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lunedì, 26 Gennaio, 2026
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Formula 1, Sprint GP Brasile: Norris vince e allunga

Roma, 8 nov. (askanews) – Oscar Piastri, fino a ieri simbolo di calma e precisione, ha commesso l’errore più pesante della sua giovane carriera: al sesto giro della Sprint Race ha toccato il cordolo bagnato e perso il controllo della McLaren, finendo contro il muro. Un errore tanto banale quanto costoso, perché interrompe la rincorsa al compagno di squadra Lando Norris, leader del Mondiale, e alimenta il primo vero momento di crisi per l’australiano.

Norris invece continua a sembrare impermeabile alla pressione. Vince anche in Brasile, difendendosi da un Antonelli straordinario, arrivato secondo con la Mercedes dopo un finale tutto in rimonta. Il giovane bolognese, a quattro giri dal termine, era a soli quattro decimi dal leader, ma Norris non ha mai tremato, chiudendo la porta a ogni spiraglio. Russell completa il podio, mentre Verstappen risale fino al quarto posto dopo una gara accorta, rischiando anche lui sul cordolo ma riuscendo a restare in pista ù un brivido che vale tanto, soprattutto nel momento in cui Piastri finiva contro le barriere.

Dietro, Leclerc trova un guizzo nei giri finali per superare Alonso e portarsi quinto, con la Ferrari ancora poco brillante e intrappolata nel gruppetto di metà classifica. Settimo Hamilton, che aveva promesso di “divertirsi” nel finale di stagione: non proprio la giornata ideale per farlo.

Spavento nel finale per Bortoleto, protagonista di un impatto ad alta velocità sul rettilineo. La Sauber è distrutta, ma il brasiliano ù accolto dall’applauso del pubblico di casa ù è tornato ai box sulle proprie gambe. Nessuna conseguenza, solo tanto spavento.

Domani la gara lunga, con l’incognita meteo e un Mondiale che, forse per la prima volta, ha cambiato davvero direzione.

Separazione carriere, Conte: riforma realizza disegno P2 Gelli

Roma, 8 nov. (askanews) – “Noi parteciperemo convintamente e sicuramente a tutti i livelli alla battaglia politica per il no” alla riforma della giustizia “che di fatto poi realizza il disegno di rinascita della P2 di Gelli. Con tutti i problemi, durante il governo Meloni, è anche aumentata la durata delle cause civili in questi ultimi tre anni, e che cosa fanno? Anziché investire su una giustizia più efficiente, più celere, ci propongono la separazione delle carriere”. Così Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle, a margine dell’evento M5s Unite, in corso a Roma.

“Stanno raccontando ai cittadini italiani e gli imprenditori che vorrebbero un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo, stanno raccontando che il problema è che non sono separate le carriere dei magistrati giudicanti e pubblici ministeri. In verità sono già separate: meno dell’ 1% passa da una funzione all’altra non è questo il problema della Giustizia”, ha aggiunto.

Manovra, Conte: patrimoniale non è all’odg dei Cinque Stelle

Roma, 8 nov. (askanews) – “Vorrei mandare un messaggio direttamente a Giorgia Meloni: ho visto che oggi ha voluto fare un post parlando di patrimoniale. Si rassegni. Non so se a sinistra c’è una discussione sulla patrimoniale, ma per quanto ci riguarda noi siamo una forza progressista indipendente una patrimoniale non è all’ordine del giorno”. Così Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle, a margine dell’evento M5s ‘Unite’, in corso a Roma.

“All’ordine del giorno però c’è il governo delle tasse che sono aumentate e sulle quali non hanno ancora risposto. Eppure la pressione fiscale negli ultimi dieci anni ha raggiunto un livello record, questo è il vero problema degli italiani. Non distraiamo l’attenzione di famiglie e imprese perché non si lasciano distrarre, hanno problemi veri”, ha aggiunto.

Manovra, Conte: vera patrimoniale è montagna tasse governo Meloni

Roma, 8 nov. (askanews) – “Quella di Giorgia Meloni è una manovrina che prevede zero crescita e da’ briciole a famiglie e imprese italiane. In realtà questo è il governo delle tasse perché sono 10 anni ormai che qui abbiamo il record della pressione fiscale e soprattutto una montagna di tasse, 25 miliardi, che si è abbattuta sul ceto medio completamente impoverito e Sulle fasce più deboli della popolazione e questa è la vera patrimoniale”. Così Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle, a margine dell’evento M5s Unite, in corso a Roma.

Musica, morto il maestro Giuseppe ‘Beppe’ Vessicchio

Roma, 8 nov. (askanews) – Il maestro Giuseppe Vessicchio è morto oggi all’ospedale San Camillo Forlanini di Roma. Il decesso è seguito ad una polmonite interstiziale precipitata rapidamente, si spiega in una nota. I funerali si svolgeranno in forma strettamente privata. La famiglia chiede riserbo.

Vessicchio è stato un direttore d’orchestra, arrangiatore e personaggio televisivo italiano, principalmente attivo nell’ambito della musica leggera e particolarmente noto per il suo ruolo di direttore d’orchestra al Festival di Sanremo.

Sciopero, Tajani: scelta Landini è politica, Cgil isolata nel mondo del lavoro

Roma, 8 nov. (askanews) – La Cgil è “isolata nel mondo del lavoro”. Lo ha sostenuto il vicepremier Antonio Tajani parlando coi giornalisti a margine della Conferenza nazionale sulle dipendenze, commentando lo sciopero convocato per venerdì prossimo dal sindacato guidato da Maurizio Landini.

Tajani ha definito lo sciopero proclamaro per il 12 dicembre “politico”, organizzato dalla Cgil rompendo con gli altri sindacati confederali, segnalando che Cisl e Uil non aderiscono allo sciopero, anzi firmano contratti “che portano aumenti salariali ai lavoratori”.

La Cgil, invece, secondo Tajani “è sempre ferma, forse ha altre mire, può darsi anche politiche (…) ed è legittimo, non contesto la legittimità. Ma, da un punto di vista politico, la realtà è che la Cgil è isolata dal mondo del lavoro”.

Anm e Comitato No: faremo campagna referendaria rispettando ruoli e istituzioni

Roma, 8 nov. (askanews) – “L’Associazione nazionale magistrati ed il Comitato dalla stessa costituito ribadiscono la ferma contrarietà alla riforma costituzionale in atto, che non risolve i problemi della giustizia in Italia non interferendo in alcun modo con i suoi tempi o con il suo più agile funzionamento. Per tale ragione, sia l’Anm che il Comitato interverranno nella campagna referendaria rivolgendosi all’opinione pubblica per informarla sui rischi derivanti dalla riforma costituzionale, offrendo le proprie argomentazioni, anche di natura tecnica, per spiegarne i rischi e gli effetti rispetto all’attuale assetto costituzionale”. Così il direttivo dell’Associazione nazionale magistrati nel documento approvato oggi.

“Partendo – prosegue il Comitato – dal ruolo della magistratura nelle istituzioni e consapevole che nella credibilità della stessa risiede la fiducia dei cittadini, l’Anm ed il Comitato, facendosi interpreti dei principi costituzionali, affronteranno la campagna referendaria nel rispetto dei ruoli e delle prerogative costituzionali delle altre istituzioni repubblicane. Come indicato nello statuto, infatti, il Comitato non ha alcuna caratterizzazione politica, bensì interverrà nel dibattito pubblico per spiegare le ragioni della contrarietà alla riforma, con compostezza e coraggio”.

Quidni “l’Anm e il Comitato, anche attraverso le proprie articolazioni territoriali, si asterranno dall’organizzare eventi insieme ad organismi che hanno una connotazione politica, ferma restando la facoltà di partecipare ad ogni iniziativa in cui saranno invitati al fine di rappresentare le criticità della riforma. La nostra è – e rimarrà – esclusivamente una battaglia per la giustizia nell’interesse dei cittadini”, continua il documento.

Rutte: la Nato darà maggiore rilievo alle proprie capacità nucleari

Roma, 8 nov. (askanews) – La Nato intende dare maggiore rilievo alle proprie capacità nucleari in futuro, con l’obiettivo di rafforzare la deterrenza nei confronti dei potenziali avversari. Lo ha dichiarato il segretario generale dell’Alleanza, Mark Rutte, in un’intervista al quotidiano tedesco Welt am Sonntag.

“È importante comunicare di più con le nostre società in merito alla deterrenza nucleare, per garantire che comprendano come essa contribuisca alla nostra sicurezza collettiva”, ha affermato Rutte, sottolineando la necessità di un dibattito pubblico più trasparente sul ruolo dell’arsenale atomico nel mantenimento della pace.

Il segretario generale ha accusato la Russia di utilizzare una “retorica nucleare pericolosa e irresponsabile”, ma ha aggiunto che “non c’è motivo di panico, perché la Nato dispone di un potente sistema di deterrenza nucleare che serve a preservare la pace”.

Manovra, Schlein: Meloni ha alzato tasse e favorito ricchi, con che faccia attacca noi?

Roma, 8 nov. (askanews) – “Con Giorgia Meloni al governo la pressione fiscale è salita al 42,8%, il massimo degli ultimi dieci anni. Lo dicono i dati del governo, non del PD. Il governo Meloni ha aumentato le tasse per tutti. E come se non bastasse nella prossima manovra interviene sull’IRPEF e aiuta di nuovo i più ricchi anziché il ceto medio che si è impoverito. Lo dice l’ISTAT, che l’85% delle risorse andranno alle famiglie più ricche. Con che faccia stamattina si sveglia e attacca le opposizioni? Il suo governo verrà ricordato come quello dei salassi per famiglie e imprese italiane e per gli aiuti ai più ricchi.” Così la segretaria del Pd Elly Schlein

Il Belgio continua ad opporsi al piano Ue per l’uso degli asset russi congelati

Roma, 8 nov. (askanews) – Il governo belga continua a opporsi ai piani della Commissione europea per utilizzare gli attivi russi congelati sul proprio territorio al fine di finanziare l’Ucraina, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Belga.

Le autorità belghe hanno espresso serie riserve di natura legale e finanziaria sulla proposta, che non sono state dissipate nel corso di una riunione bilaterale tenutasi venerdì con la Commissione, ha precisato la stessa fonte. “Il dibattito con la Commissione è stato costruttivo, ma non ha permesso di fugare le preoccupazioni giuridiche e finanziarie espresse dal Belgio riguardo agli attivi russi”, ha riferito l’agenzia nel suo resoconto pubblicato sabato.

I leader dei paesi dell’Unione europea, riuniti il 23 ottobre a Bruxelles, non erano riusciti a trovare un accordo sulla proposta della Commissione di utilizzare gli asset bloccati della Banca centrale russa come garanzia per concedere prestiti a Kiev, e avevano deciso di riprendere la discussione al Consiglio europeo previsto per il 18 e 19 dicembre.

Carceri, Mantovano: nel 2027 11mila posti in più e 2mila nuovi agenti

Roma, 8 nov. (askanews) – “Seguo personalmente il piano straordinario di edilizia penitenziaria. L’obiettivo che ci siamo posti e passo dopo passo sono certo che lo raggiungeremo e di avere alla fine del 2027 11.000 nuovi posti all’interno degli istituti”. Così il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Alfredo Mantovano, chiudendo i lavori della conferenza nazionale sulle Dipendenze 2025, ‘Libertà dalla droga. Insieme si può’.

“Con le cifre attuali farebbero immaginare una parità tra posti disponibili e ospiti delle strutture. Nella legge di bilancio non ci sono solo dei finanziamenti per questi incrementi di edilizia penitenziaria ma c’è anche il finanziamento nei prossimi tre anni per l’assunzione di 2.000 nuovi agenti della polizia penitenziaria perché non si possono realizzare strutture senza personale dedicato”, ha spiegato.

