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Con Liberali Cristiani Democratici la Lega si allarga al centro

Roma, 6 feb. – Un nuovo passo verso l’inclusione del centro moderato all’interno della Lega e nella coalizione di centrodestra.

Il Segretario della Lega, Senatore Matteo Salvini e il Presidente dell’Associazione Liberali Cristiano Democratici (LCD), On. Andrea de Bertoldi, hanno sottoscritto un patto federativo che segna un’allargamento significativo della Lega verso l’area liberale, cristiana e moderata.

Il Presidente di LCD, l’On. Andrea de Bertoldi, ha sempre sostenuto l’importanza per la coalizione di centrodestra di estendere il proprio perimetro di riferimento, in modo da rafforzare l’azione di Governo e sottolinea l’importanza di tutti coloro che oggi in Italia si riconoscono nei valori della democrazia, del liberalismo e del cristianesimo e intendono veder crescere l’efficienza e l’efficacia delle Politiche Pubbliche, senza ridurre la qualit dei servizi.

Il Segretario Federale della Lega, Sen. Matteo Salvini, riprendendo la matrice tradizionale e valoriale cristiana della Lega, al fine di rafforzare i legami con l’area politica liberale e moderata, ha deciso di avviare un percorso di allargamento e rafforzamento al centro, che rappresenta un valore aggiunto per la Lega e per la coalizione.

L’accordo tra la Lega e LCD non costituisce solo un accordo politico, ma intende rappresentare al meglio la volont di allargamento di una coalizione di centrodestra sempre pi inclusiva, a testimonianza dell’importanza di un percorso condiviso con le forze liberali e moderate che oggi rappresentano una parte significativa del panorama italiano.

L’Associazione Liberali Cristiano Democratici, LCD, nasce proprio con l’obiettivo di sviluppare in Italia una cultura politica che unisce tre grandi correnti di pensiero: liberalismo, democrazia e cristianesimo. LCD si propone di valorizzare le libert individuali, il libero mercato e lo Stato di diritto, si riconosce nelle istituzioni democratiche e nel pluralismo politico e si ispira ai valori cristiani, in particolare quelli espressi dalla dottrina sociale della Chiesa, promuovendo la dignit umana, la solidariet e il principio di sussidiariet. L’obiettivo quello di proporre una terza via tra il liberismo classico e la pianificazione statale, cercando un equilibrio tra le esigenze del libero mercato e il ruolo sociale dello Stato, con l’introduzione di specifiche strategie di efficientamento.

L’accordo tra Lega e LCD potrebbe aprire nuovi scenari per la politica italiana. L’ingresso di una componente liberale e cristiano-democratica all’interno della Lega rappresenta un’opportunit per ampliare il consenso e rafforzare il dialogo con settori dell’elettorato pi moderati e dell’area di centro. Questo allargamento potrebbe rivelarsi determinante per la coalizione in vista delle prossime sfide elettorali pi in bilico, dove la capacit di costruire un’alleanza il pi possibile ampia e coesa potrebbe rivelarsi fondamentale per garantire stabilit politica e una visione di governo inclusiva ed efficace.

La Perla, il grido delle lavoratrici: “Non spezzate la nostra storia”

Bologna, 6 feb. (askanews) – “Compraci. Noi siamo in vendita”. Cos le 230 lavoratrici dell’intimo di lusso La Perla cantano al presidio davanti allo stabilimento di Bologna, riadattando una canzone degli anni ’70. A pochi giorni dalla scadenza del bando di gara per la vendita, la Regione ribadisce: serve un progetto che garantisca continuit occupazionale e tutela degli asset, mantenendo la produzione sul territorio. Un marchio del Made in Italy con 70 anni di storia che rischia di essere frammentato. Il gruppo infatti, durante le varie crisi, stato diviso in tre parti: una in amministrazione controllata, nelle altre due le dipendenti hanno esaurito i 12 mesi di cassa integrazione. Sul loro futuro regna l’incertezza. Lo spiega Stefania Pisani, segretaria generale Filctem Cgil Bologna:

” il momento di coinvolgere la politica perch questo buco normativo negli ammortizzatori deve essere sanato. Queste due aziende, per quanto in liquidazione, non andranno in chiusura, ma andranno a un rilancio industriale. Ma quale rilancio industriale possibile senza le competenze collegate all’economia reale”.

Al presidio anche il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte. “Bisogna fare uno sforzo in pi, il governo deve fare uno sforzo – spiega -. Visto che dicono che sono sempre al lavoro per il bene del Paese, richiamiamo l’attenzione su questo punto e ci battiamo insieme a voi”.

Il sindaco Matteo Lepore chiaro: “Il futuro deve essere a Bologna, qui dove queste donne vivono e lavorano. Questo quello che ha fatto il valore di questo marchio”.

Servizio di Paolo Tomassone

Montaggio Alessandra Franco

Immagini askanews

Le cellule staminali contro l’artrosi

Roma, 06 Feb. – I dati dicono che l’artrosi all’anca ha un’incidenza, in Italia, di circa 470 casi ogni 100mila persone all’anno, con numeri leggermente pi alti (495) in riferimento alle donne di et compresa tra i 70 e i 79 anni: “Si tratta -spiega il professor Salvatore D’Auria, primario di Ortopedia all’ospedale Fatebenefratelli di Benevento- di una condizione a carattere degenerativo. I sintomi, inizialmente lievi, tendono con il tempo all’ingravescenza fino anche a limitare seriamente la deambulazione. Una condizione simile a quella che si verifica in caso di problemi al ginocchio, l’altra articolazione a forte rischio. Le protesi, quando il problema si amplifica, sono la soluzione finora pi adottata ma ora una forte risposta arriva dalla cosiddetta medicina rigenerativa”.

Una terapia innovativa che si basa sull’utilizzo delle cellule staminali mesenchimali prodotte dal midollo osseo e presenti nel sangue periferico: “Il loro innesto -sottolinea il professor D’Auria- va a riparare eventuali alterazioni tendinee, cartilaginee e muscolari o patologie legate alla necrosi della testa del femore o omerale. Nel nostro ospedale, uno dei pochi che esegue pubblicamente questo tipo di intervento, abbiamo trattato, in quattro anni, oltre mille persone. Si tratta di una soluzione che, dall’esperienza fin qui acquisita, allontana l’uso di protesi per diversi anni. Un aspetto questo da non sottovalutare perch garantisce una qualit di vita decisamente migliore. Senza dimenticare che si pu, con la medicina rigenerativa, raggiungere persone che erano escluse da qualsiasi trattamento, come, ad esempio, gli obesi gli over 70”.

La terapia cellulare fa insomma parte di quella nuova branca della medicina che si pone l’obiettivo di sostituire organi e tessuti danneggiati. La conoscenza sempre pi approfondita della biologia delle staminali ha permesso, in questi ultimi venti anni, lo sviluppo di tecniche sempre pi innovative e mirate per curare o prevenire tutta una serie di malattie: “I benefici -chiosa il professor D’Auria- sono evidenti e sono orgoglioso che il mio ospedale abbia deciso di fare questa scelta che non appartiene a molte strutture pubbliche Un investimento importante e, nello stesso tempo, oculato per mettere al centro l’uomo e la sua sofferenza. Non si mette mai una protesi a cuor leggero perch comunque limita i movimenti e la vita delle persone. Sapere che esiste una possibilit migliorativa dunque rassicurante per medici e pazienti”.

Tajani e Bernini in Israele per consegna aiuti Food for Gaza

Milano, 6 feb. (askanews) – Il Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani in missione ad Ashdod, in Israele, insieme al Ministro dell’Universit e della ricerca, Anna Maria Bernini, per partecipare alla cerimonia di accoglienza del carico di aiuti donati dall’Italia al Programma Alimentare Mondiale (PAM) e di beni destinati alla Striscia nel quadro dell’iniziativa “Food for Gaza”.

Si tratta di un carico di 15 camion e altre 15 tonnellate di beni di prima necessit, tra cui taniche per la distribuzione dell’acqua e beni volti a contrastare l’impatto dell’inverno.

In occasione dell’ultima riunione del Tavolo Food for Gaza del 22 gennaio, stato deciso insieme al Ministro Bernini di allargare il perimetro dell’iniziativa prevedendo un maggior numero di borse di studio per giovani palestinesi e il coinvolgimento dei Policlinici universitari italiani.

Liliana Segre arriva al Binario 21 mentre risuona un canto di pace

Milano, 6 feb. (askanews) – Il 30 gennaio 1944 un convoglio part dal Binario 21 della stazione centrale di Milano, oggi Memoriale della Shoah, con Liliana Segre destinazione Auschwitz. Arriv il 6 febbraio del 1944. Dal 1997 Liliana Segre e la Comunit di Sant’Egidio insieme con la Comunit Ebraica di Milano fanno memoria di quei tragici eventi e danno voce anche a chi oggi fugge la violenza e la guerra come i profughi, cos come anche stasera al Memoriale della Shoah. Nelle immagini l’arrivo della senatrice a vita sulle note di “Eli Eli”, canto di fede e di pace scritto in campo di concentramento.

Segre: l’unica strada per la pace è la scelta di vivere accanto, nel mutuo rispetto da

Milano, 6 feb. (askanews) – “La strada per far cessare e per prevenire” la vergogna del giusto davanti alla colpa commessa d’altri di cui scrive Primo Levi, “è una sola: non una generica pace che può essere anche prodotta dalla sopraffazione, ma la scelta della convivenza, cioè di vivere con, di vivere accanto, di vivere nel mutuo rispetto e non nella minaccia permanente o nel dominio sull’altro”, lo ha sottolineato la senatrice a vita Liliana Segre, alla cerimonia al Memoriale della Shoah, il binario 21, alla Stazione centrale di Milano, da dove fu deportata verso Auschwitz: “Da qui, da questa data legata ai miei ricordi più tristi, dalla memoria di quelle persone, i cui nomi sono scritti in bianco su quel muro qui vicino, spero ardentemente che arrivi soprattutto questo grido: pace”.

“Oggi si parla di genocidio, con o senza punto di domanda: io l’ho visto il genocidio, ed era stato preparato a tavolino, già da tempo”, ha ricordato la senatrice Liliana Segre, ricordando la partenza del treno che l’ha portata “fino alla stazione speciale di Auschwitz, preparata per quello scopo”.

“Una parola che non deve mai mancare nel vocabolario è la parola ‘accoglienza’, l’accoglienza dell’altro di qualunque colore, di qualunque religione, di qualunque etnia, di qualunque nazionalità. L’ho scelta perché questa parola era l’estremo opposto della volontà dei nazisti di eliminare i diversi, diversi per loro, gli appartenenti a popoli e categorie considerate indegne di vivere. L’accoglienza invece di chi è diverso da noi, la disposizione ad ascoltarlo a soccorrerlo se necessario”. “La mia non è una ricetta semplicistica per problemi seri come quello dell’emigrazione, non è un utopistico ‘accogliamoli tutti’: è in primo luogo una filosofia di vita. Non chiudersi, non respingere a priori, non avere paura dell’altro e non farsi mai abbindolare da chi specula su pregiudizi e investe nell’odio”.

Segre: l’unica strada per la pace è la scelta di vivere accanto, nel mutuo rispetto da

Milano, 6 feb. (askanews) – “La strada per far cessare e per prevenire” la vergogna del giusto davanti alla colpa commessa d’altri di cui scrive Primo Levi, “è una sola: non una generica pace che può essere anche prodotta dalla sopraffazione, ma la scelta della convivenza, cioè di vivere con, di vivere accanto, di vivere nel mutuo rispetto e non nella minaccia permanente o nel dominio sull’altro”, lo ha sottolineato la senatrice a vita Liliana Segre, alla cerimonia al Memoriale della Shoah, il binario 21, alla Stazione centrale di Milano, da dove fu deportata verso Auschwitz: “Da qui, da questa data legata ai miei ricordi più tristi, dalla memoria di quelle persone, i cui nomi sono scritti in bianco su quel muro qui vicino, spero ardentemente che arrivi soprattutto questo grido: pace”.

“Oggi si parla di genocidio, con o senza punto di domanda: io l’ho visto il genocidio, ed era stato preparato a tavolino, già da tempo”, ha ricordato la senatrice Liliana Segre, ricordando la partenza del treno che l’ha portata “fino alla stazione speciale di Auschwitz, preparata per quello scopo”.

“Una parola che non deve mai mancare nel vocabolario è la parola ‘accoglienza’, l’accoglienza dell’altro di qualunque colore, di qualunque religione, di qualunque etnia, di qualunque nazionalità. L’ho scelta perché questa parola era l’estremo opposto della volontà dei nazisti di eliminare i diversi, diversi per loro, gli appartenenti a popoli e categorie considerate indegne di vivere. L’accoglienza invece di chi è diverso da noi, la disposizione ad ascoltarlo a soccorrerlo se necessario”. “La mia non è una ricetta semplicistica per problemi seri come quello dell’emigrazione, non è un utopistico ‘accogliamoli tutti’: è in primo luogo una filosofia di vita. Non chiudersi, non respingere a priori, non avere paura dell’altro e non farsi mai abbindolare da chi specula su pregiudizi e investe nell’odio”.

Olimpiadi, Zaia: pista bob Cortina sar pronta prima del previsto

Milano, 6 feb. (askanews) – “La famosa pista di bob” di Cortina “sar pronta prima del previsto, tanto che a marzo ci sar il primo test” di congelamento. Lo ha detto il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, a margine dell’evento “Ono year to go” a una anno dal via dei Giochi olimpici invernali del 2026. “Questa candidatura l’ho preentata io e sembrava non avere le caratteristiche per portare a casa il risultato, ma alla fine lo abbiamo portato a casa. Questa idea di un’Olimpiade diffusa assolutamente vincente, soprtattutto sul fronte della sostenibilit ambientale, ma ricordiamo che 3,5 miliardi di cittadini del mondo ci vedranno” in tv “e almeno due milioni li avremo nel territorio. una doppia legacy: da un lato il 2026 con le Olimpiadi, fra un anno da oggi, dall’altro nel 2028 avremo le Olimpiadi giovanili invernali, altra occasione per valorizzare i nostri territori e per ammortizzare i grandi investimenti che facciamo, ma soprattutto, come veneti, per valorizzare il Patrimonio dell’Umanit rappresentato dalle Dolomiti, che gi oggi vedono oltre nove milioni di visitatori”.

Malumori M5S, tardano regole sui mandati ma Conte è quasi pronto

Roma, 6 feb. (askanews) – “In effetti un po’ di malumore c’è, nei gruppi parlamentari”: a mezza voce, una figura di spicco del Movimento 5 stelle racconta di un sentimento diffuso nel gruppo dirigente e nei gruppi parlamentari per il ritardo nella formalizzazione della proposta di nuove regole sui mandati elettivi nelle istituzioni. Il famoso limite dei due mandati è stato abolito dal voto degli iscritti addirittura lo scorso novembre, ma i quesiti erano multipli, un sondaggio più che una decisione: mentre è certo che potrà candidarsi a sindaco o presidente di Regione anche chi avrà già completato i due mandati parlamentari, per le altre norme da inserire nel codice etico il presidente del Movimento, Giuseppe Conte, si è confrontato per ben due volte a gennaio con il Consiglio nazionale ed ha promesso di depositare una proposta al Comitato dei Garanti (essendo stata abolita, con doppia votazione, la figura del Garante fino ad allora rappresentata dal fondatore Beppe Grillo).

