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La Commissione Ue: il progetto di associazione con il Canada non è diretto contro nessuno

Roma, 17 set. (askanews) – Il progetto di associazione tra l’Unione europea e il Canada non è affatto un’alleanza antiamericana: è quanto ha cercato di chiarire oggi l’Ue, in seguito alle minacce di ritorsione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

“La proposta di rafforzare il nostro partenariato con il Canada non è diretta contro nessuno”, ha dichiarato Olof Gill, portavoce della Commissione europea per il Commercio.

Trump ha minacciato nuovi pesanti dazi contro l’Unione europea, fino alla possibilità di interrompere parte degli scambi commerciali, se l’Ue accoglierà il Canada come membro associato e Washington riterrà la decisione un atto ostile.

America, svolta sulla Russia. Trump ora ha l’arma per colpire Mosca

Il segnale arrivato da Washington è difficile da sottovalutare. A tarda notte (per l’Italia) la Camera dei rappresentanti ha approvato con 262 voti favorevoli e 159 contrari il “Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act of 2026”, già passato al Senato il mese scorso. Il provvedimento arriva ora sulla scrivania di Donald Trump per la firma. 

È il passaggio più rilevante compiuto dal Congresso sul dossier ucraino dal ritorno di Trump alla Casa Bianca. E segna, almeno sul piano politico e legislativo, un cambio di passo nei confronti di Vladimir Putin.

L’arma dell’energia

Il cuore del provvedimento è l’attacco alle fonti di finanziamento della macchina bellica russa. Le nuove misure riguardano banche, settore energetico e della difesa, funzionari russi e soprattutto la cosiddetta “flotta ombra”, il sistema di petroliere attraverso il quale Mosca cerca di aggirare le sanzioni occidentali. 

Ma la novità più pesante va oltre i confini della Federazione Russa. Trump potrà utilizzare dazi fino al 100 per cento contro i maggiori Paesi che continuano ad acquistare petrolio e gas russi. La pressione americana, dunque, potrà investire direttamente giganti come Cina e India, restringendo i mercati dai quali Mosca ricava una parte essenziale delle proprie entrate. 

È questa l’arma che finora mancava: non limitarsi a sanzionare la Russia, ma rendere molto più costoso per gli altri Paesi continuare a finanziarne indirettamente l’economia energetica.

Una maggioranza a trazione repubblicana

Politicamente il voto presenta anche un elemento inconsueto. A favore si sono pronunciati 203 repubblicani e 58 democratici, mentre la leadership democratica ha contestato l’ampiezza dei poteri tariffari affidati al presidente. Solo sette repubblicani hanno votato contro. 

Il pacchetto porta il nome del senatore repubblicano Lindsey Graham, scomparso lo scorso luglio, che per oltre un anno aveva lavorato alla costruzione di questa risposta economica a Mosca. Trump aveva infine dato il proprio assenso politico all’operazione. 

Adesso tocca a Trump

È dunque una svolta? Sul piano legislativo certamente è un cambiamento significativo; sulla strategia effettiva bisogna attendere l’applicazione. Il Congresso consegna infatti a Trump strumenti molto più incisivi, ma la loro efficacia dipenderà dalle decisioni della Casa Bianca e dall’uso delle facoltà previste dalla legge.

Ed è proprio qui che si apre la fase politicamente più interessante. Trump ha costruito buona parte della propria iniziativa sull’Ucraina sulla possibilità di trattare direttamente con Putin. Adesso dispone anche della leva opposta: minacciare il Cremlino sul terreno che più conta, quello delle entrate energetiche e dei suoi rapporti commerciali internazionali.

Il messaggio partito da Washington è comunque nuovo. Il negoziato resta sul tavolo, ma accanto alla diplomazia compare una pistola economica carica. Ora sarà Trump a decidere se — e contro chi — premere il grilletto.

Gli Eugenio in Via Di Gioia tornano con Ciao bella Italia

Milano, 17 set. (askanews) – Il 18 settembre gli Eugenio in Via Di Gioia tornano con Ciao bella Italia con il Piccolo Coro dell’Antoniano, il nuovo singolo per Carosello Records: un viaggio dentro le contraddizioni del nostro Paese, raccontato dal punto di vista adulto di chi lo conosce e, insieme, attraverso lo sguardo realistico e ingenuo di un bambino.

“Ciao bella Italia, è qui che si comincia / da questo paesino, da questa provincia” è l’inizio di un percorso che attraversa l’Italia attraverso una serie di immagini apparentemente inconciliabili: bella come una cartolina e come una villa abusiva, terra di poeti, santi e parcheggiatori, paradiso per pochi e Inferno di Dante, antichi acquedotti e nuove alluvioni.

La fotografia di un’Italia affascinante e paradossale, che tiene insieme ciò che amiamo e ciò che ci mette di fronte alle nostre responsabilità, la meraviglia e l’assurdità, e che è capace di generare bellezza e, allo stesso tempo, di consumarla

È proprio questo modo di guardare l’Italia a permettere agli Eugenio in Via Di Gioia di raccontarla senza trasformare la canzone in un’invettiva. Nel mondo di Ciao bella Italia saltano i ponti, la corrente, il governo, la scuola, i piani e perfino le code: una serie di cortocircuiti che prende la forma di una filastrocca, dove il disastro diventa gioco e l’ironia permette di parlare di precarietà, disuguaglianze, territorio e futuro senza perdere il tono scanzonato.

La canzone guarda così anche a ciò che non funziona, ma lo fa partendo da un sentimento profondamente legato a ciò che invece vale la pena preservare.

In questo equilibrio tra una leggerezza che ricorda Rodari e la profondità della tematica, il Piccolo Coro dell’Antoniano – diretto in questo brano da Sabrina Simoni – assume un ruolo centrale: porta nella canzone una dimensione corale e collettiva, rendendo straniante l’incontro tra le sue voci, innocenti e spontanee, e un ritratto dell’Italia costruito con gli occhi degli adulti. La collaborazione è stata accompagnata anche da un piccolo laboratorio con le bambine e i bambini del coro: partendo dal canovaccio della canzone, gli Eugenio in Via Di Gioia hanno chiesto loro di partecipare al brano contribuendo con idee, disegni e spunti legati a ciò che stavano cantando. Un momento nato soprattutto per permettere loro di entrare nel significato della canzone e sentirla anche come qualcosa di proprio.

Musicalmente, Ciao bella Italia costruisce la sua forza su un andamento circolare, una ritmica danzereccia e incalzante e una melodia che torna più volte, fino a diventare familiare già al primo ascolto. La ripetizione crea un effetto quasi ipnotico, mentre il testo si apre a immagini, associazioni e contrasti sempre nuovi, che si incastrano dentro una struttura riconoscibile. Il risultato è un pop immediato e contagioso, capace di far convivere un funky con una narrazione molto più stratificata.

Il brano guarda alla provincia come possibile punto di ripartenza, lontano dalla frenesia delle grandi città e dalla logica della globalizzazione, nei luoghi dove le relazioni sono ancora concrete e dove collaborazione, attenzione e cura possono avere un peso reale. Una dimensione fatta di dettagli, piccoli gesti e una sensibilità quasi artigianale, contrapposta all’idea di un’Italia da vivere come un parco giochi da cui trarre vantaggi e guadagni senza assumersi la responsabilità di prendersene cura.

Non è un tema nuovo per gli Eugenio in Via Di Gioia: la provincia era già al centro di Provincia Assassina e torna anche nel loro primo libro, Storie di una band che non si è ancora sciolta. È nelle province, dove spesso il cambiamento arriva più lentamente, che la band continua a trovare alcune delle domande più urgenti sul presente e sul futuro.

Il rapporto tra musica e territorio era già emerso anche in occasione di Eurovision in Turin, quando gli Eugeni avevano raccontato Torino al pubblico internazionale attraverso i suoi simboli, le sue abitudini e i suoi stereotipi, restituendo un’immagine ironica e positiva della città, quasi promozionale. Con Ciao bella Italia, quel meccanismo si allarga all’intero Paese: le immagini riconoscibili dell’Italia non servono più soltanto a celebrarla, ma diventano il punto di partenza per mettere in luce anche ciò che non funziona.

Ciao bella Italia non vuole dare risposte, ma rimettere in movimento le domande. E forse è proprio da qui che si comincia: da un piccolo paese, da una canzone, dalla possibilità di guardare in modo nuovo le cose che abbiamo sotto gli occhi ogni giorno.

Perturbazione atlantica attraversa l’Italia con piogge al Centro-Nord

Roma, 17 set. (askanews) – Una perturbazione atlantica sta attraversando il Centro-Nord, portando piogge e locali temporali. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma che il sistema frontale, esteso dalla Liguria al Nord Europa, è accompagnato dall’afflusso di aria fresca in quota e da un elevato tasso di umidità.

Il passaggio del fronte determinerà precipitazioni a tratti persistenti sul Triveneto, sulla Liguria, sull’Alta Toscana e sulla Lombardia, pur con fenomeni diffusi su gran parte del Settentrione.

Giovedì 17 settembre: divario termico tra Nord e Sud Nella giornata di giovedì 17 settembre, le regioni meridionali rimarranno temporaneamente protette dall’alta pressione, con temperature massime fino a 30°C. Al Nord, di contro, si registrerà un calo termico di almeno 5°C, più marcato nelle aree interessate dalle piogge, che risulteranno a tratti anche consistenti.

Venerdì 18 settembre: estensione dell’instabilità Venerdì 18 settembre l’instabilità coinvolgerà gradualmente l’intero territorio nazionale. I modelli indicano precipitazioni sparse al Nord e su gran parte del Centro, in progressivo spostamento verso il Meridione, dove i primi fenomeni interesseranno la Sicilia e la Campania per poi estendersi ai restanti settori.

Fine settimana: fenomeni concentrati al Meridione Nel corso del fine settimana il quadro instabile rimarrà concentrato al Sud e su parte delle regioni centrali, mentre al Nord prevarrà il tempo asciutto. Sabato si prevedono precipitazioni sparse al Centro-Sud e nuvolosità residua al Settentrione. Domenica le piogge si limiteranno al Meridione, con maggiore frequenza tra Sicilia e Calabria, e localmente al Medio Adriatico, all’interno di un contesto generale in progressivo miglioramento.

Tendenza per la prossima settimana Per la prossima settimana, le simulazioni modellistiche mostrano scenari ancora divergenti. Alcune proiezioni ipotizzano un afflusso di aria più fredda di provenienza continentale nord-orientale verso il versante adriatico e il Sud, mentre altri centri di calcolo propendono per la rimonta di un mite campo di alta pressione sull’intera Penisola. Trattandosi di proiezioni a lungo termine (oltre i 5 giorni), la tendenza necessiterà di ulteriori conferme nei prossimi aggiornamenti.

Nel dettaglio Giovedì 17. Al Nord: piogge e temporali sparsi. Al Centro: piogge irregolari. Al Sud: soleggiato.

Venerdì 18. Al Nord: piogge sparse. Al Centro: molto instabile. Al Sud: instabile con piogge e temporali.

Sabato 19. Al Nord: nuvoloso, ma asciutto. Al Centro: variabile con qualche locale pioggia. Al Sud: piogge sparse, forti in Sardegna.

Tendenza: domenica instabile al Sud, tempo soleggiato altrove.

Tajani: sul Canada facciamo l’interesse di Italia ed Europa, non degli Usa

Roma, 17 set. (askanews) – L’Italia fa l’interesse proprio e dell’Europa e non definisce la sua politica estera in base alle posizioni del presidente americano Donald Trump. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Radio Anch’io su Rai Radio1, commentando le tensioni tra Washington e Bruxelles dopo la proposta della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen di fare del Canada il primo “membro associato” dell’Unione europea.

Trump ha reagito alla proposta minacciando di imporre dazi molto pesanti all’Europa e arrivando a evocare la possibilità di interrompere gli scambi commerciali in diversi settori qualora l’iniziativa fosse considerata ostile agli Stati Uniti.

“Non c’è imbarazzo, noi andiamo avanti per la nostra strada. Facciamo l’interesse dell’Italia e dell’Europa, non è che lo facciamo in base al governo americano del momento”, ha detto Tajani.

“Noi crediamo nelle relazioni transatlantiche, abbiamo buone relazioni con gli Stati Uniti”, ha proseguito il ministro. “Se dobbiamo dare ragione agli Stati Uniti la diamo, se dobbiamo dire di no, come abbiamo fatto per la vicenda della Groenlandia, diciamo di no”. “Siamo degli alleati leali, ma sempre a testa alta, quindi diciamo quello che pensiamo e facciamo quello che è giusto per tutelare l’interesse degli italiani”, ha aggiunto.

Quanto alla proposta di von der Leyen, Tajani ha ricordato che il Canada è già legato all’Unione europea da un accordo commerciale ed è un paese del G7 e della Nato. “Non mi sorprende il fatto che si voglia avere un rapporto positivo, privilegiato con il Canada”, ha concluso.

Attacco russo con droni e missili: 12 feriti. Ucraina colpisce raffineria in Russia

Roma, 17 set. (askanews) – La Russia ha lanciato nella notte tra il 16 e il 17 settembre un attacco con droni e missili contro Kiev, provocando almeno 12 feriti, tra cui due bambini, e danni a un istituto scolastico e ad altri edifici. Lo hanno riferito oggi le autorità ucraine.

Le esplosioni sono iniziate intorno alle 00.30 ora locale nel centro della capitale. Una nuova ondata di attacchi con missili balistici ha colpito Kiev intorno alle 2.13, seguita da numerose altre esplosioni pochi minuti dopo.

Il sindaco di Kiev Vitali Klitschko ha riferito che almeno 12 persone sono rimaste ferite, tra cui due bambini, e che almeno nove dei feriti sono stati ricoverati in ospedale.

Secondo il Servizio statale ucraino per le emergenze, un piccolo incendio è scoppiato in una struttura educativa ed è stato successivamente spento dai soccorritori.

“La facciata e le finestre di un edificio di quattro piani di un istituto di istruzione superiore nel distretto di Holosiivskyi sono state danneggiate”, ha riferito il servizio.

Nella regione di Kiev, un altro incendio è scoppiato in una proprietà privata nel distretto di Brovary. Sono stati danneggiati anche un edificio di servizio, macchinari agricoli, rimorchi e un’automobile.

Abitazioni e infrastrutture commerciali sono state inoltre danneggiate nel distretto di Fastivskyi.

Un attacco ucraino con droni ha danneggiato una raffineria di petrolio nella regione russa di Yaroslavl, mentre nella regione di Rostov sono state segnalate esplosioni in un aeroporto militare. Lo riferiscono autorità russe e canali di monitoraggio ucraini.

Il governatore della regione di Yaroslavl, Mikhail Yevrayev, ha affermato che le difese aeree russe hanno abbattuto 65 droni nel corso dell’attacco.

“Ci sono danni alla raffineria di petrolio. Sono in corso operazioni per spegnere rapidamente gli incendi. Inoltre, la caduta di frammenti ha mandato in frantumi le finestre di diversi edifici residenziali e danneggiato automobili. Non ci sono morti ne feriti”, ha scritto Yevrayev sulla piattaforma Max.

