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Legambiente: in Italia 811 eventi meteo estremi in 11 anni, 97 nel 2025

Roma, 7 nov. (askanews) – In Italia la crisi climatica corre veloce, mentre le città fanno fatica a controrispondere in maniera rapida ed efficace. Nella Penisola negli ultimi 11 anni – dal 2015 a settembre 2025 – sono ben 811 gli eventi meteo estremi, di cui 97 nel 2025 (gennaio-settembre), registrati in 136 comuni sopra i 50mila abitanti dove vivono in tutto 18,6 milioni di persone, ossia il 31,5% della popolazione nel nostro Paese. Eppure, solo il 39,7% dei comuni in questione ha messo in campo un piano o una strategia di adattamento ai cambiamenti climatici. A scattare questa fotografia è Legambiente che, a pochi giorni dall’avvio della COP30 sul clima in Brasile e in vista della seconda edizione del ‘Climate Pride’, la mobilitazione nazionale per il clima del 15 novembre a Roma, diffonde oggi i dati del suo nuovo report ‘CittàClima. Speciale governance per l’adattamento al clima delle aree urbane’ – realizzato in collaborazione con il Gruppo Unipol – focalizzandosi sugli impatti che la crisi climatica sta avendo nei comuni con oltre 50mila abitanti e rilanciando le sue proposte per città più resilienti.

Gli impatti sulle città e le aree urbane più colpite: Allagamenti da piogge intense (371 eventi), raffiche di vento e trombe d’aria (167) ed esondazioni fluviali (60) sono gli eventi meteo estremi che più si sono ripetuti in questi 11 anni. Tra le altre cose preoccupano anche i danni alle infrastrutture, ben 55 quelli causati perlopiù da forti piogge e temperature record con impatti soprattutto sulla rete dei trasporti, e poi i 33 danni da grandinate. A pagarne lo scotto maggiore sono soprattutto le città tra 50 e 150mila abitanti. Qui, in questi anni, si è concentrato il maggior numero degli eventi meteo estremi, ben il 48% del totale (811), e tra le città più colpite ci sono Agrigento (28), Ancona (14), Fiumicino (11), Forlì (11) e Como (11). Non se la passano bene neanche le altre aree urbane: su 811 eventi meteo estremi, il 28% si è registrato nelle grandi città (con oltre 500mila abitanti) e il 23% nei comuni tra 150mila e 500mila, tra quest’ultimi quello più colpito è Bari con 33 casi, seguito da Bologna (18), Firenze (14) e Catania (13). Doppia maglia nera, invece, per Roma che centra un triste primato: è il comune con più eventi registrati dal 2015 a fine settembre 2025, ne conta ben 93, e tra le grandi città è la più colpita seguita da Milano con 40 eventi di cui 16 esondazioni, Genova (36), Palermo (32), Napoli (20) e Torino (13). Napoli, è l’unica tra le ‘grandi sorelle’, a non aver adottato un piano o una strategia contro i cambiamenti climatici. Come lei, anche Bari, Reggio Calabria, Prato, Perugia, tra i comuni 150mila e 500mila abitanti, e poi Fiumicino, Como, Lamezia Terme, Massa, Potenza tra i comuni tra 50mila e 150mila abitanti.

I GRANDI DIMENTICATI, PNACC E LEGGE CONTRO IL CONSUMO di SUOLO – Alla luce di questa fotografia, per Legambiente l’Italia paga sulla propria pelle i ritardi legati all’attuazione del PNACC e l’assenza di una legge contro il consumo di suolo. Priorità totalmente dimenticate dal Governo Meloni. Per questo l’associazione ambientalista, con il suo report CittàClima, torna a ribadire all’Esecutivo l’urgenza di stanziare le risorse per finanziare e dare piena attuazione al PNACC, che a distanza di due anni dalla sua approvazione, resta ancora un piano solo sulla carta insieme alle 361 misure da adottare su scala nazionale e regionale. Un ritardo, denuncia Legambiente, inaccettabile dato che la mancata attuazione rallenta a cascata la redazione di Piani locali di adattamento al clima. Così come è urgente istituire con decreto l’Osservatorio nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici, composto dai rappresentanti delle Regioni e degli Enti locali per l’individuazione delle priorità territoriali e settoriali e per il monitoraggio dell’efficacia delle azioni di adattamento. Il decreto doveva essere emanato entro il 21 marzo 2024, ossia a tre mesi dall’approvazione del PNACC, ma ad oggi non ha visto ancora la luce.

Il Paese ha bisogno di città in grado di puntare su mitigazione e adattamento. A tal riguardo, per l’associazione ambientalista è anche importante che venga redatto un Piano specifico per l’adattamento delle aree urbane intrecciando il tema anche con quello dell’adattamento per le coste, come fatto in Spagna nel 2016. L’altra grande priorità su cui deve lavorare il Governo Meloni è quella di approvare una legge nazionale sullo stop al consumo di suolo, il cui iter legislativo iniziato nel 2012 è fermo in Parlamento dal 2016. Occorre, inoltre, prevedere il divieto di edificazione nelle aree a rischio idrogeologico, riaprire i fossi e i fiumi tombati nel passato, recuperare la permeabilità del suolo attraverso la diffusione di Sistemi di drenaggio sostenibile (SUDS) che sostituiscano l’asfalto e il cemento. Avere città resilienti significa anche lavorare su una governance integrata, informare i cittadini, lavorare su innovazione e tecnologia, e al tempo stesso replicare le buone pratiche messe in campo in Italia e all’estero. Da Bologna, prima grande città italiana nel 2015 ad adottare un piano contro i cambiamenti climatici a Vienna che integra azioni e strategie di adattamento climatico nella pianificazione urbana, con particolare riferimento alla mitigazione delle ondate di calore e dell’effetto isola di calore urbana, solo per citarne alcune.

‘La crisi climatica in atto e i pesanti impatti a livello ambientale, economico, sociale e sanitario – commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – ci ricordano l’urgenza di azioni concrete. In Italia al momento l’unica urgenza sembra essere quella legata al Ponte sullo Stretto di Messina, dimenticando la sicurezza delle persone esposte agli effetti del cambiamento climatico. Oggi occorre, invece, investire in interventi che incrementino la capacità di resilienza delle città in termini di mitigazione e adattamento. I dati del nostro report Città Clima confermano quanto le aree urbane siano vulnerabili ai cambiamenti climatici, così come il rapporto globale del Lancet Countdown on Health and Climate Change, e quello dell’IPCC, sottolineano l’urgenza di agire a livello mondiale e nazionale. Per questo chiediamo al Governo Meloni come prima priorità quella di inserire nella legge di Bilancio in lavorazione le risorse economiche necessarie per attuare il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici e che a livello internazionale l’Italia faccia la sua parte alla COP30 in Brasile per dare concretezza agli impegni presi sia con l’Accordo di Parigi sia nei precedenti summit. In particolare, auspichiamo che il nostro Paese sostenga l’adozione di un Piano d’azione che delinei il percorso dei prossimi anni per accelerare l’azione climatica globale in coerenza con l’obiettivo di 1.5° dell’Accordo di Parigi’.

FOCUS PIANI DI ADATTAMENTO E STRATEGIE – Legambiente nel suo report analizza anche la risposta dei comuni alla crisi climatica e che purtroppo viaggia a diverse velocità in tema di piani di adattamento al clima o delle strategie. Maglia nera alle città tra 50mila e 150mila abitanti, il 68% è sprovvisto di un piano o di una strategia, solo il 32% (35 su 110) si è dotato di tale strumento di pianificazione. Meglio, invece, la risposta delle città tra i 150mila e 500mila abitanti, con il 70% dei comuni (14 su 20 città in questa fascia) che ha un piano o una strategia. Bene, invece, le grandi città, quelle sopra i 500 mila abitanti, dove nell’83% dei casi (5 città su 6) è stato predisposto un piano di adattamento o una strategia. Oltre a Bologna, bene ad esempio anche Milano, Genova, tra le grandi città ad adottare piani o strategie. Tra le ultime new entry c’è Roma che nel 2025 ha approvato una strategia di adattamento.

‘L’assenza di una diffusione capillare di strumenti di pianificazione per l’adattamento climatico nei Comuni – dichiara Andrea Minutolo, responsabile scientifico di Legambiente – è frutto dei mancati sviluppi attuativi del PNACC, della mancanza di risorse adeguate e di competenze specifiche nei comuni sugli eventi meteo estremi e sugli impatti che generano sui territori. Sulla questione delle risorse, si dovrebbe seguire l’esempio dei PUMS, i piani urbani di mobilità sostenibile, con il Governo che definisce i requisiti e i punti chiave minimi necessari per elaborare i Piani urbani di adattamento, vincolando e garantendo le risorse per la loro approvazione a chi soddisfa tali requisiti. In questo modo diventa possibile superare una programmazione fatta spesso a macchia di leopardo, rendendo omogenei le strutture dei piani delle diverse città e dando ai Sindaci strumenti di programmazione certi e di qualità’.

TOP TEN COMUNI TRA 50MILA E I 150MILA PIÙ COLPITI DA EVENTI METEO ESTREMI – Maglia nera ad Agrigento con 28 eventi meteo estremi, seguita da Ancona (14), gli impatti maggiori sono dovuti in gran parte ad allagamenti da piogge intense e danni da vento. Seguono in ordine di classifica Forlì (11), Como (11), Fiumicino (11), Sassari (10), Lamezia Terme (9), Potenza (9), Massa (8) e Pesaro (8). Si segnala che Fiumicino ha registrato negli ultimi 11 anni 7 mareggiate su 11 eventi.

TOP TEN COMUNI TRA 150MILA E 500MILA – Maglia nera a Bari (con 33 eventi), seguita da Bologna (18), Firenze (14), Catania (13), con una predominanza di danni dovuti ad allagamenti e vento. Quinto posto per Reggio Calabria (9), seguita da Modena (9), Livorno (9), Messina (8), Prato (7), Perugia (7).

TOP SIX COMUNI CON OLTRE 500MILA ABITANTI – Maglia nera a Roma al primo posto con un totale di 93 eventi meteo estremi. Seguita da Milano (40), Genova (36), Palermo (32), Napoli (20) e Torino (13).

Droga, Mattarella: è una tragedia, impegno per combatterla fronte di libertà

Roma, 7 nov. (askanews) – La “tragedia delle dipendenze, delle vite distrutte dalla droga, della presenza perversa della criminalità organizzata richiede un impegno consapevole, articolato, costantemente aggiornato, un impegno costante nella determinazione. Richiede anche un impegno corale. Vorrei accostare lo slogan di questa conferenza ‘Insieme si può’ con le parole che ha usato la presidente del consiglio ‘nessuno si troverà solo’. E’ un impegno di grande importanza perché è un fronte di libertà, come ha ricordato Papa Leone XIV affinché i giovani siano liberi e protagonisti, liberi e responsabili, protagonisti della loro vita e del loro futuro”. Così il prsidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo con un ‘fuori programma’, alla conferenza nazionale sulle dipendenze.

Ponte Stretto, Bonelli (Avs): "saltate coperture finanziarie Governo"

Roma, 7 nov. (askanews) – “Con la mancata registrazione della delibera CIPESS da parte della Corte dei Conti, il castello di carte di Meloni e Salvini crolla: dei 13,5 miliardi promessi per il Ponte sullo Stretto, saltano 3,8 miliardi di euro provenienti dai Fondi per lo Sviluppo e la Coesione.Dalla copertura finanziaria di 13,5 miliardi di euro prevista dalla legge di bilancio 2023, vengono meno i 3,8 miliardi di euro dei Fondi per lo Sviluppo e la Coesione. Ai sensi dell’articolo 1, comma 528, lettera c) della Legge 30 dicembre 2024, n. 207, la mancata registrazione da parte della Corte dei Conti della delibera del CIPESS ha come effetto la mancata assegnazione di quelle risorse e delle modalità per il loro utilizzo”. Lo dichiara il leader Avs Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde.

“Parliamo di fondi – sottolinea Bonelli- che, per legge, devono servire a ridurre le disuguaglianze e a sostenere lo sviluppo economico, sociale e territoriale di Sicilia e Calabria. Quei soldi non possono essere usati per il Ponte, perché la mancata registrazione del CIPESS ne blocca l’assegnazione e l’utilizzo. Questo governo ha ingannato i cittadini, spacciando per certe risorse che non esistono. Ancora una volta la destra dimostra di preferire la propaganda alle regole, gli annunci ai fatti.

“Presenteremo emendamenti alla legge di bilancio – conclude il leader Avs- per restituire quei fondi ai territori, dove servono davvero: scuole, trasporti, messa in sicurezza del territorio e ammodernamento delle reti idriche. Meloni e Salvini la smettano di usare il Sud come terreno di sperimentazione per le loro bugie”.

Juventus, Elkann: rimaniamo pienamente impegnati

Milano, 7 nov. (askanews) – “Rimaniamo pienamente impegnati nei confronti della Juventus e siamo orgogliosi di esserne l’azionista di controllo da oltre un secolo”. Lo ha detto John Elkann, ceo di Exor, all’assemblea della società bianconera.

“Sosteniamo il nuovo Cda e il nuovo management, la nostra priorità resta quella di coniugare risultati sportivi solidi con disciplina finanziaria. Siamo e siamo sempre stati aperti a idee costruttive da parte di tutti gli stakeholder che condividono la nostra ambizione e la nostra passione per il club”, ha aggiunto Elkann.

Abi, Patuelli: banche sempre indipendenti e costruttive sullo sviluppo

Firenze, 7 nov. (askanews) – Le banche, sempre in concorrenza fra loro, debbono essere sempre indipendenti e costruttive verso lo sviluppo sostenibile, impegnate innanzitutto per l’etica che emana dai principi della Costituzione della Repubblica, per concorrere, come prescrive l’articolo 4, al progresso materiale e spirituale della società. Lo ha affermato il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, nella sua Lectio Magistralis oggi all’Università di Pisa, che gli ha conferito la Laurea Magistrale Honoris Causa in Banca, Finanza Aziendale e Mercati Finanziari.

La cerimonia, presieduta dal Rettore Riccardo Zucchi, secondo quanto riporta un comunicato si è svolta nell’Aula Magna Nuova del Palazzo “La Sapienza”.

“Oggi – ha proseguito Patuelli – serve urgentemente anche un nuovo costituzionalismo digitale europeo per definire doveri e diritti di ciascuno difronte alle nuove potenzialità e ai rischi per le libertà”. Inoltre “è indispensabile contribuire alla responsabile crescita della democrazia economica con l’azionariato diffuso, con sempre più responsabili rapporti con i consumatori e innanzitutto con più educazione finanziaria, privata e pubblica, finalmente riconosciuta dalla legge come parte integrante dell’educazione civica nelle scuole italiane”.

