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Crolla (AmCham): dazi Usa servono per portare gli Stati a negoziare

Milano, 12 feb. (askanews) – (di Cristina Giuliano) Tutti hanno paura dei dazi di Donald Trump, ma la scelta dal punto di vista statunitense ‘non è campata per aria: sono un modo per portare gli Stati a negoziare’, spiega ad askanews Simone Crolla, consigliere delegato dall’aprile 2009 della American Chamber of Commerce in Italy (AmCham), ovvero la ‘Confindustria Americana in Italia’, nonché uno dei maggiori conoscitori dei rapporti economici e commerciali transatlantici, tra Italia e Stati Uniti (già deputato e vice capo di Gabinetto del Presidente del Consiglio).

‘Si dice sempre che Trump sia imprevedibile – afferma Crolla – ma invece è abbastanza prevedibile. I dazi saranno gli stessi che sono stati applicati nel 2017 contro l’Unione Europea e ovviamente anche verso l’Italia. Per il momento Trump ha fatto due cose, con un ‘presidential memorandum’: ha ordinato allo USTR, che è l’agenzia americana per il commercio con l’estero (United States Trade Representative, spesso abbreviato in USTR, ndr) di studiare il perché dello sbilancio commerciale, del deficit commerciale americano, verso il resto del mondo. Alla fine di quest’analisi, che avverrà il primo di aprile, si capirà se gli Stati Uniti applicheranno dei dazi su merci, le più varie, nei confronti dell’Europa e di conseguenza anche dell’Italia. Nel 2017 questo capitò, ma il problema fu poi risolto velocemente, le esportazioni anche di prodotti alimentari ebbero un piccolo contraccolpo iniziale, ma poi ripresero e dopo il Covid, perché ovviamente non ce lo dimentichiamo, ci fu un record anche nelle esportazioni italiane che perdura fino ai giorni nostri. Quindi il primo di aprile si capirà quali tipi di tassazione aggiuntiva verrà applicata, se verrà applicata. Al momento con un altro memorandum proprio di ieri, (Trump) ha applicato una tariffa del 25% su tutte le importazioni americane di steel e alluminium’.

Ma intanto non si resta con le braccia incrociate. AmCham – che quest’anno compie 110 anni – è molto attiva e già questa settimana, nel giorno di San Valentino, cade un appuntamento importante: venerdì 14 febbraio a Napoli, città simbolo del Mezzogiorno italiano, delle sue potenzialità di sviluppo e sede di tanto Made in Italy, si tiene la riunione a porte chiuse del Board of Directors di American Chamber of Commerce in Italy, presso la sede centrale della Petrone Group, con la partecipazione, tra gli altri, anche dell’attuale presidente di Amcham Italy, Stefano Lucchini, e dello stesso Crolla.

E mentre tutto il mondo parla dei dazi americani voluti da Trump, Crolla alla luce della sua lunga esperienza, spiega che sono una ‘manovra meditata’ e hanno un ‘sottofondo di verità’, dice. A suo avviso alcuni Paesi abusano di una posizione dominante, per inondare il mercato americano di una produzione di acciaio e alluminio che invece potrebbe essere prodotta negli Stati Uniti d’America, ma essendo meno costosa quella importata, con del dumping all’origine, viene preferita. Trump ‘vuole riequilibrare questo sistema. Questi dazi appunto sono destinati a essere uno strumento economico, per ridare fiato alla loro industria e alla loro economia, con l’incasso di queste gabelle. Però sono anche un modo per portare gli stati a negoziare al tavolo rispetto ai suoi reali obiettivi come è avvenuto con Canada e Messico’, dichiara.

Askanews: I dazi per l’Italia in particolare cosa comportano?

Crolla: ‘Al momento ci sarà un dazio del 25% sulle esportazioni di alluminio e acciaio, esportazioni che erano già state colpite a suo tempo – poi ci fu una sorta di pace che a questo punto è stata interrotta – e verranno ripristinate. Nel mentre però i grandi produttori di acciaio e alluminio italiani si sono riposizionati sul mercato americano, investendo anche in capacità produttiva locale. Quindi l’acciaio italiano potrebbe oggi essere prodotto comunque in America e questo naturalmente eviterebbe di essere colpiti dal dazio. Queste tariffe entreranno in vigore il 12 marzo sull’acciaio e alluminio: da ora parte una trattativa, anche diplomatica, per cercare di capire se si può ottenere una esenzione come già accaduto nel 2017’.

Askanews: C’è davvero da aver paura della Golden Age di Donald Trump oppure può diventare un’opportunità per le imprese italiane?

Crolla: ‘Il Trump pensiero è un pensiero noto sin dalle famose interviste del 1990, fino naturalmente al primo mandato, alla campagna elettorale recente e a tutto quello che conseguentemente sta facendo e sta applicando. Che cosa dobbiamo fare? Dobbiamo leggere attentamente tra le righe, dobbiamo andare a vedere le sue dichiarazioni, dobbiamo andare a vedere che cosa ha fatto nel 2017 e da lì intuire quella che può essere una traiettoria anche di relazioni che prenderà una certa piega piuttosto che un’altra, in base a quella che sarà anche la nostra reazione, sia politica che commerciale, a quelle che sono gli intendimenti e anche gli ordini esecutivi che sta applicando. Quindi non c’è una ricetta nel sapere che cosa fare, però tutto è abbastanza prevedibile perché più o meno è già stato detto, si tratta di capire e immaginare una risposta che possa consentire ai due blocchi, in questo caso Europa e Stati Uniti, di avere una relazione che sia quantomeno fair e alla pari’.

Askanews: Qualcuno dice che c’è una grande distanza tra quello che lui dice e quello che fa, è così?

Crolla: ‘In realtà non è vero, perché quello che dice Trump è quello che ha detto, pensato e ha già fatto anche in passato. Sappiamo perfettamente quelli che sono i suoi pensieri, sono sempre quelli e riguardano un riequilibrio della bilancia commerciale americana che vive un eccessivo deficit rispetto al resto del mondo, Europa in particolare, un contenimento dell’immigrazione illegale – quindi dei crimini connessi con essa – e un ripotenziamento, il famoso Make America Great Again, dell’economia americana a 360 gradi. Sapendo questo e andando a leggere, a guardare, ad ascoltare quello che ha sempre detto e poi anche fatto, capiremo, e possiamo facilmente intuire, quello che vorrà fare anche in questa amministrazione’.

Askanews: Gli imprenditori italiani devono avere paura della Golden Age o che cosa possono fare in questa nuova età dell’oro?

Crolla: ‘La Golden Age americana è sempre esistita, anche nel tempo in cui Trump aveva il suo massimo splendore, appunto negli anni 80 e dagli anni 80 in avanti gli investimenti, in questo caso italiani, in America, sono cresciuti tantissimo, negli ultimi 15 anni, anche durante la prima presidenza Trump, sono saliti del 400%, quindi un’America forte anche con dei dazi che vanno comunque sia capiti e magari limitati, significa anche un’Europa e un’Italia forte: la Golden Age americana può creare delle tensioni geopolitiche inevitabilmente, ma da un punto di vista economico potrebbe assolutamente beneficiare anche i tanti imprenditori italiani che là vendono le loro merci o che là hanno localizzato parte della loro produzione’.

Askanews: Lei pensa che come Italia abbiamo una carta in più da giocare?

Crolla: ‘Abbiamo una carta in più, se si vuole anche politica, perché la nostra presidente del Consiglio Giorgia Meloni è riuscita a ritagliarsi uno spazio di dialogo molto importante e prezioso in questo momento. Ma abbiamo un’altra carta in più perché i prodotti del Made in Italy sono difficilmente replicabili – se non falsificati – negli Stati Uniti e quindi di ci sarà sempre bisogno. Poi l’Italia è comunque un Paese importante, un alleato economico, politico, militare molto importante, molto collegato agli Stati Uniti d’America, sono oltre 20 milioni di italoamericani che – più o meno – vivono in quel Paese e che – più o meno – hanno votato questo Presidente. L’Italia in America è ben presente, ben rappresentata e difficilmente verrà limitata a questa relazione molto virtuosa’.

Askanews: Insomma è un partner commerciale a cui noi non possiamo rinunciare e non è il caso di rinunciare.

Crolla: ‘Non possiamo rinunciare, le più importanti esportazioni italiane proprio in volume vanno verso gli Stati Uniti, i più importanti insediamenti produttivi italiani fuori dall’Europa vanno verso gli Stati Uniti: dovrà continuare a essere così, anche perché è un’economia che cresce, che ha una disoccupazione meno che fisiologica e che ha prospettive di crescere ulteriormente, anche grazie a questi programmi di Trump. Quindi là ci dobbiamo essere, dobbiamo cercare di evitare il più possibile tariffe e dazi che siano punitivi e questo lo possiamo fare con intelligenza, con lo studio di quello che Trump ha sempre detto e poi fatto e anche con una diplomazia che non è soltanto politica, ma è anche fatta dai nostri imprenditori, dai nostri connazionali, da chiunque varca l’Atlantico e rappresenta al meglio il proprio Paese’.

Askanews: Voi come AmCham avete l’onore ma anche l’impegno nel rappresentare la grande alleanza tra Italia e Stati Uniti d’America, una ‘relazione speciale’. E il 2025 è un anno molto particolare e importante. L’inizio della Golden Age?

Crolla: ‘È la Golden Age di AmCham, perché quest’anno, nel 2025, AmCham compie 110 anni e quindi è tutto un anno che noi dedicheremo un po’ all’analisi e alla comprensione di quello che succede non soltanto i dazi, ma le relazioni transatlantiche nel suo complesso, perché sono delle onde telluriche, quelle che arrivano dagli Stati Uniti verso il resto del mondo. Noi crediamo che l’Europa debba rimanere sempre più vincolata, attaccata e unita, naturalmente agli Stati Uniti, perché la relazione transatlantica, letta nel suo insieme, è la più importante al mondo e lo sarà per sempre, noi speriamo. E quindi AmCham continuerà il suo lavoro di advocate nel cercare di tenere calma la situazione quando deve essere calma, alzare la guardia quando è opportuno alzarla, ma sicuramente continuare anche nel suo 110ecimo anno di vita a rappresentare la grande alleanza tra Italia e Stati Uniti, aiutando i rispettivi imprenditori. Per l’anno di celebrazioni in corso, faremo anche una pubblicazione storica molto importante che andrà a sottolineare quelle che sono state le grandi vittorie reciproche, grazie a questa relazione speciale’.

Gas, FT: Ue studia nuovo tetto ai prezzi ma lobby mercati frenano

Roma, 12 feb. (askanews) – La Commissione europea sta valutando la possibilità di adottare un nuovo meccanismo di tetto ai prezzi del gas indicizzati sui mercati europei, da inserire nell’ambito di un documento sull’industria verde che dovrebbe essere presentato il mese prossimo. Lo riporta il Financial Times, citando diverse fonti anonime a conoscenza delle trattative.

Il quotidiano precisa che le lobby degli operatori che gestiscono i mercati e gli indici correlati a questi beni energetici stanno effettuando pressioni sulla Commissione, guidata da Ursula von der Leyen, affinché non si muove in tal senso.

Nelle ultime settimane i prezzi del gas sul mercato di Amsterdam, che alcuni paesi tra cui l’Italia utilizzano come indice per i prezzi dell’energia, sono saliti ai massimi da due anni a questa parte, tra persistenti tensioni geopolitiche e dopo i tagli alle forniture residuali di gas russo che passavano dall’Ucraina. Nel frattempo le riserve europee di gas naturale sono scese sotto la metà, con maggiori consumi da parte dei paesi del Nord Europa a causa delle temperature basse.

Iliad debutta a Sanremo con iliad club per la prima volta al Festival

Milano, 12 feb. (askanews) – Iliad, l’operatore che ha rivoluzionato il mercato delle telecomunicazioni, per la prima volta a Sanremo con iliad club. Una presenza importante e innovativa. Giorgio Carafa Cohen, Chief Brand and Revenues Officer di Iliad: “Sanremo diventato sempre di pi un’icona culturale in questi ultimi anni. Noi siamo un brand delle persone e quindi dopo aver fatto tante iniziative in questi anni che raccontavano i nostri valori, la trasparenza, la semplicit, la chiarezza, abbiamo pensato di attivarci localmente, con un grande progetto a Sanremo che si chiama iliad club con il quale andiamo a interagire con tutto quello che succede e con gli utenti per strada e in collaborazione con Radio Kiss Kiss e con esse Magazine, andando a creare una serie di contenuti legati al lancio della nostra nuova piattaforma di comunicazione: iliad”.

La nuova piattaforma si concentra sul racconto dei tre segmenti del brand – mobile, business e fibra, e rappresenta un punto fermo in un mondo che cambia.

“Andiamo a raccontare – ha aggiunto Carafa Cohen – da un lato i valori di sempre di Iliad: la trasparenza, la chiarezza, la semplicit e a questo aggiungiamo degli ulteriori messaggi, quello della copertura in 5G, delle antenne che abbiamo posizionato su tutta il territorio nazionale che consentono ai nostri utenti di chiamare e navigare, la fibra pi veloce d’Italia, la fibra Iliad. Andiamo a raccontare tante cose che le persone magari conoscono e quindi ci piace raccontarlo in una campagna che per la prima volta omnicomprensiva, quindi una campagna che racconta il mobile, la fibra, perch siamo un operatore convergente, e anche la nostra offerta business. Si tratta quindi di una campagna che vuole raccontare quello che Iliad, che vuol dire tante cose, e lo raccontiamo in questo spot che debutta stasera sul Rai1 al Festival di Sanremo.

Sanremo, ascolti 12.600.000 milioni con il 65,3% di share

Roma, 12 feb. (askanews) – Sono stati 12 milioni 600mila, pari al 65.3% di share, i telespettatori – stando alla media di total audience – che hanno seguito la prima puntata del festival di Sanremo di Carlo Conti, che ha visto l’intervento in videomessaggio di papa Francesco. La total audience, novità di quest’anno, calcola anche il pubblico dello small screen (che segue cioè il programma in diretta su pc, smartphone e tablet). Lo scorso anno la prima puntata del festival – in base ai dati Auditel riferiti però esclusivamente alla tv tradizionale – aveva ottenuto in media 10 milioni 561mila telespettatori pari al 65.1% di share.

Industria, Istat: nel 2024 in calo del 3,5%. A dicembre crollo del 7,1%

Roma, 12 feb. (askanews) – Il 2024 si chiude con una diminuzione della produzione industriale del 3,5%; la dinamica tendenziale dell’indice corretto per gli effetti di calendario è stata negativa per tutti i mesi dell’anno, con cali congiunturali in tutti i trimestri. Lo ha reso noto l’Istat.

Tra i principali raggruppamenti di industrie, solamente per l’energia si registra un incremento nel complesso del 2024. Nell’ambito della manifattura, solo le industrie alimentari, bevande e tabacco sono in crescita rispetto all’anno precedente, mentre le flessioni più marcate si rilevano per industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori e fabbricazione di mezzi di trasporto.