Nella città di Yaroslavl si trova la raffineria Slavneft-YANOS, con una capacità di lavorazione di circa 15 milioni di tonnellate di petrolio all’anno, che la colloca tra le cinque maggiori della Russia.

Separatamente, il canale ucraino di monitoraggio Exilenova+ ha pubblicato video che mostrerebbero il momento di un attacco contro un aeroporto militare nella regione di Rostov e una successiva esplosione.

Il governatore della regione, Yuri Slyusar, ha riferito che droni sono stati distrutti durante la notte nei distretti di Millerovsky e Kamensky, aggiungendo che al momento non risultavano vittime ne danni a terra.

L’aeroporto militare di Millerovo, nella regione di Rostov, era già stato colpito in precedenza dalle forze ucraine.

L’Ucraina ha intensificato negli ultimi mesi gli attacchi con droni contro aeroporti militari, infrastrutture della difesa e raffinerie di petrolio in territorio russo. Secondo Mosca, tali attacchi hanno contribuito a problemi di approvvigionamento di carburante in alcune regioni.

I Paesi Nato non pre-informati delle proposte sulla sicurezza di Von der Leyen

Roma, 17 set. (askanews) – I Paesi della Nato non sarebbero stati informati in anticipo delle proposte avanzate dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen per creare un meccanismo Ue di risposta alle minacce alla sicurezza modellato sull’Articolo 4 dell’Alleanza. Lo riferisce Politico, citando funzionari.

Secondo il quotidiano, le proposte stanno suscitando preoccupazione all’interno della Nato, dove si teme una duplicazione di funzioni rispetto al ruolo svolto dall’Alleanza nella sicurezza europea.

“Negli ultimi anni ho visto molte iniziative a livello Ue, ma nessuna finora protegge realmente gli Stati membri. Naturalmente ogni iniziativa deve essere valutata nel merito, ma ritengo che la Nato abbia prodotto molto di più in termini concreti per la sicurezza collettiva”, ha affermato un funzionario della Nato citato da Politico.

Le proposte potrebbero inoltre incontrare resistenze da parte dei membri della Nato che non fanno parte dell’Unione europea, come Stati uniti e Turchia.

“L’idea di una ‘Unione europea della sicurezza’ che non includa la Turchia, un alleato importante e capace e un pilastro di stabilita, sicurezza e pace sul fianco sudorientale della Nato, sarebbe fatalmente viziata fin dall’inizio”, ha affermato un funzionario turco.

Von der Leyen ha proposto ieri di creare un equivalente europeo dell’Articolo 4 della Nato per rispondere alle emergenze di sicurezza e di istituire un Consiglio europeo di sicurezza.

Trump minaccia l’Ue: alti dazi se il Canada diventa membro associato

Roma, 17 set. (askanews) – Il presidente degli Stati uniti Donald Trump ha minacciato nuovi pesanti dazi contro l’Unione europea, fino alla possibilità di interrompere parte degli scambi commerciali, se l’Ue accoglierà il Canada come membro associato e Washington riterrà la decisione un atto ostile.

“Se lo fanno e se ritengo che sia un atto totalmente ostile, imporrò dazi molto pesanti o interromperò gli scambi con l’Europa su molte cose”, ha dichiarato Trump ai giornalisti.

“Se l’Europa lo farà con cattive intenzioni, se invece le intenzioni sono buone va bene. Ma se sono cattive, imporremo dazi molto pesanti all’Europa”, ha aggiunto.

Trump ha definito “ridicola” l’ipotesi di un’adesione associata del Canada all’Ue e ha descritto Ottawa come un “terribile partner commerciale”.

Le dichiarazioni arrivano dopo che la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha affermato che lavorerà per fare del Canada il primo membro associato dell’Unione europea. Parlando al Parlamento europeo alla presenza del premier canadese Mark Carney, von der Leyen ha sostenuto la necessità di rafforzare la cooperazione con democrazie che condividono gli stessi valori, in particolare con il Canada.

Funzionari europei e canadesi stanno discutendo una nuova forma di rapporto con l’Ue che non comporterebbe la piena adesione, ma punterebbe a stabilire legami quanto più stretti possibile.

Svezia, alla sinistra non basta l’aritmetica: il centro preme per un’alternativa

La Svezia esce dalle urne con una maggioranza aritmetica, ma non ancora con una maggioranza politica. Gli ultimi dati preliminari assegnano 176 seggi all’opposizione contro i 173 dei partiti di Tidö. Nel primo campo siedono S (Socialdemokraterna), V (Vänsterpartiet), MP (Miljöpartiet) e C (Centerpartiet); nel secondo M (Moderaterna), SD (Sverigedemokraterna), KD (Kristdemokraterna) e L (Liberalerna).

Una maggioranza soltanto sulla carta

La fotografia parlamentare, tuttavia, inganna. C (Centerpartiet) non intende sostenere una svolta a sinistra né accettare V (Vänsterpartiet) al governo. È qui che comincia la vera partita per Magdalena Andersson: trasformare una maggioranza numerica in un’intesa politicamente praticabile.

La novità è che il partito di centro interpreta il risultato come una richiesta di superare la logica dei blocchi. Elisabeth Thand Ringqvist aveva indicato già durante la campagna una possibile formula comprendente S (Socialdemokraterna), C (Centerpartiet), KD (Kristdemokraterna) e MP (Miljöpartiet). Una combinazione che, da sola, non raggiunge la maggioranza, ma indica chiaramente la direzione politica nella quale C vuole muoversi. 

Thand Ringqvist: «Nessun mandato per una svolta a sinistra»

Questa, integralmente, la dichiarazione della leader centrista dopo le ultime proiezioni:

«Sono state elezioni molto equilibrate e tutti i partiti devono rispettarne e analizzarne il risultato. I partiti di Tidö, se le previsioni saranno confermate, hanno perso il loro mandato a governare e la Svezia ha detto no a ministri dei Democratici Svedesi. Allo stesso tempo, il risultato elettorale, per come si presenta, non dà neppure un mandato per una svolta politica a sinistra, mentre avanzano quattro partiti del centro politico.

Il Centerpartiet si è presentato agli elettori con una politica climatica ambiziosa, una forte politica per creare lavoro, un welfare migliore in tutto il Paese e un governo senza le ali estreme. La strada più semplice per arrivarci non ha ottenuto un sostegno sufficiente. Chi ha votato per noi ha votato per una politica di centro. È questo il mandato che dobbiamo rappresentare nei colloqui che ora ci attendono.

Il prossimo periodo richiederà pragmatismo e la volontà, da parte di più partiti, di trovare soluzioni oltre i vecchi confini dei blocchi. Il Centerpartiet sarà costruttivo affinché la Svezia possa avere un governo funzionante, con una politica radicata nel centro».

Il nodo del dialogo tra C e KD, i fue centri

Si annunciano dunque trattative lunghe e laboriose. L’aritmetica favorisce Andersson, ma le distanze tra C (Centerpartiet) e V (Vänsterpartiet) restano profonde. E proprio questa incompatibilità restituisce al centro un peso decisivo.

Molto dipenderà da KD (Kristdemokraterna), che per ora resta ancorato all’alleanza di Tidö (destra). Se però si sbloccasse il dialogo tra cristiano-democratici e centristi, la formazione del governo potrebbe assumere una fisionomia completamente diversa.

Il voto svedese, insomma, non ha ancora indicato quale governo nascerà. Ha però riaperto una questione che sembrava soffocata dalla contrapposizione dei blocchi: se una maggioranza parlamentare debba necessariamente coincidere con uno dei due schieramenti oppure possa nascere, faticosamente, una nuova alternativa di centro.

La bellezza della politica è nel confronto: la lezione di Gianfranco Pasquino

Dalla critica del linguaggio alla costruzione della politica

Dopo Parole della politica il Prof. Gianfranco Pasquino, Emerito all’Università di Bologna, ci consegna questo nuovo libro intitolato Il bello della politica, edito sempre da il Mulino.

«L’uomo è per natura un animale politico», scrive Aristotele nella Politica. Da oltre duemila anni questa definizione continua a rappresentare il punto di partenza di ogni riflessione sulla vita associata, sulle istituzioni e sulla democrazia. Eppure, mai come oggi la politica sembra attraversare una profonda crisi di credibilità, schiacciata tra personalizzazione, comunicazione istantanea, populismi e crescente disaffezione elettorale.

È in questo scenario che si colloca il nuovo libro di Gianfranco Pasquino.

Se il precedente saggio era impostato in modo critico evidenziando innanzitutto una discrasia di fondo tra parole e fatti in politica e stigmatizzando l’affabulazione e la personalizzazione come difetti di una politica poco rappresentativa e fondamentalmente declinata in una riduttiva partitocrazia, con questo nuovo saggio l’autore (forte di una lunga e autorevole esperienza accademica) esplora gli aspetti più caratterizzanti delle idee, dei comportamenti e dei protagonisti (come recita il sottotitolo) a cominciare dalla diversità delle visioni e delle risposte date alle sollecitazioni di una società in rapida evoluzione.

E se Parole della politica costituiva soprattutto una rigorosa pars destruens delle degenerazioni del linguaggio pubblico, questo nuovo volume rappresenta la pars construens del percorso intellettuale di Pasquino.

Dopo aver denunciato la progressiva perdita di significato delle parole della politica, l’autore torna a interrogarsi sulla possibilità di restituire dignità alla politica come sapere, come metodo democratico e come esercizio della responsabilità. Sullo sfondo si riconosce la grande tradizione della scienza politica da Max Weber a Norberto Bobbio fino a Giovanni Sartori. Se Bobbio ha mostrato come la distinzione tra destra e sinistra continui a rappresentare una diversa concezione dell’eguaglianza e della libertà, Weber ha insegnato che la politica vive della difficile sintesi tra etica della convinzione ed etica della responsabilità.

Pasquino si muove entro questa tradizione, privilegiando sempre il rigore analitico rispetto alla propaganda e l’argomentazione rispetto allo slogan.

Dal Muro di Berlino alla crisi della stabilità politica

Il discrimine temporale di questa aggiornata riflessione prende una traccia più netta a partire dalla caduta del Muro di Berlino del 9 novembre 1989 ma Pasquino – riprendendo le fila di una analisi radicata e storicamente agganciata al secondo dopoguerra – esprime una valutazione complessiva della politica come scienza, contenuti, progettualità, indirizzi, scelte e schieramenti, riprendendo alcuni temi fondativi come il concetto di democrazia, il posizionamento politico di destra e sinistra (espressione forse di un bipolarismo che non ha retto allo sfrangiamento interno e delle rispettive estreme e non tiene in debito conto il concetto di ‘centro’ che invece ha caratterizzato decenni di vita politica italiana e che ora – ancora una volta – tenta di riemergere tra le contraddizioni delle polarizzazioni contrapposte perché se c’è un qualcosa che ancora la politica non ha saputo trovare è – nel bene e nel male – la stabilità che la giubilata Prima Repubblica ha saputo garantire al Paese in una lunga stagione di gestione della res publica.

In questo libro c’è tutto quello che possiamo e dobbiamo conoscere della politica: lo sguardo iconico è più indulgente rispetto al precedente saggio e la visione d’insieme accomuna mali antichi, degenerazioni, ideali, potenzialità, delusioni, speranze.

Decisamente interessante l’approccio al tema generale attraverso paragrafi che sono come spicchi di un’identità complessa e articolata, affascinante ed autoreferenziale, descrittiva e connotativa di un insieme che solo un politologo attento e informato – che apertis verbis intende prendere le mosse dall’imprinting dato da Giovanni Sartori con quel suo Democrazia e definizioni (che avevo recensito e che resta sullo sfondo come un imprescindibile riferimento per chi voglia avvicinarsi alla politica descrivendone pregi e difetti ma soprattutto idealizzandola come dottrina, secondo indirizzi di matrice weberiana) – può riordinare in un insieme poliedrico ma coerente.

Per questo sinistra, destra, liberismo, democrazia, elettori, società, Occidente, italianità, conservatorismo e progressismo, etica e strategie incompiute non sono concessioni gratuite ad un lessico generico e deteriore o ad un populismo dilagante ma diventano scansioni descrittive, direi quasi scientifiche e comunque epistemologicamente fondate, di una dottrina della politica, organizzata come pensiero, radici e riflessioni in decenni di studi e di approfondimenti accademici: leggere questo libro significa in fondo restituire sul piano teorico quella dignità alla politica che si va perdendo lungo i rivoli dell’astensionismo, dell’indifferenza, del negazionismo, del pressapochismo, del riduzionismo che caratterizzano le ciarle frettolose dei discorsi da bar.

Pasquino, la sinistra e il pluralismo democratico

Nel panorama della scienza politica italiana contemporanea, pochi studiosi possono vantare l’autorevolezza scientifica e la continuità di ricerca di Gianfranco Pasquino, anche prendendo atto dell’onestà intellettuale del suo punto di partenza: “sinistra” è infatti il primo paragrafo del libro e si fa chiave di lettura dell’intera narrazione espositiva ed esplicativa.

Che il Professore sia ideologicamente e politicamente orientato e schierato è risaputo ma ciò non costituisce un vulnus alla sua disamina: la vita (anche culturale e accademica) è fatta di posizionamenti, limature, revisioni critiche in cui si radicano derive fondative che caratterizzano una visione delle cose. Lo stesso Pasquino si sofferma ad evidenziare come la pluralità delle idee, delle posizioni, delle visioni costituisca l’humus del confronto, del dialogo e della discussione su regole, istituzioni, apparati come fossero il sale della democrazia e che grandi interpreti di questa impostazione dialogica si ritrovino in opposti schieramenti: in particolare non sfugge come l’autore si soffermi ad esaminare l’ispirazione e i comportamenti di grandi uomini politici della seconda metà del novecento come Napolitano, Berlinguer, Moro, Craxi.

Forse dovremmo attenderci da Pasquino un nuovo libro che consideri l’eredità disseminata da queste grandi figure e raccolta e impersonificata (personalizzandola) da politici storicamente più vicini o addirittura attuali.

Per capire e decifrare il presente e ipotizzare tassonomie di cultura politica sostenibili sarebbe interessante accostare il passato prossimo al presente confliggente: sarà Pasquino a valutare se ne valga la pena.

La democrazia nell’epoca degli algoritmi

La sua riflessione acquista peraltro un significato ancora più attuale nell’epoca della disintermediazione digitale, nella quale il consenso si costruisce spesso più attraverso gli algoritmi delle piattaforme che nei luoghi tradizionali della rappresentanza. In questo contesto il richiamo alla qualità della deliberazione democratica assume il valore di un antidoto nei confronti della semplificazione populista e della polarizzazione permanente.

