Home Blog Pagina 44

Carburanti, i gestori proclamano lo stato di agitazione: pronti allo sciopero

Roma, 3 lug. (askanews) – Faib e Fegica “sono costrette a denunciare gli incomprensibili ritardi del Mimit nel portare in approvazione del Cdm il testo del Ddl di riforma del settore, faticosamente messo a punto e condiviso da tutti gli operatori”. A sostegno della riforma, Faib e Fegica “mettono in stato di mobilitazione la Categoria, pronte e sostenere la rivendicazione anche con una chiusura prolungata degli impianti” e si dichiarano pronte allo sciopero.

“Adesso basta con i rinvii e i cincischiamenti: è ora di tirare fuori il testo del ddl condiviso ed avviarlo all’esame del CdM prima e del Parlamento poi”, concludono. In base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del ministero delle Imprese e del Made in Italy, oggi il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,803 euro-litro per la benzina e 1,882 euro-litro per il gasolio.

Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,894 euro-litro per la benzina e 1,968 euro-litro per il gasolio.

Meloni: Piano Mattei pienamente operativo, oltre 70 progetti avviati

Roma, 3 lug. (askanews) – È stata trasmessa al Parlamento la Terza Relazione annuale sullo stato di attuazione del Piano Mattei per l’Africa, aggiornata al 30 giugno 2026 e adottata dalla Cabina di regia nella sua sesta riunione, tenutasi il 26 giugno scorso a Palazzo Chigi. Il documento è stato trasmesso alle Camere ai sensi dell’articolo 5, comma 3, della legge 24 gennaio 2024, n. 2.

“Oggi il Piano Mattei, riconosciuto come iniziativa di respiro europeo e internazionale, è una strategia pienamente operativa che sta producendo risultati tangibili – dichiara il Presidente Consiglio, Giorgia Meloni – Insieme ai nostri partner africani abbiamo avviato in questi anni più di 70 progetti, grazie ad una solida architettura finanziaria che sta mobilitando risorse pubbliche e private. L’Italia continuerà a lavorare in questa direzione, per consolidare questa prospettiva e dare sempre più forza al modello di cooperazione che abbiamo in mente: una cooperazione da pari a pari, fondata sul rispetto, sulla fiducia reciproca, sullo sviluppo condiviso”. “Il Piano Mattei si conferma dunque pienamente operativo, con un’architettura finanziaria consolidata e una rete di collaborazioni internazionali in costante ampliamento”, si legge in una nota di Palazzo Chigi, che fornisce alcuni numeri della relazione: 18 Nazioni partner, dalle 9 pilota di gennaio 2024 alle 14 di gennaio 2025, fino alle 18 dell’attuale perimetro, ampliato a marzo 2026 con l’ingresso di Gabon, Repubblica Democratica del Congo, Ruanda e Zambia; 5,5 miliardi di euro la dotazione iniziale del Piano Mattei; 2 Vertici Italia-Africa: Roma (gennaio 2024) e, per la prima volta nella storia della conferenza, in territorio africano ad Addis Abeba (13 febbraio 2026), con 35 delegazioni a livello di Capi di Stato e di Governo; 76 progetti in corso; circa 1,2 miliardi di euro deliberati dal Comitato Tecnico del Fondo Italiano per il Clima per 15 interventi in Africa, di cui 936,7 milioni nel solo anno preso in esame dalla Relazione (1° luglio 2025 – 30 giugno 2026); 4 miliardi di euro di garanzie concesse da SACE a sostegno di investimenti nelle Nazioni del Piano; 269 milioni di euro di crediti bilaterali italiani in corso di conversione in progetti di sviluppo, in un orizzonte decennale.

La Relazione ripercorre il consolidamento del Piano lungo le sue sei direttrici di intervento – acqua, agricoltura, energia, infrastrutture fisiche e digitali, istruzione, formazione e cultura, salute con al centro il capitale umano e con un rafforzamento nel corso dell’anno nel settore del digitale e dell’intelligenza artificiale. Tra i risultati anche il riconoscimento internazionale del Piano, il sempre maggiore raccordo con il Global Gateway dell’Unione Europea e il rafforzamento dell’architettura finanziaria, costruita attorno alla collaborazione con le principali istituzioni internazionali: l’accordo quadro con la Banca Mondiale, la partnership con la Banca Africana di Sviluppo nell’ambito della Mattei Plan-Rome Process Financing Facility, le garanzie della Commissione europea TERRA e RISE, le sinergie con UNDP, IFC, IFAD, FAO e African Finance Corporation.

Il documento sottolinea inoltre la dimensione di “Sistema Italia” che caratterizza il Piano, con il coinvolgimento coordinato di Ministeri, istituzioni finanziarie nazionali (CDP, SACE, SIMEST), Regioni, enti locali, mondo universitario, terzo settore e diaspora africana in Italia.

Italia-Usa, ricevimento a Villa Taverna nel segno della distensione

Roma, 3 lug. (askanews) – Festeggiamenti per i 250 anni dell’Indipendenza americana a Roma, a Villa Taverna, nel segno della distensione tra Italia e Usa, dopo lo scontro a distanza delle scorse settimane tra Donald Trump e Giorgia Meloni. Il tradizionale ricevimento nella residenza ufficiale dell’ambasciatore americano è diventato l’occasione per riavvicinare le due sponde dell’Atlantico tra hot dog, hamburger, birra e fuochi d’artificio.

Assente la premier Giorgia Meloni, poco prima a Padova per il congresso della Uil: ma presente una folta delegazione del governo e del centrodestra, compresa la sorella Arianna, capo della segreteria politica di FdI: dal presidente del Senato Ignazio La Russa, che dal palco ha assicurato che l’amicizia tra i due Paesi “non è mai messa in discussione” nella “pari dignità”, ai vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e diversi ministri, compreso quello della Difesa Guido Crosetto.

Proprio Tajani, dal palco ha sottolineato: “Essere alleati non significa essere sempre d’accordo su tutto ma anche quando emergono sensibilità diverse, l’importante è parlarsi come si fa tra amici, con franchezza, rispettandosi a vicenda, essere consci che nei momenti decisivi siamo italiani e americani insieme, dalla parte giusta della storia, la parte dell’Occidente”.

Molto meno rappresentate le opposizioni. Nessuno del Movimento 5 stelle, presente una delegazione del Pd, Matteo Renzi, per il centrosinistra anche Benedetto Della Vedova (+Europa). Secondo l’ambasciatore Tilman Fertitta il rapporto tra Italia e Stati Uniti è al livello più alto. “Lavoriamo insieme su difesa, politica e commercio e molte altre tematiche – ha assicurato – tra leader capitano dei disaccordi ogni tanto. Ma per quanto mi riguarda, con il governo italiano è tutto normale, ogni singolo giorno. Non vedo alcuna conseguenza nel modo in cui collaboriamo su tutti i dossier”.

Nato, Trump: "Ridicolo" che gli Usa mantengano un rapporto "non reciproco"

Roma, 3 lug. (askanews) – A meno di una settimana dal vertice in Turchia, il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che è “ridicolo” avere un rapporto “a senso unico” con la Nato, commentando un grafico che mostra la spesa di Stati Uniti (999 miliardi di dollari), Regno Unito (90,5 miliardi), Francia (66,5 miliardi), Italia (48,8 miliardi) e Polonia (44,3 miliardi).

“È ridicolo che gli Stati Uniti continuino su questa strada a senso unico quando il rapporto non è reciproco. Non c’erano per noi!!!”, ha scritto Trump sul suo account Truth, facendo riferimento al mancato sostegno nella guerra lanciata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran.

Media: l’attentatrice del Principato di Monaco fuggita in auto in Italia

Roma, 3 lug. (askanews) – La donna sospettata di avere messo una bomba lunedì scorso nell’abitazione dell’oligarca ucraino Vadim Ermolaev e della sua famiglia sarebbe fuggita in Francia, per poi raggiungere l’Italia dopo il suo attacco nel Principato di Monaco. Lo riferisce Le Parisien, secondo cui la donna avrebbe utilizzato un’auto recuperata a Beausoleil, in Francia, al confine con il Principato di Monaco, dove sarebbe arrivata a piedi dopo l’attentato. La donna sarebbe un’ucraina di 39 anni, identificata come Anastasia B. Sarebbe nota alle autorità per i suoi legami con la criminalità organizzata.

Ultimi temporali, poi nuova svolta calda dal weekend

Roma, 3 lug. (askanews) – Il fronte temporalesco, dopo aver colpito duramente il Nord con grandine e raffiche di vento fino a 100 km/h, si sposta verso le regioni del Centro-Sud. Sarà l’ultimo sussulto del maltempo prima di una decisa svolta meteo: dal weekend è infatti attesa una poderosa rimonta calda su tutta la penisola. Mattia Gussoni, meteorologo de iLMeteo.it, conferma che, nel corso di venerdì 3 luglio, il fronte temporalesco si sposterà velocemente verso le regioni centro-meridionali.

Il peggioramento colpirà inizialmente il basso Lazio, per poi estendersi rapidamente a Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia. L’attenzione resta alta per la potenziale intensità dei fenomeni. Nei bassi strati dell’atmosfera c’è ancora molta energia potenziale in gioco, accumulata sotto forma di umidità dopo il caldo intenso delle ultime settimane. Per questo motivo non escludiamo il rischio di eventi estremi come nubifragi e forti grandinate, con i fenomeni più intensi che si concentreranno in particolare su Calabria e Sicilia. Al Nord invece avremo una prevalenza di tempo stabile e soleggiato. La fase di maltempo avrà comunque le ore contate. Già dalle prime battute del fine settimana è attesa una svolta a livello emisferico con una nuova pulsazione dell’anticiclone subtropicale africano. Questa imponente massa d’aria calda si allungherà direttamente dal Nord Africa verso il bacino del Mediterraneo, finendo per inglobare anche l’Italia.

Nel corso del weekend, sabato 4 e domenica 5 luglio, aspettiamoci dunque tanto sole da Nord a Sud, con cieli quasi ovunque sereni o poco nuvolosi. Non solo, oltre ad una maggior stabilità atmosferica è previsto pure un deciso e generale aumento delle temperature con punte massime pronte a toccare i 33-34°C in molte delle nostre città, dando il via a una nuova fase di caldo intenso.

Nel dettaglio Venerdì 3. Al Nord: sole e caldo in aumento. Al Centro: sole, acquazzoni su basso Lazio e Sardegna meridionale. Al Sud: temporali a carattere irregolare, specie sui settori tirrenici.

Sabato 4. Al Nord: stabile e soleggiato. Al Centro: sole ovunque. Al Sud: soleggiato, venti intensi dai quadranti settentrionali.

Domenica 5. Al Nord: sole e caldo in aumento. Al Centro: stabile e soleggiato ovunque. Al Sud: soleggiato, venti da nord.

Tendenza: stabilità atmosferica grazie alla presenza dell’anticiclone africano.

Le mezze misure diventano una trappola politica

Sulla carta la scommessa in corso tra Meloni e Vannacci appare una di quelle che i broker americani chiamerebbero “loose-loose”. E cioè destinata ad essere persa, da parte di Palazzo Chigi, sia in un caso che nel suo opposto. Infatti, se Meloni imbarca il generale perde ogni credito verso l’elettorato che un tempo si sarebbe detto “moderato”. Se, invece, lo lascia a terra perde un bel gruzzolo di voti dalla parte opposta e con essi anche la possibilità di far scattare il premio di maggioranza dalla sua parte.

In realtà, l’offensiva di Futuro Nazionale non è la causa della difficoltà di Meloni. Ne è la conseguenza, semmai. Essa nasce dal dilemma irrisolto di questa legislatura. La premier infatti avrebbe potuto completare la sua transizione spostandosi più al centro e tentando di mettere fuori gioco l’estrema destra con tutta la risolutezza di cui alle volte si è mostrata capace. O invece avrebbe potuto conservare il suo posizionamento d’antan chiudendo lo spazio a quanti volevano fare i duri e puri alla vecchia maniera.

Fermandosi a metà strada ha finito per lasciare più spazio alle perplessità di una parte e ai richiami della foresta della parte opposta. Un po’ la stessa cosa che le è capitata a proposito di Trump. Laddove essa si trova oggi ad incorrere nelle ire del tycoon e contemporaneamente nella forte disapprovazione di quanti lo considerano (compreso chi scrive) un flagello per il nostro tempo.

Personalmente, sono un cultore della misura, che in politica per me è (quasi) tutto. Ma appunto per questo so che le mezze misure, le cose a metà, possono invece qualche volta rivelarsi una trappola.

Fonte: La Voce del Popolo – Giovedì 2 luglio 2026

[Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia]

Il “campo degasperiano” non sia un parcheggio per anime stanche

Si parla molto, in queste settimane, della necessità di costruire un campo degasperiano. La formula è suggestiva, forse perfino necessaria. Ma proprio perché evoca una delle stagioni più alte della politica italiana, non può essere ridotta a insegna da convegno, a marchio di bottega, a elegante tovaglia bianca sotto cui nascondere vecchie posate.

Se vuole davvero nascere, questo spazio non può essere il dopolavoro del ceto politico in pensione, né il rifugio climatico di chi cerca riparo dopo essere rimasto senza casa, senza partito o senza pubblico. De Gasperi non può diventare il nome buono per nobilitare operazioni piccole, tattiche, stanche. Non basta appendere un ritratto, citare due frasi sulla responsabilità e poi ricominciare con lo stesso linguaggio che ha consumato parole, speranze e pazienza civile.

 

Non rendite, ma responsabilità

La prima condizione è semplice: nessuno dovrebbe entrarvi per rendita. E la rendita non è solo economica. Esiste una rendita di posizione, di curriculum, di relazioni, di età, perfino di memoria. C’è chi pensa di avere sempre un posto a tavola solo perché un tempo ha apparecchiato. Ma oggi non basta aver attraversato stagioni importanti. Bisogna chiedersi che cosa si è ancora capaci di offrire.

Una simile iniziativa dovrebbe nascere non dalla somma dei reduci, ma dalla disponibilità a mettere in comune esperienza, cultura, competenza e discernimento.