Tutto fermo, nulla finora è stato formalizzato all’organismo presieduto dall’ex presidente della Camera Roberto Fico (l’ex parlamentare Laura Bottici e l’ex sindaca di Roma Virginia Raggi le altre due componenti: nel complesso tutti interessati al tema mandati e quindi, sibilano i più critici fra i 5 stelle, in conflitto d’interessi). Se ci sono state interlocuzioni “probabilmente hanno viaggiato informalmente solo sull’asse Conte-Fico”, oltre che su quello fra Conte e il fedelissimo deputato-notaio Alfonso Colucci, “forse l’unico che viene consultato davvero sulla materia”, dice, sempre a taccuini chiusi, la citata figura di spicco dei 5 stelle.

Pressate sull’argomento, le fonti vicine al leader garantiscono che il taglia e cuci giuridico “è prossimo al deposito”, ma cosa è andato storto, allora? Il punto è che soprattutto la seconda riunione del Cn è stata alquanto vivace, ed ha lasciato emergere diffuse perplessità sugli orientamenti espressi da Conte: vero è che, sconfitta nel “processo costituente” e nel voto on line la fronda “grillina” ortodossa, non c’è una minoranza o un dissenso precostituito nei confronti dell’ex presidente del Consiglio. Neppure uno scontro. Chi c’era, però, racconta che molti fra parlamentari e dirigenti “davano per scontato che il limite dei due mandati, sconfessato dagli iscritti, fosse superato almeno in direzione di un terzo giro nei palazzi”, mentre Conte ha frenato sia internamente che all’esterno, facendo filtrare la sua ferrea volontà di non consentire la trasformazione del Movimento in una fabbrica di carriere politiche. L’assemblea gli ha restituito, se non un “no” franco, quantomeno una diffusa insoddisfazione rispetto alla sua idea di impedire la liberalizzazione del terzo mandato elettorale, filtrandola attraverso il sistema delle deroghe al limite di due elezioni: ma chi deve decidere sulle deroghe? La base? I dirigenti? Conte stesso? Sono interrogativi che agitano la discussione interna.

“Sì, Conte – racconta una delle voci interne più lontane dal giro contiano – vuole pervicacemente tenersi una quota di riserva. Allora il punto è: quante nomine si può riservare senza stravolgere le decisioni degli iscritti rispetto ai candidati da valutare? Anche perché al prossimo giro i posti saranno sempre meno… Quindi le sue scelte, saturando i primi posti in lista, potrebbero di fatto bastare a decidere i prossimi eletti, senza che nessuno possa ragionevolmente ambire a competere per un posto”. Ma il quadro resta frastagliato, “tra virgolette è un tutti contro tutti, per diverse visioni e per interesse naturale”, spiega un deputato di lungo corso. Esempio: agli ex parlamentari, molti dei quali ambiscono a rientrare, piace la regola della pausa di una legislatura, perché loro la stanno facendo e li rimetterebbe subito in pista, con un vantaggio su chi sta facendo ora il secondo giro. Di tutt’altro avviso sono molti di quelli che stanno svolgendo il secondo mandato, non attratti dall’idea di cercarsi un lavoro almeno per i prossimi cinque anni. C’è anche un’altra linea di frattura: ci sono, raccontano fonti interne, insospettabili big convertiti alla linea “partitista”, che vorrebbero archiviare per sempre le “parlamentarie”, cioè il passaggio libero delle candidature al vaglio degli iscritti, uno dei marchi di fabbrica caratteristici dei 5 stelle dell’era Grillo.

Insomma, è l’analisi di una voce interna autorevole, “ognuno aveva un’idea sua sulle cose uscite da Nova” (l’assemblea che ha chiuso il “processo costituente”) e comunque “forse abbiamo sottovalutato che i quesiti multipli erano anche in contrasto, non esiste una soluzione che tenga dentro tutto”. A decidere sarà Conte, si vedrà se, come dicono i suoi, la proposta delle nuove regole è effettivamente vicina ad essere presentata ai garanti (e poi votata dalla base degli iscritti, con ogni probabilità), e soprattutto se, e come, l’ex premier riuscirà a evitare di creare nuovo malcontento, visto che comunque accontentare tutti sarà tecnicamente impossibile.

La Grecia a dichiarato lo stato di emergenza a Santorini per le continue scosse di terremoto

Roma, 6 feb. (askanews) – Le autorità greche hanno dichiarato lo stato di emergenza nel comune di Thira, dove si trova l’isola di Santorini, a causa dell’attività sismica, ha riferito il Ministero per la crisi climatica e la protezione civile.

“Abbiamo deciso di dichiarare lo stato di emergenza per la protezione civile nel comune di Thira, nell’entità regionale di Thira nell’Egeo meridionale, al fine di far fronte alle urgenti necessità e alle conseguenze derivanti dalla recente attività sismica nell’area menzionata”, si legge nella dichiarazione.

L’attività sismica nella zona marittima tra le isole di Santorini e Amorgos continua con la stessa frequenza dei giorni precedenti.

La scossa più forte, di magnitudo 5,2, si è verificata mercoledì notte.

Secondo l’Università Nazionale Capodistriana di Atene, dal 26 gennaio si sono verificati più di 6.400 terremoti nelle Cicladi, di cui più di 4.800 di magnitudo superiore a 1,0 e più di 800 di magnitudo superiore a 2,5.

Crosetto: grave truffa a mio nome, nessuno cada in trappola

Milano, 6 feb. (askanews) – Telefonavano spacciandosi per lo staff del ministro della Difesa Guido Crosetto, mettendo in piedi raggiri e intascando bonifici per decine di migliaia di euro. Le vittime designate: “grandi imprenditori” e professionisti, almeno cinque, da quanto emerge. “Grave truffa a mio nome, nessuno cada in trappola”: è l’avvertimento che il ministro con celerità diffonde via social. Sul fatto secondo quanto reso noto, la Procura di Milano ha aperto un’indagine per truffa aggravata contro ignoti. Informati magistratura e Carabinieri che indagano.

“Uso questo mezzo per dare pubblicità ad una grave truffa in corso”, scrive il titolare della Difesa sul suo profilo X. “Un’assurda vicenda che inizia martedì con la chiamata di un amico, grande imprenditore, che mi chiede perché la mia Segreteria avesse chiamato la sua per avere il suo cellulare. Gli dico che era assurdo, avendolo io, e che era impossibile. Verifico per sicurezza e mi confermano che nessuno lo ha cercato. Archivio la cosa. Dopo un’ora mi dicono che c’è un noto imprenditore, che non conosco, che vorrebbe mettersi in contatto con me. Autorizzo a dargli il mio cellulare. Mi chiama e mi racconta di essere stato chiamato da me e poi da un Generale e di aver effettuato un bonifico molto elevato ad un conto che gli era stato dato dal “Generale”. Gli dico che si tratta di una truffa ed avviso i carabinieri che vanno a casa sua e raccolgono la denuncia”.

Ma gli eventi si rincorrono: “Mercoledì sera – prosegue Crosetto – accade una cosa simile, sempre un grande imprenditore contattato da un sedicente funzionario del ministero della difesa, Giovanni Montalbano, che chiedeva il cellulare del padre. Oggi è accaduto altre due volte: due grandi imprenditori contattati a nome mio. Di tutto sono informati magistratura e Carabinieri ma preferisco rendere pubblici i fatti perché nessuno corra il rischio di cadere nella trappola”, aggiunge.

Medio Oriente, Israele spinge il piano Trump per Gaza, Tajani: è sbagliato

Ashdod, 6 feb. (askanews) – La posizione italiana sulla Palestina è “chiara”, “siamo per due popoli e due Stati, ma il neonato Stato palestinese dovrà riconoscere Israele e dovrà essere riconosciuto da Israele: ogni altra mossa sarebbe velleitaria e sbagliata, e direi controproducente”. Antonio Tajani è appena arrivato ad Ashdod, in Israele. È sollecitato dai giornalisti a commentare il piano Trump sulla Striscia di Gaza, e non si tira indietro. La risposta conferma la postura storica dell’Italia sulla crisi israelo-palestinese e suona, almeno al momento, come una presa di distanza dalle ultime esternazioni del presidente Usa. Al suo fianco, l’omologo israeliano Gideon Sa’ar lo ascolta interessato. Ha opinioni diverse. “Israele e Italia sono stretti alleati degli Stati Uniti e i nostri governi sono vicini al presidente Trump e alla sua amministrazione. Oggi credo sia importante ascoltare attentamente le nuove idee che sono state proposte e pensare fuori dagli schemi”, sottolinea.

Tajani segue Sa’ar fino a un certo punto. Concorda sulla necessità di guardare avanti e di “lavorare per il futuro”. Ammette che ci sono “molte idee”, ma qui si ferma. E ribadisce: “la posizione dell’Italia è molto concreta. Crediamo in una regione con due popoli, due stati”. Al momento però è “impossibile riconoscere” la Palestina, perché per ora “non esiste”. “Per questo occorre guardare avanti”, lavorare per la “futura stabilità della regione”.

Il ministro conferma che non c’è posto per Hamas nella Striscia, mentre il suo omologo dello stato ebraico insiste sul fatto che “Gaza è un esperimento fallito” e “ha certamente fallito sotto il regime di Hamas”. “Gaza nel suo stato attuale non ha futuro. Dobbiamo cercare di trovare una soluzione diversa”, commenta Sa’ar, secondo il quale “gli Usa sono un ottimo candidato per ripristinare la Striscia di Gaza dopo la guerra”.

Quanto al presente, invece, non si può prescindere dall’impegno per l’assistenza umanitaria ai civili palestinesi di Gaza. Sa’ar invita tutti i Paesi che vogliono contribuire a “fare come l’Italia”, che collabora con “associazioni diverse dall’Unrwa”, che “non è parte della soluzione, ma parte del problema”. E anche Tajani su questo punto è molto chiaro, con un messaggio caro al governo di Benjamin Netanyahu. “Abbiamo sospeso i finanziamenti all’Unrwa per il suo coinvolgimento nell’attacco del 7 di ottobre. E condanno fermamente la scelta di utilizzare una sede dell’Unrwa per tenere ostaggi israeliani a Gaza da parte di Hamas”, preside il ministro. “Noi stiamo lavorando in questa fase con un’altra organizzazione della Nazioni Unite, che è il Programma alimentare mondiale, con il quale ci troviamo benissimo”. E proprio al Pam Tajani ha consegnato oggi un carico di beni di prima necessità forniti dalla nostra Cooperazione e 15 camion donati per facilitare le operazioni di distribuzione degli aiuti nella Striscia. Il titolare della Farnesina è arrivato con la ministra dell’Università e della ricerca Anna Maria Bernini e il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. Presente anche una squadra di medici universitari italiani che rimarrà in Palestina per contatti immediati con l’Autorità Palestinese.

Per Tajani, “Food for Gaza può diventare un progetto da ribattezzare Italy for Gaza. Non siamo abituati a fare propaganda, siamo abituati ad agire”. Oltre ai mezzi pesanti donati al Pam, gli aiuti comprendono 14,5 tonnellate di beni di prima necessità, tra cui taniche per la distribuzione dell’acqua e beni volti a contrastare l’impatto dell’inverno, come materassi e coperte a media e alta resistenza termica.

Il governo italiano ha anche deciso di ampliare il focus dell’iniziativa Food for Gaza alla ricostruzione della Striscia, a partire dal settore sanitario. A questo proposito, particolare attenzione è stata posta al tema delle evacuazioni mediche di bambini dalla Striscia. L’Italia accoglierà 14 piccoli palestinesi, malati oncologici, con i rispettivi familiari, per un totale di 42 persone, per garantire loro cure adeguate. “L’obiettivo è aumentare ulteriormente il numero di questi bambini”, secondo il ministro.

Israele ha ritirato la disponibilità a usare il valico di Kerem Shalom per la loro evacuazione e l’unica possibilità è un’uscita da Rafah, che al momento ha riaperto per le sole evacuazioni di combattenti feriti. Dal valico al confine con l’Egitto dovranno essere trasferiti con un unico trasporto al Cairo. Da qui, partiranno per l’Italia: quattro saranno assistiti a Milano, due a Monza, gli altri saranno curati all’Ospedale Regina Margherita di Torino e all’Umberto I di Roma. I tempi di uscita dipenderanno dalla rapidità di controlli e autorizzazioni al trasferimento. “La procedura burocratica è lunga, il problema non sono i bambini ma chi li accompagna”, conferma Tajani. Al momento, si pensa possano arrivare in Italia tra il 15 e il 16 febbraio.

(di Corrado Accaputo)

Sci, Brignone: "Tanta pressione, il meglio nel giorno giusto"

Roma, 6 feb. (askanews) – C’è tanto orgoglio nelle parole di Federica Brignone che nel SuperG di Saalbach 2025 è medaglia d’argento, quarta medaglia iridata della carriera dopo i due argenti in gigante del 2011 e 2023 e l’oro in combinata, sempre nel 2023.

“Sono orgogliosa e contenta – racconta la 34enne valdostana del Centro Sportivo Carabinieri – felicissima di aver fatto il mio massimo nel giorno giusto. In superG non mi era mai riuscito di fare bene in una grande rassegna. In superG non mi era mai riuscito di fare bene in una grande rassegna. Questa pista non era forse nelle mie corde e mi sono detta di rischiare anche nei due punti in cui si poteva, anche a costo di uscire. Oggi si doveva osare il massimo, cercando di essere morbida. Ci tenevo molto ad ottenere una medaglia in SuperG, posso dire che fosse uno degli obiettivi di questa stagione. E’ la mia quarta medaglia mondiale e dico solo una cosa, è bellissima come tutte le altre”.

Un argento che arriva nel cuore di una stagione che ha visto l’azzurra già cinque volte vincitrice in Coppa del Mondo, anche se l’oro era distante solo dieci centesimi di secondo. “E’ una bella emozione, sentivo parecchia pressione addosso in una stagione così. Mi aspettavo io in primis di fare qualcosa di grande ma sono riuscita a concentrarmi sulla mia sciata. Impossibile capire dove sono quei dieci centesimi. Ho fatto qualche sbavatura, ma sono contentissima, sia della mia prova sia delle scelte fatte nei materiali e per questo ringrazio il mio team per il grande lavoro che abbiamo fatto in questi mesi. Stamattina quando ho visto il tracciato ho pensato che sarebbe stata dura per me, ma mi sono detta di sciare a tutta e di rischiare ed ora mi godo questa medaglia: un grande orgoglio. Come sempre nello sci, la gara si vince mentalmente. Questa pista non è ideale per me ed in discesa non mi vedo tra le favorite. Non c’è un punto in cui posso fare la differenza, l’aspetto in cui sono più brava in assoluto. Su questo pendio bisogna cercare di essere morbidi. Ma sono tranquilla, so di sciare bene da settimane, sono presente e lucida”.

