Roma, 3 apr. (askanews) – “I dazi di Trump sono una mazzata per le imprese e i lavoratori italiani che faranno perdere all’Italia miliardi di euro e decine di migliaia di posti di lavoro. I danni saranno enormi, sia per i Paesi colpiti (l’Italia, che con gli USA ha registrato nel 2024 un surplus commerciale di 39 miliardi, il secondo in Europa dopo la Germania) che per gli Stati Uniti. È incredibile come il governo sia rimasto fermo, senza fare niente, si sapeva da mesi che questo giorno sarebbe arrivato. Ma Giorgia Meloni ha usato il condizionale fino a ieri per non urtare l’amico Donald e fa arrivare l’Italia impreparata a questo disastro. Adesso basta, il governo deve svegliarsi e scegliere di stare dalla parte dell’Europa. Bisogna reagire uniti come Unione Europea in maniera mirata e proporzionata, e costringere Trump a negoziare con una voce unica europea e tenendo la schiena dritta per scongiurare una guerra commerciale senza limiti e evitare la delocalizzazione di produzioni manifatturiere dall’Europa e dall’Italia verso gli USA.” Così la segretaria del Pd Elly Schlein.
L’Assemblea Sinodale boccia il testo. Tra i nodi il ruolo delle donne e le "situazioni affettive particolari"
Città del Vaticano, 3 apr. (askanews) – “L’Assemblea di martedì mattina e le moltissime proposte di emendamento avanzate dai 28 gruppi richiedono un ripensamento globale del testo e non solo l’aggiustamento di alcune sue parti”. In questo passaggio dell’intervento di mons. Erio Castellucci, Presidente del Comitato Nazionale del Cammino sinodale è contenuto il risultato finale dei lavori del Sinodo delle Chiese italiane che si sta concludendo in Vaticano in queste ore.
Una assise di base, che ha coinvolto le strutture ecclesiali italiane sin dalle parrocchie e, quindi, dalle diverse diocesi, movimentata e certamente viva ma dall’esito non facilmente prevedibile, con una sostanziale bocciatura del testo finale.
Lo stesso Castellucci ha ammesso che l’assise “è stata definita da alcuni un’Assemblea ‘ribelle’, ma è stata piuttosto un’Assemblea viva: critica, leale, appassionata per la Chiesa e la sua missione”. I gruppi in queste due mezze giornate di lavori sinodali, è stato ricordato, “hanno lavorato molto bene, intensamente e creativamente, ritrovando nel testo talvolta anche ricchezze che non emergevano ad una prima lettura, e hanno integrato e corretto il testo; che tuttavia non si presenta ancora maturo”.
Sempre mons. Castellucci, sintetizzando il senso dei lavori di questi giorni in Vaticano ha voluto sottolineare che “si è ribadito che la Chiesa non è composta da guide che ignorano il ‘sentire’ del popolo di Dio, tirando dritto come se avessero sempre ragione – cosa purtroppo molto diffusa oggi nelle tendenze sovraniste e dittatoriali – ma è composta da guide chiamate a discernere la presenza e l’azione dello Spirito nel Popolo di Dio, del quale fanno parte. Si cresce insieme, ciascuno secondo i propri doni e le proprie responsabilità. Il testo proposto di fatto è apparso inadeguato”.
Tra i punti più dibattuti vi sono stati quelli sullo stile e le modalità di “accompagnamento delle persone in situazioni affettive particolari” e sulla “responsabilità ecclesiale e pastorale delle donne”. L’Assemblea, in una mozione finale, ha quindi fissato “un nuovo appuntamento per la votazione del Documento contenente le ‘Proposizioni’ per sabato 25 ottobre, in occasione del Giubileo delle équipe sinodali e degli Organismi di partecipazione”.
Tv, su TimVision la sesta e ultima stagione di "The Handmaid’s Tale"
Roma, 3 apr. (askanews) – “The Handmaid’s Tale”, la serie vincitrice di numerosi Emmy Awards e Golden Globe, torna su TimVision, in contemporanea con gli Stati Uniti e in esclusiva per l’Italia. La sesta e ultima stagione sarà disponibile dall’8 aprile con i primi tre episodi e proseguirà con un nuovo appuntamento ogni settimana, fino al 27 maggio per il finale di serie.
Basata sull’omonimo romanzo di Margaret Atwood, fin dalla prima stagione nel 2017 in anteprima esclusiva su TimVision, la serie si è imposta nel panorama televisivo, grazie alla sua potenza narrativa, che coniuga il genere distopico con forti elementi legati all’attualità, espressa anche dal valore iconico degli abiti delle ancelle come simbolo di rivolta.
Nell’ultima stagione di “The Handmaid’s Tale”, lo spirito indomito e la determinazione di June la riportano a lottare per sconfiggere Gilead. Luke e Moira si uniscono alla resistenza. Serena cerca di far ravvedere Gilead mentre il comandante Lawrence e zia Lydia fanno i conti con ciò che hanno fatto e Nick affronta difficili prove di carattere. Questo capitolo finale del viaggio di June sottolinea l’importanza della speranza, del coraggio, della solidarietà e della resilienza nella ricerca della giustizia e della libertà.
Il cast della sesta stagione vede Elisabeth Moss, Yvonne Strahovski, Bradley Whitford, Max Minghella, Ann Dowd, O.T. Fagbenle, Samira Wiley, Madeline Brewer, Amanda Brugel, Sam Jaeger, Ever Carradine e Josh Charles.
Apre miart, Ricciardi: una fiera da Schiele alle performance
Milano, 3 apr. (askanews) – “Siamo giunti alla 29esima edizione di Miart, che la fiera organizzata da Fiera Milano che mette insieme il contemporaneo con il moderno e abbiamo dei lavori museali che vanno dai primissimi del ‘900, c’ ad esempio un disegno di Schiele del 1912, un Casorati quasi inedito del 1917 e anche opere di giovani artisti che hanno creato degli stand apposta per noi con lavori site specific o di scultura performativa Insomma oltre 100 anni di storia coperti sotto lo stesso tetto”. Cos il direttore artistico di miart, Nicola Ricciardi, ha sintetizzato ad askanews lo spirito della nuova edizione della fiera milanese, nella mattinata dell’anteprima stampa.
Dazi, Schlein: Meloni si svegli, scegliere Ue e reagire uniti
Roma, 3 apr. (askanews) – “I dazi di Trump sono una mazzata per le imprese e i lavoratori italiani che faranno perdere all’Italia miliardi di euro e decine di migliaia di posti di lavoro. I danni saranno enormi, sia per i Paesi colpiti (l’Italia, che con gli USA ha registrato nel 2024 un surplus commerciale di 39 miliardi, il secondo in Europa dopo la Germania) che per gli Stati Uniti. È incredibile come il governo sia rimasto fermo, senza fare niente, si sapeva da mesi che questo giorno sarebbe arrivato. Ma Giorgia Meloni ha usato il condizionale fino a ieri per non urtare l’amico Donald e fa arrivare l’Italia impreparata a questo disastro. Adesso basta, il governo deve svegliarsi e scegliere di stare dalla parte dell’Europa. Bisogna reagire uniti come Unione Europea in maniera mirata e proporzionata, e costringere Trump a negoziare con una voce unica europea e tenendo la schiena dritta per scongiurare una guerra commerciale senza limiti e evitare la delocalizzazione di produzioni manifatturiere dall’Europa e dall’Italia verso gli USA.” Così la segretaria del Pd Elly Schlein.
Allianz Trade inaugura i rinnovati uffici a Roma
Milano, 3 apr. (askanews) – Allianz Trade, il leader mondiale nell’assicurazione del credito commerciale, annuncia il rinnovamento dei propri uffici di Roma, che sono stati realizzati seguendo un progetto che riflette pienamente i principi del New Work Model di Allianz. Gli spazi, infatti, sono stati progettati per offrire un ambiente di lavoro moderno, flessibile e attento al benessere delle persone, combinando innovazione e sostenibilit.
L’intera ristrutturazione ha seguito i pi alti standard in materia di sostenibilit e i nuovi uffici avranno le prestigiose certificazioni LEED e WELL, a testimonianza dell’impegno per la tutela dell’ambiente e la salute dei collaboratori.
La sede rinnovata, in via Raffaello Matarazzo 19, ospiter oltre 300 collaboratori, e questi nuovi spazi consolidano ulteriormente il legame storico tra Allianz Trade e la citt di Roma, che dura da quasi un secolo.
La storia di Allianz Trade nella capitale affonda le radici nel 1927 con la costituzione della SIAC – Societ Italiana Assicurazione Crediti, che, dopo varie trasformazioni, fusioni e acquisizioni, oggi Allianz Trade e continua a essere il leader mondiale nell’assicurazione crediti, oltre a essere un punto di riferimento nelle cauzioni, nei recuperi, nel credito commerciale strutturato e nel rischio politico.
Luca Burrafato, Responsabile Paesi Mediterranei, Medio Oriente e Africa per Allianz Trade, afferma: “Questo rinnovamento rappresenta un passo importante nel nostro percorso di crescita e innovazione. Siamo entusiasti di offrire ai nostri collaboratori un ambiente di lavoro all’avanguardia che valorizzi il lavoro e il benessere, in un’ottica di sostenibilit e responsabilit sociale”.
L’iniziativa stata possibile grazie alla stretta collaborazione con partner di eccellenza nel settore dell’architettura e dell’edilizia sostenibile, che hanno contribuito a trasformare gli spazi secondo i pi avanzati principi di ergonomia, efficienza energetica e tecnologia.
Fondazione Rovati, gli Etruschi sempre nostri contemporanei
Milano, 3 apr. (askanews) – La Fondazione Luigi Rovati propone un nuovo capitolo del proprio racconto che unisce l’archeologia e l’arte contemporanea con una nuova mostra, realizzata in collaborazione con il Mart di Rovereto: “Etruschi del Novecento”, che guarda anche al costume, oltre che alla relazione tra l’antico popolo italico e l’arte del secolo scorso.
“Si passa – ha spiegato ad askanews Giulio Paolucci, conservatore delle collezioni del museo milanese – dalle influenze su alcune opere del primo Novecento, quando gli Etruschi vennero riscoperti come la cultura maggiormente anticlassica rispetto al greco. Da qui proprio nelle corde di Fondazione Luigi Rovati e del suo museo, presentare il rapporto tra questa antica cultura e gli artisti moderni e contemporanei”.
L’esposizione si muove, anche questa volta, all’interno dell’allestimento della collezione del museo, con cui resta in costante dialogo, rispettando quell’eclettismo creativo che una delle caratteristiche pi stimolanti del progetto museale. E se al primo piano le Polaroid di Paolo Gioli sono uno dei pezzi pi interessanti, nell’ipogeo il dialogo tra la scultura etrusca e, per esempio, gli oggetti di Gio Ponti, alimenta in modo proficuo la relazione antico-moderno che al cuore della Fondazione Rovati.
“La mostra vuole proprio evidenziare questo rapporto da un certo punto di vista con l’arte per tutto il secolo breve – ha aggiunto Paolucci – e dall’altro proprio riscoprire questa cultura che dalla Toscana, Lazio, Umbria, piano piano si estese all’Emilia Romagna e alla Lombardia a nord e alla Campania a sud”.
La mostra, che anche un racconto della riscoperta degli Etruschi da parte della cultura popolare moderna, aperta al pubblico fino al 3 agosto.
Cinema, "Diamanti" di Ferzan Ozpetek al Miami Film Festival
Roma, 3 apr. (askanews) – È già sold out la prima proiezione nordamericana di “Diamanti” di Ferzan Ozpetek che sarà presentato sabato 5 aprile a Miami nell’ambito del Miami Film Festival (3- 13 aprile) giunto alla 42esima edizione.
Il cineasta sarà presente alla proiezione al Coral Gables Art Cinema, cui seguirà un incontro con il pubblico che affronterà l’originale punto di vista sul cinema adottato in quest’opera a partire dal mondo dei costumi di scena e della moda. Spicca per la prima volta uno “Spotlight on Italy”, una finestra sul cinema italiano contemporaneo resa possibile dalla collaborazione tra il Festival e l’Istituto Italiano di Cultura di Miami.
Il lancio del film nelle sale americane e canadesi è previsto in autunno, distribuito da Outsider pictures (USA) e AZ films (Canada). “Diamanti” è prodotto da Greenboo Production di Marco Belardi, Faros Film e Vision Distribution, in collaborazione con Sky. Le vendite internazionali del film sono curate da Vision Distribution, che lo ha distribuito in Italia.
Ambientato nel presente e negli anni ’70, il film racconta fatti di vita e vicende amorose di un gruppo di donne che ruota attorno a una grande sartoria di cinema diretta da due sorelle tanto diverse quanto legate. È stato girato interamente a Roma, la sceneggiatura è firmata da Carlotta Corradi, Elisa Casseri e dallo stesso Ferzan Ozpetek.
Nel cast Luisa Ranieri e Jasmine Trinca, e in ordine alfabetico Stefano Accorsi, Luca Barbarossa, Sara Bosi, Loredana Cannata, Geppi Cucciari, Anna Ferzetti, Aurora Giovinazzo, Nicole Grimaudo, Milena Mancini, Vinicio Marchioni, Paola Minaccioni, Edoardo Purgatori, Carmine Recano, Elena Sofia Ricci, Lunetta Savino, Vanessa Scalera, Carla Signoris, Kasia Smutniak, Mara Venier, Giselda Volodi, Milena Vukotic. E con Lorenzo Franzin, Antonio Iorio, Antonio Adil Morelli, Valerio Morigi, Dario Samac, Edoardo Stefanelli, Erik Tonelli.
Borse europee proseguono in rosso dopo dazi, corre l’euro: Milano -2%
Milano, 3 apr. (askanews) – Le Borse europee proseguono in deciso calo, anche se non sembra esserci un vero e proprio tracollo, dopo l’annuncio di nuovi dazi da parte del presidente americano Trump. Al temine della mattinata, a Milano il Ftse Mib perde il 2%, a Parigi il Cac40 il 2,2%, a Francoforte il Dax l’1,8%, a Londra il Ftse100 l’1,4%. Sul fronte valutario, scivola il dollaro, con l’euro che balza sopra quota 1,1, ai massimi da oltre 5 mesi. Forti vendite sul prezzo del petrolio, che lascia sul terreno oltre il 4%, sui timori di una recessione globale, mentre l’oro, bene rifugio per eccellenza, viaggia intorno ai nuovi record.
