Home Blog Pagina 393

Capitale cultura, Mattarella: ricchezza dell’Italia è sua pluralità

Roma, 18 gen. (askanews) – “La ricchezza del nostro Paese sta nella sua pluralità. Nella sua bellezza molteplice. A fornire pregio particolare all’Italia sono proprio le sue preziose diversità, le cento capitali che hanno agito, nell’arco di secoli, come luoghi capaci di esprimere comunità. Una grande ricchezza, per il nostro percorso nazionale. Eredità ricevuta dai nostri padri. E tesoro da investire per il domani dei nostri figli”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo ad Agrigento alla cerimonia di apertura di Agrigento Capitale della cultura.

Melbourne, Sonego agli ottavi agli Australian Open

Roma, 18 gen. (askanews) – Lorenzo Sonego conquista per la prima volta l’accesso alla seconda settimana degli Australian Open, dove in precedenza si era fermato sempre al 3° turno. Decisiva un’altra super rimonta, questa volta arrivata contro Fabian Marozsan, ungherese n.59 del mondo, giustiziere di Frances Tiafoe. 6-7, 7-6, 6-1, 6-2 i parziali in oltre tre ore di gioco per l’eroe di Malaga 2023, che andrà a caccia di uno storico quarto di finale affrontando il sorprendente statunitense Learner Tien, 121 del mondo e capace di eliminare Daniil Medvedev. Tra i due giocatori non ci sono precedenti.

Agrigento capitale della cultura, Miccich: che sia un punto di partenza

Agrigento, 18 gen. (askanews) – Prove dell’inno nazionale al Teatro Pirandello di Agrigento stamattina in attesa del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del ministro della Cultura, Alessandro Giuli per la cerimonia di inaugurazione di Agrigento capitale della cultura 2025. Il sindaco della bellissima citt siciliana, Francesco Miccich, spiega la sua emozione:

“Penso che una giornata del genere per Agrigento irripetibile. Abbiamo dato al nostro territorio un’opportunit e dobbiamo essere bravi a mantenere quello che abbiamo promesso. Il 2025 deve essere un punto di partenza perch Agrigento possa mantenere quello che si fatto in questi anni”. E a una domanda sulle polemiche sui ritardi replica

“Io vado oltre, i ritardi non so chi li denuncia, noi abbiamo fatto il nostro lavoro e abbiamo presentato un programma al ministro Giuli che lo ha apprezzato, non conosco polemiche”.

Ucraina, missili russi colpiscono il centro di Kiev (anche una stazione metro): morti e feriti

Roma, 18 gen. (askanews) – Almeno quattro persone sono morte a Kiev durante l’attacco russo sferrato nella notte sulla capitale ucraina. “Purtroppo abbiamo già quattro morti nella Raion Shevchenkivsky e tre feriti”, ha annunciato questa mattina su Telegram Tymur Tkatchenko, capo dell’amministrazione militare di Kiev, dopo l’attacco russo alla città. L’aeronautica ucraina, da parte sua, ha dichiarato di aver abbattuto durante la notte due missili balistici Iskander e 24 droni d’attacco russi. I missili abbattuti “sono caduti” sulla centrale Shevchenkivsky Raion di Kiev, danneggiando un edificio industriale, un passaggio che porta alla metropolitana ed edifici residenziali, secondo la stessa fonte, aggiungendo che l’approvvigionamento idrico locale è stato temporaneamente compromesso.

In un post su Telegram, il presidente ucraino Zelensky ha inviato un messaggio di condoglianze ai familiari e agli amici delle vittime e – postando un video della distruzione – ha spiegato che un attacco missilistico russo alle prime ore del mattino “al centro di Kiev ha danneggiato edifici residenziali, una stazione della metropolitana, negozi, bar e infrastrutture civili”. Le forze russe, inoltre, hanno attaccato il centro di Zaporizhzhia, nel sud del Paese. “Si sa che dieci persone – riferisce Zelensky – sono rimaste ferite e altre potrebbero essere rimaste sotto le macerie. Le infrastrutture sono state distrutte e molte case e negozi sono stati danneggiati”. “Tutti coloro che aiutano la Russia in questa guerra dovrebbero subire una pressione tangibile per questi attacchi. Possiamo farlo solo uniti al mondo intero”, conclude Zelensky.

Il sindaco della città, Vitali Klitschko, ha sottolineato in un post sui social, che le difese aeree sono state attive nella capitale tutta la notte.

“Un’altra prova che Putin vuole la guerra, non la pace”, ha commentato il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha in un messaggio pubblicato sui social, dopo l’attacco russo a Kiev. Il presidente russo “deve essere costretto ad accettare una pace giusta con la forza e la massima pressione economica e militare”, ha aggiunto.

La capitale è spesso presa di mira da droni e missili russi, ma le vittime sono rare a Kiev, che è fortemente protetta da sistemi di difesa aerea e in grado di respingere gli attacchi meglio che in qualsiasi altra parte del Paese.

In libreria "Un pezzo alla volta", memoire di vita (e giornalismo) di Michele Gambino

Milano, 18 gen. (askanews) – “A che serve vivere, se non c’è il coraggio di lottare?”. Sono parole di Giuseppe Fava, il direttore del mensile “I Siciliani” assassinato dalla mafia nel 1984 a Catania. E’ questo principio etico applicato al giornalismo che ha ispirato l’intera vita di Michele Gambino. Giornalista d’inchiesta tra i più apprezzati, premio Ilaria Alpi per i suoi reportage dall’Afghanistan e scrittore, Gambino ripercorre la sua vita professionale e umana con “Un pezzo alla volta – Storia di un giornalista e del suo tempo” (Manni Editore), un’opera autobiografica di impegno civile che segue i suoi precedenti lavori “Enjoy Sarajevo” e “L’isola”, quest’ultimo scritto con Claudio Fava.

Un pezzo alla volta, indicato tra i papabili del premio Strega dall’autorevole rivista letteraria “Il libraio”, è un viaggio intenso e personale, una narrazione che intreccia alcuni dei momenti più significativi della vita professionale e privata dell’autore. Fin da giovanissimo, nella Catania “profondo sud di Milano”, Gambino si è ritrovato immerso nel giornalismo d’inchiesta: ha affrontato la mafia con quel coraggio che fa superare le proprie paure per il fatto stesso di essere incessantemente impegnati nella ricerca di verità e giustizia: è dentro le cose che accadono e non può essere che questo l’istinto che lo guida. Per lui, il giornalismo è sempre stato una lotta contro i luoghi comuni. “Giornalismo palombaro”, l’ha definito in un’intervista, che scende in profondità, non giornalismo da surfista.

E’ con queste lenti che l’autore disvela l’altra Catania degli anni Ottanta, una città intrisa di mafia, ma cieca o volutamente indifferente. E quando la battaglia contro la criminalità organizzata in Sicilia sembra, o forse è, perduta, Gambino cerca altrove. Ma la calamita è quella: raccontare, senza pesare pericoli e disagi, storie di sfruttamento e ingiustizia, sempre dalla parte delle vittime. Storie come quella degli esmeralderos colombiani, costretti a vivere in condizioni estreme, raccontati da un bar dal nome “Aqui la vita no vale nada”, qui la vita non vale niente. Come i reportage sull’assedio di Sarajevo, dove è stato a un passo dall’uccidere un uomo. O quegli interminabili undici passi per uscire dalla roulette russa di un campo minato in Afghanistan.

Della prima guerra da inviato a Beirut, Gambino racconta l’assuefazione di chi ci si ritrova dentro e la tragica banalità quotidiana della vita durante i conflitti: dalla Green line bastavano pochi minuti per passare dalle trincee con i morti ammazzati – tutti i giorni in pausa pranzo – alla stridente normalità del ristorante con tovaglie di lino e camerieri in giacca bianca.

Il no di Gambino alla guerra, la sua penna contro la ferocia dell’uomo, è netto. Ma al fronte la guerra – forse la parola più frequente del libro – diventa per lui “passione tossica”, come confessa egli stesso, nelle pagine di “Un pezzo alla volta”, anni dopo. Lo diventa per chi continua a nutrirsi di paura e dolore, come l’inviato che ne è testimone diretto e che “smania per essere al centro delle cose”. E’ quella “fame di guerra” che “fa toccare la corda guasta” dentro di sé. La guerra in qualche modo anche “eccitante”, che attrae l’autore “perché ci dice chi siamo, e replica la lotta per la vita di ogni essere umano in una forma essenziale, depurata dalle buone maniere, dall’ipocrisia del ‘va tutto bene’ e dalle incombenze noiose, come pagare le bollette e stare in coda nel traffico”.

Per il giornalista-palombaro l’approdo è scontato: le inchieste di mafia degli Anni Novanta, i libri sui misteri d’Italia, le “biografie non autorizzate” su Andreotti e Berlusconi, passando per due grandi scoop: il massacro di Timosoara (mai accaduto) e quello sugli omicidi della Uno Bianca, sul quale sono state recentemente riaperte le indagini.

Sono anni, anzi decenni, che si snodano tra l’impegno civile e gli interrogativi che da uomo ormai maturo riflette sul senso di una scelta di vita senza compromessi, scelta consegnare “un mondo migliore, o perlomeno non peggiore” innanzitutto a chi ama di più: la figlia. “Combattere per qualcosa in cui si crede è uno dei regali che la vita ci fa oppure – come dice citando lo scrittore turco Ohran Pamuk – una palla al piede del talento? Esiste un modo per attutire quel senso di inadeguatezza che si prova tra il totalizzante sforzo di rendere il mondo un posto migliore e il desiderio di una vita quotidiana che permetta di coltivare relazioni, affetti e una certa “normalità” dello stare al mondo? “Bisogna struggersi, turbarsi, battersi, sbagliare, ricominciare daccapo e buttare via tutto, e di nuovo ricominciare e lottare e perdere eternamente”, dice Gambino. Forse, suggerisce questo memoir di vita, quel che conta è solo cercare di vivere con onore.

(Marco D’Auria)

I Follya e il diritto degli uomini ad esprimere le emozioni

Milano, 18 gen. (askanews) – Venerdì 24 gennaio esce “Don’t cry” (Benzai Records / distribuito da ADA Music Italy), il nuovo singolo dei Follya. In un panorama musicale che spesso celebra una mascolinità tossica, fatta di forza ostentata e virilità stereotipata, i Follya, composti da Alessio Bernabei (voce), Alessandro Presti (basso) e Riccardo Ruiu (batteria), scelgono di raccontare una storia diversa. Con “Don’t cry” la band affronta un tema urgente e spesso trascurato: il diritto degli uomini di esprimere le proprie emozioni.

“La musica è uno specchio della società – raccontano i Follya – riflette i suoi valori, li amplifica e li trasmette. È un linguaggio universale che ispira le nuove generazioni, influenzando il modo in cui vedono il mondo e se stesse. Per questo, gli artisti dovrebbero riflettere con responsabilità sui messaggi che veicolano”.

La mascolinità tossica è ancora oggi una delle manifestazioni più diffuse e dannose delle aspettative sociali. Con questo nuovo brano, i Follya scelgono di affrontare questo tema con un approccio fresco e ironico, invitando a riflettere su cosa significhi davvero essere uomini oggi. “DON’T CRY” diventa così un manifesto musicale che sfida le convenzioni, proponendo un futuro in cui la fragilità non è più vista come un difetto, ma come una qualità che ci rende autentici, umani e vicini agli altri.

“Perché ci insegnano fin da piccoli che “i veri uomini non piangono”? È una bugia che ci rende infelici e soli – raccontano i Follya – In un periodo storico così delicato, dominato da una società che alimenta ogni giorno il maschilismo tossico, con questo brano abbiamo sentito il dovere di andare controcorrente. Se c’è una cosa che ci rende davvero forti, è proprio il coraggio di essere vulnerabili”.

I Follya sono una band nata nel 2022, che non si pone limiti di linguaggio o sound, fondendo essenza pop con mondi onirici e distopici. La loro musica spazia tra powerpop, synthwave e alternative rock. Prima di diventare i Follya, i membri della band erano noti come i Dear Jack, gruppo che ha conquistato il grande pubblico nel 2014. Dopo anni di successi e trasformazioni, i musicisti decidono di intraprendere un nuovo percorso artistico. A novembre 2023 esce il loro album di debutto “Follya”, pubblicato con Universal Music Italy e anticipato dai singoli “Morto per te”, “Tutt’okkei”, “Tuta spaziale”, “Mister” e “Toxic”. A distanza di un anno, lo scorso novembre, la band è tornata sulla scena musicale con una veste completamente rinnovata, presentando il brano “Numero uno”.

Dovere dei popolari è mantenere intatta la propria personalità storica

Caro Bernabei,

Permettimi di esprimere i sentimenti che si affollano nel mio cuore per la ricorrenza del 40º anniversario della fondazione del partito popolare; ricorrenza che la DC ha voluto ricordare con particolare cerimonia, riconfermando così una data significativa nella storia dei cattolici e della nazione

I collaboratori di quei giorni, ancora presenti e attivi nella vita politica del paese, sono come me grati a coloro che, nel ricordo del passato, rivivono idee, direttive, emozioni, propositi, che allora ebbero una sanzione storica nelle lotte elettorali, parlamentari, sindacali; il cui epilogo, lo scioglimento del partito, non volontario ma per decreto di autorità, a coloro che rimasero in patria appartati e agli altri che conobbero terre straniere, diede il diritto della continuità ideale, nell’attesa fiduciosa di un ritorno alla libertà.

Questo momento arrivò nelle condizioni più tragiche e dolorose per la Patria nostra; avremmo preferito di scomparire, come persone non come idee, dalla faccia della terra, anziché vedere il crollo del nostro paese.

Ma sia pure con nome diverso e in condizioni differenti il nucleo centrale del popolarismo fu ricostituito nell’insegna “Libertas”, per concorrere alla rinascita nazionale come sicuro apporto del pensiero cattolico e democratico, nella libertà e nel progresso.

