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Ucraina, P. Chigi: soddisfazione Meloni per proposta cessate fuoco

Roma, 11 mar. (askanews) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni “accoglie con soddisfazione l’esito dei colloqui tenutisi a Gedda tra gli Stati Uniti e l’Ucraina, con particolare riferimento alla proposta di un cessate il fuoco di 30 giorni e alla ripresa dell’assistenza americana a Kiev”. E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi.

“L’Italia – prosegue il comunicato – sostiene pienamente gli sforzi degli Stati Uniti, sotto la guida del Presidente Trump, a favore di una pace giusta che garantisca la sicurezza di lungo periodo dell’Ucraina. Ora la decisione spetta alla Russia”.

Rigenerazione urbana centrale per il futuro dell’Italia

Torino, 11 mar. (askanews) – Presso il Centro Congressi Lingotto, la Citt di Torino ha ospitato “Re/Urb, Giornata sulla Rigenerazione Urbana”, evento organizzato dalla Fondazione Inarcassa come momento di confronto e dibattito sul tema della rigenerazione urbana, con l’obiettivo di mettere in relazione e coinvolgere i vari attori sociali e istituzionali fondamentali nei processi di trasformazione delle nostre citt.

“Per noi di Fondazione Inarcassa, che siamo il punto di riferimento di 175mila architetti, ingegneri e liberi professionisti, la rigenerazione urbana il tema del futuro, ed fondamentale per garantire uno sviluppo urbano inclusivo e sostenibile nel nostro paese – dichiara Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa -. Si tratta di un tema complesso che richiede una grande sinergia tra tutti gli attori del mondo economico-finanziario, istituzionale, produttivo e intellettuale. Noi liberi professionisti abbiamo un forte know-how apprezzato in tutto il mondo e siamo disponibili a metterlo al servizio della politica, a cui chiediamo di favorire la rigenerazione urbana con nome che prevedano una mappatura delle aree da rigenerare, un piano di finanziamenti sulla base delle istanze delle comunit locali e anche delle norme che favoriscano il partenariato pubblico-privato e il project financing, cos da incentivare l’apporto dei capitali privati nelle politiche di investimento connesse ai piani di rigenerazione urbana”.

Cos Giuseppe Santoro, presidente Inarcassa: “Il tema della rigenerazione urbana entra nei gangli pi importanti dell’attivit pubblica italiana. Come potrebbero gli ingegneri e gli architetti italiani non essere al entro di questa attivit? Inarcassa, come cassa di previdenza, per scelta investe 115 milioni di euro – insieme alle altre casse di previdenza di tutto il panorama italiano – destinati a tutto il territorio, alla strategia, alla condivisione, per far s che architetti e ingegneri possano essere protagonisti di un processo industriale e di cultura del territorio che sempre di pi sar al centro delle attenzioni nazionali”.

Attualmente, all’esame della Commissione Ambiente del Senato, esiste un disegno di legge in materia di rigenerazione urbana proposto dal Senatore Roberto Rosso.

“La rigenerazione urbana cambier completamente le citt – ha detto Rosso -. Oggi abbiamo periferie che normalmente servono da dormitorio, rispetto al centro. Invece devono diventare dei nuovi centri anche le periferie. Con questa legge statale noi finanzieremo privati e comuni perch insieme abbattano edifici fatiscenti e possano ricostruire, riducendo il consumo di suolo e le isole di calore, costruendo edifici sia pubblici sia privati appartenenti alla classe energetica A. Servir per dare una risposta all’Europa. La rigenerazione urbana permetter di convincere gli italiani a percorrere questa strada”.

Secondo le previsioni, da qui al 2050, la rigenerazione urbana raggiunger un valore complessivo di 660 miliardi di euro, pari a circa un terzo del PIL italiano. Inoltre, le nuove tecnologie e le riqualificazioni attente all’ambiente permetteranno, nelle aree interessate dagli interventi, una riduzione dei consumi energetici fino al 30%.

Su mozione difesa Ue tensioni Pd, in bilico tra sì e astensione

Roma, 11 mar. (askanews) – Il Pd proverà fino all’ultimo ad evitare la spaccatura sulla risoluzione del Parlamento europeo che fissa la linea sui temi della difesa e del riarmo. Il gruppo S&D si è riunito lunedì sera, poi in giornata si sono visti gli europarlamentari della delegazione dem e stasera ci sarà un’altra riunione, ma solo mercoledì mattina – assicurano in molti – si arriverà a fissare la linea. La discussione, spiega un dirigente Pd, è tra astensione e voto a favore a Strasburgo, ma il confronto durante i colloqui di queste ore è stato assai teso, racconta chi ha partecipato. Per questo il capo delegazione Nicola Zingaretti userà tutto il tempo a disposizione per cercare di portare il partito sulla posizione che riesce a tenere dentro il maggior numero di eurodeputati dem.

Le posizioni sono distanti, in parecchi vorrebbero votare no: oltre a Marco Tarquinio e Cecilia Strada, questa sarebbe la scelta anche di un bel pezzo di sinistra Pd, cioè quasi tutta la maggioranza che sostiene Elly Schlein. La stessa segretaria nei giorni scorsi ha usato parole nette contro il piano di riarmo presentato da Ursula von der Leyen, mentre adesso si deve votare un testo che esprime un apprezzamento esplicito per quel progetto, pur aggiungendo una serie di critiche e richieste di modifica.

Il voto, va precisato, non sarà sul piano della von der Leyen, ma appunto su una risoluzione che definirà gli indirizzi in materia di difesa e riarmo. Ma nella bozza di risoluzione di S&D – che confluirà nel testo di maggioranza scritto insieme a Ppe e Liberali – si legge appunto che il Parlamento europeo “accoglie con favore l’iniziativa ‘Rearm Eu’ della Commissione come un primo passo importante per un’azione rapida”. Un passaggio che sarà anche nella risoluzione di maggioranza e che è difficile da accettare anche per la Schlein, che ha definito la proposta come un “piano che va nella direzione sbagliata”, quella del “riarmo nazionale dei 27 stati” anziché verso una “vera difesa europea”.

Ma di fatto il Pd è solo, anche tra i socialisti europei, a sostenere questa linea. Sono per il voto a favore non solo il britannico Starmer, ma anche lo spagnolo Sanchez, i socialisti della Spd e tutti gli altri. E l’ìdea di un Pd isolato a livello europeo, “che si schiera sulla posizione di Salvini e Conte anziché su quella dei socialisti” ha fatto scattare l’allarme nell’ala ‘di governo’ del partito.

In questi giorni sono cresciute le pressioni dell’ala riformista dem, supportate anche da interventi ‘pesanti’ come quelli degli ex premier Paolo Gentiloni, Romano Prodi, Enrico Letta, e del primo segretario Pd Walter Veltroni. Tutti, sostanzialmente, d’accordo nel ritenere il “Rearm Europe” comunque un “primo passo” che va in ogni caso sostenuto.

Una bella fetta del gruppo dem – l’area “riformista”, a cominciare da Pina Picierno – è già decisa a votare sì, spiega uno degli esponenti Pd a Bruxelles. Sull’altro fronte, d’altro canto, c’è Marco Tarquinio che voterà sicuramente no, come probabilmente anche Cecilia Strada. Ma i “Pd per il sì” potrebbero essere parecchi, nel caso in cui si scegliesse l’astensione, di fatto il gruppo apparirebbe spaccato in tre : circa 8-9 per il sì (ma Stefano Bonaccini dovrebbe seguire comunque le indicazioni del partito), più o meno altrettanti per l’astensione e un paio per il no.

Per questo Zingaretti sta lavorando per trovare il modo di tenere il partito unito. Spiega ancora il dirigente Pd: “E’ complicato, nel testo c’è quell’apprezzamento per il piano von der Leyen, ma anche l’invito a portare le spese militari al 3% del Pilà Non possiamo accettarlo. Vediamo se riusciamo a correggere questi ed altri passaggi”. Lavoro non facile, perché appunto il testo viene scritto insieme al Ppe e anche parecchi dei socialisti sono a favore.

Ma Schlein deve anche guardare al suo fianco, il leader M5s Giuseppe Conte è andato a Strasburgo per dire “ci opporremo con tutte le nostre forze, in tutte le sedi. Oggi al Parlamento europeo di Strasburgo per dire basta a miliardi” spesi per le armi. Si vedrà domattina se il Pd riuscirà a strappare qualche correzione alla risoluzione che permetta il sì – dal quale comunque si sfileranno almeno Tarquinio e Strada – o se si arriverà a dare indicazione per l’astensione, sapendo che in tanti voteranno comunque sì.

Ucraina, Trump: Usa auspicano che la Russia accetti la tregua. Inviterò di nuovo Zelensky alla Casa Bianca

Roma, 11 mar. (askanews) – Pochi minuti dopo la fine dei colloqui di Gedda tra Stati Uniti e Ucraina, il presidente americano Donald Trump ha espresso la sua speranza che la Russia “accetti la proposta di cessate-il-fuoco” negoziata con Kiev.

Trump ha dichiarato, inoltre, che inviterà di nuovo Volodymyr Zelensky alla Casa Bianca, meno di due settimane dopo il durissimo scontro verbale con il presidente ucraino nello Studio Ovale.

Dopo l’annuncio dell’ accordo tra i diplomatici di Kiev e Washington, gli Stati Uniti avranno colloqui con la Russia “durante la giornata” o domani, riguardo alla proposta di cessate-il-fuoco di trenta giorni nel conflitto in Ucraina, ha spiegato Trump. Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha precisato che la proposta non prevedeva “una scadenza”, anche se avrebbe voluto
vedere il cessate il fuoco firmato “il prima possibile”.

Jova rifiorisce sul palco: "Volevo uno show allegro e carico"

Milano, 11 mar. (askanews) – Jova è tornato, più forte che mai, dopo l’incidente che lo ha fermato per due anni, Lorenzo è on stage! Come un elastico si è allontanato, ha accumulato energia e ora è arrivato il momento di esplodere. Dopo le 4 date a Pesaro è pronto alla lunga cavalcata nei palazzetti a cominciare da Milano. L’11-12-14-15-17-18 marzo Palajova arriva a Milano per le prime sei date all’Unipol Forum tutte sold out a cui si aggiungeranno i nuovi appuntamenti di maggio. “Lo spettacolo è impegnativo arrivo alla fine molto stanco, le prime 4 date sono state formidabili, nella prima ha giocato tanto l’emozione, con la voce che ha faticato a uscire all’inizio, ma il pubblico diventa pazzo e io con loro. Mi sono preparato tanto dopo l’incidente e ora anche il gesto scenico sta tornando. Dopo le prove Gianna Nannini mi ha chiamato e mi ha detto: è sul palco che si guarisce! Ed è stato proprio così” ha detto Lorenzo Cherubini a poche ore dal debutto milanese.

“E’ il concerto di oggi è anomalo rispetto a me, ma quello che mi rappresenta; ho fatto una scelta di rigore volendo la band in una forma tradizionale, ma ho capito che questa novità mi avrebbe aiutato a divertirmi molto di più” racconta Jova, che sul palco mette la gioia, il dolore, l’entusiasmo, la fatica, la determinazione, il sudore, la speranza, gli interventi, la ripresa, la fisioterapia, le risate, la disperazione, la ripresa, la voglia. Questo debutto ha il forte sapore di una ripartenza, di un tornare a fiorire. “Il progetto è nato dopo il Jova Beach era già stato pensato così, l’incidente ha cambiato i tempi, tutto è stato ritardato di un anno, il tema del concerto scaturisce dalla fioritura. Le canzoni per me sono delle premonizioni: pensi una cosa e poi si realizza in un modo inaspettato. Così è stato per l’incidente che è avvenuto in una fase della vita in cui mi sono messo in pericolo. Le canzoni sono un modo per dare un senso alle cose della vita anche se un senso non lo hanno come dice Vasco” ha aggiunto parlando con i giornalisti prima di salire sul palco.

Dopo sette anni dall’ultimo tour nei palazzi dello sport, dopo le estati in spiaggia che hanno lasciato un segno indelebile nella storia dei live, tornano finalmente le canzoni di Lorenzo con il loro vestito più bello. Il Palajova mette al centro le canzoni per 145 minuti: “Avevo voglia di fare uno show allegro e carico, viviamo un momento incerto e per prepararci a tempi difficili ho voluto una festa con le cose belle della vita – aggiunge Lorenzo, tutto in questo show è al servizio della musica”.

Lo show, prodotto – come da trent’anni a questa parte – da Trident Music di Maurizio Salvadori, parte da quando si entra al Palasport dove un impianto scenico nuovo, mai visto, invita ad entrare nella JovAtmosfera, nel mondo di Lorenzo, al PALAJOVA!

Sul palco con Lorenzo una band incredibile, “la miglior band che abbia mai avuto”, un ensemble di tredici solisti a disposizione delle canzoni che accompagnano da anni la vita della tribù che balla. “Il mio riferimento è la E Street Band di Bruce Springsteen ma anche quella di Prince degli anni ’90, non avevo mai avuto i cori a parte quelli americani, ma non erano credibili perchè avevano l’accento, in questo tour invece cantiamo insieme i ritornelli, ma non uso basi è tutto dal vivo, senza campionamenti e senza autotune” ha spiegato senza però condannarne l’uso. “L’autotune è l’invenzione del secolo, può essere usato in modi diversi, puoi usarlo e farti usare, se lo usi come strumento creativo è una figata. La musica è fatta di innovazioni e io sono un innovatore, pensate agli anni ’90 con i sequencer, che hanno rivoluzionato la musica”.

Sarà la voglia di riascoltare quella musica, sarà l’astinenza di anni senza Jova, sarà la band eccezionale ma le canzoni di Lorenzo non sono mai state così potenti, così trascinanti.

La scaletta infiamma la platea dal primo pezzo, per una sequenza che dall’inizio alla fine lascia senza respiro! L’ombelico del mondo, a Mezzogiorno, da I love you baby a Il più grande spettacolo dopo il Big Bang, da Le tasche piene di sassi a Mi fido di te e pochi nuovi brani tratti da Il corpo umano: l’apertura dello show con Montecristo, la title track dell’album Il corpo umano, Fuorionda, 101 e Un mondo a parte.

Lo show fiorisce con la musica di Lorenzo, che segna il suo ritorno in scena ma anche il ritorno alla sua passione più grande, la musica live.

Lo show è essenziale, il set è pulito. Come un giardino giapponese, ogni foglia è al suo posto. Ogni frammento è di grande valore e l’insieme è potente e mai visto. Ogni fiore che sboccia ci ricorda che il mondo… non è stanco dei colori.

Di Alessandra Velluto

Geotermia, Emani (CNG): rinnovabile, affidabile, accessibile

Roma, 11 mar. – Emanuele Emani, Consigliere del Consiglio Nazionale dei Geologi e Coordinatore della Piattaforma Geotermia, ha sottolineato i principali vantaggi dell’energia geotermica: una fonte rinnovabile, affidabile, e facilmente accessibile, capace di ridurre significativamente le emissioni di gas serra come CO2, SOx e NO. Inoltre, offre vantaggi economici per le famiglie e le imprese, contribuendo a una maggiore sostenibilit ambientale. Un passo fondamentale verso lo sviluppo di questo settore stato rappresentato dall’approvazione del Decreto del 30 settembre 2022, che ha dato il via libera agli impianti a circuito chiuso per la produzione di calore geotermico destinato al riscaldamento e alla climatizzazione degli edifici. Tuttavia, sono stati evidenziati limiti importanti, come la necessit di aumentare la potenza degli impianti, attualmente fissata a 100 kW, per sfruttare appieno il potenziale geotermico.

Il geologo gioca un ruolo cruciale in questo processo, poich fondamentale per la valutazione degli aspetti geologici, idrogeologici e ambientali. Inoltre, il geologo contribuisce alla gestione degli impatti termici sul sottosuolo, aspetto di primaria importanza per garantire la sostenibilit e la sicurezza degli impianti.

Emani ha anche accennato a una possibile opportunit legata alla produzione di litio geotermico, un settore che potrebbe rappresentare una nuova frontiera professionale per i geologi. Con la crescente domanda di materie prime critiche, la geotermia potrebbe diventare una fonte strategica di litio, utilizzato nelle batterie per veicoli elettrici e altre tecnologie avanzate.

"FUNNY little FEARS" è il primo album solista di Damiano David

Milano, 11 mar. (askanews) – “FUNNY little FEARS” è il titolo dell’atteso primo album solista di Damiano David, in uscita il 16 maggio.

L’album, che uscirà per Sony Music Italy / Epic Records in fisico e digitale nella doppia versione CD e vinile, è disponibile da ora in pre-order qui: damianodavid.lnk.to/funnylittlefears

Sono 14 i brani che compongono questo nuovo progetto discografico iniziato con la teatralità di “Silverlines” (prodotta da Labrinth), proseguito con l’energia di “Born With a Broken Heart” e con l’intensità dell’ultimo singolo “Next Summer” (il video del brano è disponibile qui): tre brani molto diversi tra loro che hanno evidenziato la versatilità dell’artista e hanno dato al pubblico un assaggio di questo album.