Le banche “hanno elevate sensibilità sociali che si manifestano innanzitutto nei momenti di calamità naturali dove sono sempre in prima fila per sostenere le popolazioni e le imprese colpite. Le banche – ha proseguito il numero uno dell’Abi – sono all’avanguardia negli equilibri e nelle opportunità professionali dei generi: nel 2024 la presenza femminile nei Consigli di amministrazione delle società quotate del settore finanziario è stata circa del 44%. Le banche hanno rilevanti sensibilità sociali dirette ed indirette (tramite le Fondazioni di origine bancaria) per la giustizia sociale, dinanzi alle disuguaglianze e alle nuove povertà”.

E “ogni giorno le banche sostengono le innovazioni – ha ricordato – la ricerca scientifica, la crescita dei giovani, il lavoro femminile e i progetti sulle infrastrutture di ogni tipo, accompagnano le imprese che vogliono crescere e le famiglie a costruire il futuro”.

“L’accresciuta solidità delle banche – ha avvertito Patuelli – è indispensabile per garantirne la stabilità prospettica, per sempre nuovi investimenti innanzitutto tecnologici per la maggior tutela dei dati e per la lotta alle tante tipologie di illeciti e di truffe, per l’applicazione dell’intelligenza artificiale, per le nuove criticità dei mercati, per finanziare imprese e famiglie e per affrontare stagnazioni, recessioni, deterioramenti dei crediti, crisi finanziarie e di debiti sovrani e ogni criticità, a cominciare dai rischiosi e nuovi possibili problemi di liquidità”.

“I Banchieri che hanno concorso alla ricostruzione dell’Italia ottant’anni fa erano mossi da alti ideali di libertà, da convinzioni profonde per un mercato ben regolato con piena democrazia economica, frutto di costituzionalismo e di bilanciamento di doveri e diritti, nella certezza del diritto, senza eccessi burocratici, nel perseguimento costante dei principi etici, con forte senso di responsabilità, per un’etica anche superiore alle disposizioni di legge, per la crescita morale, economica, civile e sociale. L’intransigenza morale – ha concluso – è una premessa indispensabile nel far banca, seguendo anche l’indimenticabile esempio degli studenti universitari di Pisa e della Toscana e dei loro professori che, nel 1848, spinti da alti ideali, perfino combatterono a Curtatone e Montanara come volontari per la libertà nella prima guerra d’Indipendenza”.

Droga, Meloni: contro le dipendenze il nostro metodo è lavoro di squadra

Roma, 7 nov. (askanews) – “Ci siamo preoccupati di costruire un nuovo metodo di lavoro fondato sul confronto fondato sulla condivisione delle responsabilità. Lo abbiamo fatto perché siamo consapevoli che il lavoro riesce solo se è di squadra, e questo a maggior ragione vale per un ambito come questo, dove la sinergia tra i vari livelli istituzionali, la collaborazione tra pubblico e privato sono precondizioni senza le quali non è possibile fare nulla”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo alla VII Conferenza Nazionale sulle Dipendenze in corso a Roma.

“Fare il gioco di squadra – ha sottolineato – non significa chiaramente annullare le diverse esperienze, metodologie, le diverse modalità di intervento, di orientamenti ideali, che anzi rappresentano una ricchezza: significa, rispettando le competenze di ciascuno, puntare a una sintesi che le valorizzi tutte in funzione dell’obiettivo generale che è e rimane salvare le persone dalle dipendenze”.

Droga, Meloni: presenza Mattarella testimonia impegno corale istituzioni

Roma, 7 nov. (askanews) – “E’ un onore essere qui oggi. E’ un onore partecipare della conferenza nazionale sulle dipendenze, la settima dopo l’ultima del 2021 ma, ci tengo a sottolinearlo, questo appuntamento che la legge prevede a cadenza triennale non si celebrava in una composizione così ampia da ben sedici anni. E voglio dire che sono fiera che torni in una composizione così ampia e partecipata”. Così la premier Giorgia Meloni, nel suo intervento alla Conferenza nazionale sulle Dipendenze in corso a Roma.

Meloni ha ringraziato il presidente della Repubblica Sergio Mattarell “perché chiaramente la sua presenza testimonia più di quella di qualunque altro un impegno delle istituzioni che è corale da parte di tutte le istituzioni di questa nazione per liberale chi è caduto nel giogo della dipendenza e per costruire percorsi efficaci di riabilitazione”.

Dossieraggi, Renzi: mi tutelerò in ogni sede, mai piu’ squallore Striano-Laudati

Roma, 7 nov. (askanews) – “La vicenda Striano è uno scandalo assoluto e spiega molto dell’aggressione vergognosa che ho dovuto subire negli ultimi anni. Procederò in tutte le sedi istituzionali alla tutela dei miei diritti e perché squallidi episodi come questi non si verifichino mai più”. Lo dichiara l’ex premier Iv Matteo Renzi, commentando la chiusura delle indagini della Procura di Roma che ha indagato l’ex finanziere Pasquale Striano e l’ex sostituto procuratore della Dna Antonio Laudati insieme ad altre 21 persone per divulgazione abusiva di informazioni riservate in uso alle forze dell’ordine e alla banca dati della Direzione nazionale antimafia.

Ucraina, 11 siti colpiti dai droni russi nella notte

Roma, 7 nov. (askanews) – Novantaquattro dei 128 droni russi lanciati tra le 20 e le 9 di questa mattina sono stati intercettati, ma 31 hanno eluso le difese aeree e 11 siti sono stati colpiti, ha annunciato l’Aeronautica militare ucraina, senza fornire ulteriori dettagli sui luoghi degli impatti. Del totale, 90 erano droni Shahed, ha specificato, aggiungendo che l’attacco è ancora in corso. Il tasso di intercettazione, che è stato del 73% durante la notte, raramente scende sotto l’80%.

Il Papa: prevenire le dipendenze dalle droghe, percepire la richiesta di aiuto dei giovani

Roma, 7 nov. (askanews) – “La paura del futuro e dell’impegno nella vita adulta che si osserva fra i giovani li rende particolarmente fragili: spesso non sono spronati a lottare per un’esistenza retta e bella, hanno una tendenza a ripiegarsi su se stessi. Le istituzioni dello Stato, le associazioni di volontariato, la Chiesa e la società tutta sono chiamati a percepire fra questi giovani una richiesta di aiuto e una profonda sete di vivere per offrire una presenza attenta e solidale che li inviti a uno sforzo intellettuale e morale e che li aiuti a forgiare la loro volontà”. Così Papa Leone XIV in un videomessaggio per la VII Conferenza Nazionale sulle dipendenze, promossa a Roma dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Per Prevost “si tratta di impegnarsi sempre più e in maniera concertata in un’opera di prevenzione” delle dipendenze “che si traduca in un intervento della comunità nel suo insieme: è importante nell’ambito di una politica di prevenzione del disagio giovanile, incrementare l’autostima delle nuove generazioni per contrastare il senso di insicurezza e instabilità emotiva favorito sia dalla pressioni sociali che dalla stessa natura della fase adolescenziale”.

“Le opportunità di lavoro, l’educazione, lo sport, la vita sana, la dimensione spirituale dell’esistenza: questa è la strada della prevenzione delle dipendenze”, ha concluso il Papa.

Presunta vittima di abusi sessuali del Procuratore Cpi spiata dall’intelligence

Roma, 7 nov. (askanews) – La donna che ha accusato il procuratore della Corte Penale Internazionale Kharim Khan di abusi sessuali è stata oggetto di indagini da parte di agenzie di intelligence private che sarebbero state pagate dal Qatar: è quanto pubblica il quotidiano britannico The Guardian.

Le indagini – che avrebbero raccolto dati sensibili sulla donna – una dipendente della Cpi – e sui suoi familiari avrebbero avuto lo scopo di minarne la credibilità come testimone.Khan, attualmente sospeso mentre sono in corso le indagini, ha respinto le accuse e i suoi collaboratori hanno accusato Israele di aver organizzato una campagna di diffamazione nei suoi confronti in seguito alla decisione di ottenere un mandato di arresto contro il premier israeliano, Benjamin Netanyahu.

Secondo quanto riferisce il Guardian, che cita fonti vicine all’inchiesta, le indagini non avrebbero rivelato alcun legame fra la presunta vittima e Israele; né d’altro canto Khan sembra essere stato coinvolto nell’organizzazione dell’operazione, che sarebbe stata commissionata dalla diplomazia qatariota.

La Cina: gli Usa devono ridurre in modo significativo l’arsenale nucleare

Roma, 7 nov. (askanews) – Gli Stati Uniti devono ridurre in modo significativo il proprio arsenale nucleare e creare le condizioni per un disarmo completo: lo afferma il Ministero degli Esteri cinese in un comunicato.”Gli Stati Uniti, in quanto Paese con il più grande arsenale nucleare al mondo, devono adempiere fedelmente ai loro obblighi speciali e prioritari in materia di disarmo nucleare e ridurre ulteriormente in modo significativo e sostanziale il loro arsenale nucleare per creare le condizioni per raggiungere un disarmo nucleare completo e globale”, si legge nella nota.

“L’arsenale nucleare cinese non è paragonabile al livello delle forze nucleari di Stati Uniti e Russia. Chiedere alla Cina di partecipare ai negoziati sul controllo degli armamenti nucleari in questa fase è ingiusto, irragionevole e irrealizzabile”, conclude.

Trump: "Molto presto" una forza internazionale a Gaza

Roma, 7 nov. (askanews) – Una forza internazionale sarà dispiegata a Gaza “molto presto”. Lo ha affermato Donald Trump, il giorno dopo che gli Stati Uniti hanno annunciato una bozza di risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite volta a sostenere il piano di pace del presidente americano.

“Molto presto. Accadrà molto presto. E le cose stanno andando bene a Gaza”, ha risposto il presidente degli Stati Uniti alla domanda di un giornalista sull’annunciato dispiegamento di tale forza nell’enclave palestinese, che continua ad affrontare una precaria situazione umanitaria a quasi un mese dall’entrata in vigore della tregua tra Israele e Hamas.

“Diversi Paesi si sono offerti volontari per intervenire in caso di problemi con Hamas, ad esempio, o per qualsiasi altro problema”, ha aggiunto durante una conferenza stampa a margine di un incontro diplomatico alla Casa Bianca con i leader dell’Asia centrale.

Gli Stati Uniti hanno presentato due giorni fa ai Paesi partner una bozza di risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite volta a sostenere il piano di pace di Donald Trump per Gaza, che include il dispiegamento di una forza internazionale.

L’ambasciatore Mike Waltz ha convocato i dieci membri eletti del Consiglio, insieme a diversi partner regionali (Egitto, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Turchia), secondo la missione statunitense presso le Nazioni Unite, sottolineando che questo dimostra un “sostegno regionale” al testo.

Secondo fonti diplomatiche, diversi Paesi hanno già manifestato la loro disponibilità a partecipare a questa forza di stabilizzazione (Isf), in particolare l’Indonesia, ma insistono su un mandato del Consiglio di Sicurezza per l’effettivo dispiegamento di truppe nel territorio palestinese. Questa forza è prevista dall’accordo che ha portato a un fragile cessate-il-fuoco il 10 ottobre, dopo due anni di guerra devastante innescata dall’offensiva di Hamas. Secondo i termini di questo accordo, sarà composta da una coalizione composta principalmente da Paesi arabi e musulmani e dispiegata a Gaza per supervisionare la sicurezza durante il ritiro dell’esercito israeliano.

Omnisyst e Blockchain: il Passaporto Digitale certifica il riciclo

Rimini, 7 nov. (askanews) – La transizione verso l’economia circolare si gioca oggi sulla trasparenza e sulla capacit di certificare l’effettivo destino dei materiali. in questo contesto che Omnisyst e The Nest Company hanno presentato il “Passaporto Digitale del Rifiuto”: una piattaforma innovativa che sfrutta la blockchain per notarizzare i flussi post-raccolta. Lungi dall’essere un nuovo adempimento, queste tecnologie sono pensate come un supporto operativo cruciale per garantire tracciabilit e fiducia lungo tutta la filiera della Epr, la Responsabilit estesa del produttore, ormai obbligatoria in diversi settori strategici.

“Sulla trasparenza si crea la fiducia e dove c’ fiducia si riesce a lavorare in maniera pi serena – ricorda Elisabetta Perrotta, direttore di Assoambiente – . Noi lavoriamo, peraltro, in un settore, quello della gestione dei rifiuti, dove bisogna forse ricostruire questa fiducia non solo con le istituzioni, ma anche con i cittadini. Perch solo lavorando insieme con istituzioni e i cittadini riusciamo a ottenere veramente gli obiettivi che l’Europa ci ha dato sull’economia circolare”.

L’Europa, infatti, spinge sulla Epr, in particolare su filiere ad alto impatto come il tessile. Qui, l’obbligo di raccolta differenziata sta generando un aumento di quantit che mette a dura prova un mercato del riuso gi limitato.

“Sui rifiuti tessili urbani – secondo Andrea Fluttero, presidente di Unirau, Unione imprese raccolta riuso e riciclo abbigliamento usato – stiamo vivendo un periodo di grande trasformazione. Per qualche decennio questa raccolta era su base volontaria. Negli ultimi 3 anni, paese dopo paese, in Europa si implementata l’obbligatoriet della raccolta. Questo ha aumentato i quantitativi. Questo aumento dei quantitativi sta saturando il mercato, si cominciano a vedere Comuni che ritirano i cassonetti e non si fa pi la raccolta. In questa situazione sono anche calati di molto i valori di quello che si raccoglie e quindi il sistema che prima si autososteneva oggi ha bisogno di risorse economiche”.

Per sostenere questi schemi Epr e combattere il green washing, la risposta la tecnologia digitale. Il Passaporto Digitale garantisce la storia di ogni materiale, offrendo una prova certa e verificabile, cruciale per i consorzi e gli operatori.

“Il passaporto digitale del rifiuto – spiega Riccardo Parrini, CEO The Nest Company e Project Leader Digital Passport Omnisyst – un sistema per garantire la storia di quel materiale dalla sua nascita, quando stato creato il rifiuto a quello che succede a valle, quindi quando quel rifiuto viene riciclato, oppure quello che avviene negli successivi passaggi, magari diventa nuova energia. Grazie all’utilizzo della blockchain e delle tecnologie di tracciabilit digitale… possiamo garantire l’effettivo destino di quel di quel materiale”.

Dalla filiera tessile all’elettronica, l’innovazione presentata a Ecomondo segna l’inizio di un nuovo standard di fiducia nella gestione dei rifiuti, trasformando la trasparenza in un asset strategico e un vantaggio competitivo.