Chi ha più anni e più strada alle spalle non è chiamato a ritirarsi, ma a trasformare la propria esperienza in servizio: offrire profondità, metodo e memoria critica, accompagnando con discrezione l’emergere di nuove energie e di nuove responsabilità.

 

I giovani non come platea, ma come soggetto

La seconda condizione riguarda i giovani. Troppo spesso vengono convocati come scenografia morale: li si mette in prima fila, li si cita nei saluti iniziali, li si applaude quando dicono cose ragionevoli e poi si torna a decidere altrove. Questa liturgia è finita. O almeno dovrebbe finire.

Se questo spazio ha senso, le nuove generazioni devono stare un passo avanti. Non perché siano automaticamente migliori, ma perché abitano già il tempo che molti adulti continuano soltanto a commentare. Conoscono la precarietà non come categoria sociologica, ma come esperienza biografica. Vivono la crisi della rappresentanza, del lavoro, della fiducia, dell’abitare, della scuola, dei legami. Non chiedono prediche o pacche sulle spalle. Chiedono spazio reale, fiducia, corresponsabilità.

 

Un pensiero incarnato, non un salotto profumato

La terza condizione è culturale. Certo, serve pensiero. Anzi, ne serve moltissimo, perché viviamo in un tempo in cui il dibattito pubblico appare spesso atrofizzato, piegato alla battuta, al sondaggio, alla frase buona per il titolo. Ma il pensiero, da solo, non basta. Un campo degasperiano non può essere un salotto speculativo dove anime colte commentano il declino con tazze di caffè e aggettivi ben stirati.

Deve essere un luogo in cui le idee incontrano le pieghe più concrete della società: famiglie affaticate, giovani senza prospettive, territori svuotati, scuola lasciata sola, sanità in tensione, lavoro povero, solitudini urbane, periferie materiali e spirituali. La politica non rinasce dai comunicati, ma dalla capacità di leggere i bisogni prima che diventino rabbia.

 

Il magistero come sale e lievito

Per i cattolici, poi, c’è un compito ulteriore. Non si tratta di costruire un recinto confessionale, né di rimpiangere forme politiche che appartengono alla storia. Si tratta, piuttosto, di prendere sul serio quella grande tradizione del magistero sociale della Chiesa che parla di dignità della persona, bene comune, solidarietà, sussidiarietà, pace, lavoro, cura del creato, giustizia tra le generazioni.

Questi principi non sono decorazioni da sacrestia civile. Sono sale e lievito. Possono aiutare molti, anche chi non condivide un’appartenenza ecclesiale, a ritrovare il senso umano della politica. Il cattolico impegnato nella vita pubblica non dovrebbe agitare bandiere identitarie come fazzoletti da curva. Dovrebbe portare una domanda più radicale: che cosa rende una società più giusta, più umana, più capace di custodire gli ultimi e di non sacrificare di questo tempo?

 

Basta politichese: parole pulite per una speranza possibile

Infine, serve un linguaggio nuovo. O meglio, un linguaggio pulito. Il politichese ha stancato. È vuoto, lucido, inamidato. Sembra dire tutto e non dice niente. Promette processi, tavoli, convergenze, perimetri, cantieri, sintesi avanzate. Poi il cittadino normale spegne, giustamente, perché ha altro da fare: lavorare, pagare bollette, crescere figli, assistere genitori, reggere la fatica quotidiana.

La lingua di un nuovo campo popolare dovrebbe essere sobria, comprensibile, concreta. Non populista, popolare. La differenza è decisiva. Il populismo accarezza la rabbia. Il popolare organizza la speranza. Il primo cerca applausi immediati. Il secondo costruisce legami, istituzioni, responsabilità.

In vista delle prossime elezioni politiche del 2027, la domanda vera non è se nascerà un nuovo contenitore. Di contenitori ne abbiamo già visti tanti: alcuni belli fuori e vuoti dentro, come certe bomboniere dimenticate nei cassetti. La domanda è se esista ancora una classe dirigente capace di rimettere al centro il Paese reale, senza furbizie, senza rendite, senza nostalgie travestite da futuro.

Un campo degasperiano avrebbe senso solo così: non come operazione di restauro, ma come atto di responsabilità generativa. Non per rifare la Democrazia cristiana, ma per recuperare il meglio di una culturapolitica: serietà, competenza, misura, popolarità, visione europea, attenzione agli ultimi, rispetto delle istituzioni.

Se sarà questo, potrà servire. Se invece sarà l’ennesimo giro di tavolo tra notabili, con giovani in platea e vecchie parole al microfono, allora sarà meglio lasciar stare. Perché De Gasperi merita di più. E anche l’Italia.

Il lavoro ferito interpella la coscienza

Il silenzio che accusa

Il silenzio che avvolge i campi dell’Alto Jonio cosentino e della Sibaritide non è quello della pace, ma quello pesante e dignitoso del lutto. È il silenzio che dura dal 1° giugno scorso, quando la terra di Amendolara si è macchiata del sangue di quattro braccianti agricoli, strappati alla vita e alle proprie famiglie nell’ennesima, drammatica espressione di un sistema che troppo spesso calpesta la carne viva dei lavoratori in nome del profitto.

Una vera e propria strage dell’invisibilità che anche il 4 luglio, interpellerà la coscienza di un’intera comunità ecclesiale e civile nel convegno promosso ad Amendolara Marina.

Mettersi dal punto di vista degli ultimi non è solo un dovere civico e giornalistico, ma una radicale scelta di fede. Tornano in mente le parole folgoranti e taglienti di don Lorenzo Milani: «Gli oppressi sono la mia patria, gli oppressori miei stranieri». Davanti al dramma del caporalato, dello sfruttamento pervasivo e dell’intermediazione illecita di manodopera, quelle parole smettono di essere un mero aforisma storico per tramutarsi in un severo esame di coscienza individuale e collettivo. Chi è vittima dello sfruttamento nei nostri campi è un nostro concittadino, un fratello; chi specula sulle vite e sulla sicurezza dei lavoratori si rende straniero alla civiltà, alla giustizia e al Vangelo.

Il presente non basta

A questo proposito amo ripetere che il presente, da solo, non basta. Per comprendere il nostro tempo dobbiamo salire sulle spalle dei giganti, di coloro che nei secoli hanno saputo consegnarci parole capaci di attraversare la storia. Nella letteratura classica risuonano espressioni di sorprendente attualità. Abbiamo forse dimenticato il messaggio di Didone, che nell’Eneide confessa: non ignara mali miseris succurrere disco («non ignara del dolore, imparo a soccorrere gli infelici»). Sono parole che sembrano scritte per il nostro tempo.

Non dimentichiamolo: migliaia di uomini e donne senza voce sfidano ogni giorno l’aridità dei deserti, le onde del mare e le montagne innevate alla disperata ricerca di un rifugio dove coltivare la speranza di un futuro sereno. Molti di loro approdano anche nelle nostre campagne, contribuendo con il proprio lavoro alla ricchezza del Paese, ma troppo spesso trovano sfruttamento, precarietà e morte.

«Sunt lacrimae rerum», scrive ancora Virgilio: vi sono lacrime nelle cose, nella storia degli uomini. E la storia continua a piangere non soltanto per i tanti morti che giacciono sul fondo del Mediterraneo, ma anche per quanti, sopravvissuti alle tragedie della migrazione, vengono umiliati, derisi e sfruttati, privati della loro dignità proprio nel momento in cui cercano una possibilità di riscatto.

 

La risposta della Chiesa

La Chiesa calabrese, attraverso la Conferenza Episcopale Calabra, ha voluto dare una risposta forte e visibile. Il titolo dell’appuntamento del 4 luglio parla chiaro: “Per un lavoro libero, dignitoso e sicuro”. Un percorso che non si limita alla necessaria denuncia, ma che si fa memoria attiva e impegno stringente dei credenti contro ogni forma di prevaricazione sociale.

I lavori del convegno si apriranno nei luoghi stessi del dolore, presso lo svincolo in cui hanno perso la vita i quattro giovani braccianti agricoli sulla SS 106, per poi spostarsi alla Parrocchia Madonna della Salute per la tavola rotonda dedicata a “La dignità della persona e la tutela dei diritti dei lavoratori”.

Per noi cattolici, la riflessione sul lavoro tocca il cuore stesso della teologia della giustizia. Non possiamo dimenticare il magistero di papa Francesco, che nell’enciclica Fratelli tutti ci ricorda come non possa esistere fraternità senza il riconoscimento della pari dignità di ogni essere umano e come il lavoro rappresenti uno dei pilastri fondamentali di tale riconoscimento. La disoccupazione e la mancanza di un lavoro dignitoso, affermava Papa Bergoglio, feriscono la dignità della persona, mentre un’economia governata esclusivamente dal profitto finisce inevitabilmente per scartare l’uomo.

 

La dignità oltre il profitto

A fare eco a questa visione interviene anche la recente enciclica di papa Leone XIV, Magnifica humanitas. Pur affrontando in modo particolare le sfide poste dall’intelligenza artificiale e dagli algoritmi, essa richiama un principio universale: la tecnica e il mercato devono rimanere strumenti al servizio della persona e mai trasformarsi in nuove forme di dominio.

Esiste infatti un filo rosso che unisce l’algoritmo che aliena il lavoratore digitale e il caporale che sfrutta il bracciante nei campi: in entrambi i casi la persona viene ridotta a semplice fattore produttivo, privata dei suoi diritti, della sua sicurezza e del suo futuro.

In un mondo dominato dal feticismo della produzione sembrano non trovare più spazio le parole del cardinale Carlo Borromeo: «Non c’è superiorità dell’uomo sull’uomo se non quella di mettersi al suo servizio», né quelle di Gesù “il Nazareno”: «Io sono venuto per servire e non per essere servito». Quando prevale la logica del profitto, i più deboli vengono inchiodati senza pietà alla croce della fame, della miseria e dello sfruttamento.

 

Una conversione necessaria

Il convegno di Amendolara, con gli interventi autorevoli dei vescovi Mons. Giuseppe Alberti, Mons. Francesco Savino e Mons. Giovanni Checchinato, arcivescovo di Cosenza/Bisignano e dei rappresentanti delle istituzioni, costituisce dunque un punto di significativa testimonianza. Non è più il tempo dei cordogli formali. La memoria dei quattro braccianti uccisi il 1° giugno esige riforme strutturali, controlli severi, percorsi autentici di accoglienza e integrazione, ma soprattutto una conversione culturale, sociale e antropologica del nostro modello di sviluppo.

Come ricordava don Lorenzo Milani, la fedeltà al Vangelo si misura dalla parte in cui decidiamo di stare. E noi non possiamo che stare dalla parte della patria degli oppressi, affinché il lavoro torni a essere ciò per cui Dio lo ha pensato: lo strumento attraverso cui l’uomo realizza la propria vocazione, custodisce la propria dignità e costruisce una società più giusta, oggi più di ieri è necessario elaborare con assoluta urgenza il nuovo modello di “welfare mediterraneo” così bloccando le logiche perverse della “remigrazione” che oltre ad essere inutili sono al limite della farneticazione.

Perché, in fondo, l’unica preghiera che ogni sera dovrebbe salire dalle nostre labbra è tanto semplice quanto esigente: ama e rispetta il tuo simile, vale per tutti noi la frase di Don Primo Mazzolari, sempre attuale: “Non è folle credere sempre nella carità”.

Per queste considerazioni sinteticamente espresse avrei voluto essere presente al convegno del 4 luglio, un fastidioso intervento chirurgico al ginocchio me lo ha impedito e quindi confermo attraverso questa nota la mia adesione ai valori di solidarietà e tolleranza sui quali è fondata la manifestazione del 4 luglio di Amendolara promossa dalla Conferenza Episcopale Calabra.

Oltre la stanza chiusa

Il filo invisibile della solitudine

C’è un filo sottile che lega il ragazzo che continua a scorrere lo schermo fino alle tre del mattino a quello che, da mesi, non trova più la forza di uscire dalla propria stanza. Quel filo ha un nome: solitudine.

Ci sono ragazzi che non escono di casa da mesi. Non per malattia, non per paura del contagio. Semplicemente non ce la fanno più. Hanno smesso la scuola, gli amici, hanno smesso, è la parola giusta, di credere che il mondo fuori dalla loro stanza abbia ancora un posto per loro.

In Giappone li chiamano hikikomori, “quelli che stanno in disparte”. Il fenomeno è nato lì, ma da anni ha attraversato i confini e oggi riguarda anche noi. Non è più una curiosità sociologica: è uno specchio che riflette una fragilità sempre più diffusa, quella di una generazione connessa con il mondo intero e, troppo spesso, incapace di sentirsi davvero parte di una comunità.

Quella stanza chiusa non nasce dal nulla. Nasce quasi sempre da un rapporto con la tecnologia che si è incrinato molto prima che il ritiro diventasse totale. Un rapporto che riguarda milioni di ragazzi che non arriveranno mai a quell’estremo, ma vivono ogni giorno una versione più lieve della stessa ferita.

 

Un meccanismo, non un vizio

Non stiamo parlando di svogliatezza o di mancanza di carattere. La ricerca scientifica ha documentato cosa accade nel cervello quando smartphone e social network vengono utilizzati in modo compulsivo. Ogni notifica, ogni like, ogni contenuto nuovo attiva il circuito della ricompensa, alimentando il rilascio di dopamina. Col tempo il cervello si abitua e ricerca stimoli sempre più frequenti. È un meccanismo neurobiologico, non un difetto morale.

Negli adolescenti il problema è ancora più delicato: le aree cerebrali che regolano autocontrollo, pianificazione e gestione degli impulsi completano la loro maturazione soltanto intorno ai vent’anni. Non sorprende, quindi, che siano proprio i più giovani a manifestare livelli crescenti di ansia, dipendenza dal telefono e difficoltà nel costruire relazioni stabili fuori dallo schermo.

 

Le tre solitudini

Gli hikikomori rappresentano la manifestazione più estrema di un disagio molto più ampio. Gli studiosi distinguono tre forme di solitudine che spesso si sovrappongono.

La prima è quella emotiva: sentirsi soli anche in mezzo agli altri, perché mancano relazioni profonde.

