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La morte di Papa Francesco, Mattarella: grande vuoto e dolore, viene meno un punto di riferimento

Roma, 21 apr. (askanews) – “Ho appreso con grande dolore personale la notizia della morte di Papa Francesco, avvertendo il grande vuoto che si crea con il venire meno del punto di riferimento che per me ha sempre rappresentato. La morte di Papa Francesco suscita dolore e commozione tra gli italiani e in tutto il mondo. Il suo insegnamento ha richiamato al messaggio evangelico, alla solidarietà tra gli uomini, al dovere di vicinanza ai più deboli, alla cooperazione internazionale, alla pace nell’umanità. La riconoscenza nei suoi confronti va tradotta con la responsabilità”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una nota del Quirinale.

Papa,Schlein: Francesco è stato il Papa degli ultimi e degli emarginati

Roma, 21 apr. (askanews) – “È stato il Papa degli ultimi, degli emarginati, il Papa della giustizia sociale e dell’impegno per il Pianeta: il suo potente messaggio di pace e di fraternità resterà un’impronta durevole di vicinanza, compassione, amore per il prossimo che continuerà a lasciare il segno. Di fronte a questa dolorosa perdita, la nostra vicinanza va alla comunità cattolica e a tutte e tutti coloro che nel mondo lo piangeranno e ne porteranno avanti l’impegno per i più poveri.” Lo dichiara la segretaria del Pd Elly Schlein.

Ecco perché il venture capital è così poco sviluppato in Italia

Roma, 21 apr. (askanews) – Nel triennio 2021-23 gli investimenti nel mercato del venture capital italiano sono stati appena un quinto di quelli di Francia e Germania. E’ quanto rileva uno studio, intitolato “Il mercato italiano del venture capital”, pubblicato dalla Banca d’Italia nella collana “Questioni di Economia e Finanza”.

Le ragioni di questo divario derivano principalmente da tre caratteristiche del mercato italiano: il numero di progetti innovativi che danno vita a start up è relativamente basso, il settore dei fondi di venture capital è poco sviluppato e le difficoltà nella fase di uscita dagli investimenti sono elevate.

Secondo l’analisi, è importante che le iniziative a sostegno della crescita del mercato agiscano sugli ostacoli individuati nelle diverse fasi di sviluppo delle start up.

Il lavoro descrive le principali caratteristiche e la recente evoluzione del mercato del venture capital in Italia, un importante segmento del sistema finanziario volto a favorire la nascita e lo sviluppo di imprese con elevato potenziale di crescita (start up).

Nello studio, una ventina di pagine e pubblicato in lingua inglese, si discutono, in particolare, le possibili cause del suo minore sviluppo rispetto agli altri principali paesi dell’area dell’euro e le iniziative in corso per sostenerne la crescita, anche a livello europeo.

Cordoglio del Presidente Mattarella per la morte di Papa Francesco

Riportiamo le Parole del Presidente della Repubblica dopo l’annuncio della Morte di Papa Francesco.

“Ho appreso con grande dolore personale la notizia della morte di Papa Francesco, avvertendo il grave vuoto che si crea con il venire meno del punto di riferimento che per me ha sempre rappresentato.

La morte di Papa Francesco suscita dolore e commozione tra gli italiani e in tutto il mondo.
Il suo insegnamento ha richiamato al messaggio evangelico, alla solidarietà tra gli uomini, al dovere di vicinanza ai più deboli, alla cooperazione internazionale, alla pace nell’umanita’.
La riconoscenza nei suoi confronti va tradotta con la responsabilità di adoperarsi, come lui ha costantemente fatto, per questi obiettivi”.

L’ultimo "Urbi et Orbi" di Papa Francesco: il messaggio integrale pieno di pace e speranza

Milano, 21 apr. (askanews) – Pubblichiamo il messaggio integrale dell’ultima benedizione “Urbi et Orbi” di Papa Francesco per la Pasqua 2025.

“Cristo è risorto, alleluia! Fratelli e sorelle, buona Pasqua! Oggi nella Chiesa finalmente risuona l’alleluia, riecheggia di bocca in bocca, da cuore a cuore, e il suo canto fa piangere di gioia il popolo di Dio nel mondo intero. Dal sepolcro vuoto di Gerusalemme giunge fino a noi l’annuncio inaudito: Gesù, il Crocifisso, ‘non è qui, è risorto’ (Lc 24,6). Non è nella tomba, è il vivente! L’amore ha vinto l’odio. La luce ha vinto le tenebre. La verità ha vinto la menzogna. Il perdono ha vinto la vendetta. Il male non è scomparso dalla nostra storia, rimarrà fino alla fine, ma non ha più il dominio, non ha più potere su chi accoglie la grazia di questo giorno. Sorelle e fratelli, specialmente voi che siete nel dolore e nell’angoscia, il vostro grido silenzioso è stato ascoltato, le vostre lacrime sono state raccolte, nemmeno una è andata perduta! Nella passione e nella morte di Gesù, Dio ha preso su di sé tutto il male del mondo e con la sua infinita misericordia l’ha sconfitto: ha sradicato l’orgoglio diabolico che avvelena il cuore dell’uomo e semina ovunque violenza e corruzione. L’Agnello di Dio ha vinto! Per questo oggi esclamiamo: ‘Cristo, mia speranza, è risorto!’ (Sequenza pasquale). Sì, la risurrezione di Gesù è il fondamento della speranza: a partire da questo avvenimento, sperare non è più un’illusione. No. Grazie a Cristo crocifisso e risorto, la speranza non delude! Spes non confundit! (cfr Rm 5,5). E non è una speranza evasiva, ma impegnativa; non è alienante, ma responsabilizzante. Quanti sperano in Dio pongono le loro fragili mani nella sua mano grande e forte, si lasciano rialzare e si mettono in cammino: insieme con Gesù risorto diventano pellegrini di speranza, testimoni della vittoria dell’Amore, della potenza disarmata della Vita. Cristo è risorto! In questo annuncio è racchiuso tutto il senso della nostra esistenza, che non è fatta per la morte ma per la vita. La Pasqua è la festa della vita! Dio ci ha creati per la vita e vuole che l’umanità risorga! Ai suoi occhi ogni vita è preziosa! Quella del bambino nel grembo di sua madre, come quella dell’anziano o del malato, considerati in un numero crescente di Paesi come persone da scartare. Quanta volontà di morte vediamo ogni giorno nei tanti conflitti che interessano diverse parti del mondo! Quanta violenza vediamo spesso anche nelle famiglie, nei confronti delle donne o dei bambini! Quanto disprezzo si nutre a volte verso i più deboli, gli emarginati, i migranti! In questo giorno, vorrei che tornassimo a sperare e ad avere fiducia negli altri, anche in chi non ci è vicino o proviene da terre lontane con usi, modi di vivere, idee, costumi diversi da quelli a noi più familiari, poiché siamo tutti figli di Dio! Vorrei che tornassimo a sperare che la pace è possibile! Dal Santo Sepolcro, Chiesa della Risurrezione, dove quest’anno la Pasqua è celebrata nello stesso giorno da cattolici e ortodossi, s’irradi la luce della pace su tutta la Terra Santa e sul mondo intero. Sono vicino alle sofferenze dei cristiani in Palestina e in Israele, così come a tutto il popolo israeliano e a tutto il popolo palestinese. Preoccupa il crescente clima di antisemitismo che si va diffondendo in tutto il mondo. In pari tempo, il mio pensiero va alla popolazione e in modo particolare alla comunità cristiana di Gaza, dove il terribile conflitto continua a generare morte e distruzione e a provocare una drammatica e ignobile situazione umanitaria. Faccio appello alle parti belligeranti: cessate il fuoco, si liberino gli ostaggi e si presti aiuto alla gente, che ha fame e che aspira ad un futuro di pace! Preghiamo per le comunità cristiane in Libano e in Siria che, mentre quest’ultimo Paese sperimenta un passaggio delicato della sua storia, ambiscono alla stabilità e alla partecipazione alle sorti delle rispettive Nazioni. Esorto tutta la Chiesa ad accompagnare con l’attenzione e con la preghiera i cristiani dell’amato Medio Oriente. Un pensiero speciale rivolgo anche al popolo dello Yemen, che sta vivendo una delle peggiori crisi umanitarie ‘prolungate’ del mondo a causa della guerra, e invito tutti a trovare soluzioni attraverso un dialogo costruttivo. Cristo Risorto effonda il dono pasquale della pace sulla martoriata Ucraina e incoraggi tutti gli attori coinvolti a proseguire gli sforzi volti a raggiungere una pace giusta e duratura. In questo giorno di festa pensiamo al Caucaso Meridionale e preghiamo affinché si giunga presto alla firma e all’attuazione di un definitivo Accordo di pace tra l’Armenia e l’Azerbaigian, che conduca alla tanto desiderata riconciliazione nella Regione. La luce della Pasqua ispiri propositi di concordia nei Balcani occidentali e sostenga gli attori politici nell’adoperarsi per evitare l’acuirsi di tensioni e crisi, come pure i partner della Regione nel respingere comportamenti pericolosi e destabilizzanti. Cristo Risorto, nostra speranza, conceda pace e conforto alle popolazioni africane vittime di violenze e conflitti, soprattutto nella Repubblica Democratica del Congo, in Sudan e Sud Sudan, e sostenga quanti soffrono a causa delle tensioni nel Sahel, nel Corno d’Africa e nella Regione dei Grandi Laghi, come pure i cristiani che in molti luoghi non possono professare liberamente la loro fede. Nessuna pace è possibile laddove non c’è libertà religiosa o dove non c’è libertà di pensiero e di parola e il rispetto delle opinioni altrui”.

A Pasqua l’ultima benedizione Urbi et Orbi di Papa Francesco e l’abbraccio con i fedeli in Piazza San Pietro

Roma, 21 apr. (askanews) – Solamente ieri, in occasione della celebrazione della Pasqua, Francesco aveva voluto affacciarsi dalla Loggia delle Benedizioni per impartire quella che sarebbe stata la sua ultima benedizione Urbi et Orbi. Francesco era apparso stanco e provato, ma non si poteva immaginare che la situazione precipitasse nel giro di così poche ore.

Poco prima il Pontefice aveva incontrato il vicepresidente Usa JD Vance con il quale si era intrattenuto per qualche minuto. Francesco non aveva voluto mancare nemmeno il giro sulla “Papamobile” in mezzo a 35mila fedeli: era la prima volta dopo tanto tempo che il papa tornava nella “sua” piazza.

Papa Francesco è morto. Il cardinale Farrell: alle 7:35 di questa mattina è tornato alla casa del Padre

Roma, 21 apr. (askanews) – “Papa Franesco è tornato alla casa del padre”. Così il Vaticano ha dato la notizia della morte del Pontefice. L’annuncio della morte di Papa Francesco è stato dato dal Card. Farrell, con queste parole: “Carissimi fratelli e sorelle, con profondo dolore devo annunciare la morte di nostro Santo Padre Francesco. Alle ore 7:35 di questa mattina il Vescovo di Roma, Francesco, è tornato alla casa del Padre. La sua vita tutta intera è stata dedicata al servizio del Signore e della Sua chiesa. Ci ha insegnato a vivere i valori del Vangelo con fedeltà, coraggio ed amore universale, in modo particolare a favore dei più poveri e emarginati. Con immensa gratitudine per il suo esempio di vero discepolo del Signore Gesù, raccomandiamo l’anima di Papa Francesco all’infinito amore misericordioso di Dio Uno e Trino”.

Basket Nba, Golden State vince a Houston con Curry

Roma, 21 apr. (askanews) – Golden State esce vincente da gara-1 sul campo di Houston, resistendo al tentativo di rimonta degli ospiti grazie ai 31 punti di uno strepitoso Steph Curry e i 25 di Jimmy Butler per prendersi subito il fattore campo nella serie. Nelle altre tre gare della notte vince sempre la squadra di casa: Cleveland scappa via nel quarto periodo e batte Miami grazie alle sue guardie (30 di Mitchell, 28 di Jerome e 27 di Garland), Boston travolge Orlando nel secondo tempo con 30 punti di Derrick White, OKC ne rifila 51 a Memphis in una gara-1 senza storia.

