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Scontro in Consiglio Ue sul prestito all’Ucraina, Orban mantiene il veto

Bruxelles, 19 mar. (askanews) – Scontro, al Consiglio europeo, sul prestito da 90 miliardi all’Ucraina bloccato dall’Ungheria e dalla Slovacchia. Dopo 90 minuti di una discussione “accesa”, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e i leader europei non sono riusciti a convincere Viktor Orban a rimuovere il veto e alla fine il capitolo delle conclusioni sul tema è stato approvato a 25, come era accaduto anche a dicembre.

Del resto, il primo ministro ungherese era stato chiaro arrivando all’Europa Building: “Vogliamo ricevere il petrolio che l’Ucraina sta bloccando. Non supporteremo nessuna decisione in favore dell’Ucraina finché l’Ungheria non riceverà il petrolio che le appartiene”. Concetto ribadito per ben due volte, all’inizio e alla fine, nel corso della discussione. La questione riguarda l’oleodotto di Druzhba, che porta petrolio russo a Ungheria e Slovacchia sulla base di una deroga europea alle sanzioni. L’oleodotto è stato danneggiato da bombardamenti russi e secondo Orban l’Ucraina sta deliberatamente rallentando i lavori di riparazione per creare un danno a Praga, anche in vista delle elezioni politiche del prossimo 12 aprile (con sondaggi che vedono l’attuale primo ministro dietro al suo principale sfidante). La Commissione ha inviato sul posto una missione tecnica per accertare la situazione, ma ancora non sono stati comunicati i risultati.

Costa, secondo quanto riferito, è intervenuto definendo “inaccettabile” il comportamento di Orban, dato che l’accordo sul prestito era stato raggiunto al Consiglio di dicembre anche da Ungheria e Slovacchia che ora devono rispettare quell’impegno, secondo il “principio di buona fede”. Una posizione supportata praticamente da tutti gli altri capi di Stato e di governo – assicurano fonti diplomatiche – ma senza risultato. Del resto, come ha notato l’Alta rappresentante per la politica estera Kaja Kallas, “in tempo di elezioni le persone non sono razionali…”. Il problema è che, al momento, non sembra esserci a disposizione un ‘piano B’ per far partire il prestito e l’Ucraina ha risorse, secondo i calcoli, al massimo fino alla fine di aprile.

Nel corso della discussione sull’Ucraina è intervenuto, in videocollegamento, anche il presidente Volodymyr Zelensky. “Negli ultimi giorni – ha detto – abbiamo ricevuto segnali dalla parte americana che i colloqui potrebbero riprendere presto. Ma con quale atteggiamento si presenterà questa volta la parte russa ai negoziati? Dipende da tutti noi, insieme, fare in modo che i russi non arrivino a questi colloqui pensando che la loro posizione sia diventata molto più forte”. Sicuramente, da parte di Kiev, c’è il timore che il conflitto in Medio Oriente possa ‘oscurare’ e togliere risorse alla guerra. E i segnali che arrivano dall’Ue (il blocco del prestito ma anche del 20esimo pacchetto di sanzioni, sempre a causa dell’Ungheria) destano preoccupazione. Anche per questo, ha detto, è necessario “ottenere una data chiara per l’adesione dell’Ucraina all’Ue” perché “se ci sarà una data chiara significherà che la Russia non potrà bloccare in alcun modo il nostro ingresso”, pur vedendo – è stata la ‘frecciata’ a Orban – che “diverse cose vengono bloccate” e come “sia difficile per un’Europa unita attuare anche decisioni già prese”.

Italia tra i "volenterosi" per Stretto di Hormuz, minacce dall’Iran

Bruxelles, 19 mar. (askanews) – Un impegno condiviso da sei nazioni (Italia compresa) per consentire la riapertura in sicurezza dello Stretto di Hormuz. L’iniziativa è stata annunciata oggi in una nota congiunta, sottoscritta oltre che da Roma dai leader di Regno Unito, Francia, Germania, Giappone e Paesi Bassi. Della questione, il primo ministro britannico Keir Starmer ha parlato anche con il segretario generale della Nato Mark Rutte, insieme al presidente francese Emmanuel Macron. Una missione – è la linea del governo italiano – che però non può prescindere da una necessaria copertura delle Nazioni Unite.

Nella dichiarazione congiunta, i sei Paesi esprimono la “disponibilità a contribuire agli sforzi necessari per garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto” di Hormuz e accolgono “con favore l’impegno delle nazioni che si stanno adoperando nella pianificazione preparatoria”. “Condanniamo con la massima fermezza – si legge nella dichiarazione – i recenti attacchi dell’Iran contro navi mercantili disarmate nel Golfo, gli attacchi contro infrastrutture civili, tra cui impianti petroliferi e del gas, e la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz da parte delle forze iraniane. Esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per l’escalation del conflitto. Chiediamo all’Iran di cessare immediatamente le minacce, la posa di mine, gli attacchi con droni e missili e altri tentativi di bloccare lo Stretto alla navigazione commerciale, e di conformarsi alla Risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Gli effetti delle azioni dell’Iran si faranno sentire in tutto il mondo, soprattutto sulle persone più vulnerabili. In linea con la Risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, sottolineiamo che tale interferenza con la navigazione internazionale e l’interruzione delle catene di approvvigionamento energetico globali costituiscono una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali. A questo proposito, chiediamo una moratoria immediata e completa sugli attacchi alle infrastrutture civili, comprese le installazioni petrolifere e del gas”.

L’iniziativa fa però infuriare Teheran che con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi minaccia: la partecipazione al tentativo di riaprire lo Stretto costituirebbe “complicità nell’aggressione e negli efferati crimini commessi dagli aggressori”.

Della necessità di riaprire Hormuz, a margine del Consiglio europeo, ha parlato anche il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres. Il Consiglio di Sicurezza, ha ricordato, “ha condannato gli attacchi” dell’Iran contro gli Stati vicini “e ne ha ordinato la cessazione, come ha ordinato l’apertura dello Stretto di Hormuz” la cui “prolungata chiusura causa immense sofferenze a moltissime popolazioni in tutto il mondo, che non hanno nulla a che fare con questo conflitto. È tempo che la forza della legge prevalga sulla legge della forza”.

Sull’eventuale piano al momento non ci sono dettagli ma la linea del governo italiano è stata espressa questa mattina, a margine del pre-summit Ppe, dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. Per il titolare della Farnesina, “l’Onu deve essere protagonista di un’azione di pace. Se l’Onu vorrà studiare uno strumento per garantire la fruibilità dello Stretto di Hormuz per tutti, dovrà farlo”. Però, ha precisato, “se vorrà provare a fare un’operazione di peacekeeping marittima, lo dovrà proporre una volta arrivati al cessate il fuoco. Adesso mi pare molto complicato andare in quell’area per essere parte di una guerra”.

Dopo l’annuncio le opposizioni chiedono spiegazioni: “Cosa significa? Parliamo di sforzi diplomatici o militari? Sembra più – secondo il Movimento 5 stelle – la seconda a giudicare dal riferimento positivo verso le nazioni che stanno pianificando i preparativi di un’azione. Meloni, Tajani e Crosetto spieghino subito se ci stanno trascinando in guerra”. Sulla stessa linea Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni (Avs): “Così Giorgia Meloni sta portando l’Italia in guerra! Si tratterebbe di una scelta gravissima e irresponsabile, mentre aspettiamo ancora una condanna chiara dell’attacco illegale di Stati Uniti e Israele e non frasi imbarazzanti per quanto ambigue pronunciate oggi nel Pulp Podcast”.

Secondo Riccardo Magi, segretario di +Europa, “è sicuramente positivo che ci sia un gruppo di Paesi, tra cui l’Italia, che cerca una soluzione alternativa alla crisi del Golfo rispetto alla posizione di Trump. Ma le incognite sono tante e i rischi innumerevoli. Per questo motivo non solo è opportuno che il governo informi le Camere, ma è necessario che la partecipazione dell’Italia al piano per garantire la navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz passi per un voto in parlamento”.

Delmastro, Conte: si dimetta, come fa Meloni a tenerlo al suo posto?

Milano, 19 mar. (askanews) – Andrea Delmastro “si deve assolutamente dimettere: stiamo presentando in queste ore la richiesta di revoca della sua nomina a Sottosegretario”. Lo ha detto il presidente del M5s Giuseppe Conte, arrivando all’Università di Statale per una iniziativa con gli studenti a favore del No al referendum sulla giustizia.

“Delmastro è già stato condannato, lo ricordiamo, in primo grado per violazione dei segreti di ufficio. È impensabile che un sottosegretario, un membro di governo, costituisca a fine 2024 una società e faccia affari con la figlia appena diciottenne, nominandola amministratrice, di un prestanome di un clan mafioso, tra l’altro temutissimo e potentissimo come quello dei senese. Dimissioni immediate e faccio un invito a Giorgia Meloni, e se lei non dovesse rispondere a tutti i giornalisti che in queste ore la intervistano. Questa è la domanda che devono fare: come fa un Presidente del Consiglio a tenere ancora al suo posto un Sottosegretario alla Giustizia che si è ritrovato a fare gli affari quando bastava semplicemente andare sul web per sapere chi era, chi aveva di fronte, con chi stava facendo affari, con chi stava costituendo quella società? È una cosa vergognosa”, ha concluso Conte.

Iran, Conte: assolutamente no a missione Hormuz, tocca a Trump rimediare

Milano, 19 mar. (askanews) – “Diciamo assolutamente no” alla partecipazione dell’Italia ad una missione per garantire la navigabilità dello Stretto di Hormuz: “Trump ha creato questa instabilità, ha fatto questi attacchi illegali, Trump risolva il problema: non chieda a noi di mandare i nostri uomini, le nostre navi, i nostri mezzi”. Lo ha detto il presidente del M5s Giuseppe Conte, arrivando alla Università Statale di Milano per un evento a favore del No al referendum.

“Ormai siamo arrivati al livello che le informazioni noi ce l’abbiamo o da Washington o in questo caso da Londra. Da Londra ci vien detto che l’Italia parteciperebbe a questa missione: diciamo assolutamente no”, ha spiegato Conte, per il quale “l’Italia deve battersi per uno sforzo diplomatico, per ristabilire assolutamente l’ordine, anche internazionale. Lo deve fare recuperando forza e dignità per la politica, per la diplomazia. Ma ci mancherebbe che in questo momento noi andassimo a porre rimedio alle iniziative di instabilità, agli attacchi illegali di Trump”, ha concluso sul punto l’ex premier.

Italia tra i "volenterosi" per lo Stretto di Hormuz, minacce dall’Iran

Bruxelles, 19 mar. (askanews) – Un impegno condiviso da sei nazioni (Italia compresa) per consentire la riapertura in sicurezza dello Stretto di Hormuz. L’iniziativa è stata annunciata oggi in una nota congiunta, sottoscritta oltre che da Roma dai leader di Regno Unito, Francia, Germania, Giappone e Paesi Bassi. Della questione, il primo ministro britannico Keir Starmer ha parlato anche con il segretario generale della Nato Mark Rutte, insieme al presidente francese Emmanuel Macron. Una missione – è la linea del governo italiano – che però non può prescindere da una necessaria copertura delle Nazioni Unite.

Nella dichiarazione congiunta, i sei Paesi esprimono la “disponibilità a contribuire agli sforzi necessari per garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto” di Hormuz e accolgono “con favore l’impegno delle nazioni che si stanno adoperando nella pianificazione preparatoria”. “Condanniamo con la massima fermezza – si legge nella dichiarazione – i recenti attacchi dell’Iran contro navi mercantili disarmate nel Golfo, gli attacchi contro infrastrutture civili, tra cui impianti petroliferi e del gas, e la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz da parte delle forze iraniane. Esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per l’escalation del conflitto. Chiediamo all’Iran di cessare immediatamente le minacce, la posa di mine, gli attacchi con droni e missili e altri tentativi di bloccare lo Stretto alla navigazione commerciale, e di conformarsi alla Risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Gli effetti delle azioni dell’Iran si faranno sentire in tutto il mondo, soprattutto sulle persone più vulnerabili. In linea con la Risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, sottolineiamo che tale interferenza con la navigazione internazionale e l’interruzione delle catene di approvvigionamento energetico globali costituiscono una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali. A questo proposito, chiediamo una moratoria immediata e completa sugli attacchi alle infrastrutture civili, comprese le installazioni petrolifere e del gas”.

L’iniziativa fa però infuriare Teheran che con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi minaccia: la partecipazione al tentativo di riaprire lo Stretto costituirebbe “complicità nell’aggressione e negli efferati crimini commessi dagli aggressori”.

Della necessità di riaprire Hormuz, a margine del Consiglio europeo, ha parlato anche il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres. Il Consiglio di Sicurezza, ha ricordato, “ha condannato gli attacchi” dell’Iran contro gli Stati vicini “e ne ha ordinato la cessazione, come ha ordinato l’apertura dello Stretto di Hormuz” la cui “prolungata chiusura causa immense sofferenze a moltissime popolazioni in tutto il mondo, che non hanno nulla a che fare con questo conflitto. È tempo che la forza della legge prevalga sulla legge della forza”.

Sull’eventuale piano al momento non ci sono dettagli ma la linea del governo italiano è stata espressa questa mattina, a margine del pre-summit Ppe, dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. Per il titolare della Farnesina, “l’Onu deve essere protagonista di un’azione di pace. Se l’Onu vorrà studiare uno strumento per garantire la fruibilità dello Stretto di Hormuz per tutti, dovrà farlo”. Però, ha precisato, “se vorrà provare a fare un’operazione di peacekeeping marittima, lo dovrà proporre una volta arrivati al cessate il fuoco. Adesso mi pare molto complicato andare in quell’area per essere parte di una guerra”.

Dopo l’annuncio le opposizioni chiedono spiegazioni: “Cosa significa? Parliamo di sforzi diplomatici o militari? Sembra più – secondo il Movimento 5 stelle – la seconda a giudicare dal riferimento positivo verso le nazioni che stanno pianificando i preparativi di un’azione. Meloni, Tajani e Crosetto spieghino subito se ci stanno trascinando in guerra”. Sulla stessa linea Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni (Avs): “Così Giorgia Meloni sta portando l’Italia in guerra! Si tratterebbe di una scelta gravissima e irresponsabile, mentre aspettiamo ancora una condanna chiara dell’attacco illegale di Stati Uniti e Israele e non frasi imbarazzanti per quanto ambigue pronunciate oggi nel Pulp Podcast”.

