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WhatsApp, Ue ordina a Meta di ripristinare accesso a assistenti IA di terzi

Roma, 9 giu. (askanews) – La Commissione europea ha ordinato a Meta di ripristinare l’accesso agli assistenti di intelligenza artificiale sviluppati da terze parti per il sistema WhatsApp e di mantenerlo fino a quando non sarà completata l’attuale indagine dell’Antitrust. “Questo impedirà danni gravi e irreparabili alla concorrenza in questo crescente mercato, che apparentemente vede le condotte di Meta violare le normative europee”, afferma l’Antitrust UE con un comunicato.

Sostanzialmente Bruxelles chiede che vengano ripristinate le condizioni che erano in vigore prima del 15 ottobre del 2025. “Meta deve mantenere l’accesso in quei termini e condizioni fino a quando la commissione adotterà una decisione sul caso. Meta – conclude il comunicato – deve ottemperare a queste misure entro 5 giorni lavorativi”.

Simest: partnership con Rina per supportare pmi e filiere industriali

Milano, 9 giu. (askanews) – Partnership strategica tra Simest e Rina per lo sviluppo di servizi integrati a sostegno dei piani di crescita sui mercati globali delle aziende italiane, con particolare attenzione alle pmi e alle filiere industriali. La collaborazione tra la società del gruppo Cassa Depositi e Prestiti e il gruppo multinazionale di ispezione, certificazione e consulenza ingegneristica punta a offrire strumenti concreti per affrontare le sfide legate all’innovazione e alla transizione digitale ed ecologica in atto, integrando i servizi di advisory e le soluzioni di Rina con l’offerta finanziaria integrata di Simest, come spiega Orazio Manni, Vice President Management Consulting & Sustainability di Rina.

“E’ una partnership estremamente importante per noi perché il tema della sostenibilità e della transizione digitale sono assolutamente temi attuali, perchè garantiscono e consentono alle aziende, in particolare alle piccole e medie imprese, di cogliere questa grande opportunità – ha spiegato -. Non bisogna considerare la sostenibilità e la transizione digitale come un obbligo normativo, neanche come un’opzione, ma come un driver per la crescita delle aziende. Rina ha inteso cogliere l’opportunità di costruire questa partnership con Simest proprio perché ritiene di poter mettere a disposizione delle imprese la propria competenza tecnica, la propria capacità di supportare le imprese nel cogliere le opportunità di finanziamento e Simest rappresenta un campione nazionale nel consentire alle aziende di promuovere i propri progetti di internazionalizzazione supportandoli con risorse, perché è vero – ha concluso – che le aziende italiane non hanno mai avuto difficoltà a cogliere le opportunità di innovazione, ma hanno bisogno di risorse e Simest insieme a Rina sono sicuramente due partner strategici in questo senso”.

L’accordo rientra nel progetto Filiere d’Impatto, promosso da Simest per sostenere la competitività delle imprese delle filiere dei champion nazionali, come spiega Carolina Lonetti, direttore export e finanza agevolata di Simest. “Il progetto Filiere d’Impatto nasce con la volontà, con l’obiettivo di utilizzare la finanza pubblica in complementarità con la finanza privata a servizio dello sviluppo di filiere industriali – ha spiegato -. A più di un anno dalla partenza del progetto abbiamo sottoscritto 14 accordi di filiera con altrettanti champion, intercettato interesse per finanza agevolata a supporto di progetti di investimento in Italia all’estero da parte di oltre 1500 aziende e stipulato oltre 500 contratti di finanziamento per 300 milioni”.

Per creare un circolo virtuoso capace di trainare la crescita dell’intera catena produttiva diventa fondamentale il ruolo delle imprese capofila delle filiere. “Oggi nel corso dell’evento Rina faranno una testimonianza i nostri partner Fincantieri ed Enel, che sono state tra le prime aziende ad aderire al progetto”, ha sottolineato Lonetti. “Il partner è fondamentale in questo percorso: ha una funzione di ingaggio, ha una funzione di guida per le imprese in quanto nella maggior parte dei casi il problema delle pmi non è tanto quello di accedere alla finanza – fondi pubblici ne esistono in abbondanza, come anche molte delle imprese con cui noi parliamo sono aziende solide e di valore -, il problema fondamentale è quello di fare delle scelte strategiche che vadano nella direzione di uno dello sviluppo del paese e dei territori”.

Usa, Trump: elicottero abbattuto da Iran, risponderemo

New York, 9 giu. (askanews) – Gli Stati Uniti hanno accusato l’Iran di avere fatto precipitare ieri nelle acque al largo dell’Oman un elicottero militare e hanno preannunciato una risposta. Ad anticiparla è il presidente americano, Donald Trump, ore dopo l’annuncio da parte dell’esercito americano dell’apertura di un’inchiesta sull’incidente da cui due soldati Usa sono stati portati in salvo.

Sul suo social Truth, Trump ha scritto: “Sono appena stato informato dal nostro grande esercito che ieri notte gli iraniani hanno abbattuto uno dei nostri elicotteri Apache altamente sofisticati mentre pattugliavano lo Stretto di Hormuz. Erano coinvolti due piloti, entrambi sono al sicuro e senza ferite. Tuttavia, gli Stati Uniti devono, per necessità, rispondere a questo attacco”.

Nasa: Palermitano sarà pilota della missione Artemis III

New York, 09 giu. (askanews) – Dopo avere fatto la storia ad aprile inviando quattro persone attorno alla Luna per la prima volta in oltre 50 anni con la missione Artemis II, la Nasa ha annunciato l’equipaggio della prossima missione. A fare parte di Artemis III, prevista non prima di fine 2027, saranno quattro uomini e per l’Italia c’e’ Luca Parmitano. Il volto dell’Agenzia spaziale italiana sara’ il pilota della missione, che rappresentera’ l’Agenzia spaziale europea.

Durante la conferenza della Nasa, l’italiano che fino a ora ha trascorso in totale di 367 giorni nello spazio ha preso la parola “scudandosi in anticipo se mi emoziono”. Colui che ha iniziato la sua carriera come un pilota collaudatore e diventato poi colonnello con l’Aeronautica militare italiana, si e’ detto “grato” del ruolo che gli e’ stato dato. Parmitano ha spiegato che il suo “lancio” nello spazio e’ stata l’Italia, e che l’Esa e’ come una “torre di lancio che collega le nazioni”. Il razzo, “figurativamente e letteralmente” e’ la Nasa, ha continuato ringraziandola.

“Non andremmo da nessuna parte senza il carburante” e per lui il suo carburente sta nella sua famiglia. Rivolgendosi alle figlie Maia e Sara, alla seconda moglie Marta e la famiglia allargata, visibilmente emozionato ha detto loro: “Siete l’energia che alimenta la mia anima e il vostro amore e’ la scintilla che accende ogni passione”.

Il comandante della missione Artemis III sara’ l’astronauta americano Randy Bresnik, entrato nella Nasa nel 2004, l’unico ad aver volaro su uno shuttle spaziale prima che quei veicoli fossero ritirati. Gli specialisti della missione saranno gli americani Andre Douglas, gia’ membro di riserva dell’equipaggio di Artemis II, e Frank Rubio. Quest’ultimo aveva viaggiato verso la Stazione Spaziale Internazionale a bordo di una capsula russa Soyuz, aspettandosi di rimanere la’ per sei mesi. Ma mentre era attraccata alla stazione spaziale, la Soyuz ha subito una perdita di liquido refrigerante. Rubio ha dovuto rimanere sulla ISS fino a quando non poteva essere inviata una Soyuz sostitutiva. È finalmente tornato sulla Terra dopo 371 giorni, il periodo di permanenza continua più lungo nello spazio da parte di un astronauta della Nasa.

I membri dell’equipaggio avranno meno tempo per prepararsi alla missione: 1,5 anni contro i tre dell’equipaggio della missione Artemis II.Il direttore generale dell’Esa, Josef Aschbacher, e’ salito sul palco dicendo che “giorni come questo non ci sono spesso” e che “stiamo per fare la storia” per poi subito lodare Palermitato “con orgoglio” definendolo “pronto a combattere, qualificato e pieno di riconoscimenti, un padre orgoglioso di due figlie” le cui competenze “sono state testate”. Il d.g. dell’Esa ha continuato: “Luca e’ preciso, composto e determinato. Si’, sono sicuro che portera’ un tocco di facilita’ italianita’ alla cabina di pilotaggio. E’ la persona esattamente giusta ed e’ pronto”. Aschbacher ha terminato in italiano dicendo “caro Luca siamo orgogliosi di te, buon volo”.

Nasa: Palermitano sarà pilota della missione Artemis III

New York, 09 giu. (askanews) – Dopo avere fatto la storia ad aprile inviando quattro persone attorno alla Luna per la prima volta in oltre 50 anni con la missione Artemis II, la Nasa ha annunciato l’equipaggio della prossima missione. A fare parte di Artemis III, prevista non prima di fine 2027, saranno quattro uomini e per l’Italia c’e’ Luca Parmitano. Il volto dell’Agenzia spaziale italiana sara’ il pilota della missione, che rappresentera’ l’Agenzia spaziale europea.

Durante la conferenza della Nasa, l’italiano che fino a ora ha trascorso in totale di 367 giorni nello spazio ha preso la parola “scudandosi in anticipo se mi emoziono”. Colui che ha iniziato la sua carriera come un pilota collaudatore e diventato poi colonnello con l’Aeronautica militare italiana, si e’ detto “grato” del ruolo che gli e’ stato dato. Parmitano ha spiegato che il suo “lancio” nello spazio e’ stata l’Italia, e che l’Esa e’ come una “torre di lancio che collega le nazioni”. Il razzo, “figurativamente e letteralmente” e’ la Nasa, ha continuato ringraziandola.

Al via a Roma Classica al Tramonto della Iuc: è la nona edizione

Roma, 9 giu. (askanews) – Al via la nona edizione Classica al Tramonto, la rassegna estiva dell’Istituzione Universitaria dei Concerti della Sapienza di Roma, ospitata in uno degli scenari più suggestivi della Capitale, il Museo Orto Botanico, negli ex Giardini di Cristina di Svezia, nel cuore di Trastevere.

Sempre più interessanti gli eventi della rassegna che si svolgerà dall’11 giugno al 15 luglio proponendo serate all’insegna di concerti unici (ore 21.00) oppure serate con due appuntamenti con la formula del doppio concerto (alle 20.30 e alle 21,30), oltre ad alcuni eventi speciali.

Diciassette gli appuntamenti fra musica classica, jazz con incursioni nella musica elettronica e nella letteratura, per un programma che anche quest’anno si caratterizza per la vivace, ma attenta eterogeneità: il palco dell’Orto Botanico ospiterà come di consueto musicisti di fama consolidata e internazionale, così come giovani artisti emergenti.

Cuore della rassegna resta la musica da camera con capolavori di Beethoven, Bach, Cajkovskij, senza dimenticare il Novecento con Kurbatov, Janácek, Skrjabin, Rachmaninov, Paert o Castelnuovo Tedesco, ma il cartellone si arricchisce di serate jazz, talk, elettronica e AV performances.

Il pianista Enrico Pieranunzi inaugura giovedì 11 giugno la rassegna con la Serata Bill Evans, presentando, in prima nazionale, Evanscape, progetto dedicato al grande musicista, fra brani famosi e composizioni originali di Pieranunzi in duo con il chitarrista Bebo Ferra. Spazio poi all’Ensemble Enerbia, fra i gruppi italiani più attivi nel campo della musica antica e tradizionale che propone alcuni dei brani più interessanti del repertorio popolare, fra danze di gruppo, canti dedicati al matrimonio, alla serenata notturna, alla festa campestre. Grande jazz anche giovedì 18 giugno con A Beautiful Miles, omaggio tributato a Miles Davis in occasione del centenario dalla nascita con Gianni Oddi Quartet e con la Campus Jazz Orchestra, formazione giovanile diretta da Massimo Nunzi con la presenza speciale di Stefano Fresi e Cristiana Polegri.

Arriva poi all’Orto Botanico il 23 giugno Pangea, progetto del contrabbassista Pietro Leveratto che evoca una dimensione creativa in continua evoluzione coinvolgendo diversi musicisti e cambiando spesso formazione e i repertori: il progetto si evolve in un quartetto che ospita il clarinettista Gabriele Mirabassi e i giovani Francesco Zanotti alla chitarra e Federico Chiarofonte alla batteria con un repertorio di musica interamente originale.

Ancora jazz infine il mercoledì 15 luglio nella serata conclusiva con il Duo Corde Brasiliane composto da Gianluca Persichetti e Massimo Aureli: due chitarre per un viaggio unico ed emozionante attraverso i grandi stili della musica brasiliana e con Candy Cane Snail di Ava Alami e Vittorio Esposito, progetto originale che fonde jazz, elettronica, cantautorato italiano e musica persiana, in omaggio alle radici persiane della cantante.

Sempre fondamentale la proposta di musica da camera, fra il grande repertorio e la contemporaneità. Atteso per giovedì 25 giugno alle 21.30 il debutto all’Orto Botanico del pianista austriaco Martin Noebauer, finalista nel 2023 del Concorso Chopin su strumenti d’epoca a Varsavia, e che si è già distinto in prestigiosi concorsi europei, che proporrà Sturm, programma interamente dedicato ai grandi capolavori di Beethoven.

Nella stessa serata alle 20.30, Alessandro Simoni torna per la nona edizione di Classica al Tramonto con un recital pianistico che attraversa diverse epoche della letteratura pianistica dalla rigorosa architettura barocca di Bach toccando Beethoven, e le sonorità contemporanee di Kurbatov.