Il popolo, la città, la famiglia che non hanno tradizioni non arrivano ad acquistare facilmente propria personalità. La tradizione affonda nel passato e da un sentire comune fatto di convinzioni e sentimenti, di lotte e vittorie, di dolori e gioie; tempra e richiama a metodi sperimentati e a costumi affinati col tempo. Lo stesso è dei partiti: liberali e repubblicani si richiamano al Risorgimento, punto di partenza dell’unità nazionale e delle libertà costituzionale e degli albori democratici.

Noi cattolici non ci leghiamo ai neo-guelfi per il contenuto storico del momento, ma per la loro partecipazione al movimento risorgimentale, anche se questo prese posizioni che in parte sembrarono ostili alla Chiesa e in parte lo furono effettivamente.

Mai, da allora in poi, i cattolici dissociarono i problemi religiosi da quelli nazionali per una specie di laicismo avanti lettera o di un naturalismo sul quale si appoggiò il liberalismo razionalista. Per le coscienze cattoliche e italiane fu una dura prova la lotta antivaticana e antireligiosa sotto la insegna della massoneria, che tentò di prendere il dominio politico. Ma mentre la parte militante dei cattolici italiani, seguendo il non expedit si appartò dalla vita politica attiva, rimase effettivo il doppio contributo della difesa religiosa e della preparazione civica.

Dal convegno di casa Campello nel 1789, ai tentativi conciliatoristi falliti, si arriva nel 1904 alla timida iniziativa dell’Unione Romana poco prima dello scioglimento dell’Opera dei Congressi, e alla riunione di Milano promossa da Filippo Meda e altri poco dopo tale scioglimento; fino a che si arriva al discorso di Caltagirone del dicembre 1905, che fu il punto di orientamento e di partenza del Popolarismo.

Questo non nacque bell’e formato come Minerva dalla testa di Giove; fu la lenta e laboriosa preparazione teorica e pratica di un decennio con parziale distacco dalle candidature poste con il permesso dell’autorità ecclesiastica, caso per caso e culminato nel patto Gentiloni, verso il quale la parte democratica dei cattolici si irrigidì nella disciplina del non expedit, per acquistare una propria personalità politica libera.

Tale tradizione popolare è la più interessante e più proficua per la continuità storica delle forze cattoliche nella politica italiana; tenendo ben presente di non pretendere di interpretare o rappresentare la gerarchia ecclesiastica né l’azione cattolica, pur sicuri di poter attuare senza equivoci il pensiero etico-politico-sociale di ispirazione cristiana.

Né il partito popolare di ieri pretese alla impeccabilità; né la Democrazia Cristiana di oggi si presenta con la spavalderia della infallibilità. Ma nello attuare i punti programmatici che rispondono alla tradizione italiana e cattolica, nelle condizioni storiche del presente e con le prospettive concrete dell’avvenire, è dovere dei capi e degli associati mantenere intatta la propria personalità storica, e non ripiegare la bandiera che li designa e li caratterizza.

Così il passato si rinnova nel presente; il legame di continuità è vivificato dallo spirito che aleggia nella convinzione e nella fiducia che l’apporto di ieri e quello di oggi possono ben essere riuniti nelle prospettive di un migliore avvenire.

Gli amici della DC, che leggono le mie critiche senza sottintesi, si domanderanno se nulla sia cambiato del mio pensiero di allora e se posso sinceramente augurare alla DC la continuità della presente politica.

Uno dei punti principali che differenzia il passato dal presente è quello dello statalismo. I popolari affermarono lo Stato nazionale ma combatterono lo Stato accentratore. La DC trovò rafforzato lo Stato accentratore e lo statalismo culturale, economico e, dentro certi limiti, anche religioso. Posizioni diverse; ma lo spirito statalista oggi permane e si diffonde sotto l’aspetto sociale, al quale sono sensibilissimi molti democristiani, che forse non ne valutano le conseguenze.

L’altro punto, che seduce, è l’apertura sinistra, non tanto come difesa da un certo destrismo che guarda ad esperienze latine passate e presenti; quanto come elemento completivo della stessa DC per la statizzazione economica atta a contrastare certi monopoli privati.

Su tutto questo statalismo, quale ne siano le finalità dei promotori, incombe lo spettro dei comunisti (io penso dei social-comunisti) i quali sono in Italia più numerosi e meglio organizzati che negli altri paesi civili di qua e di là dell’Atlantico.

La savia e previdente politica di De Gasperi per il Patto Atlantico e per l’Unione Europea, è stata fino a oggi quella che ha dato la maggiore garanzia alla nostra Italia; De Gasperi è così anche oggi l’anello fra il passato e il presente, il popolarismo di ieri e la democrazia cristiana di oggi. La sua figura nella piazza di Trento non significa solo il compimento della unità nazionale nel 1918, ma la conservazione della stessa unità della Patria nella sua indipendenza e libertà del maggio 1947 e dell’aprile 1948.

Ai popolari vecchi e nuovi oggi nel 40º della comune bandiera “Libertas”, bandiera di combattenti e di crociati, una commossa stretta di mano. 

N.B. Il titolo qui utilizzato, fedele alle parole di Sturzo, non risponde all’originale, che così recitava: “Il Senatore Sturzo rievoca la fondazione del Partito Popolare”.

Sicurezza, Piantedosi: una rete antagonista alimenta scontri in piazza

Roma, 18 gen. (askanews) – “Non parlerei di regia: non ci risulta una logica complottistica. C’è sicurmente però un network di collegamenti evidenziato dalla presenza ai cortei di persone venute da fuori, come provano le identificaizioni fatte a Roma”. Lo dice al Messagero il ministro degli Interni Matteo Piantedosi, denunciando l’esistenza di “mestieranti della violenza”. Ovvero “ambienti estremisti in cui la violenza è messa a diposizione di varie cause”.

Quanto ai rapporti fra antagonismo e tifoserie calcistiche violente “dire che c’è un legame – precisa il ministro- è eccessivo: la saldatura del mondo delle curve è più con la criminalità, come si è visto nell’inchiesta sulle curve di Mlan e Inter”. Di contro “la tregua a Gaza può avere riflessi positivi anche al nostro interno” perchè “sicuramente la pacificazione nel quadrante mediorientale attenua temi a lungo cavalcati dagli antagoinisti”

“Tuttavia – sottolinea il ministro- al di là dell’oggetto delle manifestazioni, l’ aggressività di frange estreme verso le forze di polizia fa mantenere alto il livello di attenzione visto che ogni occasione viene colta per alzare l’attenzione”.

Ramy, Piantedosi: vorrei incontrare i genitori a riflettori spenti

Roma, 18 gen. (askanews) – Il ministro degli Interni auspica un incontro o un colloquio “a fari spenti” e “sempre che loro lo vogliano” con i genitori di Ramy, morto a causa dell’incidente nell’inseguimento al Corvetto. “Finora – dice il ministro al Messaggero – non lo ho fatto per rispetto del loro dolore”.

Quanto alla valutazione del comportamento delle forze dell’ordine nell’inseguimento “mi rimetto- dice Piantedosi- all’autorità giudiziaria. Di sicuro i comportamenti – velocità, strade contromano – sono stati indotti dai fuggitivi. Un inseguimento è pericoloso anche per chi lo fa. E i Carabinieri hanno dimostrato massima trasparenza mettendo a dispozsizione video ed audio”.

Economia, politica e sociale nel 2025: a Roma il New Year’s Forum

Roma, 17 gen. (askanews) – Oltre cento esperti riuniti a Roma, al Museo Maxxi, per una due-giorni di previsioni sulle tematiche cruciali attese per il 2025: democrazie occidentali e regimi, economia, lavoro e mercati, ricerca e innovazione, sostenibilit e livello di inclusivit della nostra societ, il tutto con un occhio particolarmente attento alle sorti del Paese e dell’Europa. E’ il New Year’s Forum, appuntamento innovativo della Capitale, alla sua edizione zero. Il Forum si basa su una ricerca qualitativa permanente, promossa insieme a tutti i suoi partner, e realizzata da SWG in collaborazione con FB & Associati.

Paola Perrotti, AD di FB&Associati : “Un forum al quale FB & Associati ha aderito fin dall’inizio con estrema convinzione, insieme a SWG, portando una ricerca evolutiva che non ha l’obiettivo di individuare con estrema precisione quelli che saranno i trend evolutivi del prossimo futuro, quanto di alimentare il dibattito e quindi, ed qui che entra in gioco FB & Associati, le possibili scelte strategiche che istituzioni e imprese saranno chiamate a fare nel breve e nel medio periodo. E per un’azienda come la nostra, che da quasi trent’anni si occupa di relazioni istituzionali e di rappresentanza degli interessi, questo un aspetto dirimente”.

Secondo la ricerca qualitativa di SWG e FB & Associati, saranno gli impatti del mutamento demografico in corso; l’innovazione tecnologica e la ricerca scientifica; l’inclusione; l’energia e il contrasto al cambiamento climatico; la partecipazione sociale e politica e la collocazione dell’Italia nello scenario internazionale, le cinque principali sfide a cui il nostro Paese chiamato a rispondere. Sebbene le tendenze generali per l’anno appena iniziato descrivano una situazione stagnante, con alcuni elementi pessimistici, il 2025 si conferma importante per affrontare nodi e scelte cruciali per l’Italia e per l’Unione europea.

Fulvio Lorefice, Political risk analyst Centro Studi FB & Associati: “Abbiamo cercato di mettere a fuoco quali possono essere le variabili che in questo 2025 solcheranno i processi decisionali e l’ambiente di business e abbiamo rilevato ovviamente una forte preoccupazione, molti elementi di allarme. Allo stesso tempo siamo consapevoli che per riuscire a svolgere al meglio il nostro lavoro, e cercare di offrire quindi delle soluzioni ai nostri partner di azienda, importante provare a interpretare questo quadro e offrire delle chiavi di lettura forti e cercare di semplificarlo. Cercare di interagire e capire dal dialogo e dallo scambio di idee critico quali possono essere gli elementi di convergenza e su quali aspetti ragionare di pi e meglio per il futuro”.

Il Forum ha trovato la collaborazione e la partecipazione di partners istituzionali e scientifici, dall’Ufficio del Parlamento europeo in Italia all’Universit La Sapienza di Roma e al Politecnico di Milano. L’iniziativa stata ideata e lanciata da societ civile ed esperti, con un comitato scientifico coordinato – tra gli altri – da Valeria Manieri di Le Contemporanee e Marco Bentivogli di Base Italia.

Caso Visibilia, legale Santanch: “Dimostreremo la sua innocenz”

Milano, 17 gen. (askanews) – “Daniela Santanch, insieme a tutti gli altri, stata rinviata a giudizio davanti alla seconda sezione penale di Milano con la prima udienza fissata il 20 marzo 2025. Lei confidava in un esito diverso. Questa una decisione che ci aspettavamo ma che comunque ci lascia con l’amaro in bocca”. Questo il commento dell’avvocato Niccol Pelanda, difensore di Daniela Santanch, sul rinvio a giudizio disposto dal gup di Milano per la ministra del Turismo e altri 16 imputati nel procedimento sul presunto falso in bilancio del gruppo Visibilia.

“Siamo convinti di poter dimostrare l’estraneit di Daniela Santanch dalle accuse che le sono contestate: sar il dibattimento che lo dimostrer”, ha assicurato il legale.

Sono in tutto 17 i rinvi a giudizio disposti dal giudice milanese: 16 persone (quasi tutti consiglieri, amministratori e dirigenti di Visibilia tra cui alcuni familiari della senatrice di FdI: non solo il compagno Dimitri Kunz d’Asburgo Lorena e l’ex Canio Giovanni Mazzaro, ma anche la sorella Fiorella Garnero e la nipote Silvia Garnero) e la societ Visibilia Srl in liquidazione, sotto accusa per responsabilit amministrativa.

Sono invece stati accolti i patteggiamenti di due societ (Visibilia Editore e Visibilia Editrice) e dell’ex consigliere di amministrazione Federico Celoria. Alcune contestazioni, relative alle annualit 2016, 2017 e 2018, sono cadute per prescrizione del reato.

La Voce del Popolo | C’è spazio per le strade meno frequentate?

Nei partiti dei nostri giorni il confronto politico, diciamo pure il litigio, si esprime in molti modi. A sinistra c’è più il gusto di discutere, a volte perfino troppo. A destra si avverte, invece, più il richiamo della disciplina e un certo culto della leadership. In entrambi i casi le differenze politiche si fanno sentire, più esplicite o magari più sorvegliate. 

In questi giorni, si svolgono due convegni di due segmenti del Pd più rivolti al centro. A Milano, gli ex popolari, a Orvieto i liberali. Sarà interessante ascoltare le loro voci, poiché dietro questi incontri si intuisce uno dei nodi fondamentali che il centrosinistra dovrà sciogliere. E cioè se accettare lo schema di gioco offerto da Meloni − quello di una forte radicalizzazione politica − oppure cercare di battere le strade meno frequentate che si rivolgono al centro che fu. 

Dilemma non banale, e non solo per gli interessati. Dall’altra parte, la questione dei rapporti tra Fratelli d’Italia e la Lega, e di quelli all’interno del Carroccio, presenta inediti sviluppi intorno alla questione del terzo mandato di Luca Zaia alla guida della Regione Veneto. Laddove la curva meloniana pretende un ricambio di bandiere mentre il governatore rivendica il buon lavoro svolto fin qui, è ovvio che, sullo sfondo del conflitto tra i due partiti, si intravede il nodo mai sciolto del rapporto tra il leghismo delle origini e quello “geneticamente modificato” da Salvini. A conferma del fatto che la disputa politica non è mai sospesa, ed è sempre utile. E che quando invece ci si adopera per zittirla accade quasi sempre che essa si inasprisca.

 

Fonte: La Voce del Popolo – 14 gennaio 2025

[Testo qui riproposto per gentile concessione del direttore del settimanale della diocesi di Brescia]

Liberali, cattolici, riformisti: il ruolo del centro in Italia.