In Europa in decisa controtendenza i titoli delle utilities, settore tradizionalmente difensivo: a Milano A2A +3,2%, seguita da Terna (+2%) ed Hera (+1,8%). Male il settore oil, del retail e bancario. Tenaris (-6%) è maglia nera tra i titoli principali di Piazza Affari.
“Gli annunci del Liberation Day di Trump sono peggio del previsto e non liberano i mercati dall’incertezza sul proseguimento dell’agenda presidenziale. La nuova tornata di dazi accentua la sfida che i mercati e la Fed devono affrontare”, spiega Michael Nizard, our head of Multi Asset & Overlay di Edmond de Rothschild AM. “I mercati finanziari si trovano in una situazione di forte risk-off anche per la preoccupazione di eventuali ritorsioni da parte degli altri paesi e una effettiva escalation di una guerra commerciale”, commenta Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia. “Gli annunci sui dazi sono stati molto più punitivi rispetto alle aspettative del mercato e creano le condizioni per un esito significativo e stagflazionistico”, affemra Brij Khurana, fixed income portfolio manager di Wellington Management. “Una reazione di mercato sorprendente è stata l’indebolimento del dollaro statunitense, i mercati probabilmente stanno reagendo alle contromisure che molti paesi probabilmente adotteranno, aumentando lo stimolo fiscale per sostenere le industria nazionali, il che dovrebbe rafforzare le loro valute”.
Donald Trump ha deciso di imporre una base del 10% di dazi reciproci a tutti i Paesi: l’Unione europea è stata colpita con un’aliquota del 20% (al Regno Unito “solo” del 10%), la Cina del 34%, la Svizzera del 31%, l’India del 26%, la Corea del Sud del 25%, il Giappone del 24%. Da oggi, inoltre, sono in vigore i dazi al 25% sulle automobili importate.
Nuovi attacchi israeliani a Gaza, decine di morti anche bambini
Roma, 3 apr. (askanews) – Almeno 55 persone, tra cui più di una decina di bambini, sono state uccise da attacchi israeliani nella notte in tutta la Striscia di Gaza. Lo hanno annunciato funzionari sanitari nell’enclave palestinese, governata da Hamas.
A Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, i funzionari hanno dichiarato che i corpi di 14 persone sono stati portati all’ospedale Nasser, nove dei quali appartenenti alla stessa famiglia. Tra le vittime ci sono cinque bambini e quattro donne.
I corpi di altre 19 persone, tra cui cinque bambini di età compresa tra 1 e 7 anni e una donna incinta, sono stati portati all’ospedale europeo vicino a Khan Younis. A Gaza City, 21 corpi sarebbero stati portati all’ospedale Ahli, compresi quelli di sette bambini. Le cifre non hanno potuto essere verificate e non fanno distinzione tra combattenti e civili.
Da quando hanno ripreso le operazioni nella Striscia di Gaza il 18 marzo, le Idf hanno spiegato che stanno prendendo di mira alti funzionari politici di Hamas e comandanti militari di medio livello. Sono stati presi di mira anche membri della Jihad islamica palestinese e di altri gruppi terroristici. Le Idf hanno dichiarato di voler ridurre al minimo le vittime civili e ha accusato Hamas di essersi insediato nelle infrastrutture civili, tra cui case, ospedali, scuole e moschee.
Ue, von der Leyen: i dazi Usa "duro colpo", "pronti a reagire" ma non è tardi per negoziare
Roma, 3 apr. (askanews) – La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato oggi che i nuovi dazi annunciati dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump rappresentano un “duro colpo” per l’economia globale.
Profondamente rammaricata per questa decisione, ha affermato che gli europei sono “pronti a reagire” e stanno già lavorando a “un nuovo pacchetto di contromisure” nel caso in cui i negoziati con l’amministrazione americana, ardentemente auspicati dall’Ue, dovessero fallire. Secondo von der Leyen, non è “troppo tardi” per negoziare. La presidente della Commissione europea ha quindi sottolineato l’impatto che i dazi di Trump avranno su consumatori e aziende, che solitamente finiscono per pagare il costo extra dei beni a seguito dell’applicazione di tali misure.
“Sarà avvertito immediatamente” dai consumatori, “danneggiando in particolare i cittadini più vulnerabili”, ha affermato, aggiungendo che “tutte le aziende, grandi e piccole, soffriranno fin dal primo giorno”.
Von der Leyen ha anche lamentato la natura generica dei dazi, che influenzerà drasticamente le relazioni commerciali con quello che ha descritto come il “più vecchio alleato” dell’Europa.
“Il costo degli affari con gli Stati Uniti aumenterà drasticamente”, ha spiegato. “E per di più non sembra esserci ordine nel disordine, nessun percorso chiaro nella complessità e nel caos che si stanno creando, poiché tutti i principali partner commerciali sono colpiti”.
La presidente della Commissione europea Von der Leyen ha detto questa mattina che l’Europa sta “già ultimando il suo primo pacchetto di misure in risposta ai primi dazi sull’acciaio” e preparando ulteriori contromisure se i negoziati fallissero. “So che molti di voi si sentono delusi dal nostro più vecchio alleato”, ha detto, facendo riferimento agli Stati Uniti. “Dobbiamo prepararci all’impatto che questo avrà inevitabilmente”.
In conclusione della sua dichiarazione, von der Leyen ha sottolineato la posizione dell’Europa come fronte unito. “Noi (Europa) siamo in questo insieme: se affronti uno di noi, affronti tutti noi”, ha detto von der Leyen. “La nostra unità è la nostra forza”, ha aggiunto. Secondo von der Leyen l’Europa “starà al fianco di coloro che sono direttamente colpiti”. “L’Europa è unita: per le imprese, per i cittadini e per tutti gli europei, e continueremo a costruire ponti con tutti coloro che, come noi, hanno a cuore un commercio equo e basato su regole come base per la prosperità”, ha precisato.
I dazi Usa "ingiustificati e deplorevoli": ecco come hanno reagito i Paesi colpiti
Roma, 3 apr. (askanews) – La decisione di Donald Trump di imporre pesanti dazi doganali ha provocato dure reazioni in tutto il mondo. Di seguito i primi, più significativi, commenti alla scelta della nuova amministrazione americana.
Unione europea La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato che i nuovi dazi annunciati dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump rappresentano un “duro colpo” per l’economia globale. Profondamente rammaricata per questa decisione, von der Leyen ha affermato che gli europei sono “pronti a reagire” e stanno già lavorando a “un nuovo pacchetto di contromisure” nel caso in cui i negoziati con l’amministrazione americana, ardentemente auspicati dall’Ue, dovessero fallire. Secondo von der Leyen, non è “troppo tardi” per negoziare.
Il presidente del Consiglio europeo, António Costa, ha affermato da parte sua che l’Ue rimarrà una “fervente sostenitrice del commercio libero ed equo” ed ha esortato il blocco europeo ad andare avanti “in modo decisivo” con gli accordi commerciali con Sud America, Messico e India.
Germania. L’industria chimica tedesca, per la quale gli Stati Uniti rappresentano il principale mercato di esportazione, ha invitato ieri l’Ue a “mantenere la calma”, sottolineando che “un’escalation non farebbe che peggiorare i danni”. L’associazione dell’industria automobilistica tedesca (VDA) ha affermato che i nuovi dazi “creeranno solo dei perdenti” e ha invitato l’Ue ad “agire unita e con la forza necessaria, continuando a segnalare la propria disponibilità a negoziare”.
Canada “Combatteremo queste tariffe con contromisure”, ha annunciato il primo ministro Mark Carney, aggiungendo che le nuove tariffe “cambieranno radicalmente” il commercio internazionale.
Cina “La Cina esorta gli Stati Uniti ad annullare immediatamente i dazi unilaterali e a risolvere adeguatamente le controversie con i propri partner commerciali attraverso un dialogo equo”, ha affermato il ministero del Commercio, sottolineando che questi dazi “mettono a repentaglio lo sviluppo economico globale”. In assenza di un accordo, Pechino sta valutando “contromisure per preservare i propri diritti e interessi”, ha avvertito, sottolineando che “non ci sono vincitori in una guerra commerciale e non c’è via d’uscita dal protezionismo”.
Italia “L’introduzione di dazi da parte degli Stati Uniti nei confronti dell’Ue è una misura che ritengo sbagliata e che non conviene a nessuna delle parti”, ha affermato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Faremo tutto quello che possiamo per lavorare a un accordo con gli Stati Uniti, con l’obiettivo di scongiurare una guerra commerciale che inevitabilmente indebolirebbe l’Occidente a favore di altri attori globali. In ogni caso, come sempre, agiremo nell’interesse dell’Italia e della sua economia, anche confrontandoci con gli altri partner europei”.
Giappone Le misure tariffarie adottate dagli Stati Uniti sono “estremamente deplorevoli”, ha affermato il ministro del Commercio e dell’Industria Yoji Muto, aggiungendo di avere “fortemente esortato Washington a non applicarle al Giappone”. “Nutriamo serie preoccupazioni circa la loro conformità alle norme (dell’Organizzazione mondiale del commercio) e all’accordo commerciale tra Giappone e Stati Uniti”, ha affermato il portavoce del governo Yoshimasa Hayashi.
Regno Unito Il Regno Unito vuole raggiungere un accordo con gli Stati Uniti per “mitigare” l’impatto dei dazi e non intende reagire immediatamente, ha annunciato il segretario al Commercio Jonathan Reynolds.
Taiwan Taiwan ha definito “totalmente irragionevole” la decisione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di imporre nuovi e pesanti dazi globali ed ha affermato di volere avviare “seri negoziati” con Washington.
Borse in rosso con i dazi Usa, scivolano anche dollaro e petrolio
Milano, 3 apr. (askanews) – Vendite sui mercati globali dopo l’annuncio dei nuovi dazi americani, più duri del previsto, che intensificano una guerra commerciale a tutto campo che minaccia di bloccare l’economia. Coi futures Usa in forte calo, le Borse europee hanno aperto con perdite intorno al 2%. In precedenza, a Tokyo l’indice Nikkei aveva lasciato sul terreno il 2,7%. Sul fronte valutario, scivola il dollaro con euro e yen che si rafforzano, mentre l’oro spot ha aggiornato nella notte nuovi record. In forte ribasso il prezzo del petrolio sui timori di una recessione globale.
Nel dettaglio, Donald Trump ha deciso di imporre una base del 10% di dazi reciproci a tutti i Paesi: l’Unione europea è stata colpita con un’aliquota del 20% (al Regno Unito “solo” del 10%), la Cina del 34%, la Svizzera del 31%, l’India del 26%, la Corea del Sud del 25%, il Giappone del 24%. Da oggi, inoltre, sono in vigore i dazi al 25% sulle automobili importate.
La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha affermato che gli europei sono “pronti a reagire” e stanno già lavorando a “un nuovo pacchetto di contromisure” nel caso in cui i negoziati con l’amministrazione Usa dovessero fallire. L’indice Stoxx Europe 600 registra in mattinata un calo dell’1,4%. A soffrire maggiormente sono i grandi nomi della vendita al dettaglio con catene di approvvigionamento globali: Adidas lascia sul terreno il 10%, Maersk, uno dei maggiori gruppi di trasporto container al mondo, il 7%.
Il settore auto contiene le perdite all’1%: oggi entrano in vigore i dazi del 25% imposte da Trump sui veicoli importati negli Stati Uniti. Tra gli altri settori in forte ribasso le banche, con l’indice di settore in calo del 3%: a Francoforte Commerzbank e Deutsche Bank perdono oltre il 4%. Resistono i titoli delle utilities, tradizionalmente difensivi.
La mostra Art Crimes di Angelo Accardi riflette sui furti nell’arte
Milano, 3 apr. (askanews) – Con la mostra Art Crimes, Angelo Accardi si misura con uno dei capolavori della storia dell’arte occidentale: il cartone preparatorio della Scuola di Atene di Raffaello. Da Platone a Duchamp, da Aristotele a Dal, da Raffaello a Cattelan: 500 anni di arte e misteri che Accardi, uno dei massimi esponenti del Pop Surrealism, porta alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano.
“La mostra nasce un anno fa circa quando ho visto per la prima volta il cartone preparatorio della scuola di Atene di Raffaello. l che scoccata la scintilla e ho pensato di dover produrre un mio cartone nei limiti del mio possibile e in punta di piedi” ha spiegato Angelo Accardi.
Un codice sorgente visivo, conservato in uno dei templi della cultura italiana, che diventa punto di partenza per un’indagine contemporanea sul concetto di originalit e appropriazione.
“Ho pensato di dover rubare a Raffaello il cartone e quindi creare un mio cartone inserendo personaggi che mi appartengono, che appartengono al mio contemporaneo facendo una una fusione fino a realizzare un’opera che gravita in un’atmosfera tra realt e fiction” ha aggiunto l’artista.
Installazioni, tele, sculture e video per un gioco di ruoli e furti d’arte sulle orme di Raffaello. “Gli artisti si sono sempre ispirati a chi li ha preceduti e hanno creato una catena lunga secoli fatta di saccheggi e di reinvenzioni. Picasso diceva: i geni rubano. L’arte rubare e reinventare, sicuramente non copiare” continua Accardi.
Nell’arte oggi irrompe prepotente anche l’intelligenza artificiale. Da Accardi un monito: “Secondo me la ladra, la pi grande ladra di tutti i tempi, ha rubato informazione in lungo e in largo. Vedo questa intelligenza artificiale come un grande mostro, un grande mostro dal quale ci dobbiamo difendere e l’ho inserita in questa composizione sotto forma di struzzo che la mia icona per dandogli una forma un po’ pi da mostro”.
Art Crimes si presenta come un’indagine visiva sul furto intellettuale nell’arte.
