Home Blog Pagina 383

Dibattito | L’avviso che non c’è: bugie, accuse e distrazioni della Premier..

Che le “capacità” di Giorgia Meloni fossero ascrivibili più alla furbizia che ad altro, è una cosa che in molti pensavano fin dall’inizio della vicenda che l’ha portata a Palazzo Chigi. Ma il pensiero si è trasformato in certezza con la vicenda giudiziaria che in questi giorni ha interessato lei insieme a Piantedosi, Nordio e Mantovano. La vicenda è stata infatti raccontata da lei stessa come un “avviso di garanzia” scagliato contro di lei ed il suo governo da magistrati che vorrebbero intimidirla e addirittura impedirgli dicambiare in meglio il nostro Paese; nulla di più falso!

L’atto giudiziario di cui si parla è infatti niente altro che una comunicazione che il magistrato competente deve fare al Tribunale dei ministri a seguito di qualunque denuncia venga fatta nei confronti di un componente dell’esecutivo. Si tratta quindi di un atto obbligatorio e non discrezionale che deve essere inviato anche agli interessati e che nel caso specifico non porterà a nulla, visto che le camere non concederanno mai quella autorizzazione a procedere.

Ciò nonostante la Premier – mistificando la realtà e contando sulla scarsa conoscenza delle procedure di gran parte dell’opinione pubblica – ha colto l’occasione per sparare un frullato di accuse, bugie e sciocchezze di vario genere contro la magistratura, l’opposizione e chiunque altro non si trovi perfettamente in linea con l’attuale maggioranza di governo. Un modo, anche abbastanza goffo, per distrarre l’attenzione da dibattiti più imbarazzanti come la vicenda-Santanché o l’inspiegabile liberazione del torturatore libico Almasri con tanto di passaggio aereo con volo di Stato. Ma la storia (quella vera, non quella che pensa di scrivere la Meloni) insegna che per governare una comunità la furbizia non basta e l’inganno diventa molto presto un aggravante che difficilmente viene perdonata dalla pubblica opinione.

Dibattito | Un governo può stare nelle mani dei giudici?

Gli ultimi avvenimenti legati alla raffica di avvisi di garanzia spediti al Presidente del Consiglio e ad alcuni ministri conferma un’antica deriva della politica italiana da un lato ed una scarsa sensibilità, dall’altro, ad una riforma che si impone quando si parla del rapporto tra la politica e la giustizia.

Sul primo versante non possiamo non registrare la persistente volontà della sinistra italiana, seppur nelle sue multiformi espressioni, di arrivare al potere attraverso la cosiddetta “scorciatoia giudiziaria”. Ovvero, attraverso la “spallata giudiziaria” contro l’avversario/nemico politico di turno da annientare e da abbattere. Era già così ai tempi della Democrazia Cristiana. È appena il caso di ricordare il progetto politico varato dal Pci all’inizio degli anni ‘80 denominato “alternativa morale al sistema di potere della Democrazia Cristiana”.

È a tutti noto, almeno a quelli che non vivono di pregiudizi politici o di pregiudiziali ideologiche, che il tutto si basava anche e soprattutto sulla spallata giudiziaria al presunto sistema di potere della Dc. Cosa che è poi avvenuta puntualmente alcuni anni dopo. Ed è un vizio che è proseguito scientificamente – anzi si è affinato nel corso degli anni – durante la cosiddetta seconda repubblica e sino ai giorni giorni. Anche su questo versante è appena sufficiente registrare le svariate dichiarazioni dei principali esponenti della sinistra editoriale, televisiva, politica, culturale e giudiziaria per rendersene conto. È un’operazione talmente palese che non merita ulteriori approfondimenti se non ricordare che questa è una strada che indebolisce in modo irreversibile la qualità della democrazia e la stessa credibilità delle nostre istituzioni democratiche.

Al contempo, però, non possiamo non richiamare un aspetto che resta decisivo per evitare che si ripetano gli episodi che purtroppo abbiamo dovuto registrare in queste ultime ore. Detto con parole ancora più semplici, ma come è possibile che una semplice denuncia od esposto di chicchessia offra lo spunto alla magistratura per aprire un’indagine e mettere sotto accusa addirittura anche mezzo governo? Ma è normale tutto ciò? E di fronte ad una marea di denunce ed esposti che ogni giorno arrivano presso gli uffici delle varie procure si devono aprire inchieste ed indagini contro i vertici dello Stato in modo sistematico? E chi decide se una denuncia o un esposto può avere un seguito giudiziario e un altro no? Basta la discrezionalità e la valutazione di un magistrato per sciogliere questo nodo? E, in ultimo, d’ora in poi si può bloccare tranquillamente l’azione di un Governo nazionale orchestrando e pianificando una serie di esposti e denunce che, come tutti sanno, hanno solo una valenza di natura politica per delegittimare sotto il versante giudiziario una maggioranza democraticamente eletta e scelta dai cittadini italiani?

Ecco perchè, su questo tema si impone adesso una riforma precisa che affronti anche aspetti che, pur non mettendo in discussione il dettato dell’obbligatorietà dell’azione penale, non permetta un uso disinvolto, arbitrario, discrezionale e goliardico dello strumento della denuncia e dell’esposto contro singoli atti di governo. Su questo il Governo Meloni deve dire una parola chiara e netta – con una riforma precisa e tempestiva – pur sapendo che il vecchio vizio e tic della sinistra politica e giudiziaria italiana non finirà. Anzi, si rafforzerà ancora di più nei prossimi mesi anche perchè la Premier, come emerso anche in qualche intercettazione, non è ricattabile e quindi politicamente “è ancora più pericolosa” come hanno anche detto alcuni magistrati.

Una delle vittime di Almasri: da una settimana rivivo l’incubo

Roma, 29 gen. (askanews) – Da quando Nijeem Osama Almasri rientrato in Libia “Ho provato un enorme senso di tradimento. Ma non solo, ho provato un enorme senso di paura. Paura per le persone che sono ancora in Libia, paura per le donne e i bambini che subiranno torture e stupri, ma anche paura per la gente comune libica, che alla fine ha contribuito enormemente al nostro lavoro e al lavoro della Corte penale internazionale per garantire che Almasri venga ritenuto responsabile. Ma ora tornato e viviamo in una grande delusione. Ma questa delusione non finisce qui perch l’Italia ora condivide equamente la responsabilit del sangue delle persone uccise e assassinate attraverso il sistema di Almasri”. Cos David Yambio, sudanese di 27 anni, imprigionato e torturato nel famigerato carcere libico di Mitiga, oggi rifugiato in Italia e portavoce di “Refugees in Lybia”, intervenendo ad una conferenza stampa alla Camera dei Deputati.

Ciani (Ds): testimonianze vittime Almasri aggravano quanto accaduto

Milano, 29 gen. (askanews) – “Ascoltare dalla voce di chi nei campi libici purtroppo c’ stato a lungo e ha subito torture e vessazioni le parole che abbiamo ascoltato ora aggravano ancora di pi quello che accaduto in questi giorni. Purtroppo le persone che qui hanno dato la loro testimonianza hanno conosciuto da vicino Almasri, anche troppo vicino purtroppo, e oggi il loro dolore nel vedere come il loro torturatore sia stato liberato dall’Italia qualcosa che costituisce una vergogna ancora pi forte per il nostro Paese e per le istituzioni che hanno permesso questo. Purtroppo i lager di Mitiga e le politiche migratorie della Libia e gli accordi con l’Italia e l’Europa vanno stoppati, ridiscussi e sicuramente bisogna trovare il modo di tutelare le tante persone violentate, torturate, uccise in quei luoghi”. Lo ha dichiarato il parlamentare di Democrazia Solidale (gruppo Pd) Paolo Ciani, a margine della conferenza stampa “Refugees in Lybia” alla Camera dei Deputati in presenza di alcune delle vittime di tortura del generale libico.

Salute, l’obesit una patologia cronica, non una scelta

Roma, 29 gen. (askanews) – In Italia un adulto su due in sovrappeso o affetto da obesit. L’impatto sulla qualit della vita e sui costi sociali e sanitari allarmante, al punto che le principali agenzie di salute pubblica considerano l’obesit come una delle principali sfide per i sistemi sanitari mondiali, paragonabile ai tumori e alle malattie cardiovascolari.

L’obesit una malattia cronica progressiva, dovuta a pi fattori, recidivante, influenzata da meccanismi genetici, endocrini, ambientali e psicologici. Eppure il pregiudizio la colpevolizzazione dei pazienti.

“Oggi lanciamo la nostra campagna che mirata ad alzare la consapevolezza del pubblico italiano per quel che riguarda la patologia della obesit, che una malattia complessa, cronica, che influenzata di vari fattori. Per anni abbiamo messo la carica sui pazienti e vogliamo oggi cambiare questo discorso per dire che la perdita del peso non dipende dai pazienti. Il messaggio ‘Perdere peso non dipende solo da te’ vogliamo aiutare il pubblico a capire meglio questa patologia cronica, questa malattia che colpisce sei milioni di italiani”.

Dal 29 gennaio al 4 febbraio con l’installazione “The Impossible Gym”, in piazza dei Cinquecento, a Roma, c’ la rappresentazione delle difficolt che le persone con obesit vivono ogni giorno. Sar anche possibile parlare con medici e specialisti per approfondire le tematiche legate alla gestione della patologia e la possibilit di misurare il proprio Indice di massa corporea.

Rocco Barazzoni, presidente della Societ Italiana Obesit e professore all’Universit di Trieste, spiega: “E’ inaccettabile colpevolizzare dare in qualche modo la responsabilit dell’obesit alle persone colpite perch di fatto non una scelta. Lo stigma purtroppo ancora vivo, la consapevolezza della obesit come malattia ancora insufficiente o comunque non abbastanza diffusa. Quindi anche compito delle societ scientifiche ma anche direi in generale di chi coinvolto nelle decisioni, sulla prevenzione ad evitare di banalizzare, di semplificare troppo o di non farlo in relazione ad un problema cos complesso. Bisogna aiutare anche la persona a non colpevolizzarsi. Per questo si parla di stigma interiorizzato. E’ quando una persona comincia a vivere l’obesit come un fallimento, come una vergogna, non ne vuole parlare, non lo vuole affrontare e quindi il problema invece di tentare di rsolverlo e curarlo si aggrava”.

Questa palestra chiusa e trasparente, con pesi legati da elastici la rappresentazione degli ostacoli fisici, biologici e psicologici che affronta ogni momento una persona sovrappeso.

Stefano Benigni, della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati: “In questa legge di bilancio abbiamo istituito, attraverso un mio emendamento, un fondo dedicato alla cura dell’obesit. E’ un piccolo primo passo per iniziare un percorso che deve passare anche da un cambiamento culturale della societ. L’obiettivo contrastare questa patologia, che una patologia cronica e come tale deve essere riconosciuta dal Servizio sanitario nazionale. E’ una patologia che impatta notevolmente sulla nostra societ e sul bilancio dello Stato. Oggi i costi relativi all’obesit sono 14 miliardi di euro, ci sono pi di cento patologie correlate, dai problemi cardio-vascolari, al diabete ai problemi ortopedici, che impattano sulla gestione del nostro Servizio sanitario nazionale”.

La vita per una persona affetta da obesit complicata e difficile, caratterizzata in molti casi da una sensazione di profonda solitudine, incomprensione, senso di colpa. A completare il tutto c’ la continua proposta di diete e rimedi fai da te.

“E’ una problematica complessa – sottolinea ancora Barazzoni – le risposte semplici purtroppo a volte, anzi quasi sempre, non sono efficaci. E’ da evitare questa rincorsa a quelle che sono le mode oppure anche le diete non implementate e sotto la supervisione di esperti”.

Calcio, Champions, ride solo l’Inter di Lautaro Martinez

Roma, 29 gen. (askanews) – Ride soltanto l’Inter nell’ultima giornata della fase campionato di Champions League. I nerazzurri battono 3-0 il Monaco e si garantiscono un posto diretto per gli ottavi di finale. Dopo 4 minuti Inter già avanti col rigore di Lautaro. Al 12′ ospiti in 10 per il rosso a Mawissa e arriva subito il bis, ancora con Lautaro. Nella ripresa l’argentino trova la tripletta, nel finale c’è spazio anche per il debutto di De Pieri

All’Atalanta non basta il 2-2 contro il Barcellona. La sqadra di Gasperini manca l’accesso tra le prime 8 di Champions League e ai playoff affronterà una tra Sporting o Bruges. Succede tutto nel secondo tempo: a sbloccarla è Yamal. Al 67′ Ederson trova il gol del pareggio. A riportare in vantaggio la squadra di Flick è Araujo al 72′. L’Atalanta non molla e trova il 2-2 con Pasalic

Sanguinosa sconfitta del Milan che scivola fuori dalle prime otto della classifica sconfitta 2-1 dalla Dinam Zagabria e va ai playoff contro il Feyenoord dell’obiettivo Gimenez o la Juventus. Segna subito Baturina sull’errore di Gabbia, poi Musah viene espulso per doppio giallo. Pari di Pulisic nella ripresa e immediato 2-1 di Pjaca

La Juventus, già qualificata ai playoff, viene battuta 2-0 in casa dal Benfica al termine di una prova opaca, specie nel primo tempo. La Juve perde in avvio Kalulu per un problema muscolare, il Benfica passa al 16′ con Pavlidis. Bianconeri praticamente mai pericolosi. Nella ripresa la Juve ci prova ma i portoghesi passano ancora a 10′ dal termine con un contropiede finalizzato da Kokcu. Ai playoff Juve contro Milan o Psv Eindhoven

Il Bologna termina la sua Champions con un onorevole pareggio, 1-1 contro lo Sporting, il secondo a Lisbona dopo quello col Benfica. Nel primo tempo Beukema colpisce subito la traversa e poco dopo serve l’assist per il vantaggio a Pobega. Nella ripresa l’ex Milan sfiora anche la doppietta, ma al 77′ Harder, sostituto dell’indisponibile Gyokeres, segna il gol che qualifica la sua squadra ai playoff. Sporting avanti per differenza reti. Infortunio per Ferguson

Una delle vittime di Almasri: mi ha torturato in prigione coi bastoni

Milano, 29 gen. (askanews) – “Sono stato torturato nella sua prigione. Sono stato torturato nella sua prigione ed stato lui a colpirmi con i bastoni. E lui venuto, mi ha tolto una croce al collo, venuto e me l’ha tolta e mi ha picchiato con i bastoni. E quando ho provato a scappare, mi hanno picchiato sulle gambe, sul corpo, i suoi soldati. E lui era in prigione e diceva ai sui soldati di fare cos”. Cos il rifugiato Lam Magok sud sudanese ha offerto la propria testimonianza di vittima delle violenze nelle carceri libiche in una conferenza stampa alla Camera dei Deputati di “Refugees in Lybia”.

Fed blocca tassi e li terrà fermi se inflazione non tornasse a calare

Roma, 29 gen. (askanews) – La Federal Reserve, la Banca centrale degli Stati Uniti ha confermato i livelli attuali dei tassi di riferimento sul dollaro: i fed funds restano quindi a una forchetta del 4,25%-4,50%. La decisione, annunciata al termine del direttorio (Fomc), è in linea con le attese. L’economia mostra livelli “solidi”, la disoccupazione si è stabilizzata a valori bassi mentre “l’inflazione resta in qualche misura elevata”.