Gentile Direttore,

oggi sarà una giornata di grandi discussioni politico culturali nell’area cattolica e liberale che si colloca all’opposizione del Governo Meloni. È un primo segnale di vitalità di un’area che, sia per il crollo dell’esperimento terzopolista, sia per la vittoria di Elly Schlein alle primarie, si è ritrovata improvvisamente afona e non rappresentata.

Entrambi gli incontri non nascondono insidie. I cattolici di Milano dovranno ricordare la scelta atlantista compiuta da De Gasperi e dalla Dc nel secondo dopoguerra, non soffiare su venti anti Nato, un’alleanza difensiva basilare per il nostro Paese. 

Oggi, adottare le posizioni, seppur legittime, di alcuni eurodeputati eletti nel Pd, sarebbe come negare che persino Berlinguer preferiva stare nella Nato. Questo non significa essere guerrafondai, tutti vogliamo la pace. Se l’Unione Europea la garantisce all’interno della Comunità Europea, al momento, la Nato è l’unico strumento utile per difendere la pace ai suoi confini.

I liberaldemocratici di Orvieto invece saranno chiamati a non intraprendere derive woke o liberiste. Bisogna sempre ricordare ciò che Einaudi scriveva a Croce in una sua lettera dove sosteneva che, al contrario dei liberisti che ritengono tutto lecito, il politico liberale dovrebbe sempre “far suo il detto di San Paolo del tutto è lecito all’uomo ma non tutto è proficuo.”

Certo non bisogna illudersi, anche percorrendo la strada giusta, questa giornata non porterà a costruire le fondamenta di un nuovo progetto politico, poiché entrambe le iniziative tendono a collocarsi all’interno del Pd. Tuttavia, l’intervento di personaggi esterni a queste realtà e il collegamento ponte tra i due incontri, potrà creare un terreno fertile dove, prima o poi, qualcuno getterà un seme (si spera).

Oggi, come mai prima d’ora da quando quell’esperienza venne meno, è necessario ricostruire una forza simile all’allora Margherita che non potrà essere una sua versione 2.0, con gli stessi nomi di prima. Serve, però, un contenitore che ricalchi le stesse istanze cattoliche, liberali repubblicane e riformiste (per sintesi definirò centriste da qui in poi). D’altra parte, osservando ciò che avviene nel mondo, mi chiedo, se non ora quando sarà opportuno riprendere quel fantastico motto: Democrazia è Libertà? 

Come sottolineava giustamente nei giorni scorsi, sulle colonne di questo giornale, Giorgio Merlo, dobbiamo partire dal presupposto che molti degli allora personaggi più illustri dell’esperienza margheritina o ci hanno purtroppo lasciato o hanno abbandonato l’attività politica oppure si trovano legittimamente seduti tra gli scranni del Pd e là vogliono rimanere. 

Esiste però un’area di elettori spaesati che, ritrovandosi negli ideali centristi e contrari a due delle principali riforme del governo Meloni (autonomia e premierato), non hanno una casa politica. Questi elettori esistono e lo dimostrano i risultati sia del Terzo Polo alle scorse politiche sia i voti alle liste che si rifanno a Renew Europe alle scorse europee (due liste che sommate insieme raggiungevano quasi l’8% e che per egoismi politici non hanno eletto nemmeno un rappresentante).

Questo spazio politico, dunque, oggi esiste e se nessuno dei vecchi esponenti della Margherita lo vuole occupare, è giusto che qualcuno si faccia avanti e federi queste realtà, offrendo una rappresentanza a noi elettori.

Si sono fatti numerosi nomi di federatori: Ruffini, Sala, Calenda, Renzi, Casini. Gentiloni sarebbe perfetto ma non pare intenzionato ad uscire dal Pd, ma ancora nessuno ha compiuto il primo passo necessario: mettere da parte la propria leadership personale e/o il proprio partitino e lavorare con spirito unitario per costruire una realtà politica che vada oltre i vari 2%. 

Chi vuole candidarsi realmente ad essere un federatore deve abbandonare i sogni di guidare questo soggetto e tessere una fitta rete, riunire gli strappi e sacrificarsi a vantaggio del progetto comune. Lo capisco non è la descrizione del lavoro più bello del mondo, ma se nessuno avrà il coraggio (come dice giustamente Merlo) di farlo, noi elettori non avremo una rappresentanza e cosa potremo fare?

Votare un Pd alleato solamente con le forze di sinistra? Su politica estera e giustizia sarebbe poco compatibile con le nostre idee.

Votare Forza Italia in una coalizione guidata dalla Meloni? Bisogna riconoscere che su politica estera, ordine dei conti, giustizia ed energia è possibile percorrere percorsi comuni, ma come sostenere le attuali riforme costituzionali o le politiche sui diritti civili o gli scarsi investimenti su scuola e sanità? Costruire un’alternativa terza rispetto ai due poli? Questa rimane una soluzione percorribile, ma senza una riforma della legge elettorale proporzionale questi voti rimarrebbero inutilizzati. Si rischierebbe uno scarso bottino elettorale e molti di noi preferiranno astenersi. Serve dunque coraggio e pazienza, umilità e spirito unitario, e mai come oggi, osservando ciò che accade nel mondo, serve essere Liberi e Forti per lottare affinché nessuno possa dimenticare che Democrazia è Libertà!

Cordiali Saluti

 

Caso Visibilia, legale Santanch: “Dimostreremo la sua innocenza”

Milano, 17 gen. (askanews) – “Daniela Santanch, insieme a tutti gli altri, stata rinviata a giudizio davanti alla seconda sezione penale di Milano con la prima udienza fissata il 20 marzo 2025. Lei confidava in un esito diverso. Questa una decisione che ci aspettavamo ma che comunque ci lascia con l’amaro in bocca”. Questo il commento dell’avvocato Niccol Pelanda, difensore di Daniela Santanch, sul rinvio a giudizio disposto dal gup di Milano per la ministra del Turismo e altri 16 imputati nel procedimento sul presunto falso in bilancio del gruppo Visibilia.

“Siamo convinti di poter dimostrare l’estraneit di Daniela Santanch dalle accuse che le sono contestate: sar il dibattimento che lo dimostrer”, ha assicurato il legale.

Sono in tutto 17 i rinvi a giudizio disposti dal giudice milanese: 16 persone (quasi tutti consiglieri, amministratori e dirigenti di Visibilia tra cui alcuni familiari della senatrice di FdI: non solo il compagno Dimitri Kunz d’Asburgo Lorena e l’ex Canio Giovanni Mazzaro, ma anche la sorella Fiorella Garnero e la nipote Silvia Garnero) e la societ Visibilia Srl in liquidazione, sotto accusa per responsabilit amministrativa.

Sono invece stati accolti i patteggiamenti di due societ (Visibilia Editore e Visibilia Editrice) e dell’ex consigliere di amministrazione Federico Celoria. Alcune contestazioni, relative alle annualit 2016, 2017 e 2018, sono cadute per prescrizione del reato.

Chi sarà la Capitale della Cultura 2027? Ecco i dieci progetti in gara.

Il Ministero della Cultura ha annunciato i dieci progetti finalisti per la selezione della Capitale italiana della Cultura 2027. La giuria, presieduta da Davide Maria Desario, ha scelto le città finaliste dopo un’attenta valutazione dei 17 dossier di candidatura pervenuti. I criteri adottati hanno privilegiato i progetti che meglio rispondono alle linee guida stabilite dal bando, premiando l’innovazione, la capacità di valorizzare il patrimonio culturale locale e il potenziale impatto sul territorio.

Le città selezionate, con i rispettivi progetti, sono:

 

  • Alberobello (provincia di Bari, Puglia): “Pietramadre”, un omaggio alla pietra e alla tradizione dei trulli, simbolo universale di questa terra;
  • Aliano (provincia di Matera, Basilicata): “Terra dell’altrove”, un progetto che celebra il legame tra cultura, paesaggio e memoria letteraria;
  • Brindisi (Puglia): “Navigare il futuro”, un’iniziativa che collega la storia portuale della città a una visione culturale contemporanea e inclusiva;
  • Gallipoli (provincia di Lecce, Puglia): “La bella tra terra e mare”, che valorizza il connubio tra la bellezza naturale e il patrimonio storico della città;
  • La Spezia (Liguria): “Una cultura come il mare”, che trae ispirazione dalla vitalità del mare come metafora di apertura e trasformazione;
  • Pompei (provincia di Napoli, Campania): “Pompei Continuum”, un progetto che unisce il passato archeologico della città a prospettive culturali innovative;
  • Pordenone (Friuli Venezia Giulia): “Pordenone 2027. Città che sorprende”, che punta sull’identità culturale vivace e in evoluzione della città;
  • Reggio Calabria (Calabria): “Cuore del Mediterraneo”, che celebra la posizione strategica e la ricchezza culturale della città;
  • Sant’Andrea di Conza (provincia di Avellino, Campania): “Incontro tempo”, un progetto che esplora il rapporto tra storia e innovazione;
  • Savona (Liguria): “Nuove rotte per la cultura”, che guarda alla cultura come strumento per tracciare nuovi percorsi di sviluppo.

 

Le dieci città finaliste saranno invitate a presentare i propri progetti durante le audizioni pubbliche, previste per il 25 e 26 febbraio 2025. Ogni città avrà a disposizione un massimo di 60 minuti, suddivisi in due momenti: 30 minuti per la presentazione dettagliata del dossier e altri 30 per rispondere alle domande della giuria. Sarà un’occasione cruciale per illustrare le potenzialità dei progetti e convincere gli esperti della validità delle proposte.

La proclamazione della Capitale italiana della Cultura 2027 avverrà entro il 28 marzo 2025. Alla città vincitrice verrà assegnato un contributo di un milione di euro, destinato alla realizzazione delle iniziative culturali previste nel dossier. Questo titolo rappresenta un’importante opportunità non solo per valorizzare il patrimonio culturale, ma anche per generare un impatto positivo sullo sviluppo economico, sociale e turistico del territorio vincitore.

Pecoraro Scanio “Sant’Antuono vero Pizza Day”

Roma, 17 gen. (askanews) – Uno dei meriti della vittoria della campagna #pizzaUnesco stato aver spinto i pizzaiuoli a rilanciare la festa di Sant Antuono e creare cosi un vero “pizza day” come esiste in varie aree del mondo come per esempio lo stato di San Paolo in Brasile ma non paradossalmente in Italia. E Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione Univerde, promotore della campagna #pizzaUnesco e gi ministro dell’agricoltura in questa giornata rilancia il ruolo economico e culturale della pizza come simbolo e dei pizzaiuoli come depositari di questa secolare tradizione artigianale. “La festa di Sant’Antuono protettore dei mestieri che usano il fuoco e quindi di pizzaiuoli e fornai diventata il vero pizza day festeggiato non solo a Napoli. importante che il Comune abbia istituito la giornata del pizzaiuolo in modo ufficiale e che si diffonda un senso di comunit che proprio alla base del riconoscimento Unesco. E va ricordato l’impatto positivo su economia e occupazione che questa nuovo prestigio internazionale sta avendo sui pizzaiuoli di scuola napoletana, sul turismo, sull’export dei prodotti agroalimentari campani. Occorre tutelare questa tradizione e mantenere unit e collaborazione tra tutti gli operatori, le associazioni e le istituzioni che sono impegnate nella difesa della qualit della pizza e della nostra cultura enogastronomica che punta ora anche al riconoscimento Unesco per la cucina italiana su cui sono personalmente impegnato”, dice Pecoraro Scanio.

M.O. governo israeliano approva accordo di tregua a Gaza

Milano, 18 gen. (askanews) – Il governo israeliano ha approvato l’accordo con Hamas per il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Il via libera all’accordo, già approvato dal gabinetto di sicurezza, è arrivato al termine di una riunione durata oltre sette ore. L’accordo entrerà in vigore domenica 19 gennaio e durerà 42 giorni. L’accordo, secondo i media israeliani, è stato approvato da 24 ministri, mentre 8 hanno votato contro.

La prima fase dell’accordo prevede il rilascio di 33 ostaggi israeliani rapiti durante l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e la liberazione di prigionieri palestinesi detenuti da Israele.

Il ministero della Giustizia israeliano ha pubblicato un elenco di 95 prigionieri palestinesi, la maggior parte donne e minori, che saranno rilasciati nella prima fase dell’accordo. Nel pomeriggio Israele ha effettuato un raid a Gaza provocando 113 vittime, fra cui donne e bambini.

Comparini (Leonardo): stato arte industria spaziale connessioni

Roma, 17 gen. (askanews) – Nell’ambito di un servizio di approfondimento sullo stato dell’arte dell’industria spaziale delle connessioni realizzato dalla Fondazione Leonardo (Scienza, innovazione, industria e tecnologia Fondazione Leonardo), Massimo Claudio Comparini, a capo della Divisione Spazio di Leonardo, spiega come “molti sistemi vedono oggi nella connettivit satellitare e non solo, un’infrastruttura critica per cui necessario avere delle autostrade che trasportano ad altissima velocit questi dati, perch i contenuti che trasmettiamo sono tali che hanno bisogno di molta banda. Le costellazioni ci offrono una connettivit globale in qualsiasi punto della terra ci troviamo”.

Mafia, Piantedosi: non è invincibile, lo Stato è presente

Roma, 17 gen. (askanews) – “La lotta alle mafie è un tema senza tempo e di straordinaria rilevanza. Questo non è solo un argomento che riguarda le istituzioni, i ruoli, le responsabilità. E’ una battaglia che appartiene a tutti voi, nella quotidianità, come cittadini di uno Stato che si fonda sulla legalità, sulla democrazia e sulla giustizia”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, in un videomessaggio inviato all’evento “Mafia Ieri e Oggi: non ci avete fatto niente”, ad Altamura, in provincia di Bari.