Questione di centesimi – solo sei – lasciano invece Sofia Goggia ai piedi del podio, in quinta piazza: “Qualcuno deve essere ai piedi del podio ed oggi è toccato a me. Ho fatto una buona gara, qualche imperfezione qua e là, credo di essermi giocata tutto nel salto finale, troppo a destra. Anche nel Panorama Sprung ho saltato più lontano di quanto mi aspettassi e ho dovuto poi ritardare la successiva curva a sinistra. Mi spiace per quei centesimi: è esattamente quello che ho fatto a Schladming nel 2013 quando al mio primo mondiale ero stato quarta. Qualche imperfezione qua e là, insomma: ma da questa gara mi porto via la consapevolezza di essere competitiva. La discesa sarà diversa da questo superG: oggi c’era una neve bella da spingere. In discesa ho tante cose da limare, da rivedere. Nelle prove non sono ancora riuscita ad azzeccare la linea e la sciata perfetta. In discesa c’è molto spazio per la scorrevolezza, serve massima sensibilità. Le favorite saranno proprio tutte le ragazze che sanno far scorrere gli sci: la concorrenza sarà tanta, anche perchè sono pochi i punti in cui si riesce a fare la differenza. Sono molto contenta di essere qui oggi, nelle condizioni in cui sono: se ripenso a quello che c’è stato in questi dodici anni, mi dico che la Sofia del 2013 si era messa in gioco proprio per ottenere e vivere questa vita. Poi è chiaro che si vive sempre con lo sguardo puntato in avanti e la gara più importante è sempre la prossima”.

A Palazzo Venezia visite al cantiere di restauro Appartamento Barbo

Roma, 6 feb. (askanews) – Il VIVE-Vittoriano e Palazzo Venezia, diretto da Edith Gabrielli, promuove un programma di visite guidate gratuite al cantiere di restauro dell’Appartamento Barbo costruito su committenza del cardinale veneziano Pietro Barbo, divenuto pontefice con il nome di Paolo II. Le sette sale più antiche di Palazzo Venezia – site al primo piano rivolto su Piazza Venezia – in cui era custodita, fra l’altro, la celebre collezione di glittica, numismatica e oreficeria del cardinale Barbo, si svelano al pubblico in tutto lo splendore dei propri dettagli decorativi grazie alla guida di operatori esperti, consentendo di toccare con mano l’eccellenza italiana nel settore del restauro.

Sono infatti in corso, nell’ambito dei lavori di realizzazione della nuova Stazione Venezia della Linea C della Metropolitana di Roma, gli interventi di consolidamento strutturale di Palazzo Venezia e, al contempo, quelli di restauro dell’Appartamento Barbo, autentico gioiello del Rinascimento.

Le operazioni di restauro, eseguite in linea con le direttive metodologiche del Ministero della Cultura, sono volti a garantire la conservazione degli apparati decorativi (soffitti, pavimenti e dipinti parietali) che, nel corso del tempo, hanno subito numerosi interventi manutentivi e di restauro legati al mutare delle destinazioni d’uso degli ambienti.

I lavori nell’Appartamento Barbo costituiscono la prima fase di un intervento più ampio che coinvolgerà, nei prossimi mesi, altri ambienti del piano nobile di Palazzo Venezia, incluse le Sale Monumentali: la Sala del Mappamondo, la Sala Regia e la Sala delle Battaglie.

Nel pieno rispetto del continuo e proficuo dialogo che il VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia intesse da sempre con la propria comunità, il cantiere di restauro è stato concepito come un cantiere “aperto”; in tal modo cittadini e turisti potranno prendere parte alle visite guidate organizzate sul cantiere stesso, dialogando con gli operatori e scoprendo da un punto di vista assolutamente inedito un patrimonio unico al mondo.

Le visite all’Appartamento Barbo avranno inizio sabato 8 febbraio – a partire dalle 10 con 4 turni di visita e per un massimo di 8 persone ciascuno – per poi proseguire fino al mese di giugno con cadenza mensile.

In occasione della prima visita sarà possibile ammirare i pavimenti in cotto e maiolica di alcuni ambienti dell’Appartamento nonché i soffitti lignei dipinti e i fregi murali della Sala del Pappagallo – il cui nome richiama il pappagallo di Paolo II, animale esotico al tempo piuttosto raro e costoso – utilizzata dal Papa, insieme alla Sala delle Fatiche di Ercole, per ricevere gli ospiti più fidati. In questa Sala, salendo sui ponteggi, i visitatori potranno osservare la bellezza degli apparati decorativi da una prospettiva del tutto inedita.

Dopo l’8 febbraio, il calendario prosegue con le visite alla Sala dei Paramenti – dai paramenti di Papa Paolo II – o Sala delle Fatiche di Ercole (15 marzo), ed alle Sale Monumentali: la Sala del Mappamondo (12 aprile) e la Sala Regia (17 maggio e 21 giugno) con prenotazione obbligatoria.

L’attività di visita rientra fra le iniziative educative del VIVE-Vittoriano e Palazzo Venezia affidate dall’Istituto ad Opera Laboratori Fiorentini.

La visita di sabato 8 febbraio – prevista in 4 turni, alle ore 10.00, alle 11.30, alle 13.00 e alle 15.00 – è gratuita ed è riservata ad un massimo di 8 persone a turno previa prenotazione inviando richiesta a: vi-ve.edu@cultura.gov.it

Per salire sui ponteggi sarà richiesto ai partecipanti di indossare le scarpe antinfortunistica fornite dall’Istituto ad inizio visita. Si richiede un abbigliamento comodo.

Le viste all’Appartamento Barbo proseguiranno secondo il seguente calendario: sabato 15 marzo 2025 – Sala delle Fatiche di Ercole o Sala dei Paramenti; sabato 12 aprile 2025 – Sala del Mappamondo; sabato 17 maggio 2025 – Sala Regia; sabato 21 giugno 2025 – Sala Regia.

Le visite sono in 4 turni: alle 10, 11.30, 13 e 15 per un massimo di 8 persone a turno.

M.O., Israele spinge il piano Trump, Tajani: è sbagliato

di Corrado Accaputo Ashdod, 6 feb. (askanews) – La posizione italiana sulla Palestina è “chiara”, “siamo per due popoli e due stati, ma il neonato Stato palestinese dovrà riconoscere Israele e dovrà essere riconosciuto da Israele: ogni altra mossa sarebbe velleitaria e sbagliata, e direi controproducente”. Antonio Tajani è appena arrivato ad Ashdod, in Israele. È sollecitato dai giornalisti a commentare il piano Trump sulla Striscia di Gaza, e non si tira indietro. La risposta conferma la postura storica dell’Italia sulla crisi israelo-palestinese e suona, almeno al momento, come una presa di distanza dalle ultime esternazioni del presidente Usa. Al suo fianco, l’omologo israeliano Gideon Sa’ar lo ascolta interessato. Ha opinioni diverse. “Israele e Italia sono stretti alleati degli Stati Uniti e i nostri governi sono vicini al presidente Trump e alla sua amministrazione. Oggi credo sia importante ascoltare attentamente le nuove idee che sono state proposte e pensare fuori dagli schemi”, sottolinea.

Tajani segue Sa’ar fino a un certo punto. Concorda sulla necessità di guardare avanti e di “lavorare per il futuro”. Ammette che ci sono “molte idee”, ma qui si ferma. E ribadisce: “la posizione dell’Italia è molto concreta. Crediamo in una regione con due popoli, due stati”. Al momento però è “impossibile riconoscere” la Palestina, perché per ora “non esiste”. “Per questo occorre guardare avanti”, lavorare per la “futura stabilità della regione”.

Il ministro conferma che non c’è posto per Hamas nella Striscia, mentre il suo omologo dello stato ebraico insiste sul fatto che “Gaza è un esperimento fallito” e “ha certamente fallito sotto il regime di Hamas”. “Gaza nel suo stato attuale non ha futuro. Dobbiamo cercare di trovare una soluzione diversa”, commenta Sa’ar, secondo il quale “gli Usa sono un ottimo candidato per ripristinare la Striscia di Gaza dopo la guerra”.

Quanto al presente, invece, non si può prescindere dall’impegno per l’assistenza umanitaria ai civili palestinesi di Gaza. Sa’ar invita tutti i Paesi che vogliono contribuire a “fare come l’Italia”, che collabora con “associazioni diverse dall’Unrwa”, che “non è parte della soluzione, ma parte del problema”. E anche Tajani su questo punto è molto chiaro, con un messaggio caro al governo di Benjamin Netanyahu. “Abbiamo sospeso i finanziamenti all’Unrwa per il suo coinvolgimento nell’attacco del 7 di ottobre. E condanno fermamente la scelta di utilizzare una sede dell’Unrwa per tenere ostaggi israeliani a Gaza da parte di Hamas”, preside il ministro. “Noi stiamo lavorando in questa fase con un’altra organizzazione della Nazioni Unite, che è il Programma alimentare mondiale, con il quale ci troviamo benissimo”.

E proprio al Pam Tajani ha consegnato oggi un carico di beni di prima necessità forniti dalla nostra Cooperazione e 15 camion donati per facilitare le operazioni di distribuzione degli aiuti nella Striscia. Il titolare della Farnesina è arrivato con la ministra dell’Università e della ricerca Anna Maria Bernini e il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. Presente anche una squadra di medici universitari italiani che rimarrà in Palestina per contatti immediati con l’Autorità Palestinese.

Per Tajani, “Food for Gaza può diventare un progetto da ribattezzare Italy for Gaza. Non siamo abituati a fare propaganda, siamo abituati ad agire”. Oltre ai mezzi pesanti donati al Pam, gli aiuti comprendono 14,5 tonnellate di beni di prima necessità, tra cui taniche per la distribuzione dell’acqua e beni volti a contrastare l’impatto dell’inverno, come materassi e coperte a media e alta resistenza termica.

Il governo italiano ha anche deciso di ampliare il focus dell’iniziativa Food for Gaza alla ricostruzione della Striscia, a partire dal settore sanitario. A questo proposito, particolare attenzione è stata posta al tema delle evacuazioni mediche di bambini dalla Striscia. L’Italia accoglierà 14 piccoli palestinesi, malati oncologici, con i rispettivi familiari, per un totale di 42 persone, per garantire loro cure adeguate. “L’obiettivo è aumentare ulteriormente il numero di questi bambini”, secondo il ministro.

Israele ha ritirato la disponibilità a usare il valico di Kerem Shalom per la loro evacuazione e l’unica possibilità è un’uscita da Rafah, che al momento ha riaperto per le sole evacuazioni di combattenti feriti. Dal valico al confine con l’Egitto dovranno essere trasferiti con un unico trasporto al Cairo. Da qui, partiranno per l’Italia: quattro saranno assistiti a Milano, due a Monza, gli altri saranno curati all’Ospedale Regina Margherita di Torino e all’Umberto I di Roma. I tempi di uscita dipenderanno dalla rapidità di controlli e autorizzazioni al trasferimento. “La procedura burocratica è lunga, il problema non sono i bambini ma chi li accompagna”, conferma Tajani. Al momento, si pensa possano arrivare in Italia tra il 15 e il 16 febbraio. Coa

Debutta "Aquila", il nuovo Sigaro Toscano lanciato da Manifatture per i 210 anni

Roma, 6 feb. (askanews) – Era l’estate del 1815 quando un acquazzone estivo bagnò una partita di tabacco che diede casualmente vita a uno dei prodotti più iconici della manifattura italiana. Da quell’evento sono trascorsi 210 anni e per il 2025 Manifatture Sigaro Toscano già prevede un anno ricco di novità. Si inizia infatti con il sigaro Toscano “Aquila” che è disponibile da oggi al dettaglio. Un nuovo prodotto ispirato ai valori che da sempre MST condivide con i suoi estimatori: istinto, eleganza e libertà. Proprio quelle stesse virtù ben simboleggiate dal rapace raffigurato sulla confezione.

Avvolto in una fascia di tabacco Kentucky nordamericano, selezionato dalle foglie del Tennessee, il nuovo prodotto racchiude un ripieno combinato di Kentucky italiano e statunitense. Un mix che esalta il gusto, offrendo un’esperienza intensa e appagante. La lunga stagionatura, condotta in ambienti a temperatura controllata, ne favorisce l’affinamento, rivelando una complessità aromatica fin dal primo istante. Il sigaro Toscano Aquila è disponibile in due formati, Assolo e Robusto, ed entrambi si distinguono per le dimensioni generose: l’Assolo mantiene la classica forma dei sigari a marchio Toscano, mentre il Robusto, noto come “l’inammezzabile”, è progettato per essere gustato intero, senza possibilità di divisione.

Con questi formati, MST prosegue il percorso di evoluzione intrapreso negli ultimi anni, innovando con audacia nel rispetto della propria tradizione plurisecolare. Pur abbracciando il cambiamento, l’azienda preserva intatti i segreti produttivi che ne custodiscono l’eccellenza.

Con Aquila, Manifatture Sigaro Toscano non celebra solo un nuovo prodotto, ma un’eredità di oltre due secoli di dedizione, innovazione e artigianalità. Un sigaro che è espressione di qualità e maestria, tributo ai principi che hanno reso il marchio un simbolo della filiera tabacchicola e dell’eccellenza italiana. «Il lancio di Aquila avviene in un momento particolarmente positivo per Manifatture Sigaro Toscano», ha dichiarato Stefano Mariotti, Amministratore Delegato di MST.

«Abbiamo chiuso il 2024 con risultati da record, registrando una crescita dell’export del +30% del fatturato. Il trend ci sta proiettando verso nuovi mercati, con grandi aspettative. Nell’ultima parte dell’anno, infatti, abbiamo effettuato la prima spedizione ai duty free cinesi, un mercato in cui crediamo fortemente per il futuro. Questi risultati, insieme all’impegno e alla passione che ogni giorno mettiamo nel nostro lavoro, ci spingono a guardare avanti con fiducia».

Cao Almasri, Europarlamento: martedì dibattito a Strasburgo sulla Cpi

Bruxelles, 6 feb. (askanews) – Martedì 11 febbraio, a Strasburgo, la sessione plenaria del Parlamento europeo terrà un dibattito, con dichiarazioni del Consiglio Ue e della Commissione, sul tema: “Protezione del sistema di giustizia internazionale e delle sue istituzioni, in particolare la Corte penale internazionale e la Corte internazionale di giustizia”.

Durante il dibattito “chiederemo ancora una volta chiarimenti sul caso Almasri: il Governo deve una spiegazione non solo al Paese, ma all’Europa intera”, ha annunciato in una nota l’europarlamentare del gruppo S&D Annalisa Corrado, membro della segreteria del Pd.

“Il rispetto del diritto internazionale non è un optional, e la messa sotto indagine dell’operato del governo da parte della Cpi, per violazione dello Statuto di Roma, lo conferma. La Corte Penale Internazionale fa un lavoro preziosissimo, oggi sotto attacco da più fronti. È nostro dovere proteggerla da chi tenta di screditarla al solo scopo di sottrarsi alle proprie responsabilità”, afferma Corrado nella nota.

Cao Almasri, Europarlamento: martedì dibattito a Strasburgo sulla Cpi

Bruxelles, 6 feb. (askanews) – Martedì 11 febbraio, a Strasburgo, la sessione plenaria del Parlamento europeo terrà un dibattito, con dichiarazioni del Consiglio Ue e della Commissione, sul tema: “Protezione del sistema di giustizia internazionale e delle sue istituzioni, in particolare la Corte penale internazionale e la Corte internazionale di giustizia”.

