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TEDxTursi, la Basilicata si racconta a piedi nudi sulla sabbia

Roma, 1 lug. (askanews) – Quindici paia di scarpe lasciate sulla sabbia. È l’immagine che il TEDx Tursi ha voluto imprimere nella mente di chi, domenica 28 giugno 2026, è salito sul palco allestito sulla riva del mare di Scanzano Jonico, in provincia di Matera. Una scelta tanto scenografica quanto simbolica, che ha dato corpo al tema dell’edizione: la visione del futuro.

Battezzato “visione 2.0”, il filo conduttore ha tenuto insieme l’impatto dell’intelligenza artificiale, l’innovazione economica, il benessere, la sostenibilità e l’energia. Quindici voci provenienti dalle istituzioni, dall’impresa, dalla formazione e dall’innovazione si sono date il cambio sul palco improvvisato tra le onde. A dare peso istituzionale ed economico all’iniziativa, un parterre di rilievo: tra gli speaker Francesco Somma, fresco di nomina a vicepresidente nazionale di Confindustria, e il deputato Salvatore Caiata, entrambi intervenuti da relatori, oltre a Margherita Sarli per l’APT, l’ente lucano per la promozione turistica.

A spiegare l’ambizione del progetto è l’organizzatore Giando Santamaria: l’idea è trasformare la Basilicata la “terra di mezzo” tra due mari in un polo capace di catalizzare l’attenzione politica, imprenditoriale e culturale. Stiamo portando creator, influencer, VIP e politici a parlare ogni anno di temi diversi. Quest’anno è la visione, ma la visione che vogliamo fare noi è quella di far conoscere la Basilicata grazie al TEDx , racconta. Una terra prima considerata di passaggio, oggi messa al centro della scena.

La location ha fatto da sola metà del lavoro. Il Sabbia d’Oro Beach Club di Scanzano Jonico è stato infatti incoronato “Re del Mare 2026” al Gran Galà dei Beach Club, superando Versilia e Sardegna. Per Giuseppe Ferrara, CEO del lido che ha ospitato l’evento, l’obiettivo è far conoscere una Basilicata inedita, alternativa alle mete blasonate come la Costa Smeralda e la Versilia, dimostrando che si può fare impresa anche fuori dai circuiti resort. Con lavoro, dedizione e soprattutto visione siamo arrivati a essere decretati migliore spiaggia in Italia , sottolinea. Il TEDx, svolto per la prima volta al mondo a piedi nudi sulla sabbia, è la ciliegina che testimonia la volontà di valorizzare il Metapontino e Scanzano.

Tra gli interventi più sentiti, quello di Serena Amato, presidente di una scuola di vela. Ha raccontato il momento in cui ha deciso di “prendere il timone” perché la scuola, ciò che l’aveva salvata, rischiava di affondare. Ma la sua voce si è alzata soprattutto contro il lavoro stagionale, definito una metodica disumana e inaccettabile nell’Italia del 2026: assumere giovani istruttori a maggio per licenziarli a settembre nega loro la possibilità di costruire progetti, una famiglia, un futuro. La sua proposta è netta: destagionalizzare anche la barca a vela.

Sul versante della salute, Stefano Scavia ha portato sul palco l’idea che abbiamo imparato a guardare ma disimparato a vedere . Una consapevolezza maturata da neolaureato, quando si è reso conto che l’eccellenza mostrata ai congressi non sempre coincide con la pratica quotidiana, perché spesso è difficile da accettare per il paziente. La sua scelta è stata offrirla in forma più semplice e accessibile. Oggi, ha spiegato, i pazienti si informano prima della visita: pur dovendo talvolta correggere idee sbagliate, questo costruisce le basi per un dialogo costruttivo e un rapporto medico-paziente migliore.

Dietro la scelta di Scanzano Jonico si legge una tendenza più ampia. Il Sud, e la Basilicata in testa, inizia a costruirsi un’attrattività fatta di eventi esperienziali capaci di tenere insieme turismo, impresa e divulgazione.

Il vicepresidente Usa Vance attacca: "Preoccupanti" le posizioni del Vaticano sull’immigrazione

Roma, 1 lug. (askanews) – Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance, cattolico, ha definito “preoccupanti” le posizioni del Vaticano sull’immigrazione e si è dichiarato in disaccordo con alcune valutazioni espresse dalla Santa Sede dopo le critiche di Papa Leone XIV alla stretta migratoria dell’amministrazione Trump.

In una intervista a FoxNews, Vance ha detto di ritenere che “alcune delle cose arrivate dal Vaticano sulla questione dell’immigrazione in particolare siano preoccupanti e, in ultima analisi, non sono d’accordo”.

Secondo quanto riportato da Reuters, il vicepresidente americano ha aggiunto di non avere un atteggiamento “ostile” verso la leadership cattolica contraria alle politiche migratorie della Casa Bianca, ma di volere invitare al confronto in quanto “la migrazione di massa ha delle vittime”.

Papa Leone XIV, primo pontefice statunitense, ha più volte espresso critiche alla linea dell’amministrazione Trump sull’immigrazione. Di recente il papa ha affermato che “i sistemi politici nonrispondono al grido dei poveri, dei migranti e di coloro che il mondo considera emarginati”.

Il Papa ha anche chiesto una “profonda riflessione” negli Stati Uniti sul trattamento riservato ai migranti, parlando di procedure irrispettose e trattamenti “inumani”. etniche, anche per timori di profilazione razziale.

Inflazione eurozona si attenua al 2,8% a giugno, pressi -0,1% su mese

Roma, 1 lug. (askanews) – A giugno i prezzi al consumo nell’insieme dell’area euro hanno mostrato una limatura dello 0,1 per cento dal mese precedente, mentre il tasso di inflazione su base annua si è attenuato al 2,8%, quasi mezzo punto percentuale in meno rispetto al 3,2% di maggio. Lo riporta Eurostat con la stima preliminare.

In frenata anche la voce energia, al più 8,7% annuo a giugno dal più 10,8% di maggio e un meno 1,7 per cento su base mensile.

Dati che confermano un calmieramento del quadro inflazionistico quindi, proprio dopo che la Bce ha operato un primo rialzo dei tassi di interesse per l’area euro che da giorni gli esponenti del direttorio dell’istituzione difendono in ogni occasione.

I Lefebvriani non rispondono all’appello del Papa: con l’ordinazione dei vescovi è scisma

Città del Vaticano, 1 lug. (askanews) – Con la messa di consacrazione dei nuovi quattro vescovi che si sta tenendo a Econe in Svizzera, si sta sancendo, di fatto, lo scisma dalla Chiesa cattolica romana da parte dei seguaci della Fraternità San Pio X. Una celebrazione in diretta social e tradotta in sei lingue, evidentemente per dare il massimo fragore all’iniziativa che ha Chiesa cattolica ha cercato, per tanti anni, di evitare e scongiurare, non ultima con l’appello di ieri dello stesso Papa Leone XIV che ha chiesto agli aderenti alla fraternità di desistere da un atto “grave” e di non “lacerare” la Chiesa.

Presieduta da mons. Alfonso de Galarreta, la celebrazione è stata coadiuvata da mons. Bernard Fellay in qualita’ di co-consacrante. I quattro vescovi nominati sono: don Pascal Schreiber (Svizzera), don Michael Goldade (Stati Uniti), don Michel Poinsinet de Sivry (Francia), don Marc Hanappier (Francia). Da parte sua il Superiore Generale della Fraternità, don Davide Pagliarani, nell’omelia, è tornato a chiedere all’autorità ecclesiastica di “comprendere queste consacrazioni”, definendole un “evento storico, spartiacque nel quale e’ impossibile restare indifferente”.

Egitto, rilasciata la cittadina italiana Nessy Guerra: è a casa insieme alla figlia

Roma, 1 lug. (askanews) – Dopo l’intervento del ministro degli Esteri Antonio Tajani, l’ambasciatore d’Italia al Cairo, Agostino Palese, ha ottenuto il rilascio della cittadina italiana Nessy Guerra. La donna ha fatto rientro nella propria abitazione insieme alla figlia Aisha, secondo quanto si apprende da fonti informate.

Le autorità di polizia egiziane avrebbero motivato il fermo con l’esecuzione di un provvedimento che riconoscerebbe al padre della minore, Tamer Hamouda, il diritto di vedere la figlia. Le stesse autorità, riferiscono le fonti, non avrebbero tuttavia fornito ulteriori dettagli sul provvedimento.

Al via a Roma l’Esquilino Jazz Festival

Roma, 1 lug. (askanews) – Dodici serate di musica dal vivo, a ingresso gratuito, e una programmazione che attraversa le il panorama del jazz contemporaneo, tutto questo è Esquilino Jazz Festival, dall’1 al 12 luglio 2026, negli Horti Magici di Piazza Vittorio Emanuele II a Roma. Quarta edizione per la rassegna musicale che negli ultimi anni si è affermata come uno degli appuntamenti culturali estivi più riconoscibili del Rione Esquilino, offrendo un calendario e un’esperienza artistica e sociale capace di mettere in relazione cittadini, visitatori, residenti del quartiere e turisti attraverso il linguaggio universale della musica.

Ogni sera, dalle 21:00 alle 23:00, il pubblico potrà assistere a concerti dal vivo immersi nel verde dello spazio urbano rigenerato all’interno dei Giardini di Piazza Vittorio, nella suggestiva location della casina liberty di Horti Magici, uno dei luoghi di aggregazione culturale e sociale più caratteristici del quartiere. A curare il progetto: Gatsby Cafè e Horti Magici, che hanno realizzato oltre centinaia di concerti dal 2016 a oggi, sviluppando una forte capacità curatoriale capace di creare una comunità di ascolto attiva e fidelizzata.

L’edizione 2026 si sviluppa come un vero e proprio percorso curatoriale dedicato al jazz come linguaggio aperto, in costante trasformazione: ogni serata è costruita intorno a differenti filoni musicali, alternando jazz originale, pop jazz, sonorità brasiliane, latin jazz, tango jazz, influenze balcaniche, afro jazz e contaminazioni con R&B ed elettronica, in un dialogo continuo tra tradizione e sperimentazione.

Tra i nomi più attesi dell’edizione 2026 spiccano il sassofonista britannico Trevor Watts, protagonista della serata conclusiva insieme a Jamie Harris, il pianista e compositore Pino Jodice con il progetto Tribute to Morricone in Jazz e la partecipazione speciale di Gianni Oddi, oltre a musicisti di riconosciuta esperienza come Pasquale Innarella, Fabrizio Mocata e Stefano Rossini. Un cartellone che conferma la vocazione della manifestazione alla valorizzazione della scena musicale romana accanto ad artisti di rilievo nazionale e internazionale, favorendo il confronto tra generazioni, percorsi artistici e culture differenti, proprio come il quartiere che la ospita.

«L’Esquilino Jazz Festival nasce dal desiderio di rendere la musica un’occasione di incontro e di partecipazione per tutti – spiegano gli organizzatori – Anche quest’anno proponiamo dodici serate gratuite che raccontano il jazz nella sua straordinaria capacità di dialogare con linguaggi, culture e tradizioni diverse. Siamo orgogliosi di portare negli Horti Magici artisti affermati e nuove progettualità, creando uno spazio aperto in cui residenti, visitatori e appassionati possano condividere un’esperienza culturale accessibile e di qualità. In un quartiere multiculturale come l’Esquilino, il jazz rappresenta il linguaggio ideale per costruire relazioni, valorizzare le differenze e rafforzare il senso di comunità».

Nato nel 2023 come progetto di attivazione culturale dello spazio pubblico, l’Esquilino Jazz Festival ha ospitato nelle precedenti edizioni alcuni tra i principali protagonisti della scena jazz italiana e internazionale, tra cui Roberto Gatto, Stefano Di Battista, Francesco Bearzatti, Joel Holmes, Lorenzo Tucci, Max Ionata, Maurizio Giammarco, Greg Burke e Fabrizio Sferra.

Missioni internazionali, il quadro di fronte a "crisi sovrapposte"

Roma, 1 lug. (askanews) – Quaranta missioni e operazioni internazionali, 26 sotto egida di organizzazioni internazionali e 14 su base bilaterale o in coalizione, una forza media di circa 7.500 militari e un contingente massimo autorizzato di 11.900 unità. E’ il quadro dell’impegno italiano all’estero per il 2026 illustrato dal comandante del Comando operativo di vertice interforze, generale di corpo d’armata Giovanni Maria Iannucci, in audizione davanti agli uffici di presidenza delle commissioni Esteri e Difesa di Senato e Camera.

La pianificazione, ha spiegato Iannucci, si muove in “scenari di crisi sovrapposte” e possibili disimpegni di partner internazionali. Da qui l’esigenza di un sistema di sicurezza “agile e flessibile”, capace di rispondere a minacce improvvise e di tutelare infrastrutture critiche e libera navigazione. Per l’Italia, ha detto, l’area di “contestazione permanente” va “dal Golfo di Aden al Canale di Suez” e nel 2025 la minaccia ha inciso sulla logistica e sulla competitività dei porti italiani. La presenza navale costante è quindi un “fattore di mitigazione del rischio” a tutela dei flussi commerciali ed energetici.

Accanto alle missioni è confermata la scheda per le forze ad alta e altissima prontezza, fino a circa 6.500 unità, legata anche al comando italiano della Allied Reaction Force della NATO. Previste inoltre due nuove missioni bilaterali, in Iraq e Somalia, per sostenere architetture di sicurezza locali e prevenire instabilità con effetti diretti su Medio Oriente, Corno d’Africa e interessi italiani.

BALCANI

Nei Balcani l’obiettivo è “la stabilizzazione dell’area”. In Kosovo l’Italia schiera circa mille militari nella KFOR, oltre a una componente specializzata dei Carabinieri e alla partecipazione a EULEX Kosovo. In Bosnia-Erzegovina esprime il comando di EUFOR Althea e impiega circa 300 militari, con una compagnia di manovra, una task force intelligence e cinque elicotteri.

Nel complesso il quadrante balcanico impegna 1.300 unità, che possono salire a 1.950 con la riserva operativa. Iannucci ha sottolineato che KFOR e Althea sono “parte terza” e “garanzia anche per la popolazione”, in un’area segnata da forte instabilità politica che per ora non si è tradotta in crisi di sicurezza. In Bosnia l’Italia sostiene anche le LOT, piccole presenze diffuse sul territorio, utili a leggere le dinamiche locali.

FIANCO EST

Sul fianco est prosegue il contributo ai dispositivi NATO per rafforzare deterrenza, difesa e sorveglianza. L’Italia schiera circa 300 militari in Lettonia, 750 in Bulgaria, dove è nazione guida del battle group multinazionale, e 260 in Ungheria. Sul piano della difesa aerea e missilistica, Iannucci ha ricordato l’impiego del Samp-T in Slovacchia, Lituania, Estonia e Turchia, spiegando che “la difesa aerea missilistica in ambito NATO è integrata”.

Nel dominio aereo l’impegno massimo è di 387 militari e 19 velivoli. Dopo l’Estonia, è in corso lo schieramento in Romania e da agosto è prevista una task force a Siauliai, in Lituania, con circa 180 militari e quattro Eurofighter. Gli assetti italiani hanno effettuato 74 “alpha scramble” nel 2025 e 42 nel 2026, soprattutto per monitorare attività e sconfinamenti russi nello spazio aereo alleato.

Prosegue il sostegno all’Ucraina attraverso EUMAM Ukraine e NATO Security Assistance and Training for Ukraine, NSATU. L’Italia ha svolto circa 75 corsi e addestrato 2.280 militari ucraini. Il contingente massimo autorizzato per il quadrante est è di 3.040 unità.