Valditara: portare avanti il divieto d’accesso ai social per gli under 15

Milano, 8 nov. (askanews) – “Impedire concretamente ai minori di 15 anni di accedere ai social, anche questa credo che sia un impegno che dobbiamo portare avanti. Alcuni Paesi lo stanno già realizzando, sappiamo perfettamente come i social siano un momento particolarmente pericoloso per la formazione del giovane, del bambino, e sappiamo, ce lo insegna la Polizia postale, quanti pericoli e rischi un bimbo incontri sui social e quindi credo che dobbiamo sviluppare un impegno sempre più forte, una risposta molto rapida”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, alla settima Conferenza Nazionale sulle Dipendenze in corso a Roma.

Euro digitale, Patuelli (Abi): molto importante avere un dibattito

Firenze, 8 nov. (askanews) – Sull’euro digitale avere un dibattito ampio “è molto importante”. Su mezzi di pagamento e monete digitali è giusto che l’Europa si affranchi dalla dipendenza da circuiti extra Ue, ma sul come avverrà, se con iniziative pubbliche o private, è ancora da vedere, magari ci saranno soluzioni “in concorrenza tra loro”. Ad ogni modo, come accaduto per l’unificazione dell’emissione di banconote nel XIX secolo, anche in questo caso non ci si può attendere che le scelte avvengano “dalla sera alla mattina”. E’ il messaggio lanciato presidente dell’Abi, Antonio Patuelli durante un seminario dell’associazione bancaria a Firenze.

Sull’euro digitale “la mia sensazione – ha detto – è che oggi la partita è diventata politica, perché la discussione al Parlamento europeo è aperta e non con schieramenti preconfezionati, passa diagonalmente nei gruppi e non vi nascondo che tra pochi giorni andrò a Bruxelles a incontrare i vari gruppi, settore per settore” per capire cosa si muova dietro questa evoluzione “che non è rapidissima”.

“Non mi meraviglio se vi sono plurime posizioni e iniziative in Europa. Non mi meraviglio – ha proseguito – perché l’Europa è un mondo molto libero in cui ci sono spite di organismi privati, ci sta una iniziativa della Bce, concordata con la Commissione europea e poi, permettetemi di ricordare cosa è successo nella seconda metà dell’800. Le banconote non venivano emesse isolatamente dagli istituti centrali. Ma da ogni banca e il processo di unificazione fu lungo e complesso. E perché oggi, dalla sera alla mattina, in Europa dovrebbe essere tutto pronto?”.

Invece “è un dibattito molto importante”, con aspetti identificativi della Ue. “La Bce ha fatto e sta facendo tutto quello che un proponente deve fare. Ma è chiaro che sono gli organi del pluralismo che hanno l’ultima parola”.

Per le banche ci sono dei costi, e come diceva Einaudi i preventivi spesso sono “libri dei sogni” mentre la realtà la si legge nei consuntivi. “E’ possibile se non probabile che abbiamo dei costi in più”.

Sta di fatto che “in Europa non si vuole dipendere da circuiti extra europei”. Bene, ma per l’Abi sul come avverrà si vedrà “tra iniziative private e iniziative pubbliche, che potranno essere in concorrenza. La democrazia partecipata è qualcosa di bello”, ha concluso Patuelli.

Sciopero, Lega: l’80% di manifestazioni di Landini il venerdì

Roma, 8 nov. (askanews) – “Varie sigle sindacali, Cgil in testa, nel 2025 hanno organizzato 22 scioperi generali (sette sono stati annunciati tra novembre e dicembre), che si aggiungono a una miriade di mobilitazioni locali e di categoria. Guarda caso, le forme più radicali di protesta sono state previste per quasi l’80% dei casi – ovvero 17 su 22, il 77,2% – di venerdì o di lunedì. E gli altri? Di sabato. Oppure nei festivi. Maurizio Landini nega che voglia organizzarsi il weekend lungo: ci dica perché la difesa dei lavoratori non è mai in agenda, per esempio, in qualche mercoledì feriale. Chiediamo rispetto per milioni di cittadini italiani ostaggio di qualche sindacalista festaiolo, viziato e capriccioso”. Così una nota della Lega.

Abi, Rottigni: favorevoli a euro digitale ma anche a soluzioni private

Firenze, 8 nov. (askanews) – Come banche italiane “siamo favorevoli alle due soluzioni: all’euro digitale, ma guardiamo anche a che ci possano essere soluzioni in mano a un sistema bancario regolamentato, con cui si possa immaginare la coesistenza di due approcci”. Lo ha affermato Marco Elio Rottigni, direttore generale dell’Abi durante un seminario dell’associazione a Firenze.

“La nostra posizione è chiara – ha spiegato -: il mandato dei nostri associati, anche deliberato dal Comitato esecutivo, è da una parte di lavorare sotto la spinta della Banca centrale europea, che chiede di collaborare sull’euro digitale. Dall’altra, di lavorare a sistemi di pagamento integrati tra paesi”, in particolare con i progetti in corso nell’Unione europea.

Poi su queste tematiche, “magari in altri paesi c’è più spinta su soluzioni privatistiche”, ha detto in riferimento agli Usa, dove l’amministrazione Trump punta sulle stablecoin. “Gli americani hanno detto apro tutto alle stablecoin, la Cina ha detto apro tutto alla valuta digitale della banca centrale (Cbdc). Noi siamo in mezzo – ha proseguito Rottigni – siamo consapevoli del fatto che se vogliamo parlare di sovranità monetaria possiamo solo andare verso un concetto di euro digitale, tuttavia siamo convinti che ci siano situazioni ibride e che possono coesistere situazioni diverse”.

Peraltro “siamo assolutamente favorevoli al concetto di euro digitale, ma queste cose costano”, non solo in termini di infrastruttura, che ricade sulle autorità, ma anche come costi operativi per le banche. Quindi “siamo favorevoli (anche) a una moneta di banca commerciale, più snella, che si sviluppi con più velocità”.

“Quello che non possiamo fare – ha avvertito il direttore generale dell’Abi – è restare indietro. Bisogna offrire ai cittadini europei uno strumento che sia fruibile”. (fonte immagine: Banca d’Italia).

Manovra, Rottigni (Abi): su banche impatto da 9,6 mld, "assorbibile"

Firenze, 8 nov. (askanews) – Per le banche la manovra di bilancio è “assorbibile, poi se mi si chiede se siamo contenti allora rispondo no”, data anche la prospettiva di un quadro che per risulterà più impegnativo nei prossimi mesi. Lo ha affermato il direttore generale dell’Abi, Marco Elio Rottigni, rispondendo ad una domanda sul contributo richiesto alle banche dalle legge di Bilancio in discussione in Parlamento, durante un seminario a Firenze.

“Sarà l’iter parlamentare che determinerà se la manovra subirà o no cambiamenti”. In base alle misure delineate finora, secondo l’Abi “l’impatto della manovra vale 9,6 miliardi” per il settore, poi “spetta alla singola banca valutare l’impatto sui suoi conti”, ha proseguito Rottigni.

“Credo che dalle dichiarazioni emerse dagli amministratori delegati delle banche sia una manovra gestibile. Dopotutto lo stesso governatore (della Banca d’Italia Fabio Panetta) ha detto la stessa cosa, per cui direi che è assorbibile. Poi se mi si chiede se siamo contenti allora no”.

Quanto al tema delle garanzie pubbliche sui crediti bancari alle imprese, “ha aiutato in un momento storico, in una situazione che sarebbe stata molto piò critica di rischio sistemico. C’è stata una consapevolezza da parte di tutti che si rendeva necessaria la costituzione delle garanzie”.

Ad ogni modo le garanzie pubbliche servono innanzitutto alle imprese, per le banche rappresentano “una forma accessoria di valutazione del credito, dato che c’è un minor peso di rischiosità e quindi anche di prezzo”, ha avvertito. In altri termini: senza le garanzie i prestiti bancari alle imprese costerebbero di più.

Un altro aspetto importante delle garanzie è che incidono sul medio e lungo termine, “quello dell’investimento. Quindi sono una spinta e volano all’investimento sul lungo termine e quindi di sostenibilità delle azioni di ogni singolo paese. Ancor di più se la nostra parabola di Pil e produzione lorda flette”. In definitiva, per le banche servono “a valutare il credito e il fatto che non abbiamo un peggioramento del rischio creditizio ci fa dire che sono uno strumento importante”.

Un italiano è morto in un incidente aereo in Groenlandia

Roma, 8 nov. (askanews) – Nella giornata di sabato 25 ottobre un cittadino italiano è rimasto vittima di un incidente aereo nei pressi di Nuuk, in Groenlandia, mentre era a bordo del proprio velivolo da turismo proveniente dal Canada.

Allertata dalle autorità locali, l’Ambasciata d’Italia a Copenaghen ha seguito il caso, in raccordo con il Console onorario. Le autorità locali hanno individuato il relitto nella giornata di ieri, insieme al corpo del connazionale.

L’Ambasciata d’Italia a Copenaghen è in contatto con i familiari della vittima.

Manovra, la Cisl: il miglioramento per noi passa dal confronto

Firenze, 8 nov. (askanews) – “La via di un miglioramento per noi passa dal confronto ancora aperto con i gruppi parlamentari, che stiamo incontrando quotidianamente”. Lo ribadisce in una intervista a ‘La Stampa’ Daniela Fumarola, segretaria generale della Cisl, che ricorda come la Cisl si stia “battendo per migliorare la legge di bilancio ed aprire una stagione nuova di concertazione e di corresponsabilità sulle scelte che il Paese deve intraprendere”. “Abbiamo apprezzato alcuni provvedimenti inseriti nella legge di bilancio su nostra spinta, dalla riduzione della seconda aliquota dell’Irpef, su cui però abbiamo chiesto di spostare il tetto da 50.000 euro a 60.000 euro, alla detassazione degli accordi di produttività, alle risorse per la sanità e la famiglia. Chiediamo di rifinanziare la legge sulla partecipazione e di inserire il riferimento, per noi fondamentale, ai contratti comparativamente più rappresentativi per la defiscalizzazione dei contratti nazionali in modo da non premiare i contratti pirata, che vanno contrastati”.

“Non è il governo che decide quando un sindacato deve programmare uno sciopero. Il ricorso sistematico allo sciopero rischia di svilire il valore di questo strumento trasformandolo in uno stanco rito, o in una mobilitazione di natura politica. Lo sciopero costa ai lavoratori e quindi va utilizzato puntando a risultati concreti e non a battaglie contro una determinata maggioranza”.

Per Fumarola “bisogna innalzare la soglia dei 28 mila euro previsti per la detassazione dei contratti insieme a garantire una maggiore retroattività della misura, per non tagliare fuori rinnovi importanti come quello del commercio o dei metalmeccanici. Si devono rafforzare le risorse sulla sanità pubblica, su ricerca e università, non autosufficienza e contrasto alla povertà. Sul tema pensioni, abbiamo chiesto il congelamento dell’adeguamento automatico dell’aspettativa di vita e un forte segnale su Opzione Donna”.La sindacalista si dice fortemente contraria alla rottamazione delle cartelle. “Si tratta della quinta rottamazione dal 2016, cui si aggiungono stralci e condoni: in sostanza, può configurarsi come un incentivo a non pagare e indebolisce il messaggio di equità fiscale. Non a caso anche la Banca d’Italia e altri organismi insistono sull’importanza di contrastare evasione ed elusione per garantire le risorse pubbliche e la scelta della rottamazione appare in contraddizione con questi obiettivi. Occorrono strumenti più efficaci e selettivi, che tutelino chi paga fino all’ultimo centesimo. Per recuperare risorse si potrebbero tassare di più le grandi rendite, le multinazionali dell’energia, del digitale e della logistica. Si dovrebbe anche abbassare a 60 mila euro la soglia di sterilizzazione dell’abbassamento della seconda aliquota Irpef”.