Durante il dibattito “chiederemo ancora una volta chiarimenti sul caso Almasri: il Governo deve una spiegazione non solo al Paese, ma all’Europa intera”, ha annunciato in una nota l’europarlamentare del gruppo S&D Annalisa Corrado, membro della segreteria del Pd.

“Il rispetto del diritto internazionale non è un optional, e la messa sotto indagine dell’operato del governo da parte della Cpi, per violazione dello Statuto di Roma, lo conferma. La Corte Penale Internazionale fa un lavoro preziosissimo, oggi sotto attacco da più fronti. È nostro dovere proteggerla da chi tenta di screditarla al solo scopo di sottrarsi alle proprie responsabilità”, afferma Corrado nella nota.

Cultura, BIPM: servono azioni collettive per tutela beni Unesco

Roma, 6 feb. (askanews) – I cambiamenti climatici, le guerre, le nuove frontiere del turismo di massa sono tutte sfide che mettono a dura prova la gestione dei Patrimoni Mondiali e per affontarle occorrono competenze condivise, consapevolezza e responsabilità collettiva da parte di tutte le Istituzioni coinvolte. E’ questo in sintesi il messaggio lanciato dall’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale, che oggi a Roma, presso la sede del Ministero della Cultura, ha raccolto rappresentanti del Governo e del Parlamento oltre a sindaci e amministratori locali.

L’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale è una realtà nata nel 1997 che oggi riunisce più di 50 Enti responsabili della gestione dei Beni italiani iscritti nella World Heritage List. Il nostro Paese può vantare il primato assoluto con ben 60 siti iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale dall’UNESCO: monumenti, centri storici, parchi archeologici e naturali, luoghi ai quali viene riconosciuto di essere uniche, eccezionali testimonianze del percorso dell’essere umano sulla Terra. L’iniziativa rientra all’interno del progetto finanziato grazie ai fondi della Legge 77/2006 del Ministero della Cultura. Obiettivo dell’Associazione è mettere al centro della discussione la protezione del Patrimonio Mondiale come impegno collettivo per il futuro e indagare quali sono le visioni e le strategie della politica italiana sul tema delle designazioni UNESCO e Patrimonio Mondiale a livello nazionale, regionale e locale.

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha sottolineato come “la consapevolezza dell’importanza della manutenzione e della valorizzazione dei beni Unesco presenti nel nostro Paese è una delle sfide che vogliamo affrontare anche rafforzando i finanziamenti dello Stato a favore degli Enti Locali che si occupano della loro gestione. In Italia la valorizzazione dei beni ambientali ha assunto una valenza costituzionale solo nel 2022, segno che fino a quel momento questi temi non erano nella sensibilità dei nostri legislatori. Dobbiamo tutti insieme compiere lo sforzo di renderci conto di cosa abbiamo in questo Paese. La caratteristica del nostro Paese ci richiama ad una cautela sull’utilizzo del territorio che deve combaciare con la sua valorizzazione. Dobbiamo cogliere i meccanismi di equilibrio per manutenere al meglio i beni Unesco”.

Per Matteo Orfini, membro Commissione Cultura della Camera dei deputati, “abbiamo una responsabilità politica e culturale nella costruzione di un modello nuovo di gestione dei beni patrimonio mondiale presenti nel nostro Paese. Dobbiamo rivendicare un modello di tutela dei nostri beni ma allo stesso tempo occorre aggiornare il codice dei beni culturali con una discussione aperta che coinvolga soprattutto coloro che più da vicino si occupano della gestione, evitando che questa gravi esclusivamente sugli Enti Locali”.

Ad intervenire anche Magdalena Landry, Direttore regionale Europa dell’UNESCO, che ribadito come “il principio della responsabilità collettiva rispetto alla protezione del patrimonio culturale è sancito a livello internazionale ed è fondamentale investire sulla sensibilizzazione relativa a questi temi. Il patrimonio mondiale non è solo una lista di beni ma un simbolo tangibile della memoria collettiva che valori e conquiste comuni. Oggi più che mai le sfide che dobbiamo affrontare sono cooperazione e solidarietà internazionale, serve uno sforzo unitario di tutti i Paesi. L’impatto dei cambiamenti climatici, ad esempio, impone scelte importanti sullo sviluppo di conoscenze e scelte indirizzate alla conservazione responsabile di questi patrimoni mondiali”.

Per Aruna Francesca Maria Gujral, Direttore Generale dell’ICCROM, “proteggere e valorizzare i nostri patrimoni è un dovere di tutti, gli Stati hanno il dovere di conservare i nostri patrimoni culturali. Questa missione è sempre più complessa per le molte sfide che ci sono. Serve un’azione collettiva, con sinergia di tutti gli attori che devono avere strumenti operativi per attuare le azioni necessarie per la conservazione e la gestione sostenibile del patrimonio mondiale”.

Il presidente di BIPM, Alessio Pascucci, ha lanciato un appello alle Istituzioni: “vogliamo accendere un faro sulla necessità di costruire una nuova consapevolezza dei valori relativi al Patrimonio Mondiale. Chiediamo a tutte le Istituzioni di cogliere questa occasione per l’Italia per poter adempiere al meglio alle opportunità e ai doveri legati alle Convenzioni internazionali dell’UNESCO, in particolare alla Convenzione del Patrimonio Mondiale Culturale e Naturale”.

Per Carlo Francini, coordinatore scientifico di BIPM, “la conservazione e la valorizzazione dei patrimoni mondiali deve essere ricentrata attraverso il contributo che possono offrire gli Amministratori dei territori che li ospitano. È questo il lavoro che l’Associazione intende portare avanti, perché soltanto un territorio consapevole del patrimonio mondiale può fornire le indicazioni utili per una gestione corretta, capace di favorire la convivenza e lo sviluppo sotto tutti i punti di vista”.

Arte Fiera, vetrina italiana che unisce ricerca e popolarità

Bologna, 6 feb. (askanews) – Un evento per le gallerie d’arte italiane, ma proiettato verso la scena internazionale, con una scelta di partecipanti interessante e spazi luminosi che aiutano a valorizzare le opere. Arte Fiera a Bologna inaugura la propria 48esima edizione, l’ultima con la direzione artistica di Simone Menegoi. “Ci sono due idee fondamentali, non geniali, ma efficaci – ha detto ad askanews presentando le linee guida dell’evento -. Una è quella di puntare sull’italianità di questa fiera, non come limite, ma come tratto distintivo e addirittura come asset di marketing, per usare un linguaggio che non mi appartiene, però funziona. E l’altra è quella di innalzare il livello curatoriale e scientifico, senza rinunciare a dei tratti identitari come sono quelli della sua popolarità e incisività”.

Negli stand, che ospitano gallerie importanti come Lia Rumma, Continua, Mazzoleni o Franco Noero, si trova tanta pittura, ma anche molta fotografia, che rappresenta una piacevole sorpresa. E uno degli intenti è rivolgersi con un’offerta significativa ai collezionisti. “Abbiamo cercato di accogliere i collezionisti, coltivando una relazione diretta con loro – ci ha detto il direttore operativo della fiera, Enea Righi – per indirizzarli proprio nei confronti delle gallerie italiane e degli artisti italiani”.

Ogni anno Arte Fiera commissione a un’artista un’opera inedita: per il 2025 è stato invitato Maurizio Nannucci che ha creato un multiplo, una shopper di carta, che reca una delle sue celebri scritte: “You Can Imagine The Opposite”. La fiera ha poi rinnovato la collaborazione con Fondazione Furla, che ha portato a Bologna una performance di Adelaide Cioni.

E poi ci sono i premi, come quello proposto da BPER Banca, main partner di Arte Fiera. “Per il secondo anno consecutivo in Arte Fiera – ci ha spiegato Sabrina Bianchi, responsabile Brand, Marketing Communication e patrimonio culturale di BPER Banca – proponiamo un prize, quindi assegneremo un premio a un artista, uomo o donna che sia, che però tratti il tema della valorizzazione e del talento femminile, talento femminile che BPER sostiene sia attraverso politiche interne all’azienda, quindi politiche di DNI, quindi non ci stiamo tirando indietro, anzi abbiamo appena ricevuto una certificazione ufficiale di azienda certificata DNI, ma anche attraverso appunto la cultura”.

Un altro premio è invece legato a Ducati, altro partner dell’evento bolognese, che ha scelto di puntare sul concetto di comunità e sul legame di bellezza che lega la casa motociclistica all’arte. “Abbiamo pensato che l’unione di Ducati con un’eccellenza italiana del territorio come Arte Fiera – ha spiegato Patrizia Cianetti, direttrice Marketing e Comunicazione global di Ducati – andasse proprio un po’ a rafforzare il concetto e la volontà che è quella di regalare emozioni, arricchire la vita delle persone, regalare pensieri, sogni, in un qualche modo”.

I pensieri con cui si lascia la fiera di Bologna sono quelli di una scena italiana viva, curiosa e animata. Che prova a pensare se stessa in modo più contemporaneo e che, accanto al semplice mercato, cerca progetti che valgano anche oltre l’aspetto economico.

Governo, Conte (M5s): Meloni senza onore, venga in Parlamento

Bologna, 6 feb. (askanews) – “La presidente Meloni senza onore, non si presentata in Parlamento, scappa dopo aver liberato con tutti gli onori di un volo di Stato uno stupratore di bambini. Venga in Parlamento a riferire”. Lo ha detto il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, a un presidio delle lavoratrici de La Perla a Bologna, in merito alla liberazione del capo della polizia giudiziaria libica, Nijeem Osama Almasri.

“Venga anche qui” a La Perla a Bologna, dove “c’ una crisi d’impresa” ha aggiunto Conte. Quindi “si occupi dei problemi reali dei cittadini. Hanno aumentato gli stipendi di ministri e sottosegretari e addirittura tolgono 100 euro al mese a chi prende 700 euro”, ha concluso l’ex premier.

Fmi: "Su dazi Usa cercare soluzione costruttiva interesse di tutti"

Roma, 6 feb. (askanews) – Sui nuovi dazi commerciali operati, e poi in parte sospesi, dall’amministrazione Usa, al Fondo monetario internazionale “riteniamo sia nell’interesse di tutti trovare una strada costruttiva per risolvere la questione”. Lo ha affermato la direttrice della comunicazione dell’istituzione di Washington, Julie Kozack durante una conferenza stampa.

Il Fmi non si sbilancia su quelle che saranno le ricadute di queste misure. “Il pieno impatto dipenderà da vari fattori – ha proseguito – tra cui le rappresaglie dei Paesi coinvolti, secondo, come reagiranno imprese e consumatori e, infine, come si evolveranno nel corso del tempo queste misure. Avremo maggiori informazioni col passare del tempo, mentre la situazione si sviluppa”.

Il Fmi non si sbilancia anche su un altro provvedimento operato dal presidente Usa, Donald Trump, fin dai primi giorni: lo stop all’erogazione di aiuti tramite il controverso canale Usaid, che oltre a vari Paesi secondo alcune ricorstruzioni di stampa avrebbe elargito ingenti fondi anche a vari media, non solo Usa. “Stiamo seguendo gli sviluppi su Usaid, al momento – ha detto Kozack – è troppo presto per dare stime sull’impatto sui paesi che ricevono aiuti”. (fonte immagine: IMF).

Tv, Vittoria Puccini e Carmine Recano in Belcanto, serie evento Rai

Roma, 6 feb. (askanews) – Intrighi e passioni sullo sfondo dell’Italia dell’800 in “Belcanto”, la nuova serie evento Rai diretta da Carmine Elia con Vittoria Puccini e Carmine Recano, in onda su Rai1 da lunedì 24 febbraio per quattro prime serate.

Nel cast, accanto a Vittoria Puccini e Carmine Recano, volti storici e nuove promesse della serialità italiana: Giacomo Giorgio, Caterina Ferioli, Adriana Savarese, Vincenzo Ferrera, Andrea Verticchio, Nicolò Pasetti, Serena De Ferrari con Antonio Gerardi, Andrea Bosca e Andreas Pietschmann.

Belcanto è la storia di Maria (Vittoria Puccini) e delle sue figlie, Antonia (Caterina Ferioli) e Carolina (Adriana Savarese), e della loro fuga da Napoli per liberarsi dall’oppressione del violento marito di Maria, Iginio (Antonio Gerardi), e inseguire il sogno del canto a Milano. Le tre donne sono destinate a entrare nel mondo dorato e spietato dell’Opera di metà ‘800, ma dovranno scontrarsi con inganni, tradimenti e passioni travolgenti. Maria, segnata da un misterioso segreto che nasconde alle figlie, spinge Antonia verso il successo, ma la ribelle Carolina sembra possedere una forza e un carisma che nessuno aveva previsto. Sospese tra sogni di fama, gelosie e lotte di potere, si troveranno a confrontarsi con la durezza del mondo che hanno scelto. Belcanto è una storia di lotta per la libertà, che spinge le protagoniste a sfidare non solo il destino, ma anche loro stesse.

Belcanto è una coproduzione Rai Fiction – Lucky Red con Umedia in collaborazione con Ufunds in partecipazione con Newen Connect realizzata con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Lombardia Bando “Lombardia per il cinema” e della Regione Lazio Avviso “Lazio Cinema International”, programmi PR FESR 2021-2027 cofinanziato dall’Unione Europea.

L’incontro Putin-Trump potrebbe esserci già a febbraio

Roma, 6 feb. (askanews) – I preparativi per un incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente americano Donald Trump sono “in fase avanzata”, secondo Leonid Slutsky, capo della Commissione affari internazionali della Duma di Stato russa. Slutsky ritiene che il vertice potrebbe concretizzarsi già a febbraio oppure nel mese di marzo.

“Febbraio o marzo, non mettiamoci a indovinare e diamo ai leader l’opportunità di prepararsi in modo competente e esauriente”, ha detto il deputato, “ma sarà presto”. Dopo i ripetuti appelli di Trump a porre fine alla guerra in Ucraina, il capo del Cremlino ha detto che “a questo punto effettivamente è meglio incontrarci”, ma non vi è stato ancora il colloquio telefonico a sua volta ampiamente atteso da almeno due settimane.

Secondo l’agenzia Reuters, che ha citato fonti russe, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita sono al vaglio come Paesi che potrebbero ospitare l’incontro tra Trump e Putin. Nelle ultime settimane alti funzionari russi hanno effettuato visite in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi Uniti. Allo stesso tempo, una delle fonti ha affermato che il Cremlino non si è espresso ancora a favore di un summit in uno di questi due Paesi, in quanto entrambi sono molto legati agli Stati Uniti, in particolare in termini di sicurezza. Da parte americana, il consigliere per la sicurezza nazionale Usa Michael Waltz non ha nè confermato né smentito la possibilità di un incontro in uno di questi due Paesi.

Cina nomina controverso Lu Shaye rappresentante per l’Ue

Roma, 6 feb. (askanews) – La Cina ha confermato oggi la nomina del controverso ambasciatore Lu Shaye come rappresentante speciale per gli affari europei. Si tratta di una nomina che pone nei dubbi nelle cancellerie europee, alla luce delle precedenti prese di posizione del diplomatico, che è stato ambasciatore in Francia per la Repubblica popolare cinese.