Ritorno all’Orto Botanico anche per The Shirvani Sisters, duo di violoncello e pianoforte, che martedì 7 luglio esplorerà il repertorio cameristico evidenziando diversi modelli di scrittura cameristica e di relazione tra i due strumenti, spaziando da Cajkovskij a Brahms a Paganini. La rassegna estiva prosegue con il Galà Avos martedì 14 luglio che consolida la collaborazione con la prestigiosa scuola romana di perfezionamento l’Avos Project, esplorando il volto più intimo della musica ceca, in un programma che incastona brani di Suk, Janácek, Dvorák, tre compositori di generazioni diverse che continuano a parlare con sensibilità al nostro tempo.

L’edizione 2026 di Classica al Tramonto ospita anche proposte alternative, come – sempre il 7 luglio – FALLA Imaginado, progetto del pianista e compositore Moisés P. Sánchez, inedita rilettura contemporanea dell’opera di Manuel de Falla, unendo rispetto per la tradizione e una visione moderna e libera, ma senza dimenticare lo sguardo attento ai linguaggi contemporanei.

Si spazia così da Into the Night (martedì 30 giugno), progetto sulle musiche di grandi autori della musica dei nostri tempi, Badalamenti, Cage, Sakamoto con la voce di Veronica Alacri, il pianoforte di Ivano Guagnelli, il vibrafono di Gianluca Ruggeri (dell’Ars Ludi Ensemble), emozionante viaggio nell’ascolto delle vibrazioni sonore, fino a Along Time (venerdì 10 luglio), progetto che esplora la Musica Applicata del compositore Stefano Mainetti, curatore anche di un talk dedicato all’AI, insieme al duo composto dal violoncellista Luca Pincini a la pianista Gilda Buttà. Sempre il 30 giugno poi, incursione nella letteratura con Un secondo di vita adulta, intenso concerto di musica e parole affidato allo scrittore triestino Mauro Covacich e alle percussioni di Antonio Caggiano dell’Ars Ludi Ensemble.

Inoltre, si rinnova anche quest’anno la proposta delle AV performances: giovedì 2 luglio Margherita Iannilli, video artist coadiuvata dalla musica di Federico Castriota e il venerdì 26 giugno con i live set di Leon Blane/ Nelio Van Heeswijk con il nuovo lavoro Opera Electric.

A Inc il premio Agenzia dell’anno 2026 per il secondo anno consecutivo

Milano, 9 giu. (askanews) – Inc si è aggiudicato per il secondo anno consecutivo il premio Agenzia dell’anno 2026 assegnato da Iprn (International public relations network), la rete globale di agenzie indipendenti di pubbliche relazioni e comunicazione che riunisce 50 agenzie associate presenti in 30 Paesi.

La cerimonia di premiazione ha segnato la conclusione dei lavori dell’Annual general meeting di Iprn, che ha riunito a Roma per 5 giorni i Ceo di 27 agenzie.

Inc si è aggiudicata due riconoscimenti: il titolo di “Agency of the year”, assegnato sulla base dei risultati ottenuti nell’ultimo anno, i clienti acquisiti, i premi vinti, la crescita del fatturato, l’ampliamento del team, le certificazioni. E il premio “Digital and/or influencer marketing” per la campagna “Unhcr broken recipe” selezionata tra le migliori campagne sviluppate dalle agenzie del gruppo che hanno concorso all’assegnazione di 11 riconoscimenti internazionali. I trofei Iprn sono stati progettati dall’Innovation Design Lab dell’Università di Parma, uno dei più antichi atenei italiani, in un dialogo tra ricerca, creatività e innovazione.

“E’ stato davvero interessante e piacevole poter svolgere il nostro Annual meeting Iprn a Roma, ospiti di Inc. Abbiamo avuto l’opportunità di confrontarci in un contesto unico, che unisce bellezza, storia, cultura, ospitalità e creatività – ha commentato Rodrigo Viana de Freitas, presidente di Iprn – L’industria delle relazioni pubbliche ha confermato di essere in buona salute e di saper guidare le sfide della modernità. Inc è una delle agenzie che negli anni si è maggiormente distinta per crescita, qualità creativa e riconoscimenti internazionali, motivo per cui per due anni consecutivi si è aggiudicata il premio di Agency of the year”.

“L’organizzazione dell’AGM 2026 è stata per il team una grande sfida, volevamo in pochi giorni offrire nuovi stimoli, accoglierli nel migliore dei modi, facendo assaporare la bellezza di Roma e dell’Italia, le sue eccellenze, la storia e la bellezza – ha aggiunto Novella D’Incecco, director & partner di Inc e Lead Organizer dell’Iprn Agm Rome 2026 – Il team ha saputo organizzare e gestire tutto al meglio, con grande flessibilità e curando ogni dettaglio, esattamente come facciamo ogni giorno nei progetti e nelle campagne che seguiamo. Il mio ringraziamento va al loro grande impegno e a tutti i partecipanti, professionisti e persone eccezionali e provenienti da tutto il mondo, con cui il confronto è sempre più prezioso”.

Ponte stretto, Conte: inchiesta procura Roma ennesimo fallimento Meloni

Roma, 9 giu. (askanews) – “L’ennesimo fallimento del governo Meloni non ne azzeccano una recuperiamo subito quei 13 miliardi e mezzo servono per le famiglie e per la sanità per le imprese per i nostri giovani. Questa è l’urgenza del paese”. Lo dice il leader M5s Giuseppe Conte commentando l’indagine della procura di Roma.

Spiega l’ex premier: “L’inchiesta della procura di Roma sul ponte sullo stretto conferma che non solo il progetto era fallato, non solo c’è stata una forzatura addirittura contro la Corte dei Conti, ma adesso si scopre anche l’ombra della corruzione su questo progetto”.

Procura indaga per corruzione sul Ponte sullo Stretto, opposizione: "Meloni lo fermi"

Roma, 9 giu. (askanews) – La Procura di Roma ha aperto un’indagine per corruzione e rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio nell’ambito del progetto per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina. Nella vicenda sono chiamati in causa un consigliere di amministratore della ‘Stretto di Messina spa’, un imprenditore ed un ex presidente aggiunto della Corte dei Conti. E le opposizioni vanno all’attacco chiedendo conto al governo affinchè riferisca subito in Parlamento.

La notizia arriva a metà mattina e il primo a giudicare “gravissimo” quanto emerso è il leader dei Verdi Angelo Bonelli che ricorda: “Non più tardi di tre settimane fa ho depositato alla Procura di Roma il sesto esposto integrativo sulle procedure adottate dal Governo, che a mio avviso violano le norme italiane ed europee in materia di appalti e ambiente. I nostri esposti servono per fare chiarezza considerato che il governo ha negato al sottoscritto atti e documenti trasmessi alla Corte dei Conti”.

L’avvocato e l’imprenditore – si spiega in una nota della autorità giudiziaria romana – al fine di condizionare il citato esame della Corte dei Conti in favore della società ‘Stretto di Messina S.p.A’, avrebbero avvicinato il giudice contabile promettendogli il loro appoggio per ricoprire cariche in enti di diritto pubblico dopo il suo pensionamento, subordinandolo alla sua fattiva azione per il concretizzarsi dell’esigenza citata.

Il M5s punta il dito contro il leader della Lega e ministro dei Trasporti, primo sostenitore del progetto: “confido nel lavoro della magistratura ma Salvini dovrebbe spiegare come si può continuare a impegnare 14 miliardi di euro degli italiani su un’opera il cui iter viene ora travolto tra le altre cose da un’inchiesta che riguarda proprio il sistema dei controlli? Per questo deve venire immediatamente in Parlamento a riferire”, dice Vittoria Baldino vicepresidente pentastellata.

Dello stesso avviso il Pd che con il capogruppo Francesco Boccia sostiene: “Fare chiarezza diventa sempre più urgente. Dietro l’ennesima bandiera di propaganda di questo governo proliferano situazioni equivoche su cui bisogna assolutamente far luce. Per accelerare i tempi dell’opera, nel frattempo, così come abbiamo sempre denunciato, in Parlamento sono state calpestate regole e trasparenza. Oltre ad aver sottratto, senza alcun confronto, risorse economiche a Calabria e Sicilia. E’ il caso che il governo venga al più presto in aula a riferire su quanto sta accadendo, perché la situazione sta diventando insostenibile”.

Jazz Open Modena, al via doppio live con Gregory Porter e Diana Krall

Roma, 9 giu. (askanews) – Dopo trent’anni di successi in Germania, Jazz Open, uno dei festival musicali più importanti d’Europa – nato a Stoccarda sotto la direzione artistica di Juergen Schlensog – presenta la sua prima edizione italiana a Modena dal 13 al 18 luglio. Per questo debutto italiano, il festival sempre curato dal fondatore Juergen Schlensog, conferma la sua tradizionale formula vincente Jazz & Beyond che abbraccia una vasta gamma di generi, dal jazz classico a quello più contaminato, dal pop al soul e al rock, fino ad arrivare all’elettronica.

Dal 13 al 18 luglio 2026 Jazz Open Modena trasformerà il cuore della città emiliana in un palcoscenico a cielo aperto: ben tre i luoghi che ospitano il festival, a partire da Piazza Roma su cui si affaccia il maestoso Palazzo Ducale ora sede dell’Accademia Militare.

Ad alternarsi sul main stage nei 6 giorni del Festival gli headliner, che in alcuni giorni si esibiranno con la formula del doppio concerto: si parte il 13 luglio con Gregory Porter, una delle più autorevoli voci del jazz contemporaneo e vincitore di due Grammy Awards, e Diana Krall, tra le interpreti più eleganti e riconoscibili della scena jazz mondiale, artista che ha contribuito come poche altre a riportare il vocal jazz al centro del panorama internazionale, che nella sua carriera ha conquistato 2 Grammy, 10 Juno, 9 dischi d’oro, 3 di platino e 7 multi-platino; il 14 luglio arriva a Modena per la sua unica data italiana dopo anni di assenza dal nostro paese, Moby il musicista che ha portato l’elettronica al centro della cultura pop globale grazie a lavori seminali come Play, vendendo oltre 20 milioni di dischi nel mondo; il 15 luglio salgono sul palco Parov Stelar, il produttore austriaco che ha trasformato jazz e swing in un fenomeno da dancefloor, e Meute, l’esplosiva e rivoluzionaria techno marching band tedesca che ha conquistato il mondo reinterpretando la techno con fiati e percussioni; il 16 luglio tocca al funambolo del jazz-pop britannico Jamie Cullum, l’artista che ha avvicinato una nuova generazione al jazz grazie a una personale miscela di virtuosismo, energia rock e sensibilità pop, e a Joss Stone, tra le più grandi soul singer del nuovo millennio, erede contemporanea della grande tradizione soul e rhythm & blues, che vanta oltre 15 milioni di album venduti nel mondo, 1 Grammy, 2 Brit Awards; il 17 luglio si torna in Italia con Luca Carboni, tra i protagonisti della canzone italiana degli ultimi quarant’anni e autore di alcune delle pagine più amate della nostra musica, mentre il 18 luglio nel pieno delle celebrazioni per i 50 anni di Oxygène, l’album del 1976 che ha rivoluzionato l’elettronica strumentale vendendo oltre 18 milioni di copie nel mondo, chiude il festival l’unica data italiana di Jean-Michel Jarre, il visionario pioniere della musica elettronica e dei grandi spettacoli audiovisivi immersivi, protagonista da decenni di concerti-evento che hanno ridefinito il rapporto tra musica, tecnologia e spazio urbano.

Il Baluardo, storico e affascinante edificio della Cittadella fortificata di Modena, ospiterà invece la programmazione più propriamente jazz del festival, con alcuni tra i protagonisti più interessanti della scena internazionale contemporanea: Emma Smith, una delle voci più brillanti del jazz britannico, il 13 luglio; Francesca Tandoi, tra le pianiste europee più apprezzate della sua generazione, il 14 luglio; Andrea Sabatino, trombettista capace di coniugare tradizione jazz e sensibilità contemporanea, il 15 luglio; i Mammal Hands, il trio inglese che ha ridefinito i confini del jazz intrecciandolo con minimalismo ed elettronica, il 16 luglio; Aaron Parks, tra i pianisti più influenti e innovativi del jazz contemporaneo, il 17 luglio; e infine Hervé Samb & Band, il chitarrista senegalese pioniere del jazz sabar, originale punto d’incontro tra la libertà dell’improvvisazione jazz e le tradizioni musicali dell’Africa occidentale, il 18 luglio.

Il Giardino Ducale Estense, con i suoi viali alberati e la scenografica Palazzina Vigarani, infine, sarà il luogo degli Open Stages – concerti gratuiti degli artisti che spingono maggiormente l’acceleratore sul piano dell’innovazione, della ricerca, della contaminazione. Qui il jazz dialoga con elettronica, club culture, sonorità tradizionali, ricerca timbrica, songwriting e arti visive attraverso i percorsi di alcuni tra gli artisti più interessanti del panorama italiano e internazionale: dall’immaginario cinematografico e rétro del polistrumentista Alex Fernet sul palco il 13 luglio, all’electro-punk militante di R.Y.F. il 14 luglio, passando per il cortocircuito sonoro tra bossa nova, anti-folk ed egg punk degli Sleap-e il 15 luglio. Completano il programma le architetture elettroacustiche della sassofonista Laura Agnusdei in scena il 16 luglio, le esplorazioni tra house, hip hop e black music di Godblesscomputers il 17 luglio e l’universo transmediale dei C’Mon Tigre, collettivo di culto capace di fondere elettronica, jazz, afrobeat e ricerca visiva in un linguaggio unico e riconoscibile, il 18 luglio.

La line-up del Giardino Ducale, è stata realizzata in collaborazione con Emilia-Romagna Music Commission, nell’ambito di un percorso condiviso di valorizzazione della scena musicale regionale. Gli artisti selezionati sono tra quelli coinvolti nei progetti sostenuti con interventi regionali a supporto della produzione e della fruizione della musica contemporanea originale, a conferma dell’impegno nel sostenere e promuovere i nuovi talenti del territorio.

