L’apprensione per le nuove tendenze politiche
In quel della Sassonia possano contarsi 300.000 cristiani tra cattolici e protestanti, non molti su circa 2.000.000 di cittadini in quella Regione. Dopo il voto di consenso all’AfD il vescovo di Magdeburgo si è affannato a lanciare una dichiarazione per cui si fa appello «ai vincitori delle elezioni affinché rispettino pienamente la Costituzione del nostro Paese, come la Legge fondamentale, e difendano la dignità di tutte le persone». «Chiunque voglia assumersi una responsabilità di governo si assume anche la responsabilità di tutti i cittadini del Paese».
A rincarare la dose la responsabile della Caritas, Eva Welskop-Deffaa, pur riconoscendo la richiesta di un cambiamento di politica della società, avverte che «un Paese senza immigrazione, senza sforzi per la tutela del clima e senza riforme del welfare non ha futuro. Caritas è necessaria ora più che mai per rafforzare la fiducia nel cambiamento all’interno del Paese attraverso il nostro lavoro e per difendere la democrazia con l’impegno di molti».
La sfida per una Chiesa più socialmente attiva
Don Dirk Birgener, presidente di Missio-Aachen, per quanto si comprende, si interroga sul ruolo della Chiesa in un momento in cui le persone si sentono abbandonate. Lo Stato, i partiti politici, i settori chiave dei servizi pubblici e l’impegno civico sono spesso percepiti come assenti. Da qui l’esortazione a un’azione più incisiva della Chiesa, che deve essere maggiormente presente nella vita quotidiana delle persone a sostegno delle loro necessità.
A quanto si legge sono poi seguiti comunicati che esprimono una decisa posizione, un fermo schierarsi: «Benché il risultato elettorale debba essere accettato democraticamente, la Chiesa si impegnerà a vigilare criticamente sul nuovo governo», promettendo di «non distogliere lo sguardo e non tacere se la dignità umana e la Costituzione dovessero venire messe in pericolo».
Il rischio di schierarsi
Sembra che l’arcivescovo di Berlino Heiner Koch abbia detto, in sostanza, che si debba accettare il rischio che la Chiesa possa perdere anche il consenso degli elettori dell’AfD, che le pecorelle abbandonino in sostanza il loro pastore, perché «l’amore di Dio non è compatibile con il nazionalismo etnico, su questo non transigo! Si tratta di temi che per noi cristiani non sono negoziabili, in particolare la dignità umana inalienabile di ogni singolo individuo, indipendentemente dall’origine, dalle capacità o dal sesso. Si possono poi avere opinioni diverse su quali misure concrete debbano essere adottate a livello politico e quali no. Ma la scelta di fondo non è negoziabile».
La schiera richiama il senso di una truppa pronta al confronto senza mediazioni di sorta.
L’opposto richiamo a non ingerirsi nella cosa pubblica
Sul versante opposto è il cardinale conservatore Müller che critica l’ingerenza «illegittima dalla legittima applicazione dei principi morali alla vita pubblica».
Müller contesta «l’abitudine di attribuire aprioristicamente a un intero partito e ai suoi elettori un’ideologia razzista», definendola un’accusa non dimostrata: sarebbe difficile spiegare come milioni di cittadini tedeschi possano aver aderito consapevolmente a un pensiero contrario alla legge morale naturale e, se ciò fosse vero, sarebbe la Chiesa stessa — nelle famiglie, nelle parrocchie, nella catechesi — ad aver fallito nella formazione delle coscienze.
«In un’elezione democratica, ogni cattolico ha il diritto di dare il proprio voto al partito che ritiene in grado di risolvere i problemi del Paese meglio di altri partiti, a condizione che il governo da eleggere democraticamente non ricorra a mezzi immorali né li prenda in considerazione».
E ancora: «Per il mantenimento del potere di un governo eletto a tempo determinato o per le pretese di potere di partiti e coalizioni, un vescovo non deve mai mettere a repentaglio la salvezza eterna di quei cattolici che non votano come lui vorrebbe».
Insomma, si biasima una sorta di abuso dell’autorità spirituale, esortando al rispetto del voto democratico e all’indipendenza della Chiesa.
Il tempo e il dovere dello studio
Sulla questione non si può essere mancanti, monchi di un impegno per mettere a fuoco un pensiero giustificato alla propria coscienza. Per i cattolici un ripasso del catechismo e una lettura dei documenti della Chiesa in tema di dottrina sociale sarebbero un’ottima occasione per orientarsi e dare un nuovo positivo contributo alla realtà sociale oggi in via di cambiamento o di sbandamento.
Ciascun la veda come meglio aggrada.

