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Milano-Cortina, atti alla Consulta sulla costituzionalità del decreto del governo

Milano, 6 nov. (askanews) – Il Tribunale di Milano chiede alla Consulta di esprimersi sulla legittimità costituzionale del decreto legge approvato nel giugno 2024 dal governo Meloni per assegnare lo status di “ente di diritto privato” alla Fondazione Milano-Cortina 2026.

L’iniziativa giudiziaria, come anticipato dal sito del Corriere della Sera, è del gip Patrizia Nobile che ha accolto la richiesta dei pm milanesi titolari dell’indagine sulle presunte irregolarità nelle procedure di affidamento delle prestazioni tecnologiche per le Olimpiadi invernali tra il marzo 2020 e il marzo 2021.

Secondo la Procura di Milano, che nel maggio 2024 aveva aperto un fascicolo per corruzione e turbativa d’asta, la Fondazione Milano Cortina è a tutti gli effetti un ente di diritto pubblico. Sarà la Corte Costituzionale a sciogliere il nodo giuridico sollevato dal Tribunale di Milano.

Cop30, Lula accoglie i leader: serve "serietà" per salvare pianeta

Roma, 6 nov. (askanews) – Il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ha iniziato a dare il benvenuto a decine di leader mondiali, questa mattina, all’apertura della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, COP30, che si tiene nella città settentrionale di Belém do Parà.

Tra i primi ad arrivare al Parque de la Ciudad de Belém, sede dei dibattiti, il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres e vari rappresentanti di organizzazioni multilaterali e banche, tra cui l’ex presidente brasiliana Dilma Rousseff (2011-2016), ora presidente della Nuova Banca di Sviluppo, nota come “la banca dei Brics”. Per l’Italia partecipa il ministro degli Esteri Antonio Tajani, inviato su delega della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Se non riusciamo ad andare oltre i discorsi e ad agire concretamente, le nostre società perderanno fiducia, non solo nelle Cop30, ma nel multilateralismo e nella politica internazionale in senso più ampio. Ecco perché ho convocato i leader in Amazzonia: per fare di questa la ‘Cop30 della verità’, il momento in cui dimostreremo la serietà del nostro impegno comune per il pianeta”, ha precisato il presidente brasiliano in un articolo pubblicato sul Guardian.

“L’umanità ha dimostrato la sua capacità di superare grandi sfide quando agisce unita ed è guidata dalla scienza”, ha precisato Lula. “Abbiamo protetto lo strato di ozono. La risposta globale alla pandemia di Covid-19 ha dimostrato che il mondo può agire con decisione quando c’è coraggio e volontà politica.

Secondo il presidente del Brasile, “per affrontare insieme questa crisi” climatica sono necessarie più “risorse”. “Dobbiamo riconoscere che il principio delle responsabilità comuni ma differenziate rimane il fondamento non negoziabile di qualsiasi patto climatico”, ha insistito Lula. “Ecco perché il Sud del mondo chiede un maggiore accesso alle risorse, non per carità, ma per giustizia. I paesi ricchi hanno tratto i maggiori benefici dall’economia basata sul carbonio. Ora devono assumersi le proprie responsabilità, non solo assumendo impegni, ma onorando i propri debiti”, ha commentato.

Tennis, Atp Finals: Sinner con Zverev, Shelton e (forse) Musetti

Roma, 6 nov. (askanews) – Svelati i gironi delle Atp Finals 2025 in programma a Torino dal 9 al 16 novembre. Jannik Sinner nel girone con Zverev e Shelton, possibile derby con Musetti. Nell’altro raggruppamento ci saranno Alcaraz, Djokovic, Fritz e De Minaur. Nel doppio Bolelli/Vavassori inseriti nel gruppo Fleming.

Atp Finals, i gironi – Singolare Gruppo Bjorn Borg Jannik Sinner Alexander Zverev Ben Shelton Auger Aliassime O Musetti

Gruppo Jimmy Connors Carlos Alcaraz Novak Djokovic Taylor Fritz Alex De Minaur

Doppio Gruppo Peter Fleming

Julian Cash/Lloyd Glasspool Marcel Granollers/Horacio Zeballos Kevin Krawietz/Tim Puetz Simone Bolelli/Andrea Vavassori

Gruppo John Mcenroe Harri Heliovaara/Henry Patten Marcelo Arevalo/Mate Pavic Neal Skupski/Joe Salisbury Christian Harrison/Evan King

Manovra, Conte: è la legge di bilancio più "draghiana" di sempre

Roma, 6 nov. (askanews) – “La pressione fiscale è cresciuta in Italia: negli ultimi dieci anni abbiamo il record della pressione fiscale. Abbiamo il record anche di un ceto medio impoverito, di fasce più fragili, abbiamo il record dei poveri assoluti, record storico. Questi sono diventati inoppugnabili e nello stesso tempo non abbiamo misure per la crescita. Questa è la legge di bilancio veramente più draghiana, forse, se vogliamo usare questo termine, che sia stata mai concepita. E per fortuna che abbiamo portato i soldi del Pnrr, saremmo in piena recessione…”. Lo ha detto il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, nel corso di un punto stampa a Sessa Aurunca, in provincia di Caserta.

Sanità, Schlein: è emergenza e governo non dà risposte

Roma, 6 nov. (askanews) – La sanità è in “emergenza” e “il governo non dà risposte”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein, parlando all’iniziativa ‘il Domani delle donne’. “Siamo di fronte a un’emergenza vera su cui questo governo non dà le risposte che servono. Ho l’impressione che la destra, non avendo il coraggio di dirlo, vuole una sanità a misura del portafoglio delle persone. Chi ha i soldi va dal privato, chi non ce li ha rinuncia a curarsi”.

“C’è un gigantesco conflitto di interessi – ha aggiunto – i grandi imprenditori della sanità privata sono seduti in Parlamento tra le file della maggioranza, il sottosegretario Gemmato ha delle partecipazioni nelle cliniche private”.

Ecomondo, Assitol: biodiesel chiave della neutralit tecnologica

Rimini, 6 nov. (askanews) – Decarbonizzazione dei trasporti: la rotta segnata, ma la strada piena di bivi. A Ecomondo, la fiera dell’economia circolare di Rimini, il dibattito si concentra sul futuro del motore endotermico, oggi al centro delle sfide imposte dalla transizione energetica. La risposta arriva dalla filiera italiana del biodiesel, che chiede una strategia comune basata sulla neutralit tecnologica, valorizzando una risorsa immediatamente disponibile per la transizione energetica. L’obiettivo chiaro: riconoscere il contributo strategico del biodiesel nella decarbonizzazione della mobilit.

Carlotta Trucillo, Vicedirettrice ASSITOL e Segretario Gruppo biodiesel: “Noi pensiamo che il biodiesel sia una risposta fondamentale per la transizione ecologica, sia parte, e debba far parte in pieno titolo del mix energetico che ci permetter di passare in maniera pi veloce e da subito alle nuove sfide che l’ecologia e il mondo ci chiede, l’Europa ci chiede”.

Il biocarburante, utilizzabile sia in blend che in purezza, visto dal settore come una via economicamente efficiente per i trasporti. L’infrastruttura di distribuzione, in teoria, sarebbe pronta per la riconversione, che risulterebbe economica e fattibile. Ma la piena diffusione si scontra con un ostacolo strategico.

Letizia Pasqualini, Responsabile Transizione Energetica Assopetroli-Assoenergia: “Noi riteniamo che i biocarburanti siano una soluzione pronta ed efficace nonch economica e sostenibile per la decarbonizzazione dei trasporti e non solo. Ci che ritengo il principale elemento bloccante per la diffusione dei biocarburanti la mancanza di una strategia integrata, una strategia che metta quindi insieme sia la domanda che l’offerta”.

La sfida, dunque, abilitare all’uso di questi biocarburanti l’enorme parco circolante esistente, visto che il 97 % del trasporto pesante stradale ancora alimentato a diesel. Ed qui che interviene la tecnologia, come il Biodiesel Kit di Refuel Solutions, sviluppato proprio per la conversione per motori industriali e del trasporto pesante.

“Abbiamo deciso di lavorare sui veicoli gi circolanti per abilitarli, sono tantissimi. Pensiamo che il 97% del trasporto pesante stradale alimentato a diesel: milioni di veicoli in Europa senza contare la mobilita off road, in agricoltura, per il movimento terra, la generazione, per il settore navale e ferroviario. La nostra tecnologia compatibile ogni qualvolta ci sia un motore diesel”, ha detto Adriano Cordisco, Amministratore delegato Refuel Solutions

La filiera del biodiesel, riunita a Ecomondo, chiede dunque che sia riconosciuto il suo contributo strategico nella decarbonizzazione della mobilit, permettendo alla neutralit tecnologica di valorizzare al meglio tutte le risorse disponibili, e creare nuove prospettive per un settore che necessita di risposte immediate e concrete.

Spettacolo, Andrea Rizzolini torna in tour con "Th!Nk"



Roma, 6 nov. (askanews) – Uno spettacolo di mentalismo che parla del mentalismo. Uno show che svela al pubblico che la magia non esiste, e allo stesso tempo dimostra che è possibile crederle. “Th!Nk” di Andrea Rizzolini torna in tour ed è pronto a sfidare ancora una volta il pubblico con un assunto che è solo in apparenza una contraddizione: il trucco c’è, ma non vi diciamo quale.

Prodotto da Officine dell’Incanto con la regia di Piero Venesia, lo show fonde teatro, letteratura e filosofia con illusioni spettacolari. Un gioco di specchi in cui l’arte di leggere la mente – resa celebre da serie televisive come The Mentalist o Lie to Me – diventa il punto di partenza per esplorare le contraddizioni del pensiero umano e quelle “zone di frizione” in cui le nostre credenze entrano in contrasto tra loro.

Campione italiano di mentalismo, autore di “Incanti” e capitano della squadra italiana di magia che quest’anno ha fatto dell’Italia la nazione più premiata ai campionati del mondo, Rizzolini parte in tour da Gallarate il 27 novembre (Teatro Condominio), e continua il 29 novembre a Milano (Teatro Lirico), il 30 novembre a Bergamo (Teatro Colognola), per proseguire il 2 dicembre a Brescia (Teatro San Giulia), il 4 dicembre a Modena (Teatro Michelangelo), il 5 dicembre a Padova (Teatro Ai Colli) e il 6 dicembre a Pordenone (Teatro Pileo).

Nello spettacolo, coinvolge il pubblico tra esperimenti psicologici e illusioni percettive: legge nel pensiero una parola, distingue il vero dal falso dal tono della voce, coinvolge tutta la sala in un numero di ipnosi. E lo fa presentando una nuova figura di mentalista: non più un oscuro personaggio dai poteri soprannaturali, né uno Sherlock Holmes dalle abilità straordinarie, ma un illusionista disposto a ragionare con gli spettatori su quanto loro stessi siano disposti a credere a quello che sentono e che vedono.

Confindustria, Bdi, Medef: Ue cambi passo o si rischia declino industria

Roma, 6 nov. (askanews) – Appello urgente di Confindustria, Bdi e Medef all’Europa: è necessario un cambio di passo, altrimenti si rischia il declino dell’industria. In occasione del settimo forum trilaterale tra le tre associazioni imprenditoriali, svoltosi a Roma con la partecipazione del vicepresidente Esecutivo della Commissione europea Stéphane Séjourné e dei presidenti delle tre principali organizzazioni industriali europee – Emanuele Orsini (Confindustria), Peter Leibinger (Bdi) e Patrick Martin (Medef), è stata firmata una dichiarazione congiunta per sollecitare le istituzioni europee a un cambio di marcia nelle politiche industriali.

“Oggi l’Europa si trova a un bivio. Il mondo sta cambiando e l’Europa non può restare a guardare. Ora più che mai, deve affermare la propria indipendenza, proteggere la sicurezza comune e assumere la leadership nello sviluppo delle tecnologie essenziali per i propri interessi strategici”, si legge nel testo sottoscritto dalle organizzazioni che rappresentano gli imprenditori delle prime tre economie dell’Unione europea.

La semplificazione delle regole avviata con i pacchetti Omnibus, un approccio realistico alla neutralità climatica e un bilancio europeo orientato alla crescita sono tra le priorità indicate dalle associazioni degli imprenditori.

“La competitività deve diventare la bussola di ogni politica, regolamentazione e investimento europeo”, è l’indicazione che arriva dagli imprenditori francesi, tedeschi e italiani.

Associazioni: "Aumentare di 5 euro il prezzo delle sigarette"

Roma, 6 nov. (askanews) – AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione AIOM lanciano oggi la campagna di raccolta firme per una proposta di legge d’iniziativa popolare. La richiesta è introdurre un’accisa fissa di 5 euro su tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, compresi quelli di nuova generazione (sigarette elettroniche e tabacco riscaldato). L’obiettivo è contrastare il tabagismo e reperire nuove risorse per il sistema sanitario nazionale. In Italia quasi un quarto degli adulti fuma regolarmente ed è preoccupante anche la diffusione tra i più giovani. Un teenager su cinque tra i 15 e i 19 anni fa un uso quotidiano di sigarette, comportamento che tende poi a mantenere per il resto della vita. Da qui la scelta di lanciare una grande campagna di sensibilizzazione promossa dalla società scientifica (AIOM) e dalle principali fondazioni dell’oncologia (Fondazione AIRC, Fondazione Veronesi, Fondazione AIOM in collaborazione con Fondazione The Bridge).

L’obiettivo è raccogliere, entro la primavera, 50.000 firme autenticate. Saranno poi consegnate, insieme al testo del provvedimento, al Parlamento che dovrà discutere la proposta. La campagna, la prima del genere mai realizzata in Italia, è stata annunciata oggi in un convegno nazionale al Senato promosso da AIOM, alla vigilia del suo XXVII congresso nazionale, su iniziativa della Vice Presidente del Senato Mariolina Castellone.