Questa la tracklist di FUNNY little FEARS:

Voices Next summer Zombie ladie The bruise Sick of myself Angel Tango Born with a broken heart Tangerine Mars The first time Perfect life Silverlines Solitude (No One Understands Me)

Cresce intanto l’attesa per il World Tour 2025 che vedrà l’artista impegnato in oltre 30 date tra Europa, Australia, Nord America, Sud America e Asia.

Primo appuntamento italiano il 7 ottobre all’Unipol Forum di Milano, sold out invece la data di Roma l’11 ottobre al Palazzo dello Sport che a grande richiesta raddoppia, con una seconda data il 12 ottobre.

I colloqui di Gedda, l’Ucraina dice sì alla tregua immediata di 30 giorni. Rubio: la palla sta a mosca

Roma, 11 mar. (askanews) – Nella dichiarazione congiunta Usa-Ucraina dopo i colloqui durati nove ore, tra gli Stati Uniti e l’Ucraina nella città saudita di Gedda, l’Ucraina di dice pronta a accettare la proposta Usa per un cessate il fuoco di 30 giorni, proposta soggetta all’accettazione della Russia. Adesso la palla è nella metà campo della Russia affinché accetti una tregua in Ucraina. Lo ha sottolineato il segretario di stato di Washington, Marco Rubio.

L’Ucraina, inoltre, accetta “negoziati immediati” con la Russia, ha confermato il segretario di Stato Usa Rubio.

E, al termine dei colloqui a Gedda tra le due parti, gli Stati Uniti hanno annunciato che revocheranno “immediatamente” la sospensione degli aiuti all’Ucraina, anche a livello di condivisione di intelligence.. Un portavoce americano ha dichiarato che i due Paesi hanno “preso misure importanti” per ristabilire una pace duratura in Ucraina. Stati Uniti e Ucraina firmeranno anche un accordo sui minerali delle terre rare “non appena possibile”, ha assicurato un portavoce americano al termine dei negoziati

Papa, Sala stampa Vaticana: situzione stabile con lievi miglioramenti

Città del Vaticano, 11 mar. (askanews) – La situazione clinica di Papa Francesco “resta stabile, con lievi miglioramenti” ed oggi, anche nel pomeriggio, Francesco è stato aiutato nella respirazione “tramite la ventilazione ad alti flussi”. Lo riferisce la Sala stampa della Santa Sede sul ricovero del pontefice al Policlinico Gemelli di Roma.

Oggi il pontefice, che continua le terapie sia farmacologicheche di fisioterapia, non ha ricevuto visite e, sempre nel pomeriggio, ha seguito dalla sua camera d’ospedale gli esercizi spirituali che si stanno tenendo nell’Aula Paolo VI in Vaticano.

Per quanto riguarda, invece, la tempistica delle sue possibili dimissioni dal nosocomio romano i medici sono rimasti ancora “vaghi” e se ne saprà di più nei giorni prossimi.

Contrastare dipendenza da oppiacei e abbattere lo stigma, al via campagna

Roma, 11 mar. (askanews) – L’uso di sostanze psicoattive un grave problema di salute globale. Con un mercato in continua espansione, anche in Italia la dipendenza una delle principali sfide sociali e sanitarie, con un impatto significativo sulla qualit della vita delle persone e sulle risorse del Sistema Sanitario Nazionale. Per prendere in analisi la natura della dipendenza da oppiacei illeciti come una malattia cronica, con l’obiettivo di educare i cittadini e facilitare l’accesso ai servizi di cura, parte la campagna di sensibilizzazione “Indipendente da te”: lo scopo contrastare correttamente la dipendenza da oppiacei illeciti abbattendo la discriminazione e costruendo un approccio sinergico, per arrivare ad un percorso terapeutico completo e personalizzato.

Per i promotori della campagna essenziale sensibilizzare la popolazione sulla dipendenza come patologia cronica, recidivante, curabile e complessa, promuovendo una corretta informazione soprattutto tra i giovani.

Augusto Consoli, neuropsichiatra infantile e presidente nazionale SITD: “La campagna ha l’obiettivo di evidenziare alcuni luoghi comuni, alcune rappresentazioni distorte del fenomeno e anche della problematica individuale. “Rispetto alla popolazione giovanile c’ un elemento in pi, che spesso la prossimit con il rischio, che anche un fattore evolutivo, anche di crescita, pu diminuire ancora maggiormente la consapevolezza dei rischi per la salute. Bisogna mettere in moto delle strategie che consentano da una lato ai giovani di sperimentare il loro passaggio di crescita, per anche che ci sia una maggiore consapevolezza di come certe prossimit a rischi possono diventare molto molto problematiche”.

Per sviluppare percorsi di cura efficaci, fondamentale considerare i pazienti sotto un profilo psicologico, valutando l’effetto delle sostanze sulla personalit e sul contesto sociale, culturale e familiare. Inoltre gli esperti convengono sulla necessit di percorsi terapeutici adeguati. Essendo una condizione complessa e recidivante, la dipendenza da oppiacei illeciti richiede infatti un approccio multidisciplinare che coinvolga diverse figure professionali per instaurare una relazione di fiducia con il paziente e la sua famiglia.

Roberta Balestra, presidente nazionale FeDerSerD: “L’approccio multidisciplinare fondamentale perch la dipendenza impatta su vari aspetti della vita delle persone. Nei servizi servono equipe multiprofessionali proprio perch ci sono interventi sanitari, psicologici, sociali, educativi proprio per riprendere un benessere che fatto di tutti questi aspetti. Le equipe sono all’interno del servizio e poi la multidisciplinariet anche al di fuori di questo, perch abbiamo moltissimi partner sanitari, sociali, del privato sociale, con cui lavoriamo”.

Tra i vari contenuti disponibili on line, ci sono delle “Indicazioni pratiche per conoscere e gestire la dipendenza da oppiacei”, elaborate da un board di esperti nazionali, con il patrocinio di varie associazioni e societ sanitarie che a vario livello si occupano di tossicodipendenza e il supporto non condizionante di Molteni Farmaceutici. Tutto il materiale informativo della campagna consultabile sul sito www.indipendentedate.com e sui principali canali social.

Stop al test di ammissione all’Università di Medicina, cosa prevede la legge delega

Roma, 11 mar. (askanews) – Entro 12 mesi il governo dovrà adottare uno o più decreti legislativi con l’obiettivo di rivedere le modalità di accesso ai corsi di laurea magistrale in Medicina e chirurgia, in Odontoiatria e protesi dentaria e in Medicina veterinaria superando il numero chiuso oggi regolato dai test di ammissione. Lo prevede la proposta di legge approvata oggi in via definitiva dall’aula della Camera.

Il testo, composto da tre articoli, stabilisce i principi e i criteri direttivi che i decreti del governo dovranno rispettare. Innanzitutto è previsto che l’iscrizione al primo semestre dei corsi debba essere libera ma il governo dovrà individuare i criteri di sostenibilità dell’iscrizione libera in base alla disponibilità dei posti dichiarata dalle università. Il governo inoltre dovrà individuare le discipline qualificanti comuni che devono essere oggetto di insegnamento nel primo semestre dei corsi di studio di area biomedica, sanitaria, farmaceutica e veterinaria, e di garantire programmi uniformi e coordinati, armonizzandone i piani di studio per un numero complessivo di crediti formativi universitari (CFU) stabilito a livello nazionale.

Se l’iscrizione al primo semestre è libera, per il passaggio al secondo semestre è necessario non solo aver conseguito tutti i crediti stabiliti per gli esami di profitto del primo semestre, da svolgere secondo standard uniformi, ma anche collocarsi “in posizione utile” in una graduatoria di merito nazionale. In caso di mancata ammissione al secondo semestre, agli studenti vengono riconosciuti i crediti conseguiti negli esami del primo semestre per consentirgli di proseguire, anche in sovrannumero, in un diverso corso di studi tra quelli di area biomedica, sanitaria, farmaceutica e veterinaria, da indicare come seconda scelta rispetto ai corsi di laurea magistrale in medicina e chirurgia, in odontoiatria e protesi dentaria e in medicina veterinaria, rendendo obbligatoria e gratuita la doppia iscrizione limitatamente al primo semestre.

“Siamo pronti, sui decreti attuativi correremo. Dal prossimo anno accademico non ci saranno più i test a crocette e partirà l’allargamento del numero chiuso con 30mila posti in più che saranno, sulla base dei fabbisogni, progressivamente distribuiti su tutte le università italiane: sarà un’apertura progressiva, inesorabile, continueremo ad aprire, ma sostenibile”. Così la ministra dell’Università, Anna Maria Bernini, ha commentato in transatlantico alla Camera l’approvazione in via definitiva del ddl delega.

Critiche le opposizioni per cui “questo provvedimento non abolisce in alcun modo il numero chiuso” ed è “sostanzialmente un bluff” perché “in realtà sposta di sei mesi in avanti il processo di selezione per l’ingresso a medicina e non elimina il numero chiuso. Non lo fa perché, tra l’altro, all’interno di questa delega sono contenute misure molto generiche. È una delega in bianco”, ha commentato la deputata del Pd Irene Manzi.

Elisabetta Piccolotti di Avs teme che la riforma possa aprire la strada alle università telematiche che ad oggi non possono attivare corsi di laurea in medicina: “Vogliamo certezze sul fatto che non lo possano fare nemmeno in futuro, perché lo scenario che potrebbe presentarsi in questo Paese è quello di un numero molto cospicuo di immatricolazioni che gli atenei naturalmente faranno fatica a gestire durante il primo semestre, con aule stracolme, spazi insufficienti e servizi insufficienti per gli studenti, con la conseguenza che, a quel punto, qualcuno provi a dire che la soluzione c’è e si chiama didattica online e didattica telematica”.

Università, Bernini: stop test a crocette da prossimo anno accademico

Roma, 11 mar. (askanews) – “Siamo pronti, sui decreti attuativi correremo. Dal prossimo anno accademico non ci saranno più i test a crocette e partirà l’allargamento del numero chiuso con 30mila posti in più che saranno, sulla base dei fabbisogni, progressivamente distribuiti su tutte le università italiane: sarà un’apertura progressiva, inesorabile, continueremo ad aprire, ma sostenibile”. Così la ministra dell’Università, Anna Maria Bernini, ha commentato in transatlantico alla Camera l’approvazione in via definitiva del ddl delega per la revisione dell’accesso ai corsi di laurea magistrale in Medicina e chirurgia, in odontoiatria e protesi dentaria e in medicina veterinaria.

Lega, si muovono i salviniani: per congresso mozione su identità

Milano, 11 mar. (askanews) – Si avvia la macchina congressuale della Lega, con l’annuncio della prima mozione: è firmata dal vice di Matteo Salvini, il veneto Alberto Stefani, e si intitola “Identità è futuro”. Il regolamento congressuale ancora non c’è, non si sa quante firme saranno necessarie per ammettere al voto la mozione, ma intanto un tema “forte” per il Carroccio come quello dell’identità e del legame coi territori è stato “prenotato” dai fedelissimi di Salvini.

Bruciati dunque sul tempo i leghisti che al congresso della Lega Lombarda, con Massimiliano Romeo, hanno sfidato vittoriosamente la linea del segretario Salvini per la Lega nazionale, chiedendo più attenzione al Nord e ai temi tradizioniali. “La mozione di Stefani affronta temi che sono nella storia della Lega, ma lo fa in modo costruttivo”, spiegano i fedelissimi di Salvini. Che infatti hanno subito appoggiato l’iniziativa di Stefani: Luca Toccalini e Igor Iezzi sono i primi ad assicurare la loro firma in calce alla mozione Stefani, che ora sarà portata all’esame del direttivo della Liga Veneta (di cui Stefani è segretario) prima della sua presentazione formale.

“La difesa dell’identità locale è il Dna di questo movimento: autonomia, federalismo fiscale, buongoverno, lotta al globalismo omologante, protezione delle nostre comunità. La sfida del futuro si chiama identità”, dice Stefani al Gazzettino, spiegando l’impostazione della sua mozione.

Che, è bene precisarlo, non ha nulla a che vedere ad esempio con le mozioni dei congressi Pd, che rappresentano le piattaforme programmatiche di candidati alternativi alla segreteria. Nel caso del congresso della Lega si tratta invece di qualcosa di similie alle mozioni parlamentari: impegni su temi specifici che il congresso affida alla segreteria, che vede in corsa – alle assise in calendario il 5 e 6 aprile a Firenze – il solo Matteo Salvini. Impegni che dunque potranno essere molteplici e non alternativi tra loro.

Collisione tra una petroliera e una nave cargo nel Mare del Nord: arrestato un uomo

Roma, 11 mar. (askanews) – Una persona è stata arrestata con l’accusa di omicidio colposo per negligenza in relazione alla collisione tra imbarcazioni al largo della costa del Regno Unito. Lo ha dichiarato la polizia dell’Humberside.

“A seguito delle indagini svolte dal mio team, abbiamo arrestato un uomo di 59 anni con l’accusa di omicidio colposo per negligenza grave in relazione alla collisione. Questo arresto segue la conclusione delle operazioni di ricerca da parte della Guardia Costiera Britannica per il membro dell’equipaggio disperso della Solong”, ha affermato il capo degli inquirenti, sovrintendente Craig Nicholson.

La persona arrestata rimarrà in custodia mentre le indagini faranno il loro in corso, ha dichiarato la polizia, aggiungendo che saranno interrogate “tutte le persone coinvolte per stabilire le circostanze complete dell’incidente”. E’, inoltre, ancora in corso la valutazione dei danni ambientali.

Università, stop a test ammissione a Medicina, cosa prevede la delega

Roma, 11 mar. (askanews) – Entro 12 mesi il governo dovrà adottare uno o più decreti legislativi con l’obiettivo di rivedere le modalità di accesso ai corsi di laurea magistrale in Medicina e chirurgia, in Odontoiatria e protesi dentaria e in Medicina veterinaria superando il numero chiuso oggi regolato dai test di ammissione. Lo prevede la proposta di legge approvata in via definitiva dall’aula della Camera.

Il testo, composto da tre articoli, stabilisce i principi e i criteri direttivi che i decreti del governo dovranno rispettare. Innanzitutto è previsto che l’iscrizione al primo semestre dei corsi debba essere libera ma il governo dovrà individuare i criteri di sostenibilità dell’iscrizione libera in base alla disponibilità dei posti dichiarata dalle università. Il governo inoltre dovrà individuare le discipline qualificanti comuni che devono essere oggetto di insegnamento nel primo semestre dei corsi di studio di area biomedica, sanitaria, farmaceutica e veterinaria, e di garantire programmi uniformi e coordinati, armonizzandone i piani di studio per un numero complessivo di crediti formativi universitari (CFU) stabilito a livello nazionale.

Se l’iscrizione al primo semestre è libera, per il passaggio al secondo semestre è necessario non solo aver conseguito tutti i crediti stabiliti per gli esami di profitto del primo semestre, da svolgere secondo standard uniformi, ma anche collocarsi “in posizione utile” in una graduatoria di merito nazionale. In caso di mancata ammissione al secondo semestre, agli studenti vengono riconosciuti i crediti conseguiti negli esami del primo semestre per consentirgli di proseguire, anche in sovrannumero, in un diverso corso di studi tra quelli di area biomedica, sanitaria, farmaceutica e veterinaria, da indicare come seconda scelta rispetto ai corsi di laurea magistrale in medicina e chirurgia, in odontoiatria e protesi dentaria e in medicina veterinaria, rendendo obbligatoria e gratuita la doppia iscrizione limitatamente al primo semestre.

Critiche le opposizioni per cui “questo provvedimento non abolisce in alcun modo il numero chiuso” ed è “sostanzialmente un bluff” perché “in realtà sposta di sei mesi in avanti il processo di selezione per l’ingresso a medicina e non elimina il numero chiuso. Non lo fa perché, tra l’altro, all’interno di questa delega sono contenute misure molto generiche. È una delega in bianco”, ha commentato la deputata del Pd Irene Manzi.

Elisabetta Piccolotti di Avs teme che la riforma possa aprire la strada alle università telematiche che ad oggi non possono attivare corsi di laurea in medicina: “Vogliamo certezze sul fatto che non lo possano fare nemmeno in futuro, perché lo scenario che potrebbe presentarsi in questo Paese è quello di un numero molto cospicuo di immatricolazioni che gli atenei naturalmente faranno fatica a gestire durante il primo semestre, con aule stracolme, spazi insufficienti e servizi insufficienti per gli studenti, con la conseguenza che, a quel punto, qualcuno provi a dire che la soluzione c’è e si chiama didattica online e didattica telematica”.

