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sabato, 24 Gennaio, 2026
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Cinema, "Follemente" di Paolo Genovese vince il Biglietto d’Oro

Roma, 1 dic. (askanews) – “Follemente” di Paolo Genovese (Lotus Production e Rai Cinema) si aggiudica quest’anno il Biglietto d’Oro, il prestigioso riconoscimento assegnato dall’ANEC nel corso della 48esima edizione delle Giornate Professionali di Cinema – Growing ai film che, secondo il campione Cinetel, hanno primeggiato al botteghino nel periodo dicembre 2024-novembre 2025. Sul podio anche “Diamanti” di Ferzan Ozpetek (Greenboo Production + Faros Film + Vision Distribution) e “Io sono la fine del mondo” di Gennaro Nunziante (Indiana Production + Vision Distribution). Il film più visto in assoluto è “Lilo e Stitch” (The Walt Disney Company), seguito da “Mufasa: Il Re Leone” (The Walt Disney Company) e “Follemente” (01 Distribution). The Walt Disney Company vince, inoltre, il Biglietto d’Oro riservato alle distribuzioni, seguita da Eagle Pictures e da Warner Bros. Pictures.

La consegna mercoledì 3 dicembre, durante la cerimonia di premiazione condotta da Gioia Marzocchi nella Sala Sirene dell’Hilton, durante la quale assegnano anche le “Chiavi d’oro del successo” ai registi e ai principali interpreti dei primi tre film italiani. Il riconoscimento è attribuito quest’anno al regista Paolo Genovese e agli attori Edoardo Leo, Pilar Fogliati, Emanuela Fanelli, Claudia Pandolfi che ritirano il premio per “Follemente”, al regista Ferzan Ozpetek per “Diamanti” e al regista Gennaro Nunziante per “Io sono la fine del mondo”.

Premiato anche il film italiano campione d’incasso nel periodo “Cinema Revolution”, l’iniziativa estiva promossa, tra il 13 giugno ed il 20 settembre, dal Ministero della Cultura insieme ad ANEC ed ANICA, che assegna il riconoscimento a 01 Distribution per “Elisa” e la Chiave d’oro al regista Leonardo Di Costanzo.

Il Biglietto d’Oro al distributore del film spagnolo che ha conseguito maggior numero di spettatori, nell’ambito del bilaterale Italia-Spagna dell’edizione 2025, va a Warner Bros. per “La stanza accanto” di Pedro Almodovar.

Il Premio ANEC “Claudio Zanchi” ai talenti emergenti è assegnato a Elodie e ad Enrico Borello; il Premio ANEC “Pietro Coccia” va ai registi esordienti Daniele Barbiero per “Squali” e Ludovica Rampoldi per “Breve storia d’amore”.

Tra gli altri premi assegnati alle “Giornate”: Premio Led ANEC ad Anna Ferzetti; Premio Cinecittà al film “Le città di pianura” di Francesco Sossai; Premio “Cinema e Immagini per la Scuola” MIC-MIM a “La vita da grandi” di Greta Scarano; Premio SIAE a Francesca Comencini, il Premio Filming Italy Miglior Distribuzione è assegnato ad Andrea Romeo per I Wonder Pictures, Premio Box Office ad Alessandro Murtas, il Premio Movies Theaters For Planet Award va al Dream Cinema di Frosinone.

Musica, Luisa Corna esce con "Incanto": primo album live

Roma, 1 dic. (askanews) – È disponibile in radio e in digitale il nuovo album di Luisa Corna, intitolato Incanto, realizzato in collaborazione con la Merano Pop Symphony Orchestra e il Maestro Roberto Federico. Il disco è il primo CD Live dell’artista, prodotto da Azzurra Music, e raccoglie i momenti più intensi di una serata evento che si è tenuta al Teatro Kursaal di Merano. L’idea di realizzare questo album è nata in seguito a un concerto che Luisa Corna ha tenuto l’anno scorso durante il periodo natalizio. L’ottimo riscontro del pubblico in sala e la splendida intesa nata sul palco con l’Orchestra Sinfonica di Merano hanno spinto l’artista e i Maestri a catturare quei momenti musicali per condividerli.

Luisa Corna definisce il suo disco con un solo aggettivo: avvolgente, come il Natale. Il filo conduttore dell’opera è la musica italiana di sempre, unita all’armonia di una grande orchestra sinfonica di 70 elementi. L’artista ha scelto il titolo Incanto successivamente alla registrazione del concerto, in un “delicato gioco di parole che esprime con semplicità la magia della musica sinfonica unita alla vocalità del canto”. Per quanto riguarda la copertina, l’idea di utilizzare uno spartito come sfondo è stata della stessa Luisa Corna. Lo spartito, infatti, rappresenta la “conversazione tra i vari strumenti musicali, che esprime passaggi sonori, emozioni, silenzi, respiri”.

Il disco è un vero e proprio “viaggio sinfonico nella grande musica italiana”, che rende omaggio a brani che “hanno segnato un’epoca” e fanno parte della memoria collettiva, come quelli di Mina e Lucio Battisti.

Ricavi record per le aziende che producono armi (dati Sipri)

Roma, 1 dic. (askanews) – Secondo i nuovi dati pubblicati oggi dallo Stockholm International Peace Research Institute (Sipri), i ricavi derivanti dalla vendita di armi e servizi militari da parte delle 100 maggiori aziende produttrici di armi sono aumentati del 5,9% nel 2024, raggiungendo la cifra record di 679 miliardi di dollari. Un incremento determinato dall’aumento della domanda dovuto alle guerre in Ucraina e Gaza, dalle tensioni geopolitiche globali e regionali e dalla spesa militare sempre più elevata.

“Lo scorso anno i ricavi globali derivanti dal settore delle armi hanno raggiunto il livello più alto mai registrato dal Sipri, perchè i produttori hanno capitalizzato sull’elevata domanda”, ha sottolineato Lorenzo Scarazzato, ricercatore del Programma Spese Militari e Produzione di Armi del Sipri.

NEGLI STATI UNITI 39 DELLE 100 AZIENDE DELLA LISTA SIPRI Tra le 100 aziende prese in considerazione, 39 hanno sede negli Stati Uniti e nel 2024 il loro fatturato complessivo è cresciuto del 3,8%, raggiungendo i 334 miliardi di dollari. Quattro delle cinque principali aziende produttrici di armi al mondo – Lockheed Martin, RTX, Northrop Grumman e General Dynamics – hanno sede negli Stati Uniti e tutte e quattro hanno aumentato i loro ricavi nel 2024.

RIARMO IN EUROPA SPINTO DA GUERRA IN UCRAINA Delle 26 aziende con sede in Europa (esclusa la Russia), 23 hanno registrato un aumento dei ricavi del 13%, raggiungendo i 151 miliardi di dollari. Un incremento “legato alla domanda derivante dalla guerra in Ucraina e alla minaccia percepita dalla Russia”, secondo Sipri. Spicca così il caso dell’azienda ceca Czechoslovak Group, che ha registrato il più elevato aumento percentuale dei ricavi tra tutte le aziende della Top 100 nel 2024, pari al 193%, raggiungendo i 3,6 miliardi di dollari. L’azienda ha attribuito la maggior parte dei suoi ricavi all’Ucraina: Czechoslovak Group ha infatti beneficiato della Czech Ammunition Initiative, un progetto guidato dal governo per la fornitura di proiettili di artiglieria a Kiev.

Anche le aziende tedesche hanno registrato una crescita fino al 36%. “È quasi tutto legato all’invasione russa dell’Ucraina – ha detto alla Deutsche Welle uno degli autori del rapporto, Nan Tian – c’è stato un aumento della domanda da parte delle forze armate tedesche. Che si tratti di Rheinmetall o Diehl, che costruiscono carri armati, veicoli blindati di trasporto truppe, munizioni, naturalmente per le forze armate tedesche per rifornire quanto hanno inviato in Ucraina come aiuti militari, ma anche per aumentare il numero di carri armati, veicoli da combattimento per la fanteria”.

IN ITALIA AUMENTO DEL 9% Le due aziende con sede in Italia, Leonardo (12esimo posto) e Fincantieri (49esimo) hanno totalizzato 16,8 miliardi di dollari nel 2024, con un aumento del 9,1% su base annua. Leonardo, la seconda azienda europea del settore armamenti nella Top 100 dopo la britannica BAE Systems, ha aumentato i suoi ricavi del 10%, raggiungendo i 13,8 miliardi di dollari, stando al rapporto.

CRESCONO I RICAVI ANCHE IN RUSSIA In Russia la domanda interna è stata sufficiente a più che compensare la perdita di fatturato dovuta al calo delle esportazioni e le due aziende russe nella Top 100, Rostec e United Shipbuilding Corporation, hanno aumentato i loro ricavi complessivi del 23%, raggiungendo i 31,2 miliardi di dollari. “Il Paese ha completamente cambiato le sue priorità. Negli ultimi tre anni la produzione è stata orientata verso un’economia di guerra”, ha detto Nan Thian. Secondo il rapporto Sipri, Mosca ha aumentato la sua produzione di proiettili d’artiglieria da 152 mm del 420% tra il 2022 e il 2024: da 250.000 a 1,3 milioni.

A causa delle sanzioni internazionali, l’industria bellica russa è carente di componenti provenienti dall’estero, in particolare di componenti elettronici per gli aerei. Tuttavia, l’idea che l’economia russa sarebbe crollata si è rivelata falsa, ha rimarcato Nan Tian: “Il Paese è in una situazione molto peggiore ora di quanto sarebbe stato se non avesse invaso (l’Ucraina), perché ovviamente non ci sarebbero state le sanzioni, ma il Paese ha dimostrato di essere piuttosto resiliente a queste varie sanzioni e ai problemi economici”. Nan Tian ritiene che la trasformazione dell’economia russa sia arrivata a un punto tale che, se si arrivasse a una pace duratura in Ucraina, sarebbe difficile per Mosca tornare a un’economia non bellica.

ASIA UNICA REGIONE A REGISTRARE CALO DEI RICAVI DOVUTO A CINA L’Asia è dietro a Stati Uniti ed Europa, con 23 aziende produttrici di armi nella lista Sipri, ma è l’unica regione in cui le aziende hanno registrato ricavi inferiori rispetto all’anno precedente, toccando i 130 miliardi di dollari, pari a -1,2% rispetto al 2023. Un dato regionale dovuto in particolare a un calo complessivo del 10% dei ricavi delle otto aziende cinesi presenti nella Top 100. E il calo più significativo è stato il 31% dei ricavi di NORINCO, il principale produttore cinese di sistemi terrestri. “Una serie di accuse di corruzione negli appalti di armi cinesi ha portato al rinvio o alla cancellazione di importanti contratti di armamenti nel 2024”, ha spiegato Nan Tian.

Al contrario, i ricavi hanno continuato a crescere tra le aziende giapponesi e sudcoreane presenti nella Top 100, grazie alla forte domanda europea e interna. Le cinque aziende giapponesi hanno aumentato i loro ricavi del 40%, raggiungendo i 13,3 miliardi di dollari, mentre i quattro produttori sudcoreani hanno aumentato i loro ricavi del 31%, raggiungendo i 14,1 miliardi di dollari. La più grande azienda di armamenti sudcoreana, Hanwha Group, ha registrato un aumento del 42% dei suoi ricavi, di cui oltre la metà proveniente dalle esportazioni.

PER LA PRIMA VOLTA 9 AZIENDE DEL MEDIO ORIENTE NELLA TOP 100 Per la prima volta, nove delle prime 100 aziende produttrici di armi hanno sede in Medio Oriente, con un fatturato complessivo di 31 miliardi di dollari e un incremento regionale del 14%.

Tre aziende israeliane hanno registrato un incremento del 16%, raggiungendo i 16,2 miliardi di dollari. “La crescente reazione negativa alle azioni di Israele a Gaza sembra aver avuto scarso impatto sull’interesse per le armi israeliane – ha affermato Zubaida Karim, ricercatrice del Programma Sipri per le Spese Militari e la Produzione di Armi – molti Paesi hanno continuato a fare nuovi ordini alle aziende israeliane nel 2024”.

Nella lista figurano quindi cinque aziende con sede in Turchia, che hanno registrato un fatturato di 10,1 miliardi di dollari, con un aumento dell’11% su base annua, e l’azienda statale degli Emirati arabi uniti, EDGE Group, che ha registrato ricavi per 4,7 miliardi.

Cinema, Muccino, Moretti, Martone nel listino di 01 Distribution

Roma, 1 dic. (askanews) – “Film che hanno a che fare con relazioni, sentimenti, rapporti: insomma, dei legami che uniscono tra loro non solo i singoli personaggi delle storie raccontate, ma anche un film all’altro, come in un gioco di specchi e rimandi” Così l’ad di Rai Cinema Paolo Del Bracco, presentando il listino 2026 di 01 Distribution e parlando delle nuove produzioni Rai Cinema, in apertura delle Giornate Professionali di Cinema di Sorrento.

Tra i titoli in programma ci sono tra gli altri, il nuovo film di Mario Martone “Scherzetto” con Toni Servillo, “Nel tepore del ballo” di Pupi Avati, “Nessun dolore” di Gianni Amelio, con Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea, “Bianco” di Daniele Vicari, “Succederà questa notte” di Nanni Moretti, con Louis Garrel, Jasmine Trinca, Angela Finocchiaro, “Illusione” di Francesca Archibugi e il nuovo film di Gabriele Muccino: “Le cose non dette”, con Stefano Accorsi, Miriam Leone, Claudio Santamaria, Carolina Crescentini. E ancora, “Un bel giorno” di Fabio De Luigi, con Virginia Raffaele, “Il rumore delle cose nuove” di Paolo Genovese, “Notte prima degli esami 2026” di Tommaso Renzoni, accanto agli internazionali “Il mago del Cremlino – Le origini di Putin” di Olivier Assayas e “Una di famiglia – The Housemaid” di Paul Feig.

“Per quanto riguarda Rai Cinema – ha detto Del Brocco – continueremo a avere un occhio vigile sul pluralismo produttivo, continueremo cioè a lavorare con grandi, medi e piccoli produttori – anche se per noi il focus è puntato primariamente sulla qualità dei progetti e delle storie – continuando a tenere conto, come abbiamo sempre fatto, delle esigenze dell’industria al cui sviluppo abbiamo contribuito in modo determinante. Festeggiamo quest’anno i nostri 25 anni con la gioia e l’orgoglio di tutto quello che abbiamo costruito insieme, per la crescita del settore e degli stessi produttori. Nei prossimi anni, a partire dal 2026 – ha aggiunto – saremo chiamati però ad essere più selettivi, da un lato perché è evidente che il mercato non assorbe più il livello produttivo di questi ultimi anni, e dall’altro perché le nostre risorse dipendono dalle risorse complessive Rai”.

Parlando del momento difficile per tutto il settore, l’ad di Rai Cinema ha sottolineato: “Il cinema e l’audiovisivo fanno anche industria, creano ricchezza, occupazione, fiscalità e ritorni economici. Ma siamo in un momento molto particolare, di forte preoccupazione tra tutti gli addetti ai lavori, un momento in cui ci sono da un lato legittime esigenze di bilancio dello Stato da rispettare, dall’altro un richiamo a un doveroso rigore nell’utilizzo dei fondi pubblici, in special modo laddove si sono verificate alcune esagerazioni, e a un necessario senso di responsabilità da parte dell’industria. Detto questo però bisogna fare ogni sforzo per riuscire a trovare un giusto equilibrio affinché la produzione italiana e l’industria culturale non subiscano un impatto troppo traumatico dalle misure al momento in discussione. Sono fiducioso che si stia dialogando e operando nella direzione giusta per trovare un equilibrio tra tutte queste esigenze”.

