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Gli Zero Assoluto tornano col nuovo singolo "5cm"

Milano, 24 feb. (askanews) – Gli Zero Assoluto, il duo romano composto da Matteo Maffucci e Thomas De Gasperi, hanno annunciato l’uscita di un nuovo singolo inedito che si intitolerà “5cm” e verrà pubblicato da Artist First il 28 febbraio, il giorno prima del loro concerto speciale all’Unipol Forum di Milano, previsto per l’1 marzo.

“5cm” nasce da un’idea semplice e diretta: un dialogo via messaggio, frammentato e sincero, simile a quelli che iniziano con un semplice “Oi”. Non è una canzone d’amore nel senso tradizionale del termine, ma un racconto di un ricordo, di un periodo spensierato e frenetico, vissuto tra amici, tra feste e attimi condivisi senza bisogno di definizioni. I cinque centimetri che separano due persone prima di un bacio sono il vero cuore del brano: uno spazio brevissimo ma infinito allo stesso tempo, dove convivono coraggio, paura, desiderio e incertezza. È proprio lì che accade la magia.

“5cm uscirà il giorno prima del concerto al Forum, un’occasione speciale per cantarlo dal vivo per la prima volta” raccontano gli Zero Assoluto “Siamo grati, sempre, per l’affetto immenso di chi ci segue da anni e di tutte le nuove generazioni che continuano a scoprire e fare propria la nostra musica.”

Il concerto dell’1 marzo all’Unipol Forum di Milano, prodotto da A1 Concerti, sarà un’occasione imperdibile per rivivere un pezzo di storia della musica italiana, di quegli anni in cui i millennials hanno vissuto la loro adolescenza cantando le strofe e i ritornelli dei brani degli Zero Assoluto che ormai sono diventati dei nuovi classici italiani entrando nel vocabolario di più generazioni.

Viviamo in un momento storico in cui le persone vanno ai concerti non solo per divertirsi, ma anche per vivere un’esperienza “effetto nostalgia”, un desiderio di rivivere il passato e le emozioni che quei brani hanno suscitato. Con questa grande festa, gli Zero Assoluto daranno vita a uno spettacolo che si sviluppa come un racconto musicale, attraverso i brani che hanno segnato le tappe fondamentali della loro carriera. In questo modo, riporteranno sicuramente alla luce ricordi e sensazioni indelebili per chi parteciperà al concerto. Un’opportunità unica per cantare insieme a loro quelle canzoni indimenticabili che sono diventate la colonna sonora di un’intera generazione.

“Non potremo mai rinunciare alla nostra musica. Tornando a suonare, abbiamo ritrovato il nostro pubblico che nel frattempo è cresciuto, ha fatto figli, ha superato delusioni o trovato l’amore. Come noi d’altronde.” raccontano gli ZERO ASSOLUTO “Nella loro voce abbiamo sentito risuonare tutto quello che gli è successo in questi anni, con consapevolezza e maturità. Le nostre canzoni hanno acquisito un nuovo significato e valore. Questo concerto al Forum, è per noi un nuovo stimolo per concentrarci sulla nostra musica, abbiamo tanti progetti e tante nuove canzoni che faremo uscire quest’anno che non vediamo l’ora di condividere con chi ci supporta da sempre”

Tra i massimi esponenti della musica pop italiana dei primi anni 2000, gli Zero Assoluto con brani come “Svegliarsi la mattina”, “Semplicemente”, “Per dimenticare” , “Grazie” e “Sei parte di me”, sono stati il punto di riferimento di un’ intera generazione che oggi li considera come i fratelli maggiori della nuova scena pop. Hanno inventato un nuovo modo di scrivere canzoni riuscendo ad unire, in musica, pop e cantautorato raccontando, nei testi, la loro quotidianità. A conferma di questo interesse per la loro musica, c’è anche il successo dei singoli pubblicati negli ultimi anni come “Cialde”, con la collaborazione di Colapesce , “Fuori noi ” featuring Gazzelle e “Astronave”, scritto sempre insieme a Gazzelle e prodotto da Federico Nardelli. I biglietti del concerto sono disponibili in prevendita su ticketone

Disponibile la colonna sonora de "Il Conte di Montecristo"

Milano, 24 feb. (askanews) – È disponibile sulle piattaforme digitali la colonna sonora – edita per l’Italia da Edizioni Curci e Palomar – della serie evento diretta da Bille August “Il Conte di Montecristo”, che porta la prestigiosa firma di Volker Bertelmann, acclamato compositore, pianista e musicista sperimentale tedesco, premio Oscar nel 2023 per la soundtrack del film diretto da Edward Berger “Niente di nuovo sul fronte occidentale” e nominato agli Oscar 2025 per la colonna sonora del film, sempre diretto da Berger, “Conclave”. La serie evento – 8 episodi andati in onda in 4 prime serate su Rai 1 – ha ottenuto un grande successo in termini di pubblico e critica in Italia e andrà in onda in autunno sui canali di France Télévisions.

Ecco la tracklist della colonna sonora originale di “Il Conte di Montecristo” firmata da Volker Bertelmann ed edita per l’Italia da Edizioni Curci e Palomar: 1. Confession; 2. Opening of The Count of Monte Cristo; 3. Your Duty; 4. Coming Home; 5. We Have to Announce It First; 6. Sealed Letter; 7. When We Get There; 8. Where Are You Taking Me; 9. There Is No Time; 10. Imprisoned; 11. From the Distance; 12. He Died; 13. Feed Him; 14. Tunnel; 15. Table Manners; 16. Newton Made It Simple; 17. Map of Monte Cristo; 18. Lost a Friend; 19. Back on Mainland; 20. Finding a Way; 21. Starting the Journey; 22. Where Is It; 23. Back in Marseille; 24. Who Wrote the Letter; 25. Realization; 26. Where Is Your Leader; 27. Aversion to Authority; 28. The Favour He Owes Me; 29. Poisoned. “Il Conte di Montecristo”, tratto dall’omonimo romanzo di Alexandre Dumas, è una delle più grandi storie di vendetta e d’amore mai raccontate e la serie evento in 4 serate (8 puntate da 50′) – diretta magistralmente da Bille August – è una co-produzione franco-italiana prodotta da Palomar (a Mediawan Company) in collaborazione con DEMD Productions, in collaborazione con Rai Fiction, France Télévisions, Mediawan Rights e Entourage Media, prodotta da Carlo Degli Esposti, Nicola Serra con Max Gusberti. Nel cast Sam Claflin, Mikkel Boe Følsgaard, Ana Girardot, Blake Ritson, Karla-Simone Spence, Lino Guanciale, Michele Riondino, Gabriella Pession, Harry Taurasi, Poppy Corby Tuech, Nicolas Maupas, Amaryllis August, Jason Barnett e con Jeremy Irons nel ruolo dell’Abate Faria. Con il contributo del Ministero della Cultura – Direzione Generale cinema e audiovisivo. Quest’opera ha beneficiato del tax credit per la produzione di film stranieri in Francia – Film France CNC.

Volker Bertelmann è un pianista, compositore e musicista sperimentale di fama internazionale. Nel 2023 ha vinto il BAFTA e l’Oscar nella categoria Best Original Score per il film “Niente di nuovo sul fronte occidentale” diretto da Edward Berger. La sua soundtrack di “Lion”, composta in collaborazione con Dustin O’Halloran è stata nominata per numerosi riconoscimenti, tra cui l’Oscar e il Golden Globe come Best Original Score e il BAFTA come Best Film Music. Ha composto musica per diversi film e serie televisive di spicco incluso le colonne sonore di “Patrick Melrose”, “The Old Guard”, “Stowaway”, dell’episodio “Red Book” di Black Mirror e del film del 2020 Ammonite, composta insieme a Dustin O’Halloran. Nel 2022 ha composto la soundtrack di “War Sailor”, film selezionato al Toronto International Film Festival. L’ultimo progetto di Bertelmann è la colonna sonora di “Conclave”, nuova collaborazione con il regista Edward Berger, candidata nella categoria miglior colonna sonora agli Oscar 2025. Il film è già stato osannato dalla critica al Telluride Film Festival e al Toronto International Film Festival, ed è stato nominato ai Golden Globe 2025 come Critic’s Choice Award for Best Original Score. Inoltre, ha lavorato sulla soundtrack dell’attesissima serie di “Dune: Prophecy” (prequel/spin-off del film “Dune”, HBO Max), la serie “The Day of the Jackal” (in onda sul servizio di streaming video on demand statunitense Peacock) e del documentario “Hollywoodgate”. Pianista straordinariamente innovativo, che nei suoi progetti solistici utilizza lo pseudonimo Hauschka, Bertelmann ha lavorato con, tra gli altri, la MDR Leipzig Radio Symphony Orchestra (l’orchestra sinfonica della radio di Lipsia), dove è stato artist in residence e il violinista tre volte vincitore ai Grammy Awards vincitore Hilary Hahn. Bertelmann è un membro della Academy of Motion Picture Arts and Sciences e della British Academy of Film and Television Arts.

Elisa Sighicelli al Poldi Pezzoli: fotografie come da un abisso

Milano, 24 feb. (askanews) – Ancora una volta Elisa Sighicelli, una delle artiste pi consapevoli della scena contemporanea, ci mostra quelle che potremmo definire, ma senza alcuna retorica visuale, le trasfigurazioni della fotografia, la sua aderenza concettuale a un’idea forte di pratica artistica. Al Museo Poldi Pezzoli di Milano aperta la mostra “Vitroepifanie”, che nasce dalla reinterpretazione della collezione di vetri antichi del museo stesso.

“Il mio intento non era documentaristico di rappresentare la realt – ha detto Sighicelli ad askanews – ma in qualche modo di prendere come punto di partenza questi oggetti straordinari e cercare di trasfigurarli e trasformarli in una nuova realt, diciamo”.

Il punto della realt, e della ricreazione della realt, centrale in tutta la pratica mimetica dell’artista torinese, che in questo caso costruisce delle immagini quasi impossibili da collocare nello spettro del conosciuto, che generano quella che a tutti gli effetti anche una installazione.

“Questo soggetto – ci ha detto ancora Elisa Sighicelli – coperto come da un filtro sfuocato, che in realt sono altri vetri, cio bicchieri calici, alzatine, che in qualche modo nascondono il punto di fuoco della foto, per cui si creano diversi piani spaziali e questi vetri essendo trasparenti colgono la luce ed un po’ come se fossero delle creature che emergono da una profondit, da un abisso”.

La mostra ospitata nella Stanza del Collezionista del Poldi Pezzoli e crea un contrappunto vibrante con la collezione, di cui le fotografie, alla fine, restituiscono una interpretazione inedita.

Tajani al summit di Kiev: non c’è pace senza l’Europa e l’Ucraina

Roma, 24 feb. (askanews) – “Il governo italiano guidato dal primo ministro Giorgia Meloni è stato al vostro fianco nello sforzo per una pace giusta. Questa non può essere la resa dell’Ucraina. L’Italia sta lavorando con i suoi amici e partner per la pace. La pace è il nostro obiettivo”, ma “non ci saranno negoziati senza l’Ucraina e l’Europa”: “è impossibile raggiungere un accordo per la pace senza l’Ucraina e l’Europa, questo è molto importante per noi”. E’ quanto ha detto oggi il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani durante il suo intervento in videocollegamento al summit di Supporto all’Ucraina, organizzato a Kiev dal presidente Volodymyr Zelensky, in occasione del terzo anniversario dell’invasione russa.

“Sono già trascorsi tre anni dall’inizio della guerra lanciata dalla Russia per invadere l’Ucraina”, ha ricordato Tajani, spiegando che sono stati “tre anni di resistenza del popolo ucraino sui campi di battaglia e nelle città. “Il popolo ucraino ha dimostrato coraggio in prima linea, ma anche nella vita di tutti i giorni”, ha detto il ministro, precisando che ora “la pace deve arrivare con forti garanzie di sicurezza per l’Ucraina”. “Deve essere reale, forte e duratura, per impedire all’Europa di affrontare di nuovo la guerra”, ha commentato.

Containers: Bureau Veritas lancia la sfida

Roma, 24 feb. (askanews) – Pi di 50.000.000 di container in circolazione nel mondo, 250 milioni oggetto di trasporto, a fronte di una capacit di quasi 14 milioni di container da 20 piedi della sola flotta esistente di navi specializzate. Ma questi container producono qualcosa come 6 miliardi di dollari all’anno di danni al comparto della logistica mondiale. Ci essenzialmente per fissaggi male effettuati, errata disposizione dei carichi e dei pesi al loro interno, danni indotti a camion e treni che li trasportano, nonch a infrastrutture portuali e centri merci, documentazione insufficiente che ne provoca il blocco specie nei Paesi che applicano le norme pi stringenti per il loro controllo. contro questo monte crescente di rischi e quindi di danni che Bureau Veritas Italia si prepara a lanciare la sua sfida finalizzata ad abbattere i costi della sinistrosit, mettendo a disposizione del mercato uno strumento di garanzia che permette di abbassare il rischio, grazie ai criteri di sicurezza condensati in 34 punti di una check list del Centro Italiano Studi Containers, derivata dal Codice CTU e quindi nel certificato Container Loading Assessment rilasciato da Bureau Veritas.

Un attestato frutto di verifiche fisiche, ma anche di un lavoro di interfaccia e di collaborazione con le compagnie che gestiscono i container. Per Diego D’Amato, Presidente e Amministratore Delegato di Bureau Veritas Italia, la crescita esponenziale dei danni relativi all’utilizzo del contenitore ha spinto la nostra organizzazione a farsi parte attiva per un intervento globale sulla Unit di trasporto. Si potrebbe ottenere un impulso decisivo se effettivamente si concretizzasse una forma di collaborazione con le compagnie di assicurazione e quindi un beneficio per tutto il comparto dovuto ad un comportamento virtuoso nell’utilizzo dei contenitori. E considerando il conto danni annuale, l’ipotesi suona realistica”.

L’uguaglianza non è solo un diritto, ma anche un impegno.

Sono figlio di un partigiano cattolico, che ha vissuto la prigionia con le SS, e questo ha inevitabilmente influenzato la mia formazione. Girando per le scuole e confrontandomi con ragazze e ragazzi, soprattutto negli ultimi anni della scuola, mi accorgo che molti di loro, ormai maggiorenni, sono già  consapevoli di quell’esperienza e di quella pagina fondamentale della nostra storia.

La Resistenza, all’inizio, fu portata avanti da circa 50.000 giovani, per poi arrivare, con il Comitato di Liberazione Nazionale, a un massimo di 200-300.000 persone su una popolazione di circa 46 milioni. Un numero esiguo, eppure furono proprio quei giovani a rappresentare la nostra prima classe dirigente, imprimendo una direzione chiara alla nostra comunità . Grazie a loro, il Paese ha potuto ritrovare il proprio onore e voltare pagina.

