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Immunità agita centrodestra. Fi rilancia, Lega pronta ma stop Fdi

Roma, 3 feb. (askanews) – E’ scivolosa la materia dell’immunità parlamentare, riformata sull’onda di Mani pulite nel 1993, in particolare mentre si fa sempre più incandescente lo scontro tra governo e magistratura, con le implicazioni spinose e ancora tutte da spiegare, in Parlamento, sulla vicenda di Almasri, riaccompagnato in Libia su un aereo di Stato. Il sasso lanciato da Forza Italia, sull’ipotesi di rimettere mano alle norme costituzionali che escludono l’immunità sui reati penali, ha incontrato il favore di esponenti della Lega come Claudio Borghi (“Ecco qui… immigrati più mancanza di immunità parlamentare = legioni di denunciatori. Ripristinare subito articolo 68 Costituzione”, ha scritto su X il senatore leghista). Ma un alt è arrivato da Fratelli d’Italia che detengono la ‘golden power’ nel centrodestra.

Il presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, Alberto Balboni, ha ricordato la posizione prevalente del partito della premier Giorgia Meloni e ha risposto con nettezza: “non vedo il motivo” di ritornare al vecchio articolo 68: l’attuale versione “garantisce ai parlamentari l’insindacabilità delle opinioni espresse nell’esercizio del loro mandato perché noi rappresentiamo la volontà degli elettori e questo è giusto ma – ha proseguito – sono anche convinto che se un parlamentare commette un reato comune, come un qualsiasi altro cittadino è giusto che risponda come qualsiasi altro cittadino. Anzi: io gli raddoppierei la pena visto che è un parlamentare a farlo”. Meglio quindi concentrarsi sulle altre riforme istituzionali già in cantiere, ha aggiunto, precisando tuttavia di parlare a “titolo personale”.

Il vicepremier Antonio Tajani, interpellato in proposito, ha messo le mani avanti (“non ne abbiamo parlato” in Fi) ma ha puntualizzato: “Potrebbe anche essere un’idea, io personalmente non sono contrario, sarebbe da discutere e vedere in che termini, bisognerebbe vedere per quali reati e per cosa”. Per Stefania Craxi, la riforma costituzionale fu una “sottomissione della politica, sinonimo di cedimento al morbo giustizialista”.

Il sottosegretario alla Giustizia, il leghista Andrea Ostellari, non ha mostrato di disdegnare l’intervento della Fondazione Luigi Einaudi che ha colto l’occasione per annunciare per le “prossime ore” la presentazione di un ddl (“parlamentare” se godrà di un’adesione “trasversale di rappresentanti della varie forze politiche” o una “proposta di legge di iniziativa popolare”). In quale direzione lo rende evidente il testo del presidente, Giuseppe Benedetto, ‘L’eutanasia della democrazia. Il colpo di mani pulite, con la prefazione di Sabino Cassese, dove si sostiene che la decisione di riformare l’immunità, nel 1993, fu quanto meno “affrettata” e finì per incidere sul “rapporto tra poteri dello Stato”.

Ostellari ha quindi evocato libertà di movimento: “seguo con attenzione la proposta della Fondazione Luigi Einaudi. L’articolo 68 della Costituzione non ha nulla a che fare con i privilegi dei singoli, ma molto con la qualità della nostra democrazia. Per questo apprezzo un’iniziativa innanzitutto culturale, che merita di essere approfondita senza connotazioni di partito. Sia il parlamento a valutare il percorso migliore per riequilibrare i poteri”. Esplicito il collega Alberto Bagnai che ha chiesto di “sottrarre alla demagogia” il dibattito.

Tra le opposizioni, a mettersi subito sul piede di guerra è stato il Movimento Cinque Stelle. Il primo a commentare, in mattinata, il presidente Giuseppe Conte, che ha invitato “tutti” ad opporsi al “delirio di onnipotenza” di “Meloni e soci contro i giudici”. “Dopo il ripristino dei vitalizi al Senato, l’abolizione del reato per i politici che abusano del loro potere, l’aumento degli stipendi dei ministri e la imbarazzante difesa della ministra Santanchè tenuta incollata alla poltrona, ecco che ci provano con l’immunità e il ritorno di uno scudo che renda intoccabili esponenti del Governo ed eletti”, ha scritto Conte su X. Seguito da una batteria di comunicati di parlamentari Cinque Stelle.

Per il Pd si è espressa la capogruppo alla Camera Chiara Braga. Prendendo la parola in Aula per tornare a sollecitare, insieme alle altre opposizioni, l’informativa (cancellata la scorsa settimana) su Almasri, Braga ha attaccato il governo Meloni e la sua maggioranza: il caso del generale libico “sta svelando le reali volontà di questo Governo, non solo su quella vicenda ma perché ci sta dicendo che questa maggioranza sta pensando a reintrodurre, a fronte di quella vicenda, l’immunità per membri del Governo, per parlamentari; sta teorizzando la necessità di sottoporre la magistratura al volere, al controllo del potere politico; sta pensando di potersi scegliere i giudici che vuole per avere le sentenze e i pronunciamenti che vuole, in barba al rispetto del diritto internazionale e nazionale”.

Angelo Bonelli di Avs ha parlato di “proposta indecente”. “La destra al governo, dopo aver cancellato l’abuso d’ufficio, ridotto e depotenziato le intercettazioni penalizzando le attività investigative nella lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione, dopo aver avviato un attacco frontale alla magistratura per delegittimarla, ora salta fuori la proposta dell’immunità parlamentare. Una destra che un tempo si definiva ‘sociale’, oggi si rivela invece la destra dei privilegi”, ha osservato.

Meloni e la partita dei dazi, equilibrio difficile tra Trump e Ue

Bruxelles, 3 feb. (askanews) – E’ un crinale scivoloso quello su cui cammina Giorgia Meloni nella partita sui possibili dazi americani all’Europa. La premier si è posta l’obiettivo di far da ‘ponte’ tra Bruxelles e Washington, ma rischia di rimanere stretta tra l’aggressività di Donald Trump e l’inevitabile risposta dell’Europa.

Anche se ufficialmente non all’ordine del giorno del ritiro informale di Bruxelles, convocato per parlare di difesa, il tema dei dazi è stato il cuore della discussione della mattinata a Palais d’Egmont. Del resto la questione è urgente, a maggior ragione dopo la mossa del tycoon che ha deciso di incrementare le tariffe sui beni di Messico, Cina e Canada e minacciato nuovamente di voler fare altrettanto con l’Ue. Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha discusso della questione in una telefonata notturna con il primo ministro canadese Justin Trudeau, che in risposta a Trump ha presentato una lista di prodotti americani che saranno colpiti da dazi al 25% per 107 miliardi di dollari. E poi ha stravolto l’ordine del giorno per affrontare subito la questione.

Dal confronto è emersa una prima posizione, comunque molto timida, che è sostanzialmente un appello alla ragionevolezza all’inquilino della Casa Bianca. Fonti europee hanno parlato di un “forte consenso” sul fatto che “i dazi tra Stati Uniti e Ue sarebbero dannosi per entrambe le parti” e che “quando sorgono problemi è necessario trovare soluzioni”. Ben più marcate le posizioni espresse all’arrivo a Bruxelles da molti leader. Kaja Kallas, Alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza, assicura che “ci stiamo preparando” a rispondere; per Emmanuel Macron “l’Europa dovrà farsi rispettare e reagire”; Mette Frederiksen, premier danese, auspica una “risposta collettiva e robusta”. La stessa linea di Olaf Scholz, cancelliere di quella Germania che sarebbe uno dei Paesi più colpiti da una guerra commerciale: ricorda a Trump che l’Ue può “reagire alle politiche doganali con politiche doganali. Dobbiamo farlo e lo faremo”.

La speranza a Bruxelles, sottolinea una fonte europea, è che la strategia di Trump sia sparare “una cannonata” per poi raggiungere un accordo (come sta avvenenendo con il Messico e, forse, con il Canada). E qui potrebbe entrare in gioco Meloni come ‘facilitatrice’ del dialogo. La premier oggi, arrivando al summit, è stata una dei pochi tra i capi di Stato e di governo a non fermarsi per il ‘doorstep’. Se sulla difesa la sua linea è chiara (bisogna investire di più, ma servono strumenti nuovi e comuni per finanziare la spesa), sulla questione dazi si sta tenendo in un difficile equilibrio e anche oggi con i partner avrebbe ribadito la necessità di un “dialogo”, che lei potrebbe favorire visto il rapporto privilegiato con Trump cementato dalla visita a Mar-a-Lago e dalla partecipazione all’Inauguration Day, unica leader europea presente. Il primo obiettivo è l’organizzazione di un colloquio telefonico tra il presidente americano e Ursula von der Leyen.

Se però il tycoon decidesse di procedere a testa bassa con i dazi (starebbe valutando un 10% di tariffa), Meloni non potrebbe far altro che schierarsi con l’Europa, a meno di una clamorosa rottura del fronte comunitario con iniziative autonome di singoli Paesi per strappare un trattamento più morbido. Proprio questo, la divisione dell’Unione, sarebbe il progetto del presidente americano. Ed è quello che paventa, da Bruxelles, anche la segretaria del Pd Elly Schlein. “Tra essere i primi della classe o quelli con la relazione più amicale ed essere funzionali a un disegno di disgregazione dell’Europa, il passo è breve – ha detto riferendosi alla premier -. Se si vuole fare l’interesse dell’Italia oggi più che mai bisognerebbe puntare all’unità europea”.

Del resto, se anche ci fosse, da parte di Meloni, la tentazione di sfruttare il ‘feeling’ con Trump per evitare o ridurre danni all’Italia, questa difficilmente sarebbe una strategia vincente. L’eventuale risposta Ue a dazi americani, infatti, dovrebbe essere approvata a maggioranza qualificata dei rappresentanti degli Stati membri e quindi opporsi da una parte farebbe sorgere un problema reputazionale; dall’altra rischierebbe di essere comunque inutile, perchè per bloccare le decisioni occorrerebbe una minoranza di blocco, cioè sostanzialmente due Stati grandi e alcuni piccoli (che complessivamente raggiungano il 35% della popolazione e il 45% degli Stati membri).

Dazi Usa, Rutte (Nato): no impatto su nostra deterrenza collettiva

Milano, 3 feb. (askanews) – I dazi “sono assolutamente convinto che non avranno un impatto sulla nostra deterrenza collettiva” e comunque “ci sono più cifre e numeri da guardare”. Così rispondendo a una domanda ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte, , al quartier generale della Nato con il premier britannico Keir Starmer, oggi in conferenza stampa moderata da Allison Hart, attuale portavoce Nato.

Il quesito riguardava il fatto che “Canada e Stati Uniti, sono sull’orlo di una guerra commerciale”, in base a quanto affermato dal giornalista in sala. Il tutto sull’onda delle forti polemiche in seguito ad alcune dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump sul Canada.

Rutte ha anche precisato che “ci sono sempre problemi tra gli alleati. Non è mai sempre tranquillo e felice. Ci sono sempre problemi, a volte più grandi, a volte più piccoli. Ma sono assolutamente convinto che non toglierà la nostra determinazione collettiva a mantenere forte la nostra deterrenza”. E quando “si parla di commercio”, è interessante vedere il surplus commerciale (di difesa, ndr) degli Stati Uniti in Europa: “dal 2022 vendono più all’Europa di quanto vendiamo a loro, e il surplus netto è di 180 miliardi di dollari dal 2022”, ha dichiarato il segretario generale dell’Alleanza.

Oggi Rutte ha inoltre definito la Gran Bretagna “un fedele alleato”. Con Starmer era stato ha anche preso parte ai lavori della riunione informale del Consiglio europeo sulla difesa. E ha fissato alcuni punti. In particolare la produzione di difesa da potenziare. “L’Ue, compresi i grandi Paesi come l’Italia e la Spagna, e la Norvegia al di fuori dell’Ue, ovviamente, ma anche, naturalmente, la Francia e poi la Turchia: tutti questi grandi paesi con una grossa base industriale della difesa devono aumentare la produzione di difesa”, ha detto.

Senza entrare nel merito delle iperboli della nuova amministrazione Usa – spesso destinate a distrarre l’attenzione – Rutte ha anche sgonfiato nuovamente le polemiche sulle dichiarazioni di Trump in merito alla Groenlandia. “E sulla Groenlandia, ho già detto, penso sia molto utile che il presidente Trump ci ha avvisato del fatto che quando si tratta dell’Alto Nord, c’è una questione geopolitica e strategica in gioco. Direi che non si tratta solo della Groenlandia. Questo ha a che fare con la Finlandia. Ha a che fare con la Svezia, la Norvegia, l’Islanda, sì, la Groenlandia – e quindi la Danimarca – anche il Canada, e anche gli Stati Uniti. E chiaramente, collettivamente come Alleanza, vedremo sempre il modo migliore per assicurarci di poter affrontare queste sfide”.

Il tutto in un contesto globale molto competitivo, dove non è dato abbassare la guardia. “Le campagne di destabilizzazione russa nei Paesi alleati sono in aumento”, ha dichiarato Rutte in conferenza stampa. “Hanno preso di mira le infrastrutture digitali, i funzionari britannici e persino il vostro Servizio Sanitario Nazionale (britannico, ndr). Proprio il mese scorso, ancora una volta, avete rilevato una nave spia russa nelle acque britanniche, e avete chiarito a Mosca che tali atti sfacciati erano semplicemente inaccettabili. Per fermare questi attacchi, una volta per tutte, dobbiamo alzare la posta in gioco e assicurarci che la nostra deterrenza non lasci spazio ai dubbi. Possiamo farlo investendo ancora di più in difesa” ha aggiunto secondo quanto trasmesso dalla Alleanza.

Rutte ha spesso sottolineato i collegamenti tra Russia, Cina, Nordcorea e Iran, mettendo in chiaro che le sfide non arrivano da un solo Paese. Ma oggi ha dato anche un grosso slancio alla speranza: “Durante la seconda guerra mondiale, le fabbriche nel Regno Unito e negli Stati Uniti produssero miliardi di munizioni. Questo era prima della digitalizzazione e dell’automazione. Con tutte le forze della produzione britannica, immaginate cosa potremmo ottenere ora. Le sfide che affrontiamo sono complesse, ma insieme nella Nato non c’è nulla che non possiamo fare” ha affermato.

Il ministro Nordio riferirà alle Camere nei prossimi giorni sul caso Almasri

Roma, 3 feb. (askanews) – Il ministro per la Giustizia Carlo Nordio riferirà nelle aule parlamentari nei prossimi giorni sulla vicenda Almasri. È quanto riferiscono fonti parlamentari di maggioranza precisando che non è stata ancora fissata una data per l’informativa. Domani si riuniranno le conferenze dei capigruppo di Camera e Senato. Anche il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, avrebbe dato – a quanto si apprende – la sua disponibilità a riferire alle Camere. La decisione è stata presa nel corso di una riunione che si è tenuta a palazzo Chigi con Giulia Bongiorno, senatrice della Lega ma anche avvocato di Giorgia Meloni, del sottosegretario Alfredo Mantovano e dei due ministri coinvolti nella vicenda.

Dazi, Bonomi (Fiera Milano): guerra commerciale non fa bene a nessuno

Milano, 3 feb. (askanews) – “Io credo che una guerra commerciale non fa bene a nessuno. Abbiamo visto la risposta ieri del Presidente Trudeau del Canada agli Stati Uniti. Io credo che l’Europa dovrebbe ragionare insieme di come salvaguardare la competitivit della nostra industria”. Lo ha detto il presidente di Fiera Milano Carlo Bonomi, a margine della presentazione di miart 2025.