Ioltre parlando dell’anno che si sta chiudendo, ha commentato: “Il 2025 sta per chiudersi in tutto il mondo, Cina esclusa, con numeri non particolarmente brillanti e sicuramente al di sotto delle aspettative di inizio anno. Continua a persistere la debolezza del mercato Usa e questa tendenza negativa condiziona pesantemente anche i principali territori europei. In particolare, il nostro mercato ad oggi ha generato incassi per circa 400 milioni di euro per circa 55 milioni di biglietti venduti e dovrebbe chiudere in linea con il 2024. I territori europei a noi equiparabili, come la Spagna, la Francia e la Germania perdono percentuali di mercato significative rispetto agli anni precedenti. La quota di cinema italiano è di oltre il 28%, pertanto ancora superiore alla quota nazionale del triennio prepandemico. Per quanto riguarda 01 possiamo essere soddisfatti del nostro andamento, siamo oggi la quinta distribuzione in Italia dopo le major con 6 milioni e 200 di biglietti, 43 milioni di euro al box office, con 11 % di quota di mercato. Questa quota di mercato assume una grande rilevanza visto che il nostro listino è composto all’80% da film d’autore e di qualità e i nostri competitor si chiamano Disney, Warner, Universal ecc. Quindi continuano a tenere alto il nome del cinema italiano di qualità”.

Fed, Trump: ho già scelto prossimo il presidente, lo annunceremo

New York, 01 dic. (askanews) – Il presidente Donald Trump ha dichiarato domenica di aver fatto la sua scelta per il prossimo presidente della Federal Reserve, mentre ha chiarito che si aspetta che il suo candidato attui tagli ai tassi di interesse.

“So già chi sceglierò, sì”, ha detto Trump ai giornalisti sull’Air Force One durante il suo ritorno a Washington, senza specificare un nome. Il presidente ha poi aggiunto: “Lo annunceremo”.

Secondo fonti sentite da Bloomberg News, il consigliere economico della Casa Bianca, Kevin Hassett, è considerato la scelta più probabile per succedere all’attuale presidente della Fed, Jerome Powell. Alla possibilità di Hassett,anche i mercati hanno reagito in maniera positiva. La persona scelta da Trump dovrà essere confermata dal Senato e probabilmente ricoprirà un mandato di 14 anni come governatore della Fed, a partire da febbraio. (fonte immagine: Federal Reserve).

"Il Vangelo secondo Pasolini", dialogo tra Scorsese e Padre Spadaro

Roma, 1 dic. (askanews) – La visione e la radicalità della poetica cinematografica di Pier Paolo Pasolini sono al centro di un incontro unico che ne celebra l’eredità spirituale, a 50 anni dal suo omicidio. Il 5 dicembre alle 18, nel Teatro Studio Gianni Borgna dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, è in programma “Il Sacro immediato. Il Vangelo secondo Pasolini”, un dialogo irripetibile che vedrà protagoniste due figure d’eccezione: il regista Martin Scorsese (che interverrà in collegamento video) e il teologo e giornalista padre Antonio Spadaro. La serata sarà introdotta dall’Assessore alla Cultura di Roma Capitale, Massimiliano Smeriglio, e moderata dalla giornalista Alessandra Sardoni.

L’incontro – a ingresso gratuito, promosso dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, con il coordinamento del Dipartimento Attività Culturali e in collaborazione con la Fondazione Musica per Roma – sarà l’occasione per indagare la forza espressiva, profetica e l’attualità de “Il Vangelo secondo Matteo”, film scritto e diretto da Pasolini nel 1964 che ha profondamente influenzato il maestro del cinema Martin Scorsese e padre Antonio Spadaro.

Sulla scia del loro volume “Dialoghi sulla fede” (La nave di Teseo, 2024), la conversazione esplorerà il legame tra cinema, spiritualità e memoria personale. Saranno messe in relazione le scelte registiche di Pasolini, la sua idea di immediatezza e l’intreccio tra realismo e poesia, con le radici culturali di Scorsese e le sue riflessioni sulla violenza, l’etica delle immagini e la dimensione interiore dell’atto creativo. Una prospettiva unica sul cinema come strumento radicale per l’interrogazione del mondo e del presente.

L’appuntamento si inserisce nel programma di PPP VISIONARIO, la grande rassegna promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura che fino a dicembre intende onorare la memoria, l’eredità e la visione profetica di Pasolini, uno dei massimi intellettuali del Novecento, con oltre cento eventi tra spettacoli, concerti, reading, incontri, proiezioni, percorsi urbani ed eventi sportivi.

L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria chiamando al numero 060608. Sarà presente il servizio di traduzione in Lingua dei segni italiana – LIS del Dipartimento Politiche Sociali e Salute (Direzione Servizi alla Persona) realizzato dalla Cooperativa sociale onlus Segni di Integrazione – Lazio.

Le iniziative di PPP Visionario – 50esimo Anniversario dell’omicidio di Pier Paolo Pasolini sono promosse da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, con il coordinamento del Dipartimento Attività Culturali, in collaborazione con l’Istituzione Biblioteche di Roma, Fondazione Cinema per Roma, Fondazione Musica per Roma, Fondazione Romaeuropa, Azienda Speciale Palaexpo, Teatro dell’Opera di Roma, Fondazione Teatro di Roma – Teatro Nazionale, TiC – Teatri in Comune. E poi, ancora, associazioni, operatrici e operatori culturali, artiste e artisti. Con il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura.

Subsonica, "Cieli su Torino": quattro live per celebrare i 30 anni

Roma, 1 dic. (askanews) – Dopo il ritorno discografico con il nuovo singolo “Radio Mogadiscio”, i Subsonica annunciano oggi Cieli su Torino 96-26, quattro speciali appuntamenti live alle OGR Torino (official partner) per celebrare il trentennale di carriera. Le date, prodotte da Live Nation, sono previste per il 31 marzo, 1, 3 e 4 aprile 2026.

I biglietti saranno disponibili in pre-sale per gli iscritti alla newsletter dedicata, a partire da martedì 2 dicembre alle ore 11:00. La prevendita riservata ai possessori di carta Mastercard inizierà mercoledì 3 dicembre alle ore 11:00 su www.priceless.com/music. Da giovedì 4 dicembre alle ore 11:00 i biglietti saranno disponibili per tutti gli iscritti a My Live Nation su www.livenation.it e da venerdì 5 dicembre alle ore 11:00 in tutti i punti vendita autorizzati e su Ticketmaster, TicketOne e Vivaticket.

CIELI SU TORINO 96-26 non rappresenta solo l’atteso ritorno dalla band alla dimensione live. Ogni biglietto infatti darà la possibilità di accedere anche ad una mostra antologica coinvolgente nel Duomo delle OGR interamente dedicata alla storia del gruppo – con foto, memorabilia, costumi di scena, strumenti e apparecchiature dei primi album, manifesti e tanto altro -, oltre a un dj set in cui, al termine di ogni concerto, i Subsonica si alterneranno in consolle.

Ogni show presenterà una scaletta diversa, con una parentesi di brani storici che varieranno di sera in sera. Un’occasione unica e irripetibile per ripercorrere a 360°, tutti insieme, 30 anni di musica. La festa non si ferma alle OGR, anche la stessa città di Torino e la Regione Piemonte saranno infatti – grazie alla collaborazione con l’agenzia torinese Consiste. Entertainment – protagoniste delle celebrazioni del trentennale, con iniziative che le coinvolgeranno, intrecciandosi con i luoghi che più hanno segnato la storia dei Subsonica: mostre, eventi, percorsi sonori che trasformeranno il capoluogo in un grande museo a cielo aperto, per un abbraccio e omaggio reciproco fra band e città. Questa volta Samuel, Max Casacci, Boosta, Ninja e Vicio scelgono non un classico tour, ma una quattro giornate nella Torino che da sempre li ha visti suonare e sperimentare. Occasione perfetta per visitarla e scoprirla sotto una luce diversa.

Racconta la band: “La nostra storia, a partire dalle sue origini, è inseparabile dalla nostra Città. Senza la Torino di quegli anni non saremmo mai esistiti, o sarebbe comunque stata tutta un’altra vicenda. Per questo motivo, per festeggiare un traguardo trentennale, che mai avremmo creduto possibile, vogliamo che la Città sia al centro. Con i suoi luoghi per noi più importanti e rappresentativi, i ‘nostri luoghi’ a segnare un percorso che incornicerà i quattro concerti – in cui presenteremo il nuovo album -, la mostra e tante altre cose che stiamo preparando. In pratica, oltre ai live, vorremmo anche fare vivere a chi deciderà di raggiungerci, una Torino diversa, raccontata attraverso le nostre canzoni, immagini, storie”.

L’iniziativa arriva dopo la pubblicazione lo scorso 14 novembre di “Radio Mogadiscio”, il nuovo singolo, accompagnato dal videoclip girato tra l’Italia e il Marocco. Con questo brano – pubblicato a distanza di quasi due anni dall’ultimo album “Realtà Aumentata” – i Subsonica oltrepassano il Mediterraneo spalancando le porte a nuovi scenari, a viaggi ed esperienze reali, come quella vissuta dalla band a Essaouira in Marocco durante la scrittura del nuovo disco, e a suggestioni del tutto immaginarie. Il titolo della canzone rende omaggio alla storia vera del Colonnello Abshir Hashi Alì, che nella città di Mogadiscio in Somalia si è fatto custode di un prezioso archivio fatto di più di 100.000 canzoni – oltre a registrazioni di poesie, opere teatrali e molto altro – distribuite su nastri, cassette e dischi (oggi tutti digitalizzati) dal valore culturale inestimabile, sopravvissuto a una lunga storia di devastazioni, saccheggi e bombardamenti.

Il brano è un vero viaggio tra memoria e speranza, un simbolo di apertura e di resistenza attraverso la musica, e il suo ritmo apre la strada ad un nuovo capitolo della band, che l’anno prossimo si appresta a celebrare il trentennale di carriera con CIELI SU TORINO 96-26 nella sua città natale.

Le OGR Torino, l’hub della Fondazione CRT, sono un centro di cultura e innovazione unico in Europa, dedicato alla sperimentazione: culturale, artistica e musicale nelle OGR Cult, scientifica, tecnologica e imprenditoriale nelle OGR Tech. Ex officine per la riparazione dei treni nate a fine Ottocento, oggi patrimonio archeologico industriale, sorgono nel cuore di Torino su un’area di 35.000 mq per attivare nuovi orizzonti di collaborazione, creazione e convivialità.

Sanofi contribuisce alla Strategia per le Scienze della Vita

Roma, 1 dic. (askanews) – In uno scenario internazionale caratterizzato da instabilit geopolitica, pressioni macroeconomiche, crescente domanda e difficolt di accesso alla salute, l’Italia chiamata a definire una politica industriale e scientifica capace di rafforzare la propria competitivit nelle Scienze della Vita. Con questo obiettivo si svolto a Roma l’evento “Guidare l’Innovazione verso una Strategia italiana delle Scienze della Vita” promosso da Sanofi. Base concreta del dibattito, i dati del Report d’Impatto 2024 di Sanofi, che offrono una fotografia del valore che l’Innovazione pu generare per l’Italia. In particolare, con 70 milioni di euro investiti in Italia in ricerca e sviluppo, trasformazione tecnologica industriale, competenze e formazione, 108 studi clinici, una rete di 563 centri e 133 milioni di beneficio complessivo generato sul SSN e sulla nazione, Sanofi ha presentato il proprio contributo alla crescita scientifica e all’accesso a terapie trasformative per tutti i cittadini. Abbiamo parlato con Marcello Cattani, Presidente e Amministratore Delegato, Sanofi Italia e Malta:

” un investimento che va oltre la clinica, scienza, tecnologia, dati, intelligenza artificiale, produzione industriale, per dare un valore aggiunto che fondamentale insieme al modello di competenze che contraddistingue i nostri collaboratori e quindi Sanofi una delle prime realt farmaceutiche che fa ricerche e produzione industriale in Italia e quindi importante per l’Italia e l’Italia importante per Sanofi. Questo il nostro impegno che naturalmente si rafforzer e proseguir nel corso degli anni”.

Per l’Italia – nazione leader europea nell’export farmaceutico e hub d’eccellenza per la ricerca clinica – le trasformazioni rappresentano un’opportunit strategica da cogliere attraverso una visione integrata e di lungo periodo. poi intervenuto Giovanni Tria, Presidente della Fondazione ENEA Tech e Biomedical:

“Quello che bisogna cercare di migliorare il sistema di regolamentazione, la rapidit con cui la ricerca pu arrivare a un farmaco e soprattutto la rapidit con cui un farmaco possa arrivare sul mercato e poi c’ un problema di regolamentazione e di azione amministrativa per far s che le risorse pubbliche esistenti anche destinate alla ricerca e al passaggio dalla ricerca all’industria possano arrivarci in modo rapido”.

L’evento di Roma ha confermato un messaggio chiaro: l’Italia pu assumere un ruolo di leadership nelle Scienze della Vita, ma questo richiede una visione nazionale condivisa, un ecosistema che preveda una governance che integri ricerca pubblica e privata e investimenti capaci di tradursi in soluzioni concrete per le persone.

Supermagic Elementi 2026, a Roma lo spettacolo di magia

Roma, 1 dic. (askanews) – Torna a incantare il pubblico uno degli appuntamenti più attesi della stagione teatrale: Supermagic Elementi 2026, il più grande spettacolo di magia con i migliori illusionisti del mondo. La ventiduesima edizione promette un viaggio sorprendente dentro l’arte magica internazionale, un’esperienza immersiva che ogni anno conquista migliaia di spettatori di tutte le età.

L’evento sarà in scena a Roma, all’Auditorium della Conciliazione dal 22 gennaio all’8 febbraio 2026, e successivamente a Torino, al Teatro Alfieri dal 13 al 15 febbraio 2026, per un totale di oltre due ore di pura meraviglia, tra numeri spettacolari, manipolazioni incredibili, colpi di scena e illusioni che sfidano l’impossibile.

Riconosciuto come “Migliore Spettacolo di Magia” dalla Fédération Internationale des Sociétés Magiques, Supermagic ha portato sul palco, nelle sue prime ventuno edizioni, oltre 130 artisti di fama mondiale, applauditi da più di 280.000 spettatori. Un successo costruito nel tempo, frutto di una ricerca costante, cura dei dettagli e passione per un’arte antica e sempre sorprendente. Non a caso è uno spettacolo spesso imitato, ma mai eguagliato.

Per l’edizione 2026 sono già stati annunciati i primi protagonisti: l’illusionista canadese Darcy Oake, tra i più innovativi al mondo; Maurice Grange, campione europeo di manipolazione; Xavier Mortimer, maestro dell’illusionismo visionario; Jay & Jade Niemi, prestigiatori eleganti e raffinati dalla Finlandia; il due volte campione mondiale Topas; Paolo Carta e Sara, riconosciuti come tra i migliori illusionisti creativi italiani; Matteo Fraziano, vincitore di “Tu sì que vales”; Jimmy Delp, prestigiatore comico dal talento bizzarro; e naturalmente Remo Pannain, ideatore e anima di Supermagic.

Supermagic non è semplicemente uno spettacolo, ma un mondo da attraversare: un luogo dove la logica si piega alla fantasia, dove gli adulti riscoprono la capacità di stupirsi e i più piccoli si lasciano trascinare in un universo fatto di sogni, luci, segreti e poesia. È un’esperienza collettiva che trasforma il teatro in uno spazio sospeso, in cui ogni emozione sembra amplificata e ogni scena diventa un ricordo indelebile.

Un cast eccezionale riunito in un unico spettacolo, pronto a trasformare ogni replica in un evento irripetibile.

La Project Room del PAC Milano presenta il duo Insomnia

Milano, 1 dic. (askanews) – La Project Room del PAC ospita Bad Trips and Broken Promises / Even Flowers Must Die, mostra personale del duo italo-brasiliano Insomnia curata da Diego Sileo. Il collettivo, composto da Thiago Dezan e Infinite fondato a New York nel 2019, indaga le fratture del presente attraverso un’estetica che intreccia crudezza e poesia, esplorando il modo in cui la cultura, nel mondo contemporaneo, possa trasformarsi in un’istituzione capace di giustificare meccanismi di oppressione e repressione.

Al centro del progetto espositivo si colloca Insomnia, il lavoro da cui il duo prende il nome, una serie in continua evoluzione composta da fotografie dipinte a mano. Animali, piante e figure umane si trasformano in apparizioni sospese tra cruda realt e dimensione fiabesca. In mostra sono presenti anche altri due lavori: Nine Lives Cat (2025) e Beautiful Burning Prison (2022). La prima un’installazione video composta da dieci schermi che mostrano simultaneamente altrettanti video in loop, ognuno in grado di raccontare una storia di lotta, tragedia e resilienza. Ogni video ha una propria durata, diversa dalle altre: l’interazioni fra le immagini genera combinazioni visive inedite. Beautiful Burning Prison riflette sulla brutalit del sistema carcerario contemporaneo attraverso i video girati da un detenuto all’interno del Centro Penal de Mxima Seguridad de Zacatecoluca e del Centro di Detenzione La Bartolina de Sonsonate, a El Salvador. Gli artisti intervengono su queste immagini, alterandole: i fotogrammi rallentano, oscillano tra negativo e bianco e nero, mentre un audio disturbante – tra sussurro e preghiera – amplifica la sensazione di una condanna infinita.