Ma questo patrimonio di valori non può essere dato per scontato: dobbiamo rispettarlo giorno per giorno. L’uguaglianza tra cittadini non è solo un principio astratto, è la base della nostra responsabilità  collettiva. A differenza delle generazioni precedenti, cresciute come sudditi di una monarchia, noi siamo cittadini e abbiamo il dovere di prenderci carico della storia di questo Paese.

Nessuno può nascondersi dietro alibi o delegare la responsabilità  ad altri. La storia è nelle nostre mani, e l’uguaglianza non è solo un diritto, ma anche un impegno: ognuno di noi è chiamato a rispondere di ciò che accade, senza indifferenza né scorciatoie.

 

Link per accedere alla video registrazione integrale

https://youtu.be/eDvps3sNWT4?si=cFUEAAV3iSA-chde

Valensise: “l’AfD il risultato insoddisfazioni soprattutto a Est”

 

 

Roma, 24 feb. (askanews) – “I sondaggi sono stati sostanzialmente confermati, l’AfD ha di molto aumentato i suoi consensi, la Cdu il primo partito, la Spd ha avuto un forte ridimensionamento, ottenendo il peggiore risultato della sua storia”: il commento ad askanews dell’ambasciatore Michele Valensise, attuale presidente dello Iai (Istituto Affari Internazionali) e, tra i numerosi incarichi, ambasciatore a Berlino tra il 2009 e il 2012, a margine dell’aperitivo elettorale a Villa Almone a Roma, residenza ufficiale dell’ambasciatore tedesco in Italia, Hans-Dieter Lucas, domenica 23 febbraio, mentre uscivano i primi exit poll delle elezioni legislative anticipate in Germania.

“La base del consenso dell’AfD, che obiettivamente in crescita rispetto a tre anni e mezzo fa, va analizzato con molta cura e molta attenzione. il risultato di una serie di insoddisfazioni, c’ un’insoddisfazione diffusa soprattutto nelle regioni orientali, per l’andamento dell’economia, per la disoccupazione, per la percezione della questione migratoria, dico percezione perch i Laender dell’Est sono quelli dove ci sono meno migranti”, ha aggiunto Valensise.

“E poi c’ un altro fattore, con il quale il prossimo governo tedesco a partire dai prossimi mesi dovr fare i conti. E cio che alcuni Laender dell’Est hanno ancora l’impressione di essere trascurati dall’Ovest, di essere relegati in una zona B della Germania”, ha sottolineato ancora.

“La sicurezza e il controllo dell’immigrazione illegale devono essere un punto alto dell’agenda del (prossimo) governo e non devono essere lasciati invece a chi come AfD ne fa un cavallo di battaglia molto strumentale, per arrivare a delle soluzioni non praticabili, come la proposta di rimpatriare tutti gli immigrati in Germania”, ha concluso l’Ambasciatore.

Intervista di Stefania Cuccato

Montaggio Carla Brandolini

Immagini askanews

 

Von der Leyen: crediamo in un’Ucraina libera e sovrana

Roma, 24 feb. (askanews) – Intervenendo a Kiev al vertice “Support Ukraine” nel terzo anniversario dell’aggressione russa, la presidente della commissione Ue Ursula von Der Leyn ha detto: “Caro Volodymyr, Il 24 febbraio 2022 è un giorno che vivrà per sempre nell’infamia. Oggi ci uniamo a voi in ricordo degli eroi caduti dell’Ucraina, e di coloro che ancora combattono in prima linea. Una nazione pacifica è stata invasa, senza motivo se non l’ossessione imperialista di Putin. Ma noi crediamo in un’Ucraina libera e sovrana nel suo cammino verso l’Unione Europea. E ci uniamo a voi per dare forma a questo futuro insieme”.

“La guerra in Ucraina – ha proseguito – rimane la crisi più centrale e consequenziale per il futuro dell’Europa. Putin sta cercando più che mai di vincere questa guerra sul campo. Il suo obiettivo rimane la capitolazione dell’Ucraina. E poi sappiamo cosa potrebbe succedere dopo. Perché è già successo prima. Non è solo il destino dell’Ucraina che è in gioco. È il destino dell’Europa. Quindi la nostra prima priorità rimane quella di rafforzare la resistenza dell’Ucraina”.

La von der Leyen ha quindi osservato: “Finora, la nostra Unione e gli Stati membri hanno sostenuto l’Ucraina con 134 miliardi di euro. Più di chiunque altro. Grazie al nostro strumento per l’Ucraina e al prestito del G7, abbiamo colmato il divario di bilancio dell’Ucraina per l’intero anno 2025.

Parallelamente, dobbiamo accelerare la consegna immediata di armi e munizioni. E questo sarà al centro del nostro lavoro nelle prossime settimane. Oggi sono qui con il Collegio della Commissione europea. Un’Ucraina libera e sovrana non è solo nell’interesse europeo, ma anche nell’interesse del mondo intero.

Gli autocrati di tutto il mondo stanno osservando molto attentamente, se c’è impunità, se invadi il tuo vicino e violi i confini internazionali, o se c’è una vera deterrenza. Questo non è solo fondamentale per l’Europa. E’ importante anche per l’Asia, per l’Africa ed entrambe le sponde dell’Atlantico.

Un investimento nella sovranità dell’Ucraina è un investimento nella prevenzione di guerre future. E c’è di più per l’Europa e il mondo.

L’Ucraina ha un’industria della difesa altamente innovativa e fiorente. Questo non dovrebbe mai alimentare gli arsenali di una potenza aggressiva, ma rafforzare la resilienza di un’Unione Europea che si sta assumendo maggiori responsabilità per la propria sicurezza.

L’Ucraina ha una vivace scena di start-up con molta competenza in settori emergenti come l’intelligenza artificiale e i droni. L’atteggiamento positivo e lo spirito imprenditoriale delle giovani e dinamiche aziende ucraine possono fornire importanti impulsi alla competitività dell’Europa L’Europa è qui per rafforzare l’Ucraina in questo momento critico. Posso annunciare che un nuovo pagamento da 3,5 miliardi di euro per l’Ucraina arriverà già a marzo. E come ha appena detto il Presidente Costa, c’è uno speciale Consiglio europeo. Presenterò un piano completo su come aumentare la nostra produzione di armi e le capacità di difesa europee. E anche l’Ucraina ne trarrà beneficio.

Quando parliamo di sicurezza, non parliamo solo della dimensione militare. La gente qui in Ucraina lo sa molto bene. Per tre anni, la Russia ha cercato di far sprofondare l’Ucraina nell’oscurità prendendo di mira incessantemente l’infrastruttura energetica. Abbiamo preparato un ambizioso pacchetto sulla sicurezza energetica. L’obiettivo è garantire un sistema energetico resiliente, sicuro e competitivo per l’Ucraina.

Entro la fine dell’anno prossimo integreremo completamente il mercato elettrico ucraino e moldavo con il nostro mercato elettrico. E coglieremo il pieno potenziale dei vasti depositi di gas dell’Ucraina di cui l’80% si trova vicino agli stati membri dell’Ue. Questo genera entrate per l’Ucraina. E accelereremo gli investimenti nelle energie rinnovabili dell’Ucraina. Tutti questi sforzi si tradurranno in una maggiore sicurezza energetica per entrambi: l’Ucraina e l’Unione Europea.

Infine, nessuno desidera più pace del popolo ucraino. Ma una pace giusta e duratura arriva solo attraverso la forza. Ecco perché rafforziamo la vostra economia. Ecco perché aumentiamo la resilienza del vostro approvvigionamento energetico. Ecco perché continueremo ad addestrare ed equipaggiare le vostre truppe. Pensate all’importanza delle munizioni di artiglieria, per esempio.

Oggi -ha concluso la Von der Leyen – stiamo adottando il nostro 16esimo pacchetto di sanzioni. Aumenteremo le sanzioni punitive contro la Russia, a meno che non dimostrino una vera volontà di raggiungere un accordo di pace duraturo”.

Cinema, esordio boom per "FolleMente", la commedia di Paolo Genovese

Roma, 24 feb. (askanews) – Esordio trionfale per “FolleMente”, commedia romantica di Paolo Genovese che ha conquistato il pubblico totalizzando l’incasso record di euro 4.074.619 (Cinetel) nel primo weekend di uscita.

Il primo appuntamento di Lara (Pilar Fogliati) e Piero (Edoardo Leo) accompagnati da Alfa (Claudia Pandolfi), Giulietta (Vittoria Puccini), Trilli (Emanuela Fanelli), Scheggia (Maria Chiara Giannetta) e dai corrispettivi maschili Il Professore (Marco Giallini), Romeo (Maurizio Lastrico), Eros (Claudio Santamaria) e Valium (Rocco Papaleo) ha divertito e commosso 553.449 spettatori e si è attestata come la migliore apertura tra i film italiani dal post pandemia.

“Sono stati incassi davvero impressionanti quelli registrati da ‘FolleMente’ nei primi 4 giorni di programmazione nei cinema italiani, soprattutto perché ottenuti in un periodo non festivo” ha dichiarato Luigi Lonigro, direttore di 01 Distribution – “già i dati delle anteprime dell’8 febbraio avevano fatto capire chiaramente quanto interesse ci fosse da parte del pubblico per il nuovo bellissimo film di Paolo Genovese, ma i risultati sono andati oltre le nostre aspettative. Molte sale hanno fatto registrare sold out in tutti gli spettacoli del weekend e il passaparola sembra davvero molto positivo ed efficace. Il regista ed i protagonisti che hanno accompagnato il film nei saluti in sala sono stati accolti da vere e proprie ovazioni e il tour proseguirà coinvolgendo tutta l’Italia”.

Dopo le anteprime e i primi saluti in sala, Paolo Genovese e parte del cast del film continueranno il tour nei cinema di città e provincia; stasera a Napoli per poi proseguire il 26 febbraio a Bologna, il 27 a Firenze, il 28 a Torino, il primo marzo a Bari, il 2 a Palermo e il 3 a Catania.

La nostra mente è un posto molto affollato, siamo tutti pluriabitati con tante diverse personalità che devono convivere tra di loro. Razionali, romantiche, istintive, a volte folli. Ma chi comanda veramente? “FolleMente” è la storia di un primo appuntamento, una divertente commedia romantica che fa entrare nei pensieri dei due protagonisti per scoprire i meccanismi misteriosi che ci fanno agire. Le varie personalità avranno voce e corpo e le vedremo discutere, litigare, gioire e commuoversi per cercare di avere il sopravvento e prendere la decisione finale.

Da un soggetto originale di Paolo Genovese, regista e autore della sceneggiatura insieme a Isabella Aguilar, Lucia Calamaro, Paolo Costella e Flaminia Gressi, “FolleMente” è prodotto da Raffaella Leone e Andrea Leone, una produzione Lotus Production, una società Leone Film Group, con Rai Cinema e in collaborazione con Disney+ in associazione con Vice Pictures. L’opera è stata realizzata con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo.

Ambasciatore Germania: nuovo Governo pro-Ue lavorer bene con Italia

Roma, 24 feb. (askanews) – ” chiaro che abbiamo una maggioranza dei partiti pro-Europa, pro-Nato, atlantisti e credo sia un risultato molto importante”: lo ha dichiarato ad askanews l’Ambasciatore tedesco in Italia, Hans-Dieter Lucas, domenica sera a margine di un “aperitivo elettorale” a Villa Almone, sua residenza ufficiale a Roma, organizzato per seguire in diretta l’esito delle elezioni tedesche del 23 febbraio 2025 con l’intervento di esperti italiani e tedeschi. “Mi sembra anche che l’affluenza molto alta sia un segnale incoraggiante per la democrazia tedesca”, ha aggiunto Lucas, in riferimento al dato record dell’84% (il pi alto dalla Riunificazione), ricordando che la settimana prossima iniziano i primi “contatti tra i partiti in vista della formazione del governo”. “Il leader della Cdu Friedrich Merz ha gi annunciato che ha intenzione di formare un governo”, ha ribadito il diplomatico, mentre l’Unione Cdu-Csu ha ottenuto poco pi del 28% dei consensi, seguita dall’ultradestra AfD, che ha ottenuto il 20%, con un elettore tedesco su 5 che ha scelto il partito di Alice Weidel.

“Tutti i partiti hanno gi escluso di fare una coalizione con Afd, ci sar un governo pro-Europa e atlantista e certamente anche un governo che lavorer bene con il governo italiano. Una buona notizia anche per l’Europa”, ha concluso l’Ambasciatore tedesco in Italia.

Tra gli ospiti intervenuti alla serata elettorale a Villa Almone l’Ambasciatore Michele Valensise, attuale presidente IAI, Lisa Weiss corrispondente di Ard a Roma, Maurizio Molinari di Repubblica, il politologo Luiss Giovanni Orsina e Silke Schmitt della Fondazione Hans Seidel Italia.

Ucraina, Zelensky: uno scambio di prigionieri il primo passo verso la pace

Roma, 24 feb. (askanews) – Uno scambio di tutti i prigionieri di guerra potrebbe essere un primo passo verso la pace. Lo ha detto oggi il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervenro al vertice “Support Ukraine” in corso a Kiev in occasione del terzo anniversario dell’invasione russa.

“L’Ucraina è pronta per uno scambio tutti per tutti, è un’opzione giusta”, ha detto Zelensky, sottolineando che sono “migliaia” le persone detenute in Russia. “E alcune di loro sono detenute non dal 2022, ma anche da molto prima, dal 2014”, ha precisato il leader ucraino, secondo quanto riportato dai media locali.

Meloni: enorme soddisfazione, gli Emirati investono 40 miliardi di dollari in Italia

Roma, 24 feb. (askanews) – “Accolgo con enorme soddisfazione la volontà degli Emirati arabi uniti di investire in Italia 40 miliardi di dollari, uno degli investimenti più rilevanti e imponenti per la storia della nostra nazione, un segno di straordinaria fiducia per l’Italia”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo al business forum Italia-Emirati arabi uniti. “E’ una giornata che considero storica. Utilizziamo spesso la parola storica, a volte lo facciamo a sproposito, in questo caso non è a sproposito. Questo incontro – ha aggiunto Meloni – segna una tappa fondamentale nel rapporto tra Italia ed Emirati arabi uniti. E’ la prima visita di Stato in Italia di un presidente degli Emirati ed è un’occasione per sottolineare che insieme abbiamo deciso di portare la nostra cooperazione bilaterale a un livello mai sperimentato prima”.

Xi a Putin: bene gli sforzi della Russia per risolvere la crisi ucraina

Roma, 24 feb. (askanews) – “La Cina accoglie con favore gli sforzi della Russia e delle altre parti interessate per risolvere la crisi ucraina”: lo ha detto il presidente cinese Xi Jinping nel colloquio avuto oggi con l’omologo russo, Vladimir Putin.

Stando a quanto riportato dai media cinesi, Xi ha poi affermato che “Russia e Cina sono buoni amici che si sostengono a vicenda e raggiungono uno sviluppo comune”, sottolineando che i rapporti tra Pechino e Mosca “hanno un forte slancio interno e un valore strategico unico”.

