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Corte Conti: in aumento condotte dolose su fondi pubblici, anche Pnrr

Roma, 24 feb. (askanews) – Anche nel 2025 “è emerso un aumento delle fattispecie di danno riguardanti condotte dolose di distrazione dei contributi e dei finanziamenti pubblici, di provenienza unionale, statale e regionale, anche a valere su fondi Pnrr”. Lo ha detto il presidente della Corte dei Conti, Guido Carlino, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026.

“Si tratta, nello specifico, dello sviamento, da parte di privati, dalle finalità per le quali erano stati erogati i finanziamenti, configurando spesso profili di corruzione e incidendo anche sugli obblighi dell’Italia nei confronti dell’Unione europea”, ha spiegato.

Rai, Pd: La Russa sblocchi stallo Vigilanza invece che pensare a Sanremo

Milano, 24 feb. (askanews) – “Più che occuparsi della scaletta del prossimo Festival di Sanremo e parlare di fantomatici agguati e atti riparatori, il Presidente del Senato dovrebbe garantire il corretto funzionamento degli organi parlamentari di garanzia. Le parole pronunciate ieri da Ignazio La Russa risultano improprie e preoccupanti, perché evocano un’ingerenza politica su scelte editoriali che non competono alla seconda carica dello Stato”. Lo dichiarano in una nota i componenti del Partito Democratico in Commissione di Vigilanza RAI.

“Ci saremmo aspettati dal Presidente del Senato – prosegue la nota – un impegno concreto per superare la situazione anomala che dall’inizio della legislatura sta impedendo alla Commissione di Vigilanza Rai di svolgere il proprio lavoro, a causa dell’ostruzionismo della maggioranza. Un blocco che di fatto paralizza un organismo di garanzia fondamentale per il pluralismo e la trasparenza del servizio pubblico. Registriamo invece un silenzio assordante su questo tema. Difendere l’autonomia e l’indipendenza della Rai significa rispettare le prerogative del Parlamento e assicurare ai cittadini un’informazione libera e plurale”, concludono i parlamentari Dem della Vigilanza Rai.

Rogoredo, Conte: gravissima cantonata di Meloni e Salvini

Roma, 24 feb. (askanews) – “Hanno preso una grandissima cantonata su Rogoredo. Una cosa gravissima, perché loro vogliono fare le sentenze che convengono alla politica, quelle che fanno crescere il consenso, che fanno propaganda e quindi anche questo episodio”. Così il leader M5s Giuseppe Conte durante un punto stampa in Sicilia torna sulla vicenda del poliziotto che ha ucciso un pusher nel milanese.

“Salvini, Bignami e la stessa Meloni si sono messi a parlare non sapendo neppure fatti – osserva – questo ci fa capire che i pubblici ministeri devono essere assolutamente autonomi e indipendenti, lasciamo che lavorino e rispettiamo il potere autonomo e indipendente” della magistratura.

In vigore i nuovi dazi globali di Trump (per ora al 10%)

Roma, 24 feb. (askanews) – Sono entrati in vigore negli Stati uniti i nuovi dazi globali del 10 per cento voluti dal presidente Donald Trump, annunciati dopo la decisione della Corte suprema che venerdì ha invalidato gran parte delle precedenti tariffe. La nuova sovrattassa, che Trump ha minacciato di portare al 15 per cento, sostituisce i dazi generalizzati finora applicati e quelli previsti da vari accordi commerciali con i principali partner di Washington.

I servizi doganali statunitensi hanno confermato che la riscossione dei dazi bocciati dalla Corte è cessata a mezzanotte ora di Washington (6 in Italia), contestualmente all’entrata in vigore della nuova tariffa del 10 per cento. Il provvedimento si basa su una legge del 1974 che consente al presidente di intervenire per riequilibrare gli scambi in presenza di un grave squilibrio della bilancia dei pagamenti.

I nuovi dazi non sostituiscono le tariffe settoriali già in vigore, comprese tra il 10 e il 50 per cento su comparti come rame, automotive e legname, né si applicano ai prodotti canadesi e messicani importati nell’ambito dell’accordo nordamericano Aceum. Secondo il Budget Lab dell’Università di Yale, la misura porterà il dazio medio effettivo sui beni importati negli Stati uniti al 13,7 per cento, contro il 16 per cento precedente alla sentenza della Corte.

Il decreto ha una durata di 150 giorni, entro i quali l’amministrazione dovrà ottenere l’approvazione del Congresso per mantenere le tariffe. Trump ha definito la decisione della Corte “ridicola” e ha ventilato un aumento al 15 per cento, ma finora non ha firmato un nuovo ordine esecutivo.

Le tariffe annullate dalla Corte si basavano sull’International Emergency Economic Powers Act del 1977, che consente interventi economici senza autorizzazione del Congresso in caso di emergenza, ritenuta non dimostrata dai giudici. Secondo analisti, nel 2025 tali dazi hanno superato i 130 miliardi di dollari e la sentenza apre la strada a possibili rimborsi alle imprese. Il gruppo logistico FedEx ha già avviato un’azione legale contro il governo.

Vannacci entra all’Europarlamento nel gruppo Europa delle Nazioni Sovrane

Bruxelles, 24 feb. (askanews) – Il generale Roberto Vannacci, eurodeputato eletto con la Lega, da cui è recentemente uscito per fondare il nuovo partito di estrema destra Futuro Nazionale, ha annunciato oggi a Bruxelles il suo ingresso nel gruppo politico dell’Europa delle nazioni sovrane, Esn, durante una conferenza stampa insieme a René Aust, co-presidente del gruppo e membro del partito tedesco Afd.

La decisione di accogliere Vannacci nel gruppo, ha detto Aust “è stata presa con il consenso del 100% del gruppo”. Quando è stato formato l’Esn, ha ricordato, “avevamo deciso di accogliere solo europarlamentari che si fossero dimostrati fedeli ai nostri princìpi. In questo caso non
c’è dubbio, non soltato per il lavoro” di Vannacci “al Parlamento europeo, ma anche per il suo lavoro importante in patria”, e dopo aver esaminato nelle scorse settimane il lavoro di Vannacci “abbiamo concluso che abbiamo pochissime differenze e che sulla stragrande maggioranza dei punti siamo d’accordo, in particolare sulla politica economica, sulla cultura, sulla politica sociale e sulla politica migratoria, in tutti i campi di cui ci occupiamo qui”.

“Per me è un onore essere qua oggi, è un piacere entrare a far parte del gruppo dell’Europa delle nazioni sovrane” e “mi riconosco totalmente nei princìpi, valori e ideali dell’Esn”, ha detto Vannacci, menzionando in particolare: “il principio che vede prevalere la sovranità nazionale sul federalismo europeo che si vorrebbe raggiungere cancellando quelle che sono le identità delle nostre nazioni; il principio che vuole proteggere le identità dei popoli europei e delle tradizioni greco-romane europee; il principio della semplificazione burocratica nell’economia dei nostri Stati, di uno Stato che sia meno incombente, che tassi di meno le popolazioni e che dia libero sfogo alle eccellenze che da sempre hanno caratterizzato l’Europa  e le sue splendide nazioni; il principio che vuole negare il Green Deal, questa truffa come l’ho chiamata in tantissimi miei
interventi, la peggiore truffa che l’Europa abbia subito dal
dopoguerra a oggi, e che ha desertificato le nostre industrie, le
ha delocalizzate e ci ha reso più poveri e più instabili”.

“E soprattutto – ha sottolineato Vannacci – una posizione chiara
su quello che è stato un fenomeno di massa degli ultimi anni:
quello dell’immigrazione, che non è solamente l’importazione di
forza lavoro, che poi va a delegittimare o a sostituire la forza
lavoro che invece è presente ed è qualificata nelle nostre
nazioni, ma è anche l’importazione di altre culture, altre
civiltà che non sono compatibili con la nostra”.

“Quindi il fatto di avere questa unità di vedute” con il gruppo
Esn, “di credere fermamente che questa Europa debba cambiare e
debba ritornare a essere l’Europa che ha primeggiato negli ultimi
secoli della nostra storia, mi ha convinto a raggiungere questo
gruppo, e sono veramente convinto che insieme faremo un grande
lavoro. Grazie per il vostro sostegno, grazie per avermi
accettato, grazie a René Aust, grazie a tutti voi – ha detto
ancora Vannacci rivolto ai molti membri dell’Esn presenti in sala
– e sono convinto che insieme – ha concuso – continueremo a
lavorare benissimo per noi, per le nostre nazioni, per i nostri
popoli, per l’identità europea e per il futuro dei nostri
giovani”.

Il gruppo dell’Esn, in cui è predominante la presenza del partito
tedesco Alternative fuer Deutschland (Afd) di René Aust, è nato
all’inizio di questa legislatura (luglio 2024) da una frattura
nell’estrema destra europea (ex gruppo Identità e Democrazia). La
frattura è stata causata dalle posizioni revisioniste sul nazismo
prese da alcuni membri dell’Afd, e considerate inaccettabili
dall’altro partito nazionale più importante dell’estrema destra,
il Rassemblement National francese di Marine Le Pen e Jordan
Bardella. Dopo questa ricomposizione del quadro politico, la
maggioranza dei partiti nazionali di estrema destra (Lega
compresa) sono oggi nel gruppo dei Patrioti per l’Europa.

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Corte dei Conti, Carlino: noi garanti della finanza pubblica contro gli sprechi

Roma, 24 feb. (askanews) – “E’ indubbio che questa Magistratura, nell’esercizio delle sue funzioni tanto giurisdizionali quanto di controllo, non potrà mai venir meno al ruolo assegnatole dalla Costituzione di garante indipendente della finanza pubblica contro ogni forma di cattiva gestione, di spreco o di danno all’erario e quindi alla collettività”. Lo ha detto il presidente della Corte dei Conti, Guido Carlino, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026, in merito alla recente entrata in vigore della legge 7 gennaio 2026, n. 1, che “incide in modo rilevante sulle funzioni giurisdizionali e di controllo” della magistratura contabile.

“È questo il codice genetico della nostra Corte, come concepito dai Padri costituenti e riportato chiaramente nel testo costituzionale che, malgrado lo scorrere del tempo, esprime principi tuttora fortemente sentiti nella comunità nazionale e capisaldi indispensabili del vivere civile”, ha aggiunto Carlino. Carlino ha poi preso le distanze “da “talune argomentazioni che, ancorandosi a una supposta ‘paura della firma’, prospettano l’operato della Corte dei conti come un ostacolo all’agire della P.A. Tali posizioni palesano un atteggiamento di sostanziale indifferenza, se non di contrarietà, verso gli strumenti di tutela delle risorse pubbliche, la cui custodia e sana gestione assicurano allo Stato i mezzi indispensabili per svolgere le proprie funzioni e i propri servizi, per soddisfare i diritti dei cittadini e per rendere più prospera e forte la Repubblica”.

Secondo il presidente “dovrebbe essere chiaro a tutti, come lo era per i Padri costituenti, che la Corte dei conti costituisce imprescindibile presidio per l’attuazione di tali alti obiettivi. È evidente che la riscrittura delle funzioni della Corte, così come l’interpretazione delle disposizioni che le regolano, debbono sempre riferirsi e conformarsi ai principi costituzionali, in linea con esigenze di certezza del diritto, di ragionevolezza e di parità di trattamento”.

Guardian: la decisione di attaccare l’Iran dipenderà anche da Witkoff e Kushner

Roma, 24 feb. (askanews) – La decisione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di ordinare attacchi aerei contro l’Iran potrà dipendere, in parte, dal giudizio degli inviati speciali di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, sulla possibilità che Teheran stia tergiversando su un accordo per rinunciare alla sua capacità di produrre armi nucleari, riferisce il quotidiano britannico Guardian.

Il presidente statunitense non ha ancora preso una decisione definitiva sugli attacchi, mentre l’amministrazione si prepara a ricevere l’ultima proposta dell’Iran nel corso della settimana, in vista di quello che i funzionari hanno definito un ultimo, disperato round di negoziati, previsto per giovedì a Ginevra.Questi colloqui saranno guidati da Witkoff e Kushner, la cui valutazione sulla probabilità di un accordo influenzerà i calcoli di Trump. In caso di mancato accordo, Trump ha detto ai suoi consiglieri che sta valutando attacchi limitati per fare pressione sull’Iran e, in caso contrario, un attacco molto più ampio per imporre un cambio di regime.

"Costanera", primo ciak per film di Concari con Celeste Dalla Porta

Roma, 24 feb. (askanews) – Sono iniziate lunedì 23 febbraio e si svolgeranno tra Lazio, Puglia e Uruguay le riprese di “Costanera”, il musical e coming of age, opera prima di Mauro Diéz Concari, prodotto da Minerva Pictures in coproduzione con Nadador Cine (Uruguay) e Agresywna Banda (Polonia) e in collaborazione con Rai Cinema.

Un esordio dal respiro internazionale che intreccia jazz, amore e talento in un racconto di formazione sospeso tra due continenti. Il film vede nel cast Celeste Dalla Porta, alla sua seconda interpretazione dopo il folgorante esordio in Parthenope di Paolo Sorrentino, Michele Sallicandro (I bastardi di Pizzofalcone), Cecilia Bertozzi (Comandante, Call My Agent 2), Fabrizio Ferracane e l’attore argentino Marcelo Subiotto (Miglior Attore al Festival di San Sebastian per Puan, Netflix’s The Eternaut, The Message, Gran premio della Giuria alla Berlinale 2025).

La colonna sonora originale è composta e firmata da Raphael Gualazzi, tra i jazzisti contemporanei più importanti a livello europeo.