"Jingle bells balla il cuor", il nuovo brano di Miss Mamma Sorriso

Roma, 1 dic. (askanews) – Miss Mamma Sorriso, una delle mamme più amate e seguite d’Italia, pioniera su TikTok con oltre 4,5 milioni di followers complessivi sui vari canali social, torna in musica con un nuovo attesissimo brano, “Jingle bells balla il cuor” per scaldare l’atmosfera Natalizia insieme a tutti i suoi bambini e alle loro famiglie.

Un’eccezionale cover dell’iconico brano di natale rivisitata in chiave dance baby che dal 6 Dicembre sarà disponibile su YouTube e su tutte le principali piattaforme digitali con l’intento di accendere lo spirito delle Feste.

Considerata come una delle mamme più seguite, amate e social d’Italia Miss Mamma Sorriso al secolo Vanessa Padovani è un fenomeno tutto italiano, la sua è una storia unica e allo stesso semplice che in pochissimo tempo è riuscita a conquistare l’affetto del grande pubblico dei social, diventando un vero e proprio punto di riferimento grazie alla spontaneità disarmante dei contenuti che nella quotidianità condivide con la sua enorme e fidelizzata community.

“La cover “Jingle Bells Balla il cuor” nasce con l’intento amplificare lo spirito natalizio che in ognuno di noi. Il Natale – dichiara Miss Mamma Sorriso – è uno dei momenti dell’anno che preferisco vivere insieme a tutta la famiglia. Il progetto nasce insieme alla collaborazione del noto producer Paolo Ortelli con il quale abbiamo pensato ad una versione più dance, moderna e in italiano, che faccia muovere e cantare i bambini mentre si impara ad essere gentili. Per questo Natale ho scelto Jingle Bells perché è a mio avviso la canzone che più rappresenta l’energia del Natale, quando parte, si accende immediatamente la magia, il cuore vibra e all’improvviso tutto diventa luce, sogni e amore. La Canzone sarà accompagnata anche da un video natalizio che nasce dal desiderio di trasformare l’attesa delle feste in un gioco educativo. Nel nuovo video natalizio Miss Mamma Sorriso riceverà una lettera segreta da Babbo Natale e, insieme ai bambini, va alla ricerca degli Elfi Gentili nascosti in casa, ognuno con un messaggio di bontà, empatia e collaborazione. L’intento è ricordare che la vera magia non è nei regali, ma nei piccoli gesti gentili che i bambini possono imparare e portare nel mondo. Per questo, alla fine del percorso, ogni mamma potrà scaricare il diploma del piccolo elfo gentile, così che la magia possa continuare”.

La Russia: estremamente irresponsabili le frasi su attacchi preventivi della Nato

Roma, 1 dic. (askanews) – Le dichiarazioni dei funzionari della NATO su possibili “attacchi preventivi” contro la Russia sono una mossa estremamente irresponsabile, che indica la disponibilità dell’alleanza a continuare a peggiorare la situazione: lo ha dichiarato oggi la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, replicando alle affermazioni fatte dall’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del comitato militare della NATO, in un’intervista al Financial Times.

Secondo Cavo Dragone, la NATO potrebbe prendere in considerazione l’idea di lanciare un attacco preventivo di fronte alle presunte azioni della Russia contro l’alleanza.

“Consideriamo la dichiarazione di Cavo Dragone sulla possibilità di attacchi preventivi contro la Russia una mossa estremamente irresponsabile, che indica la disponibilità dell’alleanza a continuare a peggiorare la situazione”, ha dichiarato Zakharova in una nota, definendola un tentativo deliberato di indebolire gli sforzi per risolvere la crisi ucraina. Queste dichiarazioni smentiscono il mito della natura “puramente difensiva” dell’alleanza, ha sottolineato la portavoce.

“Chi rilascia tali dichiarazioni deve essere consapevole dei rischi e delle possibili conseguenze che ne conseguono, anche per gli stessi membri dell’alleanza”, ha aggiunto Zakharova.

Puccini Dance Circus Opera: il ritorno a Milano di Mochi Sismondi

Milano, 1 dic. (askanews) – Reduce dal successo al Festival delle Giornate Teatrali di Cartagine, Caterina Mochi Sismondi presenta al Teatro Franco Parenti di Milano “Puccini Dance Circus Opera – Per coro di corpi e strumenti”, in scena il 2, 3 e 4 dicembre.

Regista, coreografa e performer, fondatrice della compagnia blucinQue e direttrice del Teatro Café Müller di Torino, Mochi Sismondi porta sul palco un affresco dedicato alle protagoniste pucciniane – da Tosca a Butterfly – rilette attraverso danza, acrobatica e drammaturgia visiva.

In scena le performer Elisa Mutto, Sara Frediani, Marta Alba, Iolanda Del Vecchio, Rocio Belen Reyes Patricio e Michelangelo Merlanti, con musiche originali di Beatrice Zanin ed esecuzione dal vivo di un trio d’archi. La figura di Puccini è interpretata da Ivan Ieri.

La produzione nasce dal Centro Nazionale di Produzione blucinQue Nice in collaborazione con l’Orchestra della Toscana. Lo spettacolo, premiato come Miglior Progetto Nazionale Art Bonus d’Impresa, proseguirà poi al Teatro Massimo di Cagliari e nel 2026 all’Opera di Almaty.

(foto © Andrea Macchia)

Cinema, Pio e Amedeo conquistano il box office con "Oi vita mia"

Roma, 1 dic. (askanews) – Ottimo esordio al botteghino per “Oi vita mia”, il nuovo film diretto e interpretato da Pio e Amedeo, che nel suo primo weekend di programmazione registra un incasso complessivo di 2.168.800 di euro, consacrandosi come la miglior apertura della stagione cinematografica, registrando una media per copia di 5.600 euro per sala (secondo dati Cinetel). A questo risultato si aggiungono poi le anteprime di successo dei giorni precedenti che portano il dato complessivo a 2.196.566 di euro.

Con “Oi vita mia”, il duo comico conquista il pubblico con una storia capace di parlare ai giovani e ai meno giovani, mescolando momenti di grande comicità ad altri di autentica emozione. “Oi vita mia”, in sala dal 27 novembre, è interpretato oltre che diretto da Pio e Amedeo, con la partecipazione straordinaria di Lino Banfi, con Ester Pantano, Cristina Marino, Marina Lupo, Adriana De Meo ed Emanuele La Torre. La sceneggiatura è di Pio D’Antini, Amedeo Grieco, Emanuele Licitra; prodotto da Lorenzo Mieli, Mario Gianani e Valentina Avenia; prodotto da Massimiliano Orfei, Luisa Borella e Davide Novelli. Prodotto da Our Films (una società del gruppo Mediawan), PiperFilm, in collaborazione con Netflix e distribuito da PiperFilm.

In “Oi vita mia” Pio gestisce una comunità di recupero per ragazzi, Amedeo una casa di riposo per anziani. Uno ha una relazione in crisi, l’altro una figlia adolescente irrequieta. Costretti dalle circostanze a vivere sotto lo stesso tetto tra anziani smemorati e giovani casinisti che si fanno la guerra, i due finiranno per scambiarsi consigli non richiesti, infilarsi in situazioni assurde e, tra bollette arretrate e partite a padel, trovare finalmente il coraggio di mettere ordine alle loro vite e scoprire così un nuovo modo di stare assieme.

Le città dove si vive meglio sono Trento e Bolzano, risale Roma

Roma, 1 dic. (askanews) – “La qualità della vita è la dimensione del benessere che più impatta sulla percezione soggettiva. Nelle province di Trento e Bolzano si sposa perfettamente con i risultati della 36esima edizione dell’indagine del Sole 24 Ore sulla Qualità della vita 2025 che incorona questi territori in cima alla classifica”. È proprio nelle due province autonome che, secondo l’ultima rilevazione Istat sugli “Aspetti della vita quotidiana” (pubblicata a maggio 2025) si registra il più elevato livello di soddisfazione per la vita espresso dal 61,9% dei cittadini. Con la leadership di Trento e Bolzano, incoronate dall’edizione 2025 tra le 107 province italiane esaminate.

Sul podio dell’edizione 2025, salgono anche Bolzano (già cinque volte prima, l’anno scorso era terza) e Udine, vincitrice dell’edizione 2023. La top 10 è tutta settentrionale e premia, come spesso accade nella “bilancia” dei 90 indicatori, piccole province come Bergamo (vincitrice nel 2024, ora al 5° posto), Treviso, Padova (che ritorna tra le teste di serie dopo 30 anni di assenza: era nona nel 1994) e Parma. E segna il ritorno all’apice della classifica generale anche delle grandi aree metropolitane come Bologna e Milano, rispettivamente al 4° e 8° posto.

Nel complesso, le città metropolitane registrano un miglioramento rispetto all’edizione 2024: solo due su 14, Bari e Catania, calano di posizione rispetto all’indagine dell’anno scorso, mentre altre due (Firenze, 36 , e Messina, 91 )risultano stabili. A guidare la risalita con un avanzamento di 13 posizioni è la Capitale, che si piazza 46 , mentre Genova sale di u gradini arrivando al 43° posto. In miglioramento anche le già citate Bologna, che rimane tra le prime dieci ma a +5 sul 2024, e Milano (+4). Torino sale di una posizione (57 ). La prima area metropolitana del Mezzogiorno, è Cagliari che sale di cinque gradini e si piazza 39esima seguita da Bari 67esima ma in calo di due posizioni.

(Credit foto: Archivio Apt Trento, R. Magrone – CC BY 4.0).

Il valore umano dei dati: successo a Torino per la DIAC 2025

Torino, 1 dic. (askanews) – Si conclusa, con successo, a Torino, presso l’Environment Park, l’edizione 2025 della DAMA Italy Annual Convention (DIAC). L’evento, promosso da DAMA Italy con il patrocinio del Comune di Torino, ha riunito professionisti, accademici e istituzioni per confrontarsi sul tema “Data for Good: i dati al servizio del bene comune”, esplorando come l’uso responsabile dell’informazione possa generare valore sociale concreto.

Con oltre 350 partecipanti tra presenze fisiche e collegamenti da remoto, la Convention ha confermato la sua centralit nel panorama nazionale. L’evento non ha celebrato la tecnologia, ma l’impatto umano dei dati, intesi come possibilit di generare impatti positivi, migliorare i servizi pubblici e rafforzare la qualit della vita.

Simona Di Felice, membro del Comitato Scientifico e Lead Media & Communications di DAMA Italy, alla quale stata affidata la conduzione, ha aperto i lavori dando il tono alla giornata: “Data for Good: tre parole semplici, ma che racchiudono una visione”.

Nino Letteriello, Presidente di DAMA Italy, ha approfondito il significato concreto di “Data for Good”: “Non uno slogan, ma un impegno, una promessa, l’idea di una comprensione diversa del dato. Fino ad oggi abbiamo valutato il dato come patrimonio aziendale, ma ora vogliamo arrivare a un punto di svolta: iniziare a vederlo come valore comune, come beneficio sociale diffuso per il sistema paese, per la comunit pi ampia e per il pianeta”.

La scelta di Torino, Capitale Europea dell’Innovazione 2024-2025, conferma la vocazione della citt per eventi che uniscono tecnologia, sostenibilit e impatto sociale.

Marco Porcedda, Assessore alla Sicurezza, ai Sistemi Informativi e alla Cybersecurity del Comune di Torino, ha commentato: “La presenza dei dati costante e permea ogni attivit. Il ruolo del Comune e degli enti locali fondamentale, perch la gestione di tutta una mole di dati che i comuni accumulano mette a disposizione una serie di dati che devono essere necessariamente trattati adeguatamente e in maniera etica, elaborati per fornire dei servizi che siano sempre pi utili e che agevolino sempre di pi il rapporto con le amministrazioni e la vita di tutti i cittadini”.

Mario Nobile, Direttore Generale di AgID, ha offerto un’analisi approfondita del Data Governance Act e del concetto di Data Altruism, riflettendo su come la condivisione etica dei dati possa generare valore pubblico reale.

La convention si articolata in due keynote speech sulle frontiere della tecnologia, tenuti da Massimiliano Nicolini (Olitec, Olimaint) ed Emanuela Girardi (Founder POP AI, Presidente ADRA), una delle voci pi autorevoli e influenti nel panorama tecnologico italiano ed europeo. Nicolini ha sottolineato: “Olitec e DAMA Italy lavorano entrambe su un’unica realt: il dato, composto da miliardi di Bit. Come Olitec, lavoriamo sull’analisi fisica dell’informazione, mentre DAMA lavora sull’analisi, elaborazione e data management. Siamo complementari, come l’acqua e il rubinetto”.

La giornata proseguita con due Roundtable tematiche, che hanno applicato il Data for Good a contesti di impatto cruciale, definendo nuovi paradigmi di governance.

La prima sessione, “Dati per il Governo del Territorio”, ha visto il confronto tra la Prof.ssa Michela Milano (Alma AI), esperta di modelli prescrittivi e AI etica, e Letizia Sampoli (Cerved), che sviluppa indicatori solidi per l’interpretazione dei rischi ambientali.

Nella seconda Rountable, “Dati e salute”, Mario Alparone (Finpiemonte), Simona Scaini (Sigmund Freud University) e Alessandro Di Pietro (Aindo) hanno dialogato sul ruolo dei dati come leva per l’innovazione sanitaria, affrontando dimensioni tecniche, culturali ed economiche.

Nel pomeriggio sono stati presentati i risultati del DAMA Italy Survey 2025, dedicato al settore Energy & Utilities, dimostrando come una governance solida sia un fattore abilitante per l’innovazione e la sicurezza delle infrastrutture critiche.

Durante l’evento stato anche presentato il White Paper congiunto DAMA Italy – PMI NIC, che ha stabilito che il successo di un’iniziativa AI non dipende solo dalla tecnologia, ma da una gestione attenta dei dati, dei rischi e delle competenze.

Il pomeriggio ha valorizzato l’impegno dei professionisti: Franco Francia, Vicepresidente di DAMA Italy e Chair del Comitato Scientifico, ha presentato i risultati del DAMA Italy Survey 2025, dedicato al settore Energy & Utilities.

Una parte centrale della giornata stata dedicata alla valorizzazione delle attivit che animano la community durante tutto l’anno, come le iniziative DAMA Class e Brain Dates, MaDAMA – Women & Data Talk, i DAMA Cheers e il Book Club.

I DAMA Italy Awards hanno chiuso la giornata, celebrando il contributo volontario dei soci e premiando le migliori Tesi 2025.

L’evento ha anche offerto l’opportunit di sostenere la certificazione CDMP, riferimento per i professionisti del data management.

Il DIAC 2025 ha riaffermato che i dati non sono mai neutrali, sono il riflesso delle scelte che facciamo, ponendo la sfida: che tipo di societ vogliamo costruire facendo leva sui dati?

L’appuntamento con il futuro gi fissato: DIAC 2026 si terr il 26 novembre 2026 a Milano, presso Palazzo Lombardia – Auditorium Testori.

Stellantis, Filosa: bene appello Merz su revisione delle regole Ue

Roma, 1 dic. (askanews) – “Accogliamo con favore il sostegno del governo tedesco alle revisioni delle normative europee. Esso si basa sul pacchetto di proposte dell’Acea, tutte urgentemente necessarie per riportare l’industria automobilistica europea alla crescita”. Lo ha dichiarato Antonio Filosa, amministratore delegato del gruppo Stellantis.

“Questo pacchetto include nuovi obiettivi per i veicoli commerciali leggeri (Lcv), un quadro normativo per le auto di piccole dimensioni e misure per accelerare il rinnovo del parco auto. Ora – ha aggiunto, secondo quanto riporta una nota – abbiamo una grande opportunità per ripensare le regole e conciliare i tre obiettivi chiave dell’Europa: decarbonizzazione, resilienza industriale che protegga i posti di lavoro e l’autonomia strategica, e accessibilità economica”.