Oklahoma City Thunder-Memphis Grizzlies 131-80 (serie 1-0) Boston Celtics-Orlando Magic 103-86 (serie 1-0) Cleveland Cavaliers-Miami Heat 121-100 (serie 1-0) Houston Rockets-Golden State Warriors 85-95 (serie 0-1)

Tabellone playoff NBA, la Eastern Conference

Primo turno Cleveland Cavaliers (1)-Miami Heat (8), serie 1-0 Indiana Pacers (4)-Milwaukee Bucks (5), serie 1-0 Boston Celtics (2)-Orlando Magic (7), serie 1-0 New York Knicks (3)-Detroit Pistons (6), serie 1-0

Tabellone playoff NBA, la Western Conference

Primo turno Oklahoma City Thunder (1)-Memphis Grizzlies (8), serie 1-0 Denver Nuggets (4)-Los Angeles Clippers (5), serie 1-0 Houston Rockets (2)-Golden State Warriors (7), serie 0-1 Los Angeles Lakers (3)-Minnesota Timberwolves (6), serie 0-1

Calcio, classifica di serie A: Napoli in testa con l’Inter

Roma, 21 apr. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Empoli-Venezia 2-2, Bologna-Inter 1-0, Milan-Atalanta 0-1

33esima giornata Lecce-Como 0-3, Monza-Napoli 0-1, Roma-Verona 1-0; Empoli-Venezia 2-2, Bologna-Inter 1-0, Milan-Atalanta 0-1, lunedì 21 aprile ore 12.30 Torino-Udinese, ore 15 Cagliari-Fiorentina, ore 18 Genoa-Lazio, ore 20.45 Parma-Juventus.

Classifica: Inter, Napoli 71, Atalanta 64, Bologna 60, Juventus 59, Roma 57, Lazio 56, Fiorentina 53, Milan 51, Udinese, Torino 40, Genoa, Como 39, Verona 32, Cagliari 30, Parma 28, Lecce 26, Empoli, Venezia 25, Monza 15.

34esima giornata Venerdì 25 aprile, ore 20.45: Atalanta-Lecce. Sabato 26 aprile, ore 15 Como Genoa; ore 18 Inter-Roma; ore 20.45 Lazio-Parma. Domenica 27 aprile, ore 12.30: Venezia-Milan; ore 15 Fiorentina-Empoli; ore 18 Juventus-Monza; ore 20.45 Napoli-Torino. Lunedì 28 aprile, ore 18.30 Udinese-Bologna; ore 20.45 Verona-Cagliari.

Card. Pizzaballa: “Il Vangelo parla di pietra ribaltata”

“Siamo Chiesa viva che non si arrende di fronte ai macigni che sono posti di fronte a noi”. È racchiuso in questo passaggio tutto il significato della Pasqua per la Chiesa di Gerusalemme nel contesto storico “drammatico” attuale. A ricordarlo è stato il patriarca latino di Gerusalemme, card. Pierbattista Pizzaballa, nell’omelia della messa di Pasqua, celebrata questa mattina nella Basilica del Santo Sepolcro, a Gerusalemme. 

Commentando le letture il cardinale ha detto: “Il Vangelo ci chiede di non rinchiuderci nei nostri cenacoli e di non misurare la nostra vocazione sulle tante paure, personali o collettive che siano, ma ci invita a leggere la realtà della nostra Chiesa, alla luce dell’incontro con il Risorto”. Da qui lo spunto per rimarcare che sì, è vero, “siamo la Chiesa del Calvario” ma anche che “Cristo crocifisso non è solo simbolo di sofferenza, ma innanzitutto di amore e perdono. Siamo dunque anche la Chiesa dell’amore che sa perdonare e donare la vita, sempre, senza condizioni. Siamo la Chiesa che custodisce il Cenacolo, ma non quello con le porte sbarrate e con i discepoli paralizzati dalla paura. E ci chiede, perciò, di essere una Chiesa che supera muri e porte chiuse, barriere fisiche e umane. 

Che crede, annuncia, costruisce la pace, ma ‘non come la dà il mondo’. Abbiamo visto come il mondo ragiona, pensa, valuta. E quanto povera sia l’idea di pace del mondo, oserei dire anche offensiva! Abbiamo assistito già troppe volte ad annunci di pace traditi e offesi. La Chiesa dovrà costruire la pace che è frutto dello Spirito e che alle logiche umane di potere, alle dinamiche di violenza e di guerra, oppone dinamiche di vita, di giustizia e di perdono”. 

Per il patriarca “la risurrezione è annuncio di una vita nuova, luminosa, che emerge dalle ceneri della morte e dei suoi pungiglioni. La risurrezione è il ‘si’ di Dio anche quando il mondo grida ‘no’. L’annuncio di risurrezione non è un optional, diventa un dovere. La tomba vuota di Cristo è per noi segno e prova che vedremo la giustizia, si compirà la speranza, si affermerà la pace”. 

“Non siamo degli illusi” ha affermato il cardinale ricordando quanto sta accadendo “tra noi e nel mondo”. Poi un’ammissione: “non abbiamo molte speranze sulla capacità dei governanti di individuare soluzioni, che purtroppo appaiono sempre più lontane. E non possiamo non esprimere la nostra preoccupazione per un possibile ulteriore deterioramento della situazione politica e dell’aggravarsi del disastro umanitario che si sta compiendo, soprattutto a Gaza. Penso in particolare alla nostra piccola comunità che da molti mesi ormai, è diventata segno e simbolo di solidarietà e speranza, una piccola barca ancorata alla vita, in un mare di dolore e di sofferenza”. 

Da qui l’esortazione a farsi “madri, Veroniche, Simoni di Cirene” per chi è in difficoltà: “Ricordiamoci di offrire gesti di dignità e di cura a chi sta in mezzo a noi. Anche se ci sembra di essere ancora nella Via Dolorosa, sappiamo però che la conclusione è qui, all’incontro con la Tomba vuota di Cristo”. Perché, ha spiegato il patriarca, “il Vangelo parla di pietra ribaltata. Anche se sono tanti i problemi e le difficoltà che ci affliggono, dunque, vogliamo affermare che siamo Chiesa viva, che non si arrende di fronte ai macigni che sono posti di fronte a noi. Non c’è niente di più bello che vivere con Cristo Risorto, anche oggi, ovunque, e nonostante tutto: a Gerusalemme, a Betlemme, a Nazareth, ad Amman, a Nicosia, e anche a Gaza”.

Pasqua di pace? Le profetiche parole di Mounier

In questo tempo di grande incertezza e di grande disorientamento, caratterizzato da vicende e approcci inediti, fare riferimento alle posizioni assunte da illustri persone del passato non è sempre convincente, troppe essendo le diversità di contesto.

In qualche caso, tuttavia, un tale riferimento può servire, purché vi sia la consapevolezza di dovere comunque sempre tenere conto della diversità di tempi e di luoghi.

Per questa ragione, vi propongo per questa Pasqua di Resurrezione alcune riflessioni di Emmanuel Mounier, situate nei mesi immediatamente successivi agli Accordi di Monaco del settembre 1938, con cui Francia e Inghilterra sperarono di arginare le mire imperialistiche di Hitler, umiliando la Cecoslovacchia e consegnando al nazismo la regione dei Sudeti.

Proprio all’indomani degli Accordi, Mounier percepisce il “tradimento” rispetto agli ideali di libertà e democrazia, ma evita di tirarne tutte le conseguenze: pur sottolineando che, si des hommes résolus à ne pas tuer, à imposer un ordre d’ou l’homicide direct et indirect soit éliminé peuvent être une force inestimable de résistance, des hommes résolus à ne pas se battre ne font que surexciter les guerriers, egli confida ancora che si possano creare le condizioni per un disarmo. Già un mese dopo, egli abbandona tuttavia la via del pacifismo globale, fa appello al risanamento politico e spirituale e, contro la convergenza che intravede tra l’imperialismo nazista e quello sovietico, propone profeticamente di costruire la realtà federale dell’Europa, capace di mobilitare i valori spirituali autentici, risvegliando il suo cristianesimo: insomma, un’Europa contro le egemonie (la vicenda è stata bene sintetizzata da J. M. Domenach, Emmanuel Mounier, 1972, trad. it. 1996, Bari, Ecumenica, pp. 131 ss.).

E l’anno successivo, in un volumetto dal titolo Pacifistes ou Bellicistes, edito dalle Éditions du Cerf, immagina che la Chiesa si rivolga a un uomo di Stato dell’epoca in questi termini: “Vous voici placé dans une situation fatale où il semble que vous n’ayez plus à choisir qu’entre la guerre et le déshonneur spirituel. Vous ne devez choisir ni l’un ni l’autre. Vous n’avez pas le droit d’écarter la guerre à tout prix (…) Je ne vous dit pas: acceptez-la. Je vous dis: déployez des trésors d’énergie et d’ingéniosité politique pour retourner la situation comme des grands caractères peuvent toujours le faire, afin de sauver à toute force et la paix et l’honneur”. Per Mounier, in un mondo in cui alcuni vogliono la guerra, o almeno non escludono il ricorso ad essa, rifiutare ogni azione che possa correrne il rischio, significa in realtà rifiutare qualunque forma di resistenza, “car le risque est partout, sauf dans l’avilissement ou dans le suicide délibéré. Ce risque est à courir en même temps qu’un effort d’autant plus héroïque doit être déployé pour le conjurer. Dieu décidéra de l’issue” (ora in E. Mounier, Œuvres, t. 1, Paris, Seuil, 1961, p. 836).

Ecco, in questo giorno di Pasqua 2025, e nella consapevolezza che i temi attuali del disarmo, del riarmo e del transarmo si pongono in termini evidentemente molto differenti rispetto al 1938-1939, queste riflessioni di Mounier mi sono parse degne di considerazione e pertanto le affido alla meditazione di ciascuno e di ciascuna di noi, non senza sottolineare due aspetti: la necessità di avere statisti che siano grands caractères, e la fiducia in un Oltre che, alla fine, décidéra de l’issue.

Renato Balduzzi, professore di diritto costituzionale (Università Cattolica)

L’Italia festaiola di Pasquetta

Mentre la domenica di Pasqua riverbera di solennità e riti antichi, il lunedì dell’Angelo, ribattezzato con affettuosa familiarità “Pasquetta”, si ritaglia uno spazio di spensierata convivialità. Ma chi, oltre ai confini italiani, conosce e celebra questa appendice festiva?

La Pasquetta, con la sua vocazione gita fuori porta e scampagnata, è un’usanza prettamente italiana. Non troverete celebrazioni specifiche con questo nome e queste modalità in gran parte del mondo. Tuttavia, l’idea di un giorno successivo alla grande festa religiosa, dedicato allo svago con i propri cari serpeggia, seppur con forme diverse.

Nei paesi a maggioranza protestante, come Germania, Regno Unito e Stati Uniti, la Pasqua è certamente una festività importante, spesso caratterizzata da tradizioni come la caccia alle uova e la presenza del coniglietto pasquale. Tuttavia, non esiste un corrispettivo diretto della nostra Pasquetta come giorno festivo aggiuntivo dedicato specificamente alle attività all’aperto. Il focus rimane concentrato sulla domenica di Resurrezione.

Curiosamente, l’origine del termine “Pasquetta” è piuttosto semplice e affonda le radici nel linguaggio popolare. Non c’è un inventore ufficiale del nome. Deriva naturalmente dall’essere un “dopo Pasqua” che piega nel diminutivo affettuoso, esaltando la sua natura di “eco” più rilassata della Pasqua.

Aneddoti legati alla Pasquetta sono infiniti e intrisi di quella tipica atmosfera fatta di grigliate improvvisate, esodo biblico verso mete bucoliche, partite a carte sotto un albero fiorito e immancabili “resti” del pranzo pasquale consumati all’aria aperta. Si narra di Pasquette memorabili sotto la pioggia, trasformando la gita in un’epica battaglia contro gli elementi, o di incontri inaspettati durante le scampagnate che hanno dato vita a nuove amicizie o nuovi amori.

Un risvolto più “colto” potrebbe riguardare la sua qualificazione liturgica: il Lunedì dell’Angelo ricorda l’incontro con le donne giunte al sepolcro vuoto di Gesù. Un fatto non meno “centrale” rispetto a quello della Domenica perché innerva la gioia e la dirompente novità della Resurrezione (come d’altronde avviene durante tutto il periodo dell’Ottava, da domenica a domenica, quando per la liturgia ogni giorno è Pasqua).

In ogni caso, l’usanza popolare vuole che la Pasquetta sia un’occasione per prolungare la gioia pasquale in modo informale e godere delle prime tiepide giornate primaverili. Un giorno in cui la solennità lascia il posto alla leggerezza e la tradizione si rinnova nel semplice piacere di stare insieme, celebrando la vita che rinasce, proprio come la primavera.