“Chiediamo alle Istituzioni una legge nelle modalità e nei termini previsti dalla Costituzione – sottolineano Francesco Perrone (Presidente AIOM), Daniele Finocchiaro (Consigliere Delegato di Fondazione AIRC), Giulia Veronesi (Fondazione Veronesi) e Saverio Cinieri (Presidente di Fondazione AIOM) -. Nonostante le norme più restrittive, approvate negli ultimi decenni, ancora troppi cittadini fumano. Il tabagismo rappresenta uno dei più rilevanti fattori di rischio oncologico; vanno quindi incentivati tutti gli strumenti che favoriscano la cessazione. Le esperienze internazionali (in primo luogo di Francia e Irlanda) dimostrano che il forte incremento sostanziale del prezzo delle sigarette rappresenta la sola strategia efficace per abbassare drasticamente il numero di fumatori. Si stima una possibile riduzione del 37% del consumo di tabacchi se si aumentasse di 5 euro il prezzo delle sigarette e degli altri prodotti correlati. Lo scopo è rendere il fumo una pratica davvero costosa e poco sostenibile, soprattutto per i più giovani. Dall’altro, l’incremento delle entrate potrà contribuire a finanziare il servizio sanitario nazionale, a tutto vantaggio dei cittadini colpiti dal cancro (e non solo)”.

Solo nel nostro Paese, le patologie provocate dal fumo generano circa 24 miliardi di euro di costi diretti e indiretti. Solo le ospedalizzazioni per le principali malattie fumo-correlate comportano 1,64 miliardi di euro di spesa annuale. In totale, i prodotti a base di tabacco provocano 93.000 decessi l’anno. Le sigarette non causano solo il carcinoma polmonare ma anche le neoplasie del cavo orale, gola, esofago, pancreas, colon, vescica, prostata e rene. Più in generale, sono almeno 27 le malattie fumo-correlate, tra cui rientrano le patologie respiratorie non neoplastiche, come la broncopneumopatia cronica ostruttiva. Il fumo è anche uno dei più importanti fattori di rischio cardiovascolare: un tabagista presenta un rischio di mortalità, a causa di una coronaropatia, superiore da 3 a 5 volte rispetto a un individuo che non ha mai fumato. D’altro canto, l’invecchiamento generale della popolazione italiana provoca un aumento della spesa pubblica per la sanità. Servono quindi maggiori risorse ed investimenti per continuare a garantire a tutti la migliore assistenza.

“La raccolta di firme inizierà già nei prossimi giorni e potrà sfruttare le reti che sia AIOM che le Fondazioni coinvolte hanno sul territorio nazionale – sottolineano Perrone, Finocchiaro, Veronesi e Cinieri -. Un forte impegno collettivo che coinvolgerà centinaia di volontari e medici oncologi perché, con la raccolta delle 50mila firme, si porti il Parlamento a discutere la proposta. Ci auguriamo che le Istituzioni ai massimi livelli siano sensibili a un tema così rilevante per la sanità pubblica e a una norma che permetta di ridurre il carico di malattia, approvando una legge, magari all’unanimità come già è avvenuto per il diritto all’oblio”.

“La proposta avanzata oggi può essere davvero efficace – conclude Maria Sofia Cattaruzza, Docente del Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive della Sapienza di Roma -. Nel nostro Paese le accise sulle sigarette risultano tra le più basse d’Europa. Sono solo di 3,19 euro per pacchetto contro i 7,45 euro della Francia e i 9,92 della Repubblica d’Irlanda. Questi due Paesi hanno negli ultimi anni introdotto forti rincari sui tabacchi e in entrambi si è registrato un calo del numero di fumatori abituali. Sono esempi virtuosi e quindi anche l’Italia dovrebbe adottare quanto prima provvedimenti simili”.

Bankitalia: evitare ripetute e inattese modifiche alla tassazione delle banche

Roma, 6 nov. (askanews) – Le ripercussioni sui patrimoni di banche ed assicurazioni degli interventi fiscali contenuti in manovra “appaiono contenute” ma “in generale, sarebbe opportuno evitare il ripetersi frequente di inattese modifiche della tassazione”. Lo ha detto il vice capo Dipartimento Economia e Statistica della Banca d’Italia, Fabrizio Balassone, nel corso dell’audizione alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sulla manovra.

“Le ripercussioni degli interventi sulla posizione patrimoniale del complesso degli intermediari appaiono contenute – ha detto – Il sistema bancario italiano è nell’insieme solido, ben patrimonializzato e oggi tra i più redditizi d’Europa. I rischi di credito restano limitati, grazie anche alle buone condizioni finanziarie delle imprese”.

Istat: le persone che rinunciano a curarsi sono salite a 5,8 milioni

Roma, 6 nov. (askanews) – “Nel 2024 il 9,9% delle persone ha dichiarato di aver rinunciato a curarsi per problemi legati alle liste di attesa, alle difficoltà economiche o alla scomodità delle strutture sanitarie: si tratta di 5,8 milioni di individui, a fronte di 4,5 milioni nell’anno precedente (7,6%)”. Lo rileva l’Istat nell’audizione alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sulla manovra.

“La rinuncia a causa delle lunghe liste di attesa costituisce la motivazione principale, indicata dal 6,8% della popolazione, e risulta anche la componente che ha fatto registrare l’aumento maggiore negli ultimi anni: era il 4,5% nel 2023 e il 2,8% nel 2019” spiega Istat.

La rinuncia in conseguenza delle lunghe liste di attesa, prosegue l’Istituto di statistica, “è più elevata per le persone adulte di 45-64 anni (8,3%) e tra gli anziani di 65 anni e più (9,1%). Il fenomeno è più diffuso tra le donne (7,7%), sia nelle età centrali (9,4% a 45-64 anni) sia in quelle avanzate (9,2% a 65 anni e più). Nel 2024 il problema ha interessato il 6,9% dei residenti nel Nord, il 7,3% nel Centro e il 6,3% nel Mezzogiorno; rispetto a cinque anni fa i valori risultano decisamente più elevati: nel 2019 la quota era 2,3% al Nord, 3,3% al Centro e 3,1% nel Mezzogiorno”.

Clima, Pichetto difende l’accordo Ue: "Compromesso equilibrato"

Roma, 6 nov. (askanews) – Su Green Deal e energia con altri Paesi dell’Unione europea si è raggiunto un “compromesso equilibrato”. Lo ha sostenuto il ministro di Ambiente e sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, cercando di difendere l’intesa appena raggiunta a fronte delle critiche ricevute da più parti, sia da alleati di governo, in particolare la Lega, sia dall’industria.

Pichetto ha riconosciuto che l’Italia è stata determinante per rimuovere la minoranza di blocco che avrebbe potuto frapporsi sui pesanti obiettivi di taglio alle emissioni che la Ue si è autoimposta. “La partita era estremamente difficile, c’è stato tutto un percorso per raggiungere l’intesa – ha detto -. Si è aperto un confronto con la minoranza di blocco, eravamo in grado di bloccare” le misure.

Ma poi “noi ci siamo presentati con una serie di temi, che sono quelli che la presidente del Consiglio”, Giorgia Meloni ha illustrato al Parlamento. E incassati questi aspetti l’intesa era “un punto di interesse nazionale notevole”, ha proseguito Pichetto.

Restano dei target molto pesanti. E sono arrivate diverse critiche. Una tra tutte oggi su La Stampa quella del presidente di Federacciai, Antonio Gozzi: “una montagna che ha partorito un topolino. Con l’energia più cara del mondo l’Europa non può essere competitiva. E ricordiamoci – ha avvertito – che in un deserto industriale non cresce nulla di verde”.

Critiche anche sull’effettiva sensatezza dei target, in particolare di tagliare del 90% le emissioni da qui al 2040. Secondo Pichetto, invece, “l’obiettivo è raggiungibile perché i passi della tecnologia e il cambiamento di pelle del sistema industriale ci portano ad accelerazioni notevolissime, quindi è raggiungibile perfettamente nel trend che sta proseguendo”.

E poi ci sono le tappe di flessibilità e possibili revisioni. “Questo è il tema che abbiamo posto: stiamo attenti di non fare dell’Europa un luogo di best practices e poi pagarne conseguenze noi perché il tema climatico è un tema mondiale. L’Europa sulle emissioni pesa per il 6% e l’Italia per lo 0,6%. Si tratta di essere razionali equilibrati e io credo che il compromesso raggiunto è equilibrato”.

“Non dobbiamo commettere l’errore che è stato fatto dalla precedente Commissione europea con il divieto dei motori endotermici al 2035, pensando di sapere come sarebbe stata la tecnologia 15 anni dopo”, ha sostenuto.

Bollette, Pichetto: decreto o provvedimento entro la fine dell’anno

Roma, 6 nov. (askanews) – Il decreto – o il “provvedimento” – sul caro bollette arriverà entro la fine dell’anno, mentre l’intervento sulla parte tecnica riguardante gas, tetto alle emissioni (carbon cap) e intasamento della rete arriverà “prestissimo, io credo già al prossimo Consiglio dei ministri. Pensavo già questo (ieri.ndr) ma io ero a Bruxelles”. Lo ha affermato il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin intervistato a Radio24.

“Poi c’è un ragionamento a livello di governo che stiamo portando avanti, che deve essere un decreto, o un provvedimento, non un una tantum, ma che dia un percorso più strutturale e importante sulle bollette che arriverà entro fine anno”, ha detto.

Iveco, utile III trim cala a 40 mln esclusa Difesa, tagliata guidance

Milano, 6 nov. (askanews) – Iveco chiude il terzo trimestre con ricavi consolidati, escluso il business Defence dopo l’accordo raggiunto per la cessione a Leonardo, pari a 3,1 miliardi di euro rispetto a 3,2 miliardi di euro nel terzo trimestre 2024. I ricavi netti delle attività Industriali sono stati pari 3,04 miliardi di euro (da 3,1 miliardi nel terzo trimestre 2024), con maggiori volumi e migliore mix in Bus che compensano parzialmente minori volumi in Truck e un impatto negativo dei tassi di cambio.

L’Ebit adjusted è stato pari a 111 milioni di euro (da 183 milioni di euro), con un margine del 3,6% (5,7% nel terzo trimestre 2024). L’Ebit adjusted delle Attività Industriali è stato pari a 76 milioni di euro (da 144 milioni di euro), principalmente per effetto di minori volumi e minor assorbimento dei costi fissi per Truck, e di un maggior costo del prodotto per Bus, parzialmente compensati da azioni di contenimento delle spese generali, amministrative e di vendita. Il margine Ebit adjusted delle Attività Industriali è stato pari al 2,5% (da 4,6% nel terzo trimestre 2024). L’utile netto adjusted è stato pari a 40 milioni di euro (94 milioni di euro) con risultato diluito per azione adjusted pari a 0,15 euro (0,35 euro nel terzo trimestre 2024).

Il Free cash flow delle Attività Industriali è stato negativo per 513 milioni di euro, principalmente per effetto delle minori vendite, (-283 milioni di euro nel terzo trimestre 2024).

Nel trimestre a livello di business unit, la divisione Truck registra un calo dei ricavi dell’11% a 2 miliardi e un Ebit dimezzato a 59 milioni (da 121 mln) pari a un margine del 2,9% (da 5,4%); Bus ricavi in aumento del 31,4% a 719 milioni e margine in calo al 4% (-110 pb), Powertrain ricavi stabili a 745 milioni, Ebit a 38 milioni (+1 mln) e margine in aumento di 10 pb base al 5,1%.

“Considerando le performance registrate finora, abbiamo rivisto le nostre prospettive finanziarie per l’intero anno. Per il quarto trimestre ci aspettiamo un miglioramento della redditività rispetto all’anno precedente in tutte le business unit e un contributo decisivo del Programma di Efficienza”. Così il Ceo di Iveco, Olof Persson.

Iveco prevede ora un Ebit adjusted fra 830-880 milioni (da 880-980 mln) e 680-730 milioni escluso il business Defence. Confermato il calo dei ricavi fra -3% e -5%, mentre escluso il business Defence le stime sono fra -4 e -6%. L’Ebit adj è atteso fra 700 e 750 milioni (da 750-800 mln) e 550-600 esclusa la Defence. Il cash flow è atteso fra 250 e 350 milioni (da 350-400 milioni), non disponibile il dato esclusa la Defence.

Riguardo la vendita di Defence a Leonardo e l’offerta pubblica di acquisto di Tata Motors “procedono secondo il piano” con l’obiettivo di chiudere la cessione di Idv entro fine marzo 2026. Il Business Defence ha registrato nel terzo trimestre ricavi in aumento a 293 milioni di euro (+9,7%), un Ebit di 25 milioni (+2 mln) e un margine in calo di 10 pb all’8,5%. Nei 9 mesi i ricavi sono aumentati a 908 milioni (+17,2%), l’Ebit adj a 104 milioni (+32 mln) pari a un margine dell’11,5% (+220 pb)

Nei nove mesi esclusa il business Defence l’Ebit adj è diminuito a 399 mln (-262 mln), l’utile netto a 179 milioni (-226 mln), il free cash flow delle attività industriali è negativo per 1,24 miliardi (-419 mln).

Anni di piombo: strategia della tensione, terrorismo e crisi della democrazia

L’espressione anni di piombo, introdotta nel linguaggio comune dopo il film di Margarethe von Trotta “Die bleierne Zeit” del 1981, definisce il periodo di violenze politiche e conflitti ideologici che, tra la fine degli anni Sessanta e i primi Ottanta, mise alla prova la democrazia italiana. Fu una stagione segnata da due estremismi: prima il terrorismo neofascista, poi quello di estrema sinistra.

Dalla strategia della tensione al terrorismo rosso

Il 12 dicembre 1969, una bomba nella Banca Nazionale dell’Agricoltura di piazza Fontana, a Milano, provocò 17 morti e oltre 80 feriti. Inizialmente attribuita agli anarchici, si rivelò opera di gruppi neofascisti legati a Ordine Nuovo. Con piazza Fontana prese avvio la strategia della tensione: una serie di attentati – dalla strage di Gioia Tauro nel 1970 alla strage di Brescia nel 1974, fino al treno Italicus del 1974 e alla strage della stazione di Bologna nel 1980, con 85 vittime – miranti a creare paura e instabilità per spingere il Paese verso un assetto autoritario.