Draghi: l’Europa rischia la stagnazione se non adotta l’intelligenza artificiale

Roma, 1 dic. (askanews) – Se l’Europa non colma il divario che la separa da altri paesi nella adozione delle tecnologie legate all’intelligenza artificiale si prospetta un “futuro di stagnazione”. Lo ha sottolineato Mario Draghi nel suo discorso alla inaugurazione dell’anno accademico del Politecnico di Milano. “Se non colmiamo questo divario e non adotteremo queste tecnologie sul larga scala l’Europa rischia un futuro di stagnazione con tutte le sue conseguenze. Considerato il profilo demografico, se l’Unione Europea mantenesse semplicemente il tasso medio di crescita della produttività dell’ultimo decennio, tra 25 anni l’economia avrebbe di fatto la stessa dimensione di oggi”, ha detto Draghi.

"L’affascinante spiritualità dell’antico Egitto", mostra Human Economic Forum

Roma, 1 dic. (askanews) – Da domani all’11 dicembre 2025, al Complesso di Vicolo Valdina – Camera dei Deputati, Roma, tutti i giorni dalle ore 11:00 alle 19:30 (ultimo ingresso alle 19:00), la mostra “L’affascinante spiritualità dell’antico Egitto” apre al pubblico un percorso unico che intreccia reperti, ricerca archeologica d’eccellenza e tecnologie immersive, trasformando la Sala del Cenacolo in un viaggio nel cuore sacro del Mediterraneo; promossa nell’ambito dell’Human Economic Forum – Vision 2040, l’esposizione racconta il concetto di maat come ordine cosmico e armonia tra natura e vita umana, il ruolo etico del faraone come garante dell’equilibrio universale e i risultati degli scavi di Assuan condotti dall’Università di Milano sotto la direzione della Prof.ssa Patrizia Piacentini, mettendo in dialogo il sapere degli antichi con le domande del presente sulla giustizia, la coesione e il destino delle civiltà.

Il visitatore è accompagnato lungo una narrazione che non si limita a esporre l’Egitto come “passato glorioso”, ma lo presenta come matrice simbolica di molti interrogativi contemporanei: cosa significa custodire un ordine giusto del mondo, quale responsabilità hanno le élite di fronte al popolo, come si tiene insieme un Paese quando l’economia e il potere cambiano forma; grazie a installazioni multimediali e contenuti curati ad hoc, il percorso alterna silenzi contemplativi, testi sapienziali e suggestioni visive, invitando chi entra a vivere l’esperienza non come semplice mostra ma come “esercizio di coscienza” sul legame tra spiritualità, politica e responsabilità collettiva.

In parallelo, nella adiacente Sala della Sacrestia, nei giorni feriali si terranno incontri e conversazioni con accademici e filosofi di fama internazionale, che si intratterranno con il pubblico per approfondire temi come la religione dell’antico Egitto, la concezione della morte e dell’aldilà, la figura del faraone come garante di maat e il modo in cui queste antiche categorie possono illuminare il dibattito attuale su sostenibilità, dignità umana e nuovi paradigmi di sviluppo: un “simposio diffuso” che trasforma la visita in un’esperienza viva, pulsante, in cui il patrimonio archeologico non è solo contemplato ma rimesso in circolo come risorsa culturale per ripensare il futuro.

Pietrangeli, il cordoglio dello sport: "Se ne va un gigante"

Roma, 1 dic. (askanews) – Cordoglio, vicinanza, ricordi e omaggi in memoria di Nicola Pietrangeli da parte del mondo delle istituzioni, dello sport e della politica. Il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio scrive Addio a Nicola #Pietrangeli, icona mondiale del tennis e Collare d’Oro alla carriera, “La scomparsa di Nicola Pietrangeli addolora profondamente tutto lo sport italiano. Con lui perdiamo non solo un campione straordinario, ma un’icona, un simbolo eterno della sua disciplina. Pietrangeli ha incarnato il tennis italiano: il suo talento, il suo carisma e le sue vittorie hanno attraversato indissolubilmente intere generazioni. Con i suoi successi ha portato l’Italia sulla ribalta internazionale, aprendo la strada a una tradizione che oggi continua a brillare grazie anche al solco da lui tracciato. Oggi perdiamo un punto di riferimento assoluto, un ambasciatore autentico dei valori che accomunano il nostro mondo. Alla sua famiglia, al Presidente Angelo Binaghi e all’intero movimento del tennis italiano va il cordoglio più sincero mio e del CONI”.

Tra i primi a ricordare Nicola Pietrangeli il Roland Garros che il campione romano ha vinto due volte: “Nicola Pietrangeli è scomparso all’età di 92 anni. Quattro volte campione del Roland Garros e figura iconica del tennis italiano, lascia un’eredità straordinaria. Il mondo del tennis sentirà profondamente la sua mancanza” scrive il torneo parigino. Per il ministro dello sport, Andrea Abodi, Abodi: “Ha scritto la storia del tennis italiano”. “Oggi è un giorno triste per l’Italia – commenta – in particolare per lo sport, ci lascia una leggenda, Nicola Pietrangeli, simbolo del tennis nazionale e internazionale. La sua storia, i suoi successi e il suo stile hanno segnato generazioni di appassionati, contribuendo in modo indelebile alla crescita e alla diffusione di questa meravigliosa disciplina nella nostra Nazione”. Così il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi. “È difficile saper coniugare la grandezza dello sportivo con la semplicità dell’uomo, per certi versi un rivoluzionario che ha scritto la storia del tennis italiano, ecco Nicola era proprio questo, ma soprattutto ci lascia un amico, una persona schietta che ha combattuto intensamente e che ci regala un’eredità immensa, non solo sportiva, ma culturale e valoriale. Sono certo che il suo esempio continuerà a vivere nei nostri ricordi e nel futuro dello sport”, ha aggiunto Abodi. Anche il campione spagnolo Rafa Nadal lo piange: “Ho appena saputo della triste notizia della partenza di un grande del tennis italiano e mondiale. Le mie più sentite condoglianze a tutta la sua famiglia, il suo figlio Filippo, e tutta la famiglia del tennis italiano. DEP Nicola”. Per il capitano non giocatore della coppa Davis Filippo Volandri “Oggi il nostro tennis perde un gigante. Nicola Pietrangeli è stato il primo idolo e il primo vero punto di riferimento per chiunque abbia amato questo sport. Per noi che indossiamo o abbiamo indossato la maglia azzurra, non è mai stato soltanto un grande campione del passato. Dalla battuta ironica al consiglio più serio, aveva sempre il modo giusto per farti riflettere e per ricordarti cosa significhi rappresentare l’Italia. Era libero, diretto, autentico: per questo unico”. “Ha aperto la strada a tutti noi. Le sue vittorie, la sua personalità e il suo modo di vivere il tennis hanno permesso all’Italia di credere di poter competere ai massimi livelli. Siamo cresciuti con i suoi racconti, con la sua passione travolgente, con la sua capacità di farci sentire parte di una storia più grande. Perdiamo un simbolo e un maestro, ma il suo spirito resterà con noi, in ogni Coppa Davis e in ogni ragazzo che entra in campo con la maglia azzurra. Grazie, Nicola, per tutto ciò che hai rappresentato e continuerai a rappresentare per il nostro tennis”. Per Tathiana Garbin, capitana della BJK Cup “Pietrangeli è stato un punto fermo del nostro tennis. Per la mia generazione è stata una guida silenziosa. La sua storia resterà per sempre intrecciata a quella di Lea Pericoli: insieme hanno acceso la prima grande luce del tennis italiano, facendo innamorare intere generazioni e dando stile, anima e identità al nostro movimento”.

“Nicola è stato un campione nella vita e nello sport, un esempio di grande coraggio. È sempre stata una persona che ha diviso, nel senso che alcuni lo amavano e altri non lo sopportavano, proprio perché era coraggioso, trasparente e non ha mai avuto paura di prendere posizioni scomode, anche fino all’ultimo. E io proprio di questo mi sono innamorata a suo tempo”. Così Licia Colò ricorda Nicola Pietrangeli, con il quale ha avuto una relazione dal 1987 al 1994. “In una società dove tutti fanno gli equilibristi, Nicola è stato un grandissimo maestro di vita”, prosegue la conduttrice. “Con lui ho condiviso un bellissimo momento della mia vita. E il nostro rapporto ha continuato a essere bello anche dopo, perché il nostro legame si è trasformato. L’amore può cambiare, e quando c’è un sentimento che merita, si trasforma in una grande stima e in un grande affetto, che ho sempre conservato per lui. Per me è stato un maestro”. Il ricordo si fa poi più intimo e recente: “L’ho visto l’ultima volta solo cinque giorni fa. Sono andata a trovarlo, stava molto male, ma continuava a fare battute, lamentandosi di essere ‘stanco di essere stanco’. Stava male da tempo, adesso si è liberato. Probabilmente, ora ha finito di essere stanco”. Infine, un pensiero di addio: “Voglio ricordarlo così e mi auguro che da lassù possa continuare a divertirsi, a sorridere e a fare battute con le persone che non sono più”. Fabio Fognini lo ricorda così: Caro Nick, se ne va un pezzo enorme della nostra storia. Questa foto a Montecarlo per me vale tutto: il tuo esempio, la tua ironia, la tua luce. Hai insegnato a tutti cosa significa vincere davvero. Corrado Barazzutti: “Sono molto dispiaciuto per la scomparsa di Nicola, perché prima di tutto era una persona di famiglia. Abbiamo praticamente vissuto una vita insieme, per quanto mi riguarda da quando ero ragazzino lo vedevo giocare in televisione, era un po’ il mio idolo, l’ho incontrato come giocatore in campo, è stato compagno mio di Coppa Davis, quando io ero un ragazzino, è stato il mio capitano quando abbiamo vinto la Coppa Davis e in questi ultimi 20 anni siamo sempre stati insieme, abbiamo condiviso tante cose”. Questo il ricordo di Corrado Barazzutti. “Nicola era un amico, era una persona alla quale ero molto vicino e un grande personaggio sportivo. Era un ambasciatore nel mondo del tennis e dello sport, un ambasciatore di principi e di valori, un grande personaggio sportivo che ha dato tantissimo al tennis e allo sport italiano”.

Il ricordo della Lazio: “Ricordiamo Nicola Pietrangeli, leggenda del tennis italiano e appassionato della nostra Lazio. Un campione che ha portato in alto l’Italia della racchetta e che ha sempre portato la Lazio nel cuore”. Così la Lazio ricorda Nicola Pietrangeli. L’ex presidente del Coni, attuale presidente della Federbasket Gianni Petrucci: “Una delle pagine più belle dello sport italiano, eravamo amici dai tempi della segreteria generale del Coni con Mario Pescante presidente. In suo onore feci una cosa che probabilmente non si era mai fatta: gli intestai il campo Pietrangeli al Foro Italico, per quello che aveva fatto e per quello che rappresentava per lo sport italiano. Ha dato tutto quello che poteva dare per questa federazione”. Così Gianni Petrucci, presidente della federbasket, ricorda Nicola Pietrangeli. “Le sue scaramucce con Panatta? Era il gioco delle parti, si volevano bene. Hanno vinto quella meravigliosa coppa Davis in Cile. Con il tennis di oggi non si possono fare paragoni, sono momenti diversi, concorrenze diverse. È tutto diverso. Certo, loro sono stati quelli storici”. Paolo Bertolucci aggiunge: “E’ un gran brutto lunedì”. Paolo Bertolucci inizia così il ricordo di Nicola Pietrangeli. “E’ stato il nostro capitano nella prima vittoria in Coppa Davis, in Cile nel 1976, ma soprattutto é stato il primo grande giocatore italiano, recordman assoluto per quanto riguarda i match disputati in Coppa Davis, un record che nessuno potrà mai togliergli. E’ stato il nostro primo eroe tennistico, da ragazzini lo guardavamo giocare a bocca aperta, nel bianco e nero dei primi incontri di Davis” ha aggiunto. Ma “Nicola aveva anche una grande personalità, era un grande personaggio, che ha scritto pagine indelebili. E’ il tennis italiano. Purtroppo, dopo Lea Pericoli abbiamo perso anche lui”.

Roberta Recchia vince il Premio "Amo questo libro"

Milano, 1 dic. (askanews) – È “Io che ti ho voluto così bene” di Roberta Recchia (Rizzoli) il romanzo vincitore della nuova edizione del Premio “Amo questo libro”. Il riconoscimento, arrivato alla sua ottava edizione, è attribuito dalle libraie e dai librai della catena Giunti al Punto presente in tutte le regioni del Paese.

“Ricevere il Premio Amo questo Libro è una grandissima gioia – ha spiegato l’autrice. Sono onorata che quest’anno le libraie e i librai Giunti abbiano scelto di assegnare alla mia opera questo importante riconoscimento, e sono grata che abbiano fatto conoscere a tanti lettori la storia di Luca che, pur ritrovandosi a essere una vittima collaterale del male, non si arrende e continua a credere con forza che ritrovare la felicità sia sempre possibile”. Il nuovo romanzo di Recchia è arrivato dopo il suo fortunatissimo esordio in narrativa con Tutta la vita che resta, tradotto in 16 paesi e caso letterario baciato dal successo di pubblico – oltre 150.000 le copie vendute. Io che ti ho voluto così bene è un romanzo carico di grazia sulla possibilità di rinascere con al centro un protagonista ragazzino travolto da un’ombra dolorosa. Roberta Recchia mette in scena relazioni intense, dialoghi vibranti e una storia che tiene avvinti fino all’ultima pagina.

Grande la partecipazione in questa edizione da parte dei votanti librai. Sono stati circa 800 i voti provenienti dalle librerie GAP di tutto il Paese. Recchia ha prevalso nettamente nella votazione, sono state esaminate pure, come da tradizione, candidature da parte di tutti gli editori.

Il Premio “Amo Questo Libro” da diritto all’opera vincitrice a una vetrina dedicata nelle librerie Giunti al Punto e garantisce l’impegno di tutte le libraie e i librai GAP a consigliare l’opera in vista del Natale.

Accordo Edizione, 21 Invest e Tages: nasce 21 Next

Milano, 1 dic. (askanews) – Edizione (holding della famiglia Benetton), 21 Invest e Tages hanno raggiunto un accordo preliminare per la nascita di 21 Next, piattaforma innovativa che opererà nel mondo dell’alternative asset management con focus sui private markets. Al perfezionamento dell’operazione, il veicolo deterrà la totalità di 21 Invest e Tages. I soci fondatori delle due società nonché i rispettivi senior manager reinvestiranno in una quota di minoranza significativa del capitale sociale, assicurando continuità strategica e allineamento di interessi con gli investitori. Il presidente della società sarà Alessandro Benetton, Panfilo Tarantelli assumerà il ruolo di Ceo.

21 Next si configura come innovativa realtà, con sede in Italia, in grado di operare a livello internazionale con diverse strategie sui private markets, applicando un approccio di tipo industriale. La nuova piattaforma – che opererà tramite Sgr interamente controllate – capitalizzerà le esperienze maturate da 21 Invest nel campo del private equity e venture capital e da Tages Capital Sgr nella transizione energetica, nelle infrastrutture e nel private credit, beneficiando così di specifici know how industriali.

Il piano di 21 Next punta a più che raddoppiare le masse gestite, superando i 10 miliardi di AuM nei prossimi anni, continuando a investire nel mercato europeo. 21 Next disporrà di 500 milioni di seed capital messi a disposizione da Edizione per finanziare le nuove iniziative di investimento.

Il closing dell’operazione è previsto per l’estate 2026.

Meloni: Pietrangeli simbolo del tennis italiano, ha fatto la storia

Milano, 1 dic. (askanews) – “Oggi perdiamo una figura che ha fatto la storia dello sport con straordinario talento e passione. Nicola Pietrangeli è stato un simbolo del tennis italiano, il primo azzurro a vincere uno Slam, inserito nella Hall of Fame mondiale, un campione capace di ispirare diverse generazioni e che ha portato in alto il nome dell’Italia nel mondo”. Lo dichiara la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che esperime “condoglianze alla sua famiglia, ai tanti tifosi che lo hanno sostenuto nel corso della sua carriera e a chi gli ha voluto bene”.