Mps: utile batte stime, piano con Mediobanca nel primo trimestre 2026

Milano, 7 nov. (askanews) – Mps ha chiuso i nove mesi battendo le stime degli analisti e promettendo di destinare tutto il suo utile a dividendo, mentre nel corso del primo trimestre del prossimo anno presenterà il nuovo piano industriale del gruppo con l’integrazione di Mediobanca, che verrò consolidata nel conto economico a partire dal 1 ottobre. “Insieme – sottolinea il Monte nella trimestrale -, nasce una nuova forza competitiva leader nel settore bancario, con un business mix altamente diversificato, resiliente e customer driven, un elevato livello patrimoniale e una solida posizione di liquidità”.

L’utile netto nei nove mesi è stato pari a 1,37 miliardi, in calo del 12,7% rispetto al dato dello stesso periodo del 2025, che includeva imposte positive per 470 milioni. Il risultato, al netto degli effetti positivi delle imposte, è in crescita del 17,5%, e nel solo terzo trimestre ammonta a 474 milioni (+16,5%), oltre le attese del consensus. Al 30 settembre, il gruppo ha realizzato ricavi complessivi per 3,054 miliardi (+0,5%), con il margine di interesse pari a 1,64 miliardi (-7,4%) e le commissioni nette a 1,18 miliardi (+8,5%).

I coefficienti patrimoniali vedono il Cet1 capital ratio fully loaded al 16,9% (19,6% al 30 giugno 2025 e 18,2% al 31 dicembre 2024), con un ampio buffer di capitale rispetto ai requisiti regolamentari (circa 770 punti base), e il total capital ratio fully loaded al 19,3% (21,8% al 30 giugno 2025 e 20,5% del 31 dicembre 2024). Tali valori – spiega Mps – non includono gli utili di periodo, assumendo il dividend payout fino al 100% dell’utile netto del gruppo.

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Il Pd deve essere un luogo o un partito?

In uno dei congressi post comunisti, lungo la sofferta transizione dal Pci al Pds e ai Ds, Arturo Parisi propose a quel partito di “sciogliersi”. Sulle prime sembrò una provocazione, oltre i confini del galateo politico. Ma forse, invece, si trattò di una premonizione, dato che una parte di quel passato è ancora tale, e che una parte di quel futuro promesso allora è ancora in attesa.

Il nodo identitario

Naturalmente, un conto è la storia comunista, tutt’altro la vicenda del Pd, partito che ha dentro di sé molte (troppe?) culture, difficili da amalgamare e impossibili, però, da archiviare. Così oggi quel partito sembra trovarsi, una volta di più, in mezzo al guado, in sospeso tra quello che pretende di non essere più e quello che non è mai diventato fino in fondo.

Il dilemma sospeso

La questione non riguarda certo solo i nipotini di Botteghe Oscure, ma interroga anche quanti con la storia del comunismo – sia pure “italiano” – non hanno mai avuto nulla in comune. Che tutto questo riguardi da vicino il destino del partito democratico è piuttosto ovvio. Se non altro per il fatto che quel partito aveva il compito di uscire dal labirinto ideologico e di farne uscire anche gli ultimi protagonisti di quella storia. Cosa che forse si potrebbe ancora fare. Forse. A patto di chiarire il punto più critico di tutta questa vicenda e cioè se si pensa che il Pd debba essere un luogo o invece un partito. È questo il nodo che Schlein non sembra riuscire a sciogliere. Forse perché per lei, testardamente unitaria, il luogo conta più del partito.

Fonte: La Voce del Popolo – 6 novembre 2025

[Testo qui fiproposto per gentild concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia].

La Torre dei Conti e la torre del mondo

Mentre il Governo Meloni fa i conti della spesa per varare la prossima legge finanziaria, a Roma si è costretti a fare i conti con un passato improvvisamente troppo ingombrante.

“Quieta non movere et mota quietare” è stato forse il rovello di quanti si sono accinti a mettere mano alla ristrutturazione della Torre dei Conti a Roma che ha ceduto, durante il lavoro di messa in sicurezza, in alcune sue parti facendo vittima un operaio di 66 anni. Evidentemente la costruzione non poteva essere lasciata a deperire ulteriormente, già abbandonata dal 2006 dalla presenza uomini e uffici. Nel leggere la stampa si fa fatica ad avere chiarezza delle competenze che insistono su quell’edificio ed è probabile si cada in confusione non solo per una differenza di consonanti tra la “v” di Sovrintendenza e la “p” di Soprintendenza.

Babele di burocrazia

Sembra, ma ci si potrebbe sbagliare non vantandosi alcuna sapienza in materia, che possa elencarsi un Ufficio comunale per la Sovrintendenza archeologica, una Sovrintendenza capitolina ai beni culturali, una Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio che è invece un organo del Ministero della Cultura, una Soprintendenza speciale di Roma dello Stato ed infine un Parco archeologico dello Stato. Insomma, se le cose stessero così, siamo di fronte ad una babele di burocrazia.

L’opera è stata finanziata dal progetto “Caput Mundi” del Pnrr. Nella circostanza Roma non si è presentata come la capitale del mondo e non regge più le redini di un mondo rotondo che oggi più che mai spancia da tutte le parti per i conflitti che ne infliggono le carni. Sulla torre, che non ha retto all’intervento in corso, si stava rimuovendo il tossico e incorruttibile amianto, del resto il male ha una sua perennità. L’idea sarebbe poi quella di sfruttarne in futuro turisticamente il suo ipogeo oltre all’allestimento di un centro culturale e di una terrazza panoramica sui Fori imperiali.

Alla fine potrebbe dirsi che per buona parte la colpa sia della natura maligna. Pare che tutto sia dovuto in origine alla presenza di fenomeni di “decoesione” di elementi costruttivi che hanno favorito lo sviluppo della vegetazione spontanea che penetrando con le radici nella muratura ne hanno aggravato lo stato.

Il bel Paese: uno Stivale pieno di fango

Non solo a Roma manca una necessaria coesione. Il nostro Paese ha crolli sociali parimenti allarmanti. Non può lasciare indifferenti il ragazzo disabile seviziato nella notte di Halloween da alcuni suoi coetanei che non hanno trovato di meglio da fare se non torturarlo. Neppure c’è da vantarsi per la sentenza di assoluzione di una docente assolta per aver avuto rapporti sessuali con dei consenzienti ragazzi di 14 anni amando, per quanto è dato capire, il loro sguardo. Non si grida necessariamente indignati al perenne sogno, nella circostanza soddisfatto, di giovani ad avere un’esperienza con una donna adulta. Dalla notte dei tempi tra i giovani si favoleggia circa l’incontro con una nave scuola che ti insegni le perizie dell’amore. Lascia, comunque, al minimo perplessi la singolare maturità di una professoressa in altre materie che ne appaga il desiderio dei sensi, forse volendo così formare il carattere a tutto campo dei suoi allievi e non solo.

Procedendo nelle incomprensioni, se ben si legge, tra i lavori gravosi e usuranti previsti dalla legge ci siano quelli di maestre o maestri di asilo nido e scuola di infanzia a cui si aggiunge quello delle “estetiste” che evidentemente si traduce in una attività che comporta sforzi fisici o mentali prolungati, condizioni ambientali difficili o un alto rischio di infortuni. Al contrario, ne sono esclusi, secondo la riduttiva credenza popolare, i “pizzardoni” che sono soliti stare per tutto il turno di lavoro a disciplinare il traffico stradale sotto il freddo invernale ed il caldo estivo confrontandosi con una utenza non sempre irreprensibile quanto ad educazione e rispetto verso le istituzioni.

La torre e il resto del mondo

Anche fuori dal bel Paese non va un granché bene. Solo per dirne una, il buon Trump, che par di dichiarata fede cattolica, ha vietato il diritto spirituale di dare la comunione ai migranti detenuti. Il Papa ha ricordato le parole del Vangelo di Matteo che richiamava la domanda di Gesù circa le modalità di accoglienza dello straniero.

Dalla torre del mondo ci sarebbero da buttar giù un bel po’ di fatti non proprio in sintonia con il progresso della storia. Forse non sbagliava il disincantato Cecco Angiolieri che facendo risoluta mattanza dei protagonisti del mondo salvava solo un esempio di umanità: “S’i’ fosse Cecco com’i’ sono e fui, torrei le donne giovani e leggiadre e vecchie e laide lasserei altrui”.

Quando la sinistra smarrisce la cultura di governo

L’esito del voto di New York da un lato ma, soprattutto, le quasi grottesche reazioni della sinistra italiana dall’altro, hanno riproposto all’attenzione del dibattito politico il capitolo del radicalismo. O meglio, della trasformazione della sinistra italiana da forza riformista, democratica e di governo a cartello elettorale che esalta la vocazione infantile e primigenia della stessa sinistra. E cioè, il massimalismo, il radicalismo, l’estremismo e, purtroppo, anche il populismo. E proprio il commento al voto americano lo ha, nuovamente e persino plasticamente, confermato.

Il campo largo” come identità radicale

Ora, però, c’è un aspetto che non può e non deve più essere sottaciuto. E cioè, ormai l’impianto e il progetto politico, culturale e programmatico del cosiddetto “campo largo”, o larghissimo che sia, ha una chiara, netta ed inequivocabile impronta radicale. Che alcuni definiscono anche estremista ma, comunque sia, fortemente ideologizzata. Come sia possibile, garantendo e perseguendo questa impostazione, renderla compatibile con una altrettanto credibile cultura di governo è francamente impossibile. E questo per una ragione persin troppo semplice da spiegare. Non è attraverso la deriva estremista e massimalista che si può governare un Paese come l’Italia.

La deriva estremista avvelena la democrazia

Dalla politica estera alle politiche collegate a crescita e sviluppo, fino al nodo cruciale della sicurezza, l’approccio radicale è incompatibile con qualsiasi cultura di governo ed è altrettanto nefasto per la qualità della nostra democrazia. La radicalizzazione del conflitto, la polarizzazione ideologica e la delegittimazione morale del nemico sono gli ingredienti fondamentali della deriva politica nel nostro Paese. E se c’è qualche partito – la Lega nel centrodestra o i 5 Stelle nell’alleanza di sinistra – o addirittura un’intera coalizione come il “campo largo” guidato da Schlein, Conte, Landini, Fratoianni/Bonelli/Salis, con l’appoggio non secondario di ambienti giudiziari e media compiacenti, è naturale che l’imbarbarimento del confronto sia destinato a fare un salto di qualità.

Solo la politica di centro può invertire la rotta

Ecco perché, partendo proprio dal commento al voto americano, l’unica cultura politica capace di mettere in discussione quell’impianto radicale e massimalista è oggi la cosiddetta “politica di centro”. Chi persegue quella via – a cominciare dalla tradizione del cattolicesimo politico e dai partiti che concretamente lavorano per quel progetto, a partire da Azione di Calenda – merita di essere sostenuto. Per la qualità della democrazia e per l’avvenire stesso del nostro sistema politico.

Zohran Mamdani, strappo e continuità

Un nativo dell’Uganda, Zohran Mamdani, è ora sindaco di New York: dal Sud del globo alla Metropoli dell’Occidente per antonomasia. E non è neppure cristiano. È, anzi, un musulmano votato anche da non pochissimi ebrei-americani. Dice poi di sé: “sono un socialista democratico”.

L’asse Londra-New York

A me subito è venuto da associarlo a Sadiq Khan, il sindaco musulmano, di origine pakistana, di Londra, altra Capitale per eccellenza del mondo occidentale. Insomma: noi occidentali dovremmo ridisegnare il nostro autoritratto! Ci perdiamo talora in sterili disquisizioni sulle nostre radici, se siano più consistenti quelle greco-antiche o quelle giudaico-cristiane, e non percepiamo “l’altro” che, ormai, è in noi; “l’altro” che siamo divenuti.

Sadiq Khan e Mamdani apripista

Naturalmente, se Sadiq Khan non è (ancora) diventato premier nel Regno Unito, Mamdani neppure potrà partecipare alle elezioni presidenziali – non essendo nato negli States. Per analogia, tuttavia, come il primo ha rappresentato una sorta di apripista per il ritorno del Labour al governo, così potrà avvenire al secondo per il ritorno dem alla Casa Bianca.

La democrazia liberale non è morta

Nello stesso tempo, la vicenda di New York e del successo delle altre candidate e candidati dell’Asinello ci sprona a non esser troppo precipitosi nel dichiarare morta, ad esempio, la democrazia liberale, immolata sull’altare dei populismi, o, più in generale, la democrazia occidentale. Senz’altro la crisi della rappresentanza democratica è un fatto: crisi, tuttavia, non significa fine. In Medicina, anzi, il vocabolo “crisi” è per definizione ancipite, potendo preludere sia alla risoluzione sia all’exitus.

Tesla, gli azionisti approvano 1.000 miliardi di dollari per Musk

Milano, 6 nov. (askanews) – Tesla ha annunciato che gli azionisti hanno votato a favore del piano retributivo da quasi 1.000 miliardi di dollari del CEO Elon Musk, con il 75% di sostegno.

I risultati del voto sono stati annunciati giovedì durante l’assemblea annuale degli azionisti ad Austin, in Texas.

Il pacchetto per Musk, già la persona più ricca del mondo, consiste in 12 tranche di azioni da assegnare se Tesla raggiungerà determinati traguardi nel prossimo decennio, ha riporta Cnbc.

La prima tranche di azioni verrà erogata se Tesla raggiungerà una capitalizzazione di mercato di 2.000 miliardi di dollari. L’attuale capitalizzazione di mercato di Tesla è di 1.540 miliardi di dollari.

Conoe, Uco rigenerato penalizzato. Stop a Pome importato

Rimini, 6 nov. (askanews) – L’olio vegetale esausto, rigenerato da una filiera italiana tracciata che ogni anno avvia a recupero oltre 110mila tonnellate di rifiuti, rischia di essere messo in ombra da importazioni meno chiare. Il Conoe, Consorzio Nazionale di Raccolta e Trattamento degli Oli e dei Grassi Vegetali ed Animali Esausti, in prima linea per difendere questa risorsa strategica nazionale.

“Dobbiamo riportare l’olio esausto ad avere quel valore che consente non solo la raccolta massiva di questo rifiuto che si produce nelle famiglie oltre che nella ristorazione, ma anche la possibilit di essere un prodotto, una volta trasformato, competitivo rispetto ad altri materiali che vengono usati dalle compagnie petrolifere” spiega il presidente di Conoe, Tommaso Campanile.