In questo intreccio agivano organizzazioni eversive, settori deviati dei servizi segreti, logge massoniche e strutture parallele come Gladio e la P2. L’Italia appariva come una “democrazia di frontiera” nel blocco atlantico, sospesa tra fedeltà alla NATO e forza di una sinistra comunista di massa.

Dal 1974 lo scenario cambiò: al terrorismo nero subentrò quello rosso, alimentato dalla radicalizzazione dei movimenti sociali post-’68. Le Brigate Rosse, fondate da Renato Curcio, Mara Cagol e Alberto Franceschini, volevano abbattere lo “Stato imperialista delle multinazionali” e instaurare la “dittatura del proletariato”. Dopo anni di sequestri e omicidi, il 16 marzo 1978 colpirono al cuore dello Stato con il rapimento di Aldo Moro.

Il caso Moro e la crisi della democrazia

Presidente della Democrazia cristiana, Moro cercava di superare la logica del blocco politico tradizionale e di avviare un processo di alternanza democratica fondato sul riconoscimento reciproco tra cattolici e comunisti. Il suo assassinio, dopo 55 giorni di prigionia, segnò la fine di una prospettiva di rinnovamento e la sconfitta della mediazione tra le due grandi culture politiche del Paese. Come ha osservato Francesco Biscione, il delitto Moro rappresenta “il punto più alto del conflitto tra logica atlantica e logica costituzionale”.

Le radici sociali e la risposta dello Stato

La violenza di quegli anni si innestò in una società in rapido mutamento: un Paese passato in pochi decenni da agricolo a industriale, dove la crescita economica non fu accompagnata da una piena maturazione democratica. La transizione dal fascismo alla Repubblica era stata incompleta e la cultura politica restava polarizzata tra ideologie inconciliabili.

La reazione dello Stato fu lenta ma determinata: dalle leggi speciali antiterrorismo all’azione di magistrati e forze dell’ordine, che negli anni Ottanta portarono allo smantellamento dei gruppi armati. Le successive commissioni parlamentari — dalla Commissione Stragi alla Moro-2 — tentarono di ricomporre un quadro unitario tra misteri di Stato e verità indicibili.

 

Eredità di una stagione

Gli anni di piombo furono insieme tragedia e laboratorio civile, un periodo caratterizzato da una doppia faccia, come quella di Giano bifronte, simbolo di contrasti e trasformazioni. Da un lato, c’era la violenza politica che minacciava la democrazia, dall’altro, l’emergere di importanti riforme civili che segnarono l’evoluzione del Paese. Come due volti opposti di una stessa moneta, gli anni Settanta riflettevano sia le ombre della violenza e della destabilizzazione, sia le luci del progresso sociale e delle conquiste democratiche: l’Italia approvò lo Statuto dei Lavoratori, il nuovo diritto di famiglia, la legalizzazione del divorzio e dell’aborto e l’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale.

Come scrive Giovanni Moro, gli anni ’70 sono stati il decennio della partecipazione civile e delle riforme, così come sono stati anche il decennio delle vittime e dei carnefici.

La democrazia italiana uscì ferita ma non distrutta: seppe reagire governando i conflitti con la forza della legalità e della libertà.

Non dimenticare

La memoria degli anni di piombo rimane un monito per l’Italia contemporanea. Sebbene l’attuale contesto socio-politico sia profondamente mutato, la sfida di gestire le tensioni interne e difendere le libertà democratiche resta tuttora cruciale. Le nuove forme di radicalizzazione, la diffusione di discorsi d’odio e il deterioramento del dibattito pubblico sono segnali inquietanti di un periodo storico che non può essere dimenticato. La democrazia italiana, pur nelle sue fragilità, continua a fare i conti con il rischio di forze destabilizzanti, ma la sua vera forza risiede nella capacità di confrontarsi con le differenze senza cedere alla violenza.

Una sola regola per Trump: il dollaro. E intanto attacca Mamdani.

L’attivismo di Trump nella politica internazionale, al di là dei suoi effettivi risultati, non certo misurabili sulla base delle sue roboanti dichiarazioni, sta ponendo in secondo piano, da questa parte dell’Atlantico, quanto egli sta combinando negli Stati Uniti, a casa sua.

Con Trump grave involuzione

Ed è un male, perché a quasi un anno dal suo nuovo insediamento alla Casa Bianca sono molteplici i segnali che fanno temere una grave involuzione della democrazia statunitense. Ancora non irreversibili, come l’elezione del nuovo, giovane e radicale sindaco di New York ha testimoniato (e le vittorie delle candidate democratiche in Virginia e New Jersey hanno confermato), eppure sufficienti per destare più d’una preoccupazione. Con criptica disinvoltura, il Presidente ha commentato così il trionfo del “comunista” Zohran Mamdani “Abbiamo perso un po’ di sovranità…a New York, ma ce ne occuperemo”.

L’opinione del politologo Zakaria

Fareed Zakaria ha parlato, intervistato da Monica Maggioni (a In mezzora su Rai3), di uno scivolamento verso una sorta di “democrazia illiberale” (ne aveva già scritto con inusuale preveggenza in un suo libro pubblicato nel 2003); Marco Minniti, presente in studio, ha ribattuto – con qualche ragione – che una democrazia o è liberale o non è, per cui se l’attuale piano inclinato dovesse continuare a tendere in quella direzione si andrebbe verso una inquietante “autocrazia”, ovvero un sistema per il quale da un voto democratico iniziale prende l’abbrivio un sistema che trasforma l’assetto costituzionale di base in qualcosa di diverso. Qualche altro osservatore, va anche oltre parlando – spingendo forse un po’ troppo in là il concetto – di “dittatura presidenziale”.

Ora, al di là delle definizioni semantiche, è certo che l’interventismo trumpiano nello smantellamento di alcuni cardini della democrazia a stelle e strisce rivela un disegno alquanto preoccupante, interpretato da un Presidente egocentrico ed eccessivo ma elaborato da menti che al riparo della popolare vulgata MAGA hanno esattamente l’obiettivo di mutare radicalmente quella che è stata sinora la democrazia in America”, per usare il titolo del celeberrimo saggio di Alexis de Tocqueville.

L’uso spregiudicato degli Executive Orders

I “capi d’accusa” in questo senso – dal debordante utilizzo degli Executive Orders al tentativo di indebolire ogni Agenzia Federale che non si piega ai voleri presidenziali – sono numerosi e meritano uno studio approfondito. Certo che già un loro parziale elenco non può non preoccupare, specie alla luce delle ambigue affermazioni e degli enigmatici silenzi con i quali talvolta Trump ha fatto cenno ad un suo possibile “terzo mandato”, assolutamente incostituzionale. Brividi che corrono lungo la schiena ove si ricordi il drammatico assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021 e l’amnistia in favore dei suoi autori prontamente decisa e attuata da Trump appena rieletto, condannati e ora liberati e così ringraziati. Di fatto, la legittimazione di un violento attacco all’istituzione democratica, alla sua sacralità, al suo indelebile simbolismo liberale faro di speranza e riferimento per tutta la civiltà occidentale.

Ed è forse proprio questo il vero bersaglio della rivoluzione interna al sistema concepita nei think tank finanziati dall’ipermoderna oligarchia plurimiliardaria del Big Tech, veicolata attraverso il movimento MAGA e la volgarità trumpianaalle masse impoverite dalla crisi economica e inebetite dai social media: superare la regola democratica, riscrivere le regole del gioco abolendo ogni limite, adottare e celebrare la regola del dio dollaro, unica e suprema.

Abu Mazen in Vaticano: il confronto che può ridisegnare la rotta del Medio Oriente

Il ritorno della Palestina al centro della diplomazia pontificia Abu Mazen lo ha ricordato con una frase destinata a pesare: “Non posso dimenticare che Papa Francesco riconobbe la Palestina senza che nessuno glielo chiedesse”.

Santa Sede e mondo arabo

È la memoria di una scelta che ha segnato un passaggio epocale nei rapporti tra Santa Sede e mondo arabo, oggi attualizzata nel nuovo quadro aperto da Papa Leone XIV.

Oggi il Presidente palestinese incontra il Pontefice in Vaticano, a quasi un mese dall’entrata in vigore dell’accordo di tregua nella Striscia di Gaza. Non un mero appuntamento protocollare: è un incontro che rimette Roma nella traiettoria del grande nodo geopolitico del nostro tempo.

Una storia di relazioni che continua

Undici anni fa Abbas partecipò, con Papa Francesco, Shimon Peres e Bartolomeo I, alla storica preghiera nei Giardini Vaticani, con la piantumazione dell’ulivo. Quel gesto è diventato elemento identitario della possibile pace: il decennale fu ricordato da Bergoglio lo scorso 7 giugno, nello stesso luogo.

Negli anni, Abbas e Francesco si sono parlati più volte, dentro e fuori agenda. Anche dopo il 7 ottobre 2023, le telefonate furono frequenti, con la ripetuta richiesta di protezione dei civili, tutela dei luoghi sacri, rispetto del diritto internazionale, e condanna dell’uso indiscriminato della forza.

Il ruolo di Leone XIV

Con Leone XIV, Abbas aveva già avuto un colloquio telefonico il 21 luglio scorso, centrato sulle violenze a Gaza e Cisgiordania. In quell’occasione il Papa ricordò il valore del decimo anniversario dell’Accordo globale Santa Sede – Stato di Palestina (firmato nel giugno 2015 e in vigore dal gennaio 2016): architettura diplomatico-giuridica ancora oggi attuale.

Il passaggio cruciale non è celebrare un anniversario, ma riprendere quel metodo: negoziazione, riconoscimento, diritto, diplomazia multilaterale. È qui che la Santa Sede può tornare ad essere riferimento reale nelle fratture mediorientali.

Una speranza realistica

Il vertice di oggi è dunque un segnale politico. Non c’è illusione salvifica e non c’è pacifismo ingenuo: la tregua è instabile, la mappa del conflitto resta incerta, le agende di USA, Israele, Iran e attori regionali non convergono facilmente.

Eppure Roma, quando apre canali, lascia sempre una traccia. Il mondo ha bisogno di luoghi che possano ancora parlare il linguaggio della mediazione. In questo quadro, la Santa Sede – oggi – torna ad essere interlocutore necessario.

Maria e i suoi titoli: dottrina e fede nella ‘Mater populi fidelis’

Il recente documento del Dicastero per la Dottrina della Fede (pubblicato il 7 ottobre u.s.) intitolato Mater populi fidelis (“Madre del popolo fedele”) e approvato da Papa Leone XIV, non rappresenta solo un atto di magistero interno alla Chiesa, ma un intervento che tocca le corde più profonde della devozione popolare e del dibattito teologico, con ricadute significative anche sul piano culturale ed ecumenico.

La Nota intende fare chiarezza sull’uso di alcuni appellativi mariani, valorizzandone alcuni e invitando alla prudenza su altri, in un’ottica che ribadisce con forza la centralità assoluta di Cristo.

Il nodo della Corredentrice

Il titolo di Corredentrice è da tempo oggetto di discussione. Alcuni Papi lo hanno impiegato in passato, spesso in riferimento all’unione di Maria con Cristo sotto la Croce, ma senza una definizione dottrinale precisa. La Nota, invece, lo giudica “inappropriato e sconveniente”.

La posizione del Dicastero — che riprende le riserve espresse già da figure come il cardinale Joseph Ratzinger (poi Benedetto XVI) e oggi confermate da Papa Leone XIV — è chiara: il termine rischia di “oscurare l’unica mediazione salvifica di Cristo”.

Come ricordava Ratzinger, questa formula si allontana dal linguaggio biblico e patristico, generando equivoci. La cooperazione di Maria all’opera della salvezza è realtà indiscussa, ma il titolo di Corredentrice, proprio perché richiede continue spiegazioni per essere compreso correttamente, finisce per non servire alla fede del Popolo di Dio.

La Mediatrice: un confine sottile

Più sfumata la posizione sul titolo di Mediatrice. Le Scritture affermano con chiarezza che Cristo è l’unico Mediatore. Tuttavia, il termine “mediazione” è spesso usato, anche nella vita comune, per indicare cooperazione o intercessione.

In questo senso, la Nota ammette il titolo di Mediatrice solo se inteso in modo subordinato e partecipato: un’espressione che evidenzia la funzione materna di Maria, la quale non diminuisce l’efficacia della mediazione di Cristo, ma anzi la manifesta pienamente.

Particolare cautela è invece richiesta riguardo al titolo di Mediatrice di tutte le grazie. Il documento precisa che nessun essere umano — neppure Maria — può essere dispensatore universale della grazia, che è dono esclusivo di Dio attraverso l’umanità di Cristo.

Maria, in quanto “prima dei redenti”, non può essere mediatrice della grazia che lei stessa ha ricevuto. Tuttavia, l’espressione al plurale, grazie, può avere un significato accettabile se intesa come riferimento all’aiuto — anche materiale — che il Signore concede ascoltando l’intercessione materna di Maria.

Larmonia della fede

In definitiva, la Nota ribadisce un principio centrale della dottrina cattolica: tutto in Maria rimanda a Cristo e trova in Lui il suo senso più pieno.

Titoli come Madre del popolo fedele o Madre dei credenti sono dunque valorizzati perché esprimono con semplicità e profondità la dimensione materna e spirituale di Maria all’interno della Chiesa.

Mater populi fidelis non rappresenta un freno alla devozione, ma un invito a viverla in modo maturo e consapevole: una devozione che unisce affetto e discernimento, evitando formule che, pur nate da sincera pietà, possono generare confusione teologica o squilibri nella comprensione della fede.

Si tratta, in definitiva, di un atto di chiarificazione teologica che mira a custodire la purezza del messaggio cristiano e a favorire un dialogo ecumenico autentico, mostrando come la teologia, lungi dall’essere una disciplina statica, resti un cammino vivo di ascolto e di discernimento per tutto il Popolo di Dio.