Borsa, Trump affossa l’Europa: Milano -1,38%, sale Leonardo +1,74%

Milano, 11 mar. (askanews) – Altra giornata segnata dalle vendite per le Borse europee, condizionate dalle parole del presidente statunitense Donald Trump che ha rilanciato sui dazi raddoppiando le tariffe su acciaio e alluminio venduti dal Canada. A Milano Piazza Affari perde l’1,38%, con il Ftse Mib che abbandona quota 38mila punti. L’All share lascia sul parterre l’1,33%.

Solo una manciata di titoli del listino principale navigano in territorio positivo, guidati da Leonardo +1,74% spinta dai buoni risultati del 2024 chiuso con l’utile netto in crescita del 63% a 1,15 miliardi. Bene anche A2A +1,22, seguita da Prysmian +0,95% ed Enel +0,33% alla vigilia dei conti.

Sul fronte opposto soffre Stellantis che perde il 5,22%. In calo anche Campari -4% e Recordati -3,33%. Mps perde il 3% e anche le altre banche non vivono una giornata tranquilla. Mediobanca -2,37%, Unicredit -2,31%, Pop Sondrio -1,37%, Bper -1,31% e Bpm -0,77%. Anche Nexi lasica l’1,35% dopo aver chiuso un accordo di rifinaziamento da 2,9 miliardi. Tim, a lungo positiva nel corso della giornata, archivia gli scambi in calo del 2,37%.

Se a Milano dominano le vendite, le cose non cambiano nel resto d’Europa. A Francoforte il Dax perde l’1,32% e Parigi segna -1,31%, male anche Londra -1,23% e Amsterdam -1,42%. Maglia nera per Madrid -1,5%. L’andamento dei listini principali condiziona l’Euro Stoxx 50 che perde terreno fino al -1,52%. In Europa si segnalano i cali di Basf -4,3% e Inditex -3,27%. Vendite anche per Deutsche Telecom -3% ed Essilux -2,85%.

Un palco a ponti mobili racconta la storia della Scala di Milano

Milano, 11 mar. (askanews) – Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci di Milano presenta “In Scena”, un nuovo allestimento che racconta il rapporto tra teatro, musica e tecnica attraverso un manufatto storico del Teatro alla Scala: un modulo originale del palcoscenico a ponti mobili che, da sabato 15 marzo diventa parte integrante del percorso espositivo del museo.

” molto Milano – ha detto ad askanews il direttore generale del museo, Fiorenzo Galli – perch c’ la Scala, c’ il nostro museo che un pezzo importante della nostra citt, c’ la tecnica, la tecnologia, la capacit artigiana, industriale, artistica insieme e c’ il mettere vicini gli straordinari artisti che su questo palco hanno recitato e i grandi tecnici, a partire da Franco Malgrande, che il direttore di allestimenti scenici della Scala, che da tanti decenni lavora con degli operai e dei tecnici di straordinario valore per dare a noi quelle emozioni che certo derivano dagli artisti, ma anche la tecnica di palcoscenico che riesce a tenere la Scala ai massimi livelli mondiali”.

Il palcoscenico stato costruito nel 1938 e ha reso possibile la realizzazione di rapidi, sicuri e complessi cambi di scena, grazie a un avanzato impianto idraulico costruito dalle Officine Meccaniche Stigler di Milano. Utilizzato per oltre sessant’anni, il palcoscenico ha assistito alla messa in scena di alcuni degli spettacoli storici del teatro, sopravvivendo anche ai bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Lungo 6 metri e largo 2,40, il modulo esposto parte di un progetto di riforma del teatro iniziata con la costruzione della nuova buca orchestrale e le innovazioni illuminotecniche dell’artista Mariano Fortuny ed rimasto in funzione fino al 2002.

“Noi – ha aggiunto Claudio Giorgione, curatore Leonardo, Arte e Scienza del Museo Nazionale della Scienza della Tecnologia – abbiamo sempre come museo, proprio nel nome di Leonardo, raccontato quelle tangenze e quelle intersezioni tra arte, scienza, tecnica, ingegneria e questo percorso dedicato all’antico palcoscenico del Teatro alla Scala lo rappresenta bene, perch ovviamente parliamo di come il palcoscenico progettato da Luigi Secchi funzionava, quali erano i suoi elementi di incredibile modernit, ma allo stesso tempo raccontiamo tutta la storia del Teatro, perch non si pu parlare di ingegneria staccata da la funzione, cio quella dell’intrattenimento della cultura, della musica”.

Il progetto stato realizzato grazie alla collaborazione con il Comune di Milano, la Fondazione Teatro alla Scala, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Citt Metropolitana di Milano e al contributo di Fimesa – Famiglia Sordi.

Cinema, "Corto che Passione!". Al via dall’11 marzo

Roma, 11 mar. (askanews) – La Federazione Italiana Cinema d’Essai, l’Associazione Nazionale Esercenti Cinema, Rai Cinema ed Alice nella Città, in collaborazione con l’Italian Short Film Association, con il sostegno della Direzione generale Cinema e audiovisivo del Mic e di Deluxe Digital, lanciano ‘Corto che Passione!’ Sono più di 100 i cinema di tutta Italia che programmeranno, ogni secondo martedì del mese, per un anno, una selezione continuamente rinnovata di cortometraggi, con la possibilità di vedere su grande schermo, nella stessa serata, circa 70 minuti di proposte stimolanti e diversificate. L’iniziativa coinvolge i principali player del settore cinematografico e godrà della collaborazione dell’Associazione U.N.I.T.A. (Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo) e del Collettivo under 35 (100autori, WGI, Anac) che aiuteranno a valorizzare l’iniziativa, partecipando anche con la loro presenza in sala, al fine di sostenere i giovani talenti e far conoscere il ‘formato breve’ al grande pubblico delle sale cinematografiche.

La selezione dei cortometraggi di martedì 11 marzo mette in evidenza i titoli degli anni recenti che hanno brillato sia per la conquista di premi di prestigio (2 vincitori del David di Donatello, i Nastri d’Argento) che per la partecipazione ai festival cinematografici tra i più importanti. A guidare la selezione anche la diversità dei generi: la commedia, il dramma, l’animazione, senza trascurare i film brevi con attori di grande rilievo. Questa la prima cinquina di cortometraggi, al cinema l’11 marzo: ‘Bellissima’ di Alessandro Capitani (vincitore del David di Donatello) con Giusy Lodi, Antonio Orefice, Gennaro Cuomo; ‘Inverno’ di Giulio Mastromauro (vincitore del David di Donatello) con Christian Petaroscia, Giulio Beranek, Babak Karimi, Elisabetta De Vito; ‘Si sospetta il movente passionale con l’aggravante dei futili motivi’ di Cosimo Alemà (evento speciale -Settimana della Critica di Venezia) con Irene Ferri, Pilar Fogliati, Anna Ferraioli Ravel, Antonia Fotaras, Marco Giuliani, Marco Giallini; ‘The delay’ di Mattia Napoli con Vincenzo Nemolato, Federica Sandrini, Riccardo Leto (vincitore di Cortinametraggio); ‘Caramelle’ di Matteo Panebarco, film d’animazione (vincitore del Pulcinella Award e dell’European independent film festival di Parigi).

“Siamo molto soddisfatti del lavoro creativo e sinergico di tutte le realtà coinvolte nel progetto: l’adesione convinta delle sale cinematografiche di tutta Italia, l’impulso determinante di Anec, Rai Cinema e Alice nella Città; la collaborazione di realtà consolidate come Italian Short Film Association nel dare spazio a talenti giovani ed emergenti del nostro cinema, oltre alle realtà autoriali che supporteranno le proiezioni nelle sale”, dichiara Giuliana Fantoni, presidente Fice. “Dopo aver tracciato un percorso di valorizzazione dei corti, con questa iniziativa rafforziamo ulteriormente il legame tra il pubblico e il cinema breve, portandolo nella sua sede naturale: il grande schermo. Rai Cinema è orgogliosa di essere parte di questo progetto, capace di dar voce a nuovi autori e idee innovative, che si inserisce perfettamente nella mission di servizio pubblico della Rai”, commenta Nicola Claudio, presidente Rai Cinema.

“Questo è il momento per una difesa comune”. Il richiamo della Von der Leyen alle parole di De Gasperi.

La Presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, interviene in seduta plenaria al Parlamento Europeo nel dibattito sulla sicurezza europea, e lo fa in maniera decisa e risoluta richiamando il pensiero e le parole di Alcide De Gasperi. Lo statista italiano, infatti, disse, 70 anni fa che “Non abbiamo bisogno solo di pace tra di noi, ma di costruire una difesa comune. Questo non è per minacciare o conquistare, ma per dissuadere qualsiasi attacco dall’esterno, guidato dall’odio contro un’Europa unita. Questo è il compito della nostra generazione.”

Ursula Von der Leyen fa sue queste parole rilanciando l’idea di una sicurezza europea come condicio sine qua non per arrivare alla pace.
“Questo è il momento per una difesa comune. E al Consiglio Europeo, ho visto un livello di consenso sulla difesa europea, che non è solo senza precedenti, ma era completamente impensabile solo poche settimane fa. C’è una nuova comprensione che dobbiamo pensare in modo diverso e agire di conseguenza. Abbiamo iniziato a mobilitare le enormi risorse dell’Europa. Nelle prossime settimane e mesi, sarà necessario più coraggio. E ci aspettano altre scelte difficili”.

Ed ancora, continua la Von der Leyen, “l’ordine di sicurezza europeo è in subbuglio e molte delle nostre illusioni si stanno frantumando. Dopo la fine della Guerra Fredda, alcuni credevano che la Russia potesse essere integrata nell’architettura economica e di sicurezza dell’Europa. Mentre altri speravano di poter contare indefinitamente sulla piena protezione dell’America. E così, abbiamo abbassato la guardia. Abbiamo ridotto la nostra spesa per la difesa da una media di oltre il 3,5% a meno della metà di quella. Pensavamo di godere di un dividendo di pace. Ma in realtà, stavamo solo correndo un deficit di sicurezza. Il tempo delle illusioni è finito. L’Europa è chiamata a prendersi maggiore responsabilità per la propria difesa.

Non in un futuro lontano, ma già oggi. Non con passi incrementali, ma con il coraggio che la situazione richiede. Abbiamo bisogno di un aumento della difesa europea. E ne abbiamo bisogno ora. Ne abbiamo bisogno prima di tutto a causa della situazione in Ucraina. C’è un urgente bisogno di colmare le lacune nelle forniture militari all’Ucraina e di fornire all’Ucraina solide garanzie di sicurezza. Ma questo momento di verità non riguarda solo l’Ucraina. Riguarda tutta l’Europa e la sicurezza dell’intero continente”.

Parole dure che richiamano tutti noi a discorsi che immaginavamo trovassimo solo sui libri di storia e che invece riecheggiano in maniera struggente negli animi di tutti noi in una triste attualità.
È importante ascoltarle e imparare da esse, perché ci ricordano che la storia ha un modo di ripetersi e che ognuno di noi ha un ruolo nel migliorare il nostro futuro, la nostra storia.

Cortinametraggio, al via il 17 marzo il festival del cinema breve

Roma, 11 mar. (askanews) – Si alza il sipario sulla 20esima edizione di Cortinametraggio, il celebre festival del cinema breve, fondato e presieduto da Maddalena Mayneri, in collaborazione con Giusi Gallotto di Nuove Reti e diretto da Niccolò Gentili, che si terrà nella splendida cornice di Cortina d’Ampezzo dal 17 al 23 marzo 2025.

Tanti gli appuntamenti che animeranno Cortina, in cui gli addetti ai lavori cercheranno di fare il punto sulle nuove forme artistiche e produttive dell’audiovisivo. Fra questi: l’incontro con Valentina Palumbo, Presidente di AUSSI – Associazione Uffici Stampa Spettacolo Italia; la masterclass con il regista Giovanni Veronesi, l’incontro con il Presidente FAPAV Federico Bagnoli Rossi e con Massimo Russo, CEO di Control Cine Service Italia.

Da non perdere l’appuntamento con il casting director Armando Pizzuti e con l’agente Federica Remotti di Sosia & Pistoia, che offriranno una panoramica sulle opportunità per attori e professionisti del settore.

E ancora, gli incontri con le istituzioni partner che contribuiscono alla realizzazione di questa ricchissima edizione, come quelli con le Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, l’Aeronautica Militare (che vedrà la presenza, alla serata inaugurale, della Fanfara del Comando della Squadra Aerea/1^ Regione Aerea), l’Ambasciatore del Portogallo in Italia Bernardo Futscher Pereira, le Film Commission di Campania, Lucana, Marche, la Fondazione Marche e Cultura, rappresentata dal Presidente Andrea Agostini e dal Direttore Generale Francesco Gesualdi nonché la presenza della Regione Friuli Venezia Giulia che dichiara: “La Regione Friuli Venezia Giulia continua a credere e supportare la cultura e il cinema: per questo abbiamo scelto di essere presenti a Cortinametraggio, partner di un progetto che riteniamo possa risultare un ulteriore strumento di comunicazione visiva del nostro territorio regionale. In questi anni, grazie all’instancabile lavoro di FVG Film Commission- PromoTurismoFVG, la nostra regione è stata protagonista di molte produzioni internazionali e nazionali che hanno acceso i riflettori su questo territorio. Il nostro impegno ora prosegue qui a Cortina a sostegno dei giovani talenti: il vincitore di questo festival verrà infatti ospitato in Friuli Venezia Giulia, dove avrà la possibilità di realizzare un video spot impiegando la propria sensibilità nel raccontarci. Una prospettiva altra per narrare la nostra magnifica terra, premiando la creatività, la capacità e la bravura di questi giovani registi”.

Tantissimi i corti in concorso provenienti da tutta Italia: A domani di Emanuele Vicorito; Dron Amor di Jonathan Elia e Stefan Knezovici; Playing God di Matteo Burani; Majonezë di Giulia Grandinetti; Comunque bene di Beatrice Baldacci; Al buio di Stefano Malchiodi; Sharing is Caring di Vincenzo Mauro; Formiche di Federico Spiazzi; Superbi di Nikola Brunelli; Il presente di Francesca Romana Zanni; Pinocchio Reborn di Matteo Cirillo; Dream Car Wash di Edoardo Brighenti; T.I.N.A. di Marco Mazzone; La Buona Condotta di Francesco Gheghi; Marcello di Maurizio Lombardi; Hold On di David Barbieri; Il taglio di Jonas di Rosario Capozzolo; Le faremo sapere di Beppe Tufarulo; Aria di Federica Belletti; Phantom di Gabriele Manzoni; Dissidia di Letizia Zatti.

Particolarmente ricca anche la sezione Portoghese che vede la presenza di titoli come: Ordeal506 di Diogo Linhares, T-Zero di Vincente Niro, The Girl With The Occupied Eyes di Andrè Carrilho e Fallen di Edgar Medina.

Sei gli eventi speciali che illumineranno il grande schermo di Cortinametraggio, offrendo al pubblico emozioni intense e storie straordinarie. In programma la proiezione di Macerie di Federico Maria Mazzarisi, un racconto di resilienza e memoria, affiancato da Believe di Salvatore Metastasio, realizzato con il supporto dell’Aeronautica Militare e MG Production.

Spazio poi a Gli eroi vestiti di bianco di Alessandro Parrello e Nereide di Alessandro D’Ambrosi e Santa De Santis, due opere che celebrano il coraggio e la tradizione realizzati in occasione dei 160 anni delle Capitanerie di Porto Guardia Costiera in collaborazione con il Comando Generale delle Capitanerie di Porto. Infine, la proiezione de Il burattino e la balena di Roberto Catani, evento speciale realizzato in collaborazione con Fondazione Marche e Cultura.

A chiudere questo prestigioso ciclo di proiezioni, un omaggio alla storia del festival con Dobra Sgnobra di Enrico Salimbeni, vincitore della prima edizione di Cortinametraggio nel 1997, un corto che torna sullo schermo per ricordare le radici di questa grande manifestazione.

Da segnalare anche la preziosa collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia.

Non mancherà come di consueto la cerimonia di premiazione in cui verranno assegnati, fra gli altri: il premio Cortinametraggio in collaborazione con Enel per il Miglior Corto assoluto; il premio Rai Cinema Channel, il premio Aermec per la Miglior Commedia; il Premio Young consegnato da Frecciarossa; il Premio del Pubblico; il Premio della stampa; il Premio Pianegonda per il Miglior Attore e la Miglior attrice; il Premio Miglior Sceneggiatura conferito da Andromeda Film; il Premio Anec e Fice (che prevede la distribuzione in sala del corto vincitore); il Premio Acqua Minerale San Benedetto – i Mestieri del Cinema; il Premio Speciale Miglior Corto Portoghese; Premio Promoturismo FVG Young Talent; Il Premio Groenlandia; Premio Anpit; Premio Speciale Cotril; Premio Speciale Grand Hotel Savoia Cortina D’Ampezzo.