Ex Ilva, a Genova nuove proteste e blocchi stradali

Genova, 1 dic. (askanews) – A Genova nuova giornata di mobilitazione dei lavoratori dello stabilimento ex Ilva di Cornigliano dopo l’incontro di venerdì scorso con il governo, il cui esito è stato considerato deludente dai sindacati.

Al termine di una partecipata assemblea, nello stabilimento genovese è stato indetto uno sciopero immediato e i lavoratori sono scesi in piazza con i mezzi da lavoro dando vita ad un corteo che ha raggiunto piazza Savio, snodo cruciale della viabilità nel ponente cittadino, dove è stato allestito un presidio permanente con tende e ruspe per bloccare il traffico ad oltranza. Nel mirino dei lavoratori è finito soprattutto il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. In piazza Savio è stato infatti affisso un lungo striscione rosso con scritto “Urso bugiardo patentato”.

“Oggi i lavoratori dell’Ilva di Genova – spiega Stefano Bonazzi, segretario generale della Fiom Cgil di Genova – riprendono la lotta esattamente dove l’avevano lasciata. L’incontro di venerdì è andato molto male. Di fatto non c’è la riapertura degli impianti del Nord e continua ad esserci la prospettiva di una fermata degli impianti di Genova, Novi e Racconigi. I lavoratori di Genova non sono disponibili ad accettarlo e oggi tornano in lotta”.

“La richiesta per quanto riguarda i lavoratori – aggiunge il segretario genovese della Fiom Cgil – è molto chiara, ovvero il ritiro del piano corto, cioè il fatto che Taranto produca poco e quel poco non venga mandato agli impianti del Nord per essere lavorato. Nel concreto per Genova chiediamo 200 mila tonnellate di acciaio per tenere aperte le linee di zincatura. Questa è una richiesta chiara e i lavoratori sono disponibili a continuare a lottare fino a che non ci saranno risposte concrete”.

Banca Ifis, oltre 6mila visitatori nel Parco internazionale di Scultura

Venezia, 1 dic. (askanews) – Il Parco internazionale di scultura di Banca Ifis, ospitato a Villa Furstenberg a Mestre, chiude il 2025 con oltre 6mila visitatori, il triplo rispetto ai numeri del 2024. Elementi distintivi sono l’estensione della collezione di opere esposte e gli eventi organizzati anche in collaborazione con le realt del territorio. In particolare nel corso dell’ultimo anno i 22 ettari del giardino della villa hanno accolto tre nuove sculture, portando a 25 il totale delle opere esposte: si tratta di “Versus” di Tony Cragg, “Draco Piscis” di Agnes Questionmark e “Dreams in Giza” di Pascale Marthine Tayou, che, tra temporanee e permanenti, vanno ad aggiungersi, tra gli altri, a lavori di Mitoraj, Botero, Penone, Consagra o Vascellari.

Oltre alla collezione, Banca Ifis ha ampliato anche il numero di momenti di fruizione del parco per il pubblico. Le consuete aperture gratuite domenicali sono state affiancate dalle visite straordinarie di un sabato sera al mese, prenotabili attraverso l’app Ifis Art, che offre anche una guida alla visita. Per rendere lo spazio ancora pi inclusivo, inoltre, tutte le opere sono state corredate da speciali didascalie in linguaggio braille. Il Parco internazionale di scultura poi stato attivo a livello di collaborazioni, come quella con l’Associazione Genesi per promuovere l’inclusione sociale attraverso l’arte e ha dialogato con le realt attive nel sociale sul territorio. Inoltre ci sono state significative collaborazioni anche con il Padiglione Italia della Biennale Architettura, con l’Ordine degli architetti di Roma e con la Direzione Generale Creativit Contemporanea del ministero della Cultura.

“Il Parco Internazionale di Scultura un luogo in continua evoluzione e aperto al pubblico – ha commentato il presidente di Banca Ifis, Ernesto Furstenberg Fassio – un esempio del nostro modo di fare banca improntato all’economia sociale, capace di coniugare la generazione di profitto con la creazione di valore per le nostre comunit”. Una visione che passa anche attraverso il dialogo con le forme d’arte e le persone che la vivono.

Dopo la pausa invernale, il Parco di Scultura riaprir nella primavera del 2026 e sar accessibile nei weekend, previa prenotazione tramite l’app.

Tajani: le risposte alle violenze coloni israeliani devono essere nei fatti

Roma, 1 dic. (askanews) – E’ “inaccettabile” la violenza subita dai tre attivisti italiani per mano dei coloni israeliani in Cisgiordania, e “l’Italia continuerà a insistere con Israele” perchè “vada oltre le risposte formali e incida in maniera determinata nei confronti dei coloni”. Lo ha detto oggi il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nell’intervista rilasciata a “Mattino 5”. “Le risposte devono essere nei fatti, nella necessità di bloccare qualsiasi azione violenta da parte dei coloni – ha sottolineato il ministro – purtroppo nel governo (israeliano) c’è qualche partito che sostiene le ragioni dei coloni. Si può sostenere qualsiasi cosa, ma mai usando la violenza”.

Nato, Cavo Dragone: stiamo valutando di essere più aggressivi con la Russia

Roma, 1 dic. (askanews) – L’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del comitato militare della Nato, ha dichiarato al quotidiano britannico Financial Times che la Nato sta valutando di rispondere in modo “più aggressivo” agli attacchi informatici, ai sabotaggi e alle violazioni dello spazio aereo della Russia. “Stiamo studiando tutto… Sul fronte informatico, siamo piuttosto reattivi. Stiamo valutando di essere più aggressivi o proattivi invece che reattivi”, ha affermato Cavo Dragone.

L’ammiraglio ha altresì affermato al quotidiano britannico che un “attacco preventivo” potrebbe essere considerato un'”azione difensiva”, ma ha aggiunto: “E’ più lontano dal nostro normale modo di pensare e di comportarci”.

“Essere più aggressivi rispetto all’aggressività della nostra controparte potrebbe essere un’opzione”, ha proseguito Cavo Dragone, specificando che i problemi sono “il quadro giuridico, il quadro giurisdizionale”.

In merito alle difficoltà dell’Alleanza Atlantica, l’ammiraglio ha ammesso che la Nato ha “molti più limiti della nostra controparte, per motivi etici, legali e giurisdizionali. È un problema. Non voglio dire che sia una posizione perdente, ma è una posizione più difficile di quella della nostra controparte”.

Pertanto, secondo Cavo Dragone, per promuovere una vera politica di deterrenza è necessario agire “attraverso la ritorsione, attraverso l’attacco preventivo – è qualcosa che dobbiamo analizzare a fondo perché in futuro potrebbe esserci una pressione ancora maggiore su questo fronte”, ha specificato il capo del comitato militare della Nato.

Pietrangeli, Binaghi: "Il tennis perde un simbolo, io un amico"

Roma, 1 dic. (askanews) – “Oggi il tennis italiano perde il suo simbolo più grande, e io perdo un amico”. Comincia così il lungo saluto del presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Angelo Binaghi a Nicola Pietrangeli.

“Nicola Pietrangeli non è stato soltanto un campione -le due parole – è stato il primo a insegnarci cosa volesse dire vincere davvero, dentro e fuori dal campo. È stato il punto di partenza di tutto quello che il nostro tennis è diventato. Con lui abbiamo capito che anche noi potevamo competere con il mondo, che sognare in grande non era più un azzardo. Quando si parla di Nicola, si pensa subito ai record, alle Coppe Davis, ai titoli e ai trionfi che resteranno per sempre nella nostra storia. Ma la verità è che Nicola era molto di più. Era un modo di essere. Con la sua ironia tagliente, il suo spirito libero, la sua voglia inesauribile di vivere e di scherzare, riusciva a rendere il tennis qualcosa di umano, di vero, di profondamente italiano. Parlare con lui era sempre un piacere e una sorpresa: potevi uscire da una conversazione ridendo a crepapelle o con una riflessione che ti restava dentro per giorni. Nel mio ufficio c’è una foto a cui tengo moltissimo: io bambino, raccattapalle in una sfida di Coppa Davis a Cagliari, e davanti a me proprio lui, Nicola Pietrangeli. Ogni volta che la guardo, mi sembra di tornare a quel giorno. E mi rendo conto che, in fondo, tutto per me è cominciato lì. Quella foto non è solo un ricordo: è un simbolo. Il simbolo di come un bambino possa innamorarsi di uno sport grazie a chi lo incarna in modo così pieno e naturale. Per me Nicola non era solo il più grande giocatore della nostra storia. Era il tennis, nel senso più profondo del termine. Gli devo molto, come uomo e come presidente. Non solo per quello che ha fatto per la Federazione e per tutti noi, ma per come lo ha fatto: con stile, con coraggio, con quella sua irriverenza che era il segno dei veri fuoriclasse. A modo suo, Nicola non è mai cambiato: diretto, sincero, incapace di essere banale. Anche quando provocava, lo faceva con un’intelligenza che nasceva dall’amore profondo per il nostro sport. Oggi ci piace pensare che abbia raggiunto in cielo Lea, e che insieme stiano già giocando uno straordinario doppio misto, divertendosi come solo loro sapevano fare. Due icone del tennis italiano, inseparabili anche lassù. Ma per noi che restiamo, è un colpo durissimo. Nel giro di poco più di un anno abbiamo perso due pezzi della nostra anima. Due persone che hanno scritto la nostra storia e che continueranno a ispirarci, ogni giorno, dentro e fuori dal campo. Ci mancherà la sua voce, ci mancherà il suo sorriso, quella sua capacità di dire sempre quello che pensava, senza paura e senza filtri. Oggi salutiamo un monumento del nostro sport, ma anche un amico vero. Uno di quelli che ti dicono le cose in faccia, che sanno farti arrabbiare e poi ridere un secondo dopo. E questo, nel mondo di oggi, vale più di mille trofei”.

“Grazie, Nicola. Per tutto quello che ci hai dato, e per tutto quello che continuerai a rappresentare per il tennis italiano”.

Cisgiordania, Tajani: attacchi a villaggi gravi, Israele fermi coloni

Roma, 30 nov. (askanews) – “Non possiamo che ribadire la condanna per ci che accade, proprio l’altro giorno avevamo diffuso una nota congiunta Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna di condanna di ci che stanno facendo i coloni in Cisgiordania, quindi continuiamo a ribadire questo. Abbiamo avviato delle sanzioni nei confronti di alcuni coloni come Unione europea. Basta aggressioni, non questo il modo per rivendicare anche le proprie ragioni”.

Cos il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, arrivando all’assemblea di Noi moderati a Roma, in merito ai tre italiani feriti in Cisgiordania.

“La Cisgiordania – ha aggiunto – non deve essere annessa, siamo assolutamente contrari, deve essere rispettata la popolazione civile palestinese. gravissimo che vengano attaccati villaggi cristiani, non perch i cristiani abbiano pi diritto dei palestinesi, ma perch i cristiani rappresentano un elemento di stabilit e di moderazione in tutto il Medio Oriente. Quindi l’appello che lanciamo anche al governo di Israele di fermare i coloni e impedire che continuino queste violenze che non servono alla realizzazione del piano di pace per il quale tutti quanti stiamo lavorando, dobbiamo passare dalla prima alla seconda fase, iniziative del genere certamente non aiutano a rasserenare gli animi”.

E’ morto Nicola Pietrangeli, il primo italiano a vincere uno Slam

Roma, 1 dic. (askanews) – Il tennis italiano piange la sua icona storica. È morto a 92 anni Nicola Pietrangeli, unico tennista italiano inserito nella Hall of Fame del tennis mondiale.

E’ ancora oggi il primatista mondiale di tutti i tempi in Coppa Davis per partite giocate (164), incontri vinti in singolare (78-32) e in doppio (42-12). Ha formato con Orlando Sirola la coppia più vincente di sempre nella manifestazione (34 successi in 42 partite) ma l’ha vinta solo da capitano, nel 1976. Il suo merito maggiore, ha sempre dichiarato, è stato l’aver portato l’Italia in Cile, aver vinto la partita sul piano diplomatico e politico contro chi spingeva per il boicottaggio come forma di protesta contro il regime del generale Augusto Pinochet.

Nicola Pietrangeli, scomparso a 92 anni, è stato per decenni il volto internazionale del tennis italiano. Unico azzurro inserito nella Hall of Fame, resta tuttora il primatista assoluto di Coppa Davis per partite giocate (164), vittorie in singolare (78) e in doppio (42). Con Orlando Sirola ha formato la coppia più vincente nella storia della competizione, senza però mai vincerla da giocatore: il trionfo arrivò da capitano nel 1976, in Cile, dopo settimane di pressioni politiche e dibattiti pubblici sul boicottaggio del regime di Pinochet. Pietrangeli difese la scelta di partire sostenendo che la sua vittoria più complessa fosse stata proprio “diplomatica”.

Figura simbolo della Dolce Vita romana, protagonista di un’epoca in cui il tennis si misurava attraverso il giudizio dei cronisti, Pietrangeli è stato considerato tra i primi dieci giocatori al mondo dal 1957 al 1964. Ha conquistato due Roland Garros consecutivi, nel 1959 e nel 1960, diventando il primo italiano capace di vincere uno Slam. Due anche i titoli agli Internazionali d’Italia e 48 i trofei complessivi in carriera, a cui si aggiungono l’oro ai Giochi del Mediterraneo di Napoli nel 1963 e la medaglia di bronzo nel torneo dimostrativo ai Giochi di Città del Messico nel 1968. “Se mi fossi allenato di più avrei vinto di più, ma mi sarei divertito di meno”, amava ripetere.

I successi parigini rappresentano il nucleo della sua grandezza. Nel 1959 batté in finale il sudafricano Ian Vermaak, in un periodo in cui il suo nome compariva sui giornali non solo per il tennis ma anche per la vita mondana; nel 1960 superò il cileno Luis Ayala al termine di una partita logorante, chiusa con i piedi sanguinanti. In doppio, sempre a Parigi, lui e Sirola vinsero la finale governando contro Fraser ed Emerson, futuri dominatori della specialità.

Nel 1960 raggiunse anche la semifinale a Wimbledon, arrendendosi a Rod Laver dopo cinque set. Pochi giorni dopo rifiutò l’offerta di Jack Kramer per entrare nel circuito professionistico: la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Roma lo convinse a restare dilettante, scelta che definì determinante per la sua vita.

Anche gli Internazionali d’Italia hanno segnato la sua storia. Vinse per la prima volta nel 1957, poi di nuovo nel 1961, battendo Rod Laver in una Torino gremita per il Centenario dell’Unità d’Italia. Quel torneo consolidò il suo rapporto unico con il Foro Italico, che porta oggi il suo nome.

In Coppa Davis, Pietrangeli rimane un riferimento storico. Debuttò diciottenne e per vent’anni giocò un numero di incontri oggi irraggiungibile. Trascinò l’Italia nelle finali del 1960 e 1961, perse entrambe contro l’Australia, e lasciò la nazionale solo a 39 anni, dopo una vittoria in doppio in coppia con Adriano Panatta.

Il titolo del 1976, vinto da capitano, rimane uno degli episodi più discussi nella storia sportiva italiana. Tra contestazioni politiche, minacce e pressioni pubbliche, la squadra partì comunque per il Cile. L’Italia vinse nettamente, ma al ritorno non ci furono celebrazioni ufficiali: Pietrangeli raccontò di aver dormito con la Coppa Davis nel letto di casa per proteggerla.

Raccontato da tecnici e colleghi come talento imprevedibile, capace di alternare colpi geniali a passaggi a vuoto, Pietrangeli ha segnato un’epoca. Jaroslav Drobný, tre volte campione Slam, scrisse che “in lui ha sempre prevalso l’essere umano sulla macchina perfetta”, ricordando la sua capacità di incantare il pubblico anche nelle giornate meno felici. Un tratto che spiega perché, più di sessant’anni dopo i suoi successi, il suo nome resti ancora centrale nella storia del tennis italiano.

Violenza donne, Tajani: con aggiustamenti ma la legge va approvata

Roma, 1 dic. (askanews) – “Con qualche aggiustamento da fare, migliorativo ma la legge” sulla violenza contro le donne “va assolutamente approvata”. Lo ha detto il vicepresidente del consiglio Antonio Tajani, segretario di Forza Italia, ospite di Mattino 5 su Canale 5.