Usa, Trump: disposto a parlare con Mamdani, ma sia rispettoso

Milano, 6 nov. (askanews) – Il presidente Usa Donald Trump in un’intervista con il conduttore di Fox News Brett Baier ha dichiarato che il sindaco eletto di New York City, Zohran Mamdani, dovrebbe cercare di instaurare un nuovo rapporto con Washington, avvertendo che Mamdani rischia di perdere molto se non collabora. Trump ha affermato di essere disposto a parlare con Mamdani, ma ha sottolineato che il nuovo sindaco deve essere rispettoso con Washington e con il suo sostegno finanziario alla città, se vuole avere successo.

Usa, Trump: ripresa test nucleari su base paritaria

Milano, 6 nov. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che potrebbe essere al lavoro su un piano per la denuclearizzazione con Cina e Russia, senza però fornire dettagli. “Forse stiamo lavorando a un piano per la denuclearizzazione, tutti e tre. Vedremo se funzionerà”. Lo riportano i media Usa.

Poco prima su Truth Trump aveva scritto: “Gli Stati Uniti possiedono più armi nucleari di qualsiasi altro Paese. Questo obiettivo è stato raggiunto durante il mio primo mandato, incluso un completo ammodernamento e rinnovamento delle armi esistenti.

Considerati i programmi di test condotti da altri Paesi, ho incaricato il Dipartimento della Guerra di iniziare a testare le nostre armi nucleari su base paritaria”.

Senatori Usa a Rubio: in Georgia preoccupa aumento retorica antiUsa

Milano, 6 nov. (askanews) – I senatori statunitensi Jeanne Shaheen (democratico), membro di spicco della Commissione per le relazioni estere del Senato , Roger Wicker (repubblicano), John Curtis (repubblicano) e Sheldon Whitehouse (democratico) e i rappresentanti Joe Wilson (repubblicano) e Steve Cohen (democratico) hanno inviato una lettera bipartisan al Segretario di Stato Marco Rubio, esortando l’amministrazione a difendere gli ex membri del personale statunitense ingiustamente presi di mira dai funzionari georgiani di Sogno Gerogiano nel contesto di un preoccupante aumento della retorica antiamericana.

Nella lettera, i legislatori hanno invitato il segretario Rubio a chiedere alle autorità georgiane garanzie che gli ex dipendenti del Servizio Estero (FSN) dell’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID) e altro personale impiegato dagli Stati Uniti non saranno calunniati o presi di mira. Hanno inoltre chiesto al Dipartimento di Stato di respingere con forza le pericolose falsità diffuse dal partito al governo in Georgia, il “Sogno Georgiano”, che hanno messo in pericolo l’ex personale statunitense.

“Le autorità georgiane, guidate da Sogno Georgiano, hanno ripetutamente proclamato il desiderio di ricostruire le relazioni bilaterali con gli Stati Uniti, ma le loro continue azioni e dichiarazioni indicano il contrario”, hanno scritto i legislatori. “Vi esortiamo a chiedere al governo georgiano garanzie che gli ex dipendenti del Servizio Estero dell’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID) e altro personale impiegato dagli Stati Uniti non saranno calunniati o presi di mira”.

“Il primo ottobre, i media hanno riportato che il capo del Servizio di Sicurezza dello Stato della Georgia, Mamuka Mdinaradze, ha accusato il governo statunitense di fomentare la rivoluzione erogando ‘pagamenti’ ai Servizi di Sicurezza dello Stato, che in realtà erano pagamenti di fine rapporto (pensionamento) previsti dalla legge georgiana a seguito del licenziamento del personale statunitense”, hanno continuato i legislatori. “I suoi commenti sono stati ripresi dai politici del Sogno Georgiano. Questa interpretazione errata sta mettendo a repentaglio i Servizi di Sicurezza dello Stato (FSN). Le dichiarazioni servono anche come importante punto di riferimento: il Sogno Georgiano non ha dimostrato alcuna seria intenzione di cercare di migliorare le relazioni bilaterali con gli Stati Uniti”.

Ambiente, tutti i punti dell’accordo Ue sugli obiettivi climatici

Bruxelles, 5 nov. (askanews) – Che cosa contiene il complicato compromesso sul clima che il Consiglio Ambiente dell’Ue ha raggiunto nelle prime ore di stamattina a Bruxelles, dopo oltre 20 ore di negoziati (soprattutto mediante incontri bilaterali della presidenza di turno danese con i ministri dei diversi paesi membri)?

1) I nuovi obiettivi climatici Innanzitutto, l’accordo permette all’Ue di non presentarsi ‘a mani vuote’ alla trentesima conferenza delle parti (Cop30) della Convenzione di Parigi contro il cambiamento climatico, che si terrà a breve, dal 10 al 21 novembre, a Belém, in Brasile; e questo è un risultato certamente positivo, riconosciuto anche delle Organizzazioni ambientaliste, come ad esempio il Wwf o il World Resources Institute, molto critiche invece su altri aspetti della posizione adottata dal Consiglio.

Rispetto ai due obiettivi di riduzione delle emissioni su cui gli Stati membri dovevano pronunciarsi e impegnarsi a raggiungere, non ci sono state grandi sorprese: da una parte, il Consiglio ha sostanzialmente confermato la proposta di modifica della ‘Legge sul clima’ che la Commissione aveva presentato a luglio per fissare il nuovo obiettivo per il 2040 (-90% delle emissioni rispetto al livello del 1990); dall’altra, i ministri hanno approvato il ‘contributo determinato a livello nazionale’ (Ndc), che i paesi firmatari della Convenzione di Parigi devono aggiornare ogni cinque anni, e che questa volta riguarderà il 2035. Su questo punto, è stata confermata la ‘forchetta’ indicativa di riduzione delle emissioni, tra il 66,3% e il 72,5%, sempre rispetto al 1990, che era già stata proposta in un precedente Consiglio Ambiente il 18 settembre

La soglia più bassa corrisponde al taglio delle emissioni che si raggiungerebbe con un percorso di riduzione lineare tra l’obiettivo già fissato per il 2030 (-55%) e quello finale del 2050 (zero emissioni nette, ovvero riduzione del 100%). La soglia più alta tiene conto, invece del taglio ulteriore delle emissioni che si otterrebbe al 2035 con l’effettiva e piena applicazione della riduzione del 90% al 2040.

La ‘forchetta’ è stata una soluzione negoziale che ha permesso di evitare possibili veti, in particolare dall’Ungheria, per una decisione (quella sull’Ndc da presentare nel quadro della Convenzione di Parigi) che richiede l’unanimità, al contrario delle altre decisioni in campo climatico e ambientale, che si prendono a maggioranza qualificata. In realtà, sottolineano le organizzazioni ambientaliste, il 72,5% sarebbe il minimo per mantenere una traiettoria lineare verso l’obiettivo del 2050, senza dover imprimere una troppo brusca e costosa accelerazione finale.

2) I ‘crediti di carbonio’ internazionali La prima concessione ai paesi, Italia in testa, che volevano più ‘flessibilità’ sul modo di raggiungere gli obiettivi climatici è stato l’aumento dal 3% al 5% (rispetto alla proposta originaria dalla Commissione) della soglia massima delle ‘compensazioni internazionali’ che potranno essere usate per raggiungere l’obiettivo Ue del 90% al 2040, attraverso l’acquisto di ‘crediti di carbonio’ certificati dall’Onu, che finanzieranno delle riduzione delle emissioni attraverso, ad esempio, il passaggio dall’uso di fonti fossili alle energie rinnovabili, o la riforestazione in paesi extra Ue. Il nuovo sistema dei crediti internazionali sarà applicato pienamente dal 2035, con una fase pilota dal 2031 al 2035.

3) Le ‘compensazioni interne’ Su richiesta dell’Italia, ma appoggiata da diversi altri paesi, l’accordo prevede anche la possibilità, per gli Stati membri che vorranno ricorrervi, di utilizzare dei ‘crediti di carbonio’ internazionali anche per contribuire, sempre con una soglia massima del 5%, al conseguimento degli specifici obiettivi nazionali di riduzione delle emissioni che verrà assegnato a ogni Stato membro nel quadro del cosiddetto ‘effort sharing’, la condivisione dello sforzo.

In questo caso, la soglia massima del 5% non si somma al 5% dei crediti internazionali relativi all’obiettivo europeo, gli obiettivi nazionali di riduzione riguardano solo i settori non industriali o energetici, che non sono coperti dall’Ets (il sistema europeo del commercio dei permessi di emissioni). La somma dei target nazionali, infatti, rappresenta circa poco più del 40% dello sforzo complessivo europeo di riduzione delle emissioni (l’obiettivo -90% al 2040). Inoltre, è probabile che solo una parte degli Stati membri farà ricorso a questo strumento volontario, che comunque ha i suoi costi. Secondo alcune stime citate da fonti del Consiglio Ue, il peso effettivo di questi crediti di carbonio per uso nazionale sarebbe limitato a non più dell’1-2 per cento del totale delle emissioni da ridurre entro il 2040. Le richieste degli Stati membri di poter far uso di questo strumento saranno esaminate nell’ambito della revisione degli obiettivi climatici prevista ogni cinque anni.

4) Clausole di revisione e di valutazione E’ un punto che era stato esplicitamente richiesto dai capi di Stato e di governo nel Consiglio europeo del 23 ottobre: una ‘clausola di revisione’ per valutare periodicamente l’avanzamento lungo il percorso verso gli obiettivi climatici, e l’eventuale opportunità di modifiche, adattamenti o forme di sostegno in caso di difficoltà. L’accordo prevede che, a partire da un anno dopo l’approvazione, la Commissione valuti e riferisca ogni due anni ‘in merito all’attuazione degli obiettivi intermedi e delle traiettorie di decarbonizzazione stabiliti’, tenendo conto ‘delle più recenti evidenze scientifiche, dei progressi tecnologici e dell’evoluzione delle sfide e delle opportunità per la competitività globale dell’Ue’.

Questa valutazione con scadenza biennale, che ‘può essere corredata, se del caso, da proposte legislative’, si aggiunge alla già prevista revisione ogni cinque anni, che presuppone la possibilità di modificare gli obiettivi climatici prefissati, se occorre, in un senso o nell’altro.

5) ‘Freno d’emergenza’ per i ‘carbon sink’ Su richiesta francese, è stato concordato che durante le revisioni quinquennali la Commissione, che le conduce, valuti anche eventuali modifiche della legislazione Ue riguardo all’obiettivo climatico del 2040, ‘tenendo conto anche della diminuzione della capacità’ dei pozzi di assorbimento naturale del carbonio (‘carbon sink’). In altre parole, in caso di emergenza (come un disastro naturale), bisognerà valutare l’impatto di una eventuale ridotta capacità naturale di rimozione del carbonio, in particolare nell’uso dei suoli e nella gestione delle foreste, nel paese interessato.

6)Rinvio di un anno dell’Ets2 L’accordo tra i ministri dell’Ambiente prevede lo slittamento di un anno, dal 2027 al 2028, dell’entrata in vigore dell’Ets2, il nuovo, controverso sistema di permessi di emissioni di CO2 che dovranno acquistare i fornitori di combustibili per i trasporti su strada, per il riscaldamento domestico e per le Pmi. Molti Stati membri, come è risultato evidente nel dibattito tra i leader dell’ultimo Consiglio europeo, temono fortemente il malcontento sociale che sarà causato dal conseguente, inevitabile aumento dei costi dei carburanti e delle merci per imprese e famiglie.

L’Ets2 è destinato comunque a finanziare il nuovo ‘Social Climate Fund’, che mira a sostenere le fasce sociali più sfavorite dalla transizione energetica. Era già previsto che Il finanziamento del Social Fund iniziasse nel 2026, con un anno di anticipo rispetto all’entrata in vigore dell’Ets2, e che si dovesse attingere per questo, provvisoriamente, alle entrate dell’attuale Ets. Ora bisognerà raddoppiare a due anni la durata di questo finanziamento provvisorio. Ma allo stesso tempo la Commissione sta studiando possibili modifiche all’Ets2 che ne mitighino al massimo gli effetti sul rincaro dei prezzi dei carburanti, in una situazione in cui resta ancora troppo caro, più in generale, il prezzo dell’energia nell’Ue.

6) Un futuro per i biocarburanti Come ha detto, con soddisfazione, il ministro italiano dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, incontrando i giornalisti stamattina a margine del Consiglio, ‘per la prima volta si portano in una proposta normativa i biocarburanti’, con la prospettiva di continuare a utilizzarli dopo il 2030.

E’ una richiesta che il governo italiano sostiene da anni, in prima linea, e che all’inizio la Commissione aveva ignorato, esprimendo solo una apertura possibilista ai carburanti sintetici. Ora, dopo che Ursula von der Leyen aveva menzionato esplicitamente, per la prima volta, i biocarburanti nella sua lettera ai capi di Stato e di governo in vista del Consiglio europeo del 23 ottobre, si apre finalmente la prospettiva di prevederne l’uso anche in vista della scadenza del 2035, anno in cui potranno essere immesse sul mercato Ue solo veicoli a ‘zero emissioni nette’. L’aspettativa è che questo sia esplicitamente previsto nella revisione del regolamento sulle emissioni di CO2 dei veicoli, quello che ha fissato appunto l’obiettivo per il 2035. Una revisione che la Commissione, sollecitata dagli Stati membri e dall’industria automotive, ha promesso di anticipare al dicembre 2025, un anno prima del previsto.

7)Più tempo per le quote di emissioni gratuite C’è, infine, un punto che riguarda i permessi di emissione gratuiti concessi finora, nell’ambito dell’Ets, alle industrie ad alto consumo energetico, o per le quali è difficile la sostituzione con fonti non fossili (‘hard to abate’). La questione è collegata all’entrata in vigore graduale, a partire dal 2026, del Cbam (‘Meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera’), i nuovi ‘dazi climatici’ sulle importazioni nell’Ue dei prodotti di alcuni comparti ad alta intensità energetica (cemento, ferro, acciaio, alluminio, fertilizzanti, elettricità e idrogeno). Il meccanismo mira a compensare lo svantaggio sui mercato Ue delle imprese europee, rispetto ai prodotti importati da paesi in cui non si applicano normative per l’acquisto dei permessi di emissione analoghe al sistema Ets.