Protagonista della storia è Diego, giovane trombettista talentuoso ma irrequieto, che decide di lasciare Roma e la fidanzata Alice per raggiungere il suo mentore Nacho in Argentina. Ad aspettarlo, dall’altra parte del mondo, non ci sono né contratti né certezze. Diego parte perché vuole provare a fare davvero il musicista, mettendosi in ascolto del proprio talento e misurandosi con quella scelta senza più alibi. Il viaggio si rivela presto più esistenziale che professionale. A Buenos Aires, Diego entra in contatto con un ambiente nuovo, fatto di serate piene di musica, colori e improvvisazioni febbrili, ma soprattutto ritrova l’amore in Camila, una giovane aspirante traduttrice che lo travolge completamente. Anche grazie a lei, le domande che lo accompagnavano da tempo diventano centrali e trovano risposte per molti versi inattese.

“Costanera” racconta il percorso di un giovane che cerca di essere all’altezza dell’idea che ha di sé. Per Diego il jazz è una passione sconfinata, una vera e propria ossessione: tutto nella sua vita ruota attorno a questo. All’inizio suonare è anche un modo per sentirsi qualcuno, per darsi un’identità precisa. Con il tempo la musica cambia significato: non è più solo ciò che lo definisce, ma qualcosa di cui ha davvero bisogno.

Con Costanera, co-scritto con Enrico Minto e Elena Tramonti, Mauro Diéz Concari (2000), giovane regista italo-spagnolo diplomato al CSC, firmerà un’opera prima viva e gioiosa, che fonderà musical e racconto intimo, costruendo un debutto pieno di colori e movimento, capace di trasformare il viaggio di un giovane artista in una riflessione universale sulla ricerca di sé, del proprio talento e del proprio posto nel mondo.

Prodotto da Gianluca Curti, Andrea Curti e Santo Versace per Minerva Pictures. Le riprese termineranno il 10 aprile 2026.

Secondo l’intelligence russa Gb e Francia vogliono dotare Kiev di armi nucleari

Roma, 24 feb. (askanews) – Il Regno Unito e la Francia si starebbero preparando a trasferire armi nucleari a Kiev, ha dichiarato oggi il Servizio di intelligence estero russo (SVR).

“Londra e Parigi si stanno preparando ad armare Kiev con una bomba nucleare… le élite britanniche e francesi non sono pronte ad accettare la sconfitta. Si ritiene che l’Ucraina abbia bisogno di essere rifornita della ‘Wunderwaffe’. Kiev potrà rivendicare condizioni più favorevoli per la fine delle ostilità se sarà in possesso di una bomba atomica o almeno di una cosiddetta bomba sporca”, ha affermato l’SVR in una nota.econdo quanto afferma l’intelligence russa, si tratterebbe “del trasferimento segreto di componenti, equipaggiamenti e tecnologie europee in quest’area all’Ucraina. La testata francese TN75 di piccole dimensioni del missile balistico lanciato da sottomarino M51.1 è considerata un’opzione”.

Kallas: "Il futuro dell’Ucraina è nell’Ue"

Roma, 24 feb. (askanews) – “In solidarietà con il popolo ucraino, issiamo la bandiera ucraina accanto alla bandiera dell’UE presso la sede del Servizio europeo per l’azione esterna”, ha scritto questa mattina l’Alta rappresentante della politica europea Kaja Kallas, nel giorno del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.

“Questo è più di un simbolo. Il futuro dell’Ucraina è nell’Unione europea. Con il nostro sostegno, gli ucraini stanno resistendo e restano saldi”, ha aggiunto Kallas sul proprio profilo X. “La via più rapida per porre fine a questa guerra è esercitare maggiore pressione sulla Russia e fornire più sostegno all’Ucraina”, ha continuato, augurandosi che “questo sia l’ultimo anniversario di guerra che celebriamo”.

Zelensky: Putin non ha vinto la guerra, ora vogliamo la pace

Roma, 24 feb. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato oggi che il presidente Vladimir Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi di guerra in Ucraina, quattro anni esatti dopo l’invasione russa del suo Paese.

“Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha spezzato il popolo ucraino. Non ha vinto questa guerra. Abbiamo preservato l’Ucraina e faremo tutto il possibile per raggiungere la pace e la giustizia. Vogliamo la pace: una pace forte, dignitosa e duratura”, ha affermato Zelensky in un videomessaggio.

Regeni, legale famiglia: “Affaticati ma vicini alla meta”

Roma, 24 feb. (askanews) – “Siamo certamente affaticati, ma vicini alla meta, pieni di energia e sicuramente anche il documentario ci ha dato una nuova energia e anche voi: è una cosa che ripetiamo spesso, cioè chi ha pensato che diluire il tempo avrebbe sfilacciato in qualche modo la “scorta mediatica” ed anche affettiva, che abbiamo intorno, si è sbagliato perché ha funzionato per contagio e siete sempre più numerosi”. Lo ha detto l’avvocato Alessandra Ballerini, legale della famiglia di Giulio Regeni, parlando fuori dal tribunale di Roma in occasione di una udienza del processo ai 4 agenti dei servizi segreti egiziani accusati di aver sequestrato, torturato e ucciso il giovane ricercatore universitario di origine friulana.

“I calcoli che hanno fatto evidentemente sono falliti e il tempo è andato a nostro vantaggio. Adesso bisogna che arriviamo però alla fine”, ha continuato la penalista accompagnata come sempre dai genitori di Giulio con vicino Beppe Giulietti e Gianni Cuperlo.

“Dopo la pausa, ad ottobre, si è pronunciata la Consulta – ha detto ancora – e ora sappiamo che anche gli eventuali consulenti delle difese degli imputati verranno pagati dallo Stato italiano cosi come i difensori: il processo puo riprendere”.

Le donne protagoniste inattese della nuova imprenditorialità degli immigrati

Roma, 24 feb. (askanews) – In meno di quindici anni le imprese di donne immigrate sono aumentate di oltre il 56%: un dato ben superiore a quello complessivo dell’imprenditorialità di origine straniera in Italia, che è oggi al femminile in un caso su quattro e dimostra un’attitudine sempre più marcata a sperimentare aree “merceologiche” inattese. È una delle tendenze che emergono dal Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2025, realizzato dal Centro studi e ricerche Idos e dalla Cna (Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa), la cui presentazione è prevista per il prossimo 24 marzo a Roma (ore 9.30) presso la sala conferenze di Esperienza Europa – David Sassoli.

Dal 2014 il Rapporto fotografa con cadenza annuale il ruolo dell’imprenditoria immigrata nel sistema socioeconomico italiano e ne evidenzia una vitalità sconosciuta al resto del tessuto d’impresa, segnato al contrario da una fase di persistente contrazione: dal 2011 al 2024 le imprese immigrate sono cresciute del 46,9%, contro il -7,9% registrato nello stesso periodo tra le attività guidate da persone nate in Italia. Un fenomeno all’interno del quale, un anno dopo l’altro, si è rafforzata appunto la partecipazione delle donne, segno del lento, ma progressivo ridimensionamento del protagonismo maschile e della diversificazione dei profili e dei percorsi imprenditoriali prevalenti. Con un aumento del 56,2% tra il 2011 e il 2024 e dell’8,3% nell’ultimo quinquennio, le imprese immigrate femminili si distinguono per un dinamismo accentuato e raggiungono le 164.509 unità, un quarto (24,7%) di tutte le iniziative imprenditoriali degli immigrati. Negli stessi anni, il numero delle imprese condotte da donne nate in Italia ha subìto un evidente calo, seppure ridimensionato rispetto alla componente maschile nell’ultimo periodo (-3,5% dal 2020). Di riflesso, alla fine del 2024, le imprese guidate da donne di origine straniera rappresentano un ottavo di tutte le attività indipendenti femminili del Paese (12,6%): un’incidenza quasi doppia rispetto al 2011 (7,3%) e superiore a quella calcolata sull’intero panorama di impresa nazionale (tra cui le imprese immigrate pesano per l’11,3%).

È un aumento che si lega innanzitutto alla crescente presenza di imprenditrici immigrate nelle attività dei servizi, in generalizzata espansione nell’economia italiana. I principali comparti di inserimento restano il commercio (48.810 imprese immigrate femminili) e le attività di alloggio e ristorazione (21.517). Tuttavia, negli ultimi cinque anni a distinguersi per i ritmi di aumento più elevati sono state le così dette “altre attività di servizi” (18.812 e +27,2%) – che includono quelli alla persona e oggi rappresentano il terzo ambito di attività più battuto – e un composito gruppo di attività specialistiche finora poco frequentate dall’imprenditoria immigrata (attività immobiliari: +33,3%; attività finanziarie e assicurative: +24,7%; attività professionali, scientifiche e tecniche: +24,2%), che nell’insieme raccolgono quasi 10.000 imprese immigrate femminili, evidenziando la crescente la capacità delle donne di origine straniera di cogliere nuove opportunità di inserimento professionale e di autopromozione socio-economica. Si tratta di un’evidenza di tutto rilievo, considerato che le donne immigrate restano tra i segmenti più penalizzati del mercato occupazionale, largamente convogliate nel lavoro domestico e di cura e con scarse occasioni di mobilità professionale, anche a fronte di competenze (formali o informali) elevate e di lunghi percorsi di stabilizzazione.

A partire dalle statistiche ufficiali e grazie ad approfondimenti specifici, lo studio evidenzia non solo le tendenze e le caratteristiche del fenomeno, ma anche le dinamiche settoriali e territoriali, l’integrazione nelle filiere produttive, le nazionalità più rappresentate. Alla presentazione del Rapporto si confronteranno rappresentanti istituzionali, ricercatori e imprenditori e, oltre a una sintesi nazionale, verranno rilasciati anche comunicati su tutte le regioni italiane. Ulteriori dettagli su programma e modalità di partecipazione saranno presto disponibili.

Stellantis: a gennaio immatricolazioni Europa +6,7%, quota sale al 17,1%

Milano, 24 feb. (askanews) – Stellantis chiude il mese di gennaio con immatricolazioni in crescita in Europa, in controtendenza rispetto al mercato. Nell’Ue+Efta+UK, in base ai dati Acea, il gruppo ha registrato un aumento delle vendite del 6,7% a 164.436 auto, pari a una quota del 17,1% (+1,6 pp), a fronte di una flessione del mercato del 3,5%. Nell’Ue le vendite sono aumentate del 9,1% a 145.750 auto pari a una quota del 18,2% (+2,9 pp), mentre il mercato è calato del 3,9%.

Fra i brand in evidenza Fiat +24,6% a 29.415 auto e una quota del 3,1%, seguita da Lancia (+22%), Opel (+12,7%) e Citroen (+14%). In calo invece Peugeot (-2,9% a 53.799, quota del 5,6%), Jeep (-4,9%), Alfa Romeo (-10,8%), DS (-16,8%) e Maserati (-32,7% a 261 auto).

Auto, Acea: a gennaio mercato Europa -3,5%, quota bev Ue sale al 19%

Milano, 24 feb. (askanews) – Avvio d’anno in calo per il mercato dell’auto europeo. A gennaio nell’Ue, Efta e UK le immatricolazioni sono diminuite del 3,5% a 961.382 auto. Lo rileva l’Acea, l’associazione europea dei produttori di auto. Nell’Ue le vendite sono diminuite del 3,9% a 799.625 auto.

A livello di alimentazioni nell’Ue crescono le auto elettriche (+24,2% a 154.230) che hanno raggiunto una quota di mercato del 19,3% rispetto al 14,9% di gennaio 2024. Fra i principali mercati, in crescita Francia (+52,1%), Germania (+23,8%) e Italia (40,7%), mentre Belgio (-11,5%) e Paesi Bassi (-35,4%) hanno registrato un calo. Fra le auto alla spina, prosegue la crescita delle plug-in (+28,7% a 78.741) che raggiungono una quota del 9,8% “sottolineando l’importanza di un percorso tecnologicamente neutrale verso la decarbonizzazione”. A trainare il mercato Italia (+134,2%), Spagna (+66,7%) e Germania (+23%).

Le auto ibride (+6,2% a 308.364 unità) si confermano la scelta preferita dai clienti con una quota del 38,6% sostenute dalla crescita in Italia (+24,9%) e Spagna (+9%). Prosegue il calo delle immatricolazioni di auto a benzina (-28,2%) e diesel (-22,3%), con quote rispettivamente del 22% e dell’8,1%. La Francia ha registrato il calo più significativo (-48,9%), seguita da Germania (-29,9%), Italia (-25,5%) e Spagna (-22,5%).

Fra i costruttori nel mercato Ue+Efta+UK in calo tutti i gruppi principali, con l’eccezione di Stellantis +6,7% e una quota in aumento al 17,1% (+1,6 pp) e Mercedes (+2,8%). Volkswagen ha registrato una flessione del 3,8%, Renault del 15%, Hyundai del 12,5%, Bmw del 5,7%, Toyota del 13,4%. Prosegue il calo di Tesla -17% che scende sotto l’1% di quota di mercato (0,8%). Fra le case cinesi, in evidenza Byd (+165% a 18mila auto) pari a una quota dell’1,9%, in calo invece Saic con il marchio MG -1,8% a 19.254 auto e una quota del 2%.

Dopo Trump? Vance e Rubio si preparano

È troppo presto per dire che la caotica rivoluzione trumpiana abbia già esaurito la sua forza distruttiva. Vi può anzi essere il timore che, proprio per il sospetto che nel mondo — e più ancora in casa, negli Stati Uniti — si cominci a pensarlo, il tycoon si inventi qualche nuova funambolica idea. In questi istanti, a tal proposito, il pericolo maggiore è un attacco all’Iran.

Troppo presto, sì, ma certo è che la sonora bocciatura dello strumento-principe con il quale il Presidente ha impostato la nuova politica estera americana — i dazi gestiti come una clava con la quale minacciare e, se del caso, randellare le altre nazioni, amiche o meno — è stata una brutta botta per Trump. La reazione furiosa, scomposta e confusionaria (dazi globali al 10%, no, anzi al 15% in un crescendo parossistico) con la quale ha reagito alla sentenza emessa dalla Corte Suprema, che lui invece immaginava di poter comandare a bacchetta, lo testimonia ampiamente.