Secondo Riccardo Magi, segretario di +Europa, “è sicuramente positivo che ci sia un gruppo di Paesi, tra cui l’Italia, che cerca una soluzione alternativa alla crisi del Golfo rispetto alla posizione di Trump. Ma le incognite sono tante e i rischi innumerevoli. Per questo motivo non solo è opportuno che il governo informi le Camere, ma è necessario che la partecipazione dell’Italia al piano per garantire la navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz passi per un voto in parlamento”.

MotoGP, Brasile: pista pronta, piloti carichi per il weekend

Roma, 19 mar. (askanews) – È vigilia di Gran Premio del Brasile 2026 con il meteo sereno a Goiania dopo le piogge torrenziali di inizio settimana che avevano provocato allagamenti. I team continuano a lavorare sulla pista per ripulirla dal terriccio residuo, mentre i piloti si preparano a scendere in pista venerdì con le Libere dalle 15.05 e le Pre-qualifiche dalle 19.20.

In conferenza stampa, Marco Bezzecchi ha elogiato il lavoro di Aprilia: “Non ho idea se la moto possa esprimersi qui come a Buriram, è una pista nuova. Ne sarei felice ma al momento è difficile rispondere. La moto sta migliorando, a Noale lavorano sodo. Cercheremo di divertirci e imparare la pista il più velocemente possibile”.

Pedro Acosta ha commentato il suo attuale ruolo di leader del Mondiale: “Fa piacere, ma non sono ancora da titolo. Domani capiremo il nostro livello e potremo fissare un obiettivo chiaro. Non dobbiamo cadere spesso come fatto l’anno scorso all’inizio”.

L’idolo locale Diogo Moreira ha definito la partecipazione un sogno: “Correre qui è un sogno. La pista per ora è un po’ sporca, ma domani inizieremo a ripulirla. Casco speciale? È un onore dedicarlo ad Ayrton Senna. Cercherò di godermi il weekend e restare calmo, pur con un po’ di pressione”.

I piloti hanno sottolineato come il tracciato presenti molti punti interrogativi, soprattutto sul comportamento delle gomme, e come sarà fondamentale imparare rapidamente le curve per affrontare un weekend che promette spettacolo.

Calcio, sospiro Italia: ok Tonali verso playoff

Roma, 19 mar. (askanews) – Sospiro di sollievo per Sandro Tonali e per l’Italia: gli esami hanno evidenziato soltanto un edema per il centrocampista uscito durante Barcellona-Newcastle, partita terminata 7-2. Il giocatore va quindi verso la convocazione per la semifinale dei playoff Mondiali contro l’Irlanda del Nord, in programma il 26 marzo alle 20:45.

La risonanza magnetica ha escluso lesioni più gravi, confermando un quadro clinico meno preoccupante del previsto. Restano da valutare i tempi di recupero e la gestione da parte del club inglese, che potrebbe decidere se impiegarlo già nel derby contro il Sunderland o preservarlo in vista degli impegni con la Nazionale.

La notizia conferma l’ottimismo espresso dal presidente della Figc Gabriele Gravina: “Non sono preoccupato, sono molto tranquillo. Sono a stretto contatto con Gattuso, che sta facendo un lavoro da frate trappista. Sentito ieri sera, era più sereno. Sembra un allarme di livello moderato. Stamattina le analisi hanno dato abbastanza rassicurazioni”.

In caso di vittoria contro l’Irlanda del Nord, gli azzurri affronterebbero in finale una tra Galles e Bosnia-Erzegovina il 31 marzo.

Da Mattarella appello all’Ue: dica no ai conflitti e alla fine del multilateralismo

Salamanca, 19 mar. (askanews) – Tocca all’Europa dire di no a un mondo fatto di conflitti e perenne instabilità, che non riconosce più le Nazioni Unite e quindi sostituisce la legge del più forte al multilateralismo. L’Europa che seppe con lungimiranza dare vita all’Unione europea al termine del secondo conflitto mondiale e che contribuì, insieme agli Stati Uniti, alla fondazione dell’Onu non può limitarsi a subire questo presunto sovranismo assoluto che è insofferente alle regole. E’ un vero è proprio grido di allarme o se si preferisce un appello quello che Sergio Mattarella lancia con la sua lectio magistralis a Salamanca dove gli è stato conferito un dottorato honoris causa dalla cattedra di filologia di una delle più antiche università d’Europa.

Il capo dello Stato è stato accolto con tutti gli onori dal re di Spagna Felipe VI in questa visita alla cittadina universitaria. La stima e la considerazione tra i due capi di Stato è testimoniata anche dallo stesso riconoscimento che un anno fa l’università di Napoli ha tributato al sovrano spagnolo. Un legame che Mattarella vuole valorizzare in tempi difficili per il nostro continente: “Le relazioni tra Spagna e Italia rappresentano uno degli assi portanti” dell’Europa e hanno dato “un contributo rilevante alla formazione della cultura europea come la conosciamo oggi. Una relazione profonda, che ha inciso, al di là del rapporto tra gli Stati, sulle società dei nostri popoli, nelle quali dimensioni politiche, culturali, religiose e intellettuali si sono costantemente intrecciate e vicendevolmente influenzate”.

Da qui forse si può ripartire per dare una scossa all’Europa: “L’Europa trova il suo fondamento nella dignità umana, nella solidarietà, nei valori civili. Si tratta di pilastri solidi, con radici profonde, cementati da secoli di pensiero illuminato e da un’etica condivisa – ricorda Mattarella -. In queste fondamenta abbiamo fiducia: non cederanno agli attacchi di quanti vorrebbero smantellare la costruzione europea”, assicura il capo dello Stato invitando i leader odierni a ritrovare “l’ambizione” di quelli che nel 1951 diedero vita alla costruzione europea e che diede corpo agli ideali contenuti nella Carta delle Nazioni Unite: “fondata su tre pilastri: il divieto dell’uso della forza; il principio di sovrana eguaglianza degli Stati; la promozione universale dei diritti umani”.

Sono i principi che negli ultimi anni vengono sempre più spesso messi in discussione, ma quando si delegittimano e si abbandonano le organizzazioni multinazionali ciò che resta, avverte Mattarella è “una arbitraria ‘terra di nessuno’, ambito per ingiustificate scorrerie – in una sorta di rincorsa a rinnovate conquiste, espansioni commerciali, creazione di presunte fasce e aree di sicurezza, con un processo che va a gravare pesantemente sui Paesi e sui popoli più poveri e meno fortunati”.

Nella sua lectio Mattarella non fa nomi nè riferimenti specifici ma è difficile non immaginare a chi si riferisca quando parla “di violazioni sistematiche dei diritti umani”, basta pensare a Gaza e altri teatri di conflitti in questo momento, “favorite dal tentativo di rendere marginali le Nazioni Unite”. O quando parla di “una insofferenza crescente rispetto alle regole pattuite e agli impegni che ne derivano, liberamente sottoscritti dagli Stati. Questo avviene in nome di un presunto sovranismo assoluto”. Definizione che potrebbe, anche se il Presidente non lo fa, ben associarsi all’aggressione russa in Ucraina ma anche all’attacco di Israele e Usa in Iran.

Ciò su cui si concentra invece l’analisi di Mattarella è l’Europa, domandandosi cosa possa fare “a fronte della recessione del modello cooperativo multilaterale nella gestione dei rapporti tra gli Stati: accettare che esso venga soppiantato da una visione contrattualistica fondata sulla competizione?”. Insomma “tocca all’Europa saper dire di no. Dire di no all’ampliamento dei conflitti, a una perenne instabilità, con la moltiplicazione dei fronti di crisi”. Basti vedere quanto accade in Medioriente e nel Golfo, dove siamo “al centro di un arco di crisi di cui non si intravede lo sbocco”.

Si tratta di difendere quei valori che proprio l’Europa ha posto alla base della sua integrazione e che “abbiamo condiviso con l’altra sponda dell’Atlantico”, e qui Mattarella cita Franklin D. Roosevelt, il presidente americano eletto per 4 mandati consecutivi che ha guidato il paese durante la grande depressione e la seconda guerra mondiale e che nel 1941 fece il suo celebre discorso “delle quattro libertà” tra le quali la “libertà dalla paura che significa una ‘riduzione mondiale degli armamenti a un punto tale e in modo così completo che nessuna nazione sarà in grado di commettere un’aggressione fisica contro un vicino ovunque nel mondo'”.

Certamente da allora il mondo è cambiato e nuovi equilibri di potere si stanno realizzando ma, è l’auspicio del Capo dello Stato: “prendere atto dei cambiamenti in corso e non limitarsi a subirli significa avere il coraggio di proporre una visione alternativa alla mera legge di chi appare più forte”. Questa a suo avviso “è la strada che l’Europa può e deve percorrere. Una visione e dei principi al cui servizio dobbiamo porre strumenti e modalità di azione nuovi e flessibili”, suggerisce tornando a celebrare la proficua alleanza tra Italia e Spagna. Questa “è la missione che ci compete e che riguarda le nostre società, i nostri ordinamenti – incalza ancora Mattarella -. Distrarci oggi dalla sua applicazione significherebbe tradire la nostra cultura, i nostri popoli, abdicare al ruolo dell’Europa unita” ma “se perdessimo di vista i nostri obiettivi saremmo sconfitti”.

A conclusione della lectio Mattarella si rivolge ai giovani invitandoli a darsi da fare in prima persona per difendere la libertà che danno come acquisita ma che “l’emergere di conclamate questioni di sicurezza e soprassalti di chiusure identitarie, pongono a rischio. Preservare e trasmettere gli spazi di libertà è compito di ogni generazione”. Oggi dunque tocca a voi.

Biennale Art Expo: 287 artisti da 60 Paesi raccontano universo femminile

Milano, 19 mar. (askanews) – Torna la Biennale Milano Art Expo, giunta alla sua sesta edizione, che dal 20 al 24 marzo trasformerà Palazzo Stampa di Soncino in un hub internazionale dell’arte contemporanea. Con 287 artisti provenienti da oltre 60 Paesi e 349 opere tra pittura, scultura, fotografia, poesia e videoarte, l’edizione 2026 celebra l’universo femminile, offrendo uno sguardo originale e multidisciplinare sulla creatività e la sensibilità della donna nella società contemporanea.

Ideata e curata da Salvo Nugnes, la manifestazione si conferma uno degli appuntamenti internazionali dedicati all’arte contemporanea, capace di riunire artisti provenienti da tutto il mondo in un dialogo creativo che attraversa linguaggi, culture e sensibilità diverse.

“Abbiamo voluto dedicare questa edizione alle donne – spiega il curatore Salvo Nugnes – perché l’arte ha il potere di raccontare la sensibilità, la forza e la complessità dell’universo femminile. Attraverso le opere degli artisti provenienti da tutto il mondo desideriamo offrire una riflessione culturale che valorizzi la figura della donna e il suo ruolo nella società e nella creatività contemporanea”.

Alla Biennale Milano Art Expo partecipano 287 artisti provenienti da oltre 60 Paesi, con un’esposizione complessiva di 349 opere che spaziano tra pittura, scultura, fotografia, poesia, editoria, videoarte e installazioni, offrendo al pubblico un ampio panorama della produzione artistica contemporanea internazionale. Accanto all’esposizione, la manifestazione propone anche un ricco calendario di incontri e momenti culturali con ospiti del mondo dell’arte, del giornalismo e dello spettacolo.

Tra gli appuntamenti in programma, venerdì 20 marzo alle ore 14.30 si terrà l’incontro con lo storico Giordano Bruno Guerri, presidente del Vittoriale degli Italiani, che presenterà il libro “Audacia, ribellione, velocità. Vite strabilianti dei futuristi italiani”, in dialogo con Salvo Nugnes e con il giornalista e inviato televisivo Gianni Marussi. Sarà inoltre consegnato il Premio Margherita Hack alla giornalista e conduttrice televisiva Francesca Fialdini. L’incontro sarà accompagnato dall’intrattenimento musicale del soprano internazionale Tatiana Previati.

Sabato 21 marzo alle ore 10.00 sarà invece dedicato alla premiazione degli artisti presenti alla Biennale e a momenti di incontro con il pubblico, con la partecipazione del comico televisivo Simone Merini. Nel pomeriggio, dalle ore 14.30, si terrà un incontro con Paolo Liguori, direttore di Tgcom24, e con il presentatore e attore Marco Columbro, insieme a numerosi ospiti del mondo della cultura e dello spettacolo tra cui l’attrice Marzia Risaliti, la scrittrice e giornalista Maddalena Baldini, Ugo Puglisi del Trieste Corto Film Festival e il giornalista, editore e musicista Francesco Panasci. Nel corso dell’evento verrà conferito il Premio Margherita Hack al cantautore e poeta Roberto Vecchioni, il cui riconoscimento sarà ritirato dalla moglie. Previsti inoltre momenti di omaggio a Ornella Vanoni, con la partecipazione della nipote, e alla psicologa e psicoterapeuta Maria Rita Parsi insieme all’amica Caterina Grifoni. La giornata sarà accompagnata dall’intrattenimento musicale di Alexandra Yamuna.

Domenica 22 marzo alle ore 14.30 la Biennale ospiterà l’incontro con il celebre soprano e attrice Katia Ricciarelli, che festeggerà i suoi 80 anni dialogando con Salvo Nugnes. L’appuntamento sarà accompagnato dall’esibizione musicale del quartetto Notambulus. La Biennale Milano Art Expo si conferma così come uno spazio di incontro tra arte, cultura e società, dove artisti e protagonisti del mondo culturale si confrontano con il pubblico in un contesto di dialogo internazionale e di condivisione creativa.

“Vasari e Roma”, tra vocazione e arte matura dell’artista aretino

Roma, 19 mar. (askanews) – Un omaggio a uno dei grandi protagonisti del Rinascimento, considerato il primo storico dell’arte moderna, attraverso il suo legame con la Città Eterna. La mostra “Vasari e Roma”, dal 20 marzo al 19 luglio ai Musei Capitolini, Palazzo Caffarelli, racconta il legame profondo dell’artista aretino con la Capitale, luogo fondamentale per la sua formazione, tra ispirazione, conoscenze e inserimento negli ambienti più prestigiosi.

Oltre 70 le opere, tra stampe, disegni, incisioni, lettere, sculture e dipinti, di cui 16 autografi. La mostra è divisa in quattro sezioni che ripercorrono, cronologicamente, i soggiorni di Vasari a Roma. La curatrice Alessandra Baroni: “Vasari è stato un artista umanista, quindi pittore, architetto, e qui lui ha scoperto questa sua vocazione. Roma per lui è stata a varie tappe: arriva nel 1932-38, poi ci ritorna nella prima metà degli anni ’40 e poi nel ’70, quando è ormai l’artista di corte di Cosimo I. Quindi tre tappe completamente diverse e un atteggiamento completamente diverso, ma un amore sconfinato per la città eterna”.

