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Ex Ilva, a Genova migliaia in piazza. Tensione davanti alla prefettura: la polizia usa i lacrimogeni

Genova, 4 dic. (askanews) – Momenti di tensione davanti alla prefettura di Genova all’arrivo del corteo degli operai dello stabilimento ex Ilva di Cornigliano.

I manifestanti hanno trovato la strada chiusa da alcuni alari della polizia e hanno iniziato a battere contro le griglie metalliche con i caschi da lavoro lanciando fumogeni, petardi e uova verso le forze dell’ordine. La polizia ha risposto con un fitto lancio di lacrimogeni. In piazza anche una pala meccanica e altri mezzi da lavoro.

A Genova sono migliaia i lavoratori scesi in piazza per lo sciopero generale cittadino dei metalmeccanici indetto da Fiom Cgil, Fim Cisl e Usb in solidarietà con le proteste degli operai dello stabilimento ex Ilva di Cornigliano contro il piano per il ciclo corto presentato dal governo.

Secondo gli organizzatori, sarebbero circa 5 mila i lavoratori che stanno partecipando alla manifestazione diretta in prefettura. In piazza anche il segretario nazionale della Fiom Cgil Michele De Palma.

“Chiediamo a Giorgia Meloni – ha detto De Palma – di convocare un tavolo a Palazzo Chigi, che venga cancellato il piano di chiusura di fatto di tutti gli stabilimenti ex Ilva in Italia. Per fare questo è necessario che ci sia il piano dì decarbonizzazione e di continuità produttiva e occupazionale. Questo si fa con una partecipata pubblica che consenta alle lavoratrici e ai lavoratori di difendere i lavoratori e il futuro dell’industria nel nostro Paese”.

Satispay compete sempre più con banche: Iban per gestire portafoglio

Milano, 4 dic. (askanews) – Satispay si veste sempre di più da banca. La app per i pagamenti ha iniziato a offrire agli utenti la possibilità di assegnare al proprio portafoglio digitale un Iban, il codice univoco internazionale che permette lo scambio di denaro. Satispay ha ottenuto l’autorizzazione in Lussemburgo, dove ha sede la società che ha in pancia la licenza di istituto di moneta elettronica: per questo il codice, che si può ottenere senza costi, è targato ‘LU’.

Dopo aver attivato l’Iban, sulla app ci si potrà far accreditare lo stipendio oltre a ricaricare più facilmente il proprio portafoglio digitale. L’unicorno guidato dal co-fondatore Alberto Dalmasso fa sapere che “presto” si potrà inviare denaro ad altri conti bancari fuori dal circuito Satispay e sarà prevista la possibilità di impostare addebiti diretti.

Il documento con il quale Satispay annuncia agli utenti la novità è datato 13 ottobre, anche se nulla è stato comunicato al mercato da parte del gruppo. “Non sono previste commissioni per l’utilizzo del servizio Iban, né per effettuare né per ricevere bonifici”, scrive la società nell’addendum alle condizioni generali di utilizzo.

La disponibilità di un Iban avvicina ancor di più Satispay al mondo bancario, anche se il codice non è associato a un conto corrente tradizionale. Solo pochi mesi fa Satispay ha infatti iniziato a sviluppare il ‘salvadanaio remunerato’ che consente agli utenti di investire anche piccole somme con un tasso di rendimento stimato al 2,18%. L’arrivo dell’Iban può essere funzionale ai nuovi prodotti di investimento a cui la società sta lavorando e che potrebbero richiedere maggiore fluidità nella gestione delle proprie risorse finanziarie, sia in entrata che in uscita.

Quella dell’Iban è solo l’ultima delle novità lanciate da Satispay. A novembre la società, ormai da anni attiva nel welfare aziendale con i buoni pasto e i buoni acquisto, ha annunciato il via al suo servizio di ‘buy now, pay later’ che permette di portare anche nel mondo fisico i pagamenti dilazionati in tre rate.

Lavoro, Cna: un’impresa su tre non trova dipendenti, è un’emergenza

Roma, 4 dic. (askanews) – E’ sempre più difficile per le imprese trovare lavoratori. “E’ una vera emergenza – ha detto il presidente della Cna, onfederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, Dario Costantini, all’assemblea annuale – da Nord a Sud. Nel 2021 soltanto il 13% delle aziende trovava profili idonei alle proprie necessità. Quest’anno la percentuale scende all’11%. Invece, il 33% non riesce a trovare alcun candidato”.

Secondo la Cna occorre un intervento forte in quanto “nei prossimi cinque anni le piccole imprese avranno bisogno di 750mila lavoratori – ha aggiunto Costantini – e l’inverno demografico non è una prospettiva ma una realtà”.

“Costi energetici insostenibili e la burocrazia sono i due principali ostacoli allo sviluppo e alla competitività delle imprese”, ha poi evidenziato il presidente della Cna, Dario Costantini, nel corso dell’assemblea annuale, sottolineando che “il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica è tornato ai livelli pre-crisi, ma le piccole imprese pagano bollette che mostrano un incremento del 50% rispetto al 2021”.

Costantini ha lamentato che la legge di bilancio non ha affrontato il tema energia: “Gli oneri di sistema in Italia sono oltre il doppio rispetto ai concorrenti europei e non possiamo continuare a pagare bollette dove la componente energia non arriva al 50% del totale”. Oltre a riformare la composizione della bolletta “è necessaria più concorrenza – ha aggiunto – la liberalizzazione ha prodotto benefici soltanto per gli operatori”. Sulla burocrazia “abbiamo presentato 100 proposte di semplificazioni a costo zero per lo Stato – ha concluso – ma che farebbero risparmiare 7miliardi alle imprese e 50 ore di lavoro”.

Ex Ilva, a Genova tensione in prefettura: polizia usa lacrimogeni

Genova, 4 dic. (askanews) – Momenti di tensione davanti alla prefettura di Genova all’arrivo del corteo degli operai dello stabilimento ex Ilva di Cornigliano.

I manifestanti hanno trovato la strada chiusa da alcuni alari della polizia e hanno iniziato a battere contro le griglie metalliche con i caschi da lavoro lanciando fumogeni, petardi e uova verso le forze dell’ordine. La polizia ha risposto con un fitto lancio di lacrimogeni. In piazza anche una pala meccanica e altri mezzi da lavoro.

Ex Ilva, a Genova in migliaia in piazza contro il "ciclo corto"

Genova, 4 dic. (askanews) – A Genova sono migliaia i lavoratori scesi in piazza questa mattina per lo sciopero generale cittadino dei metalmeccanici indetto da Fiom Cgil, Fim Cisl e Usb in solidarietà con le proteste degli operai dello stabilimento ex Ilva di Cornigliano contro il piano per il ciclo corto presentato dal governo.

Secondo gli organizzatori, sarebbero circa 5 mila i lavoratori che stanno partecipando alla manifestazione diretta in prefettura. In piazza anche il segretario nazionale della Fiom Cgil Michele De Palma.

“Chiediamo a Giorgia Meloni – ha detto De Palma – di convocare un tavolo a Palazzo Chigi, che venga cancellato il piano di chiusura di fatto di tutti gli stabilimenti ex Ilva in Italia. Per fare questo è necessario che ci sia il piano dì decarbonizzazione e di continuità produttiva e occupazionale. Questo si fa con una partecipata pubblica che consenta alle lavoratrici e ai lavoratori di difendere i lavoratori e il futuro dell’industria nel nostro Paese”.

Crosetto: lo scudo spaziale per l’Italia è irrinunciabile e non più rinviabile, costa 4,4 miliardi

Roma, 4 dic. (askanews) – Le minacce alla sicurezza arrivano dal da attacchi aerei, droni, dal dominio dello spazio, e dalla cyberguerra, dalla guerra cognitiva, dalla guerra ibrida che mina le istituzioni democratiche: è il quadro tracciato dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, illustrando il documento programmatico pluriennale per la Difesa alle commissioni Difesa congiunte di Senato e Camera, che rilancia anche il progetto dello scudo spaziale nazionale.

“Il contesto globale in cui ci muoviamo segna una crescente e diffusa instabilità. Il Mediterraneo allargato è un’area di priorità mentre il Mediterraneo in senso stretto è cruciale per l’approvvigionamento energetico e interscambio commerciale”: lo ha ricordato il ministro della Difesa. E “la resilienza nazionale assume un ruolo fondamentale soprattutto nella protezione delle infrastrutture critiche vulnerabili ad attacchi ibridi e fisici”.

“Gli Stati Uniti stanno accelerando sul sistema Golden Dome, mentre l’Europa e la Nato comprendono più che mai come sia la terza dimensione quella da cui attenderci una minaccia fisica”, ha sottolineato Crosetto, illustrando il documento che punta l’attenzione sulla terza dimensione nel settore Difesa, ovvero l’aria e lo spazio. Ma “minacce e attacchi arrivano senza soluzione di continuità nel dominio cibernetico, della disinformazione e della guerra cognitiva e ibrida per minare le istituzioni democratiche”, ha proseguito il ministro.

“Il dominio spaziale – ha avvertito Crosetto – è sempre più centrale nello sviluppo tecnologico e presenta rischi legati allo spionaggio e al sabotaggio che possono compromettere servizi ormai indispensabili”. Il conflitto ucraino è divenuto “una ‘war of drones’ caratterizzato da un sempre più rapido ciclo di innovazione tecnologica”, ha ricordato il ministro della Difesa, sottolineando che “le tecnologie emergenti e dirompenti assumono un ruolo chiave nelle dinamiche strategiche e militari industriali e la crescente accessibilità a nuove tecnologie consente anche a soggetti ostili di acquisire strumenti avanzati a basso costo difficili da identificare e contrastare, come droni e minidroni”. Quindi, una delle priorità del programma di rinnovamento della Difesa è il “Dome nazionale, lo scudo: non è singolo sistema ma un’architettura protettiva” che garantisca “superiorità aerospaziale, difesa missilistica e in prospettiva, ma non oggi, antidrone”, ha ribadito il ministro della Difesa, aggiungendo: “È un sistema che non abbiamo mai avuto e ormai irrinunciabile, per cui è previsto un investimento di 4,4 miliardi di euro” ha proseguito, ricordando come si tratti di “una necessità che nasce dall’esperienza di quello che vediamo succedere in Israele e ogni giorno in Ucraina”.

Anche “il dominio cyber rappresenta una delle dimensioni più strategiche”, in particolare, il Ministro ha sottolineato “tre pilastri fondamentali”: la valorizzazione del dato come risorsa operativa e strategica; la connettività avanzata; e la sicurezza cyber intesa in senso pieno, con un investimento di 500 milioni di euro l’anno in parte già avviati.

“Oggi non sappiamo se l’evoluzione tecnologica quantistica non renda le attuali possibilità di difesa cyber inutili o non dia una sicurezza tale da rendere inutili gli attacchi, e questo dà l’dea del mondo in cui viviamo e la velocità che dobbiamo affrontare nel pensare alla Difesa”, ha concluso.

“L’esigenza odierna è chiara: costruire uno strumento in grado di operare in quello che si chiama multidominio, mantenendo un equilibrio nella delicata alchimia tra forze convezionali e alta tecnologia”, ha affermato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, illustrando il documento programmatico pluriennale per la Difesa.

La tecnologia “deve stare nei nostri sistemi d’arma e rappresenta l’unico vantaggio possibile nei confronti dei nostri competitor; la tecnologia non sostituisce l’uomo ma ne amplifica le capacità di forza, e ci consente di dominare i nuovi terreni di confronto”, ha concluso il ministro della Difesa.

Poste Italiane, premio giornalistico Tg Poste a una 29enne romana

Roma, 4 dic. (askanews) – Bianca Michelangeli, giornalista romana di 29 anni, è la vincitrice della seconda edizione del Premio giornalistico TG Poste. La proclamazione, riporta un comunicato, è avvenuta nel corso di una serata che si è svolta alla Casina Poste di Roma alla presenza dei vertici di Poste Italiane e di una vasta rappresentanza di Direttori di testate nazionali e locali di stampa, tv e web.

Michelangeli riceverà una borsa di studio per un corso di alta formazione alla London School of Journalism e vivrà un’esperienza professionale nell’area Comunicazione di Poste Italiane insieme agli altri finalisti: Alessio Garzina, (28 anni, Roma) e Francesco Gaudiosi (29 anni, Napoli).

Il Premio TG Poste è stato lanciato da Poste Italiane per valorizzare giovani talenti del mondo dell’informazione che sappiano interpretare la professione sperimentando tecniche nuove, linguaggi narrativi inediti e punti di vista originali. Secondo la Giuria dei Direttori la vincitrice si è distinta “per aver raccontato con chiarezza e sensibilità il divario digitale attraverso tre generazioni, mostrando come gli strumenti di Poste Italiane possano favorire inclusione, consapevolezza e opportunità per tutti”. I primi tre classificati sono stati premiati dai vertici di Poste Italiane e vivranno un’esperienza di lavoro nell’area Comunicazione del Gruppo.

“Faccio le mie congratulazioni alla vincitrice e ai finalisti di quest’edizione – ha commentato la Presidente di Poste Italiane, Silvia Maria Rovere – Sono molto soddisfatta del gran numero di candidati, soprattutto donne, che anche quest’anno ha voluto concorrere al Premio, segno della credibilità e del prestigio che quest’iniziativa ha ottenuto nel campo giornalistico”.

“Poste Italiane è impegnata a investire nell’eccellenza e a porre i giovani talenti al centro della propria strategia di innovazione. L’eccellenza per noi non è solo un obiettivo, ma uno degli elementi cruciali della nostra cultura aziendale. La comunicazione, in particolare, è un’area chiave e con soluzioni narrative originali informiamo tutti i giorni i cittadini, gli azionisti e gli stakeholder con la massima trasparenza e chiarezza” ha dichiarato l’AD di Poste Italiane, Matteo Del Fante.

TG Poste, prosegue il comunicato, il telegiornale di Poste Italiane, apre ogni giorno in diretta alle 12 una finestra sul mondo per offrire una panoramica sui più importanti avvenimenti italiani e internazionali, approfonditi grazie al contributo di esperti, proponendo poi in ciascuna edizione focus tematici sulle iniziative e sul business della più grande azienda italiana. Il TG Poste è visibile negli uffici postali di tutta Italia, sul sito poste.it, sul sito, l’app del TG Poste e sui canali social di Poste Italiane.