Verso il 2028: il dopo-Trump comincia ora

Non è troppo presto per cominciare a pensare alle prossime elezioni presidenziali, novembre 2028. Ed è lo stesso campo del Partito Repubblicano a dircelo. Un campo nel quale, con una prudenza destinata a diminuire col trascorrere del tempo e a scomparire nel caso di una sconfitta alle elezioni di midterm, le diverse anime del movimento MAGA stanno cominciando a muoversi per posizionarsi al meglio quando le ostilità cominceranno ufficialmente.

E non è affatto detto che, per quel momento, pure l’anima nobile del partito — quella che ai tempi di Bush padre e figlio veniva definita portatrice di un “conservatorismo compassionevole” — non si risvegli dal torpore e dalla marginalità nella quale è stata costretta dall’arrivo del ciclone Trump durante gli anni di Obama.

Dubbi interni e limiti istituzionali

Nel partito, infatti, ma più ancora nel movimento generatore di America First, stanno emergendo dubbi sulla capacità di Trump di controllare razionalmente la situazione e l’enorme potere — che egli interpreta in modo radicale, ai limiti dell’autocrazia — attribuito dalla Costituzione alla figura del Presidente. Un potere sì enorme, ma non assoluto. E infatti la Corte Suprema, ancorché per due terzi composta da elementi conservatori, glielo ha impedito.

E anche trascurando i dubbi — concreti — sulle condizioni psicofisiche di Trump (le affermazioni sull’unico limite che egli si dà, la sua moralità, hanno preoccupato più di qualcuno) e sui possibili sviluppi del caso Epstein, che inquieta molti settori della coalizione MAGA, in specie quelli religiosi, è certo che i ragionamenti sul futuro stanno cominciando a farsi strada.

I nomi sono due: JD Vance, Vicepresidente. Marco Rubio, Segretario di Stato.

Vance: il volto duro del trumpismo tecnologico

Il primo è l’espressione dell’anima più dura del movimento MAGA. Senz’altro quello più ostile all’Europa, ancor più di Trump. Anche a causa del suo stretto legame con Big Tech. Il suo mentore è, come noto, Peter Thiel, che già in tempi non sospetti immaginava di sostituire la democrazia con la potenza della tecnologia. E ora Vance ha con sé pure Elon Musk: dapprima lo ha convinto, dopo la rottura con Trump, a non fondare un suo partito e successivamente a riallacciare rapporti — pur precari — col tycoon.

Egli gode inoltre del supporto, molto influente in quel mondo, della vedova di Charlie Kirk e del movimento Turning Point.

Il problema di Vance sarà rimanere fedele a Trump ma progressivamente distanziarsene, evidenziando i propri autonomi punti di forza: età, cultura, autodisciplina, religiosità esibita ma non posticcia, al contrario di quella del suo attuale capo.

Rubio: il conservatore che media e costruisce

Il secondo rappresenta invece la componente più strutturata del conservatorismo classico repubblicano. Così si contrappose a Trump, senza successo, nelle primarie del 2016. Oggi è parte di America First, ma dopo un avvio guardingo negli ultimi mesi è emerso con autorevolezza, segnando alcuni punti a suo favore e distinguendosi per la capacità con la quale, da un lato — utile sul fronte interno — ha saputo defilarsi dalle punte più esasperate dei MAGA e, dall’altro — preziosa su quello esterno — ha gestito politicamente e diplomaticamente le “sparate” del Presidente.

Sa arrotondare le punte, mantenendo la linea, disponibile a mediarla senza abbandonarla. Il suo intervento alla recente Conferenza di Monaco è stato esemplare. Al punto che molti europei, inclusi esponenti della destra, senza dirlo esplicitamente, si augurano sia lui il successore di Trump nell’ipotesi di un nuovo insuccesso democratico.

America Latina, Venezuela e la sfida cubana

Rubio è anche l’architetto dell’operazione Venezuela. La defenestrazione di Maduro e la scelta di non eliminare l’intero gruppo dirigente di Caracas, cercando invece un’intesa col regime, portano la sua firma. E, almeno per ora, sembrano funzionare.

Per ragioni familiari e politiche è profondamente interessato al Centro e Sud America, e la declinazione della storica Dottrina Monroe nel nuovo “Protocollo Donroe” va nella direzione a lui cara. Ma più di ogni altra cosa vuole liberare Cuba dalla dittatura castrista. Conseguire un cambio di regime a L’Avana senza spargimento di sangue, strangolandone l’economia, sarebbe un risultato straordinario dal suo punto di vista. Ed è su questo che si sta applicando.

Se a tutto ciò si aggiunge la prudente gestione dei rapporti con i conservatori classici, si può sostenere che la partita nel campo repubblicano è aperta, che è già cominciata a un solo anno dall’insediamento di Trump e che da essa Rubio non è affatto fuori. Anzi.

Dibattito. Giustizia e democrazia alla prova del referendum

Un passaggio istituzionale di grande rilievo

Si avvicina la scadenza del referendum del 22 e 23 marzo 2026 che porterà alle urne 47,3 milioni di italiani per approvare o respingere la legge costituzionale avente ad oggetto la riforma dell’ordinamento giurisdizionale e l’istituzione dell’Alta Corte disciplinare, pubblicata in G.U. n. 235 del 30 ottobre 2025.

Si tratta di una riforma evocata da anni da molte forze politiche, soprattutto di formazione liberale e riformista, e che, curiosamente, è stata realizzata da una coalizione di centrodestra, composta in larga parte da forze tradizionalmente poco inclini al riformismo moderato. Tale atteggiamento è apparso confermato anche dallo scarso spazio consentito al dibattito parlamentare, rapidamente azzerato dai voti di fiducia, secondo una prassi ormai ricorrente nel nostro Paese.

Un dibattito acceso che richiama alla responsabilità

Fortunatamente — e la democrazia sembra robusta in tal senso — il dibattito pubblico e politico si è subito animato, coinvolgendo partiti, associazioni, comitati spontanei ed esponenti singoli, sia fautori sia oppositori della riforma.

Le punte di interesse sono elevatissime, come accadde ai tempi del referendum sul divorzio. I toni hanno però raggiunto livelli tali da richiedere un recente intervento del Presidente della Repubblica, che ha invitato le parti al reciproco rispetto e al rispetto delle istituzioni.

Informare oltre slogan e semplificazioni

Constatata la presenza nel dibattito di slogan, semplificazioni e informazioni frammentarie, ho promosso, unitamente al Movimento di Avellino “Tempi Nuovi Popolari Uniti”, l’organizzazione di due eventi online con l’obiettivo di offrire uno spazio di approfondimento sui contenuti essenziali della riforma, sulle sue implicazioni per il sistema giudiziario, sul significato dell’istituzione dell’Alta Corte disciplinare e sui riflessi politici complessivi.

L’incontro è pensato per cittadini, studenti, professionisti e per chiunque voglia informarsi in modo serio e accessibile, andando oltre opinioni preconfezionate e disinformazione, fornendo strumenti utili per orientarsi con maggiore consapevolezza e stimolando una partecipazione informata e critica.

Dal processo inquisitorio al modello accusatorio

Da operatore del settore, con esperienza di studio e ricerca e oltre trent’anni di frequentazione di aule e uffici giudiziari, e da uomo immune da sospetti di partigianeria politica, posso testimoniare che le nuove norme sembrano completare il disegno di trasformazione del processo inquisitorio delineato dal codice del 1930, voluto dal regime fascista e accompagnato dalle norme sull’ordinamento giudiziario del 1941, in cui pubblico ministero e giudice istruttore collaboravano alla ricerca della verità materiale, con spazi angusti per la difesa nella formazione della prova.

Questo modello è stato progressivamente superato dal processo accusatorio introdotto con il codice del 1989, tra i cui protagonisti vi fu il professor Giuliano Vassalli, e rafforzato dalla riforma dell’articolo 111 della Costituzione sul giusto processo: un processo fondato sulla parità delle parti nella formazione della prova e sulla posizione di equidistanza del giudice, finalmente terzo.

La separazione delle carriere e la terzietà del giudice

La separazione delle carriere rappresenta l’evoluzione logica e il completamento di questo percorso, consentendo la piena espansione del modello accusatorio ed eliminando l’imperfezione attuale della disparità di posizioni tra accusa e difesa, che non si trovano ancora in una piena condizione di equidistanza soggettiva dal giudicante.

La riforma tende ad assicurare in particolare la terzietà dei magistrati giudicanti rispetto a possibili influenze nelle decisioni riguardanti custodie cautelari, sequestri, intercettazioni, incidenti probatori, proroghe delle indagini, archiviazioni e rinvii a giudizio.

Nel sistema vigente, la piena terzietà non raggiunge livelli pienamente rassicuranti a causa dell’unitarietà delle carriere dei magistrati giudicanti e inquirenti. La separazione, secondo i sostenitori della riforma, ridurrebbe il rischio delle cosiddette colleganze o sudditanze psicologiche.

Colleganza professionale e possibili condizionamenti

Magistrati giudicanti e requirenti condividono formazione, concorso, tirocinio, sedi di lavoro, carriera, associazione di categoria, corsi di aggiornamento, organismo di autogoverno unitario e, seppur ridotta, possibilità di interscambiabilità delle funzioni.

Taluni osservano che le decisioni su arresti, rinvii a giudizio o condanne sono affidate a esseri umani che, pur dotati di elevate competenze tecniche e irreprensibilità etica, potrebbero non essere immuni da condizionamenti psicologici derivanti dalla colleganza. In questa prospettiva, decisioni favorevoli all’indagato o imputato potrebbero apparire atti di coraggio, quando invece dovrebbero essere il frutto di una serena e autonoma valutazione di un giudice autenticamente terzo.

Custodia cautelare e ingiuste detenzioni: un nodo irrisolto

Tra il 2014 e il 2025 si sono registrati 4.920 casi di ingiusta detenzione, ossia persone sottoposte a custodia cautelare e successivamente assolte con formula piena. I ristori hanno comportato esborsi per circa 48 milioni di euro.

I dati delle assoluzioni — circa il 50% degli imputati portati a giudizio — dimostrano che la terzietà è sostanzialmente garantita nelle sedi dibattimentali. Tuttavia, il fatto che la custodia cautelare venga applicata e successivamente risulti priva di fondamento conferma l’esistenza di un cortocircuito nella fase endoprocedimentale. La colleganza, nelle varie forme in cui può manifestarsi, non può essere considerata estranea alla spiegazione del fenomeno.

Autonomia della magistratura e “anticorpi di sistema”

La riforma non reca alcun pregiudizio all’autonomia e indipendenza della magistratura, che restano intatte. Non vi sono disposizioni che sottopongano gli uffici del pubblico ministero all’esecutivo: restano fermi la sottoposizione della polizia giudiziaria al PM, l’obbligatorietà dell’azione penale e l’obbligo per il PM di ricercare anche le prove favorevoli all’indagato.

Restano inoltre pienamente operativi gli anticorpi di sistema: eventuali leggi attuative che violassero le garanzie costituzionali verrebbero sottoposte al vaglio della Corte costituzionale.

ANM, rappresentanza e ruolo pubblico

Ulteriori temi riguardano gli organismi di autogoverno, le modalità elettive, il sorteggio e l’Alta Corte disciplinare. Sarà oggetto di approfondimento anche l’espansione politica dell’ANM, sempre più percepita come soggetto attivo nel dibattito pubblico, attraverso manifestazioni ed esternazioni.

Testimonianze interne alla magistratura, vicende recenti e passate, nonché le rivelazioni emerse dal caso Palamara, hanno alimentato una riflessione sul rapporto tra correnti, carriere e logiche associative.

Vale, in conclusione, il richiamo del Presidente Mattarella: il principio secondo cui la giustizia è amministrata in nome del popolo non implica un’investitura popolare diretta dei giudici. Significa piuttosto che ogni sentenza applica le leggi approvate dal Parlamento, espressione della volontà popolare, e perciò è pronunciata in nome del popolo italiano.

 

Avv. Amerigo Festa
Presidente del Coordinamento Provinciale Tempi Nuovi-Popolari Uniti di Avellino.

Educare al digitale: connessi senza smarrire l’umano

Tecnologie quotidiane: da minaccia percepita a risorsa educativa

In questo agile libro, pensato soprattutto per i genitori ma accessibile a ogni lettore, l’autore – docente di Psicologia della comunicazione all’Università Cattolica di Milano – esplora l’approccio dei bambini e degli adolescenti alle tecnologie. Lo fa senza demonizzare un mondo ormai pervasivo, proponendo invece una prospettiva di utilizzo consapevole. Ciò che appartiene alla quotidianità familiare può diventare strumento di conoscenza e apprendimento se i genitori assumono il ruolo di accompagnatori: non controllori o censori – vietare e demonizzare produce spesso effetti opposti – ma traduttori e guide nel passaggio dal reale al virtuale.

Le età della crescita e i diversi modi di usare il digitale

Il pregio del saggio consiste nell’analizzare le peculiarità delle diverse fasi evolutive. Cambiano gli strumenti, il tempo di utilizzo, le modalità di fruizione e gli interessi. Con la crescita aumentano la consapevolezza e la selezione delle scelte, ma restano impliciti inconsapevoli che richiedono orientamento adulto. Il processo può apparire come un’intrusione dall’esterno – dai media alla famiglia fino all’individuo – ma, data la sua pervasività, non può essere respinto. Meglio dunque crescere connessi, educati ai linguaggi e alle tecnologie, piuttosto che esplorare senza guida un universo carico di incognite: assuefazione, dipendenze, condizionamenti emotivi, cyberbullismo, violenza simbolica e fenomeni come il revenge porn.