“Il legame con Roma è un legame profondo, che parte dalla formazione, dalla conoscenza delle antichità, dall’amore sconfinato per gli artisti rinascimentali, che lui ha copiato, ha disegnato, ha veramente studiato nel profondo. E poi è la tappa di alcuni incarichi importantissimi, pontifici, perché appunto lui ha lavorato per il Cardinal Farnese, per il Papa Farnese, per Giulio III dal Monte, per Bindo Altoviti, quindi importantissimi committenti” ha proseguito la curatrice.

Un artista poliedrico, autore, tra l’altro de “Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori”, considerato il primo trattato moderno di storia dell’arte. Tra le opere in mostra, la Resurrezione, realizzata con Raffaellino del Colle (dal Museo e Real Bosco di Capodimonte), la Resurrezione di Cristo (Pinacoteca Nazionale di Siena) e il Ritratto di gentiluomo (Musei di Strada Nuova – Palazzo Bianco di Genova), la Natività celebre come “Notte di Camaldoli” e l’Annunciazione, proveniente dall’Ungheria (Museo di Szeged), un tempo nella Cappella di S. Michele in Vaticano. “E poi ci sono tanti documenti che attestano del legame profondo anche con Michelangelo che è stato non solo un maestro da un punto di vista di un modello rinascimentale studiato in tutte le sue opere, ma è stato anche un vero e proprio legame di amicizia e di stima” ha concluso la curatrice.

La mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali, organizzata con Associazione MetaMorfosi, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

Milano contro razzismo, Villanueva: parola strumento di coesione

Roma, 19 mar. – In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale, venerdì 20 marzo 2026, dalle ore 15.00 alle 18.00, si terrà a Milano la conferenza dal titolo “La Parola strumento di Pace, di Verità e di Giustizia”.

L’incontro si svolgerà presso la Sala Ghilardotti di Palazzo Pirelli, sede del Consiglio Regionale della Lombardia, in via Fabio Filzi 22. L’evento è promosso dal Consigliere regionale Paolo Romano, promotore dell’iniziativa istituzionale, e si avvale del contributo di Héctor Villanueva, CEO e Founder di Expo dei Popoli, delle Culture e della Solidarietà, nonché ideatore e promotore del progetto “Milano Siamo Noi”. Villanueva è da anni impegnato nella promozione del dialogo interculturale e nella valorizzazione delle comunità migranti quali attori attivi dello sviluppo territoriale. Attraverso Expo dei Popoli, delle Culture e della Solidarietà, ha promosso numerose iniziative orientate alla cooperazione tra i popoli, alla diffusione della cultura della solidarietà e alla costruzione di reti tra istituzioni, associazioni e società civile. Il progetto “Milano Siamo Noi” si inserisce in questa visione come piattaforma civica finalizzata a rafforzare il senso di appartenenza condivisa, riconoscendo la pluralità culturale quale elemento costitutivo dell’identità contemporanea della città. La conferenza vedrà inoltre la partecipazione del giornalista e scrittore Biagio Maimone, autore del volume “La Comunicazione Creativa per lo sviluppo socio-umanitario” riconosciuto per la sua attività di studio e divulgazione sui temi del dialogo interreligioso e interculturale. Nel suo percorso culturale, Maimone ha posto al centro la funzione etica della comunicazione quale strumento di mediazione tra identità differenti, orientato alla costruzione di una società fondata su un rinnovato umanesimo, capace di coniugare dignità della persona, responsabilità del linguaggio e giustizia sociale. Il tema della conferenza richiama il valore della parola quale dispositivo etico e sociale. In una società caratterizzata da pluralismo culturale e religioso, la qualità del linguaggio pubblico incide direttamente sulla coesione collettiva. La comunicazione, in questa prospettiva, può generare conflitto oppure favorire comprensione, riconoscimento reciproco e integrazione. La conferenza si aprirà con i saluti istituzionali del Dott. Paolo Romano, Consigliere Regionale della Lombardia e promotore dell’iniziativa, il cui impegno istituzionale ha reso possibile la realizzazione dell’evento presso il Consiglio Regionale, e con i saluti del Dott. Mattia Peradotto, Direttore e Coordinatore dell’UNAR – Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per le Pari Opportunità, Ufficio per la promozione della Parità di Trattamento e la Rimozione delle Discriminazioni fondate sulla razza o sull’origine etnica, figura di riferimento a livello nazionale nelle politiche di contrasto al razzismo e alle discriminazioni. Seguiranno gli interventi dell’Amb. Juan Carlos Castrillòn, Console Generale dell’Ecuador a Milano e Presidente del Gruppo Consolare dell’America Latina e dei Caraibi nel Nord Italia; della Dott.ssa Diana Alessandra De Marchi, Consigliera delegata alle Politiche del Lavoro, Politiche Sociali e Pari Opportunità della Città Metropolitana di Milano; del Dott. Federico Bottelli, Presidente della Commissione Casa e Piano Quartieri del Comune di Milano; della Dott.ssa Giulia Pelucchi, Presidente del Municipio 8 del Comune di Milano; del Dott. Marcello Guadalupi, Milano PerCorsi Srl – Impresa Sociale; di Nabil Bougarech, Movimento Internazionale Sociale ALLATRA / ALLATRA TV Italia; di Maria Cristina Toma, Toma Style; di Indira Acosta, Donne per le Donne; di Susan Simayai, Festival Lo Spirito del Pianeta; di Fabio Nalin, Associazione Nuova Generazione Italo-Cinese; di Carlos Gamarra, Studio Gamarra e Associati – Consulenza aziendale e migratoria in Consulenza del Lavoro Milano; di Ammr Mohamed AbdelSayed, dottorando presso l’Università di Bologna, ricercatore sui processi di integrazione delle persone con background migratorio, con particolare attenzione alle relazioni con la Pubblica Amministrazione e ai percorsi partecipativi; e di Graziela Saez, Milano Golden Fashion. Seguiranno ulteriori interventi su prenotazione. L’iniziativa si propone come spazio di confronto tra istituzioni e società civile, con particolare attenzione al ruolo dei “nuovi italiani” e delle donne nei processi di partecipazione civica. Le comunità migranti vengono riconosciute come componenti strutturali del tessuto urbano, capaci di contribuire allo sviluppo culturale, economico e relazionale del territorio lombardo, in una prospettiva di rinnovato umanesimo inclusivo. Il richiamo alla parola quale strumento di pace si colloca idealmente nella tradizione di quanti, nel corso della storia, hanno contrastato il razzismo e le discriminazioni attraverso l’impegno civile e morale, da Martin Luther King Jr. a Nelson Mandela, fino alle più recenti prese di posizione di Papa Francesco, che ha più volte denunciato la “cultura dello scarto” e ogni forma di esclusione, e di Papa Leone XIV, nel cui magistero si richiama con forza il principio della dignità della persona e della giustizia tra i popoli. La Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale, istituita dalle Nazioni Unite nel 1966, si celebra ogni anno il 21 marzo, in memoria del Massacro di Sharpeville. La ricorrenza richiama l’impegno della comunità internazionale nel contrasto al razzismo e nella promozione dell’uguaglianza e della dignità umana. In tale cornice, la conferenza milanese si configura come un significativo momento di riflessione pubblica sul ruolo della comunicazione e della cooperazione interculturale nella costruzione di una società più inclusiva, consapevole e orientata alla pace.

Mattarella: doloroso fine Ramadan ancora una volta tra i conflitti

Roma, 19 mar. (askanews) – “È doloroso osservare che” la fine del Ramadan “un’occasione così lieta, inneggiante alla vita e alla riconciliazione, debba ancora una volta trascorrere mentre tanti popoli subiscono le tragiche conseguenze di vecchi e nuovi conflitti, in special modo nel Medio Oriente”. Lo dichiara il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“La festa di Eid al Fitr – afferma il capo dello Stato – mi offre l’opportunità di rivolgere pensieri di giubilo e speranza ai nostri concittadini, a tutte le donne e gli uomini di fede islamica che celebrano in Italia la fine del mese di Ramadan. La Repubblica che tra i tratti distintivi della sua Costituzione garantisce il pluralismo religioso e la libertà di credo, principi alla base della civica convivenza, rifugge con forza ogni forma di intolleranza, estremismo e discriminazione promuovendo dialogo e reciproco rispetto nel perseguimento della pace”.

“È doloroso osservare che un’occasione così lieta, inneggiante alla vita e alla riconciliazione, debba ancora una volta trascorrere mentre tanti popoli subiscono le tragiche conseguenze di vecchi e nuovi conflitti, in special modo nel Medio Oriente. Ai sentimenti di vicinanza nei confronti dei civili innocenti che patiscono le conseguenze delle crisi in atto, alle comunità religiose che si apprestano a celebrare questa solenne festività, formulo i migliori auguri con l’auspicio che se ne colga la preminente esortazione alla fratellanza e alla concordia”, conclude.

Roma, 19 marzo 2026

Calcio, Ranking Uefa, Italia quinta: addio 5ª in Champions

Roma, 19 mar. (askanews) – Il ranking Uefa stagionale certifica il crollo dell’Italia, scivolata al quinto posto alle spalle del Portogallo e ormai vicina a dire addio al quinto slot nella prossima UEFA Champions League. Decisivi i risultati degli ottavi tra Champions ed Europa League, con l’eliminazione dell’Atalanta e i successi delle portoghesi Sporting e Braga, che hanno permesso il sorpasso.

La Serie A paga un bilancio negativo nelle competizioni europee e vede allontanarsi in modo quasi definitivo il secondo posto stagionale, quello che garantisce una squadra in più nella massima competizione. La Spagna è ormai irraggiungibile e la matematica esclusione potrebbe arrivare già al termine delle gare di ritorno di Europa League e Conference.

Resta qualche flebile speranza legata al cammino nelle coppe minori: l’Italia avrà almeno una squadra nei quarti di UEFA Europa League tra Roma e Bologna, con la Fiorentina ancora in corsa in Conference. Ma lo scenario necessario per ribaltare la classifica appare altamente improbabile: servirebbero successi italiani nelle competizioni e contemporanei passi falsi delle rivali, soprattutto della Spagna.

Il sorpasso del Portogallo complica ulteriormente il quadro e rende sempre più concreta la prospettiva di quattro sole squadre italiane nella prossima Champions.

Calcio, Lang operato a Liverpool: frattura per Osimhen

Roma, 19 mar. (askanews) – Notte difficile per il Galatasaray dopo la sfida ad Anfield contro il Liverpool. L’attaccante Noa Lang è stato sottoposto a un intervento chirurgico alla mano destra in un ospedale di Liverpool, dopo aver riportato un profondo taglio al pollice durante la gara.

L’incidente è avvenuto nel secondo tempo, quando il giocatore, nel tentativo di raggiungere un pallone, ha urtato contro i cartelloni pubblicitari a bordo campo, procurandosi una ferita con copiosa perdita di sangue. Lang è stato immediatamente soccorso e trasportato in ospedale, dove è stato operato nella notte alla presenza dello staff medico del club turco.

Il Galatasaray starebbe valutando con i propri legali la possibilità di sporgere denuncia per l’accaduto, mentre non si esclude un’eventuale indagine da parte della Uefa.

Non è l’unica tegola per la squadra turca: Victor Osimhen ha infatti riportato una frattura all’avambraccio destro dopo un colpo subito nel primo tempo. Il nigeriano non è rientrato in campo nella ripresa e gli esami effettuati dopo la partita hanno confermato la frattura. Al giocatore è stato applicato un gesso e nei prossimi giorni verrà presa una decisione sull’eventuale intervento chirurgico.

Delmastro, Schlein: Meloni chiarisca prima del referendum, non dopo

Roma, 19 mar. (askanews) – Sulla vicenda Delmastro “apprendiamo dalla stampa che Giorgia Meloni sarebbe a conoscenza dei fatti addirittura da un mese. Gli italiani hanno il diritto ad avere una sua presa di posizione chiara, ma non dopo il referendum, la pretendiamo subito”. Lo afferma la segretaria Pd Elly Schlein.

“È impressionante – spiega – la disinvoltura con cui il sottosegretario alla giustizia Delmastro, uno dei massimi sostenitori della riforma Nordio su cui gli italiani voteranno tra pochi giorni, si ritrova dal notaio con altri esponenti politici di Fratelli d’Italia, la vice presidente della regione Piemonte, assessori e consiglieri comunali di Biella, per fondare una società di ristorazione insieme a una ragazza di 18 anni figlia di un uomo già precedentemente indagato e poi condannato per mafia per aver fatto da prestanome per il clan Senese, ben noto nella scena criminale romana”.

Conclude la Schlein: “Delmastro, già condannato per aver rivelato informazioni coperte da segreto a Donzelli che le ha usate per attaccare le opposizioni in aula, non poteva non sapere chi fosse la 18enne scelta come amministratrice unica della società che stava fondando, società che a quanto pare non aveva nemmeno dichiarato come da obblighi di trasparenza. Meloni la smetta di difendere i suoi e cominci a difendere la dignità delle istituzioni e gli interessi italiani”.

Iran, Italia e altri 5 Paesi: disponibili a piano per Hormuz

Bruxelles, 19 mar. (askanews) – “Esprimiamo la nostra disponibilità a contribuire agli sforzi necessari per garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto” di Hormuz e “accogliamo con favore l’impegno delle nazioni che si stanno impegnando nella pianificazione preparatoria”. E’ quanto affermano in una dichiarazione congiunta i leader di Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi e Giappone.

“Condanniamo con la massima fermezza – si legge nella dichiarazione – i recenti attacchi dell’Iran contro navi mercantili disarmate nel Golfo, gli attacchi contro infrastrutture civili, tra cui impianti petroliferi e del gas, e la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz da parte delle forze iraniane. Esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per l’escalation del conflitto. Chiediamo all’Iran di cessare immediatamente le minacce, la posa di mine, gli attacchi con droni e missili e altri tentativi di bloccare lo Stretto alla navigazione commerciale, e di conformarsi alla Risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Gli effetti delle azioni dell’Iran si faranno sentire in tutto il mondo, soprattutto sulle persone più vulnerabili. In linea con la Risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, sottolineiamo che tale interferenza con la navigazione internazionale e l’interruzione delle catene di approvvigionamento energetico globali costituiscono una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali. A questo proposito, chiediamo una moratoria immediata e completa sugli attacchi alle infrastrutture civili, comprese le installazioni petrolifere e del gas”.