“Il percorso ovviamente dettato dallo stile pop dell’artista Accardi, che un pop surrealism, ha saldamente i piedi nella contemporaneit, anche guardando per al passato, con un occhio non nostalgico ma di rivalutazione di un passato che va sempre avanti, l’inquinamento iconografico contemporaneo, dove si perdono i propri codici sorgente” conclude il curatore della mostra Nino Florenzano
La mostra aperta al pubblico dal 3 al 28 aprile presso la Sala del Foro Romano, della Veneranda Biblioteca Ambrosiana. I complementi di arredo e i tessuti sono firmati da Luxy, eccellenza dell’artigianato italiano dal 1976, e dal danese Gabriel Group.
I dazi di Trump, Meloni annulla gli impegni. Al lavoro sulle azioni da intraprendere
Roma, 3 apr. (askanews) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annullato gli impegni previsti oggi in agenda. Questo, secondo quanto si apprende, per “poter concentrare la propria attività sulle azioni da intraprendere in seguito all’introduzione di nuovi dazi da parte del governo degli Stati Uniti”. Meloni, in particolare, ha convocato un vertice a Palazzo Chigi, per discutere del tema dei dazi Alla riunione, secondo quanto si apprende, partecipano i vice premier Matteo Salvini e Antonio Tajani, quest’ultimo in video-collegamento da Bruxelles, i ministri dell’Economia Giancarlo Giorgetti, degli Affari europei Tommaso Foti, dell’Agricoltura e sovranità alimentare Francesco Lollobrigida, delle Imprese e Made in Italy Adolfo Urso.
La ricettivit e l’evento perfetto: sfide e soluzioni
Roma, 02 Apr. – Nel panorama della ristorazione e degli eventi, Rama Eventi si distingue per la sua flessibilit nell’adattarsi alle esigenze in evoluzione del mercato. Giovanni Rallo, esperto del settore, sottolinea che “il Covid ha cambiato le regole del gioco”. Molte location hanno avviato un graduale processo di integrazione dei servizi di catering, portando Rama Eventi a esplorare nuove opportunit, come il B2C, per attrarre direttamente i clienti finali.
Secondo recenti dati, il settore degli eventi ha visto un aumento del 25% nella domanda di servizi di catering a domicilio, una tendenza che risponde al crescente desiderio delle persone di vivere esperienze culinarie senza lo stress della preparazione. Rallo avverte che “improvvisare molto pericoloso” nella gestione di eventi, evidenziando l’importanza di affidarsi a professionisti per garantire esperienze memorabili e prive di delusioni.
Rama Eventi offre una gamma completa di servizi, dalla gestione di eventi privati a quelli aziendali, e sta ampliando la sua offerta nel settore del catering a domicilio. Con l’attenzione rivolta all’espansione del mercato B2C, Rallo intravede opportunit significative nei servizi personalizzati, che rispondono alle esigenze specifiche dei clienti. “La nostra proiezione futura quella di attrarre sempre pi clienti”, afferma Rallo, sottolineando l’importanza di comunicare chiaramente le numerose opzioni disponibili. Questa vocazione e cura del mercato valsa a Rama eventi per ottenere diversi premi tra le eccellenze italiane del settore.
Particolare attenzione viene posta a eventi spettacolari che arricchiscono l’esperienza, andando oltre il semplice aspetto culinario. Show cooking, ballerini, spettacoli pirotecnici ed eventi in barca contribuiscono a creare emozioni forti e ricordi indelebili.
Le prospettive per il settore sono incoraggianti, con un incremento delle opportunit lavorative grazie alla crescente domanda di eventi personalizzati e servizi di catering innovativi. Rama Eventi si posiziona come un leader nel settore, pronta a sfruttare le opportunit offerte da un mercato in continua evoluzione.
Dazi, eurozona "a passo di lumaca": Ing taglia Pil 2025 a +0,6%
Roma, 3 apr. (askanews) – Per quanto al momento, data la molteplicità di fattori che restano incerti, fare una previsione accurata sugli effetti dei dazi commerciali per la crescita economica sia “praticamente impossibile”, secondo gli economisti della banca olandese Ing nell’area euro “finirà a passo di lumaca”.
In una nota di analisi stimano che nell’arco di due anni l’impatto sugli scambi commerciali dei dazi annunciati da Trump, al 20% sulle importazioni dei paesi dell’area “potrebbe sottrarre 0,3 punti percentuali alla crescita del Pil”.
Ma bisogna anche considerare che ci sono elementi che vanno ben oltre l’impatto diretto, ad esempio gli effetti sulla fiducia che hanno già investito il clima tra imprese e consumatori.
Ad ogni modo, in attesa di conoscere maggiori dettagli, Ing ha rivisto al ribasso le sue previsioni sulla crescita economica dell’area valutaria allo 0,6% per quest’anno, un decimale di punto in meno rispetto alle stime precedenti, e all’1% su 2026, a fronte di una precedente previsione del più 1,4%.
Energia a Km 0: la rivoluzione green parte dal Sud
Roma, 03 Apr. – Nel panorama energetico italiano, un’azienda campana sta emergendo grazie alla sua visione innovativa e sostenibile. Energia Verde Italia, guidata da Angelo Galardo, si sta impegnando a fornire energia a chilometro zero, un concetto che mira a ridurre l’impatto ambientale e a promuovere l’autosufficienza energetica. “La nostra azienda opera nel campo delle energie rinnovabili dal 2013”, afferma Galardo, sottolineando l’importanza di un approccio sostenibile e locale alla produzione di energia. Con un parco eolico gi attivo e un nuovo progetto fotovoltaico da 9 Megawatt in fase di realizzazione, l’azienda punta a produrre energia pulita per i propri clienti, riducendo le emissioni di CO2 e contribuendo alla transizione energetica del paese.
L’Italia, con un parco eolico nazionale che ha raggiunto una potenza di 12,3 GW a fine 2023, deve ancora compiere passi significativi per raggiungere gli obiettivi del 2030, che richiedono un incremento di almeno 16 GW. In questo contesto, l’iniziativa di Energia Verde Italia rappresenta un esempio virtuoso di come le aziende possano contribuire a colmare questo divario. “Abbiamo iniziato un progetto di installazione di impianti fotovoltaici per fornire energia rinnovabile ai nostri clienti”, spiega Galardo, evidenziando l’obiettivo di raggiungere il 100% di energia da fonti rinnovabili entro i prossimi dieci anni.
Oltre all’impatto ambientale positivo, l’azienda sta generando significative opportunit lavorative. “Prevediamo di incrementare di circa 350 unit il nostro personale entro il 2025”, annuncia Galardo, sottolineando l’importanza di creare posti di lavoro in un territorio spesso trascurato come quello del Sud Italia. Con 21 sedi commerciali gi operative e altre otto in apertura, principalmente nella provincia di Salerno, l’azienda sta contribuendo a rivitalizzare l’economia locale. “Le nuove assunzioni saranno principalmente nel settore commerciale e di assistenza clienti”, aggiunge Galardo, evidenziando l’impegno dell’azienda nel fornire un servizio di qualit ai propri clienti.
Le prospettive future per Energia Verde Italia sono promettenti. Con l’espansione delle infrastrutture e l’aumento della capacit produttiva, l’azienda ben posizionata per giocare un ruolo chiave nel mercato energetico italiano. “Il nostro obiettivo fornire energia pulita e sostenibile a tutti i nostri clienti”, afferma Galardo, ribadendo la missione dell’azienda di promuovere un futuro energetico pi verde e sostenibile. In un’epoca in cui la sostenibilit al centro delle agende politiche ed economiche, iniziative come quella di Energia Verde Italia non solo rispondono a una necessit ambientale, ma offrono anche un modello di sviluppo economico che valorizza le risorse locali e crea nuove opportunit per le comunit.
Nicola Nocera, formazione e competenza per snellire la burocrazia
Roma, 03 Apr. – In un contesto lavorativo sempre pi complesso e regolamentato, la competenza emerge come un elemento cruciale per affrontare e risolvere le sfide burocratiche. Nicola Nocera, esperto in sicurezza sul lavoro e formazione, sottolinea come la burocrazia possa essere snellita attraverso un approccio competente e organizzato. “Ci sono delle procedure che potrebbero essere snellite,” afferma Nocera, evidenziando come spesso la burocrazia richieda pi tempo del lavoro stesso. “Un esempio lampante quello di un cantiere a Lecce, dove per un intervento di soli quindici minuti sono stati necessari tre giorni di preparazione documentale.” La situazione aggravata dai dati preoccupanti: nel primo semestre del 2024, gli incidenti mortali sul lavoro sono aumentati del 4,22% rispetto allo stesso periodo del 2023, mentre le malattie professionali hanno visto un incremento del 19,6%. Questi numeri sottolineano l’urgenza di migliorare la sicurezza sul lavoro, un obiettivo che pu essere raggiunto anche attraverso l’uso di tecnologie innovative come la realt aumentata e i dispositivi di protezione individuale smart. “Ho portato anche dei corsi innovativi con i visori della realt aumentata,” spiega Nocera, sottolineando l’importanza di coinvolgere le persone attraverso metodi interattivi e innovativi. La burocrazia, sebbene necessaria per garantire la sicurezza e il rispetto delle normative, pu diventare un ostacolo se non gestita con competenza. “A volte i giri burocratici sono infiniti,” continua Nocera, suggerendo che un approccio pi elastico e organizzato potrebbe migliorare l’efficienza. La sua esperienza dimostra che accorpare le responsabilit e incentivare l’uso di studi o aziende dedicate potrebbe ridurre i tempi e semplificare i processi. Guardando al futuro, Nocera vede un ruolo sempre pi centrale per la sicurezza sul lavoro, con normative in continua evoluzione che richiederanno competenze sempre pi specializzate. “La sicurezza vestir un ruolo molto importante nel prossimo futuro,” afferma, evidenziando come la formazione e l’aggiornamento continuo siano fondamentali per affrontare le sfide future.
In conclusione, la competenza non solo aiuta a destrutturare e organizzare la burocrazia, ma offre anche nuove opportunit per migliorare la sicurezza sul lavoro e, di conseguenza, la qualit della vita dei lavoratori. Le prospettive future nel mercato della sicurezza sul lavoro sono promettenti, con un aumento delle possibilit lavorative grazie all’integrazione di tecnologie avanzate e alla crescente importanza della formazione continua.
Nato, Rutte: no piani per un ritiro improvviso Usa da Europa
Milano, 3 apr. (askanews) – Gli alleati hanno iniziato ad aumentare la spesa per la difesa dopo che Donald Trump è diventato presidente degli Stati Uniti per la prima volta. Lo ha affermato il segretario generale Nato della Nato Mark Rutte parlando con i giornalisti all’ingresso della ministeriale Esteri in corso a Bruxelles, mettendo in luce che non ci sono piani per un ritiro improvviso Usa dal Vecchio continente.
“Per molti anni, gli americani ci hanno detto che vogliono virare di più verso l’Asia. Ci sono problemi nell’Indo-Pacifico di cui gli americani devono occuparsi, da molti anni dicono agli europei che devono spendere di più. E questo è iniziato davvero ad accadere dopo che Trump è entrato in carica (la prima volta), e davvero stiamo spendendo di più da questa parte dell’Atlantico, 700 miliardi in totale, da quando è arrivato nel 2016-2017, quindi tali questioni non sono una novità. Non ci sono piani per loro di ridurre all’improvviso la loro presenza qui in Europa. Ma sappiamo che per l’America, essendo la superpotenza che è, deve occuparsi di più di un teatro. È logico che si tenga questo dibattito, e lo facciamo da molti anni”, ha spiegato, sottolineando anche che sarà la “prima” ministeriale per Marco Rubio, il segretario di Stato Usa.
“Abbiamo molti ospiti che partecipano nei prossimi due giorni, compresi i nostri partner dall’Indo-Pacifico”, ha anche notato.
Dazi, De Guindos (Bce): meno crescita e effetti bivalenti su prezzi
Roma, 3 apr. (askanews) – “Una escalation delle tensioni commerciali potrebbe vedere l’euro deprezzarsi” (esattamente l’opposto di quanto avvenuto nelle ultime ore) “e i costi delle importazioni aumentare”, mentre in Europa “le spese su difesa e infrastrutture potrebbero far salire l’inflazione tramite la domanda aggregata”. Lo ha affermato il vicepresidente della Bce, Luis de Guindos intervenendo ad Amsterdam a una conferenza organizzata dall’International Federation of Accountants Chief Executives Forum.
Secondo l’esponente della Bce dalla situazione attuale potrebbero risultare spinte contrapposto per le prospettive di inflazione. L’intervento del banchiere centrale avviene all’indomani degli annunci da parte della amministrazione Trump sui dazi commerciali.
“Le tensioni geopolitiche possono anche portare a maggiore inflazione, danneggiando il commercio internazionale, ad aumenti sui prezzi delle materie prime e sui costi dell’energia”, ha aggiunto.
“Al tempo stesso – secondo De Guindos – il calo di domanda per le esportazioni dell’area euro e la minore crescita derivante dall’impatto di dazi o tensioni geopolitiche potrebbe creare un rischio per l’economia, deprimere la domanda e far abbassare l’inflazione”. (fonte immagine: ECB 2025).
Bankitalia, crescita di fondo eurozona frena a marzo (Eurocoin)
Roma, 3 apr. (askanews) – Dopo cinque mesi di rafforzamenti, a marzo la dinamica di crescita di fondo dell’area euro è tornata ad indebolirsi, secondo l’indice -coin elaborarto da Banca d’Italia e centro studi Cepr. Secondo quanto riporta un comunicato, l’indicatore è sceso a 0,25 da 0,43 di febbraio. Sul calo hanno inciso il peggioramento dei climi di fiducia dei consumatori e l’indebolimento degli indicatori qualitativi sui servizi.
Eurocoin fornisce in tempo reale una stima sintetica del quadro congiunturale corrente nell’area dell’euro, esprimendo tale indicazione in termini di tasso di crescita trimestrale del Pil depurato dalle componenti più erratiche (stagionalità, errori di misura e volatilità di breve periodo).