“Siamo assolutamente favorevoli. Bisogna comunque sempre proteggere le donne, farlo in maniera corretta ma la linea – ha ribadito il leader azzurro – è quella: protezione assoluta delle donne. Troppi femminicidi, troppa violenza, abbiamo visto anche la cronaca milanese di ieri, cosa è successo. Basta stupri, basta violenza”.

A giudizio di Tajani “è anche una questione culturale oltre che penale: bisogna cominciare a far capire che le donne vanno rispettate. Dobbiamo cominciare dai bambini a spiegare che la sorella dev’essere rispettata, che la mamma dev’essere rispettata e non c’è differenza tra uomo e donna, nessuno è superiore all’altro. Siamo tutte persone, ognuna ha gli stessi diritti, gli stessi doveri”. Quanto alle riserve della Lega, “che la legge debba essere corretta in alcune parti va bene, però andiamo avanti senza esitazione, questo sì. Non è questione di una settimana in più o in meno che cambia le cose, perché deve essere inserita, la nuova legge, in un contesto più ampio. Anche nella scuola, anche nelle famiglie, è una questione di mentalità”, ha ribadito il vicepremier.

Addio a Nicola Pietrangeli, icona del tennis italiano

Roma, 1 dic. (askanews) – Il tennis italiano piange la sua icona. È morto a 92 anni Nicola Pietrangeli, unico tennista italiano inserito nella Hall of Fame del tennis mondiale.

E’ ancora oggi il primatista mondiale di tutti i tempi in Coppa Davis per partite giocate (164), incontri vinti in singolare (78-32) e in doppio (42-12). Ha formato con Orlando Sirola la coppia più vincente di sempre nella manifestazione (34 successi in 42 partite) ma l’ha vinta solo da capitano, nel 1976. Il suo merito maggiore, ha sempre dichiarato, è stato l’aver portato l’Italia in Cile, aver vinto la partita sul piano diplomatico e politico contro chi spingeva per il boicottaggio come forma di protesta contro il regime del generale Augusto Pinochet.

Un Papa pellegrino alle prese con il primo viaggio apostolico

La suggestiva storia del Bosforo

La notizia che le cronache riportano più per dovere che per convincimento è il viaggio del Papa in Turchia ed in Libano. La rotta verso il Bosforo fa notizia per il primo viaggio apostolico del Santo Padre piuttosto che per l’interesse ai contenuti che ne derivano. La mitologia anticipa come quella terra sia un punto nevralgico del mondo ed anche di tensioni. Sembra che un bel giorno Zeus si innamorò di Io. Così per nasconderla a sua moglie Era la trasformò in giovenca ma Era, infuriata, mandò un tafano con il compito di pungerla senza tregua. La bestia condannata a muoversi costantemente per sfuggire a tal tormento attraversò le acque che separavano l’Asia dall’Europa. Bosforo sta appunto per “passaggio del bue” ed è compito ora di un Leone IV dare tregua al dolore del mondo.

L’appello ai leader mondiali

Il Pontefice ha detto che “oggi più che mai c’è bisogno di personalità che favoriscano il dialogo e lo pratichino con ferma volontà e paziente tenacia». Parole che potrebbero suonare come banali ma non è esattamente così. “Personare” stando alla etimologia si traduce in un risuonare, la persona è la maschera che nel teatro antico si utilizzava per amplificare il suono della voce a che arrivasse forte e chiara agli ascoltatori. È l’opposto di una maschera di ferro che opprime il volto con l’intento di sottrarti al mondo. I potenti del mondo devono finirla di mascherarsi da buoni e capaci mentre le armi continuano a parlare. Il Papa non ci è andato certo con la mano leggera ed ha lanciato l’allarme sulla sorte del mondo in mano a strategie di potere economico e militare, dove la strategia è l’arte del generale e dei condottieri, nulla che sin dalle origini insomma sia ispirato alla conciliazione dei popoli. Sarà che per riuscire nell’intento ha portato con sé l’immagine della Madonna del Buon Consiglio, una spalla non proprio da sottovalutare e certamente di cui potersi fidare lontano da ogni riserva.

Perché Iznik

La prima tappa è stata ad Iznik, l’antica Niceache ha significato di “vittoria”. Sarà stato così stabilito per prendere coraggio sin da subito o perché ivi si svolsero i primi due concili ecumenici cristiani dove nel primo di essi si risolsero questioni di fede stabilendo, contro le dottrine di Ario, i fondamenti del Simbolo, il Credo che a tutt’oggi viene professato durante la Messa. La prima tappa è stata forse organizzata in quella sede, proprio per indicare come nelle vicende umane debba proficuamente lavorarsi peruna chiarezza di intendimenti, una fermezza di principi a cui l’umanità possa riferirsi senza infingimenti di sorta. Da lì possono nascere ancora adesso parole che non andrebbero messe in discussione. 

La pace dormiente

È ora che si smetta di insanguinare la terra con le guerre che la devastano e che per alcuni invece la fertilizzano con un impagabile rosso. Per i belligeranti attuali il sangue è infatti necessario per placare la sete di ulteriori domini, è l’irrinunciabile scorrere di un desiderio di conquiste nelle vene del mondo, un ossigenante fluire tra zolle e cadaveri perché si continui a vivere. Sarebbe ora che la pace, sonnacchiosa e ubriaca del suo letargo di anni, dichiari guerra alla guerra e si faccia sentire.

Il Santo Padre ha fatto visita entrando nella Moschea Blu restando “ in silenzio, in spirito di raccoglimento e in ascolto, con profondo rispetto del luogo e della fede di quanti si raccolgono lì in preghiera”. In altro impegno, con il patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, haanche condannato «qualsiasi uso della religione e del nome di Dio per giustificare la violenza».

In agguato resta il pericolo non più di una guerra a causa di contrasto tra le diverse fedi religiose, per il predominio di un sull’altra. Sembra essere purtroppo la più grave mancanza di ogni credo religioso nell’uomo contemporaneo a sostenere le tragedie in corso.

Leone XIV è ora in Libano, un luogo dove la libagione preferita è la crisi economica e le armi sempre pronte all’acuto. Durante le previste celebrazioni il Papa ha avuto anche occasione pubblicamente di commuoversi. È quello che gli uomini d’oggi dovrebbero nuovamente imparare a fare.

La coerenza che non c’è nella politica estera dei partiti

La debolezza dell’Europa secondo Fabbrini

Con la usuale competenza e chiarezza il professor Fabbrini su il Sole 24 ore di domenica ha illustrato senza giri di parole l’attuale clamorosa debolezza dell’Europa.

“La presidenza Trump è un avversario politico dell’Europa integrata”. Lo afferma sulla base dell’ignobile approccio finanziario alla questione ucraina (come già fatto con Gaza, peraltro) emerso col Piano in 28 punti redatto dal sodale in affari Steve Witkoff: un documento – fortunatamente ora ritirato, ma non scomparso del tutto – che non considerava minimamente la drammaticità della condizione di quel popolo né i rischi che correrebbe l’Europa nel caso la Russia potesse considerare pienamente riuscita la sua “Operazione Militare Speciale”.

E ancora: “L’Europa fa fatica a fare i conti con Trump e la sua America first”. Sia a causa delle note rigidità istituzionali, quali l’obbligo unanimistico nelle decisioni più importanti dal punto di vista politico. Sia per la crescita, diffusa, dei sovranismi nazionalisti favoriti (questo lo aggiungo io) dalla superficialità delle “analisi” sviluppate sui social media, facile preda di troll, fake e quant’altro.

Le responsabilità interne ai governi europei

Scrive parole nette, Fabbrini, denunciando l’atteggiamento dei governi nazionalisti (fra cui quello italiano) che si oppongono al superamento del principio di unanimità e così facendo “favoriscono la paralisi decisionale della UE” nonché gli obiettivi iper-nazionalistici di Trump, assolutamente avversi agli interessi europei, e quelli parimenti iper-nazionalistici di Putin, essi pure assolutamente avversi a un’Europa unita che sarebbe molto più forte (in demografia, economia, e perfino in assetto militare) della Russia.

Le numerose voci che in Europa, e in Italia ancor più, invocando la “pace” richiedono il disimpegno dal sostegno all’Ucraina senza minimamente considerare la conseguenza che ne deriverebbe, ovvero la definitiva sconfitta del diritto internazionale e di fatto anche dell’idea federalista europea, incapace finanche di difendersi da un possibile aggressore che ha già dimostrato la propria determinazione e ferocia.

Cosa dovrebbe accadere, se ci fosse coerenza

Bene. Tutto ciò sul piano interno (se i nostri partiti fossero onesti intellettualmente e politicamente) dovrebbe produrre almeno un paio di importanti conseguenze, appunto in considerazione della gravità della situazione e più ancora della sua possibile prospettiva futura.

A destra, Forza Italia dovrebbe per coerenza europeista abbandonare l’alleanza con la Lega salviniana palesemente filo-putiniana e con lo stesso partito della premier, nazionalista e trumpiano. Si leggano i quotidiani la Verità e Libero per averne una quasi giornaliera conferma.

A sinistra, il Partito Democratico dovrebbe abbandonare l’idea del “Campo Largo” con il Movimento 5 Stelle, ogni volta distante a Strasburgo da ogni afflato europeista e sempre assai vicino alle tesi putiniane (basti leggere il suo giornale di riferimento, il Fatto Quotidiano).

Ciò che accadrà… in mancanza di serietà

Come solo ai tempi della firma del Patto Atlantico la politica estera è oggi il cardine principale sul quale costruire una coalizione politica. Ma nella misera politica nazionale odierna le cose vanno diversamente. E quindi nulla di tutto questo accadrà. Forza Italia rimarrà alleato con Fratelli d’Italia e Lega sulla base di un patto di potere. E il Pd rimarrà “testardamente” convinto di poter vincere le elezioni solo se alleato con i 5S.

Con tanti saluti alla coerenza politica. E, mi si consenta, alla serietà che pure la politica dovrebbe (appunto, dovrebbe) sempre assicurare, nel rispetto dei cittadini elettori. Che infatti, non vedendola, la serietà, stanno sempre più decidendo di non esserlo più, elettori.

La sinistra e le tante, troppe, Albanese

Il silenzio che assolve

C’è poco da fare. I deliri e le riflessioni, sempre più agghiaccianti, delle Francesca Albanese di turno, non riescono a scuotere la sinistra. Seppur nelle sue multiformi espressioni. L’ultima occasione sono, appunto, le agghiaccianti parole dopo l’irruzione squadristica dei cosiddetti “fascisti rossi” alla redazione de la Stampa di Torino. Nessun commento ufficiale. Nessunissima presa di distanza, salvo singoli esponenti del Pd che blandamente hanno detto che non sono parole da condividere. Dai piani alti del cosiddetto ‘campo largo’ silenzio tombale. Un tempo si diceva ”chi tace acconsente”. Nel caso specifico, è abbastanza facile dedurre che si tratta di una sostanziale condivisione politica e culturale. Non soltanto da parte del partito espressione dei “centri sociali” sparsi in tutta Italia, e cioè il partito guidato dal trio Fratoianni/Bonelli/Salis. A Torino c’è, forse, quello più famoso e protagonista dell’irruzione nella redazione del giornale degli Agnelli, cioè Askatasuna. Ma anche da parte del Pd della Schlein e del partito populista per eccellenza, cioè i 5 stelle di Conte, nessuna presa di distanza dalle deliranti affermazioni delle mille Albanese che scorrazzano in tutta Italia e che ogni settimana sono benedette dai talk de La 7 dei vari Gruber, Formigli, Floris e Gramellini.

Certo, un segmento elettorale applaude

Ora, senza farla lunga, credo sia abbastanza evidente sottolineare che c’è un segmento consistente di elettorato italiano che condivide le posizioni espresse dalle mille Albanese e che si riconosce nel progetto politico dell’alleanza di sinistra e progressista. Ed è anche inutile, del resto, pretendere prese di posizione ufficiali da parte dei vertici dei partiti di sinistra o, peggio ancora, attendere dissociazioni politiche pubbliche. Non le fanno perchè, semplicemente, non le possono fare.

La politica estera, la collocazione geopolitica, il riformismo possibile

Ed è per queste ragioni che quando parliamo di sinistra radicale, massimalista, ideologica ed estremista non si fa un processo alle intenzioni. Al contrario, si prende atto che sul capitolo decisivo della politica estera, della collocazione del nostro paese nello scacchiere geopolitico internazionale e, in ultimo, della cifra riformista e di governo di questa coalizione, i passi da fare sono ancora tanti. Anzi tantissimi. Anche perchè, sin quando le affermazioni, le riflessioni e le posizioni delle mille Albanese dettano l’agenda politica e programmatica al ‘campo largo’, non possiamo francamente aspettarci un profilo politico autenticamente democratico, riformista e di governo. E questo al di là e al di fuori della propaganda e delle parole d’ordine dei capi dei vari partiti di questo raggruppamento.

Cina elettrica in frenata: margini sotto pressione e investitori in ritirata

Dal boom al disincanto

La stagione delle trimestrali dei grandi gruppi EV cinesi ha deluso le attese, riaccendendo dubbi sulla redditività di un comparto finora sostenuto da crescita doppia cifra e forti iniezioni di capitale. È il caso di Xpeng, partner di Volkswagen, che fino a pochi mesi fa volava oltre il +130% da inizio anno e che ora ha perso il 10% a Hong Kong dopo nuove perdite e una guidance inferiore alle previsioni. Anche Leapmotor, di cui Stellantis detiene il 21%, è scesa ai minimi da aprile, nonostante vendite quasi raddoppiate, a causa di profitti inferiori alle attese.

Pressione sui margini: incentivi in uscita, sconti in entrata

Il rallentamento sembra avere una causa strutturale: la progressiva riduzione degli incentivi domestici. La domanda interna risente del venir meno della spinta pubblica, mentre gli sconti commerciali — introdotti per mantenere volumi e quote di mercato — iniziano a erodere i margini operativi. Geely ha lanciato riduzioni fino a 15.000 yuan (circa 1.900 euro), seguita da Li Auto e Xiaomi. Una dinamica che, unita al costo crescente delle batterie e di componenti chiave, rischia di trasformarsi in un circolo vizioso: più sconti, meno redditività.

Le delusioni dei “campioni”: Byd non fa eccezione

Nemmeno i gruppi più strutturati sono immuni. Byd ha registrato un calo del 33% dell’utile netto nel trimestre, sceso a 7,82 miliardi di yuan (circa 1 miliardo di euro), mentre i ricavi hanno perso il 3% a 194,98 miliardi di yuan (25 miliardi di euro). Le consegne di veicoli a nuova energia si sono fermate a 1,15 milioni, in flessione dell’1,8% su base annua. Anche Li Auto e Nio hanno diffuso stime inferiori alle aspettative di mercato sia per ricavi sia per consegne.

Un futuro meno brillante di quanto previsto

Secondo Bloomberg Intelligence, la crescita del settore rallenterà bruscamente: dal +27% atteso quest’anno al +13% nel 2026. A soffrire meno potrebbero essere i produttori orientati alla fascia “di massa”, come Byd, Geely e Leapmotor, ma il quadro competitivo resta impegnativo. Per molti player l’orizzonte di profitto si sposta più avanti: Xpeng investe in robot umanoidi entro il 2026, Li Auto punta a integrare l’intelligenza artificiale nei propri modelli. Sono progetti ambiziosi, ma di medio-lungo periodo e con forte assorbimento di cassa.

In sintesi, la transizione elettrica in Cina entra in una fase adulta: meno euforia, più selezione. Il mercato non perdona l’assenza di margini e i gruppi che non sapranno trasformare la crescita in redditività rischiano di restare ai bordi della strada.

Padel Fip Silver Como, Sussarello-Parmigiani vanno ko in finale

Roma, 30 nov. (askanews) – Giulia Sussarello si ferma in finale al Fip Silver Mediolanum Padel Cup di Como. Nella città dove è nata e cresciuta, l’azzurra plurimedagliata e la compagna Martina Parmigiani – come lei protagonista di tante vittorie con la Nazionale – hanno prima battuto in semifinale le nazionali olandesi Koek-Van Der Hoek e poi, indica una nota, sono state superate nella partita decisiva (con un doppio 6-3) dalle numero uno del seeding: da una parte la giovanissima Claudia Escacena – che a soli 18 anni è già a ridosso della top 100 mondiale – e Monica Gomez, numero 75.