MEDITERRANEO

Nel Mediterraneo, “area di prioritario interesse strategico nazionale”, l’impegno si articola tra dimensione operativa e cooperativa. Il dispositivo principale resta Mediterraneo Sicuro, dal mare Balearico fino a Suez. L’Italia mantiene inoltre il comando di EUNAVFOR MED Irini, ospitata al Covi, partecipa a NATO Sea Guardian e alle Standing Naval Forces dell’Alleanza.

Il dispositivo operativo vale circa 1.600 unità, che diventano 1.800 includendo la cooperazione con i Paesi costieri. In Nord Africa resta centrale la Libia. Iannucci ha ricordato il ruolo italiano nell’addestramento delle forze speciali delle due componenti libiche: “Abbiamo avuto un ruolo da protagonista” nel consentire loro di lavorare assieme. Possibile, ha aggiunto, la firma dell’accordo per il Maritime Rescue Coordination Center di Bengasi, speculare a quello già realizzato a Tripoli.

MEDITERRANEO ORIENTALE E MEDIO ORIENTE

In Libano l’Italia mantiene circa 1.200 militari tra UNIFIL e MIBIL. Dal 2024, nella missione bilaterale si innesta anche il Military Technical Committee for Lebanon, promosso dall’Italia con altre cinque nazioni per sostenere le Forze Armate libanesi e fornire assistenza umanitaria.

Sul futuro di UNIFIL, Iannucci ha spiegato che “entro la fine dell’anno dovrebbe essere prevista la chiusura di UNIFIL nella sua configurazione attuale”. Il governo libanese, ha riferito, chiede però una presenza ONU evolutiva, anche “con un ruolo e dei numeri forse diversi”, come “parte terza” di monitoraggio. L’Italia, ha detto, la sostiene.

A favore della popolazione palestinese prosegue l’operazione Levante, con aiuti, supporto sanitario e trasporti di minori bisognosi di cure. Restano attive anche MIADIT Palestina, EUBAM Rafah ed EUPOL COPPS.

In Iraq e Kuwait la Difesa ha rimodulato il dispositivo dopo il peggioramento del quadro securitario. Nell’ambito di Operation Inherent Resolve era previsto un massimo di circa 950 unità, ma diverse componenti sono state ridislocate in Arabia saudita, Giordania e Italia. Anche NATO Mission Iraq si è temporaneamente rischierata a Napoli. La nuova missione bilaterale italiana, ha spiegato Iannucci, nasce in modo complementare: “La bilateralità non è mai contro”, ma serve a sostenere training, advising and assisting dopo la fine dell’attività di OIR in Iraq da settembre. Nel quadrante il contingente massimo è di 2.900 unità.

AFRICA E SAHEL

Nel Sahel il fulcro resta il Niger, dove prosegue la MISIN. Iannucci ha rivendicato la scelta di restare anche quando altri partner occidentali si sono ritirati, perché il Paese è “il baricentro dei flussi di instabilità provenienti dal Sahel e dal Corno d’Africa”. Dopo l’attentato vicino alla base 101, sono state rafforzate le misure di sicurezza.

Il generale ha parlato di un interesse del governo nigerino a riaprire ai Paesi occidentali, “probabilmente con la sola eccezione della Francia”. In prospettiva, se vi saranno le condizioni, potrebbe essere utile una presenza nell’area di Agadez. Resta invece congelata, per ragioni di sicurezza, l’ipotesi Burkina Faso. Nel Sahel è previsto un contingente massimo di 650 unità.

CORNO D’AFRICA, MAR ROSSO E OCEANO INDIANO

Nel Corno d’Africa l’impegno principale resta in Somalia, dove l’Italia è il maggiore contributore e detiene il comando di EUTM Somalia. Partecipa anche a EUCAP Somalia e alla MIADIT Somalia, con base a Gibuti. Sempre a Gibuti opera la Base militare italiana di supporto, definita da Iannucci “un hub di fondamentale importanza” per le missioni regionali e la libertà di navigazione.

Sul mare, l’Italia partecipa ad Atalanta contro la pirateria, ad Aspides per la protezione del traffico mercantile nel Golfo di Aden e nel Mar Rosso, e alle Combined Maritime Forces, assumendo a breve il comando della CTF 150. Aspides, ha detto Iannucci, è “non solo un’operazione dell’Unione europea, ma una parte integrante del dispositivo di difesa nazionale”, perché la sicurezza del Mar Rosso e l’afflusso delle merci verso i porti italiani sono essenziali per l’economia.

Sul possibile sminamento di Hormuz, l’Italia ha preposizionato due cacciamine a Gibuti per poter operare, se autorizzata da governo e Parlamento, “nel giro di pochi giorni”. Senza preposizionamento, ha ricordato il generale, servirebbero circa 25 giorni dall’Italia. L’ipotesi è impiegare due cacciamine, una nave logistica e una nave scorta. Nel quadrante, che comprende anche EUMAM Mozambico e la MFO nel Sinai, il contingente massimo autorizzato è di 1.200 unità.

Egitto, ottenuto il rilascio della cittadina italiana Nessy Guerra

Roma, 1 lug. (askanews) – Dopo l’intervento del ministro degli Esteri Antonio Tajani, l’ambasciatore d’Italia al Cairo, Agostino Palese, ha ottenuto il rilascio della cittadina italiana Nessy Guerra. La donna ha fatto rientro nella propria abitazione insieme alla figlia Aisha, secondo quanto si apprende da fonti informate.

Le autorità di polizia egiziane avrebbero motivato il fermo conl’esecuzione di un provvedimento che riconoscerebbe al padre della minore, Tamer Hamouda, il diritto di vedere la figlia. Le stesse autorità, riferiscono le fonti, non avrebbero tuttavia fornito ulteriori dettagli sul provvedimento.

Mattarella ricorda strage Dacca: impegno contro terrorismo

Roma, 1 lug. (askanews) – “A dieci anni dall’attentato terroristico all’Holey Artisan Bakery di Dacca rinnovo le più sentite espressioni di cordoglio e vicinanza alle famiglie delle vittime. Quel vile atto di barbara violenza tolse la vita a donne e uomini di diverse nazionalità e credo religioso, colpiti mentre condividevano un luogo di convivio e amicizia, quanto di più distante da un’abietta manifestazione di intolleranza. I terroristi volevano seminare odio, alimentare contrapposizione tra la popolazione del Bangladesh e la comunità internazionale. Ne è invece scaturita rafforzata la solidarietà e la consapevolezza del valore del dialogo tra i popoli e il comune impegno contro la violenza”. Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“Nel ricordo commosso delle vittime, nove gli italiani, insieme a cittadini bangladesi, giapponesi, indiani e statunitensi – aggiunge – l’Italia riafferma con determinazione l’impegno al contrasto al terrorismo di ogni matrice, in raccordo con le attività promosse dalla comunità internazionale. La affermazione dei princìpi di civiltà esige rigore nel contrasto alla minaccia terroristica, per costruire società sicure, aperte e solidali”.

Il disastro combinato da Trump a Hormuz

Una guerra che cambia gli equilibri strategici

Ancora non sappiamo se la tregua fragile fra USA e Iran si convertirà in un solido accordo di pace. Lecito dubitarne, obbligatorio sperarlo. Ma una cosa sappiamo con certezza: il disastro ai danni del commercio internazionale e della libertà di navigazione provocato dall’improvvida guerra voluta dal duo Netanyahu-Trump.

Qualsiasi siano le condizioni finali dell’ipotetico trattato di pace che dovrebbe scaturire dalle trattative previste nei 60 giorni successivi all’Accordo dei 14 punti (i primi dei quali sono trascorsi nel più totale caos comunicativo) all’Iran dei pasdaran è stata di fatto offerta l’opportunità di comprendere nel concreto quanto strategico per la difesa attiva del proprio regime potesse divenire lo Stretto di Hormuz, un’arma assai più potente di quella possibile bomba nucleare che peraltro gli iraniani non hanno mai fabbricato né esiste prova che fossero realmente in procinto di riuscirvi.

 

Hormuz, da corridoio libero a leva geopolitica

Il collo di bottiglia attraverso il quale transita(va) un quinto del greggio e del gas liquido mondiale, oltre a un quantitativo imponente di fertilizzanti indispensabili per l’agricoltura e quindi per l’alimentazione umana, è ora considerato da Teheran un lascito assegnatole dalla geografia non più a disposizione di chiunque senza il suo permesso (e sta cercando di convincere l’altro stato rivierasco dello Stretto, l’Oman, a fare proprio questo convincimento).

L’idea è di trasformare il “choke point” in una sorta di passaggio vincolato ad una assistenza al suo attraversamento garantita dallo stesso Iran per la quale si dovrà pagare un contributo economico. Sostanzialmente una gabella mascherata. Di fatto un’arma di deterrenza che riscrive le regole della libera circolazione marina. Assolutamente inaccettabile. Da tutti.

 

La sconfitta strategica degli Stati Uniti

Ma a questo punto si è arrivati a causa dello scellerato conflitto avviato da Washington e Tel Aviv. E per quanto il focoso inquilino della Casa Bianca sbraiti, minacci, insulti, egli non è riuscito a evitare che fra i 14 punti dell’Accordo sottoscritto dalle parti ve ne sia uno nel quale in modo un po’ surrettizio l’Iran si garantisce “la futura gestione e i servizi marittimi nello Stretto di Hormuz”.

Hormuz prima della guerra era aperto e totalmente free access. Ora verrà riaperto, ma col duplice rischio di venire richiuso a ogni possibile mutamento di scenario o di venire sottoposto a una specie di pedaggio. Trump sostiene di aver vinto su tutta la linea e di aver riaperto Hormuz, ma in realtà è vero il contrario. La fiche che gli iraniani hanno messo sul tavolo è un precedente nefasto, oltre che una debacle statunitense: la potenza americana deriva in larga misura dalla superiorità navale sugli oceani, tale da garantire il controllo dei più importanti choke points e con esso la libertà di navigazione garantita a chiunque e dunque il concreto supporto allo sviluppo dell’economia globale della quale gli USA sono stati sinora i principali beneficiari.

Non solo. Con un ulteriore ricaduta, invero ironica, per le imbarcazioni occidentali le quali – come ha osservato Elisabeth Braw su Foreign Policy – per poter pagare le fees agli iraniani dovrebbero veder revocate dai loro paesi le sanzioni in vigore proprio in capo a Teheran.

 

Il rischio di contagio fino al Mar Rosso

Ma non è tutto. Perché a questo punto anche Bab el-Mandeb, l’altro collo di bottiglia mediorientale, porta d’accesso al Mar Rosso e poi a Suez e dunque al Mediterraneo, dal quale transita un altro 12% del commercio globale, rischia d’essere posto sotto scacco. Dagli Houthy, il proxy iraniano insediato nello Yemen da oltre dieci anni impegnato in un conflitto (dal 2022 ufficialmente interrotto da una tregua che però non si è mai trasformata in una pace) contro sauditi ed emiratini protettori del legittimo governo yemenita.

Gli Houthy hanno già dimostrato di poter compiere atti ostili contro le navi che solcano il Mar Rosso e ora per essi la “tentazione” di inventarsi una specie di pedaggio da far pagare alle petroliere in attraversamento è forte. Un atto di pirateria palesemente inaccettabile, evidentemente. Ma intanto l’idea si è fatta strada nelle menti dei capi della milizia yemenita e potrebbe risaltar fuori alla prossima crisi, tutt’altro che improbabile nel caos attuale.

Il dovere di un “campo degasperiano” nella nuova stagione della Repubblica

Le radici popolari e il rischio dellapprodo a destra

Seguo con sofferenza le scelte di alcuni amici, i quali da molto tempo, pur di sopravvivere a livello parlamentare, hanno deciso di avvicinarsi e/o aderire ai partiti del vincitore di turno che, dopo l’esperienza berlusconiana, sono ancora quelli di Forza Italia o dello stesso partito della Meloni. Amici già collegati alla storia della sinistra sociale democratico cristiana come la corrente di Forze Nuove ( Donat Cattin e Gerardo Bianco), ridotti al ruolo di cavalieri serventi del partito di Berlusconi o di Fratelli d’Italia. Tralascio il caso più emblematico di Gianfranco Rotondi che ho sempre considerato “ il miglior fico del bigoncio” dell’ultima generazione DC, il quale è impegnato a trasformare il partito degli eredi almirantiani in una sorta di rinnovata e improbabile nuova Democrazia Cristiana, assumendo così più il ruolo di un neo conservatore lontano mille miglia dalla tradizione popolare e democratico cristiana.

Più emblematico il caso dell’amico Giorgio Merlo, custode intelligente della storia della sinistra sociale DC e dei suoi leader più autorevoli, come Carlo Donat Cattin, Guido Bodrato, Sandro Fontana e Franco Marini, il quale da un pò di tempo, accanto alla pubblicazione eccellente dei suoi libri, è impegnato a tessere la tela al centro della destra, con l’idea che quella dovrebbe essere la destinazione più opportuna di ciò che rimane per gli ex DC e Popolari.

 

La questione del centro e la legge elettorale

Da molto tempo scrivo che per ricomporre il centro nuovo della politica italiana ampio e plurale, capace di mettere insieme quanto rimane delle tradizioni popolari, democratico cristiana, liberale e riformista socialista, alternativo alla destra e alla sinistra, servirebbe una legge elettorale di tipo proporzionale, con l’abbandono della quale si accelerò la fine della DC.

Il governo di centro destra al quale Merlo sembra offrire, come Rotondi, il suo sostegno, sta, invece, marciando a passo svelto verso una legge elettorale che non a caso ho definito “super truffa”, considerando che la “legge truffa” così connotata dai comunisti nel 1953 contro De Gasperi, stabiliva un premio di maggioranza alla lista che avesse ottenuto almeno il 51% del consenso elettorale, mentre nella versione del “melonellum”, il premio viene assegnato alla lista che ottenga il 42% ( nella prima stesura il 40%) dei voti. Si aggiunga il venir meno dei collegi uninominali del Sud, per cui questa legge super truffa assumerebbe il carattere di una sorta di Legge Acerbo 2.0, potendo garantire a una minoranza il totale controllo di tutte le cariche istituzionali repubblicane: maggioranza parlamentare, capo del governo, Presidente del consiglio, Presidente della Repubblica, Corte Costituzionale……

 

Preferenze, rappresentanza e critica ai nominati

Come Cavazzoni al tempo del PPI di Sturzo, questi due amici finiscono con l’assumere così il ruolo di palafrenieri della destra post almirantiana, con totale disconoscimento delle loro radici democratico cristiane.

Anche l’ultima sortita di Merlo a difesa delle tesi di Forza Italia e della Lega contro le preferenze, se, da un lato, esprime la preoccupazione legittima verso la degenerazione corruttiva del denaro nel favorire la scelta degli eletti, dall’altra, sembra misconoscere l’alternativa attuale di liste di “nominati”, tra i quali probabilmente gli amici aspirano di essere inclusi, ossia la realtà di scelte politiche fatte dai vertici dei partiti senza alcuna autonomia per il voto degli elettori, ridotti a scegliere tra liste di nominati predeterminati.

 

Lappello per unalternativa degasperiana

Da parte mia continuo a ritenere essenziale per l’area cattolico democratica, liberale e cristiano sociale, scegliere di far parte di “un campo degasperiano” alternativo alla destra nazionalista e sovranista e distinto e distante dalla sinistra ancora alla ricerca della propria identità. In questo momento, tuttavia, è dovere primario prepararci a sostenere l’iniziativa di amici già pronti ad attivare le procedure di legge per adire alla Corte costituzionale, non appena la “legge super truffa” venisse approvata, considerando quest’ultima un autentico colpo contro il sistema democratico e costituzionale italiano.

