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Cattolici, la fatica di coltivare il confronto senza neo collateralismi

Il pluralismo dei cattolici in politica è una ricchezza da preservare. Ma il dialogo non può trasformarsi in un rapporto privilegiato con un solo schieramento, pena l’indebolimento della loro autonomia culturale e politica.

Un confronto utile, ma con interrogativi da non eludere

Il recente incontro promosso da dall’Istituto Sturzo con varie associazioni o movimenti di area cattolica, a Roma, ha rappresentato indubbiamente una boccata d’ossigeno per rafforzare la qualità della nostra democrazia da un lato e, dall’altro e soprattutto, per contribuire a dare maggior robustezza all’elaborazione politica e culturale complessiva. Al riguardo, però, non sfuggono alcune considerazioni che non si possono liquidare allegramente o in modo sbrigativo. Anche perchè proprio attorno al capitolo della democrazia, del ruolo del Parlamento e della solidità costituzionale delle nostre istituzioni non si possono intraprendere scorciatoie furbesche o di comodo. In primo luogo, perchè un incontro così importante e delicato in questa fase storica e politica del nostro paese è stato concluso da due capi della sinistra? Era un convegno dell’alleanza di sinistra e progressista dove, per caso, spiccava solo l’assenza del duo Fratoianni/Bonelli per completare le varie sensibilità della sinistra italiana o era un confronto a tutto campo?

 

Il pluralismo politico dei cattolici e il rischio del neo collateralismo

In secondo luogo il pluralismo politico ed elettorale dei cattolici italiani. Durante l’intera prima Repubblica era abbastanza scontato, nonchè oggettivo, il voto della stragrande maggioranza dei cattolici italiani alla Democrazia Cristiana. Anche se, va pur detto, nessuno nella Dc ha mai sostenuto le ragioni dogmatiche e protocollari dell’unità politica dei cattolici. Semmai, al contrario, erano ragioni dettate solo ed esclusivamente da motivazioni politiche e, soprattutto, di natura storica. Stiamo, per caso, regredendo oggi su questo versante? Ad una sorta, cioè, di neo collateralismo alla rovescia? Dove non sono più i partiti a rivendicare l’appoggio politico ed elettorale dei cattolici ma singoli movimenti che si schierano, seppur del tutto legittimamente, pregiudizialmente a favore di qualche soggetto politico? Anche perchè, di grazia, cosa c’entrano il profilo, la natura, la cultura e i valori di Schlein e di Conte con la storia, la tradizione, la cultura e il pensiero del cattolicesimo politico italiano, seppur variegato e composito al suo interno? Perchè un conto è avere tutti gli esponenti politici come interlocutori – ci mancherebbe – altro è elevare qualcuno ad interlocutori esclusivi di quel vasto e ricco patrimonio politico e culturale.

 

La specificità dei cattolici si difende con il dialogo

In ultimo, ma non per ordine di importanza, se nella democrazia dell’alternanza – anche se, purtroppo, oggi è ispirata ad una rigorosa e dannosa deriva estremista, populista, radicale e massimalista – alcuni cattolici scelgono pregiudizialmente un campo politico si corre il serio rischio di impoverire e, soprattutto, di indebolire proprio quella specificità e quella originalità che da sempre caratterizzano la storia e l’esperienza dei cattolici impegnati in politica. Cattolici che, detto fra di noi, non hanno mai individuato nella loro maggioranza l’opzione radicale, populista, massimalista ed estremista come un approdo definitivo. A prescindere dal campo politico che interpreta quelle precise e definite derive. Ecco perchè, al di là di ogni altra considerazione, anche oggi – soprattutto oggi – il rapporto tra i cattolici e la politica, sempre laico e scevro da corsie preferenziali o da singolari ed originali neo collateralismi, merita di essere affrontato non con le scorciatoie o gli interessi momentanei dei singoli o di alcune sigle ma, semmai, attraverso il faticoso ed impegnativo metodo del confronto e del dialogo a tutto campo. Consapevoli che la nostra comune cultura di riferimento non si può ridurre ad un fatto di semplice appoggio elettorale o, peggio ancora, di ricerca di singole ed accomodanti candidature.