“La nostra manifestazionea Roma del 13 dicembre avrà carattere propositivo e punterà a migliorare la manovra, ma come tappa di un percorso che porti nel 2026 a un nuovo Patto sociale. Sarà il culmine di una campagna di mobilitazione già in corso nei luoghi di lavoro e nei territori. Percorso che promuove le ragioni di un grande accordo tra parti sociali riformiste, istituzioni e imprese su obiettivi condivisi. Dobbiamo rilanciare salari e produttività, crescita e coesione, innovazione e formazione, sicurezza del lavoro, buona flessibilità e partecipazione. Vogliamo discutere insieme di investimenti pubblici, politica industriale, sud, edilizia pubblica, anche in vista della fine degli effetti del Pnrr. Ci mobilitiamo per costruire un futuro migliore, non solo per “dire no”, ha concluso Fumarola.

Il Papa: la parola della Croce rovescia i potenti dai troni, così sorge la speranza

Milano, 8 nov. (askanews) – La parola della Croce “rompe la catena del male. È un nuovo tipo di forza, che confonde i superbi e rovescia dai troni i potenti. Così sorge la speranza. Molte volte le antiche Chiese del Nord del mondo ricevono dalle Chiese giovani questa testimonianza, che spinge a camminare insieme verso il Regno di Dio, che è Regno di giustizia e di pace. L’Africa, in particolare, chiede questa conversione, e lo fa donandoci tanti giovani testimoni di fede. Sperare è testimoniare che la terra può davvero somigliare al cielo. E questo è il messaggio del Giubileo”. Lo ha detto Papa Leone XIV, durante l’udienza giubilare in piazza San Pietro, ricordando l’isegnamento di Isidore Bakanja, dal 1994 annoverato tra i Beati, patrono dei laici del Congo. “Nato nel 1885, quando il suo Paese era una colonia belga, non frequentò la scuola, perché non c’era nella sua città, ma diventò apprendista muratore. Divenne amico dei missionari cattolici, i monaci trappisti: questi gli parlarono di Gesù e lui accettò di seguire l’istruzione cristiana e di ricevere il Battesimo, intorno ai vent’anni. Da quel momento, la sua testimonianza divenne sempre più luminosa. Sperare è testimoniare: quando testimoniamo la vita nuova, aumenta la luce anche fra le difficoltà” ha evidenziato il Santo Padre nella sua catechesi.

“La speranza del Giubileo nasce dalle sorprese di Dio. Dio è diverso da come siamo abituati a essere noi. L’Anno giubilare ci spinge a riconoscere questa diversità e a tradurla nella vita reale. Per questo è un Anno di grazia: possiamo cambiare! Lo chiediamo sempre, quando preghiamo il Padre Nostro e diciamo: ‘Come in cielo, così in terra’” ha aggiunto il Papa.

La Russia: la ripresa dei test nucleari Usa può innescare la corsa agli armamenti

Roma, 8 nov. (askanews) – La ripresa dei test nucleari da parte degli Stati uniti potrebbe innescare un’escalation e una nuova corsa agli armamenti. Lo ha dichiarato il rappresentante permanente della Russia alle Nazioni unite, Vasili Nebenzia.

“Questo ha provocato shock nel mondo e negli stessi Stati uniti, perché molti comprendono il pericolo di un simile passo, il rischio connesso alla ripresa dei test nucleari, che non si svolgevano dai primi anni Novanta. Potrebbe portare a una nuova escalation, a un giro di vite nella corsa agli armamenti e, in generale, a conseguenze imprevedibili. Ma stiamo seguendo con attenzione la situazione”, ha affermato Nebenzia.

Giustizia, Parodi: tempi brutti e il clima sta peggiorando

Roma, 8 nov. (askanews) – “Il clima non è bello e sta ulteriormente peggiorando. Nonostante gli appelli ad una postura civile ed a mantenere un dialogo franco e cordiale”. Lo ha detto il presidente Anm, Cesare Parodi, nel corso del suo intervento alla riunione d l Comitato direttivo centrale del cosiddetto sindacato delle toghe.

“La posta in palio evidentemente è alta per tutte le parti e questo condiziona – ha continuato – E’ una cosa che mi preoccupa, non perché ho timore, ma perché la preoccupazione è non non riuscire a spiegare bene il nostro ‘no’ che non è ideologico, ma ragionato”.

Insomma – ha sottolineato ancora Parodi – “sono tempi veramente brutti. Brutti perché si rifiuta non solo di tenere toni adeguati ma di ragionare in termini di logica e di sistema. Insomma secondo un detto africano se piove non è indispensabile trovare un rifugio, ma bisogna imparare a ballare sotto la pioggia. Sta piovendo forte e noi dobbiamo continuare aáballare”.

Gli Usa hanno esentato l’Ungheria dalle sanzioni sul petrolio russo

Roma, 8 nov. (askanews) – Le forniture energetiche provenienti dalla Russia attraverso gli oleodotti TurkStream e Druzhba dirette in Ungheria sono completamente esenti dalle sanzioni statunitensi. Lo ha dichiarato il primo ministro ungherese Viktor Orban in conferenza stampa.

“Abbiamo ottenuto un’esenzione totale dalle sanzioni per quanto riguarda il TurkStream e l’oleodotto Druzhba. Non ci sono sanzioni che limitino le forniture verso l’Ungheria o che ne aumentino i costi. Si tratta di un’eccezione generale, senza limiti di tempo”, ha affermato Orban.

Stati uniti e Ungheria hanno inoltre firmato un memorandum d’intesa per favorire la cooperazione nel settore dell’energia nucleare civile, con Budapest che prevede di sostenere la costruzione di fino a dieci piccoli reattori modulari (SMR) per un valore potenziale fino a 20 miliardi di dollari, secondo quanto ha reso noto il Dipartimento di Stato americano. “L’Ungheria e gli Stati uniti hanno firmato un memorandum d’intesa sull’energia nucleare: il documento segna l’intenzione di avviare negoziati per facilitare la cooperazione nell’industria nucleare civile, inclusi i piccoli reattori modulari e lo stoccaggio del combustibile esaurito”, si legge nella nota. “L’Ungheria ha indicato l’intenzione di sostenere la costruzione di fino a dieci SMR per un valore potenziale fino a 20 miliardi di dollari.” Secondo il comunicato, Washington e Budapest uniranno inoltre gli sforzi per rendere la capitale ungherese un punto di riferimento nel nascente mercato dell’Europa centrale per i reattori modulari.

Nel corso della sua visita a Washington, il primo ministro ungherese Viktor Orban ha anche annunciato un accordo con la società statunitense Westinghouse per la fornitura di combustibile nucleare al reattore di Paks I, del valore di circa 114 milioni di dollari.

L’Unione europea dovrebbe “rispettare” il premier ungherese Viktor Orban, che “non ha commesso errori sulla questione migratoria”. Lo ha detto il presidente americano, Donald Trump, rispondendo a una domanda diretta della stampa prima del suo pranzo di lavoro con il leader magiaro.

“Penso che dovrebbe rispettare l’Ungheria e rispettare questo leader con grande, grande convinzione, perché ha avuto ragione sull’immigrazione. Guardate cosa è successo all’Europa con l’immigrazione. Stanno invadendo l’Europa da ogni dove, e questo la sta danneggiando. I tassi di criminalità sono in forte aumento. Stanno succedendo molte cose brutte. I tassi di criminalità in Ungheria sono molto bassi”, ha detto Trump, secondo cui Orban “è rispettato da tutti e piace ad alcuni”.

“A me piace e lo rispetto”, ha rimarcato.

A Roma concerto jazz azerbaigiano per celebrare Giorno Vittoria

Roma, 8 nov. (askanews) – Sonorit moderne e tradizionali, abbinate a virtuosismi e tanta passione. Questo – ma anche molto altro – stato il concerto di jazz azerbaigiano organizzato a Roma, all’Auditorium parco della musica Ennio Morricone, dall’Ambasciata dell’Azerbaigian in Italia e dal Centro Culturale azerbaigiano.

Un evento ispirato dalla celebrazione di una data simbolo per la storia moderna dell’Azerbaigian: l’8 novembre, in cui quest’anno ricorre il quinto anniversario del Giorno della Vittoria, con il relativo ripristino dell’integrit territoriale della nazione. A rivolgere i saluti iniziali stata la direttrice del Centro Culturale, Gulnar Taghizada, che ha sottolineato la valenza della ricorrenza dell’8 novembre prima di presentare artisti e musica. Poi stata la volta dell’ambasciatore dell’Azerbaigian in Italia, Rashad Aslanov, che ha ricordato perch quella celebrata dal concerto una data speciale per il suo Paese: “Cinque anni fa, l’8 novembre, l’Azerbaigian ha vinto la guerra patriottica e ripristinato la sua integrit territoriale: per 30 anni abbiamo avuto questo conflitto e l’8 novembre 2020 stato una conclusione di questa epoca di occupazione e inizio di una nuova epoca anche per la regione. Questa vittoria ha portato – o creato l’opportunit per portare – pace, prosperit, nella regione intera”.

L’ambasciatore Aslanov ha poi lasciato spazio agli artisti. A esibirsi sono stati Shahriyar Imanov, giovane e talentuoso suonatore di tar, vincitore di numerosi premi internazionali, ed Etibar Asadli, pianista e regista, rappresentante di spicco della scena musicale contemporanea. Ad accompagnarli le percussioni da Joann Schmidt: improvvisazione e rigore, contaminati da elementi jazz, classici, etnici ed elettronici, hanno incontrato il gradimento degli oltre 300 presenti in sala, tra cui rappresentanti del mondo politico, istituzionale, diplomatico e della cultura.

“Sono molto contenta che venga ricordato questo giorno In una guerra dove ci sono state molte vittime: ho visto delle citt vicine ai territori con palazzi distrutti dai missili che venivano lanciati. Quindi meno male che finita”.

Madonna celebra i 20 anni di Confessions on a Dance Floor

Milano, 8 nov. (askanews) – Confessions on a Dance Floor Twenty Years Edition celebra il ventesimo anniversario dell’acclamato album di Madonna “Confessions on a Dance Floor”. Questa edizione digitale deluxe contiene 20 tracce, tra cui la versione originale dell’album mixata in dissolvenza incrociata disponibile per la prima volta in digitale, insieme a 8 lati B aggiuntivi, remix e tracce promozionali. L’edizione deluxe è disponibile in streaming.

Madonna ha collaborato col producer Stuart Price, trasformando il suo sound in un mix di disco ed electropop e ritmi da club anni 2000. Con una serie di singoli di successo, “Hung Up”, “Sorry”, “Get Together” e “Jump”, l’album raggiunse la vetta della Billboard 200 al momento dell’uscita, rimanendo in classifica per 37 settimane e facendo vincere a Madonna un Grammy® Award come miglior album elettronico/dance.

La politica resta politica, ma la grafica a New York l’ha resa attrattiva

Lagenzia minuscola che ha cambiato il volto della politica newyorkese

A conquistare New York non è stato un abile oratore capace di ipnotizzare la gente, ma una formidabile performance in grado di coinvolgere tutti con un codice visivo riconoscibile e attrattivo. Prima ancora del candidato, si potrebbe dire che ha vinto un’estetica. In una città dove le campagne elettorali di solito sanno di potere, con media ingombranti e consulenti milionari, è accaduto l’inimmaginabile: una piccola agenzia di graphic design di nome Forge, è riuscita a costruire un linguaggio visivo così potente da trasformare Zohran Mamdani nel volto più credibile della New York che voleva rinascere dal basso.

Il codice visivo identitario

Nella jungla di manifesti e messaggi elettorali che ogni autunno invadono Manhattan e i cinque borough più esterni, la firma di Forge subito spicca come una scritta al neon, grazie a due amici con padronanza dei computer e una filosofia radicale, che li porta a lavorare praticamente gratis quando credono in una causa. Il loro impegno non assomiglia al fare politica nel senso classico del termine, ma a un qualcosa che richiama fortemente un movimento pop, urbano e collettivo. Lo si capisce subito dalla scelta di una tipografia bold che richiama i poster sindacali degli anni ’70; dalle palette cromatiche prese direttamente dalla città: il giallo della MetroCard, il blu della squadra cittadina dei Mets, il rosso intenso dei cartelli dei minimarket sempre aperti, che i newyorkesi chiamano ‘bodegas’.