Ponti contro muri: la lezione della geostoria

I ponti che la storia può trasformare in muri

È scolpita in noi l’instancabile esortazione di papa Francesco a costruire ponti, non muri. Tante volte, comunque, i ponti vi sono già; veri e propri ponti naturali. Non solo: nel corso dei decenni e dei secoli, i ponti possono trasformarsi in muri e viceversa.

Qualche esempio. Sia la Russia sia l’Ucraina potrebbero rappresentare – e talora hanno rappresentato – dei formidabili ponti tra l’Oriente e l’Occidente, quasi sospesi fra Europa e Asia. La Federazione russa, in particolare, potrebbe fungere da vero e proprio “mediatore culturale” con la Repubblica popolare cinese. Invece sono sotto gli occhi di tutti le rovine e il sangue di un conflitto che pare interminabile.

 

Le frontiere del dialogo e le contraddizioni del presente

E che dire della Finlandia, fascinosa terra di confine e di dialogo, oggi più che mai intimorita dall’autocrazia di Mosca?

O della Turchia, a lungo ponte addirittura fra tre continenti: Asia, Africa ed Europa. Eppure macchiata del sangue degli armeni e dei curdi, fra gli altri, e sempre pronta a reprimere le spinte all’apertura e alla libertà dei ragazzi e delle ragazze di Istanbul.

Mi è capitato già di sottolineare, poi, il ruolo del Regno Unito di ponte naturale con il Nord-America: speriamo che le pulsioni volte alla chiusura e all’implosione non prevalgano.

 

De Gasperi e la vocazione europea dei ponti

Guardando alla geostoria, inoltre, emerge come lo stesso Impero asburgico, in particolare in alcuni momenti, abbia rappresentato una formidabile fucina di dialogo e di convivenza sovranazionale, pur se divorato da mille contraddizioni. Basterebbe rileggere, al riguardo, l’opera di Stefano Trinchese, con la prefazione di Pietro Scoppola, “L’altro De Gasperi. Un italiano nell’impero asburgico. 1881-1918”. Alcide, allora, aveva ancora come cognome Degasperi (una sola parola) e proprio in quegli anni maturò la consapevolezza del pericolo mortale rappresentato dai nazionalismi. Lì è il seme della sua visione dell’unità europea.

Costruire ponti, dunque, e, accanto a ciò, riscoprire la vocazione originaria di quelli che ora sono muri insanguinati.

Chi formerà gli esperti di domani?

La gavetta, quel passaggio indispensabile verso la competenza

L’AI può sostituire molte attività. Ma se sostituisce anche la gavetta, chi costruirà l’esperienza di cui avremo bisogno tra vent’anni?

C’è una domanda che in questi mesi rimbalza ovunque: l’intelligenza artificiale toglierà il lavoro? È la domanda che si fanno manager, professionisti, lavoratori. È una domanda legittima. Ma ce n’è un’altra, molto meno discussa, che riguarda il futuro ancora più da vicino. Se l’AI comincia a fare il lavoro dei più giovani, chi diventerà, tra vent’anni, l’esperto a cui chiederemo aiuto?

Nessuno nasce esperto. Un giornalista parte dalle brevi. Un avvocato dalle ricerche. Un consulente dalle slide. Un programmatore dai bug scritti da altri. Un tempo quella fase aveva un nome. Oggi lo si sente sempre meno: gavetta. È il tempo in cui non si è ancora bravi, ma si sta facendo esperienza, sotto lo sguardo di chi sa già e dice: rifallo. È lì che si forma non solo la competenza tecnica, ma il criterio: la capacità di intuire che qualcosa non torna, prima ancora di saperlo spiegare.

 

Quando il sapere diventa algoritmo

Quella fascia di compiti comincia a scomparire. Non per cattiveria di qualcuno, ma per semplice convenienza. Le attività più ripetitive, tipiche dei ruoli junior, sono anche quelle che l’AI riesce ad automatizzare con maggiore efficacia. È qui che il fenomeno smette di essere soltanto economico.

L’AI non si limita a eseguire compiti al posto di qualcuno. Codifica il sapere. Trasforma in algoritmo processi che fino a ieri vivevano nella testa e nelle mani di chi li conosceva e che si trasmettevano osservando, sbagliando, chiedendo. Un sapere digitalizzato è efficiente, preciso, scalabile. Ma è muto.

Se il primo gradino sparisce, non sparisce solo un lavoro entry level. Sparisce il percorso attraverso cui una persona costruisce il proprio criterio professionale. Tra vent’anni rischiamo di avere professionisti capaci di usare strumenti potentissimi senza aver mai imparato, attraverso i propri errori e il confronto con qualcuno più esperto, quando fidarsi di quei risultati e quando metterli in discussione.

Le macchine possono calcolare, possono perfino decidere. Soltanto un essere umano può chiedersi se una regola, applicata a quel caso concreto, serve la persona o la tradisce. Questa capacità non si scarica come un software. Si costruisce un gradino alla volta.

 

Il ruolo decisivo delle piccole e medie imprese

C’è un punto che riguarda l’Italia più di altri Paesi. Le piccole e medie imprese. Le grandi organizzazioni possono costruire percorsi strutturati, programmi interni, mentori dedicati. Le PMI, invece, spesso sono la gavetta: il giovane impara accanto al titolare, in un apprendistato fatto di sguardi più che di slide, dove la fiducia cresce insieme alla competenza. Se l’AI assorbe proprio quei compiti elementari, molte piccole imprese rischiano di perdere il principale strumento con cui hanno sempre trasmesso il mestiere, senza avere la struttura per sostituirlo con percorsi organizzati.

C’è poi un vuoto che pesa più di tutti. Questo tema resta quasi assente dal dibattito pubblico. Si discute di sicurezza, trasparenza, diritto d’autore, responsabilità. Molto meno di come proteggere il primo gradino attraverso cui un giovane diventa, un giorno, il professionista capace di guidare altri.

 

La domanda che interpella scuole, imprese e istituzioni

Eppure le scuole di mestiere, le associazioni professionali e tutti quei luoghi in cui esperienza e competenza possono ancora essere trasmesse esistono già. La vera domanda è se stiano ripensando il proprio ruolo in un mondo cambiato o se continuino a ripetere modelli pensati per un’altra epoca.

Non è un discorso contro l’AI. È un discorso sulla persona che dovrà saperla guidare e su chi avrà avuto la possibilità di diventare quella persona. La dignità di un giovane non sta soltanto nel trovare un lavoro. Sta nel poter percorrere, come chiunque prima di lui, la strada che porta dal non sapere ancora al saper fare, con qualcuno disposto a dirgli rifallo e a restare lì mentre lo dice.

Una società che automatizza sempre più attività dovrebbe chiedersi con la stessa serietà come continuerà a formare le persone da cui dipenderà il suo futuro.

Non ti propongo una risposta, perché non credo che esista già. Ti lascio la domanda che a me non dà pace e che vorrei portare a chi siede attorno a un tavolo, che sia una scuola, un’impresa, un’associazione o un’istituzione: nel posto in cui hai responsabilità, oggi, qualcuno sta ancora imparando il mestiere sbagliando davanti a te? E se la risposta è no, chi formerà la persona che un giorno dovrà prendere il tuo posto?

Mondiali, Francia agli ottavi, Svezia travolta 3-0

Roma, 1 lug. (askanews) – La Francia stacca il pass per gli ottavi di finale del Mondiale 2026 con una prestazione autoritaria, superando 3-0 la Svezia nel sedicesimo di finale disputato a New York. La nazionale di Didier Deschamps domina dall’inizio alla fine, trascinata dalla doppietta di Kylian Mbappé e dal gol di Bradley Barcola. Agli ottavi la francia affronterà il Paraguay il 4 luglio alle 23

I francesi prendono subito il controllo della gara, creando numerose occasioni. Zetterstrom tiene a galla la Svezia con diversi interventi decisivi, mentre Mbappé colpisce un palo a porta praticamente vuota e Olise centra il legno con una spettacolare rovesciata. Dopo un gol annullato a Mbappé per fuorigioco, il vantaggio arriva allo scadere del primo tempo: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, l’attaccante francese firma l’1-0 al 45′, realizzando il suo quinto centro nel torneo.

Nella ripresa la Francia continua a spingere e al 53′ trova il raddoppio con Barcola, servito da un brillante Olise al termine di un’azione personale. I Bleus amministrano senza particolari rischi, continuando però a creare occasioni, con Zetterstrom ancora protagonista per evitare un passivo più pesante.

Il definitivo 3-0 arriva al 74′, quando Olise confeziona un altro assist perfetto per Mbappé, che supera nuovamente il portiere svedese e chiude definitivamente i conti. Nel finale Deschamps concede la standing ovation ai suoi protagonisti, richiamando in panchina Mbappé e Olise tra gli applausi del pubblico.

La Francia conferma così la propria candidatura al titolo mondiale, mentre per la Svezia termina il cammino nella competizione dopo una prova generosa ma insufficiente contro la superiore qualità dei Bleus.

Trump: convention repubblicana di midterm a Dallas il 9-10 settembre

Milano, 1 lug. (askanews) – “Si terrà a Dallas, in Texas, uno dei miei posti preferiti al mondo. Sarà fantastico! Non è mai successo prima e sarà un evento davvero storico”. Lo scrive Donald Trump, il presidente degli Stati Uniti d’America, sul suo social Truth sulla convention repubblicana di metà mandato: “Dallas – prosegue – sarà al centro della scena il 9 e 10 settembre mentre celebriamo la nostra nazione, i nostri successi e il nostro brillante futuro. L’età dell’oro dell’America è appena iniziata!”

“I prezzi del petrolio stanno calando drasticamente, anche se stiamo denuclearizzando l’Iran. Stiamo mantenendo le promesse di cui i politici hanno parlato per decenni, ma che non hanno mai realizzato”, ha proseguito il capo della Casa Bianca. “All’evento saranno presenti i nostri laboriosi americani, i nostri grandi innovatori, imprenditori, produttori, soccorritori e creatori di posti di lavoro che stanno alimentando l’età dell’oro della nostra nazione e dimostrando che i giorni migliori dell’America sono ancora davanti a noi. Ci sarà anche tanto grande intrattenimento: sarà un raduno come nessun altro! Il 250esimo compleanno dell’America si avvicina e insieme stiamo costruendo le fondamenta per i prossimi 250 anni di grandezza americana” ha aggiunto.

Il "sì" di Taylor Swift e Travis Kelce: capolavoro di privacy a NY

Milano, 1 lug. (askanews) – A New York molti già lo definiscono il matrimonio dell’anno, ma sinora non c’è certezza e si usa ancora il condizionale: Taylor Swift e Travis Kelce dovrebbero sposarsi con una serie di eventi al Madison Square Garden, che ospiterà due appuntamenti privati nei prossimi giorni, secondo fonti citate da ABC News e altri media. Il primo incontro, riservato e intimo, partirà giovedì alle 18 locali e accoglierà circa 100 invitati; la vera celebrazione prenderà il via venerdì pomeriggio con un aperitivo dalle 16 locali e proseguirà fino alle prime ore di sabato, non prima delle 4, con una partecipazione stimata attorno alle 1.000 persone.

Per garantire la massima privacy, agli ospiti e a tutto il personale (venditori e sicurezza compresi) sarà severamente vietato l’uso dei telefoni cellulari all’interno della struttura, dicono le fonti. La produzione – le nozze sono organizzate con l’aiuto del wedding planner delle celebrità Mark Seed – ha inoltre ottenuto permessi per chiudere al pubblico e al traffico i tratti di West 31st Street e West 33rd Street per tutta la durata degli eventi; saranno montate tende e tettoie attorno agli ingressi per impedire al pubblico di intravedere arrivi e partenze. Almeno per ora, invece, Settima e Ottava Avenue rimarranno aperte a pedoni e veicoli.

La scelta delle date è simbolica: la festa si svolge alla vigilia delle celebrazioni per il 250esimo anniversario dell’Indipendenza degli Stati Uniti d’America, un periodo già di per sé segnato da un grande afflusso di visitatori a New York. Gli organizzatori e gli sposi hanno puntato su riservatezza e controllo totale delle immagini e delle informazioni, alimentando ulteriormente la curiosità dei fan e dei media su ogni dettaglio – dagli arrivi alle mise degli invitati.

Ma c’è chi ne dubita. In un’apparizione del 29 giugno al programma CBS Mornings, RoseMarie Terenzio, ex capo dello staff di John F. Kennedy Jr., ha affermato di non credere che il matrimonio si terrà effettivamente al Madison Square Garden. La Terenzio si occupò dell’organizzazione del matrimonio segreto di John Kennedy con Carolyn Bessette, celebrato con una piccola cerimonia a Cumberland Island, in Georgia, quasi 30 anni fa.

Sebbene Terenzio abbia affermato di credere che Swift potrebbe organizzare qualcosa per i suoi fan al Madison Square Garden, pensa che le voci sul matrimonio al MSG possano essere un depistaggio, in linea con una popolare teoria dei fan secondo cui Swift starebbe volutamente disseminando falsi indizi sulle nozze. La stessa Terenzio ha utilizzato dei depistaggi, lasciando falsi itinerari di un viaggio in Irlanda in giro per l’ufficio prima del matrimonio Kennedy-Bessette.

Il caso Lunin e la minaccia di ammutinamento scuote Mosca

Milano, 30 giu. (askanews) – “È possibile un ammutinamento su vasta scala che coinvolga l’esercito in Russia? Putin dovrebbe temere un colpo di stato militare?” Domande impensabili per la Russia solo fino a qualche mese fa, ma oggi se le pone il sito di opposizione Meduza dopo un caso altrettanto sorprendente: Alexander Lunin, ex comandante di una squadra di ricognizione del battaglione volontario Sudoplatov, è stato arrestato e trattenuto per 11 giorni dopo aver pubblicato un appello-video rivolto al presidente russo Vladimir Putin, in cui denunciava maltrattamenti ai danni dei soldati e avvertiva di un possibile ammutinamento se le condizioni non fossero cambiate. Lo ha riferito il 27 giugno un canale Telegram che ha pubblicato la versione di un amico della famiglia; la moglie Tatyana ha successivamente confermato via social che l’uomo è vivo, raccontando inoltre irruzioni notturne di persone che si sono presentate come poliziotti nella loro abitazione nella regione di Voronež.

Il video di Lunin, che ha raccolto milioni di visualizzazioni, denuncia torture e pressioni sui soldati affinché consegnino denaro e obbediscano a ordini “stupidi e suicidi”. Nell’appello il militare minacciava che, se non fosse stato ricevuto “al Cremlino” per parlare direttamente con Putin, l’esercito avrebbe potuto rivolgere le armi contro il potere centrale. Dmitry Peskov, portavoce del presidente, ha commentato la vicenda definendo la dichiarazione “piuttosto strana” e dichiarando di non averla ancora esaminata ufficialmente.

In seguito alla risonanza mediatica, Lunin ha detto di aver ricevuto un invito a Mosca non da Putin ma da Vitaly Borodin, figura legata a iniziative filo-Cremlino; Lunin avrebbe accettato l’invito per esporre le sue lamentele e i casi di abuso accumulati. Ha inoltre annunciato l’avvio di una raccolta sistematica di prove — fotografie, video, date, luoghi, numeri di unità, dati delle vittime e dei testimoni — su presunti crimini commessi contro il personale coinvolto nella campagna russa in Ucraina, con l’intento di presentare il materiale alla leadership del Paese.