Sicily Fest London compie 10 anni e punta verso il Mediterraneo

Roma, 3 feb. (askanews) – Sicily Fest London, fiera enogastronomica interamente dedicata alla Sicilia, torna a Londra dal primo al 4 maggio. In occasione del decimo anniversario, l’evento si espande per abbracciare l’intero Mediterraneo.

Nata nel 2015 con l’intento di promuovere le eccellenze siciliane a Londra, Sicily Fest London è consolidata negli anni come una piattaforma strategia tra B2B e B2C rivolta da un lato ai numerosi expat italiani e siciliani, ma anche a inglesi ed europei. Il “cibo siciliano” diventa sia un’attrattiva culturale e turistica per il pubblico, che un’occasione di business per gli addetti ai lavori del settore ristorazione.

Se in questi anni la kermesse ha coinvolto oltre 160mila visitatori da tutto il mondo e oltre 200 espositori siciliani puntando sulle peculiarità food e beverage dell’isola, da quest’anno sarà aperta anche a tutte le tipicità delle regioni italiane e dei paesi stranieri che si affacciano sul Mare Nostrum.

“Le iscrizioni sono ancora aperte – dichiara Sarah Spampinato, fondatrice e project manager dell’evento – al momento abbiamo coinvolto la Puglia con un truck di prodotti tipici, la Campania con una pizzeria napoletana e il Lazio con un pastificio romano. Sul fronte estero siamo in contatto con una realtà turca di cucina halal, ma contiamo di poter coinvolgere anche player greci, spagnoli e marocchini”.

La Sicilia è al centro del Mediterraneo e da sempre crocevia di culture e tradizioni, così gli organizzatori hanno pensato che la strategia vincente che ha portato concreti benefici ai propri espositori, possa essere funzionale anche ad altre realtà. La chiamata è rivolta quindi ai privati, come alla PA, dalle aziende della ristorazione ai produttori, dagli assessorati agli operatori del turismo.

Due grandi esempi di successo hanno dimostrato che questo business è strategico per il turismo, come per il commercio. Come l’azienda ragusana di bibite siciliane Polara, che dopo aver partecipato alla fiera ha attivato una fitta rete di export verso il mercato UK. I numeri parlano chiaro: solo nel 2024 distribuite 700mila bottiglie di limonata, arancia rossa, aranciata e mandarino tra Londra, Birmingham e Manchester. Di un grande flusso verso la Sicilia, invece, ha potuto beneficiare il tour operator Sicilying. Durante la sua partecipazione a Sicily Fest ha intercettato un considerevole segmento di utenza inglese, che è stato attratto da experience enogastronomiche, tour marittimi e trekking sull’Etna. Questo ha generato un incremento per l’azienda del 20% in più sul turismo di ritorno del mercato UK.

L’appuntamento di maggio, sempre al Business Design Centre nel quartiere Islington, avrà in programma decine di stand esclusivamente dedicati al food, cantine, masterclass, wine experience, concerti e appuntamenti letterari.

Miart 2025: big internazionali e dialogo con il territorio

Milano, 3 feb. (askanews) – Cento anni di arte, gallerie da 30 Paesi e cinque continenti, l’edizione 2025 della fiera miart, in programma dal 4 al 6 aprile negli spazi dell’Allianz MiCo di Milano, punta sia sull’internazionalità sia sulla relazione con il territorio. A dirigerla, con uno staff curatoriale rafforzato, è ancora Nicola Ricciardi, che ha sottolineato l’ingresso o il ritorno di importanti gallerie. “Aumentano la qualità e anche i metri quadri che queste gallerie portano. Abbiamo ingressi importantissimi: Sadie Coles, Victoria Miro, Esther Schipper, Meyer Riegger., gallerie che di solito si trovano nel primo corridoio di Art Basel e di Frieze e che ora decidono di puntare su Milano. E tra queste un grande ritorno anche italiano, che è Massimo De Carlo, che non faceva miart dal 2019, ma decide di puntare sulla nostra città. Quindi qualità all’interno della fiera con progetti molto rigorosi, molto curati, ma anche qualità fuori, perché siamo usciti, come da tradizione, anche nella città, cercando di promuovere e farci anche noi stessi portavoce di una serie di mostre, di stanze, di progetti e di performance che saranno distribuite in tutto il territorio”.

Organizzata sulle tre sezioni Established, Emergent e Portal, miart copre un periodo che va dal primo Novecento fino alla più stretta attualità e ragiona pure sul contesto fieristico e culturale internazionale. Alla presentazione è intervenuto anche il presidente di Fiera Milano Carlo Bonomi. “Innanzitutto siamo molto soddisfatti dei numeri – ci ha detto – quasi 180 gallerie, 40% che vengono dall’estero, ma al di là dei numeri quantitativi la qualità che ci sarà quest’anno e di cui siamo molto orgogliosi. Ovviamente non possiamo pensare al momento di competere con New York, ma nel mondo sui temi culturali si stanno creando dei nuovi hub come Hong Kong, ma io credo che in Europa, l’Italia e Milano in particolare abbia tutte le chance di poter diventare veramente qualcosa di importante. E un territorio come Milano deve essere all’avanguardia su questi temi”.

Come ogni anno, miart è parte della Milano Art Week, che coinvolge musei, istituzioni e spazi del territorio in una volontà di sinergia per l’offerta culturale e di confronto sulle forme in cui l’arte può svolgere un ruolo nella società. E poi una serie di mostre e appuntamenti dedicati a uno dei padri del contemporaneo come Robert Rauschenberg.

“Il sostegno a miart – ha ribadito Michele Coppola, direttore Arte, Cultura e Beni storici di Intesa Sanpaolo, main partner di miart – quest’anno è ancora più convinto, insieme a miart abbiamo lavorato con la Fondazione Rauschenberg per una ricorrenza importante, i cento anni dalla nascita dell’artista. L’idea di mettere a fattor comune una eccezionale fiera d’arte contemporanea e d’arte moderna con una collezione privata che tra l’altro ha preso vita attraverso un museo in piazza della Scala, le Gallerie d’Italia, che ospita dei capolavori di Rauschenberg e farlo in occasione di un momento innegabilmente internazionale di Milano, ecco credo che rappresenti un unicum”.

Altro elemento tradizionale di miart sono i diversi premi previsti e il Fondo di acquisizione di Fiera Milano da 100mila euro confermato anche per il 2025.

"Voglio Vederti Danzare", al via da Trieste tour dedicato a Battiato

Roma, 3 feb. (askanews) – Dopo il successo dell’anteprima assoluta del 3 dicembre scorso al Teatro Olimpico di Roma, ha preso il il via dal Teatro Politeama Rossetti di Trieste il tour nazionale di Voglio Vederti Danzare, la nuova grande produzione musicale dedicata a Franco Battiato, firmata Menti Associate in collaborazione con Good Vibrations Entertainment e la direzione artistica di Rossana Raguseo.

La carriera dell’artista siciliano, indiscusso e indimenticabile Maestro della musica contemporanea italiana, può essere vista come un viaggio continuo e in evoluzione, che attraversa fasi di sperimentazione, pop colto, mistica, classica e spirituale, dimostrando la sua capacità unica di reinventarsi senza mai perdere la sua essenza di artista visionario e ricercatore. E così, Voglio vederti danzare conduce lo spettatore attraverso un coinvolgente percorso musicale attraverso le sue varie stagioni: dalla svolta eclettica dell’Era del cinghiale bianco ai riferimenti letterari di Prospettiva Nevskij, dalla riflessione sulla vita, la spiritualità e la trascendenza, il metodo Gurdjieff per la ricerca del proprio Centro di gravità permanente, ai dervishes turners immortalati nei versi di Voglio vederti danzare e molto altro.

Uno spettacolo emotivamente e spiritualmente suggestivo, in cui i tre aspetti fondamentali della natura umana, lo Spirito, l’Amore e l’Anima, si fondono tra note e parole. L’eccezionale accoglienza del pubblico durante l’anteprima romana ha evidenziato il forte impatto emotivo e artistico dello spettacolo, grazie a un perfetto equilibrio tra fedeltà agli arrangiamenti originali e nuove sfumature interpretative che ne hanno esaltato la modernità senza tradire l’essenza del Maestro. Le interpretazioni vocali di David Cuppari e Giorgia Zaccagni hanno saputo trasmettere l’anima più profonda dei capolavori di Battiato, facendo vibrare corde di pura emozione. E ogni brano eseguito ha suscitato entusiasmo per la sua impeccabile resa tecnica, frutto della straordinaria sintonia tra la band formata da Simone Temporali alle tastiere, Antonello Pacioni e Leonardo Guelpa alle chitarre, Glauco Fantini al basso e cori e Mario Luciani alla batteria e l’Orchestra d’archi Roma Sinfonietta, diretta da Giovanni Cernicchiaro, che ha curato gli arrangiamenti insieme a Temporali. A rendere l’esperienza ancora più intensa, il momento di profonda spiritualità creato dalla danza ipnotica dei dervisci rotanti, simbolo di armonia cosmica e trascendenza.

Dopo la data di Trieste il tour, che si avvale del supporto tecnico di Event Group, proseguirà nei maggiori teatri italiani: il 3 febbraio a Mestre (VE), al Teatro Toniolo, il 6 al Politeama di Genova, il 7 a Milano al Teatro Dal Verme, il 2 marzo all’Auditorium Santa Chiara a Trento, il 3 al Palariviera a San Benedetto del Tronto (AP), il 4 ad Ancona al Teatro delle Muse, il 5 al Teatro Nuovo di Ferrara, il 6 a Piacenza al Teatro Politeama per concludersi il 7 marzo ad Assisi (PG) al Teatro Lyrick.

Gabriele Gravina rieletto presidente Figc

Roma, 3 feb. (askanews) – Gabriele Gravina continuerà a guidare la FIGC fino al 2028. Candidato unico, è stato rieletto oggi al primo scrutinio con il 98,7% dei voti (481,084 voti su 487,500). Eletto per la prima volta il 22 ottobre 2018 dopo il Commissariamento della Federazione e confermato alla presidenza della Federcalcio il 22 febbraio 2021, Gravina si appresta quindi a procedere verso il suo terzo mandato ‘A vele spiegate’, come recita il titolo della piattaforma programmatica presentata con la candidatura sottoscritta da Lega Serie B, Lega Pro, LND, AIC e AIAC. “Grazie davvero – le sue prime parole dopo la proclamazione – per me è un grande onore e un grande orgoglio. Adesso non ci resta che trasformare la nostra visione in una promessa di vittoria. Dobbiamo continuare il nostro percorso e centrare tutti gli obiettivi di cui il calcio ha veramente bisogno. Chiudo con una citazione dì Henry Ford: ‘Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme un successo'”. Nel discorso prima dell’elezione, Gravina aveva sottolineato di avere lo stesso entusiasmo del primo giorno, ribadendo di aver sciolto la riserva sulla sua candidatura solo dopo aver avuto conferma dell’ampia condivisione da parte delle componenti: “Chiedo il privilegio della vostra fiducia per fare due cose: continuare a unire e cambiare. Vivo in questo mondo da quarant’anni, ho assaporato sconfitte e vittorie e non ho mai smesso di considerare il calcio la più appagante attività che conosca. Il calcio fa bene all’Italia, non smettiamo mai di testimoniarlo con forza!”. Tanti i risultati degni di nota raggiunti nei suoi primi sei anni da presidente oltre a quelli ottenuti ‘sul campo’, tra i quali spiccano i successi degli Azzurri a EURO 2020 e delle Nazionali Under 19 e Under 17, che vincendo i rispettivi Campionati Europei hanno permesso alla FIGC di aggiudicarsi per la prima volta nella storia il Premio Burlaz. “Motivi di soddisfazione” come aver messo in salvo l’economia del sistema durante la pandemia, promosso trasparenza ed economicità pur in un quadro strutturale che sconta ritardi, aver giocato di squadra “superando incomprensioni e contrastando attacchi, menzogne, tranelli e calunnie”.

Immunità,Balboni (Fdi): resti così, questa è posizione che ricorre in Fdi

Roma, 3 feb. (askanews) – “Non vedo il motivo” di ripristinare la vecchia versione dell’articolo 68″ della Costituzione. La proposta, avanzata da Forza Italia, di rimettere mano alla riforma del 1933 che eliminò la necessità dell’autorizzazione a procedere per sottoporre un parlamentare a procedimento penale, non convince il presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, Alberto Balboni, il quale alla domanda se questa è una posizione che ritrova nel suo partito, risponde: “assolutamente sì, questa è un’opinione molto ricorrente nel mio partito anche se io parlo a titolo personale”.

“L’articolo 68 garantisce ai parlamentari l’insindacabilità delle opinioni espresse nell’esercizio del loro mandato – ha ricordato Balboni – e questo lo trovo giusto perché noi rappresentiamo la volontà degli elettori e quindi è giusto che quando ci esprimiamo lo facciamo senza preoccupazioni e senza vincoli ma – ha porseguito – sono anche convinto che se un parlamentre commette un reato comune, che sia contro il patrimonio, contro la vita o un qualsiasi altro reato comune, come un qualsiasi altro cittadino è giusto che risponda come qualsiasi altro cittadino. Anzi: io gli raddoppierei la pena visto che è un parlamentare a farlo”.

Dazi Usa sospesi per un mese, il Messico invierà al confine 10mila soldati per fermare migranti e fentanyl

New York, 03 feb. (askanews) – La presidente del Messico, Claudia Sheinbaum ha annunciato che i dazi che il presidente americano Donald Trump vuole imporre al Paese saranno sospesi per un mese. La presidente ha aggiunto che sta inviando truppe militare al confine con gli Usa. “Abbiamo avuto una buona conversazione con il presidente Trump, con grande rispetto per la nostre relazioni e sovranità; abbiamo raggiunto una serie di accordi”, ha scritto la Sheinbaum in un tweet su X. La presidente ha specificato che invierà 10.000 unità della Guardia Nazionale “per impedire il traffico di droga dal Messico agli Stati Uniti, in particolare il fentanyl”. Gli Stati Uniti dalla loro parte hanno accettato di lavorare per impedire il traffico di armi di grosso calibro in Messico, ha spiegato la Sheinbaum, precisando che “I nostri team inizieranno a lavorare oggi su due fronti: sicurezza e commercio”. Da parte sua, il presidente Donald Trump ha dichiarato su Truth Social di aver accettato di “sospendere immediatamente” i dazi sul Messico per un mese, dopo una conversazione “molto amichevole” con la presidente messicana Claudia Sheinbaum. Trump ha sottolineato l’invio al confine con gli Usa di 10.000 soldati messicani, che “saranno specificamente designati per fermare il flusso di fentanyl e migranti illegali nel nostro Paese”. Il presidente americano ha anche spiegato che durante il periodo di sospensione ci saranno “negoziati guidati dal Segretario di Stato Marco Rubio, dal Segretario del Tesoro Scott Bessent e dal Segretario del Commercio Howard Lutnick e da rappresentanti di alto livello del Messico”. Ha poi aggiunto: “Non vedo l’ora di partecipare a quei negoziati, con la presidentessa Sheinbaum, mentre cerchiamo di raggiungere un ‘accordo’ tra i nostri due Paesi”. I dazi del 25% sul Messico sarebbero dovuti entrare in vigore a mezzanotte.