Anche l’uso della fotografia naturalmente ha giocato un ruolo decisivo. Una fotografia che potremmo chiamare diffusa, fatta dai mille occhi dei telefonini che hanno accompagnato Mamdani in giro per la città. Foto per lo più documentarie scattate in metro, tra i marciapiedi sconnessi di Queensbridge e le scale antincendio di Jackson Heights, come se la città stessa fosse parte del momento narrativo, in puro stile cinematografico.

Un format replicabile dalla comunità

Quando Zohran Mamdani ha contattato Aneesh Bhoopaty e Phil Ditzler per impostare il visual della sua campagna, il tema decisivo non è stato quello dei loro compensi, ma quello della libertà. E con quella libertà massima che hanno ottenuto tutto è stato plasmato con entusiasmo: icone, loghi, poster, reel, sticker, tutto materiale facilmente replicabile dai volontari, che hanno potuto remixarlo e adattarlo ai diversi quartieri, ai gruppi Whatsapp, alle comunità diasporiche che poi peseranno moltissimo nella mobilitazione al voto. Il risultato è stato un linguaggio riconoscibile al primo sguardo, capace di diffondersi dal basso come un meme.

 

La città si è specchiata nella grafica

La campagna così è diventata un fenomeno principalmente visivo, in sintonia con la città reale. E mentre il suo avversario, interno alla coalizione del Partito Democratico, Mario Cuomo, ha puntato su una comunicazione istituzionale e muscolare, Mamdani ha offerto la narrazione opposta, quella di una politica che appartiene alle comunità e parla il loro linguaggio. La chiave di tutto è stata la grafica. Forge ha reso Mamdani riconoscibile, imitabile, citabile. In una città abituata alle identità forti, questa della comunicazione visiva è stata la più forte. La notte della vittoria, quando Times Square si è riempita di colori e cartelli, è stato evidente che la formula di Forge era riuscita a creare un immaginario condiviso. E quell’immaginario ha vinto.

Mamdani entra al City Hall come il primo sindaco eletto grazie al lavoro quasi volontario di due designer che hanno saputo trasformare una visione politica in un’immagine in cui una città intera ha scelto di specchiarsi.

Il problema è chiudere l’epopea della “rivoluzione giudiziaria”

Il dibattito sull’ormai prossimo referendum sulla giustizia è destinato, purtroppo, a radicalizzare sempre di più il confronto politico. E questo per una ragione persin troppo semplice da spiegare talmente è sotto gli occhi di tutti i cittadini. Tranne quelli che vivono con i paraocchi ideologici e con il pregiudizio politico e personale.

Radicalizzazione del confronto

C’è uno schieramento politico, il cosiddetto “campo largo” della sinistra progressista, appoggiato dall’ANM e dalle componenti politiche e culturali più radicali e massimaliste della società italiana, che ha un solo ed esclusivo obiettivo. E cioè, abbattere il Governo guidato da Giorgia Meloni e archiviare definitivamente ed irreversibilmente la coalizione di centrodestra. Altrochè il “merito” della questione e la centralità dei quesiti. E diventa, di conseguenza, quasi naturale prendere atto che la politicizzazione estrema del prossimo referendum, frutto di una massiccia e persin violenta radicalizzazione del conflitto politico, è ormai un dato di fatto. Oggettivo e quasi indiscutibile.

Una pagina da chiudere

Ora, però, e alla luce di questa concreta situazione politica, forse è arrivato anche il momento – parlando proprio del prossimo referendum sulla giustizia – per archiviare definitivamente ed irreversibilmente quella deriva che va sotto il nome di “rivoluzione giudiziaria”. E questo proprio sul sempre più delicato e complesso tema del rapporto tra la magistratura e la politica italiana. Nello specifico, tra la coalizione di centrodestra da un lato e l’alleanza tra la sinistra progressista e alcuni settori della magistratura dall’altro. Certo, il tema è antico perché esisteva già sin dai tempi della prima Repubblica con la Dc e i suoi alleati da un lato e la sinistra comunista con i suoi profondi legami con settori della magistratura dall’altro. Fenomeno che è poi esploso con “mani pulite”, come tutti ben sappiamo, e che è divampato dopo la vittoria del centrodestra e non si è più arrestato.

 

Ritorno alla fisiologia democratica

Ma, al di là delle concrete vicende politiche che sono note a tutti, osservatori interessati e pubblica opinione anche se distratta, è abbastanza evidente che adesso una pagina – che ormai è diventata storica – si dovrebbe chiudere definitivamente. Uso il condizionale perché, purtroppo, è sempre al centro della disputa e del dibattito politico. E cioè, vanno anche archiviati slogan e parole d’ordine che hanno contribuito negli anni ad inquinare il dibattito politico e a spezzare un normale e fisiologico rapporto tra la politica, le stesse istituzioni democratiche, con la magistratura ai vari livelli. Ed è per queste ragioni, semplici ma essenziali, che termini come “rivoluzione giudiziaria”, “battaglia campale” o “scontro frontale” devono cedere il passo ad un normale, fisiologico e naturale confronto di merito.

Spezzare il circuito vizioso

Ma questo obiettivo sarà possibile centrarlo solo se si spezzeranno definitivamente ed irreversibilmente ogni rapporto preferenziale tra la magistratura e settori ben circoscritti e definiti della politica italiana. Cosa che, purtroppo, oggi non esiste. E l’inizio della campagna elettorale sul referendum lo conferma in modo persin troppo plateale da essere anche solo commentato o approfondito. Ma, come si suol dire, “la speranza è l’ultima a morire”.

Essere nuovi italiani oltre le paure identitarie

È un merito non secondario del “Rapporto annuale 2025 sull’economia dell’immigrazione” della Fondazione Leone Moressa quello di riportare la discussione sulla cittadinanza dentro una cornice culturale più larga, non puramente statistica o securitaria.

Migrante come corpo estraneo

Il capitolo, qui scaricabile, è stato scritto da Vincenzo Mamoli in collaborazione con Antonio Payar. Si tratta di un saggio che parte da un dato elementare: nonostante sia dimostrato il contributo crescente degli stranieri alla ricchezza dei Paesi ospitanti, l’Occidente continua a vivere il migrante come corpo estraneo e fattore di destabilizzazione.

Il problema è il senso di precarietà

Il punto di svolta proposto da questo testo è nel riconoscere la radice del problema là dove non la si vuole vedere: non nel migrante, ma nel senso di precarietà esistenziale che attraversa le società occidentali nella modernità liquida descritta da Bauman. Se l’uomo contemporaneo è modulare, senza legami e senza un domani prevedibile, l’estraneità viene proiettata sull’altro come difesa identitaria. E l’identità si irrigidisce fino a diventare mito tribale, purezza immobile, negazione di qualsiasi permeabilità.

Mamoli e Payar chiedono di rovesciare la logica.

Ridurre i tempi per ottenere la cittadinanza

La cittadinanza non è concessione magnanima: è processo che conviene a tutti. Ridurre i tempi per ottenerla, sostengono, accelera integrazione reale, più qualità del lavoro, più contributi, più crescita, soprattutto nelle aree del Paese che soffrono il crollo demografico. E la cultura dell’uniformità non va confusa con l’universale: la storia europea ha generato universalismo come fraternità, non come standard imposto.

Identità in cammino, non statica

Il saggio apre dunque una domanda politica vera: non “chi siamo noi”, ma “chi vogliamo essere insieme agli altri”. L’Italia – ricordano – per molti figli di migranti è già madre “di cuore”. Se l’identità è in cammino e non statica, allora la sfida non è difendere una presunta purezza ma costruire legami e fiducia. Con più informalità, più apertura, più collaborazione. In una parola: più spirito artigiano.

L’ascesa cinese del renminbi resta una sfida incompiuta

La strategia cinese di costruire un’alternativa monetaria al predominio del dollaro sembra avanzare con forza, ma non senza contraddizioni e senza un disegno realmente multilaterale. Come mostra l’analisi di Andrea Ferrario su AsiaNews (PIME), negli ultimi cinque anni Pechino ha accelerato la creazione di circuiti paralleli al sistema finanziario dominato dagli Stati Uniti, alimentando il renminbi come valuta nei rapporti internazionali e rafforzando meccanismi di pagamento indipendenti come il CIPS. La guerra commerciale non è più solo una disputa su dazi o tariffe, ma la premessa per lo sviluppo di un’infrastruttura finanziaria alternativa.

 

Il prestito come leva geopolitica

La Cina offre credito, soprattutto nel Sud globale, a tassi molto inferiori ai dollari del mercato. Questo induce Paesi fragili, spesso iperindebitati, a spostarsi verso il renminbi per ridurre nel breve i costi finanziari. Dal Kenya allo Sri Lanka, fino alla Russia dopo le sanzioni del 2022, il debito in valuta cinese è diventato uno strumento di influenza geopolitica, creando domanda strutturale di renminbi per rimborsare i prestiti. Pechino ha costruito una rete capillare, sostenuta anche dalla Belt and Road Initiative, soprattutto nel Sud-Est asiatico.

 

Una valuta regionale, non (ancora) globale

Eppure l’operazione resta priva di una visione realmente condivisa. Anche nei BRICS, Pechino non intende rinunciare alla centralità nazionale della propria moneta. Non vi è stato alcun avanzamento verso una valuta comune o un progetto cooperativo di de-dollarizzazione integrale. La Cina vuole l’ascesa del renminbi, non la nascita di un nuovo ordine monetario egualitario.

 

Il limite irrisolto

E qui emerge il paradosso sottolineato da Ferrario: per trasformare il renminbi in valuta globale servirebbe una scelta politica radicale, cioè liberalizzare i movimenti di capitale. Ma ciò per Xi è incompatibile con il controllo interno, che resta la leva primaria di stabilità del regime. Senza apertura reale dei mercati finanziari, l’alternativa cinese al dollaro rimane parziale. L’ascesa procede, ma è confinata dentro perimetri regionali e strumenti specifici. Non una rivoluzione globale, ma una costruzione lenta e selettiva, in un mondo in cui l’ordine monetario tende più a frantumarsi che a sostituirsi.

 

Per leggere larticolo integrale di Andrea Ferrario su AsiaNews cliccare qui 👉 Link

Racchette in classe: a Torino la giornata conclusiva con 1.600 ragazzi

Milano, 8 nov. (askanews) – Circa 450mila bambini coinvolti in tutta Italia e un finale, in Piemonte, collegato alle Nitto Atp Finals di Torino. Il progetto Racchette in classe ha trovato la sua conclusione alla vigilia dell’inizio del Tornei dei maestri, con una giornata che ha radunato al Pala Gianni Asti circa 1.600 ragazzi e ragazze. Quest’anno all’iniziativa hanno aderito 400 scuole primarie e secondare di primo e secondo grado e sono stati coinvolti circa 50.000 studenti solo del Piemonte.

Il progetto “Racchette in Classe”, nato nel 2014, è realizzato dalla Federazione italiana tennis e padel in collaborazione con la Federazione italiana tennistavolo e riconosciuto dal ministero dell’Istruzione. Il progetto, che si avvale del supporto di Kinder joy of moving, si propone l’obiettivo di diffondere tutte le discipline di racchetta (tennis, padel, pickleball, beach tennis e tennistavolo) tra i giovani.