Secondo il racconto della moglie, il 26 giugno Lunin sarebbe partito in auto per Mosca; nella notte persone travestite da agenti avrebbero perquisito la loro casa a Lizinovka senza esibire documenti, mentre Tatyana non riusciva a contattare il marito per diverse ore. Dopo aver pubblicato un video su TikTok per rassicurare sull’incolumità del coniuge, la donna lo avrebbe poi rimosso e aggiornato i social chiedendo di non diffondere informazioni o rilasciare interviste, su richiesta del marito.

La vicenda solleva interrogativi sulla libertà di espressione e sulla gestione interna delle forze volontarie coinvolte nel conflitto ucraino, mentre la richiesta di Lunin di parlare direttamente alla leadership riflette una crescente tensione tra combattenti sul campo e i vertici politici e militari. Le autorità russe non hanno ancora fornito chiarimenti ufficiali sul fermo e sulle circostanze dell’irruzione nella casa della famiglia.

Del Vecchio Jr diserta assemblea Delfin, sì ai conti da 7 soci

Milano, 30 giu. (askanews) – Il colpo di scena arriva già all’appello: Leonardo Maria Del Vecchio diserta l’assemblea dei soci di Delfin, convocata per approvare il bilancio e deliberare sulla distribuzione delle cedole. Gli altri sette eredi di Leonardo Del Vecchio, scomparso il 27 giugno di quattro anni fa, vanno avanti: i conti del 2025 vengono approvati con voto unanime dei presenti, con l’utile netto che si attesta in area 1,5 miliardi. Non passa l’aumento dei dividendi fino all’80% dei profitti, le cedole restano quindi inchiodate alla distribuzione del 10% dell’utile. Agli otto azionisti vanno 150 milioni, 18,75 milioni a testa.

Leonardo Maria Del Vecchio, che puntava a rilevare il 25% della sorella Paola e del fratello Luca, ha spiegato in una lettera al board la decisione di non presentarsi in Lussemburgo, nemmeno attraverso un legale. Il figlio del fondatore ha stigmatizzato le “gravi criticità irrisolte” emerse negli ultimi mesi e ha denunciato di non aver ricevuto la documentazione aziendale necessaria a valutare il progetto di bilancio 2025, ritenendo di “non essere nelle condizioni di prendere parte all’assemblea”.

L’attacco al board di Delfin da parte di Leonardo Maria è su tutta la linea. Del Vecchio Jr spiega di aver chiesto un impegno da parte del consiglio ad analizzare seriamente la sua proposta di acquisto delle quote di Luca e Paola Del Vecchio, approvata dagli azionisti nell’assemblea del 27 aprile, ma per settimane alcuni membri del Board – scrive – “si sono limitati a sollevare eccezioni generiche su presunti limiti legali”, senza mai approfondire nel merito la richiesta.

Nei giorni in cui board restava “silente”, viene fatto sapere, alcuni consiglieri avrebbero intrattenuto comunicazioni informali con una parte soltanto dei soci, generando – sottolinea Leonardo Maria – “confusione e sfiducia”. Nello stesso periodo, a fronte delle richieste di accesso a documentazione aziendale indispensabile anche per le interlocuzioni con le banche finanziatrici, Del Vecchio Jr segnala di non aver mai ottenuto riscontro scritto, ricevendo “solo risposte telefoniche”. Quando il consiglio è stato sollecitato a esprimersi formalmente, il board si è diviso con il presidente Francesco Milleri a sostenere le tesi di Leonardo Maria e l’amministratore delegato Romolo Bardin sull’altro fronte.

Nella dura lettera al consiglio, Leonardo Maria si riserva di impugnare le delibere prese dall’assemblea con il voto favorevole di Rocco Basilico. La posizione di Basilico, figlio di primo letto della mamma di Leonardo Maria, Nicoletta Zampillo, finisce ancora una volta nel mirino. Leonardo Maria contesta l’iscrizione nel registro dei soci di Basilico, avvenuta nel 2022, e denuncia “un’ingiustificabile inerzia” del Board, che non risulterebbe aver mai svolto un’analisi della vicenda nonostante le obiezioni sue e di sua madre.

I sette soci di Delfin presenti in assemblea hanno approvato l’istituzione di un collegio di commissari ai conti, deliberando la nomina di Lara Forte e Fabio Scoyni, mentre non è passato, con decisione unanime dei presenti, Marco Talarico, che era stato proposto per lo stesso ruolo da Leonardo Maria.

Pirelli prevede piano di investimenti negli Usa da 1-1,2 mld di dollari

Milano, 30 giu. (askanews) – Il cda di Pirelli è stato informato di un piano di investimenti pluriennale per gli Stati Uniti fra 1 e 1,2 miliardi di dollari circa, già preso in considerazione durante il precedente mandato. L’investimento, spiega una nota del gruppo, sarà inserito all’ordine del giorno di una prossima riunione del consiglio per la relativa approvazione e consentirà un aumento della capacità produttiva negli Stati Uniti, incluso lo sviluppo della tecnologia Cyber Tyre.

Pirelli, infatti, grazie alle modifiche nella propria governance stabilite dal Dpcm Golden Power, ha potuto concordare con il BIS (US Department of Commerce Bureau of Industry and Security) termini di massima che consentono l’introduzione del Cyber Tyre nel mercato statunitense. Il piano di espansione sosterrà la crescita del segmento High Value in Nord America e rafforzerà la strategia local-for-local anche in tale mercato, come già avviene in Cina e in Europa.

Il piano di investimenti è previsto costituisca parte integrante del prossimo piano industriale e non avrà impatti sui target 2026. Il progetto, che si svilupperà in più esercizi, non modificherà il profilo di investimento della società, mantenendo l’usuale livello del rapporto tra investimenti e ricavi pari a circa il 7%.

Tris live per Rkomi a Milano, aperta la terza data

Milano, 30 giu. (askanews) – Accompagnato da un ringraziamento al pubblico dell’artista dai suoi canali, arriva l’annuncio di una terza data per Rkomi a Milano, dopo che, anche i biglietti per il secondo live, sono andati immediatamente venduti.

Rkomi a Milano: l’artista triplica quindi l’appuntamento e sarà sul palco del Fabrique anche l’11 novembre 2026 per tre serate uniche e imperdibili dalla setlist speciale. Suonerà infatti tutti i brani tratti dai suoi primi, amatissimi lavori Dasein Sollen (2016), Io in Terra (2017) e Ossigeno EP (2018), oltre alla speciale anteprima live di A Milano, un EP di inediti in uscita in autunno: una versione espansa del brano da 8 minuti pubblicato il 23 giugno sui suoi social in omaggio al decennale di Dasein Sollen.

Le prevendite per la terza data dell’11 novembre di Rkomi a Milano sono disponibili da subito attraverso tutti i circuiti autorizzati.

Si è chiuso ufficialmente il Cremonini live, si chiude un capitolo

Milano, 30 giu. (askanews) – “È stato un lungo abbraccio fino all’ultimo inchino di #Cremoninilive26. Grazie di cuore a ogni persona che ha reso questo tour il più bello della mia carriera. È stato un lungo percorso che mi ha portato dai teatri ai club, ai palasport, agli stadi e alle grandi arene, esattamente dove, 27 anni fa, ho avuto la fortuna di sognarlo. Provo un senso di grande liberazione oggi, gratitudine, entusiasmo e desiderio per il futuro” ha scritto Cesare Cremonini. Si è chiuso ufficialmente il Cremonini live26, il progetto che nell’ultimo anno ha portato Cesare Cremonini dagli stadi ai grandi spazi aperti, attraversando alcuni dei luoghi più simbolici della musica dal vivo in Italia. Con 950 mila biglietti venduti in meno di un anno, il CREMONINI LIVE entra tra i capitoli più significativi della sua storia artistica. Un risultato che arriva dopo oltre venticinque anni di carriera e che assume oggi il valore di una svolta, più che di un traguardo. Se il Cremonini live26 ha rappresentato il punto più alto di un percorso costruito negli anni, ciò che si intuisce oggi è la volontà di cambiare prospettiva. Cremonini ha già annunciato, durante il tour, l’arrivo di un nuovo progetto. Un lavoro che nasce dall’esigenza di spingersi oltre i confini tracciati finora e dal desiderio di rimettere in discussione il proprio linguaggio musicale. Con il Cremonini live26 si chiude una stagione straordinaria della sua carriera, che ha portato il live italiano in una dimensione sempre più ambiziosa. Cremonini guarda ora avanti, verso un nuovo territorio che ha già iniziato a prendere forma. Questo momento straordinario della carriera di Cesare Cremonini sarà raccontato con un grande evento televisivo che andrà in onda a settembre in prima serata su Rai1.

L.elettorale, ‘persa’ per strada norma tra Bignami 1 e 2. Maggioranza corregge

Roma, 30 giu. (askanews) – Nel tormentato iter della legge elettorale, c’è anche una norma ‘persa per strada’ tra il Bignami 1 e il Bignami 2. Ed è così che il comitato dei nove della commissione ha approvato, a maggioranza, un ‘aggiuntivo’ per inserire nel testo approdato in aula alla Camera la parte ‘dimenticata’. Che verrà presentato davanti all’assemblea come emendamento della commissione e su cui si potranno fare i subemendamenti.

“C’era stato un errore materiale e quindi sarà inserita questa parte che per errore non è stata riportata nel trasferimento del cosidetto copia-incolla. Non è un problema di natura politica, ma di natura tecnica”, ha tenuto a precisare il presidente di commissione Nazario Pagano (Fi), interpellato in proposito. La questione tuttavia era dirimente, riguardando uno dei meccanismi di riparto dei seggi. Non lana caprina in una legge elettorale.

Rkomi raddoppia a Milano, seconda data al Fabrique

Milano, 30 giu. (askanews) – Vista l’enorme richiesta nei primi minuti dall’apertura della prevendita che ha fatto registrato un soldout immediato per l’appuntamento live del 3 novembre, si aggiunge una seconda data per Rkomi a Milano: l’artista sarà sul palco del Fabrique anche il 4 novembre 2026 per due serate uniche e imperdibili dalla setlist speciale. Suonerà infatti tutti i brani tratti dai suoi primi, amatissimi lavori Dasein Sollen (2016), Io in Terra (2017) e Ossigeno EP(2018), oltre alla speciale anteprima live di A Milano, un EP di inediti in uscita in autunno: una versione espansa del brano da 8 minuti pubblicato il 23 giugno sui suoi social in omaggio al decennale di Dasein Sollen.

Le prevendite per la seconda data del 4 novembre di Rkomi a Milano sono disponibili da subito attraverso tutti i circuiti autorizzati. Per info: https://www.friendsandpartners.it Una produzione: Friends & Partners e Vivo Concerti

Comitato per la remigrazione consegna firme per la proposta di legge

Roma, 30 giu. (askanews) – Il comitato per la “remigrazione” e la “riconquista”, fondato da realtà di destra estrema come CasaPound Italia, Rete dei Patrioti, Veneto Fronte Skinheads e Brescia ai Bresciani, ha depositato le 150mila firme raccolte per la proposta di legge di iniziativa popolare sulla remigrazione al servizio testi normativi della Camera dei deputati.

“Le firme sono state consegnate. Ora tocca alla politica, a quelli che parlano di remigrazione. Noi crediamo ci sia bisogno di una proposta radicale, vedremo se la metteranno in atto”, ha detto l’esponente di Casapound Luca Marsella. E a chi gli chiedeva se ci fossero stati contatti con Roberto Vannacci, ha dichiarato:

“Noi non abbiamo sentito Vannacci, non abbiamo un’interlocuzione con questo governo, né con nessun partito. Chiaramente portiamo la nostra proposta di legge, hanno il nostro numero di telefono. Chi vorrà interloquire con noi ci può chiamare, siamo disponibili a discutere ma non faremo passi indietro né faremo ammorbidire questa proposta di legge” ha aggiunto.

I cronisti gli hanno fatto notare l’assenza di parlamentari, tra cui Domenico Furgiuele (ex leghista ora con Roberto Vannacci), il quale aveva tentato di ‘ospitare’ una conferenza stampa del comitato a Montecitorio, la cui sala era stata occupata però da deputati di Pd-M5S e Avs che ne avevano impedito lo svolgimento. E Marsella ha rispos: “Non c’erano neanche quelli del Pd, non c’era Fratoianni, non c’era Orfini, il M5S. Si sono arresi. Oggi decretiamo la sconfitta dell’antifascismo, siamo entrati in Parlamento. Abbiamo portato la nostra proposta di legge. L’antifascismo oggi muore, finalmente. Ci siamo tolti dalle palle l’antifascismo”.

Salvatore Ferrara, vicepresidente del comitato Remigrazione e Riconquista e capitano della Rete dei Patrioti: “Appena sarà confermato che le firme son buone, noi ci auguriamo che Vannacci faccia seguire alle parole i fatti. Prenda la nostra Pdl, la discuta e la faccia approvare”.

Ivan Sogari, vicepresidente del Comitato Remigrazione e Riconquista ha aggiunto: “Adesso andremo avanti e continueremo a sollecitare la classe politica”.

“La Meloni ha detto una piccola parte di quello che è la remigrazione. La nostra proposta è molto più articolata” e prevede anche “l’abolizione del decreto flussi e speriamo che da domani Meloni e il governo lavorino per superare il decreto flussi”.

La Corte Suprema Usa boccia la legge Trump sullo ius soli

Roma, 30 giu. (askanews) – La Corte Suprema degli Stati Uniti ha bocciato l’iniziativa del presidente Donald Trump volta a revocare il diritto universale alla cittadinanza statunitense per i bambini nati nel Paese.

“I bambini nati negli Stati Uniti da genitori presenti illegalmente o temporaneamente sono soggetti alla giurisdizione degli Stati Uniti e sono cittadini dalla nascita ai sensi della clausola sulla cittadinanza del Quattordicesimo Emendamento”, si legge nella sentenza.

Il provvedimento è assai significativo anche per le sue implicazioni sociali, politiche ed economiche: in termini pratici, si stima che una sentenza favorevole all’Amministrazione avrebbe potuto significare la revoca della cittadinanza a 250.000 bambini nati negli Stati Uniti ogni anno, alcuni dei quali sarebbero divenuti apolidi.

Un museo storico si rinnova per il futuro: la nuova GAM di Torino

Torino, 30 giu. (askanews) – Uno sguardo sul futuro, che però vuole portare in sé tutta la storia di un museo importante per Torino. È stato presentato al Teatro Regio il grande progetto di riqualificazione, rilancio e valorizzazione della GAM, Civica Galleria d’arte Moderna e Contemporanea torinese.

“Senza enfasi – ha detto ad askanews Massimo Broccio, presidente della Fondazione Torino Musei – questa è davvero una giornata storica per la GAM, per la Fondazione Torino Musei e per la città. Ci apprestiamo a rinnovare quello che è stato lo spirito, assolutamente unico, innovativo, originario che ha caratterizzato la nascita del progetto. Infatti innovazione e avanguardia sono un po’ le linee guida che connotano anche il più complessivo progetto di rigenerazione riprendendo e facendo evolvere proprio quello spirito avanguardistico che ha caratterizzato la sua nascita”.

L’intervento sulla GAM, definita ora 4.0, nasce dalla volontà di immaginare i musei del futuro e rappresenta uno dei più importanti progetti di rigenerazione e innovazione museale in Europa, con un investimento di 27,5 milioni di euro sostenuto da Fondazione Compagnia di San Paolo. E il concorso internazionale di progettazione è stato vinto dallo studio MVRDV di Rotterdam, con Balance Architettura ed EP&S Group di Torino.