Sfrutta un vasto insieme di serie storiche macroeconomiche (quali, ad esempio, gli indici di produzione industriale, i sondaggi congiunturali, gli indicatori di domanda e gli indici di borsa) da cui viene estratta l’informazione rilevante per la stima della dinamica di fondo del Pil dell’area. Precede di alcuni mesi la pubblicazione del dato ufficiale sulla crescita trimestrale del Pil dell’area dell’euro da parte di Eurostat e ne anticipa il segnale al netto delle componenti erratiche e di breve periodo.
Dazi per tutti, lo scacco al melonismo a stelle e strisce
La sindrome di Stoccolma è quello stato psicologico per cui le vittime di un sequestro nutrono sentimenti d’affetto verso il proprio rapitore. Ultimamente, una parte della politica sembra affetta dalla sindrome di Mar-a-Lago, quella per cui ci si innamora di chi mette dazi sui propri prodotti, parlandone addirittura come di “opportunità per le imprese”. Per quanto questa posizione sia già di per sé paradossale, nei casi più gravi, si accompagna anche alla ricerca spasmodica di attenzioni da parte di chi ha definito gli europei come “parassiti”, cioè il Vicepresidente Usa Vance, caso anomalo di chi si è convertito al cattolicesimo dopo aver letto la “Città di Dio” di sant’Agostino ed evidentemente non ha ben compreso la visione della storia umana come una battaglia tra bene e male.
L’idea di fondo, molto italiana, è che allisciando il pelo alla leadership Usa, magari sperando che a Bruxelles la cosa non venga notata, si possano ottenere sconti sui dazi o corsie preferenziali per i prodotti made in Italy. Alberto Sordi non avrebbe saputo fare di meglio. Dall’altro lato del mondo, Trump è riuscito nella missione impossibile di mettere intorno a un tavolo sudcoreani, cinesi e giapponesi a discutere di come affrontare insieme la guerra commerciale in corso, un vertice semplicemente impensabile fino a qualche settimana fa. Nel piccolo mondo antico italiano, invece, basandosi sul discutibile principio di essere deboli con i forti, si pensa ad una strategia nazionale alternativa, senza Ue.
In questo contesto, bene ha fatto il Presidente Mattarella a ricordare come i dazi americani siano un “errore profondo” per cui “serve una risposta compatta, serena, determinata” da parte europea. Questo significa avere una visione e dare una linea politica, in un momento in cui si rischia di dividere ulteriormente non tanto le istituzioni europee quanto le pubbliche opinioni, i cittadini, le famiglie e gli imprenditori. Un gigante della politica europea contemporanea.
Con la firma di Trump, inizia un processo che, progressivamente, cambierà il volto dell’economia, con il rischio di colpire tutti, senza eccezioni. Alcune imprese vedranno ridotto il volume d’affari, magari fino a dover lasciare a casa i collaboratori. Chi si troverà senza lavoro non potrà più spendere, allargando a catena la macchia del disagio. Insomma, non si può non reagire uniti perché si pensa che non tutti esportino vino o comprino una Tesla. La realtà dura ce la ritroveremo seduta nel salotto di casa a chiedere il conto a noi e ai nostri figli. E tentare di risolvere il problema stendendo tappeti rossi a chi lo crea è un errore grave.
L’etica trumpiana del “ci serve” applicata alla Groenlandia
Tra le asserzioni più inquietanti del presidente degli USA Donald Trump (anche se bisogna dire che tra tutte c’è soltanto l’imbarazzo della scelta) ci sono quelle riguardanti la conquista della Groenlandia. «In un modo o nell’altro» ha proclamato Trump, «la avremo…è troppo importante per la sicurezza nostra e internazionale». Inutile dire che faccio il tifo per la grande e freddissima Groenlandia e anche per la piccola e un po’ meno fredda Danimarca, come si faceva il tifo per Ettore e non per Achille. Qui però non parleremo di preferenze ma di motivazioni, in particolare di motivazioni etiche. È vero che nell’atteggiamento del governo statunitense sembrano prevalere considerazioni di pura potenza nazionale, eppure viene avanzata la ragione per cui «ne abbiamo bisogno…è importante».
Simili argomenti vennero addotti anche da Hitler nei confronti del corridoio di Danzica e da Putin per quanto riguarda la Crimea: «ci serve, ci è utile» e quindi ce le prendiamo, e il mondo glielo lascia fare; nel 1939 non c’eravamo, ma nel 2014 sì, e siamo stati zitti.
Ma occupiamoci dell’etica trumpiana, sempre che Trump sappia di averne una, e che cosa sia. Quali principi possono mai guidare tale atteggiamento se non, presumo, un tipo di etica consequenzialista, sostenuta dall’utilitarismo e oltre a ciò impregnata di nazionalismo e primanostrismo? Lo indica la frase che dice ne abbiamo bisogno, ci serve, ci è utile. L’etica consequenzialista giudica proprio l’eticità di un certo gesto in base alle conseguenze, ovvero all’utilità del maggior numero di persone, in questo caso pervertita dal pensiero che le persone di cui si cerca l’utilità debbano essere «i nostri». Ora, voi e io abbiamo di sicuro bisogno di qualche cosa che riteniamo utile, ma non per questo ce l’andiamo a prendere gridando che ci serve! Oggi però questo tipo di etica dilaga anche in altri aspetti della vita contemporanea.
È l’etica adottata senza troppo pensarci da chi ritiene che l’intelligenza consista nel risolvere problemi e la conoscenza nel saper fare. È l’etica di chi cerca di insegnare alle macchine la difficile arte del valutare, per esempio in caso di difficoltà del traffico, se tirar sotto cinque anziani per salvare due bambini, o cinque bambini per salvare due anziani: se vogliamo buttare nel traffico vetture senza conducente dobbiamo prima programmarle, con l’I.N. (Intelligenza Naturale), a compiere questa o quella scelta. È l’etica di chi ritiene le stragi di civili perdite collaterali necessarie per risolvere il problema del terrorismo, applicando alla fine un altro genere di terrorismo…Sembra semplice l’etica consequenzialista ispirata all’utilitarismo, ed è anche molto usata, in politica come in guerra come pure in questioni di vita quotidiana, ma può condurre a soluzioni ripugnanti.
Francesca Rigotti
filosofa e saggista italiana
Istat, Italia in chiaroscuro: pesa la sfiducia nel futuro
L’Istat ha recentemente pubblicato l’annuale Rapporto sulle condizioni di vita e il reddito degli italiani, avendo aderito – a partire dal 2004 – al progetto Eu-Silc (European Union Statistics on Income and Living Conditions) che costituisce una delle principali fonti di dati per i rapporti periodici dell’Unione europea sulla situazione sociale e sulla diffusione del disagio economico nei Paesi membri, i cui principali indicatori sono il reddito e l’esclusione sociale, con significativa attenzione agli aspetti di deprivazione materiale.
I dati sulle condizioni di vita nel 2024 mostrano un quadro sostanzialmente invariato rispetto all’anno precedente. La popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale nel 2024 è pari al 23,1% (era 22,8% nel 2023), per un totale di circa 13 milioni e 525mila persone, in pratica circa 1 italiano su 4.
Si tratta degli individui che si trovano in almeno una delle seguenti tre condizioni: a rischio di povertà, in grave deprivazione materiale e sociale o a bassa intensità di lavoro. Istat, Censis e Caritas si alternano nel consegnarci la fotografia del Paese reale, evidenziando aspetti di problematicità di cui il Paese legale e in primis la politica tratteggiano chiaroscuri ispirati dall’essere al governo o all’opposizione ma non sempre sorretti da un’approfondita conoscenza della effettiva condizione sociale. Si divarica dunque la forbice tra famiglie abbienti e famiglie più povere, con un reddito che nelle prime è del 5.5% superiore alle seconde, mentre in via generale il reddito medio annuale (37.511 euro) aumenta del 4.2 % in termini nominali mentre diminuisce dell’1.6% in termini reali. Ciò anche a motivo del fatto che la crescita nominale deve fare i conti con l’inflazione osservata (nel corso del 2023 a più 5.9% secondo i dati Ipca): questo spiega in larga parte il calo del reddito reale registrato.
Il concetto di “rischio di povertà” riguarda peraltro le famiglie il cui reddito netto equivalente è inferiore al 60% di quello mediano mentre risulta stabile l’indice della popolazione in condizione di ‘grave’ deprivazione materiale e sociale – oltre 2 milioni e 710 mila persone, pari al 4.6% – classificata in base ad indicatori-standard europei riferiti a difficoltà economiche quali non potersi permettere un pasto completo, dover affrontare spese impreviste o essere in arretrato con l’affitto o il mutuo. Si conferma il gap di rischio povertà o di esclusione sociale tra il nord-est del Paese (considerata l’area geografica di popolazione più abbiente) e il Mezzogiorno, rispettivamente quantificate all’11.2% e al 39.2%: è di tutta evidenza il dato relativo al Sud che lievemente peggiora rispetto all’anno precedente, un trend che interroga sulle decantate, decennali politiche di investimenti mirati allo sviluppo di questo territorio.
Osservando i nuclei familiari si evidenzia che l’incidenza dei due fattori deprivanti (rischio povertà/esclusione sociale) è minore per le coppie senza figli, per quelle con uno/due figli rimane sostanzialmente stabile (al 19%) e inferiore alla media mentre aumenta con uno scatto annuale dal 32% al 34.8% per quelle con tre figli e per i nuclei monogenitoriali (dal 29% al 32.1%) così come analogamente incrementa per gli anziani over 65 che vivono da soli (dal 27.2% al 29.5%). Significativo il dato di cui sopra rapportato alla presenza di almeno un cittadino straniero che si riduce al 37.5% rispetto al 40.1% del 2023, mentre è lievemente in crescita per le famiglie di soli italiani (dal 20.7% al 21.2%). Insomma chi cerca segnali positivi di crescita resta deluso.
L’ascensore sociale è fermo al piano terra – ormai è la metafora dei perdenti – l’inflazione riprende a correre, le vicende internazionali, dalle guerre ai dazi, generano attese ansiogene senza che si materializzino rimedi compensativi: i dati del Rapporto descrivono un trend di appiattimento verso il basso al quale il popolo italiano sembra rassegnato perché le buone notizie non si trovano nemmeno al mercatino dell’usato.
Mentre politica e sindacati litigano (‘si sta peggio’/’si sta meglio’) senza incidere sui risultati monitorati dall’Istat, il Paese arranca e sembra abbandonarsi a derive di piccolo-medio cabotaggio: meglio l’uovo oggi che la gallina domani, si perseguono obiettivi concreti minimi, crescono sfiducia e ritrazione silenziosa nel privato, la cura del particulare prevale sulla lungimiranza, vero convitato di pietra nelle istituzioni e tra la gente comune. Come certificato dall’altrettanto recente Rapporto Censis sulla comunicazione crescono le persone che usano uno smartphone (89.3%), il computer (90.1%) o guardano la televisione (94.1%): i media e i social sono a un tempo rifugio e megafono della vita come attesa. Come diceva Eduardo…”Adda passà a nuttata”.
Tregua a Gaza, un fallimento annunciato
Ciò che era evidente da tempo, la rottura unilaterale della tregua siglata oltre due mesi fa ha sancito in modo irrefutabile: Israele o, meglio dire, l’attuale governo di estrema destra presieduto da Benjamin Netanyahu non vuole la pace, non la vuole ora e soprattutto non vuole nella maniera più assoluta la creazione di uno stato palestinese. Né a Gaza né in Cisgiordania. Né ora né mai. Punto.
Questo articolo potrebbe concludersi qui. Un post, nulla più. Sarebbe sufficiente per illustrare lo stato delle cose. Però qualche altra considerazione, desunta dagli eventi in corso, la si può aggiungere. La ripresa dei bombardamenti sulla Striscia ha consentito al premier israeliano di conseguire almeno tre risultati immediati.
Il ritorno al governo dell’estremista più estremo, quel Ben Gvir leader del partito dei coloni che ne era uscito all’annuncio dei negoziati con Hamas. Un rafforzamento della maggioranza parlamentare quanto mai utile a fronte della crescente e nuovamente molto partecipata, come era prima del 7 ottobre 2023, ondata di protesta popolare contro la politica guerresca e radicale dell’esecutivo di Tel Aviv.
La possibilità per Netanyahu di continuare a eludere, causa appunto conflitto in corso, le pesanti accuse che su di lui incombono da anni e che la magistratura israeliana non ha dimenticato, sottoponendolo a processo. La guerra è di fatto l’assicurazione che Bibì ha per evitare un’insidia assai pericolosa per lui come individuo e non solo per la sua carriera politica. E per poter proseguire nella sua azione mirante a ridurre l’indipendenza della magistratura medesima e dei servizi di sicurezza.
L’effettuazione di un test sulle reali intenzioni di Donald Trump, alleato di ferro ma personaggio imprevedibile: il sostegno rafforzato che ne è derivato, con la ulteriore minaccia “infernale” rivolta a Hamas, ha tranquillizzato Netanyahu (che al contrario si era fatto sospettoso, all’inizio del mandato presidenziale del tycoon, a fronte della spinta di quest’ultimo per arrivare rapidamente ad un accordo di pace, arricchita poi dalla scenografica e lunare idea di trasformare la Striscia in un mega resort per miliardari). Per dirla tutta, il piano in tre fasi che aveva avviato la tregua era palesemente interpretato da Israele come una sorta di “regalo di benvenuto” al nuovo Presidente USA, che si sarebbe necessariamente arenato al termine della prima, non avendo nessun interesse il governo ebraico nel giungere realmente ad un accordo di pace effettivo. E così è stato.
In questo quadro, occorre riconoscere altresì che le irritanti provocazioni orchestrate da Hamas ad ogni rilascio di ostaggi, tese a umiliarli e a dimostrare un totale controllo del territorio che in realtà non ha più, non potevano che accrescere l’odio israeliano e dunque la sua determinazione distruttrice.
Non si vedono dunque spiragli nella drammatica crisi di Gaza. Non vuole cedere Hamas; Israele non ci pensa nemmeno; gli Stati Uniti hanno in questa fase altro per la testa; i paesi arabi hanno approntato sì un piano di pace che però resterà in un vicolo cieco sin quando Tel Aviv non lo prenderà almeno in considerazione come base per un negoziato, che abbiamo visto non volere.