“È un dovere morale – ha sottolineato il ministro Piantedosi – verso figure come Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, gli uomini della loro scorta, ma anche verso i tanti poliziotti, carabinieri e uomini delle Istituzioni, che in silenzio di giorno, lavorano per garantire sicurezza e rispetto delle regole, come si conviene ad una società civile. La teca della Quarto Savona Quindici, oggi ad Altamura, non è un semplice simbolo ma una testimonianza concreta e potente, un invito a riflettere a non restare indifferenti e a comprendere che la criminalità organizzata non è un nemico distante o astratto, colpisce le fondamenta stessa della nostra convivenza civile, minando la libertà, la coesione, la speranza delle nostre comunità”.

“Ogni giorno – ha proseguito – vedo quanto la mafia cerchi di infiltrarsi ovunque nei mercati legali, nei rapporti sociali, approfittando delle fragilità delle persone e dei territori. Una delle forme più subdole è rappresentata dal racket e dall’usura, strumenti con cui la criminalità organizzata piega famiglie e imprese. Per questo lo Stato mette a disposizione risorse importanti per sostenere chi ha il coraggio di denunciare e per aiutare chi è vittima della criminalità organizzata. E’ fondamentale che i cittadini sappiano di non essere soli. Lo Stato è presente e pronto a proteggere chi sceglie la legalità. Combattere le mafie significa rispondere con fermezza attraverso strategie che uniscono prevenzione, intervento e una presenza forte e costante delle istituzioni, ma questa battaglia richiede qualcosa di più, vale a dire il contributo di ciascuno di noi”.

“La mafia – ha sottolineato – non è invincibile. Lo dimostrano le tante vittorie ottenute grazie al lavoro instancabile delle forze dell’ordine, della magistratura, delle istituzioni, della società civile. Ma il vero cambiamento avviene quando la società civile unita decide di dire no. Quando ciascuno di noi sceglie di non cedere alla paura, all’omertà, alla tentazione dell’indifferenza; e ai giovani voglio rivolgere un messaggio chiaro: il futuro è nelle vostre mani. Ogni scelta che fate, ogni gesto di rifiuto verso la criminalità e l’illegalità, contribuisce a costruire una società più giusta e libera. Non sottovalutate mai il potere delle vostre azioni e il vostro coraggio quotidiano, a dare un senso al sacrificio di chi ci ha preceduto e ha lottato per un’Italia migliore. Ricordare è fondamentale, ma agire è altrettanto. La memoria deve essere un motore che ci spinge a lavorare insieme per un futuro più giusto, sicuro e libero dalla mafia e quindi grazie per il lavoro che state facendo”.

Nato, Cavo Dragone saluta predecessore Bauer: "faro per tutti noi"

Milano, 17 gen. (askanews) – “Mentre l’ammiraglio Rob Bauer conclude il suo notevole mandato come presidente del Comitato Militare della NATO, estendo i miei più sentiti ringraziamenti per la sua costante leadership e il suo spirito di squadra”. Lo scrive sui social l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, subentrato a Bauer quest’oggi in un passaggio di testimone a Bruxelles.

Cavo Dragone nella seconda parte del messaggio si rivolge direttamente a Bauer: “La tua visione e il tuo impegno sono stati un faro per tutti noi: bravo Zulu, Rob, e auguri per il viaggio che hai davanti!”, scrive l’ammiraglio al collega.

Italia Polo Challenge, Courmayeur prima vittoria

Roma, 17 gen. – Courmayeur esordisce con una vittoria (7-5) su Union. Tribuna affollata e vip nei box ospitality. Natalia Estrada: “I cavalli, il Polo e il Monte Bianco, l’affresco perfetto. Il mio amore per questi splendidi animali si rinnova ogni giorno: questa la mia vita, il mio lavoro, la mia passione” Il perfetto manto nevoso del campo sportivo di Entreves ha fatto da set cinematografico per la prima vittoria (7-5) della squadra del Courmayeur, all’esordio in questa tappa dell’Italia Polo Challenge. E non solo: se la gente del luogo e i turisti hanno risposto affollando tribune, ospitality e Lounge Vip – accesso tribune gratuito – i giocatori in campo hanno dato vita a un match ad altissimo regime tecnico, anche grazie al livello dei giocatori in campo in rappresentanza di diversi Paesi, dai campioni d’Europa 2021, gli italiani Cusmano e McLaughlin, a Pato Rattagan, cuore e anima di Italia Polo Challenge, evento realizzato con il suo socio di Chukker Company, Adriano Motta, in collaborazione con la FISE. Ospite nel vip box di US Polo Assn., main sponsor dell’evento, Natalia Estrada con il suo compagno Drew Mischianti – allevatore, cowboy e insegnante che si divide tra le sue propriet americane e il ranch in Piemonte che cura assieme a Natalia: “sono nato con i cavalli nel cuore. A quattro anni ero gi in sella…”, dir – e la top model e oggi imprenditrice di successo nel mondo dei motori con BeFuel, Federica Leone, un passato da amazzone di livello nel salto ostacoli che si anche cimentata nel Polo: “S, non mi sono fatta mancare nulla, il mio un amore straripante per i cavalli, magnifici animali”. E poi lei, Natalia Estrada, la donna che visse chiss quante volte fino ad arrivare al suo ‘perfect world’, il mondo dei cavalli. Ogni parola, ogni sguardo, ogni commento durante la partita di Polo uno slancio di passione, entusiasmo, amore senza condizioni per questi magnifici animali. Per loro ha mollato la carriera di attrice – fu la Penelope del ‘Ciclone’ di Pieraccioni – conduttrice e tanto altro ancora. A loro si dedica ogni giorno rinnovando la fiaba di un rapporto speciale. La disturbiamo alla fine del match di Italia Polo Challenge, quando proprio non resiste dall’andare a ‘conoscere’ i cavalli da Polo e i giocatori: “Evento pazzesco, con il campo da Polo adagiato ai piedi dell’eternit del Monte Bianco che trasforma tutto questo in un potente affresco naturale. Il mio rapporto con i cavalli? Si pu giocare a Polo, saltare ostacoli, o fare una passeggiata, ma la cosa importante trovare proprio quella sintonia, quella armonia che fa star bene te e lui. Per i cavalli ho viaggiato in lungo e in largo e conosciuto il mondo da un’altra prospettiva. Grazie a loro ho anche incontrato Drew. Dovevo sdebitarmi con loro e l’ho fatto”, spiega sorridendo. Per Natalia, questa connessione pi di una semplice collaborazione tra uomo e cavallo, una danza, una scultura in movimento. Un legame profondo sulla linea della comprensione reciproca, tra uomo e animale che iniziato grazie a un maestro speciale Dan M. “Buck” Brannaman – figura leggendaria della scena americana, allenatore di cavalli, allevatore, giocatore di Polo e molto altro ancora e fondatore di cliniche equestri ‘gentili’ – che girando il mondo insegna a comprendere come pensano e comunicano i cavalli, per addestrarli ad accettare gli esseri umani e a lavorare con loro con fiducia e reattivit. ” stato lui che ha dimostrato ai giocatori di Polo dello Sheridan Polo in Wyoming, dove l’ho conosciuto, come costruire un rapporto molto intenso con i cavalli passando per la via della comprensione,” ha raccontato. La ‘prima volta’ nel mondo dei cavalli della Estrada invece, arrivata qui da noi, in Italia grazie a Claudio Lippi: “Tutta la mia vita stata piena di colpi di fulmine e la scintilla scoccata quando Claudio Lippi, con il quale facevo una trasmissione televisiva di barzellette, mi port a visitare una scuderia dove mi fece trovare abiti da amazzone. Eccolo il colpo di fulmine – prosegue la Estrada – anche se ero impaurita perch l’approccio con un animale cos grande e potente non mai semplicissimo, ma in quel momento ho sentito qualcosa di magico e la prima lezione di equitazione stata una favola che non ho pi smesso di raccontare”. Da quel giorno, la sua passione diventata parte integrante della sua vita. “La mia storia d’amore con i cavalli prosegue da oltre vent’anni. Vivo con tutti i miei cavalli che girano attorno. Mi piace svegliarmi e sentire i loro nitriti e lavorare con loro. Alla fine, se il lavoro si specchia nella passione che lavoro ? Chiamiamolo semmai un privilegio che si snoda attraverso la magia”.

"Compagna Cuculo", a Roma la fumettista tedesca Anke Feuchtenberger

Roma, 17 gen. (askanews) – Il Goethe-Institut, in collaborazione con Biblioteca Europea, Baba Jaga Fest, Coconino Press, Industrie Fluviali, Naba e Hamelin, inaugura il 22 gennaio alle 19 la mostra delle tavole originali della più importante autrice del fumetto tedesco Anke Feuchtenberger tratte dalla sua opera Compagna Cuculo. La mostra, con oltre 40 tavole, si terrà presso il KunstRaum del Goethe-Institut di Roma in via Savoia, 15 fino al 31 marzo 2025.

L’artista, presente all’inaugurazione, alle 19.30 sarà protagonista del talk “La narrazione grafica per una memoria collettiva” con Chiara Lagani, autrice del graphic novel tratto da L’amica geniale di Elena Ferrante e Ilaria Tontardini, docente di Storia dell’illustrazione all’Accademia di Belle Arti di Bologna e membro dell’Associazione culturale Hamelin.

“Compagna Cuculo”, edito in Italia da Coconino Press, è un romanzo di formazione potente e visionario sull’infanzia difficile di due bambine cresciute nella Germania Est degli anni Sessanta, tra le rovine del dopoguerra e le ombre del nuovo regime comunista. Una storia che abbraccia un periodo di trent’anni, arrivando fino alla caduta del Muro di Berlino, nella quale il ricordo di traumi e abusi si intreccia con un amore quasi mistico per la natura.

In oltre dieci anni di lavoro, tra indagine interiore e incessante ricerca sulle forme del disegno, Anke Feuchtenberger ha realizzato la sua opera definitiva: un romanzo di oltre 400 pagine visionario e poetico, dove i temi dell’affetto negato e la violenza della realtà sono bilanciati da una fantasia sfrenata, dall’amore quasi mistico per la natura e da una sottile ironia. L’autrice affronta questioni complesse come la condizione femminile, l’oppressione politica, l’infanzia abbandonata e offesa, la macina cruenta della Storia, ma lo fa con la voce intima di chi sussurra all’orecchio un segreto.

Anke Feuchtenberger, artista visiva e autrice, è nata a Berlino (DDR) nel 1963. Il suo lavoro – dipinti, illustrazioni, fumetti, poster, costumi e marionette – ha influenzato generazioni di disegnatori. Laureata presso l’Accademia di Berlino, insegna dal 1997 all’Università di Scienze Applicate di Ambur­go, che è diventata grazie a lei il cuore dell’avanguardia fumettistica tedesca. Dal 2008 al 2015 ha diretto con Stefano Ricci la casa editrice MamiVerlag. Tra le sue opere tradotte in italiano: Quando muore il mio cane mi faccio una giacca (Coconino Press), La fessura (Canicola), Superlacrimella (Logos), Le memorie della menta piperita, con Elena Morando; La Puttana P traccia le sue orbite (Sigaretten), tassello di una trilogia realizzata con la scrittrice Katrin de Vries e selezionata tra i libri dell’anno 2023 per The Guardian. Nel 2021 ha ricevuto il “Max und Moritz” alla carrie­ra, il più importante premio per il fumetto di lingua tedesca. Compagna cuculo è stato selezionato nella shortlist del Leipziger Buchpreis 2024, la prima volta per un graphic novel. Compagna cuculo, è nella shortlist nella categoria miglior opera del Premio del Festival di Angoulême, che si terrà dal 30 gennaio al 2 febbraio 2025.

“Compagna cuculo” (titolo originale: “Genossin Kuckuck”, Reprodukt, Berlino 2023), è stato tradotto in italiano da Mariagiorgia Ulbar per Coconino Press (2024), con il sostegno del programma di sovvenzione per le traduzioni del Goethe-Institut.

La Corte Suprema Usa: TikTok sia venduto entro domenica o sarà vietato

New York, 17 gen. (askanews) – Venerdì la Corte Suprema statunitense ha inferto un duro colpo a TikTok confermando una legge che potrebbe potenzialmente portare al divieto della piattaforma social in tutto il Paese.

La legge bipartisan richiede a ByteDance, il proprietario cinese di TikTok, di disfarsi della società entro domenica. Se non avviene alcuna vendita, la piattaforma utilizzata da milioni di americani verrà in teoria vietata. I giudici hanno respinto l’argomento di TikTok che dichiarava la legge una violazione alla libertà di parola consentita dalla Costituzione americana.

Non è chiaro come la decisione influenzerà le decisioni politiche sulla app, che il presidente eletto Donald Trump (che in una telefonata con il presidente cinese Xi Jinping ha parlato anche di Tik Tok) vorrebbe mantenere disponibile, assicurando la protezione dei dati. L’amministrazione Biden ha già segnalato che, domenica, non intraprenderà alcuna azione per far rispettare la legge. Intanto il Ceo di TikTok ha annunciato che parteciperà alla cerimonia di insediamento di Trump, lunedì.

Giustizia, vice-ministro Sisto apre su rinvio riforma Giudice di pace

Roma, 17 gen. (askanews) – Giustizia civile protagonista dell’incontro promosso a Roma da OCF (Organismo Congressuale Forense), voce dell’Avvocatura italiana, intitolato “La Giustizia civile, dal giudice di pace al contributo unificato, passando per la riforma Cartabia”, a cui hanno partecipato parlamentari di tutti gli schieramenti, oltre al vice-ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto.

“Abbiamo una data che si avvicina con terrore che quella di ottobre 2025 con l’aumento delle compeltenze e quello determiner un problema ulteriore sul Giudice di pace”, ha spiegato Mario Scialla, coordinatore OCF.