I giurati che decideranno a chi conferire i premi sono: Aldo Iuliano, Pippo Mezzapesa, Francesco Piras, Paolo Genovese e Leonardo Maltese per il Miglior Corto Assoluto; Ludovico Tersigni, Sara Ciocca e Eleonora Gaggero per la sezione Young; Nicoletta Ercole, Mario Cordova, Stefano Curti, per i Mestieri del Cinema; Federica Remotti, Armando Pizzuti, Filippo Montalto, Stella Falchi e Gabriele Abis per il/la Miglior Attore/Attrice; Luca Capuano presidierà, invece, la giuria del pubblico; Andrea Roncato, Michela Giraud, Giuseppe Stasi, Giancarlo Fontana e Giovanni Veronesi decreteranno la Miglior Commedia; infine, Alessandra Magliaro, Steve Della Casa, Alessia De Antoniis, Cristiana Allievi e Martina Barone daranno il Premio della Stampa.

Inoltre, AGIS lombarda è molto felice di presentare a Cortinametraggio due lavori realizzati in ambito scolastico con gli alunni dell’Istituto Superiore Besta di Milano e coordinati dal regista Francesco Clerici, grazie al progetto ABCinema, iniziativa realizzata nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola promosso da MiC e MIM. La collaborazione con Cortinametraggo si inserisce nell’ambito dell’Olimpiade Culturale Milano-Cortina 2026.

Tv, al via "Fatti di Nera-Canale 122" dedicato al crimine e giustizia

Roma, 11 mar. (askanews) – Dal 10 marzo ha preso il via il nuovo palinsesto di Fatti di Nera – Canale 122, completamente rinnovato e interamente dedicato alla cronaca nera, ai misteri della giustizia e ai casi più complessi e discussi del panorama giudiziario italiano e internazionale. Il canale, che sostituisce definitivamente la precedente denominazione Cusano Italia Tv, trasmetterà ogni giorno, 24 ore su 24.

Dal lunedì al venerdì la diretta inizia già dalle ore 9:00 del mattino, con una giornata che si apre con i documentari di “Alba Nera” e prosegue con “Fatti Ieri”, il live condotto da Alessio Moriggi che approfondisce gli eventi principali della cronaca del giorno precedente. Nella fascia centrale, spazio ai documentari tematici e poi al programma in diretta “Psiche Criminale”, con Francesca Pierri e Gianluca Scarlata, che analizzano casi di attualità, scenari delle carceri e profili criminali da un punto di vista psicologico e scientifico. La programmazione prosegue con “Luogo del Delitto”, che racconta attraverso rubriche e approfondimenti speciali i luoghi in cui sono avvenuti i crimini più discussi, seguita dal nuovo format “Trovati Morti”, condotto da Fabio Camillacci con uno storytelling originale, simile a quello dei podcast, dedicato alle persone scomparse e ritrovate senza vita. Nei weekend, spazio alle repliche dei migliori contenuti della settimana. Tutti i programmi di Fatti di Nera – Canale 122 saranno fruibili in streaming e on-demand sulla piattaforma Cusano Media Play (www.cusanomediaplay.it).

Difesa, a Parigi summit 5 ministri Difesa per una forza comune

Roma, 11 mar. (askanews) – Gli aiuti all’Ucraina e la creazione di una difesa comune europea. Sono due le riunioni in programma domani a Parigi, a Val de Grace, che vedranno coinvolti cinque ministri della difesa: italiano, francese, britannico, polacco, tedesco. Un summit che si terrà a margine del Forum sulla Sicurezza e la Difesa di Parigi, a l’Ecole militaire, da oggi al 13 marzo.

Sebastien Lecornu, ministro della difesa francese, Boris Pistorius, ministro della difesa tedesca, Guido Crosetto, ministro della difesa italiana, Wladyslaw Marcin Kosiniak-Kamysz, vicepresidente del consiglio dei ministri e ministro della difesa polacca, e John Healey, segretario di Stato alla Difesa britannica si ritroveranno al summit del 12 marzo a Parigi. L’arrivo a Val de Grace è previsto alle 14.55, mentre la prima riunione del format E5 si svolgerà alle 15.15, alla presenza anche dei rappresentanti dell’Unione europea e della Nato. Si discuterà degli aiuti all’Ucraina, con la partecipazione in videocollegamento del ministro della Difesa ucraino Rustem Umerov.

Successivamente, alle 16.45, si terrà il secondo incontro, quello sulla costruzione della difesa europea. A conclusione della giornata si terrà una conferenza stampa, alle 18.30.

Un summit, su invito francese, per “coordinare l’azione in sostegno a Kiev”, ha riferito l’entourage del ministro della Difesa francese Lecornu. E’ la terza volta che i ministri della Difesa dei cinque stati si riuniscono, dopo gli incontri in Germania a novembre e in Polonia a gennaio. L’obiettivo è ora quello di trovare una intesa nell’organizzare l’aiuto all’Ucraina nella fase in cui gli Stati Uniti stanno attuando un cambio di rotta.

“In un momento in cui i capi di Stato europei hanno ripetutamente affermato che la pace in Ucraina dovrebbe essere imposta con la forza e alla luce della recente decisione americana di sospendere gli aiuti militari all’Ucraina, i ministri discuteranno di come coordinare l’azione dei nostri Paesi a sostegno di Kiev”, ha dichiarato l’entourage di Lecornu all’Agence France Presse. “Discuteranno anche del necessario riarmo dell’Europa e dei nostri rispettivi Paesi, essenziale per garantire la nostra sicurezza collettiva a lungo termine”.

Constrastare dipendenza da oppiacei e abbattere lo stigma, al via campagna

Roma, 11 mar. (askanews) – L’uso di sostanze psicoattive un grave problema di salute globale. Con un mercato in continua espansione, anche in Italia la dipendenza una delle principali sfide sociali e sanitarie, con un impatto significativo sulla qualit della vita delle persone e sulle risorse del Sistema Sanitario Nazionale. Per prendere in analisi la natura della dipendenza da oppiacei illeciti come una malattia cronica, con l’obiettivo di educare i cittadini e facilitare l’accesso ai servizi di cura, parte la campagna di sensibilizzazione “Indipendente da te”: lo scopo contrastare correttamente la dipendenza da oppiacei illeciti abbattendo la discriminazione e costruendo un approccio sinergico, per arrivare ad un percorso terapeutico completo e personalizzato.

Per i promotori della campagna essenziale sensibilizzare la popolazione sulla dipendenza come patologia cronica, recidivante, curabile e complessa, promuovendo una corretta informazione soprattutto tra i giovani.

Augusto Consoli. neuropsichiatra infantile e presidente nazionale SITD: “La campagna ha l’obiettivo di evidenziare alcuni luoghi comuni, alcune rappresentazioni distorte del fenomeno e anche della problematica individuale. “Rispetto alla popolazione giovanile c’ un elemento in pi, che spesso la prossimit con il rischio, che anche un fattore evolutivo, anche di crescita, pu diminuire ancora maggiormente la consapevolezza dei rischi per la salute. Bisogna mettere in moto delle strategie che consentano da una lato ai giovani di sperimentare il loro passaggio di crescita, per anche che ci sia una maggiore consapevolezza di come certe prossimit a rischi possono diventare molto molto problematiche”.

Per sviluppare percorsi di cura efficaci, fondamentale considerare i pazienti sotto un profilo psicologico, valutando l’effetto delle sostanze sulla personalit e sul contesto sociale, culturale e familiare. Inoltre gli esperti convengono sulla necessit di percorsi terapeutici adeguati. Essendo una condizione complessa e recidivante, la dipendenza da oppiacei illeciti richiede infatti un approccio multidisciplinare che coinvolga diverse figure professionali per instaurare una relazione di fiducia con il paziente e la sua famiglia.

Roberta Balestra, presidente nazionale FeDerSerD: “L’approccio multidisciplinare fondamentale perch la dipendenza impatta su vari aspetti della vita delle persone. Nei servizi servono equipe multiprofessionali proprio perch ci sono interventi sanitari, psicologici, sociali, educativi proprio per riprendere un benessere che fatto di tutti questi aspetti. Le equipe sono all’interno del servizio e poi la multidisciplinariet anche al di fuori di questo, perch abbiamo moltissimi partner sanitari, sociali, del privato sociale, con cui lavoriamo”.

Tra i vari contenuti disponibili on line, ci sono delle “Indicazioni pratiche per conoscere e gestire la dipendenza da oppiacei”, elaborate da un board di esperti nazionali, con il patrocinio di varie associazioni e societ sanitarie che a vario livello si occupano di tossicodipendenza e il supporto non condizionante di Molteni Farmaceutici. Tutto il materiale informativo della campagna consultabile sul sito www.indipendentedate.com e sui principali canali social.

La Commissione Ue presenta nuove regole sui rimpatri dei migranti, compresi return hubs in Paesi terzi

Bruxelles, 11 mar. (askanews) – La Commissione europea ha presentato, oggi a Strasburgo, una nuova proposta di regolamento che mira a istituire un sistema comune per i rimpatri dei migranti irregolari che non hanno ottenuto un permesso d’asilo in uno Stato membro, con procedure di più rapide, semplici ed efficaci in tutta l’Ue.

La proposta include anche la possibilità di trasferire in “centri di rimpatrio” (“return hubs”) in paesi extra Ue i migranti che si trovano in situazione illegale in uno Stato membro, dopo aver ricevuto un rifiuto alla domanda d’asilo. Ma, come ha precisato in conferenza stampa a Strasburgo il commissario all’Immigrazione e Affari interni, Magnus Brunner, si tratta di una “nuova possibilità” che è “completamente diversa” sia dal “modello Ruanda”, che il governo britannico non è mai riuscito ad applicare per deportare i migranti irregolari nel paese africano, sia dal “modello Albania” che l’Italia ha tentato finora di applicare con poco successo e che “era destinato solo a richiedenti asilo”, mentre questa ‘soluzione innovativa’ proposta dalla Commissione “si applica ai migranti a cui è stato rifiutato l’asilo o che hanno già avuto un ordine di espulsione”, ha puntualizzato Brunner.

Comunque, ha aggiunto il commissario, “gli Stati membri ora potranno esplorare se è possibile o no negoziare accordi con certi paesi terzi” per stabilire eventuali “centri di rimpatrio” sul loro territorio, implicando che questo potrà farlo anche l’Italia con l’Albania, se adatta il Protocollo tra i due paesi.

La nuova proposta sui rimpatri era stata annunciata dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, negli orientamenti politici e per il suo secondo mandato, ed era stata richiesta esplicitamente dal Consiglio europeo nell’ottobre 2024. Questo nuovo quadro giuridico per i rimpatri, rileva una nota della Commissione, “costituisce un elemento fondamentale da integrare nel Patto sull’immigrazione e l’asilo adottato lo scorso anno, che definisce un approccio globale alla gestione delle migrazioni”.

“Con tassi di rimpatrio nell’Ue che attualmente si attestano solo al 20% e con una frammentazione dei diversi sistemi che si presta ad abusi, è necessario un quadro giuridico moderno, più semplice ed efficace. Le nuove norme forniranno agli Stati membri gli strumenti necessari per rendere i rimpatri più efficienti, nel pieno rispetto dei diritti fondamentali”, rileva la nota della Commissione.

Ora spetta al Parlamento europeo e al Consiglio Ue il lavoro co-legislativo per l’approvazione della proposta e concordare eventuali modifiche.

Usa, Trump raddoppia i dazi su acciaio e alluminio importati dal Canada (e rilancia l’annessione)

New York, 11 mar. (askanews) – Il presidente Donald Trump ha annunciato sui social un aumento immediato al 50% dei dazi su acciaio e alluminio importati dal Canada, in risposta alla decisione del premier dell’Ontario, Doug Ford, di imporre una tariffa del 25% sull’elettricità esportata negli Stati Uniti. La misura entrerà in vigore domani, 12 marzo.

Trump ha poi chiesto che il Canada elimini i suoi “dazi antiamericani” sui prodotti caseari statunitensi, attualmente tra il 250% e il 390%. Se Ottawa non ridurrà altre tariffe ritenute “abusive”, il presidente ha minacciato un ulteriore aumento dei dazi sulle automobili dal 2 aprile, affermando che la misura potrebbe “chiudere definitivamente” la produzione in Canada.

Trump ha infine rilanciato l’idea di un’annessione del Canada agli Stati Uniti, sostenendo che diventare il “cinquantunesimo Stato” eliminerebbe ogni tariffa e porterebbe benefici fiscali e di sicurezza ai cittadini canadesi.

Ucraina, a Parigi vertice capi Stato maggiore Paesi "volenterosi"

Roma, 11 mar. (askanews) – Delegazioni di oltre 30 paesi, con gli alti vertici militari, si riuniscono oggi a porte chiuse a Parigi, con all’ordine del giorno il piano per la creazione di una difesa comune europea. Sono presenti tutti i Paesi della Nato – tranne gli Stati Uniti – ma anche Turchia, Giappone, Corea del Sud.

Un summit che fa seguito all’idea di una coalizione dei Paesi ‘volenterosi’ lanciata da Macron e Starmer per la creazione di una forza internazionale di risposta alla Russia, nel caso in cui si arrivi alla pace in Ucraina.

Per l’Italia è presente il capo di Stato Maggiore della Difesa, il generale Luciano Portolano. Presente anche l’Ucraina, rappresentata da un funzionario militare. Una riunione, quella di oggi a Parigi, che avviene alla vigilia di un summit dei cinque ministri della Difesa – Italia, Polonia, Gran Bretagna, Francia, Germania – e che si svolgerà domani a Val de Grace, a Parigi.

Il summit dei capi di Stato Maggiore è stato voluto dal presidente francese, Emmanuel Macron interverrà e terrà un discorso.

La riunione dei capi militari di 30 Paesi dell’Unione Europea e della NATO si terrà “in stretto coordinamento” con “il comando militare della NATO, che sarà anch’esso coinvolto in questo processo”, secondo il capo di Stato francese. Questo avviene mentre una delegazione ucraina incontra un team americano in Arabia Saudita per cercare una soluzione per la fine della guerra.

A Gedda secondo round di colloqui Usa-Ucraina (intanto Kiev nega coinvolgimento in cyberattacco a X)

Roma, 11 mar. (askanews) – A Gedda, in Arabia Saudita, secondo round di colloqui tra la delegazione ucraina e quella americana, alla ricerca di un percorso per arrivare a una tregua in Ucraina in tempi brevi, come chiesto dall’amministrazione Trump. Lo riferiscono i canali Telegram ucraini dopo un intervallo seguito a una prima parte durata circa quattro ore e definita dalla parte ucraina un inizio “costruttivo”.

Gli Stati Uniti sono rappresentati dal segretario di Stato Marc Rubio, dal consigliere per la sicurezza nazionale Mike Waltz e dall’inviato speciale presidenziale per il Medio Oriente, Steve Witkoff. La delegazione ucraina è guidata da Andriy Yermak, capo dello staff di Zelensky, affiancato dai ministri degli Esteri Andriy Sybiha e della Difesa Rustem Umerov.

Intanto, l’Ucraina ha respinto le accuse di coinvolgimento nell’attacco informatico al social network X, ha riferito Newsweek, citando Alexander Merezhko, presidente della Commissione per la politica estera e la cooperazione interparlamentare della Verkhovna Rada. Ieri, il miliardario americano Elon Musk, proprietario del social network X, aveva denunciato che il social network aveva subito un massiccio attacco informatico con indirizzi IP provenienti dall’Ucraina.”Il governo ucraino non è ‘assolutamente’ coinvolto nel cyberattacco a X”, ha affermato il politico, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa. Ha osservato che organizzare un simile attacco “non sarebbe nell’interesse dell’Ucraina”.

Successivamente Newsweek ha riferito che il gruppo di hacker filo-palestinesi Dark Storm Team ha rivendicato la responsabilità dell’interruzione su larga scala del social network.

Cnpr Forum, cybersecurity sfida sicurezza nazionale ed economia

Roma, 11 mar. – “Non solo a rischio la sicurezza nazionale ma, in molti casi, anche quella delle singole persone perch spesso gli attacchi hacker mirano ai singoli e producono danni economici consistenti. Sono a repentaglio settori importanti ed necessario sostenere anche economicamente gli Enti locali e i privati per alzare i propri livelli di difesa. La sicurezza nazionale deve essere al centro dell’attenzione della politica in quanto alcuni attacchi sono in grado di bloccare e condizionare i grandi soggetti pubblici. Penso a quelli portati contro alcune Asl o realt della Pubblica Amministrazione, ma questi attacchi sono anche in grado potenzialmente di bloccare i sistemi di produzione dell’energia di un paese fino a fermare una centrale elettrica. Siccome questi attacchi stanno crescendo e sono sempre pi efficaci necessario che ci sia una risposta di sistema dei singoli paesi e dell’Europa tutta. Bisogna fare in modo che sia dal punto di vista legislativo sia attraverso sostegni economici si proceda con iniziative mirate. Negli ultimi provvedimenti governativi si messo poco di entrambi”.