Corte Conti, domani audizioni vertici toghe contabili: clima meno teso

Roma, 3 feb. (askanews) – Domani la Commissione Affari Costituzionali della Camera riprende l’esame della proposta di legge Foti sulla riforma della Corte dei Conti con una serie di audizioni informali dei vertici della magistratura contabile. Il clima è un po’ più rasserenato dopo che nei giorni scorsi sono stati ritirati gli emendamenti dei relatori Sara Kelany (FdI) e Pietro Pittalis (FI) che prevedevano, tra le altre cose, la contestata riorganizzazione della Corte con la cancellazione di 15 Sezioni giurisdizionali e di controllo. Inoltre, grazie a un’intesa nella maggioranza – su cui ha pesato anche la ‘moral suasion’ del Colle che ha sottolineato il ruolo della Corte quale garante indipendente e imparziale delle risorse pubbliche – è stato deciso di optare per una legge delega al governo.

In questo modo i tempi della riforma si sono diluiti e, secondo fonti dell’Associazione magistrati contabili, c’è più spazio per mettere intorno al tavolo tutti i soggetti coinvolti con uno spirito più collaborativo, anche se restano alcuni forti perplessità di fondo sull’intero impianto proposto da Foti.

Domani dalle 11.20 in I Commissione sono in programma le audizioni informali di Guido Carlino, presidente della Corte dei conti; Pio Silvestri, procuratore generale presso la Corte dei conti; Paola Briguori, presidente dell’Associazione magistrati della Corte dei conti; Adriano Gribaudo, consigliere della Corte dei conti; Francesco Cardarelli, professore ordinario di diritto pubblico presso l’Università di Roma ‘Foro Italico’.

Allianz Trade: migliora rischio paese globale, ma preoccupano dazi

Milano, 3 feb. (askanews) – Nel 2024 il rischio Paese globale ha mostrato un miglioramento significativo, con 48 economie in trend positivo e solo 5 declassate. E’ quanto emerge dal secondo Country Risk Atlas elaborato da Allianz Trade che sottolinea come il trend positivo osservato nel 2023 stato ancora pi evidente lo scorso anno, con miglioramenti pi che raddoppiati (+27 rispetto al 2023) e downgrade rimasti stabili (+1).

Le economie che hanno visto un miglioramento del rating rappresentano circa il 17% del Pil mondiale e sono principalmente nei mercati emergenti con l’America Latina in testa. La maggior parte dei downgrade invece avvenuta nella regione del Medio Oriente, inclusi Bahrain, Israele e Kuwait, a causa di tensioni prolungate nelle catene di approvvigionamento e prezzi del petrolio sotto il livello di pareggio fiscale.

Per quanto riguarda l’Italia dopo la robusta ripresa dalla pandemia con un tasso di crescita fra i migliori dell’Eurozona, il paese deve ora fare i conti con un rallentamento legato anche a un calo degli investimenti dopo l’impennata alimentata dal Superbonus. Tuttavia l’allentamento dell’inflazione e della politica monetaria dovrebbe sostenere una ripresa dei consumi, mentre, i fondi NextGenerationEU potrebbero fornire un impulso agli investimenti. Per Maddalena Martini Senior Economist per l’Europa di Allianz le previsioni sono di una crescita inferiore all’1% nel 2025 date le sfide globali, le debolezze strutturali, e l’alto rapporto debito pubblico/Pil.

Secondo Allianz Trade, nel 2025-2026 diversi fattori potrebbero interrompere la tendenza positiva. Per Ana Boata Head of Economic Research di Allianz la guerra commerciale a tutto campo la preoccupazione principale a causa della perdita di attivit economica e del ritorno delle pressioni inflazionistiche che potrebbero minare la fiducia degli investitori.

Ita: con Lufthansa si apre nuova fase con l’obiettivo di crescita

Roma, 3 feb. (askanews) – Per Ita Airways si apre una nuova fase con l’obiettivo della crescita. I nuovi vertici della compagnia, nominati dopo l’ingresso di Lufthansa nel capitale, si presentano alla stampa parlando di momento storico.

“E’ un momento molto importante per la compagnia, entrare in Lufthansa apre nuovi scenari. La compagnia gode di ottima salute – ha detto il presidente di Ita Airways, Sandro Pappalardo, aprendo la conferenza stampa, alla quale era presente anche il ceo di Lufthansa, Carsten Spohr a sottolienare l’importanza dell’operazione anche per il vettore tedesco -. E’ una Giornata storica per la compagnia e per l’aviazione civile. Non perderemo la nostra indentità”.

“Abbiamo un unico mandato – ha aggiunto Pappalardo -: far crescere questa compagnia e far bene in questa compagnia. In 15 giorni è nata una sinergia che non era scontata, un rapporto franco. Stiamo lavorando insieme su tutto. Credo che questo è quello che serviva alla nostra compagnia. Sinergia di intenti per unico obiettivo: fare il bene per questa compagnia”.

Intanto per la compagnia italiana il 2024 si è concluso sotto i migliori auspici, con il fatturato in crescita del 26% a 2,7 miliardi di euro e 18 milioni di passeggeri che registrano un aumento del 20% rispetto al 2023. Bene anche il load factor (il coefficiente di riempimento degli arrei), salito all’81%, 2,7 punti percentuali in più rispetto all’anno precedente.

I vertici sono già al lavoro sul nuovo Piano industriale, ha poi detto l’amministratore delegato Jeorg Eberhart, specificando che le attese sono di una “crescita nel 2026 e 2027, soprattuto nel lungo raggio, mentre quest’anno sarà di consolidamento”. Tutto ciò, ha aggiunto il manager scelto da Lufthansa, permetterà di aumentare l’occupazione all’interno della compagnia.

Più ottimista si è rivelato il ceo di Lufthansa. “Siamo anche fiduciosi – ha detto Spohr – che Ita Airways realizzerà un utile già quest’anno. In generale, siamo convinti che oggi, con l’inizio dell’integrazione di Ita Airways nel Gruppo Lufthansa, inizia una storia di successo congiunto per i clienti, i dipendenti e gli azionisti di Ita Airways e del Gruppo Lufthansa”.

“Ora che ITta Airways è diventata membro della nostra famiglia aerea pochi giorni fa, vogliamo portare avanti rapidamente la fusione, affinché ITA e i suoi passeggeri, così come gli ospiti delle nostre altre compagnie aeree passeggeri, possano beneficiare velocemente dei vantaggi di un Gruppo Lufthansa ampliato”, ha poi aggiunto anche se, rispondendo a una domanda sull’acquisto del controllo del vettore italiano, Spohr ha spcificato che, benché ciò sia possibile già da quest’anno, “al momento non è in piano di acquisire tutto nel 2025”.

“Non vediamo l’ora – ha concluso il ceo di Lufthansa parlando in italiano con un accenno ai colori della livrea di Ita Airways – di avere un cielo ancora più azzurro e di raggiungere il successo”.

Intanto sul fronte delle alleanze commerciali, Ita Airways esce da oggi da SkyTeam, avviando le procedure per entrare in Star Alliance che si completeranno entro il 2026.

Da oggi inoltre prende il via la partenership tra i programmi fedeltà delle due compagnie. Con effetto immediato, i 36 milioni di membri di Miles & More potranno accumulare e utilizzare le miglia su tutti i voli di Ita Airways. Allo stesso tempo, i 2,7 milioni di membri del programma frequent flyer di Ita Airways, Volare, potranno accumulare e utilizzare i loro punti su tutti i voli operati da Lufthansa, Swiss, Austrian Airlines e Brussels Airlines.

I Baustelle annunciano 10 date del Galactico Summer Live

Milano, 3 feb. (askanews) – Le novità targate Baustelle per questo 2025 che celebra i 25 anni di carriera della band non sono ancora terminate: il gruppo composto da Francesco Bianconi, Claudio Brasini e Rachele Bastreghi annuncia El Galactico Summer Live, una serie di appuntamenti live questa estate nei principali festival italiani.

El Galactico Summer Live, per un totale di 10 date, partirà il 24 giugno da Bologna (Sequoie music park c/o Parco Caserme Rosse) per poi proseguire il 2 luglio a Perugia (L’Umbria che spacca c/o Giardini del Frontone), il 4 luglio a Genova (Balena festival c/o Arena del Mare Porto Antico), il 6 luglio a Sesto Al Reghena (PN, Sexto ‘nplugged c/o Piazza Castello), l’8 luglio a Collegno (TO, Flowers festival c/o Parco della Certosa), il 18 luglio a Sarzana (SP, Moonland festival c/o Piazza Matteotti), il 10 agosto a Locorotondo (BA, Locus festival c/o Masseria Ferragnano), il 12 agosto a Roccella Jonica (RC, Teatro al Castello), il 16 agosto a Palermo (Dream pop fest c/o Teatro Di Verdura) e infine si concluderà il 5 settembre a Bellaria Igea Marina (RN, Beky Bay). I biglietti per El Galactico Summer Live saranno disponibili online da martedì 4 febbraio alle ore 14:00 e nei punti vendita autorizzati da domenica 9 febbraio alle ore 14:00. Info e biglietti sono disponibili su vivoconcerti.com.

I Baustelle termineranno il 2025 con Pala 25, due speciali feste finali nei palazzetti di Roma e Milano – organizzate da Vivo Concerti. Appuntamento il 5 dicembre a Roma – Palazzo dello Sport e il 12 dicembre ad Assago (MI) – Unipol Forum per concludere in maniera gloriosa un 2025 di cui i Baustelle saranno protagonisti. Con l’uscita del singolo Spogliami per BMG, i BAUSTELLE hanno inaugurato un nuovo capitolo che proseguirà con l’uscita del nuovo album El Galactico, prevista il 4 aprile.

Caso Almasri, il Pd: non riprenderemo i lavori aula senza l’informativa della premier Meloni

Roma, 3 feb. (askanews) – “Non siamo disponibili a riprendere i lavori d’aula se non ci sarà una risposta adeguata alla richiesta, che ribadiamo, di una informativa del governo sul caso Almasri. Chiediamo che di questo tema si parli qui in Parlamento”. Lo ha detto la presidente dei deputati Pd, Chiara Braga, in aula alla Camera associandosi alla richiesta fatta dal leader M5s Giuseppe Conte in apertura di seduta.

“Non possiamo accettare un minuto di più il silenzio in quest’aula e la mortificazione del Parlamento. Non c’è nessuna ragione per cui la premier Meloni o i ministri competenti non vengano a riferire. Ci aspettiamo che questa reticenza non duri un minuto di più e che Meloni venga a riferire”, ha aggiunto.

Italiani nel mondo, Stabile (Cgie): ecco le sfide per il 2025

Roma, 3 feb. (askanews) – I rapporti con i Comites, il ruolo fondamentale dei servizi notarili all’interno dei Consolati, le “politiche di incentivi al ritorno, come contromisura rispetto all’inverno demografico del Paese”, le sfide e gli obiettivi per il 2025, le quattro macro aree su cui lavorare, tra le quali la proposta di legge sul voto all’estero, gli incentivi al rientro, la rappresentanza intermedia, la proposta di modifica della legge sulla cittadinanza; le urgenze per gli italiani all’estero. Intervista a 360 gradi con askanews con Giuseppe Stabile, vicesegretario generale per l’Europa e l’Africa del Nord del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero.

Ci può presentare il suo settore di competenza, da quanto è arrivato e di cosa si occupa? Dall’ingresso nel Comitato di Presidenza a seguito della mia elezione a vicesegretario generale dello scorso 18 giugno 2024, sto procedendo a una ricognizione e analisi delle fonti sulle problematiche che riguardano il Continente europeo e il Nord Africa, e consecutivamente all’organizzazione delle attività del gruppo di consiglieri più numeroso del CGIE. A questo si aggiunga il costante monitoraggio sui servizi consolari che stanno molto a cuore a tutti noi. Quest’anno ci siamo pure espressi unanimemente sul mantenimento dei servizi notarili all’interno dei Consolati e sul ripristino in quei territori dove è stato soppresso, ritenendolo essenziale per i connazionali, a un costo certamente inferiore rispetto alle tariffe applicate dai notai locali. Crediamo che occorra far sì che i servizi consolari, anziché essere concentrati su quelli essenziali a causa della scarsità delle risorse, vengano ampliati rispetto a quelli attualmente erogati, con conseguenti maggiori entrate per l’erario, evitando in tal modo anche il rischio di rinunciare all’autorità statale a favore di privati. Ho ritenuto immediatamente utile aggiornare le e-mail di contatto dei Comites e delle associazioni con il fine di mantenere costanti i rapporti di collaborazione. Ogni anno per legge i Vicesegretari generali redigono un rapporto che verrà presentato in Parlamento sui processi di integrazione delle comunità italiane residenti nelle aree di loro pertinenza. A tal proposito sono stati invitati i consiglieri della Commissione continentale che presiedo ad apportare il loro contributo per l’area di competenza, redigendo la propria scheda Paese con elementi comuni quali: i processi di integrazione delle comunità italiane nelle aree di loro pertinenza; lo stato dei diritti delle stesse e gli eventuali contenziosi bilaterali aperti tra l’Italia e i Paesi dell’area che hanno riflessi sulla situazione delle comunità italiane ivi residenti, unitamente al numero di richiedenti la cittadinanza e all’aspetto sociale, commerciale, imprenditoriale e industriale. L’attenta e puntuale raccolta di tali informazioni e dati è fondamentale per le nostre istituzioni, politiche e amministrative, che grazie al nostro contributo possono affinare la propria azione e contestualmente riconoscere maggiormente l’opera quantitativa e qualitativa da noi svolta.

Quali sono i temi principali di cui si occupa il suo settore? La Commissione, per la parte di competenza, lavora contestualmente sia sui temi generali affidati a tutto il Consiglio che su quelli specifici dell’area di riferimento. Il programma del 2025 ha fissato obiettivi di tutto rispetto, e personalmente sto concentrando molta attenzione alle politiche di incentivi al ritorno, come contromisura rispetto all’inverno demografico del Paese. Ritengo fondamentale che tutte le componenti del sistema collaborino in sinergia per garantire massima diffusione a ogni misura che può essere di interesse per le nostre collettività, così da raccogliere criticità e suggerimenti migliorativi per una legislazione favorevole.

Quali le urgenze, le sfide e gli obiettivi per il 2025? Ritengo necessario che il sistema della rappresentanza, a partire dall’associazionismo, si adegui alla realtà attuale della nostra emigrazione per svolgere al meglio il suo ruolo, avendo quale unico ed esclusivo interesse il supporto alla collettività italiana. Per questa ragione, è necessario riformarlo depurandolo dalle ingerenze partitiche e riconducendolo ai principi di buona amministrazione ai quali dovrebbero ispirarsi le istituzioni. Solo così si potrà aspirare a raggiungere quell’unità di intenti, pur nella pluralità di idee, che è necessaria a soddisfare efficacemente le reali esigenze delle comunità nel mondo. Quanto agli obiettivi, abbiamo tracciato un ambizioso programma per il 2025 che tratterà quattro macro-temi (proposta di legge sul voto all’estero, incentivi al rientro, rappresentanza intermedia, proposta di modifica della legge sulla cittadinanza), su cui sarà necessaria la razionalizzazione del capitale umano a disposizione del Consiglio e, auspicabilmente, l’avvio della V Assemblea plenaria della Conferenza permanente Stato-Regioni-PA-CGIE.