Expo Osaka, l’Italia protagonista sul piano culturale e tecnologico

Expo Osaka si configura come un crocevia globale, ben oltre una semplice vetrina espositiva. È l’agorà del mondo, dove le nazioni si incontrano, si confrontano e narrano la propria identità attraverso l’innovazione, la cultura, la visione del futuro e la diplomazia. In questo spazio dinamico e denso di significato, l’Italia, guidata con lungimiranza dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani e con la leadership incisiva dell’ambasciatore Mario Vattani, ha scelto un ruolo da protagonista nel dialogo internazionale. Il Padiglione Italia, con la sua architettura elegante e il messaggio profondo che veicola, rappresenta concretamente un Paese che non teme il confronto, anzi, lo ricerca come motore di crescita, fonte di ispirazione e guida. In un contesto mondiale in rapida evoluzione, Expo Osaka diviene il palcoscenico dove idee e identità si misurano e si confrontano. L’Italia ha scelto di parteciparvi con stile, sostanza e strategia, dimostrando che anche in un’arena competitiva è possibile primeggiare investendo su cultura, bellezza e diplomazia.

L’Expo di Osaka, inaugurata il 13 aprile con un palpabile entusiasmo internazionale, si è immediatamente affermata come vetrina d’eccellenza per il talento, la creatività e la visione dell’Italia contemporanea. Al centro di questa brillante partecipazione emerge la figura dell’ambasciatore Mario Vattani, Commissario Generale per l’Italia a Expo Osaka, il cui impegno e acume diplomatico hanno plasmato un progetto che trascende la mera rappresentanza nazionale. Sotto la sua guida, il Padiglione Italia si è metamorfosato in un’opera d’arte viva, dove l’estetica del design architettonico ideato da Mario Cucinella – che incarna il tema “L’arte rigenera la vita” – si fonde con la profondità dei contenuti culturali, scientifici e tecnologici. Vattani ha saputo interpretare l’essenza più autentica dell’Expo: non una semplice esposizione, ma un fertile dialogo tra nazioni, un ponte ideale tra passato e futuro, tra radici e innovazione. Con uno stile sobrio ma incisivo, ha tessuto una narrazione capace di esprimere la pluralità e il dinamismo di un’Italia attenta alla sostenibilità.

In questo scenario internazionale, spicca l’azione propulsiva del governo italiano, che ha impresso un’accelerazione decisiva al ruolo del Paese come protagonista autorevole nel panorama globale. Un filo conduttore valorizza l’Italia non solo per le sue eccellenze tradizionali – arte, cultura, enogastronomia – ma anche come interlocutore affidabile nei settori tecnologico, industriale e scientifico. Con un approccio pragmatico e improntato al multilateralismo, il governo ha sostenuto una partecipazione italiana all’Expo che è espressione dell’intero Paese: dalle imprese alle regioni, dal mondo accademico a quello creativo. L’azione sinergica del Ministro Tajani e dell’ambasciatore Vattani ha così elevato la partecipazione italiana a Osaka a qualcosa di più di un evento: un vero e proprio gesto politico e culturale che riafferma il ruolo dell’Italia nel mondo, ponendo la bellezza, la competenza e la visione come pilastri di una rinnovata proiezione internazionale. Al riguardo, è cruciale sottolineare come le esposizioni universali non siano semplici vetrine di progresso, bensì ponti tra culture, dove al centro di ogni innovazione rimane l’individuo, con i suoi sogni, il suo ingegno e la sua capacità di immaginare un futuro condiviso.

L’Ottava di Pasqua è un periodo di otto giorni, dalla domenica di Pasqua alla domenica successiva (Domenica in Albis o della Divina Misericordia), durante i quali la liturgia celebra con particolare solennità la Resurrezione di Gesù.

In un certo senso, l’Ottava di Pasqua può essere vista come un’estensione della domenica di Pasqua stessa. Ecco perché:

 * Solennità continua: Ogni giorno dell’Ottava è celebrato con la stessa solennità della domenica di Pasqua.

 * Liturgia festiva: Le letture bibliche e le preghiere durante le messe dell’Ottava continuano a focalizzarsi sul mistero della Resurrezione, come se fosse un unico, grande giorno di festa prolungato.

 * Prolungamento della gioia: L’Ottava serve a prolungare la gioia e la celebrazione della vittoria di Cristo sulla morte.

Tuttavia, è importante ricordare che ogni giorno dell’Ottava ha una sua specificità liturgica, con letture del Vangelo che narrano le diverse apparizioni di Gesù risorto.

Quindi, pur mantenendo un carattere unitario di celebrazione della Pasqua, ogni giorno dell’Ottava ha la sua importanza nel dispiegare il mistero della Resurrezione. Si può dire che l’Ottava è come un unico giorno di festa “dilatato” per permettere ai fedeli di meditare e interiorizzare più profondamente il significato della Pasqua.

Fontana: il mondo ha urgente bisogno di una speranza concreta di pace

Roma, 21 apr. (askanews) – “In questo giorno di rinascita, il mio augurio è che la luce della Pasqua porti speranza concreta di pace, in un mondo che ne ha urgente bisogno. Un particolare messaggio di affetto e vicinanza va al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al Santo Padre, al quale si uniscono le nostre preghiere”. Lo afferma in un messaggio di auguri pasquali il Presidente della Camera Lorenzo Fontana,

“Esprimo gratitudine a chi oggi è al lavoro per garantire servizi essenziali alle comunità e un pensiero speciale a quanti vivono momenti di sofferenza o solitudine. Che la Pasqua possa essere per tutti un tempo di conforto, forza e rinnovata fiducia”, ha affermato ancora. il Presidente della Camera.

Giobbe, Gesù e la strada della redenzione

Sembra che Dio abbia creato il tempo solo per gli uomini, una dimensione necessaria per misurare un disordine che tracima anche nello spazio, dando un quadro completo del loro procedere.

Per Lui è diverso. Ogni storia potrebbe svolgersi anche al contrario perché comunque è sua la vittoria e non si darebbe affanno se i demoni mischiassero le carte mettendo i millenni sottosopra.

Giobbe aveva una vita di tutto conforto, legato al Creatore non per riconoscenza ma per fede. Era un fatto che faceva impazzire Satana che disse all’Altissimo che, andandosene a zonzo per il mondo, aveva visto quell’uomo felice nel suo cuore con il cielo e scommise che lo avrebbe rinnegato se solo gli fosse stato inflitto qualche tormento.

Fu questione di un paio di chiacchierate fatte tra Dio e Satana come due che si trovano al bar per scambiare le opinioni su una competizione sempre in corso. Nessun tono minaccioso o rivendicazione di primato dell’uno o dell’altro, soltanto qualche battuta di quando ci si conosce bene e si decide che si può continuare così come fatto in un infinito braccio di ferro.

Forse una delle poche volte che Dio accettò di essere sullo stesso piano del suo interlocutore. Passeggiò nell’Eden con Adamo ed Eva, discorse con Mosè per un bel po’ di tempo ma questa di spendere parole con il nemico fu la trovata che non ti aspetti.

Si parlarono come tra due vecchie conoscenze che ne sanno lunga di ogni fatto e per un attimo smettono il confronto per dirsi di un’altra prova con il sottofondo di una antica confidenza. Il patto fu che Giobbe non ci lasciasse la pelle.

Il pover’uomo era ignaro di essere stato prescelto come un motivo di contesa delle cose di lassù e si ritrovò d’improvviso povero in canna con addosso tutte le malattie del mondo.

Solo e abbandonato non gli restarono che tre pallidi amici. Questi, invece di consolarlo, giudicavano quelle sciagure figlie delle conseguenze di chissà quali peccati commessi, dando scandalo al cuore di Dio ora prodigo di conseguenze.

Durante quel tempo di infamia c’era un pensiero che ossessionava Giobbe e che contemporaneamente lo sosteneva permettendogli di resistere in vita ancora un giorno dopo e poi così avanti ancora. Aveva in animo di chiamare Dio al suo cospetto per dirgli quattro parole come si deve.

Ad un certo punto, senza farsi scoprire, forse fu anche felice delle sventure che gli si abbatterono addosso, perché lo indussero a sbraitare a squarciagola verso le nuvole per invitare l’Invisibile e Presente a farsi vivo smettendo di essere schivo con le sue creature.

Per esortarlo ad uscire dal suo guscio, gli ricordò che non era in ballo una questione di fede. Troppo facile credere se hai un Dio di fronte. Giobbe già da sempre era in relazione con Colui che è.

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Papa: la luce lentamente risplende anche se siamo nelle tenebre

Roma, 19 apr. (askanews) – “Facciamo germogliare la speranza della Pasqua nella nostra vita e nel mondo! Quando sentiamo ancora il peso della morte dentro il nostro cuore, quando vediamo le ombre del male continuare la loro marcia rumorosa sul mondo, quando sentiamo bruciare nella nostra carne e nella nostra società le ferite dell’egoismo o della violenza, non perdiamoci d’animo, ritorniamo all’annuncio di questa notte: la luce lentamente risplende anche se siamo nelle tenebre; la speranza di una vita nuova e di un mondo finalmente liberato ci attende; un nuovo inizio può sorprenderci benché a volte ci sembri impossibile, perché Cristo ha vinto la morte”. Lo scrive Papa Francesco nell’omelia per la veglia pasquale in Vaticano letta dal delegato del Santo Padre, il cardinale Giovanni Battista Re.

Calcio, classifica di serie A: Napoli aggancia l’Inter in testa

Roma, 19 apr. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Monza-Napoli 0-1.

33esima giornata Lecce-Como 0-3, Monza-Napoli 0-1, ore 20.45 Roma-Verona; domenica 20 aprile ore 15 Empoli-Venezia, ore 18 Bologna-Inter, ore 20.45 Milan-Atalanta, lunedì 21 aprile ore 12.30 Torino-Udinese, ore 15 Cagliari-Fiorentina, ore 18 Genoa-Lazio, ore 20.45 Parma-Juventus.

Classifica: Inter, Napoli 71, Atalanta 61, Juventus 59, Bologna 57, Lazio 56, Roma 54, Fiorentina 53, Milan 51, Udinese, Torino 40, Genoa, Como 39, Verona 32, Cagliari 30, Parma 28, Lecce 26, Empoli, Venezia 24, Monza 15.

34esima giornata Venerdì 25 aprile, ore 20.45: Atalanta-Lecce. Sabato 26 aprile, ore 15 Como Genoa; ore 18 Inter-Roma; ore 20.45 Lazio-Parma. Domenica 27 aprile, ore 12.30: Venezia-Milan; ore 15 Fiorentina-Empoli; ore 18 Juventus-Monza; ore 20.45 Napoli-Torino. Lunedì 28 aprile, ore 18.30 Udinese-Bologna; ore 20.45 Verona-Cagliari.

Calcio, Lecce-Como 0-3: SuperDiao affonda i salentini

Roma, 19 apr. (askanews) – Vittoria che ha il sapore della salvezza quella del Como (3-0) a Lecce con la formazione lariana trascinata dalla solita coppia Paz-Diao. Il primo, tornato titolare dopo la panchina col Torino, illumina e serve l’assist, il secondo segna ancora, settimo centro in stagione. I padroni di casa però non sono rimasti a guardare e hanno impegnato Butez, soprattutto con Tete Morente. Nella ripresa raddoppio con il colpo di testa di Goldaniga ed ancora il gol di Diao che chiude con l’ottava segnatura personale.

Calcio, classifica di serie A: il Como brinda alla salvezza

Roma, 19 apr. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Lecce-Como 0-3.

33esima giornata Lecce-Como 0-3, ore 18 Monza-Napoli, ore 20.45 Roma-Verona; domenica 20 aprile ore 15 Empoli-Venezia, ore 18 Bologna-Inter, ore 20.45 Milan-Atalanta, lunedì 21 aprile ore 12.30 Torino-Udinese, ore 15 Cagliari-Fiorentina, ore 18 Genoa-Lazio, ore 20.45 Parma-Juventus.

Classifica: Inter 71, Napoli 68, Atalanta 61, Juventus 59, Bologna 57, Lazio 56, Roma 54, Fiorentina 53, Milan 51, Udinese, Torino 40, Genoa, Como 39, Verona 32, Cagliari 30, Parma 28, Lecce 26, Empoli, Venezia 24, Monza 15.

34esima giornata Venerdì 25 aprile, ore 20.45: Atalanta-Lecce. Sabato 26 aprile, ore 15 Como Genoa; ore 18 Inter-Roma; ore 20.45 Lazio-Parma. Domenica 27 aprile, ore 12.30: Venezia-Milan; ore 15 Fiorentina-Empoli; ore 18 Juventus-Monza; ore 20.45 Napoli-Torino. Lunedì 28 aprile, ore 18.30 Udinese-Bologna; ore 20.45 Verona-Cagliari.

Ucraina, Zelensky denuncia attacco russo dopo l’annuncio di tregua di Putin

Roma, 19 apr. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha riferito di “allarmi antiaerei” entrati in azione in tutto il paese poco dopo l’annuncio del presidente russo Vladimir Putin di una tregua per Pasqua.