Angelo Bolaffi: dietro gli attentati in Germania la mano della Russia

Roma, 24 feb. (askanews) – Per Angelo Bolaffi, noto germanista e filosofo della politica, dietro gli attentati in Germania, quattro di seguito nel giro di pochi mesi a ridosso delle cruciali elezioni legislative del 23 febbraio, c’ la mano di Valdimir Putin. L’AfD, che dalle elezioni del 2021 ha raddoppiato i suoi consensi passando dal 10,4 al 20,8%, potrebbe rafforzarsi ulteriormente se il prossimo governo guidato dal leader Cdu Friedrich Merz non riuscir a imporre la “Zeitenwende”, una svolta epocale, per rilanciare l’economia e rafforzare l’Europa in un panorama geopolitico sempre pi aggressivo.

“Se sono questi dati, diciamo che possibile una governabilit, per con la consapevolezza che se questo governo che nascer non sar capace di fare la svolta, la vera ‘Zeitenwende’, la prossima volta la AfD sar il primo partito”, ha dichiarato Bolaffi ad askanews, a margine di un aperitivo elettorale domenica presso la residenza ufficiale dell’ambasciatore tedesco Hans-Dieter Lucas a Roma.

“Se il governo tedesco non riesce ad affrontare il tema che non piace a tutti noi dell’immigrazione, dopo 4 attentati di seguito – ha proseguito l’esperto – a me ricorda tutto la strategia della tensione dell’Italia degli anni ’70. Perch impossibile che dal 2015, da quando Merkel fece entrare un milione di siriani, all’improvviso, negli ultimi 3 mesi, dei richiedenti asilo hanno ritenuto necessario fare degli attentati. Tutto possibile, ma da questo punto di vista bisogna dire che il pericolo per ora stato limitato, rimasta (AfD) sotto al 20%”.

“Dietro potrebbe esserci la Russia. La Russia destabilizza l’Italia con Mattarella, destabilizza la Francia con gli attentati dell’altro giorno, palese che si oppone all’egemonia di Putin: Putin vuole tornare, dobbiamo sapere che Putin non ha accettato la caduta del muro di Berlino e vuole tornare alla Porta di Brandeburgo, cercher in tutti i modi di mettere in difficolt il cuore dell’Europa che la Germania”, ha sottolineato Bolaffi.

Intervista Stefania Cuccato

Montaggio: Alessandra Franco

Immagini askanews

Nato: 3 anni dopo l’invasione l’Ucraina mantiene accesa la fiamma della libertà

Milano, 24 feb. (askanews) – “Tre anni dopo l’invasione su vasta scala della Russia, i coraggiosi difensori dell’Ucraina mantengono accesa la fiamma della libertà”. Lo scrive la Nato sui suoi social.

“Oggi ricorrono tre anni dall’invasione russa dell’Ucraina: ecco per quanto tempo l’Ucraina si è dimostrata coraggiosa, resiliente e forte” sottolinea invece Supreme Headquarters Allied Powers Europe (SHAPE). “La NATO e gli alleati hanno fornito all’Ucraina livelli di sostegno senza precedenti, rafforzando la difesa e la sovranità del Paese”, aggiunge il quartier generale del comando Allied Command Operations (ACO) guidato dal Supreme Allied Commander Europe (SACEUR) generale Christopher G. Cavoli e responsabile di tutte le operazioni militari dell’Alleanza.

Intanto sempre oggi Nato Jfc Naples ha pubblicato un video con vista aerea su membri dell’esercito britannico che svolgono esercitazioni in trincea come parte di Steadfast Dart 25 in Romania: la principale esercitazione Nato dell’anno, che si è svolta anche in Bulgaria e Grecia. “Queste abilità richiedono dedizione, comunicazione e lavoro di squadra”, sottolinea Nato Jfc Naples in un tweet.

Nato: 3 anni dopo invasione, Ucraina mantiene accesa fiamma libertà

Milano, 24 feb. (askanews) – “Tre anni dopo l’invasione su vasta scala della Russia, i coraggiosi difensori dell’Ucraina mantengono accesa la fiamma della libertà”. Lo scrive la Nato sui suoi social.

“Oggi ricorrono tre anni dall’invasione russa dell’Ucraina: ecco per quanto tempo l’Ucraina si è dimostrata coraggiosa, resiliente e forte” sottolinea invece Supreme Headquarters Allied Powers Europe (SHAPE). “La NATO e gli alleati hanno fornito all’Ucraina livelli di sostegno senza precedenti, rafforzando la difesa e la sovranità del Paese”, aggiunge il quartier generale del comando Allied Command Operations (ACO) guidato dal Supreme Allied Commander Europe (SACEUR) generale Christopher G. Cavoli e responsabile di tutte le operazioni militari dell’Alleanza.

Intanto sempre oggi Nato Jfc Naples ha pubblicato un video con vista aerea su membri dell’esercito britannico che svolgono esercitazioni in trincea come parte di Steadfast Dart 25 in Romania: la principale esercitazione Nato dell’anno, che si è svolta anche in Bulgaria e Grecia. “Queste abilità richiedono dedizione, comunicazione e lavoro di squadra”, sottolinea Nato Jfc Naples in un tweet.

Ucraina, von der Leyen, Costa e Metsola: restiamo al suo fianco

Bruxelles, 24 feb. (askanews) – “Tre anni fa, la Russia ha iniziato la sua guerra di aggressione illegale su vasta scala contro l’Ucraina. La guerra brutale della Russia prende deliberatamente di mira infrastrutture civili e critiche. Il popolo ucraino ha dimostrato coraggio nel difendere il proprio paese e i princìpi fondamentali del diritto internazionale. Rendiamo omaggio a tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita e hanno perso i propri cari per l’indipendenza e la libertà dell’Ucraina”. Lo affermano in una dichiarazione congiunta diramata da questa mattina da Kiev la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola.

“La Russia e la sua leadership – continuano i tre leader delle istituzioni Ue – hanno la piena responsabilità di questa guerra e delle atrocità commesse contro la popolazione ucraina. Continuiamo a chiedere che vengano assunte le responsabilità per tutti i crimini di guerra e i crimini contro l’umanità commessi. Accogliamo con favore i recenti passi avanti verso l’istituzione di un Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina”.

“L’Unione europea e i suoi partner – ricordano von der Leyen, Costa e Metsola – hanno agito rapidamente e in unità per sostenere l’Ucraina. L’Unione europea ha fornito all’Ucraina assistenza economica, umanitaria, finanziaria e militare per un totale di 135 miliardi di euro, di cui 48,7 miliardi di euro di assistenza militare. L’Unione europea – assicurano – continuerà a fornire all’Ucraina un sostegno finanziario regolare e prevedibile, inclusa la ricostruzione del paese dopo la guerra”.

“La Russia e il suo popolo – prosegue la dichiarazione congiunta – stanno pagando un prezzo per le azioni del loro leader. Insieme ai partner, abbiamo imposto sanzioni senza precedenti alla Russia e ai complici della guerra e rimaniamo pronti ad aumentare la pressione sulla Russia per limitare la sua capacità di condurre la guerra. Stiamo già utilizzando gli extra profitti derivanti dai beni russi congelati per sostenere l’industria della difesa e la ripresa un campo energetico dell’Ucraina. Oggi abbiamo adottato un sedicesimo pacchetto di sanzioni per aumentare ulteriormente la pressione collettiva sulla Russia affinché ponga fine alla sua guerra di aggressione”.

“Parallelamente – rilevano i tre leader -, abbiamo intrapreso azioni senza precedenti a livello Ue per incrementare la produzione dell’industria della difesa europea e continueremo ad aumentare la nostra capacità. Ciò ci consentirà di intensificare il nostro sostegno militare e la cooperazione con l’Ucraina, rafforzando allo stesso tempo la nostra prontezza di difesa e la sovranità europea”. “L’Ucraina – sottolineano von der Leyen, Costa e Metsola – fa parte della nostra famiglia europea. Gli ucraini hanno espresso il loro desiderio di un futuro all’interno dell’Unione europea. Lo abbiamo riconosciuto concedendo all’Ucraina lo status di paese candidato e avviando i negoziati di adesione. L’Ucraina ha compiuto progressi significativi nelle riforme legate all’adesione nelle circostanze più difficili. Stiamo già integrando l’Ucraina nel mercato interno dell’Ue. Il futuro dell’Ucraina e dei suoi cittadini è all’interno dell’Unione europea”.

“In un contesto internazionale e geopolitico difficile, sottolineiamo l’importanza di mantenere la solidarietà transatlantica e internazionale con l’Ucraina. Sottolineiamo la necessità di garantire che la comunità internazionale continui a concentrarsi sul sostegno all’Ucraina nel raggiungimento di una pace globale, giusta e duratura basata sulla formula di pace ucraina” affermano ancora i tre leader delle istituzioni europee, e concludono: “Restiamo fermi al fianco dell’Ucraina, ribadendo che pace, sicurezza e giustizia prevarranno.”

Il Cremlino: non ci sono le condizioni per la ripresa del dialogo con l’Europa

Roma, 24 feb. (askanews) – Mosca non vede le condizioni necessarie per la ripresa del dialogo con l’Europa, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

“L’Europa continua sulla strada delle sanzioni e della volontà di continuare la guerra. Tale convinzione è del tutto in contrasto con un approccio di ricerca di una soluzione del confitto ucraino”, ha detto Peskov ai giornalisti, poco dopo l’annuncio dall’adozione del 16esimo pacchetto di sanzioni alla Russia da parte dell’Ue.

“Finora non vediamo le condizioni per la ripresa del dialogo con l’Europa”, ha aggiunto.

Cavo Dragone ai soldati ucraini: la pace non può essere imposta dall’aggressore

Milano, 24 feb. (askanews) – “La lotta dell’Ucraina è la nostra lotta. Il nostro sostegno rimarrà saldo”. Lo afferma in un post su X il presidente del Comitato militare della Nato Giuseppe Cavo Dragone, che rivolgendosi ai “coraggiosi soldati dell’Ucraina” aggiunge: “La pace che cerchiamo non può essere imposta dall’aggressore, ma deve essere una pace giusta, raggiunta attraverso la forza”.

“Sono passati tre anni dall’invasione russa, non provocata, ingiustificata e brutale. E per tutto questo tempo, avete resistito con coraggio! – scrive Cavo Dragone – “Ammiriamo la vostra determinazione. La vostra resilienza è la vera definizione di eroismo. Ricordate al mondo intero che la libertà non è mai concessa, si conquista”.

Ai “coraggiosi soldati dell’Ucraina” Cavo Dragone dice che “La bandiera della libertà sventola ancora sopra l’Ucraina”. E assicura: “Non siete soli. Siete nei nostri cuori, nei nostri pensieri e nelle nostre azioni. E voi sarete vittoriosi”.

Mafia, deputato Regione Siciliana arrestato per voto di scambio

Roma, 24 feb. (askanews) – Su delega della Procura Distrettuale di Catania, i carabinieri del ROS hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. di Catania, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di 19 persone ritenute gravemente indiziate di partecipazione al clan mafioso “Santapaola-Ercolano”, ed alla sua proiezione di Ramacca, e (con 15 diversi capi d’imputazione) dei reati di associazione di tipo mafioso, scambio elettorale politico mafioso, estorsione e trasferimento fraudolento di valori.

Tra gli arrestati c’è Giuseppe Castiglione, 45 anni, deputato dell’Assemblea regionale Siciliana, presidente del gruppo Popolari e Autonomisti e componente della Commissione d’inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia dell’ARS.

Secondo le indagini, sarebbe infatti emerso a livello di gravità indiziaria – in epoca prossima alle consultazioni elettorali per l’Assemblea Regionale Siciliana avvenute il 15 ottobre 2022 – un accordo tra i vertici del clan “Santapaola-Ercolano” e lo stesso Castiglione, all’epoca candidato della lista “Popolari ed Autonomisti” per l’Ars e, in quel periodo, già presidente del Consiglio Comunale di Catania. Castiglione risulterà poi eletto a deputato dell’ARS.

Contestualmente, è stato notificato anche un decreto di sequestro preventivo di beni (2 società attive nel settore delle onoranze funebri) per un valore di 300.000 euro. L’operazione di oggi è stata eseguita – da oltre 100 militari – nei territori delle provincie di Catania (Catania, Ramacca e Palagonia) e Bologna.

In Francia esplosione nei pressi del consolato russo di Marsiglia

Roma, 24 feb. (askanews) – I vigili del fuoco di Marsiglia hanno confermato che un’esplosione è avvenuta “nei pressi del consolato russo” poco prima delle 8 del mattino: lo riferisce BFM Marseille Provence.

Il consolato si trova nell’Ottavo arrondissement. Sul posto sono all’opera una trentina di vigili del fuoco e la polizia.

Secondo la ricostruzione dell’agenzia russa Tass, degli sconosciuti hanno gettato nel giardino del consolato due contenitori con una miscela esplosiva. Non vi sono vittime.

Ucraina, il Consiglio Ue adotta il 16mo pacchetto di sanzioni contro Mosca

Bruxelles, 24 feb. (askanews) – Il Consiglio Ue ha adottato oggi a Bruxelles, a tre anni esatti dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, il 16esimo pacchetto di sanzioni economiche e individuali contro la Russia. Il pacchetto tocca settori vitali dell’economia russa, indebolendo ulteriormente la capacità del regime di condurre la sua guerra di aggressione illegale, non provocata e ingiustificata contro l’Ucraina, sottolinea il Consiglio in una nota.

Il pacchetto di misure include decisioni su elenchi di individui, sulla “flotta ombra” volta ad aggirare le sanzioni, sulle banche e il settore finanziario, sul commercio di prodotti e sulle tecnologie che sostengono il complesso militare e industriale della Russia, sulle trasmissioni di organi d’informazione controllati dal regime russo, nei settori dei trasporti (porti, aeroporti e transito merci su strada) e dell’energia, nei servizi di costruzione e ingegneria civile.

Inoltre, sono state adottate ulteriori misure restrittive sulla Bielorussia che rispecchiano le sanzioni commerciali contro la Federazione Russa, e nuove restrizioni in Crimea, a Sebastopoli e nelle aree occupate e non controllate dal governo dell’Ucraina nelle oblast di Donetsk, Kherson, Luhansk e Zaporizhzhia, con l’obiettivo di inibire la loro integrazione nella Federazione Russa e impedire l’elusione delle sanzioni dell’Ue.

Dal 14 al 16 marzo il Festival Internazionale della Magia di San Marino

Roma, 24 feb. (askanews) – Gran fermento per il ritorno del Festival Internazionale della Magia di San Marino, giunto alla sua 26° edizione, il primo Magic Show in favore dell’inclusione e contro i pregiudizi, che si svolgerà dal 14 al 16 marzo 2025 presso il Palazzo dei Congressi Kursaal.