L’unico barlume di luce lo hanno offerto, in queste settimane, le timide – ma è la prima volta, e dunque sono assai significative – manifestazioni popolari di palestinesi che a Gaza hanno chiesto ad Hamas di andarsene e quelle, ben più imponenti, che a Tel Aviv gli israeliani ostili al governo insieme ai parenti degli ostaggi continuano a organizzare per chiedere l’avvio di reali negoziati di pace. A Gaza si manifesta per poter sopravvivere, a Tel Aviv per salvare l’anima di una nazione che sta perdendo sé stessa.
Trump annuncia i nuovi dazi, il 25% su auto prodotte all’estero
Roma, 2 apr. (askanews) – “Questo è il giorno della liberazione. Sarà èr sempre ricordato come il giorno in cui l’industria americana è rinata”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, annunciando i nuovi dazi.
Nel suo discorso, Trump ha descritto la misura come una risposta “reciproca” a decenni di squilibri: “Loro lo fanno a noi, noi lo facciamo a loro”. “Ora è il nostro turno di splendere. Make America Great Again, greater than ever before”, ha dichiarato, promettendo che la nuova politica commerciale genererà “trilioni e trilioni di dollari per ridurre le tasse e abbattere il nostro debito nazionale”.
Trump ha mostrato un rapporto dell’Ufficio del Rappresentante commerciale degli Stati Uniti, pubblicato nei giorni scorsi, che elenca barriere tariffarie e non tariffarie imposte ai prodotti americani in vari paesi del mondo, tra cui sussidi, manipolazioni valutarie e furti di proprietà intellettuale. Ha puntato il dito in particolare contro l’IVA europea, definita da lui “una tassa esorbitante” e “un’ingiustizia cronica” per le imprese statunitensi.
“L’età dell’oro dell’America sta tornando”. Il presidente è affiancato dall’intero gabinetto e da membri della sua squadra economica, tra cui Larry Vance. Trump ha anche citato il “grande successo” ottenuto in Florida.
Dalla mezzanotte (ora americana) scatteranno le tariffe del 25% su auto e componenti auto importati negli Usa. La misura, sostenuta dal sindacato United Autoworkers, mira a contrastare gli alti dazi applicati da altri Paesi sui prodotti americani, come il 10% imposto dall’Ue sulle auto Usa. Il presidente ha parlato di “giustizia reciproca”. La Casa Bianca valuta nuovi aiuti per i settori colpiti.
Lagarde: nel mondo capovolto Paesi Ue devono cooperare per competere
Roma, 2 apr. (askanews) – In una fase in cui bisogna gestire le sfide poste dall’amministrazione Trump negli Usa, ma anche quelle che arrivano dalla Cina o altri “giganti globali”, i paesi della Unione europea devono “cooperare per competere”. Due concetti apparentemente contraddittori ma che “in un mondo sottosopra hanno perfettamente senso”, secondo la presidente della Bce, Christine Lagarde.
Lagarde è intervenuta in occasione del conferimento a Dublino del premio “Sutherland Leadership Award”, che commemora il politico irlandese Peter Sutherland.
Il suo discorso in generale, come quelli di molti altri esponenti Ue in questa fase, carica di enfasi la situazione attuale, equiparandola a una crisi inattesa che debba portare a provvedimenti e riforme che altrimenti risulterebbero magari più difficili da far passare (come è avvenuto con Covid e guerra in Ucraina). Indipendentemente dal fatto che erano mesi che si sapeva che una volta insediato alla Casa Bianca Donald Trump avrebbe reimposto dazi commerciali.
“Questioni che erano scolpite nella roccia diventano fluide. Istituzioni, regole e alleanze che sembravano eterne, all’improvviso possono essere cambiate. Il panorama geopolitico è stato capovolto – ha sostenuto – E oggi dobbiamo fare i conti con chiusura, frammentazione e incertezza”.
L’Europa rischia di vedersi aggravare problemi già esistenti sull’economia, come crescita lenta e debolezza della produttività. E al tempo stesso di vedere aumentare le vulnerabilità sulla sicurezza.
Secondo Lagarde la strada da seguire è “lavorare insieme per semplificare e ampliare la nostra economia in un mondo dominato dai giganti economici”. Questo significa integrare i mercati dei capitali, rimuovere le barriere interne e consentire alle aziende di crescere. “I rapporti stilati da Enrico Letta e Mario Draghi hanno aperto la strada. E la ‘Bussola sulla competitività’ della Commissione europea fornisce una tabella di marcia concreta – ha proseguito – con tappe da attuare con urgenza”.
Lagarde ha poi affermato che bisogna intervenire sui processi decisionali della Ue, in particolare sulla storica regola della unanimità da cui, di fatto deriva un potere di veto a singoli (o più) Paesi che può impedire “decisioni nell’interesse collettivo degli altri 26”.
“L’Europa non può permettersi di essere disunita, altri useranno questo contro di noi. In questo mondo capovolto – ha sostenuto – un voto a maggioranza più qualificata sarebbe più democratico”.
A Roma l’evento di Generali su sfide Salute&Welfare e Climate Change
Roma, 2 apr. (askanews) – La questione demografica e le conseguenze del cambiamento climatico impattano sempre pi sulla vita degli italiani e Generali ribadisce il suo ruolo al fianco di famiglie, imprese e comunit. A Roma si infatti svolto l’evento “Generali Partner del Paese sulle grandi sfide contemporanee: Salute&Welfare e CatNat&Climate Change”, alla presenza di Istituzioni, Partner, media e Rete distributiva, oltre al top management della Country Italia.
Un impegno, quello della prima Compagnia assicurativa in Italia, che ha registrato una raccolta premi record al 2024 pari a 32,1 miliardi. Giancarlo Fancel, Country Manager e Ceo di Generali Italia, ha spiegato: “Generali fa la differenza innanzitutto perch siamo il primo assicuratore del Paese. Noi abbiamo 11 milioni di clienti, una famiglia su tre assicurata con noi, un’impresa su quattro assicurata con noi. Il valore del nostro brand importantissimo, siamo in termini di valore secondi solo a un marchio della grande moda, che non cito per non fare pubblicit gratuita”.
Massimo Monacelli, General Manager Generali Italia, ha sottolineato: “Generali partner del Paese in tutte le grandi sfide che attraversano la societ e la nostra economia in questi tempi, che vediamo caratterizzati da una crescente instabilit geopolitica, con l’incertezza economica che crea nel Paese, i grandi cambiamenti di natura demografica, i cambiamenti climatici, che portano con s tutte le gravi conseguenze che vediamo ogni giorno nel nostro Paese. Generali partner del Paese perch noi abbiamo il compito di decifrare questi cambiamenti, di trasformarli in soluzioni, per le famiglie, per le imprese, per i cittadini italiani, per i nostri clienti, e attraverso la nostra rete straordinaria di 2000 agenti su tutto il territorio nazionale solo per Generali Italia, entrare nelle comunit, essere vicini alle persone, e di promuovere una sicurezza che consenta di non vedere queste trasformazioni solo come una minaccia, ma come l’opportunit di costruire il proprio percorso di vita, le proprie ambizioni, i propri sogni”.
Le priorit del Piano Industriale 2025-2027 sono Protezione, Salute e Welfare, Eccellenza Rete per garantire consulenza ai clienti con la spinta su adozione di strumenti digitali e Scale Up Innovazione per portare a scala l’utilizzo di tecnologia, Dati, intelligenza artificiale generativa e Automazione, con investimenti per oltre 325 milioni. Davide Passero, A.d. Alleanza Assicurazioni, ha detto: “Il tema dell’innovazione complementare alla consulenza di valore che i nostri consulenti sul territorio, abbiamo pi di 40mila persone sul territorio a servizio dei nostri clienti, e la tecnologia digitale complementare e a supporto di questa relazione aumentata, come la chiamiamo noi, che ovviamente potenziata da un lato da algoritmi, che permettono di meglio personalizzare prodotti e servizi, dall’altro dell’uso di Generative A.I., che permette veramente di innalzare il livello di informazione e disponibilit dell’informazione in modo molto veloce”.
Borsa, governo valuta innalzamento soglia Opa obbligatoria al 30%
Roma, 2 apr. (askanews) – Si va verso un probabile innalzamento della soglia che fa scattare l’obbligo di Opa, dall’attuale 25% al 30%. Sarebbe questa una delle prima misure che il governo starebbe valutando di inserire nel decreto attuativo della riforma del Testo unico della finanza (Tuf) prevista (con delega) nella legge Capitali.
L’ipotesi, di cui ha parlato ieri Reuters e che è stata ripresa da alcuni quotidiani, sarebbe allo studio del tavolo tecnico presso il Mef, istituito proprio per predisporre i decreti legislativi attuativi della delega.
Fonti vicine al dossier, che confermano la misura in corso di valutazione, mettono allo stesso tempo in guardia dal rischio che si intervenga sulla soglia Opa con un provvedimento spot, e non all’interno di una riforma globale, un provvedimento dettato probabilmente dalla contingenza del risiko bancario e del dossier Tim, con Poste che, dopo aver rilevato le quote di Cdp (in cambio della sua partecipazione in Nexi) e Vivendi, ha raggiunto il 24,81% del capitale e un ulteriore eventuale rafforzamento porterebbe la società guidata da Matteo Del Fante a superare la soglia attuale del 25%.
In valutazione anche il metodo per introdurre l’innalzamento della soglia Opa: la disposizione potrebbe trovare spazio direttamente nello schema di decreto legislativo che viene portato all’esame delle Commissioni parlamentari, oppure successivamente, attraverso i pareri parlamentari con ‘condizioni’ o ‘osservazioni’ che per il governo sarebbe difficile ignorare in sede di approvazione definitiva del decreto legislativo.
Il tema dell’innalzamento della soglia per l’obbligo dell’Opa per le grandi società quotate è in discussione da tempo nel mondo della finanza. Il position paper di Assonime ‘Proposte per una riforma organica del TUF’ di aprile 2024, prevede una razionalizzazione del sistema delle soglie lasciando a tutte le società la facoltà di indicare nei rispettivi statuti la soglia per l’obbligo dell’Opa nell’intervallo 25%-40%. Attualmente tale facoltà è prevista solo per le pmi.
Ue, Pd cerca equilibrio con doppio voto ma ancora si discute
Roma, 2 apr. (askanews) – Alla fine la spaccatura di tre settimane fa viene scongiurata, il Pd riesce a mantenere una sostanziale unità nel voto, anche se poi ognuno racconta una versione diversa di cosa si è votato. Al Parlamento europeo i democratici trovano una soluzione ‘double-face’, che può essere presentata in due modi opposti all’opinione pubblica e che permette alla segretaria valutare con più serenità le modalità con cui andare alla manifestazione M5s.
Nicola Zingaretti, di prima mattina, detta la linea agli eurodeputati dem: no all’emendamento che “accoglie con favore il piano ‘Rearm Europe'”, ma sì alla ‘Relazione sulla difesa e la sicurezza’ in cui quella frase è stata però inserita lo stesso, perché l’emendamento è comunque passato. Un altro equilibrismo, che appunto viene raccontato in maniera diametralmente opposta dalle varie anime del partito e che conferma quanto sia complicata la sintesi tra i dem su questo argomento.
La maggioranza Pd enfatizza il no all’emendamento sul riarmo, sorvolando sul fatto che poi a quella frase è stato comunque detto sì al momento del voto sull’intero documento. La minoranza cerca di inchiodare il vertice Pd al voto finale, rimarcando il ‘sì’ anche al piano von der Leyen. In realtà ci sono anche alcuni dissidenti, i tre ‘riformisti’ che votano sì anche all’emendamento (Pina Picierno, Giorgio Gori e Elisabetta Gualmini) e i due indipendenti Marco Tarquinio e Cecilia Strada che votano no anche alla ‘Relazione’ nel suo complesso. Ma, è il ritornello del Nazareno, sono solo “posizioni personali”, la linea del Pd non cambia.
Il problema è capire se la linea Pd è quella del no all’emendamento – che peraltro riprende il giudizio “radicalmente” critico fissato nella mozione presentata a Camera e Senato e votata da tutti – o quella del ‘sì’ finale alla ‘Relazione’, che invece i riformisti festeggiano come una vittoria, considerando che tre settimane fa l’indicazione del partito fu per l’astensione in una situazione simile. Giuseppe Provenzano è perentorio: “Le singole distinzioni sul no al ‘Rearm Eu’, e le dichiarazioni successive che le rivendicano, non cambiano e non appannano una linea che oggi è stata riaffermata anche dalla stragrande maggioranza della delegazione. Sulla linea di contrarietà ai riarmi nazionali proposti da von der Leyen e di impegno per una vera difesa europea abbiamo raggiunto l’unanimità in direzione e nel Parlamento italiano”. E appunto Marco Sarracino, Alfredo D’Attorre, Marina Sereni e tanti altri rimarcano il “no” del Pd al riarmo.
La Picierno ribatte: “Noto anche oggi una certa tendenza a confondere le acque del dibattito pubblico. Pazienza e chiarezza: nel testo finale votato dalla delegazione del Pd e da tutto il gruppo dei socialisti e democratico c’è ‘Rearm Europe’, ed è motivo di grande soddisfazione per la responsabilità dimostrata da parte di tutti”. Ma di “responsabilità” parla anche Provenzano, per chiedere a tutti di evitare polemiche: “Nel momento in cui le divisioni delle forze di maggioranza mettono a rischio la credibilità dell’Italia sarebbe responsabilità di tutti non alimentare confusione”.
Di fatto rimane la fotografia di un equilibrio precario, che verrà messo alla prova altre volte. A cominciare da sabato, quando si terrà la piazza M5s. La segretaria potrebbe andare di persona, oppure mandare una delegazione. Ma di sicuro la minoranza è pronta a farsi sentire, se – come molto probabile – da quel palco dovessero arrivare frasi su difesa e Europa irricevibili per i riformisti Pd.
