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Business e tempo libero, un metodo li rende compatibili

Roma, 16 Gen. – Si pu sognare da adulti? O i sogni restano a esclusivo appannaggio dei bambini? Si pu, eccome. Una recente ricerca condotta da Armando Testa rivela che, guardando al futuro, le persone cullano il desiderio di far star bene la propria famiglia e, quindi, i propri figli ma, nello stesso tempo, di avere una vita quotidiana meno stressante e con pi tempo libero. Un’ambizione, quest’ultima, che trasversale e che, come tale, coinvolge anche gli imprenditori. Il business resta ovviamente al centro della loro giornata ma puntare su un’organizzazione che renda compatibile affari e cura di se stessi ora possibile: “Il nostro metodo -spiegano Nicola Guarino e Attilio Cordaro, formatori dalla lunga esperienza- ha il pregio di creare spazi per la vita privata aumentando il fatturato”.

Il metodo si chiama Ercole e consta di pi fasi: “Si lavora -spiega Guarino- sull’imprenditore ma anche sull’azienda di cui proprietario. L’obiettivo di mettere definitivamente fine al caos quotidiano e avere pi ore libere per se stessi e per le persone care, diventando pi organizzato, pi produttivo e pi sereno”. “Nello stesso tempo -aggiunge Cordaro- il nostro percorso tende a slegare i risultati aziendali dalla presenza fisica dell’imprenditore e, questo, allo scopo di rendere i collaboratori perfettamente organizzati, indipendenti, responsabili e autonomi. Delegare ma, in modo studiato, rende la macchina ben oliata e ovviamente pi produttiva”.

Il fatturato insomma corre e il tempo libero aumenta senza dover assumere nuovo personale, fare le notti in ufficio o lavorare nei weekend per recuperare l’arretrato. “Cresci senza assumere” il libro che Guarino e Cordaro hanno scritto a quattro mani per spiegare come raggiungere l’obiettivo: “Ci rivolgiamo in particolare -sottolineano- ai titolari di piccole e medie imprese con pochi collaboratori che vengono continuamente assorbiti da urgenze, imprevisti, scadenze e che sentono di avere sempre troppo poco tempo per s e le persone che amano. Ma che non hanno soprattutto il tempo di studiare nuove strategie, di coltivare le idee che hanno in testa ma che non riescono a mettere su carta. Idee magari che aiuterebbero l’azienda a imporsi meglio sul mercato. Noi, con il metodo Ercole, suggeriamo quale sia la strada da percorrere per rendere tutto ci compatibile e trasformare quindi trasformare idee e obiettivi in risultati concreti.”.

Sisto: Berlusconi? Voleva la separazione delle carriere dal ’94…

Roma, 16 gen. (askanews) – “Giusto…il nostro presidente (Berlusconi, ndr) dal ’94 quello che ha sempre avuto questo…vorrei dire che non punisce nessuno, tutela soltanto i cittadini, si tratta di dire che il giudice diverso da chi accusa come diverso da chi difende. Mi sembra una scelta di logica, di ragionevolezza”: il commento del vice-ministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, a margine di un’iniziativa sulla Giustizia civile organizzata da OCF (Organismo Congressuale Forense) a Roma. “Credo che con un po’ di calma si eviteranno le guerre di religione e questo sar un argomento che porter a una giustizia migliore e mi auguro condivisa”, ha aggiunto.

Azione e +Europa hanno votato a favore, Italia Viva astenuta: “Ognuno si assume le sue responsabilit. I numeri di oggi mi tranquillizzano, perch andremo certamente a referendum. E’ giusto che siano i cittadini a decidere, se questa riforma diventer Costituzione. Da questo punto di vista i numeri, se vanno verso il referendum per me sono tranquillizzanti”, ha concluso Sisto.

Calenda: “Azione da sempre favorevole a separazione delle carriere”

Genova, 16 gen. (askanews) – “Noi da sempre siamo favorevoli alla separazione delle carriere, dalla nascita di Azione nel nostro programma elettorale e, come facciamo sempre, se riteniamo una cosa giusta la votiamo chiunque la presenti”. Lo ha detto il leader di Azione Carlo Calenda, commentando il via libera della Camera alla separazione delle carriere dei magistrati, a margine di un evento a Genova.

“Altrimenti – ha aggiunto Calenda – dovremmo fare come fa Giorgia Meloni sul salario minimo che lo proponeva e adesso dice di no o come fa la sinistra sull’abolizione dell’abuso di ufficio. Noi non facciamo politica cos: se una cosa giusta giusta e la votiamo”.

De Palo: per i cattolici priorit partecipazione, non nuovo partito

Bologna, 16 gen. (askanews) – Riunirsi dentro un nuovo partito non deve essere la priorit per i cattolici che decidono di impegnarsi per il bene comune a partire dai problemi quotidiani. E’ il modo pi concreto di riavvicinare le persone alla partecipazione politica, come spiega Gigi De Palo, promotore degli Stati Generali della Natalit e ideatore di Immischiati, il progetto dedicato a una nuova narrazione della Dottrina Sociale della Chiesa, che ha fatto tappa a Bologna.

“Io non entro nel merito del partito dei cattolici e dell’occupare degli spazi e che ci si muovi in funzione delle prossime elezioni, per i seggi e per avere degli spazi – dice De Palo -. Quello che noi stiamo cercando di fare, ormai da tanti anni, di far ripartire il desiderio di partecipazione. Non una questione di impegnarsi politicamente nel Parlamento, al Comune o in Regione; l’impegno politico nasce dalla ‘lavanda dei piedi’, dal cercare di risolvere i problemi delle persone nella scuola dei tuoi figli, nel comitato di quartiere, nel condominio, nel parco sotto casa”.

“Noi dobbiamo generare un processo, accendere una miccia – prosegue De Palo -. Non dobbiamo rassegnarci. Ed quello che cerchiamo di fare. Poi ci sar chi si impegner anche a livello politico, ma noi siamo convinti che sia prioritario questo aspetto, anche perch la gente non va pi a votare e questo un grande problema, una cartina di tornasole che dimostra una disaffezione alla politica che non solo nel voto ma anche in una partecipazione pi alta. Questo rende tutto pi triste perch poi ci si disinteressa del bene comune”.

“Immischiati”, come ha ricordato Gigi De Palo, un percorso gratuito, online, iniziato da alcuni anni, al quale hanno aderito persone da ogni parte d’Italia. “Dopo una formazione che ha coinvolto pi di ottomila persone stiamo andando sul territorio per cercare di vedere quante persone si possono realmente attivare – spiega -. Stiamo approfondendo cinque temi: la persona, a Verona lo scorso anno, il bene comune a Bologna, la sussidiariet a Milano, la solidariet a Bari e concluderemo con partecipazione a Roma. Sono delle tappe che ci aiutano a riflettere in maniera laica, non convenzionale, su questi temi che sono centrali del desiderio di dare il nostro contributo. Se noi non torniamo a dare la vita in questo non cambier il sistema e il Paese, ci lamenteremo sempre, saremo sempre indignati col mondo della politica senza ricordarci che la politica dipende anche da noi”.

Farnesina: scarcerato l’italo-venezuelano Juan Manuel Allueva

Milano, 16 gen. (askanews) – “La Farnesina conferma la scarcerazione del cittadino italo-venezuelano Juan Manuel Allueva, che era detenuto dalla Guardia Nazionale di San Juan de Los Morros (la capitale dello Stato di Gubrico, nel centro-nord). Il ministro degli Esteri Antonio Tajani sottolinea che “il Governo italiano continuerà a lavorare per tutelare tutti i connazionali in Venezuela”.

Nel Paese attualmente rimangono detenuti almeno altri 7 italo-venezuelani, oltre all’operatore umanitario, il 45enne Alberto Trentini, arrestato lo scorso 15 novembre.

Calenda: no a funzionari di partito, a Genova forse correremo da soli

Genova, 16 gen. (askanews) – “Potremmo correre da soli e ci stiamo riflettendo seriamente”. Cos il leader di Azione Carlo Calenda ha risposto ad un giornalista che gli chiedeva come si comporter il partito alle prossime elezioni Comunali di Genova, a margine di un evento nel capoluogo ligure.

“Dipende molto dal Pd – ha sottolineato Calenda – perch quello che mi sembra che dobbiamo evitare candidare l’ennesimo funzionario di partito che poi, come alle Regionali, perde perch non rappresenta un pezzo di mondo che non si riconosce nei funzionari di partito. Noi abbiamo qui un gruppo di persone molto in gamba, a partire da Cristina Lodi, e quindi valuteremo tutte le opzioni, tra cui anche quella di fare una corsa che raggruppi un mondo pragmatico che non ha voglia di imbarcarsi in lotte ideologiche, che faccia un progetto per la citt. Vediamo, per ora non si capisce un granch”.

“Noi siamo stati ad ascoltare – ha concluso il leader di Azione – ma non chiaro quello che vogliono fare. I nomi che girano non ci convincono. Crediamo che non debbano essere persone che sono riconoscibili per attivit di partito, tantomeno dentro il porto perch non mi pare proprio il caso”.

La Lega difende il Veneto: non è utile cambiare, anche per Meloni

Milano, 16 gen. (askanews) – Un invito a Giorgia Meloni, perchè rispetti gli alleati e il legame particolare della Lega con i territori del Nord. Ribadendo che “squadra che vince non si cambia”. Il consiglio federale leghista fa quadrato sulla richiesta di mantenere la guida del Veneto ma per ora rimette nella fondina la pistola estratta l’altro ieri da Luca Zaia: la corsa solitaria del Carroccio in Veneto resta solo sullo sfondo, e la riunione dello stato maggiore leghista si limita a sottolineare l’importanza di una logica di coalizione nella spartizione delle candidature.

Concetti chiariti da Matteo Salvini, che in serata ospite di Bruno Vespa assicura che la Lega non strapperà: “No, in questi due anni la Lega è stata assolutamente leale in ogni votazione nei confronti del governo e la stabilità del governo italiano è un patrimonio che l’Europa ci invidia e che ci premia economicamente. Quindi non si mette assolutamente in discussione un governo che arriverà a tutti e 5 gli anni”. E dunque, “se il buon governo della Lega e di Zaia in Veneto da anni è riconosciuto a livello internazionale, metterlo in discussione per equilibri politici e scelte romane non mi sembrerebbe utile. Sono sicuro che con gli alleati troveremo una quadra come abbiamo sempre trovato e sono sicuro che nessuno voglia mettere in discussione uno dei governi più virtuosi d’Europa per mettere una bandierina da qualche parte”, rassicura il segretario leghista.

Seguendo la linea indicata dal consiglio federale che vede Luca Zaia collegato dal Veneto e Salvini a Roma, tutti raccontano di un clima “sereno”, e del resto la riunione si svolge “come era normale si svolgesse”: il governatore, raccontano, ha ribadito i concetti espressi da settimane, sulla necessità di rispettare le indicazioni del territorio e rimarcando quanto la questione Veneto sia identitaria per il Carroccio. Trovando la “totale sintonia” di Salvini e la condivisione dell’unanimità del Consiglio Federale. Che attraverso le parole del capogruppo in Senato Massimiliano Romeo manda un messaggio alla premier: “È interesse della Meloni trovare una soluzione soddisfacente che faccia sì che gli alleati leali e collaborativi alla fine siano soddisfatti”, dice all’uscita dal federale, sottolineando “l’unanimità” registrata nell’organismo direttivo del Carroccio, “partito del territorio che si vuole tenere le regioni dove esprime un buon governo”.

Resta ancora da capire quale sarà il punto di caduta, ma per farlo bisognerà aspettare ancora diversi passaggi. Intanto la sentenza della Consulta sul caso Campania, che potrebbe in ipotesi addirittura riaprire la possibilità del terzo mandato. Che la Lega continua a dire di volere ricercare anche per via politica: “Sappiamo che è difficille convincere gli alleati, ma continueremo a provarci. Spiegando che non ha senso rischiare di mettere in crisi il centrodestra sul Veneto quando aprendo al terzo mandato manderemmo in crisi il centrosinistra in Campania…”. Un obiettivo per il quale la Lega prova ad avere a disposizione anche più tempo: perchè un’altra richiesta del federale è la previsione di fissare tutti gli anni un election day in primavera. Ipotesi che comporterebbe nell’immediato lo slittamento al 2026 delle elezioni regionali del Veneto e di altre 4 regioni: Campania, Puglia, Marche, Toscana.

Nato, Bauer: non ci sono segnali che Cremlino si prepari per pace

Bruxelles, 16 gen. (askanews) – “Non ci sono segnali che il Cremlino si stia preparando per la pace”. Lo ha detto l’ammiraglio Rob Bauer, presidente del Comitato Militare Nato alla fine della due giorni che ha riunito la massima leadership militare dell’Alleanza a Bruxelles, insieme con numerosi Paesi partner, e dove, ha aggiunto Bauer “abbiamo avuto così tante stelle che è stata praticamente una galassia”.

Bauer ha sottolineato come il presidente russo Vladimir “Putin abbia messo l’economia della Russia sul piede di guerra” e come “la base dell’economia militare cinese si stia espandendo”.

Poi l’ammiraglio ha delineato quanto fatto in questi due giorni: “Abbiamo discusso attivamente degli obiettivi di capacità della NATO e del fatto che porteranno a una distribuzione più uniforme delle capacità”, ha detto. “Le nazioni europee e il Canada svilupperanno capacità che ora solo gli Stati Uniti hanno. Ma questa riunione non riguardava certamente solo la NATO. Per la prima volta in assoluto, abbiamo avuto leader militari di 26 paesi partner della NATO e dell’Unione europea al tavolo. I paesi rappresentati erano Algeria, Armenia, Australia, Austria, Azerbaigian, Bosnia ed Erzegovina, Colombia, Egitto, Georgia, Iraq, Irlanda, Israele, Giappone, Giordania, Kazakistan, Malta, Moldavia, Mongolia, Marocco, Nuova Zelanda, Qatar, Corea del Sud, Serbia, Svizzera, Tunisia e Ucraina”.

Enrico Rava doppio Top Jazz e scopre Matteo Paggi, Nuovo talento 2024

Roma, 16 gen. (askanews) – È il trombonista Matteo Paggi ad aggiudicarsi il Top Jazz 2024 nella categoria Nuovo Talento, mentre Enrico Rava vince in due categorie con il suo quintetto Fearless Five, sia come Disco dell’anno che come Formazione dell’anno. Sono i risultati pubblicati oggi del Top Jazz 2024, il referendum della critica musicale di settore, organizzato ogni anno dalla storica rivista Musica Jazz.