“La nostra attesa è che continuiamo a vedere progressi” sul ritorno del caro vita al livello obiettivo del 2%. “Il punto è quando”, ha spiegato il presidente Jerome Powell, nella conferenza stampa al termine del direttorio. “Se non dovesse mostrare progressi, allora potremmo tenere i tassi di interesse fermi più a lungo”.

Su questi aspetti gli sviluppi sono stati sostanzialmente in linea con le attese. La pausa della Fed sui tagli dei tassi avviene in un quadro piuttosto diverso rispetto a quello dell’eurozona, dove l’economia è più debole e la Bce sta continuando a ridurre i tassi: e così è atteso che faccia anche domani, al termine del Consiglio direttivo.

Powell è stato poi ripetutamente interpellato sui rapporti con la nuova amministrazione Trump – che ha manifestato malcontento per l’operato del banchiere centrale – e sui numerosi ordini esecutivi che il presidente Usa ha emanato dall’insediamento.

“Non ho avuto contatti” con la nuova amministrazione e “non farò commenti su quanto ho detto il presidente”, ha replicato Powell. “Il pubblico deve essere fiducioso che continueremo a fare il nostro lavoro e che manteniamo l’impegno a svolgere il nostro compito”. Per chi ormai ha seguito diverse volte le sue conferenze stampa, il banchiere centrale è apparso un po’ sotto pressione: all’inizio ha tratto un profondo respiro.

Poi ha cercato di districarsi tra le domande dei giornalisti. Ha comunque fornito alcune risposte. Specialmente sui dazi, preannunciati ma ancora non adottati da Trump, e sui loro possibili effetti per economia e inflazione degli Stati Uniti. “Dobbiamo aspettare e vedere. Ancora non sappiamo cosa accadrà e ci sono tante variabili in gioco – ha spiegato -. Veniamo da un periodo di alta infrazione in cui non siamo ancora tornati al 2%. Il commercio è cambiato molto” rispetto alle precedenti guerre commerciali del 2018-2019 “si è diffuso e non è più concentrato tanto quanto prima sulla Cima”.

“Non sappiamo che dazi saranno decisi e per quanto tempo e su quali paesi, non sappiamo quali saranno le rappresaglie e come si trasmetterà il tutto nell’economia e ai consumatori. Questo va verificato – ha proseguito – ci sono così tante variabili e dobbiamo aspettare e vedere, studiare, esaminare i precedenti storici e pensare ai fattori che possono essere rilevanti. E poi vedremo come va”.

Quanto ai cambi di rotta di Trump su altre politiche “stiamo esaminando gli ordini esecutivi. E come abbiamo fatto con molte amministrazioni in precedenza, stiamo lavorando per allineare le nostre pratiche agli ordini”, ha detto in merito ad una domanda sull’ordine di Trump di interrompere tutte le attività di promozione di “diversità, equità e inclusione” (Dei) che erano state spinte da Biden sulle assunzioni di personale di agenzie e enti federali.

In passato lo stesso Powell aveva sostenuto che la diversità fosse utile al funzionamento di imprese e istituzioni. E a chi gli ha chiesto se lo pensasse ancora: “sì – ha replicato – penso ancora che sia così”. Su un’altra svolta, in questo caso contro l’immigrazione illegale, che di fatto non veniva osteggiata da Biden e su cui invece Trump ha operato una drastica stretta, accompagnata da rimpatri degli illegali, Powell ha confermato che su alcuni settori dell’economia potrebbero crearsi più pressioni per reperire mano d’opera, in particolare nell’ediliza. “Ma ancora non si vede negli aggregati macroeconomici”, ha precisato.

Wall Street ha mantenuto una dinamica debole e chiuso in ribasso (Dow Jones -0,31%, Nasdaq -0,51%), mentre il dollaro ha mostrato un andamento rialzista dopo le decisioni della Fed. 8di Roberto Vozzi).

Generali, Sironi: "E’ il momento di tenere la schiena dritta"

Venezia, 29 gen. (askanews) – “E’ il momento di tenere la schiena dritta”. Il presidente di Generali, Andrea Sironi, ha spiegato con queste poche parole la decisione di rendersi disponibile, al pari dell’Ad Philippe Donnet, per una ricandidatura in occasione del rinnovo del board previsto con l’assemblea di primavera. Lo ha detto a Venezia ad Askanews mentre lasciava la Serra dei Giardini Reali dove ha tenuto un breve discorso ai giornalisti in vista della presentazione domani del piano industriale 2025-2027.

Precedentemente, con una nota il gruppo ha riferito che il Cda ha deciso di “non procedere alla presentazione di una lista per il rinnovo dell’organo di gestione della compagnia, alla luce della circostanza che il quadro normativo di riferimento non risulta ancora completo ed i tempi, allo stato, non sarebbero compatibili con l’iter di autorizzazione ed approvazione delle modifiche dello statuto necessarie”.

La decisione di non presentare una lista è stata presa “nell’ambito della definizione del parere di orientamento agli azionisti che sarà pubblicato nei prossimi giorni”. La maggioranza dei consiglieri in carica del board di Generali – tra cui il presidente e l’amministratore delegato Philippe Donnet – ha comunque “espresso la propria disponibilità a considerare una eventuale candidatura” in vista del rinnovo dell’organo.

Nel frattempo, “il piano che vi presenteremo domani sarà un piano che è in linea di continuità con quello che abbiamo fatto fino adesso con grandi risultati, come sapete, sia dal punto di vista economico che come riconoscimento da parte del mercato”, ha detto Sironi, a margine di un evento con la stampa.

Il piano sara’ significativamente ambizioso e “potra’ creare ulteriore valore per gli stakeholder, dal punto di vista economico, finanziario e sociale”. “Sono fiducioso – ha concluso – che vi sorprenderemo positivamente con il piano che il valido Ceo Donnet e il team management presenteranno domani”.

Ue, Urso: rendere sostenibile la transizione per l’industria

Bruxelles, 29 gen. (askanews) – Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha avuto diversi incontri alla Commissione europea, oggi a Bruxelles, in particolare con il commissario per la Mobilità sostenibile, Apostolos Tzitzikostas, con la vicepresidente esecutiva per la Transizione giusta e pulita e per la Concorrenza, Teresa Ribera, e con il commissario per l’Azione per il clima, Wopke Hoekstra.

‘Ho riscontrato – ha detto Urso in un punto stampa stasera all’uscita del Palazzo Berlaymont, sede dell’Esecutivo comunitario – piena collaborazione nei tre commissari che ho incontrato oggi, così come negli altri cinque che ho incontrato nei giorni e nelle settimane precedenti. Noi vogliamo lavorare con la Commissione e con le altre istituzioni europee (per raggiungere l’obiettivo di rendere sostenibile il sistema industriale e sociale europeo, nella duplice sfida della transizione ambientale e digitale. E siamo convinti che oggi si possa fare’.

Il ministro ha ribadito innanzitutto di aver accolto con favore la comunicazione ‘Competitiveness Compass’ (la ‘Bussola della competitività’), il piano strategico che è stato presentato oggi dalla Commissione, con la tabella di marcia delle misure per la semplificazione degli oneri burocratici delle imprese e per un’industria europea che sia più competitiva e più basata sull’innovazione. ‘Noi lo riteniamo – ha detto – un buon inizio nella giusta direzione, perché ha una visione finalmente strategica e nel contempo pragmatica di quello che l’Europa deve fare subito e insieme, già in questa prima fase del 2025’.

Quanto ai colloqui con i commissari, ha riferito il ministro, ‘ho illustrato i documenti strategici, i ‘non paper’, che l’Italia insieme ad altri paesi ha presentato alla Commissione e al Consiglio Ue. Mi riferisco ai ‘non paper’ sull’auto, sul Cbam (il nuovo sistema di ‘dazi climatici’, chiamato ‘Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere’), e sulla siderurgia, sulla microelettronica e sulla semplificazione, che riteniamo strategici in questa nuova, assolutamente necessaria, revisione complessiva della politica industriale europea’.

Urso ha poi parlato del ‘dialogo sul futuro del settore automotive’, un’iniziativa annunciata dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, che comincerà domani. ‘Ne ho parlato con i commissari competenti, che da domani ascolteranno la voce delle imprese e dei lavoratori europei’. Una voce ‘che io ritengo sia quella del buonsenso e della realtà, che il governo italiano ha portato sin dall’inizio, già due anni fa, e tanto più in questa nuova fase, alla Commissione europea, alle istituzioni europee, perché noi vogliamo sostenere il lavoro e l’impresa europea’.

A un giornalista che chiedeva se il governo sia contrario all’obiettivo Ue delle auto a zero emissioni entro il 2035, il ministro ha risposto: ‘No, assolutamente: in tutti i nostri documenti riaffermiamo i target del 2035, che vogliamo raggiungere con un’impresa europea e quindi con un lavoro europeo pienamente in vigore. Noi chiediamo – ha puntualizzato -di rivedere in maniera complessiva, strutturale e strategica le modalità con cui raggiungere questo obiettivo. Per questo ho detto con estrema chiarezza, come è affermato nel nostro documento, che vogliamo rivedere i meccanismi infernali delle multe alle case automobilistiche’ che non rispetteranno i limiti alle emissioni già alla fine di quest’anno. Ma questo, ha avvertito, ‘non è sufficiente: non basta rimuovere questo ostacolo infernale per rendere competitiva l’industria europea’; farlo ‘è necessario ma non sufficiente’.

‘Per questo – ha continuato Urso – ho detto che noi siamo favorevoli, e lo abbiamo scritto nel nostro documento, a un piano incentivi europeo omogeneo e duraturo nel tempo, per facilitare l’acquisto di auto ecologicamente sostenibili. Noi non vogliamo aggirare la questione: l’elefante è nella stanza e già da molto tempo non possiamo nasconderlo sotto il tappeto. Abbiamo bisogno di un piano complessivo, strutturale e strategico su tutti i fronti, per rendere sostenibile l’industria e il lavoro europeo rispetto alla grande sfida titanica della Cina e degli Stati Uniti’.

Quanto alla soluzione per risolvere il problema delle multe alle case automobilistiche inadempienti rispetto agli obiettivi intermedi di riduzione delle emissioni, a cominciare da quest’anno, il ministro ha affermato: ‘Non so quale sarà la soluzione. È certo che dobbiamo trovare una soluzione, perché credo che sia chiaro a tutti che il meccanismo infernale secondo il quale si possono aggirare le multe, acquistando i crediti (di carbonio, ndr) dalle fabbriche di auto che producono fuori dall’Europa, porta al collasso dell’industria europea, e addirittura finanzia l’industria extra-europea’.

Urso non ha risposto a un giornalista che chiedeva se non abbia comunque senso questo meccanismo di compensazione (‘pooling), per cui la case costruttrici che non hanno rispettato i nuovi limiti per le emissioni del proprio parco auto, possono acquistare i ‘crediti di carbonio’ da altri costruttori che invece sono rimasti molto al disotto del loro target, perché producono solo auto elettriche, come Tesla, perché le multe costerebbero molto di più.

‘Dobbiamo assolutamente rivedere – ha replicato invece il ministro – i meccanismi del ‘Green Deal’ che sono congegnati male, al punto tale che hanno creato questo ostacolo insormontabile. Ne vogliamo prendere atto? E prenderne atto significa che dobbiamo rimuovere questo ostacolo, insieme gli altri ostacoli, non aggirarlo. E le soluzioni che servono per poi raggiungere l’obiettivo possono essere diverse’.

‘Noi abbiamo fatto – ha ricordato Urso – una proposta complessiva che parte da una visione di piena neutralità tecnologica, e che vale per l’energia come per il settore delle auto. Perché la neutralità tecnologica, la libertà di scelta di quale tecnologia preferire, è l’enucleazione dello spirito della libertà su cui si fonde l’Europa. Noi chiediamo che si affronti la questione nella sua complessità, sotto ogni aspetto’.

Nella comunicazione di oggi della Commissione sulla ‘Bussola della competitività, ha continuato il ministro, ‘si parla di neutralità tecnologica, per la prima volta e in modo molto significativo; noi riteniamo, e d’altra parte così ci è stato comunicato dai commissari che abbiamo incontrato oggi, che domani, con il ‘dialogo strategico’ con le imprese e con i rappresentanti dei lavoratori’ del settore automotive ‘si prenderà atto di quello che è la realtà, e sulla base della realtà si affronterà la questione’.

‘Io ho riscontrato queste aperture su una visione piena di neutralità tecnologica; poi molto dipenderà – ha rilevato Urso – da quello che diranno le imprese e i sindacati nei prossimi giorni nel ‘dialogo strategico’. Io trovo nel ‘Compass’ molti degli elementi che noi abbiamo indicato, sia per quanto riguarda la neutralità tecnologica e la visione strategica e complessiva, sia per quanto riguarda le imprese energivore, e certamente anche per la revisione del Cbam, per rendere sostenibile la siderurgia e la chimica italiana ed europea’.

‘Credo che sia un buon inizio, con una visione finalmente laica e strategica della sfida che abbiamo davanti a noi. E se, come penso accadrà nel dialogo strategico, le imprese e i sindacati ribadiranno le loro buone ragioni, penso che alla fine di questo percorso, sia nel piano per l’automotive, sia nel ‘Clean Industrial Deal’ che la Commissione presenterà prossimamente, ‘ritroveremo gli elementi necessari per affrontare la realtà e vincere la sfida. Sono fiducioso’, ha affermato il ministro.

Riguardo al Cbam, gli è stato chiesto infine se l’Italia insista nella sua posizione contraria ad abbandonare le quote di emissioni gratuite, che sono concesse oggi alle industrie a forte intensità energetica, per proteggerle dal rischio del cosiddetto ‘carbon leakage’ (l’importazione nell’Ue di prodotti provenienti da paesi terzi in cui non ci sono norme sulle emissioni equivalenti a quelle europee). I ‘dazi climatici’ del Cbam mirano, appunto, a eliminare la possibilità di ‘carbon leakage’.

‘La nostra logica – ha replicato Urso – è sempre la stessa, la nostra visione è sempre la stessa: con estrema coerenza, noi chiediamo che ci sia una revisione del Cbam, per evitarne l’aggiramento, e per rendere sostenibile la tecnologia green’, e in particolare ‘la siderurgia green, in cui l’Italia è leader in Europa, e a cui non vogliamo assolutamente rinunciare, anche nella sfida competitiva con coloro che producono fuori dall’Europa senza rispettare gli stessi vincoli ambientali che noi giustamente vogliamo imporre nel nostro sistema produttivo.

Quindi, ha affermato il ministro, quello che occorre è ‘una revisione del Cbam che ne impedisca l’aggiramento o l’elusione, e che nel contempo supporti le imprese europee che producono in Europa secondo le regole ambientali, anche nella competizione globale, nei mercati e nei paesi dove agiscono produttori che non rispettano le regole ambientali’. In altre parole, la continuazione del sostegno alle imprese energivore attraverso le quote gratuite dovrebbe servire a permettere loro di competere anche nei mercati fuori dall’Ue.

Perché, ha concluso Urso, ‘se vuole davvero vincere la sfida, l’Europa deve sostenere la transizione ambientale rendendo competitive le nostre imprese sui mercati globali’.

