Home GiornaleCi lascia Riccardo Pratesi, persona di scienza e d’impegno

Ci lascia Riccardo Pratesi, persona di scienza e d’impegno

Il ricordo di un fisico capace di unire ricerca, cultura umanistica e passione civile. Una tradizione preziosa che rischia di disperdersi e che chiede di essere rinnovata.

Mi scuote la notizia della morte di Riccardo Pratesi, professore emerito di Fisica della materia a Firenze e Presidente del Circolo di cultura politica Fratelli Rosselli, di cui mi sento partecipe fin da ragazzo.

Sarebbe importante non smarrire la tradizione di non pochi uomini di scienza con una solida preparazione umanistica (Pratesi, per inciso, proveniva dal liceo classico) e inclini all’impegno civile. Un filone, temo, che, se non rinnovato e ridefinito, corre il rischio della dissipazione.

Non a caso, il nome di Pratesi, appassionato ricercatore di Elettronica Quantistica, è legato anche ai Convegni promossi dal Circolo Rosselli e intitolati a un altro uomo di scienza e d’impegno come Luigi Amaducci, docente di Neurologia. Era morto da poco, nel 1998, quando lo citai in occasione del mio primo intervento a un congresso regionale di partito, ricordando la lucidità e l’acume dei quali egli aveva dato prova mostrando il nesso tra il reddito delle persone più anziane, la loro salute e la conseguente spesa per il Servizio sanitario nazionale.

Che si tratti degli aspetti più reconditi della materia e dellenergia, dello studio delle patologie degenerative o dello sforzo volto a umanizzare e a rendere più giusta la società e la stessa organizzazione del sapere e dei saperi, occorrono tenacia, slancio, passione, spirito di abnegazione. Impegnative virtù che persone come Pratesi ci lasciano in eredità.