“È un edificio con una storia molto particolare – ci ha spiegato Winy Maas, socio fondatore dello studio olandese – con un background modernista che definirei un modernismo soft oppure emozionale. E mi piaceva molto l’idea di mantenere questo spirito anche nel nuovo progetto per dedicarsi non solo all’atto di ripulire, ma anche di aprire sempre di più. Credo che abbiamo creato una sorta di laboratorio per lavorare sulla storia e andare oltre. Per questo sono molto orgoglioso che in qualche modo questa sfida ci possa portare a una visione di quello che dovremo fare dopo”.

“Abbiamo capito sin da subito – ha aggiunto Alberto Lessan di Balance Architettura – che Torino aveva fatto questo bando per fare non solo una riqualificazione del progetto, ma per davvero generare uno spazio museale del futuro. Quindi queste sono state le promesse. Allora si è agito direttamente sull’oggetto, che peraltro aveva dei vincoli della soprintendenza, abbiamo cercato di capire come potevamo riuscire a fare in modo che questo edificio, questo luogo, riuscisse ad avere più spazio espositivo. Quindi abbiamo iniziato a pensare che l’ampliamento non dovesse essere un ampliamento esterno, ma un ampliamento interrato. Il cuore del progetto, a tutti gli effetti, è quindi questo grande spazio interrato che diventa un polmone aggiuntivo, uno spazio espositivo aggiuntivo”.

Con questo progetto, che ha ricevuto forte sostegno anche dall’amministrazione comunale, il museo diretto da Chiara Bertola vuole sia riaffermare la propria vocazione sperimentale, sia offrirsi come una nuova tipologia di piazza civica per la città di Torino.

Lavoro, Calderone: cala l’incidenza degli infortuni, ma non basta

Roma, 30 giu. (askanews) – “Rispetto a dicembre 2022, a distanza di quattro anni, abbiamo al lavoro un milione di persone in più, sottoposte a un regime di prevenzione dei rischi in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Per quanto riguarda l’incidenza degli infortuni, soprattutto quelli mortali, vediamo fortunatamente una regressione. Lo dice l’Inail”. Così il ministro del Lavoro, Marina Calderone, nel corso dell’informativa alla Camera su salute e sicurezza.

“Certamente, non è sufficiente – ha detto – l’obiettivo di tutti è ridurre il numero degli infortuni. La sicurezza sul lavoro richiede l’impegno continuo di istituzioni, imprese e sindacati”. Secondo Calderone è necessario “affermare una cultura della prevenzione condivisa” e “solo un’alleanza stabile tra tutti i soggetti coinvolti può costruire ambienti di lavoro più sicuri, moderni e rispettosi della persona. Nessuna misura di vigilanza, per quanto efficace, può sostituire la consapevolezza individuale e collettiva dei rischi e delle responsabilità. Per questo abbiamo promosso un approccio fondato sulla prevenzione e sulla responsabilizzazione di tutti gli attori”.

La sicurezza sul lavoro “deve diventare parte integrante dell’organizzazione del lavoro, della progettazione degli ambienti produttivi, dei processi formativi e delle scelte imprenditoriali – ha aggiunto – è un investimento sulla qualità del lavoro, sulla competitività delle imprese e sulla sostenibilità del sistema economico”.

Le attività ispettive e di controllo sono passate da circa 100mila verifiche nel 2022 a oltre 157mila nel 2025, con un incremento superiore al 50%, ha proseguito Calderone. “Le sole attività ispettive dell’Ispettorato nazionale del lavoro (Inl) sono più che raddoppiate nello stesso periodo (da 63.571 nel 2022 a 130.579 nel 2025) – ha affermato – l’attività ispettiva contrasta e sanziona le irregolarità, ma è anche un’occasione per diffondere la cultura della legalità e della sicurezza: promuove comportamenti corretti, favorisce l’emersione delle irregolarità e migliora le condizioni di lavoro”.

Il ministro ha assicurato che “nel 2026 proseguiremo lungo il percorso avviato dall’inizio della legislatura, secondo cinque direttrici fondamentali: completare l’attuazione del decreto-legge n. 159 del 2025, per rendere pienamente operativi gli strumenti introdotti; rafforzare la cultura della prevenzione, con nuove iniziative rivolte ai giovani, alla scuola e al mondo delle imprese; consolidare la strategia nazionale 2026-2030 e integrare gli strumenti programmatori delle amministrazioni coinvolte; potenziare le attività di vigilanza, completando i programmi di assunzione e utilizzando in modo sempre più efficace le tecnologie digitali e le banche dati integrate; contrastare il lavoro irregolare, il caporalato e le forme di sfruttamento, con particolare attenzione ai settori più esposti e alle categorie più vulnerabili”.

L’obiettivo resta quello di “sostenere un sistema in cui la sicurezza sia parte integrante della qualità del lavoro e della competitività delle imprese – ha aggiunto – i risultati del 2025 dimostrano che è possibile rafforzare la tutela attraverso prevenzione, formazione, vigilanza e responsabilità condivisa. Molto è stato fatto, molto resta da fare. La sicurezza non è un traguardo definitivo, ma un percorso continuo di miglioramento che accompagna l’evoluzione del mondo del lavoro e della società. Il Governo intende proseguire su questa strada, nella convinzione che la tutela della vita, della salute e della dignità di chi lavora sia uno dei più alti doveri della Repubblica. I risultati raggiunti dimostrano che investire nella prevenzione produce effetti concreti. Sono un punto di partenza, non un punto di arrivo. Ogni lavoratore deve poter tornare a casa, al termine della propria giornata di lavoro, nelle stesse condizioni in cui l’ha iniziata”.

Quanto all’emergenza caldo “mi pare ingiusto dire che ci siamo accorti in ritardo” della questione, “considerato che la norma con cui abbiamo adottato il protocollo clima è dello scorso anno”, ha rilevato Calderone.

“L’intervento fatto con il decreto infrastrutture non è ribadire che una norma c’è, ma fare in modo che la misura degli ammortizzatori sociali emergenziali venga destinata anche nel 2026 – ha aggiunto – sappiamo guardare i numeri e per quanto riguarda i dati del 2025 abbiamo visto che le risorse stanziate a suo tempo sono sono state utilizzate per meno di quell’importo messo nel decreto infrastrutture. Questo non vuol dire che se dovessimo essere in una situazione in cui dobbiamo rifinanziare la misura, perché abbiamo messo in protezione delle realtà che sono praticamente superiori o perlomeno vicine alla dotazione, non si possa fare. Anzi, siamo assolutamente disponibili a farlo”.

Pizzaiolo ucciso a Reggio Emilia, la Lega contro l’assassino "straniero". Poi la retromarcia

Roma, 30 giu. (askanews) – Un comunicato stampa sull’omicidio del pizzaiolo Raffaele Stipa a Reggio Emilia, ucciso “per essersi rifiutato di regalare l’ennesima pizza ad uno straniero”. Cancellato e ‘corretto’ poco dopo, perché in realtà l’uomo arrestato per l’aggressione è italiano. E’ il cortocircuito comunicativo di cui è stata protagonista questa mattina la Lega dell’Emilia Romagna.

Alle 10.54 Tommaso Fiazza, capogruppo della Lega in Regione, inviava un comunicato dal titolo “Chi uccide per una pizza non può avere posto nella nostra comunità. Avanti con la remigrazione”. Nella nota Fiazza affermava che “Raffaele Stipa è morto perché ha fatto ciò che ogni commerciante fa ogni giorno: ha difeso il frutto del proprio lavoro. Questa è una tragedia che colpisce tutta l’Emilia-Romagna e che impone una riflessione seria, senza ipocrisie: un uomo è stato accoltellato e ucciso per essersi rifiutato di regalare l’ennesima pizza ad uno straniero. Non siamo davanti a un episodio di ordinaria criminalità, ma all’ennesima dimostrazione di una violenza incompatibile con il nostro modo di vivere. Chi arriva in Italia deve comprendere che qui il lavoro si rispetta, le regole si rispettano e a un ‘no’ non si risponde con un coltello”.

Alle 11.33 la correzione e la richiesta di annullare il comunicato “alla luce delle nuove informazioni diffuse dagli inquirenti”. Ovvero che il presunto killer è italiano.

Infine, nel primo pomeriggio, la nota ‘corretta’: “Raffaele Stipa è morto perché ha fatto ciò che ogni commerciante fa ogni giorno: ha difeso il proprio lavoro. È stato ucciso dietro il bancone della sua pizzeria per una lite che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbe nata da una pizza e da un debito pregresso”. Certo, “le prime ricostruzioni della vicenda, diffuse da quotidiani nazionali e agenzie di stampa, sono state corrette dagli inquirenti, confermando che l’assassino è italiano, ma c’è un elemento che non cambia: un commerciante è stato ucciso mentre lavorava. E puntualmente si ricomincia a parlare di fragilità, dipendenze e disagi. Basta alibi. Nessuna condizione personale può attenuare la gravità della violenza”.

Pd e M5s stigmatizzano l’atteggiamento leghista. “Il mio pensiero va – prima di tutto – alla vittima, Raffaele Stipa, alla sua famiglia, ai suoi parenti e amici, cui porgo le mie condoglianze: un fatto terribile, che sconvolge tutta la comunità di Reggio Emilia e interroga l’intero Paese”, afferma la deputata Dem reggiana Ilenia Malavasi. Che sottolinea poi la “violenta reazione a episodi come questo, alimentata anche da esponenti politici di una destra che, sui social e sui mezzi di comunicazione, tende unicamente a fomentare una caccia al colpevole, ovviamente di origine straniera. Siamo abituati con leggerezza a scrivere le condanne prima di conoscere i fatti, guidati dal pregiudizio”.

“Lo vediamo quotidianamente: Salvini e il suo partito, prima parlano e poi pensano. Ma quanto accaduto oggi, con esponenti della Lega dell’Emilia Romagna che hanno inviato dei comunicati stampa parlando di remigrazione per il killer di un pizzaiolo a Reggio Emilia per poi chiedere alle agenzie di stampa di non pubblicarli appena scoperto che l’assassino era italiano, dimostra quanta malafede, strumentalizzazione e propaganda ci sia dietro questa proposta. Le responsabilità ovviamente sono in primis di chi si è reso artefice di questa figuraccia, ma d’altronde l’esempio gli viene dall’alto e cioè da un ministro che fa propaganda su tutto e non fa mai il lavoro per il quale viene pagato dai cittadini”, afferma Francesco Silvestri, deputato M5S alla Camera.

L’Oms convoca per il 6 luglio vertice europeo sull’emergenza caldo. In Italia 5 morti in 24 ore

Roma, 30 giu. (askanews) – Il direttore di Oms Europa, il medico belga Hans Henri P. Kluge, ha convocato per il prossimo 6 luglio “i referenti nazionali responsabili delle emergenze, dell’ambiente e dei cambiamenti climatici di tutti gli Stati membri dell’OMS nella Regione europea per un incontro di valutazione dell’emergenza” caldo che sta colpendo il Vecchio Continente: “La Regione europea si sta riscaldando a un ritmo più che doppio rispetto alla media globale. Le ondate di calore non sono più eventi isolati e anomali. Sono crisi ricorrenti, che stanno diventando più frequenti, più intense e più durature. Ogni estate in cui non riusciamo a prepararci ad affrontarle è un’estate che paghiamo con vite umane”, scrive Kluge in una nota.

“In questo momento – ricorda – in tutta la Regione europea dell’OMS le persone fanno fatica a dormire. I pronto soccorsi si stanno riempiendo. I servizi di ambulanza stanno registrando numeri da record. In Francia, in alcune città le chiamate di emergenza medica sono aumentate fino al 50%. A Londra, la scorsa settimana si è registrato il numero più alto di chiamate di emergenza per condizioni potenzialmente letali che il servizio di ambulanza abbia mai registrato in un solo giorno. Il sistema di monitoraggio della mortalità spagnolo ha già stimato oltre 300 decessi in eccesso associati al caldo in pochi giorni. L’Italia ha segnalato 5 decessi in 24 ore”.

“Ma ecco cosa mi dà un po’ di rassicurazione: la prevenzione funziona! Lo sappiamo perché possiamo misurarla. Le stime indicano che, senza le misure di adattamento già in atto, nel 2023 i decessi legati al caldo nella Regione europea sarebbero stati superiori di circa l’80%. Per le persone di età pari o superiore a 80 anni, i decessi avrebbero potuto essere il doppio. Piani d’azione sul caldo e la salute, allarmi precoci, spazi di refrigerio, assistenza alle persone vulnerabili: non si tratta di esercizi burocratici, ma di misure che stanno salvando vite umane in questo preciso momento. Ne servono di più, in tutta la Regione europea”.

All’ordine del giorno del vertice del 6 luglio, prosegue il direttore OMS Europa, “ci sarà un unico punto: cosa abbiamo imparato da questa ondata di caldo, siamo pronti per la prossima e in che modo l’OMS/Europa può fornire un maggiore sostegno?”.

“Questa ondata di caldo è una prova generale. Le estati a venire saranno più difficili. Più della metà dei paesi della Regione europea non dispone ancora di un piano d’azione completo sul caldo e la salute. Questo deve cambiare – e le linee guida recentemente aggiornate dell’OMS/Europa forniscono a ogni paese, regione e città gli strumenti per agire subito. Seguite la campagna KeepCool dell’OMS/Europa: tenetevi al riparo dal caldo, mantenete fresca la vostra casa, mantenete il corpo fresco e idratato, rimanete in contatto con chi vi circonda. Il caldo è arrivato. Le soluzioni esistono. È ora di agire”, conclude Kluge.

Inps, spesa pensioni 2025 +1,4% a 325 mld con effetto rivalutazione

Roma, 30 giu. (askanews) – Il 2025 ha fatto registrare rispetto all’anno precedente un incremento della spesa per pensioni di 4,4 miliardi di euro, arrivando complessivamente a 325,06 mld, con un incremento rispetto all’anno precedente dell’1,4%. E’ quanto evidenzia il rendiconto generale 2025 dell’Inps, approvato dal consiglio di indirizzo e vigilanza (Civ).

Il Civ sottolinea che questo incremento deriva quasi per intero dalla rivalutazione delle pensioni a fronte dell’inflazione registratasi l’anno precedente (il tasso di inflazione medio in Italia nel 2024 è stato dell’1%). Il 2025 ha visto un incremento della spesa per il sostegno al reddito di 0,8 miliardi, passando da 18,9 a 19,7 mld. In particolare, per la crescita dei trattamenti di disoccupazione e di integrazione salariale. Le spese per l’inclusione sociale aumentano di 2,4 mld, con una crescita dell’assegno di inclusione e del supporto per la formazione e il lavoro e un incremento delle prestazioni per le pensioni assistenziali (più 1 miliardo).

Il rapporto sul rendiconto generale 2025 presentato dal Civ contiene anche un’analisi sull’andamento delle principali voci di bilancio nell’ultimo decennio. Emerge che la composizione del bilancio, sia nella componente entrate che in quella della spesa, in questi anni è sensibilmente cambiata, in particolare nel diverso rapporto tra spese per prestazioni previdenziali e prestazioni assistenziali e di sostegno alla famiglia. Sul lato delle entrate, specularmente, tra proventi da contribuzione e trasferimenti dalla fiscalità generale. Questa tendenza evidenzia una sostanziale stabilità in termini reali delle uscite per prestazioni previdenziali, mentre vede una crescita tendenziale della spesa socioassistenziale, in particolare per le misure a sostegno della famiglia.

