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Milano-Cortina, gli azzurri in gara domani

Roma, 9 feb. (askanews) – Questi gli azzurri in gara domani, martedì 10 febbraio alle Olimpiadi di Milano-Cortina:

09:15 – 09:45 Sci di fondo – Sprint TC Qualificazioni DONNE (Tesero) Federica Cassol, Iris De Martin Pinter, Caterina Ganz, Nicole Monsorno

09:55 – 10:45 Sci di fondo – Sprint TC Qualificazioni UOMINI (Tesero) Elia Barp, Simone Daprà, Simone Mocellini, Federico Pellegrino

10:30 – 11:00 Short track – 500 m DONNE Qualificazioni (Milano) Chiara Betti, Arianna Fontana, Arianna Sighel

10:30 – 13:00 Sci alpino – Combinata a squadre DONNE Discesa (Tofane) Nicol Delago, Nadia Delago, Sofia Goggia, Laura Pirovano

11:10 – 11:45 Short track – 1000 m UOMINI Qualificazioni (Milano) Thomas Nadalini, Pietro Sighel, Luca Spechenhauser

11:45 – 12:10 Sci di fondo – Sprint TC Quarti di finale DONNE (Tesero)

11:59 – 12:30 Short track – Staffetta mista Quarti di finale (Milano) Betti, Confortola, Fontana, Nadalini, Sighel, Spechenhauser

12:15 – 12:40 Sci di fondo – Sprint TC Quarti di finale UOMINI (Tesero)

12:34 – 13:00 Short track – Staffetta mista Semifinali (Milano)

12:45 – 12:55 Sci di fondo – Sprint TC Semifinali DONNE (Tesero)

12:57 – 13:07 Sci di fondo – Sprint TC Semifinali UOMINI (Tesero)

13:03 – 13:35 Short track – Staffetta mista FINALI (Milano)

13:13 – 13:20 Sci di fondo – Sprint TC FINALE DONNE (Tesero)

13:27 – 13:35 Sci di fondo – Sprint TC FINALE UOMINI (Tesero)

13:30 – 15:25 Biathlon – Individuale UOMINI (Anterselva) Braunhofer, Giacomel, Hofer, Zeni

14:00 – 15:15 Sci alpino – Combinata a squadre DONNE Slalom (Tofane) D’Antonio, Della Mea, Peterlini, Trocker

14:05 – 16:05 Curling – Finale 3°/4° posto doppio misto Italia-Gran Bretagna (Cortina) Constantini, Mosaner

14:15 – 15:10 Freestyle – Gobbe DONNE Qualificazioni (Livigno) Manuela Passaretta

16:40 – 19:10 Hockey su ghiaccio DONNE – Girone B: Italia-Germania (Milano)

17:00 – 18:00 Slittino – Singolo DONNE Heat 3 (Cortina) Verena Hofer, Sandra Robatscher

18:30 – 22:45 Pattinaggio di figura – Programma corto UOMINI (Milano) Daniel Grassl, Matteo Rizzo

18:34 – 19:30 Slittino – Singolo DONNE Heat 4 (Cortina) Verena Hofer, Sandra Robatscher

18:45 – 21:00 Salto con gli sci – Squadra mista (Predazzo) Annika Sieff, Martina Zanitzer

Referendum, Pd accelera: "Governo politicizza, dobbiamo giocarcela"

Roma, 9 feb. (askanews) – Mercoledì scorso a Pescara, ieri ai banchetti del quartiere Testaccio – di mattina – e poi di pomeriggio a Padova, giovedì sarà la volta di Palermo. Elly Schlein cambia passo sul referendum, la leader sta organizzando un tour che la porterà in tutta Italia da qui al voto sulla riforma Nordio ed è una mobilitazione che va oltre il sostegno che era stato pensato fino a qualche settimana fa. “Noi vogliamo raggiungere e superare il 50% degli aventi diritto”, ha spiegato ieri in Veneto. Perché se fino a Natale il ‘sì’ sembrava in netto vantaggio, gli ultimi sondaggi raccontano una rimonta del ‘no’ e con uno scarto ridotto il referendum lo vincerà chi riuscirà a motivare e mobilitare di più il proprio ‘zoccolo duro’.

Per riuscire a motivare gli elettori di centrosinistra la leader Pd, in autunno, durante un’assemblea con deputati e senatori, aveva illustrato una linea diversa, cioè evitare di cadere nella trappola di Giorgia Meloni che, a suo giudizio, vuole usare il referendum per evitare di parlare di altri temi, a cominciare da quelli economici. Proprio i temi che ‘scaldano’ di più l’elettorato di sinistra.

Anche per questo la campagna referendaria del Pd è stata affiancata da un percorso “di ascolto” nel Paese per insistere su salari, liste di attesa, pensioni, politiche industriali. Per la Schlein l’obiettivo della premier è quello di usare la giustizia come “arma di distrazione di massa”, per distogliere l’opinione pubblica dagli scarsi risultati ottenuti dal governo sui temi che riguardano la vita di tutti i giorni.

Ma la Schlein aveva anche invitato i parlamentari dem ad evitare una “politicizzazione” del referendum, perché – era stato il ragionamento – questo approccio rischierebbe di mobilitare anche i sostenitori della Meloni a ‘difesa’ della premier. Meglio, era stato il ragionamento, puntare sulla difesa della Costituzione, altro argomento molto sentito dall’elettore di sinistra e che, invece, lascia abbastanza indifferente i militanti di destra. “La politicizzazione cercherà di farla Meloni”, aveva avvertito la leader Pd.

Da qualche settimana, però, la linea è stata aggiornata. Come previsto la politicizzazione è nei fatti, con il governo che ha scelto di attribuire ai magistrati la colpa di qualsiasi cosa accada – dallo stop al Ponte di Messina all’assalto al furgone portavalori di questa mattina – e a questo punto il modo migliore per motivare l’elettorato di centrosinistra è proprio alzare i toni sul referendum, denunciando la volontà di mettere le briglie ai magistrati.

“Noi stiamo spiegando le ragioni di merito – ha detto la Schlein oggi in una intervista ai giornali del gruppo Nem – ma ci sta pensando per prima Giorgia Meloni a politicizzare questo voto”. E Debora Serracchiani ha aggiunto: “Ormai non si nascondono più”, “durante la conferenza stampa dopo il consiglio dei ministri, Nordio lo ha detto senza giri di parole: questa riforma serve a controllare la magistratura”.

La “campagna di ascolto” resta, per la leader Pd è di fatto una prova generale della mobilitazione per le politiche, ma lo scontro sulla giustizia diventa centrale. “E’ inevitabile che il referendum diventi un voto politico”, dice un parlamentare dem. “E se questo è il gioco, devi giocare…”.

Milano-Cortina, Santanchè: successo pazzesco, figura meravigliosa

Milano, 9 feb. (askanews) – “Le Olimpiadi sono un successo pazzesco, l’Italia e gli italiani stanno facendo una figura meravigliosa in tutto il mondo, abbiamo l’Italia al centro del mondo, quindi siamo assolutamente soddisfatti e speriamo di continuare così nei prossimi giorni, che il medagliere si possa arricchire. Ieri abbiamo avuto la Goggia medaglia di bronzo e tante altre medaglie quindi direi tutto bene”. Lo ha detto il ministro del Turismo, Daniela Santanchè, a margine di una visita a Casa Italia a Milano. “Nel momento in cui abbiamo l’Italia al centro del mondo chi è che non sta indossando la casacca della nazionale? Quelli che trovano qualsiasi spunto per poter criticare, combattere, denigrare non il Governo, l’Italia, perché le Olimpiadi non sono del Governo, ma sono dell’Italia e degli italiani, quindi ce l’hanno contro il Governo? Ma non sono mica nostre le Olimpiadi” ha aggiunto a proposito delle manifestazioni di protesta contro i Giochi.

Salvini: staneremo i sabotatori, contrasteremo chi li difende. Evviva le Olimpiadi

Roma, 9 feb. (askanews) – “Faremo di tutto per chiudere i covi di questi criminali, per inseguire e stanare questi delinquenti ovunque si nascondano, per mettere in carcere loro e contrastare chi li difende. Evviva le Olimpiadi, simbolo di un’Italia che costruisce, che emoziona, che non si arrende”. Lo ha scritto sui suoi canali social il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, rilanciando la notizia della rivendicazione del sabotaggio all’infrastruttura ferroviaria da parte di presunti anarchici.

Parlando, inoltre, con i giornalisti a Trieste, Salvini ha sottolineato che “quello che abbiamo visto anche in strada a Torino era un’operazione di terrorismo organizzata e pianificata a tavolino, perché quando studi come accerchiare le forze dell’ordine con mazze, bombe carta, martelli e pietre, quello non è qualche disobbediente o qualche infiltrato, è un’azione terroristica premeditata”.

E la manomissione dei cavi della pista da bob a Cortina? “Io con tanti altri stiamo lavorando giorno e notte perché l’Italia faccia bella figura nel mondo. La cerimonia di apertura è stata vista da miliardi di persone, è stata apprezzata dagli atleti. Questa mattina ero al villaggio olimpico di Cortina, ho parlato con gli atleti, anche lì i signori del No non lo volevano: è bellissimo, è sostenibile, la pista di Bob è fantastica. E quindi mentre l’Italia si presenta al mondo con il suo bello, il suo saper fare, la sua abilità e qualcuno invece rema contro, è grave”, è “un brutto clima”.

Treni, Salvini: staneremo sabotatori, contrasteremo chi li difende

Roma, 9 feb. (askanews) – “Faremo di tutto per chiudere i covi di questi criminali, per inseguire e stanare questi delinquenti ovunque si nascondano, per mettere in carcere loro e contrastare chi li difende. Evviva le Olimpiadi, simbolo di un’Italia che costruisce, che emoziona, che non si arrende”. Lo ha scritto sui suoi canali social il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, rilanciando la notizia della rivendicazione del sabotaggio all’infrastruttura ferroviaria da parte di presunti anarchici.

L’Italia acquista l’Ecce Homo di Antonello da Messina. Giuli: operazione di altissimo livello culturale

Milano, 9 feb. (askanews) – “Il Ministero della Cultura conferma l’acquisizione del quadro ‘Ecce Homo’ di Antonello da Messina, trapelata da indiscrezioni giornalistiche e confermata dalla casa d’aste Sotheby’s. È un’operazione di altissimo livello culturale: abbiamo atteso qualche giorno nel comunicarla per rispetto nei confronti delle autorità deputate a registrare il contratto di acquisto. L’opera rappresenta un unicum nel panorama artistico del Quattrocento italiano, punto fondamentale nella strategia di ampliamento e valorizzazione del nostro patrimonio culturale, da mettere a disposizione dei cittadini italiani e dei visitatori provenienti da tutto mondo”. Lo dichiara il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, confermando l’acquisizione, tramite la Direzione generale Musei, per 14,9 milioni di dollari da Sotheby’s – storica casa d’aste internazionale attiva nel mercato dell’arte – di un eccezionale dipinto a tempera su tavola di Antonello da Messina.

L’opera, di rarità e qualità uniche, è un piccolo pannello dipinto su entrambi i lati: da un lato è raffigurato un intenso “Ecce Homo”, con Cristo coronato di spine, dall’altro un San Girolamo penitente in un aspro paesaggio roccioso. Le dimensioni ridotte e la doppia raffigurazione suggeriscono una funzione devozionale privata, confermata anche dalle tracce d’uso legate alla sua lunga storia come oggetto di culto.

Sanremo, La Russa: Rai chieda a Pucci di tornare sui suoi passi

Milano, 9 feb. (askanews) – “Andrea Pucci io lo conosco da trent’anni. Chi può dire che Pucci faccia comicità politica? Pucci fa comicità sulla quotidianità di noi italiani. Fa morire dal ridere senza offendere mai nessuno. Io invito la Rai a chiedergli di cambiare idea. Invito ufficialmente la Rai a chiedere a Pucci di ritornare sui suoi passi”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, a margine di un evento a Milano in memoria di Pinuccio Tatarella, dopo la rinuncia del comico a partecipare al Festival di Sanremo.