A dicembre 2024 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisca del 3,1% rispetto a novembre. Al netto degli effetti di calendario, a dicembre 2024 l’indice complessivo diminuisce in termini tendenziali del 7,1% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 20 contro i 18 di dicembre 2023).

Industria, Istat: nel 2024 produzione -3,5%, a dicembre -7,1% su anno

Roma, 12 feb. (askanews) – Il 2024 si chiude con una diminuzione della produzione industriale del 3,5%; la dinamica tendenziale dell’indice corretto per gli effetti di calendario è stata negativa per tutti i mesi dell’anno, con cali congiunturali in tutti i trimestri. Lo ha reso noto l’Istat.

Tra i principali raggruppamenti di industrie, solamente per l’energia si registra un incremento nel complesso del 2024. Nell’ambito della manifattura, solo le industrie alimentari, bevande e tabacco sono in crescita rispetto all’anno precedente, mentre le flessioni più marcate si rilevano per industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori e fabbricazione di mezzi di trasporto.

A dicembre 2024 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisca del 3,1% rispetto a novembre. Al netto degli effetti di calendario, a dicembre 2024 l’indice complessivo diminuisce in termini tendenziali del 7,1% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 20 contro i 18 di dicembre 2023).

Mlp

Tornano gli aumenti per benzina e diesel

Roma, 12 feb. (askanews) – Al quarto rialzo consecutivo delle quotazioni dei prodotti raffinati, si rivede il segno “più” anche sui listini dei prezzi consigliati dei maggiori marchi, dopo due settimane di ribassi.

Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, questa mattina Eni ha aumentato di un centesimo al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio. Stessa mossa per Q8 e Tamoil.

Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy ed elaborati da Staffetta, rilevati alle 8 di lunedì mattina su circa 18mila impianti: benzina self service a 1,822 euro/litro (compagnie 1,828, pompe bianche 1,809), diesel self service a 1,728 euro/litro (compagnie 1,734, pompe bianche 1,716). Benzina servito a 1,962 euro/litro (compagnie 2,006, pompe bianche 1,877), diesel servito a 1,869 euro/litro (compagnie 1,913, pompe bianche 1,784). Gpl servito a 0,740 euro/litro (compagnie 0,749, pompe bianche 0,730), metano servito a 1,512 euro/kg (compagnie 1,506, pompe bianche 1,517), Gnl 1,500 euro/kg (compagnie 1,502 euro/kg, pompe bianche 1,498 euro/kg).

Questi sono i prezzi sulle autostrade: benzina self service 1,920 euro/litro (servito 2,182), gasolio self service 1,842 euro/litro (servito 2,109), Gpl 0,870 euro/litro, metano 1,530 euro/kg, Gnl 1,629 euro/kg.

Zelensky: Putin non si sta preparando per la pace

Roma, 12 feb. (askanews) – “Putin non si sta preparando per la pace: continua a uccidere ucraini e a distruggere città”. Lo ha scritto su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, commentando l’attacco russo della scorsa notte a Kiev “con missili balistici e droni” che ha causato almeno un morto e quattro feriti.

“Solo azioni forti e pressioni sulla Russia possono porre fine a questo terrore – ha aggiunto Zelensky – in questo momento abbiamo bisogno dell’unità e del supporto di tutti i nostri partner nella lotta per una fine giusta a questa guerra”.

L’Onu: il piano Usa per Gaza è un ritorno al colonialismo

Roma, 12 feb. (askanews) – Oltre 30 esperti delle Nazioni Unite per i diritti umani hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta per “condannare le minacce scioccanti” del presidente americano Donald Trump di “prendere il controllo” e “possedere” la Striscia di Gaza, sfollando la popolazione palestinese, ammonendo che, se messo in atto, verrebbero “infrante le regole fondamentali dell’ordine internazionale” e il mondo tornerebbe “ai giorni bui della conquista coloniale”.

“Tali palesi violazioni da parte di una grande potenza romperebbero il tabù mondiale sull’aggressione militare e incoraggerebbero altri paesi predatori a conquistare territori stranieri, con conseguenze devastanti per la pace e i diritti umani a livello globale”, hanno ammonito gli esperti.

“L’attuazione della proposta degli Stati Uniti infrangerebbe le regole fondamentali dell’ordine internazionale e della Carta delle Nazioni Unite in atto dal 1945, che gli Stati Uniti hanno contribuito a creare per ripristinare la pace dopo la catastrofica Seconda guerra mondiale e l’Olocausto – hanno aggiunto – riporterebbe il mondo ai giorni bui della conquista coloniale”.

“Se il Presidente degli Stati Uniti è sinceramente preoccupato del bene dei palestinesi, gli Stati Uniti dovrebbero mediare un cessate il fuoco duraturo, riprendere i finanziamenti all’UNRWA, risarcire i palestinesi per i danni derivanti dalle armi e munizioni statunitensi fornite a Israele nonostante il grave rischio di violazioni del diritto umanitario e porre fine ai trasferimenti di armi”, secondo gli esperti Onu, per cui gli Stati Uniti “dovrebbero anche fare pressione su Israele affinché finanzi la ricostruzione e fornisca risarcimento per le violazioni, garantire che i responsabili di crimini internazionali ne rispondano e sostenere in modo significativo lo stato palestinese”.

Sanremo, Coma_Cose: siamo cresciuti, rimanendo noi stessi

Sanremo, 11 feb. (askanews) – “Siamo diversi ma sempre gli stessi”. I Coma_Cose sono cresciuti, cambiati, pur rimanendo gli stessi.

“Noi siamo sempre diversi e sempre gli stessi – dicono alla vigilia della loro partecipazione sul palco del Festival di Sanremo -. Noi ci impegniamo molto a cambiare, cercando per di rimanere noi. Ci piace cos, ci appassiona, ci incuriosisce, ci mette anche alla prova. Possiamo sbagliare, un 50 e 50 ma con quel brivido.. Ma in realt non sbagli mai se fai qualcosa che ti piace”.

“Sono passati tanti anni, siamo una coppia, conviviamo, parliamo tanto, ci confrontiamo. Ma da quei due ragazzini che eravamo, siamo cresciuti”.

Sanremo, Rose Villain: il mio Alproccino, caffè dolce-amaro come me

 

 

Sanremo, 11 feb. (askanews) – Rose Villain, in gara al Festival di Sanremo per il secondo anno consecutivo, ha aperto il Villain Caf, uno spazio in cui i fan potranno immergersi nel mondo ‘Villain e incontrare la cantante durante le giornate che la vedono protagonista della 75esima edizione del Festival.

“Un caffè amaro ma anche dolce, come me”, dice scherzando l’artista che sul palco dell’Ariston porta il brano “Fuorilegge”. “Visto che Sanremo divertimento ma anche frenesia – ha detto – volevo ricreare una piccola oasi di break, fermarsi a bere un buon caff, il mio Alproccino blu, il cappuccino con la mia firma. Un momento per rilassarsi. Stasera invece una bella tisana, blu Villain… Stasera sarà una serata splendida, ci divertiremo”.

“Ho fatto un anno pazzesco, di tour, il palco lo affronto con una leggerezza diversa. Ho capito gli spazi del palco. Cosa mi aspetto? L’anno scorso sono arrivata 23esima ma la mia canzone ha spaccato. Preferisco non guardare i numeri, mi sento questa canzone”.

 

Cattolici, politica e fede: un confronto necessario oltre le narrazioni dominanti.

Caro direttore,

aspettavo da tempo un tuo scritto sul tema ineludibile del “partito”. La dicitura a “evocazione cristiana” – mi riferisco al tuo editoriale su “DemocraticiCristiani” (2024-Numero unico  – è intrigante, anche se non ci si può non vedere una fondazione sulla debolezza e, comunque, una certa astrazione dalla descrizione della nostra società quale è realmente.

Nel campo della fede veniamo da un predicazione enfatizzata solo sugli ultimi e gli esclusi, ma è evidente che molti credenti (anche importanti per intelligenza e competenza) abbiano assunto un atteggiamento passivo per un rispetto istituzionale verso un pontificato fino adesso tanto celebrato – chi oserebbe contrastare da solo questa enorme onda mediatica? – e che in realtà attende, direi “ad oras” di essere smantellato e finalmente criticato come merita.

Basti solo pensare l’irrilevanza con la quale questo Papa ha trattato quei cristiani della domenica che continuano a partecipare alla messa e che spesso per motivi di malattia, di precarietà del lavoro, di fare fronte alle spese quotidiane per la casa, la famiglia etc. vivono la contemporaneità con solitario e onesto coraggio e integrità civile. Mai a costoro il Papa ha rivolto una parola, o un pensiero anche riconoscente (perché senza fedeli il papato sarebbe assai meno autorevole). Parlo dei ceti medi che hanno sostenuto e sostengono ancora come possono, lo sviluppo della società con l’impegno, il pensiero e il lavoro, ma senza avere “voce in capitolo”.

I mass media, gli opinion leader, quel che resta delle autorità celebrano quotidianamente un Magistero in cui non credono (e dubito che anche molti preti e vescovi siano tra costoro) perché nessuna persona italiana intelligente e consapevole della propria storia può credere a una visione del mondo come quella che ogni giorno questo Papa incessantemente (come Catone il censore) ripete e ci  propone.

Il problema è qui. Per troppo tempo abbiamo lasciato scorrere una narrazione “cristiana” che non appartiene alla nostra storia (e non c’entra niente il tradizionalismo come ci vogliono far credere per tacitarci). Dobbiamo prepararci a un confronto forte che io prevedo si aprirà con la fine di questo pontificato nella speranza che non si continui più con il cardinale che manomette la centralina nel palazzo abusivamente occupato. Credo che dopo questo pontificato si aprirà (e dovrebbe aprirsi) una discussione tra i credenti ampia e vera come fu quella del dopo-concilio nella seconda metà degli anni ’60 e ’70. Agire prima non è possibile, a meno di sorprese che non mi pare siano alle viste.

Con amicizia

Ciro

Cattolici e democrazia: il vento di Trieste spingerà le vele della politica?

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Le iniziative che si sono susseguite dopo la Settimana Sociale dei cattolici di Trieste del luglio scorso sono indubbiamente importanti e incoraggianti. Ma come diceva nei giorni scorsi su queste colonne Cristian Coriolano – non importa che sia soltanto un nom de plume – sono iniziative che rischiano puntualmente di disperdersi appena ci si misura concretamente con le dinamiche organizzative della politica. Per dirla in termini più diretti, quando si avvicinano le elezioni – di qualsiasi livello istituzionale, ma principalmente per quelle nazionali – si tratta di verificare come si traducono nella cittadella politica la spinta all’impegno e ad una presenza attiva.

Lo dico perché proprio su questo versante sono naufragate iniziative altrettanto importanti che coinvolgevano ampi e significativi settori della cosiddetta area cattolica italiana. Mi riferisco, nello specifico, alle iniziative di Todi 1 e di Todi 2 di alcuni anni fa che proprio su questo tema si sfarinarono. E questo perché sin quando ci si ferma sul pre politico la diversità tra le varie, e legittime, posizioni è molto più semplice e praticabile. Ma il passaggio successivo, e cioè quando ci si deve misurare con gli strumenti della politica – ovvero i diversi partiti – è del tutto naturale che la discussione si vivacizza e si corre il serio rischio, appunto, di dividersi.

Ora, è di tutta evidenza che ogni tempo presenta la sua specificità e la sua originalità e, di conseguenza, cambiano anche le concrete risposte politiche. Ed è proprio su questo versante che si verifica se la spinta al una maggiore partecipazione politica che si percepisce nel mondo cattolico italiano, seppur in modo plurale e diversificato, si trasforma anche in un efficace e significativo contributo politico e culturale. Un contributo che, come sappiamo molto bene, passa attraverso la concreta presenza nei partiti organizzati. Partiti attuali o partiti che si potrebbero affacciare nei prossimi mesi.

Nulla si può escludere quando decolla un processo politico

come risposta concreta ad una domanda che circola nel sottosuolo della società italiana per svariate motivazioni su cui non vale la pena soffermarsi. E, al riguardo, l’unico elemento che si deve escludere perché segnerebbe l’ennesimo fallimento di una scommessa politica, culturale e programmatica è proprio quello di finalizzare questo rinnovato, e sacrosanto, protagonismo politico dei cattolici a qualche ricerca di candidatura per singoli esponenti. O meglio, per non essere equivocati, è del tutto normale che la partecipazione attiva dei cattolici, come di qualsiasi altro gruppo culturale o sociale o politico passa attraverso la presenza nelle liste dei partiti. Ma se il tutto è finalizzato a questo obiettivo dovremmo prendere amaramente atto che anche questa volta ci si trova di fronte ad un progetto che non guarda lontano ma solo, e soltanto, alla ricerca di un espediente di qualche professionista della politica per cercare più comodamente una tranquilla sistemazione personale.

Ecco perché il vento che ha iniziato a soffiare da Trieste nell’estate scorsa può essere decisivo per restituire consistenza e sostanza alla presenza politica dei cattolici – elemento, questo, quantomai importante per la stessa qualità della democrazia italiana – oppure, e al contrario, si limiterà all’ennesima operazione di potere che è nota, ormai, in tutti i suoi particolari. Solo l’esperienza concreta ci dirà se prevarrà la prima tesi o, purtroppo, la seconda opzione.

Etica ed economia, è questo il tempo di Giuseppe Toniolo.

Iniziativa importante, quella dello scorso 7 febbraio a un mese dalla data (7 marzo) che segna il 180º anniversario della nascita a Treviso del grande sociologo ed economista cattolico (1845-1918), proclamato beato dalla Chiesa nel 2012. Nella circostanza, l’arcivescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino-Foligno, già postulatore della causa di beatificazione del Toniolo e presidente del comitato per la sua canonizzazione, autorità competente per la realtà internazionale di giovani studiosi The Economy of Francesco, ha colto l’occasione di questo suo viaggio nella Marca Trevigiana per rinnovare pensieri, omelie e interventi di grande considerazione e stima per la vita esemplare e l’opera preziosa dell’insigne docente, leader del movimento cattolico tra fine ‘800 e inizi ‘900, le cui spoglie mortali sono custodite nel Duomo di Pieve di Soligo.

Invitato dall’«Istituto Diocesano Beato Toniolo-Le vie dei Santi», durante l’incontro in parrocchia con una rappresentanza della Chiesa vittoriese Sorrentino ha elogiato la “santità integrale, totale” del professore trevigiano sposo, padre, docente universitario e grande innovatore sui temi del magistero sociale cristiano, che con il suo sguardo lungimirante e le sue “intuizioni profetiche” ha anticipato i tempi con la sua dottrina in campo economico e sociale, così come lo stesso presule umbro ha avuto modo di scrivere nella sua recente, apprezzata operaEconomia Umana. La lezione e la profezia di Giuseppe Toniolo. Una rilettura sistematica”, edito da Vita e Pensiero, ora tradotta in polacco e inglese e prossimamente anche in spagnolo. “E adesso dobbiamo rafforzare in tutti i modi la devozione popolare e la preghiera semplice, di domanda di grazie – ha affermato l’arcivescovo Sorrentino – per poter ottenere un nuovo miracolo per intercessione del nostro beato, che lo conduca ad essere venerato come santo sugli altari, celebrato da tutta la Chiesa universale”.