Con riferimento alle misure di contrasto alla povertà i provvedimenti adottati dal legislatore con l’introduzione dell’assegno di inclusione e del supporto per la formazione e il lavoro, in sostituzione del reddito e della pensione di cittadinanza, hanno determinato una contrazione della spesa. In termini contabili, nell’ultimo decennio l’attività sostenuta dai trasferimenti dalla fiscalità generale (Gias), è cresciuta costantemente, passando dal 31,83% del 2015 al 36,67% del 2025. Una parte consistente dell’incremento dei trasferimenti deriva dalla copertura dei costi degli sgravi contributivi (15.897 mln nel 2015 e 24.244 mln nel 2025). In questo ambito si sottolinea la peculiarità del 2024 con un importo cresciuto in maniera rilevante e che raggiunge i 42.428 mln per effetto dell’introduzione di uno sgravio contributivo a favore dei lavoratori. Nel 2025 questi sgravi vengono meno, in seguito alla trasformazione dello sgravio in un beneficio di natura fiscale (mediante bonus e detrazioni di imposta).

Specularmente, nel periodo 2015-2025, le prestazioni pensionistiche, comprese quelle di natura assistenziale, passano dall’88,8% all’83,6% mentre la spesa relativa alle prestazioni non pensionistiche aumentano passando dal 11,2% al 16,4%. C’è quindi una modifica sostanziale nella struttura del bilancio, una tendenza che fino ad ora ha visto ridimensionare il peso relativo della spesa pensionistica rispetto alle altre prestazioni, alcune delle quali hanno avuto un carattere di provvisorietà (i bonus di diversa natura) mentre altre hanno assunto il profilo di prestazioni di natura universalistica, in particolare l’Assegno Unico.

Roberto Ghiselli, presidente del Civ, afferma che “un dato da attenzionare è la bassa crescita della contribuzione non proporzionale, in termini reali, alla crescita occupazionale. Questo dato evidenzia una criticità in termini di volume e potere d’acquisto delle retribuzioni e sollecita a operare per una crescita qualitativa del sistema, migliorando la produttività e le retribuzioni dei lavoratori”.

"Due settimane", il singolo che segna il ritorno di Settembre

Milano, 30 giu. (askanews) – Esce venerdì 3 luglio su tutte le piattaforme digitali e in radio “Due settimane”, il singolo che segna il ritorno di Settembre il giovane cantautore napoletano, già presentato in anteprima ai Tim Summer Hits e a Battiti Live. Dopo la vittoria a Sanremo Giovani nella categoria Nuove Proposte con il brano Vertebre, con questo brano Settembre dà inizio al suo nuovo capitolo musicale con Latarma Records.

“Due settimane” è un pezzo dal ritmo travolgente e che sa di estate, di quelli da cantare a squarciagola in macchina con il vento nei capelli, direzione mare. Dietro a un sound fresco con chiari richiami agli anni ’80 e a un ritornello pop che esplode fin dal primo ascolto, il testo affronta l’attuale tema del love bombing, fotografando la fine improvvisa di una storia d’amore intensa e troppo rapida. Con parole semplici, quotidiane e dirette – tra le “cene con tua madre la domenica” e “le notti a dirci ti amo sopra ai prati” – Settembre racconta l’illusione di quelle relazioni in cui ci si ritrova ad amarsi un anno in due settimane, per poi sparire nel nulla e far finta che non ci sia stato niente, lasciando un grande senso di vuoto.

Durante l’estate Settembre sarà ospite dei più importanti palchi dei festival radiofonici italiani. Tra i primi appuntamenti live confermati ci sono il 4 luglio a Beach like a Deejay a Jesolo e l’11 luglio a Pescara con Radio Kiss Kiss.

Jasmine Paolini vince in rimonta: al secondo turno a Wimbledon

Roma, 30 giu. (askanews) – Jasmine Paolini rialza la testa e con tenacia conquista la qualificazione al 2° turno di Wimbledon, vincendo in rimonta 0-6, 6-4, 7-5 contro la statunitense Montgomery che arrivava da nove vittorie di fila sull’erba.

L’impatto col match della toscana è da dimenticare. Tanti, tantissimi gli errori sia sul dritto che sul rovescio e la strada si fa in salita fin dall’inizio col primo break concesso, ma non l’ultimo. Anche nel terzo game, che non sembra arrivare a una conclusione dopo quattro palle break neutralizzate, Paolini deve cedere e Montgomery sul velluto si prende il doppio vantaggio che si tramuterà poi in un netto 6-0. La breve pausa, però, permette all’azzurra di ricaricare le batterie – anche a livello mentale – e approccia il secondo parziale in modo diverso: completa il primo servizio e poi con scambi prolungati e dritti potenti conquista il break del 2-0. La statunitense ha la capacità di effettuare il controbreak ma sul momentaneo 5-4 a favore di Paolini, ecco lo scatto decisivo. Trova ancora soluzioni col dritto e pareggia il conto dei set sull’1 a 1 (6-4). I difetti sembrano, tuttavia, tornare a palesarsi nel terzo e decisivo parziale: troppi errori di misura col dritto e al quinto game arriva il break a favore di Montgomery, ma Jasmine non ha intenzione di mollare troppo presto e trova il controbreak del 4-4. È la svolta decisiva: Paolini prende in mano il proprio destino e, fallito un match point, va a vincere 7-5. Al secondo turno una tra Shymanovich e Golubic.

Gli Stati Uniti guidano la crescita dei prodotti italiani DOP

New York, 30 giu. (askanews) – Gli Stati Uniti si confermano il principale mercato estero del Parmigiano Reggiano e diventano il punto di partenza della nuova strategia di crescita internazionale del Consorzio. I numeri parlano chiaro: nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni verso gli USA sono aumentate del 2,5%, raggiungendo circa 7 mila tonnellate.

Per questo il Consorzio ha scelto il Summer Fancy Food Show di New York, il più importante appuntamento dedicato allo specialty food del Nord America, per presentare la propria visione di sviluppo sul mercato americano.

L’intervista al Presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano, Nicola Bertinelli: “L’edizione 2026 del Fancy Food è per noi storica. È il nuovo capitolo del Parmigiano Reggiano negli Stati Uniti. La nostra Dop esporta circa il 10 per cento della sua produzione, pari a 17 mila tonnellate, negli USA. Il nostro obiettivo è quello di raddoppiare questi dati entro otto anni. Ma per farlo, occorre ideare una strategia di valorizzazione.

Il Parmigiano Reggiano deve essere sempre più parte della vita quotidiana dei cittadini americani. Ciò vuol dire non essere un semplice pezzo di formaggio, bensì un elemento culturale.”

Nel corso della fiera è stata significativa anche la presenza delle istituzioni, con la partecipazione di rappresentanti nordamericani e italiani come l’Italian Trade Agency (ICE), e il Ministro all’Agricoltura Francesco Lollobrigida.

Le sue parole: “Il Parmigiano Reggiano negli Stati Uniti è presente da sempre, ma negli ultimi anni sta facendo un salto di qualità. Chi ha investito sulla protezione di altissimo profilo come il Parmigiano Reggiano nel mercato americano riesce a imporsi in qualsiasi condizione. Non esiste tariffa che possa fermare la capacità di permeare un mercato che è sempre più attento alla qualità della Dop.”

Costruire valore insieme ai partner americani, rendendo il Parmigiano Reggiano sempre più riconoscibile e autentico: questo l’obiettivo del consorzio, che vuole puntare sull’espressione del Made in Italy, riconosciuto come parte integrante della cultura gastronomica contemporanea.

Esordio vincente di Tyra Grant a Wimbledon: batte Boulter in due set

Roma, 30 giu. (askanews) – Debutto perfetto nel palcoscenico di Wimbledon e primo successo in uno Slam per Tyra Grant che, in un’ora e 7 minuti, supera l’inglese Boulter in due set (6-4, 6-2) e avanza al 2° turno. Avvio equilibrato, con errori sul servizio da una parte e dall’altra: Grant è chiamata a uscire subito da una situazione complicata ma sfrutta poi i doppi falli dell’avversaria per brekkare sul 2-1. Un vantaggio che consolida nel game successivo e che non si lascia più sfuggire. È di rovescio, in particolare, che prende il sopravvento su Boulter fino a chiudere col 6-4 il primo set. La fiducia prosegue anche nel secondo parziale e porta subito ai vantaggi l’inglese che riesce a portare a casa il primo game in battuta, ma non il terzo. Ancora i doppi falli ad aprire la strada all’azzurra, poi un dritto largo che concede il break a Grant. La 18enne non sbaglia praticamente nulla e non concede quasi punti sul servizio, al contrario di Boulter che accumula altri gratuiti e cede un altro break, quello del 5-2. Grant ha la possibilità di chiudere e centra l’obiettivo, guadagnandosi il 2° turno di Wimbledon.

Comitato remigrazione consegna firme pdl: "Antifascisti fuori dalle p…"

Roma, 30 giu. (askanews) – Il comitato per la “remigrazione” e la “riconquista”, fondato da realtà di destra estrema come CasaPound Italia, Rete dei Patrioti, Veneto Fronte Skinheads e Brescia ai Bresciani, ha depositato le 150mila firme raccolte per la proposta di legge di iniziativa popolare sulla remigrazione al servizio testi normativi della Camera dei deputati.

“Le firme sono state consegnate. Ora tocca alla politica, a quelli che parlano di remigrazione. Noi crediamo ci sia bisogno di una proposta radicale, vedremo se la metteranno in atto”, ha detto l’esponente di Casapound Luca Marsella. I cronisti fanno notare l’assenza di parlamentari, tra cui Domenico Furgiuele (ex leghista ora con Roberto Vannacci), il quale aveva tentato di ‘ospitare’ una conferenza stampa del comitato a Montecitorio, la cui sala era stata occupata però da deputati di Pd-M5S e Avs che ne avevano impedito lo svolgimento. E Marsella risponde: “Non c’erano neanche quelli del Pd, non c’era Fratoianni, non c’era Orfini, il M5S. Si sono arresi. Oggi decretiamo la sconfitta dell’antifascismo, siamo entrati in Parlamento. Abbiamo portato la nostra proposta di legge. L’antifascismo oggi muore, finalmente. Ci siamo tolti dalle palle l’antifascismo”.

A chi ricorda che l’ex parà della Folgore Roberto Vannacci la Pdl la condivide ma non del tutto, replica Salvatore Ferrara, vicepresidente del comitato Remigrazione e Riconquista e capitano della Rete dei Patrioti: “Appena sarà confermato che le firme son buone, noi ci auguriamo che Vannacci faccia seguire alle parole i fatti. Prenda la nostra Pdl, la discuta e la faccia approvare”.

“Adesso andremo avanti e continueremo a sollecitare la classe politica”, aggiunge Ivan Sogari, vicepresidente del Comitato Remigrazione e Riconquista. La premier Giorgia Meloni ha detto che la remigrazione sono i rimpatri volontari assistiti. “La Meloni ha detto una piccola parte di quello che è la remigrazione. La nostra proposta è molto più articolata” e prevede anche “l’abolizione del decreto flussi e speriamo che da domani la Meloni e il governo lavorino per superare il decreto flussi” dice Sogari, precisando che “al momento” non ci sono stati contatti con l’ex missino e sindaco di Roma Gianni Alemanno, il cui movimento “Indipendenza” è confluito in Futuro nazionale di Vannacci.

“Noi non abbiamo sentito Vannacci, non abbiamo un’interlocuzione con questo governo, né con nessun partito. Chiaramente portiamo la nostra proposta di legge, hanno il nostro numero di telefono. Chi vorrà interloquire con noi ci può chiamare – conclude Marsella – Ma non faremo passi indietro né faremo ammorbidire questa proposta di legge”. Condividendo, in questo, le parole del generale nell’interlocuzione di Futuro nazionale con il centrodestra: “Giorgia Meloni sicuramente ha il mio numero di telefono; se non lo ha, sa come recuperarlo, è una persona capace – ha sottolineato qualche giorno fa Vannacci -. Io sono sempre disponibile”.

Mondiali, Klopp: "Io ct Germania? Non è il momento"

Roma, 30 giu. (askanews) – Dopo l’eliminazione dai Mondiali, in Germania il nome più caldo per l’eventuale successione a Julian Nagelsmann è quello di Jürgen Klopp. L’ex allenatore del Liverpool, oggi responsabile del settore calcio gruppo Red Bull, era a bordo campo come opinionista e ha risposto così a MagentaTv alla domanda sul possibile ruolo da ct: “Non ci ho ancora pensato. Ho vissuto spesso anche io, da allenatore, situazioni in cui un grande sogno è andato in frantumi. Capisco che, quando si parla del commissario tecnico della Germania, venga fatto il mio nome. Ma non è il momento giusto per parlarne, soprattutto non con me”. Poi ha aggiunto: “Ho un lavoro che faccio molto volentieri. E, da quanto ho sentito, quello del ct non è un lavoro part-time. Oggi la Germania è stata eliminata e non è il momento in cui penso alla figura di Jürgen Klopp”.

Gli inviati di Trump Witkoff e Kushner a Doha (ma non previsti incontri ad alto livello con gli iraniani)

Roma, 30 giu. (askanews) – Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed Al-Ansari, ha annunciato oggi che gli inviati del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, sono arrivati a Doha per incontrare i mediatori nei negoziati con l’Iran.

Secondo quanto riferito dal portavoce qatarino, “non è previsto alcun incontro di alto livello tra Stati Uniti e Iran a Doha. I colloqui tecnici tra le parti proseguono in varie forme e la visita di Witkoff e Kushner non include negoziati diretti con l’Iran”.

Al-Ansari ha altresì aggiunto che “i negoziati riguardano diverse questioni, sia il programma nucleare sia i fondi congelati”.

Scuola, Meloni: Stato garantisca a studenti vera uguaglianza in partenza

Milano, 30 giu. (askanews) – “Dovete essere pienamente liberi quando farete le vostre scelte, non dovete avere dei limiti che sono stati precostituiti, che non dipendevano da voi, che dipendevano dalla condizione da quale arrivavate, dalla famiglia nella quale nascevate… Queste barriere vanno rimosse. La vera uguaglianza esiste davvero nel punto di partenza, non nel punto d’arrivo. Uno Stato giusto costruisce le condizioni per cui tutti devono avere le stesse opportunità, poi però dove arrivi quello lo Stato non lo può determinare, quello lo determinate voi: con la vostra capacità, con la vostra determinazione con la vostra passione. Quello che noi stiamo cercando di fare è cercare di costruire queste condizioni di partenza pari per tutti anche in una dimensione che diventa molto molto importante oggi che è la vostra capacità di confrontarvi con i vostri coetanei”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo al Ministero dell’Istruzione all’evento “Gli studenti italiani in Europa”, dedicato al piano per il potenziamento dell’apprendimento delle lingue, promosso dal MIM.

Ovvero, ha sottolineato Meloni, “il più importante programma di formazione linguistica di mobilità internazionale che è stato mai realizzato in Italia per gli studenti delle scuole superiori, un investimento da 420 milioni di euro di fondi strutturali europei che noi decidiamo di destinare a questa sfida per consentire ad almeno 150.000 ragazzi e ragazzi italiane di vivere un’esperienza che consideriamo particolarmente importante, cioè trascorrere un periodo in un paese europeo”.