La seconda è quella sociale: perdere progressivamente la scuola, il lavoro, gli amici, i luoghi della partecipazione.

La terza è quella esistenziale: non riconoscersi più in alcun ruolo, non sentirsi necessari per nessuno, smettere di attribuire valore alla propria presenza nel mondo.

È questa la ferita più profonda. Perché la dignità di una persona non si misura dai follower che possiede né dalla velocità con cui risponde a un messaggio. Si misura dalla libertà di costruire relazioni autentiche e di riconoscersi parte di una comunità. Un ragazzo che vive chiuso nella propria stanza non ha perso il proprio valore. Ha perso la fiducia di poterlo esprimere.

 

Di chi è la responsabilità

Sarebbe facile liquidare tutto con un invito alla forza di volontà. Ma sarebbe profondamente ingiusto. Dall’altra parte dello schermo operano piattaforme che investono enormi risorse per catturare e trattenere la nostra attenzione il più a lungo possibile. Chiedere esclusivamente ai singoli di resistere significa ignorare il contesto in cui vivono.

Le famiglie restano fondamentali, ma non possono essere lasciate sole. Serve una scuola che insegni l’educazione digitale con la stessa serietà con cui insegna a leggere e scrivere. Servono aziende tecnologiche chiamate a rispondere pubblicamente dell’impatto dei loro prodotti sulla salute mentale dei minori. Serve una politica che riconosca la solitudine come una vera questione di salute pubblica e di coesione sociale.

 

Una proposta concreta

Le parole non bastano più. Servono atti. Propongo tre interventi concreti e realizzabili.

Il primo: uno sportello di ascolto sul ritiro sociale in ogni distretto sociosanitario, facilmente accessibile anche ai genitori.

Il secondo: un percorso strutturale di educazione digitale nelle scuole secondarie, continuo e non affidato a iniziative occasionali.

Il terzo: la costruzione di protocolli territoriali permanenti tra ASL, scuole, Comuni, associazioni specializzate, Caritas diocesane e realtà del Terzo settore, affinché nessuna famiglia affronti da sola il momento in cui il disagio emerge.

Questa collaborazione non parte da zero. In alcune diocesi italiane la Caritas, insieme alle associazioni che da anni lavorano sul ritiro sociale, ha già attivato percorsi di formazione, sportelli di ascolto e iniziative di accompagnamento delle famiglie. Non sostituisce la presa in carico sanitaria, ma svolge un ruolo prezioso di prossimità, intercettando il disagio prima che diventi invisibile. È una buona pratica che merita di essere sostenuta e messa in rete con le istituzioni pubbliche.

Più in generale, questa esperienza suggerisce un metodo che dovrebbe ispirare ogni riforma. Le politiche pubbliche funzionano quando valorizzano le competenze diffuse nella società. Il Terzo settore, i corpi intermedi, il volontariato, il mondo della scuola, le professioni sanitarie e le comunità locali incontrano ogni giorno persone, famiglie e fragilità che spesso sfuggono alle statistiche. Ascoltare la loro esperienza significa costruire politiche migliori.

Lo Stato non deve rinunciare alle proprie responsabilità. Deve però imparare a governare insieme a chi, sul territorio, genera già valore sociale. Il dialogo tra pubblico e privato sociale non è una delega, ma una forma più matura di responsabilità condivisa.

 

C’è ancora vita oltre lo schermo

Non si tratta di rimpiangere un mondo senza tecnologia. Sarebbe impossibile, oltre che inutile. La vera sfida è fare in modo che la tecnologia resti uno strumento al servizio della persona e non diventi il luogo in cui la persona si perde.

Riscoprire il valore di una conversazione senza notifiche, di una passeggiata, di uno sguardo che incontra un altro sguardo non è nostalgia. È restituire centralità a ciò che rende umana una comunità.

Le riforme migliori non nascono quando la politica pretende di avere tutte le risposte. Nascono quando ha l’umiltà di ascoltare chi ogni giorno incontra il dolore, la fragilità e la speranza delle persone. È da questo dialogo tra istituzioni, scuola, sanità, Terzo settore, famiglie e comunità locali che possono nascere politiche davvero capaci di cambiare la vita delle persone.

Perché nessun ragazzo dovrebbe sentirsi così solo da credere che il mondo fuori dalla propria stanza non abbia più un posto per lui. E una società si misura, prima di tutto, dalla capacità di riaprire quella porta.

Tra hot dog e hamburger, a Villa Taverna la "pace" Italia-Usa

Roma, 2 lug. (askanews) – La Festa dell’Indipendenza diventa la Festa della ricomposizione tra Italia e Usa. O almeno della distensione. Dopo lo scontro a distanza tra Donald Trump e Giorgia Meloni delle scorse settimane, il tradizionale ricevimento a Villa Taverna, residenza ufficiale dell’ambasciatore americano a Roma, diventa l’occasione per riavvicinare le due sponde dell’Atlantico tra hot dog, hamburger e birra.

La premier è assente – oggi pomeriggio era a Padova per il congresso della Uil – ma ha inviato una nutritissima delegazione del Governo e del centrodestra, compresa la sorella Arianna, capo della segreteria politica di FdI. Presente anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, che dal palco assicura che l’amicizia tra i due Paesi “non è mai messa in discussione” nella “pari dignità”.

Per il Governo ci sono i vice Antonio Tajani e Matteo Salvini (che parlano dal palco), i ministri Francesco Lollobrigida, Giancarlo Giorgetti, Adolfo Urso, Giuseppe Valditara, Gilberto Pichetto Fratin, Guido Crosetto, il sottosegretario Alfredo Mantovano. “Il 4 luglio – dice Tajani nel saluto agli invitati (circa 2000) – celebriamo la nascita di una grande nazione libera. Ma per noi italiani è anche un modo per ricordare che i valori della democrazia e della libertà, ottant’anni fa, attraversarono l’Atlantico. Un modo per ribadire la nostra gratitudine agli Stati Uniti per aver dato un contributo decisivo a restituire libertà e sovranità all’Italia e all’Europa, e poi a preservarla nei decenni successivi grazie a una solida alleanza, fondata su valori comuni. L’Italia non dimentica i giovani americani che vennero a combattere lontano da casa”.

Dopo Tajani prende la parola anche Salvini, il più ‘Maga’ del Governo, che parla di una “scelta di campo”. “Nessuno – afferma – potrà mai mettere in discussione l’amicizia e i buoni rapporti tra Italia e Stati Uniti. La vostra presenza testimonia che libertà e democrazia non sono beni negoziabili. Nella costituzione americana i diritti alla vita, alla libertà, alla felicità sono intangibili”.

Molto meno rappresentate le opposizioni. Nessuno del Movimento 5 stelle, la delegazione del Pd è composta dal capogruppo in Senato Francesco Boccia, dal responsabile economico Antonio Misiani, dal presidente del Copasir Lorenzo Guerini, da Beatrice Lorenzin. Matteo Renzi (Iv) è certo che “250 anni di storia sono ben più grandi degli ultimi due anni di presidenza Trump”, anche se Meloni ha “posizionato l’Italia dalla parte sbagliata, ha ‘ciccato’ la politica estera e lo sa”. Per il centrosinistra anche Benedetto Della Vedova (+Europa) mentre non si vedono esponenti di Avs né Carlo Calenda, che aveva annunciato di non essere stato invitato.

Quindi pace fatta? Secondo l’ambasciatore Tilman Fertitta sì, anzi non c’era proprio da fare pace. “Il rapporto tra Italia e Stati Uniti oggi è al livello più alto che abbia mai visto. Io sono qui ogni giorno, parlo con tutti, dal primo ministro in giù, e lavoriamo insieme su difesa, politica e commercio e molte altre tematiche – assicura -. So che c’è un rapporto di lunga data tra Trump e la premier. Tra leader capitano dei disaccordi ogni tanto. Ma per quanto mi riguarda, con il governo italiano è tutto normale, ogni singolo giorno. Non vedo alcuna conseguenza nel modo in cui collaboriamo su tutti i dossier”.

Portavoce Flotilla: In prossima missione non vorremmo farci ammazzare

Roma, 2 lug. (askanews) – “Ci aspettiamo, vorremmo non dover arrivare a ripartire e farci ammazzare, perché questo sarà il prossimo passo e lo sappiamo tutti, per ottenere dal nostro governo, ma anche dall’Unione Europea e da tutte le istituzioni, delle prese di posizione forti, delle sanzioni a Israele, la rottura di tutti gli accordi commerciali con Israele”: così Maria Elena Delia, portavoce in Italia della Global Sumud Flotilla, presentando nella sala stampa della Camera – su invito della deputata del M5S Stefania Ascari – il suo libro “Global Sumud Flotilla, La storia siete voi”, edito da Ponte alle Grazie, con prefazione di Ilan Pappé.

“Io penso che le missioni della Global Sumud Flotilla, delle flotille, o anche con altri strumenti, non soltanto dovranno continuare, ma continueranno, e dovranno essere sistematiche e dovrà essere sistematico, perpetuo, la mobilitazione di tutti noi, che non necessariamente deve concretizzarsi salendo su una barca nel Mediterraneo”, ha aggiunto Delia.

L’incontro è stato moderato dal direttore di Fanpage Francesco Cancellato; sono intervenuti inoltre l’attivista Saif Abukeshek e Fabrizio Cassinelli delegato Fnsi.

Tra hot dog e hamburger, a Villa Taverna la "pace" Italia-Usa

Roma, 2 lug. (askanews) – La Festa dell’Indipendenza diventa la Festa della ricomposizione tra Italia e Usa. O almeno della distensione. Dopo lo scontro a distanza tra Donald Trump e Giorgia Meloni delle scorse settimane, il tradizionale ricevimento a Villa Taverna, residenza ufficiale dell’ambasciatore americano a Roma, diventa l’occasione per riavvicinare le due sponde dell’Atlantico tra hot dog, hamburger e birra.

La premier è assente – oggi pomeriggio era a Padova per il congresso della Uil – ma ha inviato una nutritissima delegazione del Governo e del centrodestra, compresa la sorella Arianna, capo della segreteria politica di FdI. Presente anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, che dal palco assicura che l’amicizia tra i due Paesi “non è mai messa in discussione” nella “pari dignità”.

Per il Governo ci sono i vice Antonio Tajani e Matteo Salvini (che parlano dal palco), i ministri Francesco Lollobrigida, Giancarlo Giorgetti, Adolfo Urso, Giuseppe Valditara, Gilberto Pichetto Fratin, Guido Crosetto, il sottosegretario Alfredo Mantovano. “Il 4 luglio – dice Tajani nel saluto agli invitati (circa 2000) – celebriamo la nascita di una grande nazione libera. Ma per noi italiani è anche un modo per ricordare che i valori della democrazia e della libertà, ottant’anni fa, attraversarono l’Atlantico. Un modo per ribadire la nostra gratitudine agli Stati Uniti per aver dato un contributo decisivo a restituire libertà e sovranità all’Italia e all’Europa, e poi a preservarla nei decenni successivi grazie a una solida alleanza, fondata su valori comuni. L’Italia non dimentica i giovani americani che vennero a combattere lontano da casa”.

Dopo Tajani prende la parola anche Salvini, il più ‘Maga’ del Governo, che parla di una “scelta di campo”. “Nessuno – afferma – potrà mai mettere in discussione l’amicizia e i buoni rapporti tra Italia e Stati Uniti. La vostra presenza testimonia che libertà e democrazia non sono beni negoziabili. Nella costituzione americana i diritti alla vita, alla libertà, alla felicità sono intangibili”.

Molto meno rappresentate le opposizioni. Nessuno del Movimento 5 stelle, la delegazione del Pd è composta dal capogruppo in Senato Francesco Boccia, dal responsabile economico Antonio Misiani, dal presidente del Copasir Lorenzo Guerini, da Beatrice Lorenzin.

Matteo Renzi (Iv) è certo che “250 anni di storia sono ben più grandi degli ultimi due anni di presidenza Trump”, anche se Meloni ha “posizionato l’Italia dalla parte sbagliata, ha ‘ciccato’ la politica estera e lo sa”. Per il centrosinistra anche Benedetto Della Vedova (+Europa) mentre non si vedono esponenti di Avs né Carlo Calenda, che aveva annunciato di non essere stato invitato.

Quindi pace fatta? Secondo l’ambasciatore Tilman Fertitta sì, anzi non c’era proprio da fare pace. “Il rapporto tra Italia e Stati Uniti oggi è al livello più alto che abbia mai visto. Io sono qui ogni giorno, parlo con tutti, dal primo ministro in giù, e lavoriamo insieme su difesa, politica e commercio e molte altre tematiche – assicura -. So che c’è un rapporto di lunga data tra Trump e la premier. Tra leader capitano dei disaccordi ogni tanto. Ma per quanto mi riguarda, con il governo italiano è tutto normale, ogni singolo giorno. Non vedo alcuna conseguenza nel modo in cui collaboriamo su tutti i dossier”.

Ascari (M5S): “Palestina siamo noi, Flotilla è una luce fortissima”

Roma, 2 lug. (askanews) – “La Palestina siamo noi, siamo tutti noi e dobbiamo continuare a tenere la luce accesa, dal momento che questo governo continua ad essere complice del governo terrorista e genocida di Netanyahu, continua a sostenere il genocidio, oltre 70.000 esseri umani massacrati, di cui 20.000 sono bambini”: così la deputata M5S Stefania Ascari, a margine della presentazione – da lei promossa – nella sala stampa della Camera del libro della portavoce in Italia di GSF Maria Elena Delia “Global Sumud Flotilla, La storia siete voi”, edito da Ponte alle Grazie, con prefazione di Ilan Pappé.

“In questo buio c’è una luce fortissima che la Global Sumud Flotilla, attivisti pacifisti inermi che hanno fatto quello che avrebbe dovuto fare il governo, aiutare una popolazione deumanizzata, portando aiuti, ma soprattutto aiutandola ad avere la propria autodeterminazione e riconoscimento di dignità come tutti gli altri popoli. Noi siamo al fianco della Global Sumud Flotilla e continueremo a essere al fianco della Palestina”, ha sottolineato la deputata cinquestelle.