All’evento di premiazione è stato presentato anche il calendario filatelico del 2026 dedicato agli sport invernali con l’obiettivo di valorizzare atleti e discipline che rappresentano l’eccellenza italiana. Poste Italiane conferma così il proprio impegno a sostegno dello sport come strumento di inclusione, partecipazione e sviluppo.

Putin: la Russia avrà il Donbass, per negoziato o con le armi

Roma, 4 dic. (askanews) – La Russia assumerà il controllo di tutto il Donbass, che sia per via negoziale o con le armi: lo ha ribadito il presidente russo Vladimir Putin, intervistato da India Today.

“O liberiamo questi territori con la forza delle armi, oppure le truppe ucraine si dovranno ritirarsi e smetteranno di uccidere la gente”, ha avvertito.

Il presidente russo ha in ogni caso definito “assai utile” l’incontro tenuto martedì con gli inviati della Casa Bianca, Steve Witkoff e Jared Kushner. È stata una conversazione molto necessaria: non avevamo ancora visto quello che gli americani ci hanno portato ora, quindi abbiamo dovuto esaminare quasi ogni punto, ecco perché ci è voluto così tanto tempo” ha spiegato Putin, nell’intervista di India Today.

Putin ha infine precisato che le proposte portate dagli Stati Uniti a Mosca si basavano, in un modo o nell’altro, sui suoi accordi con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in Alaska. I rappresentanti statunitensi sono attualmente impegnati nella diplomazia della navetta, mantenendo i contatti con Russia, Europa e Ucraina, ha inoltre spiegato Putin: “Cosa stanno facendo? Diplomazia della navetta. Hanno parlato con il rappresentante ucraino, poi hanno parlato con gli europei, poi sono venuti da noi e poi hanno un altro incontro con ucraini ed europei”.

Il presidente venezuelano Maduro: colloquio cordiale con Trump, avanti con la diplomazia

Roma, 4 dic. (askanews) – Il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha confermato di aver avuto un colloquio telefonico con l’omologo statunitense Donald Trump, aprendo la possibilità di un dialogo fra i due Paesi.

“Ho ricevuto una chiamata e ho parlato con il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump; posso dire che la conversazione è stata rispettosa, persino cordiale. Inoltre, se questa chiamata significa che si stanno compiendo passi verso un dialogo rispettoso tra Stati, tra Paesi, allora benvenuti al dialogo, benvenuti alla diplomazia, perché cercheremo sempre la pace”, ha concluso.

Trump da parte sua ha dichiarato in conferenza stampa alla Casa Bianca che per quanto riguarda i raid contro i narcotrafficanti “molto presto inizieremo a svolgere operazioni via terra, perché conosciamo ogni strada, ogni casa. Sappiamo dove producono questa spazzatura (…) e penso che presto li vedrete anche via terra”.

Ucraina, Trump: Putin vuole mettere fine alla guerra

Milano, 4 dic. (askanews) – “Putin vuole mettere fine alla guerra” con l’Ucraina, “questa è stata la loro impressione”. Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump riportando oggi alla Casa Bianca quanto gli hanno riferito Steven Witkogg e Jared Kushner dell’incontro che hanno avuto a Mosca con il presidente russo. “Un incontro molto buono, vediamo quello che succede, quello che è venuto fuori non posso dirlo”, ha poi aggiunto, sottolineando che i suoi inviati hanno avuto la sensazione che il presidente russo “vorrebbe finire la guerra”.

“Io penso – ha aggiunto Trump – che gli piacerebbe tornare a una vita normale, penso che vorrebbe fare affari con gli Stati Uniti, sinceramente, invece di perdere migliaia di soldati ogni settimana”.

Gli inviati speciali della Casa BInaca per l’Ucraina, Steve Witkoff e Jared Kushner, oggi incontreranno il caponegoziatore ucraino Rusten Umerov a Miami: è quanto riporta l’agenzia di stampa Associated Press.

Malgrado l’ottimismo espresso alla vigilia dallo stesso Trump il vertice fra Witkoff, Kushner e il presidente russo Vladimir Putin si è chiuso senza che siano stati registrati progressi verso una soluzione pacifica del conflitto.

Europa disunita, un regalo a Trump. E a Putin

Lillusione del ritorno alla normalità”

Sono in molti, fra gli europei, a considerare la nuova presidenza Trump come un periodo transitorio di difficoltà nel rapporto fra alleati sancito, ormai 80 anni fa, dalla Carta Atlantica. E a immaginare che alla sua conclusione, o finanche un poco prima, tutto tornerà come una volta. Ma non sarà così, anche nella sospirata ipotesi del ritorno di un democratico alla Casa Bianca. Anche nell’eventuale approdo a Pennsylvania Avenue di Marco Rubio, un repubblicano iper-conservatore ma ancora tradizionale, e quindi affezionato all’alleanza occidentale. Certamente no se dovesse vincere le elezioni del 2028 l’attuale vicepresidente, avversario dichiarato del Vecchio Continente.

Qualcosa di grosso è accaduto negli Stati Uniti d’America e i suoi effetti negativi per gli europei possono senz’altro dispiacere, molto, a quanti di noi hanno sempre mostrato riconoscenza per il contributo decisivo che i soldati a stelle e strisce fornirono per sconfiggere il nazismo, orrendo cancro incistato sul corpo del nostro continente. E hanno sempre visto negli USA un presidio di libertà e democrazia, oltre che di inarrestabile voglia di futuro e di capacità di costruirlo: nelle scienze, nella tecnologia, nello sport, nelle arti. Anche a costo di non vederne, o di sottovalutarne – sbagliando – gli eccessi capitalistici o le profonde cicatrici non rimarginate del tutto dovute alla questione razziale.

UnEuropa sociale più avanzata ma militarmente dipendente

Cantori e amanti dell’American Way of Life in realtà noi qui in Europa abbiamo saputo costruire un modello sociale più avanzato e più equo, invidiabile da chiunque nel mondo. Ma per riuscirci ci siamo avvalsi in misura non certo irrisoria delle risorse americane poste attraverso la NATO nel comparto Difesa. Un investimento – redditizio per altri versi, ma comunque obiettivamente anche oneroso – che gli Stati Uniti avevano tutto l’interesse a garantire sintanto che il confronto mondiale fosse rimasto quello con l’Unione Sovietica ma che si sarebbe mostrato troppo pesante nel momento in cui le cose fossero cambiate.

Dalla fine dell’URSS all’emersione della Cina come player planetario di primaria potenza sono trascorsi vent’anni – i Novanta dello scorso secolo e gli Zero di questo – che hanno completamente mutato lo scenario, convincendo nel tempo gli americani che l’onere atlantico era divenuto eccessivo. A maggior ragione dopo la decisione strategica denominata “Pivot to Asia”, che mutò le priorità oceaniche di Washington, spostandole nel Pacifico.

Da Obama a Trump: lo scacco di Bruxelles

Così, fu già Obama a reclamare un contributo europeo maggiore di quello, minimo sin lì, versato per garantire il funzionamento dell’Alleanza Atlantica. Il primo Trump e così pure il suo successore Biden rinnovarono la richiesta. Senza ottenere molto, però. Ora il secondo Trump non solo l’ha ribadita con tono ultimativo, ma l’ha quasi triplicata nell’importo. Portando a casa il risultato, questa volta.

Gli europei hanno dovuto chinare il capo, consapevoli di non essere in grado di difendersi da soli. Colpevolmente non hanno affrontato il tema per tutti questi anni di pace. Hanno compreso solo dopo mesi di eroica difesa del popolo ucraino che les cose dal febbraio 2022 erano cambiate. Forse per sempre, certamente ora e per un bel po’. È stato Putin a dircelo, con le parole, alla Conferenza di Monaco del 2012 e poi con una lunga intervista al Financial Times nel 2019; e con i fatti, in Crimea nel 2014 e nel Donbass appunto nel 2022.

Putin e Trump: la convergenza dellanti-Europa

Sia Putin sia Trump detestano l’Europa. Non la vogliono vedere unita, for ragioni prevalentemente di business il primo, soprattutto di natura geopolitica il secondo. Preferiscono rapporti bilaterali con le singole nazioni, evidentemente più deboli, meno competitive.

Per gli USA di oggi i singoli paesi sono ancora degli alleati, ai quali far pagare la partecipazione alla NATO, con i quali realizzare buoni affari (“buy American”), ma tutto sommato ancora alleati. La UE no, la UE è un avversario.

Per la Russia l’Unione è un nemico, mentre le singole nazioni potrebbero essere se non amiche almeno buoni partner commerciali. E per questo favorisce con i mezzi oggi resi possibili dalla tecnologia digitale il crescere del sovranismo populista ovunque possibile. Individuando le realtà più permeabili, e l’Italia è una di queste.

Un vuoto di leadership che costa caro

In questa condizione occorrerebbe un sussulto di dignità, unito alla consapevolezza che per troppo tempo si è delegata la nostra sicurezza agli americani e che dunque bisogna ora provvedere da soli, unitariamente.

Ma paiono assenti leader in grado di innescare un cambio di passo. E l’unico che forse potrebbe riuscirci, Mario Draghi, è confinato ai margini, autorevole relatore in qualche convegno e nulla più.

In questa assenza cresce lo spazio per i cantori del nazionalismo antiunitario. Con grande soddisfazione di Trump. E di Putin.

Il nuovo Leviatano è l’algoritmo: democrazia, mercato e il dominio dei dati

Oltre la vendita di prodotti: la merce siamo noi

Il concetto di capitalismo della sorveglianza è stato coniato dalla studiosa Shoshana Zuboff, professoressa della Harvard Business School. Questa nuova forma di capitalismo non si basa sulla vendita di prodotti per ottenere profitti ma, nell’era digitale, si concentra sull’estrazione e sull’analisi dei dati comportamentali umani generati dalle attività online, allo scopo di renderli profittevoli.

Il processo inizia con l’estrazione dei dati raccolti attraverso le interazioni con la tecnologia. Anche se grezzi, questi dati vengono poi combinati con tecniche di intelligenza artificiale e machine learning per produrre previsioni sui futuri comportamenti di acquisto o addirittura per misurare la propensione politica degli utenti. Questi “prodotti” vengono quindi venduti ad acquirenti come aziende — inserzionisti, banche, assicurazioni, ecc. — che, in questo modo, possono influenzare i nostri comportamenti. L’obiettivo ultimo non è soltanto rendere più efficiente il processo di vendita dei beni, ma, attraverso l’ingegneria del comportamento, esercitare un controllo sociale.

Zuboff osserva che il problema non è soltanto una violazione della privacy, ma rappresenta una minaccia esistenziale per la democrazia e per l’autonomia umana.

E-commerce e algoritmi: il libero arbitrio aggirato

Un esempio concreto è l’e-commerce: l’estrazione dei dati personali avviene in ogni ricerca. Ogni parola chiave digitata, anche se non porta all’acquisto, rappresenta una preferenza; il tempo di permanenza su un determinato prodotto comunica un interesse; il cestino e la lista dei desideri segnalano incertezze o bisogni non soddisfatti.

Attraverso queste tecniche il libero arbitrio del consumatore viene sistematicamente bypassato. L’acquisto viene analizzato in termini di comportamento futuro e venduto come previsione; il sistema lavora affinché tale previsione si avveri.

Questa nuova forma di capitalismo non si limita ai siti web o ai social media.

LIoT come strumento di estrazione: il caso dellaspirapolvere robot

Un altro esempio tangibile è l’aspirapolvere robot, che non è un semplice elettrodomestico ma un dispositivo IoT (Internet of Things) che raccoglie dati fondamentali per le aziende.

Dotato di strumenti sofisticati, estrae informazioni che vanno oltre la semplice navigazione. Eccone alcune:

  • mappatura dettagliata della casa
  • posizionamento degli oggetti
  • contesto economico e sociale (ad esempio, lo status economico degli abitanti)

Con questa varietà di informazioni è possibile dedurre valori immobiliari, rischio assicurativo e possibilità di pubblicità mirata (per arredi, detergenti, soprammobili, ecc.).

Si può quindi affermare che, mentre il robot pulisce i pavimenti, la sua vera missione economica è mappare e sorvegliare la vita privata per alimentare il mercato dei comportamenti futuri.

 

Lunica difesa possibile: regolazione e democrazia

Come si può contrastare questa nuova modalità di intendere il capitalismo, che nella sua essenza dovrebbe rappresentare la concorrenza tra diversi soggetti e dunque la libera scelta del consumatore, e non una sua perdita di autonomia?

La risposta è che, di fronte ai giganti della tecnologia, l’unica vera arma è la regolamentazione che la politica riesce a produrre, pur lasciando al mercato la capacità di agire.

Le recenti polemiche tra USA e UE mostrano che, da parte dei primi, vi è la volontà di una totale deregolamentazione di questo mercato, sposando pienamente il capitalismo della sorveglianza e accusando gli europei di un eccesso di burocrazia.

Ma se vogliamo mantenere salda la democrazia — soprattutto considerando che questi strumenti possono influenzare pesantemente i comportamenti politici della comunità — dobbiamo proseguire senza tentennamenti sulla strada delle normative e della sorveglianza (quella politica) su aziende che perseguono non solo il profitto, ma anche il controllo futuro della società.

Inclusione senza motore: il nuovo Piano Disabilità e la politica delle buone intenzioni

Un meta-piano che non distribuisce responsabilità

Sul suo sito, Carlo Giacobini legge il documento approvato dall’Osservatorio Nazionale sulla Disabilità (Bozza del “Terzo Piano di Azione per la promozione dei diritti e l‘inclusione delle Persone con Disabilità“), come un “meta-piano”: un testo elegante, ricco di tavoli e articolazioni, ma povero di leve operative.