Il paradosso – come emerso a Ecomondo – che l’uso l’olio da cucina nazionale, pur derivando da un virtuoso processo di economia circolare e di una filiera tracciata e certificabile, risulta svantaggiato rispetto al POME, scarti di olio di palma, un materiale interamente importato e di tracciabilit discutibile. “La strategia italiana dello sviluppo dei biocarburanti – ricorda il segretario della Commissione Ambiente della Camera dei deputati, Massimo Milani – d sicuramente un sbocco a questa materia prima-seconda molto importante. Bisogna continuare a lavorare in questa direzione. lo sbocco principale quello dei trasporti pesanti, senza dubbio. Questo continua a dare valore agli oli esausti, bisogna continuare in questa direzione e bisogna favorire la raccolta anche del domestico dove oggi siamo in forte ritardo, ma continuare a dare valore significa creare le condizioni perch si possa continuare a raccogliere sempre di pi questo prodotto che ha un grande valore intrinseco”.

Gli obiettivi del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima puntano ad aumentare l’uso dei biocarburanti valorizzando le materie prime raccolte sul territorio nazionale. Ma la filiera chiede controlli rafforzati sulle importazioni, per contrastare la concorrenza sleale e le frodi fiscali. “Il sostegno all’azione di Conoe – dice Marcello Vernola, docente di Diritto dell’ambiente Universit di Cassino – fondamentale perch rafforzare l’impegno sulla raccolta degli oli vegetali esausti, perch tornino a essere materia prima seconda, essere impiegati nella produzione di bio carburanti rappresenta il compimento della missione dell’economia circolare. Oggi i controlli sono fondamentali. Dobbiamo evitare la concorrenza sleale di prodotti importanti dall’Asia, come per esempio del Pome, e dobbiamo evitare che vengono compiuti fraudi fiscali come nel caso di Pome raffinato che in realt soltanto olio di palma mascherato da rifiuto”.

L’appello di superare le premialit per il Pome importato e dare il giusto valore all’Uco nazionale, rispettando il principio di economia circolare e scoraggiando il ricorso a prodotti d’importazione la cui sostenibilit e tracciabilit sono meno certe.

I Candy Eaters di Alice Zanin nel Tempietto di Palazzo Citterio

Milano, 6 nov. (Askanews) – Il Tempietto nella corte di Palazzo Citterio, architettura di forma circolare progettata da Mario Cucinella Architects ospita dal 6 novembre 2025 al 29 marzo 2026, l’installazione site-specific Candy Eaters di Alice Zanin a cura di Andrea Dusio. L’intervento trasforma il padiglione aperto in una visionaria voliera che accoglie alcuni esemplari in cartapesta di spatole rosate, una specie di uccelli la cui livrea data dal colore del cibo che ingeriscono.

Il curatore Andrea Dusio ha raccontato ad Askanews la genesi del progetto: “L’opera si chiama Candy Eaters e nasce un po’ con l’idea di provare a rendere questo spazio del Tempietto di Mario Cucinella, che naturalmente ha dei riferimenti all’architettura di Bramante, ai dipinti della Pinacoteca di Brera, anche qualcosa di diverso che ha una relazione spaziale e contestuale con la realt della Grande Brera”.

Alice Zanin ha continuato descrivendo l’uso del luogo di passaggio della Grande Brera: “Abbiamo immaginato questo spazio come una voliera aperta. Dal Tempietto abbiamo recuperato quello che era il concetto di templum, quindi lo spazio sacro che gli auguri con un bastone nell’antica Roma designavano per la lettura del volo degli uccelli, quindi per l’ornitomanzia, tanto vero che quando oggi noi esprimiamo un auspicio, stiamo richiamando quello che facevano proprio gli auguri romani, quindi da avis uccello e specio osservo”.

Il tema ambientale da sempre al centro del lavoro di Alice Zanin. Andrea Dusio: “L’idea un po’ di dare un messaggio di sostenibilit, di economia circolare. Le opere di Alice sono prodotte seguendo un processo molto particolare di recupero della materia”. E l’artista ha spiegato nello specifico il suo metodo di lavoro: “Sono tutti pezzi unici, come si vede girandoci sotto i pezzi sono tutti diversi l’uno dell’altro e sono tutti realizzati a partire da uno schizzo quotato. Dopodich io vado a costruire un’armatura in ferro sopra la quale vado a modellare i volumi con la carta. La mia tecnica non propriamente un papier-mach, recupera un po’ la matrice europea, un po’ quella orientale dei papier collets. Dopo hanno in questo caso una finitura impermeabilizzante, ma il materiale principale, cio la carta, tutta di riciclo. Il giochino interpretativo che gli uccelli siano diventati rosa dopo aver mangiato dei dolci, delle caramelle rosa, ma nella realt le spatole rosate sono davvero di questo rosa brillante, tanto vero che ai primi del Novecento hanno rischiato l’estinzione perch venivano cacciati e le penne venivano utilizzate per realizzare ventagli e ornamenti per cappelli. Fondamentalmente inscenando un’installazione che richiama uno stormo di uccelli credo che di base l’emozione che si vorrebbe suscitare sia proprio quella dello stupore e quindi di richiamo lo stupore di fronte alla bellezza della natura”.

Assoambiente: Italia guida economia circolare, sfida all’80% lineare

Rimini, 6 nov. (askanews) – L’Italia si conferma tra i campioni europei dell’economia circolare, superando ampiamente la media UE. Il nostro Paese vanta un tasso di utilizzo circolare della materia del 20,8%, ma la vera sfida appena iniziata: solo un quinto dell’economia italiana davvero circolare. L’80% del sistema produttivo opera ancora secondo logiche lineari. Dobbiamo trasformare questo primato ambientale in un vero vantaggio competitivo e in una strategia industriale.

“L’Italia – spiega Chicco Testa, presidente di Assoambiente – si trova in una posizione buona per quanto riguarda l’economia circolare. Noi ricicliamo pi dell’80 % dei rifiuti speciali, cio industriali, pi del 50 % dei rifiuti urbani. Questo ci colloca ai primissimi posti tra i diversi paesi europei. Possiamo fare meglio, ma il punto di partenza molto buono”. Occorre, secondo Testa “aiutare il mercato dei materiali riciclati. vogliamo, noi abbiamo in Europa un drammatico problema di materie prime, mancanza di materie prime, per cui utilizzare materiali riciclati importantissimo per la nostra economia. Per questo occorre stabilizzare questo mercato, per esempio imponendo l’obbligo di utilizzo di materiali riciclati in diverse produzioni”.

La trasformazione del riciclo in un motore di competitivit e decarbonizzazione richiede dunque chiarezza normativa, strumenti economici dedicati e, soprattutto, ingenti investimenti. L’obiettivo consolidare la sovranit industriale del Paese. La parola d’ordine per le imprese accelerare gli iter e velocizzare le regole.

“E’ convegno assolutamente interessante che ha ribadito un po’ l’approccio, cio l’importanza che diamo in Italia in tutte le filiere alla circolarit e alla sostenibilit, ma la necessit da parte di tutti sia livello italiano che europeo di sostenere l’industria – dice Giuseppina Papagno, consiglio di presidenza di Federchimica, con delega all’ambiente -. E specialmente di rendere veloce e certa la parte normativa in modo che le industrie possano velocemente investire e portare avanti questi programmi di sostenibilit e circolarit”.

La strada tracciata dalle associazioni industriali chiara: il riciclo deve diventare il nuovo made in Italy, unendo sostenibilit, innovazione e competitivit, e trasformando il primato ambientale in una vera strategia industriale nazionale.

Mattarella: inclusione anziani sfida rilevante, in gioco valori umanità

Roma, 6 nov. (askanews) – “E’ necessario che tutte le istituzioni della Repubblica siano consapevoli delle scelte che è indispensabile compiere nei confronti di una categoria di cittadini che oltrepassa i 14 milioni di persone, 4 milioni dei quali – come abbiamo ascoltato – non sono, purtroppo, autosufficienti. L’inclusione adeguata delle persone anziane, spesso monofamiliari, è una delle sfide più rilevanti per una società consapevole che non si tratta di beneficiari passivi bensì di motori di trasmissione di saperi ed esperienze, più che utili decisivi per il progresso delle comunità. Sono in gioco valori di umana civiltà e devono guidarci i principi fondamentali della Costituzione, che indicano come ogni persona debba poter continuare a sviluppare pienamente le proprie opportunità, indipendentemente dall’età, vivendo con dignità, con accompagnamento delle situazioni di fragilità”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando al Quirinale una rappresentanza dell’Unione nazionale istituzioni e iniziative di assistenza sociale (UNEBA)

Mattarella: serve sforzo nazionale per assistenza anziani

Roma, 6 nov. (askanews) – “L’allungamento delle attese di vita è uno dei fenomeni più significativi del nostro tempo e sta trasformando profondamente l’identità delle nostre società: alle criticità che si manifestano occorre saper corrispondere in modo efficace, con una stretta integrazione tra servizi sociali e servizi sanitari. Occorre un grande sforzo nazionale in questo senso, per evitare che il peso dell’assistenza agli anziani ricada solo sulle famiglie, con costi elevati, talvolta insostenibili, come nel caso di malattie invalidanti come quelle neuro-degenerative”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando al Quirinale una rappresentanza dell’Unione nazionale istituzioni e iniziative di assistenza sociale (UNEBA)

Gruppo FS, presentata la mostra "Le ferrovie d’Italia (1861-2025)"

Roma, 6 nov. (askanews) – Un viaggio lungo oltre un secolo, tra binari e trasformazioni sociali, innovazioni tecnologiche e grandi sfide del Paese: è questo il racconto al centro della mostra “Le ferrovie d’Italia (1861-2025). Dall’unità nazionale alle sfide del futuro”, promossa e organizzata da VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia e dal Gruppo FS Italiane, nella Sala Zanardelli del Vittoriano e nel Giardino grande di Palazzo Venezia.

La mostra, riporta un comunicato, aperta da domani, venerdì 7 novembre, al prossimo 11 gennaio, è stata presentata oggi dalla sua curatrice Edith Gabrielli, Direttrice Generale del VIVE, e da Tommaso Tanzilli, Presidente del Gruppo FS.

“Ma più di ogni altra riforma amministrativa, la realizzazione delle ferrovie contribuirà a consolidare la conquista dell’indipendenza nazionale”: con queste parole Camillo Benso, conte di Cavour, già negli anni Quaranta dell’Ottocento individuò il ruolo delle ferrovie nel percorso del Risorgimento e nella costruzione dell’Italia moderna, una nazione gio­vane, unita e libera.

La storia dell’unità nazionale e la storia delle ferrovie risultano pressoché inseparabili: i binari hanno reso concreta la geografia politica italiana, collegando territori divisi da se­coli, favorito scambi economici e culturali, ridotto distanze, creato opportunità di lavoro e di mobilità sociale. I treni e le stazioni hanno anche contribuito a plasmare una nuova identità collettiva, fatta di viaggi, incontri, pendolarismi, emigrazioni, ritorni. In questo processo ormai ultrasecolare, le ferrovie sono state fonte d’ispirazione per letterati e arti­sti, diventando metafora potente della modernità, della velocità e del progresso, talvolta anche delle loro innegabili contraddizioni.

Il Vittoriano, prosegue il comunicato, concepito nel 1878, all’indomani della scomparsa di Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia, e cuore simbolico della Nazione, costituisce il luogo ideale per accoglie­re la visione di Cavour e tradurla in un racconto espositivo. Gestito dal VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia, istituto autonomo del Ministero della Cultura, il Vittoriano è luogo di arte, di memoria e insieme uno spazio vivo, dove riflettere sul processo risorgimentale e sui valori fondativi della nazione: libertà della patria e unità dei cittadini, ora in un con­testo democratico ed europeo.

L’iniziativa si inserisce nelle celebrazioni per i 120 anni dalla fondazione delle Ferrovie dello Stato, avvenuta nel 1905. Da allora, le FS hanno accompagnato ogni fase cruciale della storia italiana, dalla ricostruzione postbellica al boom economico, fino all’Alta Velocità e alla transizione digitale di oggi.

Il Gruppo FS è una realtà industriale che oggi conta oltre 96.000 dipendenti, opera nei settori del trasporto ferroviario, stradale, della logistica, delle infrastrutture, della rigenerazione urbana e dei servizi tecnologici. Porta avanti una fase di profonda trasformazione con un investimento previsto superiore a 100 miliardi di euro in cinque anni, finalizzato a rafforzare la resilienza delle infrastrutture ferroviarie e stradali, migliorare la qualità del servizio, completare opere strategiche e promuovere una mobilità sempre più sostenibile e intermodale.

La storia delle ferrovie italiane si articola in quattro sezioni cronologiche, una sezione immersiva e infine una sezione didattico-dimostrativa. La prima sezione, dal 1861 al 1904, racconta la difficile trasformazione delle prime reti regionali in un sistema effettivamente nazionale. La seconda sezione, dal 1905 al 1944, affronta l’età della gestione statale, con la fondazione di FS, delle innovazioni tecniche, dell’uso politico e militare della ferrovia, fino al regime fascista e alla Seconda guerra mondiale.

La terza sezione, dal 1945 al 1984, vede al centro la ricostruzione postbellica, il boom economico e il ruolo dei treni nelle grandi migrazioni interne e nel pendolarismo quotidiano. La quarta sezione, dal 1985 a oggi, verte sull’Alta Velocità, la digitalizzazione e le sfide della sostenibilità, aprendo uno sguardo al futuro. La sezione immersiva, posta sempre nella Sala Zanardelli, consente attraverso la più avanzata tecnologia digitale di fruire del racconto anche in termini emotivi e multisensoriali. La sezione didattico-dimostrativa si trova nel Giardino grande di Palazzo Venezia: due monumentali riproduzioni in scala permettono di apprezzare le qualità estetiche del Settebello e dell’Arlecchino, icone del design italiano del dopoguerra.

La mostra, che parte da un impianto storico rigoroso, affronta il tema con un accentuato carattere interdisciplinare. Quattro in ogni sezione gli assi principali di lettura, che si concretizzano in altrettanti pannelli informativi. Questi assi mettono in luce l’impatto delle ferrovie e, insieme, la loro capacità di trasformazione. Oltre che mezzo di trasporto, il treno era ed è un dispositivo capace di mutare la percezione del tempo, ridefinire il concetto di distanza e ispirare nuove visioni del lavoro, dell’identità e della comunità.