Parallelamente all’attuazione del Cbam, si prevedeva che venissero gradualmente soppresse le quote di emissioni gratuite di cui dispongono le industrie energivore europee, con una eliminazione progressiva dal 2026 al 2034. L’accordo dei ministri dell’Ambiente prevede ora che i permessi di emissione gratuiti siano eliminati ‘a un ritmo più lento, a partire dal 2028’, e senza data finale.

Il testo di compromesso, che il commissario europeo responsabile per la Politica climatica Wopke Hoekstra ha giudicato ‘eccellente’, è stato alla fine approvato a maggioranza qualificata, con il voto contrario solo di Polonia, Ungheria e Slovacchia, e con l’astensione di Belgio e Bulgaria.

Adesso si attendono la discussione e il voto da parte del Parlamento europeo sul testo del regolamento modificato per la legge sul clima approvato dal Consiglio Ue. Un primo dibattito tra gli eurodeputati della commissione Ambiente è previsto già la settimana prossima. Poi dovranno esserci un voto in plenaria e i negoziati dell ‘trilogo’ con il Consiglio e la Commissione, prima dell’approvazione finale.

Bper e Banca Popolare di Sondrio approvano il progetto di fusione

Roma, 5 nov. (askanews) – I Consigli di amministrazione di Bper Banca e di Banca Popolare di Sondrio S.p.A. hanno approvato il progetto di fusione per l’incorporazione di BP Sondrio in Bper. Secondo quanto riporta un comunicato, in linea con i programmi approvati da Consob a giugno 2025, la fusione “costituisce una leva strategica coerente con il percorso di crescita sostenibile e di creazione di valore per tutti gli stakeholder già delineato dai piani industriali”.

“La maggiore scala operativa permetterà al nuovo gruppo di realizzare appieno le economie di scala, incrementare la produttività, migliorare l’efficienza operativa e ottimizzare gli investimenti”, prosegue il comunicato.

In particolare, sono attese sinergie di costo stimate a regime fino a circa 190 milioni di euro ante imposte per anno, derivanti da economie di scala e da una migliore efficienza operativa, con la creazione di una struttura agile, liberando importanti risorse per gli investimenti (anche tecnologici). I costi di integrazione sono stimati complessivamente in circa 400 milioni ante imposte una tantum, e si prevede che siano sostenuti per il 75% entro il 2025 e per il restante 25% entro il 2026.

In base ai termini stabiliti, all’esito della fusione l’assetto del capitale Bper vedrà Unipol Assicurazioni al 18,7%, Fondazione di Sardegna al 7%, Blackrock al 4,7%, JP Morgan Chase & Co al 3,3% e un 66,3% di flottante sul mercato. (fonte immagine: BPER).

Rai, Corsini: bomba Ranucci, giustizia individui presto autori e mandanti

Roma, 5 nov. (askanews) – “Un ordigno sotto l’auto di un giornalista non è soltanto un gesto criminale; è un attacco simbolico alla trasparenza e alla verità. E’ dovere di tutti noi, nell’ambito delle proprie responsabilità e competenze, riflettere sul contesto in cui quest’azione è maturata e augurarsi che la giustizia individui al più presto gli autori immateriali e i mandanti”. Lo ha detto il direttore Approfondimento della Rai, Paolo Corsini, intervenendo in Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.

Legge elettorale, Lollobrigida ‘apre’ trattativa in maggioranza. Anche su indicazione leader

Roma, 5 nov. (askanews) – La linea ufficiale continua a essere quella del “tutto è fermo, nessuna novità”. Anzi, se si pone esplicitamente il tema a interlocutori dei partiti di maggioranza di diverso grado e ruolo, la risposta è tipicamente un ‘non me ne occupo’ o in alternativa un ‘non ci siamo ancora riuniti’. Eppure, di legge elettorale, all’interno della coalizione di centrodestra, si parla da settimane. Anzi, il nodo che condizionerà tutta la fine della legislatura è stato argomento dominante anche nelle trattative per i candidato delle regionali di fine novembre, soprattutto tra Fdi e Lega.

Finora la questione è rimasta pubblicamente sotto traccia. Il leit motiv è che se ne parlerà come minimo da gennaio, superato lo scoglio delle imminenti elezioni e poi della manovra. La base di partenza è un modello simile a quello delle Regionali con assegnazione del premio di maggioranza. Ma se è vero che due indizi fanno una prova, ormai non ci sono più dubbi che quel cantiere sia ufficialmente aperto.

Il primo è un passaggio dell’intervista a Repubblica in cui il presidente del Senato, Ignazio La Russa (peraltro grande esperto della materia) sostanzialmente ammette la concretezza dell’ipotesi che il premierato non sia più il piano A per ottenere una riforma in senso maggioritario del nostro sistema. “Se c’è la volontà politica, si può fare. Se poi non ci si arriva, c’è la legge elettorale”, dice in chiaro la seconda carica dello Stato. D’altra parte, a differenza di quella della separazione delle carriere, la cosiddetta ‘madre di tutte le riforme’ è impantanata alla Camera a ormai un anno e mezzo dalla prima approvazione in Senato. Nè è alle viste un’ipotesi di accelerazione.

Il secondo indizio è una dichiarazione del ministro del’Agricoltura Francesco Lollobrigida, altro punto di riferimento di Meloni su questo argomento (il terzo è Giovanni Donzelli), che a margine del question time alla Camera decide di rispondere, e non di schivare come abilmente sa fare, alle domande su una eventuale prossima riforma del voto. Uno dei nodi del contendere è quello dell’indicazione del capo della coalizione (quello del candidato premier non è possibile a costituzione vigente). Per Fdi è la strada da seguire ma Forza Italia frena. Con molto pragmatismo, Lollobrigida – che per tutta la giornata ha avuto incontri alla Camera – spiega che tutto “è negoziabile”, persino quel punto che invece per i meloniani è ‘storicamente’ dirimente. E, tuttavia, nel aprire formalmente la trattativa, e persino nel fare un’apertura agli alleati, di fatto il ministro dell’Agricoltura lancia loro un avvertimento. “L’indicazione del capo della coalizione, sul modello di quello che accade nelle Regioni, avvantaggia tutta la coalizione”, mentre “l’indicazione dei capi dei partiti, come stiamo già facendo avvantaggia le liste e, nel nostro caso, potrebbe anche favorire Fdi perché chi magari non ci vota ma vuole che il governo continui il suo lavoro è probabile che voti per Meloni. Quindi per noi è win-win”. Un invito, o un monito, ai compagni di coalizione a fare un supplemento di riflessione.

Per Forza Italia resta tuttavia il tema di essere fagocitati anche per la semplice motivazione che è impossibile togliere dal simbolo il nome di Silvio Berlusconi e quindi è necessario trovare un sistema, come appunto potrebbe essere quello dell’indicazione del leader di partito, per mettere in evidenzia il ruolo del segretario. “Come ha detto Tajani – spiega Alessandro Battilocchio, uno dei delegati ‘azzurri’ a sedere al tavolo sulla legge elettorale – siamo scettici a i indicare il nome del premier sulla scheda. Comunque ne discuteremo con gli alleati e poi con tutte le forze in Parlamento. Ad oggi nessuna riunione è stata fatta e non c’è nessuna convocazione programmata, ogni partito sta portando avanti i suoi approfondimenti prima del confronto”. Tra le ipotesi circolate in questi giorni, anche quella dell’indicazione del capo della coalizione sul programma elettorale e non sulla scheda. Una ‘mediazione’ che, tuttavia, non trova riscontro in Fdi.

Non è tuttavia l’unico tema da affrontare. Uno, quello dei collegi uninominali particolarmente caro alla Lega, sarebbe già stato oggetto di trattativa durante la partita delle Regionali. Tanto che secondo fonti azzurre, oltre alla Lombardia, Salvini avrebbe già ceduto anche su questo punto. Non una differenza da poco per un partito territoriale che grazie a quel sistema ha ottenuto più seggi del suo peso specifico. Altro argomento è quello delle preferenze, da sempre sponsorizzate dai meloniani. Tuttavia, tra gli addetti ai lavori c’è anche chi sostiene che il tema sia legato anche al problema della rappresentanza di genere.”Con le preferenze Meloni sarebbe l’unica donne eletta”, afferma Stefano Benigni, vice segretario di Fi.

Altri nodi da sciogliere sono poi quelli dello sbarramento e dell’assegnazione del premio di maggioranza al Senato sulla base dei risultati regionali.

Mostra sui videogiochi Made in Italy inaugurata al Mimit

Roma, 5 nov. (askanews) – Inaugurata, presso l’Atrio di Palazzo Piacentini, la mostra “Videogiochi. Oltre l’intrattenimento”, un percorso espositivo per raccontare un settore economico dell’industria culturale e creativa. Al taglio del nastro, secondo quanto riporta un comunicato, erano presenti il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il presidente della Commissione Cultura della Camera dei deputati, Federico Mollicone, il direttore generale di IIDEA – Italian Interactive and Digital Entertainment Association, Thalita Malagò, e il ceo di Video Games Europe, Simon Little.

“Questa mostra rende omaggio a un settore in forte crescita, che unisce creatività, tecnologia e talento italiano”, ha dichiarato il ministro Urso. “Il videogioco è oggi una componente rilevante dell’industria culturale e creativa, dove nascono nuove professionalità e si sperimentano linguaggi capaci di educare e mettere in relazione le persone”, ha aggiunto il Ministro. “Un ambito in cui l’Italia può esprimere al meglio la propria identità, valorizzando capacità artistiche e competenze innovative che appartengono al nostro Made in Italy”.

La mostra, che esplora il settore dei videogiochi attraverso le sue quattro dimensioni principali – cultura e creatività, educazione, responsabilità e innovazione – proseguirà fino al 14 novembre e sarà visitabile con ingresso libero ogni pomeriggio durante la settimana, dalle ore 17 alle 19, e nei fine settimana del 18-19 e 25-26 ottobre, dalle 10 alle 18. (fonte immagine: MIMIT).

Bankitalia, oscurato sito truffa che ne usava illegalmente nome e logo

Roma, 5 nov. (askanews) – La Banca d’Italia segnala che è stato recentemente oscurato un sito internet fraudolento che utilizzava indebitamente il suo nome e il suo logo.

Con un comunicato, l’istituzione riferisce che il sito, apparentemente dedicato ad attività di “Supervisione e normativa sull’antiriciclaggio” e “Vigilanza antiriciclaggio”, invitava gli utenti a selezionare la propria banca con il falso pretesto di dover aggiornare gli adempimenti relativi alla normativa antiriciclaggio. Una volta effettuata la selezione, veniva aperta una pagina di autenticazione che riproduceva quella della banca indicata, inducendo l’utente a inserire le proprie credenziali bancarie, che venivano così rese disponibili ai truffatori.

La Banca d’Italia, dopo aver richiesto l’oscuramento del sito, ha prontamente informato le Autorità competenti, riservandosi ogni ulteriore iniziativa a tutela degli utenti e della propria immagine. Bankitalia raccomanda di non inserire credenziali o dati personali su siti di dubbia provenienza e di fare sempre riferimento per qualsiasi informazione al sito ufficiale della Banca d’Italia al seguente indirizzo www.bancaditalia.it.

Per qualsiasi dubbio o necessità di chiarimento è possibile anche inviare una richiesta di informazioni tramite la pagina “Servizi on line”.

P.A,Meloni: dopo anni blocchi firmati due contratti pubblici

Roma, 5 nov. (askanews) – “Firmato il rinnovo di due importanti contratti pubblici: enti locali e scuola. Dopo anni di blocchi, restituiamo continuità e rispetto a chi lavora ogni giorno per i cittadini”. Lo scrive su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“I contratti sottoscritti – aggiunge – riguardano la tornata 2022-2024 e prevedono aumenti medi mensili di 150 euro per i dipendenti pubblici di Regioni, Province e Comuni e di 150 euro per i docenti e 110 per il personale ATA. Somme, quest’ultime, che si aggiungono a quelle stanziate per il contratto 2019-2021: 123 euro per i docenti e 89 per il personale ATA. Impegni mantenuti grazie alle imponenti risorse stanziate per il rinnovo dei contratti pubblici, e che hanno visto finora la conclusione anche degli accordi per il comparto funzioni centrali, sanità, difesa e sicurezza”, conclude.

Cédric Klapisch: Firenze come mio film, premio France Odeon toccante

Roma, 5 nov. (askanews) – “Il mio film parla del rapporto che c’è tra la nostra epoca e il passato, ai miei occhi Firenze rappresenta proprio questo, questo incontro così forte tra il passato e il presente. Per questo è stato un premio toccante”: lo ha detto ad askanews il regista francese Cédric Klapisch, commentando la menzione speciale della Giuria Giovani e Premio Foglia d’Oro del Pubblico alla XVII France Odeon a Firenze lo scorso fine settimana, per il suo “La venue de l’avenir” (“I colori del Tempo”, Distr.It. Teodora Film) ambientato nella Parigi contemporanea e nella Francia ottocentesca.

“É stato bizzarro, perché la seconda moglie di mio padre è una storica e ha lavorato molto a Firenze sul Rinascimento, sull’epoca medievale italiana. E dunque ho trascorso moltissimo tempo da ragazzino lì, tantissimo tempo agli Uffizi, ho conosciuto molto bene la storia di Firenze”, ha aggiunto il regista de “L’Appartamento spagnolo” (2002), in Italia per promuovere il suo nuovo film distribuito da Teodora Film e in sala dal 13 novembre, a margine della presentazione all’ambasciata francese in Italia del Prix Palatine 2026.

“È stata quasi una coincidenza buffa, ma anche molto toccante, commovente che questo premio mi sia arrivato dalla città di Firenze”, ha concluso Klapisch, che questa sera incontrerà il pubblico del Nuovo Sacher a Roma dopo la proiezione del film, poi farà tappa a Napoli (7 novembre), Genova (il 10), Bari (11 novembre) Milano e Gorizia (il 13 novembre) e ancora Foggia (14 novembre) e Torino (18 novembre).