La promessa di realizzare il “Progetto di Vita” — cuore delle riforme recenti — si scontra con la clausola di invarianza finanziaria: tutto va fatto “con le risorse già previste a legislazione vigente”. Un ossimoro, perché l’inclusione intensiva richiede investimenti aggiuntivi; se non arrivano, si ricorre al gioco a somma zero: dare di più a qualcuno sottraendo a qualcun altro.

La conseguenza è politica, non tecnica: i diritti vengono tradotti in procedure, mai in obblighi.

Il vocabolario che accarezza, non governa

Nel Piano prevalgono verbi gentili: “promuovere”, “favorire”, “sostenere”. Quasi assente il verbo che conta: garantire.

Nessun vincolo, nessun principio sanzionatorio. Ed è qui che Giacobini inserisce la critica più tagliente: il testo ignora il Decreto Legislativo 222/2023, che impone alle Pubbliche Amministrazioni di inserire obiettivi di accessibilità nel Piano della Performance e lega la retribuzione dei dirigenti al loro raggiungimento.

Siamo, nota l’autore, di fronte a un arretramento: esiste già uno strumento fortissimo, ma il Piano sceglie la via delle “buone pratiche”, senza impegni vincolanti.

Linee guida e progetti pilota sostituiscono doveri, target, responsabilità.

Indicatori di processo, non di impatto

Il sistema di monitoraggio fotografa la stessa fragilità: gli indicatori misurano azioni, non risultati.

Conta se è stato aperto un tavolo, non se si riducono tempi di attesa, esclusione sociale, abbandono scolastico. Nessun target numerico: né aumento dell’occupazione, né accesso alle cure, né sostegni personalizzati.

Manca perfino un punto zero statistico. Senza conoscere lo stato di partenza, ogni monitoraggio diventa autocelebrativo: il Piano valuta l’attuazione di se stesso, non l’effetto sulla vita delle persone.

Le tre voragini: giovani adulti, lavoro, segregazione

Il capitolo sulla transizione alla vita adulta è, per Giacobini, un vuoto programmatico.

Non compaiono servizi ponte 16–24 anni, né équipe dedicate, né protocolli stabili di continuità educativa e sanitaria. Persino i temi dell’autonomia, dell’affettività, della sessualità — diritti concreti, non accessori — sono tabù istituzionali.

Sul lavoro, il Piano ignora il buco nero: l’enorme quota di Pubbliche Amministrazioni inadempienti nel Prospetto Informativo Disabili.

Senza quel dato, la Legge 68/1999 è sostanzialmente paralizzata: le assunzioni obbligatorie restano potenziali.

E sulla segregazione, parola proibita, il documento evita di prendere posizione.

Nulla sulla chiusura di strutture segreganti, nulla sulle regole per “abitare inclusivo”, nessun riferimento al Commento Generale n. 5 del Comitato ONU. Il problema è strutturale, ma trattato come una mera “area tematica”.

Una riforma alla porta

La lettura di Carlo Giacobini è severa: il Piano non ha i muscoli per essere politica pubblica. Non vincola, non sanziona, non misura.

Così la riforma che prometteva un cambio di paradigma rischia di rimanere confinata nelle slide: la vita quotidiana di milioni di persone continua a dipendere dal grado di fortuna burocratica, dal comune di residenza, dall’ufficio competente.

Per leggere il testo di Carlo Giacobini clicca qui 

Dentro il carcere, oltre il pregiudizio

Il carcere come soglia

Nell’immaginario collettivo la prigione resta luogo di esclusione, punizione, annientamento. Dionisi rovescia il paradigma: le celle diventano stanze di consapevolezza, in cui il tempo non serve solo a espiare, ma a comprendere e a ricostruirsi. Non c’è improvvisa redenzione né retorica della seconda possibilità: ci sono percorsi lenti, talvolta incerti, che restituiscono alla persona la capacità di nominare sé stessa, studiare, imparare a convivere con la propria storia. È un ribaltamento che interpella lo Stato e, soprattutto, la società civile: se la pena è solo reclusione, diventa vendetta; se è anche educazione, torna a essere giustizia.

Le voci dietro le sbarre

Il valore del libro sta nelle testimonianze. Operatori, detenuti, volontari, cappellani: un microcosmo che la politica cita spesso ma ascolta raramente. Dionisi — ideatore dei programmi radiofonici “Il Vangelo dentro” e “I Cellanti” — non osserva da lontano: entra nelle carceri, registra sentimenti, paure, resistenze. C’è chi commette errori gravissimi, chi tenta di rialzarsi, chi fallisce. Eppure ciascuno conserva una dignità inviolabile. È il cuore della Costituzione: la pena deve tendere alla rieducazione, non alla demolizione morale. Non è un dettaglio giuridico, ma un imperativo umano.

Una domanda che ci riguarda

La prefazione di Antonio Tajani richiama la responsabilità collettiva: il carcere non è un recinto da dimenticare, ma uno specchio della società. Come trattiamo chi ha sbagliato rivela ciò che siamo e ciò che vogliamo diventare. La risposta non può essere delegata solo alle istituzioni: occorrono politiche, professionalità adeguate, programmi seri di reinserimento. Ma occorre anche una cultura della comprensione, capace di restituire nome e volto a chi vive “dietro”. In questo saggio, Dionisi ci invita a non voltare lo sguardo, ricordando che le prigioni più difficili da aprire sono spesso quelle interiori.

Calcio, Coppa Italia, Inter-Venezia 5-1 nerazzurri ai quarti

Roma, 3 dic. (askanews) – L’Inter travolge il Venezia e vola ai quarti di finale di Coppa Italia: a San Siro finisce 5-1, con i nerazzurri che sfideranno ora Roma o Torino. La squadra di Chivu vola sul 2-0 nel giro di pochi minuti con Diouf (18′) e Pio Esposito (20′), poi Thuram tra fine primo tempo (34′) e inizio ripresa (51′) chiude i conti. Per i lagunari c’è la soddisfazione della rete di Sagrado (66′), poi il gran gol di Bonny (76′) completa il tabellino.

Juventus-Udinese 2-0, qual. Juventus Atalanta-Genoa 4-0, qual. Atalanta Napoli-Cagliari 10-9 dcr (1-1 reg.), qual. Napoli Inter-Venezia 5-1, qual. Inter Bologna-Parma (giovedì 4 dicembre ore 18) Lazio-Milan (giovedì 4 dicembre ore 21)

Roma-Torino (martedì 13 gennaio ore 21) Fiorentina-Como (martedì 27 gennaio ore 21)

I possibili quarti (da mercoledì 4 febbraio 2026 a mercoledì 11 febbraio 2026)

Bologna/Parma-Lazio/Milan Juventus-Atalanta

Inter- Roma/Torino Napoli – Fiorentina/Como

Semifinali andata: mercoledì 4 marzo 2026. Semifinali ritorno: mercoledì 22 aprile 2026. Finale: mercoledì 13 maggio 2026.

Farmaci, Senato: tavolo per nuovo modello di accesso precoce

Roma, 3 dic. (askanews) – Garantire ai pazienti italiani un accesso tempestivo alle nuove terapie, colmando la distanza tra i tempi che separano l’approvazione europea dei trattamenti dalla loro effettiva disponibilit, senza costi aggiuntivi per il Servizio Sanitario Nazionale. questo l’obiettivo del Tavolo di lavoro istituzionale sull’accesso precoce ai nuovi farmaci che si apre oggi al Senato della Repubblica su iniziativa del Sen. Francesco Zaffini, Presidente della 10 Commissione permanente (Affari sociali, sanit, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale).

In particolare, a margine dell’evento, il Sen. Zaffini ha dichiarato: “Ci sono due temi da approfondire, in termini di giustizia e di economicit. Garantire le nuove terapie in tempi rapidi e tempestivi non vuol dire soltanto gestire il progredire della patologia, ma comporta anche dei risparmi sensibili in termini di spesa corrente per il SSN”.

Durante il confronto tra Istituzioni ed esperti dal titolo “Nuova policy di accesso ai farmaci: una svolta per il Servizio sanitario nazionale” sono stati presentati i risultati di un nuovo studio realizzato dal prof. Fabrizio Gianfrate, economista sanitario e docente presso diverse universit italiane e sostenuto da argenx Italia: “Ad oggi AIFA impiega, dall’approvazione alla disponibilit effettiva del farmaco, circa 17 o 18 mesi. Grazie alla nostra proposta, questo arco temporale pu ridursi fino a 15 giorni. Adottando uno schema che viene impiegato in Francia ed in Germania, i tempi vengono abbreviati a costo zero”.

In merito si espresso anche Fabrizio Celia, Amministratore Delegato argenx Italia: “La nostra proposta di policy nasce dalla consapevolezza che oggi l’innovazione farmacologica fondamentale, ma non sufficiente. Infatti, necessario prevedere tempi pi rapidi per la messa a disposizione delle innovazioni a favore dei pazienti che, ad oggi, a causa del carico delle loro patologie, non hanno la possibilit di attendere”.

Una giornata di confronto che ha permesso di mettere in luce problemi e soluzioni per accelerare l’accesso ai nuovi farmaci.

Pd, Schlein convoca l’assemblea ma sulla sua ‘blindatura’ il partito è diviso

Roma, 3 dic. (askanews) – Avrebbe dovuto essere l’incoronazione di Elly Schlein come candidata premier, almeno nelle intenzioni del ‘correntone’ di Montepulciano, ma l’assemblea Pd del 14 dicembre si sta trasformando in un braccio di ferro tra le varie anime del partito. L’idea di usare l’appuntamento per ufficializzare la corsa della segretaria verso palazzo Chigi era stata lanciata domenica scorsa da Michela Di Biase, durante la riunione toscana delle correnti che sostengono la leader Pd, ma si è scontrata ben presto con l’opposizione netta della minoranza, contraria a nuove modifiche dello statuto, che nella versione attuale consentirebbe anche più di una candidatura Pd alle eventuali primarie di coalizione. E l’idea di un congresso anticipato resta sempre la prima opzione almeno di alcuni tra i fedelissimi della leader Pd.

Le correzioni allo statuto sembrano ormai un’ipotesi tramontata, gli stessi fedelissimi della Schlein non sembravano convinti di una soluzione rischiosa, perché richiede un quorum alto, dei due terzi dei componenti dell’assemblea. Asticella non scontata, tanto più che tra i riformisti Pd è cominciata addirittura a circolare l’idea di disertare la direzione, se si dovesse insistere su questa strada.

Dopo le lunghe trattative di queste ore, il gruppo di Montepulciano conta di chiudere su un voto in assemblea che non tocchi lo statuto, un ordine del giorno appunto, come era stato ipotizzato in un primo momento. Ma anche questa idea non convince la minoranza, che ritiene prematuro votare un documento del genere e che potrebbe scegliere di votare addirittura no. “Nessuno mette in discussione la Schlein – è il ragionamento – noi chiediamo di parlare della linea politica del partito. Non lo facciamo da mesi, ora basta”.

Ma anche tra gli schleiniani c’è chi dubita dell’opportunità di votare un ordine del giorno, più d’uno ritiene una prova di debolezza che la segretaria faccia votare un documento per dire che in caso di primarie di coalizione sarebbe lei la candidata premier del partito.

Chiaramente, nel cerchio stretto della leader Pd, non sfugge a nessuno il rischio di un ‘assedio’ alla segretaria in vista della corsa per le politiche. Giuseppe Conte non ha esitato un attimo a dire che lui andrà alla festa di ‘Atreju’, spiazzando la Schlein che invece ha declinato l’invito. E le manovre centriste, gli ammiccamenti a Silvia Salis e Gaetano Manfredi, sono segnali chiari a tutti. Ma il modo per blindare la leader, secondo diversi dei fedelissimi, è uno solo: andare al congresso anticipato.

Lei finora ha temporeggiato, ritenendo che non fosse il momento di giocare questa carta, ma anche l’iniziativa di Montepulciano è stato un chiaro messaggio: anche le aree di Dario Franceschini, Andrea Orlando, Peppe Provenzano, Roberto Speranza – che la sostengono – chiedono un maggior coinvolgimento nella gestione del partito, rivendicano uno spazio che a loro giudizio finora la leader Pd non ha concesso. Da qui al 14 le correnti faranno il punto tra di loro, provando poi a trovare un punto di caduta condiviso per l’assemblea. Ma il clima nel partito, come era prevedibile, si sta scaldando parecchio.

Pd, Schlein convoca assemblea ma su sua ‘blindatura’ partito diviso

Roma, 3 dic. (askanews) – Avrebbe dovuto essere l’incoronazione di Elly Schlein come candidata premier, almeno nelle intenzioni del ‘correntone’ di Montepulciano, ma l’assemblea Pd del 14 dicembre si sta trasformando in un braccio di ferro tra le varie anime del partito. L’idea di usare l’appuntamento per ufficializzare la corsa della segretaria verso palazzo Chigi era stata lanciata domenica scorsa da Michela Di Biase, durante la riunione toscana delle correnti che sostengono la leader Pd, ma si è scontrata ben presto con l’opposizione netta della minoranza, contraria a nuove modifiche dello statuto, che nella versione attuale consentirebbe anche più di una candidatura Pd alle eventuali primarie di coalizione. E l’idea di un congresso anticipato resta sempre la prima opzione almeno di alcuni tra i fedelissimi della leader Pd.

Le correzioni allo statuto sembrano ormai un’ipotesi tramontata, gli stessi fedelissimi della Schlein non sembravano convinti di una soluzione rischiosa, perché richiede un quorum alto, dei due terzi dei componenti dell’assemblea. Asticella non scontata, tanto più che tra i riformisti Pd è cominciata addirittura a circolare l’idea di disertare la direzione, se si dovesse insistere su questa strada.

Dopo le lunghe trattative di queste ore, il gruppo di Montepulciano conta di chiudere su un voto in assemblea che non tocchi lo statuto, un ordine del giorno appunto, come era stato ipotizzato in un primo momento. Ma anche questa idea non convince la minoranza, che ritiene prematuro votare un documento del genere e che potrebbe scegliere di votare addirittura no. “Nessuno mette in discussione la Schlein – è il ragionamento – noi chiediamo di parlare della linea politica del partito. Non lo facciamo da mesi, ora basta”.