Il primo asse di lettura verte sulla storia delle ferrovie in Italia, dello sviluppo della rete e dei mezzi, delle competenze tecniche e ingegneristiche, delle scelte organizzative e gestionali. Lo sguardo si muove dalla prima rete nazionale all’introduzione dell’Alta Velocità fino ai cantieri attuali finanziati con i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Il secondo asse di lettura ha a che fare con l’identità, le istituzioni, la politica e l’economia, indagando le motivazioni, le strategie e gli effetti delle scelte attuate in relazione alle ferrovie in questi ambiti. L’infrastruttura ne emerge come strumento di unificazione, di modernizzazione e di governo del territorio, oltre che come fattore decisivo nello sviluppo produttivo ma anche misura delle contraddizioni del Paese, a cominciare dalla divaricazione tra campagna e città e tra Nord e Sud.

Il terzo asse di lettura affronta il tema in rapporto alla sfera sociale e antropologica, restituendo l’impatto delle ferrovie sulla vita quotidiana, sul lavoro e sul costume, la nascita di nuove professioni e la trasformazione dei ritmi e delle percezioni collettive: dall’apparizione di una nuova figura come quella del ferroviere fino al recente mutamento del concetto di distanza e all’avvento del pendolarismo di lungo raggio con l’introduzione dell’Alta Velocità.

Il quarto e ultimo asse della mostra indaga l’interpretazione delle ferrovie nelle arti, nella pittura, nella fotografia, nel cinema, nella poesia e nella letteratura. Gli artisti, prima e meglio di altri, hanno saputo cogliere la complessità del fenomeno, restituendone tanto la forza innovatrice quanto le ombre, le alienazioni e le contraddizioni: nelle loro opere il treno diventa simbolo della modernità e specchio delle sue ambivalenze, immagine di progresso e di perdita, di velocità e di lontananza, talvolta luogo di sperimentazione creativa o addirittura metafora esistenziale.

L’esposizione è accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale, con approfondimento e un completo apparato illustrativo di tutte le opere in mostra, e con testi a cura di Edith Gabrielli (Direttrice VIVE e curatrice della Mostra) e del Comitato scientifico formato dal prof. Francesco Benigno (Scuola Normale Superiore, Pisa), dal prof. Lorenzo Canova (Università degli Studi del Molise), dal prof. Andrea Giuntini (già Università degli Studi di Modena e Reggio) e dal prof. Stefano Maggi (Università degli Studi di Siena).

Per tutta la durata dell’esposizione il team didattico del VIVE propone un ricco programma di attività rivolte a bambini, famiglie, utenti con esigenze specifiche, scuole di ogni ordine e grado. (fonte immagine: Gruppo FS).

Il caso del giornalista licenziato, il portavoce della Commissione UE: la stampa può porci qualunque domanda

Bruxelles, 6 nov. (askanews) – Il servizio del Portavoce della Commissione europea ha smentito categoricamente di avere mai fatto pressioni sull’agenzia di stampa italiana Nova in relazione al caso del giornalista licenziato per aver posto nella sala stampa di Bruxelles una domanda definita dal direttore della testata “fuori luogo ed errata”, riguardo alla distruzione di Gaza da parte di Israele, e ha confermato che nelle conferenze stampa si può porre “qualsiasi domanda” all’Esecutivo comunitario.

Gabriele Nunziati, collaboratore free lance dell’agenzia Nova da Bruxelles, il 13 ottobre scorso aveva chiesto alla Commissione se non ritenesse che Israele debba pagare per la ricostruzione di Gaza, così come esige che faccia la Russia per la ricostruzione dell’Ucraina. La portavoce capo della Commissione, Paula Pinho, aveva replicato che la domanda era interessante ma che non era in grado di fornire una risposta, per il momento. Un video della botta e risposta era poi diventato virale su alcuni social media.

Successivamente, il direttore di Nova, Fabio Squillante, ha annunciato l’interruzione della collaborazione motivandola con la cessazione del rapporto di fiducia con Nunziati, accusato di “non aver compreso la sostanziale e formale differenza di situazioni” tra la Russia che “ha invaso l’Ucraina, un Paese sovrano, senza essere provocata”, mentre, “Israele, al contrario, ha subito un’aggressione armata” da parte di Hamas prima di occupare Gaza.

Il caso è stato sollevato di nuovo oggi dai giornalisti a Bruxelles, durante il briefing quotidiano della Commissione per la stampa. Innanzitutto, il portavoce di turno, Olof Gill, ha dichiarato: “La Commissione europea attribuisce la massima importanza alla libertà di stampa. Dimostriamo questo impegno quotidianamente, qui in questa sala stampa, qui alla nostra conferenza stampa di mezzogiorno”. E ha poi aggiunto: “In relazione al caso in questione, la Commissione non è stata in contatto con la testata interessata. Le domande su questa specifica decisione devono essere rivolte a quella testata”.

Un giornalista ha chiesto allora se il portavoce potesse “escludere categoricamente che qualcuno della Commissione abbia telefonato alla testata in questione per lamentarsi” della domanda posta dal suo collaboratore a Bruxelles. “Vorrei essere molto chiaro: posso confermare categoricamente – ha replicato Gill – che non c’è stato alcun contatto persone della Commissione Europea e la testata in questione. E voglio ripetere che in questa sala stampa rispondiamo a tutte le domande che riceviamo. È sempre stato così. Sarà sempre così”.

Alla domanda se ritenga che un giornalista possa essere licenziato solo per aver posto una domanda in sala stampa, il portavoce ha poi risposto: “Non possiamo commentare un caso specifico. Tutto ciò che posso fare è ribadire il nostro impegno come Commissione europea per la libertà di stampa, il nostro impegno come portavoce nei confronti di voi giornalisti, a rispondere a tutte le vostre domande, fedelmente e tempestivamente. Questo è tutto ciò che possiamo dire su questo argomento per ora”.

“In questa sala stampa – ha insistito Gill – qualsiasi giornalista accreditato può porre qualsiasi domanda, e noi faremo del nostro meglio per rispondere in conferenza stampa, online, via email o in altri modi. Questo è il nostro impegno nei vostri confronti e un nostro valore fondamentale, come una delle istituzioni pubbliche più trasparenti al mondo. E continuerà ad essere così. Sarà sempre così”, ha concluso.

Un giornalista ha poi riproposto esattamente la stessa domanda che aveva fatto Nunziati il 13 ottobre, chiedendo se la Commissione ritenga che Israele debba pagare per la ricostruzione di Gaza, e se abbia qualcosa in più da dire su questo oggi. “In termini di parallelismi, il paragone” tra Israele e la Russia “non regge, ma non entrerò in questo dibattito”, ha riposto Anouar El Anouni, portavoce competente per la politica estera della Commissione.

Un altro corrispondente ha chiesto allora se secondo la Commissione questa domanda sia “conforme al diritto internazionale”, e ha ricordato il parere della Corte Internazionale di Giustizia che impone a Israele di rispettare il diritto internazionale umanitario e i propri obblighi come potenza occupante nei confronti della popolazione civile.

“In merito al parere consultivo della Corte internazionale di giustizia del 22 ottobre – ha replicato El Anouni -, ne abbiamo preso nota, ricordando che questi pareri consultivi non sono giuridicamente vincolanti, ma hanno autorità giuridica, poiché la Corte interpreta gli obblighi vincolanti per Israele. E quindi, Israele dovrebbe conformarsi al parere consultivo della Corte nella sua interezza, in linea con la lettera e lo spirito degli obblighi giuridici internazionali che la Corte ha identificato come vincolanti per Israele, in particolare la Quarta Convenzione di Ginevra. Quindi, su questo punto, non c’è assolutamente alcuna ambiguità”, ha concluso.

(Nella foto un frame del video dalla sala stampa quando il giornalista ha posto la domanda)

Exclusive Padel Cup, dopo Milano circuito Msp fa tappa a Roma

Roma, 6 nov. (askanews) – Dopo il grande successo di Palermo, tra sabato 8 e domenica 9 novembre la Exclusive Padel Cup fa tappa a Roma. Sarà il Ponte Milvio Tennis Club – si legge in una nota – a ospitare la quinta edizione del circuito organizzato da Msp Italia, ente di promozione sportiva riconosciuto dal Coni, leader in Italia nei tornei di padel amatoriali, e firmato da Exclusive, la carta di credito premium del Gruppo Intesa Sanpaolo.

Sold out nelle iscrizioni anche per la tappa di Roma, dopo il tutto esaurito di Palermo, con il circuito che proseguirà poi all’Adriano Panatta Racquet Club di Treviso (22-23 novembre) e al Padel Palace di Milano (13-14 dicembre). Il circuito amatoriale è riservato alla categoria ‘non classificati’ o mai classificati oltre la terza fascia e diviso in tre categorie: maschile, femminile e misto. E per esaltare lo spirito della competizione, nel segno del fair play, le coppie si arbitreranno da sole, con la supervisione dei direttori di gara di Msp.

In campo a Roma anche tre ex calciatori: Dario Marcolin, oggi tra i talent più apprezzati di Dazn, Stefano Fiore e Nando Orsi, tra l’altro papà di Carolina, numero 1 d’Italia e numero 29 del mondo nel ranking Fip, la Federazione Internazionale Padel. Con loro, giocherà anche l’inviato di Striscia la Notizia Jimmy Ghione.

“I numeri delle prime due tappe della Exclusive Padel Cup confermano il grande successo delle precedenti edizioni – ha sottolineato Claudio Briganti, responsabile nazionale padel di Msp Italia – Siamo felici di accogliere Palermo e Treviso tra le città che ospiteranno la manifestazione, diventata ormai un appuntamento fisso e un’eccellenza nel calendario dei tornei amatoriali più apprezzati della stagione, per lo spirito competitivo ma soprattutto per quello aggregativo. Un aspetto, questo, che nella pratica del padel è assolutamente prioritario e che rende questa disciplina sempre più popolare”.

Lo schermo dell’arte 2025, il cinema al centro del contemporaneo

Firenze, 6 nov. (askanews) – Il cinema e le immagini in movimento sono sempre di più al centro dell’arte contemporanea e per questo è importante ricordare che un festival come Lo schermo dell’arte di Firenze da 18 edizioni sta raccontando proprio la relazione tra i film e le pratiche artistiche di oggi. Al Cinema La Compagnia, storico luogo del festival, è stata presentata l’edizione 2025.

“Sono oltre 30 film – ha spiegato ad askanews Silvia Lucchesi, direttrice de Lo schermo dell’arte – che sono per la maggior parte realizzati da artisti, ci sono poi ovviamente come sempre nel nostro programma anche dei documentari sull’arte contemporanea, però la parte principale del programma quest’anno effettivamente è stata dedicata al cinema d’artista, dove ci sono delle prime italiane e anche internazionali e dove presentiamo come già anche negli ultimi anni le produzioni che facciamo come Schermo dell’arte, realizzando opere di artisti under 35”.

Il festival è in programma dal 12 al 16 novembre in diversi luoghi di Firenze e, oltre ai film, ci saranno talk e incontri, oltre a due mostre, la prima di Valentina Furian e Claudia Losi alla Strozzina e quella di Armin Linke a Palazzo Grifoni Budini Gattai. E naturalmente i film ci porteranno anche dentro i temi dell’oggi. “La questione palestinese – ha aggiunto Lucchesi – sicuramente è un argomento che viene fuori in alcuni film fatti dagli artisti, come anche la blackness, come anche la questione di genere. Sono riflessioni che usano anche strumenti di narrazione super contemporanei, come l’intelligenza artificiale, il 3D, la ricostruzione di ricostruzione di situazioni della realtà attraverso attori non professionisti oppure l’uso addirittura del disegno animato”. Parte integrante da anni de Lo schermo dell’arte è anche il progetto VISIO – European Programme on Artists’ Moving Images che sostiene i giovani talenti. “Siamo arrivati alla quattordicesima edizione di VISIO – ci ha detto il curatore Leonardo Bigazzi – e mi piace pensarlo come un progetto che sta entrando nella sua adolescenza, quindi è diventato un po’ inquieto, non si ferma solo alla settimana del festival, ma prosegue il suo lavoro durante tutto l’anno con le produzioni del Visio Production Fund. Quest’anno allo schermo dell’arte al festival vedremo due nuovi lavori, quello di Peng Zuqiang e quello di Valentin Noujaim, che sono appunto il frutto di un anno di lavoro di produzione con i due artisti e arriveranno otto nuovi artisti come ogni anno, giovani ma già con vari riconoscimenti internazionali, che nell’arco della settimana del festival saranno a Firenze per lavorare con noi, con i tutor e con una serie di ospiti invitati apposta per lavorare con loro e sviluppare dei nuovi progetti tra i quali sceglieremo tre nuovi lavori per poi produrli e presentarli l’anno successivo”.

Il focus dell’edizione 2025 del festival è dedicato a Randa Maroufi, mentre uno dei documentari in cartellone è dedicato al progetto del Padiglione Italia all’ultima Biennale d’arte di Venezia dell’artista Massimo Bartolini con Luca Cerizza come curatore.

Vibrofoni per trovare le perdite acqua: in Italia disperso 40%

Rimini, 6 nov. (askanews) – Trasformare le vibrazioni delle tubature in tracce audio per individuare le perdite idriche che in Italia disperdono il 40% dell’acqua: Cefla presenta a Ecomondo Rimini una tecnologia innovativa basata su vibrofoni che promette di accelerare gli interventi di riparazione riducendo gli sprechi della rete idrica nazionale.

“Oggi siamo qui a Fiera Ecomondo e stiamo raccontando l’esperienza di Cefla proprio sul mondo della sostenibilit – spiega Daniele Sarro, supporto tecnico di Cefla per le piattaforme digitali -. Qui dietro vedete una simulazione di un caso reale, la simulazione di un caso reale di una rete di acquedotto italiana del centro sud Italia dove tramite i due vibrofoni che vedete qui sulla tubazione andiamo ad analizzare la vibrazione, la trasformiamo nella traccia audio per poi andare a ricercare le perdite”.

Sarro sottolinea l’urgenza del problema nazionale: “Voi sapete che in Italia c’ il 40% dell’acqua che viene dispersa. Il tentativo che Cefla fa per la societ quello di andare a trovare prima queste perdite, aiutare le squadre di emergenza a trovare il guasto velocemente in modo da risolvere il problema e ridurre le perdite idriche”.

Torino celebra l’innovazione al femminile con Premio GammaDonna

Torino, 6 nov. (askanews) – Nella splendida cornice di Palazzo Madama, Torino ha ospitato la XXI edizione del Premio GammaDonna, l’iniziativa che da oltre vent’anni valorizza il talento e l’innovazione dell’imprenditoria femminile. La vincitrice 2025 Francesca Failoni, CFO e co-founder di Alps Blockchain, azienda trentina che ha rivoluzionato il mondo del digital mining rendendolo sostenibile. Le sue mining farm, installate all’interno di centrali idroelettriche storiche, trasformano l’energia rinnovabile in potenza di calcolo per la blockchain, con un modello che coniuga innovazione tecnologica e impatto ambientale positivo. Queste le parole di Amalia Ercoli Finzi:

“Il messaggio che io voglio dare a queste nuove generazioni, alle ragazze che vanno ad esordire nel mondo del lavoro, questo. Abbiate fiducia in voi stesse. Certamente avete le qualit, la preparazione e la determinazione per poter ottenere dei grandi risultati, ma ricordatevi che il mondo non facile. Il mondo non qui per dirvi che siete bravi. Il mondo qui per dirvi che dovete fare l’impossibile, perch per le donne, se la vita difficile per tutti, per le donne difficilissima”.