Dazi, Meloni non esclude "risposte adeguate". Mattarella chiede unità Ue
Roma, 2 apr. (askanews) – Dopo tanta prudenza e inviti a “non agire per impulso” e a cercare “con la diplomazia” di “raggiungere un punto di equilibrio”, alla fine l’occasione per annunciare che il governo italiano, in concerto con l’Unione europea, è pronto a reagire ai dazi Usa che verranno delineati da Trump è arrivata nel giorno in cui Palazzo Chigi ha voluto celebrare il comparto che più di ogni altro ne soffrirà: l’agroalimentare. Nelle stesse ore in cui, dal Quirinale, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, incontrando il presidente dell’Estonia Alar Karis, ha definito i dazi voluti dal presidente Usa un “errore profondo”, evidenziando come, da parte europea, servisse “una risposta compatta, serena, determinata”.
Alla cerimonia di consegna del Premio Maestro dell’arte della cucina italiana, la premier ha ricordato che “i prodotti agroalimentari italiani sono richiesti in tutto il mondo, a partire ovviamente dall’Europa”. Ma gli Stati Uniti, ha sottolineato Meloni, “sono il secondo mercato di destinazione, con un export che nel 2024 è salito del 17%. Quello statunitense è per noi un mercato fondamentale ed è evidente che l’introduzione di nuovi dazi avrebbe risvolti pesanti per i produttori italiani”, ha premesso la premier. “Questa è la ragione – ha proseguito la presidente del Consiglio nel cortile d’onore di Palazzo Chigi – per la quale adesso bisogna lavorare per scongiurare in tutti i modi possibili una guerra commerciale che non avvantaggerebbe nessuno, né gli Stati Uniti né l’Europa. Il che, ovviamente – ha ammesso -, non esclude se necessario di dover anche immaginare risposte adeguate a difendere le nostre produzioni”.
Parole, queste di Meloni, pronunciate per rassicurare i “Maestri dell’arte della cucina italiana” premiati (tra i quali Riccardo Cotarella, presidente dell’Unione internazionale degli enologi, lo chef tristellato Massimo Bottura, il fondatore e presidente internazionale di Slow Food Carlo Petrini) e insieme a loro l’intero settore.
Rassicurazione ribadita subito dopo dal ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida: “Il governo è consapevole – ha detto – dell’immenso valore anche economico del Made in Italy agroalimentare e della conseguente necessità di proteggerlo in ogni modo. Il timore dei dazi non ci deve fare dimenticare i record di questi anni del settore: l’Italia è una superpotenza in questo settore e saprà vincere ogni sfida grazie a un governo che sia di supporto e non di ostacolo”.
A richiamare le parole del capo dello Stato è stato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani: “Mattarella dice parole sagge – ha commentato – ma l’ha detto anche il presidente del Consiglio oggi e noi lo stiamo ripetendo da giorni: la linea della saggezza è quella che paga sempre. Non dobbiamo reagire di pancia a dei dazi – il monito di Tajani -, dobbiamo valutare esattamente i contenuti, quali sono i danni che possono provocare nella nostra economia e poi, se non si riesce con il dialogo ad ottenere una situazione diversa, è ovvio che in tempi brevi ci sarà una risposta europea. E’ l’ultima ratio – ha specificato – però, se dobbiamo reagire, allora reagiremo. Viene da loro la decisione di fare un’offensiva sui dazi, noi non vogliamo fare nessuna guerra commerciale, ma se dobbiamo difenderci ci difenderemo”.
Sui tempi della reazione europea, ha proseguito Tajani, “non si andrà alle calende greche. Una volta capito stasera cosa gli americani vorranno fare allora si valuterà l’impatto, si parlerà con loro, e si valuterà contemporaneamente, con tempi non biblici, un’eventuale scelta di reazione che sia intelligente e non controproducente”. Ormai, non resta che attendere poche ore.
Alice canta Battiato, torna da maggio in tour con "Eri con me"
Roma, 2 apr. (askanews) – La speciale ricorrenza degli 80 anni dalla nascita di Franco Battiato ha ispirato questo rinnovato omaggio. Dal 30 Maggio al 3 Agosto 2025, in location prestigiose e suggestive, Alice terrà una serie di concerti straordinari con il programma “Eri con me”, accompagnata da importanti ensemble come l’Orchestra Filarmonica Italiana e I Solisti Aquilani. Al pianoforte l’imprescindibile Carlo Guaitoli che sarà anche direttore.
Proprio dalla collaborazione tra Alice e Carlo Guaitoli è nata, nel 2022, la pubblicazione dell’omonimo album in studio “Eri con me” (2022 Arecibo/BMG) con 16 canzoni di Franco Battiato. Queste versioni, acclamate dalla critica e pubblico, hanno fatto meritare ad Alice, nel 2023, la Targa Tenco quale miglior interprete.
Il correlato tour all’album Eri con me/Alice canta Battiato conta ad oggi più di 100 concerti e altrettanti sold out. In scaletta, molti i brani tratti dall’album stesso, alcuni meno noti come “Da Oriente a Occidente” e “Sui giardini della preesistenza” insieme a numerosi altri che invece da lungo tempo appartengono al repertorio live e discografico di Alice, come “La cura”.
Nell’aggiornato repertorio troveranno naturalmente spazio le canzoni nate durante la loro intensa collaborazione iniziata nel 1980: Per Elisa, i loro duetti tra cui I treni di Tozeur, nonché i brani che più recentemente Battiato aveva scritto proprio per lei come Veleni ed Eri con me, che ha regalato il titolo all’album e al tour stesso.
Alice, con la sua personalità vocale unica e un percorso artistico sempre in evoluzione, si fa ancora una volta strumento della musica di Franco Battiato.
Molto di questo lungo viaggio nella musica d’autore è contenuto nel volume L’unica via d’uscita è dentro l’autobiografia scritta da Alice con la collaborazione di Francesco Messina pubblicata da pochi mesi da Rizzoli Lizard.
Tra i primi appuntamenti per l’estate 2025, con l’Orchestra filarmonica italiana il 30 maggio a Scandiano (Reggio Emilia) per FestivaLove, il 9 giugno Mestre (Venezia) al Parco Bissuola, il 24 giugno Milano (Castello Sforzesco), l’11 luglio Fiesole (Firenze), al Teatro Romano, il 26 luglio Marina di pietrasanta (Lucca) al Teatro La Versiliana, il 3 agosto Castiglioncello (Livorno) al Castello Pasquini.
L’artista si esibirà con I Solisti Aquilani il 13 luglio al Teatro Romano a Ostia Antica a Roma.
Usa, sgambetto danese a Trump: Maersk rileva ferrovia Canale Panama
Roma, 2 apr. (askanews) – Mentre la Casa Bianca tiene sotto pressione la Danimarca, ostentando interesse per il controllo della Groenlandia, la multinazionale danese Moeller Maersk ha rilevato la proprietà di una ferrovia che collega i due scali portuali del Canale di Panama. Lo riferisce il Financial Times, secondo cui la mossa del gigante globale del trasporto marittimo limita le capacità di influenza degli Usa sull’infrastruttura chiave, proprio mentre il presidente Donald Trump sta cercando di rafforzare la presa sul Paese centro americano.
La mossa è stata annunciata da una controllata del gruppo, la Apm Terminals che con una nota ha riferito che rileverà la Panama Canal Railway Company dalla Canadian Pacific Kansas City Limited e dalla Lanco Group/Mi-Jack. La società gestisce una linea ferroviaria singola da 76 chilometri che collega gli scali del canale sull’Atlantico e sul Pacifico. (fonte immagine Apm Terminals).
Guido Castelli: flat tax 7% pensionati estero incentivo a rientro
Roma, 2 apr. (askanews) – “Occupandomi di ricostruzione mi sono subito imbattuto nel problema che il vero rischio della ricostruzione che le case, una volta riqualificate, rimangano vuote. Il calo, il gelo demografico stato descritto nella sua consistenza e nella sua gravit proprio ieri dal presidente dell’Istat. Per questo ho rispolverato dalle pieghe di alcune norme fiscali la possibilit di incentivare, non con la pretesa di risolvere il problema demografico, ma di alimentare la vitalit e i flussi delle comunit del sisma, una norma che consente di godere di una flat tax al 7 % per tutti i residenti stranieri, percettori di pensione straniere che decidono di venire a vivere i nostri bellissimi borghi”. Lo ha sottolineato Guido Castelli, commissario al Sisma 2016, in occasione della firma del Protocollo d’Intesa tra il Commissario Straordinario al sisma 2016 e il Consiglio Generale Italiani all’Estero (CGIE) in relazione alla flat tax al 7%, strumento fiscale gi attivo nel nostro Paese e dedicato ai cittadini pensionati residenti all’estero da almeno 5 anni, percettori di un reddito da pensione da un soggetto straniero, che vogliono venire a vivere dell’Appennino centrale.
“La norma c’ – ha aggiunto Castelli – una norma utile che rivolgiamo soprattutto a chi magari ha il desiderio di tornare a casa. Sono i nostri emigrati, sono le progenie di tutti coloro che dovettero lasciare la loro casa e che oggi potrebbero tornarvi in una condizione ristabilita, armoniosa e utile fiscalmente”.
Dazi, ministro Urso: rispondere con altri dazi aumenterebbe il danno
Parma, 2 apr. (askanews) – “Noi crediamo che occorra avere innanzitutto cautela nella risposta e piena responsabilit e consapevolezza” sui dazi USA. Lo ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine dell’incontro promosso all’Unione industria di Parma da Federalimentare in occasione della Giornata nazionale del Made in Italy.
“Partiamo da quello che Von der Leyen ha detto poche giorni fa – ha aggiunto Urso -. Lei ha detto che se i dazi americani annunciati, quelli che dovrebbero essere poi definiti tra poche ore, fossero appunto confermati, l’impatto negativo, secondo una prima stima, sulla crescita europea, sarebbe pari allo 0,3%. Mediamente magari probabilmente in Italia anche di pi”, ha spiegato il ministro.
“Se invece dovessimo realizzare le contromisure che la Commissione ha gi predisposto, cio i dazi di ritorsione, l’impatto negativo sulla crescita europea aumenterebbe allo 0,5. Sono parole sue”.
“Quindi, se noi gi sappiamo che se reagiamo ai dazi americani con altri dazi accresciamo il danno alle nostre imprese, ai nostri cittadini, mi guarderei bene dal farlo in maniera automatica. Anche perch la risposta a una minaccia di questo tipo pu essere anche di diversa natura, non necessariamente sul terreno dei dazi, tanto pi che questo terreno quello che ci fa pi male”, ha concluso il ministro.
Appalti, Carpinello: “Il nuovo codice favorisce le pmi”
Roma, 2 apr. (askanews) – “Il nuovo codice degli appalti apre una grande frontiera: la qualificazione delle imprese anche per forniture e servizi, in recepimento della direttiva comunitaria. Questa misura crea una omogeneit di qualificazione tra le le imprese, che dovrebbero presentarsi gi con una qualificazione fatta, affinch sia eliminata quella discrezionalit che ancora presente nelle stazioni appaltanti. Si tratta di un significativo beneficio per le micro e piccole imprese”, lo ha detto oggi Tiziana Carpinello, presidente Unionsoa, intervenuta a Largo Chigi, il format in onda su Urania Tv. E ha aggiunto: “Nell’analisi del regolamento sar indispensabile un dialogo tra pubblico e privato per trovare soluzioni snelle che vadano a semplificare la burocrazia, che ancora oggi penalizza il settore. Per la semplificazione burocratica sar necessario anche rivedere i parametri di qualificazione dei requisiti speciali delle imprese, perch dobiamo aggiornarli al momento che viviamo oggi. Dobbiamo farlo per favorire le imprese ma anche l’intero sistema degli appalti pubblici”. E a proposito di innovazione ha chiarito: “Crediamo molto nella digitalizzazione e questo ci porter a grandi risultati sulla trasparenza e accelerazione dei processi. L’intelligenza artificiale un aiuto per le nostre risorse umane, un qualcosa che si pu trasformare in un benessere in termini di welfare”.
La dimensione del’infanzia: Valerio Berruti in Fondazione Ferrero
Alba, 2 apr. (askanews) – Una grande scultura fuori dalla Fondazione Ferrero il pi forte elemento distintivo della mostra che il museo di Alba dedica a Valerio Berruti, artista del segno, in tutte le sue manifestazioni e le sue scale, capace di un ragionamento contemporaneo sulla dimensione dell’infanzia e di una poetica toccante e vera. “More than Kids” un’esposizione che parla di bambini, ma anche di cambiamento climatico, cos come dei paesaggi delle Langhe.
“In questa mostra – ha detto Berruti ad askanews – la parte del disegno forse quella meno valorizzata perch la mia parte forse pi conosciuta, quindi volevo dare un’immagine del mio lavoro pi monumentale, pi installativa ma tutto parte sempre dal disegno e dal segno a cui io do incredibile importanza”.
Tra i lavori della mostra anche una serie di affreschi e di video-animazioni, a testimonianza delle forme molteplici del lavoro di Berruti, che si confronta anche con le opere di grandi dimensioni, ma con una prospettiva che resta sempre particolare. “Si tratta sempre di anti monumenti – ci ha spiegato Arturo Galansino, co-curatore della mostra con Nicolas Ballario – perch sono ben lontani da ogni contenuto retorico, eroico, lui rappresenta sempre figure fragili, sono sempre i bambini, protagonisti di Valerio anche nel caso dei monumenti, quindi vanno nella direzione tutta contemporanea, verso una nuovo senso di estetica e di sensibilit”.
L’esposizione in Fondazione Ferrero proseguir poi a Palazzo Reale a Milano dal mese di luglio per poi ritornare ad Alba, da ottobre fino a dicembre, con una grande installazione all’interno della Chiesa di San Domenico.
Sabato 12 aprile riapre MagicLand
Roma, 2 apr. (askanews) – Sabato 12 aprile riapre MagicLand, il parco divertimenti più grande del Centro-Sud Italia, pronto a regalare emozioni, risate e avventure indimenticabili a grandi e piccini.