La lettura di questo saggio scorre veloce e apre a valutazioni e riflessioni che sembrano coerenti con la sua impostazione di fondo: per salvare la democrazia è necessario il confronto tra posizioni diverse, tra analisi del presente e prospettive future. Solo il dialogo ricco di contenuti, conoscenze e sapienza può restituire dignità ad una politica che troppo spesso deborda nel pressapochismo, nei pregiudizi, nella banalità delle argomentazioni allontanando il Paese reale dal Paese legale, generando quella “ritrazione silenziosa dei cittadini della Repubblica” assai ben descritta dal Direttore Generale del CENSIS Massimiliano Valerii.

In una società composita e complessa, fatta di interessi spesso confliggenti, dove etica ed opportunità, valori e convenienze si mescolano tra loro, gettare uno sguardo sull’insieme può contribuire a stemperare i toni e restituire mitezza, compostezza e dignità al dibattito politico.

La cui bellezza consiste nella consapevolezza di non oltrepassare i confini del pudore e della decenza, nel non scivolare verso l’oltranzismo e le autarchie, causa a loro volta di degenerazioni devastanti come l’odio, le discriminazioni, i conflitti bellici come sta purtroppo accadendo in larga parte del pianeta in nome di un nuovo ordine mondiale che non corrisponde ad una dignità geopolitica ma ad interessi espansivi e di conquista, dove i popoli sono vittime silenziose e sofferenti dello strapotere di pochi potenti.

Le riflessioni di Pasquino inducono quindi inevitabilmente a interrogarsi anche sulle attuali tensioni geopolitiche che rendono necessari i richiami ai valori della democrazia, proiettati sulla ribalta planetaria.

La bellezza del conflitto regolato dalla democrazia

In definitiva, la “bellezza” della politica di cui parla Pasquino non coincide con l’assenza del conflitto.

Al contrario, risiede nella capacità delle istituzioni democratiche di trasformare il conflitto in confronto, la contrapposizione in mediazione, gli interessi particolari in decisioni orientate al bene comune. È questa la grande lezione della democrazia costituzionale europea, oggi messa alla prova da nuove forme di sovranismo, dalla crisi della partecipazione e dalle tensioni geopolitiche che attraversano il mondo.

Viene spontaneo ricordare Alexis de Tocqueville, quando osservava che la forza della democrazia non risiede soltanto nelle istituzioni, ma nelle abitudini civiche dei cittadini. È proprio questa dimensione pedagogica della politica che Pasquino sembra voler recuperare per renderla capace di formare coscienze prima ancora di raccogliere consenso. Per questo il Professore è un accanito sostenitore del voto e della partecipazione e avversa l’astensionismo (elettorale in ispecie) come una perniciosa degenerazione della democrazia rappresentativa.

Più che un elogio della politica, quello di Gianfranco Pasquino è un invito a ritrovarne il significato originario: non la conquista del potere, ma la costruzione della cittadinanza democratica e si tratta di una lezione che tutti abbiamo urgente bisogno di apprendere. Sul fondo di questa riflessione si intravede anche la lezione di Hans Kelsen, secondo il quale la democrazia non è il luogo della verità assoluta, bensì il metodo attraverso cui opinioni diverse possono confrontarsi entro regole condivise. È precisamente questa cultura delle procedure, del pluralismo e del compromesso che Pasquino continua a difendere con rigore scientifico e passione civile.

Quella Camera dei Comuni in copertina

Un’ultima annotazione che cito come significativa iconografia: la copertina del libro riporta una foto della Camera dei Comuni – il parlamento del Regno Unito – e questa scelta non credo sia casuale ma possa suscitare ulteriorità riflessive in un testo che considera quasi esclusivamente la politica italiana e la sua asserita bellezza.

 

Gianfranco Pasquino, Il bello della politica, ed. il Mulino, 2026

Da La Pira al wellbeing, il lavoro è questione umana

Il lavoro come atto creativo

Giorgio La Pira, in un’opera che mi accompagna da sempre, L’attesa della povera gente, definisce il lavoro un atto creativo, essenziale all’elevazione e al perfezionamento della persona umana. È una visione che conserva, oggi più che mai, una straordinaria attualità e che aiuta a comprendere il significato profondo delle attese espresse dalle lavoratrici e dai lavoratori che non domandano più solo una retribuzione equa e proporzionata, ma il bisogno di essere riconosciuti nella propria dignità, ascoltati nelle proprie fragilità, coinvolti nelle scelte che incidono sulla vita professionale e messi nelle condizioni di conciliare il lavoro con gli affetti, la salute e le altre dimensioni dell’esistenza. È la cosiddetta questione del benessere integrale, oggi sempre più richiesto.

Quando si smarrisce il senso del lavoro

Questa visione si confronta oggi con una realtà che, per certi versi, tende a sminuirne il valore. Secondo il IX Rapporto Censis-Eudaimon sul welfare aziendale, circa il 65% dei lavoratori italiani intervistati dichiara di aver smarrito il senso della propria opera, il 78,9% non si sente abbastanza riconosciuto né valorizzato e il 44,7% vive il rapporto con il lavoro come un obbligo, anziché come una realizzazione personale. Sulla stessa traiettoria si colloca la rilevazione globale Gallup, che registra un coinvolgimento dei lavoratori sceso al 20% e in calo per il secondo anno consecutivo.

Pesano lo stress e la stanchezza psicofisica, l’ansia, la depressione e, talvolta, il burnout. A livello mondiale, su un campione di 141.444 dipendenti, Gallup rileva che nel 2025 il 40% ha vissuto forti condizioni di stress nella sola giornata precedente, con un’incidenza che sale al 45% fra i manager e al 42% fra gli under 35. Sul versante nazionale, Censis-Eudaimon segnala che il 54% dei lavoratori ha sofferto almeno una volta di ergofobia, vale a dire il timore di recarsi al lavoro, di affrontare un colloquio oppure di essere valutati su un progetto. Le rilevazioni interne del Centro Studi e Ricerche della CONAPI Nazionale, condotte su un campione di micro imprese, registrano, solo nell’ultimo anno, una crescita di quasi tre punti percentuali dell’assenteismo per disagio psicologico o malessere.

La persona al centro dell’impresa

Di fronte a tutto questo, ispirati proprio da Giorgio La Pira, con cui abbiamo voluto aprire questo articolo, occorre tornare a pensare il lavoro quale componente essenziale della vita umana, come lo strumento in cui la persona può essere riconosciuta nella sua dignità, dare forma alle proprie capacità e concorrere così al bene comune. L’impresa, in questa prospettiva, è chiamata a riscoprire la sua dimensione sociale e a prendersi cura di quanti ogni giorno ne rendono possibile l’esistenza, senza lasciare indietro chi vive condizioni di malessere o di particolare fragilità.

È ciò che emerge con chiarezza dalle attese che i lavoratori oggi rivolgono all’impresa: accanto a una retribuzione equa, essi chiedono sempre di più il benessere integrale, un’attenzione alla salute mentale, un equilibrio tra vita privata e attività professionale, occasioni di crescita, libertà di esprimere ciò che pensano, oltre che la possibilità di ritrovare, anche nel lavoro, una ragione per essere felici.

Il wellbeing non è una “pezza”

Per questi motivi, il wellbeing aziendale non può ridursi a un insieme di servizi o prestazioni da erogare pur di mettere una “pezza” alle “attese” reali dei lavoratori oggi, quanto piuttosto tradursi nella capacità concreta di ascoltare, coinvolgere e valorizzare le persone nella loro integralità. Non è casuale che, secondo Censis-Eudaimon, l’87,4% dei dipendenti lo ritenga ormai imprescindibile e che il 71,6% sceglierebbe un’azienda anche in ragione di ciò che essa offre sul piano del benessere. Solo in questo modo il lavoro può tornare a essere espressione della personalità umana.

Benessere e produttività, una relazione da coltivare

Questa attenzione alla persona non è un tema riservato solo alle imprese medio-grandi. Anche nelle realtà più piccole, dove le urgenze produttive e quelle organizzative, insieme alla limitatezza delle risorse economiche, rischiano di assorbire ogni altra priorità, il benessere di chi lavora incide non soltanto sulla felicità della persona, ma sullo sviluppo dell’azienda e sulla sua capacità di durare nel tempo.

Lo dimostrano gli studi del Wellbeing Research Centre dell’Università di Oxford che, su circa un milione di questionari raccolti in 1.782 società quotate, rilevano una correlazione tra soddisfazione dei lavoratori, redditività e valore d’impresa. Del resto, le evidenze disponibili mostrano che chi sperimenta un maggior benessere nel proprio lavoro tende a essere più coinvolto, collaborativo e motivato, ad assentarsi meno e a manifestare una minore propensione a lasciare il proprio impiego e cercare un’altra occupazione. Sono dinamiche che incidono positivamente sulla qualità della prestazione individuale e che, pur non traducendosi automaticamente in maggiori profitti, possono concorrere alla produttività, alla redditività, alla stabilità e alla sostenibilità aziendale.

La sfida delle micro imprese

Per questa ragione, la sfida dell’impresa contemporanea non consiste soltanto nell’assicurare una retribuzione giusta e adeguata a un’esistenza libera e dignitosa, ma nel creare le condizioni affinché ciascuno possa sentirsi parte di una comunità e partecipare al suo progresso. Le realtà medio-grandi, rileva ancora Censis-Eudaimon, si sono già attivate in questa direzione. Il nodo resta invece quello delle micro imprese che, secondo l’Istat, rappresentano il 94,9% delle unità attive nell’industria e nei servizi di mercato, occupando il 42,3% della forza lavoro.

A tal riguardo, nel corso del 2025, il Centro Studi e Ricerche della CONAPI Nazionale ha svolto una prima indagine pilota sul benessere integrale nelle micro e piccole imprese. Le risposte raccolte mostrano che la prossimità quotidiana tra titolare e lavoratori può favorire l’ascolto dei bisogni e l’emersione delle situazioni di disagio. Quella stessa prossimità, tuttavia, non basta sempre a rendere possibili interventi concreti, soprattutto quando risorse, competenze e strumenti organizzativi sono limitati.

Verso il Wellbeing Happiness Forum 2026

Attualmente, il Centro Studi sta raccogliendo, attraverso un nuovo questionario rivolto proprio alle micro e piccole imprese, informazioni sull’organizzazione del lavoro, sulla salute mentale, sulla formazione continua e sul welfare aziendale. Lo scopo non è riproporre, in scala ridotta, i modelli adottati dalle grandi aziende, ma capire quali interventi possano essere davvero praticabili nelle micro imprese.

Di tutto questo si discuterà al prossimo Wellbeing Happiness Forum 2026, perché la qualità del lavoro non può dipendere dalle dimensioni dell’impresa.

Questionario CONAPI Nazionale:
https://benesserelavori.conapinazionale.it/

 

Antonio Zizza
Direttore Scientifico Centro Studi e Ricerche CONAPI Nazionale

Liste d’attesa, il tempo della cura è tempo della vita

Abbiamo imparato a misurare molte cose in sanità: prestazioni erogate, posti letto, accessi, costi, tempi medi, produttività. Sono dati indispensabili. Ma un indicatore diventa davvero utile quando non si limita a descrivere un problema e comincia a cambiare una decisione.

Le liste d’attesa sono un esempio emblematico.

Dire che una persona deve attendere trenta, sessanta o centoventi giorni per una visita ci restituisce una misura quantitativa. Ma quei giorni non hanno lo stesso significato per tutti.

Per una persona giovane e autonoma possono rappresentare un disagio. Per un anziano fragile, un malato cronico, una persona con disabilità o con scarse risorse economiche possono significare peggioramento della salute, paura, rinuncia alla cura, ricorso al privato quando possibile o, semplicemente, solitudine davanti a un problema che nessuno sta ancora prendendo in carico.

Quando un numero cambia significato

È qui che la misurazione incontra l’umanizzazione.

Se consideriamo il tempo di attesa soltanto come indicatore di efficienza organizzativa, la domanda sarà: come riduciamo il numero dei giorni?

Se lo consideriamo anche come indicatore di dignità, equità e qualità della presa in carico, le domande cambiano: chi sta aspettando? Per quale bisogno? In quali condizioni di vulnerabilità? Che cosa accade durante l’attesa? Qualcuno accompagna quella persona nel percorso?

Cambiare indicatore significa quindi cambiare lo sguardo e, potenzialmente, la decisione.

Non basta più aumentare genericamente il numero delle prestazioni. Diventa necessario distinguere bisogni e priorità, integrare servizi, costruire percorsi di tutela, orientare chi non riesce a orientarsi da solo e verificare se il cittadino abbia effettivamente ottenuto la risposta di cui aveva bisogno.

Il passaggio decisivo è dalla prestazione alla presa in carico.

La prossimità non si misura in chilometri

Lo stesso vale per un’altra parola molto utilizzata nella trasformazione della sanità: prossimità.

Aprire un servizio vicino a casa è importante, ma la vicinanza geografica non coincide automaticamente con la prossimità della cura.

Un servizio può essere a pochi chilometri e rimanere lontanissimo se il cittadino non sa come accedervi, se incontra procedure incomprensibili, se deve ricominciare ogni volta il proprio racconto, se i professionisti non comunicano tra loro o se nessuno assume la responsabilità di accompagnarlo lungo il percorso.

Al contrario, anche strumenti digitali, telemedicina e monitoraggio a distanza possono generare autentica prossimità quando riducono spostamenti inutili, mantengono il contatto, intercettano precocemente un bisogno e restituiscono tempo alla relazione.

La domanda, allora, non è soltanto quanto è vicino un servizio, ma quanto una persona si sente realmente raggiunta e accompagnata dal sistema di cura.

Dall’indicatore alla decisione

È questo il punto sul quale dovremmo misurare la qualità delle trasformazioni in atto nel Servizio sanitario.

Un indicatore acquista valore pubblico quando produce conseguenze: rende visibile una disuguaglianza, modifica una priorità, orienta risorse, responsabilizza un’organizzazione e permette ai cittadini di comprendere se qualcosa sta realmente migliorando.

Il tempo, da questo punto di vista, è una risorsa umana prima ancora che organizzativa.

Il tempo trascorso aspettando una diagnosi, una terapia o una risposta non è un intervallo vuoto nelle statistiche del sistema. È tempo della vita di una persona.

Nessuno sia soltanto un posto in coda

Per questo potremmo iniziare a chiederci non soltanto quanti giorni separano una prenotazione da una prestazione, ma quanta vulnerabilità viene generata o aggravata nell’attesa, quante persone rinunciano, quante sono costrette a pagare, quante vengono accompagnate e quante rimangono sole.

Umanizzare la sanità significa anche questo: trasformare ciò che oggi appare come un numero amministrativo in una domanda sulla persona. Perché il vero risultato non è semplicemente accorciare una lista. È fare in modo che, dal momento in cui emerge un bisogno, nessuno abbia la sensazione di essere diventato soltanto un posto in coda.

 

Rosapia Farese
Presidente Associazione FareRete InnovAzione BeneComune APS (FRIBC)

Calcio, Milan ko in Europa League: Benfica passa 2-0 a San Siro

Roma, 16 set. (askanews) – Il Milan comincia con una sconfitta la sua Europa League. A San Siro il Benfica passa 2-0, al termine di una gara nella quale i rossoneri faticano a creare occasioni e pagano un primo tempo sottotono. Prima del calcio d’inizio lo stadio aveva salutato con grande entusiasmo l’ex Manuel Rui Costa, applaudito dal pubblico.