Belloni consigliere diplomatico capo di Ursula von der Leyen

Bruxelles, 29 gen. (askanews) – L’ambasciatrice Elisabetta Belloni, ex direttrice del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza italiano (Dis), da cui si è dimessa il 15 gennaio, è stata nominata “consigliere speciale” della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Lo ha confermato oggi a Bruxelles, l’ufficio del Portavoce della Commissione.

Oggi, 29 gennaio, ha riferito in serata un portavoce, “il Collegio dei commissari ha deciso di designare la dottoressa Elisabetta Belloni come Consigliere speciale che esercita la funzione di Consigliere diplomatico capo, e che risponde direttamente alla presidente” della Commissione, Ursula von der Leyen.

Per quanto riguarda il processo di reclutamento, il portavoce ha rilevato che “spetta ai membri del Collegio individuare un consigliere speciale che desiderano nominare per un determinato periodo di tempo, per scopi specifici. Questi consiglieri sono generalmente esperti di punta nel proprio campo, e sono incaricati di fornire assistenza ai commissari europei, in determinate aree di policy, sulla base dell’eccezionale livello di esperienza professionale e competenza che possiedono”.

“La nomina dei consiglieri speciali – ha precisato – è effettuata dal Collegio su proposta del commissario responsabile dell’amministrazione. In base alle norme applicabili, i loro contratti hanno una durata massima di due anni, rinnovabili”.

Infine, il portavoce ha ricordato che “la procedura di reclutamento comporta la verifica di tutti gli aspetti dei potenziali conflitti di interesse tra i futuri doveri del consigliere speciale e qualsiasi attività esterna svolta, nonché le implicazioni di bilancio correlate”.

Germania, deputato Spd Schaefer: “Scholz pi bravo di ci che appare”

Roma, 29 gen. (askanews) – Tra gli errori di Olaf Scholz c’ stato quello di non avere rivenduto bene i suoi successi, dagli aiuti tedeschi all’Ucraina alla gestione dei migranti in Germania. Parola del deputato del Bundestag Axel Schaefer (Spd), in visita nei giorni scorsi a Roma per gli impegni del Gruppo Parlamentare tedesco per l’amicizia italo-tedesca di cui presidente.

Schaefer, che siede al Bundestag da 22 anni (dal 2002) e prima stato 5 anni europarlamentare (1994-1999), quest’anno ha deciso di lasciare il Parlamento e del suo leader socialdemocratico dice: “Scholz ha riscosso pi successo ed migliore di quello che appare sui media, alle volte troppo timido”. “Ma adesso deve posizionarsi chiaramente anche per quanto sta succedendo in America, cos come stata presa una posizione chiara con la Russia”, sottolinea in un’intervista presso la sede della Fondazione Ebert (Ebert Stiftung) a Roma, dove ha incontrato alcuni giornalisti. ” una sfida, una tracotanza molto pericolosa, a cui dobbiamo opporci; la maggior parte dei tedeschi non vuole che Musk con i suoi miliardi decida la nostra politica”, ha affermato il deputato tedesco.

“Lottiamo perch (il 23 febbraio, ndr) si ripeta il successo del 2021, ma molto, molto difficile”, ammette il 72enne politico socialdemocratico, riferendosi a quel tondo 25,7% di consensi per il partito ottenuto meno di 4 anni fa.

“Non mi auguro nessuna Grande coalizione – dice Schaefer – ma nella mia vita ho fatto esperienza di un governo Spd-Fdp, Spd con i Verdi, Cdu con Spd, poi questo raggruppamento a tre (Spd-Fdp-Verdi, coalizione semaforo ndr) i partiti democratici devono volere l’alleanza ed esserne capaci”, conclude il deputato, tra i primi a sostenere la proposta di vietare il partito di estrema destra AfD a livello nazionale, ma “deve farlo la Corte costituzionale, non pu farlo la politica”.

Federal Reserve conferma i tassi sul dollaro al 4,25%-4,50%

Roma, 29 gen. (askanews) – La Federal Reserve, la Banca centrale degli Stati Uniti ha confermato i livelli attuali dei tassi di riferimento sul dollaro: i fed funds restano quindi a una forchetta del 4,25%-4,50%. La decisione, annunciata al termine del direttorio (Fomc), è in linea con le attese.

“Recenti indicatori suggeriscono che l’attività economica ha continuato ad espandersi a un ritmo solido. La disoccupazione si è stabilizzata a livelli bassi e le condizioni del mercato del lavoro restano solide – afferma l’istituzione monetaria con un comunicato -. L’inflazione resta in qualche misura elevata”.

Secondo la Fed, le prospettive dell’economia statunitense sono incerte e il direttorio è “attento ai rischi di entrambi gli elementi” del suo duplice mandato: preservare la stabilità dei prezzi e puntare alla massima occupazione.

Formula1, incidente per Hamilton, Leclerc non scende in pista

Roma, 29 gen. (askanews) – Conclusa la seconda giornata di test Tpc (‘Testing Previous Cars) della Ferrari a Barcellona. Un Day-2 caratterizzato e condizionato dall’incidente di Hamilton nel terzo settore del circuito catalano. Illeso il pilota britannico che ha perso il controllo della SF-23 (la monoposto utilizzabile in queste prove secondo il regolamento) nella parte finale del tracciato ed è finito contro le barriere. La vettura ha riportato danni che riguarderebbero sia le componenti aerodinamiche che le sospensioni. Condizioni che di conseguenza hanno modificato i piani odierni con Leclerc che non è potuto scendere in pista. Domani il Day-3, con i titolari che dovrebbero lasciare il posto a Giovinazzi e Beganovic, ma dopo il cambio di programma il condizionale è d’obbligo. A Hamilton e Leclerc, infatti, potrebbe essere concesso di recuperare il tempo perso nella giornata di mercoledì.

Camere in stand by in attesa del governo su Almasri, opposizioni: "Scappano"

Roma, 29 gen. (askanews) – Parlamento in stand by in attesa che il governo decida chi e quando debba riferire sulla vicenda Almasri: Camera e Senato torneranno a riunirsi soltanto quando le rispettive conferenze dei capigruppo, convocate per martedì 4 febbraio, avranno calendarizzato una nuova informativa dopo che quella dei ministri Nordio e Piantedosi che si sarebbe dovuta tenere oggi è saltata.

“Il governo non scappa da nessun confronto con il Parlamento, è sempre stato disponibile a riferire su questa vicenda. Semplicemente rimandiamo di qualche giorno”, ha assicurato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, secondo il quale “al momento non è opportuno” che a riferire siano i ministri della Giustizia e dell’Interno, né la premier Giorgia Meloni, da ieri iscritti sul registro degli indagati in seguito alla denuncia di Li Gotti che ipotizza i reati di favoreggiamento personale (nei confronti del generale libico) e peculato (per l’uso dell’aereo di stato per il rimpatrio). Il guardasigilli e il titolare del Viminale, d’altronde, hanno giustificato la loro assenza oggi in una lettera al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, “a seguito dell’informazione di garanzia ricevuta in ossequio alla procedura e nel rispetto del segreto istruttorio”.

Non è escluso che alla fine a riferire sulla vicenda possa essere lo stesso Ciriani. Il suo nome come sostituto dei ministri indagati era circolato questa mattina alla Camera e poi proposto all’opposizione dal presidente del Senato Ignazio La Russa nel corso della capigruppo. In realtà, come ha spiegato lo stesso ministro, “è stato un equivoco, non c’è mai stata una mia disponibilità oggi, non avrebbe avuto senso, attendiamo le decisioni del governo”.

Le opposizioni continuano a chiedere che Meloni chiarisca in Parlamento e non via social i passaggi che hanno portato al rimpatrio del libico nonostante il mandato di arresto della corte penale internazionale. La protesta contro l’annullamento delle informative di Nordio e Piantedosi ha tenuto banco per tutta la mattinata nelle aule di Camera e Senato. Incandescente il clima a Palazzo Madama dove Pd, M5s e Avs hanno lasciato l’emiciclo dopo l’intervento del senatore di FdI Alberto Balboni che ha parlato di una “certa magistratura che umilia il Parlamento” e che “si è voluta sostituire al Parlamento e alla democrazia”.

“Il governo continua a scappare e a umiliare il Parlamento indipendentemente dalla vicenda giudiziaria. Per noi non esiste la motivazione che siccome sono stati iscritti al registro degli indagati non possono venire in Parlamento. Santanchè è venuta per ben due volte con delle indagini in corso. Chiediamo vengano loro e si assumano la responsabilità di quanto accaduto. Quello che si è verificato oggi non è archiviabile”, ha ricordato la presidente dei deputati Pd Chiara Braga.

La sospensione dei lavori fino a nuova capigruppo fa saltare per l’ennesima volta anche il voto sui giudici costituzionali fissato per domani: sarebbe stato il quattordicesimo scrutinio per l’elezione di un giudice e il quinto scrutinio per l’elezione di tre giudici. D’altronde, ammette Ciriani, “il clima non mi pare che sia di quelli che consentono un voto bipartisan e comunque il presidente della Camera ha già deciso che domani non si fa nulla. Ha tagliato la testa al toro”.

Camere in stand by in attesa governo su Almasri, opposizioni:"scappano"

Roma, 29 gen. (askanews) – Parlamento in stand by in attesa che il governo decida chi e quando debba riferire sulla vicenda Almasri: Camera e Senato torneranno a riunirsi soltanto quando le rispettive conferenze dei capigruppo, convocate per martedì 4 febbraio, avranno calendarizzato una nuova informativa dopo che quella dei ministri Nordio e Piantedosi che si sarebbe dovuta tenere oggi è saltata.

“Il governo non scappa da nessun confronto con il Parlamento, è sempre stato disponibile a riferire su questa vicenda.Semplicemente rimandiamo di qualche giorno”, ha assicurato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, secondo il quale “al momento non è opportuno” che a riferire siano i ministri della Giustizia e dell’Interno, né la premier Giorgia Meloni, da ieri iscritti sul registro degli indagati in seguito alla denuncia di Li Gotti che ipotizza i reati di favoreggiamento personale (nei confronti del generale libico) e peculato (per l’uso dell’aereo di stato per il rimpatrio). Il guardasigilli e il titolare del Viminale, d’altronde, hanno giustificato la loro assenza oggi in una lettera al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, “a seguito dell’informazione di garanzia ricevuta in ossequio alla procedura e nel rispetto del segreto istruttorio”.

Non è escluso che alla fine a riferire sulla vicenda possa essere lo stesso Ciriani. Il suo nome come sostituto dei ministri indagati era circolato questa mattina alla Camera e poi proposto all’opposizione dal presidente del Senato Ignazio La Russa nel corso della capigruppo. In realtà, come ha spiegato lo stesso ministro, “è stato un equivoco, non c’è mai stata una mia disponibilità oggi, non avrebbe avuto senso, attendiamo le decisioni del governo”.

Le opposizioni continuano a chiedere che Meloni chiarisca in Parlamento e non via social i passaggi che hanno portato al rimpatrio del libico nonostante il mandato di arresto della corte penale internazionale. La protesta contro l’annullamento delle informative di Nordio e Piantedosi ha tenuto banco per tutta la mattinata nelle aule di Camera e Senato. Incandescente il clima a Palazzo Madama dove Pd, M5s e Avs hanno lasciato l’emiciclo dopo l’intervento del senatore di FdI Alberto Balboni che ha parlato di una “certa magistratura che umilia il Parlamento” e che “si è voluta sostituire al Parlamento e alla democrazia”.

“Il governo continua a scappare e a umiliare il Parlamento indipendentemente dalla vicenda giudiziaria. Per noi non esiste la motivazione che siccome sono stati iscritti al registro degli indagati non possono venire in Parlamento. Santanchè è venuta per ben due volte con delle indagini in corso. Chiediamo vengano loro e si assumano la responsabilità di quanto accaduto. Quello che si è verificato oggi non è archiviabile”, ha ricordato la presidente dei deputati Pd Chiara Braga.

La sospensione dei lavori fino a nuova capigruppo fa saltare per l’ennesima volta anche il voto sui giudici costituzionali fissato per domani: sarebbe stato il quattordicesimo scrutinio per l’elezione di un giudice e il quinto scrutinio per l’elezione di tre giudici. D’altronde, ammette Ciriani, “il clima non mi pare che sia di quelli che consentono un voto bipartisan e comunque il presidente della Camera ha già deciso che domani non si fa nulla. Ha tagliato la testa al toro”.

Difesa, in Kuwait prosegue addestramento tra AM e Iraqi Air Force

Roma, 29 gen. (askanews) – Prosegue l’addestramento congiunto tra velivoli italiani e iracheni, con il Task Group Typhoon della Task Force Air Kuwait che ha testato tattiche e procedure in missioni di tipo air-to-air per rafforzare l’interoperabilità e la capacità di coordinamento con l’Iraqi Air Force.

L’esercitazione, che rientra tra le iniziative previste dalla missione multinazionale “Prima Parthica/Ineherent Resolve”, ha visto la partecipazione di due Eurofigher F-2000 italiani e quattro F-16 iracheni, impegnati in diverse intercettazioni simulate.

Gli Eurofighter impiegati sono schierati in Kuwait presso la Base aerea di Ali al-Salem. Si tratta di velivoli militari multiruolo (Swing Role) di quarta generazione avanzata, con ruolo primario di caccia intercettore e superiorità aerea, che esprimono anche capacità aria-suolo.

Al termine degli eventi addestrativi, il Colonnello Matteo Zuliani, Comandante dell’Italian National Contingent Command Air – Task Force Air Kuwait, ha sottolineato l’importanza dell’addestramento in contesti multinazionali e interforze, indispensabile per garantire l’efficacia delle operazioni e aumentare la sinergia tra le forze della Coalizione, al fine di garantire la stabilità e la sicurezza internazionale.

L’Italian National Contingent Command Air/Task Force Air Kuwait è stato costituito il 17 ottobre 2014 e posto alle dipendenze – per gli aspetti nazionali – del Comando Operativo di Vertice Interforze.

Partecipa all’operazione Prima Parthica/Ineherent Resolve nell’ambito della Coalizione internazionale anti-ISIS, garantendo il comando e l’impiego sinergico e coordinato delle capacità fornite, schierate in Kuwait e Iraq e impegnate in attività di Intelligence, Surveillance and Reconnaissance (ISR), Air to Air Refuelling (AAR), trasporto aero strategico e tattico (Airlift), Electronic Warfare (EW), Medical Evacuation (Medevac) e sostegno logistico e amministrativo.

Libia, Meloni e ministri nominano unico legale Giulia Bongiorno

Roma, 29 gen. (askanews) – Secondo quanto si apprende la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i ministri dell’Interno Matteo Piantedosi, della Giustizia, Carlo Nordio, e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega ai servizi segreti, Alfredo Mantovano, hanno deciso congiuntamente – rispetto al caso Almasri – di nominare quale unico legale l’avvocato Giulia Bongiorno. Una scelta che sottolineerebbe a compattezza del governo anche nell’esercizio dei propri diritti di difesa.

Giulia Bongiorno, senatrice della Lega e difensore del vicepremier Matteo Salvini nel processo Open Arms, era stata vista entrare stamane a Palazzo Chigi.