‘La formula di Jazz Open è sempre stata quella di un festival aperto, capace di parlare a pubblici diversi e di trasformare la città che lo ospita in un grande palcoscenico – affermano il direttore artistico Juergen Schlensog e Marco Broll, direttore generale del festival – a Modena non ci saranno soltanto concerti straordinari in Piazza Roma, ma una settimana intera di musica che attraverserà luoghi, generi e generazioni. Dai grandi nomi internazionali ai concerti gratuiti degli artisti degli Open Stages, vogliamo che ogni cittadino e ogni visitatore possa trovare il proprio modo di vivere il festival. Questo è il vero spirito di Jazz Open: portare la musica nel cuore della città e renderla un’esperienza condivisa”.

“Oggi facciamo un ulteriore passo per spiegare ai modenesi e a tutti coloro che ci raggiungeranno nella settimana tra il 13 il 18 luglio cosa li aspetterà: grandi nomi del panorama musicale e una piazza Roma trasformata per una settimana in una grande area concerti dall’impatto molto suggestivo. – dichiara Massimo Mezzetti, Sindaco di Modena – Siamo orgogliosi che Jazz Open si svolga a Modena e forti del grande sostegno che questo progetto ha avuto sia dalla Regione Emilia-Romagna, che dalla nostra Camera di Commercio, che da importantissime aziende. Essere qui, nella sede della Regione, a presentare per la prima volta tutto il programma completo per me ha il significato di un ulteriore salto che Modena si sta preparando a fare: quello di una città che si caratterizza sempre più sulla cultura e sull’offerta di qualità”.

“Una bellissima notizia per tutti gli appassionati di musica e un grande risultato per il nostro territorio, il debutto italiano in Emilia-Romagna di un festival internazionale di grandissima attrattività come Jazz Open – sottolineano le assessore Allegni e Frisoni -. Per sei giorni Modena diventa un palcoscenico diffuso, capace di coniugare qualità artistica, innovazione, valorizzazione degli spazi urbani e sviluppo economico. Questa prima edizione italiana conferma la vocazione della nostra regione a essere un punto di riferimento per la produzione e la diffusione culturale contemporanea, grazie a una proposta artistica ampia e inclusiva, che attraversa generi e pubblici diversi, dal jazz alle sue contaminazioni più innovative. Con un importante spazio riservato anche ai nuovi talenti, a partire da quelli del territorio regionale”.

“Un risultato – aggiungono Frisoni e Allegni – ottenuto grazie al prezioso lavoro svolto in sinergia tra istituzioni e partner privati, che ringraziamo. Insieme agli Open Stages, nati per rendere la musica accessibile a tutti e quale opportunità di valorizzazione dell’offerta musicale del territorio, l’evento e i suoi sostenitori proiettano ancora di più Modena nello scenario del turismo culturale, apportando un beneficio economico di assoluto valore per l’intera area. Eventi di questo livello attraggono pubblico nazionale e internazionale, rafforzano l’immagine dell’Emilia-Romagna come destinazione d’eccellenza e sostengono- chiudono le assessore- un modello di sviluppo che integra cultura, turismo, economia e accoglienza”.

Luca Bazzani, Ceo di System Ceramics, società del gruppo Coesia, main sponsor dell’evento aggiunge: ‘Siamo orgogliosi come azienda di Fiorano Modenese del Gruppo Coesia, leader internazionale nello sviluppo di sistemi di processo per l’industria ceramica, di sostenere un evento di questa portata, che rappresenta un importante volano economico e un’occasione significativa per valorizzare ulteriormente l’immagine del nostro territorio”.

Il Festival è realizzato con il sostegno dei Main Sponsor Museo Enzo Ferrari, System Ceramics (Gruppo Coesia), Mastercard, SIXT e Allianz Bank Financial Advisors, con il supporto di STIHL, Dürr, BF Capital e LAPP e con il sostegno di Comune di Modena, Regione Emilia-Romagna, APT Servizi Emilia-Romagna e Camera di Commercio di Modena. Radio Montecarlo è media partner dell’evento.

Fine vita: Fi abbozza mediazione, stretta tra Fdi e le opposizioni

Roma, 9 giu. (askanews) – Forza Italia abbozza una mediazione quasi impossibile sul Fine vita. Stretta tra Fratelli d’Italia e le opposizioni che sono sul piede di guerra (dopo il rinvio in commissione del testo del Pd targato Bazoli). Alla scadenza del termine per gli emendamenti nelle commissioni Giustizia e Affari sociali del Senato, Fi ha depositato sei proposte di modifica al testo base dei relatori Zanettin(Fi)-Zullo(Fdi). Una è arrivata anche da Noi Moderati.

Ad eccezione di Ivan Scalfarotto di Iv che ha chiesto di reintrodurre nella discussione il ddl di iniziativa popolare dell’associazione Coscioni, nessuno dei gruppi di opposizione ha presentato modifiche. E’ una “farsa”, ha detto Ilaria Cucchi di Avs.

Tornando al pacchetto di Forza Italia, il primo emendamento precisa che il Ssn “garantisce le cure palliative del dolore e l’assistenza domiciliare continua alle persone in condizione di grave non autosufficienza” ma puntualizza, al tempo stesso, che “l’assistenza al suicidio non può rientrare nei livelli essenziali di assistenza”, cioè tra le prestazioni e i servizi che il Ssn è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione (il ticket).

Poi fa rientrare dalla finestra, con dei paletti, il medico ‘pubblico’: l’assistenza può essere resa “da un medico ospedaliero o di medicina generale” purché su “base volontaria e gratuita”, “nell’ambito dell’attività libero-professionale” oppure “all’interno delle strutture pubbliche ma in regime intramoenia”. Gli “strumenti di eventuale supporto all’autosomministrazione – si legge – devono essere reperiti dal Consiglio Nazionale delle Ricerche”. Con la versione proposta da Fi ‘salta’ il capoverso ‘Art. 4-bis’ dell’emendamento 4.100 dei relatori che escludeva che il personale in servizio, le strumentazioni e i farmaci di cui dispone a qualsiasi titolo il Ssn non possano essere impiegati per agevolare il suicidio assistito.

Verrebbe inoltre cancellata la ‘stretta’ sulla platea dei pazienti contenuta nel testo base dei relatori Zanettin (Fi)-Zullo(Fdi) dove si prevede che possano accedere al suicidio assistito solo persone sottoposte a “trattamenti sostitutivi di funzioni vitali” ossia che rimpiazzano integralmente un organo o una funzione biologica non più autonoma. L’emendamento di Forza Italia sostituisce questa dicitura con “trattamenti sanitari di sostegno vitale” ossia qualsiasi procedura medica, farmaco o macchinario che mantiene in vita un paziente impedendone la morte, in linea peraltro con le sentenze della Corte costituzionale.

Viene inserita infine l’obiezione di coscienza, come in tema di aborto. “L’esercente la professione sanitaria – è scritto nel pacchetto di Forza Italia – non è tenuto a prendere parte alle procedure per l’assistenza alla morte medicalmente assistita disciplinate dalla presente legge quando sollevi obiezione di coscienza”.

“E’ una mediazione – ha spiegato il relatore del testo base Pierantonio Zanettin di Fi – La ricerca, faticosa, per trovare un consenso più ampio”. E cosa ne pensa Fratelli d’Italia? “E’ una proposta di Fi – ha risposto Zanettin – Inizieremo a dialogare ora”. Per concludere: “io ho sempre sostenuto che su questa materia i partiti dovrebbero lasciare libertà di coscienza”.

Goran Bregovic, evento speciale l’8 luglio a Cavea Auditorium di Roma

Roma, 9 giu. (askanews) – L’8 luglio Goran Bregovic porta alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma “The Belly Button of the World”, concerto evento con orchestra sinfonica, coro e la Wedding & Funeral Orchestra: una delle opere più intense e visionarie del suo percorso musicale, per la prima volta in Italia.

Compositore, autore delle colonne sonore di Emir Kusturica (dal Tempo dei Gitani ad Arizona Dream) e artefice di un suono che da 30 anni attraversa palchi in tutto il mondo, Bregovic è una delle voci più autorevoli e riconoscibili della musica balcanica. A Roma apre una dimensione diversa da quella che lo ha reso celebre: più ampia e solenne, in cui la festa collettiva lascia spazio a una narrazione potente e contemporanea.

“The Belly Button of the World” è il concerto in cui riassume la sua idea di convivenza tra i popoli e le religioni. A raccontarla è un figlio di Sarajevo, città simbolo d’Europa: prima romana, poi bizantina, per secoli ottomana, quindi austro-ungarica, jugoslava e infine bosniaca. Un crocevia di culture e fedi (ebraica, musulmana, ortodossa e cattolica) spesso conteso e attraversato dalla storia, che diventa qui materia musicale. In un’Europa che torna a fare i conti con confini, identità e appartenenze, la storia di Sarajevo non è un ricordo ma una domanda ancora aperta.

Bregovic costruisce un’opera che unisce memoria, spiritualità e contemporaneità, trasformando la storia di Sarajevo in un racconto universale: la prova vivente e musicale che ascoltarsi l’un l’altro è ancora possibile.

Per la data romana Bregovic sarà affiancato dall’Orchestra Sinfonica di Sanremo, diretta dal Maestro Danilo Rossi, con la partecipazione della violinista solista Grazia Raimondi, dalla Band Gitana di Fiati, dalle Voci Bulgare e dal Sestetto di Voci Maschili.

The Wedding and Funeral Orchestra è composta da: Goran Bregovic (Chitarra, Sintetizzatore, Voce), Band gitana di fiati – Muharem Redžepi – Goc (Grancassa tradizionale), Voce; Bokan Stankovic – Prima Tromba; Dragic Velickovic – Seconda Tromba; Stojan Dimov – Sax, Clarinet; Aleksandar Rajkovic – Primo Trombone, Glockenspiel; Milos Mihajlovic – Secondo Trombone; Aleksandar Jovic – Tuba. Le voci bulgare: Ludmila Radkova Trajkova e Daniela Radkova Aleksandrova.

Daniele Silvestri, fuori 12 giugno il nuovo album "Canzoni a sdraio"

Roma, 9 giu. (askanews) – In uscita il 12 giugno 2026 per Epic Records / Sony Music Italy, “Canzoni a sdraio” è un atto di fiducia nella durata delle canzoni. In un mercato che premia la velocità e la continua ricerca della novità, Daniele Silvestri recupera alcuni brani rimasti lontani dai riflettori della sua discografia e li riporta al presente, convinto che esistano canzoni capaci di continuare a raccontare qualcosa di importante anche molti anni dopo la loro pubblicazione. Non canzoni “dimenticate”, ma canzoni che meritano una seconda vita.

In qualche modo, questo progetto applica così alla musica la stessa logica che oggi rende prezioso il “second hand”: recuperare ciò che esiste già, sottrarlo alla cultura dell’usa e getta e riscoprirne il valore, la qualità e l’attualità (in questa ottica, la presentazione dell’album si terrà presso uno dei negozi Humana Vintage, brand dell’organizzazione non profit Humana People to People Italia presente in 49 Paesi e che grazie alla vendita di capi preloved realizza progetti di cooperazione internazionale).

Il disco diventa così una dichiarazione d’amore per l’ascolto consapevole e rilassato, “da sdraio”, per una musica che non dipende dalla sua data di uscita ma dalla capacità di continuare a raccontare qualcosa a chi la ascolta.

Un lavoro registrato in trio, che spoglia le canzoni degli arrangiamenti originali per metterne in evidenza parole, melodie e significati. Accanto a Silvestri, al pianoforte e alle chitarre, ci sono Davide Savarese alla batteria e alle percussioni e Marco Santoro al fagotto e alla tromba. Una formazione inusuale che contribuisce a creare un suono intimo e sorprendente.

Ma “Canzoni a sdraio” è anche un vero disco dal vivo. Le canzoni sono state suonate, cantate e registrate rigorosamente in presa diretta, senza sovraincisioni, conservando volutamente tutto ciò che rende unico un incontro musicale reale: piccole imperfezioni, respiri, scarti, intuizioni e momenti irripetibili. Spogliate degli arrangiamenti originali e ripensate in una dimensione essenziale, queste composizioni rivelano nuovi significati, nuove sfumature e una sorprendente attualità. Il risultato è un lavoro che invita a fermarsi, a prestare attenzione alle parole, alle storie e alle emozioni che spesso sfuggono alla velocità del presente.

Ad anticipare il progetto è stato l’inedito “Sana e robusta Costituzione”, unico brano completamente nuovo del disco, che riafferma il ruolo della canzone come strumento di riflessione civile e partecipazione.