Il Benfica sblocca il risultato al 16′ con Lukebakio, che si accentra dalla destra e trova l’angolino con un mancino a giro. La squadra di Marco Silva sfiora subito il raddoppio: al 24′ Sudakov colpisce il palo con un tiro dal limite dopo un pallone perso da Jashari. Il Milan fatica a dare ritmo alla manovra e nel primo tempo non riesce a creare vere occasioni, affidandosi soprattutto a iniziative individuali e conclusioni dalla distanza.

Amorim prova a cambiare volto alla squadra inserendo Pulisic e Gila all’intervallo. La ripresa sembra iniziare con un Milan più intraprendente e al 50′ arriva una grande occasione: Cisse entra in area e viene murato, la palla arriva a De Winter che, completamente libero, calcia incredibilmente fuori. Ma al 53′ è ancora il Benfica a colpire. Cross basso dalla sinistra e Kaminski, lasciato solo al centro dell’area, firma il 2-0 con una volée di destro sotto la traversa.

Il Milan prova a reagire, soprattutto attraverso Saelemaekers e Pulisic. Al 60′ il belga crea spazio sulla sinistra e serve Pulisic, la cui conclusione sul primo palo viene respinta da Trubin. Al 76′ Pavlovic ha un’altra opportunità dopo una combinazione tra Pulisic e Saelemaekers, ma viene recuperato all’ultimo momento da un difensore del Benfica. All’81’ ancora Pulisic impegna Trubin con un tiro rasoterra.

Nel finale il Benfica controlla senza particolari affanni e il Milan non trova il gol per riaprire la partita. Finisce 2-0 per i portoghesi. Per i rossoneri arriva così un esordio europeo negativo, mentre il prossimo appuntamento di coppa sarà in trasferta contro il Salisburgo.

Genitori e figli, Daniele Novara torna a teatro, prima data a Bergamo

Roma, 16 set. (askanews) – Daniele Novara, figura di spicco della pedagogia italiana, dopo le prime date di maggio torna a teatro con “Non mi somiglia per niente – come rovinare i figli in 10 mosse”. Lo spettacolo sarà in scena il 14 novembre a Bergamo (Teatro Colognola), a Verona il 13 dicembre (Teatro Nuovo), il 5 febbraio ad Ancona (Teatro Sperimentale), per poi raggiungere Milano l’11 febbraio (Teatro Fontana), Roma il 26 febbraio (Teatro Ghione), il 12 marzo Padova (Teatro Ai Colli) e gran finale a Bologna l’8 maggio presso il Teatro Duse.

Con il suo stile diretto e ironico, Novara porta sul palco una riflessione leggera ma profonda sull’arte – spesso involontaria – di complicare la vita ai propri figli. Lo spettacolo si presenta come una rappresentazione teatrale vivace, capace di alternare momenti di autentica comicità a spunti di riflessione sul rapporto tra genitori e figli. Protagonista dello show lo stesso Daniele Novara: sul palco, in un racconto ironico e coinvolgente, accompagna il pubblico tra situazioni quotidiane, riconoscibili e spesso divertenti, trasformandole in momenti di riflessione condivisa.

Pedagogista e punto di riferimento nell’ambito dell’educazione e della gestione dei conflitti, Daniele racconterà al pubblico le trappole educative più comuni in cui ogni genitore può inciampare: dall’iperprotezione all’ansia da prestazione, dall’eccesso di controllo alla difficoltà di gestire i conflitti quotidiani. Uno sguardo e un confronto attento che, in 90 minuti, indaga sul mestiere più complesso del mondo: fare i genitori.

Senza moralismi e senza sensi di colpa, “Non mi somiglia per niente – come rovinare i figli in 10 mosse” invita a guardarsi allo specchio con leggerezza, riconoscere gli errori più frequenti e ripensare il proprio modo di stare nella relazione educativa.

Autore di numerosi libri dedicati al mondo dell’infanzia, dell’adolescenza e dell’essere genitori, Daniele Novara porta la sua esperienza professionale all’interno di questo talk teatrale dando vita a un momento di divulgazione e intrattenimento. Un’occasione che fa riflettere, comprendere e capire come provare a intessere dinamiche più efficaci.

I biglietti sono disponibili su TicketOne. L’organizzatore declina ogni responsabilità in caso di acquisto di biglietti al di fuori dei circuiti di biglietteria autorizzati e non indicati nei propri comunicati ufficiali.

Fed, primo rialzo dei tassi da 3 anni, Warsh: misurato e responsabile

Roma, 16 set. (askanews) – Un rialzo dei tassi di interesse “realistico (sober) e responsabile”. Così lo ha definito il presidente Kevin Walsh, nella conferenza stampa al termine del direttorio della Federal Reserve, il Fomc; che dopo le divisioni delle precedenti riunioni, su questa decisione si è espresso all’unanimità. I fed funds salgono di 0,25 punti percentuali, a una forchetta del 3,75-4%.

Warsh non ha voluto fornire alcuna indicazione su eventuali orientamenti per le mosse future. “Ci siamo impegnati a mantenere la disciplina e non pregiudicherò alcuna decisione”, ha detto.

Soprattutto ha accuratamente evitato di farsi trascinare nel dibattito sulle richieste del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che invece vorrebbe tagli ai tassi di interesse. Sulla’rgomento “non ho nulla da dirvi”.

Alla Fed “non possiamo intervenire su alcun singolo prezzo, che sia il petrolio o gli alimentari. Quello che possiamo fare e che faremo – ha spiegato – è assicurare che qualunque rincaro non abbia effetti secondari diffusi”.

Peraltro, con una qualche acrobazia retorica, Warsh ha negato che quella di oggi sia una mossa “restrittiva”. Semmai “abbiamo rimosso una dose di accomodamento”. A guardare le condizioni di finanziamento “difficilmente potrei ritenerle restrittive e questo parere è condiviso nel direttorio”, ha aggiunto.

Le previsioni economiche aggiornate, che hanno ritoccato marginalmente al rialzo le attese sulla crescita economica e sull’inflazione, hanno frenato le aspettative sui futuri rialzi dei tassi. Al momento i componenti del Fomc ne attendono solo un altro, con cui per la fine dell’anno il livello mediano dei tassi salirebbe al 4,1%. Sul prossimo anno è atteso lo stesso livello e sul 2028 è attesa a una limatura al 3,9%.

L’aumento dei tassi di oggi è il primo operato dalla Banca centrale degli Stati Uniti da luglio del 2023. Le future decisioni resteranno legate agli sviluppi dei dati, ha più volte ribadito Warsh.

In netto rafforzamento il dollaro, con l’euro che in serata cala a 1,1465 sul biglietto verde, sui minimi da tre settimane. Wall Street ha mostrato una dinamica di peggioramento e a meno di un’ora alla fine seduta e il Dow Jones perde l’1,54%, il Nasdaq segna meno 0,57%.

Margherita Vicario, due live speciali a Roma e Milano a febbraio 2027

Roma, 16 set. (askanews) – A distanza di cinque anni dall’ultimo album in studio “Bingo” e dopo l’esordio alla regia con il film “Gloria!” – opera pluripremiata e accolta con grande entusiasmo da critica e spettatori – Margherita Vicario annuncia il suo ritorno dal vivo con due speciali appuntamenti nei teatri italiani a febbraio 2027 (prodotti da Vivo Concerti) pensati per riabbracciare il pubblico nella dimensione avvolgente della scena teatrale. Ad ospitare questa nuova fase, due tra i palcoscenici più prestigiosi d’Italia: lunedì 8 febbraio l’Auditorium Conciliazione di Roma e mercoledì 10 febbraio il Teatro degli Arcimboldi di Milano.

In movimento continuo tra musica, recitazione e regia, Margherita Vicario ha costruito negli anni un linguaggio unico e tridimensionale. Oggi torna a riannodare il filo con la scena attraverso due appuntamenti speciali, pensati per condividere con il pubblico un nuovo capitolo del suo percorso musicale.

I biglietti saranno disponibili in prevendita su www.vivoconcerti.com dalle 14 di giovedì 17 settembre, e nei punti vendita autorizzati dalle 10 di martedì 22 settembre. L’organizzatore declina ogni responsabilità in caso di acquisto di biglietti fuori dai circuiti di biglietteria autorizzati non presenti nei comunicati ufficiali.

Annalisa e Madame insieme in "Amica", fuori il 18 settembre

Roma, 16 set. (askanews) – A un anno dalla sua pubblicazione, “Amica”, canzone di Annalisa contenuta nell’album “Ma io sono fuoco”, vive di nuova linfa in una versione inedita che vede l’arrivo di Madame, in uscita il 18 settembre per Atlantic/Warner Music Italy.

Canzone fondamentale nell’ultimo lavoro della cantautrice, è un brano che mette in musica un dialogo immaginario e tagliente con un’amica, faro nella notte in un momento di profondo smarrimento. In questa nuova versione il dialogo diventa reale, e quell’amica fondamentale e preziosa è Madame che, dopo aver pubblicato il suo terzo disco Disincanto, certificato disco d’oro, porta ancora una volta la sua scrittura dalla poetica inconfondibile. “Amica” con Madame diventa così un manifesto al diritto di essere fragili, arrabbiati, malinconici, scorretti, magari anche del tutto sbagliati, almeno per una volta, solo con quell’amica speciale, che può fare lo stesso con noi.

Annalisa ha annunciato il suo primo live allo stadio San Siro di Milano, un evento unico, previsto per il 12 giugno 2027.

Dopo aver conquistato pubblico e classifiche, Annalisa si prepara a salire sul palco più importante della musica italiana per celebrare oltre quindici anni di carriera: seguendo l’immaginario degli ultimi live, Annalisa porterà in scena l’essenza del suo universo artistico attraverso uno show spettacolare e in continua evoluzione, capace di alternare energia travolgente a momenti di puro intimismo su un palco che sarà in grado ancora di più di unire performance iconiche e una potente fusione di musica e immagine.

Quello di San Siro sarà un viaggio attraverso una storia fatta di talento, evoluzione, ricerca musicale e successi, che hanno reso Annalisa la regina del pop italiano.

Francesco De Gregori, ecco le nuove date per il tour nei teatri 2027

Roma, 16 set. (askanews) – Da marzo e aprile 2027 “Nevergreen (Perfette Sconosciute)” di Francesco De Gregori arriverà per la prima volta in tour nei teatri di tutta Italia. Le prevendite per queste nuove date sono disponibili da oggi 16 settembre su ticketone e nei circuiti di vendita abituali.

Queste le nuove date: 1 marzo a Genova – Teatro Carlo Felice; 2 marzo a Parma – Teatro Regio; 4 marzo a Udine – Teatro Nuovo Giovanni da Udine; 7 marzo a Cremona – Teatro Ponchielli; 10 marzo a Brescia – Teatro Clerici; 11 marzo a Padova – Gran Teatro Geox; 14 marzo a torino – teatro colosseo; 19 marzo a Mantova – Palaunical Teatro; 21 marzo a Legnano (mi) – Teatro Galleria; 23 marzo a Bergamo – Choruslife Arena; 25 marzo a Bologna – Teatro Europauditorium; 3 aprile ad Assisi – Teatro lyrick; 6 aprile a Napoli – Teatro Augusteo; 9 aprile ad Avellino – Teatro Gesualdo; 15 aprile a Bari – Teatro Team; 20 aprile a Firenze – Teatro Verdi; 27 aprile a Milano – Teatro Arcimboldi; 30 aprile ad Ancona – Teatro delle Muse

Il progetto “nevergreen (perfette sconosciute)”, dedicato alle canzoni meno conosciute di Francesco De Gregori, è nato con la residenza del cantautore al Teatro Out Off di Milano due anni fa. Da lì, è arrivato alla 82esima mostra del cinema di venezia con il film “Francesco De Gregori. Nevergreen”, di Stefano Pistolini, e nei cinema di tutta italia distribuito da Nexo Studios.

Il 16 ottobre 2026 uscirà “Nevergreen (Perfette Sconosciute)” (Caravan, Friends & Partners / Distribuzione Sony Music Italy), un disco live che restituisce al pubblico il meglio dell’esperienza vissuta al teatro out off.

Il progetto mette al centro una dimensione artistica rara: quella dell’ascolto profondo, del dettaglio, della vicinanza emotiva tra palco e platea, conservando il calore e l’intensità di quella residenza milanese.

Dopo il successo della residenza del 2024 (20 concerti dal 29 ottobre al 23 novembre), De Gregori torna questo autunno ad esibirsi live con “Nevergreen (Perfette Sconosciute)”, una serie di concerti intimi che accompagneranno ancora una volta il pubblico in un viaggio attraverso le canzoni meno conosciute e i grandi successi del vasto repertorio del cantautore. La scaletta sarà sempre diversa permettendo di scoprire o riscoprire alcuni capolavori nascosti del repertorio, canzoni affascinanti, raramente proposte dal vivo.

Questa volta la residenza sarà doppia: dal 27 ottobre al Teatro Sala Umberto di Roma e dal 25 novembre ritornerà al Teatro Out Off di Milano. L’intimità dei due teatri creerà un’atmosfera ogni sera irripetibile. Prevendite sono disponibili su ticketone.

Francesco De Gregori sarà accompagnato dalla sua band composta da Guido Guglielminetti (basso e contrabasso), Primiano di Biase (direzione artistica, hammond, tastiere e fisarmonica), Carlo Gaudiello (piano e tastiere), Paolo Giovenchi (chitarre), Alessandro Valle (pedal steel guitar e mandolino) e Simone Talone (batteria e percussioni). Coriste Francesca La Colla e Cristina Greco.

Federal Reserve alza i tassi al 3,75%-4%, primo aumento da 3 anni

Roma, 16 set. (askanews) – La Federal Reserve ha deciso il primo aumento dei tassi di interesse sul dollaro da tre anni a questa parte, 0,25 punti percentuali in più con cui il riferimento sui fed funds sale a una forchetta del 3,75-4%. La decisione era ampiamente attesa dopo i nuovi rafforzamenti dell’inflazione e dei prezzi dell’energia.

Negli Stati Uniti “l’inflazione resta elevata. Il rialzo dei tassi di oggi favorirà “un ritorno tempestivo all’obiettivo del 2%. Il comitato intende perseguire la stabilità dei prezzi”, recita il comunicato diffuso al termine del direttorio (Fomc). La decisione è stata presa all’unanimità.