Quali sono i vostri rapporti con i Comites locali? Consideriamo i Comites così importanti da aver redatto la proposta di riforma della loro legge istitutiva dopo averli a suo tempo interpellati e tenendo nel massimo conto le loro osservazioni e i loro suggerimenti. Inoltre, sono stati interpellati anche riguardo alle tematiche oggetto dell’agenda 2025 del CGIE.  Assieme alle Associazioni, sono parte della squadra, rilevanti strumenti messi a disposizione dal nostro ordinamento giuridico per consentire alle collettività all’estero di rappresentare i bisogni degli italiani residenti nelle circoscrizioni per promuovere, in raccordo con l’Autorità diplomatica e consolare, iniziative nelle materie attinenti alla vita sociale e culturale.

Quali sono le principali urgenze degli italiani nel mondo? Una delle principali e costanti nel tempo è quella di ricevere servizi consolari efficienti, un’interazione facilmente accessibile e vicina agli utenti, e questo grazie alla digitalizzazione e l’utilizzo di nuove tecnologie si sta perfezionando sempre più. Tuttavia, non bisogna dimenticare che l’espatrio continua a essere maggiormente frutto di costrizione più che di scelta e questo incide sulla crescita dell’economia nazionale. Quindi dovremmo contribuire anche ad apportare quei suggerimenti migliorativi che garantiscano coerenza nelle attività di promozione all’estero condotte dal sistema Paese. Molti politici, studiosi e addetti ai lavori per anni si sono cullati parlando banalmente di normale (o storica) circolazione, senza curarsi dell’ascolto degli espatriati, delle loro ragioni, visioni e valutazioni. Ecco, personalmente ritengo fondamentale questo aspetto e il nostro contributo può marcare la differenza.

Di Serena Sartini

Fabrizio Moro festeggia 25 anni di carriera con due eventi speciali

Roma, 3 feb. (askanews) – Mancano due mesi ai due speciali eventi con cui Fabrizio Moro festeggerà i 25 anni di carriera: l’1 aprile al Palazzo dello Sport di Roma e il 3 aprile all’Unipol Forum di Milano.

Due concerti unici (prodotti e organizzati da Friends & Partners) in cui il cantautore romano, insieme al pubblico, percorrerà un emozionante viaggio musicale attraverso le canzoni che, dagli esordi fino ad oggi, hanno segnato il suo percorso artistico.

Ad accompagnare Fabrizio Moro sul palco ci saranno Danilo Molinari e Roberto “Red” Maccaroni alle chitarre, Luca Amendola al basso, Alessandro Inolti alla batteria e il Maestro Claudio Junior Bielli al pianoforte. I biglietti sono disponibili in prevendita su Ticketone.it, nei punti vendita e nelle prevendite abituali. Info su www.friendsandpartners.it. RTL 102.5 è la radio ufficiale dei due eventi.

Francesco De Carlo porta in scena "Mortacci Tour"

Roma, 3 feb. (askanews) – Francesco De Carlo – primo italiano ad esibirsi al Comedy Cellar di New York – porta in scena “Mortacci Tour – Storia di Roma per gente allegra” uno spettacolo completamente nuovo, dedicato alla storia di Roma antica.

Con il suo stile ironico e diretto, De Carlo ci accompagna in una straordinaria cavalcata attraverso oltre mille anni di eventi, personaggi storici e curiosità: dalla fondazione della città eterna alla caduta dell’Impero.

Lo spettacolo offre un racconto coinvolgente che intreccia le grandi gesta di Romolo e Remo, i fasti imperiali e gli scandali di corte, passando per le arringhe di Cicerone, il “sexgate” tra Cesare e Cleopatra e la cancel culture ante litteram su Nerone. De Carlo esplora le somiglianze sorprendenti tra il mondo antico e i problemi della società contemporanea: dall’integrazione razziale alla propaganda, dagli scandali politici alla gestione dei rifiuti, dalle pandemie al cambiamento climatico.

Così Francesco De Carlo racconta lo spettacolo: “Ho scelto come titolo “Mortacci tour – Storia di Roma per gente allegra” perché penso esprimano bene gli intenti di uno spettacolo di stand up comedy sulla storia di Roma, un racconto leggero, pieno di informazioni, che però non vuole prendersi troppo sul serio. I mortacci sono gli antichi romani, protagonisti del monologo, ma è anche l’espressione di meraviglia che spesso scappa dalla bocca quando si è davanti alla bellezza e alla storia di questa città. La gente allegra è il target dello spettacolo”.

Roma diventa così uno specchio del nostro presente, una civiltà che ha conquistato il mondo ma che ha affrontato, prima di noi, le stesse contraddizioni e fragilità umane. Con il solo ausilio di un microfono e il linguaggio pungente della stand up comedy, Francesco De Carlo restituisce al pubblico una storia oscena, violenta, necessaria e, soprattutto, incredibilmente divertente. Francesco De Carlo torna in scena dopo aver conquistato palchi internazionali, affermandosi come il primo comico italiano a esibirsi al celebre Comedy Cellar di New York, un punto di riferimento mondiale per la stand-up comedy, dove sarà in scena durante il mese di gennaio 2025. Negli Stati Uniti ha aperto lo spettacolo del comico Matteo Lane alla prestigiosa Carnegie Hall e ha partecipato al suo tour nei principali teatri d’Europa e d’America, portando l’umorismo italiano oltre confine e trovando uno spazio anche nella scena comica americana. Quest’anno, ad aprile, De Carlo aprirà nuovamente lo spettacolo di Lane al Radio City Music Hall di New York.

Musica, AC/Dc: show in Europa in estate. A Imola unica data italiana

Roma, 3 feb. (askanews) – La leggendaria band da milioni di dischi degli AC/DC annuncia che sarà di ritorno in Europa quest’estate per continuare il suo POWER UP Tour.

Il tour dedicato a POWER UP, che prende il nome dall’ultimo album in studio della band, in cima alle classifiche di 21 paesi del mondo, ha visto la band visitare l’Europa lo scorso anno davanti a fan estasiati – inclusi i 100,000 di Reggio Emilia – e col plauso della critica, e il tour continuerà in primavera con 13 show negli stadi degli Stati Uniti.

Gli AC/DC faranno 12 tappe in 10 paesi in estate. Il tour include il primo show in Estonia nella carriera della band, e il concerto di Edimburgo segnerà il ritorno della formazione in Scozia, il paese d’origine del clan degli Young, per la prima volta in dieci anni.

I biglietti nominali per l’unica tappa italiana di domenica 20 luglio all’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola – che celebra il decennale del precedente concerto nella stessa location – saranno in vendita esclusivamente sul circuito Ticketone (online e punti vendita) dalle 11 di venerdì 7 febbraio per un acquisto massimo di 4 biglietti per account. Sarà possibile effettuare un solo cambio di nominativo per biglietto a partire da venerdì 20 giugno. Come sempre, Barley Arts invita a non affidarsi a circuiti di Secondary Ticketing

Rai Cinema: "Bene categoria per opere non adatte a minori di 10 anni"

Roma, 3 feb. (askanews) – Rai Cinema accoglie con favore l’iniziativa della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura che, con il decreto-legge n. 201 del 27 dicembre 2024, ha introdotto la nuova categoria delle “Opere non adatte ai minori di anni 10”.

“Si tratta di un provvedimento importante per tutta l’industria cinematografica – commenta Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema – perché riguarda quei titoli che possono non essere adatti alla visione degli spettatori nella fascia 6/10 anni, pur non meritando un divieto ai minori di 14 anni. Un passo avanti significativo frutto anche del proficuo lavoro e dei suggerimenti della Commissione classificazione guidata dal Presidente Luigi Carbone.

La tutela dei giovani spettatori fra i 6 e i 10 anni, consente alle Commissioni di avere a disposizione uno strumento che “protegge” una fascia anagrafica di spettatori ancora in fase di formazione, senza dover ricorrere ad un divieto che ha enormi ricadute su tutta la comunicazione e la campagna di lancio di un film”.

La nuova categoria stabilita dal Ministero della Cultura di “Opere non adatte ai minori di anni 10”, con relativa icona, è entrata in vigore a partire dal primo febbraio 2025.

Vino, Quattroruote: con 2 bicchieri a pasto si resta entro limiti Codice

Milano, 3 feb. (askanews) – Di fronte al diffuso allarme per il giro di vite per chi guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti legato principalmente all’introduzione della tolleranza zero verso i recidivi previsto dall’ultima riforma del Codice della Strada, il mensile “Quattroruote” ha realizzato un test, pubblicato sul numero di febbraio che indica qual’è il tasso alcolemico dopo uno o due bicchieri di alcol bevuti a pasto, e che cosa effettivamente succede se ci si mette al volante.

A sorpresa è emerso che i partecipanti che hanno bevuto due calici di vino (125 ml cad.) o due flute di prosecco (100 ml cad.) o due bicchieri di birra (330 ml cad.) o 40 ml di Gin, consumando un pranzo leggero, sono rimasti all’interno della soglia di legge, rimasta invariata nella riforma a 0,50 grammi per litro. Ma la testata specializzata di Editoriale Domus, avverte “che ogni metabolismo è diverso” e sottolinea il cosidetto “effetto moltiplicatore” della sostanza alcolica: infatti alla misurazione del secondo bicchiere (effettuata sempre 30 minuti dopo), il tasso è salito a 0,21 contro lo 0,08 registrato dopo l’assuzione del primo calice, e non quindi allo 0,16 atteso, frutto della somma 0,08 + 0,08 grammi per litro.

Oltre alla misurazione con l’etilometro, “Quattroruote” ha voluto verificare se dopo aver assunto dell’alcol, e pur rientrando nei limiti di legge, i comportamenti alla guida dei quattro soggetti che si sono sottoposti al test fossero cambiati. Lo ha fatto ripetendo un test statico, reso possibile da uno specifico strumento in dotazione del Centro Prove di Quattroruote che rileva i tempi di reazione, fondamentali per la sicurezza in strada, e un paio di esercizi dinamici, consistenti in un semplice parcheggio longitudinale e in uno slalom tra i birilli. “Un test quest’ultimo senza pretese di valenza scientifica ma in ogni caso molto realistico, che ha dimostrato come l’alcol sia in grado di abbassare i freni inibitori” precisa la testata, evidenziando che “nello slalom, infatti, rispetto la performance pre-bevuta, quasi tutti i partecipanti hanno guidato a velocità maggiore e urtato alcuni degli ostacoli presenti, comportandosi in modo meno attento e più spavaldo”.

“Aldilà delle norme di legge che vanno sempre rispettate, il buon senso deve portare l’automobilista ad agire con consapevolezza e prudenza evitando di assumere alcol” mette in risalto il mensile, rimarcando che “qualora, restando nei limiti consentiti, si voglia bere un bicchiere al pasto, il monito è di prestare la massima attenzione e guidare con una cautela maggiore del solito, evitando l’eccessiva confidenza, la sottovalutazione del rischio e la sopravvalutazione delle proprie capacità”.

Al test, svoltosi nella pista di proprietà a Vairano (Pavia), hanno partecipato due donne e due uomini, di età, altezza, peso e corporatura differenti. A ciascuno di essi sono state somministrate due “dosi” successive di una stessa bevanda alcolica (vino rosso fermo, prosecco, birra e gin), la prima al termine di un pranzo leggero e la seconda un’ora dopo la prima assunzione. Tali quantità sono servite per analizzare i dati delle tabelle affisse nei locali (fornite già nel 2007 dall’ISS e dal ministero della Salute) che indicano il tasso alcolemico atteso nel sangue in relazione al proprio peso corporeo dopo il consumo dei relativi quantitativi di bevande. A controllare lo svolgimento del test e ad effettuare i rilevamenti è stata una pattuglia della polizia locale di Buccinasco (Milano) con l’etilometro ufficiale in dotazione.

Ai risultati di questo test, va ricordato si sommano i dubbi di molti esperti sull’affidabilità di diversi dispositivi “alcol test fai da te” messi in commercio dopo l’entrata in vigore delle nuove norme del Codice della strada.

Foto: “Quattroruote”

Una vittima di Almasri denuncia il governo per favoreggiamento

Roma, 3 feb. (askanews) – Una vittima e testimone delle torture del comandante della polizia giudiziaria libica Osama Almasri ha presentato una denuncia contro il governo italiano per “favoreggiamento”. Sotto accusa “le condotte di Nordio, Piantedosi e Meloni” che, secondo il denunciante Lam Magok Biel Ruei “hanno sottratto il torturatore libico alla giustizia”.

Nella denuncia, presto al vaglio dei magistrati di piazzale, si afferma che “l’inerzia del ministro della giustizia – il quale avrebbe potuto e dovuto chiedere la custodia cautelare del criminale ricercato dalla Corte penale internazionale – e il decreto di espulsione firmato dal ministro dell’Interno, con l’immediata predisposizione del volo di Stato per ricondurre il ricercato in Libia, hanno consentito ad Almasri di sottrarsi all’arresto e di ritornare impunemente nel suo Paese di origine, impedendo così la celebrazione del processo a suo carico”.

L’uomo, che è al momento ospite di una struttura di Baobab Experience, aggiunge tramite il suo legale che “esiste un comunicato ufficiale della Corte penale internazionale del 22 gennaio 2025 che dimostra che le autorità italiane erano state non solo opportunamente informate dell’operatività del mandato di arresto, ma anche coinvolte in una precedente attività di consultazione preventiva e coordinamento volta proprio a garantire l’adeguata ricezione della richiesta della Corte e la sua attuazione. In quello stesso comunicato si riporta inoltre che le autorità italiane hanno chiesto espressamente alla Corte penale internazionale di non commentare pubblicamente l’arresto di Almasri, dimostrando, quindi, di esserne a conoscenza”.

"Fatti di Nera", il nuovo format sulla cronaca nera

Roma, 3 feb. (askanews) – Un nuovo format per raccontare la cronaca nera con rigore e profondità. Da oggi su Cusano Media Play , prende il via “FATTI DI NERA – La cronaca ha un solo colore”, un programma innovativo condotto da Sharon Fanello e Gabriele Raho, in onda dal lunedì al venerdì dalle 16:00 alle 20:00.

Attraverso un’analisi multidisciplinare e rigorosa, la trasmissione porta lo spettatore al centro dei più complessi e controversi casi di cronaca nera, offrendo una lettura approfondita e consapevole di eventi che hanno segnato l’opinione pubblica.

“Fatti di Nera” si distingue per il suo approccio analitico e scientifico: docenti universitari, giornalisti investigativi e studenti delle facoltà di Giurisprudenza, Criminologia, Sociologia e Psicologia si confrontano per ricostruire le vicende criminali da ogni angolazione, intrecciando dati oggettivi, ricostruzioni investigative e interpretazioni giuridiche e psicologiche.

Dalla dinamica dei fatti alle implicazioni legali, dal modus operandi criminale al profilo psicologico dei protagonisti, il programma diventa un vero e proprio laboratorio di analisi e divulgazione, capace di trasformare la cronaca nera in un’opportunità di conoscenza e riflessione per il pubblico.

Sin dalla prima settimana, il programma ospiterà figure chiave legate a casi di grande impatto mediatico. Tra i primi ospiti confermati: Alessia Pontenani, avvocato di Alessia Pifferi, condannata all’ergastolo per omicidio aggravato per aver lasciato morire di stenti la figlia di 18 mesi, e Antonio Maimone e Concetta Napoletano, genitori di Francesco Pio Maimone, l’aspirante pizzaiolo ucciso nella notte tra il 19 e il 20 marzo 2023 a Mergellina, sul lungomare di Napoli.