(Copyrigts photo Albert D’Andrea)

Il rapper 22simba annuncia "Arricchiti" feat. Guè

Milano, 9 giu. (askanews) – Anticipato nei giorni scorsi sui suoi profili social, 22simba annuncia oggi “Arricchiti” (Island Records/Universal Music Italy), il nuovo singolo feat. Guè disponibile da venerdì 12 giugno in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme digitali. La traccia anticipa il nuovo album “Miria” in uscita nel 2026. “Arricchiti” racconta il dualismo tra l’affermazione economica e il senso di insoddisfazione e vuoto che spesso può accompagnarla. Attraverso immagini legate al lusso, le penne introspettive e lucide di 22simba e Guè mettono in discussione il confine tra ciò che conta davvero e ciò che è superfluo, facendo emergere fragilità e conflitti interiori di chi raggiunge la ricchezza partendo da condizioni difficili. Il lusso diventa simbolo di un benessere che non coincide necessariamente con la realizzazione personale. “ARRICCHITI” dà il nome al primo dei tre atti che compongono “MIRIA”. Un atto che racconta il conflitto di chi ha inseguito i beni materiali e che, una volta guadagnati, si interroga sul significato di ciò che ha ottenuto. L’annuncio del disco è arrivato lo scorso 10 maggio al termine dello show sold out al Fabrique di Milano, una data evento che ha segnato un momento chiave nel percorso dell’artista e durante la quale sono stati anticipati i primi dettagli del progetto. Reduce da questo importante appuntamento live, 22simba tornerà sui palchi in autunno con il “Miria Tour”, che toccherà i principali club italiani. Lo scorso 3 ottobre 2025 è uscito “La Cura”, l’EP certificato disco d’oro che rappresenta un passo importante nell’evoluzione personale e musicale del giovane artista, confermandosi come uno dei più autentici e promettenti del nuovo panorama urban contemporaneo. Tra i brani spicca “Fanculo” – certificato disco d’oro – con Marracash, diventato manifesto della sua identità artistica e con il quale si è esibito sul palco del MARRA PALAZZI25 in occasione delle tre date all’Unipol Forum di Milano. Il 23 gennaio 2026 segue “La Cura, in nome di Miria”, il repack dell’EP che amplia e rinnova il progetto iniziale. Con “ARRICCHITI”, 22simba continua il suo percorso in costante evoluzione, consolidando il proprio posto tra le voci più rilevanti della sua generazione.

Miria tour 15 novembre 2026 – Milano, Fabrique // SOLD OUT 16 novembre 2026 – Milano, Fabrique // SOLD OUT 17 novembre 2026 – Milano, Fabrique // NUOVA DATA 18 novembre 2026 – Firenze, Teatro Cartiere Carrara 20 novembre 2026 – Padova, Teatro Geox 22 novembre 2026 – Roma, Atlantico 29 novembre 2026 – Torino, Teatro della Concordia

Autovelox, Mit: Salvini firma decreto per omologazione e disciplina

Milano, 9 giu. (askanews) – Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha firmato il decreto autovelox che definisce le procedure di omologazione, di verifica e di taratura iniziali e periodiche dei dispositivi, delle apparecchiature e dei mezzi tecnici per l’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità. Lo comunica il Mit.

In questo modo, spiega, si assicura un quadro regolatorio certo e omogeneo, idoneo a superare le criticità applicative emerse nel tempo e a garantire l’affidabilità di misura degli strumenti, la tracciabilità delle operazioni tecniche e la solidità giuridico-amministrativa degli accertamenti conseguenti al loro impiego. “Soddisfazione di Salvini – scrive il Mit – per il quale l’obiettivo primario resta quello di garantire la massima sicurezza sulle strade senza però che il controllo si trasformi in pretesto per fare cassa a spese dei cittadini”.

Uno sguardo al mondo biologico per la seconda metà di 2026

Milano, 9 giu. (askanews) – Germinal si è presentata alla fiera TUTTOFOOD di Milano. Il gruppo, specializzato in prodotti da forno e piatti pronti freschi biologici, ha puntato tutto sulle merende per accompagnare il secondo semestre del 2026. Ha parlato così Emanuele Zuanetti, Amministratore Delegato e fondatore del Gruppo Germinal: “Quello che ci dà più soddisfazione è il segmento biologico baby food per l’infanzia, dove siamo il primo player a livello europeo. Produciamo per quasi tutte le grandi catene, esportiamo anche negli Stati Uniti baby food bio, ed è nato nel 2010 con la nostra linea bio junior in buona sostanza”.

L’azienda, originaria di Castelfranco Veneto, rafforza così la sua presenza anche nel settore degli snack dolci. Ricette biologiche e senza lattosio, studiate per un consumo “on the go” consapevole, ma senza rinunciare a gusto e qualità.

“Il marchio Germinal, invece, è rivolto a un consumer adulto, che conosce i parametri del biologico. Invece, il segmento baby food, è stata una bella esperienza. Tutti i prodotti baby food non superano il 5/7% di zuccheri sul prodotto finito, quindi diventa anche una sfida tecnologica” ha aggiunto Zuanetti.

Proposte che coniugano sperimentazione e qualità biologica, rispondendo all’evoluzione del mercato che richiede formati più adattabili e contemporanei, offrendo praticità, elevato contenuto proteico di origine vegetale e posizionamento biologico.

La Commissione Ue: colpa di Apple se Siri AI non è disponibile nell’Ue

Bruxelles, 9 giu. (askanews) – La Commissione europea ha risposto in modo fermo, oggi a Bruxelles, alle accuse di Apple secondo cui l’Esecutivo comunitario applicherebbe una “interpretazione estrema” del Digital Markets Act (Dma), la normativa Ue sul mercato digitale, á tanto da non consentire per ora alla società produttrice dell’iPhone e dell’iPad di rendere disponibile per gli utenti in Europa il suo nuovo servizio di assistenza tramite l’Intelligenza Artificiale, Siri AI.

“Abbiamo visto le dichiarazioni di Apple, e qui dobbiamo rimettere le cose in chiaro (‘we need to set the records straight’, ndr): la decisione di non utilizzare Siri AI nell’Ue appartiene ad Apple e solo ad Apple: non c’è nulla nel Dma che proibisca ad Apple di introdurre nuovi prodotti nel mercato Ue”, ha affermato il portavoce per i servizi digitali della Commissione, Thomas Regnier, rispondendo ai giornalisti durante il briefing quotidiano della Commissione per la stampa, oggi a Bruxelles.

“Ciò che ad Apple non è permesso fare, come non lo è per qualunque altro ‘gatekeeper’ (le grandi piattaforme individuate dal Dma come ‘guardiani della rete’, ovvero intermediari essenziali tra le imprese e i consumatori, ndr) è chiudere il mercato. Non sta a loro – ha continuato il portavoce – decidere chi innova in Europa e scegliere quali strumenti di I.A. i cittadini possono o non possono utilizzare. E questo è precisamente il punto in cui entra in campo il Dma con i suoi obblighi di interoperabilità. Perché se vogliamo innovare, portare delle soluzioni innovative e dare più scelta ai nostri utenti, abbiamo bisogno di una concorrenza giusta e aperta tra gli sviluppatori”.

Regnier ha quindi spiegato qual è “la vera storia” dietro le dichiarazioni di Apple riguardo a Siri AI: “Posso confermare – ha riferito – che abbiamo avuto dei contatti con Apple su questo. Ma Apple semplicemente non è stata in grado di sviluppare soluzioni di interoperabilità adeguate per rispettare le norme Ue essenziali per la tutela della privacy e della sicurezza. Invece di cercare di trovare una soluzione adatta in conformità” con le regole, “Apple ha semplicemente richiesto alla Commissione di essere esonerata dagli obblighi di interoperabilità del Dma. E lo ha fatto da almeno 18 mesi”.

“Ma questa non è un’opzione” ha sottolineato il portavoce. “Perché significherebbe che nessun altro agente di Intelligenza artificiale, diverso da Siri AI, che tra l’altro funziona con tecnologia Google, avrebbe la stessa possibilità di essere scelto dagli utenti degli iPhone” in Europa.

“Ancora più importante – ha infine rilevato Regnier – è il fatto che il diritto dell’Ue non è negoziabile: la Commissione non concederà alcuna eccezione, cosí come un poliziotto non esenterebbe un automobilista dal rispetto dei limiti di velocità”, ha concluso.

Endurance, doppietta Fuxiateam nella CEI3 di Samorin in Slovacchia

Roma, 9 giu. (askanews) – Il Fuxiateam torna protagonista dell’endurance internazionale con una straordinaria doppietta nella CEI3* su 160 km, che si è disputata sabato scorso a Samorin, in Slovacchia. La pluricampionessa Costanza Laliscia ha vinto la competizione in sella a Bona Dea Agylla, precedendo sul traguardo il compagno di squadra Federico Valeri su Fara du Barthas. I due binomi hanno chiuso la gara alla notevole media di 18.45 km/h, al termine di una prova particolarmente impegnativa sia per le elevate temperature sia per la struttura del percorso, articolato in sole cinque fasi invece che nelle tradizionali sei previste per una CEI3* sulla distanza di 160 chilometri.

La lotta per la vittoria è rimasta aperta per tutta la giornata. La slovacca Viera Smolinska, poi terza classificata, ha provato più volte a forzare il ritmo per mettere sotto pressione il gruppo di testa, ma Costanza e Federico hanno gestito con esperienza e lucidità ogni fase della competizione. Nella quarta fase il gruppo si è ricompattato, prima dell’allungo decisivo nell’ultimo giro, chiuso a una straordinaria media di 23,31 km/h che ha consentito ai due atleti del Fuxiateam di mettere definitivamente al sicuro le prime due posizioni.

Per Costanza Laliscia si tratta della quindicesima vittoria in carriera in una CEI3* da 160 chilometri, il livello più alto dell’endurance internazionale. Un traguardo che testimonia una straordinaria continuità di rendimento ai vertici della disciplina e la capacità di mantenersi competitiva stagione dopo stagione.

La vittoria è ancora più significativa perché ottenuta con Bona Dea Agylla, cavalla nata e cresciuta nell’allevamento Agylla e formata all’interno del progetto sportivo del Fuxiateam. Un risultato che rappresenta la piena realizzazione di un percorso costruito internamente, che parte dalla selezione e valorizzazione del cavallo per arrivare al traguardo dei più importanti palcoscenici.

A rendere ancora più speciale la giornata slovacca è stato il secondo posto conquistato da Federico Valeri con Fara du Barthas. Una doppietta che conferma la qualità e la forza della squadra della scuderia di Italia Endurance Stables & Academy. Primo e secondo posto. Due cavalli, due atleti, una sola squadra.

In uno sport in cui completare un percorso di 160 chilometri rappresenta già di per sé una sfida straordinaria e in cui ogni gara può essere decisa da un dettaglio, riuscire a occupare i primi due gradini del podio costituisce un risultato di grande valore, destinato a entrare tra le prestazioni più significative della stagione internazionale del Fuxiateam.

Liguria, Bucci: non mi ricandiderò a Presidente della Regione

Genova, 9 giu. (askanews) – “Non mi ricandiderò a Presidente della Regione Liguria. Molti della mia maggioranza mi hanno detto ‘mi dispiace ma sono contento per te’, altri mi hanno detto che forse non era il caso di dirlo adesso. Io invece penso sia il caso di dirlo adesso perché dev’essere un segnale per tutti, dobbiamo fare un ricambio generazionale. Bisogna darsi da fare tutti per trovare altri candidati”. Lo ha detto il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, parlando con i giornalisti a margine della seduta odierna del Consiglio regionale.

“Io però – ha aggiunto Bucci – ho cambiato idea già due volte. La prima, appena eletto sindaco di Genova, quando dissi ‘farò cinque anni e poi basta’, la seconda quando avevo detto ‘non mi candido a presidente della Regione’ e poi mi hanno detto che dovevo candidarmi. Se il Pd insiste a scrivere certe cose, come che ‘accelereranno la mia uscita’, che mi sembra un commento di pessimo gusto, allora forse potrei cambiare idea anche una terza volta”.

Il Nobel Giorgio Parisi: il solare costa molto meno del nucleare

Roma, 9 giu. (askanews) – “Il problema è che abbiamo un’enorme disponibilità di energia basata sul solare, però per usarla è necessario anche ammodernare la rete. Quindi il nucleare adesso è una distrazione rispetto ai veri problemi energetici che abbiamo in Italia e che vanno risolti in un’altra direzione”. Lo ha detto ai cronisti il premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi, parlando a margine di un seminario sulle politiche tecnologiche al quale ha partecipato nella sede del Pd al Nazareno.

“Il problema che abbiamo in generale col nucleare – ha spiegato – è che costa moltissimo l’installazione e che per essere commercialmente utile deve essere utilizzato al 100 per 100. L’energia solare costerà molto di meno del nucleare e sarà disponibile moltissimo d’estate e di giorno. Quindi il nucleare dovrà essere spento per tanto tempo, quindi è commercialmente sostanzialmente inutile”.

Gimbe: tutto il Mezzogiorno è sotto la media per aspettativa di vita

Milano, 9 giu. (askanews) – “Un altro dato rilevante riguarda uno degli indicatori principali della qualità dell’assistenza sanitaria: quanto viviamo rispetto all’aspettativa di vita alla nascita. Tutte le Regioni del Mezzogiorno, le otto Regioni del Mezzogiorno secondo l’Istat, restano sotto la media nazionale. Questo documenta che il peggioramento della qualità dell’assistenza in questi ultimi vent’anni ha ribaltato praticamente questa classifica”. Lo ha rimarcato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, nel corso dell’audizione alla Commissione Affari sociali della Camera sull’attuazione dei livelli essenziali di assistenza (Lea) e sull’erogazione delle prestazioni sanitarie nelle Regioni.

Ponte sullo Stretto, il pm di Roma indaga per corruzione: perquisioni

Roma, 9 giu. (askanews) – La Procura della Capitale indaga per corruzione e rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio nell’ambito del progetto per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina. Nella vicenda sono chiamati in causa un consigliere di amministratore della ‘Stretto di Messina spa’; un imprenditore ed un ex presidente aggiunto della Corte dei Conti. I carabinieri del Ros hanno eseguito una perquisizione personale, domiciliare ed informatica. Le indagini della Procura capitolina hanno documentato le condotte dei tre indagati tese a condizionare l’esame di legittimità della Corte dei Conti sull’approvazione del progetto definitivo per la realizzazione dell’opera pubblica. L’avvocato e l’imprenditore – si spiega in una nota della autorità giudiziaria romana – al fine di condizionare il citato esame della Corte dei Conti in favore della società ‘Stretto di Messina S.p.A’, avrebbero avvicinato il giudice contabile promettendogli il loro appoggio per ricoprire cariche in enti di diritto pubblico dopo il suo pensionamento, subordinandolo alla sua fattiva azione per il concretizzarsi dell’esigenza citata.