È da segnalare, in questo contesto, la presenza e l’incontro caloroso con Sorrentino dell’imprenditore pievigino Francesco Bortolini, dopo una gravissima caduta guarito miracolosamente per intercessione del Toniolo nel 2006, evento prodigioso riconosciuto da Benedetto XVI nel 2011, motivo della beatificazione nel 2012 del docente pisano. Le ragioni della straordinaria attualità del pensiero e dell’azione di Giuseppe Toniolo, a partire dalla sua concezione del primato dell’etica in economia e della sua santità laicale “ispiratrice di futuro”, sono state riproposte nell’omelia dal presule di Assisi all’omelia della messa che è seguita nel Duomo di Pieve di Soligo, concelebranti lamministratore diocesano monsignor Martino Zagonel, l’arciprete monsignor Luigino Zago, don Andrea Dal Cin, don Andrea Forest, don Yuri Boz e don Michele, segretario dell’arcivescovo.

Insieme a un folto numero di fedeli e a una nutrita rappresentanza dell’Istituto Beato Toniolo, ha partecipato al rito anche il sindaco Stefano Soldan. A conclusione della liturgia eucaristica, si è snodata la processione fino alla tomba del beato, e qui è stata  recitata la preghiera di canonizzazione ed è avvenuta la benedizione finale.

L’indomani mattina, sabato 8 febbraio, l’arcivescovo Sorrentino è stato  fra i protagonisti al convegno alla sede di Nice spa a Oderzo, tra i relatori dellevento Capitale & Lavoro. Nuovi modelli dimpresa” organizzato dalla Fondazione Capitale & Lavoro, presieduta da Giuseppe Milan, che vede l’Istituto Beato Toniolo rappresentato nel suo comitato scientifico.

Davanti a una platea qualificata di oltre quattrocento persone, nella terza sessione su “Attualità e prospettive della partecipazione” a livello aziendale moderata dal giornalista Ferruccio De Bortoli, nel confronto con gli ex ministri Treu, Sacconi e Fornero l’Arcivescovo di Assisi ha parlato della visione solidale del Toniolo, preoccupato già al suo tempo dei rischi di una società “atomizzata”. Sorrentino ha insistito sulla sua intuizione anticipatrice, prima dell’enciclica Rerum Novarum, dell’uomo e dell’etica al centro dell’economia, e ha ribadito il favore del beato trevigiano per un’impresa capace di investire concretamente sul capitale e sul talento e l’apporto dei collaboratori. “Vi esorto a sognare, come fece il Toniolo, la cui dottrina in campo economico e sociale, cristianamente ispirata, si può dispiegare oggi con tutta la sua forza e verità – ha concluso Sorrentino – riprendendo così il filone del suo contributo straordinario che arriva dalla storia più alta di questa terra di Marca”.

Al convegno di Oderzo era presente una delegazione IBT guidata dalla presidente Annalina Sartori e dal direttore scientifico Marco Zabotti, felici per l’esito delle due giornate di Sorrentino in diocesi di Vittorio Veneto e peri i significativi attestati di stima e apprezzamento arrivati all’arcivescovo di Assisi dall’uditorio degli imprenditori trevigiani.

 

 

Nota – Settimana Sociale, Premio Toniolo, Duomo giubilare: limpegno dellIstituto Beato Toniolo

L’Istituto Beato Toniolo è impegnato concretamente nell’attività organizzativa a febbraio della XXII Settimana Sociale della diocesi di Vittorio Veneto, intitolata INSIEME. Una comunità che educa e si prende cura” insieme ad altri soggetti e realtà ecclesiali e pastorali della Chiesa di San Tiziano. Anche quest’anno, per l’occasione, si renderà omaggio alla memoria del beato Giuseppe Toniolo, fondatore delle Settimane Sociali a Pisa nel 1907: nella circostanza della seconda serata a Pieve di Soligo, mercoledì 19 febbraio, alle ore 18.30, sarà lamministratore diocesano, monsignor Martino Zagonel, a presiedere la concelebrazione eucaristica nel Duomo pievigino.

Ancora, l’IBT è già entrato nella fase operativa in vista della decima edizione 2025 del Premio Giuseppe Toniolo, sul tema “La vita in pienezza, sull’esempio di Giuseppe Toniolo, per essere dono al prossimo e pellegrini di speranza nella società del nostro tempo”, in linea con l’Anno Giubilare 2025: segnalazioni e candidature vanno inviate entro il 31 luglio prossimo, mentre la cerimonia finale è in programma martedì 7 ottobre sera nell’auditorium comunale Battistella Moccia di Pieve di Soligo.

Infine, l’Istituto Beato Toniolo sta collaborando fattivamente con la parrocchia pievigina per il realizzare il programma delle iniziative coincidenti con il tempo del Duomo chiesa giubilare 2025, che sarà dal 4 settembre al 7 ottobre, nel mese ormai dedicato per tradizione alla devozione tonioliana.

Giù le mani dalla Popolare di Sondrio

In data 6 febbraio 2025 BPER ha annunciato il lancio di un’offerta di scambio volontario (OPS) sulla totalità delle azioni di Banca Popolare di Sondrio per un valore totale di 4,3 miliardi di euro (carta contro carta).

L’offerta, che è condizionata alle autorizzazioni regolamentari previste dalla normativa, è finalizzata ad acquisire una partecipazione almeno superiore al 50% del capitale sociale di BPS al fine di esercitare il diritto di controllo. BPER si è altresì dichiarata disponibile ad accettare una adesione pari al 35% del Capitale che, in considerazione della conformazione dell’azionariato di BPS, consentirebbe comunque a BPER di esercitare un’influenza dominante su BPS.

Nel caso in cui, per effetto delle azioni portate in adesione alla Offerta o acquistate fuori della stessa, BPER venga a detenere una partecipazione complessiva superiore al 90% si procederà con il delisting di BPS dalla Borsa Valori di Milano.

Si prevede che l’offerta si completi nella seconda metà del 2025 e che la piena integrazione si possa realizzare entro la fine del 2025. A pag. 21 dell’offerta, si legge chiaramente che l’obiettivo è “procedere nel minor tempo possibile…con la fusione per incorporazione” di BPS in BPER.

Di conseguenza, la Banca Popolare di Sondrio verrà, in poco tempo, cancellata, e con essa la sua storia fatta di 154 anni di bilanci in utile, anche durante le grandi guerre, e di continua crescita dell’occupazione e del numero degli sportelli al servizio di famiglie, imprese e territori.

Nell’offerta si fa riferimento a costi di integrazione una tantum per 400 milioni e risparmi di costi a regime per circa 190 milioni (ovvero circa il 30% dei costi operativi totali annui di BPS): quanti di questi costi si riferiscono a chiusura di filiali e riduzione del personale?

Il Comitato per l’Autonomia e l’Indipendenza della BPS (costituito il 31 agosto 2021), da sempre impegnato a favore dell’autonomia e della indipendenza della BPS, impegno che si è andato ulteriormente rafforzando anche grazie agli eccellenti risultati realizzati dalla Banca, alla fondatezza, chiarezza e affidabilità del suo Piano Strategico, con conseguente forte apprezzamento del titolo a beneficio di tutti gli azionisti, ritiene che l’offerta della BPER non risponda ad obiettivi utili alla BPS, ai suoi azionisti, al territorio, alle categorie produttive della Valtellina e degli altri territori dove opera la BPS.

Nessuna delle motivazioni addotte dalla BPER e che di solito vengono utilizzate e strumentalizzate in situazioni analoghe ha, nel caso di BPS, il minimo fondamento: economie di scala, valorizzazione del brand, sinergie operative sono tutte argomentazioni, nel nostro caso, infondate e inconsistenti.

L’unico obiettivo vero dell’operazione è di spostare altrove i centri di comando e così appropriarsi dei risparmi e dei profitti della Valle e dei Territori in cui opera BPS e ciò ad unico ed esclusivo vantaggio e arricchimento di pochi soggetti finanziari, i loro azionisti e i loro alti dirigenti impegnati in un’operazione di puro potere che chi ha ora orchestrato l’operazione ostile e dannosa ha, nel recente passato, ripetutamente dichiarato il suo favore per l’autonomia e l’indipendenza della BPS.

L’operazione non è dissimile, nella sostanza, da altre da poco lanciate ed attualmente in corso, come quelle contro la BPM e contro Mediobanca, tutte operazioni distruttrici di valore, a vantaggio di pochi protagonisti di questo Far West finanziario. Il sistema economico italiano, ad alta prevalenza di piccole e medie imprese, si ritroverà un sistema bancario tra i più concentrati in Europa, se non il più concentrato: una situazione totalmente contrapposta all’interesse del Paese.

Sono questi i motivi per cui noi auspichiamo e speriamo che i tanti azionisti della BPS rifiutino questa operazione perdente per loro, per la loro storica banca, per il loro territorio, per il nostro Paese.

 

 

N.B. Il testo è firmato da Stefano Zane (Presidente) e Luca Soressi Serena (Segretario generale).

Biennale, Carlo Ratti: non ci sono soluzioni uniche, ma processi

Venezia, 11 feb. (askanews) – “La filosofia che ispira questa Biennale una filosofia che parte dall’idea di sperimentazione e la sperimentazione l’inizio poi in una serie di feedback, di risposte, di ascolto e attraverso questo percorso che noi riusciamo a cambiare l’ambiente costruito: tutto ci molto diverso da quello che avveniva nel Novecento con l’idea che gli architetti avessero la soluzione. Oggi sappiamo che nei sistemi complessi non ce n’ una di soluzione, quello che c’ un processo e questo il processo che vogliamo sperimentare e far vedere quest’anno alla Biennale Architettura”. Lo ha detto ad askanews Carlo Ratti, direttore della 19esima Biennale Architettura di Venezia, nel giorno della presentazione della sua Mostra internazionale.

“I temi di interno ed esterno – ha aggiunto Ratti – sono fondamentali e sono anche legati a Venezia, perch Venezia quest’anno non soltanto contenitore, ma anche contenuto della Biennale. Venezia diventa uno spazio di sperimentazione, potremmo dire in inglese un living lab, un laboratorio vivente per l’architettura e in questo senso quindi Venezia l’interfaccia tra quello che succede in Biennale e nel resto del mondo”.

Gas Intensive, Chiarini: con attuali prezzi gas aziende a rischio

Roma, 11 feb. (askanews) – “In questo momento le aziende gasivore non possono fare a meno del gas perch non possono usare altre fonti di energia in modo economico ma non riescono a trasferire gli aumenti del costo del combustibile sui loro clienti e quindi ci sono due strade o riducono la produzione o chiudono, o perdono, per, a perdere non si pu andare avanti all’infinito quindi questo tema della gas release, che era urgente perch ne abbiamo parlato diverse volte, diventato una emergenza. Mi sono permesso di fare una battuta. Se andiamo avanti cos non servono i dazi di Trump perch ce li stiamo dando da soli con questo costo del del gas, che il pi caro del mondo”.

Sanremo al via: messaggio del Papa, Jovanotti show, il grido di pace di Noa e Mira Awad e tante emozioni

Sanremo, 12 feb. (askanews) – Tante sorprese, colpi di scena, commozione ed emozioni. Ma un unico messaggio fa da filo conduttore alla prima serata del Festival di Sanremo: la musica strumento di pace. Lo dice Papa Francesco, e questo è il primo ‘colpo’ di Carlo Conti che torna sul palco dell’Ariston dopo tre edizioni (l’ultima nel 2017).

Ed è anche la prima, storica, volta che un Papa si connette in video direttamente con il Festival per trasmettere un messaggio a lui particolarmente caro: il grido di pace in una terra martoriata, quella in Medio Oriente.

“La musica è bellezza, la musica è strumento di pace – ha osservato il Pontefice -. È una lingua che tutti i popoli, in diversi modi, parlano e raggiunge il cuore di tutti. La musica può aiutare la convivenza dei popoli”. “Penso direttamente a tanti bambini che non possono cantare, non possono cantare la vita, e piangono e soffrono per le tante ingiustizie del mondo, per le tante guerre, le situazioni di conflitto. Le guerre distruggono i bambini – ha aggiunto il Pontefice -. Non dimentichiamo mai che la guerra è sempre una sconfitta”.

Il messaggio di Papa Francesco si concretizza sul palco dell’Ariston grazie alle voci di Noa e Mira Awad, artiste israeliana e palestinese, che hanno emozionato il pubblico in una commovente interpretazione di “Imagine”, in arabo, ebraico, italiano e inglese. “Speriamo di tornare tra un anno per festeggiare un vero accordo di pace”, dicono le due cantanti.

Sul palco dell’Ariston, il conduttore e direttore artistico Carlo Conti porta due amici, Antonella Clerici e Gerry Scotti. “Avrei voluto con me un altro nostro amico”, dice pensando a Fabrizio Frizzi. Clerici in lacrime, Gerry Scotti nasconde lo guardo per non far vedere la commozione.

Poi i colpi di scena. Come quando Jovanotti presenta il campione olimpico Gianmarco Tamberi, pronto a dare un annuncio. Tutti si aspettano la notizia del ritiro. E invece l’atleta sorprende e dice: “Ci vediamo a Los Angeles 2028”.

Momenti di commozione quando Carlo Conti ricorda Sammy Basso, il biologo di Asolo affetto da progeria (la sindrome dell’invecchiamento precoce) morto lo scorso 5 ottobre all’età di 28 anni, che proprio 10 anni fa Conti ospitò al Festival di Sanremo.

E poi l’omaggio al grande compositore Ezio Bosso, scomparso il 14 maggio 2020. La sua voce si unisce alla melodia della sua musica “Following a bird” sulla sua celebre frase che aveva pronunciato sul palco dell’Ariston prima della sua morte: “Ricordatevi una cosa, la vita come la musica si può fare solo insieme”.

Un festival che scorre velocemente con una scaletta serrata e poco tempo ai fronzoli, un festival senza polemiche e normalizzato con la musica al centro. E’ Jovanotti, ovviamente non in gara,il catalizzatore musicale della serata. Il suo medley (e il nuovo brano ‘Un mondo a parte’) scatenano l’Ariston con il pubblico in delirio.

Tornando alla musica, si distinguono le esibizione dei tre cantautori in concorso. Simone Cristicchi con il brano sui genitori che tornano bambini commuove l’Ariston; applausi anche per Brunori Sas e Lucio Corsi. Giorgia, perfetta nell’esibizione, incanta ma non scalda fino in fondo il pubblico che comunque le tributa una standing ovation.

Dati per favoriti anche Olly e Achille Lauro, apprezzati dal pubblico. Portano canzoni intense e molto sentite.