Lo ha dichiarato Matteo Mauri (Pd), vicepresidente della commissione Affari costituzionali, nel corso del Cnpr forum “Competitivit e tecnologia: il difficile equilibrio tra progresso e sicurezza”, promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca.

Il tema della cybersecurity al centro dell’attenzione del governo secondo Andrea Volpi, deputato di Fratelli d’Italia in Commissione Lavoro: “Gli esperti ci dicono che nel 2025 gli attacchi saranno sicuramente in crescita in particolare in alcuni settori come la sanit, i trasporti e l’energia. C’ un quadro geopolitico dinamico e alcuni stati tendono a destabilizzare altri paesi attraverso questi attacchi che colpiscono i servizi. L’Italia pronta a difendersi, tuttavia quello della cybersecurity un settore in continua evoluzione e bisogna stare al passo con i tempi. Sia il governo che le agenzie deputate alla sicurezza sono operativi in tal senso. La vera sfida innovare il nostro sistema formativo in quanto sulle nuove tecnologie che corrono velocemente c’ bisogno di aggiornare i programmi di studio. Il governo ha fatto molto anche con dei provvedimenti legislativi approvati alla Camera dei deputati per favorire l’introduzione delle materie esterne vale a dire quelle materie scientifiche indispensabili per fare in modo che i giovani siano formati e informati, pronti a sostenere il cambiamento tecnologico. Sono necessarie figure professionali pronte a entrare nel mondo del lavoro, per cui ritengo indispensabili investimenti sulla ricerca puntando sui giovani e sulle startup innovative”. Critica Emma Pavanelli, parlamentare del M5s in Commissione Attivit produttive a Montecitorio: “Gli attacchi ai nostri ‘device’ degli ultimi mesi rappresentano il tema del momento. Dobbiamo fare di pi in tema di cybersicurezza e le nostre istituzioni nazionali e locali cos come le nostre imprese si devono dare da fare per implementare gli investimenti. La formazione fondamentale, negli ultimi anni le Universit stanno lavorando a nuovi corsi a nuovi master in cybersicurezza ma dobbiamo anticipare il lavoro gi negli istituti tecnici pi avanzati per formare quelle figure professionali che sono gi necessarie. Pensiamo a tutte le aziende partecipate che custodiscono tutti i dati relativi alla nostra vita quotidiana. Come Movimento Cinque Stelle avevamo lanciato transizione 4.0 che prevedeva l’acquisizione di nuove infrastrutture digitali che significava per le nostre imprese correre di pi e allinearsi ai Paesi europei. Oggi con transizione 5.0 ci sono sei miliardi di euro fermi perch le imprese hanno una grande difficolt a raggiungere gli obiettivi richiesti per la troppa burocrazia. Occorre semplificare e portare le nostre imprese ad avere maggiore accesso a questa liquidit”. Per Pino Bicchielli, vicecapogruppo di Noi Moderati: “Siamo soggetti ad attacchi cyber sempre pi di frequente con un livello di rischio sempre pi alto per le nostre strutture. Il governo ha messo al centro dell’agenda politica la sicurezza in questo campo. In ogni casa abbiamo una cassaforte dove conserviamo qualche oggetto di valore ma poi non ci curiamo dei telefonini, dove ci sono tutti i nostri dati sensibili. Il fattore umano quello pi importante perch 3 attacchi su 4 sono avvenuti per incapacit di difesa dell’uomo sulla macchina che ha consentito agli hacker di mettere a segno l’attacco. Bisogna lavorare su pi livelli e il Pnrr ci ha dato la possibilit di compiere investimenti per la cybersecurity rilevanti, ma bisogna poi lavorare per una conoscenza massiva delle competenze digitali di base. Come commissione Difesa abbiamo fatto un’indagine conoscitiva sulla cybersicurezza ascoltando i maggiori player del settore dalla quale emerso che il tema dell’istruzione e della formazione sia il cardine di una corretta politica di difesa”. Nel corso del dibattito, moderato da Anna Maria Belforte, il punto di vista dei professionisti stato espresso da Eleonora Linda Lecchi, commercialista e revisore legale dell’Odcec di Bergamo: “Sempre pi spesso sentiamo parlare di cyber security e della necessit di dotare tutte le principali infrastrutture italiane di un’adeguata difesa dagli attacchi degli hacker. La vicenda legata ai satelliti di Elon Musk ne ha ampliato la portata ma resta il fatto che bisogna fare necessariamente i conti con questa nuova necessit per limitare azioni provenienti da nazioni estere che potrebbero avere serie ripercussioni in casa nostra. Il Pnrr offre la possibilit di attuare piani specifici che vadano proprio in questa direzione e l’auspicio quello che la politica sappia trovare l’unit di fronte a quella che diventa ogni giorno di pi una priorit per tutelare i cittadini, le imprese, i servizi essenziali per la comunit che non possono rimanere in bala di azioni ricattatorie o dimostrative da parte di un nemico tanto invisibile quanto pericoloso”.

Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto nazionale Esperti contabili: “La sicurezza informatica non dipende solo dalla tecnologia perch sono coinvolti anche elementi umani, tecnici, giuridici e organizzativi. L’intelligence di Ibm security censisce il 90% di sicurezza come dipendenti da errore umano. Allora l’educazione e la conoscenza della sicurezza da parte di chi opera nell’informatica diviene essenziale. Ognuno di noi deve essere preparato a fronteggiare intrusioni indesiderate facendo crescere in modo diffuso la cultura della sicurezza. E’ anche una questione di competitivit che deve essere combattuta sul piano dell’innovazione. Stiamo vivendo mutamenti velocissimi rispetto ai secoli passati che spesso ci disorientano. Dobbiamo ancora metabolizzare fino in fondo la globalizzazione e gi siamo proiettati nella digitalizzazione spinta e ad avere a che fare con l’intelligenza artificiale. La scuola resta strumento fondamentale per gestire al meglio e preparare i giovani a queste nuove sfide”.

Monito Dombrovskis sui Pnrr: cambiare le misure non attuabili in tempo

Roma, 11 mar. (askanews) – La Commissione europea ha sollecitato i Paesi a “riconsiderare attentamente” i loro Piani nazionali di ripresa e resilienza (Pnrr), per individuare le misure che non sono completabili entro l’agosto del prossimo anno e sostiturle con altre, ammissibili nel meccanismo ma attuabili nei tempi previsti. Oppure rischiare di non vedersi assegnare i relativi fondi. Questo il monito lanciato dal commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis durante la conferenza stampa al termine dell’Ecofin.

Sui Pnrr “il mio principale messaggio oggi è che il tempo incalza. I termini normativi prevedono che tutti gli obiettivi debbano essere raggiunti per l’agosto del 2026”, ha detto.

Agosto 2026 è il termine ultimo in cui i Paesi possono proporre eventuali modifiche ai piani nazionali, che andranno perentoriamente completati entro la fine del prossimo anno.

“Questo significa che restano solo 18 mesi per sottoporre tutte le richieste di pagamento e fornire le relative prove di esecuzione. Questo significa anche che i Paesi membri devono riconsiderare attentamente i contenuti dei loro piani – ha detto – per assicurare che siano in grado di sottoporre le richieste di pagamento rimanenti in tempo”.

“Le implicazioni sono chiare – ha insistito Dombrovskis -: qualunque misura che gli Stati membri dovessero valutare non essere in grado di completare per l’agosto del 2026 andrebbe rimossa dai piani, e rimpiazzata con misure alternative, che possano essere attuate nel tempo dovuto e nell’ambito degli obiettivi” del Recovery and Resilience Facility.

Incontro tra Usa e Ucraina a Gedda, Kiev: è iniziato bene

Roma, 11 mar. (askanews) – Delegazioni di alto livello ucraina e americana sono riunite in Arabia Saudita alla ricerca di un percorso per arrivare a una tregua a oltre tre anni dall’invasione russa dell’Ucraina. I colloqui sono iniziati a Gedda, sullo sfondo di un vasto attacco con droni lanciato dall’Ucraina nella notte, con almeno tre morti nella regione di Mosca. E’ il primo appuntamento negoziale dopo la lite alla Casa Bianca tra il presidente Volodymyr Zelenskiy e Donald Trump. Il leader ucraino non ha partecipato personalmente, pur presente in Arabia Saudita, ma ha proposto una tregua parziale da cui partire e auspicato che il confronto tra delegazioni possa servire alla ripresa di rapporti “pragmatici”.

Gli Stati Uniti sono rappresentati dal segretario di Stato Marc Rubio, dal consigliere per la sicurezza nazionale Mike Waltz e dall’inviato speciale presidenziale per il Medio Oriente, Steve Witkoff. La delegazione ucraina è guidata da ndriy Yermak, capo dello staff di Zelensky, affiancato dami ministri degli Esteri Andriy Sybiha e della Difesa Rustem Umerov.

“L’incontro è iniziato in modo molto costruttivo”, ha scritto su Telegram Yermak. Con la proposta di un cessate il fuoco nei cieli e in mare, presentata come primo passo verso un accordo più ampio con la Russia, Zelensky spera di convincere la Casa Bianca a riattivare gli aiuti militari. Dopo lo scontro verbale, e le accuse di Trump di non volere la pace, Kiev si è vista privata almeno temporaneamente dei dati di intelligence americana. Il proprietario di Starlink, Elon Musk, ha anche minacciato di bloccare la rete satellitare che ha permesso agli ucraini di mantenere un certo equilibrio sul fronte aereo e, soprattutto, di guidare i droni quotidianamente lanciati contro la Russia.

Gli alleati europei e della Nato seguono il tentativo ucraino di ricucire con grande attenzione. Il premier britannico Keith Starmer ha auspicato che l’incontro odierno possa significare la ripresa di normali rapporti e collaborazione tra Ucraina e Stati Uniti.”Cari americani, cari ucraini, non sprecate questa occasione. Tutto il mondo vi guarda oggi a Gedda!”, ha scritto il primo ministro polacco Donald Tusk su X.

L’Ucraina ha lanciato nella notte il suo più grande attacco con i droni contro Mosca, utilizzando almeno 91 velivoli senza piloti. Il bilancio è di almeno tre morti, danni estesi, incendi. Secondo i russi, l’attacco ha avuto dimensioni anche maggiori di quelle descritte da parte ucraina, dati i 337 droni abbattuti complessivamente la notte scorsa.

Le ricognizioni negoziali, che dovrebbero continuare giovedì a Mosca con un incontro tra l’inviato speciale Witkoff E Vladimir Putin procedono mentre sul campo di battaglia le forze ucraine sono sotto forte pressione. In particolare nella regione russa di Kursk le forze di Moscca hanno lanciato una controffensiva per respingere le truppe ucraine da un a parte del loro territorio occupato da mesi, che Zelensky ritiene importante merce di scambio per i veri negoziati.

Lo scontro nello Studio Ovale tra Zelenskiy e Trump ha inoltre lasciato in sospeso la firma di un accordo bilaterale sulle terre rare e altre risorse ucraine che Kiev è disposta a firmare in cambio di garanzie di sicurezza da Washington. Trump ha descritto l’accordo, oggi sul tavolo a Gedda, come chiave per continuare a sostenere l’Ucraina ma anche come compensazione a fronte dei miliardi di dollari spesi dagli Usa nei tr anni di guerra per assistere il Paese sotto attacco da parte della Russia.

Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato prima dei colloqui odierni di voler valutare se l’Ucraina è disposta a fare concessioni per raggiungere la pace. “Dobbiamo capire la posizione ucraina e avere un’idea generale di quali concessioni sarebbero disposti a fare, perché non si otterrà un cessate il fuoco e la fine di questa guerra se entrambe le parti non faranno concessioni”, ha detto.

“La Russia è aperta a sforzi di pace, a un accordo di pace intorno all’Ucraina, e in realtà preferiamo raggiungere i nostri obiettivi attraverso mezzi pacifici e diplomatici”, ha affermato da parte sua oggi il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, respingendo le critiche ucraine sulla mancanza di volontà da parte russa di arrivare a una tregua.

Al netto di reciproche, speculari accuse, tra Russia e Ucraina non sembra essere stato individuato un punto di incontro sufficiente a porre fine ia combattimenti entro i tempi brevissimi richiesti dagli Usa. Come lamentato da parte europea, Vladimir Putin si rifiuta di scendere a compromessi sulle questioni dei territori occupati (un quinto circa dell’intera Ucraina), delle forze di pace e dello status di neutralità dell’Ucraina. Una intransigenza, in particolare sulla futura forza di interposizione, che chiama in causa direttamente l’Europa data la proposta messa sul tavolo dal Regno Unito e dalla Francia, ma ancora tutta da definire, di inviare truppe di “Paesi volenterosi” a vegliare sulla tregua quando sarà raggiunta. Mosca rifiuta l’idea di un contingente composto da Paesi Nato mentre accetterebbe una missione sotto egida Onu o composta da truppe di Paesi del cosiddetto “Sud Globale” ritenuti neutrali.

Polizia di nuovo in libreria di Gerusalemme Est, arrestato il proprietario e sequestrati libri

Roma, 11 mar. (askanews) – La polizia israeliana ha fatto irruzione oggi nella libreria palestinese The Educational Bookshop, a Gerusalemme Est, per la seconda volta in un mese, arrestando uno dei suoi proprietari, Imad Muna, 61 anni.

La famiglia di Muna, che gestisce il negozio, ha riferito al quotidiano israeliano Haaretz che la polizia ha sequestrato libri e ordinato la chiusura del negozio senza presentare un mandato di perquisizione o di arresto. Il mese scorso la polizia aveva arrestato il figlio di Imad, Ahmad, e il fratello, Mahmoud, trattenendoli sotto custodia per due giorni sebbene non avesse ricevuto l’approvazione dall’ufficio del procuratore di Stato israeliano per avviare un’indagine per istigazione. La libreria è specializzata in volumi in arabo e inglese sul conflitto israelo-palestinese e sulla storia di Gerusalemme ed è molto nota nella comunità internazionale, in particolare tra giornalisti, ricercatori e diplomatici.

“Alle 11:15, la polizia è arrivata al negozio e i miei genitori erano lì in quel momento – ha raccontato Ahmad Muna ad Haaretz – la polizia ha chiesto le licenze e ha esaminato i libri contabili. Sono arrivato ma non mi hanno lasciato entrare. Hanno esaminato i libri, hanno accatastato una pila di libri che hanno preso”. Tra i libri sequestrati, ha precisato Muna, figurano opere dell’artista britannico Banksy, del linguista Noam Chomsky e dello storico Ilan Pappé: “Dopo un’ora, hanno arrestato mio padre, hanno detto a mia madre di chiudere il negozio e hanno preso la chiave. Non ci hanno detto a quale stazione di polizia stavano portando mio padre”.

Uefa vara "Off Mute", campagna per amplificare voce donne nel calcio

Roma, 11 mar. (askanews) – Le calciatrici di tutte le età e tutti i livelli avranno l’opportunità di condividere le loro esperienze – in modo autentico, con le loro parole e nella loro lingua – attraverso la campagna Off Mute lanciata della Uefa.

Le giocatrici – spiega l’organismo che gestisce il calcio europeo sul suo sito ufficiale – saranno invitate a rispondere a cinque domande aperte online, riflettendo sul loro percorso personale nello sport. Le loro risposte chiariranno le barriere che devono affrontare, ciò che le ispira e come il gioco può diventare più inclusivo e accessibile per tutti.

“La Uefa è impegnata ad aumentare la partecipazione delle donne e delle ragazze nel calcio, come stabilito nella nostra strategia Unstoppable”, ha dichiarato Nadine Kessler, direttore generale del calcio femminile Uefa, “Off Mute riguarda l’ascolto – su larga scala, attraverso le culture e in tempo reale – per imparare che cosa conta davvero per le donne e le ragazze. In questo modo, porteremo un cambiamento significativo per il futuro del gioco”.

La prima fase di “Off Mute” si concentrerà sulla raccolta di informazioni sulle esperienze delle ragazze che giocano a calcio, con le risposte che daranno vita a suggerimenti concreti che saranno presentati durante l’Europeo femminile 2025, in programma questa estate in Svizzera. I risultati di questa ricerca saranno condivisi con club, allenatori e organizzazioni di base in tutta Europa, aiutandoli a prepararsi e accogliere la nuova ondata di giocatrici prevista dopo il torneo.

La piattaforma “Off Mute” sfrutterà una nuova interfaccia all’avanguardia di Amazon Web Services per trascrivere, tradurre e catalogare ogni contributo, creando un database completo delle esperienze legate al calcio femminile e delle ragazze. La campagna continuerà a evolversi, introducendo nuovi argomenti e ampliando il confonto per garantire che donne e ragazze restino centrali nei progressi del gioco.