“Ringrazio tutti voi ragazzi per la straordinaria allegria che regalate così come un grazie particolare va agli insegnanti per lo sforzo fatto e alla città di Torino per la sensibilità che in tutti questi anni ha dimostrato – ha detto Isidoro Alvisi, Vice Presidente Fitp – Così come un grande grazie va alla Federazione Italiana Tennistavolo, alla Kinder Joy of Moving e allo straordinario lavoro dell’Istituto superiore di formazione Roberto Lombardi e al suo direttore Michelangelo Dell’Edera perché dietro ad un evento così ben organizzato c’è tantissimo lavoro. Continuate così”. “Voglio ringraziare Angelo Binaghi e la FITP che ha il merito di organizzare un evento così importante e che ha voluto che il tennistavolo facesse parte di questa manifestazione. Voglio anche fare un grosso applauso a tutto lo staff che ha reso possibile questa festa, agli insegnanti, alle autorità e alla Kinder per il progetto Joy of Moving – ha aggiunto – C’è un solo Sinner in campo ma per noi dirigenti sportivi voi ragazzi siete tutti dei Sinner. Continuate a frequentare le palestre e i campi sportivi perché essere in salute non aiuta solo il corpo ma anche la mente”.

“Attraverso il progetto Kinder Joy of moving e la collaborazione con la Federazione Italiana Tennis e Padel e Federazione Italiana Tennis Tavolo, Ferrero rinnova il proprio impegno nel promuovere il movimento come strumento universale di crescita, rispetto e inclusione – ha sottolineato Fabrizio Gavelli, presidente e amministratore delegato di Ferrero Commerciale Italia – Un impegno concreto che prende forma nel sostegno al programma educativo Racchette in classe, che quest’anno ha coinvolto circa 450.000 bambini in tutta Italia e rappresenta uno dei pilastri del movimento tennistico giovanile. In quest’ottica, Kinder Joy of moving come partner storico del progetto, ha l’obiettivo di diffondere le discipline di racchetta tra i giovani, favorendo lo sviluppo di competenze motorie, relazionali e valoriali. In un clima di festa e circondati da migliaia di bambini, si celebra la conclusione di un altro anno di attività nelle scuole italiane. Un momento di gioia, condivisione e gratitudine per tutto ciò che è stato costruito”.

De Niro star a Roma, tra “reagire” a Trump e il ricordo di Leone

Roma, 7 nov. (askanews) – Roma continua a celebrare Robert De Niro. Dopo la cerimonia in Campidoglio in cui il sindaco Roberto Gualtieri gli ha consegnato la Lupa Capitolina, e l’incontro con Papa Leone XIV, l’attore ha introdotto uno dei suoi capolavori, “C’era una volta in America” in 4K, agli studenti delle scuole di cinema, al The Space Cinema Moderno, dialogando con Walter Veltroni. Un film girato in parte anche a Roma e diretto dal grande Sergio Leone.

Un’iniziativa parte del format Fuori Sala ideato da Alice nella citt (realizzato con il sostegno dell’Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e il I Municipio).

Tanti i giovani che hanno applaudito il loro idolo, 82 anni, due Oscar e con la cittadinanza italiana, che, oltre a una stoccata sull’America di oggi con Donal Trump, a cui ha detto, “bisogna assolutamente reagire”, ha parlato di Leone e di Ennio Morricone, che ne ha composto le musiche indimenticabili, e ha ricordato i maestri del cinema italiano che lo hanno ispirato, da Antonioni a Fellini, a Pasolini.

“Sergio Leone? Ne ho amato il senso dell’umorismo, era simpatico”, ha detto in italiano. “Non aveva pretese di apparire diverso da quello che era, un regista che cercava di fare il film che aveva in testa da anni, era davvero fantastico”.

E riguardo a “Cera una volta in America”, De Niro ha detto che la sensazione mentre ci lavorava era che “Leone non volesse davvero separarsene, come se per lui fosse un atto d’amore e non volesse davvero completarlo”. E su Ennio Morricone, ha aggiunto: “Ho avuto la grande fortuna di recitare in quattro film di cui ha scritto le musiche, era speciale, unico, un grandissimo compositore”.

Esce il 14 novembre "Oro e rosa", il nuovo album di Irene Grandi



Roma, 7 nov. (askanews) – “Oro e rosa” è titolo del nuovo album di inediti di Irene Grandi, in uscita il 14 novembre 2025. Un ritorno che arriva dopo cinque anni dal precedente lavoro discografico, nei quali Irene ha compiuto lunghi tour recuperando le sue radici e i primi amori musicali con “Io in Blues”, celebrando i trenta anni di carriera con la tournée “Fiera di Me”, e partecipato a progetti internazionali come il musical “The Witches Seed”, con le musiche di Stewart Copeland.

Il titolo dell’album sintetizza il nucleo emotivo del progetto: due colori che appartengono alla stessa luce — l’oro e il rosa dell’aurora e del tramonto — che diventano figure emblematiche. L’aurora è promessa, risveglio, un “cominciamento”; il tramonto è perdita, conclusione, ma anche congedo che prepara il nuovo giorno. Irene costruisce l’album su questa dialettica: ogni brano sembra guardare il confine tra due stati emotivi, il punto di passaggio dove la percezione cambia; come guardiamo le cose cambia in un attimo, e quel mutamento trasforma la storia che raccontiamo a noi stessi. Il fil rouge che lega le tracce è quello dell’amore: trovato, perduto, con le quotidiane fatiche per cercare un baricentro stabile, e la necessità a volte, di lasciarlo andare. Una ricerca che dura tutta la vita e ora ci vede vincitori ora sconfitti. Ma mai rassegnati.

“C’è un momento, nella trasformazione continua che caratterizza ogni crescita artistica e personale, in cui ci sentiamo come sospesi – afferma Irene Grandi – Un momento delicato che può essere paragonato a una ghianda piantata nel buio della terra umida, pronta a germogliare. La luce della vita è appena percettibile, ma c’è, e contiene tutta la potenzialità dell’albero che un giorno sarà radicato, forte e proiettato verso l’alto con fronde generose e belle, una maestosa quercia”.

La cantautrice spiega che “il momento che descrivo nelle canzoni di questo album è proprio questo passaggio: il coraggio di ricordare e lasciare andare il passato per piantare un nuovo seme, entrando nel buio, nell’ignoto con speranza, seguendo il bagliore dell’ispirazione e la forza dell’esperienza”.

“Credo fermamente che la fiducia, la volontà e la sincerità siano il terreno fertile per ogni creazione e che il momento sospeso non sia altro che il preludio a una nuova, brillante vita”, conclude.

Undici tracce in cui lo stile e l’interpretazione di Irene Grandi emergono in maniera decisa e inconfondibile, passando con agilità fra le rifrazioni dello spettro sonoro di quel pop che l’hanno resa una delle artiste più influenti della musica italiana; ballate ma anche tensioni ritmiche più incisive, girando la ruota del tempo tra composizioni dal sapore contemporaneo, elettro pop anni 80, suggestioni blues, la irrinunciabile attitudine rock. Fra le tracce anche “Colorado” con il prezioso featuring di Carmen Consoli e “Fiera di Me”, con la supervisione ritmica di Stewart Copeland.

Il disco vede anche la presenza di molti compositori e autori — alcuni collaboratori storici, altri nuovi (da Francesco Bianconi, Mario Amato e Carlo Alberto Togni a Daniele Coro, Martina Vinci, Luca Floridi, Niccolò Dainelli, Alessandro De Rosa, Leonardo Marcucci, Jole Canelli, Jampa Capolongo e altri ancora).

Oro e Rosa è prodotto da Irene Grandi per Cose da Grandi con la produzione artistica di Pio Stefanini, la direzione creativa, artistica ed esecutiva di Alessandro De Rosa e della stessa Irene, e si arricchisce della coproduzione, in alcune tracce, di Giampaolo Pasquile, Marco Sabiu, Leonardo Marcucci e Matteo Caretto.

M.O., Meloni vede Abu Mazen: rapida attuazione piano Pace Trump

Roma, 7 nov. (askanews) – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha ricevuto oggi a Palazzo Chigi il presidente della Palestina, Abu Mazen.

Nel corso del colloquio la presidente Meloni ha ribadito la necessità di consolidare il cessate il fuoco e di avviare la stabilizzazione e la ricostruzione di Gaza, procedendo rapidamente con la piena attuazione del Piano di Pace del Presidente Donald Trump, anche attraverso il disarmo di Hamas che non potrà avere alcun ruolo nel futuro del popolo palestinese.

La presidente del Consiglio ha inoltre valorizzato il forte e costante impegno italiano sia nell’assistenza umanitaria alla popolazione civile – attraverso l’iniziativa ‘Food for Gaza’, le evacuazioni mediche e il ‘corridoio universitario’ – sia nella formazione delle forze di polizia e nel processo di riforme dell’Autorità palestinese. Lo fa sapere Palazzo Chigi in una nota.

Slow Fiber, la rivoluzione etica del tessile parte da Torino

Torino, 7 nov. (askanews) – Si svolto oggi, presso la Fondazione “Sandretto Re Rebaudengo” di Torino, il primo congresso di Slow Fiber, che ha presentato la sua visione per un nuovo futuro del settore tessile: un modello produttivo fondato sulla bellezza etica e responsabile, dove i capi e i tessuti non siano soltanto belli, ma anche buoni, puliti, giusti e durevoli.

Nata nel 2022 dall’incontro tra Slow Food e una rete di aziende italiane virtuose, Slow Fiber si pone l’obiettivo di trasferire i valori del “buono, pulito e giusto” dal cibo al tessile, promuovendo una cultura industriale che rispetti la dignit dei lavoratori, la salute dei consumatori e gli equilibri della natura.

“Slow Fiber nasce dall’incontro con Slow Food con l’idea di portare la filosofia del buono, sano, giusto e pulito anche nel tessile. Le simmetrie e le vicinanze sono enormi: entrambe le industrie purtroppo hanno una grandissima parte di produzione che viene sprecata, hanno un tema di rifiuto di sovraconsumo e sovrapproduzione. L’idea quella di portare i medesimi valori che Slow Food ha ben inculcato in 40 anni di attivit anche nel settore del tessile. L’obiettivo quello di partire con uno studio multidisciplinare e provare a fare della ricerca per creare modelli di produzione di consumo nuovi, che non siano fondati appunto sullo spreco”. Durante la presentazione, Dario Casalini, presidente di Slow Fiber, ha sottolineato come la sfida pi grande sia quella culturale: educare i consumatori a riconoscere la qualit vera, a informarsi sull’origine dei prodotti e a chiedere trasparenza, per superare la logica dell’iperconsumo e dell’usa e getta.

A portare il punto di vista della ricerca stata Ada Ferri, docente e ricercatrice del Politecnico di Torino, che ha evidenziato il legame profondo tra innovazione e sostenibilit: nuovi materiali, processi pi puliti e tracciabilit digitale rappresentano la chiave per ridurre l’impatto ambientale dell’industria tessile e restituire valore alle filiere locali: “I consumi di prodotti tessili sono aumentati come i consumi di tutti i prodotti. Tutto questo va di pari passo con l’aumento del PIL mondiale, ed sicuramente un grosso problema che anche il comparto tessile, abbigliamento, moda, che un comparto enorme che fa 1,8 trilioni di dollari di fatturato e impiega 60 milioni di persone nel mondo. Ovviamente anche questo comparto industriale deve fare i conti con gli aspetti legati alla sostenibilit”.

Slow Fiber promuove una rete di aziende che rispettano precisi criteri di sostenibilit: dal controllo dell’impatto ambientale alla parit di genere, dall’uso di materie prime certificate alla valorizzazione dei saperi tradizionali. L’obiettivo cambiare il paradigma del settore, dimostrando che la bellezza pu e deve essere anche sinonimo di responsabilit.

Con questo progetto, Torino conferma il proprio ruolo di laboratorio d’innovazione e di capitale etica del Made in Italy, dove l’eccellenza artigiana incontra la ricerca scientifica per costruire un futuro pi sostenibile, dentro e oltre le nostre case.