Ma anche tra gli schleiniani c’è chi dubita dell’opportunità di votare un ordine del giorno, più d’uno ritiene una prova di debolezza che la segretaria faccia votare un documento per dire che in caso di primarie di coalizione sarebbe lei la candidata premier del partito.

Chiaramente, nel cerchio stretto della leader Pd, non sfugge a nessuno il rischio di un ‘assedio’ alla segretaria in vista della corsa per le politiche. Giuseppe Conte non ha esitato un attimo a dire che lui andrà alla festa di ‘Atreju’, spiazzando la Schlein che invece ha declinato l’invito. E le manovre centriste, gli ammiccamenti a Silvia Salis e Gaetano Manfredi, sono segnali chiari a tutti. Ma il modo per blindare la leader, secondo diversi dei fedelissimi, è uno solo: andare al congresso anticipato.

Lei finora ha temporeggiato, ritenendo che non fosse il momento di giocare questa carta, ma anche l’iniziativa di Montepulciano è stato un chiaro messaggio: anche le aree di Dario Franceschini, Andrea Orlando, Peppe Provenzano, Roberto Speranza – che la sostengono – chiedono un maggior coinvolgimento nella gestione del partito, rivendicano uno spazio che a loro giudizio finora la leader Pd non ha concesso. Da qui al 14 le correnti faranno il punto tra di loro, provando poi a trovare un punto di caduta condiviso per l’assemblea. Ma il clima nel partito, come era prevedibile, si sta scaldando parecchio.

Codice Junior, tra diritti e doveri dei minori

Roma, 3 dic. (askanews) – Una raccolta normativa unica nel suo genere, dedicata ai diritti e ai doveri dell’infanzia e dei giovani under 18: nasce il nuovo volume Codice Junior, con l’obbiettivo di fornire ai giovani informazioni essenziali sul proprio ruolo nella societ e sul proprio status giuridico. Il Codice si rivolge sia agli studenti e alle studentesse delle scuole superiori sia a un pubblico adulto, in particolare ai professionisti del settore giuridico, alla pubblica amministrazione e agli operatori dei servizi educativi. Il volume, a cura del professor. Marco Ruotolo, stato presentato presso la Corte Suprema di Cassazione alla presenza delle istituzioni – tra i quali Pasquale D’Ascola (Primo Presidente della Corte Suprema di Cassazione) e Piero Gaeta (Procuratore Generale della Corte Suprema di Cassazione) – insieme a figure di spicco del mondo accademico. Abbiamo parlato con Prof. Marco Ruotolo, Professore ordinario di Diritto costituzionale presso l’Universit Roma Tre e curatore del volume:

“Il volume si articola in otto parti, oltre a quella generale introduttiva ci sono approfondimenti che riguardano la famiglia, la scuola, la salute, la giustizia, giustizia minorile in campo civile e penale e c’ un aspetto che, come emerso anche dall’incontro, attraversa le otto parti, quella della valorizzazione dell’autodeterminazione del minore. L’idea che un po’ accomuna tutti i contributi quella di intendere i limiti all’esercizio dei diritti in modo restrittivo, solo quando siano limiti effettivamente funzionali allo sviluppo della persona e da questo punto di vista, altro aspetto che emerso, ma che dal libro emerge chiaramente, quella della valorizzazione dell’ascolto del minore, in una prospettiva di responsabilizzazione che assume rilievo anche rispetto alla tematica, a me di grande attualit, del disagio psichico delle dipendenze”.

Il volume, edito da Lefebvre Giuffr, sottolinea l’impegno del gruppo a favore della diffusione della cultura giuridica tra i pi giovani e del rapporto con le istituzioni. Alla realizzazione del volume hanno contribuito, in qualit di autori, numerosi professionisti con esperienze e competenze diversificate: Flaminia Aperio Bella, Ignazio Ardizzone, Filippo Danovi, Elisabetta Frontoni, Elisabetta Lamarque e Mauro Palma. Infine intervenuto Antonio Delfino Direttore Relazione Esterne e Istituzionali di Lefebvre Giuffr:

“Riguardo proprio le istituzioni, un principio importante di Le Febre Giuffre riguarda proprio l’accessibilit del diritto a tutti e questo in realt non un volume, certamente un volume questo che abbiamo realizzato, ma anche e soprattutto un impegno culturale della casa editrice in relazione e per creare un rapporto sempre pi stretto fra il mondo dell’educazione e il mondo del diritto e proprio le istituzioni”.

Il ‘Codice Junior’ diventa cos un elemento imprescindibile non solo per i minori ma soprattutto per educatori e genitori, anche alla luce delle ultime vicissitudini che la cronaca ci offre.

Calcio, Coppa Italia, Napoli-Cagliari 10-9 dcr, azzurri ai quarti

Roma, 3 dic. (askanews) – Il Napoli conquista un posto nei quarti di finale di Coppa Italia battendo il Cagliari 10-9 dopo una sequenza lunghissima dagli 11 metri. Prima della mezz’ora il Napoli l’aveva sbloccata con un colpo di testa di Lucca, nella ripresa l’ingresso di Esposito e il pareggio al 67′ che aveva prolungato la sfida ai calci di rigore. Dal dischetto decisivo l’errore di Luvumbo ed il gol di Buongiorno. Ora gli azzurri affronteranno la vincente di Fiorentina-Como.

Juventus-Udinese 2-0, qual. Juventus Atalanta-Genoa 4-0, qual. Atalanta Napoli-Cagliari 10-9 dcr (1-1 reg.), qual. Napoli Inter-Venezia (mercoledì 3 dicembre ore 21) Bologna-Parma (giovedì 4 dicembre ore 18) Lazio-Milan (giovedì 4 dicembre ore 21)

Roma-Torino (martedì 13 gennaio ore 21) Fiorentina-Como (martedì 27 gennaio ore 21)

I possibili quarti (da mercoledì 4 febbraio 2026 a mercoledì 11 febbraio 2026)

Bologna/Parma-Lazio/Milan Juventus-Atalanta

Inter/Venezia – Roma/Torino Napoli – Fiorentina/Como

Semifinali andata: mercoledì 4 marzo 2026. Semifinali ritorno: mercoledì 22 aprile 2026. Finale: mercoledì 13 maggio 2026.

Poste, Del Fante: premio TGPoste importante segnale di attenzione

Roma, 3 dic. (askanews) – Come Poste Italiane “siamo un’azienda di servizi, non produciamo niente di fisico e quindi dobbiamo poggiarci sui talenti. Talento vuol dire, oggi, nella giornata dedicata al giornalismo, scegliere tre ragazzi che hanno fatto dei pezzi molto interessanti, cos giudicati dai direttori delle principali testate italiane giornalistiche. E, tra questi, individuare uno che ha vinto il premio, avendo la possibilit di collaborare con Poste, con il nostro ufficio stampa, col nostro TGPoste e poi fare uno stage interessante a Londra alla scuola di giornalismo”. Cos l’amministratorte delegato di Poste Italiane, Matteo del Fante a margine della cerimonia, oggi a Roma, del premio giornalistico TGPoste.

“Quindi talento per un mestiere importante, prezioso”. Ma anche “per dare un segnale importante di un’azienda, come Poste, per i giovani, per i mille che hanno partecipato a questa competizione (sul fatto) che c’ sensibilit da parte nostra, sensibilit da parte di tutti. Oggi avevamo i direttori di tutte le testate giornalistiche nazionali e locali. Quindi anche con questi ragazzi immaginate l’emozione di essere sul palco – ha aggiunto – davanti ai pi grandi direttori che hanno fatto la storia del giornalismo italiano”.

Medvedev: fine del consiglio Russia-Nato? Non esiste, l’Alleanza è nemica

Roma, 3 dic. (askanews) – “La Nato ha esultato gioiosamente per l’eliminazione del Consiglio Russia-Nato. Devo ammettere che condivido il loro entusiasmo. La Nato è nostro nemico”: è il commento postato su X da Dmitrij Medvedev, vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo, dopo la decisione della Nato annunciata a Bruxelles di sciogliere il Consiglio Nato-Russia. “Di che ‘Consiglio’ stiamo parlando? C’è un solo modo per affrontare i nemici. Come ha detto Gorkij: ‘Se il nemico non si arrende, è distrutto’, ha aggiunto.

Aiuti a Ucraina, Meloni tira dritto sul decreto. Lega si mette di traverso

Roma, 3 dic. (askanews) – La linea di Giorgia Meloni è molto chiara: il decreto per rinnovare gli aiuti all’Ucraina si farà “entro fine anno”. Quella di Matteo Salvini lo è altrettanto, solo che va in un direzione opposta. Da una parte la premier, tirando le fila della sua partecipazione al vertice dei Paesi del Golfo in Bahrein, ribadisce che mentre è chiara la disponibilità di Kiev, Usa e Ue a trovare una soluzione al conflitto, “ad oggi” una inclinazione del genere “non è segnalata da parte russa”.

Dall’altra c’è il vice premier che, inaugurando la sede dell’Enac, getta il cuore oltre l’ostacolo arrivando a sperare che “tra qualche mese, non anni” si possa “tornare a volare su Kiev e Mosca da Roma e Milano”. “A leggere i giornali – aggiunge – c’è chi ha voglia di nuove guerre, io no, non ho voglia di nuove guerre. L’Italia non ha interesse a fare nuove guerre ma a riaprire ponti, magari prima di altri”. Non appare dunque causale il passaggio in cui la presidente del Consiglio sottolinea che approvare un decreto “non vuol dire lavorare contro la pace”.

“Finché ci sarà una guerra – precisa la premier – noi faremo quello che abbiamo sempre fatto per aiutare l’Ucraina a difendersi”.La parola d’ordine nel governo continua a essere ‘minimizzare’.Tanto che Meloni definisce banalmente una questione “logistica” il gioco di prestigio che aveva prima fatto comparire e poi scomparire dall’ordine del giorno del pre Cdm – e dunque dello stesso Consiglio dei ministri che si terrà domani alle 17 – quel decreto per “prorogare l’autorizzazione a cedere mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari all’Ucraina” che dal 2022, subito dopo l’inizio della guerra, è stato rinnovato di anno in anno e che finora ha ‘coperto’ l’invio dei dodici pacchetti di aiuti. Prima della fine dell’anno, è il ragionamento della presidente del Consiglio, “c’è più di un Consiglio dei ministri che lo consente e quindi cerchiamo sempre di spalmare i provvedimenti in maniera tale da lavorare su quello che è più urgente”. Più o meno la linea che ieri è stata fatta filtrare da palazzo Chigi per negare che a mettersi di traverso fosse stata proprio la Lega. E tuttavia, a portare sulla scena il restroscena, ci pensa il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo. “Un conto – spiega – è difendere l’Ucraina, altra cosa è alimentare una guerra: su armi a lungo raggio siamo contrari”. Insomma, spiega “una semplice proroga rischia di non essere allineata al percorso negoziale”.

Fonti vicine alla premier mettono l’accento sul tempismo delle uscite di Salvini, perché sarà pure vero che c’è un lavoro diplomatico in corso sul quale bisogna scommettere – come dicono i leghisti – ma è altrettanto vero – fanno notare i meloniani – che finora a dimostrare scarsa volontà di chiudere la guerra è stata proprio Mosca. Per questo, dalle parti di via della Scrofa c’è la convinzione che l’insistenza di Salvini sia dovuta al fatto che si sia “ringalluzzito” per l’ottimo esito della Lega alle Regionali in Veneto e si sia messo in modalità elettorale, soprattutto sui temi su cui può più distinguersi dagli alleati.

D’altra parte, come non bastasse l’uno-due di Salvini e Romeo, gli uomini del Carroccio oggi hanno alzato le barricate anche sull’ipotesi, prospettata dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, di un utilizzo del Mes “come garanzia” sul prestito all’Ucraina con gli asset russi dopo il no della Bce. “Neanche per sogno”, spiega il deputato Andrea Crippa. “Illogico”, gli fa eco Alberto Bagnai. Nessun commento da esponenti di Fratelli d’Italia, dai quali si fa notare tuttavia che l’Italia non ha mai ratificato il Meccanismo europeo di stabilità per il voto contrario di tutta la maggioranza, meloniani compresi.

Meloni tira dritto sul decreto per gli aiuti all’Ucraina. La Lega si mette di traverso

Roma, 3 dic. (askanews) – La linea di Giorgia Meloni è molto chiara: il decreto per rinnovare gli aiuti all’Ucraina si farà “entro fine anno”. Quella di Matteo Salvini lo è altrettanto, solo che va in un direzione opposta. Da una parte la premier, tirando le fila della sua partecipazione al vertice dei Paesi del Golfo in Bahrein, ribadisce che mentre è chiara la disponibilità di Kiev, Usa e Ue a trovare una soluzione al conflitto, “ad oggi” una inclinazione del genere “non è segnalata da parte russa”. Dall’altra c’è il vice premier che, inaugurando la sede dell’Enac, getta il cuore oltre l’ostacolo arrivando a sperare che “tra qualche mese, non anni” si possa “tornare a volare su Kiev e Mosca da Roma e Milano”. “A leggere i giornali – aggiunge – c’è chi ha voglia di nuove guerre, io no, non ho voglia di nuove guerre. L’Italia non ha interesse a fare nuove guerre ma a riaprire ponti, magari prima di altri”. Non appare dunque causale il passaggio in cui la presidente del Consiglio sottolinea che approvare un decreto “non vuol dire lavorare contro la pace”. “Finché ci sarà una guerra – precisa la premier – noi faremo quello che abbiamo sempre fatto per aiutare l’Ucraina a difendersi”.