Originario di Fiuminata (MC) e residente da anni ad Amsterdam, Matteo Paggi ha studiato in Olanda e negli Stati Uniti. Dopo diverse borse di studio e una laurea con 110 e lode, ha iniziato diverse collaborazioni in ambito classico e jazz, fino a quando Enrico Rava, dopo averlo notato ai seminari di Siena Jazz, gli propone di entrare a far parte dei Fearless Five. A febbraio 2024 pubblica il suo primo album WORDS, un progetto di composizione istantanea, che guarda oltre il concetto di disco e di genere musicale. Sono previsti altri due nuovi album, “Giraffe” e “Morgenbarn”, quest’ultimo registrato a Berlino. Invece, a maggio suonerà stabilmente a Vienna con uno spettacolo che lo vede in scena, sia come musicista, che come attore.

Con questo nuova doppia vittoria al Top Jazz, Enrico Rava si conferma anche una volta un protagonista indiscusso della scena jazz contemporanea. Fearless Five è il suo nuovo progetto, un quintetto “senza paura” composto da una nuova generazione di musicisti, che mette insieme energie giovani e creative, insieme all’enorme esperienza del band leader.

The Fearless Five schiera, infatti, una serie di musicisti di grande spessore: l’energia di Matteo Paggi al trombone e la straordinaria batterista e cantante Evita Polidoro (le ultime sorprendenti scoperte di Rava, scovate ai seminari di Siena Jazz) si uniscono alla spinta propulsiva del contrabbasso di Francesco Ponticelli e all’indispensabile chitarra di Francesco Diodati, già al fianco di Rava da una decina di anni e vero e proprio baricentro di questo quintetto di jazzisti impavidi e “senza paura”.

A febbraio 2024, il quintetto si è riunito negli studi di registrazione della Casa del Jazz a Roma per registrare un album, pubblicato a luglio dalla Parco della Musica Records, che ha attirato da subito l’attenzione di stampa e pubblico. Con un calendario in continuo aggiornamento, questi i prossimi concerti: il 18 gennaio a Cesena, il 7 e l’8 febbraio al Blue Note di Milano, il 22 marzo a Bergamo il 23 aprile a Torino, il 27 aprile a Riccione, il 16 maggio a Correggio.

Con questo gruppo – racconta Rava – mi sento come su un’isola ideale, dove ognuno dà e ognuno ricevere quello di cui ha bisogno. C’è grandissima libertà ma rispetto reciproco, ognuno è in ascolto dell’altro, come in una democrazia perfetta che solo il jazz può rappresentare.

I musicisti hanno tutti questa grande capacità, quasi telepatica, di ascoltare e interagire agli input. Ma ci vuole anche coraggio per stare su quest’isola. Circondata a volte da un mare minaccioso, a volte meno, visti i tempi così difficili che stiamo vivendo, rimane pur sempre la mia isola ideale dove amo vivere e suonare”.

Treni, Salvini: dubbi su sabotaggi ci sono, magistratura indaga

Milano, 16 gen. (askanews) – “Stanno indagando la Procura, le forze dell’ordine, perché, per carità, ogni tanto l’incidente può accadere, però avere una serie di eventi, negli orari precisi, in giorni conseguenti qualche dubbio l’ha fatto venire. Penso che ci sia materiale su cui le forze dell’ordine stanno ragionando e lavorando, perché sarebbe gravissimo che qualcuno per fare battaglia politica, per attaccare il ministro Salvini, il segretario della Lega, danneggiasse la giornata di lavoratori, studenti, pendolari, turisti”. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, durante la registrazione della puntata di ‘Cinque minuti’ in onda stasera su Rai 1, alla domanda sulla denuncia esposto presentata ieri dal Gruppo Fs sulla serie di disagi e guasti sulla rete ferroviaria. “Sarebbe gravissimo se per fare lotta politica o rivolta sociale qualcuno, questo è il sospetto, crei guasti, disallacci, incendi delle cabine: sarebbe gravissimo e mi auguro che si sappia il primo possibile se è così”.

E aggiunge: “Sarà una coincidenza però oggi che il primo giorno dopo la presentazione dell’esposto non c’è stato nessun problema e il tasso di puntualità dei Regionali è stato del 92%. Io tutelo i 92mila lavoratori di Fs che fanno il loro lavoro in condizioni anche difficili. Oggi sulla rete ferroviaria hanno viaggiato 10.100 treni, erano 8.500 un anno fa. Quando hai il massimo dei treni e dei cantieri aperti, qualche disagio ci può essere. Ma se c’è un problema il sabato, la domenica il lunedì e il martedì, è giusto indagare”, ha concluso sul punto il ministro.

Separazione carriere, Avvocatura: “Avanti senza paure, riforma soft”

Roma, 16 gen. (askanews) – “Noi siamo felici di aver suggerito a suo tempo una modifica soft, che poi quella che stata attuata, cio che non incidesse sull’azione penale, quello per noi rappresentava il vero problema. Siamo contenti, non riteniamo che ci siano i problemi che vengono sollevati. Un pm sotto l’esecutivo non piace a nessuno, tantomeno agli avvocati, che vogliono confrontarsi con il pubblico ministero in diritto e non con la polizia giudiziaria”: positivo il commento di Mario Scialla, coordinatore OCF (Organismo Congressuale Forense), a margine di un’iniziativa sulla Giustizia civile a Roma, dopo il primo s alla Camera della riforma costituzionale della giustizia che introduce la separazione delle carriere.

“Avanti senza remore e senza paure, perch non che una riforma soft. Tra le tante ipotesi possibili di separazione delle carriere questa, tra l’altro quella che avevamo suggerito, decisamente quella meno invasiva”, ha sottolineato.

Teatro Villa Pamphilj, scienza a teatro con "Buonanotte, caro Albert"

Roma, 16 gen. (askanews) – Domenica 19 gennaio alle ore 11.30, al Teatro Villa Pamphilj di Roma, per la rassegna Science Fiction – la scienza a teatro, va in scena in prima assoluta il nuovo spettacolo del collettivo Effetto Joule “Buonanotte, caro Albert”, scritto da Enrico Ferraro e interpretato da Valeriano Solfiti.

Che cos’è la gravità? A quanto pare la domanda, più che essere spontanea e rivelatrice di curiosità genuina, rischia di essere un puro gioco di parole, senza alcun rapporto con la realtà. Perché non ha senso porre questa domanda? E in che modo si può capire la gravità, generatrice di questo “peso” che sentiamo da quando nasciamo e sperimentiamo per tutta la vita? Per capire è necessario raccontare una storia di come la scienza sia nata e sviluppata, di come gli antichi sapessero già molto e il pensiero fideistico cancellò molte conoscenze e scoperte, di come anche la scienza abbia le sue trappole e solo riuscendo a superarle è possibile comprendere qualcosa di molto piccolo e invisibile. Piccole cose invisibili e immanenti con la nostra presenza riflettono il funzionamento della gravità. Come facevano gli scienziati ellenistici a comprenderne il funzionamento? Cosa dicevano loro i fenomeni? Come li leggeva Galileo e dopo di lui Newton? Come ci aiuta la matematica? Quale fu l’idea felice di Einstein? Tutta la storia sembra insegnarci che per comprendere la gravità è necessario aumentare la sensibilità. Prima di tutto del nostro pensiero, della capacità di cambiare punto di vista e immaginare qualcosa che non possiamo percepire. Poi è necessario che i nostri strumenti siano in grado di leggere quelle piccole increspature dello spazio tempo che sono la chiave di un nuovo universo.

Ci sono rami della scienza difficili da divulgare, difficili da spiegare a chi non ha dimestichezza con quello specifico linguaggio – il che coincide spesso con anni e anni di studio – eppure intrisi di profonda bellezza.

Science Fiction è un progetto che nasce dalla collaborazione tra scienziati, attori, registi, insegnanti e formatori del settore creativo per liberare la scienza dall’idea di essere argomento solo per tecnici, affrontata dal resto del mondo in poche ore durante il ciclo scolastico e per il resto della vita recepita giusto in qualche notizia sensazionalistica. Un format di proposte teatrali a tema scientifico e matematico che punta a rendere accessibile a chiunque, anche a chi proprio non capisce, temi e concetti che nell’immaginario collettivo risultano inaccessibili e che invece possono essere affascinanti, umanistici, letterari, e anche poetici o comici. Dietro ogni storia di scienza e di scienziati ci sono vite incredibili, sogni, visioni inimmaginabili, iperboli, fallimenti e miserie che hanno avuto il potere di cambiare le nostre vite, le vite di tutta l’umanità, generando scoperte, rivoluzioni e progresso. Queste storie meritano di essere raccontate, e Science Fiction si avvale proprio del linguaggio teatrale per allargare, nella formula più semplice e arcaica, la dimensione della scienza a quella della comunità e viceversa. Due linguaggi differenti che trovano una sintesi comune: un racconto, una suggestione.

Treni, FS annuncia più vigilanza, telecamere e presidi di tecnici

Roma, 16 gen. (askanews) – “Il Gruppo FS sta fornendo tutti gli elementi utili alle autorità competenti in merito ai guasti e alle anomalie registrate nei giorni scorsi”. E “al fine di limitare il ripetersi di tali anomalie”, afferma la società con un comunicato “ha già pianificato una serie di azioni a protezione dell’infrastruttura e a garanzia della funzionalità mettendo in campo centinaia di operativi”.

Azioni, si legge, con cui intende intensificare la sicurezza/vigilanza nelle stazioni e nei punti nevralgici dell’infrastruttura; ottenere un incremento delle telecamere di sicurezza; aumentare il presidio di tecnici di Rfi e Trenitalia per rendere più tempestivo l’intervento in caso di nuove anomalie.

“L’azienda ringrazia i propri dipendenti e quelli dell’indotto per il loro incessante lavoro atto a garantire il servizio nonostante l’elevato numero di cantieri attivi , che caratterizzano il piano di investimenti del PNRR e il programma pluriennale di manutenzioni e di potenziamento delle infrastrutture ferroviarie. Ad oggi, infatti, risultano aperti mediamente 1.200 cantieri al giorno, circa 700 per nuove opere e i restanti 500 per attività di manutenzione della rete. Questi lavori sono indispensabili per raggiungere gli obiettivi del Pnrr e rendere la rete ferroviaria più moderna, efficiente e sicura”.

Ica Milano, libertà e sguardo femminile tra Jurgenssen e Ruggeri

Milano, 16 gen. (askanews) – Una conversazione immaginaria, eppure nei fatti reale, tra due artiste che, pur senza essersi mai incontrate, hanno battuto strade comuni. Fondazione Ica Milano inaugura il proprio 2025 con una mostra bipersonale, dedicata a Birgit Jurgenssen e Cinzia Ruggeri, curata da Maurizio Cattelan insieme a Marta Papini: “Lonely are all bridges”. “Il motivo per cui le abbiamo pensate insieme – ha spiegato ad askanews Papini – è proprio il fatto che hanno attraversato in maniera molto libera le arti, quindi si sono rivolte alla fotografia, al disegno, alla moda, al design in maniera molto libera e questa sensazione di libertà le ha anche rese più difficilmente categorizzabili e quindi difficili da scoprire e da fotografare nell’intero”.

Nei lavori di Jurgenssen e Ruggeri passa la società dei consumi, ma anche una visione molto personale del modo in cui confrontarsi con essa; c’è la moda, ma è una moda metamorfica, sorprendente e inattesa. E c’è soprattutto un punto di vista femminile sulla società che, seppur legato agli Anni Settanta e Ottanta, è estremamente contemporaneo. Anche perché parte da posizioni ferme, ma non ideologiche e calate con lucidità nello stesso sistema. “La loro riflessione sulla figura della donna nella società contemporanea – ha aggiunto Marta Papini – la trovo molto attuale e quindi in qualche modo il fatto di metterle in dialogo poteva far parlare di temi attuali, cioè del ruolo della donna nella società e di come loro hanno cercato una via d’uscita da quello che è il ruolo imposto”.

La mostra, a tratti molto astratta, a tratti legata in maniera indissolubile agli oggetti, è anche un progetto coerente con la visione di Ica e la sua attenzione alle arti, nel senso più ampio del termine. “Questo è un luogo che non è univoco – ha detto Alberto Salvadori, direttore di Ica Milano – è un luogo a molte voci. E questa è una mostra che racchiude molte voci, da un artista che fa il curatore a due artiste che non sono mai incontrate, ma che dialogano perfettamente, quindi quasi come se fosse una seduta spiritica in qualche modo, come se vivessimo una dimensione di un’alterità rispetto alla loro condizione originaria. C’è molta ironia, c’è una critica e anche una presa di posizione intelligente sulla moda, c’è la fotografia, c’è tutto. Quindi direi che è una sintesi perfetta di quello che cerchiamo di fare qua dentro. E c’è l’assoluta libertà di espressione”.

Una libertà che appartiene anche a Cattelan, qui nelle vesti di curatore, un po’ invisibile, ma come suo tipico, capace di informare una tipologia di sguardo sul contemporaneo tutt’altro che scontata.

Treni, FS annuncia più vigilanza, telecamere e presidi di tecnici

Roma, 16 gen. (askanews) – “Il Gruppo FS sta fornendo tutti gli elementi utili alle autorità competenti in merito ai guasti e alle anomalie registrate nei giorni scorsi”. E “al fine di limitare il ripetersi di tali anomalie”, afferma la società con un comunicato “ha già pianificato una serie di azioni a protezione dell’infrastruttura e a garanzia della funzionalità mettendo in campo centinaia di operativi”.

Azioni, si legge, con cui intende intensificare la sicurezza/vigilanza nelle stazioni e nei punti nevralgici dell’infrastruttura; ottenere un incremento delle telecamere di sicurezza; aumentare il presidio di tecnici di Rfi e Trenitalia per rendere più tempestivo l’intervento in caso di nuove anomalie.

“L’azienda ringrazia i propri dipendenti e quelli dell’indotto per il loro incessante lavoro atto a garantire il servizio nonostante l’elevato numero di cantieri attivi , che caratterizzano il piano di investimenti del PNRR e il programma pluriennale di manutenzioni e di potenziamento delle infrastrutture ferroviarie. Ad oggi, infatti, risultano aperti mediamente 1.200 cantieri al giorno, circa 700 per nuove opere e i restanti 500 per attività di manutenzione della rete. Questi lavori sono indispensabili per raggiungere gli obiettivi del Pnrr e rendere la rete ferroviaria più moderna, efficiente e sicura”.

Crosetto: pronti a portare la pace con nostre forze armate a Gaza

Roma, 16 gen. (askanews) – L’Italia, con le sue forze armate, è pronta a dare il proprio contributo per la pace anche a Gaza. Lo ha assicurato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che si trova a Kiev per incontri istituzionali, rispondendo a una domanda sul cessate il fuoco a Gaza e su una missione di pace con i soldati italiani.