La corresponsabilità educativa della famiglia

L’approccio educativo del libro richiama la corresponsabilità dei genitori. Non tutto può essere delegato alla scuola, che accoglie bambini già abituati a smartphone e tablet e a linguaggi difficili da ricondurre a un uso equilibrato. Oltre la famiglia agiscono cortile, amicizie e solipsismo digitale. Possiamo ancora parlare di famiglia quando ciascuno dialoga in solitudine con il proprio dispositivo? Già la televisione esponeva a modelli discutibili; oggi strumenti più sofisticati proiettano i minori in mondi nascosti e senza limiti, dove circolano contenuti inadatti o raccapriccianti. Più volte piattaforme come TikTok sono state criticate per l’assenza di filtri efficaci.

Scuola, alfabetizzazione digitale e cultura sedimentata

Seguendo lo sviluppo cognitivo fin dalla prima infanzia, l’autore propone una sorta di manuale d’uso parallelo delle tecnologie, evidenziando sovraesposizioni, distorsioni ed eccessi che possono produrre danni invisibili sul piano neurologico e dell’apprendimento. Non tutti i genitori possiedono competenze adeguate: spesso i minori dominano strumenti e codici meglio degli adulti. L’uso precoce costruisce un pensiero simbolico digitale che anticipa l’alfabetizzazione. Quando il bambino arriva a scuola ha già interiorizzato codici e pratiche; qui inizia il compito degli insegnanti, chiamati a bilanciare innovazione e apprendimenti tradizionali. La formazione non è aut aut ma et et: le sperimentazioni che hanno abolito il corsivo a favore dei tablet hanno mostrato esiti disastrosi.

Adolescenza, vulnerabilità e responsabilità sociale

Nell’adolescenza, osserva il professor Riva, il digitale offre opportunità straordinarie ma anche insidie che richiedono attenzione. La natura immersiva dei social media e l’uso patologico delle tecnologie si sommano alle fragilità dello sviluppo. L’educazione ricevuta in famiglia esce di casa e incontra un universo virtuale incontrollabile: non è raro che quattordicenni possiedano profili social e interagiscano in uno spazio globalizzato. Alcuni genitori vigilano, altri rinunciano, altri delegano alla scuola, che sta riscoprendo la necessità di limitare l’uso degli smartphone in classe. Senza regole non esistono limiti, e la casualità è una guida troppo fragile per menti e cuori in formazione.

Personalmente insisto sulla necessità di recuperare una sana educazione sentimentale, fondata sul rispetto delle regole, degli alfabeti emotivi e della dignità di ogni individuo fin dalla minore età. Gli strumenti sono neutrali – o lo erano – ma l’uso parossistico genera assuefazione e dipendenza. Non mancano casi di autolesionismo, devianze comportamentali e ribellioni quando i limiti arrivano troppo tardi.

P.S. Mentre scrivo questa recensione, giunge una notizia che fa riflettere: in India tre sorelle di 12, 14 e 16 anni, dipendenti da programmi di cultura coreana, dopo la confisca dei telefoni si sono lanciate dal balcone del loro appartamento al nono piano a Ghaziabad, sobborgo di Nuova Delhi. Avevano abbandonato la scuola e seguivano compulsivamente drama coreani. È un fenomeno di globalizzazione emulativa dei comportamenti, amplificata dai social. Non è allarmismo, ma consapevolezza dei rischi: parlarne e attrezzarsi è necessario per fermare derive distruttive.

Mariupol, teatro del mondo

L’ultimo libro di Giorgio Radicati, edito da Mazzanti Libri, s’intitola Appuntamento a Mariupol. È un romanzo che coniuga accuratezza storica e narrazione emotiva. Il contesto ucraino, spesso segnato da conflitti e mutamenti geopolitici ma anche da una forte identità culturale, diventa il terreno sul quale l’autore costruisce un racconto potente: un paese martoriato dalla guerra si trasforma in un palcoscenico immaginario dove i “grandi” della terra muovono gli eserciti, trasformandoli in marionette armate per saziare la sete di dominio.

Un percorso in tre movimenti

La storia, preceduta da un breve preambolo, si articola in tre parti: il viaggio, fisico e figurato; il confessionale, spazio di memoria, riconciliazione, segreti e desideri; il sogno, dimensione di visioni e pensieri. La struttura accompagna il lettore in un itinerario interiore oltre che narrativo.

Con un’attenta ricostruzione dei fatti, resa attraverso una struttura lineare in cui stile, ritmo e profondità emotiva si amalgamano, Radicati si concentra sulla ben nota difesa di Mariupol da parte del battaglione Azov all’interno della gigantesca acciaieria Azovstal. L’evento diventa un condensato di cronaca e storia, realtà e finzione.

La fortezza d’acciaio come crocevia umano

Fondata nel 1933, la struttura siderurgica fu per mesi una roccaforte della resistenza ucraina, fino alla resa del maggio 2022. È questo “rifugio” che Radicati sceglie come crocevia di un variegato campionario umano: identità diverse, storie passate e presenti che consentono di denunciare gli orrori del conflitto e di prefigurare sviluppi inquietanti. Vicende personali e descrizioni storiche si intrecciano in un racconto coinvolgente, mentre luoghi interni ed esterni permettono di alternare visioni d’insieme e dettagli intimi, sostenuti da un linguaggio chiaro e intenso.

Personaggi come specchio dell’umanità

Non soltanto il protagonista, lo scrittore tataro Artemisk, ma tutti i personaggi incontrati lungo il percorso di lettura accompagnano il lettore in un’esperienza di forte empatia psicologica. Kornelya, errante per amore; Viktor, giovane volontario; Boris il poeta; Svetlana, madre coraggio; il nobile Stroganov; Karl l’ideologo; Marko il sacerdote e molti altri appaiono come reminiscenze familiari, forse perché ciascuno rappresenta un frammento dell’umano. Nel contesto tragico della guerra, essi sembrano condividere il pensiero formulato da Artemisk: «non esiste il coraggio come non esiste la paura, esiste soltanto la volontà o meno di conseguire ciò che si desidera».

Calcio, risultati di A, Bologna a ridosso Europa

Roma, 23 feb. (askanews) – Questi i risultati e la classifica della 26esima giornata dopo Bologna-Udinese 1-0

26esima giornata Sassuolo-Verona 3-0, Juventus-Como 0-2,Lecce-Inter 0-2, Cagliari-Lazio 0-0, Genoa-Torino 3-0, Atalanta-Napoli 2-1, Milan-Parma 0-1, Roma-Cremonese 3-0, Fiorentina-Pisa 1-0, Bologna-Udinese 1-0.

Classifica: Inter 64, Milan 54, Napoli, Roma 50, Juventus 46, Como, Atalanta 45, Bologna 36, Sassuolo 35, Lazio 34, Udinese, Parma 32, Cagliari 29, Torino, Genoa 27, Cremonese, Lecce, Fiorentina 24, Pisa e Verona 15.

27^ GIORNATA Venerdì 27 febbraio ore 20.45 Parma-Cagliari, sabato 28 febbraio ore 15 Como-Lecce, ore 18 Verona-Napoli, ore 20.45 Inter-Genoa, domenica 1 marzo ore 12.30 Cremonese-Milan, ore 15 Sassuolo-Atalanta, ore 18 Torino-Lazio, ore 20.45 Roma-Juventus, lunedì 2 marzo ore 18.30 Pisa-Bologna, ore 20.45 Udinese-Fiorentina.

Calcio, risultati di A, Fiorentina aggancia Cremonese e Lecce

Roma, 23 feb. (askanews) – Questi i risultati e la classifica della 26esima giornata dopo Fiorentina-Pisa 1-0

26esima giornata Sassuolo-Verona 3-0, Juventus-Como 0-2,Lecce-Inter 0-2, Cagliari-Lazio 0-0, Genoa-Torino 3-0, Atalanta-Napoli 2-1, Milan-Parma 0-1, Roma-Cremonese 3-0, Fiorentina-Pisa 1-0, ore 20.45 Bologna-Udinese.

Classifica: Inter 64, Milan 54, Napoli, Roma 50, Juventus 46, Como, Atalanta 45, Sassuolo 35, Lazio 34, Bologna 33, Udinese, Parma 32, Cagliari 29, Torino, Genoa 27, Cremonese, Lecce, Fiorentina 24, Pisa e Verona 15.

27^ GIORNATA Venerdì 27 febbraio ore 20.45 Parma-Cagliari, sabato 28 febbraio ore 15 Como-Lecce, ore 18 Verona-Napoli, ore 20.45 Inter-Genoa, domenica 1 marzo ore 12.30 Cremonese-Milan, ore 15 Sassuolo-Atalanta, ore 18 Torino-Lazio, ore 20.45 Roma-Juventus, lunedì 2 marzo ore 18.30 Pisa-Bologna, ore 20.45 Udinese-Fiorentina.

Su Rogoredo Schlein attacca: Meloni si scusi. La premier: "Massimo rigore, nessuno scudo"

Roma, 23 feb. (askanews) – “Chi indossa una divisa e rappresenta le Istituzioni ha il dovere di farlo con il massimo del rigore. E con chi sbaglia, a maggior ragione perché indossa quella divisa, occorre essere implacabili. La giustizia farà il suo corso e confidiamo che sia determinata, anche perché – a differenza di quello che leggo – non esiste alcuno ‘scudo penale'”. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni interviene con una dichiarazione al termine di una giornata di polemiche dopo le notizie sul fermo di Carmelo Cinturrino, l’agente di polizia accusato di aver ucciso a Rogoredo Abderrahim Mansouri e di aver simulato la legittima difesa.

La Polizia è “perfettamente in grado di fare giustizia anche al proprio interno”, aveva assicurato già questa mattina il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Senza però evitare gli attacchi delle opposizioni.

“Il quadro che emerge dalle indagini delle forze dell’ordine e della magistratura sulla grave e tragica vicenda di Rogoredo è una cosa che ci fa molto riflettere. È una tragedia su cui si è innestata subito una speculazione politica da parte della presidente del Consiglio Meloni e del vicepremier Matteo Salvini, che pur di attaccare i giudici in vista del referendum costituzionale, hanno una volta ancora strumentalizzato gravemente un fatto di cronaca. Io penso che questo vada stigmatizzato, penso che si debbano scusare”, accusa la segretaria del Pd Elly Schlein. La leader Dem chiede anche di eliminare “quella parte del nuovo decreto sicurezza che inserisce un’impunità preventiva”, il cosiddetto ‘scudo’, “che non chiedono nemmeno le forze dell’ordine”.

In Aula le opposizioni intervengono per chiedere che Piantedosi e Meloni riferiscano in Parlamento. Angelo Bonelli di Avs accusa il governo di “uso politico” dei fatti di cronaca. “Ci vorrebbero le scuse da parte della presidente Meloni, troppo occupata a decidere se partecipare o no al festival di Sanremo, del ministro Salvini, del ministro Piantedosi, del capogruppo Bignami”. La Lega, dice il capogruppo M5S Riccardo Ricciardi, “ha usato una tragedia un quarto d’ora dopo che era avvenuta per provare a mettere una norma nel dl sicurezza che garantisse impunità su fatti” di questo genere. “Capito a cosa servono le indagini? A far sì che un poliziotto di questo tipo non sia più in giro”. Intanto, conclude, “quello che ha martellato il poliziotto” a Torino “non l’avete ancora preso”.

Salvini, da parte sua, non chiede scusa. Il ministro, nell’immediatezza del fatto, aveva scritto sui social: “Un poliziotto si difende, il balordo muore, l’agente viene indagato per omicidio volontario. Tutto sbagliato! Nel nuovo pacchetto sicurezza abbiamo previsto una norma che eviti che gli agenti vengano automaticamente indagati dopo essersi difesi. Io sto col poliziotto”. Questa mattina, parlando a Milano, il leader leghista non può che fare una mezza retromarcia: “Chi sbaglia paga, se qualcuno sbaglia in divisa paga anche di più, perché io come tutti gli italiani, anzi come quasi tutti gli italiani, porto rispetto e stima e fiducia nelle forze dell’ordine. Se qualcuno invece usa la divisa per fare affari o per regolamenti di conto personali, non è degno di quella divisa”, dice. Aggiungendo però che rifarebbe quel post perchè “io sto sempre e comunque con le forze dell’ordine a meno che non venga evidenziato che c’è qualche delinquente, visto che quelli che prendono a martellate i poliziotti purtroppo abbondano”.

Rogoredo, Schlein: Meloni e Salvini si scusino. Meloni: implacabili con chi sbaglia, soprattutto se in divisa

Roma, 23 feb. (askanews) – I fatti di Rogoredo, con il fermo dell’agente Carmelo Cinturrino per l’uccisione di Abderrahim Mansouri, fanno “riflettere”, la Meloni e Salvini hanno “speculato” e ora “si debbono scusare”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein a margine della serata per il rilancio di ‘Rinascita’. “Il quadro che emerge dalle indagini delle forze dell’ordine e della magistratura sulla grave e tragica vicenda di Rogoredo è una cosa che ci fa molto riflettere”, ha aggiunto. “È una tragedia – ha sottolineato – su cui si è innestata subito una speculazione politica da parte della presidente del Consiglio Meloni e del vicepremier Matteo Salvini, che pur di attaccare i giudici in vista del referendum costituzionale, hanno una volta ancora strumentalizzato gravemente un fatto di cronaca. Io penso che questo vada stigmatizzato, cioè penso che loro si debbano scusare”.

Meloni e Salvini, secondo la Schlein, si devono “scusare con la famiglia della persona uccisa, coi giudici, che hanno attaccato, definendo la loro scelta di fare l’indagine un errore grave”. E poi “penso si debbano scusare con le forze dell’ordine, che loro continuano a strumentalizzare ma che sono le prime interessate a che una magistratura indipendente, in questi casi, faccia il suo dovere, faccia le sue indagini, anche per fare piena luce, laddove chi sbaglia indossa l’uniforme”. Secondo la Schlein “le forze dell’ordine hanno il primo interesse a fare chiarezza e a far emergere la verità per difendere l’onore di tutti quegli agenti onesti che ogni giorno con dedizione, abnegazione, spirito di servizio fanno rispettare la legge, rispettandola”. “Quindi – ha concluso la Schlein – trovo grave che ci sia stata questa speculazione politica e mi aspetto che facciano, che facciano delle scuse. E mi aspetto pure che ci ripensino su quella parte del nuovo decreto sicurezza che inserisce un’impunità preventiva che non chiedono nemmeno le forze dell’ordine, mentre chiedono più risorse e più personale”.