Grande attesa poi per il Gran Gala, previsto al Teatro Nuovo di Dogana il 15 marzo, che oltre ai più grandi campioni del panorama internazionale vedrà sul palcoscenico la giovanissima Magica Gilly, vero nome Giliana Flore, la prima illusionista con sindrome di Down che dopo aver incantato il pubblico spagnolo al festival Extremagia, e nota nelle platee di tutto il mondo ma anche sui social, torna nella sua città per una performance speciale con lo scopo di abbattere ogni barriera e far comprendere che non esistono differenze nella magia come nella vita, anzi questa arte amatissima può rivelarsi uno strumento chiave per contrastare il bullismo e favorire l’inclusione.

Ereditata la passione per le arti magiche dal papà Mago Gabriel, direttore artistico della kermesse, la 27 enne sarà madrina di questa edizione rinnovata e sempre più all’avanguardia, patrocinata dalla Segreteria di Stato per il turismo e quella di istruzione e cultura della Repubblica di San Marino.

Sul palco del prestigioso spazio culturale di oltre 800 posti il 15 marzo alle 21.00 saliranno alcuni tra i più grandi artisti di fama mondiale per trasportare il pubblico in un viaggio fatto di mistero e suspense. Uno show dove incanto e stupore trasformeranno la fantasia in realtà grazie alle performance di: Marko Karvo dalla Finlandia, poeta delle illusioni visive, Hugues Protat dalla Francia, un vero genio della comicità magica celebrato ai Campionati Mondiali, Theolexxy (Francia), giovani illusionisti che combinano modernità e spettacolarità mozzafiato, Olivier Henning (Olanda), prodigio della manipolazione magica, che trasforma ogni gesto in incanto puro, Matteo Fraziano, vincitore di Tu Si Que Vales 2024, la nuova stella della magia italiana, Jerom Murat (Francia), maestro del teatro magico, con la sua iconica e poetica statua vivente a due teste, dall’Italia poi le esplosive bolle di sapone giganti con Marco Zoppi e Rolanda.

Mentre il 13 e il 14 marzo, sempre al Teatro Nuovo di Dogana in piazza M.Tini nel cuore della località sanmarinese, si terranno due giornate full immersion con le menti più brillanti e creative che terranno una serie di conferenze, riservate agli appassionati e professionisti, un’occasione unica per apprendere tecniche avanzate, scoprire segreti inediti e lasciarsi ispirare da grandi artisti con in tasca il sogno di seguire le loro orme nel futuro. Il Festival sarà anticipato da una anteprima speciale di mentalismo tra percezione e profezia che si terrà il 5 marzo, presso l’Aeroclub di San Marino, e che vedrà coinvolti Magica Gilly e Mago Gabriel in un esperimento dedicato al celebre sensitivo torinese Gustavo Rol.

Info www.festivalinternazionaledellamagia.com.

In settimana tornano la pioggia e la neve copiosa

Roma, 24 feb. (askanews) – Si è aperta la “porta atlantica” e questo significa che le perturbazioni atlantiche non avranno più ostacoli per raggiungere l’Italia. Nei prossimi giorni una serie di fronti perturbati colpiranno molte delle nostre regioni. Antonio Sanò, fondatore del sito www.iLMeteo.it, avvisa che il primo impulso instabile attraverserà l’Italia centro-meridionale nelle prossime ore con precipitazioni a tratti moderate e localmente temporalesche su Toscana e Lazio. I venti, che soffieranno in continuazione dai quadranti meridionali, e una maggiore copertura del cielo favoriranno un aumento termico notturno importante. Possiamo quindi dire che la fase di freddo invernale, che ha interessato almeno mezza Italia fino a pochi giorni fa, è conclusa.

Dopo un martedì con cielo molto nuvoloso o spesso coperto e precipitazioni sparse su molte regioni, da mercoledì il flusso instabile dall’Atlantico si intensificherà ulteriormente. Si formerà un ciclone che piloterà una perturbazione che attraverserà l’Italia da nord a sud fino a giovedì.

Mercoledì sarà la giornata più critica in fatto di piogge, infatti precipitazioni da moderate a forti interesseranno la Lombardia, il Nord-Est, gran parte del Centro (esclusi i settori adriatici) e parte del Sud.

Il ciclone sarà alimentato da aria più fredda di origine polare e sarà sospinto da intensi venti di Libeccio. Questa situazione farà calare le temperature diurne di qualche grado, permettendo l’arrivo di nevicate diffuse a quote relativamente basse per il periodo, specialmente al Nord. Sulle Alpi (colpite soprattutto le Dolomiti) i fiocchi scenderanno dagli iniziali 1300 metri fino a 800-900 metri, mentre sugli Appennini la dama bianca si vedrà soltanto sopra i 1400 metri circa.

La perturbazione interesserà il Sud nella giornata di giovedì con qualche strascico ancora al Centro, mentre da venerdì dovrebbe tornare ad aumentare la pressione, garantendo un tempo più stabile e soleggiato. Questo miglioramento del tempo, però, potrebbe non durare molto.

PoliticaInsieme | Germania, elezioni: un No a Musk, un dilemma per Merz.

Il quadro che esce dalle elezioni tedesche non è, almeno nei sui tratti principali, un quadro imprevisto, specie per quanto riguarda il raddoppio dei consensi al partito neonazista. Al contrario, è il quadro di una società che, esposta – per la prima volta con una prospettiva di successo – alla tentazione dei suoi eterni démoni identitari, ha finito per comportarsi con prudenza. Dando vita ad una situazione difficile, certo, ma non ingovernabile. Situazione in cui le trattative per la formazione del Governo federale tedesco, sotto la guida del democratico cristiano Merz si riveleranno, probabilmente, piuttosto complesse, ma destinate al successo.

Una risposta chiara è invece venuta da parte – e questo non va sottovalutato – della maggioranza del popolo germanico: un bel no ad Elon Musk e a tutta quella estrema destra dai caratteri tipicamente americani che, muovendosi su un terreno ad essa poco noto come quello europeo, contava su un risultato che avrebbe fatto diventare centrale il ruolo dei neonazisti della Afd.

La Cdu è riproposta dal corpo elettorale come il vero argine all’estremismo di destra, ma con il fermo proposito di non partecipare al Governo con la Afd, posizione cui Merz è stato costretto a tenere da una forte minoranza interna del partito che aderisce a quello popolare europeo. Una linea, insomma, in qualche modo distante da quella di Forza Italia che, crudelmente mancante delle capacità e dell’ottimismo che caratterizzavano il fondatore, a Roma fa parte in maniera pedissequa di un governo di estrema destra.

Scontata – anche per la totale mancanza di carisma personale da parte del candidato alla Cancelleria – la sconfitta dei socialdemocratici, più dura di quanto il partito in realtà non meritasse, prevedibile è giunta anche la punizione per i liberali che avevano provocato la caduta del governo Scholz. La sinistra si rafforza, soprattutto sotto il profilo della originalità programmatica grazie al buon ed atteso successo della Linke e del partito di Sahra Wagenknecht, che solo per poco manca la soglia del 5%, mentre i verdi contengono le perdite. Il quadro fa pensare che si formi una coalizione che non richiederà troppo tempo per definire accordi programmatici ed assetti di governo.

 

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https://www.politicainsieme.com/la-germania-resta-democratica-e-in-europa-di-giancarlo-infante/

 

Titolo originale: La Germania resta democratica e in Europa.

Ucraina, Kallas: Zelensky dittatore? Trump lo confonde con Putin

Roma, 24 feb. (askanews) – L’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza a Kaja Kallas, ha risposto alle parole di Donald Trump secondo cui il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è un dittatore, affermando che Trump deve aver confuso Zelensky con il presidente russo Vladimir Putin.

“Quando l’ho sentito, il mio primo pensiero è stato che deve averli confusi. È chiaro che Putin è il dittatore”, ha dichiarato Kallas ai giornalisti a Bruxelles, dove oggi si riuniscono i ministri degli Esteri dell’Ue. “Se guardiamo agli ultimi messaggi provenienti dagli Stati Uniti, vediamo che le narrazioni russe sono fortemente rappresentate”, ha aggiunto.

Kallas, che domani vedrà il segretario di Stato Usa Marco Rubio, ha dichiarato che è troppo presto per prendere in considerazione il dispiegamento di truppe di peacekeeping in Ucraina, dal momento che non è stato raggiunto un cessate il fuoco.

Ucraina, terzo anniversario dell’invasione russa: guerra di risoluzioni Onu

Roma, 24 feb. (askanews) – Nel terzo anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite dovrebbe votare oggi due risoluzioni: una proposta dall’Ucraina e sostenuta dall’Europa per chiedere il ritiro immediato delle forze russe, e l’altra un appello degli Stati Uniti per una rapida fine della guerra che non menziona mai l’aggressione da parte russa. Secondo fonti europee e Usa, l’amministrazione Trump ha fatto pressione sugli ucraini affinché ritirassero la loro risoluzione non vincolante e sottoscrivessero la proposta americana. Ma l’Ucraina ha rifiutato e la risoluzione sarà sottoposta al voto dell’Assemblea dei 193 Paesi: uno scontro che riflette le crescenti tensioni tra Stati Uniti da una parte e Ucraina sostenuta dall’Unione europea dall’altra. Nell’Assemblea generale tuttavia non ci sono opzioni di veto e la risoluzione sull’Ucraina, co-sponsorizzata da tutti i 27 membri dell’Unione Europea, è quasi certa di essere adottata.Nelle prossime ore a Washington il presidente Donald Trump riceverà il collega francese Emmanuela Macron, dopo aver fatto aspettare a margine della convention sovranista Cpac per oltre un’ora quello polacco Andrzej Duda, per un colloquio durato una decina di minuti.

Gli Stati Uniti chiedono anche un voto sulla loro proposta nel più potente Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e la Cina, che questo mese detiene la presidenza del Consiglio, lo ha fissato per il pomeriggio di oggi.

Risultati e classifica serie A, oggi si chiude con Roma-Monza

Roma, 24 feb. (askanews) – Con Roma-Monza, in programma questa sera alle ore 20.45, si chiude il programma della 26esima giornata di serie A. Questi i risultati e la classifica:

26^ GIORNATA Lecce-Udinese 0-1,Parma-Bologna 2-0, Venezia-Lazio 0-0, Torino-Milan 2-1, Inter-Genoa 1-0, Como-Napoli 2-1, Verona-Fiorentina 1-0 , Empoli-Atalanta 0-5, Cagliari-Juventus 0-1, lunedì 24 febbraio ore 20.45 Roma-Monza

Classifica: Inter 57, Napoli 56, Atalanta 54, Juventus 49, Lazio 47, Fiorentina 42, Bologna*, Milan* 41, Roma 37, Udinese 36, Torino 31, Genoa 30, Como 28, Cagliari, Lecce 25, Verona, Parma 23, Empoli 21, Venezia 17, Monza 14. * una partita in meno (Bologna-Milan 26 o 27 febbraio)

27ª GIORNATA Venerdì 28 febbraio ore 20.45 Fiorentina-Lecce, sabato 1° marzo ore 15 Atalanta-Venezia ore 18 Napoli-Inter, ore 20.45 Udinese-Parma, domenica 2 marzo ore 12.30 Monza-Torino, ore 15 Bologna-Cagliari, Genoa-Empoli, ore 18 Roma-Como, ore 20.45 Milan-Lazio, lunedì 3 marzo ore 20.45 Juventus-Verona

Calcio, Motta si gode la Juve: "Scudetto? Partita per partita"

Roma, 24 feb. (askanews) – Basta un gol del ritrovato Vlahovic alla Juventus per strappare i tre punti al Cagliari. Quarta vittoria consecutiva in campionato della Juventus.Thiago Motta gongola: “Nel primo tempo non abbiamo chiuso la partita, conosciamo le difficoltà nel giocare a Cagliari e nella ripresa abbiamo sofferto portando i tre punti a casa. Coi due centrali potevamo creare superiorità numerica, abbiamo sfruttato i lanci lunghi. Abbiamo gestito bene il possesso, il campo era veloce e ha aiutato. Abbiamo creato tanto nel primo tempo, peccato non averla chiusa. Forse ci è mancata un po’ di lucidità dopo i tanti impegni. Avremmo giocato diversamente la ripresa, quantomeno abbiamo saputo soffrire”. “Scudetto? Pensiamo partita per partita, stiamo entrando nel momento importante del campionato. Non è facile battere le avversarie, ora pensiamo alla Coppa Italia e poi prepareremo al Verona”. Motta si è poi concentrato su Yildiz: “Ha grandi potenzialità fisiche, tecniche e mentali. È generoso nella fase difensiva, esterno o centrale cambia poco per lui. Penso che l’uno contro uno sulla fascia gli permette di creare situazioni interessanti. Deve migliorare al tiro: gli capitano chance come stasera oppure non le cerca affatto, ma si presenta sempre lucido in area. Stesso discorso per Conceiçao. Nella nostra fase offensiva i nostri esterni spesso non sono in area: qui Yildiz deve migliorare, ha il fisico che gli permette di fare tutto. Dobbiamo insistere in questi aspetti: ha un grande livello e può migliorare tanto”.

Giorgetti: l’accordo Saipem-Subsea7 crea un colosso mondiale con sede in Italia

Roma, 24 feb. (askanews) – “L’accordo per la fusione di Saipem con la norvegese Subsea 7 rappresenta un perfetto esempio di come il pubblico può valorizzare operazioni industriali imponenti. Con questa fusione, infatti, si costruisce un colosso mondiale del settore dell’ingegneria energetica ma con sede in Italia, a Milano”. Così il ministro dell’Economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti. L’accordo di fusione tra Saipem e Subsea7 darà vita a un nuovo leader mondiale del settore dell’energy services. In una nota, Eni e Cdp Equity, azionisti di controllo di Saipem, esprimono grande soddisfazione per la firma del memorandum of understanding con Siem Industries, azionista di riferimento di Subsea7.

La fusione, che sarà strutturata come una fusione tra pari (merger of equals) con un rapporto di concambio fisso 50-50, vedrà Saipem in qualità di società incorporante mantenere la sede sociale e il mercato di quotazione in Italia, oltre a risultare quotata in Norvegia all’esito della fusione.

Eni, Cdp Equity e Siem Industries, che rappresenteranno insieme circa il 29% del capitale sociale (rispettivamente Siem 11,8%, Eni 10,6% e Cdp Equity 6,4%), costituiranno un nucleo stabile di soci di riferimento che nominerà la maggioranza del consiglio di amministrazione. L’operazione sarà strutturata in modo tale da non incorrere in obblighi di Opa.

“Con questa operazione – ha dichiarato l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi – creiamo un leader globale di grande valore industriale e tecnologico. Saipem nel corso degli ultimi anni ha compiuto un percorso di continuo miglioramento delle performance operative e finanziarie che l’ha portata in una posizione di eccellenza tale da potere essere protagonista di questa trasformazione significativa: un grande risultato che valorizza pienamente il sostegno che abbiamo fornito nel nostro ruolo di azionisti”.

“Assieme a Eni – ha aggiunto l’amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti, Dario Scannapieco – abbiamo lavorato in sintonia e con successo al perfezionamento di una grande operazione industriale. L’unione delle attività di Saipem e Subsea7 rappresenta un significativo rafforzamento di aziende ad alta tecnologia e affermate nei mercati di riferimento e che da oggi, sfruttando la loro complementarietà, danno vita a una realtà destinata a diventare leader mondiale nel settore”.