Ponte sullo Stretto, il pm di Roma indaga per corruzione: perquisioni

Roma, 9 giu. (askanews) – La Procura della Capitale indaga per corruzione e rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio nell’ambito del progetto per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina. Nella vicenda sono chiamati in causa un consigliere di amministratore della ‘Stretto di Messina spa’; un imprenditore ed un ex presidente aggiunto della Corte dei Conti. I carabinieri del Ros hanno eseguito una perquisizione personale, domiciliare ed informatica. Le indagini della Procura capitolina hanno documentato le condotte dei tre indagati tese a condizionare l’esame di legittimità della Corte dei Conti sull’approvazione del progetto definitivo per la realizzazione dell’opera pubblica. L’avvocato e l’imprenditore – si spiega in una nota della autorità giudiziaria romana – al fine di condizionare il citato esame della Corte dei Conti in favore della società ‘Stretto di Messina S.p.A’, avrebbero avvicinato il giudice contabile promettendogli il loro appoggio per ricoprire cariche in enti di diritto pubblico dopo il suo pensionamento, subordinandolo alla sua fattiva azione per il concretizzarsi dell’esigenza citata.

Von der Leyen: sanzionate altre 30 navi russe

Roma, 9 giu. (askanews) – La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, presentando il ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, ha indicato che, oltre a continuare a colpire Mosca sul campo energetico, Bruxelles ha intenzione di “inserire altre 30 navi nella lista, oltre alle 632 già sanzionate”. “Per la prima volta, stiamo anche prendendo di mira le navi che assistono la flotta fantasma, ad esempio fornendo bunkeraggio e altri servizi”, ha spiegato von der Leyen nel suo discorso.

“Il conflitto in Medio Oriente e le interruzioni delle catene globali di approvvigionamento energetico hanno in parte attenuato la pressione sulla Russia. Per questo, l’obiettivo del nostro pacchetto di misure non potrebbe essere più chiaro: vogliamo mantenere intatta l’efficacia delle nostre sanzioni”, ha rappresentato von der Leyen, assumendo che “per riuscirci, dobbiamo assicurarci che i profitti della Russia derivanti dalle esportazioni di petrolio restino limitati. Il nostro meccanismo di tetto al prezzo del petrolio prevede già un sistema di adeguamento automatico all’andamento del mercato. Tuttavia, non era stato concepito per far fronte a shock eccezionali come quello provocato dalla chiusura dello Stretto di Hormuz”, ha ammesso von der Leyen.

“Proponiamo quindi di sospendere temporaneamente tale adeguamento fino a gennaio del prossimo anno. Questo consentirà ai mercati petroliferi di ritrovare stabilità, continuando al contempo a mantenere la pressione sulle entrate della Russia”, ha chiarito von der Leyen.

Al Museo del Saxofono di Roma arriva lo swing italiano de I Carosoni

Roma, 9 giu. (askanews) – Nell’ambito della rassegna estiva Fai Bei Suoni 2026, sabato 13 giugno alle ore 21.30, il Museo del Saxofono ospita uno degli spettacoli più coinvolgenti e originali dedicati alla grande tradizione musicale italiana: I Carosoni – Swing Italiano, un omaggio appassionato e travolgente all’universo artistico di Renato Carosone e allo spirito brillante degli anni Cinquanta. Sul palco saliranno Alessandro Contini (voce solista), Luca Rizzo (sax tenore e clarinetto), Franco Santodonato (tromba e flicorno), Primiano De Biase (pianoforte), Massimiliano Pischedda (contrabbasso) e Francesco Bonofiglio (batteria).

Pianista, compositore e innovatore straordinario, Renato Carosone ha saputo rivoluzionare la canzone italiana del dopoguerra fondendo swing, jazz, ritmi latinoamericani e tradizione napoletana in uno stile unico e immediatamente riconoscibile. Brani come Tu vuò fà l’americano, Torero, Maruzzella e O Sarracino hanno attraversato generazioni e confini geografici, trasformandolo in uno degli artisti italiani più amati e influenti del Novecento. La sua musica, ironica e sofisticata, leggera solo in apparenza, continua ancora oggi a rappresentare un modello di creatività, eleganza e libertà espressiva.

Da questa eredità nasce il progetto de I Carosoni, formazione che ha saputo reinterpretare lo spirito giocoso e irresistibile del Maestro con autenticità artistica, grande competenza musicale e una contagiosa dose di autoironia. Sei musicisti di grande esperienza riportano sul palco l’atmosfera della canzone “jazzata” italiana attraverso arrangiamenti originali, richiami swing, improvvisazioni e suggestioni che evocano il fascino di un’epoca irripetibile senza mai scivolare nella semplice imitazione.

La storia della band affonda infatti le proprie radici proprio nella curiosità musicale e nell’energia creativa che hanno caratterizzato l’opera di Carosone. In pochi anni I Carosoni sono diventati una presenza di culto nei migliori club e locali romani grazie a concerti capaci di unire virtuosismo strumentale, teatralità e una straordinaria capacità di coinvolgere il pubblico. Ogni esibizione si trasforma in uno spettacolo che alterna leggerezza e malinconia, cabaret musicale e raffinatezza jazzistica, mantenendo sempre viva quella gioia di vivere che era il marchio distintivo del repertorio carosoniano.

“Che cos’è questa: musica o gioia di vivere? Tutte e due le cose”, rispondeva lo stesso Carosone. Una definizione che sembra descrivere perfettamente anche il concerto de I Carosoni, un viaggio musicale fatto di ritmo, sorrisi, nostalgia e grande qualità interpretativa.

Immerso nella suggestiva cornice del Museo del Saxofono, il concerto rappresenta uno degli appuntamenti più attesi dell’edizione 2026 di Fai Bei Suoni, la rassegna diretta da Attilio Berni che per tutta l’estate propone un programma capace di attraversare generi, linguaggi e tradizioni musicali.

Ue, Giorgetti:_le regole non più attuali vanno didiscusse

Roma, 9 giu. (askanews) – “Sono sfide complesse quelle che attendono l’Europa, troppo complesse per essere affrontate con vecchi schemi ideologici e con le regole non più attuali che vanno evidentemente ridiscusse per renderle maggiormente aderenti ai nostri tempi”. Lo ha detto il ministro dell’Economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti, intervenendo alla cerimonia di chiusura dell’Anno di Studi 2025-2026 della Scuola di Polizia Economico Finanziaria.

“Non siamo destinati al fallimento – ha aggiunto -, ma il risultato dipenderà dalla capacità di passare da un’Europa che gestisce l’emergenza a un’Europa in grado di governare il cambiamento, per trasformare le crisi in opportunità e ridefinire così il nostro futuro”.

Mondiali, Iran accusa: "Revocati i biglietti ai nostri tifosi"

Roma, 9 giu. (askanews) – La federazione calcistica dell’Iran accusa gli Stati Uniti di aver revocato l’assegnazione dei biglietti destinati ai tifosi per le partite della fase a gironi dei Mondiali 2026, denunciando nuovi ostacoli alla partecipazione dei sostenitori iraniani e parlando di una situazione che si inserisce in un clima di forte tensione diplomatica tra i due Paesi.

Secondo Teheran, gli Stati Uniti avrebbero introdotto ulteriori barriere burocratiche, inclusi dinieghi di visti per alcuni membri dello staff, rendendo difficile l’organizzazione della trasferta dei tifosi. La federazione sostiene inoltre che, nonostante le regole Fifa prevedano l’assegnazione di una quota di circa l’8% dei biglietti per ciascuna partita alle federazioni partecipanti, la quota destinata all’Iran sarebbe stata successivamente revocata.

Nel comunicato, la federazione iraniana afferma che la vendita dei biglietti era già stata avviata per le gare contro Nuova Zelanda, Belgio ed Egitto, tutte in programma negli Stati Uniti, e che alcuni tifosi avevano già completato le procedure organizzative per il viaggio. “Con una mossa inaspettata, la quota assegnata è stata revocata e la federazione non è in grado di fornire nemmeno un biglietto ai tifosi”, si legge nella nota.

L’Iran definisce la decisione “contraria allo spirito delle competizioni internazionali” e chiede l’intervento della FIFA affinché vengano garantiti i principi di neutralità ed equità. Al momento né la FIFA né le autorità organizzatrici statunitensi hanno commentato le accuse.

Le tensioni si inseriscono in un contesto già complesso, segnato da difficoltà nel rilascio dei visti e da precedenti restrizioni che, secondo Teheran, avrebbero impedito l’ingresso negli United States a circa 15 membri della delegazione iraniana.

In questo scenario, la federazione ha anche annunciato lo spostamento del centro di allenamento della nazionale a Tijuana, in Messico, anziché in Arizona come inizialmente previsto. L’Iran esordirà il 15 giugno a Los Angeles contro la Nuova Zelanda, poi affronterà Belgio ed Egitto tra Los Angeles e Seattle.

Mondiali, Cannavaro perquisito con i cani antidroga

Roma, 9 giu. (askanews) – Controlli di sicurezza particolarmente rigorosi negli aeroporti degli Stati Uniti in vista dei Mondiali di calcio. A farne le spese, tra gli altri protagonisti del calcio internazionale, anche Fabio Cannavaro, commissario tecnico dell’Uzbekistan, sottoposto a perquisizione con metal detector e successivamente a controlli con cani antidroga insieme al resto della delegazione.

Le procedure, applicate dalle autorità statunitensi all’arrivo delle squadre, stanno suscitando discussioni nel mondo del calcio. Le immagini dei controlli, diffuse sui social, mostrano giocatori e staff sottoposti a ispezioni approfondite nell’ambito dei protocolli di sicurezza previsti negli aeroporti.

Non si tratta di un caso isolato. L’attaccante iracheno Hussein sarebbe stato trattenuto e interrogato per circa sette ore all’aeroporto di Chicago prima di poter proseguire verso il ritiro della propria nazionale. In un altro episodio, la delegazione della Senegal è stata sottoposta a controlli approfonditi all’arrivo negli United States, con verifiche estese a bagagli, documenti e dispositivi di sicurezza.

Ulteriori controlli hanno riguardato anche la nazionale dell’Uzbekistan nel suo complesso, con ispezioni tramite metal detector e unità cinofile antidroga, nell’ambito delle procedure previste dalle autorità aeroportuali.

A richiamare l’attenzione è anche il caso del centrocampista Pathé Ciss, arrivato in ritardo al ritiro del Senegal e sottoposto a controlli direttamente sulla pista dell’aeroporto, come documentato da un video diventato virale.

Le misure rientrano nel quadro delle politiche di sicurezza e immigrazione adottate negli Stati Uniti in vista dell’evento mondiale, già annunciate nei mesi precedenti dalle autorità federali. Le procedure, secondo le autorità, mirano a garantire elevati standard di controllo negli ingressi internazionali durante la manifestazione.

Calcio, Mondiali, Di Bello al Var per Corea-Rep.Ceca

Roma, 9 giu. (askanews) – L’arbitro italiano Marco Di Bello entra a far parte della squadra arbitrale designata per la direzione del match tra Corea del Sud e Repubblica Ceca, dove ricoprirà il ruolo di Support VAR.

La direzione della gara è affidata all’egiziano Mohamed, affiancato dagli assistenti Abouelregal e Taha. Il ruolo di quarto ufficiale sarà svolto dal costaricano Calderón.

La sala VAR sarà composta da Ashour e Dickerson, insieme allo stesso Di Bello, che contribuirà alle valutazioni video direttamente dalla nuova sala operativa di Dallas, negli Stati Uniti, all’interno dell’International Broadcast Centre.

Tennis, per Sinner secondo giorno di esami medici al San Raffaele

Roma, 9 giu. (askanews) – Proseguono gli esami dopo il malore per Jannik Sinner che stamane si è presentato nuovamente al San Raffaele di Milano per approfondire le cause del malessere accusato al Roland Garros. Ieri, all’uscita dall’ospedale, dopo essersi sottoposto ad alcuni accertamenti medici programmati, ha salutato i cronisti senza rispondere alle domande. Sinner è accompagnato dal professor Alberto Zangrillo, responsabile dell’Unità operativa di Anestesia e Rianimazione generale e cardio-toraco-vascolare del San Raffaele di Milano, e dal suo entourage. Eseguiti esami ematochimici, controlli generali e più specifici, tra cui anche cardiologici. Il tennista ieri è stato ospitato al padiglione Diamante dell’Irccs di via Olgettina, che in passato ha ospitato il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi in alcuni dei suoi ricoveri.

Calcio, Mondiali: negato il visto all’arbitro somalo

Roma, 9 giu. (askanews) – L’arbitro somalo Omar Abdulkadir Artan, 34 anni, selezionato per dirigere alcune partite dei prossimi Mondiali di calcio, è stato respinto all’ingresso negli Stati Uniti dopo che le autorità di frontiera gli negano l’ingresso al suo arrivo a Miami. Il fischietto, premiato nel 2025 come miglior arbitro africano dalla CAF, è sottoposto a un controllo aggiuntivo da parte del Customs and Border Protection (CBP) negli aeroporti statunitensi.

Secondo quanto riferisce un portavoce del CBP alla Cnn, Omar Abdulkadir è stato fermato durante una procedura di verifica supplementare, descritta come routine per determinare l’ammissibilità all’ingresso nel Paese. Al termine dell’ispezione, l’arbitro è stato dichiarato “inammissibile a causa di problemi di verifica” e respinto alla frontiera, senza ulteriori dettagli sulle motivazioni specifiche del diniego.

La decisione arriva nonostante, secondo il ministero dello Sport della Somalia, Artan sia in possesso di un visto regolare e di un passaporto diplomatico rilasciato a Nairobi. Le autorità somale contestano la misura e parlano di un danno non solo personale ma anche all’immagine dello sport e ai principi di equità e fair play.