“Lo diciamo già da tempo, io ho detto a una sua collega proprio in Israele che mi sarei aspettato una soluzione positiva nelle prossime settimane – è avvenuta – e che noi saremmo stati in prima fila. Lo ha ribadito ieri il Ministro Tajani, lo ha detto più volte la Meloni, sapete che ci è stata chiesta da Blinken l’utilizzo di carabinieri per formare le forze di polizia che possono costituire il futuro stato palestinese. Noi siamo disponibili – ha ribadito – sia con i carabinieri sia con le nostre forze armate, perché noi abbiamo sempre lavorato per la pace, per stabilizzare i territori dove c’era la guerra. I nostri soldati hanno sempre dimostrato, così come i nostri diplomatici, una sensibilità che altri paesi non hanno e quindi una specialità anche a fare questo lavoro chiamiamolo di questo tipo. Quindi, consapevoli anche di questa nostra specificità, di questa nostra capacità – ha concluso Crosetto – daremo anche il nostro contributo se ci verrà chiesto, anche a Gaza”.

Punkreas con Giancane nella cover di "Acà Toro", al via i live evento

Roma, 16 gen. (askanews) – I Punkreas annunciano dei nuovi eventi live e l’uscita di “Acá Toro” in un’inedita rilettura firmata da Giancane, disponibile dal 22 gennaio su tutte le piattaforme digitali. Questa release segna l’inizio di una serie di pubblicazioni che anticipano l’arrivo di “Paranoia e Potere (Remastered Version) – 30esimo Anniversario”, previsto per il 21 marzo: fino a quella data, infatti, verranno rilasciate – esclusivamente in digitale – alcune cover originali dei brani del disco, omaggio di artisti legati alla band, accompagnate da un artwork originale di Davide Toffolo.

Inoltre, come già annunciato, il 22 marzo la band tornerà sul palco dell’Alcatraz di Milano, per un concerto-evento imperdibile, che prevede in scaletta l’esecuzione di tutti i brani di “Paranoia e Potere” dal vivo. Un’occasione straordinaria, che promette di essere una grande festa, a cui seguiranno i concerti di Cesena e Roma, rispettivamente al Vidia Club il 29 marzo e il 5 aprile al C.S. Acrobax.

Rispetto alla cover di “Acà Toro” Giancane ha dichiarato: “Ero dal mio amico Davide a Pisa, ci eravamo sparati una bella nottata a spippolare la 909 originale che non avevo mai sentito dal vivo: incredibile, finalmente ho capito il perché di tante cose che mi piacciono, e niente, mi sono ‘incajato’. Mi scrive Paolo dei Punkreas: ‘Paranoia e potere fa 30 anni’. Sbam, penso io ‘Ti andrebbe di fare una cover per l’uscita del vinile?’ ‘Sto in fissa certo!’ ‘Sono tutte libere, sei stato una delle prime persone a cui volevamo chiedere’. Ora, se penso a quel disco c’è Acá Toro, che hit è? Sarebbe una bomba, ma comincio a farmi tutte pippe mentali: ‘Vabbè, ma l’hanno fatta gli ska-p’ “È in levare, io ho un problema col levare’. Poi penso, ‘Oddio provo a farla con la 909, cassa dritta e pedalare, vediamo come viene’. Questa è Acá Toro e spero che vi piaccia. Grazie Punkreas, che vi siete fidati di me. Vi voglio bene”.

Tre concerti, la riedizione dello storico album del 1995 rimasterizzato e pubblicato in vinile, CD e cassetta, e una serie di cover eccezionali disponibili esclusivamente in digitale accompagnano questo importante anniversario, “1995 – 2025: 30 anni di Paranoia e Potere”: un album che ha scritto la storia del punk-rock in Italia e ancora oggi, con le sue musiche e i suoi testi, risulta attualissimo.

Pubblicato nel 1995, “Paranoia e Potere” ha lasciato un segno indelebile nella scena punk italiana: oggi, a distanza di 30 anni, i Punkreas festeggiano questo disco leggendario con una riedizione speciale che ne riaccende l’energia originaria. Un album composto da 13 brani interamente registrato in analogico, che contiene alcuni pezzi, come “Aca’Toro”, “La canzone del bosco” e “Tutti in pista”, ancora oggi pilastri imprescindibili delle loro esibizioni dal vivo: 50.000 le copie ufficiali vendute, a cui si aggiunge un numero imprecisato distribuito “zaino in spalla” dai membri stessi. Un simbolo della resistenza punk e della passione che, dopo tre decenni, non accenna a spegnersi.

“Paranoia e Potere (Remastered Version) – 30esimo Anniversario” (Canapa Dischi, Rude Records), in uscita il 21 marzo anche sulle piattaforme digitali, è già disponibile in pre-order (https://www.ruderecords.com/collections/punkreas) in CD, per la prima volta in cassetta, con tirature limitate e numerate a mano, e in vinile, in un’edizione Gatefold in tiratura di sole 1000 copie, sempre numerate a mano e 100% eco-friendly: sarà infatti realizzato attraverso l’utilizzo di materiali ecologici certificati e contribuirà ai progetti di Green Future Project (https://greenfutureproject.com/company/rudenetworks) legati alla riforestazione e conservazione, proteggendo un’area di suolo crescente e abbattendo quindi CO2. Ogni formato avrà un packaging esclusivo con O-card e una grafica appositamente ideata per questa edizione.

Punkreas hanno commentato: “30 anni tra Paranoia e Potere…. Trenta, da quando con gli zaini ricolmi di CD Cippa, Paletta e Noyse facevano il giro dei negozi di dischi della Lombardia, treno dopo treno, stazione dopo stazione. Trenta, tra le paranoie di avere un lavoro solido e combattere il potere che cercava di soffocare quei sogni che nascevano nei centri sociali. Trenta ne sono passati dall’uscita di questo lavoro che nel suo ‘anacronistico’ custodisce una realtà che purtroppo è attualmente molto simile ad allora. Con i soliti falsi preoccupati con le squallide minacce di sfratto o con le solite corride che ancora insanguinano le arene di Spagna… Ma con la consapevolezza di aver avvicinato questo album alle nuove entusiaste generazioni. È con loro che festeggeremo questo disco, volando via come un miraggio piuttosto che restare con quattro allocchi e un gufo. Buon anniversario Paranoia e potere”.

I Punkreas sono una delle band più longeve e influenti del panorama punk rock, considerati una pietra miliare della scena. Nati nel 1989 a Parabiago, una cittadina alla periferia di Milano, si sono distinti fin dagli esordi per la loro esplosiva fusione di punk rock, ska e reggae, unita a testi incisivi, ironici e impegnati.

Il 31 marzo 2023 è uscito Electric Déjà-vu, il loro ultimo album, fin dalle prime settimane dall’uscita accolto con recensioni entusiaste.

Rai, "Goldrake" sta per tornare

Roma, 16 gen. (askanews) – Per i nostalgici e gli appassionati di Goldrake sarà una vera sorpresa: la serie originale degli anni Settanta nella versione restaurata sta per tornare sulle reti Rai. Domani venerdì 17 gennaio, Rai 2 trasmetterà invece, in prima visione assoluta gli ultimi episodi di “Goldrake U”: a partire dalle 21:20 andranno in onda gli episodi conclusivi della saga che racconta le avventure del famoso robot che combatte contro le forze malvagie di Vega.

Cinque i titoli : “Le tenebre inseguono la luce”, “Mazinga X”, “Un fiore da proteggere”, “L’ultimo inganno” e “Per il pianeta Terra”. Con un finale che vede l’amato Goldrake, impegnato nello scontro epico per salvare il pianeta Terra.

Agrigento Capitale della Cultura, sabato inaugurazione con Mattarella

Milano, 16 gen. (askanews) – Sabato 18 gennaio Agrigento celebrerà l’inaugurazione del suo anno da Capitale Italiana della Cultura con una cerimonia ufficiale presso il Teatro Pirandello. A dare il via alle celebrazioni sarà il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sottolineando l’importanza dell’evento per la città e per l’intero Paese.

La cerimonia sarà trasmessa in diretta sulle reti Rai, Rai Play, Rai Quirinale e Rai Tgr, offrendo a milioni di spettatori la possibilità di scoprire e apprezzare il patrimonio culturale della città siciliana. Prevista la partecipazione di figure istituzionali di rilievo, tra cui il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, insieme a rappresentanti del mondo culturale e artistico. Durante la cerimonia saranno celebrati la storia e il patrimonio di Agrigento, che rappresenta un pilastro della cultura italiana e internazionale.

La conduzione della cerimonia è affidata a Beppe Convertini, conduttore Rai di “Uno Mattina in Famiglia”, e a Incoronata Boccia, vice direttrice del Tg1 che guideranno il pubblico in una narrazione che esalterà le eccellenze culturali e artistiche della città.

“Agrigento ha una storia millenaria e questo riconoscimento rappresenta per noi un’opportunità unica per mostrare al mondo il nostro immenso patrimonio culturale e paesaggistico”, ha commentato Il sindaco di Agrigento, Francesco Miccichè. Anche il direttore della Fondazione Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025, Roberto Albergoni ha espresso soddisfazione: “Questo sarà un anno straordinario, ricco di eventi e iniziative che metteranno in luce la bellezza e la ricchezza della nostra città, proiettandola in una dimensione internazionale”.

La cerimonia del 18 gennaio sarà solo l’inizio di un anno denso di attività culturali: mostre, concerti, rappresentazioni teatrali e conferenze animeranno Agrigento, coinvolgendo artisti e intellettuali di fama mondiale. Gli spettatori potranno immergersi nella storia della Valle dei Templi, ammirare le bellezze del centro storico e scoprire le tradizioni di una città che fonde armoniosamente passato e presente.

L’inizio del percorso di Agrigento come Capitale della Cultura Italiana 2025 rappresenta un’occasione per celebrare l’identità culturale italiana, valorizzando la bellezza e la storia di una città unica al mondo. Un appuntamento imperdibile, guidato dalla presenza simbolica del Presidente Sergio Mattarella.

Legambiente: bene i dati su Bologna città a 30 kmh, altre la seguano

Roma, 16 gen. (askanews) – “I dati diffusi oggi dal Comune di Bologna, con il calo di incidenti e feriti e il crollo delle persone decedute, ad un anno dell’entrata in vigore del limite dei 30km/h voluto dal sindaco Matteo Lepore, ben raccontano il cambiamento in atto nella città bolognese che punta sempre di più su sicurezza e mobilità. Bologna Città30 mostra chiaramente come la chiave per una maggiore sicurezza e vivibilità non sia l’azione repressiva e la prospettiva di pesanti sanzioni, quanto piuttosto un cambiamento generale della mobilità in città, caratterizzata in primis dai limiti di velocità più bassi, ma anche da un buon servizio di TPL, bus, e Servizio Ferroviario Metropolitano, una redistribuzione e trasformazione dello spazio a garanzia di una sicura convivenza tra le diverse utenze. Le altre città italiane, come dimostra l’esperienza di Bologna, possono ambire a raggiungere lo stesso standard delle città europee che, da anni, beneficiano degli effetti positivi delle politiche basate su limiti a 30km/h, Low Emissions Zones e nudge policies che indirizzano i cittadini verso stili di mobilità differenti. Serve solo buona volontà e coraggio. Quel coraggio che al momento è mancato al ministro delle infrastrutture Matteo Salvini che nel nuovo codice della strada non ha preso a modello l’esperienza di Bologna ed ha inserito potenziali ostacoli per le città che vogliano intraprendere percorsi analoghi”. Così commentano Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, Davide Ferraresi, presidente di Legambiente Emilia-Romagna e Claudio Dellucca di Legambiente Bologna.

Per Legambiente “la direzione imboccata da Bologna con il limite dei 30 chilometri diffuso è quella giusta. L’Associazione continuerà a monitorare gli effetti di tale misura, che ha come obiettivo la sicurezza e l’azzeramento delle morti in strada, senza mancare di sollecitare l’amministrazione nel migliorare ulteriormente, implementando misure di trasformazione dello spazio urbano, così come previsto dalla Città30, e tenendo alti i controlli”.

Legambiente ricorda che al momento in Italia le uniche città ad avere adottato il limite diffuso dei 30km/h sono Bologna, Olbia e Treviso. Rispetto al limite 30km/h, a livello scientifico è stata stabilita come regola quella dei 30 km/h perché è un limite che, senza rallentare la circolazione, diminuisce drasticamente le percentuali di rischio di mortalità: a 30 km/h la mortalità è praticamente residuale e avviene soltanto in meno del 10% dei casi in cui l’impatto equivale a una caduta dal primo piano, mentre già a 50 km/h la collisione coincide con una caduta dal terzo piano e la probabilità di un Incidente mortale cresce oltre il 50%.

QUESTI I DATI DEL COMUNE

Forte calo del numero delle persone decedute sulla strada, quasi dimezzate (10, il 49% in meno, toccando su base annua il minimo storico dal 2013 a oggi, salvo
il periodo Covid a mobilità limitata) e per la prima volta dal
1991 (il dato Istat più vecchio disponibile a livello cittadino)
nessuna persona a piedi uccisa sulle strade (0 i pedoni deceduti
e si riducono del 16% quelli investiti). Sono in sintesi i
principali indicatori, diretti e di contesto, del primo anno di
“Bologna Città 30” (partita il 16 gennaio 2024), che si pone come
obiettivi principali proprio il miglioramento della sicurezza
stradale e l`aumento della mobilità sostenibile.

Secondo il bilancio diffuso dal Comune di Bologna, sono calati
gli incidenti stradali (di oltre il 13%) e i feriti (di poco più
dell`11%), con miglioramenti ancora più consistenti sulle radiali
(che superano, rispettivamente, il -16% e il -19%). Diminuiti
fortemente gli incidenti più gravi (-31%), classificati dal 118
con “codice rosso”. Si è rafforzato il calo del traffico
veicolare (-5%) e si è abbassato l`inquinamento più legato al
traffico urbano (-29%).

Inoltre il Comune segnala “un vero e proprio boom” per
l’utilizzo del bike sharing (+69%) e del car sharing (+44%) e per
i viaggi sul Servizio Ferroviario Metropolitano nell`area urbana
di Bologna (+31%), mentre sono aumentati in modo significativo gli spostamenti in bicicletta (+10%). Gli spostamenti coi mezzi pubblici su gomma e gli abbonati TPER, infine, risultano stabili rispetto al 2023 e in aumento rispetto al 2022.