Accordo tra Saipem e Subsea7 per colosso da 20 mld di ricavi

Roma, 24 feb. (askanews) – Saipem e Subsea7 annunciano di aver raggiunto un accordo, tramite la sottoscrizione di un Memorandum of Understanding per dar vita a un leader globale nel settore energy services. La società risultante dalla fusione sarà ridenominata Saipem7 e avrà un portafoglio ordini aggregato di 43 miliardi di euro, Ricavi per circa 20 miliardi di euro e un Ebitda di oltre 2 miliardi di euro.

Il perfezionamento dell’operazione è previsto nella seconda metà del 2026. Grande soddisfazione è stata espressa dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti e dagli azionisti di riferimento di Saipem, Eni e Cdp.

“L’accordo per la fusione di Saipem con la norvegese Subsea 7 – ha commentato Giorgetti – rappresenta un perfetto esempio di come il pubblico può valorizzare operazioni industriali imponenti. Con questa fusione, infatti, si costruisce un colosso mondiale del settore dell’ingegneria energetica ma con sede in Italia, a Milano”.

“Con questa operazione – ha spiegato l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi – creiamo un leader globale di grande valore industriale e tecnologico. Saipem nel corso degli ultimi anni ha compiuto un percorso di continuo miglioramento delle performance operative e finanziarie che l’ha portata in una posizione di eccellenza tale da potere essere protagonista di questa trasformazione significativa: un grande risultato che valorizza pienamente il sostegno che abbiamo fornito nel nostro ruolo di azionisti”.

“Assieme a Eni – ha aggiunto l’amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti, Dario Scannapieco – abbiamo lavorato in sintonia e con successo al perfezionamento di una grande operazione industriale. L’unione delle attività di Saipem e Subsea7 rappresenta un significativo rafforzamento di aziende ad alta tecnologia e affermate nei mercati di riferimento e che da oggi, sfruttando la loro complementarietà, danno vita a una realtà destinata a diventare leader mondiale nel settore”.

Zelensky: "Tre anni di resistenza, orgoglioso dell’Ucraina"

Roma, 24 feb. (askanews) – “Tre anni di resistenza. Tre anni di gratitudine. Tre anni di eroismo assoluto degli ucraini. Sono orgoglioso dell’Ucraina!”: è quanto ha scritto su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, pubblicando un filmato che ripercorre i tre anni del conflitto iniziato il 24 febbraio 2022.

“Ringrazio tutti coloro che la difendono e la sostengono. Tutti quelli che lavorano per l’Ucraina. E che il ricordo di quanti hanno perso la vita per il nostro Stato e il nostro popolo possa essere eterno”, ha aggiunto.

Saipem e Subsea7 si uniscono per creare un colosso energy services

Roma, 24 feb. (askanews) – Saipem e Subsea7 annunciano di aver raggiunto un accordo, tramite la sottoscrizione di un Memorandum of Understanding per dar vita a un leader globale nel settore energy services. La società risultante dalla fusione sarà ridenominata Saipem7 e avrà un portafoglio ordini aggregato di 43 miliardi di euro, Ricavi per circa 20 miliardi di euro e un Ebitda di oltre 2 miliardi di euro. Il perfezionamento dell’operazione è previsto nella seconda metà del 2026. ‘I top management di Saipem e Subsea7 – si legge in una nota – condividono la convinzione che vi sia un solido razionale nella creazione di un leader globale nel settore energy services, considerando, in particolare, le crescenti dimensioni dei progetti dei Clienti. Saipem e Subsea7 sono fortemente complementari in termini di offerta di mercato e di aree geografiche. L’unione dei due business creerebbe ulteriore valore per gli azionisti sia nell’attuale contesto di mercato, sia nel lungo termine’.

Nello specifico, gli azionisti delle due compagnie, CDP Equity, Eni e Siem Industries hanno sottoscritto un Memorandum of Understanding separato, in cui si sono impegnati a sostenere la Proposed Combination e concordato i termini di un Patto Parasociale che sarà efficace dal completamento della stessa. In tale ambito è previsto che il presidente del Cda della Combined Company sia designato da Siem Industries, mentre l’Amministratore Delegato sia designato da CDP Equity ed Eni. In aggiunta, è attualmente previsto che Alessandro Puliti sia nominato amministratore delegato della Combined Company, mentre è attualmente previsto che John Evans sia nominato amministratore delegato della società che gestirà il business Offshore della Combined Company. Tale business comprenderà tutte le attività di Subsea7 e le attività Offshore Engineering & Construction di Saipem.

Si stima che le sinergie annuali si attestino a circa 300 milioni di euro dal terzo anno successivo al completamento della Proposed Combination, grazie all’ottimizzazione della flotta, all’efficientamento del procurement, del commerciale e dei processi.

La Combined Company sarebbe creata mediante fusione per incorporazione transfrontaliera di Subsea7 in Saipem, ai sensi della normativa UE, con quest’ultima ridenominata Saipem7. La Combined Company avrebbe sede legale a Milano e le sue azioni sarebbero quotate sia sulla borsa di Milano che su quella di Oslo.

Siem Industries (azionista di riferimento di Subsea7) risulterebbe titolare di circa l’11,9% del capitale sociale della Combined Company, mentre Eni e CDP Equity (azionisti di riferimento di Saipem) ne deterrebbero, rispettivamente, circa il 10,6% e circa il 6,4%. (segue) Avrà un’organizzazione globale con oltre 45.000 persone, fra cui più di 9.000 ingegneri e project manager ò Potrà contare su una forte complementarità in termini di presenza geografica, competenze e capacità, flotte navali e tecnologie, al servizio di una base di clienti globale ò Gli azionisti di Saipem e Subsea7 deterranno in misura paritetica (in rapporto 50-50) il capitale sociale della Combined Company ò Gli azionisti di Subsea7 riceveranno 6,688 azioni di Saipem per ogni azione Subsea7 detenuta. Subsea7 distribuirà un dividendo straordinario di 450 milioni di euro immediatamente prima del perfezionamento dell’operazione ò Ci si aspetta che la Proposed Combination generi un valore significativo per gli azionisti di Saipem e Subsea7. Si prevedono sinergie annuali pari a circa 300 milioni di euro dal terzo anno successivo al completamento della fusione, con costi one-off connessi all’ottenimento di tali sinergie pari a circa 270 milioni di euro ò La Combined Company avrà azioni quotate sia sulla borsa di Milano che su quella di Oslo ò Siem Industries, azionista di riferimento di Subsea7, CDP Equity ed Eni, azionisti di riferimento di Saipem, hanno espresso il loro forte supporto e hanno indicato l’impegno a votare a favore dell’operazione ò Il perfezionamento dell’operazione è previsto nella seconda metà del 2026 Gli azionisti di Subsea7 riceverebbero 6,688 nuove azioni di Saipem7 per ogni azione detenuta in Subsea7. Assumendo che tutti gli azionisti di Subsea7 partecipino alla fusione, il capitale sociale della Combined Company sarà detenuto in misura paritetica (in rapporto 50-50) dagli attuali azionisti di Saipem e Subsea7.

Subsea7 distribuirà ai propri azionisti un dividendo straordinario di importo pari a 450 milioni di euro7 immediatamente prima del perfezionamento dell’operazione.

La Combined Company si articolerà in quattro business: Offshore Engineering & Construction, Onshore Engineering & Construction, Sustainable Infrastructures e Offshore Drilling. Il business Offshore Engineering & Construction sarà incorporato in una società con una propria autonomia operativa, denominata Subsea7 e operante con il marchio ‘Subsea7 – a Saipem7 Company’, ed è attualmente previsto che sia guidata da John Evans. La nuova società ricomprenderà tutte le attività di Subsea7 e il segmento Asset Based Services di Saipem e rappresenterà circa l’83% dell’Ebitda del Gruppo (calcolato sui 12 mesi precedenti al 30 settembre 2024). La nuova società avrà il proprio headquarter a Londra.

.In linea con l’attuale strategia di Saipem, la gestione del business Onshore Engineering & Construction si concentrerà sulla riduzione del rischio complessivo e sulla massimizzazione della redditività. Il business Sustainable Infrastructures punterà, invece, a consolidare la propria presenza nel mercato italiano, con una possibile espansione all’estero. Il business Offshore Drilling continuerà la propria strategia di massimizzazione del proprio Ebitda e dei flussi di cassa. In base all’accordo, Saipem e Subsea7 potranno effettuare distribuzioni ai propri azionisti nel corso dell’esercizio 2025 fino a 350 milioni di dollari USA ciascuna, sotto forma di dividendo. Nel corso dell’esercizio 2026, se la Proposed Combination non sarà completata prima dell’approvazione dei risultati dell’esercizio 2025 sia di Saipem che di Subsea7, ciascuna delle due società potrebbe distribuire un importo pari ad almeno 300 milioni di dollari ai propri azionisti sotto forma di dividendo.

A seguito del perfezionamento della Proposed Combination, è previsto che la Combined Company distribuisca ai propri azionisti almeno il 40% del Free Cash Flow, al netto del rimborso delle passività per beni in leasing.

Il Memorandum of Understanding sottoscritto tra Siem Industries, CDP Equity ed Eni prevede, inter alia, un impegno di lock-up della durata di tre anni, un impegno di standstill e un accordo per la presentazione di una lista comune per la nomina della maggioranza dei membri del Consiglio di Amministrazione della Combined Company.

L’operazione è condizionata, tra l’altro, all’esito positivo della due diligence confirmatoria, al perfezionamento di un accordo soddisfacente per entrambe le parti sui termini della fusione (‘Accordo di Fusione’) e all’approvazione dei termini finali della Proposed Combination da parte dei Consigli di Amministrazione di Saipem e Subsea7. Le parti avvieranno anche le necessarie consultazioni con le rappresentanze sindacali, conformemente alla normativa applicabile. Saipem e Subsea7 hanno assunto obblighi di esclusiva reciproca in relazione alle negoziazioni della Proposed Combination. Inoltre, il perfezionamento della Proposed Combination sarà soggetto a condizioni usuali per questo tipo di operazioni, inclusa – inter alia – l’approvazione da parte delle assemblee degli azionisti di Saipem e Subsea7, nel caso di Saipem con le maggioranze cosiddette di whitewash ai fini dell’esenzione dagli obblighi di offerta pubblica di acquisto, e il rilascio dell’autorizzazione da parte del Governo italiano, nonché delle autorizzazioni regolamentari usuali per questo tipo di operazioni.

Fino all’avveramento di tali condizioni, non vi è garanzia che la Proposed Combination si realizzi. Saipem è assistita da Goldman Sachs International, che agisce in qualità di lead financial advisor e Deutsche Bank, Milan Branch che agisce come financial advisor. Clifford Chance agisce in qualità di consulente legale globale di Saipem, in particolare in relazione agli aspetti di diritto italiano, inglese, statunitense e lussemburghese, mentre Advokatfirmaet Thommessen agisce in qualità di consulente legale di Saipem per gli aspetti di diritto norvegese. Subsea7 è assistita da Kirk Lovegrove & Company, che agisce in qualità di lead financial advisor e Deloitte in qualità di financial advisor, da Freshfields che agisce in qualità di consulente legale globale (inclusi gli aspetto di diritto italiano, statunitense e inglese), da Elvinger Hoss Prussen e Advokatfirmaet Wiersholm che agiscono in qualità di consulenti legali rispettivamente per gli aspetti di diritto lussemburghese e norvegese.

Intesa Sanpaolo – Divisione IMI CIB, ha assistito Eni in qualità di advisor finanziario.

Germania, la Cdu/Csu di Merz vince le elezioni con il 28,6% dei voti

Roma, 24 feb. (askanews) – L’alleanza conservatrice Cdu/Csu di Friedrich Merz ha vinto le elezioni tedesche con il 28,6% dei voti, stando ai risultati preliminari diffusi dall’organismo elettorale federale.

L’estrema destra Alternativa per la Germania (AfD) ha ottenuto il 20,8% dei voti, mentre i Socialdemocratici (SPD) del cancelliere uscente Olaf Scholz si sono fermati al 16,4%. Seguono i Verdi con l’11,6%. Non entreranno in parlamento i liberali (Fdp), nè la sinistra populista Sahra Wagenknecht Alliance (Bsw), non avendo superato la soglia del 5%. La sinistra di Heidi Reichinnek ha invece conquistato l’8,8% dei voti.

Una politica estera senza bussola espone l’Italia al rischio del caos

La politica della solidarietà nazionale ha rappresentato uno dei passaggi chiave nella storia democratica del nostro paese. Certo, ha coinciso con delle fasi drammatiche vissute dal nostro,paese che hanno richiesto unità, e di conseguenza coinvolto quasi tutte le forze politiche. E, ancora oggi tutti ricordiamo le dinamiche concrete che hanno caratterizzato, nella metà degli anni,‘70, il comportamento politico concreto dei due grandi partiti popolari e di massa, la Dc e il Pci, seppur collocati su versanti politici alternativi.

Ora, in un contesto politico profondamente e radicalmente diverso rispetto a quella stagione, non possiamo non rilevare un aspetto. E cioè, di fronte ad un riassetto dello scacchiere politico europeo ed internazionale almeno sulla politica estera ci dovrebbe essere una convergenza di fondo. Ovvero sul capitolo decisivo delle alleanze a livello europeo ed internazionale. E invece, e purtroppo, noi registriamo una pericolosa ed inquietante divisione delle forze politiche principali di fronte ad un quadro che richiederebbe, appunto, unità coraggio e coerenza. 

Certo, partiti populisti come i 5 Stelle e la Lega convergono sempre attorno ad obiettivi tendenzialmente demagogici ed anti politici. E partiti radicali ed estremistici come, ad esempio, la sinistra estremista di Fratoianni/Bonelli/Salis sono e restano legati ad un modello ideologico che difficilmente li colloca sul versante di una vera e coerente cultura di governo e seriamente aderenti al versante occidentale. E, se Forza Italia, con Tajani, conferma l’ancoraggio ad un progetto europeista, atlantico e seccamente schierato sul versante occidentale, tocca però – ancora una volta – ai due partiti principali, cioè Fratelli d’Italia e Partito democratico, farsi carico di una iniziativa politica coerente e coraggiosa sul versante europeo ed internazionale. Sul versante, cioè, delle alleanze utili e necessarie per poter ancorare il nostro paese ad una alleanza democratica che affonda le sue radici nella cultura occidentale senza pericolose e singolari accordi con paesi e Stati distinti e distanti da qualsiasi ancoraggio democratico, liberale e riformista. E, di fronte agli attuali sconvolgimenti della geo politica mondiale, questo è uno di quei momenti. 

