero per lavoro”.

La scelta dell’astensione vale anche per il vicepremier e segretario di Fi Antonio Tajani: “quando c’è un quorum è previsto anche il non voto e non ha nulla a che vedere con l’astensione e con le altre scelte politiche, questo non è un referendum costituzionale, ma abrogativo”.

L’invito all’astensione è una posizione che è stata duramente criticata dalle opposizioni con Pd, M5S e Avs. I referendum sono “un’occasione per cambiare in meglio l’Italia. I tatticismi esasperati li lascio a Meloni, lei spera di intestarsi il fallimento del referendum: non i voti, ma gli astenuti. È una vergogna”, ha attaccato la segretaria dem Elly Schlein. Per il presidente M5s Giuseppe Conte bisogna andare “in massa” a votare, a tutela della “partecipazione democratica” e contro il “sabotaggio” di Meloni.

Schlein, Conte, i leader di Avs Fratoianni e Bonelli e +Europa, protagonista da comitato promotore del referendum sulla cittadinanza con Riccardo Magi, sperano che l’esito possa servire a dare una spallata al governo e hanno denunciato in queste settimane una residuale copertura sulla Tv pubblica, che ha portato anche ad un inedito scontro tra commissari dell’Agcom. A conferma che una buona parte della partita si è giocata sul combinato disposto tra il crescente astensionismo, la scarsa informazione sui canali Rai e il tema ‘quorum’. Quanto ai contenuti, Meloni ha preso ieri una posizione netta sul tema della cittadinanza: “sono contrarissima a dimezzare i tempi, ritengo la legge sulla cittadinanza un’ottima legge, tra l’altro molto aperta, non sono per modificarne i tempi. Cosa diversa è accelerare l’iter burocratico una volta che si ha diritto alla cittadinanza”. Certo è che di fronte ad una attività legislativa a trazione prevalentemente governativa con un Parlamento che vede ridimensionato il suo ruolo, sul tema delle criticità sull’ottenimento della cittadinanza le diverse proposte di legge presentate sono finite su un binario morto, persino quella sullo Ius Scholae lanciata la scorsa estate da Fi, che non ha avuto alcun seguito per la contrarietà di Fdi e Lega.

L’astensione caldeggiata da Fdi, Lega e Fi non ha trovato d’accordo il più piccolo alleato di governo. Noi moderati ha infatti scelto di esprimersi e votare cinque ‘no’.

Quanto alle opposizioni, Alleanza verdi e sinistra è convintamente schierata per i cinque ‘sì’. Il Pd ha assunto lo stesso orientamento ma solo dopo aver superato una timidezza iniziale dovuta ai quesiti sul lavoro che, tra l’altro, puntano a smontare norme del jobs act varato ai tempi di Matteo Renzi premier e che hanno scatenato mal di pancia, non sanati, dell’area riformista. Una scelta che ha marcato plasticamente la differenza tra il Nazareno di ieri e quello di oggi.

Il Movimento Cinque Stelle ha incentrato la sua battaglia sui quattro referendum sul lavoro, in sintonia con la Cgil che li ha promossi, mentre sulla cittadinanza Conte non ha dato indicazioni di voto ai suoi elettori. ‘L’avvocato del popolo’ ha precisato che comunque lui voterà a favore puntualizzando che il quesito che dimezza a cinque anni i tempi per ottenere la cittadinanza “non” gli è “piaciuto” e che avrebbe preferito lo Ius Scholae.

Il centro-sinistra riformista ha posizioni più articolate. Renzi difende il ‘suo’ jobs act e Italia Viva ha invitato a votare ‘no’ sui tre quesiti sul lavoro, a votare sì sulla cittadinanza e si è affidato alla libertà di coscienza sulla sicurezza del lavoro negli appalti. Azione con Carlo Calenda (ministro dello Sviluppo economico del governo Renzi) ha invitato a votare a favore sulla cittadinanza e contro gli altri quattro quesiti. +Europa voterà sì sulla cittadinanza e sugli appalti ma no sugli altri tre.

Oggi comincia il silenzio elettorale. Le urne aprono domani alle 7 e chiudono lunedì alle 15. Sarà una prova anche per l’istituto del referendum, tra funzione democratica di consultazione dei cittadini e tattica politica.

Referendum, domani al via la consultazione. Ecco i cinque quesiti al voto

Roma, 7 giu. (askanews) – Urne aperte da domani mattina alle 7 sino alle 23 e lunedì dalle ore 7 alle 15. La parola sui referendum, dopo settimane di scontro politico, passa agli elettori. Il voto referendario coincide, dove ci sono, con i ballottaggi delle elezioni amministrative.

I quesiti riguardano ambiti importanti della vita sociale e civile: la disciplina dei licenziamenti illegittimi (scheda verde chiaro), norme sui licenziamenti e relative indennità nelle piccole imprese (arancione), contratti a termine (grigia), sicurezza negli appalti (rosso rubino) e, infine, il quesito sui requisiti per ottenere la cittadinanza (gialla).

L’elettore, ricorda il Viminale, potrà esprimere il proprio voto tracciando un segno sul “Si” o sul “No”, accanto al quesito riportato sulla scheda. Chi vota sì chiede di abrogare la norma, chi vota no chiede di mantenerla. Cruciale è il quorum (del 50 per cento più uno degli aventi dirittto) senza il raggiungimento del quale l’esito sarà comunque negativo.

IL PRIMO QUESITO, punta all’abrogazione della norma del jobs act, varato dal governo Renzi, che ha limitato, nelle imprese con più di 15 dipendenti, il diritto al reintegro per i lavoratori licenziati senza giusta causa. Si reintroduce la possibilità di tornare al proprio posto di lavoro oltre alla previsione del risarcimento.

IL SECONDO QUESITO, riguarda le imprese fino a quindici dipendenti dove con le norme attuali il licenziamento illegittimo è punito solo con l’obbligo di un indennizzo economico non superiore a sei mensilità. Se dovessero prevalere i ‘sì’ verrebbe restituita ai giudici la discrezionalità di indicare un indennizzo superiore.

IL TERZO QUESITO, sui contratti a termine. Con le norme attuali un datore di lavoro può assumere con contratto a termine anche senza indicare una causale specifica. Con la vittoria dei sì verrebbe ripristinato il principio della necessità di una motivazione precisa per il contratto non a tempo indeterminato.

IL QUARTO QUESITO, sulla sicurezza negli appalti. Se la norma in questione fosse abrogata, il committente verrebbe chiamato alla responsabilità solidale, e cioè a garantire che l’indennizzo riconosciuto per gli incidenti sul lavoro sia comunque erogato, se l’impresa appaltatrice non lo fa.