Festival del cinema brasiliano a Roma, contro stereotipi del Brasile

Roma, 7 nov. (askanews) – L’universo cinematografico del Brasile torna protagonista nella capitale con “Agenda Brasil – Festival Internazionale del Cinema Brasiliano”, in programma il 10 e l’11 novembre 2025 alla Casa del Cinema a Villa Borghese, in collaborazione con l’Istituto Guimaraes Rosa e l’Ambasciata del Brasile a Roma.

Sul grande schermo, lungometraggi, documentari e cortometraggi in lingua originale con sottotitoli in italiano per offrire al pubblico uno sguardo intenso e autentico sul Brasile contemporaneo. Le opere selezionate affrontano temi universali e profondamente umani, pur mantenendo una forte identità verdeoro, segno distintivo di una produzione che continua a conquistare riconoscimenti in tutto il mondo.

Accanto ai titoli brasiliani, il festival presenta anche una rassegna di cortometraggi provenienti da diversi Paesi di lingua portoghese – tra cui Portogallo, Capo Verde, Angola e Brasile – premiati nelle prime quattro edizioni del festival Lusomovies, a testimoniare la ricchezza e la vitalità delle cinematografie lusofone contemporanee.

“Portiamo a Roma opere che esulano dallo stereotipo sul Brasile, per offrire agli spettatori una visione più ampia e complessa della realtà di un Paese tanto affascinante”, spiega Regina Nadaes Marques, direttrice della rassegna. “Si tratta di film d’autore di grande qualità, spesso premiati e difficilmente visibili in Italia, che trovano nel festival uno spazio di valorizzazione unico”, aggiunge.

Come sottolinea Marco Palazzini, critico cinematografico e membro dell’organizzazione, “I temi trattati sono globali, ma lo sguardo è profondamente brasiliano. È il Brasile presente, sempre: con le sue contraddizioni, la sua forza e la sua bellezza.”

Al via lunedì 10 novembre alle 16 nella Sala Cinecittà con “Luiz Melodia – No coração do Brasil”, di Alessandra Dorgan, viaggio nella vita e nell’arte del grande cantautore che fuse samba, bossa nova, blues e jazz, con testimonianze di Gal Costa, Maria Bethânia e Caetano Veloso. Alle 18 a seguire “Razões Africanas”, di Jefferson Mello, un documentario che ripercorre – dall’Angola al Brasile, dagli Stati Uniti a Cuba – le rotte della diaspora africana attraverso la musica e le storie di chi ne custodisce la memoria. Alle 20 seguirà l’inaugurazione ufficiale con “Vitória”, di Andrucha Waddington e Breno Silveira. Interpretata dall’iconica attrice brasiliana Fernanda Montenegro, la protagonista è un’anziana donna che, armata soltanto di una videocamera, decide di ribellarsi alla violenza che affligge il suo quartiere.

Martedì 11 novembre in programma alle 16 Sala Cinecittà “Enquanto o céu não me espera”, di Christiane Garcia, la lotta di un contadino amazzonico contro le inondazioni che minacciano la sua casa e la sua famiglia; nella Sala Fellini alla stessa ora l’incontro “Il sertão poético nel cinema di Camilo Cavalcante”, conversazione con il regista e sceneggiatore per esplorare l’anima del Sertão e la sua forza poetica nel cinema di uno dei più sensibili autori brasiliani contemporanei.

Si prosegue alle 18 nella Sala Cinecittà con “O palhaço de cara limpa”, di Camilo Cavalcante, che sarà presentato dal regista in sala. Il film racconta la storia di un attore che trova nell’arte un atto di resistenza e libertà in un Paese ferito.

Alle 20 Sala Cinecittà “A música natureza de Léa Freire”, di Lucas Weglinski, con la presenza del regista e della protagonista, la musicista Léa Freire, prima donna in Brasile ad affermarsi come strumentista jazz e compositrice sinfonica. Alle 20, ma in Sala Fellini, “Cortometraggi, con il prof. Gian Luigi De Rosa che presentarà la rassegna dei cortometraggi premiati nelle prime edizioni del festival Lusomovies farà conoscere una produzione vibrante e diversificata del mondo lusofono, con film dal Portogallo, Capo Verde, Angola e Brasile.

In anticipazione dell’evento principale, Madalís Productions presenta “Brasilidades”: musica, capoeira e proiezione simultanea dei trailer dei film che fanno parte della programmazione del festival; partecipazione gratuita per l’evento del 9 novembre dalle 16 presso l’Edicola Emporio, in Piazza Testaccio.

De Niro a Roma: “Trump? Reagire, non vogliamo dittatura fascista”

Roma, 7 nov. (askanews) – “Che Dio ci aiuti”. Robert De Niro, a Roma, risponde cos a una domanda sull’America di oggi rivolta da Walter Veltroni, prima della proiezione del capolavoro di Sergio Leone, di cui protagonista, “C’era una volta in America” al The Space Cinema Moderno. L’evento aperto ai giovani e alle scuola di cinema chiude il Fuori Sala, format ideato da “Alice nella citt”.

Poi spiega, “Non mi piace nemmeno usare la parola speranza, non possiamo pi sperare che si possa ottenere giustizia in un modo o nell’altro. Dobbiamo solo, come stanno facendo ora in America, reagire, avete visto le elezioni dell’altro giorno a New York e in Virginia e quello che stava succedendo in California”.

“Penso che il momento sia arrivato, come ho sempre detto, bisogna reagire – sottolinea l’attore americano da sempre anti Trump – Non si pu permettere che questa amministrazione ci bullizzi, bullizzi le persone e la gente sta iniziando a rendersene conto, se ne resa conto e stanno reagendo e faranno qualcosa al riguardo. Non c’ scelta. Questo non il nostro Paese, rivogliamo il nostro Paese. Non vogliamo quello che stanno cercando di fare per trasformarlo in una dittatura fascista. semplice”

Conaf, Crema: IA nuova frontiera dell’estimo

Roma, 7 nov. – In occasione della terza giornata di lavori del XIX Congresso Nazionale, Luca Crema, Consigliere Nazionale CONAF, intervenuto in merito alle nuove tecnologie applicate allo sviluppo della materia estimativa e di previsione:

“L’intelligenza artificiale potr offrirci un supporto nella tecnica estimativa, perch oggi calcolare il valore significa guardare al futuro e saperlo interpretare. L’IA ci aiuta ad elaborare grandi quantit i dati, necessari per analizzare il passato e proiettarli in una visione prospettica con l’attivit estimativa. Questa la nuova frontiera dell’estimo: partire da valori certi del passato, a noi chiesto di interpretarli e proiettarli nel domani. L’IA da sola questo non lo fa, ma pu sicuramente aiutarci a farlo.”

Conaf, Uniformi: Carta di Roma, altissima valenza sociale

Roma, 7 nov. – In chiusura del XIX Congresso Nazionale dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali stata approvata la Carta di Roma, documento d’indirizzo nazionale che fissa principi e priorit dell’azione professionale per i prossimi anni. Il Presidente CONAF Mauro Uniformi ha

dichiarato:

“Le attivit congressuali si chiudono oggi con la sottoscrizione, da parte dei delegati, della Carta di Roma. il documento tecnico che delineer le attivit della categoria dei dottori agronomi e dei dottori forestali nel prossimo futuro a livello nazionale. Non soltanto un atto di metodo, ma un riferimento con un’altissima valenza sociale. La Carta raccoglie e ordina gli obiettivi maturati nelle due tavole rotonde, di apertura e di chiusura del Congresso, e nelle quattro tesi tecniche, in cui si sono affrontati con sguardo rivolto allo sviluppo durevole del Paese i principali ambiti di competenza della categoria.”

Cop30, Lula: l’uso intensivo dei combustibili fossili non è più sostenibile

Roma, 7 nov. (askanews) – “Il modello di sviluppo basato sull’uso intensivo di combustibili fossili” non è più sostenibile: lo ha affermato il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, intervenendo nel secondo giorno del Vertice dei leader mondiali a Belém, in Brasile, in vista della COP30, inaugurando una sessione dedicata alla transizione energetica. Lo scrive France Presse.

“La Terra non può più sostenere il modello di sviluppo basato sull’uso intensivo di combustibili fossili che ha prevalso negli ultimi 200 anni”, ha denunciato Lula.

“Un processo giusto, ordinato ed equo di eliminazione graduale dei combustibili fossili richiede l’accesso alle tecnologie e ai finanziamenti per i Paesi del Sud del mondo”, ha proseguito il presidente brasiliano. Due anni dopo l’adozione alla COP28 di Dubai di un impegno “generico” per l’eliminazione graduale dei combustibili fossili, il tema non è esplicitamente all’ordine del giorno della conferenza sul clima, in programma da lunedì 10 al 21 novembre, in questa città amazzonica brasiliana.

Ma alcuni paesi, come il Brasile, ottavo produttore mondiale di petrolio, sono intenzionati a rimettere la questione al centro delle discussioni.

Torino Film Festival, edizione 43 tra star e amore per il cinema

Roma, 7 nov. (askanews) – 120 titoli, 23 in anteprima mondiale, tantissime star internazionali, da Spike Lee a Juliette Binoche. Il 43esimo Torino Film Festival torna dal 21 al 29 novembre nel segno dell’amore per il cinema puro, mettendo insieme glamour e opere d’autore senza perdere l’identit. Come in un “mosaico” ha spiegato il direttore artistico Giulio Base, al suo secondo festival, presentando la nuova edizione a Roma, all’Acquario Romano.

“Il mosaico una parola che mi piace perch non significa solo la componente globale, ma ogni singola perlina di quel mosaico un’operetta in s. Quindi un festival come il nostro che coniuga il grande cinema autoriale, il cinema pi popolare e con le stelle secondo me il vero ‘festival’, perch la parola festival comprende anche la parola festa, cio la gioia del cinema.

Una festa dedicata solo al cinema: nessuna serie tv in cartellone. Non una presa di posizione “snob” spiega Base, ma una scelta ragionata.

“Proprio perch le serie le amo, le guardo e le faccio, riconosco che sono diverse dal cinema. E un po’ come nella musica non andresti mai a sentire la techno alla scala o se vai a Umbria jazz vuoi sentire il jazz, non vuoi sentire l’opera lirica. E parliamo di musica, che un’arte meravigliosa e tutte queste sono branche della musica. Ecco, serie e cinema sono branche dell’audiovisivo ma con uno specifico differente che secondo me va rimarcato”.

M.O., Abu Mazen a Meloni: Italia riconosca lo Stato palestinese

Roma, 7 nov. (askanews) – Il presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) Mahmoud Abbas (Abu Mazen) “ha rinnovato la richiesta all’Italia di riconoscere lo Stato palestinese” nel corso del suo incontro a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. È quanto si legge nella nota riportata dall’agenzia di stampa Wafa.

Abu Mazen “ha rinnovato la richiesta palestinese all’Italia di riconoscere lo Stato di Palestina per proteggere la soluzione dei due Stati, che viene sistematicamente minata dalle politiche israeliane, e per raggiungere la pace, basata sulla legittimità internazionale e sull’Iniziativa di Pace Araba, e garantire l’indipendenza della Palestina lungo i confini del 4 giugno 1967, con Gerusalemme Est come capitale, vivendo in sicurezza e pace al fianco di Israele”.

Nella nota si afferma quindi che il leader palestinese ha ribadito “il suo appello all’Italia affinché continui a svolgere un ruolo chiave per rafforzare la sicurezza, sostenere la ricostruzione di Gaza e per coordinarsi con tutte le parti interessate per raggiungere una pace duratura”.

Valditara: orale alla maturità solo su 4 materie scelte dal ministero

Roma, 7 nov. (askanews) – La nuova maturità rappresenta un po’ un ritorno alle origini, a quando l’esame finale si chiamava ancora “di Maturità” e non Esame di Stato, come poi avvenuto dal 1999 fino ad oggi. Oltre al ripristino della vecchia denominazione, l’orale smette di essere un “giudizio universale” su tutte le materie dell’ultimo anno che, a conti fatti, rischiava di essere abbastanza superficiale (e gli strafalcioni degli studenti ne erano una prova).