Cipolletta (AIE): mercato del libro in calo, misure non efficaci

Milano, 16 gen. (askanews) – “Il mercato del libro nel 2024 si chiuso con dei segni meno: un segno meno sia in termini di valore delle vendite e un segno meno anche del numero delle copie. Questa riduzione purtroppo ce l’aspettavamo, una riduzione che legata in larga misura alla modifica di alcune misure di sostegno alla lettura le nuove misure hanno funzionato in maniera non ottimale. Mi riferisco in particolare al venir meno innanzitutto dei 30 milioni per le biblioteche e alla modifica che stata fatta della 18 app in Carta della cultura e Carta del merito; per queste due carte, erano previsti 190 milioni per i giovani che avevano 18 anni e di questi 190 milioni secondo i nostri calcoli sono stati spesi soltanto 108, perch i giovani hanno avuto delle difficolt a iscriversi, perch l’informazione era carente, perch il sistema era farraginoso rispetto al sistema universale, che invece aveva funzionato bene e che non si capisce perch sia stato sostituito. un peccato perch per la lettura dei giovani importante questo provvedimento”. Lo ha detto il presidente dell’Associazione italiana degli editori, Innocenzo Cipolletta, commentando l’analisi di mercato effettuata su dati di NielsenIQ-GfK che sar presentata dall’AIE il prossimo 31 gennaio, in occasione della giornata conclusiva del XLII Seminario di Perfezionamento della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri di Venezia.

“Ci detto – ha aggiunto Cipolletta – noi apprezziamo la nuova iniziativa del ministro Giuli, che ha emanato un Decreto cultura con il quale ripristina il finanziamento per le biblioteche, che destina alcune risorse per le nuove librerie dei giovani e soprattutto per la sua assicurazione di prendere in considerazione l’ipotesi di fare una Legge per il libro che consenta di avere un sostegno permanente alla lettura nel nostro Paese, d’altra parte come fanno tanti altri Paesi. Le societ editoriali sono societ che non chiedono soldi per se stesse, chiedono soldi perch il Paese possa essere pi istruito, possa crescere nelle sue infrastrutture culturali come sono le librerie e le biblioteche e in questa strada avranno anche un Paese che essendo pi istruito, anche pi ricco”.

Gaza, uccisa coordinatrice infermieri Al-Awda, partner di Actionaid

Roma, 16 gen. (askanews) – ActionAid è devastata dalla notizia che Fatin Shaqoura-Salha, coordinatrice degli infermieri dell’ospedale di Al-Awda a Nuseirat, gestito dal partner di ActionAid Al-Awda, è stata uccisa a Gaza insieme alla sua famiglia. Fatin, suo marito e i loro figli sono stati uccisi quando la loro casa è stata colpita dall’esercito israeliano mercoledì, mentre erano in corso negoziati di cessate il fuoco e poche ore prima che un accordo fosse confermato.

Questa dolorosa perdita è un altro esempio del disprezzo dell’esercito israeliano per i civili e il suo preoccupante schema di attacchi contro gli ospedali e gli operatori sanitari: più di mille sono stati uccisi dal 7 ottobre.

Almeno 80 persone sono state uccise dall’annuncio di ieri sera, secondo la difesa civile di Gaza. Tasneem, che lavora con la Palestinian NGO Network (PNGO), partner di ActionAid a Gaza, ha inviato questo messaggio: “Migliaia di persone hanno perso la vita e i loro sogni si sono infranti, perché il cessate il fuoco è arrivato dopo oltre 15 mesi di distruzione e morte. Ad ogni minuto di ritardo, intere famiglie vengono cancellate. Ogni minuto che passa conta. E ogni momento che perdiamo significa che altre vite innocenti vengono uccise. Quindi… cessate il fuoco ora.”

ActionAid chiede la fine immediata degli attacchi a Gaza, per fermare le perdite di vite umane. Tutte le parti devono garantire che l’accordo di cessate il fuoco sia attuato senza ritardi, in modo che gli aiuti umanitari disperatamente necessari possano essere fatti entrare a Gaza e la sua popolazione esausta e traumatizzata possa iniziare il lungo processo di ricostruzione della propria vita.

"Sconosciuti" è la nuova canzone di Cosmo

Milano, 16 gen. (askanews) – Sconosciuti è la nuova canzone di Cosmo disponibile da oggi giovedì 16 gennaio su tutte le piattaforme digitali per Columbia Records – Sony Music Italy/42Records. Il brano si aggiunge alla tracklist dell’album Sulle ali del cavallo bianco, tra i dischi migliori del 2024 secondo numerose testate giornalistiche, a un anno esatto dalla release di Troppo forte – singolo apripista di questo importante progetto discografico – e a pochi mesi dalla fine dei tour interamente sold-out.

Il processo creativo di Sconosciuti affonda le sue radici in una primissima versione strumentale composta da Cosmo per la colonna sonora del cortometraggio Fiori fiori fiori di Luca Guadagnino, presentato nel 2020 alla Mostra del Cinema di Venezia, poi ripresa e sviluppata con Alessio Natalizia, in arte Not Waving, fino al raggiungimento della forma attuale.

Come i racconti dei personaggi che si incrociano in Fiori fiori fiori, ambientato nella Sicilia di Guadagnino durante il blocco per la pandemia da Covid che ha unito il mondo intero, il testo di Sconosciuti nasce in quel periodo anomalo: affacciandosi alla finestra Cosmo vede una persona che cammina da sola per strada, uno sconosciuto, e si sorprende a provare un’immediata empatia. Spesso, camminando, si ritrova a immaginare chi siano le persone che incrocia, dove stiano andando, come vivano, e soprattutto come si sentano. Decide quindi di scrivere una canzone dedicata a questi “sconosciuti”, immaginando di cantargliela a tu per tu con la consapevolezza che passato quel momento non si rivedranno mai più.

Nonostante il nucleo di Sconosciuti risalga al periodo in cui Cosmo era al lavoro al progetto La terza estate dell’amore, la sua energia ha rappresentato sin da subito il capitolo di un nuovo corso che sarebbe poi confluito in Sulle ali del cavallo bianco. Il suo destino, restando poi paradossalmente fuori dalla scaletta iniziale del disco perché ancora incompleto, era quello di arrivare ora e chiudere definitivamente il cerchio magico di quest’album.

Al Teatro Sistina arriva lo show di magia Supermagic "Arcano"

Roma, 16 gen. (askanews) – Arriva per la prima volta e in esclusiva sul palco del Teatro Sistina di Roma la 21a edizione di Supermagic “Arcano”, il celebre spettacolo internazionale di magia che promette un trionfo di meraviglia e divertimento per il pubblico di tutte le età, in scena dal 23 gennaio al 9 febbraio 2025. Oltre due ore di grande magia dal vivo con i più talentuosi illusionisti, trasformisti, prestigiatori, manipolatori e campioni dell’arte magica provenienti da tutto il mondo, in un viaggio straordinario dove la fantasia e i sogni diventano realtà, tra sorprendenti grandi illusioni ed effetti speciali, momenti poetici, irresistibile divertimento e continuo stupore con effetti magici mai visti prima in Italia.

Un nuovissimo cast internazionale di oltre 20 artisti farà sognare ad occhi aperti, anche quest’anno, adulti e bambini, con alcuni dei più acclamati nomi del mondo della magia scelti, come ogni anno, solo tra le più luminose stelle del panorama magico internazionale. Secondo la conclamata tradizione di Supermagic.

Il celebre appuntamento, divenuto oramai una tradizione per i tantissimi appassionati, non è solo un semplice show, ma una vera e propria esperienza immersiva sospesa a metà tra realtà e immaginazione: il merito è di un format vincente, che mette su uno stesso palcoscenico le eccellenze del settore, e quello di un perfetto equilibrio tra tanti ingredienti diversi, primi fra tutti i guizzi di originalità, i colpi di scena e le più moderne tecnologie, ma soprattutto l’estro e la tecnica di straordinari artisti pluripremiati che sanno dare vita a un mondo fantastico dove tutto sembra essere possibile.

Ideato da Remo Pannain, che ne cura anche la direzione artistica, Supermagic è stato riconosciuto come il “Migliore spettacolo di magia” dalla Fédération Internationale des Sociétés Magiques, essendo l’unico spettacolo che offre ogni anno l’eccellenza dei prestigiatori e degli illusionisti premiati al campionato mondiale delle arti magiche o che hanno ottenuto importanti riconoscimenti internazionali. Nella sua lunga storia lo show annovera inoltre una carrellata di successi e vanta ben 122 artisti di fama mondiale applauditi da oltre 260.000 spettatori nel corso delle 20 precedenti edizioni.

Lega: "Totale sintonia" Salvini-Zaia, squadra che vince non si cambia

Milano, 16 gen. (askanews) – “Totale sintonia e condivisione degli obiettivi fra Matteo Salvini, Luca Zaia e l’intero consiglio federale”. È quanto si afferma in una nota del partito diffusa mentre è ancora in corso la riunione del consiglio federale. “Il Veneto è un modello di buon governo apprezzato a livello nazionale e internazionale”, prosegue la nota, ribadendo che “per la Lega squadra che vince non si cambia”.

È poi terminato dopo due ore il consiglio federale della Lega riunito alla Camera da Matteo Salvini. L’incontro si è svolto nella sala Salvadori del palazzo dei gruppi di Montecitorio. Il governatore del Veneto Luca Zaia è intervenuto in video collegamento.

Gaza, Oxfzm: bene cessate il fuoco ma diventi permanente

Roma, 16 gen. (askanews) – Oxfam accoglie con favore l’annuncio del cessate il fuoco a Gaza, con un accordo iniziale che prevede il rilascio degli ostaggi israeliani e di alcuni detenuti palestinesi. Il tragico bilancio dopo 15 mesi di guerra senza tregua è di almeno 46.000 palestinesi uccisi, oltre 100 mila feriti, decine di migliaia di dispersi e 1,9 milioni di sfollati, ovvero il 90% della popolazione.

Per questo ora è urgente portare aiuti salvavita a una popolazione privata di acqua, cibo e medicine; ponendo fine all’annientamento di Gaza e alle indicibili sofferenze inflitte da Israele alla popolazione.

“Speriamo che questo accordo segni davvero la fine dello spargimento di sangue. Dopo oltre 15 mesi di brutale campagna militare e di blocco deliberato e sistematico all’ingresso degli aiuti da parte delle autorità israeliane, questa pausa è vitale e attesa da tempo. – ha detto Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia – Mentre si svolge la prima fase dell’accordo, chiediamo che venga garantito l’accesso immediato e senza ostacoli agli aiuti umanitari, assicurando che risorse vitali e assistenza medica possano raggiungere chi ne ha un disperato bisogno in tutta Gaza. Per scongiurare la carestia è fondamentale l’apertura di tutti i valichi e il ripristino delle attività commerciali”.

In questi mesi, con il sostegno economico, politico e militare dei leader mondiali, Israele ha inflitto ai palestinesi di Gaza terribili punizioni collettive, configurabili in molti casi come crimini contro l’umanità.

Ha usato cibo e acqua come armi da guerra, ha sfollato con la forza quasi tutta la popolazione, ha assediato il nord di Gaza e ha reso invivibile l’intera Striscia. Migliaia di palestinesi sono stati detenuti illegalmente e torturati senza un giusto processo.

Azioni che non possono rimanere senza risposta, perché il diritto e le norme internazionali devono essere applicate universalmente e rispettate anche da Israele, che deve rispondere dei crimini di guerra compiuti, affinché sia assicurata giustizia alle vittime e siano scoraggiate future violazioni.

Oxfam chiede inoltre che la comunità internazionale – soprattutto i Paesi che si sono resi complici delle atrocità commesse da Israele – facciano tutto ciò che è in loro potere per garantire che non ci sia un ritorno alla violenza. Impegnandosi a sostenere una Pace equa e inclusiva, che porti alla fine del blocco, ponga fine all’occupazione, smantelli gli insediamenti illegali e affronti le cause profonde del conflitto.

“Questo cessate il fuoco, se applicato e rispettato nelle sue fasi, non deve portare al consolidamento dello status quo, né facilitare l’occupazione permanente o l’annessione de facto di Gaza, che minerebbero ulteriormente la prospettiva di una Pace giusta e duratura. – ha concluso Pezzati – Gli Stati membri dell’ONU e la comunità internazionale devono garantire la rapida e piena attuazione del cessate il fuoco, facilitare l’accesso umanitario senza restrizioni per evitare la carestia e affrontare la devastazione causata dalla guerra. Mantenendo l’impegno, preso in Assemblea Generale, di porre fine al blocco – entrato nel suo diciottesimo anno – e all’occupazione. Ora che i missili e le bombe si sono fermati, questi fragili progressi devono essere protetti ad ogni costo. La brutale campagna militare ha causato immense e prevenibili perdite di vite umane, ha decimato le infrastrutture di Gaza e ha spinto innumerevoli famiglie alla fame. E’ fondamentale quindi impegnarsi per la ricostruzione di Gaza partendo dai bisogni della popolazione.”

Oxfam condanna inequivocabilmente tutte le violazioni del diritto internazionale, compresi gli attacchi del 7 ottobre e la cattura di ostaggi da parte di Hamas e di altri gruppi armati a Gaza.

Teatro Verde di Roma, in scena Opera buffa il 18 e 19 gennaio

Roma, 16 gen. (askanews) – Sabato 18 gennaio 2025 alle ore 17, (con replica domenica 19, sempre alle ore 17) la Compagnia Teatro Verde di Roma porterà in scena “Opera buffa” di Andrea Calabretta, Gianluigi Capone e Emanuele Avallone che ne cura anche la regia. In scena Andrea Calabretta e Gianluigi Capone. La direzione artistica è di Veronica Olmi.

Una carrellata delle più note arie del repertorio italiano, interpretate da due burattinai-clown-mimi. Un susseguirsi di gag accompagnate da musiche immortali. Un accostamento tra cultura alta e popolare. Due facchini, durante la pausa pranzo, ascoltando musica raccontano costruendo le scene davanti agli occhi del pubblico, montando scatole, aprendo scatoloni, giocando con buste, cartoni, cappelliere, pacchi e pacchetti. Ogni scatola contiene un mondo sorprendente e i due facchini diventano gli attori di una rutilante messa in scena: un carosello di personaggi e burattini, di romanze e arie celebri in un ritmo crescente ed entusiasmante. Per poi alla fine ritornare due semplici facchini, stupiti e increduli di quanto hanno creato. Una giocoleria di suoni e risate. Una commistione di tecniche teatrali e musica. Attraverso il linguaggio dei corpi e le coreografie dei burattini e delle figure, i due mimi riusciranno a parlare un linguaggio muto ma universale, immediatamente comprensibile dal pubblico di tutte le età e di tutte le culture.

Teatro, al Ciak di Roma arriva "Unreal" di Andrea Sestieri

Roma, 16 gen. (askanews) – Dopo il successo di Illusionismi, che ha registrato il tutto esaurito la scorsa stagione al Teatro Ciak di Roma ed è stato acclamato nell’ultimo anno da più di 60.000 spettatori, Andrea Sestieri torna sul palcoscenico del teatro romano con “Unreal”, in scena sabato 18 gennaio alle ore 21 e domenica 19 gennaio alle ore 17.30.

Uno show che catapulta lo spettatore in una dimensione parallela in cui vengono sfidate le leggi della fisica e in cui tutto è possibile. “Non è uno spettacolo di ‘cabaret magico’ – ha spiegato Andrea Sestieri – dimenticatevi i dialoghi infiniti o anche solo piccole pause, perché ogni singolo istante, compresi i cambi di scena, sarà coperto da musiche, coreografie, giochi di luce e arte visuali per creare un format unico nel suo genere”.