Milano-Cortina, il medagliere alle ore 18

Roma, 9 feb. (askanews) – Questo il medagliere delle Olimpiadi di Milano-Cortina aggiornato alle ore 18 di martedì 9 febbraio

1 Norvegia oro 3 argento 1 bronzo 2 2 Svizzera oro 3 argento 1 bronzo 0 3 Stati Uniti oro 2 argento 0 bronzo 0 4 Austria oro 1 argento 3 bronzo 0 5 Italia oro 1 argento 2 bronzo 6 6 Giappone oro 1 argento 2 bronzo 1 7 Germania oro 1 argento 1 bronzo 1 8 Francia oro 1 argento 1 bronzo 0 Rep. Ceca oro 1 argento 1 bronzo 0 Svezia oro 1 argento 1 bronzo 0

Bce, Lagarde: euro sibolo di quello che l’Europa riesce a realizzare

Roma, 9 feb. (askanews) – “L’impegno della Bce è chiaro: restiamo focalizzati sulla stabilità dei prezzi e sul sostegno a una Europa più forte. L’euro è un’ancora di stabilità e un simbolo poderoso di quello che l’Europa può compiere quando lavoriamo assieme”. Lo afferma la presidente della Bce, Christine Lagarde nel testo del suo intervento alla plenaria del Parlamento europeo.

“Mentre entravamo nel 2026 davamo anche orgogliosamente il benvenuto alla Bulgaria quale 21º membro della famiglia dell’euro. L’adesione all’area euro è quasi raddoppiata dal 1999 e questa crescita – ha proseguito – testimonia l’attrattività della valuta unica e dei persistenti benefici dell’integrazione europea”.

“Una valuta solida è alla basi di istituzioni forti. Una Bce indipendente e che renda conto ai cittadini europei, tramite il Parlamento europeo, è centrale per questa architettura istituzionale”, ha detto ancora Lagarde.

“I nostri scambi preservano il collegamento tra la Bce, i rappresentanti eletti e i cittadini. Manteniamo il dialogo e perseguiamo, ognuno nell’ambito dei suoi compiti, una Europa più forte e più resiliente”.

Presentata la collezione Numismatica 2026 della Repubblica Italiana

Roma, 9 feb. (askanews) – Presentata la Collezione Numismatica 2026 della Repubblica Italiana, emessa dal ministero dell’Economia e delle Finanze e realizzata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

All’evento, che si è tenuto nella Sala Ciampi di Via XX Settembre, è intervenuto il ministro Giancarlo Giorgetti, il presidente e l’ad di IPZS Paolo Perrone e Michele Sciscioli. Presenti, tra gli altri, i sottosegretari Lucia Albano e Federico Freni e il Comandante generale della Guardia di Finanza Andrea De Gennaro. La cerimonia di presentazione è stata moderata dalla conduttrice e scrittrice Andrea Delogu, con Matteo Taglienti dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

La Collezione Numismatica 2026 della Repubblica Italiana, sottolinea il MEF in una nota, “si conferma un vero e proprio racconto dei valori, della storia e delle eccellenze del Paese. Dai grandi protagonisti della cultura e dell’arte alle bellezze del patrimonio storico-artistico, dalle espressioni più alte del Made in Italy – imprenditoriali ed enogastronomiche – ai grandi appuntamenti internazionali, ogni emissione restituisce identità, memoria e visione, rinnovando l’interesse di collezionisti e appassionati”.

“Queste monete ogni anno raccontano come il genio italico interpreti la nostra storia e bellezza. Sono sicuro anche questa collezione non deluderà le aspettative: le monete non sono soltanto uno strumento di pagamento, ma un vero mezzo di comunicazione. E oggi raccontano un Paese vivace, forte, consapevole delle proprie radici e dei propri mezzi” ha dichiarato il ministro Giancarlo Giorgetti in apertura di cerimonia.

Tra le principali novità di quest’anno, riferisce il MEF, figurano le prime monete da 2 euro Reverse Proof (soggetto specchiato e fondo sabbiato) dedicate al 200° anniversario della nascita di Carlo Collodi con il suo intramontabile Pinocchio, e all’800° anniversario della scomparsa di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia. Spiccano la prima moneta d’oro da 100 euro dedicata a Ferrari, simbolo di innovazione tecnologica, fascino e competizione e le due preziose monete in oro da 20 e 50 euro dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Omaggio a Riccardo Muti, maestro d’orchestra e ambasciatore dell’eccellenza musicale italiana nel mondo e agli 80 anni dalla nascita della Repubblica Italiana e al primo voto alle donne.

Tra le altre, nella collezione è presente anche la moneta del Cornetto Algida, icona dell’estate italiana, evocativa di emozioni e ricordi, e la nuova emissione da un chilo d’argento dedicata al Colosseo.

Ue, Von der Leyen: dobbiamo rivedere linee guida su fusioni imprese

Bruxelles, 9 feb. (askanews) – La Commissione europea sta rivedendo le sue “Linee-guida sulle Concentrazioni” delle imprese, con l’obiettivo di “consentire alle aziende europee di raggiungere la dimensione necessaria per competere efficacemente a livello internazionale. Pur mantenendo un’efficace tutela dei consumatori, le concentrazioni aziendali saranno pertanto valutate per i loro effetti sulla concorrenza, l’innovazione e la resilienza nei mercati europei e globali”.

Lo annuncia la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, in una lettera che ha inviato oggi ai capi di Stato e di governo dell’Ue, in vista del Consiglio europeo informale convocato giovedì prossimo nel castello di Alden Biesen, a 100 km da Bruxelles, e dedicato alla competitività economica dell’Unione e al completamento del mercato unico.

“Faremo in modo che una più profonda integrazione del mercato unico migliori la concorrenza effettiva in condizioni convergenti in tutta Europa, facilitando così anche la crescita su larga scala a livello globale”, spiega ancora von der Leyen.

M.O, don Biallo (ORP): il Papa vuole visitare la Giordania

Wadi Rum (Giordania), 9 feb. (askanews) – “Abbiamo la certezza che Papa Leone ha un desiderio molto grande e molto profondo di venire in questa terra. Tutti i Papi, da Paolo VI in poi sono venuti in Giordania e hanno dato testimonianza del valore e del significato profondo che questa terra giordana, insieme a Israele e Palestina, ha per il popolo cristiano”. Ad auspicare che Papa Prevost possa recarsi in Giordania è don Giovanni Biallo, assistente spirituale dell’Opera romana pellegrinaggi, che si trova in Giordania per accompagnare un gruppo di giornalisti e sacerdoti nel Paese arabo.

“La sicurezza in Giordania – dice – è sempre stata grande, totale. Siamo venuti continuamente anche nei momenti più difficili e di maggiore tensione in Israele e Palestina. La Giordania è un paese che persegue la pace, e quindi è ricercato dai pellegrini, dai visitatori di tutto il mondo per la bellezza dei luoghi e per noi pellegrini, per noi persone di fede, per noi cristiani, per il significato profondo che questi luoghi hanno nel contesto della tradizione cristiana”.

“La Giordania è terra santa, se la intendiamo come quei luoghi in cui si sono realizzati i racconti della scrittura – prosegue il sacerdote incontrando i giornalisti del deserto di Wadi Rum, durante il pellegrinaggio organizzato da Opera Romana Pellegrinaggi (in collaborazione con Royal Jordanian, con Jordan Tourism Board e con Ministry of Tourism) -. Inoltre, se chiamiamo Terra Santa la Terra del Santo, cioè dove Gesù è passato, anche la presenza di Gesù in questa terra, il suo battesimo a Betania ad esempio, è testimonianza che questa terra è stata percorsa dai passi del Signore”.

L’onda dello scandalo Epstein potrebbe travolgere il premier britannico Starmer (ecco perché)

Roma, 9 feb. (askanews) – L’onda lunga dello scandalo Epstein potrebbe finire per travolgere anche il premier britannico Keir Starmer, malgrado non sia coinvolto personalmente nella vicenda: a trascinarlo nella caduta rischia di essere la nomina ad ambasciatore negli Stati Uniti di Peter Mandelson, ex eminenza grigia del Labour di Tony Blair.

Al contrario di Starmer infatti Mandelson appare coinvolto in pieno nello scandalo, comprese foto compromettenti, e il Primo ministro ha ammesso in Parlamento di essere stato a conoscenza del fatto che fra l’ex ambasciatore ed Epstein vi fossero stati dei rapporti.

Una dichiarazione che ha scatenato non solo le critiche dei Conservatori, ma soprattutto la fronda interna del Labour a partire dal leader del partito in Scozia, Anas Sarwar, che – tenendo a mente le elezioni locali in programma fra qualche mese – ha chiesto formalmente le dimissioni di Starmer.

Quello scozzese non è un fattore politico che possa venire ignorato facilmente: nelle ultime tornate elettorali sono stati i voti che il Labour è riuscito a sottrarre allo Scottish National Party a fare la differenza e a permetterne il ritorno a Downing Street.

Di contro, la macchina dei fedelissimi di Starmer si è messa in moto per cercare di limitare i danni: due dei principali collaboratori del premier, Tim Allan e Morgan McSweeney, si sono addossati la reponsabilità della nomina di Mandelson e hanno presentato le proprie dimissioni, mentre i Ministri del governo hanno ribadito la loro fiducia nel Primo ministro.

La sorte di Starmer – la cui gestione non è fin qui apparsa troppo brillante, a dispetto del forte mandato elettorale dopo gli ultimi disastrosi esecutivi a guida Tory – appare tuttavia incerta: non mancano i possibili successori (anche se Sarwar non ha indicato alcun nome) ma la lezione del recente passato è che un partito troppo disunito verrà punito alle urne, il che con lo spettro dell’ultradestra nazionalista di Nigel Farage alle porte rischia di trasformarsi in una pessima notizia e non solo per la Gran Bretagna.

Indagine sulla scalata di Mps a Mediobanca, dirigente del ministero Economia indagato per insider trading

Milano, 9 feb. (askanews) – Un dirigente del ministero dell’Economia, e attuale consigliere di amministrazione di Mps, Stefano Di Stefano, è indagato a Milano nell’ambito dell’indagine sulla scalata di Mps a Mediobanca. Il manager, a capo della direzione “Partecipazioni societarie e tutela degli attivi strategici” del Mef, è accusato di insider trading.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti milanesi, il dirigente del Mef avrebbe acquistato azioni dei due istituti di credito nel periodo a cavallo dell’Ops (Offerta pubblica di scambio) totalitaria lanciata da Rocca Salimbeni su Piazzetta Cuccia.

La disfida Calenda-Fratoianni sul capitale. Fedez: ma fate un featuring!

Roma, 9 feb. (askanews) – Cosa c’è più di sinistra del capitale, della critica del capitale. Cosa c’è di più liberista del capitale, seppur nella variante liberale e riformista. E poi la patrimoniale, le armi, l’Ucraina e, alla fine, anche il presepe. Gli opposti, Nicola Fratoianni, deputato di Avs, uomo di sinistra, e Carlo Calenda, leader di Azione, ex manager Ferrari e Sky e in avvicinamento al centrodestra, si incontrano nell’arena di Pulp podcast condotto da Fedez e Mr.Marra. Sono diversi, diversissimi, ma, commento di Fedez, hanno anche qualcosa in comune: “Raga ma siete d’accordo su un sacco di cose, dovete fare un featuring”. Calenda chiede lumi chiedendo cosa sia “sto feauturing”, Fedez glielo spiega citando Francesca Michielin, ma “Carlo” non sa chi sia: “Ma chi è?” sbotta, incrociando lo sguardo del portavoce, “oddio mi guarda male”. Fedez lo striglia: “Ma vedi il paese reale, caz….”.