La parola d’ordine nel governo continua a essere ‘minimizzare’. Tanto che Meloni definisce banalmente una questione “logistica” il gioco di prestigio che aveva prima fatto comparire e poi scomparire dall’ordine del giorno del pre Cdm – e dunque dello stesso Consiglio dei ministri che si terrà domani alle 17 – quel decreto per “prorogare l’autorizzazione a cedere mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari all’Ucraina” che dal 2022, subito dopo l’inizio della guerra, è stato rinnovato di anno in anno e che finora ha ‘coperto’ l’invio dei dodici pacchetti di aiuti. Prima della fine dell’anno, è il ragionamento della presidente del Consiglio, “c’è più di un Consiglio dei ministri che lo consente e quindi cerchiamo sempre di spalmare i provvedimenti in maniera tale da lavorare su quello che è più urgente”. Più o meno la linea che ieri è stata fatta filtrare da palazzo Chigi per negare che a mettersi di traverso fosse stata proprio la Lega. E tuttavia, a portare sulla scena il restroscena, ci pensa il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo. “Un conto – spiega – è difendere l’Ucraina, altra cosa è alimentare una guerra: su armi a lungo raggio siamo contrari”. Insomma, spiega “una semplice proroga rischia di non essere allineata al percorso negoziale”.

Fonti vicine alla premier mettono l’accento sul tempismo delle uscite di Salvini, perché sarà pure vero che c’è un lavoro diplomatico in corso sul quale bisogna scommettere – come dicono i leghisti – ma è altrettanto vero – fanno notare i meloniani – che finora a dimostrare scarsa volontà di chiudere la guerra è stata proprio Mosca. Per questo, dalle parti di via della Scrofa c’è la convinzione che l’insistenza di Salvini sia dovuta al fatto che si sia “ringalluzzito” per l’ottimo esito della Lega alle Regionali in Veneto e si sia messo in modalità elettorale, soprattutto sui temi su cui può più distinguersi dagli alleati.

D’altra parte, come non bastasse l’uno-due di Salvini e Romeo, gli uomini del Carroccio oggi hanno alzato le barricate anche sull’ipotesi, prospettata dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, di un utilizzo del Mes “come garanzia” sul prestito all’Ucraina con gli asset russi dopo il no della Bce. “Neanche per sogno”, spiega il deputato Andrea Crippa. “Illogico”, gli fa eco Alberto Bagnai. Nessun commento da esponenti di Fratelli d’Italia, dai quali si fa notare tuttavia che l’Italia non ha mai ratificato il Meccanismo europeo di stabilità per il voto contrario di tutta la maggioranza, meloniani compresi.

Israele valuta una reazione dopo l’attacco a 5 soldati a Rafah

Roma, 3 dic. (askanews) – Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha convocato un incontro urgente per discutere la reazione all’attacco contro un veicolo militare avvenuto a Rafah e in cui sono rimasti feriti cinque soldati: è quanto riporta la rete televisiva israeliana Channel 12.Il premier, in un comunicato, ha poi accusato Hamas i aver violato la tregua: “L’organizzazione terroristica Hamas continua a violare l’accordo di cessate il fuoco e a compiere attacchi terroristici contro le nostre forze. La nostra politica è chiara: Israele non subirà attacchi contro i soldati delle Idf e risponderà di conseguenza”.

“Si tratta di una grave violazione dell’accordo di cessate il fuoco, siamo in pieno coordinamento con gli americani sull’argomento e abbiamo sottolineato la gravità della questione”, hanno riferito fonti del governo all’emittente.

Il meglio di Spotify, i più ascoltati del 2025 tra musica e podcast

Milano, 3 dic. (askanews) – Spotify lancia oggi Wrapped 2025: più di una campagna, un racconto globale di ciò che abbiamo amato, condiviso e reso parte della nostra vita negli ultimi dodici mesi. Oltre 700 milioni di utenti in tutto il mondo hanno contribuito a una conversazione musicale e culturale che ha attraversato generi, lingue e confini, trasformando le scelte individuali in tendenze collettive. Wrapped si conferma ogni anno come un rituale atteso, in cui musica e podcast si intrecciano con storie personali, eventi e linguaggi dell’epoca contemporanea, restituendo attraverso ogni ascolto un frammento di ciò che siamo stati e ciò che abbiamo percorso nel 2025.

In questo contesto, Spotify si riconferma osservatorio privilegiato sul presente: un archivio vivente di emozioni, momenti e influenze, e uno spazio in cui artisti, creator e pubblico si incontrano per creare, condividere e ispirare la cultura, giorno dopo giorno. Per questa edizione, gli utenti sono ancora una volta al centro dell’esperienza: grazie a un percorso immersivo e personalizzato, disponibile direttamente nell’app, Wrapped 2025 offre una lettura unica dell’evoluzione dei gusti di ciascun ascoltatore, mettendoli in relazione con i trend globali e mostrando come le scelte di ognuno abbiano contribuito a scrivere la colonna sonora – e la storia – di quest’anno.

Di seguito, le top list Spotify del 2025 in Italia e nel mondo: MUSICA (ITALIA) Gli artisti I vertici della classifica degli artisti più ascoltati in Italia nel 2025 sono dominati dal rap, sempre più espressione di linguaggi e identità artistiche differenti, in un panorama musicale sfaccettato e in movimento. Al primo posto, dopo un anno, torna Sfera Ebbasta, e a lui seguono Shiva, Guè, Geolier e Marracash: stili differenti, ma ugualmente capaci di incidere nella definizione della musica urban italiana. Tra i protagonisti si affacciano anche nuove voci capaci di ampliare lo spettro dei colori del genere, come il mumble rap e il cloud rap di Tony Boy, artista selezionato in Spotify RADAR Italia 2024, voce di un’Italia sempre più digitale e connessa, o anche l’emergente Glocky (alla posizione 50), parte di Spotify RADAR Italia 2025. Fra gli artisti più ascoltati, Olly si erge a emblema di una nuova generazione di cantautori. ANNA è risultata per il terzo anno consecutivo l’artista femminile più ascoltata dell’anno su Spotify Italia.

Le canzoni e gli album Le classifiche 2025 confermano ancora una volta il ruolo centrale di Sanremo come fucina di successi: le canzoni più ascoltate in Italia continuano ad arrivare direttamente dal festival e quest’anno risultano essere ben quattro in top 10: “Balorda nostalgia” di Olly e Juli “Incoscienti Giovani” di Achille Lauro, “LA CURA PER ME” di Giorgia, “BATTITO” di Fedez. In classifica anche “NEON” di Sfera Ebbasta e Shiva al terzo posto, la hit d’importazione della nostra estate “La Plena – W Sound 05” di W Sound, Beéle, Ovy On The Drums al quarto e “DtMF” di Bad Bunny, che dimostra come anche il pubblico italiano sia sempre più sia affascinato dalle sonorità latine che hanno conquistato gli ascoltatori di tutto il mondo.

Una fotografia di un panorama musicale italiano sempre più contaminato, dove culture e generi si mescolano e influenzano a vicenda, dove aumenta la varietà degli ascolti, e le sonorità internazionali non solo entrano nelle playlist, ma diventano parte integrante della colonna sonora del nostro Paese.

Uno scenario simile nella classifica degli album più ascoltati, dove troviamo al primo posto “TUTTA VITA (SEMPRE)” di Olly, seguito da “DIO LO SA” di Geolier – l’album più ascoltato del 2024 continua a risuonare – e “SANTANA MONEY GANG” di Sfera Ebbasta e Shiva. Al quarto posto si posiziona “DeBÍ TiRAR MáS FOToS” di Bad Bunny. Chiude la top 5 “LA BELLAVITA” di Artie 5ive.

Gli artisti italiani all’estero Il successo degli artisti italiani valica i confini nazionali, riconfermando i Måneskin come gli artisti italiani più ascoltati all’estero per il quarto anno consecutivo. Al secondo posto la dance di Gabry Ponte, che si riconferma ancora una volta il dj-producer italiano più ascoltato al mondo, oltre al #2 artista italiano più ascoltato all’estero, seguito dal neoclassicismo-minimalista di Ludovico Einaudi. Al quarto e al quinto posto invece Damiano David, voce dei Måneskin, che nel 2025 ha lanciato il suo album da solista “FUNNY little FEARS (DREAMS)”, e Laura Pausini.

MUSICA (GLOBALE) Gli artisti e le artiste  Con oltre 18,8 miliardi di ascolti in tutto il mondo, nel 2025 Bad Bunny torna a essere l’artista più ascoltato al mondo, per la quarta volta nella storia di Wrapped, dopo il 2020, il 2021 e il 2022, confermandosi un punto di riferimento per gli amanti della musica di ogni latitudine con la sua capacità di unire ritmi urban a influenze caraibiche e pop. Wrapped 2025 non fotografa solo un successo discografico, ma ne testimonia l’impatto culturale, che si riflette anche nelle classifiche italiane e contribuisce a ridefinire il panorama musicale mondiale.

Per celebrare questo traguardo, Spotify ha creato una serie di iniziative dedicate alla community di fan: il lancio di un film internazionale che racconta il percorso dell’artista, esperienze esclusive in diverse città in tutto il mondo e contenuti speciali e sorprendenti all’interno della piattaforma. Sul podio insieme a Bad Bunny anche Taylor Swift e poi The Weeknd. Drake e Billie Eilish in quarta e quinta posizione.

Le canzoni e gli album Tra le canzoni più ascoltate in tutto il mondo, nel 2025 la più amata è stata “Die With A Smile” di Lady Gaga e Bruno Mars, con oltre 1,7 miliardi di ascolti. In seconda posizione ritorna “BIRDS OF A FEATHER” di Billie Eilish, seguita da “APT.” di ROSÉ e Bruno Mars. Chiudono la top 5 “Ordinary” di Alex Warren e “DtMF” di Bad Bunny.

Con oltre 7,7 miliardi di riproduzioni totali, “DeBÍ TiRAR MáS FOToS” di Bad Bunny è l’album più ascoltato al mondo nel 2025, seguito da “KPop Demon Hunters (Soundtrack from the Netflix Film)” di KPop Demon Hunters Cast al secondo posto e “HIT ME HARD AND SOFT” di Billie Eilish al terzo. Quarto e quinto posto vanno a “SOS Deluxe: LANA” di SZA e “Short n’ Sweet” di Sabrina Carpenter, terzo album per ascolti anche nel 2024.

PODCAST (ITALIA) In Italia il true crime continua a essere il genere più ascoltato: i primi podcast per ascolti rimangono, come nel 2024, “Elisa True Crime” di Elisa De Marco (il podcast più ascoltato per il terzo anno consecutivo) e “Indagini”, condotto da Stefano Nazzi. Seguono “Stories”, di Cecilia Sala, “Passa dal BSMT” condotto da Gianluca Gazzoli e al quinto posto “ONE MORE TIME di Luca Casadei” con il format dell’intervista che prende sempre più piede fra i podcast. Altro trend emergente: il 50% dei podcast della top 10 sono video podcast.

PODCAST (GLOBALE) “The Joe Rogan Experience” si riconferma il podcast più ascoltato a livello globale per il sesto anno consecutivo, seguito da “The Diary of a CEO with Steven Bartlett” e “The Mel Robbins Podcast”. “Call Her Daddy” di Alex Cooper e “This Past Weekend w/ Theo Von” si posizionano rispettivamente al quarto e quinto posto mondiale.

L’ESPERIENZA IN-APP PER GLI UTENTI A partire da oggi, gli utenti possono accedere alla propria esperienza personalizzata Wrapped, disponibile nella Home esclusivamente dall’app aggiornata di Spotify (iOS e Android).  Inoltre, sono state realizzate playlist a cura degli editor di Spotify dedicate a Wrapped con i maggiori successi dei vari generi diffusi in Italia, fra le quali Best of Plus Ultra e Best of Alta Rotazione.

Poste, Del Fante: premio TGPoste importante segnale di attenzione

Roma, 3 dic. (askanews) – Come Poste Italiane “siamo un’azienda di servizi, non produciamo niente di fisico e quindi dobbiamo poggiarci sui talenti. Talento vuol dire, oggi, nella giornata dedicata al giornalismo, scegliere tre ragazzi che hanno fatto dei pezzi molto interessanti, così giudicati dai direttori delle principali testate italiane giornalistiche. E, tra questi, individuare uno che ha vinto il premio, avendo la possibilità di collaborare con Poste, con il nostro ufficio stampa, col nostro TGPoste e poi fare uno stage interessante a Londra alla scuola di giornalismo”. Così l’amministratorte delegato di Poste Italiane, Matteo del Fante a margine della cerimonia, oggi a Roma, del premio giornalistico TGPoste.

“Quindi talento per un mestiere importante, prezioso”. Ma anche “per dare un segnale importante di un’azienda, come Poste, per i giovani, per i mille che hanno partecipato a questa competizione (sul fatto) che c’è sensibilità da parte nostra, sensibilità da parte di tutti. Oggi avevamo i direttori di tutte le testate giornalistiche nazionali e locali. Quindi anche con questi ragazzi immaginate l’emozione di essere sul palco – ha aggiunto – davanti ai più grandi direttori che hanno fatto la storia del giornalismo italiano”.

Il 10 dicembre al Teatro Trastevere "Tremendamente Frida"

Roma, 3 dic. (askanews) – Nell’anno che segna il 70° anniversario della scomparsa di Frida Kahlo, torna a Roma uno degli omaggi più intensi e apprezzati dedicati alla celebre pittrice messicana. Il 10 dicembre, il Teatro Trastevere accoglierà la ripresa di “Tremendamente Frida”, scritto e diretto da Ilaria Rezzi e interpretato da Maria Grazia Adamo.

Più che una semplice rappresentazione, lo spettacolo si configura come un’esperienza di “trasfigurazione”. Grazie a una regia lineare e priva di orpelli stilistici, che lascia spazio alla potenza della parola e del gesto, il pubblico viene trasportato immediatamente all’interno della Casa Azul, tra le pareti intime e dolorose dove l’arte di Frida prendeva vita. Il testo, definito di una meticolosità drammaturgica tale da averne suggerito la rappresentazione nelle scuole, è un viaggio viscerale che alterna emozioni violente a illusori momenti di pace, rispecchiando il turbinio interiore dell’artista.

Il cuore pulsante della pièce risiede nella straordinaria prova d’attrice di Maria Grazia Adamo. Sul palco non assistiamo a un’interpretazione, ma a una vera e propria incarnazione: l’attrice non “fa” Frida, diventa Frida. Al di là di un’impressionante somiglianza fisica, è il lavoro sul corpo e sulla voce a lasciare attoniti. Con una fisicità consapevole e claudicante e una vocalità modulata su registri che vanno dal roco al graffiante, fino al suadente e all’imperioso, la Adamo restituisce la follia, la passione e la forza di una donna che ha saputo trasformare il dolore in colore.