Il focus sono indubbiamente le “Grandi Illusioni”, create in modo originale da Andrea dopo anni di ricerca nel settore e studiate nei minimi dettagli con il fine ultimo di creare davvero la percezione di assistere a qualcosa di irreale. Una donna che vola e poi si smaterializza sotto i vostri occhi. Impossibile? Forse sì, ma solo fino a questo momento!

“Il mio obiettivo – ha continuato Andrea Sestieri – è stato quello di comunicare con il mio pubblico tramite un linguaggio non verbale, facendo in modo che ogni illusione sia qualcosa di unico. Quando ho iniziato a lavorare su questo spettacolo sono partito da ciò che mi sarebbe piaciuto offrire ai miei spettatori: la mia sfida più grande è stata quella che creare uno spettacolo di illusionismo di circa 90 minuti in cui le persone non abbiano il tempo di dire ‘wow’ perché il numero seguente è già iniziato. E per ottenere tutto ciò ci sono volute prove, spostamenti di materiale, furgoni e una logistica per nulla semplice per sviluppare intorno ad ogni illusione una sequenza unica e credibile e per riuscire a portare in teatro tutto il materiale scenico. Credo che l’obiettivo sia stato raggiunto e di questo ne sono davvero soddisfatto”.

Esplosioni a Kiev durante la visita di Crosetto e Starmer, gli incontri proseguono

Roma, 16 gen. (askanews) – Allarme aereo ed esplosioni nella capitale ucraina, Kiev, proprio nella giornata in cui il primo ministro britannico Keir Starmer e il ministro della Difesa, Guido Crosetto, si trovano nella capitale per visite istituzionali. “La difesa aerea è in funzione nella capitale. Rimanete nei rifugi!”, ha sottolineato il sindaco Vitali Klitschko.

Le esplosioni sono avvenute nelle vicinanze delle sedi istituzionali dove si trovava Crosetto, ma dal ministero della Difesa assicurano che non c’è alcun allarme. “Gli incontri proseguono regolarmente”. Nel pomeriggio è previsto l’incontro di Crosetto con Zelensky.

Cinema, "Il nibbio" con Claudio Santamaria dal 6 marzo al cinema

Roma, 16 gen. (askanews) – Martedì 4 marzo 2025 cadrà il 20esimo anniversario della scomparsa di Nicola Calipari, Alto Dirigente del Sismi che ha sacrificato la propria vita per salvare quella della giornalista de “il manifesto” Giuliana Sgrena, rapita in Iraq da una cellula terrorista. Giovedì 6 marzo, Notorious Pictures porterà al cinema “Il Nibbio” film con protagonista Claudio Santamaria nel ruolo di Nicola Calipari e con Sonia Bergamasco e Anna Ferzetti, rispettivamente nei panni di Giuliana Sgrena e di Rosa Calipari, per la regia di Alessandro Tonda.

Tratto da una storia vera, il film racconta i ventotto giorni precedenti i tragici eventi del 4 marzo del 2005. A venti anni di distanza, “Il Nibbio” porta sul grande schermo il ritratto intimo e toccante di Nicola Calipari, un uomo le cui azioni sono sempre state all’insegna del valore della vita umana e della pace.

Da un soggetto di Davide Cosco, Sandro Petraglia e Lorenzo Bagnatori, sceneggiato da Sandro Petraglia (Bianca, Il portaborse, Il Ladro di Bambini, La meglio gioventù, L’ombra di Caravaggio, Suburra), Il Nibbio è stato girato per sette settimane a Roma e in Marocco.

“Il Nibbio” è una coproduzione italo belga Notorious Pictures con Rai Cinema e Tarantula, in collaborazione con Netflix e Alkon Communications ed il supporto del fondo regionale Wallimages, con la speciale collaborazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con il supporto dell’Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna (AISE), della Polizia di Stato, la Prefettura di Roma, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Ambasciata italiana in Marocco e con MedOr Leonardo Foundation come partner culturale.

Il film è sostenuto anche dal Centre Cinematographique Marocain e dall’Ambasciata del Regno del Marocco in Italia.

Teheran: nessun ruolo di Musk in rilascio Cecilia Sala

Roma, 16 gen. (askanews) – Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmail Baqaei ha respinto giovedì le indiscrezioni dei media secondo cui l’imprenditore miliardario statunitense Elon Musk avrebbe aiutato a convincere l’Iran a rilasciare la giornalista italiana Cecilia Sala.

Il quotidiano New York Times ha riferito in precedenza, citando fonti, che Musk aveva contattato l’ambasciatore iraniano all’ONU Amir Saeid Iravani per aiutare a garantire il rilascio di Sala.

“Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baqaei, rispondendo a una domanda di un giornalista, ha negato un’affermazione fatta da un quotidiano americano in merito al presunto contatto di Elon Musk con l’ambasciatore iraniano a New York e al suo ruolo nel rilascio di un giornalista italiano. Baqaei ha descritto l’articolo come una narrazione e una fantasia mediatica”, ha affermato il Ministero degli Esteri iraniano in una dichiarazione.

Sala, che si trovava in Iran per lavoro, è stata arrestata a Teheran a dicembre. Successivamente è stata rilasciata e l’8 gennaio ha fatto ritorno in Italia.

Tajani: la richiesta della Cpi su Netanyahu infondata e inapplicabile

Roma, 16 gen. (askanews) – “Noi siamo rispettosi della Corte però abbiamo letto le carte e abbiamo ribadito più volte che le scelte della Corte non devono mai essere ispirate a principi politici. Noi riteniamo che la richiesta non sia applicabile a Netanyahu e mi sembra difficilmente realizzabile dal punto di vista pratico. Sono richieste, secondo me, non fondate”. Lo ha detto oggi il ministro degli Esteri Antonio Tajani in conferenza stampa alla Farnesina.

Secondo Tajani, si tratta di una richiesta che “non porterebbe ad alcun effetto”. “Non vedo come si possa arrestare un capo di Stato in visita in un paese”, ha aggiunto.

Quanto al caso che coinvolge il presidente russo Vladimir Putin, anch’egli oggetto di un mandato d’arresto della Cpi, Tajani ha detto che “Putin non verrà mai in Italia, bisogna anche essere pragmatici”. “Se c’è questa realtà il capo di Stato non viene in visita. Si può essere d’accordo o meno sulla posizione di Francia e Italia sul mandato d’arresto ma poi bisognerebbe applicarlo. Resta una cosa teorica. Che succede, si organizza un conflitto a fuoco all’aeroporto di Roma?”, ha insistito il ministro.

“Sapete che con la Russia c’è una situazione ben diversa, c’è un disappunto e non credo che Putin verrà mai in visita nel nostro Paese”, ha proseguito il ministro. “Credo che bisogna fare le cose in modo concreto, se si vuole la pace bisogna fare un’azione diplomatica forte e la cosa migliore è trasformare il cessate il fuoco ináunaáveraátregua”, ha concluso, facendo riferimento alla situzione in Medio Oriente.

Separazione delle carriere e sorteggio Csm, come cambia la Costituzione

Roma, 16 gen. (askanews) – Il disegno di legge costituzionale n.1917 – ‘Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare’ – presentato dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, alla Camera dei deputati, il 13 giugno 2024, e approvato oggi in prima lettura alla Camera, ha l’obiettivo, per la prima volta nel Paese, di separare le carriere dei magistrati requirenti e giudicanti, attraverso la modifica del Titolo IV della Costituzione. La riforma per entrare in vigore ha bisogno di ottenere un doppio sì su identico testo da Camera e Senato ad intervallo non inferiore a tre mesi Il testo, composto da 8 articoli, prevede lo sdoppiamento del Consiglio superiore della magistratura dando vita a due distinti organi di autogoverno: il Csm giudicante e il Csm requirente. La presidenza di entrambi gli organi è attribuita al presidente della Repubblica, mentre sono membri di diritto del Csm giudicante e del Csm requirente, rispettivamente, il primo presidente della Corte di Cassazione e il procuratore generale della Corte di Cassazione.

Gli altri componenti di ciascuno dei Csm sono estratti a sorte, per un terzo da un elenco di professori e avvocati compilato dal Parlamento in seduta comune e, per i restanti due terzi, rispettivamente, tra i magistrati giudicanti e tra i magistrati requirenti. Si prevede, inoltre, che i vicepresidenti di ciascuno degli organi siano eletti fra i componenti sorteggiati dall’elenco compilato dal Parlamento. In questo modo i magistrati non hanno più diritto di voto.

Un’altra novità è rappresentata dall’istituzione dell’Alta Corte disciplinare che sottrae al Csm la giurisdizione disciplinare nei confronti dei magistrati ordinari. Questa nuova Alta Corte sarà composta da 15 giudici: 3 nominati dal presidente della Repubblica tra professori ordinari di università in materie giurdiche, avvocati con almeno 20 anni di professione; 3 estratti a sorte da un elenco compilato dal Parlamento in seduta comune, in soggetti con i medesimi requisiti; 6 estratti a sorte tra i magistrati giudicanti in possesso di specifici requisiti; 3 estratti a sorte tra i magistrati requirenti in possesso di specifici requisiti.

Il presidente è eletto tra i giudici nominati dal presidente della Repubblica o dal Parlamento.

E’ prevista la possibilità di impugnare le decisioni dell’Alta Corte dinnanzi alla stessa Corte, che giudica però in una composizione differente.

Tennis, Sinner: "Inizio complicato dal vento"

Roma, 16 gen. (askanews) – Sedici vittorie di fila sul cemento. Jannik Sinner prosegue la sua striscia di imbattibilità sulla sua superficie preferita, centrando il 3° turno a Melbourne. Contro la wild-card australiana Tristan Schoolkate, n°173 del mondo, la prima testa di serie e campione in carica ha però dovuto cedere un set, il primo del torneo. “Non ho giocato tanti tornei juniores, non ci eravamo mai affrontati – ha detto – All’inizio ha giocato bene, molto meglio di me. C’è stata una grande atmosfera del pubblico, sono felice della mia prestazione. Non dò le cose per scontate, devo ragionare così anche nel prossimo turno. Ero preparato al tennis di Schoolkate, ma ha giocato molto bene. Capita in ogni torneo, tutti i turni sono difficili e devi essere sempre presente. Posso migliorare, ho avuto difficoltà con il vento ma anche l’onore di giocare qui in sessione serale. E’ stato molto bello. Ho faticato all’inizio con il vento, ma almeno qui non sei esposto come sui campi esterni. Sono contento di essere al 3° turno, ora vediamo cosa potremo fare. E’ una sensazione diversa rispetto a 12 mesi fa, questo è un posto fantastico ma la prendo come una sfida per provare a ripetermi. Ma c’è ancora tanta strada da fare, so che il mio livello deve salire e mi auguro di giocare un altro grande torneo”.

Terna: nel 2024 consumi elettrici in aumento del 2,2%

Roma, 16 gen. (askanews) – Nel 2024 i consumi elettrici italiani sono aumentati del 2,2% rispetto al 2023, attestandosi a 312,3 miliardi di kWh (con punta oraria massima di 57,5 GW registrata il 18 luglio dalle 15 alle 16). Lo scorso anno le fonti rinnovabili hanno registrato il dato più alto di sempre di copertura della domanda, pari al 41,2% (rispetto al 37,1% del 2023). Il valore è in aumento grazie al contributo positivo, in particolare, della produzione idroelettrica e fotovoltaica. Lo ha reso noto Terna.

L’incremento tendenziale della domanda elettrica è il risultato di variazioni positive in quasi tutto il corso dell’anno, in particolare nei mesi di luglio e agosto, caratterizzati da temperature superiori alla media decennale.

A livello territoriale la variazione della domanda elettrica è risultata ovunque in aumento: +2,2% al Nord, +2,3% al Centro e +2,1% al Sud e nelle Isole.

Nel 2024 l’indice ImceI elaborato da Terna, che prende in esame i consumi industriali di circa 1.000 imprese “energivore”, è risultato pressoché stazionario (-0,3%). In particolare, positivi i settori del cemento, calce e gesso, cartaria, alimentari e siderurgia; in flessione metalli non ferrosi, chimica, mezzi di trasporto e ceramiche e vetrarie.

Relativamente all’offerta, nel 2024 si è registrata una crescita rilevante della produzione rinnovabile (+13,4%) e una lieve flessione del saldo netto con l’estero (-0,5%), come conseguenza di un forte aumento dell’export (+47,9% rispetto al 2023) e di uno più modesto dell’import (+2,4%). Nel mese di dicembre, per la prima volta, in alcune ore l’export elettrico italiano ha superato quota 4.000 MW, confermando il ruolo chiave delle interconnessioni non solo per importare energia a prezzi convenienti ma anche, e sempre più in futuro, per fornire un fondamentale strumento di flessibilità per condividere risorse di generazione e capacità di accumulo a fronte di una variabilità sempre più marcata della generazione rinnovabile.

Più nel dettaglio, la domanda di energia elettrica italiana nel 2024 è stata soddisfatta per l’83,7% con produzione nazionale e per la quota restante (16,3%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. La produzione nazionale netta (264 miliardi di kWh) è in aumento del 2,7% rispetto al 2023 con la seguente articolazione per fonti: crescita a due cifre della produzione idroelettrica (+30,4%) e fotovoltaica (+19,3%), che nel 2024 ha raggiunto il record storico arrivando a superare i 36 TWh. In flessione la fonte eolica (-5,6%) e geotermica (-0,8%). In calo rispetto al 2023 anche la fonte termica (-6,2%): in tale contesto si distingue la forte riduzione della produzione a carbone (-71%), ormai sostanzialmente azzerata a eccezione della Sardegna, cui corrisponde una riduzione delle emissioni di CO2 stimabile in oltre 8 Mt.

Secondo le rilevazioni di Terna, considerando tutte le fonti rinnovabili, nel 2024 l’incremento di capacità in Italia è stato pari a 7.480 MW, valore superiore di 1.685 MW (+29%) rispetto al 2023. Al 31 dicembre in Italia si registrano 76,6 GW di potenza installata da fonti rinnovabili, di cui, nel dettaglio, 37,1 GW di solare e 13 GW di eolico. Rispetto a quanto previsto dal DM Aree Idonee (21 giugno 2024), il target fissato per il quadriennio 2021-2024 di nuove installazioni è stato superato di 1.609 MW.

Da gennaio a dicembre 2024, la potenza nominale degli accumuli in esercizio è aumentata di 2.113 MW. Nel 2024 si registrano in Italia circa 730.000 installazioni che corrispondono a 12.942 MWh di capacità e 5.565 MW di potenza nominale, di cui 1065 MW utility scale. La crescita della capacità di accumulo è stata guidata per quanto riguarda i piccoli impianti dalle politiche incentivanti di carattere fiscale, per gli impianti utility scale, invece, l’aumento è il risultato dei meccanismi di contrattualizzazione a termine previsti dal capacity market.