Si discute di capitale, di patrimoniale, di tassa di successione. “Sapete che c’è? Se governiamo noi, senza punire nessuno, senza invidie, facciamo un po’ di redistribuzione” annuncia Fratoianni. Fedez lo punge: “E’ uno dei motivi per cui non vincerete mai”. “Ma penso che sbagli – risponde Fratoianni – perchè tutte le rilevazioni statistiche dicono che la netta maggioranza degli italiani è d’accordo. E sapete perchè? Il 99% degli italiani non ha neanche il benessere di una media classe agiata. Patrimoniale, tassa di successione, scegliete voi ma questo tema va posto”. “Nicola ma c’è un piccolo particolare – ribatte Calenda -, il capitalismo sta distruggendo le democrazie per questo, perchè il capitale si muove, il lavoro è fisso, il guadagno va sempre al capitale e non va al lavoro e la tecnologia aumenta questo aspetto. Questo sta facendo crollare il capitalismo democratico, quello che aumentava la classe media” e “proprio perchè il capitale è mobile nel momento in cui tu provi a tassarlo – è la spiegazione di Calenda -, l’effetto che hai è lo spostamento del capitale e quindi hai perdita di posti di lavoro”. “Ma si dice così da un’eternità e l’esito è che non si fa mai niente, intanto io ci provo, non mi rassegno”, insiste Fratoianni incontrando una disponibilità parziale dell’avvesario: “Ci sono cose che si possono fare, ad esempio lo squilibrio tra la tassazione della rendita e la tassazione del lavoro è una cosa che va messa a posto, l’Irpef deve essere totalmente progressiva come in Gran Bretagna”, concede Calenda ma “no” alla patrimoniale che provoca “un movimento istantaneo delle cose fuori”. “Ma pensi che il capitale se ne va via così, tutto, pensi che non esistano meccanismi di incentivazione o di punizione rispetto all’uscita? Negli Stati Uniti, non in un paese dell’economia reale – racconta Fratoianni – esiste una forma di tassazione che se tu americano sposti il capitale da un’altra parte continui a pagare da contribuente americano”. “No, non esiste, te lo dico io che non esiste. Io vengo da quel lavoro lì, Nicò (“da quale lavoro Carlo, portare in giro capitali?” ironizza Fratoianni). Non si possono mettere limiti alla circolazione dei capitali, se la metti due minuti dopo non c’è più nessuno, sono tutti in Svizzera”.

Sulle armi all’Ucraina le posizioni sono ancora più distanti come sul riarmo dell’Europa, per non parlare del campo largo da cui Calenda ha preso nettamente le distanze. La sua critica è che nel campo largo non ci sia accordo su niente tra i partiti che lo compongono e che ambirebbero a governare insieme, nemmeno sul presepe. “Ogni volta che c’è una polemica sul presepe terrorizza tutti” attacca Calenda. “Ma chi la fa la polemica sul presepe? La fanno solo Salvini e Meloni”, risponde Fratoianni.

Olimpiadi, a Milano un’opera interattiva celebra le vittorie invisibili

Milano, 9 feb. (askanews) – Si chiama Shades of Gold, sfumature di oro, ed è una grandissima medaglia olimpica costruita come se fosse un mosaico di arte bizantina con tanti tasselli d’oro. L’installazione interattiva presentata in piazza Cairoli a Milano è opera dello street artist Greg Goya. “Quello che ho fatto è dipingere su quest’opera la domanda: qual è la tua più grande vittoria e chiedere alle persone di raccontarmi quelle che sono le loro più grandi vittorie all’interno dei tasselli del mosaico”.

Passanti incuriositi, dagli anziani ai bambini, hanno iniziato a scrivere ciascuno la propria risposta. Un progetto che invita a celebrare ciò che spesso resta invisibile: le vittorie personali, grandi o piccole, trasformando lo spazio pubblico in un luogo di condivisione, energia e ispirazione collettiva.

E ne esce un mosaico di vittorie personali molto intimiste e, alcune, anche commoventi.

A proposito di Olimpiadi, il rapporto di Greg Goya coi Giochi è molto importante nella sua vita: “Due anni fa alle Olimpiadi di Parigi è stata la prima volta che sono stato chiamato a fare arte fuori dal mio paese e quindi ha rappresentato un punto d’inizio anche per il mio percorso artistico che poi si è sviluppato anche molto fuori oltre confine e quindi ho un rapporto di affetto proprio con questo evento ed è bellissimo che oggi siano qui in Italia”.

Alla domanda sulle più grandi vittorie non può mancare la risposta dell’autore dell’opera: “La mia più grande vittoria probabilmente è riuscire a vivere della mia arte, a fare arte insieme alle persone”.

Ferrari: l’elettrica si chiamerà Luce, svelati gli interni

Milano, 9 feb. (askanews) – La prima Ferrari elettrica si chiamerà Luce. Lo ha svelato la casa del Cavallino Rampante a San Francisco in occasione della presentazione degli interni realizzati insieme alla LoveForm, fondata dell’ex designer Apple Jony Ive e da Marc Newson e che da cinque anni lavora sul design della nuova vettura.

“Luce è molto più di un nome. È una visione. Quando Ferrari parla di Luce non sta definendo una tecnologia, bensì una filosofia: elettrificazione come mezzo, non come fine – una nuova era in cui design, progettazione ingegneristica e immaginazione convergono in qualcosa che prima non esisteva”, spiega Ferrari.

La decisione di Ferrari di ideare questa vettura insieme a LoveFrom è una chiara espressione della visione del marchio per il futuro: una vettura che celebra la leggendaria eredità Ferrari, sfidando le convenzioni e reimmaginando ogni dettaglio, dai materiali e l’ergonomia all’interazione tra il pilota e la vettura fino all’esperienza complessiva. A LoveFrom è stato dato lo spazio creativo necessario a definire fin dall’inizio la direzione del design del progetto, spiega la casa di Maranello.

Successivamente, nella fase di sviluppo LoveFrom ha lavorato con il Centro Stile Ferrari guidato da Flavio Manzoni, elaborando il concept nel rispetto del suo intento originale e garantendo che ogni soluzione fosse in linea con i target Ferrari, i vincoli architetturali e i requisiti omologativi di un’auto sportiva stradale prodotta in serie.

La tecnologia alla base della vettura è stata svelata a ottobre 2025 nell’e-building di Maranello. La terza e ultima fase del lancio, che vedrà la presentazione degli esterni, si terrà in Italia a maggio 2026.

L’abitacolo della Luce è un volume unico e pulito, con forme semplificate e razionalizzate al servizio della guida. Hardware e software sono stati sviluppati all’unisono, ottenendo così un comportamento armonioso di architettura fisica e interfaccia tra pilota e vettura. Gli elementi essenziali, come il Binnacle, il pannello di controllo e il tunnel centrale sono autonomi.

Il team ha dato priorità ai comandi fisici, che invitano al tocco e all’interazione. Sfidando la convenzione secondo cui le vetture elettriche devono essere dominate da touchscreen di grandi dimensioni, molti dei comandi della Ferrari Luce sono meccanici e progettati per essere funzionali e di facile utilizzo. L’interfaccia, ispirata alle auto sportive classiche e alle monoposto di Formula 1, è organizzata in modo chiaro e ridotta alle funzioni essenziali.

Per il volante il team ha optato per una forma semplificata a tre razze, reinterpretando l’iconico volante Nardi in legno a tre razze degli anni 50 e 60. I controlli sul volante sono organizzati in due moduli di comando analogici che richiamano il layout delle monoposto di Formula 1.

L’avviamento ha inizio con l’inserimento della chiave, oggetto dal design in vetro speciale Corning Fusion5. I tre display a bordo della Ferrari Luce – il Binnacle del guidatore e i pannelli di controllo anteriore e posteriore – sono stati progettati per garantire chiarezza e funzionalità. Il Binnacle si muove insieme al volante ottimizzando la visibilità della strumentazione. Gli schermi sono progettati insieme a Samsung.

La principale fonte di ispirazione per il quadro strumenti è da ricercarsi negli indicatori automobilistici storici e nella grafica chiara e funzionale tipica dell’aviazione, e in particolare di elicotteri e aerei. La grafica del Binnacle si ispira ai quadranti della strumentazione degli anni 50 e 60, in particolare dei quadri Veglia e Jaeger. Il selettore del cambio in vetro Corning Fusion5 è realizzato utilizzando processi di produzione del vetro innovativi e mai impiegati prima nel design degli interni di una vettura.

"Ovunque Proteggi" 20 anni dopo: live Capossela a Pompei il 13 luglio

Roma, 9 feb. (askanews) – Lunedì 13 luglio 2026 Vinicio Capossela porta dal vivo uno dei suoi lavori discografici più amati, “Ovunque Proteggi”, a vent’anni dalla sua pubblicazione, in un concerto unico e imperdibile e nel solo posto possibile, emblema di fine e di permanenza: l’Anfiteatro degli Scavi del Parco Archeologico di Pompei.

“Pompei è una città sottratta al tempo e restituita alla visione. Un corpo sepolto, una memoria intatta. Un luogo dove la fine non ha cancellato la forma. Qui, sotto il cielo aperto dell’Anfiteatro, all’interno della rassegna B.O.P – Beats of Pompeii, Ovunque Proteggi suonerà nuovamente e verrà attraversato integralmente. Non una celebrazione, ma una convocazione”, afferma Capossela.

“Abbiamo deciso di eseguire ‘Ovunque Proteggi’ a venti anni dalla sua pubblicazione, in una data speciale – racconta – Non è un’operazione museale, ma un intervento a cuore aperto. Tante, profonde e rumorose sono le ragioni per le quali queste canzoni sono vive e sanguinano. La sede scelta per questa convocazione di prodigi è l’anfiteatro romano dell’area archeologica di Pompei. La scelta è dovuta più alla colata lavica terminale che all’emulazione dei Pink Floyd”.

“È un disco nato dall’antichità, e nelle rovine trova il suo eco naturale. Pompei ci ricorda la grandezza e la finitezza del genere umano. La quotidianità che ci occupa la vita, nel momento in cui viene travolta dalla fine, è proiettata in un’immobile eternità: una condizione alla quale siamo costantemente esposti. Pompei è il luogo in cui l’havel havalim… il vanitas vanitatum, il fumo di fumi del Qohelet, tradotto e articolato dalla voce di Guido Ceronetti può risuonare. Per sempre. Nel sacro Niente del vuoto eterno”, aggiunge l’artista.

“Ovunque Proteggi” è il sesto album di Capossela, pubblicato nel 2006 e vincitore della Targa Tenco come Miglior Album in Assoluto; una pietra miliare del cantautorato in Italia e della discografia di Capossela e uno dei suoi lavori più apprezzati da pubblico e critica, nazionale e internazionale. Un disco “dal linguaggio biblico e visionario, che raccoglie e scaglia parole di pietra, di carne, dolore e sangue” (Marco Mangiarotti, QN ), in cui Capossela “canta come Tom Waits e scrive come Ovidio (Sunday Times): “un album che ha rappresentato un passaggio fondamentale per la musica italiana del nuovo millennio, indicando la strada a una generazione di cantautori. Un album arrivato a sorpresa al primo posto in classifica in un’epoca in cui non c’era Spotify e i dischi si vendevano ancora per davvero” (Giovanni Ansaldo, “La strada di Vinicio Capossela” Nottetempo, 2026).

(Credits photo: Valerio Spada)

M.O, Madre Nazzaro (Orp): torni la pace in Terra Santa

Amman, 9 feb. (askanews) -“La Giordania è Terra Santa e siamo qui al Monte Nebo dove Mosè, come ci racconta la Scrittura, ha visto da lontano la Terra Promessa. Anche noi ci troviamo qui con questo segno, per vedere da lontano una pace che deve ritornare”. Madre Rebecca Nazzaro, direttrice dell’Ufficio per la pastorale del pellegrinaggio del Vicariato di Roma – Opera Romana Pellegrinaggi, guida un pellegrinaggio di giornalisti e sacerdoti in Giordania per dare un messaggio di pace e di speranza, e per esortare la ripresa dei pellegrinaggi nel Paese arabo, crocevia di culture e religioni.

La guerra in Medio Oriente, qui in Giordania, non è arrivata direttamente, ma i riflessi, in termini di calo di pellegrinaggi e di turismo si fanno sentire. E il messaggio di pace passa anche da qui. “Questa Terra Promessa – ha aggiunto Madre Rebecca – è un po’ la terra che desideriamo tutti: la terra della pace, la terra della verità, la terra della solidarietà, la terra della convivenza, della fraternità di tutti i popoli”. La madre superiora delle missionarie della Divina Rivelazione visita la Giordania per la prima volta. “È significativo stare qui in questo momento e dare una dimostrazione che niente è perduto, se noi ci proponiamo anche come pellegrini, come strumenti di pace e di trasmissione della buona novella, che qui ha avuto la sua preparazione attraverso Mosè, attraverso i profeti, attraverso poi la venuta di Gesù, di San Giovanni Battista”.