IL QUINTO QUESITO, sull’accesso alla cittadinanza italiana per gli stranieri non appartenenti all’Unione Europea e che sono regolarmente in Italia. La normativa attuale prevede un periodo minimo di 10 anni di residenza legale continuativa. Il referendum chiede di dimezzare questo lasso di tempo, ossia cinque anni. Resterebbero confermati gli altri requisiti: la dimostrazione di un reddito sufficiente per il sostentamento, la conoscenza della lingua italiana a livello B1, l’assenza di condanne penali e di motivi di ostatività per la sicurezza della Repubblica. Secondo alcuni calcoli, questa modifica interesserebbe tra 1 milione e 800mila e 2,5 milioni di persone, tra cui in particolare ragazzi e ragazze nati o cresciuti in Italia.

PA, Codacons: lo spid rischia di diventare a pagamento da luglio

Roma, 7 giu. (askanews) – “Lo Spid rischia di diventare a pagamento per tutti i cittadini a partire dal prossimo luglio. E ciò perché, ad oggi, risultano ancora bloccati i finanziamenti pubblici da 40 milioni di euro previsti da un decreto del 2023 e destinati agli operatori che forniscono il sistema di identità digitale per i servizi online della PA”. Lo scrive il Codacons in una nota.

“La situazione che si sta delineando appare gravemente lesiva dei diritti dei consumatori, i quali negli ultimi anni sono stati incentivati a creare una identità digitale per accedere ad una moltitudine di servizi offerti dalla pubblica amministrazione e ora, per usufruire di questi stessi servizi, rischiano di ritrovarsi a pagare nuovi costi non preventivati – spiega il Codacons -. Una scorrettezza che aprirebbe la strada ad azioni legali contro lo Stato Italiano da parte di tutti i soggetti coinvolti, in relazione alla inadempienza verso gli operatori che gestiscono il servizio di identità digitale. Per tale motivo, se la situazione non sarà risolta a breve e se saranno applicati costi ai cittadini per la fruizione dello Spid, il Codacons è pronto ad avviare una valanga di cause risarcitorie contro lo Stato e Agid (Agenzia Italia Digitale) da parte degli utenti interessati, finalizzate al riconoscimento del rimborso delle spese sostenute a causa dei ritardi della PA”.

Referendum, Piattaforma Popolare: No ai quesiti sul lavoro, Sì alla cittadinanza

Il raggruppamento di movimenti politici, associazioni, partiti e liste civiche che si richiama ai principi del popolarismo europeo, della Dottrina sociale della Chiesa e dell’impegno dei cristiani in politica, unite sotto la sigla di Piattaforma Popolare:

in relazione ai 5 referendum abrogativi per cui gli elettori sono chiamati a votare l’8 e il 9 giugno 2025;

visto il richiamo a un attento discernimento presente nel Comunicato finale del Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana del 27 maggio 2025,

visto il comunicato di Mons. Francesco Savino, vescovo della diocesi di Cassano allo Ionio e Vice presidente della CEI pubblicato lo scorso 3 giugno, nel quale si evidenzia che “la partecipazione consapevole al voto non è mai un gesto neutro: è espressione di civiltà matura, atto di fedeltà al progetto condiviso di società, forma alta e concreta di quella carità sociale che si fa impegno per tutti”;

Visto altresì il documento della CISL, il sindacato dei lavoratori che si richiama ai principi di democrazia e partecipazione, sui quattro referendum  in materia di lavoro – inerenti al reintegro per i lavoratori licenziati, la tutela nelle piccole imprese, il contenimento della precarietà contrattuale, la sicurezza negli appalti – e preso atto delle puntualizzazioni della stessa CISL che ravvisa il rischio che le disposizioni abrogative recate dai referendum determinino una sostanziale riduzione delle tutele per i lavoratori e condividendo altresì la sollecitazione, sempre della CISL. di guardare al futuro a partire dall’applicazione della legge di iniziativa popolare recentemente approvata dal parlamento che attua l’articolo 46 della Costituzione in materia di partecipazione dei lavoratori”;

sensibile in merito alle considerazioni del citato comunicato della CEI del 27 maggio sull’esigenza di “evitare mortificazioni della dignità delle persone… cercando di integrare nella pienezza dei loro diritti coloro che condividono i medesimi doveri e valori”,

invita le elettrici e gli elettori

a recarsi alle urne per partecipare al referendum dell8 e 9 giugno 2025, rifiutando la consegna delle schede inerenti ai quattro referendum in materia di lavoro (o nel caso esprimendo altrettanti No) ed esprimendo invece il proprio Sì sul quesito riguardante la cittadinanza.

Dibattito | Meloni sbaglia due volte: sottovaluta i referendum e sfida il Paese

Sbaglia la premier Meloni a irridere la consultazione referendaria. Sarà difficile raggiungere il quorum necessario ma certamente alcuni milioni di cittadini italiani andranno a votare per manifestare il loro dissenso contro un governo che non ha una politica per il lavoro dei giovani e delle donne, e che chiude le porte a centinaia di migliaia di stranieri che aspirano alla cittadinanza.

Astenersi è un diritto, ma non sfidare il Paese, la pubblica opinione, il sentimento e i bisogni di milioni di persone. Questa è una cosa assai grave per un primo ministro. Altri che lo hanno fatto, da Craxi a Renzi, non sono finiti certo bene.

Anche lopposizione inciampa nel disprezzo

Ma sbagliano anche coloro che, pur militando nell’area dell’opposizione, si schierano contro i referendum e il loro contenuto. Molti di costoro si dicono riformisti, anche se rimangono spesso ancorati a modelli e culture politiche che hanno avuto qualche buon risultato fino agli anni Ottanta. Poi, con la sciagurata (politicamente parlando) iniziativa referendaria di Mario Segni e Arturo Parisi, si sono aperte le porte al populismo politico, cinicamente cavalcato da Silvio Berlusconi con la sua spregiudicata capacità di venditore di fumo.

Riforme vere o solo slogan di stabilità

Siamo da tempo in un’altra epoca, nella quale i governi in carica devono definire e approvare riforme efficaci, piani di azione articolati e ricchi di innovazioni, capaci di valorizzare le persone e includere, per affrontare una società complessa e dinamica senza rigidità ideologiche. I riformisti veri farebbero bene a mettere le loro idee concrete sul tavolo, invece di limitarsi a distinguersi dalle opinioni altrui.

Meloni ha detto che «la stabilità del governo è la più importante riforma che abbiamo fatto, perché consente di fare politiche di medio termine…».