Rigenerazione urbana al centro per il futuro dell’Italia

Torino, 11 mar. (askanews) – Presso il Centro Congressi Lingotto, la Citt di Torino ha ospitato “Re/Urb, Giornata sulla Rigenerazione Urbana”, evento organizzato dalla Fondazione Inarcassa come momento di confronto e dibattito sul tema della rigenerazione urbana, con l’obiettivo di mettere in relazione e coinvolgere i vari attori sociali e istituzionali fondamentali nei processi di trasformazione delle nostre citt.

“Per noi di Fondazione Inarcassa, che siamo il punto di riferimento di 175mila architetti, ingegneri e liberi professionisti, la rigenerazione urbana il tema del futuro, ed fondamentale per garantire uno sviluppo urbano inclusivo e sostenibile nel nostro paese – dichiara Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa -. Si tratta di un tema complesso che richiede una grande sinergia tra tutti gli attori del mondo economico-finanziario, istituzionale, produttivo e intellettuale. Noi liberi professionisti abbiamo un forte know-how apprezzato in tutto il mondo e siamo disponibili a metterlo al servizio della politica, a cui chiediamo di favorire la rigenerazione urbana con nome che prevedano una mappatura delle aree da rigenerare, un piano di finanziamenti sulla base delle istanze delle comunit locali e anche delle norme che favoriscano il partenariato pubblico-privato e il project financing, cos da incentivare l’apporto dei capitali privati nelle politiche di investimento connesse ai piani di rigenerazione urbana”.

Cos Giuseppe Santoro, presidente Inarcassa: “Il tema della rigenerazione urbana entra nei gangli pi importanti dell’attivit pubblica italiana. Come potrebbero gli ingegneri e gli architetti italiani non essere al entro di questa attivit? Inarcassa, come cassa di previdenza, per scelta investe 115 milioni di euro – insieme alle altre casse di previdenza di tutto il panorama italiano – destinati a tutto il territorio, alla strategia, alla condivisione, per far s che architetti e ingegneri possano essere protagonisti di un processo industriale e di cultura del territorio che sempre di pi sar al centro delle attenzioni nazionali”.

Attualmente, all’esame della Commissione Ambiente del Senato, esiste un disegno di legge in materia di rigenerazione urbana proposto dal Senatore Roberto Rosso.

“La rigenerazione urbana cambier completamente le citt – ha detto Rosso -. Oggi abbiamo periferie che normalmente servono da dormitorio, rispetto al centro. Invece devono diventare dei nuovi centri anche le periferie. Con questa legge statale noi finanzieremo privati e comuni perch insieme abbattano edifici fatiscenti e possano ricostruire, riducendo il consumo di suolo e le isole di calore, costruendo edifici sia pubblici sia privati appartenenti alla classe energetica A. Servir per dare una risposta all’Europa. La rigenerazione urbana permetter di convincere gli italiani a percorrere questa strada”.

Secondo le previsioni, da qui al 2050, la rigenerazione urbana raggiunger un valore complessivo di 660 miliardi di euro, pari a circa un terzo del PIL italiano. Inoltre, le nuove tecnologie e le riqualificazioni attente all’ambiente permetteranno, nelle aree interessate dagli interventi, una riduzione dei consumi energetici fino al 30%.

40 anni fa il primo album dei Litfiba, Pel: “Non sono un nostalgico”

Firenze, 11 mar. (askanews) – “Del futuro non c’ certezza e quindi si cerca di vivere al massimo il presente. Io non sono un nostalgico e non lo sono mai stato sotto nessun punto di vista. Cerco di godermi il presente alla grande. Ho intenzione di avere un lungo futuro, ma non c’ certezza”. Cos Piero Pel risponde ad una domanda dei giornalisti sull’uscita, esattamente 40 anni fa di “Desaparecido” primo album dei suoi Litfiba.

Pel oggi anche consulente artistico della Fondazione Accademia dei Perseveranti, che cura, tra le varie attivit, la stagione del Teatrodante Carlo Monni di Campi Bisenzio (Firenze).

“La musica la mia stella polare ma anche il teatro. Io sono stato allievo della scuola di Orazio Costa a Firenze, anche per questo ho accettato questo difficilissimo incarico. Come pure ho amato il mimo, come amo tantissime altre forme d’arte, la scultura, la pittura. Io questo bagaglio me lo porto sempre dietro, uno zainetto che ho sempre sulle spalle. A volte le persone si meravigliano perch sono cos tranquillo quando mi incontrano per strada. Non che sono Ferruccio Soleri o Dario Fo dalla mattina alla sera. Lo sono quando sono sul palco”, ha concluso Pel.

Tennis, Matteo Arnaldi eliminato ad Indian Wells

Roma, 11 mar. (askanews) – Matteo Arnaldi saluta la California. Il sanremese, in campo per la prima volta nel terzo turno Masters 1000 di Indian Wells, è infatti stato eliminato dallo statunitense Brandon Nakashima. Il n. 33 del mondo si è preso la rivincita del ko di poche settimane fa a Delray Beach, superando il n.35 del ranking con un netto 6-2, 6-4 in un’ora e 14′ di gioco. Per il ligure giornataccia al servizio: 5 doppi falli, il 57% di prime in campo e appena il 38% di punti vinti con la seconda. L’Italia resta così senza giocatori nel tabellone maschile negli ottavi del 1000 americano.

Tennis, Wta Indian Wells: Paolini agli ottavi, fuori Bronzetti

Roma, 11 mar. (askanews) – Altra vittoria di carattere e orgoglio per Jasmine Paolini, che vola agli ottavi di Indian Wells per il secondo anno di fila dopo una soffertissima vittoria sulla romena Jaqueline Cristian, n°79 del mondo. La testa di serie numero 6 si impone 6-4, 3-6, 6-4 in due ore e mezza di gioco, facendo il paio con il successo all’esordio sulla 17enne Jovic. Non c’è stata storia per l’altra azzurra rimasta in tabellone: Lucia Bronzetti esce di scena al 3° turno, dominata da una travolgente Aryna Sabalenka. La n°2 del mondo si impone 6-1, 6-2 in appena 74′ di gioco, in un match senza storia

Calcio, il Manchester United vuole uno stadio da 100mila posti

Roma, 11 mar. (askanews) – Sul proprio sito ufficiale il Manchester United ha reso nota l’intenzione di costruire un nuovo stadio da 100mila posti, con l’appoggio del governo britannico, nell’area di Old Trafford con l’obiettivo di rigenerare l’intero quartiere. Un’operazione commerciale che dovrebbe generare un guadagno di 7,3 miliardi l’anno di sterline per il Regno Unito con una proiezione che prevede la creazione di 92mila posti di lavoro per la regione, oltre 17mila nuiove abitazioni e un incremento di 1,8 milioni di visitatori dell’area ogni anno. Gli architetti di Foster and Partners, incaricati del progetto, hanno svelato che la struttura avrà una forma ispirata a un ombrello. “È uno dei progetti più entusiasmanti al mondo”, ha dichiarato Lord Norman Foster, presidente esecutivo della società di architettura, alla BBC. “Lo stadio sarà coperto da un ampio ombrello, che raccoglie energia e acqua piovana, e ospiterà una nuova piazza pubblica due volte più grande di Trafalgar Square”. Tuttavia, l’annuncio del nuovo stadio ha sollevato anche preoccupazioni riguardo al finanziamento del progetto, considerando che il Manchester United ha attualmente un debito superiore al miliardo di euro.

Re/Urb, Irto: “Rigenerazione cruciale per il futuro del Paese”

Torino, 11 mar. (askanews) – In occasione dell’evento “Re/Urb, Giornata sulla Rigenerazione Urbana”, organizzato dalla Fondazione Inarcassa presso il Centro Congressi Lingotto a Torino, Nicola Irto, Senatore della Repubblica e membro della Commissione Lavori Pubblici, ha commentato il dibattito tenutosi sul tema della rigenerazione urbana: “Poter discutere di rigenerazione urbana con Inarcassa estremamente positivo perch pi voci, pi professionisti, pi idee possono confrontarsi su un tema che riguarda, non solo il presente del nostro Paese, ma anche il futuro. l’ora che il Parlamento legiferi, il momento che il Parlamento decida su un tema che riguarda la vita di tutti. necessario ripensare gli spazi pubblici, a come connettere le periferie con il centro della citt, pensare a una nuova socialit per le citt che sono cambiate e continuano a cambiare”.

Re/Urb, Rossomando: “Rigenerazione urbana occasione di sviluppo”

Torino, 11 mar. (askanews) – A margine dell’evento “Re/Urb, Giornata sulla Rigenerazione Urbana”, organizzato dalla Fondazione Inarcassa presso il Centro Congressi Lingotto a Torino per dar vita ad un momento di confronto e dibattito sul tema della rigenerazione urbana, Anna Rossomando, vicepresidente del Senato, ha dichiarato: “Quando parliamo di rigenerazione urbana parliamo anche di rigenerazione territoriale, quindi anche dell’importanza delle infrastrutture che stanno dentro e fuori la citt. Si tratta di una grandissima occasione di innovazione e di sviluppo. Vogliamo intendere le politiche industriali in senso molto ampio per favorire pi occupazione, pi impiego anche di risorse intellettuali”.

Nutrizione sana, correttezza e trasparenza delle informazioni

Roma, 11 mar. (askanews) – Stare a tavola un’esperienza gratificante e coinvolgente che coniuga gusto, rapporti interpersonali, cultura, tradizione e benessere. Non pertanto opportuno ridurla a una mera assunzione di calorie e nutrienti, mettendo in guardia i consumatori con avvisi di pericolo o messaggi negativi.

quanto emerso durante la conferenza sulla “Positive Nutrition”, promossa dall’Ambasciata d’Italia in Svizzera e dall’Agenzia ICE di Berna, presso il Bellevue Palace a Berna.

Per l’occasione si parlato del NutrInform Battery, uno strumento innovativo pensato per fornire informazioni chiare e trasparenti sugli alimenti e sulle bevande consumati, evidenziando le porzioni consigliate dai nutrizionisti e il relativo apporto di calorie, sale, zuccheri e grassi per seguire una corretta alimentazione.

A differenza di altri sistemi di etichettatura, il NutrInform non punta a dissuadere i cittadini dal consumo di determinati alimenti, ma a stimolare un equilibrio della dieta nella sua interezza.

Fondamentale quindi la correttezza e la trasparenza delle campagne di informazione sulle diete alimentari, e in questo senso, come evidenziato dagli interventi, il NutrInform Battery offre solo dati oggettivi e non interpretazioni arbitrarie:

Gian Lorenzo Cornado, Ambasciatore d’Italia in Svizzera:

“Contrariamente al Nutriscore e ad altre etichettature a semaforo, il NutInform Battery non demonizza alcun alimento poich ogni cibo pu far parte di una dieta equilibrata se consumato nelle giuste porzioni e frequenze di consumo. Esprimo il mio sincero ringraziamento al Governo Meloni, al Ministro Tajani e al Ministro Lollobrigida per l’impegno profuso nel promuovere un’informazione adeguata e nel rifiutare qualsiasi forma di denigrazione dei prodotti alimentari”.

L’evento ha offerto l’opportunit di confrontarsi con una platea qualificata, composta da esponenti del settore agroalimentare, nutrizionisti e operatori locali. Un momento prezioso per sottolineare l’importanza della dieta mediterranea e il grande impegno che in questo senso i prodotti italiani testimoniano nel mondo.

Samuele Porsia, Direttore Agenzia ICE di Berna:

“Noi facciamo come Ice uno sforzo importante nel promuovere la nostra dieta mediterranea, ricordiamo che in Svizzera l’Italia il primo esportatore di prodotti agroalimentari, quindi da questo evento ci aspettiamo un ritorno molto importante, con la presenza di prodotti italiani che tengono conto dell’aspetto nutrizionale con il NutInform nei menu della ristorazione cos come nei supermercati”.

Euro supera 1,09 dollari per la prima volta da oltre 4 mesi

Roma, 11 mar. (askanews) – L’euro torna a rafforzarsi vigorosamente e a metà seduta la valuta condivisa ha brevemente superato quota 1,09 sul dollaro, per la prima volta dagli inizi del novembre dello scorso anno.

Le spinte sulla valuta condivisa sono iniziate la scorsa settimana, in particolare dopo gli annunci degli accordi in Germania tra Cdu e Spd, per scavalcare i limiti costituzionali alla spesa in deficit su armamenti e infrastrutture.

La dinamica di rafforzamento dell’euro è proseguita delle ultime sedute anche specularmente ai crolli dei mercati azionari, che si sono accompagnati alle crescenti tensioni sui dazi commerciali imposti dall’amministrazione Trump negli Usa. Nel primo pomeriggio l’euro si scambia a 1,0904 dollari.

Bri mette in guardia da uso stablecoin come strumento monetario

Roma, 11 mar. (askanews) – Nella divisione di percorsi che potrebbe verificarsi tra Stati Uniti ed Unione europea anche sul futuro delle monete e dei sistemi di pagamento digitali, oltre che su dazi commerciali e sicurezza, la Banca dei regolamenti internazionali evita di schierarsi, ma di fatto mostra posizioni che appaiono più compatibili con quelle europee.

Alla Bri “abbiamo lavorato molto sulla digitalizzazione e sull’innovazione del sistema monetario, abbiamo la nostra visione in base alla quale la moneta della Banca centrale dovrebbe essere la base delle innovazioni, che la Bri sta portando avanti nel suo Innovation Hub”, ha detto Hyun Song Shin, capo economista e direttore del Dipartimento affari economici e monetari della Bri, durante la conferenza stampa di presentazione del rapporto trimestrale dell’istituzione.

Quanto alle scelte degli Usa “non abbiamo abbastanza dettagli su queste iniziative”, ma in generale “i criptoasset non sono realmente auspicabili come strumenti monetari. E le stablecoin sono un portale verso l’universo crypto, sul qualche ci sono dubbi su vari aspetti di possibile uso illecito – ha detto – come quello del riciclaggio”.

L’esponente della Bri rispondeva a una domanda sugli sviluppi che si sono verificati nelle ultime settimane. L’amministrazione Trump negli Usa ha emanato una serie di ordini esecutivi, nei quali vieta alla Federal Reserve di perseguire una versione digitale del dollaro (una Cbdc) mentre al tempo stesso Washington punta a diventare una sorta di hub globale per i criptoasset – il presidente Donald Trump ha anche ordinato di creare una riserva di Bitcoin – e altre tipologie di titoli simili.

In un intervento venerdì scorso alla Casa Bianca, il segretario di Stato al Tesoro, Scott Bessent ha poi esplicitamente affermato che gli Usa intendono utilizzare Stablecoin in dollari per preservare il ruolo dominante della valuta statunitense nel sistema monetario internazionale. E che metteranno fine alla “guerra normativa” agli asset digitali.

All’opposto l’Unione europea e in particolare l’area euro sembrano orientate a procedere alla creazione di un euro digitale, cioè una versione digitalizzata della valuta della banca centrale (Cbdc). Un progetto su cui peraltro c’è stato un impegno diretto rilevante di banchieri centrali italiani, prima di Fabio Panetta, attuale governatore della Banca d’Italia, quando era nel Comitato esecutivo della Bce, ora di Piero Cipollone, che gli è succeduto in quella posizione.

In ripetute occasioni i banchieri centrali dell’area valutaria hanno espresso forte diffidenza, se non aperta ostilità verso criptoasset e prodotti simili, ritenuti altamente speculativi, utilizzabili anche per operazioni illecite e in generale volatili e instabili. Insomma due strade, quella Usa e quella Ue, che appaiono quasi specularmente opposte.

A volte viene utilizzato il termine criptovalute per questi asset, ma il fatto stesso di accostare il termine “valuta” a questi prodotti viene contestato da molti esperti, perché i criptoasset non avrebbero le caratteristiche delle valute tradizionali. E questa sembra essere una linea condivisa anche dalla Bri.

“Non possiamo escludere che possa esserci un uso nel sistema finanziario” di stablecoin o criptoasset, ma prima “devono davvero dare risultati” in modo da “costruire su fondamenta solide”, hanno detto ancora gli esperti dell’istuituzione, che ha sede a Basilea, in Svizzera. Alla conferenza stampa partecipavano anche Gaston Gelos, vicedirettore del dipartimento monetario e direttore sulla stabilità finanziaria e Frank Smets, direttore di analisi economica e statistica. (fonte immagine: Bank of International Settlements).

Conte ha fatto sapere che il M5s non sarà in piazza il 15 marzo

Roma, 11 mar. (askanews) – “Apprezzo Michele Serra per le sue buone intenzioni ma altri esponenti politici hanno ribadito che andranno in quella piazza per il riarmo, oggi bisognava essere qui per ascoltare tutti gli interventi per capire che ci stanno portando verso l’insicurezza e il riarmo, una prospettiva guerrafondaia, non si può andare in piazza il 15 marzo per dire vogliamo questa Europa per il riarmo, questo è momento della chiarezza, la nostra piazza sarà il 5 aprile”. Lo ha detto Giuseppe Conte all’Aria che Tira su La7 in collegamento da Strasburgo dove si è tenuta la sessione plenaria del Parlamento europea sul tema del piano RearmUe.