La risposta della premier Meloni è arrivata in serata: “Chi indossa una divisa e rappresenta le istituzioni ha il dovere di farlo con il massimo del rigore. E con chi sbaglia, a maggior ragione perché indossa quella divisa, occorre essere implacabili”, ha sottolineato in una nota la presidente del Consiglio, commentando le notizie relative al fermo dell’agente Carmelo Cinturrino per l’uccisione di Abderrahim Mansouri. In merito al fermo dell’agente Carmelo Cinturrino per l’uccisione di Abderrahim Mansouri “la giustizia farà il suo corso e confidiamo che sia determinata, anche perché, a differenza di quello che leggo, non esiste alcuno scudo penale'”. “Leggo con sgomento gli ultimi sviluppi sull’uccisione di uno spacciatore nel noto ‘boschetto della droga’ di Rogoredo. Gli inquirenti ipotizzano che questo crimine sia legato a dinamiche connesse allo spaccio di sostanze stupefacenti, nelle quali sarebbe coinvolto anche l’agente di polizia che ha sparato. Se quanto ipotizzato trovasse conferma nel seguito delle indagini, ci ritroveremmo davanti a un fatto gravissimo, un tradimento nei confronti della nazione e della dignità e onorabilità delle nostre Forze dell’ordine”, sottolinea nella nota la presidente del Consiglio.

“Provo profonda rabbia – aggiunge – all’idea che l’operato di chi tradisce la divisa possa ‘sporcare’ il lavoro dei tantissimi uomini e donne che, ogni giorno, ci proteggono e difendono la nostra sicurezza, con abnegazione, sacrificio e senso delle Istituzioni. Servitori dello Stato nei confronti dei quali, invece, dobbiamo tutti essere riconoscenti. Come dobbiamo essere riconoscenti in particolare alla Polizia di Stato che, su delega della Procura di Milano, sta svolgendo le indagini sui propri agenti coinvolti in questa tragica vicenda, al solo fine di far emergere la verità”.

In mattinata c’era stato anche l’intervento del vicepremier Matteo Salvini: “Penso soprattutto alle centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi in divisa che oggi sono per strada in tutta Italia, nelle stazioni, a rischiare la vita per salvare le vite. Quindi se fosse confermato il suo comportamento criminale sarebbe un oltraggio ai suoi colleghi in divisa. Detto questo, chi sbaglia paga, se qualcuno sbaglia in divisa paga anche di più, perché io come tutti gli italiani, anzi come quasi tutti gli italiani, porto rispetto e stima e fiducia nelle forze dell’ordine. Se qualcuno invece usa la divisa per fare affari o per regolamenti di conto personali, non è degno di quella divisa” , ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini, commentando – a margine di una visita al Villaggio Olimpico di Milano – il fermo del poliziotto gravemente indiziato del reato di omicidio volontario ai danni di Mansouri Abderrahim, a Rogoredo. Matteo Salvini però rifarebbe il post sui social con cui si era schierato a sostegno del poliziotto che ha sparato a Rogoredo: “Assolutamente sì”, risponde ai giornalisti, a margine di una visita al Villaggio Olimpico di Milano. “Io sto con le forze dell’ordine. Se poi si dimostrerà che questo era un delinquente, io non sto con i delinquenti”, dice commentando il fermo del poliziotto, indiziato del reato di omicidio volontario ai danni di Mansouri Abderrahim.

“Io non mi pentirò mai di stare sempre e comunque dalla parte delle forze dell’ordine. Sono centinaia di migliaia di donne e uomini in divisa che rischiano la vita per salvare le nostre vite. Se uno su 100.000 commette un reato, per me paga e paga anche il doppio. Perché manca di rispetto ai suoi colleghi che oggi stanno rischiando la vita in strada per contrastare spacciatori, ladri e delinquenti”, insiste il vice premier e segretario della Lega. “Io sto sempre e comunque con le forze dell’ordine a meno che non venga evidenziato che c’è qualche delinquente, visto che quelli che prendono a martellate i poliziotti purtroppo abbondano”.

E, anche con lo “scudo penale” per le forze dell’Ordine proposto dalla Lega, le indagini che hanno portato al fermo del poliziotto che ha sparato a Rogoredo sarebbero comunque state svolte, sostiene il vice premier e segretario della Lega Matteo, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine di una visita al Villaggio Olimpico di Milano.

Alla domanda se la vicenda dimostri la necessità di indagini della magistartura in casi simili, Salvini risponde: “Sì, ma per quello che mi riguarda non deve essere automatico. Se è palese e lampante la legittima difesa è un conto. In questo caso evidentemente c’è qualcosa che va oltre e le testimonianze dei suoi colleghi lo dimostrano”. Ma con lo scudo penale che la Lega vuole queste indagini non ci sarebbero state? “No. Non c’è l’iscrizione automatica nel registro degli indagati. Se ci sono evidenze di crimine è chiaro che come in questo caso si indaga e si arresta. A me semplicemente sta a cuore che chi indossa una divisa venga rispettato, visto che purtroppo c’è gente che parla di sbirri, assassini, di carabinieri da colpire e cerca di sabotare i treni e l’Alta Velocità per danneggiare l’Italia e gli italiani. Quindi non confondiamo una mela marcia con centinaia di migliaia di donne e di uomini che rischiano la vita per salvare le vostre e le nostre vite. Tutti ci siamo fidati delle parole di quel poliziotto, i suoi colleghi in primis. Ma ben vengano le indagini che fanno uscire una mela marcia su 100”.

A Sanremo vigilia con polemica: La Russa attacca su Pucci, Meloni smentisce la sua presenza

Sanremo, 23 feb. (askanews) – Non c’è Festival senza polemiche. Lo ha detto anche Fiorello che, collegandosi con la sala roof del Teatro Ariston, ha augurato a Carlo Conti “tante polemiche”. Subito accontentato. Alla prima conferenza stampa del Festival di Sanremo, a 24 ore dalla prima serata della kermesse, torna all’Ariston la discussione sulla mancata partecipazione del comico Andrea Pucci. Conti nega che ci siano state pressioni da parte del governo Meloni. “Fantascienza pura, l’ho già detto – ribadisce il conduttore e direttore artistico per il secondo anno consecutivo – la mia storia parla per me, ho avuto sempre la Rai dalla mia parte ma in assoluta autonomia, nessuno mi ha obbligato o tirato per la giacca, ringrazio tutti i dirigenti Rai che ci hanno lasciato sempre autonomia”. Conti ammette: “Non pensavo che la partecipazione di Pucci suscitasse tutte queste polemiche, ha fatto programmi di successo, è stato ospite in tante trasmissioni…. Poi ha scelto di non venire, non se l’è sentita…forse ricordandosi quanto accaduto qualche anno fa a Crozza, quando arrivando sul Palco dell’Ariston, nel 2013, vestito da Silvio Berlusconi, venne fischiato e insultato durante il suo show”.

Tra Sanremo e Roma, Festival e politica si intrecciano. A intervenire il presidente del Senato, Ignazio La Russa: “Ho visto nei video la conferenza stampa di Carlo Conti a Sanremo e ha correttamente detto che Pucci era stato invitato senza pressione da parte di alcuno e che per sua scelta ha deciso di non andare dopo le intollerabili accuse, minacce, aggressioni che gli sono state rivolte da chi lo accusava in sostanza di non essere di sinistra”, ha sottolineato sui social. “Capisco Pucci, capisco che non abbia voluto mettere a rischio la propria immagine di professionista di fronte a chi magari poteva fargli un agguanto nella serata di Sanremo, ma da parte del conduttore Conti mi aspetto qualcosa di più che dire ‘vabbè. Pazienza, ha deciso lui’. Mi aspetto magari una sorpresa, ci sono tanti modi per ripagare dell’ingiusta sofferenza e dell’ingiusto obbligo di rinunzia che ha costretto Pucci a gettare la spugna. Ci sono tanti modi per ripagarlo, sta al conduttore trovarne uno per fare comunque risultare in qualche modo la presenza riparatoria da parte di Pucci”, ha detto ancora La Russa.

In conferenza stampa fanno capolino nuovamente anche i rumors sulla possibile partecipazione della premier Giorgia Meloni all’Ariston. “Non credo che debba venire al Festival, poi è una cittadina libera, se compra il biglietto può venire. Non decido io chi può venire o meno al Festival”, taglia corto Carlo Conti. “Io sono un uomo libero, e ci tengo a questo, ci tengo a essere indipendente il più possibile. Per molti di voi anni indietro ero renziano, ora sono meloniano, domani sarò cinquestelle? Sono libero e in televisione sono orgogliosamente giullare”.

A smentire la sua partecipazione è stata la stessa premier. “Leggo da giorni di una mia presunta partecipazione alla prima serata di Sanremo. Una notizia totalmente inventata, smentita immediatamente da Palazzo Chigi e successivamente dallo stesso Carlo Conti. Eppure – aggiunge – la storia continua: dopo la smentita, oggi il conduttore è stato nuovamente incalzato in conferenza stampa su questa mia fantomatica presenza. A questo punto forse conviene ricordare a chi inventa notizie di sana pianta che il FantaSanremo è un gioco divertente per gli appassionati del Festival. Le notizie, invece, dovrebbero restare nel mondo reale. Nel frattempo io continuo a fare il mio lavoro. E sono sicura che Sanremo saprà brillare senza ospiti immaginari. Perché è la più grande festa della musica italiana, e non serve infilarci a forza la polemica politica”, conclude.

Tornando alla musica, all’Ariston si sono succeduti alle prove generali i 30 artisti in gara. Un Festival nel segno di Pippo Baudo, come lo ha definito Carlo Conti. “Pop, rock, rap, ballad, ritmi diversi: un mix fondamentale per raccontare la musica italiana di oggi. Rispetto all’anno scorso, a Sanremo penso ci siano ancora più varietà e freschezza, e ogni esibizione è studiata come uno spettacolo a sé, per un’edizione del Festival che dedichiamo con grande affetto al nostro ‘maestro’, Pippo Baudo”, ha concluso Conti. Il conduttore sarà affiancato per tutte le cinque serate da Laura Pausini, mentre di giorno in giorno si affiancheranno anche alcuni co-conduttori: Can Yaman, martedì; Pilar Fogliati, Achille Lauro, Lillo, mercoledì; Irina Shayk, giovedì; Bianca Balti venerdì; Giorgia Cardinaletti e Nino Frassica, sabato. “La prima volta che sono venuta qui al Festival avevo 18 anni, nel 1993 – ha aggiunto Laura Pausini – ero più ingenua e innocente, e avevo un po’ paura e negli anni a seguire (nel 1994) – l’ultima volta che mi sono seduta qui -. Ora mi sento più serena, più tranquilla, in fondo ho sempre sognato di essere qui”. E comunque “ho pronto il Lexotan…”.

(di Serena Sartini)

Rogoredo, Schlein: Meloni e Salvini si devono scusare

Roma, 23 feb. (askanews) – I fatti di Rogoredo fanno “riflettere”, la Meloni e Salvini hanno “speculato” e ora “si debbono scusare”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein a margine della serata per il rilancio di ‘Rinascita’.

“Il quadro che emerge dalle indagini delle forze dell’ordine e della magistratura sulla grave e tragica vicenda di Rogoredo è una cosa che ci fa molto riflettere”, ha aggiunto.

“È una tragedia – ha sottolineato – su cui si è innestata subito una speculazione politica da parte della presidente del Consiglio Meloni e del vicepremier Matteo Salvini, che pur di attaccare i giudici in vista del referendum costituzionale, hanno una volta ancora strumentalizzato gravemente un fatto di cronaca. Io penso che questo vada stigmatizzato, cioè penso che loro si debbano scusare”.

Sanremo, Nicolò Filippucci: Sono timido e semplice ma anche spensierato

Sanremo, 23 feb. (askanews) – Nicolò Filippucci, vincitore di Sanremo Giovani, parteciperà alla prossima edizione del Festival di Sanremo, tra le Nuove Proposte, portando sul palco dell’Ariston il suo brano “Laguna” (Warner Records Italy / Warner Music).

“Sono timido e semplice ma anche spensierato” racconta ai microfoni di askanews ospite al Villaggio del Festival a Villa Ormond.

Power ballad intensa e viscerale, “Laguna” mette in luce la straordinaria sensibilità interpretativa e la potenza vocale di Nicolò. Un brano in cui le onde diventano metafora dei ricordi d’amore che riaffiorano, senza mai dissolversi del tutto. Un dialogo tra luce e ombra, melodia e malinconia, che racconta la bellezza di ciò che resta, anche quando tutto sembra perduto. Laguna, inoltre, fa da apripista al suo prossimo progetto discografico, in uscita in primavera.

Dopo esser stato l’opening act del Capodanno di Roma al Circo Massimo e l’esperienza sanremese, Nicolò Filippucci è pronto a portare la sua musica su un palco tutto suo: il 13 aprile si terrà il suo primo concerto ai Magazzini Generali di Milano, “La prima volta insieme”, prodotto da Magellano Concerti. Non si sente penalizzato rispetto a altri cantanti in gara con i big che hanno avuto un successo magari solo con video diventati virali su tik tok. “Sto facendo un percorso bellissimo, sono tutte tappe che mi fanno crescere tanto”, ha tenuto a precisare.

Sanremo, il trio Blind, El Ma and Soniko porta la Gen Z all’Ariston

Sanremo, 23 feb. (askanews) – Il trio Blind, El Ma e Soniko è in gara nella sezione Nuove Proposte del 76° Festival di Sanremo con il singolo “NEI MIEI DM”, un brano pop-dance energico e moderno che racconta un flirt all’epoca dei social, attraverso il linguaggio della Gen Z fatto di messaggi, attese e desideri. Il ritornello incisivo rende il brano riconoscibile e con tutte le carte in regola per accompagnare anche la stagione estiva. Ai microfoni di askanews ospiti del Villaggio del Festival a Villa Ormond, i tre ragazzi hanno raccontato come nasce il trio e che prospettive ci sono per il futuro.