In particolare, ha sottolineato la premier, “crediamo che il talento dei nostri ragazzi debba meritare le stesse opportunità di tutti i loro coetanei europei, ad esempio crediamo che il talento di un ragazzo non si possa e non si debba fermare di fronte a una barriera linguistica. Se noi oggi non togliamo quella barriera, rischiamo che tantissimi giovani italiani non siano pienamente liberi domani nella loro capacità di scelta, perché hanno la barriera della lingua. E noi vogliamo fare tutto quello che possiamo per superare la barriera della lingua”. Ma non solo: “Vivere e studiare anche solo per qualche settimana, anche solo per qualche mese in un altro paese significa imparare ovviamente ad affrontare situazioni nuove, significa diventare più autonomi significa confrontarsi con persone che hanno abitudini, idee, culture, diverse dalla nostra, quindi allargare lo spazio della propria mente, della propria capacità di comprensione dell’altro. Significa acquisire sicurezza, significa imparare a cavarsela, allargare i propri orizzonti e significa per noi arricchire questa comunità, perché quando questi ragazzi che parteciperanno al progetto torneranno indietro porteranno con loro molto più di una lingua straniera meglio conosciuta, meglio parlata: porteranno nuove idee, porteranno nuove amicizie, porteranno una maggiore fiducia in loro stessi, uno sguardo più ampio sul mondo. Tutto questo sarà una ricchezza per loro, certamente, ma lo sarà anche per i loro amici, lo sarà per le loro famiglie, lo sarà per le loro classi, lo sarà per l’Italia nel suo complesso”.

Padel, Coppa dei Club Msp: il titolo nazionale resta a Roma

Roma, 30 giu. (askanews) – Sei anni dopo il trionfo del 2020, il Padel Colli Portuensi è di nuovo campione nazionale della Coppa dei Club Msp Italia di padel. Dopo aver conquistato il titolo provinciale che valeva come qualificazione alla fase nazionale, si legge in una nota, il circolo romano si è aggiudicato anche il titolo nazionale battendo in finale i romagnoli del Russi. Il Colli Portuensi succede a un’altra squadra romana, l’Eschilo, e arricchisce un palmares di grande prestigio che ora recita: due titoli nazionali, tre titoli provinciali, un titolo della Regione Lazio e cinque partecipazioni alla finale nazionale.

La finale nazionale della Coppa dei Club Msp ha visto impegnate in questo weekend, presso il Circolo 747 di Aprilia, 15 squadre per il tabellone gold, provenienti da dieci regioni d’Italia (Lazio, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise, Sardegna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Toscana Umbria). Accanto al tabellone principale, spazio anche al tabellone silver, vinto dal Moma ABCoach (Lazio).

Le finali nazionali della Coppa dei Club sono state però anche nel segno dell’inclusione, con due eventi di padel mixto, uno dei quali internazionale con la presenza di sei ex calciatori che sono scesi in campo con un atleta con disabilità motoria. La coppia formata dagli spagnoli David Lopez Moreno e Marcos Cambronero si è aggiudicata l’evento internazionale di padel mixto: Lopez, ex calciatore dell’Athletic Bilbao, e Cambronero, campione del mondo e tre volte campione d’Europa di padel in carrozzina, hanno battuto in finale la Francia, che vedeva in campo l’ex romanista Vincent Candela e il campione nazionale transalpino Dorian Navarro. Si è fermata invece in semifinale l’avventura di Dario Marcolin, talent di punta di DAZN, e Gigi Di Biagio, attuale allenatore dell’Arabia Saudita Under 23, in coppia rispettivamente con Roberto Punzo e con Andrea D’Agostini. A completare il quadro dell’evento internazionale, l’olandese Gerald Sibon, ex di Ajax e Sheffield Wednesday, insieme a Robin Amerlame (medaglia d’oro in doppio alle Paralimpiadi di Sydney nel 2000 e in singolare ad Atene nel 2004) e la coppia svizzera formata dall’ex Lazio Guerino Gottardi con Luca Taramelli, che in coppia con Ludovica Renzoni si è comunque aggiudicato la finale nazionale di padel mixto, che ha visto la partecipazione di 12 coppie provenienti da tutta Italia.

“Un evento straordinario, complimenti a Msp Italia, questa manifestazione presenta tutti i valori dello sport, inclusione, rispetto, partecipazione, il sacrificio di fare sport – le parole di Mario Luciano Crea, presidente della commissione cultura, spettacolo, sport e turismo della Regione Lazio -. La Coppa dei Club è una manifestazione importante per diffusione e promozione della cultura sportiva a tutti i livelli. Abbiamo, come istituzione, il compito di promuovere e sostenere la cultura dello sport, mettendo a terra risorse finanziare importanti, sia per l’impiantistica sia per la promozione dello sport”.

CLASSIFICA FINALE

1. Padel Colli Portuensi (Lazio); 2. Russi Padel (Emilia Romagna); 3. Bombonera Padel (Abruzzo), 4. Eschilo Padel Tilt (Lazio); 5. Pad & Fit Black (Lazio); 6. Bamm (Sardegna); 7. Smash Padel (Emilia Romagna); 8. Romita Padel arancio (Umbria); 9. Triestina Padel (Friuli Venezia Giulia); 10. Livorno Padel (Toscana); 11. Nitro A (Marche); 12. Inside Padel (Umbria); 13. Padel Conegliano (Veneto); 14. Padel & Fitness Montenero (Molise); 15. 747 Padel Club (Lazio)

CATEGORIA SILVER

1. Moma ABCoach (Lazio); 2. Massa Martana Padel Burlarelli Lavorazione Pietre (Umbria); 3. TC Roseto (Abruzzo)

I My Chemical Romance a Firenze per unica data italiana del tour

Milano, 30 giu. (askanews) – Mercoledì 15 luglio alla Visarno Arena di Firenze arriveranno in Italia i My Chemical Romance, con l’unico appuntamento italiano del The Black Parade 2026, in cui suoneranno per intero il loro album capolavoro “The Black Parade”, oltre ai loro altri grandi successi. Special guest della serata sarà la band alternative-rock di New York, Interpol.

Il 2026 segna un anniversario speciale per milioni di fan in tutto il mondo: i vent’anni di “The Black Parade”, l’album che ha consacrato i My Chemical Romance come una delle band più iconiche degli anni Duemila.

Per celebrare questo traguardo, la band guidata da Gerard Way riporta sul palco i brani che hanno segnato una generazione e che ancora oggi continuano a influenzare artisti e fan in ogni parte del globo.

Uscito nel 2006, “The Black Parade” non è stato solo un disco: è diventato un manifesto culturale, con il suo immaginario teatrale, le sonorità potenti e i testi capaci di raccontare la fragilità e la forza dell’essere giovani. Canzoni come “Welcome to the Black Parade”, “I Don’t Love You” e “Famous Last Words” sono entrate nella storia del rock e hanno reso i My Chemical Romance una vera leggenda della scena alternativa.

Il tour del ventennale promette di essere un’esperienza unica: uno show spettacolare, un viaggio emozionante tra passato e presente, che riporterà sul palco tutta l’energia e la carica emotiva di una delle band più amate di sempre.

Terremoti in Venezuela, bimbo salvato dopo sei giorni sotto le macerie

Roma, 30 giu. (askanews) – La squadra internazionale giordana di ricerca e soccorso ha salvato un bambino di tre anni rimasto intrappolato per sei giorni sotto le macerie di un edificio crollato nella capitale venezuelana Caracas. Lo riferisce l’agenzia giordana Petra.

Un portavoce della Direzione della pubblica sicurezza giordana ha riferito che il salvataggio è avvenuto mentre la squadra era impegnata in operazioni di ricerca e soccorso a Caracas. Il bambino è stato trovato vivo sotto i detriti, con parametri vitali stabili.

Secondo il portavoce, i soccorritori hanno lavorato per diverse ore per rimuovere con cautela le macerie utilizzando attrezzature specializzate, monitorando continuamente le condizioni del bambino con tecnologie di imaging termico. Questo ha consentito di estrarlo in sicurezza e senza ferite.

Il bambino ha ricevuto subito le prime cure dal medico e dai paramedici della squadra, prima di essere trasferito nell’ospedale più vicino. Le autorità locali competenti sono state informate dell’accaduto.

Scuola, inaugurazione anno il 21 settembre ad Amatrice con Mattarella

Roma, 30 giu. (askanews) – La cerimonia di inaugurazione dell’anno scolastico avrà luogo quest’anno il 21 settembre ad Amatrice, per ricordare i 10 anni dal terremoto. E’ questa la decisione della Presidenza della Repubblica congiuntamente al Ministero dell’Istruzione e del Merito.

La cerimonia, alla quale prenderanno parte il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il ministro Giuseppe Valditara, si svolgerà presso l’Istituto omnicomprensivo “Sergio Marchionne” (ex Romolo Capranica) nella nuova sede della frazione San Cipriano.

Caldo estremo, giovedì solo 2 città con "bollino rosso". Oggi e domani 25

Roma, 30 giu. (askanews) – Si allenta nei prossimi giorni la morsa dell’afa sull’Italia.

La conferma arriva anche dal Bollettino sulle ondate di calore pubblicato dal Ministero della Salute per il quale, dopo due giorni – oggi e domani – con il record di 25 città con “bollino rosso”, giovedì 2 luglio l’arrivo di temporali e aria più fresca porteranno a 2 le città da “bollino rosso” (Catania e Reggio Calabria), una con “bollino arancione” (Messina) e le restanti 24 con “bollino giallo”.

Oggi e domani ancora però si soffrirà il caldo, con 25 città in allerta massima.

Secondo la tabella dei livelli di rischio del Ministero della Salute, il “bollino giallo” (livello 1 di pre-allerta) indica condizioni meteorologiche che possono precedere il verificarsi di un’ondata di calore: questo livello non richiede azioni immediate, ma indica che nei giorni successivi è probabile che possano verificarsi condizioni a rischio per la salute; il “bollino arancione” (livello 2) indica condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per la salute, in particolare nei sottogruppi di popolazione più suscettibili; il “bollino rosso” (livello 3) indica condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche.

Attentato contro oligarca ucraino a Monte Carlo, il sospetto "fuggito in Francia"

Roma, 30 giu. (askanews) – Il sospettato dell’attentato dinamitardo avvenuto ieri sera a Monte Carlo contro l’oligarca ucraino Vadim Ermolaev, rimasto ferito, “sembra essere partito per la Francia”. Lo ha affermato il ministro di Stato del Principato, Christophe Mirmand, aggiungendo che le ricerche per catturare l’autore materiale dell’attentato “continuano”. Lo riporta Le Figaro.

Il ministro di Stato del Principato ha sottolineato la “significativa e completa” cooperazione in atto “tra i servizi giudiziari e di intelligence monegaschi e quelli francesi”.

Il principe Alberto II di Monaco ha condannato il recente attentato contro l’oligarca ucraino Vadim Ermolaev, che ha causato il ferimento di tre persone, affermando che si tratta di un “crimine efferato”.

“La criminale esplosione avvenuta a Monaco ha scioccato l’intera comunità monegasca. Il mio pensiero va innanzitutto alle vittime, alle loro famiglie e ai residenti direttamente colpiti da questo atto ignobile. La principessa Charlène, la mia famiglia e io desideriamo esprimere loro la nostra compassione e il nostro sostegno incrollabile”, ha dichiarato il principe Alberto II in un comunicato diffuso dal Palazzo del Principato di Monaco.

Il silenzio della preghiera

In queste ore di angoscia e di attesa desidero esprimere la mia vicinanza più sincera alla ministra Eugenia Roccella, ai suoi familiari e a quanti stanno vivendo con lei questa prova così dolorosa.

Quando una persona cara viene sottratta improvvisamente allo sguardo, la prima parola non può che essere il silenzio. Un silenzio abitato dalla preghiera, dalla speranza, dalla discrezione e dal rispetto per un dolore che nessuna parola può davvero contenere.

Penso a Luigi Cavallari, alla sua famiglia, ai soccorritori impegnati senza sosta nelle ricerche, e chiedo al Signore di sostenere Eugenia in queste ore sospese, nelle quali la fede non cancella l’angoscia, ma aiuta a non restare soli dentro l’angoscia.

In momenti come questi cadono le distanze, le appartenenze, le differenze politiche. Resta soltanto l’umano: la fragilità della vita, il legame degli affetti, il bisogno di sentirsi custoditi dalla vicinanza degli altri e dalla misericordia di Dio.

A Eugenia giunga il mio abbraccio fraterno, insieme alla preghiera perché, anche dentro questa notte, possa sentirsi accompagnata da una comunità che le vuole bene e che condivide la sua attesa.

 

Giuseppe Fioroni
Vicepresidente dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori

Appello del Papa ai lefebvriani: tornate sui vostri passi. Domani le ordinazioni che porterebbero a scomunica

Roma, 30 giu. (askanews) – Con una lettera dal Vaticano datata 29 giugno 2026, Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, Papa Leone XIV scrive a don Davide Pagliarani, Superiore Generale dei lefebvriani, la Fraternità Sacerdotale San Pio X, pregando e chiedendo “con tutto il cuore” di “tornare sui vostri passi” riguardo l’ordinazione – prevista domani 1 luglio, nel seminario svizzero di Écône – di quattro vescovi senza l’autorizzazione pontificia cui, atto che porterà a una scomunica automatica con la Chiesa di Roma.

Un ultimo appello, dunque, del Pontefice che domanda ai lefebvriani di “desistere dall’intento”, ricordando che la Chiesa è ancora “disponibile a un percorso di dialogo e di intesa”.

“Con animo paterno – scrive Leone – desidero rivolgermi a Lei e, per mezzo Suo, ai vescovi, ai sacerdoti, ai seminaristi e ai fedeli legati alla Fraternità Sacerdotale San Pio X, consapevole della responsabilità che il Signore mi ha affidato come Successore dell’Apostolo Pietro. La Chiesa riconosce l’attaccamento alla vita liturgica, l’impegno nella formazione sacerdotale, lo zelo apostolico e il desiderio di fedeltà alla Tradizione che caratterizzano molte persone e comunità legate a codesta Fraternità. Ciò ha motivato l’atteggiamento di attenzione e di benevolenza che i miei Predecessori vi hanno costantemente manifestato”.

“Con questo spirito, e colmo di affetto cristiano, vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi! Vi esorto a considerare attentamente il bene spirituale dei fedeli, perché l’atto scismatico che compireste li priverebbe della ricezione lecita e in taluni casi persino valida dei Sacramenti che essi amano e cercano per la propria santificazione. La Chiesa è disponibile a un percorso di dialogo e di intesa che lo Spirito Santo può rendere possibile e fecondo”.

“Prego per voi, perché lacerare la Tunica inconsutile di Cristo è un peccato di estrema gravità. Il Signore illumini le vostre coscienze e risvegli i vostri cuori. Per l’autorità ricevuta da Cristo, con animo addolorato, ma ancora pieno di speranza, sento il dovere di chiedervi di desistere dal vostro intento e affido queste intenzioni al Cuore Immacolato di Maria, Madre del Buon Consiglio”, conclude il Papa.

Malattie rare senza diagnosi, si punta su genetica e IA

Bergamo, 30 giu. (askanews) – Da quattro anni l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS, partner del progetto europeo ANTHEM, è impegnato su due principali filoni di ricerca: la genetica umana e lo sviluppo di tecniche innovative di acquisizione e analisi delle immagini diagnostiche, anche basate sull’intelligenza artificiale. L’obiettivo è individuare le varianti genetiche responsabili di malattie rare nei pazienti pediatrici e adulti che non hanno ancora ricevuto una diagnosi, contribuendo così a rendere la medicina sempre più personalizzata.