Al contrario, si torna a focalizzarsi su un numero ristretto di materie – 2 nella Maturità “classica”, 4 in quella moderna, scelte dal Ministero dell’Istruzione e del Merito nel mese di gennaio – per poter garantire un maggior grado di approfondimento. Queste e altre novità le ha spiegate in maniera approfondita il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara a Skuola.net, intervistato dal direttore Daniele Grassucci nel nuovo episodio del vodcast youtube #Sapevatelo, durante il quale il responsabile del ministero di viale Trastevere ha risposto alle domande ricorrenti tra la community dei maturandi.

La verità sulle quattro materie del colloquio orale: collegamenti (ed extra) a discrezione dello studente. “Quattro discipline. Che non significa non fare collegamenti interdisciplinari, ma fare quelli che sono utili per migliorare la valutazione”. Ad esempio, “saper collegare una domanda di greco con un argomento trattato in storia o filosofia ci sta tutto”. Ma in un certo senso lo studente non sarà “obbligato” a trovare forzatamente un collegamento.

Importante sarà invece, ovviamente, “la conoscenza disciplinare delle quattro materie” che saranno indicate “a fine gennaio”. Quattro materie senza extra, perché anche i commissari abilitati in più di una materia dovranno attenersi alle disposizioni ministeriali: in due parole, se la scelta dovesse ricadere su storia, un professore di storia e filosofia dovrà “contenere” le domande esclusivamente all’ambito storico. A meno che il passaggio da una disciplina all’altra, anche tra quelle non oggetto d’esame, venga dallo stesso studente. Valditara poi precisa che “ovviamente è un segno di maturità lo studiare anche le materie che non sono state scelte”. E racconta che, da maturando, provò anche lui a percorrere la via più breve, ma non gli andò bene: “Quando all’epoca erano due le materie, ricordo che ai primi di febbraio diedi l’interrogazione di algebra e poi chiusi il libro su geometria”.

La prof se ne accorge a due settimane dallo scrutinio e mi dice “Valditara, qua c’è solo un’interrogazione. Allora, o tu fai adesso in due settimane quello che avresti dovuto fare in 3-4 mesi oppure io non ti ammetto all’esame di maturità. E quindi io mi misi a studiare in modo matto e disperatissimo per riuscire ad essere ammesso”.

Rifiuti l’orale? Ripeti l’anno: la scuola deve insegnare a rialzarsi dagli errori. “La scuola ti deve abituare ad affrontare i problemi, non ad aggirarli, a saper affrontare le valutazioni, non a rifiutarle, a saper affrontare le frustrazioni risolvendole”, dice Valditara. “Se cadi, la scuola deve abituarti a rialzarti perché ognuno di noi ha commesso degli errori”.

Insomma “questa è la vera grande sfida. E allora per questo ho voluto dare una risposta netta a quei ragazzi che la scorsa estate hanno contestato l’esame di maturità rifiutandosi di prendere parte alla prova orale. Tra l’altro potendo già contare sui voti acquisiti nello scritto. Attenzione perché questo non sarà più possibile. Rifiuti l’orale? Non è un problema, ripeti l’anno” avverte il ministro.

Presentata a Roma la decima edizione del festival “Uno Sguardo Raro”

Roma, 7 nov. (askanews) – E’ stata presentata a Roma la decima edizione di “Uno Sguardo Raro – The Rare Disease International Film Festival”, la prima e unica manifestazione cinematografica internazionale dedicata alle malattie rare, alla disabilit e all’inclusione sociale. Nel corso dell’evento stato presentato in anteprima il trailer del cortometraggio fuori concorso “Una vita vera”, prodotto in collaborazione con AOP Health, azienda pioniera nelle terapie integrate per le malattie rare e la terapia intensiva nonch main partner dell’edizione 2025, e la produzione esecutiva di Fabbrica Artistica.

Leonardo Radicchi, Government Affairs, Patient Advocacy & Communication Manager AOP Health Italia, ha spiegato: “Abbiamo scelto di partecipare a Uno Sguardo Raro perch ne condividiamo pienamente il messaggio, il contenuto, quello di dare visibilit e dignit a chi affronta una malattia rara. Noi siamo a fianco di pazienti e cargiver tutti i giorni, con le nostre attivit e con il nostro lavoro e crediamo che emozionare e raccontare queste storie sia una forma di cura”.

Il corto, scritto da Maria Teresa Berardelli, Claudia Crisafio e Massimiliano Franciosa, che lo ha anche diretto, racconta la storia di Antonio, appassionato ciclista la cui quotidianit viene sconvolta dalla diagnosi di Policitemia Vera, una rara neoplasia mieloproliferativa. In “Una vita vera” il racconto restituisce le emozioni di chi si trova a dover ricostruire la propria identit affrontando paura, smarrimento e rinascita. Antonella Barone, Presidente AIPAMM, ha spiegato: “AIPAMM un’associazione di pazienti, nata dall’esperienza di persone che vivono realmente la malattia. Ho riconosciuto nel protagonista le paure le paure, la fragilit di un paziente che ancora giovane entra in un mondo di incertezza. Ma lui vuole vivere, non vuole sopravvivere, vuole una vita vera”.

“Non un film sulla malattia ma un film sulla vita, sulle paure, sulle cadute e sulle rinascite. E’ un film che attraversa il percorso di diagnosi e di vita della persona ed una storia che aiuta in qualche modo a ritrovare la normalit” ha detto Leonardo Radicchi, Government Affairs, Patient Advocacy & Communication Manager AOP Health Italia

Durante l’incontro stato conferito anche il Premio Speciale Uno Sguardo Raro 2025 a Cinzia TH Torrini, gi Presidente di giuria nelle prime edizioni del Festival, per il suo impegno nel raccontare storie che rendono visibile ci che spesso resta invisibile. Claudia Crisafio, direttrice artistica “Uno sguardo raro”, ha sottolineato: “Con AOP Health nata una collaborazione molto interessante perch insieme condividiamo che sia importante mettere al centro pi la persona che la patologia”.

Leonardo Radicchi, Government Affairs, Patient Advocacy & Communication Manager AOP Health Italia ha ricordato: “Pensiamo che la cura non finisce con il trattamento, ma continua con dispositivi, servizi, progetti, supporti, tutto quello che pu facilitare la vita dei pazienti e dei loro cargiver. E’ il nostro modo per trasformare la scienza in attenzione e cura verso le persone”.

È uscito "Lux" innovativo quarto album di Rosalía

Milano, 7 nov. (askanews) – È uscito oggi “Lux” (Columbia Records), l’atteso e innovativo quarto album in studio dell’artista e produttrice vincitrice di 2 Grammy Awards e di 11 Latin Grammy Awards, Rosalía, che mercoledì ha presentato ai suoi fan il nuovo progetto al MNAC della sua città natale, Barcellona.

L’album “Lux”, registrato con la London Symphonic Orchestra diretta da Daníel Bjarnason, include i contributi di voci femminili come Björk, Carminho, Estrella Morente, Silvia Pérez Cruz, e l’Escolania de Montserrat iCor Cambra Palau de la Música Catalana, Yahritza e Yves Tumor. Le versioni CD e vinile di “LUX” contengono 3 tracce in esclusiva: un invito ad ascoltare l’album nella sua forma più immersiva.

“Lux” è stato accolto dal plauso della critica in tutto il mondo: Rolling Stone l’ha definito come “la sua proposta ad ora più sorprendente, ricca di storia e decenni di formazione che le hanno permesso di unire suoni classici, riferimenti all’opera e 13 lingue diverse in un unico, splendido e coinvolgente pacchetto, che sembra una vera e propria opera d’arte senza tempo”; Associated Press ha definito “Lux” un “miracolo fonetico” e “se c’è una sola grazia salvifica dell’avanguardia nel panorama della musica pop, è questa”; per NPR, “In ‘Lux’, Rosalía trascina il mondo intero nella sua sinfonia”, e “in Lux, il mortale e il divino sono in dialogo, e con Rosalía come nostra guida, possiamo toccare entrambi”.

Primo estratto dall’album, il singolo “Berghain”, che apre con un grandioso fulcro orchestrale il secondo movimento di “LUX”, un viaggio operistico attraverso emozioni e lingue diverse, insieme a Björk e Yves Tumor. Cantato in tedesco, spagnolo e inglese, si muove tra una delicata introspezione e una travolgente potenza cinematografica, bilanciando intimità e grandiosità in un mondo che appare al tempo stesso profondamente personale e sconfinato.

Il video è stato prodotto da Canada e diretto da Nicolás Méndez, collaboratore di lunga data di ROSALÍA, noto per aver diretto Malamente, TKN e Pienso En Tu Mirá. Girato a Varsavia, in Polonia, il brano segue una donna che affronta il lutto mentre lotta per ricomporre il suo cuore spezzato. Alla fine, trova conforto e guarigione attraverso la sua spiritualità.

Ranucci, la Commissione antimafia invia verbale audizione ai pm di Roma

Roma, 7 nov. (askanews) – Il verbale integrale dell’audizione di Sigfrido Ranucci è stato inviato dalla Commissione parlamentare antimafia agli inquirenti della Procura di Roma che avevano chiesto il documento nell’ambito dell’indagine avviata dopo l’attentato subito dal conduttore ed autore di Report lo scorso 16 ottobre.

Erano stati gli stessi pubblici ministeri di piazzale Clodio a chiedere l’acquisizione del verbale in oggetto. Come noto una parte di quanto dichiarato da Ranucci è stato per decisione dello stesso, sottoposto a secretazione audio e video. Nel momento in cui sono stati spenti i microfoni il senatore M5S, Roberto Scarpinato, aveva chiesto delucidazioni riguardo quanto detto da Ranucci in passato riguardo il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari.

Agenzia Nova: "Nunziati non può usarci per sua linea politica"

Roma, 7 nov. (askanews) – “Il rapporto di collaborazione con il giornalista Gabriele Nunziati non è stato interrotto per la sua domanda” nella sala stampa della Commissione europea, “ma perché, dopo ripetute spiegazioni, si è rifiutato di accettare il fatto che non si può usare un’agenzia di stampa per portare avanti la propria linea politica personale. E un’agenzia – in quanto fonte primaria di informazione – non deve solo essere imparziale, ma anche apparire tale”: lo ha affermato ad askanews il fondatore e direttore dell’Agenzia Nova, commentando la posizione espressa dall’IPA, Associazione Internazionale della Stampa (API) o International Press Association (IPA), che si è detta “profondamente preoccupata” per il licenziamento del giornalista italiano Gabriele Nunziati.

Durante la conferenza stampa quotidiana della Commissione Europea del 13 ottobre 2025, Nunziati ha chiesto alla portavoce della Commissione, Paula Pinho, e ad Anouar El Anouni, portavoce per gli affari Esteri e la Politica di sicurezza, se “anche Israele dovrebbe pagare per la ricostruzione di Gaza”, visto che l’Ue chiede ripetutamente che “la Russia paghi per la ricostruzione dell’Ucraina”.

Separazione carriere, Sisto: il 90% delle toghe voterà Sì al referendum

Milano, 7 nov. (askanews) – “Cosa voteranno i magistrati? Se il voto sarà ragionevole il 90% voterà Sì”. Lo ha detto Francesco Paolo Sisto, viceministro della Giustizia, intervenendo al talk KlausCondicio sulla separazione delle carriere.

“È una balla spaziale che il Pm, se dovesse essere votata la riforma sulla giustizia, verrà controllato dalla politica – ha ribadito Sisto -. Il testo della riforma è chiaro e da questo punto di vista non cambia nulla. Non si può costruire sul futuro inesistente una critica al presente”

“Faremo degli spot in tv per il referendum e, se fosse per me, Belen la prenderei subito. Ma, scherzi a parte, dal mio punto di vista ci vedrei meglio un giurista” ha poi detto dopo le lamentele espresse dalla showgirl argentina sulla giustizia italiana in relazione a una sua vicenda giudiziaria.