L’invito è a visitare i luoghi del Vecchio e Nuovo Testamento ma anche ad incontrare le “pietre vive” senza temere. “Noi italiani a volte siamo un po’ paurosi – aggiunge la responsabile dell’Orp – ma non dobbiamo temere. Noi siamo qui proprio per dimostrare questo, l’abbiamo fatto anche due settimane fa andando in Terra Santa, siamo andati anche in Turchia”. Il pellegrinaggio è organizzato da Opera Romana Pellegrinaggi in collaborazione con Royal Jordanian, con Jordan Tourism Board e con Ministry of Tourism.

Maltempo, Schlein: governo dica cosa intende fare per persone colpite

Roma, 9 feb. (askanews) – “Mi chiedo se oggi Giorgia Meloni e Matteo Salvini, dopo aver passato il fine settimana a occuparsi della scaletta del Festival di Sanremo, trovino almeno cinque minuti per spiegare come intendono sostenere le oltre 1500 persone sfollate di Niscemi, che hanno perso tutto, e come vogliono far fronte ai due miliardi e mezzo di euro di danni provocati dal ciclone Harry al Sud”. Lo dice la segretaria del Pd Elly Schlein.

Per la leader Pd “servono prospettive chiare per chi ha perso casa e lavoro. Servono più risorse per gli interventi immediati. E serve urgentemente un piano di messa in sicurezza del territorio, l’allarme lanciato oggi dal Corriere del Mezzogiorno in cui si segnalano almeno 7 milioni di abitanti e 1.2 milioni di edifici a rischio frane, è preoccupante”.

“Finora – aggiunge – di fronte a un’emergenza drammatica, il governo ha risposto con qualche tour in elicottero sopra le zone colpite e con risorse del tutto insufficienti rispetto alla reale entità dei danni”.

Conclude la Schlein: “Abbiamo chiesto di utilizzare le risorse del Ponte, quel miliardo stanziato per il 2026 che comunque non potrà essere utilizzato per lo stop della Corte dei Conti. Aspettiamo risposte, il Sud aspetta risposte”.

Teatro, al via da Roma lo spettacolo de "Il Piccolo Principe"

Roma, 9 feb. (askanews) – Parte da Roma “Il Piccolo Principe”; lo spettacolo teatrale (prodotto da Razmataz Live) e diretto da Stefano Genovese, andrà in scena da mercoledì 11 a domenica 22 febbraio al Teatro Olimpico di Roma in una versione rinnovata e ancora più spettacolare.

Un ritorno per uno spettacolo giunto ormai alla sua quarta edizione e che dal 2023 ad oggi ha venduto oltre 150.000 biglietti in tutta Italia. Nel 2026 lo show approderà anche al Teatro Augusteo di Napoli dal 27 febbraio, al Teatro Celebrazioni di Bologna dal 6 marzo, al Teatro Verdi di Firenze dal 13 marzo, al Teatro Galleria di Legnano dal 20 marzo, al Teatro Lyrick di Assisi dal 24 marzo, al Palatour di Bari dal 27 marzo, al Teatro Alighieri di Ravenna dall’11 aprile, al Teatro Rossini di Civitanova Marche dal 14 aprile, al PalaUbroker di Bassano del Grappa dal 17 aprile e al Teatro Lac di Lugano dal 25 aprile.

Lo spettacolo si snoda attraverso gli innumerevoli linguaggi che la narrazione, la musica, il canto, la scenografia e, più in generale, la performance offrono. In equilibrio tra prosa, musical, nouveau cirque e installazione, ogni significato, ogni personaggio, ogni snodo della vicenda attinge al codice più adatto ad arrivare allo spettatore.

Nel cast Stefano Genovese (regia), Carmelo Giammello (scene), Paolo Silvestri (direzione e arrangiamenti musicali) e Guido Fiorato (costumi). Fedele allo stile dell’opera originale, Stefano Genovese ha deciso di non lasciare solo alle parole il ruolo centrale, ma di affidare il racconto all’immaginazione, traducendolo in un’esperienza evocativa che solo il teatro, per sua stessa natura, è in grado di restituire.

Ad interpretare quest’anno il Piccolo Principe sarà Nicholas Ori, (9 anni), che ha già partecipato allo spettacolo teatrale “Il Babysitter” con Paolo Ruffini, a cui è seguito anche il podcast “Il Babysitter – quando diventerai piccolo capirai”.

Cinema, "Nella gioia e nel dolore" di Ozpetek nelle sale a Natale

Roma, 9 feb. (askanews) – Mentre il pattinaggio italiano di figura a Milano-Cortina 2026 emoziona sulle note di “Diamanti”, con l’omonima canzone guida del film nella performance olimpica della coppia di danza azzurra, Charlene Guignard e Marco Fabbri, Ferzan Ozpetek annuncia il suo nuovo lavoro dal titolo “Nella gioia e nel dolore” che sarà nelle sale italiane a Natale 2026.

L’autore di “Diamanti”, dopo l’enorme successo italiano e internazionale del film, venduto in oltre cento paesi nel mondo, inizierà a giugno le riprese del nuovo progetto.

Prodotto da Marco Belardi Production, Faros Film e Vision Distribution in collaborazione con Sky, “Nella gioia e nel dolore” sarà distribuito in Italia e nel mondo da Vision Distribution.

Caso Sangiuliano, Maria Rosaria Boccia è stata rinviata a giudizio

Roma, 9 feb. (askanews) – “A giudizio per tutte le accuse”. L’imprenditrice campana Maria Rosaria Boccia è stata mandata a processo dal giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Roma, Gabriele Fiorentino, per i reati di stalking aggravato, lesioni, diffamazione, false dichiarazioni nel curriculum in relazione all’organizzazione di alcuni eventi; contestate anche le fattispecie di interferenze illecite nella vita privata. Parte civile nel procedimento anche l’ex ministro della cultura, Gennaro Sangiuliano, che per il legame con la Boccia ha rassegnato a suo tempo l’incarico di governo. La prima udienza del giudizio processo è stata fissata per il 6 ottobre 2026. In sostanza il gup ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio formulata in aula dal pm Giorgio Orano. Oltre a Sangiuliano anche la moglie è parte civile così come l’ex capo di gabinetto del ministero della cultura Francesco Gilioli.

La Ue ha condannato l’espansione del controllo israeliano sulla Cisgiordania

Bruxelles, 9 feb. (askanews) – “L’Unione europea condanna le recenti decisioni del gabinetto di sicurezza del governo di Israele, di espandere il controllo israeliano in Cisgiordania. Questa mossa è un altro passo nella direzione sbagliata, mentre l’intera comunità internazionale si sta impegnando per attuare la fase due del piano globale per Gaza”. Lo ha affermato il portavoce per gli Affari Esteri della Commissione europea, Anouar El Anouni, durante il briefing quotidiano per la stampa dell’Esecutivo Ue, oggi a Bruxelles.

“Questi passi – ha sottolineato il portavoce – imporrebbero nuove realtà in aperta contraddizione con gli Accordi di Oslo di cui Israele è firmatario e in base ai quali Israele non ha alcuna autorità civile nelle aree A e B” della Cisgiordania, “che sono sotto la diretta autorità dell’Autorità Nazionale Palestinese. Le decisioni rischierebbero inoltre di minare direttamente il Protocollo di Hebron tra Israele e l’Autorità Nazionale Palestinese, e di mettere a repentaglio il delicato status quo dei siti religiosi”.

In risposta a un giornalista che chiedeva una reazione alla “pulizia etnica in corso in Cisgiordania”, con le intimidazioni dei coloni che terrorizzano i civili con il sostegno del governo israeliano, e il continuo ampliamento degli insediamenti nei territori occupati, El Anouni ha ricordato che “per quanto riguarda l’Ue, abbiamo una posizione di lunga data di non riconoscimento della sovranità di Israele sui territori occupati da Israele dal giugno 1967, in linea con le pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Ricordiamo che l’annessione è illegale ai sensi del diritto internazionale. Pertanto, qualsiasi passo concreto intrapreso in tal senso sarebbe considerato una violazione del diritto internazionale”.

“Vorrei anche sottolineare – ha aggiunto il portavoce – che la situazione della Cisgiordania è sotto esame da parte nostra, sotto esame da parte dell’Ue, da molto tempo”, e in questo contesto “ribadiamo il nostro incrollabile impegno per una pace duratura e sostenibile, in conformità, ancora una volta, con le pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, sulla base della soluzione dei due stati, con lo Stato di Israele e uno Stato di Palestina indipendente, democratico, contiguo e sovrano, che vivano fianco a fianco in pace, sicurezza e reciproco riconoscimento”.

“Continueremo a lavorare con i partner internazionali, anche attraverso l’Alleanza globale per la soluzione dei due Stati, per rilanciare questo processo politico, ricordando che un percorso credibile verso la creazione dello Stato (‘Statehood’, ndr) palestinese è una componente cruciale di tale processo politico. E sia chiaro: non esiste altra soluzione se non quella dei due Stati”, ha concluso El Anouni.

Caso Sangiuliano, Maria Rosaria Boccia rinviata a giudizio

Roma, 9 feb. (askanews) – “A giudizio per tutte le accuse”. L’imprenditrice campana Maria Rosaria Boccia è stata mandata a processo dal giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Roma, Gabriele Fiorentino, per i reati di stalking aggravato, lesioni, diffamazione, false dichiarazioni nel curriculum in relazione all’organizzazione di alcuni eventi; contestate anche le fattispecie di interferenze illecite nella vita privata. Parte civile nel procedimento anche l’ex ministro della cultura, Gennaro Sangiuliano, che per il legame con la Boccia ha rassegnato a suo tempo l’incarico di governo. La prima udienza del giudizio processo è stata fissata per il 6 ottobre 2026.

In sostanza il gup ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio formulata in aula dal pm Giorgio Orano. Oltre a Sangiuliano anche la moglie è parte civile così come l’ex capo di gabinetto del ministero della cultura Francesco Gilioli.

L’Onu: naufragio di migranti al largo della Libia: 53 tra morti e dispersi

Roma, 9 feb. (askanews) – Un’imbarcazione si è capovolta nel Mar Mediterraneo al largo della costa libica e 53 persone sono morte o risultano disperse, dopo che appena due sopravvissuti sono stati tratti in salvo. Lo ha indicato l’agenzia delle Nazioni Unite per la migrazione.

L’Oim (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) ha riferito che la barca si è rovesciata venerdì a nord di Zuwara. “Durante un’operazione di ricerca e soccorso condotta dalle autorità libiche sono state salvate solo due donne nigeriane”, ha detto l’Oim in un comunicato, aggiungendo che una delle sopravvissute ha dichiarato di aver perso il marito e l’altra di aver “perso i suoi due bambini nella tragedia”.

L’Oim ha precisato che i suoi team hanno fornito alle due sopravvissute cure mediche d’emergenza. “Secondo quanto riferito dai superstiti, la barca – con a bordo migranti e rifugiati di nazionalità africana – era partita da Al Zawiya, in Libia, intorno alle 23 del 5 febbraio. Circa sei ore dopo, è capovolta dopo aver preso acqua”, ha spiegato l’agenzia.

“L’Oim piange la perdita di vite umane in un altro tragico incidente lungo la rotta centrale del Mediterraneo”, ha aggiunto l’agenzia con sede a Ginevra, denunciando che le reti di traffico e di contrabbando stanno sfruttando i migranti lungo il percorso dal Nord Africa all’Europa meridionale, traendo profitto da traversate pericolose su imbarcazioni inadatte e esponendo le persone a “gravi abusi”.

Ha chiesto una maggiore cooperazione internazionale per contrastare queste reti, insieme a percorsi di migrazione sicuri e regolari per ridurre i rischi e salvare vite umane.