Con il rigore accademico e la potenza del racconto giornalistico, Fatti di Nera si propone come un punto di riferimento per chi vuole comprendere a fondo i meccanismi della giustizia e del crimine, offrendo agli spettatori un’informazione chiara, documentata e priva di sensazionalismi.

"Indelebile", parte dalla Sicilia il tour del lungometraggio

Roma, 3 feb. (askanews) – Dopo l’anteprima al Noir in Festival di Milano e l’uscita nelle sale con la prima proiezione al Cinema Tiziano di Roma, il film Indelebile di Simone Valentini arriva in Sicilia con un tour che attraverserà l’isola a partire dal 3 febbraio 2025. Girato interamente in Sicilia, il film è un noir/thriller che racconta una storia di formazione e mistero, ambientata nell’entroterra siciliano.

Prodotto da Giovanni Amico e Twister Film, con il sostegno della Sicilia Film Commission e della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, Indelebile è interpretato da Giulia Dragotto, giovane talento già visto nella serie Anna di Niccolò Ammaniti, e Fabrizio Ferracane, attore pluripremiato e vincitore del Nastro d’Argento 2019 per Il traditore di Marco Bellocchio. Ferracane ha recentemente ricevuto il Premio Luca Svizzeretto alla 34ª edizione del Noir in Festival per la sua interpretazione in Indelebile.

Nel cast figurano anche Miriam Dalmazio, Federica De Cola, Ester Vinci, Vincenzo Crivello, Armando Santoro, Susanna Piraino e Goffredo Maria Bruno. Veronica, una ragazza di sedici anni, trascorre le vacanze di Natale a casa del nonno in un paesino dell’entroterra siciliano. Quando una donna scompare, riemerge il terrore del “Mostro”, un criminale che aveva seminato paura dieci anni prima. Veronica inizia a sospettare che il nonno possa essere coinvolto nel mistero, dando il via a una serie di eventi inquietanti che la porteranno a confrontarsi con il passato e la verità.

Il tour siciliano di Indelebile partirà il 3 febbraio 2025 da Palermo, con una proiezione al Cinema Ariston, per poi toccare diverse città dell’isola: Castelvetrano (Cine Teatro Marconi); Marsala (Cinema Golden); Mazara Del Vallo (Multisala Grillo); Petralia (Cine Teatro Grifeo); Mascalucia (Cinema Moderno); Acireale (Multisala Margherita). Ulteriori date e tappe verranno comunicate prossimamente. Durante le proiezioni, il pubblico avrà l’opportunità di incontrare il regista e il cast. Con la sua forte impronta territoriale, Indelebile celebra la Sicilia non solo come ambientazione, ma anche attraverso il talento dei suoi interpreti. Il tour rappresenta un’occasione per il pubblico siciliano di scoprire il film nei luoghi che lo hanno ispirato.

Schlein: Meloni da Trump funzionale a disgregazione Ue?

Bruxelles, 3 feb. (askanews) – “Ho già chiesto se Giorgia Meloni ha realizzato di essere andata da sola all’insediamento di Trump quando l’Unione europea non è stata coinvolta. Mi chiedo se lei si sia chiesta cosa ci facesse lì da sola, perché è evidente che tra essere i primi della classe o quelli con la relazione più amicale ed essere funzionali a un disegno di disgregazione dell’Europa, il passo è breve”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein, lasciando il vertice pre-Consiglio del Partito socialista europeo.

“Se si vuole fare l’interesse dell’Italia – ha aggiunto – oggi più che mai bisognerebbe puntare all’unità europea con il superamento dell’unanimità, e a un grande piano di investimenti comuni che è una risposta che deve anticipare i dazi di Trump”.

La premier danese Frederiksen: la Groenlandia non è in vendita

Bruxelles, 3 feb. (askanews) – “Penso che siamo stati molto chiari, noi del Regno di Danimarca, con il grande supporto dei partner europei e dell’Unione europea, sul fatto che tutti devono rispettare la sovranità di tutti gli stati nazionali nel mondo, e che la Groenlandia è oggi parte del Regno di Danimarca. È una parte del nostro territorio e non è in vendita. E il primo ministro, leader della Groenlandia, è stato molto chiaro sul fatto che non è in vendita”. Lo ha affermato la premier danese, Mette Frederiksen, al suo arrivo al Consiglio europeo informale sulla difesa Ue, che si tiene oggi al Palais d’Egmont a Bruxelles, in relazione alle minacce di annessione della Groenlandia del neo presidente americano Donald Trump.

“Sono totalmente d’accordo con gli americani – ha continuato Frederiksen – sul fatto che l’estremo Nord, la regione artica, sta diventando sempre più importante”; ma, ha puntualizzato, “quando parliamo di difesa, sicurezza e deterrenza, è possibile trovare un modo per garantire” un loro rafforzamento in Groenlandia. “La Groenlandia lo sta già facendo” e allo stesso tempo, “siamo disposti noi, il Regno di Danimarca” a incrementare la sicurezza della regione; “e penso che per la Nato sia la stessa cosa. Quindi se si tratta di proteggere la nostra parte del mondo, possiamo trovare una soluzione”, ha sottolineato la premier danese.

A una domanda sui dazi sulle importazioni dai paesi europei annunciati da Trump, Frederiksen ha risposto che “ci sono molte ragioni per cui siamo un’unica Unione Europea. E una delle ragioni è che siamo disposti ad aiutarci a vicenda e a restare uniti. Non sosterrò mai l’idea di combattere gli alleati; ma ovviamente, se gli Stati Uniti impongono duri dazi all’Europa – ha affermato -, abbiamo bisogno di una risposta collettiva e robusta”.

Più in generale, riguardo all’insediamento di Trump, e al panico che sembra suscitare in Europa, anche per la pressione americana per un forte aumento della spesa per la difesa la premier danese ha osservato: “Non credo che dovremmo entrare nel panico, ma penso che ci sia un’urgenza, e penso che ci sia da tre anni. Ma ora dobbiamo davvero aumentare e accelerare” lo sforzo per la difesa, “perché la Russia e Putin non minacciano solo l’Ucraina, ma tutti noi. E dobbiamo essere in grado di difenderci. Quindi dobbiamo davvero far funzionare le linee di produzione più velocemente. Dobbiamo assicurarci che l’Ucraina vinca questa guerra e dobbiamo cooperare e lavorare molto più da vicino, soprattutto sulla difesa e la deterrenza”.

“Penso – ha rilevato Frederiksen – che la difficoltà più grande sia il fatto che stiamo lavorando troppo lentamente in Europa, sfortunatamente. Le linee di produzione non vengono aumentate e pensiamo ancora di essere in tempo di pace. Non sto dicendo che siamo in guerra, ma dobbiamo cambiare mentalità. Abbiamo bisogno di un senso di urgenza, e dobbiamo assicurarci che le nostre industrie e la nostra cooperazione politica funzionino in modo più agevole. E dobbiamo farlo molto più rapidamente. Dobbiamo spendere di più per la deterrenza e la difesa? Assolutamente. Non è più sufficiente il 2%” del Pil di ciascun paese alleato.

Ma questo, ha precisato la premier, “deve essere fatto, ovviamente, in modo socialmente equilibrato. Dipende da ogni Stato membro europeo perché siamo molto diversi. Penso che dobbiamo trovare un modo per garantire che saremo in grado di difenderci più rapidamente di quanto non accada nella situazione odierna. Quindi è ovviamente un obiettivo nazionale, ma è anche una responsabilità collettiva”.

Quanto all’Ucraina, “l’idea che ho è la stessa di tre anni fa: che deve vincere questa guerra. E se permettiamo invece alla Russia di vincere la guerra, mi dispiace dirlo in modo così diretto, lui (Putin, ndr) continuerà, loro (i russi, ndr) continueranno; e forse permetteremo loro anche di avere una situazione migliore di quella odierna. Perché se mettiamo fine a questa guerra ora con una specie di congelamento del conflitto, un cessate il fuoco – ha avvertito Frederiksen -, daremo ai Russi la possibilità di tornare in Russia, di mobilitare più fondi, più persone, e forse di attaccare un altro paese in Europa”.

“Ma devo essere molto chiara sul fatto che difendere l’Europa e difendere la Nato non significa farlo in una sola zona del mondo. Dobbiamo essere presenti sul fianco orientale, dobbiamo proteggere l’Ucraina perché loro stanno combattendo per il resto” delle democrazie europee. “Dobbiamo combattere contro il terrore. Dobbiamo prenderci cura del Mar Baltico e dobbiamo occuparci della regione artica”. Insomma, ha concluso la premier danese, “nella Nato, insieme agli Stati Uniti, dobbiamo essere in grado di fare tutte queste cose contemporaneamente”.

Tennis, Alcaraz: "Sinner è il miglior giocatore al mondo"

Roma, 3 feb. (askanews) – “Jannik Sinner in questo momento è il miglior giocatore al mondo”. Carlos Alcaraz, numero tre della classifica Atp, non ha alcun dubbio a riguardo ed ha parlato così di Sinner in conferenza stampa a Rotterdam, torneo Atp 500 che inizia oggi con le sfide del tabellone principale e di cui Sinner è il detentore, ma l’altoatesino ha dato forfait dopo il trionfale Australian Open per ricaricare le batterie e godersi del meritato riposo. Il n.3 del mondo sarà presente in Olanda ed è pronto a fare il suo debutto.

“Jannik ha dimostrato di essere il migliore al momento, quello che sta facendo è pazzesco – continua – Capisco che la gente discuta su chi sia il migliore tra noi due, ma per me e per tutti i tennisti che giocano contro di lui, Jannik è sicuramente il più forte”, ha detto il quattro volte vincitore slam. Lo ha fatto rispondendo a chi gli chiedeva di commentare le parole di Patrick Mouratoglou, che negli scorsi giorni aveva detto che tra Sinner e Alcaraz era un confronto alla pari, ora e nel prossimo futuro. Con gli altri molto, molto lontani da loro. Dichiarazioni che in questo momento non trovano d’accordo Alcaraz: “Sinner avrà perso 4/5 partite in un anno, non ha alti e bassi. In ogni torneo a cui partecipa, o raggiunge la finale o solleva il trofeo”, ha continuato il fenomeno di Murcia, che ha chiarito il suo pensiero su come stanno adesso le cose. E dopotutto, i fatti parlano chiaro.

Ue prepara risposta a dazi Usa, Macron: "Europa si farà rispettare"

Bruxelles, 3 feb. (askanews) – L’Europa si prepara a rispondere ai dazi annunciati dal presidente americano Donald Trump ma la difficoltà sarà trovare una risposta unitaria sul tema.

Il dossier, per quanto non ufficialmente in agenda, sarà affrontato nel “ritiro informale” che è appena iniziato al Palais d’Egmont a Bruxelles. Al centro del summit c’è la politica di difesa dell’Ue, ma il pericolo di una guerra commerciale è al centro dell’attenzione. Proprio ieri sera il primo ministro canadese Justin Trudeau ha chiamato il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa per informarlo della reazione canadese alla decisione del presidente americano Donald Trump di imporre dazi del 25% su Canada e Messico. Entrambi, spiegano fonti europee, hanno “sottolineato l’importanza delle relazioni bilaterali Ue-Canada e hanno confermato la loro determinazione a continuare a lavorare insieme in tutti gli aspetti della cooperazione”.

“Ci stiamo preparando” a rispondere a eventuali dazi, assicura Kaja Kallas, Alta rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza che però avverte: “Non ci sono vincitori con i dazi: abbiamo bisogno dell’America e l’America ha bisogno di noi”.

Il presidente francese Emmanuel Macron è molto netto: “Se siamo attaccati sul piano commerciale l’Europa dovrà farsi rispettare e reagire”. Anche la premier danese Mette Frederiksen auspica, in caso di dazi, “una risposta collettiva e robusta”.

“Possiamo reagire alle politiche doganali con politiche doganali. Dobbiamo farlo e lo faremo”, garantisce Olaf Scholz, il cancelliere della Germania che sarebbe uno dei Paesi più colpiti dalle misure protezionistiche Usa. Così come l’Italia.

Giorgia Meloni non ha parlato arrivando al vertice. Nei suoi confronti c’è il ‘sospetto’, da parte di alcuni partner, che possa utilizzare il rapporto privilegiato con il tycoon per avere un trattamento più ‘morbido’ a favore dell’Italia. Proprio il ‘feeling’ con il presidente Usa, d’altro canto, potrebbe essere una chiave per arrivare un accordo. La premier lunedì scorso ad Al-Ula in Arabia Saudita aveva sottolineato che “uno scontro non conviene a nessuno: Stati Uniti e Europa sono economie complementari”, auspicando un “dialogo” per arrivare a “una soluzione equilibrata e bilanciata”.

Cinema, a Berlino Little Trouble Girls: opera prima di Urska Djukic

Roma, 3 feb. (askanews) – “Little Trouble Girls” sarà il film di apertura della sezione Perspectives della 75esima edizione del Festival del Cinema di Berlino (13 – 23 febbraio 2025). L’opera prima della regista slovena Urska Djukic sarà presentata il 14 febbraio e sarà poi distribuita prossimamente in Italia da Tucker Film.

In “Little Trouble Girls”, Lucia è una ragazzina introversa che frequenta il coro di una scuola cattolica; durante un weekend di prove inizia a considerare il mondo da una nuova prospettiva. Nascono nuovi desideri, credenze e valori, si troverà ad affrontare i primi (grandi) turbamenti e a questi si aggiungeranno interrogativi ancora mai considerati: a chi appartiene il mio corpo? Come si gestiscono l’amicizia, la gelosia, l’attrazione?

“L’idea che ha innescato il progetto è arrivata nel 2018, mentre assistevo al concerto di un coro femminile sloveno – ha detto la regista – sentir cantare quelle giovanissime ragazze mi ha profondamente emozionata: sono rimasta decisamente colpita dalla potenza delle loro voci che oscillavano sul filo del risveglio della loro femminilità”.

Reduce dal successo del corto “Granny’s Sexual Life”, Djukic ha deciso con il suo lungometraggio di esordio di esplorare il complicato territorio dell’adolescenza, riflettendo sul tema della sessualità e sulle dinamiche delle regole sociali. Realizzato grazie al TorinoFilmLab e co-prodotto da Slovenia, Croazia, Serbia e Italia (Staragara It), il film è supportato dal Fondo per l’Audiovisivo del FVG, dalla FVG Film Commission, dal MiC – Ministero della Cultura e GO!2025 – Nova Gorica e Gorizia capitale europea della cultura. “Little Trouble Girls” si chiude sulle note della quasi omonima “Little Trouble Girl” dei Sonic Youth, canzone che ha ispirato il titolo del film e ne contiene perfettamente l’essenza narrativa e tematica. “You taught me how to feel good. Flirt and laugh. Be understood” “Mi hai insegnato a sentirmi bene. Corteggiare e ridere. Essere compreso”.

Russia, Svr: Nato prepara campagna per screditare Zelensky

Roma, 3 feb. (askanews) – La Nato starebbe preparando una campagna per screditare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, secondo quanto riferito oggi dal Servizio di intelligence estero russo (SVR). L’Alleanza in particolare vorrebbe liberarsi del presidente dell’Ucraina, “idealmente attraverso elezioni pseudo-democratiche”, ha riferito l’SVR, aggiungendo che secondo i calcoli della Nato le elezioni potrebbero avere luogo in Ucraina non più tardi di questo autunno.