“Per quanto riguarda l’ennesimo tentativo di Putin di giocare con vite umane, in questo momento gli allarmi antiaerei stanno entrando in funzione in tutta l’Ucraina – ha scritto su X – alle 17:15, droni russi sono stati rilevati nei nostri cieli. La difesa aerea e l’aviazione ucraine hanno già iniziato a lavorare per proteggerci. I droni Shahed nei nostri cieli rivelano il vero atteggiamento di Putin nei confronti della Pasqua e della vita umana”.

Motori, Valentino Rossi in pole nella Sei ore di Imola

Roma, 19 apr. (askanews) – E’ Festa italiana a Imola. Sul circuito del Santerno, per la Sei ore di Imola, Valentino Rossi coglie la prima pole position nel Mondiale Endurance, in classe LMGT3, con la BMW #46 del Team WRT. In classe Hypercar Ferrari dominante. Antonio Giovinazzi chiude al comando entrambe le sessioni con un ampio margine sulla concorrenza. La numero 51 scatterà davanti alla numero 83 di Robert Kubica, terzo posto per la BMW #15 staccata di quasi un secondo. Seguono le due Toyota e l’Alpine di Mick Schumacher. Settimo posto per la migliore delle Peugeot, solo decima la Porsche con la numero 6.

Tennis, Rune in finale a Barcellona

Roma, 19 apr. (askanews) – Holger Rune travolge il russo Karen Khachanov nella prima semifinale dell’Atp 500 di Barcellona: 6-3 6-2 per il giovane danese che si assicura dopo un anno il ritorno nella top10 mondiale ai danni di Lorenzo Musetti che grazie all’exploit di Monte Carlo ci era entrato solo virtualmente durante questa settimana di inattività (il toscano è fermo ai box per una piccola elongazione alla coscia destra, ma è pronto per tornare al Masters 1000 di Madrid). Rune attende ora il vincente della seconda semifinale che si giocherà in Catalogna, quella tra il padrone di casa e n° 2 del mondo, Carlos Alcaraz, e il francese Arthur Fils.

Colloqui Iran-Usa a Roma, "clima costruttivo". Un altro round sabato prossimo

Roma, 19 apr. (askanews) – Il secondo round di colloqui tra Iran e Stati Uniti sul programma nucleare iraniano, tenuto oggi all’ambasciata dell’Oman a Roma, è durato 4 ore. Lo ha riferito ad Axios una fonte americana. Colloqui indiretti. Secondo quanto rimarcato dai media iraniani, infatti, le delegazioni iraniana e americana, guidate rispettivamente dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi e dall’inviato speciale Usa per il Medio Oriente Steve Witkoff, erano in stanze separate. I colloqui sono stati mediati dal ministro degli Esteri dell’Oman, Badr bin Hamad Al Busaidi. E l’emittente iraniana Press Tv ha fatto sapere che i colloqui si sono svolti in un “clima costruttivo”.

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmeail Baqaei, ha riferito di “colloqui proficui” tenuti oggi con gli Stati Uniti a Roma, annunciando che “le due parti hanno concordato di proseguire i colloqui indiretti tra qualche giorno a livello tecnico” prima di un “nuovo round al proprio livello sabato prossimo”.

“Oggi si sono tenuti proficui colloqui indiretti tra Iran e Stati Uniti, condotti dal ministro degli Esteri dell’Oman, in un clima costruttivo – ha scritto su X – le due parti hanno concordato di proseguire i colloqui indiretti tra qualche giorno a livello tecnico, a cui seguirà un altro round al proprio livello sabato prossimo”.

Ucraina, Putin annuncia: tregua per Pasqua

Roma, 19 apr. (askanews) – Il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato una tregua nel conflitto in Ucraina in occasione della Pasqua. Lo ha reso noto il Cremlino, precisando che la tregua entrerà in vigore oggi alle 18 (ora di Mosca , le 17 in Italia) e durerà fino alla mezzanotte di domani. “Sulla base di considerazioni umanitarie, dalle 18 di oggi alla mezzanotte di domenica la parte russa dichiara una tregua pasquale. Ordino che tutte le azioni militari siano fermate per questo periodo”, ha detto Putin incontrando il Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate russe, Valerij Gerasimov.

Il Vaticano: il Papa desidera essere presente domani all’Urbi et Orbi

Milano, 19 apr. (askanews) – “Il Papa desidera essere presente domani all’Urbi ed Orbi e portare il suo saluto ai fedeli”. Lo riferisce la sala stampa della Santa Sede. Sarà naturalmente necessario verificare domani le effettive condizioni di salute del Pontefice e valutare il fattore meteo. Intanto Papa Francesco, a sorpresa, si è recato alla Basilica di San Pietro, intorno alle 17,40, in sedia a rotelle, senza le cannule per l’ossigeno, per pregare prima dell’inizio della veglia pasquale.

L’Iran: l’unico ostacolo a un Medio Oriente libero da armi nucleari è il regime israeliano

Roma, 19 apr. (askanews) – Nell’incontro avuto oggi con il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, il capo della diplomazia iraniana, Abbas Araghchi, ha ribadito “la natura pacifica” del programma nucleare iraniano e l’opposizione di Teheran alle armi di distruzione di massa, “in linea con i suoi valori religiosi e nazionali e con la sua dottrina di difesa”, affermando che “l’unico ostacolo a un Medio Oriente libero da armi nucleari è il regime israeliano”. Lo riporta l’agenzia di stampa Irna.

Il ministro degli Esteri iraniano ha quindi invitato “la comunità internazionale e i paesi europei ad adottare posizioni responsabili contro gli atti genocidari, le violazioni del diritto e gli atti di aggressione del regime israeliano, volti ad aggravare l’insicurezza in Medio Oriente e a promuovere l’iranofobia”.

Calcio, De Laurentiis a Conte: "Certe espressioni creano disagio"

Roma, 19 apr. (askanews) – “Le valutazioni in itinere possono creare anche un disagio, è sempre meglio farle alla fine. Tutte le squadre di calcio sono in evoluzione fino alla fine: l’unico copione che non si può scrivere è la partita di calcio e il relativo campionato. Abbiamo una squadra forte e muscolosa, nei prossimi anni ci divertiremo molto”. Non tarda ad arrivare la replica del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ad Antonio Conte. Il tecnico partenopeo ieri aveva detto nella conferenza stampa alla vigilia del match con il Monza: “Non rinnego nulla, ma ho capito che a Napoli tante cose non si possono fare”. Oggi, ai microfoni di Radio Crc, la risposta del presidente del Napoli.

Colloqui tra Iran e Usa su nucleare. Il consigliere di Khamenei: a Roma per accordo equilibrato, non resa

Roma, 19 apr. (askanews) – Il secondo round di colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran sul programma nucleare iraniano è iniziato all’ambasciata dell’Oman a Roma. Lo ha detto un funzionario americano ad Axios.

Secondo quanto rimarcato dai media iraniani, le delegazioni iraniana e americana, guidate rispettivamente dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi e dall’inviato speciale Usa per il Medio Oriente Steve Witkoff, si trovano in stanze separate. I colloqui sono mediati dal ministro degli Esteri dell’Oman, Badr bin Hamad Al Busaidi.

La delegazione iraniana è volata a Roma per favorire “un accordo equilibrato, non una resa” nel negoziato avviato con gli Stati Uniti, con la mediazione dell’Oman, sul proprio programma nucleare. Lo ha scritto oggi su X Ali Shamkhani, alto consigliere della Guida suprema iraniana Ali Khamenei, in occasione del secondo round di colloqui tra Teheran e Washington.

La delegazione iraniana a Roma ha “piena autorità” per arrivare a “un accordo basato su nove principi: serietà, garanzie, equilibrio, no alle minacce, rapidità, revoca delle sanzioni, rifiuto del modello Libia/Emirati Arabi Uniti, contenimento di attori destabilizzanti (come Israele) e facilitazione degli investimenti”, ha scritto Shamkhani in un post tradotto in diverse lingue, concludendo: “L’Iran è venuto qui per un accordo equilibrato, non per una resa”.

Vance ha incontrato il cardinale Parolin in Vaticano: focus su situazione internazionale

Roma, 19 apr. (askanews) – Questa mattina il vicepresidente degli Stati Uniti, James David Vance, è stato ricevuto in Segreteria di Stato dal Card. Pietro Parolin, Segretario di Stato, accompagnato da S.E. Mons. Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali. Lo comunicato la sala stampa vaticana, spiegando che “nel corso del cordiale colloquio è stato espresso compiacimento per le buone relazioni bilaterali esistenti tra la Santa Sede e gli Stati Uniti d’America, ed è stato rinnovato il comune impegno nel proteggere il diritto alla libertà religiosa e di coscienza. Vi è stato uno scambio di opinioni sulla situazione internazionale, specialmente sui Paesi segnati dalla guerra, da tensioni politiche e da difficili situazioni umanitarie, con particolare attenzione ai migranti, ai rifugiati, ai prigionieri, e sono stati trattati anche altri temi di comune interesse”.

Infine, “si è auspicata una serena collaborazione tra lo Stato e la Chiesa cattolica negli Stati Uniti, di cui è stato riconosciuto il prezioso servizio alle persone più vulnerabili”.

Tajani riceve il ministro degli Esteri iraniano Araghchi: "Roma capitale di pace e dialogo"

Roma, 19 apr. (askanews) – “Roma diventa Capitale di pace e dialogo”: è quanto ha scritto su X il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, pubblicando la foto che lo ritrae insieme all’omologo iraniano, Abbas Araghchi, ricevuto questa mattina alla Farnesina prima che iniziassero all’ambasciata dell’Oman a Roma i colloqui tra Iran e Stati Uniti sul programma nucleare iraniano.

“Ho ricevuto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e l’ho incoraggiato a proseguire nel cammino del negoziato contro l’arma nucleare – ha riferito il ministro – l’auspicio del Governo italiano è che tutti insieme si possa arrivare a una soluzione positiva per il Medio Oriente”.

Usa, una lettera che non doveva essere spedita: ecco come è nato lo scontro tra Harvard e Trump

Roma, 19 apr. (askanews) – La lettera all’origine dello scontro tra l’Università di Harvard e l’amministrazione Trump è stata inviata “per errore” secondo un funzionario governativo Usa. La missiva inviata l’11 aprile dalla task force della Casa Bianca contro l’antisemitismo è stata respinta dall’ateneo, che ha puntato il dito contro richieste “estreme” in materia di assunzioni, ammissioni e programmi accademici. Il contenuto della lettera ha scatenato un duro scontro culminato nel congelamento di 2,2 miliardi di fondi federali e minacce alla sua esenzione fiscale.

Secondo quanto riportato dal New York Times, un funzionario dell’amministrazione ha successivamente chiamato Harvard, definendo la lettera “non autorizzata” e “inviata per errore”. Il documento era stato firmato da tre alti funzionari federali, tra cui Sean Keveney, consigliere generale ad interim del Dipartimento della Salute e membro della task force.

“Cè stato un errore di tempistica,” ha detto uno dei funzionari coinvolti, secondo fonti interne. Tuttavia, la Casa Bianca non ha mai ritirato ufficialmente la lettera.(Segue)

“È stata negligenza da parte degli avvocati di Harvard non contattare i membri della task force,” ha dichiarato May Mailman, stratega della Casa Bianca. “Invece, Harvard ha avviato una campagna di vittimismo.”

Harvard ha risposto in una nota venerdì. “Il documento era su carta intestata ufficiale, firmato da tre funzionari federali e inviato da un account governativo. Non si mette in dubbio l’autenticità di una comunicazione così.”

L’università ha aggiunto che “anche se la lettera fosse stata un errore, le azioni intraprese dal governo hanno conseguenze reali per studenti, dipendenti e per la reputazione dell’istruzione superiore americana.”

Colloqui Iran-Usa a Roma, ma Israele non esclude attacchi ai siti nucleari iraniani

Roma, 19 apr. (askanews) – Israele non esclude un attacco agli impianti nucleari iraniani nei prossimi mesi, sebbene il presidente americano Donald Trump abbia detto al premier israeliano Benjamin Netanyahu che gli Stati Uniti non sono al momento disposti a sostenere una simile iniziativa. E’ quanto riporta oggi la Reuters, citando un funzionario israeliano e altre due persone a conoscenza del dossier, nel giorno in cui si tiene a Roma il secondo round di colloqui indiretti tra Iran e Stati Uniti sul programma nucleare iraniano.

Israele ha più volte espresso l’intenzione di voler impedire a Teheran di acquisire un’arma nucleare e Netanyahu ha sottolineato che qualsiasi negoziato con l’Iran dovrebbe portare al completo smantellamento del suo programma nucleare.