Portogallo, Mattarella: con Seguro approfondiremo proficui rapporti

Milano, 9 feb. (askanews) – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al Presidente eletto della Repubblica Portoghese, S.E. Antonio José Seguro, un messaggio in cui si congratula “vivamente per la sua elezione, rivolgendoLe le più cordiali felicitazioni della Repubblica Italiana e mie personali. Sono certo che la Sua affermazione contribuirà significativamente alla prosperità e al prestigio del Portogallo, all’ulteriore approfondimento dei proficui rapporti tra i popoli portoghese e italiano, a nuovi avanzamenti nel processo di integrazione europea”.

“Nel conseguimento di tali obiettivi potrà senz’altro contare sui vincoli già saldi e profondi che uniscono Lisbona e Roma – prosegue il capo dello Stato -. Questo legame fecondo tra i nostri Paesi scaturisce dal comune retaggio culturale e dall’adesione ai più elevati principi democratici, ramificato in molteplici e intense relazioni tra le rispettive società civili, espresse anche in innovativi formati come il COTEC, e che trova compimento nella condivisa appartenenza alla famiglia euro-atlantica. Voglia pertanto gradire, signor Presidente eletto, i miei più fervidi auguri, oltre che per il Suo personale benessere, per il pieno successo nello svolgimento dell’alto incarico affidatoLe dai Suoi concittadini”.

Sanremo, Conte: parlano di Pucci per nascondere crollo economia

Roma, 9 feb. (askanews) – “Avete capito perché parlano di Pucci? Stanno mandando il Paese all’asta dopo 32 mesi di crollo della produzione industriale. Con i finti sovranisti al Governo abbiamo ben 429 aziende italiane in un solo anno che hanno fatto fusioni o sono state acquisite da imprese estere, da Tim finita in mano agli americani a IP agli azeri. C’è un boom di aziende in liquidazione giudiziale (+38% rispetto al 2022), la cassa integrazione dilaga, i lavoratori a zero ore perdono 6mila euro netti in media”. Lo ha scritto sui suoi canali social il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, commentando le polemiche di parte governativa a proposito del comico Andrea Pucci e della sua rinuncia al palco del Festival di Sanremo.

“La fotografia scattata oggi dal DataRoom di Milena Gabanelli e sul Sole 24 Ore – ha osservato l’ex presidente del Consiglio – è allarmante e descrive l’assenza di politiche industriali: tagli alle imprese per deviare i fondi sul Riarmo, decreto bollette non pervenuto mentre l’energia in Italia costa il 30% in più rispetto al resto d’Europa, il pasticcio su misure per l’innovazione aziendale come Transizione 4.0 che è stata riempita di burocrazia e di confusione tanto che le imprese non possono più programmare con certezza i propri investimenti. Sono in ritardo di quasi 4 anni su un piano italiano ed europeo di rilancio industriale. Sanno solo dire no alle nostre proposte”, ha concluso Conte.

William e Kate rompono il silenzio sul caso Epstein

Roma, 9 feb. (askanews) – Il principe William e la moglie Kate, tramite un portavoce di Kensington Palace, hanno dichiarato oggi di essere “profondamente preoccupati” per le rivelazioni sul caso Epstein. E’ la prima volta che la coppia si esprime, seppur indirettamente, sulla vicenda che tanto scalpore ha suscitato nel Paese per il coinvolgimento dell’ex principe Andrea, fratello del sovrano. “Posso confermare che il principe e la principessa di Galles sono profondamente preoccupati per le rivelazioni in corso”, ha affermato il portavoce. “I loro pensieri vanno alle vittime”, ha aggiunto.La famiglia reale è particolarmente scossa dalle nuove rivelazioni sul coinvolgimento di Andrea – uno dei file più imbarazzanti è la foto pubblicata dell’ex principe a quattro zampe su una ragazzina – caduto in disgrazia proprio a causa dei suoi stretti legami con il defunto pedocriminale e soprattutto per aver abusato sessualmente di giovani ragazze, anche minorenni, che Epstein gli procurava. Privato dei titoli di Duca e Principe, Andrea ha dovuto anche lasciare, prima del previsto, il lussuoso Royal Lodge a Windsor, per una residenza più modesta nella tenuta di Sandringham. Ma la pressione sull’ex principe affinché testimoni nell’inchiesta su Jeffrey Epstein sta aumentando. Mentre il silenzio del re sulla questione suscita sempre più risentimento nell’opinione pubblica ed appare probabile che anche il sovrano dovrà soprassedere e prendere la parola su questo scandalo che ad oggi dopo la monarchia ha colpito anche al cuore del governo di Sua Maestà.

UniCredit, Orcel: Generali partner industriale, il resto è fantasia

Milano, 9 feb. (askanews) – Per quanto riguarda Generali, “noi parliamo regolarmente con loro, sono uno dei nostri partner industriali. Il resto sono solo fantasie di persone che hanno bisogno di inventare storie, ma non c’è nient’altro su questo argomento, per quanto ne so io al momento”. Lo ha detto il Ceo di UniCredit, Andrea Orcel, nel corso della conference call con gli analisti, commentando i recenti rumors sui rapporti tra la banca e il Leone.

“La gente dimentica che loro forniscono la maggior parte dei nostri prodotti di bancassurance nell’Europa centrale e orientale, noi distribuiamo i loro prodotti di gestione patrimoniale all’interno della nostra rete – ha spiegato -. Quindi, ovviamente, comunichiamo con loro”.

Meta, Antitrust Ue pronta a imporre misure su assistenti IA Whatsapp

Roma, 9 feb. (askanews) – La Commissione europea vuole imporre una serie di misure al gruppo Meta, la casa madre di Facebook, sull’accesso a favore di terze parti per i servizi di intelligena artificiale sulla piattaforma di messaggistica Whatsapp. Con un comunicato, l’esecutivo comunitario afferma di aver inviato una lettera di messa in mora a Meta, in base a una valutazione preliminare di violazione delle normativa sulla concorrenza in questo segmento.

“Le pratiche di Meta – afferma l’Antitrust Ue – rischiano di impedire ai concorrenti di entrare nel mercato a rapida espansione degli assistenti IA”.

Per questo, si legge “la Commissione intende imporre delle misure ad interim, per evitare che queste pratiche causino danni gravi e irreparabili al mercato, fermo restando il diritto alla difesa di Merta e quello di rispondere”.

The Commission therefore intends to impose interim measures to prevent this policy change from causing serious and irreparable harm on the market, subject to Meta’s reply and rights of defence.

Meta’s flagship products are its social networks, such as Facebook and Instagram, and consumer communication applications, such as WhatsApp and Messenger. It also operates online advertising services and virtual and augmented reality products. Meta provides a general-purpose AI assistant, Meta AI.

On 15 October 2025, Meta announced an update of its WhatsApp Business Solution Terms, effectively banning third-party general-purpose AI assistants from the application. As a result, since 15 January 2026, the only AI assistant available on WhatsApp is Meta’s own tool, Meta AI, while competitors have been excluded.

The Commission has informed Meta that this policy change appears at first sight to be in breach of EU competition rules.

Olimpiadi, Franco Nones: giochi in Val di Fiemme ciliegina sulla torta

Val di Fiemme, 9 feb. (askanews) – Franco Nones primo campione olimpico italiano della storia dello sci di fondo a Grenoble nel 1968 è stato uno dei tedofori della Val di Fiemme. Classe 1941 è considerato uno dei padri del movimento fondistico in Italia e commenta con soddisfazione che le Olimpiadi siano arrivate anche nella sua terra.

“Direi che è la più grande soddisfazione che potevo avere, poi sto ancora bene per fortuna anche da poterle seguire per bene. Abbiamo un’organizzazione eccezionale perché ci siamo allenati a fare tre campionati del mondo, che questo non è poco. E le Olimpiadi poi sono la ciliegina sulla torta, un ringraziamento a quello che la Val di Fiemme e il Trentino hanno fatto per questo sport invernale per lo sci di fondo.

Ambasciata Russa: i rapporti con l’Italia a livelli di Fossa delle Marianne

Roma, 9 feb. (askanews) – La politica dell’Europa occidentale, definita “da fattoria collettiva (kolkhoz)”, ha fatto precipitare i rapporti tra Russia e Italia “a profondità da fossa delle Marianne”, e le autorità italiane preferiscono assumere una “posizione da struzzo”, ignorando l’opinione dei propri cittadini: così l’ambasciatore russo a Roma, Aleksey Paramonov, torna all’attacco in un’intervista a RIA Novosti.

“Nei nostri Paesi esistono molti cittadini ragionevoli, ai quali non è indifferente il destino delle relazioni russo-italiane e che vorrebbero vedere segnali positivi di cambiamento, un inizio di risalita dei rapporti da profondità della ‘fossa delle Marianne’, dove sono stati spinti dalla politica in stile kolkhoz dell’Europa occidentale”, ha affermato Paramonov.

Secondo il diplomatico, “l’attuale leadership di Roma preferisce adottare una ‘posizione da struzzo’, non ascoltare l’opinione dei propri cittadini e far finta che l’assenza di un dialogo aperto e di una cooperazione con la Russia non abbia alcun impatto sull’Italia e sulla sua popolazione”. “Naturalmente – ha aggiunto – questo non corrisponde alla realtà”.

UniCredit, Orcel: piano Unlimited può generare più valore di M&A

Milano, 9 feb. (askanews) – “Così come avevamo detto che Unicredit Unlocked può generare molto più valore di qualsiasi M&A, ora, nel nuovo piano, diciamo che UniCredit Unlimited può generare molto più valore di qualsiasi M&A”. Lo ha detto il Ceo Andrea Orcel.

“Tuttavia – ha sottolineato, intervistato da Cnbc – l’Europa ha bisogno di più M&A, soprattutto crossborder e noi abbiamo più opzioni di chiunque altro; siamo presenti in 13 mercati, il che significa 13 mercati di opzioni, e abbiamo due partecipazioni, una in particolare. La nostra visione è esattamente come in passato, abbiamo molto da offrire agli azionisti anche senza di essa. Siamo estremamente disciplinati e non diluiremo i rendimenti dei nostri azionisti concludendo operazioni che non rientrano nei nostri parametri. Tuttavia – ha proseguito -, riteniamo che ci sia molto valore da generare se le banche di altri mercati si uniscono al nostro progetto. Se gli azionisti decideranno di farlo a condizioni vantaggiose per loro, ci muoveremo a pieno ritmo”.

Quella con la greca Alpha, ha detto ancora Orcel, è una “grande partnership, una partnership forte e per ora rimane così”. Infine, alla domanda se si stesse preparando per una potenziale offerta per Commerzbank nel 2027, il Ceo di Unicredit ha risposto: “credo che tutti siamo molto concentrati sulla realizzazione del piano, che è ambizioso, e pensiamo che al momento giusto, se le condizioni saranno giuste, tutto accadrà nel modo giusto. E se non dovesse accadere, abbiamo molto altro da fare”.

Milano-Cortina, le medaglie di domani

Roma, 9 feb. (askanews) – Queste le medaglie che saranno assegnate domani alle Olimpiadi di MIlano-Cortina:

10:30 – Stelvio Ski Centre SCI ALPINO – COMBINATA A SQUADRE DONNE

12:30 – Livigno Snow Park, Livigno SCI ACROBATICO – FREESKI SLOPESTYLE UOMINI

12:56 – Torino Oval, Torino (ipotetico, sede Short Track) SHORT TRACK – STAFFETTA A SQUADRE MIX

13:13 – Val di Fiemme, Trentino SCI DI FONDO – SPRINT DONNE

13:25 – Val di Fiemme, Trentino SCI DI FONDO – SPRINT UOMINI

13:30 – Antholz-Anterselva, Alto Adige BIATHLON – INDIVIDUALE UOMINI

14:05 – Cortina Curling Olympic Stadium, Cortina CURLING – MIX 3° POSTO

18:05 – Cortina Curling Olympic Stadium, Cortina CURLING – MIX FINALE

18:41 – Cortina Sliding Centre, Cortina SLITTINO – SINGOLO DONNE

18:45 – Predazzo Ski Jumping Stadium, Predazzo SALTO CON GLI SCI – SALTO A SQUADRE MIX

Calcio, risultati serie A, Pari Juve, oggi Roma-Cagliari

Roma, 9 feb. (askanews) – Dopo il ko in Coppa Italia, la Juve evita in extremis la sconfitta con la Lazio in casa, pareggia 2-2 ed è a -3 dal Napoli. La squadra di Spalletti gioca bene nel primo tempo ma non concretizza (gol annullato a Koopmeiners). Nel recupero della prima frazione di gioco segna Pedro. A inizio ripresa, Isaksen raddoppia per i biancocelesti. La Juve risponde, McKennie accorcia e poi attacca a testa bassa fino al 2-2 segnato da Kalulu al 96′. Oggi in campo Atalanta-Cremonese, e Roma-Cagliari in attesa del recupero Milan-Como

Ventiquattresima giornata: Verona-Pisa 0-0, Genoa-Napoli 2-3, Fiorentina-Torino 2-2, Bologna-Parma 0-1, Lecce-Udinese 2-1, Sassuolo-Inter 0-5, Juventus-Lazio 2-2, lunedì 9 febbraio ore 18.30 Atalanta-Cremonese, ore 20.45 Roma-Cagliari. 18 febbraio ore 20.45 Milan-Como.