Calcio, morto Hartono co-proprietario del Como

Roma, 19 mar. (askanews) – È morto a Singapore all’età di 86 anni l’imprenditore indonesiano Michael Bambang Hartono, figura di primo piano dell’economia del suo Paese e co-proprietario del Como insieme al fratello Robert Budi Hartono. I due guidavano un vasto impero costruito attorno al gruppo Djarum e alla partecipazione in Bank Central Asia.

Secondo Forbes, Hartono occupava il 149° posto tra le persone più ricche al mondo, con un patrimonio stimato in circa 18 miliardi di dollari. Insieme al fratello, la famiglia Hartono disponeva di una ricchezza complessiva pari a circa 39 miliardi di dollari.

Dal 2019 la famiglia Hartono aveva rilevato il Como, accompagnando il club in un percorso di crescita fino al consolidamento in Serie A e alla lotta per un posto in Champions League.

“La società Como 1907 – scrive una nota dei lariani – è profondamente addolorata per la scomparsa di Michael Bambang Hartono. Il Club esprime le più sincere condoglianze alla famiglia Hartono e a tutto il Djarum Group. Sotto la guida della famiglia, il Club ha aperto un nuovo capitolo della sua storia, e per questo la società lo ricorda con gratitudine e rispetto”.

Calcio, arbitri Serie A: Mariani per Cagliari-Napoli

Roma, 19 mar. (askanews) – Sono state rese note le designazioni arbitrali per il prossimo turno di Serie A. Il match tra Cagliari e Napoli, in programma venerdì alle 18:30, sarà diretto da Mariani, mentre per Genoa-Udinese è stato designato Collu.

Sabato alle 15:00 Parma-Cremonese sarà affidata a Fabbri, mentre alle 18:00 Milan-Torino vedrà in campo Fourneau. In serata, alle 20:45, Juventus-Sassuolo sarà diretta da Marchetti.

Domenica si apre con Como-Pisa alle 12:30, affidata a Pairetto. Alle 15:00 Atalanta-Verona sarà diretta da Ayroldi, mentre Bologna-Lazio da Feliciani. Alle 18:00 Roma-Lecce sarà arbitrata da Sacchi, mentre il posticipo serale Fiorentina-Inter sarà diretto da Colombo.

Bce: rischi al rialzo su prezzi e al ribasso su Pil, tassi fermi al 2%

Roma, 19 mar. (askanews) – La guerra in Iran e il quadro conflittuale in Medioriente “hanno aumentato in maniera rilevante l’incertezza sulle prospettive, creando rischi al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita economica”. Lo afferma la Banca centrale europea, secondo cui i rincari dell’energia innescati dal conflitto “avranno un impatto consistente sull’inflazione nel breve termine”.

In questo quadro i tassi di interesse dell’area euro restano fermi al 2%, riporta il comunicato diffuso al termine del Consiglio direttivo Bce. Il livello attuale dei tassi è stato raggiunto con un taglio operato lo scorso giugno. La decisione di oggi è in linea con le attese.

Mattarella con il re a Salamanca: saluta studenti italiani in Erasmus

Salamanca (Spagna), 19 mar. (askanews) – Passeggiata nel centro di Salamanca per il capo dello Stato Sergio Mattarella accompagnato da Re Felipe VI. La città nord-occidentale della Spagna ospita una delle università più antiche e prestigiose d’Europa e proprio qui, nella sede storica dell’ateneo, il presidente della Repubblica riceverà l’onorificenza di Dottore Honoris causa dell’università.

Prima di arrivare alla cerimonia, Mattarella e Felipe VI hanno incontrato un gruppo di studenti italiani davanti al Palacio de Anaya, sede della facoltà di filologia. Dopo un breve saluto e uno scambio di battute con i ragazzi, circa 450 quelli italiani in Erasmus a Salamanca, il sovrano ed il capo dello Stato si sono concessi un caffè in uno dei bar a Plaza Mayor.

Iliad porta in Italia Scaleway, piattaforma europea per cloud e IA

Milano, 19 mar. (askanews) – Scaleway, la piattaforma europea di public cloud e intelligenza artificiale del gruppo iliad, sbarca in Italia con una nuova cloud region a Milano e un presidio sul mercato locale. L’annuncio fa parte di una più ampia strategia di crescita europea, nell’ambito della quale Scaleway già gestisce tre cloud region (in Francia, Polonia e Paesi Bassi) interamente di proprietà europea, alle quali se ne aggiungeranno presto altre due in Svezia e Germania.

“In qualità di hyperscaler europeo, puntiamo a espandere la nostra presenza in tutta Europa, consolidando la nostra vicinanza ai mercati locali. L’avvio delle operazioni in Italia è un passo fondamentale in questa direzione”, ha detto Damien Lucas, CEO di Scaleway. “L’Europa non può affidarsi interamente agli hyperscaler stranieri per alimentare la propria economia digitale. Le aziende europee devono avere accesso a piattaforme cloud hyperscale costruite in Europa, gestite in conformità con le normative UE e allineate alle priorità europee”.

Iran, Meloni: non sono vigliacca, pericoloso condannare Usa senza certezze

Roma, 19 mar. (askanews) – Per quanto riguarda l’attacco di Usa e Israele all’Iran “io non penso che sia una questione di giustificare, io penso che sia una questione da verificare”, “qui la domanda non è ti piace la guerra o ti piace la pace: ragazzi, la politica è una cosa un po’ più complessa” e anche dire ‘condanniamo’ senza certezze “è uno scenario pericoloso, ed è pericoloso per te, non è che è pericoloso per gli americani”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ospite di ‘Pulp podcast’.

“Nella mia posizione di presidente del Consiglio – ha aggiunto – mi permetterete che se non ho queste certezze, atteso che è sempre la sicurezza dei cittadini italiani che è a repentaglio, non è perché sono vigliacca o perché non sono lucida o perché non ho il coraggio o perché non so che cos’altro, ma perché devo fare delle valutazioni più complesse di quelle che chiaramente possono fare tutti gli altri perché tutti gli altri se sbagliano valutazione non ci sono conseguenze, io se sbaglio una valutazione le conseguenze ce le ho e le pagano gli altri”.

Iran, Meloni: non ho elementi certi sulle tesi Usa, tentare un accordo sul nucleare

Roma, 19 mar. (askanews) – “Il punto è che io non ho, non essendo stata al tavolo delle negoziazioni, elementi certi né per confermare né per confutare quello che dicono gli americani sulla impossibilità di chiudere un accordo con l’Iran e quindi continuo a perseguire questa strada che secondo me è l’unica tra questi scenari ragionevole, cioè quella di tentare di chiudere un accordo per cui l’Iran accetta di utilizzare l’uranio solamente a scopi civili e non a scopi militari. Non so dire se ad oggi ci siano ancora queste condizioni, ma chiaramente è quello che con i partner stiamo perseguendo perché la posizione italiana alla fine è la posizione della quasi totalità dei Paesi europei, è quella sulla quale bisogna continuare a cercare di lavorare”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ospite di ‘Pulp podcast’.

“Chiaramente – ha aggiunto – la guerra non piace a nessuno però, qual è il possibile scenario alternativo? Penso che nessuno di noi si può permettere di avere un regime degli ayatollah che si dota di una bomba nucleare, atteso che ha anche missili a lungo raggio, perché sarebbe ovviamente molto pericoloso per noi. E quindi il punto di vista di chi sta al governo, per capirci rispetto alle semplificazioni che io leggo su questi temi, è: è più pericolosa una guerra oggi per impedire all’Iran di avere una bomba nucleare o è più pericoloso che il regime ayatollah possa attaccarmi domani con una bomba nucleare. Quindi chiaramente lo scenario diventa un po’ più complesso”.

“Se la domanda è che cosa si pensa ecco dell’attacco americano e israeliano nei confronti dell’Iran qui la questione è abbastanza complessa perché chiaramente io sono molto preoccupata da una evidentissima crisi del diritto internazionale che ormai è sotto gli occhi di tutti, che viene da un lungo percorso mettiamola così, che però ha dei fatti che sono stati particolarmente determinanti e che produce un mondo nel quale si continuano a moltiplicare le decisioni unilaterali, le iniziative unilaterali, quello che accade fuori dai vincoli e dai perimetri del diritto internazionale”. Così sempre a Pulp podcast.

“Il punto – ha aggiunto – è che noi stiamo vivendo in un mondo nel quale ti trovi a scegliere tra posizioni, tra scenari che sono tutte poco rassicuranti nel senso che, nel caso specifico dell’Iran, quello che dicono gli americani è che non è stato possibile chiudere un accordo con l’Iran sul nucleare iraniano. Ora voi sapete che ci sono diversi esperti indipendenti che dicono che l’Iran è arrivata a una capacità di arricchimento dell’uranio che viaggia intorno al 60% e il 60% è molto superiore a quello che serve per l’uranio a scopi civili, molto vicino a quello che serve per produrre una bomba nucleare e quindi chiaramente lo scenario diventa uno scenario che devi calcolare sia per quello che fronteggi con la guerra sia per la possibile alternativa”.

Iran, Meloni: non ho elementi certi su tesi Usa, tentare accordo su nucleare

Roma, 19 mar. (askanews) – “Il punto è che io non ho, non essendo stata al tavolo delle negoziazioni, elementi certi né per confermare né per confutare quello che dicono gli americani sulla impossibilità di chiudere un accordo con l’Iran e quindi continuo a perseguire questa strada che secondo me è l’unica tra questi scenari ragionevole, cioè quella di tentare di chiudere un accordo per cui l’Iran accetta di utilizzare l’uranio solamente a scopi civili e non a scopi militari. Non so dire se ad oggi ci siano ancora queste condizioni, ma chiaramente è quello che con i partner stiamo perseguendo perché la posizione italiana alla fine è la posizione della quasi totalità dei Paesi europei, è quella sulla quale bisogna continuare a cercare di lavorare”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ospite di ‘Pulp podcast’.

“Chiaramente – ha aggiunto – la guerra non piace a nessuno però, qual è il possibile scenario alternativo? Penso che nessuno di noi si può permettere di avere un regime degli ayatollah che si dota di una bomba nucleare, atteso che ha anche missili a lungo raggio, perché sarebbe ovviamente molto pericoloso per noi. E quindi il punto di vista di chi sta al governo, per capirci rispetto alle semplificazioni che io leggo su questi temi, è: è più pericolosa una guerra oggi per impedire all’Iran di avere una bomba nucleare o è più pericoloso che il regime ayatollah possa attaccarmi domani con una bomba nucleare. Quindi chiaramente lo scenario diventa un po’ più complesso”.

Musei, mostra per i 150 anni del "Pigorini" (Muciv) a Roma



Roma, 19 mar. (askanews) – Centocinquant’anni fa, nel 1876, presso il Collegio Romano, inaugurava il Museo Preistorico ed Etnografico fondato dall’archeologo Luigi Pigorini. Oggi il MUCIV-Museo delle Civiltà, che dal 2016 ne è l’erede, torna a quel momento fondativo non solo per celebrare la propria origine ma per condividerne le molteplici prospettive. Raccontare la storia di questo museo significa raccontare anche la storia dell’Italia moderna e contemporanea, ovvero quella delle sue infrastrutture culturali, delle sue relazioni internazionali e degli aggiornamenti disciplinari, ma anche sociali ed etici, dei suoi musei.

Con la supervisione generale di Andrea Viliani e a cura di Paolo Boccuccia e Camilla Fratini con Myriam Pierri, la mostra ORIGINE E PROSPETTIVE. Dal Museo Preistorico ed Etnografico di Luigi Pigorini al Museo delle Civiltà: storia di un museo (1876-2026) – allestita nella Sala delle Colonne del Palazzo delle Arti e Tradizioni Popolari – è accompagnata dal Convegno scientifico internazionale 150_100. Giornate di studio dedicate al centocinquantesimo anniversario dell’istituzione del Museo Preistorico ed Etnografico di Roma e al centenario della morte di Luigi Pigorini, suo ideatore e fondatore, dal 19 al 21 marzo 2026.

Entrambi i progetti celebrano il primo secolo e mezzo dell’istituzione non solo come ricorrenza, ma come opportunità e momento di riflessione critica per ricostruire la nascita in Italia delle discipline dell’archeologia preistorica e dell’etnografia, ripercorrendo al contempo le trasformazioni che hanno portato alla configurazione attuale del museo.

Dal 20 marzo al 28 giugno 2026 la mostra proporrà, in questo senso, un doppio percorso. Da un lato la mostra ricostruisce la memoria del museo del 1876 attraverso una selezione di reperti e manufatti che furono esposti nelle sale originarie al Collegio Romano, insieme a documenti, arredi e dispositivi espositivi dell’epoca, per analizzare il progetto museografico pigoriniano e rileggerne criticamente l’impianto. Dall’altro, la mostra ci introduce al museo di oggi, con due percorsi distinti tra archeologia preistorica ed etnografia e due installazioni (dello studio 2050+ e dell’artista Shimabuku) che testimoniano i processi di compartecipazione e coprogettazione con le comunità, e l’incremento dei criteri di accessibilità fisica, cognitiva, in atto dentro e fuori il museo.

La sezione centrale della mostra è dedicata, quindi, all’originario progetto museografico: nelle vetrine storiche appositamente restaurate e in quelle moderne sono esposti anche documenti (articoli e materiali a stampa che accompagnarono in tempo reale la fondazione e l’attività del museo, oltre a stampa fotografiche di varie epoche, dal XIX al XX secolo) insieme ai volumi della biblioteca museale – compresa parte del Fondo Pigorini – e a reperti archeologici ed etnografici messi a confronto fra loro. Le vetrine laterali si articolano, invece, in due aree distinte (Archeologia Preistorica / Etnografia), che approfondiscono le ragioni storiche della loro coesistenza originaria ma ne analizzano anche contestualmente la problematicità attuale. Viene così ricostruito, con uno sguardo al contempo storico e critico, il programma con cui Pigorini inaugurò il Museo il 14 marzo 1876, verificandone e ricollocandone i criteri museografici nello sviluppo delle discipline archeologica ed etnografica così come nel dibattito museografico contemporaneo. La mostra si conclude per questo con una sezione dedicata agli sviluppi più recenti della ricerca – divenuta sempre più interculturale, pluridisciplinare e multisensoriale – e a una museografia chiamata oggi a confrontarsi con la rivoluzione digitale, la globalizzazione e il ripensamento del paradigma del cosiddetto Antropocene. L’obiettivo del progetto non è fornire risposte definitive ma condividere con il pubblico uno spazio-tempo di riflessione che orienti la continua ridefinizione della missione del museo.