Francamente facciamo fatica, dopo ben 32 mesi di governo, a rintracciare una qualche politica di medio termine. Tra i risultati più sbandierati quello dei fallimentari centri di detenzione in Albania e quello delle recenti misure volte alla sicurezza con decine di nuovi improbabili reati e pene grottesche. Come tranquillanti volti a sedare il corpo sociale.

Dove mancano politiche e visione: lavoro, scuola, cittadinanza

Niente per i nostri giovani, dove tutti i migliori continuano ad emigrare, niente per aumentare il tasso di occupazione femminile, niente investimenti sulla scuola, l’università, la formazione professionale del capitale umano.

E poi nessuna politica per gli immigrati: né per accelerare l’integrazione di quelli che già ci sono e dei loro figli che sono nati qui, né per far entrare con più organizzazione, formazione e integrazione le centinaia di migliaia di lavoratori che servono per la nostra economia e la nostra rete di servizi sociali.

Secondo gli esponenti della maggioranza la cittadinanza è una «identità», una sorta di privilegio corporativo, non una responsabilità a impegnarsi come chiede la Costituzione della Repubblica.

Il potere che acceca e ignora i bisogni reali

Sono dunque tante le ragioni per le quali, come dice il presidente Mattarella, bisogna impegnarsi e partecipare alla vita civile e politica. È un dovere di cittadini.

La premier trascorre una buona parte della sua vita all’estero, o comunque in impegni internazionali. Si ubriaca di viaggi e missioni. Ha frequentato la scuola linguistica come migliaia di ragazze che fanno le interpreti. Si trova bene tra eventi istituzionali, incontri bilaterali, ricevimenti, bandiere che sventolano e picchetti militari.

Si definisce audace, ambiziosa, orgogliosa della sua identità, fino al punto di sfidare tutti gli italiani che non la amano, e tanti che hanno bisogni concreti di lavoro, di reddito, di cure sanitarie.

A volte il potere acceca, e porta a commettere errori che nel tempo si rivelano fatali.

Ribellarsi per coerenza: la lezione di Donat-Cattin che oggi manca alla politica.

Ragionando con Gianfranco Morgando nei giorni scorsi a Torino sul ruolo e la prospettiva politica dei cattolici nell’attuale contesto pubblico italiano, siamo arrivati a una conclusione pensando alle origini del nostro impegno politico tra le fila della sinistra sociale della Dc, la storica corrente di Carlo Donat-Cattin, e proprio nel capoluogo piemontese.

Il coraggio di dire no dentro il proprio partito

Morgando, Presidente della Fondazione Donat-Cattin, mi diceva giustamente: “Te lo immagini Donat-Cattin che resta zitto nel suo partito, o nel Governo di cui fa parte, quando non condivide una proposta politica della segreteria nazionale del partito o che abbassa la testa quando la sua cultura politica di riferimento viene emarginata? Si sarebbe ribellato con coraggio e con determinazione. Avrebbe combattuto”.

Un’osservazione sacrosanta, perché oggettiva. Certo, personaggi come Donat-Cattin oggi non ce ne sono più, i partiti contemporanei non sono paragonabili neanche lontanamente all’esperienza e alla prassi della sua Democrazia Cristiana, e soprattutto la politica è ridotta a un banale e incolore spettacolo, dove domina la criminalizzazione dell’avversario e la sua quotidiana delegittimazione morale e politica. Nulla a che vedere, insomma, con la politica con la P maiuscola della cosiddetta Prima Repubblica.

Senza dissenso, i partiti sono comitati dapplauso

C’è però un fatto che resta di stringente attualità: senza il coraggio delle proprie opinioni e, soprattutto, senza la volontà di combattere politicamente all’interno del proprio partito – qualunque esso sia – per far valere le proprie ragioni culturali e politiche, tutto si riduce a una stanca esaltazione di chi, per il momento, ha in mano la guida.

Un atteggiamento penoso, che non merita commenti. Gli esempi non mancano, anche in questi giorni, guardando ai comportamenti di partiti e dirigenti in vista dei referendum.

Dal partito comunità al partito personale

Il punto politico è chiaro. Se non si recupera lo spirito combattivo – ma anche coerente – che ha caratterizzato tanti leader del passato, la politica non uscirà mai dal cono d’ombra in cui è caduta. La sua credibilità, come scriveva Norberto Bobbio già negli anni ’80, non può basarsi sulla “democrazia dell’applauso”. Né può ridursi, oggi, a una investitura plebiscitaria del capo.

Sono i cosiddetti partiti personali – tanto a destra quanto a sinistra – a dominare la scena. E per quanto riguarda i piccoli partiti di centro, il giudizio è ancora più severo: sono spesso scientificamente progettati come strutture di proprietà.

Per salvare la democrazia, serve il confronto vero

Ecco perché oggi più che mai è necessario avere il coraggio e la capacità di praticare un confronto autentico dentro i partiti. È l’unica strada per riscoprire la politica e, insieme, per rilanciare un ruolo serio e nobile della rappresentanza.

E, in ultima istanza, per salvaguardare ciò che ancora resta della qualità democratica del nostro Paese. Il magistero politico dei grandi leader del passato – Donat-Cattin tra questi – rimane, sotto questo profilo, di straordinaria attualità.

 L’India inaugura ponti, l’Italia li annuncia

Narendra Modi ha appena inaugurato il ponte ferroviario più alto del mondo, sospeso a 359 metri sopra il fiume Chenab, nel cuore del Jammu e Kashmir. Un’opera da 5,1 miliardi di dollari, lunga 1,3 chilometri, che attraversa una regione ad alta complessità geologica e geopolitica. Attorno, 36 tunnel per un totale di 119 chilometri.

Il governo indiano ha impiegato meno di 20 anni per trasformare un’idea in infrastruttura. In Italia, invece, dopo più di 50 anni di dibattiti e studi, il Ponte sullo Stretto di Messina è ancora un titolo in cerca di contenuto.

Italia e India a confronto

I numeri parlano da soli:

  • Ponte Chenab: 1,3 km, 5,1 miliardi $, altezza 359 m, 36 tunnel, operativo dal 2025.
  • Ponte sullo Stretto (progetto attuale): 3,6 km, 12 miliardi € (stimati), altezza 65 m (impalcato), campata unica di 3,3 km, prima pietra promessa nel 2024, ancora non posata nel 2025.

Il governo Meloni ha riattivato il progetto nel 2023 con una legge speciale e l’inserimento nei documenti programmatici, ma il cantiere non è partito. La posa della prima pietra, simbolicamente prevista entro la fine del 2024, non si è concretizzata. Le opposizioni locali e i rilievi tecnico-ambientali rallentano ogni mossa.