Su questo punto importante arrivata un’apertura dal vice-ministro forzista Sisto, promettendo che “non ci saranno truppe mandate allo sbaraglio”: “Sulla logistica necessario un accertamento di intervento, la scarsezza di numeri, di giudici, strutture e situazioni, non induce a essere ottimisti sulla possibilit che a ottobre 2025 questo ampliamento delle competenze possa essere effettivamente un vantaggio”, ha spiegato Sisto a margine dell’evento.

“Se non la ci far si adotteranno quelle soluzioni idonee per evitare stress per il mondo della giustizia, soprattutto per l’utenza, gli avvocati e i cittadini, su questo non c’ dubbio, non siamo un governo dell’incoscienza”, ha aggiunto Sisto.

C’ la possibilit di un rinvio? “Ottobre 2025 lontano, non penso che oggi si possa dire che ci sar un rinvio ma c’ la possibilit di intervenire con consapevolezza e con un senso di responsabilit”, ha precisato il vice-ministro.

L’OCF ha accolto con soddisfazione questa apertura, mentre l’istituto del giudice di pace continua a essere segnato da gravi carenze strutturali di magistrati onorari e personale amministrativo. In servizio, come rilevato dal monitoraggio OCF, c’ appena il 35% dei giudici previsti:

“Lei pensi che ci sono fori importanti, Venezia o Torino, dove i giudici di pace sono soltanto uno o due su una pianta organica molto pi vasta – ha spiegato a margine Accursio Gallo, segretario di OCF, sottolineando – Quello che vogliamo un aumento degli organici un investimento massiccio sulle strutture e sulle infrastrutture, chiederemo anche la possibilit di un rinvio di questa riforma”.

Una situazione emergenziale che contribuisce a fare della giustizia civile la cenerentola della giustizia in Italia, con tempi di erogazione del servizio ormai intollerabili:

“Chiediamo che ci sia effettivamente un investimento concreto sulla giustizia, che uno dei pilastri di ogni democrazia, se non si investe nella giustizia non si investe nella societ”, ha concluso Antonio La Lumia, tesoriere OCF.

Cinema, Timothée Chalamet: il film su Dylan? Spero lo veda Totti

Roma, 17 gen. (askanews) – “So che Neil Young ha fatto un endorsement al film, ma ora aspetto quello di Francesco Totti. Dove è? Spero che veda il film e gli piaccia”. Timothée Chalamet, il giovane attore più amato nel mondo, lancia un appello al suo idolo durante la presentazione a Roma di “A Complete Unknown”, il film su Bob Dylan diretto da James Mangold, nei cinema dal 23 gennaio. Con lui in Italia sono arrivati il regista, Edward Norton e Monica Barbaro, che interpreta Joan Baez.

Il film è ambientato a New York nei primi anni Sessanta, dove arriva un enigmatico diciannovenne del Minnesota, con la sua chitarra e un talento rivoluzionario. Mentre inizia ad avere successo, anche grazie alle canzoni cantate da Joan Baez, cresce la sua irrequietezza nei confronti del movimento folk e, rifiutando di essere etichettato, trova altrove la sua strada. “Lui ha tirato fuori chi voleva essere strada facendo – ha detto Chalamet – anche io in qualche modo avevo il desiderio di fare qualcosa di grande nel mio lavoro, quando facevo audizioni, stringevo i denti, mi impegnavo”.

A proposito delle differenze fra la generazione pacifista e impegnata di Dylan e quella dei suoi coetanei, Chalamet ha detto: “Negli anni Sessanta io non c’ero, l’ambiente socioculturale e politico era diverso. Quello che penso è che allora c’era un certo ottimismo, una sincerità, un valore etico del lavoro. Nella mia generazione credo ci sia più cinismo”.

Il regista ha spiegato: “Mi sono documentato moltissimo, io volevo trovare la verità, ho ricreato quello che realmente è successo prima che questa persona diventasse super famosa”. A proposito della sua sfida nel raccontare Dylan, Mangold ha rivelato: “Volevo sfidare lo spettatore, le sue aspettative. Ieri il pubblico voleva essere sorpreso, oggi spesso vuole essere anestetizzato. Io non l’ho fatto”.

Commissione Ue avvia nuove misure in indagine su piattaforma X

Bruxelles, 17 gen. (askanews) – La Commissione europea ha lanciato tre ulteriori misure investigative tecniche relative al sistema di raccomandazione di X (ex Twitter), la piattaforma dei social media di Elon Musk. L’annuncio è stato dato, oggi a Bruxelles, con un comunicato stampa, con alcuni dettagli e chiarimenti aggiunti poi dal portavoce per i Servizi digitali, Thomas Regnier, durante il briefing quotidiano per la stampa della Commissione.

Queste nuove fasi di accertamento dei fatti (“fact-finding”) nell’inchiesta si svolgono nell’ambito del procedimento formale avviato il 18 dicembre 2023, ai sensi del regolamento Ue “Digital Services Act” (Dsa).

Innanzitutto, la Commissione chiede all’impresa di Elon Musk di fornire entro il 15 febbraio 2025 la documentazione interna sui suoi sistemi di raccomandazione (i software che filtrano i contenuti per creare delle raccomandazioni personalizzate per ciascun utente), e su eventuali modifiche apportate recentemente a questi sistemi.

In secondo luogo, la Commissione ha emesso un “ordine di conservazione” che ingiunge alla piattaforma X di conservare documenti e informazioni interne riguardanti ogni futura modifica alla progettazione e al funzionamento degli algoritmi dei suoi sistemi di raccomandazione, per il periodo compreso tra il 17 gennaio 2025 e il 31 dicembre 2025, a meno che l’indagine in corso non venga conclusa prima delle modifiche stesse.

Infine, la Commissione ha emesso una richiesta di accesso ad alcuni interfaccia di programmazione delle applicazioni (“Api”) commerciali di X, che consenta una verifica diretta dei fatti (“fact-checking”) nella moderazione dei contenuti e nella “viralità” degli account (quando, cioè, la diffusione di certi post diventa “virale”).

“Questi passaggi – sottolinea la nota – consentiranno ai servizi della Commissione di tenere conto di tutti i fatti rilevanti nella complessa valutazione dei rischi sistemici, ai sensi del Dsa, e della loro mitigazione”, che le piattaforme dovrebbero assicurare.

“Oggi adottiamo ulteriori misure per far luce sulla conformità dei sistemi di raccomandazione di X con gli obblighi previsti dal Dsa”, riferisce nella nota la Vicepresidente esecutiva della Commissione responsabile per la Sovranità tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia, Henna Virkkunen.

“Ci impegniamo a garantire che ogni piattaforma che opera nell’Ue rispetti la nostra legislazione, che mira a rendere l’ambiente online equo, sicuro e democratico per tutti i cittadini europei”, conclude Virkkunen.

Questi passaggi aggiuntivi nell’inchiesta su X, ha aggiunto poi il portavoce, Thomas Regnier, rispondendo alle domande in sala stammpa, “evidenziano ancora una volta la nostra volontà di fare tutto il possibile per garantire che le piattaforme rispettino il Digital Service Act”, e in particolare “aiuteranno la Commissione a ottenere tutti i documenti e le informazioni di cui abbiamo bisogno, come parte dei procedimenti in corso”.

Inoltre, queste nuove misure “sono completamente indipendenti da qualsiasi considerazione politica o da qualsiasi evento specifico accaduto di recente, ma possono ovviamente aiutarci a monitorare i sistemi attorno a tutti questi eventi che si verificano”, ha concluso il portavoce, rispondendo a un giornalista che chiedeva se abbia influito nella decisione della Commissione l’intervista di Elon Musk, la settimana scorsa su X, alla leader del partito di estrema destra tedesco Afd, Alice Weidel, in vista delle elezioni in Germania di febbraio.

Trump: telefonata con Xi molto positiva, risolveremo problemi

New York, 17 gen. (askanews) – Il presidente eletto Usa Donald Trump, in un post su Truth Social ha confermato che venerdì mattina ha parlato al telefono con il presidente cinese Xi Jinping. “La chiamata è stata molto positiva sia per la Cina che per gli Stati Uniti”, ha scritto Trump, aggiungendo: “Mi aspetto che risolveremo molti problemi insieme, e a partire da subito”.

Il presidente eletto ha spiegato i temi della chiamata. “Abbiamo discusso di bilanciamento del commercio, Fentanyl, TikTok e molti altri argomenti. Il presidente Xi e io faremo tutto il possibile per rendere il mondo più pacifico e sicuro!” ha scritto Trump.

Calcio, Conte: "Senza Kvara è un altro Napoli"

Roma, 17 gen. (askanews) – Partita scudetto a Bergamo, Napoli campione d’Inverno, Napoli privato del suo giocatore simbolo. Antonio Conte sulle montagne russe alla vigilia di Atalanta-Napoli, match crocevia per la corsa allo scudetto del Napoli. “Noi abbiamo fatto 47 punti con grande lavoro, ora ci soffermiamo a Kvara, ma se andiamo ad analizzare in maniera oggettiva questa squadra rispetto all’anno scorso è senza 3 giocatori, Osimhen, Kvara e Zielinski, 4 con Kim rispetto allo Scudetto – le parole di Antonio Conte in conferenza stampa – E’ oggettivo, poi ognuno può dire la propria e dire è più forte, ne esce rinforzato, indebolito, serve questo o quello, ma penso anche a Mario Rui che nell’anno dello Scudetto giocava lui. Pure Elmas, sì. Dicono c’è l’ossatura, ma ora è un altro Napoli. Con la partenza di Kvara è diverso da quello dello Scudetto e l’anno scorso non ha fatto un buon campionato. Noi dobbiamo continuare a lavorare perché sappiamo che il lavoro ci ha portato lì per tanto tempo, forse siamo stati la squadra che è stata più volte in testa, va dato merito al lavoro, ai ragazzi, al tempo stesso non bisogna dimenticare che è un altro Napoli rispetto a due anni fa, ora ancora di più senza un altro pezzo da 90 e affrontiamo le restanti 18 partite”.

Con Neres 11 gol in 5 partite, è lui il post-Kvara o si attende qualcosa dalla società: “Dovete chiederlo al club, al direttore, io ribadisco che sono venuto qui per cercare di aiutare il Napoli in un momento di difficoltà. Ho sposato questo club, questa situazione, avevo il piacere di vivere un’esperienza in una città come Napoli, con tutta questa passione. Cerchiamo di fare le cose nel migliore dei modi, sappiamo quali sono i nostri limiti rispetto ad altri club, ma dico sempre che dobbiamo essere ambiziosi altrimenti non ci sarebbe quella voglia, determinazione, per lavorare e cercare di stare tra le prime del campionato. Testa bassa e pedalare, qualsiasi cosa accada, alcune cose possiamo indirizzarle, altre no e non perdiamo energie, devo darla tutta alla squadra. Oggi devo essere concentrato sulla squadra, stiamo facendo qualcosa di bello e devo tutelarlo, questi ragazzi lo meritano”. All’andata disse l’Atalanta ora è più forte di noi. In 2 mesi 7 vittorie su 9 e +4 in classifica: “Tu vedi le nostre statistiche, ma loro ne hanno vinte 11… forti erano e forti sono rimasti, hanno la consapevolezza di essere forti perché hanno vinto l’Europa League, battendo la squadra campione di Germania. Lo è da tempo, ma quando vinci acquisisci quella consapevolezza che te la puoi giocare con tutte. L’hanno dimostrato pure col Real, anche se hanno perso la partita, ma è stata apertissima. Detto questo, dobbiamo concentrarci su di noi, non su di loro, siamo cresciuti dall’ultima partita contro di loro e dobbiamo continuare nel processo. Non so come finirà, ma abbiamo bisogno anche di queste gare fuori casa contro squadre forti per misurarci, per capire quanto manca, quanto c’è da lavorare per avvicinarci di più e sperare di vincere un giorno”. Kvara era iconico, può generare una reazione ulteriore: “Io avevo detto che gennaio era particolare, si chiama mercato di riparazione, quindi uno-due, chi esce-entra… noi oggi siamo a metà mese e sono già usciti 4 giocatori, Caprile, Folorunsho, Zerbin ieri e Kvara, per dinamiche di spogliatoio, umane, si creano rapporti anche tra di loro, è inevitabile che scossoni così forti possono creare dei piccoli scompensi. Detto questo dovremo essere bravi a mantenere l’unità creata sino al 1 gennaio. Ho sempre detto che i punti che abbiamo fatto sono frutto di 24 giocatori, non 11 che giocavano. Dovremo essere bravi anche con i nuovi, e devo dire che sono soddisfatto perché hanno lo spirito, ma devono adattarsi alla metodologia e situazioni tattiche nuove e dovremo ricreare quell’alchimia per sopperire anche all’assenza di Kvara, ma non ci siamo mai lamentati, sono dinamiche calcistiche che ci sono state anche in passato e mi auguro ce ne siano meno in futuro (ride, ndr)”.

Bankitalia: valutazione più favorevole mercati su conti Italia

Roma, 17 gen. (askanews) – Tra ottobre e inizio gennaio, il rendimento dei titoli pubblici italiani, dapprima in calo, è aumentato sulla scadenza decennale di 26 punti base, al 3,8 per cento, risentendo degli andamenti osservati su scala globale. Invece il differenziale rispetto ai titoli pubblici tedeschi (spread) si è ridotto di 13 punti base, portandosi all’inizio di gennaio a 117 punti, “anche per via di una valutazione più favorevole degli operatori di mercato sulla situazione fiscale italiana, che si è riflessa in revisioni positive delle prospettive (outlook) da parte di alcune agenzie di rating”. Lo segnala la Banca d’Italia nel suo ultimo Bollettino economico.

“A conferma della percezione favorevole dei mercati sull’Italia, la volatilità implicita nei contratti derivati sul titolo decennale si è mantenuta invariata sui livelli minimi degli ultimi tre anni – si legge – e le condizioni di liquidità sono rimaste distese. Nel terzo trimestre sono proseguiti gli acquisti netti di titoli di Stato domestici da parte degli investitori esteri, ai quali si sono aggiunti quelli più contenuti effettuati dalle banche”.