Chi si aspettava colpi di scena, dissing e scontri tra Tony Effe e Fedez è rimasto deluso, il rapper romano con il volto ripulito dai tatuaggi e un look estremamente sobrio in bianco ha portato un brano melodico e non certo l’emblema del politicamente scorretto che molti temevamo. Fedez invece in total black e con delle lenti a contatto nere che coprono l’iride ha uno sguardo intenso che descrive il suo mood, ma nessuna sporcatura e nessuna polemica. Bianco e nero per i due “cattivi ragazzi del Festival”: lo scontro continua sottile ma a distanza.

Non sono infine mancati i gesti per il Fantasanremo come ad esempio gli abbracci ai conduttori o i fiori consegnati all’orchestra o ai ballerini.

Di Alessandra Velluto e Serena Sartini

Bit, Mangia’s: l’italianità chiave per un hotellerie vincente

 

 

Rho, 11 feb. (askanews) – “La nostra idea di hotellerie semplice e genuina: applichiamo i brand standard internazionali, molto rigidi, molto sofisticati, ma ci mettiamo dentro il cuore italiano, lifestyle, qualche cosa che non si riesce a trovare altrove. Se tu fai bene l’ospitalit, hai successo, ma potrebbe essere noiosa. Se la fai bene e gli metti un po’ di Italia dentro, il Made in Italy vince sempre”. Lo ha detto ad askanews in Bit Fiera Milano Marcello Mangia, presidente e amministratore delegato di Mangia’s Resorts and Club.

“L’anno sar bellissimo – ha aggiunto Mangia – abbiamo dei numeri molto incoraggianti, la Sicilia e la Sardegna che sono le nostre destinazioni sembrano essere veramente di grande tendenza, sono anche destinazioni non abbastanza sfruttate, perci c’ una possibilit di grande espansione, siamo molto molto soddisfatti, la strada che abbiamo intrapreso sta dando dei risultati, un turismo esperienziale fortemente legato ai territori, fuori dalla grandissima folle delle destinazioni premium, ma con alto valore aggiunto, perch sono clienti anche altospendenti. Sono arrivati grandi brand internazionali, Merriot, Hilton, in Sicilia e Sardegna, questo un fatto che fa ben sperare anche per il futuro”.

 

Noa e Mira Wad da Sanremo: “Basta a questo ciclo di sangue”

Sanremo (Im), 11 feb. (askanews) – Sul palco di Sanremo per lanciare un messaggio di pace, per cantare per la pace in una terra che non trova pace. La cantante israeliana Noa arriva per la quinta volta al Festival, questa volta con Mira Awad, artista palestinese, con cui canter “Imagine”. Questo il loro messaggio: “Siamo onorate di essere qui, grazie Sanremo, grazie Carlo Conti di questa iniziativa. Il messaggio che ci deve essere un altro modo, un altro modo di vivere. Ed il nostro ruolo immaginare un’alternativa alla terribile realt che stiamo vivendo adesso”, ha detto Noa. “Ogni strada inizia con un piccolo passo, giusto, dobbiamo iniziare a sognare una realt diversa perch altrimenti rimarremo bloccati nel ciclo del sangue e pensiamo che non dovremmo – ha aggiunto Mira Awad – Vogliamo iniziare un percorso diverso e sapete non siamo soli in questo messaggio, ci sono molte persone anche in Palestina e anche in Israele che vogliono la pace, sono stanchi della guerra, del conflitto e abbiamo bisogno di sentire queste voci”.

“Siamo orgogliose di essere la loro voce”, ha concluso Noa.

Il Papa si collega con il Festival di Sanremo: è la prima volta

Sanremo, 11 feb. (askanews) – La prima volta di un Papa in videocollegamento al Festival di Sanremo. E’ successo questa sera, con Papa Francesco che ha letto un messaggio per chiedere pace in Medio Oriente. In una lettera indirizzata a Carlo Conti, conduttore e direttore artistico, ha ricordato la Giornata Mondiale dei Bambini.

“La musica è bellezza, la musica è strumento di pace – ha osservato il Pontefice -. È una lingua che tutti i popoli, in diversi modi, parlano e raggiunge il cuore di tutti. La musica può aiutare la convivenza dei popoli. Penso, in questo momento, a mia mamma – ha aggiunto il Papa – che mi raccontava e mi spiegava alcuni brani di opere liriche facendomi conoscere il senso di armonia e i messaggi che la musica può donare. Pensando al tuo invito penso direttamente a tanti bambini che non possono cantare, non possono cantare la vita, e piangono e soffrono per le tante ingiustizie del mondo, per le tante guerre, le situazioni di conflitto. Le guerre distruggono i bambini. Non dimentichiamo mai che la guerra è sempre una sconfitta”.

“Questo è quello che desidero di più – ha ribadito Francesco – vedere chi si è odiato stringersi la mano, abbracciarsi e dire con la vita, la musica e il canto: la pace è possibile. Oggi tu lo stai facendo e lo stai facendo dire attraverso la musica”.

E il riferimento è all’interpretazione emozionante di Noa e Mira Awad, cantante israeliana e palestinese, che hanno lanciato un grido di pace interpretando il brano “Imagine” di John Lennon.

Cpi, McGrath: incrollabile sostegno Ue contro le sanzioni Usa

Bruxelles, 11 feb. (askanews) – “L’Ue e i suoi stati membri sono sempre stati sostenitori convinti della Corte Penale Internazionale (Cpi) e dei principi dello Statuto di Roma” che l’ha stabilita. “Tutti gli stati membri hanno ratificato lo Statuto di Roma. La sua ratifica è uno dei criteri per l’adesione all’Unione europea”. Lo ha ricordato il Michael McGrath, il commissario Ue responsabile per la Democrazia, la Giustizia, lo Stato di diritto e la Protezione dei consumatori, durante un dibattito nella plenaria del Parlamento europeo, stasera a Strasburgo, sulla “protezione del sistema di giustizia internazionale, e in particolare della Corte Penale Internazionale e della Corte Internazionale di Giustizia.

La Cpi, ha sottolineato McGrath, “garantisce la responsabilità per i crimini internazionali. Dà voce alle vittime in tutto il mondo. È uno strumento essenziale allo scopo di prevenire e frenare i crimini internazionali più gravi, promuovendo in ultima analisi libertà, sicurezza, giustizia e pace”.

“La Corte – ha continuato il commissario – deve essere in grado di perseguire la lotta contro l’impunità globale senza interferenze. La sua indipendenza – ha affermato – deve essere difesa con fermezza in ogni momento di fronte alle sanzioni degli Stati Uniti”.

Il dibattito del Parlamento europeo, ha osservato McGrath, “è tempestivo, poiché la cooperazione multilaterale è essenziale per affrontare le sfide globali, garantendo efficacemente sicurezza e giustizia. Le atrocità di massa non possono essere affrontate in isolamento. La difesa dello stato di diritto dipende dalla nostra azione collettiva. I nostri valori condivisi, tradotti in diritti fondamentali e solide regole di diritto internazionale, rappresentano l’unica bussola affidabile per guidare la nostra azione in ogni momento”.

“Solo un solido e funzionante sistema di giustizia internazionale, che garantisca l’individuazione delle responsabilità per la violazione delle regole internazionali, fornisce garanzie per l’ordine internazionale basato sulle regole che tutti consideriamo fondamentale”, ha avvertito il commissario.

“Ma oggi – ha rilevato McGrath – quel sistema è messo in discussione. Il 6 febbraio il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo per autorizzare sanzioni contro la Corte penale internazionale. Il 10 febbraio, gli Stati Uniti hanno pubblicato l’allegato all’ordine esecutivo, che ha indicato che il procuratore Karim Khan della Cpi è interessato da queste sanzioni. Questa decisione rappresenta una seria sfida al lavoro della Cpi, con il rischio di influenzare le indagini e i procedimenti in corso, incidendo su anni di sforzi per garantire l’individuazione delle responsabilità in tutto il mondo”.

“E’ triste – ha osservato ancora il commissario – che nel mondo odierno le violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale aumentino di ora in ora. Così come il numero delle vittime di crimini atroci sfida le considerazioni più elementari dell’umanità. Tutte queste vittime meritano giustizia e riparazione, e solo un sistema affidabile di giustizia internazionale può fornirle”.

“L’Unione europea è consapevole dell’urgenza di fornire supporto alla Corte, sia finanziariamente che diplomaticamente, e continueremo a utilizzare gli strumenti a nostra disposizione per proteggere la Cpi. Si stanno esplorando tutte le possibili vie d’azione per sostenere la Corte e consentirle di continuare il suo lavoro cruciale”, ha annunciato McGrath.

“Resteremo incrollabili – ha assicurato il commissario – nel nostro sostegno a queste due istituzioni”, la Cpi e la Corte internazionale di giustizia, che sono “fondamentali per la giustizia internazionale, il multilateralismo e lo stato di diritto. In definitiva, – ha concluso – proteggendo queste istituzioni, proteggiamo il nostro futuro”.

Ecco il 75esimo Festival di Sanremo, targato Carlo Conti. L’apertura con l’omaggio a Ezio Bosso

Sanremo, 11 feb. (askanews) – Il Festival di Sanremo si apre con le immagini di Ezio Bosso e l’omaggio al grande compositore scomparso. La sua voce si unisce alla melodia della sua musica “Following a bird” sulla sua celebre frase che aveva pronunciato sul palco dell’Ariston prima della sua morte: “Ricordatevi una cosa, la vita come la musica si può fare solo insieme”. Applausi all’Ariston.

I “Conti” tornano e io sono tornato a Sanremo. Così il conduttore e direttore artistico Carlo Conti ha inaugurato la 75esima edizione del Festival di Sanremo. Dopo aver ringraziato i suoi predecessori Baglioni e Amadeus (“che ha fatto un lavoro incredibile”) Conti ha aperto le ‘danze’, presentando Gaia, la prima artista ad esibirsi.

Gas intensive:per imprese costo gas insostenibile, urgenti misure

Roma, 11 feb. (askanews) – Il prezzo del gas ha raggiunto in Europa in questi giorni i massimi da due anni, oltre i 58 euro, e in Italia sconta un ulteriore differenziale legato ai costi di logistica, un aggravio di altri due euro circa a megawattora. Per le aziende gasivore si tratta di costi insostenibili soprattutto quando il tipo di lavorazioni effettuate non consente il ricorso ad altre fonti di energia. Parliamo di aziende che producono ceramica, vetro, carta, settori importanti per il sistema industriale italiano e per i quali un terzo dei costi di produzione va in energia. A lanciare l’allarme stato il consorzio Gas Intensive, che rappresenta potenzialmente il pi grande consumatore industriale di gas naturale in Italia e a cui fanno capo 135 aziende. L’associazione ha chiamato a discutere rappresentanti del settore e istituzioni per sostenere l’urgenza di una misura come il Gas release, da tempo annunciata ma al momento rimasta su un binario morto. Un intervento che consentirebbe di vendere alle aziende quantitativi certi di gas a prezzo calmierato ricavato dall’estrazione nazionale. O comunque stata sostenuta la necessit di trovare strade alternative perch il rischio che alcune imprese non ce la facciano.

Aldo Chiarini, Presidente Gas Intensive: “Abbiamo ascoltato le aziende che non possono fare a meno del gas perch non possono usare altre fonti di energia in modo economico ma non riescono a trasferire gli aumenti del costo del combustibile sui loro clienti e quindi ci sono due strade o riducono la produzione o chiudono e o perdono, per, per perder non si pu andare avanti all’infinito. Quindi questo tema della gas release che era urgente perch ne abbiamo parlato diverse volte diventato una emergenza. Mi sono permesso di fare una battuta. Se andiamo avanti cos non servono i dazi di Trump perch ce li stiamo dando da soli con questo costo del del gas, che il pi caro del mondo in questo momento”.

Il problema ben chiaro al ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, ha sottolineato Fabrizio Boschi, Capo Dipartimento Energia che ha assicurato l’impegno del ministero al lavoro su misure si vario genere che diano un sostegno alle imprese. Tra quelle che potrebbero essere adottate a breve una riguarda proprio la possibilit di ridurre il differenziale di prezzo per l’Italia:

Federico Boschi, Capo Dipartimento Energia, Mase: “Ci sono delle misure concrete che sono in corso di finalizzazione gi delineate che hanno l’obiettivo di evitare che quantitativi marginali, per ragioni legate a costi di logistica fissi e quindi non avrebbe senso economico di trasformare in variabili, creino delle barriere tra i mercati europei. Quindi ci sono delle misure gi di fatto pronte da finalizzare che consentono di assicurare il sistema italiano rispetto al al differenziale penalizzante del nostro mercato rispetto ai mercati nord europei. chiaro che una misura, a questi livelli di prezzo, marginale, per una misura concreta nell’ambito di quelle implementabili in un orizzonte temporale non immediato ma comunque relativamente contenuto”.

Almasri, opposizioni non mollano Meloni: mozione sfiducia a Nordio

Roma, 11 feb. (askanews) – La mossa era stata pensata già da una settimana, subito dopo le informative in Parlamento dei ministri Matteo Piantedosi e Carlo Nordio: la mozione di sfiducia contro il Guardasigilli era stata fin da subito una delle mosse pensate dalle opposizioni per tenere alta l’attenzione su una vicenda – quella del rimpatrio di Almasri – che imbarazza il governo. “Dobbiamo capire come continuare a tenerli sotto pressione”, era il commento che si raccoglieva in Transatlantico appena dopo gli interventi dei ministri. Perché “Giorgia Meloni scappa”, come ripetono ormai quotidianamente Elly Schlein, Giuseppe Conte e anche gli altri leader del centrosinistra.

I conciliaboli erano inziati subito, la leader Pd già mercoleì scorso aveva a lungo ragionato in Transatlantico con il leader M5s e, poi, con Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli e anche con Maria Elena Boschi. Solo Carlo Calenda si è sfilato, il leader di Azione non apprezza “queste iniziative”, le definisce “controproducenti”.

Non è quello che pensano tutti gli altri, però. Perché se la Meloni “scappa” – è il ragionamento – vuol dire che il tema è per lei un problema, dal momento che non è semplice giustificare il rilascio di un uomo – rimpatriato con l’aereo dei servizi segreti italiani – accusato di violenze, torture, stupri e via dicendo.

La scelta di Nordio come bersaglio è stata la più naturale, spiegano. “Piantedosi – di fatto – ha detto la verità. Ha spiegato che Almasri è stato liberato perché era pericoloso. Ma è Nordio che ha perso tempo sul mandato della Cpi, ritardando la convalida dell’arresto e di fatto portando al suo rilascio”. Senza contare che il Guardasigilli ha polemizzato con la Cpi, scelta imperdonabile per le opposizioni: “Così si delegittima un organismo internazionale nato anche con la firma dell’Italia”.

Certo, nessuno pensa che la mozione possa passare. Anzi, proprio questo è stato uno degli elementi di valutazione: “Le mozioni ricompattano sempre la maggioranza anche quando ci sono divisioni”, ricorda un parlamentare Pd. Ma, appunto, l’obiettivo è un altro: tenere la Meloni sotto tiro su una vicenda imbarazzante. Lei che aveva promesso la caccia ai trafficanti di uomini “in tutto il globo terracqueo” e che ora deve giustificare il rilascio di un uomo accusato proprio di connivenze con i trafficanti e di terribili atti di violenza.