La visione: costruire ponti per unire

Il ponte Chenab non è solo un’opera ingegneristica: è una dichiarazione politica. Il Presidente Modi,  nella cerimonia di inaugurazione, ha affermato: «Questo ponte non collega solo due sponde: collega cuori, comunità, sogni. È una meraviglia dell’ingegno indiano e un motore di pace e progresso per il Kashmir».

Il ponte è pensato per dare sicurezza, accesso, speranza a una regione storicamente instabile.

Italia ferma sullo Stretto

In Italia, invece, si continua a parlare di ponte come simbolo. Ma senza trasparenza, senza cantieri avviati, senza uno sguardo condiviso tra Stato e territori, tutto rischia di restare retorica.

Il paradosso è che un’infrastruttura come quella sullo Stretto avrebbe davvero senso: accorcerebbe l’Italia, integrerebbe due regioni chiave, creerebbe occupazione e mobilità sostenibile.

Ma finché mancheranno volontà condivisa e realismo progettuale, l’unico ponte concreto resterà quello tra un annuncio e l’altro.

Baricco e Diabolus in Musica per trentennale "I Suoni delle Dolomiti"

Roma, 6 giu. (askanews) – Ad inaugurare l’edizione 2025 de I Suoni delle Dolomiti è stato un incontro raro tra letteratura e musica antica: Alessandro Baricco, tra i più amati narratori italiani, ha portato in quota la potenza della parola, accompagnato dal gruppo Diabolus in Musica, specialisti del repertorio medievale e rinascimentale.

L’appuntamento per il trentennale dello storico festival sulle Dolomiti, ospitato nella spettacolare cornice del Rifugio Fuciade, a quasi 2.000 metri di altitudine, sopra Passo San Pellegrino in Val di Fassa, ha richiamato un pubblico attento e partecipe, che ha raggiunto il luogo del concerto dopo un’escursione tra i boschi della Val di Fassa.

Baricco ha offerto una selezione di letture tratte dai suoi testi più famosi, alternandole a riflessioni inedite e spunti evocativi, mentre le note dei Diabolus in Musica – eseguite su strumenti d’epoca – hanno amplificato il potere evocativo delle sue parole.

Con questo evento, I Suoni delle Dolomiti apre ufficialmente una stagione che si preannuncia ricchissima: da fine agosto a ottobre ben 18 appuntamenti tra concerti all’alba, trekking musicali e incontri d’autore, animeranno le Dolomiti del Trentino, coinvolgendo artisti di fama internazionale e giovani promesse della scena musicale contemporanea.

La 30esima edizione del festival prenderà ufficialmente il via il 27 agosto alle 12, Malga Tassulla nelle Dolomiti di Brenta, con una performance di musica classica del Teophil Ensemble Wien, composto da musicisti dei Wiener Philharmoniker. L’edizione 2025 proseguirà fino al 4 ottobre con un ricco programma di concerti ed eventi immersi negli spettacolari scenari delle Dolomiti trentine.

Maurizio Rossini, amministratore Delegato di Trentino Marketing, ha dichiarato: “Quella del 2025 è un’edizione speciale de I Suoni delle Dolomiti: celebriamo trent’anni di un sogno che ha unito musica e montagna, trasformando paesaggi straordinari in scenari naturali per concerti unici e irripetibili. In questo lungo viaggio abbiamo ospitato oltre 900 artisti, tra cui alcuni tra i più grandi interpreti della scena musicale mondiale. Un ringraziamento speciale va a Mario Brunello, che ha condiviso fin dall’inizio visione e passione, contribuendo in modo decisivo a definire l’identità del festival. Il mio pensiero riconoscente va a Paolo Manfrini, ideatore e anima del progetto, che con competenza, passione e umanità ha reso possibile tutto questo. A lui è dedicato il concorso musicale del trentennale, rivolto a giovani musicisti under 35, le cui prime vincitrici sono Le Scat Noir, un trio vocale jazz al femminile. Grazie anche a Chiara Bassetti, che ha condiviso con Paolo questo percorso, arricchendolo con la sua sensibilità, la visione organizzativa e il radicamento nel territorio. Oggi I Suoni delle Dolomiti sono un simbolo di cultura e sostenibilità, capaci di parlare al mondo intero e di raccontare un Trentino che unisce natura, arte e rispetto per l’ambiente. Guardiamo al futuro con entusiasmo: continueremo a sognare, innovare e camminare insieme”.

Mario Brunello, violoncellista e direttore artistico de I Suoni delle Dolomiti, ha affermato: “Per festeggiare questo importante traguardo, abbiamo voluto un momento speciale che unisse parola e musica, pensiero e ascolto. Alessandro Baricco ha accettato con grande disponibilità di partecipare, portando il suo racconto su ciò che sta all’origine della musica: le emozioni, le storie, le tensioni profonde che la generano. Ad accompagnare il suo intervento, Diabolus in Musica. Un modo per guardare indietro, ma soprattutto per continuare a camminare avanti, con la stessa passione di sempre”.

Nicolò Weiss, Direttore APT Val di Fassa: “I Suoni delle Dolomiti sono possibili grazie alla collaborazione concreta del territorio. Un sentito ringraziamento va al Comune di Soraga, ai proprietari dei prati, al Rifugio Fuciade, al Soccorso Alpino del Trentino, alla Croce Rossa di Vigo di Fassa alle forze dell’ordine. La Val di Fassa ha da sempre un legame profondo con questo festival: un rapporto fatto di accoglienza, partecipazione e identità condivisa. È anche grazie a questo spirito che ogni edizione riesce a essere così speciale”.

Massimo Bernardi, Direttore MUSE – Museo delle Scienze: “Il percorso condiviso in questi anni tra il MUSE e I Suoni delle Dolomiti è stato davvero meraviglioso. Questo festival compie oggi un’azione quanto mai necessaria: mette la cornice dentro il quadro. Siamo abituati a raccontare storie, a dipingerle. Ma le grandi emergenze del nostro tempo ci chiedono di ampliare lo sguardo, di ripensare le relazioni tra uomo, natura, cultura. Il contesto deve diventare testo, contenuto. Portare un evento musicale in quota significa portare anche il significato del luogo”.