“Giocare in casa è sempre un’emozione grandissima, farlo in questo torneo incredibile per organizzazione e atmosfera lo è stato ancora di più – così Sussarello alla fine del match – Un po’ di amarezza c’è ma il padel è così ed è un risultato giusto. Sono contenta, anche di aver giocato con Martina che mi ha lasciato giocare a sinistra!”, ha scherzato, con Parmigiani che ha ribadito il pensiero della compagna: “Siamo mancate un po’ nei momenti decisivi, è un peccato. Ma Giulia è una giocatrice fantastica”. Per Escacena e Gomez è invece il primo successo in coppia: “Siamo al nostro terzo torneo insieme, ed è fantastico aver chiuso così la stagione”.

Una giornata perfetta, nel torneo maschile, anche per Diego Dorta e Boris Castro, altra coppia spagnola protagonista prima di una semifinale spettacolo contro i numeri uno del tabellone – Andres Fernandez Lancha e Mario Ortega – e poi di una finale combattuta e chiusa in due set con doppio 6-4 contro la coppia spagnola Tur Checa-Garcia. Per Dorta è stata una giornata speciale anche fuori dal campo: a sorpresa è arrivato al The Padel Resort l’amico Nico Paz, grande appassionato di padel. Il talento del Como ha seguito la semifinale e fatto il suo “mucha suerte” a Dorta, che ha poi conquistato il titolo. Applausi e selfie per il giocatore, accolto dal pubblico dopo la prova maiuscola contro il Sassuolo.

Calcio, Inter, prova di forza a Pisa 2-0 e a -1 dalla vetta

Roma, 30 nov. (askanews) – L’Inter riparte. Dopo le cadute nel derby e in Champions contro l’Atletico, la squadra di Chivu ritrova ritmo e risultati battendo 2-0 il Pisa alla Cetilar Arena nella 13 giornata di Serie A e salendo così a quota 27 punti. Una vittoria costruita con pazienza e poi decisa nella ripresa da una doppietta di Lautaro Martínez, ancora una volta leader e trascinatore.

La partita si apre con intensità alta ma poche vere occasioni: i nerazzurri provano a farsi vedere con un paio di tentativi del “Toro”, mentre dall’altra parte Piccinini spreca una buona opportunità su assist di Touré. Il primo tempo resta bloccato, con il centrocampo intasato e gli attacchi imbrigliati dalla fisicità della squadra di Gilardino, schierata con una formazione da battaglia guidata da Nzola e Meister.

Nella ripresa il tema non cambia subito: Acerbi è decisivo su Meister, Sommer vede sfilare un sinistro di Nzola vicino al palo, mentre Barella e Zielinski provano a incidere senza fortuna. L’equilibrio resiste fino al 67′, quando Chivu pesca dalla panchina l’arma giusta: Esposito entra e dopo pochi minuti serve a Lautaro l’assist perfetto per l’1-0, un sinistro secco sul primo palo che sorprende Scuffet.

Il gol scioglie l’Inter, che prende fiducia, alza il baricentro e chiude la partita all’83’ con il secondo acuto del suo capitano: Barella scappa sulla destra e mette un pallone preciso per il tap-in vincente del numero 10.

Gaza, Papa Leone XIV: ancora Israele non lo accetta, ma l’unica soluzione sono i due Stati

Roma, 30 nov. (askanews) – “La Santa Sede già da diversi anni pubblicamente appoggia la proposta di una soluzione dei due Stati” in Medio Oriente e di questo si è parlato anche nel corso del colloquio con il presidente turco Erdogan. A spiegarlo è stato lo stesso Papa Leone parlando con i giornalisti a bordo dell’aereo che oggi lo ha portato da Istanbul a Beirut nell’ambito del suo viaggio apostolico.

“Sappiamo tutti che in questo momento ancora Israele non accetta questa soluzione, ma la vediamo come unica soluzione che potrebbe offrire – diciamo – una soluzione al conflitto che continuamente vivono”, ha detto il pontefice.

“Noi siamo anche amici di Israele e cerchiamo con le due parti di essere una voce mediatrice che possa aiutare ad avvicinarci a una soluzione con giustizia per tutti. Abbiamo parlato di questo con il presidente Erdogan, lui certamente è d’accordo con questa proposta. La Turchia – ha concluso il pontefice – ha un ruolo importante che potrebbe giocare in questo”.

La maggioranza Pd a Montepulciano blinda Schlein. E lei: siamo forza plurale e perno della coalizione

Montepulciano (Si), 30 nov. (askanews) – “Io continuerò ad essere la segretaria di tutte e tutti e continuerò a difendere ogni giorno il pluralismo perché siamo figli e figlie di tutte le culture politiche che hanno fondato” il Pd, “perno fondamentale della coalizione”. Così la segretaria dem Elly Schlein, a Montepulciano, dove si è svolta la tre giorni organizzata dalla ‘maggioranza’ (le tre aree che hanno sostenuto Schlein al congresso: AreaDem di Dario Franceschini, Dems di Andrea Orlando ed ex art.1 di Roberto Speranza) che, alla kermesse ‘Costruire l’alternativa’, ha voluto blindare la sua leadership all’interno del partito e in vista delle future alleanze. E che, al tempo stesso, ha chiesto di contare di più.

Alle aree Dem, Schlein, ha riconosciuto di aver offerto un “contributo prezioso” di cui “raccoglieremo insieme i semi”. Puntualizzando: il Pd, ha detto, “non resta chiuso nelle sue stanze ma si immerge nella società”. E’ una “grande comunità, larga, aperta e anche plurale, fatta di tanti protagonisti, tante voci e sensibilità importanti”, dai “circoli” a “chi allestisce i gazebo”, “chi fa il volontario”, la “nostra classe dirigente diffusa, i nostri sindaci, i nostri parlamentari e il gruppo dirigente e territoriale insieme”. Unico antidoto contro l’astensionismo e per rimotivare, nelle scuole, nelle università, nei luoghi di lavoro, tra le associazioni e sui territori, “chi non ci crede più”.

Il Pd, è la “casa di tutti coloro che condividono una idea del futuro. Non significa galleggiare per non scontentare nessuno, significa discutere per poi assumere decisioni nette per farci capire da chi è fuori”, ha precisato.

E’ giunto “il momento di ingaggiare una discussione vera, un confronto che deve aprirsi e respirare cogliendo quello che arriva da fuori, ascoltando con umiltà. Potrete contare su di me come io so di potere contare su di voi in questo lavoro faticoso”, ha sottolineato.

Poi, sulla dialettica interna al partito, ha aggiunto: “Concordo con chi dice qui che dobbiamo allargare, la buona notizia è che la maggioranza si è già allargata e anche qui ci sono persone che al congresso avevano fatto scelte diverse”, come Gianni Cuperlo, Dario Nardella, i neoulivisti di Crea presenti nel borgo senese. Un passaggio lo ha dedicato anche ai riformisti, usciti da Energia popolare di Stefano Bonaccini, che si sono trovati ieri a Prato: “Da Prato emergono interessanti proposte che troveranno spazio nel libro verde che sta mettendo a terra Orlando”.

“Ora – ha insistito – organizziamoci per l’ultimo miglio”. Per la segretaria è l’ora di raccogliere il consenso ottenuto alle regionali (“siamo il primo partito se contiamo i voti veri” e “cresceremo ancora”) e di costruire “nel paese e con il paese” un programma per le politiche del 2027″ perché, “ci prepariamo ad andare al governo vincendo le elezioni con la coalizione progressista”.

La prossima tappa sarà un’assemblea nazionale, sulla data c’è ancora riserbo. Si è parlato del 13, poi del 14 dicembre. “Al massimo a gennaio”, suggerisce qualcuno. Ma è più probabile “entro dicembre”. Un’assemblea che potrebbe preludere ad un congresso, tema su cui nessuno si è sbilanciato.

L’ex ministro del Lavoro e ‘padre’ di Dems Andrea Orlando, rispondendo all’ipotesi su un eventuale congresso anticipato, si è limitato a dire: “non so quale sia la forma che si riterrà più opportuna. Quello che è certo è che serve un momento in cui si rifaccia il punto perché il congresso che abbiamo alle spalle è stato fatto oltre due anni fa ma è come se ne fossero passati 25 di anni”, tra guerre, Trump e “l’involuzione autoritaria del Paese”.

“Qui oggi non nasce una corrente che vuole garantirsi una fetta del potere ma un’area che vuole far emergere idee e contributi da offrire a tutto il Pd nel percorso verso le politiche”, ha detto Michela Di Biase, la quale ha colto l’occasione per affermare che “la candidata premier è la segretaria del partito e se ci saranno le primarie è la candidata del partito alle primarie. Aggiungiamo a questo anche un voto in assemblea per dire che sarà l’unica candidata del Pd alle primarie di coalizione”.

dall’inviata Costanza Zanchini

Papa Leone XIV in Libano: ci vuole tenacia per costruire la pace (e il ruolo delle donne è fondamentale)

Roma, 30 nov. (askanews) – “È una grande gioia incontrarvi e visitare questa terra in cui ‘pace’ è molto più di una parola: qui la pace è un desiderio e una vocazione, è un dono e un cantiere sempre aperto”. Così Papa Leone nel suo primo discorso pubblico in terra libanese nel corso dell’incontro, presso il Palazzo presidenziale di Beirut, con i rappresentanti della società libanese.

“Voi siete investiti di autorità in questo Paese, ciascuno nei propri ambiti e con ruoli specifici”, ha ricordato il pontefice rivolgendosi alle istituzioni locali.Il Papa ha, quindi, descritto il popolo libanese come “un popolo che non soccombe, ma che, di fronte alle prove, sa sempre rinascere con coraggio. La vostra resilienza è caratteristica imprescindibile degli autentici operatori di pace: l’opera della pace, infatti, è un continuo ricominciare. L’impegno e l’amore per la pace non conosce paura di fronte alle sconfitte apparenti, non si lascia piegare dalle delusioni, ma sa guardare lontano, accogliendo e abbracciando con speranza tutte le realtà. Ci vuole tenacia per costruire la pace; ci vuole perseveranza per custodire e far crescere la vita”, ha poi detto.

I veri “operatori di pace”, non soltanto “sanno ricominciare, ma lo fanno innanzitutto attraverso l’ardua via della riconciliazione. Vi sono infatti ferite personali e collettive che chiedono lunghi anni, a volte intere generazioni per potersi rimarginare”. A ricordarlo in un paese spesso dilaniato da contrasti e violenze sempre latenti è stato Papa Leone XIV nel suo primo discorso in Libano pronunciato nel Palazzo presidenziale di Beirut incontrando le realtà politico-istituzionali e della società civile libanese. Leone ha tenuto a sottolineare che “se non vengono curate, se non si lavora, ad esempio, a una guarigione della memoria, a un avvicinamento tra chi ha subito torti e ingiustizie, difficilmente si va verso la pace” ma piuttosto “si resta fermi, prigionieri ognuno del suo dolore e delle sue ragioni”.

“Tuttavia, verità e riconciliazione crescono sempre insieme: sia in una famiglia, sia tra le diverse comunità e le varie anime di un Paese, sia tra le Nazioni”, ha voluto rimarcare. “Allo stesso tempo, non c’è riconciliazione duratura senza un traguardo comune, senza un’apertura verso un futuro, nel quale il bene prevalga sul male subito o inflitto nel passato o nel presente. Una cultura della riconciliazione, perciò, non nasce solo dal basso, dalla disponibilità e dal coraggio di alcuni, ma ha bisogno di autorità e istituzioni che riconoscano il bene comune superiore a quello di parte. Il bene comune – ha quindi concluso il Papa nel suo discorso – è più della somma di tanti interessi: avvicina il più possibile gli obiettivi di ciascuno e li muove in una direzione in cui tutti avranno di più che andando avanti da soli”.

Papa Leone nel suo primo discorso pubblico in Libano dove è giunto nel pomeriggio proveniente dalla Turchia, ha richimato, inoltre, l ruolo delle donne e la loro importanza. Incontrando i responsabili politici e sociali libanesi, il pontefice ha detto loro: “mi preme sottolineare il ruolo imprescindibile delle donne nel faticoso e paziente impegno per custodire e costruire la pace. Non dimentichiamo che le donne – ha affermato – hanno una specifica capacità di operare la pace, perché sanno custodire e sviluppare legami profondi con la vita e con le persone”.

Montepulciano blinda Schlein. E lei: Pd forza plurale e perno coalizione

Montepulciano (Si), 30 nov. (askanews) – “Io continuerò ad essere la segretaria di tutte e tutti e continuerò a difendere ogni giorno il pluralismo perché siamo figli e figlie di tutte le culture politiche che hanno fondato” il Pd, “perno fondamentale della coalizione”. Così la segretaria dem Elly Schlein, a Montepulciano, dove si è svolta la tre giorni organizzata dalla ‘maggioranza’ (le tre aree che hanno sostenuto Schlein al congresso: AreaDem di Dario Franceschini, Dems di Andrea Orlando ed ex art.1 di Roberto Speranza) che, alla kermesse ‘Costruire l’alternativa’, ha voluto blindare la sua leadership all’interno del partito e in vista delle future alleanze. E che, al tempo stesso, ha chiesto di contare di più.

Alle aree Dem, Schlein, ha riconosciuto di aver offerto un “contributo prezioso” di cui “raccoglieremo insieme i semi”. Puntualizzando: il Pd, ha detto, “non resta chiuso nelle sue stanze ma si immerge nella società”. E’ una “grande comunità, larga, aperta e anche plurale, fatta di tanti protagonisti, tante voci e sensibilità importanti”, dai “circoli” a “chi allestisce i gazebo”, “chi fa il volontario”, la “nostra classe dirigente diffusa, i nostri sindaci, i nostri parlamentari e il gruppo dirigente e territoriale insieme”. Unico antidoto contro l’astensionismo e per rimotivare, nelle scuole, nelle università, nei luoghi di lavoro, tra le associazioni e sui territori, “chi non ci crede più”.

Il Pd, è la “casa di tutti coloro che condividono una idea del futuro. Non significa galleggiare per non scontentare nessuno, significa discutere per poi assumere decisioni nette per farci capire da chi è fuori”, ha precisato.

E’ giunto “il momento di ingaggiare una discussione vera, un confronto che deve aprirsi e respirare cogliendo quello che arriva da fuori, ascoltando con umiltà. Potrete contare su di me come io so di potere contare su di voi in questo lavoro faticoso”, ha sottolineato.

Poi, sulla dialettica interna al partito, ha aggiunto: “concordo con chi dice qui che dobbiamo allargare, la buona notizia è che la maggioranza si è già allargata e anche qui ci sono persone che al congresso avevano fatto scelte diverse”, come Gianni Cuperlo, Dario Nardella, i neoulivisti di Crea presenti nel borgo senese. Un passaggio lo ha dedicato anche ai riformisti, usciti da Energia popolare di Stefano Bonaccini, che si sono trovati ieri a Prato: “Da Prato emergono interessanti proposte che troveranno spazio nel libro verde che sta mettendo a terra Orlando”.

“Ora – ha insistito – organizziamoci per l’ultimo miglio”. Per la segretaria è l’ora di raccogliere il consenso ottenuto alle regionali (“siamo il primo partito se contiamo i voti veri” e “cresceremo ancora”) e di costruire “nel paese e con il paese” un programma per le politiche del 2027″ perché, “ci prepariamo ad andare al governo vincendo le elezioni con la coalizione progressista”.

La prossima tappa sarà un’assemblea nazionale, sulla data c’è ancora riserbo. Si è parlato del 13, poi del 14 dicembre. “Al massimo a gennaio”, suggerisce qualcuno. Ma è più probabile “entro dicembre”. Un’assemblea che potrebbe preludere ad un congresso, tema su cui nessuno si è sbilanciato.

L’ex ministro del Lavoro e ‘padre’ di Dems Andrea Orlando, rispondendo all’ipotesi su un eventuale congresso anticipato, si è limitato a dire: “non so quale sia la forma che si riterrà più opportuna. Quello che è certo è che serve un momento in cui si rifaccia il punto perché il congresso che abbiamo alle spalle è stato fatto oltre due anni fa ma è come se ne fossero passati 25 di anni”, tra guerre, Trump e “l’involuzione autoritaria del Paese”.