La capitale del divertimento riapre i battenti con due grandissime novità: Magic Winx, un’esperienza sensoriale tra pianeti incantati, foglie volanti e scenografie da sogno. Un’attrazione pensata per far brillare gli occhi di tutta la famiglia.
Dal 21 giugno l’estate si accende con MagicSplash, il parco acquatico a tema caraibico, con 2 nuovi scivoli mozzafiato di oltre 20 metri di altezza per vivere l’adrenalina della discesa in acqua e una comoda area picnic, perfetta per le famiglie che desiderano rilassarsi senza rinunciare al proprio pranzo portato da casa.
Prima novità assoluta è la spettacolare attrazione Magic Winx, con il ritorno a MagicLand del Winx Club, la serie animata italiana che ha conquistato intere generazioni in tutto il mondo con le avventure delle amate fatine. Magic Winx è un’esperienza immersiva che farà sognare grandi e piccini, per intraprendere, a bordo di magiche foglie volanti, un viaggio emozionante tra i pianeti incantati delle fatine e vivere sensazioni uniche. Un viaggio di oltre 4 minuti, attraverso una superficie di più di 1.000 mq allestita con scenografie da vero incanto ed effetti speciali che riproducono neve, nebbia, onde d’acqua, luci e laser colorati.
E poi MagicSplash, un angolo di tropici alle porte di Roma. Una vera oasi con spiaggia di sabbia finissima, piscina a onde, vegetazione tropicale, scivoli e giochi d’acqua per tutte le età. E per chi cerca relax assoluto? Cabanas private, vasche idromassaggio e una zona wellness da sogno! 10.000 metri quadri di sabbia bianchissima e soffice come borotalco che accarezza i piedi, lettini e ombrelloni in paglia naturale, cabanas con spiaggia, vasca idromassaggio e frigobar privati, una piscina a onde avvolta da una fitta vegetazione tropicale, scivoli e spray park disseminati su tutta l’area di 40.000 metri quadri complessivi per divertimento e relax anche nelle giornate più calde dell’anno.
Ma non finisce qui! MagicLand regala una stagione memorabile, ricca di adrenalina, divertimento, suspense e relax a bordo delle 40 attrazioni del parco, un numero considerevole in grado soddisfare le esigenze di un vasto pubblico. Dall’adrenalina di Wild Rodeo, il giant frisbee unico in Italia – 40 metri di altezza e un’accelerazione di 75 km/h, al launch coaster Shock – da 0 a 100 km/h in 2 secondi, a Mystika, la torre più alta d’Italia con i suoi 72 metri da cui lasciarsi cadere nel vuoto, fino all’indoor spinning coaster Cagliostro. E ancora Yucatan, uno straordinario splash ride tra rovine Maya e antichi talismani; Old West, l’area a tema western di oltre 5.000 mq; l’area Tonga, uno spazio inesplorato con cascate e zone d’ombra con ben 13 attrazioni dedicate alle famiglie con bambini; sono solo alcune delle incredibili esperienze da vivere per emozioni senza fine.
Importanti novità anche per le scuole e i ragazzi che verranno svelate nel corso della stagione: MagicLand da sempre è un parco attento all’educazione dei ragazzi con attrazioni, accademie e appuntamenti che miscelano sapientemente istruzione, scoperta e divertimento. È il caso di Cosmo Academy Planetarium, il planetario più grande d’Europa, con un diametro di 25 metri, per imparare a conoscere l’universo in un viaggio immersivo e stupefacente.
A partire da maggio MagicLand proporrà gli “School Days”, in versione rinnovata, dedicati a tutte le scuole di ogni ordine e grado provenienti da tutta Italia con la collaborazione e partecipazione delle forze dell’ordine: Polizia di Stato, Questura di Roma, Commissariato Pubblica Sicurezza, Polizia Stradale, Guardia di Finanza, Arma dei Carabinieri, Reparti Speciali RIS e NAS, Polizia Locale e Guardia Costiera. Tutti gli studenti potranno partecipare e assistere a progetti didattici teorici e pratici, laboratori, attività esperienziali, dimostrazioni, talk e video ad alto impatto emozionale che riempiranno i teatri e le vie del parco offrendo un’esperienza unica e indimenticabile. Obiettivo: educare i cittadini di domani sensibilizzandoli sui temi più attuali che li vedono coinvolti in prima persona, come la sicurezza stradale, la violenza di genere, il bullismo e il cyberbullismo, la coscienza ambientale e molte altre tematiche.
In occasione del Giubileo, inoltre, il parco presenta un’iniziativa speciale: il percorso “La porta del Giubileo”, in collaborazione con ANSPI (Associazione Nazionale San Paolo Italia). Un percorso interattivo a tappe, attraverso le attrazioni del parco, dove i partecipanti saranno coinvolti in enigmi e sfide a tema giubilare, che una volta risolti, consentiranno l’attraversamento dell’Ultima Porta, dove li aspetterà un enigma da risolvere per vincere il premio finale.
Infine, un ricco calendario di eventi estivi con il ritorno dei dj set e delle serate con special guest d’eccezione tra cui Cristina d’Avena, Paolo Noise, Dino Brown e Pippo Palmieri. Non mancherà Magic Fire Festival, l’appuntamento più atteso dell’estate con incredibili spettacoli pirotecnici a illuminare il cielo del parco. La stagione proseguirà a settembre con Oktober Festival, la festa delle birre e dello street food, la grande festa di Halloween, e si concluderà con Magic Christmas, l’evento dedicato al Natale che si terrà fino alla prima settimana di gennaio 2026.
Tornano, inoltre gli spettacoli sul lago con la celebre compagnia teatrale Les Farfadais, nata nel 1998 per le strade di Parigi. Un’occasione unica per scoprire l’arte circense di questa compagnia, che vanta più di 50 artisti provenienti da tutto il mondo, con oltre 1.000 costumi realizzati a mano, frutto di grande estro creativo. Les Farfadais saranno in scena la prossima estate con un nuovo spettacolo sul lago che catapulterà i visitatori in incredibili universi modellati su acrobazie aeree, video mapping, giochi di luci e marionette giganti.
Guido Zucchi, Amministratore Delegato MagicLand, dichiara: “Anche quest’anno vogliamo sorprendere i nostri visitatori puntando su nuove attrazioni adatte a tutte le età, un ricco calendario di eventi e progetti di edutainment per le scuole. Dal 2019, con l’acquisizione di MagicLand da parte di Pillarstone, sono stati investiti 40 milioni di euro, di cui 5 in questa imminente stagione, che hanno portato il parco a risultati molto soddisfacenti. Con Magic Winx e l’ampliamento di MagicSplash siamo pronti ad accogliere gli ospiti con un’offerta rinnovata e ampliata, a testimonianza della nostra crescita in termini di posizionamento e revenue, confermandoci una destinazione imperdibile del divertimento e un riferimento per l’industria del turismo.”
Mostre, a Roma "Echi di Terra – forme al confine"
Roma, 2 apr. (askanews) – Torrita Tiberina si apre all’arte contemporanea patrocinando la mostra Echi di Terra – forme al confine, mostra collettiva curata da Anna Maria Angelucci in collaborazione con Antonella Bernetti. L’esposizione, che sarà ospitata dal 5 aprile al 25 maggio 2025 presso il Castello Baronale di Torrita Tiberina e successivamente, per tutto il mese di giugno, presso il Museo del Fiume di Nazzano, riunisce dieci artisti provenienti da diverse discipline: ceramica, scultura in legno, ricamo artistico, pittura naturalistica, affresco a strappo e intreccio in vimini.
La mostra nasce con l’intento di esplorare il legame tra arte, artigianato e territorio, ponendo l’attenzione sul valore della manualità e sul dialogo tra tradizione e contemporaneità. Attraverso l’uso di materiali naturali come argilla, legno, fibre tessili trattate, opere naturalistiche in multimateriale, affresco, le opere in esposizione raccontano la relazione tra uomo e natura, il radicamento alla terra e il superamento dei confini tra arte applicata e arte concettuale.
Il progetto si inserisce nel contesto di Art Side Torrita Tiberina, un nuovo dispositivo culturale nato all’interno del Castello Baronale con l’obiettivo di promuovere eventi artistici e creare connessioni tra artisti, artigiani e il territorio sabino. Echi di Terra – forme al confine rappresenta il primo appuntamento di un programma espositivo che intende stimolare riflessioni sul ruolo dell’arte nella società contemporanea, favorendo il dialogo tra tradizione e innovazione.
Gli artisti coinvolti – Anna Maria Angelucci, Alessandra Cecca, Eleonora Colletti, Patrizia Fenucci, Daniele Giacomini, Maurizio Gualdi, Simonetta Imperiali, Aura Kajas, Giulia Scala e Thomas Spielmann – sono chiamati a “varcare il confine” del loro fare artistico, creando opere che incarnano il legame profondo con la terra, sia attraverso la scelta dei materiali, sia per il valore simbolico espresso.
Con questa iniziativa, Torrita Tiberina si propone come un nuovo osservatorio culturale per artisti e artigiani, un luogo di scambio e sperimentazione in cui il territorio diventa fonte di ispirazione e laboratorio di idee.
Firmato Protocollo CGIE-Sisma 2016, Prodi: si apre nuova fase
Roma, 2 apr. (askanews) – “Oggi per il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero si apre una nuova fase. Abbiamo firmato un protocollo con il Commissario straordinario Guido Castelli per una reciprocit di intenti, per far conoscere il dispositivo per la flat tax a 7% per i pensionati con pensione erogata all’estero che siano stranieri e italiani”. Lo ha affermato Maria Chiara Prodi, segretaria generale del CGIE, in occasione della firma del protocollo d’intesa tra il Commissario Straordinario al sisma 2016 e il CGIE in relazione alla flat tax al 7%, strumento fiscale gi attivo nel nostro Paese e dedicato ai cittadini pensionati residenti all’estero da almeno 5 anni, percettori di un reddito da pensione da un soggetto straniero, che vogliono venire a vivere dell’Appennino centrale.
“Il Consiglio Generale – ha aggiunto Prodi – presente un po’ ovunque nel mondo con i propri consiglieri o attraverso anche il collegamento con le rappresentanze di primo livello dei Comitati degli italiani all’estero che sono presenti ovunque ci sia una comunit di almeno 3000 persone”.
“Fare conoscere questi dispositivi attraverso il passaparola, attraverso le storie di chi li ha utilizzati – ha ribadito la segretaria generale CGIE – qualcosa che solo noi possiamo fare, che solo noi possiamo mettere a disposizione del nostro Paese. Questo dispositivo particolarmente importante perch si rivolge a italiani e stranieri. Noi abbiamo nel nostra base elettorale anche degli italo-discendenti, perch i Comites possono avere anche dei co-optati. Questo per dirvi che la nostra capacit di impatto gi prevista perch sia massima per tutte queste categorie. Siamo una risorsa quindi estremamente preziosa per tutte le istituzioni e soprattutto per quelle che celebriamo oggi in questo protocollo che hanno saputo stringere delle alleanze di cooperazione”.
“In questo lavoro del Commissario straordinario – ha concluso Prodi – noi salutiamo anche tutte le azioni dei piccoli comuni e delle regioni che sono implicate in questo dispositivo e in questa nuova fase di consiglio generale aperta alle collaborazioni noi vogliamo allargare la base per ricordare a tutti che la rappresentanza di base di italiane all’estero fatta di quasi 2.000 volontari che sono il volano per tante connessioni e tante relazioni col mondo e poi allargare le altezze, perch non possiamo collaborare solo con qualcuna delle istituzioni ma la nostra legge istitutiva ci chiede di lavorare con tutti quelli che mettono in atto dei dispositivi, delle politiche per italiani all’estero. Lo stiamo facendo, stiamo collaborando con CNEL, con l’Osservatorio Talenti della regione Emilia-Romagna, siamo stati auditi dall’Unione Europea e tutta questa fase nuova non potr che rafforzare la nostra missione e darci quella centralit che non reclamiamo per noi, ma che reclamiamo per i 7 milioni e 100 mila italiani che sono registrati all’anagrafe dei residenti all’estero”.
Calcio, Fabio Paratici sarà il nuovo ds del Milan
Roma, 2 apr. (askanews) – Fabio Paratici sarà il nuovo direttore sportivo del Milan: lo riferisce Sky Sport secondo cui il club rossonero e l’ex dirigente di Juventus e Tottenham avrebbero raggiunto un accordo verbale. Avrebbe avuto quindi esito positivo il vertice tra Paratici e l’amministratore delegato del Milan, Giorgio Furlani, andato in scena nella giornata di martedì a Londra. La decisione, insomma, è presa ma per l’annuncio ufficiale ci vorrà ancora parecchio tempo. Sempre secondo Sky, rimangono da definire gli accordi legali per i contratti e le relative pratiche burocratiche compreso l’inserimento di eventuali clausole. Attualmente Paratici sta scontando una squalifica di 30 mesi inflittagli nell’ambito del processo sportivo contro la Juventus per il caso plusvalenze. La sospensione scadrà il 20 prossimo 20 luglio.
Tennis, Cobolli torna al successo: è nei quarti a Bucarest
Roma, 2 apr. (askanews) – Tre mesi dopo l’ultima volta, Flavio Cobolli ritrova una vittoria nel circuito maggiore. Il tennista romano è ai quarti all’Atp 250 di Bucarest grazie al successo in tre set su Richard Gasquet: 6-4, 4-6, 6-1 lo score in un’ora e 57 minuti di gioco. Una vittoria importante soprattutto per il morale di Cobolli, reduce da otto sconfitte di fila nel circuito maggiore, intervallate da un solo sorriso al Challenger di Phoenix, lo scorso 13 marzo. Una partita di alti e bassi per entrambi, ma Flavio ha trovato la chiave nel terzo set, indirizzato con quattro game vinti di fila dal 2-1.
Rocco Hunt, esce il 25 aprile il nuovo album "Ragazzo di giù"
Roma, 2 apr. (askanews) – Rocco Hunt torna sulla scena discografica con “Ragazzo di giù” (Epic Records / Sony Music Italy) in uscita il 25 aprile e da oggi in preorder nei formati cd, cd autografato, vinile marmorizzato, vinile marmorizzato autografato e vinile trasparente (https://epic.lnk.to/ragazzodigiu).