Purtroppo, però, per poter centrare quell’obiettivo sono necessari ed indispensabili almeno due elementi. Innanzitutto partiti responsabili che sappiano unirsi attorno ad un progetto di politica estera comune. E, in secondo luogo, una classe dirigente politica che sia all’altezza della situazione. Due condizioni che, purtroppo, oggi sono ancora balbettanti. Per svariate motivazioni. Per la presenza di partiti che hanno una chiara e netta cifra populista, estremista e massimalista. Elementi, questi, che impediscono di fatto di avere una strategia comune di politica estera perchè coltivano una prospettiva all’insegna del “tanto peggio tanto meglio”. Partiti, cioè, che non coltivano una necessaria coerenza sulla prospettiva di una politica estera del nostro paese che ricalchi la sua tradizionale e naturale vocazione di essere coerentemente inserito nella cornice europea da un lato e in piena sintonia con gli Stati Uniti d’America dall’altro. Quello che comunemente viene definito come Occidente. Anche se in crisi di identità e profondamente diviso al suo interno.

E, accanto a questo quadro poco edificante, siamo alle prese anche con una classe dirigente politica particolarmente viva sotto il profilo dell’attacco personale, della criminalizzazione politica dell’avversario/nemico e della sua delegittimazione morale e politica ma del tutto indifferente a ritrovare e costruire le ragioni di un’intesa politica che non mette affatto in discussione la naturale e fisiologica dialettica tra maggioranza ed opposizione ma che, al contempo, sappia anche affrontare e governare con intelligenza e senso di responsabilità le vere emergenze quando si presentano.

Per questi motivi parlare, oggi, di una rinnovata ed aggiornata politica di “solidarietà nazionale” sui temi della politica estera è molto difficile se non addirittura impossibile. Certo, se si trascorrono le giornate ad affinare e a rafforzare la cultura degli insulti e degli attacchi politici e

personali, la strategia della “solidarietà nazionale” è destinata ad andare in soffitta. Con l’unico risultato che, ancora una volta e soprattutto in un contesto turbolento ed inquietante come quello contemporaneo, il nostro paese rischia di essere esposto al vento della instabilità, della improvvisazione e dell’avventurismo attorno ad un fronte, quello della politica estera, che richiede invece chiarezza e coerenza dei vari attori in campo. E soprattutto da parte dei partiti principali e maggiormente rappresentativi.

Un progetto per una sintesi liberale, cristiana e riformista.

Prendo spunto dal pregevole articolo di ieri su questo giornale, di Ettore Bonalberti:” La risposta alle destre è nella Costituzione”, per rilevare alcune cruciali considerazioni.

Intanto per condividere la premessa di base che pone nella Costituzione il collante e la rotta per una politica coerente che contrasti l’avanzata delle destre.

È questo il sentiero ineludibile che da tempo motiva l’azione politica di quella parte del mondo cattolico-riformista allarmato dalla massiccia offensiva che questa maggioranza, in mano a forze di destra, sempre più reazionarie, illiberali ed antidemocratiche, ha scatenato contro i punti cruciali(centralità del parlamento, principio di uguaglianza ed autonomie regionali) che caratterizzano il nostro impianto costituzionale.

Il quadrante internazionale e gli inediti mutamenti, soprattutto in politica estera da degli Usa 

Ma ancor più allarmante appare, senza alcun dubbio, il quadrante internazionale dominato da autocrati con pochi scrupoli che fanno dell’agire, senza o sopra le regole, il senso della loro ragione politica.

Mai però ci saremmo aspettati l’inedita torsione della politica estera degli Stati Uniti, sia nei metodi che negli obiettivi geopolitici generali.

L’inatteso cambio di rotta del nuovo presidente Donald Trump, che inopinatamente con le sue ruvide esternazioni ha legittimato la strategia di Putin, reso quasi come la vittima di una guerra che Trump addebita alla responsabilità di Zelensky, la dice lunga sulle nuove sensibilità “democratiche” che si sono insediate alla Casa Bianca.

Venendo alle questioni più stringenti che il ragionamento di Bonalberti evidenzia, si impone in primo luogo di affrontare la questione della frammentazione che ancora affligge la galassia democristiana.

Nel contesto geopolitico attuale, con venti di guerra non sopiti abbastanza, e il completo ribaltamento delle politiche atlantiste, a tutto vantaggio di un nuovo ordine mondiale fondato sulla spartizione mercantilista ed imperialista dei continenti e dei popoli più deboli, a mio giudizio, la questione non mostra più alcuna significativa rilevanza politica.

Le torsioni della nuova Dc nella scelta di campo organica alla maggioranza, dominata da destre illiberali.

Intanto c’è un dato che non possiamo ignorare. Ossia il fatto che l’attuale partito che rivendica la continuazione con la cinquantennale esperienza che fu della Democrazia Cristiana, per quanto partito mai sciolto, con le recenti scelte di campo, che il suo segretario, non ha fatto velo a qualificare come organiche e strutturali alle politiche di questa maggioranza caratterizzata dalla strenua competizione tra una destra nostalgica e illiberale e una destra iper liberista e anti solidarista, ha reso oggettivamente incompatibile la pretesa di accreditarsi come autentico erede di quell’esperienza politica interrotta di fatto dopo gli eventi del ‘92/93.

Le frammentazioni come leitmotiv della galassia democristiana 

A ciò si aggiunga la peculiarità di un reiterato procedere, all’interno dell’area cattolica, in ordine sparso, come lo stesso Bonalberti mette in chiara evidenza: “…Da un lato, Tempi Nuovi persegue un confronto con il Pd; dall’altro, Gianfranco Rotondi tenta di rilanciare una nuova Democrazia Cristiana, rimanendo però saldo nella sua scelta di campo a destra con Meloni. Giorgio Merlo, con Scelta Popolare, punta invece a un’aggregazione centrista con Forza Italia, espressione ufficiale del Ppe..”

E, non fa certamente da contraltare, il prevedibile epilogo cui sembra andare incontro il tentativo di ricomposizione proposto di recente, in seno alla vigente controversia davanti al Tribunale di Avellino, su nome e simbolo della Dc: che, come è noto sono appannaggio di due diverse forze, da una parte, quanto è possibile intravedere attorno all’on. Rotondi, che pur rivendicando la titolarità del nome non intende mettere in discussione la sua collocazione in FdI; dall’altra l’Udc che continua a ritenersi titolare, anche in forza di pronunce giurisprudenziali, dell’uso del simbolo, ma, al momento, non pare disponibile ad un passo indietro per favorire la riorganizzazione, a pieno titolo, dell’azione politica di una ricomposta Dc.

In un quadro così magmatico non giova di certo con favore tanta frammentazione.

Da sinistra a destra, cercando il centro

Così come non entusiasmano di certo certe peregrinazioni da sinistra a destra – definite inaspettatamente da Bonalberti “ tentativo lodevole” pur mostrando scetticismo sulla riuscita – verso una forza politica (FI) il cui segretario, Tajani – del quale finora non abbiamo letto alcuna netta presa di distanza dalla dottrina Trump – è stato implicitamente sfiduciato, tanto sui temi di politica estera, che interna, da Marina Berlusconi, erede del partito fondato dal Cavaliere.

Vien da chiedersi, nel nuovo percorso dell’autorevole e noto commentatore ed esponente di quel nobile patrimonio di cui fu leader Donat-Cattin, che notoriamente guardava stabilmente a sinistra, quale trasfigurazione può subire, e a quali approdi può giungere, nel più ampio quadrante della riaggregazione dell’area cattolica, per convincerci del senso politico di così inopinata torsione ideologica?

Davvero una matassa assai aggrovigliata che ad oggi non riesce a trovare alcuno sbocco credibile e coerente.

Nessun vero democristiano oggi troverebbe valide giustificazioni su queste inopinate acrobazie

Di certo non un quadro che entusiasmi chi si attendeva un processo aggregativo meno aggrovigliato in ammennicoli metodologici così defatiganti.

Scenario ancor più compromesso da una serie di iniziative inconcludenti, per l’oggettiva incapacità, evidentemente, di saper superare tutti quegli ostacoli di metodo,più ancora che di contenuti, tra chi intendeva partire dalle alleanze, chi dai programmi, chi da un federatore, che hanno finito per impedire un minimo di intese sull’iter comune per giungere alla ricomposizione di un area identitaria comune.

Non sembra avere, a questo punto, proiezione una nuova versione della Dc

Con l’unico risultato di aver fatto perdere linfa e smalto al persistente tentativo di riaggregazione di una nuova Dc, cosa che oramai non appare che anacronistico,

È, perciò, di tutta evidenza che continuare su questa strada vuol dire mandare alle ortiche un patrimonio di ideali e di valori, espressione di un Umanesimo sociale ed economico, senza confini.

È, a questo punto, nella contingenza di una situazione geopolitica assai mutata, ove si annidano, ad opera delle demagogie populiste delle destre europee e di una bellicosa e sfrontata deriva imperialista americana, insidie sempre più temibili per le democrazie occidentali, una sfida così impegnativa  non può lasciarsi avvitare attorno a iniziative sparse e scoordinate, ove non possiamo escludere mire prettamente personali.

Un diverso appeal per una formazione confederata che faccia sintesi, nel rispetto delle diverse identità, dei valori liberali, cristiani e riformisti

Occorre, invece, senza perdere altro tempo, trovare un diverso appeal, concentrandosi verso un quadro di convergenze comuni con le culture liberali e riformiste in difesa dei valori della democrazia e della Carta Costituzionale.

Processo che presuppone l’abbandono di ogni velleitaria (allo stato delle cose)idea di rifare la Dc.

A che servirebbe un partito cattolico, o di soli cattolici, in questa inalterabile quadro di bipolarismo sempre più estremizzato, per fare da piccolo cespuglio, incapace di assicurarsi un ruolo da protagonista autorevole, come fu, a suo tempo, la Dc di De Gasperi e Moro.

Forse puntare a costruire un organismo composito di forze, non nell’idea del campo largo, ove è insita la subalternità al partito dominante, ma più incline a una sorta di forza plurale, confederata, riformista ed antifascista, capace di fare sintesi sulla scia dei valori liberali, cristiani e riformisti, come peraltro si fece, nel ‘46, durante la fase costituente, pur nell’autonomia delle diverse culture, sul piano delle intese politiche.

Fare argine permanente ad ogni deriva autocratica

Ovviamente prefigurando un quadro di alleanze che facciano da argine permanente e da contrasto solido ad ogni deriva autocratica. Già, peraltro in atto, con il corrente tentativo di destrutturare e ridefinire, con il progetto governativo di legge costituzionale sul premierato, e con le norme attuative sull’Autonomia differenziata, già filtrate dai tanti vizi costituzionali, con la recente pronuncia dell’Alta Corte, gli assetti cruciali della nostra Carta fondamentale.

Giubilei e mass media: evoluzione, memoria è futuro.

L’Anno Santo del 1900 è il primo che vede riprese cinematografiche affiancare la comunicazione dei giornali, principalmente l’Osservatore Romano (che in pagina non ospita ancora fotografie). Nel 1900 la fioritura mediatica sotto Papa Leone XIII si arricchisce del nostro giornale, “Il Domani d’Italia”, inventato da un presbitero vicinissimo a Papa Pecci, don Romolo Murri.  

Perché si sono messi insieme la trasmissione “XXI secolo” di Francesco Giorgino, noto ex volto del TG1, e “Rai Libri” per una iniziativa editoriale sui Giubilei? Il motivo è stato chiarito dallo stesso Giorgino alla manifestazione indetta alla Luiss per la presentazione del libro “Giubilei”, da lui curato. 

Il grande sforzo di questi anni della Rai è di  evolvere fino a diventare una grande Digital Media Company europea, attenta a centrarsi sulla crossmedialità. Di qui l’approccio che vede su una singola tematica e su un singolo progetto di comunicazione intervenire una pluralità di strumenti: informazione giornalistica, podcast ed editoria di libri o instant book, come testimoniato dall’esempio del libro “Giubilei”.

È obiettivo specifico del libro trattare il significato del Giubileo: il significato quale, dall’Anno Santo del 1900 in poi lungo i nove Giubilei successivi fini ad oggi (comprendendo quindi l’attuale), è stato restituito dai media, in crescita ininterrotta passando da una all’altra scadenza venticinquennale. 

Il senso del Giubileo si aggiorna così ad ogni edizione dell’appuntamento con la storia e insieme si aggiorna il senso del cristianesimo e della Chiesa. La Chiesa si interroga in occasione di ogni Anno Santo sul sensus ecclesiae. E la cosa avviene anche ricorrendo all’impiego di nuovi inediti media. Nel 1900 c’è la carta stampata dei giornali, principalmente il quotidiano della Santa Sede. l’Osservatore Romano, ma senza immagini fotografiche in pagina. C’è  pure un uso – sia pure inadeguatamente organizzato e un po’ casuale – della nascente cinematografia: le riprese di cui disponiamo però non riguardano le cerimonie giubilari. 

Nel 1925 le riprese cinematografiche documentano alcune cerimonie; ma c’è il divieto di indugiare sulla figura del pontefice Pio XI. Successivamente l’Osservatore Romano si popola di fotografie in pagina. Nel 1933 i media aumentano con l’affermazione della Radio Vaticana, nata nel 1931, e con la diffusione potentemente globale; Pio XI e Pio XII fanno un uso intensivo, e di successo, della radio (si pensi ai radiomessaggi di Papa Pacelli degli anni Quaranta, così apprezzati dal presidente americano Roosevelt). Le fotografie la fanno finalmente da padrone. Nasce l’Osservatore della Domenica, settimanale illustrato: Il direttore è Enrico Zuppi, padre del cardinale Matteo. 

Nel 1942 Pio XII vuole addirittura un film su sé stesso, Pastor Angelicus, un lungometraggio che avrà grande successo in tutto il mondo. Si unisce all’entourage pontificio un eccezionale specialista di comunicazione plurimediale, padre Félix Morlion, un belga di formazione americana. Nel 1950 l’uso dei media è assai più intensivo, globale, organizzato. È l’acme dell’interventismo di Morlion, portatore in Vaticano della nuova scienza della pubblica opinione. Nel 1975 regna la televisione. Ad essa dobbiamo la documentazione esauriente dell’impeto missionario di Papa Paolo VI. Nel 1983 Giovanni Paolo II si rivela il più grande Papa mediatico della storia. Il 2000 segna l’avvento dell’era digitale. Il 2016 segna il sorpasso dell’informazione digitale rispetto alla televisione. Nel 2025 misureremo con che qualità si sono confrontati televisione e digital media. Si sperimentano infine progetti di comunicazione crossmediali.

Se la comunicazione e i media caratterizzano in maniera indelebile i diversi Giubilei, contribuendo in misura rilevante alla loro storicizzazione, c’è da dire che vale il principio di accumulazione: nessuni dei media che hanno invaso la scena ha esautorato quelli delle precedenti edizioni dell’Anno Santo. Quella del 2025 è l’edizione in cui ha fatto la sua comparsa diffusa l’Intelligenza Artificiale.

L’IA, interrogata, ha detto che la cosa più cercata on line è stata la voce “indulgenza plenaria”. Di fronte ai fenomeni emergenti della comunicazione così pervasiva e capillare, della mediatizzazione e della digitalizzazione, Papa Francesco dà l’avvertimento: c’è bisogno di più poesia.