Secondo la Banca centrale degli Stati Uniti, la crescita economica resta solida, anche se persiste un’elevata incertezza in parte legata a questioni geopolitiche. (fonte immagine: Federal Reserve)

Via il bollo, prima mossa elettorale Meloni. "Avanti fino a fine legislatura"

Roma, 16 set. (askanews) – Spiega di voler arrivare “fino alla scadenza della legislatura”. Ma, intanto, con un certo anticipo, Giorgia Meloni fa la sua prima mossa da campagna elettorale (guai però a definirla così). A sorpresa il Consiglio dei ministri vara infatti l’abolizione del bollo per le auto medie e piccole e per le moto, “una delle tasse più odiate dagli italiani”. Ed è la stessa premier, accompagnata dai suoi due vice e dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, a illustrarla in una conferenza stampa. La misura è contenuta nello stesso decreto che prolunga il taglio sul prezzo del gasolio che andrà ancora avanti fino al 5 ottobre con un meccanismo di decalage e poi sarà ancora finanziato con il sistema delle accise mobili. Ma – spiega Meloni – si è capito che questa era una strada su cui non si poteva più proseguire. Dunque, dice, insieme agli alleati si è deciso di scegliere “una misura strutturale” invece che “una emergenziale”. Il provvedimento, in realtà, prevede l’abolizione del bollo per il 2027, ma l’intenzione del governo è quella di renderla permanente già dalla prossima manovra.

La presidente del Consiglio, però, nega che si tratti di una mossa fatta in ottica Politiche, come invece sostiene l’opposizione. “Questo – afferma – lo hanno fatto altri in altri tempi e ne stiamo ancora pagando il conto. Quello che noi cerchiamo di fare è dare le risposte”. Lo slogan anti sinistra tuttavia è già pronto e la premier, prima ancora di presentarsi davanti ai giornalisti, lo affida ad un post sui social: “Mentre altri parlano di patrimoniali, noi togliamo una tassa sulla proprietà”.

La corsa verso le prossime elezioni, dunque, è ampiamente cominciata anche se la premier ci tiene a smentire i retroscena che la vogliono tentata, un giorno sì e l’altro pure, dall’andare al voto anticipato. “Finché io ho una maggioranza solida per governare, intendo governare questa nazione e mi pare che i miei colleghi siano d’accordo con me”, aggiunge. Una partita, quella della durata del governo, che inevitabilmente si collega al delicato passaggio della legge elettorale alla Camera che comincerà il 29 settembre per concludersi la settimana successiva. Anche in questo caso, Meloni smentisce le ricostruzioni di stampa che la volevano addirittura intenzionata a una sorta di auto sabotaggio della riforma e anzi la difende (“Mi pare sia un passo in avanti del quale beneficeranno tutti”). E mette in chiaro di non avere nemmeno alcun dubbio sull’utilità di chiedere la fiducia: farlo, sottolinea, “è un fatto di chiarezza” visto che si tratta di una “legge che ha le preferenze al suo interno”. Un passaggio su cui la citata compattezza della coalizione sarà appunto chiamata a dare una prova fondamentale. Un inciampo, con il governo così impegnato in prima fila nella terza lettura a Montecitorio, non potrebbe che avere conseguenze sul seguito della legislatura.

Insomma, la presidente del Consiglio lascia intendere di non aver cambiato idea sull’utilità di un sistema come quello previsto dalla riforma nemmeno adesso che i sondaggi concedono al partito di Vannacci percentuali tali da far dubitare seriamente il centrodestra di poter raggiungere la agognata soglia del 42% che consente di acciuffare il premio di maggioranza. Anzi, ancora una volta sembra escludere l’ipotesi di un alleanza con Futuro nazionale. “Per me è molto più importante vincere per governare che vincere per non governare”, spiega.

L’appello sembra ancora una volta essere quello al voto utile, alla scelta di campo. “L’ho sentito dire – sottolinea – che le alleanze si fanno sul rispetto degli impegni presi con i cittadini. Segnalo però che Futuro nazionale oggi è composto da parlamentari eletti nel centrodestra per votare provvedimenti del centrodestra e rappresentare cittadini che hanno votato centrodestra. E invece votano con l’opposizione. Se accade una volta può accadere una seconda”.

Ceuta, Meloni: da governo spagnolo dichiarazioni scomposte e minacce

Roma, 16 set. (askanews) – “La questione di Ceuta non è risolta e non lo dico io, lo ha detto il primo ministro Sanchez non più tardi di due giorni fa. Ha detto ‘spero di risolvere la questione di Ceuta in poco tempo’ che vuol dire che i problemi permangono. Io non ho niente contro la Spagna. I controlli alla frontiera non vengono ripristinati contro qualcuno, è successo almeno 400 volte in Europa che Schengen venisse sospeso, è successo diverse volte anche nei nostri confronti. Non si fa contro qualcuno, si fa per difendere e mettere in sicurezza i propri interessi ed è quello che abbiamo fatto anche stavolta”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni ospite della trasmissione 10 minuti su Rete4.

“Alcune dichiarazioni del governo spagnolo – ha aggiunto – francamente mi paiono un po’ scomposte. Dovrebbe essere chiaro ad oggi che utilizzare con noi dei toni troppo accesi o delle minacce di ripercussioni non è esattamente l’argomento più convincente. Non ho motivi per creare difficoltà o problemi ad altri e quindi la ragione per la quale proroghiamo la sospensione di Schengen di solito di due settimane è perché vogliamo essere pronti, appena abbiamo elementi concreti, a non prorogare una misura se non è strettamente necessaria”.

Bollo, Meloni: stop è strutturale, coperture prossimi anni in manovra

Roma, 16 set. (askanews) – Quella de taglio del bollo “è una misura che non vale solo per i 2027”, nel decreto è scritto così “perché per la copertura dei prossimi anni ci serve la legge di bilancio e quindi lo faremo con la legge di bilancio”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervistata durante la trasmissione ’10 minuti’ su Rete4.

“Ma la misura noi la consideriamo strutturale, quindi lungi dall’essere come si dice un provvedimento che vale adesso perché nel 2027 ci sono le elezioni. E’ banalmente una delle tante tasse che questo governo ha tolto o abbassato”.

Stellantis, Cappellano: Lancia Gamma conferma l’impegno sull’Italia

Roma, 16 set. (askanews) – La nuova Lancia Gamma “è la conferma dell’impegno di Stellantis sull’Italia e un nuovo investimento per la nostra azienda e il nostro territorio, quindi è un momento anche di soddisfazione”. Lo ha affermato Emanuele Cappellano, capo per l’Europa di Stellantis a margine della presentazione della nuova Lancia Gamma a Roma presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Ora per l’auto “servono misure chiare e misure urgenti da parte dell’Unione europea. Abbiamo adesso veramente urgenza di definire quelle che sono le regole per l’Europa a 27, anche le regole sui fornitori. Insomma – ha proseguito – c’è un momento per l’industria automotive in Europa e non c’è più tempo”.

“Le condizioni per competere in Europa devono essere uguali per tutti – ha aggiunto Capellanno – devono garantire prodotti competitivi e un equilibrio anche nell’offerta di tutti i produttori in tutti i segmenti”.

Padel, da venerdì a Sanremo le Finals della Sanremo Padel Experience

Roma, 16 set. (askanews) – Sarà Sanremo a ospitare, da venerdì 18 a domenica 20 settembre, le Finals della Sanremo Padel Experience, tournée articolata in cinque tappe – Perugia, Grosseto, Roma e Torino oltre la Città dei Fiori – e realizzata in collaborazione con la Federazione Internazionale Padel (FIP). In piazza Cristoforo Colombo, spiega una nota, sarà allestito lo “Stadio del Padel”, che ospiterà le fasi decisive del FIP Promises Tour, il circuito internazionale dedicato ai giovani talenti Under 12, Under 14, Under 16 e Under 18, oltre alle finali del FIP Beyond dedicato agli amatori.

Il bilancio delle prime quattro tappe parla di oltre 1.000 atleti coinvolti, provenienti da 14 Paesi e tre continenti. Il programma ha registrato una media di oltre 2.000 spettatori per appuntamento, mentre i contenuti dedicati alla Sanremo Padel Experience hanno superato, fino alla fine di agosto, i 3 milioni di visualizzazioni sui social, raggiungendo oltre 1,8 milioni di utenti. Il programma delle Finals prenderà il via venerdì 18 settembre alle 10 con l’inaugurazione in piazza Colombo. Domenica 20, a partire dalle 9, sono in programma le finali del FIP Beyond Over 40 e Over 50, seguite dalle finali del FIP Promises nelle quattro categorie maschili e femminili.

Tra gli ospiti del fine settimana ci saranno due allenatori di riferimento del padel internazionale: Gaby Reca, ct dell’Argentina maschile campione del mondo in carica, e Marcela Ferrari, ct delle Nazionali italiane maschile e femminile. Ferrari arriva a Sanremo dopo le quattro medaglie conquistate dall’Italia ai Giochi del Mediterraneo di Taranto.

“Organizzare una tournée costruita sui tornei del circuito mondiale dedicato ai giovani della Federazione Internazionale Padel rappresenta un grande riconoscimento della qualità e della serietà di un progetto iniziato due anni fa proprio qui a Sanremo”, ha dichiarato Fulvio Gazzola, amministratore delegato di E20 Sanremo. Per il sindaco di Sanremo Alessandro Mager e l’assessore al Turismo Alessandro Sindoni, “portare in piazza Colombo l’atto conclusivo di questa tournée rappresenta un risultato importante per la città”.

“Mille atleti, 14 Paesi e 3 milioni di visualizzazioni raccontano la dimensione raggiunta dalla Sanremo Padel Experience”, ha commentato l’assessore al Turismo della Regione Liguria Luca Lombardi, sottolineando il legame tra manifestazione sportiva e promozione territoriale. “Sanremo Padel Experience è un progetto che unisce sport, giovani e territorio, creando occasioni di incontro, confronto e crescita”, ha aggiunto l’assessore regionale alla Programmazione FSE Marco Scajola.

Bollo, Meloni: mossa elettorale? Lo facevano altri, noi diamo risposte

Roma, 16 set. (askanews) – “Da una parte mi si accusa, o ci si accusa, di non riuscire a dare risposte efficaci ai problemi che ci sono e poi quando si tentano di dare le risposte efficaci ci si accusa di fare manovre elettorali, perché delle due l’una: governare è governare e cercare di dare delle risposte”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante una conferenza stampa al termine del Cdm.

“Quindi – ha aggiunto – vi prego di non interpretare i provvedimenti del governo come dei provvedimenti che guardano a interessi di carattere elettorale, questo lo hanno fatto altri in altri tempi, ne stiamo ancora pagando il conto. Quello che noi cerchiamo di fare è dare le risposte che siano il più possibile efficaci ai problemi che ci si pongono davanti e intendiamo continuare a governare e io intendo continuare a governare fino a quando avrò questa bella e solida maggioranza che mi accompagna”.

Stellantis presenta la nuova Lancia Gamma al Mimit, Italia al centro

Roma, 16 set. (askanews) – La nuova Lancia Gamma è stata protagonista oggi di una cermonia di presentazione istituzionale presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy. All’incontro, come riporta un comunicato, hanno partecipato Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, Vito Bardi, presidente della Regione Basilicata, Emanuele Cappellano, COO Enlarged Europe di Stellantis, e Antonella Bruno, Managing Director di Stellantis Italia.

La presentazione, si legge, ha offerto l’occasione per approfondire il contributo di Gamma al percorso di Lancia e, più in generale, il ruolo dell’Italia nella strategia industriale di Stellantis nel Paese.

Disegnata a Torino presso il Centro Stile Lancia, sviluppata e industrializzata in Italia e prodotta nello stabilimento Stellantis di Melfi, Gamma nasce da un sistema di competenze che coinvolge designer, ingegneri, tecnici, operatori e fornitori. Con l’arrivo del nuovo modello Lancia, accanto a Jeep Compass, DS N°8 e DS N°7, Melfi conferma la capacità del Gruppo di trasformare competenze e tecnologia italiane in prodotti destinati anche ai mercati internazionali.

“La nuova Lancia Gamma è una dimostrazione concreta del ruolo che l’Italia continua ad avere nella strategia industriale di Stellantis. Melfi rappresenta un patrimonio di competenze, tecnologia e qualità, così come gli altri nostri stabilimenti italiani. Ma il futuro dell’industria automobilistica europea dipenderà anche dalle decisioni che siamo in grado di prendere oggi: servono regole capaci di restituire competitività al settore, sostenendo il Made in Europe, le auto compatte e i veicoli commerciali leggeri. Stellantis sta facendo la propria parte e Gamma ne è una testimonianza concreta”, afferma Emanuele Cappellano, COO Enlarged Europe di Stellantis.

La dimensione italiana di Gamma attraversa l’intero processo di creazione della vettura. Il design nasce a Torino, presso il Centro Stile Lancia guidato da Gianni Colonello, Head of Design Lancia. In Italia vengono realizzati anche sviluppo e industrializzazione, mentre la produzione è affidata allo stabilimento Stellantis di Melfi.

Il progetto coinvolge inoltre circa trenta fornitori italiani, una decina dei quali lucani, rafforzando il legame tra prodotto, stabilimento e filiera locale. Un percorso, dice Stellantis, che continua fino al cliente attraverso la Rete Lancia in Italia, che si prepara ad accogliere Gamma e a offrire un’esperienza coerente con il posizionamento e i valori del marchio.

“Gamma rappresenta una tappa fondamentale nell’evoluzione di Lancia e assume un significato ancora più forte nell’anno in cui celebriamo i 120 anni del marchio. È un progetto italiano nel senso più completo del termine: nasce dal design a Torino, attraversa sviluppo e industrializzazione e prende forma a Melfi grazie alle competenze delle donne e degli uomini che vi lavorano ogni giorno. Con Gamma vogliamo trasformare design, qualità, capacità industriale e cultura italiana del progetto in un elemento concreto di competitività, in Italia e sui mercati europei”, dichiara Antonella Bruno, Managing Director di Stellantis in Italia.

Dopo la nuova Ypsilon e il ritorno di HF e delle competizioni, Gamma amplia l’offerta Lancia e riporta il marchio in un segmento strategico. La nuova fastback crossover, lunga 4,67 metri e sviluppata sulla piattaforma STLA Medium, sarà disponibile con motorizzazioni Hybrid ed elettriche. La versione Hybrid offrirà oltre 1.000 km di autonomia complessiva, mentre le versioni elettriche arriveranno fino a circa 740 km. Al vertice della gamma arriverà inoltre una versione a trazione integrale da 375CV.

Gamma, dice ancora Stellantis, consentirà a Lancia di ampliare significativamente il proprio pubblico, con un obiettivo di equilibrio tra clienti privati e business, confermando l’Italia come cuore e principale mercato del marchio e affiancandole una chiara ambizione europea.