“Io rispetto i cittadini che andranno in piazza il 15 marzo ma per un leader politico e una comunità politica questo è il momento delle scelte chiare: no al riarmo, no a questa Europa”, ha aggiunto.

Cultura: il Fai "apre" al pubblico 750 luoghi speciali in 400 città

Milano, 11 mar. (askanews) – Sabato 22 e domenica 23 marzo tornano per la 33eima edizione le Giornate Fai di Primavera, il principale evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese, organizzato dal Fondo per l’Ambiente Italiano Ets grazie all’impegno e all’entusiasmo di migliaia di volontari: 750 luoghi in 400 città saranno visitabili a contributo libero, grazie ai volontari di 350 Delegazioni e Gruppi Fai attivi in tutte le regioni.

Un’edizione speciale, in occasione dei cinquanta anni dalla nascita del Fai – fondato nel 1975 da Giulia Maria Crespi e Renato Bazzoni, con Alberto Predieri e Franco Russoli – che anche attraverso le Giornate Fai di Primavera ribadisce la missione culturale che la Fondazione svolge a fianco delle istituzioni, con i cittadini e per il Paese, e che si realizza nella cura e nella scoperta di tanti luoghi speciali – oltre 13 milioni visitatori, 16.290 luoghi aperti in oltre 7.000 città in 32 edizioni – con lo scopo di educare la collettività alla conoscenza, alla frequentazione e alla tutela del patrimonio di storia, arte e natura italiano.

Le Giornate Fai rappresentano un momento di crescita educativa e culturale e di condivisione, strumenti essenziali per affrontare un mondo libero. Un percorso di cittadinanza che coinvolge istituzioni, associazioni, enti pubblici e privati, che in numero sempre maggiore vi collaborano grazie a una vasta e capillare rete territoriale, con un unico obiettivo: riconoscere il valore del nostro patrimonio culturale e con esso la nostra identità di cittadini europei.

“Da oggi e senza incertezza anche noi del Fai dobbiamo avere ancora più chiaro che ogni nostra azione sociale ed educativa debba concorrere al rafforzamento di una comune coscienza europea e affido dunque a questa edizione delle Giornate FAI del cinquantennale e alle 750 piazze italiane – che esse virtualmente rappresentano – l’auspicio che la nostra festosa, concreta e appassionata manifestazione del 22 e 23 marzo possa essere proposta, vissuta e percepita in questa ottica più ampia, più civile, più militante. Il mondo, e non solo noi europei, ne ha un immenso e drammatico bisogno. Viva l’Europa!” ha detto Marco Magnifico, Presidente del Fondo per l’Ambiente Italiano.

“La Rai da dieci anni è al fianco del Fai per sostenere e tutelare le bellezze artistiche e paesaggistiche del nostro Paese. Nella ‘Settimana Rai e Fai per i beni culturali’ offriremo al pubblico l’unicità del nostro patrimonio storico e naturale, attraverso programmi e approfondimenti di qualità che sensibilizzano gli italiani. Un impegno in linea con la missione di servizio pubblico che la Rai porta avanti anche attraverso traguardi significativi comequesti dieci anni insieme al Fai”. ha sottolineato Roberto Sergio, Direttore Generale Rai.

von der Leyen: è il momento di costruire la difesa europea

Bruxelles, 11 mar. (askanews) – ‘Non si tratta soltanto di impedire la guerra fra noi, ma anche di formare una comunità di difesa che abbia a suo programma non di attaccare, non di conquistare, ma solo di scoraggiare qualsiasi attacco dall’esterno in odio a questa formazione dell’Europa unita’. E’ la citazione di Alcide De Gasperi con cui la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha iniziato il suo discorso davanti al Parlamento europeo, oggi a Strasburgo, nel dibattito in plenaria su ‘l’architettura di difesa dell’Europa’ e i risultati del vertice Ue straordinario del 6 marzo.

La citazione è tratta da un discorso di De Gasperi alla Conferenza di Parigi dei ministri degli esteri di Francia, Germania, Italia e Benelux, il 31 dicembre 1951, sulla creazione della Comunità europea di Difesa (Ced). Oggi la situazione geopolitca internazionale rende di nuovo attuale quel progetto, che era arrivato fino alla firma di un trattato, che però fu poi bocciato all’atto della ratifica da parte del parlamento francese nell’agosto 1954.

‘Sono passati 70 anni, ma la nostra generazione – ha osservato von der Leyen – si trova di fronte allo stesso identico compito. Perché la pace nella nostra Unione non può più essere data per scontata. Stiamo affrontando una crisi di sicurezza europea. Ma sappiamo che è nelle crisi che l’Europa è sempre stata costruita’, ha continuato la presidente della Commissione, evocando un’altra citazione di una frase celebre di un ‘padre fondatore dell’Europa, Jean Monnet (‘L’Europa sarà forgiata nelle crisi e sarà la somma delle soluzioni adottate per queste crisi’).

‘Quindi, questo è il momento della pace attraverso la forza. Questo – ha sottolineato von der Leyen – è il momento di una difesa comune. E al Consiglio europeo ho visto un livello di consenso sulla difesa europea che non è solo senza precedenti, ma era completamente impensabile solo poche settimane fa. C’è una nuova comprensione del fatto che dobbiamo pensare in modo diverso e agire di conseguenza. Abbiamo iniziato a mobilitare le enormi risorse dell’Europa. Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, sarà necessario più coraggio. E altre difficili scelte ci attendono’.

Molte delle nostre illusioni – ha aggiunto la presidente della Commissione – stanno andando in frantumi. Dopo la fine della Guerra fredda, alcuni credevano che la Russia potesse essere integrata nell’architettura economica e di sicurezza dell’Europa, mentre altri speravano di poter contare indefinitamente sulla piena protezione dell’America. E così, abbiamo abbassato la guardia. Abbiamo tagliato la nostra spesa per la difesa da una media di routine di oltre il 3,5% (del Pil, ndr) a meno della metà. Pensavamo di godere di un ‘dividendo della pace’. Ma in realtà, stavamo solo gestendo un deficit di sicurezza’.

‘Il tempo delle illusioni – ha rilevato von der Leyen – è ormai finito. L’Europa è chiamata a prendersi maggiormente cura della propria difesa. Non in un futuro lontano, ma già oggi. Non con passi graduali, ma con il coraggio che la situazione richiede. Abbiamo bisogno di un’impennata nella difesa europea. E ne abbiamo bisogno ora’, ha insistito.

‘Ne abbiamo bisogno prima di tutto a causa della situazione in Ucraina’, per ‘colmare le lacune nelle forniture militari e fornire all’Ucraina solide garanzie di sicurezza. Ma questa resa dei conti non riguarda solo l’Ucraina. Riguarda tutta l’Europa e la sicurezza del nostro intero continente. Putin – ha ricordato la presidente della Commissione – ha dimostrato più e più volte di essere un vicino ostile. Non ci si può fidare di lui, con lui funziona solo la deterrenza’.

‘Siamo consapevoli del fatto che il complesso militare russo sta superando il nostro in termini di produzione. Se consideriamo la spesa militare in termini reali, il Cremlino – ha avvertito von der Leyen – sta spendendo più di tutta l’Europa messa insieme. E al di là delle capacità di difesa tradizionali, la gamma di minacce alla sicurezza che affrontiamo si sta ampliando di giorno in giorno. Il Parlamento europeo sostiene da anni che l’Europa deve fare di più. E avevate assolutamente ragione’.

La presidente della Commissione ha quindi illustrato a grandi linee, il suo piano ‘ReArm Europe’, già presentato ai capi di Stato e di governo il 6 marzo. ‘La sua logica è semplice: vogliamo tirare ogni singola leva finanziaria che abbiamo per rafforzare e accelerare la nostra produzione di difesa. Possiamo mobilitare fino a 800 miliardi di euro’.

Innanzitutto, riguardo alla clausola di salvaguardia che potrà essere attivata, su richiesta di ciascuno Stato membro, per non applicare le rigorose regole di bilancio del Patto di stabilità alla spesa aggiuntiva per la difesa e sicurezza, ‘vorrei spiegare – ha detto von der Leyen – perché è fondamentale mobilitare i bilanci nazionali. Oggi spendiamo poco meno del 2% del nostro Pil per la difesa. Ogni analisi concorda sul fatto che dobbiamo andare oltre il 3%. L’intero bilancio europeo raggiunge solo l’1%’ del Pil complessivo dei paesi Ue. ‘Quindi è ovvio che la maggior parte dei nuovi investimenti può provenire solo dagli Stati membri. Ecco perché stiamo attivando la clausola di salvaguardia nazionale, prevista dalle nostre nuove regole di bilancio. Si tratta di un nuovo strumento creato solo l’anno scorso. E proponiamo di attivarlo in modo controllato, vincolato e coordinato, per tutti gli Stati membri’.

Questo potrà ‘trasformare i nostri bilanci della difesa in modo rapido ed efficace. Gli Stati membri potrebbero mobilitare fino a 650 miliardi di euro nei prossimi quattro anni, aggiungendo l’1,5% del Pil ai loro bilanci della difesa. È una cifra enorme. Eppure il Consiglio europeo – ha notato la presidente della Commissione – ci ha incaricato di esplorare ulteriori misure, per facilitare una spesa significativa per la difesa a livello nazionale, garantendo al contempo la sostenibilità del debito’. Von der Leyen non lo ha aggiunto esplicitamente, ma è questo il contesto nel quale potrebbe essere avanzata l’ipotesi di un nuovo ricorso a emissioni di debito comune da destinare a trasferimenti (cioè sovvenzioni), e non solo prestiti, agli Stati membri.

Il Consiglio europeo, ha riferito ancora la presidente della Commissione, ha dato anche il suo consenso alla proposta per un il nuovo strumento finanziario che sarà chiamato Safe (‘Security Action for Europe’), e che fornirà agli Stati membri fino a 150 miliardi di euro in prestiti, che saranno utilizzati, ha precisato, ‘concentrandosi su alcuni ambiti di capacità strategica selezionati, dalla difesa aerea ai droni, dagli abilitatori strategici alla cybersicurezza, per citarne alcuni, in modo da massimizzare l’impatto dei nostri investimenti. Questi prestiti dovrebbero finanziare gli acquisti dai produttori europei, per aiutare a rafforzare la nostra industria della difesa. I contratti dovrebbero essere pluriennali, per dare all’industria la prevedibilità di cui ha bisogno. E infine, ci dovrebbe essere un focus sugli appalti di forniture congiunti’ da parte di diversi Stati membri.

Un esempio di acquisti congiunti è stato quello delle iniziative guidate da Repubblica Ceca e Danimarca per fornire armi e munizioni all’Ucraina. Il risultato è stato che ‘l’industria è cresciuta e i prezzi sono scesi. È stato rapido ed efficiente. Ed è esattamente ciò di cui abbiamo bisogno in questo momento: velocità ed economia di scala’.

‘Ecco perché – ha spiegato von der Leyen – abbiamo scelto la procedura di emergenza ai sensi dell’articolo 122’ del Trattato sul funzionamento dell’Ue, ‘che è progettata proprio per i momenti in cui ‘sorgono gravi difficoltà nella fornitura di determinati prodotti’. In altre parole, l’articolo 122 ci consente di raccogliere denaro, e di prestarlo agli Stati membri affinché investano nella difesa. Questo è l’unico modo possibile per avere un’assistenza finanziaria di emergenza, ed è ciò di cui abbiamo bisogno ora. Terremo costantemente aggiornato il Parlamento sui progressi’. E’ proprio sulla scelta dell’articolo 122, che non richiede l’approvazione del Parlamento europeo per le misure proposte dalla Commissione, ma solo il via libera del Consiglio Ue, che si sono concentrate le critiche da sinistra e dall’estrema destra al piano ‘ReArm Europe’ Von der Leyen ha parlato quindi di un altro punto controverso del suo piani, quello del possibile uso per la difesa dei fondi della politica di coesione, destinati allo sviluppo delle regioni europee. ‘Questa è una possibilità che stiamo offrendo agli Stati membri. Gli Stati membri avranno la possibilità di reindirizzare parte dei loro fondi non impegnati a progetti correlati alla difesa. Potrebbe trattarsi di infrastrutture o ricerca e sviluppo’. Ma questo, ha puntualizzato, ‘sarebbe volontario, per coloro che vogliono fare un ulteriore sforzo. Spetterà al Parlamento e al Consiglio Ue decidere su questa opzione aggiuntiva’.

‘ReArm Europe’, ha ricordato ancora la presidente della Commissione, include poi anche ‘misure per mobilitare investimenti privati, con la Banca europea per gli investimenti e la nostra futura Unione per il risparmio e gli investimenti’, come è stato ribattezzato il vecchio progetto della Unione dei mercati dei capitali, fermo da anni.

‘Vorrei aggiungere – ha sottolineato la presidente della Commissione – che questo avrà anche ricadute positive per la nostra economia e la nostra competitività: saranno necessarie nuove fabbriche e linee di produzione, che creeranno buoni posti di lavoro qui in Europa; la spinta agli investimenti si farà sentire ben oltre il settore della difesa, dall’acciaio allo spazio, dalle grandi aziende di trasporto alle innovative start-up di intelligenza artificiale. Insieme, abbiamo le dimensioni per scoraggiare qualsiasi paese ostile. Abbiamo il potere economico. E ora, finalmente, abbiamo anche la volontà politica’.

‘Tutti noi vorremmo vivere in tempi più pacifici. Ma, se liberiamo il nostro potere industriale, sono fiduciosa che potremo ripristinare la deterrenza contro coloro che cercano di farci del male. È tempo di costruire un’Unione europea per la difesa che garantisca la pace nel nostro continente attraverso l’unità e la forza. Questo – ha concluso von der Leyen – è il momento dell’Europa, e l’Europa sarà all’altezza’.

Basilea, il carnevale al buio che nasce dalle feste medievali

Basilea, 11 mar. (askanews) – Sono da poco passate le 3 del mattino e la gente gi affolla le strade di Basilea per recarsi verso la piazza centrale dove, alle 4 esatte, inizieranno le celebrazioni del carnevale, festa molto sentita in citt, che vede partecipare a una grande sfilata oltre 12mila figuranti e porta nelle strade 200mila persone.

“Il carnevale di Basilea – ha detto ad askanews Natascha Martin, Responsabile Comunicazione di Turismo Basilea – parte della identit della citt, un evento importantissimo, uno dei pi grandi eventi di Basilea ed anche il carnevale pi grande della Svizzera. Per gli abitanti una manifestazione dell’arte, della cultura, della musica e anche della lingua, perch molto celebrato il dialetto di Basilea”.

Lo spettacolo avviene al buio: le luci della citt allo scoccare delle 4 si spengono e restano soltanto i bagliori dei carri e le lanterne che figuranti e musicisti portano in testa. un grande ritorno al passato, alle feste dell’epoca pre industriale, ma anche una sorta di viaggio visionario in mezzo a strambe figure a met strada tra l’animale e l’umano, tra il mostruoso e il meraviglioso. Il tutto scandito dal rullare dei tamburi e dal suono dei pifferi.

“La storia del carnevale – ha aggiunto Martin – risale a molti secoli anni fa, al tempo del Medioevo quando si celebrava la cacciata del inverno, praticamente, e anche l’accoglienza della primavera: C’ poi un elemento militare, perch il carnevale si apre alle 4 della mattina, che era l’ora della sveglia per i soldati”.

E in effetti la parata si svolge ordinata, ma anche con una costante sensazione di follia imminente, tipica di tutte le celebrazioni carnascialesche. E stare dentro la sfilata, per lunghi momenti al buio, mentre il giorno ancora lontanissimo, anche un modo per calarsi dentro le due anime di Basilea, citt modernissima di arte e architettura, ma anche cos legata a tradizioni antiche.

“Di base questo contrasto una caratteristica della citt – ha concluso Natascha Martin -, c’ la tradizione che si celebra per esempio con il carnevale, che ricorda la cultura e la lingua svizzera tedesca, ma anche la musica con i tamburi e i pifferi, e c’ un contrasto con il moderno. La gente che celebra il carnevale molto fiera della sua tradizione, ma lo anche di essere aperta alle novit”.

Il carnevale di Basilea dura esattamente 72 ore, e si conclude tre giorni dopo la parata, sempre alle 4 del mattino. Tutto poi torner come prima, o forse no, in attesa di un’altra festa fuori dal tempo.

Giorgetti all’Ecofin: proposta Italia su difesa ottimizza uso risorse

Roma, 11 mar. (askanews) – L’Italia appoggia i pacchetti di semplificazioni normative denominati “Omnibus” della Commissione europea, ma nel suo intervento al consiglio Ecofin, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha chiesto interventi supplementari sul rinvio delle scadenze degli obblighi di rendicontazione di sostenibilità e di due diligence ambientale per le imprese.