L’incontro è stato moderato dal direttore di Fanpage Francesco Cancellato; sono intervenuti inoltre l’attivista Saif Abukeshek e Fabrizio Cassinelli delegato Fnsi.

Rai, La Russa: avevo proposto mediazione, non ho avuto risposta

Roma, 2 lug. (askanews) – “Come si risolverà il caso della vigilanza Rai? Si sono dimessi tutti i commissari, che credo peraltro restino in carica fino alle nuove nomine, ma questo è solo un fatto formale e quindi aspetterò che, naturalmente insieme al presidente della Camera, si invitino i gruppi a darci i nomi per i nuovi componenti e dopodiché si procederà con quanto è previsto dal regolamento, cioè alla nomina di un nuovo presidente e quant’altro”. Così il presidente del Senato Ignazio La Russa al suo arrivo al tradizionale ricevimento a Villa Taverna, a Roma.

“Se c’è un vulnus politico da risolvere? Sì, io per la verità ho tentato una mediazione già qualche mese fa ma sto ancora aspettando una risposta, soprattutto da parte dell’opposizione – ricorda – perché la mia proposta di mediazione, per carità può non essere gradita, era abbastanza semplice. Il problema è la presidenza della Rai e l’opposizione ha chiesto che ci fosse un presidente di garanzia? Io ho detto all’opposizione di predisporre tutta una serie di nomi di garanzia da sottoporre alla maggioranza, perché se è di garanzia devono mettersi d’accordo sul nome, e se lo trovano – e secondo me è facile con la maggioranza che ha detto che era disponibile – a quel punto lo si nomina nel Consiglio di amministrazione, lo si elegge presidente se c’è l’accordo. Al posto di chi? Di uno della parte che l’ha proposto, cioè dell’opposizione. Ce ne sono due dell’opposizione in Cda, se vogliono un presidente di garanzia visto che non hanno trovato un accordo la mia proposta era scegliete insieme uno di garanzia proposto dall’opposizione al posto di uno dell’opposizione”.

“È chiaro che così si otterrebbe un presidente di garanzia e all’interno del consiglio d’amministrazione gli equilibri non sarebbero spostati numericamente – sottolinea La Russa – Però non lo so, sembra che oggi come oggi le mediazioni siano difficili. Non ho mai avuto una risposta per cui sono rimasto abbastanza sorpreso della impossibilità tra maggioranza e opposizione di trovare un’intesa e ancora più sorpreso di pensare che la soluzione possa venire ‘sic et simpliciter’ con le dimissioni generalizzate se tutti non ci mettono la buona volontà”.

Rai, Schlein: dimissioni inevitabili, no a deriva TeleMeloni

Milano, 2 lug. (askanews) – “Le dimissioni dei componenti delle forze di opposizione dalla Commissione di Vigilanza RAI sono state un atto inevitabile. È la prima volta nella storia della Repubblica che si arriva a una scelta così drastica, resa necessaria dalla paralisi di un organismo di garanzia che la destra ha scientificamente svuotato di senso e delle proprie funzioni, tenuto ostaggio anche dai loro litigi sui posti”. Lo dichiara la segretaria del Pd Elly Schlein, che denuncia: “In questi anni il governo ha impoverito il servizio pubblico, trattandolo come una proprietà e trasformandolo in un megafono della maggioranza, mortificando anche l’impegno e la passione dei tanti professionisti e delle maestranze che ogni giorno lavorano in RAI. Senza alcuna logica aziendale, e lo dimostra il calo degli ascolti, la destra ha proceduto ad una occupazione quasi totale della Rai”.

Per questo, promette Schlein, “noi insistiamo da tre anni: Meloni sarà l’ultima Presidente del Consiglio a lottizzare la RAI, e con le altre opposizioni continueremo a batterci per attuare il Media Freedom Act e per una riforma della governance che renda finalmente la RAI indipendente da politica e partiti. Per mesi la Commissione di Vigilanza è rimasta ostaggio delle divisioni interne alla maggioranza, nell’impossibilità di svolgere la funzione di controllo e garanzia che il Parlamento, e quindi i cittadini, le hanno affidato. È intollerabile che il governo sia rimasto sordo perfino al richiamo del Presidente della Repubblica. E, a quasi un anno dall’entrata in vigore del Media Freedom Act, la destra continua ad andare nella direzione opposta: anziché rafforzarne autonomia e pluralismo, accentua l’asservimento del servizio pubblico alla politica, comprimendo di fatto la libertà di informazione. Le dimissioni di tutti i commissari delle opposizioni, che ringraziamo, sono un atto di responsabilità e un segnale di non complicità rispetto a questa deriva. TeleMeloni deve tornare a essere la RAI di tutti i cittadini italiani”, conclude Schlein.

Rai, terremoto in Vigilanza, Floridia e opposizioni si dimettono. Centrodestra li segue

Roma, 2 lug. (askanews) – Terremoto in Vigilanza Rai. Dopo mesi di proteste e di appelli, la presidente Barbara Floridia (M5S) e gli altri 15 membri delle opposizioni (Pd-M5S-Avs-Iv), hanno rotto gli indugi, preso carta e penna e rassegnato in massa le dimissioni contro lo ‘stallo’ della commissione. Sotto accusa “l’arroganza” del centrodestra che ha continuato a disertare le sedute con l’obiettivo di imporre come presidente Simona Agnes, a dispetto di una maggioranza dei due terzi imposta dalla legge. Ne è seguito, dopo poche ore, un ‘coup de theatre’ dei partiti di governo, i cui membri della Vigilanza si sono dimessi a loro volta. Uno scenario totalmente inedito.

“È una decisione sofferta ma necessaria e inevitabile. Ho dovuto prendere atto che restare e denunciare non è servito. Il boicottaggio sistematico della commissione di vigilanza da parte della maggioranza e la situazione in cui sta precipitando il servizio pubblico non mi consente di andare oltre”, ha spiegato Floridia.

Sullo ‘stallo’ si era espresso anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, richiamando al pieno funzionamento degli organi di garanzia del Parlamento. La presidente Floridia e le opposizioni in questi mesi avevano denunciato a più riprese la “paralisi” dei lavori della commissione di Vigilanza, fino all’iniziativa eclatante del deputato di Iv Roberto Giachetti che aveva messo in atto uno sciopero della fame e si era incatenato in aula. Ma la situazione non si è sbloccata.

Nella lettera di dimissioni “irrevocabili” inviata ai presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, la scelta è stata definita “molto sofferta” ma dettata da un “punto di non ritorno” a causa di “ragioni tutte interne” alla maggioranza che ha “inferto un ulteriore durissimo colpo all’azienda Rai”, sempre più, è l’accusa, ‘Tele-Meloni’.”Restare al suo interno significherebbe abdicare alla funzione di controllo democratico e avallare un uso sempre più partitico del servizio pubblico. Le nostre dimissioni chiedono di restituire ai cittadini una Rai libera, autonoma e realmente pluralista”. In uno scorcio di legislatura cruciale, a un anno dalle elezioni politiche.

Speculare la reazione del centrodestra, i cui partiti hanno fatto dimettere a loro volta i propri componenti. In una nota hanno respinto alle accuse, attaccando: la “commissione di Vigilanza Rai è stata occupata, sequestrata e strumentalizzata in maniera irresponsabile dalla sinistra” poiché “ha sfruttato cinicamente la legge sulla Rai, che prevede una maggioranza a 2/3 per eleggere il presidente” mentre “perfino per la carica di presidente della Repubblica” dopo alcune votazioni andate a vuoto il capo dello Stato “può essere eletto a maggioranza” semplice. Peraltro ammettendo così di aver ‘forzato’ nei fatti la situazione, disertando le sedute.

Netta la replica delle opposizioni. Per il Pd il centrodestra ha “umiliato l’azienda e mortificato il Parlamento. A forza di nominare gli amici, sono rimasti solo loro. Chi se n’è andato, invece, sono stati i telespettatori”. Un “comportamento grave e irresponsabile che la dice lunga sul rispetto della cosa pubblica in tutte le sue articolazioni”. “A Floridia – è il commento del capogruppo M5S al Senato Luca Pirondini – va sostegno pieno per una scelta difficile ma necessaria. Ricostruire la Rai dopo questa stagione sarà un’impresa enorme. Ma deve essere una delle priorità del futuro governo progressista. TeleMeloni dovrà essere soltanto un brutto ricordo”.

“La destra non ha più senso del ridicolo – ha osservato il segretario di +Europa Riccardo Magi – visto che questa situazione di stallo è esclusivamente responsabilità loro, e non ha nemmeno il senso dei limiti del potere, dato che vorrebbero mettere le mani sul servizio pubblico senza avere alcun organo di controllo che li disturbi nelle loro manovre”. Lo stesso approccio, ha concluso, “alla base della nuova legge elettorale che stanno provando ad imporre al Paese”. “La destra – hanno affermato Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli di Avs – è il mandante della guerra di occupazione della Rai per controllare l’informazione, veicolare la propaganda del governo e attaccare l’opposizione” con un “problema urgente” da risolvere “che riguarda il rapporto tra informazione e democrazia, oggi totalmente mortificato dall’azione senza scrupoli del governo”.

A terremoto avvenuto, con lo svuotamento dei componenti di una commissione già privata da due anni della sua possibilità di agire, tocca ora, in prima battuta, ai presidenti di Senato e Camera prenderne atto e riavviare le macchine delle ‘procedure’ regolamentari. Ma per la soluzione del rebus, la strada è in salita, affidata ad un confronto politico, al momento ai minimi termini, tra maggioranza e opposizione. Intanto, domani ci sarà la presentazione dei palinsesti Rai del 2026/2027, un evento che sembra aver pesato nella scelta della tempistica.

Rai, Conte: Vigilanza boicottata, dimissioni Floridia raccontano quanto accaduto

Roma, 2 lug. (askanews) – “Barbara Floridia e i consiglieri di opposizione si sono dimessi dalla commissione di Vigilanza Rai. Il loro è un gesto di grande dignità che racconta meglio di qualsiasi discorso quello che è accaduto negli ultimi due anni”. Lo ha scritto sui suoi canali social il presidente del M5S, Giuseppe Conte.

“Due anni – ha spiegato – in cui abbiamo denunciato con tutte le nostre forze il vilipendio delle istituzioni da parte del centrodestra: un organo di garanzia del Parlamento è stato di fatto messo nelle condizioni di non poter svolgere il proprio ruolo, boicottato dalla maggioranza di governo che gli ha impedito di poter svolgere le sue funzioni e finanche di riunirsi. Non solo. Chi oggi siede a Chigi ne ha approfittato per portare avanti un’occupazione sistematica della Rai, mettendo persone di stretta fiducia in ogni snodo strategico e trasformando il servizio pubblico in un terreno di conquista politica. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: ascolti deludenti, una credibilità sempre più compromessa e un danno al servizio pubblico che sarà difficile riparare”.

A giudizio dell’ex premier “mai si era vista un’occupazione così capillare, così pervasiva, così spregiudicata come quella inauguratasi con l’insediamento di questo governo. La responsabilità politica di questo sfacelo ha un nome e un cognome: Giorgia Meloni, non ci giriamo intorno”.

“In questi anni di continua battaglia – ha proseguito Conte – Barbara Floridia è stata in prima linea, guidando la Commissione con la schiena dritta, difendendo le prerogative del Parlamento, il pluralismo e la dignità delle istituzioni con equilibrio, correttezza e profonda consapevolezza del proprio ruolo. Per questo voglio ringraziare pubblicamente lei, i parlamentari M5S e quelli delle altre opposizioni presenti in commissione di Vigilanza Rai. Con le loro scelte hanno restituito dignità a un’istituzione che altri hanno tentato di svuotare e umiliare. Noi continueremo a denunciare ogni abuso. Perché la Rai non appartiene al governo di turno. Appartiene ai cittadini italiani”, ha concluso il leader stellato.

Italia-Usa, Fertitta: essere italo-americano il più grande onore

Roma, 2 lug. (askanews) – “Essere a Roma per i 250 anni dell’America ed essere anche italo-americano è per me il più grande onore del mondo. Sono uno dei 17 milioni di americani di origine italiana, e tornare qui a celebrare questa data è qualcosa di straordinario”. Così l’ambasciatore Tilman Fertitta aprendo il 4 luglio a Villa Taverna.

L’ambasciatore ha raccontato i suoi viaggi in Italia: “sto facendo un tour di diplomazia nei territori. Vado in paesi dove nessun ambasciatore è mai stato. Guardo la mappa e decido dove fermarmi, passando serate meravigliose con i sindaci e le comunità”.

“Serve a conoscere davvero i sindaci, i prefetti, i leader militari di questi territori. È un’esperienza fantastica”, ha concluso.

Museo del Novecento: Vedere le cose secondo Joseph Kosuth

Milano, 2 lug. (askanews) – Il 1 luglio 2026 presso la Sala Fontana del Museo del Novecento di Milano è stata inaugura alla presenza dell’artista Vedere le cose (per A.S.), la nuova installazione site-specific di Joseph Kosuth: una scrittura di luce che si allunga per ventotto metri sul lato di via Marconi e trasforma il muro esterno del museo in un luogo di riflessione in dialogo con la città.

Il Direttore die Museo del Novecento, Gianfranco Maranello: “Il lavoro di Joseph Kosuth al Museo del Novecento segna un passaggio di livello ulteriore rispetto a una strategia che già ha visto in questi anni aprire il Museo del Novecento alla sua osmosi con la città: le finestre aperte per poter consentire alle opere di essere viste in alcuni casi già dall’esterno, dalla strada, e un museo che continuamente ha un felice strabismo tra quello che si vede dentro al museo e la città. Del resto il Museo in Piazza Duomo non poteva che concepirsi in questo modo”.