“Il governo cinese ha nominato l’ambasciatore Lu Shaye, in sostituzione dell’ambasciatore Wu Hongbo, quale rappresentante speciale per gli affari europei”, ha risposto oggi il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino Guo Jiakun nella quotidiana conferenza stampa. “Il rappresentante speciale Lu Shaye assisterà nel coordinamento e nella gestione delle questioni relative all’Europa e, secondo necessità, intraprenderà consultazioni e scambi con i Paesi europei e con le istituzioni dell’Ue”, ha continuato Guo.

Il portavoce cinese ha descritto Lu come un diplomatico “di grande esperienza, ben informato sulla situazione europea”, che promuoverà “il dialogo e la cooperazione” e contribuirà “in modo adeguato allo sviluppo stabile e sano delle relazioni tra Cina ed Europa”.

Lu ha 60 anni ed è stato ambasciatore della Cina a Parigi fino alla conclusione del 2024. Ha irritato parecchio le cancellerie europee con una serie di dichiarazioni piuttosto urticanti nei cinque anni di mandato in Francia. Per esempio, nel 2023 ha affermato che gli stati ex sovietici non hanno uno “status effettivo” in punta di diritto internazionale.

Nel 2022, Lu aveva suggerito durante un’intervista televisiva che il popolo taiwanese subirà una “rieducazione” dopo che la Cina riprenderà il controllo dell’isola.

La nomina appare in controtendenza rispetto all’inizio di un nuovo clima tra Bruxelles Pechino, in un momento particolare nelle relazioni internazionali, dopo che l’avvento della seconda presidenza di Donald Trump negli Stati uniti ha già innescato una guerra dei dazi con Pechino e minaccia di far partire un conflitto commerciale anche tra Ue e Usa.

Due giorni fa la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, da sempre un falco rispetto alle relazioni con la Cina, ha detto che, ferma restando la politica di “de-risking” nei confronti di Pechino, vede margini per “aprire una nuova pagina” nei rapporti, trovando degli accordi.

Ieri il portavoce cinese Lin Jian ha affermato che, nell’attuale contesto di “rapidi mutamenti, in cui la situazione internazionale s’intreccia in maniera caotica e complessa, il mondo è esposto a rischi di polarizzazione, frammentazione e disordine”, i rapporti tra Cina ed Europa “assumono una rilevanza strategica e un impatto globale ancora maggiori”.

André Abreu "Queen celebration in concert" Tour 2025 in Italia

Roma, 6 feb. (askanews) – André Abreu “Queen Celebration in Concert”, lo spettacolo dei record in Sud America, torna in Italia per un tour che, dopo i sold out delle date di Roma, Napoli e Palermo dello scorso anno, si preannuncia come un nuovo grande successo. Dopo la prima tappa al Teatro Repower ad Assago (MI) di lunedì 17 febbraio 2025, André Abreu insieme alla sua band e all’orchestra si esibiranno il 18 febbraio al Palaunical Teatro a Mantova, per proseguire poi al Sud e nel Centro Italia e concludere il tour il 3 marzo a Bologna al Teatro Celebrazioni.

Queen Celebration in Concert non è un semplice tributo, ma uno spettacolo che ripercorre la storia musicale dei Queen attraverso un connubio di musica, luci e contenuti audiovisivi. Il pubblico avrà l’opportunità di rivivere alcuni dei momenti più straordinari della band britannica, con richiami a concerti memorabili come il “Queen – Live at Wembley Stadium”. La performance di André Abreu, unita a un’accurata cura dei dettagli scenici e musicali, rende omaggio alla straordinaria eredità di Freddie Mercury, offrendo un’esperienza coinvolgente e autentica per tutti gli appassionati della band.

André Abreu, cantante, polistrumentista, compositore e produttore musicale brasiliano, incredibilmente simile a Mercury, non solo per la sua somiglianza fisica, ma anche per la qualità della sua estensione vocale e l’accuratezza della sua intonazione, rivela: “È un lavoro che richiede molta energia e devozione personale. Più che un tributo è un omaggio da fan a idolo e un omaggio al lavoro geniale e senza tempo dei Queen. Quando Freddie morì avevo solo 3 anni, ma appena ascoltai, per la prima volta, la sua voce e la sua musica ne rimasi folgorato…”

Con Queen Celebration in Concert il pubblico rivivrà i momenti musicali più importanti della band grazie a brani come “Love of my Life”, “We are the Champions”, “We Will Rock You”, “Radio Gaga “, “Crazy Little Thing Called Love”, “Don’t Stop Me Now”, “Somebody to Love”, “Another One Bites the Dust”…

Lo spettacolo è prodotto da BOOM PRODUCAO, in collaborazione per l’Europa con We4Show e Menti Associate.

André Abreu in “QUEEN CELEBRATION IN CONCERT” Tour 2025 w/Band & Orchestra 17 febbraio, Teatro Repower, Assago (MI) – ore 21. Biglietti da 35 € + d.p. 18 febbraio, Palaunical Teatro, Mantova – ore 21. Biglietti da 34,50 € + d.p. 21 febbraio, Cineteatro Don Bosco, Potenza – ore 21. Biglietti da 28,50 € + d.p. 22 febbraio, Politeama, Lecce – ore 21. Biglietti da 28,50 € + d.p. 24 febbraio, Teatro Augusteo, Napoli – ore 21. Biglietti da 28,50 € + d.p. 25 febbraio, Teatro Team, Bari – ore 21. Biglietti da 28,50 € + d.p. 26 febbraio, Palariviera, San Benedetto del Tronto (askanews) – ore 21. Biglietti da 38 € + d.p. 27 febbraio, Teatro Lyrick, Assisi (PG) – ore 21. Biglietti da 38 € + d.p. 28 febbraio e 1° marzo, Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, Roma – ore 21. Biglietti da 34,50 € + d.p. 3 marzo, Teatro Celebrazioni, Bologna – ore 21. Biglietti da 40 € + d.p.

Cina: blocco a DeepSeek? Difenderemo con forza nostre aziende

Roma, 6 feb. (askanews) – La Cina “difenderà fermamente i diritti legittimi delle imprese cinesi”. Lo ha detto oggi il portavoce del ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun, durante la quotidiana conferenza stampa a Pechino, rispondendo a una domanda rispetto alle notizie secondo cui Stati uniti, Giappone, Italia, Australia, India e altri paesi hanno vietato o limitato l’uso della modello di linguaggio di ampie dimensioni cinese basato sull’Intelligenza artificiale DeepSeek.

“Vorrei sottolineare che il governo cinese attribuisce grande importanza alla protezione della privacy e della sicurezza dei dati in conformità alla legge”, ha detto Guo. “Non ha mai richiesto né richiederà a imprese o privati di raccogliere o conservare dati in maniera illecita”, ha proseguito il portavoce. “La Cina – ha affermato – si oppone costantemente all’estensione del concetto di sicurezza nazionale e alla politicizzazione delle questioni economiche, commerciali e tecnologiche. Allo stesso tempo, la Cina s’impegnerà a difendere fermamente i diritti legittimi delle imprese cinesi”.

Chiara Galiazzo raddoppia le date del Blue Note di Milano

Roma, 6 feb. (askanews) – Il Blue Note di Milano raddoppia. Dopo aver raggiunto in pochi giorni il sold out con il concerto delle 20:30 del 10 aprile, Chiara Galiazzo annuncia sui social l’apertura oggi delle prevendite del secondo spettacolo delle 22:30. Un risultato che accoglie con gratitudine e gioia come traspare dalle sue parole: “Volevo ringraziarvi, ultimamente sono contenta e stupita, mi sembra di raccogliere tutto quello che ho seminato piano piano come una formichina negli ultimi anni ed è bello. Ci ho creduto fino in fondo, ci credo tutt’ora, so esattamente dove sto andando, cosa che qualche anno fa non avrei potuto dire”.I biglietti del concerto, prodotto e organizzato da Baobab Music & Ethics, sono in prevendita su TicketOne.

Chiara Galiazzo ha recentemente pubblicato il suo nuovo singolo “Valore” già virale dopo un’esibizione televisiva che ha conquistato i social. Il brano è firmato da Chiara con Giovanni Rinaldi, Alessandro Casillo e Daniele Autore che ne è anche il produttore (etichetta Not For All – distribuzione The Orchard). “Valore” ruota attorno un semplice concetto: quando sai voler bene e riesci a provare un grande sentimento per un’altra persona, che può essere un partner, un figlio, chiunque diventi particolarmente caro, tutto ciò che prima di incontrare questo sentimento sembrava grande e insormontabile, quasi sparisce. “Perché tutto sembra piccolo vicino a te” è il claim della canzone, che ne racchiude il significato. Abbiamo voluto mantenere una produzione essenziale per dare peso alle parole e alla voce. Il messaggio deve arrivare forte e chiaro, è un po’ la cosa che diresti a quella persona che quando arriva fa sembrare tutti i problemi molto piccoli, che ti salva e che riesce a farti ridimensionare tutte le cose che prima ti sembravano invalicabili.

Gli aeroporti italiani presentano un manifesto al servizio del paese

Roma, 5 feb. (askanews) – Assaeroporti e gli aeroporti italiani insieme per raccontare il ruolo centrale del settore per lo sviluppo economico, il progresso e la sostenibilit del nostro Paese. Nasce Airport Day, una giornata dedicata a un comparto che incide per il 3,8% sul Pil italiano e genera 1,3 milioni di posti di lavoro, promossa da Assaeroporti in contemporanea a Roma e in 17 scali aderenti, come racconta il presidente dell’associazione, Carlo Borgomeo: “Sappiamo tutti che i dati sul traffico dei passeggeri e grazie a Dio anche sul traffico merci crescono in maniera, diciamo, imprevedibile, Siamo tutti sorpresi positivamente, ma non il solo dato, dietro a questi numeri c’ la certezza, c’ la verifica, che gli aeroporti sono un pezzo importantissimo per lo sviluppo del paese. Qualche numero: il sistema aeroportuale fa il 3,8 del valore aggiunto intero del sistema Italia, fa lavorare direttamente o indirettamente, 1,3 milioni di persone. Per ogni milione di passeggeri in pi in ogni aeroporto, ci sono 522 nuovi addetti e poi a livello generale c’ un’espansione dell’occupazione valutabile in 6mila persone”.

All’Airport day ha partecipato anche il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini che ha ricordato come il suo ministero sia a disposizione del sistema aeroportuale italiano: “Duecentoventi milioni di passeggeri vuol dire tanti turisti, tanti posti di lavoro creati per gli italiani e quindi da ministro sto lavorando per sbloccare, per sburocratizzare, per ampliare, per accelerare, per modernizzare. L’obiettivo quello di crescere ancora di pi, perch pi turiasti arrivano, pi business arriva, pi lavoro creiamo per gli italiani”.

Il Manifesto degli aeroporti italiani sintetizza, in cinque punti, i valori e gli obiettivi che muovono il sistema aeroportuale: al servizio dei passeggeri; sviluppo e dialogo con le comunit locali: inclusivit e benessere; sostenibilit ambientale e innovazione tecnologica.

Sanremo, Gaia: il 21 marzo esce il nuovo album "rosa dei venti"

Roma, 6 feb. (askanews) – rosa dei venti è il titolo del nuovo progetto discografico di Gaia in uscita il 21 marzo 2025 per Columbia Records/Sony Music Italy, disponibile in preorder. Attraverso un lavoro istintivo e autentico, un flusso naturale, Gaia racconta i suoi vént’anni, una fase della vita che sembra non avere direzione – apparentemente destabilizzante – guidata da vènti che soffiano e decidono per noi. Il disco apre al suo diario personale e, tra pezzi più intimi e canzoni più energiche, traccia un percorso alla ricerca della bussola interiore.

Primo passo alla volta di rosa dei venti è il brano “Chiamo io chiami tu” in gara al 75° Festival di Sanremo con cui Gaia esplora quel limbo d’indecisione che ci blocca, quei dubbi che ci allontanano dal nostro istinto più profondo e primordiale. È una canzone molto leggera e ballabile ma con un sottotesto che, se ascoltata con attenzione, si coglie facilmente.

Il 7 maggio 2025 segna l’attesissimo comeback dal vivo di Gaia con uno speciale concerto evento, prodotto da Vivo Concerti, al Fabrique di Milano. I biglietti sono disponibili su tutte le piattaforme di prevendita on-line e nei punti vendita autorizzati. L’organizzatore declina ogni responsabilità in caso di acquisto di biglietti fuori dai circuiti di biglietteria autorizzati non presenti nei nostri comunicati ufficiali.

A coronare un 2024 di grandi successi inaugurato con il singolo “Tokyo” primo in radio, proseguito con “Dea Saffica”, brano manifesto, e “Sesso e samba” in coppia con Tony Effe, assoluta hit dell’estate al primo posto in Fimi per 12 settimane consecutive e certificata 4 Platino, Gaia ha annunciato il suo ritorno all’Ariston dopo la partecipazione nel 2021 con “Cuore Amaro” e nel 2024, nella serata delle cover al fianco di Big Mama, Sissi e La Niña, sulle note di “Lady Marmalade”. Cantautrice versatile e poliedrica, capace di fondere italiano e portoghese dando voce alle sue forti origini brasiliane, Gaia – con due album all’attivo, “Nuova Genesi” e “Alma” – è stata proclamata a settembre 2024 “Hitmaker of the year” nella prima edizione italiana dei “Billboard Women in Music.

Foibe, La Russa: ricordare non è un atto superfluo

Roma, 6 feb. (askanews) – “Non è un atto superfluo celebrare ogni anno il giorno del Ricordo, ma affermare che è una occasione per rendere onore, tardivo, a coloro che subirono l’oltraggio dell’indifferenza, o peggio della persecuzione, è tuttora un atto doveroso, sentito e necessario”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, prendendo la parola a palazzo Madama nel corso della presentazione del libro sulle foibe del senatore di Fratelli d’Italia, Roberto Menia.

A giudizio di La Russa “c’è stata tanta disattenzione, diciamo ‘disattenzione’ per usare un termine buono, ma una parte degli italiani non ha mai trascurato” di considerare le vittime di quelle vicende “non solo parte dell’Italia, ma vicina più di chiunque altro”.

“L’esodo, le torture, l’uccisione barbara di milioni di italiani trovarono la pessima accoglienza non solo dei comunisti e della sinistra (famoso il latte negato ai bambini alla stazione di Bologna) ma anche del potere italiano che non voleva creare attrito con la sinistra e con i vincitori”, ha aggiunto.

Banca d’Inghilterra conferma forte aumento ritiri di oro

Roma, 6 feb. (askanews) – La Banca d’Inghilterra ha confermato di aver ricevuto una forte domanda di ritiro di oro fisico nelle ultime settimane e che questo ha determinato l’allungamento dei tempi di consegna, data la lungaggine implicita di queste procedure. Ma nel corso della conferenza stampa tenuta al termine del direttorio, l’istituzione ha smentito le ipotesi di stampa di essere rimasta a corto del metallo prezioso.

“Abbiamo le seconde maggiori riserve di oro al mondo e il nostro lo stock è sceso di circa un 2%”, ha riferito il vicegovernatorte, Dave Ramsden, a cui il governatore, Andrew Bailey, ha lasciato il compito di rispondere ad una domanda sull’argomento.

“Quello che sta succedendo va inquadrato nel contesto di quello che sta accadendo nell’economia globale. Perché questo aiuta a spiegare alcuni dei fatti sulle tempistiche che ci vogliono per portare fuori il l’oro dalle banche centrali. E va ricordato e il mercato Usa dell’oro fisico offre un sovrapprezzo rispetto a quello di Londra. E che gli operatori cercano di ottenere vantaggi da questo differenziale”.