“L’incontro di oggi rappresenta per ANTHEM una delle dimostrazioni più efficaci di come, la collaborazione tra ricercatori che hanno competenze diverse, possa tradursi in un beneficio per la comunità. Noi stiamo assistendo a come si possa effettivamente passare dal laboratorio alla corsia dell’ospedale. Questo è uno dei risultati che fondazione ANTHEM si era posta all’inizio della sua storia e si sta dimostrando un obiettivo raggiungibile” ha dichiarato Guido Cavaletti, Direttore Scientifico di Fondazione ANTHEM.

“Non c’è niente di peggio, per un paziente affetto da malattia rara, del non avere un nome per questa. ANTHEM ha contribuito tantissimo perché, attraverso la tecnologia e il suo supporto ai ricercatori, si è potuto arrivare ad una diagnosi per molti pazienti, con un approccio tecnologicamente molto avanzato, che potrà poi essere applicato a tutti coloro che hanno un problema di malattia rara non diagnosticata” ha aggiunto Ariela Benigni, Segretario Scientifico dell’Istituto Mario Negri e coordinatore delle ricerche di Bergamo.

La conclusione del progetto è prevista per novembre 2026. In occasione del congresso “Personalized medicine and digital health: achievements for rare disease patients”, ospitato nella sede del Kilometro Rosso di Bergamo, l’Istituto ha tracciato un primo bilancio delle attività svolte.

“Trenta pazienti che non avevano una diagnosi, pur con tutte le tecnologie basate sul DNA, hanno potuto ottenerla perché abbiamo scoperto quelle alterazioni che partono dalle regioni più profonde del DNA e che vengono, in modo non corretto, definite “junk DNA”. In realtà sono molto importanti proprio per regolare la funzione dell’RNA. Studiandole abbiamo potuto, per la metà dei pazienti, arrivare a una risposta” ha concluso Marina Noris, Responsabile del Centro di Genetica Umana dell’Istituto Mario Negri.

Quattro anni di lavoro che hanno portato allo sviluppo di nuove tecnologie per la genetica e l’imaging medico, rafforzando la collaborazione tra istituti di ricerca e università nella costruzione di una medicina sempre più personalizzata.

Inflazione, Istat: a giugno rallenta a +3%, carrello spesa a +1,6%

Roma, 30 giu. (askanews) – Lieve rallentamento per l’inflazione: a giugno registra una variazione nulla su base mensile e del +3% su base annua, da +3,2% del mese precedente. E’ la stima preliminare diffusa dall’Istat.

Il lieve rallentamento dell’inflazione riflette la dinamica dei prezzi degli Alimentari non lavorati (da +5,5% a +4,5%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +2,7%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +1,7% a +1,1%); in accelerazione sono invece i prezzi degli Energetici, regolamentati (da +5,6% a +9,3%) e non regolamentati (da +12,5% a +12,9%).

Il tasso di variazione tendenziale dei prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona si riduce (da +1,9% a +1,6%), come quello dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +4,4% a +4,1%).

Il mondo in una cappa di caldo: cambiamento climatico in azione

Roma, 30 giu. (askanews) – Non la si può più chiamare soltanto estate, ma ‘emergenza estate’. Una nuova geografia del rischio climatico, che si sta manifestando nello stesso momento in Europa, negli Stati Uniti, in Asia meridionale e nel Sudest asiatico: temperature record, notti senza tregua, umidità insopportabile, incendi, siccità, scuole chiuse, cantieri rallentati, reti elettriche sotto pressione, ospedali costretti ad affrontare l’impatto di un’emergenza che uccide spesso in silenzio. Il caldo estremo, un tempo percepito come evento eccezionale, sta diventando una condizione strutturale di un pianeta che si riscalda.

L’Organizzazione meteorologica mondiale ha definito “straordinaria” l’ondata che ha investito l’Europa, con record infranti in numerosi Paesi e impatti su salute, ecosistemi, agricoltura, infrastrutture e produttività del lavoro. Secondo la Wmo, l’Europa è il continente che si riscalda più rapidamente e il caldo estremo è destinato a diventare più frequente, intenso e duraturo. Il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus ha segnalato oltre 1.300 morti in eccesso dal 21 giugno legati al caldo in Europa e più di 150 milioni di persone esposte.

I dati danno la misura del salto di scala. In Germania la località di Coschen, vicino al confine con la Polonia, ha raggiunto 41,7 gradi il 28 giugno; 252 stazioni meteorologiche hanno registrato record assoluti. L’Ungheria ha segnato un nuovo record di giugno con 40,7 gradi vicino a Budapest, la Polonia un massimo provvisorio di 40,5, l’Austria 40 gradi a Vienna. Il Regno unito ha battuto per tre giorni consecutivi il record di giugno, i Paesi Bassi hanno emesso un’allerta rossa senza precedenti per otto province, la Danimarca ha segnato un nuovo massimo assoluto con 37 gradi, la Svizzera un record di giugno a Basilea con 39 gradi. In Francia il 24 giugno è stata registrata la giornata più calda mai osservata su scala nazionale, con picchi fino a 43,8 gradi; in Spagna Bilbao ha raggiunto 42,7 gradi, il valore più alto mai registrato lì in giugno.

Ma il punto decisivo non è solo il picco diurno. Sono le notti che non rinfrescano più. La Wmo ricorda che una “notte tropicale” è quella in cui la temperatura non scende sotto i 20 gradi; durante le ondate di calore queste notti diventano sempre più comuni, soprattutto nelle città. Il corpo umano dovrebbe recuperare durante il sonno: la temperatura interna scende, il sistema cardiovascolare si alleggerisce, lo stress termico del giorno si attenua. Quando il caldo resta anche di notte, questo recupero non avviene. Per questo, avvertono gli esperti Oms-Wmo, le temperature minime possono essere più indicative del rischio sanitario del picco pomeridiano: un giorno da 38 gradi seguito da una notte fresca non ha lo stesso impatto di una giornata lievemente meno calda, ma senza sollievo notturno.

Il quadro europeo si inserisce in una tendenza globale. Uno studio pubblicato su Nature Climate Change, basato sull’indice UTCI (Indice termico universale del clima), che misura la temperatura “percepita” tenendo conto di temperatura, umidità, vento e radiazione solare, mostra che dal 1950 lo stress da caldo si è intensificato su scala mondiale. Le temperature percepite estreme sono diventate più frequenti in tutti i continenti, l’impronta geografica del caldo pericoloso si è allargata a regioni prima meno esposte, e le notti più calde dell’anno si stanno riscaldando più rapidamente dei giorni più caldi: 0,32 gradi per decennio contro 0,27 dagli anni Settanta. In alcune aree si registrano fino a 50 giorni in più all’anno di forte stress termico.

La stessa ricerca indica che l’esposizione umana è cresciuta non solo perché la popolazione mondiale è aumentata, ma perché il caldo pericoloso si è esteso. Negli anni Settanta il 55 per cento della popolazione globale viveva almeno 90 giorni l’anno in condizioni di forte stress termico; oggi la quota è salita al 70 per cento. L’esposizione ad almeno un giorno di stress termico estremo è passata dal 16 al 22 per cento della popolazione mondiale, pari a circa un miliardo di persone in più rispetto agli anni Settanta. Le aree più esposte includono Africa subsahariana, Asia meridionale e sud-orientale, penisola arabica e Mediterraneo.

Negli Stati Uniti, intanto, una cupola di calore minaccia il Midwest e la costa orientale. Secondo i dati HeatRisk della Noaa ripresi dal Washington Post, oltre 220 milioni di americani potrebbero trovarsi in condizioni di rischio “maggiore” o “estremo” entro il fine settimana, con temperature oltre i 100 gradi Fahrenheit (37,78 gradi Celsius) e indici di calore fino a circa 110, cioè 43,3 gradi Celsius, in alcune aree. La definizione di “heat dome” indica un’area persistente di alta pressione che comprime l’aria, respinge le perturbazioni e intrappola il caldo: un fenomeno meteorologico non nuovo, ma reso più pericoloso da temperature di base più elevate.

In Asia il rischio assume una forma ancora più insidiosa: non solo caldo, ma caldo umido. Climate Central rileva che i giorni di “caldo umido pericoloso”, definiti da una temperatura di bulbo umido – il valore più basso che l’aria può raggiungere per effetto dell’evaporazione dell’acqua – pari o superiore a 25 gradi, sono più che raddoppiati a livello globale dagli anni Settanta, passando in media da 10 a 23 giorni l’anno. Il caldo umido compromette il principale meccanismo di raffreddamento del corpo, cioè l’evaporazione del sudore. Per questo anche temperature apparentemente meno estreme possono diventare rischiose quando l’umidità è alta.

Il risultato è che il caldo estremo non è più solo un problema meteorologico. E’ un problema sanitario, urbano, energetico, agricolo e produttivo. Riduce la concentrazione, aumenta gli incidenti sul lavoro, aggrava malattie cardiovascolari, respiratorie e renali, colpisce gli anziani, i bambini, le donne incinte, i lavoratori all’aperto, le persone senza casa o chi vive in abitazioni mal isolate. Nelle città, cemento, asfalto e scarsità di verde creano isole di calore che aggiungono diversi gradi alla temperatura percepita: una temperatura regionale di 35 gradi può diventare 38 o 40 in una strada stretta, senza alberi e senza ventilazione.

Il cambiamento sta già modificando consumi e infrastrutture. In Europa, dove l’aria condizionata è storicamente meno diffusa che in Asia o negli Stati Uniti, le vendite di condizionatori stanno accelerando. Samsung, LG, Midea e Mitsubishi Electric segnalano un aumento della domanda nei Paesi più colpiti, dalla Francia alla Spagna, dall’Italia alla Germania e al Regno Unito. Secondo Reuters, Samsung ha registrato crescite a doppia cifra in Italia, Spagna e Francia, LG ha fatto lavorare a pieno regime alcune linee produttive e Midea ha esaurito in diversi canali alcuni modelli portatili; l’installazione negli edifici europei più vecchi resta però costosa e complessa.

Questo fatto, però, innesca un circolo vizioso nell’adattamento climatico. Più condizionatori significano più protezione immediata per le persone vulnerabili, ma anche più domanda elettrica. Se l’energia resta prodotta da fonti fossili, il raffrescamento necessario per difendersi dal caldo può contribuire ad alimentare il problema che rende quel caldo più frequente. Per questo la risposta non può essere solo individuale o tecnologica: servono piani sanitari per il caldo, allerta precoce, città più verdi, ombra, acqua, edilizia intelligente, protezione dei lavoratori, reti elettriche resilienti e una transizione energetica capace di reggere l’aumento della domanda senza aumentare le emissioni.

La cornice scientifica è ormai consolidata. L’Ipcc ha indicato come “inequivocabile” il fatto che l’influenza umana abbia riscaldato atmosfera, oceani e terre emerse. Le ondate di calore sono tra gli eventi estremi per cui il legame con il riscaldamento globale è più chiaro: ogni frazione di grado aggiuntiva aumenta la probabilità e l’intensità degli estremi caldi. La Wmo, citando l’Ipcc, avverte che il caldo estremo è destinato ad aumentare per frequenza, intensità e durata.

Eppure, proprio mentre il caldo diventa esperienza quotidiana, il dibattito politico continua a essere attraversato dal negazionismo climatico e da forme di minimizzazione o ritardo. Donald Trump resta il caso più vistoso: nel settembre 2025, all’Assemblea generale dell’Onu, ha definito il cambiamento climatico “la più grande truffa mai perpetrata al mondo”, attaccando la transizione verde europea e definendo la “carbon footprint” una frode.

Trump non è però un caso isolato. L’ex presidente ceco Vaclav Klaus ha costruito da anni una critica ideologica delle politiche climatiche, presentando il riscaldamento globale come una “dottrina” politica e una minaccia alla libertà economica. In Argentina, Javier Milei ha definito il cambiamento climatico una “menzogna socialista”, inserendolo nel suo attacco più ampio all’intervento pubblico. In Brasile, l’ex presidente Jair Bolsonaro ha incarnato una forma di negazionismo ambientale legata all’Amazzonia, contestando i dati scientifici sulla deforestazione.

In Italia, il discorso pubblico assume spesso toni meno esplicitamente negazionisti: si riconosce talvolta che il clima cambi, ma si riduce l’urgenza di agire, si enfatizzano i costi della transizione, si contrappone l’adattamento alla riduzione delle emissioni. Un caso recente è Roberto Vannacci. Il 13 giugno, durante l’assemblea costituente di Futuro nazionale, l’eurodeputato ha attaccato il Green Deal europeo e sostenuto che investire nelle rinnovabili sarebbe uno spreco, affermando che eolico e fotovoltaico produrrebbero “meno del 4 per cento” del fabbisogno energetico italiano.

E’ su questo terreno che il caldo estremo diventa anche un test politico. Le ondate di calore chiudono scuole, deformano binari, fanno saltare reti elettriche, riducono la produttività, aggravano siccità e incendi, riempiono i pronto soccorso, uccidono soprattutto chi ha meno strumenti per difendersi. Il negazionismo può sopravvivere nel linguaggio, nei comizi e nelle campagne elettorali; ma si scontra con una realtà fisica che entra nelle case, nei luoghi di cura e di lavoro.

Il caldo estremo è la forma più immediata e corporea della crisi climatica. Non è l’immagine remota di un ghiacciaio che arretra o di un oceano che sale: è la temperatura della stanza in cui si dorme, del cantiere in cui si lavora, dell’asfalto su cui si cammina, del vagone ferroviario senza aria, del reparto ospedaliero sotto pressione. E’ una condizione presente, evidente e sempre meno ignorabile.

Lo yen ai minimi da 40 anni sul dollaro, che supera quota 162

Roma, 30 giu. (askanews) – L’effetto combinato delle aspettative degli investitori di indebolimento dell’economia del Giappone, a riflesso delle ricadute della guerra in Iran, e della prudenza della Banca del Giappone nell’intervenire contro i rialzi dell’inflazione ha favorito un calo dello yen ai minimi da quarant’anni a questa parte. Secondo il Financial Times, il dollaro è salito sopra quota 162 yen per la prima volta dal dicembre del 1986, dopo che da inizio anno la valuta giapponese ha ceduto oltre il 3%.

Queste dinamiche hanno alimentato aspettative sulla possibilità che le autorità giapponesi intervengano a sostegno dello yen. Un esponente del governo ha affermato che l’esecutivo è pronto a intervenire ove si rendesse necessario.

Nelle contrattazioni mattutine il dollaro è in lieve risalzo a 162,24 yen.

Nelle scorse settimane la premier Sanao Takaichi ha annunciato un massiccio piano di investimenti pubblici e privati per alimentare la crescita economica, che si dipanerebbe su una quindicina di anni.

Il quotidinao afferma che i dettagli del piano sono limitati, in particolare non è chiaro quali sarano metodi di finanziamento, mentre alcuni operatori attribuiscono la debolezza dello yen alla lentezza della Banca del Giappone nel reagire ai rialzi inflazionistici, che comunque nell’arcipelago per quanto in aumento si attesta all’1,5%.

A giugno la banca centrale nipponica ha alzato i tassi all’1%, che è il livello più elevato del 1995, e al momento è atteso solo un altro rialzo dei tassi, da qui a gennaio.

Il livello più elevato dei tassi Usa decisi dalla federal Reserve è uno dei fattori che potrebbe maggiormente contribuire ai cali della valuta nipponica.

Gli investitori comunque non appaiono particolarmente allarmati dal quadro valutario, tenuto presente che la Borsa di Tokyo ha continuato a bruciare i record, la scorsa settimana il Nikkei ha superato per la prima volta i 72.000 punti.