Passando all’analisi del mese di dicembre, la domanda elettrica ha registrato una variazione positiva (+2,8%) grazie alla presenza di due giorni lavorativi in più (20 invece di 18) e una temperatura media mensile inferiore di 1,6°C rispetto a dicembre del 2023. Positiva anche la variazione con il dato destagionalizzato e corretto dall’effetto della temperatura e del calendario (+1,3%). Sostanzialmente stabile la variazione in termini congiunturali (+0,1% rispetto a novembre).

A livello territoriale, la variazione a dicembre 2024 è risultata ovunque positiva: +1,9% al Nord, +3,5% al Centro e +4,4% al Sud e Isole. La domanda è stata soddisfatta per l’83% con produzione nazionale e per la quota restante (17%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. Le fonti rinnovabili hanno coperto il 31,7% del fabbisogno mensile (34,3% a dicembre 2023).

La produzione nazionale netta (21,5 miliardi di kWh) è risultata in aumento del 4,5% rispetto a dicembre 2023 con la seguente articolazione per fonti: fotovoltaico (+35,3%), termico (+11,2%) eolico (+8,2%), idrico (-35,4%) e geotermico (-1,5%). Il dato del saldo import-export è in diminuzione del 3,6% per effetto di un aumento dell’export (+12,9%) e una diminuzione dell’import (-2,2%).

L’indice Imcei relativo ai consumi industriali ha fatto registrare nel mese di dicembre 2024 una variazione del -6,5% rispetto a dicembre 2023: in crescita cartaria, alimentari, cemento calce e gesso, ceramiche e vetrarie, meccanica; in flessione chimica, siderurgia, metalli non ferrosi e mezzi di trasporto. Il dato destagionalizzato e corretto dagli effetti di calendario porta ad una variazione stazionaria pari rispetto al mese precedente (-0,1%).

L’indice Imser del mese di ottobre mostra, per la seconda volta nell’anno, una variazione leggermente negativa: -0,4% rispetto a ottobre 2023. I primi dieci mesi dell’anno risultano comunque in aumento con una variazione del +3,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

AO, Sinner vince in rimonta: terzo turno a Melbourne

Roma, 16 gen. (askanews) – Secondo turno con qualche apprensione per Jannik Sinner che perde il rimo parziale contro la wild card australiana Tristan Schoolkate, n. 173 al mondo, e poi mette la partita in carreggiara superando il tennista aussie al quarto set: 4-6, 6-4, 6-1, 6-3 in 2 ore e 46 minuti di gioco. Un incontro che per almeno un’ora è stato più complicato del previsto per Sinner: lento nell’approccio al match, l’azzurro è stato sorpreso dalla tattica aggressiva di Schoolkate che ha interrotto la serie di 29 set consecutivi vinti dal n. 1 al mondo. Poi, però, è arrivato il cambio di marcia dal settimo gioco del secondo set, quando Sinner ha conquistato (e convertito) la prima palla break del match. Da quel momento la partita si è messa in discesa per Jannik che negli ultimi due set ha concesso soltanto quattro giochi all’australiano, uscito a testa alta dal primo match in carriera contro un top 20. Alla ventesima vittoria consecutiva contro tennisti aussie, il n. 1 al mondo affronterà al 3° turno l’americano Marcos Giron, n. 46 al mondo, che ha battuto in cinque set l’argentino Etcheverry dopo più di 4 ore di gioco. Il match è in programma sabato.

Ezio Greggio (Comites Monaco): italiani una risorsa per il Principato

Roma, 16 gen. (askanews) – La presenza della comunità italiana nel Principato di Monaco è una risorsa preziosa, integrata, con “rapporti eccellenti” con le istituzioni monegasche. Le principali attività del Com.It.Es è rivolto al mondo del sociale e della cultura. Lo ha detto ad askanews il presidente Ezio Greggio, al suo secondo mandato.

“In termini di presenza – racconta – la nostra è una comunità molto importante, seppur in un piccolo Paese quale è il Principato di Monaco. Siamo al terzo posto come dimostrano i dati ufficiali del governo principesco, che riportano un totale di 39.000 abitanti, di cui 8.000 monegaschi, quasi 10.000 francesi e oltre 8.000 italiani. La nostra presenza, il nostro savoir-faire, la nostra cultura sono una risorsa per Monaco, sia a livello sociale ed economico e sia a livello turistico. Ci sono imprenditori, sportivi, dirigenti, professionisti che operano in tutti i settori: industria, tecnologia, finanza, ristorazione, intrattenimento, arte e non solo. E siamo soprattutto una comunità costituita da famiglie che qui vivono e lavorano con i figli che vanno a scuola e che parlano correntemente anche francese e inglese”.

“In questo contesto – prosegue Greggio – il nostro Comites s’inserisce a pieno titolo per svolgere le attività che gli competono, come previsto dal suo ordinamento, che fa capo al nostro Ministero degli Esteri. E nel mio ruolo di Presidente è un impegno che ho assunto con entusiasmo e che porto avanti insieme a un gruppo di persone formidabili, che sono i membri del nostro comitato. Personalmente sono al secondo mandato e la fiducia che mi è stata data dagli italiani residenti nel Principato di Monaco mi onora e mi gratifica. I rapporti con le istituzioni monegasche, a cominciare dal Palazzo Principesco, sono eccellenti”.

Parlando poi delle attività che il Comites porta avanti, il presidente spiega: “Ci muoviamo principalmente nella cultura e nel sociale. C’è piena collaborazione con l’Ambasciata d’Italia e con i suoi più alti rappresentanti diplomatici. Da poco abbiamo dato il benvenuto al nuovo Ambasciatore S.E. Manuela Ruosi, che succede a S.E. Giulio Alaimo. Il Comites è sempre attento alla solidarietà – sottolinea ancora – ci siamo fatti promotori di iniziative per raccolte di doni e di fondi per eventi drammatici come le inondazioni in Emilia e Romagna, il terremoto in centro Italia, la guerra in Ucraina. Abbiamo collaborato con iniziative solidali monegasche come la Kermesse di Suor Maria. E anche in un luogo come il Principato di Monaco ci sono persone che possono aver bisogno di una presenza, come i nostri anziani. È un’attività che svolgiamo in modo discreto. Promuoviamo iniziative culturali organizzando visite ad esposizioni e partecipazioni a concerti per una buona causa, che si svolgono nel Principato di Monaco”.

“Ogni anno – afferma il presidente Greggio – il Comites di Monaco organizza il Concerto di Natale che viene programmato nel mese di dicembre. È sempre ad ingresso libero e gratuito e questo grazie alla partecipazione di tanti sponsor italiani di Monaco e non solo. È il nostro evento più importante e ha un solo obbiettivo: riunire la comunità italiana per un grande spettacolo, offrendo a tutti l’occasione per uno scambio di auguri durante le Festività. Si è svolto il 3 dicembre scorso con un repertorio dedicato a Domenico Modugno eseguito dalla grande Orchestra Sinfonica di Sanremo. In passato abbiamo avuto tra gli altri, il Maestro Andrea Morricone figlio del Premio Oscar Ennio Morrricone, poi l’Italian Gospel Choir con 180 elementi. E la grande soddisfazione per il Comites di Monaco è vedere ogni volta il tutto esaurito”.

Come è organizzato il Comites? “Abbiamo organizzato il nostro Comites di Monaco per essere flessibile in ogni attività – risponde -. I membri costituiscono gruppi di lavoro, ognuno in un proprio campo, che si tratti di sociale oppure di cultura. Discusso e approvato un progetto lo si porta avanti e quando serve si uniscono le forze, come avviene per esempio per il concerto di Natale, quando l’importanza dell’organizzazione e la ricerca dei partner per coprire tutti i costi diventano fondamentali. Come Comites del Principato di Monaco abbiamo istituito anche un riconoscimento, che viene assegnato ogni anno ai giovani italiani residenti che si sono distinti per risultati sportivi. Qui lo sport è importante – prosegue Greggio – fa parte dell’educazione e della formazione scolastica, per trasmettere i valori fondamentali che esso rappresenta. È anche una volontà di tutto un Paese, perché S.A.S. il Principe Alberto II, oltre ad essere membro del CIO (Comitato Olimpico Internazionale) ha partecipato da atleta a cinque edizioni delle Olimpiadi invernali, così come S.A.S. la Principessa Charlene, sua moglie, è stata atleta professionista di nuoto. Questi eventi e queste attività fanno già parte dei nostri impegni per il 2025 e come prossimi appuntamenti stiamo progettando una serie di incontri con il mondo del giornalismo, dell’editoria e della salute”.

Alla domanda sui quali temi possono essere di interesse agli italiani nel Principato, Greggio risponde: “Quando si vive all’estero, a prescindere dalla vicinanza del proprio Paese, è interessante sapere come funzionano le altre comunità italiane, quali sono le iniziative per valorizzare la cultura e la lingua. Forse, potrebbe essere interessante ragionare sulla possibilità di incontri. Ci potremmo chiedere se tra italiani all’estero, che si incontrano all’estero, potrebbero nascere idee, progetti e opportunità. A me è capitato di essere invitato quale Presidente del Comites all’Ambasciata italiana di Londra, a quella di Toronto ove ho incontrato il Comites locale. Ed è stata in entrambi i casi una bella, costruttiva e positiva esperienza”.

Di Serena Sartini Crediti foto: ©Riccardo Ghilardi

Cinema, "Cambiare l’acqua ai fiori" diventa un film, ciak a maggio

Roma, 16 gen. (askanews) – Inizieranno a maggio in Francia le riprese di “Cambiare l’acqua ai fiori”, il film tratto dal romanzo bestseller di Valérie Perrin diventato un successo mondiale con oltre due milioni di copie vendute tra Francia e Italia, tradotto in ventotto lingue, vincitore del Prix Maison de la Presse e del Prix des Lecteurs du Livre de Poche e pubblicato in Italia da Edizioni e/o.

A dirigere l’adattamento cinematografico sarà il regista Jean-Pierre Jeunet (Il favoloso mondo di Amélie, Una lunga domenica di passioni), mentre a interpretare il ruolo della protagonista Violette Toussaint ci sarà l’attrice Leila Bekhti, vincitrice nel 2011 del César Award come miglior promessa femminile.

La storia è quella di Violette Toussaint, la guardiana di un cimitero. Passanti e clienti abituali vanno a riscaldarsi nella sua casa, dove risate e lacrime si mescolano tra una tazza di caffè e l’altra. La sua routine quotidiana è scandita dalle loro confidenze. Un giorno, un uomo bussa alla sua porta. Si chiama Julien Seul ed è un commissario di polizia che ha delle domande su una coppia che riposa nel cimitero. La sua indagine ha inizio e i legami tra i vivi e i morti vengono alla luce, e alcune anime che si pensavano oscure si rivelano luminose.

“Cambiare l’acqua ai fiori” è una produzione Palomar, con la francese 24 25 Films, entrambe società del Gruppo Mediawan. Un film coprodotto e distribuito da StudioCanal, con il supporto di Canal+ e Netflix.

Tennis, Sonego supera l’astro nascente Joao Fonseca

Roma, 16 gen. (askanews) – Splendida prestazione di Lorenzo Sonego, che dopo lo scalpo di Andrey Rublev in questo Australian Open, supera l’astro nascente del tennis mondiale, il 18enne brasiliano Joao Fonseca (n.118 Atp) al quinto set ed in rimonta. Lorenzo Sonego, oggi 55 Atp, è sembrato quello di qualche anno fa, quello che batteva Novak Djokovic e che sfiorava la top 20. Nessun dubbio su Fonseca, diventerà un fenomeno e probabilmente è già più presente che futuro, ma Sonego oggi gli ha dato una lezione di tattica, di intelligenza e di pazienza. L’azzurro si è portato a casa la partita col punteggio di 6-7 (8) 6-3 6-1 3-6 6-3 in 3 ore e 37 minuti di gioco, in un match da montagne russe.

Nato, Bauer: nostre partnership migliorano sicurezza internazionale

Bruxelles, 16 gen. (askanews) – “Ieri, il Comitato Militare della NATO con i Capi di Stato maggiore ha discusso le sfide per la sicurezza transregionale e le opportunità di cooperazione con i Capi di Stato maggiore della Difesa dei partner”. Lo ha scritto l’ammiraglio Rob Bauer, presidente del Comitato Militare Nato sui social. “Le nostre partnership apportano benefici a tutti i soggetti coinvolti e migliorano la sicurezza internazionale”, ha aggiunto.

La Nato ha oltre 40 partnership con Paesi non Nato e organizzazioni nei 5 continenti. Queste partnership rientrano in 4 categorie: Partnership for Peace, Mediterranean Dialogue, Instabul Cooperation Initiative e Partner accross the globe.

Ieri il presidente del Comitato militare ha detto nel suo discorso di apertura che il sostegno all’Ucraina è più importante che mai. L’ammiraglio Bauer ha sottolineato che “il nostro sostegno non è carità. È nell’interesse politico e militare dell’Alleanza farlo. Dobbiamo mostrare al mondo che la democrazia può vincere e vincerà. E che vale la pena lottare per la democrazia”. Il Presidente ha sottolineato che per l’Ucraina “la sovranità non è un termine astratto”.

Anche oggi la massima autorità militare della NATO, il Comitato militare, si riunisce in formato Capi di stato maggiore della difesa presso il quartier generale della NATO a Bruxelles. L’occasione si concentra sull’ulteriore rafforzamento della deterrenza e della difesa dell’Alleanza, sul rafforzamento delle partnership della NATO in tutto il mondo e sul supporto all’Ucraina nella sua resistenza contro l’aggressione non provocata della Russia. Sia ieri che oggi, i Capi di stato maggiore della difesa alleati incontrano le autorità militari dei paesi partner della NATO per discutere come affrontare al meglio insieme l’instabilità pervasiva in tutto il mondo.

Ieri il Segretario generale della NATO, Mark Rutte nella sessione di apertura ha affermato: “per prevenire la guerra, dobbiamo prepararci. È tempo di passare a una mentalità da tempo di guerra”, sottolinendo la necessità di un aumento della spesa militare. Rutte oggi incontrerà il Ministro degli affari esteri islandese, Katrín Gunnarsdóttir, presso la sede della NATO, a Bruxelles. Mentre sino al 17 gennaio 2025, la vicesegretaria generale della NATO, Radmila Šekerinska, sarà in Lituania per partecipare allo Snow Meeting 2025, a Trakai. A margine dell’evento, Šekerinska incontrerà il presidente della Lituania, Gitanas Nauseda, il Ministro degli Affari Esteri, Kestutis Budrys, e il Ministro della Difesa, Dovile Šakaliene, nonché altri funzionari di alto livello presenti all’evento. Durante la sua visita in Lituania, la signora Šekerinska visiterà anche il NATO Multinational Battlegroup e la Iron Wolf Brigade a Rukla.

