A ogni passaggio di pontificato – soprattutto in una fase di trasformazione storica come è l’attuale – si impone un doppio lavoro: capire chi è il nuovo successore di Pietro e in quale contesto si trova a guidare la Chiesa. È ciò che ci proponiamo con questo fascicolo, che non è una mera raccolta di articoli su un nuovo papa, ma il tentativo di leggere la sua Chiesa come intreccio di istituzione e carisma, memoria e innovazione, continuità e discontinuità. È una tensione che investe il rapporto tra autorità e consenso, tra dottrina ed esperienza, tra struttura e vita (Luca Diotallevi).
Il pontificato apertosi nel 2025 appare così, fin da subito, inscrivibile in una stagione di “cambiamento d’epoca” piuttosto che di semplice successione di eventi. Già i primi gesti lo dicono: Leone XIV punta su discorsi densi e teologicamente strutturati (Dario Edoardo Viganò) e la forma stessa della comunicazione diventa contenuto ecclesiastico, in stile agostiniano, contribuendo a ridefinire l’orizzonte teologico del suo pontificato (Paolo Bettiolo).
Il quadro è complesso. Mentre la “religione di Chiesa” declina in Occidente, la religiosità non scompare: si pluralizza, diventa fluida, individualizzata (Stefania Palmisano). Leone XIV arriva con una biografia “ibrida” – americano di nascita e formatosi anche in America Latina – che riflette le tensioni del cattolicesimo globale (Massimo Faggioli). Non è riducibile a categorie tradizionali, né a logiche geopolitiche. Le sue parole su pace, giustizia e verità confermano una linea autonoma: la Chiesa fa “solo” la Chiesa, senza schierarsi (Adriano Roccucci).
Ma ci sono anche dinamiche interne: il rapporto con la Curia e la Cei (Enrico Galavotti); le trasformazioni normative e istituzionali della Santa Sede e dello Stato Vaticano (Matteo Carnì) e il sistema economico-finanziario (Federico Antellini Russo e Giovanni Farese). E poi le grandi questioni: la funzione dell’intellettuale cattolico (Renato Moro), l’impegno politico dei cattolici (Guido Formigoni; Michele Marchi), il terreno sensibilissimo del ruolo delle donne (Adriana Valerio; Liviana Gazzetta), le dinamiche dell’ecumenismo in un contesto di crisi delle Chiese (Luca Ferracci), il ruolo dei movimenti ecclesiali nella configurazione del cattolicesimo contemporaneo (Carlo Marroni). Non meno significativa è la dimensione culturale e simbolica che attraversa la Chiesa contemporanea, come mostra la rilettura di figure quali Francesco d’Assisi (Maria Giuseppina Muzzarelli).
L’islamista e politologo francese Olivier Roy ci ha inoltre concesso un’intervista che permette di allargare ulteriormente lo sguardo alle trasformazioni globali del fenomeno religioso e alle forme del dialogo interreligioso.
[Il testo è tratto dalla newsletter della rivista]