L’installazione arriva in un momento particolarmente significativo per il Museo del Novecento, che con l’avvio del cantiere per l’ampliamento nella seconda torre dell’Arengario apre una nuova stagione di trasformazione dei propri spazi e della propria identità come ha sottolineato l’Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi: ” L’opera di Kosuth ha un carattere veramente simbolico, oltre ad essere una pera straordinaria, di fatto crea una relazione e anticipa quello che sarà il ponte vero proprio, anche nel vero senso del termine, che legherà i due arengari. Restituiremo alla città il secondo Arengario, collegato al primo del Museo del Novecento, come museo pubblico a disposizione dei cittadini e degli ospiti della nostra Milano. Questa opera è una sorta di prima pietra di questo percorso che ci porterà al completamento di uno dei grandi musei di arte moderne e contemporanea del nostro Paese”.

“Il presente, che è nel tempo quello che la facciata è nello spazio, impedisce di vedere le cose in profondità” è la frase, tratta dagli Scritti dispersi (1943-1952) di Alberto Savinio, che Joseph Kosuth ha scelto di realizzare in neon per la facciata del Museo. La riflessione metafisica evocata da Savinio incontra così il linguaggio concettuale di Kosuth, proponendo una riflessione che invita a superare l’immediatezza del presente per cercare, nella profondità delle cose, nuove possibilità di senso, com ha evidenziato durante la conferenza stampa anche Vincenzo Trione Presidente di Triennale Milano e curatore della mostra diffusa Metafisica/Metafisiche, della quale l’opera di Kosuth è ideale conclusione. Gianfranco Maranello inserisce questa riflessione nella più ampia funzione del museo: “Il presente e la facciata, qualcosa che nello spazio e nel tempo impediscono di vedere le cose in profondità, tutto questo è anche la responsabilità che un museo deve avere verso il proprio tempo, ma anche nella conoscenza storica. La nostra è un’attività che guarda alla storia dell’arte, ma cerca di contribuire al suo farsi. Nel caso di Joseph Kosuth, l’architettura non è soltanto un contenitore, è il contenuto assunto, è il materiale della sua opera. In questo senso, Joseph Kosuth fa del Museo del Novecento l’occasione del farsi dell’arte”.

L’opera è stata acquisita dal Comune di Milano ed entra a far parte della Collezione permanente del Museo.

Spazio, Urso incontra Lloyd: favorire nuove opportunità industriali

Milano, 2 lug. (askanews) – Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha incontrato in videocollegamento il sottosegretario di Stato al Dipartimento per la Scienza, l’Innovazione e la Tecnologia del Regno Unito, Liz Lloyd. L’incontro segue quello avuto al Mimit poche ore fa con il direttore generale dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), Josef Aschbacher.

“Dopo la Dichiarazione congiunta sottoscritta a Brema in occasione della Ministeriale dell’ESA, Roma e Londra devono ora tradurre quell’intesa in un partenariato rafforzato, capace di generare ulteriori opportunità industriali, tecnologiche e scientifiche per le nostre imprese e i nostri centri di ricerca”, ha dichiarato il ministro Urso. “Dobbiamo sviluppare un percorso che favorisca sempre più la nascita e il consolidamento di campioni industriali di livello globale, come avvenuto per Bromo, in grado di rafforzare l’autonomia strategica dell’Europa e di consolidarne la capacità di innovazione e la leadership tecnologica”, ha concluso.

Nel dettaglio Urso e Lloyd hanno condiviso l’esigenza di proseguire il confronto sul negoziato relativo allo EU Space Act, affinché il futuro quadro normativo europeo tenga conto delle esigenze dell’industria, salvaguardi le prerogative nazionali in materia di difesa e sicurezza, non introduca oneri eccessivi per PMI e start up e definisca un regime di equivalenza con i Paesi terzi che sia chiaro, efficace e concretamente applicabile.

Al centro del confronto anche i principali dossier strategici europei nel settore spaziale e la preparazione della riunione dei ministri degli Stati membri e associati dell’ESA, in programma l’8 luglio, organizzata dal ministro Urso e dalla ministra federale della Ricerca, della Tecnologia e dello Spazio della Germania, Dorothee Bär. Incontro che rappresenta un passaggio fondamentale per la Conferenza Ministeriale Intermedia (IMM26) che si terrà a Roma a dicembre, con particolare attenzione al futuro ruolo dell’ESA nell’esplorazione spaziale.

Tennis, Sonego al terzo turno a Wimbledon

Roma, 2 lug. (askanews) – Una vittoria alla Sonego. Il tennista italiano è al terzo turno di Wimbledon a seguito del successo contro il canadese Gabriel Diallo per 7-6, 4-6, 7-6, 6-7, 6-2 dopo oltre quattro ore di gioco. Una partita molto combattuta, in cui si sono giocati ben tre tiebreak. Alla fine, il torinese ha preso il largo nel quinto set, che gli permette di confermarsi imbattuto in questo parziale in quel di Wimbledon (3 vittorie su 3). Al terzo turno, per Sonego c’è l’americano e numero 6 del seeding Taylor Fritz.

Meloni: morti lavoro sconfitta di tutti. E ricorda Luana D’Orazio

Roma, 2 lug. (askanews) – “Oltre 1.000 l’anno sono le volte in cui noi siamo stati tutti sconfitti: persone, famiglie, storie interrotte che non devono e non possono essere dimenticate e anche io voglio qui rivolgere un pensiero di riconoscenza commossa” per “chi ha trasformato un dolore inimmaginabile come la perdita di una figlia in un impegno per la vita e quindi anche io voglio dire a Emma, la mamma di Luana D’orazio, che tutti noi la consideriamo una mamma straordinaria, una persona straordinaria”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel suo intervento al congresso della Uil.

Lavoro, Meloni: detassazione rinnovi contratti sarà confermata in 2027

Milano, 2 lug. (askanews) – La detassazione al 5% degli aumenti contrattuali sarà confermata anche nella prossima legge di bilancio. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo al congresso della Uil.

Il governo “ha sostenuto i rinnovi nei contratti del settore privato con la detassazione al 5% degli aumenti contrattuali. provvedimento che era anch’esso richiesto dalla Uil, che era richiesto dalle parti sociali, perché rafforza il legame tra produttività e salario e contribuisce a dare ancora centralità alla contrattazione collettiva. È un provvedimento efficace, è un provvedimento al quale vogliamo dare continuità e stabilità e allora io ne ho già parlato con il ministro Calderone, ne ho anche parlato con chi detiene i cordoni della borsa che è il ministro Giorgetti, e voglio dire al segretario Bombardieri che il governo raccoglie un’istanza che è vostra e non solamente vostra, di garantire che questa misura possa essere confermata anche nella prossima legge di bilancio”, ha detto Meloni.

Meloni: su salario giusta vittoria per tutti lavoratori e nazione

Roma, 2 lug. (askanews) – “Il segretario Bombardieri ha definito una vittoria della Ui la scelta di far corrispondere il salario giusto al trattamento economico complessivo sancito dai contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e datoriali più rappresentative. Sicuramente era una rivendicazione della Uil, sicuramente è stata una vittoria. Io credo che sia stata una vittoria di tutti i lavoratori italiani. Io credo che sia stata una vittoria della nazione nel suo complesso”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel suo intervento al congresso della Uil.

Difesa, fonti: Italia attiverà Safe solo se Camere chiedono clausola salvaguardia deroga Patto stabilità

Roma, 2 lug. (askanews) – L’Italia attiverà il Safe, ossia lo strumento Ue che fornisce prestiti a tassi molto agevolati per aumentare gli investimenti nella difesa, solo quando il Parlamento delibererà la clausola di salvaguardia nazionale per derogare al Patto di stabilità. E’ quanto si apprende da fonti di governo.

Ancora oggi da Bruxelles si sottolineava che il governo ha pochi mesi per decidere se procedere alla firma dell’accordo di prestito con la Commissione europea al fine di ottenere i prestiti dal programma: entro la fine dell’anno, la Commissione dovrà riallocare ad altri Stati membri la parte dei fondi del programma (che in totale sono 150 miliardi di euro) che non sarà stata ancora assegnata ai paesi che ne avevano fatto inizialmente richiesta, ma senza poi confermarla formalmente.

Zelensky: risponderemo ad attacco contro Kiev. Se i partner avessero mantenuto le promesse, più vite salvate

Roma, 2 lug. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelenksy ha dichiarato, visitando i luoghi dell’attacco russo contro Kiev, che l’Ucraina è pronta a rispondere.

“Noi siamo per una pace giusta, per una conclusione giusta della guerra. Finché non ci sarà, siamo quindi per risposte giuste”, ha osservato Zelensky, secondo quanto riferisce l’agenzia ucraina Interfax.

L’Ucraina è aperta e pronta ai negoziati, mentre il presidente russo Vladimir Putin ha paura, ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

“Siamo aperti, siamo pronti a incontrarci. Lui (Putin, ndr) ha fisicamente paura di incontrarci”, ha detto Zelensky ai giornalisti sul luogo dell’attacco russo nel quartiere di Darnytskyi a Kiev, come riferito dall’agenzia ucraina Interfax.

“Se i nostri partner avessero rispettato le promesse fatte, oggi avremmo potuto salvare più vite. Questo è un grosso problema legato ai nostri partner. Da un lato, c’è un grande sostegno, e siamo grati a loro. Ma, dall’altro, abbiamo bisogno che facciano semplicemente ciò che è stato concordato, firmato o promesso”, ha poi sottolineato il presidente ucraino.

“Abbiamo bisogno di un pacchetto di protezione adeguato. Abbiamo bisogno di questi missili. Stiamo esercitando la massima pressione, negoziando. Ci sono Paesi con cui abbiamo raggiunto accordi, ai quali saremmo ancora disposti a dare denaro. Dove il PURL ha funzionato, separatamente senza il PURL. Ad esempio, con la Norvegia, non dirò dove, c’era la volontà di pagare per 200 missili, ma di tutti questi 200 missili non ne è arrivato nemmeno uno”, ha detto Zelensky, secondo quanto riferisce l’agenzia ucraina Interfax.

Zelensky ha osservato che l’Ucraina sta attualmente registrando un rallentamento nelle forniture e continuerà a collaborare con i partner per ottenere missili antibalistici.

Amplifon taglia il traguardo dei 25 anni in borsa

Milano, 2 lug. (askanews) – Amplifon ha tagliato il traguardo dei 25 anni dalla quotazione in Borsa, avvenuta il 27 giugno del 2001. Per l’occasione, la società leader mondiale nei servizi e nelle soluzioni per la cura dell’udito ha organizzato insieme a Borsa Italiana un evento per gli organi sociali e i dipendenti a Palazzo Mezzanotte a Milano, alla presenza della presidente Susan Holland, del CEO Enrico Vita e del CEO di Borsa Italiana Fabrizio Testa.

Amplifon, fondata a Milano nel 1950, è presente oggi in 25 paesi di cinque continenti del mondo con circa 20.000 dipendenti e 10.000 centri specializzati. I ricavi annui ammontano a 2,4 miliardi di euro.

Come è stato ricordato durante l’evento, nel corso degli ultimi venticinque anni Amplifon ha aumentato di oltre sette volte la capitalizzazione di mercato, di oltre sei volte i ricavi, di oltre 13 volte l’EBITDA e di oltre otto volte il numero dei dipendenti.

Nel mese di marzo di quest’anno, Amplifon ha annunciato l’acquisizione della società danese GN Hearing, il cui completamento è previsto entro la fine del 2026, che la porterà a diventare produttore di dispositivi acustici con una presenza in oltre 100 paesi del mondo.

Iran, Mojtaba Khamenei non parteciperà a funerali del padre: motivi di sicurezza

Roma, 2 lug. (askanews) – La Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei non parteciperà ai funerali del padre, l’ayatollah Ali Khamenei, per motivi di sicurezza. Lo ha detto il rappresentante della Guida suprema in India, Ayatollah Hakim Elahi, in un’intervista a India Today.

“La settimana scorsa ero in Iran e ho incontrato alcuni miei amici che lo hanno incontrato e mi hanno detto che vorrebbe partecipare. Vorrebbe guidare la preghiera sulla salma, ma la sicurezza non glielo permette – ha detto Elahi – hanno detto che è molto pericoloso e che non possiamo garantirgli la sicurezza. Credo che non parteciperà”.

Ieri, il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha dichiarato che Mojtaba Khamenei è “segnato per la morte”.

(foto di archivio)

Caldo, riunione al ministero della Salute: temperature 7-9 gradi sopra media, aumento morti (solo) a Torino

Roma, 2 lug. (askanews) – Si è svolta oggi, al Ministero della Salute, una nuova riunione della Cabina di regia interistituzionale prevista nell’ambito del Piano operativo nazionale sugli effetti del caldo. I lavori sono stati aperti dal Ministro Orazio Schillaci. “Abbiamo sempre dato la massima attenzione a questa tematica e continueremo a farlo”, ha ribadito il Ministro. “Monitoriamo costantemente il quadro in collaborazione con le autorità sanitarie territoriali, avendo come punto di riferimento i dati che raccogliamo e che vanno analizzati in maniera concreta per poter poi agire sul piano operativo ed epidemiologico”.

Alla riunione odierna, oltre ai rappresentanti del Ministero della Salute, della Protezione civile, dell’Inail e del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio (DEP), che fanno parte stabilmente della Cabina, hanno partecipato anche i rappresentanti di Federsanità, Società italiana della Medicina di Emergenza-Urgenza (Simeu), Federazione Italiana Aziende Sanitarie Ospedaliere (FIASO) e Società Italiana di Medicina Generale (SIMG).

I dati preliminari e in corso di consolidamento raccolti in tempo reale dal Dep Lazio sull’ultima ondata di calore hanno evidenziato che in Italia, nel mese di giugno 2026, le temperature massime osservate hanno fatto registrare incrementi di oltre 7 gradi rispetto al periodo di riferimento in diverse città. Picchi di oltre 9 gradi sono stati osservati a Torino. I dati preliminari e in corso di consolidamento del Dep Lazio relativi alla sorveglianza della mortalità giornaliera fra gli over 65 mostrano, poi, un incremento significativo, con riferimento sia al periodo 20 maggio-29 giugno che al picco di giugno, nella sola città di Torino. I risultati complessivi evidenziano, nelle altre città sorvegliate, un impatto contenuto, rispetto alla significatività statistica – con mortalità uguale o inferiore all’atteso -, nell’intero periodo di osservazione e durante l’ondata di giugno. Questo grazie alla risposta del sistema sanitario e all’attuazione di comportamenti corretti da parte dei cittadini. I dati della sorveglianza degli accessi in pronto soccorso non fanno registrare alcun incremento nelle 8 città (49 strutture di PS cosiddette ‘sentinella’) monitorate.