Ha sottolineato la necessità sostenere le imprese europee sulle esportazioni e a rilanciato la proposta, già presentata ieri in occasione dell’Eurogruppo, di creare un nuovo meccanismo europeo – battezzato European Security & Industrial Innovation Initiative” o “Eu-Sii” – per potenziare le capacità di intervento del già esistente meccanismo Invest EU sul settore della difesa.

“In estrema sintesi – ha detto Giorgetti – si tratta di un fondo di garanzia a varie tranche, che ottimizza l’utilizzo di risorse nazionali e europee con l’obiettivo di convogliare in modo più efficace i capitali privati. E che con una spesa pubblica contenuta” di poco oltre 16 miliardi di euro “potrà mobilitare fino a 200 miliardi di investimenti, in linea con le migliori pratiche di Invest EU”.

L’iniziativa che propone l’Italia punta a intervenire “alla base del tessuto tecnologico e industriale europeo, nei settori strategici della difesa, delle tecnologie a uso duale – ha detto Giorgetti – nella protezione delle filiere critiche, dei dati delle strutture essenziali”. (fonte immagine: Council of the European Union).

Teatro, le "Baccanti" (di archiviozeta) in prima nazionale a Roma

Roma, 11 mar. (askanews) – Il culto dionisiaco riportato alle sue origini indiane. Il rapporto con la natura. Il tema del doppio, nel teatro così come nella vita. Il ribaltamento dei ruoli, le identità mutevoli. Tra danza Bharatanatyam e musica contemporanea eseguita dal vivo, sono questi i temi principali attraversati da archiviozeta nel nuovo allestimento di Baccanti di Euripide, in scena per la prima volta all’interno di un teatro – dunque in Prima Nazionale – il 4 aprile al Teatro Palladium. Un appuntamento che segna il ritorno della compagnia, dopo diversi anni, nella Capitale.

Fondata nel 1999 da Enrica Sangiovanni e Gianluca Guidotti, archiviozeta è una delle realtà più rigorose e politiche della scena teatrale europea degli ultimi 30 anni, nota per una costante attenzione verso le grandi questioni che attengono alla memoria storica ma anche per la scelta di spazi non teatrali e spesso en plein air in cui sviluppare la propria ricerca artistica, che proprio per questo motivo si articola sempre in dialogo con i vari luoghi che va ad abitare. Un’idea di teatro dunque che è sempre site specific. Non a caso nel 2024 archiviozeta ha ricevuto il Premio Ubu/Progetto speciale per il “fulgido percorso in grado di dilatare ‘il teatro che abbiamo in mente’. Il loro teatro compare infatti fra ex-tiri a segno, negli ex-mercati, dentro gli archivi di stato, nelle biblioteche e negli istituti medici, fra le aule magne, nei padiglioni oncologici e in cammino dentro e attorno a monumenti di guerra, come il Cimitero militare germanico al Passo della Futa, forse il loro luogo della memoria prediletto (…). Un teatro dunque pienamente politico perché sollecita e rigenera il vivere insieme grazie alla partecipazione artistica, senza mai rinunciare ai misteri e alle ineffabili vertigini della poesia”.

La prima versione di Baccanti nasce nel 2023 nell’ambito della rassegna inosservanza, pensata in stretta relazione con Villa Aldini a Bologna che ha accolto il debutto, con i suoi spazi neoclassici trasformati dalla messa in scena di archiviozeta. Nel 2024 poi, un secondo allestimento ha riguardato la navata barocca dell’ex chiesa di San Mattia, sempre a Bologna. Oggi la nuova sfida per questa rilettura dell’opera di Euripide è di misurarsi per la prima volta con uno spazio teatrale vero e proprio.

Alla guida di un gruppo di giovani attrici e attori di fronte a uno dei testi fondamentali del teatro antico, un inno alla vita indistruttibile, Enrica Sangiovanni e Gianluca Guidotti affrontano la tragedia scritta tra il 407 e il 406 a. C. depurandola dagli stereotipi stratificatisi nei secoli, andando al cuore dell’antico edificio tragico e ancora più indietro nel tempo, fino ad arrivare alle origini più remote del culto dionisiaco, la cui nascita risale all’antichissima cultura indiana. “Potremmo dire che il Dionisismo è stata una declinazione occidentale dello Shivaismo e ha rappresentato, in immagini e in versi, l’essere umano in comunione con il tutto, con la vita selvaggia, con gli animali della montagna e con la foresta” afferma archiviozeta, che aggiunge: “Per dare corpo e vita al nostro Dioniso e porlo al centro delle domande cruciali del nostro tempo – a partire dal nostro rapporto con la natura – abbiamo deciso di rifarci liberamente a quel variopinto alfabeto fisico di gesti, posture, sguardi che abbiamo iniziato ad esplorare sapientemente guidati da Giuditta de Concini, maestra di danza indiana Bharatanatyam. Anche la partitura musicale pensata con Patrizio Barontini è un contrappunto che dialoga costantemente con la parola, innervandola con estrema delicatezza di ritmi, echi, melodie esoticamente dionisiache ma che spesso scivolano verso la modernità”.

Questo scavare all’origine, questo tornare alla struttura archetipica – prima indiana, poi greca – del Mito, è la chiave per la messa in scena di archiviozeta, dove il coro femminile di Baccanti è interpretato da attori uomini, Penteo da un’attrice che impersona un uomo che si traveste da donna e, infine, Dioniso stesso viene interpretato, in simbiosi, da un’attrice e da un attore contemporaneamente, “a significare la natura doppia, imprendibile, androgina e instabile del dio fanciullo e toro, sacerdote e regista”.

Perché Dioniso, oltre a essere il dio dell’ebbrezza, della Natura e della metamorfosi, è anche il dio del Teatro. Dunque Baccanti, secondo la visione di archiviozeta, diventa una grande riflessione sul teatro e il suo doppio, sul vedere e sull’illusione di vedere. E, allargando lo sguardo, sulla realtà e sulla sua mistificazione, ovvero la problematica più urgente alla base della grande crisi che investe il mondo contemporaneo.

Al termine dello spettacolo, i registi Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni dialogheranno con Paolo Pecere, docente di Storia della Filosofia all’Università di Roma Tre e autore del saggio Il dio che danza. Viaggi, trance, trasformazioni (Nottetempo, 2021), e Riccardo Chiaradonna, docente di Storia della filosofia antica all’Università di Roma Tre.

Inoltre, prima di arrivare a Roma, archiviozeta sarà al Teatro Arena del Sole di Bologna il 22 e 23 marzo con La montagna incantata, dal romanzo di Thomas Mann. Anche in questo caso, un evento speciale in forma di maratona che consentirà per la prima volta di vedere l’intero lavoro in una giornata, dopo quattro anni di allestimenti itineranti nel Cimitero militare germanico del passo della Futa e nel complesso monumentale di San Michele in Bosco all’Istituto Ortopedico Rizzoli. Un’occasione unica nell’anno in cui ricorrono due importanti anniversari: i 150 anni dalla nascita e i 70 dalla morte di Thomas Mann.

Ue, Giorgetti: l’Italia farà sua parte, ma la strategia di difesa sia comune

Bruxelles, 11 mar. (askanews) – “L’Italia farà la sua parte” nel piano europeo per aumentare le capacità di difesa degli Stati membri; “prima però occorre definire ciò che è necessario” riguardo alle esigenze dei finanziamenti aggiuntivi nella spesa pubblica. L’Italia “non può concepire il finanziamento della difesa a scapito della spesa sanitaria e dei servizi pubblici”, ciò che “sarebbe inaccettabile”. Lo ha detto, questa mattina a Bruxelles, il ministro dell’Economia e Finanza, Giancarlo Giorgetti, durante la colazione di lavoro del Consiglio Ecofin a Bruxelles, secondo quanto riferiscono fonti del Mef.

“Per questa ragione – ha aggiunto Giorgetti – ho proposto soluzioni a livello europeo che promuovessero azioni coordinate per migliorare la difesa”. Il ministro ha osservato poi che “dobbiamo anche chiarire la portata e la durata della clausola di salvaguardia” che potrà essere attivata, su richiesta di ciascuno Stato membro, per non applicare le rigorose regole di bilancio del Patto di stabilità alla spesa aggiuntiva per la difesa e sicurezza, “poiché la maggior parte degli investimenti nella difesa si estende su molti anni, e il loro impatto sui conti pubblici può apparire solo a lungo termine”.

“Dobbiamo anche distinguere – ha continuato Giorgetti – tra i bisogni immediati legati alla guerra in Ucraina e la strategia sulla sicurezza a lungo termine dell’Ue”. Secondo il ministro, occorre “fare un approfondimento sulla strategia, seguito da un piano di attuazione. Dobbiamo ragionare – ha sottolineato – sulla possibilità di convertire le industrie esistenti e sviluppare, allo stesso tempo, nuove capacità e capacità tecnologiche”.

“Solo a quel punto – ha concluso il ministro – le esigenze di finanziamento saranno chiaramente definite. L’Italia farà la sua parte, prima però occorre definire ciò che è necessario”. Di questi temi Giorgetti ha parlato anche in occasione della cena di ieri sera ospitata dalla presidenza di turno polacca del Consiglio Ue, per fare il punto sulla questione difesa, sicurezza e protezione europea, hanno riferito ancora le fonti Mef.

Torna #NonCiFermaNessuno, il tour motivazionale di Luca Abete

Roma, 11 mar. (askanews) – L’undicesima edizione del tour motivazionale di Luca Abete, #NonCiFermaNessuno partir il 12 marzo dall’Universit ‘Parthenope’ di Napoli.

#NonCiFermaNessuno una campagna sociale motivazionale nata nel 2014, rivolta a giovani universitari: un progetto di comunicazione sperimentale basato sull’ascolto e sulla condivisione di esperienze che trova il suo compimento in un tour universitario che accorcia le distanze tra chi vive un disagio e chi invece riuscito ad affrontarlo con successo. Il tour si propone come un’opportunit per ripristinare il dialogo tra gli studenti e confrontarsi su temi attuali, quali solitudine, paure, sensazione di inadeguatezza e difficolt universitarie nel corso di 8 talk in altrettante universit italiane, da Nord a Sud, isole comprese, che vedranno protagonisti migliaia di studenti a confronto con Luca Abete.

‘#NonCiFermaNessuno – spiega Abete – pi di un tour, un atto di sana ribellione contro chi semina paura invece di speranza. Questo tour rappresenta non solo un punto di riferimento per le Universit italiane e per tantissimi studenti, ma anche la dimostrazione che si pu affrontare il tema del disagio giovanile con strumenti semplici come ascolto reciproco, confronto proficuo e supporto concreto’. L’obiettivo accorciare le distanze tra chi vive un disagio e chi invece riuscito ad affrontarlo con successo e, in questo modo, superare insieme la solitudine. Di qui il claim dell’edizione numero undici: Nessun? Sol? ‘Chi soffre non urla – commenta Abete – spesso tace e nessuno sembra in grado di riconoscere quel disagio talvolta appena sussurrato. Oggi ci ritroviamo iperconnessi ma accompagnati dalla sensazione di non aver nessuno intorno. Il claim ‘Nessun? Sol?’ pertanto un esperimento di rotazione della prospettiva: dall’analisi della realt, comprendere che la solitudine dipenda pi dall’assenza di connessioni significative che da quella di persone intorno a s. Insomma i social ci hanno insegnato a contare gli amici. Ora dobbiamo imparare ad averne davvero’.

#NonCiFermaNessuno vanta la medaglia del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il patrocinio della CRUI, conferenza dei Rettori delle Universit Italiane. Il format, originale e interattivo, si propone come uno spazio di sperimentazione per la comunicazione e il linguaggio. Provocatoria e di forte impatto stata, a tal proposito, un’intensa attivit di guerrilla marketing fatta proprio dagli studenti che hanno distribuito i nuovi stickers stile pop art per le strade di Napoli e provincia, divulgando i valori della campagna sociale anche sui social network. Visibilit anche sulle frequenze di R101 che si conferma radio ufficiale del tour e diffonder in diretta tutti gli aggiornamenti anche sul web.

Il sostegno fattivo alla lotta alla violenza di genere trover spazio nella adesione della community al progetto #sempre25novembre di Sorgenia. ‘La violenza di genere un fenomeno che riguarda tutti – dichiara Miriam Frigerio, Head of Brand & Communication di Sorgenia – e il cambiamento un percorso lungo, che richiede uno sforzo collettivo. Crediamo che la collaborazione con #NonCiFermaNessuno sia un modo efficace per attivarlo’.

Anche la sensibilit ambientale trover spazio nelle attivit promosse nel tour. Interessante, a tal proposito, la ‘sfida’ di rendere ecosostenibili le aree in cui insistono distributori automatici grazie alla diffusione dei raccoglitori del progetto Rivending. ‘Per realizzare un progetto di economia circolare come RiVending – spiega Michele Adt – Direttore Confida – fondamentale comunicare ai consumatori la corretta gestione dei rifiuti. Per questo motivo, abbiamo aderito all’edizione 2025 del tour #NonCiFermaNessuno di Luca Abete, un’iniziativa che si rivolge direttamente alle giovani generazioni, le pi sensibili ai temi ambientali’.

L’installazione dei compattatori del progetto Recopet consentir la raccolta diretta degli imballaggi di plastica anche nelle Universit. ‘Puntiamo ad aumentare l’intercettazione delle bottiglie in PET e a valorizzare un materiale che, se opportunamente raccolto e riciclato, pu rinascere costantemente da se stesso. – spiega Antonio Protopapa, Direttore Operativo di Corepla – Un processo virtuoso in cui tutti siamo protagonisti e responsabili, come i ragazzi ai quali ci rivolgiamo in questo tour, che mira a diffondere una cultura del riciclo duratura e condivisa e che contribuisca a garantire un futuro migliore al nostro pianeta’.

Il tour sar affiancato anche dalle attivit a supporto della community di Mediaworld che ‘continua a sostenere – afferma Francesco Sodano – Marketing Director di MediaWorld – con entusiasmo il tour motivazionale #NonCiFermaNessuno di Luca Abete, con il quale condividiamo appieno la mission di supportare i giovani aiutandoli ad esprimere il proprio potenziale. Crediamo fermamente nel potere di questo progetto che incoraggia le nuove generazioni ad affrontare paure e ostacoli, promuovendo crescita personale, consapevolezza e coraggio. Questi valori sono infatti alla base anche di ‘Tech Is Woman’, il nostro progetto che abbraccia i valori di Responsabilit Sociale del programma BetterWay e che da anni promuoviamo per ridurre il gender gap nelle materie STEM proprio nel mese di marzo’.

Celebrer la quinta edizione il Premio #NonCiFermaNessuno: realizzato dagli artigiani 2.0 di Polilop, verr consegnato in ogni tappa ad uno studente protagonista di una storia di resilienza universitaria. ‘Porteremo in ogni tappa – precisa Abete – il ‘rialzismo’, l’arte di cadere e trasformare ogni caduta in un trampolino di lancio. Lo faremo studiando e utilizzando le linee comunicative proprio degli studenti, che, diventando Ambassador, saranno parte attiva del laboratorio dei linguaggi della comunicazione 2025. Riserveremo spazio all’impegno per l’ambiente, alla lotta contro la violenza di genere, offrendo anche momenti di divertimento e qualche ospite a sorpresa in grado di intercettare l’entusiasmo dei ragazzi e i valori di questa campagna sociale’.

L’ascolto del target trover strumento prezioso nelle Stabilo card utili a raccogliere e analizzare i feedback dei partecipanti. ‘In questo momento di incertezze anche per gli studenti, siamo contenti che abbiano questo spazio per ascoltare e raccontare le loro emozioni e difficolt, – dichiara Magda Borsani – Marketing Manager STABILO Italia -. Il Tour proprio come STABILO porta sui banchi valori come libert e voglia di esprimersi, inclusivit e creativit.’

L’undicesima edizione avr come colonna sonora il brano ‘Nessuno solo’ interpretato da Saitta scritto e prodotto da Francesco Altobelli ed Emilio Munda per la label Ondesonore Records. ‘In meno di un minuto, – dichiara Altobelli – musica e parole si fondono in un inno all’appartenenza e alla resilienza pronto a diventare virale sui social network e diffondere i valori cari a tanti giovani italiani’.

Rinnovata anche la sinergia con il gruppo MAC. ‘I nostri ragazzi – ricorda il presidente Gianluca Rotondi – hanno bisogno di credere in se stessi, di credere in un mondo che si possa modificare grazie alle loro eccellenti capacit’. Preziose anche le partnership con Treeweb per lo sviluppo web della campagna sociale e la collaborazione creativa con Print Solution.

Il 6 giugno 2025 il tour far tappa alle finali del concorso nazionale Miss Mondo Italia dove Luca Abete terr un talk per le 120 semifinaliste.

Tutti gli aggiornamenti saranno presenti nella sezione news del sito noncifermanessuno.it e sulla piattaforma social del progetto.