“In vista della campagna elettorale, il quartier generale della Nato sta preparando un’operazione su larga scala per screditare Zelensky. In particolare, si prevede di pubblicare informazioni sull’appropriazione personale di oltre 1,5 miliardi di dollari da parte del ‘presidente’ e dei membri del suo team da fondi destinati solo all’acquisto di munizioni”, ha sottolineato il servizio russo in una dichiarazione.

Inoltre, secondo quanto si legge, l’Alleanza intenderebbe rendere pubblico il piano di Zelensky e del suo entourage per ritirare all’estero l’indennità monetaria di 130.000 militari ucraini deceduti che continuano a essere elencati come vivi e in servizio in prima linea contro la Russia.

La Nato, secondo l’SVR, avrebbe infine in programma di rendere pubblico il presunto coinvolgimento di Zelensky in molteplici casi di vendita di grandi quantità di equipaggiamento militare occidentale donato gratuitamente a Kiev a vari gruppi nei paesi africani.

Inflazione, l’Istat: a gennaio sale all’1,5%, il carrello della spesa all’1,8%

Roma, 3 feb. (askanews) – A gennaio, secondo le stime preliminari dell’Istat, l’inflazione sale lievemente, arrivando a 1,5% dall’1,3% di dicembre.

Il tasso tendenziale di variazione dei prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona mostra un “leggero” incremento (da +1,7% a +1,8%), come anche quello dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +1,7% a +2,1%). L’accelerazione tendenziale è prevalentemente dovuta all’aumento dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (da +12,7% a +27,8%), all’attenuarsi della flessione di quelli dei Beni energetici non regolamentati (da -4,2% a -3,0%) e, in misura minore, all’aumento del ritmo di crescita dei prezzi dei Beni alimentari lavorati (da +1,7% a +2,0%). Tali effetti sono stati solo in parte compensati dalla decelerazione dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +3,6% a +2,5%) e di quelli dei Servizi relativi alle comunicazioni (da +1,2% a +0,9%).

Nel mese di gennaio l'”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, resta stabile (a +1,8%), mentre quella al netto dei soli beni energetici sale lievemente (da +1,7% a +1,8%).

La dinamica tendenziale dei prezzi dei beni evidenzia un’accelerazione (da +0,2% a +0,7%), mentre quella dei servizi rimane stabile (a +2,6%). Il differenziale inflazionistico tra il comparto dei servizi e quello dei beni si riduce, portandosi a +1,9 punti percentuali (dai +2,4 di dicembre 2024).

L’aumento congiunturale dell’indice generale, +0,6%, è dovuto prevalentemente ai prezzi degli Energetici regolamentati (+14,5%) e non regolamentati (+2,6%), degli Alimentari lavorati (+1,2%) e non lavorati (+0,9%) e dei Beni durevoli (+0,5%); gli effetti di questi aumenti sono stati solo in parte compensati dalla diminuzione dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (-2,3%).

L’inflazione acquisita per il 2025 è pari a +0,9% per l’indice generale e a +0,5% per la componente di fondo.

In base alle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) registra su base mensile una variazione pari a -0,7%, per effetto dell’avvio dei saldi invernali di abbigliamento e calzature, e su base annua una variazione di +1,7% (in accelerazione da +1,4% di dicembre 2024).

Inflazione media eurozona risale ancora a gennaio, al 2,5% annuo

Roma, 3 feb. (askanews) – Nuova leggera accelerazione dell’inflazione media nell’area euro a gennaio: la crescita dei prezzi su base annua si è attestata al 2,5%, secondo la stima preliminare diffusa da Eurostat. A dicembre il caro vita nell’area valutaria era risalito al 2,4%.

A spingere maggiormente restano i prezzi dei servizi, con un più 3,9% a gennaio a fronte del più 4% di dicembre, seguiti da alimentari, bevande, alcolici e tabacci (+2,3%) e dall’energia (+1,8%).

Nonostante il rafforzamento dell’inflazione la scorsa settimana la Bce, che ha come obiettivo un caro vita al 2%, ha nuovamente tagliato i tassi di interesse per l’area euro, affermando di attendersi che i prezzi tornino a smorzarsi nel corso dell’anno.

Inflazione, l’Istat: nel paniere 2025 speck, cono gelato e topper materasso

Roma, 3 feb. (askanews) – Nel paniere 2025 per il calcolo dell’inflazione entrano lo speck da banco, il pantalone corto da donna, la lampada da soffitto, il topper per materasso, la camera d’aria per bicicletta, le spazzole tergicristalli e il cono gelato. Ad uscire, invece, sono il test sierologico anticorpi Covid-19 e il tampone molecolare Covid-19. Lo ha comunicato l’Istat.

Ogni anno l’Istat rivede l’elenco dei prodotti che compongono il paniere di riferimento per la rilevazione dei prezzi al consumo e aggiorna, contestualmente, le tecniche d’indagine e i pesi con i quali i diversi prodotti contribuiscono alla misura dell’inflazione.

Nel paniere del 2025 – utilizzato sia per il calcolo dell’indice Nic sia per quello Foi – figurano 1.923 prodotti elementari (erano 1.915 nel 2024), raggruppati in 1.046 prodotti e, successivamente, in 424 aggregati. Il paniere utilizzato per il calcolo dell’indice Ipca (armonizzato a livello europeo) comprende 1.944 prodotti elementari (erano 1.936 nel 2024), raggruppati in 1.065 prodotti e 428 aggregati.

Gas, Pichetto: possibili misure tampone contro il rialzo dei prezzi

Roma, 3 feb. (askanews) – Il prezzo del gas sopra i 50 euro potrebbe portare il governo ad adottare nuove misure tampone. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a Rai Radio Uno.

“In questo momento – ha spiegato il ministro – sono in strettissimo rapporto con il ministro dell’Economia Giorgetti proprio perchè credo che assolutamente dobbiamo andare avanti con misure, in qualche modo, che abbiamo temporaneità”. Il ministro ha poi osservato: “stiamo
ragionando su quelle che sono le energivore da gas, ma è chiaro che se tenessero questi prezzi, dobbiamo in qualche modo trovare un intervento anche sul prezzo complessivo che riguarda tutti, imprese ed utenze domestiche”. Sul fronte del gas “ho una preoccupazione: noi siamo in Europa tra quelli che hanno stoccaggi abbastanza buoni, ma stanno scendendo e li dovremo ricostituire. E ricostituire gli stoccaggi a 50 euro rispetto ai 35 euro, diventa un problema serio per l’estate. Tre giorni fa ho ridato il via alle aste di stoccaggio per ricostituirle per il
prossimo inverno”.

Sbarra: lascio la guida della Cisl, è giusto rinnovare

Roma, 3 feb. (askanews) -“Rispettare le regole è un dovere, soprattutto per chi ricopre ruoli di responsabilità. Credo nel rinnovamento, che apre spazi ai più giovani e garantisce un futuro solido per la Cisl. Si può continuare a contribuire al sindacato in molti modi, anche fuori dai ruoli di vertice”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, Luigi Sbarra, che si appresta a lasciare la guida della Cisl il 12 febbraio, data in cui è stato convocato il consiglio generale a via Rieti per l’elezione del nuovo segretario generale.

“È stato un cammino esaltante. Non privo di difficoltà e di scelte anche solitarie e in controtendenza. Il bilancio è positivo”, sottolinea Sbarra. La Cisl ha sempre avuto un ruolo centrale, responsabile senza rinunciare al conflitto. Lascio un’organizzazione in salute: più 172 mila iscritti tra i lavoratori attivi negli ultimi 4 anni, molti sotto i 35 anni. Daniela Fumarola la conosco da una vita, è preparata, determinata e soprattutto concreta, come deve essere un leader sindacale. Ha la fiducia di tutta la Cisl e non ha certo bisogno di consigli”. Quanto al leader della Cgil, Maurizio Landini, afferma: “Io e Maurizio abbiamo fatto tante battaglie comuni in questi anni. Ma noi abbiamo sempre valorizzato e ci siamo intestati i risultati del dialogo sociale con i governi Draghi e Meloni. La Cgil ha scelto la linea di uno scontro radicale, che si fatica a non definire ideologico, che trasforma e indebolisce la rappresentanza sindacale, trasformandola nel surrogato di un partito. Così però il sindacato rischia di diventare irrilevante”.

Da venerdì aria gelida e neve fino in pianura

Roma, 3 feb. (askanews) – Mentre una perturbazione abbandona lentamente il Sud Italia, l’anticiclone delle Azzorre avanza dalla Penisola Iberica verso il resto del Paese e buona parte del continente. Antonio Sanò, fondatore del sito www.iLMeteo.it, avvisa che nelle prossime ore ci saranno ancora piogge e locali temporali su Abruzzo (anche forti), Molise, Campania, Basilicata e Puglia. Qualche pioggia interesserà ancora la Calabria settentrionale. Sul resto dell’Italia, la presenza dell’alta pressione garantirà bel tempo con sole prevalente e locali banchi di nebbia sulla Pianura Padana occidentale.

Successivamente, l’alta pressione avanzerà anche verso Sud, inglobando tutte le regioni. Inizieranno così tre giorni di bel tempo praticamente su gran parte dell’Italia. Soltanto su Sicilia e Calabria la nuvolosità sarà più compatta, anche con occasionali brevi piovaschi.

Questa situazione di tranquillità terminerà già venerdì, quando un impulso di aria piuttosto fredda darà vita a una circolazione depressionaria: sarà così che una perturbazione raggiungerà il nostro Paese, coinvolgendo dapprima il Nord-Ovest e poi il Centro-Sud.

L’afflusso di aria più fredda farà crollare le temperature, permettendo alla neve di scendere a quote basse. Su Piemonte e Lombardia la neve potrà raggiungere le zone pianeggianti, in Liguria cadrà sopra i 500-600 metri, dai 1000-1200 metri invece sui rilievi meridionali.

Ma non è finita qui. Nel secondo weekend di febbraio, tra sabato 8 e domenica 9, l’ennesimo ciclone in arrivo dall’Africa punterà nuovamente il Sud Italia, provocando una forte ondata di maltempo; precipitazioni che potrebbero estendersi anche al Centro-Nord.

Usa-Giappone: Ishiba verso il primo, difficile incontro con Trump

Roma, 3 feb. (askanews) – Con preoccupazione, Shigeru Ishiba si recherà questa settimana per il suo primo incontro con il nuovo presidente Usa Donald Trump. Un incontro che viene dopo un esordio un po stentato per i rapporti nippo-americani nel secondo mandato trumpiano, ma anche dopo che il leader americano ha annunciato dazi nei confronti a diversi paesi, tra i quali Messico, Canada e Cina.

“Se le circostanze lo consentiranno, il primo ministro Ishiba visiterà gli Stati Uniti questa settimana e incontrerà il presidente Trump. Tali accordi sono attualmente in corso. Gli accordi finali sulle date specifiche sono attualmente in corso, tenendo conto dei programmi di entrambe le parti”, ha affermato il capo di gabinetto Yoshimasa Hayashi, principale portavoce del governo nipponico. Le dichiarazioni richiamano quanto ha annunciato venerdì scorso lo stesso Trump.

“Attraverso un dialogo franco, cercheranno di instaurare relazioni personali, nonché di raggiungere un’intesa comune su varie questioni di sicurezza ed economiche, confermare la cooperazione e dare l’opportunità di portare la cooperazione giapponese-americana a un nuovo livello”, ha detto ancora Hayashi.

“Ho un grande rispetto per il Giappone. Mi piace il Giappone”, ha dichiarato venerdì Trump ai giornalisti nell’Ufficio ovale, ricordando che “il primo ministro (Shinzo) Abe era un mio caro amico” e affermando che “quello che gli è successo è stato così triste, uno dei giorni più tristi”. Il riferimento è all’assassinio nel 2022.

Il richiamo ad Abe, in realtà, non è necessariamente una buona notizia per Ishiba, che è stato un rivale di Shinzo Abe all’interno del Partito liberaldemocratico. D’altronde, finora i primi contatti tra Tokyo e Washington non sono andati come Ishiba sperava. Il primo ministro nipponico aveva chiesto di incontrare Trump già da presidente eletto, come era accaduto al primo mandato con Abe (che era stato ricevuto come primo leader straniero da un Trump non ancora insediato), ma il team di transizione del neopresidente aveva giudicato poco opportuno un incontro prima dell’insediamento. Salvo poi avere altri incontri con leader stranieri, compresa la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, prima di essere di nuovo formalmente l’inquilino della Casa bianca.

Dopo questo primo passo falso, c’è stato un intenso lavoro delle diplomazie. Il ministro degli Esteri giapponese Takeshi Iwaya ha tenuto colloqui con il suo nuovo omologo statunitense Marco Rubio a Washington appena un giorno dopo l’inaugurazione di Trump. In quell’occasione, Iwaya e Rubio hanno concordato di elevare la relazione bilaterale a “nuove altezze” su tutti i fronti. Hanno inoltre concordato di intensificare la cooperazione multilaterale con paesi affini come le Filippine e la Corea del Sud per affrontare le principali sfide nella regione indo-pacifica, dove la Cina cerca di affermare un controllo maggiore.

Questo lavoro, apparentemente, ha portato risultati. L’incontro previsto con Ishiba rappresenterebbe il secondo di Trump con un leader straniero da quando ha assunto l’incarico il 20 gennaio. Domani, Trump dovrebbe tenere colloqui con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu alla Casa bianca.

Nell’incontro, per il quale la data più probabile è il 7 febbraio, Ishiba e Trump riconosceranno l’ambiente di sicurezza sempre più difficile in Asia orientale, alla luce dei testi missilistici e degli sviluppi nucleari in Corea del Nord e dell’accresciuta influenza della Cina.

Oltre a sottolineare l’aumento drammatico della spesa per la difesa di Tokyo, Ishiba probabilmente spiegherà a Trump che le aziende giapponesi hanno svolto un ruolo fondamentale nel generare crescita e posti di lavoro negli Stati Uniti, secondo quanto riferito da funzionari nipponici all’agenzia di stampa Kyodo. Si tratta probabilmente di un tentativo di sbloccare la situazione del tentativo di acquistare le storiche acciaierie US Steel da parte della giapponese Nippon Steel, alla quale Trump si oppone, dopo che è stata bloccata anche dal predecessore Joe Biden.

Intanto, sebbene la situazione del Giappone sul fronte della guerra commerciale in corso appaia un po più defilata nelle intenzioni di Trump, a Tokyo c’è preoccupazione per l’approccio trumpiano. Il ministro delle Finanze Katsunobu Kato ha espresso ieri seria preoccupazione per il potenziale impatto dei dazi statunitensi su Cina, Canada e Messico.

Kato ha dichiarato in un programma televisivo di essere “molto preoccupato per il possibile impatto sull’economia globale” e ha sottolineato la necessità di “valutare attentamente” i movimenti dei cambi e le prospettive della politica monetaria negli Stati uniti.

Trump, ha ordinato sabato l’applicazione di dazi del 25% sulle importazioni provenienti da Canada e Messico, e di ulteriori dazi del 10% sui beni provenienti dalla Cina. “Ci dovremo concentrare attentamente su come il Giappone potrebbe essere particolarmente colpito e adottare le misure necessarie”, ha affermato Kato, riferendosi in parte alle preoccupazioni per l’inflazione legate ai pesanti dazi imposti dall’amministrazione Trump.