Nei giorni scorsi era emerso che dopo la vittoria alle presidenziali Usa di Donald Trump era fortemente aumentata la domanda di oro fisico dagli Stati Uniti, nella prospettiva di far giungere i “lingotti” prima che scattassero dazi alle importazioni che avrebbero reso più costoso l’oro. Questo ha avuto come ricaduta anche un aumento delle richieste presso la Bank of England, i cui tempi di consegna si sono nettamente allungati.

“C’è stata una forte domanda. Ma possiamo soddisfare questa domanda – ha puntualizzato Ramsden -: tutti coloro che hanno presentato richieste se le sono viste soddisfare. Ovviamente potrebbero dover aspettare un po’ più di settimane rispetto al normale, perché tutti gli slot sono occupati. E anche per questioni di sicurezza queste procedure non sono semplici: la realtà dei fatti è richiedono tempo”.

Ad ogni modo ad alimentare la domanda globale di oro fisico non sono unicamente i dazi dell’amministrazione Trump. Già in precedenza la Cina stava portando avanti una manovra di accumulazione. E anche negli Usa il metallo giallo ha visto una rinnovata popolarità degli ultimi due anni, in parallelo agli esorbitanti deficit di bilancio operati dall’amministrazione Biden, che hanno creato inquietudini sulla tenuta di valore del dollaro. (fonte immagine: Bank of England).

Almasri, Avvenire: Cpi ha aperto un fascicolo su Governo per rimpatrio

Roma, 6 feb. (askanews) – La Corte Penale Internazionale dell’Aia ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di “ostacolo all’amministrazione della giustizia ai sensi dell’articolo 70 dello Statuto di Roma” a seguito di una denuncia di una vittima delle torture del generale libico Almasri nella quale sono indicati i nomi di Giorgia Meloni, Carlo Nordio e Matteo Piantedosi. Lo scrive Avvenire nell’edizione online.

“L’iscrizione a protocollo dell’istanza e l’invio agli uffici della Corte che hanno emesso il mandato di cattura per il generale Almasri, conferma l’esistenza del fascicolo su cui poi la procura deciderà in quale modo procedere. A scrivere all’Aja attraverso i suoi legali è stato un rifugiato sudanese che già nel 2019 aveva raccontato agli investigatori internazionali le torture che lui e la moglie avevano subito dal generale Almasri, quando entrambi erano stati imprigionati in Libia. “Il richiedente, un cittadino sudanese del Darfur con lo status di rifugiato in Francia, sostiene che sua moglie, lui stesso e innumerevoli membri del gruppo di cui fa parte (“migranti”) sono stati vittime di numerosi e continui crimini”, si legge nella richiesta inviata all’ufficio del procuratore appena dopo aver ascoltato alla Camera i ministri Nordio e Piantedosi” afferma Avvenire.

“La comunicazione legale raccolta dall’Ufficio del procuratore si compone di 23 pagine nelle quali è ricostruita la vicenda Almasri fino alla riconsegna in Libia. La firma è di “Front-Lex” una organizzazione internazionale di avvocati per i diritti umani che danni è in prima linea davanti ai tribunali dell’Ue, dell’Onu e dell’Aja. Il rifugiato è assistito a Parigi da due avvocati impegnati in svariati processi davanti alle giurisdizioni internazionali: Juan Branco e Omer Shatz”.

“Secondo l’accusa, nella quale Meloni, Nordio e Piantedosi sono indicati come ½sospettati», i rappresentanti del governo italiano non hanno provveduto a consegnare il generale Almasri alla Corte penale internazionale: “Hanno abusato dei loro poteri esecutivi per disobbedire ai loro obblighi internazionali e nazionali. In particolare viene citato l’articolo 70 dello Statuto di Roma che disciplina i provvedimenti contro chi ostacola la giustizia internazionale”.

Caso Almasri, Avvenire: la Cpi ha aperto un fascicolo sul governo

Roma, 6 feb. (askanews) – La Corte Penale Internazionale dell’Aia ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di “ostacolo all’amministrazione della giustizia ai sensi dell’articolo 70 dello Statuto di Roma” a seguito di una denuncia di una vittima delle torture del generale libico Almasri nella quale sono indicati i nomi di Giorgia Meloni, Carlo Nordio e Matteo Piantedosi. Lo scrive Avvenire nell’edizione online.

“L’iscrizione a protocollo dell’istanza e l’invio agli uffici della Corte che hanno emesso il mandato di cattura per il generale Almasri, conferma l’esistenza del fascicolo su cui poi la procura deciderà in quale modo procedere. A scrivere all’Aja attraverso i suoi legali è stato un rifugiato sudanese che già nel 2019 aveva raccontato agli investigatori internazionali le torture che lui e la moglie avevano subito dal generale Almasri, quando entrambi erano stati imprigionati in Libia. “Il richiedente, un cittadino sudanese del Darfur con lo status di rifugiato in Francia, sostiene che sua moglie, lui stesso e innumerevoli membri del gruppo di cui fa parte (“migranti”) sono stati vittime di numerosi e continui crimini”, si legge nella richiesta inviata all’ufficio del procuratore appena dopo aver ascoltato alla Camera i ministri Nordio e Piantedosi” afferma Avvenire.

“La comunicazione legale raccolta dall’Ufficio del procuratore si compone di 23 pagine nelle quali è ricostruita la vicenda Almasri fino alla riconsegna in Libia. La firma è di “Front-Lex” una organizzazione internazionale di avvocati per i diritti umani che danni è in prima linea davanti ai tribunali dell’Ue, dell’Onu e dell’Aja. Il rifugiato è assistito a Parigi da due avvocati impegnati in svariati processi davanti alle giurisdizioni internazionali: Juan Branco e Omer Shatz”.

“Secondo l’accusa, nella quale Meloni, Nordio e Piantedosi sono indicati come ½sospettati», i rappresentanti del governo italiano non hanno provveduto a consegnare il generale Almasri alla Corte penale internazionale: “Hanno abusato dei loro poteri esecutivi per disobbedire ai loro obblighi internazionali e nazionali. In particolare viene citato l’articolo 70 dello Statuto di Roma che disciplina i provvedimenti contro chi ostacola la giustizia internazionale”.

“Credo che ormai a questo mondo tutti indagano un po` su tutto. Noi abbiamo fiducia nella giustizia umana, o meglio, postulo la giustizia divina perché quella umana spesso è fallibile. Accontentiamoci di quella che abbiamo e vediamo come va”. Così a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, intervistato da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari.

Il cyberbullismo colpisce un milione di adolescenti in Italia

Milano, 6 feb. (askanews) – Sono oltre 1 milione gli studenti tra i 15 e i 19 anni (47%) che, nel corso del 2024, hanno subito episodi di cyberbullismo. Un fenomeno diffuso e senza distinzioni di genere, che, ogni anno, sembra registrare una crescita senza fine. Nel 2024, in particolare, si osserva una leggera inversione di tendenza rispetto ai periodi precedenti: se nel triennio 2021-2023 erano principalmente le ragazze a segnalare esperienze di vittimizzazione, oggi sono i ragazzi a subire di più. Il dato emerge dallo studio ESPAD«Italia 2024 con particolare riferimento al fenomeno del cyberbullismo, presentato dal Laboratorio di Epidemiologia dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Cnr-Ifc).

Oltre 800.000 studenti (32%) hanno praticato cyberbullismo, con una percentuale poco più alta tra i ragazzi (35%) rispetto alle ragazze (29%). Il dato nel 2024 segna un record negativo, registrando il suo valore più alto di sempre. Le modalità di aggressione variano tra i generi. La modalità aggressiva più diffusa, per entrambi, è l’invio di insulti in una chat di gruppo. I ragazzi, poi, tendono a ricorrere a minacce dirette e insulti pubblici sui social, esponendo la vittima a un pubblico più ampio. Le ragazze, invece, preferiscono forme di bullismo più indirette, come l’esclusione dai gruppi online e la diffusione non autorizzata di contenuti personali.

Quasi un quarto degli studenti (il 23%, pari a quasi 600.000 ragazzi) si trova in un circolo vizioso: rivela di aver ricoperto il duplice ruolo di vittima e autore. Questa è una condizione particolarmente preoccupante perché è associata a ripercussioni più gravi, fra cui difficoltà nelle relazioni e altri comportamenti a rischio. Negli ultimi anni, il numero di cyberbulli-vittime è aumentato senza sosta, con una crescita che interessa entrambi i generi. Tuttavia, il fenomeno colpisce in modo più marcato i ragazzi (26%) rispetto alle ragazze (21%).

L’uso sempre più diffuso dei social media e dei videogiochi, comportamenti sempre in crescita tra gli studenti, sta contribuendo ad intensificare il fenomeno, creando un ambiente in cui il cyberbullismo può proliferare più facilmente. Le piattaforme digitali offrono nuove opportunità per attacchi anonimi e per l’isolamento sociale, senza dimenticare l’influenza che questi spazi hanno sul comportamento offline. Cyberbullismo e altri rischi: un effetto domino preoccupante Il cyberbullismo non è un fenomeno isolato, ma si intreccia con altri comportamenti problematici. Tra questi, l’uso eccessivo di Internet, fenomeni come il ghosting e il phubbing, e una propensione al gioco d’azzardo. Chi è coinvolto in episodi di cyberbullismo – sia come vittima che come autore – mostra anche un uso più frequente di sostanze psicoattive illegali, aumentando i rischi per la salute mentale e fisica. Inoltre, il fenomeno può portare a forme estreme di isolamento sociale, come il fenomeno degli hikikomori, con gravi impatti sul benessere psicologico degli adolescenti. Una dimensione che sta emergendo con forza è il legame tra cyberbullismo e violenza fisica tra i giovani. L’aumento del bullismo online sembra riflettersi in un contesto più ampio di violenza fisica tra gli adolescenti, con episodi di aggressione che spesso si verificano anche nei contesti scolastici e nei luoghi di ritrovo.

“Il cyberbullismo non è un fenomeno isolato ma una problematica che coinvolge ampie dimensioni della vita sociale e psicologica dei giovani” afferma Sabrina Molinaro, dirigente di ricerca del CNR-IFC e responsabile dello studio ESPAD«Italia, aggiungendo che “il nostro impegno è aumentare la consapevolezza pubblica e favorire, attraverso una comunicazione basata sull’evidenza scientifica, lo sviluppo di soluzioni concrete che promuovano ambienti online sicuri e inclusivi, portando avanti una cultura di rispetto e solidarietà tra le nuove generazioni L’obiettivo è favorire una cultura di rispetto e solidarietà tra le nuove generazioni”.

Cyberbullismo, Cnr: colpisce oltre 1 mln di adolescenti italiani

Milano, 6 feb. (askanews) – Sono oltre 1 milione gli studenti tra i 15 e i 19 anni (47%) che, nel corso del 2024, hanno subito episodi di cyberbullismo. Un fenomeno diffuso e senza distinzioni di genere, che, ogni anno, sembra registrare una crescita senza fine. Nel 2024, in particolare, si osserva una leggera inversione di tendenza rispetto ai periodi precedenti: se nel triennio 2021-2023 erano principalmente le ragazze a segnalare esperienze di vittimizzazione, oggi sono i ragazzi a subire di più. Il dato emerge dallo studio ESPAD®Italia 2024 con particolare riferimento al fenomeno del cyberbullismo, presentato dal Laboratorio di Epidemiologia dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Cnr-Ifc).

Oltre 800.000 studenti (32%) hanno praticato cyberbullismo, con una percentuale poco più alta tra i ragazzi (35%) rispetto alle ragazze (29%). Il dato nel 2024 segna un record negativo, registrando il suo valore più alto di sempre. Le modalità di aggressione variano tra i generi. La modalità aggressiva più diffusa, per entrambi, è l’invio di insulti in una chat di gruppo. I ragazzi, poi, tendono a ricorrere a minacce dirette e insulti pubblici sui social, esponendo la vittima a un pubblico più ampio. Le ragazze, invece, preferiscono forme di bullismo più indirette, come l’esclusione dai gruppi online e la diffusione non autorizzata di contenuti personali.

Quasi un quarto degli studenti (il 23%, pari a quasi 600.000 ragazzi) si trova in un circolo vizioso: rivela di aver ricoperto il duplice ruolo di vittima e autore. Questa è una condizione particolarmente preoccupante perché è associata a ripercussioni più gravi, fra cui difficoltà nelle relazioni e altri comportamenti a rischio. Negli ultimi anni, il numero di cyberbulli-vittime è aumentato senza sosta, con una crescita che interessa entrambi i generi. Tuttavia, il fenomeno colpisce in modo più marcato i ragazzi (26%) rispetto alle ragazze (21%).

L’uso sempre più diffuso dei social media e dei videogiochi, comportamenti sempre in crescita tra gli studenti, sta contribuendo ad intensificare il fenomeno, creando un ambiente in cui il cyberbullismo può proliferare più facilmente. Le piattaforme digitali offrono nuove opportunità per attacchi anonimi e per l’isolamento sociale, senza dimenticare l’influenza che questi spazi hanno sul comportamento offline. Cyberbullismo e altri rischi: un effetto domino preoccupante Il cyberbullismo non è un fenomeno isolato, ma si intreccia con altri comportamenti problematici. Tra questi, l’uso eccessivo di Internet, fenomeni come il ghosting e il phubbing, e una propensione al gioco d’azzardo. Chi è coinvolto in episodi di cyberbullismo – sia come vittima che come autore – mostra anche un uso più frequente di sostanze psicoattive illegali, aumentando i rischi per la salute mentale e fisica. Inoltre, il fenomeno può portare a forme estreme di isolamento sociale, come il fenomeno degli hikikomori, con gravi impatti sul benessere psicologico degli adolescenti. Una dimensione che sta emergendo con forza è il legame tra cyberbullismo e violenza fisica tra i giovani. L’aumento del bullismo online sembra riflettersi in un contesto più ampio di violenza fisica tra gli adolescenti, con episodi di aggressione che spesso si verificano anche nei contesti scolastici e nei luoghi di ritrovo.

“Il cyberbullismo non è un fenomeno isolato ma una problematica che coinvolge ampie dimensioni della vita sociale e psicologica dei giovani” afferma Sabrina Molinaro, dirigente di ricerca del CNR-IFC e responsabile dello studio ESPAD®Italia, aggiungendo che “il nostro impegno è aumentare la consapevolezza pubblica e favorire, attraverso una comunicazione basata sull’evidenza scientifica, lo sviluppo di soluzioni concrete che promuovano ambienti online sicuri e inclusivi, portando avanti una cultura di rispetto e solidarietà tra le nuove generazioni L’obiettivo è favorire una cultura di rispetto e solidarietà tra le nuove generazioni”.