Fmi alza lievemente stime Pil globale, su per Usa, giù eurozona

Roma, 17 gen. (askanews) – Il Fondo monetario internazionale ha rivisto leggermente al rialzo la previsione di crescita economica globale di quest’anno al 3,3%. E per il 2026 si attende una espansione analoga, secondo le ultime cifre pubblicate in un parziale aggiornamento del suo World Economic Outlook. Rispetto alle previsioni precedenti, che risalivano allo scorso ottobre, il dato del 2025 è stato alzato di 0,1 punti percentuali.

Il Fmi ha consistentemente rivisto in meglio la previsione di crescita economica degli Stati Uniti di quest’anno, in cui debutterà la nuova amministrazione Trump: 0,5 punti percentuali al più 2,7%. L’attesa di crescita sul 2026 è stata alzata di 0,1 punti al 2,1%.

All’opposto ha rivisto al ribasso all’1% la previsione di crescita dell’area euro sul 2025 e all’1,4% quella sul 2026, rispettivamente di 0,2 e 0,1 punti percentuali inferiori rispetto alle stime di tre mesi fa. Questi dati risentono del pesante taglio sulle previsioni di crescita della Germania (0,5 punti in meno sul 2025 allo 0,3%) e anche del taglio sulla Francia. Per l’Italia il Fmi ha limato di 0,1 punti la stima del Pil 2025 al più 0,7%, mentre ha alzato di 0,2 punti quella sul 2026 al più 0,9%.

Confermate le previsioni di crescita del Giappone all’1,1% quest’anno e allo 0,8% il prossimo, mentre la stima sulla Gran Bretagna è stata alzata di un decimale di punto quest’anno, all’1,6%, e confermata sul prossimo all’1,5%.

Passando ai giganti emergenti, il Fmi ha alzato le previsioni di crescita economica della Cina al 4,6% quest’anno e al 4,5% il prossimo, rispettivamente 0,1 e 0,4 punti percentuale in più da tre mesi fa. Per l’India ha confermato la stima di crescita dello 6,5% sia quest’anno che il prossimo, il valore che si conferma più elevato tra le maggiori economie globali.

Il Fmi anche ritoccato al rialzo di 0,1 punti percentuali la previsione di crescita della Russia di quest’anno, all’1,4%, e confermato quella sul 2026 all’1,2%. Per il Brasile prevede 2,2% di crescita su entrambi gli anni, nel primo caso il dato è confermato per il prossimo anno è limato di 0,1 punti percentuali.

Il Fmi prevede nuovi calmierati dell’inflazione media globale, al 4,2% quest’anno e al 3,5% il prossimo. Nell’editoriale dello studio, l’istituzione di Washington rileva che i rischi di medio termine nello scenario di base sono orientati al ribasso, mentre per il breve termine “le prospettive sono caratterizzate da rischi divergenti. Potrebbe raffrozarsi la già robusta crescita degli Stati Uniti nel breve termine, mentre in altri paesi i rischi sono al ribasso nell’ambito di una elevata incertezza sulle politiche”.

Eventuali problematiche create nel processo disinflazionistico da misure politiche potrebbero interrompere il cambio di passo delle politiche monetarie, con implicazioni non positive per la sostenibilità dei conti pubblici e la stabilità finanziaria. Secondo il Fmi gestire questi rischi richiede attenzione alle ricadute tra inflazione e attività economica reale, il ripristino di margini di bilancio e il rafforzamento di prospettive di crescita nel medio termine tramite riforme strutturali, regole multilaterali e cooperazione.

Bankitalia: crescita stenta a recuperare, attorno a 1% su 2025-2027

Roma, 17 gen. (askanews) – In Italia “la crescita stenta a recuperare vigore”: nel quarto trimestre dello scorso anno l’attività “si è mantenuta debole, risentendo come nel resto dell’area dell’euro della persistente fiacchezza della manifattura e del rallentamento dei servizi”. Lo rileva la Banca d’Italia nel suo ultimo Bollettino economico.

Nelle costruzioni, l’impulso fornito dalle opere del Pnrr si contrapporrebbe al ridimensionamento dell’attività nel comparto residenziale. Secondo l’analisi la domanda interna appare “frenata dalla decelerazione della spesa delle famiglie e da condizioni per investire che rimangono sfavorevoli”.

Bankitalia ricorda che nelle sue ultime previsioni, formulate lo scorso dicembre nell’ambito dell’esercizio coordinato dell’Eurosistema con la Bce, “la crescita acquisirebbe slancio nel corso di quest’anno, collocandosi intorno all’1 per cento in media nel triennio 2025-27”. A dicembre Bankitalia aveva indicato una stima di crescita 2025 allo 0,8% e poi un 1,1% sul 2026 e 0,9% sul 2027.

Bankitalia: aumento dazi Usa avrebbe pesante effetto su Pmi italiane

Roma, 17 gen. (askanews) – Un inasprimento dei dazi commerciali da parte degli Stati Uniti “avrebbe effetti significativi sulle aziende italiane che esportano verso il mercato statunitense, soprattutto le piccole e le medie. In aggiunta agli effetti diretti, le restrizioni commerciali potrebbero colpire anche i produttori che, pur non esportando direttamente, forniscono input intermedi incorporati nei beni destinati agli Usa”. Lo afferma la Banca d’Italia, in una analisi contenuta nell’ultimo Bollettino economico.

“Peraltro, l’elevata incertezza sulle politiche commerciali – osserva lo studio – può costituire di per sé un freno consistente agli investimenti”.

“Il nostro paese – dice Bankitalia – è significativamente esposto alle ripercussioni di incrementi dei dazi da parte degli Stati Uniti, che rappresentano la seconda destinazione, dopo la Germania, delle vendite estere di beni dell’Italia. L’incidenza del mercato di sbocco statunitense è pressoché raddoppiata dall’inizio dello scorso decennio, collocandosi all’11 per cento del totale delle esportazioni nel 2023 (63 miliardi di euro)”.

L’analisi giunge a pochi giorni dall’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, che ha ripetutamente manifestato l’intenzione di rimettere mano ai dazi commerciali.

“Gli Stati Uniti costituiscono un mercato di destinazione per quasi un terzo delle aziende esportatrici italiane – osserva Bankitalia -. Poco più della metà delle vendite verso questo paese è realizzata da grandi imprese (con almeno 250 addetti), con un’esposizione media pari al 5 per cento del fatturato e al 15 per cento delle proprie esportazioni. Per le imprese piccole e medie il mercato americano risulta relativamente più rilevante (in media, circa il 7 per cento del fatturato e il 27 per cento delle esportazioni). A questa classe dimensionale – si legge – appartiene inoltre la quasi totalità degli esportatori caratterizzati da un’esposizione particolarmente elevata verso gli Stati Uniti”.

Fmi lima previsione crescita Italia 2025 a 0,7%, alza 2026 a 0,9%

Roma, 17 gen. (askanews) – Il Fondo monetario internazionale ha ritoccato lievemente al ribasso la previsione di crescita economica dell’Italia su quest’anno allo 0,7%, mentre al tempo stesso ha rivisto leggermente al rialzo la stima sul 2026 al più 0,9%. Le nuove previsioni sono contenute in un parziale aggiornamento del Word Economic Outlook.

Rispetto ai dati dell’ottobre dello scorso, anno la crescita 2025 è stata ridotta di 0,1 punti percentuali, mentre quella sul 2026 è stata alzata di 0,2 punti percentuali.

Incendi Hollywood, Ventura: crisi climatica non trama ma realt

Roma, 16 gen. (askanews) – “Hollywood non si limita pi a raccontare la crisi climatica: la vive. Los Angeles brucia da giorni senza che nessuno riesca a spegnere le fiamme. Ho constatato personalmente il poco interesse degli Stati Uniti per il cambiamento climatico durante il COP29 a Baku, dove ho partecipato come rappresentante di OICE. La combinazione di siccit prolungate, ondate di calore estreme e venti forti crea condizioni ideali per incendi devastanti. Questi incendi colpiscono non solo la California, ma anche aree mediterranee, spesso a causa dell’abbandono delle foreste. fondamentale gestire in modo attivo le aree forestali e rurali, poich abbandonarle a se stesse comporterebbe il rischio di incendi. Pertanto, necessario favorire valutazioni il pi oggettive possibile per mappare il rischio di incendi, in modo che queste informazioni possano influenzare positivamente le attivit di pianificazione e prevenzione del territorio. In particolare, se sappiamo che un’area a rischio dobbiamo dare delle priorit di intervento ad azioni di prevenzione e monitoraggio. La vera sfida non quindi fronteggiare le emergenze attuali, ma pianificare un futuro in grado di resistere ai cambiamenti climatici. Come progettisti, abbiamo una responsabilit cruciale. Dobbiamo valutare con attenzione le direzioni di espansione di centri urbani, evitando di invadere aree ad alto rischio. Non si pu pi progettare ovunque: il rispetto delle aree sensibili oggi pi importante che mai. E’ essenziale tener conto delle caratteristiche e delle criticit del territorio per garantire una gestione sostenibile. La crisi climatica non pi un futuro lontano: una realt che impone azioni concrete e immediate”. Lo afferma in un video l’Ingegner Francesco Ventura, Amministratore Unico VDP Srl.

Nato, Cavoli: Baltic Sentry rispetta complicato mix di autorità

Bruxelles, 17 gen. (askanews) – L’operazione Nato Baltic Sentry, “in molti modi illustrerà le sfide rappresentate dalla difesa delle infrastrutture nazionali critiche” dei Paesi Nato. Così il generale Christopher Cavoli, ha risposto in conferenza stampa ieri a Bruxelles a una domanda di askanews, a conclusione della due giorni di riunione del Comitato Militare Nato e nella settimana iniziata con l’annuncio dell’operazione di deterrenza, al Baltic Sea Allies Summit. Senza nascondere la complessità dell’operazione nel rispetto di tutte le autorità competenti, per proteggere i cavi sottomarini nella regione. Il tutto dopo quanto accaduto nel mar Baltico il giorno di Natale quando una petroliera fantasma del Cremlino avrebbe danneggiato, trascinando la sua ancora sul fondale, le trasmissioni sottomarine tra Finlandia ed Estonia, entrambi Paesi Nato e Ue.

Ma l’Alleanza, secondo la sua natura difensiva e in base ai valori della democrazia, agisce nel rispetto di tutte le competenze e autorità. La Baltic Sentry, ovvero sentinella baltica, è stata lanciata dalla Nato proprio sotto l’autorità del comandante supremo alleato della NATO (SACEUR), generale Cavoli, che spiega: “Come sapete, ci sono complicazioni di giurisdizione quando parliamo di infrastrutture nazionali. Alcune sono nazionali, alcune sono commerciali, alcune sono in acque nazionali, alcune sono in acque internazionali. Quindi c’è un complicato mix di autorità che appartengono ai Ministeri degli Interni, Guardie costiere, Polizia, organizzazioni internazionali, organizzazioni commerciali, e in ogni caso lavoriamo molto attentamente con l’autorità competente per condividere informazioni e per dare una comprensione di ciò che sta accadendo sul mare e nel mare. E questa è la funzione principale che stiamo svolgendo là”.

Sempre nel contesto della risposta durante la conferenza stampa, il Supreme Allied Commander Transformation, ammiraglio Pierre Vandier, ha precisato gli elementi di novità, compreso l’uso di droni, ma anche gli elementi già consolidati. “L’idea è di replicare ciò che è stato appreso da uno dei nostri principali partner, che sono gli Stati Uniti, in un’operazione NATO. E quindi l’Allied Command Transformation porterà alcuni nuovi veicoli alla velocità della luce, mi aspetto in meno di qualche settimana” per “fornire una sorveglianza persistente 24 ore su 24, 7 giorni su 7 delle aree critiche”. Secondo Vandier “otto paesi del Baltico daranno alla NATO i loro droni, e noi metteremo in un’unica rete tutte le immagini, tutti i video, l’immagine IAS o l’immagine radar, e poi la diffonderemo a tutte le parti interessate”, offrendo anche “informazioni forensi più rapide e suggerimenti più rapidi per l’azione per le molteplici parti interessate, che siano l’industria o la Guardia costiera o la polizia nazionale o altro”.

Santanchè, Schlein: Meloni ne pretenda le dimissioni

Milano, 17 gen. (askanews) – “Daniela Santanchè è stata rinviata a giudizio. Appena una settimana fa Giorgia Meloni diceva di voler aspettare la decisione della magistratura: ora è arrivata. Non può più continuare a far finta di niente. Lei, che quando era all’opposizione chiedeva le dimissioni per molto meno, ora che fa? Cambia idea anche su questo?”. Lo afferma la segretaria del Pd Elly Schlein.

“Una Presidente del Consiglio non può usare due pesi e due misure, soprattutto verso gli amici che lei ha voluto al governo e per cui adesso è politicamente responsabile. Il processo farà il suo corso per accertare se è colpevole, ma quando le accuse sono così gravi chi ricopre le più alte cariche istituzionali deve fare un passo indietro. Daniela Santanchè si dimetta. E Giorgia Meloni deve pretendere le sue dimissioni”, conclude.

Caso Visibilia, Santanchè a processo per falso in bilancio

Milano, 17 gen. (askanews) – La ministra del Turismo, Daniela Santanchè, dovrà affrontare un processo penale per presunte irregolarità nei bilanci del gruppo Visibilia. Il gup di Milano, Anna Magelli, ha infatti accolto la richiesta dei pm Luigi Luzi e Marina Gravina e disposto il rinvio a giudizio per la senatrice di FdI (fondatrice, presidente e amministratore delegato del gruppo Visibilia fino al 17 dicembre 2021) e per altri 16 imputati (tra cui l’attuale compagno di Santanchè, Dimitri Kunz d’Asburgo Lorena, e l’ex Canio Giovanni Mazzaro) accusati di false comunicazioni sociali. Per tutti il processo prenderà il via il 20 marzo prossimo davanti al Tribunale di Milano.