Il presente Giubileo – Giubileo della Speranza – può davvero ribaltare gli schemi con i quali guardiamo all’evento e al suo senso. Spes non confundit. Speranza è attesa di un futuro diverso. L’attesa di un futuro diverso oggi vale solo in quanto anch’io contribuirò a cambiare le cose, laddove il mio contributo personale è assolutamente indispensabile e imprescindibile.

Nella discussione dei vari relatori è intervenuto anche Mario Morcellini, ex membro dell’Agcom e massimo esperto dei processi di comunicazione. Secondo il docente, la televisione ha una sorte di timore inconfessato di essere in competizione con il digitale. Dobbiamo interrogarci su cosa resta in termini di coscienza e di responsabilità dalla ondata mediatica che ci investe e ci sommerge.

“Vivi sempre ciò che proclami”, è il detto usato durante l’ordinazione dei diaconi. Dobbiamo riflettere sulla cosmologia delle parole e dei valori. E assumere una postura critica di fronte alla comunicazione, una postura non prona. Di fronte alla digitalizzazione, si deve restare in piedi. Gli infantes sono quelli incapaci di esprimersi autonomamente e compiutamente. L’eccesso di comunicazione e di mediatizzazione non ci deve portare ad essere infantes. Nella comunicazione non si può né si deve essere ignari.

La sfida politica e culturale del Mediterraneo

Dal 19 al 21 febbraio 2025, il Parlamento italiano ha accolto a Roma la XIX sessione plenaria dell’Assemblea parlamentare del Mediterraneo PAM, un’importante occasione di confronto dei rappresentanti dei Paesi membri appartenenti alle due sponde del Mediterraneo e alla regione del Golfo. La PAM è un’istituzione internazionale creata nel 2006 e frutto del risultato di 15 anni di cooperazione tra gli stati della regione euromediterranea nel quadro del processo conosciuto come “Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione nel Mediterraneo”. Il Mediterraneo, del resto, da sempre è crocevia di civiltà, commercio e cultura e continua a rivestire un ruolo strategico nel contesto globale. Oggi, più che mai, questa macro area si trova al centro di dinamiche geopolitiche complesse, che ne rafforzano l’importanza come ponte tra Europa, Africa e Medio Oriente.

L’incontro ha quindi rappresentato un’opportunità per rafforzare la cooperazione tra i Paesi, affrontando le sfide comuni e promuovendo la stabilità, la sicurezza e lo sviluppo economico nell’area euro-mediterranea. Durante i lavori, nel corso del confronto attraverso un approfondito dibattito e l’approvazione di più risoluzioni, si è appassionatamente discusso su temi cruciali come la sicurezza regionale, la lotta al terrorismo e le crisi migratorie. Questioni che richiedono un’azione politica congiunta per essere efficacemente gestite. Tuttavia, un dettaglio che mi ha particolarmente incuriosita e che ho trovato di grande interesse è stata la forte enfasi posta da alcuni autorevoli esponenti dei parlamenti dei Paesi arabi sull’importanza del ruolo della donna nella società e nelle istituzioni. Com’è evidente, in molti Stati mediterranei, infatti, le donne affrontano ancora barriere strutturali e culturali che ne limitano l’accesso alle posizioni di potere. E non solo. Tuttavia, e in più occasioni, è stata sottolineata la necessità di garantire una maggiore rappresentanza femminile in ambito parlamentare, affinché il contributo delle donne possa essere valorizzato e integrato nelle decisioni politiche. Questo tema, oltre ad essere di grande rilievo per il progresso sociale, dimostra e conferma come il Mediterraneo possa diventare anche un laboratorio di cambiamento e inclusione, capace di coniugare tradizione e innovazione per costruire un futuro più equo e rappresentativo per tutti. Senza sottovalutare, tuttavia, come la stabilità e lo sviluppo in una regione passano anche e soprattutto attraverso il rafforzamento della leadership femminile. L’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo si conferma, dunque, un modello diplomatico di alto livello, capace di riunire le diverse anime della regione in un confronto aperto e costruttivo. L’Italia e l’Unione Europea possono svolgere un ruolo chiave nel sostenere questi processi di trasformazione promuovendo politiche di inclusione e programmi di cooperazione volti a rafforzare il ruolo delle donne nel Mediterraneo. L’empowerment femminile non è solo una questione di giustizia sociale, ma rappresenta anche un elemento strategico per la crescita economica, la stabilità politica e la

costruzione di società più resilienti. La sua organizzazione, curata nei minimi dettagli, permette, tra l’altro, un dialogo diretto tra i rappresentanti dei Paesi membri, con l’obiettivo di affrontare le sfide comuni e costruire soluzioni condivise. Un segnale importante è arrivato con l’elezione dell’On. Giulio Centemero alla Presidenza della PAM, un riconoscimento del ruolo chiave che l’Italia può svolgere nel consolidare il dialogo tra le due sponde del Mediterraneo. 

In un’epoca di grandi trasformazioni globali, il nostro Paese ha l’occasione di rafforzare la propria posizione come ponte

tra Europa, Nord Africa e Medio Oriente. Se da un lato la PAM incarna l’ideale della cooperazione internazionale, dall’altro il Mediterraneo resta purtroppo ancora un’arena in cui prevalgono logiche di realpolitik e dove gli interessi strategici nazionali spesso prevalgono sulla ricerca di soluzioni comuni. Questa dinamica è particolarmente evidente in tre ambiti cruciali: sicurezza, energia e gestione dei flussi migratori. L’area mediterranea continua a essere attraversata da tensioni e conflitti che rendono precario qualsiasi equilibrio. Uno degli aspetti più evidenti dell’Italia, causa la sua posizione geografica, è che si trova a gestire in prima linea l’emergenza, tra operazioni di soccorso e pressioni interne per un maggiore controllo dei confini. La mancanza di una strategiacomune europea e l’assenza di un meccanismo stabile di ricollocamento hanno lasciato i Paesi mediterranei a gestire da soli un fenomeno che, in realtà, riguarda l’intero continente.

A mio avviso, l’obiettivo deve essere quello di superare la logica delle risposte emergenziali e costruire strategie di lungo periodo, capaci di trasformare il Mediterraneo in un ponte tra culture, economie e istituzioni. Solo attraverso un impegno coordinato e una visione inclusiva sarà possibile costruire un futuro di stabilità, crescita e prosperità per tutta la regione. E, come già diceva Aldo Moro in tempi non sospetti, “nessuno è chiamato a scegliere tra essere in Europa o nel Mediterraneo” e, inoltre, “il Mediterraneo non è una frontiera ma un mare che unisce”.

Von der Leyen e Costa sono arrivati a Kiev: "L’Ucraina è Europa"

Roma, 24 feb. (askanews) – La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, sono arrivati a Kiev, in Ucraina.

“Nel terzo anniversario della brutale invasione russa, l’Europa è a Kiev. Siamo a Kiev oggi perché l’Ucraina è Europa – ha scritto Von der Leyen su X, pubblicando le immagini del suo arrivo insieme a Costa – in questa lotta per la sopravvivenza, non è solo il destino dell’Ucraina ad essere in gioco. E’ il destino dell’Europa”.

In Germania Merz (Cdu) vince, AfD raddoppia e Scholz (Spd) crolla

Milano, 23 feb. (askanews) – Ex banchiere che non è mai stato ministro, sembra quasi certo che sarà il prossimo cancelliere della Germania: il leader dell’Unione Cristiano-Democratica (Cdu) Friedrich Merz saluta “una serata elettorale storica”, rivendicando la vittoria nelle elezioni federali tedesche in base ai primi risultati. “Ma ora la cosa principale è creare un governo funzionante in Germania il più rapidamente possibile”, ha dichiarato e sul canale televisivo Phoenix ha annunciato l’obiettivo di “finire di formare un governo entro Pasqua al più tardi”. Intanto gli ambienti imprenditoriali tedeschi scalpitano e chiedono, secondo più fonti, un governo al più presto.

Le proiezioni li davano domenica sera, con il 28,5 per cento (proiezione ARD), ben al di sopra dell’AfD che si colloca al secondo posto con il 20,5 per cento (il doppio rispetto al 2021). Sebbene l’Unione non abbia raggiunto l’obiettivo di raggiungere significativamente più del 30 percento, ha comunque guadagnato qualcosa rispetto al previsto. “Noi rappresentiamo la promessa che la Germania sia affidabile”, ha detto Merz.

Ma se c’è chi festeggia, c’è pure chi non può farlo: Spd ammette una “sconfitta” storica e il cancelliere (uscente) Olaf Scholz vuole assumersene la responsabilità: si è congratulato con Merz. E allo stesso tempo, ha riconosciuto “un risultato amaro, dal quale dobbiamo imparare e andare avanti” ha annunciato, sottolineando di non voler comunque scendere a compromessi, mentre segnala di non essere disponibile per un incarico ministeriale in un nuovo governo. “Per me è abbastanza chiaro che mi sono candidato per la carica di cancelliere federale e non per un altro incarico nel governo”, afferma. Dopo aggiunge che non prenderà nemmeno parte ai negoziati di coalizione per il prossimo governo federale. E come noto il ministro della Difesa Boris Pistorius ha già dichiarato di voler negoziare la formazione di un nuovo governo federale con un ruolo di leadership.

Intanto Alice Weidel, co-leader dell’AfD – secondo le proiezioni dell’Ard raggiungerebbe il 20,5% – ha definito il risultato “inimmaginabile” e “storico” per il suo partito, avendo raddoppiato il numero di voti rispetto al 2021.

Mentre la sede del partito a Berlino festeggiava, Weidel ha affermato che il suo partito rimane aperto ai colloqui di coalizione con altri partiti e ha affermato che escludere l’AfD equivaleva a “brogli elettorali”. “La nostra mano è tesa” e il suo partito vorrebbe “mettere in pratica la volontà del popolo”. Senza l’AfD, ha affermato, non sarebbe stato possibile alcun cambiamento politico in Germania e ha sostenuto che una coalizione tra i conservatori Cdu/Csu, Spd e Verdi – matematicamente la più probabile in questo momento – sarebbe semplicemente una ripetizione della “solita” vecchia politica. Tuttavia Merz ha sempre escluso una coalizione con l’AfD. Sabato, al termine della campagna elettorale della Cdu e della CSU a Monaco, ha dichiarato: “Non discuteremo in nessun caso di colloqui, né tantomeno di trattative o addirittura di partecipazione al governo con l’AfD”. L’obiettivo di Merz era un risultato elettorale che consentisse un’alleanza bipartitica e gli desse la possibilità di scegliere tra la SPD e i Verdi.

Nella sua reazione al voto, Weidel ha peraltro accusato la Cdu di aver “sollevato” il programma dell’AfD “quasi del 100%”, ma ha affermato che con ben oltre 140 seggi in Parlamento – in aumento rispetto agli 85 precedenti – era pronta a mettere a frutto il suo potere, sostenendo “proposte sensate” della Cdu/Csu come la riduzione della burocrazia e il taglio delle tasse.

Senza dubbio uno sviluppo interessante della serata è stato anche il successo del partito di estrema sinistra Die Linke, che si pensava non sarebbe riuscito ad entrare in Parlamento, essendo stato quasi spazzato via dalla drammatica scissione di molti dei suoi deputati sotto l’egida di Sahra Wagenknecht, che aveva fondato il BSW. E invece Die Linke ha ottenuto l’8,5% e finora sembra che il Bsw non riuscirà a entrare in Parlamento.

Infine oltre a Spd, anche il terzo partito del semaforo è stato punito: le attuali proiezioni indicano la Fdp ha poco meno del cinque per cento – e quindi non più nel Bundestag. Rispetto al 2021, i liberali hanno più che dimezzato il loro risultato.

Trump: "Questo è un gran giorno per la Germania e per Usa"

Milano, 23 feb. (askanews) – “Sembra che il partito conservatore in Germania abbia vinto elezioni molto importanti e attese: come negli Usa, il popolo tedesco si è stancato dell’agenda senza buon senso, soprattutto su energia e immigrazione, che ha prevalso per tanti anni”. Lo scrive il presidente Usa Donald Trump su Truth. “Questo è un gran giorno per la Germania e per gli Stati Uniti d’America sotto la guida di un gentiluomo di nome Donald J. Trump. Congratulazioni a tutti: molte altre vittorie a seguire!!!”, aggiunge.

Tuttavia il candidato cancelliere della CDU/CSU Friedrich Merz ha dichiarato che il suo obiettivo in politica estera è raggiungere l’indipendenza dagli USA. Nel “Berlin Round” di ARD e ZDF, il leader della CDU ha affermato: “Per me la priorità assoluta sarà rafforzare l’Europa il più rapidamente possibile, affinché si possa davvero raggiungere, passo dopo passo, l’indipendenza dagli USA”. Merz ha affermato che Trump ha reso “chiaro che questo governo è abbastanza indifferente al destino dell’Europa”. Ha aggiunto che non credeva “che avrei mai detto una cosa del genere in uno show televisivo”, oltre a sostenere di non aver perso la speranza che l’Ucraina venga inclusa in eventuali negoziati con la Russia sul suo futuro, forse con “l’intervento del Congresso degli Stati Uniti” a favore di Kiev contro qualsiasi tentativo di esclusione da parte di Trump.

Merz ha anche affermato di essere “molto curioso di vedere come affronteremo il vertice NATO di fine giugno, e se parleremo ancora della NATO nella sua forma attuale”. L’Europa deve dotarsi molto più rapidamente di una capacità di difesa indipendente, ha affermato Merz: “Per me è una priorità assoluta”.

Nel frattempo le congratulazioni a Merz sono arrivate anche dal segretario generale della Nato, Mark Rutte via X: “Congratulazioni a Friedrich Merz per la vittoria elettorale di oggi in Germania. Non vedo l’ora di lavorare con te in questo momento cruciale per la nostra sicurezza condivisa. È fondamentale che l’Europa intensifichi la spesa per la difesa e la vostra leadership sarà fondamentale”.

M.O., Mattarella: tenere aperto filo colloqui, rimuovere rancore

Roma, 23 feb. (askanews) – In Medio Oriente “oggi l’impegno non può che essere diretto a evitare una ripresa dei combattimenti, a tenere aperto il filo dei colloqui faticosamente costruito in questi mesi, a rimuovere i sedimenti di rancore”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al brindisi in occasione del Pranzo di Stato in onore del Presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyan, al Quirinale. “Con ostinazione”, ha ripetuto il capo dello Stato, “il perseguimento della prospettiva due popoli-due Stati resta l’unica in grado di garantire una pace condivisa e sostenibile”.

“Il Mediterraneo e la regione del Medio Oriente – ha sottolineato Mattarella – vivono oggi un periodo di più accentuata instabilità e di profonde sofferenze. In questi tempi difficili, Emirati Arabi Uniti e Repubblica Italiana hanno lavorato insieme per promuovere la pace. Abbiamo condannato con fermezza il disumano e vile attacco terroristico del 7 ottobre da parte di Hamas – che rinnova atrocità con il crudele spettacolo nella consegna degli ostaggi sopravvissuti e dei corpi di quelli uccisi – e abbiamo esercitato in questi mesi ogni sforzo perché le violenze del conflitto che vi ha fatto seguito – che hanno afflitto gravemente i civili – avessero fine”.