L’addio di Biden: credo sempre nell’America ma la democrazia è minacciata

Roma, 16 gen. (askanews) – Joe Biden ha tenuto ieri sera, per l’Italia nella notte tra mercoledì e giovedì, il suo discorso di addio da presidente ancora in carica per pochi giorni e da uomo dello Stato che ha attraversato mezzo secolo di politica americana, mettendo in guardia da quelle che per lui sono concrete minacce in arrivo con il secondo mandato di Donald Trump alla guida degli Stati Uniti.

“Il mio eterno ringraziamento a voi, popolo americano”, ha detto dallo Studio Ovale poco dopo le ore 20.00 sulla East Coast. “Dopo 50 anni di servizio pubblico, vi do la mia parola che credo ancora nell’idea per cui questa nazione si erge, una nazione in cui la forza delle nostre istituzioni e il carattere del nostro popolo contano e devono durare”.

Biden ha puntato il dito contro la banda di “baroni ladri” che circondano il suo successore pronto all’insediamento lunedì prossimo. “Stasera voglio mettere in guardia il Paese da alcune cose che mi preoccupano molto”, ha detto Biden. Ha citato “una pericolosa concentrazione di potere nelle mani di pochissime persone ultra ricche” e ha lanciato un allarme sulle “pericolose conseguenze se il loro abuso di potere viene lasciato senza controllo”.

“Oggi in America sta prendendo forma un’oligarchia di estrema ricchezza, potere e influenza che minaccia letteralmente la nostra intera democrazia, i nostri diritti e libertà fondamentali e la possibilità per tutti di fare carriera”, ha detto il presidente uscente.

Riecheggiando i toni allarmati con cui il presidente Dwight Eisenhower mentre lasciava la Casa Bianca aveva evocato la minaccia del complesso militare industriale mentre, Biden ha parlato di una nuova era di pericolo rappresentata dai social media, dall’intelligenza artificiale e dai broker tecnologici miliardari e milionari che compongono l’amministrazione entrante di Trump.

“Sono altrettanto preoccupato per la potenziale ascesa di un complesso industriale tecnologico che può rappresentare un pericolo reale anche per il nostro Paese”, ha detto. “Gli americani sono sepolti da una valanga di disinformazione e di informazioni errate, che permettono l’abuso di potere. La stampa libera si sta sgretolando… i social media stanno rinunciando a verificare i fatti. La verità è soffocata dalle bugie raccontate per il potere e per il profitto”.

Tregua per Gaza, il governo israeliano si riunisce oggi per approvare l’accordo

Roma, 16 gen. (askanews) – Il governo israeliano deve riunirsi oggi per approvare l’accordo di cessate il fuoco e per il rilascio degli ostaggi con Hamas, hanno riferito i media israeliani, all’indomani dell’annuncio dei mediatori sull’intesa che dovrebbe portare alla fine della guerra a Gaza.

La tregua entrerà in vigore domenica e comporterà lo scambio di ostaggi israeliani con prigionieri palestinesi, dopodiché saranno finalizzati i termini di un accordo di pace più ampio, ha affermato ieri il primo ministro del mediatore Qatar.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha parlato sia con il presidente degli Stati Uniti Joe Biden che con il presidente eletto Donald Trump, ha affermato il suo ufficio, ringraziandoli per il loro aiuto nel garantire l’accordo ma anche avvertendo che i “dettagli finali” sono ancora in fase di definizione.

Fonti mediche a Gaza hanno riferito che 21 persone sono state uccise in tre distinti attacchi aerei israeliani nella notte. Secondo le fonti, almeno 12 persone sono morte e oltre 20 sono rimaste ferite in un bombardamento di un complesso residenziale vicino a una moschea a Gaza City. Un altro attacco nella regione occidentale della città ha ucciso cinque persone e ne ha ferite 10, mentre altre quattro sono state uccise in un bombardamento di un appartamento nel centro di Gaza City, secondo la stessa fonte.

Gli americani-israeliani Keith Siegel e Sagui Dekel-Chen saranno tra i 33 ostaggi rilasciati nella prima fase dell’accordo sugli ostaggi annunciato ieri, ha detto un alto funzionario dell’amministrazione di Joe Biden.

Siegel fa parte della categoria degli ostaggi anziani, mentre Dekel-Chen è stato colpito il 7 ottobre ed è quindi considerato tra i feriti. Il terzo ostaggio americano ritenuto ancora vivo, Edan Alexander, è un soldato e quindi non verrà rilasciato prima della seconda fase di 42 giorni, ma gli Stati Uniti sono impegnati a garantirne il rilascio, ha detto l’alto funzionario americano in un briefing ai giornalisti.

Gaza, è tregua: niente di più, ma meglio di niente.

Come qui abbiamo scritto l’atteso accordo di tregua a Gaza fra Israele e Hamas è arrivato giusto alla vigilia dell’insediamento di Trump alla Casa Bianca. Non era una previsione difficile, peraltro. E comunque la notizia è positiva e come tale va accolta. Oltre 450 giorni di guerra hanno portato alla morte di quasi 50.000 persone, al ferimento di altre decine di migliaia, allo strazio della vita di tutti i palestinesi residenti a Gaza e alla sua quasi totale distruzione. Israele ha continuato a bombardare la Striscia sino a ieri, per infliggere quanti più danni possibile al nemico: ne sia prova, ad esempio, l’attacco portato il 27 dicembre all’ospedale Kamal Adwan di Beit Lahia nel nord della Striscia, che era ancora operativo e invece ora è stato costretto a chiudere.

L’accordo, per quanto assai complesso e suddiviso in tre fasi e quindi con il rischio di violazioni sempre incombente e dunque di una sua deflagrazione, consente oggi ai presidenti USA di prendersene il merito, certo con il diverso stile dei due: quello in carica ma uscente ha detto che è stata la trattativa più difficile della sua pur lunga esperienza politica e che nella fase finale l’Amministrazione ha lavorato congiuntamente e fattivamente con quella che entrerà in carica la settimana prossima; quello eletto si è invece preso lui tutto il merito, sostenendo che è stata la sua vittoria elettorale e quindi il suo prossimo approdo a Washington a creare le condizioni indispensabili per il raggiungimento dell’accordo.

Lo sceicco al-Thani, il mediatore qatariota, ha potuto manifestare la propria giusta soddisfazione, dopo mesi di snervante lavoro condotto con determinazione ma non senza cadute di fiducia ogni qualvolta le speranze venivano distrutte dall’intransigenza dei contendenti, e soprattutto dalla volontà israeliana di vendicare duramente l’oltraggio subìto il 7 ottobre. 

Ma i due nemici addivengono alla tregua mantenendo un sentimento di astio reciproco, e non potrebbe essere altrimenti. Quindi siamo, per ora, solo di fronte all’interruzione della guerra e certo non ancora alla pace, che chissà se mai arriverà dopo tanto odio seminato.

Comunque, rimanendo alla notizia di queste ore, la domanda che sorge è perché Netanyahu ha ceduto alla pressione di Trump dopo aver resistito per mesi a quelle di Biden. La risposta è semplice, naturalmente: perché il secondo aveva innanzi a sé pochi mesi al potere mentre il primo adesso ne ha ben quarantotto. Ma non è solo questo. Il premier israeliano – che ora deve reggere all’urto dell’estrema destra ultrareligiosa – confida, anzi ne è certo, nella durezza di Trump nei confronti dell’Iran, che è il vero nemico di Israele, quello da isolare e indebolire assolutamente. E naturalmente è ben consapevole che senza il sostegno statunitense non potrebbe imporre nella regione la sua netta superiorità militare.

Trump, però, se da un lato ha certo Teheran nel mirino, dall’altro ritiene che nello scacchiere mediorientale è fondamentale non solo l’alleanza con lo stato ebraico bensì pure quella con l’Arabia Saudita: e quindi forzerà Riad ad entrare negli Accordi di Abramo, e se per convincerla Israele dovrà pagare qualche prezzo, ebbene lo dovrà pagare. A Netanyahu il messaggio è stato recapitato. Forte e chiaro.

Centro, senza uno scossone è la solita noia.

Forse, anzi quasi sicuramente, ha ragione Pier Ferdinando Casini. Parlando del futuro di un ipotetico e virtuale Centro, l’ex Presidente della Camera ha detto che adesso ci vuole “coraggio”. Una categoria che in politica non sempre va di moda ma che forse, adesso, proprio questo coraggio non è più aggirabile. Detta con altre parole, e sempre per citare Casini, chi adesso lo vuole ricostruire “si faccia avanti e prenda un’iniziativa politica precisa”. Come non essere d’accordo con questa osservazione, semplice ma al tempo stesso essenziale nonchè decisiva. E qui si entra a pieno titolo nel dibattito contemporaneo. Ovvero sulla necessità di saper ricostruire, e, sopratutto, rideclinare una concreta ed efficace ‘politica di centro’ nel nostro paese. Meglio, come ovvio, se con uno strumento politico ed organizzativo specifico, cioè un partito. Certo, può essere un esercizio che si può fare anche in alcuni partiti esistenti. Soprattutto in quelli dove la ‘politica di centro’ non viene confinata in un angolo della casa come si fa con i soprammobili,

seppur di valore e prestigiosi.

Ma, su questo versante, occorre essere chiari e non ipocriti. Ossia, questo disegno – cioè la ricostruzione di un Centro credibile e riformista, democratico e di governo – è possibile nella misura in cui si mette anche in discussione l’attuale assetto politico ed organizzativo. Per essere ancora più chiari, se nel campo della coalizione di sinistra e progressista, il tutto si riduce a rafforzare due correnti – mi riferisco ai prossimi convegni di Milano e di Orvieto – è certamente un’operazione legittima e degna di nota ma politicamente debole e quasi incolore. Perché è la classica, e collaudatissima, modalità per contare di più all’interno del partito prima e nelle istituzioni poi attraverso le candidature. E, al contempo, nell’attuale coalizione di governo il Centro – che si identifica con Forza Italia – può dispiegare un ruolo incisivo ed importante se riesce ad essere il luogo politico che riassume e contempla il più possibile le culture politiche centriste e riformiste. Certo, si tratta di mettere in campo una iniziativa di rottura e di profonda discontinuità

rispetto ad un passato anche solo recente. Furochè si pensi, allegramente, di appaltare il futuro del Centro ai piccoli partiti personali di Renzi e di Calenda e di molti altri che affollano quell’area.

Per queste ragioni, semplici ma essenziali e per ritornare a Casini, adesso ci vuole coraggio. Anche perché il forte e qualificato dibattito attorno al possibile ritorno di un Centro nella politica italiana attraverso il contributo decisivo e determinante di parte dell’area cattolica, non può durare all’infinito. Del resto, è perfettamente inutile contestare quotidianamente la radicalizzazione selvaggia della lotta politica che degenera facilmente nella deriva degli “opposti estremismi” e poi prendere amaramente atto che il tutto si riduce a contrattare qualche seggio parlamentare in più da un lato o a giocare un ruolo chiaramente subalterno e gregario dall’altro. Per essere credibili, e coerenti, a volte le esigenze della politica debbono prevalere su quelle della sola logica degli organigrammi.

N.B. Sul tema si è svolto ieri un interessante dibattito in un’aula del Senato nell’occasione della presentazione dell’ultimo libro di Giorgio Merlo (Cattolici al centro, Marcianum Press).

Libri | Marcello Veneziani, dalla società senza padri alla società senza figli

C’è un trait d’union, una continuità tematica e di riflessione che lega “La cappa” con questo corposo saggio che Marcello Veneziani ha intitolato “Senza eredi” (Marsilio 2024). E dobbiamo esser grati oltre all’autore anche alla casa editrice Marsilio che con i suoi tipi ha dato un seguito di coerenza alle due opere. Essere opinionisti in un mondo di polverizzate ed effimere opinioni potrebbe portarci a confondere il tutto con il niente. Non è il caso di Veneziani, il quale – volendo sostanziare il radicamento culturale che sostiene il suo ragionato incedere nell’esplorazione delle identità perdute in una società rarefatta e deprivata di fondamenti culturali rassicuranti – si appoggia ad una raccolta di sessantaquattro (più alcune citazioni fuori paragrafo) “miniature di saggi, succinte biografie e profili non convenzionali” (taluni criticamente sconvenienti). Possono sorprendere gli accostamenti della sequenza, persino gli autori scelti: ci sono assenti illustri ma anche autorevoli presenze e ciascuna risulta eloquente e significativa rispetto alla traccia che le unisce, poiché essi stessi non hanno più eredi. 

C’è una tesi di fondo che Veneziani esplicita affinchè sia dimostrata: viviamo in un mondo che ha perso gli ancoraggi con il passato e le tradizioni culturali specialmente quelle legate alla civiltà letteraria che tramonta per assenza di confronti, paragoni, circolazione di idee, letture incrociate: aggiungerei soprattutto per il venir meno di coloro che sono stati i Maestri del pensiero, gli interpreti più profondi e originali della condizione umana e dei valori universali ad essa sottesi. Se si spezza il filo della cultura – intesa come eredità verticale ricevuta e trasmissione circolare tra autori e lettori, tra maestri e allievi – prevale una dimensione orizzontale di rimuginamento superficiale di quel che resta, ove sia pur considerato. Le interpretazioni cedono il passo alle opinioni, i maestri di oggi sono gli influencer che diventano l’iconografia e la plastica rappresentazione di un nichilismo che non assomiglia neanche un poco a quella filosofia di pensiero che lo aveva generato agli inizi del ‘900: oggi il nichilismo 4.0 si fa negazionismo senza alternative, un passatempo, dunque, inconcludente e surrettizio, un riempitivo evanescente del nulla, i nuovi profeti condannano le guerre ma riempiono i proseliti di patacche, chiacchiere e distintivi, detestano i tiranni ma dispensano dall’alto investiture di fedeltà, giudicano con alterigia e supponenza, accreditano miscredenze e competono nelle standing ovation e nei follower.

Le allegorie multicolori prevalgono sulla realtà, vissuta generalmente con distaccato disincanto come una sorta di alternanza di abitudini prive di retropensiero: siamo saturi di cronaca e ricchi di metafore riciclate ma poveri di storia e di immaginazione, appiattiti in un mercanteggiamento di apparenze e interessi che ci vuole trasparenti ma strenui custodi dei fatti nostri, buonisti e giustizieri, accoglienti ma inospitali, aridi e sentimentali, nostalgici e futuristi, inclusivi ma indifferenti, smemorati ma rancorosi. Perché dunque siamo senza eredi? Perché non abbiamo nulla da trasmettere e nessuno che voglia o possa raccogliere la cultura tramandata: ciò accade forse per la prima volta nella Storia perché stiamo assistendo al transito dalla società senza padri alla società senza figli. Ci sono diversi profili di riscontro a questa affermazione: sul piano demografico, su quello antropologico, su quello generazionale, su quello infine del testimone che dovrebbe passare tra chi lo consegna e chi lo raccoglie ma che non c’è. Il gesto di Ettore che eleva il figlio al cielo affinchè riceva la protezione degli dei non è iconografia di questo tempo, dissacrato da spaventosi parricidi, femminicidi e minoricidi. 