Lo spettacolo torna in scena forte di due anni di emozioni e sold out in tutta Italia, partendo dall’anteprima nazionale al “Palco 37” fino alle tournée estive. La scelta di riproporlo a dicembre non è casuale: rievoca il dicembre del 1933, quando Frida rientrò in Messico per ritrovare le sue radici. Allo stesso modo, questo “ritorno a casa” celebra un “Natale interiore” fatto di resilienza e autenticità, offrendo allo spettatore un gioco teatrale così immersivo da rendere impercettibile il confine tra il vero e il verosimile.

Sciolto il Consiglio Nato-Russia

Roma, 3 dic. (askanews) – Il ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, ha annunciato lo scioglimento del Consiglio Russia-Nato al termine della riunione dei ministri degli Esteri dell’Alleanza svoltasi a Bruxelles. “Tra le decisioni formali, vi è stato l’annuncio del segretario generale della Nato, Mark Rutte, che il Consiglio NATO-Russia non esiste più. Si tratta di qualcosa che il governo polacco auspicava, e che ora è divenuto realtà”, ha proseguito Sikorski.

Il Consiglio era stato creato in un momento in cui si credeva che “la sicurezza europea potesse essere costruita insieme alla Russia”: “Quei tempi sono finiti. Oggi stiamo costruendo la sicurezza europea contro la Russia. E questo si è riflesso istituzionalmente”, ha concluso il ministro polacco.

Ultimo saluto a Pietrangeli: campioni e istituzioni in chiesa

Roma, 3 dic. (askanews) – A poche ore dalla commemorazione sulla terra rossa del campo a lui dedicato al Foro Italico, Roma ha dato l’ultimo saluto a Nicola Pietrangeli con un funerale in forma privata nella Chiesa della Gran Madre di Dio a Ponte Milvio. A celebrare la funzione è stato Don Renzo Del Vecchio, lo stesso che poco prima aveva guidato la preghiera sul centrale: “Amava avere l’ultima parola e finalmente potrà dirla al Signore”, ha detto nell’omelia, ricordando l’uomo prima che il personaggio. “Ho pensato a lui nei momenti di solitudine e di paura… La sua ironia? Una qualità delle persone intelligenti. Me lo immagino mentre incontra il più grande di tutti, e magari trova qualche difetto anche a Gesù Cristo”.

Nel silenzio raccolto della chiesa ha parlato anche Giovanni Malagò, presidente del Coni, visibilmente emozionato: “Sono andato a trovarlo sabato pomeriggio, all’ultimo. Mi ha detto: ‘Per me resterai sempre Giovannino'”.

Tra i primi ad arrivare a Ponte Milvio c’era il principe Alberto di Monaco, amico di Pietrangeli da decenni: “Era un uomo splendido. Tenevo molto a essere qui, sono molto emozionato”. Poco dopo è giunto Fabio Fognini: “È un giorno triste per lo sport italiano. Con Nicola ho avuto un rapporto bellissimo, mi ha trasmesso il valore della maglia azzurra. Ci mancherà il suo stile giocoso, la sua persona. Per il nostro tennis è stato anche un parafulmine”.

All’uscita, Gianni Rivera ha ricordato Pietrangeli con il sorriso: “Mi disse: ‘Sei stato fortunato che tra calcio e tennis io abbia scelto il tennis…’. È stato davvero un grande numero dieci”.

La chiesa era gremita di volti noti dello sport e delle istituzioni: il ministro per lo Sport Andrea Abodi, i presidenti del Coni e del Cip Luciano Buonfiglio e Marco Giunio De Sanctis, Adriano Panatta, Franco Carraro, Mario Pescante, Licia Colò. Tutti riuniti per l’ultimo abbraccio al primo grande campione del tennis italiano, scomparso “in punta di piedi”, come ha detto il presidente Binaghi, lasciando un vuoto profondo nel suo mondo e nel cuore di chi lo ha conosciuto.

Rugby, sorteggio Mondiale, Italia con Sudafrica, Georgia, Romania

Roma, 3 dic. (askanews) – La Nazionale Italiana Maschile è stata inserita nel Girone B della Rugby World Cup 2027 nel sorteggio dei gironi tenutosi in Australia, sede della prossima edizione del Mondiale. La squadra guidata da Gonzalo Queseda, affronterà il Sudafrica, la Georgia e la Romania.

Per la seconda volta l’Italia, nel girone del Mondiale, troverà gli Springboks campioni del Mondo in carica nelle ultime due edizioni (nel 2019 in Giappone nel girone con gli Azzurri). Per la terza volta l’Italrugby incontrerà nella fase a gironi la Romania – dopo il 2007 e il 2015 – mentre primo precedente assoluto, all’interno di un Mondiale, con la Georgia.

“Sarà sicuramente un girone sfidante per noi – ha dichiarato Gonzalo Quesada nella conferenza stampa programmata con World Rugby dopo la conclusione del sorteggio – e contro tre avversari molto fisici non ci sono conti da fare. Saranno tre battaglie per noi, con la Georgia come sappiamo ma anche con la Romania, una nazionale con una lunga storia di incontri con l’Italia. Tre avversarie davvero fisiche e non possiamo dire che ci sia capitata una situazione molto facile: faremo il massimo in ogni incontro. E neanche noi saremo una squadra facile da battere”.

“Dobbiamo essere consapevoli che la Georgia ha avuto negli ultimi anni solo un paio di posizioni di differenza da noi. Oggi i Lelos sono una grande realtà del rugby, è un fattore. Dovremo preparare una sfida con una squadra di livello simile al nostro e che cerca di rallentarci, di non lasciare esprimere le nostre qualità”.

“Secondo me sarà davvero importante l’ordine di queste partite. Ho in mente quello che sarebbe il mio ordine ideale, ma al momento tengo per me questa osservazione” ha concluso il CT della Nazionale Maschile. Pensare già al prossimo Mondiale mi fa venire un po’ la pelle d’oca. Ripensare a quel mood che alcuni di noi hanno già vissuto nel 2023 – ha dichiarato Michele Lamaro – è sicuramente molto bello. Per noi però è un pensiero che vediamo al momento lontano: questo weekend siamo in Sudafrica affrontando una sfida importante con il Benetton”.

Lamaro ha seguito il sorteggio dal raduno con il Benetton Rugby, in Sudafrica, impegnato nelle competizioni europee: “Eravamo in spostamento dalla palestra al campo e qui in Sudafrica un paio avevano internet per riuscire a tenerci aggiornati tutti quanti. Sarà soprattutto per noi uomini di mischia una bella sfida contro i pacchetti del Sudafrica, Georgia e Romania”.

Calcio, Coppa Italia, Atalanta-Genoa 4-0, Dea contro la Juve

Roma, 3 dic. (askanews) – Buona la prima per l’Atalanta in Coppa Italia. Laformazione bergamasca debutta nella competizione con un netto 4-0 sul Genoa negli ottavi di finale, imponendosi alla New Balance Arena. Djimsiti apre le marcature al 19′, poi al 36′ i rossoblù restano in dieci per l’espulsione diretta di Fini. Nella ripresa la Dea mette al sicuro il risultato con i gol di de Roon al 54′, Pasalic all’82’ e Ahanor al 91′. Genoa fuori dalla competizione, mentre l’Atalanta vola ai quarti dove affronterà la Juventus. Questi i risultati ed il tabellone degli ottavi di Coppa Italia:

Juventus-Udinese 2-0, qual. Juventus Atalanta-Genoa 4-0 Napoli-Cagliari (mercoledì 3 dicembre ore 18) Inter-Venezia (mercoledì 3 dicembre ore 21) Bologna-Parma (giovedì 4 dicembre ore 18) Lazio-Milan (giovedì 4 dicembre ore 21)

Roma-Torino (martedì 13 gennaio ore 21) Fiorentina-Como (martedì 27 gennaio ore 21)

I possibili quarti (da mercoledì 4 febbraio 2026 a mercoledì 11 febbraio 2026)

Bologna/Parma-Lazio/Milan Juventus-Atalanta/Genoa

Inter/Venezia – Roma/Torino Fiorentina/Como – Napoli/Cagliari

Semifinali andata: mercoledì 4 marzo 2026. Semifinali ritorno: mercoledì 22 aprile 2026. Finale: mercoledì 13 maggio 2026.

Mogherini: "Ho chiarito la mia posizione con gli inquirenti"

Roma, 3 dic. (askanews) – “In merito alla procedura di istituzione dell’Accademia Diplomatica dell’Unione Europea, ieri ho chiarito la mia posizione con gli inquirenti che agiscono per conto della Procura Europea”: è quanto si legge in una dichiarazione della Rettrice del Collegio d’Europa, Federica Mogherini.”Nella sua lunga tradizione, il Collegio ha sempre applicato e continuerà ad applicare i più elevati standard di integrità ed equità. Da tre anni, l’Accademia Diplomatica dell’Unione Europea offre ai suoi partecipanti la massima qualità di insegnamento e pratica.

Ho piena fiducia nel sistema giudiziario e confido che la correttezza delle azioni del Collegio sarà accertata. Continuerò ovviamente a offrire la mia piena collaborazione alle autorità”, ha concluso.

Nato, Tajani: ribadito il sostegno all’Ucraina e al piano Usa riformulato

Bruxelles, 3 dic. (askanews) – Durante la riunione dei ministri degli Esteri della Nato, oggi a Bruxelles, “abbiamo ribadito il sostegno all’Ucraina; naturalmente per l’Italia è fondamentale arrivare al cessate il fuoco, alla pace. Sosteniamo il piano americano, così com’è stato riformulato”, ma è molto importante la questione della “sicurezza dell’Ucraina il giorno dopo”. Lo ha riferito il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando ai giornalisti prima di lasciare il quartier generale dell’Alleanza, nel pomeriggio a Bruxelles.

“Ecco perché – ha continuato Tajani – guardiamo con favore all’idea, frutto di una nostra proposta, di creare un sistema di sicurezza garantito da un accordo modello art.5 del Trattato Nato (quello sulla difesa collettiva, per cui un attacco militare a uno dei paesi membri è considerato come un attacco a tutti gli altri membri, ndr), con una presenza americana che garantisca la sicurezza aerea”.

“Si è parlato anche, in generale, della questione degli asset congelati russi” che l’Ue vorrebbe utilizzare come base finanziaria per il nuovo prestito promesso all’Ucraina. “La Commissione europea – ha ricordato il ministro – insiste sull’utilizzo ripete sempre una questione di base giuridica e di garanzia”.

Per gli Stati Uniti, oggi alla Nato c’era il vice segretario di Stato americano Christopher Landau, assente il segretario di Stati Marco Rubio, con cui Tajani ha avuto comunque un colloquio telefonico più tardi nel pomeriggio, dopo aver l’asciato il quartier generale dell’Alleanza. A un giornalista che chiedeva se Landau avesse aggiornato i ministri dei paesi alleati sulla situazione dei negoziati Usa-Russia sull’Ucraina, Tajani ha risposto: “Non abbiamo avuto un aggiornamento dettagliato dello stato dell’arte, ma sappiamo qual è la situazione. Parlerò poi nel pomeriggio con Rubio, faremo il punto della situazione. Bisogna aspettare le risposte ucraine e le risposte russe, vedere quale può essere il punto di incontro”.

“Continueremo a spingere – ha assicurato il ministro – perché si possa arrivare a questo accordo con gli ucraini, parlando con gli americani. Vedremo cosa si potrà fare, accelerando i tempi perché mi pare che una guerra che provoca migliaia di morti ogni settimana debba comunque terminare. Questo per noi è un impegno prioritario”.

Tajani ha anche riferito sulla riunione che si è svolta “a latere del vertice, tra Italia, Bulgaria, Romania, Macedonia del Nord e Albania, per parlare del ‘Corridoio 8′”, un progetto di cooperazione per le infrastrutture di trasporto che, ha rilevato, “ha un’importanza politica perché è una priorità dell’Unione europea, ha un’importanza militare perché il collegamento con il Mar Nero e l’Adriatico è strategico, e poi ha anche un’importanza economica e infrastrutturale perché realizzare un progetto del genere significa favorire la crescita. Faremo una prossima riunione in Albania così come deciso in occasione del vertice italo-albanese di qualche settimana fa; poi si farà in Bulgaria e in Macedonia del Nord”.

“Stiamo lavorando – ha detto ancora il ministro – per spingere affinché il Corridoio possa essere realizzato il prima possibile. Questo è un altro impegno italiano, abbiamo organizzato una riunione, e continueremo a spingere perché da Brindisi si arrivi fino al Mar Nero”.

Infine, “in tutti i miei interventi, io ho insistito anche sulla sicurezza nel fianco Sud della Nato, e anche su un intervento con grande attenzione sul lato dei Balcani. Non possiamo lasciare l’influenza russa” nella regione, “ma – ha osservato il ministro – dobbiamo far sì che quest’area sia sempre più parte dell’Europa, visto anche che molti suoi paesi sono parte dell’Alleanza Atlantica. Anche lì per noi diventa prioritario un impegno, che già c’è dall’Italia, ma vorremmo che fosse un impegno ancora più forte della Nato e dell’Unione Europea”, ha concluso Tajani.

Altreconomia: "War bond" Israele ad Allianz e tre investitori Italia

Roma, 3 dic. (askanews) – Un’inchiesta di Altreconomia rivela chi ha in tasca i “war bond” di Israele, ovvero i titoli di Stato emessi da Tel Aviv per finanziare anche la spesa militare: dai dati inediti elaborati dal centro di ricerca olandese Profundo emerge la “gravissima responsabilità del colosso assicurativo tedesco Allianz (sponsor delle Olimpiadi), mentre è confermato il passo indietro di Bper, anche se tra i “nuovi” investitori, pur con importi ridottissimi, c’è anche una società che fa capo a Fondazione Cariplo.