Accanto alla vincitrice, sono stati assegnati altri importanti riconoscimenti: Simona Maschi, del Copenhagen Institute of Interaction Design, ha ricevuto il Giuliana Bertin Communication Award; Valeria Della Rosa, fondatrice di Oli Help, ha ottenuto il Women Startup Award per la sua app che supporta i bambini con disturbi del neurosviluppo; mentre Lucia Cuman, CEO di STL Design & Tecnologia, ha ricevuto la Menzione Speciale per l’Internazionalizzazione promossa da DHL Express Italy. poi intervenuta Valentina Parenti – Presidente Gammadonna:

“Per rafforzare i modelli virtuosi che oggi abbiamo premiato come gamma donna nella competizione internazionale, chiediamo fondamentalmente tre cose. Da un lato una visibilit globale e un accesso ai mercati esteri, perch le nostre imprenditrici sono gi protagonisti oltre confine, ma hanno bisogno di vedere riconosciuti i propri modelli e hanno bisogno di ulteriore supporto. Dall’altro un’adeguata capitalizzazione, perch in Italia solo il 15% delle startup fondata da donne e a parit di performance spesso recuperano minori capitali degli uomini”.

Durante l’evento, promosso da GammaDonna, sono intervenute Amalia Ercoli-Finzi, pioniera nel campo delle scienze e tecnologie aerospaziali, e Antonella Sada, DHL Express Italy, che hanno sottolineato il valore della leadership femminile come leva di crescita e innovazione per il Paese:

“Per le imprenditrici, non solo italiane, mi viene da dire che serve sicuramente autodeterminazione e grazia. Muoversi con grazia all’interno dell’ambiente competitivo, del commercio e del business sicuramente una chiave valoriale dell’approccio femminile che va evidenziata”.

Realizzato con il contributo della Camera di Commercio di Torino, Mediolanum Private Banking, EY e Rocco Forte Hotels, e con il patrocinio di Commissione Europea, Regione Piemonte e Citt di Torino, il Premio GammaDonna 2025 conferma il ruolo di Torino come Capitale Europea dell’Innovazione. Un appuntamento che, anno dopo anno, continua a ispirare e a costruire un futuro in cui le donne sono protagoniste e motrici del cambiamento.

Rugby, L’Italia perde Lamaro per la sfida all’Australia

Roma, 6 nov. (askanews) – Gonzalo Quesada, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Maschile, ha ufficializzato la formazione che affronterà sabato 8 novembre l’Australia alle 18.40 al Bluenergy Stadium di Udine nel primo Test Match degli Azzurri nelle Quilter Nations Series. La partita dell’Italia sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Uno, NowTV, Rai Sport e Raiplay. Sarà il confronto numero ventidue tra le due squadre, il quattordicesimo in Italia con l’ultimo precedente che sorride agli Azzurri con la vittoria di misura a Firenze – con il risultato di 28-27 – nel novembre 2022. Nella prima formazione della stagione, nel XV iniziale il triangolo allargato sarà formato da Capuozzo, Lynagh e Ioane. Torna la coppia di centri composta da Menoncello e Brex, al terzo caps da capitano dell’Italia. Le chiavi della mediana saranno affidate a Paolo Garbisi e Varney. In terza linea Lorenzo Cannone vestirà la maglia numero 8 con Zuliani e Vintcent a completare il reparto. In seconda linea spazio a Zambonin e Niccolò Cannone, mentre in prima linea scenderanno in campo Ferrari, Nicotera e Fischetti. Pronti a subentrare dalla panchina Di Bartolomeo – prima volta in lista gara in Italia – Spagnolo, Riccioni, Ruzza, Izekor, Page-Relo, Allan e Marin. Michele Lamaro sarà indisponibile per la partita contro l’Australia. Terza linea, 48 caps con la maglia dell’Italia, in allenamento ha riportato un infortunio muscolare alla coscia destra che non gli consentirà di poter essere in campo sabato a Udine. Il giocatore ha fatto rientro a Treviso: le sue condizioni saranno monitorate dallo staff medico della Nazionale in sinergia con quello del Benetton Rugby che hanno pianificato un piano di recupero specifico mirato al rientro in campo nel minor tempo possibile. Questa la formazione azzurra: Capuozzo, Lynagh, Brex, Menoncello, Ioane, Garbisi, Varney, Cannone, Zuliani, Vintcent, Zambonin, Cannone, Ferrari, Nicotera, Fischetti. A disposizione: Di Bartolomeo, Spagnolo, Riccioni, Ruzza, Izekor, Page-Relo, Allan, Marin.

MotoGP, Bagnaia: "A Portimao voglio riprendermi il terzo posto"

Roma, 6 nov. (askanews) – Le colline di Portimao accolgono un Pecco Bagnaia sereno e determinato, pronto a difendere il terzo posto nel mondiale e a chiudere il 2025 con una nota positiva. Il torinese proverà nel week end in Portogallo a ritrovare le stesse sensazioni di Sepang, quando aveva fatto pole e vittoria nella Sprint prima del ritiro per la gomma bucata in gara. “La pista è molto particolare, è bellissima e mi ci sono sempre trovato abbastanza bene. Sono contento, spero che sia bel tempo e che ci si possa divertire un po’”, racconta alla vigilia del weekend portoghese.

Sull’approccio al circuito, il torinese resta cauto ma fiducioso: “Non lo so onestamente, vedremo. Cercheremo di prenderla con lo stesso approccio di sempre, arrivando qui consapevoli di poter far bene. Poi ci adegueremo di conseguenza”.

Il bilancio delle ultime settimane, tra difficoltà e riscatti, rimane nel complesso positivo. “Arrivavamo da due weekend abbastanza difficili, soprattutto l’Indonesia. In Australia c’erano state comunque grandi difficoltà… ma in Malesia siamo ripartiti dallo stesso punto, avevo un feeling migliore e riuscivo a spingere”. Sabato a Sepang è stata la sua giornata: “Siamo passati dal Q1, abbiamo fatto la pole e vinto la Sprint con un ottimo ritmo, andando via a tutti: una giornata molto dominante”.

Poi la domenica, tra il dramma della Moto3 e la sfortuna di una gomma bucata: “Non è stato molto positivo il tutto… però rimane il positivo del weekend, quindi arriviamo qua con la stessa forza”.

Nel media scrum di Portimao, Bagnaia parla anche di Nicolò Bulega, al debutto in MotoGP al suo fianco: “È bello per lui, penso si sia meritato questa chance. A Portimao non sarà facile, ma è un grandissimo pilota. Se riuscirà ad adattarsi in fretta alla gomma Michelin potrà anche divertirsi. Consigli? Preferisce fare per conto suo, ma ovviamente sono a disposizione”.

Sul proprio obiettivo di fine anno, Bagnaia è pragmatico: “Proveremo a stare davanti e a riprenderci il terzo posto in campionato. Meglio terzo che quarto… è il massimo risultato che posso ottenere in questa stagione, ma nella prossima voglio poter lottare e finire in modo diverso”. E sul rapporto con Marc Marquez aggiunge: “Da un pilota come lui puoi solo imparare. È tra i più forti della storia e anche quest’anno ha fatto la differenza. Non ci sono mai stati problemi tra noi”.

Tornando ai momenti più difficili della stagione, Pecco ricorda Mandalika come “il mio peggiore GP di sempre in MotoGP” e una delle “cadute più strane della mia carriera”. Dopo l’altalena di Motegi e l’adattamento ritrovato in Malesia, il suo obiettivo è chiaro: concludere forte e voltare pagina.

Infine, una riflessione sulla sicurezza e sulla gestione dell’incidente tra Rueda e Dettwiler in Moto3: “C’è stata fretta nel comunicare che tutto era a posto, ma in realtà le cose non stavano così… Quando un pilota ha un arresto cardiaco la situazione è grave, è stata una perdita di credibilità. Per me la gara Moto3 non sarebbe dovuta partire”.

Rai, Floridia: centrodestra non sblocca Vigilanza, coinvolgere i cittadini

Roma, 6 nov. (askanews) – L’audizione in Vigilanza Rai di Raffaele Corsini e Sigfrido Ranucci, dopo l’attentato subito dal conduttore di Report, non ha sbloccato lo stallo, in corso da oltre un anno, dei lavori della commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi. Lo riferisce ad Askanews la presidente della stessa commissione di Vigilanza, Barbara Floridia (M5S), la quale evidenzia la gravità di questa “paralisi” e rilancia annunciando iniziative di piazza per coinvolgere “sempre di più i cittadini” in “difesa della democrazia”, della “Costituzione” e della “libertà di stampa” su cui “l’opposizione – assicura – è unita”.

L’impasse va avanti da ottobre del 2024 e riguarda il nome della presidente Rai designata dal governo, Simona Agnes, che non ha incontrato il gradimento delle opposizioni. L’accordo almeno con parte dei gruppi di minoranza è una strada obbligata poiché il voto sulla presidenza della Rai richiede una maggioranza qualificata, in quanto figura di garanzia. La ‘mossa’ della maggioranza da allora è stata quella di disertare le sedute della commissione: ci sono state undici fumate nere e l’attività della commissione, anche quella “ordinaria” è bloccata da un “ricatto”, denuncia Floridia.

Dopo la decisione unanime in ufficio di presidenza di riunirsi per l’audizione seguita all’attentato contro Sigfrido Ranucci, “ero molto contenta e speranzosa sul fatto che la commissione potesse ricominciare il proprio lavoro, ma la maggioranza in maniera chiara e assertiva ha voluto sottolineare” che si è trattato di “un’audizione particolare ed esclusiva e mi hanno confermato che i lavori continueranno a essere bloccati”, spiega Floridia.

In stand by è pure la richiesta delle opposizioni di una seduta straordinaria per poter audire, almeno l’Ad della Rai Giampaolo Rossi dopo “un anno che opera e fa scelte”. Su questo si attende da febbraio che si esprima la Giunta per il Regolamento del Senato, chiamata in causa dal centrodestra. Un “paradosso”, attacca Floridia: il regolamento “tutela la funzionalità delle commissioni e il regolamento prevede che in casi eccezionali si possa fare una audizione non condivisa in ufficio di presidenza. Il centrodestra ha contestato la decisione della presidente di accogliere la richiesta e l’ha accusata di aver “interpretato malamente il regolamento e mi ha segnalato alla giunta. Eppure, nonostante le sollecitazioni, non si è mai pronunciata. Io – sottolinea – ho chiesto che mi venisse dato anche torto, ma lo voglio vedere scritto nero su bianco”.

A questo punto, come se ne esce? “Come presidente di commissione continuerò questa battaglia, continuando a scrivere e sollecitare le istituzioni”, afferma ricordando di avere in questi mesi scritto ai presidenti di Camera e Senato e anche al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, “che ha pubblicamente espresso un monito nei confronti di questo atteggiamento, l’ha stigmatizzato. Ma adesso – sottolinea – deve cominciare una battaglia politica, con la P maiuscola”, di un paese “che vuole che le istituzioni funzionino”.

Come se la immagina questa battaglia politica? “Sicuramente cominciando a coinvolgere sempre di più i cittadini, perché quando si parla di commissioni sembra che sia qualcosa che riguardi solo la politica, no”. In gioco ci sono “la difesa della Costituzione, la libertà di stampa”. La mancata vigilanza “è un danno gravissimo per i cittadini che, imbavagliati anche loro, sono costretti a sentire tutto ciò che viene detto dal servizio pubblico senza che nessuno” possa controllare.

La paralisi dei lavori della Vigilanza Rai, mentre si stanno svolgendo diverse tornate elettorali e si va verso il referendum costituzionale sulla Giustizia, “è un danno gravissimo per la tenuta democratica, mai si era visto” prima. “Penso di essere la prima presidente che ha subito un bavaglio istituzionale. In commissione, a parte le delibere, che sono obblighi di legge, non abbiamo la possibilità di monitorare cosa accade nel servizio pubblico”.

La “battaglia” nel Paese “è già partita – conclude – lo abbiamo visto con la sensibilità nei confronti di Ranucci, le persone sono già scese in piazza, sono scese in piazza per Gaza, per la libertà di stampa. L’opposizione in questa battaglia”, come “in molte altre, è unita. Adesso la questione è diversa: le persone devono sposare questa battaglia per evitare di essere pilotati dal servizio pubblico, non c’è niente di peggio che può accadere a una democrazia e alla libertà delle persone”.

Tennis, Musetti in semifinale ad Atene

Roma, 6 nov. (askanews) – Lorenzo Musetti batte Alexandre Muller 6-2, 6-4 dopo un’ora e 20 minuti di gioco ed è in semifinale all’Atp 250 di Atene. Una buona prestazione da parte del carrarino, che ha dominato dall’inizio alla fine considerando anche le condizioni non perfette di Muller (che si è toccato la gamba sinistra nel terzo game del secondo set). Con questo successo, Musetti resta in corsa per qualificarsi alle Atp Finals (qui tutti i gironi). In semifinale, la 24^ a livello Atp, Lorenzo affronterà l’americano Sebastian Korda.

“Oggi sono partito meglio rispetto a ieri – le parole di Musetti – La chiave è stata il servizio e questo mi ha permesso di essere più aggressivo nel gioco e mi ha dato una mano ad adattare il mio gioco a una superficie come questa”. Sulla semifinale: “Devo prepararmi al meglio. Korda è molto forte, soprattutto su questi campi. Sarà dura”.