Il presentismo asfissiante dell’hic et nunc assorbe e vanifica la memoria del passato e le immaginazioni del futuro (non è un caso, mi preme annotare, che Papa Francesco da tempo insista sul dovere di coltivare la virtù della speranza).  Mi piace qui ricordare la potente espressione di Sant’Agostino: i Maestri sono come le montagne perché le montagne sono le prime ad indicare l’apparire, il sorgere del sole. Ma se vengono a mancare ecco incombere minacciosa l’ombra dell’oscurantismo e la stessa vita sociale deprivata da valori di solidarietà, condivisione, perseguimento del bene comune finisce per assomigliare ad una sorta di caravanserraglio di “contemporanei” senza antenati né posteri, uniti solo dal vago domicilio nella stessa epoca, non consorti, non amici sinceri, al più coinquilini occasionali. Il solipsismo emozionale genera inaridimento interiore: non è un caso che Veneziani includa Giuseppe De Rita tra i pensatori più autorevoli di questo tempo e lo fa omaggiandolo di un “tenace continuismo” in un mondo di assenze, abbandoni e indifferenze. E’ proprio il Censis uno dei più autorevoli interpreti delle derive socio-culturali di questa epoca che non ha eredità da trasmettere, soffrendo inconsapevolmente di un appiattimento – ancor più – di un avvitamento ad un presente autoreferenziale e inconcludente. Viviamo solitudini siderali nelle metropoli abitate da milioni di eremiti – come scriveva Eugenio Montale – ma anche nelle piccole realtà sociali, perché la comunità è diventata una sorta di rassemblement di monadi isolate tra di loro: iperconnesse con la tecnologia e ipoconnesse nei sentimenti, perdendo il senso e la misura delle emozioni, talvolta preda di paure recondite, come ha notato Vittorino Andreoli che ad esse attribuisce anche le forme di violenza montante ma non più sorprendente. 

E’ un mondo disincantato ma sordo, ovattato ma chiassoso che elude il silenzio e la riflessione, forse perché tra le cose non ereditate il pensiero pensante è l’orfano più illustre. Chi proponesse oggi la querelle culturale sulla ‘parola nuova’ tra Tolstoj e Dostoevskij sarebbe un eremita fuori dal tempo: solo nella parte finale del libro Veneziani approfondisce l’influenza delle tecnologie sull’impoverimento linguistico e cognitivo. Forse Martin Heidegger o Walter Benjamin o più recentemente e oggi stesso- con forza – Umberto Galimberti ne avrebbero fatto la chiave principale di lettura per spiegare l’impoverimento culturale e il solipsismo comunicativo e relazionale del nostro tempo. Ma Veneziani “recupera” il tema e lo fa alla grande: di fronte alla pervasività ripetitiva e meccanicistica degli algoritmi e delle tecnologie…perché non lo preoccupa tanto l’avanzamento dell’intelligenza artificiale quanto piuttosto l’arretramento dell’intelligenza naturale.

 “Non è possibile un pensiero nuovo perché non è possibile un pensiero, non è più verosimile, non suscita alcun riflesso reale”. A un pensatore chiediamo invece di portarci nel cuore della vita, per aiutarci a capire chi siamo e dove siamo diretti, tra libertà e destino.

La chiamata del perdono: un Giubileo per il mondo di oggi.

L’Anno Santo è incominciato la vigilia di Natale. Pio XII , col martello regalatogli dai lavoratori cristiani, ha dischiuso la simbolica porta, e la misericordia, amministrata con materna larghezza dalla Chiesa, ci viene ancor più vicina. «Chi ha sete venga alla Fonte; o chi non ha niente attinga con gioia».

Un anno che porta il nome di santo, più che un augurio è un impegno, sia per chi può andare a Roma, come per chi non può andarci, poiché ogni credente nella Redenzione è il pellegrino della propria salvezza e della salvezza di ognuno.

*  *  *

Sull’Anno Santo non ho nulla da aggiungere al molto che teologi e storici, letterati e giornalisti dicono e scrivono. Ci basta il Messaggio natalizio di Pio XII , così preciso e largo, così indulgente e sicuro, cui vogliamo intonare la nostra povera voce. Ci sentiamo così profondamente peccatori che il nostro grido verso il Perdono ci lacera e ci porta.

Ci sia quindi permesso di annotare con grossa pena l’inadeguata risonanza del Giubileo come dono spirituale. Se ne parla molto; l’organizzazione esterna è perfetta, ma la sordità di certi ambienti è inattaccabile.

Qualcuno pensa che il motivo giubilare sia scaduto negli stessi credenti per le occasioni frequenti e facili di acquisto dell’Indulgenza, nei cui confronti la «peregrinatio romana» è abbastanza onerosa, se non viene distratta dalla curiosità turistica.

D’altra parte non è facile far sentire la mistica del Giubileo a moltitudini che hanno smarrito, col senso del peccato, il loro mondo interiore, e che quando si muovono, si muovono per divertirsi, più che per riflettere e pregare.

Il Papa vuole «che non sia festività chiassosa, non un pretesto di pia distrazione, neppure un vanitoso sforzo di forze cattoliche nel senso inteso dal mondo, che fa considerare il felice successo nei momentanei concorsi delle moltitudini».

Ci auguriamo ch’Egli venga capito e obbedito da tutti i cattolici e dagli stessi che sono preposti all’organizzazione esteriore dell’Anno Santo. È così facile cadere nella tentazione dello spettacolare e mettere insieme, ad esempio, una Mostra delle Opere cattoliche, spendendo centinaia e centinaia di milioni.

Meglio fare che dimostrare di aver fatto. La sinistra che conosce troppo ciò che ha fatto la destra, rischia di rimanere con le mani in tasca, credendo di poter vivere di rendita.

*  *  *

Leggendo attentamente il Messaggio papale, fui colpito da alcune parole, che non ho trovato in rilievo su nessun giornale cattolico.

Il Papa, a un certo punto, parla di «un’auspicata armonia dei valori celesti e terreni, divini e umani, ufficio e dovere della nostra generazione» come impegno dell’Anno Santo.

Nessun commentatore ha detto parole più impegnative sul significato dell’Anno Santo, che da molti è creduto un avvenimento totalmente distaccato dalla dura realtà del vivere quotidiano, il quale rimane chiuso ad ogni influenza della Comunione dei Santi, valida soltanto nei rapporti sovrannaturali.

Se nel mondo spirituale nessuno guadagna per sé, ma fa cassa comune con il guadagno infinito di Cristo a beneficio di tutti; se la Chiesa amministra questo comune patrimonio con speciale riguardo ai peccatori, che sono i poveri del mondo della Grazia; se tale economia viene giustamente chiamata provvida e santa e la solidarietà che la costituisce rappresenta il momento ideale dei rapporti tra uomo e uomo, perché non cerchiamo di trasferire questa regola anche sul temporale per fare «l’armonia dei valori celesti e umani» cioè l’armonia dell’uomo?

Non ci possono essere due regole per una stessa creatura, se, nell’unità inscindibile della persona umana, spirito e corpo hanno un comune destino di salvezza.

Presso gli ebrei l’anno giubilare valeva su ambedue i piani: venivano condonati i peccati e i debiti, riscattato l’uomo dalla schiavitù di Belzebù e di quella del padrone, e le terre ritornavano a chi le aveva dovute vendere per mangiare.

Qualcuno avanza il timore di una confusione del sacro e del profano; ma è un timore infondato, poiché ogni aspetto dell’uomo ha una sua sacralità, senza contare che una spiritualità disincarnata rischia di portarci fuori dell’uomo e di rendere indifferenti, se non proprio inamabili, le più consolanti verità della nostra religione.

Capisco come molti cristiani, che potrebbero trovare scomodanti certe «dilatazioni temporali» del Giubileo, si rifugiano volentieri nell’Ineffabile e siamo disposti a gridare allo scandalo, se qualche incauto vi accenna soltanto. Ma dietro all’augusta scorta del Messaggio papale, ciò che prima ci sembrava un sentire troppo personale, non può essere almeno espresso come voto?

Nessuno intende accreditarlo oltre il possibile. Ci sembra però che, se l’Anno giubilare venisse convalidato dalla parola e dalle opere dei cattolici anche nei rapporti sociali, «i figli lontani, smarriti, delusi e amareggiati, ai quali ingannevoli voci e forse anche incauta visione delle cose, hanno spento nel cuore l’affetto che già nutrivano per la Santa Chiesa, non respingerebbero l’offerta di riconciliazione che Dio stesso loro offre» (Pio XII ).

Superando l’istanza di giustizia del comunismo con una visione veramente più completa quale scaturisce dalla regola di carità dell’Anno Santo, si potrebbe veramente avviare «il grande ritorno».

L’approfondimento e l’estensione a tutto l’uomo della verità della Comunione dei Santi, che sorregge l’intera economia del Perdono, sarebbero certamente più efficaci dei costosi tentativi di catechesi cinematografica.

Ancora una volta il Papa ci precede. Egli è davvero «il primo pellegrino». Pure non rimanga solo anche questa volta.

 

N.B. Il titolo qui proposto è redazionale.

Sanremo, Conti: ecco i coconduttori dell’edizione di quest’anno

Milano, 15 gen. (askanews) – Carlo Conti ha scelto di condividere il palco del Festival di Sanremo e di condurre insieme ad alcuni compagni di viaggio dall’indiscusso talento professionale, ciascuno con il proprio “colore” dalle mille e diverse sfumature. “Insieme”: il concetto sarà questo! Il denominatore comune sarà condurre insieme a delle compagne e a dei compagni di viaggio, una conduzione ogni sera dal sapore diverso.

Questi i nomi annunciati oggi: Bianca Balti, Geppi Cucciari, Katia Follesa, Nino Frassica, Elettra Lamborghini, Miriam Leone, Mahmood, Cristiano Malgioglio, Alessia Marcuzzi, e Alessandro Cattelan (già annunciato da Carlo Conti come coconduttore dell’ultima serata).

Sarà una conduzione corale, quindi, sera per sera. Nella prima serata, dove si esibiranno tutti e trenta i cantanti in gara, Carlo la condurrà da solo (e chissà se riuscirà a convincere due suoi grandi amici).

Nella seconda, con Conti saranno sul palco Bianca Balti, Nino Frassica e Cristiano Malgioglio. Nella terza, Katia Follesa, Elettra Lamborghini e Miriam Leone. Nella quarta serata, dedicata alle cover, Geppi Cucciari e Mahmood.

Nella quinta ed ultima, con Carlo e Alessandro Cattelan, anche Alessia Marcuzzi.

Gaza, Guterres: ora imperativo è rimuovere gli ostacoli agli aiuti umanitari

Roma, 15 gen. (askanews) – Per l’Onu è “imperativo” rimuovere gli “ostacoli” agli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza dopo l’accordo per una tregua. Il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha accolto con favore l’annuncio di una tregua al via domenica a Gaza, un “primo passo cruciale” che deve consentire la rimozione degli ostacoli agli aiuti umanitari nel territorio palestinese.

“È imperativo che questo cessate il fuoco rimuova i significativi ostacoli politici e di sicurezza alla consegna di aiuti umanitari attraverso la Striscia di Gaza, in modo da poter sostenere un aumento importante dell’assistenza umanitaria d’emergenza”, ha dichiarato Guterres, sottolineando che la priorità è quella di ‘alleviare le immense sofferenze causate dal conflitto’.

M.O., accordo Gaza merito di Trump? Biden: "E’ uno scherzo?"

Roma, 15 gen. (askanews) – Il presidente uscente degli Stati uniti Joe Biden, dopo aver confermato dalla Casa bianca il raggiungimento dell’accordo per il cessate-il-fuoco a Gaza, è stato stuzzicato dai giornalisti presenti, i quali gli hanno chiesto se l’intesa non fosse in realtà merito del presidente eletto Donald Trump – come questi ha suggerito in un post – ha risposto allontanandosi dal leggìo presidenziale: “E’ uno scherzo?” “Questo EPICO accordo di cessate il fuoco sarebbe potuto avvenire solo come risultato della nostra storica vittoria di novembre”, ha scritto Donald Trump su Truth, commentando l’accordo per una tregua a Gaza ancora prima che sia formalizzato.

Biden, rispondendo ad alcune domande dei reporter, ha rivendicato il fatto che l’accordo raggiunto oggi è lo stesso che lui aveva impostato a maggio. “Ha la struttura dello stesso accordo che io ho proposto a maggio”, ha detto aggiungendo che ci sono state poi aggiunte. In quanto al coinvolgimento della prossima amministrazione, il presidente uscente ha chiarito: “Questo accordo sarà stato attuato dalla prossima amministrazione. Io ho detto alla mia squadra di lavorare con loro per parlare con una sola voce, perché è questo che fa un Presidente americano”.

Gaza, Palazzo Chigi: bene accordo per cessate fuoco e rilascio ostaggi

Roma, 15 gen. (askanews) – “L’Italia accoglie con grande favore l’annuncio di un accordo per un cessate il fuoco a Gaza e il rilascio degli ostaggi nelle mani di Hamas e si congratula con Egitto, Qatar e Stati Uniti per il risultato raggiunto dopo un lungo impegno negoziale che il Governo italiano, anche in qualità di Presidenza del G7, ha sempre sostenuto con convinzione”. E’ quanto afferma Palazzo Chjigi in una nota.

“L’Italia – prosegue il comunicato – ha seguito da vicino sin dall’inizio la dolorosa vicenda degli ostaggi nelle mani di Hamas e si aspetta ora che tutti gli ostaggi possano finalmente tornare alle loro famiglie. Il cessate il fuoco fornisce un’importante opportunità per aumentare in maniera consistente l’assistenza umanitaria alla popolazione civile di Gaza. L’Italia continuerà a impegnarsi in questo ambito, anche attraverso l’iniziativa ‘Food for Gaza’ incentrata sulla sicurezza alimentare e la salute”.

“L’Italia – sottolinea Palazzo Chigi – è pronta a fare la sua parte, insieme ai partner europei e internazionali, per la stabilizzazione e la ricostruzione di Gaza e per consolidare in modo permanente la cessazione delle ostilità, anche nell’ottica di rilanciare un processo politico verso una pace giusta e duratura in Medio Oriente, basata sulla soluzione dei due Stati, con Israele e uno Stato di Palestina che vivano fianco a fianco in pace e sicurezza, all’interno di confini mutualmente riconosciuti”, conclude la nota.