Il “Pigorini” fu il primo nucleo di un sistema museale che, nel tempo, ha dato vita all’attuale MUCIV, che oggi custodisce circa 2 milioni di reperti e documenti. Più che un museo, il MUCIV è diventato negli ultimi anni un “museo di musei” e, insieme, un museo “sui musei”: una collezione di collezioni, una stratificata enciclopedia di culture e nature che non solo racconta ciò che conserva ma che si interroga sulle trasformazioni del sapere che le hanno rese possibili. Non è un caso che il termine “civiltà” sia declinato al plurale: una scelta che dichiara apertura al confronto e al dialogo tra prospettive. Negli ultimi anni il museo ha intrapreso, per questo, un ampio percorso di riallestimento delle collezioni concepito come un vero e proprio cantiere metodologico. Non si tratta soltanto di riaprire gradualmente il patrimonio al pubblico, ma di riflettere su che cosa sia oggi un museo e su quale ruolo possa e debba assumere nel contesto contemporaneo. Ricordare il ruolo cardine del fondatore Luigi Pigorini significa, quindi, guardare al passato per far assumere sempre più responsabilmente al MUCIV il compito di connettere la propria origine storica con le prospettive in divenire che quotidianamente il MUCIV accoglie ed elabora: un museo del passato diviene così un museo che agisce nel presente e si proietta verso il futuro.

In quest’ottica si inserisce anche il Convegno scientifico che accompagna l’inaugurazione, con la partecipazione di numerosi studiosi ed esperti. Questa mostra è, allora, un invito a tutti i pubblici a entrare nel museo e a relazionarsi alla sua storia non come semplice spettatori ma come co-autori empatici e interlocutori consapevoli di un museo ancora in formazione e di una storia ancora in corso. Celebrare i suoi primi 150 anni non significa per il MUCIV limitarsi a ricordare l’origine della sua storia ma assumere quella stessa storia come una materia viva, da interpretare alla luce delle esigenze del presente e delle responsabilità che ne derivano. Il MUCIV si propone, così, come un museo-laboratorio, capace di integrare ricerca e pedagogia, di cambiare linguaggi e di riscrivere narrazioni secondo epistemologie plurali e situate, di costruire relazioni approfondite e di lungo termine con le comunità, di rendersi accessibile per contribuire al benessere del pubblico. Non un luogo che custodisce semplicemente oggetti, ma che interroga la soggettività espressa dai metodi e dalle pratiche del proprio stesso lavoro.

A centocinquant’anni dalla sua origine, il museo non intende, quindi, commemorare il proprio passato ma coglierne lo spirito fondativo per rifondarsi nuovamente, mettendo in tensione eredità e trasformazione. Perché un museo, per restare rilevante e necessario come lo è stato il museo “pigoriniano”, deve continuare a rifondare sé stesso, ogni giorno.

Annunciato dai figli il tour "È Mio Padre-Morricone Dirige Morricone"

Milano, 19 mar. (askanews) – “È Mio Padre – Morricone Dirige Morricone” è il progetto sinfonico dedicato all’eredità artistica di Ennio Morricone che prende vita sui palcoscenici attraverso una prospettiva unica: quella dei suoi figli. A guidare l’Orchestra Filarmonica del Teatro di Modena è il M° Andrea Morricone, con la partecipazione di Marco Morricone, voce narrante. Un progetto che riporta la musica di Ennio Morricone alla sua origine più profonda, intrecciando esecuzione, racconto e immagini in una forma essenziale, evocativa e diretta.

A cinque anni dalla scomparsa, avvenuta il 6 luglio 2020, la figura di Ennio Morricone continua a imporsi come una delle più alte espressioni della musica del Novecento. Autore di oltre 470 colonne sonore per cinema e televisione, vincitore di due Premi Oscar, tre Grammy Awards e protagonista di collaborazioni con registi quali Brian De Palma, Oliver Stone e Roman Polanski, Morricone ha cambiato per sempre il rapporto tra immagine e suono, lasciando un catalogo che attraversa generi, linguaggi e generazioni.

“È mio padre” si muove in questa eredità e la riporta sulla scena senza filtri, nella sua dimensione più autentica. Andrea Morricone ha scelto alcune tra le partiture più celebri e le affida all’ascolto così come sono state scritte, lasciandole parlare con la loro voce originaria, evitando qualsiasi intervento di adattamento. Il risultato è un suono che conserva intatta la scrittura del Maestro, nella sua precisione e nella sua forza evocativa, capace di restituire immagini che appartengono a tutti.

Accanto alla musica, Marco Morricone, voce narrante, accompagna il pubblico raccontando episodi e frammenti tratti dal libro “Ennio Morricone, il genio, l’uomo, il padre”, pubblicato da Sperling & Kupfer nel 2024, restituendo un ritratto costruito tra memoria personale e storia artistica.

Il programma si dispiega come un racconto in musica con i brani più iconici: si apre con le note di C’era una volta il West e attraversa il lungo sodalizio con Sergio Leone, un legame nato negli anni Sessanta ma radicato molto più indietro, quando i due erano compagni di scuola. Il percorso si allarga poi ad altre tappe fondamentali, da La leggenda del pianista sull’oceano a La Califfa e The Mission, fino alla suite di Nuovo Cinema Paradiso con il celebre tema d’amore firmato da Andrea Morricone. A completare il programma Here’s to You, scritta con Joan Baez per Sacco e Vanzetti, e, in chiusura, Se telefonando, pagina entrata nella memoria collettiva che rivela un altro volto della scrittura morriconiana.

Le esecuzioni sono accompagnate da immagini inedite, mentre il Coro Da Camera Ricercare Ensemble, la soprano Vittoriana De Amicis, la pianista Cecilia Grillo e la grande Orchestra Filarmonica del Teatro di Modena costruiscono un andamento che cresce progressivamente, portando il pubblico dentro un’esperienza sonora compatta e immersiva.

Radio Capital è partner del tour. Il tour è organizzato da IMARTS – International music and arts. Queste le prime due date annunciate:

25 Giugno – Pompei anfiteatro degli scavi – Concerto a favore di Fondazione Città della Speranza, ente Filantropico che, dal 1994, sostiene la ricerca sulle malattie oncoematologiche e malattie rare pediatriche 11 Luglio 2026 – Villafranca (vr), Castello scaligero

Mattarella: tocca a Ue dire no a conflitti e perenne instabilità

Salamanca, 19 mar. (askanews) – “Cosa può fare l’Europa a fronte della recessione del modello cooperativo multilaterale nella gestione dei rapporti tra gli Stati? Accettare che esso venga soppiantato da una visione contrattualistica fondata sulla competizione? Tocca all’Europa saper dire di no. Dire di no all’ampliamento dei conflitti, a una perenne instabilità, con la moltiplicazione dei fronti di crisi”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella lectio magistralis per il dottorato Honoris Causa conferitagli dall’Università di Salamanca.

Mattarella: c’è presunto sovranismo assoluto e insofferenza a regole pattuite

Salamanca, 19 mar. (askanews) – “La frequenza di violazioni sistematiche dei diritti umani, favorite dal tentativo di rendere marginali le Nazioni Unite, affievolisce l’efficacia dell’ordine internazionale e dei suoi principi. Una condizione che ha finito per favorire l’attuale controtendenza, rispetto allo spirito di San Francisco, e che vede il riemergere di una insofferenza crescente rispetto alle regole pattuite e agli impegni che ne derivano, liberamente sottoscritti dagli Stati. Questo avviene in nome di un presunto sovranismo assoluto, che si manifesta immemore di dove possa condurre il Leviatano invocato da Hobbes”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella lectio magistralis per il dottorato Honoris Causa conferitagli dall’Università di Salamanca.

Cinema, successo per l’evento "The Basketball Dream-Marco Belinelli"

Roma, 19 mar. (askanews) – Dopo un percorso di anteprime che ha toccato Torino, Bologna e Roma, alla presenza del protagonista e di tantissimi giovani, “The Basketball Dream – Marco Belinelli” – prossimamente sulle reti Rai – arriva in sala e conquista il pubblico, registrando un’ottima risposta nelle tre giornate evento del 16, 17 e 18 marzo.

Ad accompagnare ogni anteprima, grande entusiasmo anche per la Geely Basket Station, uno spazio dedicato all’incontro diretto con il pubblico più giovane, dove Marco Belinelli ha giocato a canestro insieme ai ragazzi, trasformando ogni tappa in un momento di condivisione e partecipazione: un’esperienza per centinaia di ragazzini che hanno giocato davvero con il super campione.

Prodotto da Red Private in collaborazione con Rai Documentari, e realizzato con il patrocinio della Federazione Italiana Pallacanestro e della Lega Basket Serie A, il documentario è stato distribuito come uscita speciale. Diretto da Giorgio Testi, il film ha saputo trasformare una storia personale in un racconto universale, capace di emozionare spettatori di tutte le età, appassionati di sport e non solo.

Un risultato che conferma la forza della storia di Marco Belinelli: un viaggio fatto di talento, determinazione e passione, che continua a parlare al pubblico, in particolare alle nuove generazioni. In tre giorni il film ha registrato un incasso totale di 73.170,40 euro, presenze totali 8.646,00, con una media copia di 243,03 (Dati Cinetel).

Nato da un’idea di Ellida Bronzetti e Fabrizio Carratù e scritto da Francesco Zippel, con la supervisione di Elisa Guarnieri e Alessandro Mamoli, il documentario vede la partecipazione straordinaria, tra gli altri, dei campioni Andrea Bargnani, Emanuel Ginóbili, Tony Parker e Baron Davis e porta sul grande schermo non solo la carriera del primo e unico italiano a vincere un titolo NBA, ma anche un messaggio potente: i sogni si costruiscono giorno dopo giorno, con impegno, passione e il sostegno delle persone che ci accompagnano nel percorso.

Grande partecipazione anche per le proiezioni dedicate alle scuole, realizzate in collaborazione con Giffoni Innovation Hub, che hanno trasformato il film in un momento di confronto diretto con i più giovani, confermandone la vocazione educativa oltre che cinematografica.

Mattarella: fondamenta solide della Ue non cederanno a chi vuole smantellarla

Salamanca, 19 mar. (askanews) – “L’Europa trova il suo fondamento nella dignità umana, nella solidarietà, nei valori civili. Si tratta di pilastri solidi, con radici profonde, cementati da secoli di pensiero illuminato e da un’etica condivisa. In queste fondamenta abbiamo fiducia: non cederanno agli attacchi di quanti vorrebbero smantellare la costruzione europea”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla cerimonia di consegna dell’onorificenza accademica di Dottore Honoris Causa conferita dall’Università di Salamanca.

Onu, Mattarella: nata su divieto uso forza, oggi atti di erosione

Salamanca, 19 mar. (askanews) – “In questi ultimi anni assistiamo a progressivi atti di erosione del divieto di muovere guerra nelle contese internazionali”. Lo ha ricordato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella lectio magistralis all’universita di Salamanca ricordando le origini dell’Onu: “Un’Organizzazione che nasceva per sottrarre ai singoli Stati – non importa quanto potenti – le decisioni fondamentali su pace e sicurezza, immaginando così una nuova stagione del diritto internazionale fondata su tre pilastri: il divieto dell’uso della forza; il principio di sovrana eguaglianza degli Stati; la promozione universale dei diritti umani”.

Achille Lauro annuncia il nuovo singolo "In viaggio verso il Paradiso"

Milano, 19 mar. (askanews) – Dopo un periodo straordinario, segnato da alcuni dei momenti più significativi dello spettacolo italiano – dalla Cerimonia di Chiusura delle Olimpiadi all’Arena di Verona alla co-conduzione del Festival di Sanremo 2026 -, nel pieno del trionfale tour nei palazzetti, sold out da tempo in tutta Italia, e mentre svela le date del suo primo grande tour negli stadi in programma nel 2027, Achille Lauro annuncia l’uscita del nuovo singolo “In viaggio verso il Paradiso”, disponibile da venerdì 20 marzo su tutte le piattaforme digitali e in rotazione radiofonica per Warner Music Italy.

Ballad intensa che mette al centro una promessa d’amore assoluta – esserci, proteggersi, farsi rifugio – “In viaggio verso il Paradiso” è stata presentata per la prima volta dal vivo durante le prime date del tour nei palazzetti attualmente in corso, diventando immediatamente uno dei momenti più intensi dello show. Accolto con grande partecipazione dal pubblico, il brano aggiunge un nuovo tassello al racconto musicale di Achille Lauro, confermando la sua forza espressiva nel tradurre dimensione personale in linguaggio universale.

Ed è proprio durante le tappe di questo tour nei palazzetti che Achille Lauro sta riservando ai suoi fan un’ulteriore sorpresa annunciando le date del suo primo grande tour negli stadi “Per sempre noi” in programma nel 2027, segnando un passaggio fondamentale nella sua evoluzione live. Gli appuntamenti ad ora noti sono fissati per l’11 giugno 2027 allo Stadio San Nicola di Bari, il 15 giugno 2027 allo Stadio San Siro di Milano, il 22 giugno 2027 all’Allianz Stadium di Torino, il 26 giugno 2027 allo Stadio Euganeo di Padova e il 30 giugno 2027 allo Stadio Olimpico di Roma. Già quest’anno gli stadi vedranno Achille Lauro protagonista di tre speciali appuntamenti con lo show “Comuni Immortali” il 7 giugno 2026 allo Stadio Romeo Neri di Rimini, il 10 giugno 2026 allo Stadio Olimpico di Roma (sold out) e il 15 giugno 2026 allo Stadio San Siro di Milano (sold out).

I biglietti per il tour negli stadi 2027 e la data del 7 giugno 2026 al Romeo Neri di Rimini sono disponibili su Ticketone e nei punti vendita autorizzati. Il tour nei palazzetti e gli stadi, ideati da De Marinis Group, sono prodotti da Friends & Partners.

Ue, Mattarella: ritrovare ambizione leader che diedero vita all’Unione

Salamanca, 19 mar. (askanews) – “Dobbiamo ritrovare l’ambizione dei leader che, nel 1951, nel preambolo del Trattato della Comunità del carbone e dell’acciaio, posero queste parole: ‘Convinti che il contributo che un’Europa organizzata e viva può apportare alla civiltà è indispensabile per il mantenimento di relazioni pacifiche’. Un’Europa dunque nucleo indispensabile per il mantenimento di quelle relazioni pacifiche che sei anni prima la Carta di San Francisco aveva messo al centro della missione identitaria delle Nazioni Unite”. E’ l’auspicio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella lectio magistralis alla cerimonia di consegna dell’onorificenza accademica di Dottore Honoris Causa conferita dall’Università di Salamanca.