Classifica: Inter 58, Milan 50, Napoli 49, Juventus 46, Roma 43, Como 41, Atalanta 36, Lazio 33, Udinese 32, Bologna 30, Sassuolo 29, Cagliari 28, Torino 27, Parma 26, Cremonese e Genoa 23, Lecce 21, Fiorentina 18, Pisa e Verona 15.

Venticinquesima giornata (13-16 febbraio): Venerdì 13 febbraio ore 20.45 Piza-Milan, sabato 14 febbraio ore 15 Como-Fiorentina, ore 18 Lazio-Atalanta, ore 20.45 Inter-Juventus, domenica 15 febbraio ore 12.30 Udinese-Sassuolo, ore 15 Cremonese-Genoa, Parma-Verona,ore 18 Torino-Bologna, ore 20.45 Napoli-Roma, lunedì 16 febbraio ore 20.45 Cagliari-Lecce.

Milano-Cortina, le medaglie di oggi

Roma, 9 feb. (askanews) – Queste le medaglie che saranno assegnate oggi alle Olimpiadi di MIlano-Cortina:

10:30 – Stelvio Ski Centre SCI ALPINO – COMBINATA A SQUADRE UOMINI

12:30 – Livigno Snow Park, Livigno SCI ACROBATICO – FREESKI SLOPESTYLE DONNE

17:30 – Milano Speed Skating Stadium, Milano PATTINAGGIO DI VELOCITÀ – 1000 METRI DONNE

19:00 – Predazzo Ski Jumping Stadium, Predazzo SALTO CON GLI SCI – TRAMPOLINO PICCOLO UOMINI

19:30 – Livigno Snow Park, Livigno SNOWBOARD – BIG AIR DONNE

Portogallo, il socialista Seguro presidente con il 66% dei voti

Roma, 9 feb. (askanews) – Il socialista moderato Antonio José Seguro è stato eletto ieri presidente del Portogallo con una vittoria netta al ballottaggio: ottiene un mandato di cinque anni e il ritorno di un esponente socialista alla guida dello Stato dopo due decenni. Seguro ha superato il candidato dell’estrema destra André Ventura con circa il 66% dei voti, anche grazie al sostegno di settori conservatori e centristi, preoccupati dalle posizioni populiste e radicali del leader di Chega.

Il voto è avvenuto in un contesto di forte maltempo, con piogge intense, vento e allagamenti che nei giorni precedenti hanno colpito diverse aree del Paese. In alcuni piccoli comuni le inondazioni hanno costretto le autorità a rinviare le operazioni di voto, ma a livello nazionale l’affluenza è stata in linea con quella del primo turno.

In base ai risultati, che coprono il 99,2% dei collegi elettorali, Antonio Jose Seguro ha ottenuto il 66,8% dei voti, contro il 33,2% di Andre Ventura, deputato 43enne e leader del partito Chega (“Basta”). L’ex segretario generale del Partito Socialista (2011-2014) succederà al conservatore Marcelo Rebelo de Sousa, che ha ricoperto la carica per dieci anni, il 9 marzo.

“I vincitori stasera sono i portoghesi e la democrazia”, ha commentato il futuro capo di Stato, esprimendo il suo desiderio di essere “il presidente di tutti i portoghesi”.(Segue) Nonostante la sconfitta, Ventura esce rafforzato sul piano politico: con circa il 34% dei consensi, migliora nettamente i risultati precedenti e consolida Chega come attore centrale nell’area di destra, confermando la crescita dell’estrema destra in Portogallo e in Europa. La presidenza, pur avendo un ruolo in gran parte cerimoniale, gode di poteri chiave come lo scioglimento del Parlamento e il veto legislativo e l’elezione di Seguro si configura come elemento di stabilità per l’equilibrio politico del Portogallo.

Milano-Cortina, gli azzurri in gara oggi

Roma, 9 feb. (askanews) – Questi gli azzurri in gara oggi, lunedì 9 febbraio, alle Olimpiadi di Milano-Cortina:

10:05-12:05 Curling, doppio misto fase a gironi: Italia-Stati Uniti (Constantini, Mosaner) – Cortina 10:30-13:00 Sci alpino, combinata a squadre U – discesa (Casse, Franzoni, Paris, Schieder) – Stelvio 12:10-14:40 Hockey su ghiaccio D, girone B: Giappone-Italia – Milano 12:30-14:10 Freestyle, slopestyle D – finale (Gasslitter) – Livigno 14:00-15:25 Sci alpino, combinata a squadre U – slalom (Kastlunger, Saccardi, Sala, Vinatzer) – Stelvio 17:00-18:00 Slittino D, singolo – heat 1 (Hofer, Robatscher) – Cortina 17:30-18:55 Pattinaggio di velocità, 1000 m D (Vigl) – Milano 18:05-20:05 Curling, doppio misto – semifinali (Constantini, Mosaner) – Cortina 18:35-19:20 Slittino D, singolo – heat 2 (Hofer, Robatscher) – Cortina 19:00-21:10 Salto con gli sci, trampolino NH individuale U (Bresadola, Cecon, Insam) – Predazzo 19:20-22:55 Pattinaggio di figura, corto coppie danza (Fabbri, Guignard) – Milano

Milano-Cortina, il programma di oggi, lunedì 9 settembre

Roma, 9 feb. (askanews) – Questo il programma di lunedì 9 settembre delle Olimpiadi di Milano-Cortina

10:05 Curling – Misto, preliminari: Svizzera-Canada 10:05 Curling – Misto, preliminari: Italia-Stati Uniti 10:05 Curling – Misto, preliminari: Norvegia-Corea del Sud 10:05 Curling – Misto, preliminari: Repubblica Ceca-Estonia

10:30 Sci alpino – Combinata a squadre (U), GARE DA MEDAGLIA

12:10 Hockey su ghiaccio donne – Gruppo B: Giappone-Italia

12:30 Sci freestyle – Slopestyle (D), FINALE

16:40 Hockey su ghiaccio donne – Gruppo B: Germania-Francia

17:00 Slittino – Singolo (D), 1ª manche

17:30 Pattinaggio di velocità – 1000 m (D), GARE DA MEDAGLIA

18:05 Curling – Misto, semifinale: N.N.-N.N. 18:05 Curling – Misto, semifinale: N.N.-N.N.

18:43 Slittino – Singolo (D), 2ª manche

19:00 Salto con gli sci – Trampolino piccolo (U), GARE DA MEDAGLIA

19:20 Pattinaggio artistico – Danza su ghiaccio (X), programma corto

19:30 Snowboard – Big Air (D), FINALE

20:40 Hockey su ghiaccio donne – Gruppo A: Svizzera-Stati Uniti

21:10 Hockey su ghiaccio donne – Gruppo A: Canada-Repubblica Ceca

UniCredit: utile 2025 a 10,6 miliardi, ai soci 50 miliardi in 5 anni

Milano, 9 feb. (askanews) – UniCredit chiude il 2025, miglior anno di sempre per la banca, con un utile netto oltre le attese a 10,6 miliardi e lancia il nuovo piano strategico “Unlimited”, con l’obiettivo di un utile di circa 11 miliardi quest’anno e di circa 13 miliardi nel 2028. Nel 2025 la distribuzione totale per gli azionisti è stata pari a 9,5 miliardi, in rialzo del 6%, dei quali 4,75 miliardi in dividendi, con un payout del 50%. Le distribuzioni totali cumulate ai soci sono attese a circa 30 miliardi nei prossimi tre anni e a 50 miliardi nei prossimi cinque anni. Distribuzioni annue aggiuntive saranno valutate di anno in anno sulla base del capitale in eccesso a disposizione.

Nel 2028 il gruppo si aspetta un RoTE superiore al 23% dal 19,2% del 2025. I ricavi netti sono visti ad oltre 25 miliardi nel 2026 e a circa 27,5 miliardi nel 2028, per un Cagr del 5% nel periodo nonostante la riduzione dei proventi da negoziazione e dagli altri oneri/proventi. I ricavi netti nel 2025 sono stati pari a 23,9 miliardi nel 2025, in calo dell’1,4%.

“UniCredit ha conseguito ancora una volta una crescita e una redditività da record nel 2025 raggiungendo 10,6 miliardi di utile netto, in rialzo del 14% rispetto allo scorso anno, ed un RoTE del 19,2%, segnando 20 trimestri consecutivi di crescita redditizia e in grado di generare capitale, e superando le nostre stesse aspettative”, ha sottolineato il Ceo Andrea Orcel. “Questo risultato è stato ottenuto nonostante oneri straordinari per 1,4 miliardi nell’anno, anticipati per rafforzare ulteriormente la traiettoria di medio periodo”.

Completato il piano Unlocked 2021-2025, con UniCredit Unlimited 2026-2030 la banca punta “a continuare a conseguire una proposta di investimento eccellente e ad alzare lo standard spingendo verso un’ulteriore accelerazione e trasformazione, aumentando in modo significativo l’utile netto e conseguendo una solida crescita degli utili e delle distribuzioni nel periodo 2026-28”. La strategia – spiega – “mira ad accelerare la nostra crescita redditizia, guadagnando quote di mercato e ulteriore business dalla nostra base di clienti già in essere, facendo leva sul nostro slancio commerciale senza pari e sui nostri canali di assoluto livello, estraendo valore dalle iniziative già intraprese, potenziate da ulteriori investimenti nella prima linea, da una maggiore connessione tra fabbriche prodotto e rete distributiva, dalla IA e dalla tecnologia”.

“Rimaniamo focalizzati su una esecuzione disciplinata in ogni contesto macroeconomico – ha concluso Orcel – e siamo entusiasti di quello che il futuro ha in serbo per UniCredit, per i nostri investitori, per i nostri clienti, per le nostre persone e per le nostre comunità”.

Il Super Bowl ai Seahawks, per Trump ‘uno schiaffo agli Usa’

Roma, 9 feb. (askanews) – Il Super Bowl LX non ha avuto storia sul campo. I Seattle Seahawks hanno travolto i New England Patriots 29-13, imponendo ritmo, fisicità e superiorità tecnica dall’inizio alla fine. Una finale a senso unico, quasi un contorno. Perché il vero trionfatore della notte di Santa Clara è stato Bad Bunny, capace di spostare il baricentro dell’evento dall’ovale al simbolo, dallo sport alla cultura.

Reduce da tre vittorie ai Grammy — incluso quello per Best Album — la superstar portoricana di Debí Tirar Más Fotos ha portato al Levi’s Stadium la sua “casita rosa” e un messaggio semplice e radicale: “Assieme siamo l’America. L’unica cosa più potente dell’odio è l’amore”. Non uno slogan, ma una messa in scena totale. Un villaggio dentro lo stadio, popolato da star come Lady Gaga, Ricky Martin, Cardi B, Pedro Pascal e Jessica Alba, ma anche da pezzi di vita reale: una taqueria di Los Angeles, uno degli ultimi social club portoricani di Brooklyn, volti comuni chiamati a rappresentare un’America plurale.