“Sono convinto che la spettacolarizzazione del referendum non sia una buona cosa – ha proseguito Sito -. L’Anm ha organizzato due manifestazioni invitando artisti, cantanti, eccetera. Io trovo che questo non sia consono alla serietà del referendum”.

Azerbaigian celebra Giorno Vittoria. Concerto ethno-jazz a Roma

Roma, 7 nov. (askanews) – Una commistione di sonorità moderne e tradizionali, virtuosismo e passione, ha animato il concerto di jazz azerbaigiano organizzato giovedì 6 novembre all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, dall’Ambasciata dell’Azerbaigian in Italia e dal Centro Culturale azerbaigiano. L’occasione – si legge in una nota – in una data simbolo per la storia moderna dell’Azerbaigian, l’8 novembre, in cui quest’anno si celebra il quinto anniversario del Giorno della Vittoria, con il relativo ripristino dell’integrità territoriale dell’Azerbaigian.

A fare i saluti iniziali la vice direttrice del Centro Culturale, Gulnar Taghizada, che ha ricordato la valenza della data e in seguito ha presentato artisti e musica. Intervenuto l’Ambasciatore Rashad Aslanov, che ha ricordato gli anni trascorsi dal Paese dopo la riconquista dell’indipendenza e come “Cinque anni fa, in soli quarantaquattro giorni, l’Azerbaigian ha posto fine a quasi trent’anni di occupazione e ha ripristinato la giustizia. Nel 2020 abbiamo portato a termine l’attuazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e ripristinato l’integrità territoriale dell’Azerbaigian.” Non ha però mancato di sottolineare anche come l’Azerbaigian abbia avviato l’agenda di pace, per far sì che la stessa Pace vinca, e sia iniziata una nuova era da quando “L’8 agosto 2025, a Washington, nella Casa Bianca – alla presenza dei leader degli Stati Uniti, dell’Azerbaigian e dell’Armenia – i ministri degli Esteri di entrambi i paesi hanno siglato il testo dell’accordo di pace.”

Augurando pace e prosperità al mondo intero, l’Ambasciatore ha lasciato spazio agli artisti. Shahriyar Imanov, giovane, talentuoso e innovativo suonatore di tar, vincitore di numerosi premi internazionali, Etibar Asadli, pianista e regista, brillante rappresentante della scena musicale contemporanea, accompagnati alle percussioni da Joann Schmidt, si sono esibiti con brani ipnotici, tra improvvisazione e rigore, contaminati da elementi jazz, classici, etnici ed elettronici, appassionando il numeroso pubblico di oltre 350 persone, rappresentanti del mondo politico, istituzionale, diplomatico e della cultura.

Al termine dello spettacolo, anche un ricevimento – conclude la nota – ha allietato la serata.

Una mostra racconta il dramma dei pazienti con fibrosi polmonari

Milano, 7 nov. (askanews) – L’arte per raccontare la vita e il dramma dei pazienti con fibrosi polmonari. Dopo il debutto al Chiostro del Bramante di Roma, arriva a Milano la mostra AiR – una nuova dimensione per le fibrosi polmonari. Il progetto, nato dal confronto tra la multinazionale farmaceutica Boehringer Ingelheim e quattro associazioni dei pazienti impegnate sul territorio nazionale, punta a diffondere la cultura della prevenzione attraverso un percorso di sensibilizzazione sull’importanza della diagnosi precoce, dell’accesso tempestivo alle terapie e della presa in carico integrata del paziente. Sono 5 le opere esposte al pubblico nei spazi dell’archivio storico della Fondazione Ca’ Granda – Policlinico di Milano. Grazie ad animazioni 2D e 3D e attraverso il linguaggio immersivo e visivo della realt aumentata, gli artisti raccontano le fibrosi polmonari da una prospettiva inedita, in grado di restituire la complessit e le numerose sfaccettature di queste patologie rare, progressive ed irreversibili che in molti casi portano al decesso entro i 5 anni dalla diagnosi.

‘Con la mostra che vedete qua, con la mostra AiR, vogliamo dare voce al vissuto emotivo delle persone con fibrosi polmonare, in un modo innovativo e anche multisensoriale – spiega Nedim Pipic, Country Managing Director e Head of Human Pharma Italy di Boehringer Ingelheim -. Siamo molto orgogliosi che la mostra in un posto molto storico. E’ ospitata dalla Fondazione Ca’ Granda di Milano, veramente nel cuore della Lombardia. Speriamo che la mostra di AiR aiuti ad adottare misure per diagnosi pi veloci per questi pazienti e per la creazione di registri di patologia che sono fondamentali per le persone con fibrosi polmonari. Solo insieme possiamo garantire alle persone con fibrosi polmonari pi tempo, pi speranza e pi respiro’.

La sfida del progetto AiR aprirsi alla dimensione regionale, mettendo in rete tra loro istituzioni, professionisti sanitari e comunit dei pazienti, per offrire un contributo concreto ad azioni di cura sempre pi efficaci sul territorio.

‘Polmone significa anche stili di vita, significa anche un’attenzione particolare nell’ambito sociale, nell’ambito che guarda i cittadini e come regione Lombardia stiamo lavorando tanto in questa direzione – sottolinea Emanuele Monti, Presidente della IX Commissione Sostenibilit sociale, casa e famiglia della Regione Lombardia -. Con la riforma sanitaria lombarda nel 2021, abbiamo voluto avvicinare la salute al cittadino, con un potenziamento dei distretti della salute. Ecco, sono i luoghi dove prevenzione aggancio precoce, collegamento tra ospedale e territorio trovano luogo. E proprio in questa patologia, anche molto severa, vogliamo fare la differenza’.

Una mostra non a caso ospitata dalla Fondazione Ca’ Granda, nello stesso edificio rinascimentale che per secoli fu sede dell’Ospedale Maggiore, primo nosocomio pubblico di Milano fondato nel 1456 da Francesco Sforza.

‘Siamo un IRCCS, quindi un istituto di ricerca. Siamo anche l’ospedale che segue la maggior parte delle malattie rare in Italia e siamo centro di riferimento regionale per la fibrosi sia polmonare che cistica, per cui ci sembrava quasi doveroso ospitare qua – evidenzia Marco Giachetti, Presidente Fondazione Patrimonio Ca’ Granda -. Poi un luogo, come detto, che trasuda arte’.

‘Stare qua anche un orgoglio, un orgoglio da lombardo: un ospedale che ha la storia della Lombardia, ma anche il futuro – puntualizza ancora Monti -. Tanto che qui vicino sta nascendo l’ospedale nuovo, il nuovo Policlinico finanziato quasi per la maggior parte dei fondi proprio del Policlinico, che riuscito a raccogliere nei secoli. Quindi qua ci sono veramente secoli di storia, si respirano tutti: bene con una mostra che guarda ai pazienti abbia luogo qua’.

‘Questo luogo ci sembrava quello pi adatto. Abbiamo proposto proprio di farla qua per ospitare arte in un luogo d’arte – afferma il Presidente della Fondazione Patrimonio Ca’ Granda -. Quindi, tante connessioni, dal fatto che noi curiamo e facciamo ricerca sulle fibrosi e dall’altro unire l’arte e la storia antica con l’arte moderna e la storia di oggi’.

Stretta sui visti ai cittadini russi, Kallas: "Viaggiare in Ue è un privilegio, non una cosa scontata"

Roma, 7 nov. (askanews) – “Iniziare una guerra e aspettarsi di potersi muovere liberamente in Europa è difficile da giustificare”, ha dichiarato l’Alta rappresentante europea Kaja Kallas, sul proprio profilo X, commentando la decisione della Commissione europea di inasprire le norme sui visti per entrare in Europa per i cittadini russi.

“L’UE sta inasprendo le norme sui visti per i cittadini russi a causa dei continui disagi causati dai droni e dei sabotaggi sul suolo europeo”, ha proseguito Kallas, concludendo affermando che “viaggiare nell’UE è un privilegio, non una cosa scontata”. Oggi la Commissione europea ha pubblicato una Decisione di esecuzione della Commissione, nella quale si è potuto appurare che “la guerra di aggressione non provocata e ingiustificata della Russia contro l’Ucraina ha modificato profondamente il rischio migratorio e di sicurezza connesso ai richiedenti di visto russi” per l’Unione europea.

“La strumentalizzazione della migrazione da parte della Russia, gli atti di sabotaggio sul territorio degli Stati membri e nelle acque internazionali del Mar Baltico, le minacce di spionaggio cibernetico e industriale, nonché il potenziale uso improprio dei visti per diffondere propaganda a sostegno della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina o per impegnarsi in altre attività sovversive a danno dell’Unione, implicano che le domande di visto presentate da cittadini russi debbano essere esaminate in modo approfondito e frequente prima del rilascio”, ha deciso la Commissione.

Pertanto, si legge nel documento, “devono essere applicate regole notevolmente più restrittive” al fine di “consentire agli Stati membri di mitigare le minacce all’ordine pubblico o alla sicurezza interna”. La Germania non prende decisioni di questo tipo in modo indipendente, ma rispetterà la richiesta della Commissione Europea di limitare il rilascio di visti Schengen a entrata multipla ai cittadini russi. Lo ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri tedesco, Martin Giese.

In precedenza, la Commissione Europea aveva annunciato restrizioni sul rilascio di visti Schengen a entrata multipla per i cittadini russi nei Paesi dell’Unione europea.

“In generale, la Germania si attiene sempre a quanto deciso congiuntamente a livello europeo. Sarebbe stato questo il caso anche qui, ma, come già affermato, si tratta di una competenza dell’Ue. Parliamo di visti Schengen: sono regolati dal Codice delle Frontiere Schengen, che rientra nella giurisdizione dell’Unione Europea”, ha detto Giese ai giornalisti.

Segretario generale Fise Simone Perillo eletto nel Board della Fei

Roma, 7 nov. (askanews) – L’Assemblea generale della Fei (Federazione Equestre Internazionale), in programma oggi a Hong Kong, ha ufficializzato l’elezione del segretario generale della Fise (Federazione Italiana Sport Equestri) Simone Perillo nel Board dello stesso organismo internazionale. L’elezione – si legge in una nota – è arrivata con larga maggioranza dell’intera Assemblea, con 69 voti favorevoli, quattro contrari e un astenuto. Il Consiglio federale della Fise, con in testa il presidente Marco Di Paola, ha manifestato tutta la sua soddisfazione per questo importante traguardo.

Simone Perillo (52 anni), napoletano di nascita ma ormai romano d’adozione, è un manager con significative esperienze nel settore industriale e nella gestione dello sport. Nel 2017 è stato nominato Segretario generale della Federazione Italiana Sport Equestri, successivamente nel 2021 è entrato a far parte del Board della Federazione Equestre Europea (EEF), di cui è diventato vicepresidente vicario proprio lo scorso 7 ottobre. “Sono molto contento – ha dichiarato Perillo al termine dell’Assemblea – per l’ampio voto di fiducia ricevuto qui a Hong Kong dall’Assemblea generale Fei. È un significativo riconoscimento dell’autorevolezza della Fise e dell’intero movimento sportivo equestre italiano, che ha una consolidata tradizione e annovera numerose eccellenze proiettate verso il futuro”.

Perillo ha poi proseguito: “Durante l’Assemblea, oggi è intervenuto Niccolò Campriani, Olimpionico italiano straordinario e ora VicePresident for Sports-Los Angeles 2028, con una presentazione che ha illustrato la grande importanza degli Sport equestri nel panorama olimpico: è stata una fonte d’ispirazione. Farò del mio meglio per contribuire alla continua crescita degli Sport equestri in Italia e a livello internazionale”.