“Qui oggi non nasce una corrente che vuole garantirsi una fetta del potere ma un’area che vuole far emergere idee e contributi da offrire a tutto il Pd nel percorso verso le politiche”, ha detto Michela Di Biase, la quale ha colto l’occasione per affermare che “la candidata premier è la segretaria del partito e se ci saranno le primarie è la candidata del partito alle primarie. Aggiungiamo a questo anche un voto in assemblea per dire che sarà l’unica candidata del Pd alle primarie di coalizione”.

dall’inviata Costanza Zanchini

Crosetto: Albanese? Non si giustifica mai la violenza. Il fascismo dava lezioni a giornalisti

Roma, 30 nov. (askanews) – “Nessuno ha il diritto di usare violenza, di manifestare le proprie idee con violenza e non condannare queste cose innesca dei meccanismi che poi nessuno controlla”: lo ha detto oggi il ministro della Difesa, Guido Crosetto, interpellato nel suo intervento a CasaCorriere Festival sulla sua foto bruciata ieri durante la manifestazione a Roma e sulle dichiarazioni di Francesca Albanese sull’attacco alla redazione di La Stampa.

“Se non prendi posizioni dure contro la violenza, se non rinneghi immediatamente quell’atteggiamento, che venga da destra, da sinistra, dal centro, da chiunque e non gli dai alcuna giustificazione, che è la cosa che ha fatto” Albanese, “ecco, se fai questo, inneschi dei meccanismi per cui qualcuno pensa che la violenza sia legittima”, ha sottolineato il ministro. Si innescano “meccanismi in persone che magari non hanno la stessa cultura, non hanno le stesse barriere morali, non hanno le stesse barriere culturali”, per cui può passare “l’idea che ci sono delle idee per cui la violenza possa essere possibile, per cui il fare del male a qualcun altro sia lecito e legittimo”.

“Noi dobbiamo combattere ogni volta che vediamo radicarsi un pezzettino di male, perché se non lo combattiamo in modo bipartisan al di sopra delle parti… perché se lasciamo sedimentare questa violenza, allora non ne usciamo più”, ha proseguito il ministro, sottolineando che anche il gesto la solidarietà alla persona offesa, come nel suo caso per la foto data ieri alle fiamme, “non la dai per la persona offesa, la dai per dire che quel gesto è sbagliato, per dire che quello non è il modo con cui si manifestano le idee”.

“E se tu devi spiegare queste cose, vuol dire che non siamo ancora una democrazia matura, soprattutto quando il silenzio viene anche da chi fa politica o a ruoli istituzionali”, ha rimarcato Crosetto.

Il ministro della Difesa ha ribadito oggi la propria “totale solidarietà” a La Stampa per l’assalto alla redazione, affermando: “Io non penso che esista nessuna idea, se non quelle che abbiamo cancellato per sempre, io mi auguravo, dalla nostra storia, cioè quelle del nazismo e del fascismo, che pensasse che per affermare un’idea bisogna entrare nella redazione di un giornale e distruggere quel giornale o dare una lezione ai giornalisti”.

“Non si danno lezioni ai giornalisti, non si danno lezioni ai politici con la violenza, non si danno lezioni ai poliziotti, ai carabinieri, a nessuno”, ha ricordato il ministro.

Da Patty Pravo a Ermal Meta, da Fedez a Raf, ecco i 30 big di Sanremo, l’annuncio di Carlo Conti

Roma, 30 nov. (askanews) – Ascolto dopo ascolto il direttore artistico del Festival di Sanremo, Carlo Conti, ha deciso quali saranno i Big in gara alla edizione numero 76. E, dopo aver ricevuto oltre 300 brani, a sottolineare la vivacità e la varietà della musica italiana, con una modifica al Regolamento in accordo con Rai, ha deciso di portare il numero dei Big per l’edizione 2026 da 26 a 30.

“Anche la 76esima edizione del Festival parte con le carte in regola per rappresentare un’importante parte della vastissima produzione musicale italiana, con significativi esordi e con artisti che tornano a calcare il palco dell’Ariston”. Parola del Direttore artistico Carlo Conti che, al Tg1 delle 13.30, ha annunciato la lista dei 30 Big in gara.

I 30 Big in gara sono: Tommaso Paradiso, Chiello, Serena Brancale, Fulminacci, Ditonellapiaga, Fedez & Masini, Leo Gassmann, Sayf, Arisa, Tredici Pietro, Sal Da Vinci, Samurai Jay Malika Ayane, Luchè, Raf, Bambole di pezza, Ermal Meta, Nayt Elettra Lamborghini, Michele Bravi, J-Ax, Enrico Nigiotti, Maria Antonietta & Colombre, Francesco Renga, Mara Sattei, LDA & Aka 7even, Dargen D’Amico, Levante, Eddie Brock e Patty Pravo.

Nel corso della serata del 14 dicembre di “Sarà Sanremo”, in onda su Rai 1 in diretta dal Casinò di Sanremo, Conti svelerà i titoli dei brani dei 30 Big in gara al prossimo Festival. Appuntamento poi al Teatro Ariston, dal 24 al 28 febbraio, in diretta su Rai 1, Radio2 e RaiPlay.

Schlein: il Pd è una forza plurale, non un partito personale dove parla solo il capo

Montepulciano (Si), 30 nov. (askanews) – Questi “tre giorni” a Montepulciano sono un “contributo prezioso” di cui “raccoglieremo insieme i semi. Ringrazio chi si è speso, ha portato idee, ascolto, tutto ciò non può che arricchire il Pd. Sono molto orgogliosa anche di guidare una grande comunità, larga, aperta e anche plurale, fatta di tanti protagonisti, tante voci e sensibilità importanti. Straordinarie energie” dai “circoli” a “chi allestisce i gazebo”, “chi fa il volontario e la nostra classe dirigente diffusa, i nostri sindaci, gli amministratori locali, i nostri parlamentari e il gruppo dirigente e territoriale insieme”. Così la segretaria dem Elly Schlein, intervenendo a Montepulciano alla kermesse organizzata dalla ‘maggioranza’ del partito.

“La voglia di partecipare distingue il nostro modo di abitare il partito, è la nostra forza e più provano a raccontarci il contrario più dobbiamo rivendicare che siamo partito plurale che discute, non un partito personale. Se in Italia ci sono tanti partiti personali, non è che quelli strani siamo noi”. Lo sono quelli dove “non vola mosca perché parla il capo”, ha aggiunto.

Il Pd è la “casa di tutti coloro che condividono una idea del futuro”, ha sottolineato, puntualizzando come le “culture che l’hanno fondato” ne sono una “ricchezza” e contribuiscono alla “sintesi. Non significa galleggiare per non scontentare nessuno, significa discutere per poi assumere decisioni nette per farci capire da chi è fuori”.

Schlein: coalizione più di alleanza partiti, Pd perno fondamentale

Roma, 30 nov. (askanews) – E’ “violenta e inaccettabile l’irruzione che ha subito” la redazione della Stampa. “Ogni sede di giornale è un presidio fondamentale di libertà e democrazia. Davanti a questo tornante della storia cruciale, dobbiamo anteporre il senso di responsabilità anche ai distinguo”. Così la segretaria dem Elly Schlein a Montepulciano, anche qui “testardamente unitaria”.

“E’ il tempo di costruire l’alternativa, far prevalere” gli elementi che “uniscono, non le distinzioni” e “dobbiamo discuterli per farli diventare più forti. Accanto a ogni critica serve la nostra proposta, una visione di futuro per il paese di respiro che sia molto di più di un’allenza di partiti”, ha sottolineato Schlein. Il “nostro partito è perno fondamentale”, posizione “conquistata tornata dopo tornata. Non partiamo da zero e dobbiamo chiarirlo bene”, ha evidenziato.

Schlein: Pd forza plurale, no partito personale dove parla solo capo

Montepulciano (Si), 30 nov. (askanews) – Questi “tre giorni” a Montepulciano sono un “contributo prezioso” di cui “raccoglieremo insieme i semi. Ringrazio chi si è speso, ha portato idee, ascolto, tutto ciò non può che arricchire il Pd. Sono molto orgogliosa anche di guidare una grande comunità, larga, aperta e anche plurale, fatta di tanti protagonisti, tante voci e sensibilità importanti. Straordinarie energie” dai “circoli” a “chi allestisce i gazebo”, “chi fa il volontario e la nostra classe dirigente diffusa, i nostri sindaci, gli amministratori locali, i nostri parlamentari e il gruppo dirigente e territoriale insieme”. Così la segretaria dem Elly Schlein, intervenendo a Montepulciano alla kermesse organizzata dalla ‘maggioranza’ del partito.

“La voglia di partecipare distingue il nostro modo di abitare il partito, è la nostra forza e più provano a raccontarci il contrario più dobbiamo rivendicare che siamo partito plurale che discute, non un partito personale. Se in Italia ci sono tanti partiti personali, non è che quelli strani siamo noi”. Lo sono quelli dove “non vola mosca perché parla il capo”, ha aggiunto.

Il Pd è la “casa di tutti coloro che condividono una idea del futuro”, ha sottolineato, puntualizzando come le “culture che l’hanno fondato” ne sono una “ricchezza” e contribuiscono alla “sintesi. Non significa galleggiare per non scontentare nessuno, significa discutere per poi assumere decisioni nette per farci capire da chi è fuori”.

Il Papa dalla Turchia: pace, ecologia e nuove tecnologie sono sfide da affrontare insieme

Roma, 30 nov. (askanews) – Sono quelle della pace, dell’ecologia e delle nuove tecnologie le nuove sfide che i cristiani debbono affrontate assieme e che, quindi, costituiscono un campo di vero ecumenismo. Un invito ad uno sforzo comune in questa direzione è giunto da Papa Leone XIV nel suo discorso a Istanbul, nella Chiesa Patriarcale di San Giorgio, dove ha partecipato alla Divina Liturgia presieduta dal Patriarca greco-ortodosso di Costantinopoli Bartolomeo I. Ultima tappa prima della sua partenza dalla Turchia alla volta del Libano dove si concluderà il suo primo viaggio apostolico fuori dall’Italia.

“Per rimanere fedeli alla volontà del Signore di prenderci cura non solo dei nostri fratelli e sorelle nella fede, ma di tutta l’umanità e dell’intero creato, le nostre Chiese sono chiamate a rispondere insieme agli appelli che lo Spirito Santo rivolge loro oggi. – ha premesso in pontefice nel suo discorso – Innanzitutto, in questo tempo di sanguinosi conflitti e violenze in luoghi vicini e lontani, i cattolici e gli ortodossi sono chiamati ad essere costruttori di pace. Si tratta certamente di agire e di porre delle scelte e dei segni che edificano la pace, ma senza dimenticare che essa non è solo il frutto di un impegno umano, bensì è dono di Dio”.

“Perciò, la pace si chiede con la preghiera, con la penitenza, con la contemplazione, con quella relazione viva col Signore che ci aiuta a discernere parole, gesti e azioni da intraprendere, perché siano veramente a servizio della pace”, ha detto il pontefice.

Ma, ha subito aggiunto, “un’altra sfida che le nostre Chiese devono affrontare è la minacciosa crisi ecologica” che richiede “un’autentica conversione spirituale per cambiare direzione e salvaguardare il creato. Cattolici e ortodossi siamo chiamati a collaborare per promuovere una nuova mentalità in cui tutti si sentano custodi del creato che Dio ci ha affidato”.

Infine, l’ultima sfida è stata indicata nell’uso “delle nuove tecnologie, specialmente nel campo della comunicazione. Consapevoli degli enormi vantaggi che esse possono offrire all’umanità, cattolici e ortodossi devono operare insieme per promuoverne un uso responsabile al servizio dello sviluppo integrale delle persone, e un’accessibilità universale, perché tali benefici non siano solo riservati a un piccolo numero di persone e a interessi di pochi privilegiati”, ha concluso il Papa.

Al termine della Divina Liturgia, presieduta dal Patriarca Bartolomeo I, che si è tenuta stamane nella Chiesa Patriarcale di San Giorgio, Papa Leone e il Patriarca Bartolomeo si sono affacciati dal balcone della sede Patriarcato greco-ortodosso a Istanbul per la benedizione ecumenica congiunta, da lui pronunciata in lingua latina.

I due hanno salutato e poi benedetto la piccola folla riunta nel cortile sottostante all’edificio. Dopo il pranzo con il Patriarca, Papa Leone XIV è giunto all’aeroporto Istanbul-Ataturk per lasciare la Turchia, dopo avervi trascorso quattro giorni, e iniziare la seconda tappa del suo primo viaggio apostolico fuori dall’Italia, a Beirut, in Libano.

Israele, Netanyahu ha chiesto (per i casi di corruzione) la grazia al presidente Herzog "nell’interesse nazionale"

Roma, 30 nov. (askanews) – Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha presentato una richiesta di grazia al Presidente Isaac Herzog per i casi di corruzione a suo carico. Lo riportano i media israeliani. Stando a quanto riferito dall’ufficio di presidenza israeliano, la richiesta è stata presentata al Dipartimento Legale dell’Ufficio del Presidente dall’avvocato di Netanyahu, Amit Hadad. “Come previsto dalle linee guida e dalle procedure, la richiesta è attualmente in fase di trasferimento al Dipartimento per la Grazia del ministero della Giustizia, che raccoglierà i pareri di tutte le autorità competenti – si precisa nel comunicato – dopo questa fase, i pareri saranno trasmessi al Consulente Legale dell’Ufficio del Presidente e al suo team per formulare un ulteriore parere per il Presidente”. “L’Ufficio del Presidente è consapevole che si tratta di una richiesta straordinaria con importanti implicazioni – si sottolinea nella nota – dopo aver ricevuto tutti i rilevanti pareri, il Presidente prenderà in considerazione la richiesta con responsabilità e sincerità”.

In un videomessaggio diffuso dopo aver presentato la richiesta di grazia al Presidente Isaac Herzog, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che è nell’interesse nazionale che il processo a suo carico per corruzione, in corso da sei anni, finisca.

“Sono passati quasi dieci anni dall’inizio delle indagini contro di me. Il processo su queste questioni è in corso da quasi sei anni e si prevede che continuerà per molti altri anni”, ha detto il premier citato dal Times of Israel. Secondo Netanyahu sarebbero stati commessi “gravi crimini” nel costruire il caso contro di lui, per cui il suo interesse personale sarebbe quello di portare avanti il processo per essere scagionato da tutte le accuse. “Ma la sicurezza e la realtà diplomatica – l’interesse nazionale – esigono il contrario”, ha proseguito Netanyahu. “Israele sta affrontando enormi sfide, e insieme grandi opportunità. Per respingere le minacce e cogliere le opportunità, è necessaria l’unità nazionale”, ha rimarcato il premier, secondo cui portare avanti il processo “ci lacera dall’interno”.

“Accresce le divisioni e approfondisce le fratture. Sono certo, come molti altri nella nazione, che una fine immediata del processo contribuirebbe notevolmente a placare le fiamme e a promuovere un’ampia riconciliazione, qualcosa di cui il nostro Paese ha disperatamente bisogno”, ha rimarcato.

Il piano di pace Usa, Rubio e Witkoff incontrano in Florida Umerov e la delegazione ucraina

Roma, 30 nov. (askanews) – Il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, l’inviato speciale, Steve Witkoff, e il genero del presidente americano, Jared Kushner, incontreranno oggi in Florida la delegazione ucraina per discutere del piano di pace dell’amministrazione Trump per l’Ucraina. Lo riporta il New York Times citando un alto funzionario Usa.

Come anticipato ieri dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, i colloqui verteranno sul piano emendato lo scorso fine settimana a Ginevra. “La parte americana sta dimostrando un approccio costruttivo e nei prossimi giorni sarà possibile definire i passi per stabilire come porre fine alla guerra in modo dignitoso”, ha rimarcato Zelensky. Dopo le dimissioni del capo dell’ufficio presidenziale ucraino, Andriy Yermak, che aveva guidato la delegazione ucraina a Ginevra, ieri Zelensky ha annunciato che sarà il segretario del Consiglio per la Sicurezza e la Difesa nazionale, Rustem Umerov, a guidare i negoziatori di Kiev nei colloqui in Florida.