(Copyright foto Camilla Pizzini)

"Il cavallo atleta", un volume su tutele e prospettive

Roma, 6 giu. (askanews) – L’Italia è l’unico Paese al mondo ad aver riconosciuto il cavallo come atleta nel proprio ordinamento giuridico. A sancirlo è l’art 22 del Decreto Legislativo n° 36/2021 successivamente modificato dal D.Lgs n° 163/2022, provvedimento meglio conosciuto come Riforma dello Sport, che ha introdotto determinanti innovazioni nel contesto delle istituzioni sportive con particolare riferimento al cavallo atleta degli sport equestri. L’epocale cambiamento, certamente dal punto di vista normativo, ma anche gestionale, tecnico scientifico e soprattutto culturale, ha portato gli esperti del settore a pubblicare “Il cavallo atleta: tutele e prospettive”.

Il volume presentato oggi a Roma nella Sala Caduti di Nassiriya a Palazzo Madama, si inserisce nella sezione Sport della collana di Quaderni di diritto delle attività motorie e sportive della rivista Diritto dello sport promossa dalla Fondazione “Carlo Rizzoli” per le Scienze Motorie ed è realizzato con il contributo del Federazione Italiana Sport Equestri.

Alla presentazione, dopo i saluti istituzionali del Senatore Francesco Silvestro, Presidente bicamerale Questioni Regionali, sono intervenuti Marco Di Paola, Presidente della Federazione Italiana Sport Equestri; Francisco Lima, FEI Director Governance & Institutional Affairs; Paco D’Onofrio, Professore di Diritto Sportivo dell’Università degli Studi di Bologna; Claudio Coratella, Presidente di Save a Horse Italia, e numerosi esperti del settore.

L’idea di pubblicare il volume in doppia lingua, italiano e inglese, è nata dalla volontà dell’Università degli Studi di Bologna e della Federazione Italiana Sport Equestri di mettere a disposizione della collettività un approfondimento degli studi fatti a partire dal convegno, dallo stesso titolo, svoltosi a Bologna il 31 gennaio del 2024 in occasione del quale, grazie all’intervento di giuristi ed esperti del settore, è stato possibile approfondire il nuovo ruolo del cavallo atleta. Un intero Capo (Capo II) del Decreto legislativo, infatti, è dedicato agli sport equestri, al nuovo ruolo del cavallo e al suo benessere. I numerosi giuristi che si sono confrontati sul tema hanno portato l’esperienza italiana della Federazione Italiana Sport Equestri come un modello da imitare anche nelle altre nazioni.

“Insieme all’Università di Bologna – ha detto il Presidente della FISE, Marco Di Paola – abbiamo voluto fortemente la pubblicazione di questo volume per lasciare a studiosi di diritto, studenti, esperti del nostro mondo uno strumento di approfondimento su un tema che nel terzo millennio ha definitivamente cambiato nella società il ruolo del cavallo. Se nella storia ha svolto un ruolo fondamentale nell’evoluzione dell’umanità, influenzando culture e civiltà, oggi il cavallo è finalmente riconosciuto dal legislatore… e quello che è impiegato negli sport equestri è finalmente un atleta”.

Alle parole del numero uno della FISE, hanno fatto eco quelle del Segretario generale della Federazione e membro del board della EEF (European Equestrian Federation), Simone Perillo. “Per l’Italia – ha affermato Perillo – è un risultato straordinario, ma l’obiettivo è che il nostro possa diventare un modello di legislazione da replicare a livello internazionale. Se all’interno dell’Unione Europea gli approcci legislativi sono molteplici e ancora molto differenziati, un punto di svolta è stato raggiunto e l’impegno collettivo, sia a livello europeo, tramite la EEF, che a livello internazionale, tramite la Fe´de´ration E´questre Internationale, è di proseguire nel lavoro di valorizzazione della figura del cavallo atleta, come fulcro di tutti gli sport equestri”.

"Restare, partire, tornare", il Festival della Restanza e della Tornanza

Roma, 6 giu. (askanews) – Un evento unico, intergenerazionale e multidisciplinare, pensato per riflettere sulle sfide e sulle opportunità delle aree interne dell’Appennino centrale. Colli del Tronto ospiterà il primo Festival della Restanza e della Tornanza, dal titolo Restare, Partire, Tornare. I giovani di fronte al terremoto demografico, iniziativa che nasce come spazio di confronto tra chi resta, chi torna e chi desidera contribuire a costruire un futuro possibile per i territori dell’entroterra del Centro Italia.

Il Festival, infatti, intende valorizzare il protagonismo delle giovani generazioni nel rilanciare la centralità delle aree montane, collinari e costiere in una logica integrata di sviluppo sostenibile, solidarietà tra territori e innovazione; il cuore del progetto è la narrazione e l’attivazione della “restanza”, come scelta consapevole e coraggiosa, e della “tornanza”, come ritorno generativo e trasformativo. Tra agosto 2016 e gennaio 2017, infatti, una serie di sequenze sismiche provocarono la morte di circa 300 persone e la distruzione di abitazioni ed edifici storici, interessando una superficie territoriale di oltre 8000 km2 che comprende 4 regioni e circa 140 comuni per un danno complessivo di circa 28 miliardi di euro. Molti furono costretti a lasciare i loro posti d’origine. Altrettanti vogliono farvi ritorno.

Talk, laboratori, performance artistiche, degustazioni, momenti formativi e creativi in cui saranno protagonisti giovani, istituzioni, imprenditori, accademici, sindaci del cratere sismico, artisti e giornalisti. Al centro, l’analisi delle cause dello spopolamento e l’elaborazione di strategie per favorire il radicamento e il rientro nelle aree interne, valorizzando cultura, saperi locali, imprenditorialità e infrastrutture sociali.

Tra gli ospiti: i Ministri Andrea Abodi e Eugenia Maria Roccella, il Presidente della regione Marche Francesco Acquaroli, il Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli e, inoltre, Peppone Calabrese, Francesco Chelli, Brunello Cucinelli, Angelo Mellone, Davide Rondoni, Vincenzo Schettini, Vito Teti e molti altri rappresentanti del mondo dell’impresa, delle istituzioni e della cultura. In programma anche una mostra fotografica, laboratori con istituti scolastici e concerti serali.

Ospitare un festival dedicato alle aree interne in una località come Colli del Tronto è una scelta tanto simbolica quanto strategica. Situata lungo la storica Strada Salaria, Colli del Tronto rappresenta un punto nevralgico sul piano logistico, culturale e storico: da qui si raggiungono facilmente Rieti, Norcia, Ascoli, Teramo, Ancona e Roma. È proprio da questo snodo tra l’Adriatico e l’Appennino che si può ripensare una nuova geografia del futuro. Unire realtà apparentemente distanti, come la costa e l’entroterra, in un unico evento, significa superare vecchi confini narrativi e creare connessioni concrete e simboliche tra territori che, in realtà, si completano a vicenda.