Secondo l’accusa formulata dai magistrati milanesi, Santanchè e gli altri imputati puntavano a conseguire “un ingiusto profitto” rappresentato dalla “prosecuzione dell’attività di impresa nascondendo al pubblico le perdite, evitando sia la necessaria costosa ricapitalizzazione”. Così facendo, scrivono ancora i pm nel capo di imputazione, “consapevolmente esponevano nei bilanci di esercizio della società riferibili agli anni 2016, 2017, 2018, 2019, 2020, 2021 e 2022 nelle relazioni o nelle altre comunicazioni sociali dirette ai soci o al pubblico, fatti materiali rilevanti non rispondenti al vero, in modo concretamente idoneo ad indurre altri in errore”.

Incidente stradale a Cuba: coinvolti 7 turisti italiani, uno è morto

Roma, 17 gen. (askanews) – Un incidente stradale ha coinvolto un gruppo di sette turisti italiani a Cienfuegos, a Cuba, uno dei quali è deceduto. Le dinamiche dell’incidente sono ancora in fase di accertamento.

Gli altri passeggeri di nazionalità italiana, hanno riportato ferite. Sin dalla prima segnalazione, comunica la Farnesina, l’Ambasciata d’Italia a L’Avana sta presentando assistenza ai connazionali in raccordo con la Farnesina. L’Ambasciata mantiene costanti contatti con il personale medico e il tour operator.

Università, Mattarella: davanti a mutamenti radicali rimettere la persona al centro

Roma, 17 gen. (askanews) – “C’è l’esigenza di richiamare davanti a mutamenti radicali e profondi la centralità della persona, i suoi diritti, la sua libertà. La persona al centro e quindi il dialogo, il rispetto, l’attenzione alle altrui opinioni, il dubbio: questo è il centro del messaggio che le università trasmettono”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo, a braccio, a Lecce all’inaugurazione dell’anno accademico dell’ateneo del Salento che quest’anno compie settanta anni. “Vi è un immenso bisogno in questa stagione di questo contributo delle università” ha aggiunto Mattarella.

Mattarella: davanti a mutamenti radicali rimettere persona al centro

Roma, 17 gen. (askanews) – “C’è l’esigenza di richiamare davanti a mutamenti radicali e profondi la centralità della persona, i suoi diritti, la sua libertà. La persona al centro e quindi il dialogo, il rispetto, l’attenzione alle altrui opinioni, il dubbio: questo è il centro del messaggio che le università trasmettono”. Lo ha detto il presidente della Repubblcia Sergio Mattarella intervenendo, a braccio, a Lecce all’inaugurazione dell’anno accademico dell’ateneo del Salento che quest’anno compie settanta anni. “Vi è un ummenso bisogno in questa stagione di questo contributo delle università” ha aggiunto Mattarella.

Euro digitale, Cipollone: preserva competitività, resilienza e autonia

Roma, 17 gen. (askanews) – “Nel contesto attuale di rapidi cambiamenti, l’Europa non può restare ferma. Non possiamo non portare la moneta della Banca centrale nel mondo digitale, danneggeremmo la competitività, la resilienza e l’autonomia strategica europea”. E’ l’avvertimento lanciato da Piero Cipollone, il componente del comitato esecutivo della Bce che ha la delega sull’euro digitale nel suo intervento oggi a Milano, alla Crypto Asset Lab Conference all’università Bicocca.

“Perderemmo l’opportunità che viene rappresentata da pagamenti e finanza digitali. Mentre altri ne otterrebbero i benefici”, ha detto.

“Assicurare che la moneta della banca centrale si tenga al passo con la digitalizzazione e con le nuove economie salvaguarderebbe invece la nostra sovranità monetaria. Ci permetterebbe di superare la frammentazione, offrendo una moneta che può essere utilizzata per qualunque transazione digitale nell’area euro”. Inoltre “rafforzerebbe competizione e innovazione – ha detto ancora Cipollone-. E rafforzerebbe la nostra autonomia e resilienza”.

Energia, il ruolo del gas e dell’Italia nelle sfide per la transizione

Roma, 16 gen. (askanews) – Il gas ha un ruolo cruciale nella transizione energetica e l’Italia si pone come hub strategico del Mediterraneo. Se ne parlato al convegno “Gas, energia e il governo delle molecole”, organizzato dal Centro studi americani, in collaborazione con Open Gate Italia e l’Istituto per la Competitivit.

Il gas ha un ruolo cruciale anche per la sicurezza energetica, come spiega Roberto Loiola, amministratore delegato di Societ Gasdotti Italia: “Il sistema gas continua ad essere molto strategico per la sicurezza del sistema energetico nazionale, come societ Gasdotto Italia continuiamo a lavorare su un importante programma di investimenti per garantire questa sicurezza e quest’efficienza anche usando la leva del digitale per innovare e inoltre verso la transizione direi che le due leve fondamentali sono quelle del biometano, che anche grazie agli inventivi governativi ha visto volumi in crescita e molte connessioni su cui stiamo lavorando, anche in prospettiva futura e poi anche quella dell’idrogeno, un po’ pi al di l per essere realizzata, ma che comporta molti sforzi e investimenti per essere pronti a garantire l’idrogeno sul trasporto della rete attuale”.

Un altro dei temi fondamentali emersi dal convegno quello della riduzione delle emissioni, che si ottiene attraverso un utilizzo del metano pi efficiente come prosegue Massimo Micucci, consulente strategico di Open Gate Italia: “Non sprecare metano ormai una scelta europea che riguarda tutti i paesi e dal 2027-28 bisogner garantire che anche il grosso del metano che quello che l’Europa e l’Italia importa, nel 90% lo importiamo quello che distribuiamo e stiamo messi abbastanza bene in Italia, staremo meglio su scala europea, ma dobbiamo garantire che anche i paesi con cui collaboriamo e da cui importiamo, seguano procedure analoghe”.

Dal convegno infine emersa l’importanza di politiche regolamentari che garantiscano un equilibrio tra sostenibilit ambientale e sicurezza energetica, anche attraverso norme certe come conclude la senatrice di Italia Viva, Silvia Fregolent, membro delle commissioni Ambiente e Industria del Senato: “La politica deve sicuramente aiutare la transizione energetica: chi pensa che si pu tornare indietro, pensa male, anzi il rincaro del gas di questi giorni dimostra come il gas non torner pi come prima della guerra, perch non solo colpa della guerra e quindi meno gas russo, ma di un aumento della domanda da parte della Cina, dell’India, che anche loro non vogliono pi usare il carbone, anche loro vogliono un’aria un po’ pi pulita nelle loro citt e quindi ad una domanda aumentata, con una produzione invariata, se non diminuita, perch appunto manca il gas russo, ovvio che il prezzo salga”.

I dati presentati hanno confermato una significativa evoluzione del mercato energetico europeo. Nel primo semestre del 2024, il consumo di gas naturale nell’Unione Europea diminuito del 5,4% rispetto all’anno precedente, segnando una riduzione netta di 7 miliardi di metri cubi nel 2023. Questi numeri evidenziano una tendenza consolidata verso una maggiore efficienza energetica e un’adozione crescente di fonti rinnovabili.

Raggiunto l’accordo Israele-Hamas per Gaza. Domenica liberi i primi ostaggi

Roma, 17 gen. (askanews) – L’ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato oggi il raggiungimento di un “accordo per la liberazione degli ostaggi” con Hamas. Una riunione del gabinetto di sicurezza israeliano è prevista in giornata, ha aggiunto. “Il primo ministro Benjamin Netanyahu è stato informato dal team di negoziatori che sono stati conclusi gli accordi per la liberazione degli ostaggi”, ha dichiarato in un comunicato l’ufficio del primo ministro. “Il primo ministro ha ordinato al gabinetto politico e di sicurezza di riunirsi domani (venerdì). Il governo si riunirà successivamente per approvare l’accordo”, ha dichiarato l’ufficio di Netanyahu. Ha inoltre precisato che le famiglie degli ostaggi sono state informate.

Se approvato dal gabinetto israeliano, l’accordo di cessate-il-fuoco inizierà domenica. Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha raggiunto un accordo con il primo ministro Benjamin Netanyahu sull’accordo di cessate il fuoco firmato ieri sera con Hamas a Doha, secondo quanto riportato dai media ebraici. I due hanno concordato la richiesta del ministro di estrema destra che l’Idf ritorni a combattere Hamas a Gaza dopo un cessate il fuoco temporaneo e sulla questione del controllo sugli aiuti umanitari trasferiti all’enclave palestinese, secondo Channel 12 News e il sito Walla news. Smotrich e il suo partito Sionismo Religioso voteranno contro l’accordo ma rimarranno al governo, secondo i media. Ieri sera, Itamar Ben Gvir, membro della coalizione di estrema destra di Smotrich, ha detto che il suo partito Otzma Yehudit lascerà il governo se l’accordo verrà approvato.

L’ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che, nonostante i ritardi nella firma dell’accordo e la sua approvazione da parte del governo, si prevede che i primi ostaggi verranno rilasciati da Gaza domenica, come previsto. Secondo una nota dell’ufficio, una volta che l’accordo di cessate il fuoco sarà stato approvato sia dal gabinetto di sicurezza che dall’intero gabinetto, ed entrerà in vigore, “il rilascio degli ostaggi potrà essere effettuato secondo lo schema previsto”, che vedrebbe domenica la liberazione di tre donne.

Il gabinetto di sicurezza si sta riunendo e l’intero governo dovrebbe incontrarsi domani sera per approvare l’accordo. In precedenza era stato indicato che il rinvio della riunione plenaria del gabinetto a sabato sera avrebbe significato che il periodo di 24 ore per presentare petizioni contro l’accordo si sarebbe concluso solo domenica tarda, il che significava che l’accordo non sarebbe entrato in vigore fino a lunedì.

Cavo Dragone: onorato da nomina Nato, forte sostegno da Crosetto

Bruxelles, 17 gen. (askanews) – Presso il quartier generale della NATO a Bruxelles, questa mattina, si è tenuta la cerimonia di avvicendamento del Presidente del Comitato Militare della NATO: l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone succede all’Ammiraglio Robert Bauer nella massima carica militare in seno all’Alleanza. “L’elezione a Presidente del Comitato Militare della NATO, fortemente sostenuta dal Ministro della Difesa Crosetto e di cui sono veramente onorato, rappresenta la fiducia che i miei colleghi Capi di Stato Maggiore dei Paesi Alleati hanno riposto in me, ma anche un consolidato riconoscimento alla rilevanza ed al ruolo fondamentale dell’Italia nel consesso Atlantico”. Così l’Ammiraglio Cavo Dragone, all’avvio del suo mandato.

Il comitato militare della NATO è l’organo che riunisce i capi di stato maggiore della difesa (CHOD) dei Paesi membri. Questi sono giornalmente rappresentati da ufficiali generali/ammiragli. Analogamente al Consiglio del Nord Atlantico, anche il comitato militare si riunisce regolarmente anche a un livello superiore, ovvero con la partecipazione diretta dei capi di stato maggiore della difesa.

Il presidente dirige il Comitato militare ed è il principale consulente del segretario generale e del Consiglio Atlantico. Inoltre ha anche un importante ruolo pubblico come rappresentante del Comitato, che lo rende il portavoce militare dell’Alleanza su tutte le questioni militari.

Quanto al contributo italiano alla Nato, questo è “estremamente importante per l’Alleanza e in alcuni casi unico nel suo genere”, “anche se non fa notizia tutti i giorni”, ha detto ieri Chris Cavoli, comandante supremo Usa in Europa e Comandante Supremo Alleato in Europa (Saceur) rispondendo a una domanda di askanews presso il quartier generale della Nato alla fine della due giorni di riunioni del Comitato Militare dell’Alleanza, e alla vigilia del passaggio di consegne tra Bauer e Cavo Dragone.

Ica Milano, libert e sguardo femminile tra Jurgenssen e Ruggeri

Milano, 17 gen. (askanews) – Una conversazione immaginaria, eppure nei fatti reale, tra due artiste che, pur senza essersi mai incontrate, hanno battuto strade comuni. Fondazione Ica Milano inaugura il proprio 2025 con una mostra bipersonale, dedicata a Birgit Jurgenssen e Cinzia Ruggeri, curata da Maurizio Cattelan insieme a Marta Papini: “Lonely are all bridges”. “Il motivo per cui le abbiamo pensate insieme – ha spiegato ad askanews Papini – proprio il fatto che hanno attraversato in maniera molto libera le arti, quindi si sono rivolte alla fotografia, al disegno, alla moda, al design in maniera molto libera e questa sensazione di libert le ha anche rese pi difficilmente categorizzabili e quindi difficili da scoprire e da fotografare nell’intero”.

Nei lavori di Jurgenssen e Ruggeri passa la societ dei consumi, ma anche una visione molto personale del modo in cui confrontarsi con essa; c’ la moda, ma una moda metamorfica, sorprendente e inattesa. E c’ soprattutto un punto di vista femminile sulla societ che, seppur legato agli Anni Settanta e Ottanta, estremamente contemporaneo. Anche perch parte da posizioni ferme, ma non ideologiche e calate con lucidit nello stesso sistema. “La loro riflessione sulla figura della donna nella societ contemporanea – ha aggiunto Marta Papini – la trovo molto attuale e quindi in qualche modo il fatto di metterle in dialogo poteva far parlare di temi attuali, cio del ruolo della donna nella societ e di come loro hanno cercato una via d’uscita da quello che il ruolo imposto”.