Un album tra realismo del rap urbano ed estetica sonora moderna. Nei nuovi brani, tra cui “Mille vote ancora” presentato al Festival di Sanremo 2025, si alternano liriche crude e autentiche a pezzi più melodici e riflessivi, i cui testi esplorano temi centrali per l’artista: la vita nei quartieri popolari, il riscatto personale, l’amore, il senso di appartenenza e le ambizioni di chi cresce in un contesto spesso marginalizzato.
Rocco coniuga il racconto della realtà sociale del Sud Italia con una scrittura diretta, capace di parlare a diverse generazioni. Tra italiano e napoletano, l’uso della lingua napoletana non è solo una scelta stilistica, ma un atto identitario che rafforza la potenza evocativa delle sue canzoni, rendendole immediatamente riconoscibili e autentiche.
Rocco Hunt, nato il 21 novembre 1994 a Salerno, è oggi una voce affermata del panorama musicale Italiano. I suoi oltre 40 dischi di platino collezionati tra Italia, Spagna e Francia dove ha raggiunto anche un disco di Diamante, le sue molteplici collaborazioni con artisti italiani e internazionali, i suoi 3 milioni di ascoltatori mensili su Spotify e un repertorio che vanta oltre 2.5 miliardi di stream totali lo rendono uno degli artisti italiani più apprezzati nel panorama musicale italiano e non solo.
Stabile (CGIE): bene flat tax 7% pensione, incentivare rientro
Roma, 2 apr. (askanews) – Una opportunit di collaborazione sinergica tra istituzioni per aumentare la platea dei beneficiari del provvedimento di flat tax al 7%. Lo ha affermato Giuseppe Stabile, vicesegretario generale del Consiglio Generale Italiani all’Estero (CGIE) per l’Europa e l’Africa del Nord, in occasione della firma del protocollo d’intesa tra il Commissario Straordinario al sisma 2016 e il CGIE in relazione alla flat tax al 7%, strumento fiscale gi attivo nel nostro Paese e dedicato ai cittadini pensionati residenti all’estero da almeno 5 anni, percettori di un reddito da pensione da un soggetto straniero, che vogliono venire a vivere dell’Appennino centrale.
“Abbiamo immediatamente colto l’opportunit che ci ha offerto il Commissario straordinario per la ricostruzione Guido Castelli di collaborazione – ha sottolineato Stabile – volta da un lato a diffondere presso le nostre collettivit all’estero il provvedimento di flat tax al 7% e dall’altro lato avere anche la possibilit di contribuire nell’attivit di suggerire, di aumentare la platea di beneficiari. Io penso immediatamente agli universitari, per esempio nella zona del Cratere, abbiamo l’Universit di Urbino, l’Universit dell’Aquila”.
“Credo che una collaborazione sinergica tra tutte le componenti istituzionali – ha aggiunto Stabile – serva assolutamente a incidere in maniera positiva sul sistema Paese. Non dimentichiamo che in meno di dieci anni abbiamo avuto un esodo superiore al 40% e questo significa che un problema nazionale. Dobbiamo metterci tutti all’opera a lavorare affinch si possono suggerire quanti pi provvedimenti volti a incentivare il ritorno”.
Dazi, Tajani: da Mattarella parole sagge. Linea prudenza paga
Roma, 2 apr. (askanews) – “Assolutamente sì, Mattarella dice parole sagge ma l’ha detto anche il presidente del Consiglio oggi e noi lo stiamo ripetendo da giorni: la linea della saggezza è quella che paga sempre”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, nel transatlantico della Camera al termine del Question time, alla domanda se fosse d’accordo con il Capo dello Stato Sergio Mattarella sul fatto che serve una risposta serena e determinata ai dazi Usa.
“Non dobbiamo reagire di pancia a dei dazi – ha detto Tajani -, dobbiamo valutare esattamente i contenuti, quali sono i danni che possono provocare nella nostra economia e poi, se non si riesce con il dialogo ad ottenere una situazione diversa, è ovvio che in tempi brevi ci sarà una risposta europea, perché la risposta non può che essere europea. Anche perché la competenza del commercio internazionale, per quanto riguarda gli accordi, è una competenza europea”.
Sui tempi di un’eventuale reazione Ue “noi – ha affermato il vicepremier – riteniamo che si debbano valutare per il tempo necessario, che non sono le calende greche, e poi dovrà esserci una risposta”.
La visita del vicepresidente Vance potrebbe essere una buona occasione per aprire un dialogo diretto con gli Usa: “Si parlerà anche di quello, è ovvio – ha detto Tajani – però arriverà poco prima di Pasqua quindi c’è ancora tempo, bisogna vedere quali saranno le scelte americane”.
Girotonno, i The Kolors in concerto gratuito sabato 31 maggio
Roma, 2 apr. (askanews) – Sabato 31 maggio i The Kolors si esibiranno in concerto gratuito al Girotonno, mentre domenica 1 giugno si balla con Marvin & Andrea Prezioso. Il Comune di Carloforte ha ufficializzato due spettacoli gratuiti del Girotonno Live Show, il cartellone di musica e intrattenimento da sempre parte integrante della rassegna carlofortina, in programma dal 30 maggio al 2 giugno prossimi sull’isola di San Pietro, edizione che quest’anno avrà anche una preview con “Aspettando il Girotonno”, che si svolgerà dal 23 al 29 maggio.
Lanciati dalla trasmissione Amici, The Kolors – Stash Fiordispino alla voce e chitarra, Alex Fiordispino alla batteria e Dario Iaculli al basso – infiammeranno l’isola con brani che sono diventati i tormentoni delle ultime estati.
Da Tu con chi fai l’amore, il brano presentato a Sanremo, ad Italodisco che ha conquistato il pubblico di tutta Europa, fino alle ultime hit come Un ragazzo una ragazza e Karma, The Kolors arrivano al Girotonno con un live che farà ballare tutta l’isola. La band, che nella sua carriera ha conquistato ben 24 dischi di platino, trasformerà il palco allestito sul corso Battellieri, in un grande festa sotto le stelle.
Non mancheranno in scaletta Everytime, certificato platino, tra i più programmati dalle radio italiane e scelto come colonna sonora degli spot Vodafone, a quello che fu il primo inedito in italiano, Frida (mai, mai, mai), passando da singoli “Come le onde”, che li ha visti duettare con J-Ax a Pensare male, in coppia con Elodie, e Los Angeles con Guè Pequeno
Domenica 1 giugno si balla invece con Marvin & Andrea Prezioso che trasformeranno Carloforte in una discoteca a cielo aperto. Il gruppo, molto richiesto dai migliori club & festival internazionali, darà vita ad un dj-set esplosivo che tufferà il pubblico nei mitici anni Duemila. Marvin & Andrea Prezioso hanno fatto ballare intere generazioni con hit leggendarie della migliore dance italiana. Dai primi successi come “Tell me why” e “Let me stay”, fino all’iconica “Voglio vederti danzare” e “Rock the discotek”. Sarà un viaggio tra tutta l’energia della migliore dance italiana, tra le vibes di quegli anni incredibili.
Taglia il traguardo della 21^ edizione la rassegna che celebra il tonno rosso del Mediterraneo. Saranno quattro giorni all’insegna di sfide di cucina, cooking show, degustazioni e incontri nel meraviglioso palcoscenico dell’isola di San Pietro. L’antica e caratteristica cittadina tabarchina, rotta privilegiata del tonno, il “corridore dei mari”, sarà quindi nuovamente il palcoscenico per un prezioso momento di confronto e scambio culturale tra le regioni mediterranee che ancora mantengono viva la cultura di tonni e tonnare. A presentare tutti gli appuntamenti al Tuna Theatre, il teatro del gusto allestito su corso Battellieri, tornano Federico Quaranta e Valentina Caruso, conduttori Rai che guideranno il pubblico tra cooking show, sfide culinarie internazionali e tutto il meglio della tradizione legata al tonno rosso. Tra le novità di quest’anno il Food creator contest rivolto a digital creator, food blogger e influencer appassionati di cucina con una fanbase di almeno 5.000 follower in totale (somma tra le diverse piattaforme IG + FB + TikTok + Pinterest). In premio per il creator che riceverà più voti dalla Rete, la partecipazione alla prossima edizione del Girotonno.
Mostre, "Muta Poesia": omaggio di Andrea Chisesi a Leonardo da Vinci
Roma, 2 apr. (askanews) – In occasione della Brera Design Week di Milano, l’artista Andrea Chisesi presenta “Muta Poesia”, una collezione di opere che rende omaggio a Leonardo da Vinci attraverso le sue “Fusioni”. La mostra inaugura il 7 aprile 2025 in anteprima esclusiva presso la Andrea Chisesi Art Gallery di Milano, in via Marsala 1 (angolo via Solferino), e sarà visitabile fino al 5 maggio. Muta Poesia prende il nome dalla celebre definizione leonardesca “La pittura è una poesia muta, e la poesia è una pittura cieca”.
Essa si configura come un dialogo profondo tra il linguaggio visivo rinascimentale e l’estetica contemporanea. Le opere più iconiche di Leonardo, come “La Gioconda” e “Il Cenacolo”, vengono rilette attraverso il linguaggio visivo di Chisesi, trasformandosi in esperienze nuove e coinvolgenti. Non un semplice omaggio al passato, ma una rilettura che dialoga con la sensibilità del presente, offrendo agli spettatori spunti inediti di riflessione.
Andrea Chisesi è uno dei pochi artisti italiani contemporanei ad avere tre gallerie personali permanenti, rispettivamente a Siracusa (Ortigia), Pietrasanta e a Milano. Proprio nell’atelier lombardo sono state allestite quattro sale, due delle quali dedicate a Leonardo, una terza dedicata ai Fuochi d’artificio e la quarta ai suoi disegni.
“Non è solo un omaggio al genio di Leonardo, ma una riflessione sulla capacità dell’arte di attraversare il tempo e parlare a ogni epoca”, spiega Chisesi.
L’allestimento milanese conduce il visitatore in un percorso immersivo dove il passato e il presente si intrecciano in una narrazione visiva potente e poetica, capace di risvegliare emozioni e interrogativi sull’eredità culturale e sulla trasformazione dell’immagine nell’era contemporanea.
La tecnica di Chisesi, definita “Fusione”, è stata inventata dall’artista nel 2004 e nasce dal desiderio di unire fotografia e pittura in un unico gesto creativo. Affissioni strappate dai muri, segnate dal tempo, si fondono con immagini e colori, dando vita a opere cariche di tensione emotiva e simbolica. Un processo che trasforma la superficie pittorica in un palinsesto di memorie urbane e rimandi iconici.
Chisesi, ha iniziato la sua carriera come fotografo, ha ritratto nel suo studio e sui set cinematografici personalità del calibro di Harvey Keitel, Robbie Williams, Ken Follett, Steven Tyler e molti altri. Questo background, profondamente radicato nel mondo dell’immagine, ha contribuito a forgiare la sua visione artistica e la sua sensibilità per la composizione, la luce e la narrazione visiva. Tra i tantissimi estimatori di Chisesi c’è anche lo sceicco del Qatar che dopo aver visitato l’atelier di Ortigia ha deciso di includere alcune opere dell’artista nella propria collezione privata.
Le Pen, Ceccardi (Lega): “Democrazia in pericolo”
Roma, 2 apr. – “L’arresto e l’interdizione dalla partecipazione politica degli oppositori una delle caratteristiche pi evidenti dei regimi autoritari e purtroppo la Turchia di Erdogan ce ne offre da tempo esempi concreti. Ma siccome chi vuole far entrare la Turchia da 20 anni in Europa non ci riuscito, allora ha deciso di far somigliare il pi possibile l’Europa alla Turchia. Perch paradossale che mentre noi siamo qui a commentare e condannare giustamente l’arresto del sindaco di Istanbul, in Francia la leader del principale partito di opposizione stata condannata all’interdizione dalla candidatura per i prossimi 5 anni. In Francia, non in una Repubblica del Centrafrica qualsiasi! Ieri toccato alla Romania, oggi alla Francia. Ci hanno provato con Trump, ci hanno provato con Matteo Salvini, oggi ci sono riusciti con Bolsonaro, con Marine le Pen, con i romeni. E chi sar il prossimo? Chi sar? La democrazia non in pericolo solo in Turchia. in pericolo proprio qua, a casa nostra. Ecco perch la voce dei Patrioti deve levarsi sempre pi forte. Perch a sinistra la libert e la democrazia non l’hanno mai amata. sono sempre i soliti. Gi la maschera, siete sempre i soliti poveri comunisti!”.
Cos l’europarlamentare della Lega Susanna Ceccardi, intervenendo in aula al dibattito “Repressione della democrazia in Turchia e arresto di Ekrem Imamoglu” nel corso dell’odierna seduta plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo.
Dazi, Tajani: è ultima ratio ma se dobbiamo reagire reagiremo
Roma, 2 apr. (askanews) – Sui dazi da parte Usa “mi pare saggia l’idea di dire ‘noi non siamo in guerra’, però se se dobbiamo reagire allora reagiremo, è l’ultima ratio, però viene da loro la decisione di fare un’offensiva sui dazi, noi non vogliamo fare nessuna guerra commerciale, però se dobbiamo difenderci ci difenderemo”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani conversando nel ‘transatlantico’ della Camera coi giornalisti al termine del Question Time.
“Ripeto – ha sottolineato Tajani -, è l’ultima soluzione, vediamo quali saranno le scelte” dell’amministrazione Usa “e poi studieremo, sono stati fatti tanti studi, ma non sappiamo ancora quale sarà la decisione americana”.
“Prima di reagire in qualsiasi modo – ha spiegato il ministro parlando della tempistica di un’eventuale reazione europea – bisogna sapere cosa vogliono fare gli americani. Una volta capito cosa vogliono fare si valuterà l’impatto, si parlerà con gli americani, e si valuterà contemporaneamente, con tempi non biblici, una eventuale scelta di reazione che sia intelligente e non controproducente”.


















