La formazione un progetto originale nato nel 2025 che unisce tre anime artistiche diverse ha conquistato il suo posto all’Ariston vincendo Area Sanremo 2025, il concorso organizzato dalla città di Sanremo e dall’Orchestra Sinfonica, superando selezioni a cui hanno partecipato oltre 500 candidati e si sono conquistati il pass per accedere alla finale all’Ariston per la categoria delle Nuove Proposte. “Siamo un progetto pop, portiamo i messaggi privati al pubblico” hanno raccontato.

Caso Epstein, arrestato a Londra l’ex ambasciatore Peter Mandelson

Roma, 23 feb. (askanews) – L’esponente laburista ed ex ex ambasciatore a Washington (nominato da Starmer) Peter Mandelson è stato arrestato a Londra per sospetto di abuso d’ufficio. Lo scrive la Bbc.

“Gli agenti hanno arrestato un uomo di 72 anni con l’accusa di abuso d’ufficio”, si legge in un comunicato della polizia londinese che come di consueto non specifica il nome. “È stato arrestato a un indirizzo a Camden oggi ed è stato portato in una stazione di polizia di Londra per essere interrogato”, aggiunge la nota. “Questo fa seguito a mandati di perquisizione emessi a due indirizzi nelle zone del Wiltshire e di Camden”, si legge ancora.

La polizia Metropolitana ha confermato all’inizio di questo mese di aver avviato un’indagine penale per accuse di abuso d’ufficio a carico di Mandelson. Ciò è avvenuto in seguito alla pubblicazione di email da parte del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DoJ), che hanno portato ad accuse secondo cui Lord Mandelson avrebbe inoltrato informazioni al defunto finanziere americano Jeffrey Epstein quando era Segretario alle Imprese sotto l’ex primo ministro Gordon Brown.

Lella Costa: il teatro ridà alle persone un senso di comunità

Milano, 23 feb. (askanews) – Il teatro ridà alle persone un senso di comunità perduto. Lo ha detto Lella costa, codirettrice artistica del Teatro Carcano di Milano, dove in questi giorni interpreta la “Lisistrata” di Aristofane, insieme con Serena Sinigaglia,

“Credo che ci sia un grande bisogno di testimonianza, di onestà intellettuale, ma soprattutto nel momento in cui per esempio fai uno spettacolo, comunque ti dedichi una creazione, che queste creazioni siano di qualità, siano belle oltre che buone. I contenuti sono facoltativi ma la forma è obbligatoria nel nostro mestiere”, ha detto ad askanews, raccontando la rapidità con cui si è riempita la sala da 1.000 posti del teatro per lo spettacolo. “Riuscire a fare del buon teatro, del bel teatro e metterci dentro dei contenuti e – detesto la parola messaggi perché non è il mestiere del teatro – ma insomma delle parole, delle riflessioni, delle incursioni in aspetti che riguardano anche la contemporaneità”, ha spiegato.

“Poi magari le persone vanno a casa con un pezzettino su cui ragionare, riflettere o emozionarsi – ha aggiunto – credo che sia il modo in cui il teatro può continuare a contribuire proprio a creare comunità, perché quello che ci manca, almeno che me manca, è questa sensazione di appartenere a una comunità che condivide, mica tanti principi, quattro, però di quelli non negoziabili. Credo che il teatro possa contribuire a questo”.

Rino Gaetano rivive a Sanremo con Pier Luigi Guida

Roma, 23 feb. (askanews) – Il farmacista e musicista Pier Luigi Guida porta a Casa Sanremo un progetto che intreccia memoria, arte e scienza. Un frammento inedito di Rino Gaetano torna a risuonare a distanza di decenni. Si tratta di circa quaranta secondi registrati per caso in una sala di incisione, mentre il cantautore improvvisava con un microfono acceso. Quel frammento, rimasto nascosto nel tempo e mai pubblicato, è stato custodito dalla sorella di Gaetano e affidato in seguito a uno stornellatore romano per essere completato nel rispetto dello spirito originario. Da quell’intervento è nata una versione compiuta del brano che oggi rinasce in una veste contemporanea grazie al remix realizzato da Pier Luigi Guida.

Il progetto sarà presentato a Casa Sanremo 2026 in due appuntamenti: il 24 febbraio alle 22:20 all’interno del Radio Village e il 25 febbraio, all’ora di pranzo, nella Sala Stampa. “Ti voglio” è molto più di una canzone. È un atto di continuità culturale, un modo per restituire voce a un artista che ha saputo raccontare l’Italia con ironia e verità, mantenendo intatta la sua umanità.

Pier Luigi Guida, titolare della Farmacia Guida 1853, vive una doppia identità che diventa parte del senso stesso del progetto. Professionista sanitario di giorno, musicista di notte, incarna l’incontro tra scienza e creatività, tra disciplina e intuizione. “Se il farmacista studia la chimica – afferma – l’artista crea la chimica”.

Portare a Sanremo un brano legato a Rino Gaetano significa affrontare una responsabilità culturale importante. In un momento in cui la musica tende spesso a correre più veloce della memoria, “Ti voglio” ricorda che innovazione e tradizione possono convivere. Non è un atto di nostalgia, ma un gesto di rinascita, un ponte tra generazioni costruito sulla forza discreta della memoria.

Sanremo, alle prove sbancano Eddie Brock, Ditonellapiaga e Sal Da Vinci

Sanremo, 23 feb. (askanews) – I più applauditi, tra giornalisti e addetti ai lavori, sono stati Ditonellapiaga, Eddie Brock, Sal Da Vinci che, anche se con un pizzico di sfortuna per i microfoni non settati, ha fatto ballare l’Ariston. Prove generali in Teatro alla vigilia del Festival di Sanremo, che apre domani sera il sipario della sua 76esima edizione.

A rompere il ghiaccio è stata Arisa che con il suo brano “Magica favola”, ha confermato una esibizione stile Disney. E poi uno dopo l’altro i 30 big in gara. Dargen D’Amico ha sfoggiato una scenografia spaziale, in linea con il suo brano sull’Intelligenza Artificiale. Enrico Nigiotti che, interpretando il brano “Ogni volta che non so volare”, aveva alle spalle dei grandi orologi.

Ditonellapiaga con grandi scritte alle spalle con il titolo del suo brano “Che fastidio!”, circondata da ballerini, ha dovuto ripetere la performance per problemi tecnici. Stesso copione per Sal Da Vinci. Il cantante napoletano però non si è scoraggiato e anzi ha improvvisato un balletto, riscuotendo una vera e propria ovazione da parte del pubblico presente in Teatro.

Alle prove generali sempre presente il conduttore e direttore artistico Carlo Conti. In prima fila anche Laura Pausini, co-conduttrice in tutte le serate.

Con le prove generali si entra davvero nel vivo del Festival di Sanremo. Questa sera il green carpet dei 30 big, ovvero la sfilata e il bagno di folla con il pubblico che già da ore è in attesa davanti all’Ariston per salutare gli artisti.

Nato, Pistorius: per Fronte Est spostamenti rapidi attraverso Germania

Putlos (Germania), 23 feb. (askanews) – “Steadfast Dart 26 si concentra sul miglioramento, la pianificazione e l’esecuzione di rapidi spostamenti strategici che coinvolgono 10.000 soldati” provenienti da 13 nazioni “per molte settimane, da gennaio a marzo. Se succede qualcosa sul fianco orientale, i gruppi della Nato devono essere spostati rapidamente e questo, naturalmente, attraverso la Germania”: così il ministro Difesa tedesco Boris Pistorius durante la conferenza stampa dell’esercitazione Nato Steadfast Dart 2026 mercoledì 18 febbraio.

“L’esperienza che acquisiamo qui con esercitazioni come Steadfast Dart è comunque preziosa: ci mostra cosa funziona e dove dobbiamo migliorare, ma è soprattutto la natura delle esercitazioni congiunte in scenari di esercitazione molto impegnativi”, ha aggiunto. “Attualmente disponiamo di circa 7.300 soldati e 1.500 veicoli via terra e fino a 15 navi nel Mare del Nord e nel Mar Baltico”, ha sottolineato Pistorius.

“Ciò dimostra che l’Alleanza è ora compatta, capace di agire e pronta ad agire, pronta all’azione e allo stesso tempo ciò che i partner europei stanno facendo all’interno della Nato. A proposito, questi dati indicano che noi, con esercitazioni come questa, dimostriamo quanto siamo seri riguardo all’Alleanza, alla deterrenza, alle capacità necessarie, investiamo e acquistiamo di più, e ci esercitiamo anche insieme come alleati della Nato, e la Germania si assume con questo le proprie responsabilità”.

Testare la capacità di risposta rapida dell’Alleanza Atlantica: è questo l’obiettivo di STEADFAST DART 2026, la più grande esercitazione NATO del 2026, che dimostra la capacità dell’Alleanza di dispiegare e integrare rapidamente le forze, rafforzando la presenza e la prontezza operativa nell’Europa centrale.

Oltre 10.000 militari provenienti da 13 Paesi Alleati hanno preso parte alle attività addestrative. In primo piano l’Italia, che ha assunto il Comando della Forza di Reazione Rapida della NATO e della componente terrestre dell’Esercitazione .

In questo quadro, il Nato Rapid Deployable Corps e la Multinational Division South sono stati schierati in Bassa Sassonia, nell’area di Brema, in appena 40 giorni, tra gennaio e febbraio.

La complessa attività di proiezione, coordinata e condotta dal Comando Operativo di Vertice Interforze con il Comando dei Supporti Logistici, ha previsto l’impiego di 3 unità navali e 24 aeromobili, tra velivoli cargo e passeggeri, oltre a 3 convogli ferroviari, 6 elicotteri e 11 autocolonne stradali.

Lo sforzo logistico ha consentito la movimentazione di circa 6.000 metri lineari di materiali, mezzi e attrezzature, in condizioni meteorologiche particolarmente impegnative, segnate da nevicate lungo le principali direttrici terrestri e aeree, e da onde fino a 12 metri sull’Oceano Atlantico.

L.elettorale, Fdi spinge per testo mercoledì. Verso preferenze (ma capilista bloccati)

Roma, 23 feb. (askanews) – Quella di Sanremo potrebbe essere la settimana buona. E magari sarà anche un caso che tutto succeda proprio nei giorni in cui in tanti saranno distratti dal festival della canzone italiana, ma il centrodestra sarebbe pronto a depositare a breve la sua proposta di riforma della legge elettorale. Dopo lo sprint imposto da Giorgia Meloni agli alleati nell’ultimo vertice di maggioranza, il giorno segnato in rosso sul calendario, almeno nei desiderata di Fdi, dovrebbe essere mercoledì.

Le prossime ore verranno utilizzate per le limature e per sciogliere gli ultimi nodi e le eventuali residue resistenze politiche del resto della coalizione. Ma il testo, nella sostanza, sarebbe già pronto. L’impianto è quello ormai stra noto di un proporzionale con premio di maggioranza da fare scattare alla coalizione che dovesse raggiungere il 40%. Ma come funzionerebbe l’assegnazione? Sia alla Camera che al Senato, il calcolo verrebbe fatto su base nazionale, la ripartizione però a Montecitorio avverrebbe su base circoscrizionale mentre per palazzo Madama su base regionale (con l’obiettivo di non inciampare in rilievi di costituzionalità). Nello specifico il premio consisterebbe in 70 deputati e 35 senatori. Seggi che, però, verrebbero scomputati dall’assegnazione su base proporzionale. Per dirla in numeri: al Senato, togliendo quelli dei senatori all’estero e delle province autonome e Valle d’Aosta, il numero di seggi che resta da assegnare è circa 190. L’assegnazione su base proporzionale verrà fatta appunto sottraendo i 35 seggi del premio, quindi per 155 seggi. Poi alla coalizione che supera la soglia del 40% viene assegnato anche il ‘pacchetto’ previsto dal premio.

La proposta, a quanto si apprende, prevede anche altri due casi, sebbene appaiano più che altro di scuola almeno in un sistema sostanzialmente bipolare. Primo caso, un ballottaggio qualora nessuno superasse la soglia del 40%, ma allo stesso tempo si stabilisce anche – secondo caso – che se nessuno supera nemmeno il 35% l’assegnazione dei seggi avviene con proporzionale puro.

Altro nodo, quello delle preferenze. Al momento si starebbe ancora ragionando ma Fdi, e Giorgia Meloni in particolare, sarebbero in pressing perché siano previste, anche perché per il partito della premier si tratta di una vecchia battaglia di principio. Proprio per questo, l’opzione che sembra prendere quota al momento è quella di liste (di circa 6 nominativi rispetto agli attuali 2-4) per le quali si possa esprimere la preferenza ma con capilista bloccati: nella sostanza, tranne che per i partiti più grandi, la scelta dei probabili eletti resterebbe nelle mani di chi fa le liste, quindi dei leader. Sulla carta non sono state ancora scartate nemmeno le altre due possibilità, ovvero liste bloccate in toto o preferenze senza capilista bloccati.

Per quanto riguarda le soglie di sbarramento, nel testo che dovrebbe essere depositato, dovrebbero restare al 3% per le forze che si presentano da sole e al 10% per le coalizioni. Superato anche il problema dell’indicazione del candidato premier che sarebbe specificato sul programma che viene depositato al Viminale.

Ci sono però alcuni temi politici che durante il vertice dei leader sono stati accennati ma non risolti. Posto che il premio di maggioranza verrà assegnato sulla base di un listino, con quali criteri verranno ripartiti tra le forze politiche? Gli alleati avrebbero chiesto alla presidente del Consiglio di stabilire sin da ora le quote, ovvero anche prima del deposito del testo. Tuttavia da Fdi la pensano diversamente: queste – sintetizza un dirigente – sono trattative che si fanno alla fine.