Basket Nba, Miami e Memphis ai playoff

Roma, 19 apr. (askanews) – Ci vuole un supplementare per decidere la sfida tra Atlanta e Miami, con gli Heat che strappano la vittoria (123-114) e quindi l’8° posto ai playoff della Eastern Conference grazie al solito Tyler Herro, autore di 30 punti, e a un Davion Mitchelldecisivo nell’overtime. Agli Hawks non bastano le doppie doppie di Trae Young e Onyeka Okongwu per evitare la sconfitta casalinga che sancisce il fine della stagione della squadra di Quin Snyder.

Partita invece decisamente meno equilibrata a Memphis, dove i Grizzlies travolgono (120-106) ed eliminano Dallas nonostante la prestazione da 40 punti di Anthony Davis.

Tabellone playoff NBA, la Eastern Conference Play-In Chicago Bulls (9)-Miami Heat (10) 90-109 Orlando Magic (7)-Atlanta Hawks (8) 120-95 Atlanta Hawks-Miami Heat 114-123

Primo turno Cleveland Cavaliers (1)-Miami Heat (8) Indiana Pacers (4)-Milwaukee Bucks (5) Boston Celtics (2)-Orlando Magic (7) New York Knicks (3)-Detroit Pistons (6)

Tabellone playoff NBA, la Western Conference Play-In Sacramento Kings (9)-Dallas Maverikcs (10) 106-120 Golden State Warriors (7)-Memphis Grizzlies (8) 121-116 Dallas Mavericks-Memphis Grizzlies 106-120

Primo turno Oklahoma City Thunder (1)-Memphis Grizzlies (8) Denver Nuggets (4)-Los Angeles Clippers (5) Houston Rockets (2)-Golden State Warriors (7) Los Angeles Lakers (3)-Minnesota Timberwolves (6)

Meloni punta al vertice con Trump prima di giugno a Roma. Prudenza dell’Ue (che preferirebbe a Bruxelles)

Roma, 19 apr. (askanews) – Prudenza e basso profilo. E’ la linea che tiene l’Unione europea dopo l’incontro tra Giorgia Meloni e Donald Trump alla Casa Bianca. La Commissione ha fatto sapere che la premier e Ursula von der Leyen hanno avuto ieri una “buona telefonata”, in cui la presidente della Commissione è stata ragguagliata sul colloquio. Fonti dell’esecutivo comunitario hanno fatto sapere che il faccia a faccia alla Casa Bianca è stato giudicato “positivamente”, in linea con quanto concordato alla vigilia dalle due leader.

Di più, al momento, non trapela. Anche perché, al di là della comunicazione e dello ‘show’ del tycoon alla Casa Bianca, i risultati concreti sono tutti da verificare mentre restano alcune note non positive per Bruxelles. Partiamo dai risultati, che sono sostanzialmente politici. Trump ha accettato l’invito di Meloni a tenere una visita a Roma “nel prossimo futuro” ma quanto alla possibilità che in quell’occasione ci sia un confronto anche con i vertici europei c’è solo l’impegno a una “valutazione”. L’obiettivo di Meloni, come ha spiegato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari a ‘La Stampa’ e a ‘La Repubblica’, è di organizzare il vertice anche a maggio, comunque prima del summit Nato in programma a L’Aja dal 24 al 26 giugno. Ma il formato è tutto da definire e da parte della Commissione – ma anche di alcuni Stati membri – ci sarebbero dubbi sull’opportunità di tenerlo a Roma invece che nella sede ritenuta più appropriata, ovvero Bruxelles.

Nelle dichiarazioni alla stampa a Washington, Trump si è detto certo che “ci sarà al 100% un accordo sui dazi con l’Unione Europea” ma allo stesso tempo non ha rinnegato la sua strategia: “No – ha risposto a un giornalista che gli chiedeva se Meloni gli avesse fatto cambiare idea – i dazi ci stanno arricchendo, stavamo perdendo tanti soldi con Biden, miliardi di dollari sul commercio, adesso la marea è cambiata”.

Questo restando alle parole. Ma se si va a leggere la dichiarazione congiunta rilasciata al termine dell’incontro (che ha un maggiore valore) si evidenziano delle criticità non da poco per l’Ue. Dunque Meloni e Trump si impegnano a “collaborare per garantire che il commercio tra Stati Uniti ed Europa sia reciprocamente vantaggioso ed equo”. Ma gli Usa – e l’Italia conviene – pongono subito un tema rilevante e che sta molto a cuore all’amministrazione, ovvero l’attività e la tassazione dei colossi tecnologici, su cui Bruxelles tiene acceso un faro. “Sottolineiamo – si legge nel comunicato – l’importanza delle tecnologie dell’informazione per favorire la libera impresa oltre Atlantico. Abbiamo concordato sulla necessità di un ambiente non discriminatorio in termini di tassazione dei servizi digitali per favorire gli investimenti da parte di aziende tecnologiche all’avanguardia”. Il problema è che non è affatto chiaro che cosa significhi “ambiente non discriminatorio in termini di tassazione” per uno come Trump che considera discriminatoria l’Iva, come se fosse un dazio supplementare che devono pagare le esportazioni americane in Europa. E che considera altrettanto discriminatorie, nei confronti delle Big Tech americane, le regole Ue sui mercati e servizi digitali.

Sull’Ucraina nello “spray” allo Studio Ovale c’è stato un momento di imbarazzo di Meloni, che ha interrotto l’interprete che non stava traducendo alla perfezione quanto aveva detto in italiano, ripetendolo quindi lei stessa in inglese. Nella dichiarazione se entrambi i Paesi “sottolineano che la guerra in Ucraina deve finire” – cosa su cui è difficile essere in disaccordo – allo stesso tempo “appoggiano pienamente la leadership del presidente Trump nell’intermediazione di un cessate il fuoco e nella realizzazione di una pace giusta e duratura”. Una posizione, questa seconda, che sicuramente non vede allineati molti partner europei, visto l’evidente diverso “trattamento” che Trump ha riservato a Volodymyr Zelensky (“Non sono un suo fan”, ha ribadito davanti alla presidente del Consiglio) e a Vladimir Putin (“Mi ha detto che con me presidente la guerra non sarebbe mai iniziata”).

Il tema molto spinoso dei rapporti con la Cina (con Meloni che si era assai irritata per la visita a Pechino di Pedro Sanchez) non viene esplicitamente toccato ma “gli “Stati Uniti e l’Italia riconoscono la necessità di proteggere le nostre infrastrutture e tecnologie nazionali critiche e sensibili, ed è per questo che ci impegniamo a utilizzare solo fornitori affidabili in queste reti”.

Questi i fatti, per vedere se la “special relationship” rivendicata da Meloni avrà un effetto positivo nei rapporti tra Washington e Bruxelles bisognerà attendere. Ci sono 90 giorni di tempo, salvo ulteriori giravolte di Trump, per aprire un vero negoziato.

La Corte Suprema Usa blocca le nuove deportazioni di migranti venezuelani volute da Trump

Roma, 19 apr. (askanews) – La Corte Suprema degli Stati Uniti ha emesso un ordine urgente che sospende temporaneamente la deportazione di un gruppo di migranti venezuelani che l’amministrazione Trump intendeva rimpatriare utilizzando una vecchia legge pensata per i tempi di guerra e raramente usata, l’Alien Enemies Act. Lo riportano i media Usa.

La decisione è arrivata nelle prime di oggi, dopo che gli avvocati dei migranti avevano chiesto un intervento d’urgenza per fermare le espulsioni, proprio mentre gli agenti dell’immigrazione stavano iniziando a caricare il gruppo su autobus per la deportazione. La legge in questione, raramente applicata, risale a oltre un secolo fa e consente al governo di espellere cittadini di Paesi considerati “nemici” durante periodi di guerra.

L’ordine della Corte è arrivato mentre i migranti venivano già preparati per la deportazione. Il caso ora resta in sospeso, in attesa di una decisione definitiva. La vicenda solleva forti interrogativi sull’uso delle leggi d’emergenza per fini migratori e sul trattamento dei richiedenti asilo provenienti da Paesi in crisi, come il Venezuela.

A Roma nuovo round di colloqui Iran-Usa, tra minacce e aperture

Roma, 19 apr. (askanews) – Iran e Stati Uniti si incontrano oggi a Roma per il secondo round di colloqui sul programma nucleare iraniano, nel tentativo di contenere l’escalation legata all’arricchimento dell’uranio da parte di Teheran.

I canali televisivi iraniani hanno ripreso l’arrivo a Roma della delegazione guidata dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Il capo della diplomazia scende da un aereo della Repubblica islamica mentre è ancora buio.

L’incontro odierno fa seguito al primo round del 12 aprile tenutosi a Mascate, in Oman, dove il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e l’inviato speciale USA per il Medio Oriente Steve Witkoff si sono incontrati faccia a faccia. I due si vedono oggi nella capitale italiana, con la mediazione dell’Oman. L’Italia non partecipa direttamente, anche se non è escluso un incontro con il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Il presidente Donald Trump ha rilanciato la sua strategia di “massima pressione” con nuove sanzioni economiche e dichiarazioni aggressive, pur sostenendo l’apertura di un nuovo negoziato.

Il 5 marzo ha inviato una lettera alla Guida Suprema iraniana, ayatollah Ali Khamenei, auspicando la disponibilità iraniana a negoziare, “perché se dovremo intervenire militarmente, sarà una cosa terribile.” Il giorno successivo ha confermato la linea con dichiarazioni pubbliche.

Khamenei ha replicato che l’Iran “risponderà a qualsiasi attacco con un attacco”, aumentando la tensione diplomatica.

Witkoff ha inizialmente suggerito che un ritorno ai limiti dell’accordo sul nucleare del 2015 (arricchimento dell’uranio al 3,67%) “potrebbe essere un punto di convergenza”, ma ha poi corretto: “Un accordo con l’Iran sarà completato solo se sarà un accordo Trump.” Teheran, intanto, continua ad arricchire uranio fino al 60%, oltre i limiti previsti dal Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), l’accordo internazionale sul nucleare iraniano da cui nel 2018 gli Usa si sono ritirati per volere del presidente Trump. Secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), lo stock iraniano ha raggiunto 8.294 kg, una quantità che preoccupa l’intelligence occidentale, pur in assenza – per ora – di un programma dichiarato di armamento nucleare.

Ali Larijani, consigliere di Khamenei, ha dichiarato in tv che “l’Iran ha la capacità tecnica di costruire armi nucleari”, ma non intende farlo. Tuttavia, ha avvertito: “Se USA o Israele ci attaccheranno, saremo costretti a cambiare approccio.” I colloqui di Roma sono visti come un test cruciale. L’Iran accusa Washington di inviare segnali contraddittori, mentre gli Stati Uniti ribadiscono che l’obiettivo è un nuovo accordo, ma “alle condizioni dell’amministrazione Trump.

Il 25 aprile a Bologna: "La liberazione, un film di famiglia"

Roma, 19 apr. (askanews) – A Bologna al Cinema Modernissimo venerdì 25 aprile, in occasione dell’80mo della Liberazione sarà presentato “La Liberazione, un film di famiglia” un montaggio di immagini, spesso inedite, provenienti sia da Home Movies che dalle principali cineteche e archivi italiani, che costruisce un film corale, con le immagini delle cineprese amatoriali attraverso le quali partigiani, soldati, preti e “normali” cittadini hanno documentato, dal basso, la Storia, ma anche le lunghe attese e la vita quotidiana del biennio 1943-45, fino alla festa della Liberazione. Il progetto, a cura di Fondazione Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia di Bologna, è stato prodotto assieme all’Istituto Parri per la Resistenza.

Nella stessa giornata del 25, il film verrà proiettato anche a Torino, Modena e Bergamo, e verrà proposto in varie città fino a giugno: il calendario delle proiezioni è in aggiornamento.

La Liberazione, un film di famiglia (video 2k da pellicole 8mm, 9.5mm e 16mm 1943-1945, 40′) propone un viaggio nel tempo e nello spazio, attraverso immagini di diversa provenienza territoriale, tra Lazio, Piemonte, Liguria, Lombardia ed Emilia Romagna: attraverso le piccole cineprese partigiani, soldati, preti e “normali cittadini” hanno sentito l’esigenza di documentare a futura memoria – e, in alcuni casi, a loro rischio e pericolo – la Storia “mentre accade”, ma anche le lunghe attese e la vita quotidiana che si incrociano con gli avvenimenti del biennio 1943-45. E poi la Liberazione: l’arrivo degli Alleati, la gioia, i balli e finalmente il è tempo di sposarsi.