Maturità 2025, le materie del II scritto. Conterà anche la condotta

Roma, 29 gen. (askanews) – Latino al Liceo classico; Matematica al Liceo scientifico; Lingua e cultura straniera 1 al Liceo linguistico; Lingua inglese per gli Istituti tecnici del Settore economico indirizzo “Turismo”; Geopedologia, Economia ed Estimo per l’indirizzo “Costruzioni, Ambiente e Territorio”. Queste alcune delle discipline scelte per la seconda prova scritta della #Maturità2025, secondo quanto prevede il decreto firmato dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

L’Esame conclusivo del secondo ciclo d’istruzione – per l’ammissione al quale è previsto, dal corrente anno scolastico, lo svolgimento da parte dei candidati anche dei Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO) e/o delle attività assimilabili secondo quanto previsto dall’indirizzo di studio – si svolge secondo la struttura definita dal decreto legislativo 62/2017: una prima prova scritta di Italiano, comune a tutti gli indirizzi di studio, che si svolgerà dalle ore 8.30 di mercoledì 18 giugno 2025; una seconda prova scritta, riguardante le discipline caratterizzanti i singoli percorsi di studio (per i Professionali delineati dal d.lgs. n. 61/2017, la seconda prova scritta non riguarda specifiche discipline ma le competenze in uscita e i nuclei tematici fondamentali di indirizzo alle stesse correlati); il colloquio, che ha l’obiettivo di accertare il conseguimento del profilo educativo, culturale e professionale della studentessa e dello studente. Nel corso del colloquio, il candidato espone anche le esperienze svolte nell’ambito dei Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO) e le competenze acquisite nell’ambito dell’Educazione civica.

Nel caso in cui il candidato interno abbia riportato, in sede di scrutinio finale, una valutazione del comportamento pari a sei decimi, il colloquio ha altresì a oggetto la trattazione di un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale, assegnato dal consiglio di classe. “Sarà un esame che consentirà a ogni ragazzo di esprimere il meglio di quanto ha appreso negli anni e che terrà conto anche della valutazione del comportamento”, dichiara Valditara, “il nostro obiettivo è una scuola con standard di qualità sempre più alti, in cui la centralità della persona e la cultura del rispetto sono fondamentali”.

Le Commissioni d’esame sono composte da un Presidente esterno, da tre membri esterni e da tre interni all’istituzione scolastica.

È prevista una terza prova scritta in alcuni indirizzi di studio (sezioni EsaBac, EsaBac techno, sezioni con opzione internazionale, scuole della Regione autonoma Valle d’Aosta, della Provincia autonoma di Bolzano e scuole con lingua d’insegnamento slovena del Friuli Venezia Giulia).

Per conoscere tutte le discipline oggetto della seconda prova e quelle affidate ai commissari esterni è disponibile un apposito motore di ricerca. Le stesse saranno altresì consultabili all’interno della piattaforma Unica.

Per i Licei, le materie scelte sono: Latino per il Classico; Matematica per lo Scientifico, anche per l’opzione Scienze applicate e la Sezione a indirizzo Sportivo; Lingua e cultura straniera 1 per il Liceo linguistico; Scienze umane per il Liceo delle Scienze umane (Diritto ed Economia politica all’opzione Economico-sociale); Discipline progettuali caratteristiche dei singoli indirizzi per il Liceo artistico; Teoria, analisi e composizione per il Liceo musicale; Tecniche della danza per il Liceo coreutico.

Per gli Istituti tecnici: Economia aziendale per l’indirizzo “Amministrazione, Finanza e Marketing” (Lingua inglese nell’articolazione “Relazioni internazionali per il marketing”, Informatica nell’articolazione “Sistemi informativi aziendali”) e Lingua inglese per l’indirizzo Turismo; Geopedologia, Economia ed Estimo per l’indirizzo “Costruzioni, Ambiente e Territorio”; nell’indirizzo “Informatica e telecomunicazioni”, Informatica per l’articolazione “Informatica” e Telecomunicazioni per l’articolazione “Telecomunicazioni”; Progettazione multimediale nell’indirizzo “Grafica e comunicazione”; Economia, Estimo, Marketing e Legislazione per le articolazioni “Produzioni e trasformazioni” e “Gestione dell’ambiente e del territorio” degli Istituti agrari (Enologia per l’articolazione “Viticoltura ed enologia”).

Roma, al Museo del Corso – Polo museale oltre 120 mila visitatori in due mesi

Roma, 29 gen. (askanews) – Oltre 120 mila visitatori in soli due mesi per il nuovo Museo del Corso – Polo museale, la nuova istituzione culturale voluta e promossa da Fondazione Roma, con le visite alla Collezione permanente e all’Archivio storico di Palazzo Sciarra Colonna e per la Crocifissione bianca di Marc Chagall, esposta a Palazzo Cipolla dal 27 novembre 2024 al 27 gennaio 2025. Tra i visitatori dell’opera, figura anche Papa Francesco, che ha potuto ammirare il capolavoro con una visita a sorpresa, in occasione dell’Immacolata Concezione. “Chagall a Roma – la Crocifissione bianca, oltre a rappresentare uno degli eventi culturali più rilevanti del Giubileo, ha avuto soprattutto un ruolo simbolico e spirituale per il messaggio di evangelizzazione e di difesa della dignità di ogni individuo. Lo testimonia anche la visita di Papa Francesco venuto ad ammirare l’opera, tra le sue preferite proprio per il messaggio di unità tra culture religiose che ispira” ha dichiarato Franco Parasassi, Presidente di Fondazione Roma “Il nuovo Museo del Corso – Polo museale, inaugurato a fine novembre, sta riscuotendo un grande successo. Stiamo ricevendo un altissimo numero di richieste di prenotazione. Tutto questo dimostra come Roma sia una città in cui c’è ancora spazio per l’arte e la bellezza e per promuovere tante iniziative culturali, ed è a questo bisogno che Fondazione Roma vuole rispondere attraverso un impegno costante, che conferma con la prossima prestigiosa mostra dedicata a Pablo Picasso, attesa per il 27 febbraio”. Organizzata da Fondazione Roma con Marsilio Arte, Picasso lo straniero apre al Museo del Corso – Polo museale dal 27 febbraio al 29 giugno 2025 ed è realizzata grazie alla collaborazione con il Musée national Picasso-Paris (MNPP), principale prestatore, il Palais de la Porte Dorée di Parigi, il Museu Picasso Barcelona, il Musée Picasso di Antibes, il Musée Magnelli – Musée de la céramique di Vallauris e importanti e storiche collezioni private europee. Picasso lo straniero, a cura di Annie Cohen-Solal con un intervento di Johan Popelard del MNPP, presenta più di 100 opere dell’artista, oltre a documenti, fotografie, lettere e video: un progetto che si arricchisce – per la seconda tappa italiana dopo Palazzo Reale di Milano e Palazzo Te a Mantova – di un nucleo di opere inedite, selezionate dalla curatrice esclusivamente per il percorso espositivo del Museo del Corso – Polo museale. La mostra presenta in particolare un’importante sezione dedicata alla primavera romana del 1917 trascorsa da Pablo Picasso con Jean Cocteau, Erik Satie, Serge de Diaghilev e Leonid Massine. Il Museo del Corso – Polo museale riflette la missione della Fondazione Roma, che ha voluto realizzare un luogo in grado di coniugare inclusività, impegno territoriale e promozione della cultura, principi che da sempre guidano l’operato della Fondazione nella comunità. Inaugurato nel 1999 con la sua prima sede espositiva, oggi il museo si vuole posizionare come punto di riferimento culturale di grande respiro, dove la tradizione si fonde con la contemporaneità. Un programma ricco di iniziative, che comprende visite guidate gratuite, laboratori didattici e attività speciali per le scuole, rendendo il Museo del Corso un luogo di incontro e di crescita culturale per tutti. Per informazioni, prenotazioni e prevendita per Picasso lo straniero visitare il sito https://museodelcorso.com/picasso-lo-straniero/

Almasri, Rifugees in Lybia a Meloni: avete liberato chi ci ha torturato

Roma, 29 gen. (askanews) – “Vi scriviamo in qualità di portavoce dei Rifugiati in Libia ma anche come vittime e sopravvissuti di Osama Najim Almasri. I nostri corpi portano i segni dei suoi crimini e le nostre menti sono piene di ricordi che nessun essere umano dovrebbe sopportare. Quando Almasri è stato arrestato a Torino, abbiamo creduto, anche se per poco, che la giustizia potesse raggiungere quelli di noi che hanno conosciuto solo la sofferenza. Ma voi ci avete tolto questa speranza, rispedendolo in Libia, dove continuerà a fare del male ad altri, come ha fatto a noi”. E’ quanto si legge in una missiva indirizzata alla premier Giorgia Meloni, ai ministri Matteo Piantedosi e Carlo Nordio e al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, firmata da David Yambio, Lam Magok e le vittime di Osama Najim Almasri che hanno lavorato con la rete Refugees in Libya. “La giustizia – sottolineano – non può essere selettiva. Non può servire i potenti mentre gli impotenti vengono scartati. L’Italia deve rispondere delle sue scelte”.

“Il dolore per questo tradimento è profondo. È lo stesso dolore che ci portiamo dietro da anni. Siamo venuti in Italia in cerca di protezione e siamo grati per la sicurezza che abbiamo trovato. Ma la nostra dignità, rubata in Libia, è stata rubata di nuovo qui. L’Italia era un Paese in cui credevamo, un Paese che parlava di giustizia e di diritti umani. Ma la giustizia non ci è stata data. Al contrario, abbiamo assistito alla liberazione dell’uomo che ci ha torturato”, proseguono.

“Mentre scriviamo questa lettera, altri stanno ancora soffrendo sotto lo stesso sistema che ci ha brutalizzato. Oggi i migranti in Libia vivono in condizioni peggiori delle prigioni. Vengono torturati per ottenere un riscatto, venduti come proprietà, violentati, affamati e lasciati morire. Quelli che si trovano ancora nella prigione di Mitiga, dove Almasri ha costruito il suo impero di crudeltà, non conoscono altro che il dolore. La stessa Libia con cui lavorate, finanziate e a cui stringete la mano è diventata una terra di sofferenza infinita per chi non ha potere. Ora sappiamo che l’Italia non ha solo le dita in Libia, ma ha le mani intere sepolte nei suoi affari e può dire chi è libero o meno. Non siete solo testimoni di ciò che accade in quel Paese, ma contribuite a plasmarlo. Non si può affermare di combattere il traffico di esseri umani mentre si fanno accordi con chi ne trae profitto. Non potete definire Almasri ‘pericoloso’ mentre lo proteggete dalla giustizia. Non potete definirvi difensori dei diritti umani mentre lasciate le persone a marcire nelle prigioni libiche”, si legge nella lettera.

Quattro le richieste: “1. La cessazione immediata di tutti gli accordi tra Italia e Libia che consentono abusi nei confronti dei migranti. 2. Un impegno pubblico per chiedere il rilascio di tutti coloro che sono ancora imprigionati a Mitiga e in altri centri di detenzione in Libia. 3. Una spiegazione ufficiale del perché Almasri, che il vostro stesso Governo ha definito pericoloso, sia stato rilasciato invece di essere consegnato alla Corte penale internazionale. 4. Un percorso legale per i migranti intrappolati nei centri di detenzione libici, compresa la riapertura dell’Ambasciata Italiana a Tripoli per l’ottenimento di visti umanitari”.

Turismo, Rizzi: Shopping cinese in Italia in grande crescita

Roma, 29 gen. (askanews) – “Il Forum China stato un momento in cui siamo riusciti a confrontarci con i players del settore, sono emersi dati importanti. L’Italia ha accolto l’opportunit dello shopping cinese pi dell’Europa, un plauso va fatto alle connessioni, in primis ai nostri aeroporti. Per il 2025 ci sono indicazioni positive, la voglia di viaggiare del turista cinese in crescendo e ci sono eventi, come Giubileo e Olimpiadi invernali, che rappresentano un grande traino”, Lo ha detto oggi Stefano Rizzi, Managing director Italy di Global Blue, intervenuto a Largo Chigi, il format di Urania Tv. “Gi dall’estate scorsa i numeri ci dicono che l’abbassamento della soglia per il tax free shopping ha portato quello che avevamo preventivato: la crescita dell’Italia c’ stata, siamo diventati competitivi rispetto agli altri Paesi europei; della nuova soglia hanno beneficiato, oltre ai brand di lusso, anche nuove realt, come ad esempio l’artigianato locale”.

Sondaggio in Gb: sostegno alla Brexit al minimo, il 55% vuole il ritorno in Ue

Roma, 29 gen. (askanews) – Meno di tre britannici su dieci ritengono che la Brexit sia stata una cosa positiva, e la maggioranza dei cittadini del Regno Unito vorrebbe che il proprio Paese tornasse nell’Unione. E’ quanto emerge da un sondaggio pubblicato oggi, cinque anni dopo l’uscita ufficiale del Regno Unito dall’Ue. Nel referendum del 2016, il 52% dei britannici votò a favore della Brexit. Il 31 gennaio 2020, dopo anni di difficili trattative, il Regno Unito è diventato il primo paese a lasciare l’Unione Europea.

Ma cinque anni dopo, secondo un sondaggio YouGov condotto su 2.225 persone, solo il 30% dei britannici ritiene che il Paese abbia fatto la cosa giusta votando per la Brexit. Secondo l’istituto, si tratta del livello più basso di sostegno all’uscita dall’Ue mai registrato. Tra i britannici che hanno votato per la Brexit, uno su sei (18%) ritiene che lasciare l’Unione sia stato un errore. Ma questa percentuale sale al 55% per tutti gli intervistati. Solo l’11% degli interpellati ritiene che la Brexit sia stata un successo.

La maggior parte dei britannici (55%) è favorevole al ritorno nell’Ue, compreso il 20% degli elettori che hanno votato per la Brexit. Tra questi, il 39% degli intervistati sostiene “fortemente” questo ritorno.

Dopo anni di tensioni con Bruxelles sotto il precedente governo conservatore, il primo ministro Keir Starmer ha promesso di “ripristinare” i rapporti del Regno Unito con l’Unione europea. Il leader laburista, che nel 2016 aveva votato per restare nell’Ue, ha tuttavia respinto qualsiasi ritorno nell’Unione.

Libia, Ciriani: governo non scappa, informativa solo rimandata

Roma, 29 gen. (askanews) – “Il governo non scappa da nessun confronto con il Parlamento, è sempre stato disponibile a riferire su questa vicenda. Semplicemente rimandiamo di qualche giorno, deciderà il governo chi e quando riferirà alla Camera e al Senato” sulla vicenda Almasri. “Al momento non mi pare opportuno che siano” i ministri Nordio e Piantedosi. Lo ha detto il ministro per i rapporti col Parlamento, Luca Ciriani, al termine della conferenza dei capigruppo della Camera.

“Al momento i ministri Nordio e Piantedosi e la premier Meloni non riferiscono perché sono stati raggiunti da questa informazione di garanzia. Si sta valutando se opportuno o inopportuno che siano loro a riferire e questo vale a maggior ragione per la presidente del Consiglio”, ha sottolineato Ciriani.

“C’è stato qualche equivoco e un po’ di confusione rispetto a una mia possibile disponibilità a riferire oggi ma è una notizia destituita di fondamento. Non c’era una mia disponibilità oggi, non avrebbe avuto senso, attendiamo e poi comunichiamo nei termini più rapidi possibili chi riferirà”, ha concluso.