Quanto agli aspetti informativi, dal 22 giugno il Ministero della Salute ha attivato il 1500, numero di pubblica utilita a cui i cittadini possono rivolgersi per informazioni e consigli. Al 1° luglio sono oltre 400 le chiamate pervenute. Lazio, Lombardia, Puglia sono le Regioni con il maggior numero di richieste di supporto. Le chiamate di I livello, quelle con le richieste più generiche, hanno riguardato nel 28,7% rischi per la salute connessi al caldo, nel 27,7% dei casi i bollettini sulle ondate di calore. Quanto alle chiamate di II livello, nel 58,3% dei casi hanno riguardato disturbi cardiocircolatori, nel 16,7% problemi psico-sociali.

Tennis, Tyra Grant esce (a testa alta) da Wimbledon

Roma, 2 lug. (askanews) – La corsa di Tyra Grant, partita dalle qualificazioni, si ferma al secondo turno a Wimbledon 2026. L’azzurra perde in due set, lottando, contro Marie Bouzkova. 7-5 6-3 il punteggio che premia la 21esima forza del tabellone, più difficile di quanto non si evinca dal punteggio. Alla lunga la preparazione tattica e l’abitudine a giocare sull’erba, superficie mai affrontata dalla classe 2008 prima di Wimbledon, finisce per fare la differenza. Grant esce in ogni caso a testa altissima dai Championships, forte della prima vittoria in uno Slam e della consapevolezza di appartenere a questo livello. Dovrà migliorare alcuni aspetti ma i margini, a 18 anni, sono davvero ampi.

Florence + The Machine torna in Italia, live a Milano

Milano, 2 lug. (askanews) – L’attesa è finita: domani, venerdì 3 luglio, Florence + The Machine torna in Italia per uno degli appuntamenti più attesi dell’estate musicale, protagonista della nuova giornata degli I-DAYS Milano Coca-Cola 2026 all’Ippodromo SNAI San Siro. Ad aprire la serata saranno i Cliffords, seguiti dagli storici Manic Street Preachers, attesi in Italia da 12 anni, che completeranno una line up capace di unire nuove promesse e grandi protagonisti della scena rock internazionale. I biglietti sono già disponibili su Ticketmaster, TicketOne e Vivaticket.

Dopo lo straordinario concerto dei Maroon 5, che hanno inaugurato l’edizione 2026 degli I-Days Milano Coca-Cola davanti a 18mila spettatori, il festival entra ora nel vivo con l’attesissimo ritorno di Florence + The Machine, insieme a Cliffords e Manic street preachers. Seguiranno Foo Fighters, Idles e Fat Dog (domenica 5 luglio, Ippodromo Snai La Maura), System of a down, Queens of the stone age e Acid bath (lunedì 6 luglio, Ippodromo Snai La Maura), l’unico headliner italiano di questa edizione Tonypitony (4 settembre, Ippodromo Snai San Siro), David Guetta (6 settembre, Ippodromo Snai San Siro) e A$ap Rocky (10 settembre, Ippodromo Snai San Siro), un cast memorabile che anche quest’anno richiamerà a Milano pubblico da tutta Italia e dall’estero.

Per maggiori informazioni in merito a ingressi (differenti in base alla tipologia di biglietto), mobilità (è consigliato raggiungere l’Ippodromo Snai San Siro utilizzando i mezzi pubblici, che in occasione dei concerti verranno potenziati),viabilità e parcheggi è possibile fare riferimento a Libraesva ESG ha rilevato un possibile tentativo di phishing da “voodoocomm.voxmail.it” www.idays.it/info/maroon-5 All’interno dell’area del Festival sono presenti diversi punti bar e ampie aree dedicate al food. Presso tutti i punti food & beverage sarà possibile scegliere tra Orlay Pay (via smartphone), pagamento con carta e Token.

Con la sua presenza scenica magnetica e un repertorio che ha segnato oltre un decennio di musica contemporanea, i Florence + The Machine (la band britannica guidata dalla magnetica Florence Welch) tornano agli I-Days dopo l’indimenticabile serata che hanno regalato al pubblico milanese nel 2023 e sono ora pronti per un altro spettacolo intenso ed emozionante, uno show che attraverserà i grandi classici della loro carriera insieme ai brani più recenti. Con cinque album acclamati dalla critica e ai vertici delle classifiche, da Lungs (2009) a Dance Fever (2022), Florence + The Machine si è affermata come uno dei gruppi musicali più influenti della musica contemporanea. Celebre per la voce inconfondibile di Florence Welch e per l’intensità dei suoi concerti, la band è stata headliner dei principali festival internazionali, I-Days compresi, collezionando sold out e consensi. Dopo aver collaborato con artisti come Rolling Stones, Lady Gaga e Taylor Swift, Florence è tornata nel 2026 con il nuovo album Everybody Scream, un lavoro intenso e personale che affronta temi come femminilità, guarigione, spiritualità e mortalità.

Ad aprire la giornata saranno i Cliffords, tra le realtà emergenti più interessanti del panorama internazionale. Originaria di Cork, la band si è fatta notare grazie all’EP Salt of the Lee e al recente singolo Marsh, conquistando il pubblico dei principali festival internazionali, tra cui Glastonbury 2025. Inseriti da Billboard tra gli Artists to Watch UK & Ireland 2025, rappresentano una delle nuove promesse più interessanti della scena britannica e irlandese.

Dopo 12 anni di attesa tornano live in Italia i Manic Street Preachers, autentiche icone del rock alternativo inglese. Con oltre trent’anni di carriera, album entrati nella storia del genere e il recente Critical Thinking (2025), la band continua a essere uno dei riferimenti della scena internazionale, portando sul palco tutta la forza di un repertorio che spazia da Motorcycle Emptiness e If You Tolerate This Your Children Will Be Next fino ai brani dell’ultimo lavoro.

Questi gli orari previsti per l’evento (Si invita gentilmente tutto il pubblico a presentarsi con adeguato anticipo rispetto agli orari di inizio, al fine di agevolare le procedure d’ingresso necessarie per l’accesso in area):

15:30 – Early Entry 16:00 – Apertura Porte 17:30 – Cliffords 18:20 – Virgin Radio Dj Set 19:00 – Manic Street Preachers 21:00 – Florence + The Machine

Palio di Siena rinviato a domani causa avverse condizioni meteo

Roma, 2 lug. (askanews) – Una bandiera verde alle trifore di Palazzo Pubblico, a Siena, annuncia il rinvio a causa delle avverse condizioni meteo del Palio della Madonna di Provenzano in programma questa sera nella storica città toscana.

Il livello di pioggia registrato da ieri sera, fino a buona parte della mattinata di oggi, “rende impossibile lo svolgimento del Corteo Storico e della Carriera, che si terranno, meteo permettendo, con i medesimi orari, nella giornata di domani, venerdì 3 luglio”, spiega il Comune con una nota.

Rai, presidente Floridia e opposizioni si dimettono da Vigilanza

Roma, 2 lug. (askanews) – La presidente Barbara Floridia e i membri delle opposizioni si sono dimessi dalla Commissione di Vigilanza sulla Rai.

“Oggi ho consegnato ai Presidenti del Senato e della Camera le mie dimissioni da Presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai. È una decisione sofferta ma necessaria e inevitabile. Ho dovuto prendere atto che restare e denunciare non è servito. Non mi resta che dare un segnale forte dinanzi all’arroganza e all’uso spregiudicato che questa maggioranza fa delle istituzioni e delle Commissioni parlamentari”, ha annunciato Floridia in un lungo post su Facebook.

“Sento vivo dentro di me – spiega – l’onore e la disciplina che si devono al ruolo che rappresento, per queste ragioni non posso restare a guardare impotente. Finché ho potuto ho cercato in tutti i modi di permettere alla Commissione di funzionare, ho cercato il dialogo, ho resistito alle provocazioni, agli ostacoli. Ho lottato con tutte le mie forze per consentire a un organo di garanzia del Parlamento di svolgere le proprie funzioni. Ho tentato in ogni modo di difendere il diritto dei cittadini ad avere una Commissione che si occupasse davvero del servizio pubblico. Ho denunciato anche pubblicamente con molto ardore. Ma è ormai evidente che a questa maggioranza mancano alcuni presupposti molto importanti: il rispetto delle prerogative della minoranza, il rispetto delle istituzioni più in generale e delle regole che disciplinano il funzionamento degli organi parlamentari. Il boicottaggio sistematico della commissione di vigilanza da parte della maggioranza e la situazione in cui sta precipitando il servizio pubblico non mi consente di andare oltre. Da quasi due anni le forze che sostengono il Governo impediscono deliberatamente il normale svolgimento dei lavori ordinari della Commissione perché le opposizioni non si sono piegate a votare la loro candidata alla Presidenza della Rai. Il blocco dunque non è reiterato ed esteso per ragioni istituzionali. Non per divergenze sul merito delle questioni. Ma solo per ricatto. Non era mai accaduto nella storia della nostra Repubblica che un organo di garanzia fosse tenuto in ostaggio di chi governa. E io con esso. Non ha più alcun senso presiedere una Commissione ormai svuotata delle proprie funzioni, tenuta artificialmente in vita dalla maggioranza solo per fornire una foglia di fico a decisioni che vengono prese altrove, dal Governo, sulle spalle di milioni di cittadini che ogni anno pagano il canone. Mentre incombe un’infrazione per il mancato adeguamento a un regolamento europeo vincolante per l’Italia – chiamato Media Freedom Act – che vige da ormai un anno senza che questa maggioranza senta il dovere e la responsabilità di attuarlo. Nel frattempo assistiamo a uno degli spettacoli più desolanti nella storia recente del servizio pubblico senza poter dare seguito a richieste di audizioni, di chiarimenti. Nulla. Una gestione del servizio pubblico che palesemente e senza un minimo di pudore ha premiato quasi esclusivamente l’appartenenza politica, mortificando il merito, la qualità, l’indipendenza e perfino la sostenibilità economica delle scelte editoriali. Chi ha potuto se n’è andato. Compresi i telespettatori. Ad altri è stata mostrata brutalmente l’uscita. La cosa che più mi ha colpito – prosegue in un lungo post – è stata vedere professioniste e professionisti che da anni tengono in piedi la missione del servizio pubblico con competenza, dignità e schiena dritta essere messi ai margini, isolati, umiliati, sottoposti a pressioni continue e inaccettabili. Mentre a qualcuno venivano stesi tappeti rossi e garantiti ponti d’oro per programmi che si sono trasformati, puntualmente, in clamorosi fallimenti. Scelte che nei prossimi palinsesti sono clamorosamente confermate. Perché oggi? Perché la misura è colma. Perché manca un anno alle elezioni e servirebbe una Commissione attiva e vigile sul servizio pubblico, perché manca persino il pudore di nascondere ciò che sta accadendo. Io non sono disposta a trascorrere l’ultimo anno di questa legislatura assistendo impotente alle richieste di audizioni da parte delle opposizioni sistematicamente bocciate dalla maggioranza per impedire di fare domande, di pretendere risposte, di chiedere conto a chi sta gestendo la Rai. Non considerate queste dimissioni una resa. Non lo sono. Io le considero un atto di libertà e di denuncia. Di libertà, perché le considero il monito per difendere un diritto importante: quello dei cittadini di essere liberamente informati e non manipolati. Di denuncia, perché considero ciò che è accaduto alla Commissione di Vigilanza un pericoloso precedente che non possiamo sottovalutare. Una ferita istituzionale che colpisce la democrazia e le istituzioni, ma che avremo il dovere e la responsabilità di rimarginare”, conclude Floridia.

Italia al trentesimo posto nel rapporto GEM

Roma, 2 lug. (askanews) – Università Mercatorum ha presentato, presso gli Horti Sallustiani, il Rapporto GEM 2025 – 2026. Cattive notizie per l’imprenditoria italiana, che si classifica al 30esimo posto, sui 48 Stati esaminati, per attivazione imprenditoriale. Il rapporto, analizza i fattori che favoriscono o ostacolano la nascita di nuove imprese e le ragioni del divario tra intenzione imprenditoriale e avvio effettivo di un’attività.

Le parole di Alessandra Micozzi, Coordinatrice scientifica del GEM Italia: “Il principale indicatore che il GEM, Global Entrepreneurship Monitor, mette a disposizione è il TEA, Total Early Stage Entrepreneurial Activities, che va a registrare quello che è la quota della popolazione adulta che ha intenzione di attivare un’impresa o l’ha fatto negli ultimi 42 mesi. L’Italia purtroppo registra, malgrado la ripresa post pandemica, dei tassi di attivazione imprenditoriale ancora deboli rispetto al confronto europeo”

L’edizione 2025 ha coinvolto 48 Paesi, con oltre 100.000 interviste a cittadini e circa 2.000 a testimoni privilegiati.

L’intervista a Giuseppe Tripoli, Segretario generale di Unioncamere: “C’è un contesto complessivo che induce ad una prudenza. Ci sono tante incertezze in giro per cui chi vuol mettere su un’impresa deve essere molto più attento nell’avviarla. Certamente è un tema relegato alla finanza per l’avvio delle risorse finanziarie, per l’avvio della propria attività. Noi abbiamo visto che nel tempo, negli ultimi anni in particolare, soprattutto il finanziamento bancario destinato alle aziende più piccole di quelle che normalmente abbiamo, quelle soprattutto nella prima fase della loro vita, è un finanziamento che si è ridotto modo significativo”.

Il commento di Giovanni Cannata, Magnifico Rettore Universitas Mercatorum: “La professoressa Micozzi ha ricordato che si parla di ecosistema e impresa. L’impresa non esiste in quanto tale, ma esiste in quanto tessuto relazionale. Un tessuto relazionale che è fatto dagli operatori, dai clienti, dai fornitori, dal sistema finanziario, dal sistema fiscale che è stato ricordato e dal sistema burocratico. Detto così potrebbe sembrare quasi di muoversi in una sorta di giungla. E allora se ci si muove nella giungla bisogna stare attenti ai serpenti e capire come si va verso un certo tipo di risultato finale”.