Bad Bunny — Benito Antonio Martínez Ocasio, ex cassiere di supermercato — ha messo la famiglia al centro: un matrimonio celebrato in diretta, un bambino a cui ha donato il grammofono d’oro dei Grammy, immagini che hanno evocato storie recenti di separazioni e deportazioni che hanno scosso il Paese. Il tutto senza attacchi diretti, senza nomi. Solo musica, lingua, identità.

Eppure, è bastato questo a scatenare la reazione politica. Donald Trump, che aveva scelto di disertare il Super Bowl “per la lontananza dalla West Coast”, ha attaccato lo show su Truth: “Il più brutto di sempre, uno schiaffo in faccia all’America. Nessuno capisce una parola e il ballo è disgustoso, soprattutto per i bambini”. Un attacco annunciato, figlio anche della decisione della Nfl di affidare l’half time a un cittadino americano che canta quasi esclusivamente in spagnolo. Trump aveva preferito seguire in streaming un concerto pro-Maga di Kid Rock organizzato da Turning Point Usa, chiuso con un appello alla fede cristiana.

Vestito con una tuta disegnata per lui da Zara, Bad Bunny ha chiuso l’esibizione elencando i nomi di tutte le nazioni del Nord e Sud America, prima di un inatteso “God Bless America”. Un finale che ha chiarito il senso dell’operazione: allargare l’orizzonte dell’evento più popolare degli Stati Uniti, parlare a un pubblico globale e a un’America che già è, nei numeri, multilingue e multiculturale.

La tensione era palpabile anche fuori dal campo. Nelle settimane precedenti, dichiarazioni della Homeland Security avevano evocato la presenza dell’Ice allo stadio — poi smentita dalla Nfl — alimentando l’ansia in una Santa Clara dove circa metà della popolazione non è nata negli Stati Uniti. Il Super Bowl come festa laica, chiamata a unire un Paese diviso, si è ritrovato ancora una volta specchio delle sue fratture.

Nel pre-game, i Green Day hanno fatto la loro parte. Aprendo con un medley da American Idiot, hanno cantato senza edulcorare i testi, sfidando gli standard televisivi. La Nbc ha provato a coprire l’audio più esplicito, senza riuscire a nascondere il messaggio. Nei giorni precedenti, la band di Berkeley aveva già preso di mira Trump ed Epstein, confermando una tradizione punk mai addomesticata.

Sul campo, Seattle ha alzato il trofeo. Ma nella memoria collettiva di questo Super Bowl LX resterà soprattutto l’half time in spagnolo che ha messo l’America davanti allo specchio. A molti non è piaciuto. Proprio per questo, ha colpito nel segno.

Cuba sospende il rifornimento di cherosene alle compagnie aeree

Roma, 9 feb. (askanews) – Le autorità cubane hanno informato le compagnie aeree che servono il Paese che il rifornimento di cherosene sarà sospeso per un mese a partire da lunedì a mezzanotte a causa della crisi energetica, ha dichiarato nella notte all’Afp un funzionario di una compagnia aerea europea.

“L’aviazione civile cubana ha notificato a tutte le compagnie aeree che non saranno più effettuati rifornimenti con JetFuel, il carburante per aerei, a partire da martedì 10 febbraio alle 00:00 ora locale”, ha dichiarato un funzionario di una compagnia aerea europea, in condizione di anonimato.

La fonte ha specificato che la misura è attualmente annunciata per un periodo di un mese e che costringerà le compagnie aeree che operano voli a lungo raggio a effettuare uno “stop tecnico” sui voli di ritorno per rifornirsi. I voli regionali dovrebbero poter continuare a operare normalmente, ha affermato la fonte.

Elogio della generosità

Nel panorama politico e culturale attuale quasi è assente la virtù della generosità autentica.

L’ideale eroico-aristocratico e cavalleresco antico e medioevale la esaltava molto, accanto all’onore. E per generosità non si intendeva tanto la prodigalità, il far dono dei propri averi, quanto lo spendersi per una causa, lo slancio generoso.

L’età moderna si caratterizza, invece, per la donazione di senso alla “vita comune”, alla quotidianità del lavoro e della cura familiare.

Eppure il filosofo che, per certi versi, inaugura la modernità, Cartesio, sottolinea davvero tanto l’importanza della générosité, intesa come l’espressione più alta e nobile della volontà. Essa è per lui forse l’unico stato d’animo a rappresentare, insieme, una passione e una virtù.

È un’emozione, etimologicamente muove, spinge, sprona gli umani; una passione, benché, come notava Remo Bodei, non una passione primitiva, bensì il «frutto più maturo, il risultato di una lunga coltivazione della volontà»; una virtù, anzi – così Cartesio si esprime nelle Passioni dellanima – «la chiave di tutte le virtù».

Ecco, in uno scenario come l’attuale, dove difficilmente ci si mette in gioco senza chiedere qualcosa in cambio, sarebbero da recuperare entrambe le dimensioni dello slancio generoso, quella virtuosa e quella passionale, specie in politica.

Marini, il cattolicesimo sociale e la politica schiacciata tra personalismi e plebiscitarismo

La memoria come frustata, non come reliquia

Nel ricordo di Franco Marini, le parole di prammatica non bastano più. Se è vera, non è una reliquia da cerimonia: è una frustata. Misura la distanza tra ciò che eravamo capaci di pensare e ciò che oggi ci accontentiamo di recitare.

 

Il centro come corridoio di specchi: The Truman Show” permanente

Ormai l’area moderata – che dovrebbe essere dimora politica e ossatura democratica – è diventata troppo spesso un corridoio di specchi. Un perenne “The Truman Show”: luci accese e un copione imperniato su ego, sigle e rendite di posizione. Intanto, fuori dal set, cresce la disaffezione: non per ignoranza, ma perché si scorge una fiera di candidature, non una comunità di destino.

Liderini, personalismi e ambizioni da condominio

Molti presunti leader di centro confondono bene comune e tornaconto: spacciano “disegni personali” per progetto e spingono ai margini un cattolicesimo politico ridotto, amputato di responsabilità e mediazione.

Marini inchioda il nodo democratico: contro qualunquismo e plebiscitarismo

Franco Marini lo aveva capito con una lucidità che oggi manca come l’aria. In un passaggio che andrebbe inchiodato sulle porte di ogni segreteria, scriveva: “Una democrazia non può vivere a lungo se si appiattisce nei luoghi comuni di un nuovo qualunquismo, che serve solo a coloro che coltivano disegni plebiscitari.”

È così che si apre la porta: l’anti-politica prepara il terreno, il plebiscitarismo lo occupa.

 

Circuiti elitari travestiti da nuove aggregazioni”

Questo è ciò che vediamo oggi: circuiti elitari mascherati da nuove aggregazioni” e cordate che si legittimano in una cerchia autoreferenziale. Uno spazio così non è un centro: è un bazar politico, dove ognuno apre il suo negozietto e mette il cartello “saldi di responsabilità.

 Non contarsi: costruire

L’ex presidente del Senato detestava questa miseria: “Un atteggiamento avvilente… di voglia di contarsi su aspetti marginali”. Indicava anche l’unica strada: “una risposta… la più ampia e condivisa, che non si rifugia in forme di paura o di estraneità”.
Detto senza giri di parole: basta micro-identità come clave, conta interna e politica ridotta a risentimento di corrente.

 

Oltre il mercato: democrazia sociale e cittadinanza

La linea di faglia non è solo tra idee: è tra democrazia adulta e tentazione del comando verticale. Il discrimine decisivo resta quello tra l’oltranzismo mercatista e il lavoro come base dei diritti. È qui il punto più scomodo: non un compromesso al ribasso, ma il rifiuto dell’idolatria del mercato e la scelta del lavoro come cittadinanza viva, pietra d’inciampo del governo.

 

Il punto che i liderini non reggono

I liderini non reggono questo: la concretezza impone scelte, ricostruisce mediazione, partiti veri, corpi intermedi. E costringe a misurarsi con periferie e disuguaglianze, senza astrazioni rassicuranti. Lo statista ha camminato lì: nella polvere della vita, dove i diritti diventano pane, dignità, futuro.

 

Una casa politica per chi non vota più

Il Paese non ha bisogno di comitati elettorali travestiti da partiti, ma di un campo di mediazione largo e popolare, capace di tenere insieme sviluppo e giustizia sociale. Un interprete del cattolicesimo sociale lo riassumeva così:“trovare un terreno comune… che non faccia leva sulle emotività o sui disegni personali…”.

 

Una grande forza moderata, adesso

Basta atomizzazione del centro: si ricostruisce per necessità democratica, non per rito. La domanda latente di rappresentanza e appartenenza chiede un progetto popolare, europeo e sociale, non tatticismi comunicativi. Serve un cantiere comune al centro, per dare vita a una grande forza moderata che ricostruisca partecipazione e diritti.

Sanità pubblica tra retorica e realtà

Il racconto ufficiale e la crisi vissuta dai cittadini

Il Servizio sanitario nazionale continua giustamente ad essere evocato come uno dei grandi pilastri della Repubblica. Universalismo, equità, accesso alle cure sono parole che attraversano ogni dibattito pubblico, indipendentemente dal colore politico di chi governa. Eppure, mai come oggi, la distanza tra il racconto istituzionale e l’esperienza concreta dei cittadini appare evidente.

Il disagio che si vive nell’accesso alle cure non è una percezione isolata né il frutto di una stagione eccezionale, ma è diventato una condizione strutturale. Medici di medicina generale difficili da raggiungere, liste d’attesa che svuotano di significato la diagnosi precoce, pronto soccorso trasformati in luoghi di permanenza forzata più che di emergenza. Davanti a questo scenario, la tentazione è quella di ricondurre tutto a un problema di risorse, rivendicando nuovi finanziamenti come soluzione necessaria e sufficiente.

Una crisi di governo, prima ancora che di risorse

Ma questa lettura, per quanto rassicurante, evita il nodo centrale: la crisi della sanità italiana è prima di tutto una crisi di governo del sistema.

Negli ultimi anni si è preferito difendere l’universalismo come principio astratto, rinunciando a interrogarsi seriamente su come quel principio venga tradotto in organizzazione, programmazione e responsabilità, con il risultato di aver costruito un sistema che consuma risorse significative senza riuscire a garantire risposte proporzionate ai bisogni reali della popolazione, in particolare a quelli legati all’invecchiamento e alla non autosufficienza.

Riforme simboliche e scelte organizzative inefficaci

In questo contesto si inseriscono proposte che hanno un forte impatto simbolico ma una debole efficacia operativa.

La trasformazione dei medici di medicina generale in dipendenti del Servizio sanitario nazionale ne è un esempio concreto. Presentata come una svolta epocale, rischia in realtà di spostare l’attenzione dalla sostanza alla forma, in quanto non esiste evidenza che la dipendenza produca maggiore accessibilità o migliore presa in carico. Al contrario, senza una profonda riorganizzazione dei modelli di lavoro, l’effetto potrebbe essere quello di aumentare rigidità, costi e distanza dal cittadino.

Lo stesso vale per la stagione delle grandi infrastrutture territoriali. Case di Comunità e Ospedali di Comunità, da tutti gli esperti definite fin dall’inizio strutture prive di significato operativo, sono stati presentati come il simbolo di una sanità “che cambia”, per diventare ora l’emblema del fallimento, aperte a orari limitati o incapaci di funzionare per mancanza di personale, nel segno di una programmazione che privilegia l’annuncio rispetto alla sostenibilità, l’opera visibile rispetto alla gestione quotidiana.

Le enormi discrepanze nell’efficienza gestionale delle diverse strutture ospedaliere pubbliche, che emergono da un esame anche superficiale dei dati del Sistema nazionale esiti, dovrebbero indurre anch’esse ad un deciso cambio di strategie di governance.

Il nodo irrisolto del rapporto pubblico–privato

In questo scenario, il ruolo del privato continua a essere raccontato con ambiguità. Da un lato lo si utilizza come valvola di sfogo di un sistema pubblico in affanno; dall’altro lo si descrive come una minaccia all’universalismo, quasi fosse un corpo estraneo. È una contraddizione che la politica deve avere il coraggio di superare: il privato accreditato, sia del settore sanitario che soprattutto del settore sociosanitario, è oggi parte integrante della risposta ai bisogni di cura, perché è più organizzato, più misurabile, più capace di garantire continuità assistenziale. Fuori da ogni ipocrisia, negarlo significa ignorare la realtà, non difendere il pubblico.