Nell’ultimo anno Allianz ha continuato di fatto a finanziare il genocidio contro la Striscia di Gaza, denuncia Altreconomia. Il colosso tedesco dei servizi finanziari e assicurativi ha infatti acquistato “War bond” emessi dallo Stato di Israele per qualcosa come 1,7 miliardi di dollari solo tra gennaio e novembre 2025.

Lo confermano i dati elaborati da Profundo per conto di Altreconomia e aggiornati a metà novembre 2025. Per quanto riguarda il ruolo di attori italiani, la ricerca di Profundo conferma il “passo indietro” del Gruppo Bper ma fa emergere, pur in maniera estremamente minoritaria, tre nuovi investitori nazionali. Tra loro c’è anche la Quaestio capital Sgr, società di gestione del risparmio con sede a Milano e di proprietà di una holding domiciliata in Lussemburgo il cui primo azionista è la Fondazione Cariplo.

La maggior parte dei War bond è concentrata del resto in pochi istituti. I primi 20 possiedono la quasi totalità del pacchetto (22,9 miliardi su poco meno di 24 miliardi), i primi 10 detengono poco più di 20,6 miliardi e solo i primi cinque ben 14,4 miliardi (cioè il 60% del totale).

Al primo posto c’è il fondo comune di investimento Ksm mutual funds, quotato a Tel Aviv, per un’esposizione di poco più di 3,6 miliardi di dollari. Seguono l’assicuratore israeliano Migdal (poco più di tre miliardi) e la citata Allianz. L’assicuratore tedesco, che è pure partner globale del Comitato olimpico internazionale e sponsor di Milano Cortina 2026, non è solo il più esposto tra gli investitori stranieri ma ha anche aumentato sensibilmente la sua posizione, passando dai 960 milioni di dollari registrati a gennaio 2025 a 2,67 miliardi di novembre 2025, un incremento come detto di 1,7 miliardi in meno di un anno. Quindi mentre la maggior parte degli istituti finanziari internazionali si libera dei titoli di Stato israeliani, Allianz ha triplicato la propria esposizione, associandosi sempre di più a un governo responsabile di gravissimi crimini contro l’umanità.

Una parte dell’analisi di Profundo riguarda anche l’Italia. A gennaio 2025 il Gruppo Bper possedeva titoli di Stato israeliani per un totale di 99 milioni di dollari, tramite Arca Fondi Sgr, cresciuti fino a oltre 190 milioni nell’estate di quest’anno. Dopo la sua uscita di scena – frutto anche delle proteste di diversi correntisti e lavoratori – rimangono, a novembre 2025, tre investitori istituzionali italiani che possiedono ancora titoli di Stato israeliani per un totale di “soli” 7,1 milioni. Un ammontare minimo che merita comunque un approfondimento.

Il primo investitore è la società di intermediazione finanziaria ConsultInvest, con sede a Modena, con 3,1 milioni di euro. Segue con 2,4 milioni Banca Mediolanum, che ha acquistato titoli israeliani per il tramite della Mediolanum International Funds Ltd., veicolo societario del Gruppo con sede però in Irlanda. Chiude il cerchio la Quaestio Capital Management Sgr con 1,5 milioni. Nata nel 2009, la società con sede a Milano dichiara sul proprio sito di gestire a oggi oltre 15 miliardi di euro grazie a “un team di circa 50 professionisti”.

Il capitale sociale di Quaestio Sgr risulta interamente detenuto dalla Quaestio Holding S.A., società lussemburghese di proprietà di Fondazione Cariplo (43,98% del capitale), Fondazione Cassa di risparmio di Forlì, Fondazione Cariparma, Fondazione Sardegna, Cassa italiana di previdenza e assistenza dei geometri liberi professionisti, e Fondazione Cassa di risparmio di Bolzano.

Violenza donne, Schlein: Meloni faccia rispettare accordo su consenso

Roma, 3 dic. (askanews) – “Ribadisco che mi aspetto che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, faccia rispettare l’accordo che abbiamo fatto e che ha portato tutta la maggioranza e l’opposizione a votare all’unanimit una norma che prevede una piccola grande rivoluzione culturale perch dice che ogni atto sessuale fatto senza il consenso violenza, stupro”. E’ quanto ha affermato la segretaria dem Elly Schlein, sulla Pdl consenso, approvato all’unanimit alla Camera, che in stallo in Senato.

“Esiste gi in 22 Paesi europei. Abbiamo visto girare un sacco di fake news, incredibile il voltafaccia che stato fatto da una parte della maggioranza e poi nel voto da tutti dopo il voto delle regionali. Come ho detto l’altro giorno sarebbe gravissimo se ci fosse stata una resa dei conti post-elettorale all’interno della maggioranza sulla pelle delle donne, perch l’hanno votata all’unanimit qualche giorno prima e adesso hanno frenato”, ha sottolineato.

“Ripeto: mi aspetto che la presidente Giorgia Meloni faccia rispettare quell’accordo e noi continueremo a lavorare per portare all’approvazione di questa importante norma”, ha concluso Schlein.

Ddl Valditara, Schlein: voto destra grave, cultura stupro gi a scuola

Roma, 3 dic. (askanews) – Con il ddl Valditara la destra compie un “passo indietro clamoroso” perch “impedisce l’educazione sessuale-affettiva nelle scuole primarie e nella sostanza la impedisce anche nelle scuole secondarie” cui non vengono date risorse n spazi con un “risultato evidente”: la scuola che dovr farsi “carico di preparare attivit separate per quelle famiglie che non danno il consenso ci penser due volte prima di proporre l’attivit di educazione sessuo-affettiva”. Cos la segretaria dem Elly Schlein, al flash mob delle opposizioni (Pd, M5S, Avs, +Europa, Azione) davanti alla Camera dei deputati dopo l’ok dell’aula al provvedimento.

“Quello che ha votato oggi la destra molto grave. E’ il contrario di quello che servirebbe in questo paese per contrastare la violenza di genere e per prevenirla. Tante volte ci siamo messi a disposizione per far fare dei passi avanti al paese. Abbiamo votato insieme delle misure di repressione, ma non basta la repressione se non si fa la prevenzione. E quello che la destra oggi fa un passo indietro clamoroso. Faccio una riflessione”, ricordando la ‘lista degli stupri’ del liceo romano Giulio Cesare: ” la dimostrazione che la cultura dello stupro e la violenza patriarcale nelle scuole gi entrata e ci sentiamo spiegare da ministri della Repubblica che l’educazione non serve a prevenire”.

Per Schlein ” dalle scuole che deve iniziare l’educazione all’affettivit e sessuo-affettiva. L’Italia uno dei soli sette paesi europei che non ce l’ha gi obbligatoria, noi siamo convinti che servirebbe in tutti i cicli scolastici e questo passo indietro inspiegabile. Purtoppo la violenza patriarcale nelle scuole gi entrata e quando lo stupro usato come minaccia questo alimenta la stessa cultura che poi arma le violenze, umilia, zittisce e che colpisce il corpo e la libert delle donne”, ha concluso.

Dignity, il progetto che cambia la cultura del ciclo mestruale

Cernusco, 2 dic. (askanews) – Il CEOforLIFE Award, il riconoscimento che premia i migliori progetti italiani di sostenibilit, quest’anno nella categoria Health & Wellbeing, celebra Initial, l’azienda parte del gruppo internazionale Rentokil Initial che vanta oltre cento anni di storia, leader nella fornitura di servizi di igiene e disinfestazione. Abbiamo parlato con Maria Francesca Torriani, Marketing & Sales Excellence Manager Rentokil Initial Italia:

“Rentokil Initial una multinazionale che si occupa da oltre 100 anni di promuovere l’igiene e il benessere all’interno degli spazi comuni e degli ambienti lavorativi. Opera tramite due anime, Rentokil che fornisce servizi di disinfestazione e di monitoraggio degli infestanti e Initial che si occupa di promuovere l’igiene e il benessere all’interno degli spazi comuni. Entrambe le divisioni sono accomunate da una mission molto chiara che si pu riassumere nella frase di Protecting People, Enhancing Life and Preserving Our Planet, ovvero proteggere le persone e migliorare la qualit della loro vita sempre nel rispetto del nostro pianeta”.

L’azienda riceve il premio per il progetto Dignity, l’iniziativa che porta nei bagni di aziende, scuole e istituzioni distributori di assorbenti, con l’obiettivo di garantire libero accesso e dignit a tutte le utenti.

“Come azienda di servizi, crediamo che prima di proporre una soluzione sia fondamentale comprendere i bisogni reali delle persone, per questo abbiamo avviato una ricerca di mercato per approfondire il tema del ciclo mestruale. Quello che ne emerso che effettivamente c’ ancora un grosso tab nel parlarne perch solo una donna su tre si sente libera di affrontare questo argomento in pubblico, solo il 25% degli uomini riesce ad affrontare l’argomento senza disagio e un altro dato emerso che ci ha stupito che il 27% delle donne ha subito prese in giro il cosiddetto periodo shaming legato a eventi che riguardavano il ciclo mestruale e queste prese in giro, se nella maggioranza dei casi provenivano da uomini, nel 38% dei casi proveniva addirittura da donne. Un altro dato che ci ha molto stupito che il 37% della popolazione investigata ha dichiarato di aver rinunciato a un impegno professionale o privato in ambiente extradomestico per la presenza del ciclo mestruale e quindi per il timore di non trovare tutto quello che l’avrebbe potuto supportare per gestire al meglio questa situazione”.

Dignity diventa quindi un gesto concreto per ribadire come il ciclo mestruale non e non deve essere vissuto come un limite.

Tony Hadley torna in Italia con "An Englishman in Italy"

Milano, 3 dic. (askanews) – Quarantacinque anni di carriera, un percorso che attraversa epoche, mode e generazioni, segnato da una presenza scenica inconfondibile e da un timbro capace di rimanere nel tempo. Tony Hadley, tra le voci più autorevoli del panorama internazionale, torna in Italia con il nuovo tour “An Englishman in Italy”, in partenza nella primavera 2026. Un appuntamento particolarmente atteso, che coincide con l’arrivo del suo nuovo album rock di inediti: un lavoro dal carattere energico e contemporaneo che arriva dopo le atmosfere sofisticate del disco “The Mood I’m In”.

Nel corso del tour, Hadley eseguirà dal vivo i brani del nuovo progetto, affiancandoli ai successi che hanno segnato la sua storia artistica. In scaletta troveranno spazio i brani che lo hanno portato ai vertici delle classifiche mondiali con la sua ex band, gli Spandau Ballet, tra cui “Through the Barricades”, “True” e “Gold” , accanto alle canzoni della sua carriera solista e ad alcune reinterpretazioni che, da anni, caratterizzano i suoi live con un equilibrio speciale fra energia, eleganza e rapporto diretto con il pubblico.

Come in ogni tournée, Tony sarà affiancato dalla sua inseparabile Fabulous TH Band, una formazione di musicisti straordinari con cui ha instaurato nel tempo un forte legame umano e una vera simbiosi sul palco, elemento distintivo dei suoi concerti.

«Non vedo l’ora di tornare in Italia con questo tour. Ripercorrerò con il pubblico molte tappe della mia carriera, con l’emozione in più di portare dal vivo alcuni brani del nuovo album. E farlo insieme alla mia Fabulous TH Band, con cui ho un’intesa straordinaria, rende tutto ancora più speciale. Il pubblico italiano ha sempre avuto un’energia unica e negli anni ho costruito con loro un legame autentico, che continua a sorprendermi. Ritrovarli ai miei concerti, canzone dopo canzone, è uno dei motivi che rendono questi concerti così importanti per me.» – Tony Hadley.

Le prevendite sono disponibili al link: https://linktr.ee/tonyhadleytour Il tour è organizzato da IMARTS – International Music And Arts. Radio Capital è partner del tour. Queste le prime date annunciate: Martedì 28 aprile 2026 – Milano, Teatro Manzoni Mercoledì 29 aprile 2026 – Milano, Teatro Manzoni Giovedì 30 aprile 2026 – Bologna, Teatro Duse Sabato 2 maggio 2026 – Brescia, DisPlay Domenica 3 maggio 2026 – Torino, Teatro Colosseo Venerdì 8 maggio 2026 – Bassano del Grappa, CMP Arena Sabato 9 maggio 2026 – Sassari, Teatro Comunale

La relazione tra Hadley e l’Italia, intensa e duratura, si rinnova con questa serie di concerti. Il pubblico italiano lo ha accolto con entusiasmo negli anni, e l’artista ha più volte ricambiato attraverso collaborazioni significative, come quelle con Caparezza in “Goodbye Malinconia” e con Nina Zilli in “Fairytale of New York”.

Accanto alla sua attività live, la carriera di Hadley è costellata di riconoscimenti internazionali: dal Gold Badge Award della British Academy of Composers and Songwriters al ruolo di Billy Flynn nel musical Chicago nel West End. Con Talking To The Moon ha conquistato la BBC2, mentre singoli come “Tonight Belongs To Us” e “Obvious” hanno trovato spazio nelle principali playlist radiofoniche. Nel 2019 ha ricevuto la prestigiosa Queen’s New Year’s Honours List per il suo impegno benefico a favore dello Shooting Star Children’s Hospice.

Allerta arancione per il maltempo in Puglia, Basilicata e Calabria

Roma, 3 dic. (askanews) – Dal pomeriggio di oggi, mercoledì 3 dicembre, un minimo depressionario posizionato sul Mar Ionio, in movimento verso i Balcani, porterà precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere temporalesco su Calabria, Basilicata e Puglia, in estensione, dalle prime ore di domani, ai settori orientali della Campania.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse che prevede dal tardo pomeriggio di oggi precipitazioni, anche a carattere di rovescio o temporale, su Calabria, Basilicata e Puglia, in estensione dalle prime ore del mattino di domani, giovedì 4 dicembre, alla Campania, specie settori orientali. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento.

Si prevedono, inoltre, venti da forti a burrasca sud-orientali su Puglia e Basilicata, specie settori ionici di quest’ultima. Possibili mareggiate lungo le coste esposte.

Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per la giornata di domani, giovedì 4 dicembre, allerta arancione in Puglia, su gran parte della Basilicata e sul settore settentrionale ionico della Calabria. Valutata, inoltre, allerta gialla su alcuni settori di Toscana, Molise, Campania e sui restanti territori di Basilicata e Calabria.