Israele, Netanyahu: Hamas rilasci gli ostaggi sabato o riprenderemo la guerra a Gaza

Roma, 11 feb. (askanews) – “Se Hamas non libererà i nostri ostaggi entro sabato a mezzogiorno, Israele riprenderà i combattimenti a Gaza”: lo ha detto oggi il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, citato da Haaretz. “Se Hamas non rilascerà i nostri ostaggi entro sabato a mezzogiorno, le Forze di difesa israeliane rilanceranno intensi combattimenti finché Hamas non sarà definitivamente sconfitto”, ha detto Netanyahu al termine della riunione del gabinetto di sicurezza. Il premier ha poi aggiunto: “La scorsa notte ho ordinato all’Idf di radunare le forze dentro e intorno alla Striscia di Gaza”.

Dichiarazioni che raccolgono quelle di ore prima fatte dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Trump, parlando con i giornalisti nello Studio Ovale ha esortato Israele ad annullare il suo accordo di cessate il fuoco con Hamas, lasciando “che si scateni l’inferno” se Hamas non restituirà gli ostaggi ancora trattenuti a Gaza entro mezzogiorno di sabato prossimo.

Ieri, Hamas ha minacciato di posticipare il prossimo rilascio degli ostaggi previsto per sabato “fino a nuovo avviso”, accusando Israele di aver violato l’accordo di cessate il fuoco.

Von der Leyen e Vance: relazione geopolitica Ue-Usa fondamentale

Bruxelles, 11 feb. (askanews) – Nell’incontro che la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha avuto oggi a Parigi con il vicepresidente americano James David Vance, in presenza anche dell’Alta Rappresentante per la Politica estera comune dell’Ue, Kaja Kallas, è stata ribadita da entrambe le parti “la forza della relazione Ue-Usa e il suo ruolo fondamentale nell’attuale panorama geopolitico”. Lo riferisce un comunicato della presidenza della Commissione.

“Dopo l’Action Summit sull’Intelligenza artificiale, a cui hanno partecipato entrambi, la presidente von der Leyen ha sottolineato l’impegno dell’UE a sviluppare l’IA a beneficio di tutti, mantenendo al contempo un mercato aperto e competitivo”, si legge nella nota.

Von der Leyen, inoltre, “ha sottolineato l’impegno dell’Ue per una pace giusta e duratura per l’Ucraina. Ha sottolineato la necessità di un’unità costante nel fornire un sostegno incrollabile all’Ucraina”.

La presidente della Commissione e il vicepresidente Vance hanno poi “discusso di cooperazione sulle sfide comuni”, e von der Leyen “ha ribadito l’impegno dell’Ue per una relazione commerciale equa” tra le due sponde dell’Atlantico, “mentre entrambe le parti hanno espresso la loro intenzione di dare priorità alle aree economiche di reciproco interesse, tra cui l’energia”, conclude il comunicato.

Noa a Sanremo con l’artista palestinese Mira Awad: basta bombe

Sanremo, 11 feb. (askanews) – Sul palco di Sanremo per lanciare un messaggio di pace, per cantare per la pace in una terra che non trova pace. La cantante israeliana Noa arriva per la quinta volta al Festival, questa volta con Mira Awad, artista palestinese, con cui canterà “Imagine”.

“Per me è la quinta volta a Sanremo. Sono molto felice di essere qui. L’idea della nostra presenza – ha spiegato Noa – è dell’organizzazione di Sanremo, di Carlo Conti e siamo molto contenti di essere qui. E’ un onore essere qui con Mira Awad, la nostra amicizia ha ormai compiuto 25 anni”.

“Sono una cittadina israeliana, ebrea – ha aggiunto – ho avuto un figlio che ha servito nell’esercito, mia figlia attualmente è nell’esercito, e spero che non sia necessario che mio figlio più piccolo entri nell’esercito. Ma c’è una legge. E occorre difendere il nostro paese a meno che non troviamo una soluzione pacifica. Credo sia giusto difendere il nostro paese ma ancora più giusto sarebbe non avere un esercito. Non è un momento facile, non auguro a nessuno di avere un figlio nell’esercito. Il mio desiderio è che si possa vivere senza violenza”.

Ma la cantante israeliana non ha risparmiato un duro commento nei confronti del nuovo presidente Usa Donald Trump: “La situazione che viviamo dopo che Trump ha vinto le elezioni è inquietante ed è anche una grande confusione per noi israeliani. Abbiamo visto ostaggi tornare a casa, e ci siamo detti: allora forse serviva un folle per risolvere una situazione folle? Se Trump ha tanto spazio, in Florida, potrebbe portare lì 2 milioni di palestinesi. Là la popolazione sta invecchiando, e potrebbe ringiovanire la popolazione”.

“Accettiamo con piacere l’aiuto della comunità internazionale – ha aggiunto Noa rispondendo a chi gli chiedeva come era la situazione in Israele con l’arrivo del presidente Trump negli Stati Uniti – ma prima di tutto dobbiamo ricostruire la fiducia, le nostre comunità, magari indire un vertice per la pace. Ma la prima cosa da fare è mettere fine al conflitto, basta uccisioni, basta bombe, rientrino tutti gli ostaggi. Poi occorrerà ricostruire le comunità, perché ora sono a pezzi”, ha concluso Noa.

Le due artiste questa sera canteranno Imagine sul palco dell’Ariston proprio per lanciare un messaggio di pace.

Rugby, Warren Gatland lascia la panchina del Galles

Roma, 11 feb. (askanews) – Warren Gatland lascia la panchina del Galles, nazionale che sabato scorso a Roma, contro l’Italia, ha incassato la 14/a sconfitta consecutiva. L’annuncio è stato dato dal direttore esecutivo della federugby gallese (Wru), Abi Tierney, il quale ha precisato che l’accordo fra le parti è stato trovato con la formula della rescissione consensuale. Gatland aveva un contratto fino ai Mondiali del 2027 compresi, ma ora paga la sequenza di risultati negativi. “Ringrazio la federazione gallese per avermi dato fiducia – il commento di Gatland riferito da un comunicato – nonostante i risultati negativi del 2024 e per avermi fornito le risorse per tentare di invertire la situazione. Abbiamo lavorato duro, abbiamo una squadra giovane e con talento, e abbiamo tentato in ogni modo di invertire la tendenza. Ma ora è arrivato il momento di cambiare”.

Fed, Powell si impegna a non emettere una valuta digitale (Cbdc)

Roma, 11 feb. (askanews) – Il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell si è impegnato a non lavorare per tutto il suo mandato alla creazione di una valuta digitale della banca centrale (Cbdc): niente dollaro digitale dalla Fed, quindi. Powell ha infatti risposto in maniera affermativa (con un “sì”) a chi, durante l’audizione semestrale al Congresso Usa – l’esponente repubblicano Bernie Moreno – gli chiedeva di impegnarsi affinché l’istituzione non proceda alla emissione di una valuta digitale, “come invece stanno facendo in Cina e altrove”, ha aggiunto il parlamentare.

Poco dopo l’insediamento, il presidente Usa, Donald Trump ha emesso un ordine esecutivo che vieta alla Fed e a tutte le agenzie federali di effettuare qualsivoglia attività verso la creazione di una valuta digitale della banca centrale. Trump invece vuole puntare a fare degli Usa il polo globale di criptoattività e stablecoin.

Molti esponenti dei repubblicani Usa, che ora hanno la maggioranza al Congresso, sono ostili alle ipotesi di Cbdc. Specialmente coloro che appartenengono all’ala più vicina a Trump (Maga) ritengono che le valute digitali delle banche centrali presentino il rischio di diventare strumenti di controllo sociale sulle popolazioni nelle mani dei governi.

Invece nell’area euro la Bce sta portando avanti da anni i preparativi per l’eventuale emissione di un euro digitale, su cui la decisione non è stata ancora presa. Ieri, intervenendo al Parlamento europeo, la presidente Christine Lagarde ha ribadito di essere favorevole alla creazione di un euro digitale, che anzi ritiene necessario per preservare la sovranità Ue nel quadro di cambiamenti in corso dell’economia globale, in particolare sulle transazioni elettroniche.

Oggi proprio su questo tema il Parlamento Ue ha approvato una risoluzione con una serie di raccomandazioni alla Bce. In uno dei punti chiede che l’eventuale decisione di emettere l’euro digitale “non sia adottata esclusivamente dal Consiglio direttivo della Bce” ma che sia, “in ultima analisi una decisione politica che deve essere adottata dai colegislatori dell’Ue – recita il documento – dato il profondo impatto potenziale di tale decisione su un’ampia gamma di settori dell’Ue, tra cui la vita privata, la protezione dei consumatori, la stabilità finanziaria, la politica finanziaria e altri settori che esulano dallo stretto ambito di competenze della politica monetaria”. (di Roberto Vozzi). (fonte immagine: United States Senate).

Gratteri: “Investire in istruzione, laureati fanno errori grammatica”

Sanremo (Im), 11 feb. (askanews) – “Parliamo dei ragazzi, bisogna investire in cultura; guardate, io dico che state saltando un passaggio, bisogna investire in istruzione, la cultura viene dopo; qui c’ gente che non sa scrivere e parlare in italiano, ci sono dei laureati che fanno errori di grammatica, perch da decenni i governi che si sono succeduti non hanno investito in istruzione”.

Lo ha detto Nicola Gratteri, Procuratore Generale presso il Tribunale di Napoli, parlando a Casa Sanremo, nel primo giorno del Festival, all’evento Next Gen Legality.

La Toscana approva la legge sul fine vita: prima regione che regola il suicidio assistito

Firenze, 11 feb. (askanews) – La Toscana ha da oggi una legge regionale che regolamenta il suicidio assistito. E’ stata infatti approvata dal Consiglio regionale con 27 voti a favore del centrosinistra e 13 contrari del centrodestra – nessun astenuto e un solo consigliere che non si è espresso – la proposta di legge di iniziativa popolare proposta dall’associazione Luca Coscioni, con alcune modifiche che, secondo il Pd, sostanzialmente non ne cambiano i pilastri fondamentali, in particolare la gratuità delle prestazioni e dei trattamenti effettuati dal servizio sanitario regionale nell’ambito del percorso terapeutico-assistenziale del suicidio medicalmente assistito.

I promotori, i rappresentanti dell’associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, il 14 marzo scorso avevano depositato presso la presidenza del Consiglio regionale della Toscana la proposta di legge regionale supportata da oltre 10mila firme autenticate.

Il testo è stato approvato con 27 voti a favore dei consiglieri Pd, Italia Viva e Cinque Stelle). Nel corso della discussione, è stato emendato il titolo in “Modalità organizzative per l’attuazione delle sentenze della Corte costituzionale 242/2019 e 135/2024”, eliminando i riferimenti diretti, della prima stesura, al “suicidio medicalmente assistito”. “Con questa legge – ha dichiarato in aula il presidente della commissione Sanità, Enrico Sostegni (Pd) – noi affrontiamo una questione procedurale, perché le Regioni hanno una potestà legislativa concorrente sulla materia della salute, ed è chiaro che se su questa materia interviene lo Stato, lo Stato ha la precedenza. Le condizioni in cui ci muoviamo le stabilisce la Corte Costituzionale e devono essere applicate. Noi agiamo in questo ambito e non abbiamo corso il rischio di sconfinare nella pregiudiziale di costituzionalità”.

“A livello nazionale e regionale – ha detto Sostegni – non siamo intervenuti, ma sulla base della sentenza della Corte costituzionale, quando vi sono state richieste di pazienti, sono intervenuti i direttori generali delle tre Aziende sanitarie, ognuno con modalità diverse. Adesso, con la legge, stabiliamo una procedura omogenea su tutta la regione, garantendo un’assistenza sanitaria uniforme in questi casi difficili”.

“Abbiamo chiesto il parere dei proponenti su ognuno dei nostri emendamenti e c’è il loro accordo”, ha specificato Sostegni. La legge ha l’obiettivo di garantire alle persone malate che intendono accedere al suicidio assistito la necessaria assistenza sanitaria nel rispetto dei principi stabiliti dalla sentenza della Corte Costituzionale 242 del 2019. Le aziende sanitarie locali dovranno ora istituire una Commissione multidisciplinare permanente per la verifica della sussistenza dei requisiti per l’accesso al suicidio medicalmente assistito nonché per la verifica o definizione delle relative modalità di attuazione. La Commissione sarà composta da un medico palliativista, uno psichiatra, un anestesista, uno psicologo, un medico legale e un infermiere.

Luongo (Carabinieri): operazione a Palermo "rischiosa e difficile"

Milano, 11 feb. (askanews) – Il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, Gen. C.A. Salvatore Luongo, si congratula di cuore e con grande, personale, soddisfazione, per l’operazione che, oggi, ha smantellato diversi mandamenti mafiosi di Palermo e provincia.

“Ho seguito in prima persona, dalla Sala Operativa del Comando Generale, l’operazione che ha permesso l’esecuzione di 183 provvedimenti restrittivi a Palermo. Mi sono tenuto in continuo e diretto contatto con il Comandante provinciale di Palermo, seguendo in prima persona una operazione rischiosa e difficile, eseguita in modo brillante e impeccabile”.

Così il generale dei Carabinieri Salvatore Luongo, comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, al termine delle operazioni, condotte da 1.200 carabinieri delle diverse articolazioni dell’Arma, che – insieme ai già noti provvedimenti restrittivi – hanno portato all’esecuzione di 200 perquisizioni.

“Esprimo la mia piena e assoluta soddisfazione per la professionalità e l’eccezionale livello della risposta che, alle mai sopite minacce della criminalità organizzata, hanno dimostrato le donne e gli uomini dell’Arma”, sottolinea il Generale Luongo. Il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri si è, naturalmente, e immediatamente, complimentato, con una telefonata in tempo reale, con il Comandante provinciale di Palermo, Generale di Brigata Luciano Magrini. “Il brillante risultato conseguito oggi”, ha sottolineato ancora il comandante dei Carabinieri, Luongo, “è il frutto di lunghe, articolate e complesse attività investigative svolte dall’Arma territoriale e dal ROS, sotto il coordinamento dell’Autorità Giudiziaria. Attività che dimostrano, ancora una volta, la quotidiana e fondamentale azione dell’Arma a tutela dei cittadini italiani e del tessuto migliore del Paese”. “Lo Stato”, ha concluso il Comandante Generale, “attraverso l’odierno lavoro svolto dai Carabinieri e dall’Autorità Giudiziaria, ha nuovamente dimostrato che il diritto e la convivenza civile hanno la meglio sulla violenza e sulla prevaricazione mafiosa”.

L’oro sale a nuovo massimo, oncia a 2.942 dollari, poi ritraccia

Roma, 11 feb. (askanews) – I prezzi dell’oro si stabilizzano nel pomeriggio, dopo che nel corso della seduta l’oncia del metallo prezioso per eccellenza ha segnato un nuovo massimo storico a quota 2.942,70 dollari. Successivamente l’oro rintraccia leggermente a 2.933 dollari, tra possibili prese di profitti.