Il punto vero, infatti, non è pubblico contro privato, ma chi è in grado di rispondere in modo efficace a bisogni complessi, mantenendo un governo pubblico degli obiettivi di salute: è infatti su questo terreno che si gioca la credibilità del sistema.

La rimozione della non autosufficienza

La grande assente del dibattito resta poi la non autosufficienza. Mentre gli ospedali si intasano e i pronto soccorso collassano, per la enorme presenza di pazienti anziani, si continua a considerare marginale il ruolo delle RSA, che invece rappresentano l’unica risposta del SSN capace di garantire assistenza continuativa e appropriata sul territorio. Senza una vera integrazione ogni riforma è destinata a restare incompleta, ed aver ignorato il ruolo fondamentale delle RSA nella ridefinizione dell’assistenza territoriale (DM 77/2022) appare oggi una scelta priva di ogni logica.

Difendere il SSN, oltre gli slogan

Alla fine, la domanda che la politica deve porsi non è se difendere o meno la sanità pubblica – tutti dicono di volerlo fare – ma come difenderla. Continuare a evocare l’universalismo senza affrontare sprechi, inefficienze e scelte sbagliate di programmazione (non aver previsto la evoluzione demografica e le sue conseguenze in termini di aumento di malati cronici anziani, con conseguente drammatica carenza di personale professionale qualificato, non aver valutato la necessità di garantire adeguata remunerazione degli operatori del settore, ecc.) rischia di trasformarlo in una formula vuota.

Il vero rischio non è la “sanità della carta di credito”, ma una sanità pubblica formalmente universale e sostanzialmente inaccessibile ed inefficiente.

Difendere il Servizio sanitario nazionale oggi significa avere il coraggio di superare i tabù, abbandonare le semplificazioni ideologiche e riconoscere che l’efficienza, l’organizzazione, la trasparenza e la responsabilità non sono valori alternativi all’equità, ma le sue condizioni necessarie. Solo così l’universalismo potrà tornare a essere una promessa credibile, e non un ricordo da celebrare.

Sebastiano Capurso, Presidente Anaste (Associazione Nazionale Strutture Territoriali)

Giappone, vince la destra del riarmo in funzione anticinese

Un risultato elettorale destinato a fare storia

Il risultato elettorale che arriva dal Giappone non può passare sotto silenzio. Perché si tratta di una affermazione politica destinata ad essere quasi storica per la vita pubblica di quel Paese. Il partito della premier Takaichi – il Partito Liberal Democratico (LDP) – ha infatti ottenuto da solo ben 316 seggi, superando di gran lunga la maggioranza assoluta di 261 seggi nella cosiddetta Camera Bassa, composta da 465 membri. Camera che storicamente è la più importante delle due Camere giapponesi.

Si tratta di un voto che rappresenta un record per l’LDP dalla sua fondazione, avvenuta nel lontano 1955, e che supera anche il precedente risultato – già allora considerato storico – dei 300 seggi conquistati nel 1986 dal defunto primo ministro Nakasone.

Una destra di governo, non populista

È indubbio che la vittoria storica della prima donna premier giapponese risponda a un preciso progetto politico. Un voto che, tra l’altro, raccoglie anche la massiccia adesione delle nuove generazioni giapponesi. Un progetto ispirato a un programma di destra che però, a differenza della cosiddetta destra trumpiana, presenta un profilo profondamente diverso, più democratico e autenticamente di governo.

Una destra che garantisce continuità istituzionale e che si muove all’interno di un quadro stabile, con un programma ben definito e una chiara cultura di governo.

Immigrazione e difesa al centro del consenso

Il “no” all’immigrazione selvaggia e una maggiore spesa per la difesa sono stati i punti decisivi e qualificanti della campagna elettorale della premier. Come ha sottolineato Federico Rampini, la leader giapponese, anche e soprattutto per il suo vissuto personale, può essere definita come un “personaggio progressista dal punto di vista dei valori che incarna”.

Al tempo stesso, aggiunge Rampini, le sue politiche hanno un’impronta conservatrice e nazionalista che richiama il suo maestro Shinzo Abe, assassinato dopo essersi ritirato dalla vita politica, e che aveva costruito un rapporto personale e di amicizia con Donald Trump durante il suo primo mandato.

Una linea coerente con la cultura giapponese

Il no all’immigrazione incontrollata resta un caposaldo essenziale del programma di governo e ha occupato un ruolo centrale nella propaganda elettorale. Il Giappone registra livelli di immigrazione molto bassi rispetto agli Stati Uniti e alla stessa Unione Europea, anche in relazione alle tensioni sociali che i flussi migratori hanno provocato in Occidente.

Una scelta perfettamente coerente con la cultura nazionale giapponese e, più in generale, con le posizioni che caratterizzano l’intero Estremo Oriente.

Il riarmo come risposta alla Cina

Il secondo elemento centrale è rappresentato dall’attenzione alle politiche di difesa. Una scelta dettata, da un lato, dall’espansionismo della Cina e, dall’altro, dalle posizioni assunte dall’amministrazione americana in materia di sicurezza e di contributo degli alleati alla difesa comune.

Due linee programmatiche e due progetti di governo che hanno intercettato la domanda maggioritaria dell’elettorato giapponese. In parallelo, va sottolineato come il capitalismo giapponese abbia saputo moltiplicare negli anni le riconversioni interne, mostrando un dinamismo nuovo.

Un Giappone più solido nello scenario globale

Un risultato destinato a influenzare lo scacchiere geopolitico mondiale e che rafforza l’immagine del Giappone come Paese politicamente solido, dotato di un progetto chiaro e di una leadership stabile.

Al Super Bowl Trump attacca il cantante portoricano Bad Bunny

Roma, 9 feb. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump ha definito lo spettacolo dell’intervallo del Super Bowl del cantante portoricano Bad Bunny un “affronto alla grandezza dell’America”, nonostante il cantante avesse evitato di menzionare il presidente degli Stati Uniti o le sue politiche sull’immigrazione durante la sua esibizione.

“Nessuno capisce una parola di quello che dice questo tizio e il ballo è disgustoso”, ha detto Trump, definendolo “uno schiaffo in faccia al nostro Paese”, sul suo network Truth pochi minuti dopo la fine dello spettacolo.

Bad Bunny ha cantato e parlato quasi esclusivamente in spagnolo, una lingua parlata da oltre 41 milioni di persone negli Stati Uniti, secondo i dati ufficiali.Una settimana dopo aver chiesto la rimozione delle misure di controllo dell’immigrazione negli Stati Uniti (“ICE”) durante la sua trionfale esibizione ai Grammy Awards, Bad Bunny non ha trasmesso un messaggio politico diretto.

L’artista ha concluso il suo spettacolo, tuttavia, riproponendo il consueto “God Bless America” degli Stati Uniti, trasformandolo in uno slogan di lode all’intero continente, per poi portare sullo schermo un pallone da football americano con il messaggio “Insieme, siamo l’America”.

In Portogallo il socialista Seguro sarà il nuovo presidente

Roma, 9 feb. (askanews) – Il 63enne socialista moderato Antonio Jose Seguro ha vinto domenica il secondo turno delle elezioni presidenziali in Portogallo, sconfiggendo in modo decisivo il suo avversario di estrema destra Andre Ventura, che ha comunque rafforzato le sue crescenti ambizioni.

Secondo i risultati, che coprono il 99,2% dei collegi elettorali, Antonio Jose Seguro ha ottenuto il 66,8% dei voti, contro il 33,2% di Andre Ventura, deputato 43enne e leader del partito Chega (“Basta”). L’ex segretario generale del Partito Socialista (2011-2014) succederà al conservatore Marcelo Rebelo de Sousa, che ha ricoperto la carica per dieci anni, il 9 marzo.

“I vincitori stasera sono i portoghesi e la democrazia”, ha commentato il futuro capo di Stato, esprimendo il suo desiderio di essere “il presidente di tutti i portoghesi”.

Sanremo, il caso Pucci e la censura

Un caso che va oltre il singolo artista

Non conosco il comico Andrea Pucci; non sono in grado di giudicare il suo talento artistico e, tantomeno, conosco quale sarebbe stato il suo ruolo – pare di “co-conduttore” – per una serata con Carlo Conti nell’ormai prossima edizione del Festival di Sanremo.

Quello che so, come tutti del resto, è che questo artista ha dovuto rinunciare alla sua presenza sul palco di Sanremo perché, da quando è diventata ufficiale la sua possibile performance artistica, è partito un fuoco di fila dalla galassia progressista e di sinistra sul “rischio democratico” che questo artista poteva provocare al Festival canoro con le sue presunte e del tutto virtuali posizioni.

Satira, libertà e doppi standard

Ora, e per fermarsi al profilo della satira, comico e dell’intrattenimento, è da svariati decenni che i detentori del “politicamente corretto” ci spiegano quasi tutti i giorni che gli artisti sono liberi ed autonomi nel declinare il loro talento. Dal caso Benigni in poi, chiunque osi mettere in discussione questo postulato essenziale viene semplicemente tacciato di essere oscurantista, illiberale, dispotico, autoritario e – puntuale come il cacio sui maccheroni – parafascista se non esplicitamente fascista.

E proprio il caso di Andrea Pucci, costretto di fatto a rinunciare a Sanremo dopo le molteplici e mirate minacce che gli sono piovute addosso a lui e alla sua famiglia – almeno così ha dichiarato pubblicamente – ci pone una semplice domanda. E per l’ennesima volta, per essere sinceri sino in fondo.

 

Esiste davvero un clima censorio?

Ovvero: ma in Italia esiste il rischio della censura nell’informazione secondo una narrazione che ormai ascoltiamo da almeno tre anni? E, parlando anche e soprattutto dell’informazione televisiva – non quella della carta stampata, perché quella risponde esclusivamente e radicalmente agli interessi dell’editore di riferimento – c’è realmente quel clima di intolleranza e di repressione violenta del dissenso?

Beh, ascoltando La7, molti programmi della Rai – a cominciare dal giornalismo politicamente militante come Report – e alcuni programmi della stessa informazione di Mediaset, è francamente difficile cogliere un clima liberticida e semi-dittatoriale.

Il nodo decisivo: il pluralismo

Dopodiché c’è un tassello, fondamentale e decisivo, che impedisce una presunta e un po’ comica deriva illiberale, dispotica e da regime sudamericano, come paventano molti settori della sinistra italiana. Ed è il principio del rigoroso, e quasi fideistico, rispetto del pluralismo.

Nei Tg come nei talk, nei programmi di intrattenimento come nella normale programmazione quotidiana. Senza praticare, come ormai avviene in molti talk de La7, la cancellazione del principio del “contraddittorio”. Perché quando il pluralismo delle opinioni viene cancellato si afferma, di fatto, un giornalismo militante e politicamente di parte. Ossia, l’esatto contrario di ogni principio giornalistico democratico, liberale e costituzionale.

La censura preventiva come salto di qualità

Ma, per tornare alla riflessione iniziale, quando un artista – chiunque esso sia – viene bloccato preventivamente dalla propaganda politica perché “sgradito” al politicamente corretto, si fa un salto di qualità.

E cioè si mette in campo una censura preventiva e di piazza, ovviamente politicamente telecomandata, che mette realmente a rischio il pluralismo delle opinioni, ultima ed unica ricchezza per salvaguardare e rafforzare la qualità della nostra democrazia.

Una domanda che riguarda il servizio pubblico

Domanda finale, e non polemica. Ma la Rai – dove, come sempre, si celebra il Festival della canzone di Sanremo – non è “TeleMeloni” da ormai tre anni?

Forse sarebbe opportuno che sulla necessità di avere ancora una informazione democratica e pluralista – tema sempre delicato e decisivo – si aprisse un dibattito vero, franco, sincero e trasparente. Per evitare che, d’ora in poi, i casi Pucci si moltiplichino.