Al Museo Etrusco di Villa Giulia l’installazione di Maloberti "Poesia"

Roma, 6 nov. (askanews) – Negli spazi esterni del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma – che ha sede nella Villa Rinascimentale voluta da Papa Giulio III, amante delle arti e della bellezza – dal 7 novembre 2025 al 6 febbraio 2026, l’artista Marcello Maloberti (Codogno, Lodi, 1966) presenta POESIA, a cura di Cristiana Perrella, un’installazione luminosa, ideata appositamente per il museo. Costruita fra il 1551 e il 1553 su progetto di Jacopo Barozzi detto il Vignola, Giorgio Vasari e Bartolomeo Ammannati, Villa Giulia è la cornice rinascimentale che ospita la grande scritta al neon a luce bianca della parola POESIA capovolta ideata dall’artista. Le lettere, che ricalcano la grafia di Maloberti stesso, appaiono come sospese, sostenute soltanto da una struttura metallica di tubi innocenti, un’architettura temporanea che rimanda all’idea del cantiere, dello scenario urbano, del provvisorio. L’opera, come un’apparizione, si inserisce silenziosamente nella monumentalità del luogo, illuminando l’architettura con un ribaltamento, una parola capovolta che sembra caduta dal cielo creando una vertigine visiva che invita a leggere la realtà con occhi nuovi. L’arte del resto, come la poesia, agisce come dispositivo di disorientamento e rivelazione. Nel corso della sua ricerca Marcello Maloberti ha approfondito il binomio arte/vita utilizzando una pluralità di linguaggi – fotografia, video, performance, installazione, oggetti e collage – comunque attraversati da una forte componente performativa e dall’interazione con il pubblico. Andando oltre la quotidianità, con sguardo neorealista, straniante e onirico, e un approccio archeologico alla storia dell’arte, l’artista esplora temi come la dimensione poetica della parola, la sacralità del quotidiano, l’interesse per le trasformazioni del paesaggio urbano. La mostra sarà anche l’occasione per presentare il nuovo libro di Maloberti, edito da Treccani, anch’esso intitolato POESIA, in cui le sue celebri frasi scritte a mano, conosciute come “Martellate”, si presentano ora come atti poetici. Nel libro l’artista mette in atto una rinnovata modalità di scrittura, affrontando temi legati al sacro, al mistico e al divino, in una continua ricerca dell’Alto. Le poesie, come frasi oscure continuamente in cerca di senso e significato, irrompono sulla pagina bianca alternando umori e registri formali differenti. Il volume, in lingua italiana e francese, riporta le traduzioni di Jean-Paul Manganaro. POESIA di Marcello Maloberti è un progetto di BAM, con il sostegno del Main Partner Istituto Gentili e del Partner Aspesi, con il supporto tecnico di Baioni Comunicazione, MAG e NeonLauro; Follador è sparkling partner.

Stop ad Abdrazakov al Teatro Filarmonico di Verona. Giuli: bene

Roma, 6 nov. (askanews) – “Approvo la scelta del Teatro Filarmonico di Verona, che ha annullato l’esibizione di Ildar Abdrazakov. Non si tratta principalmente d’una questione di sicurezza, pur importantissima: le arti e più in generale la cultura russa, al pari delle altre, sono sempre benvenute in Italia quando rappresentano un veicolo di dialogo e pacificazione fra i popoli. Non così, invece, quando diventano lo strumento di propaganda al servizio di un potere dispotico che non può e non deve avere diritto di cittadinanza nel mondo libero”. Così il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli In una nota, la Fondazione Arena di Verona aveva annunciato: “Ildar Abdrazakov non prenderà parte all’opera Don Giovanni, in programma al Teatro Filarmonico di Verona dal 18 al 25 gennaio 2026”. La decisione dopo le proteste contro il baritono russo, giudicato vicino alle posizioni di Putin.

Manovra, Giorgetti: il taglio della seconda aliquota Irpef per tutelare i redditi medi

Roma, 6 nov. (askanews) – “Il mantenimento di una politica di bilancio responsabile è un requisito fondamentale per il nostro Paese”. Lo ha sottolineato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nel corso dell’audizione alle commissioni bilancio di Camera e Senato sulla manovra. Giorgetti ha ricordato la “crescente credibilità sui mercati conquistata dall’Italia di cui hanno beneficiato le istituzioni finanziarie e e le aziende del nostro Paese”. Scendendo nel dettaglio, il ministro ha spiegato che per la riduzione di due punti percentuali della seconda aliquota Irpef “volto a tutelare i contribuenti con redditi medi sono stati destinati 3 miliardi”.

La misura, ha sottolineato il ministro, “estende, quindi, la platea di soggetti che avevano, a partire dal 2025, beneficiato dalla riduzione strutturale del cuneo fiscale, coinvolgendo 13,6 milioni di contribuenti (il 32 per cento del totale) di cui 8,2 milioni lavoratori dipendenti. Il beneficio medio atteso è pari a 218 euro annui, con un beneficio massimo di 440 euro all’anno”. Riguardo alla spesa sanitaria, “anche con questa manovra si stanziano nuove risorse, pari a 2,4 miliardi nel 2026 e 2,65 miliardi a decorrere dal 2027. Queste risorse faranno in modo che il rapporto tra spesa sanitaria e PIL salirà al 6,2 per cento nel 2026. Inoltre, non può sottacersi che ogni confronto di livelli della spesa in relazione al PIL non può non tenere in debita considerazione il valore di tale grandezza a livello pro capite, scontando gli effetti di una demografia che di fatto ha oramai imboccato la strada del tasso di sostituzione negativo”, ha spiegato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti.

Il ministro è intervenuto anche sul capitolo spese militari. “Il governo agli inizi del prossimo anno finanziario informerà il Parlamento circa le prospettive della spesa militare nel corso del prossimo trienno e qualora se ne ravvisasse la necessità, l’Italia potrebbe, sempre con il pieno coinvolgimento delle assemblee parlamentari, valutare anche l’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale prevista dall’ordinamento euro unitario per tali tipologie di spesa”, ha detto Giorgetti, in audizione alle commissioni Bilancio riunite di Senato e Camera sulla Manovra.

In generale – ha ricordato – “nel nuovo quadro di governance europea gli spazi di manovra sono più contenuti rispetto al passato” quindi “ogni confronto della manovra 2026-28, pari ad un valore medio annuo di 18 miliardi, con le precedenti per le sue dimensioni non terrebbe in considerazione alcuni aspetti rilevanti”. E a copertura della manovra dal settore finanziario arriverà “un contributo di circa 10 miliardi nel triennio. Un impatto assobibile alla luce della solidità e della e profittabilità del nostro sistema bancario cui ha contribuito la linea di rigore adottata dal governo”. Il ministro dell’economia, Giancarlo Giorgetti, infine ha sottolineato che gli emendamenti parlamentari alla manovra devono tenere conto delle nuove regole europee e quindi anche degli effetti sulla traiettoria di spesa. “Il disegno di legge rappresenta una proposta condivisa e predisposta nell’ambito del Consiglio dei ministri” ha detto, che “il Parlamento potrà, nell’ambito delle proprie prerogative, modificare ove lo ritenga necessario. Ma i nuovi parametri europei impongono una attenta valutazione degli effetti finanzari delle proposte emendative, non solo alla luce dei saldi di finanza pubblica ma anche della traiettoria di spesa”.

“Da parte del Mef – ha aggiunto Giorgetti – assicuro come di consueto la massima collaborazione alla valutazione delle proposte emendative che saranno tempestivamente presentate”.

Esce il 14 novembre il Vasco Live 2025 – The Essentials

Roma, 6 nov. (askanews) – Vasco Live 2025 – The Essentials, già in prevendita, è un progetto originale. Un esperimento che, oltre a scatenare emozioni e ricordi degli strepitosi Live 2025, ha il valore aggiunto di farsi ascoltare come se fosse un disco di studio.

Le 21 canzoni che lo compongono (per un totale di 99 minuti circa) sono state estrapolate dalla scaletta ufficiale e sono le “essenziali”: quelle cioè indispensabili a esaltare il concept del concerto di quest’anno, “celebrare la vita”.

Ne è nato, con la complicità di Vince Pastano, un album che pone volutamente più attenzione alle liriche, in una scaletta ideale che parte da “Vita Spericolata” fino alla consapevolezza che noi SIAMO una Vita Spericolata, una vita vissuta intensamente, libera da condizionamenti e Senza rimpianto, il finale di “Se ti potessi dire”, cantato in coro e a loop.

“Se vogliamo celebrare la vita, quale miglior canzone d’apertura se non Vita Spericolata” – dice Vasco in un incontro con i fan – “Tutti i brani che vengono dopo in scaletta dovevano essere collegati. Tutte le mie canzoni sono delle polaroid di vita, di certe sensazioni che proviamo. Ad un certo punto ho capito che NOI siamo una vita, una vita spericolata”.

Vince Pastano aggiunge: “I nuovi arrangiamenti non vogliono sostituire le versioni originali dei brani, che sono immortali. Sono nuove riletture, che insieme in scaletta creano un vero e proprio concept”.

Roma, all’Alexanderplatz Jazz Club il "Collettivo Bassmat"

Roma, 6 nov. (askanews) – L’Alexanderplatz Jazz Club di Roma, con la direzione artistica di Eugenio Rubei, presenta, venerdì 7 e sabato 8 novembre, Pippo Matino “Collettivo Bassmat”. La band capitanata e diretta dal bassista Pippo Matino suona e propone brani tratti dal repertorio vasto e consolidato del musicista partenopeo, un sano mix di jazz, rock ed influenze da tutta la musica del Mediterraneo, inclusa quella classica Napoletana.

I brani sono in parte presenti in alcuni dei dischi registrati dal 92 ad oggi, ma il Collettivo Bassmat, in questo caso un quintetto Pianoless, rielabora e ripropone tutte le composizioni in maniera originale e creativa.

Non mancheranno omaggi ad alcuni dei big del jazz internazionale come Jaco Pastorius, Joe Zawinul e John Coltrane. Pippo Matino è considerato dalla critica nazionale uno dei bassisti più creativi ed interessanti nel panorama jazz fusion Europeo, e con lui sul palco straordinari musicisti bravi, che hanno ciascuno una storia intensa da raccontare: Daniele Scannapieco al sax tenore, Giovanni Imparato, percussioni e voce, Lorenzo Tucci alla batteria, Roberto Schiano al trombone. Non solo musica all’Alexanderplatz ma anche la possibilità di gustare un’ottima cucina, vini selezionati e servizio bar.

Calcio, Messi riceve le chiavi di Miami: "Questa città è casa mia"

Roma, 6 nov. (askanews) – Lionel Messi ha ricevuto le chiavi della città di Miami. Il fuoriclasse dell’Inter Miami è stato omaggiato dal sindaco Francis Suarez nel corso dell’American Business Forum, che si è tenuto nella città della Florida. “Sono molto grato per il riconoscimento ricevuto dalla città di Miami, un luogo davvero speciale per me e la mia famiglia. Fin dal primo giorno le persone ci hanno fatto sentire un affetto incredibile, proprio come oggi all’American Business Forum. Ringrazio i residenti di questa splendida città e tutte le persone dell’Inter Miami”, ha dichiarato il campione argentino, che ha anche parlato dei Mondiali del 2026, che si disputeranno tra Stati Uniti, Canada e Messico.

“Ho aspettative molto alte, sarà qualcosa di straordinario”, ha aggiunto Messi, che ha poi presentato la “Coppa Messi”, torneo che a dicembre ospiterà le otto migliori accademie giovanili del mondo e che, nelle sue parole, “contribuirà allo sviluppo del calcio negli Stati Uniti”.

Durante l’evento, Messi ha confermato anche il rinnovo con l’Inter Miami fino al 2028, annunciato con un video girato nel cantiere del nuovo stadio del club, la cui inaugurazione è prevista per il prossimo anno. “Il rinnovo è stato facile, qui stiamo bene, la mia famiglia si trova benissimo e io sono felice di poter continuare a contribuire alla crescita del club. Restare qui è stata una decisione di famiglia, è importante poter scegliere e da quando siamo arrivati in questa città incredibile, tutto è stato spettacolare con un affetto impressionante da parte della gente”, ha spiegato l’argentino.

Sul suo futuro, Messi non si sbilancia: “Non penso a quel che sarà, non me ne preoccupo né mi immagino il momento. Cerco di godermi ogni giorno, felice di fare quello che ho sempre amato fin da bambino. So che il tempo passa, ma ora mi godo anche le piccole cose a cui, da giovane, non davo tanta importanza. Quando sarà il momento del ritiro, darò valore a tutto ciò che ho fatto nella mia carriera. Purtroppo, il calcio ha una data di scadenza, ma se penso al dopo dico che il mondo degli affari mi interessa, mi piace”.

Schlein: su Almasri figura imbarazzante e vergognosa del governo

Roma, 6 nov. (askanews) – ” stata una figura imbarazzante e vergognosa per il nostro Paese, perch evidentemente per la Procura libica il diritto internazionale vale solo fino a un certo punto, come per questo governo, per parola del ministro Tajani”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein a margine dell’iniziativa ‘Il Domani delle donne’, a Roma.

“Giorgia Meloni dall’inizio non ha mai voluto rispondere sui motivi di una scelta che ha visto riportare a casa con il volo di stato un torturatore libico, mentre loro buttano un miliardo degli italiani a costruire delle prigioni vuote in Albania dove deportare i suoi torturati. Quindi una figura veramente vergognosa per cui noi continueremo a chiedere conto a questo governo che per sapete si fatto votare dal Parlamento per non essere su questo giudicato”, ha concluso.

Manovra, Schlein: estremamente preoccupati, zero su sanit e trasporti

Rom, 6 nov. (askanews) – “Noi siamo estremamente preoccupati e faremo le nostre proposte insistendo sugli stipendi degli italiani che sono troppo bassi, sul rifinanziamento dei servizi pubblici essenziali, non solo la sanit, guardate che sui trasporti questa manovra mette zero. Questo vuol dire che i sindaci saranno costretti o a tagliare le tratte oppure ad aumentare il prezzo dei biglietti e prendersi la colpa al posto di Salvini che ha messo zero sulla manovra”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando a margine dell’iniziativa ‘Il Domani delle donne’, a Roma.

“Dall’altra parte noi insisteremo molto sul costo dell’energia, perch questa manovra come sapete non tocca n il tema dei costi dell’energia, il primo che ci pongono le imprese e non tocca nemmeno la questione dei dazi – ha aggiunto – su cui credo che siamo l’unico paese europeo dove non si messo una risposta in campo rispetto ai danni dei dazi di Trump essendo uno dei paesi che saranno pi colpiti dai dazi, proprio perch abbiamo una forte vocazione all’export e naturalmente insisteremo su tutte queste priorit nel lavoro che stiamo facendo di dialogo con tutte le parti sociali, le organizzazioni di presa, il terzo settore; le stiamo incontrando per ascoltarle e poi lavoreremo ai nostri emendamenti e a partire anche da una mozione fatta insieme alle altre forze di opposizione con cui siamo alleati nelle regionali”.