La mostra, a tratti molto astratta, a tratti legata in maniera indissolubile agli oggetti, anche un progetto coerente con la visione di Ica e la sua attenzione alle arti, nel senso pi ampio del termine. “Questo un luogo che non univoco – ha detto Alberto Salvadori, direttore di Ica Milano – un luogo a molte voci. E questa una mostra che racchiude molte voci, da un artista che fa il curatore a due artiste che non sono mai incontrate, ma che dialogano perfettamente, quindi quasi come se fosse una seduta spiritica in qualche modo, come se vivessimo una dimensione di un’alterit rispetto alla loro condizione originaria. C’ molta ironia, c’ una critica e anche una presa di posizione intelligente sulla moda, c’ la fotografia, c’ tutto. Quindi direi che una sintesi perfetta di quello che cerchiamo di fare qua dentro. E c’ l’assoluta libert di espressione”.

Una libert che appartiene anche a Cattelan, qui nelle vesti di curatore, un po’ invisibile, ma come suo tipico, capace di informare una tipologia di sguardo sul contemporaneo tutt’altro che scontata.

Tridico: superamento crisi industria finalizzando investimenti

Roma, 16 gen. (askanews) – “La crisi dell’industria, la crisi in particolare dell’automotive, la crisi di molti settori industriali e oggi parliamo di competitivit, a mio parere si pu superare con un approccio europeo che soprattutto finalizzi gli investimenti pubblici, anche attraverso gli eurobond, quindi debito comune. Ecco questo penso che sia oggi una priorit in particolare per questa legislatura europea” cos Pasquale Tridico, Eurodeputato M5S/THE LEFT, Presidente comm. FISC, comm. ECON, CONT, TRAN, intervenuto durante l’incontro “Il sistema Italia nella nuova legislatura Ue” di Connact, la piattaforma di eventi che favorisce il confronto tra soggetti privati e istituzioni, che si svolto ieri a Bruxelles e che ha visto la partecipazione di oltre 300 presenze istituzionali e 35 grandi aziende e associazioni di categoria.

Dal sogno della globalizzazione al caos: Panetta (Bankitalia) su pace e commercio.

“Crescita economica, prosperità e pace sono strettamente connesse: senza pace, l`umanità non può prosperare; né può farlo l`economia”. Lo ha affermato il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nel suo intervento all’incontro “Economia e pace: un`alleanza possibile”, organizzato a Bologna dalla Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice.

“Occorre ricordare che nelle economie moderne lo sviluppo si fonda sull`integrazione e sul commercio internazionale. La libera circolazione di merci, capitali, persone e idee facilita il trasferimento di conoscenze e tecnologie – ha sottolineato – contribuendo a unire i popoli”.

“La globalizzazione ha indubbiamente determinato una maggiore integrazione tra paesi e creato opportunità di progresso economico e sociale in molte regioni del mondo. Tuttavia – ha proseguito Panetta – essa ha mostrato limiti evidenti. Le attuali tensioni commerciali e geopolitiche sono segnali di un sistema che non è riuscito a rispondere appieno alle aspettative e ai bisogni della popolazione mondiale. Ogni giorno, migliaia di persone continuano a essere stroncate dalle privazioni e dalla violenza, spesso in conflitti fratricidi che sembrano senza fine”.

Secondo il banchiere centrale “l`economia sembra essersi globalizzata senza una ‘coscienza globale'”. In questo quadro “è necessario rilanciare l`integrazione economica e la cooperazione internazionale, correggendone i difetti con politiche che promuovano uno sviluppo sostenibile e inclusivo, capace di coniugare la crescita con il superamento della povertà, con la giustizia sociale, con la difesa dell`ambiente”.

“La pace e la prosperità sono legate da un vincolo profondo. La pace non è solo l`assenza di conflitti, ma la creazione di condizioni che consentano a ogni individuo di vivere una vita dignitosa, libera dalla paura e dalla povertà. Allo stesso tempo, una prosperità che non genera benessere diffuso è una prosperità effimera, che rischia di generare conflitti e instabilità”.

“Come disse Papa Paolo VI nell`enciclica Populorum progressio ‘lo sviluppo è il nuovo nome della pace’. Oggi – ha concluso il governatore – queste parole ci ricordano l`urgenza di lavorare per un futuro di prosperità più giusto e pacifico”.

 

Per leggere il testo integrale

https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/interventi-governatore/integov2025/Panetta-16.01.2025.pdf

Binari di sfortuna: il percorso accidentato di Salvini tra treni e politica.

Si era detto ad ottobre della sfortuna del Ministro Salvini che da bimbo forse aveva passione per giocare con il trenino su un circuito che riusciva perfettamente a controllare. La ragione sociale della azienda che aveva piantato un chiodo in un quadro elettrico paralizzando il traffico ferroviario si declina in Str92. Almeno le iniziali, di primo istinto non inducevano al meglio. 

Tolto di mezzo il rapporto con quell’impresa, si sperava che nei mesi a seguire tutto potesse procedere per il meglio e i treni potessero scorrere più veloci del passo di uno stivale, unendo il paese da nord a sud, dalla sua punta fino in cima al gambale.

Le cose stanno andando in modo diverso. Si susseguono blocchi e ritardi sulla linea ferroviaria e l’opposizione urla alle dimissioni mentre Salvini scarica sulle incapaci gestioni del passato le ragioni della inefficienza del trasporto. Governo e opposizioni sbuffano sfiatati la solita aria al pari di uno stanco comignolo a vapore di una locomotiva dei tempi d’annata.

La causa è di guasti che compromettono l’immagine di un Salvini che avrebbe bisogno di essere a capo del Dicastero degli Interni per meglio vigilare su chi gli sta tirando scherzi non da poco. Ogni esercito che si rispetti vanta un reparto di Guastatori specializzati nel manomettere le strutture a difesa del nemico, rendendo vuote le sue protezioni.  

E’ l’ipotesi che sta prendendo piede nei vertici delle ferrovie ed in Salvini. Qualcuno si è messo in testa di boicottare i nostri treni e di fare la festa al Segretario della Lega, non guastando ma gustando le sue eventuali dimissioni. 

C’è dunque un esposto alla magistratura che segnala incidenti anomali e circostanze sospette ipotizzando un clima di congiure e di tranelli tutti da dimostrare e dei quali si starebbe occupando anche la Digos.  Già secoli addietro il Sommo Poeta scriveva con disincanto come “in mezzo mar siede un paese guasto”.

Il Ministro è un tipo ferrigno, non conosce ruggine e vuole reagire alla sfortuna od ai sabotaggi ai suoi danni, intende mostrare mano di ferro contro i suoi avversari. Del resto, è ferrato alla battaglia e sa come reagire agli efferati attacchi dei suoi contestatori.

Le ferrovie sono oggi il suo punto di sconfitta o di rinascita, rilanciando una idea vincente di Salvini. Custer, insieme a due suoi fratelli, vide la sua fine nella battaglia di Little Bighorn, un luogo che richiamava le pecore selvatiche dalle corna ricurve delle Montagne Rocciose.  

Salvini può uscire scornato o vittorioso dallo scontro con i suoi detrattori che fanno anche finta di non sapere come molti dei disagi sono dovuti, a quanto si legge, ad oltre 1200 cantieri aperti quotidianamente sulla rete di cui 700 per nuove opere e 500 per manutenzione.

Salvini va avanti e tocca ferro, sicuro di prevalere e che di lui non resterà né polvere di stelle né polvere di ferro. Vanta stomaco e salute di ferro e non si sente affatto un ferro vecchio.

Nel film “Mafioso” del lontano 1962, il protagonista illustra eccitatamente alla moglie il momento dell’attracco in Sicilia con l’opera infrastrutturale subito visibile alla costa della sua terra: “Il più grande elettrodotto del mondo ci unisce al continente, ci sono voluti 4 anni di lavori e attraverso quei fili sospesi nell’aria ci passano milioni di kilowatt e domani anche il ponte!”.

Non sappiamo se il ponte di Messina avrà mai un esito e se sarà la medaglia che Salvini potrà appuntarsi al petto. Sappiamo che per adesso, in ragione dei ritardi, non potrà già dire “uora uora arrivào ’u ferribot”.

Al centro per fare che cosa?

foto IPP/spgr roma 19-09-2023 cerimonia per il 75° anniversario dell'entrata in vigore della Costituzione nella foto un momento della cerimonia nell'Aula di Montecitorio - camera dei deputati

I saggi di Giorgio Merlo offrono sempre una stimolante prospettiva di analisi e di critica sulle varie stagioni della politica. Non fa eccezione il suo ultimo lavoro intellettuale, “Cattolici al centro”. La presentazione del libro, avvenuta il 15 gennaio scorso a Roma, ha offerto l’occasione per una discussione che ha toccato alcuni fra i principali nervi scoperti del sistema politico italiano, invocando una adeguata risposta politica. Ne cito in particolare quattro.

Il primo, la tensione fra attualità e memoria storica. Con una interpretazione venuta in particolare da Pierferdinando Casini e da Paolo Barelli, nel considerare la parabola storica  della Democrazia Cristiana e del sistema  elettorale proporzionale che l’ha consentita, come una fase straordinaria della storia della Repubblica, a condizione che non si riproponga un sistema elettorale che permetta di nuovo l’esistenza di un centro autonomo. Il primo nodo che è emerso, mi pare dunque, se il dibattito sulla riforma della legge elettorale nel senso del ritorno al proporzionale debba considerarsi definitivamente chiuso oppure se debba essere considerato ancora come una fra le questioni centrali della politica.

Il secondo nervo scoperto che è stato toccato dalla discussione, ha riguardato il modo di intendere il rapporto fra destra e sinistra oggi. A mio avviso, Rosy Bindi ha ragione nel criticare i tentativi di accomunare o gemellare le iniziative di questo fine settimana che si svolgeranno a Milano e a Orvieto. Si tratta di due iniziative di corrente nel Partito Democratico con prospettive culturali e ideologiche nettamente distinte e diverse. L’una sociale, comunitaria, ispirata al patriottismo costituzionale, l’altra liberal-liberista, turboatlantista e con una concezione istituzionale funzionalista.

Mentre credo che la Bindi appaia meno convincente quando traccia una linea di separazione netta del campo politico tra destra e sinistra, con una potenzialmente pericolosa identificazione delle ragioni della sinistra con le ragioni della democrazia, della libertà e della pace, e viceversa della destra con i loro contrari. Non foss’altro perché le vicende storiche hanno smentito e continuano a smentire, questo genere di interpretazione.

Cosicché – ed è il terzo  punto, l’astensionismo record come sbocco del maggioritario – di fronte all’ortodossia bipolarista, riaffermata da Casini, Barelli e Bindi, ha avuto buon gioco Giuseppe Fioroni a mostrare a cosa ci ha condotto l’attenzione solo alle regole elettorali anziché alla rappresentanza e alla sostanza della proposta politica. Ad una condizione di degrado della democrazia in cui il primo partito spesso è quello degli astenuti, senza che ciò preoccupi i partiti attuali che nel loro insieme si sono avviati a rappresentare la minoranza del corpo elettorale.

Allora serve uno scatto per uscire da questa insidiosa situazione di crisi della democrazia – ed è la quarta criticità della politica – , come ha avvertito Giuseppe De Rita, invitando a riscoprire il senso di una politica capace di indicare un cammino, una prospettiva, un “andare oltre” in un mondo che cambia ad una velocità sbalorditiva.

In conclusione, questo nuovo libro di Giorgio Merlo dimostra una grande capacità di aggredire le contraddizioni che frenano l’efficacia del nostro sistema politico democratico e alimentano diffusi sentimenti di disaffezione alla politica e alla stessa democrazia nel momento in cui quest’ultima appare in difficoltà nell’assicurare al maggior numero di persone possibile l’inclusione nella classe media.

Ma allora la direzione a cui guardare non può che esser quella di ridefinire una proposta di centro, pur all’interno, per adesso, dei due poli, che sappia interpretare in modo adeguato i cambiamenti geopolitici e tecnologici in corso, in modo coerente con l’obbiettivo di ridurre le disuguaglianze verso l’alto, riattivando l’allargamento della classe media, di colmare il profondo  deficit della rappresentanza e soprattutto di superare la crisi di una democrazia “liberale”, ristrettasi progressivamente agli interessi delle oligarchie economiche, che peraltro non è neanche quella disegnata dalla Costituzione, dove le istanze sociali e popolari sono considerate inequivocabilmente prevalenti, superiori e prioritarie.

Dibattito | Milano e Orvieto, idee per un’alternativa.

Nella giornata di sabato 18 gennaio una parte del mondo cattolico democratico si ritrova a Milano per provare a dare un senso politico ai lavori della Settimana sociale di Trieste incentrata sulla cura della democrazia; non è il primo appuntamento e probabilmente non sarà neanche l’ultimo di questo genere.L’auspicio è che questo incontro segni un avanzamento nell’azione, senza la necessità di ulteriori momenti di auto-convincimento. 

È importante prendere coscienza della necessità di un rinnovato impegno di tipo sociale e politico dei cattolici democratici, anche per dare un contributo di idee e di pensiero alla costruzione e ri-costruzione quotidiana della nostra democrazia che presenta qualche “crepa” sempre più vistosa. 

Il problema non è quello di sperimentare vecchie o nuove geometrie politiche, ma quello di mettere in campo un’idea di Paese; un’idea che rendacomprensibile a tutti la linea di demarcazione tra chi crede nella politica come strumento per migliorare la vita delle persone e chi invece, per raggiungere lo stesso obiettivo, si affida solo alle leggi del mercato e della finanza. Una proposta che faccia capire chi vuole attuare pienamente la nostra Costituzione e chi invece non l’ha mai riconosciuta e quindi cerca continuamente di smontarla.

L’incontro di Milano può essere un punto di ripartenza, anche per il “ponte ideale” che si sta creando con l’iniziativa che nella stessa giornata si terrà ad Orvieto organizzata da “Libertà Eguale” e che vedrà la partecipazione, tra gli altri, anche di Paolo Gentiloni. Guardando ai limiti dell’attuale maggioranza di governo, sembrano maturi i tempi per cominciare a procedere con maggiore decisione; con equilibrio, ma senza equilibrismi.