Francesca Comencini: quel mio “si pu fallire” piaciuto ai giovani

Roma, 5 nov. (askanews) – ” stata un’esperienza meravigliosa questa del Prix Palatine perch ho potuto incontrare tantissimi ragazzi e ragazze in Francia innamorati dell’Italia e del cinema italiano. Questo importante dirlo, perch forse stando in Italia, e magari in altri ambiti, si pensa problematico, invece nel resto del mondo molto amato e questi ragazzi amano il cinema italiano”: lo ha affermato ad askanews la regista Francesca Comencini, vincitrice del Prix Palatine 2025 – premio cinematografico binazionale assegnato dagli studenti delle scuole superiori di Italia e Francia – con il suo film “Il tempo che ci vuole”.

“E poi stato molto bello perch stata un’occasione per incontrare i ragazzi e le ragazze e comunicare con le generazioni. Questa cosa per me in questo momento molto importante”, ha aggiunto Comencini, che assieme al collega francese Cdric Klapisch, ha dialogato con 200 studenti provenienti da tutta Italia, rappresentanti della grande giuria del Prix Palatine 2026 presentato oggi.

“Senza voler generalizzare, penso che la cosa che stata pi recepita da questi ragazzi nel mio film che si pu fallire. Nel mio film c’ una scena tra il padre e la figlia, quando la figlia in un momento molto difficile della sua adolescenza, in cui il padre le dice ‘si pu fallire nella vita, si fallisce sempre e poi bisogna rialzarsi’. Questa cosa per i ragazzi che hanno un’ingiunzione al successo, immediata e anche finta, quando si racconta loro che per riuscire bisogna fallire tantissime volte, hanno sentito questa cosa”, ha aggiunto la regista.

Il Prix Palatine 2026, unico premio cinematografico binazionale assegnato dagli studenti delle scuole superiori di Italia e Francia, quest’anno ha ottenuto il prestigioso patrocinio dell’Unesco e coinvolger 3.000 studenti e oltre 50 proiezioni organizzate in entrambi i Paesi, dando priorit a inediti e anteprime.

La selezione 2026 del Prix Palatine stata rivelata durante la presentazioen a Palazzo Farnese. In Francia, la giuria giovane vedr “Testa o croce?” di Alessio Rigo de Righi e Matteo Zoppis, un audace western ambientato tra la Maremma e la leggenda, Duse di Pietro Marcello, ritratto visionario della “Divina” Eleonora Duse, e Un anno di scuola di Laura Samani, racconto di formazione ispirato a Giani Stuparich.

In Italia, gli studenti scopriranno “I colori del tempo” di Cdric Klapisch, viaggio nella Parigi impressionista e riflessione sul progresso e sulla memoria, “Dossier 137” di Dominik Moll, thriller morale nella Parigi dei gilet gialli. Entrambi i film sono distribuiti da Teodora. Un terzo titolo sar scelto con il Festival Rendez-vous-Nuovo cinema francese, confermando il legame del Prix Palatine con le principali istituzioni del cinema francese.

Come innovare la progettazione nel settore Difesa e Aerospazio

Roma, 5 nov. (askanews) – Nella sede di RAIT88, societ italiana che da oltre trent’anni affianca i principali player del settore Difesa e Aerospazi, si tenuto l’evento “Soluzioni avanzate per il Settore Difesa e Aerospazio”, in collaborazione con Altium, leader globale nelle piattaforme di progettazione elettronica. Un incontro per presentare soluzioni digitali e metodologie di sviluppo per progettare in modo pi rapido, efficiente e sostenibile, come spiegato da Federico Massimi, Responsabile Ingegneria di RAIT88: “Nel settore della difesa, una progettazione con uno standard elevato passa anche in una documentazione tecnica affidabile e tracciabile. La sfida riuscire a gestire questa complessit in maniera agile, con processi snelli che vanno incontro alle esigenze operative. RAIT88, insieme ad Altium, riuscita a creare un connubio che permette di gestire questo processo. Oltre a usarlo nei nostri processi possiamo adesso offrirlo ai nostri clienti per avere una documentazione in linea con gli standard del settore”.

Nel corso dell’evento, sono stati mostrati casi concreti in cui l’adozione delle tecnologie Altium ha consentito di ridurre tempi di progettazione, garantire piena compatibilit e migliorare la collaborazione tra reparti tecnici e documentali, come confermato da Simone Brendas, Account Manager Altium Italia: “E’ bello incontrare quelli che sono i nostri clienti dal vivo e RAIT88 ci sta permettendo di realizzare questo perch uno dei clienti che usa al meglio la nostra piattaforma di progettazione elettronica. Il problema che nel settore difesa e aerospazio, in questo momento ancora, non vengono adottate tutte le possibilit che questi software ci danno e bisogna scoprirlo. Bisogna far capire che la soluzione che si mette in mezzo a tutti quelli che sono i processi esistenti, sempre articolati e longevi da millenni che per rallentano qualsiasi operazione e che una realt giovane, come ad esempio RAIT88, pu dimostrare che si possono sconfiggere con, ad esempio, il software che d Altium. Siamo qui per incontrare quelli che sono non clienti e clienti per dimostrare che si pu fare meglio”.

Un’iniziativa che si inserisce nel percorso di digital transformation promosso da RAIT88, che vuole creare sinergie tra mondo accademico, industria e difesa, allargando la competitivit tecnologica italiana al panorama internazionale.

Almrasi, Governo: sapevamo di mandato cattura Libia quando fu rimpatriato

Roma, 5 nov. (askanews) – Il governo italiano “era bene a conoscenza dell’esistenza di un mandato di cattura emesso dalla Procura Generale di Tripoli a carico del libico Almasri già dal 20 gennaio 2025”.

E’ quanto si apprende da fonti di governo, che spiegano “come in quella data il Ministero degli Esteri italiano avesse ricevuto, pressoché contestualmente con l’emissione del mandato di cattura internazionale della Procura presso la Corte Penale Internazionale de L’Aja, una richiesta di estradizione da parte dell’Autorità giudiziaria libica. Questo dato – proseguono le stesse fonti – ha costituito una delle fondamentali ragioni per le quali il Governo italiano ha giustificato alla CPI la mancata consegna di Almasri e la sua immediata espulsione proprio verso la Libia”.

Il nuovo sindaco di New York Zohran Mamdani: abbiamo fatto la storia

New York, 05 nov. (askanews) – “Ieri sera abbiamo fatto la storia. Sono orgoglioso di essere qui oggi come sindaco eletto della più grande città del mondo”. Con queste parole Zohran Mamdani ha aperto la sua prima conferenza stampa da neoeletto sindaco di New York dal Flushing Meadows Corona Park nel quartiere di Queens.

Mamdani ha poi promesso di onorare la fiducia ricevuta e costruire un municipio all’altezza delle aspettative. “Il nostro governo sarà guidato dall’integrità e lavorerà sodo quanto i milioni di newyorkesi che rappresenta”, presentando il team che guiderà la transizione verso l’insediamento previsto per il 1° gennaio 2026. “I newyorkesi – ha sottolineato Mamdani – meritano un governo di cui fidarsi”, promettendo un’amministrazione “capace e compassionevole, guidata dall’integrità e disposta a lavorare sodo come i milioni di newyorkesi di questa città”. Mamdani ha poi aggiunto: “La poesia della campagna elettorale è finita, ora comincia la prosa del governo”, annunciando un team di transizione guidato da Alana Leopold e composto da figure di alto profilo come Lina Khan e Melanie Hartzog.

Tennis, Errani e Paolini fuori alle Wta Finals a Riad

Roma, 5 nov. (askanews) – Finisce al round robin l’avventura di Sara Errani e Jasmine Paolini alle Wta Finals a Riad. Come nel 2024 le azzurre sono eliminate nella fase a gironi, ko nel terzo e decisivo match contro Veronika Kudermetova ed Elise Mertens, con un doppio 6-3 in un’ora e 21 minuti di gioco. Una partita in ombra per Sara e Jas (ancora debilitata per via dell’influenza) che non sono riuscite ad arginare la forza della belga e della russa. Sempre costrette a rincorrere nel punteggio, le azzurre hanno raccolto poco nei turni di battuta e hanno faticato a reggere il ritmo da fondo. Diverse sbavature di Errani e Paolini, molto più solide Kudermetova e Mertens che hanno controllato entrambi i parziali.

Tennis, Djokovic: "Finals a Torino? Non ho ancora deciso"

Roma, 5 nov. (askanews) – Novak Djokovic sarà alle Atp Finals 2025 di Torino? Le parole nei giorni scorsi del presidente della Fitp Angelo Binaghi sembravano aver sciolto il dubbio che invece torna d’attualità dopo quanto dichiarato dallo stesso numero 5 al mondo dopo l’esordio vincente all’Atp di Atene (7-6, 6-1 a Tabilo). “Le Finals? Deciderò solo alla fine di questo torneo”. Djokovic sfiderà giovedì nei quarti il portoghese Borges (proprio mentre a Torino è previsto il sorteggio dei gironi).

Mattarella: riconoscenza a forze armate per lealtà e spirito servizio

Roma, 5 nov. (askanews) – “Alle forze armate va la riconoscenza della Repubblica per lo spirito di servizio con cui assolvono ai loro incarichi, con lealtà, con coraggio, con abnegazione, con amor di patria”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della cerimonia al Quirinale per la consegna delle insegne dell’Ordine Militare d’Italia, in occasione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate.

Un “ringraziamento doveroso e sentito va ai familiari che silenziosamente affrontano sovente le difficoltà derivate dalla lontananza dei loro cari e vicinanza alle famiglie dei militari in operazioni”, ha aggiunto.

Regista Klapisch: Mamdani? Giovani arrabbiati chiedono cambiare mondo

Roma, 5 nov. (askanews) – “Ritengo che i giovani, quelli sotto i 25 anni, abbiano in corpo una rabbia molto, molto più forte rispetto a quella della generazione precedente, anche in confronto a quelli poco più grandi, vogliono davvero che il mondo cambi. Si vede tantissimo anche per ciò che riguarda l’ambiente, le pari opportunità, i giovani hanno posizioni molto nette e più radicali, anche in merito al femminismo”: lo ha detto ad askanews il regista francese Cédric Klapisch, in Italia per promuovere il suo nuovo film “I Colori del tempo” distribuito da Teodora Film e in sala dal 13 novembre, a margine della presentazione all’ambasciata francese in Italia del Prix Palatine 2026, premio cinematografico binazionale assegnato dagli studenti delle scuole superiori di Italia e Francia.

“Loro vedono che c’è un problema e quel problema va risolto, cosa che invece la generazione precedente, ad esempio la generazione di Trump, non vede, nega addirittura l’esistenza del problema, per questo ripongo molte speranze in questi giovani”, aggiunge il regista de “L’Appartamento spagnolo” (2002).

I grandi direttori tornano a dirigere l’Orchestra Giovanile Italiana

Roma, 5 nov. (askanews) – L’Orchestra Giovanile Italiana sarà guidata tra il 2026 e il 2028 da musicisti di primissimo piano, a cominciare da Sir Antonio Pappano, che nei mesi scorsi ha visitato la Scuola esprimendo il suo entusiasmo per l’attività formativa che vi si svolge.

Oltre al Maestro Pappano hanno dato la loro adesione direttori che non hanno bisogno di presentazioni, ovvero grandi personalità musicali quali James Conlon, Fabio Luisi, Oksana Lyniv Michele Mariotti, e Corrado Rovaris, cui si aggiungono due direttori emergenti quali la venezuelana Glass Marcano ed il peruviano Dayner Tafur-Díaz: lavorare con loro sarà per i giovani musicisti un arricchimento speciale, e la “personalità” dell’orchestra ne risulterà indiscutibilmente rafforzata.

In questi anni molti appassionati musicisti hanno collaborato con l’OGI, superando le difficoltà del periodo pandemico e garantendo l’elevata qualità delle attività, comprese quelle cameristiche. A tutti va la più profonda gratitudine della Scuola, che continuerà senz’altro ad avvantaggiarsi del loro contributo.

L’Orchestra Giovanile Italiana è un progetto maturo: ha compiuto da poco 40 anni di ininterrotta e gloriosa attività al servizio dei giovani musicisti, ai quali ha offerto straordinarie opportunità di crescita artistica, determinando un salto qualitativo nella vita musicale del Paese.

Oggi l’orchestra è al centro di un ambizioso progetto di ulteriore sviluppo grazie all’impulso impresso dalla Sovrintendente della Scuola Anna Maria Meo, che ha messo in campo le sue energie per ottenere da alcuni celebri direttori d’orchestra la disponibilità a guidare l’OGI, con l’obiettivo di proseguire sulla strada tracciata da Piero Farulli (che, con voce tonante, intimava ai più insigni e autorevoli direttori di dare il loro contributo).

“Siamo orgogliosi di essere al fianco della Scuola di Musica di Fiesole e dell’Orchestra Giovanile Italiana – ha affermato Bernabò Bocca, Presidente di Fondazione CR Firenze – poiché esprimono il valore della formazione musicale d’eccellenza. L’OGI è uno dei fiori all’occhiello della vita culturale del nostro Paese: un progetto che incarna la visione di Piero Farulli, quella di una musica intesa come cittadinanza attiva e crescita collettiva, più attuale che mai dopo quarant’anni. Con questo nuovo capitolo, grazie all’impegno della Sovrintendente Anna Maria Meo, l’Orchestra ritrova una dimensione internazionale e un dialogo con un parterre straordinario di direttori. Sostenerla significa investire nel futuro: nel talento, nella disciplina, nella cultura come strumenti di coesione e sviluppo per il nostro territorio”.