“Restanza e tornanza sono espressioni ormai consolidate nella sociologia, meno abituali forse nel linguaggio comune. Indicano dinamismo, nessuna tentazione di passatismo. Anzi. Suggeriscono azione, intervento attivo, decisione consapevole per chi sceglie di restare nel suo luogo di origine, per vivere, lavorare, progettare il proprio futuro. E per chi ha voglia di tornarci, con le stesse motivazioni. Sono due vocaboli che ben si adattano al lavoro della ricostruzione post sisma nel Centro Italia. E ben si adattano ai giovani, alla loro progettualità, al loro sguardo al domani. Questo Festival è un’occasione per dare voce ai giovani, creare connessioni concrete, rafforzare un modello di sviluppo che renda questi territori luogo di rinascita sociale, produttiva, culturale. Come già sta accadendo, per mettere a valore le politiche attivate nella ricostruzione post sisma, affinché diventino leva per una nuova vitalità del cratere” – afferma Guido Castelli, Commissario Straordinario per la Ricostruzione 2016.

“Questo Festival, per noi significa tendere un ponte verso l’entroterra, mettere in relazione storie, comunità, energie diverse. La cultura è il ponte verso le nostre radici, e solo celebrandone la vitalità possiamo aiutare le giovani generazioni a riscoprire i luoghi della tradizione familiare”, ha dichiarato Stefano Zurlo, direttore artistico della manifestazione. Il Festival, che si terrà al Parco della pace di Colli del Tronto dal 20 al 22 giugno, sarà a ingresso libero, rivolto a un pubblico ampio: studenti, famiglie, amministratori locali, ex residenti, professionisti, cittadini attivi. Previste aree tematiche, corner per startup nate nei borghi, spazi per l’artigianato, l’enogastronomia e le politiche per il lavoro. “Restare, Partire, Tornare. I giovani di fronte al terremoto demografico” sarà un’occasione per incontrarsi, costruire nuove visioni e restituire centralità ai luoghi che oggi sembrano ai margini, ma che possono diventare i protagonisti di un futuro più giusto, umano e condiviso.

Dal 7 giugno "Chi può batterci?", family game show condotto da Liorni

Roma, 6 giu. (askanews) – Dopo una speciale anteprima andata in onda a settembre, dal 7 giugno torna in prima serata su Rai1 “Chi può batterci?”, il family game show prodotto da Direzione Intrattenimento Prime Time, in collaborazione con Blu Yazmine, condotto da Marco Liorni, pronto a rimettersi in gioco in tre nuove puntate al sabato.

Lo studio è pronto e porta con sé molte novità. Un restyling dal forte impatto visivo: la scenografia, completamente ripensata da Riccardo Bocchini, e la fotografia, firmata da Mario Catapano, contribuiranno a valorizzare ritmo e atmosfere.

Sarà un’esperienza molto coinvolgente e dinamica, in cui una squadra composta da sei vip capitanata da Marco Liorni, affronterà in ogni puntata 101 agguerriti concorrenti scelti tra il pubblico in studio.

Nella prima puntata la squadra di Marco Liorni sarà composta da Max Tortora, Natasha Stefanenko, Massimo Ghini, Gloria Guida e Francesca Manzini.

Una sfida unica nel suo genere: Marco Liorni, in un inedito doppio ruolo di conduttore e giocatore, guiderà il suo team tra quiz, intuizioni brillanti e inaspettati colpi di scena.

Il programma (in onda dagli studi “Fabrizio Frizzi” di Roma) si articola in diverse manche, ciascuna ispirata a temi di cultura generale e capaci di stimolare non solo la conoscenza, ma anche il vissuto, la prontezza e la logica dei partecipanti. Tutto si svolge in un clima di leggerezza e spettacolo, con una narrazione dinamica e aperta alla partecipazione del pubblico da casa.

Grande suspense, poi, nella sfida finale: il miglior concorrente della serata affronterà, uno dopo l’altro, i sei agguerriti componenti della squadra vip. Solo battendoli tutti potrà aggiudicarsi il jackpot in palio. Riuscirà nell’impresa? O gli sarà sbarrata la strada verso la vittoria?

A fare da arbitro imparziale sarà Franky, una voce fuori campo, che dall’alto guiderà il gioco: farà domande, svelerà risposte e interagirà con i protagonisti con una buona dose di ironia e complicità.

“Chi può batterci?” è scritto da Stefano Santucci, Salvo Guercio, Tiziana Martinengo, Mario Audino, Simona Riccardi, Francesco Lancia, Flavio Grasso. Regia di Cristiano D’Alisera.

Turismo Germania: 200 anni Isola dei Musei, presto treno Roma-Berlino

Roma, 6 giu. (askanews) – Serata Germany Travel con focus su Berlino, con la partecipazione del ceo di visitBerlin Burkhard Kieker, di Carlo Carbone, Market & Media Relations Manager visitBerlin e di Moritz van Duelmen, Kulturprojekte Berlin, al Goethe Institut a Roma, dove la direttrice dell’Ente Nazionale Germanico per il Turismo (ENGT), Agata Marchetti, ha presentato ai giornalisti i punti forti delle campagne 2025 per i viaggiatori italiani in Germania.

“Il 2024 si chiuso bene, con soddisfazione, con oltre 3,5 milioni di pernottamenti, con +4.6%. Nel 2025 le nostre analisi delle prenotazioni ci danno una visione positiva per l’estate e per l’autunno, anche perch abbiamo tante cose da proporre”, ha spiegato ad askanews Marchetti al termine dell’evento.

“Non soltanto il ‘city trip’ di prima, con il weekend lungo classico, ma ci si spinge anche fuori dalla citt. A proposito del raggiungere la citt, nei collegamenti abbiamo tante novit, che ci lasciano presupporre che l’anno avr un risvolto positivo, perch, grazie a diverse congiunture, abbiamo un aumento di collegamenti, perch Easyjet ha attivato nuovi voli, Ita ha completato quasi il matrimonio con Lufthansa, per cui sono stati attivati 118 voli settimanali sulla Germania. E poi stato annunciato da poco, da Trenitalia, in collaborazione con Deutsche Bahn, le ferrovie tedesche, che gi da fine anno ci saranno le frecce che potranno andare fino a Monaco da Milano, e poi dal 2028 addirittura da Roma si arriver a Berlino”, ha aggiunto la direttrice.