Ue, Mattarella: fondamenta solide non cederanno a chi vuole smantellarla

Salamanca, 19 mar. (askanews) – “L’Europa trova il suo fondamento nella dignità umana, nella solidarietà, nei valori civili. Si tratta di pilastri solidi, con radici profonde, cementati da secoli di pensiero illuminato e da un’etica condivisa. In queste fondamenta abbiamo fiducia: non cederanno agli attacchi di quanti vorrebbero smantellare la costruzione europea”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla cerimonia di consegna dell’onorificenza accademica di Dottore Honoris Causa conferita dall’Università di Salamanca.

Ue, Mattarella: relazione Italia-Spagna asse portante cultura europea

Salamanca, 19 mar. (askanews) – “Le relazioni tra Spagna e Italia rappresentano uno degli assi portanti” e hanno dato “un contributo rilevante alla formazione della cultura europea come la conosciamo oggi”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella lectio magistralis per il dottorato Honoris Causa conferitagli dall’Università di Salamanca.

“Lungo un arco temporale che si estende dall’antichità romana fino all’età contemporanea, i nostri Paesi hanno condiviso strutture istituzionali, modelli culturali e dinamiche politiche che ne hanno profondamente influenzato la rispettiva evoluzione storica – ha proseguito -. Una relazione profonda, che ha inciso, al di là del rapporto tra gli Stati, sulle società dei nostri popoli, nelle quali dimensioni politiche, culturali, religiose e intellettuali si sono costantemente intrecciate e vicendevolmente influenzate”.

Il Papa ha convocato un summit dei vescovi sulla famiglia:

Città del Vaticano, 19 mar. (askanews) – Papa Leone ha convocato in Vaticano per il prossimo ottobre i presidenti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo per un “discernimento sinodale” sul tema della famiglia, “fondamento della società” che diventa “chiesa domestica” con il matrimonio.

“Prendendo atto dei cambiamenti che continuano a influenzare le famiglie – afferma il Pontefice nel Messaggio inviato in occasione del decimo anniversario dell’Esortazione Apostolica Postsinodale “Amoris laetitia” di Francesco – ho deciso di convocare nell’ottobre 2026 i Presidenti delle Conferenze Episcopali di tutto il mondo, al fine di procedere, nell’ascolto reciproco, a un discernimento sinodale sui passi da compiere per annunciare il Vangelo alle famiglie oggi, alla luce di Amoris laetitia e tenendo conto di quanto si sta realizzando nelle Chiese locali”.

Leone ricorda la “bellezza della vocazione al matrimonio” e chiede sostegno per le famiglie “in particolare quelle che soffrono tante forme di povertà e di violenza presenti nella società contemporanea”. “Il nostro tempo è segnato da rapide trasformazioni – dice – che, ancor più di dieci anni fa, rendono necessaria una particolare attenzione pastorale alle famiglie, alle quali il Signore affida il compito di partecipare alla missione della Chiesa di annunciare e testimoniare il Vangelo”.

Da qui l’annuncio di un summit il prossimo ottobre. Un incontro di questo tipo, seppure su un tema diverso, ha come precedente quello convocato da Francesco nel febbraio 2019, quando riunì in Vaticano i presidenti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo per un summit storico sulla protezione dei minori, focalizzato sulla lotta agli abusi sessuali nel clero.

Amoris laetitia, “La gioia dell’amore”, è la seconda esortazione apostolica di Papa Francesco, datata 19 marzo 2016 e resa pubblica l’8 aprile successivo. Il testo raccoglie le sintesi dei due sinodi sulla famiglia indetti da Bergoglio: quello straordinario del 2014, sul tema “Le sfide pastorali della famiglia nel contesto dell’evangelizzazione”; e quello ordinario del 2015 sul tema “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo”.

L’Esortazione ha suscitato numerosi dibattiti e critiche, anche all’interno della Chiesa, soprattutto sul tema della possibilità di ricevere la comunione da parte dei separati e poi risposati e nei divorziati civili. Un gruppo di 45 studiosi cattolici inviarono una lettera a tutti i cardinali nella quale si chiedeva che Papa Francesco ripudiasse un “numero di elementi che possono essere intesi in una maniera contraria alla fede ed alla morale cattolica”. Successivamente quattro cardinali (Raymond Burke, Carlo Caffarra, Walter Brandmüller, Joachim Meisner) hanno, sia formalmente che privatamente, chiesto a Francesco dei chiarimenti, sottoscrivendo cinque dubia (dubbi), con una risposta sì o no. Papa Francesco ha rifiutato di rispondere e i cardinali hanno aperto il confronto al pubblico. Le loro domande si sono focalizzate prevalentemente sul cap. 8 dell’esortazione apostolica, “dove vi sono delle circostanze con le quali divorziati e risposati civili possono ricevere la comunione, quando pure vi siano in vigore delle ‘norme assolutamente morali’ che proibiscono ai cattolici di compiere tali atti, e di come il Papa intenda gli insegnamenti della chiesa cattolica in coscienza di decisioni morali”.

Ora, dieci anni dopo quella discussa Esortazione, Prevost convoca i presidenti dei vescovi di tutto il mondo per discutere nuovamente del tema.

Energia, Tajani: serve una decisione chiara della Ue per ridurre i prezzi

Bruxelles, 19 mar. (askanews) – Affrontare gli aumenti dei prezzi dell’energia causati dal nuovo conflitto in Medio Oriente e dal blocco dello Stretto di Hormuz è una priorità non solo per il governo italiano ma per l’Ue, che deve intervenire con decisioni come la fissazione di un tetto al prezzo del gas e anche una sospensione del mercato Ets sullo scambio di permessi di emissione di CO2, che hanno impatto sul prezzo dell’energia elettrica. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando ai giornalisti a margine del pre-vertice del Ppe stamattina a Bruxelles, prima del Consiglio europeo che avrà proprio i prezzi dell’energia al centro delle discussioni tra i leader.

Durante l’incontro dei dirigenti del Ppe, ha riferito Tajani, “abbiamo parlato a lungo della questione Ets. Ho ribadito qual è la posizione italiana, anche di fronte alle forti richeste dhe vengono dal mondo produttivo, di intervenire in tempi rapidi anche durante il Consiglio (europeo ndr) di oggi”. C’è, ha ricordato, una richiesta dell’Italia con “una posizione condivisa da molti paesi, anche la Polonia, che hanno fatto un intervento chiaro: noi chiediamo un intervento di sospensione (dell’Ets, ndr) almeno per gli aspetti che riguardano l’energia elettrica” Inoltre, ha aggiunto Tajani, c’è “una richiesta pressante anche dal mondo agricolo per quanto riguarda i fertilizzanti”; con quello che sta succedendo, “il blocco dei fertilizzanti rischia di provocare enormi danni al mondo agricolo e anche possibili carestie nei paesi più poveri, quindi credo sia giusto intervenire su questa questione”.

Per il governo italiano, ha rilevato il ministro, “la questione dell’energia e del prezzo dei carburanti rappresenta una priorità. L’ho ribadito anche oggi”, durante il pre-vertice del Ppe, “ho raccontato quello che abbiamo fatto ieri al Consiglio dei ministri, sulla riduzione del costo dei carburanti di 25 centesimi al litro, e anche la decisione di combattere eventuali speculatori con dei controlli molto serrati, sia nel momento in cui viene erogato il carburante, sia a monte. Bisogna poi anche intervenire sul prezzo del gas, perché anche stamani siamo saltati a livelli fino a 64 euro” per Mwh alla Borsa di Amsterdam, “e questo non va bene. Quindi – ha sottolineato – dobbiamo cercare di trovare anche un tetto al prezzo del gas, con l’Europa che deve intervenire”. Con l’evolvere della situazione e il traffico attraverso lo stretto di Hormuz ormai interrotto, ha osservato ancora Tajani, “rischiamo di avere ancora aumenti dei costi dell’energia, cosa che non ci possiamo permettere, stante il fatto che sono già troppo alti per garantire la competitività dei nostri sistemi produttivi. Abbiamo fatto il Decreto Produttività Italia, ieri abbiamo preso quest’altra decisione a tempo, vediamo poi cosa succederà”. Ad ogni modo, ha assicurato “continueremo ad adottare provvedimenti che garantiscano comunque il cittadino, che non può pagare un prezzo troppo alto per colpe non sue”.

A una domanda sul fatto che il Consiglio europeo di oggi non sembra riuscirà a prendre grosse decisioni, né sull’Ets né sul tetto al prezzo del gas (una misura che aveva già preso nel 2022, ma in forte ritardo, sei mesi dopo i forti aumenti dei prezzi causati dall’inizio della guerra russa in Ucraina), Tajani ha replicato: “L’Italia sta spingendo perché l’Europa prenda una decisione forte, una decisione chiara per ridurre il costo dell’energia. Bisogna, nei momenti di grande difficoltà avere il coraggio di decidere. Perché è il tema fondamentale” per l’economia reale del Continente.

“Quindi industria e agricoltura devono essere tutelate”. E questo, ha avvertito il leader di Foza Italia, “non ha nulla a che vedere con la lotta al cambiamento climatico: siamo in una situazione di emergenza e dobbiamo intervenire per permettere a chi intraprende, in un continente a vocazione industriale, di poterlo fare nel modo migliore possibile. Perché il rischio è che si rallenti la produzione industriale. Non possiamo certamente andare verso una decrescita, questo non lo possiamo assolutamente fare. E il tema fondamentale è quello dell’energia”.

A livello di governo “abbiamo anche lavorato perché gli autotrasportatori potessero avere dei benefici. Ieri sera il decreto legge è arrivato al Senato, perché non ci fossero anche aumenti provocati dai trasporti nei prezzi al consumo nei supermercati e nei mercati. Quindi, ripeto, questo è un tema fondamentale, sia per la produzione industriale sia per i cittadini”, ha concluso Tajani.

Iran, lettera Meloni-Frederiksen: Ue sia pronta a flussi rifugiati

Bruxelles, 19 mar. (askanews) – “Il conflitto in corso in Medio Oriente desta crescente preoccupazione sotto diversi aspetti, estendendosi in una regione che già ospita un gran numero di sfollati. Non possiamo rischiare una ripetizione dei flussi migratori e di rifugiati verso l’UE che abbiamo visto verificarsi nel 2015-2016. Ciò non solo rappresenterebbe una catastrofe umanitaria per le persone direttamente colpite, ma rischierebbe anche di compromettere la sicurezza e la coesione della nostra Unione”. E’ quanto scrivono in una lettera al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la premier danese Mette Frederiksen.

“Dobbiamo fornire immediatamente un sostegno adeguato ai nostri partner e agli Stati ospitanti in Medio Oriente, poiché i rifugiati e i migranti dovrebbero generalmente essere assistiti ovunque si trovino. Possiamo aiutare più persone in modo migliore ed efficiente fornendo sostegno direttamente alle loro regioni di origine”, aggiungono, congratulandosi con la Commissione “per l’adozione del pacchetto umanitario da 458 milioni di euro in risposta alla crisi umanitaria. E sosteniamo con forza la mobilitazione di tutti gli strumenti diplomatici e operativi per garantire che vengano soddisfatte le esigenze al fine di mitigare il rischio di ulteriori spostamenti verso l’Ue”.

“Allo stesso tempo – proseguono – dobbiamo essere preparati e adottare le misure necessarie qualora la situazione dovesse evolversi. Non possiamo permetterci di essere colti di sorpresa come in passato. Ciò significa rafforzare ulteriormente le nostre frontiere, in modo che tutti gli Stati membri siano adeguatamente attrezzati per garantire che l’Ue abbia il pieno controllo delle proprie frontiere esterne. Esortiamo la Commissione e le agenzie Ue competenti ad assistere gli Stati membri dell’Ue in questo impegno e a garantire che le agenzie siano pronte a fornire un supporto tempestivo su richiesta. Incoraggiamo inoltre la Commissione a valutare meccanismi che possano fungere da freno di emergenza, da attivare come causa di forza maggiore in caso di improvvisi flussi migratori su larga scala verso l’Unione. Abbiamo il dovere, nei confronti dei cittadini europei e delle popolazioni colpite, di agire tempestivamente ed essere pronti a rispondere in modo adeguato a una delle principali sfide per l’Europa. Questa volta, dobbiamo essere pronti e agire concretamente”.

Ucraina, Kallas su Orban: sotto elezioni le persone non sono razionali

Bruxelles, 19 mar. (askanews) – Per lo sblocco del prestito da 90 miliardi all’Ucraina, bloccato dall’Ungheria, “non sono molto ottimista” ma “so che il presidente Costa sta lavorando molto per trovare una soluzione, ci sono delle alternative ma serve la copertura politica”. Lo ha detto Kaja Kallas, ALta rappresentante Ue per la politica estera, arrivando al Consiglio europeo. “I ministri degli Esteri hanno fatto pressione sull’Ungheria e proposto soluzioni in uno spirito costruttivo ma in tempo di elezioni le persone non sono razionali…”, ha concluso, riferendosi al voto politico del 12 aprile in Ungheria.

Immagini e storie: in un libro i 500 GP di Pirelli in Formula 1

Milano, 19 mar. (askanews) – Un libro per raccontare, con immagini e testi, le 500 gare di Pirelli nel Mondiale di Formula 1. Fondazione Pirelli presenta il volume “Emozioni”, pubblicato da Marsilio Arte, un’opera affascinante che presenta fotografie insieme a materiali in parte provenienti dall’Archivio Storico Pirelli: un percorso che attraversa epoche, circuiti, dettagli tecnici e storici. Da segnalare in particolare un reportage fotografico inedito di Darren Heath dedicato al Gran Premio di Gran Bretagna 2025 a Silverstone: una sezione contemporanea che, nell’anno del 75esimo anniversario del Campionato del mondo, costruisce un ponte visivo tra memoria e futuro.

Il libro, che si configura anche con un evento, ricostruisce una storia dentro la storia: quella che inizia a Silverstone il 13 maggio 1950, in contemporanea con la nascita del Mondiale, e che vede Pirelli presente lungo una traiettoria articolata in tre grandi fasi (1950-1958; 1981-1991 e dal 2011 in avanti come Global Tyre Partner del FIA Formula 1 World Championship). Accanto ai protagonisti della pista – da Alberto Ascari a Juan Manuel Fangio, da Ayrton Senna a Nelson Piquet, fino a Lewis Hamilton e Max Verstappen – il libro racconta anche il lavoro dei tecnici, degli ingegneri e dei meccanici. Un universo professionale decisivo nella costruzione della competizione.