Sicurezza, Meloni: per sinistra nessun investimento? Smentita da dati

Roma, 6 nov. (askanews) – “Leggo che alcuni esponenti della sinistra sostengono che questo Governo ‘non avrebbe investito nulla sulla sicurezza’. Una tesi comoda, ma smentita dai numeri”. Lo scrive su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Negli ultimi tre anni – sottolinea – abbiamo già assunto circa 37.400 agenti nelle Forze di Polizia e prevediamo, da qui al 2027, altre 31.500 assunzioni. Abbiamo stanziato un miliardo e mezzo per rinnovare i contratti del comparto e abbiamo già sottoscritto il rinnovo dei contratti dell’ultimo triennio per le Forze di Polizia, con aumenti medi lordi mensili di 198 euro. Abbiamo sbloccato investimenti fermi da tempo e potenziato mezzi, strutture e tecnologie. Con il Decreto Sicurezza abbiamo previsto strumenti più rapidi ed efficaci contro le occupazioni abusive, i borseggi, l’accattonaggio minorile, le rivolte nelle carceri e le truffe agli anziani. Abbiamo introdotto pene più severe per chi minaccia e aggredisce i nostri uomini e donne in divisa, e rafforzato la tutela legale per agenti di polizia e militari che dovessero essere indagati o imputati per fatti inerenti al servizio. Abbiamo inoltre aumentato i presìdi nelle aree più sensibili: ospedali, stazioni, scuole e periferie. Negli ultimi anni sono stati effettuati milioni di controlli, con una presenza dello Stato sempre più stabile sul territorio. La lotta alle mafie parla da sola: 108 latitanti catturati, 278 maxi-operazioni, migliaia di arresti, 6,5 miliardi di euro il valore dei beni sottratti alla criminalità e oltre 18 mila i beni confiscati restituiti alla collettività. E interventi complessi come Caivano – oggi un modello replicato in altri territori – dimostrano che quando lo Stato investe, si organizza e resta, le cose cambiano davvero”.

“Detto questo – conclude – non ignoriamo la realtà e sappiamo bene che esistono criticità e fatti gravi che preoccupano i cittadini. Stiamo ponendo rimedio a decenni di lassismo e sottovalutazione. Ed è proprio per questo che non intendiamo arretrare di un millimetro e puntiamo a fare sempre di più. Continueremo a rafforzare, migliorare e intervenire. Perché la sicurezza degli italiani è una responsabilità quotidiana e un impegno che intendiamo onorare fino in fondo”.

Persone con autismo maltrattate in una struttura a Cuneo: 17 misure cautelari

Roma, 6 nov. (askanews) – Maltrattamenti contro persone a loro affidate, lesioni personali, sequestro di persona e violenza privata. Per queste accuse i carabinieri di Cuneo hanno eseguito 17 misure cautelari personali (2 in carcere, 4 agli arresti domiciliari, 11 divieti di avvicinamento e comunicazione con le persone offese con applicazione del braccialetto elettronico e l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria).

Gli indagati avrebbero rivolto le loro condotte nei confronti di persone affette da gravissime forme di autismo, ospiti di una struttura ricettiva gestita da una cooperativa. Il gip del tribunale di Cuneo ha disposto il sequestro preventivo della struttura, dei beni aziendali annessi, dei relativi beni strumentali e dei conti correnti. Le persone arrestate sono state portate in carcere a Torino a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Musica, Elisa: il 14 novembre "San Siro Live 2025″

Roma, 6 nov. (askanews) – Il 14 novembre arriva “San Siro Live 2025”, il nuovo progetto discografico live di Elisa che celebra il suo primo concerto allo stadio San Siro di Milano, andato in scena lo scorso giugno. Il live verrà pubblicato il 14 novembre in formato doppio CD arricchito da un booklet speciale, mentre per Natale, il 12 dicembre, è prevista l’uscita anche dell’edizione in vinile, che avrà due volumi differenti.

“San Siro Live 2025” restituisce tutta la forza del debutto negli stadi dell’artista, in uno show-evento che ha ripercorso più di venticinque anni di carriera attraverso hit diventate parte del patrimonio pop italiano e collaborazioni speciali. Una vera e propria celebrazione della dimensione live di Elisa, tra introspezione, energia e un dialogo continuo con il pubblico.

Celebrativo e al tempo stesso vivo, l’album è la fotografia di un percorso artistico che ha attraversato generazioni, superato generi, contaminato pop, elettronica, cantautorato e soul. È Elisa nella sua forma più pura.

Dentro la scaletta, i brani diventati patrimonio condiviso: “Luce (Tramonti a Nord Est)”, “Eppure sentire”, “Anche fragile”, “O forse sei tu”, e una serie di incontri sul palco che raccontano un percorso fatto di dialoghi e affidamenti.

E l’annuncio arriva alla vigilia di un nuovo capitolo live: l’8 novembre Elisa riaccende i riflettori nei Palasport, ripartendo da Mantova e approdando a Milano il 10 novembre, per poi toccare le principali città italiane fino a dicembre. Una tournée, prodotta e organizzata da Friends and Partners, che proseguirà anche nella primavera 2026.

Alleanza CIC-Legambiente per il riciclo organico e l’Italia

Rimini, 6 nov. (askanews) – L’Italia consolida la sua leadership nell’economia circolare. A Ecomondo, il Consorzio Italiano Compostatori e Legambiente hanno firmato un protocollo d’intesa per potenziare il riciclo della frazione organica, che nel nostro Paese rappresenta il 38% del quantitativo complessivo dei rifiuti differenziati. L’obiettivo dell’alleanza migliorare la qualit della raccolta e rafforzare l’impiantistica nazionale.

“I terreni agricoli si stanno impoverendo di sostanza organica – spiega il presidente di Cic, Gianpaolo Vallardi -. Parallelamente a causa dei conflitti che di cui purtroppo conosciamo, siamo a conoscenza, soprattutto la guerra in Ucraina e Russia, il costo del fertilizzante chimico sta esplodendo, sta avendo un picco verticale nei costi. E quindi ci sono due aspetti. L’aspetto economico per cui il compost assolutamente ad oggi economico, forse anche troppo economico, bisognerebbe aumentarsi un po’ il prezzo. E perch dal punto di vista ambientale i terreni hanno assolutamente bisogno di sostanza organica per mille motivi”.

L’accelerazione verso un’economia sempre pi circolare considerata da Legambiente una leva fondamentale per la transizione ecologica, utile a ridurre le emissioni e restituire risorse preziose all’agricoltura attraverso la produzione di compost e biometano. ” una fase due di una collaborazione che con il CIC dura da decenni – ricorda il presidente Legambiente, Stefano Ciafani -. Oggi c’ da fare uno sforzo ulteriore che l’oggetto del protocollo perch crediamo che in questo momento storico sia fondamentale aumentare la qualit della raccolta dell’organico differenziato, aumentare le prestazioni della dotazione impiantistica del paese colmando anche le lacune che ci sono in alcune parti del paese”.

L’alleanza tra le due realt, che si impegna nella promozione di impianti innovativi capaci di coniugare produzione di energia e recupero di materia, trova nella valorizzazione del suolo un obiettivo comune e prioritario. “Legambiente – conclude Vallardi – persegue i nostri stessi fini, la valorizzazione del terreno, la valorizzazione dell’habitat e quindi abbiamo gli stessi obiettivi e quindi dobbiamo essere alleati nella valorizzazione e nella tutela dell’ambiente. E il compost secondo me l’elemento essenziale, l’elemento principe per tutelare e fertilizzare il suolo”.

Investire sulla qualit della raccolta e sulla corretta informazione ai cittadini la condizione essenziale per ottenere compost di qualit elevata e chiudere davvero il cerchio del riciclo organico. Un accordo strategico per un’Italia pi resiliente e attenta alla valorizzazione delle proprie risorse naturali.

A Milano il Festival della Peste indaga il binomio potere piacere

Milano, 6 nov. (Askanews) – A Milano nel quartiere Porta Venezia da mercoled 5 a domenica 9 novembre 2025 torna l’ottava edizione del Festival della Peste, l’appuntamento annuale della Fondazione Il Lazzaretto sotto la direzione di Linda Ronzoni. Il festival rappresenta il momento di apertura pubblica del Lazzaretto, restituendo la sintesi di un anno di lavoro partecipato, attraverso performance, mostre, conversazioni, laboratori, pratiche psico-fisiche, che dalla sede della Fondazione si diffondono nel quartiere con la volont di contagiare l’intera citt di Milano.

Durante l’inaugurazione il co-curatore Salvatore Cristofaro ha raccontato ad Askanews il progetto: “Fondazione Lazzaretto presenta l’ottava edizione del Festival della Peste: l’evento culmine della Fondazione che durante tutto l’anno, il 2025, ha lavorato attorno a un binomio. E tutto partito da un salotto – in questo momento siamo nel salotto della Fondazione – con un incontro del Club dei Pestiferi onorari, in cui con loro abbiamo proprio deciso il binomio dell’anno. Quest’anno abbiamo lavorato sul binomio tra Potere e Piacere cercando di non vederle come due energie opposte, ma due energie che a un certo punto si possono toccare, ma si toccano quando l’una non cerca di sovrastare l’altra. Mi piace parlare del Festival della Peste come un cosmo di lucciole dove ogni lucciola un po’ una sfida, una sfida al rimanere qui e affrontare determinati problemi. Quando il potere diventa ossessione del potere, abbiamo queste redini sempre pi forti e spesso ci dimentichiamo della controparte, che noi siamo umani, che viviamo nel contemporaneo, che abbiamo bisogno anche di provare piacere, provare emozioni. Il festival si sviluppa dal 5 a 9 novembre e in questi giorni abbiamo invitato artisti, performer, insegnanti di meditazione. Ci saranno 18 eventi che spaziano tra opere, installazioni e spettacoli. Abbiamo lavorato tutto l’anno sul concetto delle vibrazioni, quindi sulla risonanza dei corpi, perch ci piaceva un po’ uscire dal primo senso che un po’ ci orienta che quello dello sguardo. E allora togliendo lo sguardo abbiamo parlato dell’ascolto. Non ci poniamo pi nella dimensione di io voglio scrutare l’altro ma io voglio ascoltarlo. Ci siamo chiesti cosa succede quando ci relazioniamo con la parte animale, con la parte vegetale e con la parte minerale. Il piacere noi l’abbiamo connesso anche al piacere di condividere una cena, piacere di condividere il contatto pelle con pelle, il piacere di stare insieme e vibrare insieme. Quello che vuole far passare il Festival della Peste con la Fondazione un po’ il lasciarci contagiare l’uno con l’altro, entrare in sintonia l’uno con l’altro cercando un po’ di sdoganare le visioni egemoniche, le visioni di controllo verticali, ma stare pi su una dimensione organica, fluida, porosa direbbe Walter Benjamin”.

Al centro del festival sono in programma laboratori, performance e installazioni, stratificando esperienze e interrogativi nello spazio con Andrea Q, Camilla Barbarito, Alessia Bernardini / La Nut, Mario Blacon, Nicoletta Cinotti, Circe, Gaia De Megni, Michelangelo Frammartino, Fritto Misto, Valentina Furian, Agnese Galiotto, Maura Gangitano Tlon, Sara Leghissa, Rebecca Moccia, Abe Pazos Solatie, Francesca Proia, Francesca Rossi, Studio Fludd e ultimabaret Titta C. Raccagni e Barbara Stimoli che indagheranno il binomio Potere e Piacere attraverso la loro pratica.

La Fondazione Il Lazzaretto un’istituzione non profit di base a Milano che dal 2014 impegnata nell’ideazione di progetti culturali partecipati all’insegna della sperimentazione tra arti visive, letteratura, performance arts, pratiche psico-fisiche, fotografia, editoria e le loro rispettive contaminazioni.

Milano-Cortina, atti alla Consulta sulla costituzionalità del decreto del governo

Milano, 6 nov. (askanews) – Il Tribunale di Milano chiede alla Consulta di esprimersi sulla legittimità costituzionale del decreto legge approvato nel giugno 2024 dal governo Meloni per assegnare lo status di “ente di diritto privato” alla Fondazione Milano-Cortina 2026.

L’iniziativa giudiziaria, come anticipato dal sito del Corriere della Sera, è del gip Patrizia Nobile che ha accolto la richiesta dei pm milanesi titolari dell’indagine sulle presunte irregolarità nelle procedure di affidamento delle prestazioni tecnologiche per le Olimpiadi invernali tra il marzo 2020 e il marzo 2021.

Secondo la Procura di Milano, che nel maggio 2024 aveva aperto un fascicolo per corruzione e turbativa d’asta, la Fondazione Milano Cortina è a tutti gli effetti un ente di diritto pubblico. Sarà la Corte Costituzionale a sciogliere il nodo giuridico sollevato dal Tribunale di Milano.

Cop30, Lula accoglie i leader: serve "serietà" per salvare pianeta

Roma, 6 nov. (askanews) – Il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ha iniziato a dare il benvenuto a decine di leader mondiali, questa mattina, all’apertura della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, COP30, che si tiene nella città settentrionale di Belém do Parà.

Tra i primi ad arrivare al Parque de la Ciudad de Belém, sede dei dibattiti, il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres e vari rappresentanti di organizzazioni multilaterali e banche, tra cui l’ex presidente brasiliana Dilma Rousseff (2011-2016), ora presidente della Nuova Banca di Sviluppo, nota come “la banca dei Brics”. Per l’Italia partecipa il ministro degli Esteri Antonio Tajani, inviato su delega della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Se non riusciamo ad andare oltre i discorsi e ad agire concretamente, le nostre società perderanno fiducia, non solo nelle Cop30, ma nel multilateralismo e nella politica internazionale in senso più ampio. Ecco perché ho convocato i leader in Amazzonia: per fare di questa la ‘Cop30 della verità’, il momento in cui dimostreremo la serietà del nostro impegno comune per il pianeta”, ha precisato il presidente brasiliano in un articolo pubblicato sul Guardian.

“L’umanità ha dimostrato la sua capacità di superare grandi sfide quando agisce unita ed è guidata dalla scienza”, ha precisato Lula. “Abbiamo protetto lo strato di ozono. La risposta globale alla pandemia di Covid-19 ha dimostrato che il mondo può agire con decisione quando c’è coraggio e volontà politica.

Secondo il presidente del Brasile, “per affrontare insieme questa crisi” climatica sono necessarie più “risorse”. “Dobbiamo riconoscere che il principio delle responsabilità comuni ma differenziate rimane il fondamento non negoziabile di qualsiasi patto climatico”, ha insistito Lula. “Ecco perché il Sud del mondo chiede un maggiore accesso alle risorse, non per carità, ma per giustizia. I paesi ricchi hanno tratto i maggiori benefici dall’economia basata sul carbonio. Ora devono assumersi le proprie responsabilità, non solo assumendo impegni, ma onorando i propri debiti”, ha commentato.