Stellantis semplifica l’organizzazione, nuovo Ad entro prima metà 2025

Roma, 3 feb. (askanews) – Stellantis ha annunciato “delle misure per semplificare la propria organizzazione”, assieme a nomine di nuovi direttori su alcuni marchi controllati, in linea con i cambiamenti comunicati nel dicembre 2024. Intanto il processo di scelta del nuovo amministratore delegato prosegue e si concluderà entro la prima metà dell’anno. Decisioni che secondo quanto afferma la società con una nota consentono “il giusto equilibrio tra responsabilità regionali e globali, facilitando la rapidità delle scelte e la loro esecuzione”.

Le varie regioni dispongono ora di maggiori capacità decisionali ed esecutive a livello locale per la pianificazione e lo sviluppo dei prodotti, le attività industriali e commerciali, mantenendo il coordinamento con le funzioni globali dell’azienda per servire al meglio i clienti.

Le attività software, prosegue un comunicato, sono ora integrate in un’organizzazione di sviluppo e tecnologia del prodotto guidata da Ned Curic allo scopo di semplificare il processo di immissione sul mercato di prodotti e servizi innovativi per tutti i brand in tutti i mercati in cui l’azienda è presente.

Oltre al suo attuale ruolo di COO delle Regioni d’America, Antonio Filosa assume la leadership globale dell’ente Quality, il fulcro della promessa dell’azienda ai clienti. Gli enti Corporate Affairs e Communications sono stati uniti sotto la guida di Clara Ingen-Housz per supportare al meglio il costante impegno dell’azienda nei confronti di tutti i suoi stakeholder.

Viene creato un nuovo Marketing Office, prosegue Stellantis, guidato da Olivier François, per raggruppare il marketing dei brand e supportarli al meglio, in particolare attraverso la pubblicità, gli eventi globali e le sponsorizzazioni.

Inoltre Bob Broderdorf è stato nominato alla guida del brand Jeep; Alain Favey entra in Stellantis e viene nominato responsabile del brand Peugeot; Xavier Peugeot è stato nominato alla guida del brand DS Automobiles; Anne Abboud è stata nominata alla guida dell’unità veicoli commerciali di Stellantis Pro One.

“In linea con i cambiamenti decisi a dicembre, gli annunci di oggi semplificheranno ulteriormente la nostra organizzazione e aumenteranno la nostra agilità e il rigore dell’esecuzione a livello locale – ha commentato il presidente di Stellantis John Elkann -. Non vediamo l’ora di guidare la crescita fornendo ai nostri clienti una scelta ancora più ampia di straordinari veicoli a combustione, ibridi ed elettrici”.

Come annunciato all’inizio di dicembre 2024, il processo di nomina del nuovo amministratore è in corso, gestito da un Comitato Speciale del Consiglio d’Amministrazione, e si concluderà, precisa la società, entro la prima metà del 2025. (fonte immagine: Stellantis).

“Brandmauer siamo noi”. E la Germania si scopre orfana di Angela Merkel.

Una marea di cittadini si è riversata ieri pomeriggio nelle strade di Berlino, partendo dal Bundestag per arrivare alla Adenauer Haus, sede della Cdu. Una sfida aperta a Friedrich Merz, leader cristiano democratico e candidato alla Cancelleria. La sua improvvida, ormai nota iniziativa ha messo a rischio il cosiddetto “muro di fuoco” (Brandmauer) che finora ha isolato l’ultradestra di AfD. La protesta infatti, estesa anche ad altre città, è stata innescata dalla mozione targata Cdu che al Bundestag è passata mercoledì scorso proprio con i voti del partito di Alice Weidel.

Per la Merkel è stato un errore. Dal canto suo Robert Habeck, leader dei Verdi, ha dichiarato che Merz si è “squalificato come cancelliere”, lasciando intendere che una futura coalizione con la Cdu potrebbe essere possibile, ma senza l’ex avvocato milionario al posto di comando. La mobilitazione, con cartelli e slogan che accostavano Merz a figure storiche come von Papen, il presidente che aprì la strada ad Adolf Hitler, ha messo in evidenza il timore diffuso che la Cdu stia facendo un passo indietro rispetto al suo tradizionale posizionamento politico.

Il messaggio venuto dalla piazza è stato forte e chiaro: “Questo Paese non può perdere l’anima”, ha detto Heinrich Bedford Strohm, esponente della chiesa evangelica. Con AfD che ha ormai raggiunto il 22% nei sondaggi e la Cdu che oscilla tra il 29 e il 30%, anche solo la vaga prospettiva di un possibile avvicinamento tra i due partiti suscita forte apprensione nella politica tedesca. A soli 20 giorni dalle elezioni, la settimana appena trascorsa è stata definita dai media tedeschi come quella che ha davvero cambiato la campagna elettorale, segnandola profondamente.

In questo clima di incertezza, il ruolo di Angela Merkel emerge come àncora di stabilità e punto di riferimento, anche a sinistra. La critica da lei mossa a Merz potrebbe rivelarsi determinante per il futuro della Cdu. La sua figura resta una bussola per chi teme che la Germania possa smarrire la propria identità nel turbinio di una politica populista e xenofoba, con inevitabili ripercussioni sull’Europa.

Netanyahu è arrivato a Washington: martedì il colloquio con Trump

Roma, 3 feb. (askanews) – Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è atterrato a Washington, per il suo incontro con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla Casa Bianca, in programma nella giornata di domani.

Secondo una fonte citata dal quotidiano Haaretz, l’incontro dovrebbe concentrarsi su tre questioni: la gestione della Striscia di Gaza dopo l’attuazione dell’accordo tra Israele e Hamas, un possibile accordo di normalizzazione delle relazioni tra lo Stato ebraico e l’Arabia Saudita e la presunta minaccia posta alla regione dall’Iran.

Malizia basta a mettere la Cgil contro Tajani

Già da diverso tempo si è imposta nelle Società americane una figura professionale che come tutte le innovazioni ha suscitato motivi di approvazione ed anche di perplessità. Il facitore di felicità, meglio detto Chief Happiness Officer, opera nell’ambito delle Human Resources ed ha un compito niente affatto semplice. Dovrebbe in sostanza promuovere una positiva cultura aziendale, curare il benessere dei dipendenti e prodigarsi perché il clima nell’ambiente di lavoro sia di quelli per lo meno accettabili.

I critici della iniziativa sospettano che tutto sia orientato ad un maggior profitto. Lo stato di letizia del dipendente è solo uno strumento per incrementare un aumento di produttività. Che il lavoratore sia contento non è il vero centro d’interesse dalla azienda. Del resto, lo si fa anche negli allevamenti di bovini dove si fa loro ascoltare musica classica, sembra peraltro che Mozart sia il più efficace per farle distendere e consentire una più consistente produzione del latte.

Ora ci si è organizzati nel periodo estivo per dare alle bestie anche un po’ di fresco con adeguati nebulizzatori ed altro ancora si troverà pur di arrivare ad un miglior risultato. “Se le cose stanno così” è il titolo di una celebre canzone, non resta che adeguarsi anche nelle strutture statali. Il buon Tajani ha nominato, come suo Consigliere ecclesiastico del Ministro degli Esteri, Don Marco Malizia che è stato incaricato di favorire la promozione dei valori della solidarietà, rispetto e dialogo attraverso l’ascolto e il conforto di tutti i dipendenti, prescindendo dal loro credo.

Come se il compito del buon Cappellano fosse quello di fare le carte o di vendere pozioni magiche, la Cgil non ha perso occasione di criticare, peraltro con nessuna diplomazia, una nomina che, si sappia, non ha alcuna remunerazione, dicendo che restano in attesa anche di aruspici e àuguri in grado di interpretare le viscere e di leggere le volontà degli Dei.

Solidarietà, rispetto e dialogo suonano alle orecchie di quel sindacato come ingredienti corrosivi capaci di intaccare la solidità dei piani della Farnesina con le sue 1300 stanze e con una superficie di 120.000 metri quadrati. Evidentemente è rimasta ancora sulle barricate di antichi conflitti tra Peppone e Don Camillo senza prestare un filo di attenzione all’oggetto dell’incarico che certo non dovrebbe risentire la coscienza di alcuno.

C’è in aggiunta la rozzezza di una lettura dei fatti che a Guareschi non riguardava neanche per un minimo. Forse Tajani ha sbagliato solo nella scelta del Cappellano che ha un cognome che si presta allo scontro. La malizia, si legge, è un derivativo di “malus” cioè di malvagio e non può che dare origine a danni ed a conflitti.

Eppure, c’è chi giurerebbe che il Ministro ha fatto questa scelta, innocentemente, senza malizia. Nei corridoi di quell’imponente palazzo, che compete per dimensioni con la Reggia di Caserta, grazie a quel Sindacato c’è comunque il timore di gridare ad un’aria irrespirabile.

“Quando fu l’aere sì pien di malizia, Che li animali… Cascaron tutti” è il passo a cui ormai si deve da oggi prestare attenzione per le opportune contromosse. Evidentemente, alla CGIL hanno insegnato che si deve andare sempre e comunque controcorrente o contropelo. L’importante è contestare, costi quel che costi. C’è il sapore di un mal dei primitivi tempi di guerra contro il potere, inveire sempre e comunque.

Sono probabilmente fermi a ricordi adolescenziali di quando il film “Malizia” ispirava automaticamente un senso di peccato ed è quindi bene, a rimedio, alzare il vessillo della protesta a salvezza dell’umanità. Sembra che nell’arte marmorea si usi anche la tecnica del controverso. La CGIL ne saprà far ricorso anche per una sua lapide a memoria della gloriosa battaglia che ha saputo appuntarsi arditamente in petto. Intanto che le viscere accuseranno forse un subbuglio per l’improvvida posizione, chissà se poi il responso delle stesse viscere ne decreterà anche la sua fine.

Ambizioni, silenzi e indecisioni: il caso Ruffini visto da vicino.

Premetto subito che non conosco Ernesto Maria Ruffini e quindi, come ovvio, non avanzo alcun giudizio e né, tantomeno, formulo alcuna valutazione politica sul profilo personale. Mi soffermo, come si suol dire, all’evidenza pubblica di questa persona. E, mettendo insieme i punti, da attento osservatore di tutto ciò che ruota attorno alla storia, alla cultura, all’esperienza e anche ai comportamenti di singoli esponenti dell’area cattolico popolare e sociale, mi limito a sottolineare alcuni aspetti che ritengo possano essere importanti per molti.

Dunque, Ruffini, è un autorevole e qualificato “civil servant” del nostro paese. Una categoria che un tempo si chiamava anche, un po’ sarcasticamente, la “razza eletta”. Cioè coloro che, bene o male, sono sempre destinati a ricoprire ruoli di grande potere per tutta la vita. In virtù, ovviamente, di un ricco curriculum professionale. E il percorso di Ruffini, al riguardo, sino ad oggi lo conferma.

In secondo luogo, e arrivando al versante politico, Ruffini è diventato un “personaggio pubblico”, e politico, dopo la partecipazione ad una bella iniziativa alla Lumsa di Roma organizzata dal Direttore del Domani d’Italia, Lucio D’Ubaldo, e dall’ex Ministro Beppe Fioroni. Un convegno interessante dove Ruffini – ero presente e quindi ho ascoltato attentamente – ha svolto una bella relazione. Alcuni l’hanno definita, un po’ goliardicamente, una suggestiva “predica laica”.

Dopodiché, terzo passaggio, la stampa amica, e non solo amica, amplifica a dismisura i convegni di due correnti del Pd. Quello di Milano che vede in Prodi il “guru” a cui continuare ad abbeverarsi e guidata dal “cattolico doc” Delrio – per dirla con una felice e tagliente battuta di Donat-Cattin degli anni ‘80 contro i ‘cattolici professionisti’ dell’epoca nella Dc – e il convegno a Orvieto di Libertà Eguale, associazione che fa capo a Morando, Tonini e Ceccanti. Ma, per tornare al Nostro, Ruffini partecipa attivamente al convegno di Milano in veste di “osservatore” ma comunque ben integrato e organico a quella corrente all’interno del Pd. Altrimenti avrebbe smentito le mille dichiarazioni che sostenevano quella tesi su tutti gli organi di informazione. Soprattutto in quelli più compiacenti e funzionali alla sinistra. E anche in quella occasione ha svolto una bella “predica laica” tutta incentrata sui valori e sul pre politico. Insomma, una relazione, e senza nulla togliere all’ex Direttore dell’Agenzia delle Entrate, che abbiamo ascoltato in altre mille occasioni durante i vari convegni nazionali e locali quando si parla del rapporto tra i cattolici e la politica. Dopodichè il Nostro è scomparso dai radar dell’informazione quotidiana se non per una curiosa partecipazione ad un convegno organizzato a fine febbraio da Bettini e compagni.

In ultimo, e questo però è l’aspetto politicamente più qualificante, c’è una domanda a cui prima o poi i suoi misteriosi “consiglieri” dovranno dare una risposta. Così, per pura curiosità e non certamente per interesse. Ovvero, Ruffini è partito come potenziale “federatore” di tutta la coalizione progressista e di sinistra. Dopodiché, visto che la proposta non entusiasmava, nell’arco di pochi giorni è diventato il potenziale “federatore” dell’area di centro della coalizione di sinistra.

Infine, visto anche qui lo scarso entusiasmo suscitato, è diventato un leader cattolico a disposizione della coalizione progressista.

Ora, per concludere, e sempre nel massimo rispetto di Ruffini e di ciò che rappresenta, c’è una lezione che traggo dalla lunga, ricca e feconda esperienza della prima repubblica. E, nello specifico, dalla cultura e soprattutto dallo stile dal comportamento trasmessi dalla tradizione del

cattolicesimo popolare e sociale. Ed è questa. Quando si parla di leader e di classe dirigente si “è credibili quando la selezione democratica dal basso precede sempre la cooptazione elitaria ed aristocratica dall’alto”. Era quasi un dogma laico della sinistra sociale di ispirazione cristiana dell’epoca. Ma credo che debba valere, a maggior ragione, anche per i predicatori popolari di ispirazione cristiana di oggi. Perché, in merito alla coerenza ai valori e ai principi democratici, conta solo quello che Pietro Scoppola definiva efficacemente come “la cultura del comportamento”. Prima ancora della “cultura del progetto”. Una lezione che dovrebbe valere per tutti ancora oggi, a prescindere dalla singola collocazione politica e partitica di ciascun cattolico popolare e sociale.

Antonio Bisaglia, il cavallo di razza della Dc veneta.

Avviato il progetto di conoscenza della storia degli uomini politici Dc del Veneto che hanno contribuito allo sviluppo di questa realtà territoriale, dopo l’incontro su Mariano Rumor, illustre vicentino, si è tenuto venerdì 31 Gennaio, presso Palazzo Giustiniani Baggio della città del Palladio, un seminario di studio su un altro “cavallo di razza” della Dc veneta: Antonio Bisaglia, figlio della sua amata terra polesana.