A Ponte Milvio l’addio a Nicola Pietrangeli, l’arrivo del feretro

Roma, 3 dic. (askanews) – L’ingresso del feretro di Nicola Pietrangeli nella chiesa Santa Maria della Gran Madre di Dio, a Ponte Milvio, a Roma. Al via i funerali della leggenda del tennis italiano; in mattinata la camera ardente allestita al Foro Italico nel campo a lui intitolato, a cui sono intervenute personalit dello sport, colleghi, amici, familiari e tanta gente comune che lo ha voluto salutare.

Su un palazzo un maxischermo che ne ricorda alcuni trionfi in campo, poi la sua foto e la scritta 1933 – infinito, come a celebrarne la figura leggendaria.

Inchiesta della Cnn: in fosse comuni a Gaza le persone scomparse cercando aiuti

Roma, 3 dic. (askanews) – Stando a un’inchiesta condotta dalla Cnn su decine di palestinesi ancora dispersi nella Striscia di Gaza dopo essere andati a cercare aiuti vicino al valico di Zikim, l’esercito israeliano avrebbe radunato con le ruspe i corpi di alcune delle persone uccise, per poi gettarli in fosse comuni poco profonde e anonime, mentre altri corpi sarebbero stati lasciati a decomporsi all’aperto. L’inchiesta, “che ha anche fatto emergere che le persone che cercavano aiuti sono state uccise dal fuoco indiscriminato israeliano vicino al valico”, si è basata su centinaia di video e di foto provenienti dai dintorni di Zikim, insieme a interviste a testimoni oculari e autisti locali di camion di aiuti, ha precisato l’emittente americana.

La Cnn ha anche raccolto la testimonianza di due ex militari israeliani, che hanno descritto episodi avvenuti a Gaza nel corso del conflitto, durante i quali i corpi dei palestinesi venivano gettati con le ruspe in fosse poco profonde. Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno negato di aver utilizzato le ruspe per “rimuovere” i corpi, ma non hanno specificato se siano state utilizzate per seppellirli. Secondo il diritto internazionale, le parti in conflitto dovrebbero cooperare nella sepoltura dei morti in modo da consentirne l’identificazione, ha ricordato Janina Dill, co-direttrice dell’Oxford Institute for Ethics, Law and Armed Conflict. “Lo scopo è impedire che i morti diventino dispersi e consentire la commemorazione, principalmente da parte delle loro famiglie – ha affermato Dill – inoltre, se i corpi vengono deliberatamente mutilati o maltrattati in modo da violarne la dignità, questo può costituire un ‘oltraggio alla dignità personale’, che è un crimine di guerra ai sensi delle Convenzioni di Ginevra”.

Se le Idf tengano traccia dei siti in cui presumibilmente sono stati sepolti i corpi rimane una questione aperta, ha sottolineato la Cnn che non ha ricevuto risposta a riguardo. Uno dei due ex militari ha detto all’emittente che quando la sua unità ha seppellito nove persone all’inizio del 2024, la posizione della fossa non è stata indicata.

Il bubble tea italiano che conquista l’Europa

Firenze, 2 dic. – Nel bubble tea l’occhio cade sempre sui colori e sulle cannucce giganti. Ma la vera sfida dentro: sono le boba, le piccole sfere che stanno sul fondo del bicchiere. Sembra la parte pi semplice, in realt la pi complessa: bastano pochi gradi in pi, un dosaggio sbagliato, e si sfaldano o cambiano consistenza. Eppure, se ben fatte, sono la chiave del successo.

da questa attenzione al dettaglio che nasce Bobble Bobble, azienda toscana fondata da due giovani imprenditori, Nicol Ossino e Simone Simonelli, che nel 2017 decidono di portare il bubble tea, la bevanda del momento, in Italia. Un’intuizione che permette loro, nel giro di pochi anni, di aprire una rete di una trentina di punti vendita.

“Bobble Bobble nasce nel 2017 dall’intuizione di portare il bubble tea in Italia, avvicinandolo a un palato italiano occidentale. Abbiamo aperto il primo store a Lucca, con un successo incredibile, file chilometriche tutti i giorni, ma il vero salto di qualit lo abbiamo fatto nel 2020, nel lockdown, durante il quale abbiamo pensato e fatto il primo stabilimento di produzione di Boba in Europa” ha dichiarato Simonelli.

Quando il lockdown obbliga le persone a rimanere in casa, la partita cambia. Per restare sul mercato, i due imprenditori iniziano a capire come vendere il prodotto senza un negozio fisico, e il punto di svolta arriva dalle sopracitate boba, le palline colorate che sono il cuore del bubble tea.

“Creare una sfera esattamente tonda, partendo da un liquido, da un succo di frutta, non banale. Per cui entrano in gioco tutta una serie di parametri come temperatura, viscosit, densit, acidit, che combinati opportunamente insieme creano la formula perfetta per fare la pallina pi tonda possibile” ha continuato Simonelli.

La grande rivoluzione per, deve aspettare il 2024, quando l’unione delle competenze porta alla nascita del primo bubble tea ready-to-drink Made in Italy.

“Nel 2024 lanciamo Bob, il nostro primo bubble tea ready-to-drink e lo facciamo con la voglia di portare l’experience del bubble tea instore in tutti gli scaffali dei supermercati piuttosto che in pi di 12mila vetrine frigo di ogni bar d’Italia. Oggi siamo presenti in pi di 26 paesi in Europa e nella maggior parte delle catene della grande distribuzione” ha spiegato Nicol Ossino.

Oggi Bobble Bobble una realt industriale considerata tra le pi innovative del settore, con un fatturato di 4 milioni di euro e una crescita attesa verso i 5.5 nel 2025.

“In Europa non esisteva un’azienda, una corporate che avesse spinto cos in avanti il bubble tea. Per cui per noi di enorme valore, di enorme orgoglio pensare di averlo fatto in Italia, in una produzione in Toscana con fornitori 100% italiani. Ci immaginiamo ancora di pi di crescere sugli scaffali del supermercato, di far crescere di pi la conoscenza del prodotto e di diventare un massive per quanto riguarda il pubblico di bambini che ci segue” ha continuato Ossino.

Bubble bubble rappresenta quindi un’eccellenza del made in Italy, pronta a consolidare la sua presenza sul mercato nel futuro.

(Servizio Pubbliredazionale)

L’Enac ha inaugurato il nuovo Palazzo dell’Aviazione civile

Roma, 3 dic. (askanews) – Cerimonia di inaugurazione del Palazzo dell’Aviazione civile Enac: “sostenibilità, efficientamento energetico, innovazione, valorizzazione del patrimonio storico e trasparenza sono i punti di forza dell’intervento di riqualificazione della nuova sede Enac”, sottolinea una nota. Alla cerimonia di inaugurazione, oltre ai vertici Enac, il Presidente, Pierluigi Di Palma, e il direttore generale Alexander D’Orsogna, ha partecipato il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.

“L’aviazione civile – ha dichiarato il direttore generale Alexander D’Orsogna – ha ora una propria identità fisica. Abbiamo scelto di inaugurare una nuova dimensione istituzionale, moderna e sostenibile, pensata per migliorare concretamente la vita lavorativa del personale: spazi rinnovati, comfort elevato e una cura autentica per il benessere di chi ogni giorno fa funzionare questo sistema. Un ringraziamento speciale va alle lavoratrici e ai lavoratori per la passione e la professionalità con cui operano, ma anche per la pazienza dimostrata negli anni della ristrutturazione: un impegno che continuerà a dare prestigio a un modello riconosciuto anche oltre i confini nazionali”.

Nel corso della cerimonia è stata svelata l’opera realizzata dall’artista Chiara Capobianco, vincitrice del concorso indetto da Enac “Art on air – L’Arte in quota”, che racconta in maniera futuristica e visivamente emozionale il cuore delle attività Enac, soprattutto la centralità del passeggero, la riconciliazione del trasporto aereo con l’ambiente, la sicurezza e l’innovazione tecnologica.

Pietrangeli, Fognini: doveroso esserci, avevamo rapporto bellissimo

Roma, 3 dic. (askanews) – “Con Nik ho avuto un bellissimo rapporto, colui che ha aperto le vie al nostro bellissimo sport, ne ha fatto parlare, doveroso essere qui oggi a salutarlo in questo giorno triste per lo sport italiano, ci mancher il suo stile giocoso, e la sua persona”. Cos Fabio Fognini, arrivando ai funerali a Ponte Milvio, a Roma, di Nicola PIetrangeli, scomparso a 92 anni il primo dicembre.

“Di rimproveri me ne ha fatti tanti, ma il consiglio pi grande che mi ha dato stato quando mi ha detto: ‘Io non devo correre, devono correre gli avversari’… una cosa che mi rimasta in mente”.

” lui che mi ha trasmesso il vero valore della maglia azzurra – ha aggiunto Fognini – ho dei bellissimi ricordi con lui”.

Bocelli tra i big dello show al sorteggio finale Fifa World Cup 2026

Roma, 3 dic. (askanews) – Andrea Bocelli sarà tra i protagonisti del grande show di intrattenimento che accompagnerà il sorteggio finale del FIFA World Cup 2026, in programma venerdì 5 dicembre al John F. Kennedy Center for the Performing Arts di Washington D.C..

Bocelli condividerà il palco con star mondiali come Robbie Williams, Nicole Scherzinger e i Village People, mentre la serata sarà condotta da Heidi Klum, Kevin Hart e l’attore e produttore Danny Ramirez.

Bocelli torna così a un grande appuntamento legato al calcio: già in occasione della cerimonia di apertura di UEFA Euro 2020, allo Stadio Olimpico di Roma, la sua esibizione aveva regalato un momento molto apprezzato da tifosi e addetti ai lavori.

Il sorteggio e lo show andranno in diretta su FIFA.com e su tutti i canali ufficiali social dell’organizzazione, con milioni di spettatori attesi in tutto il mondo.

Principe Alberto ai funerali di Pietrangeli: era un uomo splendido

Roma, 3 dic. (askanews) – “Era un uomo splendido, ci tenevo a essere qui, anche per la famiglia. Sono molto emozionato, era sempre presente nei momenti pi importanti della mia vita”. Lo ha detto il principe Alberto di Monaco arrivando alla chiesa di Santa Maria della Gran Madre di Dio, per i funerali di Nicola Pietrangeli.

“Lo conoscevo da tanti anni – ha aggiunto – non solo qui a Roma, Montecarlo e Parigi”.

Ex Ilva, Urso: nessuna chiusura, intervento dello Stato se necessario

Roma, 3 dic. (askanews) – “Queste temporanee modifiche non avranno alcun effetto sulla occupazione. A Genova nessuno andrà in cassa integrazione, 585 unità lavorative e 70 in formazione con salari integralmente corrisposti. In forza delle norme contenute nel decreto legge del 1 dicembre tutti resteranno al lavoro”. Lo ha assicurato il ministro delle Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso, al question time, rispondendo sull’ex Ilva che ha sottolineato come “non ci sarà nessuna chiusura, anzi esattamente il contrario”.

“Completate le attività manutentive il piano prevede la ripresa delle attività ovviamente al netto del sequestro probatorio sa da parte della procura di Taranto che dura ormai da oltre sette mesi. Il futuro però non può essere l’amministrazione straordinaria ma la realizzazione dell’obiettivo per il quale l’amministrazione è stata disposta dopo il fallimento, ossia la cessione a un soggetto che possa rilanciarlo grazie anche all’autorizzazione integrata ambientale che abbiamo ottenuto”.

“Per quanto riguarda l’intervento dello Stato, ho già detto in altro occasioni che avrei richiesto per agli operatori che stanno partecipando alla gara internazionale che, ove necessario il governo è pronto a valutare l’intervento di un soggetto pubblico a supporto del piano industriale nel pieno rispetto della normativa europea, secondo le procedure di gara, per assicurare la continuità produttiva degli stabilimenti e il processo di de carbonizzazione”.

Schlein: contrastare e prevenire ogni forma di violenza di genere

Roma, 3 dic. (askanews) – “Trovo sia un gesto forte e importante mettere all’ingresso della vostra sede una panchina rossa che racconta la storia di una delle troppe donne che non c’ pi e che devono invece continuare a essere ricordate e a parlare di come dobbiamo trasformare la societ per contrastare e prevenire ogni forma di violenza di genere; per noi questo deve passare non solo dalla repressione, anche dalla prevenzione”.

Cos la segretaria del Pd Elly Schlein partecipando a un’iniziativa di Legacoop contro la violenza di genere a Roma a cui ha fatto seguito l’inaugurazione di una panchina rossa davanti all’ingresso della sede Legacoop.

“Fa parte della grande sfida culturale a cui siamo tutti chiamati – ha aggiunto – la politica deve fare di pi”.

Manovra, Lagarde: Bankitalia ha piena autorità sulle riserve di oro

Roma, 3 dic. (askanews) – “È la Banca d’Italia che ha la piena autorità sulle riserve d’oro” italiane. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde, durante una audizione al Parlamento europeo, rispondendo ad una domanda su un parere appena espresso dall’istitituzione sulle misure allo studio in Italia sulle riserve auree.

“Non è una questione di poco conto – ha rilevato – perché l’Italia è il terzo maggiore detentore di oro tra le Banche centrali, quindi è una componente chiave delle riserve dell’Italia”.

La Bce aveva già espresso un suo parere sulla questione nel 2019, e anche con questo ultimo appena emanato, sulla base dei Trattati Ue “non c’è un riferimento alla proprietà” delle riserve di oro, “non viene identificata nei trattati. Quello che dicono i trattati, molto chiaramente, è che le riserve e la gestione delle riserve appartengono alla Banca centrale di ogni Stato. E la Banca d’Italia non è diversa da quelle di altri Stati”.

“La Banca d’Italia – ha proseguito Lagarde – ha il dovere di detenere e gestire queste riserve. E dal 2019 il parere della Bce è lo stesso. Lo abbiamo chiarito in maniera molto specifica: è la Banca d’Italia che ha la piena autorità” sulle riserve auree. (fonte immagine: European Parliament).