Generalmente, secondo gli analisti ad alimentare la domanda sono i timori di tensioni sugli scambi commerciali e l’incertezza macroeconomica.

L’impennata avviene alla vigilia di nuovi dati negli Stati Uniti sull’inflazione. Mentre alla prima giornata della sua audizione al Congresso, il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell ha affermato che i tassi di interesse sul dollaro Wstanno bene dove si trovanoW e che l’istituzione monetaria “non ha fretta” di modificarli.

Fine vita, ok Toscana al suicidio assistito: approvata la legge

Firenze, 11 feb. (askanews) – La Toscana ha da oggi una legge regionale che regolamenta il suicidio assistito. E’ stata infatti approvata dal Consiglio regionale con 27 voti a favore del centrosinistra e 13 contrari del centrodestra – nessun astenuto e un solo consigliere che non si è espresso- la proposta di legge di iniziativa popolare proposta dall’associazione Luca Coscioni, con alcune modifiche che, secondo il Pd, sostanzialmente non ne cambiano i pilastri fondamentali, in particolare la gratuità delle prestazioni e dei trattamenti effettuati dal servizio sanitario regionale nell’ambito del percorso terapeutico-assistenziale del suicidio medicalmente assistito.

I promotori, i rappresentanti dell’associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, il 14 marzo scorso avevano depositato presso la presidenza del Consiglio regionale della Toscana la proposta di legge regionale supportata da oltre 10mila firme autenticate.

Il testo è stato approvato con 27 voti a favore dei consiglieri Pd, Italia Viva e Cinque Stelle ).

Nel corso della discussione, è stato emendato il titolo in “Modalità organizzative per l’attuazione delle sentenze della Corte costituzionale 242/2019 e 135/2024”, eliminando i riferimenti diretti, della prima stesura, al “suicidio medicalmente assistito”. “Con questa legge -ha dichiarato in aula il presidente della commissione Sanità, Enrico Sostegni (Pd)- noi affrontiamo una questione procedurale, perché le Regioni hanno una potestà legislativa concorrente sulla materia della salute, ed è chiaro che se su questa materia interviene lo Stato, lo Stato ha la precedenza. Le condizioni in cui ci muoviamo le stabilisce la Corte Costituzionale e devono essere applicate. Noi agiamo in questo ambito e non abbiamo corso il rischio di sconfinare nella pregiudiziale di costituzionalità”.

“A livello nazionale e regionale – ha detto Sostegni – non siamo intervenuti, ma sulla base della sentenza della Corte costituzionale, quando vi sono state richieste di pazienti, sono intervenuti i direttori generali delle tre Aziende sanitarie, ognuno con modalità diverse. Adesso, con la legge, stabiliamo una procedura omogenea su tutta la regione, garantendo un’assistenza sanitaria uniforme in questi casi difficili”.

“Abbiamo chiesto il parere dei proponenti su ognuno dei nostri emendamenti e c’è il loro accordo”, ha specificato Sostegni.

La legge ha l’obiettivo di garantire alle persone malate che intendono accedere al suicidio assistito la necessaria assistenza sanitaria nel rispetto dei principi stabiliti dalla sentenza della Corte Costituzionale 242 del 2019. Le aziende sanitarie locali dovranno ora istituire una Commissione multidisciplinare permanente per la verifica della sussistenza dei requisiti per l’accesso al suicidio medicalmente assistito nonché per la verifica o definizione delle relative modalità di attuazione. La Commissione sarà composta da un medico palliativista, uno psichiatra, un anestesista, uno psicologo, un medico legale e un infermiere.

Ucraina, Zelensky: pronti a negoziare, offriremo alla Russia uno scambio diretto di territori

Roma, 11 feb. (askanews) – Se il presidente degli Stati uniti Donald Trump ritirasse il sostegno degli Stati uniti all’Ucraina, per procedere unilateralmente in un accordo col presidente russo Vladimir Putin, l’Europa da sola non sarebbe in grado di colmare il vuoto. Lo ha chiarito il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un’intervista al Guardian.

“Ci sono voci che sostengono che l’Europa possa offrire garanzie di sicurezza senza gli americani, e io rispondo sempre di no”, ha dichiarato Zelensky durante un’intervista di un’ora rilasciata al Guardian presso l’amministrazione presidenziale di Kiev. “Le garanzie di sicurezza senza l’America – ha aggiunto – non sono vere garanzie di sicurezza”.

Zelensky ha dichiarato di essere pronto a negoziare, ma che vuole che l’Ucraina lo faccia da una “posizione di forza”, precisando che offrirebbe alle aziende americane contratti redditizi per la ricostruzione e concessioni in materia di investimenti nel tentativo di mettere Trump dalla sua parte.

“Coloro che ci aiuteranno a salvare l’Ucraina avranno la possibilità di ristrutturarla, facendo affari insieme alle imprese ucraine. Siamo pronti a parlare di tutti questi dettagli”, ha affermato Zelensky.

Il presidente ucraino si recherà alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco entro la fine di questa settimana, dove si aspetta di incontrare il vicepresidente degli Stati uniti JD Vance, uno dei membri più ostili nei confronti dell’Ucraina all’interno del circolo ristretto di Trump.

Zelensky ha inoltre annunciato l’intenzione di incontrare altri membri del team di Trump nonché senatori influenti a Monaco, ma ha precisato che “non è ancora stata fissata una data” per un incontro con lo Trump, sebbene il suo staff stia lavorando per organizzarne uno. “Speriamo che le nostre squadre definiscano una data e un piano di incontri negli Stati Uniti; non appena sarà concordato, noi saremo pronti, io sono pronto”, ha dichiarato Zelensky.

Il presidente ucraino ha ribadito la sua offerta agli Usa rispetto alle risorse minerarie ucraine. “L’Ucraina possiede le più grandi riserve di uranio e titanio in Europa”, ha affermato Zelensky, sottolineando che “non è nell’interesse degli Stati Uniti” che tali riserve cadano nelle mani della Russia, con il rischio di essere eventualmente condivise con Corea del Nord, Cina o Iran. “Non parliamo solo di sicurezza, ma anche di denaro. Risorse naturali preziose per le quali possiamo offrire ai nostri partner opportunità di investimento che prima non esistevano. Per noi questo creerà posti di lavoro, per le aziende americane genererà profitti”, ha detto ancora il presidente ucraino.

Zelensky non ritiene che un dispiegamento di soldati Onu possa essere utile, almeno senza Washington. “Sarò sincero, non credo che le truppe delle Nazioni unite o qualcosa di simile abbiano mai veramente aiutato qualcuno nella storia. Oggi non possiamo davvero sostenere quest’idea. Siamo favorevoli a un contingente se fa parte di una garanzia di sicurezza, e ribadisco ancora una volta che senza l’America ciò è impossibile”, ha detto ancora.

Se Trump riuscirà a portare Ucraina e Russia al tavolo dei negoziati, Zelensky ha detto che intende offrire alla Russia uno scambio diretto di territori, cedendo delle terre che Kiev occupa nella regione di Kursk, in Russia, da quando sei mesi fa è stata lanciata una sorpresa offensiva in quella zona. “Scambieremo un territorio con un altro”, ha dichiarato, aggiungendo però di non sapere quale parte del territorio occupato dai russi l’Ucraina richiederà in cambio: “Non lo so, vedremo. Ma tutti i nostri territori sono importanti, non ce n’è uno prioritario”.

Caso Almasri, le opposizioni presentano una mozione di sfiducia contro il ministro Nordio

Roma, 11 feb. (askanews) – Le opposizioni hanno presentato una mozione di sfiducia contro il ministro della Giustizia Carlo Nordio per la vicenda Almasri. Il documento è firmato da Partito democratico, Movimento 5 stelle, Alleanza Verdi Sinistra, Italia Viva e Più Europa.

Osama Almasri, capo della polizia giudiziaria libica e responsabile anche della prigione di Mitiga, è stato arrestato a Torino e subito rilasciato nonostante fosse gravato da un mandato di cattura della Corte penale internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità. La Cpi ha aperto un fascicolo nei confronti dell’Italia per la mancata consegna.

Calcio, Davide Calabria: "Via dal Milan per situazioni spiacevoli"

Roma, 11 feb. (askanews) – “Andare via dal Milan é stata una scelta ponderata per giorni, la scelta giusta per tutte le parti in causa, e lo dico senza voler entrare nel dettaglio”. Davide Calabria racconta così il suo addio al Milan nel giorno della conferenza stampa di presentazione a Bologna. “Ovvio che é stato un addio con tristezza – continua – a Milanello sono cresciuto ma ho scelto questa piazza come nuova avventura perché credo ci sia un potenziale forte. Ho trovato un ambiente piacevole, una squadra ambiziosa che possa aiutarmi a finire al meglio questa mia nuova mezza stagione e sono contento di poterla aiutare a crescere. C’é un ambiente positivo e questo mi piace. Voglio giocare le mie carte e sono sicuro di poterle sfruttare. Penso a una rivalsa, di tornare a giocare con continuità come negli ultimi anni: là (nel Milan, ndr) si erano create situazioni anche spiacevoli, qui sono già contento per aver trovato un ambiente sano, con energia super positiva che magari negli ultimi tempi é mancata”. Il contratto è aperto: prestito fino a giugno e poi si vedrà: “Restare a Bologna? Obiettivi? Se ho scelto questa piazza é perché ho visto qualcosa di bello: spesso lo si dice ma qui c’é un ambiente sano e la scelta definitiva poi maturerà. Italiano? Ha un gioco simile a Pioli, per quel che riguarda i movimenti del laterale, ed é il gioco nel quale mi sono trovato meglio in passato. Sono qui da qualche settimana e mi pare di essere qui da mesi: l’ambizione che avevo di là l’ho voluta portare di qua. Io vorrei tornare a giocare nelle coppe, come no: siamo tutte lì, a pochi punti, ci sono club che hanno speso tanto, dobbiamo anche recuperare una gara, contro il Milan, e non vedo l’ora di poterla giocare perché sarà anche piacevole ritrovare i miei vecchi compagni ai quali auguro il meglio ma non in quell’occasione. Chi mi é piaciuto dei miei nuovi compagni? Diciamo che qualcuno farà carriera. La Nazionale? E’ un obiettivo e perché no un pensiero fisso: sono il primo a voler tanto da me stesso. Avevo sentito Pobega, ma è il fatto di aver visto come aveva lavorato il Bologna negli ultimi anni a farmi scegliere di venire qui. Ho trovato un ambiente felice, mi hanno accolto benissimo e la cosa mi è piaciuta: quel che potrò dare a livello di leadership lo vedremo”.

Rivoluzione nel mondo dei farmaci, il bollino va in pensione

Roma, 11 feb. (askanews) – Rivoluzione nel mondo dei farmaci: il bollino, quello che da sempre protegge l’autenticità e la tracciabilità dei medicinali usati dagli italiani, va in pensione. Al suo posto entra in vigore un sistema composto da tre elementi in grado di garantire l’assoluta autenticità del prodotto e di rendere visibile tutto il suo percorso all’interno della filiera.

Il nuovo sistema la cui norma è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale sabato scorso – e che prevede due anni di regime transitorio prima della sua definitiva entrata in vigore – è il punto di arrivo di una lunga e controversa trattativa intercorsa per anni tra lo Stato Italiano e l’industria del Farmaco.

Grazie al sistema di anticontraffazione e tracciabilità legato al vecchio bollino farmaceutico, prodotto dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS) e apposto su tutte le confezioni di farmaci, l’Italia è stata sino ad oggi il Paese con il minor numero di farmaci contraffatti al mondo: solo lo 0,1% contro una media globale del 6-7% (dati AIFA). Questo straordinario primato, tuttavia, era minacciato dalla normativa europea in fase di recepimento in Italia dal mese di febbraio 2025.

Nel rendere omogenei per tutta Europa i requisiti minimi per la tracciabilità dei farmaci, con Regolamento UE 2016/161, si impone di abbassare i livelli di sicurezza su prodotti sensibili, quali i farmaci, al fine di introdurre uno standard raggiungibile da tutti gli Stati Membri. Il Regolamento europeo prevede infatti che le confezioni dei farmaci vengano dotate di un identificativo univoco o “datamatrix” (stampato direttamente sulla confezione dai produttori) e un dispositivo antimanomissione (un adesivo o comunque un elemento fisico di altro tipo variabile a seconda del tipo di confezione del farmaco). La duplicazione o falsificazione dei codici identificativi è estremamente facile e il dispositivo antimanomissione, così come previsto dalla normativa europea (es. generico sticker adesivo), che dovrebbe garantire solo che la confezione non sia stata aperta, in realtà non rappresenta un valido deterrente. Pertanto nessuno di questi due elementi, né singolarmente né congiuntamente, scongiura il rischio che il farmaco messo in commercio sia falso o contraffatto.

La situazione rischiava dunque di essere compromessa da una pedissequa recezione della normativa europea alla quale l’Italia doveva adeguarsi entro il 9 febbraio scorso. L’adozione dello stesso sistema europeo avrebbe, nel giro di pochi mesi, prevedibilmente portato il numero di farmaci contraffatti in circolazione in Italia ad aumentare di dieci volte. Una situazione che avrebbe rappresentato un pericolo per la salute dei cittadini italiani e avrebbe anche messo a rischio la tenuta dei conti pubblici. Un report della commissione Europea del luglio 2024 spiega infatti in maniera molto eloquente come “dopo quasi cinque anni di utilizzo del sistema europeo da parte dei paesi dell’Unione non è possibile trarre conclusioni nette sull’effettiva capacità del Sistema di Verifica dei Farmaci Europeo di individuare efficacemente tutti i medicinali falsificati lungo l’intera catena di fornitura legale, obiettivo principale per il quale era stato progettato”. In particolare, secondo il Report, ad oggi, il sistema non riesce infatti a tracciare il 26 % dei medicinali in commercio. Considerando che il valore della spesa farmaceutica nel nostro Paese è pari a 34,1€Mld nel 2022, di cui 23,5 €Mld a carico del Servizio Sanitario Nazionale, si può affermare che attuando pedissequamente il sistema europeo, tale costo, circa 7 miliardi di euro, sarebbe dunque sfuggito al controllo puntuale dell’Erario.

Il sistema ufficialmente adottato dal 9 febbraio in Italia prevede invece di integrare il sistema voluto dall’Europa (datamatrix e antitampering) con un dispositivo che proprio perché è progettato, realizzato e prodotto dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato consente di rafforzare il sistema di controllo dei medicinali previsto dal regolamento europeo, garantire la sicurezza dei medesimi e assicurare le necessarie misure di contrasto alle frodi ai danni dell’Erario. Per tutti i farmaci non soggetti a prescrizione continuerà ad essere applicato il bollino farmaceutico che consente di assicurare l’autenticità dei farmaci, anticontraffazione, la rimborsabilità, la tracciabilità oltre che il monitoraggio della spesa sanitaria associata. Si spiega così la grande soddisfazione delle principali Istituzioni coinvolte come il Ministero della Salute, Ministero dell’Economia e delle Finanze, di AIFA, dell’Istituto Poligrafico dello Stato e dell’intero settore farmaceutico: tutti soggetti che hanno lavorato insieme per armonizzare le buone pratiche della tracciabilità e dell’anticontraffazione italiane a quelle europee con il diritto dei cittadini italiani a un accesso sicuro ai farmaci.