Il film si apre con le sequenze inedite filmate per le vie di Roma il 25 luglio 1943, il giorno della caduta del Fascismo, da un giovane architetto, Costantino Forleo. Una città ferita dalle bombe, smarrita, festante, ma con l’inquietante presenza dei carri armati tedeschi che presagiscono l’occupazione. Roma sarà poi liberata, sempre sotto l’occhio di una cinepresa amatoriale, questa volta di un dipendente del Comune, Adriano Agottani, quasi un anno dopo, all’inizio del giugno 1944. Nel frattempo, dopo l’Armistizio dell’8 settembre, nel Nord Italia si organizza la Resistenza con il contributo e il sacrificio di tanti giovani, tra cui i militari dell’esercito italiano scampati all’internamento tedesco, e persino i preti. Tra questi, il piemontese don Giuseppe Pollarolo, un appassionato cineamatore che sarà uno dei principali narratori della vita quotidiana passata “sui monti”: certamente il più noto, ma non il solo. A filmare sono spesso ventenni, al massimo trentenni, che guardano al futuro: Antonio Marchi, Giuseppe Bacigalupo, Luciano Bergonzini, Edoardo Scotti, Renato Vanzetti, Claudio Borello, Michele Rosboch e altri. Le sequenze sono montate cronologicamente e contestualizzate rispetto a luoghi e provenienze (Lazio, Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia, Liguria), date (tra il 25 luglio del 1943 e il maggio del 1945) e situazioni, con un approccio emozionale per farci rivivere quei momenti vissuti e filmati da persone “come noi”.

La colonna sonora curata da Guglielmo Pagnozzi contribuisce a dare unità narrativa e impatto emotivo ai tanti frammenti di cui è composto questo piccolo film d’archivio.

“Si tratta di un progetto fortemente voluto anche dall’Istituto Storico Parri” – dice la Direttrice Agnese Portincasa: “Quando Paolo Simoni ci ha raccontato per la prima volta di questa idea abbiamo pensato che era per noi un’occasione da non perdere: volevamo che emergesse il nostro patrimonio archivistico documentale e audiovisivo, i tesori che custodiamo, ma era fondamentale per noi anche dare prova del fatto che quello che accade nelle sedi di Via Sant’Isaia 18 rappresenti un fermento di idee da cui dovrebbero sempre più spesso emergere condivisioni progettuali. Fare rete, credere nei progetti condivisi è una cosa che sta nei fatti, non nelle parole. E del resto la Resistenza questo deve avercelo insegnato.”

“L’aspetto più emozionante è scoprire un momento storico così carico di significati e simboli visto con gli occhi di chi lo vive in quel preciso istante – dice il Direttore di Fondazione Home Movies Paolo Simoni, curatore del progetto con la collaborazione di Michele Manzolini, Elena Pirazzoli, Paola Olivetti e Micaela Veronesi. – La Guerra è stata una tragedia e liberarsi da essa è un ritorno alla vita, come ci mostrano molte di queste immagini. Quei sorrisi, quegli sguardi sono la cifra degli home movies, film privati ma anche potenti attivatori di narrazioni storiche, di momenti straordinari vissuti e rivisti collettivamente: il film di famiglia della Liberazione riunisce in una visione condivisa tanti sguardi diversi e un racconto corale. E poi è davvero bello vedere quando la cinepresa si sposta sui famigliari e le persone amate, finalmente di nuovo insieme. In mano a partigiani, soldati, preti e semplici cittadini le piccole cineprese amatoriali diventano capaci di testimoniare, rappresentare e raccontare, da un punto di vista inedito e davvero unico, gli avvenimenti storici. Ed è interessante notare che, quando si filma la vita quotidiana durante la guerra, prevalgono i momenti degli scherzi e dei giochi, una strategia di sopravvivenza. Infine, il valore storico e attuale di questi documenti è qui e ora, locale e globale, riguarda tutti. C’è bisogno oggi più che mai in tutto il mondo di Liberazioni e di pace, se vogliamo ancora vedere un futuro”.

Oltre all’evento bolognese, il film verrà proiettato in altre città italiane all’interno delle manifestazioni per l’80° anniversario della Liberazione: il 24 aprile a Cagliari (Cinema Odissea), il 25 aprile a Torino (Cinema Massimo), Modena (Sala Truffaut) e Bergamo (Auditorium CULT! diffusione culturale, Palazzo della Libertà), tra il 27 maggio e il 1° giugno a Roma (Festival Unarchive). Il calendario delle proiezioni è in aggiornamento.

La Liberazione, un film di famiglia, è prodotto da Fondazione Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia insieme all’Istituto Storico Parri Bologna Metropolitana e realizzato con la collaborazione e la partecipazione di Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza e di Cineteca di Bologna, Museo Nazionale del Cinema, AAMOD – Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, Archivio Cinescatti di Lab 80 film – Archivio regionale del film amatoriale e di famiglia – Lombardia, Archivio Superottimisti e CSC Cagliari della Società Umanitaria – Cineteca Sarda.

Con il contributo di Direzione generale Educazione, Ricerca e istituti Culturali del Ministero della Cultura e Regione Emilia Romagna – Emilia Romagna Film Commission.

Europa e democrazia: confronto all’Istituto Sturzo tra Mons. Paglia e Prodi

Si è tenuta a Roma una nuova sessione del programma di seminari “In difesa della democrazia” organizzati e condotti da Agostino Giovagnoli. Questa volta il dell’incontro è stato “Europa e democrazia”. Per sviluppare l’argomento sono stati scelti due relatori d’eccezione: Mons. Vincenzo Paglia e Romano Prodi (in ordine puramente alfabetico, è stato sottolineato). È stato messo subito in luce un dato rilevato in comune dai tre relatori: c’è, e ci deve essere, una totale coincidenza tra le tre realtà, Europa, pace, democrazia. Tuttavia, proprio in Europa si trovano soggetti che negano contemporaneamente, anche se separatamente, unità europea, pace e democrazia: a cominciare dalla Russia. Si devono trovare perciò gli strumenti spirituali e culturali più opportuni per inficiare l’azione dei soggetti che non sono favorevoli alla concretizzazione e all’affermazione di questa coincidenza, dovendo subire un impatto che, per le loro ambizioni e il loro voler essere sbrigativi, si rivela molto complesso. Ma come? Pure la pace? Pure la democrazia? Noi volevamo fare transazioni con gli europei senza l’ingombro della democrazia e l’obbligo preliminare della pace. E senza dover a che fare con una Europa politicamente unita.

Quello attuale potrebbe essere un momento molto promettente per l’Europa. Sembra paradossale, con tutto quello che sta succedendo, ma è così.

Europa unita e democrazia, Europa unita e pace 

Sono tematiche da affrontare con coraggio e incisività. Ma oggi lo si può fare con una fondata speranza di arrivare a qualcosa di sostanziale e di inedito: e di molto positivo. L’Europa unita è idea che originariamente nasce dall’esigenza di pace. A sua volta l’unità europea è prezioso fattore di pace. Giovagnoli ha ricordato papa Benedetto XV, che di fronte all’incendio della Grande Guerra parla di “inutile strage”. Qual è stata la posizione dei cattolici? Abbiamo avuto Sturzo e abbiamo avuto il Programma di Milano, redatto a cura dei Neoguelfi nella Dc appena nata. Sempre coincidenza tra Europa unita, pace, democrazia. I cattolici hanno avuto quello che è il più grande pansatore dell’Europa Unita, Alcide De Gasperi. Successivamente la memoria del pensiero degasperiano si è venuta indebolendo. I papi da Pio XII sono tutti stati straordinari europeisti, e non di maniera.

Certo, oggi bisogna crederci attivamente, ha argomentato Giovagnoli. Europa è processo. Dall’impero romano, all’Europa Cristiana, all’impero carolingio, all’impero di Carlo V eccetera, si è andati avanti con un alternarsi di processi di aggregazione e di successiva disgregazione. Giorgio La Pira non si stancava di ripetere che la Storia è fatta di passi. Va sottolineato che la divisione non può nascere né stare nel metodo. Il nodo che viene al pettine è la dialettica tra europeisti e nazionalisti. Il nazionalismo è sicuramente il fattore maggior fautore della guerra. Europa unita vuole invece dire pace.

La Germania tra 10 anni avrà l’esercito più forte della UE. Che succederà se non ci sarà stata nel frattempo una messa in comune delle forze armate?

La politica ha divorziato troppo dalla cultura. E sembra intenzionata a continuare su questa strada. È ora di fare qualcosa in proposito. In primis, da parte dei cattolici. Il loro pensiero deve tornare ad essere centrale. La stessa formazione del Benelux tra il 1944 a Londra e il 1946 rispecchiava una grande scienza, essenzialmente economica, di integrazione di mercati, che doveva estendersi anche agli USA. (La seconda guerra mondiale era stata, in fondo, un frutto anche delle autarchie). L’economia non basta, non può bastare: per la pace e per la giustizia. Il fattore che evita la guerra e costruisce la pace è dunque l’unità politica, non surrogabile da nessun altra realtà. Occorre prenderne definitivamente atto.

Tra le migliori forze europee che possono e debbono operare attivamente per la pace, e insieme per l’Europa unita e la democrazia, ci sono senza dubbio i cristiani. Però si vedono relativamente poco, se si eccettua il pontefice. Questo è l’osservazione di partenza da cui occorre partire secondo monsignor Vincenzo Paglia.

Europa e pace: è certo che noi dovremmo lavorare perché i due termini diventino compiutamente sinonimo uno dell’altro. Ma la realtà di partenza dice altro. Le guerre mondiali sono nate da conflitti intra-europei. A Sarajevo per la Prima Guerra, a Danzica per la Seconda; e adesso abbiamo l’Ucraina, dagli imprevedibili sviluppi. 

La realtà storica è dunque diversa. E dobbiamo fare il massimo sforzo per darle un indirizzo del tutto diverso. Cominciamo dai cattolici. Cosa ha fatto e come ha reagito la Chiesa? Sono importanti anche per l’oggi i contenuti del radiomessaggio di Pio XII del 9 maggio 1945, primo giorno di pace dopo la fine della guerra. Tra pochi giorni ne cade l’80° anniversario. Senza diminuire le responsabilità di tutti, c’è da dire che all’origine delle guerre mondiali in particolare c’è la penisola balcanica, come vediamo oggi per il conflitto russo-ucraino.

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La sinistra “rossa” sequestra il pluralismo: perché ignorare la tradizione cristiano sociale?

C’è un vizio, che storicamente persiste, nella politica italiana. Molto semplice da descrivere e da spiegare. Ovvero, la sinistra coincide sostanzialmente con gli eredi del Pci. Certo, formalmente ci sono le “100 sfumature di rosso” ma, alla fine, la versione più autentica, più vera e anche più accreditata dal cosiddetto establishment resta sempre e solo quella che proviene dal vecchio ed antico ceppo comunista. O gramsciano. O berlingueriano. A seconda della moda del momento.

Un vizio, questo, che regge malgrado lo scorrere inesorabile del tempo e, di conseguenza, il tramonto dei partiti e delle classi dirigenti di riferimento. Ma questo resta un postulato essenziale che assomiglia ad un vero e proprio dogma laico. E cioè, ogni qualvolta si parla della sinistra o del ritorno della cultura politica della sinistra il riferimento corre immediatamente alla tradizione, al pensiero e al filone ideale della storica cultura di matrice comunista o post o ex o tardo comunista. Che poi, come ovvio e scontato, nel tempo si è arricchita, modernizzata, articolata e disarticolata.

Ora, parlando proprio dell’indole e della cultura di sinistra che non è riconducibile a quell’impianto ideologico, non possiamo non sostenere che esistono anche altri profili di sinistra al di là e al di fuori dell’universo valoriale e politico della sinistra ex e post comunista. A cominciare, come ben sappiamo, dalla sinistra di ispirazione cristiana, o sinistra cattolica che dir si voglia. Come esiste, per onestà intellettuale, una sinistra liberale – anche se ormai abbastanza latitante – o una sinistra socialista e socialdemocratica o più genericamente laica ed azionista. Ma, per fermarsi al punto iniziale, non possiamo non sottolineare che esiste una sinistra altrettanto autorevole, significativa e degna di nota anche quando non è riconducibile alla storica sinistra di derivazione comunista e

che non si riduce ad essere un semplice satellite di quel pianeta. 

Penso, per fare un solo esempio concreto, alla sinistra sociale di ispirazione cristiana che ha accompagnato la presenza ed il cammino del movimento cattolico italiano. Quella sinistra sociale che inizia dalla fine dell’800 e che si è snodata lungo tutto il “secolo breve” con alterne vicende ma che si è sempre caratterizzata per la sua originalità e personalità politica e culturale e, soprattutto, per il suo preciso e altrettanto significativo radicamento sociale. Quella sinistra sociale che già aveva trovato una sua presenza nell’esperienza del Ppi di matrice sturziana e che si era dispiegata con una maggior forza nella lunga esperienza della Dc e sino all’esaurirsi dei partiti che avevano al proprio interno, bene o male, una presenza significativa della cultura dei cattolici italiani. Ma, è bene sottolinearlo, si trattava di una sinistra che la storiografia più accreditata non ha mai né tollerato nè particolarmente sottolineato perchè non era funzionale – anzi ne era fiero avversaria – dalla sinistra di derivazione gramsciana/togliattiana/belingueriana. Ovvero, di matrice comunista.