La questione si inserisce nel quadro delle restrizioni ai viaggi che coinvolgono 39 Paesi, tra cui la Somalia, nell’ambito delle politiche di ingresso negli United States. Le misure sono collegate a un quadro normativo di sicurezza e controllo dei flussi migratori che prevede verifiche rafforzate per alcune nazionalità.

Sul caso interviene anche la FIFA, che chiarisce di non essere coinvolta nelle procedure di immigrazione del Paese ospitante. In una nota, la Federazione spiega che le decisioni sui visti e sull’ammissione nel territorio restano di competenza esclusiva delle autorità nazionali e che lo status del direttore di gara non risulta al momento modificato a livello sportivo.

Dal lato statunitense, il Customs and Border Protection conferma la gestione del caso nell’ambito delle procedure standard di controllo, senza fornire ulteriori elementi sui motivi specifici del respingimento.

Biennale Teatro, una Desdemona moderna per Satoshi Miyagi

Venezia, 9 giu. (askanews) – Una forma di mitologia rivista, attraverso sia un cambio di prospettiva e di dimensione, sia con un ampliamento dello spazio emotivo – e al tempo stesso mitologico – che però invece di allontanare lo spettatore ai personaggi, lo avvicinano, rendono più umane le figure, comunque soprannaturali spesso, che stanno sul palco. Il regista giapponese Satoshi Miyagi ha portato alla Biennale Teatro “Mugen Non Othello”, versione contemporanea della tragedia di Shakespeare riproposta nel testo di Sukehiro Hirakawa nello stile del teatro no. Un’opera che unisce una certa maestosità a una accessibilità per il pubblico, una componente di grandezza e una di quotidianità, pur senza rinunciare al gesto forte e riconoscibile della tradizione teatrale giapponese.

Al centro dello spettacolo, che si appoggia fortemente all’idea no di mettere in scena una confessione del protagonista a tutta la comunità – tanto che sul palco a parlare è principalmente il “coro” delle voci che affianca gli attori effettivamente in scena – e questa volta la tragedia di Otello è raccontata attraverso la prima vittima, Desdemona, il cui spirito continua a stare nel mondo e a raccontare la propria storia. In questa operazione drammaturgia e morale, che si fonda come ricorda lo stesso Miyagi, su un antico proverbio giapponese che recita “anche se sono morto, non posso morire del tutto” per via dei rimorsi, si compia anche un possibile percorso di salvezza della protagonista e una ridefinizione della figura di Otello che lo restituisce, nei fatti e senza retorica, alla portata del suo errore, alla drammaticità della sua gelosia indotta da uno Iago così perfido da divenire quasi trasparente, del tutto inafferrabile.

La storia è nota, certo, ma la versione di Miyagi la arricchisce di dignità, di compassione, di potenza visiva (e smonta anche un occidentalismo che probabilmente il Bardo non aveva immaginato). Il risultato è una domanda di universalità, ma anche di giustizia, che vive di misura della messa in scena e, al tempo stesso, di ambizione profonda, quasi assoluta. Che costruisce un ponte tra le figure del teatro no, che spesso nella tradizione sono mitiche e inarrivabili, e il pubblico proprio attraverso Desdemona, la cui drammatica contemporaneità, anche nei costumi magnifici, ce la rende vicina e, pure senza redenzione definitiva, in qualche modo reciprocamente si stabilisce un perdono che forse può “calmare gli spiriti infuriati”, come voleva un antico rituale giapponese. E dare uno spazio di sollievo al suo personaggio, ma anche al pubblico in sala.

In una Biennale Teatro che il direttore Willem Dafoe ha voluto intitolare Alter Native, unendo l’alterità e l’identità e poi componendo una parola di profondo cambiamento, lo spettacolo di Satoshi Miyagi sembra aderire molto bene a questa visione, ricordandoci ancora una volta il potere del teatro di stare (oltre che di essere) di fronte a noi e insieme a noi, oggi e sempre, rinnovando mitologie storiche, ma soprattutto individuali. (Leonardo Merlini)

Trump è stato sonoramente fischiato alla finale Nba

Roma, 9 giu. (askanews) – Il presidente Usa Donald Trump è stato accolto da una salva fischi dal pubblico del Madison Square Garden di New York, dove era presente per assistere alla terza partita della finale Nba tra i Knicks e gli Spurs.

Mentre veniva intonato l’inno nazionale, l’immagine di Trump, in piedi mentre faceva il saluto militare, è apparsa sul maxischermo dell’arena, provocando una reazione immediata da parte di molti spettatori.

La presenza del presidente americano, a quanto riferisce Afp, ha imposto un forte rafforzamento delle misure di sicurezza intorno al Madison Square Garden, a Manhattan, vicino alla Penn Station, dove domenica sera sei persone erano rimaste ferite in un attacco con coltello attribuito a un individuo apparentemente squilibrato.

Le autorità hanno chiesto ai possessori di biglietti di arrivare almeno due ore prima dell’inizio della partita, fissato alle 20.30 locali, per sottoporsi a controlli di sicurezza simili a quelli aeroportuali. L’ingresso con borse è stato vietato. Trump è arrivato all’arena poco dopo le 19.30.

A causa della sua visita, non è stata allestita alcuna fan zone nei pressi dell’edificio, a differenza di quanto avvenuto per le prime due partite della finale, segnate da grandi raduni festosi.

Trump, nato a New York, si presenta da tempo come un tifoso dei Knicks ed è vicino al proprietario della squadra, James Dolan. In passato ha assistito a numerose partite al Madison Square Garden. Durante la campagna presidenziale del 2024 aveva tenuto nella stessa arena un grande comizio, attirando folle di sostenitori in una città politicamente ostile al presidente e tradizionalmente vicina ai democratici.

“Nel momento in cui New York vive uno dei suoi momenti più belli da decenni, Trump riporta tutto su di sé. Trump dovrebbe lasciarci in pace! Non è il benvenuto qui”, ha scritto su X il senatore newyorkese Chuck Schumer, leader della minoranza democratica alla camera alta.

I Knicks, che non vincono il titolo dal 1973, conducono per ora la serie per 2 vittorie a 0 contro San Antonio.

Flotilla, Tajani: insisteremo perché Ue sanzioni Ben Gvir

Roma, 9 giu. (askanews) – Il ministro della Sicurezza israeliano Itamar Ben Gvir, “non è degno di rappresentare Israele. Vedremo nei prossimi giorni se sarà possibile raggiungere un consenso in Europa” per sanzionarlo “ma desidero assicurare quest’aula sul fatto che continueremo ad insistere per raggiungere questo obiettivo”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani in audizione alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato.

“Siamo pronti a valutare con i partner europei anche misure sui prodotti provenienti dagli insediamenti illegali. Siamo in attesa di vedere quali sono le proposte della Commissione europea”, ha aggiunto Tajani.

Ucraina, Crosetto: bisogna continuare a sostenere Kiev

Roma, 9 giu. (askanews) – Una soluzione esclusivamente militare della guerra in Ucraina “appare difficilmente perseguibile sul lungo termine”. Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto, in audizione oggi davanti alle commissioni congiunte, illustrando il quadro del conflitto innescato dall’aggressione russa contro Kiev e segnalando la necessità di continuare a sostenere l’Ucraina.

Il ministro ha sottolineato che, sul piano militare, il conflitto appare oggi caratterizzato da “una sostanziale situazione di stallo”. Secondo Crosetto, gli analisti sembrano concordare sul fatto che, mantenendo gli attuali ritmi operativi, servirebbero “dieci anni, cioè fino al 2036”, perché la Federazione russa possa completare la conquista del Donbass, e “diversi decenni” per conquistare l’intero territorio ucraino.

Tutto questo, ha aggiunto, avrebbe un costo enorme in termini di vite umane: “almeno due milioni e mezzo di caduti russi soltanto per il Donbass”. Si tratta, ha precisato il ministro, di “un’operazione puramente algebrica”, ma sufficiente a confermare come la scelta di perseguire una soluzione solo militare sia difficilmente sostenibile nel lungo periodo.

Da qui, ha spiegato Crosetto, nasce “la necessità di sostenere lo sforzo difensivo dell’Ucraina” insieme agli altri sforzi “politico e diplomatico”, già richiamati dal vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Crosetto ha ricordato che la guerra di aggressione russa contro l’Ucraina “continua a colpire il cuore del continente europeo” e che, a oltre quattro anni dal suo inizio, registra livelli di violenza che l’Europa “non conosceva dalla fine della seconda guerra mondiale”.

Gli eventi del 23 e 24 maggio, ha osservato, rappresentano soltanto “l’ultimo esempio di questa escalation”. In una sola notte, ha riferito, sono stati lanciati contro l’Ucraina oltre 600 droni e 50 missili, tra cui il sistema ipersonico Oreshnik, dotato di capacità altamente distruttive e potenzialmente compatibile anche con configurazioni nucleari.

Secondo il ministro, al di là dei bollettini quotidiani di guerra, è la dimensione complessiva del conflitto a dover colpire. Le stime disponibili indicano che il numero totale di morti e feriti tra le parti coinvolte potrebbe avvicinarsi ai due milioni entro la fine dell’anno, con oltre mille perdite al giorno sul solo lato russo.

“Dati difficili da verificare in modo definitivo”, ha precisato Crosetto, ma sufficienti a rappresentare l’intensità dello scontro e le sue conseguenze di lungo periodo.

Le ricadute, ha aggiunto, sono molteplici: finanziarie, energetiche, psicologiche e strategiche. L’Europa, ha detto, convive ormai con un conflitto che “non mostra rallentamenti” e che ha fatto entrare la narrazione della guerra nel quotidiano. Inoltre, è tornata attuale la minaccia atomica, che si pensava fosse stata consegnata ai libri di storia.

Quando il conflitto sarà superato, ha concluso Crosetto, l’Europa dovrà confrontarsi per molti anni con i suoi effetti economici, sociali e di sicurezza, con la presenza di un numero elevatissimo di ex combattenti da reintegrare e con la necessità di sostenere la ricostruzione dell’Ucraina, “un paese tanto resiliente quanto provato”, ma anche con l’esigenza di stabilizzare il quadro dall’altra parte, in Russia.

M.O., Tajani: violenze dei coloni israeliani sono inaccettabili

Roma, 9 giu. (askanews) – “Il dialogo è l’unica strada per una pace duratura” tra israeliani e palestinesi. “L’obiettivo restano due Stati in grado di convivere in pace e sicurezza, per questo diciamo con chiarezza che anche gli insediamenti illegali in Cisgiordania e le violenze dei coloni sono inaccettabili. Non sono solo parole queste”, ma “posizioni condivise con molti dei nostri partner a partire dal Regno Unito, Francia e Germania, a cui hanno fatto seguito azioni concrete”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani in audizione alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato.

Difesa europea, realismo cristiano e paure del presente: dialogo con Ceccanti

Carissimo Stefano, carissimo professore,

desidero sottoporti una riflessione nata leggendo l’editoriale di Sergio Fabbrini sul Sole 24 Ore del 7 giugno.
Parlo di uno studioso che stimo da moltissimo tempo per il suo europeismo tenace e lungimirante, quasi da “Premio Nobel” della causa europea. Eppure, questa volta, la lettura mi ha lasciato confuso e disorientato.

L’impressione è che anche lui si collochi ormai nel fronte di coloro che sostengono non soltanto la necessità di unire politicamente l’Europa, ma anche quella di armarla rapidamente e massicciamente. Nello stesso giorno, sul Corriere della Sera, Ernesto Galli della Loggia evocava addirittura migliaia di carri armati necessari a proteggere il continente da minacce considerate imminenti.

Vorrei chiarire subito un punto: il mio non è un pacifismo ingenuo o ideologico. Mi riconosco certamente in valori pacifisti, ma provo a ragionare secondo un criterio di realismo storico, fondato su alcune evidenze molto semplici.

Posso anche ammettere le mie approssimazioni rispetto alla complessità della politica internazionale, che conosco solo in parte. Tuttavia, la domanda che da tempo continuo a pormi è questa: difenderci da chi?

Dalla Cina? Dagli Stati Uniti? Dall’Iran? Da Israele? Oppure soltanto dalla Russia?

E se davvero si ritiene che la Russia abbia già deciso di invadere l’Europa, prendendo l’Ucraina come anticamera di un progetto più vasto, allora bisognerebbe concludere che Vladimir Putin sia pronto a un’avventura suicida, pur conoscendo perfettamente i rischi enormi che comporterebbe uno scontro diretto con l’Occidente. Forse, ironicamente, avrebbe bisogno di cure persino più urgenti di Donald Trump.

So bene che, da cattolico democratico, rischio di trovarmi in cattiva compagnia. Ma non ho mai creduto davvero — e ti chiedo di accettarla come semplice opinione personale — alla tesi di una inevitabile invasione russa dell’Europa.

Per questo continuo a chiedermi due cose.

La prima: l’urgenza di armarsi non rischia forse di nascondere anche gli interessi enormi delle industrie belliche, non soltanto americane? Lo dico con quel pizzico di ironia che, persino nelle questioni più serie, aiuta talvolta a mantenere lucidità.

La seconda: questa continua enfasi sul riarmo non finisce per dimenticare che alle spalle dell’Europa esiste già la Nato?
E non potrebbe essere, almeno in parte, il riflesso di paure diffuse, di ansie collettive alimentate da un clima globale sempre più inquieto e utilizzate poi nel dibattito mediatico come una sorta di “pour parler” permanente, spesso privo di autentico buon senso?

 

La replica di Stefano Ceccanti

Caro Nino,

rispondo volentieri alle tue sollecitazioni. Fabbrini osserva giustamente che dalle diverse minacce provenienti dalle autocrazie — territoriali, cibernetiche e di altra natura — occorre realmente difendersi, soprattutto oggi che gli Stati Uniti appaiono meno affidabili rispetto al passato.