“Il sistema di tracciatura dei farmaci in Italia è da sempre uno dei più avanzati e sicuri a livello internazionale, ma il contesto europeo ha richiesto un adeguamento alle norme comunitarie. Oggi, grazie a un grande lavoro di squadra – di cui ringrazio tutti – questo adeguamento è una realtà. La collaborazione e la volontà di trovare soluzioni comuni ci hanno permesso di raggiungere l’obiettivo, garantendo sia il rispetto delle scadenze normative sia la tutela della salute dei cittadini italiani e allo stesso tempo preservando la continuità operativa della produzione”. Così ha dichiarato in una nota il Sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, commenta la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo che dà attuazione al Regolamento UE 2016/161 in materia di nuove caratteristiche di sicurezza per le confezioni e gli imballaggi dei medicinali a uso umano. “La tracciatura dei farmaci è stato uno dei primi dossier su cui sono voluto intervenire fin dai primi giorni di mandato, consapevole che in passato non fosse stato affrontato con la necessaria tempestività. Ho riunito intorno allo stesso tavolo le direzioni tecniche del Ministero della Salute, le istituzioni competenti e i rappresentanti della filiera produttiva e distributiva dei medicinali in Italia, con l’obiettivo di individuare una soluzione condivisa e rispettare le tempistiche imposte dall’Unione Europea, trovando – conclude Gemmato – senso di responsabilità e consapevolezza dell’impegno del Governo”.

“C’è soddisfazione. Il lavoro svolto dal Ministro Schillaci e dal Sottosegretario Gemmato ha il pregio, da un lato, di andare incontro alle esigenze della filiera farmaceutica e, dall’altro, di proteggere i cittadini, mantenendo l’Italia ai vertici della classifica mondiale per contrasto alla contraffazione”. Commenta Francesco Soro, Amministratore delegato dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. “Un successo ancor più significativo se si considera che il risultato è stato il punto di arrivo di un lungo e impegnativo confronto tra tutte le parti interessate, dal Mef al ministero della Salute, da Farmaindustria ed Egualia al Poligrafico dello Stato” conclude l’AD di IPZS.

Mondiali di sci, Johnson-Shiffrin d’oro nella combinata donne

Roma, 11 feb. (askanews) – Debutto con medaglia d’oro ai Mondiali di Saalbach per Mikaela Shiffrin. La fuoriclasse statunitense trascina la coppia Stati Uniti 1 nella combinata femminile a coppie. Quarte dopo la manche di discesa libera di Breezy Johnson, le americane hanno recuperato tre posizioni in slalom con Shiffrin che ha fatto segnare il terzo tempo della manche. Medaglia d’argento per le svizzere Gut-Behrami/Holdener con 10 posizioni recuperate (straordinaria prova della slalomista elvetica), bronzo alle austriache Venier/Truppe. Per Shiffrin è l’ottava medaglia d’oro ai Mondiali che arriva 12 anni dopo la prima, conquistata in slalom a Schladming 2013. Migliore coppia italiana quella formata da Nicole Delago e Marta Rossetti, ottave con 93 centesimi di ritardo sulle americane. Quattordicesimo posto per Curtoni/Peterlini, fuori in slalom la coppia Pirovano/Collomb.

La 19esima Biennale Architettura: Età dell’adattamento e umanesimo

Milano, 11 feb. (askanews) – La Biennale Architettura, ormai da diverse edizioni, è una delle frontiere più avanzate dello studio sulla relazione tra le arti e la società, tra la teoria e la realtà. Uno spazio nel quale sempre di più l’istituzione veneziana gioca un ruolo di apriprista, che insegue tanto il desiderio di architettura, quanto la complessità del mondo. Oggi, con la presentazione della 19esima Mostra internazionale, diretta da Carlo Ratti e intitolata “Intelligens. Naturale. Artificiale. Collettiva”, l’ulteriore passo in avanti riguarda la consapevolezza del reale e il bisogno di coniugare tecnologia e umanesimo.

“Nel confronto tra la Terra e il Mondo, Il Mondo richiede l’intelligenza. Alla Biennale il farsi Mondo della Terra trova un codice, un riferimento, che tutti noi riusciamo a riconoscere come urgente, proprio per dare le risposte a ciò che è oggi la Terra nel farsi Mondo, nel momento in cui il Mondo si sgretola”, ha detto un ispiratissimo Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia. “L’architettura – gli ha fatto eco Ratti, italiano che lavora all’estero e che torna per questo grande progetto – rappresenta da sempre una risposta alle sfide poste dalle condizioni climatiche. Fin dalle ‘capanne primitive’, la progettazione umana è stata guidata dalle necessità di ripararci per sopravvivere: le nostre creazioni hanno cercato di colmare il divario tra ambienti ostili e quegli spazi sicuri e vivibili di cui abbiamo tutti bisogno”.

“Oggi questo approccio dinamico – ha detto ancora Ratti – viene portato a un nuovo livello, mentre il clima diventa sempre meno clemente. Negli incendi di Los Angeles, nelle inondazioni di Valencia e Sherpur, la siccità in Sicilia, abbiamo assistito in prima persona a come acqua e fuoco ci stiano attaccando con una ferocia senza precedenti. Il 2024 ha segnato un momento critico: la Terra ha registrato le temperature più calde di sempre, spingendo le medie globali ben oltre il limite di +1,5°C fissato dagli Accordi di Parigi del 2016. In soli due anni, il cambiamento climatico ha impresso un’accelerazione che sfida anche i modelli scientifici più validi. Per decenni, l’architettura ha risposto alla crisi climatica con la mitigazione: progettare per ridurre il nostro impatto sul clima. Ma questo approccio non è più sufficiente. È il momento che l’architettura passi dalla mitigazione all’adattamento: ripensare il modo in cui progettiamo in vista di un mondo profondamente cambiato”.

“L’adattamento – sono ancora parole di Ratti – richiede un cambiamento radicale della nostra pratica. La Mostra di quest’anno, invita diversi tipi di intelligenza a lavorare insieme per ripensare l’ambiente costruito. Il titolo stesso della Mostra, Intelligens, contiene la parola latina gens (‘gente’) e ci invita a sperimentare oltre i limiti di un focus limitato all’Intelligenza Artificiale e alle tecnologie digitali. Nell’età dell’adattamento, l’architettura rappresenta un nodo centrale che deve guidare il processo con ottimismo. Nell’età dell’adattamento, l’architettura deve attingere a tutte le forme di intelligenza: naturale, artificiale, collettiva. Nell’età dell’adattamento, l’architettura deve rivolgersi a più generazioni e a più discipline, dalle scienze esatte alle arti. Nell’età dell’adattamento, l’architettura deve ripensare il concetto di autorialità e diventare più inclusiva, imparando dalle scienze. L’architettura deve diventare flessibile e dinamica, proprio come il mondo per cui sta progettando”.

Nella visione del curatore questi sono i punti salienti del progetto: 1) Intelligens vuole fungere da laboratorio dinamico e riunisce esperti nelle varie forme di intelligenza. Per la prima volta, la Mostra presenta oltre 750 partecipanti: architetti e ingegneri, matematici e scienziati del clima, filosofi e artisti, cuochi e programmatori, scrittori e intagliatori, agricoltori e stilisti, e molti altri. L’adattamento richiede inclusività e collaborazione.

2) Una curatela di scala così ampia ha richiesto un sostanziale cambio di approccio/mentalità. Il processo di selezione è stato aperto e dal basso, guidato da un team curatoriale interdisciplinare. Lo Space for Ideas, la nostra call per presentare progetti dal 7 maggio al 21 giugno 2024, ha prodotto una risposta globale importante. L’ondata di candidature si è rivelata entusiasmante e scoraggiante allo stesso tempo, ma ci ha permesso di scoprire voci inedite e inascoltate che altrimenti sarebbero passate inosservate.

3) Il gruppo di partecipanti che ne è scaturito abbraccia diverse generazioni: da professionisti esperti che a novant’anni sono ancora in grado di innovare a neolaureati che hanno appena intrapreso la propria carriera. Vincitori del Premio Pritzker, ex curatori della Biennale di Venezia, premi Nobel, professori emeriti compaiono accanto ad architetti e ricercatori emergenti. Questo processo di inclusione riflette il nostro impegno verso un’ampia gamma di diverse prospettive.

4) Una tale ricchezza di contributi richiede un nuovo approccio autoriale. Intelligens sfida la tradizione dell’architetto come unico creatore, con gli altri professionisti relegati a ruoli di supporto. Proponiamo quindi un modello di autorialità più inclusivo, ispirato alla ricerca scientifica. Nell’Età dell’Adattamento, tutte le voci che guidano la progettazione devono essere riconosciute e accreditate.

5) Nell’Età dell’Adattamento, La Biennale di Venezia deve collaborare con altre istituzioni. Intelligens ha stretto connessioni con altre Istituzioni globali, con la COP30 delle Nazioni Unite a Belem, con la C40, con la Baukultur Alliance di Davos, con il Soft Power Club e molti altri. Il suo programma pubblico, GENS, ospiterà una serie di incontri e conversazioni, coinvolgendo audience di ogni portata.

La 19esima Biennale di Architettura sarà aperta al pubblico da sabato 10 maggio a domenica 23 novembre 2025, ai Giardini, all’Arsenale e a Forte Marghera: Per questa edizione non sarà invece utilizzato il Padiglione centrale ai Giardini, in quanto in corso di ristrutturazione.

Fisco, Tajani: favorevoli a rottamazione ma priorità ridurre Irpef

Roma, 11 feb. (askanews) – “L’obiettivo” di prendere il 20% alle prossime elezioni politiche “si raggiunge attraverso un’azione politica forte, con una presenza e un’organizzazione altrettanto forte”. Sull’azione politica “credo che noi dovremmo essere alla guida di una forte azione per la riduzione della pressione fiscale. La prima battaglia da portare a compimento è quella dell’abbassamento dell’Irpef dal 35 al 33% e l’allargamento della soglia fino a 60mila euro, è un mod oper dare un chiaro chiaro segnale al ceto medio produttivo del nostro paese”. Lo ha detto il segretario nazionale di Forza Italia Antonio Tajani nel suo intervento alla riunione della segreteria del partito, in corso alla Camera.

“Siamo anche favorevoli alla rottamazione, ma questa” per noi “è la priorità. Credo che la riduzione dell’Irpef sia qualcosa di strutturale e figlio anche di un pensiero politico, quello di Berlusconi, cioè ‘meno tasse per favorire la crescita’”, ha aggiunto Tajani.

Lo splendore della Collezione Farnese in mostra ai Musei Capitolini

Roma, 11 feb. (askanews) – La collezione Farnese, una delle pi importanti collezioni d’arte del Rinascimento, in mostra a Roma dall’11 febbraio al 18 maggio negli spazi di Villa Caffarelli ai Musei Capitolini. “I Farnese nella Roma del Cinquecento. Origini e fortuna di una collezione”, curata da Claudio Parisi Presicce e Chiara Rabbi Bernard (promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzata da Ztema Progetto Cultura in collaborazione con Civita Mostre e Musei), riunisce 140 capolavori tra bronzi, sculture antiche, dipinti, disegni, gemme e monete con prestiti importanti nazionali, da Napoli (Museo Archeologico Nazionale, Museo e Real Bosco di Capodimonte tra gli altri) a Firenze, a diverse Gallerie di Roma, e internazionali, dal Louvre alla Morgan Library di New York.

Claudio Parisi Presicce, Sovrintendente Capitolino ai Beni Culturali: “Alessandro Farnese, nominato Papa con il nome di Paolo III nel 1534, aveva cominciato da qualche anno a costruire il prestigio della famiglia attraverso l’acquisizione di capolavori dell’arte antica, soprattutto sculture, affidando ai maggiori pittori dell’epoca opere che servivano ad arredare il suo nuovo palazzo, Palazzo Farnese, che divenne forse la residenza pi importante della Roma del XVI secolo”.

La collezione Farnese, iniziata con Alessandro e arricchita dai nipoti, i cardinali Alessandro e Odoardo, ricordati tutti in una sala con i loro ritratti, consolid e legittim il ruolo della famiglia come promotrice di bellezza e cultura a Roma. Nelle 12 sale si respira il legame con la citt e ci si immerge nell’atmosfera del Palazzo Farnese dell’epoca, attraverso la Galleria dei Carracci, con i disegni preparatori, la Sala dei Filosofi, il Camerino del Gran Cardinale, passando per Eros con delfino, di et imperiale e il gruppo Pan e Daphni della meta del II secolo d.C, fino a capolavori rinascimentali come la Madonna del Divino Amore di Raffaello, il Ritratto di Paolo III Farnese con camauro di Tiziano e il Cristo e la Cananea di Annibale Carracci.

Una parte dedicata a Fulvio Orsini, umanista e antiquario che acquist e valorizz molte opere dei Farnese; lui stesso fu collezionista, e c’ una selezione da entrambe le raccolte, messe vicine: come il Ritratto di Giulio Clovio di El Greco in cui l’artista regge il Libro d’Ore da lui miniato per il Cardinale Alessandro Farnese, della collezione Orsini, accanto al Libro d’Ore oggi conservato a New York.

La mostra si apre celebrando il legame tra Paolo III e Roma. Il Papa si circond di maestri, tra cui Michelangelo. “Fu l’artista a cui affid il rinnovamento del Campidoglio, con il trasferimento della statua equestre di Marc’Aurelio dal Laterano sul Colle pi importante dell’antica Roma e con il rinnovamento dei Palazzi Capitolini” ha detto Claudio Parisi Presicce .

Una mostra che si lega in qualche modo anche con il Giubileo odierno. Paolo III per quello del 1550 aveva avviato un importante rinnovamento urbanistico di Roma, ma mor alla vigilia.

“Nonostante questo il suo apporto al rinnovamento della citt stato davvero importante” ha spiegato ancora il Sovrintendente Capitolino ai Beni Culturali.

Il Ceo di OpenAI Sam Altman risponde all’offerta di Elon Musk: mira a rallentare un concorrente

New York, 11 feb. (askanews) – Il Ceo di OpenAI, Sam Altman, ha risposto in un’intervista sulla rete Cnbc, alla proposta lanciata da Elon Musk di acquistare l’azienda per 97,4 miliardi di dollari assieme ad un gruppo di imprenditori.

Alla domanda su quanto seriamente stia prendendo l’offerta di Musk, il capo di OpenAI ha detto: “Non particolarmente”. Altman ha poi aggiunto: “Penso che sia per rallentare un concorrente e recuperare terreno, ma non lo so davvero”. Il Ceo di OpenAI ha anche respinto l’accusa di Musk di non avere soldi a sufficienza per contribuire alla joint venture “Stargate”del presidente Donald Trump volta a investire in infrastrutture per addestrare gli ultimi modelli di intelligenza artificiale.