Favorire il dialogo tra istituzioni e imprenditorialità riducendo burocrazia e complessità nei processi. Sono queste le priorità evidenziate dalla ricerca, che di concerto ad un miglior accesso al credito, prova a dare delle indicazioni per ridare vitalità al movimento imprenditoriale italiano

Debiti, Giorgianni (FdI): con pdl “Ripartenza” ripresa

Roma, 2 lug. (askanews) – “Ho presentato la proposta di legge ‘Ripartenza’ sulla spinta delle richieste di aiuto di famiglie, pensionati, piccoli imprenditori, che si sono trovati sommersi dai debiti e da rate che non riuscivano a gestire. L’obiettivo è quello di trasformare una criticità reale in proposta tecnica concreta sostenibile capace di alleggerire le procedure e renderle più snelle e funzionali. La proposta di sospensione delle procedure esecutive, contemplata dal testo della norma, va nel senso di cambiare l’approccio alla materia specie quando ci si trova di fronte a situazioni eccezionali come la perdita di lavoro, la malattia o eventi imprevisti che colpiscono la capacità lavorativa del singolo o dell’azienda. Occorre dare una possibilità di ripartire a famiglie e imprese. Con questa proposta non si sospendono i diritti dei creditori, non si cancellano i debiti ma si trova una strada per salvaguardare gli interessi di tutti”. Lo ha dichiarato Carmen Letizia Giorgianni, deputata di Fratelli d’Italia e promotrice della proposta di legge ‘Ripartenza’ intervenuta nel corso della trasmissione “A conti fatti Il credito spiegato in modo chiaro”. Le diverse strategie di ‘Ripartenza’ sono state illustrate da Francesco Cacciola, presidente dell’Osservatorio nazionale sul debito con banche e finanziarie: “Esistono vari strumenti per alleggerire la situazione debitoria. È possibile trovare accordi con le finanziarie, qualora ci siano vizi nei contratti è possibile agire per via giudiziaria. Nei casi più gravi è necessario aderire alle procedure di sovraindebitamento che, con questa proposta di legge potrebbero essere superate. Dai debiti si può uscire, basta sapere come fare ma serve il tempo necessario a pianificare una exit strategy possibile ed efficace senza intaccare tutti quei beni che sono necessari dal punto di vista lavorativo e sociale. Ad esempio, in caso delle automobili che sono beni di necessità primaria”. Secondo Elvira Carpentieri, presidente del Centro studi sulla crisi economica delle famiglie italiane: “La proposta di legge finalmente affronta i problemi veri delle famiglie che provano a ripartire. I debitori spesso vogliono tornare a vivere dignitosamente e questo deve essere il nostro obiettivo garantendo loro una protezione dall’aggressione degli stipendi e delle pensioni. Prevedere una sospensione automatica al momento della presentazione della istanza di accesso alle procedure esecutive, con il giudice che entro 30 giorni può confermarla o meno, significa dare tempo alle persone di pianificare con più serenità il rientro in bonis”.

Bonifiche, Pecoraro (Reg. Campania): nuova vita ai territori

Roma, 2 lug. (askanews) – Nel quadro della tappa campana del Master universitario di II livello M-TERACS, dedicato alla transizione ecologica e alla rigenerazione ambientale, il confronto di Villa Doria d’Angri ha messo al centro il rapporto tra formazione, istituzioni, imprese e riuso dei territori bonificati. Un tema decisivo per la Campania, chiamata a trasformare gli interventi ambientali in occasioni concrete di rigenerazione urbana, sociale e produttiva, ha dichiarato Claudia Pecoraro, Assessore all’Ambiente della Regione Campania:

“Essere qui rappresenta una grande opportunità per la Regione Campania, per le istituzioni coinvolte e soprattutto per i discenti che hanno scelto di partecipare a un Master capace di andare oltre l’ordinario, mettendo a sistema università, imprese ed enti locali. Come Regione abbiamo voluto dare subito un forte imprinting alla nostra azione in tema di bonifiche ambientali, anche attraverso la collaborazione con il Gen. Vadalà. L’obiettivo non è solo bonificare, ma immaginare il riutilizzo di questi luoghi: troppo spesso, dopo l’impiego di risorse pubbliche, le aree restituite alla collettività rischiano di rimanere vuote o di tornare a essere luoghi di abbandono. Dobbiamo invece trasformarle in simboli reali di rigenerazione ambientale e urbana, progettando insieme a università, laboratori e imprese interventi collettivi e sociali, dai parchi urbani agli spazi aperti per la comunità”.

Bonifiche, Paparella: imparare transizione in luoghi intervento

Roma, 2 lug. (askanews) – All’interno della due giorni napoletana del Master universitario di II livello M-TERACS, percorso formativo d’eccellenza dedicato alla transizione ecologica e alla rigenerazione ambientale, promosso da CASD, Commissario Unico per le bonifiche e RemTech Expo Hub con il coinvolgimento di sei università italiane, studenti e partecipanti hanno preso parte ad attività sul campo, visite tecniche e momenti di confronto nei luoghi della rigenerazione, da Bagnoli-Coroglio a Napoli Orientale. In questo contesto, Silvia Paparella, General Manager di RemTech Expo, hub tecnologico ambientale di Ferrara Expo, ha dichiarato:

“Sono giornate particolarmente importanti per il percorso formativo del Master, che si conferma un vero laboratorio di conoscenza e applicazione sul campo. Sono presenti sei università, i tre promotori principali, CASD, Commissario Unico per le bonifiche e RemTech e numerosi discenti impegnati in attività che permettono di toccare con mano la complessità della transizione ecologica. Abbiamo visitato un centro di ricerca di grande rilievo, che sarà inaugurato a fine anno, e il sito in bonifica di Bagnoli, dove sono già a sistema tecnologie innovative che gli allievi hanno potuto osservare direttamente. È una grande esperienza formativa e operativa. Il prossimo appuntamento sarà a settembre, a Ferrara, con RemTech Expo”.

Italia-Usa, Mattarella: la pace si consolida con rispetto non imposizione

Roma, 2 lug. (askanews) – “Fulbright aveva intuito che la pace si consolida attraverso la conoscenza vicendevole che genera reciproco rispetto, ammirazione, salda i rapporti e agevola la cooperazione internazionale ed è la strada per la pace. Accanto a questo obiettivo credo ne avesse un altro strettamente connesso: quello di realizzare una diffusa influenza che determina anche preminenza nella vita internazionale e che nasce non dallo scontro o dall’imposizione ma dal coinvolgimento anzitutto culturale e scientifico”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ricevendo al Quirinale la commissione Fulbright.

“Il senatore Fulbright è stato una figura di straordinaria importanza nei rapporti internazionali – ha ricordato il capo dello Stato – ha posto al centro della sua azione la pace, era un grande stratega di politica estera, è stato per molti anni presidente della commissione esteri del Senato Usa. Immaginare, ideare, progettare e far realizzare un programma come questo è stata un’opera straordinaria anche di visione di politica estera perchè guardava all’equilibrio della vita internazionale attraverso un tessuto di conoscenze, impegni comuni di ricerca, di studi fra migliaia e migliaia di giovani. E’ stato un elemento di straordinaria importanza anche nelle relazioni bilaterali tra Usa e Italia e anche nell’equilibio mondiale e nel ruolo dell’Occidente, dimostra quanto fosse lungimirante la visione di Fulbright nella concezione delle relazioni”.

“Questo ha influenzato positivamente anche l’Italia dal 1948 quando ha iniziato a prender parte al programma con una quantità numerosa di giovani italiani e di questi un numero altissimo ha ricoperto ruoli decisivi nella vita politica, istituzionale, nella cultura, nell’economia italiana, un elemento ulteriore di condivisione di valori comuni con gli Usa che si sono espressi nei rapporti internazionali”, ha concluso Mattarella.

Il programma ideato nel 1946 dal Senatore J. William Fulbright vuole favorire il processo di pace attraverso lo scambio di idee e di cultura tra gli Stati Uniti e le altre nazioni. Rappresenta ad oggi il più antico e più vasto programma governativo di scambi culturali nel mondo. Opera in più di 155 paesi; contando circa 294.000 partecipanti dal 1946 ad oggi. Assegna circa 7.500 borse di studio Fulbright ogni anno.

Console Usa a Napoli: nostri popoli uniti da una solida alleanza

Napoli, 2 lug. (askanews) – “I nostri popoli sono uniti da una solida alleanza, da partnership economiche e culturali e soprattutto da profondi legami personali”. Con queste parole, in un discorso pronunciato interamente in italiano, il console generale degli Stati Uniti d’America a Napoli Terrence Flynn ha celebrato i 250 anni dell’Indipendenza americana durante la festa organizzata presso la rappresentanza consolare, alla doppia presenza del governatore della Campania Roberto Fico e del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi in un momento molto particolare per le relazioni.

Parlando davanti a numerosi invitati, Flynn ha messo in luce i legami familiari che collegano Italia e Stati Uniti d’America: “Quasi 20 milioni di americani, incluso me, sono orgogliosi delle loro origini italiane. Sono proprio questi legami familiari e personali a rendere ancora più forte il rapporto tra i nostri due paesi”.

Il console si è soffermato sulle proprie radici pugliesi – la visita a Modugno, la città dei suoi bisnonni – e sull’emozione provata alla recente inaugurazione di un murale al porto di Napoli dedicato agli emigranti: tra i volti figura anche quello del suo bisnonno, partito “con soltanto la sua speranza e il desiderio di costruire una nuova vita”, ha detto, chiedendosi “chissà cosa penserebbe oggi nel vedere un suo discendente che ha l’onore grande di rappresentare gli Stati Uniti qui a Napoli”. Flynn celebra insomma i 250 anni dell’Indipendenza con un omaggio al sogno americano. La sua storia personale si è presentata come elemento che rafforza, presentando la relazione umana alla base dei rapporti istituzionali.

L’atmosfera della serata ha alternato toni solenni e momenti di festa, allietati dalla banda della U.S. Navy di stanza a Capodichino. Manfredi nel suo intervento ha ricordato il sacrificio dei “figli” americani che contribuirono alla Liberazione italiana, osservando che “Napoli e gli Usa hanno un legame indissolubile”. Anche il governatore Fico ha insistito sul tema dell’immigrazione come risorsa per il futuro e sulla necessità di difendere e promuovere le costituzioni, la democrazia e i diritti. Più volte nel corso della serata è emerso il tema dell’emigrazione e il richiamo al contributo intellettuale di Gaetano Filangieri, ricordando il fitto scambio epistolare tra il filosofo napoletano e Benjamin Franklin e l’influsso delle idee filangeriane sulla stesura della Costituzione americana.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio di Alessandro Violante

Immagini askanews, archivio

Assicurazioni, Angelini (Ivass): su preventivatore serve collaborazione

Roma, 2 lug. (askanews) – Il presidente dell’Ivass, Paolo Angelini ha replicato “in diretta” al richiamo lanciato poco prima del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha chiesto di rendere operativo il prima possibile il nuovo preventivatore sulle polizze catastrofali. Angelini ha a sua volta sollecitato le compagnie di assicurazioni alla collaborazione, per riuscire a giungere al traguardo entro la fine dell’anno.

Questo preventivarore “consentirà alle imprese interessate al rischio di catafroti di confrontare le offerte di mercato”, ha spiegato Angelini all’assemblea annuale Ania. Ma “per questo lavoro occorre cooperazione”, perché riguarda “una procedura informatica non banale, che deve poter gestire i dati che producono i preventivi”.

Non si tratta quindi solo di allestire una struttura tecnica: “permettetemi di rivolgervi un accorrato appello alla collaborazione fattiva – ha detto il numero uno dell’Ivass agli assicuratori – per riuscire mettere in campo il perventivatore entro la fine dell’anno”.

“Il ministro Urso lo sa bene: è un obiettivo sfidante che richiede collaborazione”, ha concluso.

Tajani: Meloni al Quirinale? C’è ancora molto tempo, la fantapolitica serve poco

Roma, 2 lug. (askanews) – “C’è molto tempo prima di eleggere il nuovo Presidente della Repubblica, per adesso abbiamo questo. La fantapolitica serve a poco”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonoo Tajani, a margine dell’assemblea dell’Ania, ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano sull’ipotesi di candidare Giorgia Meloni, a prossimo presidente della Repubblica.

“Il Presidente della Repubblica fa bene il suo lavoro – ha aggiunto – nel quale tutti ci riconosciamo”.

Ivass, Angelini: risparmio europei fatica ad affluire su investimenti

Roma, 2 lug. (askanews) – “Il risparmio privato europeo, pur abbondante, fatica ad affluire a sostegno degli investimenti produttivi; ne consegue che i risparmiatori non beneficiano del maggiore rendimento degli strumenti dei mercati dei capitali, anche quando essi sarebbero coerenti con le finalità sottostanti l’investimento”. E su questo una delle iniziative in campo è “la Retail Investment Strategy (Ris) è particolarmente importante per il settore assicurativo. L’iter di adozione delle nuove norme è alle battute finali”, e presto avranno inizio i lavori di attuazione a livello europeo”. Lo ha rilevato Paolo Angelini, presidente dell’Ivass e direttore generale della Banca d’Italia nel suo intervento oggi all’assemblea annuale dell’Ania.

“Per raggiungere l’obiettivo, la Ris prevede una revisione delle regole sulla distribuzione dei prodotti finanziari e assicurativi, soprattutto attraverso l’introduzione del principio dell’adeguato rapporto qualità-prezzo (value for money), che impone a produttori e distributori di assicurare che i prodotti offrano un adeguato rapporto tra costi e benefici. La Ris – ha spiegato – determinerà la rivisitazione della disciplina degli incentivi per i distributori; il miglioramento dell’informativa precontrattuale; la promozione di modelli di consulenza più trasparenti e orientati al cliente; un rafforzamento della supervisione; un maggior ricorso ai confronti per la valutazione dei costi e dei risultati dei prodotti”.