“La cultura è il bene più prezioso che abbiamo in Toscana e in Italia – ha dichiarato Eugenio Giani Presidente della Regione Toscana – e in questo senso un tassello fondamentale è rappresentato dalla Scuola di Musica di Fiesole, eccellenza nel mondo, nello spirito del suo grande fondatore il maestro Piero Farulli, che accanto al valore artistico pose sempre anche il valore sociale ed educativo della musica per bambini e ragazzi. I grandi direttori d’orchestra da tutto il mondo tornano a dirigere l’Orchestra Giovanile Italiana, un grande progetto che presentiamo oggi a Roma insieme a Gianni Letta, la sindaca di Fiesole Cristina Scaletti, Bernabò Bocca presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e la sovrintendente Anna Maria Meo.

La musica ha un ruolo fondamentale nel panorama culturale italiano, per questo la valorizzazione dell’Orchestra Giovanile Italiana è centrale anche nell’ottica della candidatura di Fiesole a Capitale della Cultura Italiana 2028, che sosteniamo con grande convinzione”.

I nuovi progetti artistici sono in fase di elaborazione, così come la ripresa e la tessitura di relazioni per sostenere l’OGI con residenze e collaborazioni, ma intanto è possibile dire che l’Orchestra Giovanile Italiana tornerà ad essere presente nelle sale da concerto italiane ed europee.

A quarant’anni dalla sua fondazione, l’Orchestra Giovanile Italiana è di fatto l’orchestra nazionale italiana dei giovani: migliaia di strumentisti l’hanno frequentata in questi anni, compiendo esperienze decisive per il loro futuro professionale. Grandi maestri l’hanno diretta, e celebri solisti hanno collaborato con l’OGI in concerti e tour che hanno fatto la storia della compagine. Riportando a Fiesole i più celebri direttori si offrono ai giovani musicisti opportunità cruciali di crescita artistica, e si riunisce intorno all’orchestra una comunità di musicisti che contribuiranno a farsi “ambasciatori” dell’OGI nel mondo della musica.

Un progetto di questa portata richiede un adeguato sostegno economico e per questo la Scuola di Musica di Fiesole esprime un sincero ringraziamento al Ministero della Cultura, alla Regione Toscana e alla Fondazione CR Firenze per il determinante contributo assicurato fino ad oggi alle attività, tra le quali il percorso formativo dell’Orchestra Giovanile Italiana rappresenta uno degli impegni più onerosi. Il rilancio dell’orchestra si colloca tra le iniziative di maggior rilievo per la candidatura di Fiesole a Capitale italiana della cultura 2028.

Intanto la Scuola di Musica di Fiesole è lieta di poter annunciare che la Giovanile potrà contare, dalla primavera 2026, su una nuova foresteria presso Villa Demidoff a Pratolino. La Scuola ne è grata alla Città Metropolitana di Firenze, proprietaria del complesso monumentale che è anche patrimonio dell’umanità UNESCO tra le Ville e Giardini Medicei.

Ecomondo, design trainante per sostenibilit, va insegnato subito

Rimini, 5 nov. (askanews) – Il design ha un ruolo trainante nella sostenibilit e deve entrare nella formazione fin dalle prime classi: lo afferma Marco Pietrosante, vicedirettore Isia Roma Design, a margine di un convegno a Ecomondo Rimini sulla progettazione sostenibile e il futuro della formazione.

“Il mondo del design ha un ruolo trainante nel mondo della sostenibilit poich il design si occupa essenzialmente di sistemi, cio di progettare attivit all’interno di uno scenario molto complesso che pu intercettare varie professionalit – spiega Pietrosante -. Il designer, che sostanzialmente un coordinatore di competenze molto variegate tra loro che devono confluire in un progetto che abbia coerenza legata proprio al mondo del design, risulta essere uno strumento fondamentale per poter applicare nella quotidianit le conoscenze e anche le tecniche che sono tipiche di una data epoca, di un dato momento”.

Sul fronte della formazione, il vicedirettore Isia sottolinea l’urgenza di un cambio di paradigma didattico: “Siamo convinti che affrontare questi temi un elemento necessario nel bagaglio della formazione dei nuovi designer. Quindi gli studenti devono capire, devono affrontare questi temi fin dalle prime classi di formazione, fino all’uscita del percorso formativo”.

L’intervento si inserisce nel dibattito su come il mondo accademico del design stia rispondendo alle sfide della transizione ecologica, integrando sempre pi la sostenibilit come elemento centrale della progettazione.

Porsche x Smeg: guidati dalla passione, definiti dal design

Roma, 5 nov. (askanews) – Due marchi leggendari – Porsche e Smeg – uniti dalla passione per l’innovazione, la perfezione e l’eleganza senza tempo, Design con un’anima, prestazioni con una visione. Ispirata all’eredit sportiva di Porsche e alla tradizione stilistica di Smeg, questa collaborazione celebra l’equilibrio perfetto tra forma, funzionalit e l’emozione di un design iconico.

A cominciare dalla Collezione 917 Salzburg: 1.970 pezzi in edizione limitata, il frigorifero e la macchina da caff Smeg in rosso Salzburg rendono omaggio alla prima storica vittoria di Porsche alla 24 Ore di Le Mans. Pensati per chi vede nel design non solo stile, ma la potenza di una storia da raccontare.

Ancora, ecco le Collezioni Carrara White Metallic & Shade Green Metallic: le finiture iconiche di Porsche – come Carrara White Metallic, Shade Green Metallic e i dettagli in nero opaco – rivivono in una nuova interpretazione sui prodotti Smeg pi amati: frigoriferi, bollitori, tostapane e frullatori.

Una capsule collection unica, che trascende l’ordinario e fonde l’adrenalina delle corse all’eleganza della vita contemporanea. Oggetti che vanno oltre la semplice funzionalit: sono vere e proprie dichiarazioni di stile, intrise di eredit motoristica e pensate per chi sa apprezzare l’eccezionale.

E’ la fusione di due mondi. l’adrenalina della pista che si fonde con il calore della casa. Celebra quei dettagli che trasformano la vita in qualcosa di straordinario, parlando a collezionisti, appassionati e puristi del design. Pensata per chi sa leggere la poesia nella precisione e trova ispirazione

nell’incontro tra tradizione e lifestyle. Dal rombo della pista al delicato suono del rituale mattutino, Porsche e Smeg raccontano un nuovo capitolo di lusso funzionale.

Sanofi a Scoppito, l’innovazione farmaceutica che genera valore economico

Roma, 5 nov. (askanews) – Sono numeri importanti quelli emersi nel convegno “L’impatto dell’innovazione farmaceutica per la competitivit e la crescita del Paese: l’eccellenza di Sanofi a Scoppito”, in cui stato presentato, realizzato da Sanofi con il supporto di Kpmg Italia, il report 2024 della divisione Italia della multinazionale, che opera in 80 Paesi, un colosso, conferma lo stesso report, che ha generato un Pil nazionale di 505 milioni, con 4.200 posti di lavoro diretti, con farmaci che hanno raggiunto 15 milioni di pazienti e oltre 45 milioni di investimenti in ricerca e sviluppo.

Non casuale la scelta della presentazione nella smart factory globale di Scoppito a conferma del peso dello stabilimento farmaceutico dell’Aquilano. Investimenti che muovono equilibri nazionali e internazionali e anche naturalmente sui territori Un appuntamento che ha dato anche la dimensione del tenore dello stabilimento di Scoppito, che sempre pi si sta specializzando nella produzione di farmaci innovativi per combattere malattie come la sclerosi multipla e malattie rare. Uno stabilimento quello di Scoppito, che oggi impiega 300 persone e ha prodotto nel 2024 un contributo al Pil abruzzese di 74 milioni di euro distribuendo 38 milioni di redditi.

Francesca Comencini: "Il Prix Palatine è un’esperienza meravigliosa"

Roma, 5 nov. (askanews) – “É stata un’esperienza meravigliosa questa del Prix Palatine perché ho potuto incontrare tantissimi ragazzi e ragazze in Francia innamorati dell’Italia e del cinema italiano. Questo è importante dirlo, perché forse stando in Italia, e magari in altri ambiti, si pensa problematico, invece nel resto del mondo è molto amato e questi ragazzi amano il cinema italiano”: lo ha affermato ad askanews la regista Francesca Comencini, vincitrice del Prix Palatine 2025 – premio cinematografico binazionale assegnato dagli studenti delle scuole superiori di Italia e Francia – con il suo film “Il tempo che ci vuole”.

“E poi è stato molto bello perché è stata un’occasione per incontrare i ragazzi e le ragazze e comunicare con le generazioni. Questa cosa per me in questo momento è molto importante”, ha aggiunto Comencini, che assieme al collega francese Cédric Klapisch, ha dialogato con duecento studenti provenienti da tutta Italia, rappresentanti della grande giuria del Prix Palatine 2026 presentato oggi.

“Senza voler generalizzare, penso che la cosa che è stata più recepita da questi ragazzi nel mio film è che si può fallire. Nel mio film c’è una scena tra il padre e la figlia, quando la figlia è in un momento molto difficile della sua adolescenza, in cui il padre le dice ‘si può fallire nella vita, si fallisce sempre e poi bisogna rialzarsi’. Questa cosa per i ragazzi che hanno un’ingiunzione al successo, immediata e anche finta, quando si racconta loro che per riuscire bisogna fallire tantissime volte, hanno sentito questa cosa”, ha aggiunto la regista.

Francesca Comencini e Cedric Klapisch accendono il Prix Palatine 2026

Roma, 5 nov. (askanews) – L’anti-western in Maremma del duo Rigo de Righi-Zoppis e il viaggio nella Parigi Belle Époque di Cédric Klapisch aprono la quarta edizione del Prix Palatine 2026, unico premio cinematografico binazionale assegnato dagli studenti delle scuole superiori di Italia e Francia. Quest’anno il progetto, che ha ottenuto il prestigioso patrocinio dell’Unesco, coinvolgerà 3.000 studenti e oltre 50 proiezioni organizzate in entrambi i Paesi, dando priorità a inediti e anteprime.

“Che bello vedere oggi quasi duecento studenti delle scuole superiori italiane, accomunati dalla stessa curiosità, dalla stessa energia e dallo stesso amore per il cinema!, ha detto Martin Briens, Ambasciatore di Francia in Italia, lanciando il Prix nel Salone d’Ercole di Palazzo Farnese. “Il nostro cinema è un linguaggio comune, è uno spazio di scambio tra i nostri paesi, tra le nostre culture, tra i nostri giovani. Il Prix Palatine ne è una magnifica illustrazione”.

Il Prix Palatine si concluderà a luglio con l’annuncio dei vincitori all’Istituto Italiano di Cultura a Parigi, in presenza dell’ambasciatrice Emanuela D’Alessandro “Il Prix Palatine non è solo un premio – ha sottolineato l’Ambasciatrice D’Alessandro in un messaggio di saluto – è un laboratorio di cittadinanza europea e partecipazione attiva, dove attraverso il dialogo si rafforzano e si rinnovano quei valori che sono alla base della storica amicizia che unisce i nostri Paesi”.

La selezione 2026 del Prix Palatine unisce film che attraversano il tempo e le emozioni, raccontando figure in cerca di libertà tra memoria, identità e desiderio. In Francia, la giuria giovane vedrà “Testa o croce?” di Alessio Rigo de Righi e Matteo Zoppis, un audace western ambientato tra la Maremma e la leggenda, Duse di Pietro Marcello, ritratto visionario della “Divina” Eleonora Duse, e Un anno di scuola di Laura Samani, racconto di formazione ispirato a Giani Stuparich.

In Italia, gli studenti scopriranno “I colori del tempo” di Cédric Klapisch, viaggio nella Parigi impressionista e riflessione sul progresso e sulla memoria, “Dossier 137” di Dominik Moll, thriller morale nella Parigi dei gilet gialli. Entrambi i film sono distribuiti da Teodora. Un terzo titolo sarà scelto con il Festival Rendez-vous-Nuovo cinema francese, confermando il legame del Prix Palatine con le principali istituzioni del cinema francese.

Durante la presentazione ufficiale a Palazzo Farnese, la regista Francesca Comencini, vincitrice del Prix Palatine 2025, e Cédric Klapisch, autore del primo film francese in concorso per il Prix Palatine 2026, hanno dialogato con duecento studenti provenienti da tutta Italia, rappresentanti della grande giuria binazionale del Premio. “Di tanti premi che ho ricevuto questo è il più importante perché viene da voi ragazzi”, ha detto Comencini a quasi duecento studenti venuti da Modena, Roma, Velletri, Caserta, Foggia e Bari, in rappresentanza della grande giuria binazionale del Prix. “Il mio legame con la Francia è antico, viene da mio padre, che si è trasferito con la famiglia quando era piccolo”, ha confidato Comencini. “In un periodo difficile della mia vita, sono tornata a Parigi con lui, trovando in questa città una forma di consolazione e la possibilità di un nuovo inizio”, ha concluso.

Rispondendo ai ragazzi, Klapisch ha invece raccontato: “I film che mi hanno più segnato nella vita li ho visti tra 15 e 18 anni. Per me è importante il dialogo tra generazioni, e il cinema permette proprio questo dialogo”. Il regista francese incontrerà di nuovo gli studenti della giuria giovane alle proiezioni de “I colori del tempo”, presentato in anteprima al cinema Sacher di Roma e al cinema Vittoria di Napoli, prima dell’uscita in sala il 13 novembre distribuito da Teodora Film. “È un film che viaggia nel passato – ha sottolineato il regista francese – ma per parlare al presente perché non è vero, come si dice spesso, che tutto era meglio prima”.

Il Prix Palatine è un festival itinerante che entra nelle scuole e apre le sale cinematografiche, un progetto che mette in luce i talenti emergenti e avvicina il pubblico giovane ai grandi registi contemporanei. Ogni film è accompagnato da dossier pedagogici, incontri e dibattiti con gli autori. Nelle scorse edizioni gli studenti hanno incontrato Maura Delpero, Paolo Sorrentino, Matteo Garrone, Michel Gondry, Nicolas Philibert e molti altri.

I giovani giurati, dopo le proiezioni, potranno votare il loro film preferito e partecipare al concorso video del Palatine Studio Academy, premiato con viaggi di scambio tra Roma e Parigi e con ingressi a Cinecittà si Mostra e al MIAC – Museo Italiano dell’Audiovisivo e del Cinema.