“Abbiamo un compleanno, che abbiano presentato questa sera perch eravamo con la nostra Capitale, con Berlino, che festeggia 200 anni dell’Isola dei Musei, anniversario molto importante, l’Isola dei Musei interamente un patrimonio Unesco, ha al suo interno delle ricchezze inestimabili. Sappiamo che il Pergamonmuseum adesso in ristrutturazione, per nel 2027 riaprir una parte del Pergamon, perch aveva bisogno di un restauro molto importante. Per intanto ci sono tutte le altre ricchezze: il Bode-Museum, il Neues Museum, l’Altes Museum, dei tesori”, ha concluso Marchetti.

Tennis, Errani-Paolini in finale al Roland Garros

Roma, 6 giu. (askanews) – Sara Errani e Jasmine Paolini ci riprovano. Ai piedi della Torre Eiffel, le due tenniste lo scorso anno hanno conquistato la finale del Roland Garros e poi la medaglia d’oro nel doppio femminile delle Olimpiadi. Quest’anno hanno deciso di ripetersi. La coppia azzurra vola di nuovo in finale dell’Open di Francia: battute in semifinale Mirra Andreeva e Diana Shnaider con il punteggio di 6-0 6-1, in appena un’ora di match. Nell’ultimo atto a Parigi Sara e Jasmine, a caccia del riscatto dopo la sconfitta nel singolare, affronteranno Danilina e Krunic: appuntamento a domenica per cercare di fare la storia.

Campari celebra il rapporto con Milano in un tre giorni di incontri

Milano, 6 giu. – Una tre giorni di appuntamenti ed eventi dedicata al legame tra Milano e Campari, un viaggio immaginato per toccare arte, storia e cultura intorno a un edificio simbolo della citt come la Torre Velasca, da poco restaurata, ma da sempre una delle architetture pi note della Milano moderna. L’evento “The Red View – Unveiling Passion” dedicato alla relazione tra Campari e la citt da cui l’azienda partita, che potr essere letteralmente osservata dal 16esimo piano della Velasca, che il cuore dell’evento.

L’idea stata quella di creare un Osservatorio Campari, che permetta di guardare a luoghi come il primo stabilimento, oppure alla Galleria Vittorio Emanuele e al Teatro Alla Scala, che hanno giocato un ruolo nella storia di Campari che, proprio nel suo locale in Piazza Duomo, il Camparino, ha aperto le porte al mondo.

Incontri, talk, dj set, un Mirror Bar, ma anche la finale della XI edizione della Campari Bartender Competition, organizzata da Campari Academy: questi gli eventi principali della tre giorni, con ospiti come Claudio Santamaria o Joan Thiele.

VIII edizione del progetto “Legalit e Merito” al Campus Luiss

Roma, 6 giu. (askanews) – Alla Luiss Guido Carli andato in scena l’incontro conclusivo dell’VIII edizione del progetto “Legalit e Merito”, nato da un’idea della Professoressa Paola Severino e promosso dall’Universit attraverso un Protocollo d’intesa con il Ministero della Giustizia, il Ministero dell’Istruzione e del Merito, il Ministero dell’Universit e della Ricerca, il Consiglio Superiore della Magistratura, la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, l’Autorit Nazionale Anticorruzione, l’Arma dei Carabinieri e la Fondazione Severino. Abbiamo parlato con Paola Severino, Presidente della Luiss School of Law:

“Noi oggi abbiamo ben 187 studenti della LUISS e nonostante abbiano gli esami, nonostante si stiano preparando, sono qui per testimoniare che ‘Legalit e Merito’ un progetto che cresce di anno in anno sempre pi. Abbiamo 15 scuole, abbiamo istituti penali minorili, abbiamo centri di prima accoglienza, ragazzi che parlano con i ragazzi, giovani che parlano con i giovani del tema della legalit”.

poi intervenuto Salvatore Luongo, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri:

“Il nostro un sistema di rassicurazione sociale, perch spesso la legalit viene vista come un limite, invece la legalit un valore aggiunto, ma per assorbirla, per farla propria, deve diventare un modo di essere, un qualcosa che noi tutti alimentiamo giorno per giorno”.

Quest’anno hanno partecipato ben 187 studenti Luiss, selezionati tramite una lettera motivazionale per ricoprire il ruolo di “Ambasciatori di Legalit” e 27 istituti coinvolti. I lavori finali sono stati presentati e valutati durante la cerimonia svoltasi nell’Aula Magna del Campus Luiss di Viale Pola, alla presenza del Presidente dell’Ateneo Giorgio Fossa, del Rettore Paolo Boccardelli e del Direttore Generale Rita Carisano. Al termine dell’evento si svolta la premiazione delle migliori idee con un podio diviso in tre “ex aequo”. Al primo posto e il cortometraggio “Oltre il silenzio. Testimoni di coraggio!” dell’Istituto di Istruzione Superiore “Giovanni Falcone” di Palazzolo sull’Oglio (Lombardia), nato dal confronto diretto con testimoni e vittime della violenza di genere. Abbiamo parlato con Cristiano Tardelli, Ambassador Luiss presso l’Istituto Superiore “Giovanni Falcone”

“Quello che abbiamo appreso io e il mio gruppo di lavoro stato che questo problema nella nostra societ, prima di essere un problema di diritto, un problema antropologico che deve essere risolto in una prospettiva culturale e appunto con lo strumento dialogico che diventa quella dimensione in cui ci si relaziona con l’altro come persona”.

Nell’ambito del progetto, la Luiss mette a disposizione borse di studio, per i giovani partecipanti, quest’anno con il sostegno di Enel Foundation, per gli studenti che risulteranno ammessi alla frequenza di un Corso di laurea triennale o magistrale a ciclo unico dell’Ateneo e che avranno superato con il punteggio pi alto il test di ammissione.

Calendario serie A, via il 23-24 agosto: ecco le date

Roma, 6 giu. (askanews) – La serie A è già pronta a ripartire. Alle 18.30 al Teatro Regio di Parma, nell’ambito della 2ª edizione del “Festival della Serie A” sarà sorteggiato il calendario della prossima stagione agonistica.

Il campionato di Serie A 2025-26 inizierà nel weekend del 23-24 agosto 2025 per concludersi il 24 maggio 2026. Sono previsti due turni infrasettimanali: il 29 ottobre 2025 (9ª giornata) e il 6 gennaio 2026 (19ª giornata). Quattro, invece, le soste per gli impegni delle nazionali: il 7 settembre 2025, il 12 ottobre 2025, il 16 novembre 2025 e il 29 marzo 2026.