Il seminario, coordinato dal prof. Filiberto Agostini, dell’università di Padova, è stato introdotto da una relazione del prof. Leonardo Raito, professore di storia contemporanea dell’Università di Padova e di Ferrara, che ha tracciato le tappe del percorso politico organizzativo del leader rodigino; nel partito, a fianco di Rumor e nel governo del Paese: dal suo primo incarico di sottosegretario alla presidenza del consiglio, nel governo guidato dal leader vicentino, sino ai ruoli prestigiosi di ministro dell’agricoltura, delle partecipazioni statali e dell’Industria. Parallelamente e in rapida ascesa la sua carriera nel partito: dal Movimento giovanile della Dc, all’elezione a Deputato, prima alla Camera e poi al Senato, assumendo ruoli prestigiosi di segretario organizzativo del partito, durante la segreteria Rumor, e, dopo la rottura con questi, la leadership dei dorotei. Una rottura, quella con Rumor, avvenuta dopo il XIV Congresso nazionale della Dc del 1980, quello del “ preambolo Donat Cattin”, che portò all’elezione in consiglio nazionale di Flaminio Piccoli a segretario del partito, appoggiato da Bisaglia in alternativa a Rumor. Una scelta che porterà Bisaglia, ormai più forte, ad assumere con Gava la guida della corrente dorotea in Italia.

Sono, quindi, intervenute le testimonianze di alcuni amici, Renzo Marangon di Rovigo e l’On. Lugi D’Agrò, bassanese, che, con Bisaglia hanno vissuto, in ruoli e posizioni politiche diverse, la loro personale esperienza politica nel partito e sino alla fine drammatica del leader polesano, nel 1984. nel mare di Santa Margherita Ligure, all’età di 55 anni.

Nel mio intervento ho ricordato di essere entrato nella Dc nel 1961, a 16 anni, proprio perché fu Bisaglia a sollecitare il mio parroco per la mia iscrizione al partito, attento com’era ad avviare i più giovani alle attività della Democrazia Cristiana. Puntava a farmi eleggere delegato provinciale dei giovani dc polesani, presentandomi una sera in un convegno a Porto Tolle come il futuro candidato. Insieme a un vasto numero di iscritti della Dc polesana, assistetti al mio primo congresso nazionale, svoltosi al Palazzo dei congressi a Roma nel 1964, restando folgorato dagli interventi di Carlo Donat Cattin e Riccardo Misasi con quello infuocato dell’amico Sergio Scarpino di Catanzaro. E fu la mia scelta con Forze Nuove e per sempre.

Eravamo giovani criticissimi, come potevano esserlo in quegli anni conciliari quelli delle nuove generazioni cattoliche che, quotidianamente, si formavano sull’Avvenire d’Italia di La Valle, Pratesi, padre Balducci e David Turoldo. Scelta che mi portò a svolgere il ruolo di oppositore alla linea politica dei dorotei, fortissimi nella mia provincia, come nell’intero collegio Ovest del Veneto (Ro-Pd-Vi-Vr) guidati dal duo Rumor-Bisaglia e sostenuti dalla struttura diffusa dei Coldiretti presenti in tutti i comuni, con funzionari che, oltre a svolgere il loro ruolo associativo sindacale, curavano il controllo del tesseramento alla Dc (se avessi iscritto un amico, loro sarebbero stati pronti a scriverne almeno tre. Era, così sosteneva il compianto amico Ezio Cartotto,“come giocare a carte con l’Aga Khan”).

Di fatto, svolsi il ruolo di oppositore politico interno nella Dc di Rovigo e, dunque, alla leadership di Bisaglia. Alla struttura della Coldiretti, autentica corazzata Potemkin del potere doroteo, si accompagnava una struttura del partito, con una leadership dai tratti più potenti che popolari carismatici, secondo la teoria di Max Weber, articolata tra vassalli regionali, valvassori provinciali, valvassini comunali, prona al controllo del tesseramento e all’orientamento delle preferenze alle elezioni politiche. Una struttura efficientissima guidata, come ha ricordato l’On. D’Agrò, da quell’autentico Richelieu, il fedelissimo bisagliano, Amedeo Zampieri. Il nostro confronto fu in alcuni momenti aspro e duro, ma sempre svolto sul piano di quella straordinaria libertà democratica presente nel nostro partito, così come  furono dure le nostre contrapposizioni in ordine a scelte decisive sulla politica del partito (centro-sinistra e sua gestione; doroteismo e Moro; governo Andreotti 2-Malagodi; solidarietà nazionale).

Tutto cambiò al XIV Congresso nazionale del partito, quello del preambolo Donat Cattin, quando per la prima volta ci trovammo, dorotei e Forze Nuove, uniti insieme. Ricordo il giorno del consiglio nazionale, quando, sulla scaletta del consiglio nazionale a Piazzale Sturzo, Bisaglia che era davanti a me, in fila indiana e in ordine alfabetico, si voltò e mi sussurrò: “Stavolta lo voti anche tu un doroteo”; era Flaminio Piccoli, che eleggemmo a segretario politico nazionale. Nel Veneto, anno 1979, assunsi l’ufficio politico del programma e con il segretario regionale, Francesco Guidolin, organizzammo le elezioni regionali del 1980 con lo slogan: “Veneto e Dc Insieme”.

Bisaglia partecipò a tutti e sette gli incontri provinciali organizzati con le componenti sociali e produttive venete e con un programma innovativo e la guida di Carlo Bernini, ottenemmo quasi il 50% dei voti (con il 90 % dei votanti!) e la maggioranza assoluta dei seggi in consiglio regionale. Alla fine, scoprimmo l’esigenza dell’incontro di quelle due anime storiche essenziali della Dc veneta: quella moderata, che ebbe in Bisaglia, specie negli ultimi anni, il suo massimo esponente (e come era orgoglioso di sentirsi chiamare “moderato” e più ancora “doroteo”, lui che alla Domus Mariae, dove nel 1959 nacquero appunto i dorotei, non aveva partecipato) e quella cristiano-sociale di Forze Nuove, di derivazione sindacale ed aclista. E fu un incontro essenziale per le scelte successive e l’inizio di una stagione politica nel Veneto e a Roma fervidissima di iniziative politiche.

Con la scomparsa di Giovanni Marcora (nel 1983 a 61anni) Antonio Bisaglia (nel 1984 a 55 anni), Carlo Donat Cattin (nel 1991 a 71 anni) la Dc perdette tre colonne importanti della sua storia, uomini che hanno servito il Paese “con disciplina e onore” e che vanno ricordati. Iniziative come quelle assunte dagli amici vicentini andrebbero proposte in tutte le realtà italiane, anche utilizzando quanto hanno scritto molti amici nel recente libro Scuola di Democrazia Cristiana, oggi disponibile per quanti sono interessati a conoscere le biografie politiche delle donne e degli uomini appartenenti alla storia dello Scudo Crociato.

Sanremo, Mod: Il festival merita rispetto e gli dobbiamo molto

Milano, 1 feb. (askanews) – I Mod saliranno sul palco del Teatro Ariston di Sanremo per portare la loro “Non ti dimentico”, il brano inedito in gara nella sezione Campioni della 75 edizione del Festival della Canzone Italiana. “E’ una canzone d’amore “Non ti dimentico”, si raccontano due sentimenti opposti, cio il primo quello del non dimenticare che purtroppo fa male, poi quello del coraggio della risalita, della rinascita di tornare alla vita insomma che deve dare speranza. Questa canzone che mi ha fatto venire voglia di andare al festival perch negli ultimi due festival abbiamo portato due brani che non parlavano d’amore “Lasciami” che parlava della depressione e “Se si potesse non morire” che era una riflessione sulla vita; avevo proprio voglia di tornare sul palco a cantare una canzone d’amore potente”.

I Mod sono veri veterani del Festival e proprio perch lo conoscono lo rispettano profondamente. “lo sappiamo, Sanremo Sanremo. Per noi avuto una grandissima importanza. L’abbiamo fatto cinque volte. E’ un luogo che merita rispetto, a cui noi dobbiamo molto. Diciamo che un po’ la stronave madre della musica italiana. E poi Sanremo comunque anche proprio un luogo e un’occasione di mandare dei messaggi importanti. Cio Sanremo noi non lo abbiamo mai preso come quell’evento per andare a raccimolare cinque dieci serate d’estate. L’abbiamo sempre preso come qualcosa per costruire progetti cercare di promuoverli e soprattutto mandare dei messaggi l’abbiamo sempre fatto con quelle canzoni che che abbiamo portato e soprattutto quest’anno perch uscir 8 canzoni il nostro nuovo disco e quindi non c’ nulla di meglio del palco dell’ariston e quindi di tutta quella situazione che che poi viene insomma amplificata durante quella settimana per andare a promoverci.

Migranti, Donzelli: toghe non contro governo ma contro Cassazione

Roma, 1 feb. (askanews) – “Ho visto dei magistrati ieri sulla vicenda dell’Albania che forse non so se era loro intenzione andare contro le scelte del governo, per li ho visti andare contro le scelte della Cassazione che aveva detto che era compito dei governi stabilire quali erano i paesi sicuri, e non della magistratura. Aveva stabilito che era compito di ogni governo stabilire quali erano i paesi sicuri, quindi ho visto dei magistrati che vanno contro la Cassazione pi che contro il governo ieri sull’Albania”. Lo ha detto il responsabile organizzazione di FdI, Giovanni Donzeli, al suo arrivo alla direzione nazionale del partito che si svolge in un centro congressi a due passi da Piazza di Spagna.

Migranti, Fidanza: minoranza toghe persegue obiettivi politici

Milano, 1 feb. (askanews) – “Non c’ nessuno scontro diretto con la magistratura” sul dossier migranti, “c’ la volont del governo di andare avanti giustamente con il controllo delle frontiere, il controllo dell’immigrazione irregolare e andremo avanti. Troveremo una soluzione anche rispetto a quest’ultimo pronunciamento” sul protocollo con l’Albania per la gestione dei flussi. Lo ha detto l’europarlamentare di Fratelli d’Italia Carlo Fidanza, capodelegazione del partito al Parlamento Ue, al suo arrivo alla direzione nazionale di FdI.

“C’ la sensazione che ci sia una parte minoritaria della magistratura che persegue obiettivi politici, che utilizza il proprio potere per cercare di arginare un’azione di governo che naturalmente ha una legittimazione popolare e parlamentare forte. Naturalmente con questo dovremmo fare i conti e ovviamente come stato gi detto non c’ alcuna volont di fare alcun passo indietro rispetto ai percorsi di riforma che sono stati avviati. Andremo avanti”, ha aggiunto Fidanza.

Libia, Cirielli: Almasri? Come arrestare Putin, ha effetti

Roma, 1 feb. (askanews) – Almasri? “E’ come se uno arresta Putin o arresta il capo di Stato Maggiore della Russia… E’ una cosa che ha degli effetti”. Lo ha detto il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli arrivando alla direzione nazionale di Fratelli d’Italia, a proposito della scarcerazione del criminale libico.

“E’ evidente – ha aggiunto – che quando una personalit di rilievo del governo, internazionalmente riconosciuto, viene arrestata con un’accusa cos grave, questo crea sicuramente una destabilizzazione in quel paese che gi fragile”.

Per Cirielli “ci sono sicuramente delle irregolarit nella procedura svolta dalla Corte internazionale e anche dalla magistratura che ha eseguito l’arresto” e questo ” stato rilevato dalla Corte d’Appello. Questi sono i fatti e penso che leggendo i giornali tutti lo possano dire”.

Casa Sanremo, si apre diciottesima edizione dell’area hospitality

Roma, 2 feb. (askanews) – Si è aperta la diciottesima edizione dell’area hospitality del Festival di Sanremo con la presenza di Carlo Conti. Per celebrare questo importante compleanno, Casa Sanremo .Bazr ha raddoppiato la sua durata, aprendo alla città di Sanremo dal 1 al 15 febbraio, con appuntamenti musicali, eventi speciali, ospiti internazionali e grandi partnership.

L’inaugurazione è stata condotta dalla giornalista Grazia Serra, madrina della diciottesima edizione dell’evento e da Vincenzo Russolillo, presidente del Consorzio Gruppo Eventi e fondatore di Casa Sanremo, alla presenza del sindaco di Sanremo Alessandro Mager, del vicepresidente della Regione Liguria Alessandro Piana, dell’assessore regionale all’Urbanistica, Marco Scajola, dell’assessore regionale al Turismo, Luca Lombardi, dell’assessore al Turismo e manifestazioni del Comune di Sanremo, Alessandro Sindoni, e del founder di. Bazr, Simone Giacomini. Ha partecipato Carlo Conti, direttore artistico e presentatore della 75esima edizione Festival di Sanremo.

Casa Sanremo compie 18 anni e viene dedicata alla memoria del giornalista Massimo Cotto, amico dell’evento e voce storica di Virgin Radio, scomparso prematuramente lo scorso anno. Massimo era stato premiato proprio nel 2024, nel Salotto “Writers” per il suo ultimo libro e, quest’anno, sarà la moglie Chiara Buratti (attrice, giornalista e conduttrice) a ricordarlo, con un evento moderato dalla Giornalista Grazia Serra, venerdì 14 febbraio 2025.

Importante scelta di marketing quella del title sponsor del 2025: .BAZR è il social commerce che rivoluziona lo shopping online, combinando live streaming e influencer marketing in un’unica app. Una partnership nuova che guarda al futuro. Una collaborazione innovativa e prestigiosa, in linea con il concept di Casa Sanremo, che mira a parlare dritto al cuore di un pubblico più vasto ed ete-rogeneo possibile, puntando a rafforzare tutti i canali di comunicazione.

“Siamo felici ed emozionati di dare il via a questa nuova avventura di Casa Sanremo, che annuncia bellissime novità, insieme all’amico e grande professionista Carlo Conti. Carlo ha affermato che il Festival di Sanremo 2025 sarà il Festival all’insegna dell’amicizia; anche noi, seguendo questa linea, abbiamo deciso di dedicare la diciottesima edizione di Casa Sanremo all’indimenticato Massimo Cotto. Ringrazio il nostro Title Sponsor, .Bazr, e tutti i Partners che hanno condiviso la visione di un progetto aperto al Festival di Sanremo, alla Città di Sanremo, ma anche ad un target intergenera-zionale di utenti, dando alle nostre idee un concreto respiro nazionale ed internazionale”, ha dichiarato il presidente Vincenzo Russolillo.

Risultati e classifica serie A: il Milan frena l’Inter

Roma, 2 feb. (askanews) – Questo il programma e i risultati della 23esima giornata di serie A dopo Milan-Inter 1-1

23esima giornata Parma-Lecce 1-3, Monza-Hellas Verona 0-1, Udinese-Venezia 3-2, Atalanta-Torino 1-1, Bologna-Como 2-0, Juventus-Empoli 4-1, Fiorentina-Genoa 2-1, Milan-Inter 1-0, ore 20.45 Roma-Napoli, Lunedì 03/02/2025 ore 20.45 Cagliari-Lazio.

Classifica: Napoli 53, Inter* 51, Atalanta 47, Juventus 40, Lazio, Fiorentina* 39, Bologna 37, Milan* 35, Roma 30, Udinese 29, Torino 27, Genoa 26, Lecce, Verona 23, Como 22, Cagliari, Empoli 21, Parma 20, Venezia 16, Monza 13. * una partita in meno

24^ GIORNATA (7-10 febbraio) venerdì 7 febbraio ore 20.45 Como-Juventus, sabato 8 febbraio ore 15 Verona-Atalanta, ore 18 Empoli-Milan, ore 20.45 Torino-Genoa, domenica 9 febbraio ore 12.30 Venezia-Roma, ore 15 Cagliari-Parma, Lazio-Monza, ore 18 Lecce-Bologna, ore 20.45 Napoli-Udinese, lunedì 10 febbraio ore 20.45 Inter-Fiorentina