Il progetto è co-finanziato dall’Unione europea – programmi Erasmus+ e Creative Media. Sotto il patrocinio dell’Unesco. Iniziativa realizzata nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola promosso da MiC e MIM.

Il Prix Palatine è sostenuto da Ministère de l’Europe et des Affaires étrangères, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ambasciata di Francia in Italia, Consolato Generale di Francia a Roma, Ambasciata d’Italia in Francia, Consolato Generale d’Italia a Parigi, Consolato Generale d’Italia a Lione, Istituto Italiano di Cultura a Parigi, Istituto Italiano di Cultura a Lione, Rectorat de Paris-DRAREIC, Institut Français Italia, Comites Parigi, Comites Lione, Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea, Cineteca di Milano, Cinecittà, Unifrance.

Il progetto è concepito e realizzato dalle associazioni Palatine e Lutetia, in collaborazione con Primavera Cinema, Eikon e Ulalà Film.

(Copyright Photo Filippo Gori)

Geolier annuncia il nuovo singolo "Fotografia"

Milano, 5 nov. (askanews) – Geolier: reduce dall’annuncio della chiusura del quarto disco, torna a mostrare tutta la sua autenticità e versatilità nel nuovo singolo “Fotografia”, fuori ovunque venerdì 7 novembre. Avava pubblicato a sorpresa poche settimane fa “AMEN Freestyle”, una traccia in cui ha ribadito ancora una volta di essere un fuoriclasse, un artista capace di piegare il linguaggio e la metrica a suo piacimento, con un controllo assoluto.

Forte della sua credibilità in ogni registro, con il brano mostrerà ancora una volta quanto sia uno degli artisti più completi e riconoscibili della scena. La sua autenticità e la sua versatilità, infatti, lo rendono senza dubbio un unicum nel panorama musicale italiano.

“Fotografia” è stato anticipato due giorni fa da un video in studio pubblicato sui canali social dell’artista, arrivato dopo alcuni indizi lasciati in giro nei giorni precedenti. Un singolo che unisce intensità, verità e una scrittura sempre più matura.

Dopo un altro anno in cui ha collezionato successi su successi e battuto numerosi record, il rapper è già pronto a un nuovo salto live con il Geolier stadi 2026, che lo porterà nel suo primo tour negli stadi italiani, da San Siro al Maradona.

Cinema, al via a Roma "Il grande cinema italiano restaurato"

Roma, 5 nov. (askanews) – Il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, insieme al MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, collabora alla rassegna cinematografica “Il grande cinema italiano restaurato” in programma dal 9 al 30 novembre all’Auditorium del MAXXI di Roma.

Tutte le proiezioni avranno inizio alle 11.30 e l’avvio dell’iniziativa sarà domenica 9 novembre con la proiezione del capolavoro di Federico Fellini “La dolce vita” (1960) introdotto da Laura Delli Colli (Presidente del SNGCI). Un affresco visionario della Roma degli anni ’60 in cui Fellini racconta, tra mondanità e malinconia, la crisi di senso di un’epoca alla ricerca della felicità.

Si prosegue sabato 15 novembre con la proiezione di “Pasqualino Settebellezze” di Lina Wertmuller (1975) introdotto dalla presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia Gabriella Buontempo e dal regista e sceneggiatore Valerio Ruiz. Ottavo film di Lina Wertmuller, “Pasqualino Settebellezze” è un’apologia intelligente e feroce dell’arte di arrangiarsi e di sopravvivere a ogni costo. Il film ottenne una candidatura ai Golden Globes e quattro candidature all’Oscar. Il restauro è stato realizzato da CSC – Cineteca Nazionale a partire dai negativi originali 35mm e dalla colonna sonora messi a disposizione dalla RTI S.p.A.

Domenica 16 novembre sarà in programma “Processo alla città” di Luigi Zampa (1952), intenso film di denuncia che racconta la corruzione e le collusioni tra politica e criminalità nella Napoli del dopoguerra. Oltre a ispirarsi a una vicenda processuale che fece epoca (il processo Cuocolo), il film mostra per la prima volta in Italia una sorta di notabilato di camorra; l’introduzione sarà a cura di Francesco Cascini, Magistrato e Sostituto Procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, e da Flavio De Bernardinis storico del cinema e Vice Preside del CSC – Scuola Nazionale di Cinema. Il restauro è stato curato da CSC – Cineteca Nazionale e Gaumont con la collaborazione dell’Associazione di Giuristi Napoletani “Astrea. Sentimenti di giustizia”.

Sabato 29 novembre il regista e sceneggiatore Giorgio Treves introdurrà “Gruppo di famiglia in un interno” di Luchino Visconti (1974), dramma intimo e raffinato che esplora il conflitto tra generazioni e la decadenza della borghesia. Il restauro del film è stato realizzato nel 2019 da CSC – Cineteca Nazionale a partire dal negativo originale 35mm e dal negativo sonoro ottico messi a disposizione da Minerva Pictures Group Srl. Con l’introduzione del montatore Roberto Perpignani, domenica 30 novembre chiuderà la rassegna “La notte di San Lorenzo” di Paolo e Vittorio Taviani (1982), film che racconta in modo poetico un drammatico episodio della Resistenza in Toscana, avvenuto a San Miniato, il paese dei fratelli Taviani, nell’agosto del 1944. Presentato in concorso al Festival di Cannes del 1982, dove vinse il Grand Prix du Jury, il film è stato restaurato da CSC – Cineteca Nazionale e dall’Istituto Luce – Cinecittà e ha vinto il premio Venezia Classici 2018 come miglior restauro alla Mostra del Cinema di Venezia.

“Il grande cinema italiano restaurato” è una rassegna dedicata al grande cinema italiano restaurato e riportato a nuova vita a cura del MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo e del Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero su prenotazione fino a esaurimento posti.

Ciafani (Legambiente): Italia leader circolare, ma manca certezza

Rimini, 5 nov. (askanews) – L’Italia ha una leadership internazionale nell’economia circolare ma continui cambi normativi frenano gli investimenti per i mille impianti necessari a raggiungere l’obiettivo rifiuti zero a smaltimento: lo afferma Stefano Ciafani, presidente di Legambiente, a margine della 27esima Conferenza sul compostaggio e digestione anaerobica del Consorzio Italiano Compostatori a Ecomondo.

“L’Italia ha una leadership internazionale sull’economia circolare. Di questo a volte ne siamo poco convinti nel paese, lo raccontiamo anche poco – spiega Ciafani -. Su certi fronti facciamo meglio della Germania che viene raccontato sempre come qualcosa da replicare. In realt siamo pi bravi noi su alcune filiere, penso agli oli minerali usati o alla filiera dell’organico e del compostaggio e della produzione di biometano dal trattamento del compostaggio”.

“C’ un problema di cambio continuo di normativa che purtroppo non aiuta gli investimenti – prosegue il presidente di Legambiente – perch le imprese hanno bisogno di certezza. Questo mette in difficolt anche l’obiettivo su cui siamo impegnati da anni, quello di costruire mille nuovi impianti per arrivare a rifiuti zero a smaltimento, per contrastare chi pensa che rifiuti zero sia impianti zero. Una soluzione che fa sparire i rifiuti non esiste”.

Ciafani punta il dito contro le responsabilit diffuse: “Bisogna colmare il deficit impiantistico, soprattutto nel centro sud per evitare questo andirivieni di camion che portano i rifiuti da una parte all’altra del paese. Si parla sempre della sindrome Nimby, non nel mio giardino, dei cittadini, ma c’ anche la sindrome Nimto, non nel mio mandato elettorale, di cui affetta la politica, che l’altra faccia della medaglia che porta a non realizzare quegli impianti fondamentali per evitare di portare materie prime seconde e rifiuti da riciclare in altri paesi del pianeta”.

Putin ha ordinato di avviare preparativi per nuovi test nucleari

Roma, 5 nov. (askanews) – Il presidente russo Vladimir Putin ha incaricato il ministero degli Esteri, il ministero della Difesa, le agenzie di intelligence e le agenzie civili di presentare proposte sulla possibilità di prepararsi ai test sulle armi nucleari. La decisione è stata comunicata durante il Consiglio di Sicurezza russo. “Incarico il ministero degli Affari Esteri, il ministero della Difesa della Federazione Russa, i servizi speciali e le agenzie civili competenti di fare tutto il possibile per raccogliere ulteriori informazioni su questa questione, analizzarle a livello di Consiglio di Sicurezza e presentare proposte coordinate sul possibile inizio dei lavori di preparazione ai test sulle armi nucleari”, ha dichiarato Vladimir Putin.

Putin ha definito la situazione relativa all’annuncio di Trump sulla ripresa dei test nucleari un problema serio. “Sì, in effetti si tratta di una questione seria”, così Putin durante l’incontro con i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza russo.

Sembravano mostre, erano il futuro: questi 30 anni della Sandretto

Torino, 5 nov. (askanews) – Il futuro una terra straniera, oltre che una delle grandi mitologie del nostro tempo incatenato a un presente digitale eterno. Ed gi a suo modo commovente che la mostra che celebra i 30 anni della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino sia intitolata “News from the Near Future”, ma la cosa prende ancora pi senso dato che Patrizia Sandretto una delle figure che hanno costruito il modo di pensare il contemporaneo in Italia, anticipando spesso nei suo progetti quello che, a posteriori, abbiamo capito che sarebbe stato “il futuro”. Dalla collezione al museo e poi al modo in cui possiamo pensare l’arte oggi: questo accaduto nei tre decenni di storia della Fondazione: non tutto ci che passato negli spazi di via Modane stato necessariamente indimenticabile, ma gran parte di quello che oggi consideriamo indimenticabile in qualche modo passato anche di li.

E per capirlo basta leggere alcuni dei nomi degli artisti presenti nella mostra, che si articola su due sedi: in Fondazione e al MAUTO. Maurizio Cattelan, Alberto Garutti, Ed Atkins, Giulia Cenci, Arthur Jafa, Simone Leigh, Sarah Lucas, Philippe Parreno, Berlinde de Bruyckere, Tino Sehgal, Cindy Sherman, Rudolf Stingel, Fiona Tan, Wolfgang Tillmans, Rosemarie Trockel, Lynette Yiadom-Boakye, nella prima esposizione. E poi al Museo dell’Automobile il turno di Matthew Barney, Vanessa Beecroft, Thomas Demand, Fischli & Weiss, Claire Fontaine, Mona Hatoum, Thomas Hirschhorn, Damien Hirst, Mike Kelley, Ragnar Kjartansson, Barbara Kruger, Sharon Lockhart, Goshka Macuga, Sandra Mujinga, Shirin Neshat, Paul Pfeiffer, Paola Pivi, Jeff Wall, Rachel Whiteread. vero, gli elenchi in fondo lasciano il tempo che trovano, ma il punto proprio che in questo caso rappresentano invece il senso della portata dell’operazione. Tutto ci che una volta era futuro e adesso diventato la nostra storia, il nostro stesso modo di pensare le opere d’arte e il loro esserci.

Il futuro una terra straniera, dicevamo, soprattutto perch l’ipercapitalismo contemporaneo lo ha divorato prima che ne potessimo fare esperienza, lasciandoci un vuoto nel quale gli artisti hanno saputo entrare e usare questa mancanza per creare un’alternativa. Anche attraverso il dramma di un piccolo scoiattolo suicida o una stanza buia dove appaiono frammenti di memoria evanescenti, che possiamo liberamente sperare siano anche ricordi del domani. Perch l’arte, come mi ha detto una volta Alberto Garutti, in fondo un precipitare vorticosamente verso l’alto. Ecco, proprio cos. (Leonardo Merlini)

Papa Leone ad agronomi e forestali: custodire Terra atto di amore

Roma, 5 nov. (askanews) – Una mattina segnata da commozione e responsabilità quella vissuta oggi dalla delegazione del Consiglio Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali, guidata dal presidente Mauro Uniformi, ricevuta in udienza privata da Papa Leone, alla vigilia dell’apertura del XIX Congresso nazionale dal titolo “Radici nel Futuro”.

Nel suo intervento, il Papa ha rivolto un forte appello alla speranza, invitando i professionisti dell’agricoltura e della forestazione a considerare la loro missione come “una forma concreta di carità verso nostra madre Terra e verso le generazioni che verranno”.

“La terra – ha detto Papa Leone – non è un possesso, ma un dono. Essa ci precede e ci sarà tolta. È madre che nutre, non materia da sfruttare. Chi la coltiva con rispetto e sapienza partecipa all’opera creatrice di Dio e contribuisce alla pace tra gli uomini.”

Il Papa ha espresso gratitudine per il lavoro silenzioso e competente di chi tutela i suoli, le acque, le foreste, ricordando che la crisi ecologica “è anche crisi spirituale” e che la cura del creato nasce da “un cuore riconciliato con Dio e con la natura”, ha poi incoraggiato i dottori agronomi e forestali a farsi “artigiani di un’alleanza nuova tra scienza e coscienza”, mettendo la conoscenza tecnica al servizio del bene comune e non del profitto immediato.

La delegazione del CONAF ha presentato al Santo Padre le linee guida del XIX Congresso nazionale, che si aprirà nel pomeriggio presso la FAO, per poi proseguire in Campidoglio nei giorni 6 e 7 novembre. Il Papa ha benedetto i lavori del Congresso, auspicando che “la cura del suolo diventi anche cura dell’anima, e che ogni atto di tutela ambientale sia un atto di fede nel Dio della vita”, ha infine affidato i professionisti del settore alla protezione di San Francesco d’Assisi, “che seppe cantare la bellezza del creato riconoscendo in ogni creatura un segno dell’amore di Dio”. 

L’incontro in Vaticano si è concluso con l’impegno, da parte dei rappresentanti della categoria, a tradurre le parole del Pontefice in azioni concrete di salvaguardia, educazione e sostenibilità, perché – come ha ricordato Uniformi – “custodire la Terra significa custodire l’uomo”.