Senza un’adeguata capacità di deterrenza, sarebbero concretamente minacciati i nostri valori, le nostre libertà e il nostro stesso stile di vita.

Non a caso Alcide De Gasperi sostenne la Comunità Europea di Difesa in nome di un realismo cristiano che non aveva alcuna intenzione aggressiva, ma che conosceva bene il pericolo rappresentato dalle autocrazie.

Anche il Papa, del resto, continua giustamente a parlare di legittima difesa, ricordando che la pace non coincide con la rinuncia a proteggere le società democratiche.

Tempo di migrazioni e politica dei quattro cantoni

Aria di primavera e clima politico

Bisogna fare in fretta, la primavera con la sua luce ardente che risveglia dalle ombre invernali sta per finire. Con il suo tempo mite dà avvio alla stagione delle migrazioni con annesso il relativo cambio di dimora. Dopo il sole si fermerà battendo a martello per un certo tempo e sarà invece bene trovare previgentemente un po’ di riparo. Si sa che con il risveglio delle fioriture le api si danno un gran da fare e vanno protette per la loro preziosa azione di impollinazione delle piante.

Stessa premura si dovrebbe avere per gli uccelli e in particolare per il rondone, in grado di volare per migliaia di chilometri senza mai toccare terra, capace addirittura di dormire in volo e di mangiare una quantità sterminata di insetti, tra cui le moleste zanzare. La ristrutturazione delle case e dei tetti sta levando loro gli anfratti naturali dove nidificare e questo è un problema. Chi tardi arriva male alloggia nei pochi ripari ancora rimasti a disposizione.

Sarà per questo che, prima dell’estate, nei partiti è partita la caccia a un posto sicuro e a una migrazione fruttuosa e priva di rischi.

 

Dalleuroparlamento al ritorno entro i confini dellamor patrio

L’ottimo Antonio Maria Rinaldi abbandona al suo destino la Lega di provenienza per passare sotto l’accogliente tegola a coppo di Vannacci. All’inizio dell’anno si ipotizzava potesse correre come sindaco di Roma ma evidentemente il progetto si è rivelato troppo audace ed egli ha preferito indirizzarsi in modo diverso.

La sua esperienza di europarlamentare non ha scalfito Bruxelles e del resto il suo biglietto da visita è stato quello di essere un euroscettico. Per sostenere le sue tesi spesso ha fatto ricorso a uno slang romanaccio dove la parolaccia condisce di forza il pensiero proposto, uno stile non proprio in linea con una linea di nobiltà che pure gli apparterrebbe.

 

La lezione di una canzone

Scettico è colui che osserva ed esamina, che fonda sulla possibilità di dubitare di tutto, forse anche — magari fosse — di sé stesso. Spicca poi un tipo tutto particolare di scettico che si traduce in chi ostenta un atteggiamento costantemente disincantato.

Par si addicono bene le parole di una famosa canzoncina del 1920 dal titolo Scettico blu, le cui strofe potrebbero forse addirsi al nostro politico: “Quando tutto tace vo lontan dalla città, solo nella notte il mio cuor scrutando va… Cosa mi importa se il mondo mi rese glacial… Guardo e sogghigno giocondo, io scettico son…”.

Ecco che il movimento ramingo diventa metodo e produce effetti di soddisfazione. Così, forse ispirato, Rinaldi torna a farsi sentire brandendo lo scettro del cambiamento. Alla stregua della celebre commedia Rinaldo in campo, dove il protagonista rubava ai ricchi per dare ai poveri per poi convertirsi di nuovo al rispetto della legge, il nostro politico mette in scena una sua scettica interpretazione dove l’amore fallisce perché, in sostanza, nulla mi tange.

 

La Lega a dieta forzata

La Lega registra un nuovo abbandono ma, in sé, ciò non è male: ci si può depurare e liberarsi da amori tossici o di interesse. Resteranno i “duri e puri” per una nuova ripartenza.

Per l’intanto, nel cielo politico volano in questi giorni rondini, rondoni e balestrucci, ciascuno con la propria specificità ma che all’occhio umano possono facilmente assimilarsi e confondere il giudizio di chi li osserva. Basta prestare un po’ di attenzione per porvi rimedio e saper distinguere senza errori le specie volanti e politiche in giro di questi tempi, almeno per apprezzarne la resistenza e le impervie gesta.

Con Legnini, per Chieti e per l’Abruzzo

Mi trovo da sempre in sintonia con Giovanni Legnini, classe 1959, originario di Roccamontepiano (Chieti), nuovo sindaco di Chieti, eletto con il “campo largo”.

Avvocato, già uomo di governo e vicepresidente del CSM, riesce a coniugare rigore e pragmatica duttilità; “comunista vecchio stampo” e, insieme, modernizzatore e persona di dialogo.

Non si tratta di un evento di rilievo solo per la città teatina, bensì per l’intero Abruzzo: un’alternativa solida e convincente alle destre c’è.

Ora è importante sostenere il neosindaco e quella che sarà la sua amministrazione con idee, energia, strumenti sempre più fini e profondi di lettura dei sommovimenti cittadini e regionali e del più generale contesto europeo e globale nel quale si situano.

Anche questo è federalismo, patto fra diversi volto a sostenere un orizzonte di fattiva speranza per il futuro.

Napoli tra pace e guerra: il romanzo civile di Gennaro Manna

Nel panorama culturale contemporaneo non è frequente incontrare libri capaci di intrecciare memoria civile, riflessione politica e profondità letteraria. È questo il tratto che Flavio Felice individua nel volume La casa di Napoli di Gennaro Manna, al centro di una sua recente recensione pubblicata sulla rivista “Il Pensiero Storico”.

Il testo di Felice non si limita a presentare un romanzo: ne coglie piuttosto il valore simbolico e culturale. Napoli, nel racconto di Manna, non è soltanto una città, ma una metafora della fragilità europea sospesa tra convivenza e conflitto, memoria e disfacimento, tradizione e smarrimento contemporaneo.

 

Una città come specchio dellEuropa

La “casa” evocata nel titolo diventa il luogo morale nel quale si misura il rapporto tra gli individui e la storia. Sullo sfondo vi sono le guerre del Novecento, le tensioni ideologiche, le lacerazioni civili e il lento indebolimento dei legami comunitari.

Secondo Felice, Manna costruisce un itinerario narrativo che attraversa le contraddizioni della modernità senza indulgere né al pessimismo assoluto né alla nostalgia sterile. Napoli emerge come una città ferita ma ancora capace di custodire umanità, relazioni e senso della vita comune.

L’autore della recensione insiste soprattutto su un punto: la pace non coincide semplicemente con l’assenza della guerra. Essa richiede una cultura civile, una responsabilità personale e una struttura morale delle relazioni sociali. Quando questi elementi si dissolvono, anche la convivenza democratica entra in crisi.

 

Il valore della libertà

Uno dei temi più interessanti messi in evidenza da Felice riguarda il rapporto tra libertà e responsabilità. La vicenda narrata da Manna si sviluppa infatti attorno a personaggi che devono confrontarsi con decisioni morali, fedeltà personali e scelte pubbliche.

In questo quadro, la libertà non appare come semplice rivendicazione individuale, ma come esercizio difficile di discernimento. È una concezione profondamente europea e, in qualche modo, cristiana della persona: l’uomo si realizza non nell’isolamento, ma dentro una trama di rapporti, obblighi e solidarietà.

La recensione suggerisce così una lettura anche politica del romanzo. In tempi segnati dal ritorno dei conflitti internazionali e da nuove polarizzazioni ideologiche, La casa di Napoli invita a riflettere sul rischio di una società incapace di custodire il senso del limite e della convivenza civile.

 

Letteratura e coscienza civile

Felice riconosce nel libro di Manna un raro equilibrio tra dimensione narrativa e riflessione storica. Non un saggio mascherato da romanzo, né un semplice racconto sentimentale, ma una forma di letteratura civile capace di interrogare il presente.

Ed è forse questo l’aspetto più attuale dell’opera: ricordare che le città non vivono soltanto di infrastrutture o di economia, ma anche di memoria condivisa, cultura e legami umani. Quando tali legami si spezzano, la guerra — prima ancora che militare — diventa morale e spirituale.

In questo senso, la recensione di Flavio Felice offre molto più di una presentazione editoriale: propone una meditazione sul destino dell’Europa e sulla necessità di ricostruire una cultura della pace fondata sulla libertà responsabile.

Per leggere il testo del prof. Flavio Felice

https://ilpensierostorico.com/manna-e-la-casa-di-napoli-tra-pace-e-guerra/

Milano, La Russa: centrodestra scelga candidato, serve cambiamento

Milano, 8 giu. (askanews) – “Milano ha bisogno di riflettere ma in tempi molto stretti, per quanto riguarda almeno il centrodestra e decidere il proprio candidato sindaco. Milano non può più aspettare, ha bisogno di un cambiamento vero”.

Lo ha detto il presidente del Senato Ignazio La Russa, arrivando al Centro Brera per la presentazione di una ricerca sui bisogni di Milano commissionata dalla fondazione Dialogo di Antonino La Lumia, il cui nome è circolato come possibile candidato del centrodestra a palazzo Marino.

“Se devo elencare tutti i guasti che questa città sta subendoà basta pensare alle indagini giudiziarie della magistratura nei confronti di esponenti della giunta di sinistra, basta pensare alle difficoltà sul piano della sicurezza che sta vivendo Milano, basta pensare al problema urbanistico della casa, potrei andare avanti. Credo che Milano meriti veramente qualcosa di meglio”, ha aggiunto La Russa.

Flotilla, Ben Gvir: "Non sono intimidito" dall’indagine italiana

Roma, 8 giu. (askanews) – Il ministro israeliano della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir ha rigettato l’annuncio dell’Italia di aver avviato un’indagine nei suoi confronti per un video da lui pubblicato che mostra l’umiliazione degli attivisti che hanno partecipato alla flottiglia di Gaza il mese scorso.

“Israele non è un sacco da boxe per una banda di bugiardi sostenitori del terrorismo che inventano calunnie e menzogne contro i nostri combattenti”, ha affermato. “Non sono intimidito da questo tipo di indagine e continuerò a stare orgogliosamente al fianco dei nostri combattenti”, ha aggiunto.

Ballottaggi, centrodestra: solidi e radicati. Schlein: propaganda, 10 sindaci su 16 a noi

Roma, 8 giu. (askanews) – Al ballottaggio va in scena un pareggio nei capoluoghi: Arezzo, Lecco e Macerata al centrodestra, Agrigento, Chieti e Trani al centrosinistra. Ma, a conti fatti, considerando anche il primo turno, il centrosinistra chiude la partita delle amministrative di primavera con dieci sindaci su sedici. L’affluenza, costantemente in calo, si ferma poco sopra il 52%, otto punti abbondanti sotto il primo turno quando il centrodestra aveva portato a casa Venezia, Reggio Calabria e Crotone, il centrosinistra Prato e la riconquista di Pistoia.

Ad Arezzo non si spezza il governo di centrodestra,che dura da dieci anni e continua con Marcello Comanducci, a Lecco si afferma Filippo Boscagli (che vince sul sindaco uscente di centrosinistra Mauro Gattinoni) e a Macerata, pronto per il secondo mandato, c’è Sandro Parcaroli. A Chieti il nuovo sindaco è l’ex vice presidente del Csm Giovanni Legnini, appoggiato dal centrosinistra, a Trani dopo un lungo testa a testa la spunta Marco Galiano. Poi ci sono i casi speciali. Uno è Viareggio dove la vittoria va al centrodestra per poche decine di voti; un altro è Genzano Romano, uno dei comuni della “cintura rossa laziale”, dove, per la prima volta, la destra vince con Fabio Papalia; viceversa c’è Molfetta, in provincia di Bari, dove il nuovo sindaco sarà Manuel Flavio Minervini di Rifondazione comunista e c’è Vigevano, dove il candidato scelto da Forza Italia, senza l’appoggio degli alleati al primo turno, Paolo Previde Massara ha la meglio e diventa sindaco. Anche senza il sostegno di Vannacci e del suo candidato, Furio Suvilla, che due settimane fa aveva conquistato il 14%.

A livello nazionale il voto amministrativo dà man forte al centrodestra nel ritrovare serenità, dopo la bocciatura della riforma della giustizia al referendum e le sue conseguenze tra dimissioni e fibrillazioni. “I risultati confermano ancora una volta la forza del centrodestra, la solidità della coalizione e il suo radicamento nei territori. Avanti così, con serietà e concretezza”, osserva la premier Giorgia Meloni. Di “solidità e radicamento” del centrodestra sul territorio parla anche la capogruppo di Forza Italia al Senato Stefania Craxi, mentre Gianfranco Rotondi, Fratelli d’Italia, ironizza: “Dopo il referendum Schlein e Conte avevano detto che era giunto un avviso di sfratto al governo, appena sono comparsi loro gli italiani si sono affrettati a prorogare il fitto di palazzo Chigi a Giorgia Meloni”. Ma, osserva il vice premier Tajani, in vista delle Politiche c’è ancora un lavoro da fare “per aumentare consenso dove non abbiamo ancora raggiunto l’obiettivo”.