Sanremo, Mazzariello: in gara tra i giovani “temo” di più Angelica Bove

Sanremo, 23 feb. (askanews) – “Manifestazione d’Amore” è il brano con cui Mazzariello ha conquistato la giuria di Area Sanremo, guadagnandosi un posto tra le Nuove Proposte del Festival. Dai microfoni di askanews al Villaggio del Festival, il giovane cantautore salernitano racconta il suo brano e quali sono le manifestazioni d’amore più importanti. Una canzone che racconta la frenesia della città, la corsa continua e il rischio di perdere ciò che conta davvero, fino alla consapevolezza che solo i legami autentici riescono a dare colore al caos quotidiano. “Grandi successi” è il nuovo EP di Mazzariello, in uscita il 27 febbraio per Futura Dischi / Epic Records Italy.

Sanremo, La Russa: Conti trovi modo per ‘ripagare’ Pucci per esclusione

Roma, 23 feb. (askanews) – “Ho visto nei video la conferenza stampa di Carlo Conti a Sanremo e ha correttamente detto che Pucci era stato invitato senza pressione da parte di alcuno e che per sua scelta ha deciso di non andare dopo le intollerabili accuse, minacce, aggressioni che gli sono state rivolte da chi lo accusava in sostanza di non essere di sinistra”. Così il presidente del Senato, Ignazio La Russa, sui social interviene sul caso del comico Andrea Pucci che ha rinunciato alla co-conduzione di una serata del Festival di Sanremo.

“Capisco Pucci, capisco che non abbia voluto mettere a rischio la propria immagine di professionista di fronte a chi magari poteva fargli un agguanto nella serata di Sanremo, ma da parte del conduttore Conti mi aspetto qualcosa di più che dire ‘vabbè. pazienza, ha deciso lui’. Mi aspetto magari una sorpresa, ci sono tanti modi per ripagare dell’ingiusta sofferenza e dell’ingiusto obbligo di rinunzia che ha costretto Pucci a gettare la spugna”, ha sottolineato.

“Ci sono tanti modi per ripagarlo, sta al conduttore trovarne uno per fare comunque risultare in qualche modo la presenza riparatoria da parte di Pucci”, ha detto ancora La Russa.

Le mine anti uomo raccontano le voci d’Ucraina dopo 4 anni di guerra

Milano, 23 feb. (askanews) – Una voce emerge da una mina anti uomo e racconta una storia, storie d’Ucraina. È l’installazione che al Teatro Carcano di Milano ricorda i 4 anni dall’inizio dell’invasione russa, il 24 febbraio del 2022.

Si chiama “Resto”, come chi in Ucraina, resta, resiste e ora attraverso questi strumenti di morte, questo è uno dei 13 modelli presenti davvero nel Paese, si racconta a chi avvicina l’orecchio, spiega l’artista Mariangela Bombardieri

“Sono mine d’ascolto sopra ho posto un reliquiario all’interno messo degli oggetti che richiamano la storia che mi è stata mandata – racconta a askanews – quelle voci che si possono ascoltare dentro queste mine sono voci che ci sono state donate, la parola giusta è donate, da persone che vivono là tutti i giorni che vivono questo conflitto sulla loro pelle, c’è un bambino di 11 anni che canta con la sua mamma, c’è una signora che ci racconta la sua ricetta del cuore, c’è un uomo di 70 anni che ci racconta come dipinge le icone e le manda al fronte ai soldati perché ritiene che possano aiutarli a superare i momenti di difficoltà”.

Un’iniziativa di Cesvi per raccontare attraverso l’arte l’emergenza invisibile degli ordigni inesplosi, spiega Stefano Piziali, direttore generale dell’associazione presente in Ucraina fin dai primi giorni del conflitto.

“Terreni che una volta erano utilizzati per l’agricoltura e che oggi non si possono più frequentare perché gli ordigni bellici sono un po’ dappertutto – dice – Ecco, noi facciamo capire alle persone cosa voglia dire vivere in questi contesti e sminare questi terreni è fondamentale per la ripresa della vita civile”.

Un’installazione che dialoga idealmente con “Lisitrata”, la commedia del greco Aristofane in scena al Carcano, in cui le donne decidono di fare uno “sciopero del sesso” per convincere gli uomini a interrompere la guerra. Sul palco, Lella Costa.

“Uno spettacolo che parla di pace guerra e cambiamento di punto di vista da 2.500 anni da un lato è desolante, perché vuol dire che l’evoluzione della specie è ipotetica – commenta – dall’altro vuol dire che abbiamo bisogno di parole di raccontare le storie”.

Si parla di oltre 137mila chilometri di territori contaminati da mine in Ucraina, una superficie più grande dell’intera Grecia.

Nato, a Steadfast Dart 2026 nel Mar Baltico debutta il drone turco

Amburgo (Germania), 23 feb. (askanews) – Per la prima volta in un’esercitazione Nato, la Steadfast Dart 2026 ha impiegato i droni turchi Bayraktar TB3 anche da ricognizione. Tre di questi velivoli hanno operato dalla LHD Anadolu, completando con successo missioni ISR (Intelligence, Surveillance & Reconnaissance) su obiettivi simulati nel sito della dimostrazione anfibia della Componente Marittima della Allied Reaction Force (ARF), svolta il 18 febbraio.

Queste dichiarazioni sono state rilasciate dal Comandante della Marina turca, Ammiraglio Ercument Tatlioglu. Per l’esercitazione, la Marina turca ha schierato nel Mar Baltico la Task Force Marittima Turca Anadolu, con circa 1.500 persone e capacità operative multidisciplinari. La task force include TCG Anadolu, TCG Derya, TCG Istanbul, TCG Oruçreis, un battaglione marittimo anfibio, mezzi da sbarco, elicotteri, sistemi di veicoli aerei da combattimento senza pilota Bayraktar TB3 e altro ancora.

“La Marina turca sta dimostrando capacità di proiezione di potenza a questa scala nel quadro alleato”, ha spiegato l’Ammiraglio. “Abbiamo utilizzato i nostri UAV per la prima volta in un’operazione anfibia per ammorbidire la testa di ponte. Questa formazione rappresenta un significativo moltiplicatore di forza, in linea con il nuovo modello di forza della NATO e i requisiti di elevata prontezza”.

Durante il dispiegamento di tre mesi, la task force partecipa a esercitazioni e visite in porto, consolidando la presenza marittima turca nel Mar Baltico, nell’Oceano Indiano, nel Golfo Arabico e nei mari circostanti la Turchia. Durante l’esercitazione Steadfast Dart 26, le forze armate turche hanno presentato anche un robot armato senza pilota utilizzato per la ricognizione, la sorveglianza e il supporto alle truppe.

Sci, Lindsay Vonn lascia l’ospedale negli Usa

Roma, 23 feb. (askanews) – Dopo la caduta choc lo scorso 8 febbraio nella discesa libera alle Olimpiadi di Milano-Cortina, gli interventi chirugici in Italia e l’ultimo negli USA, Lindsey Vonn ha lasciato finalmente l’ospedale. Lo ha comunicato con un video la stessa fuoriclasse americana sui suoi profili social: “Finalmente sono uscita dall’ospedale!!! Dopo quasi 2 settimane trascorse in un letto d’ospedale quasi completamente immobile, finalmente sto abbastanza bene per trasferirmi in albergo. Non è ancora a casa, ma è un passo enorme! Spero di aver spiegato abbastanza bene il mio infortunio. Non sono un medico quindi se non spiego qualcosa perfettamente per favore perdonatemi. Quando si è verificato l’infortunio, la situazione era piuttosto impegnativa sotto molti aspetti, ma alla fine la situazione è stata riportata sotto controllo. Ancora una volta, grazie dottor Tom Hackett. Ora mi concentrerò sulla riabilitazione e sul passaggio dalla sedia a rotelle alle stampelle in poche settimane. Ci vorrà circa un anno perché tutte le ossa guariscano e poi deciderò se eliminare tutte le viti e le placche, tornare in sala operatoria e finalmente riparare il mio legamento crociato. Sarà una strada lunga ma ci arriverò. Ma almeno sono fuori dall’ospedale”

Ucraina, Kallas: l’Ue ha raggiunto l’intesa per approvare nuove sanzioni contro Mosca

Roma, 23 feb. (askanews) – L’Ue non è riuscita ad approvare il suo 20esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, dopo che l’Ungheria ha posto il veto alla misura, ha dichiarato oggi l’Alta rappresentante della politica estera dell’Ue, Kaja Kallas, dopo una riunione del Consiglio Affari esteri.

“Purtroppo non abbiamo raggiunto un accordo sul ventesimo pacchetto di sanzioni”, ha dichiarato Kallas. “Questo è un passo indietro e un messaggio che non volevamo inviare oggi, ma il lavoro continua”. Il pacchetto aveva lo scopo di inviare un “segnale forte” a Mosca prima del 24 febbraio, giorno in cui ricorre il quarto anniversario dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia.

Il mancato ripristino del transito di petrolio russo verso Ungheria e Slovacchia attraverso l’oleodotto Druzhba da parte dell’Ucraina ha spinto i due Paesi dell’Ue a minacciare misure di ritorsioni. La scorsa settimana l’Ungheria ha interrotto le forniture di diesel all’Ucraina. Il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto ha annunciato che Budapest ha bloccato il 20esimo pacchetto di sanzioni dell’Ue contro la Russia e un prestito di 90 miliardi di euro all’Ucraina a causa della continua chiusura dell’oleodotto Druzhba.

Trump minaccia di alzare i dazi ai Paesi che vogliono rinegoziare gli accordi

Roma, 23 feb. (askanews) – Il presidente americano minaccia i Paesi che cercheranno di rinegoziare i termini degli accordi commerciali siglati con gli Stati Uniti dopo la decisione della Corte Suprema di bocciare i cosiddetti dazi ‘reciproci’ imposti dagli Usa. “Fate attenzione”, Donald Trump ha scritto in un post su Truth Social. In esso ha spiegato che “qualsiasi paese che voglia ‘giocare’ con la decisione ridicola della Corte Suprema, specialmente quelli che hanno ‘ingannato’ gli Stati Uniti per anni, e persino decenni, sarà soggetto a un dazio molto più alto, e peggiore, di quello che hanno appena recentemente accettato”.

La Corte Suprema il 20 febbraio ha stabilito che il presidente americano non può ricorrere alla legge del 1977 sulle emergenze economiche internazionali (Ieepa) per imporre dazi doganali senza una esplicita autorizzazione del Congresso. La legge era nata per bloccare beni, congelare conti, imporre sanzioni a Paesi ostili, mentre Trump l’aveva resa uno strumento commerciale.

Ma il presidente Usa, che all’indomani della decisione della Corte ha annunciato anche l’aumento dei dazi mondiali dal 10 al 15 per cento, insiste sulla sua strada. Come sostenuto venerdì scorso in conferenza stampa, il presidente americano è convinto di non dovere passare dal Congresso per imporre dazi. In un post su Truth Social, Trump ha scritto che “da Presidente, non devo tornare al Congresso per ottenere l’approvazione dei dazi. È già stata ottenuta, in molte forme, molto tempo fa! Sono stati anche appena riaffermati dalla ridicola e mal elaborata decisione della Corte Suprema!”.

La Ue ha sanzionato 8 persone per violazioni dei diritti umani in Russia

Roma, 23 feb. (askanews) – L’Unione europea ha imposto oggi sanzioni ad altre otto persone che ritiene responsabili di gravi violazioni dei diritti umani, repressione della società civile e dell’opposizione democratica e di indebolimento della democrazia e dello Stato di diritto in Russia. La decisione è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue, mentre i 27 continuano a cercare di raggiungere un accordo politico sul ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca per la sua invasione dell’Ucraina.

Per quanto riguarda le persone designate oggi, i loro beni saranno congelati e ai cittadini e alle aziende dell’Ue sarà vietato mettere a loro disposizione fondi, ha dichiarato il Consiglio dell’Unione europea in una nota, aggiungendo che sarà loro vietato anche l’ingresso o il transito nel territorio dell’Ue. Le nuove aggiunte alla lista nera riguardano membri della magistratura – due giudici, un pubblico ministero e un investigatore – coinvolti in processi a sfondo politico e responsabili della condanna degli attivisti russi Dmitry Skurikhin e Oleg Belousov. Inoltre, le misure concordate oggi riguardano i direttori delle colonie penali e di un centro di detenzione preventiva.

Ucraina,Vannacci: a morire in Donbass ci vadano Calenda, Gualmini e Azione

Roma, 23 feb. (askanews) – “Calenda, Gualmini e Azione vogliono mandare i nostri figli a morire per Kiev! Diano l’esempio: ci vadano loro! Prendano zaino, scarponi e fucile (sempre che sappiano come si usano) e vadano a morire in Donbass”. E’ quanto scrive sui social Roberto Vannacci, fondatore di Futuro Nazionale.

“C’è un paese che fa parte dell’Unione Europea ed è dal 1974 che è invaso dai turchi: è Cipro. Eppure Von der Leyen e Calenda non vogliono un Rearm Europe per mandare a casa i Turchi da un paese invaso appartenente all’Unione europea. La narrativa che questa è la nostra guerra è falsa!”, conclude.

Meloni: la mia partecipzione Sanremo è inventata, non serve la polemica politica

Roma, 23 feb. (askanews) – “Leggo da giorni di una mia presunta partecipazione alla prima serata di Sanremo. Una notizia totalmente inventata, smentita immediatamente da Palazzo Chigi e successivamente dallo stesso Carlo Conti”. Lo scrive su X la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

“Eppure – aggiunge – la storia continua: dopo la smentita, oggi il conduttore è stato nuovamente incalzato in conferenza stampa su questa mia fantomatica presenza. A questo punto forse conviene ricordare a chi inventa notizie di sana pianta che il FantaSanremo è un gioco divertente per gli appassionati del Festival. Le notizie, invece, dovrebbero restare nel mondo reale”.