“Oggi l’impegno non può che essere diretto a evitare una ripresa dei combattimenti, a tenere aperto il filo dei colloqui faticosamente costruito in questi mesi, a rimuovere i sedimenti di rancore. Il ritorno alle ostilità non è foriero né di sicurezza futura per Israele, né, tantomeno, di soluzioni per il popolo palestinese, che versa, a Gaza, in condizioni drammatiche. Con ostinazione va ripetuto che il perseguimento della prospettiva due popoli-due Stati resta l’unica in grado di garantire una pace condivisa e sostenibile”, ha osservato Mattarella.

Il presidente della Repubblica ha infine sottolineato “con grande apprezzamento lo straordinario aiuto umanitario degli Emirati Arabi Uniti in favore della popolazione di Gaza. È un impegno – quello per salvare vite umane, prestare soccorso ai feriti – che ci ha visto, ancora una volta, lavorare con orgoglio fianco a fianco”.

Mattarella: fase confusa vita internazionale, prevalga dialogo

Roma, 23 feb. (askanews) – “Abu Dhabi e Roma avvertono la responsabilità di contribuire, in una fase così confusa e convulsa della vita internazionale, a fare prevalere una visione incentrata sul valore del dialogo, su uno sviluppo equilibrato e sulla tenace costruzione di relazioni positive fra gli Stati”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al brindisi in occasione del Pranzo di Stato in onore del Presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyan, al Quirinale.

“I nostri Paesi condividono, accanto a una analoga sensibilità per i temi della pace e della cooperazione, una naturale vocazione agli scambi commerciali e apertura agli investimenti. Sono lieto di constatare che la collaborazione bilaterale negli ultimi anni si è notevolmente intensificata”, ha aggiunto.

M.O., Mattarella: tenere aperto filo colloqui, rimuovere rancore

Roma, 23 feb. (askanews) – In Medio Oriente “oggi l’impegno non può che essere diretto a evitare una ripresa dei combattimenti, a tenere aperto il filo dei colloqui faticosamente costruito in questi mesi, a rimuovere i sedimenti di rancore”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al brindisi in occasione del Pranzo di Stato in onore del Presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyan, al Quirinale. “Con ostinazione”, ha ripetuto il capo dello Stato, “il perseguimento della prospettiva due popoli-due Stati resta l’unica in grado di garantire una pace condivisa e sostenibile”.

“Il Mediterraneo e la regione del Medio Oriente – ha sottolineato Mattarella – vivono oggi un periodo di più accentuata instabilità e di profonde sofferenze. In questi tempi difficili, Emirati Arabi Uniti e Repubblica Italiana hanno lavorato insieme per promuovere la pace. Abbiamo condannato con fermezza il disumano e vile attacco terroristico del 7 ottobre da parte di Hamas – che rinnova atrocità con il crudele spettacolo nella consegna degli ostaggi sopravvissuti e dei corpi di quelli uccisi – e abbiamo esercitato in questi mesi ogni sforzo perché le violenze del conflitto che vi ha fatto seguito – che hanno afflitto gravemente i civili – avessero fine”.

“Oggi l’impegno non può che essere diretto a evitare una ripresa dei combattimenti, a tenere aperto il filo dei colloqui faticosamente costruito in questi mesi, a rimuovere i sedimenti di rancore. Il ritorno alle ostilità non è foriero né di sicurezza futura per Israele, né, tantomeno, di soluzioni per il popolo palestinese, che versa, a Gaza, in condizioni drammatiche. Con ostinazione va ripetuto che il perseguimento della prospettiva due popoli-due Stati resta l’unica in grado di garantire una pace condivisa e sostenibile”, ha osservato Mattarella.

Il presidente della Repubblica ha infine sottolineato “con grande apprezzamento lo straordinario aiuto umanitario degli Emirati Arabi Uniti in favore della popolazione di Gaza. È un impegno – quello per salvare vite umane, prestare soccorso ai feriti – che ci ha visto, ancora una volta, lavorare con orgoglio fianco a fianco”.

Ambasciatore Germania: Merz pronto, sarà governo pro-Ue, atlantista

Roma, 23 feb. (askanews) – “Non conosciamo ancora i risultati definitivi di queste elezioni, ma è chiaro che abbiamo una maggioranza dei partiti pro-Europa, pro-Nato, atlantisti e credo sia un risultato molto importante”: lo ha dichiarato ad askanews l’Ambasciatore tedesco in Italia, Hans-Dieter Lucas, a margine di un “aperitivo elettorale” a Villa Almone, sua residenza ufficiale a Roma, organizzato per seguire in diretta l’esito delle elezioni tedesche 2025 con l’intervento di esperti italiani e tedeschi.

“Mi sembra anche che l’affluenza molto alta sia un segnale incoraggiante per la democrazia tedesca”, ha aggiunto Lucas, ricordando che la settimana prossima iniziano i primi “contatti tra i partiti in vista della formazione del governo”.

“Il leader della Cdu Friedrich Merz ha già annunciato che ha intenzione di formare un governo”, ha ribadito il diplomatico, mentre l’Unione Cdu-Csu ha ottenuto poco più del 28% dei consensi, seguita dall’ultradestra AfD, che ha ottenuto il 20%, con un elettore tedesco su 5 che ha scelto il partito di Alice Weidel.

“Tutti i partiti hanno già escluso di fare una coalizione con Afd, ci sarà un governo pro-Europa e atlantista e certamente anche un governo che lavorerà bene con il governo italiano. Una buona notizia anche per l’Europa”, ha concluso l’Ambasciatore tedesco in Italia.

Tra gli ospiti intervenuti alla serata elettorale a Villa Almone l’Ambasciatore Michele Valensise, attuale presidente IAI, Lisa Weiss corrispondente di Ard a Roma, Maurizio Molinari di Repubblica, il professore della Luiss Giovanni Orsina e Silke Schmitt della Fondazione Hans Seidel Italia.

Risultati e classifica serie A, Atalanta a -3 dall’Inter

Roma, 23 feb. (askanews) – Questi i risultati e a classifica di serie A dopo Empoli-Atalanta 0-5

26^ GIORNATA Lecce-Udinese 0-1,Parma-Bologna 2-0, Venezia-Lazio 0-0, Torino-Milan 2-1, Inter-Genoa 1-0, Como-Napoli 2-1, Verona-Fiorentina 1-0 , Empoli-Atalanta 0-5, ore 20.45 Cagliari-Juventus, lunedì 24 febbraio ore 20.45 Roma-Monza

Classifica: Inter 57, Napoli 56, Atalanta 54, Lazio 47, Juventus 46, Fiorentina 42, Bologna*, Milan* 41, Roma 37, Udinese 36, Torino 31, Genoa 30, Como 28, Cagliari, Lecce 25, Verona, Parma 23, Empoli 21, Venezia 17, Monza 14. * una partita in meno (Bologna-Milan 26 o 27 febbraio)

27ª GIORNATA Venerdì 28 febbraio ore 20.45 Fiorentina-Lecce, sabato 1° marzo ore 15 Atalanta-Venezia ore 18 Napoli-Inter, ore 20.45 Udinese-Parma, domenica 2 marzo ore 12.30 Monza-Torino, ore 15 Bologna-Cagliari, Genoa-Empoli, ore 18 Roma-Como, ore 20.45 Milan-Lazio, lunedì 3 marzo ore 20.45 Juventus-Verona

Il Papa è vigile ma le sue condizioni restano critiche

Roma, 23 feb. (askanews) – “Le condizioni del Santo Padre permangono critiche; tuttavia da ieri sera non ha presentato ulteriori crisi respiratorie. Ha effettuato le due unità di emazie concentrate con beneficio e con risalita del valore di emoglobina”. Lo riferisce il bollettino vaticano sulle condizioni di salute di Papa Francesco, ricoverato al Gemelli.

“Stabile è rimasta la piastrinopenia; tuttavia alcuni esami sanguigni dimostrano una iniziale, lieve, insufficienza renale, allo stato sotto controllo. Prosegue l’ossigenoterapia ad alti flussi attraverso le cannule nasali”, si legge nel bollettino.

Il Santo Padre, informa il Vaticano, “continua ad essere vigile e ben orientato. La complessità del quadro clinico, e l’attesa necessaria affinché le terapie farmacologiche possano dare qualche riscontro, impongono che la prognosi resti riservata. Nel corso della mattina, presso l’appartamento allestito al 10° piano, ha partecipato alla Santa Messa, insieme a quanti in questi giorni di degenza si prendono cura di lui”.

Rugby, troppa Francia per l’Italia: all’Olimpico è 24-73

Roma, 23 feb. (askanews) – La Francia batte l’Italia 73-24 allo Stadio Olimpico nella terza giornata del Sei Nazioni 2025. Gli Azzurri provano a reggere il ritmo indiavolato nei francesi ma cedono nella ripresa alle magie di Dupont (player of the match) e alle sgroppate di Bielle-Biarrey, Barré e Attissogbé. La squadra di Quesada va a segno tre volte con Menoncello, Brex e Paolo Garbisi ma non basta. La Francia conquista 5 punti, l’Italia tornerà in campo domenica 9 marzo a Twickenham contro l’Inghilterra.

La Francia parte subito forte, con un pallone recuperato da Cros sulla ricezione azzurra dal calcio d’inizio che frutta il primo calcio di punizione della partita. La squadra di Galthié va in rimessa laterale ma sbatte contro un’ottima difesa azzurra: decisivo il placcaggio di Brex che fa scoppiare il pallone dalle mani di Barré. I primi minuti, come da copione, vedono i Blues subito attivi in attacco, ma la squadra di Quesada mostra ancora una volta un’ottima solidità difensiva.

Col pallone in mano l’Italia riesce subito ad imporre un buon ritmo, e al minuto numero 8 guadagna il primo calcio di punizione della sua partita per un fuorigioco di Moefana che va a pressare Page-Relo quando sta ancora tirando fuori il pallone dalla ruck. Allan ci prova da metà campo ma il pallone scorre a lato. La Francia risponde una bella accelerazione di Attissogbé, che supera Gesi con un calcetto e poi serve Barrè che vola in mezzo ai pali, ma la meta è annullata per un passaggio in avanti di Ramos sull’ala francese. Si riparte da una mischia ordinata, dalla quale gli Azzurri ottengono un calcio libero: Page-Relo gioca veloce su Garbisi che allarga su Brex, pallone servito a Menoncello che arriva come una scheggia e brucia Barassi sulla corsa. Allan trasforma per il 7-0.

La risposta della Francia è affidata a un bel loop di Leo Barré, arginato dalla difesa italiana dentro i 22. L’azione continua con Dupont che sposta il gioco verso il centro, poi Guillard parte dalla base del raggruppamento e sorprende la difesa azzurra, marcando per il 7-7. L’Italia ritorna subito davanti con il piede di Allan, che mette dentro i punti del 10-7 dopo un placcaggio senza palla su Lorenzo Cannone. Gli Azzurri perdono però Fischetti per infortunio dopo 17 minuti, al suo posto Spagnolo. Dall’altra parte è Barré a mettere sotto pressione Allan con un bel calcetto nell’angolo, l’azzurro viene riportato in area di meta da Attissogbé e la Francia guadagna una mischia ai 5 metri. Sull’azione successiva Dupont innesca con un calcio nell’angolo la corsa di Bielle-Bierrey, che non arriva in tempo sul pallone. C’era però un vantaggio, e sulla penaltouche successiva la maul francese avanza e va oltre con Mauvaka. Ramos trasforma per il 10-14.

Al 19′ la terza meta arriva ancora da un’iniziativa di Barré, che con un offload innesca la corsa di Bielle-Biarrey sul lato destro che nel 2 contro 1 serve Dupont per la marcatura del 21-10. L’Italia però reagisce subito: Capuozzo riparte palla in mano, scivola ma nonostante l’equilibrio precario mette a sedere Dupont e apre un’autostrada nella metà campo francese, Ruzza arriva in sostegno e con un passaggio visionario incrocia verso l’interno per l’accorrente Brex: meta in mezzo ai pali e 21-17.

In Germania segnali di affluenza alle urne più alta rispetto al 2021

Milano, 23 feb. (askanews) – L’affluenza alle urne alle elezioni federali in Germania è stata significativamente più alta rispetto al 2021, almeno nei seggi elettorali fino alle 14. Nel primo pomeriggio di domenica, circa il 52 percento degli aventi diritto al voto aveva espresso il proprio voto, secondo i media tedeschi.

A questo punto, nel 2021, la cifra era solo del 36,5%. Tuttavia, nel 2021, a causa della pandemia di coronavirus, il numero di votanti per posta ha raggiunto un livello record: questo dato non viene preso in considerazione nei risultati intermedi. È quindi difficile fare affermazioni in merito all’andamento complessivo dell’affluenza alle urne.

Ciononostante, l’affluenza alle urne quest’anno è notevolmente più alta rispetto al 2017, quando ben il 41 percento degli aventi diritto aveva espresso il proprio voto al seggio entro le ore 14.

La partecipazione è stata eterogenea nei diversi stati federali, ma spesso si sono registrati aumenti significativi rispetto alle ultime elezioni federali di tre anni fa. A livello nazionale, l’affluenza alle urne nel 2021 si è attestata al 76,4%.

Risultati e classifica serie A, Verona colpo salvezza

Roma, 23 feb. (askanews) – Questi i risultati e a classifica di serie A dopo Verona-Fiorentina 1-0

26^ GIORNATA Lecce-Udinese 0-1,Parma-Bologna 2-0, Venezia-Lazio 0-0, Torino-Milan 2-1, Inter-Genoa 1-0, Como-Napoli 2-1, Verona-Fiorentina 1-0 , ore 18 Empoli-Atalanta, ore 20.45 Cagliari-Juventus, lunedì 24 febbraio ore 20.45 Roma-Monza

Classifica: Inter 57, Napoli 56, Atalanta 51, Lazio 47, Juventus 46, Fiorentina 42, Bologna*, Milan* 41, Roma 37, Udinese 36, Torino 31, Genoa 30, Como 28, Cagliari, Lecce 25, Verona, Parma 23, Empoli 21, Venezia 17, Monza 14. * una partita in meno (Bologna-Milan 26 o 27 febbraio)

27ª GIORNATA Venerdì 28 febbraio ore 20.45 Fiorentina-Lecce, sabato 1° marzo ore 15 Atalanta-Venezia ore 18 Napoli-Inter, ore 20.45 Udinese-Parma, domenica 2 marzo ore 12.30 Monza-Torino, ore 15 Bologna-Cagliari, Genoa-Empoli, ore 18 Roma-Como, ore 20.45 Milan-Lazio, lunedì 3 marzo ore 20.45 Juventus-Verona