Tutt’altra versione dalle parti del campo largo. Per la segretaria Dem Elly Schlein “Meloni continua ad avere problemi con la calcolatrice” e cerca sempre di “capovolgere” la realtà ma “al di là della propaganda di Meloni e Salvini, anche in questa tornata elettorale i numeri fotografano una chiara affermazione dell’alleanza progressista, con il Pd primo partito in gran parte del Paese”. Igor Taruffi, responsabile organizzazione nella segreteria Pd, fa i conti: “su 16 capoluoghi al voto, tra primo turno e ballottaggi, al centrosinistra vanno 8 sindaci e al centrodestra 6”, “alle vittorie di Mantova, Pistoia, Prato, Avellino e Andria al primo turno si aggiungono oggi Chieti, Trani e Agrigento al ballottaggio. Di queste ad Avellino e Agrigento le amministrazioni uscenti erano di centrodestra”. A questi comuni si aggiungono Salerno ed Enna già assegnati al primo turno e comunque, conclude Taruffi, “sui 118 comuni sopra i 15 mila abitanti il campo progressista aveva vinto in 37 di questi e il centrodestra in 25”. Il centrosinistra, chiosa Angelo Bonelli (Avs), “è in buona salute, cresce e conquista nuovi consensi nei territori”. Insomma, il campo largo scalda i motori in vista delle Politiche: “Questo ballottaggio dimostra una volta di più che a livello nazionale si può vincere” chiosa l’ex premier Matteo Renzi.

M5s, Conte: avrei evitato la votazione per escludere Grillo

Genova, 8 giu. (askanews) – “Quando Beppe Grillo voleva bloccare Nova, ho detto ‘assolutamente no’. A quel punto si è messo così contro pubblicamente che una buona parte degli iscritti l’ha voluto mettere in discussione e l’abbiamo dovuto mettere in votazione. Fosse stato per me, molto francamente, non l’avrei messo in votazione, perché obiettivamente era una lacerazione nell’ambito del movimento anche insidiosa”. Lo ha detto il leader del M5s Giuseppe Conte durante la presentazione del suo libro “Una nuova primavera” nella sede dell’organizzazione umanitaria Music for Peace a Genova.

“Invece – ha aggiunto Conte – l’hanno voluto votare. Lui ha chiesto, perché aveva un vecchio privilegio, che fosse rifatta la votazione e sono aumentati addirittura i numeri di chi ha detto che il garante non era più necessario e automaticamente è venuto meno il suo contributo”.

“La storia però – ha sottolineato l’ex premier – non si cancella, Grillo è il fondatore del movimento, è il promotore di questo progetto e io l’ho sempre rispettato per questo. Anche quando ci sono stati momenti in cui qualcosa non gli andava bene perché non si sentiva centrale, io non l’ho mai insultato. Semmai è stato lui che mi ha attaccato anche pubblicamente quando gli venivano i 5 minuti. Per me il fondatore è il fondatore. Il problema è stato un altro. Che quando per la prima volta abbiamo fatto un esperimento dal basso di democrazia deliberativa, lui non l’ha accettato”.

“Lui voleva – ha concluso Conte – incontrare il vertice di turno e trovare ovviamente una soluzione, come era abituato a fare tradizionalmente. Ma quando costruisci un movimento democratico, una forza politica, non è più casa tua, è casa di tutti quelli che ci sono dentro, che partecipano, che ogni giorno contribuiscono”. 

Commissione Covid, Conte: FdI rimesta nel fango ma non vuole indagare nulla

Roma, 8 giu. (askanews) – La maggioranza di centrodestra ha costruito la commissione parlamentare di inchiesta sul Covid “per un uso politico di quella vicenda”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, parlando a Music for Peace, a Genova, nel corso della presentazione del suo volume “Una nuova primavera”.

“Questa commissione parlamentare – ha sottolineato l’ex premier – l’ha voluta soprattutto Fratelli d’Italia, che adesso la sta gestendo quasi da sola; perché bisogna dirlo, per esempio Forza Italia non sposa assolutamente questo utilizzo strumentale. Su questo loro stanno dimostrando una dignità politica maggiore e anche la Lega si è un po’ dissociata. Invece questi di Fratelli d’Italia che erano quelli che dicevano tutto e il contrario di tutto e non volevano manco mettersi le mascherine, vi ricordate? Poi c’era chi se le metteva e non se le sapeva mettere. Allora, che cosa succede? Che hanno costruito questa commissione parlamentare e hanno tolto le Regioni (dall’indagine parlamentare, ndr). Ora voi sapete che la sanità è in mano agli assessorati regionali. Se tu mi fai una commissione d’inchiesta e non possiamo indagare le regioni, per la maggioranza, 15 regioni a guida centrodestra e quelle più colpite del nord tutte in mano al centrodestra”.

“Tu capisci – ha proseguito il leader M5S – che non vuoi indagare nulla, ma vogliono attaccare me. Stanno facendo audizioni, chiamando tutti i più improbabili soggetti e personaggi, sperando di dimostrare un mio coinvolgimento in qualche attività illecita. Ma cari esponenti di centrodestra, non perdete tempo perché non troverete mai una mia attività illecita. Potete stare qui dieci anni, vent’anni, trent’anni. Anche perché io, a differenza vostra, quando ci sono state delle indagini e c’è stata l’opportunità, mi sono subito presentato al Tribunale di Brescia al Tribunale di Roma. Sono andato e ho spiegato tutto. È stato tutto immediatamente archiviato”.

E su ciò che è accaduto oggi in commissione Covid Conte ha aggiunto: “È successa una cosa gravissima rispetto a tutte le irregolarità commesse in commissione Covid. Ovviamente si sono presi un calcio sui denti perché chi è stato ascoltato ha spiegato che Conte non è mai intervenuto, non ha mai fatto avere una notizia, ha chiuso il suo studio quando è stato nominato presidente del Consiglio nel 2018. Non ho mai suggerito di andare da un altro avvocato. Non ho mai avuto un rapporto societario o un contratto di società con altri avvocati, non sono più tornato in quei luoghi o materialmente in quello studio e non ho più ricevuto coloro che continuano a fare gli avvocati di cui si sta parlando in questi giorni. Quindi, cari esponenti di Fratelli d’Italia, voi potete rimestare nel fango, ma il fango vi viene addosso, perché solo la vostra malafede vi può far perdere tutto questo tempo” ha concluso.

Centrosinistra, Conte: ora è tempo programma, poi scelta su primarie

Genova, 8 giu. (askanews) – “Il perimetro della coalizione sarà l’ultima cosa che andremo a definire. Il perimetro ovviamente è dato dall’adesione delle altre forze a questo progetto, dall’affidabilità dei compagni di viaggio e dal fatto che si possa, per quanto ci riguarda, costruire un progetto di cambiamento e non certo una sommatoria di tante istanze politiche o di partito messe assieme. Tutto il resto verrà dopo. Anche lascelta sulle primarie è ovvio che verrà dopo, questo è il tempo del programma, l’ho detto più volte”.

Lo ha detto il leader del M5s Giuseppe Conte, parlando delle elezioni politiche del 2027 a margine della visita ad un asilo di Genova restaurato con i fondi del Pnrr.

“Continuate – ha aggiunto Conte rivolgendosi ai giornalisti presenti – a parlare sempre di campo largo, io parlo sempre di campo progressista. Campo largo è una formula di estensione quantitativa che non significa nulla. Dobbiamo costruire un progetto serio e progressista, perché altrimenti non ci differenzieremo da questo governo che è andato lì per amministrare e gestire il potere. Noi invece dobbiamo cambiarlo questo Paese”.

“I ‘100 spazi aperti spazi aperti della democrazia’ – ha concluso il leader del M5s – ci hanno consentito di raccogliere tantissime idee e soluzioni. Alcune sono anche particolarmente brillanti, particolarmente utili e rispondenti ai bisogni concreti dei cittadini. Descrivono le priorità che avvertono famiglie e imprese e offrono delle concrete soluzioni. Fra un po’ saremo in condizione di elaborare tutto questo materiale e di portarlo poi in dote alle altre forze di opposizione con cui lavoreremo”.

Padel, a Palermo via al Fip Silver con oltre 100 atleti da 15 Paesi

Roma, 8 giu. (askanews) – Torna a Palermo il Fip Silver Mediolanum Padel Cup, appuntamento consolidato del calendario internazionale del padel che, per il terzo anno consecutivo, farà tappa al Country Time Club di Mondello con una delle categorie più prestigiose del circuito mondiale della Federazione Internazionale Padel. L’edizione 2026 – si legge in una nota – vedrà la partecipazione più di cento giocatori tra tabellone maschile e femminile provenienti da quindici Paesi. Il torneo prenderà il via martedì con gli incontri delle qualificazioni, mentre da giovedì scatterà il main draw.

Nel tabellone maschile saranno dieci i giocatori della top 100 mondiale FIP. A guidare il seeding saranno gli spagnoli Alvaro Melendez e Jose Luis Gonzalez, già vincitori insieme di un Fip Silver in Egitto nel 2025. Per Melendez si tratta di un ritorno a Palermo dopo la semifinale raggiunta nella passata edizione, mentre Gonzalez arriva in Sicilia a meno di due mesi dal successo ottenuto nel Fip Silver di Bari insieme all’azzurro Marco Cassetta. Proprio Cassetta, tra i giocatori più vincenti nella storia del Cupra Fip Tour con 14 titoli conquistati, sarà tra i protagonisti del torneo in coppia con Pedro Melendez. Presenti anche altri punti di riferimento del padel italiano e internazionale come Lorenzo Di Giovanni, e Aris Patiniotis, che con Cassetta hanno conquistato la medaglia di bronzo agli Europei con la maglia della Nazionale.

Grande qualità anche nel tabellone femminile, che presenta quattro giocatrici della top 50 e tredici della top 100 mondiale. Le prime teste di serie saranno le spagnole Lucia Martinez e Agueda Perez, talento madrileno classe 2007. Attesa inoltre per l’argentina Virginia Riera, tra le giocatrici più esperte del circuito internazionale, che sarà in gara insieme alla spagnola Teresa Navarro. A rappresentare l’Italia ci saranno Clarissa Aima e Caterina Baldi, protagoniste di una stagione particolarmente positiva grazie ai successi ottenuti nei tornei di Rivesaltes, Montesilvano e Timisoara. Nel weekend – conclude la nota – spazio anche alle stelle del calcio con la “Vip ProAm Exhibition”: Marco Amelia, Simone Barone, Stefano Fiore e Paolo Di Canio scenderanno in campo domenica per una sfida amichevole aperta al pubblico.

Flotilla, indagato a Roma il ministro israeliano Ben Gvir

Roma, 8 giu. (askanews) – Il ministro della Sicurezza israeliano Itamar Ben Gvir risulta indagato dalla Procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta sugli abusi perpetrati contro gli attivisti della Global Sumud Flotilla, sequestrati in acque internazionali dalla Marina israeliana e portati in Israele prima di essere espulsi.

Nella sostanza, gli inquirenti hanno recepito le denunce che sono state presentate nelle scorse settimane dagli stessi attivisti. Sequestro di persona e tortura. Per queste accuse è stato indagato dalla procura di Roma il ministro israeliano Ben Gvir. Al vaglio dei magistrati anche le ipotesi di rapina e violenza sessuale. Il fascicolo è frutto delle denunce presentate dagli attivisti coinvolti nelle operazioni di blocco delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla per Gaza, tra cui cittadini italiani, intercettate tra il 18 e il 19 maggio in acque internazionali, al largo di Creta.

Mps, Conte: tutelare asset strategici e garantire accesso credito

Genova, 8 giu. (askanews) – “Abbiamo contestato al governo di aver fatto delle scelte opache, di aver privilegiato dei soggetti, ovviamente privati, senza neppure una strategia comunicata ufficialmente e spiegata ai cittadini. Dopo quel fallimento del progetto originario, adesso si sono aperte varie strade. Ci sono delle leggi di mercato. Noi ovviamente ci auguriamo che ci sia una soluzione che tuteli gli asset strategici del nostro Paese, garantisca al massimo i risparmiatori, ma soprattutto che ci sia la possibilità di un accesso al credito”.

Lo ha detto il leader del M5s Giuseppe Conte, rispondendo ad una domanda sul futuro di Mps a margine della visita ad un asilo di Genova restaurato con i fondi del Pnrr.

“Oggi – ha aggiunto Conte – stiamo andando verso concentrazioni mastodontiche. La preoccupazione vera è che l’accesso al credito sia garantito. Io parlo con tantissimi imprenditori e non hanno nessuna agevolazione, parlo con tantissimi risparmiatori che pagano commissioni importanti e non hanno agevolazioni per i mutui. Quindi mi sta a cuore: poter avere delle linee di credito che favoriscano il rilancio della nostra economia, che ormai è prossima allo zero senza nessuna misura di crescita, e possano, in questo senso, sia famiglie che imprese essere favorite, nel quadro, ovviamente, di asset strategici che devono conservare l’italianità”

Calcio, il Torino sceglie Abate in panchina

Roma, 8 giu. (askanews) – Sarà Ignazio Abate il nuovo allenatore. Il club granata ha definito la scelta nella giornata odierna, chiudendo il casting per la guida tecnica e aprendo così un nuovo ciclo con un tecnico alla prima esperienza in Serie A. Per lui è pronto un contratto biennale, con il compito di raccogliere l’eredità di Roberto D’Aversa, destinato a lasciare la panchina torinese.

La decisione è arrivata dopo una fase di valutazioni che aveva coinvolto diversi profili. In particolare, nelle ultime ore era stato approfondito il dialogo con Alberto Aquilani, che aveva preso tempo prima di sciogliere le riserve tra Torino ed altre opzioni. Nella fase finale della selezione erano rimasti in corsa anche Ivan Juric e, sullo sfondo, Eusebio Di Francesco, con quotazioni più defilate. Più distante, ma comunque presente tra le ipotesi, anche la candidatura di Alberto Gilardino, che si era proposto senza però trovare un reale riscontro nel gradimento della dirigenza granata.

La scelta di Abate rappresenta una scommessa tecnica e progettuale: l’ex difensore, cresciuto nel settore giovanile del Milan e reduce da un’esperienza positiva alla guida Juve Stabia, è considerato un profilo giovane ma già strutturato sul piano metodologico.