“Non sono io quello che ha twittato ‘finanziamenti garantiti’. Cerco solo di presentarmi e costruire”, ha risposto Altman, facendo riferimento al tweet di Musk del 2018, quando aveva parlato di “finanziamenti garantiti” per lanciare Tesla a Wall Street. Il tweet venne incriminato dall’Authority di controllo della Borsa, che multò Musk per 20 milioni di dollari.

Euro digitale, Parlamento Ue: decisione su emissione spetta a noi

Roma, 11 feb. (askanews) – Il Parlamento europeo punta i piedi sull’euro digitale. In un documento sulle raccomandazioni rivolte alla Bce, approvato a maggioranza, l’istituzione rivendica che la decisione sul se procedere o meno all’emissione della valuta digitale della Banca centrale spetta agli stessi europarlamentari, e non ai banchieri centrali (il Consiglio direttivo della stessa Bce).

La decisione peraltro andrebbe presa solo dopo che la Bce abbia “dimostrato i suoi benefici ai legislatori”, perché per avere successo sull’eventuale introduzione dell’euro digitale “è necessaria la fiducia del pubblico”, afferma il documento approvato.

Inoltre, i parlamentari europei “insistono sul fatto che l’euro digitale debba coesistere assieme al contante fisico, che ‘deve restare ampiamente disponibile a tutti livelli'”. E chiedono che la Bce tenga conto “delle preoccupazioni sulla stabilità e sulla struttura del sistema finanziario che deriverebbero dall’introduzione di un euro digitale”.

Il documento è stato adottato dal Parlamento Ue con 378 voti favorevoli, 233 contrari e 26 astenuti, riporta il comunicato.

Il documento giunge dopo che per mesi la Bce ha sollecitato gli eurodeputati a procedere sul versante legislativo dei preparativi per l’euro digitale. L’obiettivo della Bce sarebbe quello di completare l’attuale fase preparatoria per l’euro digitale in modo che il suo Consiglio direttivo, al quale partecipano i governatori delle banche centrali nazionali di tutta l’area euro, possa deliberare la possibile emissione della valuta digitale per la fine dell’anno, una volta che la relativa legislazione sarà stata adottata.

Il documento licenziato oggi sembra mostrare che secondo i legislatori Ue permangono elementi da chiarire. E contiene una frase molto esplicita. Uno dei punti approvati afferma infatti che il Parlamento europeo “richiede che qualunque decisione sull’emissione dell’euro digitale non debba essere presa esclusivamente dal Consiglio direttivo della Bce. Ritiene invece che la decisione sul se introdurre o no l’euro digitale sia una decisione politica, che debba essere presa dai colegislatori europei – si legge – dato il profondo potenziale impatto di una tale decisione su un’ampia gamma di questioni europee, incluse la privacy, la tutela dei consumatori, la stabilità finanziaria, le politiche finanziarie e altre aree che vanno oltre lo stretto ambito della politica monetaria”.

Il Parlamento europeo, poi, raccomanda alla Bce di fare di più per rimettere sotto controllo l’inflazione, rilevando che i livelli elevati degli anni passati hanno colpito maggiormente coloro che hanno redditi più bassi.

Gli eurodeputati mettono anche in rilievo quelli che chiamano “sussidi rilevanti” ricevuti dalle banche “in maniera indiretta tramite le politiche della Bce, che hanno elargito consistenti retribuzioni ai depositi” che gli stessi istituti di credito detengono presso l’istituzione centrale.

Infine, per la prima volta gli eurodeputati chiedono formalmente alla Bce di effettuare uno studio sul “come guerre e conflitti influiscano sulla stabilità dei prezzi”. L’analisi dovrà focalizzarsi sul periodo tra il 2025 e il 2030, riporta ancora il comunicato. Inoltre, gli europarlamentari chiedono la Bce di valutare come i cambiamenti climatici influiscano sulla sua capacità di mantenere la stabilità dei prezzi e di intervenire affinché le banche tengano sufficientemente in conto i rischi finanziari ed esterni, inclusi quelli correlati al clima e alle vicende geopolitiche.

Amazon: a Milano primo negozio fisico d’Italia, dedicato a cura e beauty

Milano, 11 feb. (askanews) – Amazon apre nel centro di Milano il suo primo negozio fisico in Italia, dedicato, come dice l’insegna, ai prodotti per parafarmacia & beauty. Si tratta dell’unico negozio al mondo dell colosso dell’ecommerce dedicato al comparto del cura persona. Si estende anche l’offerta online di questi prodotti, che progressivamente nel corso dell’anno sarà resa disponibile negli store online in Germania, Francia, Italia, Spagna e Regno Unito, consentendo ai clienti di accedere a una gamma ancora più ampia di prodotti di bellezza.

Il negozio Amazon Parafarmacia & Beauty, che si trova in Piazzale Cadorna a Milano e aprirà ufficialmente al pubblico dal 12 febbraio, avrà una selezione di prodotti di bellezza e cura della persona dei migliori marchi. Ma all’interno sarà presente anche un’area dedicata ai farmaci da banco, con la presenza di farmacisti, dove i clienti possono acquistare farmaci da banco senza prescrizione medica.

“Abbiamo progettato questo negozio per avvicinarci ancora di più ai nostri clienti e garantire un’esperienza innovativa, che unisce tecnologia all’avanguardia e consulenza da parte di esperti – ha dichiarato Giorgio Busnelli, vice presidente categorie Largo Consumo di Amazon in Europa – Grazie a quest’apertura, amplieremo nel corso del 2025 la nostra offerta online di prodotti per la bellezza e la cura della persona in tutti gli store di Amazon in Germania, Francia, Italia, Spagna e Regno Unito. Questa selezione arricchita riflette il nostro impegno nel soddisfare le diverse esigenze dei nostri clienti, sia presso il nostro negozio fisico a Milano che online in Europa”.

Amazon Parafarmacia & Beauty presenta due aree distinte, la galleria principale e il derma-bar. La galleria, cuore del negozio con l’esposizione di prodotti per la bellezza e la cura della persona, avrà le postazioni “Place & Learn” con display digitali interattivi che permettono ai clienti di conoscere meglio i prodotti di interesse. Il derma-bar, invece, è un’area dove i clienti potranno effettuare gratuitamente l’analisi digitale della propria pelle e ricevere consigli sui diversi prodotti da parte di esperti.

Summit Parigi Ia, accordo tra 61 paesi, no di Usa e Gb

Roma, 11 feb. (askanews) – Nel summit di Parigi sull’intelligenza artificiale (AI Action Summit), 61 paesi si sono accordati per un Intelligenza Artificale “aperta”, “inclusiva” ed “etica”. L’accordo non è stato sottoscritto dagli Usa e dalla Gran Bretagna.

I firmatari, tra cui Cina, Francia e India, hanno anche chiesto un coordinamento più forte della governance dell’IA che richieda un “dialogo globale” e hanno chiesto di evitare la “concentrazione del mercato” in modo che la tecnologia sia più accessibile.

Anche “rendere l’intelligenza artificiale sostenibile per le persone e per il pianeta” è citata come una delle loro priorità. A tal fine, durante il summit è stata formalizzata la creazione di un osservatorio sull’impatto energetico dell’intelligenza artificiale guidato dall’Agenzia Internazionale per l’Energia, come coalizione per un’IA sostenibile che mira a riunire le aziende leader del settore.

Nel suo intervento alla conferenza di Parigi il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha messo in guardia gli alleati europei dal regolamentare eccessivamente il settore .

Le osservazioni del vice di Donald Trump ai leader mondiali riuniti a Parigi per discutere di intelligenza artificiale non hanno scoraggiato decine di nazioni dal firmare una dichiarazione che chiedeva sforzi per affiancare la tecnologia con una regolamentazione per renderla “aperta” ed “etica”.

“Un’eccessiva regolamentazione… potrebbe uccidere un settore trasformativo proprio mentre sta decollando”, ha detto Vance ai leader globali e ai responsabili dell’industria tecnologica al Grand Palais della capitale francese, invitando l’Europa a mostrare “ottimismo piuttosto che trepidazione”.

Il primo ministro indiano Narendra Modi aveva chiesto pochi minuti prima “sforzi collettivi e globali per stabilire una governance e standard che sostengano i nostri valori condivisi, affrontino i rischi e creino fiducia”. L’intelligenza artificiale futura dovrà essere “libera da pregiudizi” e “affrontare le preoccupazioni relative alla sicurezza informatica, alla disinformazione e ai deepfake” per avvantaggiare tutti, ha detto. Modi ha co-ospitato il summit con il presidente francese Emmanuel Macron e il suo paese ospiterà il prossimo incontro sull’avanzamento delle regole globali.

Parlando dopo Vance, Macron ha affermato che le regole globali erano “il fondamento, insieme all’innovazione e all’accelerazione, di ciò che consentirà all’intelligenza artificiale di arrivare e durare”, in un’apparente risposta negativa al vicepresidente degli Stati Uniti.

Il Pd chiede al governo Meloni di firmare il documento che difende la Cpi

Milano, 11 feb. (askanews) – “Accogliamo l’appello della Corte penale internazionale contro la decisione dell’amministrazione statunitense di imporre sanzioni al procuratore capo Karim Khan. Chiediamo al governo Meloni di aderire al documento, già firmato da 79 dei 125 paesi, che difende la Corte penale internazionale dall’iniziativa di Trump. È un’istituzione che deve continuare a svolgere il suo mandato nell’interesse di milioni di vittime innocenti di atrocità. Noi stiamo con la Cpi a salvaguardia della giustizia internazionale”. Lo dichiara la delegazione del Partito democratico al Parlamento europeo.

Commissione Ue: dazi Usa? "Risponderemo quando avremo i dettagli"

Bruxelles, 11 feb. (askanews) – La Commissione europea sta ancora aspettando di avere “i dettagli” delle decisioni dell’Amministrazione Trump di imporre dal 12 marzo prossimo dei dazi del 25% sulle importazioni di acciaio e alluminio negli Usa, e quindi non può ancora rivelare in che cosa consisteranno le contromisure dell’Ue. Lo hanno spiegato oggi a Bruxelles, rispondendo ai giornalisti durante il briefing quotidiano per la stampa, la portavoce capo della Commissione, Paula Pinho, e il portavoce per il Commercio, Olof Gill.

“Ci sono stati gli ordini esecutivi di Trump, ma non sono ancora stati precisati i dettagli, per cui non ci pronunciamo oggi” sulle contromisure, ha detto Gill. E rispondendo a un’altra domanda ha aggiunto: “Che cosa comportano queste misure commerciali? Non sappiamo qual è il quadro completo dei gruppi di prodotti presi di mira” dai dazi, “né dei prodotti derivati E quindi, con la vostra gentile comprensione, non oggi entreremo nelle descrizioni tecniche” delle misure di difesa commerciale.

Paula Pinho, inoltre, ha spiegato che “quando rispondere è parte della risposta”, e quindi la Commissione si riserva di comunicare al momento opportuno non solo i contenuti ma anche i tempi delle decisioni che prenderà in risposta ai dazi americani.

Ai giornalisti che chiedevano se la Commissione non tema che alcuni Stati membri possano cercare di negoziare separatamente con l’Amministrazione Usa, per strappare condizioni commerciali migliori rispetto al resto dell’Ue, Gill ha replicato: “Per evitare dubbi, il commercio è una competenza esclusiva dell’Ue. Gli stati membri non possono negoziare da soli”.

Il portavoce è tornato più tardi sull’argomento, rispondendo a un’altra domanda: “E’ una verità fattuale – ha ricordato – che il commercio sia una competenza esclusiva a livello europeo, vale a dire della Commissione. E sono anche certo che il motivo per cui i nostri Stati membri hanno deciso di conferire questo potere alla Commissione, a livello europeo, è perché siamo più forti, agiamo con più incisività su scala mondiale quando lavoriamo uniti. E ci auguriamo – ha osservato – che i nostri Stati membri lo terranno a mente quando formuleremo le nostre risposte nelle prossime settimane”.

Per quanto riguarda i contatti della Commissione con gli Stati membri, Gill ha poi riferito: “Sì, certo che siamo in contatto con i nostri Stati membri. Siamo stati in contatto costante con i nostri Stati membri in tutte le fasi. E ci sarà una call tra gli Stati membri organizzata dalla presidenza polacca” del Consiglio Ue. “Sappiamo che avrà luogo domani”.

Inoltre, riguardo alle ripercussioni che i dazi Usa potranno avere anche nelle relazioni dell’Ue con altri partner globali, il portavoce ha assicurato: “In generale, siamo in contatto con partner in tutto il mondo su queste questioni commerciali molto importanti”.

Sotto la pressione della stampa che insisteva per avere più informazioni “fattuali” e non “speculative”, almeno sul funzionamento e le dinamiche decisionali dei meccanismi Ue di difesa commerciale che verranno attivati per rispondere ai dazi americani, Gill ha infine insistito sulla necessità della Commissione di non fornire ulteriori dettagli. “E’ importante che capiate che c’è una differenza tra ciò che è fattuale e ciò che è ipotetico. Il motivo per cui non posso dare una risposta fattuale a questa domanda fattuale è perché non conosciamo ancora il quadro completo. Ci stiamo preparando per possibili scenari da più di un anno. Quando conosceremo il quadro completo, ci consulteremo con i nostri Stati membri, esamineremo l’impatto economico sulla nostra industria, sui nostri cittadini, sulle nostre aziende, quel quadro completo che non abbiamo ancora”.

“Quindi – ha concluso il portavoce – quando mi chiedete una risposta diretta su cosa accadrà alla fine di marzo, non posso darvi una risposta diretta su cosa accadrà, perché non lo sappiamo ancora. E il motivo per cui non sappiamo cosa accadrà alla fine di marzo è perché non abbiamo ancora il quadro completo per quanto riguarda la fine di marzo”.

Sbarra (Cisl): L’organizzazione mi chiede di rimanere impegnato

Milano, 11 feb. (askanews) – L’organizzazione mi sta chiedendo di rimanere impegnato sicuramente con compiti di ricerca, studio, elaborazione e anche di recupero di un pezzo importante del patrimonio storico documentale che la nostra organizzazione ha sviluppato negli anni. L’idea proprio quella di costruire e realizzare una fondazione CISL che vorremmo anche dedicare e ispirare alla figura di Franco Marini. Un grande uomo della Repubblica, un grande sindacalista, un grande uomo di partito, un grande uomo delle istituzioni. Pensiamo che il lascito, il pensiero non pu che essere valorizzato e trasferito alle giovani generazioni, nella prospettiva di dare pi valore alle forze sociali e ai corpi intermedi. Marini era uomo di dialogo, di mediazione, di confronto, univa le rappresentanze, penso che questo pu essere anche un bell’esempio”. Lo ha detto il leader della Cisl, a fine mandato, a margine dell’assemblea dei quadri e delegati della confederazione.