Il volume ospita poi una serie di contributi istituzionali e tecnici, interviste e testimonianze che raccontano la Formula 1 come officina a cielo aperto dove competizione e innovazione procedono insieme. Tra gli autori e i protagonisti: Marco Tronchetti Provera, Stefano Domenicali, Mohammed Ben Sulayem, Andrea Casaluci, Antonio Calabrò, Maurizio Boiocchi, Pierangelo Misani, Giovanni Tronchetti Provera, Mario Isola, Jean Todt, Susie Wolff, Giorgio Terruzzi, Giuseppe Di Piazza, Arianna Ravelli.

La parte finale del volume raccoglie dashboard e infografiche: chilometri, vittorie, record e statistiche che condensano decenni di competizioni e restituiscono, in forma essenziale, la dimensione numerica di uno sport totale.

Il volume “Emozioni. I 500 GP di Pirelli nel Campionato del mondo di F1” vuole anche mettere in scena la Formula 1 come grande immaginario contemporaneo e la racconta come storia di industria, innovazione e cultura visiva, che ha voglia di continuare a guardare al futuro.

Referendum sulla Giustizia, la pm di Pesaro spiega perché votare “sì”

Roma, 19 mar. (askanews) – La magistrata Anna Gallucci, pm presso la procura di Pesaro, risponde a cinque quesiti riguardanti le questioni principali su cui sono chiamati ad esprimersi gli elettori italiani al Referendum confermativo sulla Riforma della Giustizia in programma il 22 e 23 marzo 2026.

1. Gli effetti della separazione delle carriere tra giudici e pm? “Gli effetti sulla nostra categoria sono dirompenti e sono essenzialmente positivi, perché finalmente chi giudica sarà diverso da chi accusa, oggi noi facciamo la stessa carriera, cioè entriamo con lo stesso concorso”, ha spiegato Gallucci ad askanews.

“La separazione delle carriere serve proprio ad evitare questo, cioè a renderci distanti, in modo che il giudice sia non solo imparziale, perché l’imparzialità è una forma mentis del giudice, ma sia anche terzo, cioé a prescindere dalla buona volontà, dall’impegno e dalla consapevolezza del giudice stesso sarà equidistante sia dall’accusa che dalla difesa”, ha aggiunto la togata.

2. Con il sorteggio dei membri dei due CSM cosa cambia?

“Oggi i componenti del Consiglio Superiore della Magistratura sono scelti in base alle campagne elettorali che si svolgono, come quelle che fanno i partiti, tra noi magistrati. Invece, con il sorteggio, noi magistrati saremo tutti chiamati a poter ricoprire il ruolo dei componenti del CSM”, ha affermato la pm di Pesaro. “Il sorteggio garantisce la trasparenza e garantisce una netta equidistanza da ogni ideologia politica”, ha aggiunto.

3. Perché creare un’Alta corte disciplinare?

“L’Alta corte disciplinare altro non è che un giudice che si dovrà occupare degli illeciti disciplinari dei magistrati. Ciò è importante perché l’illecito disciplinare deve essere un’effettiva punizione di chi sbaglia, significa che anche noi magistrati dobbiamo ammettere che abbiamo dei limiti e chi di noi sbaglia deve pagare”, ha spiegato Gallucci. “Il ricorso per Cassazione è previsto dall’Articolo 111 della Costituzione. Se poi la Cassazione un domani vorrà dire, perché sarà la Cassazione a decidere la prima volta, che l’articolo 111 non si applica è una sua libera interpretazione”, ha sottolineato Gallucci.

4. Che ricaduta avrà l’esito di questo referendum?

“Io come magistrato non effettuo valutazioni politiche, posso solo dire che questa riforma inciderà sulla magistratura migliorandola nettamente, del resto tutti i cittadini sanno che c’è qualcosa nel sistema giustizia che va cambiato”, ha detto Gallucci. “Se dovesse vincere il no, vincerà l’immobilismo, nessuna riforma sarà più possibile, rimarremo alla situazione attuale in tutti i campi, non ci sarà alcun tipo di progresso”, ha aggiunto la magistrata.

5. Infine, un appello per motivare gli indecisi:

“Cittadini se ancora non avete compreso cosa è meglio votare è perché la campagna referendaria è stata inquinata da fake news soprattutto da parte dei frontmen del no, tra cui rientrano purtroppo anche i miei colleghi. La cosa è molto semplice: vi sentireste sicuri entrando in un’aula di giustizia? Se domani venite arrestati, siete sicuri di poter dimostrare la vostra innocenza davanti a un giudice davvero terzo?”

“Se vogliamo cambiare il sistema votiamo sì, ma facciamolo tutti insieme perché in questo referendum non c’è il quorum, se rimanete a casa vince l’immobilismo, vince la casta dei magistrati, non cambieremo mai nulla”, ha concluso.

Iran, le notizie più importanti del 19 marzo sulla guerra

Roma, 19 mar. (askanews) – Di seguito una selezione delle notizie più importanti di giovedì 19 marzo sulla guerra di Usa e Israele contro l’Iran, un conflitto che coinvolge ormai tutti i Paesi del Golfo e il Libano, con gravi ripercussioni sull’economia globale.

-10:37 Kallas (Ue): non c’è base di diritto internazionale per la guerra. L’Ue non ha intenzione di entrare nel conflitto.

-10:10 L’Arabia Saudita ha confermato che un drone ha colpito la raffineria Samref nella città portuale di Yanbu, sul Mar Rosso.

-10:05 Crosetto: situazione non calcolata a Hormuz, serve il nostro aiuto.

-10:00 Il Gas balza del 25% ad Amsterdam, un megawattora pagato 68 euro. Scatto a 72 euro dopo gli attacchi in Arabia Saudita e Qatar.

-09:45 Iran, Pechino: “inaccettabile” l’uccisione di Ali Larijani

-09:30 A Gaza riaperto il valico di Rafah, per prima volta dall’inizio della guerra in Iran.

-09:00 Idf: sei attacchi iraniani contro Israele, 4 morti. Tre palestinesi in Cigiordania e uno straniero in Israele.

-08:00 Il prezzo del Brent alle stelle all’apertura dei mercati asiatici.

-07:01 Qatar: ingenti danni al complesso di gas di Ras Laffan.

-07:00 Trump minaccia di colpire un giacimento in Iran dopo gli attacchi al Qatar.

Referendum sulla Giustizia, il pm di Rieti spiega perché votare “no”

Roma, 19 mar. (askanews) – Il magistrato Rocco Gustavo Maruotti, pm presso la procura di Rieti e dal febbraio 2025 segretario generale dell’Associazione Nazionale Magistrati (ANM), risponde a cinque quesiti riguardanti le questioni principali su cui sono chiamati ad esprimersi gli elettori italiani al Referendum confermativo sulla Riforma della Giustizia in programma il 22 e 23 marzo 2026.

1. Gli effetti della separazione delle carriere tra giudici e pm?

“È evidente che l’obiettivo di questa riforma non è separare le carriere, ma creare due diverse magistrature, spezzando l’ordine unico dei magistrati. Tutto ciò che si divide si indebolisce, quindi l’obiettivo finale è quello di indebolire la capacità della magistratura di resistere alle pressioni del potere politico come è stato detto molto chiaramente da alcuni dei proponenti di questa riforma”, ha spiegato Maruotti ad askanews.

“I magistrati che cambiano percorso professionale, da giudice a pm e viceversa, sono meno di 30 all’anno, lo 0,3% della platea di questi 10.000 magistrati”, ha precisato.

2. Con il sorteggio dei membri dei due CSM cosa cambia?

“Il sorteggio è un’autentica umiliazione delle regole democratiche e dei principi costituzionali dell’elettorato attivo e passivo”, ha detto il pm di Rieti.

“Il sorteggio nega autorevolezza ai componenti del CSM – ha proseguito – il sorteggio non servirà ad eliminare le correnti, ma determinerà assoluta casualità nell’individuazione dei soggetti che andranno a comporre questo organo e svolgeranno una funzione molto delicata”.

3. Perché creare un’Alta corte disciplinare?

“La creazione di un’Alta corte disciplinare soltanto per i giudici civili e penali e non per tutte le altre magistrature d’Italia è un fatto del tutto irrazionale, che si spiega soltanto nell’ottica di punire i magistrati quando non si adeguano al volere del governo di turno”, ha dichiarato.

“Sarà esclusa la possibilità di ricorrere alla Corte di Cassazione. I magistrati italiani saranno gli unici cittadini a cui sarà privato non solo l’elettorato attivo e passivo, ma anche il diritto di rivolgersi alla Corte di Cassazione, in caso di sentenze che violano principi di legge”, ha sottolineato Maruotti.

4. Che ricaduta avrà l’esito di questo referendum?

“La connessione tra la riforma della magistratura e quella del premierato è forte e abbastanza evidente, non sono due capitoli separati, ma le due facce della stessa medaglia. L’obiettivo è quello di costruire un esecutivo forte e dotato di una legittimazione diretta e circondato da organi di controllo, compresa la magistratura, tendenzialmente allineati”.

“Come l’esito del referendum potrebbe incidere sul percorso di questo tipo di riforme dipenderà in realtà dal governo e non certo dai cittadini italiani che voteranno il 22 eil 23 soltanto su questa riforma”, ha aggiunto.

5. Infine, un appello per motivare gli indecisi:

“Bisogna votare no e aiutare i cittadini a comprendere che questa riforma è una revisione costituzionale, ha come unico obiettivo quello di indebolire quell’organo di garanzia, di rilevanza costituzionale, presieduto dal capo dello Stato e voluto dai padri costituenti per tutelare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, in definitiva ha come obiettivo di indebolire la magistratura, come d’altronde hanno candidamente confessato alcuni proponenti di questa riforma, da ultimo la capo di gabinetto del ministro (della Giustizia, Giusi Bartolozzi, ndr), votare questa riforma serve a togliere di mezzo la magistratura”, ha concluso.

Crosetto: spero che Guterres e Ue sostengano una missione a Hormuz

Roma, 19 mar. (askanews) – Oggi il Segretario Generale dell’Onu, Antonio Guterres, partecipa al Consiglio europeo e “io mi auguro che lo si convinca a intraprendere” la strada di una missione internazionale per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz, dove “deve esserci una presenza del mondo” in modo che l’Iran non la percepisca come un attacco. Lo ha detto oggi il ministro della Difesa, Guido Crosetto, intervistato a “Non Stop News” su Rtl 102.5, auspicando anche “che tutti i leader europei si muovano su questo senso”.

Perché anche se “il resto del mondo questa guerra non l’ha voluta” ora deve “cercare di gestire una problematica che ormai investe tutti”, e se si parte dalle Nazioni Unite, si potrebbe anche rilanciarne il ruolo, che “ultimamente è un po’ scomparso”. Quindi, ha concluso il ministro, “uniamo il fatto che i primi ad avere bisogno di quel petrolio sono magari i cinesi o gli indiani e mettiamo insieme una coalizione di tutte le nazioni in modo tale che l’Iran non la percepisca come un attacco e quindi sia possibile ripristinare il passaggio a Hormuz”.

Sanchez alla Ue: serve una posizione inequivocabile contro la guerra

Roma, 19 mar. (askanews) – Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez si reca oggi a Bruxelles per partecipare al Consiglio europeo con un obiettivo chiaro: ottenere una posizione “inequivocabile” dai leader europei contro la guerra in Medio Oriente. A tal fine, fonti del Palazzo della Moncloa indicano che terrà un discorso “incisivo” a porte chiuse. Il primo ministro sarà ricevuto alle 10 dalla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, con la quale avrà un primo scambio di opinioni insieme agli altri leader europei.

Alle 13, secondo il programma stabilito, Sanchez poserà per la tradizionale foto di gruppo e poi pranzerà con il presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, e gli altri leader. Alle 18.30 inizierà la riunione del Consiglio Europeo, dove si prevede che verranno affrontati temi cruciali come le guerre in Ucraina e in Medio Oriente. Ci sarà anche una sessione specifica per discutere di competitività, sicurezza e difesa e del quadro finanziario pluriennale.

Fonti governative hanno spiegato che l’obiettivo di Sßnchez è chiaro: l’Ue deve adottare una posizione netta riguardo a una guerra che considera illegale e insensata. Dall’inizio del conflitto, il premier si è concentrato non solo sull’Iran, ma anche sul Libano, la Cisgiordania e Gaza, offrendo il suo sostegno all’Autorità Palestinese e sottolineando l’importanza dello Stretto di Hormuz, ora nuovo epicentro della crisi globale. Il primo ministro spagnolo metterà in evidenza tre ragioni per cui questa guerra deve essere fermata: l’alto costo in termini di vite umane; l’incoerenza e il pericolo di violazione del diritto internazionale – per cui Sanchez invocherà l’articolo 2 del Trattato Onu, che invita gli Stati membri ad astenersi dall’uso della forza; e, in terzo luogo, l’aumento del costo dell’energia, che di conseguenza ha un impatto sulla catena di consumo globale.

A questa triplice motivazione, Sanchez aggiungerà il costo degli sfollati a causa della guerra, con oltre 8.000 spagnoli già evacuati dall’Iran dal ministero degli Affari Esteri, dell’Unione Europea e della Cooperazione. È qui che Sanchez metterà in evidenza il paradosso di parlare in questi concili per tre anni di sicurezza e difesa come pilastro fondamentale, mentre si verificano più conflitti che mai. Pertanto, chiederà un ritorno alla diplomazia e al negoziato e il rifiuto dell’intervento militare. In questo quadro, Sanchez conta sulla probabile forte alleanza di Antonio Costa, che ha appoggiato le parole del presidente fin dall’inizio.(Fonte Servimedia).

Corrono i prezzi delle case secondo l’Istat

Roma, 19 mar. (askanews) – Nel 2025, in media, i prezzi delle abitazioni aumentano del 4%: quelli delle abitazioni nuove crescono dello 0,6% e quelli delle abitazioni già esistenti del 4,7%. La dinamica dei prezzi delle abitazioni registrata nel 2025 produce un effetto di trascinamento al 2026 pari a +1,6%: +3,3% per le abitazioni nuove e +1,3% per le abitazioni già esistenti. Lo ha reso noto l’Istat.

“In media, nel 2025, la crescita dei prezzi delle abitazioni risulta sostenuta (+4%) e determina un effetto di trascinamento al 2026 del +1,6%”, è il commento dell’Istat.