“Nel frattempo io continuo a fare il mio lavoro. E sono sicura che Sanremo saprà brillare senza ospiti immaginari. Perché è la più grande festa della musica italiana, e non serve infilarci a forza la polemica politica”, conclude.

Giani smorza polemica: “Tra me e Funaro stima e rispetto reciproci”

Firenze, 23 feb. (askanews) – “Io sinceramente non ritengo che si debba enfatizzare quella che per me è stata una battuta fatta in un evento in Toscana a Saturnia”, organizzato da Bruno Vespa, “nel quale mi sono sentito addirittura di dare atto che a Firenze c’è fra me e la sindaca un rapporto di stima, di reciproco rispetto”. Lo ha detto, rispondendo ai giornalisti, il presidente della Toscana, Eugenio Giani.

In questi giorni sulla stampa locale aveva preso corpo una presunta polemica di Giani nei confronti della sindaca di Firenze, Sara Funaro, sulla questione del cosiddetto “cubo nero”, insediamento urbanistico nella zona dove sorgeva il Teatro Comunale.

“E conseguentemente anche sulla vicenda in questione avevo fatto presente che il fine di tutto era stato un fine positivo, quello di costruire in una destinazione più idonea il nuovo teatro Comunale lasciando una rigenerazione urbana là dove era. Quindi di fronte agli attacchi del ministro Giuli ero stato, diciamo così, quasi a rassicurare gli animi. Dunque io non do assolutamente peso alle polemiche, sono battute che talvolta vengono esasperate strumentalmente, che mi vedono invece con la sindaca ad avere rispetto e collaborazione reciproca”, ha concluso Giani.

Meloni: mia partecipzione Sanremo inventata, non serve polemica politica

Roma, 23 feb. (askanews) – “Leggo da giorni di una mia presunta partecipazione alla prima serata di Sanremo. Una notizia totalmente inventata, smentita immediatamente da Palazzo Chigi e successivamente dallo stesso Carlo Conti”. Lo scrive su X la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

“Eppure – aggiunge – la storia continua: dopo la smentita, oggi il conduttore è stato nuovamente incalzato in conferenza stampa su questa mia fantomatica presenza. A questo punto forse conviene ricordare a chi inventa notizie di sana pianta che il FantaSanremo è un gioco divertente per gli appassionati del Festival. Le notizie, invece, dovrebbero restare nel mondo reale”.

“Nel frattempo io continuo a fare il mio lavoro. E sono sicura che Sanremo saprà brillare senza ospiti immaginari. Perché è la più grande festa della musica italiana, e non serve infilarci a forza la polemica politica”, conclude.

Sanremo, Fiorello in video in sala stampa: vi auguro tante polemiche

Sanremo, 23 feb. (askanews) – Irruzione di Fiorello durante la prima conferenza stampa del Festival di Sanremo 2026.

Lo showman in una videochiamata in diretta con la sala stampa ha chiesto di parlare con il direttore artistico Carlo Conti e ha salutato i giornalisti: “Mi mancate”, ha affermato, per poi aggiungere: “Vi auguro tante polemiche”.

“Carlo, per caso lunedì hai impegni? Sarai il co-conduttore della Pennicanza, qui a Via Asiago – ha proseguito – chi la fa l’aspetti”. “Sono 10 giorni che chiami la gente a loro insaputa per chiedere di fare la co-conduzione”, riferendosi all’ultimo annuncio di Conti sul Tg1 che ha chiesto – in diretta e a sorpresa – a Giorgia Cardinaletti di co-condurre l’ultima serata del Festival, sabato sera”.

Maltempo, Mattarella a Niscemi: l’attenzione per voi è alta

Roma, 23 feb. (askanews) – Sergio Mattarella oggi è andato a Niscemi con una visita a sorpresa, non programmata: “Sono venuto per dirvi che il sostegno per voi si mantiene alto”, ha detto ad una signora in lacrime per aver perso la casa. Dopo aver sorvolato l’area in elicottero il capo dello Stato ha fatto una passeggiata in Paese e parlato con la gente: “Nonostante siano passati diversi giorni non diminuisce il sostegno e la vicinanza”, ha assicurato.

Nella sua passeggiata in tanti lo hanno ringraziato e gli hanno stretto la mano, ad una signora in lacrime che ha ricordato di aver perso una figlia di 9 anni sulla strada statale, Sp11, ha risposto che la messa in sicurezza “è una delle priorità assolute”.

Insieme ai responsabili della Protezione civile è poi arrivato fino al Belvedere dove si è informato sulla possibilità di recuperare i ricordi delle persone, tante, che hanno perso la loro casa. “Stride con l’immagine quanto è avvenuto, questo cielo sereno, la chiesa, la vita che c’era…”, ha detto ancora.

Infine il Presidente ha visitato la scuola dell’infanzia e i bambini della scuola primaria che hanno perso la loro sede con la frana: “Ci mancano le aule, la palestra i corridoi”.

Bimbo Napoli: indagati salgono a 7, chiesto incidente probatorio

Napoli, 23 feb. (askanews) – Sale a sette il numero delle persone indagate nell’ambito dell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico, il bimbo di due anni e quattro mesi deceduto presso l’ospedale Monaldi di Napoli lo scorso sabato dopo aver subito il trapianto di un cuore risultato danneggiato. La procura della Repubblica partenopea ha iscritto nel registro degli indagati anche una dirigente medico del nosocomio. Il reato contestato è passato, dopo il decesso del piccolo, da lesioni colpose a omicidio colposo.

I magistrati hanno anche avanzato la richiesta di procedere con incidente probatorio al momento dell’autopsia e della perizia medico legale che verranno fatte sul corpicino. La procura chiede, dunque, di fare chiarezza su tutte le fasi del trapianto del cuore e dell’espianto, ma anche del trasporto dell’organo da Bolzano a Napoli.

Messico, chi dopo El Mencho? Una figlia la possibile nuova "Jefa"

Roma, 23 feb. (askanews) – L’assassinio in un’operazione militare del grande padrino del narcotraffico messicano, Nemesio Oseguera Cervantes, detto “El Mencho”, ha già aperto numerosi interrogativi sulla sua successione. Le autorità federali e gli analisti della sicurezza hanno iniziato a profilare i potenziali candidati alla guida del sanguinoso Cartello di Jalisco Nueva Generación (CJNG) dopo la morte del suo leader. Secondo i rapporti di intelligence e di fonti specializzate, non esisterebbe al momento un candidato unico e ben delineato, ma al contrario ci sarebbero almeno “cinque figure chiave all’interno della struttura criminale” messicana capaci di poter assurgere al ruolo di nuovo capo del gruppo. Tra questi, figurano la ex moglie di El Mencho, Rosalinda González Valencia, e una delle figlie del boss, Jessica Johanna Oseguera. Cittadina statunitense, quest’ultima sarebbe tra i favoriti nella linea di successione.

L’EX MOGLIE O UNA FIGLIA: LA LEADERSHIP RESTA IN FAMIGLIA?

El Mencho ha sposato Rosalinda González Valencia nel 1996. Rosalinda è un membro dell’influente famiglia Valencia, che ha fondato Los Cuinis, il braccio finanziario e antiriciclaggio del cartello Jalisco New Generation Cartel (CJNG). Viene spesso chiamata “La Jefa”. Diversi rapporti indicano che la coppia si è separata legalmente nel settembre 2018. Hanno tre figli: Rubén Oseguera González, Jessica Johanna Oseguera e Laisha Oseguera. Ripetutamente arrestata, Rosalinda mantiene un basso profilo, ma resta altamente attenzionata dalle autorità. L’ultima volta è stata incarcerata nel novembre 2021 a Zapopan, Jalisco, dall’esercito messicano. Tuttavia, è stata rilasciata nel 2025 dopo che un giudice le ha concesso la scarcerazione anticipata per “buona condotta”.

Quanto ai loro figli, Rubén Oseguera González, noto anche come El Menchito, sta scontando l’ergastolo in una prigione federale degli Stati Uniti. La figlia minore, Laisha Michelle Oseguera González, è considerata una persona di interesse dalle autorità, ma mantiene un profilo più basso rispetto ai suoi fratelli. Jessica Johanna Oseguera González, 39 anni, nota anche come La Negra, è invece considerata una probabile erede.

“LA NEGRA”, LA FIGLIA AMERICANA DI EL MENCHO

Jessica Johanna Oseguera Gonzalez ha la cittadinanza statunitense e messicana ed è nata a San Francisco, in California. Da ragazzina si è trasferita in Messico e ha studiato all’università di Guadalajara. Nel febbraio 2020, è stata arrestata a Washington, DC, mentre si recava all’udienza penale del fratello. È stata accusata di cinque capi d’imputazione per “transazioni o affari” in quanto membro del Cartel de Jalisco Nueva Generacion. Si è dichiarata colpevole di tutti e cinque i capi d’imputazione. È stata condannata a 30 mesi di carcere, ma è stata rilasciata all’inizio del 2022, dopo averne scontati solo 25. La sua esatta ubicazione non è nota.

“EL 03” ED “EL SAPO”: GLI ALTRI ASPIRANTI ALLA LEADERSHIP

Altri nella linea di successione sono il figliastro di El Mencho, Juan Carlos Valencia González, alias “El 03”. È spesso descritto come il secondo nella linea di comando del cartello. Valencia González è stato identificato dalle autorità come un elemento fondamentale nella struttura operativa del CJNG, in particolare all’interno del suo braccio armato noto come Grupo Élite.

Un altro profilo rilevante è quello di Hugo Gonzalo Mendoza Gaytán, noto come El Sapo: fidato braccio destro di El Mencho, è anch’egli considerato un candidato importante alla leadership. Secondo fonti ufficiali, intrattiene stretti legami con diversi operatori e familiari del cartello, il che gli garantirebbe influenza all’interno degli ambienti di potere interni.

Menzionati come figure strategiche anche Audias Flores Silva (“El Jardinero”), Ricardo Ruiz Velasco (“El Doble R”) ed Heraclio Guerrero Martínez (“El Tío Lako”), tutti con importanti ruoli operativi in diverse regioni sotto l’influenza del CJNG.

SICUREZZA AVVERTE SU RISCHI DI LOTTE INTERNE

Gli esperti di sicurezza avvertono che l’assenza di un successore chiaramente definito potrebbe innescare lotte interne per il controllo di rotte, territori e risorse, aumentando il rischio di scontri violenti tra gruppi o fazioni affini che emergono all’interno dello stesso cartello. Le autorità di sicurezza – citate dalla stampa locale – hanno rafforzato la sorveglianza nelle aree considerate ad alto rischio e continuano a monitorare attentamente l’evoluzione di questa transizione all’interno del gruppo criminale, in un contesto di escalation di violenza seguita alla caduta di “El Mencho”. Questo processo di riconfigurazione del comando, secondo i responsabili della sicurezza, rappresenta infatti un fattore chiave per valutare l’evoluzione della violenza legata alla droga in Messico nelle prossime settimane. (di Corrado Accaputo)

Sanremo, Samurai Jay: roller coaster di emozioni per chi viene da periferia

Milano, 23 feb. (askanews) – Samurai Jay sarà in gara per la prima volta alla 76 edizione del Festival di Sanremo 2026 con il brano Ossessione. Cantautore e musicista si distingue per il suo sound sperimentale e ricco di contaminazioni, porta per il suo debutto all’Ariston una musica che fonde rap e sonorità elettroniche e urban, arricchite da influenze latine.

“E’ un grandissimo roller coaster di emozioni, ovviamente segna un po’ un nuovo inizio, perché il Festival della Canzone Italiana è un momento altissimo per qualsiasi artista italiano, poi soprattutto per chi viene dalla periferia come me. Era un sogno lontano, quindi esserci arrivato è già una vittoria, a prescindere. Avere reso la mia famiglia felice per questa cosa, perché alla fine per i genitori, gli zii, per i nonni, purtroppo adesso i miei non ci sono più però so che guardano da so, quando vai Sanremo è un po’ dire ce l’hai fatta veramente. Quindi sicuramente sono tante bellissime emozioni, c’è un po’ di.. non la chiamerei ansia ma adrenalina che mi tiene in piedi nonostante i 200 mila impegni ce la viviamo al massimo ogni respiro andiamo, corriamo”.

Il brano è scritto e composto da Samurai Jay, Luca Stocco e Vittorio Coppola, co-scritto da Salvatore Sellitti e prodotto da Vito Salamanca e Katoo. Ossessione esaspera il concetto di motivazione con cui portiamo avanti le passioni che abbiamo. Il tema centrale del brano è il rapporto con la musica, vissuta da Samurai Jay come un’ossessione positiva che è al centro della sua vita come cantautore e musicista.

“Il mio brano si intitola Ossessione e parla per l’appunto della sana ossessione verso il progresso, verso il correre, verso il darsi da fare. E’ un brano molto movimentato, molto passionale, un brano di fuoco. E’ nata veramente nel pieno della spontaneità, le vibrazioni di quel brano sono super spontanee. E’ nato tra amici, con i miei collaboratori in cameretta, come tutti altri brani del disco a cui stiamo lavorando, insomma nella piena serenità. Cioè veramente è un brano che trasmette felicità e spontaneità”.

Samurai Jay, cantautore e musicista, che si esibirà per la prima volta sul palco del Teatro Ariston a febbraio, si distingue per il suo sound sperimentale e ricco di contaminazioni, che fonde rap e sonorità elettroniche e urban, arricchite da influenze latine.

Venerdì 27 febbraio, durante la serata dedicata alle cover, Samurai Jay si esibirà sul palco del Teatro Ariston con il brano Baila morena del cantautore Zucchero e sarà accompagnato dalla conduttrice televisiva, showgirl, attrice e cantante Belén Rodrìguez e dal compositore, trombettista, cantante e produttore discografico Roy Paci.