Secondo il numero uno dell’Ivass, l’autorità di vivilanza sulle assicurazioni “il mercato assicurativo italiano non arriva impreparato a queste misure. Già nel 2024 l’IVASS, dando seguito ai lavori avviati dall’EIOPA, pubblicò una lettera al mercato con la quale furono chiarite le aspettative dell’Istituto in merito al concetto di value for money dei prodotti assicurativi d’investimento”.

“Dopo due anni, sappiamo che le compagnie hanno dedicato attenzione e risorse a questi temi, rafforzando la coerenza tra caratteristiche del prodotto e bisogni della clientela. In diversi casi – ha detto ancora Angelini – hanno riconosciuto la presenza di margini di miglioramento nel rapporto qualità-prezzo di alcuni prodotti, modificandoli in alcuni casi, togliendoli dal mercato in altri. In via generale, abbiamo registrato una maggiore attenzione al livello e alla struttura dei costi lungo l’intera durata del contratto”.

“Occorre quindi proseguire in questa direzione. Prodotti più semplici e più facili da comprendere, accompagnati da una valida consulenza a cittadini e imprese da parte dei distributori – ha detto – potranno contribuire ad ampliare il mercato assicurativo nazionale, con beneficio dell’industria e della clientela”.

La Corte Giustizia Ue conferma l’ammenda Antitrust: Google e Alphabet devono pagare 4,1 mld per Android

Roma, 2 lug. (askanews) – La Corte di giustizia dell’Unione europea conferma l’ammenda di circa 4,1 miliardi dell’Antitrust Ue a carico di Google. Lo riporta una nota dei giudici Ue, secondo cui la Corte “respinge l’impugnazione presentata da Google e dalla Alphabet contro tale sentenza del Tribunale, confermando quindi la sanzione inflitta alle due società per le loro pratiche anticoncorrenziali relative al sistema operativo Android, quale rivista dal Tribunale”.

Questo conferma la sanzione inflitta per abuso di posizione dominante del motore di ricerca Google Search nell’ambito del sistema operativo Android.

Assicurazioni, Urso: Ivass renda comparatore operativo prima possibile

Roma, 2 lug. (askanews) – “Voglio lanciare un richiamo all’Ivass affinché possa rendere pienamente attuale la capacità dei cittadini di comparare al meglio quello che viene loro sottoposto” in termini di polizze di assicurazioni, con il cosiddetto ‘Preventivass’. “Ricordo che la Legge di Bilancio 2024 prevedeva un portale informatico gestito da Ivass, credo sia il momento di renderlo attuale e operativo il prima possibile”. Lo ha affermato il ministro di Imprese e Made in Italy, Adolfo Orso nel suo intervento all’assemblea annuale dell’Ania.

“Così che – ha spiegato – ci sia piena consapevolezza da parte di coloro che devono assicurarsi, per mettere in sicurezza il loro patrimonilo, la loro attività, la loro imprese contro il rischio catastrofale. Si può fare e si deve fare di più”.

La relazione del Garante per la protezione dei dati personali: l’IA è la nuova infrastruttura del potere

Roma, 2 lug. (askanews) – L’intelligenza artificiale è la “nuova infrastruttura del potere”. Lo ha detto il presidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, Pasquale Stanzione, nella sua relazione annuale al Parlamento sull’attività del 2025. L’IA “è divenuta il terreno primario di competizione geopolitica, con una corsa all’indipendenza e alla supremazia tecnologica che riflette una nuova idea di sovranità. L’autonomia strategica, tutt’altro che protezionista, perseguita dall’Europa con il Chips Act e il Cloud and AI Development Act, esprime un’esigenza di sottrazione delle infrastrutture tecnologiche europee al potere di veto di attori esteri” ha osservato. E “l’applicazione, ormai sempre meno futuribile, dell’IA alle neuroscienze, con sistemi oggi anche capaci di prescindere dall’innesto di chip, per instaurare una relazione diretta tra reti neurali e algoritmo” è “un traguardo importantissimo per la cura di patologie neurologiche, come dimostra il caso dell’uomo affetto da SLA che ha potuto riacquistare la parola grazie a un chip impiantato nel cervello. Va, tuttavia, evitato – rispetto a forme avanzate di decodificazione dell’attività neurologica – il rischio di una ‘colonizzazione del pensiero’, proteggendo la privacy mentale: presupposto ineludibile di libertà, non solo cognitiva”.

Delitto di scisma, il Vaticano scomunica i Lefebvriani, sacerdoti e fedeli

Roma, 2 lug. (askanews) – Arrivata la scomunica del Vaticano per i Lefebvriani, sia sacerdoti che fedeli, per il delitto di scisma commesso dopo l’ordinazione dei vescovi ad Econe senza autorizzazione della Santa Sede.

La scomunica stabilita dal Dicastero per la Dottrina della Fede per la comunità dei Lefebvriani chiama in causa direttamente i vescovi della Fraternità sacerdotale San Pio X Alfonso de Galarreta e Bernard Fellay, e i quattro vescovi neo-consacrati Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier. Perché incorsi “ipso facto” nella scomunica “latae sententiae” riservata alla Sede Apostolica.

Nel documento firmato dal cardinale Victor Manuel Fernandez, e controfirmato dai due segretari del Dicastero (monsignor Armando Matteo, segretario per la Sezione Dottrinale e l’arcivescovo John J. Kennedy, segretario per la Sezione Disciplinare) ci si riferisce chiaramente alla consacrazione celebrata il primo luglio a Econe, in Svizzera, senza mandato pontificio e contro la volontà del Santo Padre.

Quel rito è stato – si sottolinea – “un atto di natura scismatica” ed ha sancito che sia i consacranti sia i consacrati sono incorsi nella scomunica prevista dal diritto canonico. D’ora in poi, quindi, i ministri sacri appartenenti alla Fraternità sacerdotale San Pio X “sono nello scisma e devono pertanto essere considerati scismatici”, risultando soggetti alla scomunica prevista dal diritto.

Per quanto riguarda i fedeli laici, sono da ritenersi scismatici e scomunicati coloro che aderiscono formalmente alla Fraternità alle condizioni stabilite dalla nota del Pontificio Consiglio per i testi legislativi del 1996, che il Dicastero fa propria.

Il documento avverte inoltre il Popolo di Dio che i ministri sacri della Fraternità sacerdotale San Pio X amministrano illecitamente i sacramenti e che il sacramento della penitenza da loro amministrato e il matrimonio da loro assistito sono invalidi.

La nota aggiunge che la Chiesa “accoglierà con sincero affetto e viva sollecitudine” quanti desiderano tornare alla piena comunione e precisa che i nunzi apostolici disporranno le procedure che gli ordinari potranno utilizzare nei diversi casi.

“Dai tempi di San Paolo VI fino agli ultimi colloqui, svoltisi recentemente presso questo Dicastero, i molteplici tentativi di ricondurre gli aderenti al movimento iniziato da monsignor Marcel Lefebvre alla piena comunione con la Chiesa cattolica si sono rivelati vani. Tale situazione si è ulteriormente aggravata a causa delle recenti consacrazioni episcopali celebrate senza mandato pontificio, contro la volontà del Santo Padre, in aperta violazione del diritto canonico”. Così spiega il Dicastero per la Dottrina della Fede nel documento esplicativo riguardo la scomunica dei Lefebvriani.

Il Dicastero – si aggiunge – “nel fedele esercizio delle funzioni ad esso affidate, ritiene necessario rilevare che tale atto ha configurato il delitto di scisma, con le conseguenze canoniche per i ministri sacri e per i fedeli laici coinvolti. Infatti, come già dichiarato nel 1988, ‘tale disobbedienza – che porta con sé un rifiuto pratico del Primato romano – costituisce un atto scismatico’ (come scrisse Giovanni Paolo II)”.

“Nonostante le ammonizioni rivolte al Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, il Vescovo Alfonso de Galarreta, avendo compiuto un atto di natura scismatica mediante la consacrazione episcopale di quattro presbiteri, senza mandato pontificio e contro la volontà del Sommo Pontefice, è incorso ipso facto nelle pene previste”, si informa nel Decreto del Dicastero per la Dottrina della Fede firmato dal prefetto il cardinale Victor Fernandez. Nel Decreto del Dicastero per la Dottrina della Fede si dichiara “a tutti gli effetti giuridici che sia il vescovo Alfonso de Galarreta sia Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier sono incorsi ipso facto nella scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica”.

Il prefetto “inoltre che il vescovo Bernard Fellay, avendo partecipato direttamente alla celebrazione liturgica come conconsacrante, avendo così aderito pubblicamente all’atto scismatico, è incorso nella scomunica latae sententiae prevista” dal codice canonico.

Nel documento poi “si ammoniscono i chierici e i fedeli laici a non aderire allo scisma della Fraternità Sacerdotale San Pio X, perché incorrerebbero ipso facto nella pena della scomunica latae sententiae”.

Alla scoperta dell’impresa del futuro

Roma, 2 lug. (askanews) – Presentata a Palazzo Rondinini la quinta edizione di Futures. Promotore dell’evento Flutter SEA, ecosistema multi-brand e multi-mercato che guida la crescita dei brand Sisal, Snai e PokerStars nei mercati del Sud Europa e dell’Africa. L’incontro ha rappresentato un’occasione di confronto su come sostenibilità e innovazione ridisegnano il futuro dell’impresa, in uno scenario caratterizzato da profonde trasformazioni tecnologiche, nuove dinamiche geopolitiche e crescenti aspettative da parte di istituzioni, cittadini e stakeholder.

L’intervista a Roberto Di Fonzo, CEO di Flutter SEA: “Abbiamo integrato sostenibilità, innovazione e responsabilità nella nostra strategia aziendale. Si tratta di un elemento fondamentale, perché il nostro modo di fare impresa e il ruolo che ricopriamo vanno oltre quello di semplici operatori economici. Il nostro obiettivo è operare all’interno di un ecosistema più ampio, in cui crescita, responsabilità e sostenibilità possano convivere, generando valore nel lungo periodo.”

Le parole di Paolo Taticchi, Professore di Strategy & Sustainability presso la University College London School of Management: “Si stima che oggi ci siano nel mondo oltre un miliardo di agenti che già stanno prendendo decisioni: i processi tradizionali non sono più gestiti solo da umani, bensì da umani coadiuvati da agenti AI e robot potenziati da agenti AI. Questo vuol dire che le aziende oggi devono ragionare sul tema delle AI non solo come un tema tecnologico ma anche come un tema di governance e un tema organizzativo.”

Presentato, nel corso dell’evento, anche il primo bilancio di sostenibilità di Flutter SEA, il Positive Impact Report 2025, che spiega al pubblico il modus operandi adottato dalla regione per coniugare al meglio sostenibilità, impatto sociale e risultato economico.

Attacco a Kiev, missili e droni: palazzi distrutti, morti e feriti .Mosca: rappresaglia per attacchi ucraini

Roma, 2 lug. (askanews) – Missili balistici e droni hanno colpito nella notte il centro e la zona est della capitale ucraina, provocando almeno 13 morti, secondo le autorità di Kiev.

“Kiev è sotto il fuoco di missili balistici e droni. Si sentono esplosioni in tutta la città”, ha scritto il sindaco Vitali Klitschko su Telegram mentre erano in corso gli attacchi.

Un incendio è scoppiato sul tetto di un edificio non residenziale nel centro di Kiev, mentre un secondo rogo è divampato nello stesso quartiere di Shevchenkivsky, sul tetto di un hotel, secondo quanto dichiarato sempre da Klitschko su Telegram. Interi piani di edifici residenziali sono stati distrutti da questi attacchi missilistici e con droni. Il capo dell’amministrazione militare di Kiev, Tymur Tkachenko, aveva annunciato: “Il nemico sta nuovamente prendendo di mira le aree residenziali e uccidendo i civili. I danni sono considerevoli e il numero delle vittime, compresi i bambini, è significativo”, ha scritto.

Il ministero della Difesa di Mosca ha confermato di aver effettuato un “attacco massiccio” contro la capitale ucraina, “in risposta agli attacchi terroristici del regime di Kiev contro infrastrutture civili”, sostenendo al contempo di aver preso di mira “imprese dell’industria militare e siti energetici”.

Alle 13 persone uccise a Kiev si aggiungono, sul fronte russo, la morte di un uomo nella regione di Belgorod, al confine con l’Ucraina, e di un altro nella regione di Niznij Novgorod, circa 400 chilometri a est di Mosca, entrambi rimasti uccisi in attacchi con droni ucraini. Lo hanno riferito le rispettive autorità locali.

RC Auto, Liverani (Ania): premiare guidatori bravi, isolare chi ne abusa

Roma, 2 lug. (askanews) – “Distinguere e premiare i guidatori bravi, identificare ed isolare i guidatori che abusano dell’assicurazione. Dimostriamo con dati alla mano che se un assicurato guida bene, in maniera avveduta e prudente, merita già oggi di pagare un premio inferiore indipendentemente dalla regione di propria residenza”. Lo ha affermato il presidente dell’Ania, Giovanni Liverani, in riferimento al compato delle polizze RC Auto nella sua relazione in occasione dell’assemblea annuale.

“Faccio un esempio su tutti: la tecnologia consente oggi di monitorare molto attentamente il comportamento alla guida dei nostri assicurati, nel comparto RC Auto. Entro certi limiti e nel rispetto del principio di mutualità – ha detto – questo ci permette di distinguere, e quindi di premiare, i guidatori bravi da quelli meno bravi o, meglio ancora, di identificare ed isolare i guidatori che abusano dell’assicurazione”.

“Noi regolarmente usiamo già questa opportunità: e allora facciamola conoscere! Dimostriamo con dati alla mano che se un assicurato guida bene, in maniera avveduta e prudente, merita già oggi di pagare un premio inferiore indipendentemente dalla regione di propria residenza. Portiamo avanti il più possibile il principio che, utilizzando tutte le informazioni possibili, sia il comportamento a incidere sul premio e non principalmente l’area geografica di circolazione”.