Ue vuole un "28° regime legale" per ridurre costi fallimento imprese

Roma, 29 gen. (askanews) – Nell’ambito del suo piano per “una bussola europea sulla competitività” la Commissione intende proporre quello che ha chiamato “28º regime legale” al quale, su base volontaria, le imprese innovative potranno aderire e in questo modo crescere senza doversi barcamenare tra 27 diversi regimi legali dei paesi dell’Unione europea. Questo “28º regime” semplificherà le normative applicabili puntando a “ridurre i costi dei fallimenti, incluso ogni aspetto rilevante delle normative sulle imprese, sull’insolvenza, sul lavoro e sulla tassazione”, recita il documento diffuso oggi dalla commissione europea.

“Vediamo oggi che le nostre imprese innovative se vogliono ingrandirsi si confrontano con 27 diversi requisiti regolamentari del mercato unico. Per questo – ha detto la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, durante una conferenza stampa – gli offriremo la possibilità del cosiddetto 28º regime, che è volontario, un regime semplice e unico, un insieme di regole in tutta l’Unione”. (fonte immagine: European Union, 2025).

Libia, Nordio-Piantedosi: no informativa oggi, c’è segreto istruttorio

Roma, 29 gen. (askanews) – “A seguito dell’informazione di garanzia ricevuta dai sottoscritti riguardanti le vicende in oggetto in ossequio alla procedura e nel rispetto del segreto istruttorio non sarà possibile rendere le informative previste nella giornata di oggi”. Lo scrivono i ministri della Giustizia e dell’Interno, Carlo Nordio e Matteo Piantedosi, in una lettera inviata al presidente della Camera, Lorenzo Fontana. Della missiva ha dato notizia il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, al termine della conferenza dei capigruppo della Camera.

IA, Von der Leyen: all’Ue servono infrastrutture e accesso a capitali

Roma, 29 gen. (askanews) – “Sull’intelligenza artificiale, “se guardate agli annunci” di altre economie “c’è senza dubbio una corsa sulla leadership. Qui molto dipende dalle infrastrutture che servono, la capacità di calcolo, e dai talenti. Ovviamente anche l’accesso ai capitali. Per la capacità di supercomputer necessari per noi è importante che offriamo queste ‘factory’ e gigafactory, in modo da poter deve sviluppare capacità per addestrare modelli” di IA. Lo ha affermato la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, durante la conferenza stampa di presentazione del piano per la “bussola” sulla competitività in Europa.

In Europa “solitamente abbiamo i talenti. Quello che manca è l’accesso al mercato unico. Vediamo oggi che i soldi non sono tutto ma l’accesso ai capitali è cruciale” per questo elemento l’idea della Commissione è di fare ricorso “ai risparmi degli europei”, in modo da convogliarli verso investimenti su questi settori.

Il 18 febbraio su Rai1 il film tv "Champagne" su Peppino di Capri

Roma, 29 gen. (askanews) – Martedì 18 febbraio in prima serata su Rai 1 andrà in onda “Champagne – Peppino di Capri”, un film tv per raccontare 40 anni di musica e di storia. Dalla fine della guerra al boom economico, dalla rivoluzione culturale del ’68 alla prima edizione di Sanremo a colori.

“Champagne – Peppino di Capri” – prodotto da Rai Fiction e O’ Groove, per la regia di Cinzia TH Torrini, con la sceneggiatura di Michele Pellegrini e Maria Sole Limodio e soggetto di Pierpaolo Verga e Maria Sole Limodio – non è solo il racconto della vita del cantante che ha fatto ballare e innamorare intere generazioni, dall’infanzia durante la guerra fino all’affermazione come musicista completo e maturo nei primi anni ’70, bensì un percorso attraverso decenni fondamentali per la storia del nostro paese, senza tralasciare il lato più intimo e fragile dell’uomo.

“Questo film”, ha spiegato mercoledì nella conferenza stampa di presentazione Leonardo Ferrara, capo struttura di Rai Fiction, che ha seguito il progetto, “ha avuto una genesi molto lunga. Fa parte di una collana di biopic musicali che abbiamo inaugurato con Mia Martini, con la storia di Nada, ‘La bambina che non voleva cantare’, con Califano, ma per raccontare la vita di Peppino di Capri, che è un artista particolare, anche ingiustamente dimenticato, ci abbiamo messo due anni. Abbiamo incontrato Peppino, è stato un lavoro molto lungo. Con gli sceneggiatori c’è stato un lavoro di sviluppo editoriale per cercare di condensare questa storia ricchissima, che parte dagli anni del dopoguerra e arriva a metà anni Settanta”.

Per la regista Cinzia TH Torrini fondamentale, per convincersi a fare il film, è stato l’incontro a Capri con Peppino. “Con lui è nata una empatia, si è aperto e mi ha detto: ‘fallo bene’. E con questo mantra ho cercato di lavorare ogni giorno”.

A sua volta, Francesco del Gaudio, che ha impersonato il cantante, ha raccontato le difficoltà incontrate nel cimentarsi con la parte: “Il processo di costruzione del personaggio è avvenuto già durante i provini. Da quando mi chiamò la mia agente e mi cantò ‘Champagne’ ho cominciato a cercare qualsiasi cosa mi potesse essere utile. Il problema è che non c’erano interviste di Peppino prima dei 35 anni, dove si potesse apprezzare la struttura di personalità di Peppino. Quindi ho recuperato quello che ho potuto, c’è stata una raccolta di materiale che mi ha consentito di farmi una idea del personaggio. Ho conosciuto Peppino, ma la maggior parte delle informazioni le ho avute dai suoi figli, Edo e Dario. Se avevo delle domande da fare le facevo a loro”.

Von der Leyen: valuteremo aiuti Stato guardando a dimensione globale

Roma, 29 gen. (askanews) – Un aspetto chiave della revisione alle normative sulla concorrenza dell’Unione europea è che nel valutare la compatibilità con le regole degli aiuti di Stato la Commissione Ue terrà conto della Scala globale dei mercati e non unicamente, come avviene oggi, della dimensione europea della concorrenza. Lo ha spiegato la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, durante la conferenza stampa di presentazione del piano per la “bussola” sulla competitività in Europa.

“Si guarderà non solo all’Unione europea ma anche a livello globale: il mercato in cui completiamo è globale quello. Gli aiuti di Stato devono essere veloci e flessibili e (li valuteremo) tenendo conto della dimensione globale”.

La commissione Ue lancia la "bussola per la competitività europea"

Roma, 29 gen. (askanews) – La Commissione europea ha presentato una comunicazione che punta a rilanciare la concorrenza dei paesi dell’Unione europea, partendo dalle analisi contenute nei rapporti stilati da Mario Draghi e Enrico Etta. Il documento – poco meno di 30 pagine nella sua versione finale, presentata oggi in conferenza stampa dalla presidente Ursula von der Leyen, e indirizzato a Parlamento europeo, Consiglio e altri organismi comunitari – afferma di voler creare “una bussola che guiderà il lavoro nei prossimi cinque anni e stila una lista di priorità per reinnescare il dinamismo economico in Europa”.

Questa “bussola” fissa due obiettivi chiave. “Primo – si legge – identificare i cambiamenti di politica necessari all’Europa per muoversi a un passo più veloce. In alcuni settori le politiche devono essere aggiornate, in altri servono cambi di passo per adattarsi alle nuove realtà”.

Il secondo obiettivo è “sviluppare nuovi modi di lavorare assieme per aumentare la velocità e la qualità dei processi decisionali, semplificare quadri normativi e regole superare la frammentazione”. Perché sempre partendo dalle analisi dei sovracitati rapporti, secondo la commissione l’Europa può tenersi alla pari di competitori globali delle sue proporzioni Unicamente facendo leva sulle sue dimensioni continentali e allineando le politiche nazionali verso i medesimi obiettivi, in modo che si rafforzino vicendevolmente.

Il documento propone interventi a più livelli, dalla tassazione dei mercati di lavoro, le politiche industriali, che così come le riforme su base nazionale sono ampiamente nelle mani dei governi dei singoli paesi. Inoltre un altro aspetto chiave è rappresentato dagli investimenti.

Partendo dall’industria, il settore che sta più soffrendo in Europa, secondo la Commissione, bisogna chiudere il divario sull’innovazione rispetto alle economie capofila nel mondo, Stati Uniti e Cina. “Se vogliamo che il futuro dell’industria sia ‘Made in Europe’ l’Ue deve rivitalizzare il ciclo dell’innovazione. Avviare e far crescere compagnie in Europa attualmente viene minato dalla frammentazione di mercato, dai freni al capitale di rischio e dal sostegno insufficiente all’innovazione”, recita il documento.

Per questo viene proposta una strategia dedicata alle start-up e alla crescita delle aziende che “identificherà gli ostacoli che stanno impedendo alle nuove imprese di emergere di crescere”. Parallelamente “l’Ue farà tutto quanto possibile per assicurare che abbiano i finanziamenti di cui hanno bisogno”.

Un nuovo impegno viene focalizzato sulle spese per ricerca e sviluppo nell’ambito del quale la Commissione intende presentare un documento specifico (European Research Area Act) con l’obiettivo di far salire la spesa su queste voci al 3% del Pil l’anno.

Sul tavolo, anche la necessità di allestire adeguate strutture di calcolo, cloud computing e altri elementi chiave delle nuove tecnologie digitali.

Un paragrafo a se stante riguarda l’intelligenza artificiale e le infrastrutture che questi sistemi richiedono. L’Ue già delle iniziative in corso su questo versante (come AI Continent strategy e AI factories). La Commissione europea afferma che intende proporre una “strategia dell’Unione dei dati allo scopo di migliorare e facilitare la sicurezza della condivisione pubblica e privata dei dati, semplificare il regime regolamentare la sua applicazione accelerare lo sviluppo di nuovi sistemi o applicativi”.

Un altro elemento chiave del piano è rappresentato dalle politiche di concorrenza, legate a doppio filo con la competitività. Secondo Bruxelles “questo si deve riflettere in una revisione delle linee guida per valutare le fusioni in modo che innovazione, resilienza e intensità degli investimenti in alcuni settori strategici vengano adeguatamente soppesate alla luce delle acute necessità Europee”.

Non solo, un nuovo approccio sulla concorrenza richiede non solo di semplificare e velocizzare le procedure di vigilanza ma anche di renderle più mirate, dice ancora Bruxelles.

Già in base alle bozze che erano circolate nei giorni scorsi, il piano mira a rendere la regolamentazione Ue “più semplice, più leggera, più veloce”. Sarà richiesto “uno sforzo senza precedenti” da parte di “tutte le istituzioni Ue, nazionali e locali” al fine di “produrre regole più semplici e accelerare la velocità delle procedure amministrative”.

Verrà anche proposta, “il mese prossimo”, una nuova definizione di piccole e medie imprese (Pmi), creando una nuova categoria di aziende medie, “più grandi delle Pmi ma più piccole delle grandi aziende”. Questa ridefinizione riguarderà “fino a 31.000 aziende nell’Ue”, che trarranno vantaggio da “una semplificazione normativa su misura”, nello stesso spirito di quella prevista per le Pmi.

Il “Compass” perora una maggiore integrazione del mercato unico, come indica il rapporto Letta, con particolare enfasi sul completamento del mercato unico dei capitali, e afferma anche che “la politica della concorrenza deve tenere il passo con l’evoluzione dei mercati e l’innovazione tecnologica. Ciò richiede un nuovo approccio, meglio orientato agli obiettivi comuni e più favorevole alle aziende che si espandono nei mercati europei e globali, garantendo sempre parità di condizioni”. In questo quadro, si annuncia, verranno presentate “nuove linee guida per la valutazione delle fusioni” nell’ambito della politica antitrust dell’Ue.

Emis Killa indagato, rinuncia a Sanremo

Roma, 29 gen. (askanews) – Emis Killa rinuncia al Festival di Sanremo. Il rapper è indagato per associazione a delinquere e dopo essere stato colpito dal Daspo che gli vieta di assistere agli incontri di calcio ed in un suo post sui Social sottolinea l’intenzione di fare un passo indietro. “Apprendo oggi dai giornali – scrive – che sono indagato (a me è stato notificato esclusivamente il daspo, che è un atto amministrativo e non penale) e se questo corrisponderà al vero sarà importante che l’indagine faccia il suo corso e la magistratura possa lavorare in serenità, senza polemiche o pressioni e circhi mediatici”. Poi la decisione: “Dopo 15 anni di carriera ero felice di affrontare il mio primo Sanremo. Ringrazio Carlo Conti per avermi voluto ma preferisco fare un passo indietro e non partecipare. Confido che tutto si risolverà al più presto, per il meglio, e spero di poter affrontare in futuro un Festival in cui ad essere centrale sia la musica, poter portare la mia canzone, parlare solo di quella e divertirmi, come avrebbe dovuto essere quest’anno come è giusto che sia per tutti gli Artisti che decidono di mettersi in gioco e partecipare alla gara. Il nome di Emis Killa, come scrive il Corriere della Sera, è stato iscritto nel registro degli indagati per associazione a delinquere nell’inchiesta «Doppia curva» della Direzione distrettuale antimafia sugli affari criminali del mondo ultrà interista e milanista che a fine settembre ha portato a 19 misure cautelari e all’azzeramento delle due curve di Milano. Nella sua casa a Vimercate erano stati trovati coltelli, tirapugni e un taser. Da qui la probabile decisione di rinunciare a Sanremo dove l’attenzione sarebbe evidentemente distolta dalla musica a vantaggio del caso giudiziario. A quanto risulta, scrive il Corriere della Sera, non ci sarebbero state pressioni da parte della Rai — intesa come i vertici aziendali — né tanto più sarebbe stata l’organizzazione del Festival a stopparlo.

Trump continua a volere "completa denuclearizzazione" Nordcorea

Roma, 29 gen. (askanews) – Il presidente Usa Donald Trump ha affermato che la sua strategia rispetto alla Corea del Nord punterà alla “completa denuclearizzazione” di Pyongyang. L’ha riferito il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale Brian Hughes, dopo una serie di dichiarazioni che hanno sollevato il dubbio sul fatto che la Casa bianca potesse essere intenzionata a riconoscere il regime di Kim Jong Un come una potenza nucleare.

“Il presidente Trump continuerà a perseguire la completa denuclearizzazione della Corea del Nord, proprio come ha fatto nel suo primo mandato”, ha dichiarato Hughes in risposta a una domanda dell’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap.

Hughes ha ricordato che Trump “ha avuto un buon rapporto con Kim Jong Un, e il suo mix di fermezza e diplomazia ha portato al primo impegno a livello di leader per la completa denuclearizzazione”. Il riferimento appare essere all’accordo raggiunto tra Trump e Kim durante il loro primo vertice a Singapore nel 2018, in cui entrambe le parti si erano impegnate a lavorare per la “completa denuclearizzazione” della penisola coreana e a stabilire nuove relazioni bilaterali. Quel ciclo di tre incontri tra Trump e Kim, però, alla fine si concluse in un nulla di fatto. Il nodo fu proprio la questione della rinuncia nordcoreana “immediata, verificabile e irreversibile” all’arma atomica.