Basti pensare al perdurante linciaggio politico, culturale ed umano di uno dei suoi storici esponenti, Carlo Donat-Cattin, per rendersi conto di questa osservazione.

Ecco perché, al di là della classificazione un po’ scolastica ed accademica delle varie sinistre italiane, dobbiamo sottolineare con forza, e coraggio, che anche le sinistre che hanno una matrice culturale, politica, sociale ed etica diversa da quella che storicamente nel nostro paese ha una

sorta di egemonia innata, e anche un po’ misteriosa, hanno ulteriore dignità e personalità. E cittadinanza. È consigliabile dirlo, anche oggi, con forza, coraggio e determinazione. Anche perché il pluralismo continua ad essere il vero faro che illumina e rafforza la nostra democrazia.

La svolta economica della Germania nelle parole di Joerg Kukies

In Germania la nuova maggioranza di governo (CDU-CSU e SPD) ha annunciato un imponente pacchetto di spesa pubblica in deficit, suscitando reazioni contrastanti. Il ministro delle finanze uscente, Joerg Kukies, in un’intervista al Financial Times, ha espresso grande ottimismo riguardo all’impatto del piano: “ci fa sperare in grandi progressi sull’economia” e “ci consente di finanziare qualunque aumento della spesa in difesa che dovesse essere concordato al vertice Nato di giugno”.

La strategia politica dietro il piano

Secondo il Financial Times, Kukies, ex banchiere di Goldman Sachs, è stato uno dei principali artefici del piano. La strategia si basa sulla modifica dei limiti costituzionali al deficit, approvata dal Parlamento uscente con il sostegno di cristianodemocratici, socialdemocratici e verdi. Questa manovra è vista come un tentativo di isolare politicamente l’Alternative fur Deutschland (Afd), che pure ha ottenuto un significativo successo elettorale. Kukies ha rivelato che uno degli obiettivi del piano è di influenzare l’opinione pubblica nei confronti dell’Afd: “Posso sperare – afferma – che con il pacchetto convinceremo il pubblico che non offrono semplicemente nessuna soluzione”.

Focus su armamenti e infrastrutture

Il piano si concentra principalmente sull’aumento delle spese in armamenti e infrastrutture. L’Afd, che ha superato il 20% alle recenti elezioni, è vista come una minaccia a causa della sua posizione anti-immigrazione, euroscettica e filo-russa. Kukies ha descritto l’evoluzione dell’Afd da “gruppo di professori euroscettici” a un movimento “molto pericoloso, totalmente pro Russia”.

Evitare uno scenario “alla Liz Truss”

Una delle principali preoccupazioni durante la formulazione del piano era evitare un’instabilità finanziaria simile a quella sperimentata dal Regno Unito sotto l’ex premier Liz Truss. Per questo, sono state condotte “tante discussioni con chi compra i nostri titoli di Stato. Siamo stati in grado di calibrare le cose con alcuni grandi investitori”, ha spiegato Kukies.

Reazioni dei mercati e prospettive future

L’annuncio del piano ha provocato vendite sui titoli di Stato tedeschi e un aumento dei rendimenti, con conseguenti ripercussioni sui tassi di emissione pubblica nell’area euro. Tuttavia, i mercati azionari hanno reagito positivamente e l’euro si è rafforzato. Kukies ha sottolineato che, superato lo scoglio dei mercati, “Ora ci serve la crescita”.

I dazi di Trump s’abbattono sui Paesi poveri dell’Africa

A seguito dei dazi decisi dal presidente statunitense Donald Trump, l’economia mondiale è letteralmente in subbuglio e come sempre a pagare il prezzo più alto sembrano destinati i Paesi poveri, tra i quali spiccano quelli africani. Mentre scriviamo, queste misure protezionistiche sono state sospese dal presidente per 90 giorni, ma tutti sanno che si tratta di un escamotage negoziale che non risolve la questione di fondo. Ma andiamo per ordine. L’ideatore di questo nuovo ordine economico a stelle e strisce si chiama Stephen Miran, autore di una nota previsionale scritta per il fondo Hudson Bay Capital intitolata: «A User’s Guide to Restructuring the Global Trading System». Si tratta della matrice di quello che alla prova dei fatti è il nuovo indirizzo della Casa Bianca e il cui obiettivo consiste nel risolvere, una volta per tutte, il paradosso strutturale dell’economia americana: il problema del doppio deficit, quello commerciale e quello della spesa pubblica. «La profonda insoddisfazione nei confronti dell’attuale ordine economico — si legge nella nota — è radicata nella persistente sopravvalutazione del dollaro e nelle condizioni commerciali asimmetriche».

Questa sopravvalutazione — spiega Miran — «rende le esportazioni americane meno competitive, le importazioni americane meno costose e ostacola l’industria manifatturiera americana». Di qui, la soluzione auspicata dall’economista: aumentare, anche drasticamente, i dazi doganali finalizzati a ottenere vantaggi diretti o, se preferite, nuove e sostanziali entrate fiscali per l’amministrazione statunitense, da reinvestire in particolare nel settore manifatturiero. Da rilevare che nella sua analisi, Miran non tiene assolutamente conto del fatto che la vera causa del crollo industriale è l’outsourcing, cioè il trasferimento delle produzioni da parte delle imprese americane verso altri Stati con basso costo della manodopera e privi di ogni controllo. Questo fenomeno, chissà perché, è del tutto ignorato. La verità è che dopo 80 anni di egemonia monetaria che hanno consentito agli Stati Uniti di gestire sistematicamente la bilancia dei pagamenti e i deficit interni senza mai dovere aggiustare la propria economia e i prezzi interni, attingendo ai risparmi del resto del mondo, in particolare dai paesi poveri, oggi il debito degli Stati Uniti è fuori controllo. Sta infatti raggiungendo la cifra insostenibile di 40 trilioni di dollari.

La sfida di Trump consiste dunque nel far pagare al resto del mondo un debito tecnicamente già insostenibile. Intendiamoci, già in passato le amministrazioni statunitensi avevano venduto il loro debito (ad esempio alla Cina); una politica questa perseguita costantemente negli ultimi ottant’anni. Il problema è che considerando l’ammontare del debito statunitense non si può continuare a chiedere al resto del mondo di sostenere i costi di tale scelta. Ecco che allora la nuova amministrazione della Casa Bianca ha escogitato lo stratagemma dei dazi che, soprattutto in questa fase negoziale dovrebbe servire a persuadere i partner commerciali a darsi carico del debito di cui sopra. Tutto questo per consentire agli Stati Uniti quello che Charles De Gaulle già ai suoi tempi definiva un «privilegio esorbitante».

Come se non bastasse, Trump ha pensato bene di attaccare anche i Paesi più poveri, proprio quelli che dipendono maggiormente dal commercio considerandoli dei veri e propri antagonisti. La dottrina di clintoniana memoria “Trade not Aid” (Commercio e non Aiuti), mantra che avrebbe dovuto sollevare le periferie del mondo dalle proprie miserie, a questo punto viene drammaticamente scavalcata, non foss’altro perché questi Paesi del cosiddetto Sud del mondo, si trovano privi di entrambi.

Emblematico è il caso del Lesotho, il piccolo regno senza sbocco sul mare, un’enclave quasi interamente dipendente dalle esportazioni di prodotti tessili, ha ricevuto un dazio del 50 per cento, il più alto di tutta l’Africa. E cosa dire del Madagascar, dove la percentuale è del 47 per cento. Da rilevare che le aziende del Madagascar e del Lesotho, che dipendono dal mercato statunitense, potrebbero subire un rallentamento con una forte perdita di posti di lavoro. Seguono le isole Mauritius con il 40 per cento, l’Angola con il 32 per cento, il Sud Africa con il 30 per cento, Costa d’Avorio con il 21 per cento e il 14 per cento della Nigeria. Per quanto concerne gli altri Paesi del continente africano, la tariffa minima è del 10 per cento.

È importante rilevare che le misure volute da Trump pregiudicano il futuro dell’African Growth and Opportunity Act (Agoa), l’accordo firmato nel 2000 che consente ad alcuni prodotti africani di beneficiare di un accesso di favore al mercato statunitense. Considerando che scade a giugno di quest’anno, i governi dei 32 Paesi dell’Africa subsahariana ritenuti idonei sono seriamente preoccupati. L’Agoa, finora, ha concesso loro il permesso di esportare negli Stati Uniti circa 6.800 prodotti senza pagare dazi doganali. Qualora fosse messa in discussione la loro ammissibilità dalle nuove tariffe, ne sarebbe devastato l’intero programma, con notevoli conseguenze economiche e sociali per diversi Paesi africani. Con queste nuove barriere commerciali, sarà a dir poco difficile riuscire a contenere le perdite considerando che l’attuale congiuntura internazionale non pare essere affatto favorevole.

Le ipotesi di risposta sul tappeto sono almeno tre. La prima è quella di abbassare i propri dazi doganali rispetto alle merci americane in entrata. È quello che in effetti ha già fatto il governo dello Zimbabwe sperando di inaugurare un nuovo capitolo nelle relazioni tra Washington e Harare. L’intento è quello di ottenere un accesso preferenziale al mercato statunitense, indebolendo però le proprie industrie locali nei confronti dei prodotti Usa.

Un’altra via è quella d’intercettare nuove partner e da questo punto di vista la cooperazione sia con l’Europa che con i Brics, il raggruppamento delle economie emergenti, Cina in primis, potrebbe rivelarsi strategico. Una terza soluzione potrebbe essere rappresentata dall’Area di libero scambio continentale africana (Afcfta). Si tratta di un trattato che ha coinvolto 54 Paesi africani su 55, entrato in vigore formalmente il 1° gennaio 2021. L’Afcfta, almeno sulla carta, rappresenta una grande opportunità per i Paesi africani consentendo loro d’incrementare l’industrializzazione, il mercato del lavoro e il commercio all’interno del continente.

I Paesi africani, che attualmente rappresentano un mercato di 1,5 miliardi di persone, commerciano più a livello internazionale che tra loro. In questo caso si tratterebbe di un’opportunità unica per ridurre la propria dipendenza dai mercati esteri e costruire solide catene del valore all’interno del proprio territorio.

Non v’è dubbio che i prossimi mesi saranno decisivi per il futuro delle relazioni economiche tra l’Africa e gli Stati Uniti. Anche perché, se da una parte è vero che dal punto di vista commerciale la Cina continentale ha superato già da tempo gli Usa come principale partner in gran parte del continente africano, dall’altra occorre tenere presente che la finanza a stelle e strisce, speculativa per vocazione, continua a giocare un ruolo fondamentale e imprescindibile per la sostenibilità del debito pubblico, soprattutto quello dell’Africa subsahariana. Difficile fare previsioni anche se poi, se non da oggi, sembra proprio che il destino del continente africano — non certo desiderato dai suoi abitanti — sia quello di continuare a pagare dazi.

Unicredit, da Cdm via libera con prescrizioni ad Ops su Bpm

Roma, 18 apr. (askanews) – Il Consiglio dei ministri ha esercitato la golden power dando via libera con prescrizioni all’Ops di Unicredit su Bpm.

A quanto si apprende, si sarebbe tenuto un vertice di maggioranza prima della riunione del Cdm nel corso del quale Forza Italia avrebbe manifestato perplessità sull’esercizio della golden power da parte del governo sull’operazione.

Il Consiglio dei ministri, si legge in una nota diffusa al termine della riunione a Palazzo Chigi, “ha deliberato di esercitare, a tutela di interessi strategici per la sicurezza nazionale, i poteri speciali nella forma dell’imposizione di specifiche prescrizioni, in relazione all’offerta pubblica di scambio volontaria su tutte le azioni ordinarie di Banco BPM S.p.a. da parte di UniCredit S.p.a”.

Dazi, von der Leyen: "Costruttiva" telefonata con Giorgia Meloni (dopo la visita a Washington)

Roma, 18 apr. (askanews) – “La Presidente von der Leyen ha avuto un costruttivo colloquio telefonico con la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, durante il quale quest’ultima ha aggiornato la Presidente sul suo incontro di ieri con Donald Trump”: lo ha reso noto la portavoce della Commissione Europea, Arianna Podestà.

Stando a fonti diplomatiche di Bruxelles, la sensazione generale è “positiva”, perché questo incontro è stata un’occasione utile per creare ulteriori ponti con l’Amministrazione americana, nel rispetto dei diversi ruoli.

Da parte della Commissione Europea, i contatti con l’Amministrazione americana continuano a livello tecnico.