Bollo, Meloni: altri parlano di patrimoniali, noi tagliamo tassa su proprietà

Roma, 16 set. (askanews) – “Oggi in Consiglio dei ministri abbiamo approvato l’abolizione del bollo per le auto di piccola e media potenza, fino a 80 kW, e per i motoveicoli, con un’esenzione per un solo veicolo a cittadino. Abbiamo scelto di trasformare una parte delle risorse impiegate finora contro il caro carburanti in una misura semplice e strutturale, pensata soprattutto per chi utilizza ogni giorno auto e moto per lavorare, accompagnare i figli, muoversi. Una scelta concreta: cancelliamo una delle tasse più odiate dagli italiani e continuiamo sulla strada della riduzione del carico fiscale. Mentre altri parlano di patrimoniali, noi togliamo una tassa sulla proprietà”. Lo scrive sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Mario Roggero ai giudici di Milano: ogni vita merita rispetto

Milano, 16 set. (askanews) – “Ogni vita merita rispetto”, “Siamo tutte gocce nello stesso oceano”, “In quell’occasione avrei potuto tenere un comportamento meno impulsivo e più riflessivo”. Lo ha detto Mario Roggero, secondo quanto riferito dal suo avvocato Stefano Marcolini, intervenendo nell’aula del Tribunale del Sorveglianza di Milano con una dichiarazione spontanea ai giudici, che dovranno pronunciarsi sulla richiesta di differimento della pena e la detenzione domiciliare presentata dal suo difensore in attesa dell’esito della domanda di grazia presentata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Per l’avvocato Stefano Marcolini, legale del gioielliere 72enne di Grinzane Cavour (Cuneo), condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per il duplice omicidio di due rapinatori uccisi fuori dal suo negozio il 28 aprile 2021, “Roggero ha avviato un percorso di rimeditazione critica della sua condotta”.

Il beverage tra identità e nuovi trend: sfide ed evoluzione

Roma, 16 set. (askanews) – Il settore del beverage vive una fase di profonda trasformazione, spinta da un pubblico sempre più attento alla qualità delle materie prime e a un consumo consapevole. Al Roma Bar Show 2026, punto di incontro per addetti ai lavori e grandi marchi, la storica azienda romana Pallini offre un osservatorio privilegiato su come le nuove abitudini stiano ridisegnando il mercato.

“Sicuramente stiamo assistendo a un cambio nei consumi, dovuto anche alla crisi economica. Il momento dell’aperitivo si conferma quello clou: c’è una forte richiesta di drink veloci e vediamo la costante conferma dello spritz, non solo nella sua versione classica, ma declinato in tantissime forme. Quest’anno, per noi di Pallini, questo si è tradotto in un vero incremento per il limoncello spritz, non soltanto in Italia ma in tutto il mondo” ha dichiarato Micaela Pallini, Presidente e Amministratore Delegato di Pallini.

In un contesto segnato dal confronto con un consumatore evoluto, il mantenimento di una forte identità di marca costituisce una sfida centrale per l’intero settore.

“Credo sia sempre più importante il valore del prodotto. Alla fine, sia i bartender sia i consumatori vogliono credere che la storia raccontata sia vera e cercano una conferma della tua identità, un aspetto su cui ci siamo sempre impegnati. Per questo il prodotto deve mantenere uno standard qualitativo altissimo: la competizione è molta e, proprio per questo, devono continuare a sceglierti ogni giorno” ha aggiunto Pallini.

In questo scenario, il bar si conferma spazio relazionale. Al centro del cambiamento c’è il bartender, figura chiave nel guidare il cliente attraverso il racconto di botaniche, territori e ricette.

“Sicuramente raccontare una storia ed essere fedeli alle proprie tradizioni è essenziale quando si parla con il bartender, perché sia poi lui a proporti al consumatore e al suo cliente” ha concluso Pallini.

Un percorso che conferma come il futuro del comparto passi sempre più dall’equilibrio tra qualità del prodotto, empatia e capacità di raccontare storie.

Russia, Putin: "Nessuno riuscirà a dividerci"

Roma, 16 set. (askanews) – Le elezioni per la Duma di Stato in Russia si svolgeranno nel pieno rispetto della legge e nei tempi previsti: lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, in un discorso al Paese. Le elezioni dimostreranno che il popolo russo è unito da valori condivisi, memoria storica e amore per la patria, ha dichiarato oggi il presidente russo Vladimir Putin, specificando che “nessuno riuscirà a dividere i russi”.

“La vostra scelta dimostrerà ancora una volta che milioni di persone sostengono i nostri combattenti, che siamo un popolo unito, legato da valori condivisi, dalla memoria storica e dall’amore per la Patria; e che nessuno riuscirà a dividerci o a intimidirci, né a minare la nostra statualità e il nostro sistema socio-politico”, ha specificato Putin nel suo discorso ai cittadini russi in vista delle elezioni per la camera bassa del parlamento, la Duma di Stato russa.

Le nuove rotte della moda

Milano, 16 set. (askanews) – CIM Italy torna a Linea Pelle e lo fa per lanciare la collezione Autunno/Inverno 27/28, incentrata sul dialogo tra la tradizione decorativa e l’innovazione tecnologica.

Il commento di Angela Galbussera, Ufficio Stile: “Abbiamo lavorato sulle infilature. Con delle nostre occhiellature a macchina automatica siamo andati a contaminarlo con una macchina artigianale con un’infilatura con cui abbiamo giocato con filati di lana, ciniglia e filati di piume. Un’altra lavorazione su cui abbiamo lavorato è l’intreccio più tradizionale: abbiamo laserato e intrecciato a mano, ma alla fine per portare la nostra parte decorativa siamo andati a lavorarli a macchina automatica applicando sopra questi intrecci delle borchie graffate”.

Nel 2026, il marchio guidato da Stefano Innocenti ha ampliato i propri laboratori a Cernusco Lombardone, luogo in cui gli accessori per abbigliamento prendono vita.

Le parole di Stefano Innocenti, CEO CIM Italy: “Abbiamo aggiunto un laboratorio di 600 metri quadrati con maestranze prevalentemente italiane dedicate alle lavorazioni per i grandi brand. I fatti accaduti negli ultimi anni ci hanno convinto che fosse il momento giusto di potenziare la manodopera produttiva e manifatturiale italiana e da qui la volontà di ampliare e cominciare un percorso formativo per le nuove leve che speriamo costituiscano il futuro del made in italy e del lusso”.

Tra gli obiettivi fissati dall’azienda per il futuro c’è anche quello di una maggiore sostenibilità.

L’intervista a Stefano Innocenti, CEO CIM Italy: “Cerchiamo di concentrarci su tutti gli aspetti, quelli legati al nostro prodotto e all’attività produttiva. Lavoriamo principalmente con l’ottone e cerchiamo di riciclare tutto l’ottone impiegato”.

Tradizione, innovazione e sostenibilità: è così che Cim Italy disegna il futuro della moda con la collezione Autunno/Inverno 27/28.

Maltempo, allerta arancione in Liguria e Emilia-Romagna

Roma, 16 set. (askanews) – Il transito di una perturbazione di origine atlantica sull’Europa centrale interesserà, a partire dalla serata odierna, le regioni settentrionali italiane con fenomeni temporaleschi anche intensi, soprattutto nella mattinata di domani.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento (www.protezionecivile.gov.it).

L’avviso prevede dalle prime ore di domani, giovedì 17 settembre, precipitazioni da sparse a diffuse, a prevalente carattere di rovescio o temporale, su Liguria, Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Toscana. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento e frequente attività elettrica.

Sulla base dei fenomeni in atto e previsti è stata valutata per la giornata di domani, giovedì 17 settembre, allerta arancione su ampi settori della Liguria e su parte dell’Emilia-Romagna.

Valutata, inoltre, allerta gialla sull’intero territorio di Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Umbria e su settori di Liguria, Friuli-Venezia Giulia, Marche e Toscana.

Il quadro meteorologico e delle criticità previste sull’Italia è aggiornato quotidianamente in base alle nuove previsioni e all’evolversi dei fenomeni, ed è disponibile sul sito del Dipartimento della Protezione Civile, insieme alle norme generali di comportamento da tenere in caso di maltempo. Le informazioni sui livelli di allerta regionali, sulle criticità specifiche che potrebbero riguardare i singoli territori e sulle azioni di prevenzione adottate sono gestite dalle strutture territoriali di protezione civile, in contatto con le quali il Dipartimento seguirà l’evolversi della situazione.

Auto, Urso: decidere subito revisione norme Ue, non c’è più tempo

Roma, 16 set. (askanews) – La nuova Lancia Gamma presentata oggi è “un simbolo del rilacnio del Made in Italy, questo modello è un emblema dell’auto italiana, ora dobbiamo sostenere questo rilancio con le riforme nell’Unione europe. Oggi la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha evidenziato quanto siano necessarie. Non abbiamo altro tempo: bisogna decidere subito in modo strutturale un processo di revisione delle norme Ue a tutela di imprese, lavoratori e consumatori. Oggi è più che mai necessario”. Lo ha affermato il ministro di Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso durante la conferenza stampa di presentazione della nuova Lancia Gamma al Mimit.

“Quando a settembre 2024 presentammo il primo ‘non paper’ per cambiare la politica europea sull’auto eravano noi con pochi Pasesi piccoli”, ha ricordato Urso. Poi via via “si sono associati altri e oggi con noi ci sono Francia, Germania, le gradi potenze industriali europee, le grandi case sutomobilistiche europee, non era scontato. Oggi ci sono insieme governi, imprese e lavoratori europei e pensiamo che per questo che la Commissione debba procedere in fretta. Oggi si può fare – ha concluso – oggi si deve fare”.

Rai, il 20 settembre il film su Giovannino Guareschi con Giuseppe Zeno

Roma, 16 set. (askanews) – Domenica 20 settembre in prima serata su Rai1 “Giovannino Guareschi – Non muoio neanche se mi ammazzano”, prima fiction dedicata alla vita del celebre scrittore emiliano, per la regia di Andrea Porporati.

Prodotta da Anele in collaborazione con Rai Fiction e con il sostegno della Regione Emilia-Romagna attraverso Emilia-Romagna Film Commission, vede protagonista Giuseppe Zeno nel ruolo di Giovannino Guareschi, figura cardine della cultura e della letteratura italiana e tra i più venduti nel mondo con oltre 20 milioni di copie in 142 lingue.

Il film racconta la vita dello scrittore che ha saputo catturare la realtà che lo circondava dando vita, in pagine piene di disegni e parole, a personaggi memorabili, tra cui i famosissimi Don Camillo e Peppone, e che, per lo spiccato atteggiamento ironico e irriverente, si è spesso scontrato con le istituzioni e non solo. Uomo volitivo, coerente, libero, poco incline al compromesso, Giovannino Guareschi si rifiutò di combattere con i nazisti e nella Repubblica Sociale, venendo per questo deportato in un campo di prigionia tedesco. Fu avversario irriducibile del comunismo e della dittatura sovietica, ma anche critico con il consumismo capitalista americano, restando sempre fedele ai suoi ideali.

“Giovannino Guareschi – Non muoio neanche se mi ammazzano” porta al grande pubblico anche il lato più intimo dell’uomo, legato a valori genuini e semplici. Nella sua vita due costanti: l’amore per la moglie Ennia – interpretata da Benedetta Cimatti – e per i figli Alberto e Carlotta, e quello per la sua terra natìa, la Bassa Padana, che Guareschi trasformerà nel fortunato Mondo Piccolo, il suo capolavoro. Un microcosmo rassicurante nel quale si sono rispecchiati gli italiani e il cui straordinario successo editoriale condusse Guareschi all’avventurosa trasposizione cinematografica di Don Camillo e Peppone, che si rivelò un indiscutibile trionfo in Italia e nel mondo.

Sono proprio i territori della Bassa a fare da sfondo alle riprese del film, interamente girato in Emilia-Romagna toccando numerosi Comuni e località – Bagnolo in Piano, Brescello, Castelfranco Emilia, Colorno, Coltaro, Guastalla, Luzzara, Mezzano Rondani, Novellara, Polesine Zibello, Poviglio, Reggio Emilia, Sissa Trecasali e Sorbolo Mezzani – per restituire, attraverso i luoghi reali che hanno ispirato l’autore, parte del suo spirito e del carattere identitario dei piccoli paesini lungo il fiume Po, rappresentativi del senso di italianità di quel periodo.

Nel cast anche Andrea Roncato nei panni del padre Primo Augusto Guareschi, Maurizio Donadoni nel ruolo di Angelo Rizzoli e Salvatore Striano a interpretare il produttore cinematografico Peppino Amato. Scritto da Andrea Porporati con la collaborazione di Marco Ferrazzoli, da un soggetto di Andrea Porporati, Gloria Giorgianni, Simone Ortolani, Emiliano Procucci e Roberto Vecchi, il film si avvale della consulenza in esclusiva di Alberto Guareschi – figlio di Giovannino – ed è liberamente ispirato al libro “Chi sogna nuovi gerani?”, autobiografia a cura degli stessi figli Alberto e Carlotta, edita da Rizzoli.

Musica, nomination per Laura Pausini ai 27esimi Latin Grammy Awards

Roma, 16 set. (askanews) – Laura Pausini ha ricevuto una nuova nomination ai Latin Grammy Awards, giunti quest’anno alla 27esima edizione, che si terrà al MGM Grand Garden Arena di Las Vegas il prossimo 12 novembre 2026. La nomination arriva per la categoria Mejor Album Vocal Pop Tradicional, e le viene conferita per il suo ultimo album di cover, “Io Canto 2”, in versione spagnola “Yo Canto 2”.

Un nuovo traguardo che arriva a distanza di tre anni dal riconoscimento conferitole dall’Academia Latina de la Grabación come Latin Recording Academy Person of the year.

Vincitrice di 5 Latin Grammy, 1 Grammy Award, 1 Golden Globe, 1 nomination agli Oscar e tanti altri riconoscimenti, Laura Pausini ha pubblicato il suo ultimo disco di cover nel marzo del 2026, un tributo ai cantautori interpreti e compositori della storia della musica italiana, che nella versione spagnola contiene brani dei più grandi autori latini, a rappresentare ogni singolo paese che l’ha incoronata star musicale, dalla Spagna all’Argentina, dal Messico al Cile, dalla Colombia al Perù, e molti altri ancora.

Tra questi, autori come Mecano (Hijo de la Luna), Gloria Estefan (Oye Mi Canto), Juan Luis Guerra (Bachata Rosa), Alejandro Sanz (Cuando Nadie Me Ve), Shakira (Antología), Ricky Martin (Livin’ La Vida Loca), Madonna (La Isla Bonita), Fito Páez (Mariposa Tecknicolor), Natalia Lafourcade (Hasta La Raíz), Pablo López (El Patio), Joan Sebastian (Eso y Más).

Laura Pausini, già protagonista della Cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 dove ha interpretato l’inno italiano, e conduttrice insieme al direttore artistico Carlo Conti della 76esima edizione del Festival di Sanremo sul palco del Teatro Ariston, ha preso parte lo scorso 19 luglio alla cerimonia di chiusura dei mondiali Fifa, tra artisti come Madonna, Justin Bieber, Shakira, Robbie Williams e i BTS, ed è stata headliner del Gran Premio di Formula 1 a Monza lo scorso 6 settembre.