Oggi il leader nordcoreano si è recato nell’impianto di produzione delle bombe nucleari nordcoreani e lì ha ribadito che per Pyongyang la difesa nucleare è “irrinunciabile” e ha anzi ordinato un “rafforzamento dello scudo nucleare” della Corea del Nord. Sostanzialmente un messaggio a Trump: qualsiasi trattativa deve partire per Kim dalla considerazione che ormai la Corea del Nord è parte del sistema di sicurezza della Nordcorea.

Trump – che ha detto più volte già di aver intenzione di riavviare trattative con Kim, da lui giudicato un “tipo intelligente” – la scorsa settimana ha definito la Corea del Nord una potenza nucleare, un’espressione che i funzionari statunitensi evitano di usare e che ha suscitato preoccupazione in Corea del Sud, poiché potrebbe essere interpretata come un riconoscimento ufficiale della Corea del Nord come potenza nucleare. Anche il neosegretario alla Difesa, Pete Hegseth, ha utilizzato lo stesso termine durante la sua audizione di conferma al Senato all’inizio del mese.

Commissione Ue lancia la "bussola per la competitività europea"

Roma, 29 gen. (askanews) – La Commissione europea ha presentato una comunicazione che punta a rilanciare la concorrenza dei paesi dell’Unione europea, partendo dalle analisi contenute nei rapporti stilati da Mario Draghi e Enrico Etta. Il documento – poco meno di 30 pagine nella sua versione finale, presentata oggi in conferenza stampa dalla presidente Ursula von der Leyen, e indirizzato a Parlamento europeo, Consiglio e altri organismi comunitari – afferma di voler creare “una bussola che guiderà il lavoro nei prossimi cinque anni e stila una lista di priorità per reinnescare il dinamismo economico in Europa”.

Questa “bussola” fissa due obiettivi chiave. “Primo – si legge – identificare i cambiamenti di politica necessari all’Europa per muoversi a un passo più veloce. In alcuni settori le politiche devono essere aggiornate, in altri servono cambi di passo per adattarsi alle nuove realtà”.

Il secondo obiettivo è “sviluppare nuovi modi di lavorare assieme per aumentare la velocità e la qualità dei processi decisionali, semplificare quadri normativi e regole superare la frammentazione”. Perché sempre partendo dalle analisi dei sovracitati rapporti, secondo la commissione l’Europa può tenersi alla pari di competitori globali delle sue proporzioni Unicamente facendo leva sulle sue dimensioni continentali e allineando le politiche nazionali verso i medesimi obiettivi, in modo che si rafforzino vicendevolmente.

Il documento propone interventi a più livelli, dalla tassazione dei mercati di lavoro, le politiche industriali, che così come le riforme su base nazionale sono ampiamente nelle mani dei governi dei singoli paesi. Inoltre un altro aspetto chiave è rappresentato dagli investimenti.

Partendo dall’industria, il settore che sta più soffrendo in Europa, secondo la Commissione, bisogna chiudere il divario sull’innovazione rispetto alle economie capofila nel mondo, Stati Uniti e Cina. “Se vogliamo che il futuro dell’industria sia ‘Made in Europe’ l’Ue deve rivitalizzare il ciclo dell’innovazione. Avviare e far crescere compagnie in Europa attualmente viene minato dalla frammentazione di mercato, dai freni al capitale di rischio e dal sostegno insufficiente all’innovazione”, recita il documento.

Per questo viene proposta una strategia dedicata alle start-up e alla crescita delle aziende che “identificherà gli ostacoli che stanno impedendo alle nuove imprese di emergere di crescere”. Parallelamente “l’Ue farà tutto quanto possibile per assicurare che abbiano i finanziamenti di cui hanno bisogno”.

Un nuovo impegno viene focalizzato sulle spese per ricerca e sviluppo nell’ambito del quale la Commissione intende presentare un documento specifico (European Research Area Act) con l’obiettivo di far salire la spesa su queste voci al 3% del Pil l’anno.

Sul tavolo, anche la necessità di allestire adeguate strutture di calcolo, cloud computing e altri elementi chiave delle nuove tecnologie digitali.

Un paragrafo a se stante riguarda l’intelligenza artificiale e le infrastrutture che questi sistemi richiedono. L’Ue già delle iniziative in corso su questo versante (come AI Continent strategy e AI factories). La Commissione europea afferma che intende proporre una “strategia dell’Unione dei dati allo scopo di migliorare e facilitare la sicurezza della condivisione pubblica e privata dei dati, semplificare il regime regolamentare la sua applicazione accelerare lo sviluppo di nuovi sistemi o applicativi”.

Un altro elemento chiave del piano è rappresentato dalle politiche di concorrenza, legate a doppio filo con la competitività. Secondo Bruxelles “questo si deve riflettere in una revisione delle linee guida per valutare le fusioni in modo che innovazione, resilienza e intensità degli investimenti in alcuni settori strategici vengano adeguatamente soppesate alla luce delle acute necessità Europee”.

Non solo, un nuovo approccio sulla concorrenza richiede non solo di semplificare e velocizzare le procedure di vigilanza ma anche di renderle più mirate, dice ancora Bruxelles.

Già in base alle bozze che erano circolate nei giorni scorsi, il piano mira a rendere la regolamentazione Ue “più semplice, più leggera, più veloce”. Sarà richiesto “uno sforzo senza precedenti” da parte di “tutte le istituzioni Ue, nazionali e locali” al fine di “produrre regole più semplici e accelerare la velocità delle procedure amministrative”.

Verrà anche proposta, “il mese prossimo”, una nuova definizione di piccole e medie imprese (Pmi), creando una nuova categoria di aziende medie, “più grandi delle Pmi ma più piccole delle grandi aziende”. Questa ridefinizione riguarderà “fino a 31.000 aziende nell’Ue”, che trarranno vantaggio da “una semplificazione normativa su misura”, nello stesso spirito di quella prevista per le Pmi.

Il “Compass” perora una maggiore integrazione del mercato unico, come indica il rapporto Letta, con particolare enfasi sul completamento del mercato unico dei capitali, e afferma anche che “la politica della concorrenza deve tenere il passo con l’evoluzione dei mercati e l’innovazione tecnologica. Ciò richiede un nuovo approccio, meglio orientato agli obiettivi comuni e più favorevole alle aziende che si espandono nei mercati europei e globali, garantendo sempre parità di condizioni”. In questo quadro, si annuncia, verranno presentate “nuove linee guida per la valutazione delle fusioni” nell’ambito della politica antitrust dell’Ue.

Libia, Gribaudo: premier ha mentito, venga in Aula a dire verità

Roma, 29 gen. (askanews) – “Meloni ha mentito al Paese. Non è vero che lei, Piantedosi, Nordio e Mantovano abbiano ricevuto un avviso di garanzia ma una semplice comunicazione come prevede la legge per informare che è stato presentato un esposto. Non c’è nessun complotto di una presunta magistratura politicizzata, come la premier vuole far credere: è solo un atto dovuto che la destra cavalca politicamente”. Lo scrive sui social la vicepresidente del Pd Chiara Gribaudo.

Prosegue la parlamentare dem: “La premier ha mentito perché non sa rispondere a due domande ben precise: perché hanno liberato il torturatore libico Almasri? Perché un trafficante di essere umani, accusato dalla Corte Penale Internazionale di crimini gravissimi, è stato rimpatriato con un volo di Stato?”.

“Il giochino – sostiene – è chiaro, siamo di fronte a un’arma di distrazione di massa. Infatti hanno preso la palla al balzo per evitare di affrontare l’aula di Montecitorio, dopo la pessima figura di Piantedosi la settimana scorsa al Senato. Bugie e vittimismo sono la cifra stilistica di questa pessima destra. Possono provare a mentire sui social ma ora la Premier deve venire in Parlamento a riferire e, per cortesia, a dire la verità”, conclude Gribaudo.

Libia, Conte: nessun avviso garanzia a Meloni, anche io a Chigi denunciato

Roma, 29 gen. (askanews) – “Smontiano uno a uno tutti i passaggi fallaci e bugiardi. Ieri in video solenne, con il tono impostato, la premier ha detto di aver ricevuto un avviso di garanzia: è falso, non è un avviso di garanzia. Invece è un avviso dovuto per legge, a sua tutela, con cui il procuratore di Roma Lo Voi, applicando la legge costituzionale, ha informato di aver ricevuto una denuncia, di non poterla esaminare, quindi ‘omessa ogni indagine’ la trasmette al Pribunale dei ministri”. Così il presidente M5s, Giuseppe Conte, in un video puntualizza quanto raccontato ieri da Giorgia Meloni in un video sui social in merito alla vicenda di Almasri.

“Lei non è un’esperta di diritto – ammette Conte – ma a fianco a lei c’è come sottosegretaria un magistrato, che ha ricevuto lo stesso avviso, quindi non può non essere informata”.

Quindi l’ex premier racconta la sua vicenda a palazzo Chigi: “Sapete da premier quanti avvisi del genere ho ricevuto? Una infinità. Quante volte sono stato denunciato durante il periodo Covid? Lavoravo di giorno e di notte perchè mi sono dovuto difendere, ma mi avete sentito qualche volta fare un video in cui accusavo la magistratura e dicevo di non essere ricattabile? Mai, mai, eppure questa cosa è stata molto pesante – prosegue Conte – perchè le denunce sono state tantissime”.

Altra colpa della premier, secondo Conte, “vuole alludere che viene attaccata sul piano politico, ma io nonostante i ripetuti attacchi proprio da Fdi quando ero al governo ho sempre risposto con dignità, segna frignare come fa lei”.

40.000 pasti per il Banco Alimentare grazie a Superfoody

Roma, 29 gen. – Un webgame per aiutare il Banco Alimentare, rendere protagonisti migliaia di giovani italiani, dare una veste moderna al concetto di solidariet. Questo in sintesi SuperFoody, il format ideato da Luca Abete nell’ambito della sua campagna sociale motivazionale universitaria #noncifermanessuno. Un tour in 10 universit che vanta la medaglia del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in cui la parola d’ordine “ascolto” e i giovani, motore di un confronto senza filtri sulla loro realt, 0rotagonisti assoluti.

“Questo format, nato nel 2014, – commenta Luca Abete – aggrega ogni anno entusiasmo, fiducia e curiosit di migliaia di studenti universitari. Il nostro un fronte di ascolto, di scambio e di ispirazione. Il valore del volontariato un punto fondamentale per lo sviluppo della personalit di ognuno. Per questo motivo li abbiamo coinvolti in un viaggio nella realt del Banco Alimentare rendendoli protagonisti assoluti di una call to action avvincente: Gioca & Dona. L’idea di raccogliere pasti semplicemente giocando con il proprio smartphone si rivelata fortemente in sintonia con le sensibilit dei ragazzi, dimostrando che l’attivit sperimentale di #noncifermanessuno, si evolve incontrando sempre di pi il consenso tra i giovani italiani”

Un gioco che fa sul serio, visti i risultati raggiunti, con 40.000 pasti completi* consegnati oggi nella sede del Banco Alimentare Campania grazie al contributo del food donor LIDL Italia che ha trasformato il cibo virtuale, conteggiato dalle sfide del game on line tra studenti, in pasti reali che tramite la rete del Banco raggiungeranno migliaia di famiglie in tutta Italia.

“Oggi non stiamo solo consegnando pasti: stiamo accendendo la scintilla che alimenta umanit, partecipazione attiva e speranza. – afferma Luca Abete – Con SuperFoody abbiamo dimostrato che un semplice clic pu trasformarsi in un abbraccio concreto per chi ne ha bisogno. Il nostro un viaggio contro la fame, ma anche contro l’indifferenza. Perch la vera fame da combattere, oggi pi che mai, quella di reciprocit, di empatia, di condivisione. #NonCiFermaNessuno non solo uno slogan: un grido collettivo che ci spinge a essere protagonisti del cambiamento. Uno stimolo oggi pi che mai necessario a tanti ragazzi in lotta per scrivere il proprio destino”

Un evento che chiude il tour motivazionale 2024 in cui l’89% ha espresso gradimento del claim Impariamo ad amarci e il 90 % ha dichiarato di aver trovato stimoli nuovi per iniziare a volersi bene in modo diverso, pi produttivo. Insomma, 10 tappe, oltre 3000 studenti presenti nelle aule e 200 ragazzi protagonisti dei talk, che mettono al centro il mondo giovanile per davvero, mettendo da parte etichette e pregiudizi.

“Viviamo in un mondo dove il superfluo abbonda, – prosegue Abete – ma per assurdo l’essenziale manca. Anche oggi ai ragazzi abbiamo ribadito un passaggio potentissimo: il vero lusso non possedere, ma donare. Oggi non stiamo facendo beneficenza: stiamo facendo giustizia. Non il mondo che deve cambiare: siamo noi a doverci guardare allo specchio e decidere che il nostro riflesso pu fare la differenza. E questo vale per la nostra vita, come per quella di coloro che abbiamo intorno”.

Maggiori informazioni sulla campagna sociale #NonCiFermaNessuno e l’attivit di charity sono disponibili sul sito www.noncifermanessuno.it

L’85% degli abitanti della Groenlandia non vuole l’annessione Usa

Roma, 29 gen. (askanews) – No, gli abitanti della Groenlandia non vogliono “stare con” gli Stati uniti, come ha rivendicato sabato scorso il presidente americano Donald Trump. Secondo un sondaggio commissionato dal giornale dell’isola artica Sermitsiaq, l’85% dei groenlandesi vogliono restare come territorio autonomo nella Danimarca. Lo riferisce l’agenzia di stampa France Presse.

Il sondaggio rivela che solo il 6% vorrebbe avere come bandiera le stelle e strisce americane, mentre il 9% rimane indeciso sull’argomento. La metà della popolazione percepisce la proposta di Trump come una minaccia, l’altra metà come un’opportunità.

Dalla sua elezione, avvenuta il 5 novembre scorso, il presidente americano Donald Trump ripete di voler annettere agli Usa la Groenlandia, di cui gli Usa avrebbero bisogno “per la sicurezza internazionale”. Non ha neanche escluso la possibilità di forzare l’annessione con le forze militari.

Parzialmente controllata dalla Danimarca, la Groenlandia non fa parte dell’Unione europea, ma gode di uno status speciale che le garantisce accesso ai fondi europei e libertà di movimento per i suoi abitanti, considerati cittadini dell’Ue. Inoltre, l’isola è protetta dalla clausola di difesa reciproca dell’Ue, che prevede “aiuto e assistenza” in caso di aggressione armata.

Ieri la prima ministra danese Mette Frederiksen ha dichiarato di non avere “alcun motivo” per temere una minaccia militare contro la Danimarca e la Groenlandia, nonostante le dichiarazioni di Trump. Ha inoltre affermato di aver ricevuto “un grande sostegno” dai leader europei.

Tennis, Paolini al Quirinale: "Una giornata indimenticabile"

Roma, 29 gen. (askanews) – “Un onore e un privilegio”. Così Jasmine Paolini ha raccontato l’emozione dell’incontro con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo discorso al Quirinale. “Lei, signor Presidente – ha detto rivolta a Mattarella -, ha riunito tutta la famiglia del tennis azzurro e non porremmo esserne più lieti. E’ un grande orgoglio essere qui tutti insieme, l’Italia del tennis femminile e quella maschile. Abbiamo condiviso due traguardi straordinari, la Coppa Davis e la Billie Jean King Cup, ed è stato un momento storico per il tennis italiano e per la storia del nostro paese. Questi successi sono la testimonianza di quel che si può ottenere quando si lavora insieme, con parsimonia e dedizione, determinazione e spirito di squadra.”