"Linea Segreta", il libro che svela il rapporto Italia-Vaticano

Milano, 6 feb. (askanews) – (di Cristina Giuliano) All’estero nessuno come gli italiani riesce a rimanere se stesso, senza scomporsi troppo, mantenendo i propri principi eppur riuscendo ad essere empatico e aperto al mondo. Un aneddoto che riguarda Giovanni Gronchi, presidente della Repubblica Italiana dal 1955 al 1962, lo esemplifica con grande semplicità. Si tratta di quella volta che il leader sovietico Nikita Krusciov propose all’allora nostro Capo di Stato di rifletterci: “e dopo mature riflessioni diventerete comunisti”, gli disse durante un brindisi in ambasciata d’Italia a Mosca. La risposta di Gronchi fu fulminante, particolarmente divertente, ed è contenuta in “Linea Segreta. I retroscena tra Stato e Vaticano”, ultima fatica letteraria di Antonio Preziosi, giornalista e direttore del Tg2, nonché esperto conoscitore di quel sistema complesso che sono le nostre istituzioni e la politica.

Dopo “Il papa doveva morire” (2021) e “Il sorriso del papa” (2022) il nuovo libro affronta con una prosa precisa, attenta e capace di alleggerire momenti davvero drammatici, passaggi chiave che riguardano la storia del nostro Paese e di quel rapporto unico tra le due sponde del Tevere, in una “ipotetica passeggiata che dal colle del Quirinale ci conduce al colle del Vaticano”, come scrive lo stesso Preziosi che nell’introduzione, fa notare come in un “fazzoletto di alcune centinaia di metri quadrati e di palazzi si dipanano le relazioni e le storie che rendono avvincente il racconto di ciò che unisce e ciò che divide l’Italia della Repubblica e lo Stato dei papi”.

Puntuale e trasparente l’uso delle fonti, ben documentate. Molti i dietro le quinte di un confronto evidentemente continuo, oltre agli aneddoti proposti dall’autore. Dall’inchino del presidente De Nicola a Pio XII sino al perché i Patti Lateranensi hanno un impatto così forte non soltanto sui rapporti bilaterali. “Lo Stato della Città del Vaticano è il più piccolo del mondo. Ma è proprio grazie alla sua qualità di capo dello Stato che il papa ha titolo per mediare – ad esempio – nei negoziati di pace per il Medio Oriente o di essere invitato a intervenire con un discorso ufficiale al Parlamento europeo o all’Assemblea generale delle Nazioni Unite” fa notare Preziosi con chiarezza cristallina.

Un rapporto fatto di rispetto, dialogo e aperta collaborazione che ha attraversato anche fasi critiche come i referemdum sul divorzio e sull’aborto, il dibattito sulla famiglia, sull’immigrazione e sulle scelte morali. Un rapporto che pervade la Capitale d’Italia e in un certo senso riguarda tutti noi, impossibile da ignorare sia in patria che all’estero. Il volume (LINEA SEGRETA, Edizioni San Paolo 2024, pp. 318, euro 20, in vendita anche su piattaforme internazionali) ha già avuto risonanza, presentato peraltro a metà gennaio all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede dal vicepremier e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, e dal presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il cardinale Matteo Maria Zuppi. E rappresenta una miniera di gustosi aneddoti, alcuni conosciuti, altri assolutamente inediti, da avere e conservare. A partire dalla risposta che Gronchi diede a Krusciov che gli proponeva di diventare comunista: “tra qualche anno l’invito possa essere rovesciato e che anche voi, toccato dalla grazia di Dio, possiate essere annoverato tra le file della Democrazia Cristiana”.

Sci, Federica Brignone d’argento ai Mondiali in SuperG

Roma, 6 feb. (askanews) – Una straordinaria Federica Brignone conquista la medaglia d’argento nel superG dei Campionati del Mondo di Saalbach, in Austria, mantenendo così l’Italia sul podio dopo il trionfo nel parallelo a squadre che martedì ha aperto la rassegna iridata. Solo un decimo separa la campionessa valdostana dalla medaglia d’oro vinta dall’austriaca Stephanie Venier, vincitrice con il tempo di 1’20″47, con dieci centesimi di margine sull’azzurra e 24 sulla statunitense Lauren Macuga e sulla norvegese Kajsa Vickhoff Lie, appaiate sul gradino più basso del podio, seguite da Sofia Goggia, ottima quinta a 0″30 a soli sei centesimi dalla zona medaglia. Fluida e delicata su una pista che rischia di non perdonare il minimo errore, determinata sui salti: Federica Brignone ha trovato le giuste misure alla pista Ulli Maier, un tracciato con pochi angoli ma che richiedeva la massima morbidezza d’azione. Prende così forma la quarta medaglia mondiale per Federica Brignone, la terza d’argento dopo quelle in gigante raccolte a Garmisch Partenkirchen 2011 e Courchevel 2023, con la rassegna iridata francese che l’ha vista campionessa mondiale di combinata. Un argento che si incastona in una stagione sin qui sensazionale in cui ha saputo vincere in cinque occasioni ed in tre diverse discipline in Coppa del Mondo, collezionando 8 podi che ne fanno la leader della classifica generale. E Saalbach 2025 si apre per Federica nel migliore dei modi, in attesa di tornare in pista nelle prossime sfide iridate.

Ottima come detto anche la prova di Goggia, brava ad interpretare il tracciato austriaco per sfiorare a propria volta un posto sul podio. Ma le indicazioni della bergamasca sono interessanti in vista della discesa di sabato. Alle sue spalle, sesto posto per la convincente tedesca Emma Aicher (+0″52), con Ester Ledecka settima a 0″63 seguita da Lara Gut Behrami (+0″70) e da Elena Curtoni (+0″76) che è nona. Giornata meno positiva per Marta Bassino (16esima) che cede così lo scettro iridato dopo il trionfo del 2023 chiudendo a 1″63 da Venier e per Laura Pirovano, diciottesima attardata di 1″72.

Domani si torna in pista per la terza prova della discesa: il via alle 9:30, sabato quindi saranno in palio le medaglie.

Sanremo, Alex Wise: salire sull’Ariston un sogno che si avvera

Roma, 6 feb. (askanews) – Alex Wyse tra le Nuove Proposte del Festival di Sanremo 2025. Sar in gara con il brano “Rockstar”. Lo scorso dicembre stato selezionato per proporre il suo brano tra le Nuove Proposte dopo aver superato tutte le fasi eliminatorie di Sanremo Giovani. “Per me Sanremo sono tante emozioni assieme, sono paure, sono ricordi. Io sono cresciuto guardandolo da un divano di casa insieme ai miei familiari, a mia mamma, mia nonna e mia sorella. E’ un sogno che si avvera…vedere il palco di persona, salirci sopra, cantare con l’orchestra. come se vedessi il me da bambino, sicuramente sarebbe contento”.

“Rockstar” ha rapidamente ottenuto oltre un milione ascolti, consolidandosi presto come uno dei brani pi ascoltati di questa edizione di Sanremo Giovani.

Con “Rockstar” Alex Wyse esplora il concetto di libert, proponendolo come un ideale fragile e sfuggente. Un percorso attraverso la ricerca della propria identit e il bisogno di liberarsi dai vincoli emotivi. “Rockstar nasce in tante serate di agosto, in realt nasce con un altro ritornello, poi stato modificato con il tempo, perch non mi piaceva abbastanza. Ed era un periodo dove avevo la necessit di tirare fuori la libert vera e propria, il mio lato interno e guardare anche un po’ la societ attorno e vedere quello che mancava e penso che Rockstar sia appunto un urlo alla libert e al non nasconderci”.

M.O., Conte: fesserie da Trump, no deportazione palestinesi da Gaza

Roma, 6 feb. (askanews) – “Se fossi presidente del Consiglio chiamerei il presidente Trump, chiederei un colloquio e gli direi: hai detto una fesseria, rimangiatela subito, non esiste pensare di deportare una intera popolazione da Gaza. Ma Meloni non lo fa e non lo farà perché sappiamo che quando va a Washington ci va solo per prendere bacetti, prima con Biden ora con Trump”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, in collegamento con gli studi di La7 dal presidio delle lavoratrici di La Perla a Bologna.

“I palestinesi – ha proseguito l’ex premier – rimarranno a Gaza. Dopo un anno e mezzo di sterminio sistematico adesso bisogna cambiare politica, e garantire a loro un futuro indipendente”.

Banca Mediolanum: utile 2024 record a 1,12 mld, cedola 1 euro (+42%)

Milano, 6 feb. (askanews) – Il gruppo Banca Mediolanum ha chiuso il 2024 con un utile record di 1,12 miliardi nel 2024, in crescita del 36% sul 2023. Proposto un dividendo complessivo di 1 euro per azione, pari a circa 737 milioni, il 42% in più rispetto al 2023. L’importo è composto da un acconto di 0,37 euro per azione distribuito e da un saldo di 0,63 per azione.

“Quale concreto riconoscimento per la brillante performance del gruppo nell’anno appena concluso – sottolinea una nota della banca -, verrà erogato nel mese di febbraio un bonus straordinario di 2.000 euro a ciascuno degli oltre 10.000 dipendenti e collaboratori in Italia e all’estero, per un totale di 20,9 milioni”.

Nel 2024 il totale delle masse gestite e amministrate ha raggiunto 138,49 miliardi, in aumento del 17%. Il Common Equity Tier 1 Ratio al 31 dicembre 2024 risulta pari al 23,7%, livello di assoluta eccellenza nel panorama bancario europeo, sottolinea Banca Mediolanum. I risultati commerciali sono pari a 13,74 miliardi e in particolare la raccolta netta totale è stata positiva per 10,44 miliardi, in aumento del 46%, mentre la raccolta netta gestita ha raggiunto 7,64 miliardi (+91%). Entrambi i risultati rendono il 2024 il miglior anno della storia della banca.

Per Copernicus gennaio 2025 è stato il più caldo della storia

Milano, 6 feb. (askanews) – Gennaio 2025 è stato il gennaio più caldo mai registrato. Il mese scorso è stato di 1,75°C al di sopra del livello preindustriale e di 0,79°C sopra la media del 1991-2020. A rilevarlo è il bollettino mensile di Copernicus, l’osservatorio europeo sui cambiamenti climatici.

– In particolare, spiega Copernicus, gennaio 2025 è stato il 18esimo mese in un periodo di 19 mesi per nel quale la temperatura media globale dell’aria superficiale era superiore a 1,5°C sopra i livelli preindustriali. Inoltre 12 di questi 18 mesi, ossia da settembre 2023 ad aprile 2024 e da ottobre 2024 a gennaio 2025, erano sostanzialmente superiori a 1,5°C, che vanno da 1,58°C a 1,78°C.

Mps: utile 2024 a 1,95 miliardi, ai soci oltre 1 miliardo di dividendi

Milano, 6 feb. (askanews) – Mps ha chiuso il 2024 con un utile netto di 1,951 miliardi, battendo le stime del consensus degli analisti. Nel 2023 l’utile era stato di 2,052 miliardi, a cui contribuirono 471 milioni di rilasci netti di accantonamenti su fondi rischi e oneri. Per gli azionisti arrivano oltre 1 miliardo di euro di dividendi: 0,86 euro per azione, con un pay-out ratio sull’utile ante imposte al 75%, pari a un dividend yield del 14%, tra i più elevati nel settore. Il precedente dividendo – il primo dopo 13 anni – era di 0,25 euro.

“Forte di una rete commerciale competitiva, eccellente redditività e solidità patrimoniale”, sottolinea Mps nel comunicato sui risultati di esercizio, “è pronta per realizzare un processo di sviluppo industriale attraverso un’innovativa business combination con Mediobanca per la nascita di un nuovo campione nazionale, a beneficio di tutti gli stakeholder”.

Tornando ai conti della banca senese, nel 2024 è in crescita del 10,8% il risultato operativo lordo a 2,165 miliardi, i ricavi complessivi sono pari a 4,034 miliardi (+6,2%). Il margine di interesse sale a 2,356 miliardi (+2,8%), in crescita le commissioni (+10,8%). Lo stock dei crediti deteriorati lordi ammonta a 3,7 miliardi, con l’Npe ratio lordo al 4,5% (netto 2,4%).

A fine esercizio, il Cet1 ratio fully loaded è pari al 18,2%, con un elevato buffer di capitale (oltre 700 punti base rispetto al requisito di coefficiente Tier 1). Nel 2024, le imposte sul reddito di esercizio registrano un contributo positivo pari a 506 milioni, imputabile principalmente alla rivalutazione delle DTA.

Aeroporti, Destro (Confindustria): volano importante per la crescita

Roma, 5 feb. (askanews) – Gli aeroporti italiano rappresentano un volano importante per la crescita. Lo ha detto Leopoldo Destro, delegato presidente Confindustria ai Trasporti, logistica e industria del turismo, specificando come il sistema aeroportuale, in un’ottica di intermodalit, sia fondamentale per rendere la mobilit sempre pi sostenilbile.

“Il sistema aeroportuale – ha detto Destro – non solo una parte importante del mondo dei trasporti, ma anche un volano importante per la crescita economica, per la crescita dell’occupazione, per la crescita del turismo e per la creazione di valore innovativo per il paese. Questo lo dicono non solo i numeri che sono evidenti e quindi i 220 milioni di passeggeri, 146 milioni quelli internazionali, 1,7 milioni di tonnellate trasportate, un milione quello internazionale, perch non dimentichiamo il ruolo dell’Italia in termini di export, quindi quarto esportatore assoluto. Gli aeroporti, seppur rappresentando una parte pi piccola al trasporto marittimo, trasportano grande valore, da un lato e soprattutto danno un servizio immediato e urgente, quando ce ne bisogno. Gli aeroporti non solo si sono sviluppati in maniera dinamica e forte in questi anni, ma guardano anche al futuro con grande innovazione , pensiamo a tutto il tema dell’intelligenza artificiale per la gestone dei flussi e pensiamo anche al tema dei droni e quindi una mobilit nuova, innovativa e sostenibile. Quindi guardiamo, come Confindustria, agli aeroporti, sicuramente con interesse e soprattutto guardiamo agli aeroporti inseriti in un contesto di intermodalit fondamentale per ottimizzare i flussi, ottimizzare i costi e per rendere la mobilit sempre pi sostenibile”.

Kyiv spiazza il Cremlino: energia e minerali rari nel paniere della pace.

[…] Coi due Nordstream knockout, chiudendo i rubinetti a Gazprom l’Ucraina ha di fatto riaffermato il suo ruolo unico di hub energetico europeo. Sviluppare e proteggere quel settore è un interesse fondamentale sia di Washington – che ha oggi la possibilità più unica che rara d’imporsi come leader nella vendita di LNG in Europa, scalciando nientemeno che il suo storico nemico e principale esportatore d’idrocarburi – che di Bruxelles, rinsaldando anche in tal senso il ponte euroatlantico.

Dopo le accuse mosse da Bratislava, alcuni giorni fa il Ministero degli Affari Esteri ucraino aveva convocato l’ambasciatore della Slovacchia per esprimere disappunto circa il fatto che «il primo ministro slovacco Robert Fico si sta comportando come un portavoce del Cremlino».

Allo stesso modo nei giorni seguenti è stata messa alle corde anche la sua spalla ungherese Viktor Orbán, evidenziando come Slovacchia e Ungheria siano parte dell’Ue e membri della Nato ma facciano il gioco del nemico dell’Europa e dell’Alleanza Atlantica.

Nel corso dei suoi oltre trenta pellegrinaggi a Kyiv, il senatore conservatore americano Lindsey Graham ha posto progressivamente la questione dell’accesso all’enormi ricchezze ucraine come interesse di fondamentale importanza per gli Stati Uniti d’America avvalorando in tal senso le stime effettuate dai ricercatori canadesi di SecDev, che valutano quel tesoro in circa 26 trilioni di dollari.