Dopo l’uscita del suo ultimo singolo, la cover del brano di Raf “Siamo soli nell’immenso vuoto che c’è”, si prepara alla partenza della leg europea del suo World tour 2026/2027, undicesima tournée mondiale, che ha già venduto 450.000 biglietti nel mondo, con tante date sold out, e che dal primo ottobre 2026 la porterà nei palazzetti delle più grandi città, e proseguirà fino a fine 2027.

In Cdm l’abolizione del bollo moto e delle auto di piccola e media potenza

Roma, 16 set. (askanews) – In Consiglio dei ministri arriva l’abolizione del bollo auto per le vetture di piccola e media potenza, quelle – sottolineano fonti di palazzo Chigi – in gran parte utilizzate dalle famiglie per gli spostamenti quotidiani.

L’esenzione, si spiega, vale anche per i motocicli, ma ogni cittadino avrà diritto a una sola agevolazione. La misura riguarda tutti i motocicli e oltre il 70% delle auto attualmente in circolazione, nel complesso circa 14,5 milioni di veicoli.

L’intervento – spiegano da palazzo Chigi – punta ad alleggerire il carico fiscale sulla proprietà di auto o moto per una platea molto ampia di italiani.

In Cdm abolizione bollo moto e auto piccola e media potenza

Roma, 16 set. (askanews) – In Consiglio dei ministri arriva l’abolizione del bollo auto per le vetture di piccola e media potenza, quelle – sottolineano fonti di palazzo Chigi – in gran parte utilizzate dalle famiglie per gli spostamenti quotidiani.

L’esenzione, si spiega, vale anche per i motocicli, ma ogni cittadino avrà diritto a una sola agevolazione. La misura riguarda tutti i motocicli e oltre il 70% delle auto attualmente in circolazione, nel complesso circa 14,5 milioni di veicoli.

L’intervento – spiegano da palazzo Chigi – punta ad alleggerire il carico fiscale sulla proprietà di auto o moto per una platea molto ampia di italiani.

“Oggi il governo cancella una delle tasse più odiate dagli italiani”, commenta la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Auto, Cappellano (Stellantis): ora si decide futuro del settore in Europa

Roma, 16 set. (askanews) – “Oggi l’industria europea è a un varco, è il momento di decidere in modo chiaro quello che sarà il futuro. La discusione in corso determinerà la rilevanza dell’industria automobilistica in europa, a seconda di quelle che saranno le decisioni ci sarà un futuro rilevante, o meno. Il momento per decidere è adesso: non c’è più tempo”. Lo ha affermato Emanuele Cappellano, capo per l’Europa di Stellantis durante la conferenza stampa di presentazione della nuova Lancia Gamma al Mimit, a Roma.

Gli investimenti nell’auto “richiedono decisioni di lungo termine. Per chiunque intenda operare in Euopa serve poterlo fare in maniera coerente con altri produttori europei – ha proseguito -. Se le condizioni sono eque per tutti c’è un futuro”.

“L’Italia e il Mimit – ha detto ancora il manager Stellantis – sta facendo un lavoro incredibilie, per l’industria e anche di promozione delle poltiche industraili in Europa. Vorrei ringraziare ancora il ministro per questo sforzo congiunto”, ha detto rivolto a Adolfo Urso, presente alla conferenza stampa.

Kosovo, l’ex presidente Thaci condannato a 25anni per crimini di guerra

Roma, 16 set. (askanews) – Il Tribunale speciale per i crimini di guerra in Kosovo ha riconosciuto l’ex presidente del Kosovo Hashim Thaci colpevole di crimini di guerra e lo ha condannato a 25 anni di carcere per i reati di omicidio, tortura e detenzione illegale, commessi in qualità di alto comandante dell’Esercito di Liberazione del Kosovo (Uck) durante la guerra per la sepparazione del territorio dalla ex Jugoslavia alla fine degli anni ’90.

Condannato a 25 anni di carcere – riporta il sito di informazione kosovaro Koha – anche Jakup Krasniqi, ex presidente ad interim del Paese, e gli ex vertici dell’Esercito di Liberazione del Kosovo Kadri Veseli (a 18 anni) e Rexhep Selimi (a 13 anni).

Tutti gli imputati sono stati riconosciuti colpevoli di crimini di guerra, tra cui detenzione illegale o arbitraria, trattamenti crudeli, tortura e uccisioni illegali.

Secondo il tribunale speciale per i crimini di guerra in Kosovo, con sede all’Aia, Thaci si è reso responsabile dell’uccisione di 96 oppositori politici e presunti collaboratori delle forze di sicurezza serbe, perpetrata dalle forze di entia albanese dell’Uck durante il conflitto. È stato inoltre condannato per la detenzione illegale e arbitraria di 385 persone, la tortura di 303 individui e il trattamento crudele riservato a circa 50 persone. La corte ha stabilito che Thaci “ha partecipato attivamente ai crimini e li ha incoraggiati”.

L’ex presidemnte del Kosovo, che ha respinto tutte le accuse, scrive Reuters, è rimasto in silenzio mentre il giudice leggeva il verdetto di colpevolezza e la sentenza.

Il processo è stato seguito con grande attenzione in Kosovo e in Serbia, dove l’eredità del conflitto del 1998-99 e la dichiarazione di indipendenza del Kosovo del 2008 rimangono fonti di tensione tra la popolazione di etnia albanese e quella serba. Thaci resta una figura molto stimata da molti albanesi del Kosovo, mentre il tribunale stesso è profondamente impopolare nel Paese.

Calcio, Spalletti: "Dimostriamo di essere da Juve"

Roma, 16 set. (askanews) – “Abbiamo l’urgenza di vincere questa partita e non solo. Abbiamo anche quella di dover far vedere che siamo la Juventus”. È il messaggio di Luciano Spalletti alla vigilia dell’esordio in Europa League contro il Nec. Il tecnico bianconero torna sulla sconfitta contro il Sassuolo e sulle pressioni legate all’avvio di stagione, assicurando che la squadra è pronta ad affrontarle.

“Essere pronti è l’unica lingua per spiegare che siamo calciatori e persone da Juventus. Essere pronti ad accettare queste cose è l’unica strada. Per cui siamo pronti”, ha detto Spalletti, che non si dice sorpreso dalle voci sul suo futuro. “Non sono stupito che dopo quattro giornate siano cambiati due allenatori. Figuriamoci se devo essere stupito di quello che dicono qui. Finché ci verrà dato spazio, le energie vanno in quella direzione, non in far cambiare idee agli altri”.

Il tecnico ha analizzato anche il finale della gara persa con il Sassuolo: “Siamo stati attenti, lucidi e consapevoli che c’è qualcosa da migliorare. Abbiamo analizzato e tracciato quello che vogliamo fare. Bisogna essere un po’ più compressi, togliere qualche linea di passaggio agli avversari e capire quando è il momento di pressare o fare un po’ il blocco squadra”.

Spalletti si aspetta una partita impegnativa contro il Nec. “L’allenatore Schreuder è un profilo di altissimo livello. Ha avuto il coraggio di andare a imporre le proprie idee in un paese già evoluto di calcio. Ha lasciato un’idea diversa e ben riconoscibile. Ci dobbiamo aspettare una proposta di gioco esclusiva a livello di qualità di idee”. E avverte: “Segnano quasi due gol a partita. Può diventare una serata scomoda”.

Nessuna anticipazione sulla formazione, in particolare sulla possibile coppia Kolo Muani-Woltemade. Spalletti ha però confermato di voler vedere McKennie in campo: “Devo fare delle valutazioni. Ne abbiamo due o tre che non possono essere messi tutti insieme, ma io McKennie domani lo voglio in campo”.

Un passaggio anche su Koopmeiners, chiamato a dare una risposta sul campo: “È un giocatore che viene considerato in maniera importante. Ci aspettiamo sempre di vedere il suo livello, che conosciamo tutti molto bene. Lui è un calciatore internazionale. Abbiamo bisogno di queste cose da parte sua”.

Prima del tecnico aveva parlato Pierre Kalulu, che ha difeso il compagno olandese: “Nello spogliatoio è uno con cui puoi parlare e scherzare, è molto tranquillo. È uno che lavora tanto. In campo ha sia qualità fisica che tecnica”. Sul momento di Kolo Muani, il francese aggiunge: “Non è ancora arrivato il gol, ma sappiamo che darà un grande aiuto alla squadra. Non ho dubbi su di lui e sulla sua stagione”.

Kalulu non considera l’Europa League una scorciatoia per evitare una stagione senza trofei: “È una strada diversa, ma non mancano le squadre forti. Questa sarà la nostra strada”. E sulla sconfitta di Reggio Emilia taglia corto: “Il passato non conta perché non puoi cambiarlo, noi pensiamo sempre alla prossima partita, al futuro”.

Ex Ilva, il decreto sulla cassa integrazione slitta in attesa della Cassazione

Roma, 16 set. (askanews) – Durante l’incontro tra Governo e sindacato a Palazzo Chigi sull’ex Ilva di Taranto è arrivata la notizia che la Corte di Cassazione ha fissato per il 20 ottobre l’udienza per discutere il ricorso straordinario contro il decreto della Corte d’Appello di Milano, che ha disposto la chiusura dell’area a caldo dell’ex Ilva. Di conseguenza, il Governo ha chiesto alle organizzazioni sindacali di riaggiornare il tavolo.

Il decreto legge con le misure a tutela dei lavoratori, che il Governo avrebbe approvato al consiglio dei ministri di oggi, sarà quindi discusso quando il quadro generale sarà più chiaro. Nel frattempo, il Governo avvierà un’interlocuzione con le aziende dell’indotto per chiedere di non dar corso ai licenziamenti, che ad avviso dell’esecutivo sarebbero l’ultima cosa da fare di fronte a questa situazione di incertezza.

Musica, il 18 settembre arriva "Tutto", il nuovo singolo di Ultimo

Roma, 16 set. (askanews) – Esce venerdì 18 settembre “Tutto”, il nuovo singolo di Ultimo, in radio e in digitale, sotto etichetta indipendente Ultimo Records, disponibile un’ora dopo la mezzanotte. “La canzone più importante della mia vita, una di quelle che ti cambiano dentro per sempre” ha detto il cantautore romano parlando del brano scritto all’alba dopo la storica notte del 4 luglio 2026, quando 250.000 persone hanno cantato all’unisono durante quello che sarà ricordato come il Raduno degli Ultimi, il live da record senza precedenti a Roma.

“Tutto”, firmato Niccolò Moriconi e prodotto a quattro mani con Davide Simonetta, restituisce lo stato emotivo di chi vive il contrasto tra un traguardo professionale che non ha eguali e il bisogno di tenere strette le cose più semplici e autentiche: le persone, i luoghi e le emozioni che hanno accompagnato il proprio percorso. Una riflessione intima sul valore del successo e sul complesso e profondo interrogativo che ne deriva: cosa significa davvero avere ‘Tutto’?

“Questa canzone mi fa male e bene allo stesso momento, l’ho finita di scrivere all’alba tornato dal grande concerto di quest’estate – ha raccontato Ultimo in un post sui social – quando arrivi ad avere ‘tutto’, ti siedi sul divano guardi fuori ed è come se tu non avessi più scuse per sentire alcun tipo di mancanza. Una persona a cui voglio molto bene mi ha guardato e detto: ‘Stai a piange te che hai tutto!?’ E da quel momento quella frase ha creato una crepa dentro di me. ‘Che poi che cosa è Tutto!?’ Gli ho risposto. Perché alla fine tutti siamo dentro una rincorsa perenne. Siamo dentro questo stupido gioco fatto con regole strane. Forse guardiamo tutti dal lato sbagliato? Forse tutto è un marciapiede lercio e 4 birre con chi ami. Forse tutto per me era stare con Paoletto a cantare Perfect Day ogni pomeriggio? Forse basterebbe soltanto prendere quello che arriva e basta. In ogni caso sono orgoglioso delle mie canzoni e questo vale tutto il marasma che ho provato a descrivere in questo post”.

A un anno di distanza dalla sera del 22 settembre 2025, quando si era esibito piano e chitarra al The Blues Kitchen Brixton di Londra, anche quest’anno il cantautore romano “tornerà in quel posto”, nella città con cui ha sempre avuto un legame profondo: pochi giorni fa l’annuncio a sorpresa di un live al Dingwalls di Londra, che ospiterà un concerto intimo la sera del 17 settembre. Sarà una serata tra amici, intorno a un pianoforte, per i fortunati fan che sono riusciti ad accaparrarsi i biglietti polverizzati in pochi secondi dall’apertura vendite, e che con ogni probabilità avranno il privilegio di poter ascoltare il nuovo singolo a poche ore dalla release.

Il brano dà il titolo a “Ultimo – Tutto. Live a Tor Vergata”, il film diretto da Giorgio Testi, prodotto da Ultimo Records, in collaborazione con Vivo Concerti e con la produzione esecutiva di Maestro, che racconta la notte del 4 luglio 2026. Brano dopo brano, i fan possonno rivivere ogni momento del live, ogni sfaccettatura del concerto dei record. Il film sarà sul grande schermo distribuito da Nexo Studios, dal 22 al 30 settembre 2026, con un dato di prevendita che ha già superato le 70mila presenze in tutta Italia. Il primo giorno di proiezione coincide con una data dal profondo significato per Ultimo, il giorno che dà il titolo a uno dei suoi brani più famosi, uscito nel 2020 in concomitanza con la nascita della sua etichetta, Ultimo Records.

Inoltre, nell’estate 2027, il cantautore sarà in tour con Ultimo Stadi 2027 – La favola continua…, che arriverà ovunque, da Nord a Sud, nei più grandi stadi italiani, per la prima volta anche in Sardegna e in Calabria. Partirà il prossimo 10 giugno allo Stadio Teghil di Lignano Sabbiadoro.

Il lavoro senior e l’importanza della prevenzione, ricerca Luiss Business School

Roma, 16 set. (askanews) – “La valorizzazione del lavoro dei senior nelle imprese e l’importanza della prevenzione per un invecchiamento in salute”. Questa la ricerca, condotta da Luiss Business School nell’ambito di un progetto realizzato insieme con Pfizer.

Perché la transizione demografica in corso chiama imprese e sistema Paese a conciliare l’allungamento della vita lavorativa con la tenuta economica e sociale del welfare.

Matteo Caroli, Associate Dean for Sustainability and Impact, spiega: “Il cambiamento demografico che riguarda molto l’Italia, ma riguarda in realtà tutta l’Europa occidentale e gran parte del mondo, determina una cosa molto semplice l’età media delle persone al lavoro è più alta, la percentuale di persone in età avanzata, ormai avanzata intendo dai 55 60 anni, in poi è ormai rilevante tanto quanto le altre classi demografiche questo significa che le aziende piccole e grandi devono affrontare un tema di intergenerazionalità, devono saper gestire le relazioni tra persone di generazioni diverse che sono quindi persone con aspettative diverse. Ed a volte anche con stereotipi negativi reciproci”.

L’elevata longevità registrata in Italia e in molti Paesi avanzati, rappresenta un’importante conquista sociale. Allo stesso tempo, pone una sfida di sistema: rendere la longevità economicamente e socialmente sostenibile.