Lo sport, ha aggiunto la numero 1 d’Italia nel ranking WTA, finalista l’anno scorso al Roland Garros e Wimbledon, “ci ha insegnato questo: a perseverare quando le cose non vanno come vorremmo, a non arrenderci mai, ad apprezzare ogni singolo traguardo, a circondarsi di persone che come noi hanno lo stesso obiettivo con cui poter condividere il percorso”.

Da ogni punto di vista, i trionfi azzurri sono il risultato di un lavoro di squadra. “Abbiamo superato le difficoltà insieme, ognuno di noi ha dato il suo contributo, da noi atlete e atleti, agli allenatori, allo staff medico, alla Federazione e a tutte le persone che ogni giorno fanno questo viaggio con noi. A tutti va la nostra gratitudine. Ma un grande grazie va anche agli italiani che stanno amando il nostro sport come mai prima d’ora. Abbiamo sentito l’Italia cantare l’inno di Mameli con noi prima di ogni partita, sono stati momenti di profonda emozione, indimenticabili. Sappiamo anche come Lei, sig. Presidente, sia un appassionato competente del nostro sport, lo ha già dimostrato più volte nel recente passato. Consapevoli dunque che oggi non è solo un momento di formale riconoscimento, ma un segno di vero affetto”. “Lei sa benissimo come nello sport si vinca e si perda, quindi l’unica promessa che possiamo farle è che ce la metteremo sempre tutta, continuando a lottare e a migliorarci, rappresentando l’Italia con orgoglio e onore. Sig. Presidente grazie dunque per averci accolto oggi, questo è un giorno che porteremo sempre nel cuore”.

Tennis, Mattarella ad atleti: anno di successi spero diventi abitudine

Roma, 29 gen. (askanews) – “Un anno di grandi successi ampiamente celebrati da cittadini con la partecipazione, una stagione straordinaria: la coppa Davis per il secondo anno consecutivo. Ora si attende la terza vittoria anche se non è indispensabile subito”. Così il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha accolto al Quirinale le nazionali italiane di tennis femminile e maschile vincitrici della BJK Cup e della Coppa Davis.

“La coppa Davis quest’anno è stata felicemente accompagnata dalla coppa femminile, un successo straordinario – ha aggiunto – io ho seguito tutti e due gli eventi in modo attento e costante” ma ci sono state anche le “Olimpiadi, un grande appuntamento e per noi un altro capitolo di grandi risultati” e il “nuovo anno e iniziato bene con la vittoria di Sinner agli Australian open”.

Il capo dello Stato ha rivolto i complimenti “non solo agli atleti ma a tutti coloro che fanno parte di questa rete di collaborazione che è alla base dei successi, ai capitani delle squadre, alla federazione, ai preparatori. Grazie a voi il nostro tennis è al vertice mondiale ma soprattutto avete posto il tennis nel maggiori livello di popolarità e pratica e questo fa bene sperare per le prossime leve. Vorrei diventasse un’abitudine che si ripeta nel tempo, non ogni anno, ma frequentemente”.

Per Mattarella però “l’aspetto più importante non e necessariamente la vittoria ma il modo in cui ci si impegna,lo spirito di squadra, l’armonia e la collaborazione tra gli atleti”.

Caso pandoro, Chiara Ferragni a giudizio per truffa aggravata

Milano, 29 gen. (askanews) – Chiara Ferragni è stata rinviata a giudizio per truffa continuata e aggravata nella sponsorizzazione del “Pandoro Balocco Pink Christmas” nel Natale del 2022 delle “Uova di Pasqua Chiara Ferragni” nel 2021 e 2022.

La procura di Milano ha infatti emesso un decreto di citazione diretta a giudizio per l’influencer e per altri 3 protagonisti del caso: Fabio Damato, ex braccio destro dell’influcer, Alessandra Balocco, presidente e ad dell’omonima azienda dolciaria piemontese, e Francesco Cannillo, patron di Dolci Preziosi.

I decreti di citazione diretta a giudizio, secondo quanto si apprende da fonti investigative, sono stati notificati ai legali dei 4 indagati dai militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Milano. Nel mirino dei magistrati milanesi, coordinati dal procuratore aggiunto Eugenio Fusco, sono finite le sponsorizzazioni del “Pandoro Balocco Pink Christmas” e delle “Uova di Pasqua” di Dolci Preziosi: due operazioni commerciali “mascherate” da iniziative benefiche, sostiene l’accusa, per un “ingiusto profitto” stimato complessivamente in 2 milioni e 225 mila euro.

E’ nell’avviso di chiusura indagini notificato a ottobre scorso che i pm tirano le somme. Partendo dall’operazione del pandoro Balocco che ha portato nelle casse di due delle società dell’influencer, la TBS Crew s.r.l. e la Fenice s.r.l., un “ingiusto profitto” di 1.075.000 + iva. Secondo l’accusa, sono stati venduti “almeno 362.577 pandori Balocco Pink Christmas, Limited Edition Chiara Ferragni” con un’operazione solo all’apperanza legata a un’iniziativa benefica a favore dell’ospedale Regina Margherita di Torino, che in realtà aveva già ricevuto dalla Balocco un pagamento una tantum di 50 mila euro, senza “nessuna correlazione” tra “tale pagamento e i profitti derivanti dalla vendita del prodotto pandoro Balocco Pink Christmas”.

I pandori furono commercializzati “al costo medio di acquisto pari a circa 9,37 euro per confezione, a fronte di circa 3,68 euro del Pandoro Balocco tradizionale, così rafforzando nel pubblico la convinzione che la differenza di prezzo andasse a beneficio dell’Ospedale Regina Margherita di Torino”, sottolineano i pm in un passaggio del provvedimento. L’accusa di truffa aggravata ruota attorno alla “pubblicità ingannevole” condotta dall’influencer via social media e web attarverso “informazioni fuorvianti” per il pubblico, come “il pandoro Chiara Ferragni le cui vendite serviranno a finanziare un percorso di ricerca promosso dall’ospedale Regina Margherita di Torino”.

Stesso discorso per l’operazione delle uova di “Uova di Pasqua” di Dolci Preziosi, spacciata come inziativa benefica a favore delI’impresa sociale “I bambini delle fate”. Anche in questo caso è attraverso alcune sue società che l’influencer avrebbe ottenuto un ingiusto profitto: prima di 400.000 euro + iva pagati a Sisterhood s.r.l. e Fenice s.r.l. e poi altri 750.000 + iva versati TBS Crew s.r.l. e Fenice s.r.l. E anche in questo caso, i magistrati puntano il dito sulla “pubblicità ingannevole” realizzata da Chiara Ferragni e sulle “informazioni fuorvianti” fornite dall’influcer, come “usiamo la Pasqua per fare del bene [à] le mie uova supportano i bambini delle fate [à] per me era molto importante fare anche del bene tramite queste uova e quindi sosteniamo questa impresa sociale”.

Così a guadagnarci, sempre stando all’accusa formulata dai pm milanesi, sarebbero stati anche altri protagonisti della vicenda. “Tutti conseguivano – puntualizzano i pm – profitto non patrimoniale derivante dal ritorno di immagine legato alla prospettata iniziativa benefica”.

“Credevo sinceramente che non fosse
necessario celebrare un processo per dimostrare di non aver mai
truffato nessuno. Dovrò purtroppo convivere ancora del tempo con
questa accusa, che ritengo profondamente ingiusta, ma sono pronta
a lottare con ancora maggiore determinazione per far emergere la
mia assoluta innocenza”. Lo assicura Chiara Ferragni dopo aver
ricevuto il decreto di citazione diretta a giudizio disposto
dalla procura di Milano nell’ambito dell’inchiesta che la vede
accusata di truffa aggravata per presunte irregolarità nelle
operazioni di sponsorizzazione del “Pandoro Balocco Pink
Christmas” e delle “Uova di Pasqua Chiara Ferragni”.

Dello stesso avviso i difensori dell’influencer, gli avvocati
Giuseppe Iannaccone e Marcello Bana: “Restiamo fermamente
convinti che questa vicenda non abbia alcuna rilevanza penale e
che ogni profilo controverso sia già stato affrontato e risolto
avanti l’AGCM. L`interlocuzione con i Pubblici Ministeri non ha
avuto l`esito auspicato e la Procura ha preferito demandare al
Giudice del dibattimento ogni decisione nonostante sia evidente
l`assenza di condotte costituenti reato e la mancanza delle
condizioni di procedibilità. L`innocenza della nostra assistita
verrà certamente acclarata in giudizio che affronteremo
serenamente”.

Caso Almasri, Meloni: in gioco la sicurezza della Nazione, non c’è spazio per i passi indietro

Roma, 29 gen. (askanews) – “Il nostro impegno per difendere l’Italia proseguirà, come sempre, con determinazione e senza esitazioni. Quando sono in gioco la sicurezza della Nazione e l’interesse degli italiani, non esiste spazio per passi indietro. Dritti per la nostra strada”. Lo scrive su Facebook la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, all’indomani della ricezione delle comunicazione di iscrizione nel registro degli indagati per il caso della scarcerazione del generale libico Almasri. Intanto, un vertice di governo è previsto questa mattina a Palazzo Chigi, presieduto dalla premier Giorgia Meloni. E’ prevista la partecipazione del vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani e di altri ministri.

IA, Marina Usa vieta a suoi dipendenti uso di DeepSeek

Roma, 29 gen. (askanews) – La Marina degli Stati uniti, a causa di “potenziali problemi di sicurezza ed etici”, ha richiesto al personale di evitare l’uso in qualsiasi forma del modello DeepSeek. Lo riferisce la CNBC.

Dopo il lancio, il modello R1 cinese di DeepSeek è salito in cima alla classifica delle applicazioni gratuite per il download nell’App Store di Apple negli Stati Uniti, scuotendo il mondo tecnologico e Wall Street. Oltre a suscitare ampie discussioni, ha anche generato preoccupazioni relative alla sicurezza.

Un portavoce della US Navy ha confermato a CNBC l’invio di un avviso via email al personale, ricordando loro di “non scaricare, installare o utilizzare in alcuna forma il modello DeepSeek”.

Intanto, da ieri il sito ufficiale di DeepSeek ha segnalato attacchi di “malintenzionati” su larga scala e le registrazioni ai servizi online sono state rallentate. Analisti cinesi sostengono che gli attacchi sono arrivati da IP situati negli Usa.

Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che l’improvvisa ascesa di DeepSeek “dovrebbe essere un campanello d’allarme” per le aziende tecnologiche americane. David Sacks, zar dell’intelligenza artificiale e delle criptovalute nell’amministrazione Trump, ha scritto lunedì su X che DeepSeek R1 “dimostra che la corsa all’IA sarà molto competitiva”, aggiungendo di essere “fiducioso nelle capacità degli Stati Uniti, ma non possiamo permetterci di essere compiacenti”.

Secondo quanto riportato da The Information, Meta ha istituito quattro war rooms (unità di crisi) all’interno del suo dipartimento di IA generativa per monitorare DeepSeek. L’azienda ha sviluppato i propri modelli open-source di intelligenza artificiale denominati Llama.

Intanto, però, dalla Cina potrebbe arrivare un’altra sfida. Secondo quanto riferisce oggi Nikkei Asia, anche Alibaba ha rilasciato un aggiornamento del suo modello linguistico IA Qwen, che con la versione 2.5-Plus, che secondo un messaggio diffuso su WeChat dalla compagnia, sarebbe “superiore come performance a GPT-4o, DeepSeek-V3 e Llama-3.1-405B”.

Secondo quanto ha riferito oggi Bloomberg, inoltre, Microsoft avrebbe avviato un’indagine sulla base del sospetto che “il gruppo collegato a DeepSeek” abbia ottenuto “impropriamente dati di OpenAI”, la compagnia proprietaria di ChatGPT.

Il Papa: apprensione per il Congo, cessi presto ogni violenza

Roma, 29 gen. (askanews) – “Esprimo la mia preoccupazione per l’aggravarsi della situazione securitaria nella Repubblica Democratica del Congo. Esorto tutte le parti in conflitto ad impegnarsi per la cessazione delle ostilità e per la salvaguardia della popolazione civile di Goma e della altre zone interessate dalle operazioni militari”. Così Papa Francesco a conclusione dell’udienza generale in Aula Paolo VI in Vaticano.

“Seguo con apprensione anche quanto accade nella capitale, auspicando che cessi quanto prima ogni forma di violenza contro le persone e contro i loro beni. Mentre prego per il pronto ristabilimento della pace e della sicurezza, invito le autorità locali e la comunità internazionale al massimo impegno per risolvere con mezzi pacifici la situazione del conflitto”, ha concluso Bergoglio.

Separazione delle carriere, parte al Senato l’esame della riforma costituzionale della Giustizia

Roma, 29 gen. (askanews) – Parte questa mattina al Senato l’esame della riforma costituzionale della Giustizia per la separazione delle carriere tra magistratura inquirente e requirente approvata dalla Camera nella prima delle quattro letture richieste. L’iter a palazzo Madama inizia in commissione Affari costituzionale. Il relatore è il presidente FdI della stessa commissione, Alberto Balboni.

Ieri il viceministro della Giustizia, Paolo Sisto, ha ricordato come governo e maggioranza “vanno avanti nei percorsi delle riforme. Domani mattina alle 8,30 (oggi, ndr) la commissione Affari Costituzionali del Senato – dove io rappresenterò il governo – incardinerà per la seconda lettura, la riforma costituzionale della giustizia con la separazione delle carriere. Il percorso delle riforme non si ferma”.

Kim Jong Un visita impianto bombe nucleari: sono irrinunciabili

Roma, 29 gen. (askanews) – Il leader supremo della Corea del Nord, Kim Jong Un, ha effettuato un’ispezione presso la struttura di produzione dei materiali nucleari per la costruzione degli ordigni atomici del paese, lanciando un messaggio – probabilmente al suo possibile futuro interlocutore Donald Trump – sull’irrinunciabilità per Pyongyang del suo dispositivo strategico.

E’ la seconda volta che i media ufficiali nordcoreani mostrano gli impianti, comprese apparentemente le decine di centrifughe che si trovano all’interno di questa struttura di produzione, con tanta enfasi.

“Il rispettato compagno Kim Jong Un ha elogiato gli scienziati, i tecnici, i lavoratori e i funzionari del settore della produzione di armi nucleari per i notevoli successi ottenuti nei nuovi progetti a lungo termine. Ha sottolineato il loro impegno nell’affrontare i compiti assegnati dall’Undicesima Riunione Plenaria dell’VIII Comitato centrale del Partito dei lavoratori coreani, dopo che il settore della produzione di materiali nucleari, l’Istituto per le armi nucleari e altre aree correlate hanno registrato risultati straordinari nel 2024”, si legge nel comunicato diffuso dai media statali.