Secondo “Forbes” Kyiv ne controlla attualmente per circa 15 trilioni, perché i principali giacimenti si trovano all’interno dello Scudo ucraino e nelle zone di Volyn’, Podilsk, Kryvyj Rih, Kremenchuk e poi giù, fino al mar d’Azov.

Il ministro ucraino dell’Economia Yulia Svyrydenko ha affermato ieri che l’Ucraina possiede le più grandi riserve europee di litio, elemento indispensabile per muovere gl’interessi della new economy. Come ormai è ben noto, Kyiv ne possiede abbastanza da poterne spostare gli equilibri.

Mettendo sul tavolo anche il predominio sul mercato del gas Zelenskyj ha messo Putin sotto scacco, ritorcendogli contro quella che fino a poco tempo fa era la sua principale arma.

 

Fonte: La Ragione

Titolo originale: Terre rare ucraine sul piatto

Razzismo e scimpanzé bonobo

C’è sempre qualcuno che tira fuori sentenze lapidarie quanto banali, del tipo “Lo sport è una palestra di vita” qualche volta azzeccandoci in pieno, solo se si considerasse la proprietà riflessiva del fenomeno. Se la vita è una battaglia, lo sport non potrà esserne da meno. Il passaggio da una pratica che nasce per dare divertimento a un esercizio buono ad allenarti alle asprezze dell’esistenza è breve ma non indifferente.

Accade di frequente nei campi di calcio di registrare cori di tifoseria di stampo razzista verso un giocatore di colore della squadra contro cui si compete. Al riguardo, sono state prese misure disciplinari a riprova di episodi non del tutto sporadici e che vanno rintuzzati colpo su colpo.

Da tempo si è dato un calcio alla innocenza di quel gioco che sembrava nato per far passare qualche ora di allegria, il giorno della Domenica, agli appassionati del genere. Il recente assalto di un treno in corsa da parte di tifosi dell’Udinese contro quelli del Venezia, che ne erano a bordo, è sconcertante. In confronto “Quel treno per Yuma” è roba da educande, siamo ancora al vecchio cliché di buoni contro cattivi.

Evidentemente della faccenda non ne è rimasto immune anche il basket, più letterariamente la nostra pallacanestro. A Rimini la madre di due atlete ha urlato “scimmia” ad una ragazza della formazione avversaria. Quest’ultima non era provvista di un impermeabile di eventuale ordinanza e neppure è stata afflitta dal male del secolo dell’indifferenza. Ha reagito scagliandosi verso la donna che l’aveva apostrofata munita del vocabolario della scienza etologa. Alla fine, la “scimmia” è stata espulsa ma l’amor non trionfò. La tifosa par che verrà denunciata ma non siamo sicuri che per questo “la scolta insultatrice / Di spavento tramortì”, per dirla alla Manzoni.

Per adesso, ci ha rimesso solo la povera giocatrice, colpevole forse di una sorta di fallo di reazione. Il pensiero di chi l’ha allontanata dal campo deve essere stato come non si possa condividere chi cerca di farsi giustizia da solo, il suo braccio deve essere buono solo per imbucare la palla in un canestro e non per dare una lezione a chi le ha indirizzato una grave contumelia. Non si sa se è stata espulsa, parimenti, anche la donna autrice degli improperi.

Il tutto è avvenuto tra durante una partita del campionato femminile Under 19 tra Happy Basket Rimini e Nuova Virtus Cesena. Di felicità se n’è vista poco, quanto a virtù vale il detto di Ovidio: “Difficile est fateor. Sed tendit in ardua virtus”. Che tradotto suona come “difficile è, lo confesso, ma ad alte ed ardue cime mira la virtù”. Forse cime troppo alte, oggi, per il mondo dello sport e non solo.

Forse la tifosa dalle inconcepibili espressioni non ha avuto tutti i torti. Le scimmie secondo l’etimologia greca sono animali dal naso corto e quindi è loro impossibile scambiarsi, ad esempio al pari della tribù degli Inuit, delle affettuosità o semplicemente salutarsi attraverso il kunik, il reciproco strofinamento dei nasi. A queste bestie sarebbe inibito l’accesso al sentimento, alla confidenza e alla affettività. Sono animali di serie B che non meritano stima e attenzione.

”Non mettere tutti in tuoi sogni in un solo cesto, non mettere tutte le tue speranze in un solo cuore” perché potresti restarne deluso.  Così cantava in una sua celebre canzone il genio di Ray Charles. “Don’t put all your dreams in one basket” finanziariamente potrebbe tradursi di non investire rischiosamente tutto un patrimonio in un’unica scelta perché potresti perdere tutto.

É quello che dovrebbe suggerirsi alla madre di quelle ragazze che, intrisa di spirito sportivo, si è generosamente spesa mettendo tutto il suo cuore in offese ed ingiurie, rischiando ora di pagarne una qualche conseguenza di legge. Le andrebbe ricordato che tra le scimmie ce n’è di un tipo, i bonobo, che passano il maggior tempo a fare l’amore e che con intelligente strategia di convivenza depotenziano ogni conflitto e dissidio nell’ambito di un gruppo, ricorrendo alla stessa pratica. Invece di azzuffarci e litigare facciamo subito all’amore e non se ne parli più.

Potrebbe essere un giusto motivo di ispirazione anche per chi ha il naso lungo ma è corto di cervello. Altrimenti non resta che volare, mirare in alto con lo sguardo, oltre il piano della giungla e dei suoi abitanti, facendo provvido ricorso alla lapidaria rima citata nel film “Rimini, Rimini” dove secondo il protagonista “lassù nel ciel svolazzano i piccioni, e sorridendo cagano, in bocca ai più coglioni”.

Bassa partecipazione: il paradosso di maggioranze senza elettori.

I sondaggi continuano a dare lastensionismo in crescita

Dai periodici sondaggi che ci vengono rivelati dalle agenzie di rilevazione degli orientamenti politici, appare sempre più consolidata la deriva astensionista attorno al nostro sistema dei partiti.

E la tendenza appare sempre più in crescita, chiaro segno di manifesta ripulsa dell’attuale sistema politico e dell’accanimento consumato dalle rappresentanze politiche, di ogni colore, nel ricorrere a leggi elettorali che tarpano ogni potere di scelta dei rappresentanti, ben saldo invece nelle mani dei partiti che predispongono le liste secondo il gradimento dei loro leader.

Ci si interroga da tempo, pur in un quadro che ancora è riuscito a non andare, almeno per le elezioni nazionali, al di sotto della maggioranza degli aventi diritto al voto, quale validità può avere un’elezione se si registrasse un quorum di votanti al di sotto del cinquanta per cento degli aventi diritto?

 

Alle consultazioni che non raggiungono la metà più uno degli aventi diritto, quale validità potrà riconoscersi?

La questione non appare di poco conto  perché trovarsi una maggioranza che rivendichi il proprio diritto a governare e, come oggi succede sempre più spesso, soprattutto ad opera delle destre, rivendicandone il diritto in nome del popolo, magari rappresentato da una netta minoranza di esso. Peraltro è ciò che già succede adesso (pur non essendo andati sotto il quorum della metà più uno) dove una coalizione di forze politiche, che si dicono maggioranza, sostenuti da non più del trenta per cento di elettori, ha in mano le sorti del paese ci deve far riflettere.

Con una deriva astensionista che non accenna a invertirsi, non appare lontano il caso in cui alle prossime consultazioni si possa registrare un numero di elettori votanti al di sotto del cinquanta per cento degli aventi diritto, a fronte di una maggioranza di elettori astenuti.

 

Le compatibilità con gli artt. 64 e 75 della Costituzione

L’ipotesi pone inevitabilmente questioni di compatibilità costituzionale con le prescrizioni di cui agli artt. 64 e 75 della Carta costituzionale. L’art.64 della Costituzione prevede, infatti, che: “Le deliberazioni di ciascuna Camera e del Parlamento non sono valide se non è presente la maggioranza dei loro componenti, e se non sono adottate a maggioranza dei presenti, salvo che la Costituzione prescriva una maggioranza speciale.” Mentre secondo l’art.75 della Costituzione si prevede che:”..hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati. La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi”.

 

Nessuna previsione costituzionale specifica su un ipotetico quorum al di sotto della metà più uno dei votanti

Ora non sfugge la palese antinomia tra l’invalidità di tutte quelle deliberazioni che ciascuna camera dovesse prendere se non c’è almeno la maggioranza degli aventi diritto ed invece il diverso regime che dovesse trovare l’esito di un’elezione con una partecipazione di elettori al di sotto della metà degli aventi diritto al voto. Perché non c’è alcun comma in Costituzione che abbia previsto tale scenario, ritenuto probabilmente impensabile per i costituenti del 1946.

 

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Gaza come resort? Suor Nabila: “Un popolo non può essere deportato”.

“Non è nemmeno immaginabile pensare che gli abitanti di Gaza possano lasciare la loro terra, il loro Paese”. È quanto racconta ad AsiaNews suor Nabila Saleh, religiosa di origine egiziana delle Rosary Sisters, commentando le parole del presidente statunitense Donald Trump nell’incontro a Washington con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. L’inquilino della Casa Bianca, con il sostegno soddisfatto del leader dello Stato ebraico, ha prospettato lo svuotamento di Gaza dei suoi abitanti per l’opera di ricostruzione trasferendoli in modo permanente Paesi terzi arabi, fra cui Egitto e Giordania. Al contempo intende trasformare la Striscia nella “Riviera del Medio oriente”. “Non si può – afferma la suora, che ha vissuto in prima persona per molti mesi il conflitto fra Israele e Hamas, riuscendo a lasciare la Striscia solo ai primi di aprile dello scorso anno con un gruppo di parrocchiani – sostenere la posizione del presidente Trump. È come dire alla popolazione americana di abbandonare la loro terra… è lo stesso!”.

Le parole di Trump, che intende ridisegnare la mappa di un futuro Medio oriente, hanno sollevato critiche e indignazione in gran parte del mondo arabo e in seno alla comunità internazionale. Un piano che prevede il “trasferimento” in massa dei palestinesi di Gaza, in modo “permanente”, in luoghi non meglio specificati che saranno “così belli” che “non vorranno tornare”, mentre gli Stati Uniti assumeranno il controllo a lungo termine per trasformarla in un mega “resort” lungo il mare. Accanto a lui un raggiante Netanyahu, primo leader straniero accolto alla Casa Bianca nel secondo mandato del Tycoon, che lo definisce “il più grande amico che Israele abbia mai avuto” alla presidenza. Il leader Usa ha infine aperto alla presenza anche dei palestinesi in una futura Gaza ricostruita, ma senza specificare – anche qui – chi avrà possibilità di tornare e secondo quali criteri.

Il leader statunitense non ha fatto alcun riferimento alla soluzione a due Stati e non ha voluto dire se sia favorevole, o contrario. Se, da un lato, le parole e i piani di Trump godono del sostegno incondizionato di Israele, dall’altro vi è la ferma opposizione di gran parte del mondo arabo e musulmano, a partire da Riyadh che secondo i piani della Casa Bianca dovrebbe sottoscrivere la normalizzazione con lo Stato ebraico. Immediata la replica saudita attraverso il ministero degli Esteri, che conferma la posizione “ferma, costante e incrollabile” nella soluzione a due Stati fra Israele e Palestina come condizione per ogni accordo. La dichiarazione riporta anche le parole del principe ereditario Mohammed bin Salman secondo cui “l’Arabia Saudita non fermerà il suo instancabile lavoro per la creazione di uno Stato palestinese indipendente con Gerusalemme Est come capitale”. Fra le reazioni vi è anche quella di Hamas, che attraverso il portavoce Sami Abu Zuhri parla di idee “ridicole e assurde”, perché possono “incendiare la regione”.

Suor Nabila Saleh ha vissuto 13 anni a Gaza e ha sperimentato sulla propria pelle le violenze del conflitto israelo-palestinese, sebbene l’intensità della guerra innescata dall’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 non abbia eguali rispetto al passato. La religiosa ha trascorso oltre sei mesi come rifugiata nella chiesa della Sacra Famiglia assieme a oltre 650 sfollati cristiani, sotto le bombe e in condizioni umanitarie disperate, prendendosi cura dei più fragili. Nel giugno scorso ha raccontato la propria esperienza al Centro Pime di Milano (il video integrale della sua testimonianza) assieme ad alcune consorelle fra le quali suor Bertilla Murj e suor Martina Bader, giordane, che hanno operato a lungo in passato nella Striscia. In precedenza aveva anche ricevuto dall’arcivescovo di Milano mons. Mario Delpini, in un incontro privato, il premio “Fuoco dentro” promosso dalla Chiesa ambrosiana per “Donne e uomini che cambiano il mondo”.

“Un popolo – prosegue suor Nabila Saleh, attualmente in Giordania – ha diritto a vivere nel suo Paese, nella sua terra, sono i principi fissati anche nei diritti umani di base delle organizzazioni internazionali”. Nei mesi di conflitto nella Striscia, la religiosa ha vissuto momenti terribili come l’attacco alla chiesa greco-ortodossa di san Porfirio o quando l’esercito israeliano ha ucciso a sangue freddo due donne della comunità cristiana davanti ai suoi occhi. “La maggioranza di quelli che sono fuggiti a sud – racconta la suora, rimasta in contatto con la parrocchia della Sacra Famiglia – stanno ritornando a nord, anche se vi sono molte difficoltà perché non è rimasto più niente e la situazione è molto difficile. Resta – conclude – la fiducia in Dio”, anche se permane la sensazione di essere vittime di una profonda “ingiustizia” e che per una vera pace serva “un miracolo dal cielo”.

 

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https://www.asianews.it/notizie-it/Suor-Nabila:-‘inimmaginabile’-il-piano-di-Trump-(e-Netanyahu)-su-Gaza–62435.html

Eolico offshore, Bianchi: impianti seguano criteri rigorosi

Roma, 5 feb. (askanews) – Donatella Bianchi, Giornalista e conduttrice televisiva, ha coordinato la tavola rotonda dell’evento “Med Wind: sostenibilit ambientale, comunit locali e governance partecipativa”, promosso da Fondazione UniVerde, Stazione Zoologica “Anton Dohrn” e Renexia, che si svolto a Roma presso la Sala delle Colonne dell’Universit Luiss Guido Carli.

“C’ un tema di contrasto ai cambiamenti climatici, di investimento nelle rinnovabili che necessariamente dovremo affrontare. Ma gli impianti vanno fatti seguendo criteri molto rigorosi”, ha evidenziato Bianchi.

Eolico offshore, Danovaro: energia pulita e protezione ambiente

Roma, 5 feb. (askanews) – Roberto Danovaro (Professore all’Universit Politecnica delle Marche e Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione UniVerde), intervenuto all’evento “Med Wind: sostenibilit ambientale, comunit locali e governance partecipativa”, promosso da Fondazione UniVerde, Stazione Zoologica “Anton Dohrn” e Renexia,ha ricordato che “l’eolico offshore galleggiante rappresenta un’opportunit unica per il raggiungimento degli obiettivi di sicurezza energetica per il nostro Paese. Questa tecnologia in grado di coniugare la produzione di energia pulita a basso costo con la protezione dell’ambiente”.