Mara De Leonardis, direttore legale di Pfizer e responsabile dei temi di diversità, equity e inclusione, aggiunge: “La permanenza dei colleghi in azienda per più tempo è una trasformazione sociale che già stiamo vedendo. Io credo che con il lavoro di oggi questo studio che abbiamo fatto in collaborazione con Luis Business School, che indaga un po” quello che sarà l’impatto del lavoro senior nelle aziende aiuta e questo era un po’ l’auspicio aiuta quella riflessione per creare una consapevolezza nel mondo, diciamo delle istituzioni e delle aziende su quello che non è solo l’impatto sul sistema sanitario nazionale sul mondo della previdenza. Che anche quello diciamo è sicuramente un elemento di rilievo, ma anche su le nuove modalità di lavorare”.

Secondo un recente Rapporto Ocse sull’occupazione in Italia, entro il 2060 la popolazione in età lavorativa nel nostro Paese diminuirà del 34 per cento. La salute rappresenta anche per questo una condizione essenziale affinché le persone possano continuare a essere attive, nel lavoro e nella società.

Serve un approccio integrato, che coinvolga istituzioni, sistema sanitario, imprese e cittadini. Bisogna ridurre la fragilità e creare le condizioni per un invecchiamento più sano, attivo e inclusivo.

Calcio, Arbitri serie A, Massa per Roma-Inter

Roma, 16 set. (askanews) – Sarà Massa di Imperia a dirigere Roma-Inter, match clou della quinta giornata del campionato di serie A. Frosinone-Como è stata affidata a Chiffi di Padova. Questo il calendario e gli arbitri:

Monza – Sassuolo, venerdì 18 settembre ore 20.45, Perenzoni di Rovereto (Mastrodonato-Colaianni), VAR Aureliano, AVAR Baroni Bologna – Torino, sabato 19 settembre ore 15.00, Guida di Torre Annunziata (Baccini-Zanellati), VAR Santoro, AVAR Camplone Udinese – Cagliari, sabato 19 settembre ore 15.00, Manganiello di Pinerolo (Bianchini-Pistarelli), VAR Cosso, AVAR Ghersini Roma – Inter, sabato 19 settembre ore 18.00, Massa di Imperia (Meli-Berti), VAR Mazzoleni, AVAR Di Paolo Venezia – Lazio, sabato 19 settembre ore 20.45, Sozza di Seregno (Bercigli-Zingarelli), VAR Pezzuto, AVAR Piccinini Fiorentina – Napoli, domenica 20 settembre ore 12.30, Doveri di Roma 1 (Costanzo-Passeri), VAR Gariglio, AVAR Pezzuto Frosinone – Como, domenica 20 settembre ore 15.00, Chiffi di Padova (Peretti-Rossi M.), VAR Ghersini, AVAR Rutella Parma – Genoa, domenica 20 settembre ore 15.00, Mariani di Aprilia (Bindoni-Zezza), VAR Di Paolo, AVAR Mazzoleni Juventus – Atalanta, domenica 20 settembre ore 18.00, Zufferli di Udine (Tegoni-Colarossi), VAR Marini, AVAR Giua Milan – Lecce, domenica 20 settembre ore 20.45, La Penna di Roma 1 (Lo Cicero-Vecchi), VAR Maggioni, AVAR Santoro

RemTech, Paparella: 20 anni di fiducia tra pubblico e privato

Ferrara, 16 set. (askanews) – “Iniziamo questa nuova edizione di RemTech con 20 anni di storia alle nostre spalle, nell’ambito di una comunità esperta che ha saputo costruire contenuti e costruire fiducia in un rapporto permanente pubblico-privato”. Lo ha detto Silvia Paparella, general manager di RemTech Expo, all’inaugurazione a Ferrara della XX edizione della manifestazione dedicata alle bonifiche, alla rigenerazione e alla tutela del territorio.

“Gli argomenti ambientali e territoriali, il clima, il dissesto idrogeologico sono i pilastri fondanti di questa e delle altre edizioni. Vent’anni fa erano argomenti riservati a pochi, oggi riguardano tutti e sono in cima alle agende nazionali e internazionali”, ha aggiunto Paparella, all’indomani di un’estate segnata dalla siccità.

Alla politica, ha sottolineato la general manager di RemTech, “daremo un supporto vero e concreto partendo dal dato, dalla conoscenza, dalle informazioni tecnico-scientifiche” e attraverso “consessi pubblico-privati”. Tre gli appuntamenti internazionali di rilievo di questa edizione: il Sustainathon, maratona mondiale della sostenibilità, il bilaterale sul clima Italia-Centroamerica e i due Africa Days dedicati alle materie prime critiche. Tra i documenti redatti a supporto dello sviluppo del Paese, ha ricordato, “il rapporto sulle bonifiche e la rigenerazione in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente, il libro bianco sulle infrastrutture di trasporto e il dissesto idrogeologico con il patrocinio del Ministero delle Infrastrutture e, da ultimo ma non per ordine di importanza, il libro bianco sui porti innovativi e sostenibili”.

RemTech, Troncarelli (Geologi): su dissesto risorse strutturali

Ferrara, 16 set. (askanews) – “RemTech ormai è diventato un appuntamento fisso. Siamo alla ventesima edizione per noi operatori del settore che ci occupiamo di criticità naturali. Noi geologi siamo nella filiera dei progettisti tra le figure certamente centrali: si parla di dissesto idrogeologico, di rischio idraulico, rischio sismico e crisi idrica, di materie prime strategiche, tematiche che fino a dieci anni fa erano totalmente ignorate”. Lo ha detto Roberto Troncarelli, presidente del Consiglio nazionale dei geologi, nella giornata inaugurale di RemTech Expo a Ferrara, dove il Consiglio nazionale è presente con uno stand per promuovere i temi “che quotidianamente noi professionisti trattiamo”.

“Siamo a disposizione in un confronto con le istituzioni, con la politica che deve offrire una sponda ricettiva alle criticità che vengono segnalate, con disponibilità all’ascolto, con sensibilità a problematiche che, anche a fronte delle mutate condizioni climatiche, stanno diventando sempre più urgenti, ma anche con provvedimenti concreti – ha aggiunto Troncarelli -. Mi riferisco a una svolta culturale che consenta la destinazione di risorse strutturali e non più emergenziali, con specifici capitoli di spesa per contrastare fenomeni di dissesto, per intervenire in prevenzione piuttosto che ad evento calamitoso avvenuto, perché i costi ormai rappresentano una proporzione che uno Stato civile e responsabile non si può più permettere”, ha concluso il presidente.

"Preghiera al cielo" è il nuovo singolo di plasma

Milano, 15 set. (askanews) – Da venerdì 18 settembre sarà in radio e disponibile in digitale, “Preghiera al cielo” , il nuovo singolo di plasma, che arriva dopo il suo ultimo EP “Perdigiorno”.

“Preghiera al cielo”, che plasma ha presentato live in anteprima quest’estate, nasce dal bisogno di trasformare il dolore per una perdita in un gesto di memoria. plasma mantiene viva la memoria di Simone, suo amico e produttore prematuramente venuto a mancare, attraverso gesti e abitudini che appartengono alla loro amicizia e che oggi assumono un significato diverso. La musica diventa così uno spazio in cui la sua presenza può ancora essere evocata, condivisa e celebrata. «”Preghiera al cielo” è una canzone che ho scritto per Simone, il mio amico e produttore, scomparso due mesi fa» racconta plasma «È nata dal bisogno di continuare a parlargli e di trasformare la sua assenza in qualcosa da condividere. Il brano ha un’anima hip hop, ma nel ritornello entrano cori gospel che diventano una vera preghiera: l’immagine è quella di me e dei nostri amici che, alla fine di ogni serata, la cantiamo insieme per sentirlo ancora vicino. Un inno a Simone, alla nostra amicizia e al ricordo di chi non c’è più, con l’idea che la musica possa essere un modo per tenere qualcuno con noi, anche quando non possiamo più abbracciarlo». La “preghiera” del titolo prende forma attraverso un gesto semplice, quello di ritrovarsi insieme e dedicare un momento a chi non c’è più. Un’immagine che parte da un’esperienza personale per diventare qualcosa di più universale, lasciando a chi ascolta uno spazio in cui riconoscere i propri ricordi, le proprie assenze e il proprio modo di sentirsi ancora vicino a qualcuno attraverso la musica. Il brano si muove tra un’anima hip hop e l’intensità dei cori gospel, che nel ritornello trasformano la canzone in una vera e propria preghiera collettiva. Il cielo diventa così il luogo simbolico attraverso cui continuare a comunicare con chi non c’è più: “E speriamo che ti arrivi davvero”. Non una certezza, ma il desiderio di credere che quelle parole, cantate insieme, possano ancora raggiungerlo.

L’ultimo EP di plasma, “PERDIGIORNO”, racconta la sua dimensione più personale e consolida una cifra stilistica costruita attorno alla scrittura. Le atmosfere di Genova e le esperienze dell’artista diventano il punto di partenza di un progetto che alterna introspezione e immediatezza. Nell’EP trovano spazio i tre brani presentati ad Amici e “Colore”, singolo in cui l’artista affronta il proprio passato con una scrittura diretta, disillusa e priva di filtri.

Teatro, Lella Costa torna con "I monologhi della vagina" al della Cometa

Roma, 16 set. (askanews) – A 25 anni dalla prima rappresentazione italiana, “I monologhi della vagina” di Eve Ensler torna in scena a Roma, al Teatro della Cometa, dal 3 all’8 novembre, con il coordinamento artistico e la regia di Lella Costa. Lo spettacolo sui temi del corpo, della libertà e della violenza è uno dei principali appuntamenti della stagione 2026/2027 del teatro riaperto un anno fa dalla stilista Maria Grazia Chiuri.

La Cometa propone una programmazione variegata e ricercata che va dalla musica al teatro, dalla danza contemporanea all’opera. Inaugura la nuova stagione, il 4 ottobre, il Metaphora Ensemble e Recomposed by Max Richter: Vivaldi – The Four Seasons, in cui Richter parte da uno dei capolavori più riconoscibili della storia della musica per attraversarlo con la sensibilità del presente. Dal 23 al 25 ottobre si darà spazio alla drammaturgia contemporanea internazionale con “50 Minutes” di Deborah Levy, spettacolo che si interroga sulle paure del presente, mentre dal 19 al 25 novembre sul palcoscenico del teatro romano arriverà una grande signora del cinema, Marisa Berenson, protagonista accanto a Jesse Tyler Ferguson dello spettacolo su Truman Capote “Tru”.

La musica da camera è in scena il 29 novembre con il Quatuor Arod e Massimo Spada mentre dall’1 al 6 dicembre arriverà lo spettacolo dell’autore iraniano Nassim Soleimanpour “White Rabbit Red Rabbit”, in cui l’interprete affronta il testo una sola volta, senza averlo letto né visto in precedenza, scoprendolo davanti al pubblico, attraverso una busta sigillata.

Da segnalare, all’interno del programma di questa stagione della Cometa, il 9 e 10 gennaio ALBAIN-CLEMENTE, con Alba Clemente e Gabriele Gallinari e la regia di Guido Torlonia, spettacolo in cui si attraversa una vita segnata dal teatro, dal viaggio e dall’arte, il 6 e 7 febbraio “Hanjo” e “Lo stratagemma dell’avvocato Manigoldi” con le musiche di Marcello Panni, il 10 e 11 aprile il ritorno della coreografa Sharon Eyal con “Delay the Sadness” e il 18 aprile il pianista georgiano Giorgi Gigashvili.

Affitti brevi, il ministro Mazzi: il documento Ue minaccia il ceto medio

Roma, 16 set. (askanews) – “Condivido le preoccupazioni emerse dall’incontro, che è stato molto partecipato. Sembrerebbe che il documento della Commissione europea vada nella direzione di minacciare il ceto medio italiano, senza, tra l’altro, portare vantaggi né ai turisti, né al turismo, né ai residenti. Il tavolo, inoltre, mi ha manifestato grande sorpresa per il fatto che l’UE, nel licenziare il documento, non abbia considerato il precedente di Barcellona”. Così il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi al termine del tavolo con le associazioni di categoria del settore degli affitti brevi.

Cinema, "Indivisibili" di De Angelis fa 10 anni e festeggia in sala

Roma, 16 set. (askanews) – A distanza di 10 anni dalla sua presentazione in anteprima mondiale alle Giornate degli Autori, “Indivisibili” di Edoardo De Angelis torna in sala per una proiezione speciale il 22 settembre al Cinema Farnese di Roma, accompagnato dal regista e dal cast artistico e tecnico.

Il film di Edoardo De Angelis, che quest’anno era in concorso a Venezia 83 con il suo nuovo “Il fuoco che ti porti dentro”, vincitore del premio Bookciak al miglior film da opera letteraria dal romanzo omonimo di Antonio Franchini, fu tra i maggiori successi del 2016 conquistando, tra gli altri, sei David di Donatello (Migliore sceneggiatura originale, Migliore produttore, Migliore attrice non protagonista ad Antonia Truppo, Migliore musicista, Migliore canzone originale e Migliore costumista), sei Nastri d’argento (Migliore soggetto, Miglior produttore, Migliore colonna sonora, Migliore canzone originale, Migliori costumi e il Premio Guglielmo Biraghi a Angela e Marianna Fontana), un Globo d’oro, otto Ciak d’oro, quattro premi nell’ambito della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e tre premi al Bari International Film Festival.

Giorgio Gosetti lo introdusse così alla stampa: “In un territorio tanto realista quanto onirico, in un litorale campano che raccoglie un universo visionario ed estremo nasce la strana favola di Viola e Dasy, indivisibili, sognatrici, disperate e felici. La conferma di un autore che rinnova il cinema italiano”.

“Riproiettare Indivisibili al Farnese”, ha dichiarato Gaia Furrer, direttrice artistica delle Giornate degli Autori, “è un bellissimo modo per festeggiare un film dal percorso straordinario e, al contempo, ricordare Giorgio a sei mesi dalla sua scomparsa. Giorgio amò molto questo film e lo volle fortemente in selezione, contribuendo a lanciarlo verso una stagione di premi e di grande successo. Un’ennesima dimostrazione, a posteriori, del suo intuito e del suo coraggio: qualità alle quali le Giornate continuano ad affidarsi per scoprire nuovi talenti e sguardi fuori dal coro. Un grazie particolare a Edoardo De Angelis, che ha voluto festeggiare con noi questo importante anniversario”.

Alla proiezione, in programma martedì 22 settembre alle ore 21.00 al Cinema Farnese saranno presenti il regista Edoardo De Angelis, le attrici e gli attori Angela Fontana, Marianna Fontana, Antonia Truppo, Gaetano Bruno, Marco Mario de Notaris, Tony Laudadio, Gianfranco Gallo, il direttore della fotografia Ferran Paredes Rubio, la montatrice Chiara Griziotti, il fonico Valentino Giannì, lo scenografo Carmine Guarino, il costumista Massimo Cantini Parrini e i produttori Attilio De Razza e Pierpaolo Verga.