Kim “ha sottolineato che il 2025 sarà un anno cruciale, poiché segnerà il completamento degli obiettivi quinquennali assegnati dall’Ottavo Congresso ai settori della ricerca e della produzione di armi nucleari. Ha affermato che questo sarà un punto di svolta fondamentale per l’attuazione della linea strategica del Partito e del governo della Repubblica democratica popolare di Corea (DPRK) per il rafforzamento delle forze nucleari. Ha inoltre ribadito la necessità di mantenere alto lo spirito combattivo e di raggiungere successi epocali nel superamento degli obiettivi di produzione di materiali nucleari a uso militare e nel rafforzamento dello scudo nucleare del Paese”, secondo quanto ha riferito la nota.

Il leader nordcoreano, ancora, ha “ribadito che garantire la pace e la sicurezza attraverso la forza è la modalità di lotta più giusta e un principio immutabile” e ha “evidenziato la gravità della situazione esterna che la DPRK sta affrontando, sottolineando come le forze ostili stiano cercando di rafforzare la propria supremazia militare”. In tal senso, ha continuato Kim, “l’unica forza assoluta capace di contenere completamente i nemici e di prendere l’iniziativa nel controllo della situazione non si ottiene con dichiarazioni o slogan, ma attraverso l’accumulo e l’aumento esponenziale della capacità nucleare pratica”.

Kim ha inquadrato la questione della sicurezza della Corea del Nord, che si trova nella regione “più instabile al mondo”, nel quadro di un “rafforzamento continuo dello scudo nucleare per affrontare non solo le minacce esistenti, ma anche i potenziali pericoli futuri”. E ha sottolineato che “questo è essenziale per garantire la sovranità, gli interessi e il diritto allo sviluppo dello Stato, non solo per il presente, ma anche per le prossime generazioni”, aggiungendo che “ogni sforzo deve essere subordinato al rafforzamento del prestigio dello Stato e alla difesa dei suoi interessi e che lo sviluppo illimitato della postura di contro-reazione nucleare del Paese è un compito politico e militare imprescindibile”.

La visita, mostrata con ampiezza di immagini dalla stampa ufficiale nordcoreana, appare essere un messaggio al presidente Usa Trump, appena tornato alla Casa bianca, che vorrebbe tornare a intrecciare un dialogo con Kim, dopo i tre summit tenuti nel suo primo mandato, che avevano fatto sperare in un accordo, ma che poi si sono risolti in un nulla di fatto. Il nodo che fu possibile, allora, sciogliere fu proprio quello della rinuncia immediata, totale e irreversibile alle armi nucleari da parte della Corea del Nord, che Washington voleva preventivamente alla normalizzazione dei rapporti, con la revoca delle sanzioni.

L’enfasi di Kim sull’irrinunciabilità delle armi atomiche potrebbe essere un posizionamento preventivo rispetto alla futura apertura di un tavolo di negoziato con Trump. Dall’amministrazione americana – prima dal neosegretario alla Difesa Pete Hegseth, poi dallo stesso Trump – sono arrivate timide aperture su questo fronte, quando la Corea del Nord è stata definita una “potenza nucleare”. Questo è proprio il riconoscimento che Pyongyang vorrebbe. Tuttavia di fronte a queste affermazioni non formali arrivate da Washington, la Corea del Sud è intervenuta, segnalando al partner americano che il Trattato di non proliferazione nucleare barra la strada alla creazione di nuove potenze nucleari.

Migliore+Servetto, dua architetti italiani per il Museo di Schengen

Milano, 29 gen. (askanews) – Identità comune, dialogo, unità. Lo studio Migliore+Servetto ha firmato il progetto del Museo Europeo di Schengen e della rivalorizzazione del Battello Princess Marie Astrid II, ragionando in primo luogo sul concetto di confine. “Il confine – ha detto ad askanews Ico Migliore – molto spesso ha un’accezione negativa, quella di separare. Invece il confine può anche unire delle culture diverse e quindi far conoscere quali sono i valori delle diversità: credo che il Museo di Schengen sia improntato su quello. È un viaggio attraverso i valori del confine, attraverso i valori dell’altro”.

Valori che si traducono nella volontà del museo di essere inclusivo, accessibile e innovativo. “Il Museo di Shenghen – ha aggiunto Mara Servetto – ha la specificità di portare una tematica, non porta una collezione, ha anche degli oggetti, ma di per sé il soggetto dell’esposizione è una tematica quindi è già un museo particolare, è un museo in cui sicuramente la progettazione degli spazi, il design, dell’interfaccia tra questi contenuti il pubblico è determinante per far passare i contenuti stessi. Quindi abbiamo lavorato su una quindicina di installazioni differenti e poi sul nucleo centrale fortemente immersivo, come si direbbe oggi, cioè il Cubo delle bandiere, così lo abbiamo chiamato, lavorando un po’ su tutti i sensi all’interno di quella che è la realtà di un’Europa con i confini liberi”.

Il progetto, realizzato con Karmachina, è dinamico, vuole rendere la sensazione di un’idea viva e pulsante, e si apre allo spazio fluviale. “Il museo – ha concluso Migliore – è costituito a due parti, anche questo è interessante che sono quasi su un confine perché la Mosella è un fiume, sul fiume c’è questa costruzione all’interno della quale ci sarà questo museo che sarà un museo dialogante e poi c’è un battello, questo battello che è il battello su cui è stato firmato l’accordo di Schengen. Anche questo modo di dialogare col pubblico sarà diverso perché si potrà ospitare un luogo che sarà sull’acqua che potrà poi eventualmente muoversi, anzi è preciso che che sia itinerante e dialoghi con il punto fermo che è quello di questo museo. Quindi l’idea è un po’ di aprire questi confini e di farli parlare mantenendo l’identità”.

Che è quella comune di un’Europa cha proprio da Schengen ha deciso di pensarsi diversa, unita e libera.

Bombe atomiche Hiroshima-Nagasaki, Trump invitato a commemorazione

Roma, 29 gen. (askanews) – I sindaci di Hiroshima e Nagasaki hanno invitato il presidente Usa Donald Trump per le commemorazioni dell’80mo anniversario dei bombardamenti atomici sulle due città giapponesi. Lo hanno annunciato i due primi cittadini nipponici, che hanno invitato il presidente americano con una lettera congiunta.

I due sindaci hanno chiesto a Trump di recarsi nelle città per ascoltare di persona le testimonianze degli “hibakusha”, i sopravvissuti alle bombe atomiche.

“Speriamo sinceramente che lei si allontani dall’idea della dipendenza nucleare e che prenda iniziative concrete per l’abolizione delle armi atomiche e l’instaurazione di una pace mondiale duratura”, si legge nella lettera, di cui dà notizia l’agenzia di stampa France Presse.

Nel 2016, Barack Obama è stato il primo presidente degli Stati Uniti in carica a visitare Hiroshima, seguito da Joe Biden nel 2023. Durante il suo primo mandato, Donald Trump non ha mai visitato Hiroshima e Nagasaki, nonostante un precedente invito dei due sindaci.

Gli Stati uniti sganciarono una bomba atomica su Hiroshima il 6 agosto 1945 e un’altra su Nagasaki il 9 agosto. I due casi restano gli unici due nella storia in cui le armi nucleari sono state usate in guerra. Si stima che circa 140.000 persone siano morte a Hiroshima e 74.000 a Nagasaki.

Nel 2024, il Premio Nobel per la Pace è stato assegnato a “Nihon Hidankyo”, l’associazione giapponese di sopravvissuti ai bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki, che da decenni lotta per la messa al bando delle armi nucleari.

Usa, Trump limita le transizioni di genere per gli under 19

Roma, 29 gen. (askanews) – Il presidente Usa Donald Trump ha emesso un ordine esecutivo per limitare le transizioni di genere ai minori di 19 anni. Il provvedimento è stato pubblicato sul sito della Casa Bianca.

“Oggi in tutto il Paese, medici mutilano e sterilizzano un numero crescente di bambini impressionabili con la falsa e radicale affermazione che gli adulti possono cambiare il sesso di un bambino attraverso una serie di interventi medici irreversibili. Questa tendenza pericolosa sarà una macchia nella storia della nostra nazione e deve finire”, si legge nell’atto.

“Innumerevoli bambini – prosegue la dichiarazione – si pentono presto di essere stati mutilati e iniziano a comprendere l’orribile tragedia di non poter mai concepire figli propri o allevare i propri figli attraverso l’allattamento al seno. Inoltre, le spese mediche di questi giovani vulnerabili possono aumentare nel corso della loro vita, poiché sono spesso intrappolati tra complicazioni mediche permanenti, una guerra persa con i propri corpi e, tragicamente, la sterilizzazione”.

“Di conseguenza, la politica degli Stati Uniti è quella di non finanziare, sponsorizzare, promuovere, assistere o sostenere la cosiddetta ‘transizione’ di un bambino da un sesso all’altro e di applicare rigorosamente tutte le leggi che vietano o limitano queste procedure distruttive e che alterano la vita”.

“Per ‘mutilazioni chimiche e chirurgiche’, viene spiegato, si indica l’uso di bloccanti della pubertà, compresi gli agonisti del GnRH e altri interventi per ritardare l’inizio o la progressione della pubertà con i tempi normali in un individuo che non si identifica con il proprio sesso; l’uso di ormoni sessuali, come bloccanti degli androgeni, estrogeni, progesterone o testosterone, per allineare l’aspetto fisico di un individuo con un’identità diversa dal suo sesso; procedure chirurgiche che tentano di trasformare l’aspetto fisico di un individuo per allinearlo con un’identità diversa dal suo sesso o che tentano di alterare o rimuovere gli organi sessuali di un individuo per minimizzare o distruggere le sue funzioni biologiche naturali”.

Le agenzie Usa dovranno quindi “annullare o modificare” tutte le pratiche che si basano sulle linee guida della World Professional Association for Transgender Health (WPATH) ed entro 90 giorni il segretario alla Salute e ai Servizi Umani “pubblicherà una revisione della letteratura esistente sulle migliori pratiche per promuovere la salute dei bambini che affermano disforia di genere, disforia di genere a rapida insorgenza o altra confusione basata sull’identità”.

Sicurezza Lavoro, Gemmiti: sostegno Piano Integrato Ministero

Roma, 28 gen. – “Accogliamo con favore il Piano Integrato per la Salute e Sicurezza promosso dal Ministero del Lavoro, come un ulteriore passo verso la creazione di una cultura della prevenzione diffusa. Pur necessitando di integrazione e di sviluppo, il Piano rappresenta una base per la definizione di politiche pi mirate e partecipative in materia di salute e sicurezza. Come gruppo sintesi siamo pronti a mettere a disposizione il nostro know-how e la nostra esperienza, conoscendo i bisogni reali di imprese e lavoratori. Riteniamo infatti che solo tramite il convolgimento degli attori interessati sia possibile definire iniziative attuabili e concrete e non con soluzioni calate dall’altro. Solo cos iniziative come questa potranno produrre cambiamenti tangibili consentendo aspicabilmente una riduzione degli infortuni e delle morti sul lavoro”.

Lo dichiara Matteo Gemmiti, Head of Business Development Sintesi Spa.

Deepseek e l’arte d’inventare: brutto colpo per la Silicon Valley.

Sembra ormai accreditata l’idea che con la parola “nerd” si definisce chi è intestardito sulla tecnologia, videogiochi e quant’altro. Da principio, questa passione si appuntava anche ad una persona sospettata di essere chiusa nel suo mondo e poco incline alle relazioni sociali.

In un tentativo di riabilitazione, pare che Gerald Sussman, un professore del celebre MIT di Boston esaltasse, al contrario, la figura dei nerd e di come fosse giusto essere degli intellettuali. Studiare e imparare è per quel docente la condizione “per competere nel predominio sociale”, con una chiave di lettura della realtà non proprio incline ad una pacifica convivenza.

In questi giorni agli onori della cronaca è assurto tal Liang Wenfeng, un cinese esperto di informatica che ha acquistato migliaia di unità di elaborazione grafica Nvidia per realizzare il suo progetto di intelligenza artificiale, facendo schiattare di invidia i big della materia come OpenAI, Google, Meta o Anthropic.

Forse Liang era un predestinato. Il suo nome sta per eccellente e sembra che possa essere ricondotto anche all’idea di forza, stabilità e integrità. Insomma, uno che nella vita ce la fa sugli altri 999.

Con la sua impresa ha fatto perdere in un giorno a Wall Street 600 miliardi mettendo in ginocchio i titoli tecnologici dei giganti del settore. Il buon Liang con solo 6 milioni ha infatti creato prima DeepSeek-V2 e poi a seguire DeepSeekR1; come se avesse realizzato, è stato osservato, una sorta di IPhone con il costo minimo di 30 dollari.

Sembra che dalle parti della Silicon Valley, dove hanno investito miliardi per sviluppare sistemi di intelligenza artificiale, non sanno come arginare sentimenti di disperazione e neanche il silicone riesce a sigillare i canali lacrimali di quella esclusiva comunità.

Non andrebbe mai elusa la lezione che ci dà la storia o la lettura biblica per cui non sarebbe la prima volta che crollano a terra imperi ritenuti impermeabili agli strali del destino.

Il colosso di Rodi si frantumò a causa di un terremoto seppur non finanziario. Ancora, al Re Nabucodonosor apparve in sogno un gigante che aveva la testa d’oro, il petto e le braccia d’argento, il ventre e le cosce di bronzo, le gambe di ferro e i piedi in parte di ferro e in parte d’argilla. Fu sufficiente un piccolo sasso tirato da Dio perché precipitasse a terra sgretolandosi.

Per i meno avvezzi DeepSeek è una chatbot, che altro non è se non un software progettato per simulare una conversazione con un essere umano. Liang ha voluto chiamarlo “Ricerca profonda” forse ispirato dalla idea che in quel campo c’è sempre da scavare e da innovare, non potendosi mai dire arrivati al punto finale.  Non è proprio una gola profonda ma poco ci manca.

Ad ulteriore sfregio, DeepSeek è gratis ed anche open source, cioè a dire che il codice di questa intelligenza artificiale è aperto. Ne deriva che l’intero modello è ispezionabile, modificabile e perfezionabile da chiunque. Ognuno può sbizzarrirsi a metterci su le mani per tirarne fuori una versione ancora più avanzata.

Del resto la materia è di quelle che si prestano ad essere continuamente superate ed aggiornate. Così che il padrone d’oggi, domattina può ritrovarsi d’improvviso senza più nulla in mano.

Eppure ci sarebbe un modo per evitare queste eventuali tragedie, il declino repentino e feroce di chi comanda o del depositario di quella scienza. Basterebbe smettere di applicarsi e di inventare e saper dire stop alla smania continua di aggiungere altro a ciò che già è sufficiente.

In origine inventare significava sapere trovare, scoprire un qualcosa che in qualche caso già era presente. Con il tempo ha poi definito la capacità di immaginare, con guizzo del genio umano, la possibilità di trovare quello che invece prima non esisteva. Andare insomma a favore di vento per tirar fuori un’idea che non aveva alcuna origine in precedenza.

Si dovrebbe forse avere qualche volta il coraggio di rinunciare ad andare sempre ossessivamente ed ostinatamente avanti e sapersi con saggezza fermare. Pensare vuol dire pesare con precisione le proprie azioni e le proprie scelte. Sarebbe già abbastanza a limitarsi ad un inventario dell’attuale per andare verso il futuro senza l’ossessione e il timore di essere di colpo disarcionati dal trono in cui si è seduti. Non sarà così e non è detto che per gli uomini d’oggi sia certamente un bene.