MIA Photo Fair BNP Paribas – sezione Reportage Beyond Reportage

Milano, 19 mar. (askanews) – MIA Photo Fair BNP Paribas presenta la quindicesima edizione della fiera italiana dedicata alla fotografia, dedicata alla Metamorfosi, presso gli spazi di Superstudio Più a Milano da giovedì 19 a domenica 22 marzo 2026. La manifestazione, organizzata da Fiere di Parma e diretta per il terzo anno da Francesca Malgara, ha il patrocinio del Comune di Milano e vede il supporto di BNL BNP Paribas, già storico main sponsor dal 2012, e title sponsor dal 2025, e di Deloitte che, con il patrocinio di Fondazione Deloitte, è diventato main sponsor della fiera lo scorso anno. Sono quattro le sezioni della quindicesima edizione di MIA Photo Fair BNP Paribas: la Main Section e tre sezioni tematiche Beyond Photography – Dialogue curata da Domenico de Chirico, Reportage Beyond Reportage curata da Emanuela Mazzonis e Focus Latino curata da Rischa Paterlini. Un sistema di colori guida lo spettatore lungo il percorso espositivo, con un riferimento cromatico applicato alle varie gallerie o ai singoli artisti per indicarne la sezione di riferimento.

Emanuela Mazzonis presenta la sua curatela: “La sezione Reportage Beyond Reportage, che curo per la quarta volta in occasione di MIA Photo Fair BNP Paribas, analizza come oggi sia difficile poter parlare di reportage classico. Oggi gli artisti non possono più sottolineare quella che è l’immediatezza della notizia, le immagini arrivano prima di ogni parola e quindi quello che gli artisti cercano di sottolineare con il lavoro di analisi che fanno sulle immagini che poi producono è un’analisi indagatoria: le loro immagini pongono questioni piuttosto che dare risposte. Il collegamento che ho voluto trovare quest’anno con il tema della fiera Metamorfosi si collega a uno statement di Italo Calvino sul poema di Ovidio, Le Metamorfosi, dove l’autore italiano sottolinea quanto sia importante avere molteplici chiavi di lettura nell’interpretare il poema ovidiano e questo noi lo ritroviamo esattamente nelle immagini: il modo in cui noi dobbiamo percepire le immagini deve essere un’apertura mentale, non dobbiamo avere un’unica chiave di lettura. Nella sezione si potranno ritrovare dodici gallerie, straniere ed italiane, con lavori di artisti che sottolineano quanto la metamorfosi vada a influire nell’ambito della fotografia sia da un punto di vista tecnico, con esperimenti che vanno dai fotogrammi agli scannogrammi, che nell’indagine su quella che è la trasformazione dell’identità umana e la trasformazione del paesaggio naturale rovinato dall’industrializzazione e dall’urbanizzazione.

Alle mie spalle si vede un’immagine di Anastasia Samoylova, artista russa che vive in America da dieci anni e che racconta, o meglio documenta, la Route No. 1 sulla costa atlantica degli Stati Uniti: come questo paesaggio sia cambiato, abbia subito delle metamorfosi, proprio a causa della industrializzazione, della modernizzazione, della capitalizzazione e quanto questo territorio americano sia pieno di contraddizioni e di fragilità che lei riesce a estrapolare attraverso delle immagini in fondo anche molto poetiche come questa che possiamo osservare dietro di me”.

Orban: Ungheria non supporta Ucraina se non riceve il petrolio

Bruxelles, 19 mar. (askanews) – “Vogliamo ricevere il petrolio che l’Ucraina sta bloccando. Non supporteremo nessuna decisione in favore dell’Ucraina finché l’Ungheria non riceverà il petrolio che le appartiene”. Lo ha detto il primo ministro ungherese Viktor Orban arrivando al Consiglio europeo.

“La nostra posizione è chiara: siamo pronti a sostenere l’Ucraina quando riceveremo il petrolio che loro stanno bloccando. Aspettiamo il petrolio, il resto sono storie, vogliamo fatti. E’ un fattore di esistenza per l’Ungheria” che senza petrolio rischia “la bancarotta” e dunque “non è un gioco”, ha ribadito.

Sergio Paronetto, l’architetto nascosto della ricostruzione italiana

Ricorre l’81° anniversario della morte di Sergio Paronetto, il giovane vicedirettore dell’IRI, che ha aiutato Alcide De Gasperi a completare il pensiero sulla ricostruzione del Paese tra il 1940 e il 1945.

Il “primato del sociale” nella Costituzione

A Sergio Paronetto l’Italia deve una parte essenziale della Costituzione, l’indice, caratterizzato – si vorrebbe dire: qualificato – dai primi quattro Titoli: rapporti civili, rapporti (etico)sociali, rapporti economici, rapporti politici, nell’ordine. Uomo di ineguagliata statura culturale, morale e civile, Paronetto ha ripreso la triade sociale-economico-politico dal suo inventore, papa Leone XIII (di papa Pecci è il maggiore studioso vivente, interpellato sovente da papa Pacelli e da monsignor Montini sulle implicazioni della Dottrina sociale della Chiesa).

Da lui deriva il ‘primato del sociale’ che distingue la nostra Carta: laddove primato vuol dire che per definire la materia riguardante l’agire sociale del singolo cittadino e la vita sociale della comunità italiana non si deve fare riferimento a categorie dell’economia e della politica, mentre per le definizioni riguardanti queste due materie è ineludibile

riferirsi a categorie della materia sociale. Gli articoli della cosiddetta “costituzione economica” derivano in massima parte dalla formulazione paronettiana.

Si noti che, oltre ad essere conosciuto dai costituenti suoi grandi amici De Gasperi, Vanoni, La Pira, Gronchi, Meuccio Ruini (che sarà presidente della Commissione dei LXXV), il lavoro di Paronetto nel trattare argomenti “costitutivi” sarà assai apprezzato da Palmiro Togliatti, grande estimatore del giovane dirigente valtellinese.

Istituzioni, idee e testi fondativi

Quattro sono gli enti inventati da Paronetto: la SIOI, la Svimez, il CNEL, l’ISCO: che poi i suoi amici e ammiratori trasformeranno in realtà.

Sono dieci i testi fondamentali stesi come redattore-ombra da Paronetto per De Gasperi e per papa Pio XII nella prima metà degli anni Quaranta: i tre documenti programmatici della neonata Democrazia Cristiana, che vedono la luce dal 1942 al 1944 firmati da De Gasperi con lo pseudonimo Demofilo, più il ‘Testamento Politico 1942’ dello stesso De Gasperi; e sei documenti ecclesiali, di cui cinque firmati da papa Pacelli: quattro radiomessaggi pontifici dal 1941 al 1944 e il Discorso di investitura delle ACLI dell’11 marzo 1945, più il Codice di Camaldoli, che tanta influenza avrà sui costituenti cattolici (e non solo).

L’IRI e la strategia della ricostruzione

A Paronetto si deve la decisione di non liquidare l’IRI cui pensavano in un primo momento le autorità alleate, essendo l’ente nato nel 1933, in pieno ventennio; inoltre, si deve all’opera di persuasione su De Gasperi la nomina di Luigi Einaudi a governatore della Banca d’Italia nel 1944; la prima bozza di un piano per il rilancio del Mezzogiorno alla fine degli anni Trenta; lo studio condotto riservatamente per il ministro delle Finanze Paolo Ignazio Thaon di Revel per introdurre precocemente anche in Italia un Sistema di Contabilità Nazionale con grandezze macroeconomiche (il nuovo governatore della Banca d’Italia Donato Menichella, già direttore generale dell’IRI e superiore diretto di Paronetto, si rassegnerà a procedere all’adesione dell’Italia al Sistema di Contabilità Nazionale di standard internazionale oltre dieci anni dopo).

Per ordine di Menichella, Paronetto inventa nella seconda metà degli anni Trenta la Finsider e la Finmare, le finanziarie di settore dell’IRI, che vengono prontamente costituite, mentre la terza capogruppo, la Fincantieri, rimane allo stadio di progetto fino al 1958. L’IRI darà un contributo decisivo alla ricostruzione d’Italia, proprio come pensava il suo giovane vicedirettore generale prematuramente scomparso.

Militanza cattolica e visione profetica

Sul fronte della militanza cattolica, Paronetto è vicepresidente del Movimento Laureati Cattolici (già vicepresidente della FUCI) e redattore capo della rivista Studium. Assistente di Giovanni Battista Montini, consegna allo stesso i contenuti principali della futura Populorum Progressio: la necessità dello sviluppo sociale-economico per avere la pace. Passerà un quarto di secolo prima che Montini, divenuto papa Paolo VI, faccia splendere l’intuizione dell’amico Sergio nella sua straordinaria enciclica del 1967.

La commemorazione

La messa in suffragio dell’anima di Sergio Paronetto si terrà presso la cappella dell’Area delle Confraternite del cimitero del Verano alle 10:30 di venerdì 20 marzo.

Separazione delle carriere: una riforma da comprendere e sostenere

Una riforma fraintesa nel dibattito pubblico

Le argomentazioni corrette e appropriate sulle ragioni che giustificano la divisione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici hanno purtroppo lasciato spazio su tutta la stampa a polemiche a volte effimere, a volte truffaldine, a volte inconsistenti.

La riforma non è stata spiegata adeguatamente perché è stata proposta dal governo e quindi ha un sapore “politico” e poi, c’è da dire, che non corrisponde al DNA del Presiedente del Consiglio che ha una storia diversa da quella “liberale”!

Ma tant’è, la riforma è liberale e la valutazione deve essere obiettiva e serena; alla vigilia del voto bisogna dare dunque una valutazione sul significato dell’ordinamento giudiziario e sul rapporto annoso tra la politica e la giustizia per precisare le regioni che giustificano un voto positivo al referendum.

Il precedente di Tangentopoli e lo squilibrio istituzionale

È passato molto tempo dal “fenomeno” tangentopoli, una stagione nella quale l’esercizio dell’azione penale ha prepotentemente influito sull’intero sistema istituzionale, squilibrandolo e offuscandolo; ha interferito con le più profonde ragioni della politica e ha disatteso le regole fondamentali della stessa giurisdizione a partire dal valore ineliminabile della prova. Ma ora quei processi si sono da tempo conclusi non con una serie di condanne, come si poteva prevedere, ma con un numero enorme di assoluzioni che hanno costituito un vero e proprio fenomeno politico e giudiziario.

Il significato del processo e il ruolo dei giudici

È da questa considerazione che è necessario partire per individuare il significato del “processo”. La stagione, dunque, dei verdetti anomali emessi con prepotenza «in nome dei pubblici ministeri», fu superata con sentenze vere, fatte dai giudici in nome del buon senso e in nome e nell’interesse del popolo italiano, per una giustizia mite e serena.

La verità è che ancora oggi, non si è ancora colto il segno eccezionale della straordinaria serie di assoluzioni che hanno dimostrato in concreto la contraddittorietà delle iniziative intraprese dai pubblici ministeri e la vistosa patologia del processo penale. Patologia che non può essere né coperta né giustificata dal pretesto della differenza di valutazione dialettica, tradizionale tra pubblico ministero e giudice, ma che è stata palesemente prodotta da una alterazione e da una deviazione dell’esercizio dell’azione penale, che hanno determinato una crisi del processo e una inagibilità dello stesso.

La crisi del pubblico ministero e la degenerazione del sistema

I collegi giudicanti non hanno fatto prevalere un «contro teorema» politico, ma hanno saputo, con saggezza e pacatezza, demolire uno per uno i capisaldi di un teorema accusatorio che ha incriminato persone anche innocenti, ma soprattutto ha distrutto alcuni partiti e ha incrinato la credibilità delle istituzioni repubblicane da parte dei cittadini.

Si sperava che fosse tramontata l’era in cui il pm era accusatore e insieme, giudice, per cui l’avvio dell’azione penale coincideva con la sua conclusione, con la sentenza di fatto, con la condanna dell’imputato, con la fine inappellabile del suo onore civile e politico.

È stato questo il tragico errore che ha compromesso la credibilità del pm.

La conclusione è appunto che quella che viene definita «la rivoluzione giudiziaria» altro non è stata che una banale e incerta conquista del potere da parte di una magistratura sollecitata dalla sinistra che, non potendo fare una profonda revisione culturale e politica della propria storia, non è riuscita a consolidarsi nella coscienza del paese.

È questa la premessa culturale che ha consentito una funzione della magistratura fuori dalle regole istituzionali, ideologizzando il suo ruolo come un ruolo politico, non al di sopra delle parti.

Il giusto processo e il nuovo modello accusatorio

Orbene l’introduzione nella Carta Costituzionale dei principi del «giusto processo» ha segnato un momento importante di intervento riformatore del legislatore. Tutte le forze rappresentate in Parlamento hanno convenuto che un processo penale degno di questo nome è giusto se pone al centro l’escussione della prova, accompagnata da un serio contraddittorio dibattimentale. Tra le parti rispetto ad un giudice terzo e imparziale.

“L’Unità della giurisdizione” era prevista per un codice procedura penale inquisitorio dove si attribuiva al pm una funzione pubblica di difesa della comunità, ma nel 1989 il legislatore ha approvato un nuovo codice di procedura e, di conseguenza il pm per far funzionare il processo deve essere “par-te” contrapposta alla “difesa”, con un giudice terzo e imparziale.

Una riforma strutturale, non contingente

È l’argomento unico e principale per cui è inutile dire che la riforma non incide sui problemi della giustizia, e non porta vantaggi ai cittadini.

Non si tratta di trovare rimedio a una contingenza o a una burocrazia interna, né è argomento valido la contiguità o l’amicizia tra i magistrati, ma si tratta di risolvere un problema strutturale di principio, per un processo credibile appunto sistematico, come prevede l’art. 111 della Costituzione.

Due funzioni, due culture

Dunque, pm e giudici svolgono mestieri diversi e debbono avere per un processo accusatorio culture diverse, professionalità diverse per essere credibili. In tutti questi anni tutti i magistrati sono stati chiamati e vengono sempre chiamati giudici e se quando il pm accusa è considerato “giudice” anche dalla stampa e viene accreditato nelle sue accuse non ancora verificate dal vaglio del processo, perché l’ha detto già un “giudice”.

La conclusione è che se si fosse approvata questa riforma negli anni 80 a seguito della modifica del processo non avremmo avuto il fenomeno di Tangentopoli, c’è un’indagine giudiziaria fuori dalle regole costituzionali perché essa sarebbe stata controllata fin dall’inizio da un giudice che purtroppo non c’è stato né a Milano né in Italia.