Noemi annuncia le date del suo "Nostalgia Summer Tour"

Milano, 18 apr. (askanews) – Mentre sui social appaiono delle anticipazioni di quello che potrebbe essere il suo nuovo singolo, Noemi annuncia le date del suo “Nostalgia Summer Tour”. In attesa di vederla live nei teatri a novembre e al Palazzo dello Sport di Roma a dicembre, Noemi si esibirà in alcune location suggestive del nostro Paese dal 14 luglio. Il tour è organizzato da Friends & Partners. L’apertura delle prevendite è prevista da oggi, venerdì 18 aprile, dalle ore 18:00.

Queste le date del “Nostalgia Summer Tour” 14 luglio – Mirano (ve) – mirano summer festival 17 luglio – Cervere (cn) – anima festival – anfiteatro dell’anima 19 luglio – Cervia – piazza garibaldi 27 luglio – Mola di Bari (ba) – festa del mare 29 luglio – Montecassiano (mc) – piazza unita’ d’italia 2 agosto – Porto San Paolo (ss) – piazza garibaldi 6 agosto – Roseto degli Abruzzi (te) – festival emozioni in musica 7 agosto – Baia Domizia (ce) – arena dei pini summer festival 22 agosto – Noto (sr) – scalinata della cattedrale 6 settembre – Milazzo (me) – lungomare 26 settembre – Verona – festival della bellezza – teatro romano

Il tour nei teatri partirà il 17 novembre dal Teatro Cartiere Carrara di Firenze, per proseguire il 19 novembre al Teatro Concordia di Torino, il 21 novembre al Teatro Dal Verme di Milano, il 26 novembre al Gran Teatro Geox di Padova e il 28 novembre al Teatro Dis_Play di Brescia. A dicembre sarà la volta del centro e sud Italia, con la tappa del 1° dicembre al Teatro Lyrick di Assisi, il 4 dicembre al Teatro Golden di Palermo, il 5 dicembre al Teatro Metropolitan di Catania, il 9 dicembre al Teatro Augusteo di Napoli, l’11 dicembre al Teatro Team di Bari, per concludersi il 15 dicembre al Teatro Duse di Bologna.

Sabato 20 dicembre, invece, Noemi si esibirà per la prima volta al Palazzo dello Sport di Roma per una imperdibile data evento. Queste le date del “Nostalgia Indoor Tour” 17 novembre 2025 – Firenze, Teatro Cartiere Carrara 19 novembre 2025 – Torino, Teatro Concordia 21 novembre 2025 – Milano, Teatro Dal Verme 26 novembre 2025 – Padova, Gran Teatro Geox 28 novembre 2025 – Brescia, Teatro Dis_Play 1 dicembre 2025 – Assisi, Teatro Lyrick 4 dicembre 2025 – Palermo, Teatro Golden 5 dicembre 2025 – Catania, Teatro Metropolitan 9 dicembre 2025 – Napoli, Teatro Augusteo 11 dicembre 2025 – Bari, Teatro Team 15 dicembre 2025 – Bologna, Teatro Duse 20 dicembre 2025 – Roma, Palazzo dello Sport

RDS è radio partner del “NOSTALGIA SUMMER TOUR” e del “Nostalgia Indoor Tour” di NOEMI.

In tutti gli appuntamenti live Noemi porterà le canzoni del suo ultimo album Nostalgia che, uscito il 28 febbraio per Columbia Records / Sony Music Italy, ha esordito come più alta nuova entrata nella classifica ufficiale Fimi/Gfk, ed è il suo settimo album in studio.

Nostalgia è un’opera sentimentale in cui Noemi da valore al passato ma senza rimpiangerlo immergendosi in emozioni profonde, spaziando tra canzoni classifiche ma intense come l’ultimo singolo presentato al festival di Sanremo “Se ti innamori muori” a elementi di blues, cantautorato contemporaneo e influenze elettroniche in un mix che spazia tra ballad romantiche e tracce uptempo avvalendosi anche della collaborazione delle penne di Colapesce, Mahmood e Blanco ma anche delle voci di Carl Brave, Neffa e Tony Effe.

L’unione tra tutto questo è il suo timbro unico ed inconfondibile. L’album rappresenta il frutto di un percorso di ricerca artistica sonora e testuale, in cui la cantautrice ha scritto diversi brani in esso contenuti, collaborando con stimati musicisti e produttori e traendo ispirazione da molteplici influenze musicali. Nostalgia è un progetto creativo dinamico e che riecheggia l’evoluzione artistica di Noemi, un universo artistico ricco di sfumature e contaminazioni.

Noemi sarà protagonista del Concerto del primo maggio di Roma, promosso da CGIL, CISL, UIL, organizzato da iCompany. Dopo l’esperienza dello scorso anno, tornerà su quel palco ancora in veste di conduttrice insieme a Ermal Meta e Bigmama e si esibirà in alcuni dei suoi più grandi successi.

Germania, Kukies: con piano spesa speriamo grandi progressi economia

Roma, 18 apr. (askanews) – Il maxi pacchetto di spesa pubblica in deficit concordato dalla nuova coalizione di governo in Germania “ci fa sperare in grandi progressi sull’economia” e “ci consente di finanziare qualunque aumento della spesa in difesa che dovesse essere concordato al vertice Nato di giugno”. Lo dichiara il ministro delle Finanze uscente, il socialdemocratico Joerg Kukies in una intervista al Financial Times.

Secondo il quotidiano, l’ex banchiere di affari di Goldman Sachs è stato uno degli artefici del piano, che si basa sulle modifiche ai limiti costituzionali al deficit che i cristianodemocratici del premier in pectore, Friedrich Merz, ha fatto approvare con il sostegno di socialdemocratici e verdi all’ultimo minuto dal Parlamento uscente. Una manovra per estromettere dal governo la destra di Alternative fur Deutschland, tra i vincitori delle passate elezioni assieme alla Cdu, mentre Spd e Verdi ne sono usciti sconfitti.

E nella lunghissima intervista – in cui si fatica a trovare elementi di finanza e economia tra le minuziose descrizioni delle specialità culinarie della cena in cui è avvenuta la conversazione – Kukies rivela che uno degli obiettivi del piano è anche quello di far cambiare idea agli elettori di Afd. “Posso sperare – afferma – che con il pacchetto convinceremo il pubblico che non offrono semplicemente nessuna soluzione”.

Il piano verte principalmente sull’aumento delle spese in armamenti e infrastrutture. Alle recenti elezioni Afd ha ottenuto un risultato record, superando il 20% e risultando secondo partito più votato dopo la Cdu (28,6%), con una linea di ostilità all’immigrazione, contro l’Unione europea e per cercare di normalizzare i rapporti con la Russia. Secondo Kukies da “gruppo di professori euroscettici” è mutato in un movimento “molto pericoloso, totalmente pro Russia”.

Il ministro delle Finanze, poi, racconta che una delle maggiori preoccupazioni mentre si stava lavorando al pacchetto di stimoli era rappresentato dal timore che si scatenasse uno scenario “alla Liz Truss”, la ex premier britannica spazzata via a tempi record a seguito della tempesta dei mercati sui titoli pubblici Gb, che si era innescata dopo il suo piano di spese in deficit. Per questo in Germania sono state tenute “tante discussioni con chi compra i nostri titoli di Stato. Siamo stati in grado di calibrare le cose con alcuni grandi investitori”, riferisce.

E all’annuncio del maxipiano ci sono state, sì, forti vendite sui titoli di Stato della Germania, con speculari aumenti dei rendimenti che, a cascata, hanno innescato aumenti dei tassi su tutte le emissioni pubbliche dell’area euro (Kukies racconta che alcuni ministri dell’area euro lo hanno ringraziato scherzosamente per questo). Ma accompagnate da balzi dei mercati azionari e da un rafforzamento dell’euro, mentre i differenziali tra titoli di Stato non si sono allargati. A differenza di quanto avvenuto nella vicenda Truss, in cui le tensioni si erano maggiormente diffuse. Lo scoglio dei mercati sembra superato, quindi. “Ora ci serve la crescita”, conclude il ministro tedesco.

Meloni rigrazia Trump: Usa-Italia valori comuni, lunga amicizia

Roma, 18 apr. (askanews) – “Grazie, Presidente Trump! La collaborazione tra Italia e Stati Uniti si fonda su valori comuni e una lunga amicizia. Continueremo a lavorare insieme per rafforzare il legame tra i nostri popoli e affrontare con determinazione le sfide globali”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha replicato su X al numero uno della Casa Bianca che all’indomani della visita della premier a Washington l’ha elogiata sul suo social network Truth definendola “fantastica”.

Dazi, Usa-Italia: collaborare per garantire commercio equo con Ue

Washington, 18 apr. (askanews) – “Gli Stati Uniti e l’Italia convengono di collaborare per garantire che il commercio tra Stati Uniti ed Europa sia reciprocamente vantaggioso, equo e reciproco”. E’ quanto si legge nella dichiarazione congiunta Usa-Italia dopo l’incontro di ieri tra Donald Trump e Giorgia Meloni.

“Sottolineiamo – si legge ancora – l’importanza delle tecnologie dell’informazione per favorire la libera impresa oltre Atlantico. Abbiamo concordato sulla necessità di un ambiente non discriminatorio in termini di tassazione dei servizi digitali per favorire gli investimenti da parte di aziende tecnologiche all’avanguardia. Accogliamo con favore gli investimenti americani nell’intelligenza artificiale e nei servizi cloud in Italia per massimizzare le opportunità della trasformazione digitale e sostenere l’Italia come principale hub regionale di dati per il Mediterraneo e il Nord Africa”.

“Sviluppare una forza lavoro in grado di soddisfare le esigenze delle nostre economie è fondamentale. Gli Stati Uniti e l’Italia – prosegue la dichiarazione – sono partner orgogliosi di impegnarsi in iniziative industriali che andranno a beneficio dell’occupazione in entrambi i Paesi, svolgendo un ruolo fondamentale per le rispettive catene di approvvigionamento e rafforzando le nostre basi industriali. L’Italia contribuirà alla rinascita marittima del settore cantieristico statunitense, mentre gli Stati Uniti valuteranno le opportunità di investimento offerte dal contesto imprenditoriale italiano sempre più positivo, anche – aggiunge la nota – attraverso gli incentivi concessi dalla nuova Zona Economica Speciale Unica (ZES) istituita in Italia”.

“Stati Uniti e Italia collaborano per rafforzare la sicurezza energetica incoraggiando ulteriormente la diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico italiano e aumentando le esportazioni di gas naturale liquefatto statunitense verso l’Italia, in modo reciprocamente vantaggioso”, si legge ancora nella dichiarazione congiunta Usa-Italia.

Inoltre, “gli Stati Uniti e l’Italia riaffermano il loro impegno comune a contrastare l’immigrazione clandestina e a garantire che l’immigrazione legale sia utilizzata come strumento a beneficio delle nostre nazioni e non per creare un problema di sicurezza per i nostri cittadini. Intensificheremo i nostri sforzi comuni per sradicare i gruppi criminali organizzati internazionali impegnati nel traffico di migranti e nella tratta di esseri umani”.

Dazi, Von der Leyen: "costruttiva" telefonata con Giorgia Meloni

Roma, 18 apr. (askanews) – “La Presidente von der Leyen ha avuto un costruttivo colloquio telefonico con la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, durante il quale quest’ultima ha aggiornato la Presidente sul suo incontro di ieri con Donald Trump”: lo ha reso noto la portavoce della Commissione Europea, Arianna Podestà.

Stando a fonti diplomatiche di Bruxelles, la sensazione generale è “positiva”, perché questo incontro è stata un’occasione utile per creare ulteriori ponti con l’Amministrazione americana, nel rispetto dei diversi ruoli.

Da parte della Commissione Europea, i contatti con l’Amministrazione americana continuano a livello tecnico.

Unicef: dalla ripresa degli attacchi di Israele morti 600 bambini di Gaza

Roma, 18 apr. (askanews) – Dall’interruzione del cessate il fuoco, il 18 marzo scorso, circa 600 bambini di Gaza sono stati uccisi e oltre 1.600 feriti. Lo ha affermato oggi l’Unicef.

“Tutte le parti in conflitto devono rispettare il diritto umanitario internazionale. Proteggere i civili. Facilitare gli aiuti. Rilasciare gli ostaggi. Ripristinare il cessate il fuoco”, ha ammonito l’agenzia Onu.

“Le ultime 24 ore a Gaza – continua – sono state letali per i bambini. Secondo le notizie, i bombardamenti sulle tende a Gaza hanno ucciso 15 bambini, tra cui uno disabile che è morto bruciato. Le immagini di bambini che bruciano mentre si rifugiano in tende di fortuna dovrebbero scuotere tutti noi nel profondo”.