Come già da diversi anni a questa parte, il calendario della Serie A sarà asimmetrico: la sequenza delle gare nel girone di andata, quindi, sarà diversa rispetto a quella delle gare nel girone di ritorno, con un minimo di 8 giornate di distanza tra le gare di andata e ritorno contro la medesima avversaria. I derby (quest’anno riguardanti le squadre di Torino, Milano e Roma) dovranno, invece, essere disputati tutti in giornate diverse e non sarà possibile collocarli alla 1ª giornata e alla 9ª (turno infrasettimanale feriale).

Le squadre che parteciperanno alla Champions League (Napoli, Inter, Atalanta e Juve) non potranno incontrarsi con quelle impegnate in Europa League (Bologna e Roma) e Conference (Fiorentina) nelle giornate numero 5, 22, 26, 29, 32 e 35, cioè quando sono previsti due turni consecutivi di competizioni Uefa È, inoltre, prevista sempre prevista l’alternanza degli incontri in casa ed in trasferta Inter e Milan, Lazio e Roma, Juventus e Torino e Fiorentina e Pisa, con alcune eccezioni: a inizio stagione per le due toscane, al fine di consentire l’ultimazione dei lavori previsti nei due impianti, e per le due milanesi nel mese di gennaio , quando lo stadio di San Siro sarà a disposizione del Cio per la Cerimonia Inaugurale dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina (prevista il 6 febbraio 2026). Per quest’ultimo motivo, è molto probabile che Milan e Inter debuttino entrambe in casa alla prima giornata: una sabato 23 agosto e una lunedì 25, mentre è certo che giocheranno entrambe in trasferta nei weekend del 31 gennaio/1° febbraio e del ?7-8 febbraio, stante l’indisponibilità dello stadio milanese.

Calcio, Gasperini: "La Roma è una grande sfida"

Roma, 6 giu. (askanews) – “La Roma perché è una grande sfida. Io ho bisogno di avere una sfida importante, di venire in un ambiente con grande passione. Questo mi ha dato un grande entusiasmo, la possibilità che mi hanno dato Ranieri, la società, la proprietà. Una grande adrenalina di cui avevo bisogno per fare qualcosa di buono”. Così Gian Piero Gasperini, ai media ufficiali del club giallorosso, subito dopo la firma che lo legherà alla Roma fino al 2028. “La Roma ha una grande passione dietro, vuole raggiungere dei grandi traguardi. Secondo me ci sono tutte le condizioni perché c’è una proprietà molto forte, che ha voglia di far crescere la Roma, di portarla a livelli alti. C’è una persona come Ranieri, che da solo è già una garanzia per la piazza, per i tifosi. C’è un direttore sportivo molto giovane, ma una capacità di lavoro, anche di scouting, che ho avuto modo di constatare, con grande entusiasmo anche loro, molto preparati. Credo che ci siano le condizioni migliori per fare un buon lavoro”, prosegue Gasperini. Che poi, parlando del tifo giallorosso, ammette come “li ho visti sempre come un esempio di grande entusiasmo, è uno stadio sempre pieno. Ci sarà sicuramente un po’ di emozione, ma credo che dopo tanto tempo sarà un attimo per poi pensare al campo. L’impegno mio e della squadra sarà quello di portarli dalla propria parte, sarà la prima cosa che si dovrà fare. E lo si potrà fare attraverso delle prestazioni convincenti, dove la gente si identifica nella propria squadra, al di là del risultato”, conclude.

Dialogo e amicizia per la festa Nazionale dell’Azerbaigian

Roma, 6 giu. (askanews) – Cultura, diplomazia e ospitalit hanno caratterizzato la celebrazione della Festa Nazionale dell’Azerbaigian – Giorno dell’Indipendenza, organizzata dall’Ambasciata dell’Azerbaigian presso la Santa Sede presso l’elegante cornice del The Westin Excelsior di Via Veneto, a Roma. La serata-evento ha riunito autorit vaticane, rappresentanti del corpo diplomatico, personalit del mondo culturale, religioso e dei media, oltre a numerosi amici del Paese.

Dopo l’esecuzione degli inni, a dare il benvenuto agli ospiti stato l’Ambasciatore azerbaigiano presso la Santa Sede, S.E. Ilgar Mukhtarov, che ha ricordato l’importanza storica del 28 maggio, quando “in Azerbaigian fu istituita la prima Repubblica Democratica laica del mondo musulmano, con l’adozione della Dichiarazione di Indipendenza.”

Citate le parole di Sua Santit Papa Giovanni Paolo II durante la sua visita in Azerbaigian nel 2002, quando osserv che “lo zoroastrismo, il cristianesimo dell’antica Chiesa albana, l’Islam e l’Ebraismo hanno tutti convissuto in questa terra grazie a uno spirito di tolleranza e di rispetto reciproco” e di Sua Santit Papa Francesco, durante la sua visita del 2016, per il quale il Paese rimaneva “un centro di tolleranza”.

L’Ambasciatore ha sottolineato la nuova pace raggiunta nella regione del Caucaso meridionale, grazie all’impegno dell’Azerbaigian e la liberazione dei territori azerbaigiani dopo 30 anni di occupazione. “In linea con questi valori, dopo un conflitto trentennale, l’Azerbaigian ha teso una mano di pace all’Armenia, proponendo una bozza di accordo di pace”. Sottolineato anche il contributo costante della Fondazione Heydar Aliyev alla preservazione del patrimonio culturale cristiano. Per il suo impegno, la presidente della Fondazione e Primo vicepresidente della Repubblica Mehriban Aliyeva stata insignita da Papa Francesco della Gran Croce dell’Ordine Piano.

Con un riferimento a Sua Santit Papa Leone XIV, ricordandoci che “la pace un dono, la giustizia un dovere e la verit una vocazione”, l’Ambasciatore ha dato la parola al Cardinale George Jacob Koovakad, Prefetto del Dicastero per il Dialogo Interreligioso della Santa Sede, che ha portato gli auguri del Vaticano di prosperit, progresso e pace al popolo azerbaigiano, sottolineando la solida amicizia con l’Azerbaigian.

Dopo gli interventi, gli ospiti sono rimasti incantati dall’esibizione del talentuoso ed emozionante Ensemble – “7 Bellezze”, rappresentato da sette musiciste provenienti da sette diversi paesi del mondo turco: Azerbaigian, Turchia, Kazakistan, Kirghizistan, Uzbekistan, Turkmenistan e Ungheria, che hanno eseguito capolavori musicali nazionali e internazionali dell’Azerbaigian.

Gli ospiti hanno poi gustato alcune eccellenze della cucina nazionale azerbaigiana, preparata per l’occasione, con piatti che hanno unito colori, profumi e gusti a storia e tradizione.